L'eredità degli Iperborei
di Lord Wilmore

Bandiera dell'antico Regno degli Iperborei
.
Chi
erano?
Gli Iperborei
(Ὑπερβόρεoι, "coloro [che vivono] oltre la sede di Borea") erano noti agli
antichi Greci come un popolo che viveva in una terra remota situata nell'estremo
nord, lontanissima dal oro paese. Questa regione era illuminata dal sole per sei
mesi all'anno, ed era localizzata tra le rive dell'Oceano e i Monti Rifei (dal
greco ῥιπή, "raffica di vento"), da alcuni identificati con i Carpazi, da altri
con i monti Tatra o addirittura con gli Urali. Esiodo
collocava invece gli Iperborei "presso le alte cascate dell'Eridano dal profondo
alveo", quindi al di là dei confini del mondo conosciuto.
Erodoto nelle sue "Storie" IV,13 riassunse un poema di
Aristea di Proconneso, poi andato perduto, nel quale l'autore raccontava
di un proprio viaggio compiuto per ispirazione di Apollo in regioni lontane,
sino al paese degli Issedoni, identificati con gli Sciti, al di là dei quali vi
sarebbero stati gli Arimaspi, mitici giganti con un occhio solo, i grifoni
custodi di meravigliosi tesori, e infine gli Iperborei. In altre parole, per gli
autori classici gli
Iperborei erano tutti i Popoli insediati nell'Evo Antico a Nord dei Greci e
delle catene dei Monti Rodopi e Balcani. Oggi essi sono identificati con tutti
quei popoli di lingua indoeuropea stanziati lungo le coste del Mare del Nord,
del Mar Baltico, nella penisola dello Jutland e nella Scandinavia meridionale.
Secondo Tacito dagli
Iperborei discendono
i
Germani, i
Celti, i
Celtiberi, gli
Italici, gli
Slavi e i
Balti, quindi
in sostanza quasi tutti i popoli dell'attuale Europa.
Le
Quattordici Tribù
Si credeva che l'antico Regno Iperboreo fosse diviso in
Quattordici Tribù; il numero quattordici era infatti sacro per quel
popolo. Le Quattordici Tribù in ordine alfabetico erano le seguenti: Balti,
Belgi, Boi, Britanni, Erminoni, Galli, Geti, Goti, Ingevoni, Istevoni,
Irlandesi, Pitti, Reti, Slavi. Il regno stesso degli Iperborei non era
un'unità omogenea, ma piuttosto una grande Confederazione di popoli, ciascuno
con il proprio signore, che giurava fedeltà al Sovrano supremo, e questo favorì,
con il trascorrere dei secoli, la frammentazione del Regno e la nascita di varie
dinastie regali autonome. Il titolo di "Re egli Iperborei"
era molto ambito, perchè si riteneva che chi lo possedesse aveva il diritto di
governare tutte le terre anticamente occupate dagli Iperborei, cioè in pratica
la maggior parte dell'Europa continentale.
Gli Iperborei definivano se stessi gli
Edain (singolare Adan), letteralmente
"la Seconda Gente" dopo la stirpe divina che creò l'universo. La storica
capitale del Regno Iperboreo fu Gondor
("Terra pietrosa", dall'indoeuropeo *gʰond-, "suolo", e
*dʰǵʰom-, "terra"), che sorgeva alla foce del fiume Elba, i Romani la
chiamavano Treva, e secondo la tradizione era
edificata sul sito dove oggi sorge la città di Amburgo,
che perciò ancor oggi si vanta di essere "la capitale degli Iperborei". Ancora
più antiche di Gondor però erano i centri abitati iperborei di
Tharbad ("Strada di passaggio"), oggi
Roskilde, e Pelargir
("Anello delle navi reali"), oggi Uppsala. Secondo
una leggenda, a Pelargir gli Iperborei avrebbero messo in fuga una grande flotta
di invasori Finni grazie all'aiuto di un esercito di spettri da loro evocati.
Gli Iperborei furono in grado di tessere una fitta rete di
scambi commerciali con il mondo greco-romano e meiorientale, grazie al
commercio di pelli pregiate, piume d'oca, cera, mielo, prodotti di oreficeria, e
soprattutto dell'ambra, apprezzatissima resina
fossile usata per fabbricare gioielli, amuleti, decorazioni di lusso (persino
per le armi dei gladiatori), tanto che i popoli del Mediterraneo la
consideravano dotata di poteri magici e curativi. Verso il regno iperboreo erano
esportati invece vino, olio, manufatti in vetro e ceramica, vasi, argento, rame
e bronzo, che poi gli abilissimi artigiani iperborei utilizzavano per produrre
sigilli e decorazioni. Nei territori un tempo appartenuti agli Iperborei sono
state tovate anche migliaia di monete romane in
argento e rame, utilizzate probabilmente come monete di scambio, oppure forate e
infilate nelle collane come gioielli. Il commercio avveniva principalmente via
terra e via fiume: il punto di partenza per il commercio con gli Iperborei era
la città di Aquileia, proseguiva poi attraverso l'Europa centrale, lungo un
percorso noto come Via dell'Ambra, risaliva la
Vistola e giungeva infine al Mar Baltico.

Geografia Iperborea
Il regno degli Iperborei era diviso in tre regioni: il
Rhovanion ("Terre Selvagge"),
cioè le terre abitate da Germani e Celti ad ovest dell'Elba; l'Eriador
("Terre tra le Montagne"), cioè le terre abitate da Germani, Slavi e Balti ad
est dell'Elba; e il Forodwaith
("Terre del Nord"), cioè la Scandinavia. La Britannia era invece
chiamata dagli Iperborei con il nome di
Lórien o
Lothlórien ("Terra dell'Oro"). L'Oceano Atlantico, che delimitava il
regno iperboreo verso occidente, dagli Iperborei era chiamato
Belegaer, cioè "possente mare", mentre il
Mar Baltico era chiamato Golfo di Lhun.
La pianura pannonica era chiamata
Rohan ("Paese dei Cavalli"). Il fiume più lungo
del regno, il Danubio, era chiamato dagli Iperborei
Anduin, cioè "Lungo Fiume", e nei secoli venne a
costituire il confine tra il mondo Iperboreo, a nord, e il mondo Greco-Romano, a
sud. Da notare che sia "Anduin" che "Danubio" derivano dalla radice indoeuropea
*dānu-, "fiume" (da cui anche Don, Dnepr, Dnestr e il nome di Danu, la
dea vedica delle acque primordiali). Il fiume Anduin nasce nelle
Hithaeglir ("Montagne Nebbiose"), oggi note come
Foresta Nera, e sfocia nel Mar Nero, chiamato dagli Iperborei
Rhunaer ("Mare Orientale"). In quest'ultimo sfocia
anche il Celduin ("Fiume Fluente"), oggi noto come
Don, il fiume che delimitava il confine orientale
della massima espansione iperborea, considerato la frontiera storica tra gli
Iperborei e gli Sciti. Altri due fiumi molto importanti del regno iperboreo sono
il Baranduin ("Fiume Marrone Dorato"), oggi
chiamato Reno, e l'Agathurush
("Inondagrigio"), oggi chiamato Elba, che sfociano
nel Mare di
Belfalas ("la Grande Costa"),
corrispondente al Mare del Nord. La
Vistola era invece chiamata
Isen ("Ferroso"). L'estremo limite meridionale della massima espansione
iperborea era rappresentata a ovest dagli Ered Lithui
("Monti Cenere"), corrispondenti alle nostre Alpi,
e più ad est dalle Ephel Dùath ("Montagne
dell'Ombra"), cioè i nostri Carpazi. La Scandinavia
invece è attraversata dalla gelida catena delle Ered
Mithrin ("Montagne Grigie"), oggi chiamate Alpi
Scandinave. All'estremo nord
il regno degli Edain era delimitato dal gelido Mare Artico, chiamato dagli
Iperborei Helcaraxë, "il
Ghiaccio Stridente". In esso, ad oriente della Scandinavia, si apre la
Baia di Forochel ("Ghiacci del
Nord"), corrispondente al nostro Mare
di Barents. Infine, oltre i confini orientali del regno iperboreo si
stendevano le grandi steppe e la Siberia, dagli Edain chiamate con il nome poco
rassicurante di Mordor ("Terra
Oscura").
Iperborei
e Lestrigoni
Alcuni autori suggeriscono che
i mitologici Lestrigoni (forse "raccoglitori di
pelli"), i giganti antropofagi che nell'"Odissea" sterminarono i marinai di
Ulisse, vanno identificati con gli Iperborei. Infatti Omero scrive:
« E per sei giorni cosí navigammo dí e notte; e
di Lamo / sotto l’eccelsa rocca giungemmo nel settimo, sotto / la lestrigonia
Telèpilo, dove il pastor che rientra / manda il saluto, e il pastore risponde
che al pascolo muove. » (Odissea, canto X, vv.80-83, trad. di Ettore Romagnoli)
Telèpilo, la capitale degli antropofagi Lestrigoni,
in greco significa "Città dalle porte lontane", e per questo è stata
identificata con la capitale iperborea Gondor, lontanissima dalle coste del
Mediterraneo. Il nome del fondatore di Telèpilo, il re
Lamo, è associato a una parola della lingua iperborea che significa
"terreno acquitrinoso", proprio come quelli dove sorgeva la capitale iperborea.
Inoltre il fatto che la notte in Lestrigonia sia brevissima lascia intendere la
conoscenza del fenomeno del Sole di Mezzanotte, ben
noto agli Iperborei. Infine, come vedremo i Greci tendevano a considerare gli
Iperborei dei barbari ferocissimi in battaglia, abituati a compiere sacrifici
umani, e questa fosca visione può aver generato il mito omerico dei giganti
cannibali che non lasciarono scampo ai guerrieri di Itaca.
La
lingua iperborea
Gli Iperborei parlavano diversi idiomi, trattandosi di una
confederazione piuttosto eterogenea di diverse tribù. L'elite dominante e la
corte regale parlavano una lingua indoeuropea oggi definita
Adûnaico ("lingua dell'Ovest"), detta anche
Sôval Phârë ("lingua comune"), da cui si ritiene si
siano evolute le lingue germaniche (parlate in origine da Norreni, Goti, Angli,
Juti, Sassoni e Frisoni). Ecco come sarebbe risultato il Padre Nostro, recitato
in tale lingua:
« Átaremma i ëa han Eä, na aire esselya. Tuluva aranellya.
Nai carë sa néselya, cé Eä asar Talmar. Anta men massa sina ré, ar áva apsene
úcaremmar, cé mo apsenë úcarer ar ilyain. Ar áva tulta men tercenna, mal áva
etelehta men loica. »
Ecco invece come suonava la stessa preghiera in antico germanico:
« Fadēr unsar, þū in himinōm bist, wīhjanō nāman þīnō.
Kwemai rīkijan þīnō. Wairþai wiljō þīnō, swē sō in himinōm, jah ana erþō. Hlaibą
unsarana þana daglīkōn gif uns himma daga. Jah aflet uns skulans unsarans, swē
jah weis afletam skulans unsaraim. Jah ni bring uns in fraistubnį, ak laus uns
af ubilinō. »
Così suonava in antico celtico irlandese:
« Áthair n-athair, is tú i n-Éilend, go naomhadh d’ainm.
Go dtéig do ríocht. Go ndéantar do thoil, mar a déantar i n-Éilend, mar atá ar
thalamh. Tabhair dúinn inniu ár n-arán laethúil. Agus maith dúinn ár
bhféichiúna, mar a mhaithimid dár bhféichiúna féin. Agus ná tabhair sinn i
dtástáil, ach saor sinn ón olc. »
Così suonava in antico slavo:
« Otče naš, iže esi na nebesekh, da
svjatitsja imja Tvoje, da priidet tsarstvije Tvoje, da budet volja Tvoja, jako
na nebesi i na zemli. Khleb naš nasušnyj dažd’ nam dnes’. I ostavi nam dolgi
naša, jako že i my ostavljajem dolžnikom našim; i ne vvedi nas vo iskušenije, no
izbavi nas ot lukavago. »
Così infine risultava in antico baltico:
« Tėvs mūs, kails esi danguos, tecvos
šventas būduos Tavo vards. Tavo karalystė tecvu. Tavo valia būtuos, kaip
danguos, taip ir žemėj. Duok mūs duonos kasdienės šodien, ir atleisk mūs skolas,
kaip mes atleidžiam skolininkams mūsų. Ir nevesk mūs į pagundą, bet išvaduok mūs
nuo blogio. »
Per scrivere la loro lingua, gli Iperborei inventarono le
rune, un sistema di 24 segni detto anche
"fuþark", dalla sequenza dei primi sei segni che lo
compongono (Fehu, Uruz, Þurisaz, Ansuz, Raido, Kaunan). Il sostantivo "rún" in
antico iperboreo indicava i singoli segni del fuþark ed è conservato nelle
lingue germaniche antiche con il significato di "segreto", "mistero" (ancor
oggi,lingua tedesca, il verbo "raunen" significa "bisbigliare, sussurrare"). Le
rune erano senz'altrouna delle più importanti istituzioni culturali e
linguistiche comuni a tutte le popolazioni della Confederazione Iperborea. Le
prime iscrizioni runiche risalgono al III secolo a.C. e contengono iscrizioni
tombali, dediche di monumenti megalitici ed invocazioni religiose.

I
"barbari" Iperborei
I popoli dell'assolato Mediterraneo avevano degli Iperborei e
delle loro terre nebbiose una visione molto fosca; il fatto che la loro lingua
fosse per loro incomprensibile può aver generato il termine stesso
"barbari" (dall'onomatopea "bar bar", che imita un
linguaggio rozzo e pressochè animalesco). Solitamente gli storici greci e romani
nelle loro opere dipingono gli Iperborei come feroci guerrieri che non hanno paura della morte,
e vanno in battaglia insieme alle loro donne e addirittura ai loro bambini. Lo
storico greco Strabone di Amasea (60 a.C.-24 d.C.),
nella sua monumentale "Geografia", ci ha lasciato
una vivida descrizione del destino da essi riservato a prigionieri di guerra:
« Nelle loro spedizioni belliche, i guerrieri Iperborei sono
sempre accompagnati
da sacerdotesse che fungono da veggenti. Queste hanno i capelli grigi, sono vestite di
bianco, con mantelli di lino fissati con fermagli, cinte di cinture di bronzo, e
vanno a piedi nudi. Con la spada in mano, queste sacerdotesse prendono i prigionieri di guerra e, dopo averli coronati di
ghirlande, li conducono ad un recipiente di ottone posto in mezzo al campo
trincerato, sopra il quale è montata una piattaforma, e poi,
piegandosi sopra il recipiente, tagliano la gola a tutti i prigionieri,
riversando nel recipiente il loro sangue. Alcune
sacerdotesse raggono vaticini da come il sangue sgorga a fiotti dalle loro gole, mentre
altre ancora sventrano i cadaveri, esaminano le loro viscere, quindi pronunciano
profezie di vittoria o di sconfitta per il proprio popolo. Con le pelli dei
prigionieri così sacrificati vengono fabbricati dei tamburi, percuotendo i quali
ricavano un fragore terribile per spaventare i loro nemici.» (Geogr. 7.2.3)
Una prova del fatto che gli Iperborei praticavano
sacrifici rituali è la "donna di Haraldskær", così
detta dal sito dello Jutland dove fu scoperta
nel 1835. Mummificatasi in modo naturale, la donna ha i segni di un cappio al collo e almeno una ferita
da taglio; inoltre, il corpo è stato gettato in una palude, e non cremato
secondo la tradizione iperborea. Inoltre, il calderone di Gundestrup,
ritrovato il 28 maggio 1891 in una torbiera dell'Himmerland, nel nord della
Danimarca, potrebbe essere un vaso sacrificale come quello descritto nel testo
di Strabone.
Che i popoli del Mediterraneo percepissero gli Iperborei come un popolo a loro
del tutto alieno e stanziato ai confini del mondo, lo confermano i celebri versi
dell'"Eneide" di Virgilio
in onore di Cesare Augusto (libri VI, vv.791-795):
« Hic vir, hic est, tibi quem prōmittī saepius audīs, /
Augustus Caesar, dīvī genus, aurea condet / saecula quī rūrsus Latiō rēgnāta per
arua / Sāturnō quondam, super et Hyperboreos et Indōs / prōferet imperium... »
[Traduzione: « Questo è l'uomo che spesso ti senti promettere,
l'Augusto Cesare, figlio del dio, che fonderà di nuovo il secolo d'oro nel Lazio
per i campi regnati un tempo da Saturno; estenderà il dominio sugli Iperborei e
sugli Indi... »]
Non è da meno l'ideale discepolo di Virgilio, Dante
Alighieri, che così scrive nella sua "Divina
Commedia":
« Se gl'Iperborei, giunti da tal plaga / che ciascun giorno d'Elice si cuopra, /
rotante col suo figlio ond' ella è vaga... » (Paradiso XXXI, vv.31-33)
Il Sommo Poeta utilizza, come suo solito, una complicata perifrasi
astronomica per indicare le regioni settentrionali del mondo, da cui provengono
gli Iperborei. Elice era la città natale della
ninfa Callisto, posta in Arcadia; sedotta da Zeus,
la ninfa fu trasformata dalla vendicativa Era in un'orsa, e quando suo figlio
stava per ucciderla durante una battuta di caccia, Zeus trasformò Callisto nella
costellazione dell'Orsa Maggiore, e suo figlio
nella costellazione di Boote (l'Orsa Maggiore era
nota ai Greci anche con il nome della sua città natale di Elice). Queste
costellazioni sono dette circumpolari, perchè alle
nostre latitudini non tramontano mai, e dunque gli Iperborei vengono da quella
plagaterribilmente remota sopra la quale l'Orsa e Boote ruotano eternamente
senza mai tramontare!
Iperborei e Romani
Quella tra Iperborei e Romani è una rivalità durata secoli,
paragonabile solo allo scontro ideologico e militare tra Atene e Sparta. Molto
probabilmente gli antenati dei Romani (e dei popoli Latini in generale) erano
essi stessi Iperborei, essendo migrati da nord nel caldo Mediterraneo nel corso
del II millennio a.C., come dimostra il fatto che l'iconografia della lupa che
allatta un essere umano era già presente fra gli Iperborei molto prima del 1200
a.C., data in cui si pensa che sull'isola Tiberina si sia formato il primo
insediamento per il commercio del sale (la vicenda di Romolo e Remo è mitologica
e la data del 753 a.C. è puramente convenzionale). Tuttavia i due popoli si
separatono ben presto tra di loro, sia per quanto riguarda la lingua che
riguardo agli usi e costumi. Ad esempio, a Roma nessuno portava le brache, cioè
i pantaloni, che erano considerati una sconveniente usanza iperborea, e tutti
preferivano portare la toga; allo stesso modo, barba e baffi erano considerati
una moda iperborea, e i Quiriti preferivano radersi. Gli Iperborei ricambiavano
considerando i Romani dei militaristi che non volevano creare una Confederazione
di nazioni libere, ma ridurre in schiavitù tutti i popoli da essa conquistati. Roma era
chiamata dagli Iperborei Umbar (parola di origine sconosciuta, forse storipatura
di Roma), e l'Impero Romano era noto con il nome di Harad ("Sud").
Gli scontri tra Romani e Iperborei iniziarono presto: il 18 luglio del 390 a.C.
i Galli Senoni guidati da
Brenno ("Corvo" in lingua celtica) inflissero una dura sconfitta alle
legioni romane nella Battaglia del fiume Allia ed
occuparono Roma, ma non riuscirono a prendere il Campidoglio, e il contrattacco
di Furio Camillo li costrinse a sloggiare (ma si
pensa che i Galli siano stati costretti a ritirarsi anche a causa diun'epidemia
di malaria tra le loro fila). "Brenno" era in realtà un titolo militare
iperboreo, non un nome proprio; si pensa che il capo dei Galli Senoni abbia
condotto una scorreria verso sud di sua iniziativa, e non una vera e propria
invasione ordinata dal re d'Iperborea allora regnante, Beregond figlio di Beren.
Tre secoli più tardi, tra il 113 e il 101 a.C., furono le tribù germaniche dei
Cimbri e dei Teutoni a
lasciare il Regno Iperboreo e ad invadere la Repubblica Romana, infliggendo alle
legioni le sconfitte di Noreia, di Agen e di Arausio. fino a che il generale
Gaio Mario non sbaragliò i Teutoni alle
Aquae Sextiae, oggi Aix-en-Provence, e i Cimbri ai
Campi Raudii, presso Vercelli.
Spaventato dall'incursione iperborea nella Repubblica Romana, che
aveva minacciato di invadere l'Italia, Giulio Cesare concepì un piano particolarmente audace: la
totale conquista romana del Regno Iperboreo, così
da eliminare il più pericoloso nemico di Roma che la minacciava dalle frontiere
settentrionali. Per questo, una volta costituito il Primo Triumvirato, si dedicò
alla conquista della Gallia, come testa di ponte
per il colpo d'ariete contro il cuore del potere iperboreo. Tuttavia la Guerra
Civile contro Pompeo gli impedì di portare a compimento il suo progetto. Avrebbe
voluto riprenderlo dopo essere stato nominato Dittatore a Vita: Marco Antonio si
sarebbe occupato di conquistare la Dacia, mentre lo stesso Cesare avrebbe
marciato verso Gondor attraverso la Germania. L'assassinio alle Idi di Marzo
fece naufragare questo progetto. Il suo erede Cesare
Augusto, una volta diventato primo Imperatore di Roma, decise di
riprendere il progetto del prozio: i suoi figliastri
Tiberio e Druso dal 12 a.C. al 9 d.C.
spinsero prima il confine romano sul Danubio, e poi sconfissero le forze
iperboree occupando gran parte dell'Iperborea occidentale fino al fiume Elba, e
minacciando da vicino la capitale Gondor (il re degli Iperborei Adel IV fu
costretto a trasferire momentaneamente la sua corte in Scandinavia). Ma l'11
settembre del 9 d.C. tre legioni romane furono distrutte nella
Battaglia di Teutoburgo dal generale iperboreo
Irmin (nome poi latnizzato in Arminio),
signore dei Cherusci, e Augusto fu costretto a riportare il confine sul Reno.
Questo fu sicuramente uno dei più gravi scacchi subiti dai Romani nella loro
storia. Germanico vendicò poi la debacle con la
vittoria di Idistaviso nel 16 d.C., ma il nuovo
imperatore romano Tiberio non si dimostrò più interessato ad annettere
l'Iperborea all'Impero Romano, spinto dal pregiudizio che portava i Romani a
considerare il regno nordico un immenso territorio selvaggio, coperto di foreste
ed acquitrini, con una popolazione difficile da controllare poiché distribuita
non in grandi centri urbani (come lo erano stati gli oppida
celtici nella conquista della Gallia da parte di Cesare), ma in numerosissimi
piccoli centri di non più di 50-100 abitanti.
A riprendere in parte i progetti di Cesare fu l'imperatore
Claudio, figlio di quel Druso che aveva conquistato per breve tempo tutta
l'Iperborea occidentale fino all'Elba. Claudio avviò la conquista della
Britannia, un'isola periferica del Regno Iperboreo,
ma pur sempre parte di esso, e poi progettò un attacco via mare contro Gondor.
Spaventato, il Re iperboreo Dibbald Segon trattò la pace con i Romani, riconobbe
la loro conquista della Britannia, offrì loro anche le terre dei Frisi, dei
Batavi e quelli che sarebbero stati chiamati gli Agri
Decumates, nell'attuale Foresta Nera. Si recò anche personalmente a Roma
per firmare un trattato di pace e di amicizia con Nerone,
figlio adottivo e successore di Claudio, che non era certo un imperatore
guerriero, ma poteva contare su un generale bellicoso e fedele,
Gneo Domizio Corbulone, il quale aveva ammassato
truppe sulla frontiea del Reno e fatto costruire un canale navigabile tra il
Reno e la Mosa. Nerone, che lo chiamava "Verritus",
trattò Dibbald Segon alla stregua di un re vassallo, e così
Danese, Sveoni, Geati e Norvegesi ritennero
che Dibbald Segon e la sua dinastia avevano perso il diritto di regnare
sull'Iperborea, proclamandosi indipendenti e dando vita a dinastie indipendenti
che rivendicavano il titolo regale iperboreo, come vedremo nel seguito. Ci
accelerò la disgregazione dell'antico reame degli Iperborei.

Incontro a Roma tra il Re degli Iperborei Dibbald Segon e l'imperatore Vespasiano
I successori di Dibbald Segon accettarono il protettorato romano, inducendo
altre tribù iperboree a staccarsi dalla Confederazione.
Traiano riuscì ad annettere la Dacia nel 106 d.C.,
ma il suo sogno non era quello di conquistare Gondor, bensì l'Impero dei Parti e
giungere sino in India, anche se neppure lui riuscì a coronare questi sogni di
gloria. Quando il re iperboreo Asconio decise di
dire basta al vassallaggio ai Romani, Marco Aurelio
rispose invadendo l'Iperborea, seguendo una strategia diversa da quella dei suoi
predecessori: anzichè da ovest, superò il medio Danubio da sud, ma qui trovò la
fiera resistenza dei Marcomanni, tribù iperborea
stanziata a nord di quel fiume, il cui nome non a caso significa "uomini della
frontiera". Scoppiarono così le cosiddette Guerre
Marcomanniche, combattute dal 166 al 188, che furono l'ultimo sertio
tentativo da parte romana di occupare l'Iperborea. La vittoria finale arrise ai
Romani, ma Commodo, succeduto al padre Marco
Aurelio nel 180, decise di rinunciare all'impresa e concluse la pace con il
nuovo re iperboreo Adelboldo.
Seguirono tre secoli di pressochè continui scontri tra Romani e Iperborei lungo
il confine del Reno-Danubio: nel III secolo infarri l'Impero Romano cominciò ad
andare in crisi, e le varie tribù iperboree, desiderose di ritagliarsi nuovi
spazi e di ottenere l'indipendenza da Gondor, iniziarono a compiere scorrerie
all'interno dei suoi confini, contenute sempre più a fatica dai Romani. Dopo che
l'Impero Romano ebbe rischiato il tracollo, Diocleziano
riuscì a stabilizzare le frontiere, e Costantino il Grande
recuperò alcuni dei territori andati perduti. L'invasione da oriente degli
Unni, tuttavia, se da un lato diede il colpo di
grazia al regno Iperboreo, già da tempo in disgregazione, d'altro canto spinse i
popoli germanici entro i confini dell'Impero Romano d'Occidente. Dopo la
sconfitta romana nella Battaglia di Adrianopoli (9
agosto del 378) ad opera della tribù iperborea dei Visigoti, gli imperatori
romani tentarono di cooptare i nuovi arrivati all'interno dell'Impero per
romanizzarli e affidare loro la difesa delle frontiere, ma l'inarrestabile
decadenza dell'Impero Romano portò alla formazione nei suoi territori dei
Regni Romano-Iperborei, da cui si sarebbero
originate le nazioni moderne dell'Europa Occidentale. A sua volta, la
disgregazione del Regno Iperboreo portò alla nascita delle principali nazioni
moderne dell'Europa dentrosettentrionale, come vedremo nel seguito.
La
religione iperborea
Gli iperborei possedevano un
corpus mitologico molto ricco e variegato. Essi conservavano memoria di un terra
mitica posta al di là del mare, da loro chiamata Númenor
("Terra dell'Ovest"), dove i loro antenati vivevano felici e al riparo dai
pericoli del mondo e dai loro mille nemici. Donata loro dagli dèi onde premiarli
per aver combattuto al loro fianco contro le forze del male, Númenor si inabissò
per colpa dei peccati dei loro antenati, ed essi furono costretti a migrare
nell'Europa settentrionale. E' possibile che tale mito rappresenti il ricordo
ancestrale della sommersione del Doggerland, la
sezione del Mare del Nord compresa fra Gran Bretagna, Frisia e Jutland, che era
emersa e sgombra dai ghiacci durante l'ultima glaciazione, ma che fu sommersa
alla fine di essa dall'innalzamento del livello dei mari.
Gli déi della religione
iperborea erano i Valar (in norreno
Æsir, in celtico Dēvoi,
in slavo Bogy, in baltico Deiwāi).
I quattordici principali, detti gli Aratar, sono i
seguenti:
• Manwë (in norreno
Óðinn, in celtico Teutates,
in slavo Perun, in baltico Perkūnas),
padre di tutti gli déi, dio della saggezza, della guerra, della magia e della
poesia;
• Tulkas (in norreno
Þórr, in celtico Taranis,
in slavo Stribog, in baltico
Diẽvas), dio del tuono,
protettore dell'umanità, famoso per il suo martello che lui solo poteva
sollevare;
• Varda
(in norreno Frigg, in celtico Danu, in slavo
Mokoš, in baltico
Laima), la sposa di Manwë, dea del
matrimonio e della maternità;
• Aulë (in norreno
Völundr, in celtico Creidhne, in slavo
Svarog, in baltico Kalvis),
il fabbro degli déi, divinità ordinatrice del mondo;
• Lórien (in norreno
Baldr, in celtico Aengus Óg,
in slavo Jarilo, in baltico Aušrinė), dio della luce, della bellezza e della purezza;
• Vána (in norreno
Idunn, in celtico Ériu,
in slavo Zorya, in baltico
Kupala), la sposa di Oromë, dea dei fiori e della primavera;
• Melkor (in
norreno Loki, in celtico Bricriu, in slavo
Chernobog, in baltico
Kaukas), il dio degli inganni, padre di molti mostri;
• Yavanna (in
norreno Freya, in celtico Brigid, in slavo
Lada, in baltico
Žemyna), la sposa di Aulë, dea dell'amore, della bellezza, della
fertilità e della magia;
• Ulmo (in norreno
Njörðr, in celtico
Lyr, in slavo Morana,
in baltico Bangpūtys), dio del mare, del
vento e della ricchezza;
• Oromë (in norreno
Ullrr, in celtico
Cernunnos, in slavo
Svarozhits,
in baltico Medeina), dio delle foreste, dei cavalli
e della caccia;
• Arien (in norreno
Sunna, in celtico Belenos sul continente e
Lug in Irlanda, in slavo
Dažbog, in baltico Saule), la dea del Sole;
• Tilion (in norreno
Máni, in celtico Arianrhod, in slavo
Měsěc, in baltico Mėnulis),
lo sposo di Arien, il dio della Luna;
• Mandos
(in norreno
Hel, in celtico Donn, in slavo
Veles, in baltico
Velnias), il signore del mondo dei morti;
• Eönwë (in
norreno Heimdallr, in
celtico Goibniu, in slavo Svetovit, in baltico
Ašvieniai), araldo di Manwë, il guardiano
insonne del ponte dell'Arcobaleno che congiunge la Terra a Valinor,
la magione beata dei Valar.
Secondo alcuni si tratta di capi preistorici degli
Iperborei, poi divinizzati.
Gli Iperborei credevano ampiamente anche nell'esistenza di creature leggendarie
come Elfi, Nani, Orchi e Troll. Gli Elfi (in
origine ælfe, dall'antico germanico * ɑlβi-z, imparentato con il latino "albus",
"bianco") erano creature immortali di una bellezza ultraterrena, con voci
melodiose, in grado di camminare senza lasciare impronte, abili nella forgiatura
delle spade, che vivevano nei boschi più fitti. La loro razza era divisa in due:
gli Ljosálfar ("elfi della luce") e i
Dökkálfar ("elfi oscuri"); i primi erano
considerati amici degli uomini e pronti a venire in loro soccorso ove
necessario, mentre i secondi erano per lo più malevoli e ostili agli esseri
umani. Secondo il mito iperboreo, il re Elendil discendeva dall'unione tra un
uomo mortale, l'eroe Beren, e un'elfa immortale,
Lúthien, figlia del Re degli
Elfi Thingol, e ancora in tempi storici si diceva che re Aragorn avesse sposato
un'elfa, Arwen. I Nani invece erano creature
descritte come umanoidi tozzi e di dimensioni ridotte, che dimoravano nel
sottosuolo ed erano grandi fabbri e minatori. Gli Iperborei li chiamavano
Dvergar, dalla radice indoeuropea *dʰwergʰ-, "piccolo". Secondo un mito, l'eroe
iperboreo Svafrlami catturò i nani Dvalin e Durinn quando w li obbligò quindi a
forgiare per lui una spada con un'elsa d'oro che non avrebbe mai sbagliato un
colpo, non sarebbe mai arrugginita ed avrebbe tagliato anche pietra e ferro. I
nani forgiarono la spada, che brillava e scintillava come il fuoco, ma per
vendicarsi la maledissero in modo che avrebbe ucciso un uomo ogni volta che
sarebbe stata impugnata, e ciò avrebbe portato a una storia di lutti e di
rovine, Gli Orchi erano creature grottesche
e deformi, dalla pellescura e dalle braccia particolarmente lunghe, con il volto
prognato, la bocca ampia dotata di zanne, gli occhi rossi adatti a vedere al
buio dato che trascorrono gran parte della loro vita in caverne e gallerie,
odiando la luce del sole. Creature per lo più repellenti e malvage, erano
considerate il nemico numero uno del genere umano. I
troll o jötnar (dal
protogermanico *etunaz, "divoratore"), al contrario,
erano esseri giganteschi ma stupidi, dall'atteggiamento per lo più benevolo,
anche se potevano causare gravi danni a causa della loro mole; vivevano nelle
caverne e spesso erano molto golosi. La religione iperborea poi credeva in un
gran numero di demoni, entità che inizialmente erano pari ai Valar ma poi si
erano ribellate alla loro autorità ed erano state bandite per sempre dal regno
beato di Valinor. Il più potente e pericoloso dei demoni era
Sauron
("l'Abominevole"), che secondo le saghe avrebbe causato la rovina di
Númenor, corrompendone gli abitanti, e poi avrebbe tentato per duemila anni di
distruggere il Regno Iperboreo, finchè Aragorn non lo sconfisse in battaglia e i
Valar non lo rinchiusero per sempre negli inferi. Nella religione iperborea
avevano un ruolo rilevante anche il culto degli anelli e delle spade piantate
nel suolo sopra le tombe degli antichi guerrieri (da questo fatto si pensa che
abbia avuto origine il mito arturiano della Spada nella Roccia). A tramandare
questo corpus di miti e leggende furono gli scaldi,
che non erano solo poeti e cantastorie, ma soprattutto storici e custodi delle
tradizioni, e a volte anche eruditi e consiglieri diplomatici di alto rango,
capaci di influenzare l'opinione pubblica e la fama di un sovrano.
Cosmologia iperborea
Gli antichi Iperborei chiamavano l'intero universo con il nome di
Eä (in antico iperboreo "ciò
che è", dalla radice indoeuropea *h₁es-, "essere"). Eä fu creato dai
Valar intonando una canzone, che si materializzò dando vita e forma a tutto ciò
che esiste. Eä è divisa in tre piani:
Fanyamar, il Cielo; Arda,
il disco piatto della Terra; ed Hel, il regno
sotterraneo dei morti. A sua volta Arda è costituita da un vasto continente,
chiamato la Terra di Mezzo,
circondata da Ekkaia, l'Oceano.
Da "Arda" sono derivate le parole per indicare la Terra (sia nel senso di
pianeta che di suolo) in molte lingue moderne: in inglese
"Earth", in tedesco
"Erde", in bavarese
"Erdn", in olandese
"Aarde", in danese, svedese e
norvegese "Jord". Invece il
proto-slavo "zemlja" e il
lituano "žemė" (che si
riferiscono più al mondo abitato che al pianeta nella sua interezza) derivano
dalla parola iperborea "Gum",
dalla radice indoeuropea *dʰéǵʰōm / *ǵʰem- che indicava la terra
come "suolo". Da questa radice derivano il russo земля ("zemljá"),
il polacco "ziemia", il ceco "země",
il croato "zemlja"
e il bulgaro земя ("zemja"), ma
anche il latino "humus" (da cui
"umano" e "umiltà"), il greco χθών,
il sanscrito "kṣam-" e l'antico
germanico "guma", "uomo"
(letteralmente “essere della terra”).
Gli astri si trovano incastonati come gemme nella volta del firmamento.
I pianeti noti agli Iperborei erano sette:
Ithil (Luna),
Elemmire (Mercurio),
Eärendil (Venere),
Anar (il Sole),
Carnil (Marte),
Morwen (Giove),
Lumbar (Saturno). Insieme alle
quattro stelle Helluin (Sirio),
Borgil (Aldebaran),
Morwynion (Arturo) e
Nenar (la Stella Polare), e
alle tre costellazioni Valacirca
(l'Orsa Maggiore), Menelmacar
(Orione) e Remmirath (le
Pleiadi), essi costituivano i quattordici corpi celesti maggiori, molto venerati
dagli Iperborei. Si noti che, al tempo in cui sorse e prosperò la civiltà
iperboea, la Stella Polare era Thuban,
chiamata anche Alfa Draconis, nella costellazione del Drago, ed è questa stella
cui in origine fu dato il nome di Nenar.
Qanto invece alla Terra di Mezzo (in norreno
Miðgarðr, in celtico
Medóndomuin, in slavo Medjugordъ, in baltico
Viduržemė), in origine il nome iperboreo
Midgeard del continente abitato dagli uomini deriva
dalla radive indoeuropea *ǵʰórdʰos, che significa
"recinto", "spazio chiuso" (da cui anche
l'inglese moderno "yard", il latino "hortus" e il lituano "gardas", cioè
"orto"). Insomma, la terra abitata è il "recinto di mezzo".
infatti, nella mitologia iperborea, derivata da quella della grande famiglia
indoeuropea, il mondo non nasce come uno "spazio aperto", come nella Bibbia
ebraica, ma come uno spazio strappato al caos e reso
abitabile. Costruire un recinto è per gli déi il gesto primordiale che
trasforma il non-essere in essere; fuori da tale recinto vi sono solo caos,
mostri, disordine; dentro il recinto vi sono ordine, legge, parola, comunità. Il
cosmo perboreo non è infinito, è delimitato, innalzare un recinto è un atto
rituale e giuridico, e la città è sacra perché è recintata. Per questo, violare
il recinto è un sacrilegio, ed abbattere il limite significa un ritorno al caos
(anche Roma, come sappiamo, nacque quando Romolo tracciò il solco sacro delle
sue mura, e Remo, che le oltrepassò impunemente, venne sacrificato). Il recinto,
la prima frase del mondo, è "di mezzo" perchè sta nel mezzo tra cielo e abisso,
tra dèi civilizzatori e mostri primordiali, tra ordine e caos, e l’uomo vive nel
mezzo di tutto questo, cioè nell’unico luogo abitabile.
Uno dei simboli più importanti della cosmologia iperborea è
Nimloth, l'Albero Bianco,
che secondo il mito sorgeva nella città di Gondor al tempo di Re Elendil e dei
suoi discendenti. Esso compare sulla bandiera del regno Iperboreo e sui vessilli
di tutti gli stati che si ritengono suoi eredi, come vedremo nel seguito. Secondo
il mito germinò da un seme di Yggdrasil, l'immenso
albero cosmico le cui radici affondavano negli inferi, il cui tronco sosteneva
la Terra e i cui rami reggevano la volta celeste. Esso poggia su tre radici;
accanto ad una di esse sorge la fonte di Hvergelmir
("Pozzo risonante"), presso la quale vivono le tre Norne,
l'equivalente delle Parche greche, che filano il destino dei mortali. Da tale
fonte, si dipartono tutti i fiumi del mondo. Il crollo di Yggdrasil secondo la
religione iperborea provocherà la fine del mondo. Sulle bandiere di origine
iperborea soono raffigurate anche sette stelle, che
secondo la leggenda sarebbero state accese in cielo dalla dea Varda per guidare
Elendil e i suoi figli da Númenor fino
alla Terra di Mezzo. Tali stelle sarebbero poi divenute le sette stelle dell'Orsa
Maggiore. Secondo altr, invece, le
sette stelle rappresenterebbero i sette
Palantíri ("coloro che guardano
lontano"), pietre magiche che sarebbero state donate dagli déi ai Númenoreani,
poi portate da Elendil nella Terra di Mezzo, e che avrebbero consentito la
visione a distanza e di entrare in contatto con gli stessi déi. L'insieme delle
sette stelle e dei sette Palantíri avrebbe creato la tradizionale sacralità
iperborea nei confronti del numero quattordici.
John R.R. Tolkien (1892-1973), uno dei più insigni
studiosi moderni delle culture e delle lingue iperboree, ambientò le proprie
opere "Lo Hobbit" (1937) e
"Il Signore degli Anelli" (1954-55) proprio in un
mondo fantasy ampiamente ispirato alla mitologia degli Iperborei.

