Steampunk per davvero. Secondo l'opinione comune, all'era del vapore posero fine l'invenzione del motore a scoppio a quattro tempi, dovuta a Nikolaus Otto nel 1867, e quella del motore a scoppio a due tempi, compiuta da Karl Friedrich Benz nel 1878; le ultime automobili a vapore, prodotte dai fratelli americani Francis Freelan Stanley, uscirono dalla catena di montaggio nel 1917, dopo di che i due industriali dovettero gettare la spugna ed arrendersi alla vittoria del petrolio. In tempi recenti tuttavia ha avuto fortuna un genere letterario chiamato Steampunk (letteralmente "vapore da due soldi"), nel quale si immagina un mondo moderno ipertecnologico e digitale, ma basato sulla sola forza del vapore, senza motori a scoppio né reattori nucleari. I romanzi, film e fumetti di questo genere immaginano un'età vittoriana eterna, fatta di ottoni luccicanti, bulloni ingrassati, ciminiere fumanti, un mondo di ghisa e di olio lubrificante, percorso da macchinari colossali alimentati dalla forza del vapore e da proiettili sparati su altri pianeti alla maniera di Jules Verne. Al di là della fantasia più o meno sfrenata di scrittori come Paul Di Filippo, che accade se il vapore resta la fonte di energia principale per l'umanità? Certamente le voraci macchine a vapore richiederanno migliaia di tonnellate di legna e carbone, per cui vi è il rischio del disboscamento della Terra, della distruzione di paesaggi incontaminati per aprire miniere di carbone a cielo aperto, e dell'immissione in atmosfera di enormi quantità di polveri, anidride carbonica ed anidride solforosa, con la conseguenza di piogge acide che farebbero inaridire la Terra. Si potrebbe replicare la catastrofe avvenuta 225 milioni di anni fa, alla fine del Permiano, quando ciclopiche eruzioni vulcaniche scaricarono milioni di tonnellate di ceneri e fumo nell'atmosfera, provocando l'estinzione del 95 % dei viventi. Ci aspetterà davvero un futuro così fosco, o l'umanità saprà fermarsi in tempo mediante un Trattato di Kyoto ante litteram e mediante un "vapore ecosostenibile"? E come cambiano le due Guerre Mondiali, la Guerra Fredda, l'Era Spaziale messe in moto unicamente dalla forza del vapore? (se lo chiede Enrica S.)

La macchina differenziale. Charles Babbage riesce a costruire una macchina differenziale funzionante, in modo da ottenere i fondi per costruire la sua macchina analitica; anche quest'ultima funziona, e grazie anche ai programmi sviluppati da Ada Lovelace, nel 1840 l'Inghilterra è la prima nazione al mondo a disporre di un vero computer programmabile, seppur di natura meccanica invece che elettronica, con un secolo di anticipo rispetto alla nostra Timeline (è di MattoMatteo)

La diplomazia evita Sedan. Nel 1868 la Gloriosa Rivoluzione in Spagna depone Isabella II. Il trono viene offerto al principe tedesco Leopoldo di Hohenzollern-Sigmaringen, un lontano cugino cattolico di Re Guglielmo di Prussia. Temendo che un re Hohenzollern in Prussia e un altro in Spagna avrebbero messo la Francia in una scomoda situazione di accerchiamento, Napoleone III è determinato a resistere all'espansione dell'influenza prussiana, e chiede al Kaiser di ritirare la candidatura del principe. Nella questione si intromette l'Imperatore d'Austria Francesco Giuseppe, con il suo ministro degli esteri, Ferdinand Beust, già ministro degli esteri della Sassonia, che ottiene di riunire Bismarck, Napoleone III, l'Italia e il governo spagnolo in una riunione diplomatica a Schönbrunn nel marzo 1870. Napoleone III, con un Secondo Impero sull'orlo della rivolta, sta cercando lo scontro con la Prussia per mobilitare l'opinione pubblica. Tuttavia, si trova diplomaticamente isolato in maniera pericolosa. E non può fare a meno di partecipare alla riunione diplomatica convocata da Francesco Giuseppe, e agire assennatamente, anche se avrebbe volentieri fatto della crisi un casus belli. L'Austria-Ungheria, già sconfitta nel 1866 dalla Prussia a Sadowa, vorrebbe volentieri ottenere una rivincita, almeno diplomatica se non militare. Ma si oppone alla guerra, se l'Italia non parteciperà sullo stesso fronte. Allo stesso tempo, cerca di impedire a Baviera, Baden, Württemberg e Assia di unirsi alla Confederazione Germanica, e di non apparire troppo filo-francese per non alienarsi le simpatie degli Stati tedeschi. L'Italia, per quanto alleata dell'Austria-Ungheria, ha come principale preoccupazione la guarnigione francese che protegge Roma e lo stato della Chiesa, a cui però Napoleone III non vuole rinunciare. A Schönbrunn, Bismarck accetta senza troppe rimostranze di far ritirare la candidatura di Leopoldo di Hohenzollern. Napoleone III pretende che la Prussia garantisca che nessun altro Hohenzollern sarà mai candidato al trono di Spagna. Bismarck rifiuta, ma accetta di affermare che la Prussia non sostiene nessun candidato tedesco in Spagna. Alla fine, Beust propone la candidatura di Amedeo di Savoia alla corona di Spagna, che viene accettata da tutte le parti in causa. Bismarck può ancora usare il telegramma del Lussemburgo per screditare Napoleone III, e resta intenzionato a ottenere l'unificazione delle Prussia con i quattro stati del Sud. Ma l'Austria non si trova isolata dopo Sedan e non è costretta a rivolgersi alla Germania per contrastare l'espansionismo russo nei Balcani. La continuazione del Secondo Impero impedisce la presa di Roma da parte dell'Italia. L'ostilità anti-francese supera quella antiasburgica per Trento e Trieste, e si assomma alle grida di rivendicazione di Nizza e della Savoia (pensata da Dans)

Spanisch Hohenzollern. Al contrario, la Germania riesce a piazzare sul trono di Spagna un Hohenzollern che dichiara guerra alla Francia nella prima guerra mondiale (decima "ucronia iberica" di Filobeche)

Know nothing. L'immigrazione massiccia di cattolici irlandesi e tedeschi verso gli Stati Uniti tra il 1830 e il 1860 preoccupò i protestanti americani. Le tensioni riecheggiavano le antiche divergenze religiose europee. Sebbene i cattolici sostenessero di essere politicamente indipendenti dal clero, i protestanti accusavano Papa Pio IX di aver posto fine alla Repubblica Romana (1849) e di essere un nemico della libertà, della democrazia e del protestantesimo. Queste idee fomentarono teorie cospirative che attribuivano al Pontefice un disegno per soggiogare gli Stati Uniti mediante un'immigrazione continua di cattolici controllata dai vescovi irlandesi. Nel 1843 a New York nacque una società segreta dal nome "Order of the Star Spangled Banner", fondata da Charles Allen, la quale costituì il nucleo del Native American Party. Il termine "Know Nothing" si riferisce all'apparato di organizzazione segreta quando nacque: se ai suoi membri veniva chiesto delle sue attività, questi dovevano rispondere "non so nulla". I membri dell'American Party crebbero da 50 mila a un milione di militanti, e poterono così controllare le elezioni presidenziali e buona parte della politica americana interna ed estera. Già Abraham Lincoln riuscirà a bloccarne l'ascesa nonostante le sue vittorie politiche ed elettorali. Ma se invece che decadere dopo il 1860, per la mentalità dell'epoca l'American Nativity Party riesce a sopravvivere e ad acquisire sempre più voti? Contemporaneamente alla Guerra di Secessione dopo la sconfitta dei Sudisti apre le porte ai proibizionisti, agli oppositori del voto alle donne, al movimento anti-tabacco, al KKK e alla Società della Temperanza magari, venendo supportato finanziariamente da ricconi e miliardari. L'immigrazione è drasticamente bloccata con la violenza dai Paesi mediterranei e dall'Irlanda in quanto cattolici, dall'Europa orientale e dall'Asia. Gli Stati Uniti non solo saranno più razzisti e puritani della Timeline, ma forse si avrà quasi un apartheid, e avranno ulteriormente piede le teorie del razzismo scientifico di Madison Grant. Un'America puritana fino al midollo coi divieti di esporre nudi nei musei, disegni di anatomia umana negli studi medici e rigidamente isolazionista per mantenere fede alla "natività" dei padri coloni anglosassoni difficilmente entrerà nella Seconda guerra mondiale (un altro incubo di Ainelif)

Little Big Horn anticipata. Prima della famosa battaglia di Little Big Horn, il governo americano tentò di comprare le Black Hills ai nativi americani e nel contempo inviò una grossa spedizione capitanata da Custer: 1000 soldati, 50 carri e 100 muli per esplorare le Black Hills e trovare giacimenti d'oro. I Lakota li lasciarono fare, incoraggiati dalla possibilità di trattative con il governo USA. Sappiamo tutti come andò a finire. Ma se invece i capi Sioux sono più prevenuti e, sapendo i massacri perpetrati dagli statunitensi, decidono di tendere una trappola alla colonna in marcia, schierando 15.000 guerrieri (cosa che potevano fare con un certo impegno)? Il plotone di Custer è distrutto e il generale muore. Gli statunitensi rimangono brutalmente scottati e rimandano la conquista delle Black Hills di qualche anno, cercando terreni più facilmente percorribili. Come prosegue la storia dei nativi? (è di Basileus TFT)

Una Nuvola in cielo. Tutte le tribù del Nord America mettono da parte rivalità ataviche, e sotto un capo carismatico come Nuvola Rossa, uno dei pochi ad averla vinta una guerra contro gli States. Possono sconfiggere gli Unionisti e tenerli alla larga dalle loro terre una volta per sempre? Forse sì, a due condizioni: un'ideologia che possa riunire le tribù delle praterie o degli Appalachi, ovvero i profeti del Sole che nascono una trentina d'anni prima; e un'alleanza con gli stranieri, stile franco-indiana. Durante la Guerra di Secessione, il sud strinse alleanza con alcune tribù indiane, che potrebbero fornire ulteriori forze contro l'esercito unionista. Come cambia la storia nordamericana? (questa invece è di Tommaso Mazzoni e di Valerio Nicoletti)

Cuba libre/2. Nel 1868 riesce la prima rivoluzione cubana, che nella nostra Timeline si è rivelata effimera: gli spagnoli non riescono più ad impossessarsi dell'isola al centro dei Caraibi. Ma il famoso poeta e filosofo cubano Josè Martì viene accecato dal potere e si autoproclama re del paese: quanto potrà durare la sua monarchia, per quanto costituzionale e rispettosa nei confronti del popolo, in un'isola popolata da creoli e neri rivoluzionari e sfruttati nelle piantagioni di tabacco? Come cambia la storia dell'isola? (pensata da Ainelif)

Il Giappone è colonizzato. Hitotsubachi Yoshinobu (1837-1913) é meglio noto come il 15° e ultimo shôgun Tokugawa del Giappone. Fu educato e « mediatizzato » sin dalla nascita come il futuro Salvatore della Patria (nel senso di combattente contro i barbari). Il suo destino é stato costruito per lui senza consultarlo, ma il piccolo problema é che Yoshinobu non era xenofobo e non intendeva cacciare gli Europei e gli Americani dai suoi porti. Al contrario, é stato lui a iniziare la politica di apertura attiva e di modernizzazione del Giappone, ed é stato lui a restaurare il potere politico dell’imperatore. Ha creato l'epoca Meiji ed é stato abbastanza intelligente per capire quando ritirarsi della scena. Rari sono i sovrani decaduti che hanno potuto godere di una vita felice durante i 40 anni della loro caduta. Ma Yoshinobu aveva un grande problema: non aveva la minima ambizione, la sua opera é solo dovuta al suo senso del dovere nei confronti del Giappone e dell'imperatore; infatti si considerava ricompensato lasciando il potere. Ma cosa succede se Yoshinobu rifiuta il suo destino artificiale e si ritira della vita pubblica prima di diventare shôgun ? In questo caso rimangono solo due possibilità. Prima: il partito xenofobo vince, gli Europei sono espulsi o massacrati, questo provoca una guerra che il Giappone poteva solo perdere. Il Giappone é messo a ferro e fuoco come la Cina e viene colonizzato totalmente. L’arcipelago viene diviso tra gli Europei, ai Britannici l’isola strategica di Kyushû, alla Francia lo Shikoku agricolo, agli Stati Uniti l’Honshû, la Russia potrebbe prendersi l’isola di Hôkkaido. Seconda possibilità: il governo dello shôgun vince ma é troppo debole per resistere al controllo esterno e il paese viene colonizzato più pacificamente (eccezione fatta per qualche ribellione). Il migliore candidato per colonizzare il Giappone sarebbero gli USA. Il Giappone prenderebbe lo stesso camino delle Filippine, e di conseguenza niente sconfitta della Russia all'inizio del XX secolo, niente guerra del Pacifico, niente cultura giapponese come noi la intendiamo... (prima ucronia shogunale di Perchè no?)

Lo shogunato eterno. Al contrario, Yoshinobu é più ambizioso che nella nostra Timeline. Essendo più aggressivo, Yoshinobu prende il potere con molti anni di anticipo, diventando il 14° shôgun (nella nostra Timeline la sua scarsa ambizione gli ha fatto perdere l’occasione propizia). Yoshinobu può contare su un governo più forte e può portare avanti la sua politica di modernizzazione; ovviamente rifiuta di lasciare il potere all'imperatore Mutsuhito. Questo provoca una breve guerra civile, e le truppe modernizzate dello shôgun sconfiggono l’imperatore che rimane un fantoccio nelle mani della casa Tokugawa: essa continua ancor oggi a governare il paese. Altra conseguenza; Yoshinobu, grande amico della Francia, si allea con questo paese piuttosto che con la Gran Bretagna e gli USA. Il governo giapponese imita le istituzioni francesi e lo shôgun si comporta come Napoleone III: la sua politica estera sarà ben più aggressiva, ma forse le sue truppe saranno meno efficaci. Il Giappone rimarrà un alleato della Francia e della Russia, e nel 1939 dichiarerà la guerra alla Germania. Quali saranno gli sviluppi per la politica esterna mondiale senza la guerra del Pacifico? (seconda ucronia shogunale di Perchè no? e di Maggioriano)

La restaurazione feudale. Dopo la restaurazione Meiji, il Giappone cambia a grande velocità, e questo provoca tantissimi problemi. Senza parlare della xenofobia e dell'umiliazione di imitare i « barbari », ci sono in giro migliaia di vassalli, samurai e daimyo che si ritrovano senza più risorsse, i loro beni feudali essendo aboliti. Questi samurai a un certo punto si sono riuniti attorno a un grande signore, Takamori Saigo (la sua lotta é stata ripresa, anche se modificata, nell'"Ultimo Samurai" con Tom Cruise). Saigo inizia con le truppe di Satsuma una breve guerra civile contro le truppe modernizzate dell’imperatore e a un certo punto é riuscito a metterle in difficoltà. Cosa avviene se Saigo vince e obbliga l’imperatore a restaurare l’ordine feudale? Saigo era abbastanza consapevole della sua epoca per non chiudere il paese e impedire la modernizzazione. Forse vedremo nascere un Giappone feudale e industrializzato con grandi feudi-compagnie, e un'organizzazione che rimane basata sui daimyo e i samurai, bloccando lo sviluppo della società civile almeno fino a 1945 e alla sconfitta contro gli USA... (terza ucronia shogunale di Perchè no?)

Teodoro il Grande. Teodoro II (1855-1868) avrebbe potuto essere uno dei più grandi imperatori d'Etiopia. Passato dal ruolo di brigante a quello di imperatore, fu il primo ad impegnarsi seriamente a modernizzare il suo paese e a imporre il potere centrale su quello dell'aristocrazia. Tuttavia i suoi ripetuti appelli all'Inghilterra e agli altri paesi europei e cristiani perchè lo aiutassero caddero nel vuoto, e le sue crudeli repressioni delle rivolte feudali innestarono un circolo vizioso di violenza, fino a condurre il suo regno alla tragica fine che ebbe. Ma che succede se la Gran Bretagna risponde positivamente agli appelli del negus? (inventata da Toxon; ecco la sua proposta)

Proibizionismo anticipato. Nel 1869 nacque negli USA il Partito Proibizionista, il cui scopo era quello di vietare il consumo di alcolici, a cui era attribuita la colpa dei disordini sociali e della violenza diffusa nei territori della Frontiera. Del resto già nel 1851 il Maine era stato il primo Stato a vietare la vendita di alcool. Che succede dunque se i Proibizionisti hanno successo con grande anticipo, e già negli anni '70 un Emendamento alla Costituzione mette al bando gli alcolici con cinquant'anni di anticipo sulla nostra Timeline e fa chiudere tutti i Saloon? Come immaginare un West americano senza questi caratteristici locali strapieni di cowboy sbronzi? Come far rispettare il divieto ad ovest del Mississippi? Le mafie del contrabbando di alcolici emergeranno prima? E in che forma? Jesse James contrabbanderà whisky? Quale presidente USA dovrà gettare la spugna e riammettere il consumo di alcool? E Al Capone riuscirà a farsi strada lo stesso a Chicago? (è di Enrica S.)

Nothing gum. Già presso i Maya era abitudine diffusa masticare il "chicle", un lattice estratto dalla Sapota, un abete rosso che cresce in America Centrale. Ad introdurlo negli Stati Uniti alla metà dell'Ottocento sarebbe stato il generale messicano Santana, imprigionato dagli americani a Staten Island; questo lattice fu brevettato il 28 dicembre 1869 da un certo William Semple, che mediante l'aggiunta di un balsamo aromatico inventò il moderno chewing gum. Esso conobbe un'esplosione planetaria dopo la Seconda Guerra Mondiale, grazie ai soldati americani che lo diffusero dovunque, dall'Europa al Giappone. Ma che accade se Semple non ha quell'intuizione e il chewing gum non entra mai in commercio, o se resta un prodotto essenzialmente americano, come il burro di arachidi? Come cambia il costume nel ventesimo secolo senza i classici palloncini di gomma da masticare? (pensata da William Riker)

La Regina Maria Cristina di Borbone. La notte di Natale del 1869 all'ex re delle Due Sicilie Francesco II di Borbone nacque una figlia femmina, Maria Cristina. Purtroppo la governante, una eccentrica inglese di mezza età, non si rese conto di quanto la neonata fosse fragile e la sottopose a bagni freddi in pieno inverno; di conseguenza la piccola morì a soli tre mesi, il 28 marzo 1870. La morte della figlia segnò la fine di ogni relazione tra Francesco II e la moglie Maria Sofia di Wittelsbach, che partì da Roma per non farvi più ritorno. Allora "Franceschiello" si chiuse sempre più in sé stesso, dedicandosi soltanto alle pratiche religiose. Ma se la governante è più accorta e la bambina sopravvive? I due reali genitori possono avere un altro figlio, stavolta maschio, che per gli esuli Borbone può rappresentare la speranza di poter un giorno tornare a Napoli, speranza che non avevano mai perso: in effetti i primi anni dell'unità d'Italia non furono affatto semplici da gestire per il re Savoia, che più di una volta temette di non riuscire a mantenere il controllo sui territori ribelli del Sud, spesso nostalgici dei Borbone. Una dinastia senza eredi diretti al trono risulta debole e priva di garanzie per il futuro; ma se la casa Borbone di Napoli riesce ad ottenere il sospirato erede maschio, la sua posizione di pretendente al trono di un regno tutt'altro che sparito nel nulla nel 1861 ne risulta rafforzata agli occhi dell'Europa, riscuotendo consensi e magari aiuti materiali per poter cacciare via gli illegittimi Savoia. Anche in assenza di altri eredi, tuttavia, una sopravvissuta Maria Cristina, ultima discendente in vita dei Borboni, potrebbe diventare regina delle Due Sicilie, magari sposando un altrettanto sopravvissuto Rodolfo d'Asburgo-Lorena, erede al trono di Austria-Ungheria, e realizzando così l'unione dinastica delle corone di Napoli e di Vienna (anche questa è di Enrica S.)

Il Monte Oro. I fiumi padani sono ricchi d'oro, ma lo sono perché scavano monti ancora più ricchi: secondo le stime, sotto il monte Rosa c'è più oro che in Sudafrica, maggior detentore di riserve del mondo; peccato siano antieconomiche vista la loro profondità. Mettiamo però che siano più superficiali, come i filoni dell'Alaska. Il governo italiano vara un programma estrattivo che riempie il Banco di Torino di lingotti luccicanti. Che fine faranno? Se li scopre la Destra Storica, ci pagheranno innanzitutto il debito pubblico, ma avanzerebbe comunque molto denaro: come lo spenderebbero quei taccagni? Se invece lo scopre la Sinistra Storica, c'è da aspettarsi un delirio di mazzette, corruzione e sprechi militareschi. In ogni caso, per l'economia italiana sarebbe un toccasana: fiumi d'oro nutrirebbero immensi cantieri che porterebbero ricchezza ovunque, forse perfino ai più diseredati; inoltre i minatori sono sempre stati socialisti di ferro: il PSI nascerebbe prima? Senza contare poi che un monte del genere farebbe gola a tutti: la Svizzera potrebbe rompere la sua secolare neutralità per strapparcelo, o sarebbe l'Italia ad attaccare per prendere il versante svizzero? (una trovata di aNoNimo)

L'"Aida" di Wagner. Ismail Pascià, Kedivè d'Egitto, commissionò a Verdi un'opera lirica per inaugurare il nuovissimo teatro del Cairo, a sua volta fatto costruire per celebrare l'apertura del Canale di Suez. Gli offrì un compenso di 80.000 franchi, ma Verdi rifiutò, dicendo che non scriveva musica d'occasione. Ismail Pascià pensò allora di rivolgersi a Charles Gounod o addirittura al rivale per eccellenza di Verdi, Richard Wagner. In seguito però Camille du Locle sottopose a Verdi un libretto di ambientazione egiziana, che al genio di Busseto piacque molto, e così nacque l'"Aida", uno dei massimi capolavori del genere operistico. Ma come potrebbe risultare un'opera ambientata nell'antico Egitto composta da Gounod o da Wagner? (sempre Enrica S.)

Acquisizioni napoleoniche. Le maggiori aspirazioni di Napoleone III, prima dello scoppio della guerra franco-prussiana, si appuntavano sul Palatinato bavarese e sul Belgio, acquisizioni previste per via pacifica o quasi. Supponiamo che il Napoleonide ce la faccia. Nel caso in cui Austria e Prussia si scannino a vicenda, magari dopo un intervento simbolico e marginale, egli può annettere tutti i territori a sud della Mosella (Palatinato bavarese, qualche staterello e alcuni territori delle province renane della Prussia). Siccome il Belgio è uno stato per lo più francofono (il fiammingo, sia pur maggioritario, era a malapena riconosciuto come seconda lingua nazionale, a livello del tedesco attualmente nella provincia di Liegi e in Lussemburgo), il Parlamento del paese può estromettere il Sassonia-Coburgo, offrendo la corona a Napoleone III (un'idea di MAS)

I Reumo-cattolici. Durante il Concilio Vaticano I l'opposizione alla teoria dell'infallibilità del Papa era tale che alcuni vescovi provocarono uno scisma detto vetero-cattolico. La cosa curiosa fu che questo controverso dogma venne proclamato il giorno prima che Napoleone III dichiarasse guerra e desse il via alla serie di eventi che l'avrebbero buttato gambe all'aria entro la fine dell'anno. E se per qualche motivo vi sono dei ritardi nel corso del Concilio, magari per ostruzionismo dei dissidenti bavaresi (servendosi delle sole procedure potevano ritardarlo fino al 2000) e dunque i prelati hanno il tempo di vedere l'Imperatore fatto a pezzi dai tedeschi? Sicuramente nessuno avrebbe dato retta a de Merode; anzi, è probabile che la lettera con cui Vittorio Emanuele II si propone come custode sostituto di Napoleone venga presa in maggior considerazione. Con un Papa (seppur obtorto collo) non ostile al nuovo Stato, il progetto di Partito Conservatore di Alessandro Rossi avrebbe forse potuto aver seguito... (questa è di aNoNimo)

Niente Guerra Franco-Prussiana. Napoleone III non si lascia fuorviare troppo dal dispaccio di Ems e non dichiara guerra alla Prussia. Il conflitto non scoppia, perchè Bismarck non si azzarderebbe mai a dichiarare lui stesso guerra alla Francia, in quanto Inghilterra ed Austria sarebbero senz'altro intervenute a fianco di Napoleone III. L'unità tedesca si limita alla parte Nord e Nord-Est. Nel Sud invece gli Stati tedeschi rimangono indipendenti tanto da Berlino che da Vienna, ed anzi si stringono ancora di più attorno alla Baviera che diventa nei fatti il terzo polo d'attrazione per i tedeschi. Con la cacciata di Bismarck ad opera del Kaiser e con la morte di Napoleone III, i rapporti franco-inglesi si fanno sempre più tesi e, anche se vengono evitati scontri diretti sul Continente, le due potenze si affrontano in Africa in una spietata corsa coloniale. Si assiste ad un riavvicinamento tattico tra Parigi e Berlino che stipulano una Duplice Intesa (non sussistendo motivi di attrito, entrambe le potenze hanno tutto l'interesse a collaborare tra di loro, puntando entrambe all'egemonia europea). D'altra parte Baviera, Austria ed Italia stringono un patto difensivo (Triplice Alleanza) che ha anche il plauso del papa, ancora padrone di Roma. essendo stipulato da tre potenze cattoliche contro due potenze massoniche e protestanti. A questo punto la Guerra Mondiale scoppia lo stesso: la Russia si allea con Francia e Germania a causa delle tensioni con l'Inghilterra in Afghanistan e l'Austria nei Balcani, mentre l'Inghilterra si associa alla Triplice Alleanza, con la sconfitta probabile di quest'ultima. Austria e Baviera entrano a far parte dell'orbita prussiana, i Balcani di quella Russa e l'Italia di quella francese, il tutto mentre invece l'Inghilterra, che è riuscita ad ottenere da Prussiani, Francesi e Russi una pace di compromesso, si gode beata il suo splendido isolamento (parola di Never75)

Guerra Italo- Franco-Prussiana. Questo conflitto (1870-1871), che culminerà con l’umiliazione francese e l’egemonia tedesca nel continente fino almeno alla Prima Guerra Mondiale, avrebbe potuto avere un esito anche molto diverso. Alla fin fine la Francia partiva da una posizione di vantaggio: il suo esercito era considerato il migliore e meglio armato d’Europa, ed inoltre, almeno sulla carta, poteva contare su molti alleati che avrebbero potuto sostenerla nel conflitto con la Prussia. Innanzitutto gli Stati tedeschi Cattolici, timorosi di un’escalation prussiana in Germania, e poi il neonato regno d’Italia che molto doveva all’imperatore Napoleone III. Ma, contrariamente alle previsioni francesi, gli stati germanici del sud, indipendenti dalla Prussia ma legati ad essa da trattati segreti, si unirono alla guerra. Sebbene non fossero pronti per l'unificazione, questi stati non avrebbero accettato un'altra invasione bonapartista e mobilitarono le loro armate. Anche l’esercito italiano, nonostante le assicurazioni di Vittorio Emanuele II che sarebbe ben volentieri entrato in guerra a fianco dei francesi, rimase neutrale ed anzi, cinicamente, se ne approfittò pure ed invase Roma. Ma cosa sarebbe accaduto se l’Italia, come il Re Galantuomo effettivamente voleva, fosse entrata nel conflitto a fianco del Bonaparte? Ci sono due possibilità. Prima: Garibaldi assume il comando di un gruppo di italiani e francesi (Cacciatori delle Alpi) e dà del filo da torcere ai Prussiani. Nel frattempo l’esercito italiano e quello francese si riuniscono nei pressi di Lione e lì attraversano il confine prussiano. La Prussia non ce la fa a combattere contro tutte le principali nazioni europee (visto l’andamento del conflitto anche gli Stati Tedeschi Meridionali e l’Austria si schierano con Francia e Italia), e chiede la pace. L’Unificazione Tedesca avviene ugualmente ma senza l’Alsazia-Lorena, e la Francia non è più isolata, ma anzi è l’Impero dei Bonaparte a mantenere l’egemonia sul Continente, e l’Italia è quasi una sua vassalla. Seconda: l’intervento italiano è inutile e la Prussia vince ugualmente. Forse l’Italia è costretta a ricedere il Veneto agli Asburgo ma in compenso i rapporti italo-francesi rimangono ottimi. L’Italia e la Francia infatti aspirano entrambe a vendicarsi dei comuni nemici “tedeschi”. Stringono un’alleanza segreta, poi estesa anche a Russia ed Inghilterra, e si spartiscono il Nordafrica (Tunisia e Libia italiane, Marocco e Algeria francesi). L’Italia si schiera dal principio della Prima Guerra Mondiale con l’Intesa ed al termine del conflitto ha maggiori vantaggi territoriali, cosicché non esiste il mito della vittoria mutilata. Mussolini o chi per esso non invade la Francia nel 1940, ed al termine della Seconda Guerra Mondiale anche l’Italia è dalla parte dei vincitori e gode di un seggio permanente all’ONU (proposta da Never75. Un andamento diverso di questa stessa ucronia è stato proposto da Giorgio Tebaldi; ecco l'idea di quest'ultimo)

Guerra Franco-Italo-Prussiana/1. Nel  1870 re Vittorio Emanuele era propenso a schierarsi con Napoleone III. Dopo la caduta di Napoleone Garibaldi addirittura combatté contro i tedeschi... ma se fosse successo il contrario? In fondo i francesi impedivano l'unione di Roma all'Italia, e Nizza era stata unita alla Francia con un dubbio plebiscito. Immaginiamo che Bismarck convinca l'Italia, magari favorendo l'ascesa politica anticipata di Crispi, a schierarsi nettamente contro la Francia. Non solo occupando Roma ma anche favorendo l'invasione di un contingente di "volontari" di garibaldini a Nizza. Garibaldi potrebbe annullare il plebiscito del 1860 e indirne un altro con esito contrario. Il trattato di pace costringerà la Francia a rinunciare a Nizza e Corsica (oltre ad Alsazia e Lorena) ma i rapporti tra Italia e Francia saranno irrimediabilmente rovinati. L'Italia aderirà immediatamente alla Triplice e forse sarà aiutata dalla Germania anche in Tunisia e Libia. Nel 1878 l'Italia forse otterrà parte dell'Albania. Forse poi lo cederà all'Austria in cambio del Trentino. A questo punto, che farà l'Italia durante la Grande Guerra? Interverrà contro la Francia, o manterrà una furba neutralità fino al crollo dell'Austria? (ideata da Francesco Dessolis)

Guerra Franco-Italo-Prussiana/2. Alternativa in tono minore a quanto detto sopra. L'Italia non ha la benché minima intenzione di attaccare Parigi, perchè ha già problemi a dover spiegare ai cattolici la presa di Roma; ai piani alti però ancora non va giù che Napoleone si sia preso Nizza e Savoia senza consegnare tutto il Veneto. Si decide allora di dire di sì a Leonetto Cipriani, garibaldino ed eroe di Curtatone e Novara nato a Capo Corso, che da tempo propone una “Spedizione dei Mille” a Bastia. A questo punto si potrebbe reclutare anche Garibaldi e spedirlo a Nizza, cosa che aveva intenzione di fare già nel 1859. Come si risolve la crisi? Sarà la fine della “fratellanza latina”? Oppure giocando abilmente si può attribuire la cosa ad un colpo di testa di Garibaldi, incamerare almeno Nizza e approfittarne per epurare un po' i democratici come già fatto con l'altra spedizione dei Mille? (questa è di aNoNimo)

Nades (Sedan alla rovescia). A Sedan l'esercito Francese sconfigge quello Prussiano e addirittura riesce a Penetrare nella Westfalia. Che può succedere? L'esercito Tedesco riesce ad Arginare l'offensiva ma lo smacco per Bismarck è grande, ed il cancelliere di Ferro è costretto a dimettersi. Napoleone III può gloriarsi di aver ottenuto una vittoria pari a quella di suo Zio. L'Italia invece che alla Germania guarda da subito verso Parigi e lo fanno anche alcuni regni tedeschi, che evitano cosi di venir fagocitati da Berlino. La Prussia conserva la Westfalia ma si scioglie la Confederazione del Nord; Napoleone III può ricostruire, con gli stati tedeschi non prussiani, la Confederazione del Reno di suo zio, dominata dalla cattolica Baviera. Si formano così due stati in Germania: la Prussia luterana e la Renania cattolica. Napoleone III riesce finalmente ad annettere Belgio e Lussemburgo. Il Papa conserva lo Stato Pontificio, Napoleone III in cambio sostiene Amedeo di Savoia sul trono spagnolo. Si forma una Quadruplice Intesa Spagna-Italia-Francia-Renania cui si contrappone logicamente una Quadruplice Alleanza Inghilterra-Prussia-Austria-Turchia. La Francia non inizia la colonizzazione dell'Africa, cui si dedica invece la Prussia, scornata per l'insuccesso europeo. Napoleone III muore di morte naturale nel 1873, in seguito ad un tumore alla prostata che lo affliggeva da lungo tempo; suo figlio Eugenio, 17 anni, che presumibilmente salirà al trono con il nome di Napoleone IV, ce la farà a mantenere le conquiste del padre? (un'idea di Filobeche; ecco la sua stesura, realizzata a sei mani con Perchè no? e con William Riker)

Allemagne, mon amour. E se, in caso di vittoria francese a Sedan, Napoleone III decidesse di non umiliare la Prussia, ed anzi Francia e Prussia diventassero alleati di ferro? Come cambierebbe la storia? (una pensata di Rivoluzionario Liberale, ecco la sua proposta)

Sedan in tono minore. Il 2 settembre 1870, a Sedan, l'imperatore Napoleone III e 104.000 soldati francesi sono catturati e fatti prigionieri dei prussiani. Due giorni dopo un Governo di Difesa Nazionale, formato dal generale Jules Trochu, Léon Gambetta e Jules Favre, dichiara decaduto il Secondo Impero e inaugura la Terza Repubblica. Con le forze francesi fuori combattimento, Bismarck si attende una pace rapida, per non rischiare, con una guerra prolungata, l'intervento di altre potenze. Von Bismarck invita il governo francese a negoziare a Ferrières, ponendo una lista di moderate condizioni di pace, tra cui limitate richieste territoriali in Alsazia. La Prussia voleva poter controllare entrambe le rive del Reno, ma, avendo appena acquisito vasti territori popolati di cattolici, non intendeva annetterne di ulteriori. Dopo una riunione agitata, il Governo di Difesa Nazionale accetta le condizioni della Prussia. Jules Favre si dimette. Il 10 novembre il Trattato di Francoforte conferma il possesso tedesco della riva sinistra del Reno. La Terza Repubblica nasce da una sconfitta, ma le perdite territoriali sono limitate e la colpa viene riversata sull'operato di Napoleone III Conseguenze dirette sono la mancata repressione della Comune, una maggiore forza del movimento operaio, una minore impopolarità del governo Thiers, minori perdite territoriali, meno ragioni per la Prima Guerra Mondiale e più importanza alle questioni coloniali (ideata da Dans)

Andata e ritorno. Nel 1860 con il Trattato di Torino, in seguito ad un plebiscito dalla dubbia validità (percentuali quasi al 100 % assolutamente incongruenti), fu sancita l'unione della città di Nizza e della sua contea con la Francia. Il passaggio fu inizialmente accolto con favore dalla popolazione (secondo i nazionalisti estorto illegittimamente e con la forza), ma il centralismo dello Stato francese fece tramontare tutte le libertà civiche di cui la città aveva sempre goduto, alcune importanti istituzioni comunali furono soppresse, tra cui la corte d'appello, e la città finì sotto Marsiglia. Nel decennio successivo crebbero i sentimenti anti-francesi, alimentati da molti aristocratici filo-sabaudi e dalle frange garibaldine. Nel 1871, dopo la caduta del Secondo Impero, su quattro deputati del dipartimento nizzardo tre erano separatisti e filo-italiani, e proprio in questo anno si tennero i "Vespri nizzardi" coi quali furono esiliati i principali agitatori irredentisti; per questo fatto lo stesso Garibaldi non vi metterà mai più piede. Ma se queste rivolte filo-italiane sono organizzate in tutto il Dipartimento e il governo francese assiste alla destabilizzazione regionale, che cosa succede? Magari per aver occupato la Tunisia prima dell'Italia, Parigi ci restituisce Nizza ormai ingestibile... (è di Ainelif)

La Comune garibaldina. Garibaldi fu eletto deputato alla nuova assemblea nazionale francese della III Repubblica; pare che a Nizza lo volevano per rappresentare la città anche se Nizza era diventata francese. Ci fu uno scontro tra Thiers e Victor Hugo sulla possibiità di eleggere uno straniero nato su un territorio francese (che non lo era all'epoca, vi lascio immaginare il mal di testa). Alla fine l'elezione fu invalidata. Ma se Garibaldi accetta, francesizza il suo nome in Joseph Garibaud, arriva a Parigi e si schiera a favore della Comune di Parigi, diventandone il leader? Avrà successo, o finirà in Nuova Caledonia? E qui, riuscirà a sollevare la popolazione locale rendendola indipendente dalla Francia come Haiti con il nome di Repubblica Kanaky? (ennesima genialata di Perchè no?)

Ludwig il Saggio di Baviera. In questo sito sono state proposte e sviluppate molte ucronie alternative all’unità d’Italia, ma anche l’unità tedesca non era una necessità storica. Forse la Germania del nord si sarebbe unificata anche senza le manovre di Bismarck, ma il Sud della Germania era, ed è, differente dalla Prussia forse più ancora che il regno delle due Sicilie dal regno di Sardegna. In particolare la Baviera difficilmente sarebbe entrata nel II Reich, se non avesse avuto un re “strambo” come Ludwig, interessato molto più all’arte che alla politica e agli interessi del suo paese. Immaginiamo che la Baviera sia stata governata da una dinastia meno svirgolata fin dal tempo della Guerra dei Trent'Anni, e che Ludwig “il saggio” sia un re completamente diverso. Egli rimane accortamente neutrale nella guerra franco prussiana, mandando soltanto dei volontari a fianco della Prussia. Nel 1871 la Baviera rimane perciò indipendente. In seguito aiuterà il riavvicinamento tra l’Austria e la Germania Settentrionale, come partner secondario, ma autonomo. Nel 1918, anche se la Baviera sarà costretta a entrare in guerra a fianco dei suoi alleati, potrà uscire dal conflitto senza mutilazioni territoriali e in condizioni migliori, passando come paese aggredito dall'arroganza prussiana. Riuscirà Hitler a prendere il potere a Monaco? Anche così il Führer sarà il capo solo di un piccolo stato, e non potrà fare molti danni... (pensata da Francesco Dessolis)

Das große Lübeck. La città di Lubecca non rinunciò mai al suo ruolo guida nella tarda lega anseatica, né volle mai piegarsi alle mire espansionistiche della Germania, che dovette trattarla con particolari favori. Che accade Lubecca si rifiuta comunque di entrare nella Germania e ricostituisce l'Hansa? A Lubecca si uniscono Amburgo e Brema che rimangono città indipendenti in una federazione. Avremo una Germania "mutilata", perchè le tre porte all'impero agiscono un po' come la Hong Kong britannica, e de facto chiedono la protezione del Regno unito. In questa situazione la Germania non sviluppa la politica coloniale e la Flotta sarà molto ridotta rispetto alla nostra Timeline. Incredibilmente, in seguito alla forte conflittualità con il Regno Unito, Germania e Francia saranno alleate (con Austria, Italia e Turchia) contro un'alleanza formata da Gran Bretagna, Spagna, Portogallo e Russia. Probabile un rapido crollo della Russia sul fronte orientale, i Bolscevichi non sono ancora organizzati e la Russia potrebbe diventare una monarchia costituzionale federale, la Polonia e la Finlandia diventano indipendenti, Lituania, Lettonia ed Estonia alla Germania. Sul fronte occidentale pace di compromesso per stanchezza dei contendenti, tutto finisce con un accordo coloniale mediato da Papa San Pio X (questa è di Basileus TFT e di Rivoluzionario Liberale)

Victor Hugo presidente. Sembra che Victor Hugo avesse delle ambizioni politiche e immaginasse per sé un destino glorioso: già nel 1848 progettava di presentarsi alle elezioni presidenziali, ma poi rinunciò per sostenere Luigi Bonaparte (incredibile, eh?). Poi confessò di volersi presentare nel 1852, però queste elezioni non hanno mai avuto luogo a causa del colpo di stato del Bonaparte. Però a questo punto Hugo per la gente era solo uno scrittore, nemmeno troppo conosciuto, e le sue idée politiche erano ancora poco chiare. Quasi venti anni di esilio e di denuncia della politica imperiale, più una vera conversione sociale illustrata dalla sua opera "Les Misérables". Nel 1870 Victor Hugo torna in Francia, accolto da trionfatore dai Parigini. Subito spera di ottenere il destino nazionale che ha sempre sognato. Può contare sulla sua popolarità e sul successo delle sue idee politiche sviluppate in esilio. Hugo é ormai un repubblicano convinto con un forte sentimento contro le ingiustizie sociali. Le sue idee sono radicali e talvolta quasi socialiste: lo Stato deve aiutare i più poveri, deve garantire l'educazione e l’uguaglianza a tutti, deve aiutare i popoli oppressi. Le sue posizioni ne fanno presto un nemico dell'assemblea conservatrice. Questo duro confronto dura fino al marzo 1871 quando si ritira dall'assemblea per protestare dell’invalidazione dell'elezione di Garibaldi. Cosi Hugo é marginalizzato e non potrà più influire sulle decisioni successive, non sarà neanche in Francia quando scoppia la Comune e la sua difesa dei ribelli cadrà nel vuoto. Ma cosa avviene se, al contrario, Victor Hugo rimane nella corsa al potere (per esempio salvando il posto di Garibaldi, ma non so se quest’ultimo era interessato). Hugo potrebbe rappresentare un'alternativa radicale e costruire attorno a lui un partito repubblicano contro la maggioranza conservatrice. Nel 1871 davanti alla ribellione di Parigi Hugo affronta Thiers, rifiuta di lanciare la repressione politica e chiama il paese a sostenerlo; nel frattempo riesce a calmare la gran parte degli Parigini (non approva le idee degli Communards ma capisce i loro problemi). Negozia una tregua che lui permette di marginalizzare Thiers e ne ottiene la destituzione. Victor Hugo diventa ufficialmente Capo di Stato e negozia con la Comune la fine pacifica della ribellione in cambio di una certa autonomia parigina e di importanti aiuti sociali (solo i più estremisti sono fatti fuori). La sua reazione alla crisi ne fa un capo popolare ed é eletto presidente della repubblica nelle elezioni anticipate dell’anno seguente. Nel 1872 scrive lui stesso una nuova Costituzione che garantisce un’educazione gratuita per tutti (diventerà laica più tardi), l’uguaglianza sociale anche per le donne che ricevono il diritto di voto e di presentarsi alle elezioni, il suffragio universale, l'aiuto sociale ai più poveri, il divieto del la pena di morte, del lavoro dei bambini di meno di 14 anni. Questa costituzione rivoluzionaria avrà difficolta a funzionare e incontrerà una forte opposizione, pero finirà per essere adottata nel 1875 quando sarà eletta un'assemblea più repubblicana. Victor Hugo sarà rieletto per cinque anni nel 1877, e lascerà il potere nel 1882 al moderato Jules Grévy. Dal punto di vista europeo, Victor Hugo vuole lanciare una politica di riconciliazione europea per impedire una nuova Guerra contro la Germania, e propone l’incredibile progetto degli Stati Uniti d' Europa, che avrà come sola realizzazione il Consiglio Europeo, insediato a Bruxelles e dove tutti i paesi europei possono rimanere in contatto permanente e negoziare, permettendo di evitare molte crisi diplomatiche. Victor Hugo rifiuta anche la politica coloniale e al contrario preferisce le missioni pacifiche e le alleanze. La Francia si accontenta di creare porti franchi per il commercio e la protezione delle vie marittime. L'Algeria smette di essere una colonia per diventare uno Stato autonomo sotto protettorato francese. La Francia in queste condizioni potrà evitare la prima guerra mondiale e le guerre di colonizzazione, ed influire sul progresso sociale europeo ? (pensata dal vulcanico Perchè no?)

La Comune. La Comune di Parigi nel 1871 non fallisce miseramente come nella nostra Timeline. Questo può avvenire in diversi modi: basta ad esempio che la guerra franco-prussiana duri più a lungo (i soldati che reprimeranno in seguito la Comune erano gli ex prigionieri di guerra francesi in mano ai Prussiani), o che i comunardi si diano fin dall'inizio una forma di governo temporanea più dittatoriale, simile a quella del Terrore di Robespierre, in modo da dirigere meglio gli attacchi, oppure che ci si impadronisca da subito delle riserve auree della Banca Nazionale di Parigi, che invece successivamente finanzieranno a Versailles i sostenitori di Thiers. Comunque i comunardi resistono a Parigi ed invadono Versailles dove la neonata Terza Repubblica già crolla. Anche in questo caso ci sono due possibilità. Prima: la Francia risulta divisa in due tronconi, la parte governata dai comunardi e quella in mano ai repubblicani. Si ha una guerra civile destinata a protrarsi molto in avanti. I repubblicani possono vincere, ma a carissimo prezzo. Alla fine la Francia riunificata non ha tempo né denaro da impiegare per le avventure coloniali, ed il suo posto viene preso o dalla Germania o, meno probabilmente, da Italia, Spagna o Portogallo. Non si crea nemmeno un forte antagonismo con la Germania. L'Inghilterra, privata di un forte appoggio sul continente, non se la sente poi di intraprendere da sola una guerra contro la Germania, avendo come unica alleata la Russia (nazione tradizionalmente nemica), e pertanto la Prima Guerra Mondiale si conclude con la vittoria degli Imperi Centrali senza coinvolgimento USA. Seconda: l'esperimento della Comune ha successo e viene sperimentato in tutta la Francia in altre città. Ben presto l'esempio francese viene imitato per osmosi da altre città europee, che costituiscono delle comuni analoghe. Si formano così governi socialdemocratici progressisti, in cui la parte più anarchica e rivoluzionaria viene emarginata. Non si hanno più da parte degli Stati Europei guerre colonialiste, ed anche i contrasti interni vengono appianati. Alla lunga si potrebbe ipotizzare la nascita di una federazione Europea, come era del resto tra i programmi settecenteschi dei primi illuministi, favorita dal clima di relativa pace sociale e benessere economico (ancora il solito Never75)

La Repubblica Socialista di Parigi. Dopo la sconfitta nella guerra franco-prussiana del 1870, imponenti manifestazioni popolari determinano il rispristino della forma repubblicana. Dopo che i prussiani hanno imposto pesanti condizioni di resa, il 18 marzo 1871 il popolo di Parigi, esasperato per la mancanza di generi di prima necessità e per la condotta arrendevole del governo liberale e moderato di Louis-Adolphe Thiers, si impadronisce della capitale, mentre lo stesso governo ripara a Versailles. Sono indette elezioni a suffragio universale e il 20 marzo 1871 è proclamata ufficialmente la Repubblica Socialista di Parigi. Essa è guidata da un consiglio di novanta membri, venticinque dei quali operai. I funzionari eletti ricevono uno stipendio pari alla retribuzione media degli operai. La Repubblica sequestra le fabbriche abbandonate dai borghesi e le assegna a cooperative operaie, introduce l'obbligatorietà dell'istruzione e nazionalizza le proprietà ecclesiastiche. Questi provvedimenti sono una panacea per il consolidamento dello stato socialista cittadino, una sorta di nuova polis dove tutto è di tutti. Le truppe governative per un decennio cercano di irrompere nella capitale occupata dai rivoluzionari ma la tenacia e le buona difese costruite da questi ultimi bloccano le numerose offensive guidate dal generale Mac-Mahon. La situazione però precipita a partire durante i sei mesi di sangue, dal 21 novembre 1880 al 28 maggio 1881, quando le truppe governative di Versailles entrano all'Eliseo. 20000 rivoluzionari sono uccisi e diverse migliaia deportati nelle colonie asiatiche francesi. Il fallimento del primo tentativo di antogoverno popolare ispirato a modelli socialisti rappresenta un'autentica mazzata per il movimento operaio che proprio in questi anni sta formandosi. Vanno infatti in crisi le componenti massimaliste, anarchiche e rivoluzionarie egemonizzando la socialdemocrazia riformista europea (un'altra idea fantapolitica di Demofilo)

W le Roi. Sempre nel 1871, dopo la repressione della Comune, in Francia viene costituito il Primo Parlamento della Terza Repubblica. Il fatto è che la fazione monarchica (borbonica, orléanista e bonapartista) è  maggioritaria e vedrebbe con maggior favore un ritorno della  monarchia. Alla fine si raggiunge un accordo chiedendo ad un discendente dell'ultimo Borbone Carlo X di accettare la corona di Francia. Ma Enrico d'Artois (Enrico V se avesse scelto di diventare re) rifiuta, non accettando la Nuova Costituzione che riduce fortemente i suoi poteri, e la bandiera tricolore (avrebbe voluto il ritorno della bandiera gigliata dei Borboni); e così non se ne fece nulla. Ma se Enrico avesse accettato? Una Francia a regime monarchico come si sarebbe comportata negli eventi esterni dei secoli successivi? Avrebbe proseguito la politica coloniale già intrapresa da Napoleone III o avrebbe brigato per ottenere maggior importanza in Europa. entrando prima in conflitto con la Germania ed anticipando di  qualche anno la Prima Guerra Mondiale, che avrebbe potuto avere  esiti diversi? O forse di sarebbe "accontentata" di ritagliarsi un proprio spazio in Europa rimanendo neutrale nella contesa Russia-Austria per i Balcani e avrebbe perseguito una stretta alleanza con  Spagna e Portogallo, magari coinvolgendo anche l'Italia, in virtù dei  celebri "Patti di Famiglia" costituendo un "Terzo Polo" Europeo  decisivo nel far pendere la bilancia ad uno schieramento o all'altro? Ma soprattutto come si sarebbe comportato il Re Borbone all'interno del suo Paese? Avrebbe rigato dritto e rispettato la Costituzione, o alla prima occasione avrebbe cercato (come del resto i suoi  predecessori) di restaurare la monarchia assoluta? Ci sarebbe stata una Nuova Rivoluzione? (Never75, ovviamente)

"Ritorneremo!" Pochi sanno che, al momento della presa di Porta Pia, Roma era difesa da un esercito assai eterogeneo, formato da soldati delle più varie nazionalità (c'erano persino russi ed arabi), ma mosso da un ardore quasi di crociata, e ben deciso a resistere alle truppe italiane casa per casa: ben lungi dunque dai "mercenari disorganizzati" dipinti da tanta propaganda risorgimentale. Terrorizzato dall'idea di trasformare la Città Eterna in un carnaio, Pio IX ordinò solo una resistenza simbolica. Sfilando con l'onore delle armi davanti a Raffaele Cadorna, i Volontari di Antibes accorsi a difendere il Papa lo sfidarono gridando: "A presto, ritorneremo!" Il ritorno però non avvenne mai. Ma supponiamo che i volontari papalini approfittino di un momento di grave difficoltà per l'Italia (la sconfitta di Adua, ad esempio) per ritornare, sconfiggere le truppe italiane, far prigioniero re Umberto I e proclamare la rinascita dello Stato Pontificio. Che succede? (proposta da Enrica S.)

