La Repubblica di Utopiaucronia!


Stavolta il gioco parte da una proposta di Demofilo, che immagina sé stesso nei panni di un futuro capo del governo. Allora il nostro Webmaster William Riker ha avuto quest'idea geniale:

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Ho voluto provare a inventare il Governo di Utopiaucronia, rispettando rigorosamente la Legge Bassanini  n. 59 del 15 marzo 1997, riguardante un massimo di dodici dicasteri:

Presidente del Consiglio dei Ministri:
On. prof. Bhrg'hros (è il nostro capo indiscusso)

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri:
On. dott. Hurmar

Ministro degli Affari Esteri con delega alla Vice Presidenza del Consiglio dei Ministri:
On. prof. Demofilo

Sottosegretario con delega alle relazioni con l'Unione Europea:
On. dott. Maggioriano

Ministro degli Affari Interni:
On. Basileus TFT

Ministro di Grazia e Giustizia:
On. sig. Enrico Pellerito

Ministro della Difesa:
On. dott. MAS

Ministro dell'Economia e delle Finanze:
On. dott. Bhrig

Ministro dello Sviluppo Economico:
On. dott. Francesco Dessolis

Sottosegretario alla Cooperazione con delega per i rapporti con i Paesi Arabi e del Terzo Mondo:
On. dott. Falecius

Ministro delle Infrastrutture, dei Trasporti e delle Telecomunicazioni:
On. dott. Ipotetico Sole

Ministro del Lavoro e dello Stato Sociale:
On. dott. Never75

Ministro della Pubblica Istruzione, dell'Università e della Ricerca:
On. ing. Estec

Ministro dei Beni Culturali e del Patrimonio Artistico:
On. prof. Anna Elena

Ministro della Sanità:
On. dott. Dans

Ministro delle Risorse Agricole, Marittime e Forestali e dell'Ambiente:
On. ing. Sandro Degiani

Ambasciatore della Sesta Repubblica Francese:
Prof. Perchè no?

Ambasciatore del Regno di Argentina:
Dott. Enrique

Ambasciatore di Utopiaucronia presso la Santa Sede:
Sig. il Marziano

P.S. io non ci sono... io non mi espongo mai in prima persona, mi limito a votarvi... :-)

 

Bandiera ufficiale della Repubblica di Utopiaucronia (disegnata da William Riker)

Bandiera ufficiale della Repubblica di Utopiaucronia disegnata da William Riker. L'oro e l'azzurro rappresentano la terra e il cielo, ma la linea dell'orizzonte è inclinata perchè noi ucronisti cambiamo punto di vista nel guardare alla storia, e la rosa dei venti rappresenta le molteplici possibili direzioni prese dai multiversi da noi analizzati.

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Ed ecco come Perchè no? risponde prontamente:

Attenzione! Se divento ambasciatore della (improbabile) Sesta Repubblica Francese ci sono rischi di incidente diplomatico e di guerra! In questi tempi abbiamo qualche tentazione di espansione: tra pochi mesi la Francia potrebbe recuperare la Vallonia come nuovo dipartimento, avrei la tentazione di aggiungere dei pezzi d'Italia che avrebbero potuto diventare francesi mille volte...
(é solo una provocazione amichevole)

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William Riker ribatte:

Lasciami indovinare... rivendichi Valle d'Aosta, Pinerolo, Torre Pellice, Ventimiglia, San Remo e la Sardegna... o vuoi spingerti indietro fino a Carlo VIII e Luigi XII rivendicando anche Milano e Napoli? Per Napoli potremmo anche discuterne... si fa un baratto, Napoli à la France, L'Isle de la Réunion all'Italia (110a provincia), così abbiamo una spiaggia tropicale in cui andare ad arrostirci le ossa d'inverno...
(contro-provocazione altrettanto amichevole)

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Ma Never75 subito rizza le antenne:

Scusa? Mi sono perso qualche pezzo? Quando mai la Sardegna è stata francese? Che io sappia lo è diventata solo in una mia ucronia... nemmeno Napoleone è mai riuscito a conquistarla (è stato l'unico territorio che i Savoia hanno mantenuto durante tutta l'epopea del Bonaparte).

Al limite potrebbero rivendicare anche (non senza un qualche fondamento) l'isola d'Elba in quanto appartenente ad un loro sovrano. Niente da dire su tutti gli altri territori che, in un modo o nell'altro, hanno fatto parte bene o male del territorio francese (Pinerolo addirittura fu la prigione della "Maschera di Ferro").

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Allora Perchè no? riprende:

Vi ringrazio però, per dire la verità, non vorrei prendervi Napoli, sta talmente bene in Italia. Anzi, avrei piuttosto a cedere. Vi vendo senza problemi Nizza e la Savoia, sarà vostro problema a sistemare l'una e l'altra, e in premio vi do la Corsica: prendetela, vi assicuro che non mi mancherà (se volete aggiungo la tomba di Napoleone, gratis).

