GALLERIA DI IMMAGINI: LA MIA FAMIGLIA E ALCUNI MIEI AMICI

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Cominciamo naturalmente con una fotografia di casa mia, in via Antonio da Lonate 28 a Lonate Pozzolo (VA) Abito qui dal 25 giugno 1998, prima abitavo in una casa in centro che vi farò vedere più sotto. Ai lati dell'ingresso ci sono due camelie: quella alta fa poche foglie e molti fiori, quella bassa fa pochi fiori e molte foglie. Non sono entrambe, a loro modo, un'allegoria della vita umana?

Questo è invece il mio salotto. Nulla di valore da rubare, i ladri sono avvisati; ciò che io ho qui di prezioso sono solo libri ed enciclopedie, che potete vedere nella galleria della curiosità (cliccate qui per visualizzarle)

Una foto della mia taverna, un locale dove ho ammassato centinaia di libri, quaderni, poster, insomma un vero deposito dei miei ricordi. Appesa alla parete sulla sinistra si può vedere persino una cartina dell'Impero Romano...

Ed ecco la vecchia casa dove ho trascorso i primi 29 anni della mia vita, nel centro storico di Lonate, in via Novara 2; per la precisione questo era l'appartamento dei miei genitori; sulla destra, nell'antico cortile, si trovava l'appartamento dei miei nonni, mentre di fronte all'appartamento in figura si trovavano i garages e la vecchia cascina. Il mio cuore è ancora in quella vecchia casa dove ho trascorso gli anni più belli della mia vita.

Chi non esibisce con orgoglio una foto come questa? Come si riconosce facilmente, si tratta del matrimonio dei miei genitori, l'8 luglio 1968; ormai essi hanno superato il loro 40° anniversario! E' stata comunque una cerimonia in tono minore, senza troppo sfarzo, in linea con le abitudini spartane della nostra famiglia. Pochi invitati, quasi interamente parenti, cui è seguito un pranzo a Sesto Calende ed un viaggio di nozze a Roma ed Amalfi, del quale purtroppo non restano foto.
In questa foto sono ritratto anch'io: sono il neonato in braccio a don Eraldo Colombini (1924-2009), allora parroco di Lonate Pozzolo, che mi sta battezzando il 2 giugno 1969. Padrini, mio nonno Natale e mia nonna paterna.
Ormai non sono più solo una macchia bianca: ho sei mesi di vita, e questo è il mio primo Natale (ovviamente non mi ricordo minimamente cosa mi fu regalato. Noi i doni li riceviamo al 25 dicembre) Pare che, in quel giorno fatidico, tutti in casa nostra fossero influenzati! Non capita sempre così, nelle scadenze importanti?
Saliamo sulla macchina del tempo. Adesso ho ormai un anno e mezzo e, alle mie spalle, si vede mia nonna Teresa, cui ero legatissimo. E' stata lei ad allevarmi, mentre i miei genitori e mio nonno lavoravano; mi portava in giro per il paese per ore ed ore, dentro il passeggino. Altre mie foto da bambino si trovano nella galleria delle curiosità.
Ed eccomi all'età di tre anni o poco più, comunque prima che cadessi accidentalmente in bagno e mi fratturassi il femore destro. Qui sto giocando con uno dei miei giocattoli preferiti: il « Chico-Bum », un pagliaccio parlante grazie ad un disco incorporato. La tecnologia mi affascinava già allora!
Qui invece ho appena iniziato le scuole elementari, avrò avuto sette anni. Sullo sfondo si vede l'appartamento dei miei genitori sulla sinistra, la porta della cantina sullo sfondo e l' appartamento dei miei nonni sulla destra. Il cortile di cemento era teatro dei miei giochi.
Ecco una foto della mia classe in seconda elementare, anno scolastico 1976/77; io sono il primo da destra in prima fila, con la bocca aperta. Rammento i nomi di tutti i miei compagni di classe, ma qui ricorderò solo Claudio Bedin, il secondo da destra seduto, che ancor oggi è mio ottimo amico.