.
Introduzione: successione degli antichi sovrani degli Iperborei
Antenati
mitologici degli Iperborei citati da Tacito
1) Tuisto
(ca. 3000-2900 a.C.), figlio di Askenaz, figlio di Gomer,
figlio di Iafet, figlio di Noè, secondo il "De
origine et situ Hyperboreorum" di Tacito fu l'antenato di tutti gli
Iperborei. Fu in seguito divinizzato ed identificato con il dio ancestrale della
mitologia iperborea, generato direttamente dalla terra. Il nome Tuisto deriva
probabilmente dalla radice iperborea *twai ("due"), suggerendo l'idea di un
essere "ermafrodito, caratteristica, questa, che lo accomuna al gigante
primordiale
Ymir della mitologia iperborea, che era un essere
androgino capace di generare da solo la vita. Alcuni studiosi collegano il suo
nome anche a "gemello", vedendo in lui un parallelo con altre coppie mitiche di
fondatori come Romolo e Remo, o gli indiani Yama e Yami. Il fatto che nel Talmud
Tuisto appaia come figlio di Askenaz ha fatto sì che gli Ebrei tedeschi nel
Medioevo definissero se stessi come Askenaziti
2) Manno (ca. 2900-2800 a.C.), fglio di Tuisto, secondo
gli Iperborei era il fondatore della nazione umana. Infatti il nome "Mannus" in
lingua iperborea ha la stessa radice dell'inglese "man" e del tedesco "Mann",
cioè "uomo"
3-5) Ermin, Ingev ed
Istev (ca. 2800-2700 a.C), i tre Figli di Manno, dalla
loro discendenza avrebbero avuto origine i tre gruppi etnici principali degli
Iperborei: Ingevoni (i popoli vicini al Mare del
Nord), Erminoni (i popoli dell'interno) ed
Istevoni (le tribù del Mar Baltico)
Re mitologici degli Iperborei secondo
Erodoto
6) Borea
(ca. 2700-2650 a.C.), figlio di Astreo e di Eos, in greco Βορέας, fu venerato come la
personificazione del vento del nord. Il suo nome è fatto derivare dalla radice
indoeuropea *gʷor- / *bhor- ("montagna"), perchè il Nord in Europa
era sempre associato a regioni fredde e montuose (Alpi, Tracia, Scizia).
Strabone invece collega Re Borea al greco βορά ("divorare"), essendo Borea come
vento impetuoso, divoratore, che consuma e distrugge ogni cosa: una
paretimologia suggestiva, ma più poetica che linguistica
9) Iperboreo (ca. 2650-2600 a.C.), figlio di Borea,
antenato eponimo degli Iperborei
7) Latona (ca. 2600-2550 a.C.), figlia di Iperboreo,
secondo il mito fu amata da Zeus, da cui ebbe gli déi Apollo e Artemide
8) Abari (ca. 2550-2499 a.C.), nipote di Iperboreo,
secondo Erodoto (IV,36) fu indovino, taumaturgo e sacerdote di Apollo
10-11) Iperoche e Laodice
(2499-2453 a.C.), figlie di Abari dette "le Vergini Iperboree", secondo Erodoto
(IV,35) furono inviate sull'isola di Delo per portare delle offerte ad Ilizia
(la dea del parto), onde ringraziarla del felice parto di Apollo e Artemide

Elendil, sovrano degli Iperborei, in trono sotto il grande Albero Bianco di Gondor (creata con BING)
L'elenco dei Re degli Iperborei riportato qui sotto è tratto dal "Parma Aranion", cioè il "Libro dei Re", l'equivalente iperboreo del "Kalevala" o dell'"Eneide". Si tratta di un'opera compilata nel corso di vari secoli dagli scribi alla corte dei vari sovrani iperborei, e messa per iscritto nella forma attuale per ordine di Re Cirion nel VII secolo a.C. Tale opera è andata perduta, ma un suo riassunto è contenuto nel "Libro Rosso dei Confini Occidentali", scritto sotto il regno di Re Aragorn o di suo figlio Eldarion dallo scaldo iperboreo Samvise Gamgee. Tale libro contiene un sunto degli eventi storici leggendari della Terra di Mezzo fin dalla distruzione di Númenor, e fu studiato nei dettagli da John Ronald Reuel Tolkien, massimo studioso moderno della cultura degli Iperborei.
Re
degli Iperborei secondo il "Libro dei Re", dinastia di Elendil
12)
Elendil il Glorioso (2490-2453
a.C.), "devoto alle stelle" (secondo altri "amico degli Elfi"), nato nel 2590 a.C., figlio di Amandil, sopravvisse alla distruzione di Númenor
e si stabilì nell'Eriador, dove sposò in seconde nozze Laodice, figlia di Abari,
e divenne Re degli Iperborei
13)
Isildur (2453-2428 a.C.), "figlio della luna",
primogenito di Elendil, fondò la città di Gondor. Secondo la tradizione fu attaccato dagli
Orchi guidati dal demone
Sauron ("abominevole"), ma lo sconfisse nella Guerra dell'Ultima Alleanza
tra Iperborei ed Elfi. Morì assieme ai suoi figli maggiori, ucciso
dagli Orchi nella Battaglia dei Campi Iridati
14) Valandil (2428-2426 a.C.),
"amico degli déi", unico figlio maschio di Isildur a sopravvivere al padre e ai
fratelli, tutti periti nel Disastro dei Campi Iridati, poiché all'epoca della
Guerra dell'Ultima Alleanza era ancora bambino e si trovava con la madre nel
Forodwaith, attuale Scandinavia. Avrebbe dovuto succedere al padre sul trono di Gondor, ma suo cugino Meneldil approfittò della sua minore età per
usurpare il regno
15)
Meneldil (2426-2370 a.C.), "amante
dei porti", approfittò della minore età del cugino Valandil per rivendicare
il titolo di Re degli Iperborei
16)
Cemendur (2370-2290 a.C.),
"servitore della terra", figlio di
Meneldil
17)
Eärendil (2290-2204 a.C.), "amante del mare", figlio di Cemendur
18)
Anardil (3204-2157 a.C.), "amico
del sole", figlio di
Eärendil II
19)
Ostoher (2157-2136 a.C.),
"signore della fortezza", figlio di
Anardil
20)
Rómendacil I (2136-2087 a.C.), "signore della terra",
detto anche Tarostar, "vincitore dell'oriente", figlio di Ostoher
21)
Turambar (2087-2061 a.C.),
"padrone della sorte", figlio di Rómendacil I
22)
Atanatar I (2061-2040 a.C.),
"padre degli uomini", figliio
di Turambar
23)
Siriondil (2040-2008 a.C.),
"amico del fiume", figlio
di Atanar I
24)
Tarannon o Falastur
(2008-1975 a.C.), "signore dei cancelli", figlio di Siriondil, sotto il suo
regno gli Iperborei conobbero una grande espansione
25) Eärnil I (1975-1942 a.C.),
"amante del mare", figlio di Tarciryan, fratello minore di Tarannon, perì in un
naufragio
26) Ciryandil (1942-1893 a.C.),
"amante delle navi", figlio di Eärnil I
27)
Hyarmendacil I o Ciryaher
(1893-1839 a.C.), "signitore delle navi" o "vincitore del Sud", figlio di Ciryandil,
con lui il regno iperboreo raggiunse la massima espansione
28)
Atanatar II (1839-1782 a.C.),
figlio di Hyarmendacil I
29)
Narmacil I (1782-1734 a.C.),
"spada fiammeggiante", figlio di Atanar II
30)
Calmacil (1734-1687 a.C.),
"spada luminosa", fratello minore di Narmacil I
31)
Rómendacil II o Minalcar (1687-1642 a.C.), "vincitore dell'Est", figlio di Calmacil
32)
Valacar (1642-1597 a.C.),
"elmo degli déi", figlio di Rómendacil II
33) Vinitharya (1597-1561 a.C., 1° regno),
"guerriero degli uomini del Nord", figlio di Valacar
34)
Castamir (1561-1521 a.C.),
"elmo ingioiellato", usurpatore, cercò di rovesciare Vinitharya, ma fu sconfitto e ucciso
33) Vinitharya (1521-1488 a.C., 2° regno), rimesso sul trono
35)
Aldamir (1488-1448 a.C.),
"gioiello degli alberi", figlio
di Castamir, diede sua figlia in sposa a Lamo, il capostipite dei Lestrigoni. Morì in battaglia
36)
Hyarmendacil II o Vinyarion
(1448-1407 a.C.), "nuovo figlio", figlio di Aldamir
37)
Minardil (1407-1354 a.C.),
"amico della torre", figlio di Hyarmendacil II. Sua sorella Hellenia
fu l'antenata eponima
dei Micenei che si stabilirono in Grecia, approfittando
dell'esplosione del vulcano dell'isola di Thera che aveva devastato la civiltà
minoica (da lei il paese prese il nome di Ellenia)
38)
Telemnar (1354-1332 a.C.),
"fiamma d'argento", figlio
di Minardil, morì con i figli in una terribile pestilenza
39)
Tarondor (1332-1290 a.C.), "signore di Gondor",
figlio di Minastan, fratello di Telemnar. Sotto il suo regno il demone Sauron
fece ritorno sulla Terra dopo la sconfitta incassata da parte di Isildur, e
riprese le sue trame per cercare di distruggere il Regno Iperboreo
40)
Telumehtar (1290-1268 a.C.), "guerriero del cielo", figlio di
Tarondor. Diede sua figlia in sposa al Re dei Feaci Nausitoo, che da lei ebbe
Alcinoo, Re dei Feaci che fu tra i protagonisti dell'"Odissea" di Omero
41)
Narmacil II (1268-1232 a.C.),
figlio di Telumehtar, ebbe relazioni diplomatiche con il Faraone Ramses II. Morì in battaglia
42)
Calimehtar (1232-1192 a.C.),
"spadaccino risplendente", figlio di Narmacil II, vendicò il padre.
Affrontò un'invasione da est di vari popoli, tra cui i Sami e i Finni, i quali
spinsero una parte degli Iperborei in Italia (gli antenati degli Italici) e nei
Balcani (gli Illiri e i Dori); questi ultimi distrussero la civiltà micenea
43)
Ondoher (1192-1154 a.C.),
"signore delle pietre", figlio di Calimehtar
44) Fíriel (1154-1113 a.C.),
"fanciulla mortale", figlia di Ondoher
45)
Eärnil II (1113-1085 a.C.),
cugino di Ondoher, regnò in un momento di grave crisi per il regno degli
Iperborei
46)
Eärnur (1085-1048 a.C.),
"servitore del mare", figlio di
Eärnil II, morì in battaglia senza figli e il potere passò ai Sovrintendenti
Re degli Iperborei secondo il "Libro dei Re", dinastia di Mardil
47) Mardil, (1048-1008 a.C.) "devoto
della casa reale", figlio di Vorondil,
già Sovrintendente di Eärnur, alla morte senza eredi di quest'ultimo fu
incoronato Re degli Iperborei ed avviò una nuova dinastia. Affermava di essere
lui pure di sangue reale, discendendo da Anárion,
figlio di Elendil
48) Eradan (1008-982
a.C.), "uomo solitario", figlio di Mardil. Durante il suo regno gli
Iperborei che si erano spinti più a sudovest si ribellarono e divennero i Celti
49) Herion (982-950 a.C.),
figlio del signore", figlio di Eradan, ebbe relazioni diplomatiche con Re
Salomine
50) Belegorn (950-924 a.C.),
"albero possente", figlio di Herion
51) Húrin I (924-884 a.C.),
"cuore impavido". figlio di Belegorn
52) Túrin I (884-850 a.C.),
"cuore vittorioso", figlio di Húrin I
53) Hador (850-833 a.C.),
"scagliatore di lance", figlio di Túrin I
54) Barahir (833-814 a.C.),
"signore della furia", figlio di Hador
55) Dior (814-793 a.C.),
"erede", non ebbe figli, e così gli succedette il figlio di sua sorella Rían
56) Denethor I (793-751 a.C.),
"alto e magro", nipote di Dior
57) Boromir (751-699 a.C.),
"gioiello fedele", figlio di Denethor I, secondo la tradizione dovette affrontare molti nemici
istigati dal demone Sauron contro di lui. Morì in battaglia
58) Cirion (699-661 a.C.),
"marinaio", ordinò la compilazione di quello che sarebbe divenuto il
"Parma Aranion". Durante il suo regno il greco Aristea di Proconneso visitò le
terre degli Iperborei, usando per orientarsi una rudimentale bussola
59) Hallas (661-623 a.C.),
"alto", figlio di Cirion
60) Húrin II (623-600 a.C.),
figlio di Hallas
61) Belecthor I (600-573
a.C.), "aquila possente", figlio di Húrin II
62) Orodreth (573-543 a.C.),
"abitatore delle montagne", figlio di Belechtor I
63) Ecthelion I (543-530 a.C.),
"testa di lancia", figlio di Orodreth, non ebbe figli
e gli succedette suo cugino
64) Egalmoth (530-485 a.C.),
"fiore nascente", nipote abiatico di Morwen, zia di Echtelion I
65) Beren (485-425 a.C.),
"fiero", figlio di Egalmoth
66) Beregond (425-377 a.C.),
"pietra valente", figlio di Beren
67) Belecthor II (377-356 a.C.),
figlio di Beregond
68) Thorondir (356-346 a.C.),
"amico dell'aquila". figlio di Belechtor II
69) Túrin II (346-314 a.C.),
figlio di Thorondir, il suo regno fu attaccato da ogni parte dai suoi nemici
70) Turgon (314-275 a.C.),
"vittorioso condottiero", figlio di Túrin II
71) Ecthelion II (275-244 a.C.),
figlio di Turgon, al suo servizio combattè Aragorn, capo dei Raminghi del Nord,
guerrieri stanziati in Scandinavia che combattevano contro i Lapponi e contro i
Finni, istigati contro gli Iperborei dal demone Sauron
72) Denethor II (244-209 a.C.),
figlio di Echtelion II, il suo
primogenito Boromir fu ucciso dagli Orchi durante la Guerra contro Sauron. In
seguito a questa perdita diventò folle e si suicidò
73) Faramir (15 marzo-1º maggio 209
a.C.), "gioiello della spiaggia", secondogenito di Denethor II e di Finduilas,
gli succedette per breve tempo fino all'incoronazione di Aragorn II e fu
l'ultimo sovrano della dinastia di Mardil
Re
degli Iperborei secondo il "Libro dei Re", dinastia di Telcontar
74-75) Aragorn, "re riverito" (209-156 a.C.), figlio di Arathorn e di Gilraen, con la sua consorte
Arwen,"nobile dama", detta
Undómiel, "stella della sera", figlia del Re degli Elfi Elrond. Capo dei Raminghi del Nord,
sconfisse il demone Sauron che tentava di distruggere definitivamente il Regno
Iperboreo. Siccome affermava di discendere in linea maschile da Valandil (vedi
sopra), affermò che in lui si compiva la Profezia del ritorno sul trono della
Casa di Isildur, e dopo il suicidio di Denethor II si fece incoronare Re di tutti gli
Iperborei, fondando la dinastia di Telcontar, così detta da uno dei suoi nomi di
battaglia, che significa "Grampasso". Faramir, a cui aveva salvato la vita, lo
riconobbe come suo Re e divenne il suo Sovrintendente
76) Eldarion (156-113 a.C.),
"figlio degli Elfi", figlio di
Aragorn e di Arwen Undómiel. Fu l'ultimo grande sovrano del Regno Iperboreo
Unito. Tra i suoi numerosi discendenti ci furono Franco,
secondo Fredegario il progenitore dei Franchi;
Gambara, secondo Paolo Diacono la
progenitrice dei Longobardi;
Igillo, secondo Zosimo il progenitore dei
Burgundi;
Ambri e Assi, secondo Paolo Diacono i progenitori dei
Vandali:
Flacciteo, secondo la "Vita Sancti Severini" di Eugippio, primo Re dei Rugi;
Teodone, secondo gli "Annales ducum Boiariae" primo Duca dei Bavari;
Teodorico, secondo gli "Annales Regni Francorum" primo Re dei Sassoni;
Vipoig, secondo la "Cronaca Pitta" primo sovrano
dei Pitti; Þjelvar, secondo
l'Edda in prosa il progenitore dei Geati;
Gautr, secondo la Ynglingar Saga il
progenitore dei Goti; Dan, secondo Saxo Grammaticus il progenitore dei
Danesi;
e Búri, il progenitore degli Sveoni
Dal Medioevo fino al XIX e XX secolo, nei Paesi Bassi fu messo per iscritto un corpus completo di opere storiche apocrife, che riguardavano le origini e l'identità degli antichi Frisoni. Tra le opere che trattano dell'origine di questo popolo vi sono il "Gesta Frisiorum" e il "Tractatus Alvini", libri accademici umanistici del XVI secolo, e la cronaca del XVII secolo "Hyperborea seu de viris rebusque illustribus", di Martinus Hamconius, la quale pretendeva di elencare gli antichi re di Iperborea fin dall'antichità più remota, per arrivare fino ai re di Frisia. I Frisoni erano solo una delle tante tribù degli Iperborei, ma queste opere mostrano i Frisoni come i discendenti diretti del primogenito di re Eldarion, e quindi il popolo di sangue più puro tra i discendenti degli Iperborei, gli autori di quelle opere volevano nobilitare i loro antenati Frisoni fino a renderli più antichi dell'Impero di Roma, giustificando altresì il colonialismo olandese tra il XVI e il XX secolo.
Re degli Iperborei secondo la
"Hyperborea seu de viris rebusque illustribus",
dinastia di Telcontar
77) Adel I Friso (113-95 a.C.),
"nobile", primogenito di Eldarion, sarebbe stato l'antenato eponimo dei Frisoni.
Durante il suo regno, i Cimbri e i Teutoni invasero l'Impero Romano. Morì
durante una terribile alluvione
78) Adel II Atharik (95-72 a.C.), figlio di Adel I
Friso
79) Adel III Ubbo (72-41 a.C.), figlio di Adel II
Atharik, non potè impedire a Giulio Cesare di conquistare le Gallie
80) Adel IV Asinga Ascon, detto
Adel IV il Nero (41 a.C.-11 d.C.), nipote abiatico di Adel III Ubbo,
dovette affrontare il tentativo di Cesare Augusto di conquistare l'Iperborea
81) Diocar Segon (11-46), "caro al popolo", nipote di Adel IV Asinga
Ascon
82) Dibbald Segon (46-85),
"audace tra il popolo", figlio di Diocar Segon, chiamato
Verritus dai Romani, visitò Roma di persona e fu
costretto ad accettare il protettorato romano. Per questo motivo alcune parti
periferiche del Regno Iperboreo rifiutarono di riconoscere Dibbald Segon e i
suoi discendenti come Re di Iperborea, e diedero vita a dinastie indipendenti
che rivendicavano (a sentir loro legittimamente) il medesimo titolo
In tutto le dinastie che continuarono a rivendicare fino ad oggi con continuità il titolo regale di Iperborea sono quattordici, cioè quante le antiche Tribù degli Iperborei, ed ora le presenteremo una per una.
.
Prima dinastia: Sovrani di Sassonia, dell'Ordine Teutonico e di Prussia

Attuale bandiera della Repubblica Federale Tedesca
L'inizio di questa prima dinastia è la semplice continuazione di quella della "Hyperborea seu de viris rebusque illustribus", e dunque secondo i suoi sostenitori prussiani è la più legittima di tutte. Proprio questo sentirsi gli unici autentici eredi di un impero immenso giustifica il militarismo prussiano e la politica arrogante di potenza di alcuni dei loro sovrani, il che portò fatalmente alle due guerre mondiali del XX secolo.
Re degli Iperborei secondo la
"Hyperborea seu de viris rebusque illustribus",
dinastia di Telcontar
83) Tabbo
(85-130), nipote abiatico di Dibbald Segon (vedi sopra), noto ai Romani anche come
Malorix
84) Asconio (130-173), luogotenente di Tabbo, regnò
con il titolo di Re Cliente dei Romani
85) Adelboldo (173-187), "nobile guerriero", figlio di Asconio,
si scontrò con Roma nelle Guerre Marcomanniche
86) Tito Boiocalo (187-240), pronipote di Tabbo, si rese
definitivamente indipendente dai Romani
87) Ubbo (240-299), nipote di Tito Boiocalo
88) Haron Ubbo (299-335), figlio di Ubbo
89) Odilbaldo I (335-360), figlio di Haron Ubbo
90) Udolfo Haron (360-392), figlio di Odilbado I,
sotto di lui il grande Impero degli Iperborei iniziò a frantumarsi, man mano che
i vari popoli germanici iniziarono a migrare all'interno dell'Impero Romano e a
fondare i cosiddetti Regni Romano-Iperborei, spinti dalla pressione degli Unni.
Per questo egli è considerato l'ultimo sovrano del Regno Iperboreo Unito,
anche se di fatto esso si era già frammentato da secoli
91) Finn Folcwalding (392-435),
usurpatore, fu costretto a
riconoscersi vassallo degli Unni. Il Re dei Visigoti
Teodorico I, il Re degli Ostrogoti Teodemiro,
il Re dei Franchi Meroveo, il Re dei Burgundi
Gunderico, il Re dei Vandali
Genserico e il Re dei Gepidi Turisindo, che
in seguito a questo atto di vassallaggio avrebbero potuto legittimamente
riconoscersi eredi degli Iperborei in quanto Germani, rinunciarono a tale
rivendicazione, preferendo fondare dei regni che fossero eredi della Romanità. Gli
unici a non rinunciare a tale rivendicazione, come vedremo, furono i
Bavari e i Sassoni, stanziati
fuori dai confini dell'ex Impero Romano
92) Odilbaldo II (435-470), in altre fonti chiamato
Sibbelt, nipote abiatico di Udolfo Haron, cacciò definitivamente gli Unni
dall'Iperborea, ma ormai il suo regno era ridotto alla zona costiera del Mare
del Nord dalla Frisia alla Danimarca meridionale
93) Richoldo (470-533), in altre fonti chiamato
Ritzard, figlio di Odilbaldo II
94) Audulfo (533-590), figlio di Richoldo, potrebbe coincidere con
Hadugato o Hathagat,
figura semimitica della storia dei Sassoni, che condusse alla vittoria contro i
Turingi nella battaglia di Burgscheidungen, considerata l'atto fondativo della
loro nazione
Il progressivo disintegrarsi dell'autorità centrale iperborea in Scandinavia e in Germania settentrionale portò la corte ed il cuore della nazione a ritirarsi progressivamente nella Terra dei Frisoni, ultimo ridotto del vasto e glorioso Impero Iperboreo. La vittoria dei Sassoni nella battaglia di Burgscheidungen permise loro di occupare Gondor, ormai ridotta a una pallida ombra della grande capitale di Elendil e di Aragorn, e così la corte Iperborea si trasferì a Dorestad, in Frisia, in tempi antichi nota come Dol Amroth. Su quella che era stata Gondor, Carlo Magno fece costruire la nuova città di Amburgo ("Città sulla riva").
Re dei Frisoni e degli Iperborei secondo la "Hyperborea
seu de viris rebusque illustribus",
dinastia di Telcontar
95)
Aldegiselo I
(590-672), nipote abiatico di Audulfo
96) Radbodo (672-719), figlio di Aldegiselo I
97) Poppo o Bubbo (719-734), nipote di Radbodo
98) Aldegiselo II (723-737), fratello di Poppo
99) Gondobaldo (737-749), in altre fonti chiamato
anche Aldegiselo III, fratello dii Poppo e di
Aldegiselo II
100) Radbodo II (749-775), figlio di
Gondobaldo, fu sconfitto da Carlo Magno, e così fu l'ultimo dei discendenti di
Elendil a regnare sulla Frisia

Il regno degli Iperborei nel 716 d.C.
Quando il regno dei Frisoni fu conquistato dai Franchi, nel 775, i Sassoni rivendicarono il titolo di Re degli Iperborei, sostenendo di rappresentare la più pura discendenza dal loro ceppo originario, considerando che la città di Gondor, capitale dell'antico Regno Iperboreo, si trovava nel territorio da essi occupato.
Duchi dei Sassoni
101) Teodorico (749-777), primo Re dei
Sassoni ancora pagani, si considerò l'unico autentico erede dell'antico Impero
degli Iperborei
102) Vitichindo (777-785), lottò strenuamente contro
Carlo Magno, ma infine fu costretto a farsi cristiano
103) Abbione (785-804), compagno di lotte di
Vitichindo, si sottomise a Carlo Magno
104) Ecberto (804-811)
105) Ludovico I il Pio (811-830), figlio di Carlo
Magno e imperatore dall'814 all'840
106) Banzleibs (830-840)
107) Lotario I (840-852), figlio di Ludovico il Pio
e imperatore dall'840 all'855
108) Liutdolfo (852-866)
109) Bruno I (866-880)
110) Ottone I l'Illustre (880-912)
111) Enrico I l'Uccellatore (912-936), re di
Germania dal 919 al 936
112) Ottone II il Grande (936-961), re di Germania
dal 936 al 973 e imperatore dal 962 al 973
113) Ermanno I (961-973), inaugurò la dinastia dei
Billunghi
114) Bernardo I (973-1011)
115) Bernardo II (1011-1059)
116) Ordulfo (1059-1072)
117) Magnus (1072-1106)
118) Lotario II di Supplinburgo (1106-1137), re di
Germania dal 1125 al 1137 e imperatore dal 1133 al 1137
119) Enrico II il Valoroso (1137-1139), anche duca
di Baviera
120) Alberto l'Orso (1139-1142), anche margravio di
Brandeburgo
121) Enrico III il Leone (1142-1180), anche duca di
Baviera, grande avversario dell'imperatore Federico I Barbarossa
122) Bernardo III (1180-1198)
Il sovrano del Sacro Romano Impero Enrico VI di Hohenstaufen rinunciò al titolo di erede degli Iperborei, come già avevano fatto i sui predecessori fin da Ottone il Grande di Sassonia, preferendo ritenersi eredi dell'Impero Romano. Egli conferì questo titolo all''Ordine dei Fratelli della Casa di Santa Maria dei Tedeschi in Gerusalemme, meglio noto come Ordine Teutonico, fondato nel 1191 in Terrasanta, cui egli conferì invece il compito di difendere i confini orientali del S.R.I. e di portare avanti una massiccia opera di colonizzazione e cristianizzazione dell'area baltica, ancora in gran parte pagana. Se infatti il Gran Maestro dell'Ordine si fosse presentato come erede degli antichi Re e Regine Iperborei, si sarebbe fatto accettare facilmente da quei popoli, che degli Iperborei si ritenevano eredi diretti.

Bandiera storica dell'Ordine Teutonico
Gran Maestri dell'Ordine Teutonico
123) Heinrich IV Walpot von Bassenheim
(1198-1200)
124)
Otto III von Kerpen (1200-1208)
125) Heinrich V von Tunna (1208-1209)
126) Hermann II von Salza
(1209-1239), artefice dell'espansione dell'Ordine in Prussia, istituì la
sottosezione dell'Ordine Livoniano (vedi sotto)
127) Gerhard von Malberg (1240-1244), dimessosi,
aderì ai Templari
128) Heinrich von Hohenlohe (1244-1249)
129) Gunther von Wüllersleben (1249-1252)
130) Poppo von Osterna (1252-1256)
131) Anno von Sangershausen (1256-1273), già Maestro
dell'Ordine Livoniano
132) Hartmann von Heldrungen (1273-1282)
133) Burchard von Schwanden (1283-1290), dimessosi
134) Konrad von Feuchtwangen (1291-1296), già
Maestro dell'Ordine Livoniano, trasferì il quartier generale dell'Ordine
Teutonico a Venezia
135) Gottfried von Hohenlohe (1297-1303), dimessosi
136) Siegfried von Feuchtwangen (1303-1311),
trasferì il quartier generale dell'Ordine a Marienburg
137) Karl von Trier (1311-1324)
138) Werner von Orseln (1324-1330)
139) Luther von Braunschweig (1331-1335)
140) Dietrich von Altenburg (1335-1341)
141) Ludolf König von Wattzau (1342-1345), dimessosi
142) Heinrich Dusemer (1345-1351), dimessosi
143) Winrich von Kniprode (1351-1382)
144) Konrad Zöllner von Rothenstein (1382-1390)
145) Konrad von Wallenrode (1391-1393)
146) Konrad von Jungingen (1393-1407)
147) Ulrich von Jungingen (1407-1410), fratello di
Konrad von Jungingen, morì nella battaglia di Grunwald
148) Heinrich von Plauen (1410-1413), deposto
149) Michael Küchmeister von Sternberg (1414-1422),
dimessosi
150) Paul von Rusdorf (1422-1441)
151) Konrad von Erlichshausen (1441-1449)
152) Ludwig von Erlichshausen (1450-1467), nipote
di Konrad von Erlichshausen, trasferì il quartier generale dell'Ordine a
Königsberg
153) Heinrich Reuß von Plauen (1467-1470)
154) Heinrich Reffle von Richtenberg (1470-1477)
155) Martin Truchseß von Wetzhausen (1477-1489)
156) Johann von Tiefen (1489-1497)
157) Friedrich von Sachsen (1498-1510)
158) Albrecht von Hohenzollern-Ansbach (1511-1525)
Lo Stato Prussiano nacque il 10 aprile 1525, quando Alberto di Hohenzollern-Ansbach venne investito dal re di Polonia Sigismondo I quale Duca di Prussia, secolarizzando l'Ordine teutonico; egli rivendicò anche il titolo regale di Iperborea che aveva ereditato dall'Ordine. Nel 1618 il Ducato passò al ramo dei margravi ed elettori di Brandeburgo, legando così la Prussia alla storia tedesca, anche se non fu mai incorporata nel Sacro Romano Impero. L'Ordine Teutonico dal canto suo sopravvisse, con il nuovo Gran Maestro Walter von Cronberg, che ne trasferì il quartier generale a Bad Mergentheim, nel Württemberg, ma egli e i suoi successori (dal 1929 Abati Generali) rinunciarono a qualunque rivendicazione sul titolo di re degli Iperborei, concentrandosi sulla loro unica vera missione, la cura d'anime e le opere di carità.
Duchi di Prussia e Re di Iperborea
158) Alberto (10 aprile 1525-20 marzo
1568), figlio del margravio Federico I di Hohenzollern-Ansbach e di Sofia
Jagellona
159) Alberto Federico (20 marzo-1568 28 agosto
1618), figlio di Alberto e di Anna Maria di Brunswick-Lüneburg
160) Giovanni Sigismondo (28 agosto 1618-23
dicembre 1619), figlio di Gioacchino Federico di Brandeburgo e di Caterina di
Brandeburgo-Küstrin, principe elettore e margravio di Brandeburgo dal 1608, si
converti al calvinismo
161) Giorgio Guglielmo (23 dicembre 1619-1º
dicembre 1640), figlio di Giovanni Sigismondo e di Anna di Prussia
162) Federico Guglielmo, il Grande Elettore (1º
dicembre 1640-9 maggio 1688), figlio di Giorgio Guglielmo e di Elisabetta
Carlotta del Palatinato
163) Federico I (9 maggio 1688-18 gennaio 1701),
figlio di Federico Guglielmo e Luisa Enrichetta d'Orange

Bandiera storica dell'Impero Tedesco (1871-1918)
Il Regno di Prussia venne fondato nel 1701, dall'unione del Ducato di Prussia, separato definitivamente dalla Polonia, con il Margraviato di Brandeburgo; i suoi sovrani portarono il titolo di "Re di Prussia e di Iperborea".
Re di Prussia e di Iperborea
163) Federico I (18 gennaio 1701-25
febbraio 1713)
164) Federico Guglielmo I, il Re Soldato (25
febbraio 1713-31 maggio 1740), figlio di Federico I e di Sofia Carlotta di
Hannover
165) Federico II il Grande (31 maggio 1740-17
agosto 1786), figlio di Federico Guglielmo I e di Sofia Dorotea di Hannover
166) Federico Guglielmo II (17 agosto 1786-16
novembre 1797), figlio di Augusto Guglielmo (fratello minore di Federico II il
Grande) e di Luisa Amalia di Brunswick-Wolfenbüttel
167) Federico Guglielmo III (16 novembre 1797-7
giugno 1840), figlio di Federico Guglielmo II e di Federica Luisa
d'Assia-Darmstadt
168) Federico Guglielmo IV (7 giugno 1840-2 gennaio
1861), figlio di Federico Guglielmo III e di Luisa di Meclemburgo-Strelitz
169) Guglielmo I (2
gennaio 1861-18 gennaio 1871), fratello minore di Federico Guglielmo IV
Nel clima del Romanticismo, e grazie ai progressi dell'archeologia e della filologia, i prussiani valorizzarono le loro radici Iperboree, in contrapposizione agli Austriaci, ritenuti eredi dei Romani, nostante anche gli Asburgo portassero il titolo di sovrani di Iperborea (vedi sotto), com'è evidente nelle opere liriche di Richard Wagner, dedicate a grandi personaggi della mitologia di quell'antico popolo. Grazie alla loro discendenza diretta dai Sassoni e dall'Ordine Teutonico, i Prussiani rivendicarono di essere gli unici autentici eredi degli antichi Iperborei, e questo fatto ebbe un ruolo fondamentale nella nascita del Nazionalsocialismo.
Sovrani
di Prussia, Imperatori di Germania e Re di Iperborea
169) Guglielmo I (18 gennaio 1871-9 marzo
1888), dopo la vittoria di Sedan su Napoleone III fu incoronato Imperatore di
Germania e di Iperborea, e sognò di riunire sotto il suo scettro tutti i
territori dell'antico Regno Iperboreo
170) Federico III (9 marzo-5 giugno 1888), figlio
di Guglielmo I e di Augusta di Sassonia-Weimar-Eisenach
171) Guglielmo II (15 giugno 1888-9 novembre 1918),
figlio di Federico III e di Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha, primogenita
della Regina Vittoria del Regno Unito, fu deposto al termine della prima guerra
mondiale, e con lui ebbero fine i sogni prussiani di ricreare l'antica Grande
Iperborea, estesa a tutti i popoli discesi dal suo ceppo
Nel 1933 Adolf Hitler prese il potere in Germania, sfruttando il malcontento tedesco dopo la sconfitta nella Prima Guerra Mondiale e la crisi economica del 1929. Egli fondò il Terzo Reich, che si proponeva di essere il terzo stato iperboreo dopo l'antico regno di Elendil (da lui mitizzato) e l'Impero Tedesco nato nel 1871. Nei suoi deliri razzisti, contenuti nel "Mein Kampf" ("La mia lotta"), egli sosteneva l'esistenza di una razza superiore a tutte le altre, la "Razza Iperborea", destinata a dominare tutto il globo, che ovviamente coincideva con l'etnia germanica. Il nazionalsocialismo di Hitler aveva una forte componente esoterica, affondando le radici nella mitologia iperborea, i cui numi erano considerati antichi re divinizzati. Come primo obiettivo, il folle diittatore che stregò il popolo tedesco con i suoi abbaiamenti isterici, si era proposto di riunire tutti i popoli derivari dal ceppo iperboreo in un unico stato; e fu così che occupò senza colpo ferire Austria, Cecoslovacchia, Polonia, Paesi Bassi, Belgio. Lussemburgo, Danimarca e Norvegia. Per completare il suo piano scatenò contro il Regno Unito la Battaglia d'Inghilterra e invase a sorpresa l'Unione Sovietica, ma a quel punto aveva sopravvalutato le forze in campo le quali si coalizzarono contro di lui, nonostante le differenze ideologiche, e alla fine lo sconfissero.
Pretendenti al trono di Prussia, di
Germania e di Iperborea
171) Guglielmo II (9 novembre 1918-4
giugno 1941), rivendicò fino alla morte il titolo regale di Iperborea,
rifiutando di cederlo ad Adolf Hitler nonostante questi avesse tentato di usarlo
per la sua propaganda
172) Guglielmo (III) (4 giugno 1941–20 luglio
1951), figlio di Guglielmo II e di Augusta Vittoria di Schleswig-Holstein,
rifiutò lui pure di cedere il titolo di Imperatore di Iperborea ad Adolf Hitler,
e per questo fu da lui incarcerato fino al 1945, quando fu liberato dagli
Angloamericani
173) Luigi Ferdinando (20 luglio 1951–25 settembre
1994), figlio di Guglielmo (III) e di Cecilia di Meclemburgo-Schwerin
174) Federico (IV) Giorgio (25 settembre
1994–vivente), figlio di Luigi Ferdinando e di Donata di Castell-Rüdenhausen
175) Federico (V) Carlo (erede al titolo), nato il
20 gennaio 2013, figlio di Federico (IV) Giorgio e di Sofia di Isenburg. Ha un
fratello gemello, Luigi Ferdinando, ma, essendo nato pochi minuti prima di lui,
è lui l'erde designato dalla Casata di Hohenzollern al titolo di Imperatore di
Germania e di Iperborea
.
Seconda dinastia: Sovrani dell'Ordine Livoniano e di Curlandia

Bandiera storica della Curlandia
L'Ordine di Livonia (in tedesco Livländischer Orden) fu una sezione autonoma dell'Ordine Teutonico costituitasi nel 1237 per occuparsi della gestione amministrativa della Confederazione Livoniana. Si ritenne a sua volta erede del titolo regale iperboreo fino allo scioglimento dell'Ordine nel 1561.
Gran Maestri dell'Ordine Teutonico
123) Heinrich IV Walpot von Bassenheim
(1198-1200)
124)
Otto III von Kerpen (1200-1208)
125) Heinrich V von Tunna (1208-1209)
126)
Hermann von Salza (1209-1237, vedi sopra),
costituì l'Ordine Livoniano
Gran Maestri dell'Ordine di Livonia
127) Hermann III Balk (1237-1238)
128) Dietrich I von Grüningen (1238-1241)
129) Andreas I von Felben (1241-1242)
130) Dietrich II von Grüningen (1242-1246)
131) Heinrich VI von Heimburg (1246-1248)
132) Andreas II von Felben (1248-1253
133)
Eberhard I von Sayn (1253-1254)
134) Anno von Sangershausen (1254-1257)
135) Burkhard von Hornhausen (1257-1260)
136) Werner von Breithausen (1261-1263)
137) Konrad I von Mandern (1263-1266)
138) Otto IV von Lutterberg (1267-1270)
139) Andreas III von Westfalen (1270)
140) Walter I von Nordeck (1270-1273)
141) Ernst I von Ratzeburg (1273-1279)
142) Gerhard I von Katzenelnbogen (1279-1280)
143) Konrad II von Feuchtwangen (1280-1281)
144) Mangold von Sternberg (1281-1282)
145) Wilken von Endorp (1282-1287)
146) Konrad III von Hattstein (1288-1289)
147) Balthasar Holte (1290-1293)
Sede vacante (1293-1295)
148) Heinrich VII von Dincklage (1295-1296)
149) Bruno II (1296-1298)
150) Gottfried von Rogge (1298-1307)
151) Gerhard II von Jork (1309-1322)
152) Konrad IV Kesselhut (1322-1324)
153) Reimar Hane (1324-1328)
154)
Eberhard II von Monheim (1328-1340)
155) Burchard von Dreileben (1340-1345)
156) Goswin von Herike (1345-1359)
157) Andreas IV von Steinberg (1359-1360)
158) Arnold von Vietinghoff (1360-1364)
159) Andreas V von Steinberg (1364)
160) Wilhelm I von Vrymersheim (1364-1385)
161) Robin von Eltz (1385-1388)
162) Johann I von Ohle (1388-1389)
163) Wennemar von Brüggenei (1389-1401)
164) Konrad V von Vietinghoff (1401-1413)
165) Dietrich III Tork (1413-1415)
166) Siegfried Lander von Spanheim (1415-1424)
167) Dietrich IV Kra (1424)
168) Cisse von Rutenberg (1424-1433)
169) Frank Kirskorf (1434-1435)
170)
Heinrich VIII von Böckenförde (1435-1437)
171) Gottfried von Rodenberg (1437-1438)
172) Heidenreich Vincke von Overberg (1438-1450)
173) Johann II von Mengede (1450-1469)
174) Johann III Wolthus von Herse (1470-1471)
175) Bernhard von der Borch (1471-1483)
176) Johann IV Freitag von Loringhoven (1483-1494)
177) Walter II von Plettenberg (1494-1535)
178) Hermann IV von Brüggenei (1535-1549)
179) Johann V von der Recke (1549-1551)
180) Heinrich IX von Galen (1551-1557)
181) Johann VI Wilhelm von Fürstenberg (1557-1559)
182) Gotthard Kettler (1559-1561), si convertì al
protestantesimo e sciolse l'Ordine Livoniano. Nella parte meridionale delle
terre appartenute all'ordine, costituì per sé e per la sua famiglia il Ducato di
Curlandia e Semigallia, al fine di risiedervi e ricavarne proventi, mentre
l'Estonia settentrionale tornò in possesso degli svedesi. Il Ducato di Curlandia
e Semigallia ereditò la rivendicazione dell'Ordine Livoniano sul trono
Iperboreo.