La Réunion? sicuramente... ve la do senza discutere, ma solo a una condizione: dividiamo la produzione di rhum. :)

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Sandro naturalmente sta al gioco:

Carissimi ed Onorevoli colleghi,

Visto che siete impegnati in rivendicazioni territoriali (io più modestamente mi occupo solo di sconvolgere il panorama energetico mondiale) non è che sarebbe possibile avere dalla Francia, in cambio della rinuncia ad ogni rivendicazione su Nizza e la Savoia, che non me ne frega niente, le isole della Polinesia Francese?

Io sposterei il mio dicastero nell'isola di Tahiti e la mia residenza a Bora Bora al Club "Le Meridien" che verrebbe convertito in Sede Ministeriale, in alternativa andrebbe bene anche l'atollo di Tubuai che ha un buon aeroporto internazionale.

Sono certo che il clima, la dieta a base di pesce fresco, la popolazione notoriamente gaia e spensierata favorirebbe la mia applicazione nelle attività ministeriali.

Fatemi sapere.. io preparo la valigia e tiro fuori maschera e pinne... Il vs. aff.mo Ministro dell'Ambiente Sandro ing. Degiani

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Ma Demofilo vuole dire la sua opinione:

Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri,

Onorevoli colleghi Ministri dell'esecutivo della Repubblica,

in base alle dichiarazioni rilasciate da sua eccellenza, l'ambasciatore della Sesta Repubblica Francese, prof. Perchè No?, ho contattato il mio collega transalpino, Bernard Kouchner, quale mi ha assicurato che la crisi in Belgio con la mancata formazione del nuovo esecutivo in seguito alle elezioni politiche che hanno visto vincitore il leader dei cristiano democratici fiamminghi Yves Leterme non sarà oggetto di una possibile espansione francese. Kouchner mi ha poi informato che il presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy, ha avuto una lunga e cordiale telefonata con sua maestà re Alberto II, ribadendo la sovranità di Bruxelles nella Vallonia. Questa comunicazione deve ad ogni modo sgombrare equivoci su possibili espansioni francesi in Europa. Di questo sono più che sicuro. Noi e la Francia siamo stati soci fondatori dell'Unione Europa e collaboriamo perchè questo organismo sovranazionale diventi ben presto uno stato confederale. Le varie discussioni su possibili scambi sono da cessare subito perchè potrebbero essere proprio queste a provocare una possibile crisi diplomatica. Riconfermando la grande stima dei confronti di sua eccellenza, prof. Perchè No?, porgo i miei saluti al Presidente e a tutti i colleghi di governo. Informo che ho nominato sottosegretario al dicastero la dott. Benedetta Pesavento (mia carissima amica), e che rinuncio all'automobile d'ordinanza preferendo la mia vecchia e amata bicicletta (battezzata "Bucefalo"), e allo studio che dovrei avere a Palazzo Chigi vista la mia delega alla Vice-Presidenza del Consiglio: mi basta quello alla Farnesina!

Aspettando buone nuove,
Distinti Saluti

On. prof. Demofilo
Ministro degli Affari Esteri con delega alla Vicepresidenza del Consiglio del Ministri

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A questo punto Enrico Pellerito propone:

Sulla qualità del gabinetto nulla da ridire, ma visto che sono stato cooptato, mi permetto di ricordare che l'istituto della grazia è di competenza del Presidente della Repubblica, che in questa "nazione" di Utopiaucronia è certamente il nostro On. prof. William Riker...

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L'interpellato però non ci sta:

No, no, io presidente della repubblica? O imperatore o niente! (scherzo)

Piuttosto, è meglio che io stia fuori da queste beghe. Potremmo eleggere presidente il List-Owner Bhrig, ma allora dobbiamo accorpare il ministero dell'economia a quello dello sviluppo economico: povero Francesco!

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Coat of Arms della Repubblica di Utopiaucronia (disegnato da Perchè no?)

Coat of Arms ufficiale della Repubblica di Utopiaucronia disegnata da Perché no?, che ha scelto il labirinto (quello raffigurato sul pavimento della cattedrale di Chartres) perché noi ucronisti proviamo a scegliere altre vie nel labirinto della storia: prendere la destra o la sinistra? Arrivare all'uscita o al Minotauro? Torniamo sui nostri passi, scegliamo altre vie seguendo la nostra nuova Timeline come un filo di Arianna.

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Allora Sandro Degiani decide di stare al gioco:

Nota dal Ministro delle Risorse Agricole, Marittime e Forestali e dell'Ambiente

Carissimi ed Onorevoli Membri di quest’Altissimo Consesso

Non c’è dubbio che saremmo in grado di impugnare le leve del comando con mano ben più ferma e salda di quanti ci hanno preceduto al ponte di comando di questo sgangherato vascello.

È un fatto indiscutibile che questa Assise si contraddistingue per:

1)     Una profonda e consapevole conoscenza della Storia, delle Cause e degli Effetti, sia in questa Linea Temporale che in tutte le altre alternative possibili.

2)     Un elevato senso Etico e Morale, conseguenza del punto 1

3)     Una varietà di caratteristiche e culture elevata e insolita in un compagine governativa

4)     Fantasia nell’affrontare ogni sfida e ogni situazione

Ciò pone i presupposti per un efficace, immediata e attiva azione politica.

Per cui non sto li ad indicarvi obiettivi… migliorate il mondo e rendetelo il più possibile vicino alle vostre fantasie… ora… subito!

