L'imperatore prudente. Non tutti sanno che il buon vecchio Francesco Giuseppe fu particolarmente renitente a firmare la dichiarazione di guerra alla Serbia, e non certo perchè mezzo rimbecillito. In realtà egli vedeva assai lontano e capiva che da questo gesto sarebbe scaturita una guerra di dimensioni mondiali. In pratica la dichiarazione di guerra gli venne fatta firmare con l'inganno dai suoi generali, i quali gli dissero che la Serbia aveva a sua volta già mandato la dichiarazione all'Austria (cosa non vera). Se invece Cecco Beppe fosse stato più cauto e non avesse firmato? Cosa sarebbe accaduto? Avrebbe prevalso comunque la fazione militarista che voleva la guerra ad oltranza? Sarebbe scoppiata una guerra civile? In questo caso la fazione guerrafondaia prenderà il potere ed esautorerà la famiglia reale, mandandola in esilio. Le conseguenze ai fini del conflitto sono minime, ma almeno la monarchia asburgica potrà salvare la faccia e gli eredi di Cecco Beppe magari mantenere a fine conflitto il trono della sola Austria, governandola come monarchia costituzionale. In questo caso si potrebbe evitare la formazione in Austria di un partito filo-nazista e filo-tedesco... (ideata da Never75)
L'arciduca vanitoso. Pare che, se Francesco Ferdinando fosse stato un po' meno vanitoso, la storia europea avrebbe potuto essere differente. Infatti il giorno del suo assassinio per mano di Gavrilo Princip, il 28 giugno 1914, l'arciduca si era fatto cucire addosso la divisa a filo doppio, in modo che apparisse la più attillata possibile e togliesse l'impressione che fosse ingrassato. Dopo lo sparo fatale, l'arciduca fu portato nel Palazzo del Governo a Sarajevo, ma nessuno riuscì ad aprirgli la giacca per fermare l'emorragia. Chi conosceva il segreto della divisa cucita chiese un paio di forbici, ma quando le trovarono era troppo tardi. La giubba insanguinata, un monito a tutti i vanitosi, è oggi esposta in un museo di Vienna. E se invece quel giorno Francesco Ferdinando indossa una divisa normale, è ferito gravemente ma si salva? L'incidente diplomatico tra Austria-Ungheria e Serbia ci sarà comunque, ma porterà ugualmente ad una guerra planetaria? (se lo chiede William Riker)
Non con un grido, ma con un sussurro. L'attentato di Sarajevo portò dopo secoli alla scomparsa dell'Impero Asburgico e dell'Impero Tedesco, eredi del Sacro Romano Impero, dell'Impero Zarista e dell'Impero Ottomano, non in un'eclatante rombo di fiamme (come accadrà con quello dei Tenno), ma con i sussurri dei rivoluzionari. Che succede se una caduta simile è applicata a tutti gli imperi europei? Non solo la Russia e gli Imperi centrali, ma anche la Gran Bretagna, la Francia, l'Italia e gli USA crollano non per cause belliche ma per le proprie contraddizioni interne. Come? Nel 1914 non viene ucciso Francesco Ferdinando ma lo stesso Imperatore Francesco Giuseppe. Francesco Ferdinando sale al trono, annette de iure la Bosnia, e si prepara alla grande riforma che doveva portare l'Austria-Ungheria a trasformarsi negli Stati Uniti della Grande Austria, un progetto datato 1906. Con questa riforma l'imperatore intende ridare slancio all'unione asburgica, ma ottiene l'effetto contrario. Le spinte centrifughe, in meno di due anni, travolgono e sfasciano l'impero. Le varie nazionalità dichiarano indipendenza, e quando l'esercito viene inviato a sedare le rivolte pacifiche, si ammutina. Nel 1917 si tiene una conferenza fra le potenze europee per spartirsi i balcani, con gli Asburgo ormai del tutto esautorati. La Russia si annette la Galizia, ma la controlla per pochi mesi, perchè la Rivoluzione d'Ottobre travolge l'impero, e a molti stati viene concessa l'indipendenza. La Germania annette Sudeti e Moravia Tedesca dopo un plebiscito, e lo stesso fa l'Italia con Trento e Trieste. Boemia, Slovacchia, Slovenia e Croazia tentano di darsi una stabilità, mentre scoppia la guerra fra Ungheria e Transilvania. Gli stati europei non intervengono. La Germania si trova a dover affrontare il problema della minoranza polacca, ora che la Polonia è indipendente. l'Italia cerca di non farsi coinvolgere nel caos che sta travolgendo la Iugoslavia. La rivoluzione in Russia avanza come nella nostra Timeline, con la rivolta dei Basmachi e la fine dei Romanov e dei Bianchi. La crisi porta alla depressione dell'economia e degli scambi e ad una chiusura doganale. A risentirne sono la Germania e le colonie. La prima perchè non può resistere in regime di autarchia con la sua industria in rapida crescita, le seconde perchè pagano il prezzo della crisi per conto dei loro invasori. Nel 1932 il Kaiser deposto e si instaura una repubblica socialista, subito scalzata da una repubblica iper-nazionalista. Il nazismo, come il comunismo, non hanno nulla a che fare con la guerra. La Germania si impoverisce, crolla su se stessa, perde il primato socio-economico in Europa. Rivoluzione franchista in Spagna come nella nostra Timeline, ma senza l'intervento degli stranieri, troppo impegnati ad evitare che le colonie si distacchino. Ovviamente questo è impossibile, e nel 1939 l'India è indipendente. Nel 1942 tocca all'Algeria, e via via la decolonizzazione procede con effetto domino. Come appare oggi il mondo dopo questi eventi? (proposta da Iacopo)
Bresci sbaglia testa coronata. Un giorno su Radio 105, nell'ambito della rubrica "CSI Milano" si parlò del processo di Sacco e Vanzetti con relativa condanna. Gli speaker hanno però detto una castroneria quando, citando Gaetano Bresci come anarchico italiano che pochi anni prima aveva commesso un fatto molto grave, hanno affermato che questo fosse l'omicidio del principe ereditario d'Austria, piuttosto che quello del nostro Re, confondendolo con Gavrilo Princip. E se invece fosse andata davvero così? Gaetano Bresci non uccide il re, che nel 1914 è ancora un settantenne Umberto I, mentre assassina Francesco Ferdinando, colpevole a sua detta di opprimere i popoli del suo impero impedendone l'autodeterminazione, e in particolare, in una personale quanto discutibile interpretazione della tematica irredentista, i trentini e i giuliani. L'Austria risponde nello stesso modo con cui ha risposto alla Serbia nella nostra timeline: a parole disposta a trovare una soluzione pacifica, ma presentando nei fatti richieste inesaudibili, e la richiesta imprescindibile di permettere alla polizia austriaca di svolgere indagini in territorio italiano non può venire accettata da Roma, portando inevitabilmente allo scontro. Il "re mitraglia" si trova una guerra tra le mani, che - considerata la sua posizione sempre accondiscendente nei confronti degli austriaci - non sa come affrontare, mentre gli austriaci si limitano ad occupare una zona di confine comprendente Udine, ma la linea sul Tagliamento regge, e gli austro-ungarici non sembrano nemmeno intenzionati ad investire troppo su di una guerra di posizione. In questa linea temporale le altre potenze perlomeno all'inizio stanno alla finestra, la guerra non diventa subito totale, e c'è il modo di rendersi conto che la guerra diventerebbe inevitabilmente di logoramento. Come andrà a finire? (una pensata di Fabio Roman)
Il Piano Von Moltke. I tedeschi nell'agosto 1914 sottovalutarono o non previdero i problemi logistici derivanti dall'allungamento delle linee in Francia; l'intervento britannico; il mancato intervento italiano; l'eccezionalmente breve periodo di mobilitazione russo (10 giorni contro i 40-50 previsti). Ipotizziamo che non applichino il piano Schlieffen ma quello di Von Moltke "senior"; prima la Russia! Primo, non attaccando il Belgio si scongiura l'intervento britannico, con un immediato effetto strategico: il totale controllo dei mari, perché nel 1914 la flotta tedesca era incredibilmente superiore a quella francese e, anziché al blocco del commercio navale tedesco, operato dalla flotta britannica, avremmo assistito al blocco dei porti atlantici francesi operato dalla flotta imperiale tedesca. Conseguentemente l'Italia sarebbe intervenuta a fianco dei suoi alleati: leggendo i diari dei nostri politici, oltre ad altre considerazioni, balza all'occhio il terrore, giustificato, che la flotta britannica riducesse a macerie le nostre città costiere e il nostro "impero coloniale" venisse occupato in poche settimane dai franco-britannici. Se il Regno Unito resta alla finestra questi timori non hanno senso e, dopo qualche generica promessa da parte austriaca di compensazioni in seguito a loro future espansioni nei Balcani con la garanzia del Kaiser, il nostro intervento (pressoché immediato) permette di bloccare i porti mediterranei della Francia unendo la nostra flotta a quella Austriaca e a parte di quella tedesca, visto che il transito attraverso Gibilterra resta aperto. La Romania ci segue a ruota, complicando la situazione russa; mentre il nostro esercito sulle Alpi e la metà di quello tedesco tiene occupati i francesi, l'altra metà di quello tedesco, i tre quarti di quello austoungarico, quello rumeno e un corpo di spedizione italiano le suonano ai russi che, entro fine anno, sono costretti alla resa. La Francia può, a questo punto, cercare di concludere una pace onorevole o perire! (questa è di MAS)
Inghilterra neutrale. Alternativa all'ucronia precedente. All'inizio della Prima Guerra Mondiale l’Inghilterra non si schiera e rimane neutrale, avendo ritenuto l’attacco tedesco alla Francia non premeditato. Come conseguenza di ciò la Germania vince la guerra e diventa un potente impero nel centro Europa. In queste condizioni l’Italia non entra in guerra e rimane neutrale, anche perché già dopo pochi mesi i tedeschi sono a Parigi. In Russia la sconfitta provoca un tentativo rivoluzionario di matrice comunista che però viene contrastato dalle forze tedesche. La Germania si presenta coma la gendarme del continente; solo Italia ed Inghilterra sfuggono al suo controllo. Particolarmente la Gran Bretagna cercherà di formare una grande alleanza contro i tedeschi, per riportare equilibrio sul continente (cioè perseguire la classica politica britannica). Alla fine degli anni ’20 si costituisce un patto tra Italia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Giappone al fine di schiacciare le ambizioni di Germania in Europa e Russia in Asia. La guerra vede la Francia neutrale anche se gruppi nazionalisti tentano a più riprese di rovesciare il governo filo-tedesco, senza però troppo successo. Se la guerra inevitabile tra i due blocchi vedesse la Germania vincente, allora i tedeschi verosimilmente prenderebbero il possesso del continente e espanderebbero la loro influenza su tutto il mondo a parte forse gli Stati Uniti. In caso contrario gli USA diventerebbero la prima potenza mondiale, mentre in Europa Italia ed Inghilterra controllerebbero da padrone l’ordine continentale (grazie a Giorgio Tebaldi)
Il Tradimento Nibelungico. Il 28 luglio 1914 l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia, la Russia dichiara guerra all'Austria-Ungheria, ma la Germania prudentemente non dichiara guerra alla Russia, perché non riesce a garantirsi la neutralità della Gran Bretagna e l'intervento dell'Italia al suo fianco: il Kaiser prende nota del fatto che non può affrontare Francia e Gran Bretagna insieme. La Francia e la Gran Bretagna concordano di non entrare in guerra a fianco della Russia; a questo punto la guerra si fa tra l'Austria-Ungheria e la Russia, e resta un conflitto locale. L'Italia e la Germania, vista l'occasione per completare le loro unificazioni nazionali, dichiarano guerra all'Austria-Ungheria ("tradimento nibelungico"). L'Austria è circondata e deve chiedere l'armistizio. La Germania annette l'Austria, la Russia annette la Galizia e la Bucovina, la Romania annette la Transilvania, l'Italia ottiene Trento, Trieste e la Dalmazia ma non l'Alto Adige, l'Ungheria subisce un trattato meno gravoso di quello di Trianon e mantiene la Slovacchia; nasce la Jugoslavia ma non la Cecoslovacchia. La Rivoluzione Bolscevica non ha luogo in quanto la Russia non è impegnata in una guerra tanto difficile, né nasce il Fascismo in Italia perchè non vi è alcuna "vittoria mutilata". Non nasce neppure il nazismo in Germania; se Hitler prende il potere, sarà meno aggressivo ma sempre conservatore, imperialista e antisemita. Il comunismo non nascerà in Russia ma altrove, per esempio in Cina (un'idea di dDuck)
Il Giappone con gli Imperi Centrali. Il Giappone decide di entrare in guerra a fianco della Germania e non della Gran Bretagna. I suoi porti potranno accogliere la flotta tedesca del Pacifico. Quest’ultima, rinforzata dalla flotta imperiale, può costituire un problema assai più spinoso per Francesi e Britannici, attaccando le vie di comunicazione e i più importanti porti del commercio coloniale. L'assenza di questi beni e l'obbligo di mantenere delle truppe e una flotta più importante nel Pacifico potrà avere un peso notevole per gli alleati. Il Giappone riprenderà la sua avanzata contro i Russi e i Cinesi, anche se non c'entra con la Grande Guerra. La Russia in difficoltà e la Cina sempre in situazione di anarchia non riusciranno a resistere all’avanzata nipponica. Si può prevedere la creazione anticipata dello stato vassallo della Manciuria e l'annessione di vasti territori russi, tra cui Vladivostok e tutta la costa russa sul Pacifico. Il Giappone inizia anche la sua politica di « liberazione » dell’Asia con trent'anni di anticipo, sostenendo i movimenti per l'indipendenza nei paesi colonizzati, in Indocina, in Indonesia, Filippine, e addirittura nelle Indie britanniche. Questi movimenti saranno fortemente filogiapponesi e di destra. Alla fine della guerra il Giappone vittorioso diventerà una potenza del Pacifico, e c'è rischio di una guerra anticipata contro gli USA. La decolonizzazione dell'Asia potrà essere anticipata e, se avviene, il Giappone troverà risorse petrolifere in abbondanza nelle nuove nazioni amiche, il che permetterà il suo sviluppo industriale e militare senza limiti, come non é avvenuto nella nostra storia (é stata la principale causa della guerra contro gli USA). Stranamente la nascita di un impero coloniale giapponese e una vittoria cosi schiacciante accontenterà forse il desiderio popolare di espansione, e il nazionalismo militare degli anni seguenti sarà stato meno forte o più consensuale... (pensata da Perchè no?)
Il rullo compressore russo. La Russia nel 1914 era considerata come lo stato più potente d'Europa. Gli anglofrancesi avevano l'abitudine di chiamare la corte zarista "il rullo compressore russo", affermando che l'esercito di tale nazione sarebbe arrivato a Berlino in poche settimane. In realtà non fu così: le pessime condizioni degli armamenti, la lentezza della mobilitazione e soprattutto l'incompetenza dei generali fece si che il rullo non superasse nemmeno il confine dell'attuale Polonia. Ma se invece il rullo segue i pronostici? La Grande Guerra durerà due anni a dir tanto e lo Zar non perderà il potere, almeno non subito... (ancora Basileus TFT)
Farewell to Churchill/2. Winston Churchill viene silurato in seguito al fallimento dell'offensiva sui Dardanelli. Come muta la storia britannica? (se lo chiede Never75)
The American Rapa Nui. Nel 1914 l'Isola di Pasqua fu teatro di violentissimi scontri tra gli immigrati cileni e la popolazione indigena, che in seguito alle visioni di una veggente si era ribellata per riprendere possesso dell'isola. La rivolta fu repressa nel sangue grazie all'intervento di una nave da guerra cilena, e dal 1914 al 1967 l'Isola di Pasqua rimase sotto il diretto controllo dell'esercito cileno. Ma che accade se Rapa Nui si allea con i Prussiani impegnati nella Prima Guerra Mondiale? Proprio il 19 ottobre 1914 l'incrociatore tedesco Prinz Eitel Friedrich aveva affondato un mercantile francese davanti alle coste dell'Isola di Pasqua. Se Rapa Nui conquista l'indipendenza in seguito a questa battaglia, che la farà a mantenersi tale anche dopo la sconfitta tedesca, grazie all'aiuto del presidente USA Woodrow Wilson? In tal caso diverrà un'importante base americana nel Sud Pacifico? E che fine faranno i Mohai, spostati per far posto alle installazioni militari? (made in William Riker)
Il Miracolo di Natale. « I fucili rimasero in silenzio, senza disturbare la notte. Parlammo, cantammo, ridemmo... e a Natale giocammo a calcio insieme, nel fango della Terra di Nessuno ». Così recita una struggente canzone folk dell'inglese Mike Harding, intitolata "Natale 1914". La partita di calcio in essa citata si giocò realmente, il 25 dicembre 1914, nei pressi della cittadina belga di Ypres (poi divenuta tristemente famosa per l'uso di gas asfissianti), e fu il momento culminante di quella che venne chiamata la "Tregua di Natale". Papa Benedetto XV aveva invocato una tregua natalizia, ma era stato ignorato, ed anzi i capi di stato maggiore avevano ordinato di non interrompere per alcun motivo i combattimenti, pena l'accusa di insubordinazione. Nonostante ciò, quel giorno all'alba i tedeschi esposero dei cartelli con scritto "Buon Natale" e "Non sparate, noi non spariamo". Alcuni coraggiosi cominciarono ad uscire disarmati dalle trincee, e poco dopo fu il rompete le righe generale: i soldati si scambiarono doni e cominciarono a fraternizzare. In poche ore la febbre da armistizio si diffuse, e contagiò tutto il Fronte Occidentale. Purtroppo il giorno dopo si ricominciò a sparare, e il miracolo del Natale 1914 non si ripeté più. Ma che accade se sul fronte Occidentale i soldati si ammutinano in massa, tra il giubilo delle rispettive popolazioni civili, e dicono ai loro generali che se vogliono la guerra devono farsela tra di loro? I soldati dei tre schieramenti disertano e la guerra (almeno sul fronte occidentale) è finita. Si hanno rivolte e scioperi a iosa a Parigi, Berlino e Londra. Austria e Russia (e relativi alleati sul fronte orientale) invece continuano la guerra. L'Irlanda ne approfitta e dichiara la completa indipendenza, l'India rischia di riuscirci anch'essa. In Francia crolla la Terza Repubblica ed in Italia, visti gli esempi degli altri Paesi, prevale la fazione non interventista (il re la appoggia perchè teme anche lui una rivolta popolare in grado di fargli perdere la corona). Già nel 1915 si aprono i negoziati per un ritorno allo status quo ante. Al contempo se ne aprono di nuovi per la Costituzione di una "Società delle Nazioni" allo scopo di evitare il ripetersi di avvenimenti simili. Nel frattempo la Russia sconfigge l'Austria (non più spalleggiata dalla Germania) sul fronte orientale, ma i pericoli ad Est (la Turchia non è più minacciata dagli Inglesi) impongono anche allo zar una pace di compromesso non troppo pesante per l'Austria: deve dare la Bosnia e qualche pezzo di Croazia alla Serbia e permetterle di costituirsi come Regno di Jugoslavia. L'Impero Ottomano rimne invece intatto. Ben presto anche Austria, Russia e Turchia aderiranno alla Società delle Nazioni. Ad essa presto si affiancherà un'omologa struttura economica (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio), destinata ad avere un grande futuro. Come cambia la storia se il miracolo di Natale dimostra come gli uomini non siano disposti a morire solo perchè glielo ordina un governante senza cuore? (un'ucronia natalizia di William Riker e di Never75)
Italia neutrale. Quando fu chiaro, nella primavera del 1915, che il governo Salandra si apprestava a trascinare l'Italia in guerra, Giovanni Giolitti, fortemente contrario al conflitto, avrebbe potuto guidare l'opposizione della Camera e costringere il governo a dimettersi. Non lo fece perché capì che Vittorio Emanuele III aveva approvato gli accordi segreti di Londra e temette di provocare una pericolosa crisi costituzionale. Per un uomo politico leale alla monarchia si trattò di una decisione impeccabile. Ma un'altra decisione meno «impeccabile » avrebbe risparmiato all'Italia il trauma della guerra e di tutto quello che ne seguì (proposta da Dans, ispirandosi a un articolo di Sergio Romano)
L'Italia scende in guerra con la Triplice Alleanza, che vince. Il nostro intervento a fianco degli imperi centrali sin dai primi d'agosto del 1914 provocato la caduta della Francia (presa di Parigi) entro il 3 settembre 1914; il resto della repubblica transalpina è occupato entro fine mese (noi, coi nostri generali inetti, ci fermiamo al Rodano); più probabilmente verso il 10 settembre la Francia si arrende salvando almeno in parte il suo impero coloniale e vedendo estremamente limitate le richieste italo-tedesche (Contea di Nizza, Corsica, Tunisia e Gibuti per noi, ai tedeschi il Dipartimento di Nancy, il Territorio di Belfort, il Marocco, forse qualche altra colonia e la distruzione di tutte le fortificazioni francesi orientali; forse l'Austria si fa dare il Dahomey). Con la caduta della Francia la situazione di Russia e Regno Unito si fa drammatica, ad ottobre del '14 con il 50% dell'esercito Austriaco, il 50% di quello tedesco e magari con un nostro corpo di spedizione, i russi vengono rispediti sulle linee del '17 entro dicembre 1914 e costretti ad un'onorevole resa da parte degli Imperi Centrali, a cui entro i primi di settembre si unisce la Romania rendendo assai precaria l'offensiva in Galizia dei primi di settembre; la Serbia si arrende contestualmente alla Russia e pagato con l'indipendenza la sua resistenza: verrà spartita tra la Bulgaria e l'Autria-Ungheria, che la unirà a Croazia e Bosnia nella nuova confederazione asburgica trialista, mentre Montenegro ed Albania saranno entrambi sotto protettorato italiano a compensazione dell'espansione asburgica in Serbia e Polonia. Il Regno Unito si ritrova a dover affrontare le flotta tedesca (quasi equivalente a quella britannica), l'italiana e l'austriaca e si trova in una situazione gravissima; la resa francese e l'intervento ad ottobre degli Ottomani portano alla presa di Suez entro fine anno (condominio italo-turco sull'Egitto), forse anche all'occupazione di Malta da parte nostra, e all'intervento spagnolo a fianco degli Imperi Centrali all'inizio del '15 con la caduta di Gibilterra immediatamente dopo. Senza intervento americano e giapponese (siamo convinti che davanti alle vittorie tedesche e al nostro intervento ad agosto 1914 avrebbero dichiarato guerra alla Germania?) il Regno Unito è costretto alla resa e probabilmente pagherà il maggior peso della stessa con una perdita anticipata di 50 anni del suo impero coloniale e anche dell'intera Irlanda (proposta da MAS e da William Riker; ecco lo sviluppo proposto da quest'ultimo)
L'Italia scende in guerra con la Triplice Alleanza, che pareggia. Se veramente Germania e Austria avessero pensato che l'intervento italiano sarebbe stato risolutivo, l'Austria ci avrebbe dato, contestualmente alla dichiarazione di Guerra, almeno il Trentino. Più probabilmente se l'esercito francese avesse dovuto affrontare nel 1914 anche l'Italia, Parigi sarebbe caduta, ma l'esperienza della seconda guerra mondiale dimostra che la guerra non sarebbe finita. Probabilmente i francesi avrebbero resistito a sud est, e poi i tedeschi avrebbero distolto parte delle loro truppe per portarle sul fronte russo, onde proteggere la Prussia. A un certo punto su tutti i fronti la guerra si sarebbe stabilizzata sulle trincee e sarebbe stato determinante l'intervento americano, che forse sarebbe stato anticipato al 1915... (anche Francesco Dessolis ha voluto dire la sua)
L'Italia scende in guerra con la Triplice Alleanza, che perde. quasi tutti presuppongono che l'intervento dell'Italia a favore degli Imperi Centrali avrebbe fatto la differenza, per una serie di motivi. Ad esempio un'offensiva anche limitata sulle Alpi avrebbe costretto i francesi a distogliere truppe dal fronte Nord, aumentando le probabilità di successo dell'ala destra marciante tedesca. Senza i problemi in Libia e con il supporto ottomano, si sarebbe potuto invadere l'Egitto con una mossa a tenaglia, senza contare il fatto che il dominio del Mediterraneo sarebbe stato assunto rapidamente: la Royal Navy era al limite delle risorse per garantire il blocco navale ai danni della Hochseeflotte, e ogni bastimento inviato in altri teatri bellici avrebbe potuto segnare la fine della supremazia britannica sul Mare del Nord. Così, controllando il Canale di Suez, il blocco navale sarebbe fallito. Nessuna guerra sottomarina e nessun Lusitania. Ma se invece, data l'inettitudine di Cadorna, i francesi avessero sfondato sulle Alpi verso la pianura padana, replicando la campagna italica di Napoleone e minacciando Vienna? (pensata da dDuck; ecco la sua proposta)
La Spagna con gli alleati. La Spagna rimase neutrale durante la Prima Guerra Mondiale nonostante avesse ricevuto, alla pari dell'Italia, proposte da entrambi gli schieramenti. Poniamo che, analogamente al vicino Portogallo, si schieri fin dai primi mesi del 1914 contro gli Imperi Centrali. La sua flotta, che pure non era da trascurare, darà il suo contributo nel Mediterraneo (e magari Gallipoli avrà un esito diverso), mentre gli eserciti terrestri potranno dare manforte ai francesi. L'apertura di un nuovo fronte, peraltro lontano dai principali scenari di battaglia, assicurerà nuove grane a tedeschi ed austriaci che già hanno i loro problemi. La vittoria alleata giungerà qualche mese prima, e pure la Spagna avrà i suoi compensi con qualche colonia strappata ai tedeschi (ideata da Never75)
La Spagna con la Triplice. Le prospettiva però più interessante è un'alleanza della Spagna con Germania ed Austria. In questo caso i possibili teatri di battaglia possono essere Gibilterra ed il Portogallo, occupati dalle milizie spagnole; il Marocco Francese, Tunisia ed Algeria occupate da truppe provenienti dal Marocco spagnolo; magari la stessa Franci,a invasa ad Ovest dalla Spagna, mentre i tedeschi la invadono da Nord-Est. In questo caso, perlomeno come diversivo, il fronte "spagnolo" sarà, se non determinante, comunque altamente pericoloso per gli Alleati. Senza considerare che la flotta spagnola nel Mediterraneo sarà una grana in più per gli inglesi. Inoltre la Spagna schierata a favore degli Imperi Centrali può anche determinare come effetto-domino una diversa decisione anche del nostro Stato Maggiore. Con una Francia occupata ed ormai quasi allo stremo e con una flotta spagnola nel Mediterraneo, non ci saremmo schierati anche noi a favore degli Imperi Centrali, subodorando una "guerra breve"? Se gli Imperi Centrali vincono, la Spagna arrotonderà le sue colonie strappando il Marocco, l'Algeria (la Tunisia molto probabilmente andrebbe invece all'Italia) e qualche regione di frontiera alla Francia, Gibilterra alla Gran Bretagna ed imporrà una sorta di forte protettorato sul Portogallo e sulle sue colonie. In questo caso potrà assurgere addirittura al rinnovato ruolo di grande potenza europea, e ritardare la sua crisi politica. Assai più preoccupanti sono le conseguenze in caso di sconfitta. Non solo il Marocco Spagnolo finirà alla Francia, assieme a qualche città di frontiera già annessa da Napoleone, la città di Ovieda e parte della Galizia al Portogallo e le Canarie e le Baleari alla Gran Bretagna, ma forse il territorio della stessa Spagna Continentale (alla pari dell'Austria-Ungheria, della Germania e della Turchia) potrà essere smembrato in più parti. Catalogna e Paesi Baschi diverranno repubbliche indipendenti, ma in pratica pure esse semi-protettorati britannici come il Portogallo, ed anche l'Andalusia sarà a forte rischio di secessione. In una situazione del genere, su quel che resta della Spagna, è prevedibilissima una guerra civile già nei primi anni '20. Ovviamente avrà un esito completamente diverso nella nostra Timeline, anche se in una situazione così tragica una forma di fascismo avrà sicuramente un fortissimo ascendente su gran parte della popolazione... (ancora Never75)
La Grecia con la Triplice. La Grecia ha conosciuto un' aspra divisione interna tra i filo-germanici e filo-alleati: i primi erano capitanati dal re Costantino I, i secondi da Venizelos. Nella primavera del 1915 la spunta Costantino I che si allea con Germania e Austria. La diplomazia tedesca fa poi un capolavoro assoluto: non solo unisce nello stesso schieramento Greci (a cui viene promessa tutta l'Albania e il sud della Macedonia) e Turchia, ma in un effetto domino trascina con sé anche la Romania, sul cui trono siede un re della dinastia tedesca Sigmaringen, ramo cadetto degli Hohenzollern. Nel marzo 1915, con l'Italia ancora neutrale, la Grecia dichiara guerra a Francia, Russia e Inghilterra, e le sue Armate supportano da ovest la resistenza Turca di Gallipoli mentre altre truppe invadono Albania e sud Macedonia. Ai primi di aprile, la Romania mobilita ed entra in guerra, e attacca la Serbia. E qui il gioco si chiude con l'entrata in guerra della Bulgaria con qualche mese di anticipo (nella nostra timeline è il 5 ottobre 1915), a cui la diplomazia austro-tedesca concede il nord Macedonia e una buona fetta della Serbia. Dunque, gli austrotedeschi, con un capolavoro assoluto di equa spartizione hanno messo d'accordo tra loro: Bulgaria, Romania e Grecia. Gli Imperi Centrali sono in netto vantaggio, e l'Italia scenderà in guerra al loro fianco. Come cambia la storia? (proposta da Simone; ecco l'inizio della sua idea)
La Romania con la Triplice. Re Ferdinando di Romania era parente del Kaiser di Germania, malgrado questo combatté contro di lui. Ma se per ipotesi fosse filotedesco e riuscisse a portare la Romania dalla parte della sua famiglia? Alla fine del 1915 la Romania entra in guerra con gli Imperi Centrali e si scaglia contro la Russia zarista, raggiungendo il porto di Odessa. Nel 1916 la Russia si arrende con un anno di anticipo. Caporetto avviene un anno prima e l'Italia si arrende dopo poco più di un anno di guerra. L'Italia mantiene i confini nazionali ma deve consegnare la flotta agli Imperi Centrali, deve pagare una forte indennità di guerra e perde l'Impero coloniale, così l'Impero Ottomano riavrà i territori persi nel 1911. Ma non è finita: francesi e inglesi invadono l'Italia. I Savoia si rifugiano in Inghilterra, ed allora che accade? Se le potenze dell'Intesa vincono ugualmente, allora l'Italia sarà reintegrata, a Versailles la Romania non riceverà la Transilvania e l'Ungheria rimarrà grande il doppio della nostra Timeline, ma pur sempre ridotta, oppure creeranno uno stato cuscinetto multietnico di Transilvania. In caso invece di vittoria degli Imperi Centrali, la Romania riceverebbe la Bessarabia russa a maggioranza rumena fino al porto di Odessa, pur rinunciando alla Transilvania e al Banato. L'Austria-Ungheria concederebbe maggiori autonomie ai rumeni della Transilvania. Quali le conseguenze sul prosieguo del XX secolo? (nuova genialata di dDuck)
L'Olanda interviene nella Prima Guerra Mondiale. La storia d'Europa cambia completamente direzione (proposta e realizzata da Falecius)
L’Impero Ottomano rimane neutrale nella Prima Guerra Mondiale. Enver Pasha, dinanzi alla sconfitta tedesca della Marna e allo sfondamento russo in Galizia, decide di prendere tempo. La consegna di due incrociatori leggeri inglesi (che nella nostra Timeline non avviene) lo convince della buona fede dell'Intesa e lo fa propendere per la neutralità dell'impero ottomano.Le truppe russe impegnate nel fronte caucasico (circa 100.000) in questa linee temporale saranno impiegate contro l'Austria. Maggior contributo inglese sul fronte occidentale, senza la spedizione di Gallipoli e la campagna mesopotamica, costringendo la Germania ad immobilizzare più truppe. L'apertura degli stretti permette di far giungere rifornimenti militari ed alimentari alla Russia e diminuisce il malcontento popolare. I tre fattori permettono, a differenza della nostra linea temporale, all'offensiva Brusilov di far collassare il fronte austriaco. Siccome la guerra finisce un anno o due prima, Francia e alleati non sono così disposti ad infierire sulla Germania. A Novembre 1916 l'Austria firma l'armistizio e viene soggetta ad una pace punitiva, mentre il Kaiser limita i danni. In un mondo del genere (con lo zar vincente, il Kaiser ancora in piedi, senza rivoluzione bolscevica e con l'impero turco ancora in piedi in Medio Oriente) come cambia la storia? Come risultato la crisi economica postbellica è più leggera e il nazismo non si troverà ad avere le basi storiche per poter nascere. Nessuna Seconda Guerra Mondiale e nessuna costituzione dello stato di Israele (grazie a Giorgio Tebaldi)