Attuale bandiera della Lettonia
Duchi di Curlandia e Semigallia
182) Gotthard Kettler (28 novembre
1561-17 maggio 1587), ultimo gran maestro dell'Ordine Livoniano e primo duca di
Curlandia e Semigallia
183) Friedrich I Kettler (17 maggio 1587-1596),
figlio di Gottardo, regnò congiuntamente al fratello Wilhelm, anch'egli nominato
Duca
184) Wilhelm II Kettler (17 maggio 1587-1596),
figlio di Gottardo, regnò congiuntamente al fratello Friedrich, anch'egli
nominato Duca. Nel 1596, secondo le volontà di Gotthard Kettler la Curlandia e
la Semigallia vennero divisi in due ducati indipendenti
185) Wilhelm III Kettler (1596-1617), Duca della
sola Curlandia, privato del titolo e bandito dal ducato nel 1617
186) Friedrich II Kettler (1596-17 agosto 1642),
fino al 1618 fu Duca della
sola Semigallia. In quest'anno riunì nuovamente i due stati, a seguito della sua
elezione come unico duca di Curlandia e Semigallia da parte dell'Assemblea
Regionale Curlandese, riunitasi presso il castello di Schrunden
187) Jakob Kettler (17 agosto 1642-1º gennaio
1682), figlio di Wilhelm Kettler
188) Friedrich III Kasimir Kettler (1º gennaio
1682-22 gennaio 1698), figlio di Jakob
189) Friedrich IV Wilhelm Kettler (22 gennaio
1698-21 gennaio 1711), figlio di Friedrich Kasimir
190) Anna Romanova (21 gennaio 1711-1726, 1°
regno), vedova di Friedrich IV Wilhelm, regnò con il titolo di Duchessa Vedova
191) Hermann V Moritz Wettin (1726-1727), eletto
duca nel 1726 dai notabili di Curlandia su pressione della duchessa vedova Anna,
rinunciò al titolo ad un anno dalla nomina
190) Anna Romanova (1727-30 gennaio 1730, 2°
regno), rpristinata sul trono di Curlandia dopo la rinuncia di Hermann V Moritz
Wettin
192) Ferdinand Kettler (30 gennaio 1730-4 maggio
1737), zio di Friedrich Wilhelm. Venne proclamato duca a seguito della salita al
trono della duchessa vedova Anna come imperatrice di Russia. Alla sua morte si
estinse la dinastia dei Kettler
193) Ernst II Johann von Biron (22 giugno 1737-19
novembre 1740, 1° regno), consigliere ed amante dell'imperatrice Anna di
Russia, la quale obbligò i notabili curlandesi ad eleggerlo Duca
194) Ludwig II Ernst von Brunswick-Lüneburg (27
giugno 1741-6 dicembre 1741), eletto Duca grazie all'appoggio di sua cugina,
l'imperatrice Maria Teresa d'Austria, dopo la deposizione di Ernst II Johann
Biron
195) Christoph Friedrich von Sacken-Appricken
(1741-1758). Durante questo periodo il ducato venne messo sotto il diretto
controllo del Consiglio di Stato dell'impero russo, ed egli governò la Curlandia
e la Semigallia in qualità di reggente
196) Karl von Wettin (10 novembre 1758-22 giugno
1763), eletto duca nel 1758 grazie all'appoggio del padre, re di Polonia ed
elettore di Sassonia. Abdicò dopo l'invasione del ducato da parte delle truppe
russe
197) Ernst II Johann von Biron (22 giugno 1763-25
novembre 1769, 2° regno), riportato sul trono dall'imperatrice Caterina II di
Russia
198) Peter von Biron (25 novembre 1769-28 marzo
1795), figlio di Ernst II Johann ed ultimo Duca di Curlandia e Semigallia. Il 28
marzo 1795, a seguito della terza spartizione della ) Polonia, il duca Pietro
Biron abdicò ed i territori di Curlandia e Semigallia vennero definitivamente
annessi all'impero russo di Caterina II la Grande, che già rivendicava,
come
vedremo più avanti, il titolo regale di Iperboea. La casata dei von Biron tuttavia
continuò a rivendicare il titolo regale di Iperborea, con l'appoggio di una
parte della nobiltà tedesca
Pretendenti al titolo di Duca di
Curlandia e di Semigallia e di Re di Iperborea
198) Peter von Biron (28 marzo
1795-13 gennaio 1800), nato il 15 febbraio 1724, continuò a rivendicare il
titolo ducale di Curlandia fino alla morte
199) Karl Ernst von Biron (1728–16 ottobre 1801),
figlio di Peter von Biron e di Dorotea di Medem, nato l'11 ottobre 1728
200) Gustav Kalixt von Biron (16 ottobre 1801–20
giugno 1821), principe di Biron-Wartenberg, figlio di Karl Ernst von Biron e di
Apollonia Lodzia-Poninska, nato il 29 gennaio 1780
201) Calixt von Biron (20 giugno 1821–8 marzo
1882), figlio di Gustav Kalixt von Biron e di Franziska Gräfin von Maltzan, nato
il 3 gennaio 1817
202) Gustav von Biron (8 marzo 1882–8 gennaio
1941), figlio di Calixt von Biron e di Elena Mescherskaja, nato il 17 oottobre
1859
203) Karl von Biron (8 gennaio 1941–28 febbraio
1982), Commendatore e governatore dell'Ordine di San Giovanni, figlio di Gustav
von Biron e di Françoise Levisse de Montigny de Jaucourt, nato il 15 giugno 1907
204) Ernst Johann von Biron (28 febbraio
1982-vivente), figlio di Karl von Biron e di Herzeleide, Principessa di Prussia,
nipote del Kaiser Guglielmo II e lui pure pretendente al trono iperboreo. Nato
il 6 agosto 1940, è l'attuale capo della casata von Biron e pretendente al
titolo di Duca di Curlandia e di Semigallia, nonchè di Re di Iperborea
205) Anja von Biron, figlia primogenita di Ernst
Johann von Biron e della contessa Elisabeth Victoria von Isenburg-Philippseich,
nata il 25 gennaio 1975, è destinata ad ereditare il titolo di Regina degli
Iperborei, almeno per chi ritiene legittima questa rivendicazione da parte della
ex casa ducale di Curlandia e Semigallia.
.
Terza dinastia: Sovrani di Uppsala, di Norvegia e di Danimarca

Attuale bandiera della Danimarca
La più importante nazione a ribellarsi all'autorità di Dibbald Segon (vedi sopra) come Re di tutti gli Iperborei fu quella degli Sveoni, secondo Tacito stanziati nell'isola di Scanzia; in realtà si trattava della penisola scandinava. Secondo le fonti principali (l'opera poetica "Ynglingatal" e la successiva "Saga degli Ynglingar" di Snorri Sturluson), a governare per secoli gli Sveoni fu la dinastia degli Ynglingar o Scilfingi. Essa dichiarava di discendere direttamente da Eldarion, figlio di Aragorn e di Arwen. Inizialmente essi regnarono sulla città svedese di Uppsala (corrispondente all'antica città iperborea di Pelargir), per poi spostarsi in Norvegia, dando vita alla stirpe di Harald Bellachioma.
Re di Uppsala, dinastia degli Ynglingar
83) Yngvi I (50-70 d.C.), citato
anche da Tacito con il nome di Ingui, fu il capostipite della dinastia degli
Ynglingar. Dopo la morte fu divinizzato con il nome di Freyr ("signore"),
divinità della pioggia, dei raccolti e della decondità, figlio del dio del mare
Njörðr, definito da Snorri « il più nobile fra gli Æsir »
84) Fjölnir (70-101 d.C.), secondo l'"Ynglingatal"
era figlio di Yngvi I e della gigantessa Gerðr. Morì affogato in un tino di
idromele
85) Sveigðir (101-125), figlio di Fjölnir, mentre
viaggiava nell'odierna Russia inseguì un nano in una caverna e non ne uscì mai
più
86) Vanlandi (125-145), figlio di Sveigðir, secondo
il mito fu ucciso da un incubo inviatogli da una strega
87) Visbur (146-189), figlio di Vanlandi, fu
bruciato vivo nel suo palazzo dai suoi stessi figli
88) Dómaldr (189-207), figlio di Visbur, venne
sacrificato dal suo stesso popolo per porre fine a una carestia
89) Dómarr (207-263), figlio di Dómaldr, ebbe un
regno lungo e prosperoso
90) Dyggvi (263-282), figlio di Dómarr, fu il primo
a portare il titolo di "Konungr" (Re)
91) Dagr Spaka ("il Saggio", 282-326), secondo il
mito sarebbe stato in grado di comprendere il linguaggio degli uccelli
92) Agni (326-365), figlio di Dagr Spaka, secondo
la tradizione invase la Finlandia e uccise il gigante Fornjótr, ma fu ucciso da
sua figlia Skjalf per vendicare il padre
93-94) Alrekr e Eiríkr I
(365-399), figli di Agni, regnarono congiuntamente su Uppsala, furono ritrovati
morti insieme e la causa della loro morte rimase sempre sconosciuta
95-96) Yngvi II e Álfr
(399-411), figli di Alrekr, si uccisero a vicenda per gelosia
97) Hugleikr (411-422), figlio di Álfr, preferì le
mollezze della vita di corte alle imprese guerresche. Morì però in battaglia
sconfitto dai pirati Danesi
98) Jörundr (422-446), figlio di Yngvi II , al
contrario di Hugleikr restò famoso per le sue scorribande piratesche, ed uccise
il Re di Hålogaland (nella Norvegia settentrionale)
99) Aun inn Gamli ("il Vecchio", 446-480), perse e
riconquistò il trono due volte
100) Egils o Ongenþeow
(480-515), figlio di Aun inn Gamli, citato nel poema epico anglosassone
"Beowulf", in esso è descritto come un guerriero terribile per abbattere il
quale ci vollero due avversari, Eofor e Wulf Wonreding
101) Óttar o Ohthere
(515-530),figlio di Egils, è descritto nel "Beowulf" come un fiero nemico dei
Geati. Il suo tumulo ("Ottarshögen") esiste ancora oggi presso Uppsala
102) Adils o Eadgils
(530-575), figlio di Óttar, sconfisse lo zio Onela nella battaglia sul lago
Vänern ghiacciato, grazie all'aiuto dell'eroe Beowulf
103) Eysteinn I (575-587), figlio di Eadgils, fu
ucciso in battaglia da Sölve
104) Sölve (587-595), detto "il re del mare", figlio
di Högni di Nærøy, in Norvegia, fu un pirata che sconfisse e uccisse Eysteinn
Regnò per alcuni anni, fino a che gli Svedesi si ribellarono e lo uccisero
105) Ingvarr (595-634), figlio di Eysteinn, cadde in
battaglia combattendo contro i pirati dell'odierna Estonia
106) Önundr, figlio di Ingvarr (634-651), fu detto
Braut-Önundr ("Önundr lo Spianaterra") perchè fece tagliare molti boschi per
costruire strade e villaggi
107) Ingjaldr hinn illráði
("il Malgovernante", 651-680), figlio di Önundr, tese inganni ai sovrani dei
regni vicini e li fece bruciare vivi per consolidare il potere, finchè fu ucciso
per rappresaglia da Ívarr inn Víðfaðmi (in norreno "Ivar il Gran Viaggiatore").
Suo figlio Óláfr fuggì verso ovest. Questa leggenda nasconde la verità storica
di una caduta della dinastia in Svezia e del suo spostamento in Norvegia
108) Óláfr I Trételgja ("il Taglialegna", 680-710),
figlio di Ingjaldr hinn illráði, colonizzò il Värmland, lungo la frontiera tra
Svezia e Norvegia
109) Hálfdan I Hvítbeinn ("Gamba Bianca", 710-750),
figlio di Óláfr Trételgja, primo re della dinastia in territorio norvegese,
nella regione dell'Oppland
110) Eysteinn II Halfdansson (750-763), figlio di
Hálfdan Hvítbeinn, morì in battaglia durante un saccheggio presso la città
norvegese di Værne
111) Hálfdan II hinn Mildi ("il Mite", 763-800),
figlio di Eystein Halfdansson, compì molti saccheggi accumulando grandi
ricchezze, ma morì ne suo letto
112) Guðrøðr Veiðikonungr ("il Cacciatore",
800-821), figlio di Hálfdan II hinn Mildi, uccise Harald Granraude, re di Agder,
e costrinse sua figlia Åsa a sposarlo, ma fu ucciso da un sicario pagato dalla
moglie
113) Hálfdan III Svarti ("il Nero", 821-872), figlio
di Guðrøðr Veiðikonungr, unificò buona parte della Norvegia meridionale.
Secondo i poemi scaldici "Haraldskvæði" e "Glymdrápa" di Þorbjörn Hornklofi, Harald I fu il primo sovrano ad unificare l'intera Norvegia.
Sovrani di Norvegia e di Iperborea
114) Harald I Hårfagre ("Bellachioma",
872-932), figlio di Hálfdan III Svarti, primo Re della Norvegia unificata
115) Erik II Blodøks ("Ascia Insanguinata", 932-935,
deposto), figlio di Harald e Ragnhild
116) Haakon I il Buono (935-960), figlio di Harald e
di Åsa, si convertì al Cristianesimo
117) Harald II Pellegrigia (960-970), figlio di Erik
II
118) Haakon II Sigurdsson (970-995), inizialmente
vassallo del re di Danimarca, governò di fatto in maniera indipendente
119) Olav II Trygvasson (995-9 settembre 1000),
pronipote di Harald Bellachioma, si convertì al Cristianesimo e fondò la prima
chiesa in Norvegia
120) Sweyn I Barbaforcuta (1000-1015), Re di
Danimarca, governò anche la Norvegia. Il paese per conto suo fu amministrato dai
Conti di Lade Erik Hakonarson (1000-1012), figlio
di Haakon Sigurdsson, dal 1000 al 1012; Sveinn Hákonarson,
figlio di Haakon Sigurdsson, nel 1012, e Haakon Eiriksson,
figlio di Eiríkr Hákonarson, dal 1012 al 1015
121) Sant' Olav III il Coraggioso (1015 1028),
pronipote di Harald Bellachioma
122) Canuto il Grande (1028-1035), figlio di Sweyn I
Barbaforcuta, Re d'Inghilterra dal 1016, Re di Danimarca dal 1018, creò per
breve tempo un vasto regno centrato sul Mare del Nord e si proclamò "Unico Re
degli Iperborei". Il suo regno però non gli sopravvisse
123) Sveyn II Knudsen (1030-1035), figlio di Canuto
e di Ælfgifu
124) Magnus I il Buono (1035-25 ottobre 1047),
figlio illegittimo di Olav II
125) Harald III Hardråde ("lo Spietato", 1045-25
settembre 1066), figlio di Åsta Gudbrandsdatter e del suo secondo marito Sigurd
Syr, fratellastro di Olav II
126) Magnus II Haraldsson (1066-28 aprile 1069),
figlio di Harald III e di Tora
127) Olav IV il Pacifico (1067-22 settembre 1093),
figlio di Harald III e di Tora
128) Magnus III lo Scalzo (settembre 1093-24 agosto
1103), figlio illegittimo di Olav III, regnò in opposizione a Haakon Magnusson
fino alla sua morte
129) Øystein I Magnusson (agosto 1103-29 agosto
1123), figlio illegittimo di Magnus III, condivise il potere con il fratello
130) Sigurd I il Crociato (agosto 1103-26 marzo
1130), figlio illegittimo di Magnus III, condivise il potere con il fratello
fino alla sua morte
131) Magnus IV il Cieco (marzo 1130-7 gennaio 1135),
figlio illegittimo di Sigurd I, fu deposto da Harald Gille
132) Harald IV Gille (1130-14 dicembre 1136),
dichiarò di essere figlio illegittimo di Magnus III
133) Sigurd II Munn (dicembre 1136-6 febbraio 1155),
figlio illegittimo di Harald IV
134) Inge I il Gobbo (dicembre 1136-3 febbraio
1161), figlio di Harald IV e Ingrid
135) Øystein II (1142 1157), figlio illegittimo di
Harald IV
136) Haakon III Sigurdsson (1157-7 agosto 1162),
figlio illegittimo di Sigurd II, nominato da Øystein II
137) Magnus V Erlingsson (1161-15 giugno 1184),
figlio di Erling Skakke e di Kristin Sigurdsdatter, figlia del re Sigurd I, suo
padre agì da reggente
138) Sverre Sigurdsson (15 giugno 1184-9 marzo
1202), presunto figlio illegittimo di Sigurd II
139) Haakon IV Sverresson (9 marzo 1202-1º gennaio
1204), figlio illegittimo di Sverre, forse morì avvelenato
140) Guttorm Sigurdsson (2 gennaio-11 agosto 1204),
figlio di Sigurd Lavard, figlio illegittimo di Sverre
141) Inge II Baardsson (agosto 1204-23 aprile 1217),
figlio di Bård Guttormsson e di Cecilia, figlia di Sigurd II
142) Haakon V il Vecchio (giugno 1217-16 dicembre
1263), figlio illegittimo e postumo di Haakon IV; nel 1240 sconfisse il
rivale Skule Bårdsson, già suo reggente, mettendo fine alle
143) Magnus VI il Legislatore (16 dicembre 1263-9
maggio 1280), figlio di Haakon V
144) Erik III Magnusson (9 maggio 1280-15 luglio
1299), figlio di Magnus VI
145) Haakon VI Magnusson (15 luglio 1299-8 maggio
1319), figlio di Magnus VI
146) Magnus VII Eriksson (agosto 1319-18 agosto
1355), figlio di Ingeborg, figlia di Haakon VI Magnusson, fu anche Re di
Svezia dal 1319 al 1364
147) Haakon VII il Giovane (15 agosto 1343-1380),
figlio di Magnus VII
148) Olav V Haakonsson (1380-23 agosto 1387), figlio
di Haakon VII e di Margherita I, fu anche Re di Danimarca dal 1376 al 1387 e di
Svezia dal 1385 al 1387, ma l'effettivo potere fu nelle mani di sua madre
Sovrani dell'Unione Iperborea
149) Margherita I (23 agosto 1387-28
ottobre 1412), moglie di Haakon VII, nel 1397 unificò le corone di Norvegia, di
Danimarca e di Svezia, e fondò l'Unione Iperborea, chiamata anche Unione di
Kalmar dalla località in cui fu fondata. L'Unione Iperborea comprendeva anche
Finlandia, Islanda e Groenlandia
150) Erik IV (24 gennaio 1396-23 giugno 1439),
pronipote di Valdemaro IV di Danimarca, abdicò e morì il 3 maggio 1459
151)
Cristoforo (9 aprile 1440-6 gennaio 1448), figlio
di Caterina Vratislava, sorella di Eric V
152)
Cristiano I (1º settembre 1448-21 maggio 1481),
discendente alla lontana da Eric V, Conte di Oldenburg
153)
Giovanni (21 maggio 1481-20 febbraio 1513), figlio
di Cristiano I
154)
Cristiano II (22 luglio 1513-20 gennaio 1523),
fFiglio di Giovanni, fu l'ultimo Re dell'Unione Iperborea; abdicò e morì il 25
gennaio 1559
L'elezione di Gustavo Vasa a re di Svezia il 6 giugno 1523 e il suo ingresso trionfale a Stoccolma 11 giorni dopo segnarono la secessione definitiva della Svezia dall'Unione Iperborea. Il re danese Federico I rinunciò formalmente alle sue pretese sulla Svezia nel 1524 con il Trattato di Malmö, ma conservò per sé e per i suoi successori i titoli di Re di Norvegia e di Re di Iperborea (anche Gustavo I Vasa però rivendicò il medesimo titolo)

Attuale bandiera dell'Islanda
Sovrani di Danimarca, di Norvegia e di
Iperborea
155)
Federico I (20 gennaio 1523-10 aprile 1533), figlio di Cristiano I
Interregno (10 aprile 1533–4 luglio 1534)
156)
Cristiano III (4 luglio 1534-1º gennaio 1559),
figlio di Federico I, fu il primo re di Iperborea di religione Protestante
157)
Federico II (1º gennaio 1559-4 aprile 1588), figlio
di Cristiano III
158)
Cristiano IV (4 aprile 1588-28 febbraio 1648), figlio di Federico II
159)
Federico III (6 luglio 1648-9 febbraio 1670),
figlio di Cristiano IV, regnò come un monarca assoluto
160)
Cristiano V (9 febbraio 1670-25 agosto 1699), figlio di Federico III
161)
Federico IV (25 agosto 1699-12 ottobre 1730),
figlio di Cristiano V
162)
Cristiano VI (12 ottobre 1730-6 agosto 1746),
figlio di Federico IV
163)
Federico V (6 agosto 1746-13 gennaio 1766), figlio di Cristiano VI
164)
Cristiano VII (13 gennaio 1766-13 marzo 1808),
figlio di Federico V
165)
Federico VI (13 marzo 1808-17 maggio 1814), figlio
di Cristiano VII, aveva già svolto la funzione di reggente dal 1784 al 1808
In seguito alla sconfitta nelle guerre napoleoniche, al Congresso di Vienna la Danimarca perse la Norvegia, che fu assegnata alla Svezia in unione personale; in tal modo i Re di Svezia rafforzarono la loro pretesa di essere gli unici legittimi Re di Iperborea, vista la successione dei Re di Norvegia sopra descritta a partire dagli Ynglingar, svedesi anch'essi. Tuttavia le Isole Fær Øer, l'Islanda e la Groenlandia, in precedenza colonie norvegesi, restarono alla Danimarca
Sovrani di Danimarca e di Iperborea
166)
Federico VI (17 maggio 1814-3 dicembre 1839), figlio di Cristiano VII
167)
Cristiano VIII (3 dicembre 1839-20 gennaio 1848),
figlio di Federico, figlio di Federico V
168)
Federico VII (20 gennaio 1848-15 novembre 1863),
figlio di Cristiano VIII, firmò la costituzione che rese l'Iperborea
una monarchia costituzionale
169)
Cristiano IX (15 novembre 1863-29 gennaio 1906),
pronipote di Federico V (sua madre Luisa Carolina era figlia di Luisa di
Danimarca, figlia di Federico V)
170) Federico VIII (29 gennaio 1906-14 maggio
1912), figlio di Cristiano IX e di Luisa d'Assia-Kassel
171) Cristiano X (14 maggio 1912-20
aprile 1947), figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia, fu anche Re
d'Islanda dal 1918 al 1944
172) Federico IX (20 aprile 1947-14 gennaio 1972),
figlio di Cristiano X e di Alessandrina di Meclemburgo-Schwerin
173) Margherita II (14 gennaio 1972-14 gennaio
2024, abdica), figlia di Federico IX e di Ingrid di Svezia
174) Federico X (14 gennaio 2024-in carica), figlio
di Margherita II e di Henri de Laborde de Monpezat
175) Cristiano (XI) (erede al trono), figlio di
Federico X e di Mary Elizabeth Donaldson, nato il 15 ottobre 2005
Il 9 aprile 1940 Adolf Hitler
occupò la Danimarca e pretese che Cristiano X gli cedesse il titolo di Re degli
Iperborei, ma questi menò il can per l'aia, affermando che glielo avrebbe
lasciato in eredità solo alla propria morte naturale, e sfidò il dittatore
nazista compiendo una quotidiana cavalcata per le strade di Copenaghen. Il folle
Führer morì prima di lui, e la Repubblica Federale Tedesca cessò ogni
rivendicazione nei confronti del titolo regale iperboreo, pur riconoscendo che
le radici etniche del popolo tedesco risiedevano nel'antico Regno degli
Iperborei.
Il 17 giugno 1944 l'Islanda si dichiarò indipendente dalla Danimarca, ma si
costituì come Repubblica e non avanzò mai alcuna rivendicazione sul titolo
regale iperboreo, pur ritenendo gli Islandesi tra i più puri discendenti degli
antichi Iperborei, e pur inserendo l'Albero di Gondor nella propria bandiera. Lo stesso vale per le isole Fær Øer, che ottennero
l'autogoverno il 30 marzo 1948, pur restando una delle nazioni costitutive del
Regno di Danimarca. Invece la Groenlandia, autonoma dal 21 giugno 2009, si
ritiene di cultura prevalente Inuit, e dunque dichiara di non aver nulla a che
fare con l'antica nazione Iperborea europea.

Attuale bandiera delle Isole Fær Øer
I Sovrani di Danimarca secondo Saxo Grammaticus
In realtà i Re Danesi rivendicavano il titolo di sovrani degli Iperborei molto prima della nascita dell'Unione Iperborea. Veerso la fine del XII secolo, per sostenere tale rivendicazione, il chierico danese Saxo Grammaticus, della cui vita sappiamo poco o nulla, scrisse un'importante opera storiografica, le "Gesta Danorum", in cui mise ordine nel parapiglia di sovrani che avevano regnato sulla Danimarca prima che Gorm il Vecchio nel 936 riunisse tutto il paese sotto il proprio scettro. Egli costruì una successione di re di tutta la Danimarca, o perlomeno di re supremi del popolo dei Dani, che avevano la preminenza tra tutti i reucci e i governatori delle varie parti del paese. Ecco l'elenco completo dei re forniti da Saxo e le date più probabili in cui essi regnarono, dopo la disintegrazione dell'antico Regno di Iperborea. Attraverso di essi, Saxo intende offrire a Gorm il Vecchio e a tutti i suoi successori, sovrani di tutta la Danimarca, la legittimazione come Re di tutti gli Iperborei che viene loro (come per i Geati e gli Sveoni) dall'essersi ribellati a Dibbald Segon dopo che questi si era riconosciuto re cliente dei Romani.
Re di Danimarca e di Iperborea secondo
Saxo Grammaticus
83) Dan I (56-72
d.C.), figlio di Skjöldr, che affermava di discendere da Eldarion, fu l'antenato eponimo del popolo dei Dani, una delle tribù
degli Iperborei. Da suo padre prende il nome la dinastia degli Skjöldungar. Non
accettò il fatto che Dibbald Segon avesse accettato il
protetorato romano e si proclamò Re dei Dani e di tutti gli Iperborei
84) Angul (56-70), "pescatore", fratello di Dan I e suo coreggente, fu antenato degli Angli che poi
migrarono in Inghilterra
85) Humli (70-83), figlio di Dan I,
giudicato troppo arrendevole, fu sconfitto e detronizzato dal fratello Lothar
87) Lothar (83-91), "guerriero rinomato", figlio di Dan I, morì in una rivolta dei capiclan
87) Skjöldr (91-106), "scudo", figlio di Lothar
88) Gram II (106-126), figlio di Skjöldr
89) Hading (126-139), "discendente di guerrieri",
figlio di Gram II
90) Fróði I (139-150), "astuto", figlio di Hading, morì in battaglia contro gli Sveoni
91) Halfdan I (150-161), "metà danese",
figlio di Fróði I, così
chiamato perchè sua madre apparteneva al popolo scandinavo dei Geati
92) Hroðgar (161-172), "lancia famosa", figlio di
Halfdan I
93) Halga o
Helge I (172-184). figlio di Halfdan
I
94) Hrólfr Kraki (Rodolfo il Magro,
184-190), figlio di Halga
95) Hjörvarðr o Hiartuar (190-197),
usurpatore, figlio del re sveone Aðils
96) Dan II (197-219), nipote di Hrólfr Kraki,
sconfisse e uccise Hjörvarðr
97) Fróði II il Vigoroso (219-224), figlio di
Dan II
98) Dan III (224-235), figlio di
Fróði II
99) Fridleif II il Veloce (235-261), figlio di Dan III, sconfisse Huyrwil, signore di
Öland
100) Fróði III (261-277), figlio di Fridleif II, combattè gli Slavi e li sconfisse
101) Fridleif III (277-288), figlio di Fróði III
102) Höðr o Høther
(288-296), "guerriero", figlio
del re svedese Hothbrod, sconfisse e detronizzò Fridleif III
103) Rørik Slyngebond (296-321), "il lanciatore di braccialetti", figlio di Höðr
104) Horwendill (321-337), "rapido tra le
truppe", genero di Rørik Slyngebond per averne sposato la figlia Gertha, fu ucciso a tradimento dal fratello Fengel, il Claudio di Shakespeare
105) Fengel II (337-356), fratello di Horwendill, legittimò la sua usurpazione sposandone la
vedova Gertha, la Gertrude di Shakespeare, ma fu ucciso da Amlóði, figlio di Horwendill, fintosi pazzo, che
così vendicò il padre. Questa vicenda è alla base della celeberrima tragedia
"Hamlet" di William Shakespeare
106) Amlóði o Amleth II
(356-392), "il pazzo", figlio di Horwendill, così chiamato per la follia che
aveva simulato, sposò la principessa sassone
Hermutrude
107) Wihtlæg o
Wiglek (392-410), "avversario in battaglia", detto
Sterkarmr ("Forte Braccio", il Fortinbras di Shakespeare),
figlio del Re degli Juti Weothulgeot ("il Geato degli alberi sacri"), sconfisse e uccise Amlóði in una battaglia navale
sull'Øresund, ma a sua volta fu ucciso da Hermutrude, vedova di Amlóði, che così
vendicò il marito. Suo figlio Wermund, fondò la dinastia
degli Icling, da cui discesero i Re d'Inghilterra
108) Fróði IV (410-428), nipote di Amlóði, divenne re dopo aver sconfitto in duello l'usurpatore Hiarn. Fu
ucciso a tradimento da un sassone di nome Swerting
109) Ingjaldr (428-440), figlio di Fróði IV,
fu protagonista di una lunga faida contro i Sassoni. A lui appartennero i corni
d'oro di Gallehus
110) Ole I (440-465), figlio di
Ingjaldr. Sotto il suo regno, nel 449, Angli e Sassoni migrarono in Britannia
111) Fróði V (465-477), figlio di Ole I
112) Halfdan II (477-506), figlio di Fróði V
113) Hygelac o Hugleikr
(506-516), "di animo coraggioso", figlio di Halfdan II,
chiamato Chlochilaicus da Gregorio di Tours. Compì una scorreria in Frisia
durante il regno del Re dei Franchi Teodorico I, ma fu ucciso da un esercito
guidato da Teodeberto, figlio del re
114) Yngwin (516-533), figlio del re dei Gauti, approfittò
della morte in battaglia di Hygelac per invadere la Danimarca e proclamarsi suo
sovrano. Secondo alcuni è da identificarsi con Sir Agravain, uno dei Cavalieri
della Tavola Rotonda nel Ciclo Arturiano. Fu ucciso da un concorrente al trono di nome Ragnald
115) Sywald I (533-540), figlio di Yngwin
116) Sygar (540-554), figlio di Sywald I
117) Halfdan III (554-561), fratello di
Sygar, compì una spedizione in Finlandia
118) Harald I (561-570), in italiano Eraldo, figlio di Halfdan III, non ebbe prole
119) Sigurðr I Hringr (570-581), "custode
della vittoria" (in italiano Sigfrido), re di Svezia, sconfisse e uccise Harald II
Hildetand e governò la Danimarca per più di vent'anni
120) Ole II il Forte (581-602), affermava di discendere da Fróði I,
e quindi da Dan I e dalla Casa di Isildur.
Amico e compagno d'armi di Harald I, fu adottato da questi come figlio ed erede
e gli succedette. Fu ucciso dal suo ex
commilitone Starkaðr
121) Omund (602-616), cugino di Ole
II
122) Syward I (616-618), fratello di Omund
123) Iarmerik (618-639), "re universale", nipote di Ole, riuscì per primo
ad unificare Danimarca, Svezia e Norvegia, come attesta il suo nome. Fece
uccidere la moglie Sunilde, accusandola di adulterio, ma i fratelli di lei
Sörli e Hamdir vendicarono la sorella e lo uccisero, e così il suo impero andò
in pezzi
124) Bröðr o Brytta II (639-650), figlio di Iarmerik
125) Syward II (650-676), figlio di
Bröðr, venne sconfitto dal re svedese Ívarr inn víðfaðmi (in norreno "Ivar il
Gran Viaggiatore") e fu costretto a riconoscersi suo vassallo e a pagargli un
tributo
126) Snær (676-690), figlio di Syward II, riconquistò la Scania. Il suo regno fu
caratterizzato da un generale peggioramento del clima, da cui il suo nome
127) Björn o Beorn (690-705),
"orso", figlio di Snær
128) Harald II Hildetand ("Dente di Guerra", 705-735), figlio di Halfdan,
figlio di Björn,
ebbe questo nome avendo perso due denti in guerra. Protagonista di molte saghe
epiche, fu sconfitto e ucciso dal re
svedese Hring nella leggendaria Battaglia di Bråvalla
129) Sigurðr I Hringr (735-756), re di Svezia, sconfisse e uccise Harald II
Hildetand e governò la Danimarca per più di vent'anni
130) Ragnarr Loðbrók o Regner Lothbrog (756-794),
"guerriero del consiglio", figlio di Sigurðr Hringr.
Nel 782 diede ospitalità a Vitichindo, re dei Sassoni. Nel
793 avvenne la prima incursione danese a Lindisfarne, in Inghilterra
131) Gorm I (794-804), "di colore scuro"
(riferito ai capelli), figlio di Harald II Hildetand, cacciò gli svedesi e si
proclamò Re di Danimarca
132) Göttrik o Gudfred (804-810),
nipote di Gorm I, combattè contro Carlo Magno,
iimpedendogli di conquistare la Danimarca
133) Ole III (810), nipote di
Göttrik, morì combattendo contro Carlo Magno
134) Hemming (810-812), nipote di
Göttrik, combattè anche lui contro Carlo Magno, ma alla fine fece la pace con
lui e stabilì il confine tra Danimarca e Germania lungo il Danevirke, tra lo
Schlei e il fiume Treene
135) Syward III (812-828), nipote di
Göttrik, iniziò una serie di incursioni navali danesi sulle coste settentrionali
dell'impero di Ludovico il Pio
136) Erik I (813-854), "il forte", nipote di
Göttrik, coreggente di Syward III e unico re dopo la sua morte in battaglia,
continuò le incursioni del predecessore. Parigi fu da lui saccheggiata e il re
Carlo il Calvo fu costretto a fuggire, pagando a Erik I 7.000 libbre d'argento
come riscatto Fu amico di Sant'Ansgario, Vescovo di Brema, ma non si convertì
mai al cristianesimo
137) Canuto I l'Ardito (926-936),
pronipote di
Sigurðr II Ragnarsson. A lui si deve la fondazione di Copenaghen (København,
"porto dei mercanti") sul sito di un preesistente villaggio di pescatori
Iperborei
138) Fróði VI (926), fratello di Canuto I, da lui associato al trono per breve
tempo
139) Gorm II (926-927), fratello di Canuto I, da lui associato al trono per breve
tempo
140) Harald III (927-936), fratello di Canuto I, da lui associato al trono
Il nono libro delle "Gesta Danorum" termina con Gorm il Vecchio, l'unificatore di tutta la Danimarca. Gli ultimi tre libri dell'opera, dal XIV al XVI, parlano delle conquiste danesi a sud del Mar Baltico e delle guerre dei danesi contro i popoli slavi (le cosiddette Crociate del Nord), ed oggi sono molto importanti per la conoscenza della storia delle tribù slave occidentali (Polabi, Pomerani) e della mitologia slava. Il libro XIV contiene una magnifica descrizione del tempio sull'isola di Rügen.

