Il dittatore di centro. Franz von Papen (1879-1969) era il leader del Zentrum, il partito cattolico di centro nella tormentata Repubblica di Weimar. Nominato cancelliere dal presidente Paul von Hindenburg nel 1932, dopo la caduta del suo esecutivo consigliò l'ex eroe della Prima Guerra Mondiale di chiamare Hitler alla cancelleria; quest'ultimo, riconoscente, lo nominò vicecancelliere. A lui si devono la firma del Concordato tra la Santa Sede e la Germania (20 luglio 1933) e l'annessione dell'Austria al Reich (Anschluss, 12 marzo 1938); ambasciatore in Turchia durante il conflitto mondiale, fu arrestato e tradotto a Norimberga, dove poi fu assolto per insufficienza di prove. Cinico ed opportunista, fu estraneo alla Shoah ed a molti altri crimini commessi dai Nazionalsocialisti, ma non osò mai contraddire o criticare Hitler, che si illudeva di poter manovrare a suo piacimento, mentre in realtà avvenne il contrario. Ora supponiamo che Von Papen sia ancora più opportunista, chiami Hitler alla vicecancelleria del suo governo (facendogli balenare la possibilità di essere il suo successore) ma poi lo elimini, facendo ricadere la colpa su qualche altro gerarca. Il Führer sarà lui, von Papen, ed avrà la maggior parte dei nazisti ai suoi ordini, oltre all'appoggio della Chiesa. Il suo sarà un regime corporativista come quello di Salazar in Portogallo, i partiti politici non spariranno completamente (esclusi socialisti e comunisti), la Shoah non avverrà ed egli stringerà un'alleanza di ferro con Inghilterra, Francia, Spagna, Portogallo, Italia, Austria, Polonia e Giappone contro l'URSS di Stalin. Come si svolgerà - se si svolgerà - la Seconda Guerra Mondiale? (un'altra idea di William Riker)

Il pittore austriaco. Hitler invece di entrare in politica si dedica alla sua passione iniziale, la pittura; diventa un bravo artista, molto popolare tra i critici ed amico di Picasso, la Repubblica di Weimar non diverrà mai il Terzo Reich e rimarrà uno stato misero e povero nel centro dell'Europa. La situazione cambia però anche in Italia dove il regime fascista mostra le sue manie di grandezza nella conquista dell'Etiopia. I rapporti con le democrazie si sfaldano e in tutta europa vige un clima di tensione. L'Italia rimarrà alleata della fedele Austria e si riavvicinerà rapidamente alle democrazie (Mussolini viene visto da Francia e Gran Bretagna come un ottimo freno a Stalin, un po' come Hitler nella nostra timeline) e ci sarà l'invasione dell'Albania nel 1941 e la seconda guerra mondiale verso gli anni cinquanta, quando Giappone e URSS si saranno spartiti la Cina? Oppure in assenza di Hitler,il Duce si fa influenzare da Balbo e si avvicina sempre di più ai russi come effettivamente stava già facendo fino a metà degli anni 30? La seconda guerra mondiale vedrà contrapposti Democrazie e Totalitarismi? GB, USA, Francia e Giappone (quest'ultimo interessato ai territori russo-cinesi) contro Italia e URSS? (un'ucronia artistica proposta da Basileus TFT e da Maggioriano)

Adolf & Walt. Secondo alcuni, Adolf Hitler sarebbe stato un grande fan delle opere di Walt Disney, ed il suo film preferito sarebbe stato Biancaneve (dopotutto é l'adattamento di uno vecchio racconto dei fratelli Grimm). Non é sorprendente che nel 2008 il conservatore di un museo in Norvegia abbia affermato avere identificato une seria di disegni rappresentanti i Sette Nani e Pinocchio firmati "A.H". Un po' di fan service realizzato dal dittatore, in ricordo degli suoi vecchi sogni di pittore? A.H aveva a sua disposizione questi film vietati al pubblico grazie alla collezione privata di film di Göbbels. Si dice anche che amasse King Kong e i film di guerra (ah!). Cosi possiamo immaginare un'ucronia in cui il dittatore diventa un'artista dell'animazione in Germania, o forse un collaboratore di Walt Disneym dove può disegnare quanto vuole eroi biondi e villain ebrei. Si può ipotizzare anche che Hitler autorizzi i film Disney nel Reich e giunga fino a invitare Walt Disney in Germania. Quali sarebbero le conseguenze per lo studio di animazione di questa imbarazzante collaborazione con i nazisti? Walt Disney sarebbe stato sospetto di attività antiamericane e di antisemitismo. (questa è di Perchè no?)

Stalin & Weissmuller. Nello stesso filone, si dice che Stalin fosse un grande fan di Tarzan, e volesse fare assassinare John Wayne pur amando i western, ma non quelli di John Wayne... e se lo fa? (ancora Perchè no?)

L'attacco polacco alla Germania. All'indomani della salita al potere di Hitler nel gennaio 1933, il dittatore polacco Józef Klemens Pilsudski capì che quell'ex caporale austriaco poteva essere fonte di grossi guai per la Polonia, e pensò ad una guerra preventiva contro la Germania, ritenendo che le forze armate polacche avrebbero travolto la Germania, le cui risorse militari erano di scarsa entità per come imposto dal Trattato di Versailles. Ma la sua bestia nera era l'URSS, che avrebbe potuto approfittarne per attaccare a sua volta la Polonia da Est. Onde evitare di restare totalmente scoperto ai confini orientali, Pilsudski propose alla Francia di partecipare alla guerra preventiva agendo da Ovest, ma Parigi non ne volle sapere. A quel punto Hitler, che proprio per la debolezza dell'apparato militare tedesco temeva un prematuro scontro con la Polonia, pensò bene di giungere ad una riappacificazione con il governo di Varsavia. Incredibile coincidenza d'intenti, anche Pilsudski era favorevole ad un riavvicinamento, visto che il suo progetto bellico era fallito. E così, ambedue i dittatori firmarono un patto di non aggressione decennale nel gennaio del 1934. Sappiamo com'è poi finita. Cosa accade, invece, se il maresciallo polacco decide di proseguire da solo nel suo progetto di guerra preventiva, infischiandosene di un'azione sovietica, niente affatto scontata, e già nella primavera del 1933 avanza con le sue truppe verso Berlino? (ideata da Enrico Pellerito)

Niente Shoah. Quasi sicuramente, se la Germania Nazista non avesse impegnato una notevole massa di energie, mezzi e uomini per realizzare l'Olocausto, l'esito della guerra avrebbe potuto cambiare. Infatti, grazie alle loro requisizioni, i tedeschi hanno avuto a disposizione migliaia di braccia, lavoratori gratis, gioielli e soldi in quantità. I posti vacanti sono stati riempiti da lavoratori in cerca di un impiego, ben contenti di lavorare per il Nazionalsocialismo. Con la Shoah ci hanno guadagnato praticamente tutti: lavoratori, impiegati, banche, semplici cittadini che vedevano la possibilità di poter vivere nell'agio... Come cambia dunque la Seconda Guerra Mondiale, senza la componente antisemita del Nazismo? (se lo chiede MAS)

Christen raus. Anzichè gli Ebrei, Hitler si picca in testa di perseguitare i cristiani, in nome della pura razza teutonica che originariamente era pagana, e tenta di restaurare il culto degli Asi di nibelungica memoria (Thor, Odino, Freya, Loki...) Egli stesso si proclama "Incarnazione di Wotan" e si fa adorare come un dio in terra. Ne segue una violentissima persecuzione che costringe i cristiani alla fuga o alle catacombe; molti apostatano o fingono di farlo, ma alcuni affrontano il martirio nei lager dove preti cattolici, suore e pastori protestanti vengono ammassati. Pio XI risponde con una serie di violentissime encicliche nelle quali definisce Hitler "il novello Diocleziano emerso da una schiatta di Senza Dio". Siccome Mussolini ha siglato i Patti Lateranensi con il Vaticano, e non può certo seguire Hitler nel perseguitare una religione che è largamente maggioritaria in tutto il paese, non stringe con lui alcuna alleanza, anzi stringe un "Patto d'Acciaio" con Spagna, Portogallo, Austria, Ungheria, Polonia e Lituania ed accoglie i profughi fuggiti dalla Germania. Paradossalmente Hitler stringerà in precedenza alleanza con Stalin, che quanto a distruttore di chiese non è secondo a nessuno, ma anche con la Francia e gli Stati Uniti, governati da intellighenzie massoniche e quindi in un modo o nell'altro ostili alla Chiesa (a tutte le Chiese). Si prospettano scenari assolutamente imprevedibili per le alleanze della Seconda Guerra Mondiale: l'Inghilterra con chi starà? (un incubo firmato William Riker)

Germanarabismo. Sembra quasi impossibile che l'antisemitismo tedesco comprendesse gli ebrei ormai europeizzati ed escludesse gli arabi. La questione fu sopita il più possibile perché appariva inconciliabile proprio con il termine "antisemita". Ma se invece il Reich punta a una visione del mondo ariano molto diversa? Potrebbe affermare che gli Arabi sono fratelli dei tedeschi, poiché hanno entrambi origine dalla Mezzaluna fertile e dalle più grandi civiltà del passato. La visione del mondo del Reich sarà quindi più mediterraneocentrica, coinvolgerà a maggior ragione la civiltà greca e quella romana e non avrà più il mito della "calata da nord", ma piuttosto dello "spostamento da est". Come cambiano le manovre della Germania Nazista in questa prospettiva? (ideata da Renato Balduzzi)

Nazismo turco. E se il Nazismo, anziché in Germania, nascesse in Turchia? Dopotutto i Turchi avevano i loro motivi di rivincita dopo il disastro della Prima Guerra Mondiale, soprattutto se Ataturk non ascende e le punitive condizioni di pace di Sévres restano in vigore. In questo caso il Terzo Reich (in turco "Üçüncü İmparatorluk") sarà il terzo dopo l'impero bizantino e l'impero ottomano, ed avrà come primo obiettivo la riconquista dei Balcani e dei territori arabi. L'equivalente dell'Anschluss avverrà nella zona di Trebisonda, teoricamente in mano agli armeni ma di fatto abitata quasi solo da turchi, per via del noto genocidio. Ci sarà poi l'annessione di parte della Siria francese (al posto di quella dei Sudeti) e infine l'annessione della zona greca, con la creazione di uno stato fantoccio come la Tracia o la Izmirna. La scintilla della Guerra Mondiale sarà l'invasione dell'Armenia, la spartizione della quale sarà tra le clausole del patto di non aggressione con l'URSS (l'equivalente del patto Molotov-Ribbentrop). Da un lato avremo allora il nuovo Impero Ottomano, la Bulgaria (in funzione antigreca) e l'Italia (fedele al suo storico alleato e con grandi interessi in Turchia) e, dall'altro Gran Bretagna, Francia, Commonweath, Grecia, Armenia e paesi arabi. Difficile da definire la linea politica degli altri paesi europei: la Repubblica di Weimar resterà probabilmente fuori dal conflitto; Francisco Franco è ideologicamente vicino a Mussolini e ai Turchi, ma probabilmente anch'egli rimarrà neutrale come nella nostra Timeline; l'Ungheria non è in una posizione chiave e potrebbe scatenare una guerra contro la Romania per la Transilvania; la Jugoslavia rischia di essere la prossima preda della Grande Turchia; la Polonia potrebbe entrare a fianco degli Alleati temendo un attacco sovietico; la Finlandia non entra nell'Asse, non essendoci nessuna guerra di Continuazione. Ma la Turchia poi attaccherà l'URSS come ha fatto la Germania nazista, rivendicando la Crimea e forse addirittura i territori appartenuti all'Orda d'Oro, o preferirà puntare al Nord Africa e al cuore dell'Europa, nel qual caso entrerà in conflitto con la Germania? (un'ucronia simmetrica pensata a quattro mani da Basileus TFT e da William Riker)

Von Braun/1. Wernher Von Braun (1912-1977) è un acceso antinazista ed all'avvento di Hitler abbandona la Germania per gli Stati Uniti, dove inizia con largo anticipo il suo progetto spaziale. Il 31 gennaio 1938 mette in orbita il primo satellite artificiale della storia, l'Explorer I, il che permette un balzo in avanti delle comunicazioni radiofoniche intercontinentali. Il 21 luglio 1949 tre astronauti americani sbarcano sulla Luna; e nel 1980 avverrà il primo sbarco sul pianeta Marte con la fondazione della Von Braun Base, in memoria del conquistatore dello spazio. Naturalmente saranno possibili anche applicazioni belliche e la Seconda Guerra Mondiale sarà probabilmente molto diversa (un'altra idea di William Riker)

Von Braun/2. Hitler, anziché sviluppare un viscerale antisemitismo e una spropositata sete di conquista, è affascinato dall'astronomia e sogna, leggendo romanzi di fantascienza, di raggiungere quell'ultima inviolata frontiera. Una volta divenuto Führer, non investe nell'industria bellica ma nella ricerca missilistica, appoggiando le ricerche di un giovane ingegnere di nome Wernher Von Braun. Nel 1937 viene mandato in orbita il primo satellite artificiale. Al progetto della corsa allo spazio partecipano altre nazioni europee, Italia e Francia in testa, nella prospettiva di uno sfruttamento economico dello spazio per risollevare l'economia del Vecchio continente. Gli entusiasmi si accendono e l'industria aerospaziale tedesca è in pieno fermento. Gli USA si affacciano anch'essi alla corsa allo spazio, mentre l'Unione Sovietica ha ancora bisogno di tempo. Alla fine degli anni '50 vengono mandati in orbita i primi esseri umani. Negli anni '50 una coalizione europea raggiunge la Luna, mentre negli anni '60 nei cantieri tedeschi si lavora per lo sfruttamento commerciale dello spazio e la riduzione dei costi di lancio. Negli anni '70 è la volta del primo turismo spaziale, negli anni '80 vengono costruite basi lunari permanenti, negli anni '90 si sarebbe partiti per Marte e nel 2000 viaggiare nello spazio sarebbe una cosa normalissima... magari! (questa è di Renato Balduzzi)

Dallas anticipata. Il 15 febbraio 1933, con una pistola comprata per 8 dollari in un'armeria locale, al Bayfront Park di Miami, l'emigrato italiano Giuseppe Zangara sparò al presidente Roosevelt, ma sbagliò la mira, e al posto suo fece fuori Anton Cermak, il sindaco di Chicago; catturato, fu condannato alla sedia elettrica. E se invece avesse colpito giusto? La politica americana senza Roosevelt come sarebbe cambiata? Davvero, come ipotizza "La Svastica sul Sole" di Philip K. Dick, questo POD avrebbe potuto portare ad una vittoria planetaria del nazismo? (se lo chiede Enrica S.)

L'Acciaio arrugginito. Stalin (in russo "acciaio") non intraprende la marcia forzata per trasformare l'Unione Sovietica da paese arretrato a potenza industriale. Una Russia debole potrà essere attaccata su due fronti dalla Germania e dal Giappone, che se la spartiranno. L'Europa, con l'eccezione della Gran Bretagna, sarà in mano a Hitler, l'Asia invece si trasformerà in protettorato giapponese dal Mar Glaciale Artico all'Indonesia. Il fronte si sposterà quindi in Africa e soprattutto in Medio Oriente. Forse Hitler in questa ucronia vincerà la guerra, ma se così non fosse lo scenario alla fine della guerra sarà alquanto diverso. La conquista alleata dell'Europa non potrà avvalersi di un alleato ad oriente, e sarà assai difficoltosa. L'unica possibilità sarà quello di aprire un fronte in Europa orientale partendo dal Medio Oriente. Ma da dove? Forse si tratterà di una manovra inglese che dall'India passa attraverso l'Asia centrale o la Persia e giunge a Mosca e infine a Berlino. Oppure la manovra sarà anglo-francese e prendere avvio dalla Siria o dall'Iraq per passare nel Caucaso. Quest'ultima manovra sarà però estremamente più semplice se la Turchia entrerà in guerra. In tal caso i Balcani potranno essere invasi con minore difficoltà. In ogni caso, a guerra finita, l'URSS non ricomparirà, e al suo posto saranno fondate repubbliche autonome dai confini molto simili a quelli della odierna CSI... (ideata da Renato Balduzzi)

Arlosoroff. Il leader del Mapai Haim Arlosoroff sopravvive all'attentato del 16 giugno 1933 a Tel Aviv, e la storia del Medio Oriente cambia completamente (proposta da Falecius, ecco il suo svolgimento)

La PeCola. Negli anni '30 la Pepsi stava passando un brutto periodo. Infatti Guth aveva capito che la Pepsi non poteva andare avanti servita solo nei suoi bar, e poco dopo aveva dovuto dichiarare bancarotta, e aveva proposto a Woodruf la sua bevanda, che però rifiutò, considerandola un investimento inutile. Il resto è storia. Ma se invece le due aziende si fondono? chi raccoglierà "l'eredità" della Pepsi? (questa è di Camillo Cantarano)

Il Presidente Trasvolatore/1. Dal 1 luglio al 12 agosto del 1933 Italo Balbo, ex quadrumviro della Marcia su Roma e responsabile dell'assassinio di don Minzoni, ma anche aviatore da leggenda e unico vero "rivale" di Mussolini all'interno del PNF, compì la sua impresa aerea più famosa: la trasvolata di 24 idrovolanti (uno andò perduto nel porto di Amsterdam) da Roma a Chicago e ritorno. Il governatore dell'Illinois, il sindaco e la città di Chicago riservarono al trasvolatori un'accoglienza trionfale, e a Balbo venne persino intitolata una strada, tutt'oggi esistente, la Balbo avenue (ex-7th avenue). I Sioux presenti all'Esposizione di Chicago lo nominarono addirittura loro capo con il nome di « Aquila Volante » e con tanto di copricapo piumato in testa. A New York, successiva tappa del raid, per Balbo venne organizzata una grande parata in puro stile americano, tanto che Mussolini cominciò ad essere geloso di lui: al ritorno lo nominò sì Maresciallo dell'Aria, ma lo rimosse dal ministero dell'aviazione nominandolo governatore generale della Libia (promoveatur ut amoveatur), ed è probabile che il 28 giugno 1940 sia stato anche responsabile della sua morte, dovuta all'abbattimento del suo aereo da parte del "fuoco amico". "Balbo era il solo che sarebbe stato capace di uccidermi", si lasciò sfuggire infatti Benito nei cupi giorni di Salò. Non è comunque misterioso il fatto che egli si sia opposto tanto alle leggi razziali quanto all'ingresso in guerra italiano a fianco di Hitler. Supponiamo dunque che Italo Balbo, nei giorni del suo trionfo newyorkese, quando fu ricevuto persino dal presidente Roosevelt, abbia sentore che Mussolini intende rimuoverlo dal ministero a lui tanto caro, e decida di rimanere negli States, arruolandosi nell'aviazione americana. Egli diventa un eroe della Seconda Guerra Mondiale, combattendo sul fronte del Pacifico (ha chiesto espressamente di non combattere contro la sua patria). Subito dopo la fine del conflitto rientra in Italia, milita nelle file della Democrazia Cristiana della quale riesce a farsi eleggere segretario dopo la morte di de Gasperi, forma una coalizione con i Liberali, l'MSI e i Monarchici e si da eleggere Presidente del Consiglio, creando di fatto un Polo delle Libertà anticipato. Come cambia la storia d'Italia? (un'altra strana ucronia di William Riker)

Il Presidente Trasvolatore/2. C'è un'alternativa ancora più spinta all'ucronia precedente. Viene abrogata la legge che permette di diventare presidente USA solo ai cittadini nati in quella nazione (pare che Schwarzenegger, nato in Austria, volesse abolirla davvero per tentare la scalata presidenziale). Allora Italo Balbo resta negli USA, entra in politica nelle file del Partito Repubblicano e, il 4 novembre 1952, sconfigge il democratico Adlai Stevenson e diventa il trentaquattresimo presidente degli Stati Uniti d'America. Quali le conseguenze sulla storia dell'America e del mondo? (William Riker sconfina nella fantapoltica)

Il Subcomandante Trotzky. Lev Trotzky in Messico, anziché rimanersene abbastanza tranquillo, si mette a capo di una Rivoluzione anche lì (questo a maggior ragione succederà se sopravvivrà alla "piccozzata" di Mercader). Avrà successo? Magari si ritaglierà un proprio Stato Indipendente, facendo leva sulla parte più povera della popolazione di alcuni Stati come ad esempio il Chiapas, intesa da Trotzky stesso come primo passo per la costituzione di un immenso Stato proletario esteso all'intero Sudamerica. E se l'esperimento riesce, quali le conseguenze nella Guerra Fredda? Il Chiapas costituirà un terzo polo d'attrazione comunista antitetico a Cina ed URSS? Avrà maggiori chance di riuscita rispetto a loro? Fìdel Castro potrebbe essere finanziato dal Chiapas piuttosto che dall'URSS: accelererà così il crollo dell'Unione Sovietica contendendo ad essa il controllo dell'America del Sud? Ma soprattutto, dopo il crollo (probabilmente anticipato) di tutti i regimi comunisti europei di matrice sovietica, quali saranno gli sviluppi futuri del Chiapas? E quali i rapporti cogli USA? (se lo domanda Never75)

Le Camicie Verdi francesi. I partigiani di Umberto Bossi vengono normalmente chiamati le « camicie verdi » dal colore delle loro casacche. Ora, delle camicie verdi sono esistite anche in Francia: era il nome dato ai Comitati di Difesa Contadina fondati nel 1934 da Henri d’Halluin detto Dorgères, perché anch'essi portavano delle divise verdi. Questi movimenti erano autoritari e corporatisti, centrati sulla difesa dell’agricoltura, poiché consideravano il contadino colui che produce l’unica vera ricchezza di un paese. Dorgères considerava il suo movimento come una terza via tra fascismo e comunismo, e coerentemente con questa impostazione intendeva rovesciare la Terza Repubblica. Dunque, immaginiamo che questo Dorgères riesca a cogliere l’occasione delle violenze di estrema destra nel 1936 e a marciare su Parigi alla testa di qualche migliaio di contadini armati, facendosi innalzare ai vertici dello stato sul modello di Mussolini. Cosa avviene? Dorgères, diventato presidente a vita, malgrado la sua terza via, si fa ben presto amico di Mussolini e Hitler, e così la Francia combatterà con loro contro l’URSS. Però é sul piano interno che avvengono i cambiamenti più interessanti. Dorgères senza dubbio svilupperà una dottrina agraria cui consegue il declino delle industrie, il ritorno all’ordine morale delle campagne, la lotta contro le idee urbane (democrazia, ateismo, comunismo, capitalismo, femminismo, progresso tecnico e sociale), insomma un'agrarizzazione forzata che non sarà troppo lontana della Rivoluzione Culturale di Mao, con gli intellettuali spediti nelle campagne per essere rieducati (vi immaginate Sartre che porta a pascolare le capre in Provenza?). Questa ideologia potrebbe estendersi ad altri paesi, ponendo fine anzitempo al riscaldamento globale, e l’agrarismo evolverà durante gli anni '70 in un ecologismo autoritario (la propone il francese Perchè no?)