L'Impero Ottomano entra nella Grande Guerra a fianco degli Alleati. Come fa il governo ottomano a compiere un voltafaccia simile nei confronti della Germania? Questo può accadere solo se i Giovani Turchi, dopo aver patteggiato con la Germania, vengono rovesciati da un colpo di stato organizzato dalla vecchia classe di governo. Una volta ritornato al potere, il Sultano si avvicina agli Alleati e, nel 1914, la Turchia entra in guerra accanto ad essi. Come reazione e per ostilità alla Turchia, la Grecia si allea con i Tedeschi e perde la guerra. La Turchia guadagna Tessalonica e Varna. La Turchia non si modernizza con Atatürk ed anzi prende una piega fondamentalista. Gli Ebrei continuano lo stesso ad immigrare in Palestina, a piccoli gruppi. La Porta si allea con Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale, ed anzi il Partito Nazista Turco diventa il più forte dopo quello tedesco. L'Egitto è strangolato tra la Turchia e la Libia, più filo da torcere per gli alleati in oriente. Alla fine la Turchia capitola; Siria, Libano, Palestina (alias Israele), Giordania, Iraq e Higiaz diventano indipendenti, così come l'Armenia; la Grecia conquista non solo Tessalonica ma anche Costantinopoli; Turchia ed Armenia diventano repubbliche socialiste satelliti di Mosca; se ne libereranno solo nel 1989. Nel 2007 la Turchia entra nell'UE assieme a Romania e Bulgaria (Maggioriano dixit)
Seconda Guerra Mondiale anticipata. Le truppe del Kaiser entrano a Parigi e piegano la Francia che si arrende, quindi bombardano con cannonate devastanti le isole britanniche usando il suolo francese come poligono per cannoni colossali (analogo delle V1 e delle V2), ma non piegano Londra. Le colonie francesi sono rimaste fedeli al governo repubblicano in esilio fondato in Algeria da Clémenceau, che fa il De Gaulle ante litteram. L'Italia rimane fedele alla Triplice e scende in guerra con le potenze centrali. In Russia Tedeschi e AustroUngarici assediano San Pietroburgo e penetrano in profondità fino a 50 Km da Mosca, lo Zar fugge a Ekaterinenburg al di là degli Urali, a Mosca scoppia una rivoluzione bolscevica. A questo punto lo Zio Sam pensa: se i Tedeschi vincono, devo dire addio ai grossi prestiti fatti a Londra, Parigi e Mosca, e così con un pretesto gli USA entrano in guerra. Sbarco anglofrancoamericano in Sicilia; Re Vittorio Emanuele III è costretto a firmare la resa, ma i tedeschi occupano la penisola, il Re fugge a Brindisi sotto protezione alleata e i tedeschi insediano Gabriele d'Annunzio come leader di un governo fantoccio che ha sede a Gardone Riviera. Intanto gli angloamericani sbarcano in Francia (D-Day) e Clémenceau fa il suo trionfale ingresso a Parigi, mentre i bolscevichi russi fondano l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e scacciano a poco a poco i tedeschi dal loro suolo patrio. In Italia Destra Monarchica e Partito Socialista si scontrano in una guerra civile che passa alla storia come "Resistenza", negli scontri cade anche il giovane Benito Mussolini. Il 4 novembre 1918 gli Alleati entrano a Berlino e il Kaiser si suicida. D'Annunzio è catturato e processato; Don Luigi Sturzo, Filippo Turati e Benedetto Croce proclamano la Repubblica Italiana. La Germania è divisa in zone di occupazione, l'impero AustroUngarico si sfascia, l'Italia deve cedere Valle d'Aosta e Sardegna alla Francia e Sicilia al Regno Unito, anche se Trento e Trieste si uniscono a Roma mediante plebiscito; gli USA emergono da subito come grande potenza. L'infezione bolscevica si diffonde in Europa e nel mondo, inizia l'era della "Guerra Fredda" tra la NATO (USA, Regno Unito, Francia, Italia, Benelux, Germania Ovest, Austria, Danimarca, Norvegia, Grecia, Turchia, Impero Zarista) che si fa paladina della democrazia liberale, e il Patto di Varsavia (URSS, Polonia, Finlandia, Germania Est, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Jugoslavia, Albania, paesi arabi) che propugna la Rivoluzione Comunista sotto la guida di Lenin e poi di Stalin. Come andrà a finire? (geniale idea di Perchè no? e di Lord Wilmore)
Il Grande Jihad. Quando l'Impero Ottomano entrò in guerra il sultano Abdulhamid proclamò, nella sua qualità di califfo con autorità spirituale teorica su tutti i musulmani, il jihad contro l'imperialismo coloniale inglese, francese, russo ed italiano, per cui da un punto di vista strettamente teorico tutti i musulmani sarebbero dovuti scendere in guerra contro l'Intesa; in realtà non si mossero (anzi, quelli arabi si ribellarono alla Porta). A tale chiamata risposero solo il sultano del Darfur e i movimenti di resistenza libici contro l'Italia, già in conflitto con gli italiani da prima della guerra; vi fu un limitato movimento filo-ottomano nel Nordafrica francese e in Egitto, che non approdò praticamente a nulla, e che chiedeva più che altro diritti per la popolazione musulmana. Perfino il "Mad Mullah" Hasan Abdallah, leader della resistenza somala contro inglesi, francesi ed etiopi, rimase neutrale. I musulmani dell'Asia sudorientale, dell'India, della Russia e dell'Africa, e persino quelli della Serbia, rimasero generalmente passivi, o comunque evitarono di simpatizzare troppo per gli Imperi Centrali. I musulmani delle Filippine erano in lotta contro gli Stati Uniti per ragioni loro e continuarono a resistere dopo l'entrata in guerra, ma non certo perché avessero aderito al Jihad proclamato da Istanbul. Ma che accade se i musulmani rispondono positivamente all'appello del Sultano e scendono tutti in guerra contro l'Intesa, proclamando la decolonizzazione con mezzo secolo di anticipo? (farina del sacco di Falecius)
Seconda guerra Messico-USA. Alla fine del 1915 il Messico si schiera contro gli Stati Uniti per riprendersi il Texas. Gli americani non possono impegnarsi in Europa e la guerra si conclude nel 1920 con una resa per sfinimento da parte dei tedeschi. In questo caso però le condizioni di pace sono più morbide perché gli stati dell’Intesa hanno paura che la crisi economica possa favorire il fiorire di stati socialisti. Gli USA vincono la guerra contro il Messico annettendosene una buona parte, il fatto lancia gli americani come potenza imperialista su scala mondiale (ancora Giorgio Tebaldi)
Solo all'Austria-Ungheria. L'Italia il 24 maggio 1915 dichiarò astutamente guerra alla sola Austria-Ungheria, perchè lo scopo dell'entrata in Guerra era (almeno secondo i nostri politicanti) quella di limitarsi a liberare Trento e Trieste, completando così il Risorgimento. Poi nel 1916 fummo convinti dai nostri Alleati a dichiarare guerra anche alla Germania. Ma se non lo avessimo fatto? Le conseguenze risultano insignificanti all'atto pratico (dichiarazione di Guerra o no, la Germania ce le avrebbe suonate lo stesso a Caporetto!), ma i nostri alleati al Tavolo dei Vincitori, ce la faranno pagare cara. Infatti faranno sì che le nostre acquisizioni territoriali risultino ancora minori, ad esempio assegnandoci il solo Trentino ed il Friuli ma non Istria e Trieste, che invece andrebbero a far parte della Jugoslavia. Dopo "l'impresa" di Trieste da parte di D'Annunzio, la città di San Giusto viene considerata "città libera" e solo Mussolini riuscirà a farla integrare nel Regno d'Italia. Dopo la sconfitta della Seconda Guerra Mondiale, Tito avrà compensazioni maggiori rispetto alla nostra Timeine: infatti, avendo già l'Istria assegnata prima dell'inizio del conflitto, ora rivendicherà tutto il Friuli fino all'Isonzo che diverrà la settima repubblica federale della Jugoslavia, abitata da italiani con forti minoranze croate e slovene. Sarebbe interessante vedere come la neonata Repubblica si metterà in relazione alla Guerra del 1991. A causa della relativa omogeneità etnico-linguistica dichiarerà, assieme a Croazia e Slovenia, la propria indipendenza fin da subito ed entrare a far parte qualche anno dopo nella UE. Oppure i friulani parteggeranno per i Serbi, temendo di essere fagocitati ad indipendenza avvenuta dall'Italia o dalla Croazia, e la dissoluzione della Jugoslavia stessa non avverrà così facilmente... (Never75, ovviamente)
La Linea Cadorna/1. Un aspetto curioso della Prima guerra Mondiale è stata la costruzione fortemente voluta dal generale Cadorna, da cui poi prese il nome, di un'imponente fortificazione sul confine italo-svizzero, paragonabile alla di poco successiva linea Maginot francese ed altrettanto inutile, che avrebbe dovuto evitare il confluire delle forze austriache e tedesche che, passando dalla Svizzera, avrebbero in pochissimo tempo potuto invadere tutto il Nord Italia. Tuttavia l'attacco tedesco-austriaco da quelle parti non venne proprio e non sapremo mai se almeno la fortificazione funse da deterrente o se fu un'opera del tutto inutile, e se così tante risorse destinate alla sua costruzione (i lavori cominciarono già nel 1911) potessero essere stati destinate ad altro, magari a migliorare l'efficienza bellica delle nostre armi, che forse ci avrebbe evitato la catastrofe di Caporetto. Supponiamo che la Linea Cadorna non venga mai edificata. L'esercito teutonico scatena la sua Stratexpedition contro la Lombardia, invadendo anche la neutrale Svizzera. A questo punto si possono verificare svariati scenari. Primo: l'esercito svizzero accetta che le truppe della Triplice passino sul suo confine, magari in cambio di qualche arrotondamento a fine conflitto. Dopotutto c'era in quel periodo anche nella neutralissima svizzera un movimento guerrafondaio filo germanico. Secondo: l'esercito svizzero non solo si associa a quello tedesco, ma addirittura interviene esso stesso direttamente (ipotesi meno probabile). Terzo: l'esercito svizzero propende per la neutralità rifiutandosi di lasciar passare l'esercito tedesco. Nonostante si proclami neutrale, anche la Svizzera viene invasa analogamente al Belgio. Dopo aver riscontrato un'accanita resistenza contro gli Elvetici, i tedeschi ne trovano poca o nulla appena varcati i confini italiani. In brevissimo tempo sono a Milano, e da lì le armate imperiali dilagano verso il Centro della Penisola. In un mese sono già a Bologna e da lì a Firenze, Roma è ad un tiro di cannone ormai. Crollo del governo italiano. Il re fugge da Roma e trasferisce il governo a Brindisi, sotto copertura della marina britannica. L'Italia è allo sbando. A questo punto gli inglesi preferiscono trascurare lo scenario mediorientale e concentrarsi sulla nostra Penisola, perché se i tedeschi riescono ad affacciarsi pure sul Mediterraneo è la fine per l'Impero coloniale Britannico. Così ci si impegna per uno sbarco sulla nostra Penisola. Nel frattempo gli alti comandi tedeschi ed austriaci gongolano (la guerra sembra quasi vinta con l'Italia e la Francia quasi in ginocchio) ma, se la spedizione è stato un immenso successo militare, altrettanto non si può dire che lo sia stato politicamente. Dopo infatti l'invasione della (apparente) pacifica Svizzera, numerose nazioni neutrali hanno protestato vivacemente: Svezia, Spagna ed USA hanno ritirato le proprie ambasciate da Austria e Germania e soprattutto gli USA minacciano di intervenire in guerra dall'altra parte se l'occupazione continuerà. Allora la guerra risulterà più breve: l'Inghilterra costretta a chiedere una pace separata non potendo più contare sull'appoggio franco-russo-italiano e con gli USA ancora tentennanti, oppure l'intervento USA lievemente anticipato aiuta gli italiani e i francesi a recuperare le posizioni perdute ed a contrattaccare già ai primi mesi del 1917. Se invece (primo e secondo scenario) gli svizzeri collaborano coi tedeschi di propria volontà, allora si può escludere l'immediato intervento USA e la guerra si può concludere positivamente per la Triplice Alleanza (made in Never75)
La Linea Cadorna/2. Alternativa all'ucronia precedente. L'esercito teutonico, nonostante ne abbia la possibilità pratica, decide comunque di non passare dalla Svizzera, sovrastimando molto l'eventuale resistenza elvetica e le ripercussioni internazionali. Di conseguenza il Regio Esercito spende meglio i suoi soldi, compra fucili più moderni, migliora alquanto la propria artiglieria e paga maggiormente i propri soldati. Con una situazione di questo tipo, le offensive sull'Isonzo avranno maggior successo e Caporetto sarà eviatata, con tutte le conseguenze che ne deriveranno (dello stesso autore della precedente)
Che mondo sarebbe senza la Svizzera?/1. Spin-off delle ucronie precedenti. Durante la prima Guerra Mondiale la Germania invade la Svizzera per aggirare i francesi al sud; per tutta risposta i Francoitaliani avanzano occupando rispettivamente la Svizzera Francese e quella Italiana; a Versailles tutti fingono di dimenticarsi della Svizzera per appropriarsi di ricchezze enormi e territori affini linguisticamente, e la Confederazione è spartita. Avremo un irredentismo svizzero? (pensata da Homer)
La Germania e i Turchi. Kemal Ataturk muore nel 1915 durante la Grande Guerra. Nessuna resistenza turca al termine del conflitto e nessuna fondazione della Repubblica Turca; anzi, l'ex Impero Ottomano viene costretto ad una pace ancora più umiliante di quella della nostra Timeline. Viene costretto a cedere Anatolia ed Asia Minore (compresa Costantinopoli) ai Greci, parecchi territori di confine alla vicina Armenia e nella stessa Turchia si ha la nascita di un Kurdistan indipendente sotto protezione anglo-francese. Dai territori occupati si verifica una notevole emigrazione di turchi che, non sapendo dove andare, si rifugiano in Germania, l'unico stato occidentale a loro rimasto amico (in effetti prima della Grande Guerra la Turchia era considerata di fatto già quasi una colonia tedesca). La notevole e spropositata emigrazione turca in Germania, anticipata di un sessantennio circa, fa crescere ancora di più la rabbia dei tedeschi, ed accanto all'antisemitismo nasce un altrettanto forte e pericoloso antiislamismo. Hitler vede anche nei turchi musulmani, oltre che negli Ebrei, i veri nemici della razza ariana e li perseguita. Mussolini, d'altro canto, deve fare lo stesso del suo collega teutonico, e l'emanazione delle leggi razziali contro ebrei e musulmani anche in Italia serve da pretesto per il nostro dittatore per schiacciare ancora di più libici e somali. Al termine della Seconda Guerra Mondiale il notevole numero di vittime sia tra gli Ebrei che tra i Musulmani turchi e arabi, e le immani sofferenze che li hanno accomunati, fa sì che questi ultimi arrivino ad una risoluzione comune per la nascita di uno stato israeliano. Nei territori dell'ex Impero Turco vengono quindi costituiti due Stati di uguali dimensioni che vivono perfettamente in pace coi rispettivi vicini e Gerusalemme "città della pace" diventa realmente tale (un'idea di Never75 e di Basileus TFT)
Nel 1916 la Spagna entra in guerra a fianco della Germania, determinando la sconfitta dei francesi. Già nel 1917 la Germania può mettere le mani su colonie francesi, inglesi ed italiane. Gli U.S.A. non entrano in guerra e le tre nazioni europee si sentono tradite. Ne nascerà una volontà di rivincita che porterà ad un secondo scontro mondiale (di nuovo Giorgio Tebaldi)
Asse Roma-Bangkok. Il Siam interviene a fianco dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale ed è l'inizio di una lunga alleanza. La colonia italiana di Tien-tsin (contentino dato all'Italia, per la sua partecipazione alla spedizione multinazionale contro i Boxer) non è restituita alla Cina nel 1931, ma collegandosi con il Siam diventa la testa di ponte di un impero italiano politico-militare, ma principalmente economico-culturale, nell'Estremo Oriente (grazie al solito Marziano)
L'Ultimo Imperatore. Il 12 febbraio 1912 il medico Sun Yatsen, figlio di contadini che aveva studiato ad Honolulu, di religione battista, ottenne l'abdicazione dell'ultimo imperatore cinese Pu Yi, ma fu costretto a cedere la carica di presidente della Repubblica di Cina al generale dell'Esercito del Nord, Yuan Shikai. Questi instaurò una dittatura personale e Sun Yatsen fu costretto a fuggire in Giappone. Il 12 dicembre 1915 Yuan Shikai, come Napoleone, decise di restaurare l'impero e si autoproclamò imperatore con il nome di Hongxian, ma l'ostilità popolare, l'abbandono da parte del Giappone che fin qui lo aveva sostenuto e soprattutto la sua morte improvvisa il 5 giugno 1916 fecero fallire il suo progetto. Che accade però se Shikai ha il sostegno popolare, vive più a lungo e instaura una nuova dinastia? Come accaduto a Napoleone, il suo impero non gli sopravvivrà, o la sua azione repressiva impedirà la nascita dello Zhongguó Gòngchandang (il Partito Comunista di Mao), e di conseguenza della Repubblica Popolare? (pensata da Enrica S.)
Adios, Francisco. Una volta diplomatosi ufficiale all'accademia militare, il giovane Francisco Franco Bahamonde, non ancora diventato "el Caudillo", fu inviato in Marocco dove infuriava la guerra contro le tribù locali. Nella notte tra il 28 e il 29 giugno 1916 egli fu gravemente ferito al basso ventre nel corso di un combattimento a El Biutz, nei pressi di Ceuta; Franco sopravvisse, anche se perse un testicolo (pare che la ferita lo abbia reso impotente). Ma che accade se il ventiquattrenne Francisco Franco cade in combattimento? I generali José Sanjurjo e Emilio Mola, veri "cervelli" dell'Alzamiento del 18 luglio 1936, morirono nelle prime battute della Guerra Civile; come cambia la storia di quest'ultima se anche il terzo, duro e carismatico ribelle contro la Repubblica è fuori gioco? Senza di lui le Sinistre riusciranno a vincere la Guerra Civile? E con quali conseguenze sullo svolgimento della Seconda Guerra Mondiale e sulla storia d'Europa? (ancora Enrica S.)
Brussilov. Durante la Prima Guerra Mondiale l'offensiva di Brussilov riesce ed il generale russo passa i Carpazi occupando Budapest. Che fine fa la Duplice Monarchia? Sicuramente la Germania è condannata, magari non c'è bisogno dell'intervento americano ed una Russia vincitrice non sperimenta la rivoluzione, o almeno non quella sovietica. Lenin rimane in Germania con la Luxembourg. La Russia diventa il gendarme d'Europa nei ruggenti anni '20; nei Balcani si forma una super federazione guidata dalla Serbia; la Grecia viene aiutata dalla Russia nella guerra contro Ataturk in cambio di Costantinopoli. Al contrario, potrebbe scoppiare la rivoluzione comunista negli Imperi Centrali e, per contagio, in Turchia (proposta da Filobeche)
Gallipoli. La battaglia di Gallipoli è vinta dagli inglesi, e Costantinopoli è presa in poche settimane. La Turchia esce dalla guerra. In più la Grecia può ottenere Costantinopoli e l'Anatolia occidentale. Dalle basi balcaniche è possibile aprire un nuovo fronte con l'Austria, costretta a sguarnire la frontiera italiana. Inoltre vi è una linea di approvvigionamento sicura per la Russia, che aumenta l'efficacia del suo esercito. O Vienna crolla chiedendo la pace separata, oppure la Germania è costretta a sostenerla maggiormente, diminuendo la pressione sul fronte francese e polacco. Risultato: la guerra termina con la vittoria dell'Intesa nel 1916. Inoltre non avviene la Rivoluzione d'Ottobre e Nicola II, dopo la vittoria, è addirittura rafforzato (grazie a Lord Wilmore)
Il piano di pace giapponese. Nel 1916 il Giappone propose un piano di pace agli Imperi Centrali ed all'Intesa, riconducibile a due principi: Status quo in Europa con alcune rettifiche (Alsazia-Lorena alla Francia, Trentino all'Italia) in cambio di compensazioni coloniali a favore di Germania ed Austria, e spartizione della Cina tra il Giappone e gli altri paesi europei, tranne la Russia. E se fosse stato accettato? (proposta da Bhrg'hros)
La scappatella giovanile di Benito. La dottoressa Ida Dalser, figlia del sindaco del paese di Sopramonte, allora nell'Impero Austroungarico, allacciò prima della Grande Guerra una relazione appassionata con il giovane Benito Mussolini, relazione dalla quale l'11 novembre 1915 nacque un figlio, Benito Albino, che il futuro Duce fu costretto a riconoscere, dandogli il suo cognome. La Dalser si rovinò economicamente per aiutare l'amante a fondare e sostenere il suo giornale "Il Popolo d'Italia", ma ben presto Mussolini si stancò di lei e si rimise con la prima compagna, la sua compaesana Rachele Guidi, sposata civilmente il 17 dicembre 1915 durante una degenza ospedaliera al fronte (era rimasto ferito durante un'esercitazione); da Rachele il futuro Duce aveva già avuto la figlia Edda. Rachele e Ida si ritrovarono insieme nella stanza d'ospedale di Mussolini, e tra le due finì a botte da orbi. Nonostante la Dalser ricevesse dall'ex compagno un mensile di 200 lire per il mantenimento del loro figlio, la cocciuta dottoressa si ritenne tradita da Mussolini ed iniziò una battaglia legale per farsi riconoscere come la sua vera moglie, sostenendo di essersi unita a lui in matrimonio religioso. Siccome non si trovò traccia dei documenti che avrebbero comprovato questo matrimonio, Ida Dalser giocò un'altra carta: accusò Benito Mussolini di aver ricevuto cospicui finanziamenti in nero da agenti francesi per spingere il popolo italiano ad entrare in guerra contro gli Imperi Centrali. Era un'accusa pesantissima, e relativamente ad essa fu aperto un fascicolo, ma poi la polizia archiviò tutto ritenendo la Dalser "isterica e monomaniaca". Quando Mussolini acquistò il potere assoluto, per presentare se stesso agli italiani come un modello di padre e di famiglia, fece sparire ogni traccia di quella scappatella giovanile: la Dalser e suo figlio vennero rinchiusi in manicomio, dove morirono, la prima l'11 dicembre 1937, l'altro il 26 agosto 1942 (forse entrambi assassinati). Ma che accade se la polizia dà credito alla denuncia di Ida Dalser, il pasticciaccio in salsa francese viene scoperto, e la carriera di Benito Mussolini è rovinata per sempre? (proposta da Enrica S., che si è ispirata al film "Vincere" di Marco Bellocchio)
RSCF. Nel 1917 scoppiano rivolte nei reggimenti francesi sul fronte, che nella nostra Timeline falliscono per poco, in quanto Pétain riporta l’ordine fucilando uomini scelti a caso "per dare l'esempio". Gli ammutinamenti provocano presto una ribellione socialista e il crollo del fronte. La Francia deve firmare un armistizio separato. A Parigi la ribellione diventa rivoluzione e nasce la Republique Sociale et Communiste de France (RSCF). Quali gli sviluppi? (farina del sacco del francese Perchè no?)
Carlo I il Saggio. Nel Marzo 1917, prima del crollo del fronte russo, il neoimperatore Carlo I d'Asburgo intavolò trattative di pace con la Francia, disposto anche a concludere una pace separata, se la Germania non fosse stata d'accordo. Il progetto fallì per manovre poco chiare del ministro degli esteri austriaco Czernin (filo germanico), e per la fortissima opposizione italiana, a cui non era stata promessa nessuna compensazione. Supponiamo che Carlo I avesse scelto un altro ministro degli esteri, e avesse promesso all'Italia, oltre alla già conquistata Gorizia, almeno il Trentino. Supponiamo anche che Francia e Inghilterra promettano all'Italia altre compensazioni in Albania, Montenegro e in Africa... Forse Vittorio Emmanuele III avrebbe preferito un uovo oggi alla gallina domani. La Germania grida al tradimento, ma non penserà certo a invadere l'Austria. Nei Balcani il re di Serbia torna sul trono, e la Bulgaria finisce per ritirarsi sulle frontiere del 1914. O magari cambia alleati e attacca la Turchia? L'esercito russo concentrato contro la Germania riprende fiato. Niente Rivoluzione d'Ottobre? La Germania finisce per chiedere la pace, rinunciando ad Alsazia, Lorena e colonie. I confini tedeschi a Est restano invariati? Carlo I riesce a trasformare l'Impero asburgico in uno stato federale? O si avrà la secessione dell'Ungheria? La guerra continua contro la Turchia fino al dissolvimento anticipato dell'impero ottomano. In questa Timeline che farà Ataturk? (se lo chiede Francesco Dessolis)
La guerra dei trent'anni del XX secolo. Durante la Ia guerra mondiale gli USA non intervengono. La guerra si protrae per trent'anni con milioni di morti, le nazioni praticamente distrutte, dove mettere insieme un esercito di diecimila uomini è eroico... (una vera e propria distopia di Filobeche)
La Grande Armenia. Il trattato di Sèvres prevedeva uno Stato armeno nell'ex-impero ottomano, che non si concretizzò per il tragico motivo che i gli armeni che avrebbero dovuto abitarci erano morti, e inoltre la Turchia vinse la guerra che potremmo chiamare "d'indipendenza" contro Grecia, Francia e quella che sarebbe diventata la repubblica armena dell'URSS. Ora, se supponiamo che il genocidio non avvenga, dopo la resa turca (ottobre 1918) si forma uno stato armeno indipendente in Turchia, che immediatamente si collegherà con la repubblica armena dell'ex-impero zarista. Molto probabile una guerra contro l'Azerbaigian e forse la Georgia; a questo punto, quando Ataturk lancia la sua guerra d'indipendenza, ha due scelte: soccorrere i "fratelli azeri", attaccando l'Armenia che soccombe (ma la parte ex-russa rientrerebbe sotto la protezione dell'Armata Rossa, esattamente come accadde nella nostra linea; escludo che Ataturk potesse rischiare uno scontro con l'URSS) oppure negoziare con gli armeni un accordo vantaggioso (qualche correzione ai confini di Sèvres a favore della Turchia, che gli armeni probabilmente sarebbero stati disposti a concedere), assicurandosi un cuscinetto con i sovietici, per dedicare tutte le forze alla difesa della Cilicia e dell'Egeo contro francesi e greci. In questo scenario: Armenia indipendente, con un governo socialista moderatamente bendisposto verso l'URSS; Azerbaigian e Georgia invece incorporati nell'Unione Sovietica; Nahicevan armena; Nagorno-Karabakh autonomo nell'URSS, forse separato dallo stesso Azerbaigian (difficile una sua annessione all'Armenia); Djavakh forse anch'esso armeno (tolto alla Georgia) a seconda di quanto tardi arrivano i Rossi a sud del Caucaso. Questa Armenia non ha sbocchi al mare e sta tra Russia, Turchia e Persia. Guarderà all'Occidente? Certamente: per gli stessi armeni, secondo una lunga e radicata tradizione culturale che risale, comprensibilmente, almeno alle Crociate (nelle quali, a differenza di altre comunità cristiane orientali, tendevano a stare dalla parte dei Franchi) "la salvezza viene da Occidente" (espressione di un importante testo apocalittico armeno medievale); ma all'Occidente guarderà con cautela. È isolata, e l'Occidente non la salverebbe se le cose si mettessero male. I suoi collegamenti con l'Europa occidentale sono solo aerei, e a quei tempi pilotare un aereo sopra l'altopiano armeno doveva essere ben difficile. Se anche Ataturk le cedesse un porto sul Mar Nero in cambio dell'alto Eufrate, non cambierebbe molto: il Mar Nero è quello che è, e la Turchia ne domina l'accesso. Tra gli Armeni di un secolo fa, molti guardavano alla Russia, e il partito nazionalista armeno più importante aveva una componente socialista. Altri speravano invece nella Francia o nell'Italia. Io credo che questa Armenia farà quello che sta facendo l'Armenia attuale: alleanza con Russia e Persia, e diffidare dei turchi (scritta dal grande Falecius)
L'Occhio dell'Alba/1. Margaretha Geertruida Zelle, meglio conosciuta con lo pseudonimo d'arte di Mata Hari (in malese "Occhio dell'alba"), ballerina divenuta famosissima grazie alle sue danze orientaleggianti apprese mentre si trovava in Indonesia con il marito Rudolph Mac Leod, è meno imbranata di quanto ha dimostrato di essere nella nostra Timeline: dopo essere stata arruolata dai servizi segreti tedeschi con la sigla di agente H21, ruolo che ha accettato unicamente per denaro, essendo al verde e bloccata nella neutrale Olanda durante la Grande Guerra, si reca a Parigi passando per Londra, dove non fornisce risposte contraddittorie ai funzionari che le domandano il perchè del suo viaggio in Francia. In tal modo non è segnalata ai servizi segreti, che non la fanno pedinare e non scoprono il suo doppio gioco. Accompagnandosi al ministro della guerra e ad altri pezzi grossi dell'intelligence francese, ella viene a conoscenza di importantissimi segreti militari che riesce a trasmettere ingegnosamente a Berlino. Potranno davvero le sue rivelazioni far vincere la guerra alla Germania? Se sì, dopo la guerra Mata Hari verrà ricompensata dai prussiani con un titolo nobiliare, sposerà l'erede al trono e diventerà addirittura imperatrice della Grande Germania... (prima ucronia di Enrica S. dedicata a Mata Hari)
L'Occhio dell'Alba/2. Alternativa all'ucronia precedente. Una volta arrivata a Parigi, Mata Hari si innamora perdutamente (come nella nostra Timeline) di un capitano russo, Vadim Masslov, che però deve partire per il fronte e rimane gravemente ferito dall'iprite tedesca, perdendo un occhio. Margaretha vuole andare a visitarlo all'ospedale da campo di Vittel, che però si trova in zona di guerra; e così, per ottenere il visto speciale per recarvisi, la celebre artista si mette in contatto con il capitano Georges Ladoux, capo di una sezione del Deuxieme Bureau, il controspionaggio francese. Ladoux le concede il visto e le propone di entrare al servizio della Francia (secondo altri è lei stessa che si propone come agente, vantando conoscenze importanti in Germania che potrebbero tornare utili alla causa della Francia). A questo punto Mata Hari per amore smette di lavorare per conto della Germania, si vota interamente alla causa della Francia, torna in Germania e, seducendo addirittura l'erede al trono tedesco, fornisce tali informazioni al Deuxieme Bureau da permettere ai francesi di vincere la guerra con un anno di anticipo. Dopo la fine delle ostilità Mata Hari sposerà Masslov, diverrà una famosa coreografa e morirà a novant'anni suonati nel 1967 (seconda ucronia di Enrica S. dedicata a Mata Hari)
L'Occhio dell'Alba/3. Terza ucronia dedicata da Enrica S. alla spia più famosa della Grande Guerra. Costei si imbarca in un pericoloso doppio gioco, ovviamente a favore di sé stessa, facendo credere ai tedeschi di lavorare per i loro servizi segreti, e ai francesi di lavorare per il loro controspionaggio: l'unico scopo di questa partita a tre erano ovviamente i quattrini, che servivano a Mata Hari per pagare i debiti di gioco del proprio amante Masslov, di vent'anni più giovane di lei. Ma quando nei servizi segreti si ha la lingua biforcuta, bisogna prepararsi a lasciare molto presto questa vita. Infatti i prussiani, intuito il doppio gioco dell'agente H21, la "bruciano" trasmettendo volontariamente informazioni precise sul suo conto da Madrid a Berlino usando un codice cifrato già decrittato dai francesi. Risultato: Mata Hari è arrestata a Parigi, processata e fucilata. Ma supponiamo che invece a "bruciarla" siano i francesi. Mata Hari riesce a tornare in Germania, ed a questo punto è arrestata ad Amburgo il 13 febbraio 1917, processata in quella città ed infine fucilata la mattina del 15 ottobre 1917. Cosa cambia? La Francia può sfruttare questo argomento per intensificare la propaganda antitedesca, e forse convincere l'Olanda a scendere in guerra al suo fianco contro gli Imperi Centrali...
