GALLERIA DI IMMAGINI: I NOSTRI VIAGGI

cliccate sulle immagini per ingrandirle

Cominciamo con l'A109, il fiore all'occhiello del gruppo MV-Agusta, per cui mio padre ha lavorato per 39 anni in qualità di tecnico progettista e collaudatore. E' per riparare elicotteri come questo, che ha viaggiato in ogni parte del mondo!

In questa foto, scattata nell'ottobre 1971 al Congresso Internazionale Ferrarelle, vediamo mio padre impegnato (una rara volta!) in un viaggio extralavorativo ad Istanbul.

Questa volta mio padre è in Etiopia, credo nel 1980: è quello di spalle, con il vestito scuro. Lui sostiene ancor oggi di non aver mai visto una città tanto povera quanto Addis Abeba, allora sottoposta alla dittatura filosovietica di Menghistu.

Sempre mio padre, nel corso di uno dei suoi innumerevoli viaggi per lavoro: stavolta è nella strada principale di Rawalpindi, importante città del Pakistan, alla fine degli anni ottanta. Dietro di lui, in piedi, si vede un suo collega pakistano. Nel corso di quel viaggio superò anche il Khyber Pass, entrando a suo rischio e pericolo in Afghanistan.
Nell'estate del 1988, e precisamente dal 2 all'8 agosto, mi sono recato a Lourdes con i miei genitori per festeggiare sia il loro 20° anniversario di matrimonio che la mia promozione a pieni voti all'Esame di Maturità. Eccomi con mio padre all'imbocco dell'immenso viale che conduce al Santuario dei Pirenei. A Lourdes siamo tornati anche nel 2007, e più sotto potrete vedere foto più recenti relative a quest'altro pellegrinaggio.
A Lourdes c'ero già stato nell'aprile 1985, con un viaggio premio, ma di quell'avventura ormai remota (avevo solo 16 anni) non restano testimonianze fotografiche. Ecco invece i miei genitori fotografati nel 1988 davanti alla cupola del Santuario Inferiore di Lourdes. Sia questa foto che la precedente sono di bassa qualità perché scattate con una vecchia Polaroid.
Nel 1994 solo viaggi di breve durata, ma molto intensi. Qui mia mamma è ritratta sullo sfondo del grande santuario di Caravaggio, provincia di Bergamo e diocesi di Cremona, dove la Vergine Maria apparve alla povera Giacometta il 26 maggio 1432. Qui ci siamo recati molte volte negli anni; questa foto risale al 10 luglio 1994.
Il 7 agosto successivo, ecco mia mamma al lago del Mucrone, 1900 metri circa di altezza, sopra il santuario mariano di Oropa, presso Biella, a sua volta oltre quota 1200. Anche questa è una delle mete preferite dei nostri pellegrinaggi di un solo giorno; questa però è l'unica volta che mi ci sono recato ed ho trovato il sole.
Qui vedete fotografata una scena della suggestiva rappresentazione della "Turandot" di Puccini all'Arena di Verona, dove ci siamo recati il 28 luglio 1995. È stato uno degli spettacoli più magnifici ed indimenticabili a cui io ha assistito nel corso della mia intera vita!
Questa mia rielaborazione, realizzata per regalare un originale quadretto ad una conoscente, mostra in bella evidenza i monumenti più significativi dell'Haram-es-Sherif, la Spianata delle Moschee di Gerusalemme da me visitata nel settembre 1995.
Ed eccoci finalmente di fronte alla Moschea di Omar, che sorge più o meno là dove si innalzava il maestoso Tempio Salomonico. Vi è conservata la pietra su cui Abramo voleva sacrificare il figlio Isacco e, a quanto si dice, un pelo della barba di Maometto. A scattare questa foto è stato monsignor Giancarlo Boretti, della Curia milanese.
Una fotografia "storica", perché pubblicata a pag.107 dello speciale « Martini, una Vita per la Parola », supplemento al n°24 di "Luce" del 16 giugno 2002. Il cardinal Martini sta guidando l'epica marcia a piedi da Gerusalemme a Gerico, nel pieno del deserto di Giuda, e dietro le sue spalle spuntiamo io e mia mamma, chiaramente indicati dalle due frecce blu. Questi sì che sono ricordi da conservare!!!
Qui io e mia mamma siamo ritratti davanti alle mura millenarie di Gerico (pare che risalgano addirittura al 9000 a.C.: altro che Atlantide!): abbiamo appena terminato la camminata illustrata nella fotografia precedente, ed infatti siamo rossi come dei peperoni!
Un'immagine che non può mancare nella galleria dei miei viaggi: la stella di Betlemme, che si trova nelle grotte sotto la Basilica della Natività e che, secondo la tradizione, indica il luogo esatto in cui nacque Gesù Bambino. Quale emozione, baciare questa stella omaggiata nei secoli da milioni di pellegrini!