Il mio incarico è delicato e copre una area di attività che hanno un impatto diretto e pesante nei confronti del Clima, dello Sviluppo e del Commercio.

Direi che possiamo incominciare subito con una politica di incentivazione alla autonomia energetica delle singole unità abitative con un piano di installazione di pannelli solari e fotovoltaici che non sia una presa in giro. Quindi al raggiungimento di una installazione pari a 20 Mq di pannelli fotovoltaici per persona (pari a circa 3 W/p di potenza erogata), una abitazione viene gratificata con l’esenzione per 25 anni dal pagamento dell’ICI.

Uno Stabilimento Industriale deve prevedere almeno 50 Mq di pannelli per dipendente (per esempio il mio Corpo 6 di Mirafiori, 300 mt x 100 di capannone, potrebbe facilmente ospitare pannelli per 1500 addetti, i 60 ettari di Mirafiori potrebbero fornire 80 Mw di potenza di picco), una Struttura Pubblica (scuola, ospedale, ufficio, caserma) deve prevedere 10 Mq per addetto stabilmente residente nei locali.

La domanda di silicio cristallino è attualmente (metà 2007) del 200% superiore alla produzione offerta dal mercato (impennata delle richieste per aumento costi petrolio e incentivi governativi). Non è detto che ci sia lo zampino dei produttori di petrolio nel rallentare la crescita di aziende che vendono un prodotto “rivale”.

Quindi occorre rendersi indipendenti nella produzione dei pannelli e poi sfruttare la posizione di dominanza vendendo a terzi la tecnologia.

Per evitare conflitti di interessi saranno AGIP ed ENI a gestire l’operazione sfruttando le plusvalenze dell’attività sul petrolio.

Chiedo all’ On. dott. Never75  Ministro della Pubblica Istruzione, dell'Università, della Ricerca e della Cultura di appoggiare questa politica e allo Ministro dello Sviluppo Economico  On. ing. Estec di impostare le sue Strategie in accordo con questa linea di azione…

… al prossimo Gabinetto del Ministri, Esimi Colleghi e Onorevoli Ministri!

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P.S. Non voglio la Macchina Blu, ne’ la scorta… potrei avere dei buoni benzina per la mia Vespa o uno Scooter Elettrico con uno sconto nel finanziamento?

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Anche Falecius si cala prontamente nei panni del ministro:

Come delegato ai rapporti col Mondo Arabo, sottolineo che una tale politica, per quanto sia, a mio parere, assolutamente giusta e condivisibile, influirà pesantemente sulle nostre relazioni mediterranee con diversi partner strategici, in particolare Algeria, Libia e paesi del Golfo.

Le conseguenze della diminuzione assai rapida della nostra domanda di petrolio a seguito della nostra scelta per le rinnovabili sulle società dei paesi mediorientali (ma anche della Russia) vanno tenute in conto e gestite con la massima attenzione a livello diplomatico.

Per quanto riguarda la Libia, che ha con noi relazioni storiche particolarmente strette ed è uno dei nostri principali fornitori di idrocarburi, sono state avviate dal precedente Governo le trattative per la ricostruzione della vecchia Via Balbia di epoca coloniale: suggerisco di accordare priorità storica a questo progetto, accompagnandolo ad investimenti nella cooperazione, in particolare, ospedali (altra richiesta del governo libico); inoltre, la partnership energetica con la Libia e l'Algeria può essere mantenuta, facendo leva su infrastutture esistenti come gli oleodotti e gasdotti transmediterranei, da trasformarsi in condotte elettriche ad alta potenza per sussidiare la potenza energetica prodotta in Italia. Infatti, regioni come la Hammada Sohra in Libia e parti dei due Grandi Erg algerini potrebbero, per la loro natura, ospitare vaste estensioni di pannelli fotovoltaici in grado di sostenere, oltre ai fabbisogni locali e di paesi vicini (penso soprattutto alla Tunisia), parte della nostra domanda invernale, quando l'insolazione è più ridotta in Italia ma resta alta nelle aree sahariane. Va da sé infatti che un'ulteriore impoverimento dei nostri vicini mediterranei sia assolutamente contrario tanto ai nostri quanto ai loro interessi.

Propongo inoltre di subordinare il finanziamento di questi progetti a riforme di tipo democratico nei paesi coinvolti, secondo un processo graduale, con lo scopo di assicurare la libertà ed il rispetto dei diritti umani in questi Paesi. Questa sarebbe un'ottima occasione, inoltre, per modificare gli attuali accordi sull'immigrazione, che fanno della Libia una specia di poliziotto avanzato delle coste italiane... che utilizza però metodi in contrasto con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.

Per quanto riguarda l'area del golfo, la perdita d'importanza del petrolio impoverirà la regione, ne indebolirà i regimi (che sono tutti estremamente conservatori ed oppressivi) e la renderà più instabile; potrebbe essere utile indirizzare nella zona un flusso di cooperazione aumentato, che compensi anche se solo parzialmente le ridotte entrate petrolifere.

Questi progetti non dovranno comunque andare nel senso di puntellare i regimi locali ma di obbligarli a riforme radicali, e migliorare le condizioni della popolazione.

