L'Africa agli africani. Come apparirebbe oggi l'Africa se i confini non fossero stati tracciati dai colonizzatori, ma fossero stati determinati dalle tribù e popoli d'origine? In pratica il POD da individuare è l'eliminazione pressoché totale del colonialismo europeo in Africa. Come riuscire ad ottenerlo? "10, 100, 1000 Adua", come direbbero oggi certi no global? (ideata da Ded17)

Guerra ottomano-saudita nel 1810. La guerra è vinta dai sauditi che prendono e tengono la Mecca. La pretesa califfale ottomana subisce un colpo durissimo. Il sionismo trova in Palestina non il decadente stato ottomano ma i Saud fondamentalisti ed in piena ascesa. Accentuazione della proposta Uganda. L'orientalismo europeo prende strade diverse ed imprevedibili (grazie al solito Falecius)

¡Que viva el Mexico Indipendiente! Padre Miguel Hidalgo, sacerdote cattolico messicano ed artefice della prima rivoluzione messicana, nonostante il parere contrario di molti suoi generali, nel 1810 decide di non prendere d'assalto Città del Messico pur avendo già quasi in pugno la vittoria, e per cause non chiare decide momentaneamente di ritirarsi. Se invece avesse conquistato la città, sconfitto l'esercito realista e proclamato l'Indipendenza del Messico una decina d'anni prima? Padre Hidalgo aveva dalla sua parte anche moltissimi indios e meticci, che volevano liberarsi non solo dei sovrani spagnoli ma anche delle condizioni di miseria in cui vivevano, e questo padre Hidalgo lo sapeva bene, essendo stato missionario tra di loro; forse per loro ci sarebbero state condizioni di vita migliori. Inoltre non avrebbero dovuto l'indipendenza agli Stati Uniti ed all'Inghilterra e ne avrebbero evitato le conseguenze come i presidenti-dittatori massoni dell'otto e novecento, i vari pronunciamentos, le guerre con gli USA e le rivolte dei Cristeros. In pratica il Messico oggi sarebbe uno stato molto più grande, ricco e pienamente indipendente, pronto ad emergere come prima potenza del Continente Americano (questa ucronia è venuta in mente a Never75 leggendo il bel romanzo storico "La Furia dell'Azteco" di Gary Jennings, che si ispira a fatti realmente accaduti; vedi l'ucronia realizzata da William Riker)

Le Hawaii britanniche. Kamehameha I conquistò il potere nel 1810 e divenne il primo re delle isole Hawaii. Secondo una leggenda locale, la sua nascita era stata annunciata nel 1758 dal passaggio della cometa di Halley. Ma che accade se gli inglesi, desiderosi di rifarsi dopo lo smacco subito dagli Stati Uniti, conquistano l'arcipelago detronizzandolo e ne fanno una colonia della Corona? Washington non potrà avanzare pretese su di esse. E l'attacco giapponese a Pearl Harbour non provocherà la discesa in campo degli USA... (prima ucronia hawaiana proposta da William Riker)

Divided we stand/2. Nel 1812 il presidente dell'Unione Madison ordinò un embargo contro la Gran Bretagna, scatenando le ire del New England che credeva che la guerra avrebbe comunque causato danni solo a loro e non al sud. Venne convocata cosi un'assemblea secessionista ad Hartford nel Connecticut, che decise di non secedere. Se invece optasse per la secessione? Il "solid south" lascia andare gli stati del nord secondo l'idea dominante del libero contratto tra stati, ma le conseguenze per gli USA sono enormi. Si forma una Confederazione del New England che in breve tempo diventa una delle maggiori potenze economiche se non mondiali (manca la mano d'opera a basso costo di New York e Philadephia), sicuramente dell'intero Nordamerica. Gli Usa potranno allora reintrodurre la schiavitù con la legge "Soggiorno e Transito", anche negli stati sopra il 41° parallelo, comunque al Partito Democratico probabilmente farà da contraltare un partito moderato e liberale (ma non antischiavista) nato nel MidWest. Buchanan sarà eletto nel 1860 e Davis nel 1864. La Guerra del Messico andrà come nella nostra Timeline, ma probabilmente invece del 49° parallelo l'Unione si accontenterà del 47°, cedendo Oregon e Washington al Dominion del Canada (grazie a Filobeche)

La conquista del Canada. Il 18 giugno 1812 il quarto presidente degli Stati Uniti James Madison si lasciò convincere dal suo partito a dichiarare guerra per la seconda volta alla Gran Bretagna a causa del blocco dei porti francesi interessati al commercio franco-americano. Dopo due anni di scontri i britannici, che avevano tentato di prendere lo stato di New York e avevano bombardato Washington e Baltimora, furono costretti a concludere la pace per poter chiudere i conti in Europa con Napoleone. La guerra ebbe così termine con un nulla di fatto: fu ristabilita la situazione esistente all'inizio del conflitto e il Regno Unito riconobbe gli Stati Uniti. Ma che accade se gli Stati Uniti prevalgono? Il generale Andrew Jackson detto "Old Hickory" infligge agli inglesi una delle più dure disfatte della loro storia ed entra a Montreal, la Gran Bretagna è costretta ad evacuare e gli USA conquistano il Canada. Esodo dei realisti verso la madrepatria o verso l'Africa, che viene colonizzata in anticipo. Gli Stati Uniti raddoppiano la loro superficie, hanno a disposizione una quantità impressionante di risorse in più e potranno diventare una grande potenza fin dall'ottocento (ideata da William Riker)

La riconquista degli Stati Uniti. Parallelamente all'impegno europeo nel continente contro Napoleone, la Gran Bretagna avvia il progetto di riconquistare quelle tredici ribelli colonie che avevano conquistato con il sangue l'indipendenza da Londra. Durante la seconda presidenza di James Madison, nel 1812, inizia la guerra con la Gran Bretagna, originata dal perdurante stillicidio di sequestri di navi ed equipaggiamenti americani operata dal governo londinese. Due anni di operazioni militari alla frontiera del Canada si rivelano fatali per l'esercito continentale statunitense. Nel 1814 una forza da sbarco britannica riesce ad entrare a Washington e ad incendiare il Campidoglio e la Casa Bianca. Una violenta offensiva viene poi scatenata nel sud del paese, a New Orleans, dove i coloni cercano di bloccare gli invasori inglesi ma vengono travolti. Per evitare che l'esercito inglese, con reparti canadesi, si vendichi dopo la sconfitta precedente, Madison chiede la pace. Il trattato di Gand, firmato nella cittadina belga nell'autunno del 1815, determina il ritorno del Nord America in mano alla Gran Bretagna. Gli inglesi, che hanno imparato la lezione del 4 luglio 1776, lasciano alle colonie libere elezioni e autogoverno: soltanto per quanto riguarda la politica estera, di difesa e la politica commerciale gli Stati Uniti sono sottoposti alle decisioni della Gran Bretagna. Londra appoggia la corsa verso il West e lo sviluppo industriale statunitense, approvando fin dal 1850 una legislazione paritaria tra uomini bianchi e uomini di colore, evitando quindi guerre etniche, e l'avvocato Abraham Lincon continuerà ad andare a teatro con la moglie senza avere problemi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945) agli Stati Uniti verrà concessa maggiore autonomia, restando comunque sotto l'influenza inglese, superpotenza del pianeta dal XVIII secolo (proposta da Demofilo)

Los Estados Unidos de America. Dopo l'indipendenza dalla Spagna, il Sudamerica sognato da Simon de Bolivar era incarnato nella Grande Colombia (Perù, Ecuador, Colombia, Panama, Venezuela). L'idea era creare un centro di gravità per tutto il Sudamerica al fine di dare vita agli Stati Uniti di lingua spagnola. Il progetto fallì per il piglio dittatoriale di Bolivar, che gli alienò le simpatie di molti, compreso il suo vice federalista Santander, che cercò pure di ucciderlo. La Grande Colombia crollò su sé stessa, lasciando l'America Latina in balia di quella Anglosassone. Ma se Bolivar riesce nel suo intento (preferibilmente perchè dà retta a Santander e promulga una costituzione confederale)? Consolidato il suo potere a nord, Bolivar sostiene il ritorno di José de San Martin in Argentina, creando uno Stato dalla Terra del Fuoco a Panamà. Rispetto al Nord, il Sud non ha nulla da invidiare: energia (carbone e petrolio) risorse (rame, metalli rari, nitrati, argento e oro) cibo (la Mesopotamia argentina e il pesce peruviano). Rispetto agli USA poi non avrebbe un Ovest da conquistare (nessun rischio di guerra fredda con il Brasile, al massimo qualche scontro il Paraguay, neppure paragonabile alle rivalità USA-Messico), né un Sud da domare (le eventuali spinte centrifughe non potrebbero essere certo paragonate al fanatismo confederato), né un problema indiano (agli indio, pace all'anima loro, avevano già pensato gli spagnoli). La Rivoluzione industriale, che al Nord avvenne solo nella seconda metà dell'800, al Sud potrebbe partire già poco dopo l'Indipendenza, con il sostegno dell'Inghilterra, felice del nuovo mercato in crescita. Il Pacifico potrebbe essere un lago SUDamericano e a Edo potrebbe sbarcare il commodoro Mateo Sidro de Pera. La costruzione del Canale non sarebbe che la vetrina del successo dell'intero subcontinente. Oggi potremmo studiare lo spagnolo come seconda lingua, gli anni '60 ballerebbero la salsa dei las Cucarachas, parleremo di Relaciòn Especial tra Spagna e EUA e sarebbe il Messico a varare misure anti clandestini contro l'esodo di Nordamericani (pensata da Paolo Giusti)

Stati Confederati del Sudamerica. L'idea di Filobeche è invece questa: Vittoria inglese nella guerra d'indipendenza americana, Franklin e Washington scappano in America Meridionale per sfuggire al giro di vite inglese. Là rafforzano il sentimento repubblicano e federalista e, quando scoppia la rivoluzione francese e le guerre napoleoniche, il Libertador Simon Bolivar, appropriatosi delle idee dei federalisti del nord, fa insorgere il Sud America e vince, fondandovi gli Stati Uniti d'America o Estados Unidos Americanos. Il Brasile ha il ruolo del Messico (annesso dagli EUA), e si verifica anche una guerra civile tra il nord (Messico, Province Unite, Venezuela, Colombia, Ecuador, Perù) ed il sud (Bolivia, Cile, Uruguay, Paraguay, Argentina), non necessariamente causata dal problema della schiavitù. E nel Nordamerica? Ci sono due alternative: o rimane pacificato come il Canada diventando il dominion di Virginia, o nel 1860 ci sarà una seconda insurrezione guidata da Lee e Lincoln, che potrebbe anche avere successo: il generale Gordon si arrende ad Appomatox consegnando le armi al vincitore Lee...

Un altro Sudamerica. Un'alternativa proposta da Basileus TFT: il superstato dell'ucronia precedente non riesce a resistere, per via delle troppe diversità e dei troppi interessi, ma almeno il frazionamento del Sudamerica è molto ridotto, ed avremo solo tre stati: Brasile, La Plata (comprendente Argentina, Cile, Uruguay, Paraguay) e Gran Colombia (Colombia, Venezuela, Panama, Perù, Ecuador). Come cambia la storia del Sudamerica e del mondo?

Il Grande Afghanistan. L'Afghanistan subisce una straordinaria trasformazione socio-culturale sul modello del nostro Giappone, diventa una potenza mondiale fino ad oggi e determina un mondo molto diverso, irriconoscibile rispetto al nostro (farina del sacco di Falecius)

Fantamatematica/1. Carl Friedrich Gauss (1777-1855) fu uno dei matematici più geniali di ogni tempo: diede contributi fondamentali alla teoria dei numeri, al calcolo numerico, alla geometria differenziale ed alla trattazione teorica dell'elettromagnetismo. Sua anche la distribuzione statistica detta "gaussiana". Per lui, tuttavia, la matematica era una ricerca privata: arrivò persino a crittografare i propri appunti, nel timore che qualcuno potesse rubargli le idee. Alcuni suoi appunti e diari non sono mai stati decifrati. Alla mancata diffusione delle sue scoperte qualcuno ha attribuito la colpa di aver ritardato di mezzo secolo lo sviluppo della Matematica. E se invece fosse stato meno sospettoso, o se si fosse preso la briga di spiegare a dei discepoli anche solo la metà di quanto aveva scoperto? Sicuramente la storia della Matematica cambia completamente. Come? (ideata da William Riker, che non a caso è insegnante di matematica!)

L'Elba di una nuova era/1. Napoleone resta all'Elba e continua una vita agiata e tranquilla. Il Granduca di Toscana lo nominerà successivamente generale delle forze militari toscane e avvierà una profonda riforma che darà i suoi frutti nella Guerra di Liberazione dall'Austria (proposta da Demofilo)

L'Elba di una nuova era/2. Napoleone, cacciato in esilio all'Elba, subisce un colpo apoplettico ed è costretto a rimanere signore della piccola isola toscana. Lo raggiunge il figlio di Giuseppina (e tecnicamente suo figlio adottivo), Eugenio; alla morte dell'imperatore, che avviene prima che nella nostra Timeline, gli succede sul trono del piccolo stato. Nel corso degli anni la piccola isola acquista una importanza diplomatica importante perché diventa un covo di spie e cospiratori e, sotto illuminati sovrani, rappresenta una piccola Svizzera del mediterraneo. Dopo l'Unità d'Italia l'isola rimane indipendente alla stregua del principato di Monaco, covo di spie e di denaro... (un'alternativa all'ucronia precedente, proposta da Filobeche)

L'Elba di una nuova era/3. Se invece gli spagnoli pongono sul trono d'Elba un principe spagnolo, tipo Don Carlos di Borbone, abbiamo una corona d'Elba che domina il commercio del Tirreno, conseguendo una politica autonoma. Magari un Borbone d'Elba può rivendicare il trono di Napoli o anche quello di Spagna. Il regno d'Elba può anche fare da mediatore durante tutti i conflitti della penisola italiana (un'idea di Maggioriano)

The imperator/1. Napoleone riesce a fuggire dall'isola di Sant'Elena, si rifugia negli Stati Uniti e diventa il conquistatore del Far West (grazie al Marziano e a Blade87)

The imperator/2. Oppure, invece di tornare al mestiere della guerra, fa come ha davvero detto ai suoi partigiani che aveva intenzione di fare se fosse stato liberato: si occupa di matematica, di biologia ed esplora l’Ovest americano a scopo scientifico e geografico. Napoleone riceve la cittadinanza americana e finisce presidente della società di geografia di Boston e professore ad Harvard. Il film “il signor N.” ha avanzato la stessa proposta raccontando la fuga segreta di Napoleone, il quale, traumatizzato dalle migliaia di uomini che ha spedito alla morte, finisce la sua vita in pace come produttore di miele nel Sud (proposta da Perchè no?)

Un'altra Waterloo. Una delle ragioni della sconfitta di Napoleone a Waterloo fu la pioggia del giorno precedente che rese praticamente nulla l'artiglieria francese che era, notoriamente, superiore a quella alleata. Un altro motivo è legato al fatto che quando la cavalleria francese attaccò l'artiglieria inglese, conquistandola, chiodi e martelli atti a mettere fuori uso i pezzi erano rimasti tutti nei cavalli abbattuti. Se questi fatti non avvengono (senza contare l'imperizia di Grouchy che non trattenne i prussiani), quasi certamente Napoleone avrebbe sonoramente vinto. Cosa sarebbe accaduto? (ai posteri l'ardua sentenza, dice MAS che ha ideato quest'ucronia, ma i posteri... siamo noi! Ecco una discussione legata a quest'idea)

Il secondo Napoleone. Alla fine dell’impero napoleonico, piuttosto che rimettere un Borbone sul trono, i sovrani d'Europa trovano più comodo lasciare sul trono il bambino Napoleone II sotto la reggenza filoaustriaca di Maria Luisa. Così si insedia sul trono francese una dinastia più austriaca che napoleonica, alleata fedele dell’Austria e in rapporti amichevoli con l’Inghilterra. Quali gli sviluppi? (una domanda posta ancora una volta da Perchè no?)

Napoleone II, dopo la disfatta del padre, di fatto andò a vivere in Austria e li ci rimase. Non tutti sanno però che Napoleone aveva un altro figlio: Alessandro Giuseppe Walewski, conte dell'omonima regione polacca. Era figlio del condottiero francese e della sua ultima amante, Maria Walewska, che gli stette a fianco durante la prigionia all'Elba e i Cento giorni, oltre che durante la fine del periodo imperiale. Alessandro, di nazionalità polacca, si trasferì in Francia e divenne ufficiale della Legione Straniera. Cosa accade se questo giovane decide invece di seguire le orme del padre? E se invece si mette a capo della rivoluzione polacca nel 1848 e riesce a restituire l'indipendenza alla Polonia? (ideata da )

English Sicily. Nel congresso di Vienna la diplomazia inglese riesce, per controllare le miniere di zolfo e rafforzare la sua egemonia mediterranea, a trasformare la Sicilia in un suo possedimento, magari in cambio del riconoscimento dell'annessione di Venezia all'Austria. Pur non cambiando nulla dal punto di vista economico e finanziario (l'isola pure nella nostra linea temporale una mezza colonia lo è sempre stata), si modifica l'Ottocento Italiano. Il Risorgimento, per interesse di entrambe le potenze straniere, si verifica con più lentezza, magari seguendo la strada federativa. Inoltre bisogna considerare nello stato italico come si modifica la politica estera dinanzi ad un doppio irredentismo: Trento e Trieste da un lato, Palermo dall'altra. Grazie alla sua posizione strategica, inoltre, l'isola diventa meta di emigrazione dalle regioni povere della Gran Bretagna; si forma quindi una forte minoranza anglofona. Durante la prima guerra mondiale, l'Italia dichiarerà guerra alla Gran Bretagna per il possesso dell'isola, per poi conquistarla e reprimere la popolazione inglese, che col tempo ha abbandonato la lingua natìa a favore dell'italiano o, più verosimilmente, dell'italiano come lingua complementare del siciliano (proposta da Renato Balduzzi)

La Sardaigne française. Durante il Congresso di Vienna inizialmente si era deciso di lasciare alla Francia la regione della Savoia ed il Nizzardo, compensando il Piemonte con la ex Repubblica di Genova. Invece, dopo la fuga di Napoleone ed i suoi 100 giorni, per punire la Francia, le due Regioni le vennero tolte e affidate nuovamente ai Savoia. Comunque Napoleone III le riconquistò grazie all'accordo di Plombiéres con Cavour e Vittorio Emanuele II. Ma se invece le due Regioni fossero state già francesi (ad esempio perché Napoleone non scappa) cosa avrebbero dato in cambio Cavour e Vittorio Emanuele II per accattivarsi le simpatie (e l'esercito) dei francesi? Conoscendo la spregiudicatezza dei personaggi considerati e valutando che sarebbe stato impossibile per ovvi motivi regalare ai Francesi il Piemonte (dove c'era la capitale Torino) o la Liguria (l'unico porto del Regno), i due non avrebbero esitato a cedere a Napoleone la Sardegna, della quale a loro non importava poi granché essendo quasi disabitata. A Napoleone invece sarebbe servita molto, soprattutto in vista delle future colonizzazioni del Maghreb, dove sarebbe stata utilissima. Successivamente sarebbe stata unita alla Corsica da un ponte sottomarino ed alla pari di questa divisa in dipartimenti. Nel primo dopoguerra sarebbe stata benissimo considerata "Terra Irredenta" da Mussolini (ed uno dei motivi per cui entrare nel conflitto). Con il secondo dopoguerra, al pari della Corsica, diventerebbe teatro di numerosi attentati contro Parigi ma avrebbe accolto numerosi ex-coloni francesi dopo la perdita dell'Algeria, perdendo in gran parte la propria cultura e tradizione. Sta di fatto che adesso sarebbe comunque una delle mete turistiche più visitate e gettonate dai vip, e proprio per questo motivo la Francia, nonostante gli attentati, farebbe di tutto per tenersela (un'idea di Never75; se volete leggere la sua proposta, cliccate qui)

La Libre Provence. Nel Congresso di Vienna si decide di scorporare dalla Francia la Provenza, mai veramente integrata nello stato francese (da quale dinastia sarà governata?). Allora nell'Ottocento si sviluppa un irredentismo panoccitano e il paese diventa una spina nel fianco per la Francia. Certamente ci saranno molti "annessionisti" in Provenza (spesso ex rivoluzionari), ma a livello di establishment ci sarà anche una grande paura per l'espansionismo del paese vicino. In seguito alle rivoluzioni del 1830 e del 1848, ponendo che i re di Provenza riescano a gestire la situazione, la Francia è ancora più identificata con la rivoluzione, e in contrasto la Provenza viene vista sempre più, anche dai realisti francesi, come un baluardo della tradizione e del legittimismo. Nel frattempo viene riscoperta la cultura provenzale, e i Provenzali finiranno per vedersi come una nazione ben distinta dai Francesi. In queste condizioni alcuni giungono a sognare di unire in un unico paese tutte le terre dove si parla l'occitano, "liberando l'Occitania, una e indivisibile, dal tallone parigino". Se questi irredentisti giungono al potere, la Provenza si alleerà con i nemici della Francia sia nel 1870 che durante le guerre mondiali. C'è il rischio che il paese prima o poi venga sconfitto e annesso; tuttavia il problema rimarrebbe, e oggi la Francia dovrebbe fare i conti con un movimento indipendentista occitano molto agguerrito. Altrimenti, la Provenza rimane indipendente e oggi fa parte dell'UE (ideata da Toxon)

États-Unis de Belgique. Dopo il Congresso di Vienna i patrioti locali ottengono da Metternich la costituzione degli agognati Stati Uniti del Belgio. Effetti nella storia d'Europa? (se lo chiede Maggioriano)

Die Österreichische Italien. Dopo il Congresso di Vienna, Metternich ottiene di mantenere in vita l'ex Regno d'Italia napoleonico (senza il Trentino), unisce ad esso anche la Toscana e il Sud d'Italia escluse le isole, e realizza così uno stato fantoccio con capitale Milano da assegnare a Maria Luisa d'Asburgo, affiancata dal conte Adam Adalbert von Neipperg, uomo della diplomazia austriaca, per controllarne la politica. Il Piemonte, la Liguria e la Sardegna restano ai Savoia, la Sicilia ai Borbone, il solo Lazio al Papa. Il lungo regno di Maria Luisa rappresenta per l'Italia una vera e propria epoca aurea. Naturalmente carbonari e mazziniani non accettano la dominazione asburgica e scatenano in continuazione rivolte, sempre represse nel sangue. Alla morte di Maria Luisa il 17 dicembre 1847 le succede in qualità di re il figlio Guglielmo di Montenuovo, da lei avuto dal von Neipperg, ma il ciclone del 1848 lo travolge: Mazzini fonda a Roma la Repubblica Romana, estesa anche a Toscana, Umbria e Marche, mentre Carlo Alberto di Savoia occupa Milano e Venezia. La successiva riscossa austriaca porta alla sconfitta sia di Mazzini che di Carlo Alberto. Il Lazio è restituito a Pio IX, mentre Vittorio Emanuele II di Savoia deve abbandonare Piemonte e Liguria, uniti al Regno Italico, e deve rassegnarsi a governare solo sulla Sardegna. Il Regno d'Italia è affidato a Massimiliano d'Asburgo, fratello minore di Francesco Giuseppe, che così evita la (dis)avventura messicana e la fucilazione. I Savoia e Garibaldi riusciranno ad espellere gli austriaci dall'Italia, o l'Espressione Geografica resterà un regno sostanzialmente unito sotto tutela austriaca? (una grande idea di William Riker)

Der Österreichisch Piemont. E se il Congresso di Vienna decidesse di annettere anche il Piemonte e la Liguria all'Austria, lasciando Nizza e Savoia alla Francia? Come cambia il Risorgimento italiano con un Regno Lombardo-Veneto-Piemontese sotto tutela austriaca? (se lo chiede Enrica S.)

La Valtellina irredenta. La Valtellina e la Valchiavenna fecero parte fin dal ‘500 del Cantone svizzero dei Grigioni, e tali rimasero fino al 1797, quando il “mercante dei popoli” Bonaparte le scorporò e le aggiunse alla Repubblica Cisalpina. Dopo il Congresso di Vienna gli Svizzeri chiesero che le fossero restituite ma gli Austriaci si opposero, avendole già occupate ed annesse de facto al loro “Lombardo-Veneto”. Gli Svizzeri alla fine desistettero e le due valli seguirono quindi i destini della Lombardia; ma se gli Svizzeri avessero “premuto” di più e riottenute quindi le due Valli magari facendone due Cantoni a sé? Innanzitutto ciò avrebbe avuto l’effetto di alzare sensibilmente la percentuale di popolazione cattolica ed italofona nella Confederazione. Ma un aumento di tali terre in mano agli Svizzeri (anche se poco abitate, importantissime dal punto di vista strategico per il controllo dei passi e delle merci) non avrebbe provocato, da parte di alcuni patrioti italiani, il desiderio di completare il Risorgimento con le due valli e il Canton Ticino? Lugano e Sondrio anziché Trento e Trieste? Ad esempio il “triplicista” Crispi potrebbe paventare un’invasione delle terre svizzere (magari aiutato dall’Austria, sempre desiderosa di distrarre l’Italia dalle mire su Trento e Trieste). Se così fosse stato avremmo visto una Svizzera molto più battagliera nel 900, probabile una sua alleanza con la Germania hitleriana in funzione anti-italiana (altra idea di Never75)

Il Principato di Seborga. Ancora oggi gli abitanti di questo piccolo Paese Ligure si dichiarano teoricamente indipendenti da Roma, reclamando una presunta autonomia sancita in epoca comunale e mai formalmente rimessa in discussione da Genovesi, Francesi e Piemontesi. Per questo nominano un proprio principe ed hanno targhe automobilistiche tutte loro. Mettiamo che l'effettiva indipendenza del Principato venga sancita ufficialmente dopo il Congresso di Vienna. In questo caso avremo un "effetto-Monaco" anche in Italia. A Seborga, più che ad Imola-San Marino, verrà costruita una nuova pista di Formula 1. Sarà a Seborga più che a Sanremo, che verrà edificato un Casinò, anche per fare concorrenza al Principato di Monaco, con cui spennare vivi i turisti europei venuti da tutto il mondo per rilassarsi sulla Riviera. Ma soprattutto gli introiti turistici della Liguria e dell'Italia intera aumenteranno ulteriormente. Alla luce poi delle manifestazioni indipendentiste degli ultimi anni, non mancherà certamente qualche "genio" che voglia far annettere il proprio paese al Principato, per avere maggiori vantaggi fiscali ed economici. Da noi una cosa del genere sta succedendo per i paesini veneti al confine con Friuli e Trentino e per quelli piemontesi ai confini della Val d'Aosta (tre Regioni a Statuto Speciale) che chiedono di "cambiare regione" allo scopo di ottenere i suddetti benefici (anche questa è di Never75)

Lo stato di Moresnet-Amikejo. Il Moresnet Neutrale fu uno stato di 3 chilometri quadrati e di 3000 abitanti la cui nascita si deve al Congresso di Vienna del 1815, il quale stabilì che l'area compresa tra la cittadina olandese di Moresnet e quella prussiana di Neu-Moresnet, essendo contesa tra i due stati, dovesse essere gestita in condominio dalle due potenze. I cittadini dello stato erano esenti dal servizio militare in Olanda e Prussia, non pagavano tasse ed il costo della vita era minore rispetto a quello dei due stati confinanti, facendo di Moresnet una sorta di paradiso nel quale cercavano rifugio sia olandesi che prussiani. Nel 1885 la miniera sulla quale si basava l'intera economia dello stato divenne totalmente improduttiva per via dello sfruttamento eccessivo. Per questo si aprirono un casinò e varie distillerie di gin, controllate a vista dalle potenze succedute a Paesi Bassi e Prussia nel condominio della zona, ovvero Belgio e Germania. Ci furono anche proposte riguardanti l'adozione dell'Esperanto come lingua ufficiale. Nel 1915 i tedeschi invasero il territorio belga e Moresnet, ed alla fine della guerra il piccolo stato venne assegnato a Bruxelles. Ma se si fosse deciso di dare la piena indipendenza a questo stato, riconosciuto come paese aggredito? A Moresnet viene annesso il territorio tedesco di Neu Moresnet, elevato a capitale, aumentando del doppio sia il territorio che la popolazione. Lo stato si libera dal condominio eleggendo un suo Presidente ed un Parlamento, e dopo poco adotta la sua versione del Franco, proclamando l'esperanto terza lingua ufficiale a pari merito con francese e tedesco, ed adottando anche il nome proposto dagli esperantisti, cosicché la nazione diventa Moresnet-Amikejo. Con la Seconda Guerra Mondiale, i cittadini prenderanno le armi contro i nazisti, venendo ricompensati con il territorio di Hergenrath a guerra conclusa. La nazione, ora di 9,5 chilometri quadrati e con una popolazione di 9000 cittadini, è membro fondatore dell' Europa Unita, e l'Esperanto viene adottato come lingua franca ufficiale dei paesi membri (geniale proposta di Mattiopolis)

Farewell to Talleyrand. Talleyrand, il ministro tuttofare di Napoleone, svolse un ruolo importantissimo nel Congresso di Vienna. Infatti seppe, con un misto di machiavellismo e cinismo pari (se non addirittura superiore) a quello dell'omologo austriaco Metternich, garantire alla Francia una pace più che onorevole ed inserirla immediatamente nel circuito delle Grandi Potenze. In pratica egli presentò la Francia come una vittima sia di Napoleone che della Rivoluzione, ne più né meno delle altre Potenze; ciò servì ad evitare alla Francia una pace "cartaginese", e le permise altresì di risollevarsi presto dalla sconfitta e nel giro di pochissimi anni ridiventare di nuovo protagonista della politica europea. Ma poniamo il caso che Talleyrand muoia prima del 1815, vuoi  per malattia, vuoi perché giustiziato dallo stesso Napoleone che ormai non si fidava più di lui. Come cambia la situazione della Francia? Sicuramente gli ex nemici tendono a sfruttare la sua debolezza per prendersi una bella rivincita. Il Piemonte potrebbe annettersi la Corsica, La Confederazione del Reno l'Alsazia-Lorena e la Franca Contea, l' Inghilterra magari Calais e qualche territorio oltremare nei Carabi, la Spagna la Cerdagna ed il Rossiglione, e perfino l'Olanda potrebbe esigere una rettifica ai propri confini per il "suo" Belgio. La Francia verrebbe poi costretta a pagare ingentissime indennità di guerra, e magari il suo territorio potrebbe essere occupato per diverso tempo. Una Francia messa così alle strette faticherà molto di più a riprendersi, le agitazioni interne si susseguiranno all'infinito e, non potendo più per parecchio tempo assumere una politica estera autonoma, è probabile che il Piemonte dei Savoia cerchi altrove degli alleati per combattere le proprie guerre d'indipendenza (ancora una proposta di Never75)

I Presidi presidiati. L'Elba e Livorno rimangono in mani spagnole anche dopo le guerre napoleoniche ed il Congresso di Vienna. Il risultato è una Spagna più importante che controlla il traffico nel Tirreno. Naturalmente, una volta costituitosi, il Regno d'Italia attacca i possedimenti spagnoli in Italia. Ne risulta subito una guerra italo-spagnola. Chi la vincerà secondo voi? (un'altra idea di Maggioriano)

Venezia s'è desta. Dopo il Congresso di Vienna viene ricostituita la Serenissima Repubblica di Venezia, che diventa protagonista degli eventi storici dell'Ottocento (proposta da Stefano Bergonzi)

Genova s'è desta. La Repubblica di Genova dopo il Congresso di Vienna non viene assegnata ai Savoia, ma resta autonoma. Il Regno di Sardegna non diventa così potente, mancandogli il porto di Genova; le ambizioni di unità dell’Italia sono ora affidate al Regno delle due Sicilie o ad una sollevazione di tutti gli stati italiani. In ogni caso con queste condizioni la strada per uno stato italiano è tutta in salita, e ancora nel novecento l'Italia non è altro che un’espressione geografica (ideata da Giorgio Tebaldi)

La repubblica di San Biagio. Dopo l'ipotesi della sopravvivenza delle repubbliche di Venezia e Genova dopo il Congresso di Vienna, ecco quella della repubblica di Ragusa (Dubrovnik). Sicuramente si tratta del POD più semplice da realizzare: basta supporre che a Vienna abbiano un improvviso prurito legittimista. Ragusa è ai margini dello scacchiere politico europeo, non è molto importante né strategicamente né economicamente e ha un territorio minuscolo. Per l’Austria non è una gran perdita, per l'Inghilterra un buono scalo in più nel Mediterraneo. Nel 1815 viene quindi restaurata la Repubblica di San Biagio. Pur rimanendo un’oligarchia, essa conserva le migliori riforme napoleoniche, come il nuovo Codice, e, non ufficialmente, offre rifugio a molti esuli dall’Austria, compresi molti italiani: in fin dei conti, il motto della repubblica era “la libertà non si vende per tutto l’oro del mondo”. Nel 1848 una rivoluzione modifica l’ordinamento in senso democratico, e probabilmente cambia anche la lingua ufficiale della repubblica, dall’italiano (lingua dell’aristocrazia e della borghesia mercantile) al croato (che invece è parlato da tutto il popolo). Ciò non impedisce però che molti volontari ragusei partecipino come volontari alle guerre d’indipendenza della penisola, e che la repubblica intrecci buoni rapporti con il nuovo regno d’Italia. Ragusa si sviluppa come un porto franco e un grande centro commerciale e turistico stile Montecarlo, superando la Prima Guerra Mondiale nella più stretta neutralità; purtroppo viene però invasa dall’Italia nella Seconda, annessa al suo territorio e in seguito a quello della Iugoslavia titoista. Da quel momento in poi il suo destino resta legato a quello della Croazia, anche se non è escluso che se ne stacchi negli anni ’90. Ucronia nell’ucronia: forse, se a Ragusa negli anni ’30 si instaura un regime fascista filoitaliano (e che magari restaura l’italiano come lingua ufficiale), Mussolini potrebbe non avere l’opportunità di invadere Ragusa in quanto “terra irredenta”; e a patto che il nuovo regime non sia tanto stupido da lanciarsi dietro al Duce nell’aggressione alla Iugoslavia, la repubblica potrebbe scampare anche a Tito. Ovviamente in questo caso il regime filofascista crolla però al massimo nel 1945, rilasciando spazio alla democrazia. Ragusa diventerebbe così una terra di frontiera tra i due blocchi, dove gli occidentali “vengono a vedere” il socialismo e gli iugoslavi “vengono a vedere” il capitalismo. In mezzo, uno stato neutrale che si arricchisce del commercio e del turismo di entrambi. Superato il momento di crisi della dissoluzione della Iugoslavia, quando Ragusa dovrà far fronte all’arrivo di una valanga di profughi e immigrati non molto ben accetti, la Repubblica di San Biagio viene accolta nell’UE nel 1995 ed è a tutt’oggi uno dei suoi membri più ricchi e sviluppati. E se la lingua ufficiale della Repubblica non fosse né l'italiano né il croato, ma il dalmatico? Quest'ipotesi è indubbiamente affascinante, tuttavia già nel Rinascimento a Ragusa era una lingua morta, e non sembra credibile che nell'Otttocento lo restaurino come lingua ufficiale come hanno fatto gli israeliani. Non è però una brutta idea pensare che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, se la repubblica riesce a salvarsi, ci sia un revival del dalmatico, in opposizione sia al nazionalismo italiano che a quello jugoslavo. Per i giovani più politicizzati e nazionalisti diventa un punto d'onore poter mostrare di avere un'identità dalmatica autonoma, e, se l'idea fa breccia, oggi il dalmatico potrebbe essere proclamato lingua ufficiale insieme al croato, in un ruolo molto simile a quello dell'irlandese di oggi: dal punto di vista pratico non serve a nulla, ma losi deve conservare perchè è un "tesoro nazionale" (una grandissima idea di Toxon)