La Comune Sanfedista. Pio IX ascolta De Merode che proponeva di distribuire le armi ai romani, i quali sicuramente combattono per il loro sovrano e per la loro nazione. Che effetto hanno nella storia italiana tre mesi di "Comune" sanfedista? E se, dopo la sconfitta dell'esercito pontificio, sorge nell'ex Stato della Chiesa una guerriglia filopapalina, simile al fenomeno del "Brigantaggio" in Italia Meridionale? (è di Lord Wilmore e di Valerio Nicoletti)

Chiesa Prigioniera in Libero Stato. Pio IX, invece di dar retta al De Merode, rimane nel Quirinale. I bersaglieri se lo trovano davanti, pronto a farsi arrestare... Che succede? (ancora Lord Wilmore)

Trento pontificia. Poniamo che, poco prima di Porta Pia, il papa, per timore e protesta, fugga da Roma un'altra volta. A chi potrebbe chiedere asilo politico? Tra le tante ipotesi, le nazioni più bendisposte a riceverlo l'Austria-Ungheria e la Spagna. Vista la (relativa) vicinanza geografica, vedrei meglio la prima. Il papa viene ospitato a Trento che diventa temporaneamente la nuova sede pontificia. Questa ucronia è molto meno improbabile di quanto sembri. Appena sette anni dopo la presa di Porta Pia, con la morte di Pio IX ci furono eminenti cardinali che proposero di iniziare il Conclave fuori da Roma (o addirittura dall'Italia), visto che Roma non era più cattolica. Tra le sedi più "papabili" ci fu proprio Trento, sia perché ex-principato ecclesiastico, sia perché in territorio geograficamente e culturalmente italiano anche se appartenente all'Austria, e sia perché fu sede di un importantissimo Concilio. Sviluppi successivi? (pensata da Never75)

Possumus, possumus. Approfittando della sconfitta francese nella guerra con la Prussia, Vittorio Emanuele II scrive una lettera a Pio IX in cui in sostanza gli dice che, ora che non c'è più Napoleone III ad assicurargli la sua protezione, verrà lui a Roma a difenderlo. La Curia consiglia a Pio IX la resistenza ad oltranza, ma il Papa è un buon diplomatico e sa capire quando la partita è persa. Accetta perciò di cedere Roma all'Italia purché conservi un piccolo stato suo che gli garantisca l'indipendenza politica, e purché il cattolicesimo sia religione di stato del Regno. Dopo lunghe trattative il 20 settembre si arriva alla Firma dei Patti Lateranensi: le truppe italiane entrano a Roma e si forma lo stato della Città del Vaticano entro le mura leonine, il più piccolo stato del mondo. Cordiale incontro tra Pio IX, Vittorio Emanuele II e il primo ministro Giovanni Lanza; trionfo della linea della "Libera Chiesa in Libero Stato". Garibaldi invece, da vecchio anticlericale, non vuole saperne di incontrare Pio IX e lascia l'Italia in cerca di nuove avventure. Sconfitta del partito dei massoni ed assenza di fratture tra laici e cattolici nel paese; anzi, Pio IX organizza subito un Partito Democratico Cristiano che raccoglie molti consensi alle elezioni, e con il quale Lanza deve venire a patti per poter governare. Così Pio IX può controllare dall'esterno l'evoluzione del nuovo stato. La conciliazione con la Chiesa, la stipula di un Concordato e l'abolizione della coscrizione obbligatoria disinnescano in buona parte la guerriglia filoborbonica al Sud, e la giovane monarchia italiana può cominciare a respirare (di nuovo William Riker)

Firenze va benissimo. Nonostante la presa di Porta Pia, il Re e i suoi ministri decidono che, per non peggiorare i rapporti già pessimi con Pio IX, i Francesi, gli Austriaci e i cattolici italiani, la capitale del Regno d'Italia rimarrà Firenze. Quali sviluppi potrebbe avere questa decisione? (ancora Never75)

Le capitali italiane. E se il Regno d'Italia decidesse tra la presa di Porta Pia e i primi anni del '900 di non avere più una sola capitale ma, allo scopo di dare un contentino alle città del Nord, decidesse di avere tre o quattro capitali, ognuna con le sue specifiche funzioni? Una soluzione alla Sudafricana, per intenderci. Le capitali potrebbero essere: Roma Amministrativa; Torino Legislativa; Napoli e Palermo (a rotazione) giudiziaria; Milano sarebbe de facto la capitale economica come dalle nostre parti e in più, come contentino, potrebbero essere già distaccati presso di lei alcuni ministeri. Le conseguenze potrebbero essere due. Dal lato positivo sarebbe più difficile che nascano movimenti e partiti razzisti e indipendentisti. D'altro canto però la burocrazia e l'apparato statalista già elefantiaco e parassitario della nostra Timeline verrebbe triplicato. Un rischio default già anticipato alla fine anni '80? (sempre Never75)

Un'altra Firenze. Dopo la proclamazione di Firenze capitale, Giuseppe Poggi varò un progetto di risanamento cittadino incentrato sulla costruzione dei Viali di Circonvallazione. Più che all'opera di Haussmann, il progetto sia avvicina alla Ringstraße di Vienna, anche perché il suo scopo non era ricostrure la città ma arieggiarne il centro e collegarlo alle nuove periferie. Dopo il 1871 il progetto fu ridimensionato. Ma se prosegue? Magari la capitale resta a Firenze, o la borghesia toscana viene mobilitita da qualche magnate o prefetto sognatori. Firenze rinascerà ancora come Vienna, libera di respirare conservando la sua storia, o verrà sventrata come Parigi? (questa è di aNoNimo)

Un'altra Roma. E se invece, all'unificazione, i Savoia sono più decisi e spingono molto oltre l'opera di "risanamento" dell'Urbe, chi chiameranno? Se sarà un discepolo di Haussmann, probabilmente finirà come con via della Conciliazione, con la distruzione della Vecchia Roma a favore di una Nuova nata nella testa di un architetto; peggio ancora, come Haussmann, il suo discepolo potrebbe lasciare una voragine nei bilanci della città: chi pagherà?. Se invece chiameranno Giuseppe Poggi o chi per lui, avremo un risanamento ma non una riscrittura, come Vienna con Cecco Beppe; la conseguenza di questi progetti però è che le città tendono ad allargarsi: dove arriveranno le periferie di Roma? (ancora aNoNimo)

Magna Italia. Una domanda postaci dall'intelligente Homer: in base a quali POD, grazie all'arte della diplomazia, del compromesso e anche della guerra, l'Italia potrebbe arrivare oggi a comprende anche Istria, Quarnaro, Dalmazia, Malta, Svizzera Italiana, Nizza, Corsica e Savoia?

The State of Santo Domingo. Ci mancò poco nel 1870 che la Repubblica Dominicana (o Santo Domingo, come era nota negli USA), diventasse parte a tutti gli effetti degli Stati Uniti, ma il Senato alla fine non approvò l'annessione, mandando in fumo i programmi del Presidente Grant. Ma che accade se invece il Senato da il via libera all'iniziativa? Gli USA cercheranno di annettere anche Haiti? Penso che useranno l'isola come "valvola di sicurezza" per gli Afroamericani che stavano subendo violenze negli USA, impiantarvi una base navale, fare pressioni per porre fine alla schiavitù a Cuba, cercare di imporre quanto minimo un protettorato su Haiti e proiettarsi verso il Nicaragua dove si stava progettando la costruzione di un canale (è di Generalissimus)

Adelante, Savoia! Il 2 gennaio 1871 sale sul trono di Spagna, a seguito dell’assenza di eredi diretti della casata di Borbone, il duca Amedeo di Savoia-Aosta. Il suo regno è però breve e instabile e termina con la sua abdicazione l’11 febbraio 1873. Supponiamo che riesca a mantenere il potere e a stabilire una dinastia Savoia sul trono di Spagna. Spagna e Italia stabiliscono uno strettissimo rapporto di alleanza. Il paese iberico entra nell’Alleanza tra Germania, Austria e Italia; se questi quattro paesi entrano assieme nella prima guerra mondiale, la Francia si trova assalita anche attraverso le Alpi e i Pirenei e l’Inghilterra perde l’importantissima Gibilterra. In ogni caso la Spagna si stabilizza e viene evitato il pronunciamiento di Miguel Primo de Rivera (l'undicesima "ucronia iberica" proposta dall'accoppiata Andrea Mascitti & Damiano)

Francesco II Re di Spagna. E se Vittorio Emanuele II e suo figlio Amedeo avessero rinunciando a qualunque pretesa sul trono di Spagna, proponendo Francesco II, ex re delle Due Sicilie? Questo con lo scopo di risolvere in qualche modo la questione meridionale, sperando che la popolazione (sia nobile che no) fedele alla causa borbonica si sarebbe trasferita in Spagna. In aggiunta cosi facendo in Spagna sarebbe salito al potere un Borbone di un ramo maschile più senior perfino dei pretendenti Carlisti, che forse avrebbe avuto maggior appoggio dalla popolazione e nobiltà spagnola... (la dodicesima "ucronia iberica" di Andrea Mascitti)

Eighteenth Century Rock. In pieno XIX secolo viene inventata una forma di musica popolare e ritmica che, come nel XX secolo, conquista la gioventù e veicola con sé idee rivoluzionarie. Non certo il Rock odierno, ma qualcosa di abbastanza popolare e nuovo per provocare la disapprovazione della società e il plauso dei giovani ribelli dell'epoca. In breve un movimento basato sulla musica con conseguenze simili a ciò che é avvenuto nel XX secolo: liberazione del modo di vita, particolarmente in materia sessuale, sostegno ai movimenti ideologici, un certo gusto per gli psicotropi (all'epoca solo assenzio ed oppio). Mi piacerebbe sapere cosa un cittadino Britannico dell'età vittoriana avrebbe pensato dei Beatles, soprattutto con quei vestiti simili a delle divise del XIX secolo. Immagino che Byron avrebbe potuto diventare una sorta di rockstar ante litteram... (un'idea pazzesca di Perchè no?)

Kulturkampf. Il Kulturkampf di Bismarck, cioè la lotta del Cancelliere di Ferro contro i cattolici del Reich, non dà gli effetti sperati, anzi trascina il neonato Impero Germanico sull'orlo della guerra civile. I lander cattolici (in primis la Baviera) vogliono staccarsi da Berlino e riunirsi all'Austria o rimanere Stati Indipendenti. La secessione è favorita anche da Francia ed Inghilterra, desiderose di indebolire una Germania troppo forte: la Francia nutre anche forti speranze di poter recuperare le sue province perdute solo qualche anno prima. La guerra di secessione si trascina per parecchio tempo, ed anche se Bismarck (o qualche suo successore) riesce a riunificare il Reich, ormai i numerosi anni di guerra e le vittime del conflitto nonché le distruzioni provocate rendono comunque la Germania debolissima dal punto di vista economico e militare. L'Austria a questo punto deve cercarsi un altro partner in Europa per combattere lo strapotere russo nei Balcani, e lo trova nell'Inghilterra, anche lei timorosa dell'espansione della potenza zarista nelle Indie. A questo punto in Europa si formano due blocchi contrapposti: Inghilterra ed Austria da un lato e Francia e Russia dall'altro. L'Italia, nonostante la questione di Trento e Trieste irredente, si schiera con le prime sia a causa della politica filobritannica di tutti i governi postunitari, sia a causa delle pessime relazioni tra il nostro Paese e la Francia. Alla fine della Guerra Mondiale (in cui la Germania rimane neutrale) sono Inghilterra, Austria ed Italia a vincere mentre in Russia scoppia la rivoluzione e la Francia, trovatasi sola all'improvviso, è costretta ad arrendersi. Tuttavia il trattato di pace non è particolarmente umiliante: solo l'Italia rivendica Nizza e la Corsica che per i francesi erano comunque due palle al piede. Al termine del conflitto i principali Stati Europei governati da democrazie, eccetto la Russia bolscevica, decidono di istituire un Consiglio Comune fra di loro allo scopo di evitare futuri attriti intereuropei. Anche i rapporti tra Francia ed Italia migliorano grazie all'autonomia concessa alla Regione a Statuto Speciale di Corsica, che ottiene altresì il bilinguismo. Il germe dell'Unione Europea è così fondato una trentina d'anni in anticipo e non si notano avvisaglie di un futuro secondo conflitto mondiale (un altro colpo di genio di Never75)

I rivetti? Che cavolata! Nel 1872 Loeb Strauss, commerciante di abiti nato in Baviera ma trasferitosi nel 1848 a San Francisco, dove aveva cambiato il suo nome in Levi Strauss, ricevette una lettera da Jacob Davis, sarto di origine lituana che si riforniva da Strauss di tessuti per confezionare vestiti robusti per cowboy e minatori e teloni da carro per pionieri. Questi aveva avuto un'idea: per irrobustire i pantaloni nei punti più cedevoli, anziché cuciture era meglio usare rivetti di rame, fino ad allora usati per fissare le cinghie alle coperte dei cavalli. Davis vendeva quei pantaloni a tre dollari l'uno (la paga di tre giorni di un mandriano del Far West), ma altri sarti cominciavano a copiarglieli, e così l'unica possibilità era quella di brevettare i nuovi pantaloni con i rivetti, ma Davis non aveva i 68 $ necessari per la pratica, e così chiese a Levi Strauss di anticiparglieli. Quest'ultimo ci credette ed i pantaloni dai due battezzati "overalls" ebbero un successo clamoroso. Solo nel 1890 il brevetto scadde ed altre case di sartoria poterono iniziare a produrre quei capi di abbigliamento, che a partire dal 1960 cominciarono ad essere chiamati Blue Jeans (da "blue de Gênes", blu di Genova, il colore con cui venivano tinti). Ma che accade se Strauss giudica inutile spendere quei 68 dollari per dei pantaloni rivettati? Chiunque li può produrre fin da subito, ne vengono prodotti moltissimi tipi anche di qualità assai scadente, e così essi non diventano un fenomeno di costume, ma semplicemente un modo di vestirsi come tanti altri, che non varcherà i confini del Lontano Ovest. Come cambia la storia del costume americano e mondiale, tenendo conto che il marchio Lee fu scelto come tenuta ufficiale da lavoro dei fanti americani della Prima Guerra Mondiale, con lo slogan: « Lee, the jeans that built America », e che ogni anno in tutto il mondo si vendono un miliardo e 800 milioni di jeans? Cosa indosserà James Dean ne "La Valle dell'Eden?" E Marlon Brando in "Fronte del Porto"? E i giovani del megaraduno di Woodstock? (se lo chiede William Riker)

Anarchismo cristiano. L'anarchismo cristiano o anarco-cristianesimo si diffuse in Russia verso la fine dell'Ottocento e faceva capo allo scrittore Lev Tolstoj. Egli non ammise mai di essere "anarchico", perché riservava questo nome a coloro che volevano cambiare la società con mezzi violenti, ma riteneva che il cristianesimo nel suo vero significato ricercasse la fine dello Stato. L'anarchismo tolstoiano fu il risultato di esperienze sempre maggiori, dalla militanza nell'esercito fino al contatto coi popoli primitivi del Caucaso. In tutti i suoi romanzi ricorre il tema della fratellanza umana universale e l'esaltazione di ogni tipo di vita del contadino, semplice e a contatto con la natura. La religione cristiana secondo lui produce completa libertà ed uguaglianza di tutti gli uomini. Poiché gli uomini sanno che le leggi sono false ed ingiuste, però ubbidiscono ugualmente ad esse, bisogna spingere l'uomo ad uscire da questa incoerenza e liberarsi cercando di pervenire un nuovo ordine retto soltanto dalla ragione. Il pensiero libertario tolstoiano è più radicale di quello tradizionale, e poggia sul rifiuto della proprietà privata e dello Stato. Il secondo va soprattutto respinto perché incarna la violenza, e la sua esistenza, che si basa su gerarchia e potere, è contraddittoria nei confronti della predicazione pacifica cristiana. Lo Stato ostacola la libertà dell'individuo, lo inganna, lo sfrutta e soprattutto infierisce su di lui, avvalendosi delle prigioni, del servizio militare coattivo e delle esecuzioni. In Russia, il desiderio di un ritorno al cristianesimo delle origini, anti-autoritario e non violento, portò alla nascita di numerose comunità tolstoiane e alla pubblicazione a Mosca del primo manifesto dell'anarchismo mistico. L'anarchismo cristiano si diffonde a macchia d'olio in tutto l'Impero Russo, raccoglie proseliti anche tra menscevichi e bolscevichi, e la Rivoluzione del 1917 non sarà comunista ma "anarco-cristiana"... Che accade? Ce la farà a resistere all'Armata Bianca? (è di Ainelif)

Anarchismo buddista. E se Tolstoj si recasse presso i Calmucchi e scoprisse il buddismo? (questa invece è di Paolo Maltagliati)

La Conquista del Deserto. Con questo termine a Buenos Aires si intende la conquista della Patagonia abitata dai Mapuche ad opera dell'Argentina nel periodo che va dal 1872 al 1884. Ma cosa accade se i Mapuche si rivelano un osso ben più duro che nella nostra Timeline? E se riuscissero a mantenere la propria indipendenza fino ad oggi, magari grazie ad aiuti cileni più concreti? Se nel 1860 Re Orélie Antoine de Tounens è meno ingenuo, e non si reca personalmente in Cile, ma manda ambasciatori, non viene rinchiuso in manicomio, e riesce a consolidare il suo regno nei territori Mapuche, può riuscire a trovare orecchi interessati in Europa, ma soprattutto, in Brasile; armati all'europea, e finanziati dai brasiliani che ne approfittano per riconquistare l'Uruguay ed estendere a sud i loro domini, i Mapuche possono sconfiggere Argentini e Cileni, mantenendo la propria indipendenza, ed oggi avremo un Regno di Aracaunia e Patagonia governato da un sovrano d'origine Francese, Antonio V. Magari, la vittoria in questa guerra contro l'Argentina cambia anche il destino della corona Brasiliana. Oggi le relazioni Argentina-Cile sarammo più tese che nella nostra Timeline, e forse nel 1982 avremmo assistito alla "Guerra della Patagonia" con Leopoldo Galtieri che finisce per scontrarsi con un Pinochet chiamato in aiuto dai Mapuche. Lo stesso risultato si ottiene se invece è il Cile ad anticipare l'Argentina nella conquista della Patagonia. E se invece la Conquista del Deserto si svolgesse molto più rapidamente? Vedremo l'Argentina rivolgersi in anticipo verso Falkland e Antartide? Quali le altre conseguenze possibili di queste ipotesi? (è di Generalissimus e di Tommaso Mazzoni)

Alessandro Rossi primo ministro. La depressione economica del 1873 scatena una profonda crisi nello stesso governo della Destra Storica e il sovrano, Vittorio Emanuele II, decide di affidare le redini del governo all'industriale vicentino Alessandro Rossi. Egli, figlio di un imprenditore della lana, aveva da giovane viaggiato in Europa visitando i distretti industriali di Manchester, Oldham, Birmingham, Reims e Sedan dove poté ammirare l'organizzazione delle fabbriche. Nel 1845, alla morte del padre, ereditò la gestione della cosiddetta Fabbrica Alta di Schio. Nel 1866 fu eletto deputato e nel 1870 il re lo nominò senatore. Forte sostenitore del protezionismo e del paternalismo, quando riceve la fiducia al suo governo (13 maggio 1873) sostenuto da una variegata maggioranza liberale, avvia una forzata industrializzazione che fa fare all'Italia una grande passo avanti e la porta ai livelli della Gran Bretagna e della Germania. Il suo governo dura tre anni, fino all'autunno del 1876, quando a causa di problemi familiari deve rassegnare le dimissioni. La cosiddetta Sinistra Storica di Agostino Depretis non può ignorare il suo lavoro e continua la strada che Rossi ha tracciato. Alessandro Rossi muore a Schio, la "Manchester d'Italia", nel 1898. La storia umana e professionale di Alessandro Rossi, illuminato imprenditore che avvia un profondo innovamento della struttura della fabbrica mettendola al centro di una rete di relazioni collegate (il villaggio operaio, l'asilo per i figli degli operai, ecc...) è in linea con quel paternalismo industriale che molti criticano ma che fece di Schio, da piccolo luogo di incontro di pastori che vendevano lana, a centro industriale a livello europeo, la "Manchester d'Italia" (grazie a Demofilo)

La Francia in Estremo Oriente. François Garnier nel 1873 stava conquistando il Tonchino per conto della Francia, quando fu ucciso accidentalmente in un'incursione. La sua iniziativa aveva l'avallo di Parigi che, nel migliore dei casi, si poteva definire labile, ma aveva già preso il controllo di Hanoi. Se non muore, nel giro di un anno la pianura del Tonchino è sotto il suo controllo e le autorità francesi, per non perdere prestigio, devono riconoscere il fatto compiuto, che è invece rifiutato sia dal governo imperiale dell'Annam (retto dal debole Tu Duc) che da quello cinese, che però al momento fatica a controllare le zone di frontiera. L'intero Vietnam viene occupato entro il 1875-76 e, alla morte di Tu Duc nel 1882, diventa una colonia (e non un protettorato) della Francia. Nel frattempo si può immaginare lo scoppio di una guerra con la Cina. Con Ferry al potere, è facile immaginare una vittoria francese schiacciante; immagino che Formosa, le isole Pescadores e il Guangdong meridionale passino alla Francia, che in questo modo si conquista prima e di più un ruolo di potenza nell'Asia meridionale, tale da permetterle di salvare l'indipendenza birmana nella crisi del legname tra Birmania e Gran Bretagna (1885). È probabile che Siam e parti della Cina siano annessi all'impero francese nell'area ai primi del Novecento. Il diverso assetto dell'Asia orientale incoraggerà il Giappone ad espandersi sul continente a spese della Cina; il trattato di Shimonoseki gli assegna il Liaodong invece di Formosa. Probabilmente, non si avranno né la guerra russo-giapponese (se non più avanti, per la Corea) né quella del Vietnam. Inoltre, il Siam non sopravviverà e verrà spartito nel 1907 tra Francia e Gran Bretagna; non so dire cosa possa accadere alla Birmania, ma un destino simile sarebbe la cosa più probabile, con gli Stati Shan alla Francia e quasi tutto il resto agli inglesi. Le influenze di un simile scenario sulla Seconda Guerra Mondiale in Asia sono immaginabili: il Giappone risulterà indebolito e probabilmente non riuscirà ad occupare l'Indonesia, che quindi otterrà l'indipendenza più tardi, in forma federale e senza una guerra con l'Olanda. Oltretutto non si avrà Hiroshima, anzi è possibile che l'atomica non sia usata nel conflitto, perché un crollo del Giappone anticipato di oltre un anno libererà forze alleate contro la Germania. Questo supponendo che ci sia un equivalente di Pearl Harbour, cosa su cui si potrebbe discutere... (una proposta davvero dettagliata di Falecius)

Il Borneo Austroungarico/1. Nel 1873 il console austriaco ad Hong Kong tentò di interessare il suo governo ad un'iniziativa nel Borneo settentrionale. Vienna rifiutò, e il console portò avanti per un po' un'iniziativa a titolo privato, finché i diritti, dopo diverse vicissitudini, non passarono al governo inglese nel 1881. Anche Stati Uniti, Spagna, Olanda e Germania avevano interessi nella zona. Immaginiamo invece che l'Austria accetti un impegno ufficiale e il Borneo settentrionale diventi una sua colonia. Quanto resterebbe di cultura tedesca oggi nel Sabah ex-Austroungarico? In Tanzania di tedesco non è rimasto praticamente nulla, a parte qualche birreria e qualche casa in stile bavarese; in Namibia è rimasta almeno la lingua ufficiale che, oltre alle lingue locali, all'inglese e all'Afrikaans è ancora il tedesco, ma nel Sabah la cultura "locale" è più forte rispetto a quella dei nativi della Namibia e della Tanzania, per cui il tedesco o l'ungherese avrebbero fatto ancora meno breccia sui nativi. In Borneo l'acculturazione dipenderà molto dalla politica coloniale austriaca, che è difficile da immaginare dato che non ha avuto colonie nella nostra Timeline, se non si considera tale la Bosnia. Probabilmente i nativi (malesi, suluani e dayak) sarebbero stati lasciati abbastanza in pace. Probabile un attivismo missionario cattolico tra i Dayak, che se ha successo potrebbe rafforzare il movimento pro-Filippine. Qualche edificio stile Secessione a Kota Kinabalu, magari una contaminazione tra lo stile architettonico indo-musulmano locale e quello della Secessione viennese. Un'idea interessante potrebbe essere l'assegnazione della colonia alla Corona ungherese per tacitare i nazionalisti magiari su altre e più pressanti faccende. In questo caso ci aspettiamo una "magiarizzazione" della zona, nel senso che l'ungherese sarebbe lingua ufficiale; e addirittura i malesi potrebbero diventare cittadini ungheresi (fanno sempre numero contro gli slavi). Budapest diventerebbe un centro di studi orientalistici. Quali invece le conseguenze a lungo termine? Probabilmente la regione sarà annessa dagli USA dopo la Prima Guerra Mondiale, e resterà unita alle Filippine. Essendo un'area a maggioranza musulmana, si rafforza la resistenza moro al governo di Manila; possibile una ricostituzione dello Stato di Sulu comprendente il Borneo del Nord e parte di Mindanao, dopo la crisi del 1998. Uno stato del genere sarà, inoltre, uno "stato canaglia" islamico: dopo gli attentati di Bali, l'Indonesia potrebbe invaderlo con l'appoggio americano. Come reagirà a questo la Malaysia, se si forma in questa Timeline? Sarawak potrebbe infatti non unirsi alla Federazione Malese e restare indipendente, o essere occupato dall'Indonesia come Timor Lorosa'e. Questo farà della Malaysia un paese a maggioranza cinese... guerra civile, che diventa guerra per procura tra Cina (quale?) ed Indonesia? (se lo chiede Falecius)

Il Borneo Austroungarico/2. Secondo MAS, invece, dopo la sconfitta degli Imperi Centrali i possedimenti tedeschi in Oceania furono suddivisi tra Giappone, Australia e Regno Unito, senza che gli USA avessero nulla: Wilson non aveva alcuna pretesa territoriale e l'unico ingrandimento tra il 1898 e il 1945 degli USA fu a scapito della Danimarca, cioè le Isole Vergini. Era dunque assai più probabile che il Sabah Austroungarico venisse inglobato sotto forma di Amministrazione Fiduciaria dalla Società delle Nazioni nella Malesia Inglese, che gia controllava il Sarawak e aveva il protettorato sul Brunei. Allora nel 1957, al momento della dichiarazione d'indipendenza della Federazione Malese, si danno due possibilità. Prima: il Regno Unito mantiene l'amministrazione sino al 1984, quando ne riconosce l'indipendenza lo stesso giorno della cessazione del protettorato sul Brunei; Malaysia e Filippine rivendicano da sempre la zona ma, tra i due litiganti, la spunta il terzo incomodo: l'Indonesia, che si annette il territorio nei giorni seguenti tra le veementi proteste dei due suddetti e del Regno Unito. Seguirà una lunga e sanguinosa guerra di secessione, che approderà nel 2002 all'occupazione del territorio da parte dell'ONU che lo amministra ancora oggi, in attesa di deciderne il futuro (indipendenza, federazione alla Malesia o federazione alle Filippine). Seconda possibilità: il Regno Unito cede l'amministrazione del territorio alla Federazione Malese che si trasforma nel 1963 in Malesia (unione della Federazione Malese, del Sarawak, del Sabah e temporaneamente di Singapore); probabilmente nasce un movimento separatista non molto forte con non sopite rivendicazioni Filippine e Indonesiane.

Il Borneo Austroungarico/3. E se gli austriaci usassero il territorio come colonia penale? Al posto dello Spielberg potrebbero mandare irredentisti trentini e istriani a Sabah, e a questo punto l'Italia entrerebbe in gioco, chiedendo questo territorio quale compensazione alla spartizione delle colonie tedesche tra Francia e Regno Unito, anche con la scusa che in fin dei conti l'Austria l'abbiamo sconfitta noi; pro bono pacis a Parigi alla fine avrebbero deciso di darci l'ex-colonia Dualregia. Ma cosa accadrebbe nel 1940? Le nostre forze sarebbero certamente sconfitte dagli anglo-olandesi. Come si comporta il Giappone? Da liberatore, rendendoci la colonia liberata, o continuando ad amministrarla come parte della Grande Asia? (proposta congiunta di Falecius e di MAS)

L'Africa Equatoriale Italiana. Pietro Savorgnan di Brazzà, nato a Castelgandolfo presso Roma ma naturalizzato francese, fu uno dei più straordinari ed anticonformisti esploratori di tutti i tempi. A lui non interessavano le conquiste coloniali, ma la conoscenza e la tutela degli indigeni. A più riprese esplorò prima la regione dei Grandi Laghi e poi il bacino del Congo, rivendicando alla Francia la sua riva destra, dove fondò la città che tuttora ha il nome di Brazzaville. Ma che accade, se anziché per conto dei francesi, de Brazzà esplora l'Africa Equatoriale per conto del governo italiano, che così può rivendicare una regione ben più vasta e più lussureggiante del povero Corno d'Africa? (proposta da Enrica S.)

La Repubblica di Spagna. In Spagna l'11 febbraio 1873 l'Asamblea Nacional proclamò la repubblica che durò undici mesi, durante i quali furono nominati quattro Presidenti. La debolezza con la quale nacque la repubblica, e che provocò la successiva restaurazione borbonica, era dovuta a vari fattori, tra i quali la mancanza di una sufficiente base sociale, dimostrata dal malcontento dei contadini e degli operai, l'opposizione organizzata dai conservatori o monarchici, incluse le sollevazioni dei carlisti, e la mancanza di una borghesia che sostenesse il sistema. Ma se la Prima repubblica in qualche modo resiste agli scossoni politici e alla crisi? Una Spagna repubblicana e progressista alla fine dell'Ottocento come reagirà alle vicende europee? Nel 1898 con la guerra ispano-americana cosa avverrà? E nel 1914? (tredicesima "ucronia iberica" di Ainelif)

La Terra di Vittorio Emanuele III. Parliamo di un'altra possibile colonia viennese. L'arcipelago oggi noto come Terra di Francesco Giuseppe fu scoperto nel 1873 dagli esploratori austriaci Julius von Payer e Karl Weyprecht, che gli diedero il nome del loro Imperatore. Siccome però la spedizione era organizzata privatamente, e non ufficialmente, queste isole non poterono essere reclamate dall'Austria-Ungheria; solo nel 1926 esse furono annesse all'Unione Sovietica. Ma che accade se invece Francesco Giuseppe d'Asburgo ha maggiore fiuto e decide di sponsorizzare ufficialmente l'impresa? La Terra che porta il suo nome diventa una colonia polare dell'Impero Austro-Ungarico. Supponiamo che, dopo la Prima Guerra Mondiale, essa sia assegnata all'Italia e ribattezzata Terra di Vittorio Emanuele III. Dopo la Seconda Guerra Mondiale l'URSS probabilmente la rivendicherà, ma gli USA potrebbero opporsi ed insistere perchè la colonia polare rimanga al suo nuovo alleato. Se così sarà, negli anni Duemila l'Italia potrà addirittura sperare di partecipare alla spartizione delle immense risorse naturali dell'Oceano Artico, divenute a portata di mano grazie al riscaldamento globale ed allo scioglimento dei ghiacci... (un'altra bella pensata di Enrica S.)

Napoleone IV. Il principe Napoleone, figlio di Napoleone III in esilio in Inghilterra, é stato mandato nell'esercito per dargli una cultura militare capace di farne un candidato valido alla restaurazione imperiale. Pero é inviato in Sud Africa e muore con la pancia infilzata da molte lance Zulu. Così l’erede dei Bonaparte muore portando la divisa inglese (non é l’ironia della storia, questa?) Supponiamo invece che il principe Napoleone sopravviva, perchè la gerarchia militare inglese l’ha lasciato in uno schieramento senza rischi dietro la zona di guerra. Nel 1875 in Francia la crisi istituzionale é al culmine, lo Stato non é una repubblica, l’erede dei Borboni ha rinunciato alla corona per non fare compromessi con i repubblicani (vuole la monarchia assoluta). La destra francese non vuole la repubblica e non può avere la monarchia, decide dunque di chiamare al potere l’erede dei Bonaparte. Ben consigliato, il principe accetta tutti i compromessi con i repubblicani (i Bonaparte sono sempre stati i figli delle repubbliche), accetta la costituzione, il regime parlamentare, la bandiera tricolore. Cosi nel 1877 l’assemblea nazionale chiama al potere Napoleone IV, imperatore dei francesi, e senza consultazione popolare nasce il Terzo Impero, detto Impero Parlamentare. Napoleone IV é un giovanotto amichevole, capisce ben poco di politica, presto é amato dal popolo come un sovrano cittadino e borghese, regna ma non governa. Nei fatti non cambia niente nelle vicende della Francia, i governi e le elezioni si svolgono senza problemi, il movimento socialista si organizza alla fine del secolo, l’impero diventa laico e colonizza diversi paesi del mondo (Napoleone IV riceve anche il titolo di imperatore del Maghreb, per imitare Victoria). Morto senza figli, la corona imperiale passa a Victor-Napoléon (Napoleone V), discendente di Gerolamo Bonaparte, e sarà l’imperatore della rivincita sulla Germania. Nel 1926 sale sul trono Napoleone VI, il più famoso dei Bonaparte dopo Napoleone I, che nel 1940 si oppone all’armistizio, decide di passare in Africa con il governo Reynaud e chiama De Gaulle al ministero della guerra; la Francia prosegue la guerra e il governo di Pétain non avrà legittimità agli occhi dei Francesi (nella nostra Timeline il principe Napoleone a titolo privato si é arruolato nella legione straniera, poi é sbarcato in Francia entrando nella Resistenza, fatto prigioniero dai Tedeschi e ferito; De Gaulle l’ha riconosciuto come un eroe della Resistenza). Imperatore della Guerra nell’onore, Napoleone VI sarà poi l’imperatore della ricostruzione e dell’espansione, richiamerà nel 1958 De Gaulle al potere, rimarrà la somma autorità morale del paese e nel 1981 accetterà anche il socialista François Mitterand come primo ministro, morendo nel 1997. Sale allora sul trono suo nipote Jean-Christophe (Napoleone VII), 21 anni: oggi è il favorito nel cuore dei Francesi appassionati delle storie della corte imperiale (il francese Perchè no? è proprio inimitabile!)

Auf wiedersehen/2. Come reazione al Kulturkampf, il 13 luglio 1874 l'artigiano cattolico Eduard Franz Ludwig Kullmann attentò alla vita di Bismarck, che però fu solo leggermente ferito. E se invece l'attentato riesce? (è venuta in mente a Enrica S.)

Churchill for President. Sir Winston Churchill, oltre che un grande statista, giornalista e storico, fu anche un ideatore di ucronie. In modo particolare, durante un suo discorso ufficiale al Congresso USA lui stesso disse che se suo padre fosse stato americano e la madre inglese (e non viceversa) lui si sarebbe seduto tra i membri di quel Congresso. Per arrivare a un'ipotesi simile basterebbe molto meno. Ossia che la madre Jennie Jerome litighi col marito poco dopo il matrimonio e se ne fugga negli Stati Uniti. Churchill nascerebbe quindi da madre americana su suolo americano. Si distinguerebbe fin da giovanissimo nella guerra ispano-americana. Poi si darebbe alla politica, ovviamente nel Partito Repubblicano. Abbastanza simpatizzante del fascismo italiano, tuttavia diffiderebbe fin da subito del Nazismo tedesco. Candidato di punta nel Partito Repubblicano (e vincente nelle relative primarie) ce la farebbe a spuntarla nelle elezioni del 1936 o del 1940 contro il favorito Roosevelt? E nel Regno Unito, che politica avrebbe il più debole Clement Attlee? (made in Never75)

Ucronia rugbistica. Calcio e rugby non si distinguono in due sport separati, ma confluiscono in un’unica disciplina ancor più “mondiale” del nostro calcio (prima ucronia calcistica di Giorgio Tebaldi)

XIX Century Eurotunnel. Nel 1875 l'ingegnere inglese Peter William Barlow, autore del progetto della prima ferrovia sotterranea, suggerì di collegare le due sponde della Manica tramite un tubo d'acciaio galleggiante, ma la sua proposta fu respinta. Nello stesso anno il Parlamento Inglese e quello Francese vararono una legge per la realizzazione di un tunnel scavato sotto il fondo del mare, ma nessuno riuscì a raccogliere i fondi necessari e la concessione scadde l'anno successivo. E se invece uno dei due progetti va in porto e l'Eurotunnel è realizzato con 120 anni di anticipo? (by William Riker)

Il tunnel tra due fiordi. Spingiamoci ancora più in là con la fantasia. Nel 2015 il governo norvegese approvò la costruzione dello Stad skipstunnel: una galleria di 1,7 km di lunghezza, 26,5 metri di larghezza e 37 metri d’altezza tra il Molde Fjord, nei pressi di Eide, e il Vanylvsfjorden, presso Kjøde. Il ciclopico progetto, che permetterà anche il passaggio delle più grandi navi da crociera, è dovuto al fatto che il tratto di mare attorno alla penisola di Stadlandet è molto agitato, pericoloso e parecchio insidioso: viene percorso ogni giorno da molte navi, piccole e grandi, e negli ultimi decenni è stato teatro di dozzine di naufragi che hanno provocato anche vittime. Il progetto per la costruzione del grande tunnel navale sotto le montagne permetterà alle navi mercantili e passeggeri di passare da una parte all’altra del lembo di terra in poco tempo e in assoluta sicurezza. In realtà però il primo progetto di tunnel risale a 140 anni fa: non fu mai realizzato per gli enormi costi e le grosse difficoltà tecniche. Ma se invece si decide di realizzare la ciclopica opera già nel 1875? E se questa stimola la realizzazione di altri tunnel navali in ogni parte del mondo? (un sogno ad occhi aperti di Enrica S.)

Gabriel Garcia Moreno. Descritto spesso dalla propaganda liberale e massonica come un conservatore intransigente, il presidente dell'Ecuador Gabriel García Moreno era un leader profondamente cattolico, che godeva dell'appoggio delle masse diseredate ecuadoregne, tanto che, nonostante la politica di diffamazione portata avanti contro di lui dal suo rivale liberale Eloy Alfaro, dopo la sua prima presidenza dal 1859 al 1865 egli fu rieletto per un secondo mandato nel 1869. Egli tentò di mettere in atto una "rivoluzione cristiana" per modernizzare il paese, e in parte ci riuscì, tanto che sotto il suo governo l'Ecuador divenne il paese leader in America Latina nel campo delle scienze e dell'istruzione superiore. Garcia Moreno favorì oltremodo i Gesuiti, depositari proprio dell'istruzione, ed arrivò a consacrare pubblicamente il suo paese a Maria. Tutto questo logicamente gli attirò l'odio degli anticlericali, ed egli fu assassinato a colpi di machete il 6 agosto 1875 all'uscita dalla cattedrale di Quito; le sue ultime parole furono "Dio non muore". Dopo di lui, l'Ecuador conobbe miseria, colpi di stato a ripetizione, governi anticlericali, una guerra devastante con il Perù in cui perse vaste aree di foresta equatoriale, e una lunga sudditanza politica ed economica agli USA, culminati nell'adozione del dollaro come moneta corrente. Ma che accade se Garcia Moreno non è assassinato, e il suo partito resta al governo più a lungo, sconfiggendo i frammassoni? Facendo leva sulla fede cattolica come collante, questo partito potrà assicurare maggior stabilità e prosperità al piccolo stato? (grazie a William Riker)

Il ciccione vestito di verde. Babbo Natale, il dispensatore di doni per eccellenza nella notte del 25 dicembre, è esistito realmente: la sua figura deriva da quella del vescovo San Nicola di Mira, vissuto nel IV secolo, la cui generosità era leggendaria. Tuttora in molti angoli della Germania il 6 dicembre gira per le case un personaggio vestito da vescovo cattolico con lunga barba bianca, che distribuisce doni ai bambini. Proprio nel mondo germanico tuttavia la figura di San Nicola (in olandese Sinterklaas, storpiato poi in inglese in Santa Claus) si sovrappose a quella dei Tomten, folletti della mitologia scandinava, che secondo la leggenda abiterebbero sotto le abitazioni degli uomini vivendo dei loro avanzi: nelle campagne scandinave, ogni giovedì sera per tutto l'anno, i bambini mettevano fuori dalla porta i resti della cena, ed i Tomten ricambiavano portando loro dei doni in inverno. Proprio una pittrice svedese, Jenny Nyström (1854-1946), nel 1875 avallò la fusione tra il santo della Chiesa Orientale e il folletto della mitologia norrena, lanciando una serie di cartoline augurali con le prime immagini di un Babbo Natale moderno, che però vestiva di verde e non di rosso. Ma che accade se la Nyström decide di proseguire con l'iconografia tradizionale di San Nicola, senza tentare di sostituire il vescovo anatolico con il folletto vichingo? Come cambia la percezione moderna della festività natalizia senza uno dei simboli del moderno consumismo e della scristianizzazione dell'Europa? (prima ucronia dedicata da Enrica S. a Babbo Natale)

Capo Giuseppe. Nel 1875 il governo americano costrinse Hin-Muttoo-Yah-Latkekt ("Tuono che si muove verso le alte montagne"), meglio noto ai colonizzatori bianchi come Capo Giuseppe, capo supremo dei Nasi Forati, a firmare un trattato svantaggiosissimo, con il quale rinunciava a tutte le sue terre nell'Oregon a favore dei coloni. Capo Giuseppe finse di accettare, ma prese tutto il suo popolo e tentò di fuggire in Canada con armi e bagagli. Purtroppo i vecchi, le donne e i bambini rallentarono la sua marcia: il 30 settembre 1877 il generale unionista Miles lo raggiunse, gli inflisse una dura sconfitta, lo costrinse ad arrendersi e lo rinchiuse in una riserva, dove Capo Giuseppe morì nel 1904. Ma se ce l'avesse fatta? I Nasi Forati vengono riconosciuti come Nazione dal governo di Sua Maestà Britannica, desideroso di dare uno schiaffo al governo di Washington, bollato come razzista, ed oggi il Canada ha una provincia in più. È possibile che anche altri gruppi indiani seguano l'esempio di Capo Giuseppe, ed allora il Canada diventa uno stato a maggioranza amerinda! (sempre Enrica S.)

E invece expedit. Come ha scritto Maria Franca Mellano nel suo saggio « Cattolici e voto politico in Italia », i primi ripensamenti della Chiesa sul celebre "Non Expedit" cominciarono nel 1876, quando a capo del governo la Destra Storica dovette lasciare il posto alla Sinistra di Agostino Depretis. Roma era caduta da sei anni, le speranze di chi attendeva la dissoluzione dello Stato Italiano erano sempre più flebili, e la nuova classe politica sarebbe stata molto più anticlericale di quella che aveva governato l'Italia negli anni precedenti. E così, Papa Pio IX dette incarico a monsignor Nina, segretario della Suprema Sacra Congregazione, di « suggerire innanzitutto agli organi della stampa cattolica di modificare gradualmente il loro linguaggio onde passo per passo abituare l'opinione pubblica all'idea che il concorso al voto non era in sé in nessun caso illecito e cambiandosi le circostanze poteva eziandio riuscire opportuno ». Ma non se ne fece niente. E se invece Pio IX modifica la linea della Chiesa in materia elettorale? Come cambia la storia d'Italia? (questa è di Enrica S.)

Nessun compromesso nel 1877. Nelle Elezioni Presidenziali USA del 1876 con 4.286.808 voti popolari e 184 Grandi Elettori il candidato Democratico Tilden era in vantaggio sul Repubblicano Hayes che si era fermato rispettivamente a 3.843.182 voti e 166 Grandi Elettori. Restavano tuttavia in forse i Grandi Elettori di Florida, Louisiana e Carolina del Sud, in cui il voto era stato caratterizzato da brogli e violenze. L'impasse fu superata da un accordo che stabiliva che i membri Democratici della Commissione Elettorale avrebbero votato a favore dell'assegnazione dei Grandi Elettori ad Hayes in cambio dell'impegno da parte di quest'ultimo di ritirare l'esercito dal Sud. Ma nel Nevada e nell'Oregon Hayes vinse con un margine scarsissimo, 1075 voti nel primo caso e 1057 nel secondo, rispetto a Tilden. Ipotizziamo che in uno qualsiasi dei due stati 1100 elettori in più votino a favore di Tilden. Il candidato Democratico raggiungerebbe i 187 Grandi Elettori superando la soglia dei 185 e diventerebbe il 19esimo Presidente degli USA. In assenza del Compromesso del 1877 non ci sarebbe il ritiro dell'esercito dal Sud. Come potrebbe cambiare la Storia? (ancora Enrico Pizzo)

Big Big Horn. Nel 1876 Custer non viene sconfitto a Little Big Horn. La sua fama si accresce talmente che alla fine, dopo un mare di sangue nativo versato nell'Ovest, viene nominato come presidente dal partito repubblicano per succedere a Grant. La sua vittoria porta uno dei peggiori esseri umani mai esistiti alla guida di una delle maggiori potenze del mondo. Come si comporta lo sciocco e vano, ma feroce e instancabile, Presidente Custer? La sua presidenza sarà presumibilmente segnata dalla distruzione fisica degli indiani, ad un livello assai maggiore che nella nostra Timeline, e da una politica aggressiva in America Latina e nel Pacifico. Di sicuro lavorerà per rafforzare la potenza militare USA, e darà alle istituzioni una svolta autoritaria, senza però arrivare alla dittatura. Ambizioso com'è, potrebbe scegliere di correre per un terzo mandato in caso di guerra vittoriosa contro Spagna o Messico, o forse addirittura contro la Gran Bretagna per il possesso del Canada (ancora Filobeche)

Cavallo Saggio. Cavallo Pazzo, conosciuto da tutte le tribù per le sue tattiche di guerra magistrali e la vittoria nella battaglia di Little Big Horn, non viene ucciso a tradimento a meno di 30 anni da un suo rivale. Resta a combattere a capo del suo gruppo e difende i Lakota ancora per 40 anni. Che accade? (è di Basileus TFT)

The British Hannover. I re inglesi erano anche "proprietari" dello stato tedesco dell'Hannover, che ad un certo periodo assurgerà addirittura a regno. I re inglesi erano dunque anche "re dell'Hannover". Questa "duplice sovranità" si interrompe solo quando sul trono inglese sale la famosa regina Vittoria la quale , essendo donna, per la legge salica non può ereditare anche il trono dell'Hannover  che passa ad un suo zio. Ma se Vittoria, invocando un cavillo burocratico, riuscisse a farsi proclamare Regina dell'Hannover, sicuramente tutta la storia futura cambia di colpo. Con una presenza massiccia sul continente europeo, molto difficilmente l'Inghilterra permette a Bismarck di riunificare la Germania. Bismarck stesso, d'altra parte, con la sua famosa prudenza si guarda bene dall'invadere l'Hannover, e la riunificazione tedesca avviene con modalità alquanto diverse da quelle della nostra Timeline. La Germania si riunifica cioè più pacificamente e con modalità più simili a quelle con cui i paesi Europei si stanno riunificando ora. E senza una Francia revanscista, un'Inghilterra preoccupata e parte una super Germania unita, molto difficilmente la Prima Guerra Mondiale sarebbe scoppiata in Europa (concepita da Damiano e da Never75)

Cose turche. La Guerra Russo-Turca del 1877 viene vinta dall'Impero Ottomano che riesce a confermare il proprio dominio su Bulgaria, Serbia, Montenegro e Romania. Cosa cambia in Europa? (è di Generalissimus)

Khayr ed Din. Il riformista circasso Khayr ed Din non si dimette dalla carica di vizir nel 1877; come cambia l'impero ottomano? Sarà accelerata la modernizzazione dell'esercito, gli Ottomani non perdono l'Egitto e portano avanti una politica meno rivolta all'Europa, facendo concorrenza agli inglesi in Egitto e Sudan. I Francesi trovano un'opposizione maggiore in Tunisia e gli italiani non scatenano la guerra contro la Turchia, anche perché Khair ed Din ha interessi in Italia e parlava lo strano italiano delle coste tunisino-algerine. L'Italia non entra nella Triplice e rimarrà neutrale nella Grande Guerra, insieme alla Turchia (un'idea di Maggioriano)

La Bulgaria jugoslava. La Bulgaria non riesce a conquistare la semi-indipendenza a fine ottocento a causa del mancato appoggio dello Zar, che in quel momento ha altro a cui pensare. Al termine della Prima Guerra Mondiale farà parte anch'essa del neo-regno di Jugoslavia, come in effetti molti auspicavano anche nella nostra Timeline. Come si porrà nei confronti di Hilter e Mussolini durante il secondo conflitto mondiale? E che ruolo svolgerà dopo il 1991? (di nuovo Never75)

Fuori i Turchi/1. Il Congresso di Berlino nel 1878 decide l'espulsione della Turchia dall'Europa, fatta eccezione per la Tracia Orientale, e si formano fin d'ora gli stati balcanici nei confini che avranno nel 1913. Di conseguenza, niente successive Guerre Balcaniche, che furono la prova generale della Prima Guerra Mondiale. Come cambia la storia dei Balcani e dell'Europa? Dato che quei confini erano insoddisfacenti per tutti, una guerra balcanica scoppierà già nel 1890? In questo caso si può sperare che il sistema di alleanze e intese che ha provocato la Grande Guerra non sia ancora stato messo a punto: per esempio Francia e Gran Bretagna non sono alleate, e probabilmente la guerra rimarrà regionale. E saremo tutti ben contenti, eccezione fatta per gli abitanti degli Balcani... (se lo chiede William Riker)

Fuori i Turchi/2. Oppure, al contrario, in seguito all'indipendenza di Serbia, Grecia e Bulgaria e all'occupazione austroaungarica della Bosnia, gli Ottomani capiscono che i territori europei sono ormai indifendibili e si ritirano completamente dalla Rumelia, conservando solo l'attuale Turchia europea per proteggere Istanbul, lasciando appositamente in uno stato di anarchia i territori che abbandonano, con lo scopo di far dissanguare tra di loro gli Stati balcanici. Di conseguenza si evita la prima guerra balcanica del 1912, ma non la seconda, che si conclude all'incirca come nella nostra linea temporale. Che succede con un impero ottomano meno interessato all'Europa, ma meno spossato dalla guerra? (questa invece è di Pedro Felipe)

L'Albania all'Italia. Nel 1878 la Turchia fu sconfitta dalla Russia a Pleven e subì l'umiliazione del trattato di Santo Stefano e del Congresso di Berlino, che di fatto fu una spartizione dell'Impero decisa dalle Potenze; ad esempio, la Tunisia fu la parte che spettò alla Francia. All'Italia Bismarck offrì ripetutamente l'Albania, che fu rifiutata perché non apparisse una compensazione alla rinuncia a Trento e Trieste. Naturalmente l'Italia voleva sì l'Albania, ma senza rinunciare alle mire su Trento e Trieste, e magari pure al protettorato sulla Tunisia. Ma, come si suol dire, chi troppo vuole, nulla stringe, ed alla fine non ci venne dato nulla, anche perchè non avevamo nemmeno allora i mezzi (militari e navali) per forzare in qualche modo le cose. Come ebbe a dire al riguardo Bismarck: "L'Italia ha un grande appetito ma anche denti piccoli". Ma se l'Italia accetta ed annette fin da allora l'Albania, come mutano la storia d'Italia e dei Balcani? Forse la Triplice Alleanza non nascerà (ideata da Falecius)

La Serbia asburgica. La Serbia è venuta presto ad essere una spina nel fianco per l'Austria-Ungheria, specialmente dopo la nascita della Bulgaria filorussa (1878) e il golpe dei Karageorgevic filorussi contro gli Obrenovic filoasburgici (1903). Il problema non avrebbe potuto essere risolto in anticipo, attraverso l'inglobazione dell'intera Serbia nei domini asburgici, così come è avvenuto poi per la Bosnia tra 1878 e 1908? Al Congresso di Berlino, anziché chiedere l'amministrazione della Bosnia e il controllo militare del Sangiaccato, spingendo la Serbia ad occuparsi di Kosovo e Macedonia e fomentando il processo che portò poi alle Guerre Balcaniche, Vienna offre alla Serbia il controllo su Bosnia e Sangiaccato, e l'assenso all'unione col Montenegro, in cambio dell'accessione diretta all'interno dell'Impero, o in cambio dell'introduzione di un'ulteriore clausola dinastica al Trattato segreto di protettorato del 1881, con cui gli Asburgo potranno ottenere il trono di Serbia in caso di morte senza eredi degli Obrenovic. In seguito, Vienna potrà pretendere il matrimonio di Aleksandar Obrenovic con una principessa Asburgo (chi?). E in caso di rivolta del Karageorgevic nel 1903, potrà intervenire in armi per pretendere il rispetto del trattato segreto e la sottomissione della Serbia all'Impero. In questo modo l'Impero asburgico interiorizzerà direttamente uno dei principali centri di propagazione del panslavismo: questo si svilupperà in senso intra-imperiale (trialistico)? Rodolfo o Francesco Ferdinando riformeranno l'impero con una struttura quadri-laterale, ridimensionando l'Ungheria: Austria, Ungheria, Severoslavia (Boemia, Moravia, Slovacchia, Galizia), Jugoslavia (Croazia, Bosnia, Serbia, eventualmente Montenegro), mantenendo come satelliti l'Albania e la Romania. Una struttura trilaterale potrebbe invece rivelarsi intrinsecamente instabile, con Cisleitania (Austria, Boemia, Moravia, Kunstenland sloveno), Transleitania (Ungheria, Slovacchia, Galizia, Transilvania) e Jadroslavia (Croazia, Bosnia, Serbia, Montenegro). Le tre entità dovranno accogliere autonomie territoriali al loro interno, per evitare soprattutto l'egemonia magiara in Transleitania. In questo, le nazionalità minori potranno essere il migliore alleato dei tedeschi. La Rumelia ottomana sarà spartita tra Grecia (filoasburgica) e Bulgaria (filorussa): l'Albania diverrà indipendente e con buoni rapporti con Italia e Impero Ottomano, contro Grecia e Serbia asburgica, mentre la Macedonia sarà resa autonoma e poi indipendente, oppure direttamente spartita tra Bulgaria, Grecia e Asburgo. In ogni caso, l'impatto delle guerre balcaniche del 1912-13 sarà minore e potrebbe evitare lo scoppio di una guerra mondiale... (l'ha inventata Dans)

Il Regno dell'Umanità. L'inglese James George Meads nel 1878 si insediò nelle Isole Spratly, una spruzzata di isolette nel mare che separa le Filippine dal Vietnam, proclamò la nascita del "Regno dell'Umanità" e si autonominò Re Giacomo I. A differenza di altre micronazioni antiche e moderne, come il Principato di Seborga e la Repubblica di Minerva, tale stato  venne riconosciuto da alcuni stati come la Gran Bretagna. La sua popolazione raggiunse le 7000 persone ed ebbe anche un'università, ma in seguito le isole vennero occupate prima dalla Francia e poi dal Giappone, costringendo il sovrano a fuggire in Australia. Ma che accade se il regno sopravvive? I Giap lo annettono al loro impero coloniale, ma dopo il 1945 la Dinastia dei Meads torna sul trono, protetta dagli Stati Uniti, ed oggi le Spratly costituiscono una vera micropotenza, essendo ricchissime di petrolio e gas naturale, e costituendo un vero e proprio paradiso fiscale offshore. E se invece, nel contesto della Guerra Fredda, scoppiasse una guerra tra Vietnam, Cina, Malaysia e Filippine per la conquista dell'arcipelago? (se lo domanda Enrica S.)