Il Pozzo senza fondo. Il 10 giugno 1934, nella finalissima della seconda edizione del Campionato Mondiale di Calcio, si ritrovarono di fronte l'Italia padrone di casa e la forte Cecoslovacchia. Ad andare per prima in vantaggio, dopo un'ora e un quarto di gioco, fu proprio quest'ultima con un gran gol di Antonín Puc, in un silenzio di tomba. Poi l'Italia di Vittorio Pozzo ribaltò il risultato con Orsi all'80' e Schiavio al 95'. Ma che accade se gli Azzurri non ce la fanno e la Cecoslovacchia vince il primo Mondiale disputatosi in Europa? È noto che Uday, il crudele figlio di Saddam Hussein nonché presidente del Comitato Olimpico Iracheno, in caso di sconfitta costringeva i calciatori della Nazionale a giocare con un pallone di pietra; inoltre i calciatori nordcoreani al rientro in patria dopo il disastroso Mondiale sudafricano del 2010 hanno dovuto subire una sorta di processo politico ed il commissario tecnico Kim Jong-Hun è stato espulso dal partito comunista e mandato a lavorare in un cantiere. Secondo voi se l'Italia nel 1934 perde il mondiale, i giocatori ed il C.T. Pozzo subiranno la stessa sorte? E quali le conseguenze del danno d'immagine per l'Italia di Mussolini, se appare non così invincibile su ogni fronte come il Duce voleva far credere? (quarta ucronia calcistica di Pavel Tonkov)

L'omonazismo. Storicamente, la "Notte dei lunghi coltelli" del 30 giugno 1934 costituì per la minoranza omosessuale tedesca quello che il pogrom della Notte dei cristalli avrebbe costituito nel 1938 per quella ebraica, sancendo in modo ufficiale l'inizio della campagna repressiva, già avviata in modo "ufficioso" fin dal 1933. L'episodio sancì la definitiva scomparsa delle illusioni nutrite dall'estrema destra del movimento di liberazione omosessuale di lingua tedesca, che contava esponenti come lo scrittore Hans Blüher, l'eccentrico artista Elisar von Kupffer o il medico Karl Günter Heimsoth (l'inventore del termine omofilia), che simpatizzavano apertamente per il nazismo. L'alta posizione raggiunta da un omosessuale dichiarato come Ernst Röhm, capo delle SA, era citata come esempio del fatto che il nazismo non era ostile agli omosessuali. La brutale liquidazione fisica di Röhm e di altre personalità omosessuali dei vertici delle Sturmabteilung costituì un brusco risveglio per queste persone. L'omosessualità di Röhm, che non aveva costituito un ostacolo alla sua carriera fino a quando egli era stato in sintonia con le gerarchie naziste, divenne all'improvviso un utile pretesto per giustificarne l'eliminazione fisica e la necessità della "purga" del suo "corrotto" entourage. Ma supponiamo che Adolf Hitler non abbia opinioni omofobiche, essendo ammiratore del paganesimo teutonico e nordico e dell'Impero Romano, dove le divinità erano bisessuali; egli stesso ha una relazione omosessuale con il suo architetto di corte, quell'Albert Speer che voleva sventrare Berlino per farne la capitale del Reich millenario. Proprio sotto la spinta dell'amato Speer, Adolf abolisce il Paragrafo 175; indubbiamente riceve molte critiche dagli ambienti del Zentrum cattolico, e potrebbe iniziare una campagna feroce oltre che antisemita anche anti-cattolica, come al tempo di Bismarck, appoggiando invece i protestanti e nascenti organizzazioni neo-pagane. Esaltando la figura del Superuomo ariano e virile, il Terzo Reich legalizzerà anche le unioni civili tra uomini? (se lo domanda Ainelif)

Peter Pig. Il 9 luglio 1934 uscì nelle sale americane "La gallinella saggia" (titolo originale "The Wise Little Hen"), una delle "Silly Symphonies" oggi ricordata per lo più perché in essa fa la sua prima comparsa Donald Duck, personaggio destinato ad una fortuna planetaria. Accanto al papero con la casacca da marinaio però debuttò anche Peter Pig, reso talvolta in italiano come Meo Porcello e considerato cugino dei Tre Porcellini di un altro celeberrimo cartoon disneyano. Peter Pig fu talora usato come "spalla" di Donald Duck prima dell'arrivo di Huey, Dewey e Louie, cioè di Qui, Quo e Qua, ma rimase sempre in posizione secondaria e fu presto dimenticato. Ora, che succede se invece anch'esso conosce una notevole fortuna e diviene per Paperino quello che per Topolino è Pippo? E se invece sostituisce completamente Paperino, che viene dimenticato a favore di una Dinastia non di paperi ma di suini? O ancora, come cambia l'universo Disney se oltre a Paperopoli e Topolinia abbiamo anche Porcelloburgo, e i grandi filoni fantastici dei fumetti Disney sono tre? (se lo domanda William Riker)

Felix the Cat. Felix, noto in Italia come Mio Mao, un gatto nero ingegnoso e tuttofare, fu uno dei primi personaggi dei moderni fumetti a sfondare presso il grande pubblico (fu ideato da Pat Sullivan nel 1919), ed in Italia apparve sul "Corriere dei Piccoli". Primo vero divo multimediale, conobbe una grande popolarità negli anni venti, ma la sua fortuna iniziò a declinare a causa della nascita di Topolino e dell'avvento del film sonoro. Ma che accade se i personaggi Disney non sfondano e Felix conosce la popolarità mondiale che oggi è propria di Topolino e di Paperino? E se Carl Barks, anziché creare l'universo dei Paperi disneyani, prende in mano la figura di Felix ed inventa per lui dei nipotini, una fidanzata e uno zio ricco ma avaro? Come cambia il mondo dei fumetti per ragazzi? (questa è di Enrica S.)

Anschluss anticipato. L'annessione dell'Austria alla Germania fu un momento alquanto delicato e contorto della storia europea. Engelbert Dollfus, amico personale del Duce italiano, venne ucciso il 25 luglio 1934 da un gruppo di militanti nazisti, gettando le basi per il futuro anschluss. Mussolini fu terribilmente seccato da questo avvenimento e mobilitò un paio di divisioni di alpini sul passo del Brennero, minacciando di intervenire in aiuto dell'Austria in caso di sottomissione alla Germania. Hitler, che era intenzionato a conquistare lo staterello alpino, fece dietrofront e dovette aspettare un paio di anni, quando la situazione politica era cambiata e l'Italia non era più alleata della Francia, prima di ultimare i suoi piani. Ma se invece il dittatore tedesco decide di non farsi mettere i piedi in testa dal Duce ed invade l'Austria? La Francia resta momentaneamente a guardare; l'Ungheria,storica alleata dell'Italia, defeziona e si allea con i tedeschi; la Polonia, che temeva la Germania,t rova un motivo per attaccare e un alleato; le forze austriache vengono rapidamente sbaragliate e Vienna cade; l'arrivo delle forze italiane assesta la linea di combattimento lungo Kalenfug e Innsbruck; niente guerra di Etiopia. E poi? (Basileus TFT ha battuto un colpo)

Hindenburg e Petain. Paul von Hindenburg non muore il 2 agosto 1934 ad 87 anni ma vive ancora a lungo, Hitler ha meno spazi di manovra. La Germania diventa una Monarchia semiassoluta con la cancelleria filomonarchica autoritaria ed imperialista, mentre la Francia si trasforma in una dittatura repubblicana sotto Petain. Nessuna guerra mondiale è ancora scoppiata in Europa nel 1941, quando la Francia si allea con la Germania per decidere un futuro assetto politico dell'Europa. I due grandi vecchi d'Europa, il maresciallo Petain e il cancelliere Hidenburg si incontrano a Strasburgo, ne nascerà il patto d'Acciaio. Il 14 luglio del 1942 le truppe francesi invadono la Repubblica Spagnola,dilagando in Andorra e in Catalogna; in breve tempo arrivano in Galizia e a Valencia, sbaragliando l'esercito spagnolo. Madrid viene circondata e bombardata aspramente, il governo firma l'armistizio con la Francia; il vicino Regno di Portogallo si dichiara neutrale sperando di essere risparmiato dalla potenza francese. Il 13 agosto la Germania invade Belgio,Olanda e Lussemburgo, le rispettive famiglie reali non volendo rimanere si rifugiano nel Regno d'Inghilterra. Hidenburg poi ordina di invadere la Danimarca, le truppe tedesche in un solo giorno la occupano,bombardando Copenaghen e facendo fuggire il re e la corte. L'Europa piomba in guerra perché l'Inghilterra dichiara guerra il 15 agosto alla Germania e poi alla Francia. Nel 1943 l'Austria, l'Ungheria e il Regno d'Italia dichiarano guerra alla Francia e alla Germania, i soldati italiani si posizionano al confine con la Francia e penetrano in Alta Savoia. Gli austriaci bombardano Monaco, occupando delle strisce di territorio vicino alla Boemia. I francesi dilagano in Portogallo dove la famiglia reale fugge a Madeira sotto protezione inglese. I tedeschi bombardano tutta l'Inghilterra del sud, soprattutto Londra e altri centri cittadini. I francesi travolgono gli italiani in Piemonte e in Liguria mentre non riescono a respingerli in Valle d'Aosta, occupano Torino e Genova. Gli austriaci vengono sconfitti in Boemia e Vienna è occupata dai tedeschi, la Svizzera viene invasa anch'essa, l'URSS dichiara guerra alla Germania e alla Francia occupando le Repubbliche Baltiche e la Polonia; i tedeschi dilagano in Scandinavia occupando Svezia e Norvegia, i loro eserciti fuggono in Islanda. Nel 1944 i franco-tedeschi invadono l'Italia attuando l'operazione Attila, occupano tutto il Nord Italia comprese anche le regioni austriache di Trentino Alto Adige, Istria e la Carinzia; il fronte si sposta in Toscana dove l'esercito italiano si è riorganizzato e riprende la Romagna con una gloriosa offensiva. Il regno di Grecia, la Turchia, la Jugoslavia, il regno di Bulgaria e la Romania dichiarano guerra alla Francia e alla Germania. Gli inglesi sbarcano in Olanda liberando Rotterdam; il primo ministro Neville Chamberlain convince gli USA ad entrare in guerra; il 20 maggio del 1945 gli americani dichiarano guerra alla Francia e alla Germania. I tedeschi intanto occupano Salisburgo e Vienna, gli austriaci si battono come non mai ricevendo contingenti militari greci, turchi, serbi, croati, bulgari e romeni. Gli italiani bombardano la Corsica e la occupano. I franco-tedeschi sbarcano in Inghilterra, l'operazione si chiama Leone Marino, arrivano a Dover e in Cornovaglia; l'esercito inglese li respinge, gli americani arrivano in Europa. I russi liberano la Svezia... Come proseguire questa Seconda Guerra Mondiale alternativa? (proposta da Ainelif)

Il Vietnam filo-occidentale. L'Imperatore del Vietnam Bao Dai volta le spalle ai francesi e appoggia la lotta per l'indipendenza del suo paese; nel 1955 al referendum istituzionale indetto dal governo liberale di Saigon la monarchia ottiene una maggioranza risicata, Bao Dai fa assassinare il primo ministro Ngo Dinh Diem, che aveva tentato di manipolare il referendum, e viene nominato nuovo premier Nguyen Van Thieu, la guerra del Vietnam è vinta dagli Stati Uniti, sconfitta dei Vietcong, Ho Chi Minh muore in esilio, e il Vietnam oggi sarebbe una monarchia costituzionale come la Thailandia, molto corrotta, che attira traffici di droga, gioco d'azzardo e prostituzione da tutto il mondo, ma anche una località turistica molto rinomata (è di Ainelif)

Il Piccolo Dittatore. Engelbert Dollfuss, dittatore austriaco e fondatore dell'austro-fascismo nonché amico intimo di Mussolini, non viene ucciso nella sua cancelleria dai nazisti austriaci che vorrebbero l'Anschluss con la Germania, ma sopravvive. La congiura viene sventata e Mussolini, per salvaguardare l'incolumità del suo amico dittatore, nonché per intimorire Hitler, manda al Brennero le famose quattro divisioni. A questo punto Mussolini si fa fautore di una Conferenza Generale che ribadisca l'indipendenza della Repubblica Austriaca, così come era nei patti di Versailles, e tra i firmatari si mettono anche Francia e Regno Unito. A questo punto Hitler forza la mano e scoppia la Guerra. Ma la Germania nel 1934 non è ancora la potenza militare che diventerà solo cinque anni dopo, anche perché il bacino carbonifero della Saar, ricchissimo di carbone, è ancora in mani francesi e belghe; così viene presto sopraffatta dalle ingenti forze italo-franco-anglo-austriache. Hitler è costretto al suicidio e la Germania, sconfitta un'altra volta, viene divisa in tanti stati, così come la Francia auspicava già ai tempi del Trattato di Versailles. Per compensare l'Austria dell'aggressione subita, essa stessa viene ingrandita con l'annessione della Baviera, mentre altri due tronconi della Germania sussistono anche se occupati dagli Alleati e divisi politicamente tra di loro. Più tardi è Dollfuss che, ormai padrone di un'Austria ingrandita e più forte militarmente ed amico di Mussolini (che smania anch'esso per riottenere un Impero), turba lo status quo europeo di quegli anni rivendicando alcuni territori o stati che appartenevano in origine all'Impero Asburgico, approfittando anche della confusione che regna in quegli anni. Possiamo così immaginare una breve guerra combattuta contro la Cecoslovacchia per i Sudeti ed un tentativo di riunificazione almeno con l'Ungheria. Se le cose vanno in porto avremo di nuovo un Mini-Impero Austriaco nel mezzo dell'Europa, governato da un governo clerical-fascista di lingua e cultura tedesca. Col passare degli anni però lentamente l'Impero Austriaco si democratizza, diventa federalista e concede libere elezioni ai suoi cittadini trasformandosi ben presto nella prima potenza economica del continente europeo (ideata da Never75 e da Enrico Pellerito)

FPI (Fronte Popolare Italiano). È presumibile che, senza l'avvento del Fascismo, il Fronte Popolare delle Sinistre avrebbe preso il potere anche in Italia, oltre che in Francia e Spagna, probabilmente guidato da un certo Giacomo Matteotti. Ora, se ciò avviene, che piega prendono gli eventi italiani? Il Fronte Popolare governa per alcuni anni senza scossoni prima di perdere le elezioni di fronte ad un'alleanza tra il Partito Popolare di don Luigi Sturzo e il Partito Liberale di Benedetto Croce, come in Francia, oppure un Partito di stampo Fascista sarebbe emerso allora, sotto la guida di un caudillo tipo Italo Balbo o Rodolfo Graziani, dando vita ad una violenta guerra civile tinta di toni epici da crociata come in Spagna? In quest'ultimo caso l'ucronia può diventare simmetrica: Franco prende il potere in Spagna senza grossi scossoni, si allea con Hitler e sostituisce l'Italia nel Patto d'Acciaio; al contrario i Fascisti nostrani vincono la guerra civile italiana e poi se ne stanno fuori dalla guerra, governando il paese fino agli anni Ottanta del secolo scorso, come in Argentina e in Cile. Se però immaginiamo la Spagna capitolata e quindi repubblicana, l'Italia si troverà in una situazione fortemente isolata rispetto alle altre potenze della NATO, tutte repubblicane tranne la Grecia, con conseguente risveglio precoce delle coscienze. In ogni caso, quale sarà l'esito della storia europea fino ai giorni nostri? (questa è di Damiano)

Buchi neri. Venerdì 11 gennaio 1935. Royal Astronomical Society, presso Burlington House, a due passi da Piccadilly. A differenza della nostra linea temporale, Eddington diviene entusiasta delle tesi sui buchi neri del fisico indiano Subramanyan Chandrasekhar e appoggia le sue ricerche, invece di demolirle. Come cambia l'evoluzione dell'astrofisica? E quella della teoria dell'informazione e della decrittazione dei codici, dato che i suoi studi in questo campo saranno molto meno rilevanti? (Enrica S. dixit)

Dio gioca a dadi. Einstein accetta la teoria dei quanti e non pronuncia la famosa frase "Gott würfelt nicht" (Dio non gioca a dadi). Cosa riesce a scoprire, oltre a ciò che già gli riconosciamo? (ancora Enrica S.)

La lunga guerra dei fratelli Marx. La feroce satira antimilitarista "La guerra lampo dei fratelli Marx", diretta da Leo McCarey, è considerata il capolavoro assoluto dei tre fratelli Marx, per via della loro comicità delirante e corrosiva, ma alla sua uscita nelle sale questa pellicola non ottenne il successo sperato, e così la Paramount decise di non rinnovare loro il contratto. A quel punto i tre grandissimi comici vennero scritturati da Irving Thalberg. produttore della Metro Goldwyn Mayer, per due produzioni ad alto budget: i due film "Una notte all'opera" del 1935 e "Un giorno alle corse" del 1937. Poco dopo l'inizio delle riprese del secondo film, tuttavia, il 14 settembre 1936 Thalberg morì a soli 37 anni per una polmonite, e da questo momento per i tre fratelli Marx cominciò la parabola discendente. Ma che accade se Thalberg non muore e i Marx continuano a produrre scoppiettanti capolavori di comicità? Quante e quali altre graffianti battute ci regaleranno? (questa è di Lord Wilmore)

A Seven Bucket House. Quando, nel 1935, al ricco magnate Edgar J. Kaufmann venne in testa di farsi la villa, non sapeva che stava per dare origine ad una delle opere architettoniche più famose del XX secolo. Suo figlio Edgar Jr. studiava alla facoltà di Architettura di Pittsburgh, ed il suo professore era un certo Frank Lloyd Wright. Perchè non ingraziarsi il professore dandogli un prestigioso e ben remunerato incarico? Aveva giusto comperato una proprietà con un corso d'acqua e una cascata ed alcune capanne attorno. Perchè non buttare giù i capanni per gli ospiti e stupirli ospitandoli invece in una bella villa moderna? Wright compì un capolavoro di modernità e di inserimento della struttura nella natura. All'occhio di oggi forse Wright ha usato un po' troppo cemento armato, mentre i gusti moderni privilegiano un largo impiego di materiali naturali, ma è indiscutibile la modernità senza tempo di questa struttura. Data la sua posizione sopra un corso d'acqua corrente ed i tetti e terrazzi piani, la casa ha grossi problemi di umidità e di infiltrazioni. Il padrone di casa, Mr. Kaufmann Sr., in un'intervista l'ha definita "a seven bucket house". La traduzione letterale in "casa da sette secchielli" non rende il gioco di parole incentrato sulla assonanza tra la parola "bucket" (secchiello) e "buck" (dollaro in linguaggio discorsivo). La frase potrebbe essere intesa come una casa da sette dollari (che vale poco) perchè sgocciola in continuazione (e ci vogliono i sette secchielli). Sempre Mr. Kaufmann chiamava la casa invece di "Fallingwater" (Acqua Cadente ossia cascata) con il nomignolo di "Rising Mildew" (Muffa Crescente). Malgrado l'umidità e le critiche alla geniale creatura di Wright (che come tutti gli architetti aveva realizzato un'opera strepitosa in cui però non doveva abitare), i Kaufmann passarono in questa villa i fine settimana dal 1939 al 1963, dopo di che la casa divenne un museo. Ma che sarebbe accaduto se Wright si fosse accorto che, a causa dell'umidità, la casa era pressoché inabitabile, ed avesse abbandonato il progetto, volgendosi ad altre soluzioni architettoniche? Come sarebbe cambiata la storia dell'architettura? Naturalmente bisogna immaginare un Wright con un caratteraccio diverso da quello della nostra Timeline, se è vero che suggerì di tagliare i bordi dei quadri, perchè troppo grandi per le pareti di un certo museo... (proposta da Sandro Degiani e William Riker)

Il piano Hoare-Laval. Novembre 1935: Mussolini è impegnato da un mese nell'impresa coloniale etiope, attirandosi le sanzioni della Società delle Nazioni. Francia e Inghilterra vorrebbero recuperare l'Italia al Fronte di Stresa; l'Italia deve fronteggiare il modo faticoso in cui procedono le operazioni militari, a causa dell'inattesa resistenza abissina, dell'incapacità militare del generale De Bono e del desiderio di risparmiare risorse in attesa di soluzioni diplomatiche. Viene predisposto il compromesso Hoare-Laval: l'Italia ottiene la maggior parte delle regioni del Tigrè e dell'Ogaden e la facoltà di sviluppare la sua influenza economica in una vasta regione dell'Etiopia Meridionale, mentre all'Etiopia è concesso un corridoio verso il mare, sino al porto di Assab. Mussolini tarda qualche giorno a rendere nota la posizione italiana: nel frattempo il testo viene reso pubblico il 13 dicembre dalla stampa francese. La polemica brucia ogni possibile soluzione diplomatica, e Hoare è costretto a dimettersi. Ma immaginiamo che Mussolini sia più rapido nel rendere nota la disponibilità italiana: il piano Hoare-Laval diventa operativo e ferma la guerra etiopica. L'Italia estende il suo dominio coloniale e, al contempo, rimane all'interno del Fronte di Stresa, senza subire l'isolamento dovuto alle sanzioni della SdN e senza dover tornare alla tattica delle oscillazioni tra tedeschi e franco-inglesi. E, più tardi, non finisce nel mortale abbraccio hitleriano... (un'idea di Dans)

Adua Bis. Al contrario, si ripete la vicenda di Adua: l'Etiopia si mostra assai più forte del previsto, e Graziani viene rovinosamente sconfitto appena al di là dei confini della Somalia. Intuendo le intenzioni di Mussolini, infatti, il Negus Neghesti Hailé Selassiè ha chiesto l'aiuto della Gran Bretagna, che gli ha fornito molte truppe ausiliarie di ascari kenyoti e sudanesi, e supporta le attività belliche etiopi grazie ad una nuovissima invenzione mai sperimentata prima in battaglia: il Radar (Radio Detecting and Ranging). Mussolini decide l'utilizzo di yprite e fosgene contro le truppe etiopi e i loro ausiliari, ma i fotografi inglesi documentano il fatto e denunciano al mondo intero la palese violazione degli accordi internazionali che hanno messo al bando l'uso di gas tossici in azioni belliche. Mussolini è costretto a ritirare le sue truppe dentro i confini dell'Eritrea e della Somalia e a chiedere la testa di Graziani. Quali conseguenze ha questa sonora sconfitta sulle ambizioni del Duce? (l'ha immaginata Lord Wilmore)

Il colpo di testa di Mussolini. La Società delle Nazioni, vale a dire Francia e Inghilterra, invia un ultimatum a Mussolini: in caso di guerra contro l'Etiopia l'intera Lega dichiarerà guerra all'Italia. Mussolini ingoia un amaro boccone, accetta i risarcimenti degli etiopi per gli incidenti di confine provocatori e rinuncia al suo Impero, oppure con l'appoggio di Hitler raccoglie il guanto di sfida e la Seconda Guerra Mondiale scoppia in anticipo? (pensata da Basileus TFT)

Asse Roma-Mosca. È convinzione di taluni che un opportunista come Mussolini, in caso di alleanza con l'URSS, avrebbe tirato fuori persino i Soviet d'Italia (dopotutto era nato socialista). Orbene, nel corso della guerra d'Etiopia, Mussolini scopre che Hitler manda armi al Negus, e così rompe definitivamente con il dittatore tedesco. Allo stesso tempo riceve un inaspettato appoggio diplomatico da Stalin (Italo Balbo aveva ottimi rapporti con l'Armata Rossa, senza alcun pregiudizio ideologico). Si arriva così ad una clamorosa alleanza tra URSS e Italia. Come cambia la questione della guerra civile spagnola? Probabilmente Francisco Franco, senza la marina fascista, si limita a trasformare il Marocco in un suo dominio personale, mentre la Spagna resta socialcomunista ed alleata dell'URSS. Hitler non può annettere l'Austria per la contrarietà italiana, ma si sfoga annettendo l'intera Cecoslovacchia e poi la Polonia, cercando piuttosto l'appoggio della Jugoslavia e del greco Metaxas. Quando comincia l'Operazione Barbarossa, l'Italia scende in guerra accanto a Stalin, e Hitler è costretto ad aprire un secondo fronte: si combatte sulle fortificazioni del Brennero (Vallo Littorio). Rimane da considerare le capacità operative della marina e dell'esercito italiano in questo scenario: è probabile che l'Italia venga invasa e che Mussolini e Vittorio Emanuele III siano costretti a riparare in Sicilia o in Libia. Quali gli esiti di questa strana seconda guerra mondiale? (proposta da William Riker)

