Giovanni Paolo I il Grande

di Demofilo


Leggendo con attenzione l'ucronia pessimista "Anno 126.400.109 d.C." scritta da Riker, ho deciso scrivere qualcosa relativo a questo grande papa, poco conosciuto e poco citato...

6 agosto 1978: da Roma arriva la notizia, il papa è morto. Il santo padre Paolo VI, al secolo Giovambattista Montini, si trovava in vacanza nella residenza estiva di Castelgandolfo e le sue condizioni erano state giudicate buone dagli stessi medici personali, ma la sua anima è ritornata nella Casa del Padre. Improvvisamente quindi i cardinali, i principi della Chiesa, sono chiamati nella Città Eterna per l'elezione del nuovo successore di Pietro il pescatore. La data del Conclave è stata fissata per il 25 agosto ed inizia un'autentica "permanente" sulla nuova figura del pontefice: è la prima elezione dopo il grande Concilio Vaticano II e tutti sanno che è fondamentale rilasciare interviste e dichiarazioni. Sembra quasi un "Conclave in piazza", nella piazza mediatica. Ora infatti i mezzi di comunicazione sono cambiati e in televisione ormai ci sono soltanto programmi ed approfondimenti riguardanti i possibili nuovo pontefici.

25 agosto 1978: inizia il Conclave. La processione dei cardinali si dirige verso la Cappella Sistina, dell'elezione del nuovo vicario dell'Uomo di Betlemme.

26 agosto 1978: iniziano le votazioni. Fuori una folla immensa è pronta ad accogliere il nuovo papa. Dentro invece c'è il testa a testa tra il tradizionalista intransigente, il cardinale Giuseppe Sini, arcivescovo di Genova, e il moderato cardinale Albino Luciani, patriarca di Venezia. Ma il cardianale Giuseppe Benelli, arcivescovo di Firenze, di stampo progressista ha tessuto bene la sua tela ed è il "grande elettorale" di Luciani. Alla terza votazione si sfiora l'elezione, racconterà Luciani: "Dopo il terzo scrutonio mi sarebbe piaciuto scomparire nel nulla...". Si procede per la quarta: è eletto con 101 voti su 111, una maggioranza regale, il quorum più alto nei Concalvi del XX secolo in appena ventiquattro ore. Le schede vengono bruciate: è fumata bianca! Alle 17.30 il cardinale Perlicle Felici compare nel balcone della loggia della Basilica di San Pietro: Abemus papam. E Albino Luciani, papa Giovanni Paolo I, compare poco dopo e, dopo la consueta benedizione, prende il microfono e per la prima volta si rivolge direttamente ai fedeli: "Anche in questo caso il Signore utilizza strumenti insufficenti per far adempiere la sua volontà".

27 agoto 1978: Papa Giovanni Paolo I recita il suo primo angelus e ricorda le sue sensazioni prima di diventare pontefice: "Ieri mattina, io sono andato alla Sistina a votare tranquillamente, mai avrei immaginato cosa stava per succedere..."

3 settembre 1978: solenne cerimonia di inizio del pontificato. Giovanni Paolo I non vuole sentire parlare di "intronazione" ma appunto di inizio del suo lavoro pastorale. Dirà "Sono convinto che anche in questo caso il Signore ha adottato il suo vecchio sistema. Prende i piccoli e li mette in alto, prende le genti dalle reti del mare, dal lago e li porta in alto. E' il suo vecchio sistema. Io sono il piccolo di una volta, io sono quello che viene dal mare, io sono la pura er povera polvere".

28 settembre 1978: Papa Giovanni Paolo I nomina nuovo segretario di stato il cardinale Karol Wojtyla, vescovo di Cracovia dopo il rifiuto del cardinale Benelli.

3 marzo 1979: Papa Giovanni Paolo I si reca in nel paese natale a Canale d'Agordo dove rende omaggio alle tombe dei genitori nel cimitero cittadino.

15 maggio 1979: si reca in Messico, paese che da anni aveva interrotto i rapporti con la Chiesa cattolica. E' un grande trionfo non soltanto per il Santo Padre, ma anche per lo stesso segretario di stato, regista dell'operazione legata ad un specifico obbiettivo: una nuova evangelizzazione delle masse.

