CARLO SACCONAGHI: UN LONATESE DA NON DIMENTICARE!

(da "La Nona Campana", settembre 1993)


Rileggiamo le pagine della tragica storia di oltre sessant'anni fa, la storia del 1942. È in corso la tragedia della seconda guerra mondiale. I combattimenti sul fronte russo e nelle altre parti dell'Europa hanno raggiunto un grado di atrocità indescrivibile. Pure un consistente contingente italiano opera in una battaglia, che avrà un epilogo disastroso. Ci troviamo nella gelida steppa russa, dove scorre il fiume Don. Degli atti di valore dei nostri soldati ne parlano i giornali dell'epoca. Siamo in possesso della "Prealpina" datata 24 settembre 1942, gelosamente custodita in famiglia, della quale parleremo più avanti.

Il freddo (quaranta gradi sotto zero), il gelo su tutto l'immenso campo di battaglia, l'inadeguato vestiario creavano la cornice che porterà al finale che tutti conosciamo: l'inevitabile sconfitta ad opera delle truppe partigiane.

In questo contesto, con una raffica di mitragliatrice alla testa, finisce i suoi giorni il nostro concittadino CARLO SACCONAGHI, che paga con la vita, assieme a migliaia, centinaia di migliaia di altri connazionali, che non ritorneranno più, i sogni di gloria e di conquista dei folli governanti di quella triste epoca.

Qualcuno ha avuto la fortuna di ritornare a casa da quell'inferno, debilitato nel fisico e nello spirito. Fra questi un testimone oculare, compagno di sventura del Signor Sacconaghi. Si chiamava Carlo Bertolli: era nato nel 1920 ed era successivamente morto a Lonate nel 1943, minato dalla malattia causata dalla vita impossibile sui gelidi campi della Russia. Il Sig. Bertolli ha infatti raccontato alla famiglia Sacconaghi di aver purtroppo assistito a quella scarica di colpi di mitragliatrice, che chiuse la vita del compaesano.

I Signori Antonio Sacconaghi (deceduto nel 1964) ed Erminia Ferrario (deceduta nel 1985), genitori di Carlo; Ines, Franco ed Angelina, sorelle e fratello del caduto in guerra, già sapevano della fine del loro congiunto, prima ancora che la guerra terminasse. Il Signor Franco ha raccontato che, seguendo la tradizione di quei tempi che continua ai giorni nostri, venne recitato il Rosario in suffragio del defunto nella casa di via Roma 8, dove abitava la famiglia Sacconaghi.

La "Prealpina" citata sopra, nell'articolo intitolato "Albo di Gloria", pubblicava la fotografia di Carlo Sacconaghi con un luogo commento "stile regime", che oggi sarebbe fuori luogo. Ci teniamo a precisare che l'identità del Caduto in guerra è sicura e veritiera. Confermiamo questo perchè in occasione del ritorno di un'altra salma dall'ex Unione Sovietica, qualche compaesano ha dimostrato scetticismo circa l'esatta identità dei resti contenuti nelle cassette, ai quali resti sono stati tributati, nelle solenni cerimonie, tutti gli onori religiosi civili e militari che hanno commosso la popolazione lonatese. Nel caso del Signor Carlo ci sentiamo in obbligo di dover smentire assolutamente la possibilità di eventuali dubbi.

È stato il Cappellano del trentasettesimo Reggimento Fanteria operante nell'ansa del Don a provvedere al recupero pressoché immediato dello sfortunato lonatese e degli altri componenti la nona Compagnia, morti nello stesso frangente, e a dare sepoltura nel piccolo cimitero di Filnovo (un paesino grande poco più di Tornavento e teatro della battaglia). Ogni tomba era numerata, conteneva un solo cadavere con la relativa piastrina di riconoscimento consegnata nel momento dell'arruolamento. Inoltre, nei registri ufficiali di tutti i militari che avevano prestato servizio presso il trentasettesimo fanteria di stanza ad Alessandria risulta il nome del Sacconaghi: il mese e l'anno della morte, il numero di tomba (che sarà il 29, e quindi uno dei primi ad essere sepolti dopo la disastrosa battaglia).

Il signor Carlo Sacconaghi (1913-1942)Il cippo che ricorda Carlo Sacconaghi al Campo delle Rimembranze di Lonate Pozzolo

Il signor Carlo Sacconaghi (1913-1942) in una foto d'epoca e (a destra)
il cippo che lo ricorda al Campo delle Rimembranze di Lonate Pozzolo

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Qualche notizia ora del nostro valoroso concittadino:

Carlo nasce a Lonate Pozzolo L'8 settembre 1913, è il secondo di 4 fratelli. Gli altri sono Ines, Franco e Angelina, tutti viventi al momento del rientro della salma a Lonate.

A 20 anni parte per il servizio militare di leva. Viene assegnato al Trentasettesimo fanteria. Ritorna a casa, va a lavorare in Banca a Milano; si sposa nel 1940. Nasce Piera, una bella bambina. Poco tempo dopo viene richiamato per quella tragica avventura che è la guerra. Piera è piccolissima, e non lo rivedrà più. La mamma di Carlo, morta nel 1985 all'età di 97 anni, conservava gelosamente nel suo borsellino l'ultima cartolina spedita dal figlio dal fronte russo, che il Signor Franco ci ha mostrato in visione e che recita testualmente così:

"Cari genitori, ho ricevuto con immenso piacere la Vostra lettera. Mamma, tengo nel portafoglio nel mio cuore la tua immagine speditami. Grazie di cuore. Sempre vi ricordo. Baci a tutti." Firmato: Carlo Sacconaghi. Data: 19/7/1942.

La leggeva tutti i giorni. Le pareva, attraverso la calligrafia, che il figlio fosse quanto mai prossimo a ritornare a casa, pur essendo convinta del contrario. Nonostante il tempo trascorso e l'età avanzata portò nella tomba il suo dolore. Tutti i componenti la famiglia Sacconaghi hanno aspettato per 51 anni di poter onorare le spoglie del loro congiunto, dopo che queste saranno tolte dal temporaneo loculo presso il Sacrario di Redipuglia.

Le sue spoglie mortali furono riportate a Lonate sabato 29 gennaio 1994; le onoranze funebri e la sepoltura nella tomba di famiglia del cimitero avvennero domenica 30 gennaio. Oggi chi ha donato la sua vita per l'Italia può riposare definitivamente accanto ai genitori, in una tomba sulla quale poter piangere e pregare.

 

Per concludere, un'amica con cui ho avuto uno scambio epistolare mi ha segnalato che a Cimbro, frazione del comune di Vergiate (sempre in provincia di Varese), nella piazza della chiesa di San Martino c'è un monumento ai caduti che mi ha fotografato ed inviato. Mi sembra giusto riprodurre qui la scritta su tale monumento perchè mi pare un bel messaggio contro ogni guerra, come quella di cui è stata vittima il povero Carlo Sacconaghi:

Scritta sul monumento ai caduti di Cimbro, frazione di Vergiate (VA): speriamo che l'auspicio si avveri!

 

Già che ci siete, se lo credete, potete dare un'occhiata alla storia recente di Lonate; altrimenti, cliccate qui e tornate indietro.


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