Risorgimento Greco-Veneziano. Se nell’Ottocento Venezia sopravvive e ha ancora un po’ di possedimenti greci (Isole Ionie, Candia, Morea, ecc…) forse il nazionalismo greco sarebbe più forte che nella nostra Timeline. Una Repubblica di Venezia ancora vitale infatti vedrebbe la nascita di una forte borghesia greca, che inevitabilmente sarebbe conquistata dal nuovo nazionalismo. Inoltre, se la Repubblica, durante il periodo napoleonico, resiste nei territori greci, questi avrebbero tutte le ragioni per chiedere un peso politico molto maggiore all’interno dello stato. Venezia, stretta tra nazionalisti italiani e nazionalisti greci, riuscirà a mantenere “un piede in due scarpe” e a completare due processi di unificazione mantenendo le strutture del suo stato intatte? Secondo me no; a Venezia potrebbe invece avvenire una specie di “Ausgleich” tra le due metà della Serenissima: da Perasto in su ci sarebbe la “Repubblica Italiana di Venezia”, impegnata a contendere ad Asburgo e Savoia il controllo della penisola; dalle Ionie in giù invece ci sarebbe una “Repubblica Greca di Venezia”, impegnata a completare l’unità nazionale combattendo contro il moribondo Impero Ottomano. Tra l’altro queste metà avrebbero buon gioco a contenere e/o assimilare le “nazionalità soggette” (Croati e forse Sloveni per la parte italiana, Turchi e forse Albanesi per la parte turca, dipende da come e quanto si espanderà lo stato); ciò però comporterebbe la fine della tolleranza veneziana, e quindi la perdita definitiva di una parte dello “spirito” della vecchia Serenissima. La “Repubblica Italo-Greca di Venezia” riuscirà a sopravvivere o farà la stessa fine dell’Impero Austro-Ungarico? (sempre frutto della fantasia di Toxon)

Niente Santa Alleanza. Lo zar Alessandro I di Russia, preso da un improvviso ripensamento, non fonda la Santa Alleanza con Prussia ed Austria, ma preferisce dedicarsi ai problemi interni al suo Paese. Senza il fondamentale supporto delle armate russe, l'Impero d'Austria mostra prima segni di rottura. Le varie nazionalità "oppresse" si affermano già nel 1848. L'Ungheria di Kossuth si dichiara indipendente, la Confederazione del Reno si scioglie, nasce l'Impero di Prussia e gli Stati Italiani sconfiggono l'Austria e si riuniscono in Federazione. All'Austria non rimangono che i possedimenti Asburgici, la sua parte di Polonia e le province Slave. Ridotto così nelle dimensioni e privato delle regioni più ricche economicamente, il Regno asburgico torna ad essere una potenza periferica, del tutto incapace di influire sulla futura politica europea (grazie a Never75)

Fiori d'arancio in casa Leopardi. Un'ucronia a cui pensano tutti gli studenti di quarta superiore. Giacomo Leopardi nel 1817 si innamorò di Gertrude Cassi Lazzari, una cugina del padre, che fu ospite presso la famiglia per alcuni giorni. Scrisse in questa occasione il "Diario del primo amore" e l'"Elegia I" che verrà in seguito inclusa nei "Canti" con il titolo "Il primo amore". Cosa succede se questi due meravigliosi scritti capitano per caso sottomano alla ragazza e lei, colpita profondamente dai versi d'amore, si innamora di Giacomo? Dato che ai tempi l'amore tra parenti di secondo grado non è visto di cattivo occhio come al giorno d'oggi, è probabile che Leopardi trovi davvero la donna della sua vita,e la sposi. La sua poetica cambierà per sempre. Scordiamoci frasi quali "Negletta prole nascemmo al pianto, e la ragione in grembo de' celesti si posa": il pessimismo cosmico di Leopardi non avrà luogo, oppure sarà alquanto mitigato dall'amore di Gertrude... (pensata da Renato Balduzzi)

Io Tarzan, tu Jane. Il 18 luglio 1817 la grande scrittrice inglese Jane Austen, autrice di capolavori come "Ragione e sentimento" e "Orgoglio e pregiudizio", si spegneva a neppure 42 anni. Le cause della morte non sono mai state accertate: c'è chi pensa al morbo di Addison o alla tubercolosi, e la giallista inglese Lindsay Ashford ha avanzato addirittura l'ipotesi che sia stata avvelenata dai suoi congiunti, i quali in seguito infatti distrussero quasi tutte le sue lettere. Ma che succede se la Austen non muore in quella data e campa ottant'anni? Quali altri capolavori ci regalerà? E come cambierà la letteratura romantica inglese? (questa è di Enrica S.)

Gli Imperi Sudamericani. Nel 1817, in seguito alle dichiarazioni di Indipendenza delle Nazioni Centro e Sudamericane, lo Zar Alessandro II propose alle potenze della Santa Alleanza un intervento extracontinentale in favore di Spagna e Portogallo. L'Inghilterra a sua volta propose una soluzione mediana: quella di costituire nelle colonie iberiche dei regni indipendenti affidati a rami collaterali dei Borbone e Braganza. Tale proposta non fu accettata perchè le altre potenze (in primis Austria, Russia, Spagna e Portogallo) chiedevano la completa sottomissione delle colonie ribelli. Ma se invece avessero accettato? In Sudamerica, oltre al Brasile si costituiscono altri "Imperi" (e non Repubbliche) ancora però sostanzialmente legati culturalmente ed economicamente se non politicamente all'Europa. Minore influenza statunitense e maggiore stabilità politica nelle nuove nazioni transoceaniche. Data la provenienza europea dei nuovi regnanti di origine spagnola, non è improbabile anche una loro maggiore partecipazione negli affari del nostro Continente e magari anche una loro "corsa coloniale" verso l'Africa Centrale in concorrenza alla Francia (favoriti a bella posta dagli Inglesi). Gli Stati Sudamericani nel '900 avranno così una politica estera maggiormente autonoma ed "europeistica". Anche la rivalità tra Brasile e Stati confinanti potrebbe essere molto più accentuata e provocare continue guerre su scala planetaria. Ad esempio la Seconda Guerra Mondiale potrebbe vedere un Brasile alleato dell'Asse contrapposto al resto del Centro-Sud America alleato di USA e Gran Bretagna (ancora Never75)

L'età carlottiana. Un'ucronia derivata dalla precedente. Carlotta Augusta del Galles, unica figlia di re Giorgio IV d'Inghilterra, non muore di parto il 6 novembre 1817, ma dà alla luce una bambina cui dà nome Carlotta, che vent'anni dopo, il 20 giugno 1837, alla morte di suo zio Guglielmo IV diventerà regina d'Inghilterra. In assenza della grande Vittoria, come cambia la storia inglese? E quella europea? Sicuramente Leopoldo di Sassonia-Coburgo-Gotha, marito di Carlotta Augusta, non diventa re dei Belgi, forse Bruxelles viene assorbita dalla Francia. Inoltre la regina Carlotta I potrebbe essere affascinante ma capricciosa come sua madre, i cui genitori tra l'altro litigavano in continuazione e finirono per separarsi: altro che il buon senso e la freddezza dimostrata da Vittoria in numerose occasioni... (ipotizzata da William Riker)

Spartizione europea dell'Asia. Per ottenere questo risultato occorre come prerequisito la disponibilità anticipata in Europa di mezzi di tutela batteriologica contro le malattie endemiche nel Vicino e Medio Oriente, in modo da evitare le epidemie che hanno fatto strage dei tentativi di colonizzazione dei Crociati; seguirà, diciamo nel 1818, la spartizione dell'Impero Ottomano tra Potenze Europee (Russia inclusa), con conseguente colonizzazione, invece che delle Americhe e dell'Oceania, della fascia che nell'ipotesi minima va dall'Algeria al Golfo Persico. All'Austria vanno Bosnia, Hercegovina, Novi Pazar, Kosovo, Scutari, Monastir, Salonicco, Creta, Tripolitania, Tripoli di Soria; all'Imperatore d'Austria col titolo di Re d'Armenia toccano Van, Erzurum, Diyarbakir, Sivas, Maras, Adana, Aleppo; al Sacro Romano Impero Mosul, Baghdad e Bassora; i Principati di Serbia e Montenegro sono posti sotto il Protettorato dell'Impero d'Austria. Invece alla Russia vanno Cefalonia, Bugiak, Dobrugia, Bulgaria, Kastamonu, Ankara, Konya, Kars, Çildir, Libano e Beirut; allo Zar di tutte le Russie col titolo di Imperatore Romano d'Oriente e Basileus dei Greci vanno Morea, Livadia, Tessaglia, Isole dell'Egeo, Tracia e Costantinopoli, Anatolia occidentale, Trebisonda; i Principati di Moldavia e Valacchia sono posti sotto il Protettorato dell'Impero Russo. Alla Gran Bretagna toccano Zante, Cirene, Damasco, Sidone e l'intera Penisola Arabica; alla Francia Algeria centrale, Egitto, Sudan; alla Spagna l'Algeria occidentale; a Napoli l'Epiro da Valona a Giannina; al Re di Sardegna Algeria orientale, Cipro e Gerusalemme; al Granducato di Toscana va Tunisi; allo Stato della Chiesa viene data Rodi. Contrappesi in Europa: la Polonia russa e austriaca sono unite come Regno di Polonia in unione personale con l'Austria; restaurazione del Sacro Romano Impero in unione personale con l'Impero d'Austria; federazione della Germania settentrionale come Impero di Prussia entro il Sacro Romano Impero. Si prevede l'ulteriore espansione russa in Transcaucasia (tranne Erevan), nei Khanati centroasiatici, in Persia, in Zungaria, in Mongolia (Esterna e Interna), in Manciuria e nel Tibet. Quali le conseguenze sulla politica coloniale britannica? Lo sbocco al Pacifico in Columbia, punti d'appoggio insulari negli Oceani Atlantico e Indiano, l'unificazione dell'India, l'espansione in Balucistan e in Afghanistan; secessione della Sicilia, in unione personale con l'Inghilterra; protettorato britannico sul Regno del Portogallo con le Colonie, incluso il Brasile; espansione senza contrasti in Asia sudorientale, eccettuate le Indie Orientali Olandesi e Portoghesi e le Filippine; forse addirittura conquista della Cina metropolitana (la Regina Vittoria è incoronata celeste imperatrice). Come contraltare si avrà la successione borbonica unitaria in Francia, Spagna con le Colonie e Napoli; il protettorato francese sul Regno di Sardegna e quello austriaco sullo Stato della Chiesa (un grande progetto di Bhrg'hros)

Emofilia. Com'è noto la Regina Vittoria d'Inghilterra, nata il 24 maggio 1819, diffuse l'emofilia tra tutte le case regnanti europee; anche suo figlio Leopoldo morì proprio di emofilia. Non è chiaro da chi Vittoria avesse ereditato questa malattia, dovuta all'assenza di una proteina che permette la coagulazione del sangue. Il gene difettoso si trova sul cromosoma Y femminile, per cui di solito i nati maschi contraggono la malattia, mentre le nate femmine sono portatrici sane. Dunque il morbo si trasmette per via femminile, ma non risulta che sua madre, Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld, o qualcuna delle sue antenate ne soffrisse. Un'ipotesi è questa: quando Vittoria nacque, suo padre Edoardo Augusto, duca di Kent e di Stratheam, aveva già cinquantadue anni, e come altri figli di re Giorgio III era rimasto celibe, ma dovette sposarsi in fretta e procreare un erede dopo la prematura morte della principessa Carlotta Augusta del Galles, figlia di suo fratello maggiore Giorgio IV ed unica erede al trono d'Inghilterra. Una mutazione nello sperma del padre potrebbe giustificare la comparsa dell'emofilia. Ora supponiamo che tale mutazione non avvenga, e che Vittoria e i suoi figli siano immuni dal male. Conseguenza importantissima: Alessandra Fedorovna, nipote della regina Vittoria, non trasmette l'emofilia al figlio, lo Zarevic' Alessio, erede al trono dell'impero russo, e così sua mamma non viene plagiata da Rasputin, che asseriva di poter guarire il ragazzo. Siccome Rasputin, che esercitava una nefasta influenza sull'intera famiglia regnante russa, ebbe un ruolo importante nella dichiarazione di guerra della Russia all'Austria-Ungheria dopo l'attentato di Sarajevo, è possibile addirittura che la Prima Guerra Mondiale non scoppi (anche questa è di William Riker)

Il Pavido della Patria. Vittorio Emanuele II di Savoia, futuro primo re d'Italia, nacque a Torino il 24 marzo 1820 da Carlo Alberto di Savoia-Carignano, re di Sardegna, e Maria Teresa d'Asburgo-Toscana. Tuttavia egli era tracagnotto e decisionista, al contrario del padre, magro, alto ben 2,04 m e di carattere irresoluto. Nacque così la leggenda che Vittorio Emanuele non fosse figlio della coppia reale, ma si trattasse di un bimbo di origine popolana, scelto per sostituire il vero figlio di Carlo Alberto, morto ancora in fasce a causa di un incendio sviluppatosi nella sua stanza. La maggior parte degli storici nega ogni fondamento a questa ipotesi, visto che i genitori del bambino erano ancora molto giovani, e avrebbero potuto quindi avere un altro figlio maschio se il piccolo fosse davvero morto in un incidente. Ma supponiamo che le cose siano andate davvero così. E se la culla di Vittorio Emanuele II non avesse preso fuoco? La balia invece di salvare il proprio figlio al posto del Re (cosi dicono le leggende fin dall'ottocento) non deve scegliere e il "vero" Vittorio Emanuele II non sarà il sanguigno donnaiolo Padre della Patria ma un pavido, piccolo, pallido, gracile e timoroso Savoia. Per cui forse il Piemonte non si impelagherà nell'Unità di Italia. navigherà di conserva come dependance della Francia e terrà un profilo basso, bassissimo! Che accade? Chi prende il timone e raccoglie il grido di Mazzini? Per chi combatterà Garibaldi? (la dobbiamo a Sandro Degiani)

Francesco II di Borbone-Savoia. Alternativa all'ucronia precedente. Il Re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia-Carignano non ha figli maschi ma solo femmine (ciò va a braccetto con la sua scialba figura politica). Maria Cristina di Savoia, nella nostra Timeline nata nel 1826 e vissuta solo un anno, in questa linea temporale viene alla luce nel 1820, mentre Vittorio Emanuele e Ferdinando non nascono. Maria Cristina sposa Ferdinando Carlo Maria di Borbone, di dieci anni più vecchio, futuro Ferdinando II, e così il Re di Napoli riunisce nelle sue mani la Corona di Sardegna e quella delle Due Sicilie. L'Erede della coppia, corrispondente al nostro Francesco II, sarà Re d'Italia senza colpo ferire, anche perchè nel 1848 i patrioti ottengono di annettere Parma, Piacenza, Modena, Lucca e la Toscana al Regno di Borbone. Savoia e Nizza restano in mani borboniche, mentre lo Stato della Chiesa resta al Papa, tranne forse Bologna e la Romagna. Se il regno borbonico coglie l'occasione di allearsi con la Prussia nel 1867, in cambio dell'aiuto prestato a Bismarck otterrà anche la Lombardia e le Venezie, altrimenti occorrerà aspettare la Prima Guerra Mondiale. E quando allo stato borbonico verrà annessa Roma? (anche questa è di Sandro Degiani)

Uno di Casa(ti)/1. Gabrio Casati (1798-1873) fu un patriota poco conosciuto ma che svolse una parte importantissima a metà dell'ottocento. Casati era di famiglia nobile e ricchissima. Fu sempre un suddito fedele degli Asburgo: tale fedeltà fu premiata alla fine facendolo nominare podestà di Milano proprio a ridosso del 1848. A far cambiare poi così tanto le sue idee politiche furono le idee del cognato: Fedele Confalonieri, andato in sposa a Teresa Casati. Fu l'interessamento di Gabrio alla situazione del Confalonieri, incarcerato assieme a Pellico e come lui condannato a morte, a renderlo partecipe dei sentimenti dei "patrioti". Così andò a raccogliere firme contro la condanna a morte di Confalonieri da tutti i nobili e borghesi milanesi e le espose a Vienna. Un segnale così forte non si poteva ignorare, e così Francesco I nel 1822 fu costretto a concedere la grazia: la condanna a morte dei patrioti venne commutata nel carcere a vita. Pellico scrisse "Le mie prigioni", la cui uscita costò all'Austria più "di una battaglia persa", come gli stessi Asburgo furono costretti ad ammettere. Confalonieri e poi Casati vennero visti come degli eroi, e soprattutto il secondo, ormai nettamente orientato verso le posizioni filo-indipendentiste, ebbe un ruolo da protagonista nelle Cinque Giornate. Ma se Casati non viene conquistato dalla causa rivoluzionaria? Pellico, Maroncelli e Confalonieri vengono condannati alla pena capitale tra il disinteresse generale. La Lombardia continua ad essere filo-austriaca. Casati, grazie alla sua posizione ed alla sua fama di buon diplomatico, riesce con una politica di lungimiranza a strappare notevoli autonomie a Vienna per il Lombardo-Veneto. Le Cinque Giornate non scoppiano neppure, e così il Piemonte rimane a bocca asciutta (prima ucronia dedicata da Never75 a Gabrio Casati)

Belzoni il Conquistatore. Il nome di Giovanni Battista Belzoni è oggi noto solo a pochi specialisti, ma fu questo rude avventuriero padovano, alto più di due metri, a scoprire la tomba di Seti I nella Valle dei Re, a disseppellire il grande complesso monumentale di Luxor dedicato a Ramses II, e a trovare una via per entrare nella piramide di Chefren. Non è dunque eccessivo definirlo uno dei padri della moderna egittologia. Purtroppo il geniale Belzoni morì a soli 45 anni in Nigeria, di dissenteria, mentre tentava di raggiungere la leggendaria città di Timbuctù. Ma che accade se Belzoni non muore e ce la fa a raggiungere quella città? E se poi, come Henry Morton Stanley per conto del re del Belgio, anche Belzoni si mette al servizio del Regno di Sardegna, e conquista per esso un impero coloniale? (anche questa è di William Riker)

Repubblica Teocratica di Grecia. E se l'Indipendenza greca dai Turchi ad inizio '800 partisse dai Monaci del Monte Athos? I Monaci (organizzatisi) potssono far partire una protesta per tutta la Penisola Ellenica in modo simile a quella (attualissima) dei monaci buddhisti in Tibet e Birmania. L'idea non è così bislacca come parrebbe: tutte le Chiese Ortodosse hanno una forte componente etnica e nazionalista in un modo che noi (cattolici) fatichiamo a capire. Inoltre nell'ortodossia la commistione tra religione e politica è forse ancora più marcata che da noi. Si pensi che da noi il primo presidente di Cipro indipendente è stato il suo arcivescovo! E tra l'altro fu pure molto benvoluto anche dalla minoranza musulmana dell'Isola. A questo punto, se la rivolta va a buon fine, avremo una Repubblica Teocratica - ovviamente ortodossa! - in gran parte della Penisola Ellenica. In una situazione di tale tipo solo la Russia può appoggiare e proteggere la sua indipendenza, mentre Francia e Regno Unito, visto l'andazzo, nella migliore delle ipotesi rimangono neutrali. La guerra può andare molto più per le lunghe, e gli Imperi Turco e Russo passeranno ancor più tempo a scannarsi a vicenda. Parimenti la costituzione di un nuovo stato teocratico o comunque confessionale in Europa potrà fornire un illustre precedente a qualche papa "nostrano". Forse pure l'idea di una Federazione italiana con a capo il Pontefice potrà realizzarsi. Quali gli sviluppi? (ideata da Never75)

Province Separate. Il 1 luglio 1823 le province meridionali del Messico proclamarono l'indipendenza è diedero vita alle Province Unite dell'America Centrale, con capitale Città del Guatemala. I liberali centroamericani riposero grandi speranza nella repubblica federale, che speravano sarebbe evoluta in una moderna nazione democratica grazie ai commerci tra i due oceani, l'Atlantico ed il Pacifico, in mezzo ai quali lo stato si trovava, ma le loro speranze andarono presto deluse. L'instabilità politica e la sete di potere dei vari caudillos portarono allo scioglimento della federazione il 31 maggio 1838 e alla nascita dei nuovi stati di Guatemala, Honduras, El Salvador, Nicaragua e Costa Rica. Ma come cambia la storia dell'America Centrale se la federazione sopravvive? (sempre William Riker)

Don Juan. Il poeta inglese George Gordon Byron morì di meningite il 19 aprile 1824 a Patrasso, dove si era recato per combattere i Turchi a favore dell'indipendenza della Grecia, stringendo al petto il manoscritto incompiuto del suo "Don Juan", interrotto al XVII canto. Non sapremo mai come sarebbero andate a finire le avventure dello spregiudicato Don Giovanni, anche perchè lo stesso Byron non lo sapeva (diceva sempre di scoprire nella sua mente ciò che sarebbe accaduto solo mentre scriveva). Ma se Byron sopravvive e il "Don Juan" viene ultimato, divenendo una delle più note e apprezzate opere della letteratura romantica inglese? (di nuovo William Riker)

Il Grande Siam. Nel 1824 muore Rama II del Siam. Il paese è in cattivi rapporti con la Gran Bretagna per la questione del sultanato malese di Kedah, occupato dai siamesi che minacciano quindi lo stabilimento di Penang della Compagnia delle Indie. Il suo successore è Rama III, isolazionista e conservatore, che sale al trono per un colpo di palazzo contro il legittimo erede, il filobritannico Mongkut. Mongkut continua a fare il monaco e salirà al trono molto più tardi, col nome di Rama IV, e avvierà il processo di modernizzazione del Siam da cui nascerà la Thailandia moderna, processo che permette al paese di mantenersi indipendente. Ma se diventasse re nel 1824, probabilmente si alleerebbe con gli inglesi contro la Birmania, riconquistando Tavoy e Mergui. Come nella nostra linea temporale, conquisterebbe Laos e Cambogia, ma l'alleanza con gli inglesi e le spalle sicure ad est, gli consentirebbero di sconfiggere il Vietnam. Come andranno le cose con suo figlio Chulalongkorn, Rama V? (ideata da Falecius)

Niente Madagascar. Nel 1824 Radama I, Re dei Merina, uno dei popoli del Madagascar, con l'aiuto degli inglesi sconfisse il regno dei Betsimisaraka, dilaniato dalle guerre tribali, quello dei Sakalava e quello degli Antankarana, unificando l'isola sotto il suo scettro e facendosi riconoscere da Londra primo Re del Madagascar. Ma che succede se i Francesi si interessano prima alla regione, oppure se i Sultani di Zanzibar pensano di islamizzare l'isola, e foraggiano ampiamente i popoli nemici dei Merina, che vengono sconfitti? I Betsimisaraka (in lingua malgascia "Numerosi e Inseparabili") ce la faranno a riunificare a loro volta il Madagascar? Oppure l'isola si spaccherà in una serie di principati feudali, con i Merina vassalli degli inglesi, i Betsimisaraka sottomessi ai francesi, i Sakalava convertiti all'Islam e nell'orbita dell'Oman e di Zanzibar, e magari il piccolo popolo degli Antankarana ("Quelli delle Rupi") che chiede la protezione del Regno delle Due Sicilie e poi del Regno d'Italia? Il Madagascar riuscirà a riunificarsi nel XX secolo? Se la risposta è no, è possibile che dopo la decolonizzazione la zona Merina diventi alleata dell'URSS, e la zona Betsimisaraka per converso degli USA. Potrebbero sorgere dei "Merina Rossi" analoghi agli Khmer Rossi, con conseguente guerriglia che insanguina il paese e gli USA di Lindon Johnson che intervengono massicciamente anche lì. Ma finirebbe come in Vietnam, e lo scacco per gli USA sarebbe anche peggiore. Nixon potrebbe perdere le elezioni del 1972 a favore del democratico George McGovern... (seconda ucronia malgascia pensata da William Riker)

Costantino II il Grande. La rivolta decabrista del 1825 ha successo e mette sul trono russo Costantino, una figura illuminata di vedute moderatamente liberali, al posto dell'oscurantista Nicola I. Questi concede una costituzione con una Duma consultiva a suffragio molto ristretto (nobiltà ed alta borghesia) e allarga le competenze del Senato (alta nobiltà), abolendo gradualmente la servitù della gleba con una trentina d'anni d'anticipo. Inoltre segue il progetto della madre Caterina riguardo all'Impero Ottomano, sfruttando in modo più efficace le diverse crisi d'oriente e smembrando (con l'aiuto di Muhammad Ali d'Egitto) gran parte dello Stato turco con notevole anticipo. Inoltre non assiste gli austriaci in Ungheria nel 1849, preferendo la guerra con la Porta, che qull'anno fu sfiorata anche nella nostra Timeline, con conseguenze rilevanti per gli Stati asburgici... (ancora Falecius)

Lo stato cislapino. Viene domata la rivolta del 1825, e l'annessione brasiliana dell'Uruguay dura sino ad oggi. Nella federazione esiste quindi lo stato cislapino, in cui la maggioranza degli abitanti parla spagnolo, perennemente in agitazione contro gli altri stati (pensata da Lord Wilmore)

Il Napoleone Nero/1. Shaka Zulu è considerato ancor oggi "il Napoleone Nero" per le incredibili capacità di organizzazione militare da lui dimostrate. Secondo una delle tante tradizioni leggendarie giunteci sul suo conto, egli era figlio illegittimo di Senzangakona, capo del popolo Ngoni, e di Nandi, figlia di un capo dei Langeni; sarebbe stato concepito durante un rito zulu chiamato uku-hlobonga, in cui due giovani non sposati avevano un'unione sessuale in un periodo non fertile. Sempre secondo le tradizioni Zulu, all'età di sei anni Shaka sarebbe stato scacciato dal kraal di suo padre (il podere di famiglia) a causa della morte di una pecora del gregge che stava accudendo; sua madre Nandi prese le sue difese e fu scacciata con lui. I due passarono diversi anni vagabondando fra i kraal di altri proprietari terrieri: un ricordo destinato a rimanere impresso nel ricordo di Shaka, che in seguito si sarebbe ferocemente vendicato. Ma che accade se quella benedetta pecora non muore e Shaka non viene scacciato? Il suo rancore non si cementa terribilmente nel suo animo, egli non sfoga la propria rabbia nelle attività guerresche e non diventa un capo temuto e leggendario, rimanendo un semplice allevatore oppure diventando soldato, ma senza alcuna fulgida carriera. Di conseguenza non avremo nessun Beinahmen, cioè nessun invincibile plotone organizzato sul modello spartano, e gli Zulu resteranno un popolo diviso e facile preda dei colonizzatori inglesi. Anche la storia del moderno Natal (che non si chiamerà di conseguenza KwaZulu) e di tutto il Sudafrica sarà completamente differente (sempre ideata da William Riker)

Il Napoleone Nero/2. Al contrario, Nandi (madre di Shaka) vive più a lungo e, di conseguenza, la crudeltà del Napoleone Nero non si incancrenisce dopo la morte della madre. Ne consegue che il 22 settembre 1828 Shaka non viene assassinato dal fratellastro Dingane con l'aiuto di un altro fratello, Umthlangana, e la Nazione Zulu non si indebolisce ma sopravvive sotto i figli di Shaka. Per gli inglesi sarà dura, conquistare tutto il Sudafrica. E se gli Zulu a fine ottocento si alleassero con i Boeri contro gli inglesi? Come finirà l'assedio di Mafeking? E Baden Powell potrà sopravvivere e fondare lo scoutismo? (ancora William Riker)

I Roosevelt in Sudafrica. La famiglia Roosevelt era di origine olandese, poi emigrata negli Stati Uniti. E se fossero emigrati in Sudafrica? Prevedo un maggior coinvolgimento del Sudafrica nella II Guerra Mondiale, e magari una attenuazione dell'apartheid per ricompensare i soldati neri di essersi battuti eroicamente in guerra (questa è di Perchè no?)

Ma che impero d'Egitto... L'egiziano Muhammad Ali fonda un impero panarabo e si proclama califfo, iniziando una sua guerra coloniale verso il Corno d'Africa ed il cuore dell'Africa Nera (ideata da Falecius)

La Rivoluzione del 1830. Il 2 agosto 1830 la rivoluzione scoppia di nuovo in Francia, il conservatore e ottuso Carlo X deve fuggire e abdicare, e nella nostra storia obbliga suo figlio Luigi, ad abdicare anche lui meno di 20 minuti dopo suo padre. la leggenda vuole che il principe abbia supplicato suo padre : "Lasciatemi essere re almeno un'ora!" e Carlo X di rispose "Voi? Neanche un minuto di piu!" Immaginiamo però che, dopo la sua abdicazione, Carlo X non riesca a convincere suo figlio. il Delfino si proclama ufficialmente re Luigi XIX e sfugge alla guardia del padre per fuggire all'estero e chiamare l'Europa alla mobilizzazione. Il principe è anche lui un ultraconservatore ma con sogni di gloria militare (era stato lui a condurre le truppe francese in Spagna contro i liberali). Cosa avviene dunque se il re in esilio convince la Santa Alleanza a restaurarlo sul trono? Una nuova guerra europea scoppia in favore di Luigi XIX contro il re costituzionale Luigi Filippo d'Orléans? Questa guerra contro la Francia potrebbe essere a sua volta lunga molto e potrebbe permettere ai nazionalismi e ai desideri di libertà seppelliti in Europa di scoppiare con 18 anni d'anticipo rispetto a 1848? (la propone il francese Perchè no?)

Enrico V di Borbone. Alternativa all'ucronia precedente. Carlo X e il principe Luigi abdicano, ma La Fayette e Luigi Filippo si mettono d'accordo per porre sul trono costituzionale il figlio del principe, Henri, allora bambino, sotto la reggenza dell'Orléans. Nel 1830 inizia dunque il regno di Enrico V. Il bambino é tolto alla sua famiglia conservatrice ed educato come re costituzionale favorevole al parlamento. Alcuni anni dopo il governo criticato di Luigi Filippo cade e si svolgono libere elezioni. Come evolverà la monarchia Enriciana? Enrico V rispetterà la costituzione per tutta la vita, permettendo di forgiare una democrazia francese in pace con 50 anni di anticipo, lasciando nell'impossibilità Napoleone III e suo secondo impero? O Enrico V proverà a riassumere un potere assoluto o per altre ragioni sarà rovesciato da una rivoluzione? (ancora Perchè no?)

Nicola il Conquistatore. Nel 1830 Nicola I era pronto ad invadere l'Europa occidentale per schiacciare la Rivoluzione di Luglio e la rivolta belga, e probabilmente l'avrebbe fatto se non fosse stato bloccato dalla rivolta polacca di novembre. Austria e Prussia erano d'accordo, e aveva tutti i numeri per vincere, restaurando a Parigi Carlo X e mantenendo uniti i paesi Bassi. ma come avrebbe reagito l'Inghilterra? Quali le conseguenze di una Russia gendarme vittorioso della reazione in Europa? Gli ufficiali di ritorno da quella campagna avrebbero provocato ancora più guai dei reduci delle guerre napoleoniche. Probabilmente la rivolta polacca sarebbe diventata ancora più aspra, così come la sua repressione. Inoltre Francia , Austria, Paesi bassi e Prussia sarebbero diventati in un certo senso dei vassalli dello zar  (anche questa è di Falecius)

Che mondo sarebbe senza il Belgio? Staccatosi dall'Olanda, il paese si sfascia assai presto ed è diviso tra i Valloni, che si uniscono alla Francia, e i Fiamminghi, che rientrano in Olanda. Come cambia la storia d'Europa? (l'ha pensata Homer)

Guerra Anglo-Nnapulitana. Gli inglesi non hanno mai visto di buon occhio il Regime Borbonico di Napoli, troppo filorusso e filospagnolo per i loro interessi. Regno Unito e Regno delle Due Sicilie vennero ai ferri corti negli anni '30 dell'ottocento, e si rischiò una guerra tra le due monarchie a causa del commercio del sale. Fu solo per l'intercessione di Luigi Filippo che la guerra fu evitata o, per meglio dire, solo rimandata, visto l'interesse britannico nella Spedizione dei Mille una trentina d'anni dopo. Ma che accade se la guerra scoppia davvero? (made in Never75)

Riscossa spagnola. Dopo le guerre d'indipendenza dell'America latina, la Spagna ridotta a poca cosa vuole vendicarsi ricostruendo subito un nuovo impero coloniale in Africa. Nel 1830 é la Spagna e non la Francia a iniziare la conquista dell'Algeria. Il dominio spagnolo in Africa sarà allora ben più esteso e il suo ruolo nelle vicende internazionali assai più importante! (ideata da Perchè no?)

Bolivar. Il sogno di Bolivar di creare la repubblica della Gran Colombia non fallisce nel 1831. Come cambia la storia del Sudamerica con uno stato comprendente Colombia, Venezuela, Ecuador e Panama? (se lo chiede Enrica S.)