9 luglio - 27 luglio 1979: durante le vacanze estive nella casa paterna a Canale, il pontefice scrive la sua prima encilica riguardante la difficoltà di essere cristiani in un tempo che ormai cambia continuamente.

6 aprile 1980: Papa Giovanni Paolo I si reca alle Nazioni Unite, nel Palazzo di Vetro a New York, dove ricorda con forze le parole delle encicliche "Pacem in terra" di Papa Giovanni XXIII e la "Popolorum Progresso" di Papa Paolo VI.

25 dicembre 1980: durante il messaggio natalizio il papa invita i rappresentati della religioni mondiali ad Assisi il 6 giugno per un incontro interreligioso in favore della pace.

13 maggio 1981: in Piazza San Pietro viene arrestato un certo Mehmet Alì Agca, terrorista turco di estrema destra che intendeva uccidere il papa.

6 giugno 1981: incontro delle diverse religioni del mondo ad Assisi in favore della pace. Appello per la fine delle violenze in Medio Oriente da parte di Papa Giovanni Paolo I, il quale dichiara che la guerra non ci deve essere nei luogo dove ha vissuto il Figlio di Dio, il Dio fatto Uomo.

9 luglio 1982: il papa riceve in Vaticano l'Italia Campione del Mondo.

2 agosto 1982: Papa Giovanni Paolo I, il presidente della repubblica Sandro Pertini e il segretario di stato cardinale Karol Wojtyla vengono fotografati mentre passeggiano tranquillamente nei sentieri delle Dolomiti venete.

13 novembre 1982 - 25 gennaio 1983: grande viaggio nel continente africano del Santo Padre che visita tutti paesi del "grande malato". Ricordiamo che quando scese dall'aereo in Liberia, baciò la terra. Celebrò la Santa Messa di Natale a Città del Capo.

25 settembre 1983: con un messaggio invita Usa e Urss a cessare le rivalità della Guerra Fredda e a puntare ad un nuovo assetto internazionale, fondato sulle Nazioni Unite e sul multilateralismo.

15 aprile 1984: invita i giovani a Roma per celebrare un incontro fatto di preghiera e di riflessione. Nascono le Giornate Mondiali della Gioventù.

24 ottobre 1984: Papa Giovanni Paolo I si reca in visita storica al Cremlino dove con forza chiede la fine della "Chiesa del Silenzio". Michail Gorbachev, nuovo segretario del Pcus, dichiara che nell'Urss c'è la libertà religiosa e rinnega l'ateismo e la formula "la religione è l'oppio dei popoli". Durante la visita il Santo Padre rende omaggio alla presnuta tomba che conserva i resti della famiglia imperiale Romanov uccisa dai bolscevichi.

5 maggio 1985: pubblicazione della sua seconda enciclica contro l'utilizzo della guerra come mezzo di risoluzione tra i popoli e come strumento per una successiva stabilizzazione. Esultano i movimenti cattolici pacifisti che ogni anno organizzeranno la "Marcia della Pace" nella capitale italiana.

12 dicembre 1985: terminato il viaggio negli Stati Uniti, Giovanni Paolo I condanna duramente le migliaia di sette che sono sorte negli states e si scaglia contro un integralismo religioso. Il coordinamento generale dei numerati dell'Opus Dei abolisce utilizzo del cilicio e dell'autoflagellazione.

3 febbraio 1986: Papa Giovanni Paolo I si reca nella cattedrale tedesca di Wittemberg, luogo dove nel 1517 Lutero aveva apposto le novantacinque tesi. Qui discute su una stretta collaborazione tra la Chiesa cattolica e le chiese nazionali protestanti e luterane.

26 aprile 1986: viene sventato un grave incidente nucleare nella centrale di Chernobyl, in Ucraina. Papa Giovanni Paolo I, dopo aver ringraziato Dio, condanna fortemente l'utilizzo dell'uranio nella produzione di energia. Un mese dopo si reca a Gerusalemme e prega nella Basilica del Santo Sepolcro.

30 aprile 1987: viaggio in Polonia accompagnato dal segretario di stato cardinale Karol Wojtyla: appoggio ai gruppi cattolici per la democrazia.