Solo pochi mesi per il Re Buono. Il 17 novembre 1878 a Napoli l'anarchico Giovanni Passannante tenta di uccidere con un coltello re Umberto I di Savoia, da poco sul trono, ma fa cilecca. E se riesce? Gli succede il figlio Vittorio Emanuele III, 9 anni, sotto la reggenza della madre Margherita. Come muta la storia d'Italia? Ci saranno ugualmente le stragi di Bava Beccaris in seguito ai fatti di Milano del 1898? (anche questa è di Enrica S.)

Il Grande Perù. Ricostituzione della Confederazione Perù-Bolivia in seguito alla vittoria di questi due stati contro il Cile nella Guerra del Pacifico del 1879. Come cambia la storia del Sudamerica? (questa è di Generalissimus)

Il Capitano Nemo per davvero (ovvero: e se i personaggi e le macchine di Jules Verne fossero state vere?) Ebbene sì, il capitano Nemo esiste davvero, a bordo del primo sottomarino della storia, il Nautilus, lancia una guerra privata contro le flotte del mondo e sopratutto contro la Royal Navy. Con la sua nave riesce a distruggere più volte delle flotte inglesi, americane e francesi, senza venire mai catturato. Sostiene tutte le ribellioni del mondo, i movimenti anarchici lo considerano il loro padre spirituale e si lanciano sempre più nella pirateria contro le flotte militari. Amico di Garibaldi, lo fa sbarcare in tutti i punti del mondo dove l’Italiano vuole liberare i popoli. La sua più grande impresa sarà l’attacco contro Londra stessa. Appare un giorno nel Tamigi, distrugge il Tower Bridge, cannoneggia San Paolo, affonda le nave militari alla fonda nel porto londinese e lancia il suo famoso avvertimento a tutti gli oppressori del mondo, piantando la sua famosa bandiera nera con una N d’oro nella capitale inglese. Riparato nella sua base segreta di Lincoln Island, riesce a rallentare la colonizzazione del mondo da parte degli europei. Muore in una data sconosciuta all’inizio del XX secolo, ma diventa una leggenda, il ribelle per eccellenza, e c'è chi giura che sia ancora vivo, invincibile e immortale, intento a scorrazzare per i mari del globo dovunque un oppressore vessi dei perseguitati (prima ucronia dedicata al grandissimo Jules Verne dal suo compatriota Perchè no?)

Robur il Conquistatore per davvero. Stessa cosa si può immaginare nei cieli, anziché sotto il mare, con le macchine di Robur il Conquistatore, anche se oggettivamente una macchina volante è più facile da abbattere di un sottomarino (seconda ucronia dedicata a Jules Verne da Perchè no?)

Dalla Terra alla Luna per davvero. La Luna viene davvero conquistata con un grande cannone, inviando missili abitati sulla Luna. Nel giro di pochi anni la tecnica si perfeziona e la Luna diventa la nuova mela della discordia tra le potenze che la colonizzano: gli Inglesi (con la base Newton), gli Americani (base Lincoln), i Francesi (base Cyrano) e i Tedeschi (base Bismarck) si spartiscono la Luna con il trattato di Parigi, ma sarà la causa prima della futura prima guerra mondiale, combattuta anche nelle trincee della Luna... (terza ucronia dedicata a Jules Verne da Perchè no? e da Jeck86)

La Casa a Vapore per davvero. A fine ottocento il globo terracqueo viene tutto ricoperto da linee ferroviarie intercontinentali "impossibili", come previsto in opere di Jules Verne come "Claudius Bombarnac" e "La casa a vapore": la Parigi-Pechino o Transeurasiatica via Milano, Belgrado, Costantinopoli, Teheran, Samarcanda e Kashgar; la Cairo-Città del Capo o Transafricana via Khartoum, Addis Abeba, Kampala, Dodoma, Blantyre, Salisbury (Harare) e Johannesburg; la Montréal-Punta Arenas o Transamericana via Boston, New York, Filadelfia, Washington, Atlanta, Dallas, Monterrey, Città del Messico, Città del Guatemala, Panama City, Bogotà, Quito, Lima, La Paz e Santiago del Cile; e addirittura la cosiddetta Ferrovia Boreale che parte da Lisbona, arriva a Mosca, si salda alla Transiberiana, da Irkutsk si dirama verso la Siberia nordorientale, supera lo Stretto di Bering in traghetto e prosegue fino a Vancouver, dove si salda alla Transcanadiana e si prolunga fino a New York. Una rete di scambi e traghetti collega tutte queste enormi linee ferroviarie, consentendo di girare l'intero pianeta senza mai uscire dal proprio scompartimento ferroviario (quarta ucronia dedicata a Jules Verne, stavolta opera di William Riker)

Il Fratello Karamazov. Nelle intenzioni del loro autore, "I Fratelli Karamazov" avrebbero dovuto essere il primo romanzo di un ciclo dedicato alla biografia di Aleksej (Alëša), uno dei fratelli. Tuttavia Fëdor Dostoevskij morì improvvisamente il 9 febbraio 1881 a 59 anni, a causa di un enfisema polmonare, e il progetto restò incompiuto. Ma se Dostoevskij vive più a lungo e riesce a portare a compimento la sua opera, quale influsso essa avrà sulla letteratura russa e su quella mondiale? (questa è di Enrica S.)

Lunga vita allo Zar riformatore. Il 6 agosto 1880 lo Zar Alessandro II nominò Ministro dell'Interno il generale Michail Tarielovič Loris-Melikov , di idee liberali. Il 13 marzo 1881 lo Zar accettò le proposte di Loris-Melikov di trasformare l'Impero in una monarchia costituzionale, seppure su base elettorale ristretta. Lo stesso giorno tuttavia, mentre Alessandro II faceva ritorno al Palazzo d'Inverno dopo essersi esercitato alla scuola di equitazione di San Pietroburgo, la sua carrozza fu colpita da una bomba lanciata dal cospiratore Nikolaj Rysakov. L'imperatore rimase illeso ma, sceso per accertarsi dei danni e interrogare l'attentatore che era stato arrestato dai cosacchi del seguito, fu investito in pieno dall'esplosione di una seconda bomba lanciatagli da Ignatij Grinevickij. Lo scoppio colpì sia lo Zar che il secondo attentatore, ferendo mortalmente entrambi. Ma che accade se lo Zar sopravvive all'attentato, con tutta probabilità organizzato dai reazionari? (se lo domanda William Riker)

Rasputin chi? Pochi sanno che il sedicente monaco ortodosso Grigorij Efimevič Rasputin da ragazzo cadde in un fiume ghiacciato insieme al fratello. Il fratello morì assiderato, mentre Grigorij si salvò e decise di farsi monaco, sviluppando un fervore mistico ed autoconvincendosi di poter parlare con Dio e di essere in grado di guarire ogni malattia con l'imposizione delle mani. Con questi "poteri" (tra virgolette) riuscì a guarire lo Zarevic Alessio, cosicché la Zarina Alessandra divenne completamente succube della sua personalità magnetica, portando alla Russia tutti i danni che ben sappiamo. Ma che succede se anche Rasputin muore assiderato in quel gelido fiume siberiano? Come cambiano le vicende degli ultimi anni dell'impero zarista? La Rivoluzione d'Ottobre potrà essere contenuta, o addirittura sconfitta? (ancora Enrica S.)

La Guerra italo-Svizzera. Nata nel 1848 dopo la Guerra del Sonderbund, la Svizzera Moderna constatò con preoccupazione di essere tutta circondata da aggressivi stati nazionali, per lo più inclini a credere che la loro unità sarebbe stata completa solo quando tutti i loro connazionali sarebbero stati ricongiunti alla madrepatria. Il Ticino, in questa prospettiva, appariva particolarmente vulnerabile, essendo stato per lungo tempo una semplice colonia dei Cantoni di lingua tedesca, risultando economicamente depresso e venendo periodicamente agitato da ondate di frustrazione contro l'invadenza di oltre Gottardo. Inoltre ospitava una forte comunità di immigrati italiani e l'Italia era allora agitata da fortissime fibrillazioni irredentiste. Fu così che il colonnello Arnold Keller dell'esercito della Confederazione pensò non solo a preparativi in chiave difensiva, ma addirittura ad una guerra preventiva contro l'Italia, con l'aiuto del confinante impero austriaco, al fine di riconquistare le "echte Südgrenze", cioè le sue "vere" frontiere meridionali, rappresentate da Ossola, Adda e Valtellina. Alla fine prevalse la prudenza. Ma che accade se tra il 1870 e il 1914 scoppia davvero una guerra tra l'Italia, supportata dalla Francia, e la Svizzera, supportata dall'Austria-Ungheria? Chi le vince? Quali le conseguenze per gli equilibri europei? (ennesima pensata di William Riker)

Gloria all’Egitto e ad Iside, che il sacro suol protegge. Esistono paesi che molti hanno tentato di conquistare, ma che si sono dimostrati eccezionalmente difficili da gestire: il Vietnam, la Lituania, la Svizzera, l'Afghanistan e l'Etiopia sono quelli che vengono in mente per primi. L'Etiopia moderna fu oggetto di tentativi d'invasione, dapprima dei musulmani di Harrar, poi di varie potenze "coloniali": Egitto, Inghilterra ed Italia. Le due armate egiziane inviate contro l'impero del Negus vennero distrutte, facendo fallire il progetto imperiale del Khedivé in Africa orientale; ma se invece, giocando meglio sui conflitti tra i ras, o avendo un comandante meno arrogante e sicuro di sé, la seconda spedizione avesse avuto successo? Un impero egiziano comprendente l'Etiopia sarebbe risultato una rispettabile potenza africana, probabilmente in grado di portare avanti l'espansione in Kenya ed Uganda. I costi delle "colonie" avrebbero probabilmente aggravato la questione del debito pubblico del paese; la vendita delle azioni egiziane del Canale di Suez avviene prima; ma i mahdisti sono presi tra due fuochi e il loro stato non nasce neppure; quando gli inglesi intervengono nel 1881 o giù di lì, probabilmente si prendono il Corno d'Africa a garanzia dei debiti. Si avrà una ribellione di Menelik alla fine del secolo, ma Kitchener non è Barattieri; non ci sono né Adua né Fashoda, ma la Francia è ancora più frustrata e fa la voce grossa in Nigeria. la rivalità permane al punto che forse l'Inghilterra si schiera con la Germania nella prima crisi marocchina; in tal caso, il Kaiser potrebbe optare per la guerra. Stesso scenario in caso di conquista inglese dell'Etiopia con Napier? (proposta da Falecius)

I Cosacchi in Africa. Pochi si ricordano del tentativo del Russo Nikolai Ivanovic Achinov, borghese di Penza, avventuriero e autodichiarato Cosacco Libero, di procurare anche alla Russia il suo posto al sole in Africa. Scelto l'odierno Gibuti per il suo clima mite e perché sarebbe stato un importante porto sicuro sulla rotta Mar Nero-Oceano Pacifico, nel 1889 raccolse 165 Cosacchi del Terek e si impossessò del forte egiziano abbandonato di Sagallo, che rinominò Nuova Mosca, asserendo che il Sultano di Tagiura gli aveva concesso permanentemente delle terre. Achinov sperava di mettere le altre potenze mondiali di fronte al fatto compiuto dopo essere riuscito a consolidare l'insediamento e a far arrivare altri coloni, contando anche sul fatto che la popolazione locale gli era generalmente amichevole. Ci sarebbe anche riuscito, ma non aveva fatto i conti con gli indisciplinati e indomabili Cosacchi ai suoi ordini, che si misero a depredare gli Afar che abitavano la zona, cominciando ad attirare troppo l'attenzione dei Francesi, che dopo aver concluso diversi trattati con i sultani della zona, stavano organizzando la futura colonia del Somaliland Francese. La mazzata finale arrivò quando alcuni degli avventurieri, stanchi dell'impresa, fuggirono ad Obock e spifferarono tutto alle autorità francesi. Achinov, dopo aver subito un bombardamento navale per non aver capito un ultimatum, fu disconosciuto dal governo russo, condannato per pirateria e disobbedienza allo Zar e deportato a Odessa. Ma che accade se il piano di Achinov riesce e la Russia si ritrova in possesso del Somaliland Russo? (è di Generalissimus)

I Russi in Etiopia. Nel corso del XIX Secolo i Russi cercarono di stringere legami con l'Etiopia. Alcune curiose coincidenze, tipo il fatto che la Città Santa dell'Etiopia, si chiama AXUM, che sia graficamente che foneticamente può sembrare una sorta di anagramma di Mosca (Maskua = Aaksum), spinsero ad ipotizzare chissà quali legami ancestrali e fornirono il pretesto per un esperimento di "ecumenismo" ante litteram, in funzione anti-Romana (proprio in quel periodo, il Cardinale Massaia stava operando alla grande in Africa, tra l'altro aveva cominciato a consacrare i primi vescovi della Chiesa Copta Etiope Unita a Roma). In concreto, la Chiesa Etiope si trovava in una situazione canonicamente curiosa. Si dovranno attendere i tempi di Hailè Selassè per potere ottenere dalla Chiesa Copta di Alessandria d'Egitto l'istituzione di una vera e propria gerarchia indigena. Per secoli e secoli, per tutta l'Etiopia cristiana c'era stato sempre e solo, uno, raramente due, rarisssimamente tre vescovi. E sempre e solo Egiziani, quando non addirittura Palestinesi o, qualche volta, perfino Greci. I Russi si offrirono per consacrare vescovi dei chierici Etiopi. Approfondendo meglio le teologie reciproche, tuttavia, gli Etiopi si resero conto che i Russi non erano monofisiti come loro, ma Efesino-Calcedonesi, tale e quale i Romani (salvo il "Filioque"). Il Patriarca Copto di Alessandria, spaventato da tante manovre, consacrò vescovo un diacono Etiope, primo Etiope monofisita a diventare vescovo da secoli. Gli ortodossi russi si fecero da parte e, paradossalmente, i rapporti tra le due Chiese ripresero solo ai tempi di Menghistu. Ma se l'esperimento anticattolico riesce? (pensata dal Marziano)

Ei Fu(lani)/2. I Fulani non si espandano verso est, lungo tutto l'alto corso del Niger, fino a creare nel XIX secolo il califfato di Sokoto dopo aver spazzato via il potere delle città stato e dei regni Hausa per mano di Usman Danfodio. La ragione più semplice consiste in sconfitte militari per mano degli Hausa, se, con miracoloso tempismo, le città stato si trovano unite in una confederazione al momento dell'invasione (era già successo prima che una mano forte le riunisse, peccato che siano state unioni sempre molto poco durature). Questo limiterà l'espansione dei Fula agli odierni Senegal, Burkina, Guinea, Niger, Mali e regioni settentrionali della Costa d'Avorio. Ma non toccherà, se non di pochissimo, le regioni settentrionali del Ghana e tutta la parte settentrionale della Nigeria. Eviteremmo le stragi di Boko Aram negli anni duemila? Probabilmente sì, perché l'islam di una società Hausa (che potremmo definire urbana, mercantile e agricola) non rivoluzionata pesantemente dalla cultura pastorale seminomade-guerriera dei Fulani, credo si sarebbe lasciato molto meno irretire dalle sirene qaediste degli ultimi anni (proposta da Paolo Maltagliati)

Gaudì in America. Quando Antoni Gaudì era all'inizio della sua carriera, mentre visitava le cattedrali gotiche della Catalogna per trarre ispirazione, incontrò una giovane americana e se ne innamorò pazzamente. Ma lei gli confessò d'esser già fidanzata e lui decise di tirarsi indietro, benché ci siano prove che si siano frequentati in maniera privata per anni. E se invece Gaudì fosse stato più coraggioso? Se si trasferisce a New York e comincia a progettare grattacieli decò tanto folli quanto originali? Come cambia la storia dell'Arte? Tra l'altro, la New York Gaudinana la potremmo immaginare da un progetto che lui fece per un albergo nella Grande Mela... (è di Lord Wilmore)

Il Lago Tritonide. Ai tempi della colonizzazione francese del Magrheb fu studiata la possibilità di scavare un canale verso lo Chott el-Jerid, una depressione nel Sud della Tunisia: nel passato c'era acqua, tanto che Plinio ed Erodoto lo citano assegnandogli il nome di Lago Tritonide, mentre oggi é solo un deserto di sale. L'idea era di inondare lo Chott per creare un piccolo mare interno, onde creare le condizioni per lo sviluppo agricolo di questa zona. Il progetto era ben organizzato, la Francia raccoglieva già il budget per questa grande opera sul modello del canale di Suez, ma infine gli ingegneri spediti sul posto hanno concluso l'impossibilità di realizzare il progetto per colpa della differenza di altitudine, della natura della roccia, del rilievo ecc. Addio dunque al mare interno. Ma cosa avviene se il progetto risulta possibile, e se nel Sud della Tunisia nasce un piccolo mare interno? (se lo chiede il francese Perchè no?)

Il Buon Pasteur. Per caso, mentre studia alcune colture batteriche, il francese Louis Pasteur, da alcuni ritenuto il più grande biologo di tutti i tempi, scopre la penicillina con cinquant'anni di anticipo su Alexander Fleming. Quali le conseguenze sulla storia del '900? La durata della vita umana subisce un balzo in avanti grazie alla sconfitta della polmonite e della tubercolosi, centinaia di uomini di potere vivono più a lungo ed hanno discendenti, con conseguenze inimmaginabili, ma non solo. La grande epidemia di Spagnola degli anni 1918-21, che mieté 50 milioni di morti su tutto il pianeta, era di origine virale e quindi non contrastabile con la penicillina, ma nella maggioranza dei casi, soprattutto riguardanti i militari impegnati nella Grande Guerra, fu aggravata da affezioni batteriche che si sovrapposero all'influenza e raddoppiarono il numero delle vittime. Se esiste la penicillina ed ha un prezzo abbordabile, molti soldati possono guarire, e siccome le nazioni più colpite dalla pandemia sono Germania e Austria-Ungheria, queste nazioni possono resistere più a lungo. Forse la Prima Guerra Mondiale avrà un esito diverso (settima ucronia epidemiologica di William Riker e di Perchè no?)

Rodolfo III d'Asburgo. Il 10 maggio 1881 Rodolfo d'Asburgo-Lorena, unico figlio maschio ed erede al trono di Francesco Giuseppe, Imperatore d'Austria e Re d'Ungheria, sposa Stefania, figlia del re dei belgi Leopoldo II. L'erede che nasce nel 1883 dall'unione tra Rodolfo e Stefania è un maschio, non una femmina come nella nostra Timeline; Rodolfo non resta deluso, non si dà alle donne, all'alcool e alla morfina, non muore suicida a Mayerling il 30 gennaio 1889, il padre lo vede in buona salute psicofisica ed abdica in suo favore nel 1893. Rodolfo III cinge la corona e decide una profonda riforma della duplice monarchia, trasformata in un impero federale parlamentare. Come cambia la storia d'Europa? (un'ucronia pensata da William Riker sulla scia di un film TV dedicato alla vita dello sfortunato Arciduca; ecco il suo sviluppo)

La San Marino piemontese. Il 14 luglio 1881 Umberto I re d'Italia diede a George Cockle, mercante inglese, il titolo di Marchese di Vergnasco, in provincia di Biella, e il conseguente controllo sul territorio circostante, che poi tornò in mano al conte Michelini di San Benedetto, il quale conquistò il Castello di Cerrione (l'attuale comune di cui Vergnasco è frazione), e quindi agli italiani... Ma se Cockle riesce a mantenere il suo "piccolo regno" e ad espanderlo col tempo attraverso astute politiche economiche e matrimoniali? Oggi avremo una sorta di San Marino di lingua inglese nella zona del Basso Biellese... (l'idea è di Det0, che abita proprio a Vergnasco!)

Stretta di mano all'OK Corral. Newman Haynes "Old Man" Clanton non viene ucciso per rappresaglia il 13 agosto 1881 da contrabbandieri messicani durante il Massacro di Guadalupe Canyon, e campa fino a 85 anni. Di conseguenza la Banda dei Cowboys di Tombstone non perde la sua leadership calma e riflessiva, e i Clanton non cominciano a sfidare l'ordine costituito sempre più apertamente. Se ci sono sfide e provocazioni nei confronti degli Earp e di Holliday, sono più blande, e il tutto si risolve con una bella lavata di capo da parte di "Old Man". L'unico che potrebbe fare comunque una brutta fine è Ike Clanton, che a differenza degli altri membri della banda era odiato dalla popolazione locale per i comportamenti violenti che assumeva quando in preda ai fumi dell'alcol. Gli animi non si esacerbano, non ci sono motivi validi per far fuori un'accozzaglia disorganizzata di ladri di bestiame che tiene il profilo basso e che tra l'altro viene vista dalla gente come una fonte di guadagno, e quindi la Sparatoria all'OK Corral non avviene. Wyatt Earp, non rovinandosi la vita nella susseguente "Vendetta degli Earp", può dedicarsi al suo sogno originario: diventare un uomo d'affari e grande proprietario terriero. Stuart Lake ovviamente non avrà motivo per scrivere una biografia su di lui mitizzando il personaggio, e il non avvenuto scontro a fuoco, se proprio lo farà, poichè Wyatt è riuscito a distinguersi anche nel campo dell'imprenditoria la intitolerà "Wyatt Earp, Frontier Businessman", esaltando la figura del self-made man, ma il successo non è assicurato. Come evolve la cultura e l'epopea western senza le vicende che hanno coinvolto gli Earp, Holliday e company a partire da quel fatale 26 ottobre 1881? Forse nell'immaginario collettivo verrà dato più spazio ad altri scontri a fuoco la cui fama è stata oscurata da questo episodio, come la "Sparatoria dei Quattro Morti in Cinque Secondi" o la "Sparatoria di Hide Park"? Che ne sarà di film come "Sfida infernale" di John Ford con Henry Fonda, "Sfida all'O.K. Corral" di John Sturges con Burt Lancaster e Kirk Douglas, "Tombstone" con Kurt Russel, "Wyatt Earp" con Kevin Costner e perfino dell'episodio della terza serie di Star Trek "Lo spettro di una pistola"? Se saranno girati avranno un altro titolo e parleranno di altri fatti, come per esempio la cattura della Banda Dalton? Inoltre, se le cose vanno così, negli anni '20 Wyatt Earp avrà molto di meglio da fare che starsene tutto il giorno a Hollywood a contemplare le riprese dei primi film western, ricordando i bei tempi andati ed intrattenendo amichevoli conversazioni con un certo Marion Mitchell Morrison alias John Wayne! Chi farà nascere la passione per il West nel giovane "Duca"? (un colpo di genio di Generalissimus)

La Beffa di Tunisi. L’Italia batte sul tempo la Francia nell’occupazione della Tunisia. Parigi è risentita ma, isolata diplomaticamente com’è, non può prendersela troppo con la “sorella latina”, e si consola conquistando con venti anni di anticipo il Marocco. La più contrariata dall’azione italiana è invece la Gran Bretagna, che vede uno stesso stato occupare entrambe le sponde del Canale di Sicilia; il sostegno inglese alla colonizzazione dell’Eritrea ce lo possiamo quindi scordare. A chi l’onore e l’onere di impedire ai Francesi di raggiungere le sorgenti del Nilo Azzurro? Potrebbe essere l’Inghilterra stessa a occupare l’Etiopia, ma si tratterebbe di una campagna difficile e poco redditizia. Altrimenti la palla passerà alla Germania, che ha fame di colonie e sulla cui francofobia non c’è da dubitare. Ma l’ipotesi più interessante è che Londra stabilisca un’alleanza di ferro con l’imperatore Giovanni IV, il quale in cambio potrà occupare la costa eritrea. L’Etiopia rimarrà nella sfera di influenza britannica, ma resterà comunque indipendente e avrà uno sbocco sul mare... (made in Toxon)

La Corsica Italiana. Quando i francesi ci scipparono la Tunisia, pensarono per un certo periodo di cedere la Corsica all'Italia come contropartita. Se questo accade veramente, i Corsi si integrano nella nostra popolazione o danno vita ad un separatismo come accade oggi verso la Francia? (ancora Homer)

Il Sudan Anglo-Italiano. Nel 1882 la Gran Bretagna invitò l'Italia a un’azione congiunta in Egitto contro la sollevazione xenofoba di Arabì Pascià, ma il terzo governo Depretis preferì respingere l’invito, puntando invece a Tunisi, dove viveva allora una numerosa colonia siciliana, che poi le fu "soffiato" dalla Francia senza che esso potesse muovere un dito. In seguito a questi due scacchi, Roma decise di puntare sul Corno d'Africa per ritagliarsi il suo "posto al sole". Ma che accade se Depretis decide che il Sudan è più vasto e più ricco sia di Tunisi che della pietrosa Eritrea? Avremo un condominio italo-anglo-egiziano sul Sudan? O noi italiani conosceremo un'altra Adua al momento della sollevazione del Mahdi? Sarà la testa del generale Oreste Baratieri ad essere sollevata su una picca dopo la presa di Khartoum il 26 gennaio 1885? In seguito potremo comunque dedicarci all'Eritrea, sempre su sollecitazione britannica, ma con già mezzo Sudan forse ci accontenteremo di un buon trattato di alleanza con l'Etiopia, senza il "trucchetto" di Uccialli. Se questo non succede, forse vinceremo ad Adua, perchè il nostro esercito ha già un po' di esperienza di guerra coloniale, anche se in un ambiente diverso come il Sudan...(ucronia pensata da Enrica S.)

Pinocchio, ma cosa fai? Pare che Carlo Collodi avesse in mente tutt'altro svolgimento per la sua opera più nota, "Le Avventure di pinocchio", che avrebbe dovuto avere un tono più adulto: Pinocchio, novello golem di Praga, sfuggiva al controllo del suo creatore e commetteva vari crimini fino alla sua impiccagione finale. Ovviamente alla fine Collodi optò per la versione della storia che tutti conosciamo, ma se alle stampe andasse questa prima versione di Pinocchio? Ovviamente non si può dire che il romanzo avrà lo stesso successo, senza contare il rischio di perdere tutto il valore pedagogico delle vicende in esso narrate. Come cambia l'immaginario collettivo con un burattino senza fili "non adatto ai minori"? Il famoso film del 1940 sarà un horror con John Carradine? Sarà il Burattino di Aleksej Tolstoj a prendere il suo posto nel cuore dei bambini di tutto il mondo? (proposta da Generalissimus)

Tuileries. Il Palazzo delle Tuileries sorgeva a Parigi sulla riva destra della Senna. Progettato da Caterina de' Medici, il Re Sole vi abitò mentre Versailles era in costruzione; dal 1789 al 1792 ridivenne sede del Re di Francia dopo che Luigi XVI fu costretto ad andarsene da Versailles per ordine dell'Assemblea Nazionale; dal 1798 al 1815 le Tuileries divennero sede del Primo Console e poi Imperatore Napoleone Bonaparte, e dopo la sua caduta ritornarono ad essere la sede dei tradizionali monarchi francesi. Nel 1830 il palazzo fu attaccato dai parigini e Carlo X fuggì lasciando il trono a Luigi Filippo che vi abitò fino al 1848, quando la Primavera dei popoli e un altro assalto al palazzo portarono alla fuga di Luigi Filippo e alla nascita della Seconda Repubblica. Dopo la restaurazione dell'Impero con Luigi Napoleone nel 1852 il palazzo riebbe lo splendore di un tempo, ma durante la repressione della Comune dodici uomini agli ordini di un estremista, tale Dardelle, misero il palazzo a ferro e fuoco: le fiamme divamparono per due giorni, solo il museo (il Louvre) riuscì miracolosamente a salvarsi. Le rovine delle Tuileries rimasero sul luogo per molti anni, e sarebbe stato possibile iniziare la ricostruzione dato che i monumenti bruciati dai comunardi furono tutti ricostruiti. Dopo varie esitazioni però il governo della Terza Repubblica Francese decise di non restaurare le Tuileries, in quanto simbolo dei precedenti regimi imperiale e monarchico. Nel 1882 l'Assemblea Nazionale votò per la demolizione delle rovine del palazzo, che vennero vendute ad un imprenditore privato, nonostante le proteste del barone Hausmann e dei vari circoli artistici ed intellettuali parigini che ritennero questo un crimine contro l'arte e la storia di Francia. Pietre e marmi vennero venduti ad altri privati come ricordo. Ma se invece il governo della Terza Repubblica decide invece di ricostruire da cima a fondo il Palazzo delle Tuileries? Oggi il Louvre sarebbe solo un quarto di tutto il palazzo, e un'opera architettonica inestimabile in più decorerebbe la Ville Lumiére... (altra ucronia architettonica di Ainelif)

Colonialismo in salsa greca. Il colonialismo in Africa fu un'ipotesi presa in considerazione dalla Grecia anche nella nostra Timeline. Le mire greche si appuntavano, abbastanza logicamente, sull'area Nilo-Corno d'Africa. È plausibile che potesse precedere l'Italia in Eritrea, ma anche la Cirenaica avrebbe senso. Per quanto riguarda la Tunisia, tenderei ad escluderla. In quest'ultimo caso però tenderei a vedere una Grecia aspirante potenza mediterranea e, come tale, in fortissimo conflitto con la Gran Bretagna, specialmente in quanto paese ortodosso e quindi facile ad alleanze con la Russia (made in Falecius)

Il Robin Hood del Missouri. Jesse James, leggendario bandito e pistolero del Far West, noto come "il Robin Hood del Missouri" per la sua abitudine di rubare ai ricchi (nordisti) per dare ai poveri (sudisti), fu assassinato il 3 aprile 1882 da Bob Ford, traditore facente parte della sua stessa banda, che gli sparò alla schiena nella sua casa di Saint Joseph, tuttora meta di ammiratori delle sue imprese. Lungi dall'essere un semplice ladro ed assassino, egli fu un vero e proprio guerrigliero a favore della causa sudista. Ma supponiamo che egli riesca a sollevare nuovamente le popolazioni del Sud, taglieggiate dai vincitori yankee, e che inizi la Seconda Guerra Civile Americana. Ha chances di farcela? (se lo chiede Enrica S.)

Il Robin Hood delle Due Sicilie. Jesse James ed altri famosi fuorilegge del vecchio West emigrano in Italia, e precisamente nell'ex Regno delle Due Sicilie, per sostenere la ribellione antisabauda dei "Briganti". Che accade? (ancora Enrica S.), ispiratasi a un racconto di Francesco Grasso)

Facciamoci una Croce sopra. Il grande filosofo Benedetto Croce a diciassette anni perse i genitori, Pasquale e Luisa Sipari, e la sorella Maria, morti il 28 luglio 1883 nel terremoto di Casamicciola, sull'isola di Ischia, dove la famiglia Croce si trovava in vacanza. Lo stesso Benedetto rimase sepolto per parecchie ore sotto le macerie. E se morisse anch'egli nel disastro, che costò la vita ad oltre 2000 persone? Come cambia il panorama culturale e politico dell'Italia senza di lui? (sempre Enrica S.)

L'Eritrea all'Etiopia. Nel 1884 gli Inglesi decidono di rispettare i trattati firmati con gli Etiopi in seguito alla Guerra Etiope-Egiziana e alla rivolta del Mahdi, e concedono l'Eritrea all'Impero Etiope. In questo caso l'Italia rimane a bocca asciutta e dovrà rivolgersi altrove per soddisfare la sua fame di colonie, a meno che non decida comunque una spedizione contro l'Etiopia partendo dalla Somalia Italiana. Quali le altre conseguenze di questa decisione inglese? (è di Generalissimus)

La Mittelafrika. Tra fine Ottocento e inizio Novecento, il piano tedesco per la creazione della Mittelafrika va a buon fine: alla Conferenza di Berlino del 1884 il bacino del Congo viene considerato zona di influenza tedesca e viene annesso dalla Germania, che in seguito all'occupazione dell’Angola portoghese, crea un'unica colonia estesa al centro dell’Africa, all’incirca un triangolo che ha per vertici la Namibia, il Tanganica e il Camerun. Durante la Prima Guerra Mondiale i tedeschi riescono a respingere gli attacchi alleati e ad occupare le circostanti colonie francesi e britanniche finché, una volta capito che la sconfitta della madrepatria è imminente, qualche generale con un colpo di stato dichiara l’indipendenza della Mittelafrika. Concludendo una pace separata con gli Alleati e partendo da una posizione di vantaggio, essa riesce ad evitare di essere spartita tra i vincitori. Nella Seconda Guerra Mondiale la Mittelafrika si schiera con l’Asse, ma anche in questo caso, concordando una pace separata con gli Alleati, riesce a mantenere la propria indipendenza, ed oggi la Mittelafrika è il Paese africano più esteso e sviluppato (grazie a Pedro Felipe)

Il Sudan Anglo-Italo-Egiziano. L'Italia partecipa attivamente alla lotta contro la rivolta del Mahdi e ottiene un protettorato congiunto assieme all'Inghilterra sul Sudan. Che accade? (firmata da Andrea Villa)

Sant'Alessandro Manzoni. I resti mortali di Manzoni furono riesumati una decina d'anni dopo la morte per essere traslati nel Famelio, al Cimitero Monumentale di Milano. La sorpresa dei disseppellitori fu quella di trovare il suo corpo perfettamente intatto. Molti gridarono al miracolo, data anche la grande fama di cristiano che accompagnava "Don Lisander". Però qualcuno tra il pubblico si ricordò che il corpo di Manzoni era stato imbalsamato, pertanto non era avvenuto nessun miracolo. Ma se il corpo di Manzoni resta intatto senza bisogno di interventi da parte degli imbalsamatori? E, anzi, se a Manzoni cominciano ad essere attribuite grazie e miracoli? L'autore dei "Promessi Sposi", dopo il consueto iter canonico, per lui eccezionalmente breve, viene proclamato santo e nominato subito il protettore degli scrittori e dei politici (era senatore del Regno). Diventa anche un anello di congiunzione importantissimo per riavvicinare allo stesso tempo laici (patrioti) e cattolici. Diventa più facile pensare che essere buoni cittadini del Regno d'Italia e ferventi cattolici non sono due cose in contrapposizione tra loro. Il pensiero politico cattolico nasce anticipatamente, e più cattolici partecipano attivamente alla politica attiva. Nascerà prima la DC? (una proposta davvero originale di Never75)

Ma che è 'sto coherer? Il marchigiano Temistocle Calzecchi Onesti (1853-1922), sebbene poco noto, fu uno dei più grandi inventori nella storia della fisica italiana. A Fermo infatti fondò un osservatorio meteorologico nel locali del liceo in cui insegnava, e nel 1889, come assistente di Galileo Ferraris, collaborò alla realizzazione dell'impianto di illuminazione elettrica di quella città. Ma soprattutto nel 1884 iniziò degli studi sulle variazioni della resistività delle polveri metalliche in seguito all'azione di onde elettromagnetiche, studi che lo condussero alla scoperta del coesore, termine che fu poi tradotto in inglese con "coherer" da Oliver Lodge. Il coesore può agire come rilevatore di onde elettromagnetiche, e come tale lo usò Guglielmo Marconi per lo sviluppo della radio. Ma che accade se Calzecchi Onesti muore prematuramente, o semplicemente si dedica ad altro, ad esempio perchè guadagna di più come ingegnere elettrotecnico che come docente di fisica? Lo sviluppo della tecnologia radiofonica sarà molto più lento. Impatti sulla storia del Secolo Breve? (altra ucronia tecnologica di William Riker)

La Germania punta sul cavallo vincente. L'Impero Tedesco manda a quel paese la "solidarietà nibelungica" e, anziché con l'Austria-Ungheria, si allea con la Russia, mentre le altre alleanze prebelliche restano invariate. Riuscirà a vincere la Prima Guerra Mondiale? (se lo chiede Toxon; ecco la sua idea)

La Spagna nella Triplice. Bismarck, sempre con lo scopo di accerchiare la Francia nel dopo Sèdan, fa entrare a tutti gli effetti anche la Spagna nella Triplice (ora Quadruplice) Alleanza. Scoppia lo stesso la guerra ispano-americana del 1898? Se sì, l'intervento austro-tedesco-italiano (costrette per forza di cose ad intervenire a fianco dell'alleata in caso di guerra offensiva) contro gli USA potrà essere l'inizio della Prima Guerra Mondiale. In questo caso l'Inghilterra non avrà convenienza ad intervenire (potrebbe avere maggiori vantaggi da un ridimensionamento USA) e rimarrà neutrale. La Francia è ancora debole e provata dalla sconfitta prussiana e, anche se ne avrebbe la voglia, da sola non se la sente di attaccare la Germania. Il vero enigma è la Russia: è vero che il trattato di controassicurazione è già scaduto (ed in compenso la situazione con l'Austria è peggiorata sensibilmente) ma pure lei interverrà a favore di una nazione (gli USA) ideologicamente a lei contrapposta, visto che gli USA sono una Repubblica libera e democratica, la Russia lo Stato più illiberale e reazionario di tutti? Gli USA, considerate le loro potenzialità e risorse in teoria illimitate, non dovrebbero essere sconfitti facilmente, ma del resto anche la Germania potrà vendere cara la pelle. Per poter lanciare una “testa di ponte” nel continente americano gli europei coinvolgono nel conflitto anche il Messico del presidente Porfirio Diaz. A fine guerra il Messico riesce a riprendersi alcuni dei territori che gli Usa gli avevano sottratto 60 anni prima e anche Germania e Italia riescono ad avere delle piccole colonie sul continente americano. In questo caso l Canale di Panama verrà progettato e costruito dai tedeschi. Viene infine firmata una pace di compromesso: il Congresso USA è sempre stato contrario a guerre troppo lunghe e dispendiose e, soprattutto, risolvibili politicamente. Alla Spagna vengono restituite le colonie, a patto però di garantire alle stesse una larga autonomia. La Germania non ci guadagna nulla, se non però il prestigio di aver umiliato e quasi vinto una guerra combattuta contro una grande potenza straniera, e le altre nazioni (Francia in primis) non conserveranno più la velleità di poterla facilmente sconfiggere sul Continente (l'illusione della "guerra breve"). In Spagna la monarchia rimarrà saldamente al trono ed uscirà rafforzata, e gli USA si chiuderanno ancora maggiormente nel loro isolamento. Con queste promesse è evidente che anche la Prima Guerra Mondiale come noi la conosciamo non scoppierà affatto (sempre Never75)

Meiji. L'era Meiji abortisce o non inizia. Il Giappone è solo uno dei vari stati piccoli e poveri dell'estremo oriente che solo a fine novecento sembra uscire dall'isolamento feudale (ancora Filobeche)

L'Impero di Corea. E se la Corea prendesse il posto del Giappone? Nell'ipotesi che il Giappone rimanga un paese povero, isolato e dilaniato dalle guerre feudali, o addirittura che gli Ainu abbiano tenuto saldamente in mano buona parte dell'arcipelago, Re Gojong (1863-1907) della dinastia Joseon si proclama Imperatore di tutta la Corea, avvia un processo travolgente di industrializzazione, conquista parte del Giappone (lo stato Ainu diventa invece suo fedele protettorato) nonché una larga parte della Manciuria e Port Arthur, quindi sconfigge la Russia a Tsushima e si schiera con l'Intesa nella Prima Guerra Mondiale conquistando le colonie tedesche in Estremo Oriente. Resta da vedere se la dinastia Joseon, proseguita con Sunjong (1907-1910) e con Yeong (1910-1970), figli di Gojong, avrà la forza e la volontà politica per dare il via ad un'espansione imperiale in Cina, nel Sudest asiatico e nel Pacifico come ha fatto il Giappone nella nostra Timeline, alleandosi con la Germania di Hitler. Quali condizioni ucroniche bisogna premettere per poter arrivare a questo risultato? (anche questa è di Enrica S.)

Asmara addio. Il 10 marzo 1882 il governo Depretis comprò la baia di Assab dall'armatore genovese Raffaele Rubattino, la trasformò in possedimento coloniale e vi spedì un battaglione di bersaglieri al comando del colonnello Tancredi Saletta. Le difficoltà cominciarono quando le truppe italiane, come accadde a tutte le potenze coloniali della seconda metà dell'Ottocento, cercarono di consolidare il controllo del territorio conquistando l'entroterra, e si imbatterono nelle agguerrite truppe abissine. Lo scontro più sanguinoso avvenne il 26 gennaio 1887 a Dogali, dove un battaglione composto da 540 uomini fu letteralmente sterminato dagli abissini. La sconfitta provocò un terremoto politico in Italia, che portò alla crisi del governo Depretis. Alcuni deputati chiesero il ritiro delle truppe, ma il Paese fu percorso da una ventata di nazionalismo e il governo venne criticato per la sua mancanza di fermezza, non per la sua politica colonialista, che invece oggi creerebbe senz'altro scandalo in tutti gli schieramenti politici. Ma che accade se i moderati prevalgono sui radicali e sui garibaldini, l'Italia decide di rinunciare a "vendicare la bandiera" e si ritira dal Corno d'Africa, abbandonando ogni velleità coloniale in quell'angolo d'Africa caldo e umido? Punterà prima alla Libia, mandando a farsi benedire la Triplice Alleanza, perché « i popoli non vivono soltanto di pane, ma anche di onore »? E con che esito e con quali conseguenze sul morente Impero Ottomano? Oppure rinuncerà del tutto all'Africa, concentrandosi piuttosto sulle Terre Irredente, la Dalmazia e l'Albania, e soprattutto sull'alfabetizzazione e l'industrializzazione del Sud? Come cambia la storia della Penisola? (altra ucronia scritta da Enrica S.)

Senza colonie. L'avventura coloniale italiana non è affatto scontata. Il neonato regno aveva tutta una serie di problemi di natura economica, sociale, politica, di stabilità ecc. e le perplessità per avventure oltremare furono molto numerose. Alla fine vinse la politica del "dobbiamo avere le colonie perchè tutte le Potenze le hanno", con una grande spintarella da parte delle industrie di armi e pesanti. Le colonie furono in massima parte un incubo logistico da gestire, un continuo pozzo senza fondo dove buttare uomini e mezzi senza alcun risultato, strisce di terra poverissime di risorse e inadatte anche al popolamento (difatti le ondate migratorie continuarono al di fuori di esse). Ipotizziamo quindi che l'Italia si mantenga fuori dalle imprese coloniali, magari a causa della vittoria continua della destra storica: la baia di Assab e i territori eritrei presi autonomamente vengono da subito venduti agli inglesi, non ci sarà alcuno screzio con la Francia per la questione di Tunisi e l'amicizia italo-francese continuerà senza adesione alla Triplice, non ci sarà alcuna guerra di Libia e durante la prima guerra mondiale l'Italia interviene subito, desiderosa di portare a termine il Risorgimento. L'esercito italiano, oltre a non avere fronti secondari, è meglio preparato sul confine orientale e non ci sarà alcuna Caporetto (salvo Cadorna non ci metta del suo, ma non è nemmeno detto ci sia lui al comando). Francesi e inglesi occupano la Libia senza fatica, durante il disastroso assalto di Gallipoli gli italiani riescono comunque ad occupare il Dodecanneso. A guerra finita gli italiani ottengono quanto chiesto, quindi Trentino e sud Tirolo, oltre a tutta la costa adriatica fino al confine albanese, e l'enclave di Durazzo. L'Inghilterra e la Francia si spartiscono la Libia, gli inglesi occupano anche il Dodecanneso. Nascerà lo stesso il fascismo? Come andrà la seconda guerra? (riecco Basileus TFT)

Vindiciae Contra Tyrannos. Nel 1882 Guglielmo Oberdan non viene arrestato per la delazione di un messo comunale che nota il suo ingresso clandestino in territorio austriaco nei pressi di Versa, ed il suo piano riesce: assieme ai suoi complici irredentisti riesce ad uccidere Cecco Beppe in visita a Trieste in occasione dei 500 anni di dedizione della città all'Austria. È possibile una reazione austriaca pari a quella che una ventina di anni dopo scatenerà la Prima Guerra Mondiale? Nonostante la Triplice (tra l'altro appena stipulata) è inevitabile che l'Austria reputi il governo italiano in qualche modo complice. Ovviamente noi negheremo tutto, ma potrebbe non bastare. Saremo davvero in una pessima situazione, dal punto di vista internazionale al limite solo l'Inghilterra potrebbe schierarsi dalla nostra parte, ma solo sul fronte diplomatico. Il Papa ed i Borboni (dall'esilio) continuano a soffiare sul fuoco austriaco allo scopo di riprendersi almeno in parte i propri domini, la Francia non vedrebbe l'ora di ricambiarci con la stessa moneta per il mancato aiuto prestatole nel 1871, e la Germania starebbe a guardare appoggiando sotto sotto la "cugina" Austria. Solo la Serbia scenderà in campo al nostro fianco, ma basterà per evitare la catastrofe? (made in Never75)

Il Presidente Sherman. Nel 1884 il Partito Repubblicano propose al generale William Tecumseh Sherman, uno dei più insigni eroi della Guerra di Secessione Americana, di correre per le elezioni presidenziali di quell'anno, ma egli rifiutò sdegnato. Ma se accetta e diventa il primo Presidente degli Stati Uniti di religione cattolica, 80 anni prima di Kennedy? Maggiore integrazione dei neri, ma non certo dei nativi americani (proposta da Enrica S.)