L'anno successivo è rappresentato da questa fotografia dei miei genitori, ripresa dal sottoscritto nelle terme di Bognanco, in una valle laterale della Val d'Ossola, a pochi chilometri dal confine svizzero, il pomeriggio di domenica 25 luglio 1996. In quell'occasione ho bevuto una quantità spropositata di acqua termale!
Questa foto mi ritrae al santuario di Notre-Dame du Laus, piccolo ma splendido santuario del Delfinato, nel tardo pomeriggio di giovedì 28 agosto 1998. Per la precisione, mi trovo di fronte all'ingresso della casa in cui nel 1716 morì Benedetta Rencurel, veggente che vide la Santa Vergine in un arco di tempo pari a ben mezzo secolo (e c'è chi dubita per i vent'anni delle apparizioni di Medjugorje!)
Qui io ed i miei genitori ci troviamo a La Salette, luogo di un'altra celeberrima apparizione mariana, celebre per la tristezza e per il pianto di Maria (leggi qui maggiori informazioni circa quel viaggio) Come si vede, nonostante fosse il 29 agosto 1998, si trattava di una giornata particolarmente nebbiosa ed uggiosa. Non c'è però da stupirsene, siamo a quasi 1.800 metri di quota!
Una bella veduta, questa volta in pieno sole, di Lione dall'alto della basilica della Fourviére. Si vede chiaramente la cattedrale di San Giovanni sulla riva del Rodano, uno dei due fiumi (l'altro è la Saona) che attraversano la terza città della Francia.
Qui, nel pomeriggio di sabato 30 agosto 1998, i miei genitori sono ripresi sullo sfondo del lago di Bourget, uno delle maggiori attrazioni turistiche della Savoia. Lì vicino sorge la celebre abbazia di Hautecombe, carico di memorie sabaude, molto care particolarmente a mia mamma (io invece sono un repubblicano ed un europeista convinto)
Padre Costante è ancora visibile in questa foto scattata da mia mamma a Plateau d'Assy, sul versante francese del massiccio del Monte Bianco, il 31 agosto 1998. Sullo sfondo si vede la chiesa moderna affrescata da tutti i più grandi artisti del novecento, incluso Marc Chagall.
Questo è il duomo di Vigevano, da me fotografato il 25 luglio 1999 mentre era ancora in fase di restauro, come dimostrano i ponteggi. Dopo un anno di lavori la facciata giallo-ocra era già tornata rosso scuro come alle origini, e per molti è stata una sorpresa!
Ecco l'Abbazia di San Fruttuoso, vista dal Parco Naturale di Portofino. Lì ho portato in gita i ragazzi dell'allora IV B classico l'8 aprile 2000 (vedi anche un'altra fotografia sottostante)
Nell'ambito della medesima visita d'istruzione ho scattato quest'altra foto della vicina città balneare di S.Margherita Ligure, vista dal battello che stava portandoci lì.
Nell'estate di quell'anno 2000, non poteva certo mancare un pellegrinaggio a Roma in occasione del Grande Giubileo! Ed eccoci allora nella Città Eterna dal 31 luglio al 3 agosto 2000. Riconoscete questa storica piazza? E' quella antistante il Campidoglio, l'edificio comunale di Roma (teatro del famoso episodio delle oche nel 390 a.C.) Alle spalle dei miei genitori si vede la copia della famosa stata equestre dell'imperatore romano Marco Aurelio (161-180 d.C.), oggi effigiato sulle monete da 50 Eurocent.
Subito dopo (è il pomeriggio di martedì 1 agosto 2000) siamo scesi nei Fori Romani (in effetti io di buchi non ne ho visti...) Qui siamo di fronte all'arco di Tito, alle spalle dei miei genitori è riconoscibile l'Altare della Patria, detto spregiativamente "macchina da scrivere" perché il suo marmo bianco stona con il color travertino dei palazzi romani. A me però piace.
Durante il pellegrinaggio giubilare non poteva mancare un'udienza Papale. Qui Giovanni Paolo II è stato da me fotografato poco prima dell'inizio dell'Udienza Generale in piazza san Pietro di mercoledì 2 agosto 2000.
Dulcis in fundo, non poteva mancare neppure una mia foto di fronte alla Fontana di Trevi, dove anch'io ho gettato la tradizionale monetina. E' la mattina di giovedì 3 agosto 2000, nel pomeriggio abbiamo preso il "Pendolino" per rientrare a Milano.
Dal Tevere al Po. Qui infatti siamo a Torino, il 3 settembre 2000, in occasione dell'Ostensione Giubilare della Sindone. Non so dirvi come mai ma, quando l'ho vista di persona, ho avuto la sensazione che quella fosse davvero il sudario di Cristo, in barba al carbonio 14. Tredici giorni dopo ho affrontato la prova di laboratorio di Fisica del Maxiconcorso per insegnanti; qui sotto potete vedere le conseguenze della buona riuscita di quest'ultimo.