12 settembre 1987: Papa Giovanni Paolo I a Bruxelles, parla al Parlamento Europeo in seduta plenaria e dichiara di "essere europeista convinto" e che l'Europa dovrà essere un soggetto autonomo e motore dello sviluppo del mondo nel XXI secolo. Lo stesso giorno annuncia che San Benedetto da Norcia, il padre del monachesimo europeo e della regola "Ora et Labora", diverrà il patrono dell'Europa Unita.

14 maggio 1988: pubblicazione della nuova edizione di "Illustrissimi", la raccolta delle storie che il papa aveva scritto quando era Patriarca di Venezia. Un grande successo editoriale e libro tradotto il 32 lingue.

30 novembre 1988: visita storica di Michail Gorbachev in Vaticano. Anche in questa occasione Papa Giovanni Paolo I ricorda che ormai è finita l'epoca dei muri, che devono essere abbattuti e sostituti con i ponti.

26 settembre 1989: in occasione dell'undicesimo anniversario della sua elezione, Papa Giovanni Paolo I con il celebre discorso "Non abbiate paura di aprire le vostre porte a Cristo! Aprite, anzi spalancate le porte del vostro cuore a Cristo!"

11 novembre 1989: si trova in visita di stato nella Repubblica Federale Tedesca quando a Berlino iniziano le contestazioni contro il regime comunista dell'est. Con il cancelliere tedesco Helmut Kohl vola nella capitale, ricordando lo scomparso presidente degli Stati Uniti d'America John Fitzgerald Kennedy, dichiara "Ich bin ein Berliner!". Assiste in lacrime all'abbattimento del Muro.

5 marzo 1990: interviene a Montecitorio con un celebre discorso sull'etica della politica. Il presidente della repubblica Francesco Cossiga lo nomina Gran Cavaliere dell'ordine della Repubblica Italiana.

25 ottobre 1990: Papa Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani, viene trovato morto per attacco cardiaco nel suo letto. In mano aveva la bozza di un'enciclica sul rapporto tra scienza e fede.

30 ottobre 1990: solenne funerale di Papa Giovanni Paolo I. Circa due milioni di persone accorrono ad assistere all'estremo salito al "Papa del Sorriso", il Pontefice che aveva viaggiato e che avviato una nuova grande evangelizzazione. Ma più di tutti fu il papa della semplicità con il suo inconfondibile sorriso che destava buon umore, un sentimento che i cristiani avevano dimenticato. Dopo agli anni turbolenti del dopo-Concilio era giunto il momento del ritorno all'essenza della vera fede ed era arrivato Giovanni Paolo I. Aveva scritto: "Ti chiedo una grazia, Signore. Vorrei che tu mi tenessi la mano quando chiuderò gli occhi alla terra. Vorrei che tu tenessi la mia mano come fa la mamma con il suo bambino nel momento del bisogno. Grazie Signore mio".

Questi furono gli ultimi pensieri di Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I, per dodici anni sul soglio di Pietro, per sempre nel cuore del Padre.

Demofilo


L'ucronia di Jimmy Carter

di Ipotetico Sole

.

Quella che propongo ora è una ucronia che ipotizza la rielezione a presidente degli Usa nel novembre 1980 di Carter, l'ex governatore della Georgia democratico, che fu eletto nel 1976 e sconfitto nell'80 da Ronald Reagan. Carter fu paladino dei diritti civili e fautore di una politica energetica che doveva puntare su altre risorse oltre il petrolio. Un personaggio insomma sconvolgente ma rassicurante per l'America postnixoniana.  

Come sarebbe stato il suo secondo mandato? Sarebbe riuscito a far dimenticare agli americani l'insuccesso di Teheran, dove non riuscì a liberare gli ostaggi dell'ambasciata? Sarebbe riuscito a dialogare con Gorbaciov?Avrebbe riaperto con la Cina? chissà...

4 novembre 1980: Jimmy Carter, nonostante i sondaggi lo dessero sfavorito, riesce a recuperare il gap dallo sfidante repubblicano, l'ex attore Ronald Reagan. Vince in California, Texas, Nebraska, New York e in altri importanti stati.

20 gennaio 1981: inizia il secondo mandato di Carter. Nel suo discorso d'insediamento il riconfermato presidente Usa afferma che L'Urss è arrivato al capolinea e che ora che il destino dei paesi satelliti di Mosca si separi da quello dello stato sovietico.