La Repubblica Italo-Galla. Gli Azebo Galla sono un'etnia etiopica che ha sempre mostrato insofferenza verso il dominio degli Amara. nel 1936 approfittarono della guerra con l'Italia per schierarsi con gli italiani, combattendo tenacemente e venendo ricompensati con la creazione del "Paese dei Galla", una provincia speciale che fu annessa all'Eritrea italiana dove i galla godettero di una certa autonomia. Lo spirito indipendentista dei Galla si manifestò anche durante la seconda guerra mondiale, dove combatterono strenuamente a fianco degli italiani per impedire il ritorno del Negus. Furono attivi fino al 1943, quando i comandanti italiani che guidavano la resistenza, compreso il fatto che le truppe di soccorso promesse da Mussolini (che sarebbero giunte da Suez) non sarebbero mai arrivate,abbandonarono la resistenza lasciando i Galla al loro destino, facendoli inglobare dal rinato Impero d'Etiopia. Ma se invece gli italiani mantengono uno stretto rapporto con i Galla e patteggiano con gli inglesi creando un Dominio Azebo-Galla in Eritrea e nella terra dei Galla? Come cambia la storia del Corno d'Africa? Come si sviluppa il nuovo stato africano con la mescolanza di elementi galla, eritrei ed italiani? (made in Basileus TFT)

Il Negus Immirù I. Anche dopo la conquista dell’Etiopia furono intavolate trattative tra l’Italia e il governo imperiale in esilio per giungere a una soluzione di compromesso, che sanzionasse il dominio italiano ma riconoscesse un qualche ruolo alla casa reale. Finì per essere un dialogo fra sordi: proprio nei momenti in cui Hailè Selassiè era più disposto a trattare l’Italia era meno interessata a un accordo, e viceversa. Ma se si arriva a un compromesso? Per l’Italia sarebbe un grosso guadagno, che limiterebbe (o eliminerebbe completamente) la guerriglia degli Etiopici fedeli al vecchio imperatore e migliorerebbe la sua posizione internazionale; e sicuramente anche per la popolazione sarebbe vantaggioso avere un centro di potere alternativo e indigeno. Con l’inizio della guerra però gli Inglesi non potranno giocare la carta della restaurazione di Hailè Selassiè (non così facilmente, almeno, pure ammesso che l’ex imperatore rinneghi l’atto di sottomissione) e non potranno disporre in misura uguale del sostegno etiopico; c’è quindi da aspettarsi un periodo più lungo di combattimenti. Alla fine gli Alleati restaureranno la dinastia salomonide (non ci sono molte alternative), ma l’Eritrea, magari dopo un periodo di amministrazione fiduciaria italiana, sarà indipendente; inoltre potrebbe essere realizzato il progetto di una “grande Somalia”, che alle ex colonie italiane e inglesi aggiunge l’Ogaden etiopico. Paradossalmente questo potrebbe essere positivo per l’Etiopia, che si risparmia due guerre sanguinose. A capo del paese però non potrà essere posto Hailè Selassiè, ormai irrimediabilmente screditato; la scelta potrebbe cadere invece sul cugino Immirù, che aveva combattuto contro gli Italiani dopo la fuga dell’imperatore e nella nostra Timeline fu messo al confino a Ponza. In questo scenario sarà stato probabilmente liberato dopo la conclusione dell’accordo, ma intanto si sarà guadagnato la fama di patriota incorruttibile. Anche questo cambiamento potrebbe essere positivo per l’Etiopia; ras Immirù fu infatti sempre un uomo abbastanza democratico e progressista, che addirittura divise le sue terre fra i contadini. Sul trono avrà modo di assecondare le spinte riformiste della società, e l’Etiopia eviterà la rivoluzione (pensata da Toxon)

I falascià bianchi. L’Italia ventilò la possibilità di trasferire nell’Africa Orientale un gran numero di profughi ebrei europei; e se lo fa davvero? Ovviamente è più probabile che ciò avvenga prima delle Leggi Razziali, ma anche dopo il trasferimento avrebbe una sua logica, come mezzo per allontanare dall’Europa persone indesiderate, e infatti nella nostra linea temporale questa era una delle motivazioni del progetto; ciò però presupporrebbe tutta una diversa politica di colonizzazione da parte italiana. In un modo o nell’altro, mettiamo che Mussolini approfitti della disponibilità di profughi ebrei disposti a lasciare il proprio paese alle spalle per colonizzare a poco prezzo alcune regioni (magari non le più ospitali) dell’Etiopia. Dopo lo scoppio della guerra, la maggior parte di queste persone vedrà di buon occhio l’avanzata degli Inglesi e la vittoria degli Alleati; in seguito la loro comunità, ricca di tecnici preziosi per il futuro del paese, sarà corteggiata dal governo imperiale. Probabilmente ai nostri giorni quasi tutti questi “falascià bianchi” avranno seguito i loro correligionari neri in Israele, ma ancora oggi in Etiopia ne potrebbe restare un certo numero... (questa la dobbiamo a Paolo Maltagliati e a Toxon)

La Z che vuol dire Zuse. Tra i pionieri dell'informatica un posto di rilievo lo merita il tedesco Konrad Zuse, il quale nel 1936 mise a punto il primo prototipo di calcolatore elettronico programmabile, lo Z1. Se Zuse avesse proseguito su questo filone, i nazisti avrebbero avuto a disposizione un indubbio vantaggio tattico. Ed invece, il Reich rifiutò di finanziare le ricerche di Zuse perché, secondo le loro stime, la realizzazione dei calcolatori della "Serie Z" avrebbe richiesto più tempo di quello necessario a vincere la guerra ed impossessarsi della Festung Europa (Fortezza Europa). Per avversione al regime di Hitler, Zuse lasciò la Germania e riparò in Svizzera, dove proseguì il proprio lavoro. A lui si deve anche l'invenzione del primo linguaggio di programmazione della storia, il Plankalkül, ideato per fornire le istruzioni allo Z1. E se i nazisti sono più oculati e si tengono stretto Zuse e i suoi computer? Come cambia il destino dell'Europa? (prima ucronia informatica di William Riker)

QWERTY? E che vor dì? Dal momento che le tastiere moderne non soffrono dei problemi meccanici che affliggevano le vecchie macchine per scrivere, la separazione delle lettere più frequentemente usate, tipica dello schema QWERTY, non è più necessaria. Per questo, all'alba dell'Informatica furono varati diversi schemi alternativi, come la sistemazione semplificata di Dvorak, brevettata nel 1936 da August Dvorak e William Dealey, che vorrebbe accrescere l'ergonomia spostando le lettere più comuni nella riga centrale e massimizzando l'alternatività delle mani. L'efficacia di questo schema è sempre stata dibattuta, ma esso non è mai riuscito a soppiantare il tradizionale sistema QWERTY. E se invece grandi centri di ricerca come il Fermilab o il MIT danno più importanza al comfort ergonomico, ritengono lo schema di Dvorak più efficiente e lo adottano ufficialmente sui primi computer? Come cambieranno le moderne tecniche di digitazione? Negli anni Duemila scriveremo più lentamente o più velocemente? (seconda ucronia informatica di William Riker che, per sua stessa ammissione, ha sempre scritto sul Pc con un dito solo!)

Il Bombardiere degli Urali. Il primo capo di stato maggiore della Luftwaffe, l'arma aerea germanica, ufficialmente costituita nel 1935, fu Walther Wever, perito a causa di un incidente aereo l'anno successivo. Wever era un acceso propugnatore del bombardamento strategico e di conseguenza premeva per la costruzione di un bombardiere pesante, il Dornier Do 19, definito il "bombardiere degli Urali". La dottrina cui Wever intendeva indirizzare la "politica" della Luftwaffe vedeva infatti la superiorità aerea strategica, attuata contro le basi aeree e le fabbriche di aeromobili del nemico, al primo posto rispetto altre tipologie di azioni belliche. Ottenere la superiorità aerea non attraverso l'utilizzo primario della caccia (superiorità questa più che altro raggiungibile attraverso una sommatoria di successi tattici) ma facendo tabula rasa degli aeroporti e dell'industria aeronautica avversaria è di per se una sfida ambiziosa, eppur tuttavia ottenibile con i mezzi adeguati, a loro volta adeguatamente scortati. Wever metteva invece le azioni aeree a supporto dell'esercito e della marina in secondo piano e, nel caso di appoggio terrestre, riteneva che colpire le infrastrutture nemiche fosse il metodo migliore per impedire o perlomeno rallentare i movimenti delle colonne avversarie. La morte di Wever comportò l'abbandono del progettato bombardiere di cui sopra e, nel contempo, la rimodulazione delle priorità operative e dottrinali. Di conseguenza la Luftwaffe si indirizzò su un utilizzo diverso dei bombardieri, le cui caratteristiche tecniche sviluppate non impensierirono mai i sovietici e gli Statunitensi (per i Britannici le cose furono un tantinello diverse). Cosa accade se Wever non muore nel 1936 e prosegue nella sua gestione della Luftwaffe, impedendo l'approccio che Helmut Wilberg, altro "pioniere" dell'aeronautica nazista, voleva dare a quest'ultima (approccio che sarebbe stato quello per l'appunto adottato nella nostra Timeline)? Certo ne avrebbe patito, almeno in parte, il riuscito coordinamento fra aeronautica ed esercito nella gestione della Blitzkrieg, ma immaginate che cosa sarebbe successo se la Germania hitleriana avesse ottenuto la progressiva distruzione delle fabbriche aeronautiche britanniche, grazie ad un numero superiore di bombardieri qualitativamente migliori rispetto ciò di cui in effetti disponeva. Certo, Göring ci aveva provato, salvo poi dover inviare i bombardieri sulle città dell'Inghilterra (obiettivo assolutamente terroristico e di nessun "aggravio" sulla capacità industriale del Regno Unito) solo perchè Hitler intendeva vendicare i bombardamenti di Berlino del 25 e 26 agosto 1940, a loro volta ritorsione per l'attacco, del tutto accidentale, su Londra. Pur verificandosi questo evento, ancorché Hitler avesse dato tale comando, già nelle settimane precedenti (e probabilmente addirittura dal 10 luglio) l'azione della Luftwaffe sarebbe stata diretta a spazzare industrie ed aeroporti britannici, in modo molto più marcato e con mezzi ben superiori rispetto alla nostra Timeline, con il conseguente graduale impoverimento delle forze in carico al Comando Caccia della RAF; senza un sufficiente numero di Spitfire e Hurricane, prima o poi l'interdizione aerea nazista sulle isole britanniche sarebbe divenuta insopportabile e da qui si aprono tutta una serie di possibili/probabili "variazioni" storiche (una proposta di Enrico Pellerito)

Le Spartachiadi. Nel 1928 si tenne in Unione Sovietica la prima edizione delle Spartachiadi, una sorta di "Olimpiadi Democratiche" pensate in contrapposizione alle Olimpiadi ufficiali istituite del Barone de Coubertin, a cui i dirigenti sovietici attribuivano una natura aristocratica e capitalista, e perciò a cui non avevano mai voluto partecipare. La contrapposizione era chiara anche nel nome, riferendosi allo schiavo Spartaco che, costretto ad esibirsi nelle arene, si ribellò alla prepotenza di Roma. Alle Spartachiadi partecipavano solo atletti dell'URSS, non solo professionisti ma anche semplici dilettanti ed appassionati; nel 1936 Stalin, offeso perchè le Olimpiadi decoubertiniane si tenevano nella Germania di Hitler, tentò di mondializzare l'evento, invitando altri paesi governati da regimi di sinistra, come Spagna e Messico, onde organizzare una manifestazione internazionale parallela; lo scoppio della Guerra Civile in Spagna fece però accantonare il progetto. Che accade se esso invece va in porto, e prosegue anche dopo la Seconda Guerra Mondiale, con Spartachiadi organizzate ad esempio a Varsavia, Praga, Belgrado, Sofia, Pechino, L'Avana, contemporaneamente alle consuete Olimpiadi di Helsinki, Roma, Tokyo, eccetera? (decima ucronia olimpica del Marziano)

Hasta la victoria. La Guerra Civile Spagnola viene vinta dal Fronte Popolare, senza alcuna guerra fratricida tra comunisti ed anarchici. Il governo di sinistra di Madrid influenza il vicino Portogallo e interviene nella seconda guerra mondiale a fianco degli Alleati; che apporto darà allo sforzo bellico? Se interviene da subito, la Wermacht riesce comunque a sfondare in Francia ma gli Alleati, anziché ripiegare su Dunkerque, si ritirano in Spagna, bloccando i tedeschi sui Pirenei. Se invece rimane neutrale sino all'Operazione Barbarossa, costringerà Hitler a distogliere truppe dal fronte orientale e quindi la situazione di Stalin sarà più favorevole. D'altra parte, con il blocco del Mediterraneo, grazie a Gibilterra, la situazione in Africa sarà più favorevole per l'Asse e l'Operazione Torch avverrà sulle coste spagnole. La Germania avrà qualche difficoltà a combattere ad un tempo sui fronti italiano, spagnolo e russo: probabilmente i tedeschi si ritireranno subito a nord della Linea Gotica, e gli angloamericani preferiranno un attacco dalla Spagna allo sbarco in Normandia. In caso infine di entrata in guerra della Spagna subito dopo lo sbarco in Normandia, ben poco cambierà rispetto alla nostra Timeline, a parte una maggiore ostilità tra gli angloamericani e i russi, appoggiati da un nuovo alleato. In ogni caso l'ingresso della Spagna nella Seconda guerra mondiale permetterà al governo repubblicano di Madrid di sedersi al tavolo dei vincitori, di entrare tra i fondatori delle Nazioni Unite e di beneficiare del Piano Marshall. Con 40 anni di isolamento in meno, il Paese conoscerà uno sviluppo economico e un' integrazione in Europa molto più rapidi. Tuttavia oggi a guidare il governo potrebbe essere sempre José Luis Rodriguez Zapatero... (un'idea di Damiano e di Demofilo)

Hasta la victoria (o no?) Spin-off dell'ucronia precedente, che vede una Spagna repubblicana intervenire nella Seconda Guerra Mondiale. Secondo MAS, che è un esperto in questo campo, Stalin, che sarà il maggiore azionista del governo madrileno dopo lo sterminio dei trozkisti e degli anarchici, fino all'operazione Barbarossa appoggerà apertamente Hitler, e quindi difficilmente darà il suo assenso all'intervento spagnolo al fianco di Francia ed Inghilterra. Avendo vinto i repubblicani filo-stalinisti, la Spagna resterà dunque neutrale almeno sino all'attacco all'URSS; anzi, gli aiuti forniti all'Asse saranno più tangibili rispetto alla nostra Timeline. Solo dopo l'attacco all'URSS, essa si schiererà a fianco degli Alleati, ma complicando la vita a questi e non all'Asse; l'esercito Spagnolo post guerra civile era una cosa assai misera (non godrà neppure delle pantagrueliche forniture da parte italiana: cacciatorpediniere, torpediniere, migliaia di aerei, cannoni, automezzi, ecc.). Un corpo italo-tedesco attaccherà attraverso i Pirenei e occuperà Gibilterra, magari con un temporaneo rallentamento delle operazioni in Russia, senza che gli inglesi possanro fornire aiuti cospicui e determinanti, perchè gli USA sono ancora neutrali. Ed è impossibile immaginare un'eroica resistenza che gli spagnoli opporrebbero agli invasori dell'Asse; per metà almeno degli iberici (i filo-franchisti), gli italo-tedeschi appariranno come liberatori, mentre l'altra metà è troppo stanca a livello di guerre vissute sulla propria pelle, per imbarcarsi quantomeno nell'immediato in una resistenza forsennata. Così come noi rappresentammo il ventre molle dell'Asse, una Spagna "alleata" lo sarebbe dunque nella coalizione avversaria. Insomma, paradossalmente i vantaggi per l'Asse e soprattutto per l'Italia saranno notevoli, e gli svantaggi per gli inglesi più che evidenti!

La Seconda Guerra Civile Spagnola. C'è una terza possibilità, messa in luce da Sergio Romano sulle colonne del "Corriere della Sera" il 19 aprile 2008. Dopo la vittoria dei repubblicani, fa notare Romano, la Spagna sarebbe stata governata da una coalizione tra socialisti e comunisti. Ma come reagiranno i comunisti spagnoli al trattato di amicizia tedesco-sovietico che Molotov e Ribbentrop firmano alla presenza di Stalin nell'agosto del 1939? E quali saranno le reazioni dei socialisti e degli anarchici se i comunisti spagnoli, come i comunisti francesi, decideranno di approvare ciecamente la politica della casa madre? Verosimilmente i socialisti ricorderanno ai loro compagni comunisti che i tedeschi hanno bombardato Guernica, e che gli amici di Hitler non possono essere amici della Spagna. Naturalmente l'invasione tedesca dell'URSS nel giugno 1941 "rimetterà le cose a posto", separando di nuovo i due storici rivali, nazisti e comunisti; ma cosa accadrà in Spagna tra l'agosto del 1939 e il giugno del 1941? Forse un'altra guerra civile, questa volta fra socialisti e comunisti... (ce lo fa notare William Riker)

La Primavera Italiana. Supponiamo effettivamente che la guerra civile spagnola sia vinta dai Repubblicani. Ciò può avere conseguenze importanti anche in casa nostra. Infatti, l'Italia comincia a piangere i suoi "martiri della libertà" (cosi sono stati definiti dal regime e dalla stampa i soldati caduti nel conflitto). I giornali minimizzano l'accaduto, ma gli esiliati politici prendono spunto da questa sconfitta per cominciare a manifestare il proprio dissenso, appoggiati dalla Francia e dalla Spagna repubblicana. Subito dopo l'italia parte nell'impresa coloniale etiope e vince, ma i morti sono troppi: il lutto nazionale e le cerimonie di commemorazione dei caduti per la conquista di Addis Abeba si susseguono in tutta la penisola, e il popolo comincia a farsi qualche domanda di troppo sul regime, specialmente nel 1939 quando ormai sembra conclamata un'alleanza d'acciaio con la Germania nazista. Nelle piazze italiane cominciano le prime timide contestazioni contro il Duce. Come finirà? Cosa farà il re, e quale sarà il suo ruolo? Come reagirà mussolini? (pensata da Trezeguet10)

El Caudillo. I falangisti vincono ma Francisco Franco non diventa Caudillo, titolo che invece viene assunto da un altro esponente di spicco come Sanjurjo o Goded; in seguito a dissidenze con esponenti della falange, Franco viene espulso dal partito ed esiliato. Ritornerà clandestinamente in Spagna negli anni ’50 approfittando di un momento di debolezza del regime e guiderà un movimento separatista in Galizia analogo alla nostra ETA (proposta da Never75)

Arriban los Franceses. La Francia decide di intervenire apertamente nella guerra civile spagnola in favore dei Repubblicani, prima che Stalin si schieri con loro. Hitler e Mussolini non sono ancora pronti per la guerra. Parigi forse ne approfitta per rovesciare il dittatore austriaco (ma è poco probabile). La seconda repubblica spagnola rimane una democrazia, che si schiera più tardi nella guerra mondiale con gli alleati, subendo l'occupazione nazista ed un regime collaborazionista incarnato da Franco tornato dall'esilio (made in Perchè no?)

La Battaglia dell'Ebro. Un momento epico della resistenza repubblicana alle truppe franchiste; un tentativo estremo di ribaltare una situazione che, sia internamente che esternamente, era sempre meno favorevole all'esercito repubblicano spagnolo. Così può essere definita la famosa Battaglia dell'Ebro, una spettacolare azione bellica che in un primo momento illuse sulle possibilità della vittoria il primo ministro Juan Negrìn e tutti coloro che difendevano il governo repubblicano. L'obiettivo dell'offensiva era quello di riprendere i contatti con Mmadrid dato che, durante l'offensiva di Aragona, il territorio repubblicano era stato spaccato in due. Dopo i primi successi, l'offensiva fallì per mancanza di rifornimenti e di uomini. Ma se riesce a ristabilire le comunicazioni con Madrid, le sorti della guerra sarebbero ribaltate? (pensata da The Sard)

Amedeo II di Spagna. Amedeo, Terzo Duca d'Aosta e futuro eroe dell'Amba Alagi, rischiò di diventare Re di Spagna. Infatti, quando Francisco Franco abbatté la Repubblica e restaurò la monarchia, Vittorio Emanuele III di Savoia e Benito Mussolini proposero che Amedeo assumesse la corona, dato che era nipote del suo omonimo che aveva già ricoperto per breve tempo il Trono di Spagna, dal 2 gennaio 1871 all'11 febbraio 1873. Non se ne fece nulla per l'opposizione di Francisco Franco, che non voleva assolutamente instaurare in Spagna una diarchia Re-Duce come in Italia, e pretendeva di essere il solo a comandare. Ma che accade se il Duca di Ferro diventa Re di Spagna? (proposta da Enrica S.)

Amedeo I d'Ungheria. Sfumato il progetto spagnolo, Mussolini incontrò alcuni esponenti politici ungheresi affinché l'atletico e coraggioso Amedeo d'Aosta cingesse la corona d'Ungheria, rimasta vacante dopo la sconfitta degli Asburgo al termine della prima guerra mondiale: gli ungheresi avevano voluto che il loro paese restasse una monarchia, ma gli Alleati avevano messo il veto sulla dinastia degli Asburgo, e così era stata trovata una soluzione di compromesso nominando un reggente nella persona dell'ammiraglio Miklós Horthy, in attesa della futura salita al trono di qualche rampollo di un'importante casata europea. Amedeo sembrava la persona ideale, ma lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale fece sfumare anche questo progetto. E se si realizza? Dopo la guerra l'URSS instaurerà un regime comunista cacciando gli Aosta, ma nel 1991 il nipote dell'Eroe dell'Amba Alagi, che guarda caso si chiama anche lui Amedeo e fa il viticoltore in Toscana, potrebbe essere richiamato ed oggi potrebbe sedere sul trono di un'Ungheria moderna e membro della UE, con il nome di Amadé II (ancora Enrica S.)