Ecco i miei genitori fotografati davanti al santuario di Fatima il 3 agosto 2001, in occasione del pellegrinaggio con cui ho festeggiato la mia vittoria nel Maxiconcorso per insegnanti (Clicca qui se vuoi avere maggiori informazioni su quel riuscitissimo viaggio) Alle loro spalle sono visibili le gigantografie che ricordano la beatificazione dei pastorelli Francisco e Jacinta Marto.
Questa è la Madonna Pellegrina, che all'indomani della Seconda Guerra Mondiale fece il giro di tutte le città d'Europa, miracolando tra l'altro Padre Pio da Pietrelcina. Non si trova sul luogo esatto delle apparizioni, ma all'interno del santuario ritratto qui sopra, a sinistra dell'altare maggiore.
Nell'abbazia di Alcobaça c'è il sepolcro di Donna Inés de Castro, protagonista di una macabra "Love Story" di ambientazione medioevale: nonostante fosse già morta assassinata da due anni per ordine di re Alfonso IV, il figlio di questi, Dom Pedro I il Crudele, di cui Inés era la favorita, la fece porre sul trono in abiti regali e costrinse tutti i cortigiani a farle il baciamano! Brr!
Mia mamma è qui ritratta sulla spiaggia di Nazarè, uno dei centri balneari più rinomati del Portogallo, dove abbiamo pranzato sabato 4 agosto 2001. Qui le tende da spiaggia somigliano piuttosto a tende militari romane, per difendersi dal vento gelido e sferzante che proviene dall'Oceano Atlantico!
Qui invece mia mamma è ripresa tra i magnifici giochi d'acqua della piazza principale di Braga, terza città del Portogallo, presso la vicina cattedrale che fu il primo centro di spiritualità del paese (lì si si dice « Porto lavora, Coimbra studia, Lisbona detta legge e Braga prega »!)
Ed eccomi a Villa Praia do Ancora, altra località balneare nell'estremo nord del Portogallo, in compagnia di un qualche ufficiale, eroe di chissà quale guerra. A vederlo così non sembra poi tanto marziale e terribile, vero?
Ed eccoci invece tutti e tre ripresi di fronte al celebre santuario di Santiago di Compostella, in Galizia, il 6 agosto 2001; a riprenderci è stato l'amico don Giancarlo Carminati. Potete di sicuro immaginare quale emozione ho provato nel trovarmi là dove milioni di pellegrini sono convenuti nei secoli, e nell'unire le mie preghiere alle loro in un ideale ed interminabile rosario!
Siamo già rientrati in Portogallo: ecco mia mamma con lo sfondo di Porto, la grande città industriale nel nord del paese, rinomata soprattutto per il suo vino che piace tanto agli inglesi (a me no, sono astemio). Qui infatti ci troviamo nel cortile antistante un'azienda vinicola, inclusa nell'itinerario del viaggio per meri motivi commerciali, e perciò da noi snobbata.
Sono ancora le gelide acque dell'Atlantico! Qui mi trovo a Villa Gaia do Mar, sull'altra sponda del Douro rispetto a Porto: un altro membro della spedizione mi ha fotografato sugli scogli aguzzi che sembrano voler giocare a braccio di ferro con la violenza dei marosi
Questa invece è una delle strade principali di Coimbra, polo universitario del paese, ed i miei genitori la stanno percorrendo insieme a don Dante Spagnol, simpatico prete friulano che ci ha fatto compagnia durante il viaggio. A poca distanza c'è l'Università risalente al Medioevo.
Ed ecco mia madre a Lisbona, capitale del Portogallo. Dietro le sue spalle si stende il Parco Edoardo VII, così battezzato a ricordo del re inglese che fu qui in visita di stato, tutta la Città Bassa e addirittura una parte dell'immenso estuario del Tago, su cui la città sorge. E' il mattino di giovedì 9 agosto, stiamo ormai per riprendere la via del ritorno in Italia.
Il 10 e l'11 luglio 2002 mi sono recato a Firenze per un convegno dedicato all'E-learning ed alla didattica online, temi a cui sono particolarmente sensibile. Eccomi ritratto da mia mamma davanti alla Porta Est del Battistero di San Giovanni. Una giornata caldissima: tenendo conto dell'umidità, si superavano tranquillamente i 40°!
Chi non riconosce Ponte Vecchio, zeppo di botteghe di orafi ed argentieri? Mia mamma è ripresa dal sottoscritto sullo sfondo del più famoso ponte di Firenze. C'era vento, e si vede...
Dal 6 al 10 agosto 2002 abbiamo partecipato ad un pellegrinaggio a Loreto, San Giovanni Rotondo, Monte Sant'Angelo, Pietrelcina e Casamari per sciogliere un voto da me fatto alla vigilia dell'anno di prova presso il mio Liceo. Eccomi per l'appunto a Loreto, ritratto (in basso a sinistra) davanti alla Basilica che custodisce la Santa Casa.
