La cosiddetta "TAVOLA DELLE GENTI" è contenuta in Gen 10 e, apparentemente, somiglia ad una genealogia: ci sono dei padri, dei figli e talora anche dei nipoti. Noè, il capostipite, ha tre figli: tre è sempre il numero della pienezza. Ciascuno dei suoi figli ha, a sua volta, degli altri figli, i quali danno vita a... tutti i popoli della terra! Quindi, la prospettiva dell'autore biblico si "svasa" improvvisamente, si allarga "ad imbuto" e coinvolge TUTTE le nazioni. Dall'unico patriarca, Adamo, l'"UOMO" per antonomasia, e poi anche dall'unico patriarca Noè, il "PROLUNGATORE", arriviamo finalmente a tutte le genti che al tempo degli Ebrei popolavano la terra conosciuta. Il fatto è che, effettivamente, questa genealogia non va riportata al 10.000 avanti Cristo o giù di lì, come il diluvio universale, ma al tempo in cui la Bibbia fu scritta, cioè (in questo caso) verso il 550 a.C. In realtà, proprio come la genealogia dei Terahiti a cui si è accennato prima, la "tavola delle genti" rappresenta una distribuzione etnografica; o, in altri termini, rappresenta la CARTA GEOGRAFICA del mondo noto agli autori biblici. Naturalmente in essa non sono riportati i confini dei paesi, i continenti e gli oceani, le isole, i fiumi, i laghi con in un moderno atlante geografico; è invece una CARTA ETNOGRAFICA, perché intende piuttosto presentare come i vari popoli si sono dislocati sulla terra. Essi sono suddivisi in TRE grandi famiglie, quelle dei CAMITI, dei SEMITI e dei GIAPETITI. È una suddivisione usata ancor oggi, specie per le lingue, definite ancor oggi di ceppo "camitico", "semitico" o "indoeuropeo". La distribuzione di queste lingue intorno al 550 a.C. era la seguente:

I Semiti sono, ovviamente, i discendenti di Sem. Tra l'altro, Sem vuol dire "nome" in ebraico, e il nome per gli Ebrei rappresenta l'essenza stessa delle cose, come si è ricordato. I Semiti sono perciò "coloro che hanno un nome" (forse si sottintende "un nome famoso", perchè il nome ce l'hanno anche gli altri!) Essi vivevano, come si vede dalla cartina, nelle zone mediorientali, anche se oggi gli Arabi si sono espansi dalla Mauritania all'Iraq (lingue tipicamente semitiche sono l'ebraico, l'arabo ed il fenicio). I Camiti, nipoti di Cam, abitavano il Nordafrica e l'Etiopia (infatti il copto, ancora oggi usato nella liturgia della chiesa ortodossa egiziana, e l'amarico parlato in Etiopia sono le due lingue più importanti del gruppo camitico). Il nome stesso Cam deriva dall'egiziano Kem, cioè "terra nera", con cui gli egizi indicavano il loro paese, reso fertile dal limo scuro delle inondazioni del Nilo, in contrapposizione alle "terre rosse" dei deserti circostanti. Quanto ai Giapetiti, discesi da Japhet, essi abitavano le regioni settentrionali del mondo, e cioè l'Europa, l' attuale Turchia, la Persia, il bassopiano Turanico e l'India. Per questo motivo sono detti anche Indoeuropei. Sono indoeuropee le lingue romanze come l'italiano, quelle sassoni come l'inglese, quelle slave come il russo, oltre al greco, all'albanese, al persiano e alle lingue indiane come l'hindi. Anche il latino era ovviamente indoeuropeo.
Attenzione, però: non date retta a chi vi vuol far credere, come è accaduto a me da bambino, che Japhet era il progenitore della razza bianca, Sem quello della razza gialla e Cam di quella nera. Semiti, Camiti e Giapetiti sono tre famiglie di popoli tutti di razza bianca, o meglio caucasica, perchè agli Ebrei di quel tempo le razze mongolica e negroide, così come quelle amerindia ed australoide, non erano ovviamente note. Questo pacchiano errore è un esempio di "concordismo": siccome dopo le grandi scoperte geografiche del '500 gli uomini bianchi vennero a contatto con le altre razze umane, sembrò loro logico che tutte dovessero discendere da Noè. Ma Noè aveva solo tre figli; tuttavia, se estrapolate la cartina soprastante, vi accorgete che i Camiti potrebbero inglobare anche i neri africani, mentre l'area semitica potrebbe essere estesa fino a contenere l'estremo oriente. Da qui, nasce un clamoroso anacronismo che purtroppo è duro a morire (lo trovate persino sulla bella "Bibbia a fumetti" delle edizioni Paoline).