Re Vittorio Amedeo IV di Savoia. Il 27 aprile 1831 Carlo Alberto di Savoia-Carignano divenne Re di Sardegna perchè Vittorio Emanuele I aveva quattro figlie (e la Legge Salica impediva la successione femminile al trono sabaudo), mentre suo fratello Carlo Felice era privo di eredi. Ma supponiamo che una sola delle quattro rampolle di Vittorio Emanuele I sia un maschio, che nel 1821 gli succede per esempio con il nome di Vittorio Amedeo IV (il nome del nonno). Considerando che il ramo principale dei Savoia brillava per l'assoluta contrarietà a qualsiasi riforma in senso liberale, come cambia la storia d'Italia? (anche questa è di William Riker)

Federico di Torino. Carlo Alberto ereditò il trono da Carlo Felice (1821-1831) benché fosse solo suo parente di tredicesimo grado. Ciò avvenne perchè Metternich non si fece i fattacci propri: si volle impicciare negli affari interni del regno sabaudo-sardo, impedendo a Carlo Felice di revocare la Legge Salica e proclamare la "Pragmatica Sanzione". Nel caso l'Austriaco avesse pensato a non interferire, il trono sarebbe toccato al genero di Carlo Felice, il duca Federico V di Modena, il più controrivoluzionario dei monarchi europei del tempo, il protettore del principe di Canosa. Come cambia la storia italiana e non solo del XIX e del XX secolo in caso in cui questa possibilità si realizzi? (immaginata dal Marziano)

Hegel e Schelling. Il 14 novembre 1831 Georg Wilhelm Friedrich Hegel, il maggior filosofo dell'ottocento, si spense a Berlino, secondo alcuni di colera, secondo altri per un tumore allo stomaco. Dopo la sua morte un suo compagno di studi, un certo Friedrich Schelling, potè finalmente far emergere le proprie teorie, prima oscurate da quelle del più noto collega, e dieci anni dopo Schelling poteva tenere lezioni contro il pensiero filosofico di Hegel dalla stessa cattedra dell'Università di Berlino che era stata del suo rivale. Ma se Hegel campa più a lungo e Schelling rimane nell'ombra? Come si sviluppa la dialettica filosofica tedesca nell'ottocento? (di nuovo William Riker)

Tunisia sardo-napoletana. Nel novembre del 1832 Ferdinando II si recò a Genova per celebrare il suo matrimonio con Maria Cristina di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele I , madre del futuro Franceschiello. Durante il soggiorno di Ferdinando a Genova, si fissarono tra il re di Sardegna Carlo Alberto) e il re delle Due Sicilie le basi di una convenzione intesa a tenere in rispetto il Bey di Tunisi che aveva "abusato del suo potere" contro una nave genovese ed alcuni sudditi napoletani. La convenzione fu conclusa nel marzo del 1833; poco dopo, furono inviate due squadre di navi sarde e napoletane nel porto di Tunisi e il Bey, atterrito, diede tutte le soddisfazioni che si vollero. Ma che sarebbe successo se sardi e napoletani fossero sbarcati a Tunisi, e costretto il bey ad accettare un protettorato da parte dei due stati Italiani? All'epoca i francesi non avevano ancora completato la conquista dell'Algeria, e forse non si sarebbero opposti. Il dominio congiunto della Tunisia, oltre all'unione matrimoniale, avrebbe portato a migliori relazioni tra i due paesi, tanto da evitare la spedizione dei Mille? Oppure dopo l'impresa di Garibaldi i piemontesi sarebbero subentrati ai napoletani, e la Tunisia sarebbe rimasta un protettorato italiano? In questo caso un accordo con la Francia avrebbe poi permesso anche l'occupazione della Libia nel 1878, con un impegno militare minimo. Quale sarebbe stata la politica estera italiana negli anni successivi? E le rivolte in Nordafrica di inizio 2011 avranno ugualmente luogo? (questa è di Francesco Dessolis)

Guerra di Nullificazione Americana. Il 4 febbraio 1833 il senatore Henry Clay del Kentucky muore a causa di un'infezione fulminante. Il suo decesso sconvolge la dinamica politica a Whashington; nessun altro sembra in grado di riunire gli oppositori del presidente Jackson. La Carolina del Sud inoltre ha dichiarato nulla nel suo territorio la legge doganale del 1832, e Jackson è disposto ad arrivare alla guerra. La crisi monta per alcuni mesi; poi, il 30 luglio 1833, la Carolina del Sud proclama l'indipendenza. Entro la fine dell'anno, la seguono Georgia, Alabama, Mississippi, Florida e Carolina del Nord, che si danno un'organizzazione militare unitaria per resistere alla reazione militare degli stati Uniti. In questi Stati si combatte una guerra civile tra le autorità fedeli all'Unione e la massa della popolazione bianca, ormai ostile ad essa. Lo scontro si estende ad Arkansas e Louisiana; gli Stati Uniti meridionali precipitano nel caos, mentre l'esercito federale tenta di reprimere la rivolta. La guerra devasta diversi Stati meridionali per due anni, prima che la Gran Bretagna, interessata alle loro esportazioni di cotone e svantaggiata dalle tariffe doganali imposte dal Nord, garantisca alle repubbliche di Florida, Georgia, Carolina (che include entrambi gli Stati, dato che la maggior parte della Carolina del Nord è tenuta da truppe federali ed il resto da Caroliniani del Sud, appoggiati dalla milizia locale) e Mississipia (che include Mississippi, Alabama e parte del Tennessee e della Louisiana) il riconoscimento diplomatico, presto seguita dal Messico, grato di vedere molti texani guidati da Sam Houston ripassare la frontiera per combattere in Arkansas) e da quel che resta delle nazioni indiane dell'area... (un'articolata proposta di Falecius; per conoscerne il seguito cliccate qui)

John Henry Oldman. John Henry Newman fu una delle più grandi menti del mondo cattolico, in grado di "rilanciare" il cattolicesimo nel suo paese natale, l'Inghilterra, come movimento culturalmente e spiritualmente vivo e autorevole, e per questo fu creato cardinale nel 1879 da Leone XIII e poi beatificato nel 2010 da Benedetto XVI. Quando era ancora anglicano, egli compì un viaggio nel Mediterraneo che lo portò a Roma, dove incontrò Nicholas Patrick Wiseman, ed in Sicilia, dove a Leonforte, presso Enna, nel 1833 si ammalò gravemente. Proprio in seguito a questa malattia egli ripensò al suo credo religioso e maturò la conversione al cattolicesimo. Ma che accade se in seguito a quella malattia egli muore prematuramente a soli 32 anni? Non si converte e non scrive alcuna opera in grado di influenzare generazioni di giovani inglesi, non solo cattolici ma anche anglicani. Quali vite aspettano quelli che furono più influenzati, direttamente o no, dal suo pensiero? (una grande proposta di Paolo Maltagliati)

I Lorena d'Austria. Come si sa, i Lorena di Toscana erano imparentati con gli Asburgo d'Austria. Che sarebbe successo se per un caso fortuito la casa d'Austria si fosse estinta ed i Lorena di Toscana avessero ereditato il trono? (questa è di Filobeche)

Da Napoli a Madrid. E se invece fosse la famiglia reale di Spagna ad estinguersi e non rimanesse che la possibilità di affidare il trono ai Borbone di Napoli? (dello stesso autore della precedente)

Non c'è Rosas senza spine. Juan Manuel de Rosas (1793-1877) tiranneggiò l'Argentina dal 1829 al 1832 e dal 1835 al 1852, instaurando uno spietato regime autoritario di stampo clericale. In Europa oggi il suo nome è conosciuto più che altro perché Charles Darwin lo incontrò durante il suo viaggio intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle, e perchè Giuseppe Garibaldi lottò duramente contro di lui per difendere l'indipendenza dell'Uruguay. Infatti Rosas tentò inutilmente di espandere i confini dell'Argentina a danno dei paesi vicini. Ma che accade se Rosas riesce ad incorporare Uruguay e Paraguay nel territorio argentino? Come cambia la storia del Sudamerica? Tra l'altro Garibaldi rischia di fare una brutta fine... (proposta dall'argentino Enrique e da William Riker)

Il Grande Rio Grande. La rivolta di Rio Grande do Sul, a cui partecipò anche Garibaldi, ha successo e lo stato, con capitale Porto Alegre, continua ad esistere sino ad oggi (proposta da Enrica S.)

Disintegrazione brasiliana. Alternativa all'ucronia precedente. Non solo la rivolta ha successo, ma il virus secessionista si diffonde per tutto il Brasile. Invece del grande stato sud americano, si ha oggi una decina di repubbliche più o meno in lotta tra loro (ancora Enrica S.)

Cherokee. I nativi americani hanno un birth rate più alto, paragonabile a quello palestinese: perdono ugualmente la guerra contro gli "uomini bianchi", ma negli USA alla fine del XX secolo 50 milioni di nativi rivendicheranno i diritti sulla loro terra, e tra di loro si diffonde voglia di riscatto, tanto da combattere per i loro diritti come neri e ispanici. Alcune tribù si alleeranno con messicani, spagnoli, tedeschi, giapponesi, sovietici e islamici nella speranza di essere liberati dalla schiavitù (un'ucronia nativo-americana di dDuck)

La Tunisia sardo-napoletana. Nel novembre del 1832 Ferdinando II si recò a Genova per celebrare il suo matrimonio con Maria Cristina di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele I , madre del futuro Franceschiello. Durante il soggiorno di Ferdinando a Genova, tra il re di Sardegna Carlo Alberto e il re delle Due Sicilie si fissarono le basi di una convenzione intesa a tenere in rispetto il Bey di Tunisi che aveva "abusato del suo potere" contro una nave genovese ed alcuni sudditi napoletani. La convenzione fu conclusa nel marzo del 1833; poco dopo furono inviate due squadre di navi sarde e napoletane nel porto di Tunisi e il Bey, atterrito, diede tutte le soddisfazioni che si vollero. Che sarebbe successo se sardi e napoletani fossero sbarcati a Tunisi, e costretto il bey ad accettare un protettorato da parte dei due stati Italiani? All'epoca i francesei non avevano ancora completato la conquista dell'Algeria, e quindi non si sarebbero opposti. Il dominio congiunto della Tunisia, oltre all'unione matrimoniale, porterà a migliori relazioni tra I due paesi, tanto da evitare la spedizione dei Mille? Probabilmente no. Dopo l'impresa di Garibaldi i piemontesi subentreranno ai napoletani, e la Tunisia rimarrà un protettorato italiano. Un accordo con la Francia poi permetterà anche l'occupazione della Libia, nel 1878, con un impegno militare minimo. Quale sarà la politica estera italiana negli anni successivi? (proposta da Francesco Dessolis)

Noi eravamo sicuri. Un'ucronia ispirata al film "Noi credevamo" di Mario Martone. L'attentato ordito da Antonio Gallenga e Antonio Sciandra contro Carlo Alberto nel 1833 va a segno: come cambia la storia? Erede designato era già il figlio Vittorio Emanuele, allora tredicenne, ma nel 1848 è possibile una guerra Austro-Piemontese più dura e quindi con esito più drastico: gli Asburgo realizzano ciò che già volevano nel 1799, l'estromissione dei Savoia dal Piemonte. In spregio a Genova potrebbero lasciarli come Duchi della Superba, oltre che naturalmente Re di Sardegna. Potrebbe darsi che, in coincidenza con la crisi del 1870-71, scoppi un secondo quarantotto con più fortuna per i mazziniani, protagonisti del film di Martone, e una repubblica italiana nasca almeno nel centronord, con Venezia e Trento ma senza Trieste, mentre lo Stato Pontificio e le Due Sicilie continuerebbero la loro vita autonoma (ideata da Lord Wilmore e da Bhrg'hros)

Il calendario perpetuo. Nel 1834 l'astronomo italiano Marco Mastrofini (1763-1843) propose una riforma del calendario in cui il 1 Gennaio é detto "Whiteday" o "Albodì", cioè Giorno Bianco", senza giorno della settimana (né Lunedì, né Martedì, ecc.). In tal modo i restanti 364 giorni possono essere riuniti esattamente in 52 settimane di 7 giorni l'una, da Lunedì a Domenica. In questo modo, il calendario diventa perpetuo, cioè ad ogni data corrisponde sempre lo stesso giorno della settimana: il 2 Gennaio di tutti gli anni é Lunedì, il 3 Gennaio é sempre Martedì, e così via, senza complicate rotazioni. Naturalmente anche il 29 febbraio degli Anni Bisestili dovrebbe essere considerato Albodì. La proposta non fu presa in considerazione. Ma se sfonda e viene accettata presto o tardi in tutto il mondo? Frate Indovino rischia di non varare mai il suo celebre almanacco... (l'ennesima trovata di William Riker)

L'uomo pipistrello. Nel 1835 il "New York Sun" pubblicò degli articoli in cui si sosteneva che l'astronomo più famoso dell'epoca, John Herschel (figlio dello scopritore di Urano William Herschel), grazie ad un nuovo tipo di telescopio aveva scoperto sulla superficie della Luna mari e praterie, abitate da alcune specie di bisonti e da strani unicorni azzurri, ma anche da esseri senzienti, dal pelo arancione come quello degli oranghi, che vivevano in palafitte e conoscevano l’uso del fuoco. Il New York Sun si spingeva a descrivere una specie più evoluta di "uomini pipistrello", dotati di una civiltà avanzata e in grado di edificare altissime costruzioni. Presto venne fuori la verità: gli articoli erano stati scritti all'insaputa di Herschel per aumentare la tiratura del giornale. Ma l'effetto di quegli articoli fu tale che Julius Verne ne prese spunto per scrivere il suo "Dalla Terra alla Luna". In seguito Verne nel sequel "Intorno alla Luna" rese il nostro satellite sterile e butterato, inospitale e deserto come nella realtà. Lasciò però un angolo alla speranza, perchè durante la loro orbita attorno alla Luna i protagonisti del romanzo intravedono per un attimo, al bagliore di un bolide celeste, la faccia nascosta della Luna, in ombra perchè loro avevano puntato la Luna Piena. Alla luce del lampo intravedono quelli che sembrano oceani, foreste, forse città... ma il lampo è troppo breve e tutto resta forse una visione. E se invece non è una visione fugace, e davvero sulla faccia nascosta della Luna vi sono zone abitabili ed abitate? Che cosa accade all'arrivo delle sonde sovietiche e degli astronauti americani? (ideata da Sandro Degiani)

Il presidente con il cappello di procione. Davy Crockett, il leggendario trapper del Tennessee, non muore durante la disperata difesa di Fort Alamo il 6 marzo 1836, essendo giunto troppo tardi per salvare James Bowie, William Travis e i loro uomini dalla spietata repressione del dittatore messicano Antonio López de Santa Ana. Assetato di vendetta, il 21 aprile non aspetta le truppe del generale Sam Houston ed attacca l'esercito messicano a San Jacinto, riportando una decisiva vittoria. Il Messico è costretto a concedere l'indipendenza al Texas, e Crockett diviene negli USA un eroe leggendario. Nel 1840 egli stravince le elezioni presidenziali sostenuto dal partito Whig contro il democratico Martin Van Buren, e subito si impegna, come aveva già fatto da deputato, per impedire che i nativi americani siano scacciati al di là del fiume Mississippi. Egli diventa il protettore dei pellirosse, che godranno di pieni diritti politici e di libertà di autogoverno e di religione, mentre i suoi nemici implacabili restano i messicani: prima annette il Texas, poi muove guerra ai suoi eterni nemici conquistando, oltre ad Oregon, California, Nevada, Colorado, Arizona e Nuovo Messico, anche Baja California, Sonora, Chihuahua, Coahuila, Nuovo Leòn e Tamaulipas, riducendo il Messico ad un piccolo stato sotto protettorato statunitense. Nel 1849, alla fine del suo mandato, si ritira a vita privata nel natio Tennessee, dove morirà a 70 anni nel 1856. Come cambia la storia degli USA? (ancora William Riker)

Ucronia mormone. E se invece che verso l'Utah i Mormoni si fossero diretti a Cuba, e vi avessero realizzato una teocrazia? (se lo chiede William Riker)

Vittoria imperatrice della Cina. Nel 1839 Il mandarino cinese Lin Zexu, fierissimo nemico dell’uso dell’oppio nel Celeste Impero e ben deciso ad eliminare dal proprio paese questa piaga, decide di distruggere le casse di oppio importate dagli inglesi nel porto di Shanghai. L'Inghilterra, che appoggia l'importazione dell’oppio contro la volontà del governo, risponde dichiarando guerra alla Cina: è la Guerra dell’Oppio, che si conclude con il trattato di Nanchino e l'inizio della politica delle "Porte Aperte" in Cina agli occidentali. Ma che accade se l'Inghilterra va più in là e conquista Pechino, espellendo dal trono la dinastia Qing? Vittoria è incoronata Imperatrice della Cina oltre che dell'India, mentre i Russi ne approfittano per conquistare Mongolia e Manciuria. Anche Afghanistan e Persia a questo punto saranno spartite fra queste due potenze. La nascita di due imperi così colossali come cambierà la storia degli ultimi due secoli? (ideata come sempre da William Riker)

La Grande Guerra d'Afghanistan. Nel 1831 un avventuriero inglese, Alexander Burnes, si avventurò lungo l'Indo per recare doni al Maharaja sikh del Punjab, Ranjit Singh. Da Lahore poi giunse a Kabul, dove strinse una relazione di amicizia con Dost Muhammad, il sovrano dell'Afghanistan. Pareva che i rapporti amichevoli fra Impero Britannico e Afghanistan fossero destinati da durare, ma ben presto dovettero incrinarsi. I Sikh avevano infatti conquistato la città afgana di Peshawar, e gli inglesi non erano disposti ad inimicarseli per fare piacere a Dost Muhammad. Questi, quindi, nel 1835 si rivolse ai russi. Nel 1837 il tenente Rawlinson dell'esercito della Compagnia, recatosi a Kabul per recare doni a Dost Muhammad, vi incontrò un agente russo accompagnato da una scorta di cosacchi: l'afgano stava facendo il doppio gioco. Contemporaneamente i persiani, che al tempo erano praticamente vassalli dei russi, presero d'assedio la città afgana di Herat, le cui difese, tra l'altro, erano comandate da una gente inglese, Eldred Pottinger. Nel 1838 la situazione precipitò: Dost Muhammad scoprì le carte con gli inglesi, e strinse accordi coi russi. La Compagnia rispose con un accordo segreto con i sikh e con Sha Shujah, l'ex sovrano dell'Afghanistan deposto anni prima da Dost Muhammad. Inoltre navi inglesi incrociarono nel Golfo Persico, costringendo i persiani a lasciare l'assedio di Herat. Nel 1839 iniziò l'invasione dell'Afghanistan. Quasi subito però Rajit Singh si tirò indietro, e le truppe inglesi dovettero passare dal meridionale passo di Bolan, giungendo a Kabul via Kandahar e Gazni. Ma cosa succede che i Sikh non si tirano indietro, ed anzi partecipano attivamente alla Prima Guerra d'Afghanistan? Quello sikh era l'esercito più numeroso, meglio addestrato ed equipaggiato della regione, con l'ovvia esclusione delle truppe inglesi. Inoltre i sikh avevano già combattuto contro gli afgani, risultando vittoriosi. Come nella nostra Timeline, l'iniziale avanzata sarà fulminea. Jalalabad cadrà sotto i cannoni inglesi anche prima di quanto non fece Gazni. Kabul sarà comunque conquistata, ma Dost Muhammed non fugge verso il deserto del Turkestan, come nella nostra Timeline, bensì verso Gazni o Kandahar, rimaste inespugnate. Come cambiano la storia dell'Afghanistan e quella dell'Asia centrale? (ideata da Iacopo, ecco la sua proposta)

Il Messico perde pezzi. Salito al potere, il dittatore messicano Antonio Lopez de Santa Ana riformò lo Stato in senso centralista, abolendo le costituzioni degli Stati della Federazione e tramutandoli in dipartimenti, per modo che la repubblica federale si trasformava in stato unitario. Oltre al Texas, già separatista per conto suo, il 17 gennaio 1840 secessionarono anche gli stati di Coahuila, Nuevo Léon e Tamaulipas, gelosi della loro autonomia, che diedero vita alla Repubblica del Rio Grande con capitale Laredo e presidente Jesús Cárdenas Duarte; il 1 ottobre 1841 lo Yucatan seguì il loro esempio, erigendosi a Repubblica con capitale Mérida. De Santa Ana riuscì a sconfiggerle entrambe: la Repubblica del Rio Grande cessò di esistere il 6 Novembre 1840, quella yucateca definitivamente il 17 agosto 1848 (il Texas come sappiamo ebbe un destino diverso); infine il Messico tornò ad essere uno stato federale. Ma che accade se le due Repubbliche secessioniste riescono a conservare la loro indipendenza fino al presente? Come cambia la storia del Messico e del Nord America? (se lo domanda come al solito William Riker)

Le patate sono salve. Nel 1845-1846 non s i verifica in Europa ed USA la terribile carestia dovuta al virus infestante delle patate. Come cambia la storia dell'Irlanda? Innanzitutto ci sarà meno emigrazione e gli Irlandesi saranno di più. Ciò, se da un lato indebolirà le lobby irlandesi oltreoceano (forse niente Kennedy) dall'altro lato per gli Inglesi sarà una bella gatta da pelare in più. Se già così in pochi riuscirono a creare numerosissimi grattacapi a Londra, figurarsi cosa avrebbero potuto combinare con una popolazione quasi raddoppiata! Come minimo si saranno conquistati assai prima l'indipendenza o perlomeno l'autogoverno, magari già a fine '800. Ciò comincerà ad incrinare molto prima il mito dell'invulnerabilità britannica e spingerà anche altre colonie alla ribellione aperta. Forse l'Impero Britannico sarà ridimensionato già ai primi del '900. Quali effetti avrà ciò nelle due guerre mondiali successive? (by Never75)

Isabella II la Grande. Quando Isabella II di Spagna fu in età da marito, tra i vari pretendenti vi era Leopoldo di Sassonia-Coburgo-Koraly, cugino di Leopoldo I dei Belgi: Isabella era innamorata di questo principe tedesco, e diversi storici hanno asserito che il matrimonio con questo principe avrebbe avuto un effetto positivo sulla Regina, ma le cose andarono differentemente: Isabella fu costretta a sposare Francesco d'Assisi di Borbone, duca di Cadice, che oltre ad essere un ottuso reazionario pare fosse pure omosessuale. Ma se Isabella si impone e sposa Leopoldo? La Spagna si avvicina a Regno Unito e Belgio, grazie al positivo influsso di Leopoldo (un conservatore illuminato) la monarchia si consolida in una Spagna più democratica. Niente Prima Repubblica, né regno di Amedeo di Savoia. La Spagna resta un paese ancora essenzialmente agricolo, ma più democratico. Quindi Bismarck non ha nessun pretesto per dichiarare guerra a Napoleone III. Isabella regnerà fino al 1901, la coppia avrà una celebrità pari a quella della regina Vittoria e del principe Alberto. Isabella II è l'ultimo sovrano dei Borboni, con suo nipote inizia la dinastia dei Sassonia-Coburgo di Spagna. La Spagna mantiene un piccolo impero coloniale limitato a Puerto Rico e Cuba. Nessuna dittatura falangista; ritorno della monarchia anche in Portogallo alla metà degli anni venti (ci fu in effetti in quegli anni un pronunciamiento dei militari nel sud paese). I Bonaparte rimangono sul trono di Francia e diventano di fatto la IV dinastia a regnare sul Paese dopo Merovingi, Carolingi e Capetingi... e poi? (pensata da Paolo554 dopo aver visto su Youtube un documentario della TVE spagnola dedicato ad Isabella di Borbone)

Un Pio in meno. Il 16 giugno 1846 il cinquantatreenne arcivescovo di Imola Giovanni Maria Mastai Ferretti fu eletto Papa dopo un Conclave brevissimo. Il nuovo pontefice aveva fama di liberale, e per questo il cardinale di Milano, che guarda caso era l'austriaco Karl Kajetan von Gaisruck, era stato incaricato di mettere il veto all'elezione di Mastai Ferretti per conto dell'imperatore d'Austria, ma arrivò troppo tardi al Conclave e Mastai Ferretti fu eletto Papa con il nome di Pio IX. Ma che accade se von Gaisruck pone il veto e viene eletto l'ultraconservatore Luigi Lambruschini (che prende il nome di Gregorio XVII) o il cauto Tommaso Pasquale Gizzi (che prende il nome di Clemente XV)? Un conservatore non susciterà entusiasmi all'inizio, ma forse si comporterà in modo più realistico dopo, e i Patti Lateranensi saranno firmati con 50 anni di anticipo...(la propone William Riker)

Texas indipendente. Dopo aver conseguito l'indipendenza dal Messico nel 1846, il Texas non entra nell'Unione e sopravvive come stato a sé. La Guerra di Secessione si configura allora come una guerra di annessione allo stato libero del Texas. In ogni caso nel novecento il Texas indipendente diventa uno dei principali esportatori di petrolio del mondo, e ciò giustifica a maggior ragione la convinzione dei texani secondo cui "il Nordamerica è formato principalmente dal Texas e da altri piccoli stati: USA, Canada e Messico..." (è saltata in mente a William Riker)

La Terza Guerra d'Indipendenza Americana. Nel 1846 la disputa territoriale fra Stati Uniti e Gran Bretagna circa il territorio dell'Oregon, esteso dai confini settentrionali della California fino all'Alaska, rischiò di precipitare le due nazioni in guerra per la terza volta in 75 anni, ma il Trattato di Washington del 15 giugno 1846 risolse pacificamente le contese, assegnando le terre a nord del 49° parallelo alla Gran Bretagna e quelle a sud agli Stati Uniti. Ma che accade se scoppia una "Terza Guerra d'Indipendenza"? Chi la spunta? E con che conseguenze? O la montagna partorirà un topolino come nel 1812-1815, lasciando irrisolte le dispute su territori ricchissimi e vergini, con conseguenze imprevedibili a lungo termine? (ancora William Riker)

L'America bilingue. Nel XIX secolo gli immigranti tedeschi del Nord America decidono di non anglicizzarsi e, pur rimanendo fedeli cittadini americani, continuano a parlare tedesco, nelle loro comunità agricole del nord. Durante la Guerra Messicana del 1848 i tedeschi si dimostrano ottimi soldati e leali cittadini americani, e così nella Guerra di Secessione; l'immigrazione tedesca si dirige soprattutto al nord, e nasce quasi un sodalizio con la minoranza nera. Sulla costa del New England, i tedeschi tendono ad anglicizzarsi ma nelle vaste praterie mantengono la loro lingua, sul modello dei tedeschi del Volga e del Baltico. La guerra con la Spagna negli anni '90 vede ancora i fedeli Bauer sotto la bandiera a stelle e strisce. Alla fine del XIX secolo gli Stati Uniti sono un paese etnicamente bilingue: alla maggioranza anglofona risponde una forte minoranza teutofona soprattutto negli stati del Nord e Sud Dakota Minesota, Ohio, Michigan (in quest'ultimo sono la maggioranza della popolazione): una situazione simile al Canada, dunque. Quando scoppia la prima guerra mondiale, mentre il Canada si schiera con la madrepatria, cosa faranno gli USA di Wilson? L'entrata in guerra provocherà una guerra civile interna? (ideata da dDuck)

Gallenga. Antonio Gallenga, nato a Parma nel 1810, figlio di un ufficiale piemontese dell’esercito napoleonico, venne imprigionato e poi esiliato come capo della rivolta studentesca del 1830-31. Nel 1833 incontra Mazzini a Ginevra e si unisce alla Giovine Italia col nome prima di Procida e poi di Luigi Mariotti. Rientrato in Piemonte nel 1847, attua il suo piano, giudicato "estremista" perfino da Mazzini, e assassina Carlo Alberto al grido di « Lunga vita all’Italia, e muori! » (nella nostra Timeline fece fiasco, sostenendo, per giustificarsi, di non essere riuscito a trovare un’arma). Arrestato, è impiccato per regicidio. Sale al trono di Savoia Vittorio Emanuele II, dal 1849 primo Re d’Italia (ideata da Dans)

Due Svizzere. La guerra del Sonderbund, una guerra di carattere politico e religioso (conservatori cattolici contro radicali protestanti), dilania la Svizzera e la porta a sciogliersi. Quali le conseguenze sulla storia europea? (ideata da Homer, ecco una possibile linea di sviluppo da lui ideata)

Maria Luigia la Grande. Maria Luigia, granduchessa di Parma, Piacenza e Guastalla, fu senz'altro una delle regnanti più popolari ed amate dai suoi sudditi. Ancora oggi infatti il suo ricordo è ben vivo nella popolazione ed il suo nome è rispettato, cosa non comune quando si parla di uomini (o donne) di governo! Dopo il Congresso di Vienna le venne affidato vita natural durante il piccolo ducato composto dalle tre città che seppe governare con moderazione e buon senso. Quasi come una beffa del destino, la duchessa morì a soli 56 anni nel 1847, proprio alla vigilia dei moti del '48. Cosa succede se però vive più a lungo? Che ruolo svolgereà nella Prima Guerra d'Indipendenza? Ma, soprattutto, con una sovrana così bene amata ed accetta dai suoi sudditi, siamo sicuri che i plebisciti imposti il 5 marzo 1860 la esautoreranno in favore dei Savoia? Se anche così fosse, ed è probabile di sì, visto che i referendum erano quasi tutti "taroccati", è possibile ipotizzare un mini-brigantaggio (sicuramente in misura inferiore rispetto a quello "grande" del Sud) formato da piacentini e parmensi scontenti contro i Piemontesi invasori, magari finanziato sottobanco dalla stessa ex-duchessa ora in esilio a Vienna (scritta da Never75)

Il figlio del macellaio. Cronache dell'epoca riferiscono che in realtà Vittorio Emanuele II non era il vero figlio di Carlo Alberto, ma solo un sostituto. Infatti, pare che il vero primogenito di Casa Savoia sia perito in un incidente domestico e sostituito all'uopo con il figlio di un macellaio più o meno della stessa età e corporatura. Tale gossip era così diffuso che perfino Massimo D'Azeglio in Parlamento si rivolse più volte il suo sovrano definendolo poco simpaticamente "figlio di un macellaio". Se tali voci, ovviamente zittite dalla stampa ufficiale del Regime, prendono piede e sono sostenute dalle principali cancellerie europee, è possibile invalidare già nel 1848 l'incoronazione di Vittorio Emanuele II come re di Sardegna. I soliti Austriaci insistono e premono per sostituirlo con un candidato più malleabile. Anche gli Inglesi ci mettono lo zampino. Un buon compromesso sarà quello di "riciclare" uno dei tanti principotti tedeschi "disoccupati", in modo simile a quanto fatto per la Grecia. Una gestione "alla tedesca" del Risorgimento che effetti potrà produrre? E se invece diventa sovrano il futuro Duca di Genova, Ferdinando Alberto, teoricamente fratello di Vittorio Emanuele II? Potrà gestire più saggiamente l'Unità d'Italia? (ancora Never75)

Franceschiello Re di Sardegna. Spin-off dell'ucronia precedente. Sul trono di Sardegna sale il principe Francesco d'Assisi Maria Leopoldo di Borbone, noto nella nostra Timeline come Franceschiello, figlio di una Savoia, che nel 1849 ha 13 anni. La sua stessa debolezza può renderlo gradito agli Austriaci, alla faccia della legge Salica. Crescendo in Piemonte, e con Cavour al suo fianco, potrebbe diventare un buon re. Alla morte di Ferdinando II, l'unità d'italia si verifica per via dinastica, e quindi in modo indolore. Oppure la seconda moglie di Ferdinando II, Maria Teresa d'Asburgo, organizza un colpo di stato per mettere sul trono delle due Sicilie uno dei suoi figli.(ci ha provato anche nella nostra Timeline!) In tal caso la spedizione dei Mille avrà anche una giustificazione dinastica. In ogni caso il primo re d'Italia sarà un napoletano cresciuto in Piemonte: si può almeno sperare in una maggiore integrazione tra nord e sud... (ideata da Francesco Dessolis)

I Forty-Niners. Il 26 gennaio 1848 (secondo alcuni autori il 24) un certo James Marshall, un operaio al lavoro nella costruzione del Sutter's Mill, un mulino ai piedi della Sierra Nevada, scoprì la prima pepita d'oro nell'area di Coloma Valley, in California. La notizia si diffuse rapidamente, ma sulle prime venne interpretata come una delle tante strategie pubblicitarie per attirare coloni in California, già descritta come una sorta di nuovo Paradiso Terrestre. Quando, il 5 dicembre 1848, il presidente USA James Polk avvalorò la scoperta in un suo discorso, si scatenò una vera e propria migrazione di massa. Prima della scoperta di Marshall, la California aveva solo 14.000 abitanti; nel 1852 ne contava già 250.000. L'invasione vera e propria avvenne nel 1849, e per questo ai cercatori d'oro protagonisti di quell'ondata migratoria si dà di solito il nome di Forty-Niners: armati di piccozza, badile e setaccio, ne arrivarono persino dall'Australia, dando inizio ad una delle più spettacolari avventure della storia moderna: la conquista del West. Ma che accade se Marshall non raccoglie quella pepita? O addirittura se di oro in California non se ne trova proprio? La colonizzazione del West americano è molto più lenta, ed è possibile che gli stati appena sottratti al Messico restino a maggioranza ispanica e cattolica, cambiando totalmente il tessuto sociale degli Stati Uniti (made in William Riker)

California mexicana. Al contrario, in California l'oro è scoperto prima provocando una massiccia immigrazione messicana. Il Messico cederà ugualmente la regione, o si impegnerà in uno scontro all'ultimo sangue con gli USA? (se lo chiede Falecius)

The British California. Siccome, il controllo del Messico sulla sua lontana provincia dell'Alta Califormia era debole, il presidente americano James Polk temeva che quella terra ricchissima sarebbe presto stata acquistata dalla Gran Bretagna, cosa che, secondo la "dottrina Monroe", avrebbe costituito un pericolo per la sicurezza statunitense; per questo Polk scatenò la guerra contro il Messico. Ma che succede se Londra precede Washington ed acquista davvero la California? (William Riker è particolarmente ispirato dalle ucronie nordamericane!)

La Californie Française. La California rischiò seriamente di passare sotto il controllo francese: già nel 1845 il francofilo John Sutter minacciò di far innalzare la bandiera della Francia sulla California, ed egli stesso, insieme alla sua colonia New Helvetia, si mise sotto la protezione francese. « È evidente che la California apparterrà alla nazione, quale che sia, che vi invierà un generale e duecento uomini », scrisse in proposito il capitano Joseph de Rosamel. Il vice-console francese in California, Louis Gasquet, consigliò vivamente al governo francese di inviare forze navali, precedendo le truppe americane, ma ciò non avvenne, ed infine furono gli Stati Uniti a procedere alla conquista della California. Ma che accade se Luigi Filippo di Orléans è maggiormente interessato al Nordamerica e procede ad occupare il West americano, che in questo caso si chiamerà l'Ouest? Come cambia la storia d'America e del mondo? (questa è di Enrica S.)