22 gennaio 1981: Una nota del Cremlino, definisce "drammatica" l'affermazione del presidente americano, ma nella stessa notte Leonid Breznev muore d'infarto.

24 gennaio 1981: A Mosca si elegge il nuovo segretario PCUS, Mikahil Sergeevic Gorbaciov. Carter, consigliato anche dall'ambasciatore americano in terra russa, decide di prendere contati segreti col nuovo leader sovietico.

12 aprile 1981: Gorbaciov annuncia la convocazione di un nuovo congresso del partito e la discussione di un ritiro dalla Polonia delle truppe sovietiche.

1° maggio 1981: Carter, in visita in Gran Bretagna, elogia il sorprendente passo di Gorbaciov e annuncia che è pronto a invitarlo in America per un vertice sulla questione degli armamenti nucleari.

2 maggio 1981: Gorbaciov accetta l'invito di Carter, ma chiede che si svolga in Svizzera, per non dare segni di cedimenti interni.

13 maggio 1981: A Roma, in piazza san Pietro, viene arrestato un terrorista turco, Alì Agcà, che stava per sparare al Papa polacco. il militante dei Lupi grigi confessa di essere stato assoldato dal Kgb.

14 maggio 1981: Gorbaciov, a seguito dello scandalo legato alla confessione di Agca, decide di sospendere le trattative per la fissazione di un incontro al vertice con Carter, ma allo stesso tempo ordina l'arresto dei dirigenti del suo servizio segreto.

23 maggio 1981: Giovanni Paolo II decide di rilanciare il dialogo Est-Ovest e invia il suo segretario di Stato, il cardinale Agostino Casaroli in Russia, per portare un messaggio a Gorbaciov. Il segretario generale accetta e rende pubblico il messaggio, che prevede il patrocinio del Vaticano per un vertice da tenersi per giugno nella città di Assisi. Il governo italiano è d'accordo.

25 maggio 1981: Carter accetta la proposta lanciata dal Vaticano e annuncia il suo viaggio in Italia per il 2 giugno.

2 giugno 1981: I due leader delle superpotenze arrivano nella città umbra. Ad aspettarli è il segretario di Stato dello stato vaticano, Casaroli. Si decide, alla fine di reincontrarsi entro la fine dell'anno in Unione Sovietica.

13 dicembre 1981: Gorbaciov accoglie Carter a Mosca. Sul tavolo la proposta di disarmo sulle armi nucleari strategiche a corta gittata nello scenario europeo. L'Urss chiede lo smantellamento dei siti in Italia e in Germania fornendo in cambio l'assicurazione del disarmo degli SS 20. Carter propone a Gorbaciov un ritiro congiunto delle truppe Nato-Patto di Varsavia dalle due Germanie.Gorbaciov accetta.

15 dicembre 1981: Viene firmata l'intesa del Cremlino. Smantellamento degli euromissili e ritiro delle truppe dalla Germania sono i due punti chiavi. Schmidt, il cancelliere socialdemocratico tedesco è personalmente contrario all'abbandono delle truppe americane dal suolo della RFT, ma decide di dare fiducia a Carter e appoggia la proposta.

20 dicembre 1981: Erick Hoenecker viene contestato dal suo nucleo dirigente. un giovane attivista della Sed, Gregor Gysi, pur riconfermando la fiducia nel partito, dice che è ora che termini il monopolio dello stesso nella vita pubblica e politica della DDR.

22 dicembre 1981: cade il Muro di Berlino. Hoenecker, dopo avere ordinato ai Vopos di sparare sulla folla che si accalcava alle spalle della porta di Brandeburgo, viene destituito. I varchi vengono lasciati aperti e i soldati dell'est solidarizzano con quelli dell'Ovest.

23 dicembre 1981: Gorbaciov e Carter affermano in due distinte dichiarazioni che la Guerra Fredda è finita. Gorbaciov propone lo scioglimento del suo partito e la nascita del Partito Socialista democratico dell'Urss e convoca la creazione di una assemblea costituente per il 1982. Carter invita Gorbaciov a visitare gli Usa per l'anno successivo e afferma che da questo momento in poi nascerà una politica diversa in Europa.