La Marcia su Londra. Il 4 ottobre 1936 a Cable Street, nell'East End di Londra, avvenne uno scontro urbano tra gli agenti della Metropolitan Police Service che scortavano un corteo della British Union of Fascists (Partito fascista inglese) guidato da Sir Oswald Mosley con un gruppo antifascista guidato da ebrei, socialisti, anarchici, irlandesi e comunisti che volevano impedire la sfilata antisemita. Il capo dei fascisti, Mosley non si dà per vinto ed organizza una più efficace e militarista "marcia" sulla City imitando la marcia su Roma di Benito Mussolini. Re Edoardo VIII, sul trono da otto mesi, imita Vittorio Emanuele III, spalancando le porte di Downing Street a Mosley e accettando l'instaurazione nel Regno Unito di un regime simile a quello italiano. Cosa accade? (questa è di Ainelif)

L'Asse Roma-Berlino-Pechino. Pochi libri di storia citano l'intensa collaborazione tra la Germania e la Cina di Chiang Kai-Shek negli anni '30. Questi rapporti vennero bruscamente interrotti con l'attacco giapponese alla Cina nel 1937. La Germania si schierò con Tokyo, guadagnando un alleato tecnologicamente avanzato ma povero di risorse, sacrificando d'altra parte una fruttuosa alleanza con il Celeste Impero. Ma cosa succede se Von Ribbentrop dimostra maggiore sagacia e fa da mediatore tra gli interessi cinesi e giapponesi? Il Kuomintang riconosce il Manchukuo e il Mengjiang (stati satelliti del Giappone), e stipula trattati commerciali con l'Asse, mentre Tokyo invia consiglieri militari e tecnologia per aiutare Chiang Kai-Shek contro i Maoisti e i generali ribelli. Se non scoppia la seconda guerra sino-giapponese, gli USA non metteranno sotto embargo il Giappone. Allo scoppio dell'Operazione Barbarossa, i 2-3 milioni di soldati giapponesi del Kwantung (l'armata della Manciuria) saranno dislocati in Russia orientale invece che in Cina, conquistando in breve la Manciuria Esterna ed annettendola al Manchukuo in caso di resa dell'URSS (che crollerà facilmente sotto la pressione di due fronti). E poi? Ci sarà comunque una Pearl Harbor e una guerra nel Pacifico? Oppure gli USA restano neutrali per non fare la fine dell'URSS, aiutati dalle profonde acque del Pacifico e dell'Atlantico? (un'ottima idea di HGH)

I am Providence. Howard Philips Lovecraft, visionario scrittore americano del genere fantastico, non di spegne a soli 46 anni il 15 marzo 1937 a causa di un tumore al colon. Quali altre opere ci regalerà? (questa è di Marco Zucca)

Abdicare io? Edoardo VIII si fa furbo e pensa che Wallis Simpson é troppo vecchia e non vale la corona, e così rimane sul trono inglese, dando il suo chiaro appoggio ai filonazisti inglesi. Al momento della guerra il partito amico di Hitler alleato del re è abbastanza forte da demoralizzare l’Inghilterra, obbligare Churchill ad andare in pensione e firmare un armistizio e forse un'alleanza contro Stalin (proposta ancora da Perchè no?)

Asse Parigi-Berlino. Il tentativo di colpo di Stato di stampo fascista in Francia nel 1936 riesce. Ci sono due possibilità. Prima: un fascismo francese si erge contro la Germania, disarmata con la forza prima di danneggiare e la Francia, ma allora quest'ultima prende il suo posto alla conquista dell’Europa e lo sterminio degli Ebrei, in un'alleanza latina con Mussolini. Seconda: i fascisti francesi vedono nella Germania un’alleata contro i Sovietici, e spalleggiano Hitler nelle sue guerre. Si ha così l'asse Berlino-Roma-Parigi. Forse alla fine della guerra si costituirà un'“Unione Europea Fascista”... (Perchè no? di nuovo)

La fatal Renania. Churchill definì il secondo conflitto mondiale "inutile", perché, a suo dire, esso si sarebbe potuto evitare con un'azione di forza, affrontando subito Hitler, sin da quando mostrò di voler mettere in pratica, almeno per quanto riguardava le sue mire fuori dalla Germania, ciò che aveva scritto in "Mein Kampf". Churchill si riferiva alla mancata reazione dell'Occidente quando il dittatore nazista diede ordine ai propri soldati di entrare in Renania. Il Trattato di Versailles (1919) aveva dettato l'obbligo di smilitarizzare un'ampia porzione dei territori occidentali della Germania sulla riva sinistra del Reno. Data l'esigenza che si prospettava, Hitler necessitava di avere il controllo completo delle industrie di quelle regioni, per convertirne la produzione ai suoi scopi. Così, il 7 marzo 1936 Hitler rischiò il tutto per tutto e l'esercito tedesco rientrò in Renania. Hitler stesso ammise che "Le quarantott'ore successive all'occupazione della Renania furono le più snervanti della mia vita". Infatti, se le potenze vincitrici del primo conflitto mondiale fossero intervenute, Hitler poteva fare una bruttissima fine. Ed invece non fecero nulla di concreto, ottenendo due risultati negativi: la conversione dell'industria tedesca a fini bellici, prodromo al potenziamento militare per la realizzazione delle mire extraterritoriali di Hitler; e in quest'ultimo cominciò a farsi strada la convinzione (che lui ritenne confermata a Monaco nel 1938) che le potenze occidentali non costituissero un problema per la Germania, perché non intendevano battersi e gli avrebbero lasciato fare tutto ciò che lui voleva. Lo Stato Maggiore francese, succube del ricordo della grande guerra e di quello che aveva significato all'epoca un'avanzata, vittima di una vittoria raggiunta a carissimo prezzo, preferì aspettare il nemico al riparo della Maginot, senza sporcarsi gli stivali di fango. Solo un De Gaulle avrebbe potuto pianificare l'invasione della Germania, però all'epoca De Gaulle non era ai vertici dello stato maggiore. Ma che accade se un De Gaulle c'è? Se la Francia interviene, non le mancherà certo l'aiuto britannico, e questo farà pendere ulteriormente la bilancia dalla parte delle potenze occidentali, senza contare il fatto che, a quel punto, non è da escludere una partecipazione polacca. Come continua la storia del Secolo Breve? (ancora un'idea di Enrico Pellerito)

La Lega Fascista. L'Italia di Mussolini decide di non diventare il lacché di Adolf, ma nemmeno di restare uno staterello inutile nella Società delle Nazioni. Fonda quindi una propria alleanza, la Lega Fascista, dove i vari partecipanti sono legati a livello politico, economico e commerciale, e dove l'Italia si fa garante di tutti i membri: un'entità a metà fra il Commonwealth e la società delle Nazioni. Aderiscono rapidamente Austria, Ungheria, Grecia, Portogallo e nel 1939 la Spagna. L'Anschluss sarà impedito dalle potenze della Lega, che farà Hitler? Successivamente potrebbero entrare addirittura stati come l'Argentina, il Siam o la Finlandia. Che posizione prenderà la Lega nel 1939? Come cambia la storia d'Europa? (pensata da Basileus TFT)

Mussolini e la TV. Supponiamo che la TV venga inventata e si diffonda in Europa con venticinque anni di anticipo; il Duce avrebbe così a disposizione un nuovo potente mezzo di comunicazione di massa, ben più potente e pervasivo della radio e dei cinegiornali Luce, e non resisterebbe certo alla tentazione di sfruttarlo per fini propagandistici, lanciando la campagna "una TV in ogni casa fascista!" Lo scopo è chiaro: permettere ad ogni italiano e ad ogni italiana di vedere la sua faccia marziale in casa propria venti volte al giorno. Ma la TV ha anche un risvolto della medaglia: mostra la realtà così come essa è. I discorsi del Duce furono certamente potenziati dagli altoparlanti delle radio, e le foto e i filmati Luce venivano accuratamente selezionati tagliando le scene ritenute sconvenienti (persino quelle in cui Benito aveva una macchia sulla manica della divisa). Com'è possibile effettuare la stessa cosa con la diretta TV, evitando imprevisti? Nessuno dimentica che, alla sua prima Tribuna Politica in diretta TV, Aldo Moro si mostrò impacciato ed imbarazzato di fronte al bombardamento di domande da parte dei giornalisti, ben diverso dal leader sicuro di sé che aveva pronunciato un discorso di sette ore "alla Fidel" nel corso dell'ultimo congresso della DC. Quale impatto potrebbe avere sulla dittatura fascista un Mussolini mostrato "nudo e crudo" dal cinescopio televisivo? (una proposta degna di William Riker)

Il raggio della morte/2. Nella sua autobiografia Rachele Mussolini, moglie del Duce, racconta che una volta, nel 1937, il convoglio di macchine che la accompagnava da Palazzo Venezia a Villa Torlonia si bloccò improvvisamente, con tutti i motori delle auto che si erano spenti contemporaneamente, e resistettero ad ogni tentativo di farli partire. Mezz'ora dopo, misteriosamente, tutti si rimisero in moto e il convoglio poté ripartire. La sera ella ne parlò con il cavalier Benito Mussolini, il quale le rivelò di essersi trovata per caso sul luogo di un esperimento segretissimo: una prova pratica del cosiddetto « raggio della morte », ideato da Guglielmo Marconi. In pratica si sarebbe trattato di una potente onda elettromagnetica in grado di far arrestare immediatamente ogni motore. Ma il 20 luglio 1937 Marconi morì improvvisamente a Roma, portandosene il segreto nella tomba. Oggi i più sono scettici circa il fatto che l'inventore della radio avesse davvero messo a punto un congegno simile. Ma supponiamo che Marconi viva più a lungo e metta a punto sul serio il raggio della morte. Mussolini si troverebbe in mano un'arma formidabile, entrerebbe in guerra assieme ad Hitler ai primi di settembre del 1939 e potrebbe facilmente mettere in ginocchio la Francia, l'Inghilterra e la Russia; gli Stati Uniti no, perchè la folla di scienziati ebrei fuggiti laggiù metterebbe a punto a sua volta un raggio della morte e scoprirebbe come neutralizzare quello di Mussolini. Questo tuttavia basterebbe ai nazifascisti per conquistare la Fortezza Europa senza colpo ferire. E poi? Guerra fredda tra Germania ed Italia, con il Giappone schierato con la prima e gli USA con la seconda? (un'altra distopia di William Riker; ecco del materiale relativo ad essa)

Maria José Reggente d'Italia. Dagli archivi del Foreign office sono emersi alcuni documenti, non si sa quanto attendibili. Uno di essi rivela come Umberto di Savoia e Maria José nel 1938 avessero organizzato un colpo di stato contro Mussolini che si sarebbe tenuto il 26 settembre. Quel giorno, Umberto avrebbe rinunciato ai diritti di successione a favore del figlio; Maria Josè, divenuta reggente, e Badoglio in attesa della designazione di una personalità liberale ed antifascista come Primo Ministro, avrebbero assunto i pieni poteri. Il giorno dopo Graziani, strano a dirsi, avrebbe guidato l'esercito nell'occupazione dei punti nevralgici delle principali città italiane e nelle retate dei fascisti. Umberto avrebbe costretto il padre con le buone o con le cattive all'abdicazione. E se il progetto va in porto? Ci riavviciniamo a Francia e Regno Unito, e probabilmente la guerra scoppia prima: niente Monaco, scoppia una guerra per i Sudeti, Parigi e Londra dichiarano guerra alla Germania e l'Italia (non belligerante) li affianca diplomaticamente ed economicamente. La Germania impiega almeno 60 giorni ad avere ragione dei Cecoslovacchi, ma Francesi e Britannici, certi della nostra benevolente neutralità, lanciano alcuni attacchi in Renania, dove la linea Sigfrido non era ancora stata costruita, ottenendo di occupare la Saar ed altre zone del Palatinato; durante l'inverno i franco-britannici si ritirano dietro la Maginot... E poi? (è di MAS)

Ettore Majorana. Il fisico siciliano Ettore Majorana fu il primo a intuire l'esistenza del neutrone in seguito agli esperimenti dei coniugi Fréderic Joliot e Irene Curie. Ma sfortunatamente il braccio destro di Enrico Fermi soffriva di una malattia mentale per cui si credeva un incapace, e difatti non pubblicò mai nulla o quasi, facendosi scippare la scoperta del protone dall'inglese James Chadwick. E se non ha quella tara mentale? Il neutrone lo scopre lui e vince il Nobel per la Fisica nel 1935, prima di Fermi. Ovviamente non scompare nel nulla nel 1938. Lui non ha sposato un'ebrea, e quindi non segue Fermi, Rasetti e Segre nella via dell'esilio, restando a Roma e diventando il direttore del Dipartimento di Fisica di Via Panisperna. Mussolini pensa probabilmente di metterlo al lavoro a Peenemünde per costruire l'atomica di Hitler, e allora i casi sono due. O Majorana va a Peenemünde ma, come Penelope, disfa di notte il lavoro fatto di giorno, sabota il progetto nazista e le cose vanno come sappiamo, con in più il fatto che gli USA nel dopoguerra se lo accaparreranno e lo porteranno in America a lavorare per loro. Oppure, Majorana mena il can per l'aia promettendo al Duce grandi scoperte e un'arma segreta fascista, fino al 25 luglio 1943 quando torna in Sicilia con la scusa di stare vicino ai parenti, e così dopo l'8 settembre resta nell'Italia liberata. Nel dopoguerra riavrà la Cattedra di Fisica Atomica a Roma e diventerà il più grande scienziato del XX secolo, formulando per primo il modello a quark e vincendo un secondo Nobel. Nel 1969, all'apice della fama, Majorana decide di ritirarsi in un convento di clausura, dove resterà fino alla morte, nel 1980 ( ideata da Lord Wilmore; qui c'è una variante piuttosto avventurosa di questa possibilità)

Morire per i Sudeti. Dopo che Hitler ha avanzato pretese sul territorio dei Sudeti, le cancellerie di Francia, Regno Unito e Unione Sovietica gli mandano a dire a muso duro: "Ora basta! L'Austria è stata una cosa ignobile ma è passata, ora, però, basta!" Non è importante che ci sia determinazione da parte del governo di Praga nel voler mantenere la propria indipendenza, visto come è stato tenuto in considerazione a Monaco; basta la volontà delle altre nazioni a non voler acconsentire ad ulteriori ampliamenti della sovranità tedesca. Hitler non ci sta, e attacca la Cecoslovacchia. Il piano in questione, il Fall Grün, prevede la data dell'attacco il 28 settembre 1938. Il 29 settembre c'è l'ultimatum franco-britannico, e il 30 le dichiarazioni di guerra al Reich. Cosa fa Mosca? E i paesi europei che approfittarono dello smembramento della Cecoslovacchia, cioè Ungheria e Polonia? Se la Polonia interviene a favore della Germania (possibilità molto remota) l'URSS l'attacca da Ucraina e Bielorussia; se si schiera con gli "Alleati", bisogna vedere se Varsavia è d'accordo a far transitare i reparti dell'Armata Rossa per combattere la Germania. Riguardo all'Italia, non c'è il Patto d'Acciaio, ma il suo problema immediato è la partecipazione alla guerra civile in Spagna, dove è avversaria di Francia, Regno Unito ed URSS). Una volta che Mussolini non può fare più da propositivo paciere, quale atteggiamento mantiene? Non belligeranza? Scende a fianco di Hitler? Oppure pensa che all'Italia convenga eliminare questa "copiatura" del nazismo? E come procede questa diversa Seconda Guerra Mondiale? (una proposta davvero intrigante di Enrico Pellerito)

Hitler e Pilsudski alleati. Spin-off dell'ucronia precedente. E se invece la Polonia si alleasse con Hitler contro la Cecoslovacchia, per Teschen? Allora l'URSS interverrà subito: Germania e Polonia dovranno combattere su due fronti con l'Ungheria come possibile, ma non certo scontata, alleata, e l'Italia in forse (questa invece l'ha pensata Falecius)

L'Irlanda si schiera con Hitler. Con un colpo di stato le "camice verdi" irlandesi, un gruppo di stampo fascista, prendono il potere negli anni trenta. Nel 1940, vedendo l'Inghilterra ad un passo dalla capitolazione, decidono di schierarsi con Hitler ed invadono l'Ulster. Cosa succede? ( Basileus TFT)

Afrikanisch Reich. Hitler si trasferisce in Africa per mancanza di seguaci in patria, viene acclamato Führer dai coloni boeri, si scaglia principalmente contro i neri anziché contro gli ebrei, conquista mezzo continente nero, viene osteggiato dalle potenze coloniali e così la Seconda Guerra Mondiale si combatte in Africa e non in Europa (una proposta di William Riker)

La Lingua di Fuoco. Rabin e Sharon furono colpiti entrambi, si dice, dalla Pulsa DiNura, una maledizione terribile scagliata contro di loro da rabbini fondamentalisti (Pulsa DiNura si può tradurre "Lingua di fuoco"); ed entrambi ci credevano, visto che, addosso ad entrambi, sono stati trovati amuleti cabalisti, che si erano fatti preparare da altri rabbini a scopo difensivo (si vede che non furono sufficienti o, quanto meno, se non altro per Sharon, hanno agito a metà, salvandogli almeno la vita). Supponiamo che i rabbini la usino contro Hitler e Mussolini, e che questa risulti efficace. Come cambia la storia? Oppure, estremizzandone gli effetti, un gruppo umano dotato di tale potenza distruttiva potrebbe addirittura arrivare a dominare il mondo... (una proposta invero piuttosto inquietante del Marziano!)

Israele in Giappone. Sembra che negli anni '30 alcuni ufficiali giapponesi, dopo aver letto “I protocolli dei savi di Sion”, abbiano pensato che una forte immigrazione ebraica in Manciuria (a patto che i nuovi arrivati fossero attentamente sorvegliati) avrebbe sviluppato l'economia della regione e di tutto l'impero. Alla fine, anche a causa dell’alleanza con la Germania, non se ne fece nulla, e anzi i pochi Ebrei presenti nell’impero (come a Shanghai) soffrirono delle persecuzioni. Ma se il progetto, almeno in parte, viene realizzato? Tra il '39 e il '41, con la collaborazione di Stalin, il Giappone trasferisce in Manciuria molti Ebrei dall’Europa controllata dai nazisti. In Asia essi incontreranno certamente innumerevoli difficoltà, ma scamperanno alla Shoah; e probabilmente questo peserà a favore del Giappone, dopo la guerra. Nel ‘45 molti dei profughi torneranno a casa, altri emigreranno da qualche parte nel mondo occidentale, alcuni potrebbero perfino passare in Giappone o nella vicina Corea; è difficile che rimangano in Cina (dove tra l’altro potrebbero essere accusati di collaborazionismo). Molti infine potrebbero emigrare nella vicina regione sovietica ebraica di Birobidzan. Come cambia la storia dell'Israele moderno? (pensata da Toxon)

Mit Brennender Sorge. Papa Pio XI, al secolo Achille Ratti di Desio, non muore il 10 febbraio 1939, alla vigilia della pubblicazione di una enciclica che scomunica i fascisti e i nazionalsocialisti; Hitler lo fa arrestare e deportare in Germania. Come reagisce il mondo a questo sopruso? (ancora grazie a William Riker)

Papi del novecento/1. Il cardinale italiano di genitori bavaresi Alfredo Ildefonso Schuster, benedettino ed arcivescovo di Milano, ascende al Soglio di Pietro il 2 marzo 1939 al posto di Eugenio Pacelli. Come cambia la Seconda Guerra Mondiale con un Papa connazionale di Hitler e probabilmente suo acerrimo nemico? (se lo chiede il solito William Riker)

Mussolini e l'Azione Cattolica. Mussolini decide di sciogliere l'Azione Cattolica, come in effetti voleva davvero fare. Il papa Pio XII arriva al punto di scomunicarlo e di non firmare con lui alcun Concordato, ma questo provoca anche una reazione maggiore da parte dei cattolici che tentano un colpo di Stato, d'accordo con socialisti e comunisti e magari con gli stessi Savoia, per ricreare, dopo la deposizione di Mussolini, uno stato democratico monarchico e costituzionale, allineandosi alle democrazie parlamentari inglese e francese (made in Never75)

Morire per Tirana. Il 7 aprile 1939 Mussolini si appresta ad invadere l'Albania per « allargare le sbarre del carcere del Mediterraneo » (ipse dixit) Ma Metaxas non approva l'operazione italiana, rivendica l'Albania come terra greca, dichiara guerra all'Italia e chiede l'aiuto della Società delle Nazioni. Cosa succede? (pensata da Basileus TFT)

L'unico vero uomo in Casa Savoia/1. L'ultima regina d'Italia, la belga Maria Josè, era personalmente antifascista ed antinazista, e qualcuno la definì "l'unico vero uomo in Casa Savoia". Se il vecchio Vittorio Emanuele III fosse morto, il marito sarebbe divenuto Re e lei Regina, in quanto madre dell'erede al trono. Una simile prospettiva aveva già messo in allarme Hitler, che aveva dato precise direttive a Mussolini: sequestrare madre e figlio e portarli entrambi a Berlino. Supponiamo che questa situazione si presenti davvero nel 1938 o nel 1939. Saremmo entrati lo stesso in guerra a fianco della Germania? Maria Josè riesce a convincere il marito a rimanere neutrale o addirittura a scendere in campo dall'altra parte. In questo caso i Savoia non verranno malvisti in seguito e conserveranno il trono nel dopoguerra (ancora Never75)

La Star Martin Luther King. Nella nostra Timeline Martin Luther King Jr. è passato davanti alla telecamera: faceva il figurante nel famoso e pluripremiato film "Via col vento" che racconta la fine del Sud. E se il futuro pastore viene notato dal registra, o se l'attrice principale lo prende al suo servizio? King potrebbe fare carriera. Chissà, avrebbe potuto diventare la star nera del cinema, il Clark Gable dei neri. Ovviamente con il razzismo dell'epoca avrebbe dovuto limitarsi a dei ruoli secondari dietro un bianco, in film zeppi dei vecchi stereotipi sui neri. O ancora potrebbe diventare il personaggio diabolico e ovviamente nero di qualche film d'azione. Potrebbe diventare la star di un remake della "Capanna del zio Tom" e ricevere cosi un Oscar alla carriera negli anni '80. Ovviamente non ci sarà un personaggio così carismatico a guidare il movimento dei diritti degli neri, ed esso rimarrebbe aneddotico. la condizione dei neri e la segregazione rimarrebbero la regola negli Stati del Sud e l'uguaglianza razziale un bel sogno. Però nel 2008 l'avvocato Barack H. Obama rilancia questo movimento e dopo una marcia su Washington, davanti al monumento di Lincoln, pronuncia uno famoso discorso : "I have a dream..." (opera del geniale Perchè no?)