Attuale bandiera delle Isole Åland
Re di Danimarca e di Iperborea, dinastia di Gorm il Vecchio
141) Gorm III il Vecchio (936-958), figlio di Canuto I,
unificò per primo l'intero regno di Danimarca sotto il proprio scettro
142) Harald IV Blåtand (958-986), "Dente Azzurro", figlio di Gorm III e di
Thyra, si convertì al cristianesimo insieme a tutta la sua nazione. Combattè con alterne fortune contro Ottone I ed Ottone II
di Sassonia. Dal suo epiteto, di origine ignota, prende il nome la moderna tecnologia
Bluetooth
143) Sven I
Tjúguskegg ("Barba Forcuta", 986-1014), figlio di Harald IV e della
regina slava Tove degli Obodriti, si ribellò al padre che morì per le ferite
riportate combattendo contro di lui. Dopo aver sconfitto il re sassone Etelredo, divenne anche Re d'Inghilterra.
Sotto il suo regno il navigatore Leif Eriksson sbarcò per primo nel Vinland,
cioè in America
144) Harald V Svendsen (1014-1018), figlio di Sven
I Barba Forcuta e di Gunilde di
Wenden
145) Canuto II il Grande (1018-1035), fratello di Harald V, sconfisse il re sassone
Edmondo II Fianco di Ferro e governò su un vero e proprio impero
centrato sul Mare del Nord, che però non gli sopravvisse
146) Canuto III l'Ardito (1035-1042), figlio di Canuto II e di Emma di Normandia, potè regnare
sulla sola Danimarca. Morì improvvisamente a soli 25 anni
147) Magnus il Buono (1042-1047), figlio di Olaf II di Norvegia, succedette a Canuto
III e regnò su Norvegia e Danimarca. Anch'egli morì improvvisamente a 23 anni,
secondo alcuni avvelenato
La lista dei re danesi contenuti nei sedici libri delle "Gesta Danorum" termina con Canuto VI, e L'ultimo evento descritto nel XVI ed ultimo libro è la conquista da parte di Canuto VI della Pomerania, avvenuta nel 1186. Tuttavia la prefazione dell'opera menziona la conquista danese dell'area a nord dell'Elba, avvenuta nel 1208. La lista qui sotto prosegue fino a Margherita, fondatrice dell'Unione Iperborea.
Re di Danimarca e di Iperborea, dinastia degli Estridsen
148) Sven II Estridson (1047-1076), figlio di
Estrid, figlia di Sven I, e del guerriero Ulf Thorgilsson
149) Harald VI Hen (1076-1080), figlio illegittimo
di Sven II
150) Canuto IV il Santo (1080-1086), figlio
illegittimo di Sven II
151) Ole V (1086-1095), figlio illegittimo di
Sven II
152) Erik III (1095-1103), figlio illegittimo di
Sven II
153) Niels o Nicola (1104-1134), figlio illegittimo di Sven II, regnò durante un fosco periodo di guerre civili
154) Magnus II Nielsson (15 aprile-4 giugno 1134),
figlio di Niels di Danimarca e di Margareta Fredkulla, figlia di Ingold I di
Svezia, morì nella battaglia di Fotvik
155) Harald VII Kesja (giugno 1134), figlio
illegittimo di Erik III, si proclamò re durante le guerre civili danesi, ma fu
sconfitto e decapitato
156) Erik IV (1134-1137), figlio illegittimo di
Erik III
157) Erik V (1137-1146), figlio di Ragnilde, figlia
illegittima di Erik III
158) Ole VI Haraldsen (1140-1143), figlio di Harald
VII, regnò sulla Scania durante il regno di Erik V
159) Sven III (1146-1157), figlio illegittimo di
Erik V, contese il trono a Canuto V e Valdemaro I
160) Canuto V (1146-1157), figlio di Magnus, figlio
di Niels, contese il trono a Sven III e Valdemaro I
161) Valdemaro I il Grande (1157-1182), "illustre
signore", figlio di
Canuto Lavard, figlio di Erik IV, e di Ingeborg, figlia di Mstislav di Kiev, pose fine alle guerre civili danesi e conquistò la Pomerania
162) Canuto VI (1182-1202), figlio di Valdemaro I e
di Sofia di Minsk
163) Valdemaro II il Vittorioso (1202-1241), figlio
di Valdemaro I e di Sofia di Polack, alla sua corte Saxo Grammaticus compose
i "Gesta Danorum". Sottomise gli Estoni con la Battaglia di
Lyndanisse; secondo la leggenda un panno rosso con una croce bianca cadde dal
cielo durante la battaglia, e da quel giorno quello stendardo, chiamato
Dannebrog, è la bandiera della Danimarca
164) Erik VI (1241-1250), figlio di Valdemaro II e
di Berengaria del Portogallo
165) Abele (1250-1252), fratello di Erik VI
166) Cristoforo I (1252-1259), fratello di Erik VI
e di Abele
167) Erik VII Klipping (1259-1286), figlio di
Cristoforo I e di Margherita Sambiria. Il suo regno coincide con un periodo di
decadenza e di guerre civili. Fu costretto dai nobili danesi a concedere
l'"Håndfæstning", una delle prime Costituzioni del mondo, che ne limitava
l'autorità
168) Erik VIII Menved (1286-1320), figlio di Erik
VII e di Agnese di Brandeburgo
169) Cristoforo II (1° regno, 1320-1326), fratello
di Erik VIII, finì in bancarotta e fu costretto a ipotecare parti del suo regno,
finché fu costretto all'esilio
170) Erik IX (1321-1326), fu coreggente con suo
padre e fu deposto assieme a lui. Morì nel 1332
171) Valdemaro III (1326-1329), Duca dello
Schleswig, fu posto sul trono dai baroni dopo l'esilio di Valdemaro III
169) Cristoforo II (2° regno, 1329-1332), fu
rimesso sul trono dal fratellastro Giovanni
Interregno (1332-1340): alla morte di Cristoforo II
la Danimarca subì per otto anni l'occupazione tedesca
172) Valdemaro IV Atterdag (1340-1376), figlio di
Cristoforo II e di Eufemia di Pomerania-Wolgast, salvò il Regno di Danimarca
dallo smembramento e dal dominio tedesco. Spostò la capitale a Copenaghen
173) Ole VII Haakonsson (1376-1387), figlio di Re
Magnus II di Svezia e di Margherita, a sua volta figlia di Valdemaro IV di
Danimarca e di Helvig di Schleswig, unificò le corone di Danimarca e di Norvegia
174) Margherita I (1387-1412), dopo la morte del
figlio salì al trono e il 17 giugno 1397 realizzò l'Unione Iperborea (vedi
sopra e sotto)
Da qui in poi si segue la successione dei Re di Danimarca riportati sopra, fino ad arrivare a:
199) Federico X
(14 gennaio 2024-in carica), figlio di Margherita II
200) Cristiano (XI) (erede al trono), figlio di
Federico X
.
Quarta dinastia: Sovrani dei Geati, di Svezia e di Norvegia

Attuale bandiera della Svezia
Sempre nell'odierna Svezia, all'autorità di Dibbald Segon (vedi sopra) come Re di tutti gli Iperborei si ribellarono anche i Geati, uno dei rami settentrionali degli Iperborei che abitavano nella regione che da loro prese il nome di Götaland ("terra dei Goti"); da loro trae il nome anche la città di Göteborg ("fortezza dei Goti"). Secondo lo storico Giordane, dagli antichi Götar derivarono sia i Geati, che rimasero in Scandinavia, sia i Goti, che migrarono invece nell'Europa continentale. Lo storico Tacito infatti cita i "Gothones", popolo stanziato nell'attuale Polonia settentrionale nel II secolo d.C.
Re dei Geati della dinastia di Þjelvar
83) Þjelvar (50-90 d.C.), secondo il
mito fu lo scudiero del dio Þórr (Thor), da lui innalzato a Re dei
Grutungi
("popolo delle coste ghiaiose"), gli antenati scandinavi dei Goti.
Þjelvar rivendicava di discendere da Eldarion, come
quasi tutte le altre case regnanti eredi degli Iperborei
84) Hafþi (90-134), figlio di Þjelvar
85) Gautr (134-190), figlio di Hafþi e di
Huítastjerna ("Stella Bianca"), mitico antenato eponimo di tutti i Goti (dal
proto-germanico *Gautoz, "spargere", nel senso di "spargitori di sperma", cioè
"uomini"). Secondo la "Gutasaga" ebbe tre figli: Hulmul, progenitore dei Goti (a
loro volta poi separatisi in
Visigoti,
Ostrogoti e Gepidi); Gautrekr,
progenitore dei Geati (i Goti rimasti in Scandinavia), e Álfhildr, regina di
Danimarca
86) Gautrekr (190-217), figlio di Gautr, progenitore dei Geati
87)
Ring I (217-229), figlio di Gautr e re di
Östergötland nella "Bósa saga ok Herrauds"
88)
Ketill Gautreksson (229-246), figlio di Gautrekr,
citato nella "Hrólfs saga Gautrekssonar"
89)
Hrólfr Gautreksson (246-269), figlio di Gautrekr,
citato nella "Hrólfs saga Gautrekssonar"
90)
Herrauðr (269-310), figlio di Ring e Re di
Östergötland nella "Bósa saga ok Herrauds"
91)
Gestr inn Blinde ("il Cieco", 310-350), citato
nelle "Gesta Danorum" e in molte saghe scandinave
92) Heidrek (350-360), figlio del re Höfund, citato
nella "Saga di Hervár"
93)
Ungvin (360-394), citato nelle "Gesta Danorum",
come vedremo fu antenato di Guglielmo
il Conquistatore e dei Re d'Inghilterra
94)
Algaut (394-414), citato in molte saghe iperboree
95)
Gizur (414-430), nella "Saga di Hervör" aiutò i
Goti di Re Hlöd nelle loro battaglie contro gli Unni
96)
Thorir (430-441), fratello di Bödvar Bjarki nella
"Hrólfs saga kraka ok kappa hans"
Re dei Geati della dinastia deI Siklingi
97)
Sigar (441-450), discendente di Ungvin, citato
nelle "Gesta Danorum"
98)
Siggeir (450-463), figlio di Sigar citato nella
"Saga dei Völsungar"
Re dei Geati della dinastia degli
Hreðeling
99)
Swerting o Swartingaz
(463-480), citato nel "Beowulf"
100) Hreðel o Hrōþilōn
(480-500), nel "Beowulf" è un parente di Swerting
101)
Hæþcyn o Haþukunjaz
(500-511), figlio di Hreðel nel "Beowulf"
102)
Hygelac o Hugilaikaz
(511-516), figlio di Hreðel nel "Beowulf", fu ucciso durante un'incursione
piratesca in Frisia
103)
Heardred o Harðráðr
(516-530), figlio di Hygelac nel "Beowulf"
104)
Beowulf o Bjólfr
(530-581), figlio della sorella di Hygelac, è il protagonista del primo poema
epico della storia anglosassone
Re dei Geati della dinastia dei Wulfingi
105)
Helm (581-596), citato nel "Widsith"
106)
Högne (596-625), re di Östergötland
nell'"Heimskringla"
107)
Hjörvard (625-634), genero di Högne e re di
Östergötland nel "Sögubrot"
108)
Hjörmund (634-651), figlio di Hjörvard e re di
Östergötland nel "Sögubrot"
109)
Helgi Hundingsbane (651-680),
re di Östergötland nelle saghe iperboree
Re degli Sveoni
110)
Ivar Vidfamne (680-705), sconfisse il Re di Uppsala
Ingjaldr hinn illráði (vedi sopra), della dinastia degli
Ynglingar, e sottomise i Geati, proclamandosi Re di Svezia
111) Harald Hildetand (705-750), figlio di Ivar
112) Sigurðr Hringr (750-772), sconfisse Harald
113) Ragnarr Loðbrók (772-785), figlio di Sigurðr
114)
Björn I Ragnarsson (785-804), detto "Fianco di
Ferro", figlio di Ragnarr Loðbrók e di Aslaug Sigurdsdóttir
115)
Erik II Björnsson (804-812), figlio di Björn
Ragnarsson
116) Refil Björnsson (804-817), figlio di Björn
Ragnarsson e coreggente del fratello Erik II
117)
Erik III Refilsson (817-825), figlio di Refil
Björnsson
118) Anund I Uppsale (825-839, figlio di Erik II
Björnsson
119)
Björn II at Haugi ("quello del tumulo", 839-841),
figlio di Erik II Björnsson
120) Olof I di Svezia (841-855), di origini oscure
121)
Erik IV Anundsson (855-867), figlio di Anund
Uppsale
122) Ring II di Svezia (867-880), di origini oscure
123) Erik V Ringsson (880-905), figlio di Ring II
124) Emund I Eriksson (905-932), figlio di Erik V
Ringsson
125)
Björn III Eriksson (932-965), figlio di Erik V
Ringsson
126)
Olof II Björnsson (965-970), figlio di Erik V
Ringsson
Dinastia di Munsö
127)
Erik VI il Vittorioso (970-995), figlio di Björn
III Eriksson
128)
Olof III Skötkonung (995-1022), figlio di Erik il
Vittorioso
129)
Anund II Jacob (1022-1050), figlio di Olof III
130)
Emund II (1050-1060), fratellastro di Anund
131)
Stenkil il Vecchio (1060-1066), genero di Emund
132)
Erik VII (1066-1067), figlio di Stenkil, non fu
riconosciuto nella provincia di Östergötland
133)
Erik VIII (1067), eletto dagli svedesi pagani in
opposizione al cristiano Erik VII, non fu riconosciuto nella provincia
di Västergötland
134)
Halsten il Rosso (1067-1070, 1° regno), figlio di
Stenkil
135)
Anund III (1070-1075)
136)
Haakon (1075-1079), figlio illegittimo di Stenkil
134)
Halsten il Rosso (1079-1084, 2° regno), restaurato
sul trono
137)
Ingold I (1084, 1° regno), coreggente con il fratello Halsten
138)
Blot-Sven (1084-1087), nipote illegittimo di Olof
III, eletto dagli svedesi pagani in opposizione a Ingold I ma non riconosciuto
nella provincia di Västergötland
137)
Ingold I (1087-1105, 2° regno), restaurato sul
trono
139) Filippo (1105-1118), nipote di Ingold I,
Co-regnante con il fratello Ingold II
140) Ingold II (1118-1125), nipote di Ingold I,
Co-regnante con il fratello Filippo
141)
Ragnvald Knaphövde (1125-1126), cugino di Filippo e
di Ingold II, non fu riconosciuto nelle province
di Ostergötland e Vastergöotland
142)
Magnus I (1125-1130), figlio di Ragnvald
Dinastia di Sverker
143)
Sverker I il Vecchio (1130-25 dicembre 1156),
nipote di Erik Årsäll
144)
Erik IX il Santo (18 maggio 1160-18 maggio 1160 )
145)
Magnus II (1160 1161), nipote di Ingold I
146) Carlo I (1161-12 aprile 1167), figlio di
Sverker I
147)
Canuto I (1167-1196), figlio di Erik IX
148)
Sverker II (1196-31 gennaio 1208), figlio di Carlo
I, venne deposto
149)
Erik (X) il Giovane (31 gennaio 1208-10 aprile
1216), figlio di Canuto I
150)
Giovanni I il Bambino (primavera 1216-10 marzo
1222), figlio di Sverker II
151)
Erik XI (estate 1222-29 novembre 1229, 1° regno),
figlio di Erik X; Venne deposto
152)
Canuto II (29 novembre 1229-1234), nipote di Erik
IX
151)
Erik XI (1234-2 febbraio 1250, 2° regno),
restaurato sul trono
153)
Valdemaro (primavera 1250-22 luglio 1275), nipote
di Erik XI, venne deposto
154)
Magnus III (22 luglio 1275-18 dicembre 1290),
fratello di Valdemaro I
155)
Birger (18 dicembre 1290-marzo-aprile 1318), figlio
di Magnus III
Interregno (27 giugno 1318-8 luglio 1319), durante
il quale fu reggente Mats Kettilmundsson
156)
Magnus IV (8 luglio 1319-15 febbraio 1364), nipote
di Magnus III, Re di Norvegia dal 1319 al 1355
157)
Erik XII (17 ottobre 1356-21 giugno 1359), figlio
di Magnus IV, coreggente con il padre
158) Håkan II (15 febbraio 1362-15 febbraio 1364),
figlio di Magnus IV, coreggente con il padre, Re di Norvegia dal 1343 al 1380
159)
Alberto (15 febbraio 1364-24 febbraio 1389), cgino
di Magnus IV

Bandiera storica dell'Unione Iperborea
Unione Iperborea
160) Margherita (23 agosto 1387-28
ottobre 1412), nel 1397 unificò le corone di Norvegia, di Danimarca e di Svezia
e fondò l'Unione Iperborea
161) Erik V (24 gennaio 1396-23 giugno 1439),
pronipote di Valdemaro IV di Danimarca, abdicò e morì il 3 maggio 1459
162) Cristoforo (9 aprile 1440-6 gennaio 1448),
figlio di Caterina Vratislava, sorella di Eric V
163) Carlo II (20 giugno 1448-24 febbraio 1457, 1°
regno), figlio di Knut Bonde, eletto Re di Svezia in opposizione all'Unione di
Kalmar
164) Cristiano I (21 maggio 1457-23 giugno 1464, 1°
regno), discendente alla lontana da Eric V, Conte di Oldenburg, si alternò al
trono con Carlo II
163) Carlo II (9 agosto 1464-30 gennaio 1465, 2°
regno)
164) Cristiano I (26 dicembre 1464-12 novembre
1467, 2° regno)
163) Carlo II (12 novembre 1467-15 maggio 1470, 3°
regno)
164) Cristiano I (15 maggio 1470-21 maggio 1481, 3°
regno)
165) Giovanni (21 maggio 1481-20 febbraio 1513),
figlio di Cristiano I)
166) Cristiano II (20 febbraio 1513-20 gennaio
1523), figlio di Giovanni, fu l'ultimo Re dell'Unione Iperborea; abdicò e morì
il 25 gennaio 1559. Il suo successore Federico I fu rifiutato dagli svedesi che
elessero come loro Re Gustavo I Vasa, e così l'Unione Iperborea andò
definitivamente in pezzi
Re di Svezia e di Iperborea della
dinastia Vasa
167) Gustavo I (6 giugno 1523-29
settembre 1560), discendente di Sverker II, aderì alla Riforma Protestante
168) Erik XIV (29 settembre 1560-29 settembre
1568), figlio di Gustavo I
169) Giovanni III (30 settembre 1568-17 novembre
1592), figlio di Gustavo I e fratellastro di Erik XIV
170) Sigismondo (17 novembre 1592-24 luglio 1599),
figlio di Giovanni III e Caterina Jagellona, fu Re di Polonia e Granduca di
Lituania dal 1587 al 1632
Interregno (24 luglio 1599-22 marzo 1604), durante
il quale fu reggente il Duca Carlo, poi Re Carlo III
171) Carlo III (22 marzo
1604-30 ottobre 1611), Figlio di Gustavo I e zio di Sigismondo
172) Gustavo II Adolfo (30 ottobre 1611-6 novembre
1632), figlio di Carlo III, il "Re delle Nevi" protagonista della Guerra dei
Trent'Anni
173) Cristina (6 novembre 1632-6 giugno 1654),
figlia di Gustavo II Adolfo, fu costretta ad abdicare essendosi convertita al
cattolicesimo
Uno dei motivi per cui Gustavo II Adolfo intervenne nella Guerra dei Trent'Anni contro gli Asburgo fu proprio affermare la superiorità dei discendenti degli antichi Iperborei, quale egli riteneva di essere, sui sedicenti eredi dell'Impero Romano (di cui il Sacro Romano Impero era considerato la continuazione).
Dinastia di
Palatinato-Zweibrücken-Kleeburg
174) Carlo IV Gustavo (6 giugno
1654-13 febbraio 1660), cugino di Cristina
175) Carlo V (13 febbraio 1660-5 aprile 1697),
figlio di Carlo IV
176) Carlo VI (5 aprile 1697-30 novembre 1718),
figlio di Carlo V, tentò invano di conquistare la Russia
177) Ulrica Eleonora (5 dicembre 1718-29 febbraio
1720), figlia di Carlo V e sorella di Carlo VI
178) Federico (24 marzo 1720-25 marzo 1751), marito
di Ulrica Eleonora, fu Langravio d'Assia-Kassel dal 1730 alla morte
Dinastia di
Holstein-Gottorp
179) Adolfo Federico (25 marzo
1751-12 febbraio 1771), discendente di Carlo III
180)
Gustavo III (12 febbraio 1771-29 marzo 1792), figlio di Adolfo Federico
181) Gustavo IV Adolfo (29 marzo 1792-29 marzo
1809), figlio di Gustavo III
182) Carlo VII (6 giugno 1809-5 febbraio 1818),
figlio di Adolfo Federico e zio di Gustavo IV, fu Re di Norvegia come Carlo
II dal 1814

Attuale bandiera della Norvegia
Re di Svezia, di Norvegia e di Iperborea
della Dinastia Bernadotte
183) Carlo VIII Giovanni (5 febbraio
1818-8 marzo 1844), figlio adottivo di Carlo VII, nato con il nome di
Jean-Baptiste Jules Bernadotte, generale di Napoleone
184) Oscar I (8 marzo 1844-8 luglio 1859), figlio
di Carlo VIII
185) Carlo IX (8 luglio 1859-18 settembre 1872),
figlio di Oscar I
186) Oscar II (18 settembre 1872-8 dicembre 1907),
figlio di Oscar I e fratello di Carlo XV, Re di Norvegia fino al 1905
Re di Svezia e di Iperborea della
Dinastia Bernadotte
187) Gustavo V (8 dicembre 1907-29
ottobre 1950), figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau, nato il 16 giugno 1858
188) Gustavo VI Adolfo (29 ottobre 1950-15
settembre 1973), figlio di Gustavo V e di Vittoria di Baden, nato l'11 novembre
1882
189) Carlo X Gustavo (15 settembre 1973-in carica),
figlio di Gustavo Adolfo (a sua volta figlio di Gustavo VI Adolfo) e di Sibilla
di Sassonia-Coburgo-Gotha, nato il 30 aprile 1946
190) Vittoria (erede al trono), figlia di Carlo X
Gustavo e della tedesca Silvia Renate Sommerlath, nata il 14 luglio 1977. Il 19
giugno 2010 ha sposato il suo personal trainer Daniel Westling, da cui ha avuto
due figli: la principessa Estelle, nata il 23
febbraio 2012, e il principe Oscar, nato il 2 marzo
2016
A questo punto, occorre una precisazione importantissima. L'attuale sovrano di Stoccolma porta il nome di Carlo XVI Gustavo in qualità di Re di Svezia (il titolo di "Re dei Goti" è stato abolito nel 1973), ma di Carlo X Gustavo in qualità di Re di Iperborea. Perchè? La spiegazione è semplice ma interessante. Nel 1564 uscì postuma la "Historia de omnibus Gothorum Sueonumque regibus" di Johannes Magnus, nella quale è contenuta una successione pseudo-storica di oltre 200 re di Svezia che va da Magog, figlio di Jafet, figlio di Noè, sino ai monarchi contemporanei dell’autore. Questa lista mescola figure mitiche, leggendarie e storiche, con molti personaggi senza alcuna base documentaria se non l’invenzione o la tradizione orale, con lo scopo evidente di rendere la monarchia svedese altrettanto antica quanto quella iperborea, ed indipendente da essa! Johannes Magnus letteralmente si inventò sei Re di Svezia (ma non di Ipeborea) di nome Carlo vissuti prima di Carlo Sverkersson (sul trono dal 1161 al 12 aprile 1167), oltre a innumerevoli altri, senza precisare quando regnarono, e lo fece per assicurare antichità e prestigio alla nazione svedese, così come avevano fatto i Frisoni ed altre monarchie medioevali (anche la lista dei Papi inizialmente conteneva molti nomi mai vissuti, e ancor oggi è annoverato tra i Vescovi di Roma un Giovanni XX, che in realtà non ha mai regnato). Nessuno si è mai preoccupato di correggere l'errore di numerazione dei Carlo di Svezia e Iperborea, semplicemente perché non è percepito come un errore, ma come una tradizione utile, e correggerlo creerebbe più problemi che benefici. Quando Carlo Vasa (vedi sopra) salì al trono di Svezia il 22 marzo 1604, scelse consapevolmente il nome di Carlo IX di Svezia anzichè di Carlo III (numerale che gli toccava come Re di Iperborea), pur sapendo che i primi sei Carlo erano leggendari, ma adottò la numerazione di Johannes Magnus per legittimarsi e darsi prestigio. Da quel momento in poi la numerazione entrò in atti di Stato, monete, leggi, cronache ufficiali; correggerla avrebbe significato smentire un re già riconosciuto. Una volta istituzionalizzata, essa non era più un “errore”, ma un fatto giuridico. Rinumerare i re svedesi implicherebbe cambiare libri di storia, monumenti, iscrizioni; rinumerare documenti ufficiali e titoli dinastici; creare ambiguità tra testi vecchi e nuovi. Nessun vantaggio pratico, solo confusione. La monarchia moderna svedese è costituzionale e simbolica, e non trae alcun beneficio politico dal "correggere" il passato e riallineare i re di Svezia a quelli di Iperborea. Anzi, mantenere la numerazione tradizionale rafforza continuità e stabilità. Dal XIX secolo tale discrepanza è diventata una curiosità storica, non un problema. Con l'avvento della storiografia moderna, tutti sanno che i primi sei Carlo sono mitici, ma ciò non ha effetti pratici sulla vita dello Stato. Tuttavia, la lista di Johannes Magnus riguardava i Re di Svezia, non di Iperborea. In Svezia perciò si sapeva che non sono esistiti sovrani di Iperborea di nome Carlo prima di Carlo Sverksson, che è giustamente passato alla storia come Re Carlo I di Iperborea. Di qui la suddetta differenza tra le numerazioni.
I Sovrani della moderna Norvegia
Ma non è finita qui. Infatti la Norvegia recuperò la sua completa indipendenza in seguito al referendum popolare tenutosi il 13 agosto 1905, conseguenza di una risoluzione dello "Storting" (il Parlamento norvegese) dell 7 giugno 1905. Il sì all'indipendenza ottenne una schiacciante maggioranza, e la Svezia riconobbe formalmente l'indipendenza norvegese il 26 ottobre, quando il re Oscar II rinunciò alla pretesa al trono norvegese per sé e per i suoi discendenti. La corona di Norvegia fu offerta a Carlo di Danimarca, secondogenito del Re Federico VIII di Danimarca, che accettò e prese il nome di Haakon VIII. E siccome la Norvegia medioevale, come si è visto sopra, rivendicava il titolo di Re di Iperborea per il suo sovrano, Haakon VIII non mancò certo di assumere, tra gli altri, il titolo d Re di Iperborea, come fecero in seguito i suoi discendenti.
Sovrani di Norvegia e di Iperborea dal
1905 in poi
187 bis) Haakon VIII (18 novembre 1905-21
settembre 1957), nato il 3 aosto 1872, figlio di Federico VIII di Danimarca e
di Luisa di Svezia, il suo nome originale era Cristiano Federico Carlo di
Danimarca, e come Re di Norvegia ebbe il nome di Haakon VIII. Quando la Norvegia
fu invasa dalla Germania nazista, Haakon X si oppose fortemente ad ogni
collaborazionismo con i tedeschi, trasferendosi prima nel nord del regno, e poi
a Londra, dove istituì un governo in esilio
188 bis) Olav VI (21 settembre 1957-17 gennaio 1991),
figlio di Haakon VIII e di Maud del Galles, il suo nome di battesimo
era Alessandro Edoardo di Danimarca
189 bis) Harald V (17 gennaio 1991-in carica), nato il
21 febbraio 1937, figlio di Olav VI e di Marta di Svezia
190 bis) Haakon (XI) Magnus (erede al trono), nato il
20 luglio 1973, figlio di Harald V e di Sonja Haraldsen. Il 25 agosto 2001 ha
sposato Mette-Marit Tjessem Høiby, da cui ha avuto due figli: la principessa
Ingrid Alexandra, nata il 21 gennaio 2004, ed il
principe Sverre Magnus, nato il 3 dicembre 2005
.
Quinta dinastia: Gran Principi di Novgorod e sovrani di Russia

Attuale bandiera della Russia
Gli Obodriti ("i Coraggiosi" in antico slavo) erano un gruppo di tribù slave che abitavano nel Medioevo gli attuali Meclemburgo ed Holstein. Essi erano imparentati con alcune tribù germaniche e in particolare con i Geati, per cui i loro sovrani rivendicavano il titolo regale iperboreo. Alleati di Carlo Magno contro i Sassoni, furono sottomessi al Sacro Romano Impero prima da Ottone I il Grande e poi da Enrico il Leone che uccise in battaglia il loro sovrano Niklot. Pribislav, figlio di Niklot, gli si sottomise, si germanizzò, abbandonò le rivendicazioni al titolo iperboreo e fu il capostipite dei Duchi di Meclemburgo.
Re degli Obodriti
110) Radegast (654-664), primo re
storico noto degli Abodriti, era cognato del Re dei Geati Helgi Hundingsbane (vedi
sopra). Rivendicava di discendere da Eldarion
111)
Vislav (664-700), figlio di Radegast
112) Aribert I (700-724), figlio di Vislav e di una
principessa longobarda
113) Aribert II (724-747), figlio di Aribert I
114) Witzan (747-795), figlio di Aribert II
115) Godoslav (795-808), figlio di Witzan, fu ucciso
dal re danese Göttrik
Invece i Variaghi o Vareghi (in norreno "Väringr", "Uomini legati da un giuramento") erano guerrieri, mercanti e coloni vichinghi per lo più provenienti dall'attuale Svezia, che si insediarono nei territori delle attuali Bielorussia, Russia e Ucraina, arrivando fino a Costantinopoli. Secondo la "Cronaca degli anni passati", risalente al XII secolo, nell'anno 862 un gruppo di Variaghi si insediò a Novgorod (letteralmente "Nuova città") sotto la guida di Rjurik, dal cui nome deriverebbe quello di "Russia". Prima di Rjurik, è probabile che i Rus' regnassero sull'ipotetica entità politica nota come Khaganato di Rus'. Un parente di Rjurik, Oleg, conquistò Kyiv nel 882 e istituì lo stato della Rus' di Kyiv, che in seguito sarebbe stato governato dai discendenti di Rjurik. Questi ultimi rivendicarono il titolo di Re di Iperborea che avevano ereditato dai Geati e dagli Obodriti
Gran Principi di Novgorod
116) Rjurik (862-879), in norreno
Hrørīkr, figlio di Godoslav e di Umila Gostomyslovna (figlia di Gostomysl,
leggendario principe degli Slavi di Il'men'), fu invitato dalla popolazione
slava della città di Novgorod a governarla e difenderla dai suoi nemici. Rjurik
accettò volentieri, considerando gli Slavi di Novgorod parenti degli Obodriti e
discendenti degli antichi Iperborei
117) Oleg di Novgorod (879-912), in norreno Helgi,
cognato di Rjurik
118) Igor di Kyiv (913-941), in norreno Ingvar,
figlio di Rjurik
119) Svjatoslav I di Kyiv (941-969)
120) Vladimir il Grande (969-977, 1° regno)
121) Jaropolk I di Kyiv (977-979)
120) Vladimir il Grande (979-988, 2° regno)
122) Viačeslav I di Kyiv (988-1010)
123) Jaroslav il Saggio (1010–1015, 1° regno)
124)
Ilja (1015–1020)
123) Jaroslav il Saggio (1020–1021, 2° regno)
125)
Brjačislav di Polock (1021)
123) Jaroslav il Saggio (1021–1036 3° regno)
126)
Vladimir II di Novgorod (1036–1052)
127) Izjaslav I di Kyiv (1052–1054)
128)
Mstislav Iziaslavič (1055–1067)
129)
Vsevlav Brjačislavič (1068–1069)
130)
Gleb Svjatoslavič (1069–1078)
131) Sviatopolk II di Kyiv (1078–1088)
132) Mstislav I di Kyiv (1088–1094, 1° regno)
133)
David Svjatoslavič di Smolensk (1094–1095)
132) Mstislav I di Kyiv (1095–1117, 2° regno)
134) Vsevolod di Pskov (1117–1132, 1° regno)
135)
Sviatopolk Mstislavič (1132, 1° regno)
134) Vsevolod di Pskov (1132–1136, 2° regno)
136)
Svjatoslav Olgovič (1136–1138, 1° regno)
135) Sviatopolk Mstislavič (1138, 2° regno)
137)
Rostislav Jur'jevič (1138–1140, 1° regno)
136)
Svjatoslav Olgovič (1140–1141, 2° regno)
138)
Svjatoslav Vsevolodič (1141)
137)
Rostislav Jur'jevič (1141–1142, 2° regno)
139)
Sviatopolk Mstislavič (1142–1148)
140) Jaroslav II di Kyiv (1148–1154)
141)
Rostislav Mstislavič (1154)
142)
David Rostislavič di Smolensk (1154–1155)
143)
Mstislav Yurevič (1155–1158)
144)
Svjatoslav Rostislavič di Smolensk (1158–1160, 1°
regno)
145)
Mstislav il Senz'Occhio (1160–1161, 1° regno)
144) Svjatoslav Rostislavič (1161–1168, 2° regno)
146)
Roman Mstislavič (1168–1170)
147)
Rjurik Rostislavič (1170–1171)
148)
Jurij Andreevič (1171–1175)
149)
Svjatoslav Mstislavič (1175–1176)
95) Mstislav il Senz'Occhio (1177, 2° regno)
150)
Jaroslav Mstislavič (1177)
95)
Mstislav il Senz'Occhio (177–1178, 3° regno)
151)
Jaropolk Rostislavič (1178)
152)
Roman Rostislavič (1178–1179)
153)
Mstislav Rostislavič (1179–1180)
154)
Vladimir Svjatoslavič (1180–1181)
155)
Jaroslav Vladimirovič (1182–1184, 1° regno)
156)
Mstislav-Boris Davidovič (1184–1187)
155)
Jaroslav Vladimirovič (1187–1196, 2° regno)
157)
Jaropolk Jaroslavič (1197)
155)
Jaroslav Vladimirovič (1197–1199, 3° regno)
158)
Svjatoslav Vsevolodič (1200–1205, 1° regno)
159)
Konstantin Vsevolodič (1205–1207)
158)
Svjatoslav Vsevolodič (1207–1209, 2° regno)
160)
Mstislav Mstislavič (1209–1215, 1° regno)
161)
Jaroslav II di Vladimir (1215–1216, 1° regno)
160)
Mstislav Mstislavič (1216–1218, 2° regno)
162)
Svjatoslav Mstislavič (1218–1219)
163)
Vsevolod Mstislavič (1219–1221)
164)
Vsevolod Yurevič (Dmitry, 1221, 1° regno)
161)
Jaroslav II di Vladimir (1221–1223, 2° regno)
164)
Vsevolod Yurevič (1223–1224, 2° regno)
165)
Michail di Černihiv (1224, 1° regno)
161)
Jaroslav II di Vladimir (1224–1228, 3° regno)
166)
Fedor Jaroslavič (1228–1229)
167)
Aleksandr Nevskij (1228–1229, 1° regno), eroe
nazionale russo, sconfisse i Cavalieri dell'Ordine Teutonico nella Battaglia del
Lago Peipus
165)
Michail di Černihiv (1229, 2° regno)
168)
Rostislav Michailovič (1229–1230
161)
Jaroslav II di Vladimir (1230–1236, 4° regno), fu
costretto a riconoscersi vassallo dei Mongoli
167)
Aleksandr Nevskij (1236–1240, 2° regno)
169)
Andrej II di Vladimir (1240–1241)
167)
Aleksandr Nevskij (1241–1252, 3° regno)
170)
Vasilij Aleksandrovič (1252–1255, 1° regno)
171)
Jaroslav di Tver' (1255)
170)
Vasilij Aleksandrovič (1255–1258, 2° regno)
177)
Aleksandr Nevskij (1258–1260, 4° regno)
171)
Dmitrij di Pereslavl (1260–1263, 1° regno)
172)
Vasilij di Kostroma (1264–1272, 1° regno)
171)
Dmitrij di Pereslavl (1272–1273, 2° regno)
172)
Vasilij di Kostroma (1273–1276, 2° regno)
171)
Dmitrij di Pereslavl (1276–1281, 3° regno)
173)
Andrej di Gorodets (1281–1285, 1° regno)
171)
Dmitrij di Pereslavl (1285–1292, 4° regno)
173)
Andrej di Gorodets (1292–1304, 2° regno)
174)
Michail di Tver' (1308–1314, 1° regno)
175)
Afanasij Danilovič (1314–1315)
174) Michail di Tver' (1315–1316, 2° regno)
175)
Afanasij Danilovič (1318–1322, 2° regno)
176)
Jurij di Mosca (1322–1325)
177)
Aleksandr I di Tver' (1325–1327)
178)
Ivan I di Mosca (1328–1337)
179) Semën di Mosca (1346–1353)
180)
Ivan II di Mosca (1355–1359)
181)
Dmitrij di Suzdal (1359–1363)
182)
Dmitrij Donskoy (1363–1389)
183) Lengvenis di Lituania (1389–1392, 1° regno)
Interregno (1392-1406)
183) Lengvenis di Lituania (1406–1411, 2° regno)
184)
Vasilij I di Mosca (1408–1425)
185)
Vasilij II di Mosca (1425–1462)
186) Jonas Vladimiraitis di Lituania (1444–1446),
Duca di Belyj
187)
Ivan III il Grande di Mosca (5 aprile 1462-27
ottobre 1505), figlio di Vasilij II
188) Vasilij III di Mosca (27 ottobre 1505-3
dicembre 1533), figlio di Ivan III e Sofia Paleologa
Con Ivan IV, nipote di Sofia Paleologa, a sua volta figlia di Tommaso Paleologo, despota di Morea e fratello minore dell'ultimo imperatore bizantino, Costantino XI Paleologo, Mosca cominciò ad accreditarsi come "la Terza Roma", e quindi erede sia dell'antica Roma che di Costantinpoli, ma al contempo continuò a rivendicare di essere la "Terza Gondor" dopo l'antica capitale di Elendil e Novgorod. In tal modo i sovrani russi fondarono la loro autocrazia e la loro pretesa di un dominio universale sul fatto di sentirsi eredi dei due maggiori imperi della storia antica, quello romano e quello iperboreo.