Guadalupe Hidalgo. Dopo il trattato di Guadalupe Hidalgo del 2 febbraio 1848 e la sconfitta del dittatore Antonio Lopez de Santa Ana, Jafferson Davis, il futuro presidente confederato, propose l'annessione dell'intero Messico agli Stati Uniti, ma l'opposizione Whig (nordista) al congresso costrinse il presidente Polk ad accettare termini più morbidi. Molti storici sono convinti che proprio la non annessione del Messico fu un fattore importante nella crisi che segui e che poi portò alla guerra civile: come dissero a posteriori, "Mexico poisoned Us", "il Messico ci avvelenò". Ma che succede se Davis si impone e l'intero Messico entra a far parte degli USA? Forse la Guerra di Secessione non scoppia o, se scoppia, l'intero Messico aderisce alla Confederazione; indubbiamente i Sudisti sono più forti e forse possono vincere. In caso contrario, oggi gli USA sono composti non da 50 ma da 82 stati, perchè il Messico è formato da 31 tra stati e territori più un distretto federale (un'altra ideona di Filobeche)

Hidalgo Guadalupe. Al contrario, il Messico vince la guerra contro gli USA grazie all'aiuto determinante di Francia e Inghilterra; non perde California, Utah, Arizona e Nuovo Messico, ed anzi recupera anche il Texas. Oggi il Messico è uno stato federale esteso quasi quanto gli Stati Uniti, altrettanto stabile politicamente, e forse è assurto al ruolo di potenza mondiale. Come cambia la storia dell'America e del mondo? (questa è di William Riker)

The Republic of California. Non tutti lo sanno, ma fra il 1848 ed il 1850 la California divenne una repubblica indipendente, che dopo due anni di vita fu annessa all'Unione. Ma se invece questo non avviene? Come cambia la storia d'America? (l'ha pensata Camillo Cantarano)

You can, Yucatan/1. All'epoca della guerra tra USA e Messico, lo Yucatan era una provincia ribelle dello stato messicano. Il governo locale (creolo) era però minacciato da una grave rivolta dei nativi Maya e aveva chiesto aiuto a qualunque potenza fosse disposta ad aiutarlo, offrendo la sovranità sul paese. La Gran Bretagna e la Spagna si astennero dall'agire a causa della dottrina di Monroe, ma al Congresso l'opzione di un intervento fu dibattuta e Polk era favorevole. Alla fine non se ne fece nulla e dopo la pace di Guadalupe Hidalgo il governo Yucateco si risottomise al Messico in cambio di aiuto contro i Maya. Immaginiamo invece che gli USA decidano di agire, e che dopo aver occupato Città del Messico Zachary Taylor sia mandato in Yucatan. La penisola diventerà uno stato USA e gli indiani locali faranno una fine simile a quella dei loro compagni delle pianure dell'Ovest. Cosa potrà accadere al Messico, in questo scenario del tutto accerchiato dagli USA? C'è da aspettarsi che perda anche la Bassa California e forse il Coahuila. Come agirà lo Yucatan nella Guerra di Secessione? In teoria sarebbe abolizionista, ma rimarrà legato all'Unione? Inoltre in questo scenario difficilmente la Francia interverrà in Messico. Quale sarà il destino di Massimiliano d'Asburgo? Sarà re di Spagna dopo il 1872? (pensata da Falecius)

You can, Yucatan/2. E se lo Yucatan restasse indipendente e diventasse la nazione più settentrionale del blocco di staterelli centro-americani? Magari, sotto impulso degli USA così politicamente vicini, potrebbe formare una confederazione di stati centroamericani esportando il modello "yankee"... (questa è di Renato Balduzzi)

The Land of Red Men. Se invece che a frotte i coloni Europei fossero arrivati in gruppi meno numerosi, o se gli Indiani d'America avessero avuto più fortuna nello scegliere le alleanze, forse le tribù delle pianure sarebbero potute essere più forti ed il numero dei nativi essere più alto di quanto in realtà è. Dunque che succede se invece di essere 1/1000 gli amerindi sono una cospicua minoranza come in Messico? E se invece fossero in maggioranza come in Perù o Ecuador? (ancora Filobeche)

Gioberti padre della patria. Dopo le prime vittorie degli eserciti italiani durante la Prima Guerra d’Indipendenza si costituisce il primo nucleo di quella che sarà poi la Confederazione Italiana, il cui presidente sarà il Papa, seppure con poteri non ampi. Come risultato avremo che la neonata confederazione vincerà la guerra con gli austriaci arrivando fino a quasi tutti i confini delle zone abitate da italiani. Dato che i cattolici hanno un ruolo chiave nel nuovo stato, la politica italiana è molto conciliatrice e diplomatica (proposta da Giorgio Tebaldi e da Demofilo)

Confoederatio Italica/1. Tutti gli stati concedono la costituzione nel marzo del 1848 e si alleano con il Piemonte contro l'Austria; dopo varie sconfitte l'Austria cede al Papato il Lombardo-Veneto comprese Istria e Dalmazia. Nell'inverno del 1848 i vari rappresentanti degli stati italiani si riuniscono a Roma e proclamano la Confederazione Italiana, con Capitale Roma e con presidenza a rotazione (Presidente Onorario viene nominato il Papa). Nel 1849 l'ex Lombardo-Veneto viene suddiviso tra la rinata Repubblica di Venezia e la Lombardia (territori dell'ex ducato di Milano: province di Milano, Como, Sondrio, Pavia, Cremona e Mantova) che diventa territorio federale; nello stesso anno, il Regno Unito restituisce le isole Ionie a Venezia. Nel 1859 avviene lo scambio con la Francia tra Savoia e Corsica. Nel 1866 alleanza con la Prussia contro l'Austria e acquisizione del Tirolo (confine sul Brennero) e di Trieste con il suo entroterra: sono così raggiunti i confini  del "nostro" 1924. Nel 1870 alleanza con la Prussia contro la Francia, recupero della Savoia (territorio federale), annessione della Cabilia (Algeria orientale) e di altre colonie minori in parte cedute nello stesso anno al Regno Unito in cambio di Malta. Nel 1878... (una proposta alternativa di MAS; cliccate qui per scaricare il suo progetto)

È successo un quarantotto/1. La Primavera degli Popoli riesce. La Germania nasce prima con minor spargimento di sangue. Ma sopratutto la Germania non si costituisce contro la Francia, ma solo contro l'Austria. La Germania del 1848 sarebbe stata meno militaresca, una monarchia costituzionale con Federico Guglielmo IV come re e capitale a Francoforte dov'é la sede del Parlamento. La democrazia si diffonde pacificamente nel resto del secolo: l'Austria segue l'idea di Frantisek Palacky, emessa durante il congresso panslavo dello stesso anno, e si trasforma in una federazione di popoli uguali sotto la corona costituzionale degli Asburgo: può integrare cosi l'insieme dei Balcani liberati (eccezion fatta per Serbia, Romania e Bulgaria). In Italia il Piemonte riesce a ampliarsi, ma la Lombardia e il Veneto diventano repubbliche libere, come la Sicilia e Roma con Mazzini (il Papa si rinchiude nel Vaticano). Toscana e Napoli diventano monarchie costituzionali; più tardi la penisola evolve verso una federazione simile a quella austriaca. In Francia Luigi Napoleone (Napoleone III) non viene eletto, al suo posto é eletto il poeta Lamartine (già capo del governo precedente), la Seconda Repubblica Francese sopravvive in modo moderato ma fortemente in favore delle mosse nazionalistiche in Germania e Italia; negli anni '60 viene eletto Victor Hugo come presidente. Solo Inghilterra e Russia rimangono tagliate fuori dai cambiamenti, ma devono più tardi scendere a compromessi per salvaguardare la pace sociale; nello stesso tempo l'Irlanda si vede concedere l'autonomia. L'odio franco-tedesco non nasce, la polveriera dei Balcani neanche, l'Europa perde le sue principali cause di guerre future e rimane in pace, la cultura romantica trionfa nella letteratura più a lungo (proposta dal francese Perchè no?)

È successo un quarantotto/2. Nel 1848 tutti gli stati italiani erano pronti a partire, insieme ai Savoia, alla liberazione d'Italia, ma la rivolta fallì sia per la scarsa organizzazione militare, sia per il ripensamento di Pio IX, che al momento meno opportuno ritirò le truppe. Ma se l'insurrezione avesse avuto successo? Si hanno quattro opzioni possibili. Prima, si forma la famosa Italia federale sotto guida pontificia sul modello giobertiano, come descritto nelle ucronie precedenti. Seconda, gli Austriaci sono cacciati, ma poi qualcuno deve dividersi le spoglie della vittoria, incluse le province del nord Italia. Scoppia allora la guerra tra Savoia, Papato e Napoli per la resa dei conti. Terza, Mazzini ha successo e l'Italia nasce repubblicana con Roma capitale e con la Costituzione della Repubblica Romana estesa a tutto lo stivale, ma si rischia una coalizione delle potenze reazionarie per schiacciarla ed evitare il "contagio" mazziniano. Quarta, si evita la guerra, ma l'Italia rimane un'espressione geografica, formata da un pulviscolo di staterelli sempre in lotta tra loro (ideata da Filobeche)

È successo un quarantotto/3. Si sa che nel 1848 le uniche nazioni europee che non furono toccate da rivoluzioni o secessioni di sorta furono l'Impero Russo e quello Britannico: paradossalmente l'uno il contrario dell'altro. Mettiamo che però il virus attecchisca anche qui. Nell'Impero Russo, come da copione, i primi a sollevarsi saranno di nuovo i Polacchi, seguiti a ruota dai Finlandesi e dai baltici. In Gran Bretagna ad aprire le danze sarà la solita Irlanda. Poi prenderanno esempio anche Scozia, Galles, Cornovaglia ed Hannover (che nel '48 era ancora in unione personale con il Regno Unito). Cosa succederà? Una balcanizzazione dell'Europa ante-litteram? Quali effetti sulle colonie europee? Gli USA ambiranno (guerra di secessione a parte) ad una leadership anticipata sul nostro Continente, approfittando dell'estrema frammentazione politica, o daranno una spallata agli Imperi Coloniali Europei aspirando già ad un'egemonia mondiale? (se lo chiede Never75)

Comune 1848. Se nel 1848 la Rivolta popolare di stampo socialista ha più successo e Cavaignac non riesce a sopprimerla, avremo la Comune di Parigi una ventina d'anni in anticipo. Oppure si scatena una Guerra Civile tra monarchici (costituzionaleisti) di Luigi Filippo e repubblicani? Chi vincerà? (ancora Never75)

La Seconda Repubblica Francese eterna. Napoleone III si limita nel 1848 a rimanere Presidente della Repubblica, e pone le basi di una Francia Presidenziale che inizia con l'Italia e con altre nazioni latine un principio di Stati Uniti d'Europa. Probabilmente eviteremo sia il primo che il secondo conflitto mondiale... (ideata da Ipotetico Sole)

"Alias" nel XIX secolo. Carlo Alberto, acceso reazionario, non dichiara guerra all'Austria nel 1848, e l'Italia rimane un'"espressione geografica". La Repubblica Romana, invece di cadere nel luglio del 1849, dura un paio di mesi in più, e così, il 20 settembre 1849, le truppe sarde - bersaglieri in testa - entrano a Roma assieme ai francesi aprendo una breccia a... Porta Pia, per restaurare sul trono il Papa Re! Dopo aver represso le insurrezioni italiane, gli Asburgo concedono un'ampia autonomia economico/amministrativa al Lombardo-Veneto. Continuano le cospirazioni, ma esse assumono presto caratteristiche marcatamente sovversive e protocomuniste, relegando in secondo piano le rivendicazioni nazionali. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale tutti gli stati italiani diversi dal Lombardo-Veneto si mantengono neutrali, perlopiù guardando con maggiore simpatia agli Imperi Centrali. Naturalmente gran viavai di spie, di agenti provocatori, di diplomatici che cercano di portare gli stati dall'una o dall'altra parte: una specie di "Alias" ante litteram! (grazie ad Andrea Cipolla)

Sua Maestà Garibaldi I. Leggasi: Garibaldi imperatore d'Italia imitando il buon vecchio Napoleone. Un progetto incompatibile con le idee a dir poco rivoluzionarie dell'Eroe dei Due Mondi? Forse, ma magari Garibaldi è costretto all'impero, visto che la sua Repubblica nei fatti non può funzionare, così prima diventa presidente a vita (a fare il dittatore giù al sud si divertiva) e poi per necessità assume la corona, che non può che essere quella di imperatore romano. Si prevede una serie di campagne militari contro tutte le tirannie e, più avanti, botte da orbi tra i suoi figli Ricciotti e Menotti per la successione... (ancora Filobeche)

Le locomotive di Lechi. Il generale Teodoro Lechi, veterano delle guerre napoleoniche, ha già settantadue anni quando rientra in campo in occasione delle Cinque Giornate di Milano, assumendo il comando della Guardia Civica. Uomo d'esperienza, egli consigliò al Ministro della Guerra Antonio Franzini di utilizzare le linee ferroviarie per trasportare le truppe ed assaltare Verona: suggerimento che non venne accolto. Ma se Franzini gli dà retta, e il colpo di genio di Lechi cambia le sorti della prima guerra d'indipendenza? Che accade se Carlo Alberto riesce a conquistare Milano e Venezia, espellendo l'Austria dal nord d'Italia? Probabilmente l'Austria, impelagata con le rivolte in Ungheria e nella stessa Vienna, concluderà la pace col Regno di Sardegna cedendo il Lombardo-Veneto (Istria e Dalmazia escluse) e assicurando il suo disinteresse sulla sorte dei Ducati di Parma e Piacenza e di Modena e Reggio. Tuttavia, una volta sistemate le cose in casa propria, l'Austria potrebbe seriamente pensare nella seconda metà del 1849 di riprendersi il predominio in Italia (nel frattempo il Piemonte si è preso anche Toscana e Papato, dopo la fuga dei regnanti, e i rapporti tra Regno di Sardegna col Regno delle Due Sicilie sono tesissimi), Probabilmente l'atteggiamento di Francia e Regno Unito la dissuaderà, ma otterrà il ritorno del Papa a Roma con lo Stato della Chiesa ridotto al solo Lazio (pensata da William Riker)

Uno di Casa(ti)/2. Abbracciata la causa risorgimentale, Gabrio Casati cominciò a fare il doppio gioco: da una parte seguitò formalmente a proclamarsi fedele servitore di Casa d'Austria, dall'altro invece intrecciò rapporti sempre più stretti con Carlo Alberto. Una politica che diede i suoi frutti: ad esempio riuscì a convincere Radetzky a far ritirare le truppe dalla città di Milano e ad evitare così un bagno di sangue (a Vienna gli ordini erano invece di riprendersi Milano anche con la forza se necessario, bombardandola a tappeto). Ma se Radetzky non si fa convincere da Casati ed anzi lo fa fucilare, sospettandolo (giustamente) di doppio gioco? Così come gli viene ordinato, fa puntare i cannoni su Milano. La città viene riconquistata ma a carissimo prezzo in un bagno di sangue. Si parla di migliaia di vittime. Tale strage lascia inorridita tutta l'Europa. Milano è semidistrutta ed i suoi più grandi monumenti sono andati persi. Radetzky viene richiamato a Vienna d'urgenza. Per reazione nelle altre città la resistenza si fa ancora più dura. Se Carlo Alberto non si fida a dichiarare guerra all'Austria, che in questa Timeline è ancora saldamente arroccata in Lombardia, Venezia all'opposto resiste ad oltranza nonostante il vaiolo fino al 1850 inoltrato. In Francia il neoeletto presidente Bonaparte, appoggiato dall'Inghilterra, propone una conferenza internazionale sul caso Italia, proponendosi come intermediario. L'Austria, ancora impelagata nel Veneto, deve accettare. Alla fine si decide di restaurare la vecchia Repubblica di Venezia con i confini terrestri del 1793, mentre al Milanese deve essere concessa larga autonomia. Negli altri staterelli italiani bene o male le cose rimangono come prima (seconda ucronia dedicata da Never75 a Gabrio Casati)

Lombardia indipendente e Italia federalista. Poco dopo la cacciata degli Austriaci dalla Lombardia, dopo le Cinque Giornate di Milano il diplomatico austriaco Hummelauer venne mandato in Gran Bretagna da Lord Palmerston per chiedere a lui una mediazione. Tale progetto includeva tra l'altro piena indipendenza per la Lombardia ed autonomia per il Veneto. Palmerston accettò, ma il Gabinetto inglese declinò la proposta. Se invece la proposta fosse stata accettata? La Lombardia diventa una repubblica indipendente su base federalista come voleva Cattaneo e proprio lo stesso statista parabiaghese viene eletto suo primo presidente. Visto il successo della cosa, il Piemonte Sabaudo non può più invadere la Lombardia, ormai nazione indipendente e riconosciuta da tutti, e semmai allunga gli artigli sulla parte Centro Nord o Sud della Penisola. In questo caso abbiamo però due poli di attrazione per gli altri Stati Italiani: uno il Piemonte assolutista e militarista, l'altro una Lombardia molto simile alla Svizzera. È innegabile che gli altri Stati avrebbero preferito quest'ultima soluzione. Si ha anzi una rivoluzione anche in Piemonte che scaccia i Savoia ed instaura una repubblica federalista da associarsi alla Lombardia. Prende così piedi davvero un'Italia Federale. e gli effetti di una soluzione di questo tipo sono evidenti: uno sviluppo più armonioso delle varie Regioni, una non sussistenza della questione meridionale ed uno stato meno burocratizzato e più efficiente. In pratica avremmo oggi risolto tutti i nostri problemi interni che ci portiamo appresso dall'Unità e saremmo (dopo USA, Germania, Giappone) la quarta potenza economica del Pianeta e la seconda in Europa... (un bel sogno di Never75)

O Firenze o morte. Avrebbero potuto i Lorena sostituire i Savoia alla guida dell'unità Italiana? Improbabile con le armi, non escludibile con la diplomazia. Nel 1848 il Granduca e combattono Leopoldo di Toscana concede la costituzione nel 1848 ma, invece di schierarsi a fianco degli insorti italiani, rimane fedele agli Austriaci e manda le sue truppe (i Granatieri) a combattere con valore a fianco di quelle imperiali asburgiche. La sconfitta degli insorti è terribile, e come premio il Granduca riceve un cospicuo ampliamento delle sue terre con l'annessione di Viterbo e della Romagna, ed in più può mantenere la costituzione. Tuttavia questo fa crescere l'ambizione politica del Granduca, che passerà al figlio l'idea di una Toscana estesa almeno a tutta l'Italia centrale. Infatti nel 1866 egli si schiera contro l'Austria a fianco della Prussia, così come il regno di Sardegna si era schierato con la Francia contro la Russia. Il colpaccio riesce e anche l'Emilia passa sotto il controllo toscano, facendone una potenza notevole. La Serenissima repubblica di Venezia viene ripristinata per fare da contraltare alla Sardegna. Nel 1880, su ispirazione del Regno delle Due Sicilie, nasce l'Alleanza Italiana che comprende Papato, Toscana e il Meridione. Neutrale nella prima guerra mondiale, dove invece i Savoia acquisiscono la Lombardia, nella seconda si schiera a favore degli Alleati, dopo che un corpo di volontari, guidati dal giornalista Benito Mussolini, era andato a combattere in Spagna contro Franco. Nel 1954 viene proposto un nuovo trattato, su ispirazione del Pontefice Pio XII, per rendere più efficiente l'Alleanza, che adesso comprende anche Sardegna e Venezia. Nel 1990 si vota per rinnovare le camere e scegliere il primo ministro al posto dell'uscente ed anziano Carlo Azeglio Ciampi (a quattro mani di Filobeche ed Homer)

Garibaldi nel varesotto. Dopo l'armistizio Salasco del 9 agosto 1848 tra l'Impero asburgico e il Regno di Sardegna, il 13 agosto Garibaldi decise di tentare l'impossibile: con 1300 volontari lasciò il porto di Arona, sul lago Maggiore, sbarcò a Luino, attraversò la Valganna e la Valcuvia e tentò di far sollevare il varesotto, e poi tutta la Lombardia, contro il dominio austriaco. Questa spedizione mise per la prima volta in atto sul suolo italiano le tecniche di guerriglia apprese dall'Eroe dei Due Mondi in Uruguay, e costituì la vera prova generale della successiva avventura dei Mille, con cui ha molto in comune, ma si rivelò un fallimento (e per questo la storiografia garibaldina in genere non ne parla): il 26 agosto i volontari di Garibaldi si scontrarono con una colonna austriaca superiore di numero nella Battaglia di Morazzone, e ne uscirono sconfitti. Lo stesso Garibaldi fu costretto a riparare in una casa colonica sul Lago di Lugano, dove una lapide commemora ancor oggi il suo passaggio, quindi con soli trenta legionari superstiti riparò in Svizzera. L'Unità d'Italia avrebbe dovuto aspettare. Ma che accade se la spedizione di Garibaldi si rivela un grande successo e riesce a sollevare tutto il Lombardo-Veneto, impedendo il ritorno di Radetzky? (se lo chiede William Riker)

Uno di Casa(ti)/3. Dopo il ritorno degli Austriaci a Milano, Gabrio Casati fu costretto a fuggire in Piemonte, dove per breve tempo assunse la guida del governo. Ma l'astro nascente era Cavour, che non vedeva di buon occhio il Milanese, costretto quindi a dimettersi. E se a Torino Cavour muore durante il governo Casati? Il Milanese rimane Primo Ministro di Casa Savoia. Come gestirà Casati la situazione internazionale? Scoprirà anche lui l'utilità della guerra di Crimea? Saprà dirottare il piccolo Regno Sabaudo verso l'Unità d'Italia, oppure si limiterà ad una guerra per il possesso della sola Lombardia, che forse era quello che Vittorio Emanuele II voleva davvero? (terza ucronia dedicata da Never75 a Gabrio Casati)

La Marcia di Radetzky. Gli Austriaci, dopo aver sconfitto il Piemonte a Novara, lo conquistano e lo occupano, cercando di tenerlo grazie ad una spartizione che concede Nizza e Savoia alla Francia e la Sardegna alla Gran Bretagna. Un riassetto europeo del genere rende l'Austria, rafforzata in Italia, più conciliante con la Prussia in Germania, evitando l'umiliazione di Olmuetz; naturalmente si forma un'alleanza anglo-franco-austriaca come garante dell'equilibrio europeo al posto della Santa Alleanza, e l'Austria aderisce militarmente alla coalizione di Crimea, guadagnandoci Moldavia e Valacchia. Una più grave sconfitta russa porta alla concessione di una Costituzione da parte dello zar Alessandro con le riforme del 1861-62, e a conseguenze importanti sulla rivolta polacca del 1863-64 (avviene ugualmente la convenzione di Alvensleben?) In Messico, collaborazione austro-francese e sopravvivenza dell'Impero, forse intervento della Triplice Coalizione in appoggio ai Sudisti. Tornando all'Austria, aggiungere un popolo in più indebolisce la già fragile struttura dell'impero multinazionale, e in Italia si succede una lunga serie di ribellioni e repressioni dal Piemonte alla Sicilia, con una preminenza della matrice mazziniana, repubblicana e federalista su quella sabauda. Ma se riesce a conquistare il Piemonte, Vienna evita di perdere le guerre con l'Italia, e le altre nazionalità rimangono assoggettate, ma l'impero non può essere conciliante con la Prussia guglielmina senza perdere la faccia. Cosi la crisi dell'impero viene ritardata di decenni, e dopo la Prima Guerra Mondiale (con lei combatte lo stato delle Due Sicilie) riesce a sopravvivere, anche se fortemente ridotta (l'ha pensata Falecius)

Altro che neutrale. Durante il nostro Risorgimento l'aiuto degli Svizzeri, specie degli italofoni del Canton Ticino, per i patrioti italiani fu immenso anche se poco conosciuto. Non solo in Svizzera trovarono rifugio numerosi ricercati politici, in primis Mazzini, ma la maggior parte di proclami, libri, manifesti, ecc. "sovversivi" furono stampati nelle città ticinesi. A ciò va aggiunto il fatto che molti ticinesi stessi combatterono a fianco a fianco dei "fratelli" lombardi contro gli Austriaci (un nome fra tutti: lo stimatissimo scultore Vincenzo Vela che partecipò alle Cinque Giornate di Milano). All'Austria, ovviamente, la cosa non andava giù e più volte fu tentata di scatenare una guerra preventiva contro la Confederazione, per via della sua scarsa propensione alla tanto vantata neutralità. Per una serie di motivi non se ne fece nulla, ma mettiamo che un'invasione dei territori elvetici avvenga davvero. A parte che un'invasione della Svizzera non sarebbe una passeggiata per nessuno, quali potrebbero essere poi le conseguenze di un tale attacco? Soprattutto la Francia potrebbe scegliere di agire in due modi. O appoggia l'Austria invadendo a sua volta la Svizzera francofona (con Napoleone III al potere per poco non avvenne davvero), ed addio Confederazione, oppure la Francia si alleerà prima col Piemonte ed insieme attaccheranno in forze l'Austria. Come da copione, questa perderà la Lombardia e forse il Veneto. Anche la Svizzera potrà avere compensazioni territoriali ulteriori. La stessa Confederazione poi, dopo l'intervento, metterà del tutto da parte la sua neutralità per partecipare più da vicino agli avvenimenti internazionali degli anni successivi. Se intervenisse nella Guerra del 1866 dalla parte Prussiana, sempre contro l'Austria? O nel 1871 contro la Francia? I Cantoni svizzeri rischieranno a quel punto di costituirsi in un Regno federato al Reich Prussiano? Oppure ritorneranno nell'orbita Austriaca? (questa è di Never75)

Le Cinque Giornate Svizzere. A Milano il Consiglio Provvisorio costituitosi all'indomani delle Cinque Giornate, una volta cacciati gli Austriaci, non chiede l'aiuto di Carlo Alberto ma piuttosto degli Svizzeri, puntando tout-court all'annessione delle Province Lombarde alla Confederazione. Alla fine Cattaneo era un federalista fino al midollo e vedeva la Svizzera come la nazione ideale. Se la Confederazione accetta? Ciò vuol dire inimicarsi l'Austria ed aspettarsi un'invasione-ritorsione. C'è da dire che però gli Asburgo avevano già le loro belle gatte da pelare. Inoltre comunque Carlo Alberto non rimane con le mani in mano e, sulla scia della politica dei suoi antenati, approfitta del parapiglia per intervenire a sua volta nel conflitto attaccando a sua volta l'Austria per conto proprio. E' prevedibile una pace di compromesso con una divisione a tre della Lombardia. Bergamo, Brescia e la Brianza rimangono all'Austria. Carlo Alberto arrotonda il Piemonte con Mantova, Cremonese e Lodigiano mentre gli Svizzeri incorporano Comasco, Varesotto, Lecchese, Valtellina e Valchiavenna che diventano nuovi Cantoni a sé. Più problematica la soluzione su Milano e hinterland vista la posta in gioco. Probabile che la città meneghina rimanga ancora un po' nell'orbita austriaca, ma gli Svizzeri ed i Savoia saranno sempre sul chi va là per strappargliela alla prima occasione. Nel frattempo, Carlo Cattaneo, che si rifugerà a Lugano, diventa Presidente federale della Confederazione, visto l'enorme peso che i Cantoni italiani andranno ad assumere! I moti nel resto della Penisola vanno come nella nostra Timeline, anche se i sovrani della nostra penisola, non essendo sconfitti, mantengono le loro costituzioni semi-liberali. Carlo Alberto (che qui rimane sul trono) poi si alleerà con Svizzera e Francia nella seconda Guerra contro l'Austria. Veneto e quel che resta della Lombardia andranno ai Savoia, la Svizzera verrà ricompensata per il suo contributo con parte dell'Ossola e dell'Adda (terre lungamente in possesso degli Elvetici), mentre alla Francia andranno Nizza e Savoia. Il Piemonte, ingrandito sì ma non nella posizione di forza come nella nostra Timeine, come nei patti di Plombiéres, proporrà una Confederazione tra gli altri Stati della Penisola che verrà accettata da tutti, papa compreso, sotto l'egida francese. E' probabile che però in futuro la neonata Confederazione Italiana e quella Elvetica non si vedano di buon occhio per via delle terre contese. Ciò potrebbe portare, paradossalmente, la Svizzera a richiedere stavolta la protezione di Austria e Germania, mentre la Confederazione Italiana rimarrebbe filo-francese. A questo punto come si porranno gli svizzeri italiani ed italofoni (aumentati strepitosamente di numero) con la loro ideale Madrepatria? Faranno da paciere tra le due Nazioni o piuttosto cercheranno di fare annettere dalla Confederazione anche il resto della Penisola? Francamente non potrei biasimarli se optassero per la seconda opzione! (sempre opera di Never75)

Ma non Manin. Nella rivoluzione del 1848, in cui Manin rifonda la repubblica veneziana, questa volta democratica, e non di tipo oligarchico come in precedenza, gli insorti riescono a prendere il controllo della flotta austriaca, che è pronta a ritornare veneziana, in quanto l'equipaggio è veneto, e grazie ad essa riesce ad ottenere l'indipendenza; anche Garibaldi, fuggito da Roma, si è unito ai veneziani con la moglie Anita per la difesa della Serenissima. Cosa accade? Senza flotta, gli austriaci o chiederanno aiuto agli inglesi, o alla fine cederanno, se non altro perché Venezia resisterà, saccheggerà le coste dalmate e porterà in altre aree dell'Austria la guerra, procurandosi i rifornimenti via mare. Ma come la prenderannno i francesi e gli inglesi? (proposta da David190)

English Venice. Alternativa all'ucronia precedente. Daniele Manin nel 1849, vedendo oramai la nuova repubblica condannata, fa atto di sottomissione all'Inghilterra, anziché arrendersi all'Austria, trasformando Venezia in una colonia inglese. Sua maestà accetterà? Se sì, che evoluzione subiranno i rapporti tra gli inglesi e l'Austria? (altra idea di David190)

Pio IX il Grande. Nel '48 Pio IX rimane neutrale per non urtare l'Austria, ma chiama Gioberti come primo ministro, e poi favorisce la nascita di una Confederazione italiana sotto la sua presidenza, da passare poi a rotazione agli altri principi italiani. Indice sì il Concilio Vaticano I, ma come anticipazione del II: forte impulso alle missioni in Africa (Comboni), vengono riallacciate le relazioni diplomatiche con la Regina Vittoria d'Inghilterra, e Pio IX tenta anche la riunificazione con la chiesa anglicana dopo aver ridiscusso il Primato di Pietro (un'idea di William Riker)

Ausgleich anticipato. Che succede se dopo la Primavera dei Popoli Francesco Giuseppe è costretto a ricostituire in anticipo il regno ungherese, o addirittura anche il regno di Croazia e quello di Boemia? (se lo chiede Dans)

Ungheria nazione. I moti ungheresi del 1848 hanno successo e Lajos Kossuth diventa presidente della Magyar Köztársaság (Repubblica di Ungheria), stretta alleata della Germania nella guerra del 1866 e nella Grande Guerra. Che succede ai Balcani? (un'altra ipotesi di Filobeche)

Genova torna Repubblica. Nell'Aprile 1849 si svolge il cosiddetto "Sacco di Genova": i bersaglieri di La Marmora, nella loro prima uscita ufficiale, fanno il bello e il brutto tempo a Genova. A questo punto però Genova si solleva con una rivolta in grande stile e respinge i bersaglieri: il caso non può essere più minimizzato, i corrispondenti da Genova sui giornali fanno una campagna in cui si denunciano le efferatezze dei bersaglieri. L'indignazione popolare rischia di minare il successo dei successivi plebisciti. Si può immaginare una Repubblica di Genova che fa un accordo con i Savoia mantenendo l'indipendenza, le potenti banche genovesi restano ai genovesi e la gestione dell'economia anche, Genova può diventare una specie di Svizzera del Sud. Sviluppi? (proposta dal genovese Hurmar)

La Costituzione Toscana. Dopo il 1848 anche il granduca di Toscana mantiene la sua Costituzione, e il suo paese continua a essere uno dei più liberali e illuminati in Italia. Come si evolverà la situazione italiana con due sovrani costituzionali? Sicuramente la Toscana non potrà mettersi a capo del movimento di unificazione, a causa sia della sua debolezza militare che dei legami dinastici fra il Granduca e la Casa d’Austria. Allo stesso tempo, però, è difficile che un governo costituzionale toscano sostenga apertamente Vienna. Il risultato sarà, probabilmente, un’adesione meno convinta alla politica piemontese da parte dei moderati, i quali continueranno a sperare nella concessione di costituzioni da parte dei sovrani legittimi. Mettiamo che la Seconda Guerra d’Indipendenza si svolga come nella nostra Timeline; sicuramente non ci sarà alcuna rivoluzione in Toscana, al massimo gli unitari saranno più forti, ma potrebbe anche succedere che i Ducati scelgano di passare sotto Firenze piuttosto che sotto Torino. La penisola rimarrà divisa tra Sardegna, Toscana, Papa e Regno di Napoli (un po’ come programmato a Plombières, ma senza una presenza francese così forte)? Oppure la Toscana entrerà in un'Italia unita sotto i Savoia mantenendo però delle istituzioni autonome? L’Italia potrebbe nascere come monarchia federale? (ideata da Toxon)

Requiem per Garibaldi. Altra ucronia grama per l'Eroe dei Due Mondi. Garibaldi trovò rifugio sul Monte Titano quando, nel 1849, nel tentativo di raggiungere Venezia, si ritrovò circondato da quattro eserciti a Macerata Feltria. Garibaldi chiese di transitare attraverso San Marino al Consiglio Grande e Generale. In un primo tempo la richiesta venne respinta; successivamente venne reiterata, ma Garibaldi senza aspettare risposta oltrepassò i confini con i millecinquecento uomini rimasti e presentò personalmente domanda di asilo. Grazie a Domenico Maria Belzoppi, un liberale carbonaro, glielo concesse in cambio della garanzia di indipendenza della Repubblica. Ma se Belzoppi è in una prigione austriaca? I Sammarinesi sono di fatto occupati dall'esercito di Garibaldi, e non la prendono bene. Richiamano i quattro eserciti di Macerata Feltria indicando la zona dove il patriota italiano sta marciando, e allo stesso tempo concedono ufficiosamente asilo a Garibaldi. Così incastrato, l'eroe italiano viene catturato e condotto a Roma, dove sarà condannato a morte insieme ai sopravvissuti del suo esercito. Paradossalmente, per la Repubblica di San Marino sarà la fine, mentre Garibaldi sarà osannato non solo come eroe , ma addirittura come martire (made in Renato Balduzzi)

Adio, Ghica. Alexndru Ghica, principe di Moldavia ed uno degli artefici dell'Unione dei principati rumeni, non arriva al potere ed è rimpiazzato, nella guida della Moldavia, da un fanariota al servizio dei Turchi. Risultati sulla storia rumena? (ideata da Maggioriano)

Danske besiddelser. Non tutti lo sanno, ma la Danimarca partecipò alla prima fase della colonizzazione dell'Africa, stabilendo alcuni forti lungo la Costa d'Oro, nell'odierno Ghana: Fort Frederiksborg (oggi Kpompo), Fort Christiansborg, Fort Prinsensten (costruito nel 1784), Fort Augustaborg (nel 1787), Fort Friedensborg e Fort Kongensten. Le rovine di alcuni di questi forti esistono tuttora, lungo la costa occidentale dell'Africa; purtroppo essi furono usati principalmente per la tratta degli schiavi, alla quale i danesi non si sottrassero di certo. L'impero Ashanti sconfisse e sloggiò i danesi nel 1807, e nel 1850 Copenaghen vendette tutti i suoi diritti coloniali all'Inghilterra. Ma come cambia la colonizzazione dell'Africa se anche la Danimarca partecipa attivamente alla spartizione della torta, ed ancor oggi in alcuni moderni stati africani la lingua ufficiale è il danese? (è balzata in zucca a William Riker)