Queste sono le reliquie del grande Miracolo Eucaristico, il primo nella storia della Cristianità del quale si abbia notizia, che ebbe luogo a Lanciano nell'VIII secolo: nell'ostensorio è possibile vedere ancor oggi l'ostia tramutatasi in tessuto cardiaco ed il vino tramutatosi in sangue umano. Cliccate qui per avere maggiori informazioni circa quel miracolo e circa l'intero pellegrinaggio.
La tappa successiva è stata San Giovanni Rotondo, dove ho lasciato un ex voto in santuario, come avevo già fatto a Fatima. Ecco mia madre ritratta davanti al Santuario di Santa Maria delle Grazie, a pochissima distanza dall'ingresso alla Casa Sollievo della Sofferenza. Sulla chiesa è ancora appesa l'icona della Canonizzazione del Frate con le Stimmate.
Qui invece tutti e tre siamo ritratti di fronte alla grande abbazia di Montecassino, ripresi da una nostra compagna di viaggio. Abbiamo transitato quassù la sera del 9 agosto 2002, ed ivi abbiamo celebrato i vespri nella storica cripta. L'abbazia fu ricostruita e riconsacrata da Paolo VI dopo essere stata distrutta dai bombardamenti alleati durante la Seconda Guerra Mondiale (e dire che gli occupanti tedeschi cercarono di salvarla in ogni modo! Per una volta chi sono stati i cattivi?)
Io partecipo raramente alle gite scolastiche, e solo se durano un giorno. Eccomi durante una di queste rare uscite, a Parma il 4 aprile 2003 con la mia III H. Come si vede, sono ben imbacuccato perché si trattava di una giornata uggiosissima; sullo sfondo è comunque visibile il grande Duomo opera dell'architetto e scultore Benedetto Antelami. Cliccate qui per conoscere maggiori particolari circa questa visita di istruzione.
Il 31 agosto 2003, ultimo giorno delle vacanze estive prima dell'inizio di un faticoso anno scolastico, mi sono recato alla Certosa di Pavia, a soli 70 Km da casa mia, davanti alla quale sono qui ritratto. Si tratta davvero di un capolavoro d'arte, che ospita tra l'altro la tomba del suo ideatore, Gian Galeazzo Visconti. Se vi è possibile, non perdetevela!
Chi di noi non avrebbe voluto intraprendere un viaggio su una nave così? È la conte Biancamano, lussuoso transatlantico da crociera il cui modellino, insieme ad una sezione del ponte di comando incluso il salone delle feste dentro il quale si trova il modellino, è esposto al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica di Milano (www.museoscienza.org). Esso è fotografato alle mie spalle dalla mia allieva Gaia Macchi (III B cl. a.s. 2004/05) il 26/02/2005.
Il 14/4/2005 mi sono recato in gita con la IV C ginnasio a.s. 2004/05 all'abbazia di San Fruttuoso, nel parco naturale di Portofino, ed eccomi ritratto con la celeberrima abbazia benedettina alle spalle, grazie alla cortesia di uno dei miei alunni.
Questa fotografia, scattata lo stesso giorno della precedente ma dall'allieva Francesca Piotti, mi ritrae invece sul molo di Portofino, la ridente cittadina ligure che è meta di molti vip, da noi raggiunta in traghetto dall'abbazia di San Fruttuoso. Devo confessarvi il mio parere? Il parco botanico di Portofino, da noi attraversato la mattina da Camogli Vetta all'abbazia, è mille volte meglio di questa meta turistica per arciricchi!
Sono tornato a Roma, nel corso di un pellegrinaggio privato, dal 17 al 20 luglio 2007, ed eccomi nella Basilica di San Pietro ripreso da mia mamma davanti alla celebre Statua di San Pietro, della quale tutti i pellegrini toccano il piede destro, che non a caso è diventato liscio e lucido nel corso dei secoli. Inizialmente si riteneva risalisse al V secolo, ma fu poi attribuita ad Arnolfo di Cambio (1240-1302). Il 29 giugno, in occasione della festività dei Santi Pietro e Paolo, patroni della città di Roma, la statua viene vestita con un mantello dorato.
Qui invece, il 18 luglio, sono nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, fotografato (sempre da mia mamma) accanto al colossale cero pasquale, che ricorda in qualche modo la Colonna Traiana, perchè è tutto percorso da una decorazione a spirale. In alto a destra si intravede, illuminato, il medaglione di Papa Benedetto XVI, accanto a quello (in ombra) di Papa Giovanni Paolo II (la chiesa ospita infatti i medaglioni di tutti i pontefici). La basilica subì un disastroso incendio nel 1823, e rimase in piedi solo il transetto, preservando miracolosamente la tomba di San Paolo e il ciborio di Arnolfo di Cambio.