La Città dell'Utopia. C’era una volta Campomaggiore, un piccolo paese della Basilicata ai piedi delle Dolomiti lucane,. Di antica origine romana, nel 1741 era un minuscolo villaggio di soli 80 abitanti. Fu proprio quell’anno che il conte Teodoro Rendina, alla cui famiglia il re Filippo IV aveva assegnato il paese da quasi un secolo, decise di ripopolarlo e farlo rinascere, ricostruendolo e creando un paese dove non esistesse la povertà. Un progetto ambizioso e impregnato di ideali utopici, che tuttavia il conte Rendina perseguì con convinzione, affidando il progetto della "Città dell’Utopia", come in seguito venne chiamato Campomaggiore, all’architetto Giovanni Patturelli, allievo del Vanvitelli. Ogni contadino che si fosse trasferito a Campomaggiore avrebbe avuto diritto ad un lotto di 5 metri per 5 per costruire una casa. Era permesso tagliare legname a piacimento, con l’obbligo di piantare tre alberi da frutto per ogni pianta abbattuta. L’idea ebbe successo e all’offerta aderirono in molti. Nel giro di pochi anni il piccolo villaggio si ripopolò, arrivando nel 1885 a 1524 abitanti. Ma il sogno ebbe vita breve, anche a causa del sito, costruito su un terreno acquitrinoso: il 10 febbraio 1885 un’enorme frana rase al suolo il paese, che venne abbandonato per sempre. Nessuna vittima, ma il sogno infranto del conte rimase seppellito sotto le macerie. Ma se Campomaggiore non è così sfortunato e sopravvive fino ad oggi? (pensata da MattoMatteo)

Dal Sudan niente di nuovo. Nel Sudan non avviene la ribellione del Mahdi. L'Inghilterra non avrà un pretesto per occupare il Sudan, che rimarrà unicamente egiziano, mentre personaggi come Enim o Gessi Pasha potranno fare carriere più folgoranti ed assurgere ad importanti posizioni al Cairo. L'Egitto manterrà una sovranità meno limitata nelle sue province meridionali e contrasterà attivamente l'espansione italiana occupando Harar. Più a sud l'Abissinia non dovrà difendersi dalle armate del Mahdi, potrà rioccupare prima Harar e potrà dedicarsi ad occupare il sultanato di Aufar, contrastando più efficacemente l'espansionismo italiano (ideata da Maggioriano)

L'Atteso/1. Muhammad Ahmad ibn 'Abd Allah detto il Mahdi ("l'Atteso") non muore nel 1885 subito dopo la sconfitta di Gordon, ma sopravvive e fonda un impero musulmano. Organizza un potente esercito e chiama alla riscossa tutti i musulmani oppressi e sottomessi dai  “crociati cristiani”. Si hanno così agitazioni e rivolte in tutte le  colonie europee: in Nordafrica (dove ci sono inglesi e francesi), nell’Asia (dove ci sono possedimenti a maggioranza musulmana di Inghilterra e Russia), ma anche l’Austria ha paura: in Bosnia ci sono numerosi musulmani. Di una situazione di questo tipo approfitta l’Impero Ottomano che, contando sulla momentanea debolezza delle potenze occidentali, cerca di recuperare qualche territorio sul suolo europeo. La potenziale pericolosità di un’alleanza mahdista-ottomana in chiave anti-occidentale fa convergere le attenzioni delle Potenze Europee verso la Turchia e quel che resta del  suo Impero. Si arriva così ad una guerra mondiale combattuta tra  le potenze occidentali da un lato (Russia, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Austria e Grecia) e gli Ottomani e i Mahdisti dall’altro. Alla fine l’Impero Turco viene smembrato definitivamente e l’eventuale sua spartizione tra gli Occidentali garantisce per secoli uno status quo nella regione e tra gli europei; l’Austria rinuncia alla Bosnia ed a Trento e Trieste in cambio della concessione della città di Gerusalemme, in  quanto erede legittima del Sacro Romano Impero. Inoltre gli Stati Europei uniti in quell’occasione contro il mondo mussulmano cercano la collaborazione  reciproca per poter mantenere integri e  saldi i rispettivi imperi. Per contro la contrapposizione tra musulmani e cristiani e le rispettive  “guerre sante” e “Jihaad”  emergono più di un secolo prima della nostra Timeline: si ha un attentato a Londra contro il Tower Bridge l’11/09/1901 (proposta ancora da Never75)

Lunga vita a Gordon Pascià. William Gladstone decide di non inviare Charles George Gordon a Khartoum per evacuarla e portare in salvo gli europei durante l'assedio della città da parte delle truppe mahdiste. Di conseguenza "Gordon Pascià" non muore il 26 gennaio 1885 nell'estrema difesa della capitale sudanese. Quali altre imprese compirà? (è di Enrica S.)

Tutto per un'oasi. Nella primavera del 1885 degenera la disputa fra San Pietroburgo e Londra riguardo l'oasi di Pandjeh, a metà strada fra Marv, appena presa dai Russi, ed Herat, parte del regno d'Afghanistan il cui emiro, Abdurrahman, è fedele alleato e quasi vassallo degli inglesi. I russi prendono Pandjeh in marzo, gli inglesi rispondono con la guerra prima dell'estate. Visto il modo in cui le cose precipitano, la fortuna di Bismarck tramonta più rapidamente di quanto non sia avvenuto nella nostra Timeline. I contrasti fra Germania e Russia riguardo alla Bulgaria e i Balcani in generale, e la promessa da parte inglese di ampie sfere di influenza in oriente, portano gli imperi centrali al fianco dei britannici. Turchia ed Afghanistan sono già ferocemente antirusse, ed anche il Giappone si unisce all'alleanza, a guerra iniziata. Lo Zar può contare sulle simpatie dei serbi, dei montenegrini e dei greci, nonché di una parte dei bulgari. Italia e Francia restano neutrali, non volendo rischiare una guerra su due fronti con inglesi e tedeschi, estesa oltretutto alle colonie. Scoppia così una grande guerra fra potenze europee, che dura più a lungo della Prima Guerra Mondiale e che porterà alla dissoluzione di cinque imperi: turco, inglese, russo, austro-ungarico e tedesco... (proposta da Iacopo; ecco l'ucronia da lui scritta)

Lingue africane. Pensiamo a un diverso andamento quelle simpatiche linee rette che i colonizzatori nell’ottocento tracciarono nel continente nero. Se, oltre alla propria, gli occidentali avessero, per ogni macrosuddivisione dei loro imperi coloniali, imposto per praticità una lingua locale “di prestigio”, al livello della scolarizzazione bassa e media? Ciò, secondo voi, avrebbe semplificato il panorama etnolinguistico africano, diluendo la coscienza etnica tribale per sovraimporre una coscienza etnica di livello più alto? Lo stato subsahariano che va più vicino all’esperimento svolto, credo sia il Ghana, in cui le lingue Akan (mutuamente intercomprensibili, almeno a grandi linee), pur non esaurendo lo spettro linguistico dello stato, godono di uno status particolare. E va detto, in Ghana i guai politici sono stati pochi, perlomeno in confronto al resto dell’Africa subsahariana. Il confronto spicca ancor di più se il confronto si fa con i paesi del golfo di Guinea. E anche economicamente, con meno guerre. Non fraintendetemi, nel caso della Costa d’Oro la situazione era già così, non è che gli inglesi abbiano fatto nulla. E non è detto che un’imposizione dall’alto di un’omogeneità linguistico-culturale riesca, per giunta nel poco tempo relativo dato dalla colonizzazione. O che non sortisca effetti di ribellione violenta che gli occidentali coinvolti domerebbero con il sangue. E non dico nemmeno che sia una cosa eticamente “buona”, anzi, pur pacifico, sto parlando di un tentativo di genocidio linguistico... Non sto giustificando affatto la mia ipotesi in virtù del bene superiore del benessere futuro, almeno dal punto di vista delle tensioni etniche e sociali, degli stati africani indipendenti. Quello che sto facendo è solo speculare sulla questione. Per semplificare la cosa, inoltre, poniamo anche che gli stati africani “inventati” dagli occidentali siano mediamente più piccoli: non più grandi del Ghana, appunto (ho in mente soprattutto la Nigeria, in questo senso). Che utilità immediata pratica avrebbero i popoli bianchi ad effettuare un’operazione del genere? Rendere culturalmente dominatore un popolo ed “agganciarsi” ad esso in una determinata regione, intendo. (sempre mantenendo la cultura alta e urbana in inglese e francese, capiamoci). Se i colonizzatori fossero stati spagnoli e fossimo nel cinquecento direi per facilitare la penetrazione del verbo di Dio, ma nell’ottocento laico-massonico, tale giustificazione sarebbe qualcosa di molto debole. Magari potrebbe essere vista come una questione di ordine pubblico e sociale: fare in modo che un popolo locale divenga il braccio armato dell’uomo bianco evita forse. a quest’ultimo di sporcarsi troppo le mani (proposta da Paolo Maltagliati)

La Repubblica del Saskatchewan. Louis Riel ci riprova, e stavolta ci riesce: la Ribellione del Nord-Ovest ha successo e nel 1885 nasce la Repubblica del Saskatchewan. Come cambia la storia del Canada? (è di Generalissimus)

La Libertà sotto l'oceano. Ultimata in Francia nel 1885, la Statua della Libertà, dono (in ritardo) del popolo francese a quello americano per il Centenario dell'Indipendenza, rimase per un po' in mostra a Parigi, poi fu smontata e inviata fino a Rouen in treno dentro 214 casse; il viaggio proseguì lungo la Senna fino a Le Havre, dove le casse furono caricate a bordo della fregata Isère. La traversata fu difficile e la nave rischiò il naufragio, a causa di una tempesta, ma approdò infine a New York il 17 giugno 1886. E se invece nave e statua colano a picco? Come cambia l'immagine della Grande Mela nell'immaginario collettivo, senza Miss Liberty? (se lo chiede Enrica S.)

Pandjeh? E dove sta? Fra le prime questioni che lo Zar di Russia Alessandro III dovette affrontare appena salito al trono fu il conflitto con la Gran Bretagna per il controllo dell'Asia centromeridionale, definito "il Grande Gioco". Scottante fu la questione della città turkmena di Merv, fondata da Alessandro Magno con il nome di Alessandria Margiana, che era contesa fra russi e inglesi. Alessandro III giocò d'astuzia, e la sua fastosa cerimonia di incoronazione fu utilizzata per condizionare i capi turkmeni, i quali tornarono a Merv persuasi che opporsi alla Russia sarebbe stata una follia, e nel febbraio 1884 la città si arrese alle forze zariste senza colpo ferire. Il Regno Unito ne fu assai contrariato, e quando i russi tentarono il colpo successivo, fu sul punto di aprire le ostilità con la Russia. Oggetto del contendere questa volta era l’oasi di Pandjeh (oggi Serchetabad, sempre in Turkmenistan), località strategica sulla strada dell’India fra Merv ed Herat in Afghanistan. Allarmati dai movimenti di truppe russe, i britannici ottennero che gli afgani occupassero l’oasi. Secondo la versione russa, il 31 marzo 1885 i soldati dello Sar avanzarono verso Pandjeh senza sparare, e i primi a farlo furono gli afgani; la battaglia si risolse in una schiacciante vittoria dei russi che occuparono l’oasi. Si rischiò davvero un conflitto di proporzioni planetarie, ma Alessandro III ricevette un telegramma della regina Vittoria che lo pregava di impedire la calamità di un conflitto, ed alla fine si addivenne ad un accordo pacifico, in base al quale i russi conservarono Pandjeh. Ma che accade se Alessandro III decide di sfidare Londra nel cuore del suo impero coloniale, ed attacca l'Afghanistan? Dichiarazione di guerra tra Russia e Regno Unito; la Francia si schiera con la Russia, la Germania e l'Austria con Londra, l'Italia resta fedele alla Triplice Alleanza da poco firmata e scende in guerra contro la Francia per riprendersi Nizza, l'Impero Ottomano sta alla finestra, in breve la guerra divampa negli imperi coloniali, ed avremo l'ennesima versione della Prima Guerra Mondiale scoppiata in anticipo, per colpa non di Sarajevo ma di un'oasi nel cuore dell'Asia (è di Lord Wilmore)

Stati Portoghesi d'Africa. Nel 1886 il governo portoghese progettò la colonizzazione dell'interno dell'Africa Australe, unificando le colonie di Angola e Mozambico. La prepotente espansione britannica all'interno del Continente Nero, con il suo programma "dal Capo al Cairo", fece naufragare questo sogno, e al governo di Lisbona restarono solo le colonie costiere che aveva tenuto per secoli. Ma se il progetto di colonizzazione riesce? Al momento della presa del potere da parte di Salazar, molti portoghesi lasciano la madrepatria e si trasferiscono nella vasta colonia, che proclamano indipendente. Nascono così gli Stati Portoghesi d'Africa, che rivaleggeranno con il Brasile grazie alla ricchezza del territorio, alle risorse minerarie e, nel secondo dopoguerra, al turismo. Il grande stato sarebbe alleato dell'URSS e della Cuba di Fidel Castro, essendo stato fondato da esuli socialisti e comunisti; il Sudafrica vi finanzierà una guerriglia di destra simile alla RENAMO. Il grande paese però potrebbe fare da esempio e da traino per molti stati del continente. Come cambia la storia dell'Africa?  (ancora Enrica S.)

Vladimir, mio fratello. Alexander, fratello di Vladimir Il'ič Ul'janov alias Lenin, fu impiccato il 20 maggio 1887 a seguito di una cospirazione socialista fallita a cui si richiama in parte un famoso fumetto di Sergio Staino: quella morte per Lenin segnò la svolta, giacché egli cominciò ad interessarsi della causa socialista tanto da diventarne uno dei più famosi leader. Ma se Alexander Ulianov invece riesce a sfuggire al complotto, fuggendo magari in un paese neutrale dotato di ampia protezione (ci sono diverse scelte, dalla vicina Svezia alla Svizzera agli Stati Uniti), forse Vladimir, schiacciato dalla debordante personalità del fratello (divenuto subito un eroe agli occhi del movimento socialista per essere sfuggito eroicamente all’onnipresente polizia segreta zarista), scieglierebbe un'altra strada, oppure per contrapporsi in maniera totale al fratello si avvicinerebbe agli ambienti panslavisti e nazionalisti: insomma, alla destra! Come cambierebbe la storia della Russia e del mondo se il fratello di Lenin si salvasse per miracolo dal cappio? (è di Federico Pozzi)

Pangermanismo. Federico di Hohenzollern non muore di cancro e nel 1888 succede a Guglielmo I come imperatore del Reich Tedesco. Subito accentua il pangermanismo, ma soprattutto ascolta Bismarck e rimane fedele all’alleanza con la Russia. Cosi si spezza l’alleanza con la Duplice monarchia, che anzi pian piano diventa elemento da assimilare nel grande Reich Tedesco. L’Inghilterra non entra in competizione con la Germania perché Federico non si preoccupa della superiorità marinara, ed anzi favorisce il commercio inglese, aspirando a trasformare la Germania nella maggior superpotenza del continente. L’Italia e la Spagna vengono cooptate nell’alleanza antifrancese di Berlino, ma poi scoppia il patatrac. Infatti la Russia mira alla Turchia, che però è considerata da Berlino come zona personale di sviluppo, quindi i Russi puntano sui Balcani e sull’Europa asburgica. Ammettendo che il casus belli possa localizzarsi sempre nella morte dell’Arciduca, di cui Francesco Giuseppe accusa la Russia, scoppia la Grande Guerra che si svolge più o meno come nella nostra timeline, salvo che l’offensiva Russa attraverso i Carpazi riesce, essendo appoggiata dalle forze Tedesche, ed i Russi catturano Budapest; la caduta di Vienna segue di poco, facendo uscire la disgraziatissima duplice fuori dalla guerra. Alla fine anche Parigi cade, i Tedeschi hanno faticato di più perché la guerra si svolge in Alsazia e non in Belgio per non esacerbare l’Inghilterra, Federico però e generoso. La pace di Versailles trasforma la Germania nella superpotenza mondiale per eccellenza: nessuna colonia, ma annessione di Austria e Boemia-Moravia con la formazione di stati satelliti ad oriente del Lethe. I Russi acquistano la Galizia e poi rafforzano il loro ruolo di protettori degli Slavi. L’Impero Ottomano riposa sul suo mare di petrolio e sulle baionette che i tedeschi gli forniscono per accedere all’oro nero, anche se le tensioni tra Russia e la Sublime Porta rimangono sempre alte. Nel mondo post-bellico non c’è la crisi del 1929 e cosi la situazione internazionale rimane più stabile (proposta da Filobeche e da Dorian Gray)

The Royal Conspiracy. Certamente uno dei più grandi enigmi della storia moderna è rappresentato da Jack lo Squartatore (in inglese Jack the Ripper), misterioso serial killer londinese che nell'autunno 1888 si attribuì la responsabilità del brutale assassinio di cinque prostitute, tutte sgozzate fin quasi alla decapitazione e sventrate. Jack si portava sempre via anche qualche organo della vittima come macabro trofeo, e rivendicò i cinque omicidi con alcune lettere deliranti spedite a vari giornali di Londra, nei quali si firmava appunto Jack the Ripper, ma di solito gli si attribuiscono altri sei delitti avvenuti più o meno nella stessa epoca, e tutti riguardanti giovani donne. Come era apparso dal nulla, così dal nulla l'assassino venne inghiottito. Scotland Yard tentò per anni di dargli la caccia, arrestando tra l'altro vari sospetti i quali però riuscirono sempre a trovare un valido alibi, ed il caso venne studiato da generazioni di psicologi, psicanalisti e criminologi, cui viene oggi dato il nome di "ripperologi". Nel tempo non sono mancate ipotesi stravaganti riguardo al serial killer di fine ottocento. In anni recenti, analizzando i resti del DNA della saliva con cui furono incollati i francobolli delle lettere spedite da Jack ai giornali, qualcuno ha ipotizzato che si trattasse di una donna e non di un uomo, mentre lo storico e ripperologo Andrew Cook ha recentemente proposto che Jack in realtà non è mai esistito: Scotland Yard avrebbe collegato tra loro omicidi senza alcun nesso, i giornali avrebbero enfatizzato i macabri particolari degli organi estratti dal corpo per solleticare il desiderio morboso dei lettori dell'austera età vittoriana e vendere più copie, e le lettere sarebbero opera di mitomani. Ma una delle tesi che ha avuto più fortuna è quella avanzata da Alan Moore nel libro "From Hell", da cui nel 2001 è stato tratto il film "La vera storia di Jack lo Squartatore" con Johnny Depp. Secondo Moore i mostruosi delitti sarebbero stati commessi per coprire il matrimonio cattolico di Alberto Vittorio di Sassonia-Coburgo-Gotha, nipote della regina Vittoria, con una prostituta, da cui sarebbe nata una figlia. La regina avrebbe quindi affidato ad uno dei suoi più fidati collaboratori, affiliato alla massoneria inglese, l'incarico di porvi rimedio, assassinando tutte le testimoni della relazione tra il rampollo della famiglia regnante e l'ex prostituta, e risolvendo così il potenziale scandalo. Proprio perchè frammassone, Jack avrebbe deciso di confondere le acque compiendo cinque delitti rituali sul modello degli antichi sacrifici umani centrati sul cannibalismo. La tesi è oggi controversa; ma che accade se le cose sono andate proprio così e un abile giornalista scopre l'intrigo, sfugge al tentativo di Jack di eliminarlo e pubblica tutto sul proprio giornale, con tanto di foto e di prove? Che conseguenze ha lo scandalo che ne segue sulla storia dell'Impero Britannico? (se lo chiede William Riker)

Sotto il segno del... Toro. Il 9 settembre 1888 l'Isola di Pasqua fu annessa al Cile grazie al capitano Policarpo Toro, il quale pensò che l'isola fosse di importanza strategica per il suo paese. Toro ratificó il documento di annessione in presenza di 20 capi tribù a bordo della sua nave da guerra. Pochi giorni dopo anche una nave da guerra francese proveniente da Tahiti giunse sull'Isola di Pasqua con l'intenzione di annetterla, ma riprese nuovamente il largo non appena apprese che l'isola era già stata rivendicata dal Cile. Ma che accade se i francesi arrivano prima ed annettono l'isola? Teniamo conto del fatto che già nel 1866 un ufficiale francese, Dutroux-Bornier, aveva acquistato dalla popolazione indigena ampi appezzamenti di terreno, si era trasferito sull'isola, aveva scacciato la popolazione indigena dai loro villaggi costringendola a vivere all'interno di una piccola riserva ed aveva trasformato l'intera isola in un enorme pascolo per pecore e mucche. Viste le condizioni disumane in cui teneva la popolazione indigena, quest'ultima nel 1876 si era rivoltata e Bornier era stato ucciso. Il governo di Parigi manterrà queste crudeli usanze, portando la popolazione locale all'estinzione (come fatto dagli inglesi in Tasmania) e svendendo i Mohai ai musei di tutto il mondo, o assicurerà pace e democrazia all'isola, che oggi sarà il quinto Dipartimento d'Oltremare della Francia? (anche questa è di William Riker)

La Corsa al Pacifico. L'ucronia precedente ne suggerisce un'altra. Supponiamo che il Cile si muova per tempo e non annetta solo l'Isola di Pasqua e la vicina e disabitata Sala-y-Gómez, ma anche le Isole Sottovento, le Marchesi, le Tuamotu, Pitcairn, le isole Jarvis, le isole Cook e magari addirittura le Samoa e le Tonga, creando un vero e proprio impero coloniale nell'Oceano Pacifico. Le potenze europee e gli Stati Uniti stanno a guardare? Il Giappone dichiarerà guerra anche al Cile, durante la Seconda Guerra Mondiale? In caso di invasione giapponese del Cile e poi del Sudamerica, per gli Stati Uniti si aprirà un nuovo fronte e la guerra sarà davvero mondiale! E se nella corsa al Pacifico si inseriscono anche Messico e Perù? Come cambia la storia del Sudamerica? (sempre William Riker)

Un posto al sole anche per il Cile. Alternativa all’ucronia precedente. Il Cile si lancia con impegno nella corsa al Pacifico ma alla fine, di fronte alla potenza di Francia e Gran Bretagna, deve accontentarsi di poco più di quello che ha ottenuto nella nostra Timeline. Pur di crearsi un impero il Cile si allea quindi alla Germania, e nel 1914 entra in guerra al suo fianco; ciò però provoca la reazione di Perù, Bolivia e Argentina, e alla fine del conflitto il paese perde tutti i suoi possedimenti nel Pacifico, un pezzo di Patagonia e quei territori che aveva ottenuto nella guerra del 1879-83. È probabile che a questo punto salga al potere una dittatura fascista ansiosa di rivincita, che interverrà con successo nella Guerra del Chaco. E nel 1939? Il Cile si alleerà di nuovo con la Germania ed entrerà per la seconda volta in una guerra mondiale dalla parte sbagliata? (originale proposta di Toxon)

Colonizzatori sudamericani. L'ucronia precedente ne suggerisce un'altra. E se gli stati sudamericani, almeno quelli affacciati sull'Atlantico, decidono di partecipare alla spartizione coloniale della loro dirimpettaia Africa? Ad esempio la Namibia è appannaggio dell'Argentina e il Congo del Brasile (non potrà che passarsela meglio, senza il "possesso personale" di re Leopoldo). Come conseguenza gli stati del Sudamerica potrebbero entrare subito nella Prima Guerra Mondiale, ad esempio l'Argentina dalla parte degli Imperi Centrali e il Brasile dalla parte dell'Intesa, con il risultato di trascinare assai prima gli USA nel conflitto - dopotutto l'America doveva essere appannaggio degli americani - e di dare inizio a scontri militari di proporzioni titaniche nel Sudamerica, al cui confronto la Guerra del Chaco apparirà poco più che una scaramuccia (ancora William Riker)

Obrenovic. Milan II Obrenovic di Serbia non abdica nel 1889. La Serbia evita il golpe del 1903 e si mantiene filoasburgica, i problemi nei Balcani si fanno meno ingarbugliati. Si eviterà la Prima Guerra Mondiale? (se lo chiede Dans, che ha proposto questo sviluppo della sua ucronia)

Il Sistema Metrico Duodecimale. Fin dagli albori dell'umanità, due sistemi numerici si sono contrapposti: quello decimale (base 10, come le dita delle mani) e quello duodecimale (base 12, come le falangi della dita non opponibili di una mano, mentre il pollice viene usato per contare). Visti i suoi vantaggi, primo tra tutti il maggior numero di divisori (2, 3, 4, 6, 12), ancora oggi il sistema duodecimale è ampiamente usato in vari ambiti: tempo (mesi, ore, minuti, secondi), geometria (gradi degli angoli), per non parlare del Sistema Imperiale inglese, in cui un piede è formato da 12 pollici, o uno scellino valeva 12 penny. Ma che succede se il sistema decimale non prende mai piede, e nella Prima "Conferenza Generale di Pesi e Misure" del 1889 viene adottato un sistema metrico duodecimale? Originariamente il metro venne indicato come la decimilionesima parte (cioè 1 x 10–7) della distanza tra il polo e l'equatore; un "metro duodecimale" (1 x 12–7 volte di un quarto del meridiano terrestre, corrisponde all'incirca a 27,91 cm, quasi esattamente quanto un piede inglese (30,48 cm); e ciò avrebbe permesso la diffusione del sistema metrico duodecimale anche nel refrattario mondo anglosassone, Stati Uniti compresi. Inoltre 12 alla terza fa 1728, di poco inferiore a 2 alla undicesima = 2048; questo significa che 212 = 4096 basta a rappresentare tutti gli interi tra – 1728 e + 1728; in questa situazione, i computer probabilmente non useranno una notazione a 8 bit, ma a 12... (un colpo di genio di MattoMatteo)

Spazio 1889. Se Marte fosse stato abitabile e raggiungibile nel 1889 o giù di lì, che influenza avrebbe avuto la sua colonizzazione nella storia? Invece di competere per l'Africa con l'Inghilterra, la Germania avrebbe potuto colonizzare Marte, valvola di sfogo anche per Giappone ed Italia, evitando attriti e generandone altri, con che effetto sulla storia? (una delle più folli idee di Filobeche, ispirato dal Gioco di Ruolo Space 1889)

La regione del Sannio. Esiste un movimento separatista che vorrebbe staccare dalla Campania la provincia di Benevento per unirla al Molise, e creare così la regione del Sannio. In verità con il primo governo Crispi l'istituzione del Sannio sembrava cosa fatta, ma poi il governo cadde e non se ne fece nulla. Ma supponiamo che i tempi si accelerino, e il malcontento dei beneventani contro Napoli cresca a tal punto che il Sannio venga costituito con parti delle province di Avellino e Caserta oltre a quelle attuali di Isernia e Campobasso; il capoluogo sannita è Benevento; in seguito nascono le province di Ariano e Termoli. Che accade? Ci sarà un movimento separatista molisano contro il "centralismo" dell'Irpinia? (l'ha pensata il Marziano, che infatti abita in Campania, insieme a Falecius)

Rodolfo d'Asburgo. L'unico figlio maschio di Francesco Giuseppe non muore a Majerling il 29 gennaio 1889, sale al trono e non c'è alcun assassinio a Sarajevo. La politica filoslava di Rodolfo provoca una grave crisi della monarchia asburgica, in quanto per essere filoslavi si deve essere antiungheresi, accelerando però il rischio di una sua frantumazione. L'Italia rompe l'isolamento tedesco (la fedeltà nibelungica all'Austria) in cambio di ampie concessioni territoriali nei confronti della duplice e dei balcani. La guerra non è evitabile ma l'Austria cerca l'appoggio della Francia e persino della Russia in funzione di pacificazione interna contro l'Ungheria. L'Inghilterra continua la sua sfida con la Germania che si trova costretta a cercare alleati sia nell'Ungheria che in nazioni minori, come la Romania e la Bulgaria. Una guerra del genere, con la Duplice fuori già prima che scoppi, vede la Russia e la Germania lottare per la supremazia sui Balcani. L'esito di un tale confronto potrebbe essere negativo per la Germania esattamente come nella nostra storia, e la sua sconfitta lascerebbe profonde ferite (ancora Filobeche)

Good morning Samoa. Nel marzo 1889 una forza navale tedesca bombardò un villaggio samoano distruggendo alcune proprietà americane. Tre navi da guerra americane entrarono nella baia e si prepararono ad attaccare le navi tedesche. Prima che un solo colpo fosse sparato un tifone affondò tutte le navi. Le potenze coinvolte firmarono un armistizio per… mancanza di navi. E se invece quel tifone non fosse arrivato? (un divertissement di Damiano)

Il Regime Boulangista. Nato a Rennes nel 1837, nel 1886 Georges Boulanger divenne Ministro della Guerra, introdusse riforme a vantaggio dei soldati e si appellò al desiderio francese di rivalsa sull'Impero Tedesco, cavalcando il Revanscismo. Nel 1888 la sua personalità dominava la politica francese, tanto da dare vita al movimento "boulangista". I bonapartisti lo appoggiarono, diversi monarchici gli diedero supporto finanziario e il Conte di Parigi incoraggiò i propri seguaci a sostenerlo. L'ambizione personale di Boulanger gli alienò però i suoi sostenitori repubblicani, che videro in lui un potenziale dittatore militare, e il momento propizio passò. Nel 1889 la Terza Repubblica prevenne un possibile colpo di stato boulangista emettendo un mandato d'arresto nei suoi confronti per tradimento; Boulanger fuggì da Parigi a Bruxelles e poi a Londra, e i boulangisti vennero sconfitti nelle elezioni generali successive. Condannato in contumacia, il golpista mancato andò a vivere sull'isola di Jersey, poi tornò a Bruxelles dove si suicidò con un colpo di pistola sulla tomba della sua amante, morta pochi mesi prima. Ma che accade se Boulanger coglie l'occasione e conquista il potere? Nasce una "Repubblica Nazionale" dominata dal culto della sua personalità e del suo regime militare? Una guerra con la Prussia scoppierà in anticipo? (è di Ainelif)

Il Negus Giovanni V. Il 10 marzo 1889 l'imperatore abissino Giovanni IV, colui che nella Battaglia di Gura del 1876 aveva annientato gli Egiziani e posto fine alle loro ambizioni sull'Etiopia, confinandoli sulla costa, morì nella Battaglia di Metemma contro le truppe del Mahdi, e la sua testa venne esibita ad Omdurman, infilzata su di un'alabarda. Egli aveva nominato proprio erede il figlio Ras Mengesha Giovanni, ma il Tigrai gli si ribellò nominando Negus il re dello Scioa Sahle Mariàm, che prese il nome di Menelik II. Il governo italiano si felicitò con Menelik II, da sempre sostenuto con armi e denaro, e si presentò all'incasso con la cambiale del Trattato di Uccialli. Menelik II lo firmò il 2 maggio 1889, ma presto denunciò differenze tra il testo italiano e quello amarico, e dimostrò che, se aveva usato l'Italia per meglio realizzare le sue ambizioni, non aveva nessunissima intenzione di rinunciare alla propria libertà di manovra, diventando di fatto un protettorato italiano. Il dissidio che si aperse condusse infine al disastro di Adua. Ma che accade se Giovanni IV non muore, o il figlio Giovanni V riesce a succedergli? Come cambiano i rapporti tra Italia ed Abissinia, e l'intera politica coloniale italiana? (se lo chiede Lord Wilmore)

Crispi in Libia. Francesco Crispi, viste le guerre perpetue tra il Negus Giovanni e Menelik, suo avversario e Ras dello Scioa, decide di non impelagarsi nel Corno d'Africa, dove lo spingeva l'Inghilterra per contrastare la Francia che aveva già colonizzato Gibuti, ma di attaccare direttamente la Libia, con vent'anni di anticipo su Giolitti. Parigi protesta perchè aveva messo gli occhi su Tripoli, ma alla fine i due contendenti si mettono d'accordo: alla Francia Eritrea e Somalia, oltre al protettorato sull'Abissinia; Tripolitania e Cirenaica all'Italia. Ultimatum alla Turchia e breve guerra che termina con la conquista di Tripoli e Bengasi, anche se occupare l'interno è oggettivamente più difficile. La Libia non è la vacca grassa senza corna, dipinta da Crispi in contrapposizione al leone etiope con gli artigli affilati, ma di sicuro l'agonizzante Impero Ottomano non può infliggere all'Italia alcuna sconfitta di Adua. Il risultato è che l'età crispina non finisce miseramente con un disastro coloniale, e Giolitti non conquista il potere, "chiuso" dai massimalisti alla Crispi. Ma la sconfitta libica accelera anche la disgregazione della Sublime Porta, con Greci, Serbi, Bulgari e Rumeni che ne approfittano e la espellono dall'Europa con molti anni di anticipo. La "polveriera dei Balcani" esplode prima, e quindi è possibile anche uno scoppio anticipato della Prima Guerra Mondiale. E la Francia ad Adua come se la cava? (Enrica S. ancora una volta)

Ashanti. Pochi stati africani riuscirono ad offrire una valida resistenza alla penetrazione colonialista europea; uno dei più importanti e meglio organizzati era l'Impero Ashanti o dello sgabello d'oro. Gli inglesi combatterono con l'Ashanti quattro guerre dal 1826 fino al 1896 e alla fine la spuntarono; ma se invece l'Ashanti resiste? Oltre all'Etiopia ci sarà quindi un altro grande stato africano che sopravvive alla colonizzazione europea, tra l'altro economicamente messo molto meglio grazie all'oro che si trova sul corso del fiume Niger, il commercio degli schiavi e il monopolio del commercio del sale. È possibile ipotizzare un'isola di resistenza africana che, oltre a rimanere indipendente, diventa ricca e potente, una specie di "Giappone" africano? Ancor oggi gli Ashanti che abitano il Ghana continuano ad onorare la corona del loro re: se Omotufu Osei Tutu II fosse un capo di stato anziché una figura simbolica, come cambierebbe la storia dell'Africa? (ipotizzata da Federico Pozzi)

Confederazione Zulù-Xhosa. Seconda ucronia dedicata ai grandi regni africani: oggi presento gli Zulù-Xhosa. Entrambe le popolazioni, storicamente divise per questioni etniche e tribali, diedero filo da torcere ai colonialisti olandesi e britannici. Ebbene, cosa accadrebbe se gli Zulù e gli Xhosa si unissero in una confederazione? Riuscirebbero a respingere gli europei? Entrambe le tribù avevano solide tradizioni militari, sotto la guida di un unico capo potrebbero anche riuscire a impedire ai bianchi di entrare nei territori ancestrali e forse gli europei rimarrebbero abbarbicati nella "Colonia del Capo", senza accesso quindi alle fondamentali regioni del Traansvaal, ricche d'oro e di diamanti. Naturalmente sarebbe inevitabile che ad un certo punto a capo della confederazione salga Nelson Mandela (Xhosa),: riuscirà a riconciliare la colonia "bianca" di Città del capo con lo stato "nero" sorto oltre il Transvaal, o il Sudafrica rimarrà per sempre diviso in due entità separate, senza mai riconciliarsi ? Immagino una situazione stile Irlanda del nord per la colonia "bianca", con gruppi terroristi armati che rivendicano l'unione della Città del Capo allo stato nero del Traansvaal: una specie di I.R.A. nera, peraltro alimentata dal sempre crescente razzismo (ancora Federico Pozzi)

Alleanza Africana Antieuropea. Spin-off delle due ucronie precedenti. Si potrebbe pensare ad uno sviluppo di tre grandi Stati indipendenti in Africa: Ashanti, Abissinia e KwaBantu. In quest'ultimo Mandela sarebbe in giorno primo Ministro, non Capo di Stato, titolo che rimarrebbe alla stirpe di Shaka il Grande. Queste tre potenze, in risposta alla Conferenza di Berlino, diano vita ad un'Alleanza Africana, alla quale potrebbero aggiungersi il Dahomey, il Madagascar, i Regni Ugandesi e le Tribù Tswana... Come cambia la storia? (un colpo di genio di Tommaso Mazzoni)

Otto, resta. Nel 1890 Otto von Bismarck litigò con il nuovo Kaiser Guglielmo II e decise di dimettersi, privando la Germania dell'uomo che l'aveva unificata. Ma se invece Bismarck decide di rimanere ancora a fianco del Kaiser Guglielmo? Che sorprese ci possiamo aspettare dagli ultimi otto anni di vita del Cancelliere di Ferro? (pensata da Camillo Cantarano)

Guerra USA-Italia. In seguito al linciaggio di una dozzina di italoamericani a New Orleans nel 1890, il governo Crispi dichiara guerra agli USA che non vogliono né riconoscere il misfatto né risarcire le famiglie delle vittime, e con l'appoggio di Germania e Austria invia una squadra navale a bombardare la "Big Easy", perchè gli USA hanno la flotta in disarmo e le loro coste sono praticamente indifese. Il Regno Unito non interviene e gli USA sono sconfitti. Ne segue una deriva a destra del loro governo, che nella Prima Guerra Mondiale si schiererà con gli Imperi Centrali (proposta da Manfredi e da Enrico Pizzo)

Gli Anglo-giapponesi. Alla fine dell’ottocento il Giappone si aprì al mondo e si modernizzò forzatamente sotto la guida di Mutsuhito, noto anche come Meiji Tenno. Quest’apertura cambiò gli ideali fondamentali dell’antico Giappone e numerosi intellettuali nipponici si sono lasciati convincere, di fronte alla superiorità tecnica dell’Occidente, che c’era dietro questo anche una superiorità razziale. Tra loro c’erano uomini come Takahashi Yoshio, che nel 1884 proclamava che la razza giapponese, per diventare più evoluta, doveva essere mescolata al sangue occidentale e sopratutto inglese, con un programma di procreazione meticcia fino a far sparire certi tratti somatici come gli occhi a mandorla. Questa idea é stata abbandonata solo dopo la conclusione negativa da parte di sedicenti « scienziati » europei: un popolo meticcio poteva solo andare verso la decadenza. Altri, come il politico Mori Arinori, hanno fatto studiare dall’assemblea dell’epoca la possibilità di fare dell’inglese la lingua ufficiale del paese e di far sparire la lingua giapponese (fu però assassinato da un nazionalista). Quest’idea ha ricevuto un inizio di applicazione nelle scuole, a tal punto che all’inizio del XX secolo un candidato all’esame di ammissione all'università non è riuscito a capire un testo in giapponese. Questa politica fu pero abbandonata nel 1890 con la fine della carriera del ministro Kazuo Inoue, il suo maggior sostenitore. Ma cosa avviene se oltre ad essere modernizzato il Giappone prosegue nella sua occidentalizzazione culturale e genetica? Sicuramente non ci sarà la guerra del Pacifico, visto che a questo punto i Giapponesi sono già totalmente americanizzati; c'è la possibilità che il Giappone chieda di diventare uno Stato dell’Unione! È possibile anche che la politica di colonizzazione e di aggressione del Giappone contro la Corea e la Cina sia più forte, perché i Giapponesi si considerano ormai appartenenti ad una razza diversa e superiore. Le conseguenze più gravi sono però per il Giappone stesso: le città dell’arcipelago sono distrutte per essere ricostruite all’occidentale e la scrittura antica é vietata. La politica di mescolanza tra donne giapponesi e marinai occidentali provoca scandalo e vede la creazione di vasti quartieri di prostitute gestite dallo Stato con il Ministero per il Perfezionamento della Razza. Questa politica provocherà senza dubbio una forte reazione nazionalista e una guerra civile tra lo Stato e le campagne che si raggruppano attorno agli antichi clan e ai loro samurai. Questa guerra civile porterà alla distruzione economica del paese che non potrà mai sorgere come potenza coloniale e industrializzata. Inoltre in queste condizioni nascerà una frattura etnica tra gli Anglo-giapponesi delle città, casta superiore della società, e i Giapponesi delle campagne, discriminati a tal punto che certi immigranti nelle città si fanno allargare gli occhi e si mascherano per sembrare più bianchi. Oggi il Giappone sarà uno Stato americano agricolo e portuario diretto da qualche famiglia più occidentalizzata e dove una gran parte della popolazione « all’antica » sarà in condizioni di povertà e controllata con la forza per mantenerla nelle campagne (pazza idea di Perchè no?)

Ainu. Gli Ainu, popolo giunto già diecimila anni fa nell'arcipelago giapponese, dove diede vita alla cultura Jomon, resistono sull'isola di Hokkaido allo sterminio da parte dei nipponici, e così, anziché essere sull'orlo dell'estinzione, raggiungono già a fine ottocento i tre milioni di individui. Essi tenteranno a più riprese la rivolta contro l'impero del Sol Levante per ottenere l'autodeterminazione della loro terra. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, l'America imporrà all'impero Giapponese l'indipendenza di Hokkaido, e ad Yalta ci si accorderà per un Hokkaido neutrale. Nel dopo guerra i coloni nipponici vengono cacciati dall'isola o ainuizzati (che brutto termine!). La repubblica di Hokkaido o Ainuland conosce un impetuoso sviluppo economico, tanto da fare concorrenza al vicino Giappone, i prodotti elettronici Ainu invadono i mercati europei e americani (terza ucronia dedicata da Rivoluzionario Liberale ai "popoli sfigati meno sfigati")

Giliaki. Vicini di casa degli Ainu sono i Giliaki. Anch'essi raggiungono a fine '800 i due milioni di abitanti nell'isola di Sakhalin, per metà in territorio russo e per metà in terra giapponese. Dopo la Seconda Guerra mondiale l'isola di Sakhalin riunificata è annessa all'Unione sovietica come sedicesima repubblica, la più piccola dopo l'Estonia, con il nome di Giliakistan. Dopo lo scioglimento dell'URSS il Giliakistan dichiara l'indipendenza e diviene un paese sovrano, il vicino Ainuland è il primo paese a riconoscerlo. Negli anni duemila una rivoluzione arancione spazza via il regime filo-russo... (quarta ucronia dedicata da Rivoluzionario Liberale ai "popoli sfigati meno sfigati")

Ket. Anche questo popolo, presentante un mix di caratteri europoidi ed asiatici-orientali, sopravvive assai più numeroso in Siberia; anzichè 500 individui al presente se ne contano più di due milioni. Un numero così alto di Ket assai guerriti ne fanno un Caucaso interno per la Russia sul fiume Yenisey: negli anni novanta la Russia di Eltsin dovrà affrontare il terrorismo Ket oltre a quello Ceceno. Come andrà a finire? (quinta ucronia dedicata da Rivoluzionario Liberale ai "popoli sfigati meno sfigati")

Na Dene. Il gruppo Na Dene è uno dei tre gruppi principali di lingue native americane parlati nelle Americhe, e secondo alcuni rappresenta un'ondata migratoria distinta dall'Asia alle Americhe. Di tale famiglia fanno parte vari popoli amerindi in Arizona, Nuovo Messico, Oregon, California settentrionale, Canada ed Alaska; tra i rappresentanti più famosi vi sono Navajo e Apache. Supponiamo che essi, a dispetto del tentativo di chiuderli in riserve, raggiungano in tutto i cinque milioni di individui. Molti di loro si addenseranno nelle grandi metropoli californiane in cerca di occupazione. Essendo cittadini americani a tutti gli affetti, il governo americano non può impedire la migrazione all'interno della federazione. Nascerà un rap Na Dene, cattivo più che mai, ed i poliziotti americani dovranno avere a che fare anche con bande di Apache e Navajo oltre che di neri e ispanici. Riusciranno ad ottenere da Obama la creazione di stati tutti per loro all'interno dell'Unione? E il Canada reggerà alla pressione demografica dei popoli Na Dene, o si sfascerà? (sesta ucronia dedicata da Rivoluzionario Liberale ai "popoli sfigati meno sfigati")

Inuit. Pure gli Inuit si moltiplicano a dismisura sul territorio canadese, approfittando della fine della "Piccola Glaciazione", ed ai primi del '900 raggiungono un milione di anime; allora cominceranno a far pressione su Ottawa affinché conceda loro l'autonomia prima e l'indipendenza poi. Nascerà un'ETA Inuit? Negli anni duemila l'Inuit sarà ufficiale nella confederazione Canadese al pari di Inglese e Francese? O Nunavut (in lingua Inuit "Nostra Terra") diventerà uno stato indipendente e ricchissimo di risorse naturali? I poveri cuccioli di foca faranno comunque una fine spaventosa? (settima ucronia dedicata da Rivoluzionario Liberale ai "popoli sfigati meno sfigati")

L'Albania caucasica. L'Albania caucasica era un regno medioevale la cui lingua caucasica sopravvive presso gli Udin, una popolazione minoritaria dell'Azerbaijan, della Georgia e dell'Armenia. Oggi sopravvivono circa 5000 Udin, ma una volta la loro lingua era parlata e scritta nell'odierno Azerbaijan, poi inizio a declinare in favore del turco azero; ma immaginiamo che gli Udin sopravvivano fino al XX secolo come consistente minoranza nell'Azerbaijan settentrionale. Allo scoppio della rivoluzione di ottobre entrano a far parte della repubblica transcaucasica e infine sotto i sovietici nella repubblica socialista sovietica azera, come repubblica autonoma di Albania caucasica. Arriviamo al 1941 con l'Operazione Barbarossa: molti Udin come altre etnie moriranno nella guerra patriottica contro i nazisti, ma al termine della guerra Stalin opererà una serie di purghe deportando parte della popolazione Udin in Asia centrale, accusandoli di collaborazionismo con i nazisti. Inutile dire che gli Udin sperano nella nascita di una repubblica federata dell'URSS staccata dall'Azerbaijan, ma né Stalin né Krushev né Breznev acconsentono. Alla fine degli anni '90 più di mezzo milione di Udin vivono nel nord dell'Azerbaijan, più una diaspora nelle varie repubbliche sovietiche e una cospicua comunità a Baku. Nel 1988 scoppia la guerra tra Armenia e Azerbaijan, e gli Udin si trovano nel bel mezzo. Molti Udin vengono arruolati a forza nell'esercito azero, alcuni disertano o addirittura combattono con gli armeni. La comunità Udin di Baku e Sumgait deve lasciare la città in fretta, scoppia un pogrom ai danni degli armeni e degli Udin, ma alle prime avvisaglie della vittoria armena gli Udin si muovono contro il governo centrale azero. L'organizzazione per la liberazione dell'Albania caucasica inizia una guerriglia contro l'esercito azero ormai in rotta, pur non avendo aviazione e carri puntano sul fatto che il grosso dell'esercito azero è impegnato nel Karabakh, e dalla Russia giungono armi ai ribelli. Nel 1994, al termine del conflitto, buona parte del territorio storico dell'Albania viene liberato e si viene a formare una repubblica dell'Albania caucasica, al pari del Karabakh, non riconosciuta da nessuno. Nei trattati di pace gli Azeri rifiutano di trattare insieme con armeni e albanesi, e lo stallo rimane tutt'oggi. Negli anni 2000 il presidente Aliev inizia un'offensiva per riprendere il territorio della repubblica ribelle, ma i russi e gli armeni intervengono a protezione della repubblica autoproclamatasi indipendente. Scoppia una guerra di una settimana simile alla guerra dell'Ossezia del 2008, che conduce ad un nulla di fatto. L'oleodotto Baku-Ceyhan deve tagliare fuori anche il territorio albanese. Come si risolverà la questione dell'Albania caucasica? (ottava ucronia dedicata da Rivoluzionario Liberale ai "popoli sfigati meno sfigati")

A letto con la nemica. Com'è noto, le famiglie reali europee erano quasi tutte imparentate tra di loro, ma non si registrarono mai matrimoni tra i Savoia e le nobildonne inglesi. Un'eccezione a questa regola avrebbe potuto riguardare il principe di Napoli Vittorio Emanuele di Savoia, figlio di Umberto I ed erede al trono d'Italia, al quale nel 1892 si era pensato di far sposare Maud Charlotte Mary Vittoria di Edimburgo, castana, sguardo deciso, naso importante, viso allungato, cavallerizza, pattinatrice e ciclista. Il progetto fallì, perchè era necessario che Maud abiurasse l'anglicanesimo per abbracciare il cattolicesimo; Maud era anche disposta a farlo, ma i Savoia pretendevano che ciò accadesse prima del matrimonio, mentre la famiglia reale inglese voleva che ciò avvenisse dopo le nozze. Alla fine il futuro re Vittorio Emanuele III sposò invece Elena del Montenegro. Ma come cambia la storia d'Italia se il "Re Soldato" ha accanto a sé una regina proveniente dalla "Perfida Albione"? (anche questa è una trovata di Enrica S.)

La Regione del Sannio. Gran parte dell'antico Sannio fece parte del Regno di Napoli e poi delle Due Sicilie, ad eccezione di Benevento che era pontificia. Dopo la (ri)nascita del Regno d'Italia, nacque un movimento che sosteneva la creazione, all'interno dello Stato peninsulare, dell'entità politico-amministrativa del Sannio, con"capitale" Benevento. Sotto spinta dell'iniziativa locale, lo stesso Parlamento italiano s'interessò alla questione, tanto che sotto Crispi la decisione sembrò presa. Nel 1890, il Consiglio provinciale di Benevento stanziò due milioni di lire per costruire un Palazzo del Governo che avrebbe dovuto ospitare gli uffici della Regione Sannio, che avrebbe "annesso" Avellino e Campobasso. Col governo Crispi però, decadde il progetto. Continuò ad esistere la Provincia di Benevento. Ma se invece viene costituita ante litteram la prima Regione italiana con uno statuto speciale proprio nel Sud? (made in Ainelif)

Avventure (con le) giapponesi. Un'ucronia tratta da un incidente per lo più dimenticato. Nel 1891 Nicola Romanov, allora erede al trono dell'impero russo, era in viaggio in Giappone, una delle tante tappe stabilite dal suo padre per l'educazione del figlio, che porterà poi Nicola nel Mediterraneo. Nicola sembra avere apprezzato la cultura giapponese, e soprattutto le donne nipponiche. A Kyoto, Nicola avrebbe regalato a una giovane dama un oggettino comprato in strada dagli artigiani, approfittandone per fare il galantuomo. Questo non fu apprezzato dal marito di lei, Tsuda Sanzô, giovane poliziotto assegnato della sicurezza del principe e appena sposato: egli si ritenne offeso, e nella notte seguente tentò di tagliare in due Nicola all'antica, con la katana. Tsuda però non doveva essere tanto bravo come samurai, ferì solo Nicola alla fronte, procurandogli una bella cicatrice di 9 cm, prima di essere fermato da Giorgio di Grecia e da due Giapponesi presenti. La ferita non era seria, ma l'incidente fu grandissimo: il Giappone aveva fatto brutta figura e si vedeva disonorato proprio la prima volta in cui un grande principe occidentale visitava il paese. La Russia e Nicola infine lasciarono perdere, non chiedendo alcuna riparazione all'imperatore Meiji, ma il principe ritornò velocemente in Russia via Siberia, e si dice che per colpa di questo incidente abbia covato un odio particolare per i Giapponesi, chiamati da lui "le scimmie". Si può pensare che l'incidente abbia avuto un peso indiretto nella condotta del futuro sovrano durante la guerra russo-giapponese. E se, al contrario, Tsuda si mostra un po' più diplomatico e chiude le occhi se Nicola inizia una relazione con la giovane moglie? Il futuro Zar potrebbe avere bellissimi ricordi del Giappone, e forse avere una buona opinione del paese; una volta sovrano potrebbe essere favorevole a buone relazioni, forse ad un'alleanza con Tokyo. E così, Russia e Giappone firmano uno trattato che regola il loro espansionismo in Asia. la Manciuria e Tianjin alla Russia, la Corea e qualche altro porto cinese al Giappone. La Cina potrà resistere all'alleanza delle due potenze? L'assenza dell'umiliante disfatta russa del 1905 avrà sicuramente un peso grandissimo nelle vicende russe. Potrebbe anche impedire la rivoluzione russa, non intacando il prestigio del Romanov. Dal canto suo, il Giappone cercherà di espandersi prima che nella nostra Timeline, sopratutto in Cina dove dovrà affrontare la rivalità con la Gran Bretagna, che però era gia sua alleata, e con la Francia, senza parlare degli USA. Tokyo rischierà una guerra contro una di queste potenze occidentali all'inizio del XX secolo? (un colpo di genio di Perchè no?)