Il capitolo 10 della Bibbia comincia col presentare i discendenti di Japhet. Questi ha sette figli (e dagliela coi numeri magici!): nell'ordine si chiamano Gomer, Magog, Madai, Javan, Thubal, Mesech e Thiras. Probabilmente, letti così, per voi non significheranno nulla, come i nomi dei patriarchi antidiluviani. In realtà, almeno per alcuni di essi, è possibile rintracciare dei precisi significati. Thiras, per esempio, ricorda moltissimo i Tirreni, altro nome degli Etruschi, sulla cui misteriosa origine si è molto favoleggiato, a partire da Erodoto, che li dice discendenti dei Lidi. Madai ricorda i Medi, popolo che aiutò i Babilonesi (i distruttori del tempio di Gerusalemme) a radere al suolo Ninive e ad abbattere l'impero Assiro, sotto la guida del loro re Ciassare. Ai tempi di cui parliamo, il loro impero si estendeva dalla Turchia all'Afghanistan, e quindi non potevano passare inosservati. Anche Javan ci ricorda troppo da vicino gli Ioni (cioè i Greci) perchè possa trattarsi solo di una coincidenza. Infatti, si nominano ben quattro figli di Javan: Elisa, Tarsis, Chittim e Rodanim; Elisa fa venire in mente l'Ellenia, cioè la Grecia continentale; Chittim e Rodanim sono rispettivamente i nomi plurali che indicano gli abitanti di Cipro e di Rodi, a quei tempi fiorenti centri commerciali. Tarsis non è facile da identificare ma, a chi non è del tutto digiuno di archeologia, fa venire in mente Tartesso, fiorente colonia vicina all'attuale Gibilterra, distrutta dai Cartaginesi nel 553 a.C., e da qualcuno identificata con l'Atlantide di Platone. Anche Giona, sottrattosi alla missione affidatagli da Dio di predicare a Ninive, in oriente, cerca di fuggire a Tarsis, cioè praticamente ai limiti occidentali del mondo conosciuto, proprio in direzione opposta a quella indicatagli dal suo "datore di lavoro".
Dunque, i nomi dei quattro figli di Javan sono in realtà nomi di quattro popoli, tutti in buone relazioni con i Greci. Sono gli abitanti delle cosiddette "ISOLE DELLE GENTI", e cioè la Grecia, Cipro, Rodi e la Spagna, localizzati dall'incerta geografia del tempo nel bel mezzo del Mediterraneo. Per altri popoli, l'identificazione non è così facile, e richiede una conoscenza approfondita della Bibbia e della storia antica. E' il caso di Mesech, che ritroviamo anche nel salmo 120, 5: "Ahimè, sono come straniero in Mesech..." Chi ha letto ben bene le "Storie" di Erodoto può riconoscere qui coloro che egli chiama i Moschi, abitanti della costa del mar Nero, considerati barbari dagli Assiri che nei loro testi li chiamano i "Muski". Anche Magog viene ripreso più avanti nella Bibbia, da Ezechiele in 39,6 e dall'Apocalisse in 20,8: qui rappresenta nazioni "poste ai confini della terra", che sono forse da identificarsi con gli Sciti, mercenari del bassopiano centrasiatico, che combattevano come mercenari per i Babilonesi e per i regni ellenistici. Tuttavia, Magog diventa ben presto simbolo dei paesi stranieri nemici di Israele. In Thubal, probabilmente, si possono riconoscere i Tibareni di Erodoto, popoli stanziati come i Moschi sulla costa del mar Nero, che sono detti commerciare con Tiro in Ez 27,13. Li citano anche il geografo Strabone ed il poeta ellenistico Apollonio Rodio nelle sue "Argonautiche" (II, 1010); entrambi sostengono che, quando le donne dei Tibareni devono partorire, sono i mariti a mettersi a letto e a gemere. Paese che vai, usanza che trovi!