L'Italia di Carzano. Carzano è un piccolo borgo della Valsugana, teatro di un ardito tentativo di sfondamento delle linee nemiche da parte del Regio Esercito Italiano, nel settembre 1917. Ciò avvenne un mese prima di Caporetto. Cosa succede se l'impresa riesce? Niente Caporetto, disfatta dell'Austria-Ungheria fin dal 1917, niente "Vittoria Mutilata"; cosa si suonerebbe, nelle commemorazioni, al posto de "La Leggenda del Piave"? Non andremo a passeggiare in Piazza Monte Grappa; Hemingway non farà l'autista di ambulanze; che simbolo userà Enzo Ferrari per i suoi bolidi da corsa? Naturalmente niente Fascismo; scoppierà una rivoluzione rossa di stampo bolscevico? A queste domande ha cercato di dare una risposta Fabio Mentasti, scrivendo il romanzo "L'Italia di Carzano", che ricostruisce quest'avventura ucronica attraverso gli occhi di persone comuni e dei protagonisti del tempo, come Ungaretti, Baracca, Cadorna, Rommel. Per chi è interessato, lo si può acquistare in print on demand a questo indirizzo.
Caporetto/1. Il 20 ottobre 1917 un ufficiale ceco dell'esercito austro-ungarico si presentò alle linee italiane per riferire che gli austro-ungarici e i tedeschi si apprestavano ad attaccare nella conca di Tolmino, ma i comandanti italiani non gli credettero. Mettiamo invece che gli credano e riescano a prepararsi. La battaglia di Caporetto è brutale e combattuta, ma le truppe italiane (a fatica) reggono, di contro anche l'esercito austriaco subisce forti perdite e non può permettersi altre azioni su così larga scala per molto tempo. La guerra di trincea sul fronte italiano prosegue così stancamente per tutto il 1918. Con Cadorna continuano le offensive italiane sull'Isonzo che nel 1918 portano alla presa di Trieste, verosimilmente nell'estate, costringendo i tedeschi a dare manforte agli austriaci onde evitare la caduta dell'Istria. A fine ottobre, gli italiani attaccano partendo da Tolmino e da Sesana anziché dal Montello e l'armistizio li coglie a Fiume, Lubiana e Bolzano (e il 3/11/18, anziché al molo Audace di Trieste, la fanteria italica sbarca in contemporanea a Zara, Spalato, Ragusa e Cattaro. L'Italia ottiene Fiume e la Dalmazia fino a Punta Planca (Zara e Sebenico per intenderci, con un consistente entroterra), come previsto dal Patto di Londra, nonché qualche compensazione coloniale più consistente (Somaliland e Gibuti oltre al riconoscimento di un protettorato di fatto sull'Etiopia). L'Italia così evita il Fascismo, la guerra d'Etiopia e la Seconda Guerra Mondiale, quanto meno dalla parte sbagliata (un'idea di Damiano)
Caporetto/2. La disfatta di Caporetto nel 1917 consente all’esercito austriaco di giungere fino a Venezia e Verona, assediandole e prendendole. Il governo italiano firma la pace con gli austriaci. Di conseguenza l’Austria può dislocare alcune divisioni perché combattano contro la Francia, anche se questo non evita la vittoria dell’Intesa. Al tavolo della pace l’Italia non è invitata e si dispone solo che l’Austria ritorni ai confini del 1915. Ma per molti l’umiliazione subita è inaccettabile: nasce dunque il fascismo come movimento patriottico che nel 1919 scatena una guerra civile tremenda. Questa si conclude con la vittoria di Mussolini (anche qui capo e fondatore del fascismo) e l’impiccagione del Re Vittorio Emanuele III, reo di non aver continuato ad oltranza la guerra contro gli austriaci; fondazione della Repubblica Sociale Italiana. Nel 1923 dichiarazione di guerra all’Austria per prendersi i territori mai ottenuti con la guerra mondiale. Come reagirebbero a questo punto i governi del continente? (un'idea di Giorgio Tebaldi)
Caporetto/3. Dopo Caporetto l’Italia è allo sbando, e i reduci del fronte dichiarano decaduta la monarchia: il re, temendo di fare la fine dei “colleghi” Romanov, è costretto ad abdicare ed a fuggire in Portogallo. In Italia viene proclamata una Repubblica Federativa Socialista di stampo comunista. Un comitato di unità nazionale firma una “pace provvisoria” umiliante con Austria-Ungheria e Germania, restituendo il Veneto, Mantova ed altre città lombarde di frontiera e pagando agli Imperi Centrali un'ingentissima indennità di guerra. L’Italia così non partecipa più alla parte finale del conflitto, ma gli Alleati vincono lo stesso. Le condizioni così umilianti della pace precipitano il Bel Paese nell’anarchia. Ovunque si formano comitati volontari anti-governativi e si ripete la guerra civile tra Bolscevichi e Menscevichi. Scoppia una guerra civile che prosegue anche negli anni venti. Alla fine trionfano i menscevichi anche grazie ai contributi ingenti di inglesi, francesi e statunitensi, ma il Paese è allo stremo. L’Italia non viene ammessa ai negoziati di pace al termine del conflitto e Veneto (con Mantova), Friuli, Trentino ed Istria-Dalmazia costituiscono una Repubblica a sé, molto importante strategicamente. Mussolini (in origine attivo socialista) emerge nell’Italia Menscevica e, anche grazie agli aiuti statunitensi, si risolleva abbastanza in fretta. Ma ben presto emergono ancora di più le differenze tra le varie componenti etniche e regionali italiane: Mussolini imprime una svolta autoritaria al suo governo che lo spinge ad accettare le avances di Hitler con cui firma il patto di non belligeranza: il famoso patto Ribbentropp-Ciano (una proposta di Never75 e di Nicola Abbate)
Caporetto/4. Dopo la ritirata di Caporetto/Kobarid avviene una battaglia d'arresto sul Piave che ha successo nel novembre-dicembre 1917, ma la vittoria arride agli Imperi Centrali nell'offensiva di giugno sul Montello e sul Piave, con arretramento del fronte sul Mincio entro fine luglio e resa italiana dopo lo sfondamento di tale linea tra fine agosto e settembre. Se le offensive dell'Intesa sul fronte francese del luglio-agosto 1918 falliscono, giungiamo entro fine anno ad una pace di compromesso, foriera di ulteriori drammi in quanto lascia tutti scontenti. La Francia ha parte del dipartimento di Metz, città compresa e (forse) alcune colonie Tedesche. L'Inghilterra ottiene certamente il Tanganica (la famosa linea Città del Capo - Il Cairo si avvera). La Germania cede qualcosa alla Francia e qualche colonia in cambio di aver mano libera ad oriente (Regni vassalli di Polonia e nei paesi baltici. L'Austria-Ungheria si trasforma in stato federale, cede Trentino e Isonzo all'Italia e la Bosnia-Erzegovina alla Serbia in cambio di una compartecipazione con la Germania al controllo di Polonia e Ucraina (più formalmente che di fatto), al massimo annette la Romania, che unita alla Transilvania, alla Bucovina e alla Bessarabia, forma un unico stato all'interno della confederazione Asburgica. Bulgaria e Turchia tacitano gli appetiti di Francia, Regno Unito, Grecia e Serbia: la Bulgaria ha la Dobrugia meridionale se la Romania viene incorporata nella ex Duplice. Alla fine le più scornate sono Russia, Italia e Francia. Come prosegue la storia europea? (se lo domanda MAS)
L'Austria italiana. Dopo la disfatta di Caporetto la controffensiva contro gli austriaci avviene molto prima, e grazie ad un'armata alpina ucronica molto più forte l'Italia avanza fino a conquistare la totalità delle montagne del Nord/Nord-Est, occupando completamente l'attuale Austria. Alta Austria, Bassa Austria, Salisburghese, Carinzia, Stiria, Tirolo, Voralberg diventano nuove regioni italiane. Il Fascismo italianizzerà in modo ridicolo i toponimi austriaci (Castelpiccolo invece di Klagenfurt, ad esempio). Quale futuro per questa nuova "colonia" italiana, che probabilmente centuplicherà i problemi di Bolzano? Certamente Hitler se ne guarderà bene dallo stringere alleanza con l'Italia fascista, dal momento che essa occupa la sua patria. E se la Seconda Guerra Mondiale scoppiasse il 1 settembre 1939 in seguito all'invasione tedesca dell'Austria italiana? (made in Ded17)
Balfour. La dichiarazione segreta di Balfour del novembre del 1917, che afferma in pratica il nulla osta britannico ad un'eventuale ricostituzione di uno Stato Israeliano in Palestina, viene scoperta da una spia turca ed in breve divulgata presso i popoli Arabi del Medioriente. Ciò provoca immediatamente uno stallo delle operazioni belliche all'Est: gli Arabi non aiutano più Lawrence d'Arabia e si forma una resistenza in Palestina antiebraica ed antibritannica. Anche a conclusione della Prima Guerra Mondiale sul fronte occidentale, in Oriente si combatte ancora. In tutto l'ex Impero Ottomano si lotta contro gli occidentali e perfino il laicissimo Ataturk riesce a far identificare la causa dell'Islam con quella nazionale. Nonostante gli ingentissimi sforzi gli Europei non riescono a soggiogare completamente il Medio Oriente, la guerriglia araba e i numerosissimi episodi di terrorismo e rappresaglie decimano gli eserciti occidentali. Alla fine si giunge ad un compromesso: tutto il Medio Oriente viene costituito in una Repubblica di Palestina e Siria sotto nominale protettorato turco (in pratica però rimane indipendente); vengono tutelati altresì i diritti di musulmani ed ebrei che decidano di rimanere a vivere lì purché la loro popolazione complessiva non superi quella musulmana. Inghilterra, Francia e Italia garantiranno i diritti della popolazione cristiana. Con la neutralità durante la Seconda Guerra Mondiale, la Repubblica di Palestina sopravvive tuttora, perfetto esempio di tolleranza tra le diverse confessioni religiose (ancora grazie a Never75)
Scontro di Titani (dell'aria). Immaginate un duello tra i due assi dell'aria, Manfred von Richtofen alias il Barone Rosso e Francesco Baracca, il più grande aviatore italiano di tutti i tempi, sul cui aereo campeggiava il cavallino rampante... (un'idea pazza di William Riker) Secondo l'esperto Sandro Degiani, in uno scontro tra lo Spad di Baracca e il Fokker Dr1 di Richthofen in termini di manovrabilità vincerebbe senz'altro il secondo. La caratteristica del motore del triplano tedesco (un motore francese...!), lo Gnome Rhone, lo rendeva imbattibile nelle strette virate. Questo motore unico aveva infatti l'albero motore fisso, solidamente avvitato all'aereo, e a girare era il motore intero solidale all'elica. Questa inversione unica del principio aveva uno scopo: il motore era raffreddato ad aria, e se girava si raffreddava anche con l'aereo fermo sulla pista (era infatti un guaio ricorrente il surriscaldamento in rullaggio). La conseguenza era una tremenda coppia di reazione in accelerata che si scaricava sull'aereo. Quindi accelerando l'aereo imbardava con violenza. Un buon pilota però sfruttava questo difetto e usava la manetta del gas al posto della cloche per compiere virate strettissime e impossibili da seguire da parte dell'avversario. Non per nulla il Barone Rosso venne abbattuto da un Sopwith Camel, che montava un motore Gnome Rhone anche lui!
Il Cancelliere Rosso. Il leggendario Manfred von Richtofen fu soprannominato il "Barone Rosso" per il colore provocante di cui era dipinto il suo aereo. Eroe tedesco della prima guerra mondiale abbattuto il 21 aprile 1918, prima ancora di compiere 26 anni, era popolarissimo in Germania dove il potere l'aveva elevato al rango di vera icona. All'epoca i primi piloti di aerei erano visti un po' come dei cavalieri medievali, dei guerrieri all'antica che combattevano uno contro uno in una guerra moderna che faceva sparire questo genere di eroe. Richtofen era talmente popolare che il potere politico temeva di vederlo ucciso sul fronte, cosa che avrebbe potuto demoralizzare l'esercito e il popolo. Dunque, cosa avviene se il Barone Rosso viene messo in sicurezza fino alla fine della guerra? Nel dopoguerra Richtofen potrebbe essere visto come l'unica personalità capace di dare un'immagine eroica e positiva della guerra. Per far dimenticare il suo ruolo nella sconfitta il governo repubblicano potrebbe spingerlo nella vita politica. Amato dal popolo, sostenuto da una classe politica che manca di eroi, il Barone Rosso diventerà presto un nuovo uomo forte per la Germania. Nobile prussiano, lo immagino piuttosto conservatore anche se la sua carriera nell'aviazione mostra senza dubbio un gusto per il progresso tecnico. Lo vedo bene come seguace di Hindenburg e forse suo erede politico. Richtofen potrà cosi prendere il posto di Hindenburg diventato troppo vecchio, e impedire l'ascesa di Hitler con un programma di sviluppo tecnico e industriale e di nostalgia imperiale conservatrice. Negli anni '40 la Germania potrà avere la migliore aviazione del mondo, ma senza usarla in una guerra mondiale (colpo di genio di Perchè no?)
Il Barone Nero. Alla morte di von Richtofen al comando della squadriglia Jasta11 gli succedette l'asso più popolare e con più vittorie dopo il Barone Rosso (22 aerei abbattuti): un certo Hermann Göring, che avrebbe fatto parlare molto di sé in seguito. E se fosse successo il contrario? La squadriglia è inizialmente comandata da Göring, che muore e gli succede Manfred von Richthofen, il quale sopravvive alla Prima Guerra Mondiale. Il nazismo non cambia, ma la Luftwaffe risulta più efficiente e vince la guerra (questa è di Sandro Degiani)
Rasputin in Italia. Quest'ucronia ha per protagonista uno dei personaggi più enigmatici e affascinanti della storia: Rasputin. Chi era in realtà costui? Un mago, un guaritore, un ciarlatano, un politico? Forse tutte e quattro le cose assieme. Sicuramente ha avuto una parte non indifferente negli avvenimenti del Primo Novecento. Supponiamo che non trovi spazio alla corte degli Zar e venga bandito dalla Russia. Dove potrebbe trovare rifugio? Potrebbe prendere in considerazione l'idea di venire in Italia: in fondo, nel nostro Paese di creduloni i maghi hanno sempre avuto un certo credito (Do Nascimento docet). Con le sue idee strampalate egli affascina i nostri Reali e trascina anche loro verso una Rivoluzione (in effetti con i moti repressi da Bava Beccarsi poco ci è mancato), che ha effetti inimmaginabili anche sul resto d'Europa! (il solito fantasioso Never75)
Rasputin salva la Russia. Poco prima di essere assassinato Rasputin svolse un importantissimo ruolo politico a fianco della zarina reggente (lo zar Nicola era al fronte), soprattutto in funzione filo-tedesca. Lo scopo dichiarato era quello di firmare una pace con la Germania e di concludere in fretta la guerra: pare sia stato questo il vero motivo per cui fu assassinato. Ma se egli fosse riuscito nel suo piano? Nella nostra Timeline erano già stati concordati gli estremi per una pace separata: se essa viene messa in atto, i confini tra i due Stati tornano a essere quelli del 1914 con un arrotondamento dei territori polacchi a favore della Russia, ma nulla più, a patto che l'Austria si ritiri dalla Serbia. Con un alleggerimento simile, la Germania può scatenare una grandissima offensiva sul suolo francese, e con una situazione così compromessa l'Italia o resta neutrale, o tutt'al più si schiera dalla parte degli Imperi Centrali per piluccare qualcosina. Di conseguenza non c'è più bisogno di mandare Lenin in Russia, e la Rivoluzione non scoppia nemmeno. L'Inghilterra esce presto dal conflitto anche lei, ed abbiamo una Francia a pezzi, peggio che nel 1871; per questo sarà lì che sorgeranno i germi del nazismo. Per quanto riguarda l'Italia, partecipando per ultima alla guerra, non viene comunque molto considerata da Germania ed Austria, che le danno poco o niente. Tutto questo fa comunque sorgere il mito di una vittoria mutilata, e si avrà un'alleanza tra Italia e Francia negli anni trenta: un patto "latino" (ancora Never75)
A Volte Ritornano. Guglielmo II si rende conto che non c’è alcuna speranza di vittoria e, abdicando per tempo al titolo imperiale, riesce a conservare quello di re di Prussia. All’inizio non cambia molto: i primi anni della Repubblica di Weimar sono comunque contrassegnati da forti tensioni politiche e sociali, e l’unica differenza è un maggior peso delle frange conservatrici e monarchiche, contenute però dal nuovo governo democratico. La vera svolta arriverà dopo la Grande Depressione: dopo pochi mesi di governo nazista Guglielmo comincia a irritarsi della crescente centralità di questo “caporale austriaco”, e si allea con Von Papen per toglierlo di mezzo. L’attentato (attribuito ai comunisti, ovviamente) riesce, anche Goebbels muore insieme al suo Führer e il nuovo capo del partito Goering, visto in che direzione sta spirando il vento, si mette agli ordini dei conservatori-monarchici. Guglielmo riesce a riacquistare il titolo imperiale, riarma la Germania e impone un regime dittatoriale ma non antisemita. Dopo qualche anno la Polonia è attaccata e sconfitta, Francia e Inghilterra non hanno voglia di protestare (ci son ovolute un sacco di provocazioni, nella nostra Timeline, per spingerle alla guerra) e il Kaiser può affermare che l’onore tedesco è salvo. Alla sua morte ricomincerà un processo di democratizzazione, mentre i nazisti si sono ormai squagliati come neve al sole (un'ottima idea di Toxon)
Carro Armato. Il primo carro armato interamente progettato in Italia fu il Fiat 2000, prodotto dalla nota casa automobilistica con corazza dell'Ansaldo. Aveva misure da record: 40 tonnellate di peso, blindatura da 20 mm, 10-12 carristi per manovrarlo, un cannone da 75 mm e per sette mitragliatrici da 6,5 mm posizionate sugli spigoli e sui lati della casa mata. Purtroppo era molto visibile, si impantanava facilmente ed era tra i più lenti corazzati dell'epoca (7 Km/h), nonostante il notevole volume di fuoco. Ne furono prodotti due esemplari, nessuno dei quali fu però usato durante la Grande Guerra: uno fu mostrato a Vittorio Emanuele III nel 1919 e poi riadattato con cannoni da 37/40 al posto delle mitragliatrici anteriori in occasione della rivista dell'esercito da parte di Mussolini; il secondo fu inviato in Tripolitania e usato contro la resistenza libica, i cui membri fuggirono terrorizzati alla sola sua vista. Infine i due carri furono demoliti e il loro acciaio riutilizzato. Ma che accade se i due prototipi rappresentano il punto di partenza per realizzare carri armati italiani D.O.P., ed una trentina di questi bisonti d'acciaio vengono lanciati contro le linee austriache nel 1917? Come cambierà la Grande Guerra? L'Austria-Ungheria sarà obbligata alla pace separata? Se la nuova filiera di panzer non arriva in tempo per la Prima, nuovi e più resistenti carri armati italiani potrebbero comunque modificare lo scenario della Seconda Guerra Mondiale: ad esempio, El Alamein potrà avere un esito diverso? (un'ucronia di William Riker, dietro ispirazione di Gabriele Luzi)
Carro disarmato. A nessuno viene in mente di inventare il carro armato. Come si svolgono le guerre del Novecento? (questa è farina del sacco di Lord Wilmore)
Gli Hashemiti. Ibn Saud viene sconfitto, gli hashemiti conservano la custodia dei luoghi santi dell'Islam, si crea uno stato comprendente Giordania, Iraq ed Arabia in pace o addirittura alleato con Israele, e l'ideologia wahhabita non si diffonde (ancora Lord Wilmore)
La Russia Menscevica. Nel novembre 1917 le comunicazioni tra il governo menscevico e le truppe leali ad esso non vengono tagliate ed il governo ha il tempo di chiedere aiuto alle truppe nella periferia di San Pietroburgo. I bolscevichi devono ritirarsi mentre il governo di Kerenskij si prepara ad una lunga guerra civile. Intanto la Russia non si arrende e le truppe Tedesche si impadroniscono di San Pietroburgo, il governo è obbligato a ritirarsi a Mosca. Nei primi mesi del 1918, tuttavia, la Germania distoglie numerose divisioni dal fronte orientale per attaccare le truppe alleate nella loro ultima offensiva vittoriosa. Da allora il fronte russo resta in fase di stallo, fino al 1918, in cui la Russia riprende i territori conquistati dalla Germania. Dunque la repubblica di Polonia non può formarsi, non avvengono i disordini dei primi anni '20, la Guerra Civile dura molto meno e finisce con la sconfitta dei Bolscevichi. Negli anni successivi la Russia si democratizza e non conosce gli scombussolamenti della Russia stalinista. In Europa occidentale trionfano le democrazie ed i movimenti di estrema destra sono sconfitti poiché essi non possono sfruttare lo spettro della minaccia comunista per i loro fini. Si crea un'alleanza tra Wiemar e la Russia Menscevica che ne limita gli effetti di crisi economica (che di fatto avrebbe dato spazio all'estrema destra e sinistra, magari non nomi differenti dalla nostra Tineline, ed alla possibilità di un colpo di stato). In Italia si spezza il sogno del Partito Popolare; avremo una Destra, guidata da D'Annunzio, un centro liberalcattolico di Giolitti e De Gasperi, ed una Sinistra Socialista. Sulla seconda guerra mondiale, non è detto che le democrazie non difendano i loro obiettivi geopolitici con meno aggressività delle dittature... La seconda guerra mondiale potrebbe avvenire comunque: probabilmente l'attenzione delle grandi potenze si concentrerà sul Giappone e gli aiuti dati alla Cina saranno di più vasta portata: la Russia Menscevica si scontrerà con il Giappone in Manciuria, mentre una grande alleanza Franco-Britannica sconfiggerà i Giapponesi in Taiwan ed in Cina fino a minacciare le isole giapponesi. Senza la bomba atomica seguirà un conflitto estremamente sanguinoso per il possesso del Giappone vero e proprio. L'America resterà fuori da questa guerra oppure interverrà molto tardi, per poi diventare la principale rivale della Gran Bretagna nell'Estremo Oriente. Tra l'altro, è possibile che anche in questo caso nasca la bomba atomica, in Italia o in Germania. E se poi si formassero due blocchi rivali tra loro, l'Europa e l'America, come sarà questa guerra fredda? (una geniale idea di Maggioriano!)
Räterepublik. Rivoluzione comunista in Germania anziché in Russia; Unione Sovietica ("Räterepublik") da Amburgo a Hong Kong con capitale Berlino (proposta da Bhrg'hros)
Il Sol dell'Avvenire. Lev Trozkij realizza la rivoluzione mondiale; superamento della dittatura del proletariato e ingresso nella fase finale comunista (proposta da Bhrg'hros)
Conversion impossible/3. Cosa sarebbe accaduto se il Papa Benedetto XV avesse subito consacrato alla Russia il cuore immacolato di Maria nel 1917, come la Madonna stessa chiese ai tre pastorelli di Fatima? Come la Vergine ci avrebbe risparmiato la rivoluzione bolscevica ed in seguito la Seconda Guerra Mondiale? (piedi di piombo in un argomento così "delicato", ma sicuramente un'ucronia affascinante del solito Never75)
La Rivoluzione Cristiana. Nella sua rubrica "Pensiamoci" sul numero di novembre 2007 del mensile "Jesus", la studiosa Maria Cristina Bartolomei affronta il problema della Rivoluzione d'Ottobre a novant'anni dal suo scoppio, ed osserva che « il comunismo può essere una risposta sbagliata, ma il drago che ha affrontato è vivo, i problemi che ha denunciato e cercato di risolvere sono veri e, nel quadro del capitalismo, si sono aggravati. Sono i problemi dell'ingiustizia, orrenda, gravissima, che vige nei rapporti fra gli esseri umani; dello sfruttamento di molti a vantaggio di pochi... Prima del movimento socialista non si ricordano sollevazioni cristiane contro la trasformazione in merce dell'uomo, contro le condizioni disumane di lavoro, anche di donne e bambini ». La ricercatrice coglie il primo errore del comunismo (che ne provocò alla lunga la caduta) nel fatto di « indicare in Dio e nella religione il nemico della promozione umana », quando poi la stessa ideologia marxista finì per essere trasformata, a tutti gli effetti, in una religione, con la sua fede cieca nell'instaurarsi del futuro paradiso comunista senza classi e senza proprietà privata. Naturalmente, da instaurare con ogni mezzo, a partire dalla violenza contro chi in quel presunto paradiso non voleva saperne di vivere (è un discorso che vale per tutte le moderne dittature, dalla Convenzione fino a Myanmar). Orbene, che succede se la grande rivoluzione sociale del XX secolo non è guidata dall'ideologia marxista, ma proprio da una grande sollevazione di matrice cristiana? L'enciclica "Rerum Novarum" prende il posto del Manifesto di Marx ed Engels, e viene fondata un'Internazionale Cristiana Sociale che ben presto si diffonde dai paesi cattolici a quelli protestanti e ortodossi. In Inghilterra il nuovo partito prende il posto del Labour e governa in alternanza con i Conservatori (di stampo massonico); in Italia il PCSI (Partito Cristiano Sociale Italiano) di Romolo Murri si oppone ai Liberali anticlericali e poi ai Fascisti. Ma è nell'impero zarista che il partito sociale riesce a rovesciare l'ordine costituito, con l'appoggio della Chiesa Ortodossa che ha abbandonato lo Zar dopo che questi si è messo a dar retta all'"eretico" Rasputin. Nasceranno i Soviet ed anche l'Unione Sovietica, ma saranno Soviet cristiani, ed è possibile che una rivoluzione del genere abbia successo anche in Italia e in Spagna, dove le masse cattoliche appoggeranno i cristiani sociali, e non i fascisti o nazisti o franchisti del luogo. La Guerra Fredda potrebbe avvenire tra un mondo dominato da partiti di ispirazione cristiana in Russia, Germania, Polonia, Grecia, Italia, Spagna ed un mondo dominato da partiti di ispirazione massonica in USA, Gran Bretagna, Francia, Messico, Sudamerica, Turchia (una strana proposta di Enrica S.)
Lo Zar Lavr I. Il 25 agosto 1917 il generale russo Lavr Georgievic Kornilov, nominato da Kerenskij comandante in capo delle forze armate del governo provvisorio, tenta di prendere con la forza il potere in Russia, ma il tentativo di colpo di stato fallisce perchè Kerenskij chiede aiuto proprio ai suoi nemici Bolscevichi, i quali sconfiggono e uccidono Kornilov. La vittoria spiana loro la strada verso la Rivoluzione d'Ottobre. Ma che accade se Kornilov vince, si autoproclama nuovo Zar, eliminando sia i Menscevichi che i Bolscevichi, e poi conclude la pace con gli Imperi Centrali, cedendo loro territori che recupererà poi al trattato di Versailles? Come cambia la storia d'Europa e del mondo sotto l'impero dello Zar Lavr I? (ancora William Riker)
La Russia Makhnovista. Non è l'Armata Rossa, ma l'Armata Nera a realizzare l'unità della Russia occidentale. In Siberia, invece, è l'Armata Bianca che trionfa e fonda una monarchia guidata dal Granduca Nicola, mentre il sadico generale Roman von Ungern-Stenberg riesce a fondare una dittatura in Mongolia, spacciandosi come reincarnazione di Gengis Khan (pare che credesse di esserlo sul serio!). Una volta arrivata al potere, l'Armata Nera costituisce uno stato composto da piccole circoscrizioni non più grandi di un cantone svizzero, in cui tutti possono votare all'Ateniese, direttamente davanti alle autorità. La terra viene coltivata in comune dai contadini, che si uniscono in assemblee dette soviet, in cui tutti hanno il diritto di parola e stanno in posizione ugualitaria. Le cooperative sono collegate a livello locale e distrettuale. Nessuna autorità esterna può influenzarli, almeno secondo Nestor Makhno, il capo dell'Armata nera, il quale asserisce: « La libertà dei contadini e degli operai appartiene a loro stessi e non può subire restrizione alcuna. Tocca ai contadini e agli operai stessi agire, organizzarsi, intendersi fra di loro, in tutti i campi della loro vita, come essi stessi ritengono e desiderano. [...] I machnovisti possono solo aiutarli dando loro questo o quel parere o consiglio. [...] Ma non possono, e non vogliono, in nessun caso, governarli. » Come può l'Armata Nera, apparentemente marginale, vincere la resistenza dell'Armata Rossa, dell'Armata Bianca e dell'Armata Verde? La Polonia deve indebolire seriamente l'Unione Sovietica durante la guerra del 1920, invece di trattare con i Bolscevichi. Anche il successo dell'Armata Bianca durante l'assalto a San Pietroburgo (condotto dall'imprudente Pyotr Krasnov) permette all'Armata Nera di conquistare Smolensk, Novgorod e anche Mosca. In ogni modo viene evitata la morte di milioni di persone e, soprattutto, si impone un comunismo molto più tollerante nei confronti delle idee politiche e della religione. Anche la distribuzione delle risorse agrarie risulta più equa e, dunque, la storia ci risparmia la carestia del 1921-1922. Come reagiscono le potenze occidentali? Malgrado l'astio nei confronti del nuovo stato, non intervengono: nessuna di esse ha un'opinione pubblica favorevole all'entrata in guerra e tutte devonno affrontare la crisi economica causata dai danni della Grande Guerra. Come reagirà questa Unione Sovietica alternativa di fronte all'attacco nazista? (articolata proposta di Maggioriano)
Ottobre Nero. Anziché Lenin, i Prussiani spediscono in Russia l'anarchico francese Jules Bonnot, vissuto più a lungo che nella nostra Timeline, il quale dà vita ad una rivoluzione anarchica. Come cambia la storia del Secolo Breve? (se lo domanda Perchè no?)