Adolf Hitler conquista il mondo. Egemonia razziale nordica ("xantocroica") a cui si oppongono vittoriosamente i partigiani della Weisse Rose o Rosa Bianca (proposta da Bhrg'hros e da William Riker; ecco un'idea di Blade87)

Josef Jugasvili Stalin conquista il mondo. Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche Mondiali, persecuzione di tutte le religioni con successiva rivincita dei nostri eroi ecc. ecc. (proposta da Bhrg'hros; ecco l'idea di Demofilo)

Stalin e i polacchi. Poco prima dell'invasione tedesca alla Polonia, pare che lo stesso Stalin avesse proposto ai Polacchi aiuto e sostegno militare in caso di un' eventuale invasione nazista. Fu la Polonia stessa a rifiutare, temendo giustamente l'espansionismo sovietico, pericoloso quanto quello tedesco. Fu il timore poi da parte di Stalin di risultare escluso da ogni alleanza in Europa a spingerlo ad accettare il famigerato piano Ribbentrop-Molotov. Ma mettiamo il caso che la Polonia tra l'invasione dei sovietici e quella dei tedeschi tema maggiormente quest'ultima e firmi un patto di alleanza con Stalin; cosa cambia nella storia europea? Hitler si sentirebbe ugualmente sicuro di combattere dall'inizio della guerra su due o più fronti? Se lo fa (e lo avrebbe anche potuto fare) a questo punto gli scenari sono due. O attacca subito Russia e Francia contemporaneamente, dividendo però le sue forze, e potrebbe succedere esattamente come nella prima guerra mondiale: la Francia reagisce maggiormente anche grazie alla subitanea reazione dei comunisti e socialisti ed al minor numero di mezzi e uomini impiegati, visto che la maggior parte delle forze tedesche sono già impegnate in Polonia e Russia; anche Stalin, non venendo colto più di tanto di sorpresa, contrattacca subito. Il conflitto finisce molto prima forse anche senza il coinvolgimento diretto degli USA, e la guerra fredda scoppia tra Inghilterra e Russia. Oppure Hitler cerca di non importunare Stalin, ed anziché verso l'Europa dell'Est dirige le sue attenzioni solo contro Francia ed Inghilterra. Stalin potrebbe limitarsi a stare a guardare gli stati "socialfascisti" che si ammazzano tra di loro e a non intervenire. In questo caso, grazie all'intervento americano, Francia ed Inghilterra vincono lo stesso ma subiscono danni ancora più ingenti e la loro ricrescita, pur con gli aiuti USA, è molto più dura, mentre Stalin non riesce ad affermarsi in Europa. Quasi tutti gli Stati Europei aderiscono alla NATO e l'URSS è sempre più isolata sul piano internazionale, e probabilmente collassa prima. In compenso i Paesi Europei, nonostante la recente guerra, si sentono fin da subito uniti tra di loro, non essendoci la spaccatura della cortina di ferro, e potrebbero aderire tutti quanti fin dall'inizio ad un'Unione Europea ante litteram (il solito colpo di genio di Never75)

Hitler il Temporeggiatore. Nel 1939 i generali tedeschi insistono con Hitler affinché aspetti ad invadere la Polonia, basandosi sulla convinzione che due o tre anni dopo l’Italia entrerà in guerra rafforzata militarmente, magari insieme alla Spagna di Franco. Tutto ciò convince il dittatore ad aspettare. Da questo momento in poi però gli stati democratici si convincono che è meglio accelerare la ricerca di nuove armi in vista dello scontro. Qualcuno realizzerà la bomba atomica in tempo di pace, ma chi? Probabilmente la lotta sarà tra Stati Uniti e Germania, tuttavia con queste nuove condizioni è davvero difficile prevedere l’andamento della guerra e anche le alleanze. Non è escluso, infatti, che nel frattempo l’Italia di Mussolini o la Spagna franchista dialoghino con le potenze democratiche (proposta da Giorgio Tebaldi)

Seconda Guerra Mondiale "corta". Nel settembre 1939 la Francia lancia una grandissima offensiva contro i tedeschi che hanno impegnato molte truppe contro i polacchi. L’attacco a sorpresa riesce e i tedeschi devono combattere una guerra difensiva nel loro territorio. In questi termini si potrebbe giungere ad una sconfitta di Hitler già nel 1941 o 1942 se non nel 1940, visto che la Germania non ha il tempo di costruirsi uno spazio vitale in torno a sé. Considerando poi che la Russia dopo la Polonia potrebbe marciare su Berlino, la disfatta di Hitler potrebbe essere davvero rapida. A fine guerra è possibilissimo immaginare un’alleanza tra il Duce (Mussolini se ne è ben guardato dall’entrare in guerra visto come si erano messe le cose per i tedeschi) e l’Inghilterra in chiave anti-sovietica ,con la benedizione della Francia. Quindi nel 1946-47 o anche prima si potrebbe assistere ad un’azione contro Stalin da parte di una vasta coalizione comprendente Italia, Gran Bretagna, Spagna, Francia ma anche Ungheria, Romania e quanto rimane della Germania e dell’Austria. Il tutto sullo sfondo di furiose ricerche per realizzare la bomba atomica (ancora Giorgio Tebaldi)

L'Asse Berlino-Washington. Hitler, nominato uomo dell'anno da TIME nel 1939, curato di più le relazioni diplomatiche con gli USA e con l'aiuto di Washington attacca la Russia già nel 1939, in modo da avere la macchina bellica a regime, invece di giocare di anticipo e prendersela con la Francia e Inghilterra. Una cosa è certa: se Germania, Italia, Giappone, Francia, Regno Unito e USA più la Cina di Chang Kai Shek riescono ad accerchiare e a schiacciare l'URSS, subito dopo inizierà una guerra fredda... tra USA e alleati da una parte, Berlino e alleati dall'altra, e questi ultimi comprenderanno Italia, paesi centroasiatici, Mosca, Cina e Giappone più magari i Boeri del Sudafrica e chissà quanti altri! E c'è il rischio che questa guerra fredda diventi ben presto calda, molto calda... e nucleare! (proposta da Sandro Degiani)

Churchill vs Stalin. Nel 1939, in seguito agli accordi Molotov-Ribbentrop, le forze russe lanciano un attacco alla Finlandia per impossessarsi delle regioni a nord di Leningrado. Churchill considera seriamente la possibilità di lanciare un attacco alla Russia e difendere la piccola Finlandia, ma poi, visto il crescente pericolo costituito dai tedeschi, rinuncia. Ma, se avesse deciso di attaccare, cosa sarebbe successo? L'URSS si schiera definitivamente con i Tedeschi in funzione antibritannica, portando così in favore della Germania tutto il suo potenziale bellico. Gli Stati Uniti non entrano in guerra. In tal modo la Germania nazista vince la guerra, l'impero giapponese e l'Italia fascista rimangono in piedi. Dopo la guerra si accende una grande rivalità tra URSS e Germania e ne segue una Guerra Fredda con Italia ed America nel ruolo di mediatrici (farina del sacco di Filobeche e da Maggioriano)

L'Italia da subito. L’Italia entra in guerra a fianco di Hitler fin dal 1939, con i due comandi che concordano insieme le strategie. Conseguenze: niente invasione della Grecia e mancata apertura del fronte balcanico. Inizio immediato della campagna in Nordafrica. In questo caso cosa succede se l’Asse riesce a prendere Suez? (se lo chiede Damiano)

L'Unione Franco-Britannica. Alla fine di maggio 1940, mentre il blitz tedesco travolgeva l'esercito francese e inseguiva il corpo di spedizione britannico fino alle spiagge di Dunkerque, il governo di Paul Reynaud decise, contro la volontà del presidente, che non esisteva altra via d'uscita che chiedere la resa alla Germania. Per evitarlo, la Gran Bretagna rispolverò un vecchio progetto avveniristico di Jean Monnet, il futuro padre del Mercato Comune Europeo, il quale fin dagli anni venti aveva proposto un patto federativo tra le due maggiori democrazie europee. Fu preparato un documento in cui si proponeva una incredibile Unione Franco-Britannica con una moneta comune e un comando militare unificato. Nella dichiarazione congiunta si affermava che ogni cittadino francese avrebbe avuto automaticamente la cittadinanza britannica, e che ogni cittadino britannico avrebbe avuto la cittadinanza francese. A Londra si sperava che questo gesto avrebbe convinto i francesi a continuare la guerra. In Francia, tuttavia, Reynaud non riuscì a convincere il governo a prendere la proposta britannica in seria considerazione: la maggior parte dei ministri diffidava della Gran Bretagna, le attribuiva intenzioni egemoniche e paradossalmente considerava un male minore la resa alla Germania. Reynaud si dimise e il Parlamento francese si suicidò, conferendo i pieni poteri al maresciallo Philippe Pétain che firmò l'armistizio nella foresta di Compiègne, sullo stesso vagone ferroviario in cui era stata firmata la resa della Germania alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ora, però, che accade se i deputati e i ministri francesi sono più astuti, e accettano la proposta di Londra, dando vita ad un patto federativo? Come cambia la Guerra Mondiale, se la Francia non si arrende subito? E se l'Unione Franco-Britannica sopravvive alla guerra, e diventa l'embrione di una futura Europa unita da vincoli federali, con l'adesione di Italia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e poi anche della Germania Occidentale? (ideata da Enrica S.)

Gli USA da subito. Dopo Dunkerque, gli USA entrano subito in guerra contro la Germania (e anche contro il Giappone) insieme a Francia e Inghilterra. In questo caso chi ci guadagnerà sarà proprio l'Italia, che probabilmente rimarrà fuori dal conflitto, non volendosi battere contro i potenti USA. I tedeschi riusciranno comunque a conquistare la Francia, però i rifornimenti all’Inghilterra saranno subito massicci e continui, e la flotta USA renderà più difficile la vita agli U-Boot. È verosimile che la Battaglia d’Ingilterra sarà meno dura per gli Inglesi, potendo contare anche sul supporto americano, e la Germania subirà violenti bombardamenti con un anno di anticipo. Forse in questa situazione Hitler sarà meno propenso a invadere l’URSS... (ideata da Damiano e da William Riker)

Dunkerque. Hitler dà l'ordine di distruggere ciò che resta dell'esercito francese e inglese. Anche se la "vittoria" temporanea tedesca non è poi così decisiva ai fini del conflitto, l'opinione pubblica inglese reagisce malamente... si susseguono scioperi a catena a Londra e nelle grandi città, e Churchill è costretto a dimettersi. L'esito finale della guerra, dopo l'intervento americano, non cambierà, ma i primi anni di guerra sì. In Africa gli italiani avanzano verso il Cairo anche senza Rommel. Il successo in Africa forse evita l'attacco italiano alla Grecia. D'altra parte Hitler attacca la Russia in anticipo, con maggiore successo. La situazione geopolitica si ingarbuglia; anche se in seguito la Gran Bretagna si riprende, essa deve ancora di più la propria sopravvivenza agli USA e quasi ne diventa una sua colonia. Il dopoguerra è ancora più tragico: mancando la transizione inglese, nelle ex colonie si susseguono guerre e guerricciole a non finire, specialmente in India ed in Medio Oriente. Per quanto riguarda l'Europa non c'è nessun De Gaulle in Inghilterra che può proclamare una "Francia libera": la Francia riamane quasi fino all'ultimo fedele a Pétain (nonostante i partigiani), e al termine della guerra è trattata da sconfitta. Probabile vittoria nelle elezioni successive della sinistra estrema. Disordini nelle colonie ancora maggiori che nella nostra Timeline. Anche a causa di questi problemi, l'egemonia USA in Europa è ancora più solida e la tutela su alcuni stati (Germania, Regno Unito ed Italia) assume le caratteristiche di un vero e proprio protettorato, mentre la Francia per reazione finisce nel blocco sovietico (proposta da Never75 e da Francesco Dessolis)

La Finlandia sugli scudi. La vicenda di Davide e Golia si ripete: Davide è la Finlandia e Golia l'URSS. La Finlandia riesce a resistere nei pressi della linea Mennerheim ancora per alcuni mesi, mentre le truppe russe cercano di muoversi fino ad Olulu, occupando contemporaneamente il nord del Paese. Se la guerra riesce a continuare fino a settembre, scatta l'operazione Fall Weiss contro la Polonia; questo fatto, unito all'arrivo del nuovo inverno finlandese, costringe i russi a ritirarsi dalla campagna per almeno sei mesi, non riprendendola mai più. Come cambia la Seconda Guerra Mondiale? (la dobbiamo a Basileus TFT)

La Svezia nella Seconda Guerra Mondiale. Con lo scoppio della guerra d’inverno fra finlandesi e sovietici, il governo svedese condannò l'atto di aggressione dell’URSS e inviò rapidamente materiali e volontari a sostegno dei “fratelli finlandesi”. La maggioranza degli svedesi era a favore di un intervento diretto, mettendo in campo il Regio Esercito, ma il re Gustavo V preferì non esporsi troppo e l’intervento non ci fu. Ma ipotizziamo che gli svedesi siano più decisi e entrino in guerra il 5 dicembre 1939. Che accade? (un'altra idea di Basileus TFT)

Churchill & Hitler vs Stalin. Hitler non aveva mai avuto voglia di fare guerra all'Inghilterra ,e più volte tentò di fare pace con questa nazione; fu solo grazie a Churchil se il Paese albionico continuò la sua lotta. Hitler stesso definì Churchill come un "pazzo furioso assetato di sangue". Ma supponiamo che l'attacco alla Finlandia porti alla rottura delle relazioni diplomatiche franco-britanniche con l'URSS; le occupazioni/annessioni dei Paesi Baltici e di Bessarabia e Bucovina del giugno-luglio 1940 convincono i britannici a giungere ad un accordo coi tedeschi e con gli italiani ai primi di luglio del '40 in cambio dell'impegno tedesco ad attaccare i sovietici entro 10-12 mesi. Che accade? (se lo chiedono MAS e Basileus TFT)

Mussolini neutrale. Nel 1940 l’Italia passa dalla non belligeranza alla neutralità, non si ha la campagna di Grecia, Hitler non deve occupare la Jugoslavia, può lanciare in anticipo l’operazione Barbarossa e di conseguenza Mosca è occupata; crollo sovietico e guerra fredda tra Usa e Germania (proposta e realizzata da Dans). Oppure, al contrario, nel 1944 la Germania è sconfitta in anticipo perché gli alleati devono combattere prevalentemente nel nord dell’Europa senza impegnarsi nel Mediterraneo; all’indomani della guerra il progetto di costruzione della futura Unione Europea fallisce a causa del forte impegno del blocco fascista europeo (Italia, Spagna, Portogallo). In questa maniera Francia ed Inghilterra si impegnano fortemente nei loro imperi coloniali che nel 2007 sussistono ancora (proposta da Giorgio Tebaldi)

L'Italia in Africa/1. Come sarebbe cambiata la storia della Seconda Guerra Mondiale se il tentativo italiano di creare un impero che si estendesse dal Mediterraneo alla Guinea fosse riuscito, circondando i possedimenti franco-inglesi? Forse la guerra in Africa sarebbe stata vinta dall'Asse con la conquista dell'Egitto da parte di Rommel, mentre l'Etiopia sarebbe rimasta indipendente (gli Italiani non se ne sarebbero interessati) e sarebbe entrata in guerra a fianco degli Italiani. Avremmo forse avuto un'Algeria, una Tunisia ed un Marocco italiani. Dopo l'indipendenza di questi paesi l'Italia sarebbe rimasta legata ad essi ed avrebbe accolto numerosi emigrati nordafricani. Forse, a causa degli odi e del razzismo, nel 2007 avremmo avuto disordini nella periferia di Roma... (un'idea di Maggioriano)

L'Italia in Africa/2. Spin-off dell'ucronia precedente. Secondo Sandro Degiani le uniche azioni “vincenti” che gli italiani potevano fare sono le seguenti. Prima: il Duca di Aosta attacca dall'Eritrea e dall'Etiopia aprendo il fronte Est dell'Egitto puntando al Nilo ed al Cairo, mentre Rommel arriva da ovest puntando su Alessandria. Blocco di Suez e del Mediterraneo. Anche Gibilterra perde ogni importanza strategica. Azione preventiva ed utile alla seconda azione: attacco e sbarco a Malta degli italiani con l'appoggio aereo e lancio di paracadutisti tedeschi (tipo Creta). Aumento del traffico convogli per rifornire Rommel. Terza: non si attacca la Grecia ma si appoggia l’invasione della Russia con due mesi di anticipo ed un Corpo di Spedizione decente e ben munito. Quarta: allargamento dell’area di influenza africana anche al Marocco ed alla Tunisia scalzando i francesi. E se tutte queste azioni sono messe in atto correttamente?

Malta italica. Dopo la fine del primo conflitto mondiale, nell'isola di Malta si sviluppò un movimento irredentista a favore dell'unione con l'Italia. Sebbene aiutato negli anni successivi dal governo fascista di Roma, il movimento, che aveva una sua sponda politica nel Partito Nazionalista, non riuscì nel suo intento. Il Partito Nazionalista traeva le sue origini dall'opposizione alle misure che verso il 1880 i Britannici volevano imporre alla popolazione maltese (riforme dei sistemi giuridico e scolastico) e all'imposizione tributaria, ritenuta particolarmente vessatoria. Già negli anni venti e trenta del secolo scorso, questo movimento irredentista si avvicinò alle idee fasciste, tanto che alcuni maltesi, fra cui Carmelo Borg Pisani, impiccato dai Britannici nel 1942 perchè considerato spia e traditore, vennero in Italia per studiare ed iscriversi al PNF nostrano. Queste adesioni sembrano però essere state fatte più per uno spirito di italianità che di effettiva condivisione delle idee fasciste. Mussolini era visto come un rifondatore della nazione italiana, e come un difensore di quella "anima italiana" che a Malta i Britannici cercavano di estirpare. Giuste o sbagliate che siano state le loro idee, non pochi Maltesi combatteranno tra le file delle forze armate regie e, successivamente, si arruoleranno pure sotto la bandiera della RSI. Già alla metà degli anni trenta, le autorità britanniche, che temevano la sempre più pressante influenza italiana, adottarono provvedimenti eccezionali, come lo scioglimento del governo locale e la sospensione della Costituzione. Questo avrà certamente rafforzato, nella loro volontà, quei Maltesi che auspicavano l'unificazione all'Italia. Ma lo scoppio della guerra, i bombardamenti della Regia Aeronautica, e la situazione disastrosa d'isolamento che provocò periodi di vera e propria carestia nell'isola, fecero, molto probabilmente, venir meno le simpatie per l'Italia, pure fra coloro che per essa parteggiavano. Ora, tralasciando la mancata invasione dell'isola (cosa che si sarebbe dovuta fare un minuto dopo la dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940), cosa ne sarà di questa "fronda" italiana a Malta, se si limitano le nostre azioni di guerra ad attacchi piuttosto discriminati e molto circoscritti sugli obbiettivi militari? Senza danni alle infrastrutture civili e senza che la popolazione abbia subito troppi disagi durante la guerra, possiamo ipotizzare che i fautori dell'unione all'Italia riescano a contare su un sufficiente numero di consensi, tanto da sostenere con successo la loro idea al momento dell'abbandono di Malta da parte di Londra? (pensata da Enrico Pellerito)

Midway nell'Atlantico. La sindrome aviatoria tedesca era diffusa a tutti i livelli, mancava il concetto di forza aerea strategica. L'aereo era visto come un strumento tattico, in grado di appoggiare l'azione dell'esercito, o impegnarsi in combattimenti cavallereschi per il "dominio dell'aria". Ma non c'era  nessuno che credesse nel bombardamento più che non fosse il colpire un punto con una bomba (vedi Stuka). E questo, navi comprese. Al punto che i tedeschi non avevano siluranti, ed i siluri aerei se li facevano costruire dagli italiani e dall'Arsenale di La Spezia. Se al posto dei sommergibili avessero lanciato nel Nord Atlantico contro i convogli alleati aerei siluranti basati su portaerei appoggiate dalle corazzate tascabili Tirpiz e Bismarck? Una Midway Atlantica? La caduta dell'Inghilterra? Quanto meno messa in ginocchio dall’assedio navale, l’Inghilterra patteggerà una resa onorevole. Gli USA stavano sviluppando aerei in grado di fare un ponte aereo con l’Inghilterra ma l’impresa sarebbe stata impossibile: non era una città come Berlino, era una intera nazione! (è venuta in mente all'espertissimo Sandro Degiani)

La Grecia nell'Asse. Quando nel 1940 Mussolini sta per invadere la Grecia ed impone agli Ellenici un ultimatum in cui chiede la consegna di alcuni porti strategici, il colonnello Metaxas, suo fervente ammiratore, non solo non gli si oppone, ma anzi propone lui stesso all'Italia di poter partecipare come suo alleato nel conflitto. La campagna di Grecia è quindi inutile, al contrario quella di Jugoslavia è anticipata con i Greci che la attaccano anche da Sud per conquistare la "loro" Macedonia. Cipro viene presa grazie anche ad unità di paracadutisti tedeschi, e così l'Inghilterra si ritrova priva di tutti i possibili alleati nel Mediterraneo Orientale. Per di più Metaxas (o un suo degno successore) decide di allargare ulteriormente il conflitto e, senza avvisare Hitler e Mussolini, invade a sua volta la Turchia Europea allo scopo di impadronirsi dei territori a cui la Grecia ha dovuto rinunciare nel 1922. La Turchia, disorganizzata militarmente, viene presto invasa nella sua parte europea, mentre la parte asiatica resiste, rinuncia a qualsiasi pace separata imposta dalla Grecia e dichiara a sua volta guerra a Germania, Grecia e Italia, ponendosi di fatto sotto tutela degli Alleati. La guerra diventa così ancora più mondiale. Alla vigilia dell'Operazione Barbarossa, nonostante siano molto forti e sentiti i legami tra Greci e Russi, il governo ellenico decide di aderirvi, inviando un proprio contingente in URSS. A guerra finita, la Grecia deve rinunciare a tutti i territori conquistati nel conflitto, deve cedere una parte della sua Macedonia alla Jugoslavia e, grazie anche ai numerosissimi patrioti comunisti che hanno partecipato alla Resistenza, diventa una Repubblica Popolare alleata dell'URSS, mentre la Turchia entra a far parte della NATO. Cipro viene divisa in due: una parte diventa una Repubblica Popolare a maggioranza greca, mentre la parte Turca (inferiore di dimensioni) entra nell'orbita americana e occidentale. In tutti gli anni '50 il clero ed i monaci ortodossi della Grecia debbono subire le persecuzioni dei sovietici e fuggire dalla Penisola Ellenica, trovando rifugio ed accoglienza in Italia Meridionale. Questo provoca anche un certo riavvicinamento tra Cattolici ed Ortodossi. Invece la Turchia è perfettamente integrata nel sistema occidentale, si democratizza in fretta e diventa partner privilegiato di Italia e Germania. Alla caduta del muro di Berlino, anche la Grecia, come le altre repubbliche popolari, ritorna libera e democratica. Anche Cipro viene riunificata e negli anni '90 tra i nuovi Stati che entrano nella UE vi sono tra gli altri proprio Cipro, Grecia e Turchia, finalmente pacificati tra loro (una "eutopia" di Never75)

La Jugoslavia nell'Asse. Inizialmente, la Iugoslavia del Principe Paolo era d'accordo per intervenire di fianco all'Asse, salvo essere poi rovesciata con un colpo di stato da parte di militari serbi anti-tedeschi (sul trono venne messo Pietro II). Tuttavia, diversi storici affermano che il nuovo regime fosse comunque intenzionato a rispettare gli accordi col Tripartito, e che l'invasione del 6 Aprile 1941 fu attuata solo perchè Hitler era adirato alla notizia del colpo di stato, e non aspettò nemmeno di mettersi in contatto col nuovo reggente; ma cosa succede se il Reich riesce comunque a trascinare lo Stato degli Slavi del Sud nelle fila dell'Asse? L'attacco alla Grecia sarà più fulmineo, Italia e Germania non dovranno impiegare uomini per mantenere l'ordine in Serbia e in Slovenia, i partigiani di Tito raccoglieranno molti meno consensi e la Iugoslavia invierà sicuramente soldati a combattere in Russia. Niente rappresaglie anti-slave e niente Foibe. Naturalmente non basterà qualche migliaio di soldati in più per modificare le sorti del Fronte Orientale, ma può essere utile per rallentare l'avanzata dell'Armata Rossa. La guerra finirà nel giugno del '45, con i Russi sull'Oder e gli Anglo-americani a Berlino. La Iugoslavia può essere spartita tra le due fazioni (Serbia-Montenegro nel blocco sovietico, Slovenia e Croazia nella NATO, con la Bosnia divisa a metà), oppure smembrarsi di comune accordo e restare neutrale come l'Austria. Non ci sarà il passaggio di mano dell'Istria, ma solo qualche rettifica a favore delle neonate Slovenia e Croazia nelle province più orientali (probabilmente l'Italia verrà invece decurtata dell'Alto Adige). E naturalmente gli anni '90 non vedranno nessuna sanguinosa guerra etnica nei Balcani, che potrebbero invece avvicinarsi alla UE (questa è di HGH)

Arrangiati. È noto come la guerra parallela di Mussolini non fosse proprio parallela. Grazie all'intervento tedesco i fronti della Grecia e della Libia presero un'ottima piega, anche se buona parte dei Grandi del Reich non approvava questo dispendio inutile di uomini e mezzi in fronti secondari. E se Hitler comprende che gli sarebbero più utili gli uomini da un'altra parte, in previsione dell'attacco a est? Come se la cava Mussolini, da solo, contro i valenti greci e gli inglesi in Libia che guadagnano terreno giorno dopo giorno? (pensata da Basileus TFT)

La Campagna di Svizzera. Benito Mussolini nel 1940 non invade la Grecia ma, come pare volesse fare realmente, dirige il suo esercito contro la Svizzera ("Spezzeremo le reni agli Elvetici isolazionisti!"). L'esercito italiano penetra quasi senza colpo ferire nel Canton Ticino, mentre nei Grigioni gli svizzeri attuano una strenua difesa, respingono gli italiani e penetrano addirittura in Valtellina. Questi avvenimenti mandano su tutte le furie Hitler, costretto a rimandare l'operazione Barbarossa, il quale deve intervenire a fianco dell'alleato. La parte tedesca della Svizzera è faticosamente annessa al Reich, Mussolini può tenersi il Ticino, una parte del Vallese ed una parte nei Grigioni, mentre il resto della Svizzera Francese rimane indipendente anche se sotto la tutela tedesca, ed anzi viene unita ad essa la Savoia Francese. Mussolini attua nella sua parte di Svizzera uno spietato sradicamento della lingua e cultura francese e romanda; da parte sua anche Hitler sfrutta e saccheggia le ricchezze della Svizzera in suo possesso: ciò contribuisce a far nascere negli Svizzeri un fortissimo sentimento di riscossa nazionale e di indipendenza (la resistenza sulle Alpi Svizzere è la prima “ulcera” dell'Asse). A guerra finita la Svizzera chiede i danni a Germania ed Italia e si “fa pagare” pretendendo dalla prima la cessione di Valtellina, Varesotto e Comasco (vorrebbe addirittura arrivare a Milano ma gli Alleati glielo impediscono), e dalla seconda parte del Baden-Württemberg con le importanti città di Costanza e Friburgo. La presenza di territori economicamente così sviluppati fa della Svizzera una delle prime nazioni europee in quanto ad economia e tenore di vita. La paura di perdere i nuovi territori acquisiti a causa di un eventuale nuova alleanza italo-tedesca fa sì che anche la Svizzera aderisca all'istituzione della CEE nel 1958 assieme ad Italia, Germania, Francia e Paesi del Benelux, diventando uno dei Paesi fondatori; Ginevra diventa sede del parlamento Europeo. Grazie poi all'esempio di pluricentenaria convivenza tra etnie e religioni diverse presenti sul suo territorio, la piccola Svizzera diventa un vero faro e punto di riferimento per tutti i nuovi Paesi che aderiranno alla UE e la sua struttura federale viene facilmente presa ad esempio nell'elaborare la Nuova Costituzione Europea nel 2002 (proposta da Never75)

Che mondo sarebbe senza la Svizzera?/2. Colpo di stato filonazista a Berna, il governo svizzero si schiera con lo Zio Adolf. Alla fine della Guerra nascono tre Germanie: Ovest, Est e Sud; il Sud è composto da Austria, Sudtirol e Svizzera Tedesca, mentre la Svizzera Italiana diventa provincia italiana come contropartita, e quella francese è annessa all'Hexagon (curiosa proposta di Homer)

De Gaulle, addio/1. Il 17 giugno 1940 il generale de Gaulle decide di passare in Inghilterra per continuare la lotta contro i Nazisti mentre a Vichy si insedia un governo provvisorio dittatoriale sotto la guida del maresciallo Pétain. Però l'aereo del generale viene preso di mira da due Messerschmidt tedeschi e, colpito, affonda nella Manica. Come evolveà a situazione francese senza il grande Charles? Senza la leadership di de Gaulle a Londra non si svilupperà mai una resistenza francese o essa rimarrà aneddotica e totalmente di orientamento comunista dopo l'inizio dell'operazione Barbarossa. Alla fine della guerra, con la liberazione, si manterrà viva una guerriglia comunista nel Centro della Francia, e il rischio di un colpo di stato filosovietico sarà maggiore. La Francia forse finirà nel Patto di Varsavia, ma con il solito gusto per l'indipendenza sarà un alleato assai indipendente come la Jugoslavia, con chi forse condividerà molti punti comuni. Forse si creerà uno terzo polo al blocco comunista oltre a quelli sovietico e cinese (un'idea del francese Perchè no?)