Va da sé che tutto ciò andrà attuato nel quadro di un'aumento complessivo delle risorse destinate alla cooperazione, in linea con gli impegni internazionali in materia, che i governi precedenti hanno clamorosamente violato. Portare tale allo 0.7% del PIL, come richiestoci dalle Nazioni Unite, è un primo e doverosissimo passo.

Io personalmente riterrei più consono (visti i nostri considerevoli "arretrati") arrivare nel giro di due o tre anni allo 1% del PIL (meno della metà di quanto va alle Forze Armate); naturalmente vanno posti seri limiti al COME spendere tali risorse.

In generale, i progetti devono essere attentamente valutati; individuerei comunque le seguenti priorità generali:

-istruzione ed educazione, specialmente nello sviluppo di una coscienza civico-politica, anche tramite strategie non formali, oltre al transfert di tecnologie

-strettamente legato al punto 1, favorire il dialogo (anche interculturale ed interreligioso) ilo rispetti dei diritti umani e la risoluzione pacifica dei conflitti.

- sostenere lo sviluppo ed il rafforzamento di una società civile, indipendente da governi autoritari.
- imporre alle aziende italiane che operano all'estero di agire ed investire coerentemente con tale politica, rispettando per prime i diritti umani, economici e sociali, e l'ambiente naturale, nelle relatà in cui operano, producendo reale sviluppo.

- favorire i progetti e le iniziative che comportino un basso impatto ambientale ed un uso razionale delle risorse, in particolare promuovendo l'uso di fonti energetiche rinnovabili

- favorire i progetti a lungo termine, che generino sviluppo, possano camminare da soli nel futuro e contino su risorse e competenze il più possibile locali.

Parallelamente, mi permetto di far notare agli stimati colleghi della Pubblica istruzione e dell'Università che molto spesso i cooperanti italiani non hanno una sufficiente competenza sulle culture e le realtà storiche, politiche e linguistiche su cui vanno ad intervenire. Ritengo auspicabile quindi aggiornamenti dei curricola e dei corsi in questo senso, anche (viste le questioni poste dall'immigrazione) nella scuola dell'obbligo, attraverso una formazione non banale anche degli attuali docenti su questi temi (i libri di testo nelle scuole medie e superiori sono spesso quasi imbarazzanti quando affrontano le questioni del mondo non occidentale).

Per ora, onorevoli colleghi, è tutto.

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Ancora Sandro si sente in dovere di rispondere:

Onorevole Collega,

prendo atto e condivido pienamente le Sue preoccupazioni per gli effetti che una svolta energetica così radicale e rapida possa avere nei nostri rapporti con gli Stati nostri fornitori  di Petrolio e Gas naturale.

Ritengo quindi opportuno coinvolgerli nella svolta sia incentivando la loro partecipazione azionaria nella nascitura AGENISOL  (fusione di Agip, Eni e nuovo Ente energetico solare) sia localizzando presso i loro stati le necessarie strutture produttive di silicio cristallino (essi hanno la materia prima fuori della porta, sabbia a miliardi di metri cubi…!!!) sia esportando in via preferenziale le tecnologia sviluppata nei loro stati.

La Libia e gli Stati arabi potrebbero essere gli interlocutori privilegiati ma vorrei portare la sua attenzione sulla possibilità di incidere positivamente sul problema Palestinese proprio indirizzando i primi investimenti e gli impianti nella zona di Gaza.

Se si riesce a dare ad un popolo prospettive economiche e di crescita stabili e solide si tolgono le basi su cui poggia il consenso al terrorismo ed alla violenza.

In questo si potrebbe sfruttare la tecnologia del vicino Israele creando joint-Venture a tre partner (Italia,Israele e Palestina) dove sia chiaro che il 50 % degli utili ricavati dovranno essere reinvestiti nel recupero e ristrutturazione del territorio palestinese fornendo strutture moderne ad un area disastrata.

Ritengo inoltre che sia necessario incentivare l’impiego del Petrolio non per la bieca combustione ma come materia prima per la sintesi di prodotti pregiati di natura oraganica. Usare molecole complesse di carbonio per bruciarle invece di sinterizzare da esse bioproteine e materiali plastici evoluti è una follia a cui sarebbe ora di mettere fine.

Chiedo al Ministro dlel’Industria di contattare al più presto i vertici Enichem e Montedison per verificare la possibilità di indirizzare verso la produzione di prodotti organici l’attuale industria chimica italiana. Fatte salve le opportune considerazioni ecologiche e di impatto ambientale, sarebbe possibile, data la pericolosità delle lavorazioni, usare come addetti al lavoro coatto i facinorosi violenti individuati durante i disordini negli stadi… magari dislocando gli impianti in zone “sicure” e lontane (sto pensando all’area Africana del NordEst)

Ritengo infatti che un’altra area da privilegiare sia quella Etiopica, Eritrea ed Abissina, sfruttando i pochi italiani ancora residenti nell’area.

Non dimentico che mio prozio fu’ Comandante del Genio in A.O. dal 1934 al 1939 e molte strutture tutt’ora operative portano la sua firma sul progetto.