Disavventure (con le) giapponesi. E se accadesse il contrario dell'ucronia precedente? Tsuda ha mira migliore e Nicola ci lascia la pelle. L'impero russo accusa l'imperatore Meiji Tenno di aver orchestrato lui l'assassinio dell'erede al trono russo, con conseguenze disastrose: scoppia subito una guerra russo-giapponese, stavolta però i russi potrebbero avere la meglio perchè la flotta giapponese non è così forte, ed anche i nascenti movimenti socialisti non trovano linfa in una sconfitta disastrosa. Sul piano dinastico, erede al trono russo diventa Giorgio, fratello minore di Nicola, che il 1 novembre 1894, alla morte prematura per nefrite del padre Alessandro III, gli succede assumendo il nome di Giorgio I, ma questi è malato di tubercolosi e muore improvvisamente il 9 agosto 1899, senza figli. A questo punto sale al trono il terzo fratello, Michele II. Essendo Zar, questi non ha una relazione extraconiugale con Natal'ja Sergeevna Šeremetevskaja e non ha figli bastardi; sposerà una principessa straniera, speriamo non la stessa che era stata designata per suo fratello Nicola II, altrimenti l'emofilia perseguiterà anche la sua stirpe. Se questi ha l'intelligenza di compiere riforme in senso democratico e di occidentalizzare il paese, la Rivoluzione potrebbe essere evitata. La Prima Guerra Mondiale però probabilmente no (questa è di Lord Wilmore)

L'impero delle Hawaii. Nel 1891 l'avventuriero piemontese Celso Cesare Moreno si trasferì nelle isole Hawaii, allora regno indipendente, e sotto il regno di Kalakaua I ricoprì svariati incarichi politici, da primo ministro a ministro degli Esteri. Proprio rivestendo questo ruolo propose al re Kalakaua di mettersi a capo di una federazione di isole oceaniche per fermare l'espansionismo americano nell'area, ma la notizia trapelò e venne rimosso dal suo incarico dopo soli cinque giorni per paura della reazione dei cittadini americani presenti nell'isola, che avevano in mano l'economia del paese. Ma cosa succede se la sua avventura ha lieto fine? (terza ucronia hawaiana e seconda ucronia dedicata a Celso Cesare Moreno da Mattiopolis)

Il Siam italiano. L'italia, verso la fine dell'ottocento, aveva delle mire espansionistiche in Indocina, in particolare in Siam, Aceh (l'estremità settentrionale dell'isola di Sumatra) e alta Birmania. Inglesi e francesi tuttavia impedirono agli italiani di coronare le loro ambizioni, poiché desideravano un cuscinetto fra l'India Britannica e l'Indocina francese. Ma che accade se queste due potenze decidono che un cuscinetto italico faccia lo stesso di uno nativo? L'italia invia un corpo di spedizione già poco prima del 1900, utilizzando i porti inglesi come scalo. La guerra si rivela più dura del previsto, complici soprattutto il clima e la guerriglia locale, che causano perdite elevatissime fra i soldati italiani, ma alla fine il Regno italico riesce a vincere la sfida e proclamare l'IOI (Indocina Orientale Italiana). Questi possedimenti rimarranno in mani italiane per poco più di 40 anni; inizialmente sono usati come base d'appoggio fra italiani e giapponesi nella seconda guerra mondiale, ma nel '43 con la caduta del fascismo l'IOI è occupata dalle truppe angloamericane,che aiutano quelle italiane in un'offensiva contro il Giappone nella vecchia Cambogia francese. A fine guerra l'italia conserva il Dominio di Aceh, che è troppo piccolo e povero per divenire uno stato indipendente, e lo mantiene fino agli anni settanta, quando il movimento indipendentista locale prende il sopravvento. Il Siam e l'Alta Birmania diventano due repubbliche sovrane, caratterizzate da una forte matrice italica, un po' come la Somalia fino agli anni novanta (questa è di Basileus TFT)

Ucronia indocinese. L'Asia Orientale è l'unica regione del mondo, oltre all'Europa, in cui si siano sviluppati autonomamente degli Stati nazionali: Corea, Giappone, e soprattutto Thailandia, Birmania, Vietnam, Laos e Cambogia, ai quali andrebbero aggiunti Arakan (oggi stato Rakhine, nel Myanmar) e il regno Mon (esiste uno stato autonomo Mon nel Myanmar, ma molto più piccolo del vecchio stato nazionale dei Mon). Una coscienza nazionale si era sviluppata anche a Bali, Giava, Madura e Sunda, ma è difficile parlare di Stati nazionali di questi popoli, tranne in parte per Bali, a causa della precoce presenza coloniale olandese. La coscienza nazionale malese è un fenomeno più complesso e sebbene abbia germi antichi, arriva a maturazione solo nel Novecento. In Indocina la coscienza nazionale si sviluppa a partire dal Cinquecento, e si manifesta nelle guerre d'indipendenza ricorrenti contro i tentativi imperialistici birmani, da parte di siamesi, laotiani e mon, e nella lotta dei cambogiani contro l'espansione Vietnamita e Siamese. La consapevolezza delle diversità etniche fu un fattore forte nella resistenza birmana all'espansione Shan. Tuttavia, la creazione di un equilibrio basato su Stati-nazione è dovuto al fallimento dei tentativi egemonici dei siamesi e dei birmani, che hanno alternativamente tentato di assicurarsi l'egemonia sull'intera penisola. I re birmani Tabinshwehti, Hsinbyushin, Nanda Bayin, Anaukpetlun, Alaungpaya e Bodawpaya hanno tutti tentato di fondare un impero peninsulare; ogni volta i loro tentativi fallirono, in particolare per la strenua resistenza siamese (o, nel caso di Hsinbyushin, laotiana). I tentativi analoghi dei re siamesi Naresuen, Prasat Thong, Thaksin, Rama I Chakri e Rama III, e del vietnamita Minh Mang, non riuscirono a superare la resistenza birmana. I siamesi sottomisero Laos e Cambogia sotto Rama III, ma era troppo tardi e la Francia riuscì a costringerli a ritirarsi dalla regione nel 1893. Cosa succede invece se uno di questi tentativi riesce a riunire Birmania e Siam in un unico, potente regno? (ideata da Falecius)

Il Canale di Kra. E se qualche genio in Europa pensasse di tagliare un canale nell’istmo di Kra, la striscia di terra che collega la penisola malese all'Asia continentale all’altezza di Chompon oppure di Songhkla? Nel secondo caso l'isola di Phuket (nota più che altro per essere meta turistica) potrebbe giovarsene molto, e divenire una sorta di Singapore, che invece non se la passerebbe tanto bene. Possibile una più forte influenza francese sul Siam, se non una colonizzazione in piena regola (pensata da Paolo Maltagliati)

Gli Italiani nel Mar Cinese. Le isole Spratly sono un minuscolo arcipelago nel Mar Cinese Meridionale, giacente sul 10º parallelo tra le coste del Vietnam e delle Filippine, ed oggi contese tra ben sei nazioni: Vietnam, Filippine, Cina, Malesia, Taiwan e Brunei. I suoi fondali infatti sono ricchi di petrolio. E se tra tutti i litiganti a fine ottocento la spuntassero gli italiani, in cerca di colonie d'oltremare? Una buona base all'epoca per assicurarsi diritti di pesca nel Pacifico, dato che allora non si conoscevano giacimenti petroliferi offshore. I giapponesi potrebbero rivendicarle di brutto, ed allora l'Italia sarà disincentivata ad allearsi con il Sol Levante. E magari anche con la Germania nazista, se questa fiancheggia i Giapponesi fin dalla prima ora. Mussolini potrebbe invece essere amico degli USA in funzione anticomunista, dato che le Spratly non sono lontane dalla Filippine, occupate dallo Zio Sam. Se i nipponici fagocitano Filippine e Spratly dopo Pearl Harbour, Benito potrebbe decidere di entrare in guerra a fianco di Roosevelt. L'Italia sarà ben presto occupata dai tedeschi, ma lo Sbarco in Normandia potrebbe essere effettuato sulle coste del Bel Paese. E così, alcune decine di atolli sabbiosi potrebbero cambiare la storia... (una bizzarra idea di Enrica S.)

Hamburger? E che cos'è? E se per caso ad Otto Krause non fosse mai venuto in mente di cuocere la carne in quel modo che oggi noi chiamiamo Hamburger? Si tratta di una preparazione alimentare molto semplice, e quindi la "scopre" il grandissimo Chef francese Paul Bocuse nel XX secolo, chiamandola "Pain à l'Hambourgeoise" perché l'ha visto fare per la prima volta ad Amburgo, e ne fa una ricetta deliziosa con una polpetta di carne macinata e delicatamente condita con verdure varie che non si mangia con le mani(!) Il successo é grandissimo, anche il generale De Gaulle ne mangia dicendo che si tratta di una prova del genio culinario francese. Perciò Paul Bocuse riceve la Légion d'Honneur e crea poi i ristoranti di "Gastronomie rapide" che gli anglosassoni traducono con "fast food". Ma la ricetta originale si fa ancora nel ristorante di Bocuse, dove si vende a 289 euro l'uno. Nel 2003 gli USA hanno pero vietato la commercializzazione dell'hambourgeois in piena febbre anti-francese. e hanno creato l'infame "Freedom Hamburger" di sinistra memoria, ma senza grande successo. Da notare che l'hambourgeois é venduto in Italia sotto il nome di Svizzera, anomalia che nessuno ha mai capito pienamente! (straordinaria ucronia culinaria di Michal I e di Perchè no?)

Terres-Vivants. Il Massacro di Aigues-Mortes del 1893, operato da disoccupati e cittadini francesi contro gli italiani che lavoravano nelle saline della zona e causò 17 morti, fa scoppiare una guerra tra Francia e Italia, conflitto che nella nostra TL fu evitato. Come andrà a finire? (ce la propone Generalissimus)

Le Hawaii indipendenti. Nelle isole Hawaii nel 1893 un gruppo di cittadini di origine straniera imprigionò la regina Liluokalani e offrì le Hawaii agli Stati Uniti, probabilmente allo scopo di ridurre i dazi americani sullo zucchero esportato dalle isole. La regina abdicò, ma gli Stati Uniti dichiararono che la rivoluzione era illegale e rifiutarono l'offerta. I rivoluzionari fondarono quindi la repubblica delle Hawaii. Nel 1898, dopo la guerra degli Stati Uniti contro la Spagna, in cui l'America riuscì ad ottenere le Filippine e Porto Rico, il governo della Repubblica delle Hawaii offrì nuovamente la sua adesione agli Stati Uniti. Questa volta fu accettata. Ma se queste rimangono un regno/repubblica indipendente, che impatto hanno nella Storia? Minore interesse USA per il Pacifico? (quarta ucronia hawaiana di Lord Wilmore)

La Premiata Ditta Edison&Tesla. Nikola Tesla e Thomas Alva Edison erano acerrimi nemici; la loro inimicizia cominciò nel periodo in cui Tesla lavorò per Edison, e quest’ultimo truffò il primo, ma dipendeva anche dalle differenti convinzioni e metodi di lavoro; Tesla era un teorico, che prima di sperimentare faceva sempre calcoli accurati, mentre Edison, per contro, modificava e riprovava le sue invenzioni finché non otteneva qualcosa di funzionante. Ma che cosa sarebbe successo se i due, invece, fossero diventati amici e continuato a lavorare insieme? Edison aveva alle sue dipendenze un elevato numero di tecnici geniali (molte delle invenzioni che gli vengono attribuite, in realtà furono opera dei suoi dipendenti, tra cui lo stesso Tesla!), Tesla dal canto suo conosceva Albert Einstein e sua moglie Mileva Maric (che, secondo molti, sarebbe la vera creatrice della teoria della relatività); unendo questi spunti, si potrebbe ipotizzare che i due avrebbero creato una sorta di fondazione che riunisse i maggiori scienziati ed inventori americani (chi ha nominato la serie televisiva “Eureka”?); questa fondazione, poi, avrebbe potuto attirare menti brillanti anche da altre parti del mondo (addirittura, Einstein e la moglie sarebbero potuti trasferirsi in America ben prima dell’avvento del nazismo, e la teoria della relatività sarebbe stata pubblicata prima su riviste americane); in breve tempo gli Usa diventerebbero il paese con la scienza più avanzata del mondo; la seconda guerra mondiale potrebbe finire ben prima, e il Giappone non riuscirebbe a diventare il maggior produttore di apparecchiature elettroniche; la Russia non avrebbe alcuno scampo contro la superiore tecnologia americana, e la guerra fredda non avrebbe avuto luogo. Forse ora ci sarebbero già grandi città sulla Luna, basi permanenti su Marte, e spedizioni scientifiche regolari sugli altri mondi del sistema solare (è di MattoMatteo)

L'emorragia fermata. Come racconta Indro Montanelli nel suo volume "L'Italia dei Notabili: 1861-1900", gli ultimi decenni del secolo decimonono ed i primi del ventesimo videro l'Italia interessata da un fenomeno di proporzioni poco meno che bibliche: l'emigrazione. Fino ad allora l'emigrazione italiana era quasi tutta di settentrionali, rivolta verso i paesi confinanti (Francia, Svizzera...) e a carattere stagionale. Ma il dirompente sviluppo industriale del continente americano risucchiò braccia di lavoro da tutt'Europa, e specialmente da Italia, Irlanda, Germania e Russia, mettendo in moto la più massiccia ondata migratoria di tutti i tempi. Fra il 1860 e il 1914 oltre 30 milioni di Europei varcarono l'oceano, andando a costituire il tessuto sociale dei moderni Stati Uniti d'America. In particolare fra il 1880 e il 1890 la media annua degli espatrii dall'Italia passò da 110.000 a 220.000, per raggiungere addirittura i 600.000 nel primo decennio del nuovo secolo. L'emigrante, ricorda Montanelli, diventò l'eroe melodrammatico di una saga popolare intrisa di pianto e di vittimismo, nonché il simbolo della nostra condizione di reietti; il nazionalismo, che doveva alimentare tutta la nostra politica coloniale con la sua retorica del "posto al sole", vi trovò il suo più efficace concime. Ora, c'era un modo per arrestare questa possente emorragia demografica? Il grande Indro ne individua la causa nel mancato decollo industriale italiano, con l'agricoltura, per di più estensiva, che continuava ad assorbire la maggior parte delle braccia. Era possibile, mettendo in atto politiche economiche più avvedute e trattando in ben altro modo la questione meridionale, far restare questi transfughi nella penisola? Oggi l'Italia avrebbe oltre 70 milioni di abitanti, e non ci troveremmo a crescita zero (o addirittura negativa). La politica coloniale non avrebbe avuto luogo? O forse l'Italia sarebbe stata incentivata a conquistare nuove colonie, proprio per mantenere i suoi abitanti sul suolo patrio? Muovendosi prima, anche Tunisi e alcune zone del Golfo di Guinea potevano essere italiane. Può darsi che l'Austria-Ungheria e la Germania favorissero l'espansione italiana in Africa per distoglierci dal pensare alle Terre Irridente, così come favorirono l'espansione francese per farle dimenticare la perdita dell'Alsazia-Lorena. Forse ci sarebbe stata anche un'Africa Occidentale Italiana. Quale peso avrebbe avuto il problema demografico sulle politiche italiane del XX secolo? (queste domande ce le pone Enrica S.)

La Repubblica di Taiwan. Quando il Giappone sconfisse la Cina imperiale nel 1895, il trattato di pace di Shimonoseki ompose l'annessione al Giappone dell'isola di Taiwan. Questo fu mal sopportato dai Cinesi, l'isola non era neanche stata teatro del conflitto e il Giappone era solo interessato alle sue risorse agricole. Gli ufficiali e funzionari Qing decisero allora di proclamarsi indipendenti, anche se vassalli della Cina, per guadagnare tempo e forse provocare una reazione da parte degli Occidentali che avrebbero avuto l'occasione per limitare l'espansionismo giapponese. Fu un sogno e la neonata repubblica crollò dopo pochi mesi nell'ottobre 1895. Ma se fanno bene i calcoli? Se la Francia, la Gran Bretagna e gli USA decidono di supportare il nuovo Stato del presidente Tang Ching-Sung e inviano un ultimatum a Tokyo, Taiwan ormai è uno stato indipendente, non é obbligata a rispettare un trattato firmato dalla Cina e dovrà essere lasciata in pace. Negli anni seguenti le potenze occidentali si dividono i mercati pubblici taiwanesi e il paese si sviluppa rapidamente (era già la provincia cinese più moderna). Taiwan é uno Stato neutrale e diventa sempre più estranea al resto della Cina. Sarà a Taiwan che i movimenti rivoluzionari tra quali il Kuomintang di Sun Yat-sen troveranno riparo e aiuto in denaro per rovesciare la dinastia Qing e instaurare una Repubblica stabile. Il Giappone dal canto suo é furioso, potrebbe scendere in guerra contro le potenze occidentali con 10 anni di anticipo rispetto alla guerra russo-giapponese? Se non lo fa, il Giappone si alleerà sicuramente con la Germania durante la Grande Guerra, facendo del Pacifico un'altro fronte della guerra mondiale e dando riparo alla flotta tedesca del Pacifico. Come va a finire? (made in Perchè no?)

Tzu Hsi. L'imperatore Kuang Hsiu, che regnò fino al 1908, volle riformare l'impero cinese, ma fu relegato nell'ombra da un colpo di stato di sua zia, Tzu Hsi, che aveva in mano il vero controllo dell'impero. Prima di soccombere l'imperatore fece uso di un ultimo espediente: diede ordine al generale Yuan Shin K'ai di arrestare l'imperatrice. Quest'ultimo disobbedì e, anzi, fece lega con la regina per deporre l'imperatore. E se invece Yuan avesse obbedito? Come sarebbe cambiata la storia della Cina? (se lo domanda Maggioriano; potete leggere una bozza della sua Timeline alternativa cliccando qui)

Tangentopoli anticipata. Il vizietto di corrompere i politici in Italia è sport antico, e non è certo cominciato con lo scandalo Lockheed o con Mario Chiesa; e se la "Prima Repubblica" è diventata sinonimo di corruzione della classe politica, il Regno d'Italia non era certo da meno. Lo dimostra il cosiddetto "Scandalo della Banca Romana". Nel giugno 1889 il ministro dell'agricoltura Luigi Miceli dispose un'ispezione su tutti gli istituti di emissione, che restò segreta fino al dicembre 1892; ebbene, il radicale Napoleone Colaianni divulgò alla stampa il fatto che la Banca Romana, a fronte dei 60 milioni di lire autorizzati, aveva emesso biglietti di banca per 113 milioni di lire, incluse banconote false per 40 milioni; il denaro fu utilizzato per finanziare in modo truffaldino politici di primo piano come Giovanni Giolitti e Francesco Crispi. Giolitti, in risposta ad interrogazioni ed interpellanze parlamentari, negò di essere stato a conoscenza dell'ispezione e di aver ricevuto denaro dalla Banca. Il processo del 1894 si concluse con un insabbiamento: i giudici nella sentenza denunciarono la sparizione di importanti documenti, necessari a provare la colpevolezza degli imputati, e quindi il procedimento penale venne archiviato senza emettere alcuna condanna. Ma che accade se a fine ottocento nella Procura di Roma è già al lavoro un pool di uomini tenaci come Antonio di Pietro, Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo, che non temono i potenti e non si fermano davanti a nulla? Quale terremoto sconvolge il Partito Liberale? Il Partito Popolare e il Partito Socialista emergono prima? (ideata da William Riker; ecco una risposta in proposito di Sergio Romano sul "Corriere della Sera")

Il prete che salvò Hitler. Nel 1980 un prete di nome Max Tremmel riferì in punto di morte di un racconto fattogli da un altro sacerdote, Padre Johann Kuehberger. Secondo quest'ultimo, nel gennaio 1894 un bambino di quattro anni cadde nel fiume Inn, vicino alla città di Passau; un bambino più grande si gettò allora nelle acque del fiume, portandolo in salvo. Il piccolo soccorritore sarebbe stato lo stesso Kuehberger, mentre il bambino salvato sarebbe stato un certo Adolf Hitler, la cui famiglia visse a Passau tra il 1892 e il 1894. Supponiamo che il racconto sia vero. Che accade se quel giorno invece il piccolo Hitler annega? (proposta da William Riker)

Nicola II il Grande. Lo zar Nicola II, salito al potere il 1 novembre 1894, dimostra una capacità di governo molto superiore a quella che ebbe nella nostra Timeline; per prima cosa promuove una serie di riforme per aiutare la popolazione in difficoltà, diminuendo anche le tasse per le classi sociali più povere; poi diminuisce l’influenza della nobiltà, e inizia una campagna per ammodernare la Russia, sia in campo tecnologico che sociale; per finire annulla gli accordi con Francia ed Inghilterra, e non cerca di espandere i suoi territori, per cui la Russia non entra nel primo conflitto mondiale. Tutti questi fatti fanno si che la rivoluzione russa non abbia motivo di scoppiare, e la Russia non diventi mai comunista. Come si evolverà il mondo senza la “minaccia rossa”? (questa è di MattoMatteo)

La corsa a Nikki (1894-96). Un episodio della spartizione dell'Africa. I francesi puntano a congiungere Sahel e Dahomey, gli inglesi Costa d'Oro e Nigeria. Salisbury da la priorità al Nilo e dopo la crisi di Fashoda lascia ai francesi mano libera. Ma se Lugard fosse arrivato prima? Fashoda va come nella nostra TL, scambio Dahomey-Gambia; sviluppo economico accelerato del Senegal grazia alla via d'acqua, blocco anglofono compatto in Africa occidentale (grande Nigeria, con assorbimento del Togo tedesco e di gran parte del Camerun dopo la Prima Guerra Mondiale; il resto del Camerun entra a far pare dell'Ubangi-Shari, poi Repubblica Centrafricana). Kwame Nkrumah guida la nazione nigeriana all'indipendenza e combatte una guerra contro il secessionismo yoruba di Chief Awolowo, integra le diverse etnie e, coadiuvato dal leader hausa Ahmad Bello, trasforma la Nigera in una media potenza africana. Niente guerra del Biafra e sviluppo più tardivo dell'industria petrolifera, con conseguente minor tensione nella zona del Delta. Nel Centrafrica allargato, Bokassa è sconfitto ed il paese, dotato di sbocco al mare, si sviluppa anch'esso assai di più. Il Senegal ha un piccolo boom economico sotto la guida di Senghor, mantiene la federazione col Mali ed entra in guerra con il Portogallo, annettendo Bissau e Capo verde. Tensione geopolitica tra Grande Senegal e Grande Nigeria, niente ECOWAS e sanguinose guerre per procura in Liberia, Sierra Leone, Guinea Conakry e Costa d'Avorio dopo il crollo del Muro, che durano tuttora. Africa divisa in due blocchi: uno anglofono a guida nigerana e sudafricana, ed uno franco-lusofono a guida senegalese ed angolana; la guerra civile in Congo degenera e vede l'intervento diretto di Francia e la rottura di questa e di altri paesi europei (ovviamente non la Gran Bretagna) con gli USA che appoggiano la Nigeria; la NATO si trasforma in una specie di "lega anglosassone" che include USA, Commonwealth e pochi paesi del nord Europa come la Norvegia, mentre l'UE si dota di un dispositivo militare integrato a guida franco-tedesca e si allea con la Russia (un'ucronia davvero raffinata di Falecius)

L'ingegner Einstein. Da ragazzo, tra il 1894 e il 1896, Albert Einstein visse per un breve periodo a Pavia, città dove il papà cercò inutilmente di metter su una fabbrica di motori elettrici. E se invece ci fosse riuscito? Con gli Einstein lombardi, come sarebbe cambiata la storia della scienza moderna? Albert si dà all'ingegneria anziché alla Fisica Teorica? Pochi sanno che Albert Einstein e Leo Szilard nel 1930 brevettarono un rivoluzionario modello di frigorifero basato su un ciclo di raffreddamento ad ammoniaca, acqua e butano, senza parti in movimento, molto affidabile e poco costoso. E se lo brevetta qui in Italia, fondando una multinazionale di elettrodomestici innovativi oggi più famosa della Ignis e della Whirpool, e facendo soldi a badilate? (prima ucronia einsteiniana di Enrica S.)

Penicillium neapolitanum. Di solito la scoperta degli antibiotici è attribuita ad Alexander Fleming. Pochi sanno che già nel 1895 il medico napoletano Vincenzo Tiberio, che proprio in quell'anno è stato nominato assistente ordinario dell'Istituto di Igiene dell'Università di Napoli, aveva intuito l'esistenza della penicillina. Per di più, Fleming fu aiutato dalla fortuna (tornato dalle vacanze, il 3 setembre 1928 scoprì che una coltura di stafilococchi era stata casualmente infestata e distrutta da una muffa del genere Penicillium); quella di Tiberio fu invece un'intelligente deduzione. Quando infatti si era iscritto alla facoltà di Medicina a Napoli, egli era andato a vivere in casa degli zii Guarnieri ad Arzano, dove l'acqua era fornita da un pozzo, ed aveva osservato che quando il pozzo veniva ripulito si verificavano in famiglia casi di dissenteria, mentre tutti restavano in buona salute se le pareti del pozzo erano ricoperte di muffa. Avendo intuito che le muffe contrastavano i batteri i quali infestavano l'acqua, Vincenzo Tiberio iniziò i primi esperimenti, utilizzando anche il Penicillium glaucum, ma purtroppo in seguito abbandonò la ricerca per dedicarsi alla carriera militare. E se invece prosegue gli studi in quel senso e scopre la penicillina con 34 anni di anticipo su Fleming? Come cambia ad esempio la Prima Guerra Mondiale, avendo a disposizione grandi quantità di penicillina? (geniale idea di Lord Wilmore e di Enrico Pizzo)

Anche la Francia ha la sua Adua. Nel 1885 Ranavalona III, regina del Madagascar, firmò un trattato con la Francia, accordandole numerosi diritti e concessioni nel suo paese, che divenne di fatto un protettorato francese. La Gran Bretagna riconobbe questo protettorato in un accordo del 1890. Tuttavia la regina non accettò che il suo paese diventasse una colonia di Parigi e nel 1894 stracciò i trattati, rifiutandosi di rispettare gli ordini provenienti dalla Francia. Naturalmente la Terza Repubblica rispose inviando un esercito che prese Antananarivo senza grandi difficoltà. Ranavalona III fu mandata in esilio prima sull'isola di Réunion e poi ad Algeri, dove morì nel 1917. Ora, che accade se invece gli inglesi decidono che controllare il Madagascar è vitale per i loro traffici marittimi? Un plenipotenziario della Regina Vittoria promette a Ranavalona III che il suo paese non diverrà una colonia della Corona ma al massimo un protettorato come il Siam, e che la sovrana avrà ampi spazi di libertà per governare il proprio paese (dopotutto tra regine ci si intende). L'esercito malgascio viene ampiamente rifornito di armi ed addestratori britannici, e al momento dell'invasione francese le truppe agli ordini di Joseph Simon Gallieni (nella nostra Timeline primo governatore dell'isola) subiscono un duro scacco a Mananjary, venendo ributtate a mare. Il Madagascar resta indipendente, pur entrando nell'orbita britannica, e rimarrà fino al presente una monarchia costituzionale, come l'odierna Thailandia, evitandosi il governo dispotico di Didier Ratsiraka e gli infiniti colpi di stato che hanno travagliato questo angolo di Malesia accanto all'Africa. Quanto alla Francia, che ha conosciuto la sua Adua, vivrà la sconfitta come una tragedia nazionale. Infatti la conquista del Madagascar fu uno degli grandi confronti politici della Terza Repubblica alla fine del XIX secolo: Jules Ferry, padre della scuola gratuita ma anche della politica coloniale francese, sostenne la guerra di Gallieni, mentre al contrario Georges Clemenceau denunciò questa politica come contraria ai diritti dell'uomo. Nella nostra Timeline Ferry la spuntò, ma se il Madagascar conduce la Francia ad una catastrofe militare probabilmente Clemenceau la spunterà e sarà la fine della politica coloniale francese. Si assisterà ad una decolonizzazione prematura e ad una politica di riarmo in Europa contro Berlino da parte di Clemenceau, che perdonerà la Gran Bretagna pur di puntare ad Alsazia e Lorena, con la conseguenza di una Grande Guerra amticipata, oppure salirà la temperatura del confronto coloniale franco-britannico, e c'è il rischio che l'incidente di Fashoda rappresenti il cerino che darà fuoco alla polveriera africana (terza ucronia malgascia di Perchè no? e di William Riker)

Gli USA nel Madagascar. Nel 1886 la regina del Madagascar Ranavalona III, resasi conto che Londra non avrebbe mosso un dito per salvarla dall'invadenza francese, cercò l'aiuto degli Stati Uniti; come previsto dagli usi malgasci, questo tentativo diplomatico fu accompagnato da numerosissimi doni inviati all'allora Presidente USA Grover Cleveland. Quest'ultimo tuttavia, notoriamente spilorcio e convinto che l'avventura africana fosse troppo dispendiosa per Washington, si disinteressò del destino del Madagascar. Ma supponiamo che nelle elezioni presidenziali del 1892 Cleveland sia sconfitto da Benjamin Harrison, più favorevole a creare una testa di ponte in Africa, o che lo stesso Cleveland nel suo secondo mandato si sposti su posizioni differenti. Al momento dell'invasione francese, dopo un ultimatum americano a Parigi, ignorato perchè lo stato maggiore francese sottovaluta colpevolmente le forze d'oltreoceano, la U.S. Navy interviene in Madagascar in appoggio della regina Ranavalona III. Come andrà a finire il conflitto? La Francia subirà la sorte della Spagna a Cuba? In questo caso gli USA cambieranno decisamente politica estera assai prima dell'intervento nella Prima Guerra Mondiale, con quali conseguenze? Nel XX secolo il Madagascar diverrà un nuovo stato degli USA? E se invece Washington è sconfitta? Si chiuderà in uno splendido isolamento, non sottrarrà Cuba e Guam alla Spagna e non interverrà nel primo conflitto mondiale, causando la vittoria della Germania? (quarta ucronia malgascia di William Riker)

Povero Cecco Beppe. Pochi sanno che Rodolfo d'Asburgo, lo sfortunato figlio di Francesco Giuseppe e Sissi, rischiò di uccidere suo padre durante un misterioso incidente di caccia nella tenuta imperiale di Mayerling, la stessa che poi sarebbe stata testimone del ben noto caso di omicidio-suicidio che sconvolse l'Europa di fine ottocento. Improvvisamente Rodolfo ruppe la linea di tiro e, per sparare a un cinghiale, mirò a suo padre, mancandolo solo di pochi centimetri. Che accade se Francesco Giuseppe passa tra i più, ricongiungendosi ai suoi antenati nella Cripta dei Cappuccini di Vienna, e l'irrequieto Rodolfo diventa imperatore? Porrà fine alla "solidarietà nibelungica" con la Germania guglielmina? Si riavvicinerà alla Francia? E con quali conseguenze? Albert Einstein lavorerà nella Vienna di Rodolfo, noto sostenitore del progresso scientifico? (questa è di Lord Wilmore)

O Império do Brasil. Nel 1889 non avviene alcun colpo di stato in Brasile, la monarchia dei Braganza sopravvive con l'appoggio dell'esercito, sono aboliti la schiavitù e il latifondo, il popolo acquisisce maggiori diritti e libertà; si assiste a un'evoluzione sociale simile a quella degli Stati Uniti d'America, la figura dell'Imperatore impedirà negli anni a seguire la miriade di colpi di stato, crisi politiche e l'avvento di dittatori come Vargas; al giorno d'oggi il monarca avrà solo una carica rappresentativa, e un'ennesima ed in più attrattiva turistica per il Brasile, ma quest'ultimo sarà un paese stabile e moderno... (questa è di Ainelif)

El Señor Hitler. I genitori di Hitler emigrano in Argentina e quest'ultimo ne diventa il suo dittatore. Che accade? (ideata da Lucasauro)

Padre Orso. Orso Mario Corbino, brillante fisico siciliano, ministro nel primo governo Mussolini e famoso per aver favorito l'ascesa di Enrico Fermi e soci dirigendo brillantemente l'Istituto di Fisica di via Panisperna a Roma, dimostrò fin da bambino una spiccata intelligenza, tanto che il vescovo di Siracusa ottenne che entrasse in Seminario. Ma a 11 anni ne uscì, sostenuto dalla madre, e preferendo gli studi scientifici a quelli classici. Ma che accade se il padre si impone ed Orso Mario Corbino diventa sacerdote? Senza la sua protezione (i ragazzi di via Panisperna lo avevano soprannominato "il Padreterno"), lo staff di Fermi nascerà ugualmente? E lo stesso Enrico Fermi potrà compiere le scoperte che ha fatto? (di nuovo Enrica S.)

Addio Coca-Cola. La Coca-Cola prende il suo nome dal fatto che, nella ricetta originale, erano effettivamente impiegate foglie di Coca. Successivamente, con la scoperta della pericolosità degli alcaloidi contenuti nella pianta, tale ingrediente venne eliminato. Ma che succede se, nella foga di sradicare il pericolo della cocaina, i legislatori e l'opinione pubblica paragonano la bevanda di Pemberton ad una droga? Dopotutto, ancora oggi la Coca-Cola Company non ha ancora smentito l'accusa che la sua bevanda crei dipendenza... anche se, probabilmente, oggi il problema è dato dalla caffeina proveniente dalla noce di cola. Al giorno d'oggi probabilmente il mercato sarebbe in mano alla Fanta e alla Sprite, oppure all'acqua tonica... mentre in Italia si consumerebbe soprattutto chinotto, che ammetto di adorare! (è di MattoMatteo)

Folgorato sulla via di Lourdes. Nell'agosto 1892 lo scrittore francese Émile Zola si recò a Lourdes e assistette ad alcune inspiegabili guarigioni. Anziché convertirsi, tuttavia, due anni dopo pubblicò il romanzo "Lourdes" in cui irrideva la credulità popolare e giudicava assurdo sperare nei miracoli nell'era del trionfo della scienza. Ma se si converte al cattolicesimo? Come cambia la produzione letteraria del fondatore del Naturalismo? (se lo domanda Enrica S.)

Miskito. La Costa dei Mosquitos è la zona litoranea dell'odierno Nicaragua, così chiamata dal nome della sua principale popolazione, gli amerindi Miskito, piccoli di statura e di carnagione molto scura, che forse dipende da unioni miste con schiavi naufragati. Essa fu colonizzata dagli inglesi nel 1630, ed il Regno Unito rivendicò un protettorato sui Miskito dal 1655 al 1860; tuttavia i vari tentativi di impiantare colonie nel territorio ebbero scarso successo, e il protettorato fu osteggiato dalla Spagna, dalle repubbliche centroamericane e dagli Stati Uniti, i quali temevano tutti che la Gran Bretagna acquisisse una posizione privilegiata riguardo alla proposta di costruire un canale interoceanico attraverso il Nicaragua. Infine il 20 novembre 1894 la repubblica del Nicaragua incorporò definitivamente l'ex Costa dei Mosquitos. Ma che accade se il Regno Unito continua a controllare il paese fino agli anni '70 del XX secolo, quando esso diventa indipendente insieme al Belize? E se invece scoppiasse una guerra tra Nicaragua e Honduras per il controllo di quel territorio? (ancora William Riker)

Le Olimpiadi? Ho altro a cui pensare. Al Barone De Coubertin non viene nessuna idea di far rinascere le Olimpiadi. Può essere però che l'idea venga a qualcun altro: ad esempio, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, tutte le Nazioni decidono di istituire dei Giochi (non necessariamente chiamati "Olimpiadi" ma magari "Giochi della Pace") ad una scadenza prefissata, cui partecipano atleti da tutti i Paesi del Mondo. Essendo di istituzione più "recente" ed essendo nate dopo un evento drammatico per molti Popoli, queste riedizioni dei Giochi potranno mantenere più a lungo le caratteristiche originarie che li hanno visti nascere (terza ucronia olimpica di Never75)

Veterolimpiadi. De Coubertin aveva proposto fin da subito come sede dei Giochi della Prima Olimpiade Parigi: l'edizione di Atene servì solo ad evitare che l'attenzione del pubblico scemasse. Questa perché nelle sue intenzioni i Giochi avrebbero dovuto essere uno stucchevole complemento all'Esposizione Internazionale del 1900 e uno sprono alla gioventù francese affinché si dedicasse con maggior impegno alle discipline ginniche, in ossequio ad una delle molte dietrologie sulla sconfitta di Sedan, che ne identificava la causa nella scarsa propensione dei Francesi alla ginnastica (!). Poniamo però l'idea di proseguire la vecchia tradizione sia più forte e si decida di fare di Olimpia la sede permanente dei Giochi. La Grecia potrebbe beneficiare di questo inaspettato regalo, potenziando a dismisura il suo turismo e trovando così assolutamente poco appetibile la guerra e il rischio di veder sciamare il flusso di visitatori: addio agli interventi greci nelle guerre balcaniche e mondiali; potrebbe perfino accadere che, in virtù della “tregua olimpica” i giochi si tengano comunque, diventando una occasione d'oro per tessere i fili di possibili paci di compromesso. Si eviterebbero poi gli sfacciati favoritismi delle giurie agli atleti autoctoni. L'unica cosa che mi spaventa è il futuro del sito archeologico: verrà forse distrutto in onore delle teorie ricostruttiviste come accaduto al palazzo di Cnosso, o peggio ancora sarà vittima della follia degli Haussmann locali; mi piace però sperare che si cerchi di preservare la magia incantevole dell'attuale Olimpia, uno dei posti più belli del mondo. Un POD alternativo può essere questo: il CIO accetta la proposta della Grecia nel 1906, perché Parigi 1900 e Saint Louis 1904 sono state un flop maggiore o per evitare che il CIO diventi un ennesimo campo di battaglia tra la Triplice e l'Intesa (quarta ucronia olimpica di aNoNimo)

Le Vere Olimpiadi. Le Olimpiadi dell'Era Moderna vengono organizzate tutte sul modello di quella voluta dal Barone dei Coubertin. In altre parole, il principio del rigoroso dilettantismo viene rispettato; non avremo grazie a Dio atleti strapagati che vogliono vincere a tutti i costi per costruirci un futuro sopra, ma la gente giocherà tanto per giocare, perchè lo spirito iniziale dei Giochi (ora completamente dimenticato) era questo. Le discipline saranno molte di meno; i Giochi si terranno solo in Grecia, magari in una città di Olimpia ricostruita per l'occasione e diventata una metropoli, e non ci saranno dispute infinite su quale Nazione dovrà ospitare le gare future; si eviteranno anche i favoritismi smaccati dei giudici a favore degli atleti locali, come si è visto nell'edizione del 2008 a Pechino. Infine, gli atleti parteciperanno singolarmente, e non per nazione di appartenenza. Non saranno poi tanto male, voi che ne dite? (quinta ucronia olimpica di Never75)

Le Olimpiadi degli Esclusi. Pierre de Coubertin, in nome degli ideali di pace e fratellanza delle Olimpiadi, decide di dare una chance anche alle rappresentative dei popoli senza stato e degli stati non riconosciuti... Provate a pensare ad una rappresentativa del "Popolo Ebraico" che partecipa alle Olimpiadi di Berlino, partecipazione non ostacolata dal Führer in quanto vuole dimostrare al mondo che "la razza germanica saprà fare di meglio dei giudei, in ogni singola competizione", per poi essere costretto a stringere la mano ad un ebreo statunitense... L'idea si diffonderà in altre competizioni internazionali, ed anche Jules Rimet includerà squadre di popoli non indipendenti ai Mondiali, e man mano che il numero di squadre nazionali riconosciute e non aumenterà, si renderà necessario creare due tornei paralleli, uno per le nazionali degli stati indipendenti e l'altro per quello non indipendenti, i cui vincitori si affrontano in una grande finale... col tempo il livello delle squadre dei popoli senza stato salirà di livello, avendo come stimolo la possibilità di affrontare le squadre degli stati nazionali sul loro stesso terreno. Oggi, in Sudafrica, avrà luogo un Mondiale parallelo composto da queste 32 squadre, che come quelle più note hanno superato delle qualificazioni: per l'Europa avremo Padania, Due Sicilie, Corsica, Occitania, Vallonia, Paesi Baschi, Catalogna, Galizia, Aragona, Isola di Man, Gibilterra, Cecenia, Slesia. Per l'Asia avremo Kurdistan, Tibet, Cipro del Nord e Mongolia Interna. Per l'Africa avremo Somaliland, Camerun del Sud, Zanzibar, Sahara Occidentale, Casamance e Mayotte. Per il Nord America avremo Tobago, Nevis e Saint Pierre et Miquelon. Per il Sud America avremo solo le Isole Falkland mentre per l'Oceania avremo Papua Occidentale, Yap, Tasmania, Wallis e Futuna ed Isola di Pasqua. Quali le conseguenze di una simile svolta nello sport? Aumento del nazionalismo dei popoli non riconosciuti? (sesta ucronia olimpica di Mattiopolis)

Un italiano ad Atene. Il 10 aprile 1896 la Maratona della Prima Olimpiade viene vinta dall'atleta lombardo Carlo Airoldi, di Origgio presso Saronno, che si è recato da Milano ad Atene a piedi impiegando 28 giorni: egli non ha ricevuto due lire come premio ad una competizione dell'anno precedente, e quindi la sua iscrizione all'Olimpiade è stata accettata perché la giuria non lo ha ritenuto un atleta "professionista", ed a quei tempi era accettata la partecipazione di soli atleti dilettanti (settima ucronia olimpica di Enrica S.)

Pope Iosif. Da giovane, Stalin frequentò il seminario teologico ortodosso di Tbilisi. Non essendo stato maltrattato dal padre che si ubriacava e lo picchiava tutte le sere, il giovane "Soso" (così era soprannominato in georgiano) non sviluppa interessi politici di estrema sinistra, ma si specializza negli studi religiosi, divenendo un umile sacerdote geogiano. Come cambia la storia senza il rivoluzionario Stalin? E se poi Pope Iosif fa carriera nella Chiesa ortodossa russa, quale sarà l'impatto del "patriarca baffone" sulla politica sovietica? Sarà forse vittima egli stesso di purghe da parte di qualche altro despota? (pensata da Renato Balduzzi)

Il Papa d'Acciaio. Portiamo alle estreme conseguenze l'ucronia precedente. E se il giovane seminarista Josef Jugasvili fugge dall'URSS durante la guerra tra Bianchi e Rossi, si rifugia a Roma, si fa prete cattolico e fa strada in Curia come l'armeno Agagianian? Dopotutto, come ha detto il grandissimo Guareschi, "se Peppone con un cero da 10 chili si è fatto eleggere deputato, Stalin con un cero da una tonnellata si fa eleggere Papa"! (uno scherzo di Enrica S.)

L'Impero Italiano. 1 marzo 1896: L'Italia non viene sconfitta, ma stravince ad Adua. Basta (condicio sine qua non) un generale più accorto, un esercito meglio organizzato, addestrato e armato e, soprattutto, il divieto del governo italiano di fornire armi moderne all'Etiopia (furono fornite armi italiane a Menelik, pagate con un prestito italiano, anche dopo che il negus aveva chiarito la sua "interpretazione" del trattato di Uccialli). Non solo, ma dopo uno o due anni di combattimenti l'Etiopia (o Abissinia come si diceva allora) finisce per essere conquistata dagli Italiani. È l'Impero, con quarant'anni d'anticipo, cui si aggiungerà in un secondo momento anche la Libia e qualche ex colonia tedesca dopo la Grande Guerra. Come influirà questo fatto sulla storia del nostro Paese, ad esempio nei suoi rapporti con gli altri stati europei colonialisti? Ci sarà un avvicinamento dell'Italia all'Inghilterra in funzione antifrancese? Oppure, con il bilancio italiano scassato e le truppe impegnate nella repressione dell'insorgenza abissina, magari Giolitti ci pensa bene ad impegnarsi in Libia, il che ritarderàe di qualche tempo la Grande Guerra? (grazie ad Andrea Cipolla)

L'Italia trova il suo Vietnam. Un'altra possibile conseguenza della vittoria di Adua e del protrarsi della guerra africana potrebbe essere un montare del malcontento interno, dovuto soprattutto al carico fiscale che il protrarsi della guerra impone, ma anche agli arruolamenti massicci, necessari perchè la guerra, anche se vittoriosa per le truppe italiane è tutt'altro che una bagattella: gli abissini resistono con le unghie e coi denti e le nostre perdite sono pesanti: un "effetto Vietnam", insomma. Di qui sommosse socialiste, repubblicane ed anarchiche che possono anche coincidere con i fatti del '98 della nostra linea temporale. Con quali esiti? (ancora Andrea Cipolla)

Angloamerica/2. Cecil Rhodes, uno dei costruttori dell’Impero britannico e padrino delle Rhodesia (oggi Zambia e Zimbabwe), propose per primo una riunificazione anglo-americana: l'Impero Britannico e gli USA, allora in piena ascesa, si sarebbero riunificati con un doppio parlamento a Londra e Washington. Probabilmente Rhodes intuì che nel secolo successivo il Regno Unito sarebbe apparso in declino e gli USA avrebbero preso in mano le redini del mondo. L‘idea, ovviamente ultraminoritaria, non ha avuto successo. Ma che succede se va in porto? (seconda ucronia dedicata da Perchè no? a una possibile riunificazione USA-Inghilterra)

La guerra della fetta di cocomero. Il 15 aprile 1896, quando ancora non c'era il Canale di Panama, gli USA stavano costruendo una ferrovia tra i due oceani. Un americano ubriaco prese una fetta di cocomero da un ambulante del luogo, rifiutandosi di pagarla e, quando quest'ultimo protestò, l'americano gli sparò. Esasperata dalla disoccupazione, la popolazione panamense iniziò una vera e propria caccia all'americano e mise sotto assedio la stazione ferroviaria. In tutto si registrano 15 americani e due panamensi morti, più una trentina di feriti. Questo episodio diede agli yankees il pretesto per ingerirsi negli affari interni panamensi e separare il piccolo istmo dalla Colombia: nelle settimane successive infatti giunsero due navi da guerra da cui sbarcarono 160 Marine. Ma se l'incidente della fetta di cocomero non ha luogo? (made in Enrica S.)

Un oro nero come la...Foresta! « Eccezionale scoperta nel sottosuolo di Monaco: pare che la città galleggi su un mare di petrolio. La cittadinanza è invitata a munirsi di numerosi secchi per raccoglierne quanto più possibile. » Dal Sole 24 Ore: « I giacimenti di petrolio siciliani sono molto più grandi di quanto si sospettasse, e d'ora in poi l'Italia potrà permettersi di esportare grandi quantità di petrolio a USA, URSS e altri 18 paesi ». Queste due affermazioni sono ovviamente due pesci d'aprile, datati rispettivamente 1955 e 1990. Ma cosa cambia se alla fine dell'800 si scopre che nel sottosuolo di Baviera, Sicilia e Basilicata ci sono davvero immense quantità di petrolio? (un pesce d'aprile di Generalissimus)

Montale in... pianura. Eugenio Montale non nasce a Genova il 12 ottobre 1896, ma da qualche parte nella Pianura Padana. Sicuramente la sua opera sarà un po’ diversa: al posto del paesaggio ligure “scabro ed essenziale” ci sarà la Bassa, piatta, nebbiosa e pesantemente antropizzata. Non ci saranno (o meglio, saranno rivolte a un altro elemento naturale) le riflessioni sul Mediterraneo; e riuscite a immaginare la versione “padana” di “Meriggiare pallido e assorto”? O forse la Pianura Padana non ispira come la Liguria, e Montale (specialmente se nasce a Parma) si dedica a tempo pieno all’attività di critico musicale... (un'ucronia letteraria di Toxon)

Chi non fisica non rosica. Nel 1896 il fisico francese Henri Becquerel, che si stava dedicando allo studio della fosforescenza dei sali di uranio, mise questi ultimi nello stesso cassetto in cui teneva delle lastre fotografiche protette contro la luce. La mattina dopo si accorse che le lastre erano rimaste impressionate anche se non erano mai state esposte alla luce del sole. Pare che altri prima di lui fossero incorsi nello stesso incidente, ma avevano buttato via le lastre dopo aver preso a pedate i loro assistenti per la scarsa cura del materiale. Becquerel invece concluse che l'uranio emetteva dei raggi misteriosi capaci di impressionare le lastre: aveva scoperto la radioattività. Ma se anche lui dà la colpa al suo assistente e butta via tutto? Lo stesso anno la brillante studentessa polacca Maria Skłodowska non può dedicare la propria tesi di laurea allo studio della radioattività, preferendo studi di chimica, e così non sposerà mai il suo professore Pierre Curie, e di conseguenza non diverrà mai Marie Curie. Naturalmente è probabile che la radioattività venga scoperta comunque nei dieci o vent'anni seguenti (da Ernest Rutherford o da Enrico Fermi), ma senza il genio della Curie la Fisica Atomica e la Fisica Nucleare stenteranno a decollare, anche lo sviluppo della Meccanica Quantistica sarà più lento, e di conseguenza il Progetto Manhattan non partirà, e non verranno gettate le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Paradossalmente però, se lo sviluppo della tecnologia nucleare sarà più rallentato, presumibilmente si arriverà ad uno scontro armato tra USA ed URSS con armi convenzionali, mancando il deterrente nucleare rappresentato da un'arma troppo terribile per essere usata... (ideata da William Riker; ecco un'animata discussione a questo proposito)

La Donna è Nobel. Alfred Nobel morì il 10 dicembre 1896 a Sanremo, e per testamento lasciò la sua immensa fortuna ad una costituenda società che avrebbe distribuito i Premi Nobel. Nonostante le immense difficoltà (non ultimi i nipoti Hialmar ed Emmanuel, che si sentirono defraudati), l'esecutore testamentario di Nobel, Ragnar Sohlman, uno dei suoi collaboratori più fidati, riuscì a creare la Fondazione Nobel e a sedare le dispute tra parenti. Quando tutto sembrava risolto, però, si presentò una sedicente "signora Nobel" che pretese la sua fetta di torta. Nel 1876 infatti Alfred Nobel aveva conosciuto una fioraia, Sofie Hess, di 23 anni più giovane di lui, e se ne era follemente invaghito, passando sopra il fatto che la ragazza era povera, assolutamente incolta e che rimase pure incinta di un altro. Sohlman tuttavia riuscì a tacitare le pretese della "signora Nobel" confermandole il vitalizio che Alfred le aveva assicurato. Se però Sofie fosse stata più calcolatrice, avrebbe convinto facilmente Nobel a sposarla davvero, e allora avrebbe potuto pretendere l'intera eredità per sé. Come cambia il mondo moderno senza il premio più prestigioso cui un intellettuale possa aspirare? (anche questo è di Enrica S.)