Divided we stand/3. Il 4 luglio 1850 il presidente americano Zachary Taylor si ammala improvvisamente di colera e muore cinque giorni dopo; secondo alcuni membri del suo partito è stato avvelenato dai fautori della secessione del Sud per aver minacciato di impiccare tutti coloro che avessero attentato all'unità della nazione, anche se studi recenti sulla sua salma hanno escluso la teoria dell'avvelenamento, confermando la morte per cause naturali. Ma che accade se egli non mangia cibo contaminato nella Festa dell'Indipendenza e resta in carica fino alla fine del suo mandato? Vista la sua intransigenza, la Guerra Civile scoppia con dieci anni di anticipo? (anche questa è di William Riker)

Cuba libre/1. Intorno al 1850 un avventuriero, tal Fernando Lopez, fece il giro degli stati del Sud per raccogliere volontari e soldi per una sollevazione dell'isola di Cuba contro la Spagna ed una sua futura adesione agli USA. Lopez passò anche da Jefferson Davis che però declinò, invitando il filibustiere a chiedere l'intervento dell'Amico Lee; Lee ci pensò su ma poi declinò l'invito... e se non avesse declinato? Molto probabilmente anche Lee avrebbe fatto la fine di Lopez, impiccato davanti ad una folla, ma invece voglio pensare che il genio di Lee abbia successo e che dopo aver dato del filo da torcere agli spagnoli ottenga il riconoscimento degli USA. Lee diventa presidente della repubblica Cubana, oppure permette che Cuba divenga parte dell'Unione alterando l'equilibrio (già di per sé poco stabile) tra gli stati "Liberi" e quegli "Schiavisti". Con quali effetti? (sempre l'esperto Filobeche)

Il Partito Democratico non si sfascia. Il Partito Democratico, benché decisamente sudista come ideologia, era anche il partito dell'ovest, e la tradizionale alleanza tra Midwest e Deep South aveva permesso a Jackson di creare un partito forte abbastanza da monopolizzare per trent'anni la vita del paese. Nel 1850 però il compromesso del Missouri e soprattutto il "Kansas insanguinato" vengono a spezzare la tradizionale alleanza tra i due blocchi. Se invece il Kansas viene risparmiato il Partito Repubblicano non attecchisce nel medio-ovest e Lincoln non vince le elezioni, Buchanan viene eletto presidente e tutta la questione probabilmente viene posposta di una ventina di anni, ma all'epoca gli USA saranno sicuramente una potenza ben maggiore e più importante nel panorama mondiale: già nel 1853 erano la seconda potenza industriale dell'occidente (grazie al nostro Filobeche)

O puro, o forte, o bello, Massimiliano/1. L'arciduca d'Austria Massimiliano d'Asburgo per un breve periodo fu nominato vicerè del Lombardo-Veneto. Nel suo programma di governo Massimiliano aveva proposto una larga autonomia alle regioni di lingua italiana, progetto che, se realizzato in tempo, avrebbe impedito a Cavour & C. di impadronirsi della Lombardia. Giocando in anticipo sui Savoia, il "biondo e bello" Massimiliano avrebbe favorito un partito filo-austriaco in contrapposizione ai patrioti, ed avrebbe strappato al Piemonte la leadership in Italia. Il progetto non venne avviato e Massimiliano, deluso, accettò in seguito la proposta di Napoleone III di diventare imperatore del Messico, dove fu fucilato nel 1867. Ma se la proposta di Max fosse stata accettata? Massimiliano può diventare vicerè di un Lombardo-Veneto dotato di una larghissima autonomia da Vienna, analoga a quella dell'Ungheria, e di una costituzione più liberale dello statuto albertino. I patrioti italiani allora vedono nel reazionario e militaresco Piemonte un ostacolo all'Unità d'Italia. Avendo una solida base popolare le altre guerre d'Indipendenza vengono così combattute contro il Piemonte sabaudo, e il risultato alla fine sarebbe quello di una Confederazione Italiana in cui le regioni hanno molta più autonomia di quanto ne ebbero effettivamente ed alcune piaghe (es. brigantaggio) non si verificano. Alla morte a Mayerling dell'arciduca Rodolfo, è Massimiliano a diventare il futuro erede dell'Impero; ad esso applica le idee che aveva già in serbo per il Lombardo-Veneto e cioè riuscire a trasformare la duplice (triplice) monarchia in un impero su base federale, evitandogli così la fine al termine della Prima Guerra Mondiale (proposta da Never75 e da Toxon)

O puro, o forte, o bello, Massimiliano/2. Nel 1853 Francesco Giuseppe fu oggetto di un attentato. Il pugnale dell'assassino fu fermato dalla fibbia della cintura. Subito dopo, a Milano, circolò una poesia che imitava il coro del Conte di Carmagnola: « Ahi sventura! Ahi sventura! Ahi sventura! / Perchè mai fu la fibbia sì dura? » Ma se la fibbia non avesse fermato il pugnale? Diventa imperatore il fratello Massimiliano, dotato di una mentalità molto più aperta, anche se sognatrice, ed incline a concedere una maggiore autonomia ai popoli non tedeschi dell'impero: probabilmente sarà un ottimo sovrano. L'Unità d'Italia sarà meno cruenta e certamente inizierà prima. E in Messico chi designerà Napoleone III, come imperatore fantoccio? Forse Vittorio Amedeo di Savoia, rinunciando alla corona di Spagna? O forse il buon vecchio Ludwig, che riempirà il Messico di castelli medioevali? Forse, proprio perchè matto come un cavallo, i Messicani lo lasceranno governare, ed anche gli USA non vedranno in lui un pericolo per la loro politica di protettorato. Oppure, perchè non riciclare per il Messico proprio gli spodestati Borboni delle Due Sicilie o gli altri sovrani italiani orfani del loro trono? (ideata da Francesco Dessolis e da Never75)

Sissi, la regina di Napoli. Il 16 agosto 1853 la quindicenne Elisabetta di Wittelsbach, una dei dieci figli del duca Max di Baviera e di Ludovica, a sua volta figlia del re Massimiliano I di Baviera, è raffreddata e non accompagna la madre e la sorella Elena al castello di Ischl, dove la madre dell'imperatore d'Austria, l'arciduchessa Sofia (sorella di Ludovica), vuole far fidanzare Elena con suo figlio. Di conseguenza, niente colpo di fulmine: il 24 aprile 1854 Francesco Giuseppe d'Asburgo-Lorena non sposa Elisabetta ma Elena, com'era nei piani originari dell'imperatrice madre. Ma allora l'Ausgleich non avverrà, perchè Elena non ama l'Ungheria quanto la sorella Elisabetta, e la conflittualità all'interno dell'impero asburgico sarà anche maggiore. Dal canto suo, l'irrequieta Elisabetta respinge la corte di Carlo Ludovico, fratello di Francesco Giuseppe, e comincia a viaggiare per l'Europa. Si reca così in vacanza a Capri, dove conosce l'erede al trono delle Due Sicilie Francesco di Borbone. I due si innamorano perdutamente e si sposano. Elisabetta, detta Sissi dai suoi sudditi italiani, si fa tanto amare dai napoletani e soprattutto dai siciliani che, quando Garibaldi tenterà la sua spedizione nel 1860, essi si schiereranno con i Borboni e non con lui, segnando la sua sconfitta. Sissi tuttavia convince il marito a lasciare libero il prigioniero Garibaldi, e persino questi, pur considerando i Borboni suoi nemici mortali, resta colpito dalla personalità della regina bavarese, tanto da affermare: "Lei è l'unico uomo in quella famiglia!" Sempre dietro consiglio di Sissi, nelle Due Sicilie viene concessa una Costituzione che adotta uno statuto federale, assicurando ampia autonomia a Palermo: l'equivalente dell'Ausgleich tra Napoli e Sicilia. Perciò permane la tripartizione della penisola tra Savoia, Papato e Borboni. Ma le conseguenze principali saranno per l'Austria e l'Europa, perché dopo l'Ausgleich nella nostra Timeline furono due ungheresi a reggere la politica estera della Monarchia. Senza Andrassy, ci sarà la Triplice Alleanza? È addirittura possibile che Vienna appoggi Parigi nel 1870; con importanti conseguenze, quale che sia l'esito del conflitto (la Prussia può comunque vincere). Bisogna tenere poi conto del fatto che, individuando nella popolare Sissi il vero ostacolo all'unificazione italiana, qualche irriducibile garibaldino come Francesco Crispi potrà attentare alla vita della regina di Napoli, anticipando di molto il folle gesto di Luigi Luccheni... (una grande idea di William Riker)

La Vecchia Parigi. Nel 1853 Napoleone III non incarica il barone Haussmann di rinnovare la rete urbana di Parigi. Voleva creare nuovi assi viari dritti e lunghissimi sull'esempio della parte Ovest di Londra per motivi di circolazione, di salute pubblica ma anche per controllare piu facilmente la strada parigina, spesso fonte di rivoluzioni. Questa impresa viene abbandonata per colpa degli alti costi e dell'opposizione della popolazione, e così la Parigi attuale (a parte qualche grande asse viario come gli Champs Elysées) rimane più o meno identica alla città di Parigi del Medioevo e della Rivoluzione, che oggi si ritrova solo nel quartiere del Marais. Oltre l'interesse dei turisti che ritrovano cosi la Parigi degli scrittori romantici, essa potrebbe rimanere più a lungo una città ribelle. Nel 1870, durante la Comune, ma anche nell'agosto 1945 durante la Liberazione, o ancora nel 1968, i movimenti di ribellione saranno più estesi nella capitale e non ristretti a pochi quartieri più facili da difendere e con una maggior possibilità di riuscire a sconfiggere gli eserciti nemici. Si potrebbe veder sopravvivere la tradizione parigina delle "barricades" costruite per qualunque motivo di malcontento creando vere fortezze di quartiere, come ha raccontato Victor Hugo nei suoi "Misérables", che narrava anche la sua nostalgia per la vecchia Parigi ribelle dopo avere ritrovato la città mutilata... (pensata dal francese Perchè no?)

Baratto dinastico. Che accade se la Francia, che non ha più motivi dinastici per tenersi un'isola povera e ribelle come la Corsica, propone al Regno di Sardegna di permutarla con la Savoia, e Torino accetta? (pensata da Toxon)

La fatal Crimea/1. Nel 1853 scoppiò la guerra tra Russia e Turchia. A fianco della Turchia si schierarono Francia e Inghilterra. Lo zar si aspettava l’appoggio dell’Austria, sia per “riconoscenza” dell’aiuto dato dai russi nella rivoluzione ungherese del 1848, sia per i vantaggi che avrebbe avuto da una spartizione dell’impero ottomano. Francesco Giuseppe, saggiamente, rimase neutrale. Immaginiamo che l’Austria si schieri fin dall’inizio contro la Turchia, invadendo Bosnia e Valacchia. Sicuramente Cavour interverrà, stavolta non mandando truppe in Crimea, ma direttamente contro l’Austria in Lombardia. Contro l’Austria impegnata su due fronti potrà intervenire la Prussia, anticipando la guerra del 1866. In queste condizioni è possibile che il Piemonte riesca a liberare il Lombardo- Veneto anche senza l’aiuto della Francia. Nel Congresso di Parigi verranno "quasi" ratificate le frontiere europee dell’anno 1866 della nostra Timeline, ma la Francia conserverà la sua posizione dominante in Europa, annettendosi probabilmente, oltre a Nizza e Savoia, anche Belgio e Lussemburgo, e forse la Saar. Nel 1856, con re Ferdinando vivo e in buona salute, sarà molto più difficile la spedizione dei Mille, e Cavour non la incoraggerà. Di fronte all’eccessivo rafforzamento francese, l’Inghilterra può stringere un alleanza con Prussia e Italia (settentrionale). Un altro schieramento comprenderà Francia, Russia e Regno delle Due Sicilie. Eviteremo le guerre mondiali e le grandi dittature nel Novecento? (grazie a Bhrig e a Francesco Dessolis)

La fatal Crimea/2. Dopo l'invio in Crimea dei bersaglieri italiani, anche gli austriaci madano truppe in Crimea. Austriaci e Piemontesi diventano inopinatamente alleati! La guerra si estende subito alla Galizia. È possibile un accordo austro-piemontese a spese della Russia: il Piemonte ottiene il Lombardo-Veneto mentre Francesco Giuseppe diventa re di Polonia, e forse anche della Romania. In uno scenario del genere è anche possibile che la Svezia ceda alle pressioni britanniche ed entri anch'essa in guerra, riprendendosi la Finlandia. La Circassia diventerà uno stato indipendente sotto protezione turca e inglese, e probabilmente i turchi si vedrannoo restituire l'Agiaria, il Javakh e forse perfino l'Abkhazia. In questo scenario l'unità d'Italia è improbabile a breve termine, anche se magari, alleandosi con la Prussia, il Piemonte potrà estendere la sua influenza. L'Austria è rafforzata e la Russia indebolita nell'equilibrio europeo. In effetti, se la sconfitta sarà abbastanza dura (perdita della Polonia, della Finlandia, della Circassia, della Moldavia e di parte della Georgia), la Russia potrà conoscere, se non una rivoluzione anticipata, almeno un periodo di turbolenza che, tra le altre cose, le impedirà di impossessarsi dell'Estremo Oriente. L'abolizione della servitù della gleba sarà l'occasione per estese rivolte contadine e probabilmente lo zar sarà costretto a concedere un vero regime costituzionale. È però anche realistico che in Russia si sviluppi un nazionalismo revanchista simile al boulangismo, anche se nessuno dei territori perduti è etnicamente "russo". Le conseguenze sull'equilibrio europeo sono ampie, ma quello che possiamo aspettarci è il rafforzamento della Gran Bretagna e dell'Austria, specie in caso di rinuncia al Lombardo-veneto. Nel successivo conflitto con la Prussia l'Austria si allea con Napoleone III mentre la prussia potrebbe cercare un'alleanza col Piemonte, ma avranno comunque poche chances. A questo punto Francesco Giuseppe può perfino diventare imperatore di un Grande Germania federale, priva della Renania, che andrà alla Francia. Un tale blocco di potere (Germania + Polonia + Ungheria!), estromessa la Russia, sarà in grado di approfittare da solo della declino ottomano, collaborando con la Grecia e magari con Napoli. Evidentemente confliggerà con l'Inghilterra e la Francia, che quindi rimangono alleate; ci sarà una guerra europea per contrastarlo. Comunque la si giri, pare difficile evitare che nell'Europa centro-orientale si formi una concentrazione di potere (austriaca, prussiana, polacca o russa poco importa) che compete con una potenza, o gruppo di potenze, più occidentale. Solo un eccessivo potere francese può controbilanciare questa situazione, come all'epoca del Re Sole o di Napoleone (questa è di Francesco Dessolis e di Falecius)

La fatal Crimea/3. Durante la guerra di Crimea l'Austria, pur senza intervenire militarmente, sottoscrive un trattato con Francia e Gran Bretagna per contrastare le mire russe sull'Impero Ottomano e garantire l'assetto europeo che uscirà dalla pace di Parigi. Malgrado la sua partecipazione alla coalizione di Crimea, il Piemonte non riesce a portare la "questione italiana" davanti alle Potenze con qualche risultato; l'Inghilterra trova nell'Austria un'alleata più utile ed affidabile. La politica estera di Cavour non ottiene risultati apprezzabili, anche se nelle cancellerie si parla di unire Parma e Modena al Piemonte (la proposta fu effettivamente formulata). Nel 1860 i moti guidati da Crispi in Sicilia vengono repressi dai Borboni, ma portano alla concessione di un regime di autonomia nell'isola. Cavour muore deluso nel 1862. Nel Lombardo-Veneto, la politica del vicerè Massimiliano dà i suoi frutti. Il regno ottiene una crescente autonomia da Vienna, che spera così di contrastare il nazionalismo italiano, anche favorendo l'uso ufficiale del veneto e del ladino. Nel 1863, durante la rivolta della Polonia russa, Prussia e Russia firmano la convenzione di Alvensleben (dal nome del generale prussiano che la firmò) che segna la nascita di un'alleanza tra i due paesi, in qualche modo contrapposta al traballante asse Vienna-Parigi-Londra. Nello stesso anno si estingue la dinastia danese degli Oldenburg, provocando una nuova crisi tra Danimarca e Stati tedeschi sulla sovranità dello Schleswig e dello Holstein. Nel 1864, Prussia ed Austria guidano la confederazione germanica ad una guerra che porta alla conquista dei due ducati, ma sorgono controversie sulla loro divisione. Questo inoltre aliena l'Austria dall'Inghilterra. Bismarck, più che altro per ragioni di politica interna, si risolve alla guerra. Sicuro della benevola neutralità russa, scommette sul non intervento delle potenze occidentali (la Francia spera di guadagnare influenza in Germania ed Italia a spese dell'Austria) e si allea col Piemonte. A questo punto, tutto dipende dalle scelte militari austriache. In Lombardia c'è Massimiliano, che non andrà mai in Messico, quindi all'arciduca Alberto sarebbe assegnato il fronte boemo. Benedek non avrà il comando. I piemontesi hanno effettivi scarsi e probabilmente sono sconfitti a Magenta, i prussiani vincono in Boemia ma senza gli errori di Benedek si evita il disastro di Sadowa e solo le agitazioni in Ungheria e Italia inducono Francesco Giuseppe a chiedere la pace, con cui riconosce la confederazione tedesca del Nord, rinuncia allo Schleswig-Holstein e lascia che il Piemonte si prenda una parte della Lombardia. Quanta è da vedere, in fondo il Piemonte ha perso la guerra, ma ci si può aspettare una frontiera all'Adda. In alternativa, più probabilmente viene sacrificato il ducato di Parma e l'Austria se la cava senza perdite territoriali, ma è costretta a concedere un regime costituzionale vero al Lombardo Veneto e con ogni probabilità anche all'Ungheria, diventando una triplice monarchia. Francesco Giuseppe si fa incoronare a Budapest e a Milano (un'ulteriore idea di Falecius)

Dov'è la Crimea? Au contraire, la guerra di Crimea non scoppia. Le conseguenze sono notevoli: gli Stretti restano aperti alla flotta russa, l'abolizione della servitù della gleba è ritardata e più graduale, l'esercito russo viene lasciato ad arrugginire più a lungo e farà una figura ancora peggiore nella successiva guerra contro il Giappone. Un guerra russo-turca scoppierebbe comunque qualche anno dopo; sicuramente ci sarebbe un impatto sulla situazione della resistenza circassa e cecena nel Caucaso. Infine, Cavour non riuscirebbe a tirare dalla sua Napoleone III contro l'Austria; cosa si inventerebbe allora il furbo primo ministro piemontese? (ancora Falecius)

Walker/1. Il 15 ottobre 1853, con l'aiuto di 45 mercenari, l'avventuriero americano William Walker tentò di ripetere le imprese degli antichi conquistadores, occupaando i territori messicani della Baja California e di Sonora. Riuscì ad impadronirsi di La Paz, capitale della Baja California, di cui fece la capitale della nuova Repubblica di cui si proclamò presidente. La mancanza di rinforzi e un'inattesa resistenza da parte dei Messicani lo costrinsero a battere in ritirata. Ma se il suo tentativo riesce? Baja California e Sonora entreranno in seguito negli USA, come il Texas? (questa è di William Riker)

La Carica dei Seicento. "Se un comandante è clemente e non sa utilizzare bene i propri soldati, se ha troppo amore e non li sa comandare, se è confuso e non li sa regolare, essi saranno come bimbi viziati e non potranno essere impiegati con profitto", scrisse il cinese Sun Tzu nel suo trattato "L'Arte della Guerra". Probabilmente lord Raglan avrebbe dovuto tenerne una copia sul comodino e leggerselo bene, durante la Guerra di Crimea, nel corso della quale capeggiava le forze armate britanniche. Infatti il mattino del 25 settembre 1854 egli ordinò al comandante della cavalleria, lord Lucan, di attaccare le truppe russe che stavano posizionando alcuni pezzi di artiglieria. Lucan tuttavia dalla sua posizione non vide i cannoni cui alludeva Raglan, bensì altri dispiegati all'estremità di una stretta vallata, completamente scoperta. Lucan tuttavia, che nutriva vecchi rancori nei confronti di lord Raglan, non discusse gli ordini e li trasmise al comandante della cavalleria leggera, lord Cardgan, che a sua volta era in pessimi rapporti con Lucan. Cardgan quindi si mise alla testa dei suoi seicento cavalieri verso tutt'altri cannoni rispetto a quelli pensati da lord Raglan; e così, quella che passò alla storia come la sventurata "Carica dei Seicento", terminò con un disastro, perchè l'artiglieria russa si divertì con un vero e proprio tiro al piccione. Ma che accade se i dissapori tra Raglan, Lucan e Cardgan non sussistono o non sono tali da condurre a tanto grottesca ripicca? Che esito ha la Guerra di Crimea? (ancora William Riker)

Ma che Canale d'Egitto. Com'è noto, gli inglesi tentarono in tutti i modi di mettere i bastoni fra le ruote ai francesi che volevano tagliare l'istmo di Suez, temendo un'eventuale supremazia francese nella regione, considerata un passaggio chiave verso i possedimenti britannici in India. L'ascesa al potere nel 1848 del Khedivè Abbas I, fortemente filoinglese, che intendeva piuttosto realizzare una ferrovia da Suez a Porto Said, sembrò favorire i piani di Londra. Ma già nel 1854 il vento girò, con la successione del Khedivè Muhammad Sa'id, il quale era amico di vecchia data di un certo Ferdinand de Lesseps, già console francese al Cairo, e gli affidò la progettazione del Canale di Suez. Ma che accade se Muhammad Sa'id non ascende al khedivato e Ferdinand de Lesseps deve dire addio ai sogni di gloria (peraltro largamente scippati al trentino Luigi Negrelli)? Senz'altro il Canale prima o poi verrà realizzato da altri, ma la colonizzazione europea dell'Africa Orientale verrà ritardata di parecchio. Probabilmente gli italiani non acquisteranno Eritrea e Somalia, in assenza di un canale con cui raggiungerle facilmente dalla Penisola, e potrebbero ripiegare sul piano B (l'Indocina). Lesseps potrebbe cercare maggior fortuna cercando di tagliare in anticipo l'Istmo di Corinto o il Canale di Panama. È possibile che il Canale di Suez lo realizzino i Sovietici per conto di Gamal Abd el-Nasser nel 1956, ed allora la Guerra per il Sinai scoppiata in quell'anno non ci sarà... o forse sì, se Tsahal sospetta che il Canale serva per trasportare truppe in vista dell'invasione di Israele (questa è di Lord Wilmore)

Walker/2. I ribelli del Nicaragua, travagliato da una guerra civile, ingaggiarono William Walker come mercenario. Sfuggendo al controllo del governo degli Stati Uniti che voleva impedirgli di partire, egli lasciò San Francisco il 4 maggio 1855 con 57 uomini e 170 nicaraguensi. Autonominatosi "colonnello dell'esercito democratico", organizzò il suo esercito che prese il nome di "falange". Il 1 settembre 1855 riuscì a sconfiggere a La Virgen l'esercito governativo e prese la capitale Granada. Qui fece fucilare il primo ministro rimasto fedele al governo legittimo e si fece nominare capo del governo, riconosciuto dal presidente USA Franklin Pierce. Egli sognò di conquistare gli altri quattro stati dell'America centrale (Guatemala, El Salvador, Honduras e Costarica), ma fu sconfitto dalle truppe del Costarica e fu costretto a rientrare negli USA. E se egli riesce a conquistare le ex Province Unite e ad unirle agli USA? Come cambia la storia del Centroamerica? (sempre William Riker)

A scoppio anticipato. Pochi sanno che il motore a combustione interna venne inventato da un sacerdote lucchese, don Eugenio Barsanti (1821-1864), che assieme all'amico ingegnere Felice Matteucci (1808-1887) lo mise a punto e lo presentò al mondo accademico il 5 giugno 1856. Presentato alla prima esposizione nazionale di Firenze del 1861, ebbe un successo di gran lunga superiore alle attese, e Barsanti ebbe molti contatti da parte di aziende agricole che pensavano di usare il suo motore per far muovere trattori e trebbiatrici. Tuttavia Barsanti e Matteucci non riuscirono a convincere le grandi imprese della bontà della loro invenzione, i progetti spediti ad un'industria belga interessata al motore sparirono nel nulla, e don Barsanti morì nel 1864 a soli 43 anni. Nel 1867 gli inventori tedeschi Nikolaus Otto ed Eugen Landen brevettarono il loro motore, del tutto identico a quello del prete lucchese, che conobbe un successo strepitoso, tanto che ne vennero realizzati tremila esemplari. Un caso di plagio? Non è da escludere. Ma che accade se il Motore Barsanti sfonda già negli anni '50 dell'ottocento, e pochi anni dopo le vie d'Europa sono già percorse dalle prime automobili moderne? Come cambia da quel momento in poi la storia dell'uomo? (ancora William Riker)

Infelice Orsini. L'attentato di Felice Orsini riesce. nasce in Francia la Terza Repubblica che si disinteressa all'Italia. Il tentativo di Cavour fallisce e vi è una deriva autoritaria da parte del Piemonte. Che accade? (dovuta a Enrica S.)

La Contessa di Castiglione. Nel 1856 Cavour spedisce alla Corte di Napoleone III la moglie del cugino Conte Verasis di Castiglione con la missione di usare, lei, la più bella nobildonna d’Europa, e le sue ambite grazie per portare vicino alla causa dell’Unità d’Italia la Francia e magari anche l’Inghilterra. La Contessa di Castiglione finisce nel letto di Napoleone III ed inizia a parlare in favore dell’Italia Unita e libera come grande paese alleato… ma a un ricevimento di corte durante il Congresso di Parigi incontra ed impressiona fortemente il ministro degli esteri austriaco. Questi, colpito dalla sua intelligenza e bellezza, le propone di accompagnarlo a Vienna per presentarla al sovrano Francesco Giuseppe I. La Duchessa non se lo fa ripetere due volte e, da donna energica e ben consapevole della sua intelligenza e superiorità, prende un sua iniziativa politica. Accetta e va a Vienna. Qui al ricevimento coglie uno sguardo di desiderio dell'imperatore d'Austria e inizia la schermaglia: civetta, resiste, cede e poi si nega, finché fa letteralmente impazzire Francesco Giuseppe I. Nell’alcova, suggerisce di non attendere che il Piemonte con l’appoggio di Francia ed Inghilterra si prenda con la guerra e con lo spreco di tante giovani vite umane ciò che un giorno sarà inevitabilmente suo. Perché non fa un gran gesto, degno di un Augusto imperatore, e dona libertà alle terre d’Italia? In cambio l’Italia potrebbe diventare la sua più fedele alleata... Come continua la vicenda? (se lo domanda Sandro Degiani)

John Freemont for President. Freemont era del Sud, era infatti nato a Savannah (GA), ma parteggiava per l'abolizione della schiavitù e per l'Unione; purtroppo nel 1856 perse le elezioni a favore di Buchanan. Se fosse stato eletto non ci sono molti dubbi che il Sud avrebbe secessionato come fece, più tardi, con Lincoln. Ma Freemont come avrebbe condotto la guerra? Avrebbe accettato il concetto di guerra totale propugnato da Sherman e Grant? Avrebbe accettato di far soffrire la sua stessa gente? Questo mi porta a due possibilità: Freemont accetta una pace negoziata per l'indipendenza del sud, magari dopo disastri come Fredericksburg o Chickamagua; oppure il sud viene sconfitto lo stesso, ma come si comporta Freemont con la "ricostruzione?" Viene anche lui assassinato dai radicali repubblicani come Lincoln nella HL? E sarà Freemont il "Grande emancipatore"? (grazie a Filobeche)

Il Re Bomba. L'8 dicembre del 1856, festa dell'Immacolata Concezione, il Re delle Due Sicilie Ferdinando II di Borbone detto "il Re Bomba" assistette a Napoli alla Messa con tutta la famiglia, ed in seguito passò in rassegna le truppe sul Campo di Marte. Fu allora che il soldato calabrese Agesilao Milano, rotte le righe, si lanciò sul re e riuscì a ferirlo con un colpo di baionetta: il colpo fu miracolosamente attutito dalla fondina delle pistole sospese sulla sella del cavallo, ma nonostante il re sia sopravvissuto all'attentato le ferite non si rimarginarono bene ed alla lunga gli provocarono una setticemia che lo condusse alla morte a soli 49 anni, il 22 maggio 1859. Ma che accade se Agesilao Milano fa cilecca e Ferdinando II vive più a lungo? La convinzione che a Napoli non ci sia un re giovane e inesperto come Francesco II, ma una vecchia volpe come re Ferdinando, scoraggerà o perlomeno ritarderà l'Impresa dei Mille? Se sì, l'Italia rimarrà divisa in tre parti: il regno d'Italia, con capitale Torino e re Vittorio Emanuele II (un regno che comprende Sardegna, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia, Romagna e Toscana); il Papato; il Regno delle Due Sicilie con capitale Napoli. E da qui partirà una timeline forse molto più felice per l'Italia rispetto a quella in cui viviamo noi... (immaginata da William Riker e da Dorian Gray)

Pisacane sugli scudi. Pisacane fu l'unico patriota italiano che capì che la rivoluzione dal basso poteva avvenire solo se si scendeva a compromessi con le richieste contadine (gli operai non esistevano): in soldoni, solo se si accettava che al grido “Italia!” andasse affiancato “terra!”. Mettiamo che lo scapigliato Pisacane riesca a convincere l'ascetico Mazzini, o a scippargli la “base” come prima lui l'aveva scippata a Buonarroti, o che per qualche grazia celeste la sua spedizione abbia successo. Che accade? È una nuova Rivoluzione? Oppure Italia del Popolo e Italia del Re trovano un accordo? Nascerà il centrodestra cavouriano e la social-sinistra di Pisacane? (questa è di Paolo Giusti)

La fatal Neuchatel. Nel 1857 a causa della città-cantone di Neuchatel si giunse quasi ad una guerra tra la Svizzera e la Prussia, che lo rivendicava come suo possedimento. Fu solo un intervento internazionale che scongiurò il conflitto, e la città rimase elvetica. Se però il re di Prussia si fa prendere la mano e dichiara guerra alla Confederazione per il possesso della città, potrebbe essere Neuchatel, in futuro, la causa dei dissidi tra Prussia ed Austria in luogo dello Schwlig-Hollstein, e magari un riavvicinamento Prussiano-Piemontese in funzione anti-asburgica potrà avvenire quasi un decennio prima, con la tacita neutralità francese. A questo punto combatteremo la Seconda Guerra d'Indipendenza al fianco della Prussia. La vinceremo lo stesso? (la dobbiamo a Never75)

Il Congo portoghese. Nel 1857 il regno del Kongo ed il suo vassallo di Loango avevano una guarnigione portoghese sul loro territorio e subivano il controllo del Regno di Portogallo, che dominava i settori più importanti, come la tratta degli schiavi. Al Regno di Portogallo mancarono la voglia e la stabilità per espandere la propria influenza nel cuore del continente africano e cominciò a farlo solo nel 1890. Ma se invece si espande nel Congo seguendo il corso del fiume Kasai e sfruttando le vie commerciali della tratta degli schiavi per intrufolarsi in quel territorio? Potrà rinascere l'antica potenza del Portogallo? Davvero immense risorse minerarie potranno essere sfruttate dalla nazione iberica? Poi, viste le posizioni di Salazar, seguirà, negli anni sessanta, una violentissima ribellione delle popolazioni locali, che lascerà il Congo in posizioni addirittura peggiori di quella in cui si trova ora (per quanto Leopoldo non ha davvero rivali quanto a cattiva gestione di una colonia). Il Che resterà in Africa per combattere nel Congo e non tornerà nel Sudamerica dove troverà la morte, proprio a causa delle dimensioni della guerra tra colonizzatori portoghesi e ribelli congolesi. Come cambierà la potenza del Portogallo con una colonia come il Congo? E la storia dell'Africa? (pensata da Maggioriano)

Rivoluzione Indiana. La rivolta dei Sepoys in India tra il 1857 e 1858 ottiene maggior successo e l'ultimo sovrano moghul Bahadur Shah Zafar riconquista il trono. Tuttavia gli Inglesi non si danno per vinti e fanno il possibile per ristabilire l'ordine, ma in questo caso devono trascurare alquanto lo scenario europeo (niente appoggio navale ed economico a Garibaldi, probabile secessione dell'Irlanda) e mondiale: le richieste sempre più crescenti di autonomia da parte di alcuni possedimenti come Canada ed Australia, in mancanza di un esercito a contenerli, sfociano in dichiarazioni d'indipendenza vere e proprie. In tal caso la Storia futura vedrà un Impero Inglese molto più ridimensionato, e se ne possono avvantaggiare Francia e Germania, ripartendosi loro stesse il resto dei territori ancora da colonizzare (pensata da Never75 e da Ainelif)

Un'ucronia anche per Lourdes. Questa ucronia è stata concepita l'11 febbraio 2008, in occasione del 150° anniversario delle apparizioni di Lourdes. Supponiamo che le pressioni politiche massoniche ed anticlericali proseguano e, nonostante il parere contrario dell'imperatrice Eugenia legata al "partito cattolico", Napoleone III non si opponga all'interdizione alla grotta di Lourdes. Bernadette ed i suoi famigliari vengono addirittura incarcerati dal prefetto, e con loro tutti i pellegrini diretti alla fonte ritenuta miracolosa. Ciò crea anche una spaccatura profonda tra Pio IX e Napoleone III. Sono possibili due alternative. Prima: Napoleone, per indorare la pillola e per non perdere del tutto l'appoggio dei cattolici francesi, si mette a proteggere il papa un po' di più che nella nostra Timeline, ad esempio impedendo le successive amputazioni territoriali dello Stato Pontificio, proibendo all'esercito italiano di passare attraverso le Marche e gli Abruzzi per congiungersi a Garibaldi. In questo caso l'Italia dei Savoia esisterà a Nord (fino alla Toscana) ed a Sud, mentre nel Centro sopravvivrà ancora tutto lo Stato Pontificio ad esclusione delle sole Romagne. Il papa potrà contare ancora su un discreto esercito in grado di tenere a mano future velleità di conquista sabaude. Oppure, all'opposto, Pio IX rompe diplomaticamente con l'imperatore, il quale, cogliendo la palla al balzo, lascia carta bianca ai Savoia. Roma è conquistata già nel 1862. I rapporti franco-italiani rimangono ottimi e magari la guerra franco-prussiana grazie ad un'intermediazione italiana non scoppia. In entrambi i casi, Lourdes rimane una cittadina di secondaria importanza anche se i pellegrini (pur furtivamente) continuano ad arrivare. Bernadette muore in prigione e viene considerata dalla Chiesa come una martire. Infine agli inizi del '900 anche la laicissima Francia deve arrendersi alle pressioni internazionali e consentire ai pellegrini ormai provenienti da mezzo mondo di raggiungere Lourdes (nel frattempo la notizia si è sparsa). Paradossalmente in questo modo le apparizioni ed i miracoli successivi acquisiranno valore anche superiore per i fedeli: si sa che una cosa più è sofferta, maggiormente viene apprezzata. Inoltre figurerà come una vittoria di Maria e della fede in Lei sul materialismo e scientismo ateo. La laicità dello Stato Francese potrebbe essere messa in crisi da un avvenimento apparentemente secondario per la storia "ufficiale" (pensata da Never75)