Non intendo ricreare l’Impero ma mantenere e rinforzare legami storici e culturali con aree in cui l’Italia un tempo era faro di civiltà (anche se sembra retorica la frase non è storicamente inesatta).

Inoltre potremmo trovarci con due aree di crisi politica e militare risolte in modo elegante e positivo con un rafforzamento dell’immagine estera dell’Italia da non trascurare.

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Pure Enrico Pellerito ci ha preso gusto:

Nota del Ministro della Giustizia

Onorevoli colleghi, plaudo agli interventi di coloro che mi hanno preceduto, il Ministro dell'Ambiente Degiani e il Ministro della Cooperazione Falecius, trovandomi pienamente concorde con gli indirizzi politici che gli stessi propongono, e mi chiedo come mai i governi presenti e passati della Repubblica Italiana non abbiano fatto loro questi orientamenti che trovo logici, utili, moderni e a misura umana. Misteri della politica! quella reale, però, non certo quella virtuale. Nella mia qualità di Guardasigilli (incarico che mi sono trovato d'emblée a ricoprire, ma del quale ringrazio coloro che hanno creduto in me accordandomi la loro fiducia) mi preme, comunque, sottolineare quanto segue.

Il dicastero che mi accingo a dirigere indegnamente (mio padre era magistrato e al momento si rivolterà nella tomba) non è proprio quello cui auspicavo, ma stante che le responsabilità degli Affari Interni, della Difesa e dell'Economia e Finanze (chè onestamente avrei preferito una delle tre) sono state conferite a persone sicuramente più adatte di me a ricoprire tali ruoli, mi impegnerò nell'incombenza che mi è stata offerta, per il bene della nostra "nazione" utopico-ucronica.

Innanzi tutto, voglio immediatamente verificare se corrispondono al vero certe notizie, rilasciate dai media, in merito al fatto che sul territorio nazionale esisterebbero delle strutture carcerarie non utilizzate e lasciate letteralmente a marcire. Se è cosi, darò immediate disposizioni per trasferire sia personale dell'amministrazione carceraria, sia detenuti dai siti che risultano oggettivamente "sovraffollati", al fine di consentire una minima umana e decorosa vivibilità all'interno di tutte le strutture. Per quanto attiene la distinzione fra carceri destinati all'espiazione delle pene e siti riservati alla ricezione di coloro che sono in "attesa di giudizio", è prioritario che la detta distinzione si concretizzi nel più breve tempo possibile, e farò quanto in mio potere per far si che ciò avvenga.

Riguardo i condannati certi per: reati contro la persona (omicidi, stupri, violenze), pedofilia, appartenenza alle organizzazioni criminali di stampo mafioso e terroristiche, sebbene sia grande la tentazione di consegnarli ai miei colleghi degli Interni e della Difesa per farli utilizzare come sagome mobili all'interno dei poligoni di tiro ad uso e consumo delle FF.OO. e delle FF.AA., mi asterrò da tale provvedimento che riconosco inumano e contrario all'etica del governo e dei suoi onorevoli componenti, ma siccome dubito che riusciremo a recuperare alla convivenza civile tutti i condannati di cui sopra, sono pronto ad ascoltare qualunque proposta, da qualunque parte venga, che sia costruttiva per la risoluzione di questo affannoso problema.

Garantisco che per tutti coloro cui sia stata resa definitiva la condanna, vi sarà certezza di scontare la pena per intero, ma parimenti garantisco rigorosi accertamenti volti a stabilire l'idoneità al reinserimento nella società civile per chi dimostrerà di esserne degno.

I condannati a pene per reati contro il patrimonio, del tipo malversazione, corruzione, concussione, truffa, falso in bilancio, fallimenti pilotati, e chi più me ha più ne metta (si, anche robe tipo scandalo Parmalat), verranno, da subito, a prescindere dall'età, dalla durata della condanna, dall'importanza ricoperta nella società (anzi, più importanti erano, peggio sarà) assegnati AI LAVORI FORZATI, e su questo, Onorevoli colleghi, mi dispiace ma non transigo, a costo di dover dare le dimissioni.

Per il momento è tutto, Onorevoli colleghi; mi assumo la responsabilità delle mie dichiarazioni e resto in attesa del vostro inappellabile giudizio e delle decisioni che il Governo, nella sua collegialità vorrà prendere nei miei confronti, decisioni alle quali mi atterrò.

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Risposta del Webmaster, che pure (come abbiamo visto) si è tenuto fuori dal governo:

Lettera aperta ai membri del Consiglio dei Ministri di Utopiaucronia

Nella mia qualità di elettore medio, sottoscrivo ogni parola dell'On. Pellerito, chiedendogli di usare mano ferma soprattutto contro i facinorosi che si nascondono dietro striscioni di tifoserie calcistiche, approfittando per esibire simboli neonazisti o anarchico-insurrezionalisti, e per dare sfogo alla propria mal repressa sete di violenza e di distruzione degna del "Signore delle Mosche" di W.Golding, come abbiamo visto fare in più occasioni in questi ultimi tempi. Tanto più che è imminente l'incontro di calcio FC Torino - Utopiaucronia, e tutti noi vogliamo veder svolgersi il match nella più assoluta tranquillità, senza sentir scandire slogan vergognosi contro le nostre prodi forze armate (tipo "10, 100, 1000 Nassiriyya"), e senza vedere i capi ultras ricattare i presidenti delle società mediante taglieggiamenti indegni di uno stato di diritto.