De Gaulle, addio/2. Alternativa all'ucronia precedente, La Francia orfana di de Gaulle rimane nel blocco occidentale e avrà un regime ben più a destra che nella nostra storia, ma ci sono diverse possibilità. Alla liberazione gli Anglo-americani decidono di mantenere in piedi il regime di Vichy, cambiando solo i principali gerarchi. Escono Pétain e Laval, al loro posto diventa capo di Stato il generale Giraud, il più fiero rivale di de Gaulle, favorito dagli Americani e prima fedele a Pétain, o l'ammiraglio Darlan, capo militare dell'Africa del Nord per Vichy e poi alleato degli Americani, che lo preferivano anche a de Gaulle (sarà assassinato in circostanze misteriose). La Francia non torna una democrazia ma rimane una dittatura militare di destra simile alla Spagna di Franco, ma senza gli eccessi dell'estrema destra. Questo Stato Francese (non si chiama neanche repubblica) torna a Parigi e si pretende indipendente, ma in realtà è solo agli ordini degli Americani che moltiplicano le basi militari come in Germania. Tutte le colonie vengono subito dichiarate indipendenti sotto mandato americano per impedire in essi la nascita di movimenti comunisti, la presenza USA nel Vietnam inizia dunque sin dal 1945 e la guerra in questo paese sarà contemporanea di quella di Corea. Di fatto la Francia non é considerata uno degli alleati vittoriosi ma come un alleato della Germania allo stesso livello dell'Italia o dell'Austria. Il regime militare potrà crollare sotto i colpi di una resistenza comunista o più tardi, nel 1968, verrà proclamata la Quarta Repubblica Francese che romperà ogni legame con gli USA e la NATO; c'è la possibilità allora che la CIA finanzi un golpe militare o di destra per impedire alla Francia di vlgersi al socialismo: nel 1981 il colpo di Stato di Jean-Marie Le Pen porta alla sua proclamazione a presidente a vita e alla fondazione del Nuovo Stato Francese. Senza una Francia indipendente non nasce la Comunità Europea (anche questa è di Perchè no?)

De Gaulle, addio/3. C'é anche a possibilità che gli Americani non si curino di insediare un governo francese. Il regime di Vichy é rovesciato e suoi gerarchi fucilati. Al suo posto é creato un'amministrazione americana per la Francia, come si é fatto in Germania. Roosevelt preferiva questa soluzione perché non voleva una Francia forte, al contrario di Churchill. E infatti al momento dello sbarco in Normandia era prevista un'occupazione di questo genere e dei dollari di occupazione sono entrati in circolazione nei primi giorni della liberazione. É andata diversamente perché de Gaulle si é presentato come capo legittimo del paese in nome del Governo Provvisorio, i Francesi lo hanno accettato con gran scorno di Roosevelt. Dunque la Francia viene divisa in tre zone di occupazione, quella Americana che controlla il Sud del paese e tutta la costa atlantica, quella Britannica che controlla il Nord con Parigi e la costa dalla Manica, e una zona belga che controlla le Fiandre e le Ardenne. La Francia viene totalmente occupata anche se in modo poco aggressivo e accettabile dagli abitanti. L'occupazione prosegue fino al 1949 quando viene organizzata la Repubblica Federale Francese con capitale a Parigi, ma senza il suo antico potere centrale, essendo le regioni organizzate sul modello dei länder tedeschi. Però la Francia perde una parte del Nord che va ad ampliare il Belgio, e l'Alsazia che va alla Repubblica Federale Tedesca; la Corsica diventa indipendente come il resto delle colonie con le conseguenze già viste. La Francia rimane un fedele alleato degli USA e conosce una vita politica ben più orientata a destra, sotto la guida di un partito politico monopolitisco. Il paese conosce un maggiore sviluppo economico come la Germania, perché segue il modello americano e non sviluppa suo sistema di aiuti e protezione sociale considerato socialista. Però la Germania e la Francia appena tornate indipendenti diventeranno lo stesso alleate, e forse si potrebbe veder nascere una sorte di Comunità Europea sotto controllo americano... (ulteriore alternativa di Perchè no?)

Fascismo americano. Ucronia pensata da Perchè no? ispirandosi al romanzo « La congiura contro l’America » di Philip Roth. Nel 1940 Franklin D. Roosevelt perde le elezioni contro l’isolazionista e filonazista Charles A. Lindbergh, che dà vita ad un vero e proprio « fascismo americano » tra il 1940 e il 1942. Il popolarissimo presidente Lindbergh sospende l’appoggio economico e materiale degli USA alla Gran Bretagna: questa sopravvivrà solo con l'aiuto del Canada, che in tal modo prenderebbe il posto degli USA come centro di produzione e forse anche come potenza mondiale? O la Germania avrà tutto il tempo di « finire » l’URSS e l’Inghilterra? Il Giappone conquisterà l’Australia? L'India si schiererà con i giapponesi? O, come nel romanzo di Roth, la tradizione democratica statunitense finirà per rovesciare Lindbergh ed entrare comunque in guerra a fianco della Gran Bretagna? E chi realizzerà per primo la bomba atomica?

Leone Marino. Nel 1941 Hitler non attua l'Operazione Barbarossa contro l'Unione Sovietica, ma decide di eliminare l'Inghilterra che aveva resistito ai devastanti bombardamenti del 1940. L'Operazione Leone Marino si svolge immediatamente, centinaia di migliaia di navi-trasporto e u-boot partono dalla Normandia e dalla Bretagna arrivando in poco tempo in Cornovaglia e a Dover. I tedeschi dilagano e arrivano a Londra: il primo ministro Winston Churchill, il re Giorgio V e il governo fuggono in Canada. I nazisti mettono sul trono re Edoardo VIII, filotedesco, e come capo di governo scelgono Oswald Mosley, capo dei fascisti inglesi. Come prosegue la guerra? (una distopia di Ainelif; ecco la sua idea)

Francisco Franco si schiera con l'Asse/1. Hitler invitò ripetutamente la Spagna ad entrare nell'Asse, invadendo la Francia da sud e il Marocco. Il paese iberico tuttavia contava una marina militare scadente ed una pessima aviazione, era appena uscito dalla guerra civile, città e fabbriche erano ancora in fase di ricostruzione mentre il popolo era stanco e desiderava la pace. L'esercito di terra spagnolo era male equipaggiato e nemmeno troppo numeroso. Franco perciò decise di aspettare e, quando vide le pesanti sconfitte degli italiani in Grecia e Libia, decise per la definitiva neutralità, nonostante l'aiuto italotedesco che gli era stato prestato durante la Guerra Civile. Ma se compie un colpo di testa ed entra in guerra insieme all'Italia? La Spagna non potrà fare niente di significativo: il suo esercito è a pezzi, l'economia stremata, le città semidistrutte e il potere di Franco ancora molto debole. Oltretutto si apre un nuovo fronte, lungo migliaia di Km, in cui le forze alleate riusciranno facilmente a penetrare. Per il Portogallo vedo tre possibilità. Vedendo cosa succede in Spagna preferisce non sbilanciarsi e rimane neutrale. Oppure, con l'entrata in guerra della Spagna ne approfitta e dichiara anch'esso guerra agli Alleati. Il suo esercito però è messo peggio di quello della Spagna, dell'Ungheria o della Grecia. Le sue colonie vengono facilmente prese e le isole dell'Atlantico diventano salde basi in mano agli inglesi prima e agli americani dopo. Oppure, terza possibilità, il Portogallo aspetta fino al 1942 e, quando vede l'Asse vacillare, entra in guerra con gli Alleati, però il suo peso è alquanto ridotto, salvo per le basi che concede. In generale, la Spagna potrebbe fare figure peggiori perfino di quelle italiane, e sarà una facile preda dell'invasione angloamericana nel 19 43, nel terzo caso di cui sopra supportata dal Portogallo. Giusto un paese in più da ricostruire per gli Americani, ma la dittatura franchista finisce nel 1943 (questa è di Basileus TFT)

Francisco Franco si schiera con l'Asse/2. Alternativa speculare all'ucronia precedente. Il crollo della Francia è più rapido e forse, invece dell'ambiguo governo di Vichy, si ha un regime pienamente collaborazionista e integrato nell'Asse. L'Italia ottiene quello che voleva: Gibuti, Corsica, Tunisia, Nizza e Savoia come minimo, forse anche Africa Equatoriale francese, Algeria orientale e confine al Rodano. Il Reich annette tutta la Lorena. La Spagna si prende Rossiglione, Paese Basco francese, Marocco e Orano, forse anche il Gabon. L attaccano Gibilterra, che diventa il momento decisivo del conflitto. L'ingresso della Spagna può permettere alle Panzerdivisionen di avanzare fino ad assediare Gibilterra. Se gli inglesi resistono, l'Asse perde. Altrimenti, tutto è possibile, anche che l'Asse riesca a chiudere il Mediterraneo agli inglesi se si subito dopo si lancia l'operazione Ercole. A quel punto anche per la Turchia l'entrata in guerra sarebbe una scelta obbligata, e l'URSS, bloccata sia sul Mar Nero che sul Baltico, con un fronte più esteso ed il Caucaso più minacciato (il che assicurerebbe ai tedeschi il vitale petrolio di Baku nel '42), se la vedrà brutta comunque vada Stalingrado. Inoltre, si ha un fronte siriano (Turchia e Francia contro Yishuv palestinese, stati arabi e Gran Bretagna). Rommel ha la benzina ed i rifornimenti per occupare il Delta del Nilo, e potrebbe tentare di avanzare in aiuto ai Turchi. "Torch", se avviene, è un lago di sangue per gli Alleati, e comunque non determina le cose come nella nostra Timeline. In queste condizioni l'Asse si troverà in condizioni migliori per lei. Una variabile importante è quanto gli arabi siano disposti a sopportare questo stato di cose. Inizialmente vi era, in ostilità alla dominazione inglese e francese, una certa simpatia di ambienti arabi verso l'Asse, ma non credo che reggerà a lungo ad una esposizione prolungata. Probabilmente i Palestinesi stessi cominceranno a preferire i sionisti alle SS. Probabilmente la guerra durerà di più, e ad essa porrà fine anche in Europa un fungo atomico... (questa invece è di Falecius)

La Turchia si schiera con l'Asse. Anche la Turchia ebbe due grandi occasioni storiche di entrare nell'Asse: nel 1941, in concomitanza con l'operazione Barbarossa, o nel 1942 in concomitanza con l'invasione tedesca del Caucaso. Per di più Germania e Italia avevano offerto grandi vantaggi economici affinché il governo turco prendesse una posizione decisa. Ma i turchi, titubanti fino alla fine, aspettarono quanto bastava per vedere la disfatta tedesca in Russia ed optare per un deciso no. E se invece opta per il sì? La Turchia era messa decisamente meglio della Spagna: il suo esercito di terra era molto numeroso, anche se armato peggio di quello italiano. Poteva contare su un discreto numero di carri armati, parecchi mezzi motorizzati e una modesta marina. L'aviazione era senza dubbio alquanto scarsa. L'entrata della Turchia può sbilanciare molto le cose a favore dell'Asse, aprendo un fronte in Medio Oriente. Questo può determinare una più lenta avanzata dei Russi nel 1944 e la conseguente liberazione di Berlino e della Polonia da parte degli Alleati? La Turchia invece entrerà nel blocco sovietico? (ancora Basileus TFT)

La Legione Straniera Italiana. Com'è noto, in Jugoslavia i nazisti organizzarono la divisione SS denominata Handzar, formata quasi interamente da volontari bosniaci musulmani, intenzionati a combattere con ogni mezzo i partigiani titini; e questa non fu l'unica aggregazione etnica non ariana che i tedeschi riuscirono a mettere in campo per combattere gli Alleati. Questi combattenti non germanici sapevano che il III Reich sarebbe risultato per loro non meno oppressivo delle elite a cui fino a quel momento avevano dovuto obbedire (nel caso dei musulmani bosniaci, la classe dirigente serba), ma erano convinti che i nemici dei loro nemici potessero essere, in quella circostanza, dei validi amici. Fu questo il motivo per cui nazionalisti baltici, ucraini, palestinesi, iracheni, siriani e tunisini combatterono a fianco del Reich. Viene dunque spontaneo chiedersi perchè anche l'Italia non mise in campo una « legione straniera » formata dai nemici della Gran Bretagna in Africa, nel Medio Oriente e in India, tanto più che molti prigionieri di guerra fatti dall'Asse consideravano gli inglesi dei colonizzatori e dei nemici da combattere ancor più degli italiani e dei tedeschi. La proposta fu effettivamente avanzata dal generale Fedele de Giorgis, ma Mussolini temeva che una legione araba messa in campo in Africa settentrionale risvegliasse il nazionalismo libico senussita, e d'altro canto i prigionieri di guerra indiani volevano combattere l'Inghilterra in India, e non in Africa. Ora, però, supponiamo che fin dall'inizio del conflitto venga organizzata una sorta di Legione Straniera Italiana, proprio sul modello di quella francese, comprendente tutti i volontari di nazionalità non italiana (per capirci come l'americano Ezra Pound, noto amico del Duce, e come molti falangisti spagnoli) disposti a combattere a fianco dei nazifascisti. In che modo e in che misura essa può influenzare lo svolgimento della Seconda Guerra Mondiale, soprattutto sul fronte africano? (se lo chiede William Riker)

Tripoli, beautiful ground of love. Quando l'Italia entrò in guerra, gli inglesi avevano in Egitto solo 36.000 uomini, contro una forza italiana notevolmente superiore, comandata da Graziani, ma il generale inglese Wavell decise di approfittare della maggiore mobilità delle sue truppe, lanciò una serie di operazioni belliche e riuscì a realizzare obiettivi che andavano molto al di là delle sue più rosee previsioni: Bardia cadde il 3 gennaio 1941, Derna il 30 gennaio, Bengasi il 6 febbraio. A questo punto, la strada per Tripoli era spianata; eppure, Churchill decise di fermare l'offensiva in terra africana. Lo storico B.H. Liddel Hart, uno dei maggiori esperti di cose belliche del Novecento, sostiene che il Primo Ministro aveva altri piani: intendeva approfittare dell'intervento tedesco in aiuto dell'Italia, dopo la sciagurata campagna di Grecia, per sostenere militarmente Atene, e fare della penisola balcanica un grande fronte antitedesco, così da allontanare il più possibile dalla Gran Bretagna la minaccia di invasione da parte della Wehrmacht. Il 7 marzo 1941, infatti, sbarcò in Grecia un contingente britannico di 50.000 uomini. Purtroppo fu una seconda Dunkerque: i britannici dovettero abbandonare precipitosamente la Grecia, lasciando sul campo 12.000 prigionieri. Era la seconda volta che Churchill in Grecia sbagliava tutto, dopo la disfatta di Gallipoli nel 1915. Ma che accade se invece l'idea Grecia è accantonata, il generale Wavell ha carta bianca e prosegue fino a Tripoli, occupando fin da subito tutta la Libia, prima che vi sbarchi quel genio militare che era Rommel, pronto a rovesciare la situazione bellica come solo lui sapeva fare? La penisola italiana verrà invasa prima? E che farà Rommel ad esempio sul fronte russo? (ancor William Riker)

L'Orchestra Nera. Durante la Seconda Guerra Mondiale Papa Pio XII dichiarò: "Nulla lasciamo di intentato pur di arrestare la carneficina". A cosa si riferiva? Molto probabilmente alla cosiddetta "Operazione Orchestra Nera", come la ribattezzò il controspionaggio tedesco, per via del colore nero delle tonache dei preti cattolici. Nel 1941 alcuni alti dirigenti del Partito Nazista progettarono di uccidere Hitler per salvare la Germania da un possibile disastro bellico; a capo della congiura c'era il generale Ludwig Beck, esponente di spicco del cattolicesimo tedesco ed amico personale di Eugenio Pacelli: quando questi era nunzio a Berlino negli anni venti, erano iscritti allo stesso club ippico e andavano spesso a cavallo assieme. Pio XII sosteneva con forza la cospirazione; teneva le fila dei contatti con il Vaticano un altro cattolico tedesco di spicco, Herr Müller. Purtroppo gli inglesi non credettero nella fattibilità del colpo di stato, o non si fidarono abbastanza, e il piano fallì (alcuni ci riprovarono anni dopo a Rastenburg, con il famoso attentato di von Stauffenberg). Ma che sarebbe accaduto se il piano fosse andato in porto e se Pio XII, anziché (ingiustamente) come il Papa dei Silenzi, fosse stato ricordato come il Tirannicida? (ideata da William Riker)

Davide e Golia del XX secolo. Il 20 maggio 1941 una delle più possenti navi da guerra che abbiano mai solcato i sette mari entrò nel Mare del Nord: la corazzata Bismarck, un mostro da 50.000 tonnellate di dislocamento, che nei sogni di gloria del Terzo Reich avrebbe dovuto seminare morte e distruzione nell'Atlantico. Naturalmente gli inglesi non potevano permettere ai tedeschi di scorrazzare liberamente nel "loro" mare, e quindi per giorni e giorni le navi britanniche diedero alla corazzata una caccia spietata. La Bismarck però riuscì a farsi beffe dei nemici, affondando anche lo Hood, uno dei migliori incrociatori da battaglia degli Alleati. Proprio quando la Bismarck era giunta in pieno oceano Atlantico, dove avrebbe potuto "nascondersi" in un'area vastissima di mare aperto, avvenne l'impossibile: uno "Swordfish", uno dei più obsoleti aerosiluranti di cui disponeva l'aviazione di Sua Maestà, che lo Stato Maggiore aveva lanciato contro l'imbattibile corazzata in un tentativo disperato, centrò con un siluro il timone della Bismarck, danneggiandolo irreparabilmente. Il titano dei mari, senza poter manovrare, restò alla mercè della flotta inglese, fu presto raggiunto e affondato. Ma che accade se il miracolo non avviene? Quale impatto avrà la devastante potenza della Bismarck sul prosieguo della Guerra Mondiale? (sempre il prolifico William Riker)

Invasione giapponese dell'URSS. Nel giugno 1941 il ministro degli Esteri nipponico Matsuoka convince il primo ministro Konoye a perorare l'entrata in guerra a fianco di Hitler contro l'URSS. Facendo leva sulla voglia di rivincita dell'Esercito Imperiale contro quello sovietico dopo i fatti di Nomonhan del giugno 1939, e sul vincolo che lega il Giappone alle nazioni nazifasciste europee in base al Patto Anticomintern del 1936 contro l'URSS e al Patto Tripartito del 1940, i due politici giapponesi persuadono il resto del governo ed i militari e ad abbandonare almeno per il momento l'ipotesi di espandersi verso sud. L'embargo petrolifero (e non solo) voluto dagli USA nei confronti del Giappone a causa della sua politica imperialistica in Cina e nell'Indocina francese, ha infatti convinto i militari nipponici che sia venuto il momento di approfittare della guerra in Europa, contando sulla debolezza della Francia di Vichy e del governo in esilio olandese, oltre che della difficoltà del Regno Unito duramente impegnato nel conflitto. L'obiettivo in prospettiva dello stato maggiore imperiale è di approvvigionarsi del vitale petrolio attraverso l'occupazione dell'Indocina, utilizzandola come base per poi invadere la Malesia, le Indie olandesi e la Birmania, ma il disegno finale prevede l'Asia e il Pacifico dominati da Tokyo. Le conseguenze non potranno essere indolori, poiché ciò comporterà lo scontro con Washington, ma i vertici militari ritengono possibile eliminare qualsiasi presenza ed interferenza americana dal continente e dall'oceano. Il progetto di Matsuoka, sebbene comporti sempre un conflitto oneroso, è più semplice: guerra contro l'URSS insieme agli altri componenti dell'Asse, e una volta che la lotta si sarà conclusa vittoriosamente, ottenimento di forniture petrolifere dalla alleata Germania, futura padrona dei giacimenti del Caucaso. Roosevelt, impegnato dalla sua promessa agli elettori di non intervenire in una guerra che non interessi direttamente gli Stati Uniti, si trova, dunque, con le mani legate. Inutile dire che, avendo eliminato un pericoloso nemico ideologico come l'URSS, e contando su forniture certe di petrolio, il Giappone potrà confrontarsi con gli USA in una posizione ben diversa e più vantaggiosa. Ce la fa Stalin a resistere contemporaneamente su due fronti, a respingere i nemici e a passare successivamente all'offensiva, o i Tedeschi riusciranno a conquistare Mosca prima della fine del 1941? Le proteste del governo di Washington non hanno alcun peso, ma le forniture ai Sovietici basteranno per aiutarli? Come prosegue la guerra, e come farà Roosevelt a convincere il proprio paese della necessità di opporsi ad una coalizione nemica in netta ascesa? (ideata da Enrico Pellerito)