Altro evento capitale nella vita di ognuno di noi: la Prima Comunione (ho indosso l'abitino da cerimonia di velluto blu, una sciccheria). Era il 1 maggio 1978, avevo nove anni non ancora compiuti, e guardate quant'era giovane mia mamma!
Siamo passati alla mia Cresima, in data 19 aprile 1981. Non ho foto della cerimonia, ho scelta questa con mio nonno, scattata durante una festicciola con amici (niente parenti, come di consueto) dopo il termine della Messa, cui era intervenuto Monsignor Attilio Nicora, oggi cardinale. Di lì a sei mesi, il mio adorato nonno mi avrebbe lasciato per sempre.
Un balzo temporale enorme: siamo saltati al novembre 1995 e, davanti all'Associazione dei Lavoratori Anziani della ditta Agusta, sto ringraziandoli dal podio per avermi assegnato un congruo premio, dopo che mi sono laureato con lode in Ingegneria Nucleare il 22 febbraio di quello stesso anno. Da qui in poi le mie foto riguarderanno il mio lavoro di insegnante.
Ed ecco un momento della mia vita di insegnante: mi trovo al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica di Milano (www.museoscienza.org) il 26/02/2005, e la mia studentessa Gaia Macchi (III B cl. a.s. 2004/05) mi ha fotografato accanto ad una turbina Francis, nella sezione del Museo dedicata alle fonti di energia. La visita di rito allo storico museo milanese è diventata per me quasi una festa di precetto!
Questo sono ancora io, ripreso a tradimento da un allievo della V H a.s. 2003/2004, mentre mi infervoro tenendo una lezione in laboratorio di Fisica. Confesso che nel corso di queste lezioni mi diverto quasi più io degli alunni: sarà per questo motivo che i miei studenti li porto così spesso, in laboratorio...
Di nuovo il sottoscritto, ripreso da mia mamma la sera del 25 marzo 2006 accanto al coro di campane del campanile lonatese, appena tornate in paese dopo il restauro durato settanta giorni: un evento che capita una volta al secolo! Se volete conoscere maggiori particolari circa quelle campane, cliccate qui.
Non può mancare una foto del sottoscritto, impegnato nel suo lavoro: la foto mi ritrae circondato dai 21 alunni della mia 5 A a.s. 2011/12. Da sinistra a destra: Silvia Conti, Francesco Castiglioni, Alberto Benatti, Marta Puricelli. Camilla Vanelli, Maddalena Lattuada, Rocco Loris del Vecchio, Tecla Baggio, Chiara Manesso, Alessandro Arleo, Giulia Antognoli, Alex Saja, Domenico Maisto (inginocchiato accanto a me), Giulia Brianza, Christian Angel Ginelli, Davide Vezzaro, Nicolò Limonta, Andrea Ravizzoli, Pietro Barberis, Naomi Sparacia e Fabiola Longhi.
Ed ecco come mi vedono i miei studenti (io sono il quarto da destra) in una caricatura eseguita dagli studenti della III B classico 2008/09, che hanno voluto donare come ricordo a tutto il consiglio di classe qui illustrato. In questo disegno compaiono i classici "stereotipi" attraverso cui mi vedono i pargoli: giacca, cravatta, occhiali e l'immancabile borsa...
Questa divertente fotografia scattata dal mio brillante allievo Christian Angel Ginelli (5 A a.s. 2011/12) mi è stata inviata come ricordo dei tre anni da me trascorsi con lui e con tutta la sua classe, a rimbambirlo con le mie lezioni di Matematica e Fisica. Innumerevoli sono le località d'Italia che portano un nome simile al mio (basti pensare al Santuario di Nostra Signora del Boschetto presso Camogli), ma Christian ha scovato una frazione di Villadossola (VB) mia omonima, ed ha voluto farsi fotografare accanto a cartello indicatore. Mi sembra un giusto tributo a lui e a tutti i suoi compagni, pubblicare tale divertente foto in questa mia galleria. Grazie, Christian!