Naturalmente la presenza di qualsiasi striscione, al di là del rispetto delle leggi vigenti contro l'istigazione all'odio razziale e l'apologia di fascismo, non rappresenta il problema più grave: la libertà di espressione, che tutti riteniamo un aspetto essenziale della libertà nel nostro paese, dovrebbe includere anche quella di esprimere ideologie che noi riteniamo odiose. Il problema si pone invece per ALTRE cose che fanno gli stessi personaggi che sventolano tali striscioni, come ad esempio devastare le città in cui vanno in trasferta e gli autogrill lungo la strada. Non ritengo utile applicare la forza in modo generalizzato contro i gruppi di ultras, ma concordo che vada applicata la massima fermezza (che non significa grilletto facile) quando questi commettono reati.

È probabile che lo stesso sistema calcistico finisca col produrre questi risultati aberranti: io credo che occorra ripensare radicalmente la sua struttura, riportarlo ad essere "solo uno sport". E' inammissibile che lo Stato finanzi direttamente questa attività mentre altre discipline sportive, sicuramente più sane, languono in difficoltà, (mi viene in mente l'atletica).

Allo stesso tempo credo che alcune persone sviluppino atteggiamenti violenti, canalizzati nella tifoseria, a causa di un disagio socioculturale su cui si dovrebbe intervenire, ben sapendo però che non si tratta dell'unica soluzione al problema ma di un'azione che "interseca" per così dire, la questione dell'ordine pubblico.
Il comportamento delle tifoserie non può essere fatto ricadere sulla collettività: devono essere le stesse tifoserie e società ad assumersi la responsabilità dell'ordine pubblico, e a pagare le conseguenze (chiusura dello stadio e della stessa società sportiva, oltre all'arresto dei diretti responsabili di danni) se non lo fanno. Invece di mandare la polizia a presidiare gli stadi con costi per tutti (incluso chi il calcio non lo segue), si responsabilizzino gli attori. Mi è chiaro che una tale strategia non potrà funzionare dall'oggi al domani e dovrà essere applicata con gradualità.

Qualunque misura l'On. Ministro della Giustizia assumerà per combattere questa battaglia, sappia che avrà sempre il mio più convinto sostegno.

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Bandiera non ufficiale di Utopiaucronia (disegnata da Sandro Degiani)

Bandiera non ufficiale della Repubblica di Utopiaucronia disegnata da Sandro Degiani. Campo Blu bordato d'oro, un orbe terracqueo azzurro coronato da 20 stelle sorvolato da una tripla schematica ala tricolore, bianca rossa e verde. Il Blu e l'oro rappresentano la pace e la ricchezza (morale ovviamente). La tripla ala tricolore è il genio italiano che sorvola e unisce il mondo intero. Le 20 stelle sono le 20 regioni italiane.

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Ed ecco una importante dichiarazione di Bhrg'hros:

 So che sarebbe più adatto a una classe di scuola, ma, dato che ci ritroviamo in un Governo arcobaleno, mi sembra indispensabile perlomeno un riassunto delle rispettive affiliazioni politiche. Per cominciare, dato che la formazione donde provengo è assai poco nota, ricordo che si tratta del movimento "Eurasia Nazione", il cui obiettivo primario a breve termine è la costituzione di un'effettiva federazione comprendente almeno Cina, India, Îrân, Russia (o meglio i Paesi già inclusi nella CSI), Unione Europea allargata e Lega Araba. Purtroppo ho motivo di ritenere che nessun altro Componente del Governo condivida tale impostazione politica...

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A rispondergli subito è Falecius:

Io sono un "anarco-spiritualista" (la definizione non è mia, ma mi sembra adatta...) Metti insieme Bakunin, Khomeini ed i teologi della liberazione... Vabbé, scherzo. Avete presente il mondo di Anarres ne "I reietti" di U.K. Le Guin? (libro che consiglio a tutti)...

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Segue a ruota Perchè no?:

In Francia i partiti politici sono, da sinistra a destra: LCR (Lega Comunista Rivoluzionaria), PCF (Partito Comunista Francese), PS (Partito Socialista), Les Verts (ecologisti), MoDem (Movimento Democratico), NC (Nuovo Centro), UMP (Unione per una Maggioranza Popolare) e FN (Fronte Nazionale), senza parlare di alcuni movimenti annessi e non organizzati come partiti.

Personalmente non sono affiliato a nessun partito, perché non voglio sottomettere le mie opinioni e la mia scelta agli ordini di una gerarchia che non c'entra niente con me. Dunque sono iscritto al PMS (Partito di Me Stesso), ma questo partito personale fa sue le idee dell'umanismo, del repubblicanesimo giacobino, della laicità, delle rivendicazioni sociali della sinistra, del gusto del compromesso, della ricerca del profitto ragionevole (contro dunque la "chrématistique" denunciata da Aristotele), dell'ecologia, del multilateralismo, del gaullismo, di un europeismo federalista. Potrebbe sembrare paradossale ma è solo una questione di scala di lettura: giacobino al livello nazionale, europeista al livello continentale, vi assicuro che si può fare!