12 febbraio 1982: il generale Jaruszelski, capo di stato provvisorio in Polonia, convoca Lech Walesa a Varsavia e gli affida l'incarico di formare un governo misto comunisti-solidarnosc per preparare una assemblea costituente per giugno. L'ex elettricista di Danzica, accetta a sorpresa l'incarico, nonostante qualche mese prima, il militare lo avesse fatto arrestare.

14 febbraio 1982: Cadono tutti i regimi dell'Europa Orientale. Gorbaciov dichiara che L'Urss considera "morta" la dottrina Breznev. Ritorna dall'esilio Sacharov.

11 luglio 1982: Si vota in Urss per l'assemblea costituente. Il partito socialdemocratico di Gorbaciov ottiene il 44,4% dei voti mentre l'Alleanza per la Russia, movimento liberale guidato da Sacharov ottiene il 47%. Si decide di adottare la formula del "passo condiviso". I due partiti governeranno l'Urss fino a quando non sarà stato completato il ritiro dall'Afghanistan, altra spinosa questione che Gorbaciov ha ereditato da Breznev.

25 luglio 1982: La Cina Popolare a sorpresa attacca l'Urss dalla Siberia, lanciando un massiccio bombardamento aereo a Vladivostock. Il governo di Pechino ha paura che il nuovo corso di Mosca possa far cadere il regime.

26 luglio 1982: Scatta l'offensiva convenzionale dell'Urss. si decide di bombardare dei porti militari sul Pacifico, ma allo stesso tempo si rimette la questione all'Onu.

26 luglio 1982: Carter, decide di lanciare un ultimatum alla Cina. Completo ritiro delle navi e dei sommergibili al largo di Vladivostock pena altrimenti una reazione "esemplare". Gorbaciov ringrazia gli Usa di questo inatteso sostegno.

27 luglio 1982: La Cina, violando l'ultimatum carteriano decide di far esplodere una atomica a Vladivostock. Carter ordina ai bombardieri nucleari americani di tenersi pronti per una reazione in caso di un attacco agli Usa. Gorbaciov, a malincuore, decide di passare alla risposta nucleare. L'attacco è minimo, ma è teso a eliminare tutte le basi aeree e missilistiche. La Cina conterà alla fine di questa assurda guerra nucleare locale, ben 200 milioni di morti.

28 luglio 1982: Carter decide di inviare truppe americane in Cina per soccorrere le popolazioni colpite e allo stesso tempo invita Gorbaciov a dimettersi.

29 luglio 1982: Gorbaciov rassegna le dimissioni e Presidente dell'Unione delle Repubbliche Sovietiche democratiche diventa Andrej Sacharov. Sacharov nel suo primo discorso da Capo dello Stato ricorda che se Gorbaciov ha sbagliato, la vera colpa è del governo di Pechino che ha voluto lo scontro e ha distrutto Vladivostock.

1° dicembre 1982: Le truppe sovietiche democratiche si ritirano dall'Afghanistan.

2 dicembre 1982: Un regime teocratico guidato dal giovane 26enne saudita Laden prende il potere a Kabul.

21 gennaio 1983: L'Iran riesce a sfondare a Bassora. il regime di Saddam Hussein cade e il dittatore viene ucciso in un complotto di palazzo. L'ayatollah Khomeini ordina l'instaurazione di un nuovo regime teocratico a Baghdad.

23 febbraio 1983: Israele viene attaccata da Siria e da Iran. Gli Usa di Carter decidono di difendere lo stato ebraico ma prima chiedono al governo di Begin, l'impegno per la creazione di uno stato palestinese. La richiesta viene firmata segretamente a Roma dal ministro degli esteri del Likud Sharon.

25 febbraio 1983: Dalle basi italiane e inglesi viene lanciato un bombardamento americano su Damasco e Teheran che dura 3 mesi continuati. In uno di questi perde la vita Khomeini. L'Ursd decide di attaccare l'Iran.

27 febbraio 1983: cade il regime teocratico degli ayatollah. Ritorna in Iran il figlio dello Scià, Ciro, che decide di convocare una assemblea costituente per decidere entro la fine dell'anno se l'Iran rimarrà repubblica ( seppur democratica e di stampo occidentale) o ritornerà ad essere una monarchi.