Ucraina indipendente. Il 25 gennaio 1918 la Repubblica Popolare Ucraina, istigata dal governo tedesco, proclamò l'indipendenza dall'ex Impero Russo, ma già il 9 febbraio i Bolscevichi assediarono Kyiv, e nel 1922 l'Ucraina fu definitivamente annessa all'URSS. Ma che accade se i separatisti ucraini la spuntano e la loro repubblica sopravvive, come la Finlandia e gli stati baltici? L'Ucraina era una regione assai arretrata, con pochissime ferrovie e poche grandi città, anche se disponeva di un discreto numero di porti commerciali. La sua popolazione era assai numerosa e la sua economia, seppur ancora incentrata sul settore primario (grano in particolare), era molto forte, tanto da farla definire "il Granaio d'Europa". Di rilievo erano anche la carpenteria navale e l'industria ittica. Negli anni venti l'Ucraina si fascistizza sul modello italiano, come opposizione alle rivendicazioni sovietiche: i rapporti con l'occidente sono buoni, tesissimi quelli con l'URSS mentre è naturale l'avvicinamento a Mussolini, che si ritrova un alleato forte ai confini con l'URSS. Vengono quindi organizzate spedizioni di tecnici esperti per potenziare l'industria (bellica e non) dell'Ucraina. L'industria italiana trova una valvola di sfogo: vengono inviati ad oriente treni, aerei, armi, mezzi di vecchio stampo, cominciando una nuova e fiorente produzione in Italia. Negli anni trenta l'Ucraina esporta grano a basso costo in Italia, per cui una Battaglia del Grano non sarà necessaria e l'Italia diventerà molto più industrializzata di quanto non lo sia stata nella nostra Timeline. L'Ucraina si avvicinerà inevitabilmente ad Hitler, firmando il Patto Anticomitern, inviando volontari in terra di Spagna ed entrerando nell'Asse in occasione dell'attacco contro l'URSS. Ovviamente nel dopoguerra sarà annessa all'URSS fino al 1991. È possibile una ribellione antisovietica in coincidenza con l'incidente di Chernobyl, repressa nel sangue da Mosca. Dopo l'indipendenza proclamata il 24 agosto 1991, la "nuova" Ucraina (che non comprenderà la Crimea, rimasta russa) sarà ostilissima alla Russia di Eltsin e di Putin e cercherà un immediato avvicinamento all'UE nella quale oggi potrebbe già essere entrata... (pensata da Basileus TFT)
L'alfabeto latino in Russia. Nel 1918 in Russia, all'indomani della Rivoluzione d'Ottobre, anziché riformare l'alfabeto cirillico si decide di passare all'alfabeto latino. Come cambia la storia dell'Unione Sovietica? Anche le altre lingue parlate in Unione Sovietica come l'ucraino, l'armeno, il kazako utilizzeranno l'alfabeto latino? E quando nel 1991 crollerà l'Unione Sovietica si assisterà ad un ritorno dell'alfabeto cirillico e dell'alfabeto arabo? (grande idea di Pavel Tonkov)
Cosa significa avere un Santo (Stefano) in Paradiso. Una scena che meglio di tante altre rappresenta la dissoluzione della Duplice Monarchia Austro-Ungarica è l'affondamento della corazzata Szent Istvàn (Santo Stefano), la più imponente nave della Imperial-Regia marina, avvenuto il 10 giugno 1918. La corazzata stava navigando al largo dell'isola di Premùda, presso l'attuale costa croata, diretta a sud per forzare il blocco dell'Adriatico che gli italiani avevano predisposto ad Otranto; ma anche il capitano di Corvetta siciliano Luigi Rizzo stava compiendo come suo solito un giro di perlustrazione nei pressi delle coste nemiche a bordo di un MAS, un piccolo motoscafo in dotazione alla Regia Marina. Rizzo stava per rientrare in porto quando fu attirato da un'anomala scia di fumo all'orizzonte. Riconosciuta la nave nemica, minò il colosso austroungarico che affondò miseramente, e con esso le ultime speranze asburgiche di ribaltare il conflitto. Ma che accade se Rizzo rientra anzitempo in porto e la Szent Istvàn riesce a forzare il blocco navale degli italiani? Finalmente Thaon di Revel avrà la sua tanto agognata battaglia navale che gli permetterà di vendicare Lissa? (un'idea di William Riker)
La Spagnola? È solo una ballerina. Il primo grande malanno globale dell'era contemporanea fu l'influenza definita Spagnola (dal nome della nazione in cui si registrarono i primi casi, anche se probabilmente il ceppo virale era nato in Estremo Oriente). Tra il 1918 e il 1919, essa mieté più vittime della Prima Guerra Mondiale: alcuni calcoli parlano addirittura di 50 milioni di vittime, quasi tutte fra i 20 e i 40 anni. Alla pandemia contribuirono le tremende condizioni igieniche in cui l'Europa era precipitata in seguito al conflitto. Ma se l'epidemia non nasce, o se resta circoscritta, o se un altro Albert Sabin riesce a trovare un vaccino in tempo? Forse le sorti della Prima Guerra Mondiale saranno diverse, senza tutti quei soldati morti soprattutto tra le file tedesche ed austroungariche. Comunque, la guerra durerà senz'altro più a lungo (di nuovo Enrica S.)
Neopaganesimo dannunziano. Immaginiamo che, per qualche oscura ragione che gli strumenti storici non possono analizzare, invece che darsi alla vita “contemplativa” del ben noto Vittoriale, dopo i fatti di Fiume del 1919 Gabriele d'Annunzio si dedichi ad una sua intuizione: tornare a venerare gli dei dell’Antichità. E così comincia a fare sacrifici a Marte, a Venere, ai Lari. Nel 1920 Il Vate pubblica un libro destinato a segnare un’epoca: "Olimpo". In essa si intrecciano vari motivi, tra i quali il profondo disprezzo per la società che ha potuto portare al fallimento dell'impresa fiumana: la sua è rassegnazione che si tramuta in ardente desiderio di distruzione di tutto un sistema di valori, per la costruzione di una nuova civiltà. Il futuro non deve essere grigio come i governi italiani di quel tempo, ma deve essere forte e vigoroso, deve essere restaurato un rapporto di tipo “panico” con la Natura per capire quale deve essere il corso delle vicende umane; questo processo deve costruirsi partendo anche da una nuova religione: si deve tornare a venerare gli dei antichi. D’Annunzio non si rende subito conto di che cosa ha innescato, ma il suo libro, che come al solito è molto affascinate per il pubblico del tempo, riscuote subito favori e poco tempo dopo la pubblicazione una cinquantina di fedelissimi “fans” del Vate giungono a Gardone dove d’Annunzio risiede, pregandolo di illuminarli ulteriormente sugli antichi culti. A questo punto il Vate comprende le potenzialità della sua idea e comprende cosa con questa può realizzare. D’Annunzio si dà con serietà alla propaganda del suo messaggio religioso, come nel suo stile vaga di città in città per diffondere le nuove idee supportato da un importante movimento mediatico che gli fa un mare di pubblicità. La società italiana, in particolare quella borghese, lo ha molto in considerazione e dunque già nel 1922 d’Annunzio può contare su un milione di adepti in tutta Italia, un numero che di per sé non sarebbe assai rilevante se non fosse che tra essi vi è l'élite economica della Nazione, di forte impronta massonica e quindi anticristiana. Nel contempo il fenomeno sbarca in tutte le nazioni europee e i particolare negli USA, dove comincia a mietere successi, in quanto il modo di vita espresso dal culto olimpico sembra più adatto al mondo moderno rispetto ai precetti cristiani. Il PNF di Mussolini è inoltre molto meno di Mussolini, in quanto d’Annunzio svolge anche un complesso intento politico. Nel frattempo la Chiesa ha affilato le armi e ha scomunicato d’Annunzio e il PNF, cosa che ha regalato al vate ancora più celebrità e antipatie alla Chiesa che è vista da molti (a destra e non a sinistra) come quella Chiesa oscurantista che non voleva l’Unità Nazionale. Nel 1922 il governo di Facta cade a seguito della Marcia su Roma di D’Annunzio (era stato lui ad averne avuta per primo l’idea che poi Mussolini li aveva rubato) con un Vittorio Emanuele III costretto a proclamare un paganissimo d’Annunzio capo del governo. Come cambia la storia del mondo? (un'intuizione di Giorgio Tebaldi)
La guerra del 1914-1919. Dopo le offensive tedesche della primavera 1918 la Germania aveva perso la sua capacità offensiva; subito dopo, con l'aiuto di Canadesi, Australiani ed Americani, Britannici e Francesi riprendono l'offensiva in Piccardia dove il fronte tedesco crolla, gli alleati usano tutte le loro forze e mettono in campo nuovi tipi di carri armati. Inoltre gli alleati della Germania )Bulgaria, Impero Ottomano e l'Austria-Ungheria) sono sconfitti l'uno dopo l'altro. Per i capi dell'esercito tedesco é ormai chiaro che la guerra é persa e che si deve concludere la pace immediatamente prima che la guerra si trasformi in catastrofe, avvengono scioperi nel paese, l'esercito di ammutina a Kiel e la Rivoluzione diventa una minaccia concreta. Per questo la pace é stata firmata il 11 novembre in fretta e furia. La Germania é sconfitta senza essere stata invasa, la popolazione tedesca non capisce il perchè visto che pochi giorni prima i giornali davano la vittoria per sicura. L'esercito tedesco, umiliato, si nasconde dietro bugie, afferma che la vittoria é stata derubata dai politici, che c'é stata una congiura orchestrata dagli Ebrei, il che costituirà più tardi la base dell'estrema destra e poi del nazismo. Però dal lato francese il maresciallo Foch, capo degli eserciti alleati, si rende conto che questa pace é una mezza vittoria. Scongiura i governi alleati di non firmare la pace, di lasciargli due mesi per permettere agli Alleati di entrare in Germania e cosi poter concludere una vera pace. E se viene ascoltato? Come nella seconda guerra mondiale gli Alleati, consapevoli che il tempo lavora per loro, dichiarano di accettare solo una resa senza condizioni. In novembre il Belgio é liberato, in dicembre il fronte tedesco in Francia crolla completamente. Prima della primavera 1919 Francesi e Americani passano il Reno, in febbraio occupano Francoforte e altre grandi città tedesche. Gli ultimi momenti della guerra sono piuttosto confusi e vedono movimenti di resistenza come l'azione del caporale Hitler che si fa esplodere contro un carro francese Renault. Di fronte all'invasione una parte della popolazione si impegna nella resistenza ma la maggior parte, stupita, vuole la pace prima di veder compiersi la catastrofe. Inoltrel'estrema sinistra scatena in gennaio un tentativo di rivoluzione, Berlino di ribella e ripete le vicende della Comune parigina del 1871. L'11 marzo la Germania, invasa e umiliata, firma una pace con condizioni simile a quelle della nostra storia. L'esercito ne esce totalmente umiliato e perde ogni sostegno nella società, la politica repubblicana puo svilupparsi senza la minaccia dell'estrema destra, che obbedisce agli ordini per paura della rivoluzione. Viene fondata una repubblica mai voluta ma dopo pochi anni piu stabile di quella di Weimar, l'estrema destra é forte ma fedele al regime, il rischio é piuttosto a sinistra. Negli anni '30 le ultime clausole stupide nate dalla pace sono abolite nella conferenza di Locarno, la crisi del 1929 rafforza i partiti comunisti tedeschi e la Germania deve allearsi con la Francia e la Gran Bretagna. Alla metà degli anni 40 scoppia la guerra contro il bolscevismo (l'idea è di Perchè no?)
L'ucronia di Charlot. Persino Charlie Chaplin, in uno dei suoi straordinari cortometraggi comici, si è cimentato con il genere dell'ucronia. Stiamo parlando di "Charlot Soldato", del 1918, nel quale il povero Charlot è costretto a combattere sul fronte occidentale durante la Grande Guerra, ed è scelto per una missione senza ritorno nel campo nemico: camuffato da albero, l'omino coi baffetti si spinge tra le file avversarie per carpirne i segreti militari, ma è smascherato e costretto alla fuga in una casa diroccata, dove una giovane francese lo soccorre. Una pattuglia tedesca lo rintraccia nell'abitazione senza riuscire a catturarlo, cosa che invece avviene per la ragazza, trasportata al quartier generale del nemico. L'intervento improvviso di Charlot la salva, ma in visita all'avamposto tedesco giunge il Kaiser Guglielmo II in persona, accompagnato dal Principe e da alti ufficiali. Con notevole sangue freddo, Charlot indossa la divisa del comandante della stazione, riuscendo ad ingannare tutti ed ad impossessarsi dell'automobile del Kaiser. Sostituitosi agli autisti, trasporta gli alti esponenti del comando tedesco fino al campo americano, dove sono tutti fatti prigionieri tra le acclamazioni dei commilitoni di Charlot, che gridano: "Pace in terra agli uomini di buona volontà!" A questo punto il povero Charlot si sveglia, e si rende conto che era tutto un sogno. E se una cosa del genere si realizza davvero? (ideata da Enrica S.)
Fine "morbida" della Prima Guerra Mondiale/1. Nei terribili cinque anni di durata della Grande Guerra sono numerosi i tentativi fatti dall'arciduca Carlo per porre fino all'"inutile strage". Uno di questi, proposto nel febbraio del 1917 quasi a ridosso dell'entrata in guerra del colosso americano, condotto dal principe Sisto di Borbone, rischiò addirittura di andare in porto. Se non ci riuscì fu sostanzialmente a causa di dissapori presenti tra gli alleati dei due schieramenti. Ma se le proposte dell'Imperatore fossero accettate? La guerra si conclude sostanzialmente con un ritorno allo status quo ante con in più qualche leggera rettifica. L'Alsazia e parte della Lorena tornano alla Francia, Trento (ma non Bolzano) e Trieste vanno all'Italia mentre la Bosnia viene unita come confederata al regno di Serbia. Le parti di Polonia ex Russa ed ex Austriaca vanno a formare uno stato-cuscinetto indipendente tra i due Imperi; in cambio la Russia otterrebbe Costantinopoli, mentre Francia ed Inghilterra si spartirebbero Siria e Palestina. La Germania conserverebbe ancora le sue colonie e non dovrebbe pagare nessun risarcimento alle potenze dell' Intesa. Con una situazione di questo tipo, nessuno (a parte il debole Impero Ottomano) verrebbe eccessivamente punito. La Germania vedrebbe ridimensionata la sua posizione in Europa, ma non così tanto da impedire una sua rinascita a breve termine, e non maturerebbero gli odi verso le socialdemocrazie degli anni venti e trenta; in Russia non si verificherebbe nessuna Rivoluzione e gli Imperi coloniali potrebbero continuare a sopravvivere senza particolari problemi, a parte l'india Britannica. Gli unici problemi in Europa vengono dall'Impero Austroungarico che lentamente si sfascia, la maggior parte delle sue nazionalità dichiara l'indipendenza (Boemia-Moravia, Slovacchia, Croazia, Slovenia, Ungheria), ma i conflitti bellici che pure si verificano nell'ex Impero non sono comunque tali da costituire da pretesto per un nuovo conflitto su scala mondiale come le guerre della ex Jugoslavia nella nostra Timeline, e rimangono per lo più casi isolati in un secolo di relativa pace (una proposta irenista di Never75)
Fine "morbida" della Prima Guerra Mondiale/2. La Grande Guerra stagna ancora per un anno; all’inizio del 1919 le potenze esauste arrivano a un armistizio abbastanza paritario. L'Austria-Ungheria si sfalda; l’Italia ottiene Trento, Trieste e Gorizia ma non riesce a mettere le mani sull’Istria e su Bolzano per intervento delle altre potenze. Nasce la retorica della vittoria mutilata, il fascismo nasce e si sviluppa come nella nostra Timeline. La Germania perde il suo impero coloniale ma i suoi governanti possono presentarsi alla popolazione quasi come “vincitori morali” della guerra e non si sviluppa il nazismo. Viceversa, in Francia c’è una generale protesta contro i governanti colpevoli di aver mandato al macello milioni di persone per nulla, sull’esempio del fascismo italiano nasce un movimento di destra nazionalista guidato da Petain che prende il potere in Francia sulla base di un nuovo revanscismo verso la Germania e anche verso l’Inghilterra, l’antico nemico che nella recente guerra ha sofferto meno della Francia. Nel 1936 scoppia la guerra civile spagnola, Francia, Italia e Portogallo appoggiano decisamente i nazionalisti che vincono la guerra in minor tempo. Nel 1938 Pétain, Mussolini, Franco e Salazar siglano un patto di alleanza. E poi? (se lo chiede Damiano)
Weltbürgertum. Chi va per la prima volta a Trieste non potrà non notare il carattere cosmopolita della città. Dicono gli abitanti della zona che per loro era normalissimo, almeno fino alle due guerre mondiali, parlare in famiglia quattro o addirittura cinque lingue, più il latino per la liturgia. Sempre nella città si possono vedere, quasi fianco a fianco, chiese cattoliche, luterane, valdesi, serbe e greche ortodosse, oltre ad una monumentale sinagoga. E se il cosmopolitismo fosse stato addirittura più accentuato, tanto da far perdere alla città il connotato italiano? In questo caso potremo ancora considerarla un territorio irredento? Paradossalmente, mentre le coste istriane-dalmate saranno assegnate quasi completamente all'Italia per via della lunghissima appartenenza a Venezia, Trieste e l'immediato litorale potrebbero rimanere austriache, sia per fungere da cuscinetto tra Italia e Jugoslavia, sia per bilanciare la preminenza italiana sull'Adriatico. Magari D'Annunzio sceglierà Trieste anziché Fiume per la sua impresa. Una Trieste rimasta all'Austria complicherà alquanto le cose in una eventuale alleanza con la Germania. Magari proprio per questo il famigerato patto Anti-Komintern salterà e l'Italia rimarrà neutrale nel secondo conflitto Mondiale... (nuova pensata di Never75)
Antiproibizionismo. In seguito alle pressioni degli ambienti protestanti radicali e delle logge massoniche, per cercare di porre fine ai disordini sociali causati dall'alcool, il 16 gennaio 1919 il Congresso degli Stati Uniti votò il XVIII Emendamento alla Costituzione, il quale introduceva il divieto di produrre, vendere e persino trasportare alcolici, dalla birra più leggera sino al più bruciabudella degli whisky: iniziava l'era sciagurata del cosiddetto "proibizionismo". Sciagurata perchè i buoni principi morali non si impongono per legge: lungi dal trasformare gli statunitensi in un popolo modello di astemi, il suddetto emendamento produsse la nascita di una fiorentissima economia sommersa, basata sul contrabbando di alcool da Messico, Canada ed Europa e sulla produzione propria in distillerie clandestine. La popolazione americana amava ritrovarsi in appositi bar clandestini chiamati "speak-easy" per far fessa la polizia federale; solo a New York ve ne erano 30.000. Fino ad allora le varie mafie (italiana, cinese, messicana...) avevano vivacchiato nei porti e nel taglieggiare i negozietti, ma proprio grazie al puritanesimo allora imperante esse si trasformarono in vere e proprie industrie, in grandi cartelli criminali con ramificazioni nella madrepatria d'origine, in autentici "antistati nello stato". Questo si estrinsecò in particolare nel fenomeno del gangsterismo, che prosperò e giunse a livelli di inaudita violenza nella Chicago di Al Capone e nella New York di Albert Anastasia, con decine di morti ogni giorno nella guerra tra clan per controllare il fiorente mercato clandestino del vituperato alcool. Alla fine il governo si rese conto che era impossibile annientare quest'economia sommersa, e il 5 dicembre 1933 il XXI emendamento pose fine all'era del proibizionismo. Ma ormai la macchina era avviata, e le mafie continuarono a prosperare con le bische clandestine, le corse di cavalli truccate, gli appalti, lo spaccio di droga. La stessa "Pizza Connection", cioè l'alleanza inscindibile tra Cosa Nostra e la mafia d'Oltreoceano, era ormai avviata e non si fermò più. Senza contare il fatto che i cittadini americani, fino ad allora ligi all'obbedienza alle leggi dello Stato, si sentirono infastiditi dai legislatori che pretendevano di regolamentare anche le loro abitudini private, e nello "Zio Sam" cominciarono a vedere piuttosto un patrigno molesto e bacchettone da fregare alla prima occasione, il che influì molto sulla storia USA successiva; alcuni astemi si misero addirittura a frequentare gli " speak-easy" per pura ripicca. Questo è un classico esempio di "eterogenesi dei fini": il tentativo di imporre la morale per legge produsse uno dei peggiori momenti di immoralità nella storia d'America. Ma che sarebbe accaduto se nel 1919 i legislatori avessero resistito alle associazioni delle zelanti donnette puritane e non avessero mai vietato gli alcolici? Il gangsterismo non avrebbe avuto la linfa vitale per accrescersi e prosperare come un bubbone maligno, ed anche le mafie nostrane si sarebbero trovate ad un certo momento senza ossigeno, prive della connessione con le potentissime cosche d'oltreoceano. Oggi la mafia avrebbe certamente meno potere, e forse Giovanni Falcone e Paolo Borsellino eserciterebbero ancora con successo il loro lavoro di giudici in quel di Palermo... (proposta da William Riker)
Stati Uniti d'Arabia. Il regno arabo di Siria sotto l'emiro Faysal sopravvive, evitando la controversia con la Francia per il controllo della Biqa', esplosa nella primavera del 1919. Questo è possibile se la Gran Bretagna è fin dall'inizio più onesta coi suoi alleati arabi, facendo loro presente che non li sosterrà contro le mire francesi. Sapendo di non avere Londra alle spalle, Faysal terrà un atteggiamento meno risoluto e potrà arrivare ad un compromesso con la Francia. In alternativa, le assicurazioni di Faysal alla dirigenza maronita bastano a convincere i libanesi della sua buonafede, rinunciando quindi alla rivendicazione della Biqa'. La vallata era ed è a popolamento prevalentemente musulmano sciita o greco-cattolico, quindi non maronita, ma è strategica per l'approvvigionamento di cereali. La Montagna libanese, a maggioranza maronita e drusa, aveva subito una durissima carestia, probabilmente indotta (dalle autorità ottomane) durante il 1915/16, e l'annessione della valle serve a garantire al Libano l'autosufficienza alimentare. Faysal è disposto a concedere ai Libanesi tutta l'autonomia del mondo, ma solo sulla Montagna. Dal suo punto di vista, la Biqa' e la piana di Tripoli sono Siria, non Libano. Immaginiamo che una dirigenza siriana più accorta, e quelle francesi e libanesi meno avide, rendano possibile un compromesso. Si formerà uno Stato arabo federale guidato da Faysal, alleato con lo sceriffato di Mecca e Medina governato da suo padre Husayn. Questo Stato comprenderà le nostre Siria, parte del Libano, Giordania ed Iraq, e forse avrà un ruolo nella gestione della Palestina. Faysal non è contrario all'insediamento degli Ebrei in Palestina, e forse può negoziare coi leader sionisti condizioni accettabili per entrambi i popoli; probabilmente non nascerà mai uno stato d'Israele, ma una autorità ebraica autonoma entro una federazione araba. Probabilmente sarà un Hashimita ad ereditare il titolo califfale dopo la soppressione del califfato turco-ottomano nel 1924: forse Abdallah, che in questa linea non è re della Transgiordania. Questi può inoltre ereditare dal padre Mecca e Medina, col titolo di sceriffo ma federandosi comunque allo stato arabo unito. L'espansione saudita del resto viene contenuta e forse anche azzerata, estendendo questo stato arabo fino alle regioni petrolifere del Golfo. Dopo la II guerra mondiale il ritiro di inglesi e francesi permetterà il consolidarsi della piena sovranità del califfato federale arabo e la sua estensione piena su Libano, Palestina, Kuwait, stati del Golfo, Oman, Yemen del Sud e più tardi Yemen del Nord. Un'Arabia unita e moderatamente conservatrice potrà fronteggiare la repubblica egiziana radicale di Nasser? O, in nome del panarabismo, ci si può aspettare una certa evoluzione in senso "socialdemocratico" ed un progressivo esautoramento dei poteri del monarca dopo la morte di Faysal, una alleanza con l'Egitto e la creazione di una vera unità araba, verosimilmente in chiave filo-sovietica per contrapporsi a Turchia ed Iran alleati degli USA? Uno stato del genere, se anche non raggiungerà i suoi obiettivi "socialisti", eviterà la maggior parte delle frustrazioni politiche e sociali che flagellano il mondo arabo nella nostra linea, e redistribuirà i proventi del petrolio alla popolazione della valle del Nilo e della Mezzaluna Fertile in maniera consistente, evitando i folli sprechi dei principati. Inoltre non ci sarà una crisi palestinese a suppurare. In definitiva non esisteranno i presupposti sociali ed economici per l'affermazione del fondamentalismo islamico nell'area araba: i Fratelli Musulmani resteranno poco rilevanti, mentre forme di Islam politico si svilupperanno comunque in Iran e Pakistan, ma saranno diverse dalle nostre, e forse in Iran la rivoluzione avrà esiti meno radicali, mentre la dialettica politica del Pakistan resterà simile alla nostra (una grandissima idea di Falecius)
I 14 punti. Il presidente Usa Woodrow Wilson non si ammala nel 1919 e mantiene saldamente in mano le redini della politica americana. Gli USA mantengono nel complesso una politica meno isolazionista e più attiva in Europa. Il progetto di Società delle Nazioni vede gli USA tra i primissimi protagonisti, Wilson riesce a mitigare le condizioni capestro proposte alla Germania, e riesce anche (seppur a fatica) a far imporre almeno una parte dei suoi famosi 14 punti alle Potenze vincitrici. Inoltre fa votare al Congresso emendamenti per poter mantenere soldati americani sul suolo europeo, e i cospicui aiuti militari ed economici in Russia a favore dei "Bianchi" determinano alla fine la loro vittoria sui bolscevichi. In pratica in Europa si attua la Pax Americana con settant'anni di anticipo evitando la Seconda Guerra Mondiale e la conseguente guerra fredda (nuova proposta irenista di Never75)
Lo Stato Francescano di Gerusalemme. Alla fine della Prima Guerra Mondiale ci fu una possibilità più che concreta che la Custodia Francescana di Terra Santa potesse diventare una sorta di "Stato", cui affidare sotto tutela politico-militare franco-italiana la sovranità, se non su tutta la Palestina, quanto meno sui Luoghi Santi in senso stretto. Poi, dato che gli Inglesi si erano già impegnati diversamente, non se fece nulla. Ma come sarebbero state le vicende del Medio Oriente, con lo Stato Francescano di Terra Santa sotto protettorato franco-italiano? (ancora il Marziano)
Unione Danubiana. Wilson, meglio consigliato da qualcuno che effettivamente conosceva il groviglio delle nazionalità nei Balcani, e l'impossibilità di applicarvi il paradigma occidentale dello Stato-Nazione, si convince a non distruggere del tutto le istituzioni imperial-regie. Al posto dell'impero asburgico viene formata l'Unione Danubiana: una federazione di stati sovrani, che mantengono autonomia legislativa interna, in capo ai parlamenti nazionali, ma mettono in comune politica estera e difesa, in capo al Presidente e alla Dieta Federale (proposta da Dans e dal Marziano)
Diaspora Trentina. Niente cessione all'Italia di Sudtirol e Trentino, esodo degli Italofoni che fuggono verso le colonie italiane come la Libia, e la nonna di Homer, che ha pensato quest'ucronia, nasce a Tripoli invece che a Pinzolo...
Das freie Tirol/1. Al contrario, anche il Tirolo (del Nord) viene tolto all'Austria per unirlo a Bolzano e comuni limitrofi, che così non verranno annessi all'Italia, costruendo una Repubblica del Tirolo, indipendente tanto da Austria che Italia. In questo caso solo il Trentino propriamente detto, cioè l'ex vescovato di Trento, culturalmente e linguisticamente italiano, entrerà a far parte del Regno d'Italia. Se da un lato la Costituzione di uno Stato cuscinetto potrà accelerare l'Anschluss (l'Austria sarà ancora più piccola in estensione e più debole che nella nostra Timeline, forse si spingerà da sola nelle braccia della Germania, senza bisogno nemmeno di aspettare Hitler), al tempo stesso potrà proteggere l'Italia stessa da future invasioni teutoniche, un po' come il Belgio ed il Lussemburgo per la Francia. Inoltre con la piccola repubblica tirolese lo Stato Italiano (anche fascista) avrà tutto l'interesse a collaborare e, de facto, assumerà sopra di essa una sorta di protettorato, non molto dissimile da quello esercitato pressappoco negli stessi anni sull'Albania. Il fascismo ha due scelte. O si accorda con Hitler o chi per esso e procede de facto con l'annessione tout-court del Tirolo Meridionale per motivi prettamente logistici e strategici (spartiacque alpino); oppure, al contrario, potrà difendere e tutelare l'indipendenza del piccolo Stato dalle mire tedesche od austriache e magari invocare fin da subito un intervento della S.d.N. Quali sviluppi? (made in Never75)
La Questione Trentina. E se invece l'Italia riesce ad ottenere completamente terre quali l'Istria e la Dalmazia, mentre deve rinunciare al Trentino-Alto Adige? Durante il nazismo le popolazioni romanze della regione vengono sottoposte all'aut-aut che nella nostra Timeline fu imposto dai fascisti ai Tirolesi della provincia di Bolzano: italianizzazione forzata oppure emigrazione in Germania. Questo senza contare l'"inondazione" da parte di immigrati tedeschi che altererà l'equilibrio etnico della regione. Esisterà per l'Austria una "questione trentina", e forse rivendicazioni per l'utilizzo ufficiale dell'italiano... (questa è di Renato Balduzzi)
Germania del Nord e Germania del Sud. Nella Conferenza di Versailles, passa la proposta francese di dividere la Germania sconfitta in due o più entità statali, anticipando la decisione del '45. La divisione avviene tra Nord e Sud anziché tra Est ed Ovest, una scelta più logica e meno politica. Alla parte Sud (cattolica e parlante la lingua bavarese) viene unita anche l'Austria. Forse una decisione di questo tipo non elimina del tutto, ma perlomeno riduce e limita la portata del Nazismo. Hitler si affermerà solo nella Germania del Sud (il Nord, Prussiano e protestante, non lo accetterà mai, ed avrà limitate capacità di manovra. Ad esempio sarà costretto a limitare i suoi piani egemonici all'Anschluss con la Germania Nord a metà degli anni '30, ma è più facile il contrario, cioè che il Nord fagociti il Sud (il Nord è più ricco, popoloso e con maggior esperienza bellica) e così Hitler ed il nazismo sarebbero cancellati dalla Storia. Il suo posto verrà preso da una Germania un po' più debole che nella nostra Timeline, e maggiormente preoccupata di mantenere la pace ora che si è riunificata, e le avvisaglie di un nuovo conflitto mondiale saranno ben lontane dal verificarsi (ancora Never75)
Risorge la Baviera. Alternativa all'ucronia precedente. Il re di Baviera, invece di fuggire, proclama l'indipendenza della Baviera dalla Germania. I Wittelbach avevano molti sudditi fedeli, e alcuni cercarono effettivamente di rimetterli sul trono. Gli Alleati accettano con entusiasmo l'indebolimento della Germania. Con questo POD riusciremo ad evitare il nazismo, oppure il desiderio di revanche dei tedeschi del nord sarà anche più forte? (immaginata da Francesco Dessolis)
Keynes sugli scudi/1. Non tutti nel '19 volevano la distruzione della Germania: George Maynard Keynes, il più grande economista del '900, in qualità di consigliere del Cancelliere dello Scacchiere (il Tesoro britannico) si oppose con fermezza alle riparazioni chieste alla Germania. Secondo lui, esse avrebbero solo depresso l'economia tedesca, scatenando l'odio germanico verso la pace (vedi Dolchstoßlegende), senza il minimo giovamento alle economie dell'Intesa, che infatti sprofondarono nella depressione; era così convinto che scrisse a riguardo due libri (“Gli effetti economici della pace”, “Per una revisione dei trattati”) usati ancora oggi come testi nelle facoltà di economia. Inutile dire che aveva ragione. Mettiamo però che, gironzolando per la conferenza, incontri Foch, l'uomo che ebbe a dire: “Questa non è una pace, è un armistizio per vent'anni”, scopra di pensarla come il generale e metta in piedi con lui un'alleanza trasversale per opporsi alla “pace cartaginese”. L'eroe di Verdun e il genio dello Scacchiere possono evitare alla Germania la crisi del '23 e al mondo la Seconda Guerra Mondiale? (prima ucronia keynesiana pensata da Paolo Giusti)
Keynes sugli scudi/2. George Maynard Keynes era indubbiamente un genio dell'economia, forse il più grande: previde gli effetti della pace di Versailles, riuscì durante la Grande Depressione a ottenere guadagni finanziari del 13 %, aiutò Roosevelt nel New Deal e preannunciò con 30 anni di anticipo la denuncia di Bretton Woods ad opera di Nixon. Più volte cercò di operare nell'economia reale, ottenendo sempre successi operativi ma mai politici: ogni volta che doveva confrontarsi con la politica, usciva con le ossa rotte. Se invece avesse avuto più doti diplomatiche e si fosse dato ad interventi sull'economia reale? Potremmo vederlo presidente della Deutschebank nel '23 o della FED nel '32? avrà successo contro l'iperinflazione e la Depressione? (seconda ucronia keynesiana ideata da Paolo Giusti)
Keynes sugli scudi/3. Keynes poteva anche operare in Italia! Potrebbe diventare un consigliere di Mussolini, riuscendo a vincere la ritrosia dell'inglese per la dittatura proponendo un programma eugenetico (scienza all'epoca tra le più stimate e studiate, affossata realmente solo dopo la 2GM) di cui, ahimè, Keynes era sostenitore. Ci saremmo risparmiati prima le liberalizzazione mancate di De Stefani, poi gli orrori economici del dirigismo protezionista. Anche un eventuale governo non fascista poteva contare sul suo eventuale appoggio: Gramsci era grande amico di Piero Sraffa, allievo di Keynes. Può l'Italia con l'aiuto delle teorie keynesiane avviare il suo “secondo miracolo economico” nel '30 invece che nel '60? (terza ucronia keynesiana formulata da Paolo Giusti)
Keynes sugli scudi/4. E ae Keynes riesce a far fallire Bretton Woods? Come cambia il mondo senza la Banca Mondiale e i “prestiti-corsari” al Terzo Mondo, che per finanziarsi può semplicemente giocare con la propria moneta (meglio dello Zimbabwe ovviamente)? (quarta ucronia keynesiana scritta da Paolo Giusti)
Il Romstan. Quando le potenze occidentali smembrano l'Austria-Ungheria, decidono di creare uno stato anche per i Rrom. Viene loro affibbiato il Banato, togliendo all'Ungheria un territorio già promesso alla Serbia e alla Romania. Incastrato tra Ungheria, Romania e Jugoslavia, il nuovo stato viene affidato a una monarchia e ad un'assemblea gitana. Inutile dire che nei tumultuosi anni tra le due guerre e le rivendicazioni dei tre grossi vicini, il nuovo stato si trova in difficoltà, anche per la notevole presenza di slavi, rumeni e ungheresi. Affluiscono però molti Rom dalla Romania, comunque molto ingrandita dopo il primo conflitto mondiale, dalla nuova Jugoslavia e dalla ridotta Ungheria. Con l'avvento del fascismo in Italia, il regno di Romstan si avvicina a Mussolini nella ricerca di un alleato: Ciano visiterà il paese in piena ricostruzione. Quando in Germania sale al potere Hitler, decreta l'espulsione dei Rom e Sinti rimasti, che andranno ad aumentare la percentuale di Rom nel Banato. Scienziati nazisti scoprono le affinità indoeuropee e quindi ariane del popolo Rom, ora non più nomade: il nazismo costruirà una pseudoteoria che vede nei Rom l'anello mancante nell'evoluzione della razza ariana, e quindi li considera un popolo fratello. Al momento dell'invasione della Jugoslavia nel 1940 da parte di tedeschi, italiani e ungheresi, al piccolo regno non rimane altro che allearsi con le potenze dell'Asse, anche per evitare di essere travolto da esse. Hitler apprezza la musica di questi ariani, che in perfetta divisa nera compaiono tra i reparti della Wehrmacht. L'olocausto dei Rom e dei Sinti della nostra Timeline non avviene. Le camice nere Rom cacciano le minoranze serbe e rumene dal Banato, decretando la polizia etnica: migliaia di ebrei vengono consegnati ai nazisti, caricati sui treni e portati nei lager in Germania. Nel 1941 con l'operazione Barbarossa un reparto Rom si aggrega alle forze dell'Asse, e combatterà con onore a Stalingrado. Con la sconfitta delle forze naziste finisce l'avventura del piccolo regno, che viene annesso alla Jugoslavia titina. A Norimberga ufficiali Rom vengono processati assieme ai nazifascisti di diversi paesi. In unione sovietica Stalin fa condannare i Rom che hanno combattuto con le forze tedesche, spesso sovietici con ascendenze gitane: talvolta semplici sospetti vengono condannati senza processo. Tito decreta l'annessione del territorio, che torna a chiamarsi Banato; molte camice nere Rom vengono condannate a morte, ma molte riescono a riciclarsi nell'armata rossa jugoslava. Il Banato è ora una repubblica autonoma all'interno della Serbia, al pari della Vojvodina e del Kosovo: i serbi e i croati cacciati dal regime filofascista vengono riaccolti, il regime titino espropria le case e i terreni portati via dal regime Rom e le assegna ai vecchi proprietari. Che accade al momento del Big Bang jugoslavo? (l'idea è di dDuck)
Conciliazione anticipata. Nel 1919, in occasione della Conferenza di Parigi, vi furono degli incontri, favoriti da Wilson, tra il cardinale Bonaventura Cerretti, rappresentante della Santa Sede, e Vittorio Emanuele Orlando, per risolvere la questione romana. Le trattative portarono alla stesura di una bozza simile ai Patti Lateranensi, con il vantaggio di essere economicamente meno onerosi per l'Italia. La caduta del governo però impedì la loro firma. Ma se questa avviene? Come cambia la storia italiana? I popolari riusciranno a mobilitare le masse cattoliche contro il fascismo? (ideata da Enrica S.)