Il Piemonte e gli Stati Uniti. La guerra di Crimea non scoppia e, di conseguenza, la Francia rimane alleata dell'Austria e non accetta di scendere in campo a favore dell'Unità d'Italia. Anche l'Inghilterra della Regina Vittoria sta con Vienna. Con grande lungimiranza e fiuto politico, allora, Cavour decide di rivolgersi all'unica potenza che può aiutarlo nella guerra contro gli Asburgo: gli Stati Uniti d'America. Il presidente federalista James Buchanan appoggia Cavour ed invia le sue truppe in Europa a sostegno di quelle piemontesi, anche per convogliare lo scontro interno tra schiavisti ed antischiavisti contro un nemico lontano. Sconfitta dell'Austria e degli stati regionali italiani, dopo che Buchanan ha convinto la Francia a non intervenire lasciandole (per ora) mano libera nel Messico. Gli USA assurgono con anticipo al rango di potenza mondiale; l'Italia diventa una monarchia federale sul modello degli Stati Uniti, e si evitano le tensioni post-unitarie tra nord e sud (dovuta a William Riker)

Regno Unito di Sicilia e Sardegna. Un'alternativa all'ucronia precedente. Senza la guerra di Crimea Cavour preferisce cercare altre strade più a lungo termine. Visto che non riesce ad avere il sostegno di altri paesi passa al piano B e inizia una politica più filoasburgica e conservatrice (dopotutto Vittorio Emanuele II era sposato ad una Asburgo-Lorena), proponendosi all'Impero d'Austria come alleato, soprattutto in chiave antifrancese; contemporaneamente attua una politica di avvicinamento e alleanza con il Regno delle Due Sicilie, al quale propone un'unione dinastica tra i Savoia e i Borbone, visto che l’ultimo re Francesco II è cugino di Vittorio Emanuele II. Umberto I di Savoia (nato nel 1844) sposa Maria Cristina di Borbone, figlia di Franceschiello che non è morta a soli tre mesi nel 1869, e diviene sovrano del Regno Unito di Sicilia e di Sardegna (ciò naturalmente presuppone che Cavour sopravviva oltre il 1861). A poco a poco gli altri staterelli (tranne lo stato Pontificio) si uniscono al nuovo regno; la Lombardia e il Triveneto verranno accorpati al regno dopo la Prima Guerra Mondiale (proposta da Damiano)

Guglielmo II il Saggio. Il 27 gennaio 1859 nacque Guglielmo di Hohenzollern, nipote del re di Prussia Guglielmo I ed erede al trono, ma il parto podalico fu molto difficile e lasciò il futuro Kaiser Guglielmo II con il braccio sinistro atrofizzato. Secondo alcuni studiosi contemporanei durante il parto Guglielmo avrebbe subito anche danni cerebrali, che lo portarono a manifestare un carattere aggressivo, cocciuto e prepotente, e di conseguenza una politica arrogante di pretesa supremazia sul pianeta, che si rivelerà altamente dannosa per la sua nazione, e la porterà al disastro. Ma che accade se il parto è meno traumatico, e dunque egli manifesta un carattere conciliante come quello di suo padre Federico III? (by William Riker)

Risorgimento mondiale. Il Risorgimento Italiano innesca una rivoluzione pacifica che permette a tutti i popoli del mondo di conquistare la libertà e l'indipendenza (un po' di patriottismo non guasta mai, specie di questi tempi. Cliccate qui per leggere un primo nucleo di questa nostra ucronia, anch'essa farina del sacco di William Riker)

Confoederatio Italica/2. Poco prima dello scoppio della Seconda Guerra d'Indipendenza la Gran Bretagna, preoccupata che una possibile guerra tra francesi ed austriaci turbasse per sempre l'equilibrio europeo da tanto tempo da lei preservato, propose immediatamente una Conferenza tra le Principali Potenze Europee che avesse avuto proprio per tema la risoluzione del "caso Italia". In questa conferenza tutti gli statisti europei avevano dato l'impegno di partecipare, alcuni di buon grado, come Napoleone III, ben felice di poter evitare una guerra poco popolare per la sua nazione, altri invece un po' meno felici, come Cavour che temeva di veder vanificati con questa Conferenza tutti i suoi sforzi per riunificare la Penisola. Paradossalmente a rifiutare una proposta di questo tipo fu proprio l'Austria, che dichiarò guerra al Piemonte e diede così inizio ad un processo destinato a ridurre sempre più il suo Impero fino a perderlo del tutto sessant'anni dopo. Ma se, meno impulsivamente, Francesco Giuseppe avesse accettato di sedersi al piano delle trattative e di discutere alla pari con gli altri capi di Stato della situazione italiana, cosa sarebbe potuto succedere? Le alternative in verità non sono molte: forse la più plausibile è quella di costituire una Confederazione Italiana sul modello di quella Germanica, in cui l'Austria assume la Presidenza in quanto possiede alcune regioni italiane tra le più ricche e popolose. Un'altra possibilità consiste nel procedere ad una semplificazione territoriale, accorpando tra di loro i piccoli ducati e granducati dell'Italia Centrale in un'unica entità statale, ed obbligando loro e gli altri Stati ad abbattere le barriere doganali, a favorire il libero scambio di merci e persone ed ad istituire un Parlamento Comune. In questo caso nasce una Federazione in cui la preminenza va a rotazione ad ognuno dei rimanenti sovrani. Difficile pensare a soluzioni alternative che accontentassero un po' tutte le Potenze di allora. Sicuramente però con opzioni di questo tipo la posizione dell'Austria in Italia paradossalmente si rafforza ulteriormente, e diventa difficile scalzarla in qualche modo. Essendo maggiormente impegnata in Italia, forse l'Austria non si interesserà ai Balcani, lasciando campo libero alla Russia, e la politica europea degli anni successivi cambierà notevolmente (grazie a Never75)

Gli austriaci a Torino. Il generale austriaco Ferencz Gyulai, invece di adottare la tradizionale tattica attendista austriaca, per la serie "ritiriamoci nel quadrilatero e qualcosa accadrà", insomma una specie di catenaccio e contropiede, decide di attaccare subito, prima dell'arrivo di Napoleone III. Prendendo di sorpresa i piemontesi, ce la farà a conquistare Torino? Se sì, Camillo Cavour e Vittorio Emanuele II fuggono a Cagliari dove il Re Galantuomo resta padrone della sola Sardegna (oltre che nominalmente di Cipro, Gerusalemme, ecc.) A questo punto Napoleone III cambia bandiera e si accorda con Francesco Giuseppe: Savoia, Nizza e Val d'Aosta vanno alla Francia, Piemonte e Liguria all'Austria. Cavour ci riproverà? Se sì, con quale alleato, dopo il voltafaccia del terzo Napoleone? Magari con il Regno Unito, seccato dai guadagni territoriali di Francia e Austria, e desideroso di mettere le mani sulla Sicilia in cambio dell'appoggio all'unità d'Italia? (pensata da William Riker)

San Martino e Solferino/1. A San Martino e Solferino, i franco-piemontesi riescono a vincere in maniera molto più decisiva contro gli austriaci, vuoi perché non piove e i due eserciti alleati si possono riunire, vuoi perché lo stesso Imperatore Francesco Giuseppe (che partecipò direttamente alle ultime fasi della guerra), muore in battaglia. Come si evolve la situazione? Con l'esercito austriaco allo sbando, tanto Cecco Beppe quanto un suo successore, probabilmente il fratello Massimiliano, pone fine subito alla Guerra accettando anche condizioni di pace più drastiche, ed a Villafranca anche il Veneto viene annesso subito dai Savoia. A questo punto cosa ci potrebbe promettere Bismarck nel 1866 per accettare la sua alleanza? Il Trentino? L'Istria? Avremmo accettato? Potrebbe forse proporre un'alleanza a qualche altra Nazione per attaccare l'Austria su due fronti? La Russia? Oppure un successore più lungimirante di Cecco Beppe evita tout-court la guerra con la Prussia e viene a più miti consigli con Bismarck. Anche la Francia, avendo vinto una guerra in modo molto più incisivo, accentua di molto il suo protettorato sul neonato Regno d'Italia. Di conseguenza ci alleiamo con la Francia (e forse l'Inghilterra) a metà Ottocento anziché con Prussia ed Austria, le quali a loro volta si vincolano maggiormente alla Russia fondando con lei la "Triplice Alleanza". A questo punto a metà Novecento una probabile Guerra Mondiale, che scatta però per un motivo diverso, vede schierata la Russia accanto agli Imperi Centrali mentre Francia, Gran Bretagna ed Italia nello schieramento opposto. In tali condizioni non è difficile prevedere una vittoria per gli Imperi Centrali (ancora Never75)

San Martino e Solferino/2. A Solferino non piove e Francesco Giuseppe ha un giorno prima le informazioni sul movimento delle colonne piemontesi e francesi. Riesce a disporre meglio le sue truppe, e le scariche dei fucili Lorenz fanno strage di nemici. A fine serata gli austriaci hanno vinto la sanguinosa battaglia di Solferino, e con essa la seconda guerra di indipendenza. Un esito della battaglia di questo tipo, mostrando l'inutilità delle cariche di baionetta, anticiperà l'introduzione dei metodi della Grande Guerra. Alla pace di Vienna, grazie all'intercessione della Francia, il Piemonte riesce a conservare quasi tutti i suoi territori, mentre la geografia italiana rimane invariata. Tuttavia il Piemonte non ha più un ruolo preminente nel panorama politico italiano, e patrioti come Garibaldi sono obbligati ad emigrare in America. Intanto i Borbone in Campania avviano numerose riforme più o meno riuscite, mentre i granduchi di Toscana, intimoriti dai Piemontesi, gettano le basi di un regime sempre più militarista. I diversi paesi riescono tuttavia a tirare avanti senza conflitti fino al 1914, anno in cui tutta l'Italia, ad eccezione della Chiesa, neutrale, e del Piemonte, con i Francesi, entra in guerra accanto agli imperi centrali. Il Piemonte riesce a tenere contro gli altri stati italiani fino al 1916, quando gli Austro-Toscani prendono Nizza e penetrano in Francia. Intanto la flotta borbonica, insieme a quella austriaca, riesce a trasformare il Mediterraneo in un lago della Triplice. La Francia si arrende nel 1917, quando il sud va perduto. In Italia niente cambia tranne la Sardegna, che deve cedere Novara, e la flotta napoletana, che riceve metà dei bastimenti francesi, diventando la seconda al mondo dopo quella tedesca. Nel dopoguerra la Crisi di Wall Street colpisce duramente l'Europa e l'Italia, portando un oscuro intrigante, certo Benito Mussolini, al potere nel regno di Sardegna, come Primo ministro a fianco del re Vittorio Emanuele III, ed Adolf Hitler diventa Führer dell'Austria-Ungheria. L'Italia è sempre più preoccupata dall'espansionismo sardo, che annette Piacenza e l'Emilia, ma anche dall'espansionismo hitleriano, che sempre di più si interessa all'Italia cercando un'alleanza con la Sardegna di Mussolini. Corre l'anno 1939 e la guerra è alle porte, con un'Austria-Ungheria onnipotente che ha invaso la Polonia tedesca, sottomettendola rapidamente. Come prosegue la storia? (un'idea di Maggioriano; se volete partecipare anche voi a questo Gioco di Ruolo da lui ideato, cliccate qui ed iscrivetevi al suo Forum)

Nizza, bel suol d'amore. Come ci sentiremmo noi se un nostro amico ci desse la metà di quanto a lui richiesto, ma pretendesse l'intero compenso con lui pattuito? Eppure così accadde nella Seconda Guerra d'Indipendenza, quando Napoleone III offerse inopinatamente l'armistizio a Francesco Giuseppe, avendo conquistato la sola Lombardia e non le Venezie come deciso a Plombiéres, ma poi pretese in cambio tanto Nizza quanto la Savoia. In pratica il regno sabaudo aumentò la propria superficie di 20.000 Km quadrati, ma ne perse più di 10.000. Supponiamo che Cavour, il quale è sempre stato fieramente contrario all'armistizio di Villafranca, accetti di cedere alla Francia la Savoia, ma non Nizza, affermando che il pagamento per la Lombardia era più che sufficiente. Come cambia la storia d'Italia? Nizza passerà alla Francia dopo la Seconda Guerra Mondiale, o la terremo fino al presente? Briga e Tenda sono dei paesini, ma annettersi un'intera provincia sarebbe stato più complicato, del resto nello stesso periodo la Francia non è riuscita ad ottenere neanche la Saar, che pure ha amministrato per 15 anni. A questo punto viene però spontanea una domanda: se Nizza oggi fosse italiana, a che regione apparterrebbe? Dovrebbe essere piemontese; dopotutto, era lo sbocco al mare dei Savoia. E l'Occitano (che si parlava nel Nizzardo) in Italia è parlato soprattutto in Piemonte (un'altra idea pazza di William Riker)

Sedan anticipata. Napoleone III continua la Seconda Guerra d'Indipendenza anche dopo le sanguinose battaglie di San Martino e Solferino. Probabile intervento prussiano che occupa l'Alsazia-Lorena (nella nostra Timeline già l'esercito prussiano si apprestava a varcare il Reno). Napoleone conclude un armistizio con Francesco Giuseppe e corre al Nord dove viene catturato a Sédan, cade il Secondo Impero con una decina d'anni d'anticipo e la situazione in Europa è più confusa che mai. A questo punto la Gran Bretagna si interpone per fare da paciere (se non lei, chi altri lo potrebbe fare?) Il Regno di Sardegna è reintegrato dei suoi domini con in più la Lombardia (che comunque gli Austriaci non riuscirebbero a mantenere), in compenso nelle legazioni e granducati ritornano i legittimi sovrani. La Prussia si annette l'Alsazia e parte della Lorena ma alla Francia non vengono poste condizioni particolarmente umilianti; riavvicinamento tra Francia ed Austria. A Napoli ed a Roma il Papa ed i Borboni sono costretti a concedere delle riforme ed al Sud, dopo la morte senza eredi degli ultimi Borboni, viene insediata un'altra monarchia, di origine tedesca o inglese. Più avanti i Savoia "acquistano" il Veneto dagli Asburgo rimpinguando alquanto le scarse finanze austriache. Nel frattempo la Repubblica Francese si "distrae" compiendo diverse conquiste coloniali. Così la Prussia ed il Piemonte si ingrandiscono di molto ma non riescono ad unificare le rispettive "espressioni geografiche" (Germania ed Italia), e così la situazione in Europa rimane maggiormente in stallo (di nuovo Never75)

Dunant. Henry Dunant non assiste alla Battaglia di Solferino, e pertanto non gli viene l'idea di fondare la Croce Rossa. Innanzitutto le guerre successive mieteranno (se possibile) ancora più vittime. Secondo punto: l'idea di Dunant viene ripresa da qualche imprenditore privato che usa il servizio di assistenza ai feriti come un business, appaltando i servizi di infermieri, medici, ambulanze ecc. ai migliori offerenti, e ricavandone ottimi profitti. Immaginiamo le conseguenze nelle guerre odierne! Qualche astuto imprenditore potrebbe addirittura far scatenare apposta delle guerre tramite attentati, visti i tempi, per lucrarci su con gli appalti (Never75 è molto interessato a questo tema)

Le Legazioni legate al Papa. Fa un po' specie che la Cattolicissima Austria, braccio armato del Papa per via della vicinanza delle Legazioni, nel 1859 non sia minimamente intervenuta per difendere l'integrità di quel poco che era rimasto di Stato Pontificio. Forse Cecco Beppe ce l'aveva ancora con Pio IX per la sua partecipazione alla Guerra del 1848? Mettiamo invece che l'Imperatore punti i piedi: è probabile, anzi probabilissimo, che molte altre Nazioni Cattolche facciano lo stesso. Non solo la Baviera e il Belgio, ma pure Spagna, Portogallo e perfino il lontano Brasile si oppongono alla cosa. Il re allora è costretto a rimandare l'invasione a tempi più maturi e il papa rimane. Fino a quando, però? (ancora Never75)

O' Franceschiello. Il 22 maggio 1859 morì Ferdinando II, sovrano delle Due Sicilie, e gli successe il figlio Francesco II, che aveva avuto da Maria Cristina di Savoia: "Franceschiello", come era soprannominato il nuovo re perchè aveva solo 24 anni, era dunque cugino di Vittorio Emanuele II, ed era sposato con Maria Sofia Amalia di Wittelsbach, sorella della più nota imperatrice d'Austria Sissi. Il 4 settembre 1859 il primo ministro Carlo Filangieri, principe di Satriano e Duca di Taormina, 75 anni, visto l'esito della Seconda Guerra d'Indipendenza e avendo compreso che le cose si mettevano male per le Due Sicilie, presentò un progetto di costituzione, ma Francesco II lo respinse, dimostrando di essere figlio di tanto padre. Napoleone III allora inviò a Napoli il generale Roguet per convincere Francesco II a concedere la sospirata costituzione, ma il re, caparbio, rifiutò di nuovo. Ma che accade se Franceschiello è più oculato, o non ha sposato una principessa così compromessa con la corona austriaca, dà retta a Filangieri o a Roguet, e accetta? Il Re delle Due Sicilie firma un Atto Sovrano con cui restaura la Costituzione del 1848, concede l'amnistia per i reati politici, introduce il tricolore come bandiera nazionale ed annuncia la volontà di concedere ampia autonomia alla Sicilia, unita a Napoli solo nella persona del Re. Infine incontra suo cugino, il re di Sardegna, nella reggia di Caserta ed accetta la sua proposta di dividere l'Italia in un Regno del Nord ed un Regno del Sud, lasciando al Papa solo Roma e il Lazio. Pio IX si ribella ma Napoleone III dà il suo assenso, e le truppe sabaude sconfiggono quelle pontificie a Castelfidardo, annettendo Umbria e Marche al Regno di Sardegna, mentre le province di Fermo e di Ascoli Piceno vengono unite alle Due Sicilie. Unione Doganale tra il Regno del Nord e il Regno del Sud; Cavour sposta la capitale a Firenze, il regno settentrionale resta alleato con la Francia mentre quello meridionale abbandona l'alleanza con l'Austria per quella con l'Inghilterra. Francesco II di Borbone sposa inoltre Maria Clotilde di Savoia, 18 anni, figlia di Vittorio Emanuele II, che ha fatto annullare il suo matrimonio con il libertino Napoleone Giuseppe Carlo Paolo Bonaparte, fratello di Napoleone III e reo di averla tradita più volte. Franceschiello aiuta Vittorio Emanuele II nella III Guerra d'Indipendenza, e la sua flotta evita il disastro di Lissa. L'Italia si avvia così verso un periodo di relativa tranquillità e sviluppo economico, ma come reagiranno mazziniani e garibaldini? Con attentati e guerriglia, probabilmente, ma una buona azione diretta a scompaginarne le fila, attraverso oculate misure di infiltrazione, potrebbe risolvere il problema. Mazzini perpetua il suo esilio, Garibaldi va ramingo (e ramengo) a fare il soldato di ventura intorno al globo, magari durante la Guerra di Secessione Americana. Il regno del Nord avrà uno sviluppo simile a quello del Regno d'Italia della nostra Timeline, compresa la partecipazione alle due guerre mondiali, mentre il Sud conoscerà un'evoluzione simile a quella della Spagna, compresa una guerra civile, con intervento di volontari dal Nord d'Italia e dal resto d'Europa. Oggi l'Italia Meridionale è relativamente prospera, come la Spagna e l'Irlanda odierne, all'interno dell'Unione Europea. Il sud però potrebbe anche finire come la Serbia, con tanto di secessione della Sicilia... (proposta da William Riker)

La seconda moglie di Garibaldi. Il 24 gennaio 1860 a Fino Mornasco (CO) l'Eroe dei Due Mondi, che aveva 52 anni, sposò la diciottenne Giuseppina Raimondi. Subito dopo la cerimonia però Garibaldi ricevette una lettera anonima, la quale lo avvertì che la giovane sposa attendeva un figlio non suo. Avuto conferma dalla donna del suo tradimento, il generale la schiaffeggiò e la piantò in tronco; il nizzardo otterrà l'annullamento del matrimonio solo nel 1879, quando ormai si sarà già da tempo consolato con Francesca Armosino. Ma che accade se il matrimonio regge, il generale decide di appendere la camicia rossa al chiodo e di vivere come ricco proprietario terriero nel comasco, anziché nella sua ventosa Caprera? Come cambia la storia d'Italia senza la spedizione dei Mille? (ideata da Enrica S.)

Mille e non più Mille/1. La famosa spedizione di Garibaldi semplicemente non avviene. Possiamo immaginare che, mentre fervono ancora i preparativi, l’intera faccenda (compresi i legami tra Garibaldi e il governo sabaudo) venga alla luce. Austria e Russia dichiarano che riterranno il Regno di Sardegna responsabile per ogni aggressione al Regno delle Due Sicilie, Napoleone III non è intenzionato a rientrare in guerra a solo un anno di distanza e Cavour, che non era entusiasta all’idea di annettere il Meridione, capisce da che parte gira il vento e annulla tutti i piani. Garibaldi, stizzito, emigra in America, dove diverrà generale unionista nella Guerra di Secessione. Torino comunque ottiene nel 1860 un piccolo ingrandimento territoriale: con il pretesto di reprimere una rivolta causata ad hoc da agenti sabaudi, l’esercito piemontese occupa Umbria e Marche e, dopo un plebiscito, le annette. L’opinione pubblica internazionale è ancora scossa dal massacro di Perugia dell’anno precedente e non si muove; inoltre Cavour chiarisce a Napoleone III che, se si vuole che l’indipendenza dello Stato della Chiesa sia rispettata, è meglio che questo si estenda al solo Lazio, senza che il papa aspiri a un ormai irrimediabilmente anacronistico predominio nell’Italia Centrale. Visto inoltre che il nuovo stato corrisponde, grossomodo, alla parte italiana del Sacro Romano Impero, il Regno di Sardegna ritiene di potersi ormai dichiarare Regno d’Italia; Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie protestano, perché anche loro si trovano nella penisola italiana, ma la nuova denominazione viene accettata dalle grandi potenze, che ritengono che ormai Torino aspiri solo all’Italia Settentrionale. Come prosegue la storia d'Italia fino al presente? (ideata da Toxon, che alla sua domanda ha fornito questa risposta)

Mille e non più Mille/2. Proprio quando i garibaldini stanno per essere sterminati a Calatafimi dai cacciatori del maggiore Sforza, l'ufficiale ricevette l'ordine di ritirarsi dal generale borbonico Landi. Il motivo? Un pagherò di 14.000 ducati gentilmente offerto da Garibaldi e da Nievo (pagherò che peraltro risulterà falso). Ma se Sforza fa finta di non aver inteso l'ordine? (ideata da dDuck)

Mille e non più Mille/3. I Garibaldini vengono sconfitti, vuoi perchè la flotta inglese non gli appoggia, vuoi perchè i baroni Napoletani rimangono fedeli a re Francesco, vuoi perché Garibaldi resta ucciso nella battaglia di Calatafimi, vuoi per altri motivi, Gaeta segna la sconfitta di Garibaldi, i Borbone tengono il trono di Napoli e l'Italia rimane divisa perlomeno fino alla Ia guerra mondiale, quando i Savoia, schieratisi con i Francesi, ottengono il mandato sopra l'Italia (proposta da Filobeche e da Enrico Pellerito)

Mille e non più Mille/4. « Ecco un sogno che ho fatto qualche anno fa ma che mi è venuto in mente di recente. Sognai che ero a scuola e che, aprendo un libro di storia, il professore ci faceva lezione su Garibaldi. Fin qui nulla di strano, ma poi ci disse che Garibaldi si era rivoltato ai Savoia ed aveva costituito una repubblica nel Sud Italia, mentre Vittorio Emanuele II e Cavour, dopo aver occupato gli staterelli Italiani, venivano sconfitti da Garibaldi a Castelfidardo nelle Marche. Ma il bello deve venire: Cavour chiama in soccorso l'impero Ottomano che sbarca in Puglia e la conquista... » (un sogno ucronico di Filobeche!!)

Mille e non più Mille/5. Garibaldi con i Mille non fa vela verso le Due Sicilie, ma verso la sua città natale, Nizza, e la fa sollevare contro i Francesi. La rivolta si estende in Savoia e nei vecchi possedimenti dei Savoia dell'Oltre Rodano. Le sollevazioni si estendono anche a Nord, verso Alsazia, Lorena e Belgio sud-orientale, finché Garibaldi proclama la Repubblica di Lotaringia, con capitale Nizza, estesa dal Tirreno al Mare del Nord (grazie al Marziano)

Mille e non più Mille/6. Garibaldi, dopo la beffa di Teano, manda a quel paese i Savoia, fa dietrofront e si autoproclama Console di Trinacria, sottraendo la Sicilia ai Savoia e rinnovando i suoi fasti di ardente repubblicano. Il dubbio gli sarà venuto qualche volta. Visto l'ascendente che ha, non è difficile per lui farlo davvero, tanto più che agli Inglesi ed ai Francesi fa ancora più comodo avere una Sicilia indipendente e staccata dall'Italia. Per i siciliani le cose sarebbero andate un po' meglio in futuro: ci sarebbe stata senz'altro meno delinquenza e corruzione, e forse maggiore ricchezza (se lo augura Never75)

La fatal Castelfidardo. La mattina del 18 settembre 1860 l'esercito pontificio sbaraglia quello sabaudo. Trascurando gli effetti psicologici, politici e di propaganda della sconfitta piemontese, le truppe di Cialdini non possono soccorrere Garibaldi, e quindi la situazione al Sud si complica per l'Eroe dei Due Mondi. Che accade? (pensata da Lord Wilmore)

La Seconda Repubblica Romana. Nel 1860 Mazzini, che ha organizzato un suo esercito personale, sbarca nello Stato della Chiesa combattendo contro le truppe del Papa e sconfiggendolo. Roma viene occupata, il Papa Pio IX fugge in Francia a Vienna. Viene ricostituita la Repubblica Romana sotto la presidenza di Mazzini; intanto i moti indipendentisti si allargano in tutta la penisola italiana cacciando gli austriaci a nord e i Borboni a sud. Le truppe romane mazziniane invadono il Granducato di Toscana. Nel 1862 il Regno Lombardo-Veneto crolla sotto i colpi della Repubblica Romana, ed anche il re Francesco II fugge in Sicilia. Dopo aver annesso e conquistato tutti gli stati che da secoli dividevano l'Italia, cacciando il re Vittorio Emanuele II: Sardegna, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta vengono annessi, mentre la Savoia resta a Vittorio Emanuele, sotto protettorato francese. Mazzini insieme a Garibaldi proclama la Repubblica Italiana unitaria, democratica e indipendente. Nel 1870 il Papa Pio IX ritorna a Roma dove, secondo i patti stipulati dall'Italia, nasce la Città del Vaticano sotto la sovranità papale. Viene fondato subito un Partito Popolare di ispirazione cattolica che prenderà il potere in luogo dei Liberali, abolirà la pena di morte, introdurrà il suffragio universale maschile e femminile ed entrerà in frizione con la Franca della III Repubblica, dichiaratamente massone. L'Italia si industrializza anche se con molte crisi, impone dei protettorati in Albania, Tunisia (con gran scorno della Francia), Libia, Eritrea e Somalia. Nel 1914 l'Italia scende ovviamente in guerra con la Triplice alleanza (Germania e Austria), ma perde e Sardegna e Val d'Aosta vanno alla Francia, Sicilia e isole Tremiti all'Inghilterra. La Repubblica Italiana viene accusata della sconfitta; nel 1919 una rivoluzione spartachista, guidata dal comunista Benito Mussolini, tenda di imporre un regime spartachista (come Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht in Germania), ma Benito viene sconfitto, ucciso e gettato nel Tevere. I vincitori dell'Intesa si dividono, perchè la Francia vorrebbe consegnare la Repubblica ormai abbattuta ai Savoia, mentre gli inglesi vorrebbero imporre una nuova Repubblica come in Germania ed Austria. Come andrà a finire? (un'idea di Ainelif e di William Riker)

Le Leggi Minghetti. Cavour diede l'incarico a Minghetti di studiare un progetto di decentralizzazione dell'amministrazione del Regno d'Italia, che portò alla formulazione di quattro progetti di legge. Essi contemplavano la spartizione del Regno in Regioni, Province, Circondari e Comuni, con il sindaco eletto e non di nomina regia. Ogni organismo avrebbe avuto delle competenze svincolate dall'amministrazione centrale. In particolare le Regioni avrebbero avuto la totale autonomia legislativa e finanziaria per quanto riguarda i lavori pubblici, la sanità, la pubblica istruzione, le opere pie e l'agricoltura; allo Stato sarebbero spettate la difesa, la politica estera, i grandi servizi di utilità nazionale (ferrovie, porti, poste e telegrafi), nonché il compito di vigilanza e controllo sull'operato degli enti locali. Inoltre sarebbe aumentata la base elettorale. Nel marzo del 1861 purtroppo le proposte di Minghetti furono bocciate, preferendo il modello "prefettizio" e centralista. Ma se invece le Leggi Minghetti sono approvate? Un'Italia Federale sarà assai simile alla Germania, con uno sviluppo più armonioso e meno sbilanciato. Forse il divario Nord-Sud non sarà così acuto né insormontabile. E forse non ci sarà nemmeno il fascismo, che presupponeva un accentramento del potere che non sarebbe andato giù agli italiani. Sicuramente i vantaggi a lungo termine saranno consistenti. Uno per tutti: avendo già uno Stato Federale ci risparmieremo la nascita della Lega Nord (pensata da Never75)

Confoederatio Italica/3. Camillo Benso Conte di Cavour, il vero artefice dell'Unità d'Italia e sicuramente uno dei nostri politici più valenti, morì improvvisamente di malaria appena cinquantunenne nel 1861, pochissimi mesi dopo la proclamazione del Regno d'Italia che lui così faticosamente riuscì a creare. Supponiamo allora che Cavour non muoia nel 1861 ma si riprenda e regga, direttamente o indirettamente, il Regno d'Italia ancora per un decennio circa. Il conte, astuto e machiavellico stratega ma anche intelligentissimo diplomatico, intuisce che un Regno creato praticamente dal nulla, grazie all'intervento di Francia ed Inghilterra, non può durare a lungo se non gli si offre un'adeguata base. Pertanto elabora una possibile Nuova Costituzione del Regno di tipo Federalista, in cui lo Stato Sabaudo verrebbe in pratica diviso in 7 Province (autentiche eredi degli antichi stati preunitari) in modo che ognuno di essi mantenga leggi, usanze ed economie proprie, mentre allo Stato Centrale spetterebbero difesa, parte del Fisco e Politica Estera. Un tale abbozzo fu effettivamente proposto alla Camera tre anni dopo (nel 1864), ma non riuscì a passare anche per colpa di inetti ed ignoranti politici, mentre se il Conte fosse sopravvissuto, con la sua influenza sul re, sarebbe riuscito senz'altro a farlo approvare e applicare. Un'altra proposta di Cavour era che Vittorio Emanuele II assumesse contemporaneamente i titoli di Re d'Italia (Nord, Sardegna e centro) e Re di Napoli (Italia del Sud e Sicilia), mantenendo però la diversità delle due corone, esempio che verrà seguito da Francesco Giuseppe e nella sua Duplice Monarchia; ma anche di questa proposta, dopo la morte del Primo Ministro, non se ne fece nulla. Sicuramente però se fossero state attuate allora, queste modifiche costituzionali avrebbero permesso una maggiore integrazione delle diverse realtà italiane, e ne avrebbero al tempo stesso rispettato le autonomie e particolarità. La soluzione di "accentramento" che invece fu attuata non solo divise ulteriormente le due parti della Penisola tra loro (vedi brigantaggio), ma al tempo stesso ne impedì l'interazione facendo sembrare - e per certi versi fu effettivamente così - l'Unità d'Italia una vera e propria annessione da parte dei Savoia del resto della Penisola. Ma la probabile influenza di Cavour non si sarebbe limitata alla politica interna; dati ad esempio i suoi ottimi rapporti con l'Impero Francese e ad al tempo stesso con Bismarck, avrebbe se non altro limitato drasticamente ulteriori conflitti sul suolo europeo. Sarebbe riuscito per vie diplomatiche ad assicurare il Veneto all'Italia senza ulteriori guerre, avrebbe forse impedito la Guerra Franco-Prussiana, che fu la causa di ulteriori conflitti negli anni successivi, e grazie alla sua accorta politica economica (più ponti, strade e ferrovie, creazioni di nuove fabbriche, investimenti dall'Estero, migliore accortezza nella politica coloniale ecc.) l'Italia già alla fine dell'800 sarebbe entrata a buon diritto nel novero delle Grandi Potenze: cosa che invece, grazie alla mediocrità dei vari Crispi e Depretis, non avvenne mai (proposta da William Riker e da Never75)

Senza Cavour. Al contrario, Cavour muore improvvisamente poco prima della completa Unità d'Italia, nei mesi tra il luglio del 1859 e i primissimi anni del '60: in pratica tra l'armistizio di Villafranca e lo sbarco dei Mille. Sarebbe riuscito un altro politico a risolvere l'empasse diplomatica creatasi al seguito della cacciata dei duchi, granduchi e legati pontifici dall'Italia Centrale? Avrebbe potuto tenere a bada le tendenze secessioniste e repubblicane di Garibaldi e Mazzini, facendoseli alleati in seguito allo sbarco dei Mille, ed al tempo stesso convincere l'Imperatore Francese della necessità di invadere gli Stati Pontifici per poterli fermare? Conoscendo purtroppo i politici di quegli anni, la risposta è no. Senza la presenza di Cavour e della sua realpolitik in quei difficilissimi e delicatissimi anni, probabilmente non ci sarebbe stata nessuna Italia Unita, almeno come noi la conosciamo, nemmeno dopo le vittorie di Solferino o di Gaeta. Sicuramente Francia ed Austria non avrebbero esitato ad intromettersi nelle faccende italiane e si sarebbero di nuovo spartite la nostra penisola come ormai gli stranieri facevano da secoli. Probabilmente Napoleone III avrebbe installato suo cugino Luciano Murat sul trono delle Due Sicilie, cosa che voleva davvero fare, mentre l'Austria avrebbe impedito con tutte le sue forze un ulteriore ingrandimento sabaudo a scapito degli Stati Pontifici; il risultato sarebbe stato quello di ottenere per l'Italia tre (o più) realtà Statali distinte e nemicissime tra loro, con Austria e Francia a farla da padrona sulla Penisola, e tale sudditanza sarebbe durata chissà fino a quando (grazie a Never75)

Due cognomi. Che accade se anche in Italia, come in Spagna, i figli ereditano sia il cognome paterno che quello materno? Pensate un po' Padre Pio che si chiama al secolo Francesco Forgione de Nunzio, e soprattutto Walter Veltroni che si chiama invece Walter Veltroni Kotnik!! (una bizzarra idea di MAS)

Le Due Californie. Nel 1859 l'area di San Francisco rappresentava la regione con la crescita demografica ed economica più tumultuosa di tutto il mondo, e così i proprietari terrieri della California meridionale decisero di premere per la separazione dal nord. La popolazione di entrambe le metà dello stato che ha per motto "Eureka!" era favorevole alla scissione, ma il progetto non superò il successivo passo dell'iter legislativo, cioè l'approvazione da parte del Congresso di Washington: quest'ultimo, sull’orlo della guerra civile, rifiutò di ratificarne la decisione. Ma supponiamo che il progetto vada in porto e la California Meridionale ottenga subito di essere elevata a stato, per esempio con il nome di Polk (un tributo al Presidente che aveva conquistato la California strappandola al Messico) e con capitale Los Angeles. Che accade se, allo scoppio della guerra civile, questo stato si schiera con la Confederazione insieme ai territori di Arizona e Nuovo Messico, assicurando così ai Sudisti uno sbocco sul Pacifico? Come cambia, se cambia, l'andamento della guerra? (ideata da William Riker)

Araucania/2. Il 17 novembre 1860 l'avvocato francese Orélie-Antoine de Tounens assunse il titolo di Re di Araucania-Patagonia, acclamato sovrano dal popolo dei Mapuche, di cui è ben nota la fierissima resistenza contro ogni dominazione straniera. Sua capitale era la città di Perquenco. Nel 1862 De Tounens fu esiliato dal governo cileno, ma continuò a rivendicare il trono fino alla morte, e continuano a farlo ancor oggi i suoi discendenti. Ma che accade se la Francia di Napoleone III interviene in Cile, approfittando della Guerra di Secessione Americana, e costringe Cile ed Argentina a riconoscere l'indipendenza dell'Araucania? Il Re Orélie-Antoine I riuscirà a conservare il trono dopo la caduta di Napoleone III? Se sì, con quali conseguenze? (se lo domandano William Riker ed Enrique)

Napoleone chi?/1. Napoleone III supera il Primo affermandosi in Europa, America, Africa, Oriente (proposta da Bhrg'hros)

Napoleone chi?/2. In Francia va di moda cercare di restaurare l'immagine di Badinguet (nickname di Napoleone III, da lui preso in clandestinità quando scappò di prigione): dopotutto oggi a Parigi governa un presidente che ha molti punti in comune con lui, anche se sfortunatamente non c'è più un Victor Hugo per denunciarlo. Ad ogni modo, lo storico francese Pierre Milza ha avanzato la tesi secondo cui Napoleone III può essere considerato "il primo europeista". Egli infatti sarebbe stato il primo a "pensare da europeo", il primo ad aver capito che l'Europa può fondarsi solo sul superamento di politiche strettamente nazionali, e che la sua organizzazione è inseparabile da un certo disinteressamento dei grandi protagonisti internazionali. In questa interpretazione, diversamente dal grande Zio, Napoleone III non fu mai un conquistatore, del Tamerlano: non aveva neppure la stoffa del militare, se è vero che nel 1859 concluse in anticipo l'armistizio di Villafranca con l'Austria, spaventato dall'eccessivo numero di caduti nelle battaglie di San Martino e Solferino."Il tempo delle conquiste è passato per sempre", dichiarò nel 1854: "non è spostando i confini del proprio territorio che una nazione può ormai essere onorata e potente, ma mettendosi alla guida di idee generose, e facendo prevalere dovunque il regno del diritto e della giustizia." Il desiderio di sconvolgere l'ordine della Santa Alleanza e la preoccupazione di restituire alla Francia le sue "frontiere naturali" lo portarono a moltiplicare gli interventi militari; ma, una volta liberati i popoli, egli sperava secondo Milza di fondare un nuovo ordine internazionale, garantito non più dalle guerre come era avvenuto fino ad allora, ma da un sistema di congressi internazionali, per risolvere pacificamente i problemi sorti tra le nazioni, conformemente al precetto enunciato dal primo Napoleone a Sant'Elena: "Finché in Europa ci si batterà, sarà guerra civile." In realtà, Napoleone III pensava ad un'Europa costituita in buona parte da medie e piccole potenze, nella quale la Francia sarebbe stata chiamata ad un ruolo guida, come garante della pace, eccezion fatta per la Gran Bretagna, egemonica sul mare, della quale Napoleone il Piccolo ha sempre cercato l'amicizia. In ogni caso, il montante Nazionalismo ottocentesco mise in soffitta i suoi sogni, e il militarismo prussiano travolse lo stesso Napoleone III, portando infine al disastro di Sedan, padre di tutte le guerre del XX secolo, e soprattutto delle tragedie delle guerre mondiali. Ma se il progetto di Napoleone III va in porto ed egli riesce a creare un sistema politico egemonizzato da Parigi e controllato dall'esterno da Londra, assicurando comunque all'Europa una lunga era di pace, una sorta di "Belle Époque" che dura tuttora? (proposta da William Riker e Perchè no?)