23 maggio 1983: Carter incontra Sacharov a Napoli, all'interno della Base Nato. Questioni in ballo sono la decisione americana di inglobare nella Nato entro 10 anni, i paesi dell'est. Sacharov, personalmente favorevole, deve comunque sottostare ad una opinione pubblica profondamente delusa dal nuovo corso, per via dei disagi economici. Carter avvia il Piano "Vance" per la ricostruzione della Ursd e dell'europa orientale. Sacharov torna a Mosca da trionfatore.

febbraio 1984: Iniziano le Primarie per decidere nel Partito Democratico, il successore di Carter. Walter Mondale, il vice presidente, avanza la sua candidatura, ma anche il governatore di New York Mario Cuomo si fa avanti. Nel Partito Repubblicano George Herbert Bush, classe 1924, decide di candidarsi, dopo avere sfiorato la vicepresidenza 4 anni prima.

luglio 1984: Nel Partito Democratico il Ticket Presidenziale é Cuomo Presidente-Bill Clinton (38 anni, governatore dell'Arkansas) vice presidente.

agosto 1984: Per i Repubblicani è Bush-Dole il ticket da proporre agli elettori.

2 novembre 1984: Mario Cuomo batte Bush è diviene il successore di Carter.

20 dicembre 1984. Mario Cuomo muore improvvisamente. Bill Clinton assume i suoi poteri come presidente eletto.

20 gennaio 1985: Bill Clinton, a sorpresa, giura a soli 39 anni come Presidente Usa. Il suo vicepresidente è l'altrettanto giovane senatore del Connecticut, Al Gore.

Ipotetico Sole

.

Questa è la risposta di William Riker

La tua ucronia è davvero interessante, Angelo, per vari motivi. Anzitutto assorbe e fagocita quella da te tentata in caso di morte di Wojtyla nell'attentato del 1981, perchè qui semplicemente l'attentato è sventato: mostra le conseguenze politiche di un terremoto sia in casa USA che in casa URSS; toglie di mezzo Reagan (che come interlocutore di Gorbachev non era credibile) e lo sostituisce con il ben più moderato Carter; imprime un'accelerata agli eventi cui noi abbiamo assistito dieci anni più tardi; fa sì che Gorbachev e Clinton prendano il potere con largo anticipo; "taglia" di dieci anni il comunismo mondiale anche se riduce in esso il ruolo di Giovanni Paolo II; favorisce la pace tra Palestinesi ed Israeliani; conferisce al falco Sharon l'aureola della Colomba; e non manca di far notare le nuove politiche energetiche volute da Carter (non tutti lo sanno ma, come me, era laureato in ingegneria nucleare), che poi Reagan abolì. Unica cosa: il povero Cuomo vive molto meno di quanto accade nella nostra linea temporale. Il secondo presidente cattolico e primo italoamericano governa solo per due mesi. Sniff!

.

Anche Never75 ha la sua proposta:

Ho appena finito di leggere il fumetto "Watchmen", di Alan Moore (quello di "V per Vendetta"). In questo caso l'ucronia-distopia è data dal POD che gli USA (a causa di Mr. Manhattan e dei suoi poteri straordinari) sono ai tempi della guerra fredda una superpotenza di gran lunga superiore all'URSS e pertanto vincono nel Vietnam. Nixon riesce a farsi eleggere presidente per il terzo mandato. L'URSS, più debole, deve ritardare l'invasione dell'Afghanistan ma sconfina nel Pakistan e questo rischia di scatenare la terza guerra mondiale. E se tutto questo si realizzasse davvero?

.

Ed ecco ora un'ulteriore proposta del francese Perchè No?:

Il vostro connazionale Beppe Grillo mi ricorda un altro attore francese degli anni '80, Michel Colucci (Coluche per i Francesi). Colucci era figlio di immigranti italiani ed era diventato comico negli anni 70, quando la sua irriverenza era una vera novità per la tv francese, allora solo pubblica e assai puritana. Egli diventò una vera celebrità e un giorno per scherzo annunciò alla radio la sua candidatura alla presidenza della repubblica nel 1981. Dichiarò di essere l'unico candidato che non aveva ragioni di mentire. Quella che era solo una battuta diventò poi realtà quando il 16% degli Francesi dichiarò di voler votare per lui. La casta politica francese fu atterrita e gli impedì di parlare alla tv, lui e i suoi furono minacciati e un suo amico fu assassinato. Alla fine rinunciò alla candidatura nell'aprile 1981 ed abbandonò la politica.