Scommetto che tutti vorreste ricevere una lettera così dalla Segreteria di Stato del Vaticano. Me la scrive il Giovedì Santo del 2004 monsignor Angelo Caccia, della Segreteria di Stato Vaticana, per ringraziarmi di una mia lettera che ho fatto avere al Santo Padre in persona. Il merito è della mia amica Suor Elena Bosetti, che l'ha consegnata direttamente nelle mani di mons. Stanislao Dwisisz, segretario particolare di Giovanni Paolo II!
Cliccando su questa miniatura potrete visualizzare un albero genealogico di grandi dimensioni (3361 x 6111 pixel), che comprende solo i miei antenati diretti conosciuti senza ramificazioni, ottenuti mediante il programma Ahnenblatt, che potete scaricare da questo sito in lingua tedesca. Di facile uso (basta installare la versione in lingua inglese), permetterà anche a voi di creare un vostro albero genealogico personalizzato. Da qui in poi vi mostrerò dunque alcune fotografie di personaggi che compaiono in questo albero genealogico, o sono ad esso collegati.
Questi è mio padre, Aldo Boschetto, ripreso sul posto di lavoro al principio degli anni ottanta: ha lavorato per 39 anni e mezzo presso l'Agusta di Verghera in qualità di tecnico progettista. Grazie alla sua professione ha potuto viaggiare in tutto il mondo, dovunque vi erano elicotteri Agusta da riparare (vedi la galleria dei viaggi)
Foto di classe dell'anno scolastico 1947/48: mia mamma è indicata dal circoletto rosso. La leva è quella del 1938, non del 1939, perché mia mamma si è iscritta alle elementari con un anno di anticipo (esperienza per lei traumatica, che ha voluto risparmiarmi) Più sotto vi mostrerò la sua maestra.
Nella foto a fianco, mia mamma frequentava la quarta; qui la vediamo invece in quinta elementare, allorché la foto di gruppo fu sostituita da foto individuali. Sono molto meglio, non trovate anche voi?
Uno dei ricordi più indelebili per la durata dell'intera vita è costituito dal giorno della propria Prima Comunione, tanto più che a mia mamma questo Sacramento fu impartito (anno 1950) contemporaneamente a quello della Cresima, e per di più direttamente dalle mani del beato cardinale Ildefonso Schuster!
Una foto eccezionale, che fu pubblicata anche sul nostro bollettino parrocchiale nel 1994: mia mamma (freccia rossa a destra), in colonia estiva ad Ameno sul lago d'Orta nell'estate del 1950, riceve il purgante dalle mani di Santa Gianna Beretta Molla (freccia rossa a sinistra), medico della colonia: un ricordo indimenticabile!
Ecco mia mamma come si presentava a 65 anni: qui è stata fotografata il 15 agosto 2004 al Sacro Monte di Varese, e dietro di lei si può vedere la grande statua di Paolo VI, opera dello scultore varesino Floriano Bodini. Mia mamma è molto devota della Vergine del Sacro Monte, e da ragazza vi ha passato anche un'estate in colonia, nell'educandato della suore.
Un'altra foto importantissima, scattata domenica 13 luglio 2008: don Gianni Pianaro, parroco di Brunello (VA) e nostro amico di famiglia, benedice gli anelli dei miei genitori in occasione del loro quarantesimo anniversario di matrimonio. Un traguardo davvero notevole, soprattutto in un'epoca in cui i matrimoni risultano tanto brevi. Non è da dimenticare che in tedesco matrimonio si può dire "Hochzeit", cioè "il tempo migliore"!
Questa è sempre mia madre, ritratta accanto alla tomba di Santa Gianna Beretta Molla a Mesero (MI), dove ci siamo recati il pomeriggio di domenica 27 giugno 2010, giorno del suo 71° compleanno. Sì, si tratta della stessa Santa ritratta poco sopra in una foto di ben 60 anni prima! La visita ha voluto essere un ringraziamento per la guarigione dalla grave malattia che aveva colpito la mia cara mamma nell'estate dell'anno precedente. Se volete sapere qualcosa di più su Santa Gianna Beretta Molla, consultate quest'altra pagina del mio sito.