Orlando, dove vai? Vittorio Emanuele Orlando non abbandona la Conferenza di Versailles ed ottiene qualche colonia ex tedesca, per esempio il Togo. Mussolini si galvanizza e decide di partire con anticipo alla conquista di altri territori africani, anticipando l'attacco all'Etiopia agli anni Venti. Come reagiscono Francia e Inghilterra? E se decidesse di conquistare anche il Sudan per ricongiungere Libia ed Etiopia, muovendo guerra all'Egitto? (se lo chiede William Riker)
Lo Stato Libero di Fiume. Nel 1919 vi fu chi volle fare di Fiume uno stato indipendente e sede della Società delle Nazioni, ma le incomprensioni tra le potenze coinvolte portarono al golpe di D'Annunzio ed in seguito all'annessione di Fiume da parte dell'Italia. Ma ammettiamo che Woodrow Wilson, interessato al progetto, sia più deciso e imponga alle potenze la creazione dello stato fiumano prima degli avvenimenti che portarono la città nell'orbita fascista. Fiume diviene così indipendente un anno prima, con l'Autonomista Riccardo Zanella come Presidente, ed il golpe del Vate viene evitato dalle truppe jugoslave, italiane ed americane presenti nel territorio del neonato stato. La Società delle Nazioni prende sede nel territorio, e grazie ai controlli più serrati che questo comporta, viene sventato anche un golpe fascista, provocando per contrappasso il rafforzamento del Partito Comunista di Fiume sotto la leadership del rifugiato ebreo ungherese Arpad Simon, che diviene un elemento col quale Zanella, già aiutato dalla sinistra in precedenza, è costretto a venire a patti. La guerra procede come nella nostra Timeline, con la differenza che Fiume diventa un baluardo della resistenza al nazifascismo, e i suoi cittadini, dopo l'occupazione italiana, oltre a combattere per la loro liberazione supportano anche la resistenza di Tito in Jugoslavia. Dopo la Guerra, il Partito Comunista di Fiume prende il potere, e Fiume è annessa alla Jugoslavia come settima Repubblica Federata; i suoi abitanti accettano l'annessione perchè il loro territorio è notevolmente ingrandito con territori strappati all'Italia, inglobando forse tutta quanta la penisola istriana; grazie all'opposizione dei cittadini italofoni, in gran parte antifascisti, le foibe non avvengono, dato che il generale croato si limita a "processare" e giustiziare solo i leader della destra, italiani, croati, ungheresi e tedeschi che fossero. Le dimensioni assai ridotte della Repubblica Popolare di Fiume favoriscono la nascita in essa di una vera economia socialista, basata sulla gestione popolare dei mezzi di produzione, anche se l'influenza jugoslava si fa pesantemente sentire. Nel 1991 Fiume si separa da Belgrado assieme a Slovenia e Croazia: essa rappresenta il paese più ricco tra quelli reduci dal socialismo, e gli (ex) comunisti mantengono il potere anche dopo la reintroduzione del multipartitismo. Con lo scoppio della guerra civile in Jugoslavia, Fiume è la sola nazione immune da odio razziale, e vari territori adiacenti chiedono di essere annessi allo stato: Susak, Ilirska Bistrica e le isole di Veglia, Cherso e Lussino (nella nostra Timeline erano i territori rivendicati dal governo fiumano in esilio). Avendo più che raddoppiato il suo territorio, Fiume diventa la Repubblica Federale del Carnaro, che entrerà nell'Unione Europea con la Slovenia (pensata da Mattiopolis)
Gli Italiani nel Mar Nero. Alla Conferenza di Versailles si consumò lo scontro tra Italia e Stati Uniti circa la questione di Fiume: Sidney Sonnino insisteva per ottenere Fiume, Zara, Sebenico ed alcune isole dalmate, condendo le sue rivendicazioni con abbondanti lacrime (Clemenceau, che soffriva di prostata, esclamò: "Ah, se solo io potessi pisciare come lui piange!"), ma Wilson era irremovibile, e al di là della frontiera da lui proposta accettava solo la creazione di uno stato cuscinetto che, data la preponderanza slava, sarebbe stato fatalmente una "dependance" di Belgrado. A quel punto David Lloyd George, uomo di fervida immaginazione, propose all'Italia un diversivo: il protettorato sulla repubblica transcaucasica di Batum (oggi Batumi, capitale dell'Ajaria, repubblica autonoma della Georgia) che, approfittando della guerra civile che infuriava in Russia, si era proclamata indipendente. L'offerta accese gli entusiasmi degli italiani: Batum voleva dire sbocco sul Mar Nero, petrolio, potenza e prestigio. Convocati a Parigi, Armando Diaz e il ministro della guerra Enrico Caviglia si dissero pronti ad allestire un corpo di spedizione di centomila uomini. Il progetto però sfumò. Ma che accade se Armando Diaz parte con il contingente italiano e sbarca effettivamente a Batum? Dovrà sicuramente vedersela con le armate bolsceviche che stanno riconquistando a poco a poco le province russe sottrattesi al loro controllo. Ce la farà a mantenere l'indipendenza dell'Ajaria? Se sì, come cambia lo scenario del dopoguerra la presenza di questa colonia italiana sul Mar Nero, incuneata tra l'URSS di Stalin e la nuova Turchia di Atatürk? (proposta da Enrica S. e da Basileus TFT)
L'altra San Marino. Anche se San Marino rimase ufficialmente neutrale durante la Prima Guerra Mondiale, molti suoi cittadini si arruolarono come volontari nell’esercito italiano, e dopo la fine della guerra vi fu chi propose una compensazione territoriale per il piccolo stato. In particolare si pensava all’isola di Arbe, patria di San Marino, la quale (fortunata coincidenza!) aveva all’epoca una popolazione in maggioranza italofona. Nella nostra timeline l’isola giunse a proclamare la propria annessione al Regno d’Italia alla fine del 1918, ma tutto finì lì. Che accade se invece l’isola viene annessa proprio a San Marino? Ora, è impossibile che uno stato di dimensioni “comunali” come San Marino semplicemente annetta un territorio tanto grande (in proporzione) e distante. La cosa più probabile è che si formi una specie di “altra” San Marino, un governo autonomo di Arbe unito a quello del monte Titano solo per quanto riguarda economia e rapporti con l’estero; la difesa resta invece divisa, in quanto non avrebbe senso un’organizzazione unica in due territori tanto diversi e lontani. Nella Seconda Guerra Mondiale Arbe, a differenza della “madrepatria”, non è invasa da eserciti stranieri: è un’isola, non è sulla Linea Gotica, e sarebbe difficile giustificarne un’invasione in base a ragioni logistiche; anzi, rimane la sede del governo Sanmarinese in esilio per tutto il periodo in cui il monte Titano è “inagibile”. Tra l’altro, sull’isola non viene costruito nessun campo di concentramento. Dopo il conflitto Arbe guadagna molto dalla sua posizione intermedia tra i due blocchi: è il transito privilegiato tra la Iugoslavia e l’Occidente europeo. Inoltre una valanga di turisti invade le sue spiagge e stimola l’economia dell’isola... (ideata da Toxon)
La Nuova Polonia-Lituania. L'Intesa, dopo la vittoria sugli Imperi Centrali, decide di ricreare non la Polonia ma la federazione Lituano-Polacca, così come esisteva fino al XVIII secolo, includendo anche la Bielorussia e parte dell'Ucraina. Un enorme cuscinetto dividerà la neonata URSS dalle potenze occidentali. Che accade? (ideata da Basileus TFT)
Le donne per la pace. Dopo la prima guerra mondiale il suffragio femminile donne si diffonde a macchia d'olio nelle diverse democrazie del mondo. Tra le ultime potenze europee, la Francia concederà loro questo diritto con molto malumore solo nel 1945. Sapendo che le donne rappresentano più o meno la metà della popolazione di un paese, quale sarebbe stato il peso di queste elettrici in Francia se avessero avuto il diritto di votare sin dal primo dopoguerra? Le donne avrebbero forse potuto dare un impulso maggiore al pacifismo francese o votare per la SFIO, cioè per i socialisti. In queste condizioni non ci sarebbe stata la dura politica di Poincaré e altri contro la Germania negli anni venti. Una politica di riconciliazione sarebbe stata possibile come nel dopo '45 La Germania sarebbe stata meno debole nei confronti della crisi e meno smaniosa di vendetta contro gli Alleati. Questo avrebbe potuto essere sufficiente per permettere ad Aristide Briand di proseguire la sua politica europeista e far nascere la costruzione europea, evitando una nuova guerra? (se lo chiede il francese Perchè no?)
Le donne per la guerra. Variante all'ucronia precedente: se, al contrario, il voto femminile confluisse sui partiti di destra, più conservatori e cristiani (almeno per quanto può essere cristiano un partito nella vita politica francese), la destra di Poincaré e dei suoi successori manterrebbe il potere. Negli anni trenta il fronte popolare sarà sconfitto: una grande perdita per il progresso sociale in Francia, ma farà salire al potere un governo più aggressivo nei confronti di un Hitler in rapida ascesa. Così la Francia forse interverrà in Germania nel 1936 o poco più tardi; anche senza arrivare a tanto, almeno svilupperà un programma di armamento e di rimilitarizzazione come voleva Georges Mandel, ispiratore della fuga di de Gaulle a Londra e futura vittima dei lager nazisti. Così nel 1940 la Francia sarà pronta al conflitto, e invece di vedere i panzer in Francia saranno stati i carri armati di de Gaulle ad attraversare la Germania! (ancora Perchè no?)
Le donne per de Gasperi. E se il voto alle donne fosse stato concesso in Italia già nel 1919? In questo caso, molto probabilmente esse voteranno in massa per il Partito Popolare di de Gasperi e Sturzo, facendo passare decisamente in secondo piano il "pericolo rosso" perchè il PSI e il PCI riscuotono simpatie più che altro tra gli uomini. Probabilmente Mussolini non avrà l'appoggio dei nobili e del re, che invece sosteranno de Gasperi in funzione antisocialista, e ci eviteremo l'esecrato Ventennio e tutto quel che ne è seguito... (ucronia a quattro mani di Perchè no? e di William Riker)
Povere inglesi. Continuando sulla stessa falsariga, che accade se in Gran Bretagna il voto femminile verrà concesso più tardi, o addirittura mai? (sempre farina del sacco di Perchè no?)
Proporzionale addio. La Camera risultante dalle elezioni politiche italiane del 1919 era assolutamente ingovernabile: 11 partiti, il più forte dei quali, il PSI, non arrivava ad 1/3 dei parlamentari ed era politicamente isolato. Si ebbero 3 governi e la decomposizione dello Stato, in concomitanza con il Biennio Rosso. Stessa cosa nel '21, in cui i partiti furono 14, i socialisti ¼ e i governi 5, l'ultimo dei quali di Mussolini, con le conseguenze che tutti conosciamo. La colpa di tutto fu della “maledetta [legge elettorale] proporzionale”, come ebbe a chiamarla Giolitti nel '23, che spappolava letteralmente il Parlamento rispecchiando fin troppo chiaramente il numero di voti ottenuti da ogni lista. Ebbene, la vecchia legge, maggioritaria e uninominale, poteva essere iniqua finché si voleva (basta accordarsi su cosa sia equo, e potremmo perderci settimane credo), ma assicurava maggioranze ampie e stabili (la governabilità era poi un problema di candidati). Non a caso, il precedente esperimento proporzionale del 1889 era stato abbandonato proprio per l'accrescimento dell'instabilità, e uno delle prime leggi del governo Mussolini fu il sistema maggioritario Acerbo. Se però Orlando resta convinto delle sue idee e rifiuta di pagare questa libbra di carne a PPI e PSI? Non mi aspetto che le cose migliorino in un batter d'occhio, ma certo il progressivo amalgama delle forze che già stava avvenendo potrebbe essere completato: avremmo a sinistra PSI-PCI, al centro PSRI-Liberali e a destra un blocco Nazionale in cui Mussolini può affogare o cercare di prendere il controllo. Per il paradosso dei due gelatai (conviene sempre, ahimè, buttarsi al centro), i due estremi verranno emarginati sempre più e la lotta sarà tra un centro-centro-destra e un centro-centro-sinistra (vedi USA e UK). Non solo ci libereremmo di Mussolini senza colpo ferire, mancandogli l'humus dell'instabilità politica, ma otterremmo anche un sistema politico stabile... (pensata da Paolo Giusti)
Emancipazione egiziana. Negli anni venti in Egitto si tennero delle manifestazioni di donne che bruciavano i loro veli. Cosa avverrebbe se, approfittando di questo ambiente liberale, alle donne fosse concesso il diritto di votare, o addirittura se avessero conquistato sempre più importanza nella società civile come padrone di industrie, medici, scienziati, eccetera? Possiamo immaginarci un integralista alla Osama bin Laden ordinare a sua madre di mettersi il velo e sentirsi rimproverare come solo una madre sa fare... (sempre l'immaginifico Perchè no?)
Requiem for Pepsi. Alla fine della prima guerra mondiale, la Pepsi è in crisi: c'è un aumento esponenziale del prezzo dello zucchero dovuto alla guerra. La Coca cola, con il suo grande capitale, può sopravvivere senza problemi. Invece il padrone della principale concorrente sul mercato decide di acquistare ad alto prezzo azioni di zucchero, che però crollano alla fine della guerra, portando la Pepsi in bancarotta. Il presidente Brandhman torna alla sua farmacia. A salvarla (portandola successivamente di nuovo al fallimento) è l'imprenditore Guth, che aveva chiesto la licenza di vendita della Coca-Cola nei suoi Loft Candy Stores e, ottenendo una risposta negativa dal presidente Woodruf, decide di investire nella sua concorrenza. Ma se invece finisce definitivamente questa azienda, che dopo pochi anni avrebbe intaccato il monopolio della Coca Cola Company? (questa è di Camillo Cantarano)
La vita è Bell. Gertrude Bell (1868-1926), orientalista, esploratrice nonché spia al servizio di Sua Maestà Britannica, al termine della Grande Guerra fu incaricata dal governo inglese di disegnare i confini di un nuovo stato arabo, sorto in Mesopotamia dalla disgregazione dell'Impero Ottomano, da affidare all'emiro Faisal I, fedele alleato degli inglesi. Bell, che inizialmente avrebbe preferito fare della Mesopotamia una diretta colonia britannica, alla fine si convinse e disegnò a tavolino, penna e calamaio alla mano, i confini di uno stato fino ad allora mai esistito: l'Iraq (questo toponimo esisteva già, ma indicava solo una piccola porzione della Mesopotamia). Esso riuniva le tre province ottomane di Bassora, Baghdad e Mossul, tenute sempre separate dai Turchi, e rispettivamente a maggioranza sciita, sunnita e curda. Bell, che diffidava degli sciiti, fece in modo che i sunniti, minoritari nel nuovo stato, avessero in mano tutte le leve del potere, tanto che re Faisal ebbe a dirle: « Voi siete una beduina! » Ma la "beduina inglese" tracciò i confini in modo che lo stato fosse troppo debole e conflittuale per aspirare ad una seria indipendenza, e restasse sempre legato alla corona inglese. La Bell sbagliò i suoi calcoli, poiché nel secondo dopoguerra al predominio inglese nella regione si sostituì quello USA, ma lo stato iracheno restò effettivamente sempre instabile ed artificioso fino al giorno d'oggi. Ora, che accade se invece la Bell, che effettivamente conosceva l'Iraq meglio dello stesso re Faisal, traccia i confini di tre stati etnici, ritenendoli più piccoli e meglio controllabili da Londra? Saddam Hussein dovrà limitarsi ad essere il rais di Baghdad; lo stato sciita del sud seguirà presumibilmente l'Iran nella sua rivoluzione khomeinista; e l'esistenza di uno stato curdo nel nord destabilizzerà lo stato turco dopo la morte di Atatürk, poiché i curdi turchi vorranno anch'essi il loro stato. Come cambia la storia del Medio Oriente? (pensata da Enrica S.)
Il Nazionalcomunismo. Karl Liebknecht fonda il Nazionalcomunismo, una via di mezzo tra nazismo e socialismo con forti venature nazionalistiche e razziste, prende il potere in Germania e scatena in anticipo la Seconda Guerra Mondiale (una proposta quanto mai curiosa di Ainelif; potete leggere la sua proposta cliccando qui)
Adolfo Itlerelli. Un pittore, tale Adolfo Itlerelli, nel 1918 fonda a Venezia il Partito Nazionalsocialista Italiano, prendendo spunto dalle idee di Nietzsche, riesce a conquistare il potere sfruttando il mito della "vittoria mutilata" ed instaura in Italia una feroce dittatura xenofoba. Come si svolgerà la Seconda Guerra Mondiale? (ancora Ainelif; ecco la sua idea)
Goddard. Nel 1919 Robert Goddard riesce a convincere il Governo Americano dell'utilità bellica dei razzi. Nel 1930 avremo già qualcosa di analogo alle V2 e le città tedesche, nella Seconda Guerra Mondiale, saranno bombardate, oltre che fortezze volanti, da missili balistici, e la corsa allo spazio potrà essere accelerata (grazie a Lord Wilmore)
La Palestina Italiana. Alla fine della Prima Guerra Mondiale era chiaro che la Palestina, nonostante il suo indubbio valore simbolico e anche strategico, stesse diventando una polveriera. La Gran Bretagna decide quindi di affidare la patata bollente a un alleato affamato di colonie e scontento del trattato di pace, come l’Italia, che ottiene il suo primo possedimento in Medio Oriente. Come si comporterà il governo fascista in Palestina? All'inizio, durante la repressione delle rivolte in Libia, simpatizzerà per gli Ebrei contro gli Arabi; questo atteggiamento però cambierà certamente dopo l’alleanza con la Germania. Durante la Seconda Guerra Mondiale la Palestina precipiterà probabilmente nella guerra civile ma, se le forze italiane nella regione si organizzano, potranno comunque creare molti problemi alla Gran Bretagna, incuneate come sono tra il Canale di Suez e i pozzi petroliferi del Medio Oriente. E se (cosa improbabile), pur di evitare problemi nella regione, gli Italiani non si avvicinano nemmeno a Hitler? (originale proposta di Toxon)
Denikin. Cosa succede se nel 1919 l'esercito di Denikin operante nella Russia meridionale e quello dell'Ammiraglio Kolchak in avanzata dalla Siberia verso ovest coordinano e sincronizzano un po' meglio le loro operazioni? Per un momento sembrò in effetti che la guerra civile potesse volgersi a favore dei Bianchi. Unità avanzate di cavalleria dei due eserciti riuscirono addirittura a un certo punto a prendere contatto tra loro. Poi però la neonata Armata Rossa, guidata per una buona parte parte da ex generali zaristi (i paradossi della storia...), passò alla controffensiva, respingendo Wrangel dietro gli Urali e ricacciando Denikin in Crimea. E se la spuntano i Bianchi? (se lo chiede Massimiliano Paleari)
Taiwan in salsa russa. A partire dal 1920 la Crimea di Wrangel, ultimo "santuario" dei Bianchi, si trasforma in una sorta di Taiwan ante litteram in salsa russa. Gli Occidentali fanno la voce grossa con Mosca e, in cambio di un anticipato riconoscimento diplomatico della Russia Sovietica, esigono dalla dirigenza bolscevica il "congelamento" della situazione in Crimea, magari contando sul fatto che alla lunga il mantenimento di un "focolare" antibolscevico avrebbe contribuito a destabilizzare i Rossi. Allo stesso modo a Wrangel viene discretamente "consigliato" di non tentare più colpi di testa fuori dalla penisola di Crimea, almeno per il momento. In cambio riceve massicci aiuti militari, tecnici ed economici che gli permettono di erigere una formidabile "linea Maginot" lungo la stretta lingua di terra che separa la Crimea dal continente. La Crimea si trasforma così in una piccola Russia dove si avvia un esperimento costituzionale sul modello occidentale. Negli anni '20 e '30 la Repubblica Russa di Crimea intesse un consolidato patto di alleanza "regionale" tra Stati Ortodossi con la Grecia la Bulgaria, la Romania e la Jugoslavia. Cosa accade nel 1941 con l'Operazione Barbarossa, e come cambiano conseguentemente lo scenario militare e politico con la presenza in Crimea di un piccolo ma consolidato Stato Russo antibolscevico? (ancora Massimiliano Paleari)
I Sovietici a Varsavia. Come evolve la storia europea in caso di vittoria bolscevica e di occupazione della Polonia da parte dei russi, giunti così a confinare direttamente con una Germania in piena crisi post-bellica e reduce dai conflitti interni tra Spartachisti e Freikorps? La Russia arrivera a inglobare i paesi baltici e ad avere un confine sulla linea Curzon con venticinque anni di anticipo. La Polonia invece diventa un paese comunista, il primo satellite sovietico dopo la Mongolia. In Germania scoppia una guerra civile, che probabilmente sarà seguita da una divisione in due del paese: i comunisti difficilmente possono prendere il potere in tutto il paese, nemmeno con l'aiuto sovietico, né verranno sconfitti di nuovo così facilmente come l'anno prima. Quindi Germania Est e Germania Ovest con relativa guerra fredda e cortina di ferro già negli anni '20, senza però intervento americano. Per dare alla Germania Ovest la forza di resistere, il trattato di pace sarà un po' ammorbidito. Posto che non muoia nella guerra civile, Hitler cosa fa? (uno spunto interessante di Dago basato sul nuovo libro di Corbaccio dedicato alla battaglia di Varsavia del 1920)
Il Biennio Rosso. Nel 1920 la FIOM (il sindacato dei metalmeccanici) aveva chiesto il rinnovo del contratto per ottenere aumenti salariali, ma gli industriali rifiutarono la richiesta. La risposta della classe dirigente provocò una grande tensione che sfociò nella proclamazione di uno sciopero bianco; gli industriali dichiararono la serrata, ovvero la chiusura delle fabbriche. Si verificarono inoltre durante questo periodo diversi atti di violenza nei confronti di alcuni proprietari terrieri, ma soprattutto verso i "crumiri" che non volevano aderire agli scioperi. In agosto scattò l'occupazione degli stabilimenti, guidata dai sindacati rossi, e in poco tempo 300 fabbriche a Torino, Milano e Genova furono occupate da più di 400.000 lavoratori. Gli operai organizzarono servizi armati di vigilanza e in alcuni casi proseguirono la produzione. L'occupazione sarebbe dovuta essere per molti l'inizio di un processo rivoluzionario, ma la mancanza di strategia e l'incapacità di estensione del movimento lasciarono isolato il processo di rivoluzione. L'unico effetto concreto fu di terrorizzare la borghesia italiana e di aprire la strada al fascismo... Ma se invece il processo rivoluzionario avviene veramente e nasce una repubblica sovietica italiana? Quali saranno gli effetti sulla storia del Novecento? (sempre Lord Wilmore)
La Repubblica del Rif. Agli inizi degli anni ’20 i Berberi del Marocco si ribellarono ai loro padroni coloniali franco-spagnoli e riuscirono addirittura a fondare una repubblica autonoma, purtroppo di breve durata. Mettiamo però che lo sforzo risulti eccessivo per la Spagna e la Francia, che è appena uscita dalla Prima Guerra Mondiale. Nel frattempo le atrocità compiute dagli eserciti europei (furono usati addirittura gas tossici) creano nell’opinione pubblica internazionale uno scandalo paragonabile a quello provocato dalla “nostra” Guerra d’Etiopia. Alla fine Madrid e Parigi acconsentono a concedere una forma di indipendenza, anche solo parziale, al Rif. La notizia di questo successo può far “scoppiare” la decolonizzazione con trent’anni di anticipo? Se sì, Francia e Gran Bretagna avranno certamente più difficoltà a combattere Hitler nel decennio successivo. E mentre l’Africa sta diventando un’immensa polveriera, Mussolini oserà lo stesso attaccare l’Etiopia? (questa è di Toxon)
Dino Piccoli. Dino Grandi (1895-1988), a differenza di Mussolini, di origini proletarie, proveniva da una famiglia di piccoli proprietari terrieri della bassa romagnola. Acceso interventista prima della Grande Guerra, al termine di essa si trovava su posizioni molto distanti da quelle del futuro Duce; anzi, il deputato socialista Andrea Costa gli aveva pronosticato una luminosa carriera nel PSI. Ma a scompaginare le carte venne un agguato da lui subito il 17 ottobre 1920 da parte di militanti socialisti, che lo ferirono con cinque colpi di pistola, e l'assalto al suo studio di avvocato, compiuto appena due giorni dopo sempre da militanti della sinistra. Il fatto che allora il PSI si stava spostando sempre più su posizioni massimaliste e rivoluzionarie convinse Grandi a passare dalla parte di Mussolini, del quale poi divenne il ministro degli esteri e l'ambasciatore a Londra. Ma se Grandi non subisce alcuna aggressione e decide di rimanere socialista? A questo punto ad aggredirlo sono i fascisti, ed egli, essendo sempre stato dichiaratamente filoinglese (Hitler ottenne nel 1939 la sua rimozione dall'ambasciata italiana a Londra), fugge proprio nella perfida Albione. Tuttavia, come scrisse lo storico Paolo Mieli, tra tutti i gerarchi Grandi era l'unico che poteva efficacemente tenere testa a Mussolini; ed infatti fu lui a provocarne la caduta (anche se, come sottolinea Mieli, caddero entrambi perchè cadde tutto il Fascismo). Senza Grandi nel Gran Consiglio, il 25 luglio verrà votato l'Ordine del Giorno del Segretario del PNF Carlo Scorza, ferocemente filogermanico, il quale chiede una mobilitazione completa del paese a fianco dell'alleato tedesco. Allora il Re dovrà trovare un'altra occasione per liquidare Mussolini, ma potrebbe essere quest'ultimo a liquidare prima il sovrano, se ne scopre la fronda, e a proclamare la Repubblica Sociale Italiana estesa a tutta la penisola. Dino Grandi potrebbe avere un ruolo nel PSI dopo il 25 aprile (ancora William Riker)
Il Monello. Secondo Stephen Weissman, psichiatra americano biografo di Charles Chaplin, ad originare l'ironia e la malinconia tipiche del personaggio di Charlot, icona del cinema del XX secolo, non fu l’alcolismo del padre o la povertà della sua famiglia, bensì la malattia della madre Hannah che, soubrette senza fortuna e piantata dal marito Charles senior (riceveva dieci scellini la settimana per il mantenimento dei due figli), dovette prostituirsi nella Londra di fine Ottocento per mantenere i suoi figli Sidney e Charles junior. Hannah contrasse così la sifilide, malattia a quei tempi incurabile, che la condusse alla pazzia e alla morte nel 1928: una storia che il piccolo Charlie non riuscì mai a dimenticare. Sydney e Charles junior trascorsero due anni fra collegi e istituti per orfani a Lambeth. Alla luce di questa terribile esperienza si spiegherebbero la figura di Georgia, l'eroina della "Febbre dell'Oro", prostituta da music hall, la ballerina che si suicida in "Luci della Ribalta" e la condizione di orfano de "Il Monello". Ma che accade se i genitori di Chaplin non si separano, Hannah non è costretta a vendere il suo corpo e non si piglia quella terribile malattia venerea? Come cambia il personaggio di Charlot e tutta la poetica del più grande attore del XX secolo? (sempre William Riker)
McArthur. Dopo la prima guerra mondiale i veterani USA, che vogliono il riconoscimento di certi diritti, marciano su Washington; alcuni militari, tra cui McArthur, pensano sia il momento per mettere sotto controllo gli USA (anche McClellan l'aveva pensato). Nella nostra Timeline i meccanismi democratici ed il New Deal riescono ad impedire la presa del potere da parte dei militari. ma che succede se McArthur riesce ad instaurare a Washington una dittatura militare? (solo Filobeche poteva avanzare una simile proposta)
L'empereur/5. Charles de Gaulle fonda il Terzo Impero Francese (pensata e scritta da Filobeche, naturalmente)
Prosegue l'impero ottomano. Maometto VI rifiuta di sottoscrivere il trattato di Sevrès, ed Ataturk decide di lasciare al suo posto il sultano. Niente Repubblica, la capitale resta a Istanbul, l'occidentalizzazione sarà più lenta. Come prosegue la storia turca? (made in William Riker)
I Turchi e la Germania. Al contrario, Ataturk fa cilecca e rimane in vigore il trattato di Sevrès, che implica il possesso greco della Tracia e di Smirne, il possesso italiano del litorale turco antistante il Dodecaneso e di Antalia, il possesso britannico di Istanbul, la Siria francese estesa sino ad Adana, la nascita dell'Armenia di Wilson e del Kurdistan indipendente. La Turchia "mutilata" si allea con l'Italia e la Germania contro la Grecia e l'Inghilterra. Con l'aiuto dell'alleato turco, gli italiani riusciranno a sfondare in Albania senza l'intervento tedesco. Hitler prima di attaccare l’URSS darà l’assalto al Medio Oriente, cercando di impossessarsi dei pozzi petroliferi dell’Iraq, per poi attaccare l’URSS anche attraverso il Caucaso. Il fallimento di Ataturk vuol dire anche Cilicia francese; e la sconfitta francese lì fu determinante nel rovinare i rapporti col governo nazionale siriano fedele agli hashemiti. Con la Cilicia nel mandato, la Francia non ha bisogno di marciare su Damasco per recuperare prestigio, e Faysal rimane al potere in Siria, sempre sotto mandato, ma in una situazione considerevolmente migliore. Alla lunga, si avrà una monarchia araba unitaria e moderatamente filosionista, se a guidarla è Faysal. Tuttavia la sconfitta del movimento modernista di Ataturk potrebbe far rinascere l'integralismo islamico già alla fine della Seconda Guerra mondiale (proposta da Francesco Dessolis e da Renato Balduzzi)
Attenti a quella scimmia! La Grecia alla vigilia della prima guerra mondiale rivendicava diversi territori in mano al decadente impero ottomano. Quest'ultimo si alleò con la Germania guglielmina e l’Austria-Ungheria contro l’Intesa; tutto faceva pensare ad un'entrata in guerra della Grecia a fianco dei naturali alleati, ma il re Costantino, cognato del Kaiser, optò per una neutralità, soprattutto dopo il fallito sbarco a Gallipoli delle truppe franco-britanniche. Il primo ministro Venizelos invocò l'entrata in guerra a fianco dell’Intesa; i franco-britannici sbarcarono in Grecia e imposero al re Costantino di abdicare; il nuovo re, figlio secondogenito di Costantino, era più malleabile e Venizelos poté entrare in guerra contro l’Impero Ottomano. Al termine della guerra il 10 agosto 1920 fu firmato il trattato di Sévres, che impose al defunto impero Ottomano cedimenti territoriali pesanti, tra cui la cessione degli stretti. In Turchia il generale Mustafà Kemal rispose dichiarando decaduto l'Impero, proclamando la repubblica ed iniziando una nuova guerra di liberazione contro i greci che occupavano le coste anatomiche. Il 25 ottobre 1920 Alessandro I il giovane, re di Grecia, venne morsicato da una scimmietta e morì per un'infezione: il paese si trovò in una crisi istituzionale. Venizelos, contrario alla restaurazione del vecchio Re, avrebbe voluto proclamare la repubblica, ma alle elezioni del 1 novembre 1920 il suo partito ottenne solo 118 seggi su 369. Il nuovo governo indisse un referendum truffa, che con il 99 % dei voti sancì il ritorno del vecchio re Costantino, cognato del Kaiser. Con la nuova amministrazione i comandanti vicini a Venizelos vennero sollevati dall’incarico e i britannici abbandonarono l’appoggio ai greci, per contro la repubblica del futuro Ataturk riuscì ad ottenere favorevoli accordi con l’Unione Sovietica di Stalin, che prevedevano lo scambio di prigionieri riarruolati e la restituzione di molte armi; anche gli italiani e i francesi restituirono i territori anatolici occupati, spostando l’ago della bilancia a favore dei turchi. Ma supponiamo che il giovane re Alessandro non muoia e che Venizelos vinca le elezioni. Come cambia la Storia? La Grecia continua la guerra contro la Turchia, con l’appoggio dell’Intesa, e questo provoca la vittoria greca finale; i Greci a Losanna tengono la zona degli stretti, mentre i turchi riescono a recuperare la città di Izmir.Negli anni '20 c’è comunque l’espulsione delle minoranze etniche greche e armene in Anatolia e turche in Grecia, ma in questo scenario Costantinopoli rimane greca e si popola di profughi greci e armeni. Mustafa Kemal non diventerà mai Ataturk, e sarà messo da parte da un primo colpo di stato, non riuscirà a compiere i suoi progetti di laicizzazione della Turchia e sarà ricordato solo come un buon ufficiale e combattente. E poi? (un'idea di dDuck; ecco la sua proposta)
La Repubblica Popolare di Turchia. Nel 1919 l'Impero ottomano ormai disintegrato vede sorgere un forte movimento marxista che, sull'esempio della Rivoluzione Russa attua una rivoluzione comunista, si oppone ai Giovani Turchi di Kemal e danno vita alla Repubblica Popolare Turca con capitale Ankara. Ad essa si oppone l'impero ottomano con capitale Istanbul, sostenuto dalla Grecia, dalla Bulgaria e dalla Jugoslavia per impedire l'espansione del comunismo nei Balcani. Le nazioni dell'Intesa si disinteressano della guerra civile turca, ad Istanbul rimangono i sultani Ottomani sotto protettorato occidentale, mentre la parte asiatica della Turchia diviene una repubblica socialista alleata dell'Unione Sovietica di Stalin. Questi può contare su un forte alleato per influenzare il Medio Oriente e anche l'Europa orientale, ed ottiene il sospirato sbocco nel Mediterraneo. Durante la Seconda guerra mondiale gli italo-tedeschi non solo si alleeranno con la Grecia di Metaxas ma invaderanno la Turchia sovietica per attaccare dal Caucaso l'URSS. Che accade? (anche Ainelif ha voluto dire la sua)
L'impero di Siberia. Nel 1921 i Bianchi vengono cacciati dalla parte europea della Russia, dove si instaura l'URSS, ma rimangono saldi nella Siberia occidentale, dove sono sostenuti dall'indifferenza della popolazione locale e dalle truppe cecoslovacche. La capitale del nuovo regno di Russia viene stabilita a Yekaterinburg, suo sovrano è l'Arciduca Nicola Romanov. Nel 1921 viene stipulata una tregua con l'Unione Sovietica, stremata dallo sforzo bellico ed anche dalla carestia. Anche il Regno di Siberia, tuttavia, ha molti e gravi problemi da affrontare: il suo controllo sullo sterminato e semisconosciuto territorio siberiano è ancora limitato, mentre non esiste neanche un esercito per controllare il territorio. Come andrà a finire l'ultimo erede dell'impero zarista? (cliccate qui per scaricare la risposta che ci ha dato Maggioriano)
Ungern Khan. « La vittoria o la sconfitta sono due puttane bugiarde. Solo la guerra mi interessa. » Questa frase è attribuita al barone Román Fiodórovic von Ungern-Sternberg (1885-1921), il leggendario condottiero baltico anticomunista immortalato da Hugo Pratt in un episodio di Corto Maltese e passato alla storia con il nome di Ungern Khan, come venne ribattezzato in quanto "liberatore" della Mongolia. « I rossi vogliono la lotta di classe. Sto preparando loro l'unica risposta possibile: la lotta di razza », era uno dei suoi motti. La razza che volle opporre ai "rossi" fu quella dei combattenti a cavallo delle steppe, i cosacchi, i buriati, i baschiri ed i mongoli, da lui organizzati nella "Cavalleria Selvaggia". Questo ex ufficiale irregolare zarista autoproclamatosi generale combatté contro i sovietici e i cinesi fra il 1920 e il 1921, dopo la disfatta dei "bianchi" zaristi, e costituì un regno cosacco-mongolo durato solo sei mesi, dal marzo all'agosto del 1921, basato sul terrore e la violenza. La sua spietatezza e il suo coraggio erano proverbiali. Il saccheggio e la violenza sistematica erano il credo della Cavalleria Selvaggia: una crudeltà utilizzata anche contro i suoi stessi uomini. Particolarmente impopolare la disciplina che, dietro ispirazione degli ordini monastici-guerrieri del Medioevo come i Templari, imponeva ai cavalieri: la regola prevedeva il celibato, la castità assoluta, il divieto di godere di ogni tipo di divertimento, per concentrarsi esclusivamente sulla dimensione militare della lotta ai "rossi". Bastava alzare un po' troppo il gomito, per finire fra le mani dello "strangolatore", il capo della polizia del barone, il boia Sipailov. Impiccagioni, fucilazioni, torture erano all'ordine del giorno nel regno cosacco-mongolo. che si impregnava anche di misticismo neopagano e di sciamanesimo mongolo. Dapprima vicino ai "bianchi", poi appoggiato dai giapponesi, infine scaricato da tutti, quando von Ungern ordinò ai suoi cavalieri mongoli di attraversare la Cina per raggiungere il Tibet (l'ultima trovata del barone braccato dall'Armata Rossa), questi ultimi si diedero alla fuga, ed egli fu infine catturato dai sovietici, processato e giustiziato. Ma che accade se il suo sogno si realizza e nasce un impero eurasiatico centrato sull'etnia mongola, erede di quello di Gengis Khan? (proposta dal Marziano e da Perchè no?; quest'ultimo si è ispirato ad un gioco intitolato "Guerra Mondiale Zero" che racconta di una guerra mondiale unica durata dal 1914 fino a oggi, che si combatte contro l'impero eurasiatico nato dall'impresa di Ungern, raccontando per esempio l'arresto del social-traditore Stallone...)