Ed eccoci di nuovo a Lourdes, il celeberrimo santuario dei Pirenei in cui abbiamo deciso di recarci in pellegrinaggio per ringraziare Maria della guarigione di mio padre da una malattia seria (la stessa che ci ha impedito di viaggiare nell'estate 2006). Il viaggio si è svolto dal 31 luglio al 4 agosto 2007, e qui vediamo i miei sullo sfondo del grande santuario, che in realtà è composto da tre basiliche sovrapposte: la Basilica Inferiore o del Santo Rosario, la Cripta e la Basilica Superiore o della Immacolata Concezione. Come si vede, il cielo era davvero di un azzurro splendente: un tempo insolito, per Lourdes!
Ancora il Santuario sullo sfondo, ma qui è mia mamma a fotografarmi lungo l'Explanade, il lunghissimo piazzale posto davanti alle basiliche, diviso in due camminamenti da un'aiuola centrale. All'estremità accanto al Santuario è la statua dell'Incoronata, da dove tutti i pellegrinaggi iniziano, e all'estremità opposta vi è una croce altissima. Qui, ogni sera alle ore 21, si snoda la lunghissima processione "au flambeaux" (con le candele accese) con i malati e con la recita del S.Rosario. Noi abbiamo partecipato a tre di queste processioni, nel corso di questo pellegrinaggio. Per leggerne un resoconto dettagliato, cliccate qui.
Non poteva certo mancare una fotografia della Grotta di Massabielle, qui visibile alle mie spalle. Proprio qui, la mattina dell'11 febbraio 1858, la Vergine Santa apparve a Santa Bernadette Soubirous, una ragazzina incolta di appena 14 anni. Le apparizioni saranno in tutto diciotto e rappresenteranno il trionfo del Cuore Immacolato di Maria proprio nell'epoca in cui gli uomini si volevano convincere che la scienza fosse in grado di risolvere ogni problema dell'uomo. La Grotta si trova oggi proprio sotto l'abside della Basilica Superiore, ed è frequentata ogni anno da 6 milioni di pellegrini!
Davanti alla Grotta scorre la Gave du Pau, un fiume ormai divenuto famoso quanto Lourdes stessa. Sulla sua riva destra si trovano il Santuario, l'Explanade, la Grotta e le piscine per i bagni nell'acqua santa; sulla sua riva sinistra invece sorgono la moderna basilica di Santa Bernadette (terminata nel 1988), la tenda dell'Adorazione Eucaristica (da cui ogni giorno alle 17 parte la processione eucaristica con benedizione dei malati) e una nuova Via Crucis per i malati.
Davanti alla basilica di Santa Bernadette vi è un ampio spazio nel quale sorgono grandi platani ed altri alberi, in modo da assicurare una frescura deliziosa ai pellegrini, spesse volte gravemente malati, che vengono qui per offrire alla Vergine le proprie sofferenze e per impetrare la grazia dalla Madonna. Qui davanti, mercoledì 1 agosto, abbiamo recitato un Rosario Meditato per l'intero pellegrinaggio, con tutti i malati sulle carrozzelle, e mia mamma è stata incaricata di scrivere il commento al Terzo Mistero Glorioso e di recitare la relativa decina del Rosario. Eccola fotografata durante la recita.
Mercoledì 2 agosto ci siamo inoltrati nella città di Lourdes ed abbiamo visitato la cosiddetta Maison Paternelle, cioè il mulino Lacadé, un'abitazione presa in affitto dal parroco di Lourdes per alloggiarvi la famiglia Soubirous dopo le apparizioni, mentre durante le stesse essa, sprofondata nella più nera miseria, risiedeva nel cosiddetto Cachot:, l'ex prigione di Lourdes, ritenuta troppo malsana persino per i detenuti. Qui si spensero i genitori di Bernadette ed un suo fratello, dei quali appunto abbiamo veduto i letti di morte. Eccomi fotografato davanti all'insegna della Maison.
Il nostro itinerario sui luoghi di Santa Bernadette ci ha portati alla chiesa parrocchiale di Lourdes, dedicata al Sacro Cuore; che però è posteriore alle Apparizioni, essendo stata inaugurata soltanto nel 1903. Comunque anche questa chiesa contiene dei ricordi della storia della veggente: nella cappella laterale a sinistra c'è il fonte battesimale della vecchia chiesa di San Pietro dove Santa Bernadette è stata battezzata il 9 gennaio 1844, e proprio qui ho fotografato mia mamma. Nella cripta, da noi visitata per ultima, abbiamo visto la tomba di monsignor Peyramale, curato di Lourdes all'epoca delle Apparizioni.
Infine, venerdì 3 agosto 2007 ci siamo recati a visitare la Citè Saint Pierre, un luogo di accoglienza per pellegrini bisognosi, desiderato da Santa Bernadette e realizzato nel 1955 grazie all'interessamento di Monsignor Théas, allora vescovo di Tarbes-Lourdes; egli chiese a Monsignor Pierre Rodhain, segretario generale del Secours Catholique (la Caritas Francese) di acquistare diversi ettari di terreno, situato al di sotto del monte Béout, a un quarto d'ora dalla grotta delle apparizioni. Nacque così la Cité Saint Pierre, gestita e animata da una comunità di religiosi e religiose e soprattutto da volontari. Il suo sito è www.lamiacite.it. Un luogo che consiglio a tutti voi di visitare!