Non ci resta oramai che Gomer, da alcuni identificato per assonanza con il popolo dei Cimmerii, che a partire dal 750 a.C. calarono dal Caucaso e minacciarono l'Assiria e tutta l'Asia Minore (li cita anche Omero nell'"Odissea"). Meno probabile appare l'ipotesi che Gomer sia il capostipite dei Cimbri, guerrieri di stirpe germanica che furono sgominati da Caio Mario nel 101 a.C. ai Campi Raudii (presso l'odierna Vercelli) dopo che essi avevano tentato di invadere la Gallia Cisalpina. In ogni caso, i discendenti di questo tale erano piuttosto combattivi ed aggressivi.
Di lui si dice anche che ha tre figli: Askenaz, Rifat e Togarma. Quest'ultimo (citato anche in Ez 27, 14) dovrebbe coincidere con l'Armenia; gli altri due sono variamente identificati con popoli caucasici, sulla base dell'equazione Gomer = Cimmerii. Nell'idioma Yddish, parlato dai moderni ebrei europei, Askenaz indica addirittura la Germania, ma si tratta solo di un'attribuzione moderna. Probabilmente, queste generiche soluzioni vi risulteranno troppo poco soddisfacenti, ma dovrebbe esservi ormai chiaro il fatto che, per collocare al posto giusto queste misteriose stirpi, noi incontriamo le stesse difficoltà che troverebbe un archeologo dell'anno 4500 nell'identificare le nostre Italia, Francia ed America!
Comunque, come si vede, cominciamo ad avere un'idea precisa del carattere "etnografico" della tavola delle genti. Una ulteriore conferma ci viene dai quattro figli di Cam: Cus, Mizraim, Put e Canaan. Mizraim è un plurale, e già di per sé significa "gli Egiziani": non un solo capostipite, dunque, quanto piuttosto l'intero popolo. Nel libro dell'Esodo, l'Egitto è solitamente chiamato proprio "Mizr". Cus indica invece l'Etiopia, o meglio la Nubia (l'attuale Sudan), dove si era formato appunto il regno dei Kushiti. Put dovrebbe rappresentare il corno d'Africa; infatti il "paese di Phunt" era il limite inferiore del commercio marittimo dei Faraoni. Quanto a Canaan, è fin troppo evidente che designa i popoli cananei della Palestina, preesistenti all'invasione da parte di Giosuè e soci. Canaan è detto generare Sidon suo primogenito, che era un'importante città della Fenicia, oltre ad un numero impressionante di popoli: nell'ordine, gli Etei, i Gebusei, gli Amorrei, i Gergesei, gli Evei, gli Arachei, i Sinei, gli Arvadei, i Samarei e gli Amatei. Erano tutti abitanti di piazzeforti cananee al momento dell'occupazione israelita. Questa lista è considerata preziosa, perchè fornisce un quadro preciso della Palestina preisraelitica, che gli Ebrei conoscevano benissimo, perchè questi popoli li avevano dovuti sgominare tutti ad uno ad uno. Non lo hanno fatto certamente nel giro di una sola generazione (quella di Giosuè, intendo): per esempio, gli Amorrei furono sconfitti ancor prima del passaggio del Giordano, perchè abitavano nell'attuale Giordania: il loro re Seon fu battuto da Mosè insieme a Og, mitico re di Basan, secondo il racconto di Num 21, 21-35. Invece i Gebusei erano gli abitanti della piazzaforte di Gerusalemme, che fu conquistata solo da Davide, secondo quanto riferisce 2 Sam 5, 6-9, quindi più di due secoli dopo Giosuè.
Problematica è l'identificazione dei figli di Cus e Mizraim. Di certo si può dire solo che Saba, primogenito di Cus (attenzione, non è mica una donna!), rappresenta il favoloso paese da cui proviene la regina di Saba che va a trovare re Salomone nel I libro dei Re (10, 1-13); alcuni lo pongono in Etiopia, ma è più probabile che si trovasse nell'attuale Yemen (Arabia meridionale), come ritengono gli archeologi. Da lì a Gerusalemme, era comunque un bel pezzetto di strada. Con l'attuale Abissinia è piuttosto da identificarsi Avila, già citata en passant in Gen 2, 11-12, dove si dice che "l'oro di quel paese è puro; là si trova pure la resina profumata e la pietra d'onice". Gli altri figli e nipoti di Cus sono probabilmente nomi di popoli dell'Arabia e dell'Africa orientale, con cui i Babilonesi prima ed i Persiani poi intrattenevano un florido commercio. In particolare, Dedan deve indicare un paese africano, perchè Ezechiele (27,15) dice che i suoi figli "pagavano [ Tiro ] con corni d'avorio [ zanne d'elefante ] ed ebano", prodotti tipicamente equatoriali. Senza saperlo, forse, l'autore biblico ha incluso i neri africani nella genealogia del sicuramente bianco Cam!