Questa è la casa nell'attuale piazza Sant'Ambrogio (ma un tempo in piazza Vittorio Emanuele n° 5) dove mia mamma è nata, cresciuta e vissuta fino al matrimonio. Un tempo sulla piazza si apriva il garage di mio nonno tassista, ora chiuso. Sulla destra si vede invece il vicolo sul quale si apriva la porta d'ingresso della cucina. In alto, le finestre delle camere da letto.
Accanto al portone della suddetta casa è stata fatta porre dagli attuali proprietari questa lapide di marmo che ricorda come la casa Mismirigo (così tutti in paese la conoscevano) fosse già citata nel 1722 nel famoso catasto di Maria Teresa; la sua posizione centralissima la rendeva davvero invidiabile. In realtà i Mismirigo sono attestati in quel di Lonate fin dal 1574 (leggi). Mia mamma ha lasciato questa casa al momento del suo matrimonio per trasferirsi in quella in via Novara 2.
Ecco Teresa Mismirigo (13 luglio 1913 - 31 maggio 1975), mia nonna materna, morta per una grave cardiopatia quando io avevo solo sei anni. Io però me la ricordo ancora bene, nonostante siano passati quasi tre decenni, perché l'amore non sbiadisce mai nella nostra memoria, finché il Signore ce la conserva intatta.
Questo sono io, all'età di due anni, fotografato insieme a mia nonna Teresa nel cortile della mia vecchia casa in via Novara. Mia nonna è seduta sui gradini che portano in casa (via Novara è tra le zone ad altimetria più bassa del paese, quindi un tempo, in assenza di fognature, qui si accumulava l'acqua piovana causando allagamenti), mentre a sinistra si vede l'ingresso dell'appartamento dei miei genitori. Purtroppo la mia cara nonna era già segnata dalla malattia cardiaca che la avrebbe condotta a prematura morte, lasciandoci tutti più soli.
In questa foto d'altri tempi vediamo ritratta mia nonna Teresa a 22 anni, ripresa in Piazza San Pietro dove si era recata in viaggio di nozze, dopo aver sposato mio nonno il 4 marzo 1935. Bisogna far notare che anche mia madre e mio padre si recarono in viaggio di nozze nella stessa città, nel luglio 1968.
Ed ecco Natale Soldavini (13 maggio 1908 - 11 ottobre 1981), il mio adorato nonno materno, morto quando io avevo dodici anni e mezzo. Per quasi quarant'anni ha svolto la professione di tassista a Lonate. Visto che mio padre era sempre in giro per il mondo per motivi di lavoro, è stato lui a farmi da padre; quando morì improvvisamente, lasciò in me un grande vuoto. Il 13 maggio 2008 avrebbe compiuto 100 anni: ricordiamolo nella preghiera.
Qui, riconoscibile perché indicato dal circoletto rosso, si può distinguere mio nonno Natale, arruolato a Milano in artiglieria durante la Seconda Guerra Mondiale. Fu uno dei pochi richiamati della sua leva, essendo uno dei pochi con la patente di guida.
Questi, ritratto in una foto giovanile, è mio zio Francesco Mismirigo (2 giugno 1905 - 5 luglio 1950), fratello maggiore di mia nonna Teresa, del quale mia mamma dice che ho ereditato la laboriosità, oltre al nome ed ai tratti somatici. Voleva molto bene a mia mamma, ma lui pure ci lasciò troppo giovane, a causa di una mai chiarita malattia del sangue.
Un'altra foto eccezionale: mio zio Ernesto Mismirigo, fratello maggiore di mia nonna Teresa (1903 - 1959), accanto alla mitica auto da corsa di Juan Manuel Fangio, del quale era amico. Lo zio Ernesto infatti trascorse quasi tutta la vita in Argentina, dove era emigrato a soli 18 anni perché la sua adesione giovanile al Fascismo era avversata dai famigliari.
In questa foto degli anni '40 vedete mio zio Carlo Mismirigo (3 marzo 1908 - 25 novembre 1977), fratello di mia nonna Teresa, sulla destra, in compagnia della sua prima moglie Luisa Marzorati (+ 1944), sulla sinistra, la donna più dolce che i miei nonni dicevano di aver mai incontrato. Purtroppo morì di leucemia, malattia congenita nella sua famiglia. I migliori se ne vanno sempre per primi.