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Ed il il Marziano:

Io parteggio addirittura per Gaia Cantonale: un pianeta unificato, ma diviso in innumerevoli entità federali grandi al massimo come i Cantoni svizzeri. Auspicherei inoltre una restaurazione del Sacro Romano Impero. Ne approfitto per aggiungere che io svolgerò il mio ruolo di ambasciatore non solo presso la Santa Sede della nostra HL, ma anche presso tutte le Sante Sedi ucroniche immaginate nel nostro vagabondare per i multiversi!

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Di seguito l'ultima iniziativa presa da Demofilo:

Onorevole Presidente del Consiglio del Ministri,
Onorevoli colleghi ministri dell'esecutivo della Repubblica,

vorrei comunicare che ho ricevuto al Palazzo della Farnesina il onorevole Giacinto, detto Marco, Pannella leader storico del Partito Radicale in Italia il quale mi ha invitato a sostenere la Campagna per l'approvazione della Moratoria contro la Pena di Morte. Attualmente al Palazzo delle Nazioni Unite è stata presentato un documento firmato da ben novantadue paesi che si schierano per un blocco delle esecuzioni. Da parte mia ho risposto che il governo della Repubblica sosterrà questa iniziativa ritenedo strategico un ruolo del nostro governo nell'Assemblea. Chiedo quindi a sua eccellenza il Presidente e agli onorevoli ministri di esprimersi nel prossimo Consiglio dei Ministri in favore della Moratoria.

Ho ricevuto poi dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, dall'Alto Rappresentante della Politica Estera e di Sicurezza dell'Unione Europea Francisco Javier Solana Madariaga la nomina del prof. Lord Wilmore ad Inviato Generale dell'ONU, dell'Europa Unita e della Repubblica di Utopiaucronia in Birmania: i miei auguri più sinceri e vicini. Infine a breve con sua eminenza il cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Pontificio, ho accordato una visita ufficiale a Sua Santità, Papa Benedetto XVI, da parte dell'intero esecutivo della Repubblica. Invito sua eccellenza, Sig. il Marziano, Ambasciatore presso la Santa Sede di provvedere ad una cerimonia degna di tale visita. Aspettando buone nuove, porgo distinti Saluti.

On. prof. Demofilo
Ministro degli Affari Esteri con delega alla Vicepresidenza del Consiglio del Ministri

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L'interpellato, Lord Wilmore, si è talmente calato nella parte da imbastirci su un romanzo dei suoi:

Con il presente rapporto informo il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica di Utopiaucronia, On. prof. *Bhrg'hros, il Ministro degli Affari Esteri On. prof. Demofilo, il Presidente della Commissione Europea José Manuel Durão Barroso e il Segretario dell'ONU Ban Ki-moon del mio operato nel sud-est asiatico.

Appena arrivato all'aeroporto di Yangon, sono stato prelevato da forze di polizia che, in modo cortese ma senza accettare discussioni, mi hanno subito portato in una suite d'albergo, chiudendomici dentro con tanto di guardiano sulla porta, e chiedendomi di pazientare prima dell'incontro con la Giunta Militare. Io ho capito che l'attesa sarebbe durata mesi, se non anni, e così ho pensato bene di calarmi sul balcone del piano di sotto dopo aver annodato assieme delle coperte. Naturalmente ho dovuto convincere l'avvenente giornalista giapponese che occupava quella suite che non ero arrivato lì per rapirla e portarla con me nella Repubblica di Utopiaucronia; ad ogni modo ho lasciato l'hotel passando per la porta delle cucine, dopo essermi travestito da cuoco per ogni evenienza: uno dei cuochi mi ha ceduto volentieri il suo abito in cambio di una vile banconota da 500 euro, anche se ho dovuto stenderlo con un diretto al mento per non farlo accusare di essere mio complice.

A questo punto mi sono messo addosso la talare da sacerdote cattolico che avevo portato con me; ho così potuto girare abbastanza liberamente in città perchè l'esercito non aveva certo voglia di creare un incidente diplomatico con il Vaticano, e così mi sono infiltrato in un tempio buddista della città, dove sapevo essere tenuto sotto vigilanza uno dei capi della recente sollevazione dei monaci. Gli ho chiesto di restare pronto per ogni evenienza, quindi ho collegato il mio cellulare satellitare con il mio computer portatile ed ho subito violato il sistema di sicurezza dell'esercito di Myanmar, infettandolo con un virus da me sviluppato.

Naturalmente a quel punto la polizia, che aveva scoperto la mia evasione e seguito le mie tracce in città, ha circondato il tempio e mi ha ordinato di uscire o avrebbe appiccato il fuoco all'edificio, ma improvvisamente è arrivato l'ordine di lasciare ogni cosa a mezzo e di accorrere al confine orientale, perchè l'esercito Thai aveva varcato in più punti la frontiera convergendo sulla capitale. Inutile dire che ero io a giocare ai Wargames con il mio portatile, e a far arrivare allo Stato Maggiore dispacci inesistenti grazie al virus che avevo installato nei loro sistemi operativi. In ogni caso a quel punto i monaci hanno allertato i civili che si sono subito sollevati, hanno preso di sorpresa i soldati e li hanno disarmati. I capi di Stato Maggiore hanno compreso l'inganno, ordinando a carrarmati ed aerei da guerra di convergere nuovamente sulla capitale, ma per mezzo dei miei virus io presi il controllo degli aerei da guerra ed ordinai ai loro piloti di sparare proprio sui carri armati, mettendo poi fuori uso completamente il loro sistema di guida e di puntamento.