A Lourdes sono tornato un'altra volta nel 2008, stavolta in occasione del Giubileo indetto per i 150 anni delle apparizioni, che ebbero luogo dall'11 febbraio al 16 luglio 1858. Qui mi vedete insieme a mio padre, con la grotta sullo sfondo, il 2 agosto 2008 (la fotografia è stata scattata da mia mamma). In alto si intravede la Basilica Superiore o Basilica dell'Immacolata. Si noti che io ho al collo un medaglione (quello di mio padre è nascosto sotto il golf di lana, le temperature erano tutt'altro che estive), ma il mio è ben visibile, anche se incompleto (un solo quadrante è blu, gli altri sono ancora bianchi). Come mai?
Sorpresa: in quest'altra foto, il medaglione è completo! Si tratta in effetti di un distintivo ideato per certificare l'avvenuto percorso dell'intero cammino giubilare, che comprendeva, oltre alla grotta, il Cachot dove Bernardette viveva al tempo delle apparizioni, l'ospizio dove ricevette la prima Comunione e la chiesa parrocchiale dove c'è il fonte battesimale in cui venne battezzata. Ecco una fotografia ingrandita del medaglione. Questa foto invece è stata scattata sotto l'arco del Santuario che funge da Porta Santa del Giubileo, sul modello del giubileo romano, e sono vicino ad uno dei mosaici che si baciano quando si attraversa l'arco per scendere alla grotta.
Non è da tutti venire fotografati assieme ad un... triceratopo!!! (precisamente ad un Triceratops prorsus) Questa foto è stata scattata da un mio alunno il 4 marzo 2009 nella sala dei dinosauri durante la visita guidata al Museo di Storia Naturale di Milano (cliccate qui per una visita virtuale). Una vera full immersion nella storia geologica del nostro pianeta (ed anche della mia regione) che consiglio a tutti, singoli e famiglie!
Mia mamma ha voluto visitare ancora Lourdes, dal 28 luglio al 1 agosto 2010, per ringraziare la Vergine di essere guarita da una grave malattia. Qui la vediamo ripresa davanti all'immensa Explanade davanti al Santuario: alle sue spalle si vedono la cupola della Basilica del Rosario con la corona d'oro, la Vergine Incoronata (tradizionale punto di ritrovo di tutti i pellegrinaggi) e, laggiù sullo sfondo, la Croce Bretone e la Porta di San Michele.
Dopo essere tornata a Lourdes, era desiderio di mia mamma anche rivedere il Santuario di Fatima, non solo per ringraziare la Vergine per se stessa, ma anche allo scopo di pregare per tutte le persone a lei care che sono malate, tra cui una signora di tre anni minore di me, colpita da tumore alla mammella proprio durante la gravidanza (il bambino è nato sano e tutto sembra essere andato bene). Eccola ritratta nel colonnato del grande Santuario di Fatima, con il celeberrimo campanile alle sue spalle, il 19 agosto 2011. Cliccando qui potrete visionare un video con alcune immagini di quel pellegrinaggio!
Nel corso del nostro precedente pellegrinaggio in quel di Fatima, non avevamo avuto modo di visitare la nuovissima chiesa dedicata alla Santissima Trinità, perchè essa fu consacrata dal Cardinale Tarcisio Bertone il 12 ottobre 2007, nel 90° anniversario delle Apparizioni. Essa ha forma circolare, con un diametro di 125 metri, e conta oltre 8.800 posti a sedere; ha inoltre tredici porte: dodici laterali dedicate agli apostoli, in bronzo, e una porta centrale di 64 metri quadrati decorata con scene trinitarie. Qui la vedete sullo sfondo della grande statua dedicata a Giovanni Paolo II.
Impossibile recarsi a Fatima senza partecipare al Rito della Via Crucis tra le campagne, lungo un itinerario che congiunge il Santuario di Fatima al villaggio di Aljustrel, luogo natale dei tre veggenti. Qui vedere il sottoscritto sul luogo dell'apparizione dell'Angelo della Pace, che precedette quelle di Maria, in località chiamata Valinhos.
A conclusione del percorso della Via Crucis c'è il cosiddetto Calvario Ungherese, così detto perchè offerto dai fedeli di questa nazione. Esso si trova sopra il tetto di una cappella decorata con mosaici dei principali re ungheresi del passato, e da qui la vista spazia su tutta la regione circostante, fino al Santuario di Fatima. Ecco i miei genitori ripresi davanti alle tre enormi croci che decorano il Calvario.