Ed ecco la seconda moglie di mio zio Carlo, Antonietta Colombo (10 gennaio 1922 - 26 aprile 1986). Di lei ricordo che mi voleva molto bene e mi dava la mancia ogni Natale e Pasqua, e mostrò sempre grande affetto anche verso i miei genitori ed i miei nonni. Fu però stroncata da un infarto quando era ancora molto giovane.
Questa è Giovanna Soldavini, la sorella maggiore di mio nonno (1902 - 2 giugno 1988); di lei conservo ricordi molto piacevoli. Qui è ritratta ancora giovane con in braccio Eva, la prima nipotina. Conservo nel mobile in anticamera la bellissima conchiglia che mi donò l'ultima volta che la vidi, e per me è quasi come una reliquia!
Una fotografia seppiata di Luigi Soldavini (28 settembre 1903 - 15 gennaio 1937), fratello di mio nonno Natale, morto prematuramente di tubercolosi, il male del secolo prima della scoperta della penicillina. Anche mio nonno Natale nello stesso periodo si ammalò di polmoni, ma per fortuna si trattava di qualcosa di assai meno grave. Fu lo zio Luigi a scavare la piccola cantina della casa in cui ho abitato fino al 1998.
Ed ecco mia zia Clementina Soldavini (1899-1951), sorella maggiore di mio nonno Natale. Aveva 11 anni quando suo padre morì, e 19 quando morì anche sua mamma, mia bisnonna Gerolama Soldavini, portata via dalla celebre epidemia di influenza spagnola. Per questo fece da madre a mio nonno, di nove anni più giovane, che era a lei legatissimo. Purtroppo si spense assai prematuramente a causa di una nefrite.
Qui vedete raffigurato il padre di mia nonna Teresa, Enrico Mismirigo (18 gennaio 1878 - 23 aprile 1938), che neppure mia mamma ha mai conosciuto, essendo morto un anno prima che lei nascesse. Amico di tutti e grande bevitore, svolgeva la professione di vetturino. Mia mamma ha ereditato il suo nome ed il suo posto a tavola ed a letto.
Lo stesso bisnonno è qui raffigurato in una delle più antiche foto da me conservate: una fototessera che lo ritrae con addosso l'uniforme della Grande Guerra, da lui combattuta praticamente in prima linea. Poiché sapeva leggere e scrivere, evitò fortunatamente la trincea e fu incaricato di badare alla posta.
Questa è sua moglie, mia bisnonna Carolina Riganti (18 dicembre 1883 - 15 febbraio 1961), nata a Carnago (VA) e morta di polmonite il giorno della grande eclisse totale di sole. In famiglia dicono che io ho ereditato il suo caratteraccio; però è certo che fu lei ad allevare mia mamma mentre i suoi genitori lavoravano, ed in questo compito non fallì di certo!
Ed ecco la sorella di mio bisnonno Enrico, Angela Mismirigo detta Angiolina ("Zia Angiulina", 14 luglio 1880 - 17 agosto 1968). Si sposò con Carlo Airoldi (10 maggio 1873 - 18 marzo 1954) di Sant'Antonino Ticino, dal quale ebbe due figli, Carlo e Ambrogio. Poi lo zio Carlo andò a lavorare in California in qualità di edile, al suo ritorno acquistò un vasto appezzamento di terra ai confini tra Lonate e Sant'Antonino, e vi edificò la sua casa. Dopo il ritorno dall'America Carlo ed Angela ebbero altre tre figlie: Maria, Giuseppina e Teresa (quest'ultima è l'unica ancora vivente).