Siocomunismo. Stalin nel 1921 viene esiliato dalla Russia da Trotzkij e Lenin, che lo ritengono troppo pericoloso e megalomane. Stalin allora si riscopre semita e sionista e fugge in Palestina; qui fonda il Partito Siocomunista, il quale professa un sionismo nazionalista antiarabo di stampo marxista, finalizzato alla dittatura del proletariato. Dopo una votazione alla Società delle Nazioni viene fondato lo Stato d'Israele con capitale Gerusalemme; alle elezioni nel 1924 Stalin vince ed instaura una dittatura siocomunista. In men che non si dica tutte le moschee del paese vengono demolite o chiuse, a causa della discriminazione razziale molti arabi sono costretti a fuggire in Egitto, Giordania e Siria, altri finiranno vittime delle Purghe Staliniane. Ma vengono discriminate anche le chiese cristiane, e i pellegrinaggi si fanno difficili. Tutti gli oppositori politici sono incarcerati o giustiziati, mentre le classi borghesi vengono espropriate dei propri beni. Stalin nel 1928 decide di attaccare la Siria, sede di centri islamici estremisti: le truppe siocomuniste entrano a Damasco cacciando i francesi, che rinunciano al loro mandato. Segue nel 1930 l'invasione della Giordania e nel 1931quella dell'Iraq. Israele diventa una potenza mediorientale minacciando l'Egitto, la Turchia e l'Arabia. Nel 1989, con la caduta del Muro di Berlino, i regimi comunisti crollano e di conseguenza anche il regime siocomunista in Palestina viene abbattuto. Come cambia la storia del Medio Oriente? (se lo domanda Ainelif)
Il potere ai Soviéti. Rivoluzione di stampo comunista in Italia dopo la Prima Guerra Mondiale. Possibile una Seconda Guerra Mondiale con un'Italia alleata di Stalin e Giappone contro Germania nazista alleata con Francia ed Inghilterra. Considerando che gli Stati Uniti combatterebbero sempre e comunque contro il Giappone, la guerra sarebbe persa dai comunisti perché inferiori quanto a mezzi (proposta da Giorgio Tebaldi)
La Guerra del Baltico. Le Isole Åland, strategico arcipelago all'ingresso del golfo di Botnia e del golfo di Finlandia, furono strappate dalla Russia alla Svezia durante il Congresso di Vienna e, dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, aggregate al nuovo stato finlandese nonostante fossero abitate interamente da svedesi. La Svezia sottopose la questione alla Società delle Nazioni, la quale nel 1921 decise che le Isole Åland potevano restare parte della Finlandia, ma con un ampio statuto di autonomia. Che accade però se il Regno di Svezia non accetta l'arbitrato e tra Svezia e Finlandia scoppia la "Guerra del Baltico"? (ideata da Enrica S.)
Romania felix. Il Regno di Romania diventa una potenza locale inglobando la Moldavia e gran parte dell'Ucraina. Per riuscire in un exploit simile i Russi Bianchi dovrebbero vincere la guerra e fare concessioni territoriali alla Romania, all'epoca governata dal re Ferdinando I (proposta da Maggioriano; ecco un inizio)
Sotto il segno dei Gemelli. Che accade se nel 1921 padre Agostino Gemelli diventa fin da subito un fervente sostenitore di Padre Pio? (chi può chiederselo, se non Enrica S.?)
La corsa all'Antartide. « Mettete Scott a capo di una spedizione scientifica; Amundsen alla guida di un raid rapido ed efficace; ma quando siete in difficoltà e non vedete via d'uscita, mettetevi in ginocchio e pregate Dio che mandi Shackleton a salvarvi! » Così dicevano gli uomini di mare britannici di Ernest Henry Shackleton, uno dei più leggendari esploratori dell'Antartide, quando egli era ancora in vita. Shackleton prese parte a ben tre spedizioni antartiche, la terza delle quali, durata dal 1914 al 1917 a bordo della Endurance ("Perseveranza"), si trasformò in un dramma quando la nave venne stritolata dal pack antartico. Nonostante fosse rimasto solo e senza speranza di ricevere aiuti dalla madrepatria mentre in Europa infuriava la Prima Guerra Mondiale, con un'epica traversata a bordo di una scialuppa in mezzo a condizioni del mare a dir poco proibitive, Shackleton riuscì a raggiungere la base baleniera di Stromness nella Georgia Australe, e quindi a tornare a riprendere i suoi uomini a bordo di un rimorchiatore cileno, senza accusare alcuna perdita umana. Nel 1921 egli partì per una quarta spedizione antartica, con l'obiettivo di coronare il suo sogno: attraversare a piedi tutta l'Antartide da un capo all'altro. Giunto però nella Georgia Australe, il 5 gennaio 1922 fu stroncato improvvisamente da un infarto e fu sepolto dai suoi uomini su quell'isola sperduta. Ma se non muore e riesce a portare a termine la sua spedizione? A parte la gloria imperitura che ne ricaverà, l'interesse per l'Antartide potrebbe essere assai maggiore di quanto avvenuto nella nostra Timeline, e potrebbero scoppiare delle guerre per la spartizione delle sue immense risorse... (proposta da Lord Wilmore)
Benedetto XV il Grande. In una gelida mattina del gennaio 1922 il Papa Benedetto XV, che prima di allora si era vantato di aver speso solo una lira e mezza di medicine in tutta la vita, fu costretto ad attendere che un inserviente ritardatario gli aprisse la porta dell'Ospizio Santa Marta (nel quale saranno alloggiati i cardinali durante il Conclave del 2005), dove doveva dire Messa per le suore. Rimase così per parecchio tempo esposto al freddo ma, essendo disabituato ai medici, non diede peso ai primi sintomi della malattia, che degenerò presto in broncopolmonite. A quell'epoca la penicillina non era stata ancora scoperta, e così il Papa dell'"inutile strage" si spense il 22 gennaio 1922 a soli 67 anni. Ma se l'inserviente arriva in orario e il Papa genovese campa fino a 91 anni, cioè fino al 1945, data in cui avrà fine la Seconda Guerra Mondiale? Come si confronterà con il Fascismo italiano, il Nazismo tedesco, il Bolscevismo sovietico, la Massoneria messicana? Se definì la Grande Guerra "l'inutile strage", cosa non farà per cercare di evitare la seconda? (ideata da Enrica S.)
Cantos comunisti. Ezra Pound non si stabilisce in Italia, ma in Spagna, in Francia o in Unione Sovietica, ed è comunista anziché filofascista. Che accade? (pensata da William Riker)
Ester nel XX secolo. Un'ebrea ucraina, Esther Ivanovna, riesce a farsi amica la moglie di Lenin e per suo tramite riesce a giungere al padre della rivoluzione bolscevica, svelando il complotto ordito contro di lui da Jozef Jugasvili (meglio noto come Stalin, "acciaio") per eliminare Trotzky, Bukharin e lo stesso Lenin, e conquistare il potere assoluto. Stalin è giustiziato e Bukharin succede a Lenin al vertice dell'URSS. Niente culto della personalità e niente purghe staliniane. Come evolverà il comunismo mondiale? (un tiro di William Riker)
Marxismo-Trotzkismo. E se invece è Trotzky a succedere a Lenin, cosa succede? Resa dei conti ancora più sanguinosa tra lui e Stalin. In caso di vittoria Trotzkista, come cambia l'URSS? (ideata da Homer)
Don Sturzo al Viminale. Dopo aver animato un folto gruppo di giovani intellettuali e politici cattolici riuniti intorno al giornale "La Croce di Costantino", che aveva fondato nel 1897, e dopo aver partecipato nel 1900 alla fondazione del Movimento della Democrazia Cristiana, guidato da don Romolo Murri, nel 1905 don Luigi Sturzo è nominato primo cittadino dal consiglio comunale di Caltagirone, la sua città natale. In particolare il 23 dicembre del 1905 pronuncia un famoso discorso nel quale parlava di una "grande area democratica nella quale possono affluire le grandi forze riformatrici italiane". I tempi sono maturi nell'immediato dopoguerra. La sera del 18 gennaio 1919, da una stanza dell'albergo di Santa Chiara a Roma, viene lanciato l'appello "A tutti gli Uomini, Liberi e Forti", con il quale don Sturzo fonda il Partito Popolare Italiano e ne diventa il segretario. Alle elezioni del 21 aprile 1919 il PPI conquista il 20,7% con 115 seggi alla Camera dei Deputati, e diventa il secondo partito più votato, dopo il Partito Socialista Italiano. Dopo un ennesimo mandato allo statista liberale piemontese Giovanni Giolitti e due brevi esperienze governative con Francesco Saverio Nitti e Luigi Facta, il re Vittorio Emanuele III convoca al Quirinale don Luigi Sturzo al quale affida l'incarico di formare il nuovo governo. Da un parte il "sovrano della vittoria", che non ama particolarmente i preti, decide di affidarsi all'uomo nuovo della politica italiana, mentre lo stesso Sturzo riceve da papa Benedetto XV la dispensa che gli consente di accettare l'incarico. A questo punto Sturzo edifica una maggioranza formata dal PPI, la cui segreteria è stata affidata al giovane trentino Alcide De Gasperi, dai socialdemocratici di Ivanoe Bonomi e Leonida Bissolati, cacciati dal PSI dopo il Congresso di Reggio Emilia, dal Partito Socialista Unitario, guidato da Giacomo Matteotti e Filippo Turati, e dalla componente liberaldemocratica dell'ex-primo ministro Nitti, del filosofo Benedetto Croce e di Enrico De Nicola. All'opposizione restano quel che rimane del PSI, falcidiato ormai da mille scissioni, il nuovo Partito Comunista di Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti, i liberali conservatori di Antonio Salandra e Sydney Sonnino e il Partito Nazionale Fascista dell'ex-direttore dell'Avanti Benito Mussolini. Il 30 ottobre 1922 giura ufficialmente il governo del sacerdote siciliano, e il suo ministero durerà quindici anni, confermato dalle varie consultazioni, durante il quale verrà avviato il risanamento dei conti pubblici, operato dal ministro Luigi Einaudi; l'Italia conoscerà la ripresa dello sviluppo economico, un grande piano di riforme sociali (in particolare l'approvazione dello Statuto dei Lavoratori stilato dal ministro Claudio Treves), un ammodernamento dello Statuto Albertino, l'elezione del Senato del Regno, con una nuova riforma elettorale a suffragio universale, e l'istituzione delle regioni e delle autonomie locali, senza dimenticare l'avviamento del progetto di una grande federazione dell'Europa Unita. Nel 1937 darà le dimissioni, sostituito dall'allievo Alcide De Gasperi, mentre il re lo nominerà senatore a vita e gli conferirà il Collare di San Maurizio, che lo legherà alla famiglia reale italiana (un'ucronia di Demofilo, che definisce Don Sturzo "il mio maestro")
Parma, 1922. Nell’agosto del 1922 la città di Parma era rimasta “impermeabile” al fascismo, grazie anche all’operato degli Arditi del Popolo di Guido Pacelli. Per porre rimedio a questa situazione venne inviata in città una spedizione di 10-15.000 camicie nere, ma la popolazione dei borghi dell'Oltretorrente e dei rioni Naviglio e Saffi rispose all'aggressione innalzando barricate, scavando trincee ed organizzandosi in una difesa estrema delle proprie case e sedi politiche. Gli scontri coinvolsero attivamente tutta la popolazione, e venne superata ogni polemica politica tra le diverse tendenze: arditi del popolo, sindacalisti corridoniani, confederali, anarchici. (Antonio Cieri comandò la resistenza del rione Naviglio), comunisti, popolari, repubblicani e socialisti combatterono, fianco a fianco, le squadre delle camicie nere. Dopo numerosi tentativi di superare le barricate e le devastazioni, nelle zone centrali della città, al circolo dei ferrovieri, negli uffici di numerosi professionisti democratici, nelle sedi del giornale "Il Piccolo", dell'Unione del Lavoro e del Partito Popolare, iniziarono le trattative per la fine dei combattimenti tra il comando di Balbo, le autorità militari e la Prefettura. La notte tra il 5 e il 6 agosto le squadre fasciste smobilitarono e lasciarono velocemente la città, senza essere riuscite a penetrare nelle zone controllate dagli antifascisti. Il 6 agosto il generale Lodomez, comandante militare della piazza, assunse i pieni poteri e proclamò lo stato di assedio. Nella mattinata i soldati, festosamente accolti dalla popolazione, entrarono nei rioni dell'Oltretorrente e del Naviglio e, in poco tempo, la situazione tornò alla normalità. Purtroppo questa esperienza fu un caso isolato, e sappiamo tutti come andò a finire di lì a poco. Mettiamo che però la resistenza di Parma sia di ispirazione e sprone per altre iniziative di resistenza armata contro i fascisti. Come cambia la storia italiana? Avverrà lo stesso la marcia su Roma? E come si comporterà Vittorio Emanuele? (grande idea di Damiano)
La Vera Marcia su Roma. Durante il processo cui fu sottoposto nel 1947, il quadrumviro Cesare de Vecchi si difese sostenendo di aver evitato la sanguinosa e vera Marcia su Roma che avrebbe dovuto verificarsi ai primi di agosto del 1922, come reazione del Partito Nazionale Fascista allo sciopero legalitario organizzato dalle confederazioni sindacali nel luglio 1922. La disposizione del segretario del PNF, di cui de Vecchi era venuto a conoscenza, impartiva a tutti i Fasci l'ordine di attaccare le istituzioni dello Stato, disarmare violentemente le stazioni isolate dei Carabinieri, marciare successiva sulle città e fondare con le armi il nuovo ordine fascista. De Vecchi, presentandosi come l'anima perbenista e conservatrice del fascismo, che equilibrava la "testa calda" Mussolini, sostenne al processo di essere andato al Viminale (allora sede del presidente del Consiglio) e di essere stato ricevuto dal presidente del Consiglio Luigi Facta, che lo avrebbe pregato di intervenire per fare opera di pacificazione, moderando e frenando l'attività fascista nelle province. Fu grazie a de Vecchi, questa era la tesi difensiva, se venne evitato un vero colpo di Stato e un grande spargimento di sangue, e se il cambio di regime fu ridotto un paio di mesi dopo a una marcetta coreografica di cui Facta e il re Vittorio Emanuele III erano avvertiti e consapevoli. Tutte le tesi difensive sono da prendere con le pinze, e soprattutto questa, in cui de Vecchi si dipinge addirittura come più influente di Mussolini all'interno del PNF. Ma che accade se una vera rivoluzione violenta scoppia nell'agosto 1922, abbattendo la monarchia ed instaurando fin da allora la Repubblica Sociale Italiana? (proposta da William Riker)
Marcia indietro/1. Vittorio Emanuele III decide di firmare lo stato d'assedio e le truppe regie bloccano la manifestazione "in maschera" delle camice nere del 28 ottobre 1922, meglio nota come "Marcia su Roma". Vengono arrestate diverse personalità come l'aviatore Italo Balbo, il reduce Emilio De Bono, Michele Bianchi e Cesare De Vecchi. Benito Mussolini, capo del Partito Nazionale Fascista, che da Milano seguiva l'evolversi della situazione, scappa con la moglie Rachele e ritorna in Svizzera, dove decide di dedicarsi alla sua prima e grande passione, il giornalismo, fondando "Il Popolo di Berna", periodico politico e culturale. Il primo ministro Luigi Facta intanto si dimette e il sovrano, il 30 ottobre 1922, chiama al Quirinale il giurista liberale napoletano Enrico De Nicola e gli affida l'incarico di formare un nuovo governo. De Nicola costruirà una "grande coalizione" composta da liberali democratici giolittiani, il Partito Popolare di don Sturzo e De Gasperi e i socialisti riformisti di Turati e Treves: il suo ministero durerà ben dieci anni, confermato dalle consultazioni, durante il quale avvierà il nostro paese ad un risanamento economico, la ripresa dello sviluppo e un ammodernamento dello stesso Statuto Albertino con le autonomie locali, Senato elettivo e monarchia parlamentare. Si dice che De Nicola, incontrando il sovrano per rassegnargli le dimissioni, dopo un decennio di cambiamento, abbia detto "Maestà, spero di averle portato l'Italia di San Martino e Solferino!". Dopo di lui, al governo andrà il liberaldemocratico Pietro Gobetti con la stessa coalizione di De Nicola, suo grande amico (peccato che non è andata così! Una grande proposta di Demofilo)
Marcia indietro/2. La marcia su Roma di Mussolini aveva tutte le premesse per non riuscire. Innanzitutto c'era da considerare l'esiguità dei partecipanti, dato che un ministro del re disse che per disperderli sarebbero state sufficienti "quattro fucilate". Poi c'è da considerare il fatto che Mussolini stesso vi partecipò andando... in treno! Sarebbe stato sufficiente un ritardo delle Ferrovie, ed il futuro duce sarebbe arrivato a cerimonia già finita. Nel caso la marcia fallisse e la maggior parte di partecipante finisse in galera od esiliate, come immaginare uno sviluppo alternativo del fascismo? Mussolini non si dà per vinto e ricreai fasci, ma stavolta essi rappresentano un movimento clandestino e sovversivo, con vaghe aspirazioni indipendentistiche: una via di mezzo tra le "nostre" BR e l'IRA di quegli anni, che trova appoggio nel ramo cadetto dei Savoia, i duchi d'Aosta. Il clima di perenne guerra civile caratterizza tutti gli anni '20 e '30 per culminare, durante la seconda guerra mondiale, con l'invasione hitleriana, con la costituzione di due Regni fascisti (analoghi ai Regni vassalli di Croazia, Slovenia e Norvegia della nostra Timeline) asserviti al Reich Hitleriano, con un Mussolini ed un Savoia-Aosta sovrani nominali e collaborazionisti, mentre i legittimi sovrani fuggono in Inghilterra dove via radio comunicano con l'Italia occupata invitandola alla resistenza. A liberazione avvenuta, dopo la fucilazione di Mussolini, si ha la ricostituzione del Regno d'Italia integro, con ancora tutte le sue colonie, che può rivendicare (in quanto potenza vincitrice) anch'esso un seggio permanente all'ONU ed avere una politica molto più autonoma nel dopoguerra (un colpo di genio di Never75)
Marcia indietro/4. Che succede se il PCI non disconosce gli Arditi del Popolo, che erano l'unica forza militare organizzata in grado di fermare le squadracce fasciste, e se nei giorni della supposta "Marcia su Roma", questi Arditi si mobilitano contro i fascisti? Riusciamo a salvarci dal Ventennio? (proposta da Helena)
Pensiamo ad altro. E se i principali Gerarchi del Regime Fascista non fossero diventate le "importanti" personalità del regime? Cosa avrebbero fatto se Mussolini fosse rimasto in Svizzera e non avesse, dopo la Prima Guerra Mondiale, fondato il movimento dei Fasci di Combattimento, poi diventato Partito Nazionale Fascista? Per leggere una carrellata dei mancati Gerarchi con la loro diversa professione, cliccate qui (grazie al solito Demofilo)
Il Vate a Palazzo Chigi. Gabriele D'Annunzio diventa presidente del consiglio al posto di Benito Mussolini. Che accade? (ucronia ideata da Estec)
La marcia sull'Altare della Patria. Aldo Alessandro Mola, nel suo “Giolitti”, racconta di alcune voci che giravano all'indomani della Marcia su Roma, secondo cui Facta aveva sottovalutato Mussolini perchè contava di scipparli la guida del movimento dei reduci, aiutato da D'Annunzio, allora in rotta con il futuro Duce. Il progetto prevedeva una marcia di reduci per il 4 Novembre allo scopo di celebrare l'anniversario della vittoria e onorare il Milite Ignoto; a fine cerimonia, D'Annunzio avrebbe consegnato nelle mani di Facta una corona d'alloro e il sostegno di quella moltitudine. D'Annunzio cadde dalla finestra di Villa Cargnacco, il famoso “volo dell'Arcangelo” (gettato da due sue amanti, secondo il suo famiglio), facendo fallire in partenza il progetto, sempre che fosse mai esistito. Pare però che ci credesse pure Mussolini, il quale si dice anticipò la sua Marcia proprio per anticipare quella di Facta. Se però D'Annunzio in quell'agosto del '22 sceglie miglior compagnia e la marcia riesce? Usando Facta come come marionetta e con il supporto dei reduci, Giolitti salverà ancora la situazione? (ideata da Paolo Giusti)
Facta, cosa fai? Sempre Mola in “Giolitti” sostiene che Facta, all'indomani della Marcia, non volle chiamare Giolitti perché si considerava capace di governare da sé la situazione, credendo di poter battere e sostituire il suo mentore (anche la marcia di D'Annunzio rientrerebbe in questo piano). Sappiamo tutti come finì. Se però è più autocritico, riconosce di avere bisogno di Giolitti e lo fa chiamare dal suo esilio a Cavour? Questi decide di reagire al colpo di mano di Mussolini, schiera carabinieri e polizia in tutte le stazioni attorno Roma e ferma le camice nere. Lo stesso Mussolini passa la notte in guardina. Considerando la misura colma, Giolitti si fa dare dalle Camere, adeguatamente spaventate e imboccate, una delega in bianco per risistemare il Paese. Misure economiche keynesiane stimolano l'economia e bene o male traghettano l'Italia fuori dal pantano. Avremmo finalmente la “tassa sugli squali” e la nominatività dei titoli al portatore: nuovi gettiti per il Tesoro e meno guadagni per speculatori e beni ecclesiastici (don Sturzo odiava Giolitti proprio per la nominatività...). Per risolvere i contrasti sociali, concede lo "statuto per la buona convivenza nella fabbrica, nelle officine e nei campi". Non ultima, una legge elettorale come Dio comanda. Dopo 3 anni, il vecchio statista si ritira a Cavour, dove muore nel 1928, ricordato come il più grande statista italiano dopo Camillo Benso di Cavour (ancora Paolo Giusti)
Addio Duce. Mussolini muore in battaglia durante la Grande Guerra, il dopoguerra è democratico e dominato dai governi di Alcide de Gasperi e di Filippo Turati, l'Italia è alleata degli USA nella Seconda Guerra Mondiale e si trasforma nella terza potenza industriale del mondo (ecco un trailer di quest'ucronia, dovuto a William Riker)
Addio Führer. Il 28 settembre 1918 si avvicina la fine della prima guerra mondiale. Un plotone d'assalto inglese del Reggimento Duca di Wellington s'avventa su una trincea nemica a Marcoing, presso Cambrai, in Francia. Uno dei soldati, chiamato Henry Tandey, si trova davanti, nella buca nemica, un caporale ferito e sanguinante. Potrebbe finirlo, con un colpo. Non lo fa: indugia, desiste, alla fine lo lascia andare. Quel caporale, come racconterà anni dopo il pluridecorato Tandey, era Adolf Hitler. "Non potevo sparare a un uomo ferito, così l'ho lasciato andare", dichiarerà Tandey a un giornalista: "Avessi saputo allora cosa sarebbe diventato quel caporale! Dio sa quanto mi dispiace averlo risparmiato". Ma che accade se Hitler incontra un nemico meno caritatevole che lo stende stecchito? Il partito nazista non nascerà mai, e i nazionalisti tedeschi non riusciranno ad influire significativamente sul destino della Germania, che rimarrà a lungo uno stato debole e povero, soprattutto a causa della depressione economica del 1929, magari lacerato da lotte interne? La seconda guerra mondiale non sarà mai combattuta e l'Italia fascista potrà sopravvivere fino ai giorni nostri? Oppure, dal momento che se gli uomini non trovano un pazzo scatenato da seguire e votare nei momenti di crisi non sono contenti, i Tedeschi seguiranno un altro estremista, che però forse non sarà altrettanto antisemita, anche se scatenerà lo stesso un'altra Guerra Mondiale? (proposta da Blade87 e da Never75)
Addio Duce e Führer. È opinione comune che il fascismo e il nazismo sarebbero nati lo stesso anche senza Hitler e Mussolini, perché costituivano la risposta politica di massa (e per la massa) a tutta una serie di fatti accaduti e che avevano inciso negativamente sull'animo di Italiani e Tedeschi. In passato è stata sopravvalutata l'importanza dei singoli nella storia dell'umanità; ma, per quanto riguarda Hitler e Mussolini, sicuramente se questi signori avessero avuto una prematura fine, qualcun altro si sarebbe messo alla testa di un movimento nazionalista, in Germania e in Italia. ma nessun altro sarebbe stato capace di fare tanti danni. In Italia forse ci sarebbe stato un governo Salandra, che non sarebbe stato peggio di Crispi. In Germania senza un capo carismatico come Hitler ci sarebbe stato un governo "poco democratico" ma non una dittatura assoluta ed irreversibile. Ci sarebbe stato antisemitismo, ma non campi di sterminio. Soprattutto se il nuovo capo fosse stato una persona intelligente, e appunto per questo non visionario (è il parere di Francesco Dessolis)
L'ascesa delle destre/1. Il primo dopoguerra, con la crisi economica e sociale che pervade il vecchio continente, comporta una vera e propria crisi delle istituzioni democratiche e parlamentari. La prima fu naturalmente la conservatrice Ungheria, figlia degli splendori del vecchio e multietnico Impero Asburgico. Dopo un tentativo di rivoluzione comunista guidato dall'ebreo e "rosso" Bèla Kuhn con l'appoggio della borghesia e della nobiltà progressista del conte Michele Kàrolyi, le truppe dell'ammiraglio Nicola Horthy, ex-aiutante di campo dell'imperatore Francesco Giuseppe e ed ex-capo dell'incrociatore "Novara", riportano l'ordine a Budapest nella primavera del 1921. Horthy dichiarerà infatti: "Meglio vivere sotto l'aquila bifronte degli Asburgo che sotto la falce e il martello dei comunisti!" Ad ogni modo, un'assemblea di proprietari terrieri, vecchi nobili magari e i quadri dell'esercito ungherese lo proclama nuovo sovrano di Budapest, ma l'ammiraglio rifiuta e assume il titolo di Reggente d'Ungherua, trasferendosi con la moglie nella tenuta a Kenderes. Nel 1939, con il suo cavallo bianco sfilerà tra le strade della capitale in festa per i vent'anni della sua reggenza, ma lo stesso anno dovrà accordarsi con il vicino Reich tedesco. In questo modo l'Ungheria resterà indipendente ma dovrà allearsi con le potenze dell'Asse, nel "nuovo ordine europeo" da loro istaurato nel 1938. Dopo la sua morte, andrà al potere il figlio, il luogotenente Stefano Horthy. Che succede in Italia, in Germania, in Jugoslavia, in Romania, in Austria? (per leggere il seguito cliccare qui; grazie a Demofilo, che ha messo in piedi una delle ucronie più reazionarie e conservatrici che la sua mente brillante abbia mai concepito...)