Certamente non poteva mancare, in questa rassegna fotografica, la celeberrima Torre di Belém, divenuta il simbolo turistico del paese, eretta a difesa del porto tra il 1515 ed il 1521. Allora si trovava su un'isoletta in mezzo al Tago, ma questo cambiò letto dopo il catastrofico terremoto di Lisbona del 1755, ed ora essa sorge presso la sua riva. Costruita nel tipico stile portoghese detto "Manuelino" in onore di Re Manuel I, oggi è patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Il 4 agosto 2012, nel corso del mio sesto pellegrinaggio a Lourdes, ho fotografato i miei genitori Aldo ed Enrica sullo sfondo del bellissimo mosaico dedicato al Terzo Mistero Gaudioso (la nascita di Gesù) nella Basilica del Rosario, nota anche come Basilica Inferiore perchè si trova sotto le altre due (fu però costruita per ultima, e consacrata nel 1901). Questi mosaici rappresentano uno dei ricordi più belli per un pellegrino che è stato a Lourdes e che ha sostato in pellegrinaggio davanti a tutti i mosaici, meditandoli e vivendoli dentro di sé.
Non può mancare, nella mia galleria, questa schermata tratta dal sito di TV 2000, che mostra un fotogramma del Santo Rosario da Lourdes, trasmesso da questa rete ogni sera alle 18.00 in diretta e in replica alle 20.00. In questo caso si tratta della trasmissione del 2 agosto 2012, e la schermata mostra chiaramente me e mia mamma seduti in seconda fila tra i fedeli che recitano il Rosario davanti alla Grotta, guidato da Padre Mario Biffi. Noi due siamo le persone evidenziate dentro il cerchio rosso. Davvero, recitando quel Rosario, si comprende che la Grotta di Lourdes è il centro del mondo!
Nell'estate 2012 TV 2000 ha iniziato a trasmettere da Lourdes anche l'Angelus Domini alle 11.55 recitato dal lunedì a sabato da Padre Mario Biffi, e sia io che mia mamma abbiamo assistito alla recitazione durante la durata del nostro pellegrinaggio. In questa foto, indicata dal cerchio rosso, potete riconoscere mia mamma seduta alla sinistra di Padre Mario intento a recitare la breve preghiera che precede l'Angelus. Ringrazio Dino Boffo, direttore di TV 2000, per questa benemerita iniziativa!
Sempre nel corso del suddetto pellegrinaggio, mia mamma, nonostante i suoi problemi alle gambe, è riuscita a percorrere tutta la Via Crucis in Montagna, con le sue 14 stazioni realizzate con statue di grandi dimensioni e di grande espressività. Qui vedete mia mamma di fronte alla pietra rotolata che rappresenta la Quindicesima Stazione, la Risurrezione, l'unica senza statue. Infatti, come ha predicato il sacerdote che guidava la Via Crucis, nessuno ha visto il momento esatto della Risurrezione, ma è stata vista solo la pietra rotolata che più non chiudeva la tomba vuota. Poche volte ho visto una rappresentazione così efficace del mistero centrale della fede cristiana!
Non possiamo chiudere la serie delle foto relative al nostro pellegrinaggio a Lourdes del 2012 senza la processione aux flambeau, che ogni sera d'estate si ripete nell'immenso piazzale antistante il Santuario. La sera di giovedì 2 agosto 2012 la statua della Vergine veniva portata proprio da rappresentanti dell'UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali), organizzatrice del nostro personaggio. Ed ecco mia mamma davanti ad essa, poco prima che la processione inizi il suo cammino!
Il 15 agosto 2012 ho portato mia mamma in Valle Vigezzo, nota anche come la "Valle dei Pittori" per l'eccezionale bellezza dei suoi paesaggi alpini mozzafiato. Quri la vediamo ritratta su di un ponte della strada statale che congiunge Domodossola (VB) a Locarno (CH), con la valle sullo sfondo: è possibile vedere il ponte stradale che la scavalca, e poco più sotto il ponte ferroviario del cosiddetto "Trenino delle Centovalli" che unisce le due suddette città (Centovalli è il nome che gli svizzeri danno al loro tratto di Valle Vigezzo). Vi do un consiglio: se ne avete la possibilità, andateci!
La domenica successiva, il 19 agosto 2012, eccomi a Castelseprio, dove ho visitato le rovine dell'antico castrum di epoca altomedioevale; per maggiori informazioni, cliccate qui. In particolare, qui sono fotografato sullo sfondo dell'antica chiesetta di San Paolo, risalente alla fine del XII secolo. Il sito, un tempo fondamentale presidio militare posto lungo la via Como-Novaria a difesa dei confini alpini, venne definitivamente distrutto dall'arcivescovo Ottone Visconti il 28 marzo 1287. 
Sette giorni dopo, il 26 agosto 2012, siamo andati a visitare il Monastero di Torba, a poca distanza da Castelseprio, nel territorio del Comune di Gornate Olona (VA) Il sito è gestito dal FAI, e la sorte ha voluto che la guida che ci ha fatto visitare il complesso fosse la mia brillante ex studentessa Marianna del Tredici, ora laureata in Storia dell'Arte. Ecco mia mamma davanti alla Chiesa di Santa Maria di Torba, costruita in diverse fasi tra l'VIII e il XIII secolo.