Bandiera storica dell'Impero Russo
Zar
di tutte le
Russie e di Iperborea
189)
Ivan IV Groznij ("il Terribile", 3 dicembre 1533-28
marzo 1584), figlio di Vasilij III, per primo assunse il titolo di Zar (Cesare)
190)
Fëdor I (28 marzo 1584-17 gennaio 1598), figlio di
Ivan IV e di Anastasia Romanovna
191)
Irina (17 gennaio 1598-21 febbraio 1598), moglie di
Fëdor I
192)
Boris Godunov (21 febbraio 1598-23 aprile 1605),
fratello di Irina
193)
Fëdor II Godunov (23 aprile 1605-11 giugno 1605),
figlio di Boris
194) "Falso Dmitrij" (11 giugno 1605-17 maggio
1606), vero nome Grigory Bogdanovič Otrepyev, usurpatore che si spacciò per
Dmitrij, figlio di Ivan IV morto assassinato
195) Vasilij IV (19 maggio 1606-19 luglio 1610),
deposto
196) Ladislao Jagellone (27 agosto 1610-5 ottobre
1613), Re di Polonia dal 1632 al 1648, deposto
197) Michail I (3 marzo 1613-23 luglio 1645),
figlio di Filarete, patriarca di Mosca, che fu di fatto il vero sovrano fino al
1633. Fu il primo dei Romanov e affermava di discendere da Re Elendil
198) Aleksej il Tranquillo (23 luglio 1645-8
febbraio 1676), figlio di Mikhail
199)
Fëdor III (8 febbraio 1676-7 maggio 1682), figlio
di Aleksej e Marija
200) Pëtr I il Grande (7 maggio 1682-2
giugno 1682), figlio di Aleksej e Natal'ja
201)
Ivan V (2 giugno 1682-2 novembre 1721), figlio di
Aleksej e Marija, regnò insieme a Pëtr I
202) Ekaterina I (8 febbraio 1725-17 maggio 1727),
nata Marta Helena Skowrońska
203) Pëtr II (18
maggio 1727-30 gennaio 1730), figlio dello zarevic Alessio e nipote di Pëtr I il
Grande
204)
Anna (30 gennaio 1730-28 ottobre 1740), figlia di
Ivan V
205)
Ivan VI (28 ottobre 1740-6 dicembre 1741),
pronipote di Anna, fu deposto
206)
Elizaveta (6 dicembre 1741-5 gennaio 1762), figlia
di Pëtr I il Grande e di Caterina I
207) Pëtr III (5
gennaio 1762-9 luglio 1762), figlio del duca Carlo Federico di
Holstein-Gottorp e di Anna, figlia di Pëtr I il Grande e di Ekaterina, fu
detronizzato dalla moglie
208) Ekaterina II la Grande (9 luglio 1762 17
novembre 1796), nata Sofia Federica Augusta di Anhalt-Zerbst, salì al trono dopo
una congiura contro suo marito
209) Pavel (17 novembre 1796-23 marzo 1801), figlio
di Ekaterina II e del suo amante Sergej Vasil'evič Saltykov, fu ucciso in una
congiura di palazzo
210) Aleksandr I (23 marzo 1801-1º dicembre
1825), figlio di Pavle e di Sofia Dorotea di Württemberg
211)
Nikolaj I (1º dicembre 1825-2 marzo 1855), fratello
minore di Aleksandr I
212) Aleksandr II (2 marzo 1855-13 marzo 1881),
figlio di Nikolaj I e di Carlotta di Prussia
213) Aleksandr III (13 marzo 1881-1º novembre
1894), figlio di Aleksandr II e di Maria d'Assia
214)
Nikolaj II (1º novembre 1894-15 marzo 1917), figlio
di Aleksandr III e di Dagmar di Danimarca, fu rovesciato dalla Rivoluzione di
Febbraio e finì fucilato dai Bolscevichi
215) Michail II (15-16 marzo 1917), fratello di
Nikolaj II, fu proclamato Zar dopo l'abdicazione del fratello, ma rinunciò al
trono il giorno seguente
Interregno (1917-1924), durante la Rivoluzione e la
Guerra Civile Russa
Pretendenti al trono di Russia e di
Iperborea
216) Kirill Vladimirovič Romanov
(1924-1938), figlio del granduca Vladimir Aleksandrovič Romanov, fratello minore
dello zar Alessandro III di Russia, e di Maria di Meclemburgo-Schwerin, fu il
Capo della Famiglia Imperiale nonché Zar di tutte le Russie in esilio a Parigi,
e si ritenne legittimo ed unico erede del titolo regale degli Iperborei. Provò a
vendere questo titolo agli eredi dei Bonaparte o degli Orléans per finanziare i
nemici dei Bolscevichi, ma le dinastie francesi non erano minimamente
interessate
217) Vladimir Kirillovič Romanov (1938-1992),
figlio di Kirill Vladimirovič Romanov e di Vittoria Melita di
Sassonia-Coburgo-Gotha, succedette al padre nella rivendicazione del titolo
regale iperboreo. Catturato dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, gli
fu proposto di diventare Imperatore d'Ucraina (occupata dai tedeschi) se avesse
ceduto il titolo regale ad Adolf Hitler, il quale nella sua paranoia razzista
riteneva gli Iperborei il popolo di più pura razza ariana, da cui sarebbero
discesi i soli tedeschi, e che sarebbero emersi dalla terra cava dove avrebbero
inizialmente vissuto (il mito della terra cava era parte integrante del folle
immaginario nazionalsocialista). Vladimir Kirillovič rifiutò, in parte per
avversione a Hitler, e in parte perchè non voleva contribuire a dissolvere la
Russia, e per questo fu internato in un campo di concentramento. Sopravvissuto,
dopo la sconfitta nazista ebbe timore di venire catturato dai Sovietici e si
rifugiò nella porzione di Austria occupata dagli Americani, da dove si trasferì
in Spagna. Morì a 74 anni a Miami e lasciò il titolo di Regina di Iperborea
all'unica figlia Marija Vladimirovna
218) Marija Vladimirovna Romanova (1992-vivente),
figlia di Vladimir Kirillovič Romanov e di Leonida Bagration-Mukhrani, nata il
23 dicembre 1953, rivendica tuttora il titolo di Regina degli Iperborei. Suo
cugino Nicola Romanovič Romanov le contesta il titolo di Pretendente al Trono di
Russia, ma non il titolo regale iperboreo
219) Gěorgij Mihajlovič Romanov, figlio di Marija
Vladimirovna Romanova e del Principe Franz Wilhelm di Hohenzollern, nato il 13
marzo 1981, si considera non solo erede al trono di Russia, ma anche di
Iperborea, essendo figlio anche di un membro della casa reale prussiana
220) Aleksandr Gěorgijevič Romanov, figlio di
Gěorgij Mihajlovič Romanov e di Rebecca Virginia Bettarini (figlia di un
diplomatico italiano), nato il 21 ottobre 2022, è destinato ad ereditare il
titolo di Re degli Iperborei, almeno per chi ritiene legittima questa
rivendicazione da parte dei Russi (gli Slavi sono comunque discendenti degli
Iperborei).
Dopo la fine dell'era sovietica, i nuovi stati di Russia e Bielorussia, nati dalla disgregazione dell'URSS, non rivendicarono alcuna eredità politica dell'antico regno iperboreo, ma dopo l'annessione unilaterale della Crimea e l'invasione dell'Ucraina l'autocrate russo Vladimir Putin ha dichiarato che i capi di stato russi vanno considerati gli unici autentici eredi dei Re di Iperborea, lasciando intendere le sue ambizioni su questo titolo, anche se sinora egli non se ne è mai fregiato ufficialmente.
.
Sesta dinastia: Gran Principi di Kyiv

Attuale bandiera dell'Ucraina
Secondo la "Cronaca degli anni passati", la più antica cronaca della Rus' di Kyiv, a fondare la città di Kyiv furono i tre fratelli Kij, Šček e Choriv insieme alla loro sorella Lybid'. La Cronaca afferma che essi erano Principi degli Iperborei e vissero nel VI secolo d.C. Gli storici moderni interpretano queste quattro figure come personificazioni di luoghi geografici: "Kij" deriverebbe da un termine turco che significa "alta riva del fiume", descrizione che corrisponde alle collinose rive occidentali del Dnepr, dove era situato il primo nucleo dell'insediamento cittadino. Šček e Choriv rappresenterebbero invece gli odierni monti Ščekavycia e Chorevycia, siti nel centro di Kyiv, mentre il Lybid' è un affluente del Dnepr che ha un ruolo importante nel paesaggio cittadino. Sia come sia, gli Ucraini affermano, come i Russi e i Russi Bianchi, di essere discendenti del ramo più oriientale degli Iperborei, e i loro sovrani rivendicano da sempre la corona che fu di Re Borea. I primi principi di Kyiv di cui ci è giunto il nome sono comunque Variaghi.
Gran Principi di Kyiv e
Re di Iperborea
117-118) Askold e
Dir (864-882), in norreno Höskuldr e Dyri, secondo la "Cronaca degli anni
passati" furono spediti da Rjurik (vedi sopra) a Costantinopoli (in norreno
Miklagard). Mentre stavano navigando sul Dnepr, videro un villaggio su una
montagna e chiesero a chi appartenesse, scoprendo che si trattava di Kyiv e che
in quel momento pagava un tributo ai Cazari. Askold e Dir si stabilirono nella
cittadina e raccolsero attorno a sé un gran numero di Variaghi, iniziando a
governare sulla città e sulle terre dei Poliani. In norreno "óskyldr" significa
infatti "straniero"
119) Oleg il Saggio (882-912), attaccò e conquistò
Kyiv, uccidendo Askold e Dir e segnando l'inizio dello stato della Rus' di Kyiv
120) Igor Rjurikovič (912-945)
121) Olga (945-964), sposa di Igor, si convertì al
cristianesimo, cristianizzò la Rus' ed è venerata come Santa da cattolici ed
ortodossi. Affermava di discendere da Eldarion
122) Svjatoslav I Igor'evič (964-972)
123) Jaropolk I Svjatoslavič (972-978)
124) Vladimir I Svjatoslavič (978-1015)
125) Svjatopolk I Jaropolkovič (1015—1016)
126) Jaroslav I Vladimirovič (1016-1018, 1° regno)
127) Svjatopolk I Jaropolkovič (1018-1019)
126) Jaroslav I Vladimirovič (1019-1054, 2° regno)
128) Izjaslav I Jaroslavič (1054-1068, 1° regno)
129) Vsevlav Brjačislavič (1068-1069)
128) Izjaslav Jaroslavič (1069-1073, 2° regno)
130) Svjatoslav Jaroslavič (1073-1076)
131) Vsevolod I Jaroslavič (1076-1077, 1° regno)
132) Izjaslav I Jaroslavič (1077-1078)
131) Vsevolod I Jaroslavič (1078-1093, 2° regno)
133) Svjatopolk Izjaslavič (1093-1113)
134) Vladimir II Monomaco (1113-1125)
135) Mstislav I Vladimirovič (1125-1132)
136) Jaropolk II Vladimirovič (1132-1139)
137) Vjačeslav I Vladimirovič (1139)
138) Vsevolod II Olgovič (1139-1146)
139) Igor II Olgovič (1146)
140) Izjaslav II Mstislavič (1146-1149, 1° regno)
141) Jurij Dolgorukij (1149-1150, 1° regno)
142) Vjačeslav I Vladimirovič (1150, 1° regno)
140) Izjaslav II Mstislavič (1150, 2° regno)
141) Jurij Dolgorukij (1150-1151, 2° regno)
140) Izjaslav II Mstislavič (1151-1154, 3° regno)
142) Vjačeslav I Vladimirovič (1151-1154, 2° regno)
143) Rostislav Mstislavič (1154, 1° regno)
144) Izjaslav Davydovič (1154-1155, 1° regno)
145) Jurij Dolgorukij (1155-1157)
144) Izjaslav Davydovič (1157-1158, 2° regno)
145) Mstislav II Izjaslavič (1158-1159, 1° regno)
143) Rostislav Mstislavič (1159-1161, 2° regno)
144) Izjaslav Davydovič (1161, 3° regno)
143) Rostislav Mstislavič (1161-1167, 3° regno)
146) Vladimir III Mstislavič (1167, 1° regno)
145) Mstislav Izjaslavič (1167-1169, 2° regno)
147) Andreij Bogoljubskij (1169)
148) Gleb Jur'evič (1169-1170, 1° regno)
145) Mstislav II Izjaslavič (1170, 3° regno)
148) Gleb Jur'evič (1170-1171, 2° regno)
146) Vladimir III Mstislavič (1171, 2° regno)
149) Michele Jur'evič (1171)
150) Roman Rostislavič (1171-1173, 1° regno)
151) Vsevolod III Jur'evič (1173)
152) Rjurik Rostislavič (1173, 1° regno)
153) Jaroslav II Izjaslavič (1173-1174, 1° regno)
154) Svjatoslav III Vsevolodovič (1174, 1° regno)
153) Jaroslav II Izjaslavič (1174, 2° regno)
150) Roman Rostislavič (1175-1176, 2° regno)
154) Svjatoslav III Vsevolodovič (1176-1180, 2°
regno)
152) Rjurik Rostislavič (1180-1181, 2° regno)
152-154) Svjatoslav III Vsevolodovič (1181-1194, 3°
regno) con Rjurik Rostislavič (3° regno)
152) Rjurik Rostislavič (1194-1202, 3° regno)
150) Roman Mstislavič (1202, 3° regno)
155) Ingvar Jaroslavič (1202-1203, 1° regno)
152) Rjurik Rostislavič (1203-1204, 4° regno)
156) Rostislav Rjurikovič (1204-1205)
152) Rjurik Rostislavič (1205-1206, 5° regno)
157) Vsevolod Čermnyj (1206, 1° regno)
152) Rjurik Rostislavič (1206-1207, 6° regno)
157) Vsevolod Čermnyj (1207, 2° regno)
152) Rjurik Rostislavič (1207-1208, 7° regno)
157) Vsevolod Čermnyj (1208-1212, 3° regno)
155) Igor Jaroslavič (1212, 2° regno)
158) Mstislav Romanovič (1212-1223)
159) Vladimir Rjurikovič (1223-1235)
160) Izjaslav (1235-1236)
161) Jaroslav II Vsevolodovič (1236-1238, 1° regno)
162) Michele Vsevolodič (1238-1240, 1° regno)
163) Rostislav Mstislavič (1240)
164) Danilo Romanovič (1240)
Nel dicembre del 1240, Kyiv fu presa d'assalto e devastata dalle truppe tatare (mongole). Finita sotto il controllo diretto degli invasori, Kyiv rimase amministrata da un funzionario tataro (Darughači) fino al 1243, quando fu ceduta a Michele Vsevolodič dopo che questi rese loro omaggio. Dopo l'invasione tatara, la Rus' di Kyiv perse la propria autonomia e divenne vassalla dall'impero mongolo: in questa fase, il titolo di "Gran Principe di Kyiv" era formale e concesso dai Khan dell'Orda d'Oro, che lo assegnava a chi prestava giuramento di sottomissione tramite una lettera patente (Yarlyk). In questo periodo il trono di Kyiv rimase di fatto vacante, vedendo succedersi soltanto una serie di pretendenti che non si insediarono mai a Kyiv.
Darughači nominati dai Tatari
162) Michele Vsevolodič (1243–1246,
2° regno), fu giustiziato dai Tatari per essersi rifiutato di celebrare riti
pagani
165) Jaroslav II di Vladimir (1243–1246)
166) Aleksandr Nevskij (1249–1263), celebre eroe
russo, ottenne il titolo di Gran Principe di Kyiv dal Khan, ma scelse di
governare da Vladimir, poiché Kyiv era ormai in rovina
167) Jaroslav III di Tver' (1263–1271), fratello di
Aleksandr
168) Leone I di Galizia (1271–1300), Re di Rutenia,
cercò di annettere Kyiv ai suoi domini galiziani
169) Stanislao di Kyiv (1300-1321), ultimo dei
principi rjurikidi locali prima della conquista lituana, fu sconfitto da
Gediminas nella battaglia sul fiume Irpin'.
La battaglia del fiume Irpin' del 1323 consentì al Granducato di Lituania di espandere la propria area d'influenza nella vecchia Rus', in particolare anche a Kyiv. L'insediamento lituano, tuttavia, non comportò un definitivo allontanamento dei Tatari, né nell'immediato né quando ebbe luogo la battaglia delle Acque Blu del 1363, quando i baltici si assicurarono un maggiore controllo della città. Si assistette pertanto per decenni alla presenza di un principe affiliato ai baltici e a un funzionario tataro. Il principato passò nelle mani della nobile famiglia degli Olšanski (in lituano Alšėniškiai) e, in seguito, degli Olelkovič, un ramo cadetto della dinastia regnante lituana, i Gediminidi.
Amministrazione congiunta lituano-tatara
170) Mindaugas Olshansky (1321–1324)
171) Algimantas Olshansky (1324–1331)
172) Teodoro di Kyiv (1331–1362)
Nel 1362, dopo la Battaglia delle Acque Blu, il Granduca Algirdas espulse definitivamente i Tatari. Kyiv divenne un principato semi-autonomo all'interno della Lituania, affidato a un ramo della dinastia regnante.

Attuale bandiera della Bielorussia
Gran Principi di Kyiv vassalli dei
Lituani
173) Vladimir Olgerdovič (1362–1394),
figlio di Algirdas, fu un sovrano molto amato che iniziò a battere moneta
propria, agendo quasi come un sovrano indipendente, e naturalmente
considerandosi l'unico legittimo Re degli Iperborei
174) Skirgaila (1395–1397), fratello del re di
Polonia, rimpiazzò Vladimir per volontà del Granduca Vytautas, che voleva
centralizzare il potere
175) Ivan Olshansky (1397–1401), fedelissimo del
Granduca Vytautas, governò Kyiv come fiduciario del potere centrale
176) Jurgis Gedgaudas (1401–1411), nobile lituano
di alto rango che servì come governatore della città durante l'espansione del
potere lituano verso il Mar Nero
177) Andriy Ivanovyč Olshansky (1411–1422), figlio
di Ivan Olshansky
178) Mykhailo Ivanovyč Olshansky (1422–1432),
fratello di Andriy
179) Švitrigaila (1432–1440), figlio del Granduca
Algirdas
Dopo la morte di Vytautas, scoppiò un violento conflitto per il trono lituano tra Švitrigaila (sostenuto dai nobili ortodossi e russi) e Sigismund Kęstutaitis (sostenuto dai cattolici e dai polacchi). Kyiv divenne la roccaforte di Švitrigaila. Con l'ascesa al trono lituano di Casimiro IV di Polonia nel 1440, la politica verso le terre ucraine cambiò: per placare i nobili ortodossi, Casimiro decise di ripristinare il Principato di Kyiv come entità semi-autonoma.
180)
Aleksander (Olelko) Vladimirovič
(1443–1454), sposò Anastasia di Mosca, cercando di mediare tra Lituania e Russia
181) Semyon Olelkovič (1454–1470), ultimo Gran
Principe di Kyiv. Sotto di lui la città visse una rinascita culturale e vide il
restauro della Cattedrale della Dormizione
Alla morte di Semyon nel 1470, il Granducato di Lituania decise di non nominare un successore per timore che Kyiv diventasse troppo potente e cercasse l'indipendenza o l'alleanza con Mosca. Il principato fu abolito e trasformato nel Voivodato di Kyiv, governato da funzionari nominati dal Granduca, che continuarono a ritenersi eredi del titolo regale iperboreo. La decisione di abolire il principato causò nel 1471 una rivolta guidata dai discendenti di Semyon, nota come la "congiura dei principi ortodossi".
Voivodi di Kyiv, periodo lituano
182) Marcin Gasztołd (1471–1480)
183) Iwan Chodkiewicz (1482–1492)
184) Jerzy Hlebowicz (1492–1505, 1° mandato5)
185) Iwan Gliński (1505–1507)
186) Jerzy Montowtowicz (1507–1508)
184) Jerzy Hlebowicz (1508–1511, 2° mandato)
187) Jerzy Radziwiłł (1511–1514)
188) Andrzej Niemirowicz (1514–1541)
189) Jan Hlebowicz
(1542–1544)
190) Fryderyk Proński (1544–1555)
191) Grzegorz Chodkiewicz (1555–1559)
192) Konstanty Wasyl Ostrogski (1559–1569)
Dal 1569 il Voivodato di Kyiv divenne parte integrante della Corona del Regno di Polonia. I voivodi continuarono a considerarsi eredi del regno iperboreo, anche se il Re della Confederazione Polacco-Lituana, che si vantava di portare lo stesso titolo, ovviamente non lo riconosceva
Voivodi di Kyiv, periodo polacco
192) Konstanty Wasyl Ostrogski
(1569–1608), rimase in carica dopo il passaggio di Kyiv alla Polonia
193) Stanisław Żółkiewski (1608–1618), celebre
condottiero, vincitore della battaglia di Kluszyn
194) Tomasz Zamoyski (1619–1628)
195) Aleksander Zasławski (1628–1629)
196) Stefan Chmielecki (1629–1630)
197) Janusz Tyszkiewicz Łohojski (1630–1646)
198) Adam Kisiel (1646–1653), ultimo voivoda di
fede ortodossa, cercò di mediare con i Cosacchi di Khmelnytsky
199) Stanisław Rewera Potocki (1655–1658)
200) Jan "Sobiepan" Zamoyski (1658–1659)
201) Stefan Czarniecki (1659–1664), uno degli eroi
nazionali polacchi
202) Michał Jerzy Jazłowiecki (1664–1676)
203) Feliks Kazimierz Potocki (1676–1682)
204) Stefan Niemirycz (1682–1683)
Dopo la Tregua di Andrusovo (1667) e la successiva Pace Eterna (1686), la città di Kyiv (e con essa il titolo regale iperboreo di chi la governava) passò definitivamente alla Russia, che già si riteneva erede del Regno di Iperborea, come visto sopra.
Zar di tutte le Russie e di Iperborea
205) Pëtr I il Grande (7
maggio 1682-2 giugno 1682), figlio di Aleksej il Tranquillo
206)
Ivan V (2 giugno 1682-2 novembre 1721), figlio di
Aleksej il Tranquillo, regnò insieme a Pëtr I
207) Ekaterina I (8 febbraio 1725-17 maggio 1727),
nata Marta Helena Skowrońska
208) Pëtr II (18
maggio 1727-30 gennaio 1730), figlio dello zarevic Alessio e nipote di Pëtr I il
Grande
209)
Anna (30 gennaio 1730-28 ottobre 1740), figlia di
Ivan V
210)
Ivan VI (28 ottobre 1740-6 dicembre 1741),
pronipote di Anna
211)
Elizaveta (6 dicembre 1741-5 gennaio 1762), figlia
di Pëtr I il Grande e di Caterina I
212) Pëtr III (5
gennaio 1762-9 luglio 1762), figlio del duca Carlo Federico di
Holstein-Gottorp e di Anna, figlia di Pëtr I il Grande e di Ekaterina, fu
detronizzato dalla moglie
213) Ekaterina II la Grande (9 luglio 1762 17
novembre 1796), nata Sofia Federica Augusta di Anhalt-Zerbst
214) Pavel (17 novembre 1796-23 marzo 1801), figlio
di Ekaterina II
215) Aleksandr I (23 marzo 1801-1º dicembre
1825), figlio di Pavle
216)
Nikolaj I (1º dicembre 1825-2 marzo 1855), fratello
minore di Aleksandr I
217) Aleksandr II (2 marzo 1855-13 marzo 1881),
figlio di Nikolaj I
218) Aleksandr III (13 marzo 1881-1º novembre
1894), figlio di Aleksandr II
219)
Nikolaj II (1º novembre 1894-15 marzo 1917), figlio
di Aleksandr III
220) Michail II (15-16 marzo 1917), fratello di
Nikolaj II
Interregno (1917-1924), durante la Rivoluzione e la
Guerra Civile Russa
Pretendenti al trono di Russia e di
Iperborea
221) Kirill Vladimirovič Romanov
(1924-1938)
222) Vladimir Kirillovič Romanov (1938-1992)
223) Marija Vladimirovna Romanova (1992-vivente)
224) Gěorgij Mihajlovič Romanov (erede al titolo)
225) Aleksandr Gěorgijevič Romanov (erede al
titolo)
Il 24 agosto 1991 l'Ucraina, con
capitale Kyiv, si proclamò indipendente, ma i suoi Presidenti non hanno mai
avanzato alcuna rivendicazione sul titolo regale iperboreo. Quando, il 24
febbraio 2022, l'autocrate russo Vladimir Putin ordinò l'invasione dell'Ucraina,
lo fece con la scusa che essa, come la Russia, era parte integrante dell'antica
nazione Iperborea, e dunque i due paesi dovevano far parte dello stesso stato.
Come reazione la Svezia e la Finlandia, che avevano fatto parte anch'esse del
territorio Iperboreo, chiesero e otennero l'adesione alla Svezia, onde
proteggersi da future rivendicazioni da parte del dittatore.
Anche i Lituani discendono dagli antichi Iperborei, ma essi, per motivi
geopolitici (intendevano differenziarsi nettamente da Tedeschi, Polacchi e
Russi), scelsero di puntare su un'origine mitologica che li ricollegava agli
antichi Romani, piuttosto che agli Iperborei: così come i Merovingi affermavano
di discendere da Astianatte, figlio di Ettore, e quindi dagli antichi Troiani,
così Borkus, primo Duca di Samogizia, e suo fratello Kunos, il fondatore di
Kaunas, affermavano di discendere dal re Polemone II del Ponto (12 a.C-74 d.C.),
da cui il nome della dinastia Polemonide che governò sulla Lituania fino
all'unione con la Polonia. Nessuno dei Granduchi di Lituania ha perciò mai
rivendicato il titolo regale iperboreo.
.
Settima dinastia: Sovrani di Polonia

Attuale bandiera della Polonia
Non tutti sanno che, ad
oriente della Polonia, è esistito il Regno di Rutenia,
chiamato anche Regno di Galizia e Volinia (in
antico slavo orientale, Галицко-Волинскоє князство, "Halytsko-Volynskoye
knyazstvo"), esistito dal 1199 al 1349; il suo territorio fa oggi parte delle
moderne Polonia, Ucraina e Slovacchia. L'origine del nome ucraino
Halyč (Halicz in polacco, Galič in russo), da cui
Galizia, è incerta. Alcuni storici credono che il termine abbia a che fare con
le popolazioni di origine celtica che si insediarono nelle vicinanze, dato che è
correlato a molti nomi simili di luoghi sparsi per l'Europa, come Galazia in
Turchia, Gallia in Francia e Galizia in Spagna. Altri sostengono che il nome sia
di origine slava, da "halyca" o "galica" che significa "collina spoglia". Il
nome Volinia (in ucraino Volyn’, in polacco Wołyń, in tedesco Wolhynien) deriva
invece dalla radice slava "vol/vel-", che significa "umido" o "paludoso", il che
si adatta perfettamente alla conformazione geografica della regione,
caratterizzata da foreste, laghi e paludi. La Volinia peraltro è uno dei
più antichi insediamenti slavi d'Europa. La capitale della regione,
Volodymyr (in ucraino Володимир, in polacco
Włodzimierz, trae il nome da Vladimir il Grande di Kyiv, nato nel villaggio di
Budiatychi , a circa 20 km da Volodymyr; il suo nome latino diede vita al
termine Lodomiria, con cui la regione era nota in
occidente. Quando gli Austriaci annetterono la regione, dopo le Spartizioni
della Polonia e dopo il Congresso di Vienna, assunsero anche il titolo di
"Principi di Galizia e Lodomiria".
La Galizia fu conquistata dal Principe di Volinia Roman
Mstislavič il Grande con l'aiuto di Leszek I di Polonia. Roman il Grande
unì i principati di Galizia e Volinia in un solo stato, il Regno di Rutenia, e
come i Gran Principi di Kyiv decise di rivendicare per sé e per i suoi
discendenti anche il titolo regale di Iperborea. In seguito all'invasione
mongola della Rus' di Kiev tra 1239 e il 1241, il Re Danilo Romanovič nel 1246
dovette giurare fedeltà a Batu Khan dell'Orda d'Oro, ma si impegnò a liberare il
suo regno dal giogo mongolo aprendosi all'Europa occidentale, e per questo nel
1253 fu incoronato Re di Rutenia da un legato pontificio. Provò senza successo
ad intrecciare alleanze militari con altri sovrani europei. Dopo la sua morte,
purtroppo, il regno decadde rapidamente e fu definitivamente conquistato dai
polacchi nel 1349.
Sovrani di Rutenia e di Iperborea
150) Roman Mstislavič il Grande di Kyiv
(1199-1205), vedi sopra
151) Eufrosina Angelina (1205-1206), reggente per
conto di Danilo Romanovič, figlio di
Roman Mstislavič
152) Rostislav II Rurikovič di Kyiv (1210)
153) Mstislav il Muto (1211-1212), reggente per
conto di Danilo. Seguì la rivolta guidata dal boiardo Volodyslav Kormyl'čič
(1212-1214)
154) Colomanno (1214-1220), figlio di Andrea II
d'Ungheria, a lui seguì la rivolta guidata da Mstislav Mstislavič (1220)
155) Andrea d'Ungheria (1220-1232), figlio di
Andrea II d'Ungheria
156) Danilo Romanovič (1232-1235, 1° regno)
157) Rostislav Michajlovič (1235-1238), figlia di
Elena Romanovna, figlia di Roman Mstislavič
156) Danilo Romanovič (1238-1264, 2° regno), portò
la Rutenia all'apogeo della sua potenza
158) Švarnas (1264-1269), figlio di Danilo
159) Leone I Danilovič (1264-1301), figlio di
Danilo Romanovič
160) Jurij I Lvovič (1301-1308), figlio di Leone
161) Andrea Juriyovič (1308-1323), figlio di Jurij
I
162) Leone II Juriyovič (1315-1323), figlio di
Jurij I, coreggente di Andrea
163) Volodymyr Lvovič (1323-1325), figlio di
Leone II
164) Bolesław Jurij II (1323-1340), figlio di
Trojden I di Masovia della dinastia polacca dei Piasti, e di Maria, figlia di Jurij
I Lvovič
Alla morte di Bolesław Jurij II seguì una guerra civile, al termine della quale nel 1349 la Rutenia fu occupata dal Regno di Polonia, i cui sovrani così ereditarono il titolo regale di Iperborea.
Sovrani di Polonia e di Iperborea
165) Casimiro I
il Grande (1333 1370), figlio di Ladislao IV, fu l'ultimo dei Piasti
166) Luigi
I d'Angiò (1370-1382), nipote di Casimiro I per parte di madre, fu anche Re
d'Ungheria
167) Ladislao
I (1386-1434), per primo fu Re di Polonia e Granduca di Lituania (dal
1377)
168) Ladislao II (1434-1444), figlio di Ladislao I
e di Sofia di Lituania, fu anche Re d'Ungheria
169) Casimiro II
(1447-1492), figlio di Ladislao II e di Sofia di Lituania, conquistò il trono di
Boemia
170) Giovanni I Alberto (1492-1501), figlio di
Casimiro IV
171) Alessandro (1501-1506), figlio di Casimiro II
172) Sigismondo I
il Vecchio (1506-1548), fglio di Casimiro II
173) Sigismondo II Augusto (1548-1572), figlio di Sigismondo I
Jagellone e
di Bona Sforza
174) Enrico di Valois (1573-1575), fu anche Re di
Francia dal 1574 al 1589 con il nome di Enrico V
175) Massimiliano d'Asburgo
(1575-1576, fu anche Imperatore del Sacro Romano Impero, ma fu rifiutato dalla
nobiltà polacca
176) Anna Jagellona (1575-1587), figlia di
Sigismondo I
177) Stefano Báthory (1576- 1586), marito di Anna
Jagellona
178) Sigismondo II Vasa (1587-1632), fu anche Re di
Svezia dal 1592 al 1599
179) Ladislao III Vasa (1632-1648), figlio di
Sigismondo II e Anna Jagellona, tentò senza riuscirci di conquistare Mosca
180) Giovanni II Casimiro Vasa (1648-1668), figlio
di Sigismondo II e di Costanza d'Austria
181) Michele I Wiśniowiecki (1669-1673)
182) Giovanni III Sobieski (1674-1696), liberò
Vienna dall'assedio dei Turchi
183) Augusto I Wettin il Forte (1697-1704, 1°
regno), dal 1694 fu Principe di Sassonia come Federico Augusto I
184) Stanislao I Leszczyński (1704-1709, 1° regno)
183) Augusto I Wettin il Forte (1709-1733, 2°
regno)
184) Stanislao I Leszczyński (1733-1734, 2° regno),
fu anche Duca di Lorena dal 1737 al 1766
185) Augusto II
(1734-1763), figlio di Augusto II e di Cristiana di Brandeburgo-Bayreuth, dal
1733 fu Principe di Sassonia come Federico Augusto II
186) Federico Cristiano
(5 ottobre-17 dicembre 1763), figlio di Federico Augusto II e di Maria Giuseppa d'Austria, nel 1763 fu
Principe di Sassonia con lo stesso nome. Morì di vaiolo dopo soli 74 giorni di
regno
187) Augusto III (1763–1773), figlio di Federico
Cristiano e di Maria Antonia di Baviera, dal 1763 al 1806 fu Principe di
Sassonia come Federico Augusto III. A causa del suo governo dispotico, fu
rovesciato nel 1773 dalla nobiltà polacca
188)
Stanislao II Poniatowski
(1773-1795), figlio del generale Stanisłao Poniatowski e di Konstancja
Czartoryska, fu eletto dal Parlamento polacco dopo che Augusto IV fu costretto
ad abdicare e a lasciare il paese. Non si sposò mai e morì il 12 febbraio 1798
Interregno (1795-1807)
Il 3 gennaio 1795, con la Terza Spartizione, il Regno di Polonia fu definitivamente spartito tra Prussia, Russia ed Austria, tutte potenze che già rivendicavano da secoli il titolo regale iperboreo. Il Ducato di Varsavia venne creato nel 1807 da Napoleone come protettorato dell'Impero Francese.
Duchi di Varsavia e Re di Iperborea
189) Federico Augusto di Wettin (9
giugno 1807-22 maggio 1815), figlio di Federico Cristiano di Sassonia e di Maria
Antonia di Baviera, già Principe Elettore e Re di Sassonia
Il Ducato di Varsavia venne dissolto dal Congresso di Vienna, ed il suo territorio venne diviso tra il Regno del Congresso russo e il Granducato di Poznań prussiano. Erede del titolo polacco di Re di Iperborea si ritennero gli Zar di tutte le Russie.
Re di Polonia, Zar di tutte
le Russie e Re di Iperborea
190) Alessandro I
(22 maggio 1815-1º dicembre 1825), vedi sopra
191)
Nicola I (1º dicembre 1825-2 marzo 1855), fratello
minore di Alessandro I
192) Alessandro II (2 marzo 1855-13 marzo 1881),
figlio di Nicola I
193) Alessandro III (13 marzo 1881-1º novembre
1894), figlio di Alessandro II
194)
Nicola II (1º novembre 1894-15 marzo 1917), figlio
di Alessandro III
195) Michele II (15-16 marzo 1917), fratello di
Nicola II
Interregno (1917-1924), durante la Rivoluzione e la
Guerra Civile Russa
Pretendenti al trono di Russia e di
Iperborea
196) Kirill Vladimirovič Romanov
(1924-1938)
197) Vladimir Kirillovič Romanov (1938-1992)
198) Marija Vladimirovna Romanova (1992-vivente)
199) Gěorgij Mihajlovič Romanov (erede al titolo)
200) Aleksandr Gěorgijevič Romanov (erede al
titolo)
Gli Slavi Meridionali, cioè Sloveni, Croati, Bosgnacchi, Serbi e Macedoni, discendono essi pure dagli antichi Iperborei, ma nessuno di essi oggi si sente tradizionalmente legato a quel popolo, un po' perchè abitano nell'Europa centro-meridionale, e un po' perchè sono legati piuttosto alla tradizione bizantina o a quella del Sacro Romano Impero, che ha sempre percepito gli Iperborei come dei barbari e degli avversari. Non parliamo dei Rumeni, che si ritengono discendenti diretti dei Romani giunti in Dacia dopo la sua conquista ad opera dell'imperatore Traiano, e hanno usato tale rivendicazione contro le mire egemoniche di Tedeschi, Turchi e Russi.
I Bulgari sono in gan parte slavizzati, ma essi ritengono di discendere dagli antichi Cumani o Qipciaqi, non dagli Iperborei, che anzi si vantano di aver ripetutamente sconfitto in battaglia. Quanto agli Ungari, essi giunsero nel bacino del Danubio dal cuore dell'Asia nel IX secolo, e nulla ritengono di aver in comune con gli Iperborei europei; anzi, hanno usato la presunta parentela con i Cazari contro l'egemonia austriaca, quando gli Asburgo cominciarono a rivendicare il titolo regale iperboreo.
Sovrani di Rutenia
Dinastia d'Angiò
.
Ottava dinastia: Sovrani di Boemia e d'Austria