Regno Italiano d'Etiopia. Guglielmo Nasi, governatore dell'Etiopia, si rende conto che l'impero coloniale italiano, in caso di guerra contro l'Inghilterra, sarebbe condannato e tratta con i Britannici già nel 1941. Un accordo, realizzato nel luglio dello stesso anno, sancisce la cessione della Somalia italiana all'Inghilterra, che la affida al Negus Selassié, mentre l'Etiopia italiana sopravvive in quanto stato indipendente, formalmente neutrale. Come reagisce Mussolini? E come cambia la storia dell'Africa? (un contributo di Maggioriano. Cliccate qui per scaricare la sua versione dei fatti)

Niente Volpe del Deserto. Ciò che impedì a Rommel di vincere non fu tanto una superiorità nella conduzione degli scontri da parte di Montgomery, quanto l'effettiva inferiorità di mezzi e di rifornimenti rispetto la potenza che gli alleati riuscirono a mettere in campo in Egitto. La campagna del Nord Africa è un tipico esempio di conflitto il cui esito è dipeso molto dal mancato equilibrio dei mezzi e delle armi tra le forze opposte, laddove la capacità umana dei condottieri e dei soldati è stata quasi sempre equivalente. Ma se la condotta della guerra in Africa fosse stata affidata ad un altro generale (per esempio Von Manstein o Von Runsdedt), invece che a Rommel? Certamente uno stratega come Von Manstein avrebbe applicato nel deserto le tattiche sull'utilizzo dei mezzi corazzati, avrebbe mantenuto le linee di rifornimento ad una distanza più decente e sarebbe riuscito a racimolare qualche rinforzo. Forse la guerra in Africa sarebbe durata più a lungo, ma, invece cosa avrebbe fatto Rommel su un altro fronte (magari in Russia)? Come cambia il corso della guerra? (se lo domandano Enrico Pellerito e Maggioriano)

Stalin precede Hitler. L'edizione russa delle memorie del maresciallo Zukov ha rivelato che, quando scattò l'Operazione Barbarossa, Stalin si stava preparando a sua volta ad un attacco preventivo a sorpresa contro la Germania. Di Stalin si legge: « Negli anni in cui il capitalismo ha accerchiato l'Unione Sovietica noi siamo stati capaci di fare buon uso dello slogan pacifista. Ma adesso è ora di finirla di rimuginare sempre le stesse cose, è cominciata l'ora dell'espansione violenta della Russia ». Le prime avvisaglie di ciò erano apparse nel novembre del 1940, quando Molotov aveva respinto la spartizione del mondo proposta dai tedeschi, che all'Unione Sovietica avevano offerto l'India, mentre le mire di Stalin prevedevano piuttosto l'estensione verso occidente. Che accade dunque se Stalin precede Hitler lanciando una "Operazione Ivan il Terribile"? (proposta da William Riker)

I Tedeschi a Mosca. Come racconta il capitano Liddel Hart, autore di una bella "Storia della Seconda Guerra Mondiale", nell'agosto 1941 lo stato maggiore tedesco propose a Hitler di concentrare ogni sforzo bellico sulla conquista di Mosca, un obiettivo che avrebbe permesso di attendere la fine dell'inverno nelle migliori condizioni possibili. Il 21 agosto Hitler rispose negativamente, convinto che la priorità assoluta fossero il bacino carbonifero del Donetz e i pozzi petroliferi del Caucaso. Dopo alcune settimane perdute in scambi di dispacci, Hitler autorizzò la marcia su Mosca, ma ormai era troppo tardi, ed il rapido peggioramento delle condizioni climatiche costrinse i nazisti a fermarsi quando già i feldmarescialli avevano nei loro binocoli le cupole dorate del Cremlino. Ma supponiamo che Hitler dia retta subito ai suoi generali ed occupi Mosca nell'ottobre 1941. Stalin è costretto a fuggire in Siberia con tutto il governo sovietico, i Tedeschi riescono ad attestarsi a tempo indeterminato sugli Urali, e in primavera sferrano l'attacco contro il Caucaso, mentre il generale von Paulus ne protegge il fianco riuscendo a conquistare Stalingrado. I pozzi petroliferi di Grozny sono raggiunti, e la Wehrmacht ha a disposizione rifornimenti pressoché illimitati. Un parente dei Romanov viene reinsediato sul trono di Mosca come fantoccio di Hitler. Come prosegue la Seconda Guerra Mondiale? (ancora William Riker)

La seconda Brest. Nel suo saggio "L'Urss di Lenin e Stalin: Storia dell'Unione Sovietica 1914-1945", Andrea Graziosi accenna ad un particolare episodio della Seconda Guerra Mondiale. « Di fronte a rapporti che evidenziavano come tra i carri tedeschi e la capitale non esisteva più alcuna linea di difesa organizzata, Stalin rispolverò una manovra diversiva. Attraverso l'ambasciatore bulgaro a Mosca, da anni al servizio dei sovietici, si trattava di spargere la voce che l'URSS era pronta ad offrire ai tedeschi una "nuova Brest", comprando l'arresto dell'offensiva con l'offerta del Baltico, della Bielorussia e di parte dell'Ucraina, come aveva fatto Lenin nel 1918. Dell'iniziativa, che non ebbe alcun seguito, furono accusati nel 1953 Berija e i suoi collaboratori. » La storia poteva anche ripetersi, sempreché Hitler avesse deciso di accettare, ma la controproposta nazista, che pare ci sia stata, era quella di pretendere lo scioglimento di tutta la struttura statale e politica "bolscevica", sia dal punto di vista organizzativo sia da quello ideologico, e non è difficile credere che a Berlino non si sarebbero limitati ad accaparrarsi i territori offerti da Stalin, ma avrebbero voluto molto di più. A pensarci bene, la proposta di una "nuova Brest" non è poi così bizzarra o vergognosa per una nazione che si trovava, in quel momento, in una situazione affatto gradevole: era già stata fatta poco più di vent'anni prima, ed aveva permesso al comunismo di salvarsi e, poi, di vincere. Che succede se a Berlino le idee sono un po' diverse, ed il piano è accettato? Come cambia la Seconda Guerra Mondiale? (questa è di Enrico Pellerito)

Il Pret da Ratanà. Ai più è quasi sconosciuta l'interessantissima personalità di questo strano sacerdote di metà Novecento, a metà tra Padre Pio ed un omeopata ante litteram. Il vero nome del sacerdote era don Giuseppe Gervasini (1867-1941), mentre Ratanà sta per Retenate, il nome di una frazione di Vignate in cui fu parroco, curava gratuitamente nella sua casa poveri e ricchi (pare addirittura guarì un membro della Famiglia Pirelli) sia con sistemi empirici o con medicine naturali ricavate da erbe, sia con preghiere o con sistemi a dir poco bizzarri. Per molti motivi fu allontanato per breve tempo anche dalla Chiesa con la sospensione ad libitum, ma la sua fama di guaritore e di taumaturgo continuò a diffondersi in tutta la Lombardia ed oltre. Morì nel 1941, ma se sopravvive ancora una decina d'anni? Vista la sua autorevolezza (pare che perfino i cardinali Schuster e Ferrari gli chiedessero consigli), potrà svolgere un ruolo di primissimo piano nella Milano del dopoguerra, ad esempio aiutando gli sfollati, e mitigare alquanto la furia degli avieri alleati e dei nazi-fascisti. Nel dopoguerra la sua fama potrà crescere anche di più e costituire per i lombardi, e in special modo per i milanesi, una sorta di alternativa "nordica" a Padre Pio. In seguito sulla sua casa si costruirà un santuario che attirerà pellegrini da tutto il Mondo, e Milano diventerà una mèta religiosa di primo piano, tenuta come fiore all'occhiello dai futuri papi. Con un'influenza della Chiesa Milanese sulla società meneghina ancora maggiore, si potrà in qualche modo evitare, o almeno mitigare, Tangentopoli con tutte le sue conseguenze? (ideata da Never75)

Lo spettro di Attila/1. I tedeschi, puntando alla vittoria ad ogni costo, anziché bombardare le città nemiche con ordigni tradizionali, lo fanno con speciali diserbanti in grado di sterilizzare per almeno 100 anni il suolo nemico, in modo che non vi cresca più nulla. In questo caso danni a cose od a persone saranno quasi risibili, in compenso però la terra non produrrà più nulla. Scoppieranno, nei Paesi nemici, rivolte su rivolte proprio perchè la popolazione è ridotta alla fame. Ovviamente gli Alleati faranno la stessa cosa contro Giappone e Germania. Risultato: al termine della guerra tutta l'Europa (Russia compresa) e parte dell'Estremo Oriente (Giappone e parzialmente Cina) saranno completamente privi di vegetazione ed i danni rimarranno per secoli. Infatti, come capitava nel Medioevo durante le epizoozie, i danni diretti od indiretti provocati dalla siccità o da virus hanno effetti molto più gravi che non le epidemie umane. I casi sono due. O tutti gli Europei migrano in zone ancora fertili (le due Americhe, l'Asia). oppure decidono per sempre di rinunciare all'agricoltura e puntano tutto su industria e terziario, anche in misura maggiore di oggi. In questo caso gli Europei saranno al 100% dipendenti dalla produzione dell'estero. Ciò porterà le rimanenti potenze coloniali (Francia e Regno Unito in primis) a tenersi strette ancora più le loro colonie, e le lotte di liberazione saranno molto più tragiche. Se poi avviene la decolonizzazione, gli Europei saranno più vincolati alla politica USA ed anche i Paesi Asiatici ora indipendenti rialzeranno la cresta. In ogni caso la crisi economica del 2008-2009 sarà ancora più grave (un nuovo incubo di Never75)

I Giapponesi ad Honolulu. Nel 1941 i giapponesi attaccano le Hawaii con reparti anfibi per conquistarle. L’operazione va a buon fine e gli Stati Uniti si ritrovano in una posizione strategica pessima; nel 1945, dopo aver impegnato moltissimi uomini, l’avanzata americana è ferma ancora nel mezzo del Pacifico. Ciò costringe gli americani ad usare la bomba in qualche sperduta isolatta strategicamente importante, e magari a sollecitare un più profondo impegno sovietico contro i giapponesi. In questa situazione gli americani sono più accondiscendenti verso le pretese sovietiche in Europa: Italia e Austria entrano nell’orbita comunista. Al contrario il minor numero di uomini e mezzi messi in campo dagli americani in Europa (gli U.S.A. devono occuparsi prima del Sol Levante) allunga la vita ad Hitler di un anno o forse anche due o tre, complicando i progetti di Stalin, visto che la guerra in Europa dopo il 1945-46 sarebbe risolta in modo determinate dalla bomba atomica. Quindi avremo sovietici molto ridimensionati nelle acquisizioni e una Polonia che rimane libera (ideata da Giorgio Tebaldi)

Pearl Harbour/1. Dopo Pearl Harbour tedeschi ed italiani non dichiarano guerra agli americani. In questo modo la guerra in Europa è più equilibrata e rovinosa, durando da uno a tre anni in più. Troveremo i sovietici allo stremo delle forze mentre i giapponesi saranno sconfitti prima, poiché l’impegno americano è maggiore. Alla fine la guerra europea è risolta anche qui dalla bomba atomica degli americani che, con un'Unione Sovietica debole, sono molto più avvantaggiati nella Guerra Fredda (grazie a Giorgio Tebaldi e a MAS)

Pearl Harbour/2. Che accade se Roosevelt non riesce a convincere il Congresso a dichiarare guerra a Germania ed Italia? Può verificarsi il paradosso per cui gli americani vincono la loro guerra contro il Giappone, mentre l'Asse europeo vince contro Russia e inghilterra? (se lo chiede Francesco Dessolis, ripensando al romanzo ucronico italiano "Asse Pigliatutto": Memorie 1937-1943 del nob. gen. Triora di Rondissone, di Lucio Ceva)

Una diversa soluzione (finale)/1. Com'è noto, Adolf Eichmann (1906-1962) fu l'architetto della cosiddetta "Endlösung" (soluzione finale), cioè del tentativo di sterminare l'intero popolo ebraico in Europa; egli non si limitò a pianificarla, ma la mise in atto con entusiasmo in prima persona, organizzando l'identificazione e il trasporto delle vittime ai vari campi di concentramento: per questo ci si riferisce spesso a lui come il "Capo Operazioni" del Terzo Reich. E per questo, arrestato dal Mossad in Argentina dove si era rifugiato con l'aiuto dell'organizzazione Odessa, sarà processato ed impiccato in Israele il 31 maggio 1962. Ma non tutti sanno che nel 1937 egli si era recato sotto copertura in Palestina ed aveva visitato alcuni kibbutz, prendendo contatto con gli arabi in vista di un trasferimento in massa degli Ebrei europei in quella terra, finché non fu scoperto dalle autorità britanniche, che allora detenevano il Mandato sulla Palestina, ed espulso. Ma immaginiamo che la sua missione abbia successo, e che nella famigerata conferenza di Wannsee (quartiere di Berlino) del 20 gennaio 1942 Adolf Eichmann e il suo mentore Reinhard Heydrich decidano la deportazione degli Ebrei non nei lager ma proprio in Palestina. La Gran Bretagna, impegnata nel conflitto, non può opporsi, e così, su vagoni piombati, sei milioni di Ebrei vengono trasferiti dalla Mitteleuropa, via Ungheria, Romania, Bulgaria e Turchia, fino ad Istanbul, dove con carrette del mare vengono poi portati in Terrasanta (oppure sempre via terra attraverso Anatolia, Siria e Libano). La Shoah non avviene, ma molti ebrei sono morti di stenti durante il viaggio, e quelli che ce l'hanno fatta sono arrivati in Palestina in condizioni di assoluta povertà, portando con sé solo una valigia e pochi spiccioli, e ciò provoca una catastrofe umanitaria. Inoltre i figli di Israele sono tenuti in condizioni inumane: i Nazisti non permettono loro di abitare in città, ma li isolano in campi molto simili a quegli di concentramento, ma senza sterminio. Inoltre il conflitto con gli arabi scoppia in anticipo. Però gli Ebrei alla fine del conflitto ottengono l'appoggio delle potenti lobby israelitiche negli Stati Uniti, con l'aiuto americano essi battono gli arabi, ci sono molti più giovani atti a combattere e quindi essi conquistano l'intera Palestina, e David Ben Gurion fonda uno stato d'Israele molto più vasto, di lingua Yddish anziché ebraica. Come si svolgerà la futura, travagliata storia del Popolo Eletto? (una pensata di William Riker)

Una diversa soluzione (finale)/2. Variante di Ainelif all'ucronia precedente: e se invece nasce davvero uno stato Ebraico in Madagascar? Il Terzo Reich riesce a trasferire 4 milioni di ebrei europei sull'isola australe in appena due anni dopo la capitolazione della Francia e con il beneplacito del governo collaborazionista di Vichy, anche se con serie difficoltà logistiche come i ripetitivi attacchi della Royal Navy. Dopo la guerra, sempre più ebrei da tutto il mondo emigrano in Madagascar; gli autoctoni come reagiscono? La Repubblica del Madagascar vedrà l'integrazione tra ebrei e malgasci, grazie a un numero sempre crescente di matrimoni misti? In Medio Oriente nascerà nel frattempo la Repubblica Palestinese...

Il fisiatra di Himmler. Heinrich Himmler, comandante supremo delle SS dal 1929 e ministro degli Interni dal 1943, era l'uomo più potente del Terzo Reich dopo Hitler, ma soffriva di disturbi neurovegetativi tali da provocargli dolori addominali che nessun medico era in grado di alleviare. Ci riuscì tuttavia Felix Kersten, che per ironia della sorte non era un medico ma un fisiatra, ideatore di una forma di fisioterapia che sostanzialmente adattava il metodo Shiatsu alle conoscenze anatomiche occidentali sul percorso dei nervi. Kersten entrò in contatto con Himmler nel marzo del 1939, e ben presto fu praticamente costretto a porsi al completo servizio del potente Reichsführer. Nel corso delle sedute Kersten interrompeva il massaggio ogni cinque minuti, e presto imparò a sfruttare quei momenti in cui Himmler, sollevato dal dolore, era particolarmente bendisposto per salvare numerose persone. Iniziò chiedendo la liberazione di singoli olandesi e tedeschi di sua conoscenza, poi mise in piedi una rete con base in Olanda che gli segnalava i casi più drammatici, e riuscì a evitare la deportazione di 3000 donne olandesi, francesi, belghe e polacche, che furono invece liberate in Svizzera. Sempre in Svizzera fece riparare 2700 ebrei originariamente destinati ai campi di concentramento. Ora, nel 1942 Himmler mostrò a Kersten un dossier segreto sulla salute del Führer per sapere se poteva arrestare l'evoluzione della paralisi progressiva di origine sifilitica che stava deteriorando le capacità mentali di Hitler. Kersten spiegò che non poteva fare nulla, che la situazione avrebbe continuato a peggiorare e che la cosa più ragionevole era di sostituire Hitler con una persona sana di mente, una come lo stesso Himmler. Al capo supremo della Gestapo l'idea non dispiacque, e ci pensò seriamente per qualche mese ma, dopo il complotto contro Hitler scoperto nell'agosto di quello stesso anno, la abbandonò completamente, e fu anzi l'artefice della spietata repressione voluta dal Führer. Dopo la fine della guerra Kersten si stabilì in Svezia e, come accadde per Perlasca, l'attività meritoria da lui svolta in favore di tanti condannati venne dimenticata, ed anzi fu guardato con sospetto per essere stato il medico di Himmler; solo nel 1953 vide riconosciuti pienamente i suoi meriti. Ora, che accade se invece Himmler si lascia convincere da Kersten, liquida Hitler e si fa proclamare Reichskanzler? Accortosi che la guerra è perduta, negozierà una pace con gli Alleati Occidentali all'inizio del 1944? O addirittura riuscirà a convincerli a scendere in guerra al suo fianco contro Stalin? (un'altra idea di William Riker)

A Mezza Strada. Nel maggio 1942 l'ammiraglio giapponese Yamamoto aveva elaborato un piano volto a sorprendere le portaerei americane in mare aperto e distruggerle una volta per tutte, così da far diventare il Pacifico un lago nipponico. A questo scopo aveva pensato di attirarle in trappola il 4 giugno con un attacco alle isole Midway, così dette perchè sono "a mezza strada" tra Asia ed America. Uno degli elementi chiave di tutta l'operazione era la ricognizione aerea. Purtroppo per Yamamoto, però, dei sette velivoli di ricognizione da lui inviati, proprio quello destinato a sorvolare il settore di mare in cui erano in navigazione le portaerei americane accusò noie al motore, e decollò con mezz'ora di ritardo. Un'inezia: ma tanto bastò per impedire a Yamamoto di scoprire in tempo la posizione del nemico. Anzi, fu quest'ultimo a sorprendere le quattro portaerei giapponesi al comando del viceammiraglio Nagumo, che furono ben presto affondate. Iniziava la riconquista americana del Pacifico. Ma che accade se l'aereo incriminato parte regolarmente ed informa l'ammiraglio del Sol Levante dell'esatta posizione delle unità statunitensi? Come cambia la Guerra Mondiale? Il Giappone riuscirà a conquistare le Hawaii, costringendo gli USA alla resa? (nuova intuizione del nostro William Riker)

Aimone I di Savoia Re d'Italia. Nella primavera del 1942 Aimone di Savoia-Aosta, divenuto re fantoccio di Croazia con il nome di Tomislav II, un ruolo che non aveva mai gradito, avviò segreti contatti con Victor Farrel, console britannico a Ginevra, allo scopo di ottenere una pace separata con gli Alleati e porre fine all'alleanza con Hitler. Il 18 dicembre 1942 il ministro degli esteri inglese Anthony Eden informò gli ambasciatori americano e russo a Londra che Aimone era pronto a guidare una rivolta di palazzo per spodestare Benito Mussolini. Le garanzie richieste da Aimone erano l'appoggio dell'aviazione inglese, uno sbarco concordato di truppe anglo-americane, nessuna richiesta di consegna della flotta italiana e il mantenimento della monarchia in Italia (forse egli stesso ambiva al titolo regale al posto degli screditati Savoia-Carignano). Le trattative purtroppo portarono ad un nulla di fatto. Ma che accade se esse vanno in porto, Mussolini è rovesciato, Vittorio Emanuele III è costretto ad abdicare in favore di Aimone e le forze angloamericane prendono fin dai primi del 1943 il controllo di quasi tutta l'Italia? Come cambia la Seconda Guerra Mondiale? E il Dopoguerra? (sempre William Riker)

Fantafumetti/1. Pur essendo stato assunto dalla Disney solo nel 1942, a quarant'anni suonati, Carl Barks (1901-2000) è chiamato "L'Uomo dei Paperi" per aver inventato la maggior parte dei personaggi che si muovono nell'universo di Paperopoli (del resto da lui stesso ideata nel 1944 con il nome di Duckburg): Paperone, i Bassotti, Gastone, Archimede Pitagorico, Rockerduck, Amelia sono tutte creature sue. Ma che accade se egli si dedica ad altro campo artistico diverso dai fumetti, per esempio alla scrittura di romanzi per ragazzi o alla pubblicità? A prescindere dagli incomparabili contributi che avrebbe potuto fornire in questi campi, probabilmente Donald Duck resterà un personaggio secondario, satellite dell'universo "topesco" di Mickey Mouse, e il dualismo Paperino-Topolino non nascerà (anche questa è di William Riker)

Milano come Dresda. Nel loro libro "Bombardate l'Italia: Storia della Guerra di Distruzione Aerea 1940-1943", Marco Gioannini e Giulio Massobrio dimostrano che Churchill aveva intenzione di radere al suolo le città italiane, così come avvenne con quelle tedesche. Ad esempio, il Duomo di Milano era identificato come "punto di mira" per il bombardamento da parte della RAF del 24 ottobre 1942, che vide 135 tonnellate di bombe dirompenti e incendiare scaricate sul capoluogo meneghino. Per qualche ragione il Duomo non venne colpito, e così Sant'Ambrogio, ma neppure Santa Maria del Fiore a Firenze né San Pietro, Castel Sant'Angelo, il Colosseo e l'Altare della Patria a Roma. Ma che sarebbe accaduto se la Madonnina del Duomo avesse fatto la fine della Turmkreuz e della Frauuenkirchen di Dresda? Oggi l'Italia avrebbe perso metà del suo patrimonio culturale, artistico e religioso. Il turismo ci frutterebbe certo introiti assai minori, e forse avremmo avuto qualche difficoltà ad allearci con chi aveva commesso un simile scempio in casa nostra. Ma, siccome Montecassino venne ricostruita, non è detto che anche i vari duomi non debbano esserlo, dando ancora più impulso al boom economico (una proposta davvero agghiacciante di William Riker)

Parigi come Dresda. Sempre sul tema dell'ucronia precedente: che sarebbe accaduto se Hitler avesse dato prima l'ordine di distruzione di Parigi, o se il governatore militare della città avesse obbedito a suoi ordini? Parigi sarebbe stata distrutta da esplosioni terrificanti. Tra i monumenti da distruggere c'erano la torre Eiffel, la cattedrale di Nôtre-Dame, tutti i ponti, l'Arco di Trionfo e oltre. Pensiamo a quale disastro si sarebbe consumato se solo il museo del Louvre fosse bruciato con tutte le opere all'interno! (una visione ancora più spaventosa del francese Perchè no?)