Dopotutto gli schiavi fanno comodo. Sembra che, all'inizio della sua presidenza, Abraham Lincoln fosse contrario all'abolizione della schiavitù, e volesse piuttosto limitare la schiavitù agli Stati dove esisteva giù e bloccarla altrove, per poi lanciare delle riforme che avrebbero reso inutile la schiavitù (sviluppo economico e industriale del Sud contro l'economia del cotone), ma senza abolirla formalmente. E se l'apostolo dell'abolizione durante la sua campagna elettorale riesce a convincere il Sud della sua buona fede e dell'utilità di questa politica? Il Sud non secessiona e gli USA non piombano nella guerra civile. Questa politica (assai irenista) permette una conquista dell'Ovest più rapida, il Sud non é rovinato e rimane un territorio dinamico, ben lontano dal vecchio Sud addormentato. Gli USA possono mostrarsi più aggressivi in anticipo in politica estera. Napoleone III non potrà lanciare la sua spedizione contro il Messico, e la zona diventerà americana come i Caraibi. Non ci sarà la rottura nell'identità americana che rappresentò la seconda fondazione del paese, ma che fu responsabile di una divisione politica e mentale che sopravvive ancora oggi: ad esempio niente Ku Klux Klan. Il grande problema sarà la sorte dei neri rimasti schiavi nel Sud. Però la loro situazione nel dopoguerra non era migliore e i loro diritti erano violati su grande scala. Prevediamo però una fine progressiva della schiavitù con emancipazioni limitate da stato a stato. La schiavitù sarà finalmente abolita con il movimento dei diritti civili degli anni '60. Quali altri sviluppi secondo voi? (ancora Perchè no?)

La fatal Baltimora. Il 23 febbraio 1861 Abraham Lincoln, da poco eletto 16° Presidente degli Stati Uniti d'America, fu salvato dal detective privato Allan Pinkerton, che scoprì un complotto per ucciderlo mentre egli transitava in treno per Baltimora, durante il suo viaggio verso Washington dove doveva giurare in qualità di nuovo Presidente. Lincoln raggiunse la capitale sotto mentite spoglie, a bordo di un carro bestiame, e Pinkerton divenne famosissimo. Ma che accade se Pinkerton non emigra dalla Scozia negli USA, Lincoln è assassinato prima di poter accedere alla Presidenza, e gli succede il vice Hannibal Hamlin? Il Sud secessionerà ugualmente? Come cambia la storia USA? (anche questa è di William Riker)

L'Upper South nell'Unione. Anche se l'Upper South non era distante dai suoi fratelli sudisti e non temeva la secessione, rimase nell'Unione fino a che fu possibile, ed anzi moltissime figure di spicco della Virginia cercarono di favorire un rappacificazione tra gli stati e l'Unione. Che cosa sarebbe successo se l'Upper South fosse rimasto nell'Unione? Che ne sarebbe stato di Lee e Jackson? Cosa sarebbe cambiato nella condotta della guerra? Ed al sud post-bellico? (Filobeche, obviously)

Lee con l'Unione. Il Generale Lee rifiutò la proposta di Winfield Scott di combattere per l'Unione a causa delle secessione del suo stato natale, la Virginia: non volendo egli alzare la spada sulla sua stessa gente, si dimise dall'esercito. Ora supponiamo che al vecchio Scott (anch'egli virginiano) venga in mente di affidare a Lee non l'armata del Potomac, ma quella del Tennessee. Lee, da unionista e whig qual era, decide di accettare e va a combattere per il Nord. Grazie al suo genio tattico ed al superiore Manpower dell'Unione, le sue offensive in Tennessee portano rapidamente alla capitolazione dello stato: in questa Timeline Lee prende il posto di Sherman e cattura Atlanta (che non viene bruciata, Lee era molto più signorile dei suoi colleghi unionisti) per poi congiungersi con Grant a Petersburg. Qui sarà decisivo per la pace convincendo l'armata della Virginia meridionale, al comando di J.E. Johnston, ad arrendersi senza ulteriore spargimento di sangue. Sarà poi Lee e non Grant ad essere eletto presidente, e la sua politica di conciliazione farà si che la secessione sia solo un ricordo del passato (sempre Filobeche)

Joseph Garibaldi. Animato da sentimenti antischiavisti, Garibaldi accetta la proposta di Lincoln di partecipare alla guerra di secessione e diventa comandante in capo delle forze nordiste. Il suo intervento non modifica di molto il corso della guerra di Secessione, ma egli coglie alcune clamorose vittorie che lo fanno diventare un eroe anche agli occhi dei nordamericani. L'eroe dei due mondi rimane negli Stati Uniti, scompaginando la vita politica degli States per le sue "idee radicali", ma favorisce l'evoluzione della società americana in senso più "liberal". Gli italiani d'America hanno un'importante figura di riferimento, e la comunità italo-americana raggiunge un peso ben maggiore. Suo figlio Menotti Garibaldi diventerà addirittura presidente degli Stati Uniti (dovuta a William Riker e a Francesco Dessolis)

La guerra civile si estende al mondo. Napoleone III era favorevole al Sud per motivi economici (il Sud forniva la maggiore parte del cotone usato in Francia, e il blocco dell'Unione aveva provocato una crisi economica in quel paese). E se Napoleone III interviene nella guerra civile oltre ad insediarsi nel Messico? Ciò significherebbe la fine della tacita intesa con la Gran Bretagna che potrebbe schierarsi con l'Unione. Ciò provocherà l'intervento progressivo di tutte le potenze europee, riportando nel nuovo mondo le vecchie rivalità. Che accade? (chi se non Perchè no?)

Le Confessioni di un Longevo. Il giovane e brillante scrittore Ippolito Nievo, garibaldino della prima ora, dopo aver partecipato alla Spedizione dei Mille fu incaricato di riportare da Palermo i documenti amministrativi della spedizione, ma scomparve misteriosamente durante il viaggio di ritorno dalla Sicilia, nella notte tra il 4 e il 5 marzo 1861. Si parlò di naufragio, ma del vapore "Ercole" sul quale egli viaggiava non fu più ritrovato nulla: né resti del fasciame, né parti del carico, né i cadaveri dei passeggeri. I soliti dietrologi parlarono di delitto politico voluto dalla Destra di Cavour per liquidare la Sinistra garibaldina. E se Nievo non scompare a soli 39 anni? Quali altre importanti opere scriverà? (pensata da William Riker e da Enrica S.)

Divided we stand/4. Nel 1862 Lee, il più grande generale della Guerra di Secessione, riesce a conquistare Washington e a fare prigioniero Abraham Lincoln. Che accade? Il Nord continua la guerra dopo che un nuovo governo si è insediato a New York? Oppure l'Unione si sfascia, con la California e ciascuno degli stati della costa orientale che vanno per conto loro? Comunque gli Stati Confederati d'America vincono la Guerra di Secessione Americana e la storia del mondo intero volta pagina (è il pallino di Filobeche, ecco la sua stesura)

I tre sigari che cambiarono la storia d'America. Robert Lee elaborò un ardito piano che consisteva nel far allontanare l'Armata unionista del Potomac dalla Virginia, e affrontarla in un territorio quanto più distante da Richmond. Così si sarebbero ottenuti subito due vantaggi: consentire agli agricoltori della Virginia di badare ai raccolti senza il patema che gli Yankees glieli bruciassero in una qualche scorreria o, peggio, durante un'avanzata diretta verso la capitale confederata, e nel mentre le truppe di Lee avrebbero trovato nel Maryland un territorio molto più ricco e coltivato e si sarebbero rifornite. Altro vantaggio sarebbe stato fare in modo che McClellan si mettesse alla ricerca dell'Armata della Virginia Settentrionale, con il preciso intento di scompaginare le fila delle forze unioniste una volta che l'incontro fosse avvenuto. Dal risultato di una vittoria, sarebbero discesi altri due vantaggi: il passaggio dei Confederati in Pennsylvania e la ritirata delle forze nordiste nel ridotto di Washington. Con questo Lee avrebbe impedito possibili nuove azioni contro Richmond, e la sua sola presenza a Nord della capitale federale avrebbe "fissato", in modo da renderle inoperative per un'offensiva, le forze nordiste. Per finire, Lee sperava che questa campagna facesse cambiare bandiera al Maryland, dove i sentimenti pro Richmond non mancavano. Purtroppo per lui a quel tempo non c'era la radio, ed era ancora necessario comunicare con portaordini e dispacci. Ciò rese il sergente nordista John Bloss uno degli uomini decisivi dell'intero conflitto. Infatti il 13 settembre 1862 Bloss si fermò per una breve pausa in un accampamento abbandonato da poche ore, e fu felice di trovarvi tre sigari persi da chissà chi. Con sorpresa, tuttavia, si accorse che essi erano avvolti non in un comune foglio di carta, bensì in una copia del dispaccio contenente gli ordini di Lee per il generale Hill. Questo insperato colpo di fortuna permise ai nordisti di anticiparne le mosse: quattro giorni dopo affrontarono Lee ad Antietam, in uno scontro non risolutivo ma non per questo meno sanguinoso, visto che si contarono oltre 25.000 morti. La sortita di Lee contro Washington era stata bloccata; quanto a John Bloss, purtroppo morì l'anno successivo nella battaglia di Gettysburg. Ora, che accade se quella copia del dispaccio non viene colpevolmente dimenticata, o se Bloss non comprende la sua importanza e la getta via? (scritta a quattro mani da Enrico Pellerito e da William Riker)

Divided we stand/5. Nel 1862 il brigadiere Generale confederato J. Sibley invase il New Mexico, sperando di accedere all'oro del Colorado e soprattutto al confine permeabile con il Messico. Dopo aver sconfitto gli unionisti a Valleverde, venne però sconfitto da una divisione di volontari del Colorado a Glorietta Pass, poi nota come la Gettysburg dell'Ovest. Se invece avesse vinto? Magari il sud della California avrebbe secessionato e soprattutto il commercio confederato avrebbe avuto una più facile vita, venendo rifornito lungo tutto il confine con il Messico, con quali esiti per il Sud? Possibile che l'oro del Colorado invogli maggiormente le potenze europee ad interessarsi alla Confederazione? (ancora Filobeche)

Divided we stand/6. La guerra civile americana si estende a macchia d'olio a causa del precipitare di una crisi diplomatica tra il Regno Unito, la Francia, e l’Impero Austriaco ostili a Prussia e Russia; crisi causata dalle feroci rappresaglie dei militari zaristi contro i Polacchi insorti nel gennaio 1863. Quando gli spaventosi massacri eseguiti delle truppe russe avrebbero potuto determinare un peggioramento dei rapporti con il governo britannico, fortemente pressato da un’opinione pubblica indignata per quanto stava accadendo a Varsavia, lo Zar pensò bene di ordinare alla Flotta del Baltico di prendere il largo, onde evitare di restare irreparabilmente chiusa in quel mare ad opera della Royal Navy. La destinazione erano i porti americani del Nord. Stesso ordine venne dato alla Flotta del Pacifico. Se la crisi fosse sfociata in guerra, le navi russe avrebbero agito contro le rotte commerciali dei paesi nemici, utilizzando come basi gli stessi porti americani. L’esistenza di un blocco politico-militare de facto tra Russia, Prussia e USA impedì ai governi britannico, francese e austriaco alcuna azione diplomatica a favore degli insorti polacchi, anche solo per alleviare la sorte di questi. E se il governo di Palmerston si fosse dimostrato meno arrendevole, appoggiato anche da Napoleone III e da Francesco Giuseppe? (un'idea di Enrico Pellerito)

Divided we stand/7. Il primo ministro britannico Lord Palmerston viene assassinato da un irlandese costretto ad emigrare negli USA a causa della disastrosa carestia del 1845-1847 che ha falcidiato la sua stessa famiglia; l’uomo, arruolatosi nell’esercito dell’Unione allo scoppio del conflitto, si è poi congedato ed ha pensato ad una clamorosa vendetta contro gli odiati oppressori che ritiene responsabili della morte dei propri cari. Il fatto accade in concomitanza di un momento di crisi tra il Regno Unito e gli USA e il governo di Londra, ritenendo questa azione una forma di pressione da parte dell’Unione, entra nel conflitto civile americano. Con quali esiti? (proposta da Enrico Pellerito)

Divided we stand/8. McClellan sconfigge Lee e di fatto pone fine alla guerra civile; poi instaura la dittatura, il presidente diventa in tutto e per tutto un re fuorché nel nome. Intanto nel sud i partigiani sudisti continuano la guerra o sotto forma di attentai da parte del Ku Klux Klan o come guerriglia al comando dei generali confederati sopravvissuti (come Lee e Jackson). McClelland è costretto a stringere il pugno, ma cosi facendo secedono altri stati, come quelli del New England o la California. L'impiego di armi professionali (una novità per gli Usa) trasforma i generali dell'Unione da ufficiali in veri e propri signori feudali dato che, come è accaduto nella HL, nel loro distretto hanno pieni poteri; quelli più ambiziosi potrebbero essere tentati di allinearsi ai secessionisti e creare delle loro personali repubbliche. Gli usa non avrebbero la forza né per sottomettere gli Indiani né per evitare che alcuni stati o territori cadano nelle mani dell'Inghilterra, né tanto meno per impedire che i Francesi creino un impero in Messico (Filobeche è un esperto di storia confederata, e lo dimostra ad ogni piè sospinto)

Divided we stand/9. Il sud vince la Guerra con Zachary Taylor contro Winfield Scott al posto di Lee e Grant. I due paesi si accordano per trovare una linea di confine che probabilmente sarebbe data dal fiume Ohio, anche se c'è da decidere che fanno gli stati dell'Upper South: nella guerra di secessione questi rimasero con l'unione finché Lincoln non decise di dichiarare guerra. È pur vero che il sentimento popolare era con la Confederazione, invece il Tennessee magari si divide in due, quello orientale con la Confederazione e quello occidentale con l'Unione. Sam Houston rimane in Texas, non ha motivo per andare a combattere con il sud perchè era Unionista (la legislatura del Texas infatti lo depose per poter votare la secessione: non a caso la secessione del Texas è quella la cui legittimità è più disputata). Il sud opta per la guerra con il Messico (la guerra fu voluta dal partito democratico e più dei 2/3 dei volontari venivano dal Deep South), il Nord invece entra in guerra con la Gran Bretagna per il 54° parallelo che porta alla conquista della Columbia Britannica e dello Yukon. Nel 1900 tutte e due le nazioni americane sono stabili e ricche, anche se quella a Nord è avanzata e moderna e quella sudista assomiglia al Sud Africa (ancora Filobeche)

Divided we stand/10. Cosa sarebbe successo alla storia della Musica se i due tronconi, USA e CSA, avessero preso due diverse strade? Immagino che il Jazz ed il Blues si sviluppino comunque e che facciano breccia, forse anche prima, nella cultura country del sud, così che nasce il Rock and Roll classico di Big Bopper e Buddy Holly. Magari il Southern nasce ugualmente e gli Allman comunque suonano a Pittsburgh, però i Lynerdskynerd e i Molly Hatchet suonano una musica completamente diversa, giacché i Creedence potrebbero non nascere o suonare una musica completamente diversa, e senza di loro sarebbe la musica Dylaniana a comandare a Nord. Magari Don McLean diventa famoso come meritava e non una nota a piè pagina della storia del Rock (esagero). Il rock Britannico con i Beatles impera e dopo la morte di Elvis lo scettro musicale passa definitivamente nelle mani delle Band Inglesi tipo gli Who. Oppure nasce un Rock melodico con trent'anni d'anticipo e Seeger e Joan Boez sono i due musicisti più famosi dell'Unione... (un'ucronia musicale di Filobeche)

La Terza Guerra d'Indipendenza Americana. Vuoi perchè l'Inghilterra appoggia smaccatamente i Confederati, vuoi perchè Lincoln accetta l'idea di Seward di una guerra preventiva, scoppia una guerra tra Gran Bretagna (e forse Francia) e gli USA. La guerra sarà cruentissima e non necessariamente vinta dall'Inghilterra, e costringerà la Gran Bretagna a guardare verso l'America più di quanto non faccia nella nostra Timeline. Ne consegue che la Russia ha molta più mano libera e l'Italia non può contare sull'appoggio delle due monarchie costituzionali e, o si rassegna e si unifica con una ventina d'anni di ritardo, o chiede aiuto alla Russia con chissà quali effetti. L'Inghilterra, se vince, diventa senza dubbio la più grande potenza del pianeta, con il Deep South trasformato in uno stato fantoccio, e Il Maine e l'Oregon annessi. La Francia segue a ruota magari tenendosi il Messico ed annettendo, chissà, il Texas. Se invece vincono gli USA, l'Inghilterra potrebbe non essere capace di difendersi dalle corazzate americane, e cosi l'impero Britannico potrebbe diventare Americano con tutto quello che ne consegue. Se anche la Francia cade, gli USA sono la più grande potenza del mondo, ma sicuramente non hanno le risorse per sfruttarlo (Filobeche insiste)

Angloamerica/1. E se invece gli Stati Confederati riescono ad ottenere l'indipendenza dall'Unione, dopo essere riusciti a far intervenire la Grande Bretagna al loro fianco, diventano un protettorato britannico e addirittura si ha la riunificazione tra Richmond e Londra? (prima ucronia dedicata da Perchè no? a una possibile riunificazione USA-Inghilterra)

La Capitale USA a Filadelfia. Vi chiederete: cosa cambia? Intanto quasi tutta la guerra di Secessione: senza la capitale in Maryland, questo stato può secedere tranquillamente e permettere a Lee di rendere la vita più dura all'Unione. Inoltre, invece che in uno stato sudista (schierato con l'Unione, a malavoglia, ma comunque sudista), la capitale sarebbe in uno stato Yankee ed oggi liberal, con moltissimi cambiamenti nell'amministrazione della città e della sua architettura. Inoltre Philly sarebbe più popolosa di quanto non lo sia oggi, perchè ospiterebbe tutti gli apparati burocratici. Il Pentagono sorgerebbe in Maryland (o in Delaware?) e Obama risiederebbe alla Powell House... (Filobeche insiste e persiste)

Schiavi neri fuori d'America. Cosa sarebbe avvenuto se altre parti del mondo, oltre alle Americhe, avessero visto l'arrivo massiccio di schiavi neri? Per esempio, se le flotte cinesi del Medioevo avessero mantenuto i contatti con l'Africa orientale sarebbe stata possibile la presenza notevole di schiavi neri in Cina e sopratutto alla corte di Pechino. Come cambia la storia moderna e contemporanea? Quali conflitti lacereranno quelle nazioni? Ad esempio, mi é tornato in mente l'esistenza di uno progetto musicale "ucronico", i Black Slavics, che mescola ritmi slavi e africani con il POD di una possibile deportazione si schiavi africani verso i monti Urali da non so quale sovrano russo. Potrebbe essere possibile uno commercio di schiavi di questo genere, e quale sarebbe l'impatto di questa popolazione nera sulla cultura russa? (un'idea di Perchè no?)

Antiabolizionismo. E se la schiavitù e il commercio di esseri umani non fossero stati aboliti nel corso dell'800? Si potrebbe immaginare una storia dove gli Occidentali democratici e "civilizzati" continuerebbero a farsi servire da schiavi? All'epoca del colonialismo avrebbero potuto ridurre in schiavitù popoli interi dell'Africa con un uso crudele e illimitato della loro forza di lavoro per sviluppare le colonie. Si potrebbe addirittura pensare a tutta una speculazione in borsa sul corso dell'umano! Penso che le abolizioni del XIX secolo hanno all'origine l'esempio di ciò che è avvenuto ad Haiti, dove gli schiavi della parte francese dell'isola sono stati liberati dalla Rivoluzione e poi hanno lottato per conquistare la loro indipendenza. Se questo esempio non avviene? Sarebbe stato possibile, la schiavitù nell'isola é stata abolita quasi solo sull'autorità del deputato rivoluzionario Sonthonax. Se quest'ultimo fosse stato un po' più legalista e aveva aspettato la fine delle discussioni tra Convenzione e gruppi di padroni bianchi, la schiavitù avrebbe potuto essere mantenuta senza grossi problemi di morale per la Francia rivoluzionaria. Come muta la storia contemporanea? (è quella che Perchè no? definisce una "ucronia politicamente scorretta")

Le Mexique Français. Il dominio francese sul Messico durante l'epoca di Napoleone III viene a consolidarsi, e la Francia rinsalda il suo ruolo coloniale a livello mondiale diventando la nazione più ricca d’Europa (proposta da Giorgio Tebaldi)

Il Giappone colonizzato. Nel 1863, in seguito al bombardamento del naviglio britannico ed americano da parte dei Giapponesi, USA e Regno Unito non si limitano a compiere rappresaglie nel Paese del Sol Levante, ma lo occupano militarmente, trasformandolo in un loro protettorato. Rimanendo de facto una colonia occidentale, senza una politica estera autonoma, il Giappone non potrebbe impensierire negli anni futuri le democrazie occidentali né minacciarne l'esistenza, ed Hitler dovrà trovarsi un altro alleato "orientale" per il suo "Patto d'Acciaio" (altra idea di Never75)

La Cina in anticipo. La Cina Imperiale conosce un'evoluzione simile a quella del nostro Giappone, grazie ad un monarca che finalmente si dedica all'eliminazione del feudalesimo ancora presente nel paese e dello sperpero delle casse statali per vizi e capricci della famiglia imperiale: scoppia una grande rivoluzione industriale tutta cinese che porta i prodotti del Celeste Impero a competere con quelli europei, americani e giapponesi. L'emigrazione europea anziché in America si riversa in Cina, specialmente nelle aree di Shangai e Tientsin: quali le conseguenze dell'arrivo di migranti bianchi nel paese? Le autorità regolamenteranno l'ondata migratoria oppure la respingeranno? E come cambia la storia del mondo con una simile superpotenza che fa irruzione in anticipo sulla scena internazionale? (pensata da Ainelif)

La Sinagoga Antonelliana. La Mole Antonelliana, come era nel progetto originale, diventa una sinagoga (magari Antonelli si accontenta e, come chiedevano i suoi committenti, la fa un po' più bassa). L'edificio più grande e più vistoso di Torino è perciò un tempio ebraico; una cosa che fa scalpore in Italia e in tutta Europa, e che certamente non andrà giù a molti. Presto si scatena una gara a superare la Mole: magari il Duomo di Torino, con la Cappella della Sindone, non viene ricostruito, ma sicuramente molte altre chiese verranno completamente rifatte. Anche gli edifici civili cominciano a svilupparsi sempre più in senso verticale, rendendo Torino una città di "grattacieli" art nouveau, con uno skyline radicalmente diverso da quello attuale. Potrebbe diventare famosa come "la Chicago sul Po, dove i palazzi fanno concorrenza alle Alpi". Cosa succede dopo le Leggi Razziali? La Mole potrebbe essere requisita e riadattata in un simbolo del regime, magari una Casa del Fascio. In tal caso nel dopoguerra sarà restituito alla comunità ebraica, e forse il 4 settembre 1988 vedremo Giovanni Paolo II, in visita a Torino, entrare nella Sinagoga più alta del mondo, dietro invito del Rabbino Capo. Ma è anche possibile che un edificio ormai tanto connotato in senso ebraico venga direttamente abbattuto, forse dai Tedeschi nel '43, forse anche prima. La Mole distrutta diventa così un simbolo visivo potentissimo della Shoah, forse il più famoso al mondo dopo il famigerato cancello di Auschwitz. La forma progettata da Antonelli potrebbe essere ripresa dai Musei dell'Olocausto, a partire dallo Yad Vashem. Ma oggi, a Torino, solo una targa sul muro della sinagoga ricostruita ricorderebbe che in quel luogo sorgeva la Mole... (questa è di Toxon)

Cecco Beppe. Francesco Giuseppe d'Asburgo estende l'Impero Austro-Ungarico all'intera Europa centrale (proposta da Eowyn)

La Grande Guerra del ’64. Mentre Prussia ed Austria si preparano alla guerra, la Danimarca riesce a pararsi le spalle stipulando trattati segreti di alleanza con Francia, Svezia e Italia; quando quindi scoppierà la Guerra dei Ducati, questa si trasformerà subito in un conflitto europeo. L’Italia viene battuta a Custoza e Lissa, ma Garibaldi riesce a ottenere dei successi a Bezzecca e Feltre (la guerra dura un po’ più di sette settimane, e il nostro ha tutto il tempo di combattere una seconda battaglia). Nel frattempo però la Francia è già entrata in territorio tedesco, sconfiggendo un esercito pangermanico a Sigmaringen. Alla fine Inghilterra e Russia mediano una pace onorevole: Schleswig e Holstein restano alla Danimarca mentre la Svezia ottiene la vecchia Pomerania svedese: in capo a qualche anno i due paesi si uniranno. L’Italia acquisisce Veneto e Trentino, la Francia la Saar e può procedere all’annessione di Lussemburgo e di Vallonia (le Fiandre torneranno ai Paesi Bassi). Il cambiamento più grosso si verifica però in Prussia, dove il bellicoso Bismarck viene brutalmente licenziato dal re. L’unificazione tedesca è quindi rimandata di almeno una generazione... (ideata da Toxon)

Un piemontese a Sumatra. L'avventuriero piemontese Celso Cesare Moreno (1831-1901), lasciate all'età di 25 anni le natie Langhe, parti per l'Estremo Oriente per cercare fortuna e ci riuscì, sposando la figlia del Rajah di Aceh, sultanato posto all'estremo nord dell'isola di Sumatra. Il suocero lo nominò primo ministro e, dal momento che gli olandesi minacciavano l'isola, nel 1864 tornò a Firenze, a quel tempo capitale d'Italia, dove incontrò Re Vittorio Emanuele II. Egli propose al Re Galantuomo di porre il suo protettorato sul sultanato di Aceh in funzione anti-olandese; nonostante gli sforzi di Moreno, tuttavia, il governo italiano disse di no. Ma che accade se le cose vanno diversamente e il primo ministro italiano conte Luigi Federico Menabrea dice di sì? L'Italia potrebbe decidere di puntare sull'Estremo Oriente anziché sul Corno d'Africa. Riuscirà a contrastare gli Olandesi in Indonesia, e magari i Francesi in Indocina, o il risultato sarà comunque un'altra Adua? Come cambia la storia coloniale italiana? (prima ucronia dedicata a Celso Cesare Moreno da Lord Wilmore)

Il napoletano che domò gli afghani. Questo è il titolo di un libro di Stefano Malatesta che racconta la biografia di Paolo Avitabile, personaggio poco conosciuto che nella prima metà del XIX secolo fu chiamato dal maharaja del Punjab a governare la turbolenta città di Peshawar. Ivi seppe imporsi sulla popolazione (di maggioranza pashtun), riducendola all'ordine con metodi da Tamerlano, impiccando, fucilando, impalando o gettando dai minareti tutti coloro che non seguivano alla lettera le regole dell'impero sikh e del governatore in particolare. Un cannoniere di Murat che seppe diventare generale e governatore dell'imperatore sikh, sulla scia di tanti militari europei che, dopo Waterloo, andarono a offrire i propri servigi presso i potentati d'Oriente, dalla Turchia all'Indocina. La sua perizia militare contrastava violentemente con l'inettitudine di tanti suoi connazionali gallonati, che non seppero far fronte alla resistibilissima impresa garibaldina. Ma a quell'epoca Abu Tabela era già morto: poco dopo esser tornato a casa ricco e colmo di onori, nel 1850, all'età di 59 anni, Paolo Avitabile moriva, forse avvelenato dalla giovane moglie. E se Paolo Avitabile non fosse morto ma, tornato a casa, si fosse arruolato nell'esercito borbonico, magari senza ottenere un posto di altissimo rilevo , ma comunque contrastando in maniera efficace l'avanzata garibaldina nell'Aspromonte, territorio montuoso a lui congeniale? Sarebbe sicuramente riuscito a far franare l'impresa dei Mille. E allora, che conseguenze ci sarebbero state per la politica europea? (una geniale idea di Andrea Marcobelli; cliccate qui per leggere la sua proposta)

Il Regno di Scandinavia. Nel 1864 il re di Svezia Carlo XV propose una riedizione della medioevale Unione di Kalmar. Tuttavia nella guerra contro la Prussia la Danimarca non fu appoggiata dalla Svezia, e lo scandinavismo praticamente finì lì. Ma supponiamo che il movimento scandinavistico, iniziato dal Meeting degli studenti scandinavi a Upsala, abbia successo e porti effettivamente all'unione federale dei tre paesi scandinavi sotto la corona di Svezia, con un re nazionale in ogni stato. La Finlandia sarebbe stata considerata provincia irredenta e la Svezia-Scandia sarebbe scesa in guerra con le potenze centrali... (naturalmente Filobeche)

I "Briganti"/1. Come sarebbe cambiata la storia italiana ed europea se la guerriglia borbonica condotta dai "briganti" nel Sud d'Italia fosse stata sostenuta seriamente da qualche potenza estera (Austria e Spagna, ad esempio)? E se gli aiuti avessero creato una mobilitazione come quella a favore dei ribelli greci contro i turchi? Che accade? (proposta da Enrica S.)