La Legione Straniera italiana. Negli anni venti lo stato fascista aveva creato una legione, la Legione Fascista Coloniale, con funzioni di attività belliche in Libia, contro i ribelli arabi. Ebbe scarso successo e, dopo essersi ammutinata davanti all'avversario, fu sciolta. Ma mettiamo che essa, invece di esser sciolta, sia stata riformata ed arricchita con nuovi elementi, in gran parte ex-soldati nella Prima Guerra Mondiale, ma anche Croati irredentisti, Libici e Russi Bianchi. Come cambia la guerra coloniale per l'Italia? La Legione, essendo fascista, viene privilegiata da Mussolini ed avrebbe avuto un equipaggiamento pari a quello degli arditi: avremmo divisioni motorizzate, dotate di mortai e cannoni anticarro e ben addestrate. Presto vengono costituite anche due brigate corazzate della legione, equipaggiate di M13, ma anche di Somua francesi. Probabilmente con un corpo armato simile per gli Inglesi è assai più difficile vincere la guerra in Etiopia, e gli Italiani possono mantenere le loro conquiste in Somalia e Djibouti. Se invece tale forza viene impiegata in Libia, se ben diretta, può rendere la vita dura agli Inglesi e partecipare attivamente all'avanzata di Rommel. Se Rommel dispone di due o tre divisioni motorizzate o corazzate in buone condizioni in più, può reggere l'imponente assalto inglese ad El Alamein e riuscire a controllare l'Egitto ed il Nilo. Abbiamo così degli M13 e dei Panzer IV nel Sinai o a Gerusalemme! Inoltre lo sbarco americano in Marocco può fallire, visto che Tedeschi ed Italiani non devono combattere su due fronti. Nel 1944 l'unità cambia nome per diventare « la Legione Straniera fascista italiana », poiché il 50 % dei soldati ed il 15% degli ufficiali sono non italiani (Maggioriano ha avuto quest'idea)
Men che Ma(nsf)i(eld). La grande scrittrice neozelandese Katherine Mansfield gode di ottima salute e non muore improvvisamente per un'emorragia polmonare il 9 gennaio 1923. Quali altro capolavori ci regalerà? (nuova idea del prolifico Enrica S.)
Das Freie Bayern. Il 26 settembre 1923 la Baviera fu molto vicina alla secessione dalla Germania. E se riesce? (ideata da Basileus TFT)
La Marcia su Berlino. L'8 novembre 1923 Hitler tentò un colpo di stato, il famoso "putsch di Monaco", grazie all'aiuto di diversi soldati e ufficiali bavaresi. La sua speranza di una Marcia su Berlino fu interrotta dalla pronta reazione della repubblica di Weimar. che lo mise agli arresti prima che potesse scatenare una dilagante rivoluzione. E se invece, proprio come fece il nostro monarca, gli uomini di Weimar si calano le braghe e cedono lo stato a Hitler? (ancora Basileus TFT)
Quando si dice la scalogna... Uno studente del nostro Webmaster all'Esame di Stato ha inventato senza volerlo una curiosa ucronia, affermando che « Giacomo Matteotti fu assassinato dalle BR negli anni Settanta ». Nella nostra Timeline si tratta di un evidente strafalcione; ma in un altro universo? Pensate se il povero Matteotti sfugge ai sicari di Mussolini, ripara in Francia, sfugge ai sicari che hanno ucciso anche i fratelli Rosselli, torna in Italia durante la Resistenza, sfugge pure alle SS, compie lo strappo di Palazzo Barberini con Saragat, nel 1964 (a 79 anni) diventa Presidente della Repubblica al posto suo, e questo solo per essere ammazzato da altri marxisti... quando si dice la sfiga! (chi se non William Riker?)
Puccini/1. Il papilloma di cui soffre Giacomo Puccini è benigno. Il grande compositore non muore di cancro alla gola il 29 dicembre 1924 e riesce a trovare l'ispirazione per concludere la "Turandot", e magari per scrivere altri capolavori di taglio esotico (prima ucronia pucciniana di Enrica S.)
Puccini/2. Giacomo Puccini è considerato l'ultimo grande autore di opere liriche: il genere del grande melodramma ottocentesco praticamente muore con lui. Ma è possibile che i gusti del pubblico non cambino, che sorgano altri grandi compositori (magari Toscanini si mette lui stesso a comporre musica) e che il genere sopravviva fino ai nostri giorni, in modo che ancor oggi esordiscano opere nuove di grande successo, anziché continuare a rappresentare sempre quelle del passato? (seconda ucronia pucciniana di Enrica S.)
La distopia delle distopie. Nel 1924 il biologo russo Ilya Ivanovic Ivanov chiese al governo bolscevico di finanziare un suo delirante progetto, già esposto nel 1910 ad un congresso internazionale di zoologia: fecondare donne con seme di scimpanzè, allo scopo di ottenere un super-guerriero votato alla morte e insensibile al dolore. Il governo di Mosca disse di sì ed Ivanov si portò in Guinea francese, dove cercò donne africane volontarie, ma non ne trovò nessuna, e l'Istituto Pasteur che là operava per sperimentare nuovi vaccini gli mise i bastoni fra le ruote in tutti i modi possibili. Allora lo scienziato pazzo cambiò strategia e tentò di fecondare tre femmine di scimpanzè con seme umano, ma nessuna (grazie a Dio) riuscì a concepire. Ivanov non si perse d'animo e tornò in URSS con una ventina di scimpanzè, con il cui sperma pensava di fecondare delle donne russe, ritenendo che il regime boscevico avrebbe potuto costringerle a sottoporsi all'esperimento. Quanto Ivanov riuscì a trovare cinque volontarie, tutti gli scimpanzè in età riproduttiva erano già morti, ed egli dovette farsene inviare degli altri, ma essi arrivarono solo nel 1930, e nel dicembre di quell'anno lo scienziato fu arrestato nell'ambito delle purghe staliniane, essendo stato un sostenitore di Lev Trotsky; esiliato in Kazakhstan, vi morì due anni dopo, senza essere riuscito a realizzare il suo delirante progetto. Ma supponiamo che ce la faccia: così come durante la Prima Guerra Mondiale egli era riuscito ad ibridare zebre e cavalli russi, così riesce ad ottenere dei mostruosi ibridi uomo-scimmia da mettere al servizio dell'esercito sovietico. Che accade? Come si pone la bioetica nei confronti di questi mostri di natura? E le varie religioni? Per essi varrà la Carta dei Diritti dell'Uomo? (la più terrificante di tutte le ucronie di Lord Wilmore!)
Stalin il Patriota. Invece di fare carriera in ambito russo dimenticandosi della Georgia, Stalin continua a difendere la sua gente anche da Mosca. Considerando il suo operato non certo tollerante della nostra Timeline, farà di tutto per rendere i Georgiani padroni del Caucaso a discapito delle altre etnie e magari addirittura dei russi. Ne conseguià, alla dissoluzione dell'URRS, la creazione di un immenso stato georgiano che comprende tutta la catena del Caucaso. Inoltre, la protezione di Stalin nei confronti dei georgiani aiuterà lo sviluppo culturale ed economico di quelle zone, rendendo la Georgia di oggi una delle zone più progredite dell'ex Unione Sovietica. Brutte aspettative, naturalmente, per le innumerevoli etnie caucasiche, che saranno colpite da purghe, assimilazioni forzate e deportazioni in massa... (l'ha pensata Renato Balduzzi)
Televisione/2. Il 2 ottobre 1925 l'inventore John Logie Baird ideò il televisore, inviando a distanza un'immagine formata da 28 linee. Ma che accade se Baird si dedica ad altro? La televisione verrà realizzata solo dopo l'invenzione del transistor negli anni '60, e logicamente si diffonderà nelle case con molta lentezza e molto ritardo. Quale l'impatto sulla civiltà contemporanea, in assenza di quello che Renzo Arbore definì "il nuovo focolare"? (seconda ucronia televisiva di William Riker)
Il Presidente Reza. Il 12 dicembre 1925 il cosacco Reza Khan, che già aveva costretto lo Shah Ahmad, ultimo della dinastia dei Cagiari, a nominarlo primo ministro, si sbarazzò del sovrano facendosi a sua volta incoronare Re dei Re. Alto un metro e novanta, la mascella pronunciata, i baffoni alla re Umberto, lo sguardo di fuoco, egli appariva un sovrano assai più energico dei Cagiari a cui aveva usurpato il trono. Appena sedutosi sul Trono del Pavone, con l'appoggio dell'esercito e tra l'ostilità del clero sciita egli intraprese una politica di modernizzazione del suo paese: assoldò 200 ingegneri stranieri per costruire strade ed infrastrutture, inaugurò la ferrovia transiraniana, introdusse un sistema di istruzione moderno, fondò l'Università di Teheran ed avviò l'industrializzazione della nazione. Ma chiuse anche tutti i giornali indipendenti, mise al bando partiti e sindacati ed instaurò un vero e proprio governo dittatoriale. "Reza fu il prezzo che l'Iran dovette pagare per uscire dall'arretratezza in cui versava", ha detto la storica Farian Sabahi, che insegna all'Università di Torino. Siccome gli inglesi continuavano ad estrarre pressoché gratuitamente il petrolio iraniano, per liberarsene Reza pensò di farsi amico Hitler. Un errore fatale: inglesi e sovietici invasero il paese, detronizzarono lo Shah sostituendolo con il figlio Muhammad Reza, ed il capo cosacco che volle farsi re fu costretto all'esilio in Sudafrica, dove morì nel 1944. Ma che accade se, invece di ambire alla corona, come Atatürk in Turchia anche Reza nel 1925 proclama la Repubblica dell'Iran, di cui è nominato presidente (a vita) e, sempre come Atatürk e i suoi epigoni, tiene l'Iran fuori dal Secondo Conflitto Mondiale? Riuscirà a spingere le riforme all'estremo, imponendo una costituzione laica, proibendo il velo femminile ed introducendo l'alfabeto latino e il calendario gregoriano? Il clero sciita starà a guardare spaventato dalla Savak, la famigerata polizia politica, o scatenerà una Rivoluzione Islamica con 40 anni di anticipo? (un'ucronia persiana di Lord Wilmore)
Il Presidente Ponzi. L'italoamericano Charles Ponzi, nel corso degli anni '20, inventò un sistema truffaldino decisamente geniale, oggi chiamato "Schema Ponzi". Consiste semplicemente in questo: un fondatore chiede ad alcune persone se vogliono entrare in società con lui e chiede loro di investire un piccolo capitale. Molti naturalmente non accettano, ma attraverso dimostrazioni all'apparenza razionali di lauti guadagni, investono. Dopo che il fondatore li ricompensa di quanto pattuito, gli stessi, convinti che il tutto funzioni, sono invitati a cercare a loro volta altre persone a cui proporre il medesimo gioco, dovendo una percentuale al capo. Quando le richieste di rimborso superano quelle dei nuovi versamenti, il sistema fallisce. Nella nostra Timeline Ponzi riuscì ad applicare lo schema solo poche volte, fin quando gli investitori si accorgevano che in realtà le società da lui create servivano solo ad arricchire chi era ai vertici della catena. Ma se invece questo non accade e Ponzi, più lungimirante, decide di mettersi subito in politica? Potrebbe forse aspirare al governo di qualche città americana e, al seguito del successo economico, addirittura alla presidenza degli Stati Uniti, oppure potrebbe diventare presidente del consiglio o ministro delle finanze in Italia, sua terra natale, applicando il suo schema truffaldino nell'economia pubblica. L'Italia, o gli Stati Uniti, diverranno in un tempo straordinariamente breve il paese più ricco dell'intero pianeta, con benessere generalizzato per tutti e fortissimi investimenti all'estero. Poi, una volta crollato il sistema, lo stato capitolerà in una crisi economica repentina e traumatica, aggravata dal ritorno d'immagine di paese truffatore presso la comunità internazionale. Che accade? (sempre Renato Balduzzi)
L’Arabia Italiana. Negli anni ’20 l’Italia tentò di penetrare nello Yemen, appena resosi indipendente dall’ex Impero Ottomano. La Gran Bretagna si oppose subito, in quanto non voleva che un altro paese, anche se amico, si installasse su entrambe le coste del Mar Rosso. Mettiamo però che il governo italiano riesca, con un colpo di mano, a mettere il mondo di fronte a un fatto compiuto. Nel frattempo in Inghilterra è già incominciato il ripensamento di Versailles, e si decide che in fondo l’Italia non ha tutti i torti se, dopo essere stata esclusa dalla spartizione delle colonie tedesche, cerca un’espansione coloniale per conto proprio. L’occupazione viene quindi riconosciuta, viene costituita la colonia dell’“Arabia Italiana” e Mussolini aggiunge questo successo coloniale alla propaganda del proprio governo. In seguito, durante la Seconda Guerra Mondiale, questo piccolo possedimento potrebbe risultare molto utile all’Italia; a patto che ci sia un comandante abile che si prepari in tempo, dallo Yemen si può invadere l’Aden britannico, o perlomeno rendergli la vita difficile. Inoltre si può provare a bloccare la navigazione nel Mar Rosso, così che le navi britanniche dirette in Oriente debbano prendere la rotta del Capo. Alla fine gli Alleati occuperanno sia l’Africa Orientale sia l’Arabia Italiana; ma quanto tempo avranno perso rispetto alla nostra Timeline? (se lo domanda Toxon)
Fascisti su Marte. Già all'inizio del XX secolo in Italia c'era chi pensava a possibili voli spaziali. Guido Costanzi, geniale ingegnere ed aviatore egli stesso, nel 1914 pubblicò un testo pionieristico sulla navigazione spaziale, e poco tempo dopo Luigi Gussalli sperimentò un propulsore da lui definito "a doppia reazione". Ma soprattutto nel 1926 Gaetano Arturo Crocco, già noto per aver tenuto a battesimo nel 1908 il primo dirigibile italiano, progettò un razzo con tre stadi affiancati, precursore del sistema di lancio dell'odierno Space Shuttle. Naturalmente non se ne fece niente. Ma che accade se Mussolini decide di investire soldi e cervelli nella conquista fascista dello spazio, ed il suo Impero se lo vuole ritagliare su altri mondi, trascurando completamente Etiopia, Albania ed altri obiettivi terrestri? La celebre fiction di Corrado Guzzanti, ricordata per l'irresistibile sigla, diverrà realtà, e le camicie nere sbarcheranno davvero sulla Luna e su Marte già negli anni Trenta? (proposta da Sandro Degiani e William Riker, ecco alcuni appunti)
La Guerra Civile Italiana. Prima della Guerra Civile Spagnola esplode la Guerra Civile Italiana più o meno per le stesse cause: poco dopo l'instaurazione del regime totalitario fascista le forze anti-mussoliniane, repubblicane, comuniste e socialiste e democratiche si organizzano ed insorgono contro la dittatura... come finisce? Che ruolo avrà Vittorio Emanuele III che aveva licenziato Facta? ( Ainelif)
La dittatura sabauda. Il 7 aprile 1926 a Roma Violet Gibson esplode un colpo di pistola contro Mussolini. Il dittatore non riesce a scansarsi in tempo e la pallottola, penetrata nel cranio attraverso il naso, lo uccide. I disordini seguiti alla morte del capo fascista inducono Vittorio Emanuele III ad introdurre delle misure – mai più abrogate – che limitano e riducono il potere del Parlamento nello stato liberale, tuttavia non si arriva mai alla dittatura vera e propria. Assunto il controllo dell’esercito, il Re reprime i moti insurrezionali ed instaura un regime autoritario. Lo Statuto Albertino, tuttavia, rimane sostanzialmente in vigore. Francia e Gran Bretagna avallano l’operato del Re; il pericolo rivoluzionario, in Italia, sembra ancora concreto e non è il caso di trovarsi uno stato socialista nel bel mezzo del Mediterraneo. La politica sabauda, tuttavia, è meno aggressiva ed imperialista di quella mussoliniana: i Savoia non inviano truppe in Spagna e non conquistano l’Etiopia. Che accade? (ideata da Rubrus)
Gaud(ì)eamus. Il 7 giugno 1926 il grande architetto catalano Antoni Gaudí, che da anni viveva quasi come un eremita nell'enorme cantiere della Sagrada Familia, venne investito da un tram; il suo vestito pieno di toppe ingannò i soccorritori, i quali lo credettero un povero vagabondo e lo trasportarono all'ospedale della Santa Croce, un ospizio per i mendicanti. Fu riconosciuto soltanto il giorno successivo dal cappellano della Sagrada Familia, ma uno dei più grandi architetti di tutti i tempi si spense il 10 giugno. E se Gaudí ce la fa, sopravvive altri anni e riesce a completare la Sagrada Familia? O verrà fucilato dai Repubblicani durante la guerra civile spagnola visto che, nonostante il suo nazionalismo catalano, per la sua religiosità in vecchiaia l'architetto era additato da anarchici e trozkisti come nemico del popolo? (nuova ucronia artistica di Enrica S.)
P e basta. Nel 1926 Mussolini sciolse la loggia Propaganda, che faceva parte del Grande Oriente italiano. Le motivazioni erano due: prima di tutto era stata bandita la libertà di associazione, e poi Mussolini voleva legittimarsi agli occhi della gente come una persona forte, che non aveva bisogno della Massoneria per tenere il potere. La loggia venne rifondata negli anni '40, e prese il nome di Propaganda 2, abbreviato P2, che è alla base di tanti degli episodi più bui della nostra storia. Ma se invece quella loggia non viene rifondata? Come cambia la storia recente del nostro paese? (di Camillo Cantarano)
La testa che pensò per altri vent'anni. L'8 novembre 1926, Antonio Gramsci fu arrestato nel corso di una serie di retate lanciate da Mussolini come rappresaglia per un attentato alla sua persona e miranti all'eliminazione delle opposizioni. Al processo, Michele Isgrò, pubblico ministero presso il Tribunale Speciale Fascista disse di Gramsci: «Per vent'anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare». Così fu, e Gramsci morì in carcere nel '37. Ma se quel giorno Gramsci non è a casa, sfugge alla cattura e ripara in Francia; oppure è mandato al confino e, come Carlo Rosselli, fugge. Come si comporta Gramsci con Togliatti, con le purghe staliniane, con il fascismo e la seconda guerra mondiale? Lo strappo con Mosca, con uno come Gramsci al Comitato Centrale del PCI, potrebbe avvenire già con Praga '48. Oppure Gramsci e Togliatti vengono ai ferri corti subito, e si separano: all'inizio la spunterebbe Togliatti, ma col tempo e con la fine del sogno rivoluzionario, un “comunista democratico” come Gramsci potrebbe avere molta più presa di uno “stalinista” alla Togliatti: un “piano di Bad Godesberg” all'italiana già nel '60 è più che probabile. Le possibilità sono davvero infinite... (questa è invece di Paolo Giusti)
Addio, Ercole Ercoli. E se è Togliatti a morire? I motivi non mancano: screzi a Stalin, incidenti in Spagna o durante la Resistenza, malattie improvvise. Come cambia la Storia d'Italia senza il compagno Ercole Ercoli? Si troverà un sostituto o il PCI resterà qualcosa di simile a Rifondazione Comunista dopo il 2008? (ancora Paolo Giusti)
Patto Quadripartito. Cosa sarebbe accaduto se Chang Kai-shek avesse stretto un’alleanza col governo del Sol Levante in funzione anticomunista? La guerra civile in Cina inizia nel 1927, un’alleanza tra Giapponesi e nazionalisti avrebbe probabilmente significato sicura sconfitta per Mao (a meno di un intervento diretto dell’Unione Sovietica), e durante la seconda guerra mondiale un Patto Tripartito allargato alla Cina avrebbe costituito un problema molto più grave per gli Alleati, considerando che sarebbe stata minacciata direttamente l'India, e in caso di attacco all’URSS questa avrebbe dovuto distogliere ingenti forze dal fronte europeo (proposta da Damiano)
The Ill-fated Rabbit. Oswald the Lucky Rabbit fu il primo personaggio di successo creato da Walt Disney, nel 1927. Ma i suoi collaboratori, con i quali lo aveva disegnato ed aveva prodotto i primi cartoni animati muti, firmarono un contratto con Mintz, il suo distributore, per escludere Walt dal progetto. Walt, indignato, se ne andò ed un anno dopo creò Topolino, il quale raggiunse un successo che andava ben oltre le più rosee fantasie del suo creatore. Ma se invece Walt rimane alla guida della sua squadra e lascia alla Universal tutti i diritti su questo personaggio, che sarà una miniera di soldi? (ancora Camillo Cantarano)
La Rivoluzione Liberale. Durante l'esilio in Francia, mentre i socialisti e i comunisti continuavano a litigare su una possibile "concentrazione unica antifascista e antireazionaria per la repubblica e il socialismo", nell'autunno del 1927 lo storico Pietro Gobetti e il giornalista Carlo Rosselli danno vita al movimento "Giustizia e Libertà" con un documento, "La Rivoluzione Liberale", nel quale i due intellettuali indicano una "terza via" tra il capitalismo e il socialismo. Il 28 gennaio 1944, al Teatro Comunale di Bari, si incontrano i vari esponenti dell'antifascismo democratico italiano e fondamentale è la partecipazione e l'intervento di "Giustizia e Libertà": esso diviene proprio in questa sede un vero e proprio partito politico di massa. Il 28 maggio 1944 a Salerno nasce l'Unione Democratica Nazionale, che unisce i liberalsocialisti Carlo Rosselli e Pietro Gobetti, i liberaldemocratici Ugo La Malfa e Ferruccio Parri, il Partito Liberale Italiano di Benedetto Croce, la Democrazia del Lavoro di Ivanoe Bonomi, il Movimento Federalista Europeo di Altiero Spinelli. Il 2 giugno 1946 l'Unione Democratica Nazionale conquista la maggioranza relativa dell'Assemblea Costituente di Montecitorio con il 35,8 % dei suffragi, impone la caduta del governo a guida democristiana e chiede al nuovo capo dello stato, il liberale napoletano Enrico De Nicola, la presidenza del consiglio. Nasce così il 25 giugno 1946 il primo esecutivo guidato da Pietro Gobetti, con la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista di Unità Proletaria di Pietro Nenni e il Partito Comunista d'Italia di Palmiro Togliatti... (solo Demofilo può concepire un'idea così: ecco il suo sviluppo particolareggiato)
Monza Bis. Il 12 aprile 1928 Vittorio Emanuele III giunse a Milano per visitare la Fiera Campionaria. Alle dieci del mattino, improvvisamente un boato squassò l'intera Fiera: una bomba ad orologeria aveva mietuto numerose vittime. Essa era stata sistemata in modo da investire con la sua esplosione il corteo reale, ma un certo ritardo del treno salvò la vita al re. E se il treno è puntuale? Vittorio Emanuele III e la regina Elena muoiono, ed Umberto II diventa re d'Italia a soli 24 anni. Questo cambia di molto la storia d'Italia, perchè Mussolini ne approfitta per emarginare il nuovo re avocando a sé molte prerogative del sovrano, e questo causa l'odio contro di lui non solo di Umberto e poi di sua moglie Maria Josè, ma anche dell'intero partito monarchico. Ammesso che Umberto II accetti le leggi razziali e l'entrata in guerra dell'Italia a fianco della Germania, con tutta probabilità il siluramento di Mussolini avverrà molto prima. Ma è ancor più probabile che Umberto, a differenza del padre religiosissimo, trami con Pio XII per tenere fuori l'Italia dal conflitto, liquidi Mussolini all'inizio del 1940 e lo sostituisca con Italo Balbo, del quale egli è molto amico (lui e Maria Josè sono stati più volte suoi ospiti a Tripoli, della quale Balbo è governatore). Balbo abroga le leggi razziali (in Libia non le ha mai applicate), e siccome è amico degli inglesi scende in guerra a fianco di questi ultimi contro Hitler. Il dittatore tedesco attacca l'Italia anziché la Jugoslavia e la Grecia, il Vallo Littorio sul Brennero cede e la penisola è invasa, Balbo e Umberto II fuggono in Libia ma la Resistenza italiana impegna così severamente la Wehrmacht, che la spedizione di Russia fallisce comunque. Nel dopoguerra lenta transizione verso la democrazia, restaurata pienamente alla morte di Balbo come in Spagna alla morte di Franco (così ritiene William Riker)
Birobidzan. È ben noto che Stalin non era meno antisemita di Hitler. E come i nazisti avevano inizialmente pensato di espellere tutti gli Ebrei dal loro Reich, trasferendoli a forza in Palestina o in Madagascar o a casa del diavolo, così Stalin pensò di "epurare" Russia, Bielorussia ed Ucraina dalla presenza giudaica trasferendoli, volenti o nolenti, in una zona completamente deserta lungo le rive del fiume Amur, un territorio pressoché selvaggio al confine con la Cina, su cui vigilavano i Cosacchi. La promessa di una terra libera e ricca avrebbe comunque potuto attrarre gli ebrei animati da spirito pionieristico, i quali peraltro sarebbero stati incanalati verso l’ideale socialista così da farne dei contadini modello, risucchiandoli nel sistema sovietico. Molti ci andarono semplicemente perché non avevano nulla da perdere. Nacque così il Territorio di Birobidzan (36.000 chilometri quadrati), abitato da settemila pionieri e proclamato nel 1934 Regione Autonoma Ebraica. Orbene, che accade se il progetto sionista di David Ben Gurion fallisce (ad esempio perchè gli arabi vincono il conflitto) e Birobidzan resta l'unica patria per gli Ebrei? Diverrà indipendente dopo il Big Bang dell'Unione Sovietica? (altra idea di Enrica S.)
Niente Conciliazione. La contesa tra lo Stato Italiano e la Santa Sede durò così a lungo perchè tutti i giuristi interpellati sulla questione erano di scuola liberale, e contestavano che lo Stato Italiano e il Vaticano potessero essere considerati soggetti alla pari, poiché la Chiesa era un'entità religiosa e non politica. L'11 febbraio 1929 si giunse alla Conciliazione solo perchè Mussolini, che liberale non era (veniva dal socialismo) e non aveva scrupoli a sacrificare gli ideali per la sostanza, prese in mano personalmente le trattative, e decise che conveniva accettare di cedere qualcosa alla Santa Sede (leggi: di riconoscerla come stato sovrano) pur di avere l'appoggio politico dei cattolici, che infatti non mancò. In seguito però Pio XI si pentì di essere addivenuto a trattative con Mussolini, dopo aver visto i fascisti distruggere le sedi e gli stendardi dell'Azione Cattolica, considerata un partito rivale nel consenso presso la gioventù. Supponiamo che questo grande Papa non si fidi fin dall'inizio del Fascismo, assimilato alla massoneria messicana e al bolscevismo nella sua lotta contro il cristianesimo; oppure che Mussolini perda la pazienza e getti la spugna delle trattative con una frase delle sue, tipo: "Noi diciamo che solo Iddio può piegare la volontà fascista: il Papa e le forze antifasciste mai!" Certamente gli anni dal 1929 al 1939 saranno molto più burrascosi per la Chiesa italiana, essendo essa assimilata alle "forze antifasciste" suddette: non è escluso che la FUCI e l'Azione Cattolica siano sciolte d'autorità. Giovambattista Montini, il futuro Papa Paolo VI, avrà un altro incarico e forse farà carriera più in fretta nella Curia. Il giovane Aldo Moro vede sciolta la sua organizzazione e, rifiutando di entrare nel GUF, il Gruppo Universitario Fascista, lascia l'Italia e raggiunge don Sturzo a Parigi, o va negli Stati Uniti. Ma l'assenza di una Città del Vaticano indipendente ha la conseguenza nefasta di esporre maggiormente il successore Pio XII alle prepotenze di Hitler e Mussolini: padre Hugh O'Flaherty, il sacerdote irlandese rappresentante della Croce Rossa americana in Italia, reso famoso dal saggio "Scarlet Pimpernel of the Vatican" (La Primula rossa del Vaticano) pubblicato da J. P. Gallagher nel 1967, dalla quale nel 1983 fu tratta la fiction "Scarlatto e Nero", avrà certamente meno spazi di manovra, e per catturarlo Kappler potrebbe arrivare a fare irruzione entro le Mura Leonine. Pio XII protesta duramente, con il rischio che Hitler lo faccia davvero deportare in Germania. La conseguenza? Probabile insurrezione "vandeana" contro il nazismo, repressa con ferocia mai vista, intensificazione della Resistenza che vedrà le sue file ingrossate da molti cattolici, e quindi la Seconda Guerra Mondiale potrebbe finire prima. Con il sacrificio di Pio XII, però. La Conciliazione la faranno De Gasperi e Moro nel dopoguerra (ancora William Riker)
Un Campionato diverso. Arpinati durante l'estate del 1929, dietro consiglio del Governo, anziché unire i gironi opta per un breve "campionato-selezione di zona" per ogni provincia, le cui vincitrici disputeranno un "campionato selezione di zona" a livello regionale, solo una volta riconosciuta la squadra vincitrice del torneo regionale si potrà procedere con il campionato nazionale. La squadra vincitrice di ogni campionato di zona potrà avere tra le sue fila anche giocatori delle squadre di zona in precedenza sconfitte, in modo da avere una "rappresentativa regionale". Le squadre locali vengono in questa maniera trasformate in "aziende pubbliche", il calcio viene riconosciuto come professione i cui lavoratori otterranno stipendi pari a quelli del pubblico impiego. Che cosa succede? Genoa e Pro Vercelli continueranno un cammino iniziato in passato e bruscamente stroncato dall'arrivo dei grandi club? O forse a seconda dei momenti storici, dei cicli, la geografia italiana del calcio cambierà faccia più volte? Juventus, Inter e Milan diverranno i grandi squadroni pieni di soldi che sono oggi? (terza ucronia calcistica di Giovanni Ricci)
San Pietro all'improvviso. Durante il Ventennio mussoliniano, per onorare i Patti Lateranensi tra Stato italiano e il Vaticano dell'11 febbraio 1929, il Duce attuò la demolizione con gli architetti Marcello Piacentini e Attilio Spaccarelli dell'isolato della cosiddetta "Spina di Borgo", composta da un quartiere di case seicentesche addossate l'una all'altra dove oggi appunto c'è Via della Conciliazione distruggendo l'effetto a sorpresa pensato dagli architetti seicenteschi, tra cui il Bernini. Il giungere a San Pietro attraverso le anguste e articolate strade della "Spina di Borgo" e il ritrovarsi in una piazza grandiosa e davanti ad una basilica così imponente generava nello spettatore una meraviglia inconsueta, descritta anche da Alberto Sordi. Ma se invece l'isolato non è demolito? Avremmo ancora questo quartiere che permetterebbe uno spettacolo sorprendente: dopo strette vie, vedere improvvisamente San Pietro... (pensata da Ainelif)
Boom. Niente crisi di Wall Street nel 1929; boom economico anticipato agli anni trenta; la Fiat Topolino (e non la 500) diventa l'auto di massa per gli italiani. Quale POD può portare a questa circostanza? (sempre Enrica S.)