Ed ecco Giuseppina Airoldi (1918-1991), figlia di Carlo ed Angela Mismirigo. Purtroppo fu colpita in fasce da una gravissima malattia allora molto diffusa, la poliomielite, per cui non esisteva ancora alcun vaccino. Per tutta la vita dovette convivere con i postumi di questa grave affezione. Sua sorella Maria ha invece sposato il signor Donato Pazienza, maresciallo dell'aeronautica di origini pugliesi, da cui ha avuto una figlia, Remigia Pazienza, seconda cugina di mia mamma, con la quale è ancora in ottimi rapporti. Maria Airoldi si è spenta nel 2006 a 91 anni a Gallarate.
Restiamo nella medesima generazione, ma questa volta dalla parte di mio nonno Natale: i suoi genitori morirono entrambi giovani (suo padre Ambrogio a 36 anni nel 1910, sua madre Gerolama Vizzolini a 41 anni nel 1918), e così egli ed i suoi quattro fratelli furono allevati dalla zia paterna Antonia Soldavini (1873 - 1944), uscita dal convento in cui era suora proprio per accudire alla numerosa famiglia del fratello. Eccola ritratta presso la mia vecchia casa.
Carlo Soldavini, nato il 28 marzo 1894,  non è un mio antenato diretto, bensì il fratello di mio bisnonno Ambrogio, padre di mio nonno Natale, e della zia Antonia, che vi ho mostrato subito sopra. Geometra, fu lui a progettare la casa in cui io sono nato (vedi). Era tenente del Regio Esercito e cadde in combattimento durante la Grande Guerra. Ignoti il luogo e la data.
Non sappiamo dove sia la sepoltura del più eroico dei miei parenti, però nel Parco delle Rimembranze del mio comune si trova questo cippo celebrativo, insieme a quelli di molti altri soldati come lui, gettati in pasto alla mostruosa bocca della guerra. Aveva ragione quel genio di Rodari: « Sarebbe una festa per tutta la Terra / fare la pace prima della guerra »!
Ed ecco, nella cappella del cimitero di Lonate Pozzolo, la lapide che ricorda i caduti della Grande Guerra insieme a quella di altri insensati combattimenti, come la Guerra di Libia del 1911. Non è difficile individuare in decima posizione dall'alto la scritta « TENENTE SOLDAVINI CARLO ». Inutile dire che egli avrebbe fatto volentieri a meno di questo estremo tributo postumo. Vengono in mente anche in questo caso le parole di Lev Tolstoj in "Guerra e Pace": « Le guerre non si vincono: si perdono soltanto! »
Ed ecco invece le piccole tombe dei miei trisnonni Maddalena Crespi e Carlo Mismirigo (vedi foto sottostante). Essi erano sepolti nell'antico cimitero di Lonate, oggi Parco delle Rimembranze, ma le loro ossa sono state traslate nel nuovo camposanto, ed oggi sono ancora oggetto della nostra venerazione.
Forse questa è la più antica tra tutte le fotografie in mio possesso; ritrae mia trisnonna Maddalena Crespi (1849 - 1912), moglie di Carlo Mismirigo (27 gennaio 1853 - 8 ottobre 1920), e madre di mio bisnonno Enrico (vedi). Nessuna immagine mi rimane del trisnonno Carlo né di altri avi: a quei tempi la fotografia era un lusso che pochi potevano permettersi...
Ed ora, anche se a stretto rigore non fa certo parte della nostra famiglia, vi presento la maestra elementare di mia mamma, Clementina Brambilla coniugata Nebbia (18 febbraio 1913 - 26 giugno 1968); infatti in famiglia viene ricordata semplicemente come "la maestra Nebbia". Mia mamma me la ha sempre descritta come dotata di infinita pazienza e capace di rendere comprensibili ai bambini anche i concetti meno intuitivi. E con mia mamma ha dovuto sfoderare davvero una pazienza notevole, se è vero che mia mamma da bambina era quella che si suol chiamare una "Pierina terribile"!
Dopo la madre, ecco il figlio. Questi è Franco Nebbia (23 maggio 1939 - 12 agosto 1958), uno dei più cari amici di infanzia di mia mamma. Non erano in classe assieme perchè allora non si usavano classi miste, ma entrambi hanno iniziato le elementari a cinque anni, e perciò frequentavano corsi paralleli. Mia madre si iscrisse a Matematica, lui ad Ingegneria; ma purtroppo, durante l'estate tra il primo e il secondo anno, morì travolto da un camion sulla strada per Ticino, a soli 19 anni. Sua madre non si riprese più dal terribile colpo, pur avendo un altro figlio, e ciò la condusse a prematura morte.