I "Briganti"/2. Dal 1865 in poi nel Mezzogiorno del nostro paese, da quattro anni nel Regno d'Italia, si è diffuso il fenomeno del brigantaggio a causa del grave disagio economico e sociale. Le bande dei cosiddetti "Briganti" sono formate da contadini, da sbandati del disciolto esercito borbonico e garibaldino, da legittimisti (i "nostalgici" del regime borbonico), da renitenti alla leva, da banditi veri e propri. Tale fenomeno inizialmente è stato controllato dalle autorità del giovane stato, ma a partire dal 1872 si ribellano contro la monarchia sabauda, ricevendo dai Borbone e dal papa aiuti materiali. Validi alleati sono anche gli stessi ceti aristocratici e latifondisti e la rivolta scoppia a Napoli nel dicembre 1872, quando le autorità cittadine sono cacciate e nasce un governo provvisorio della città partenopea, borbonico e clericale. Il governo della Destra Storica cerca di avviare una dura repressione militare ma non ci riesce. La guerriglia dura cinque anni e le truppe italiane non sono capaci di bloccare un fenomeno che pochi anni prima era nettamente minoritario nel paese. Nel marzo del 1873 le autorità del regno italiano e del governo napoletano si ritrovano a Teano dove si decide la completa autonomia del Mezzogiorno d'Italia che riassume le insegne di Regno delle Due Sicilie, chiamando a cingere la riesumata corona Francesco II di Borbone, detto "Franceschiello". La vita però del rinato giovane stato dura pochissimo: dopo i festeggiamenti e l'entusiasmo la crisi economica di sovrapproduzione che colpisce l'Europa a partire dal 1873 mette in ginocchio la fragile economica meridionale, in particolare l'agricoltura. Fortissima è infatti la concorrenza con le esportazioni degli Stati Uniti e dall'Argentina. Nel 1880, dopo sette anni di completa assenza dello stato, Francesco II di Borbone scappa in Brasile a causa di possibili rivolte del popolo e Vittorio Emanuele II riconquista personalmente il Sud, accolto come un liberatore. La stessa Sicilia che tanto aveva desiderato l'autonomia abbraccia il sovrano. Il governo di Roma però avvia una durissima repressione delle possibili bande ancora presenti e dà inizio ad una industrializzazione forzata della regione, che determina un incremento dello sviluppo economico dell'interna penisola. La "questione meridionale" è quindi bella che risolta, perchè lo sradicamento delle bande di briganti impedisce la nascita della moderna mafia (proposta da Demofilo)

La naja non compaia. Sicuramente, agli occhi di molti membri della classe dirigente italiana dopo l'Unità, l'estensione a tutto il paese del pesante sistema di coscrizione militare piemontese doveva sembrare una scelta obbligata; è difficile però sfuggire all'impressione che sia stata un'azione sostanzialmente inutile (le nostre forze armate hanno rimediato un sacco di figuracce in quel periodo) e dannosa (basti pensare a quanto danneggiò la massa della popolazione e favorì l'esplosione del brigantaggio). Ma se il neonato regno d'Italia decide di affidare la propria sicurezza a un esercito più piccolo? Sarà militarmente più debole, ma farà poi tanta differenza? In compenso, meno brigantaggio, meno povertà, e magari anche meno spese militari! (questa è di Toxon)

La Colonia del Sud Italia. Spesso quando si parla della questione meridionale si sente ripetere una frase: i Piemontesi hanno colonizzato il sud italia. In realtà, anche se all'inizio poteva essere vero, alla lunga la "colonia" venne integrata nella nazione italiana, tant'è che in breve tempo i politici meridionali furono ammessi alla pari con quelli settentrionali e centrali, piemontesi e non. E se invece l'impostazione fosse stata davvero colonialista? Il regno di Sardegna dispone un governo prefetturale con sede a Napoli e gestito da settentrionali, sfrutta la popolazione locale e manda tutte le ricchezze al nord. Inoltre stanzia popolazione di origine settentrionale su tutto il territorio delle Due Sicilie. Sarebbe stato possibile, e soprattutto gestibile? (se lo chiede Renato Balduzzi)

L'Eroe dei Tre Mondi. Deluso da Vittorio Emanuele II, dopo la Spedizione dei Mille Giuseppe Garibaldi abbandona l'Italia, torna a fare il marinaio com'era la sua prima vocazione (in Sudamerica aveva persino comandato una nave corsara al servizio dell'autoproclamata Repubblica del Rio Grande) e si trasferisce in Nuova Zelanda, dove combatte la prepotenza dei coloni inglesi e riesce ad ottenere una strepitosa vittoria al comando di truppe indigene. Proclama così la Repubblica Maori, della quale resta presidente onorario fino alla morte (ancora William Riker)

Augusta Taurinorum. Torino resta capitale d'Italia anche dopo l'annessione di Roma. Come cambia la storia del Bel Paese? (sempre William Riker)

Fax Domini sit semper vobiscum. Il telefax moderno fu inventato da Rudolf Hell nel 1929, ma entrò nell'uso comune solo negli anni ottanta. Pochi però sanno che un metodo geniale di trasmissione di scritti e immagini, e non più solo di messaggi codificati in punti e linee, era già stato inventato assai prima dal sacerdote fiorentino don Giovanni Caselli (1815-1891). Si trattava del pantelegrafo, che funzionava tramite due pendoli mossi da elettromagneti: uno scansionava lo scritto eseguitoi su carta stagnola con un opportuno inchiostro grasso, l'altro lo riproduceva a distanza. Il 2 giugno 1855 il geniale prete lo presentò al mondo scientifico, e tra i suoi primi fan ci fu Gioacchino Rossini, che usò il pantelegrafo per realizzare un suo spartito. Molti governi si interessarono alla nuova invenzione: nel 1863 l'Inghilterra inaugurò una linea pantelegrafica, nel 1865 lo seguì la Russia, mentre Napoleone III decorava Caselli con la Legion d'Onore. Ma il successo fu effimero: Napoleone III offrì a Caselli di realizzare una rete nazionale, ma l'incarico per legge doveva essere assegnato a un francese, e don Giovanni non se la sentì di cambiare nazionalità. I più pensarono che i costi del pantelegrafo fossero troppo alti rispetto ai benefici, e il pantelegrafo venne dimenticato. Ma che accade se don Caselli accetta di diventare francese, o va negli USA a proporre la sua invenzione ad Abraham Lincoln? Come cambierà il mondo l'invenzione anticipata del telefax, con la possibilità di scambiarsi rapidamente messaggi e disegni senza bisogno di un esperto di codice Morse? (ideata da William Riker)

Abd el Kader. Come sarebbe cambiata la storia del Medio Oriente se Abd el Kader (1808-1883) fosse stato veramente messo a capo di uno stato nel Medio Oriente, come vagheggiavano i Francesi? Avremmo forse avuto una monarchia islamica meno repressiva e più interessata all'occidente, mentre sarebbero sorte nuove guerre contro l'impero ottomano, protetto della Germania. Avremmo dunque visto la Francia e la Germania esercitare interessi opposti nel Medio Oriente. Magari al posto della crisi marocchina avremmo avuto una crisi siriana, e la Prima Guerra Mondiale sarebbe iniziata nei torridi deserti arabi... (proposta da Maggioriano)

La dinastia dei Cuza. Alexandru Ioan Cuza, primo re di Romania, non viene rovesciato dai nobili l'11 febbraio 1866, e può continuare il suo programma di riforme agrarie e finanziarie, rendendo notevolmente più efficiente lo stato rumeno. Una dinastia intraprendente e per giunta filo-francese avrebbe potuto condurre una gestione migliore della Romania, che sarebbe rimasta neutrale nella seconda guerra mondiale (ancora Maggioriano)

Auf wiedersehen/1. Il 7 maggio 1866 lo studente Ferdinand Cohen-Blind tentò di assassinare Otto von Bismarck nel viale di Unter den Linden, al centro di Berlino, sparandogli a bruciapelo cinque colpi di pistola. Bismarck rimase pressoché illeso e catturò egli stesso l'attentatore, consegnandolo alla polizia. Il giovane, il quale uccidendo il Cancelliere di Ferro aveva sperato di evitare una guerra tra gli stati tedeschi, si suicidò poco dopo in carcere. C'è chi dice che Bismarck sopravvisse solo perchè indossava un giubbetto antiproiettile. Ma che succede se l'attentato va a segno e Bismarck è tolto di mezzo? Come cambiano la storia della Prussia e dell'intera Germania? (questa è di William Riker)

La Grande Danimarca. Piuttosto improbabile, anche solo per differenza di mezzi, uomini e risorse; ma se la guerra per lo Schleswig-Holstein fosse vinta dalla Danimarca (magari appoggiata dalla Svezia?) La Prussia riceve una bella batosta non tanto militare quanto politica, e non dichiara guerra all'Austria nel 1866. Inoltre la confidenza nelle proprie capacità militari lascerebbe la Danimarca capace di pensare ad avventure coloniali e anche a schierasi con l'Inghilterra (o la Francia) nelle eventuali guerra future con chissà quali effetti, però, sulla società dell'Europa del nord (Filobeche, obviously)

Custoza mon amour. L'Italia vince la Terza Guerra d'Indipendenza, cioè la nostra flotta e il nostro esercito vincono almeno una delle due battaglie che invece furono teatro di celebri disfatte (Lissa e Custoza). L'Italia ottiene dei vantaggi territoriali superiori, non limitati al Veneto: recupera il Trentino e parte dell'Istria (eccettuata però Trieste, porto dell'Impero), che sono poi i veri motivi per cui l'Italia è entrata in guerra (Napoleone III e Francesco Giuseppe erano già d'accordo per cederci il Veneto senza combattere). Inoltre una guerra vinta per davvero incide maggiormente anche sul nostro carattere nazionale: avremo più sicurezza in noi stessi e saremo rispettati maggiormente anche dalle altre nazioni. Durante la Prima Guerra Mondiale rimaniamo neutrali, poiché nessuno aveva voglia di morire solo per Trieste, figurarsi per la Dalmazia dove, come avrebbe affermato Ciano qualche anno più tardi, "sicuramente solo le pietre erano italiane". Non entrando in guerra le cose cambiano un po' per tutti gli schieramenti e si arriva prima ad una pace di compromesso, lasciando un'Europa indebolita ma ancora forte sul piano internazionale (un'ipotesi seducente di Never75)

Lissa mon amour. Alternativa all'ucronia precedente avanzata da Mattiopolis. L'Italia vince sia a Custoza che a Lissa, e straccia completamente l'esercito austriaco, tanto da poter annettere tutti i cosiddetti "territori irredenti": Trento, Trieste, Dalmazia, Istria, forse anche l'Albania. La potenza asburgica declinerà prima che nella nostra Timeline. Conseguentemente, niente politica espansionistica nei Balcani da parte degli Austriaci, niente Gavrilo Princip, niente Prima Guerra Mondiale come noi la conosciamo. La Germania proverà sicuramente ad annettersi un' Austria agonizzante, quindi la guerra potrà essere scatenata da un moto imperialistico tedesco. Germania umiliata ancora di più che nella nostra Timeline, probabile divisione dello stato teutonico con l'Austria che si annette il sud, il Belgio che si annette una parte tedesca consistente, il resto rimane indipendente. I fasci non potranno esistere, quindi Mussolini rimarrà socialista e potrà tentare di creare una Repubblica Popolare Italiana; invece Hitler non potrà dare fastidio più di tanto, con una Germania così spezzettata, oppure avrà ancora più frecce al proprio arco per la propria propaganda anti-occidentale?

Sadowa mon amour. Altra variante sulla III guerra d’Indipendenza. L’Italia rimane neutrale (accontentandosi del solo Veneto ottenuto grazie alla intermediazione di Napoleone III). L’Austria può concentrare il grosso delle sue truppe contro la sola Prussia vincendola. Bismarck è costretto a rassegnare le dimissioni. L’Austria non solo si riappropria dei Ducati Danesi e della Slesia, ma assume pure la guida da sola della Confederazione Germanica. La Prussia isolata ed amputata non rappresenterà più un problema per la Pace Europea in futuro. In compenso i rapporti italo-francesi-austriaci migliorano sensibilmente e saranno queste tre nazioni a stringere un’Alleanza Difensiva, detta la Triplice Alleanza (a pensarla è stato sempre Never75))

Non obbedisco. Garibaldi decide di non dar retta a Vittorio Emanuele II, che gli aveva ordinato di ritirarsi dal lago di Garda (da cui sarebbe partita l'invasione del Trentino). Questo suo gesto permette un'annessione del Trentino, oppure si trasforma in un fiasco, che cambia le clausole dell'armistizio di Cormors con una resa meno traumatica per gli austriaci? Se perde, Garibaldi sarà cacciato? e se vince? (se lo chiede Camillo Cantarano)

Soluzione Grande Germania. Bismarck nel 1866 durante la guerra con l'Austria non si ferma a Sadowa, ma prosegue con le sue armate fino a Vienna. L'umiliazione degli Asburgo è completa. In questo caso Bismarck seguirebbe, spinto dai militari, l'opzione Grande Germania che comprendesse l'Austria. In questo modo l'Impero Asburgico sarebbe completamente assorbito nel nuovo Reich tedesco. Cosa sarebbe in effetti cambiato? Il Re di Prussia sarebbe diventato subito Imperatore di Germania, unendo a sé in federazione gli Stati tedeschi meridionali, mentre gli Asburgo, come i loro parenti Wittlesbach, sarebbero rimasti sovrani nei loro possedimenti anche se avrebbero perso l'autonomia in politica estera e difesa. Le conseguenze per il futuro sarebbero state immense. Innanzitutto la creazione di un estesissimo stato nell'Europa Centrale avrebbe dissuaso molti dall'attaccarlo: Napoleone III non avrebbe mai dichiarato guerra ad un Impero così potente, ed anche la Serbia avrebbe cercato di venire a compromessi con lui. Al tempo stesso, grazie alla maggior presenza dell'elemento tedesco, anche l'Impero Asburgico avrebbe sentito forse meno - cioè avrebbe combattuto meglio - le proprie tendenze separatiste, anche grazie al migliore e più efficiente modello di esercito prussiano. D'altra parte però l'unione con la Germania vera e propria delle province asburgiche dell'Est economicamente molto più arretrate avrebbe significato paradossalmente anche una crescita inferiore economica della Germania stessa, come difatti avvenne nella nostra Timeline quando la Germania Ovest inglobò la Germania Est, ed i numerosi problemi dello stato plurietnico asburgico avrebbero assorbito tutti gli sforzi militari e non del Reich, sottraendoli ad esempio ad altri, come le avventure coloniali e il potenziamento della flotta che tanto irritarono l'Inghilterra. In effetti nella nostra Timeline l'Impero Austriaco non riuscì a farsi delle colonie proprio perché aveva problemi più gravi da risolvere sul Continente, e questa "eredità" la avrebbe per forza trasmessa per osmosi al nuovo Reich Tedesco. In pratica un gigante così esteso, ma al tempo stesso così fragile, avrebbe forse destato molta meno paura agli altri paesi Europei, che però avrebbero preferito vivere in pace con lui anche a causa della quasi certa alleanza con l'Impero Russo, vastissimo, multietnico e debole come lui, con cui molto avrebbe avuto in comune. In pratica l'Italia, avendo ottenuto già il Veneto, si sarebbe accontentata di quello, la Francia si sarebbe tenuta l'Alsazia e la Lorena e si sarebbe sfogata con le colonie, e la Gran Bretagna avrebbe dormito sonni ancora più tranquilli, certa che il suo primato sui mari non sarebbe stato messo in dubbio da nessuno. Che sia davvero questo POD uno dei pochi che avrebbe potuto evitare le due guerre mondiali? (proposta da William Riker e da Never75)

1866, Palermo in fiamme. Quando il governo sabaudo dovette richiamare sul continente una parte delle forze che presidiavano la Sicilia per la guerra contro l'Austria, a Palermo scoppiò un'insurrezione in cui si mescolavano le più varie aspirazioni: cattolici arraggiati (così si dice in Siciliano) per la nazionalizzazione dei beni della Chiesa, confusi sogni di restaurazione borbonica, desideri autonomisti, aspirazioni sociali dei contadini i quali si erano accorti che "tutto era cambiato affinché non cambiasse nulla", l'ira dei disoccupati senza più niente, ideali risorgimentali dei repubblicani e dei garibaldini, e naturalmente una forte componente mafiosa. I ribelli, che secondo lo storico Denis Mack Smith erano almeno 18.000, svuotarono i magazzini, bruciarono gli uffici pubblici, svaligiarono i palazzi, fino a che la Regia Marina bombardò Palermo e 40.000 soldati al comando di Raffaele Cadorna ristabilirono l'ordine. Ma che accade se la rivolta è più diffusa e riesce a scacciare i sabaudi dall'isola? E se invece l'Italia, impegnata nella repressione sanguinosa di una rivolta ancor più violenta, perde in modo ancor più rovinoso la guerra contro l'Austria, che rientra a Milano? (pensata da William Riker)

Il regno del Maghreb. Napoleone III considerava la colonia d'Algeria come un peso inutile per la Francia, essendo a quel tempo solo una zona di occupazione militare senza risorse economiche: la colonizzazione sarà attuata dalla III Repubblica. Dunque l’imperatore pensava sul serio di creare al suo posto un regno vassallo. E se l’avesse fatto? Così nasce il regno di Algeria, con alla sua testa un discendente del Bey di Algeri. Dal punto di vista della colonizzazione non cambia molto, i coloni francesi si insediano e la Francia controlla il paese, che però rimane un protterorato e differenziato dalla Francia, mentre nella nostra Timeline l’Algeria viene divisa in dipartimenti francesi con stessa organizzazione di quelli della Francia stessa, parte integrante della nazione; e ciò spiega perché la guerra d’Algeria é stata così lunga e dura, la Francia difendeva ciò che pensava essere una parte del territorio nazionale. Nel 1912 la Tunisia é integrata in quello che è diventato ormai il Regno dell’Africa del Nord (RAN). In seguito viene integrato il Marocco, il cui sultano Mohammed V é mandato in esilio, ma esso rimarrà il centro della resistenza. Dopo la guerra i movimenti indipendentisti prendono piede, e nel 1954 il governo di centro-sinistra di Pierre Mendès-France concede l’indipendenza a quello che diventa il Regno del Maghreb. Non c’é stata una dura guerra d’Algeria, la zona rimane intatta e sopratutto non avvengono i massacri e torture che avvelenano ancora oggi la storia di Francia e la memoria dei popoli dalle due parti del mare. Ben presto Mohammed V torna dall’esilio e rovescia la dinastia algerina, ma firma lo stesso uno trattato di cooperazione con la Francia che conserva diritti e relazioni nella zona. Il milione di coloni francesi della zona rimangono nel paese con la doppia cittadinanza (niente ritorno traumatizzante che ha permesso lo sviluppo in Francia dell’estrema destra); niente crisi della IV repubblica che sopravvive sotto il governo di Mendès-France, De Gaulle rimane in pensione e non nasce il regime presidenziale forte. Le relazioni pacifiche, aumentate da un trattato commerciale, permette alla Francia di ricevere petrolio a basso prezzo e superare sana e salva le crisi degli anni '70; dall’altro lato il Maghreb, con i suoi rapporti speciali con l’Europa, si sviluppa economicamente, e diventa la prima economia di tutta l’Africa. Nel 2000 é considerato un paese industriale, le sue immense risorse energetiche e agricole ne fanno un’economia sana e forte. Hassan II sale sul trono e la ricchezza del suo paese ne fa la meta della maggior parte degli emigranti d’Africa; ne risulta che anche nel 2000 l’immigrazione verso Italia, Francia e Spagna è fortemente controllata e rimane accettabile per tutti. Il gran enumero di cittadini con doppia cittadinanza dalle due parti del mare fa sì che venga firmato uno trattato di amicizia con la Francia, le università francesi formano gratuitamente studenti maghrebini e il Maghreb attira anche emigranti francesi, cosicché le migrazioni si fanno nei due sensi! Hassan II é un sultano duro e repressivo, annienta senza rimorsi i diversi movimenti socialisti e comunisti, però rimane inflessibile contro gli islamici che hanno poca influenza nel paese (non c'è stata la guerra civile algerina). Nello stesso periodo Hassan II impone anche una costituzione laica simile a quelle francese e turca sotto il governo di Ben Ali. Cosi nascono sulle due sponde del Mediterraneo delle società pluriculturali e più toleranti. L’Islam maghrebino diventa un esempio di giusto equilibrio tra modernità e tradizione. Nel 2000 sale al trono Mohammed VI che chiede subito l’entrata del regno nel Unione Europea, e nel 2004 é invitato per i grandi festeggiamenti in Francia per i 50 anni dell’indipendenza e amicizia franco-maghrebina, accolto dal premier Bayrou e dal presidente Chirac, la cui carica è solo onorifica... (una grandissima idea del francese Perchè no?)

Fantamatematica/2. Nel 1866 gli eserciti di Hannover e d Prussia si scontrarono a Göttingen; il grande matematico Bernhard Riemann si trovò bloccato nei locali in cui alloggiava, nel vecchio osservatorio di Gauss fuori dalle mura cittadine. Appena poté, partì in fretta e furia per l'Italia, dove si recava spesso per sfuggire al clima umido della Germania, ma lo choc si rivelò eccessivo per la sua fragile costituzione, ed egli morì di consunzione ad appena 39 anni. Trovandosi ad affrontare il disordine lasciato da Riemann, la sua governante ebbe la bella idea di bruciare molti dei suoi appunti nel caminetto, prima di essere fermata da alcuni colleghi. Ma supponiamo che la serva criminale sia fermata ancor prima. Dagli appunti salta fuori la dimostrazione della Congettura di Riemann circa gli zeri della funzione Zeta, e quindi circa la frequenza dei numeri primi. Siccome questi ultimi oggi sono indispensabili per cifrare i messaggi e le password, non solo la Matematica ma anche la tecnologia fanno un passo avanti da gigante (nuova ucronia matematica proposta da William Riker)

Ucronia biologica. Nel 1866 Gregor Mendel esce dall'ombra e pubblica le sue leggi dell'ereditarietà, che hanno subito una risonanza mondiale; di conseguenza la genetica nasce con oltre trent'anni di anticipo, causando un progresso accelerato nel settore della biologia; nel 1915 viene scoperta la molecola del DNA, nel 1978 viene clonata la pecora Dolly, e nel 2006 la terapia genica e le cellule staminali sono diventate di uso comune nella medicina, curando con successo molte forme di cancro e di malattie degenerative (ideata da Blade87)

La Quadruplice Monarchia. L'impero asburgico, già multinazionale da un punto di vista culturale, non voleva diventarlo anche da un punto di vista politico. Da questo punto di vista, il compromesso austro-ungarico del 1866 peggiorò la situazione, perchè i neoindipendenti (o quasi) ungheresi non intendevano rinunciare alla supremazia su croati e slovacchi. Ma che accade se nel 1866 vengono ripristinate anche le corone di Boemia e Croazia? Si crea un nuovo status quo in Centro Europa, naturalmente a spese delle altre nazionalità minoritarie dell'impero, in primo luogo degli italiani del Trentino e della Venezia Giulia. Come cambia la storia del '900? (così si interroga Francesco Dessolis)

Novella 1800. L'Ausgleich austro-ungarico si deve probabilmente a un fatto che i film e i cartoni animati di Sissi, ed anche lo Speciale SuperQuark a lei dedicato da Piero Angela nel 2003, si guardano bene dal ricordare: e cioè che Gyula Andrássy, conte di Csik Szent-Király e Kraszna-Horka, era presumibilmente l'amante di Elisabetta di Wittelsbach, dopo che i suoi rapporti con Franz Jozef si fecero freddi. Molte volte le faccende di letto hanno influenzato la storia, fin dai tempi in cui re Gilgamesh se la faceva con la dea Ishtar per poi tradirla senza pensare alle conseguenze, ma in questo caso sembra proprio che l'Ausgleich sia stato inizialmente concepito sotto una coperta. E se l'imperatrice si fosse consolata invece con un italiano, un ceco o un croato? (un po' di gossip ottocentesco di William Riker)

La Corea francese. Nel 1866 il governo dell’allora regno di Corea iniziò una persecuzione contro i cattolici, provocando la morte di diversi missionari francesi. Come ritorsione il governo francese decise un'azione punitiva e inviò una piccola forza navale (7 navi e circa un migliaio di fanti di marina) agli ordini dell’ammiraglio Roze. Compito dell’ammiraglio era quello di occupare l’isola di Ganghwa, che per la sua posizione strategica alla foce del fiume Han poteva essere usata per bloccare il traffico fluviale verso la capitale Seoul. Le operazioni durarono dall’11 ottobre al 12 novembre 1866, e si risolsero infine con la ritirata della squadra francese. La faccenda non ebbe seguito, e furono gli americani circa dieci anni dopo a obbligare la Corea ad aprirsi al mondo (come già avevano fatto con il Giappone). Ma mettiamo che invece i francesi insistano e riescano, se non a conquistare la Corea, almeno a trasformarla in un protettorato francese. Quali conseguenze avremo? Sicuramente un netto peggioramento delle relazioni tra Francia e Russia. In secondo luogo il Giappone si trover. privo di “prede” sull’Asia continentale e dovrà trovare altri obiettivi: probabile una guerra ispano-giapponese per il possesso delle Filippine, oppure una guerra contro la Germania. E perchè non una guerra contro la stessa Francia? Essa avvicinerà Giappone e Germania. Si potrebbe addirittura immaginare un Asse RO-BER-TO (esteso stavolta anche all'Austria) ante litteram! Per ritorsione la Francia potrebbe allearsi con la Russia nella guerra del 1905, con risultati imprevedibili. Il risultato (scontato) sarebbe vedere il Giappone alleato con gli Imperi Centrali nella Grande Guerra. E forse il Giappone partirebbe prima alla conquista del Pacifico... (ideata da Damiano)

Suona la Tuba. Il cappello a cilindro o "tuba" nacque ufficialmente nel 1796 in una bottega cinese, che creò un cappello nero di feltro alto e cilindrico destinato a far subito strage di "cuori" nell'aristocrazia e nella nascente borghesia industriale del mondo, specialmente quello occidentale. Nel 1811 un londinese lo adoperò come primo cappello-simbolo della ricchezza e dell'importanza, tanto che si diffuse rapidamente in tutto il continente, eliminando con altri abbigliamenti il vecchio modo di vestire settecentesco. Tale capo d'abbigliamento così celebre sarà indossato per tutto il XIX secolo, in cui diventerà il simbolo vestiario della Belle Époque e successivamente nei primi decenni del XX secolo fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale; dopodichè verrà sostituito con la bombetta e il borsalino, e via via verso gli anni '60 scomparirà quasi del tutto dagli usi vestiari in tutto il mondo, se non per qualche sparuto eccentrico o ribelle anticonformista. Ma se il cappello a cilindro rimane nelle vendite d'abbigliamento come simbolo di eleganza ma non modaiola fino ai giorni nostri? Vedremo anziani signori entrare nei negozi di elettronica con la tuba in testa! Come cambierà il costume? (curiosa ucronia di Ainelif)

Alyeska. Lo Zar nel 1867 non vende l'Alaska agli USA, Michele Romanov si rifugia in quella landa quando arriva la rivoluzione sovietica e si mette sotto la protezione americana. Nel 1990 una ricchissima Alaska può riunirsi con la Russia come hanno fatto le due Germanie, ma riuscirebbe a gestire il peso di un tracollo economico di dimensioni impressionanti? (il solito Filobeche)

La Repubblica di Beringia. Alternativa all'ucronia precedente. Nel 1867 l’Alaska non é venduta agli Americani e rimane russa. Nel 1917 scoppia lo stesso la rivoluzione, ma il Granduca Michele Romanov non ha un ruolo importante e Nicola II viene massacrato con la famiglia lo stesso. Invece i generali « bianchi » che lottavano, sopratutto l’ammiraglia Koltchak, riescono a organizzare in Estremo Oriente una piccola Russia Bianca sostenuta attivamente dagli USA e dal Giappone. Questo territorio é costituito dall’Alaska ma anche dalla penisola del Kamchatka e dalle isole del Nord del Pacifico. Nel 1922 quando nasce l’URSS gli USA convincono i generali a creare una Repubblica di Beringia, che presto si sviluppa con l’aiuto economico e l’arrivo di fuggiaschi del regime sovietico. Negli anni trenta i legami con gli USA si raffreddano quando la Beringia, con l'obiettivo di riconquistare l’URSS, entra a far parte dell'Asse accanto alla Germania e al Giappone. Nel 1939 la Beringia non si muove per affari che non sono suoi, però partecipa all'operazione Barbarossa e poi dichiara guerra agli USA dopo Pearl Harbour. Si deve ammettere che le forze beringiane non rappresentano un grande potenziale bellico, e non riescono ad avanzare pericolosamente in Siberia; peggio, le truppe canadesi avanzano rapidamente in Alaska. La flotta americana annienta la flotta beringiana nella battaglia delle isole Attu e Kiska a fine 1942. Poco dopo tutta l'Alaska é occupato mentre i Sovietici resistono in Siberia. I Giapponesi non riescono a impedire agli Americani di sbarcare in Kamchatka e nelle isole Kurili nella primavera del 1943 (con il consenso di Stalin che non é in condizione di impedirlo), per insediarvi aeroporti capaci di bombardare l'intero Giappone: è possibile per questo che la Guerra del Pacifico finisca con mesi di anticipo). Alla fine della guerra Stalin vorrebbe recuperare la Kamchatka, però le truppe americane la occupano. Si aprono due possibilità: gli USA possono negoziare uno scambio tra la Kamchatka e una ritirata limitata in Europa, e annettere l’Alaska. Oppure, seconda possibilità, rifiutano di lasciare la zona e ricreano la Repubblica di Beringia, uno stato fantoccio strategico nella guerra fredda con importanti basi militari e annessione delle isole Kurili. Oggi la Beringia rimane uno Stato indipendente anche se esiste un movimento di riunificazione con la Russia, però ha la sua propria cultura in gran parte americanizzata. Le azioni di spionaggio della guerra fredda in questo strano paese sono state rese popolari dal film di James Bond : « Agente 007 – Dalla Beringia con amore »... (pensata da Perchè no?)

Repubblica Sovietica di Alaska. Ulteriore alternativa alle ucronie sull'Alaska. L'opinione pubblica statunitense all' epoca non era entusiasta di acquisire una "terra squallida di orsi e foche",come riportato dai libri di A.Maurois e R.Rinaldi sulla storia degli Stati Uniti. Ora, supponiamo che nel 1867 il Congresso si opponga all'offerta russa di vendita dell'Alaska e che il presidente Andrew Johnson si rifiuti di aprire i cordoni della borsa; in tal modo l'Alaska resti zarista. Supponiamo anche che nel 1917 la Russia, nonostante il caos rivoluzionario, riesca a conservare quella provincia periferica e dimenticata da Mosca stessa. Se anche essa non sarà determinante per ricevere rifornimenti bellici dagli USA alleati, data la sua posizione ultraperiferica, enormi saranno le conseguenze a lungo termine sulla Guerra Fredda. Stalin costruirà basi militari e missilistiche a due passi dagli USA e in pieno continente americano. Anziché la crisi dei missili su Cuba abbiamo la crisi dei missili dell'Arcipelago Alessandro. In questo caso gli USA si sentono ancora più in pericolo sul loro stesso continente, accerchiati sotto minaccia missilistica a nord e sud, e concentrano la maggior parte delle loro armi, nucleari e non, al confine col Canada, che in questa Timeline svolge un ruolo di primissimo piano, trascurando alquanto lo scacchiere europeo. Tutto ciò alla lunga provoca minori ingerenze statunitensi in Europa Occidentale, la quale è costretta quindi a difendersi quasi da sola, e deve per forza di cose cercare almeno di confederarsi e di adottare una politica estera il più possibile condivisa da tutti gli stati membri (è prevedibile che la parte da leone in tal senso la faranno il Regno Unito ed in seguito la Francia a causa dei rispettivi arsenali nucleari). Intanto gli USA collaborano ancor più strettamente con il vicino Canada, ed a lungo andare non è impossibile ipotizzare anche un'unione politica dei due colossi nordamericani. Si crea così una Federazione Nordamericana che diventa in pratica, dopo la fine della guerra fredda, la nazione più vasta, la più forte economicamente ed una tra le più popolose del Pianeta. Tale primato le può venire conteso solo dalla Nuova Unione Europea, mentre Cina ed India, ancora divise tra di loro ed incapaci di collaborare, rimangono ancora in disparte, e la nuova partita economica si gioca solo tra nazioni di popolazione europea, lasciando al Giappone un onorevole terzo posto, distaccatissimo però dai due mega-colossi occidentali (quest'ucronia la dobbiamo a Never75 e a Simone)

Kamchatka Purchase/1. Nel 1867, quando la Russia vendette l'Alaska agli Stati Uniti, si pensò di includere nell'offerta anche la penisola di Kamchatka. Non se ne fece nulla, dato che per la maggior parte dell’opinione pubblica americana già l’acquisto dell’Alaska era stata una completa scemenza; ma cosa succede se gli USA decidono di fare le cose in grande e di comprare anche la penisola? Probabilmente riescono a sfruttare le sue risorse in modo più efficiente di quanto non abbia fatto la Russia, e si interessano in anticipo all’Estremo Oriente. La Kamchatka sarà comunque un territorio di grande importanza strategica, sia contro i Giapponesi, che potrebbero decidere di fare qui Pearl Harbour, o addirittura di occupare l’intera penisola e, chissà, magari da là passare in Alaska, sia contro i Sovietici, quando questo sarà uno dei punti caldi della Guerra Fredda. E forse oggi la Kamchatka sarà uno stato americano a pieno titolo... (pensata da Toxon)

L'Alaska giapponese. L'Alaska è comprata dall'Impero Giapponese anziché dagli USA, è oggetto di colonizzazione da parte di esso e ne diventa territorio integrante al confine con il Canada anglofono. Durante la Seconda Guerra Mondiale la massiccia presenza bellica nipponica nell'estremo nord dell'America Settentrionale comporterà maggiori difficoltà per l'esercito statunitense, e forse verranno usate più bombe atomiche per domare l'esercito giapponese. Se il Giappone viene sconfitto, l'Alaska potrebbe addirittura ritornare sovietica... (ideata da Ainelif)

La Siberia italiana. Nel 1868 il primo ministro del Regno d'Italia, il conte Luigi Federico Menabrea, ebbe l'idea (che egli reputava geniale) di deportare i cosiddetti "briganti" meridionali in un posto "freddo e lontano": niente meno che la Patagonia. Per questo prese contatti con il governo argentino tramite l'ambasciatore italiano Enrico della Croce di Doyola per ottenere la concessione di quelle terre gelide e inospitali. Per fortuna non se ne fece niente. Ma se il progetto va in porto ed anche l'Italia conosce i suoi gulag in Siberia? (un vero e proprio incubo di William Riker)

L'Alaska italiana. E se il conte Menabrea pensa di acquistare l'Alaska e di farne una colonia penale italiana per quelli che lui chiama "briganti"? Nel secondo conflitto mondiale sarebbe un'ottima base per i giapponesi, che forse, invece di bombardare Pearl Harbour, attaccherebbero l'URSS da est mentre Hitler la invade da ovest! (questa è di Perchè no?)

Il Pacifico italiano. Perchè fermarsi all'Alaska? Mettiamo che l'Italia decida di partire da lì per espandersi nel Pacifico (non ha molto senso, ma proprio per questo è in linea col resto della nostra storia coloniale); alla fine si ritrova con i territori che nella nostra Timeline sono stati colonizzati dalla Germania. Aspettiamoci durante il Fascismo un sacco di retorica sull'irrevocabile destino romano della Micronesia... Sarà anche interessante vedere come può cambiare la Seconda Guerra Mondiale, con delle basi italiane nelle Samoa e in Nuova Guinea. Dal canto suo, alla fine dell'Ottocento il Secondo Reich potrebbe accordarsi con la Gran Bretagna per sbarrare ai Francesi la via del Nilo e occupare il Corno d'Africa; e posto che ad Adua probabilmente i Tedeschi se la caveranno meglio di noi, chissà cosa potrà fare Von Lettow-Vorbeck durante la guerra! (uno spin-off delle precedenti ucronie ideato da Toxon)


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