Cose turche. Quando scoppiò una diffusa rivolta antiturca a Creta il governo di Atene decise di muovere guerra agli ottomani in supporto degli insorti. Molti volontari giunsero da tutto il mondo ad aiutare i ribelli, in particolare i più numerosi furono quelli italiani. Tuttavia i turchi erano più numerosi e avevano recentemente acquisito moschetti migliorati, Atene sapeva che l'unica possibilità di vittoria senza un alleato era quella di avanzare rapidamente prima che i turchi riuscissero a mobilitare il grosso dell'esercito per poi costringerli ad una resa rapida. Purtroppo l'avanzata greca non andò bene, e nonostante i cretesi riuscissero vittoriosi i turchi ottennero una pace favorevole con pesanti riparazioni di guerra e la creazione di un governo indipendente a Creta, svincolato da Atene. Che succede se invece i greci riescono ad ottenere vittorie iniziali, marciano su Tessalonica mentre gli ottomani si stanno ancora organizzando e li costringono ad una pace? Crisi anticipata del governo dispotico di Abdulhamid II e ripristino dello statuto del 1876? (made in Basileus TFT)

Megali Idea. Spin-off della precedente ucronia. La Grecia vince la guerra greco-turca del 1897 e dà inizio ad una campagna espansionistica ai danni dell'Impero Ottomano, occupando Costantinopoli e riuscendo a realizzare il sogno di ricostituire l'Impero Bizantino. Giorgio I di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg viene incoronato nella Basilica di Santa Sofia, ritornata al culto cristiano, dal Patriarca di Costantinopoli Costantino V. Quali le conseguenze sulla storia d'Europa? (ancora Generalissimus)

Farewell to Churchill/1. Il giovane Winston Churchill prese parte alla battaglia di Omdurman il 10 settembre 1898. Che succede se rimane ucciso? Come cambia la storia del mondo? (questa è di Never75)

Fashoda. Il 10 luglio 1898 il forte sudanese di Fashoda viene occupato in nome della Francia dall'esploratore francese e Ufficiale di fanteria marina Maggiore Jean-Baptiste Marchand, alla testa di una spedizione militare costituita da 150 Senegalesi, provenienti dal Sudan centrale. Circa tre mesi dopo, giunto con le sue truppe dinanzi agli uomini del Maggiore Marchand, il Generale inglese Lord Horatio Herbert Kitchener, reduce dalle vittorie del Sudan, pretende lo sgombero di Fashoda. Il Maggiore Marchand resiste ed i due gruppi rimangono accampati l'uno di fronte all'altro, in attesa di una decisione dei governi centrali. I francesi puntano infatti ad un impero coloniale dall'Atlantico al Mar Rosso, gli inglesi invece ad uno esteso dal Cairo a Città del Capo. A differenza della nostra Timeline, dove si addivenne a un compromesso, l'episodio provoca lo scoppio anticipato della Prima Guerra Mondiale ed evita gli orrori della Seconda (una versione di quest'ucronia l'ha già completata William Riker)

Taiwan francese. Pare che nel 1898 il parlamento giapponese, davanti al costo della colonizzazione di Taiwan, anche dal punto di vista militare, discusse sul serio la possibilità di vendere l'isola alla Francia. Infine la volontà di mostrarsi capace di gestire una colonia e la vergogna che sarebbe seguita alla rinuncia fu sufficiente per fare respingere la proposta. Ma se il Parlamento approva la vendita e la Francia accetta di comprare Taiwan? Farà amministrativamente parte dell'Indocina? L'esercito francese condurrebbe anche lì dure campagne di pacificazione contro gli aborigeni locali? E la Cina la lascerebbe fare? Ovviamente sarà occupata dai Giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale, ma nel 1945 che fine farà la Taiwan francese? Gli USA potrebbero lasciare che i Francesi tornino con la garanzia di poter aprire basi. La Cina di Mao potrebbe tentare uno sbarco e una guerra contro la Francia, che si combatterebbe anche in Indocina? Probabilmente scoppierebbe una guerriglia comunista nelle montagne orientali dell'isola. La Guerra di Taiwan potrebbe vedere l'intervento degli USA e prenderebbe il posto della guerra del Vietnam? (made in Perchè no?)

Le Filippine in anticipo. La Rivoluzione filippina riesce prima dello scoppio della Guerra ispano-americana senza l'aiuto degli USA. Riuscirà la Prima Repubblica delle Filippine a sopravvivere? E cosa faranno gli Stati Uniti? (è di Generalissimus)

Cuba libre/3. Nel 1898 nessuna nave americana esplode all'Avana, oppure gli Usa non riescono a incolpare la Spagna. Non c'è l'intervento americano e l'isola rimane spagnola, nel 1956 o giù di lì Fidel Castro ed Ernesto Guevara iniziano la guerriglia di liberazione contro il regime spagnolo. Gli USA intervengono contro i comunisti come hanno fatto in Vietnam, ma la situazione a Cuba è più facile da gestire. Tuttora, un anziano Raùl Castro guida dai monti della Sierra la guerriglia contro gli Americani e gli Spagnoli (che forse non hanno mai conosciuto la democrazia a causa della "minaccia" comunista a Cuba), e non si vede la fine di quello che i giornali americani chiamano "L'inferno dei Caraibi" (proposta da Filobeche)

Cuba libre/4. La Spagna nel 1898 vince la guerra contro gli USA. In tal modo mantiene almeno Cuba, le Filippine e Portorico. Conseguenze: Spagna più forte sul piano interno ed estero, mentre gli USA si ridimensionano ed optano in seguito per una politica più cauta e meno imperialista. Intanto è il Giappone a mirare all'arcipelago filippino Anziché entrare in conflitto con la Russia lo fa con la Spagna. La batosta può essere tale da innescare una guerra civile anticipata con il probabile intervento di potenze straniere se la cosa degenera, come nel caso di una repubblica socialista. Anche se non scoppia la guerra civile, durante la Prima Guerra Mondiale la Spagna, seppure debole, entra in guerra con gli imperi Centrali perché il Giappone si è schierato con gli Alleati, allo scopo di riprendersi l'Arcipelago. Durante la Guerra Civile e la vittoria di Franco, gli esuli anziché andare in esilio in Francia o Sudamerica, vanno nelle Filippine che proclamano indipendenti. In questo caso l'arcipelago verrà abitato da una numerosa colonia europea parlante spagnolo che potrebbe fondersi con i nativi creando un particolare melting-pot. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Giappone invade le Filippine spagnole. Franco, seppur deve moltissimo a Hitler e Mussolini, si schiera con gli Alleati. Hitler dalla Francia invade il "traditore" Franco e instaura un governo fantoccio. D'altra parte, gli Alleati possono predisporre uno sbarco da Gibilterra anziché dalla Normandia (ideata da Never75)

American Cuba. Prima della guerra ispano-americana del 1898 che sancirà il definitivo tramonto dello Stato iberico, gli USA avanzarono l'ipotesi di acquistare Cuba per 6 milioni di dollari, come peraltro avevano già fatto con Alaska e Louisiana. Poniamo che gli spagnoli accettino. Cuba verrà americanizzata ancora più facilmente che nella Timeline e potrebbe diventare nel breve periodo uno Stato USA a tutti gli effetti. D'altra parte, senza il disastro del '98 e con parecchi soldi in più, forse la Spagna riesce ad industrializzarsi decentemente poco dopo la prima guerra mondiale, nella quale rimane neutrale; maggior potere della monarchia e nessuna serie di pronunciamentos che porteranno prima alla Repubblica e poi alla Guerra Civile. Nessuna vittoria del Fronte Popolare, nessuna ascesa del franchismo, la Spagna è membro fondatore della CEE ed oggi è una potenza economica. Non basta: se Cuba e Portorico diventano il 51° e 52° stato degli USA, forse le battaglie per i diritti civili saranno combattute, e vinte, molto prima degli anni '60 (bella proposta di Never75 e di Ainelif)

Bayang Magiliw ("amato Paese", è l'inno filippino) Le Filippine furono cedute dalla Spagna agli USA dopo la guerra del 1898, ed un anno dopo una coalizione di forze isolane cercò di liberare lo stato dagli yankee, venendo sconfitta ma riuscendo a strappare agli americani un parziale autogoverno ed una promessa di indipendenza, che avverrà dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ma cosa succede se gli USA non fanno concessioni ai pinoys e pianificano l'annessione tout-court? E se invece le Filippine diventano subito indipendenti? (se lo chiede Mattiopolis

Le Canarie americane. Dopo la guerra ispanoamericana gli USA vogliono fare l'asso pigliatutto e "scippare" alla già gloriosa Spagna pure le Isole Canarie, considerate, del resto, dalla monarchia iberica né più né meno che una colonia come le altre. Il governo di Madrid accetterà uno smacco così grande o cercherà di proseguire la guerra ad ogni costo? E come reagiranno, davanti ad una prova di debolezza così evidente, le regioni ancor oggi a forte rischio secessionistico quali la Catalogna e i Paesi Baschi? Potrebbe scoppiare una Guerra Civile con quarant'anni in anticipo. Come si comporteranno le altre potenze europee? Ma soprattutto come vedreste le Isole Canarie, 51° Stato Federale degli USA? (ancora Never75)

Col Kaiser che ti vendo qualcosa! Poco prima della Guerra Ispano-Americana Guglielmo II manifestò l'intenzione di comprare alcuni dei territori coloniali spagnoli per competere contro l'Inghilterra, come Portorico o le Filippine. Con quel conflitto tuttavia tali territori passarono invece sotto il controllo degli Stati Uniti. E se scoppiasse una guerra USA-Germania per il possesso di quelle colonie? Come andrà a finire? (a quattro mani Generalissimus  e Federico Sangalli)

Addio a Cecco Beppe. Poniamo il caso che per qualche motivo Francesco Giuseppe accompagni Sissi a Ginevra quel fatale 10 settembre 1898, e che sia lui a cadere sotto i colpi dell'anarchico Luigi Lucheni. Quali le conseguenze di questo evento? (anche questa è di Generalissimus)

Boeri/1. Che succede se la guerra contro i boeri per il controllo del sud Africa la vincono i Boeri? Si alleerebbero con la Germania nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale, o cercherebbero di costruire uno stato potente che rivendica la supremazia nell'Africa nera, magari aiutando le due Rhodesie a tenere sotto controllo i neri negli anni '60 del XX secolo? E come cambia allora la storia dell'Africa? (di nuovo Filobeche)

Boeri/2. Se il Portogallo precede gli inglesi, e anziché la strada Capo-Cairo si ha quella Luanda-Maputo, come cambiano i rapporti di forza nella guerra boera? Diventa un guerra d'indipendenza sudafricana? c'è ancora un Congo Belga, o Londra accetta i servigi di Stanley e crea un impero nell'Africa centrale? che fine fanno le colonie tedesche? Un apartheid anticipato ed ancora più violento? (ideata da Falecius)

Boeri/3. Si sa che i Boeri avevano forti legami con l'Olanda, in quanto discendenti dei primi coloni olandesi del Sudafrica. Fu proprio in Olanda che si rifugiò un battuto Paul Kruger, ex presidente del Transvaal, dopo la Seconda Guerra Boera, grazie ad un intervento personale della Regina Guglielmina e gli stessi Olandesi si sentivano strettamente collegati ai Boeri. Ma che accadrebbe se l'Olanda intervenisse militarmente al fianco dei Boeri? Quest'avventura militare si trasformerà in disastro per i Paesi Bassi? E con quali conseguenze? (ancora Generalissimus)

Boeri/4. È invece la Germania ad intervenire nella guerra boera, e la Prima Guerra Mondiale scoppia anticipatamente (proposta da Cesare)

Niente Apartheid. Dopo la vittoria britannica nelle guerre Boere, l’Impero di Albione annette tutto il Sudafrica. A questo punto la minoranza di origine fiamminga si accorge che la sua lingua è minoritaria nel paese e con l’annessione all’impero britannico rischia la scomparsa, anche a causa dell’immigrazione massiccia di altre etnie dall’Impero e il maggior tasso di crescita demografica degli autoctoni.Anziché una politica si segregazione razziale si opta per una politica di Boerizzazione, vengono favoriti i matrimoni misti e istituita una scuola di primo livello molto buona, la cristianizzazione farà il resto. Non viene combattuta nessuna guerra etnica. L’Apartheid non esisterà mai, i neri accedono a qualsiasi lavoro, negli anni '30 esiste già il primo presidente meticcio. Poco dopo il primo presidente nero. Si afferma un'altra forma di razzismo, non più tra bianchi e neri, ma tra cristiani e animisti, i secondi vengono ghettizzati de facto dai neri cristianizzati e boerizzati che hanno accesso a tutte le nicchie sociali, anche se non esiste legalmente alcun Apartheid. Nel dopoguerra il Sudafrica ottiene la completa indipendenza, i parlanti Afrikaans di madre lingua salgono al 40%, e 90% considerando anche quelli bilingue. Il Sudafrica raggiunge livelli di sviluppo superiori anche ai paesi europei, ha risorse naturali e ha anche un'ottima industria di trasformazione, si è gia sviluppata una classe media di autoctoni "germanizzati", anche la classe dirigente è a maggioranza di colore. Negli anni '70, con la completa indipendenza del Mozambico e dell’Angola dal Portogallo, viene adottato l'Afrikaans come lingua Ufficiale. Negli anni '80 nasce la Conferenza dell’Africa Australe cui partecipano tutti i paesi a sud dell’equatore, la lingua ufficiale è l’Afrikaans, parlata praticamente in una forma di diglossia da tutta la classe dirigente al posto dell’Inglese, del Francese e del Portoghese. Persino tra gli afro-americani e i caraibici si diffonde l’abitudine di parlare in Afrikaans. Negli anni 2000 esistono almeno 50 milioni di parlanti Afrikaans di madre lingua e almeno 250 milioni come seconda lingua, nel Sud Africa i bianchi puri sono praticamente estinti, ma molti uomini politici, poeti, artisti, industriali, bianchi saranno ricordati come padri della patria: un paese di neri pieno di statue di personaggi illustri bianchi. La condizione delle lingue Bantu è precaria, lo Zulu il Xhosa, il Tswana sono praticamente in una condizione simile al Basco in Spagna anche se nettamente migliori delle lingue Khoi San (ideata da Rivoluzionario Liberale)

La Comune di Milano. I moti milanesi del 1898 (la cosiddetta "Protesta dello stomaco") riscuotono maggior successo. La folla inferocita, ma meglio organizzata in questa Timeline, riesce, seppur con gravi perdite, a ricacciare il Regio Esercito. Il generale Bava Beccaris ferito, cade da cavallo e poi viene linciato dalla folla. Infine il suo corpo, come ulteriore sfregio, viene appeso a testa in giù a Piazza Loreto, assieme a quello dei suoi ufficiali. A Milano si festeggia: per la seconda volta della sua Storia in meno di 60 anni è riuscita a cacciare da sola i suoi occupanti, prima gli Austriaci di Radetzky, ora i Piemontesi di Re Umberto. Pochi giorni dopo l'uccisione del Bava Beccaris i patrioti milanesi vanno all'assalto della Prefettura e del Municipio. Anche qui, con gravi perdite, Sindaco e Prefetto vengono cacciati dalla città. Nel capoluogo meneghino si costituisce una sorta di Comune simile, nella sostanza, a quella parigina di un trentennio precedente, chiamata "Repubblica Ambrosiana", che ha come bandiera lo scudo crociato rosso che viene perfino issato sulla "Madonnina" dorata del Duomo. Alla Costituzione del nuovo statuto comunale prendono parte, tra gli altri, esponenti federalisti (ex seguaci di Cattaneo, poi messi in minoranza con la nascita del Regno d'Italia), repubblicani, socialisti, anarchici, parecchi cattolici e pure qualche liberale. Punto fondamentale della Nuova Costituzione cittadina sono i temi sociali e quelli dei diritti civili. Gli altri Stati Europei intanto assistono curiosi alla vicenda. Come immaginare l'evolversi della  situazione italiana? E quali conseguenze avrà, sia nel caso di vittoria che di, assai più probabile, sconfitta, la drammatica vicenda della "Comune" Milanese sugli equilibri geopolitici europei? (pensata da Never75; ecco l'inizio della sua proposta)

La Riforma dei Mille Giorni. Nel 1898 l'imperatore riformatore cinese Guangxu non viene esautorato dalla madre e imperatrice Cixi a seguito di un colpo di stato. L'intenso programma di riforme prosegue velocemente e il leader riformista cinese Kang Youwei, fautore di una monarchia costituzionale e affascinato dal successo delle riforme Meiji in Giappone, continua a esercitare una forte influenza sull'indirizzo politico dell'Impero Celeste. Avremo una Cina imperiale modernizzata in tempi abbastanza rapidi (sviluppo del capitalismo moderno, trainato inizialmente dalle commesse statali, generale modernizzazione economica, formazione progressiva di un'ampia classe media, cauto costituzionalismo in campo politico etc..) Come cambia la storia del mondo con una Cina divenuta superpotenza in anticipo? (questa è di Massimiliano Paleari)

Il Duca dei Ghiacci. Nel 1899 Luigi Amedeo di Savoia, figlio del re di Spagna Amedeo I meglio noto come il Duca degli Abruzzi, decise di tentare la conquista del Polo Nord a bordo della "Stella Polare", una baleniera acquistata allo scopo in Norvegia. Il suo piano consisteva nel raggiungere il Polo attraversando il pack a piedi, dopo essere giunti via nave fino alla Terra di Francesco Giuseppe. La "Stella Polare" gettò effettivamente l'ancora nella Baia di Toeplitz, sull'Isola Principe Rodolfo, ma l'8 settembre 1899 il ghiaccio sollevò la nave danneggiandone la fiancata, e così il Duca degli Abruzzi dovette abbandonarla e proseguire in slitta. L'intrepido esploratore subì l'amputazione di due dita a causa del gelo, e la missione fu proseguita da Umberto Cagni, che nell'aprile del 1900 raggiunse a piedi la latitudine di 86° 33' 49", fino ad allora mai toccata da nessun uomo, ma non ce la fece a proseguire e dovette fare dietrofront. Ma se il Duca degli Abruzzi ha più fortuna? Il suo piano originario ha successo, nell'autunno 1899 parte con slitte dalla Terra di Francesco Giuseppe e stabilisce un campo base a 83° di latitudine Nord, dal quale nella primavera successiva riesce a ripartire con 12 slitte e 96 cani. Il 2 maggio 1900 l'eroico esploratore riesce finalmente a piantare la bandiera italiana con lo stemma sabaudo sul Polo Nord; per essere certo di aver toccato la sommità del globo terrestre, calpesta con i piedi una superficie superiore a un acro. Al ritorno in patria, il Duca degli Abruzzi è celebrato come un eroe e nominato ammiraglio. Robert Peary resta a bocca asciutta; dirotterà le sue ambizioni verso il Polo Sud? E Roald Amundsen se ne resterà a guardarlo con le mani in mano? (anche questa è di Enrica S.)

Il Re Non Buono/1. Re Umberto I non viene ucciso da Gaetano Bresci. Giolitti non va al potere vista la politica reazionaria del sovrano sabaudo, e viene richiamato Francesco Crispi o qualche generale di destra, che fa sciogliere sia il PSI, nato nel 1892 a Genova, sia l'Opera dei Congressi, visto che il governo è dichiaratamente anticattolico e massone. La Libia viene occupata lo stesso e la Prima Guerra Mondiale vede il nostro paese tra le fila degli Imperi Centrali. Il piccoletto Vittorio Emanuele III rimane nella sua Napoli con la moglie e i figli qualche anno in più (proposta da Demofilo)

Il Re Non Buono/2. Ancora peggio: Il "Re Buono" (che aveva decorato Bava Beccaris per aver sparato sull'inerme folla di Milano) Umberto I sfugge all'attentato di Bresci ma viene gravemente ferito, e quando si riprende si irrigidisce su posizioni ancor più conservatrici e reazionarie; un Mussolini emerge prima, nella persona del generale Luigi Pelloux (1839-1924), che sospende le libertà costituzionali ed instaura una dittatura di destra senza partiti, dominata dall'esercito. L'Italia si schiererà comunque con l'Intesa contro l'Austria; è probabile che, in questo contesto, Mussolini resti socialista e venga incarcerato a più riprese dal Pelloux. Questo stato di cose proseguirà, sotto successivi governi militari, fino alla caduta del governo Badoglio il 25 luglio 1943, in seguito alla sconfitta italiana nella Seconda Guerra Mondiale, quando l'Italia, cacciati i tedeschi, diverrà democratica e repubblicana. Dopo la guerra l'Italia sarà più lontana dal mondo militare di quanto non lo è stata effettivamente nella nostra Timeline, tanto che, come il Giappone, definirà le proprie Forze Armate quali forze unicamente di autodifesa. In questa linea temporale Mussolini, in quanto socialista e perseguitato dal regime militare, fa parte del C.L.N.; così avremo Alessandra impegnata a difendere il nonno dalle accuse dei revisionisti che stigmatizzano la sua grave responsabilità nell'avere ordinato la fucilazione di Badoglio, senza che questi sia stato sottoposto ad un regolare processo: fucilazione avvenuta il 28 aprile 1945 a Giulino di Mezzegra... (l'ha pensata William Riker; ecco una discussione avviata da Enrico Pellerito)

E due. Al contrario, nell'attentato del 29 luglio 1900 Gaetano Bresci, oltre al re Umberto I, uccide anche il figlio ed erede al trono Vittorio Emanuele III. Quel 29 luglio Vittorio Emanuele era con sua moglie a bordo del panfilo Yela, in crociera nei mari della Grecia, per cui si deve ipotizzare che quel viaggio non sia avvenuto e che l'erede al trono accompagni il padre alla manifestazione del saggio ginnico. L'attentato riuscì anche per il fatto che Umberto I quella sera era direttamente protetto non da due, come era usuale, ma da un singolo ispettore di polizia; infatti, il Re aveva fatto allontanare un certo ispettore Piano perché aveva modi da "sbirro" nei confronti delle persone e non si era ancora provveduto a sostituirlo. Umberto, Umberto... ecco cosa capita a chi non ha simpatia per i sottoposti. La presenza del principe ereditario, però, certamente comporta una scorta più numerosa; poco male, perché a questo punto, Bresci non apre il fuoco al momento dei saluti dalla carrozza, colpendo solo il Re, ma proprio durante la premiazione: riuscito a sedersi, fortunosamente, nella terza fila delle sedie, proprio di fianco alla tribuna reale, si trova a una distanza più che favorevole, per lui esperto tiratore (infila un proiettile nel collo di una bottiglia senza romperlo da dieci metri). Bresci si alza e spara due soli colpi, colpendo alla testa padre e figlio, poi viene quasi linciato e arrestato, ma quel ramo di casa Savoia ha chiuso. Lo scettro, per così dire, passa a colui che correttamente e in modo completo si chiama Emanuele Filiberto Vittorio Eugenio Genova Giuseppe Maria di Savoia, secondo Duca d'Aosta. Che tipo di monarca sarebbe stato? Ben più aitante del cugino Vittorio Emanuele, anche se non così colto, è un uomo capace, coraggioso e intelligente, uno dei pochissimi condottieri italiani che non verrà mai sconfitto (lo dimostrerà durante il primo conflitto mondiale quando comanderà la III armata sul fronte isontino), ma politicamente distante dall'Italia dei primi del novecento. Questo perché subisce la personalità della moglie, una Orlèans, quindi una francese (ma questo non era un problema, perché anche lei non ama il governo di Parigi) che è però molto devota alla Chiesa e al Papa. Questo, in un momento dove esiste una netta distinzione tra la Chiesa e il Regno d'Italia, favorisce quella che alcuni ambienti dell'allora sinistra definiscono l'instaurazione di una "Monarchia guelfa". Avremo nomine di premier vicini alla Chiesa, mentre, fino ad allora, parecchi uomini politici italiani che gestivano la cosa pubblica erano laici, anche se moderati, o addirittura massoni, e alcune decisioni da questi prese erano spesso considerate anticlericali. Certamente Emanuele Filiberto opererà per un avvicinamento al Papa, forse un accomodamento, o proprio degli accordi, anticipando quanto fatto da Mussolini. L'alleanza nella Triplice sarà più coesa, ma ciò non impedirà che la neutralità scelta nel 1914 non venga mantenuta (600.000 morti in meno, e già questo sarà un bel risultato). Niente fascismo, una politica cattolica sociale che troverà più presa nella massa contadina italiana rispetto alle idee massimaliste sovietiche (ma a questo punto, un'Italia neutrale potrebbe significare una Russia sconfitta ma appoggiata dagli austro-tedeschi contro i rossi, e dunque niente URSS). In Sicilia si dice: meglio il cattivo conosciuto che il buono sconosciuto, ma, assistendo a quanto avviene oggi, meglio un Savoia Aosta censurabile nei rapporti familiari ma non certo pretenzioso e avido, che un Savoia Carignano... (proposta da Losmokerino e da Enrico Pellerito)

La Grande Ungheria. Agli inizi del Novecento la classe dominante ungherese riesce nell'opera di magiarizzazione del bacino pannonico, almeno in una maniera più forte che nella nostra Timeline. Dopo il 1866, l’opera di magiarizzazione si accelera e ne fanno spese soprattutto gli slovacchi, i ruteni (ucraini) e i rumeni della Transilvania, mentre la Croazia rimane slava in netta maggioranza. Come cambia la storia dell'Europa Centrale nel Secolo Breve? (una proposta geniale di Rivoluzionario Liberale; ecco l'inizio della sua Timeline)

Askhenaz. La confluenza del Sionismo nell'Impero Askhenazitico evita le persecuzioni antisemite del Novecento e dona all'umanità migliaia di scienziati ed artisti (proposta da Bhrg'hros)

Un odore Acre. La Repubblica di Acre sopravvive indipendente sia dal Brasile che dalla Bolivia. Cosa cambia sullo scenario sudamericano? (è di Enrica S.)

Il Pianeta delle Scimmie per davvero. All'inizio del XX secolo Il'ja Ivanovič Ivanov, un biologo russo, avviò una serie di esperimenti sull'ibridazione tra l'uomo e le scimmie antropomorfe mediante tecniche di inseminazione artificiale. I tentativi non ebbero successo sia per la scarsità di mezzi a disposizione dello scienziato, sia per la probabile incompatibilità biologica. Ma se invece almeno una delle scimmie fecondate riesce a portare a termine la gravidanza? Le conseguenze sulla politica dell'Unione Sovietica saranno fortissime. Inizierà subito in Russia l'allevamento intensivo di scimmie antropomorfe (scimpanzè, gorilla, orango), per avere a disposizione molte femmine da fecondare. Entro l'inizio della Seconda guerra mondiale, gli ibridi saranno utilizzati come forza lavoro (soprattutto i robusti uomini-gorilla), per scopi di spionaggio e per contrastare l'avanzata tedesca. Nel dopoguerra uno di loro con ogni probabilità sostituirà la cagnetta Laika nel primo volo nello spazio con equipaggio vivente. Ovviamente, obiezioni all'ibridazione giungeranno dai vertici delle Chiese e delle maggiori potenze dell'epoca. Anche il film di fantascienza del 1964 "Il pianeta delle scimmie" con Charlton Heston assumerà i tratti di una feroce satira politica nei confronti del regime comunista in URSS. Per questo verrà ferocemente censurato in tutti i Paesi del Blocco Sovietico, le sue copie penetreranno oltre cortina solo illegalmente e, in Occidente, la pellicola verrà assunta a simbolo della dottrina McCarthy. Tuttavia, l'autarchia dell'Unione Sovietica permetterà la perpetuazione della pratica fino al crollo dell'URSS, che forse si dovrà proprio agli ibridi, i quali, una volta presa coscienza di sé, inizieranno a scioperare e a rivendicare i propri diritti... (uno spaventoso incubo ad occhi aperti di Renato Balduzzi)

Il Regno di Bosnia-Montenegro. Per reazione all'assassinio dell'ultimo degli Obrenovic e alla sostituzione con i Karageorgevic, smaccatamente filo-russi, gli austriaci decidono che è meglio recuperare assolutamente una pedina nel gioco a scacchi nei Balcani, in cui sono in netta difficoltà. Decidono perciò di cedere l'amministrazione fiduciaria della Bosnia all'erede presuntivo del defunto sovrano serbo, Mirko di Montenegro, che potrà così fregiarsi del titolo di re di "Bosnia Erzegovina e Montenegro". Ovviamente in cambio lo stato sarà in unione doganale con l'Austria che dovrà essere anche nazione preferita in ambito economico. Inoltre l'impero avrà il monopolio della costruzione e della gestione della rete ferroviaria del paese, più tutta un'altra serie di clausole di favore in ambito culturale e politico. E, sopratutto, combattere con ogni mezzo diplomatico il regno di Belgrado. La rivalità in stile "divide ed impera" all'interno del mondo jugoslavo tra due stati egualmente indipendenti fa in modo che la Mano Nera perda in popolarità e muti obiettivi (i Petrovic prima, gli Asburgo poi). Come cambia la storia dei Balcani e dell'intera Europa? (ideata da Paolo Maltagliati)

Il Premio Nobel per la Matematica. Com'è noto, il Premio Nobel fu istituito da Alfred Nobel nel 1895 (i primi premi vennero consegnati nel 1901) per attribuire una giusta onorificenza a chi si è distinto per aver svolto ricerche di importanza eccezionale, inventato tecniche o equipaggiamenti rivoluzionari, e portato contributi impareggiabili al progresso dell'umanità. Oggi esso viene generalmente considerato l'encomio supremo del mondo. Nobel istituì i Premi per la Fisica, la Chimica, la Medicina, la Letteratura e la Pace; dal 1969 si assegna anche il Premio per l'Economia. È però indubbio che altre discipline siano state completamente trascurate da Alfred Nobel: per fare solo tre esempi, mancano riconoscimenti per la Matematica, la Musica e l'Arte. Che accade se vengono istituiti anche questi tre premi (già nel 1901 o più tardi)? Chi secondo voi meriterebbe di riceverli? Per esempio Igor Stravinskij verrà premiato per la Musica nel 1960 e Pablo Picasso per l'Arte nel 1935 e nel 1970? Andrew Wiles riceverà il Nobel per la Matematica nel 1995 per aver dimostrato l'Ultimo Teorema di Fermat, visto che non ha potuto ricevere per motivi di età la Medaglia Fields? (proposta da Enrica S.)

La Mano Morta. Il presidente William McKinley ascolta gli avvertimenti di Giuseppe "Joe" Petrosino, e sopravvive all'attentato di Leon Czolgosz avvenuto a Buffalo il 6 settembre 1901, riuscendo in tal modo ad arrivare alla fine del suo secondo mandato (1905); per riconoscenza il presidente fornisce a Petrosino e alla sua squadra fondi extra per la loro lotta alla "Mano Nera". Il presidente successivo, Theodore Roosevelt (1905-1913), lo metterà addirittura a capo del BOI (l'antenato dell'FBI); in questo modo Petrosino sopravvive all'agguato di Palermo del 19 marzo 1909. Quali conseguenze per l'america e la mafia? (è di MattoMatteo)

L'Olanda tedesca. Nel 1902 e nel 1906 la Regina Guglielmina dei Paesi Bassi rischiò la vita a causa di due aborti spontanei. La cosa destò la preoccupazione di molti all'epoca, perché se le cose fossero andate per il peggio, la Regina sarebbe morta senza avere eredi diretti. O perlomeno, gli eredi c'erano, ma se fossero saliti al trono per l'Olanda si sarebbero aperti scenari che all'epoca i più consideravano "da incubo". Il primo in linea di successione era il cugino di Guglielmina, il Granduca Guglielmo Ernesto di Sassonia-Weimar-Eisenach. Considerato però che era molto probabile che questi rinunciasse al trono, la seconda in linea di successione era un'altra cugina della regnante olandese, nonché zia di Guglielmo Ernesto, la Principessa Maria Anna di Sassonia-Weimar-Eisenach. Ma dato che lei stessa si considerata troppo vecchia e malata per governare, a diventare re sarebbe stato il figlio di Maria Anna, il Principe Enrico XXXII Reuss di Kostritz, all'epoca giovane ufficiale di marina con fortissimi legami con le alte sfere militari tedesche e la famiglia imperiale. Il timore degli Olandesi era che, in virtù di questi legami, il futuro Re Enrico I non ci avrebbe pensato due volte a chiedere al Kaiser Guglielmo II di far entrare i Paesi Bassi nell'Impero tedesco, consegnando di fatto alla Germania l'Olanda e tutte le sue colonie su un piatto d'argento. Nella migliore delle ipotesi la neutralità olandese sarebbe andata a farsi benedire e il paese sarebbe finito nelle braccia della Triplice Alleanza. E la stessa cosa sarebbe potuta accadere nel caso in cui Guglielmo Ernesto avesse accettato di governare l'Olanda cedendo il controllo del Granducato di Sassonia-Weimar-Eisenach. Fortunatamente nel 1909 nacque la futura Regina Giuliana dei Paesi Bassi, e tutte queste preoccupazioni svanirono come neve al sole. Ma se per l'Olanda le cose prendessero una brutta piega già nel 1902 e il paese venisse annesso tout court dal Reich guglielmino? Tra l'altro, nel caso in cui l'Olanda entri spontaneamente come 26esimo Stato del Reich tedesco, formalmente le sue colonie e protettorati diventerebbero pure esse tedesche (cioè di tutto il Reich) o continuerebbero a rimanere olandesi? Certo, nella Storia cambierebbe poco, ma semmai potrebbe cambiare molto nei rapporti tra i diversi regni facenti parte del Reich. L'Olanda, da sola, nel Reich conterebbe come, se non meno, del Regno di Sassonia, mentre con le colonie (e relative ricchezze) potrebbe quasi impensierire la stessa Prussia! (pensata da Generalissimus)

Le Giovani Marmotte per davvero. Prima della diffusione del movimento Scout, negli Stati Uniti esistevano diversi altri movimenti giovanili, come quello degli "Indiani dei Boschi", fondato nel 1902 da Ernst Thompson Seton (1860-1946), e quello dei "Figli di Daniel Boone", fondato nel 1905 da Daniel Carter Beard (1850-1941). Quest'ultimo tra l'altro nel 1951 ispirò all'immaginifico Carl Barks l'invenzione delle Junior Woodchucks, meglio note in Italia come le Giovani Marmotte, i giovani paperi esploratori con cappello alla Davy Crockett. Queste organizzazioni, che miravano entrambe a far vivere ai ragazzi esperienze simili a quelle dei Nativi Americani, si fusero nel 1910 con i Boy Scout d'America. Ora, che accade se invece una di esse ascende fino ad avere diffusione mondiale sostituendo gli Scout di Baden Powell, che finiscono per confluire in essa? Molto probabilmente nel genere Western gli Indiani vestiranno fin dall'inizio i panni dei buoni, e il Settimo Cavalleggeri quello dei cattivi. La storia del costume giovanile di mezzo mondo cambierà radicalmente, e in Italia sarà diffusissima la AGIBCI o Associazione Giovani Indiani dei Boschi Cattolici Italiani... (anche questa è di William Riker)

La Crisi Venezuelana. Nel 1902 Teddy Roosevelt decide di applicare alla lettera la Dottrina Monroe, e ordina di attaccare le navi europee che stanno bloccando i porti del Venezuela per convincere il presidente Cipriano Castro a ripianare i suoi debiti internazionali. Scoppia così un conflitto in cui i primi partecipanti sono Regno Unito, Germania e Italia contro gli Stati Uniti. Quali le conseguenze? (made in Generalissimus)

Il Canale Vienna-Trieste. Ad inizio '900 si progettò di costruire un canale navigabile per collegare Vienna con Trieste. Si trattava di un'opera ingegneristica dalla portata immane, alla quale pose per sempre fine l'inizio della Prima Guerra Mondiale. Ma se si riuscisse davvero a realizzare qualcosa del genere? (ancora Generalissimus)

Niente aerei. Gli aeroplani hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia dell’ultimo secolo: come sarebbe cambiata la storia se non ci fossero stati oppure fossero limitati nelle dimensioni, per ragioni fisiche (non è stato ancora scoperto l'alluminio) o per motivi sociali e culturali: uno dei primi voli commerciali precipita in una città causando una strage, l’avvenimento (magari complice la morte di qualche personaggio noto) genera una tale sfiducia nel mezzo aereo da scoraggiare qualunque ricerca in tal senso in modo che gli unici aerei in circolazione sono i monoposto usati per scopi militari e poco altro... (una proposta davvero originale di Damiano e di MattoMatteo)

La Relatività è Donna. Nel 1903 il giovane Albert Einstein, ancora tutt'altro che famoso, sposò la sua compagna di studi Mileva Maric', di origini serbe, l'unica donna ammessa a frequentare il prestigioso Politecnico di Zurigo; da Mileva, che gli era stata presentata da Nicola Tesla, Albert aveva già avuto una figlia, Lieserl, di cui però si sono perse completamente le tracce (secondo alcuni biografi morì di scarlattina, secondo altri fu data in adozione). Per amore di Albert, Mileva rinunciò ad una promettente carriera accademica; secondo taluni fu lei a concepire la rivoluzione rappresentata dalla Relatività Ristretta, e comunque senza i suoi calcoli il marito non sarebbe approdato a nulla. Albert la ringraziò tradendola ripetutamente, e infine divorziando da lei per sposare la cugina Elsa. Ma che accade se Tesla non presenta Mileva ad Albert, e questi sposa subito sua cugina, che amava i salotti mondani e non aveva alcuna predisposizione per la Fisica? Albert potrebbe rimanere un oscuro docente universitario, anche se potrebbe ugualmente ricevere il Nobel nel 1921 per le sue ricerche sull'effetto fotoelettrico (questa fu in effetti la motivazione del Nobel anche nella nostra Timeline). E se la Relatività fosse fondata da Mileva Maric' e non da Albert Einstein? Oggi potrebbe essere lei il simbolo della Fisica per antonomasia. Non essendo ebrea non lascia la Germania nel 1933, e potrebbe cadere tra le grinfie di Hitler. Con quali conseguenze? (seconda ucronia einsteiniana pensata da Enrica S.)

Il diritto di esclusiva. L'arroganza di Filippo II di Spagna, che nel 1590 pose il veto su 30 cardinali papabili arrivando ad ordinare che il nuovo Papa fosse scelto tra una rosa di 7 nomi da lui esplicitamente citati, fece nascere una consuetudine detta "diritto di esclusiva": in pratica si trattava di un potere di veto sui nomi sgraditi, concesso alle grandi potenze cattoliche. Esso fu utilizzato l'ultima volta nel 1903, quando il cardinale polacco Jan Puzyna si alzò durante il conclave per annunciare il veto dell'Imperatore Francesco Giuseppe (in quanto Re Apostolico di Ungheria) sul cardinale Mariano Rampolla del Tindaro, un filofrancese ostile alla Triplice Alleanza. Questo veto fu respinto dai cardinali indignati, ma Rampolla si ritirò, pensando che non avrebbe potuto regnare senza l'appoggio dell'Austria-Ungheria, e al suo posto venne eletto il Patriarca di Venezia Giuseppe Sarto, che prese il nome di Pio X, primo Papa dopo secoli a provenire dal popolo minuto. Appena eletto, Pio X abrogò questo diritto di veto, minacciando di scomunica chi vi ricorreva. Ma che succede se continua fino ai giorni nostri, magari estesa anche a tutti gli altri potenti della terra? Mussolini farà pressioni affinché venga eletto un cardinale più congeniale a lui al posto di Eugenio Pacelli? Assisteremo al veto posto da Breznev su Karol Wojtyla? Benedetto XVI sarà eletto per l'appoggio più o meno esplicito di Angela Merkel? Gli USA cercheranno di porre il veto sull'elezione di Bergoglio? (è di Generalissimus)

Papa Rampolla. E se invece i cardinali ignorano il veto ed eleggono comunque Mariano Rampolla? Francesco Giuseppe digerirà lo schiaffo assestatogli dai cardinali? Papa Rampolla condannerà comunque il Modernismo? (questa invece è di Lord Wilmore)

Il Tibet inglese. Nel 1904 una spedizione inglese, armata sino ai denti e guidata dal quarantenne colonnello Francis Younghusband, invase il Tibet, arrivando sino a Lhasa ed ammazzando circa 628 locali che tentavano di resistere. Dato che Londra si rese conto che la Russia non aveva nessuna mira su quelle montagne, decise di ritirare il contingente e di rinunciare alla conquista. Ma se invece l'avesse mantenuta? (se lo chiede Enrica S.)

Altro che bufala! I raggi N, scoperti da René Blondlot e così battezzati in onore della sua città, Nancy, esistono davvero: lo scienziato francese ha scoperto i neutroni con quasi 30 anni di anticipo. Quali le conseguenze sulla Fisica del Novecento? (ancora Enrica S.)

La relatività relativizzata. La teoria della Relatività Ristretta, avviata da Albert Einstein nel giugno 1905 con il celebre articolo "Zur Elektrodynamik bewegter Körper" ("Sull'elettrodinamica dei corpi in movimento"), non ha fortuna, anche a causa del fatto che Einstein è di religione ebraica, e sono in pochi ad accettarla. Albert riceve il Premio Nobel solo per la sua proposta di interpretazione dell'effetto fotoelettrico. Uno dei più ferventi partigiani della teoria di Einstein è Isaac Asimov, ebreo anche lui, che la utilizza a mani basse nei suoi romanzi di fantascienza. Ancora oggi parecchi scienziati credono nelle teoria dell’etere luminifero. Come cambia la storia della Scienza nel XX e XXI secolo? (una pensata di Paolo Maltagliati)

L'altra Venezia. Venice fu fondata da Abbot Kinney nel 1905 sul modello rinascimentale della città di Venezia (canali, gondole e gondolieri annessi) con l'idea che diventasse un importante centro di turismo e divertimento, cosa che fu una realtà sino agli anni Venti. La scoperta del petrolio con il conseguente inquinamento dei canali per lo più asfaltati e trasformati in strade ed un pauroso incendio che distrusse completamente il molo e le sue installazioni segnarono l'inizio del declino del distretto. Solo negli anni Ottanta l'amministrazione di Los Angeles ha intrapreso una politica di recupero della zona, che da quartiere degradato si è trasformato in un luogo di residenza ambitissimo. Ma se invece nonostante i giacimenti di petrolio si ritorna all'idea di Kinney di rendere il distretto di Venice una nuova Venezia californiana? (è di Ainelif)

Nosy-Bè. Nel 1905 la flotta russa naviga verso i mari d’Oriente per bloccare il nascente imperialismo nipponico e riscattare l’onore della Russia, compromesso dalle sconfitte subite. Varie le soste per rifornirsi di carbone e di viveri: l’ultima risulta fatale. Si tratta di Nosy-Bè, porto del Madagascar, allora colonia francese. Il clima caldo, le splendide spiagge, l’atmosfera rilassata, le tante donne che affluiscono dalle varie regioni dell’isola sono micidiali. I marinai si ammutinano e decidono di restare a Nosy-Bè: riscoprono le loro origini contadine e si dedicano all'agricoltura e all'allevamento. Tutti si uniscono con donne del luogo, e sorge una nuova etnia: russi di carnagione scura che pregano devoti nelle numerose chiese ortodosse sorte nel frattempo. Le navi sono requisite dalla Francia che, ben contenta del bottino, chiude un occhio su quella pacifica ma cospicua invasione. I problemi sorgono dopo il 1917: sono numerosi i russi bianchi che preferiscono il clima mite di Nosy-Bè rispetto a quello della Costa Azzurra. Nel 1920 sorge il Principato di Nosy-Bè con il sostegno determinate del Regno Unito. Oggi quindi assistiamo a questa singolare entità statuale: un lembo di Russia nell’Oceano Indiano (una grande idea di Tonino Nocera!)

Tsushima. La guerra russo-giapponese viene vinta dai russi: a Tsushima è la flotta del Mikado ad essere distrutta completamente. Viene firmata una pace grazie all'intermediazione USA e il Giappone è costretto a rinunciare alle isole Kurili e a Sakhalin che vanno ai russi, mentre la Corea (in teoria indipendente) finisce in pratica sotto l'orbita zarista. In Giappone possono evolversi due scenari diversi: o si rifeudalizza e si chiude a riccio, oppure rinuncia del tutto all'impero quasi 40 anni prima della nostra Timeline e investe tutto sui commerci e industrie diventando prezioso alleato degli americani durante le due guerre mondiali. Anche la storia della Russia cambia di colpo. Non nascono né si sviluppano i Soviet, la nazione trae giovamento dalla vittoria e la rivoluzione non ha motivo di avvenire. Gradualmente però il regime zarista si apre un po' di più e negli anni successivi evolverà in una monarchia quasi-parlamentare come quella tedesca degli stessi anni (geniale idea di Never75)

La Prima Rivoluzione Russa. La Prima Rivoluzione Russa (1905-06) ha successo. Indebolimento della Russia sia sul piano interno (guerre civili almeno analoghe a quelle realmente avventure un decennio dopo) ed internazionale, a tutto vantaggio di Austria, Giappone, Impero Turco, USA e Gran Bretagna. In particolare l'Austria si annette la Bosnia-Erzegovina quasi senza colpo ferire (la Serbia non può contare sull'aiuto russo), ed a parte le lamentele italiane e serbe nessuno interviene. In compenso la débacle dell'esercito russo favorisce il sorgere di antagonismi in Oriente, dove la Cina viene contesa tra Gran Bretagna, Giappone ed USA. Il Giappone senza l'intervento russo può annettersi ancora più vaste porzione della Manciuria, della Corea e della Cina, ed a questo punto è probabile un' alleanza angloamericana in funzione antinipponica. Anche l'Impero Turco, non più minacciato dal colosso russo, può avanzare qualche pretesa territoriale sui suoi ex territori asiatici. Più che una guerra mondiale si possono prevedere delle guerre locali (USA-UK contro il Giappone, Turchia contro Austria), ma non così sconvolgenti da turbare a fondo l'equilibrio europeo e mondiale (grazie a Never75)

La Russia Ottobrista. L'Unione del 17 Ottobre, noto popolarmente come Partito Ottobrista, era un partito di destra non rivoluzionario. Promuoveva un costituzionalismo moderato e asseriva che Nicola II dovesse adempiere al Manifesto d'Ottobre emanato durante il picco della Rivoluzione del 1905. Il partito era comandato dall'industriale Alexander Guchkov, che era riuscito a portare dalla sua la nobiltà centrista-liberale, gli uomini d'affari e qualche burocrate. Diversamente dai partiti di sinistra e dai Democratici Costituzionali, gli Ottobristi erano fermamente convinti del sistema della monarchia costituzionale. Enfatizzavano anche il bisogno di un parlamento forte e di un governo che ne fosse responsabile. Si allearono coi governi di Witte e Stolypin, ma li criticarono per le loro misure extralegali e per il passo lento delle riforme. Il programma degli Ottobristi prevedeva l'introduzione delle aziende agricole private e altre riforme terriere. Si opponevano alle restrizioni legali per motivi di razza e religione, ma anche alla concessione di autonomie politiche alle minoranze dell'impero. Ebbero scarsi risultati dopo lo scioglimento della Seconda Duma di Stato e nel 1915 erano presenti solo a San Pietroburgo. Alcuni dei membri del partito continuarono ad avere ruoli di spicco nella politica russa fino al 1917, quando Guchkov e Rodzianko furono di valido aiuto nel convincere Nicola II ad abdicare e nel formare il governo provvisorio russo, e dopo la caduta dei Romanov il partito divenne uno dei più importanti del governo provvisorio. Alcuni membri del partito confluirono nel movimento bianco, altri emigrarono, ma comunque dopo il 1920 i bolscevichi diedero alla parola ottobrista tutto un altro significato. Ma che accade se gli Ottobristi hanno più successo fin dal 1905? (made in Generalissimus)

Sverige och Norge. La Norvegia non riacquista l'indipendenza il 26 ottobre 1905, e resta legata alla Svezia. Durante la Seconda Guerra Mondiale i Nazisti saranno costretti a invadere anche la Svezia, allargando così il fronte su cui sono impegnati. Che accade? (questa è di Lord Wilmore)

Lo Stato di Sequoyah. Il 21 agosto 1905 le cinque nazioni indiane Cherokee, Chickasaw, Choctaw, Creek e Seminole si riunirono in una convention e proposero la costituzione di uno stato etnico dell'Unione che avrebbe dovuto chiamarsi Stato di Sequoyah, in onore dell'omonimo capo Cherokee cui dobbiamo l'invenzione di un alfabeto, il primo creato apposta per le genti amerindie, e che tra l'altro ha dato il nome all'imponente Sequoia sempervivens. L'opposizione del presidente Theodore Roosevelt fece naufragare il progetto, ed il 16 novembre 1907 fu invece creato lo stato dell'Oklahoma. Ma se invece alla Casa Bianca c'è un presidente meno cowboy e il progetto va in porto? (se lo domanda William Riker)

Stati Confessionali d'America. Sull'onda dell'Utah, territorio dei Mormoni, diventano confessionali anche altri stati degli USA. Avremo così uno stato degli Amish, uno dei Testimoni di Geova, e così via. Lo stato federale reggerà? (se lo chiede Hurmar)

Il Beato Indio. L'11 novembre 2007 è stato beatificato Ceferino Namuncurà, primo beato nato in Argentina e primo del popolo Mapuche, fiera stirpe india che resistette in ogni modo alla conquista spagnola. Nato a Chimpay, Patagonia, il 26 agosto 1886, manifestò una precoce vocazione religiosa: vedendo le miserabili condizioni nei cui si trovavano i suoi compatrioti Mapuche, avrebbe voluto diventare sacerdote per portare loro il messaggio del Vangelo ed anche aiutarli. Il suo motto era "quiero ser útil a mi gente" ("voglio essere utile alla mia gente"). Purtroppo morì a Roma, dove si era trasferito per studiare grazie ai Salesiani, l'11 maggio 1905, a causa della tubercolosi. I suoi resti mortali furono in seguito traslati in Argentina, dove godette fin da subito di larga devozione. Ma se Ceferino non muore giovane, torna in Argentina, diventa cardinale e arcivescovo di Buenos Aires, si prodiga (come Carlo Borromeo a Milano) per i poveri e gli ultimi e riesce a risollevare l'endemica povertà del suo popolo? E se poi magari, fantasticando, è eletto pure Papa? Un Giovanni XXIII anticipato e indio! Impossibile prevederne le conseguenze... (un'altra idea di Enrica S.)