Unione degli Stati Socialisti d'America. Nel 1917 la Rivoluzione comunista in Russia viene sventata e viene invece proclamata una Repubblica Federale Russa. Nel 1929, invece, la Rivoluzione comunista dilaga negli USA dopo Wall Street e il crollo economico (crollo del capitalismo, dirà il leader della Rivoluzione). Nasce l'Unione degli Stati Socialisti d'America. Questo nuovo stato è più democratico della nostra Unione Sovietica, non si instaura un culto della personalità alla Stalin e in generale i principi del comunismo sono rispettati e non degenerano mai, a parte alcuni stati del sud come l'Alabama, in tirannia e dittatura del singolo mascherata da potere del popolo. Hitler rimane lo stesso ma al posto di Mussolini (socialista) ad aiutarlo arriva Pétain. Quindi l'USSA aiuta l'Italia a combattere i nazisti e la Francia, conquistando Nizza, Monaco, la Corsica, la Savoia e anche la Dalmazia dopo alcune vicissitudini, nonché qualche isola greca per via di Metaxas. La Russia democratica non interviene, preferendo supportare i nazionalisti cinesi (che vincono) e cercare di tirare dalla propria parte il Giappone che se ne va nell'orbita sovie... opps... americana. Quindi avremo una Germania Ovest rossa e una Germania Est democratica. Niente muro di Berlino. Allo stesso tempo l'Europa Occidentale è socialista, quella orientale democratica. La Guerra Fredda non è così spaventosa come da noi, sia perchè nell'USSA non vi sono dittatori tipo Stalin, sia perchè la Russia è più impegnata a risollevare la povertà nazionale, frutto di secoli di zarismo. L'ONU viene creata su iniziativa svizzera, i paesi alleati dell'USSA formano il Patto di Arecibo; Puerto Rico e Messico entrano nell'USSA, seguiti a ruota da Cuba dopo che il Che toglie di mezzo Batista, marionetta dei russi; quelli democratici formano la NATO. Niente Vietnam, per i motivi elencati sopra. La musica sopravvive, dato che l'USSA accetta il piccolo mercato privato, alla NEP, compreso quello musicale, quindi la scena musicale è più decentralizzata e " fatta in casa ", comunque i grandi talenti, in ogni ambito, vengono protetti dal governo: una sorta di mecenatismo socialista. Col tempo entrambe le potenze sono costrette a collaborare a causa di alcuni avvenimenti (dittatorucoli del continente nero che scatenano guerre civili senza che nessuno abbia fatto nulla, le prime scoperte sul clima, eccetera), e nel 1989 viene siglato un patto reciproco di non belligeranza in cambio di alcune promesse reciproche: per l'USSA, smetterla di divertirsi a mandare gli Amish in Alaska a lavorare nei "gulag " ed assicurare a tutti i lavoratori il benessere, per la Russia, ritirarsi dalla Germania Est (la Germania viene riunita come stato neutrale) e autorizzare i partiti socialisti. Col tempo tutto tornerà normale e anzi, tutti i Paesi Europei (Russia compresa) daranno vita alla Federazione Europea delle Nazioni, nuova speranza per la pace nel mondo... (una strana utopia simmetrica di Mattiopolis)
L'Argentina colonia italiana. La gigantesca emigrazione di italiani verso l'Argentina nel 1929 dopo il Crollo di Wall Street porta ad una e vera e propria invasione. L'italiano diviene la prima lingua parlata nel paese ed il governo non sa più come reagire. Così Mussolini idea un progetto per aggiudicarsi un alleato sulle coste dell'America meridionale. Nel 1930 alcuni emissari fascisti, con l'aiuto di molti italiani emigrati, inaspettatamente prendono ogni punto nevralgico della nazione argentina. Nel 1931 l'Argentina è dichiarata colonia italiana con lo sbarco di centinaia di migliaia di soldati italiani sulle coste. Tale evento provoca non poche proteste da parte degli Stati Uniti che consideravano l'America Latina come il cortile di casa propria, al riparo da ogni ingerenza straniera e specialmente europea, ma la durissima crisi economica americana porta il governo di Washington a rimandare i problemi legati alla diplomazia internazionale, proprio ora che il paese è afflitto dalla disoccupazione e problemi economici. La seconda guerra mondiale avrà un altro sviluppo: Mussolini nella non-belligeranza farà accuratamente militarizzare l'Argentina con lo sbarco di parecchie truppe tedesche. Nel 1941, mentre l'Europa cade sotto la mano nazista, Mussolini fa invadere il Paraguay, mentre in Bolivia i nazionalsocialisti locali prendono il potere alleandosi con l'Asse e invadendo il Cile e Perù. Il Brasile sceglie di intervenire nella guerra a fianco degli USA, mentre le navi inglesi bombardano tutta la costa atlantica. Hitler riesce a convincere Franco ad entrare nel conflitto, aizzando i popoli ispanoamericani in Venezuela e in Colombia a combattere il nemico britannico e americano. L'Inghilterra avrà molti più problemi nell'Atlantico,gli Stati Uniti devono combattere i giapponesi in Asia ma anche gli italo-tedeschi e spagnoli in America meridionale. Come finirà? (ideata da Ainelif)
Ustascia. Nel 1929 la rivolta degli ustascia contro il regno jugoslavo sfocia in un guerra civile. Mussolini interviene senza dubbio promuovendo la spartizione del paese: Marburg all'Austria, la Bacska all'Ungheria, il Banato alla Romania, la Macedonia alla Bulgaria, parte del Kosovo all'Albania, Vittorio Emanuele incoronato re di Montenegro e qualche altro Savoia di Croazia. All'Italia Lubiana, l'entroterra di Fiume e tutta la Dalmazia. Il resto rimane regno di Serbia, comprendente almeno una parte della Bosnia. Un simile sistemazione fa a pezzi Versailles, ma accredita Mussolini come leader di un blocco regionale balcanico destinato a contenere il revanchismo serbo. Questo rende più difficile un alleanza tra Italia e Germania, in concorrenza per lo stesso spazio di espansione (un'idea di Falecius)
I Cristeros. I Cristeros nel 1929 non depongono le armi, contando su un aiuto maggiore da parte della Chiesa Messicana o dal papa stesso. Di fatto si arresero quando ormai avevano praticamente vinto, mentre gli USA che (neanche tanto segretamente) finanziavano il governo messicano erano in difficoltà e le sue truppe stavano subendo uno stillicidio continuo. Se continuano la guerra con l'appoggio esplicito della Chiesa, gli USA pur di non abbandonare la partita si impegnano molto di più, usando tutte le armi a disposizione, ma le cose vanno avanti comunque per le lunghe ed è possibile la penetrazione del movimento dei Cristeros negli Stati del Sud al confine con il Messico, cattolici ed ispanofoni. Inoltre la notevole presenza di cattolici in alcuni Stati Americani (dovuta agli emigranti ispanici, italiani, irlandesi, polacchi ecc.) può mettere anche in discussione la lealtà alla Nazione: dovendo scegliere se seguire la propria fede o la propria nazione, molti scelgono la prima, ed allora abbiamo agitazioni e subbugli nelle metropoli americane già negli anni '30. Tutto questo rende altresì molto precaria l'influenza degli USA negli avvenimenti storici successivi (la guerra mondiale è alle porte) con effetti inimmaginabili (Never75 si è ispirato al libro-capolavoro di Graham Greene "Il potere e la gloria")
Avanti, Aosta! Il 24 ottobre 1929 il principe di Piemonte ed erede al trono italiano Umberto di Savoia, a Bruxelles per annunciare il suo fidanzamento con Maria José di Sassonia-Coburgo-Gotha, subisce un attentato da parte del socialista Fernando De Rosa che gli spara contro un colpo di pistola, identificando la monarchia sabauda con il fascismo. Che accade se l'attentato riesce e il principe muore? Per la legge Salica il titolo di erede al trono passa ad Amedeo di Savoia-Aosta. A morire in prigionia dopo l'eroica difesa dell'Amba Alagi sarà suo fratello Aimone. Come cambia la storia d'Italia? Amedeo fuggirà da Roma assieme a Vittorio Emanuele III, come ha fatto Umberto nella nostra Timeline, o resterà da impavido qual era e salverà la monarchia? (un'altra idea di William Riker)
Atlantropa. Uno dei progetti più strani mai immaginati dall'uomo è quello di Hermann Sörgel, un architetto che nel 1929 propose l'idea di "Atlantropa", un blocco geopolitico ed economico che avrebbe incluso Europa, parte del Medio Oriente e il Nord Africa. Sörgel pensò alla costruzione di una serie di enormi dighe, che bloccassero il Mediterraneo all'altezza dello Stretto di Gibilterra, chiudendo di fatto il mare. Oltre a generare moltissima di elettricità, le dighe avrebbero abbassato di circa 200 metri il livello medio del Mediterraneo, creando nuove zone sfruttabili dall'uomo. La regione più settentrionale del Mare Adriatico, per esempio, sarebbe finita completamente sopra al livello delle acque. La Sicilia, grazie all'abbassamento delle acque, sarebbe stata direttamente connessa con la Calabria, e tramite un ponte anche con la Tunisia. Corsica e Sardegna avrebbero costituito un corpo unico molto vicino alla Toscana, che nel frattempo avrebbe inglobato l'isola d'Elba. In totale, Sörgel progettava di creare oltre 660.000 chilometri quadrati di nuova terra, da sfruttare per l'agricoltura o come terreni edificabili. Sörgel ideò anche una gestione delle acque che consentisse di irrigare parte delle regioni nordafricane, e una serie di protezioni per siti culturalmente importanti come Venezia. Naturalmente Sörgel non considerava degni di troppa attenzione "dettagli" come terremoti, cambiamenti climatici di vasta portata né la sorte dei popoli africani coinvolti nel progetto (non dimentichiamo che erano gli anni dell'ascesa del nazismo). Si venne a creare anche un movimento di sostegno al concetto di Atlantropa, ma essa rimase sulla carta ed in seguito fu bollata come estremo singulto del colonialismo europeo. Ma che accade se un progetto del genere - proposto anche da Philip K. Dick ne "La Svastica sul Sole" - si realizza davvero? (pensata dal Marziano)
San Nicola contro Nonno Gelo. Fu l'illustratore americano Haddon Sundblom (1899-1976), nel 1930, a dare a Babbo Natale l'aspetto odierno, assegnandogli un costume rosso ornato di pelliccia bianca, i colori della Coca Cola, i cui produttori gli avevano commissionato la realizzazione di un testimonial per le loro campagne di vendita in occasione delle festività natalizie. Fu così che il grasso dispensatore di regali (meglio se prodotti in serie dalle multinazionali americane) partì alla conquista del mondo, sulle ali della pubblicità della bibita di Atlanta. Non a caso oggi lo si ritrova persino nella Repubblica Popolare Cinese, i cui abitanti perlopiù neppure sanno che cos'è il Natale. E non a caso, negli anni cinquanta e sessanta, nel blocco sovietico si reagì al testimonial per eccellenza della plutocrazia americana rispolverando la figura di Ded Moroz ("Nonno Gelo"), che distribuiva doni con l'avallo del PCUS. Ma che accade se Sundblom ha meno fantasia e crea un personaggio diverso, che non avrà la fortuna iconografica del vecchio obeso accasato al Polo Nord? Come cambia il folklore natalizio dagli anni '50 in poi senza il simbolo vivente del moderno consumismo che a Dio antepone sempre Mammona? Vedremo un tizio travestito da vescovo girare per le case la notte del 25 dicembre anche nei nostri anni Duemila, o la fantasia del capitalismo a stelle e strisce inventerà qualche altro personaggio, come i tre spiriti protagonisti del "Canto di Natale" dickensiano? (seconda ucronia dedicata da Enrica S. a Babbo Natale)
Vestito di Blu. E se l'iconografia di Babbo Natale fosse stata commissionata non dalla Coca Cola ma dalla Pepsi? Come cambierebbero gli addobbi natalizi con un Babbo Natale blu e bianco, e con gli addobbi dominati dal blu e non dal rosso? (terza ucronia dedicata da dDuck a Babbo Natale)
Vestito di Verde. E se invece Babbo Natale fosse stato commissionato dalla 7Up o dalla Fanta? Che effetto farebbe vedere un Babbo Natale verde o arancione? (quarta ucronia dedicata da Pavel Tonkov a Babbo Natale)
Ucronia metropolitana romana. Nel 1930 il regime fascista pianificò una grande rete ferroviaria sotterranea, come testimonia la seguente relazione sul Piano Regolatore di Roma, tratto da questa fonte: « La nostra Commissione ha creduto indispensabile di affrontare quale problema pregiudiziale nei riguardi del Piano Regolatore la sistemazione della grande rete delle ferrovie, in relazione ai bisogni ognor crescenti del traffico viaggiatori e merci, e di depositi, comporta un notevole impegno di aree e impone convenienti coordinazioni d ella rete stradale e dello sviluppo edilizio, era indispensabile che tale studio precedesse lo studio stesso del Piano Regolatore, soprattutto per la parte relativa all'espansione dell'aggregato urbano nelle zone di ampliamento. (...) Linea A: di più immediata attuazione, parte dalla Stazione di Ostia e per il Trastevere, Piazza Venezia, Via Nazionale, Termini raggiunge Porta Pia, biforcandosi quindi presso Piazza Verbano e la Salaria da un lato, e lungo la Nomentana fino a Santa Agnese, e il nuovo Quartiere di Pietralata. Linea B: con direzione Nord-Sud, parte dal Piazzale Ostiense e, per Piazza Venezia e Piazza del Popolo, raggiunge la nuova Stazione Flaminia. Linea C: con direzione Nord-Est, Sud-Ovest, collega il Quartiere Trionfale e San Pietro con il centro e la Stazione e questa con S. Giovanni. Essa avrà all'estremità settentrionale due branche per raggiungere il Foro Mussolini dell'O.N.B. e la Stazione Flaminia, e al Sud si spingerà fino alla Stazione Casilina e al nuovo Quartiere Prenestino. Linea D: riunirà il quartiere Trionfale a Piazza del Popolo e di qui per Piazza di Spagna risalendo Via Boncompagni e Quintino Sella raggiungerà la Stazione di Termini nella sua nuova ubicazione, per spingersi quindi nelle importanti zone di ampliamento previste ad oriente della Città. » Come sarebbe cambiato il volto della capitale se durante il fascismo si fosse sviluppata questa imponente rete metropolitana a Roma? (nel formulare questa proposta, Estec aggiunge: "oltre ad avere una stazione proprio sotto casa mia, ovviamente"!)
Oroscopo? Sciocchezze. Un tempo gli oroscopi erano riservati a Papi e sovrani, e nessuno avrebbe pensato di calcolare con estrema precisione la posizione dei pianeti al momento della nascita di un popolano qualunque. Solo nel Novecento, attraverso i giornali quotidiani e le riviste, l'oroscopo, che fino a quel momento era stato "personalizzato" e valido solo per questo o quello influente personaggio, divenne un fenomeno di massa. La svolta avvenne in Inghilterra nel 1930, quando alla nascita di Margaret, la sorella di Elisabetta II, i Windsor fecero pubblicare sul Times il suo quadro astrale: non era mai accaduto prima, e da allora ogni suddito britannico, proprio come la principessa, volle il proprio oroscopo. A perderci fu proprio la stessa astrologia, che fino ad allora aveva avuto pretese di scienza esatta: l'oroscopo cominciò ad andare bene per tutti, a diventare generico e scontato (della serie « Venere in congiunzione con la Vergine favorirà gli incontri galanti ») e le previsioni dovettero valere per un dodicesimo dell’umanità. Imperversarono le riviste dedicate (in Italia ad esempio "Astra"), gli oroscopi conquistarono la televisione e vari ciarlatani fecero fortuna vendendo fumo ai creduloni in prima serata. Ma che accade se re Giorgio VI non ha quella bella pensata dell'oroscopo pubblico per la sua neonata, e gli oroscopi come li conosciamo oggi non solo non si diffondono, ma neppure nascono? Come cambia senza di essi la storia del costume contemporaneo? (nuova idea di William Riker)
Intrigo giallo-rosa a Sofia. Nell'ottobre 1930 Giovanna di Savoia va in sposa a Roma allo zar Simeone di Bulgaria, dietro la promessa che farà istruire i figli nella religione cattolica. Appena tornato a Sofia lo Zar si rimangia la parola data, fa ricelebrare il matrimonio con rito ortodosso e in seguito farà battezzare i figli dalla sua Chiesa. A differenza di quanto accaduto nella nostra Timeline, la regina di Bulgaria scappa dal palazzo reale e si rifugia nella nunziatura vaticana. Ovviamente lo zar pretende il suo ritorno. Tocca al nunzio, un certo Angelo Roncalli, rimettere a posto le cose (un'altra trovata del Marziano; ecco la sua proposta)
Madre Teresa di New York. Che accade se, anziché missionaria in India, Agnes Gonxha Bojaxhiu viene mandata a New York, capitale del capitalismo occidentale, ed inizia un'intensa opera di ricristianizzazione dell'Occidente? (un'idea sui generis di Enrica S.)
"La Lupa vorace, l'Aquila rapace, l'Oca... Starace" (da un pamphlet che sbeffeggiava il "bestiario" fascista). Come sarebbero cambiati il fascismo e la storia d'Italia se Starace non fosse stato segretario del Partito Nazionale Fascista? (proposta da Maggioriano)
Farewell to Churchill/3. Nel 1931 Winston Churchill uscì miracolosamente salvo da un incidente stradale, durante il quale fu investito da un taxi: fu una questione di centimetri e di millisecondi, che gli salvarono la vita. Ma che accade se Churchill muore? Primo ministro sarà Lord Halifax; la mancata guida di Churchill sicuramente inciderà sul morale britannico, e sarà altamente probabile un armistizio e la ricerca a livello globale di un modus vivendi con la Germania nazista, che dal canto suo fronteggerà gli U.S.A. in America del Sud, ma prima o poi collasserà come accaduto all'U.R.S.S. (avanzata da Never75 e da Enrico Pellerito sulla base di un'idea di Williamson Murray contenuta nel volume "La storia fatta con i se")
Mau Mau/1. Il movimento guerrigliero Mau Mau, capitanato dal giovane Jomo Kenyatta (in lingua kikuyu "giavellotto fiammeggiante del Kenya"), ha successo e la sua spietata guerriglia costringe gli inglesi a sgomberare dal Kenya già all'inizio degli anni trenta. Di conseguenza questo stato è il primo a sorgere dalle ceneri del colonialismo europeo, e provoca un effetto domino che nel giro di dieci anni porta alla completa disgregazione degli imperi coloniali britannico, francese, belga e spagnolo in Africa fin dal primo dopoguerra. Resistono solo le colonie portoghesi ed italiane. Hitler e Mussolini possono avere ampi spazi di manovra nei giovani, instabili stati; con mezza Africa dalla loro parte, la Seconda Guerra Mondiale può avere un esito molto diverso (è saltata in mente a William Riker)
Mau Mau/2. L'ucronia precedente può avere una notevole variante. Una volta divenuto presidente della Jamhury ya Kenia (Repubblica del Kenya) con trent'anni di anticipo, chi dice che Jomo Kenyatta si schiererà dalla parte di Hitler? Il suo "socialismo africano" lo spingerebbe in tutt'altra direzione, senza contare il fatto che il razzista Hitler potrebbe avere delle grosse difficoltà ad accettare l'aiuto di repubbliche nere contro la "perfida Albione". Inoltre, una volta che l'Inghilterra ha sgomberato il Kenya, esso potrebbe diventare appetibile per Mussolini che, ringalluzzito dalla conquista dell'Etiopia, potrebbe decidere di espandere ulteriormente l'Africa Orientale Italiana a danno del giovane stato. L'Inghilterra, per ripicca contro Kenyatta, potrebbe addirittura dargli manforte, ed allora farebbe cadere, in sede della Società delle Nazioni, la proposta di imporre sanzioni economiche all'Italia. Naturalmente Kenyatta riprenderebbe immediatamente la sua spietata guerriglia contro gli italiani (in confronto ai Mau Mau persino i Senussiti apparirebbero al più come dei bambini un po' troppo discoli), ma Mussolini resterebbe amico di Francia e Inghilterra e rifiuterebbe l'abbraccio mortale con Hitler. Anche in questo caso la Seconda Guerra Mondiale sarà molto diversa da come la conosciamo noi (ancora William Riker)
Frau Hitler. Nella primavera del 1928 Adolf Hitler andò a vivere insieme alla sorellastra Angela Raubal, rimasta vedova, e alle sue due figlie Friedl e Angela, detta Geli, una ragazza di vent'anni, con lunghi capelli biondi, allegra e molto attraente. Lo zio quarantenne se ne innamorò perdutamente: nonostante non ricambiasse l'amore dello zio, Geli diventò la sua amante, ed Hitler non faceva un passo senza di lei. Nel 1929 Hitler si trasferì in un grande appartamento nel centro di Monaco. dove Geli aveva la sua camera. La relazione procedette tra alterne vicende fino al 17 settembre 1931, quando Geli si suicidò. Alcuni storici hanno ipotizzato che Hitler volesse sposare Geli, regolarizzando la loro posizione per ragioni di opportunità politica. ma che la giovane si sia opposta. Altri invece hanno pensato che Geli sia stata in realtà assassinata per conto di Himmler o di Bormann, perchè Hitler doveva dimostrare alle masse tedesche di volersi dedicare esclusivamente alla Germania, rinunciando a ogni affetto personale. In ogni caso, quel suicidio per il futuro Führer fu un duro colpo: anche quando si lasciò andare a confidenze nel bunker sotto la Cancelleria di Berlino, con al fianco la nuova amante Eva Braun, egli non nominò mai Geli, neppure con il suo fedelissimo Goebbels. « Nei confronti del proprio marito tutte le donne sono egualmente irragionevoli », disse il Dittatore quando ormai la sconfitta appariva certa: « Io sarei costretto a vedermi sempre di fronte un viso afflitto e corrucciato, oppure dovrei trascurare i miei doveri: perciò è meglio non sposarsi. L'aspetto peggiore del matrimonio sta proprio nel fatto che crea dei diritti e delle rivendicazioni. Ecco perché è molto meglio avere un'amante. Così si aboliscono gli oneri, e tutto diventa un regalo. Naturalmente ciò vale soltanto per gli uomini eccezionali. Non credo che un uomo come me possa sposarsi. » Hitler tenne fede alle sue convinzioni, sposando Eva Braun soltanto quando i sovietici erano a 500 metri dal suo bunker, poco prima di ucciderla. Ora, che accade invece se Geli si innamora effettivamente di un uomo potente come Adolf Hitler, non si suicida e lo sposa? Cambierà qualcosa nell'atteggiamento del Tiranno di tutti i tiranni, con una moglie al suo fianco, e senza poter pensare tutto il tempo solo a come conquistare l'Europa? (questa è di Enrica S.)
Altro che scatolone di sabbia. L'esploratore Ardito Desio nel 1931 scopre che la Libia galleggia su un mare di petrolio. Così, dopo la conquista dell'Etiopia, l'Italia non ha bisogno di allearsi con Hitler, rimane neutrale e investe nello sviluppo del paese e delle colonie, che fanno da valvola di sfogo all'enorme crescita demografica del paese. Come cambia la storia d'Italia? (pensata da Homer)
Balbo Duce. L'attentato di Angelo Pellegrino Sbardellotto del 1932 riesce, Mussolini muore ed Italo Balbo diventa il nuovo Duce, alleandosi con l'Inghilterra anziché con la Germania (scaricate da qui il testo di Giorgio Tebaldi, che ha proposto quest'ucronia)
Senza gli USA. Il 1 marzo 1932 Charles Lindbergh Junior, di venti mesi, figlio del grande trasvolatore che per primo volò senza scalo da New York a Parigi, viene rapito in circostanze misteriose dall'abitazione di campagna dei genitori a Hopewell, nel New Jersey. Anche se la famiglia pagò il riscatto, il corpicino del bambino fu ritrovato 12 maggio a poche miglia di distanza da casa sua. Del rapimento di Baby Lindbergh viene accusato Bruno Hauptmann, un immigrato tedesco che, pur essendosi sempre proclamato innocente, viene condannato a morte e giustiziato sulla sedia elettrica il 3 aprile 1936. Stanchi di essere costantemente sotto i riflettori, nel dicembre 1935 i Lindbergh si trasferiscono in Europa con gli altri due figli; in Europa il trasvolatore dell'oceano diverrà un fanatico ammiratore di Adolf Hitler, e per questo sarà emarginato in patria quanto prima è stato idolatrato. Ma se il rapimento non avviene, o se Charles Junior è ritrovato in vita? Suo padre resta in America, viene candidato dal Partito Repubblicano contro Roosevelt nel 1940 e, forte della sua grande popolarità, vince, diventando Presidente. Com'è noto, anche nella nostra Timeline egli voleva tenere gli USA fuori dal conflitto mondiale. Se trova un accordo con il Giappone, evitando Pearl Harbour, e mantiene l'America neutrale, probabilmente Gran Bretagna e URSS riusciranno comunque a vincere contro Hitler, ma gli USA potrebbero rimanere isolazionisti anche nel Dopoguerra, ed allora chi si contrapporrà all'URSS? Come cambia la storia del Secondo Dopoguerra senza gli Stati Uniti come protagonisti? (pensata da Enrica S.)
La deriva del continente americano. Nelle elezioni presidenziali del 1932 i Repubblicani presentano un candidato più credibile di Herbert Hoover, capace di sconfiggere Franklin Delano Roosevelt. Il New Deal non viene messo in moto, l'economia americana non si riprende (e non si riprenderà se non con la guerra), ma soprattutto la gente non ritrova fiducia nelle istituzioni democratiche e si rischierà un colpo di stato, sia da destra che da sinistra. Nella migliore delle Ipotesi Washington attacca il Messico per distrarre l'attenzione dalla crisi (e ci resta ingolfato?), nella peggiore un Rockwell o un Reed potrebbero assumere la presidenza e schierare la potenza degli Usa con l'Asse o con l'URSS... (proposta da Filobeche)
Fascist Great Britain. Il British National Party conquista il potere e si schiera con la Germania e l'Asse, ma l'impero coloniale si ribella sotto la guida di... Gandhi! (un'ottima idea di Filobeche?)
Communist Great Britain. Invece che al fascismo, l'Inghilterra si volge al socialismo reale e Clement Attlee diventa presidente della Repubblica Socialista Unita di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord (Filobeche, sempre lui! Eccone un trailer)
L'ernia del Disco. Fino al 1975 la Disco Music era una musica essenzialmente nera; come è successo con il Rock n'Roll negli anni cinquanta, perché un fenomeno musicale di derivazione nera giunga a popolarità mondiale, è necessario che di quel fenomeno si approprino dei musicisti bianchi. Negli anni '50 era stato Elvis Presley, per la Disco Music sono stati i Bee Gees. Ma che accade se qualcuno "esporta" tra i bianchi questo genere di musica già negli anni trenta, ed il fenomeno Disco nasce con cinquant'anni di anticipo, magari per dimenticare in fretta la Grande Depressione? Magari paesi come il Terzo Reich conosceranno non marce di guerra trionfali stile greco-romano, ma note discotecare ritmiche e divertenti oltrechè grintose: città come Berlino, Londra, Roma e Parigi si riempiono di discoteche ante litteram e la gioventù inizia molto prima una rivoluzione sessuale e sociale... (proposta da Ainelif)
San Gandhi. Gandhi, pur essendo profondamente indiano e figlio della sua cultura, tuttavia conosceva molto bene anche il Mondo Occidentale, avendo compiuto diversi viaggi in Occidente e mantenendosi in contatto epistolare con scrittori del calibro di Tolstoj. Aveva pure letto integralmente i Vangeli che lo avevano affascinato e forse, tra le altre cose, furono proprio essi a far maturare ancora di più la sua vocazione pacifista. Mettiamo caso che questa "simpatia" per il Cristianesimo sia ancora più forte, tanto da spingerlo in seguito ad una conversione vera e propria, aderendo al cattolicesimo romano. Verrà a maggior ragione ucciso da un fanatico indù, e la sua morte farà di lui un martire, accelerandone la già eventuale beatificazione. Inoltre una figura cristiana così di spicco in un Paese dove il Cristianesimo è in netta minoranza tanto rispetto all'Islam, quanto rispetto all'Induismo, potrà anche aumentarne le conversioni. Oggi Gandhi sarà quindi, al pari di Madre Teresa, uno stimolo incredibile per i cristiani purtroppo ancora perseguitati in questo immenso Paese (ideata da Never75)
Il Giappone liberale. Nel 1932 fallisce l'attentato contro il premier liberal Inukai. In tal modo non si verifica in Giappone la deriva nazionalista, dittatoriale e guerrafondaia degli anni successivi. Anzi, premier politici più accorti cercano un maggiore accordo con le altre potenze dell'area (USA in primis) evitando possibili motivi di attrito in futuro. Non avverrà Pearl-Harbour, che dal punto di vista politico-militare fu letteralmente un suicidio, e gli USA, come nella I guerra mondiale, saranno più liberi di mandare truppe in appoggio alla Gran Bretagna in Europa, non sentendosi minacciati sul proprio Continente; e forse la guerra finirà un po' prima. Nel dopoguerra cambierà anche lo scenario asiatico, non essendoci stata l'invasione giapponese, i regimi coloniali europei (francesi, inglesi ed olandesi) dureranno più a lungo e, grazie al minore influsso del comunismo maoista, si giungerà ad una decolonizzazione più pacifica evitando le tremende guerre che dagli anni '50 agli '80 devasteranno il Continente: Corea, Vietnam, Kampuchea, Birmania ecc. (sempre opera di Never75)
Guerra di Secessione Brasiliana. Nel 1932 lo Stato di San Paolo del Brasile si ribella alla dittatura del generale Getulio Vargas, si chiama fuori dalla federazione del Brasile e provoca lo scoppio della Guerra di Secessione Brasiliana. Tra i più fieri sostenitori dell'armata ribelle ci sono i discendenti dei sudisti americani, stabilitisi in quei luoghi dopo il 1865. Tutto questo cambia la storia dell'America Latina (anche questa la si deve al solito Marziano)
Kamchatka Purchase/2. Negli anni trenta, nel tentativo di fare cassa, Stalin propose la vendita della penisola di Kamchatka a un miliardario statunitense, con la clausola che però rimanesse comunista, clausola che non venne evidentemente accettata. Ma se invece viene comprata? Una presenza americana in un territorio sperduto dell'Asia orientale renderà ancora più difficili i rapporti tra Stati Uniti e Giappone; con quali conseguenze sulla Seconda Guerra Mondiale? (proposta da Camillo Cantarano)
Trionfo dell'agricoltura naturale. Pochi conoscono Masanobu Fukuoka, un contadino giapponese che tra gli anni '30 e '70 inventò un metodo di coltivazione chiamato Agricoltura naturale. Questo metodo, sfruttando tutti gli strumenti che la natura dà a disposizione all'uomo, permette rese straordinarie dimezzando il lavoro umano e azzerando l'impiego di fertilizzanti chimici e pesticidi. In Giappone nacque un vivo interesse per questo metodo, che però ebbe una diffusione molto limitata perché se applicato su grande scala avrebbe rivoluzionato il settore agricolo e penalizzato interi settori legati alle attività rurali. Ma se invece i Giapponesi guardano al di là del loro portafoglio? Hanno un tipo di agricoltura ad alta resa ed ecocompatibile, applicabile anche su superfici marginali. E poi, spingendosi oltre, se questo metodo verrà esportato nel resto del mondo significherà una rivoluzione verde: il ritorno all'autosufficienza delle comunità rurali senza rinunciare ai comfort della tecnologia moderna! (geniale trovata di Renato Balduzzi)