Tra i tanti figli di Mizraim, è sicura solo l'identificazione di Caftor, perchè è detto essere antenato dei Filistei, i più fieri nemici di Israele (e in particolare di Sansone). Caftor è oggi unanimemente identificato con i Cretesi. Infatti, i Filistei facevano parte di quei "popoli del mare" di cui si parla in documenti egiziani, che invasero il Vicino Oriente sul finire del II millennio a.C. provenienti dalle isole del Mediterraneo. Ramses III li cacciò dall'Egitto, ma essi si stanziarono sulla costa meridionale della Terrasanta, che da essi prese il nome di Palestina. Oggi si sa però che essi erano indoeuropei, non camiti: infatti usavano il ferro, mentre Egiziani, Mesopotamici ed Ebrei erano ancora immersi nell'Età del Bronzo. Forse l'autore biblico li ha confusi con gli altri cananei, facendo di tutta l'erba un fascio. Gli altri figli di Mizraim sono variamente identificati con parti dell'impero faraonico (forse Lehab era la Libia).Meno difficile è riconoscere popoli noti nei nomi dei discendenti di Sem. Elam, citato fra i quattro regni che mossero guerra a Sodoma e Gomorra in Gen 14, rappresenta un ricco stato sorto ad oriente della Mesopotamia, sulle rive del Golfo Persico, annesso dagli Assiri intorno al 640 a.C., e poi dai Medi e dai Persiani. Contro di esso vaticina Geremia (49, 34-39). Assur indica ovviamente l'Assiria, potentissima fino a poco prima della definitiva stesura della Genesi. Nessun dubbio neanche su Aram: l'aramaico era la lingua parlata comunemente nell'impero neobabilonese, e deriva dagli Aramei, abitanti della Siria e della Mesopotamia settentrionale. Il regno di Aram era stato sottomesso da Davide in II Sam 10, e restò sempre un vicino scomodo per Israele e Giuda. Dopo l'esilio a Babilonia, gli Ebrei dimenticarono l'ebraico come lingua parlata, e adottarono l'aramaico, il linguaggio in cui si esprimeva anche Gesù. In qualche villaggio lo si parla ancor oggi.
Creano maggiori problemi Lud e Arfaksad. Lud infatti in Gen 10,13 è detto figlio di Mizraim, quindi nipote di Cam, mentre in 10,22 è annoverato tra i figli di Sem. Omonimia? Una svista dell'autore biblico? (Dopotutto, il Pentateuco era considerato così sacro che venivano ricopiati fedelmente anche gli errori di grammatica). Ad ogni modo, sembra naturale identificarlo con il popolo dei Lidi, che al tempo dell'esilio a Babilonia aveva creato un forte regno nell'Anatolia occidentale. Anzi, in quegli anni si era creato una specie di "equilibrio geopolitico" tra l'impero neobabilonese, l' impero dei Medi, il regno faraonico ed il regno di Lidia. Re di Lidia fu quel Creso che la mitologia ricorda come il Paperon de' Paperoni dell'antichità (ancora oggi, uno che è ricco sfondato si dice "ricco come un Creso"). La leggenda vuole che egli consultò l'oracolo di Delfi prima di muovere guerra a Ciro il Grande, e quello gli rispose: "Se lo combatterai, distruggerai un grande regno". Creso scese in battaglia contro i Persiani, ma fu sbaragliato, e il grande regno che distrusse fu il proprio. Capita.
Quanto ad Arfaksad, essendo un antenato di Abramo, si può pensare che il suo nome sia collegato ai pastori semiti nomadi che invasero la Mesopotamia nel III millennio a.C., minacciando le città -stato sumeriche. Tra quei nomadi ci dovevano essere anche gli antenati degli Ebrei. Naturalmente, fra tutti gli ascendenti dei popoli loro contemporanei, i sacerdoti di Giuda vanno a prendere solo i propri antenati. Come anticipato, lo sguardo dell'autore di Gen 10 si restringe progressivamente, fino a convergere sui PATRIARCHI di Israele, la cui storia occuperà tutto il resto del primo libro della Genesi.