Impero Coloniale Americano. All'inizio del Novecento gli USA decisero di non ostacolare la conquista Inglese dell'Asia e dell'Africa, accontentandosi di prendere alcune isole del Pacifico e di riservarsi tutto il continente americano eccettuato il Canada. Ma se la politica Americana fosse stata più aggressiva? e se invece di inviare esperti alla corte del Giappone ne avesse fatto una colonia? Come cambiano la storia dell'Europa e dell'Asia, se una cospicua parte della Cina è annessa come colonia dagli USA? (Filobeche, naturalmente)

Picasso. L'inizio del cubismo di Pablo Picasso deve molto al cosiddetto "periodo africano" dell'artista spagnolo, che nel 1907 viene assai colpito dalle sculture tribali africane esposte nel Museo Trocadero di Parigi, evidentemente trofeo delle avventure coloniali francesi di fine ottocento. Questa non fu certo né la prima né l'ultima volta in cui gli scambi artistici hanno affiancato le invasioni e le avventure coloniali: l'arte greca, con l'impero di Alessandro Magno, influenzò quella indiana; quella buddista fu esportata in Cina e in Giappone; nella Francia del settecento spopolavano le "cineserie"; e dopo il 1850, quando il Giappone pose fine a secoli di isolamento e di feudalesimo, le stampe giapponesi invasero l'Europa, e l'architettura nipponica influenzò quella "organica" di Frank Lloyd Wright, basata sull'equilibrio tra edifici ed ambiente naturale. Ma torniamo a Picasso. Supponiamo che, in seguito a qualche batosta coloniale simile alla nostra Adua, l'esposizione africana al Trocadero non abbia luogo. Picasso non ne viene influenzato; come si sviluppa la sua attività artistica? Il cubismo si evolve ugualmente? (nuova ucronia artistica di William Riker)

Niente Indoeuropeistica. Per un qualche motivo, la vista delle rovine di Hattusa è celata alla vista degli abitanti di Bogazkoy, che rimarrà un normalissimo borgo della campagna anatolica. Niente scavi delle società archeologica tedesca. Si ignora persino l’esistenza degli Ittiti, e la storia antica dell’Anatolia rimane un enorme buco nero o quasi. Ma se è un dramma dal punto di vista storico, lo è ancor di più dal punto di vista linguistico. Niente tavolette dell’archivio reale. Per spiegare la storica linguistica del nostro continente rimane in piedi la teoria greco-sanscrita molto più a lungo o, peggio, non viene mai screditata del tutto. Ed a Sir Colin Renfrew non vengono in mente le sue teorie... (un'idea balzana di Paolo Maltagliati)

I Vecchi Turchi/1. Fallisce la Rivoluzione dei Giovani Turchi ed il sultano Abdul Hamid II rimane al potere. Niente Enver Pascià. Come continua la storia turca? La conseguenza principale è l'assenza di una crisi bosniaca, quindi anche dell'attentato di Sarajevo e forse delle guerre balcaniche (invece la guerra di Libia sarà probabilmente inevitabile). Ma in realtà l'evoluzione dall'ottomanismo di Abdul Hamid al turanismo di Enver Pascià, che peraltro diventò leader dei Giovani turchi solo nella seconda fase, all'inizio era più importante Niyazi, è iscritta nel processo di presa di coscienza nazionale dei turcofoni dell'Anatolia, ultimi in questo tra i popoli dell'Impero, e sarebbe solo più lenta. La politica estera cambierà poco, ma è possibile che in caso di guerra russo-tedesca Abdul Hamid II sia prudente e si mantenga neutrale (proposta da Maggioriano)

I Vecchi Turchi/2. Un'alternativa di Falecius: in caso di completa sparizione del nazionalismo turco, la Storia cambia enormemente: non c'è il conflitto interno ai Giovani Turchi (e forse non ci sono proprio i Giovani Turchi), che permise all'Italia di invadere la Libia, non ci sono le guerre balcaniche, e quindi non c'è nemmeno la Prima Guerra Mondiale come noi la conosciamo! O, se scoppia per altri motivi, la Turchia non si schiera con la Germania. Se infine lo fa (in funzione antirussa) e perde (non c'è motivo di supporre il contrario) non sopravvive, e viene interamente spartita tra Grecia, Italia, Armenia, Kurdistan, Assiria, e potenze coloniali occidentali, più probabilmente uno Stato greco-pontico. In un certo senso rinascerebbe l'Impero Bizantino, con sommo fastidio sovietico (assumo che la rivoluzione russa vada come nella nostra linea temporale). il mancato genocidio degli Armeni e la conseguente creazione di un'Armenia indipendente ben più grande dell'attuale, che rappresenta appena il 10 % dell'Armenia Storica, potrebbe rappresentare negli anni futuri l'ultimo lembo Occidentale in Oriente, assumendo molte caratteristiche dell'odierno Israele...

Le Olimpiadi intermedie. Dal 22 aprile al 2 maggio 1906 si tenne ad Atene una edizione "anomala" delle Olimpiadi, passata alla storia con il nome di "Giochi Olimpici Intermedi", che tra l'altro ebbe molto più successo delle due precedenti edizioni "regolari" dei giochi estivi, Parigi 1900 e Saint Louis 1904, perchè le Esposizioni Internazionali cui erano state abbinate tolsero loro visibilità. La Grecia ne approfittò per chiedere al Comitato Olimpico Internazionale di stabilire la città di Atene come sede permanente dei Giochi, visto che le due edizioni ateniesi erano risultate un successo, ma il CIO rifiutò. Alla fine si addivenne ad un compromesso: ad Atene si sarebbero tenuti dei Giochi quadriennali negli anni pari non olimpici. Purtroppo, per lo stato di tensione prebellica tra la Grecia e l'Impero Ottomano, l'edizione del 1910 di questi giochi sfumò; lo scoppio della Prima Guerra Mondiale impedì lo svolgimento dell'edizione del 1914, e nel Dopoguerra l'iniziativa dei Giochi intermedi venne definitivamente abbandonata. Ma che accade se invece va a buon fine e i giochi si disputano regolarmente fino al presente, saltando solo quelle del 1942 a causa della Seconda Guerra Mondiale? Nel 2006 se ne è tenuta ad Atene la XXIII edizione. A questo punto le Olimpiadi Estive del 2004 saranno assegnate di nuovo a Roma, dato che Atene ha già i "suoi" giochi. Anche le Olimpiadi Intermedie conosceranno i loro fatti di sangue, come a Monaco 1972? La Turchia vi parteciperà? Gli atleti le considereranno un allenamento in vista delle olimpiadi "vere", o punteranno maggiormente su di esse? (ottava ucronia olimpica di Enrica S.)

Chi va al mulino si (Pin)infarina. Giovanni Battista Farina, fondatore della Carrozzeria Pininfarina, era il decimo degli undici figli di Giuseppe Farina; il suo soprannome Pinìn ("Giuseppino" in piemontese) si riferiva alla somiglianza con il padre. La famiglia Farina era di origini astigiane e si trasferì da Cortanze a Torino sul finire dell'ottocento a causa della grave crisi economica di quegli anni, con la speranza di trovare fortuna nel capoluogo piemontese. Grazie alle esperienze acquisite nella terra d'origine, di antiche tradizioni vitivinicole, Giuseppe intraprese il commercio al dettaglio di vino, aprendo una bottiglieria. Nel 1906 "Pinìn" invece iniziò a lavorare nella piccola carrozzeria che il fratello maggiore Giovanni aveva aperto, diventando un abilissimo carrozziere fino ad assumere la direzione degli Stabilimenti Farina nel 1928. Ma che accade se Giovanni Battista decide invece di seguire le orme paterne, e diventa il più rinomato produttore di vini in Italia? Certamente gli enologi ne saranno felici, ma come cambia la storia del design italiano senza la dinastia più celebre in questo campo? (ancora Enrica S.)

Niente de Gasperi. Alcide de Gasperi di Rovereto, figlio di un gendarme imperial-regio, fu preso sotto tutela, negli anni della formazione, da uno stuolo di uomini di Chiesa, che intelligentemente ne intuirono la capacità; tra questi c'era il vescovo Celestino Endrici, grande sostenitore della partecipazione dei cattolici alla vita politica, in un'epoca in cui il Non Expedit sembrava prossimo all'abrogazione. La Chiesa tridentina fu il naturale terreno di coltura dell'esperimento degasperiano. Ma che succede se per qualche motivo la chiesa del Trentino si irrigidisce su posizioni conservatrici e rifiuta ogni intesa con il mondo politico? De Gasperi farà un altro mestiere, magari addirittura diverrà monaco. Come cambia la politica italiana? (se lo chiede Enrica S.)

Hitler il Rosso. Nei quattro anni giovanili trascorsi a Vienna, quando cercava inutilmente di essere ammesso all'Accademia delle Belle Arti, Hitler fu interessato all'attività dei sindacati e prese in considerazione la possibilità di iscriversi ad uno di essi. Da qui nacque la sua convinzione che una forza politica, per avere successo, deve dare prova di una forte sensibilità sociale. La prima associazione politica di Destra cui aderì si chiamava infatti Partito dei Lavoratori Tedeschi, e il nome completo del Partito Nazista era "Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei" (Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori). Ora, che accade se Hitler passa dal sindacalismo alla militanza di sinistra, e diventa - ironia della sorte - un fanatico bolscevico? (ancora Enrica S.)

La Seconda Torre di Londra. La Torre di Watkins a Londra doveva misurare 358 metri ed era stata ideata per superare in altezza la Torre Eiffel a Parigi. Mai terminata, fu demolita nel 1907. E se viene completata? (sempre la solita Enrica S.)

L'Olimpiade di Roma. Nel 1908 le Olimpiadi furono assegnate a Roma. De Coubertin preparò un programma tanto spettacolare quanto costoso: Atletica a Piazza di Siena, Ginnastica in Piazza d'Armi, vicino Ponte Milvio, Pugilato e lotta alle Terme di Caracalla, Nuoto e Canottaggio all'isola Tiberina. Purtroppo l'eruzione del Vesuvio del 1906, la crisi economica che l'Italia stava attraversando e poco dopo anche il disastroso terremoto di Messina fecero comprendere ai Savoia e a Giolitti, inizialmente assai felici per il guadagno d'immagine, l'impossibilità di finanziare l'evento. Il sindaco di Roma Ernesto Nathan apri i libri contabili, trovandovi delle voragini, e fu costretto a dire di no alle Olimpiadi, che furono assegnate alla città di riserva, cioè a Londra. Ma se qualcuno apre i cordoni della Borsa? Ad esempio una cordata di ricchi borghesi, sostenitori di Nathan, oppure la nobiltà papalina, desiderosa di far fare bella figura alla città di Pio X. Quali impatti urbanistici potrà avere l'Olimpiade sulla città di Roma? (nona ucronia olimpica di Edoardo Secco)

1908, Terremoto di Messina. Quasi mezzo milione di morti tra le macerie. Il re d’Italia ordina l’immediato invio di metà dell’esercito in Sicilia. Alla corte di Vienna c’è chi gongola e propone cinicamente a Francesco Giuseppe di approfittarne, ed accordarsi in segreto con la Francia per dividersi la nostra penisola. Secondo questo piano a Vienna sarebbe ritornato almeno il Veneto, mentre il Papa e i Borboni sarebbero ritornati sui rispettivi troni grazie anche all’appoggio francese. Il regno d’Italia si sarebbe limitato quindi ai possedimenti Sabaudi oltre a Lombardia, Emilia e Toscana. Cecco Beppe accetta ed invade la Penisola recuperando almeno una parte dei territori perduti nelle guerre precedenti. L’Italia rimane una piccola nazione e senza il Veneto e l’Italia Meridionale il suo ruolo politico è ancor più insignificante. I Savoia entrano comunque nella Prima Guerra Mondiale e, nonostante l’occupazione tedesca, alla fine recuperano almeno il Veneto e il Trentino (ma non l’Alto Adige e l’Istria), però gli Stati Pontifici e Borbonici conservano i confini precedenti. Mussolini fonda lo stesso il fascismo mulinando il pretesto della “vittoria mutilata”, e fa sì che i Borboni si stringano ancora di più alla Gran Bretagna. Mussolini entra in guerra al fianco di Hitler, ed i Borboni chiedono aiuto all’Inghilterra che occupa immediatamente la Sicilia partendo da Malta, ponendo al sicuro i sovrani. Mussolini, con l’aiuto di Hitler, arriva fino in Calabria ma il tentativo di invasione della Sicilia viene ostacolato dalla Royal Marine. Dopo Pearl Harbour gli angloamericani sbarcano prima in Italia (avendo già la Sicilia come testa di ponte) e anche la guerra finisce un po’ prima. Al termine di quest’ultima nell’Italia del Centro-Nord viene costituita una Repubblica Federale, mentre al centro ed al Sud rimangono Papa e Borboni. Con l’elezione al soglio pontificio di Giovanni XXIII il papa rinuncia spontaneamente al potere temporale (accontentandosi del Vaticano)  e nel Centro della Penisola viene proclamata una Repubblica di Etruria. Roma però non diventa capitale del nuovo stato ma rimane indipendente, e per la sua importanza storico-religiosa viene dichiarata “sovranazionale” ed affidata all’ONU (un po’ come in realtà doveva essere per Gerusalemme). Nel dopoguerra i tre Stati Italiani siglano tra loro un accordo di libero scambio ed istituiscono un mini-Parlamento in comune (un po’ come nella nostra Timeline il Benelux o il Consiglio Nordico). Infine tutti e tre entrano a far parte della CEE  pur rimanendo tre entità nazionali distinte (ancora Never75)

Em Portugal nao é a monarquia. C'è chi dice che se Carlo I del Portogallo non fosse stato assassinato assieme all'erede al trono, la monarchia si sarebbe salvata e a governare il paese lusitano oggi ci sarebbero ancora i Braganza. Perciò, se il Regicidio di Lisbona del 1908 non avvenisse? Gli assassini Costa e Buiça vengono fermati in tempo (che mancassero il bersaglio era impossibile, erano in due e Buiça era un ex tiratore scelto dell'esercito), arrestati e il loro piano sventato. Carlo I e suo figlio Luigi Filippo sopravvivono, il primo fino al 1928 e il secondo fino al 1959. Cosa accade da qui in poi? (made in Generalissimus)

Un mostro... con i pennelli. Nel 1908 il giovane Adolf Hitler supera l’esame di ammissione all’Accademia di Pittura di Vienna. Che accade? Questo è l'argomento di un romanzo polemico e ucronico su Hitler del francese Eric-Emmanuel Schmitt, che si intitola « La parte dell’altro ». L’autore spacca il suo romanzo in due, alternando dei capitoli che raccontano la falsa biografia del vero Hitler (il dittatore) e la vera biografia del falso Hitler (Adolf H. l’artista). Durante il racconto vediamo Hitler sopravvivere a Vienna in compagnia del suo sogno artistico svanito, vivendo di poco e male, trovando riparo nei suoi sogni di grandezza e di purezza come un adolescente tardivo, che non entra mai nella realtà, si fanatizza, si isola, si convince di essere il centro del mondo e dopo la guerra entra in politica con il risultato conosciuto. Dall’altra parte vediamo Adolf H. seguire le lezioni all’Accademia, farsi degli amici, conoscere Freud, incontrare e perdere l’amore più volte. Alla fine della guerra egli odia la violenza e parte per Parigi, dove diventa uno dei surrealisti, alla pari di Dalì. Finisce per capire di non essere un grande artista e cresce in saggezza, diventa adulto, diviene professore all’accademia, si sposa e ha figli, ricercando la felicità piuttosto che la fama. Allora la Germania degli anni '30 é un regime conservatore di destra che vince una piccola guerra contro la Polonia nel '39 e ritrova il suo « onore », negli anni '40 il paese diventa ricco e il regime di destra si modera per diventare una democrazia borghese. L’URSS, senza la guerra, finisce per crollare per colpa della crisi economica, gli USA rimangono una grande potenza accanto ad altre grande potenze, con uno carattere un po' provinciale, l’Europa Unita si costruisce avendo centro a Berlino, già capitale artistica dell’avant-garde in pittura, architettura e cinema. Dopo la morte della moglie ebrea, Adolf H. emigra in California presso sua figlia sposata a un americano, suo figlio diventa fisico e partecipa al programma spaziale tedesco. Finisce la sua vita felice in pitture dimenticato il giorno steso in cui il primo uomo, un tedesco, pone piede sulla Luna, nel 1970. In tal modo l’evoluzione di Hitler porta a disprezzarlo perché si ha simpatia per Adolf H. La morale però è angosciosa: nel mondo ucronico di Adolf H. non si é mai visto un uomo cosi corrotto e pericoloso come il nostro Hitler, un dittatore vergine come lo definisce Schmitt, cosi assoluto ed egoista come uno , mentre Adolf H. ha conosciuto la vita con l’aiuto della pittura, degli amici e delle donne). E dunque senza Hitler si può immaginare che un uomo così può vivere davvero su questa Terra, ed un simile incubo può dunque un giorno farsi realtà? (proposta alla nostra attenzione da Perchè no?)

Col Kaiser che le approvo. Nei cruciali anni che precedono la Prima Guerra Mondiale la Germania di Guglielmo II varò tre leggi navali una dietro l'altra, delle quali la terza fu particolarmente gravosa perché nel frattempo l'Inghilterra aveva messo in linea le famose super corazzate Dreadnought, allo scopo di finanziare l'ampliamento e il potenziamento della flotta d'alto mare per poter competere (anzi superare) l'Inghilterra come previsto da Tirpiz e fortemente voluto dal Kaiser. Ma cosa sarebbe accaduto se le leggi per l'ampliamento navale non fossero state presentate? O se semplicemente non fossero state votate? Sia la terza che sopratutto la seconda legge navale rischiarono seriamente una bocciatura; sulla seconda in particolare si era coagulata una strana maggioranza tra SPD e conservatori contro l'approvazione. Alla fine la legge passò tra i mugugni e con una maggioranza risicatissima. Certamente non si sarebbe creato in Inghilterra quel clima di timore nei confronti della Germania, che condusse l'Inghilterra a un riallineamento con la Francia prima e la Russia poi. Le enormi somme investite per la competizione navale (peraltro inutile, visto che comunque gli inglesi mantennero la superiorità con venti corazzate contro tredici) sarebbero state investite nell'esercito penalizzato negli anni cruciali pre-1914 proprio per finanziare le colossali spese della marina. Quindi nell'agosto del 1914 l'esercito tedesco si sarebbe trovato meglio armato, meglio organizzato e con più uomini. Un esercito di tal fatta avrebbe potuto davvero piegare la Francia in sei settimane come prevedeva il piano Von Schlieffen? L'Inghilterra sarebbe rimasta neutrale? Io non credo. Se la Germania avesse comunque invaso il Belgio, l'Inghilterra si sarebbe immediatamente gettata nell'agone politico. Supponendo che i tedeschi riescano davvero a vincere come furono ad un pelo dal fare nell'agosto almeno sul territorio francese si verrà a creare in Europa una situazione tipo 1940, con un'Inghilterra isolata dall'Europa e la Russia imperiale appena strapazzata a Tannemberg. Naturalmente una "battaglia d'Inghilterra" nel 1914 sarà impossibile: l'aviazione era ancora troppo poco sviluppata salvo che nel campo dei dirigibili; la competizione sarebbe stata quasi esclusivamente navale, probabilmente il "sacro egoismo" predicato dal governo Salandra favorirebbe un'entrata dell'Italia a favore degli imperi centrali (e al diavolo Trento e Trieste!), che apparirebbero sicuri vincitori come la Germania Hitleriana del 1040 in cambio di Corsica, Savoia, Nizza e concessioni coloniali, vendetta per il famoso schiaffo di Tunisi del 1881. gli USA rimarranno a Guardare? Cosa succederà in una situazione del genere? (made in Federico Pozzi)

Rimescoliamo le carte. Nel 1908 il partito dell'Ittiad prese il potere in Turchia. Esso era guidato da un triunvirato: Enver Pasha, Talaat Pasha e Djemal Pasha. I primi due operarono per il genocidio armeno, il terzo invece temeva più il nazionalismo arabo che quello armeno e intendeva invece deportare gli armeni (senza sterminarli) nelle regioni arabe, altre ai curdi e ai circassi sfuggiti ad un genocidio analogo in Russia. Ma ipotizziamo che prevalga il progetto di Djemal: anziché lo sterminio sistematico la deportazione di armeni, curdi, lasi, circassi, tartari (gli ultimi due sfuggiti dalla Russia). e anche greci, nei territori mesopotamici e siriani. La Prima Guerra Mondiale finisce come dalle nostre parti, con la sconfitta ottomana e la creazione dei protettorati francesi e britannici. Come andrà a finire la guerra turco-greca degli anni '20 senza le grandi comunità greche in Anatolia? Fissando i confini della Turchia attuale, essa sarà molto più omogenea etnicamente, ma non i paesi arabi. La Siria, la Palestina e l'Iraq avranno una popolazione molto più eterogenea, con greci, armeni, caldei, oltre a una proporzione di curdi molto superiore. Come cambia la storia di questi paesi? I britannici e i francesi sfrutteranno il crogiuolo etnico dei paesi arabi e le loro maggiori disuguaglianze? Dopo l'indipendenza irachena e siriana, che ruolo avranno i partiti baatisti? Saddam Hussein cosa farà? si alleerà con gli armeni contro i curdi? appoggerà i curdi contro gli armeni? La guerra civile siriana come avverrà?  Forse la Turchia sarà ancora più forte, e sfrutterà l'eterogeneità dei suoi vicini, appoggiando l'una o l'altra etnia. E lo stato di Israele? Cosa faranno i greci e gli armeni della Palestina? Appoggeranno gli ebrei o continueranno l'intifada a fianco dei palestinesi arabi? Il dilemma è sempre tra (semi)assimilazione (come nella Diaspora) o ghettizzazione (come tra le popolazioni deportate internamente all'URSS), con il caso di Israele come eventualità estrema (geniale trovata di Rivoluzionario Liberale)

Tunguska. Alle sette del mattino del 30 giugno 1908 una terrificante esplosione interessò la zona impervia e disabitata di Tunguska, nella Siberia orientale. Una spedizione sovietica giunta laggiù negli anni venti trovò tutti gli alberi abbattuti e carbonizzati come da un'ondata di fuoco nel raggio di decine di Km, ma nessun cratere. Oggi si pensa che a provocare questo disastro fu un nucleo cometario oppure un bolide esplosi nell'atmosfera prima di toccare il suolo. Siccome avvenne in un luogo pressoché irraggiungibile e lontano da qualunque insediamento umano, quella che poteva essere una catastrofe apocalittica si ridusse ad una riga sui libri di storia russa. Ma qualcuno ha fatto dei calcoli, scoprendo che, se il misterioso corpo celeste fosse piombato al suolo solo otto ore dopo, la rotazione terrestre lo avrebbe portato a centrare quasi esattamente la città di San Pietroburgo. Che accade se si verifica proprio questa tragica eventualità? (pensata da William Riker)

Il Congo italiano. Quella che attualmente conosciamo come Repubblica Democaratica del Congo, prima di diventare a tutti gli effetti una colonia belga, era considerata un dominio personale del re dei Belgi, Leopoldo II, esattamente come l'Egitto lo era per gli imperatori Romani. Soltanto nel 1908, dopo pressioni internazionali, Re Leopoldo lo fece diventare una colonia belga a tutti gli effetti. Poniamo invece che rimanga un suo dominio personale. La Prima Guerra Mondiale è alle porte. Appena i tedeschi invadono il piccolo Stato, è facile intuire cosa potrebbe capitare al Congo. Nell'ipotesi più probabile, approfittando della crisi in Europa si autoproclama indipendente. Dato che poi confinava con la Deutsch-Ostafrika, i tedeschi vi insediano un governo fantoccio. Al termine della Guerra Mondiale, gli inglesi hanno tutto l'interesse o ad annettersi tout-court il Congo, oppure a mantenerne una semi-indipendenza come l'Egitto. Oppure, se l'Italia gioca bene le sue carte, potrebbe essere assegnata a lei questa colonia. Visto come ci siamo comportati durante il Ventennio in Libia, c'è da aspettarsi anche di peggio nel Congo, anche se non credo che potremo far rimpiangere agli africani il governo di Re Leopoldo, uno dei più brutali tra tutti i governi coloniali. Con una colonia in Africa Centrale, la Somalia e l'Eritrea in quella Orientale e la Libia nel Nordafrica, davvero Mussolini si impegnerebbe nella campagna d'Etiopia? Se si accontentasse di imporre un larvato protettorato al Negus e si accontentasse (si fa per dire!) delle colonie che già possiede? Magari niente uscita dalla Società delle Nazioni e niente Patto d'Acciaio... (made in Never75)

Televisione/1. Sfruttando l'invenzione della valvola termoionica, Thomas Alva Edison inventa il televisore con trent'anni di anticipo. Di conseguenza la civiltà dell'immagine si diffonde molto prima in ogni casa. Come cambia la storia del Novecento, tenendo conto che non solo Theodore Roosevelt e Woodrow Wilson, ma anche Mussolini, Hitler e Stalin avranno a disposizione uno strumento tanto potente per penetrare in ogni casa ed influire in modo determinante sulle masse? (prima ucronia televisiva di Enrica S.)

Ricreazione delle nazioni europee in America. Come Bhrg'hros ci ha spiegato, oltre alle già esistenti Nuova Spagna, Nuova Francia e Nuova Inghilterra (che sono rimaste pure denominazioni geografiche), una autentica Nuova Ucraina abitata da tutti gli Ucraini d'America, un Nuovo Ashkenaz, una Nuova Lituania, una Nuova Germania, un Impero Neoaustro-Neoungarico; ma addirittura una Nuova Toscana, una Nuova Sicilia, una Nuova Brianza ecc.

Al-Sham al Jadid. Il flusso di emigrati più imponente che una singola nazione riversa sulle Americhe nel XIX secolo non viene dall'Europa, ma dall'Impero Ottomano asiatico, ed in particolare dalle sue province siropalestinesi.  Moltissimi cristiani, ma anche musulmani (soprattutto sciiti della Bekaa e dell'Akkar, drusi ed alawiti) ed ebrei si riversano a milioni sui due continenti occidentali; quasi tutti sono di lingua araba, ma non mancano gli Armeni ed i Curdi, mentre i Turchi sono relativamente pochi. A differenza degli europei, preferiscono più spesso il Sud che il Nord, e in paesi come il Venezuela, la Colombia, l'Ecuador alcuni di loro trovano ricchezza e prestigio. Ma sono il Brasile e l'Argentina ad accoglierne il maggior numero. In questi due paesi esiste una ricca e vivace editoria araba. In questi emigrati di prima generazione, il legame con la terra d'origine rimane fortissimo; la maggior parte di loro, in patria, era composta da contadini, ma nei paesi d'emigrazione divengono un elemento portante della borghesia locale. È specialmente in Brasile che essi, pur non essendo di regola prestatori ad interesse, assumono sempre un più un ruolo sociale vicino a quello che avevano avuto gli Ebrei in Europa; Ma hanno anche la sfortuna di trovarsi osteggiati per gli stessi motivi. Un tale Ernesto de Sao Vicente, grande possidente bianco di estrema destra, che come altri della sua classe vede la formazione di una borghesia di origine araba nel suo paese come un potenziale pericolo (molti degli emigrati libanesi e siriani sono più colti e più al passo con l'Europa della maggior parte dei latifondisti brasiliani ) tenta, mosso da desiderio di conservare il dominio della sua classe e dall'ambizione, di scalare il potere dell'immensa, giovane repubblica. Dalla sua sconfitta nascerà Al-Sham al Jadid ("Nuova Siria"; solo a Falecius poteva venire in mente un'idea così originale!)

Memorie ritrovate. Ispirato ad un film sudcoreano del 2002, « 2009: Lost Memories ». Il 26 ottobre 1909 Thomas An Jung-geun uccise l'ex-primo ministro e governatore giapponese della Corea Ito Hirobumi. Cosa succede se l'attentato è sventato? Come nel suddetto film, il Giappone entrerà nella Seconda Guerra Mondiale a fianco degli USA, esso vincerà la guerra, diventerà membro permanente del consiglio di sicurezza ONU, lancerà un satellite artificiale negli anni '60, e manterrà intatto gran parte del suo impero? In ogni caso, come cambia  sarebbe la politica giapponese senza quell'omicidio? (pensato da Fabio Roman)

L'Impero degli Antipodi. L'Australia del XIX Secolo fu teatro di gesta non molto diverse da quelle del coevo West americano. In particolare si ricordano quelle del bandito Kelly, che, grazie alla scoperta di una lega leggera ma resistente, realizzò corazze e maschere metalliche. Tenne in scacco per lungo tempo polizia ed esercito, e fu preso grazie ad un tranello. È passato alla storia come un bandito, ma, in realtà, cercò di dare voce ai particolarismi degli Irlandesi. Kelly riesce a far sollevare gli Irlandesi e gli Scozzesi d'Australia (oltre agli Aborigeni), scaccia gli Inglesi e fonda l'Impero degli Antipodi, che per bandiera ha l'arpa celtica e la Croce del Sud. Tale impero, in cui l'elemento  religioso preponderante è Cattolico e quello etnico-sociale è frutto di una sorta di "meticciato creolo" tra Celtici ed Aborigeni, finisce per somigliare molto all'America Latina. Interviene a fianco dei Boeri e, nella Prima Guerra Mondiale si schiera dalla parte del Kaiser, pagando così il debito contratto sia con gli uni che con l'altro, in quanto entrambi lo avevano aiutato contro gli Inglesi (grazie al vulcanico Marziano)

Anglo-italiani. L'Italia conquista o acquisisce l'Australia alla fine dell'Ottocento e reprime ferocemente gli anglofoni locali imponendo l'italiano come unica lingua. Dopo la Seconda Guerra Mondiale l'Australia diviene indipendente e conserva la lingua italiana, ma la sua dizione conserva un sostrato inglese molto forte. Con quali caratteristiche? (un'ucronia linguistica di Renato Balduzzi)

Major Cricket League. Il cricket era popolare negli Stati Uniti tanto quanto il baseball. A partire dalla Guerra di Secessione, però, lo sport statunitense guadagnò terreno su quello britannico, che già nel 1910 era stato soppiantato dal baseball in tutto e per tutto. Ma se il baseball non si sviluppa come sport vero e proprio, restando solo uno svago le cui regole non vengono fissate da nessuna organizzazione? Date le somiglianze tra i due sport, il cricket può prendere il posto del baseball in modo quasi impercettibile, nel senso che il campionato e le squadre che nella nostra timeline sono destinate al baseball (Yankees, Mets, Cubs...) saranno squadre di cricket, e la MLB sarà la MLC (Major League Cricket). Lo sport poi verrà esportato nei paesi in cui il baseball è popolare, ovvero Cuba, Venezuela, Giappone, Corea, Taiwan ed altre nazioni. Lo sport arriverà anche da noi ed in genere in Europa con la pallacanestro, e così potrebbe diventare popolare quanto il rugby, o forse più. Ad oggi il cricket è decisamente più popolare e giocato nelle sue forme "ridotte", ed anche le squadre ammesse ai tornei di Test Cricket (ovvero la versione originaria, con le partite che durano giorni interi) saranno di più: oltre ad Australia, Inghilterra, Indie Orientali, Nuova Zelanda, India, Pakistan, Sri Lanka, Zimbabwe e Bangladesh avremo Venezuela, Stati Uniti, Cuba, Porto Rico, Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Olanda ed Italia; le ultime due sono già le squadre più forti d'Europa, isole britanniche escluse, nella nostra timeline... guarda caso noi e gli olandesi siamo anche i più forti in assoluto nel baseball (ideata da Mattiopolis)

Il Rugby Americano. E se è il rugby a prendere il posto del football yankee? Ad oggi, dato il contributo statunitense, il rugby sarà ancora più popolare in Italia, dove già esiste uno zoccolo duro di appassionati, e la nostra nazionale, pur non essendo ai livelli di Australia, Sudafrica, Nuova Zelanda eccetera, è tredicesima al mondo, e ad oggi avremo già vinto qualche Sei Nazioni (ancora Mattiopolis)

Viva o Rey. Nel 1910 la monarchia in Portogallo non cede il passo alla repubblica. Come si porrà nei confronti di individui come Salazar? Si formerà una diarchia Re-Duce come in Italia? E che accadrà al momento della Rivoluzione dei Garofani? (se lo domanda Ainelif)

Il Motorgeschütz. Nel 1911 l'austriaco Günther Burstyn (1879-1945) sottopose al ministero della guerra tedesco ed al ministero della guerra austro-ungarico il progetto di un veicolo corazzato da lui battezzato Motorgeschütz ("Arma semovente"). Le caratteristiche di questo veicolo erano notevolmente avanzate per il periodo, proponendo soluzioni che pochi anni dopo sarebbero diventate normali per i carri armati, come la propulsione su cingoli e l'armamento principale in torretta ruotante; egli però ottenne due rifiuti, nel primo caso per mancanza di fondi dell'Esercito Austro-Ungarico, nel secondo perché « il Motorgeschütz non è adatto a compiti militari»: un non raro atto di cecità burocratica e militare. Ma se l'inventore trova un terreno più fertile, una mentalità non eccessivamente ottusa e ristretta, allora il suo progetto avrebbe fatto balenare nella mente dell'OBK tutte le sue grandiose possibilità, e già nel 1911! Con l'appoggio dell'Imperatore, e la potenza delle industrie Krupp e Mercedes, sarebbe stato perfettamente plausibile avere già nel 1912 il primo embrione operativo della Kaiserlischer Panzerwaffe. Prima della dichiarazione di guerra, nell'agosto del 1914, la Germania avrebbe avuto due anni pieni per prepararsi, tutto il tempo di evolvere il progetto di base, definire le tattiche di impiego, impostare, equipaggiare e addestrare, col tipico rigore prussiano, una poderosa, e segreta, arma corazzata. Le prime operazioni militari del conflitto videro la fulminea avanzata dell'Esercito Tedesco in Belgio, Lussemburgo e nel nord della Francia, azione però bloccata dagli alleati anglo-francesi nel corso della "Prima battaglia della Marna", nel Settembre 1914: era iniziata la logorante, inconclusiva e sanguinosissima guerra di trincea. I famosi taxi di Parigi avrebbero davvero potuto fare ben poco contro una Blitzkrieg ante-litteram, ed esattamente come accadde poi 36 anni dopo nella nostra Timeline, nell'autunno di quello stesso anno di inizio della guerra, dei cingolati stranieri avrebbero sfilato negli Champs-Élysées in una parata della vittoria. Nessun Esercito del 1914 era minimente preparato ad affrontare l'attacco a fondo di una mezza dozzina di brigate corazzate, e anche nel 1916 la semplice apparizione di questi moderni dinosauri avrebbe terrorizzato la fanteria, ed erano già dei veterani induriti da anni di guerra. La guerra del 1914 sarebbe stata né più né meno una riedizione ad alta tecnologia della guerra franco-prussiana del 1870. Cosa accade? (ideata da Angelo Doveri)

La crisi marocchina. Nel 1911 la cannoniera tedesca Panther entrò nel porto marocchino di Agadir, per riaffermare le pretese prussiane sul Marocco. L'Inghilterra interpretò questa mossa come un tentativo di prendere il controllo del porto di Agadir ad opera della marina del Reich, facendone una piazzaforte in grado di contrastare il dominio britannico dei mari. Questa crisi rischiò di precipitare il mondo in guerra, ma le intense trattative diplomatiche sfociarono in un accordo secondo il quale la Germania riconosceva definitivamente la supremazia francese in Marocco, ottenendo in cambio alcune concessioni territoriali (il cosiddetto Neukamerun). Ma se la crisi marocchina degenera e dà origine con anticipo alla prima guerra mondiale? (proposta da Ainelif, ecco la sua idea)

Una fortuna Titanic(a). Nell'aprile 1912 il capitano Edward John Smith, complice anche l'indisponibilità di binocoli, lasciati sotto chiave da un ufficiale trasferito frettolosamente, e quindi l'impossibilità di avvistare gli ostacoli a grande distanza, si comporta con più cautela, prende maggiormente in considerazione i vari messaggi di pericolo iceberg provenienti dalle altre navi e di conseguenza decide di far rallentare il Titanic e di prendere una rotta più a sud. La nave arriva sana e salva a New York tra le acclamazioni della folla. Oppure, trovandosi nell'incapacità di evitare lo scontro con l'iceberg, il Primo Ufficiale William McMaster Murdoch decide di non virare e limitarsi a ordinare l'indietro tutta. Lo scontro frontale provoca dei danni, ma non così gravi da impedire al Titanic di concludere il suo viaggio. La nave, arrancando, attracca malconcia a New York con l'ausilio di altri vascelli, sotto lo sguardo perplesso dei pochi che non hanno ancora ricevuto la notizia dell'incidente. In entrambi i casi la conquista del Nastro Azzurro da parte di una nave della White Star Line è rimandata, e il Titanic seguirà il destino delle sue navi gemelle Olympic e Britannic: diventerà un trasporto truppe o una nave ospedale durante la Prima Guerra Mondiale, e, se riesce a sopravvivere alle varie insidie, finirà la sua carriera intorno alla prima metà degli anni '30. Dato che in questa timeline alternativa sono ancora vivi, chissà cosa riserva il futuro per Thomas Andrews, John Jacob Astor IV, Jacques Futrelle, Benjamin Guggenheim, William Thomas Stead, i coniugi Straus e tutti gli altri passeggeri più eminenti? Comunque, addio a tutto ciò che riguarda l'affondamento del Titanic nell'immaginario collettivo. Perfino James Cameron dovrà trovare un altro soggetto per sbancare i botteghini nel 1997: forse parlerà dell'affondamento del "Lusitania". Toccherà a qualche altro comandante di grande nave da crociera peccare di superbia provocando gravi conseguenze: Schettino docet (questa è di Generalissimus)

Una frode Titanic(a). Nel suo libro "I due Titanic: L'enigma di un disastro voluto e di una truffa colossale" Robin Gardiner sostiene che l'affondamento del celeberrimo transatlantico non fu altro che una colossale frode assicurativa. Infatti il Titanic aveva una nave gemella quasi identica, l'Olympic, che il 20 settembre 1911 fu speronata dall'incrociatore HMS Hawke. Entrambe le navi furono gravemente danneggiate, e l'Olympicebbe estesi danni agli ancoraggi della turbina centrale e alla chiglia. Ma la White Star Line, una delle più famose compagnie navali britanniche, proprietaria dei due vascelli, non avrebbe assicurato l'Olympic e non avrebbe potuto permettersi i costi della riparazione. La Compagnia avrebbe allora scambiato l'Olympic con il Titanic, facendolo deliberatamente affondare in un incidente simulato: di conseguenza l'Olympic sarebbe sparito in fondo al mare, e il Titanic sarebbe sopravvissuto 25 anni sotto il nome della gemella. Il piano sarebbe stato quello di portare la nave in un luogo molto battuto dalle rotte transoceaniche, per favorire il salvataggio dei passeggeri ,e allagare lentamente lo scafo. Questa ricostruzione  non ha trovato alcuna conferma nelle inchieste giudiziarie successive, e Gardiner non spiega come una nave gravemente danneggiata possa mantenere una velocità di crociera normale e navigare per migliaia di chilometri nell'Atlantico. Ma che accade se le cose sono andate davvero così, e grazie alla caparbietà di qualche giornalista la gherminella diventa di dominio pubblico? Quali le conseguenze dello scandalo? (made in Enrica S.)

Appeasement Italo-Turco. Al Congresso di Berlino del 1878, Francia e Gran Bretagna si erano accordate per occupare rispettivamente Tunisia e Cipro, parti del morente Impero Ottomano. Per tacitare la possibile opposizione dell'Italia, i diplomatici francesi le avevano concesso Tripoli come contropartita. Nel 1902, un accordo segreto tra Francia e Italia lasciò all'Italia mano libera su Cirenaica e Tripolitania. Dalla fine di marzo 1911, la stampa italiana iniziò una forte campagna d'opinione pro-bellica, al fine di spingere il governo Giolitti ad invadere la Libia. Nella notte tra il 26 e il 27 novembre, il governo italiano presentò un ultimatum al governo ottomano del Comitato d'Unione e Progresso. Tramite l'Austria-Ungheria, il Sultano propose il trasferimento pacifico della Libia sotto amministrazione italiana, senza combattimenti, con il mantenimento della formale sovranità ottomana. Giolitti rifiutò, e il 29 settembre venne dichiarata la guerra. I combattimenti durarono molto più a lungo di quanto non si aspettasse il governo italiano, con una spesa di 80 milioni di lire al mese anziché i 30 milioni preventivati. Il territorio non venne inoltre pacificato prima del 1931. Il trattato di Losanna del 1912 conteneva esattamente la proposta del Sultano, ossia la formale sovranità ottomana e l'amministrazione diretta italiana della Libia. La debolezza dimostrata dall'impero ottomano aprì la strada alla prima guerra balcanica, che iniziò una catena di eventi culminati nella prima guerra mondiale. Ma che accade se Giolitti accetta la proposta del Sultano di un'amministrazione italiana della Libia? (se lo domanda Dans; ecco la sua proposta)

La Guerra di Libia e dei Balcani. Cosa sarebbe accaduto se l'Italia, per conquistare la Libia ai danni dell'Impero Ottomano, avesse stretto un alleanza con la Lega Balcanica (Bulgaria, Grecia, Serbia, Montenegro), facendo di fatto scoppiare contemporaneamente la guerra italo-turca e la prima guerra balcanica? Che corso avrebbe preso la guerra? Che posizione avrebbe preso l'Italia quando i Paesi della lega avrebbero litigato sui confini in Macedonia (quello che nella nostra time line fu la seconda guerra balcanica)? Quasi probabilmente in funzione anti-serba e anti-greca e per un maggior controllo dell'Adriatico, il Regno d'Italia avrebbe appoggiato la Bulgaria. Italia e Bulgaria sono una combinazione molto più forte di Serbia, Grecia e Montenegro, e avrebbero potuto costringere Belgrado, Cettigne e Atene alla resa in breve tempo (non credo che i Turchi avrebbero rischiato). A questo punto però non penso che le potenze europee sarebbero state a guardare l'Italia che si intrometteva nei Balcani... (ideata da Andrea Mascitti)

Niente Guerra di Libia. La Guerra Italo-Libica si svolge tra il 28 settembre 1911 e il 18 ottobre 1912. Invece la Prima guerra balcanica inizia l'8 ottobre 1912, quando il Montenegro dichiara guerra alla Turchia. È stata la discutibile impresa coloniale italiana, mostrando la debolezza ottomana, a scatenare gli appetiti degli stati balcanici, e in fin dei conti a scatenare la Grande Guerra. Se Giolitti non si fosse interessato allo scatolone di sabbia, probabilmente la polveriera non sarebbe esplosa. Che scenari possiamo immaginare? (un'altra idea di Lord Wilmore)

Graziani chi? Nel 1908 il giovane Rodolfo Graziani fu inviato in Eritrea. Qui nel 1911 fu morso da un serpente e restò parecchio tempo tra la vita e la morte, ma poi si riprese. E se invece muore? Come cambia la storia d'Italia senza di lui? (made in Enrica S.)

La svolta di Reggio Emilia. Il 7 luglio 1912 si apre al Teatro Comunale di Reggio Emilia il XIII Congresso del Partito Socialista: mentre suona "l'Internazionale dei Lavoratori", tutti i delegati sono in piedi e sventolano le bandiere rosse con la falce, il martello e il "Sole dell'Avvenire". Sembra tutto tranquillo, ma non è così. A Reggio Emilia si confrontano infatti le due componenti storiche del socialismo italiano. Da una parte i massimalisti e i "rivoluzionari" di Costantino Lazzari e Giacinto Menotti Serrati, intransigenti e ferrei, contrari a qualunque tipo di collaborazione con il governo liberaldemocratico dello statista piemontese Giovanni Giolitti. Dall'altra la sinistra riformista e socialdemocratica di Ivanoe Bonomi e Leonida Bissolati, fondatori del partito a Genova (14-15 agosto 1892), sostenitori di una "via nazionale alla socialdemocrazia italiana" (questi ultimi nella nostra Timeline furono espulsi dal partito). Mentre il fondatore, Filippo Turati, resta silenzioso durante gli interventi della prima giornata, esuberante è l'intervento del giovane Benito Mussolini, maestro elementare in una scuola a Forlì. Il giorno seguente, l'8 luglio, riprendono i lavori al Teatro Comunale con l'intervento di Claudio Treves che sostiene pubblicamente la corrente socialdemocratica, e invita tutti a senso di responsabilità ed unità di intenti per non danneggiare i lavoratori. Mentre Treves parla il gruppo massimalista lancia pensati accuse ai riformisti, "traditori del popolo e della causa dei proletari". Nel pomeriggio sale sul palco Lazzari e indica una diversa impostazione del socialismo italiano, il quale può andare al potere solo grazie ad un colpo di stato o ad una rivoluzione del proletariato. Durante la notte viene trovata una bomba davanti all'albergo dove dormono Bonomi, Bissolati e Treves. Il 9 luglio la discussione entra nel vivo con la presentazione delle candidature. I riformisti candidano Ivanoe Bonomi con il manifesto "La Via verso la Libertà - cammino verso la Socialdemocrazia in Italia", mentre i massimalisti, inaspettatamente ,presentano il giovane Benito Mussolini con il manifesto "Pane, Paga, Pace - tre cosa un'unica strada: Rivoluzione!". Ad appoggiare Mussolini e la sinistra estrema arriva a Reggio Emilia Vladimir Uljanov, detto Lenin, leader in esilio del Partito Operaio Socialista Democratico Russo in Svizzera: famosa è infatti la foto di Mussolini e Lenin davanti al Teatro Comunale di Reggio Emilia, abbracciati con il pugno sinistro chiuso rivolto verso il "Sole dell'Avvenire". Nel tardo pomeriggio interviene a sorpresa Tirati che appoggia la linea di Bonomi e dei riformisti. Notte di riunioni e discussioni. Il giorno dopo, 10 luglio 1912, arriva la resa dei conti. Dopo gli ultimi appelli al voto ,i delegati si esprimono ed eleggono con una "maggioranza qualificata" dei 2/3 dell'assemblea Ivanoe Bonomi segretario del Partito Socialista Italiano. Mentre i delegati della sinistra interna abbandonano in segno di protesta il congresso, Filippo Turati viene designato alla presidenza onoraria del partito, mentre Leonida Bissolati diventa presidente del comitato centrale e Claudio Treves viene eletto segretario amministrativo del partito. La componente massimalista si riunisce in una trattoria di Reggio Emilia e "riesuma" il Partito Operaio Italiano, con Lazzari segretario e Mussolini direttore del nuovo giornale "Il Popolo di Reggio Emilia", poiché "L'Avanti!" è stato assegnato alla gestione dei Treves. La tessera numero uno viene consegnata in omaggio a Lenin. Quest'ultimo muore a causa di un incidente ferroviario nel viaggio di ritorno in Svizzera. Nel gennaio del 1913 i socialisti avrebbero appoggiato il governo Giolitti, ricevendo in cambio una "statuto per la buona convivenza nella fabbrica, nelle officine e nei campi". Nello stesso anno avverà il tramonto dei massimalisti: Lazzari deciderà infatti di espellere dal partito Mussolini, reo di aver cercato di disarcionarlo e di averlo bollato come "sovversivo". Nel gennaio del 1914 Treves presenterà a Turati, Bissolati e Bonomi il nuovo vice-direttore del giornale "L'Avanti!", il giovanissimo Sandro Pertini (una proposta di Demofilo, che consiglia di leggere in proposito "Bonomi e la Socialdemocrazia Italiana" dello storico Cortesi)

Gioco(nda) di mano, Gioco(nda) di villano. Il 22 agosto 1911 l'imbianchino lombardo Vincenzo Peruggia (era nato a Dumenza, nel varesotto, nel 1881) approfittò della scarsa sorveglianza di un lunedì mattina per trafugare dal Louvre la "Gioconda", e mise così a segno uno dei più audaci furti del XX secolo, allo scopo di restituire all'Italia i capolavori d'arte trafugati da Napoleone (e senza sapere che invece Leonardo aveva ceduto volontariamente la "Gioconda" al re di Francia Francesco I, per ringraziarlo della sua ospitalità ad Amboise). Del furto fu inizialmente incolpato tra gli altri anche un giovane Pablo Picasso; nessuno invece sospettò di quell'umile tinteggiatore, che due anni dopo tentò ingenuamente di vendere la "Gioconda" al collezionista fiorentino Alfredo Geri, di cui aveva letto il nome sul "Corriere della Sera". Geri denunciò immediatamente il ladro alla Polizia francese, nella speranza di una lauta ricompensa (il governo di Parigi invece gli conferì un premio di soli 25 franchi) e la "Gioconda" tornò al Louvre. Ma pare che Peruggia avesse pensato di venderla anche a Gabriele D'Annunzio. Che accade se il capolavoro leonardesco finisce proprio nelle mani del Vate, che lo cede al governo di Roma, e questo rifiuta di restituirlo alla Francia, adducendo come scusa "Lo riteniamo una compensazione per i tesori d'arte effettivamente trafugati da Napoleone"? Che conseguenze ha l'incidente diplomatico? Per ripicca la Francia occuperà la Libia prima dell'Italia? E quest'ultima entrerà in guerra con gli Imperi Centrali? E se la Gioconda giunge effettivamente nelle mani del governo italiano, in quale museo sarà conservata? È possibile che sia distrutta o rubata durante la seconda guerra mondiale? Potrebbe essere messa in salvo cedendola ai Musei Vaticani, oppure nascondendola nel sottoscala di un museo romano, o addirittura riutilizzandola come schienale per la sedia di una cantoria! (altra ucronia artistica di Enrica S.)