Un'altra persona non direttamente imparentata con noi, ma giustamente quasi "di famiglia", è il signor Paolo Bonalanza (2 settembre 1920 - 12 ottobre 1969), carissimo amico dei miei nonni e di mia mamma, che è stata insegnante dei suoi figli. Proprio mia mamma me ne ha parlato a lungo, inducendomi ad aggiungere una sua fotografia a questa galleria. Dai suoi racconti emerge una persona di gran cuore, sempre pronta ad aiutare chiunque, e capace, come si suol dire dalle nostre parti, "di farle tutte", se è vero che in occasione della Pasqua una volta regalò alla mia famiglia delle uova dipinte a mano. La sua prematura scomparsa ha lasciato un grande vuoto nei cuori di tutti noi.
Sulla scia delle tre fotografie precedenti, alla rassegna dei miei famigliari voglio aggiungere quella di alcuni dei miei più cari amici. Cominciamo con la signora Carlotta Caldarini, carissima amica di famiglia che mi ha sempre voluto una montagna di bene. Io la consideravo un po' come se fosse anche nonna mia, ma purtroppo mi ha lasciato il 30 giugno 2001 alla bella età di  97 anni. Nella foto si vede anche la cagnetta Frida, anch'ella purtroppo passata tra i più.
La foto illustra la signora Isabella Matera (12 gennaio1918 - 13 marzo 2008), madre della mia carissima amica giornalista Elena Cristina Bolla, che si è spenta a Voghera dopo una lunga malattia, ed ora è tumulata insieme al marito nel cimitero di Camogli. Spero di fare cosa gradita alla mia amica pubblicando la foto di sua mamma in questa galleria, e ricordando le parole dell'Apocalisse: « Udii una voce dal cielo che diceva: Beati i morti che muoiono nel Signore. Essi riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li accompagnano. » (Ap 14, 13).
Non poteva mancare un ritratto della signora Maria Pierina Colombo, vedova Bosisio (1921-2009), carissima amica di famiglia, che incontravo spesso sull'autobus allorché tornavo la sera dall'università. Ogni volta in cui incontrava mia mamma, non ha mai mancato una volta di informarsi sulla mia salute e sui miei studi. L'inserimento in questa galleria è un giusto tributo a un'altra cara amica che ci ha preceduto nel Regno Eterno.
Impossibile far mancare un tributo anche all'amico Cesare Barzaghi (20 giugno 1929 - 2 gennaio 2009), memoria storica del mio Comune natale nonché alpino, come mostra questa fotografia scattata nella primavera del 2008. Tra i fondatori della Pro Loco e del Gruppo Lonatese di Ricerche Storiche, nel 1968 con gli Alpini contribuì a trasferire nella Via Crucis della chiesa parrocchiale la colonna della chiesa di San Giovanni in Campagna. Potrete saperne di più su di lui cliccando qui. Io sono molto amico anche di suo figlio, il dottor Franco Barzaghi.
Inizia la sfilata dei miei amici sacerdoti. Qui è ritratto don Eraldo Colombini (1 gennaio 1924 - 19 settembre 2009), il parroco di Lonate dal 1965 al 1996, che mi ha battezzato e che ancora prima aveva sposato i miei genitori, come già visto sopra. A lui devo la mia formazione spirituale, ed è stato lui che mi ha permesso di ficcare il naso nell'archivio parrocchiale per cercare i nomi dei miei antenati. Qui è ritratto il 22 maggio 2007, in occasione del cinquantanovesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale Gli ho dedicato questa pagina del mio sito.