Attuale bandiera della Repubblica Ceca
Sovrani della Grande Moravia
116) Pribina di Nitra
(810-831), cugino di Godoslav (vedi sopra), Re degli Obodriti,
migrò a sud, fondò un primo regno in Moravia e nell'828 fece consacrare la prima chiesa cristiana
documentata in area slava. Rivendicò per i Moravi il titolo di Re degli
Iperborei che spettava ai Re degli Obodriti
117) Mojmír I (831–846), fondatore della dinastia dei Mojmiridi e dell’unità statale della Moravia.
Affermava di discendere da Eldarion
118) Rastislav (846-871), invitò i fratelli Cirillo e Metodio in Moravia per
evangelizzarla in lingua slava
119) Slavomír (871), governò brevemente durante una fase
turbolenta di lotte di potere
120) Svatopluk I (871–894), portò la Grande Moravia
all'apogeo della sua potenza
121) Mojmír II (894-906), ultimo sovrano della
Grande Moravia
La Grande Moravia si dissolse a causa delle pressioni esterne, in particolare delle invasioni degli Ungari e dei Franchi Orientali, che ne frammentarono il territorio, e delle lotte intestine per la successione: i successori di Svatopluk I non riuscirono a mantenere unito il vasto territorio, dividendo l'eredità tra i figli e indebolendo il potere centrale. Si arrivò così alla sua divisione tra regni emergenti come il Ducato di Boemia e il Regno di Ungheria (quest'ultimo inglobò l'attuale Moravia).
Duchi di Boemia
122)
Přemysl l'Aratore (800-835), fondatore della dinastia dei Přemyslidi,
vassallo della Grande Moravia
123) Hostivit
(835-851), nipote di Premysl, vassallo della Grande Moravia
124) Witizla (851-870),
fratello di Hostivit, vassallo della Grande Moravia
125) Bořivoj I (870-894),
figlio di Hostivit, già vassallo della Grande Moravia, rese autonoma da essa la Boemia e ne rivendicò il titolo regale di Iperborea
126) Spytihněv I (894-915),
figlio di Borivoj I
127) Vratislao I (915-921),
fratello di Spytihněv I
128) Venceslao I il Santo (13
febbraio 921-28 settembre 935), figlio di Vratislao I, artefice della
cristianizzazione della Boemia
129) Boleslao I il Crudele (28
settembre 935-15 luglio 972), fratello di Venceslao I e mandante del suo
assassinio
130) Boleslao II il Pio (15
luglio 972-7 febbraio 999), figlio di Boleslao I
131) Boleslao III il Rosso
(999-1002, 1° regno), figlio di Boleslao II, fu deposto
132)
Vladivoj (1002-1003), cugino di Boleslao III, figlio di Miezsko I e Oda,
fratellastro di Boleslao I di Polonia
131)
Boleslao III il Rosso (1003, 2° regno), riconquistò il trono ma venne
deposto poco dopo
133) Jaromír (1003, 1° regno),
fratello di Boleslao III, ne contestò il trono
134)
Boleslao IV (1003-1004), già re di Polonia, si proclamò re di Boemia ma
venne spodestato un anno dopo
133)
Jaromír (1004-1012, 2° regno), fratello di Boleslao III, restaurato sul
trono
135) Ulrico (1012-1033, 1°
regno), fratello di Jaromir
133) Jaromír (1033-1034, 3°
regno), spodestò il fratello
135) Ulrico (1034, 2° regno),
spodestò il fratello
136) Bretislao I (1035-1055),
figlio di Ulrico
137) Spytihněv II (10 gennaio
1055-28 gennaio 1061), figlio di Bretislao I
138) Vratislao II (28 gennaio
1061-14 gennaio 1092), figlio di Bretislao I
139) Corrado I (14 gennaio
1092-6 settembre 1092), fratello di Vratislao II
140) Bretislao II (6 settembre
1092-22 dicembre 1100), figlio di Vratislao II
141) Bořivoj II (22 dicembre
1100-maggio 1107, 1° regno), fratello di Bretislao II
142) Svatopluk II (maggio 1107-21
settembre 1109), cugino di Bořivoj II
143) Vladislao I (21 settembre
1109-dicembre 1117), fratello di Bořivoj II
141) Bořivoj II (dicembre
1117-16 agosto 1120, 2° regno)
143) Vladislao I (16 agosto
1120-12 aprile 1125, 2° regno)
144) Sobeslao
I (12 aprile 1125-14 febbraio 1140), fratello di Vladislao I
145) Vladislao II (1140-1172),
nipote di Sobeslao I
146) Federico I (1172-1173, 1°
regno), figlio di Vladislao I
147) Sobeslao II (1173-1178),
cugino di secondo grado di Federico
146) Federico I (1178-1189, 2°
regno)
148) Corrado II (1189-1191)
Discendente di Corrado I
149) Venceslao II (1191-1192),
fratello di Sobeslao II
150) Ottocaro I (1192-1193, 1°
regno), figlio di Vladislao II
151) Bratislao III Enrico
(1193-1197), cugino di Ottocaro I
152) Vladislao III Enrico (15
giugno-6 dicembre 1197), fratello di Ottocaro I
150) Ottocaro I (6 dicembre 1197-1198,
2° regno), nel 1198 si autoproclamò Re di Boemia e di Iperborea
approfittando della morte prematura del Sacro Romano Imperatore Enrico VI di
Hohenstaufen
Re di Boemia e di Iperborea
150) Ottocaro I (1198-12
dicembre 1230)
153) Venceslao III (12 dicembre
1230-23 settembre 1253), figlio di Ottocaro I
154) Ottocaro II (23 settembre
1253-26 agosto 1278), figlio di Venceslao I, fu anche Duca d'Austria
155) Venceslao IV (26 agosto
1278-21 giugno 1305), figlio di Ottocaro II, fu anche Re di Polonia
156) Venceslao V (21 giugno
1305-4 agosto 1306), figlio di Venceslao IV ed ultimo esponente maschio della
dinastia dei Přemyslidi, fu anche Re di Polonia e d'Ungheria
157) Enrico I (1306, 1° regno),
cognato di Venceslao V, dopo il suo assassinio fu eletto re di Boemia e Polonia
158) Rodolfo I (1306-1307), sposò
la vedova di Venceslao II di Boemia, occupò Praga nel 1306, si ammalò di
dissenteria e morì nel 1307 mentre si preparava a fronteggiare la ribellione dei
nobili boemi fedeli ad Enrico
157) Enrico I (1307-1310, 2°
regno)
159)
Giovanni I il Cieco (3 dicembre 1310-26 agosto 1346), genero di Venceslao
II e figlio dell'mperatore del Sacro Romano Impero Enrico VII
160) Carlo I (26 agosto 1346-29
novembre 1378), figlio di Giovanni I, Imperatore del Sacro Romano Impero
come Carlo IV
161) Venceslao VI (29 novembre
1378-16 agosto 1419), figlio di Carlo I
162) Sigismondo (16 agosto
1419-11 ottobre 1420, 1° regno), fratello di Venceslao IV, Imperatore del Sacro
Romano Impero e Re d'Ungheria, perse il territorio boemo a causa della rivolta
hussita
Interregno (1420-1436), durante
la rivolta hussita
163) Sigismondo (1436-9
dicembre 1437, 2° regno), riconquistò il trono
164)
Alberto d'Asburgo (2 giugno 1438-27 ottobre 1439), genero di Sigismondo,
Duca d'Austria e Re d'Ungheria
Interregno (1439-1453), quando
la nobiltà si oppose alla successione del figlio di Alberto d'Asburgo
165) Ladislao I il Postumo (28
ottobre 1453-23 novembre 1457), figlio di Alberto, Duca d'Austria e Re
d'Ungheria
166) Giorgio di Poděbrady (2
marzo 1458-22 marzo 1471), eletto re dalla nobiltà boema dopo la morte di
Ladislao
167) Ladislao II (27 maggio
1471-13 marzo 1516), nipote di Ladislao I il Postumo, Re d'Ungheria come
Vladislao II
168) Luigi (13 marzo 1516-29
luglio 1526), figlio di Ladislao II, Re d'Ungheria come Luigi II, fu sconfitto e
ucciso dai Turchi nella Battaglia di Mohács
169) Ferdinando I d'Asburgo (17
dicembre 1526-20 settembre 1562), sposò Anna, sorella di Luigi. Fu anche
Imperatore del Sacro Romano Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria; ereditò
il titolo di Re d'Iperborea, ma legato unicamente alla corona di Boemia
170) Massimiliano (20 settembre
1562-12 ottobre 1576), figlio di Ferdinando I. Fu anche Imperatore del Sacro
Romano Impero (come Massimiliano II), Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
171) Rodolfo II (12 ottobre
1576-23 maggio 1611), figlio di Massimiliano. Fu anche Imperatore del Sacro
Romano Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
172) Mattia (23 maggio 1611-20
maggio 1619), fratello di Rodolfo II. Fu anche Imperatore del Sacro Romano
Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
173) Ferdinando II (20 maggio
1617-26 agosto 1619, 1° regno), cugino di Mattia II. Fu anche Imperatore del
Sacro Romano Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria. Fu dichiarato decaduto
dal titolo di sovrano dagli Stati Generali della Boemia dopo la "Defenestrazione
di Praga"
174) Federico di Wittelsbach
(26 agosto 1619-8 novembre 1620), elettore palatino, fu proclamato Re di Boemia
in opposizione a Ferdinando II d'Asburgo. Perse il trono dopo la sconfitta
subita nella Battaglia della Montagna Bianca
173) Ferdinando II (8 novembre
1620-15 febbraio 1637, 2° regno), fu ufficialmente reinsediato come Re di Boemia
dopo la battaglia della Montagna Bianca
175) Ferdinando III (15
febbraio 1637-2 aprile 1657), figlio di Ferdinando II. Fu anche Imperatore del
Sacro Romano Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
176) Ferdinando IV (5 agosto
1646-9 luglio 1654), figlio di Ferdinando III, regnò congiuntamente al padre. Fu
anche Re dei Romani e Re d'Ungheria
177) Leopoldo I (2 aprile
1657-5 maggio 1705), figlio di Ferdinando III. Fu anche Imperatore del Sacro
Romano Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
178) Giuseppe I (5 maggio
1705-17 aprile 1711), figlio di Leopoldo I. Fu anche Imperatore del Sacro Romano
Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
179) Carlo II (17 aprile
1711-20 ottobre 1740), figlio di Leopoldo I. Fu anche Imperatore del Sacro
Romano Impero (come Carlo VI), Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
180) Maria Teresa (20 ottobre
1740-19 dicembre 1741, 1° regno), figlia di Carlo II. Fu anche Regina d'Ungheria
ed Arciduchessa d'Austria. Fu dichiarata decaduta a seguito della caduta di
Praga durante la Guerra di Successione Austriaca
181) Carlo III Alberto di Wittelsbach
(19 dicembre 1741-12 maggio 1743, genero di Giuseppe I, fu proclamato Re di
Boemia in opposizione a Maria Teresa d'Asburgo. Fu Imperatore del Sacro Romano
Impero come Carlo VII. Perse il trono dopo al termine della prima guerra di
Slesia
Maria Teresa d'Asburgo decise per prima di rivendicare il titolo di Regina di Iperborea anche in qualità di sovrana d'Austria, nonostante l'opposizione della Russia, della Prussia, della Danimarca e della Svezia (l'Austria rispetto ad esse appariva come uno stato "meridionale", mediterraneo e non iperboreo, a dispetto dell'etnia germanica), e assegnò ai propri eredi il titolo ben più altisonante di "Imperatore di Iperborea" ("Kaiser von Hyperborea")

Attuale bandiera dell'Austria
Re di Boemia, Arciduchi d'Austria e
Imperatori di Iperborea
180) Maria Teresa
(12 maggio 1743-29 novembre 1780, 2° regno), fu ufficialmente riconosciuta come
Regina di Boemia al termine prima guerra di Slesia
182) Giuseppe II d'Asburgo-Lorena
(29 novembre 1780-20 febbraio 1790), figlio di Maria Teresa e di Francesco di
Lorena, nato il 13 marzo 1741. Fu anche Imperatore del Sacro Romano Impero, Re
d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
183) Leopoldo II (20 febbraio
1790-1º marzo 1792), fratello di Giuseppe II, nato il 5 maggio 1747. Fu anche
Imperatore del Sacro Romano Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
184) Francesco (1º marzo 1792-6
agosto 1806), figlio di Leopoldo II e
di Maria Luisa di Spagna, nato il 12 febbraio 1768. Fu
anche Re d'Ungheria ed Imperatore del Sacro Romano Impero fino al fino al 6
agosto 1806; in seguito allo
scioglimento dello stesso voluto da Napoleone Bonaparte, assunse il titolo di "Imperatore d'Austria e di Iperborea"
Re di Boemia,
Imperatori d'Austria e di Iperborea
184) Francesco (3 gennaio 1795-2
marzo 1835)
185) Ferdinando V (2 marzo 1835-2 dicembre 1848),
figlio di Francesco I e di Maria Teresa di Borbone, nato il 19 aprile 1793,
Imperatore d'Austria come Ferdinando I, fu
costretto ad abdicare in seguito ai moti del 1848
186) Francesco Giuseppe I (2 dicembre 1848-21
novembre 1916), figlio di Francesco Carlo (fratello di Ferdinando I) e di Sofia
di Wittelsbach, nato il 18 agosto 1830, salì al trono a soli 18 anni ed ebbe un
regno lunghissimo. Il 12 giugno 1867, in seguito all'Ausgleich ("devoluzione"),
oltre che Imperatore d'Austria divenne Re Apostolico d'Ungheria
187) Carlo IV (21 novembre 1916-12 novembre 1918),
figlio di Ottone Francesco (figlio di Carlo Ludovico, fratello di Francesco
Giuseppe I) e di Maria Giuseppina di Sassonia, nato il 17 agosto 1887,
Imperatore d'Austria come Carlo I,, fu
costretto ad abdicare in seguito alla sconfitta nella prima guerra mondiale e ad
andare in esilio
Pretendenti al titolo reale di Boemia,
d'Austria e di Iperborea
187) Carlo IV (12 novembre 1918-1º
aprile 1922), morì in esilio sull'isola di Madeira a soli 34 anni. Fu
beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 3 ottobre 2004
188) Francesco Giuseppe (II) (1º aprile 1922-1°
gennaio 2007), figlio di Carlo IV e di Zita di Borbone-Parma, nato il 20 novembre
1912, fu Parlamentare Europeo per la Repubblica Federale Tedesca. A 94 anni
rinunciò al titolo a favore del figlio Carlo. Morì a 98 anni il 4 luglio 2011
189) Carlo (V) (1° gennaio 2007-in carica), Carlo
(II) come pretendente al trono d'Austria, figlio
di Francesco Giuseppe (II) e di Regina di Sassonia-Meiningen, nato l'11 gennaio
1961, anch'egli fu Parlamentare Europeo, per la Repubblica Austriaca
190) Ferdinando (VI) (erede al titolo), Ferdinando
(II) come pretendente al trono d'Austria, figlio di
Carlo (V) e di Francesca Thyssen-Bornemisza, nato il 21 giugno 1997
La
Cecoslovacchia, nata al momento della disgregazione dell'Impero
Austro-Ungarico, e le moderne Repubblica Ceca e
Slovacca, essendo stati repubblicani, hanno
rinunciato ad ogni rivendicazione sul titolo regale iperboreo, benché le loro
Costituzioni riconoscano la loro origine etnica da quell'antico popolo.
Gli Ungheresi usarono proprio
l'argomento di non appartenere alla nazione Iperborea, a differenza delle altre
etnie dell'Impero Asburgico, per ribellarsi nel 1848 sotto la guida di Lajos
Kossuth, e poi per ottenere l'"Ausgleich" nel 1867. La stessa rivendicazione
etnica fu addirittura usata da alcuni degli insorti durante l'invasione
sovietica del 1956, per riiutare in blocco la sudditanza ai Russi "iperborei".
Quanto agli Svizzeri, la loro è una nazione
repubblicana da sempre; i cantoni edeschi si ritengono eredi della cultura
iperborea, quelli neolatini ovviamente no. Per questo la bandiera svizzera non
riporta traccia dell'Albero di Gondor. Nel novembre 1847 si combattè la
Guerra del Sonderbund tra alcuni cantoni, cattolici
e conservatori, che volevano riaffermare la loro autonomia rispetto al governo
federale di matrice liberale, accusato di voler imporre il centralismo. Alla
fine la Lega del Sonderbubd fu sconfitta. I sette cantoni membri di essa
affermarono di voler riaffermare la loro vicinanza al mondo neolatino piuttosto
che a quello iperboreo, anche se la motivazione appariva un p' debole perchè i
cantoni Ticino e Soletta, pur essendo cattolici, rimasero fedeli al governo
federale.
.
Nona dinastia: Sovrani di Baviera

Attuale bandiera del Länder della Baviera
Duchi dei Bavari
92) Flacciteo (430-475), Re dei
Rugi, si ribellò al Re degli Iperborei
Finn
Folcwalding (vedi sopra), sostenendo che era decaduto dalla sua carica essendosi riconosciuto
vassallo degli Unni, e assunse questo titolo per sé e per i propri successori.
Ssteneva di discendere da Eldarion, e quindi d appartenere alla dinastia dei
Telcontar
93) Feleteo o Feva
(475-487), figlio di Flacciteo, sposò Gisa, cugina del Re degli Ostrogoti
Teodorico il Grande. Fu sconfitto e ucciso in battaglia da Odoacre, Re degli
Eruli, che aveva deposto l'ultimo Imperatore Romano d'Occidente Romolo
Augusto(lo), e che si era proclamato primo Re d'Italia (proprio per questo egli
non era interessato al titolo regale iperboreo, e non lo rivendicò mai, come del
resto tutti i successivi Re d'Italia, fatta eccezione per Napoleone Bonaparte,
come vedremo)
94) Teodone I (487-514), secondo la
"Series Ducum Bavariæ" fu il primo duca
di Baviera. Cognato di Feleteo, gli succedette nel controllo delle attuali
Baviera e Austria, e si ritenne erede del suo titolo di Re degli Iperborei.
Anch'egli sosteneva di discendere da Eldarion
95) Teodone II (514-532), figlio di Teodone II
96) Agilulfo (532-555), capostipite della dinastia
degi Agilolfingi, governò come vassallo dei re franchi Teodorico I
97) Garibaldo I (555-591), nipote di Teodone II
98) Tassilone I (591-610), figlio di Garibaldo I
99)
Garibaldo II (610-630), figlio di Tassilone I e di Valdrada
100) Fara (630-640), figlio di Crodoaldo
101) Teodone III (640-680), si ignora la sua
ascendenza
102) Lamberto (680), si ignora la sua ascendenza
103) Teodone IV (680-716), si ignora la sua
ascendenza
104) Teodeberto (702-719), figlio di Teodone Iv e di
Folcaide
105) Teobaldo (711-719), fratello di Teodeberto
106) Tassilone II (716-719), fratello di Teodeberto
e di Teobaldo
107) Grimaldo (716-725), fratello dei tre precedenti
sovrani
108) Ugoberto (725-736), figlio di Teodeberto e di
Regintrude
109) Odilone (736-748), figlio di Gotfrido, Duca
degli Alemanni
110) Tassilone III (748-788), figlio di Odilone e di
Iltrude, fu sconfitto e detronizzato da Carlo Magno
111) Teodone V (776-788), figlio di Tassilone III e
di Liutberga, da lui associato al trono, fu Duca di Carinzia
Prefetti di Baviera sotto il dominio dei
Carolingi
112) Geroldo (788-1° settembre 799)
113) Goteram (799-803)
114) Guarniero I
(803-806), capostipite della dinastia dei Walahonidi
115) Albrih (806-808)
116) Gotafrido (808-811)
117)
Geroldo II (811-832)
118) Ratbodo (833-854)
119) Carlomanno (854-857), figlio di Ludovico il
Germanico, fu anche Re d'Italia
120-121) Engelschalk I e
Guglielmo (857-871), figli di Guglielmo I di
Traungau, gnovernarono congiuntamente.
122) Aribo (871-890)
123) Engildeo
(890-893)
124) Engelschalk II
(895-893), figlio di Engelschalk I
125) Liutpoldo
(895-907)
Duchi di Baviera e Re di Iperborea
126) Arnolfo (4 luglio 907-14 luglio 937), figlio di Liutpoldo
127) Eberardo (14 luglio 937-938), figlio di Arnolfo
128) Bertoldo (938-23 novembre 947), figlio di Liutpoldo
129) Enrico I (947-1º novembre 955), fratello dell'imperatore Ottone I
130) Enrico II il Litigioso (1º novembre 955-976, 1° regno), figlio di Enrico I,
fu deposto
131) Ottone I (976-31 ottobre 982), figlio di Liudolfo di Svevia e nipote
dell'imperatore Ottone I
132) Enrico III il Giovane (940–989), Duca di Carinzia, figlio di Bertoldo
130) Enrico II il Litigioso (985-28 agosto 995, 2° regno)
133) Enrico IV il Santo (28 agosto 995-21 marzo 1004, 1° regno), figlio di Enrico
II, Re di Germania dal 1002, Imperatore del Sacro Romano Impero come Enrico II
dal 1014, cedette la Baviera al cognato Enrico V
134) Enrico V di Lussemburgo (21 marzo 1004-1009, 1° regno), fu deposto
133) Enrico IV il Santo (1009-1017, 2° regno), riprese il potere in Baviera dopo
il tradimento di Enrico V
134) Enrico V (1017-1026, 2° regno), fu perdonato e reinsediato come duca di
Baviera
135) Enrico VI il Nero (1026-1041), figlio dell'imperatore Corrado II il Salico,
Re di Germania dal 1039, Imperatore del Sacro Romano Impero come Enrico III dal
1046
136) Enrico VII di Lussemburgo (1042-14 ottobre 1047), nipote di Enrico V
137) Corrado I (2 febbraio 1049-1053), fu deposto
138) Enrico VIII (1053-1054, 1° regno), figlio dell'imperatore Enrico III, Re di
Germania dal 1056, Imperatore del Sacro Romano Impero come Enrico IV dal 1084
139) Corrado II (1054-10 aprile 1055), figlio dell'imperatore Enrico III, fu
nominato duca di Baviera dopo l'elezione di suo fratello maggiore a Re dei
Romani
138) Enrico VIII (1055-1061, 2° regno), sotto la reggenza di sua madre Agnese di
Poitou
140) Ottone II di Northeim (1061-1070), nominato duca di Baviera da Agnese di
Poitou;
141) Guelfo I (1070-1077, 1° regno), nominato duca dall'imperatore Enrico IV, fu
deposto per l'appoggio dato alla grande rivolta dei Sassoni
138) Enrico VIII (1077-1096, 3° regno)
141) Guelfo I (1096-9 novembre 1101, 2° regno), perdonato e reinsediato come
Duca
di Baviera
142) Guelfo II (9 novembre 1101-24 settembre 1120), figlio di Guelfo I
143) Enrico IX il Nero (24 settembre 1120-1126), figlio di Guelfo I, abdicò e si
ritirò in un monastero
144) Enrico X l'Orgoglioso (1126-20 ottobre 1139), figlio di Enrico IX, fu anche
Duca di Sassonia dal 1137
145) Leopoldo I di Babenberg il Generoso (1139-18 ottobre 1141),
Magravio d'Austria come Leopoldo IV dal 1136, fu nominato Duca di Baviera dal re
di Germania Corrado III di Svevia
146) Enrico XI di Babenberg (18 ottobre 1141-1156), fratello di Leopoldo I,
Magravio d'Austria come Enrico II, fu deposto
147) Enrico XII il Leone (1156-1180), figlio di Enrico X, Duca di Sassonia dal
1142, fu nominato Duca di Baviera dall'imperatore Federico I Barbarossa, ma poi fu
deposto ed esiliato
148) Ottone III di Wittelsbach (1180-11 luglio 1183), nominato duca
di Baviera dall'imperatore Federico Barbarossa. Da qui in poi tutti i sovrani di
Baviera e delle sue varie parti appartennero alla dinastia di Wiitelsbach
149) Ludovico I (11 luglio 1183-15 settembre 1231), figlio di Ottone III
150) Ottone IV (15 settembre 1231-29 novembre 1253), figlio di Ludovico I
Dopo la morte di Ottone IV, la Baviera venne divisa in due: Ludovico II divenne duca dell'Alta Baviera ed Enrico XIII della Bassa Baviera. Entrambi i rami dinastici rivendicarono il titolo regale di Iperborea
Duchi dell'Alta Baviera e Re di
Iperborea
151) Ludovico II il Forte (29 novembre 1253-2 febbraio 1294),
figlio di Ottone IV
152) Rodolfo I (2 febbraio 1294-1317), figlio di Ludovico II e di Matilde
d'Asburgo, fu deposto da suo fratello Ludovico IV
153) Ludovico IV (1301-20 dicembre 1340), figlio di Ludovico II e di Matilde
d'Asburgo, in coreggenza con il fratello Rodolfo I fino al 1317, Re di Germania
dal 1314, Imperatore del Sacro Romano Impero dal 1328
Duchi della Bassa Baviera e Re di
Iperborea
154) Enrico XIII (29 novembre 1253-3 febbraio 1290), figlio di
Ottone II
155) Ottone V (3 febbraio 1290-9 settembre 1312), figlio di Enrico XIII, in
coreggenza con i suoi due fratelli, Re d'Ungheria dal 1305 al 1307 come Béla V
156) Ludovico III (3 febbraio 1290-9 ottobre 1296), figlio di Enrico XIII, in
coreggenza con i suoi due fratelli
157) Stefano I (3 febbraio 1290-10 dicembre 1310), figlio di Enrico XIII, in
coreggenza con i suoi due fratelli
158) Enrico XIV (10 dicembre 1310-1º settembre 1339), figlio di Stefano I, in
coreggenza con il fratello Ottone VI fino al 1334 e con il nipote Enrico XV dal
1312 al 1333
159) Ottone VI (10 dicembre 1310-14 dicembre 1334), figlio di Stefano I, in
coreggenza con il fratello Enrico XIV
160) Enrico XV (9 settembre 1312-18 giugno 1333)iglio di Ottone V
161) Giovanni I il Bambino (1º settembre 1339-20 dicembre 1340), figlio di
Enrico XIV
Dopo la morte a soli 11 anni di Giovanni I, la Baviera fu riunificata sotto Ludovico IV
Duchi di Baviera e Re di Iperborea
162) Ludovico IV (20 dicembre 1340-11 ottobre 1347)
163) Ludovico V il Brandeburghese (11 ottobre 1347-1349), figlio di Ludovico IV
e di Beatrice di Slesia-Glogau, in coreggenza con i suoi fratelli
164) Stefano II (11 ottobre 1347-1349), figlio di Ludovico IV e di Beatrice di
Slesia-Glogau, in coreggenza con i suoi fratelli
165) Ludovico VI il Romano (11 ottobre 1347-1349),
figlio di Ludovico IV
e di Margherita di Hainaut, in coreggenza con i suoi fratelli
166) Guglielmo I (11 ottobre 1347-1349), figlio di Ludovico IV e di Margherita
di Hainaut, in coreggenza con i suoi fratelli
167) Alberto I (11 ottobre 1347-1349), figlio di Ludovico IV e di Margherita di
Hainaut, in coreggenza con i suoi fratelli
168) Ottone VII (11 ottobre 1347-1349), figlio di Ludovico IV e di Margherita di
Hainaut, in coreggenza con i suoi fratelli

Bandiera storica del Regno di Baviera
Nel 1349 i sei figli di Ludovico IV si spartirono di nuovo la Baviera
Duchi dell'Alta Baviera e Re di
Iperborea
163) Ludovico V il Brandeburghese (1349-18 settembre 1361), in
coreggenza con i fratelli Ludovico VI e Ottone V fino al 1351
165) Ludovico VI il Romano (1349-1351), in coreggenza con i fratelli Ludovico V
e Ottone VII, rinunciò ai suoi diritti sulla Baviera e sull'Iperborea per
diventare margravio di Brandeburgo
168) Ottone VII (1349-1351), in coreggenza con i fratelli Ludovico V e Ludovico
VI, rinunciò ai suoi diritti sulla Baviera e sull'Iperborea per diventare
margravio di Brandeburgo
169) Mainardo (18 settembre 1361-13 gennaio 1363), figlio di Ludovico V e di
Margherita di Tirolo-Gorizia
Dopo la morte di Mainardo, l'Alta Baviera fu spartita tra Baviera-Landshut e Baviera-Straubing.
Duchi della Bassa Baviera e Re di
Iperborea
164) Stefano II (1349-1353), in coreggenza con i fratelli
Guglielmo I e Alberto I
166) Guglielmo I (1349-1353), in coreggenza con i fratelli Stefano II e Alberto
I
167) Alberto I (1349-1353), in coreggenza con i fratelli Stefano II e Guglielmo
I
Duchi di Baviera-Landshut e Re di
Iperborea
164) Stefano II (1353-13 maggio 1375)
168) Ottone VII (137315 novembre 1379), fu nominalmente coreggente di Stefano II
dopo aver perso i suoi possedimenti in Brandeburgo
170) Stefano III (13 maggio 1375-1392), figlio di Stefano II, in coreggenza con
i fratelli
171) Federico (13 maggio 1375-1392), figlio di Stefano II, in coreggenza con i
fratelli
172) Giovanni II (13 maggio 1375-1392), figlio di Stefano II, in coreggenza con
i fratelli
Duchi di Baviera-Straubing e Re di
Iperborea
166) Guglielmo I (1353-15 aprile 1388), Conte d'Olanda e Zelanda
dal 1354, Conte di Hainaut dal 1356, in coreggenza con il fratello Alberto I
167) Alberto I (1353-13 dicembre 1404), Conte d'Olanda e Zelanda dal 1354, Conte
di Hainaut dal 1356, in coreggenza con il fratello Guglielmo I fino al 1388
173) Alberto II (11 ottobre 1389-21 gennaio 1397), figlio di Alberto I e di
Margherita di Brieg, associato al governo dal padre
174) Guglielmo II (13 dicembre 1404-31 maggio 1417), figlio di Alberto I e di
Margherita di Brieg, Conte d'Olanda, Zelanda e Hainaut
175) Giovanni III lo Spietato (1417-6 gennaio 1425), figlio di Alberto I e di
Margherita di Brieg, contestò il diritto di successione della nipote Giacomina e
prese militarmente il controllo del Ducato di Baviera-Straubing e del titolo di
Re di Iperborea
176) Giacomina (31 maggio 1417-1429), figlia di Guglielmo II, Ccontessa
d'Olanda, Zelanda e Hainaut
Quattro anni dopo la morte senza eredi di Giovanni III, la Baviera-Straubing fu spartita fra Baviera-Ingolstadt, Baviera-Landshut, e Baviera-Monaco.
Duchi di Baviera-Ingolstadt e Re di
Iperborea
170) Stefano III (1392-26 settembre 1413)
177) Ludovico VII il Barbuto (26 settembre 1413-1º maggio 1447), figlio di
Stefano III, fu deposto e imprigionato da suo figlio nel 1443
178) Ludovico VIII il Gobbo (1438-13 aprile 1445), figlio di Ludovico VII,
associato al governo dal padre
Nel 1447 la Baviera-Ingolstadt fu unita con la Baviera-Landshut.
Duchi di Baviera-Landshut e Re di
Iperborea
171) Federico (1392-4 dicembre 1393)
179) Enrico XVI il Ricco (4 dicembre 1393-30 luglio 1450), figlio di Federico
180) Ludovico IX il Ricco (30 luglio 1450-18 gennaio 1479), figlio di Enrico XVI
181) Giorgio il Ricco (18 gennaio 1479-1º dicembre 1503), figlio di Ludovico IX
Nel 1447 la Baviera-Ingolstadt fu unita alla Baviera-Monaco.
Duchi di Baviera-Monaco e Re di
Iperborea
172) Giovanni II (1392-1397)
182) Ernesto (1397-2 luglio 1438), figlio di Giovanni II, in coreggenza con il
fratello Guglielmo III
183) Guglielmo III (1397-2 settembre 1435), figlio di Giovanni II, in coreggenza
con il fratello Ernesto
184) Alberto III (2 luglio 1438-29 febbraio 1460), figlio di Ernesto
185) Giovanni IV (29 febbraio 1460-18 novembre 1463), figlio di Alberto III, in
coreggenza con il fratello Sigismondo
186) Sigismondo (29 febbraio 1460-3 settembre 1467), figlio di Alberto III, in
coreggenza con il fratello Giovanni IV fino al 1463 e con Alberto IV dal 1465
187) Alberto IV (10 settembre 1465-3 settembre 1467), figlio di Alberto III, in
coreggenza con il fratello Sigismondo
Nel 1467, la Baviera-Dachau fu staccata dalla Baviera-Monaco per il duca Sigismondo. Dopo la sua morte, ritornò alla Baviera-Monaco.
Duchi di Baviera-Dachau e Re di
Iperborea
186) Sigismondo (3 settembre 1467-1º febbraio 1501)
Duchi di Baviera-Monaco e Re di
Iperborea
187) Alberto IV (3 settembre 1467-1º dicembre 1503)
Nel 1503, finalmente, tutta la Baviera fu riunita sotto il governo di Alberto IV.
Duchi di Baviera e Re di Iperborea
187) Alberto IV (1º dicembre 1503-18 marzo 1508)
188) Guglielmo IV (18 marzo 1508-7 marzo 1550), figlio di Alberto IV, in
coreggenza con il fratello Ludovico X dal 1514 al 1545
189) Ludovico X (17 febbraio 1514-22 aprile 1545), figlio di Alberto IV, in
coreggenza con il fratello Guglielmo IV
190) Alberto V (7 marzo 1550-24 ottobre 1579), figlio di Guglielmo IV
191) Guglielmo V il Pio (24 ottobre 1579-15 ottobre 1597), figlio di Alberto V,
abdica in favore del figlio Massimiliano
192) Massimiliano I il Grande (15 ottobre 1597-27 settembre 1651), figlio di
Guglielmo V. Il 25 febbraio 1623 ottenne la dignità di Principe Elettore e di
Arcisiniscalco del Sacro Romano Impero, dopo la deposizione di Federico V del
Palatinato
193) Ferdinando Maria (27 settembre 1651-26 maggio 1679), figlio di Massimiliano
I il Grande
194) Massimiliano II Emanuele (26 maggio 1679-26 febbraio 1726), figlio di
Ferdinando Maria, fu privato dell'Elettorato tra il 1706 e il 1714
195) Carlo I Alberto (26 febbraio 1726-20 gennaio 1745), figlio di Massimiliano
II Emanuele, re di Boemia dal 1741, Imperatore del Sacro Romano Impero dal 1742
come Carlo VII
196) Massimiliano III Giuseppe (20 gennaio 1745-30 dicembre 1777), fFiglio di
Carlo I Alberto, non ebbe figli. Con lui si estinse il ramo principale dei
Wittelsbach, e la Baviera e il titolo di Re d'Iperborea vennero ereditati da
Carlo Teodoro, esponente dei Wittelsbach palatini
197) Carlo II Teodoro (30 dicembre 1777-16 febbraio 1799), figlio di Giovanni
Cristiano Giuseppe del Palatinato-Sulzbach
198) Massimiliano IV Giuseppe (16 febbraio 1799-1º gennaio 1806), figlio di
Federico Michele di Zweibrücken-Birkenfeld
Nel 1806 la Baviera venne elevata a Regno per volontà di Napoleone Bonaparte.
Re di Baviera e di Iperborea
198) Massimiliano IV Giuseppe (1º gennaio 1806-13 ottobre 1825),
nato il 27 maggio 1756
199) Ludovico XI (13 ottobre 1825-20 marzo 1848),
nato il 25 agosto 1786, figlio di Massimiliano IV
Giuseppe e di Augusta Guglielmina d'Assia-Darmstadt
200) Massimiliano V (20 marzo 1848-10 marzo 1864),
nato il 28 novembre 1811, figlio di Ludovico XI e di Teresa di
Sassonia-Hildburghausen
201) Ludovico XII "il Re delle Fiabe" (10 marzo 1864-13 giugno 1886),
nato il 25 agosto 1845, figlio di
Massimiliano V e di Maria di Prussia, fu dichiarato pazzo e arrestato il 10 giugno 1886; fu trovato
morto tre giorni dopo in circostanze misteriose. Nel 1871 la Baviera fu annessa
all'Impero Tedesco
202) Ottone VIII (13 giugno 1886-5 novembre 1913),
nato il 27 aprile 1848, figlio di Massimiliano V e di Maria di Prussia,
succedette al fratello ma fu dichiarato mentalmente incapace di regnare, e le sue funzioni furono esercitate da
due reggenti. Fu deposto dal secondo reggente e morì l'11 ottobre 1916
203) Leopoldo (10 giugno 1886-12 dicembre 1912),
nato il 12 marzo 1821, fratello di Massimiliano V, reggente a nome dei nipoti
Ludovico XII e Ottone VIII
204) Ludovico XIII (5 novembre 1913-13 novembre 1918),
nato il 7 gennaio 1845, figlio di Leopoldo di
Baviera e di Augusta Ferdinanda d'Asburgo-Lorena, dal 12 dicembre 1912 era già
reggente a nome del cugino Ottone VIII. Fu deposto insieme agli altri monarchi tedeschi
con la fine dell'Impero, ma come altri suoi colleghi continuò fino alla morte a
rivendicare il titolo di Re di Iperborea
Il Re Ludovico XII, passato alla storia come "il Re Pazzo" (ingiustamente, visto che era solo un eccentrico sognatore e spendaccione), teneva più di ogni altro al titolo di Re di Iperborea, tanto che protesse il compositore Richard Wagner, le cui opere ruotano tutte intorno alla mitologia iperborea, e costruì tutta una serie di stravaganti castelli fiabeschi, il più famoso dei quali è quello di Neuschwanstein; in essi si sentiva davvero come il sovrano di tutti gli Iperborei, e quindi di mezza Europa. Nonostante abbia svuotato le casse dello stato per finanziare queste stravaganze, oggi è ancora assai benvoluto e ricordato con nostalgia in tutta la Baviera. Dichiarato insano di mente e arrestato il 12 giugno 1886, fu trovato morto nelle acque basse di un laghetto nonostante fosse un buon nuotatore. Le strane circostanze della sua morte generarono la leggenda che egli fosse stato assassinato per ordine del Kaiser Guglielmo I di Germania che, infastidito dalla sua ostentazione del titolo regale iperboreo, lo avrebbe fatto eliminare per togliersi dai piedi il più pericoloso e popolare rivale che in patria rivendicava quella corona, da Guglielmo I ritenuta di sua esclusiva proprietà. A sostegno di quest'ipotesi non sono però mai state portate delle prove convincenti.
Pretendenti al trono di Baviera e di
Iperborea
204)
Ludovico XIII (13
novembre 1918-18 ottobre 1921)
205) Roberto (18 ottobre 1921-2 agosto 1955), nato
il 18 maggio 1869, figlio di Ludovico XIII e di Maria Teresa Enrichetta
d'Asburgo-Este, si oppose al regime nazista e fu costretto all'esilio in Italia
nel 1939, risiedendo a Roma e a Firenze. Dopo l'8 settembre 1943 sfuggì
all'arresto da parte dii Hitler, che voleva che tutti i detentori del titolo gli
cedessero la corona di Re di Iperborea, ma sua moglie e i suoi figli finirono in
un lager, da cui furono liberati nel 1945
206) Alberto (VI) Leopoldo (2 agosto 1955-8 luglio 1996),
nato il 3 maggio 1905, figlio di Roberto e di Maria Gabriella in Baviera
207) Francesco (8 luglio 1996-vivente), nato il 4
luglio 1933, figlio di Alberto (VI) Leopoldo e di Maria Franziska Juliana
Johanna Draskovich de Trakostjan, non si è mai sposato e non ha figli
208) Leopoldo (II) (erede al titolo), nato il 14
aprile 1951, figlio di Ludwig di Baviera (figlio di Albrecht, fratello di
Alberto (VI) Leopoldo) e di Irmingard di Baviera
209) Ludovico (XIV) (erede al titolo), nato il 14
giugno 1982, figlio di Leopoldo (II) e di Katrin Beatrice Wiegand
210) Roberto (II) (erede al titolo), nato il 6
agosto 2024, figlio di Ludovico (XIV) e di Sofia Alessandra di Baviera
.
Decima dinastia: Sovrani dei Frisoni e dei Paesi Bassi

Bandiera storica della Frisia
Come detto sopra, nel 775 i Franchi di Carlo Magno presero il controllo dell'antico Regno dei Frisoni e lo incorporarono nel loro regno. I conti nominati dai sovrani franchi però continuarono a rivendicare il titolo regale iperboreo, nonostante di esso si fossero impadroniti i Duchi di Sassonia.
Conti e Margravi di Frisia
101) Teodorico I (775-793), fu ucciso
durante una rivolta dei Frisoni contro la dominazione franca e il reclutamento
forzato per le campagne contro gli Avari
102) Nordalah (793-809)
103) Meginhard (809-810)
104) Godfrid (810-839), un guerriero danese
105) Rorik (839-875), cugino di Godfrid
106) Gerulfo I
(875-883)
107) Gerulfo II (883-916)
108) Teodorico II (916-939)
109) Teodorico III (939-988)
110) Arnolfo I (988-993)
111) Teodorico IV (993-10399
112) Teodorico V (1039-1049)
113) Fiorenzo I
(1049-1061)
114) Teodorico VI (1061-1091)
115) Fiorenzo II il Grasso (1091-1101)
116) Liudolfo (1028-1038)
117) Bruno (1038-1057)
118) Egberto I (1057-1061)
119) Egberto II (1068-1089)
120) Corrado (1089-1099), vescovo di Ultrecht
121) Enrico I il Grasso (1099-1101)
122) Fiorenzo III d'Olanda (1101-1121)
123) Teodorico VII d'Olanda (1121-1157)
Podestà di Frisia
124) Saco Reinalda (1150-1167)
125) Fiorenzo IV d'Olanda (1157-1190)
126) Teodorico VIII d'Olanda (1190-1203)
127) Ada d'Olanda (1203-1207), figlia di Teodorico
VIII, dopo la sua morte cercò di prendere possesso della contea d'Olanda e della
Frisia, oltre che del titolo regale iperboreo, ma fu sconfitta da Guglielmo,
fratello del conte defunto
128) Guglielmo I d'Olanda (1207-1222)
129) Fiorenzo V d'Olanda (1222-1234)
130) Sicko Sjaerdema (1237-1260), il conte Guglielmo
II d'Olanda gli affidò il governo della Frisia
131) Fiorenzo VI d'Olanda e di Zelanda (1260-1296)
132) Reinier Camminga (1300-1306), fu assassinato
133) Hessel Martena (1306-1313), protesse la Frisia
dalle pretese dei conti d'Olanda
134) Guglielmo II di Hainaut (1313-1337)
135) Guglielmo III di Hainaut (1337-1345)
136) Margherita di Hainaut (1345-1354), sorella di
Guglielmo III, sposò nel 1324 l'imperatore del Sacro Romano Impero Ludovico di
Wittelsbach. Suo figlio Guglielmo iniziò una disputa per le contee d'Olanda e di
Zelanda e costrinse la madre a cedergliele insieme al titolo regale iperboreo
137) Guglielmo IV di Hainaut (1354-1358), non ebbe
figli
138) Alberto I di Baviera (1358-1396), fratello di
Guglielmo IV
139) Juw Juwinga (1396), si ribellò ad Alberto I ma
morì nella battaglia di Schoterzijl combattendo contro di lui
140) Sytse Dekama (1396-1397). In questo secolo la
Frisia fu dilaniata dalle guerre civili tra le fazioni degli Schieringers
(sostenitori di una Frisia indipendente) e dei Vetkopers (favorevoli al governo
di un signore)
141) Gale Hania (1397-1398)
142) Odo Botnia (1398-1399)
143) Sjoerd Wiarda (1399-1410), eletto dagli
Schieringers nella regione di Oostergo
144) Haring Haringsma (1399-1404), eletto dagli
Schieringers nella regione di Westergo
145) Guglielmo V di Baviera-Straubing (1404-1417),
sposò nel 1385 Margherita di Borgogna, figlia del Duca di Borgogna di Filippo
l'Ardito
146) Giacomina di Hainaut (1417-1433), figlia di
Guglielmo V, nel 1428 riconobbe Filippo il Buono di Borgogna quale erede dei
suoi possedimenti e del titolo regale iperboreo, che cedette formalmente nel
1433
147) Filippo il Buono di Borgogna (1433-1467)
148) Carlo il Temerario di Borgogna (1467-1477),
figlio di Filippo il Buono e di Isabella d'Aviz, mise insieme un vasto
territorio e cercò di farsi nominare Re di Borgogna e di Iperborea
dall'Imperatore Federico III d'Asburgo, inaugurando una nuova dinastia, ma morì
in battaglia contro gli svizzeri durante l'assedio di Nancy
149) Maria di Borgogna (1477-1482), fglia di Carlo
il Temerario e di Caterina di Francia, figlia del Re di Francia Carlo VII. Nel
1477 sposò n Massimiliano, figlio dell'Imperatore Federico III. Dopo la morte di
Maria, Massimiliano d'Asburgo governò l'Olanda e la Frisia nominando dei
governatori
200) Joost de Lalaing (1480-1482), morì durante
l'assedio di Utrecht
201) Giovanni III di Egmont (1483-1494), nobile
olandese fedele agli Asburgo, soprannominato "Il Glorioso"represse la rivolta
contadina detta "del Pane e Formaggio"
202)
Juw Dekama (1494-1498), appartenente alla fazione degli Schieringers, fu
l'ultimo podestà eletto della Frisia.
Non riuscendo a imporre l'ordine sulle fazioni in lotta tra loro, Juw Dekama chiamò in suo aiuto il Duca Alberto III di Sassonia, che fu nominato signore della Frisia da Massimiliano I, imperatore del Sacro Romano Impero, e nominò una serie di governatori, che ebbero il titolo di Statölder ("Amministratore") e continuarono a rivendicare il titolo regale iperboreo