Il Periodo Grigio. Spin-off dell'ucronia precedente. Che accade se Picasso viene davvero accusato del furto della "Gioconda" e buttato in un profondo carcere? Sarà la fine dell'artista, o l'inizio di una nuova fase del suo genio nota come Periodo Grigio? (nuova ucronia artistica che poteva venire in mente solo al francese Perchè no?)

La Alegre. Un altro spin-off. E se Picasso avesse davvero rubato la Gioconda per portarla in Spagna? La Spagna entra a sua volta in guerra al fianco degli Imperi Centrali, invadendo il Portogallo? Che fine farà il mitico quadro durante la Guerra Civile Spagnola? (altra ucronia artistica di William Riker)

Tripoli, mal suol d'orrore. L’Italia fallisce la conquista della Libia: caduta del governo Giolitti ed affermazione delle sinistre e destre estreme. Le nazioni europee tradizionalmente antiturche (Serbia, Grecia e Bulgaria) non osano più attaccare l’Impero Ottomano e nei Balcani si mantiene lo status quo. La Serbia non può affermarsi come grande nazione, cercando di imitare Prussia e Piemonte del secolo precedente; l’Austria si sente più sicura, non temendo un’invasione serba della sua Bosnia, e la “polveriera d’Europa” scoppia con molto ritardo, con conseguenze molto probabilmente diverse (avanzata da Never75)

La Libia francese. Alternativa all'ucronia precedente: Sono ben noti "i giri di valzer" dell'Italia, che portarono al consenso ufficiale francese all'occupazione della Libia. È però anche vero che i francesi, sottobanco, misero i bastoni tra le ruote all'Italia, fornendo aiuti alla Turchia, e forse spronando di nascosto i turchi a resistere. Come mai i Turchi accettarono passivamente l'occupazione francese di Algeria e Tunisia, e si opposero con tanta forza all'Italia per la poverissima Libia? Ricordiamo il caso dei mercantili francesi fermati dalla marina italiana con a bordo militari turchi. Giolitti diplomaticamente minimizzò l'episodio, definendolo "caso da pretura", ma forse ci sono stati altri casi simili. In aggiunta la Francia si oppose fino all'ultimo all'occupazione italiana del Dodecaneso. In quell'occasione l'Italia trovò al suo fianco proprio il Kaiser, che una volta tanto si comportò da alleato. È insomma probabile che, a dispetto degli accordi raggiunti, la Francia contasse sull'impreparazione bellica dell'Italia, e sperasse in una sconfitta italiana, per occupare lei tutta o una parte della Libia: non valeva un gran che, ma la "grandeur" non ha limiti. E se questo si realizza? L'Italia nella Prima Guerra Mondiale si schiererà con la Triplice Alleanza? (ideata da Francesco Dessolis)

La Pace di Libia. La La crisi libica si risolve pacificamente con un accordo (per esempio l’amministrazione all’Italia ma una formale sovranità alla Turchia); sembra che soluzioni di questo tipo siano state effettivamente proposte fra i termini del trattato di Ouchy che pose fine alla guerra. Giolitti si rafforza, continua a rimanere al potere e forse in seguito riesce a tenere l’Italia fuori dalla Prima Guerra Mondiale. I nazionalisti si divideranno fra chi sostiene il primo ministro per aver soddisfatto così facilmente la loro voglia di espansionismo e chi, avendo voluto una guerra vera e propria, si ritiene deluso e si allontana definitivamente dagli ambienti dell'establishment. I socialisti riformisti hanno meno problemi, Mussolini e gli altri vengono rapidamente emarginati, è possibile addirittura che prima o poi il PSI entri in un governo Giolitti. Per quanto riguarda l'altro lato della barricata, la Turchia non subirà una grossa perdita di prestigio, e forse potrà ritardare le guerre balcaniche. Infine, in Libia una colonizzazione più veloce e meno traumatica sarà meno violenta che nella nostra Timeline; ma dipende tutto dall'intelligenza degli alti comandi italiani, e forse non c’è troppo da fidarsi... (made in Toxon)

L'Acquisto della Libia. Com'è noto, gli Stati Uniti si espansero più comprando che conquistando territori. Ad esempio furono acquistate a suon di dollari la Louisiana, la Florida, l'Arizona meridionale e l'Alaska. Ora, che accade se l'Italia usa lo stesso sistema per allargare il proprio impero coloniale? Giolitti si mette d'accordo con il Sultano Ottomano Mehmet V e con i suoi Pascià, comprando la Libia con moneta sonante. Se il governo Giolitti vuole proprio rovinarsi, acquista pure l'Albania (ma non il Dodecaneso). In tal modo l'Italia avrà la sua "quarta sponda" senza sparare un colpo di cannone. A questo punto anche Grecia, Serbia e Bulgaria si fanno furbe, ed acquistano a loro volta quanto rimane della Turchia europea; la Russia potrebbe acquistare l'Armenia. Senza il grande casino combinato dalle Guerre Balcaniche, va da sé che la Prima Guerra Mondiale non scoppierà. E questo, grazie al dio denaro che, come aveva detto Francesco Bacone, è come il letame: non serve, se non viene sparso... (ideata da Enrica S.)

La Grande Guerra di Libia. L'intervento italiano in Libia non passa inosservato ai più, ma scatena le ire e i movimenti delle varie potenze. L'attacco italiano in Libia fa adirare la Germania, che da tempo effettua una sorta di protettorato sull'Impero ottomano, inviando tecnici e costruendo ferrovie, in cambio di scambi commerciali vantaggiosi. La dichiarazione di guerra dei tedeschi è praticamente immediata. Neanche l'Inghilterra approva l'azione italiana, sia perchè teme che si possano unire le province di Libia e Tunisia (mediante una cessione o un trattato) creando un unico Stato che domini il canale di Sicilia, sia perchè il sorgere di un nuovo impero coloniale proprio a ridosso dell'Egitto britannico causerà serie tensioni. Tuttavia Londra attende ancora prima di entrare in guerra. La dichiarazione di guerra tedesca è seguita immediatamente da un attacco francese a sostegno degli italiani; dietro quest'atto di altruismo ovviamente c'è il desiderio francese di smantellare lo scomodo vicino germanico e di portare il confine della Francia fino al Reno. Un altro Stato che interviene immediatamente è la Grecia, ansiosa di riprendersi le proprie terre a spese dei turchi. La Bulgaria interviene a favore degli ottomani in funzione antigreca; la Russia interviene a favore dell'alleato francese. Come potrà svolgersi una guerra di questo tipo? Gli altri stati, momentaneamente neutrali, a fianco di interverranno? (pensata da Basileus TFT)

La Guerra di Palestina. L'Italia decide di puntare non sulla Libia, ma sulla Palestina, con la scusa che Roma ospita il Papa e che Costantinopoli non tutela adeguatamente i cristiani di Terrasanta. La Francia si riterrà scippata, perchè, pur portando avanti in patria una politica anticlericale, si atteggia a protettrice del Santo Sepolcro. Se l'Italia ce la fa ad entrare a Gerusalemme, ciò potrebbe accelerare il disfacimento dell'Impero Ottomano e la sua spartizione senza bisogno della Grande Guerra: Libia e Siria alla Francia, Iraq e Libano alla Gran Bretagna, l'Arabia ai Sauditi, i territori europei spartiti tra Austria-Ungheria, Grecia, Albania, Serbia, Romania e Bulgaria. Certamente la Germania sarà scontenta della distruzione del suo alleato, ridotto alla sola penisola anatolica, e la Grande Guerra scoppierà a maggior ragione. L'Italia riuscirà a gestire l'immigrazione ebraica in Palestina? E che accadrà quando Mussolini promulgherà le leggi razziali? E se, al posto della Soluzione Finale, Hitler facesse deportare sei milioni di Ebrei in Terrasanta, soffiando sul fuoco della loro conflittualità con gli Arabi? Come va a finire? (ancora Enrica S.)

Lenin a Cracovia. Com'è noto, Lenin si trovava in Svizzera all'inizio della Grande Guerra, e lì rimase fino a che non salì a bordo del famoso "treno piombato" offertogli dai tedeschi per rientrare in patria. In Svizzera, però, Lenin non c'era arrivato per scelta politica o lavorativa, bensì per ragioni di salute: sua moglie era sofferente di problemi alla tiroide, e necessitava di una operazione. Prima di recarsi in Svizzera aveva risieduto a Cracovia e lì sì per una sua precisa scelta (era il 1912). Ora, se la moglie di Lenin non si fosse ammalata, il rivoluzionario si sarebbe trovato in Galizia allo scoppio della guerra... che ne sarebbe stato di lui in quel caso? Trattandosi di un cittadino russo e con idee politiche potenzialmente pericolose, sarebbe stato incarcerato dalle autorità asburgiche? Oppure sarebbe fuggito in modo rocambolesco (ma non ho idea di dove sarebbe potuto andare, visto che era circondato da nazioni in guerra... forse oltrepassare i Carpazi per finire in Romania?) E se fosse rimasto in Austria-Ungheria sarebbe stato utilizzato allo stesso modo (fatto rientrare in Russia per sconvolgerla) oppure avrebbe acceso lì la rivoluzione? Questo aprirebbe scenari, circa l'evoluzione del conflitto, che forse nessuno aveva mai provato a valutare... (concepita da Alessio Mammarella)

Chi troppo vuole.../1. E se l'Italia fosse stata ingorda nel 1912? Sappiamo tutti che dopo la guerra Italo-Turca l'Itala negozia la pace con la Turchia in fretta, sta per scoppiare la prima guerra balcanica e l'Italia non vuole essere impelagata nel conflitto con la preoccupante reputazione di aver messo fine al "concerto europeo" solo per motivi politici interni (Giolitti voleva dare un "brandello di carne" ai conservatori per tenerli buoni) Ma se invece l'Italia vista la situazione favorevole più unica che rara se ne infischia delle conseguenze e si butta a pesce morto sul "Grande malato del Bosforo"? La prima guerra mondiale scoppia prima e la situazione per il "bel paese" si fa davvero brutta ,in un colpo ha irritato sia i tedeschi (che considerano la sublime porta una sorta di loro :"giardino di casa"), sia gli inglesi che vedono destabilizzare il continente per colpa dei sogni di gloria dell'ultima arrivata tra le grandi potenze , l'Italia potrebbe però avere l'appoggio della Russia che pur di vedere destabilizzato l'Impero Ottomano farebbe carte false e forse anche della Francia (che per :"lealtà" alla Russia e in spregio ad Inghilterra e Germania dichiara guerra a entrambe) ,oppure ,udite,udite ! L'Italia potrebbe avere l'appoggio dell'odiata Austria-Ungheria in funzione antiserba ,in effetti sulla Serbia Austria e Italia sono su posizioni molto simili nessuna delle due gradisce che la Serbia si allarghi all'Adriatico, come va a finire in questa storia? La vedo messa maluccio qualunque sia la coalizione che si allea all'Italia , reggere all'urto di due colossi come Germania e Inghilterra (ideata da Federico Pozzi)

Chi troppo vuole.../2. Alternativa alla precedente. L'Italia partecipa alla prima guerra balcanica mentre le altre potenze europee fanno finta di non vedere e sperano che non succeda una catastrofe attaccato da tutte le parti l'Impero ottomano si sgretola e alla fine del conflitto l'Italia si taglia la sua bella fetta di torta (Protettorato sull'Albania formalmente "indipendente" zona intorno al Porto di Smirne e qualche isola in più nell'Egeo),dopo di che nella successiva seconda guerra balcanica all'Italia conviene allearsi con la Bulgaria in funzione antigreca e Antiserba .Italia che nota per la summa incapacità militare ,si prende una serie di scoppole a destra e a manca,frustrata e sconfitta l'Italia si guarda bene dal partecipare al primo conflitto mondiale non gradisce ne il blocco tedesco-austriaco che spalleggia gli ottomani e neanche quello franco-inglese che si ergono a paladini della Serbia in compenso si concentra sulla Libia ed è l'italia liberale di Giolitti a macchiarsi degli innominabili crimini che segnano il suo colonialismo, trasforma la Libia in una "Algeria italiana"). ma c'è una possibile digressione nella digressione ,poniamo invece che anche nella seconda guerra balcanica l'Italia faccia la parte del leone .costituisce "l'Albania etnica" (come fece il fascismo nel 1940) dando il Kossovo alla sua protetta e si leva pure lo sfizio di occupare le Isole greche dell'Adriatico (Corfù e dintorni per intenderci) alla vigilia del primo conflitto mondiale l'Italia ingrandita potrebbe non gradire il revanscismo serbo adesso diretto anche nei suoi confronti e rimanere alla Triplice, oppure (scusatemi) Trento e Trieste fanno talmente gola al governo Italiano ,che butta a mare la Triplice , ma a questo punto è la Grecia a scendere in campo contro l'Intesa e si apre un nuovo fronte (prevalentemente navale) nel Mediterraneo (ancora Federico Pozzi)

Gasr Bu Hadi. A proposito della spedizione Miani e della battaglia di Gasr Bu Hadi, Ferdinando Martini, allora ministro delle Colonie, avuta notizia del disastro, rimase sconvolto e girava per i corridoi del ministero gridando: "Peggio di Adua!" Se il disastro fosse stato peggiore, non avrebbe potuto ritardare l'ingresso dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale? Inoltre, come sarebbe cambiata la nostra politica coloniale se Martini non fosse diventato "africanista"? Fu a lungo governatore dell'Eritrea, e come ministro delle Colonie ebbe un ruolo chiave nella nostra politica in Libia e Somalia, ma all'inizio era un deciso oppositore dell'espansione oltremare (ideata da Falecius)

Stolypin. Parliamo di Pëtr (Pyotr) Arkadevich Stolypin. In effetti molti analisti concordano sulla possibilità che l'azione "riformatrice" intrapresa da questo politico russo, nominato primo ministro dallo zar Nicola II nel luglio del 1906, avrebbe potuto cambiare il corso della Storia. Considerare Stolypin un progressista non è, comunque, del tutto corretto; la legge agraria del 9 novembre 1906, ad esempio, mirava certamente a risolvere l'annoso problema della proprietà terriera, che affliggeva da secoli i contadini russi non possidenti, ma lo faceva in un'ottica para-feudale, consentendo, ad ogni modo, la possibilità di acquisire a prezzi abbordabili e tramite finanziamenti garantiti dall'autorità imperiale, terre che la stragrande maggioranza dei contadini non avrebbero mai potuto acquisire con le loro sole forze. Stolypin aveva compreso che i sudditi dello Zar, per più del 90% contadini, aspiravano ad un miglioramento sociale che vedeva la proprietà terriera come obbiettivo primario e finale dei loro sforzi. Onde evitare che ciò potesse sempre più venire strumentalizzato dai movimenti rivoluzionari, bisognava flemmatizzare le ambizioni offrendo progressivamente quanto desiderato, senza per questo produrre sconvolgimenti sociali. Una bella sfida, che aveva però iniziato a dar i primi frutti, sebbene non nella misura sperata. Parallelamente all'azione nelle campagne, Stolypin rivolse la sua opera verso l'industrializzazione del paese, la realizzazione di infrastrutture e di vie di grande comunicazione, come l'impulso che diede alla ferrovia transiberiana, in costruzione sin dal 1891. Tutto ciò cercò di farlo impedendo, per quanto gli fu possibile (e in buona parte ci riuscì creandosi, però, grandi nemici) alla finanza internazionale di investire propri capitali in queste opere, rischiando così una possibile sudditanza economica della Russia. Nicola II aveva visto giusto nel nominare Stolypin a capo del governo; se questi avesse potuto portare a termine i progetti politici intrapresi, avrebbe certamente influenzato le condizioni perché si evitasse una nuova rivoluzione come quella del 1905. Stolypin infatti disse "....date al paese dieci anni di calma e voi non riconoscerete più la Russia." Forse dieci anni sarebbero stati troppo pochi per riuscire a dare a tutto l'impero un'impronta diversa: giustizia sociale, un più accentuato benessere tale da poter sottrarre vasti strati della popolazione all'indigenza, una scolarizzazione più ampia, un contenimento della pressione sovvertitrice. Ma a prescindere che la sua morte (il 18 settembre 1911 ad opera di Dmitrij Grigor'evic Bogrov, alias Mordechaj [Mordka] Gerškovic) impedì la prosecuzione della regia di questo abile e lungimirante politico, lasciando ai successori l'onere di un progetto che non furono in grado di sviluppare con la stessa progressione, Stolypin avrebbe veramente potuto impedire che il primo conflitto mondiale scatenasse a sua volta la rivoluzione del 1917 in Russia? La "blasfema" alleanza tra i rivoluzionari (che correttamente ritenevano quelle riforme in grado di stemperare lo spirito ribelle del popolo, in virtù dei graduali e nel tempo crescenti miglioramenti economici che ne avrebbero attenuato il malessere) e gli ambienti della grande finanza internazionale, anche massonica, che si vedevano privati della possibilità di fare grandi affari nella "costruzione" di una Russia moderna e industrializzata, armò la mano dell'assassino di Stolypin. Il comune scopo tendeva, dunque, ad eliminare l'uomo senza altre opzioni, e se anche Bogrov/Gerškovic; avesse fallito, altri tentativi sarebbero stati fatti. Ammettiamo, però, che Stolypin, grazie a particolari misure di protezione e ad una buona dose di fortuna, sia ancora vivo e alla guida del governo nell'estate del 1914: basterebbe questo ad impedire la discesa in guerra della Russia zarista? Non dimentichiamoci che anche Nicola II era contrario a farsi coinvolgere in un conflitto contro la Germania; egli stesso fece ritardare la mobilitazione e propose che Guglielmo II facesse da mediatore tra Vienna e Belgrado, ma alla fine la dichiarazione di guerra gli giunse proprio dal cugino tedesco. Ce l'avrebbe fatta Stolypin, sopravvivendo all'attentato del 1911 e restando al governo altri tre anni, ad ottenere quanto sopra esposto, in termini di miglioramenti nell'impero? Io credo proprio di no; avrebbe proseguito la sua opera ma in soli altri tre anni non avrebbe poi così potuto modificare le cose, tanto da evitare la disastrosa conduzione del conflitto, le offensive degli Imperi Centrali, il disagio dei militari e del popolo, stretti i primi tra il gelo, la fame e il nemico; il secondo con gli stessi problemi, tranne quello di opporsi alle baionette tedesche o austro-ungheresi (ma non certo a quelle delle stesse truppe russe inviate per sedare tumulti e rivolte che sarebbero, immancabilmente scoppiati). Per concludere, il mio pensiero è che solo un ulteriore e prolungato periodo di pace, o meglio, di mancanza di conflitti verso l'esterno, avrebbe potuto realmente produrre ciò che Stolypin aveva progettato. A partire dalla seconda metà degli anni Venti, ritengo si sarebbe potuto vedere un impero zarista solido e proiettato verso un futuro senza più paventare sommovimenti rivoluzionari di ampia portata. Ma fu proprio la guerra, oltre e ancor più dell'assassinio di Stolypin, che impedì tutto ciò (concepita da Enrico Pellerito grazie a suo figlio Domenico, che ha presentato la sua tesi di laurea proprio su argomenti legati al problema agrario in Russia, affrontato sia durante l'impero zarista, sia durante il regime sovietico)

L'Eterno Fanciullino. Giovanni Pascoli è astemio, e quindi non si ammala di cirrosi e cancro al fegato e vive per almeno altri quindici anni. Si schiererà sul fronte dell'interventismo durante la Prima Guerra Mondiale, ma come si porrà nei confronti del fascismo? (è di Generalissimus)

Povero Sciaboletta. Il 14 Marzo 1912 il muratore anarchico romano Antonio D'Alba spara due colpi di pistola a Vittorio Emanuele II e lo uccide. Dovrà succedergli al trono il piccolo Umberto II, che ha otto anni. Cosa prospetta il futuro per l'Italia? L'Articolo 12. dello Statuto Albertino recita testualmente: « Durante la minorità del Re, il Principe suo più prossimo parente, nell'ordine della successione al trono sarà Reggente del Regno, se ha compiti gli anni vent'uno. » Quindi la reggente non può essere Margherita, potrebbe toccare a Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta. Umberto II compie 18 anni il 15 settembre del 1922 e dopo poco più di un mese avremo la marcia su Roma. Umberto II non aveva in simpatia il Duce, ed è probabile che firmi il decreto sulla dichiarazione dello Stato d'Emergenza; quindi la Marcia su Roma fallisce. Poi, bisogna vedere se aveva ragione De Bono, e questo causa una guerra civile o meno... (a quattro mani Generalissimus ed Enrico Pellerito)

Régina, que faites-vous? Nel 1912 Régina Bertinchamps, madre del pittore surrealista francese René Magritte, si suicidò gettandosi nel fiume Sambre. Quando le acque la restituirono, il piccolo Renè la vide con la testa avvolta dalla camicia da notte: un fatto che rimase particolarmente impresso in alcuni suoi dipinti come "L'histoire centrale" e "Les amants". Ma se questo evento non si verifica? Come cambia il surrealismo? (un'ucronia artistica di Enrica S.)

Niente Dada. Marcel Duchamp decide di non intraprendere la strada che lo porterà all'arte dadaista, aderendo piuttosto al "ritorno all'ordine" degli anni '20. Senza l'invenzione del ready made il Dada non troverà quella forma espressiva così ironica, coinvolgente e dissacrante quale è stata nella nostra timeline. L'arte contemporanea, dunque, potrebbe ancora essere basata sulle due categorie di pittura e scultura (un'altra ucronia artistica ideata da Renato Balduzzi)

Ucronia grafologica cinese. E se Sun Yat-Sen, una volta instaurata in Cina la Repubblica, come Atatürk più tardi avesse deciso di adottare l'alfabeto latino per scrivere il cinese mandarino? Come cambierebbe la storia della cultura nel colosso cinese? (se lo chiede William Riker)

Teddy bis. Mantenendo una promessa fatta al tempo della prima elezione, Theodore Roosevelt rinunciò a presentarsi alle elezioni del 1908 e sostenne il candidato repubblicano William Howard Taft, che fu eletto grazie alla sua promessa di governare il paese "proprio come se fosse Roosevelt". In seguito tuttavia, deluso dall'operato di Taft, Teddy Roosevelt decise di fargli opposizione al Congresso Repubblicano di Chicago nel 1912. Il partito si spaccò e Roosevelt fondò l'unico terzo partito statunitense nella storia ad avere una qualche importanza al di fuori del classico sistema bipartitico, il Partito Progressista. Con esso Roosevelt ottenne il 27 % dei consensi, sopravanzando i Repubblicani ma non i Democratici, ed il loro candidato Woodrow Wilson divenne Presidente. Ma supponiamo che Theodore Roosevelt vinca la convention repubblicana di Chicago contro Taft, oppure che il suo Partito Progressista ottenga nel 1912 più grandi elettori anche dei democratici, per modo che egli viene rieletto Presidente. Roosevelt era un deciso interventista: gli USA interverranno nel conflitto già nel 1914 provocando la vittoria dell'Intesa ad inizio 1916. Come cambia la storia? (proposta da William Riker)

La fatal Catalca. Poniamo che il 18 novembre 1912 il generale Bulgaro Savov dia ordine di lanciare un nuovo, ultimo attacco alla piazzaforte di Catalca, nonostante sia conscio che il suo esercito ne sarebbe uscito decimato, magari perché il clima di quei giorni è leggermente più secco e non ci sono paludi tali da impedire in toto l'aggiramento dello schieramento ottomano... L'ultima linea di resistenza ottomana davanti a Istanbul collassa e i bulgari entrano nella seconda Roma due giorni dopo. Come cambiano gli scenari della guerra balcanica? (di nuovo Paolo Maltagliati)

Sir Arthur Piltdown Doyle. L'archeologo americano John Hathaway Wislow in un suo libro accusò il padre di Sherlock Holmes di aver architettato la più colossale truffa scientifica della storia moderna, quella dell'Uomo di Piltdown. Come si sa, il presunto fossile di quest'ultimo era costituito dal cranio di un uomo e dalla mascella di un orango, e per far credere che fosse antico lo si era verniciato con prodotti chimici e posto nella cava di Piltdown insieme a fossili di ippopotamo provenienti da Ichkeul, in Tunisia. Ora, Conan Doyle e la sua seconda moglie compirono il loro viaggio di nozze nel Mediterraneo, toccando tra l'altro proprio la Tunisia. Inoltre il creatore del moderno giallo scientifico era grande amico dell'antropologo Joseph Whitaker, che si era recato spesso nel Borneo, patria degli oranghi. Infine alcuni presunti reperti della cava di Piltdown erano denti di castoro provenienti probabilmente dal Norfolk, dove Conan Doyle trascorreva le vacanze estive. Il creatore del detective più famoso del mondo avrebbe architettato questo atroce scherzo per ridicolizzare gli scienziati britannici che deridevano la sua fede nello spiritismo (a questa disciplina Doyle aveva dedicato tre libri), ed in questo modo egli avrebbe potuto dire al mondo: se la scienza prendeva per buono un così grossolano falso, come poteva dimostrare falso lo spiritismo? Per sbugiardare i suoi nemici scienziati, egli avrebbe sepolto a Piltdown un femore di elefante fossile lavorato come una mazza da cricket, sport di cui Conan Doyle era grande appassionato, ma gli antropologi cascarono anche in questo tranello e presero per buono l'inganno di Piltdown per oltre quarant'anni. Supponiamo che Wislow abbia ragione e che l'autore della frode sia proprio l'ideatore di Sherlock Holmes e del dottor Watson. A un certo punto, come fecero gli autori delle famose "teste" di Modigliani, Conan Doyle presenta in una conferenza stampa le prove che l'autore della burla è lui, coprendo di ridicolo il gotha della paleoantropologia dell'epoca, da sir Arthur Keith a padre Teilhard de Chardin. Quale l'impatto di tutto ciò sulla percezione che il grande pubblico ha dei "baroni" del mondo accademico? Potrà la scienza di quegli anni risollevarsi da questo duro colpo, o Conan Doyle vincerà la partita e riuscirà addirittura a far istituire cattedre di spiritismo nelle università inglesi? Come evolveranno di conseguenza le correnti filosofiche nel XX secolo? (un autentico colpo di genio di Enrica S.)

Il Messico Gonzalista. Abraham González Casavantes era un maderista della prima ora, personalmente molto meno insicuro di Madero e molto più a sinistra. Fu lui a convincere il bandito Villa a diventare il rivoluzionario Villa. Dopo l'insediamento di Madero venne nominato governatore dello stato del Chihuahua, fu sempre vicino a Villa e fu lui ad impedirne la fucilazione ordita e ordinata dagli Huertisti. Quando Huerta attuò il suo colpo di stato fu González a firmare l'appello per "salvare la repubblica": divenne così capo dell'opposizione anti-huertista, ma per sua sfortuna nei confusi giorni che seguirono González venne ucciso e il suo posto venne preso da Venustiano Carranza. Ma se González fosse sopravvissuto avrebbe "gentilmente" messo da parte Carranza (quando era sicuro che non lo sentisse lo apostrofava carinamente con l'epiteto di "porco ambizioso"); con González al governo della Repubblica, Villa si sarebbe sottomesso a lui, dato che per González Villa riservava un'ammirazione che aveva tributato solo a Madero. Al contrario di Madero, González non incontrava lo sfavore degli zapatisti che egli aveva difeso davanti a Madero in diverse occasioni; con González il Messico avrebbe conosciuto un governo molto a sinistra, perché tra i punti irrinunciabili della sua politica c'erano la ridistribuzione delle terre dei latifondisti, grandi opere pubbliche (acquedotti e cisterne d'acqua soprattutto) per gli stati desertici, dignità e diritti per i minatori con libertà di costituire un sindacato, alfabetizzazione del paese, riconoscimento delle minoranze indigene in particolare di quelle Maya (fu l'unico politico in Messico che tirasse fuori la questione del trattamento riservato agli indigeni). Probabilmente un governo di tal fatta non sarebbe durato molto appena González avesse cominciato a toccare gli interessi statunitensi, come il latifondo dei Creel o le miniere della Anaconda Mining Company (ad es. quella della Sierra de Aguirre): gli USA sarebbero intervenuti in Messico adducendo qualche pretesto risibile e mettendo alla Presidenza qualcuno più gradito, forse Carranza o Obregón, se fossero stati ancora vivi; ma González come avrebbe reagito? (proposta da Federico Pozzi)

Adiós a Huerta. Il Generale Victoriano Huerta avrebbe i requisiti per apparire a pieno titolo tra i peggiori dittatori del secolo XX: egli architettò un complotto sostenuto dai poteri storicamente legati alla destra messicana (proprietari terrieri) per uccidere Madero e istituire una nuova dittatura militare sulla linea di quella di Porfirio Diaz. Per questo egli fece arrestare Pancho Villa, uno dei più fedeli uomini di Madero, accusandolo del furto di una cavalla (lo storico Paco Ingacio Taibo II nel suo libro dedicato alla vita di Villa smonta questa accusa). Mettiamo però che per miracolo Francisco Madero sfugga al complotto per assassinarlo. Ritrovata la fiducia in Villa, che nel frattempo è evaso dal carcere militare dove è stato rinchiuso, e schiacciata la testa all'esercito Huertista che rappresentava la parte più reazionaria delle forze armate, avrebbe trovato la forza di attuare la tanto promessa riforma agraria sottraendo la base sociale alle forze zapatiste? E magari il nuovo "Géneral Villa" reprimerà con le armi quanto rimane dello zapatismo; dopo tutto Villa non si era fatto scrupolo di disarmare e sopprimere i Magonisti, ovvero gli anarchici messicani... (ancora Federico Pozzi)

La piccola Juve. Campionato 1912-13, la Juve viene retrocessa e non è ripescata, a differenza della nostra Timeline. Per essa inizia un periodo di crisi dalla quale non si riprenderà, complice il conflitto mondiale. Oltre a Napoli, anche Torino resta con una sola grande squadra. Di conseguenza i suoi scudetti sono equamente divisi tra le altre squadre: Internazionale, Milan, Torino, Bologna, Genoa. La Juventus rimarrà con l'unico scudetto vinto nel 1906. Oppure emerge un'altra grande potenza del calcio? E quale? (seconda ucronia calcistica ideata da MAS)

Sulu e Giù. Tra il Borneo e le Filippine esistette il "Sultanato di Sulu", fondato nel 1450: una monarchia islamica retta da un sultano, dove la cultura Malese e quella filippina convivevano con taluni elementi della cultura islamica (tra l'altro si usava l'alfabeto arabo). Nel 1899 si scatenò la "rivolta dei Moro", i Musulmani delle Filippine, contro gli americani che all'epoca le occupavano dopo la guerra Ispano-Americana del 1898. Nella nostra Timeline gli americani riuscirono a reprimere la rivolta, sconfiggere i Moro e mettere fine al Sultanato di Sulu nel 1917, che fu unificato alle filippine nel 1945. Ma ancora oggi nell'area vi sono problemi e tensioni tra le Filippine cattoliche e quest'area musulmana. E se gli americani si ritrovano di colpo con un "Vietnam" o un "Afghanistan" già nel 1913-1917, da cui escono sconfitti con numerosi morti, feriti e mutilati? Gli USA ne usciranno umiliati, ma i giapponesi nel 1941 dovranno vedersela con un tenace paese islamico pronto a resistere agli invasori nipponici, e i giapponesi saranno più impegnati nel fronte del sud-Est Asiatico; nel 1945, dopo la fine della seconda guerra mondiale, si decide che Sulu e Maguindanao rimangano indipendenti dalle filippine, il tutto con il consenso degli Alleati. il Sultanato di Sulu durante la guerra fredda sarà certamente anti-comunista e filo-occidentale. Potrebbe formarsi uno stato indipendente islamico moderato nelle Filippine, che comprende il Sabah (regione dell'Borneo), l'isola di Palawan e Mindanao, che non farà parte delle Filippine. Magari diverrà una "Tigre Asiatica" assieme a Cina, Giappone e paesi del Sudest Asiatico, non ci saranno le tensioni entiche e religiose nelle Filippine tra cristiani e musulmani, le Filippine hanno meno problemi e si sviluppano economicamente e socialmente prima che nella nostra Timeline, e il gruppo terroristico integralista islamico Abu Sayyaf non nasce (pensata da Alfio)

La Seconda Guerra Balcanica. Dopo la Prima Guerra Balcanica, i nuovi assetti territoriali avevano fatto emergere come potenze della regione il regno bulgaro, che aveva occupato tutta la costa della Grecia settentrionale e la Tracia (tranne Costantinopoli e Gallipoli) e aveva un esercito numeroso, ben addestrato ed equipaggiato con materiale tedesco. I partecipanti alla Lega Balcanica (cioè i Paesi ortodossi che nella Prima Guerra avevano dato il colpo decisivo alla potenza ottomana), si affrettarono a rinegoziare la propria posizione, perchè nessuno aveva interesse che i bulgari diventassero l'equivalente degli ottomani. La Seconda Guerra vide quindi Grecia, Serbia, Montenegro e Ottomani contro la Bulgaria, con gli esiti che conosciamo. Eppure tale schieramento non era affatto scontato. Greci, bulgari e serbi volevano tutti l'Alta Macedonia, che era caduta in mano serba, perciò ipotizziamo che i greci mettano da parte l'odio contro i bulgari in cambio della promessa di cessione di quel territorio. Con un fronte in meno i bulgari non hanno problemi e riescono ad occupare Gallipoli e Costantinopoli, mentre la Serbia si trova accerchiata ed è costretta a cedere alle mire greche. A questo intervengono le potenze occidentali per evitare un tracollo ottomano, imponendo ai bulgari di lasciare Costantinopoli ma permettendo loro di ottenere Gallipoli. Cambiano anche le alleanze della Grande Guerra: una Bulgaria già sazia avrebbe preferito allearsi con l'Intesa, dall'altra parte la Grecia con l'obbiettivo di strappare la Tracia alla Bulgaria si sarebbe alleata con la Triplice Alleanza (riecco Basileus TFT)

La Grande Guerra Balcanica. Nell'agosto del 1913 un'avventata iniziativa della Bulgaria contro i suoi alleati nella precedente ed appena cessata guerra balcanica, la riduce a mal partito. L'Austria, che aveva non solo incoraggiato ma anche aiutato militarmente la Bulgaria, dinanzi alla crisi dell'alleato decide di intervenire militarmente contro la Serbia. Ovviamente la Russia interviene e la Germania è costretta ad agire, anche se controvoglia, tardando però la mobilitazione... Come cambia il tutto rispetto al 1914? (pensata da Enrica S.)

La Repubblica di Creta. Creta decide di rimanere indipendente e di non aderire nel 1913 al Regno Greco. Nella Prima Guerra Mondiale la Repubblica Cretese aderirà alla Triplice Intesa per timore dell'espansionismo della Grecia alleata di Regno Unito, Francia e Russia? Poniamo invece che rimanga neutrale fino alla fine del conflitto, Metaxas oserebbe parlare di vittoria mutilata se la Repubblica Cretese non fosse annessa alla Grecia Continentale? Ciò potrebbe avvicinare Italia e Grecia, che potrebbero costituire un nuovo Asse, chiamandolo magari Asse Mediterraneo al quale altre nazioni (es. Spagna e Portogallo) potrebbero aderire. E la Germania? Che farebbe senza sicuri alleati sul Continente? (questa è di Never75)

L'ebrea che contribuì a fondare il Fascismo. La famosa intellettuale socialista Margherita Grassini (1880-1961), ultimogenita di una ricca famiglia ebraica veneziana e meglio nota come Margherita Sarfatti, avendo sposato a soli 18 anni l'avvocato Cesare Sarfatti, conobbe il giovane Benito Mussolini nel 1913 presso il salotto milanese dell'esule russa Anna Kuliscioff. Nonostante appartenessero a correnti del PSI tra loro avverse, tra i due nacque subito una turbolenta relazione, e la Sarfatti si spostò sempre più vicina alle posizioni del futuro Duce, in qualunque modo esse si evolvevano. Margherita lo seguì nella sua scolta interventista e nazionalista, fece da ghost writer per molti dei suoi discorsi e proclami, divenne redattrice del "Popolo d'Italia", il quotidiano fondato da Mussolini, firmò il "Manifesto degli intellettuali fascisti" e nel 1925 scrisse una biografia del suo potente amante intitolata semplicemente "Dux"; quest'ultima contribuì in larga misura a creare il mito del Duce "Uomo della Provvidenza" destinato a restaurare la grandezza della Roma dei Cesari. La sua stella tramontò negli anni trenta, sostituita da nuove e più giovani favorite come la Petacci, ma ella continuò a procurare a Mussolini dei contratti per la pubblicazione in esclusiva dei "suoi" articoli all'estero, articoli di cui ovviamente l'autrice era lei. Solo nel 1938, con l'avvento delle famigerate leggi razziali, la Sarfatti aprì gli occhi e lasciò l'Italia per gli USA, evitando di essere travolta dal crollo del regime. Indubbiamente la Sarfatti esercitò su Mussolini una forte influenza, e contribuì in larga misura a creare le basi intellettuali di quel Fascismo che poi, ironia della sorte, avrebbe avallato lo Sterminio degli Ebrei. Come cambia dunque il Fascismo se Mussolini non incontra mai la Sarfatti, o resta su posizioni antitetiche a quelle di lei, che rimane nel PSI e nel ventennio finirà al confino su qualche isoletta? Per la Sarfatti ci sarà ancora un ruolo politico nel Dopoguerra, magari nella battaglia per abolire le case chiuse? (un'altra proposta di Enrica S.)

La Ford elettrica. Nel gennaio del 1914 l'inventore Thomas Alva Edison incontrò Henry Ford a Glenmont, nel New Jersey, proponendogli di mettere sul mercato un modello rivoluzionario di auto elettrica, che avrebbe dovuto sostituire il mitico Modello T a benzina, lanciato da Ford nel 1908. La nuova vettura elettrica sarebbe dovuta diventare l'utilitaria degli americani per eccellenza; ma, senza che nessuno dei due "soci" abbia mai spiegato il perché, l'accordo non andò in porto, Ford continuò a produrre inquinanti modelli a benzina ed Edison si dedicò ad altre invenzioni. Si pensa che Ford abbia optato per il motore a scoppio perché le batterie proposte da Edison erano troppo pesanti, ingombranti, poco affidabili e avevano un'autonomia limitata. Inoltre la batteria progettata da Edison costava 1750 dollari, mentre il Modello T a benzina ne costava solo 440. Ma se Edison fosse riuscito a realizzare, come sperava, una batteria più leggera, in grado di dare al veicolo un'autonomia di 150 Km e una vita media di 8000 Km? Davvero l'elettricità avrebbe potuto sostituire il vapore e la benzina come principale strategia di propulsione automobilistica? E con quali conseguenze sulla storia del Novecento? (ancora William Riker)

Il compagno Mussolini. 1914: la direzione del PSI conferma, a stretta maggioranza, l'appoggio al massimalista Benito Mussolini già sancito dall'assemblea milanese del partito (nella nostra Timeline il vertice del PSI sconfessò la cellula milanese, censurò Mussolini e, a breve, ne decretò l'espulsione dal partito). Mussolini viene eletto segretario del PSI, e... (proposta da Bhrig, il List-Owner)

Il Mahatma in Sudafrica. Il Mahatma cominciò la sua lotta politica in Sudafrica, dove riuscì a conseguire anche le prime vittorie. Nel 1914 però ritornò in India. Se però decidesse di restare in Sudafrica? Riuscirebbe a fare abolire la politica di segregazione razziale già negli anni '20 e magari a diventare il primo presidente (o governatore se il Sudafrica rimane nel Commonwealth come dominion) non-bianco? La sua leadership verrebbe comunque accettata anche dai neri e dai boeri, oppure si rischierebbe una balcanizzazione? (made in Never75)

Farewell to Gandhi. Nel 1914 il grande Mohandas Karamchand Gandhi si trova in Inghilterra dove rischia la morte per via di una brutta pleurite. E se muore? Sicuramente la leadership del movimento indipendentista indiano verrà presa da qualcun altro, ma senz'altro non avrà il suo fascino. Ciò potrà portare comunque all'indipendenza, anche se scegliendo una via completamente diversa. Se venisse, ad esempio, incoraggiata la lotta armata, l'India diventerà un bocconcino prelibato dei Giapponesi durante la seconda Guerra Mondiale, mentre nella nostra Timeline fu fino alla fine della guerra un'alleata di ferro del Regno Unito. Oppure, anche se rimanessero così le cose durante la Guerra, a fine conflitto la secessione sarà ancora più traumatica. Non solo si avrà il distacco del Pakistan dall'India propriamente detta (con, se possibile, ancor più grandi bagni di sangue), ma senza una classe politica dirigente capace di mediare la transizione ci sarà un rischio assai elevato di balcanizzazione. Così oggi avremo una ventina di Stati indipendenti, alcuni dei quali retti da monarchi musulmani lontani successori dei mahraja, tutti in perenne conflitto tra di loro e con i vicini, rendendo quella parte del Mondo ancora più instabile e decelerando di molto il suo recentissimo sviluppo industriale (ancora Never75)

Farewell to Stalin. Nel 1914 Stalin venne scartato alla visita di leva, in quanto in seguito ad una caduta da bambino aveva il braccio sinistro semiparalizzato. Immaginiamo che Stalin abbia invece goduto di ottima salute, e una volta arruolato sia morto in un momento qualsiasi della Prima Guerra Mondiale. Nel 1917 scoppia la rivoluzione, e allora nel 1924 alla morte di Lenin il potere nell'URSS da chi viene assunto? (questa è di Lord Wilmore)

Cabiria, sei in ritardo. Il 18 aprile 1914 al Teatro Vittorio Emanuele di Torino andò in scena la prima di "Cabiria", uno dei primi kolossal della storia del cinema. Ricco di effetti speciali e di sovrimpressioni, il chilometrico film fu il primo nel quale vennero adottati diversi accorgimenti scenici che poi diverranno di uso comune, come le lampade elettriche per ottenere effetti di chiaroscuro e le cineprese montate su carrelli, per passare dal primo piano al campo lungo. Le scenografie furono ricostruite nei minimi dettagli, come ad esempio il famoso idolo di Moloch, e molte scene vennero girate in Tunisia, anziché in studio. I nomi dei personaggi e le didascalie furono ideate da Gabriele d'Annunzio: suoi sono sia Cabiria ("nata dal fuoco") che Maciste ("il più forte"), quest'ultimo destinato a grande fortuna cinematografica, ed interpretato allora da Bartolomeo Pagano, muscoloso camallo del porto di Genova. Il film rappresentò uno dei primi grandi successi commerciali della storia del cinema: restò in cartellone per sei mesi a Parigi e per quasi un anno a New York. In seguito David W. Griffith, Fritz Lang, Ingmar Bergman e persino Martin Scorsese dichiararono di essersi ispirati ad esso per girare i loro capolavori. Ma "Cabiria" uscì all'immediata vigilia della Grande Guerra. Che accade se i tempi di lavorazione sono più lunghi, e il montaggio è concluso solo nel 1915-16? Di sicuro non otterrà lo splendido successo che conosciamo, essendo eclissato dagli eventi bellici, e nel Dopoguerra sarà considerato sorpassato. Come cambia la storia del cinema senza tutte le novità e i colpi di genio introdotti da quell'epica pellicola muta? (pensata da Enrica S.)

La polveriera Irlanda. Poco prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale l'Irlanda (e per riflesso anche la Gran Bretagna) fu sull'orlo di una guerra civile anche grazie all'enorme quantitativo di armi che i tedeschi fecero segretamente confluire sull'isola a sostegno dei ribelli repubblicani. Lo scoppio della guerra sul Continente congelò però per il momento le rivalità tra inglesi e irlandesi, rimandando la questione dell'autonomia a fine conflitto. Ma mettiamo il caso che l'Inghilterra si accorga da subito che la Germania, allo scopo di destabilizzare il Regno Unito, sta finanziando sottobanco i ribelli irlandesi e le ponga un ultimatum. Cosa accade? La Germania nega di certo, ma se l'Inghilterra, prove alla mano, le dichiara immediatamente guerra, il primo conflitto mondiale scoppia proprio per questo. Sicuramente la Francia si schiererà al fianco dell'Inghilterra attaccando a sua volta la Germania, mentre l'Austria è praticamente costretta dalla Germania ad entrare in guerra anche a causa della dichiarazione di guerra dell'Inghilterra. A questo punto è divertente cercare di capire come si comportano Italia e Russia, le nazioni forse più deboli del Continente. La Russia, non sentendosi direttamente minacciata sui Balcani e non avendo nessun accordo di tipo militare-difensivo con l'Inghilterra (in realtà la cosiddetta Triplice Intesa non è mai esistita: sono esistiti solo patti bipolari tra Francia e Russia e Francia ed Inghilterra, tra Russia ed Inghilterra c'era solo una sorta di patto di non aggressione reciproca). Invece l'Italia è giocoforza costretta ad intervenire a fianco della Germania. La guerra si combatte molto di più sui mari e la Germania considera la possibilità di un'eventuale invasione dell'Inghilterra contando sull'appoggio dei ribelli irlandesi. Probabilmente anche gli USA preferiscono rimanere neutrali, vista l'enorme importanza della lobby irlandese unita a quelle tedesche ed italiane. La guerra così combinata si protrae molto più a lungo che nella nostra Timeline, ed anche se alla fine la Triplice vince, i costi in termini di vite umane sul Continente sono enormi. Solo la Germania, a lungo termine, può eventualmente uscire rafforzata dal conflitto e si può di nuovo imporre come unica potenza continentale; al contrario la Francia ne esce indebolita mentre l'Inghilterra, una volta concessa l'ormai inevitabile indipendenza a tutta l'Irlanda, si dedica solo al suo immenso impero coloniale, abbandonando per sempre ogni interesse per la politica europea. Parafrasando così Metternich l'Europa rimane nei secoli successivi solo un'espressione geografica... (grazie a Never75)

La pazzesca idea di Francesco Ferdinando. Uno dei progetti ucronici che più impressionano è quello attribuito da Henry Wickham Steed a Guglielmo II e Francesco Ferdinando, incontratisi a Konopiště in Boemia due giorni prima dell'attentato di Sarajevo. Tutta l'Austria tedesca (inclusi i Sudeti e ovviamente Vienna) con l'Istria andrebbero alla Germania, il resto invece, accresciuto dalla Serbia e Salonicco, al secondogenito del Kronprinz asburgico, mentre a quest'ultimo andrebbe un enorme Regno di Polonia esteso a Lituania, Curlandia, Bessarabia e a gran parte dell'Ucraina propriamente detta. Ciò naturalmente implicherà una guerra massiccia degli Imperi Centrali contro la Russia, la Serbia, la Grecia e indirettamente anche la Francia; la fedeltà italiana alla Triplice sarà ripagata con Nizza, corredata da uno scambio tra Riva del Garda e bassa Val Lagarina ai Savoia, da un lato, contro Grado all'Austria guglielmina, dall'altro. Ciò dà la misura della reale posta in gioco nel 1914, e mostra come la questione nazionale nella Monarchia Danubiana era ormai superata da tendenze che crederemmo piuttosto tipiche dei nostri anni Duemila. Che accade se il progetto va in porto? (segnalata da Bhrg'hros)

Il Tallone di Ferro. Immaginiamo che gli eventi descritti nel libro di London ("Il Tallone di Ferro") avvengano realmente. In tutto il mondo attorno il 1914 scoppiano insurrezioni di stampo socialista pacifista, invece nelle due Americhe si Impone il governo degli Oligarchi, cioè il "Tallone di ferro", la società dove pochi oligarchi capitalisti con l'aiuto delle "Centurie Nere" e di un ceto di Operai privilegiati opprimono il "popolo dell'abisso" ridotto in condizione servile, intanto (distopia nella distopia) il socialismo libertario e pacifista del resto del mondo diventa il "socialismo reale" alla Stalin ,due blocchi orribili a fronteggiarsi: da una parte il blocco degli oligarchi praticamente fascisti e dall'altra il "socialismo in un solo paese", mentre nell'ombra si muovono gruppi terroristi e sette millenariste e ogni tanto sporadicamente scoppiano quelle che London chiama "rivolte degli schiavi" del popolo oppresso e abbruttito. La nuova oligarchia diventa talmente ricca che, non sapendo come spendere i propri soldi, edifica "città da sogno" (nel libro vengono citati Ardis e Asgard ma Ernest Eveherard protagonista del libro, una specie di profeta dice che l'oligarchia "costruirà come non ha mai costruito nessuno costruirà forse per 10000 anni, superando i faraoni e chiunque altro nella storia umana"). Intanto il blocco del "socialismo reale" più "pragmatico" dell'oligarchia punta invece all'esplorazione spaziale. Il libro di London contiene parecchie "note" esplicative come se fosse stato commentato da un editore del futuro; in una di queste sulla vicenda del libro si scrive: "D'altronde stiamo parlando di sette secoli fa" Ergo, questa situazione di oligarchia fascista vs Socialismo reale prosegue almeno per tre o quattro secoli. Come, e con quali conseguenze? (l'ha pensata Federico Pozzi)

Adolf provoca anche la Grande Guerra! Il Kaiser assume il giovane pittore Adolf Hitler, e per il Natale 1913 regala un suo quadro a Hindenburg, pensando di avergli fatto un bel regalo, ma il generale a sua volta lo ricicla vista la bruttezza e lo regala al Re d’Inghilterra Giorgio V, questi lo guarda e visto l'orrore scoppia un incidente diplomatico, e di li la Prima guerra Mondiale... (un'idea a metà tra il tragico e il comico di Rivoluzionario Liberale)

La Belle Époque eterna. Fallisce l'attentato di Sarajevo e la Belle Époque dura sino ai nostri giorni (ideata da William Riker e scritta da Lord Wilmore); lo stesso risultato, come proposto da Andrea Marcobelli (leggi), si può avere per la morte prematura del Kaiser Guglielmo II

Senza superpotenze. Come realizzare un mondo senza superpotenze? Voglio dire un mondo fatto di potenze regionali e medie in equilibrio tra loro, un po' come nell'Europa tra il 1815 e il 1914, o come la Cina del periodo dei Tre Regni. Un mondo non irenistico, ma con un ricorso alla diplomazia assai maggiore, dove le intese o unioni sarebbero più frequenti... (un sogno ad occhi aperti di Perchè no?)


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