Ecco invece don Mario Manfrin (14 luglio 1921 - 4 aprile 2005), che fu coadiutore a Samarate, parroco di Sant'Antonino Ticino per vent'anni (dove costruì la nuova chiesa e l'oratorio) ed infine aiutante del nostro parroco a Lonate Pozzolo. Qui è ritratto insieme al Santo Padre Giovanni Paolo II il Grande, che ci ha lasciato due giorni prima di don Mario, durante l'udienza concessagli nel 1996 per il 50° di sacerdozio. Toccante, vero?
Questo è padre Costante Brovetto, a lungo mio direttore spirituale, da me conosciuto durante il viaggio in Terrasanta del settembre 1995. Siamo andati insieme anche al pellegrinaggio a La Salette dell'agosto 1998. Era dotato di una cultura sterminata, sia in campo biblico che storico che teologico, e per anni ha tenuto una seguitissima rubrica su Radio Maria il mercoledì sera; io non ne perdevo una puntata, e mi ha insegnato tantissimo. Purtroppo anch'egli è scomparso all'improvviso il 14 luglio 2001: ora mi dirige da lassù.
Questi è don Luigi della Rossa (14 aprile 1927 - 28 giugno 2007), per 15 anni coadiutore al mio paese e nostro grande amico. Dopo essere divenuto parroco di Arolo Sopra Leggiuno (VA), presso il santuario di Santa Caterina del Sasso sulla costa varesina del lago Maggiore, si è ritirato in una casa di riposo di Beregazzo con Figliaro (CO), dove ha lavorato attivamente fino alla fine. Qui lo vediamo sulla porta della sua parrocchiale in compagnia dei miei genitori.
Sabato 16 luglio 2011 è mancato al nostro affetto anche don Antonio Bosisio, coadiutore della Parrocchia di Lonate per vent'anni, dal 1958 al 1972, e poi confessore presso il Santuario di Saronno. Questa foto è stata scattata da Cesare Barzaghi. Grande amico mio e dei miei genitori, è un altro pezzo di Lonate Pozzolo e del mio cuore che se ne va.
Mia madre con padre Gaspare Uccelli, (27 settembre 1907 - 5 maggio 2008) un caro amico del Santuario di Re (VB), qui in una fotografia del 1995, scattata subito fuori dalla porta posteriore del santuario (in quella occasione ci disse: "Il mio nome si ottiene unendo uno dei Re Magi agli animali che volano in cielo". Era dunque esperto anche di rebus!) Padre Uccelli si è spento nel suo 101° anno di vita e nel 78° di Messa. Che la Vergine di Re lo accolga sotto il Suo manto!
Continuiamo con i religiosi: ecco monsignor Bernardo Citterio, vescovo ausiliare di Milano, qui ripreso con noi alla periferia di Gerusalemme. Anch'egli purtroppo si è spento il 13 novembre 2002.
Il 27 marzo 2012 moriva a Badalona, dove prestava servizio pastorale ormai da tantissimi anni, padre Franco Ferrando crs, "fratello di latte" della mia amica giornalista Elena Cristina Bolla. Purtroppo un male incurabile lo ha prematuramente portato via ai suoi cari e a tutti noi. Ora vive nella Luce del Signore! Se volete, potete scaricare da qui la sua immaginetta ricordo.
Questa è la foto che si trova sulla tomba di Rosa Livia Ferrario (1939-1996), grande amica e coetanea di mia mamma, morta di un grave tumore contro cui lottò per sette anni. E' ancora viva nel mio cuore, ed alla sua intercessione io attribuisco la mia brillante vittoria nel maxiconcorso ordinario a cattedre del 1999/2000, che ha fatto di me un docente di ruolo.
Ecco il signor Giuseppe Mainini di Samarate, qui ripreso a bordo di un aereo riparato dalla sua ditta di costruzioni aeronautiche; colpito da una grave malattia, mio padre ha aiutato a curarlo fino alla sua morte, il 1 ottobre 2002. Questa foto vuole essere un tributo d'affetto nei suoi confronti.
Una foto del carissimo amico Antonio Sommaruga di Cassano Magnago (1915 - 2004), cognato del signor Giuseppe Mainini e molto legato a mio padre. Anch'egli ci ha preceduto di là, ma noi non lo dimenticheremo mai!

 

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