Il 9 settembre 2012, terzo viaggio di questo mese dalle parti di Castelseprio. La nostra meta stavolta è stata la Collegiata di Castiglione Olona, poco a nord di Torba, fatta edificare dal cardinale Branda Castiglioni (1350-1443), che ivi è sepolto. Il pregevole battistero è stato affrescato dal pittore toscano Masolino da Panicale (1383-1440), che vi ha lasciato il suo capolavoro, "Il banchetto di Erode", nel quale è immortalato tra i commensali lo stesso Branda Castiglioni. Qui potete vedere mia mamma davanti al portale d'ingresso alla Collegiata.
Non è certo un lungo viaggio, questo, ma val la pena di inserirlo nella galleria per via della persona che è venuta con noi: si tratta di suor Agnese Castini, suora Comboniana missionaria in Uganda da 40 anni, che è dovuta rientrare in Italia per sottoporsi a un intervento. Qui la vedete ritratta insieme a mia mamma il 16 settembre 2012 davanti alla tomba di Santa Gianna Beretta Molla a Mesero (MI). Per maggiori informazioni su questa Santa, cliccate qui.
Qui invece vediamo mia mamma fotografata davanti ai resti della cucina da campo realizzata dai soldati tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale ed oggi situata lungo la via di Gaggio, un itinerario storico-naturalistico che congiunge Lonate Pozzolo alla sua frazione Tornavento, ed oggi minacciato dall'espansione della Grande Malpensa. Lo scatto in questione risale al 24 agosto 2014; per sapere qualcosa di più su Via Gaggio, cliccate qui.

Dopo una pausa di oltre due anni, ecco una nuova foto. Il 14 ottobre 2014 mi sono recato in visita di istruzione con la mia 5 A al CERN di Ginevra (Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire, questo il suo sito ufficiale), ed eccomi fotografato da uno studente davanti al grande edificio a forma di globo noto come "Globo della scienza e dell'innovazione" che è uno dei simboli stessi del CERN. Esso vuole essere un tributo alla Terra e all'umanità, ed ha letteralmente spostato in avanti i limiti delle costruzioni in legno!
Ed eccomi ripreso all'interno della grande galleria dove si trova alloggiato il più grande acceleratore di particelle del mondo, che ha reso il CERN così all'avanguardia, da far sì che persino gli statunitensi vengano a studiare i risultati da esso ottenuti! In particolare, nel corso della suddetta visita di istruzione, noi abbiamo visitato il progetto LHCb, un esperimento il cui scopo è quello di studiare la violazione di parità nel decadimento del quark beauty e di spiegare come mai nel cosmo oggi non vi è più antimateria!
Ed ecco una foto che merita di essere incorniciata, scattata sempre durante la visita al CERN del 14 ottobre 2014: in essa si vede il sottoscritto (all'estrema sinistra), i nostri ragazzi delle 5 A e 5 I e altri colleghi insieme al Senatore a Vita e Premio Nobel Carlo Rubbia, che al CERN è di casa: lo abbiamo incontrato tornando all'ingresso del Centro Ricerche, ed egli ha gentilmente accettato di farsi fotografare insieme a noi.
Ed ecco una nostra foto di gruppo in piazza Duomo, a Milano, dove siamo andati il 20 agosto 2017 perchè mia mamma aveva espresso il desiderio di recarsi sulle tombe dei santi Cardinali Carlo Maria Martini e Dionigi Tettamanzi. L'impressione è stata negativa, non per le giuste e necessarie misure di sicurezza in tempi di terrorismo islamista, ma per il fatto che il Duomo ora è pieno di passaggi obbligati e occorre pagare un biglietto, come per entrare in un qualsiasi museo, mentre il Duomo dovrebbe essere un luogo di preghiera aperto a tutti. Da sinistra; Bianca, la nostra inquilina ecuadoregna; mia madre; mio padre; e il sottoscritto.
Questa è la tomba (ancora provvisoria) del Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano dal 14 settembre 2002 al 15 settembre 2011. Nato a Renate il 14 marzo 1934, si è spento il 5 agosto 2017 in concetto di santità. Mia madre desiderava pregare sul luogo del suo riposo, ed eccoci qui. Semplice come si conviene, d'altronde la grandezza di una persona non si misura dalla maestosità delle tombe e delle statue erette in suo onore.
Siccome abbiamo approfittato del pomeriggio caldo ma non torrido di fine agosto per fare un giretto in centro a Milano, qui mi vedete davanti al Teatro alla Scala e alla locandina degli eventi della stagione 2016/17. L'interno del grande teatro l'ho visitato quando frequentavo la Seconda Media, ma non ho foto di quell'occasione. A scattare queste due è stato Wilmer, l'inquilino ecuadoregno con il quale ci siamo recati in auto da casa nostra fino al Castello Sforzesco, per poi proseguire il nostro tour a piedi.

Torna indietro