Ma se Coluche dopo l'aprile 1981 non rinuncia alla politica e continua, incoraggiato dalla popolazione presto delusa da Mitterrand? L'anno seguente fonda la sua associazione di aiuto alle persone più povere ("ristoranti del cuore") e la organizza in modo efficace. Aiutato dai numerosi giornali satirico-politici dell’epoca e da un Coluche gran numero di giovani militanti, prosegue la denuncia della casta politica e della sua corruzione, nonché del razzismo e deòl'antisemitismo. Nel 1984 organizza il primo « va te faire foutre ! » Day (vi lascio il piacere di indovinare la traduzione!), che riunisce un gran numero di persone sugli Champs Elysées.

Nel 1986 sopravvive a un tentativo di assassino organizzato dall'estrema destra, che aumenta ancora la sua popolarità. Lo stesso anno si svolgono le prime (e uniche) elezioni legislative su base proporzionale (poi questo sistema sarà abolito), il che permette alle liste cittadine di Colucci di guadagnare 10 deputati all’assemblea nazionale e di farne una vera forza politica di opposizione. Sarà lo stesso per le prime elezioni regionali del stesso anno. Questo gruppo si caratterizza per una mancanza totale d’attenzione ai problemi dell'economia, si interessa piuttosto ai problemi della vita quotidiana e ha anche la regola di non prendersi sul serio e di poter essere controllati in ogni momento da ogni elettore. Nel 1988 si presenta sul serio alla presidenza contro un Mitterrand accusato di bugie e uno Chirac all'epoca poco stimato (non solo oggi). Politicamente Colucci si considera di sinistra tra i socialisti e comunisti, ma non vuole creare un nuovo partito. Nel maggio 1988 a sorpresa (e tra lo scandalo delle elite) Michel Colucci diventa il quinto presidente della Quinta Repubblica francese. Come evolverà questa Francia governata da un uomo del popolo, non della casta, e quale sarà il suo peso nelle vicende europee e mondiali?

.

Chiudiamo per ora con questa segnalazione di Perchè No?:

Vorrei mostrarvi il nuovo capitolo della serie di ucronie "Jour J" pubblicate in Francia. Questo capitolo é intitolato "L'immaginazione al potere?", e racconta la ricostruzione della Francia nel 1973, due anni dopo la fine della guerra civile iniziata nel 1968 dopo la morte improvvisa di de Gaulle.

In questa ucronia il potere é tra le mani di una "Nuova Comune di Parigi" diretta da diversi personaggi politici francese a noi ben noti, tra quali i consiglieri Cohn-Bendit, Mitterrand e Chirac sono alla testa delle diverse tendenze. Parigi é stata per metà distrutta dalla battaglia tra carri e studenti armati dagli operai delle fabbriche di armi. Al suo posto si costruiscono velocemente nuovi palazzi di forma organica nello stile incredibile di questa epoca, l'agricoltura entra nella città con campi al posto dei giardini e mucche nelle strade! Tutti si danno del "tu" ed é vietato vietare. Però la guerra é ancora recente e la capitale é balcanizzata tra diversi gruppi armati dall'estrema destra all'estrema sinistra (che occupa il palazzo presidenziale). Parigi é diventata la Mecca di tutti i gruppi avanguardisti e hippy che coabitano più o meno con il Francese medio.

Tutto questo é il background per una storia di vendetta tra ex membri dell'OAS che finisce con la morte del corrotto e pericoloso Jacques Chirac (è stupendo come siano riusciti ad animare i nostri uomini politici tornati giovani). Tutto questo finisce con la nascita di una VI Repubblica francese diretta da Mitterrand, che riunisce la sinistra, il centro e la destra in un ritorno cinico all'ordine, riutilizzando le tematiche e l'apparenza della rivoluzione, con il sostegno sia di Washington che di Mosca. Un ruolo perfetto per il nostro defunto "principe" (nel senso machiavelico)!

.

Per farmi sapere che ne pensate, scrivetemi a quest'indirizzo.


Torna indietro