Attuale bandiera dei Paesi Bassi
Statölder di Frisia per conto dei Duchi
di Sassonia
203) Willebrord van Schaumburg (1498-1500), al
servizio di Alberto III di Sassonia
204) Hugo van Leisenach (1500-1504), al servizio di
Enrico IV di Sassonia
205) Willem Truches van Waldburg (1504-1506), al
servizio di Enrico IV di Sassonia
206) Enrico il Giovane di Stolberg (1506-1509),
conte di Stolberg e signore di Wernigerode, al servizio di Alberto III di
Sassonia
207) Everwijn van Bentheim (1509-1515), conte di
Bentheim, al servizio di Alberto III di Sassonia
Nel 1515 Giorgio di Sassonia, figlio di Alberto III, vendette la Frisia a Carlo d'Asburgo, il futuro imperatore Carlo V. Gli Asburgo continuarono a nominare degli Statölder, che rivendicarono il titolo regale di Iperborea; tuttavia, come vedremo tra poco, anche i sovrani di Sassonia non se ne diedero per inteso e continuarono a rivendicare i medesimo titolo.
Statölder di Frisia
per conto degli Asburgo
208) Floris van Egmond (1515-1518),
conte di Buren e Leerdam
209) Wilhelm von Roggendorf (1518-1521)
210) Georg Schenck van Toutenburg (1521-1540)
211) Jancko Douwama (1522)
212) Maximiliaan van Egmond (1540-1548), conte di
Buren
213) Giovanni di Ligne (1549-1568), conte di
Arenberg. Nel 1556 la sovranità sulla Frisia passò a Filippo II di Spagna,
figlio di Carlo V
214) Karel van Brimeu (1568-1572), conte di Megen
215) Gillis van Berlaymont (1572-1574), conte di
Hierges
216) Caspar de Robles (1574-1576)
217) George de Lalaing (1576-1581), conte di
Rennenberg
218) Francisco Verdugo (1581-1594)
219) Guglielmo VI d'Orange (1580-1584)
Nel 1581 la Frisia e altre sei province si ribellarono a Filippo II e formarono la Repubblica delle Sette Province Unite. L'ufficio di Statölder divenne ereditario della Casa d'Orange, e lo Statölder della Repubblica delle Sette Province Unite continuò a rivendicare il titolo regale iperboreo
Statölder della Repubblica delle Sette
Province Unite
220) Guglielmo II Luigi di Nassau
(1584-1620)
221) Ernesto Casimiro (1620-1632)
222) Enrico Casimiro I (1632-1640)
223) Guglielmo III Federico (1640-1664)
224) Enrico Casimiro II (1664-1696)
225) Giovanni Guglielmo Friso d'Orange (1696-1711)
226) Guglielmo IV d'Orange-Nassau (1711-1751)
227) Guglielmo V d'Orange (1751-1795)
Nel 1795 i Rivoluzionari Francesi crearono la Repubblica Batava, satellite della Repubblica Francese. In seguito Napoleone Bonaparte impose suo fratello minore Luigi Bonaparte come Re vassallo d'Olanda (5 giugno 1806-1° luglio 1810), ma qiesti non rivendicò il titolo di Re degli Iperborei perchè, come vedremo, l'Empereur rivendicava per sè un titolo analogo. Dal 1° luglio 1808 al 30 novembre 1813 il Regno d'Olanda (e con esso la Frisia) fu annesso direttamente all'Impero di Napoleone Bonaparte. Il Congresso di Vienna costituì il nuovo Regno dei Paesi Bassi, che fino al 1831 comprendeva anche il Belgio. Il Re dei Paesi Bassi continuò a fregiarsi del titolo regale di Iperborea fino ad oggi.
Sovrani dei Paesi Bassi
228) Guglielmo VI
Federico
(30 novembre 1813-7 ottobre 1840), figlio di Guglielmo V e di Guglielmina I di
Hohenzollern, nipote di Federico il Grande di Prussia
229) Guglielmo VII (7 ottobre 1840-17 marzo 1849),
figlio di Guglielmo VII Federico e di Guglielmina II di Hohenzollern, figlia di
Federico Guglielmo II di Prussia
230) Guglielmo VIII (17 marzo 1849-23 novembre
1890), figlio di Guglielmo IX e di Anna di Russia, figlia dello Zar Paolo I
231) Guglielmina (23 novembre 1890-13 maggio 1940,
1° regno), nata il 31 agosto 1880, figlia di Guglielmo IX e di Emma di Waldeck,
dovette andare in esilio a Londra quando i Paesi Bassi furono occupati dai
nazisti
Interregno (13 maggio 1940-5 maggio 1945), durante
l'occupazione tedesca dei Paesi bassi nel corso della Seconda Guerra Mondiale
231) Guglielmina (5 maggio 1945-4 settembre 1948,
2° regno), restaurata sul trono
232) Giuliana (4 settembre 1948-30 aprile 1980),
nata il 30 aprile 1909, figlia di Guglielmina e di Enrico di
Meclemburgo-Schwerin
233) Beatrice (30 aprile 1980-30 aprile 2013), nata
il 31 gennaio 1938, figlia di Giuliana e di Bernardo di Lippe-Biesterfeld
234) Guglielmo IX (30 aprile 2013-in carica), nato
il 27 aprile 1967, figlio di Beatrice e di Claus van Amsberg
235) Caterina Amalia (erede al trono), nata il 7
dicembre 2003, figlia di Guglielmo X e della principessa Olga Isabella di
Glücksburg
Anche i Boeri del Sudafrica (dall'olandese "Boer", "contadino") rivendicano di essere gli eredi del mondo Iperboreo, anche sse vivono ad una latitudine decisamente australe. Essi usarono proprio l'appartenenza a una razza "pura" come quella iperborea per giustificare le loro odiose politiche di Apartheid nei confronti delle etnie africane ed asiatiche: la "separazione razziale" avrebbe permesso di "non inquinare" quella razza pura. Questa visione ebbe fine nel 1990 con la liberazione di Nelson Mandela e l'indizione d libere elezioni a suffragio universale. Oggi solo l'estrema destra boera agita ancora la bandiera del nazionalismo iperboreo. In ogni caso, il Sudafrica dell'Apartheid fu lo stato al mondo più meridionale a rivendicare un legame culturale con i regnanti di Gondor.
.
Undicesima dinastia: Sovrani di Sassonia e del Liechtenstein

Bandiera storica della Sassonia
Maurizio di Wettin, figlio del Duca Enrico di Sassonia (vedi sopra), sostenne che il padre avesse venduto a Carlo V d'Asburgo la Frisia, ma non il titolo regale di Iperborea, troppo importante per essere venduto (infatti Carlo V, interessato piuttosto all'eredità dell'Impero Romano, non lo rivendicò mai), e così continuò a fregiarsi del titolo di Re degli Iperborei, dando vita all'ennesima dinastia che portava avanti tale rivendicazione.
Duchi di Sassonia e Re di Iperborea
208) Maurizio (18 agosto 1541-9
luglio 1553)
209) Augusto (9 luglio 1553-11 febbraio 1586),
fratello di Maurizio
210) Cristiano I (11 febbraio 1586-25 settembre
1591), figlio di Augusto
211) Cristiano II (25 settembre 1591-23 giugno
1611), figlio di Cristiano I
212) Giovanni Giorgio I (23 giugno 1611-8 ottobre
1656), fratello di Cristiano II
213) Giovanni Giorgio II (8 ottobre 1656-22 agosto
1680), figlio di Giovanni Giorgio I
214) Giovanni Giorgio III (22 agosto 1680-12
settembre 1691), figlio di Giovanni Giorgio II
215) Giovanni Giorgio IV (12 settembre 1691-27
aprile 1694), figlio di Giovanni Giorgio III
216) Federico Augusto I
(27 aprile 1694-1º febbraio 1733), fratello di Giovanni Giorgio IV, si
convertì al Cattolicesimo nel 1697; fu Re di Polonia e Granduca di
Lituania come Augusto II dal 1697 al 1706 e dal 1709 al 1733
217) Federico Augusto II (1º febbraio 1733-5
ottobre 1763), figlio di Federico Augusto I, fu Re di Polonia e Granduca di
Lituania come Augusto III dal 1734 al 1763
218) Federico Cristiano (5 ottobre 1763-17 dicembre
1763), figlio di Federico Augusto II
219) Federico Augusto III (17 dicembre 1763-20
dicembre 1806), figlio di Federico Cristiano, il 20 dicembre 1806 assunse il
titolo di Re per volere di Napoleone Bonaparte
Re di Sassonia e di Iperborea
219) Federico Augusto III (20
dicembre 1806-5 maggio 1827)
220) Antonio (5 maggio 1827-6 giugno 1836),
fratello di Federico Augusto I
221) Federico Augusto IV (6 giugno 1836-9 agosto
1854), figlio di Massimiliano di Sassonia e nipote di Federico Cristiano
222) Giovanni (9 agosto 1854-29 ottobre 1873),
figlio di Massimiliano di Sassonia e nipote di Federico Cristiano. Nel 1867 la
Sassonia fu annessa alla Confederazione Tedesca del Nord, e nel 1871 all'Impero
tedesco
223) Alberto (29 ottobre 1873-19 giugno 1902),
figlio di Giovanni
224) Giorgio (19 giugno 1902-15 ottobre 1904),
fratello di Alberto
225) Federico Augusto V (15 ottobre 1904-13
novembre 1918), figlio di Giorgio, fu deposto dopo la sconfitta tedesca nella
Prima Guerra Mondiale e decise di vendere il titolo regale di Iperborea ai
Principi del Liechtenstein ("Pietra brillante"), sicuramente i sovrani del più piccolo stato a
fregiarsi tuttora dell'altisonante titolo di Re di Iperborea!

Odierna bandiera del Liechtenstein
Principi del
Liechtenstein e Re di Iperborea
226) Giovanni II (13 novembre 1918-11
febbraio 1929), figlio del Principe Luigi II del Liechtenstein
227) Francesco I (11 febbraio 1929-25 luglio 1938),
figlio di Luigi II e fratello di Giovanni II
228) Francesco Giuseppe II (25 luglio 1938-13
novembre 1989), cugino di terzo grado di Francesco I
229) Giovanni Adamo II (13 novembre 1989-in
carica), figlio di Francesco Giuseppe II e di Giorgina di Wilczek, nato il 14
febbraio 1945, il 15 agosto 2004 (pur senza abdicare) nominò reggente il figlio
Luigi, limitandosi da allora a gestire il vasto patrimonio familiare
230) Luigi (erede al trono), figlio di Giovanni
Adamo II e di Marie Kinsky von Wchinitz und Tettau, nato l'11 giugno 1968,
Reggente del Principato dal 15 agosto 2004
Ovviamente Federico Cristiano, figlio di Federico Augusto V (morto il 18 febbraio 1932), non ritenne valida la vendita del titolo regale di Iperborea ai Principi del Liechtenstein, dando vita all'ennesima linea di rivendicazione del trono iperboreo:
Pretendenti al trono di Sassonia e di
Iperborea
226 bis) Federico Cristiano (II) (18
febbraio 1932-9 agosto 1968), secondogenito di Federico Augusto V e di Luisa
d'Asburgo-Lorena
1227 bis) Emanuele Maria (9 agosto 1968-23 luglio
2012), figlio di Federico Cristiano (II) e di Elisabetta Elena di Thurn und
Taxis, non ebbe figli
228 bis) Alessandro di Sassonia-Gessaphe (23
lugliio 2012-vivente), nato il 12 febbraio 1953, figlio di Roberto di Gessaphe e
di Anna, sorella di Emanuele Maria, da questi adottato come figlio proprio
229 bis) Giorgio Filippo di Sassonia-Gessaphe
(erede al titolo), nato il 24 maggio 1988, figlio di Alessandro di
Sassonia-Gessaphe e di Gisella di Wittelsbach
230 bis) Filippo di
Sassonia-Gessaphe
(erede al titolo), nato il 25 agosto 2021, figlio di Giorgio Filippo e della
contessa Weronika Jakobine Anna Maria von Mansberg
.
Dodicesima dinastia: Sovrani d'Inghilterra
Gli Icling sono una dinastia di origine germanica che regnò sugli Angli e sugli Juti prima che essi attraversassero il mare e invadessero l'Inghilterra, al momento del collasso del dominio romano sull'isola. Essi approfittarono del fatto che Finn Folcwalding (vedi sopra) si era riconosciuto vassallo degli Unni per disconoscere il suo titolo regale e dare vita a una dodicesima dinastia di origine iperborea, destinata ad avere un notevole impatto sulla storia d'Europa e del mondo.
Dinastia degli Icling
91) Withlæg (392-410,
vedi sopra), figlio del Re
degli Juti Weothulgeot, fondò la dinastia degli
Icling, che regnò sugli Angli prima in Germania e poi in Britannia. Sosteneva di
discendere da Eldarion, e quindi da Elendil
92) Wermund (410-422), figlio di Withlæg
93) Offa I (422-456), figlio di Wermund
94) Angletheow (456-477), figlio di Offa I
95) Eomer (477-489), figlio di Angletheow
96) Icel (489-501), figlio di Eomer, ultimo re
degli Angli sul continente, guidò il suo popolo dalla Germania Settentrionale
alla Britannia e fu il capostipite dei re di Mercia

Bandiera storica della Mercia
Re di Mercia
97) Cnebba (501-514), Figlio di Icel,
fondò il Regno di Mercia (in antico anglosassone "popolo di confine",
presumibilmente con i Celti del Galles)
98) Cynewald (514-534), Figlio di Cnebba
99) Creoda (584–593), figlio di Cynewald
100) Pybba (593–606), figlio di Creoda
101) Cearl (606–626), nominato re da Beda il
Venerabile
102) Penda (626–655), figlio di Pybba, ultimo
monarca pagano di Mercia, portò questo regno allo status di potenza dominante
tra i regni anglossassoni. Fu ucciso in battaglia da Oswiu di Northumbria.
103) Eowa (635–642), figlio di Pybba e suo
coreggente, morì in battaglia
104) Peada (653–656), figlio di Penda e suo
coreggente nelle Midlands sud-orientali, morì in battaglia
105) Oswiu (655–658), re di Northumbria dal 655 al
670, prese per breve tempo il controllo diretto della Mercia dopo la morte di
Penda
106) Wulfhere (658–675), figlio di Penda.,
ripristinò il dominio merciano sull'Inghilterra e fu il primo re cristiano di
tutta la Mercia
107) Æthelred I (675–704), figlio di Penda, abdicò e
si ritirò in un monastero a Bardney
108) Cœnred (704–709), figlio di Wulfhere, abdicò e
si ritirò a Roma
109) Ceolred (709–716), figlio di Æthelred I,
probabilmente mrì avvelenato.
110) Æthelbald (716–757), nipote di Eowa, nel 736 si
autoproclamò Re dei tutti gli Anglosassoni. Fu ucciso dalle sue guardie del
corpo
111) Beornred (757), sono ignote le relazioni con i
suoi predecessori. Fu dposto da Offa.
112) Offa II (757–796), dscendente di Eowa. Fu il
più grande e potente dei re di Mercia, nel 774 si autoproclamò Re dei tutti gli
Anglosassoni e introdusse il penny d'argento
113) Ecgfrith (787–796), figlio di Offa e suo
coreggente, morì improvvisamente pochi mesi dopo il padre
114) Cœnwulf (796–821), discendente di Pybba,
assunse il titolo di "imperatore"
115) Cynehelm (798–812), figlio di Cœnwulf, il suo
status di coreggente e il suo omicidio sono oggetto di leggende. Fu canonizzato
come San Kenelm
116) Ceolwulf I (821–823), fratello di Cœnwulf,
deposto da Beornwulf
117) Beornwulf (823–826), parente di Beornred, fu
uciso in una battaglia contro gli Angli Orientali
118) Ludeca (826–827), sono ignote le relazioni con
i suoi predecessori. Fu ucciso in battaglia contro gli Angli orientali
119) Wiglaf (827–829, 1° regno), sono ignote le
relazioni con i suoi predecessori. Fu deposto da Egberto del Wessex
120) Egberto (829–830), re del Wessex dall'802
all'839, prese per breve tempo il controllo della Mercia dopo aver deposto
Wiglaf
119) Wiglaf (830–839, 2° regno), ritornò al potere
ma, anche se la Mercia riconquistò la sua indipendenza, perse la sua predominanza
sull'Inghilterra
121) Wigmund (839–840), figlio di Wiglaf e genero di
Ceolwulf I
122) Wigstan (840), figlio di Wigmund, rifiutò il
regno e fu successivamente ucciso da Beorhtwulf. Fu canonizzato come San Wystan
123) Ælfflæd (840), figlia di Ceolwulf I, moglie di
Wigmund e madre di Wigstan, fu nominata reggente da Wigstan
124) Beorhtwulf (840–852), cugino di Wigstan, uurpò
il regno e costrinse Ælfflæd asposare suo figlio Beorhtfrith
125) Burgred (852–874), parente di Beorhtwulf, fuggì
a Roma di fronte a un'invasione dei Danesi
126) Ceolwulf II (874–883), nell'877 perse la Mercia
orientale a favore dei Danesi
127) Æthelred II (883–911), riconobbe Alfredo del
Wessex ed Edoardo I come suoi signori supremi
Re degli Anglosassoni e degli Iperborei
128) Alfredo il Grande (871-899),
figlio di Æthelwulf del Wessex, fu
un grande intelletuale e sconfisse ripetutamente i Danesi
129) Edoardo I il Vecchio (899-924), figlio di
Alfredo il Gande, primo Re degli
Anglosassoni unificati
130) Æthelweard (17 luglio-2 agosto 924), figlio di
Edoardo il Vecchio
131) Etelstano (924-939), fratellastro di Æthelweard, conquistò definitivamente
la Northumbria
132) Edmondo I il Magnifico (939-946), fratellastro
di Etelstano
133) Eadred (946-955), fratello di Edmondo I
134) Eadwig l'Onesto (955-959), figlio di Edmondo I
135) Edgardo I il Pacifico (959-975), fratello di
Eadwig
136) Sant'Edoardo II il Martire (975-978), figlio di
Edgardo I
137) Etelredo II il Malconsigliato (978-1013, 1° regno),
fratello di Edoardo II
138) Sweyn Barbaforcuta (1013-1014), fu anche Re di
Danimarca
137) Etelredo II l'Impreparato (1014-1016, 2° regno)
139) Edmondo II Fiancodiferro (23 aprile-30 novembre
1016), figlio di Eteltredo II, fu assassinato dai soldati di Canuto I
140) Canuto I il Grande (1016-1035), fu anche Re di
Danimarca e di Norvegia
141) Aroldo I Piedeleggero (1035-1040), fu anche Re
di Danimarca
142) Canuto II l'Ardito (1040-1042), fu anche Re di
Danimarca
143) Edoardo III il Confessore (1042-1066), figlio
di Etelredo II
144) Aroldo I Godwinson (1066), figlio di Godwin,
conte del Wessex, sconfisse e uccise Re Harald III di Norvegia, ma fu sconfitto
e ucciso da Guglielmo il Conquistatore
145) Edgardo II Ætheling (1066), figlio di Edoardo
l'Esiliato, a sua volta figlio di Edmondo II
Re d'Inghilterra
e di Iperborea
Normanni
146) Guglielmo I il Conquistatore
(1066-1087), figlio di Roberto I di Normandia e della sua amante Herleva, sconfisse Aroldo II ed Edgardo II
(vedi sotto la sua genealogia)
147) Guglielmo II il Rosso (1087-1100), figlio di
Guglielmo I e di Matilde di Fiandra
148) Enrico I il Chierico (1100-1135), fratello di
Guglielmo II
149) Stefano di Blois (1135-1154), figlio di Stefano
II di Blois e di Adele, a sua volta figlia di Guglielmo I
Il nome della casata dei Plantageneti deriva dal nome latino della ginestra, "planta genistae", il cui fiore fu adottato come simbolo araldico da Goffredo V il Bello. Secondo molti storici la pianta di ginestra di cui si parla era in realtà dovuto a un travisamento dell'Albero Bianco di Gondor, presente sulla bandiera degli Iperborei!
Re d'Inghilterra, Irlanda e Iperborea
della dinastia dei Plantageneti
150) Enrico II (1154-1189), figlio di Goffredo V
d'Angiò e di Matilde, a sua volta figlia di Enrico I e imperatrice del Sacro
Romano Impero
151) Riccardo I Cuordileone (1189-1199), figlio di
Enrico II e di Eleonora d'Aquitania, fu uno dei protagonisti della Terza
Crociata e dell'epopea di Robin Hood
152) Giovanni Senzaterra (1199-1216), fratello di
Riccardo I, fu costretto a concedere ai baroni inglesi la "Magna Charta
Libertatum" che limitava i suoi poteri
153) Enrico III (1216-1272), figlio di Giovanni
Senza Terra e di Isabella d'Angoulême
154) Edoardo IV (1272-1307), figlio di Enrico III e
di Eleonora di Provenza
155) Edoardo V (1307-1327), figlio di Edoardo IV e
di Eleonora di Castiglia
156) Edoardo VI (1327-1377), figlio di Edoardo V e
di Isabella di Francia (figlia del Re di Francia Filippo IV il Bello), le sue
ambizioni a salire sul trono di Francia provocarono lo scoppio della Guerra dei
Cent'Anni
157) Riccardo II (1377-1399), figlio di Edoardo il
Principe Nero (primogenito di Edoardo VI) e di Giovanna di Kent
La Guerra dei Cent'Anni ebbe tante motivazioni; una di queste fu il desiderio di Edoardo VI d'Inghilterra di conquistare un trono che riteneva erede degli antichi Galli, come primo passo verso la ricreazione dell'immenso regno iperboreo. La sconfitta patita ad opera dei Valois fece naufragare questo progetto, e dopo la Guerra delle Due Rose gli inglesi si diedero piuttosto l'obiettivo di creare un impero marittimo, come era stato quello dei Númenoreani, di cui i Tudor e gli Stuart si consideravano discendenti

Attuale bandiera dell'Inghilterra
Re d'Inghilterra, Irlanda e Iperborea
delle Case di Lancaster e York
158) Enrico IV (1399-1413), figlio di Giovanni
(quarto figlio maschio di Edoardo VI) e di Bianca di Lancaster, fu il primo Re della Casa di
Lancaster
159) Enrico V di Monmouth (1413-1422), della Casa di Lancaster,
figlio di Enrico IV e di Maria di Bohun
160) Enrico VI (1422-1461, 1° regno), della Casa di
Lancaster, figlio di Enrico V e di Caterina di Valois, fu anche Re di Francia
dal 1422 al 1453, contendendo il trono a Carlo VII. La sua sconfitta portò alla
fine della Guerra dei Cent'Anni. nel 1455 tra i Lancaster e gli York scoppiò la
Guerra delle Due Rose per il controllo del trono di Inghilterra ed Iperborea
161) Edoardo VII (1461-1470, 1° regno), figlio di
Riccardo di York (nipote abiatico di Edoardo VI) e di Anna Mortimer, fu il primo
Re della Casa
di York
160) Enrico VI (1470-1471, 2° regno), della Casa di
Lancaster, rimesso sul trono
161) Edoardo VII (1471-1483, 2° regno), della Casa
di York, rimesso sul trono
162) Edoardo VIII (9 aprile-26 giugno 1483), della Casa di York,
figlio di Edoardo VII e di Elisabetta Woodwille, fu dichiarato figlio
illegittimo dallo zio Riccardo e fatto rinchiudere nella Torre di Londra insieme
al fratello Riccardo, dove i due principi morirono, probabilmente uccisi
163) Riccardo III il Gobbo (1483-1485), della Casa
di York, zio di Edoardo VIII, ne uurpò il trono, ma fu sconfitto e ucciso da
Enrico Tudor nella Battaglia di Bosworth
Re d'Inghilterra, Irlanda e Iperborea
della dinastia Tudor
164) Enrico VII (1485-1509), figlio di Edmondo
Tudor, fratellastro di Enrico VI, della Casa di York, e di Margherita Beaufort,
della Casa di Lancaster, sconfisse Riccardo III, pose fine alla Guerra delle Due
Rose
e fondò la Dinastia Tudor (di origini gallesi)
165) Enrico VIII (1509-1547), figlio di Enrico VII
e di Elisabetta di York, causò lo Scisma Anglicano
166) Edoardo IX (1547-1553), figlio di Enrico VIII
e di Jane Seymour, sua terza moglie
167) Giovanna (10-19 luglio 1553), figlia di
Frances Brandon (a sua volta figlia di Maria Tudor, sorella di Enrico VII) e di
Henry Grey, fu proclamata regina dai Protestanti inglesi, ma subito deposta e
imprigionata. Fu giustiziata il 12 febbraio 1554
168) Maria I (1553-1558), figlia di Enrico VIII e
di Caterina d'Aragona, sua prima moglie, tentò il ritorno dell'Inghilterra al
Cattolicesimo, ma morì prematuramente di cancro
169) Elisabetta I (1558-1603), figlia di Enrico
VIII e di Ann Boleyn, sua seconda moglie, introdusse il Protestantesimo in
Inghilterra e pose le basi della grandezza navale della sua nazione. Non si
sposò mai e non ebbe eredi diretti
Una delle motivazion addotte da Enrico VIII per giustificare l'Atto di Supremazia con cui si proclamava capo della Chiesa d'Inghilterra fu il fatto che l'isola era appartenuta al regno iperboreo prima che all'Impero Romano, e dunque avrebbe dovuto essere separata da Roma anche dal punto di vista religioso. Per questo si parla anche di "Scisma Iperboreo".
Re d'Inghilterra, Irlanda, Scozia e
Iperborea della dinastia Stuart
170) Giacomo I (1603-1625), figlio della Regina di
Scozia Maria Stuart e di Enrico Stuart, pronipote di Enrico
VII, unificò le Corone di Inghilterra e di Scozia, entrambe portatrici del
titolo regale iperboreo, e fondò la dinastia Stuart. Avviò la colonizzazione
dell'Ameerica del Nord
171) Carlo (1625-1649), figlio di Giacomo I e
di Anna di Danimarca, cercò di governare come un monarca assoluto sciogliendo il
Parlamento, e per questo fu sconfitto, deposto e fatto decapitare da Oliver
Cromwell
Repubblica (1649-1660)
172) Carlo II (1660-1685), figlio di Carlo I e di
Enrichetta Maria di Francia
173) Giacomo II (1685-1688), fratello di Carlo II,
si convertì al Cattolicesimo, e per questo fu rovesciato dalla Gloiosa
Rivoluzione
174-175) Guglielmo III (1694-1702), Statölder dei
Paesi Bassi, con la consorte
Maria II (1689-1694), figlia protestante di Giacomo
II e di Anna Hyde
176) Anna (1702-1707), sorella di Maria II e ultima
degli Stuart
Il 1° maggio 1707 l'Atto di Unione fuse il Regno d'Inghilterra e il Regno di Scozia nel Regno di Gran Bretagna.
Re di Gran Bretagna, Irlanda e Iperborea
della dinastia di Hannover
176) Anna
(1707-1714)
177)
Giorgio I
(1714-1727), Elettore di Hannover, figlio di Ernesto Augusto di
Brunswick-Lüneburg e di Sofia del Palatinato, nipote di Re Giacomo I
178) Giorgio II (1727-1760), figlio di Giorgio I e
di Sofia Dorotea di Celle, durante il suo regno prese avvio la Rivoluzione
Industriale
179) Giorgio III (1760-1800), figlio di Federico di
Hannover (primogenito di Giorgio II) e di Augusta di Sassonia-Gotha-Altenburg,
sotto il suo regno conseguirono l'indipendenza gli Stati Uniti d'America. A
partire dal 1786 cominciò a dare segni di squilibrio mentale, che si aggravarono
con l'età
Il 1° gennaio 1801 il Secondo Atto di Unione unì le tre corone degli Hannover nel Regno Unito di Gran Bretagna, Irlanda ed Iperborea.

Attuale bandiera del Regno Unito
Sovrani del Regno Unito di
Gran Bretagna, Irlanda e Iperborea
179)
Giorgio III (1801-1820)
180) Giorgio IV (1820-1830, già reggente dal 1811
al 1820), figlio di Giorgio III e di Carlotta di Meclemburgo-Strelitz
181) Guglielmo IV (1830-1837), fratello minore di
Giorgio IV
182) Vittoria (1837-1901), figlia di Edoardo
Augusto di Hannover (quintogenito di Giorgio III) e di Vittoria di
Sassonia-Coburgo-Saalfeld. Con lei l'Inghilterra divenne la massima potenza
mondiale, controllando tutti i mari e dominando un impero coloniale che non ha
eguali nella storia dell'uomo
183) Edoardo X di Sassonia-Coburgo-Gotha
(1901-1910), figlio di Vittoria e di Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha
184) Giorgio V di Sassonia-Coburgo-Gotha
(1910-1921), figlio di Edoardo X e di Alessandra di Danimarca, il 17 luglio 1917 la dinastia prese il nome di Windsor
Il 6 dicembre 1921 lo Stato
Libero d'Irlanda lasciò il Regno Unito. Il nome del Regno venne modificato di
conseguenza in "Regno Unito di Gran Bretagna, Irlanda del Nord ed Iperborea".
Sinora sono state combattute in tutto tre guerre mondiali:
la "Guerra dei Sette Anni" (1757-1763), la "Grande Guerra" (1914-1918) e la
"Seconda Guerra Mondiale" (1939-1945), e tutte e tre si configurano come
Tre Guerre Civili Iperboree. Infatti nella
Guerra dei Sette Anni si confrontarono da un lato
l'alleanza composta da Regno di Gran Bretagna, Regno di Prussia e alcuni sati
minori della Germania nord-occidentale, e dall'altro la coalizione composta da
Regno di Francia, Monarchia asburgica, Elettorato di Sassonia, Impero russo e
Svezia. A parte la Francia, che patì le conseguenze peggiori del conflitto, gli
altri belligeranti sostenevano tutti di essere eredi degli antichi Iperborei.
Nella Grande Guerra alla Triplice Alleanza
(Germania, Austria-Ungheria, Italia) si contrappose la Triplice Intesa (Regno
Unito, Francia, Russia). L'Italia da una parte intendeva appoggiarsi ai due
stati ritenuti più forti tra gli eredi degli Iperborei, mentre la Francia
cercava l'alleanza delle potenze iperboree del Nord per accerchiare la Germania.
Poi l'Italia tradì la riplice Alleanza (Hyperboreischer
Verrat, "Tradimento Iperboreo") e fu sostituita da Bulgaria e Turchia,
nazioni non post-iperboree, e all'Intesa sii aggiunsero Italia, Serbia, Grecia e
Stati Uniti d'America. La Seconda Guerra Mondiale
vide una riedizione della prima, tanto che alcuni le considerano un unico
conflitto ("Seconda Guerra dei Trent'Anni"), con
Germania (a cui con l'Anschluss era stata unita l'Austria, e poi la Boemia) e
Italia contro Francia, Regno Unito e Unione Sovietica, cui poi si aggunsero gli
USA. Anche la Guerra Fredda vide confrontarsi due
nazioni che si ritenevano eredi della cultura iperborea, gli Stati Uniti
d'America e l'Unione Sovietica (poi rimpiazzata dalla Federazione Russa), per
cui c'è chi la identifica come la "Quarta Guerra Mondiale",
sempre combattuta per lo più tra Iperborei.
Sovrani del Regno Unito di
Gran Bretagna, Irlanda del Nord e Iperborea
184)
Giorgio V di Windsor (6 dicembre 1921-20 gennaio 1936)
185) Edoardo XI di Windsor
(20 gennaio-11 dicembre 1936), figlio di Giorgio V e di Maria di Teck, abdicò
dopo meno di un anno
186) Giorgio VI di Windsor
(1936-1952), fratello minore di Edoardo XI, nato il 14 dicembre 1895 con il nome
di Alberto Federico
187) Elisabetta II di Windsor
(1952-2022), figlia di Giorgio VI e di Elisabetta Bowes-Lyon, nata il 21 aprile
1926, ebbe un regno lunghissimo
188) Carlo III di
Windsor-Mountbatten (2022-in carica), figlio di Elisabetta II e di
Filippo di Mountbatten, nato il 14 novembre 1948
189) Guglielmo (V) di
Windsor-Mountbatten (erede al trono), figlio di Carlo III e di Diana
Spencer, natto il 21 giugno 1982
190) Giorgio (VII) di
Windsor-Mountbatten (erede al trono), figlio di Guglielmo (V) e di Kate
Middleton, nato il 22 luglio 2013
Una delle motivazioni propagandistiche usate dall'Estrema Destra inglese per sostenere la Brexit fu proprio l'identificazione (surrretizia) dell'Unione Europea con l'Impero Romano, mentre il Regno Unito era erede e continuatore del suo grande rivale, il Regno di Iperborea. Una motivazione risibile non condivisa dagli Scozzesi, che pure si ritengono eredi degli antichi Iperborei, ma che hanno votato in massa per il Breimain.
Genealogia di Guglielmo il Conquistatore
A questo punto, potrebbe sorgere un dilemma. Guglielmo il Conquistatore, primo re normanno di Inghilterra, assunse il titolo di Re di Iperborea perchè lo portavano i suoi pedecessori anglosassoni, ma egli era in sostanza un usurpatore, che conquistò un trono altrui manu militari. Guglielmo rivendicava dei diritti sul trono inglese, perchè sua prozia Emma di Normandia (sorella del nonno Riccardo II) era stata regina d'Inghilterra come moglie di due re diversi, Etelredo l'Impreparato e Canuto il Grande, e madre del Re Edoardo III il Confessore. Questo rendeva Guglielmo e il re inglese Edoardo III cugini di secondo grado. Tuttavia, che diritti egli poteva vantare sul trono Iperboreo? Li rivendicò grazie a una complessa genealogia che riporto qui sotto, contenuta in antiche saghe come come la "Heimskringla" e la "Orkneyinga Saga":
94)
Fornjót (394-426), figlio ultimogenito del Re dei Geati Ungvin (vedi),
è descritto nelle saghe come un gigante che regnava sulla Finlandia e sul
Kvenland
95) Kári (426-457), figlio di Fornjót, fu in
seguito deificato e considerato la personificazione del vento
96) Frosti o Jökull
(457-480), figlio di Kári, fu in seguito deificato e considerato la
personificazione del gelo o del ghiaccio
97) Snær il Vecchio (480-499), figlio di Frosti, fu
in seguito deificato e considerato la personificazione della neve
98) Thorri (499-517), figlio di Snær, diede il nome
al mese di gennaio/febbraio nel calendario norreno
99) Norr (517-536), figlio di Thorri, secondo le
saghe sarebbe stato il fondatore eponimo della Norvegia
100) Raum I inn Gamli ("il Vecchio", 536-555), è
una figura centrale della mitologia norrena e delle genealogie leggendarie
scandinave, citato principalmente nella saga "Hversu Noregr byggðist" ("Come la
Norvegia fu popolata") contenuto nel "Flateyjarbók". È considerato un re
eponimo, perchè il suo nome è legato alla regione norvegese di Romsdal
(originariamente Raumsdalr) e al distretto di Romerike (Raumaríki)
101) Jötunbjörn il Vecchio (555-593), figlio di
Raum I e della gigantessa Bergdís, ereditò la regione del Raumsdal, da cui viene
il nome della sua stirpe
102) Raum II (593-622), figlio di Jötunbjörn
103) Hrossbjörn (622-656), figlio di Raum II, il
suo nome significa "Orso-Cavallo"
104) Ormr Skjelamoli ("Frantuma Conchiglie",
656-700), figlio di Hrossbjörn. Il nome Skjelamoli significa "frantuma
conchiglie" ed è di origni ignote
105) Knatti (700-732), figlio di Ormr
106) Ketill Raumr (732-766), figlio di Knatti, fu
un potente hersir (capo locale) nel Raumsdal
107) Stokke (766-787), figlio di Ketill, Jarl
dell'Oppland (le "Terre Alte")
108) Ivar Opplendingejarl (787-816), figlio di
Stokke, Jarl dell'Oppland, figlio di Stokke
109) Eystein Glumra ("il Chiassoso", 816-841),
figlio di Ivar Opplendingejarl, re di un piccolo regno sulla costa occidentale
della Norvegia
110) Rognvald Eysteinsson (841-894), figlio di
Eystein, Glumra Jarl di Møre, fu un alleato stretto di Harald Bellachioma, il
primo re della Norvegia unificata (vedi sopra)
111) Rollone (894-927), figlio di Rognvald
Eysteinsson e di Ragnhild (a sua volta figlia di un certo Hrólfr Nefja), era un
jarl norreno che nel 911 divenne il primo Conte di Rouen grazie ad un accordo
con il Re di Francia Carlo III il Semplice. Nelle saghe norrene, Rollone è
identificato con Hrólfr il Camminatore, così
chiamato perché era così massiccio che nessun cavallo poteva portarlo
112) Guglielmo I Lunga Spada (927-942), figlio di
Rollone e Poppa di Bayeux
113) Riccardo I Senza Paura (943-996), figlio di
Guglielmo Lunga Spada e di Gunnora, prima sua concubina e poi sua moglie
114) Riccardo II il Buono (996-1026), figlio di
Riccardo I, fu il primo a usare ufficialmente il titolo di "Duca di Normandia"
115) Roberto I il Magnifico (1028-1035), figlio di
Riccardo II e Giuditta di Bretagna
116) Guglielmo II il Conquistatore (1035-1087),
figlio di Roberto I e della sua concubina Herleva o Arlette
E da qui, seguendo la successione sopra descritta, si arriva fino all'attuale Re del Regno Unito e ai suoi eredi:
158) Carlo III di
Windsor-Mountbatten (2022-in carica)
159) Guglielmo (VI) di
Windsor-Mountbatten (erede al trono)
160) Giorgio (VII) di
Windsor-Mountbatten (erede al trono)
Ovviamente anche i Duchi di Normandia sul continente continuarono a rivendicare il titolo di Re di perborea. Per lo più questa carica coincideva con il titolo di Re d'Inghilterra.
117)
Roberto II Cosciacorta (1087-1106), figlio di Guglielmo I il
Conquistatore e di Matilde di Fiandra, così detto per la bassa statura
118) Enrico I il Chierico (1106-1135), fratello di
Roberto II, fu anche re d'Inghilterra
119) Stefano (1135-1144), conte di Boulogne e di
Mortain e re di Inghilterra
120) Goffredo Plantageneto (1144-1150), figlio di
Folco V d'Angiò e genero di Enrico I, conte di Angiò e del Maine e duca di
Normandia.
121) Enrico II (1150-1189), figlio di Goffredo V,
conte di Angiò e del Maine e re di Inghilterra
122) Riccardo IV Cuor di Leone (1189-1199), figlio
di Enrico II, conte di Angiò e del Maine, duca di Aquitania e re di Inghilterra
123) Giovanni I Senzaterra (1199-1216), figlio di
Enrico II, re di Inghilterra
124) Enrico III (1216-1259), figlio di Giovanni I,
re di Inghilterra
125) Edoardo (1259-1264), figlio di Enrico III, re
di Inghilterra
Nel 1264 il titolo di Duca di
Normandia fu ufficialmente abolito, e i territori normanni sul continente
ritornarono sotto il controllo dretto della Corona di Francia che, come
sappiamo, non era interessata al titolo regale iperboreo. La rivendicazione
normanna sul tegno degli Iperborei fu perciò incamerata dai sovrani inglesi.
Fra il 1418 e il 1450 i re Enrico V e Enrico VI d'Inghilterra furono sovrani
effettivi del Ducato di Normandia. Alla conclusione della Guerra dei Cent'Anni
però la Corona inglese perse tutti i possedimenti francesi, conservando solo le
Isole del Canale, dove ancora oggi il sovrano del
Regno Unito ha il titolo di Duca di Normandia e Re di Iperborea.
Anche gli Stati Uniti d'America si ritengono eredi
della cultura iperborea, ma sono uno stato repubblicano e nessuno dei suoi
Presidenti ha rivendicato la corona di Re Elendil.
.
Tredicesima dinastia: Sovrani dei Pitti e di Scozia