A questo punto le caserme sono state circondate dagli insorti che hanno finito il lavoro in modo assolutamente incruento. La signora Aung San Suu Kyi è stata liberata, portata in trionfo al palazzo presidenziale ed acclamata presidente. "Ti saluto, libera Burma!" sono state le sue prime parole, in cui già abbandonava il nome di Myanmar. Naturalmente la presidentessa, che ha dichiarato di voler subito incontrare il presidente Barroso ed il presidente *Bhrg'hros per discutere la nuova politica estera della Birmania liberata, avrebbe voluto incontrare l'artefice dell'infezione dei sistemi informatici dell'esercito che aveva causato la caduta del regime militare, ma questi (io) è risultato irreperibile. La notte successiva tuttavia un sacerdote in abito talare (io) si è furtivamente introdotto nella sua camera da letto calandosi dall'abbaino del tetto, ed ha potuto avere un rapido scambio di battute con la neopresidentessa, la quale gli ha manifestato la sua riconoscenza eterna, prima che la guardia del corpo di Aung San Suu Kyi intervenisse, nel timore di qualche colpo di coda da parte di sostenitori del vecchio regime. Il prete (io) si è però dileguato rapidamente nella notte, nera come la sua talare, non prima di aver regalato alla presidentessa un libro di sue (mie) ucronie.

Il giorno dopo un frate francescano (io) in saio, cordone e barba (quest'ultima era l'unica vera) si è imbarcato all'aeroporto di Yangon, che aveva riassunto il vecchio nome di Rangoon, per Milano Malpensa via Doha. Ed eccomi di ritorno. Giudicate voi se ho svolto bene o no la missione che mi avevate affidato, e che ora depongo perchè ritengo esaurito il mio compito. Resto a disposizione per altre eventuali missioni diplomatiche a base di virus informatici. Cordialmente, vostro

Lord Wilmore

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Infine, siccome qualcuno ha proposto di promuovere Perchè no? da Ambasciatore di Francia presso Utopiaucronia addirittura a Presidente della Commissione Europea, naturalmente dopo che sarà accettata la domanda di ammissione della Repubblica di Utopiaucronia nell'Unione Europea, ecco come l'interpellato ha presentato il proprio programma. Mi sembra giusto metterlo a suggello di questa pagina in cui si sono confrontati così alti ideali.

Dichiarazione di Marsiglia del 13/11/2007

Dal presidente della fanta-Commissione Europea di Utopiaucronia, monsieur Porquoi pas?:

Da cinquant’anni l’Europa é stata servita da una serie di grandi uomini guidati dal sogno umanista e democratico di un’unione del nostro continente martirizzato: Schuman, Monnet, Adenauer, de Gasperi, Spaak, Delors, Spinelli ecc. È dunque con grande umiltà che mi iscrivo nella continuità di questi uomini di pace. 

Adesso vi domando: Cosa fare?

L’Europa é un laboratorio del futuro, il quadro insperato di creare nuovi modelli per le nostre democrazie. L’Europa appartiene solo alla gioventù europea. Di conseguenza ho il progetto di chiedere la riunione di un’assemblea continentale straordinaria per creare il modello europeo sperato da tutti i nostri popoli.

Questa assemblea riunirà gli Stati, le nazioni, le regioni, le città e tutte le comunità organizzate e sostenute da una lista di più di 500 000 cittadini, qualunque siano le loro idee politiche, religiose e sociali. Inoltre l’assemblea sarà collegata in permanenza ad Internet, ed ognuno potrà intervenire.

Invito gli USA, la Russia, la Turchia, l’ONU, la NATO, il FMI, l’OMC e i paesi del Mediterraneo a inviare gruppi di lavoro come osservatori, con il diritto di intervenire nei dibattiti ma non di votare.

I risultati di questa assemblea saranno destinati a servire da carta per la costruzione dell’Europa, con obiettivi chiarificati e mezzi consigliati. I popoli d’Europa saranno invitati a votare sul testo finale in un grande referendum continentale (il testo sarà dichiarato valido con i 3/4 dei voti favorevoli).

L’Europa non é destinata a essere i nuovi Stati Uniti, né una nuova Austria-Ungheria, ma qualcosa di totalmente nuovo che rispetta la libertà sociale e economica senza cadere nei vizi neoliberali e socialisti, che assicura l’ugualità e l’armonia senza perdersi nella burocrazia (morte della democrazia), che instaura una fraternità che esclude sia la xenofobia che l’angelismo. Che rimette lo sviluppo al servizio dell’essere umano e non al servizio di un interesse, di un vuoto desidero di accumulazione o di una visione disumanizzata, che mette al centro del mondo la logica dell'avere al posto di quella dell'essere.

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