Bandiera storica dei Pitti
I Pitti e gli Irlandesi approfittarono della loro posizione eccentrica rispetto all'Impero Iperboreo e delle difficoltà da esso incontrate nel IV secolo, e furono i primi popoli a rendersi indipendenti da esso, rivendicando il titolo regale iperboreo. Essi erano infatti di origine celtica, come i Britanni. Il nome dei Pitti deriva dal gaelico "peicta", "combattente", e il loro isolamento secolare sulle Highlands scozzesi finì per dar luogo a una cultura assai originale tra le altre di origine iperborea. La Confederazione Pitta in particolare si formò nel I° secolo d.C. come reazione alle conquiste romane in Britannia. Il Re Vipoig tagliò i ponti con gli Iperborei del Continente quando fu chiaro che essi non erano più in grado di mantenere l'unità del Regno Iperboreo, e si proclamò a sua volta Sovrano degli Iperborei.
Sovrani dei Pitti
89) Vipoig (311–341), sosteneva di
discendere da Eldarion
90) Canutulachama (341–345)
91) Uradech (345–347)
92) Gartnait Duberr (347–387)
93) Talorc mac Achiuir (387–412)
94) Drest I (412-452)
95) Talorc I (452–456)
96) Nechtan I (456-480), fratello di Drest I
97) Drest II (480-510)
98) Galan (510-522)
99) Drest III (522-530)
100) Drest IV (522-530)
101) Gartnait I (531-537)
102)
Cailtram (537-538), fratello di Gartnait
103) Talorc II (538–549)
104) Drest V (549-550)
105) Galam (550-580)
106) Bridei I (580-584)
107) Gartnait II (584-601)
108) Nechtan II (601-621)
109) Cinioch (621-633)
110) Gartnait III (633-636)
111) Bridei II (636-642), fratello di Gartnait III
112) Talorc II (642-653), fratello di Gartnait III e
di Bridei II
113) Talorgan I (653-657), figlio di re Eanfrith di
Bernicia
114) Gartnait IV (657-663)
115) Drest VI (663-672)
116) Bridei III (672-692), nipote di Nechtan II
117) Taran (692–696), fratellastro di Bridei III
118) Bridei IV (696-706)
119) Nechtan IV (706-724, 1° regno), fratello di
Bridei IV, fu deposto
120) Drest VII (724-729), figlio di un fratellastro
di Nechtan IV, morì assassinato
121) Alpín I (729)
119) Nechtan IV (729- 732, 2° regno)
122) Óengus I (732–761)
123) Talorgan II (761-739), morì annegato
124) Talorgan III (739-750), fratello di Óengus I,
morì assassinato
125) Bridei V (750-763), fratello di Óengus I e
Talorgan
126) Ciniod I (763-775)
127) Alpín II (775-780)
128) Talorgan IV (780-782), figlio di Óengus
129) Drest VIII (782-787), figlio di Talorgan,
fratello di Óengus
130) Conall (787-789)
131) Costantino I (789-820)
132) Óengus II (820-834), fratello di Costantino I
133) Drest IX (834-835), figlio di Costantino I
134) Eógan (835-839), figlio di Óengus II
135) Uurad (839), usurpatore
136) Ciniod II (839-840), figlio di Uurad
137) Drest X (840-843)
Dinastia degli Ailpín
138) Cináed I mac Ailpín (Kenneth I,
843-858), figlio di Alpín, già re di Dálriada, sconfisse i Pitti e unificò
la Scozia, proclamandosi Re dei Pitti, degli Scoti e degli Iperborei
139) Donald I (858-862), fratello di Cináed I
140) Costantino II (862-877), figlio di Cináed I,
morto in battaglia
141) Áed Piede Alato (877-878), fratello
di Costantino II, morto in battaglia
142) Giric il Figlio della Fortuna (878 889),
lontano parente di Áed III Piede Alato
143) Eochaid (878-889), figlio di re Run di Alt
Clut, co-regnò con Giric, da cui fu adottato e che fece probabilmente
assassinare
144) Donald II il Pazzo (889-900), figlio
di Costantino I, spodestò Eochaid V e morì in battaglia. Fu l'ultimo ad essere
chiamato "re dei Pitti"
145) Costantino III (900-943), figlio di Áed, abdicò
dopo quarantatré anni di regno, morendo in un monastero nell'852; fu il primo
sovrano ad utilizzare il titolo "Re di Alba"
146) Malcolm I il Rosso (Malcolm, 943-954), figlio
di Donald II, morto in battaglia
147) Indulf l'Aggressore (954-962), figlio
di Costantino III, morto in battaglia
148) Dub il Veemente (962-967), figlio di Malcolm I,
spodestato e ucciso da Cuilén
149) Cuilén il Bianco (967-971), figlio di Indulf,
spodestò Dub ma morì in battaglia
150) Amlaib (971-977), fratello di Cuilén, regnò in
competizione con Cináed II, da cui venne ucciso
151) Cináed II il Fratricida (971-995), fratello
di Dub, regnò in competizione con Amblaib; lo uccise, ma fu ucciso a sua volta
in una ribellione
152) Costantino IV (995-997), figlio di Cuilén, era
a capo della ribellione che uccise Cináed II, ma a sua volta morì in battaglia
153) Cináed III (997-1005), figlio di Dub ed
alleato di Costantino IV, morto in battaglia
154) Malcolm II il Distruttore (1005-1034), figlio
di Cináed II, spodestò Cináed III e istituì la legge di successione secondo la
primogenitura. Fu l'ultimo discendente maschile diretto degli Ailpín

Attuale bandiera della Scozia
Dinastia di Dunkeld
155) Duncan I Mac Crínáin il Malato
(Duncan, 1034-1040), nipote di Malcolm II in quanto figlio di sua figlia Bethoc,
fu assassinato da Mac Bethad mac Findlaích
Dinastia di Moray
156) Mac Bethad mac Findlaích
(1040-1057, il Macbeth di Shakespeare), nipote di Malcolm II in quanto figlio di
sua figlia Donada, spodestò e uccise Duncan I, poi morì a sua volta in battaglia
157) Lulach lo Sfortunato (1057-1058), figlio
di Gruoch, moglie di Mac Bethad mac Findlaích e da questi adottato, continuò per
alcuni mesi la resistenza contro i Dunkeld, ma venne infine assassinato
da Malcolm III
Dinastia di Dunkeld
158) Malcolm III (1058-1093), figlio
di Duncan III, uccise Mac Bethad e Lulach; morì in battaglia
159) Donald III il Bello (1093-1094, 1° regno),
fratello di Malcolm III, usurpò il trono ai nipoti, ma venne deposto dal
nipote Duncan II
160) Duncan II (1094) figlio di Malcolm III,
spodestò lo zio, ma venne da questi ucciso poco dopo
159) Donald IV il Bello (1094-1097, 2° regno),
riprese il trono dopo aver ucciso il nipote Duncan II grazie al tradimento
dell'altro nipote Edmondo, che adottò come erede al trono. Venne in seguito
spodestato da Étgar e imprigionato, morendo poco dopo
161) Edgar il Valoroso (1097-1107), fratellastro
di Duncan IV, spodestò lo zio e il fratello e assunse il potere, rendendo
definitiva la successione tramite primogenitura
162) Alessandro I il Feroce (1107-1124), fratello
di Étgar
163) David I il Santo (1124-1153), fratello
di Étgar e di Alessandro I
164) Malcolm IV (1153-1165), nipote di David I in
quanto primogenito dell'erede al trono Enrico
165) Guglielmo il Leone (1165-1214), fratello
di Malcolm IV
166) Alessandro II (1214-1249), figlio di Guglielmo
I
167) Alessandro III (1249-1286), figlio
di Alessandro II, ultimo sovrano del casato dei Dunkeld, morto senza eredi
diretti
168) Margherita (1286-1290), figlia di Erik II di
Norvegia e di Mairead, figlia di Alessandro III, era ancora bambina quando venne
proclamata regina di Scozia, e la sua autorità venne contestata. La sua morte
prematura causò l'estinzione della dinastia di Dunkeld e l'apertura di una grave
crisi di successione
Dinastia dei de Bruce
Interregno (1290-1292)
169) Giovanni Balliol (1292-1296), nominato Re di
Scozia da Edoardo I d'Inghilterra come proprio vassallo. Ribellatosi, fu deposto
ed esiliato in Francia
Interregno (1296-1306)
170) Robert I Bruce detto Cuore Impavido
(1302-1329), inflisse agli inglesi una delle peggiori sconfitte della loro
storia nella battaglia di Bannockburn (24 giugno 1314)
171) David II (1329-1371), figlio di Robert I, ebbe
un regno lunghissimo (inizialmente sotto la reggenza della madre), ma morì senza
figli
Dinastia degli Stuart
172) Robert II (1371-1390), nipote
di Robert I per linea femminile, fondò una nuova dinastia (dal gaelico
Stiùbhart, "sovrintendente", il titolo di suo padre)
173) Robert III il Debole (1390-1406), figlio di
Robert II e di Annabella Drummond, nacque con il nome di Giovanni, ma salì al
trono con il nome del padre
174) Giacomo I (1406-1437), figlio di Robert III,
morì assassinato
175) Giacomo II Faccia di Fuoco (1437-1460), figlio
di Giacomo I e di Giovanna Beaufort, morì nell'esplosione di un cannone
176) Giacomo III (1460-1488), figlio di Giacomo II
e di Maria di Gheldria, morì in battaglia
177) Giacomo IV (1488-1513), figlio di Giacomo III
e di Margherita di Danimarca, morì in battaglia
178) Giacomo V (1513-1542), figlio di Giacomo IV e
di Margherita Tudor
179) Maria I (1542-1567), figlia di Giacomo V e di
Maria di Guisa, dal 1559 al 1560 fu anche regina consorte di Francia come moglie
di Francesco II. Fu deposta dai Protestanti, venne incarcerata dalla cugina
Elisabetta I Tudor d'Inghilterra, e infine fu da lei fatta giustiziare l'8
febbraio 1587
180) Giacomo VI (1567-1625), figlio di Maria e di
Enrico Stuart, dopo l'estinzione della dinastia inglese dei Tudor riunificò
nelle sue mani i tre regni di Inghilterra, Scozia e Irlanda, oltre ovviamente al
titolo regale di Iperborea
181) Carlo I (1625-1649), figlio di Giacomo VI e di
Anna di Danimarca, fu l'ultimo campione in Inghilterra e Scozia dell'assolutismo
regio
Repubblica (1649-1660)
182) Carlo II (1660-1685), figlio di Carlo I e di
Enrichetta Maria di Borbone-Francia, non ebbe figli dalla moglie Caterina di
Braganza (colei che introdusse nelle isole britanniche la moda del té delle
cinque)
183) Giacomo VII (1685-1701), fratello minore di
Carlo II, fu deposto dalla Gloriosa Rivoluzione
184-185) Guglielmo II d'Orange (1694-1702) con la
consorte
Maria II Stuart (1689-1694), figlia di Giacomo VII
186) Anna Stuart (1702-1714), sorella di Maria II
Re di Scozia, Inghilterra, Irlanda e
Iperborea della dinastia di Hannover
187)
Giorgio I
(1714-1727)
188) Giorgio II (1727-1760)
189) Giorgio III (1760-1800)
Sovrani del Regno Unito di Gran
Bretagna, Irlanda e Iperborea
189) Giorgio III (1801-1820)
190) Giorgio IV (1820-1830, già reggente dal 1811
al 1820)
191) Guglielmo III (1830-1837)
192) Vittoria (1837-1901)
193) Edoardo I di Sassonia-Coburgo-Gotha
(1901-1910)
194) Giorgio V di Sassonia-Coburgo-Gotha
(1910-1921), il 17 luglio 1917 la dinastia prese il nome di Windsor
Sovrani del Regno Unito di Gran
Bretagna, Irlanda del Nord e Iperborea
194) Giorgio V di Windsor (1921-1936)
195) Edoardo II di Windsor
(20 gennaio-11 dicembre 1936)
196) Giorgio VI di Windsor
(1936-1952)
197) Elisabetta di Windsor
(1952-2022)
198) Carlo III di
Windsor-Mountbatten (2022-in carica)
199) Guglielmo (IV) di
Windsor-Mountbatten (erede al trono)
200) Giorgio (VII) di
Windsor-Mountbatten (erede al trono)
E il Galles? Quest'ultimo è un nome di origine anglosassone (deriva dal termine "wealh", che significa "straniero", con cui i Sassoni indicavano i Celti). I Celti che abitavano il Galles chiamavano la loro terra Cymru e se stessi Cymry, dalla parola britanna "combrogi", che significa "compatrioti" o "concittadini"; da qui deriva il nome latino del paese, Cambria, da cui è disceso anche il nome del periodo geologico Cambriano e dell'era Precambriana (in Galles furono trovate per la prima volta rocce risalenti a quel remoto periodo). Sia all'epoca dell'antico Regno Iperboreo che dopo la ritirata dei Romani nel 410, esso non era un'entità politica unitaria, ma era diviso in tanti piccoli regnii autonomi, i cui principali erano il Brycheiniog, il Dyfed, l'Ergyn, il Gwent, il Gwinedd, il Morgannwg ed il Powys. Nessuno ebbe mai una reale supremazia sugli altri, anche se il Powys era certamente il più potente di tutti, posto com'era alla frontiera con i nemici Sassoni. Sono state conservate ampie liste dei Re di questi staterelli, anche dei più piccoli, ma nessuno di essi, nemmeno il più megalomane, si proclamò mai Re di tutti gli Iperborei. Questo è il motivo per cui il Galles non è stato incluso in questa rassegna di stati post-iperborei, anche se ovviamente ancor oggi i Gallesi si sentonoo Iperborei quanto e più degli Inglesi. Il Galles fu conquistato da Re Edoardo I d'Inghilterra tra il 1277 e il 1283 ma, nonostante la sottomissione militare, l'integrazione formale definitiva del Galles nel Regno d'Inghilterra avvenne solo con gli "Acts of Union" tra il 1536 e il 1543 ad opera di Enrico VIII. Ancor oggi l'erede al trono britannico ha il titolo di "Principe di Galles ed Erede al Trono di Gondor".
.
Quattordicesima dinastia: sovrani d'Irlanda

Bandiera storica dell'Irlanda
Esistono liste dei Re Supremi d'Irlanda (in irlandese "Ard-Ríthe na hÉireann"), governatori dell'isola per conto dei Re e delle Regine degli Iperborei, contenute in opere medioevali come gli "Annali dei Quattro Maestri" o il "Forus Feasa ar Erinn" di Seathrún Céitinn, che iniziano addirittura nella Preistoria: il primo Re Supremo d'Irlanda, Sláine mac Dela, Re dei Fir Bolg, avrebbe regnato addirittura nel XX secolo a.C.! In realtà si tentava di proiettare in un passato remoto una realtà politica e sociale che divenne realtà solo nel I-II secolo d.C. Insomma, la tradizionale lista dei Re Supremi irlandesi è un misto di realtà, leggende e tradizioni orali: tutto ciò che precede il I secolo dell'era cristiana è generalmente considerato tradizione celtica, mentre sembra non esistere alcuna traccia dei titoli dati ai singoli personaggi prima del II secolo. Il primo Re Supremo d'Irlanda storicamente accertato è Tuathal Teachtmhar, che recise i contatti con gli Iperborei continentali e si proclamò Re di tutta l'Iperborea.
Re Supremi d'Irlanda e di Iperborea
83) Tuathal Teachtmhar (76-106),
sconfisse Giulio Agricola che tentava di annettere l'Irlanda all'Impero Romano,
proclamò l'indipendenza dell'Irlanda dal Regno di Iperborea e si autoincoronò
unico legittimo sovrano degli Iperborei. A differenza di molti altri fondatori
di dinastie iperboree, non vantava alcuna discendenza da Elendil, anzi tendeva a
cotrapporsi alla dinastia iperborea dei Telcontar
84) Mal (106-110)
85) Fedlimid Rechtmar (110-119)
86) Cathair Mor (119-122)
87) Conn Cétchathach ("Conn delle Cento battaglie",
122-157)
88) Conaire (157-165)
89) Art III mac Cuinn
(165-195)
90) Lugaid mac Con (195-225)
91) Fergus Dubdétach (225-226)
92) Cormac mac Airt (226-266)
93) Eochaid XIII Gonnat (266-267)
94) Cairbre Lifechair (267-284)
95-96) Fothad I Cairpthech e Fothad
II Airgthech (284-285)
97) Fiacha VII Sraibhtine (285-322)
98-100) Colla Uais, Colla Menn
e Colla Fo Críth (322-326)
101) Muiredach Tirech (326-356)
102) Cáelbad (356-357)
103) Eochaid XIV Mugmedon (357-365)
104) Crimthann mac Fidaig (365-376)
105) Niall I Noigiallach (376-405)
106) Dathí (405-428)
107) Lóegaire mac Néill (428-458)
108) Ailill Molt (459-478)
109) Lughaid mac Loeguire (479-503)
110) Muircheartach mac Ercae (504-527)
111) Túathal Máelgarb (528-538)
112) Diarmait mac Cerbaill (539-558)
113-114) Eochaid XV e Baedan
(558-563)
115) Ainmire mac Sétnai (564-566)
116) Báetan mac Ninneda (567)
117) Áed IV mac Ainmuirech (568-594)
118-119) Áed V Sláine e
Colmán Rímid (595-600
120) Áed VI Uairidhnach (601-607)
121) Máel Coba mac Áedo (608-615)
122) Suibne Menn (616-623)
123) Domnall I mac Áedo (624-639)
124-125) Cellach e Conall Cáel
(640-656)
126-127) Diarmaid I e
Blathmac (657-664)
128) Seachnasach (665-669)
129) Ceannfaeladh (670-673)
130) Fínsnechta Fledach (674-693)
131) Loingsech mac Óengusso (694-701)
132) Congal II Cennmagair (702-708)
133) Fergal mac Máele Dúin (709-718)
134) Fógartach (719)
135) Cináed mac Írgalaig (720-722)
136) Flaithbertach mac Loingsig (723-729)
137) Áed VII Allán (730-738)
138) Domnall II Midi (739-758)
139) Niall II Frossach (759-765)
140) Donnchadh I Midi mac Domnaill (766-792)
141) Áed VIII Oirdnide mac Néill (793-817)
142) Conchobar mac Donnchadha (819-833)
143) Niall III Caille mac Áeda (833-846)
144) Máel Sechnaill mac Maíl Ruanaid (846-860)
145) Áed IX Finliath (861-876)
146) Flann Sinna (877-914)
147) Niall IV Glúndub (915-917)
148) Donnchadh II Donn (918-942)
149) Congalach Cnogba (943-954)
150) Domnall III ua Néill (955-978)
151) Máel Sechnaill mac Domnaill (979-1002, 1°
regno)
152) Brian Bóruma mac Cennétig (1002-1014), uno dei
massimi eroi nazionali irlandesi
151) Máel Sechnaill mac Domnaill (1014-1022, 2°
regno), recuperò il trono
153-154) Corcran Claireach e
Conn Ó Lochlain (1022-1024)
155) Donnchadh III mac Briain (1024-1064)
156) Toirdhealbhach Ua Briain (1055-1086), in
opposizione a Donnchadh III mac Briain
157) Diarmait mac Máel na mBó (1067-1072), in
opposizione a Toirdhealbhach Ua Briain
158) Domnall IV Mac Lochlainn (1083-1121), in
opposizione a Diarmait mac Máel na mBó
159) Muircheartach Ua Briain (1101-1119), in
opposizione a Domhnall MacLochlainn
160) Toirdhealbhach Ua Conchobhair (1119-1156)
161) Muirchertach MacLochlainn (1156-1166)
162) Ruaidri mac Tairrdelbach Ua Conchobair
(1166-1171)
Dopo l'invasione normanna dell'Irlanda del 1169-1171, venne creata la Signoria d'Irlanda (in inglese Lordship of Ireland, in irlandese Tiarnas na hÉireann), che durò fino al 1541, anno in cui venne istituito il Regno d'Irlanda. La signoria veniva governata dal Parlamento d'Irlanda con sede nel Pale, come feudo dell'Impero angioino prima e del Regno d'Inghilterra poi. Essendo quindi il Signore d'Irlanda anche Re d'Inghilterra, egli veniva rappresentato localmente dal Lord luogotenente d'Irlanda. Questa entità politica dette origine alla plurisecolare unione tra l'Irlanda e la corona inglese, che già rivendicava di suo, come abbiamo visto, il titolo di Re di Iperborea.

Attuale bandiera dell'Irlanda del Nord
Signori d'Irlanda e Re d'Inghilterra e
di Iperborea
163) Enrico I Plantageneto (18
ottobre 1171-1° maggio 1177)
164) Giovanni Plantageneto (1° maggio 1177-19
ottobre 1216)
165) Enrico II Plantageneto
(1216-1258, 1° regno)
166) Brian Ua Neill (1258-1260), si proclamò per
due anni Re d'Irlanda e di Iperborea, ma morì nella battaglia di Druim-dearg
165) Enrico II Plantageneto
(1260-1272, 2° regno)
167) Edoardo I Plantageneto
(1272-1307)
168) Edoardo II Plantageneto
(1307-1327)
169) Edoardo III Plantageneto
(1327-1377)
170) Riccardo I Plantageneto
(1377-1399)
171) Enrico III Lancaster
(1399-1413)
172) Enrico IV Lancaster
(1413-1422)
173) Enrico V Lancaster
(1422-1461, 1° regno)
174) Edoardo IV di York
(1461-1470, 1° regno)
175) Enrico V Lancaster
(1470-1471, 2° regno)
176) Edoardo IV di York
(1471-1483, 2° regno)
177) Edoardo V di York
(1483)
178) Riccardo II di York
(1483-1485)
179) Enrico VI Tudor (1485-1509)
180) Enrico VII Tudor (1509-1547)
Nel 1541 allo stato irlandese sotto il controllo della Corona inglese fu dato il nome di Regno d'Irlanda (in inglese Kingdom of Ireland, in irlandese Ríocht na hÉireann), a seguito di un atto del Parlamento irlandese. Il trono d'Irlanda era appannaggio del re d'Inghilterra. Il regno era governato da un esecutivo sotto il controllo di un rappresentante del sovrano, il Lord Deputy, più tardi denominato Lord Lieutenant of Ireland. Anche se diversi irlandesi occuparono la carica, gran parte di questi rappresentanti furono aristocratici inglesi. Il regno era sotto il potere legislativo del Parlamento irlandese, formato dalla Camera dei Lord e dalla Camera dei Comuni, le quali si formavano quasi sempre a Dublino. I poteri del parlamento erano ristretti da una serie di leggi, soprattutto dalla Poynings Law del 1492. I cattolici e, in seguito, i presbiteriani furono, per gran parte della storia successiva, esclusi da ogni carica nel parlamento.
Re d'Irlanda, d'Inghilterra e di
Iperborea
180) Enrico VIII Tudor (1509-1547)
181) Edoardo VI Tudor (1547-1553)
182) Giovanna Grey (6-19 luglio 1553)
183) Maria I Tudor (1553-1558)
184) Elisabetta I Tudor (1558-1603)
Re d'Irlanda, d'Inghilterra, di Scozia e
di Iperborea
185) Giacomo I Stuart (1603-1625)
186) Carlo I Stuart (1625-1649)
Repubblica (1649-1660)
187) Carlo II Stuart (1660-1685)
188) Giacomo II Stuart (1685-1688)
189-190) Guglielmo I d'Orange (1694-1702) con la
consorte
Maria II Stuart (1689-1694)
191) Anna Stuart (1702-1714)
192)
Giorgio I di Hannover
(1714-1727)
193) Giorgio II di Hannover (1727-1760)
194) Giorgio III di Hannover (1760-1800)
Sovrani del Regno Unito di Gran
Bretagna, Irlanda e Iperborea
194) Giorgio III di Hannover (1801-1820)
195) Giorgio IV di Hannover (1820-1830, già
reggente dal 1811 al 1820)
196) Guglielmo II di Hannover (1830-1837)
197) Vittoria di Hannover (1837-1901)
198) Edoardo VII di Sassonia-coburgo-Gotha
(1901-1910)
199) Giorgio V di Sassonia-coburgo-Gotha
(1910-1936), il 17 luglio 1917 la dinastia prese il nome di Windsor
200) Edoardo VIII di Windsor (20 gennaio-11 dicembre
1936)
A seguito della firma del Trattato Anglo-Iirlandese del 6 dicembre 1921, l'Irlanda si staccò dal Regno d'Inghilterra e di Scozia, andando a costituire un nuovo Dominion all'interno dell'Impero Britannico. Questo nuovo stato fu chiamato Stato Libero d'Irlanda (in inglese Irish Free State; in irlandese Saorstát Éireann), e mantenne come forma di governo la monarchia con il sovrano britannico come capo di Stato.
Il 12 dicembre 1936, il giorno successivo all'abdicazione di Edoardo VIII, il parlamento irlandese (Oireachtas) promulgò l'Executive Authority Act che, nei fatti, tagliava ogni legame con la monarchia britannica, non riconoscendone più l'autorità sul territorio dello Stato Libero d'Irlanda. Il 18 aprile 1949 venne ufficialmente proclamata la Repubblica d'Irlanda (in irlandese Poblacht na hÉireann; in inglese Republic of Ireland), e il suo Presidente rinunciò a qualunque rivendicazione sul trono di Iperborea, pur riconoscendo la discendenza degli Irlandesi da quell'antico popolo, della cui eredità culturale essi sono portatori.
Tuttavia, a seguito del suddetto Trattato Anglo-Irlandese, sei contee dell'Ulster rimasero sotto il governo inglese, costituendo il Regno di Irlanda del Nord (in ingleseKingdom of Northern Ireland; in irlandese Ríocht Thuaisceart Éireann), il cui sovrano ancor oggi è il Re di Inghilterra e Scozia. In tale regno si sviluppò presto un movimento armato che lottava sanguinosamente per riunirsi alla Repubblica d'Irlanda, che ebbe fine solo con l'Accordo del Venerdì Santo del 10 aprile 1998 (in inglese Good Friday Agreement; in irlandese Comhaontú Aoine an Chéasta), anche se ancor oggi i sudditi cattolici del Regno d'Irlanda del Nord aspirano alla riunione con la Madrepatria.
Sovrani del Regno Unito di Gran
Bretagna, Irlanda
del Nord e Iperborea
201) Giorgio VI di Windsor
(1936-1952)
202) Elisabetta II di Windsor (1952-2022)
203) Carlo III di Windsor-Mountbatten (2022-in
carica)
204) Guglielmo (III) di Windsor-Mountbatten (erede
al trono)
205) Giorgio (VII) di Windsor-Mountbatten (erede al
trono)
.
Appendice: Sovrani Napoleonidi e dei Belgi

Attuale bandiera del Regno dei Belgi
Quello di Napoleone Bonaparte rappresenta un caso unico, perchè la sua pretesa al trono degli Iperborei non si appoggia a qualche dinastia precedente di cui avrebbe preso iil posto (nessuno dei Re di Francia dai tempi dei Merovingi fino a Luigi XVI aveva rivendicato tale titolo, giudicato nordico e teutonico), ma a una decisione di rifondare ex novo una monarchia "moderna" che rompe con le tradizioni secolari, eppure si appoggia ai simboli del passato. Da qui la scelta di usare i numerali romani per questa dinastia. Inutile dire che solo l'Impero dei Francesi e gli stati satelliti retti dai suoi parenti e generali (Bernadotte escluso) riconobbero la sua pretesa
Sovrani e pretendenti Napoleonidi
I)
Napoleone I
(18 maggio 1804-11 aprile 1814 e 20 marzo-22 giugno 1815)
II) Napoleone II (22 giugno-7 luglio 1815), non
regnò mai effettivamente e morì di tisi a Vienna il 22 luglio 1832
III) Giuseppe Bonaparte (22 luglio 1832-28 luglio
1844), fratello maggiore di Napoleone I, Re di Napoli dal 30 maggio all'8 luglio
1808 e Re di Spagna dal 6 giugno 1808 all'11 dicembre 1813, fu il capo della
casata Bonaparte dopo la morte del nipote Napoleone II, e continuò a rivendicare
il titolo di Re d'Iperborea per sé e per i propri discendenti. Ebbe solo figlie
femmine cui non poté lasciare in eredità la pretesa a quel titolo
IV) Luigi Bonaparte (28 luglio 1844-25 luglio
1846), fratello minore di Napoleone I e Re d'Olanda dal 5 giugno 1806 al 1º
luglio 1810, fu il capo della casata Bonaparte dopo la morte di Giuseppe
Bonaparte
V) Napoleone III (25 luglio 1846-4 settembre 1870),
figlio di Luigi Bonaparte e di Ortensia di Beauharnais, fu capo della casata
Bonaparte a partire dalla morte del padre, Presidente della Seconda Repubblica
Francese dal 20 dicembre 1848 al 2 dicembre 1852 e Imperatore dei Francesi dal 2
dicembre 1852 fino all'abdicazione dopo la disastrosa sconfitta nella Battaglia
di Sedan. Morì in esilio a Londra il 9 gennaio 1873, e come lo zio e il padre
continuò a rivendicare il titolo di Imperatore di Iperborea
VI) Napoleone (IV) Eugenio Luigi Bonaparte (4
settembre 1870-1° giugno 1879), figlio di Napoleone III e di Eugenia de Montijo,
non regnò mai per via dell'istituzione della Terza Repubblica Francese (che non
aveva alcun interesse politico nei confronti dell'eredità degli Iperborei), ma
dopo l'abdicazione del padre continuò a rivendicare il titolo di Imperatore di
Iperborea fino alla morte, avvenuta in Sudafrica combattendo nelle file
britanniche contro l'Impero Zulu
VII) Napoleone (V) Giuseppe Carlo Bonaparte (1°
giugno 1879-14 maggio 1886), figlio di Girolamo Bonaparte (fratello di Napoleone
I) e di Caterina di Württemberg, detto popolarmente "Plon-Plon". Quando una
legge della Terza Repubblica Francese gli impose l'esilio per il suo rifiuto di
abbandonare la pretesa al trono di Francia, si trasferì a Bruxelles e decise di
vendere il suo titolo ereditario di Imperatore di Iperborea al Re dei Belgi
Leopoldo II di Sassonia-Coburgo-Gotha, che era in cerca di legittimazione
internazionale e si accontentò dell titolo di "Re degli Iperborei", trasmesso
poi ai suoi successori. In effetti gli antichi Belgi erano uno dei popoli
derivati dalla Confederazione Iperborea, anche se prima di lui nessun sovrano
dello stesso territorio aveva rivendicato quel titolo (la casa si
Sassonia-Coburgo-Gotha però discendeva da un ramo della Casa di Wettin, che
come abbiamo visto sopra rivendicava il titolo
iperboreo)
Re dei Belgi e degli Iperborei
VIII)
Leopoldo II (14 maggio 1886-17 dicembre 1909), figlio di Leopoldo I del
Belgio
IX) Alberto I (23 dicembre 1909-17 febbraio 1934),
figlio di Filippo, fratello di Leopoldo II
X) Leopoldo III (23 febbraio 1934-16 luglio 1951),
figlio di Alberto I, fu deportato in Germania dai Nazisti e, dopo la guerra, fu
costretto ad abdicare perchè accusato di arrendevolezza nei confronti di Hitler
XI) Carlo Teodoro (6 giugno 1944-21 luglio 1950),
fratello di Leopoldo III, fu reggente del Belgio durante l'assenza del Re dalla
nazione
XII) Baldovino (17 luglio 1951-31 luglio 1993),
figlio di Leopoldo III
XIII) Alberto II (9 agosto 1993-21 luglio 2013),
fratello di Baldovino, abdicò per motivi di salute
XIV) Filippo (21 luglio 2013-in carica), figlio di
Alberto II e di Paola Ruffo di Calabria, nato il 15 aprile 1960
XV) Elisabetta (erede al trono), figlia di Filippo
e di Mathilde d'Udekem d'Acoz, nata il 25 ottobre 2001
Bisogna aggiungere che, come c'era da aspettarsi, la progenie di Napoleone Giuseppe "Plon-Plon" non ritenne affatto valida la vendita del titolo regale iperboreo da lui fatta, perchè il diritto al trono non può essere messo in vendita come un qualunque gioiello di famiglia. E così, suo figlio primogenito Napoleone Vittorio Girolamo e la sua progenie continuarono a rivendicare quel titolo per sé, generando l'ennesima lista di pretendenti:
Pretendenti Napoleonidi
VIII bis)
Napoleone (VI) Vittorio
Girolamo Bonaparte (14 maggio 1886-3
maggio 1926), figlio di Napoleone (V) Giuseppe e di Maria Clotilde di Savoia,
nato il 18 luglio 1862
IX bis) Napoleone (VII) Luigi Girolamo Vittorio Bonaparte
(3 maggio 1926-3 maggio 1997), figlio di Napoleone (VI) Vittorio Girolamo e di
Clementina del Belgio, nato il 23 gennaio 1914
X bis) Napoleone (VIII) Carlo Bonaparte (3 maggio
1997-vivente), figlio di Napoleone (VII) Luigi Girolamo Vittorio e di Alix de
Foresta, nato il 19 ottobre 1950
XI bis) Napoleone (IX) Giovanni Cristoforo Bonaparte,
figlio di Napoleone (VIII) Carlo e di Beatrice di Borbone-Due Sicilie, nato l'11
luglio 1986, si considera tuttora l'erede al trono imperiale sia di Francia che
di Iperborea
XII bis) Napoleone (X) Luigi Carlo Bonaparte,
figlio di Napoleone (IX) Giovanni Cristoforo e di Olympia von und zu
Arco-Zinneberg, nato il 7 dicembre 2022, ultimo nato tra i discendenti in linea
maschile di Carlo Maria Buonaparte e di Letizia Ramolino
Una curiosità: il famigerato dittatore ugandese Idi Amin Dada (al potere dal 25 gennaio 1971 all'11 aprile 1979), noto per le sue stravaganze e per il suo regime improntato alla crudeltà (e secondo alcuni al cannibalismo), si era attribuito tutta una serie di titoli altisonanti, tra i quali spicca quello di "Re di Iperborea". Inutile dire che nessuno dei sovrani europei che porta questo titolo ha mai riconosciuto la validità di quello che il pazzo autocrate si era conferito nella sua megalomania.

.
Ricapitolando:
Sono dunque quattordici le personalità che oggi rivendicano il Trono di Iperborea. I sovrani effettivamente regnanti sono i seguenti sette:
•
Federico X di
Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg,
attuale Re di Danimarca
• Carlo XVI Gustavo Bernadotte, attuale Re di
Svezia
• Harald V di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg,
attuale Re di Norvegia
• Guglielmo IX d'Orange, attuale Re dei
Paesi Bassi
• Carlo III di Windsor-Mountbatten, attuale Re del
Regno Unito
• Filippo di Sassonia-Coburgo-Gotha, attuale Re dei
Belgi
• Giovanni Adamo II, attuale Principe del
Liechtenstein
Invece i sovrani titolari, cioè pretendenti al trono, sono i seguenti sette:
• Federico (IV) Giorgio
di Hohenzollern, attuale pretendente al trono di
Prussia e di Germania
• Marija Vladimirovna Romanova, attuale pretendente
al trono di tutte le Russie e di
Polonia
• Carlo (V) d'Asburgo Lorena, attuale pretendente
al trono d'Austria e di Boemia
• Francesco di Wittelsbach, attuale pretendente al
trono di Baviera
• Alessandro di Sassonia-Gessaphe, attuale
pretendente al trono di Sassonia
• Ernst Johann von Biron, attuale pretendente al
titolo ducale di Curlandia
• Napoleone (X) Luigi Carlo Bonaparte, attuale
pretendente Napoleonide al trono di Francia
In tutto ventuno nazioni moderne hanno versioni di vari colori dell'Albero Bianco di Gondor nella loro bandiera: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Bielorussia, Danimarca, Fær Øer, Germania, Inghilterra, Irlanda del Nord, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Russia, Scozia, Svezia e Ucraina. Ad esse vanno aggiunte innumerevoli bandiere di divisioni amministrative e di comuni di tutta l'Europa centro-settentrionali, come ad esempio i Länder tedeschi di Sassonia e Baviera. Invece Slovacchia e Svizzera hanno optato per il simbolo della croce al posto dell'Albero di Gondor.
In tutto, l'elenco sopra riportato comprende i nomi di ben 1400 sovrani di Iperborea, dalla Preistoria fino ad oggi: 82 dell'antico Regno Iperboreo, 93 di Prussia, 79 di Curlandia, 118 di Danimarca, 35 dell'antica Norvegia, 31 di Uppsala, 118 di Svezia, 5 della moderna Norvegia, 6 dell'Unione Iperborea, 111 di Russia, 87 di Ucraina, 17 di Polonia, 9 di Rutenia, 75 di Boemia e d'Austria, 119 di Baviera, 123 di Sassonia, 5 del Liechtenstein, 100 d'Inghilterra, 22 dei Normanni, 91 di Scozia e 80 d'Irlanda.
A quanto pare, nelle vicende dei discendenti degli Iperborei, il numero quattordici continua a riemergere con caparbietà.
Come si vede, a dispetto dell'antichità del Regno di Iperborea e del fatto che molti degli aspetti della tradizione ad esso legata siano mitologici, esso ha influito notevolmente sulla storia d'Europa successiva, e continua ad esercitare un'influenza notevole anche nel nostro XXI secolo.
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Per farci sapere che ne pensate, scriveteci a questo indirizzo.
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