Louvre Adieu. Tempo fa a una mostra fotografica ha ricordato la vita nel Louvre durante la guerra mondiale, con la maggior parte delle sue opere spedite in tutta la Francia, a tal punto che Hitler quando ha visitato Parigi non ha voluto vedere il museo vuoto. E se queste opere non vengono disperse e nascoste dai conservatori del museo, talvolta in condizioni strane? Per esempio, se nel disordine del 1940 una maggior parte di queste, Gioconda compresa, vengono spedite segretamente in America per essere conservate a New York e poi mai restituite? O se i conservatori non fanno in tempo a farlo e i gerarchi nazisti di dividono il contenuto del museo con diverse conseguenze: distruzione durante la guerra o recupero da parte degli Sovietici che le portano a Mosca come il Tesoro di Priamo? E se i conservatori sono tutti giustiziati dal nemico? Numerose opere andranno disperse, tanti tesori nascosti che potrebbero essere scoperti in diversi momenti, creando un'attività di ricerca di tesori culturali: Francia, terra di tanti nuovi Indiana Jones? (ancora Perchè no?)

Che mondo sarebbe con la Nutella?/2. Nel 1942 Pietro Ferrero non apre alcun laboratorio per i dolci ad Alba, in via Rattazzi, e preferisce continuare a gestire la grande pasticceria della moglie Piera Cillario. La Ferrero non nasce, e con essa neanche la Nutella né i Mon Cherì. Quale l'impatto sul mondo economico italiano e sulla storia del costume? Non dimentichiamo che il celebre cartone animato del Gigante Amico fu ideato da Toni Pagot proprio per pubblicizzare i prodotti Ferrero: senza di essi, quale prodotto pubblicizzerà questo celeberrimo personaggio di Carosello? (ideata dal Marziano)

Die Sieg von Stalingrad. Il record più tragico della storia dell'uomo spetta sicuramente alla Battaglia di Stalingrado, combattuta intorno all'odierna città di Volgograd, in Russia, tra le truppe dell'Asse e l'Armata Rossa, per il controllo del fiume Volga e degli importanti pozzi petroliferi del Caucaso. Essa durò dal 21 agosto 1942 al 2 febbraio 1943, e il protrarsi degli scontri, tra violenze inaudite e combattimenti casa per casa, spiega perchè secondo tutti gli storici questa fu la battaglia più sanguinosa di tutti i tempi, con 400.000 caduti tra i tedeschi e 480.000 tra i sovietici; contando anche i feriti e i dispersi si giunge addirittura a un milione e mezzo di caduti, di cui più di 100.000 civili. Nel novembre 1942 il maresciallo Georgy Zhukov riuscì abilmente ad accerchiare la città con il suo milione di uomini (la cosiddetta "Sacca di Stalingrado"), e di colpo gli assedianti si ritrovarono assediati. A trappola già scattata, fermamente convinto che il nemico non disponesse di ulteriori riserve da buttare sul campo, e forse ossessionato dalla conquista di una città che portava il nome del capo dell'URSS, Hitler rifiutò contro ogni logica di ripiegare e di abbandonare Stalingrado per evitare l'accerchiamento da parte dei sovietici, e anzi ordinò un attacco ad oltranza, con la celebre frase: « Dove un soldato tedesco mette piede, là resta! ». Alla fine il feldmaresciallo nazista Friedrich von Paulus fu costretto ad arrendersi; l'annientamento della VI armata tedesca segnò la prima grande sconfitta militare della Germania e l'inizio dell'avanzata sovietica che avrebbe condotto l'Armata Rossa fino a Berlino. Ma che succede se Hitler dimostra maggiore assennatezza (a dir la verità in Sicilia direbbero "è cchiù facili chioviri ricotta" , cioè è più facile che piova ricotta), o meglio se von Paulus fa di testa sua, si ritira e riesce a conquistare la città nell'estate del 1943? (se lo chiede William Riker)

Un'altra Stalingrado/1. Uno dei motivi delle atrocità della battaglia di Stalingrado sta proprio nel nome della città. Ma cosa succede se il nome Stalingrado viene dato a un’altra città? Così, Stalingrado si trova nella Russia europea, in una zona che nella nostra Timeline viene occupata dalla Wehrmacht: ad esempio Stalin avrebbe potuto rinominare in proprio onore Smolensk, Kursk o magari città più importanti come Minsk o Kiev. In questo caso che succede? L’armata rossa resiste più a lungo all’avanzata iniziale dei tedeschi? Cosa succede a Stalingrado, e che impatto psicologico ha nelle parti coinvolte nella guerra? (proposta da Damiano)

Un'altra Stalingrado/2. Oppure, come nella nostra Timeline Stalingrado è al limite dell’avanzata tedesca ma, diversamente dall’odierna Volgograd, non ha alcuna importanza strategica. Hitler avrebbe lo stesso accanimento nei confronti della città, deviando su un obiettivo irrilevante forze consistenti per una questione di principio? (ancora Damiano)

Il Re di Ferro. Amedeo d'Aosta, detto il Duca di Ferro, non muore a Nairobi prigioniero degli inglesi, e nel 1945 è ricondotto in patria, dove gli Alleati costringono i Savoia-Carignano all'abdicazione proprio in suo favore. Gentlemen fino all'assurdo, legatissimo ai suoi soldati, umanissimo e moralmente ineccepibile, potrebbe vincere il Referendum Istituzionale del 2 giugno 1946 ed essere uno splendido Re (Haile Selassiè, impressionato dal nemico che alla resa non gli chiese nulla per sé ma il rispetto di donne e bambini italiani in Somalia, volle incontrare la vedova ma gli venne proibito per etichetta durante la sua visita in Italia, ed allora invitò lei e il fratello del Duca a Addis Abeba e li accolse con gli onori dei Capi di Stato). Come cambia la storia d'Italia? (se lo domanda Sandro Degiani, che aggiunge: "io sono Repubblicano ma un con una sola eccezione, il Duca d'Aosta!")

I nazisti in America. I resti dell'Afrika Korps prigionieri dell'US Army sono stati spediti in campi negli USA, dove gli Americani pensavano che non potevano creare problemi. Questi campi erano in Texas, Nevada e altri Stati, e generalmente regnava in essi un'atmosfera di terrore politico. Le SS presenti mantenevano con la violenza la fedeltà a Hitler e al nazismo, e punivano tutti i soldati pessimisti o con volontà di libertà. Il messaggio era : "Siamo ancora i fedeli servi del Führer". In quest'ambiente cosa avviene se degli agenti nazisti in America o dei membri del Ku Klux Klan filonazisti prendono contatto con i capi delle SS prigioniere per provocare una ribellione generalizzata? Immaginiamo che i prigionieri tedeschi si ribellano e massacrino i loro custodi, prendendo le loro armi o armati da cittadini filonazisti? Erano numerosi, e anche mal armati potevano provocare il grande scandalo: uccidere soldati americani sulla terra americana, saccheggiare forse una città, uccidere ebrei e neri con l'aiuto del Klan, distruggere linee ferroviarie. Questo avrà un'effetto nazionale e internazionale catastrofico, peggio di Pearl Harbour. Non so quanto avrebbero potuto continuare, ma é sicuro che Roosevelt non sarà eletto per la quarta volta. Chi sarà eletto al suo posto? Una personalità con la volontà di concludere la guerra al più presto, magari negoziando con i nazisti? Un nazionalista più pericoloso? Quale sarà il destino di quest'armata tedesca in America? (Perchè no? dixit)

8 Septembrie (l'8 settembre rumeno). All'inizio del 1943 gli alleati accettano la proposta di resa condizionata della Romania. Un contingente di 500.000 rumeni (il secondo in Russia, dopo quello tedesco) si trova a lottare nei Balcani contro i Tedeschi. Come cambia la storia? Avremo una Romania non inclusa nell'area sovietica a causa della pace con gli alleati e non con i Sovietici? (ancora Maggioriano)

Doppio 8 settembre. Nel marzo 1943 una bomba nascosta nell'aereo di Hitler non scoppiò per un puro caso. E se l'aereo fosse precipitato? La morte di Hitler sembra accidentale, ma intanto si apre la lotta per la successione, e in ogni caso la guerra non durerà così a lungo come nella nostra Timeline. Nel gennaio 1943 gli Alleati avevano già concordato che la resa di Germania e Italia doveva essere incondizionata, ma probabilmente verranno a patti, davanti a una richiesta di pace, quando ancora parte della Russia è occupata, e non è ancora stata invasa l'Italia. Oppure, dopo l'invasione della Sicilia, si potrebbe ipotizzare un accordo tra gli oppositori di Mussolini e quelli di Himmler e Goering: un 25 Luglio cioè con due colpi di stato, contemporaneamente in Italia e in Germania, e magari un 8 Settembre in cui si arrendono insieme Italia e Germania, ma a condizioni migliori. Anche la realtà industriale sarà meno lesa e, dopo aver pagato i danni di guerra (probabilmente anche dovendo subire una lunga militarizzazione straniera di Saar, Ruhr e triangolo industriale italiano), si riparte nella pacifica competizione economica, con maggiori risorse a disposizione (ideata da Francesco Dessolis)

Pio XII in Germania. Nel 1943 Karl Friedrich Otto Wolff, capo di Stato maggiore delle SS in Italia, agendo su ordine di Hitler, rapisce Papa Pio XII e lo trasferisce forzatamente in Germania, mettendolo formalmente sotto protezione diretta del Führer, in pratica trattandolo come un ostaggio di lusso. Immediata reazione di tutti i Paesi cattolici. Proteste di Franco e di Salazar che minacciano perfino un intervento a fianco degli Alleati; entrata in guerra dalla parte degli Alleati di tutti i Paesi Cattolici del Sudamerica, Messico, Argentina e Brasile in primis, e nascita di movimenti partigiani filo-papisti in tutta l'Europa a maggioranza cattolica occupata dai nazisti (Boemia-Moravia, Polonia, Croazia, Ungheria). Rivolte e scioperi a raffica si affermano prepotentemente anche all'interno dello stesso Reich, in special modo in Austria e Baviera, e ne accelerano alla fine. A conclusione del conflitto, che termina un po' in anticipo, il Papa rientra trionfalmente in Roma e partecipa attivamente alla definizione del futuro assetto politico d'Europa, lottando contro la politica dell'URSS nell'Est, anticipando di qualche anno Giovanni Paolo II e la sua Ostpolitik (Never75 ha battuto un colpo)

San Pio XII Martire. Spin-off dell'ucronia precedente, portata alle estreme conseguenze. Pio XII persegue una politica nettamente antinazista, denunciando la politica dei lager, e invitando i cattolici tedeschi a ribellarsi a Hitler. La logica conseguenza sarà l'internamento del "papa giudeo" in un lager e la persecuzione di tutti i militanti cattolici in Italia, Francia e Germania. Il Vaticano non sarà più un rifugio, almeno per i pochi fortunati della nostra Timeline. Quanti in Germania seguiranno l'appello del papa? Molto pochi, temo. Forse quei pochi basteranno ad anticipare la sconfitta del nazismo, e quindi a diminuire il numero delle vittime in guerra e nei lager. Ma può darsi anche che, per l'intensificazione delle persecuzioni nell'ultimo anno di guerra, il numero di morti risulti addirittura aumentato (ebrei e cattolici ne faranno le spese). Conseguenze a lungo termine: il Papa martire sicuramente sarà proclamato santo a tempo di record, e la Chiesa cattolica ne avrà sicuramente un grande beneficio d'immagine. D'altra parte la posizione del Papa durante la guerra potrebbe creare una scisma nella Chiesa tedesca, con la nascita di una "Chiesa Cattolica Ariana" in Baviera. Tale scisma difficilmente si ricomporrà del tutto dopo la fine della guerra. Probablilmente una parte della chiesa bavarese, anche ripudiando il nazismo, vorrà conservare l'indipendenza da Roma: Rarzinger potrebbe essere a capo solo della Chiesa Vetero-Cattolica Bavarese! (made in Francesco Dessolis)

Giuditta nel XX secolo. Venuta a sapere dello sterminio dei suoi correligionari nei campi di concentramento, l'ebrea tedesca Iudith Weissenstein cela le proprie origini, si fa assumere come dattilografa da Hitler, lo seduce, e durante una notte d'amore gli mozza la testa con un coltello da SS. La Guerra ha fine anticipatamente e i numeri della Shoah sono molto più contenuti: meno di un milione di ebrei sterminati contro i sei della nostra Timeline (solo William Riker poteva pensarla)

Il casino di Montecarlo. Ufficialmente il famoso "metodo Montecarlo" (basato su simulazioni al computer) fu inventato nel 1949 da Metropolis ed Ulam. Di fatto, però, i primi ad utilizzarlo furono Fermi e Maiorana, i quali lo sfruttavano per prevedere l'esito dei loro esperimenti. Se, invece di cedere alla pigrizia, l'avessero pubblicato, in seguito ad una serie di circostanze ucroniche (niente leggi razziali, Maiorana trasformato in fervente fascista, Bottai appassionato di fisica) Mussolini avrebbe avuto l'atomica con alcuni anni d'anticipo. Con un asso nella manica del genere, l'Italia non si appiattisce sulla Germania, ma c'è il rischio di un cambiamento più radicale del tipo "lanciamola su Londra e vince l'Asse"... (terza ucronia informatica ideata e iniziata da Ipotetico Sole)

Accà nisciuno è Hess. Hess vola in Inghilterra per chiedere appoggio a Churchill per una congiura di gerarchi dissidenti e generali dell'esercito. Il Primo Ministro inglese lo appoggia. L'attentato ad Hitler avviene nel 1941 e riesce; seguono una pace di compromesso tra Germania ed Inghilterra ed un accordo segreto in chiave antisovietica. Nel 1943 attacco a sorpresa delle due potenze a Stalin (questa è di Enrico Pellerito)

Stai (af)fresco/3. È ben noto che il Cenacolo vinciano si salvò quasi miracolosamente dai bombardamenti alleati della II Guerra Mondiale. Infatti crollarono tutte e tre le pareti del locale, e rimase intatta solo la parete su cui esso era dipinto! Se invece fosse caduta anche lì una bomba, o meglio se fosse esplosa anche quella che davvero cadde lì vicino, avremmo avuto un danno immenso per la capitale meneghina e per l'umanità intera. Oltre tutto, mancando l'originale e non potendone più verificare dal vero le caratteristiche, scrittori come Dan Brown potrebbero essere anche maggiormente creduti per le sciocchezze che scrivono e mancherebbero anche le prove materiali per confutarlo... (proposta da Never75)

19 luglio 1943. In questa data a San Fermo di Belluno, nei pressi di Feltre, i due dittatori Benito Mussolini ed Adolf Hitler si incontrano nella rinascimentale Villa Gaggia. Il primo tenta di convincere il secondo a far affluire rinforzi tedeschi in Sicilia, altrimenti gli angloamericani la conquisteranno in breve tempo. Il secondo vanta le nuove, potenti armi segrete che secondo lui saranno in grado di capovolgere le sorti del conflitto (i missili V2 appena testati), ma poi elenca i molti errori italiani costati cari ai tedeschi, e risponde picche. La notizia del primo bombardamento di Roma mette bruscamente fine a quel vertice senza storia. Ma la storia può farla davvero se il Re Vittorio Emanuele III e il maresciallo Pietro Badoglio approfittano dell'occasione per circondare la villa, arrestare i due leader e chiedere immediatamente l'armistizio agli Alleati, offrendo loro le teste dei due tiranni in cambio di un trattamento mite al tavolo della pace. Che accade se quest'eventualità si realizza? La guerra finirà davvero con due anni di anticipo? (un'idea di Enrica S.)

25 luglio 1943/1. Se il Gran Consiglio del Fascismo avesse approvato l'Ordine del Giorno alternativo (quello Farinacci di "proseguimento della guerra a fianco dell'Alleato Germanico") sarebbero morte molte meno persone. Anzitutto, l'occupazione da parte delle forze del Reich sarebbe potuta essere di tipo danese, soprattutto per quanto riguarda il destino della popolazione Israelitica (il Regno d'Italia sarebbe stato, da questo punto di vista, innegabilmente più simile a un Paese Nordico che a uno dell'Europa Centro-Orientale o alla (ex) nemica Francia); inoltre, le Forze Armate del Regno non si sarebbero trovate improvvisamente circondate da un nuovo nemico, astioso (e non a torto) per il tradimento. Contemporaneamente, il livello degli scontri con gli Angloamericani sarebbe stato come in Africa, quindi con enormi quantità di prigionieri, ma senza massacri enormi (è bene sottolineare "enormi", conoscendo bene lo stillicidio di morti comunque avvenute). La guerra civile su territorio italico, probabilmente inevitabile, avrebbe avuto dimensioni decisamente minori, forse paragonabili a quelle in Germania (cioè praticamente nulle), quindi con meno arresti e soprattutto meno sanguinose rappresaglie. Sciaguratamente il bombardamento delle grandi città si sarebbe ugualmente verificato, ma niente induce a credere che sarebbe stato peggiore di quanto purtroppo avvenuto realmente. Ovviamente la guerra si sarebbe conclusa con la vittoria angloamericana, ma chi può sostenere che il destino della Germania nel dopoguerra sia stato peggiore di quello dell'Italia, a parte la divisione politica? Infine, evidenti ragioni geopolitiche escludono che alcuna parte del Regno d'Italia sarebbe stata occupata dall'Armata Rossa (unica ragione della divisione della Germania). Naturalmente avremmo dovuto dare anche il Friuli alla Jugoslavia, la Sardegna e la Val d'Aosta alla Francia e saremmo andati a Norimberga come i Tedeschi ed i Giapponesi (il che non sarebbe stato un male, dopo tutto). Risultati: molti meno Ebrei deportati, molti più sopravvissuti; niente stragi come a Cefalonia; niente stragi come a Marzabotto, S. Anna di Stazzema; uguale ma non maggiore numero di morti sotto i bombardamenti; Piano Marshall e boom economico non minore di come realmente avvenuto; infine, niente rischi di epurazioni di massa come in Germania Orientale. Totale: gli uccisi dagli Angloamericani sarebbero stati lo stesso numero, gli uccisi dai Tedeschi sarebbero stati solo cinque o sei (che comunque sono stati uccisi lo stesso nella Storia reale); differenza: praticamente tutti i morti per mano tedesca (o italica...) non sarebbero morti, senza per questo far aumentare i morti per mano angloamericana. Conclusione: paradossalmente, una scelta politica pienamente nazionalsocialista sarebbe stata la più umanitaria, poiché le scelte politiche vanno misurate sugli effetti, non sulla purezza del momento. Quando non si è una Potenza, l'assenza di autonomia è tale che le conseguenze di una scelta possono essere opposte a quel che sarebbero per una vera Potenza indipendente. Del resto, gli stessi soldati Angloamericani non sono morti per portare libertà e democrazia all'Europa, ma per dare inizio a una conquista intelligente e lungimirante, che usa anche la libertà (innegabilmente maggiore che sotto i regimi totalitarî) e la spesso solo apparente (ma comunque preferibile all'autoritarismo) democrazia non solo come bandiere per convincere i propri soldati a morire, ma anche e soprattutto per consolidare un dominio militare e territoriale su un intero Subcontinente in vista della conquista dell'intera Eurasia (non si può non dar ragione a Bhrg'hros; cliccate qui per leggere un'ampia discussione su un argomento tanto scottante)

25 luglio 1943/2. Nel settembre 2009 sono stati resi pubblici per la prima volta in italiano i colloqui segreti che Adolf Hitler ebbe alle ore 21.30 del 25 luglio 1943, dopo la caduta di Mussolini, nel suo quartier generale di Rastenburg con i generali Wilhelm Keitel e Alfred Jodl. « Dichiarano che combatteranno, ma questo è tradimento! » dichiarò il Führer: « La mia idea sarebbe che la 3ª divisione corazzata granatieri occupasse subito Roma e scardinasse immediatamente tutto il governo (...) La cosa decisiva intanto è che assicuriamo subito i passi sulle Alpi, che siamo pronti a prendere subito contatto con la IV armata italiana e che prendiamo subito in mano i valichi francesi. Per fare questo dobbiamo mandare giù subito delle unità, eventualmente anche la 24ª divisione corazzata. (...) Poi, grazie al cielo, abbiamo ancora qui la divisione cacciatori paracadutisti ed anche gli uomini della "Göring" » (la divisione scelta intitolata al capo dell'aeronautica Hermann Göring). « Ora sono 70 mila uomini. Se c'è la possibilità di volare, saranno di qua molto in fretta. Solo armi leggere, tutto il resto rimane, di più non serve. Contro gli italiani ce la caveremo anche con le armi leggere ». E se il piano di Adolf Hitler viene messo in atto? La Penisola dovrà patire innumerevoli sofferenze, ma per essa i vantaggi saranno indubbi. In caso di chiara aggressione tedesca, sia pure preventiva, pochi italiani appoggeranno i nazisti, e davanti al resto del mondo passeremo come delle vittime, non come dei traditori, e per giunta stupidi! Il trattato di pace sarà più benevolo per noi, soprattutto riguardo i confini orientali (anche William Riker ha voluto dire la sua in proposito)

25 luglio 1943/3. Benito Mussolini, nel primo pomeriggio del 25 luglio 1943, si reca a Villa Savoia, residenza del Re Imperatore Vittorio Emanuele III. Il sovrano, che aveva ricevuto dal conte Dino Grandi comunicazioni nella notte che il suo ordine del giorno era stato approvato dal Gran Conisglio del Fascismo, tenuto a Palazzo Venezia dalle 17.00 alle 2.30, dove diciannove voti avevano seppellito vent'anni di regime. Mussolini entra nella stanza dello studio del sovrano con la divisa nera da gerarca: "Vostra Maestà!" "Eccellenza" replica il sovrano. "Maestà," risponde il Duce, "come avrete sicuramente saputo da quel cane infido che è stato il conte Grandi, serpe che io stesso ho allevato nel mio seno, sono stato sfiduciato e devo consegnare a lei il comando delle forze armate del Regno e dell'Impero..." Il Re Imperatore non dice niente. "Ebbene, io non vi darò un bel niente! Siete stato voi a chiamarmi il 21 ottobre 1922 al comando dell'Italia e io vi ho portato l'Italia di Vittorio Veneto! Io vi ho donato l'Impero dell'Africa Orientale Italiana, io vi ho incoronato Imperatore di Addis Abeba!" Volete sapere come finirà l'incontro? Mussolini fa arrestare il sovrano, il quale viene portato al Quirinale e, insieme alla regina Elena, alla principessa Maria Josè e gli eredi di Casa Savoia, mandato in esilio in Portogallo. Mussolini nel giro di tre ore si scatena: fa catturare Ciano, Grandi, De Bono e tutti i traditori del 25 luglio e li fucila davanti a Palazzo Venezia. Telefona ad Hitler e conferma l'alleanza con il Reich. La sera, un comunicato "Attenzione, Attenzione!, sua eccellenza il cavaliere Benito Mussolini è stato nominato capo dello stato e ha nominato sua eccellenza Roberto Farinacci capo del governo, primo ministro e segretario di stato." Quali le conseguenze? (Demofilo ha dato il meglio di sé)

25 luglio 1943/4. Supponiamo che  avvengano i fatti del 25 luglio 1943 ma non  l'armistizio dell'8 settembre. Il Regno d'Italia  continua, con Badoglio, la guerra a fianco  dell'Alleato germanico. L'avanzata angloamericana  lungo la Penisola si attesta alla Linea Gotica. A quell'epoca, gli Alleati avevano già deciso per la Germania la sola resa incondizionata, quindi  anche per l'Italia non ci sarebbe stata altra  possibilità che questa. Cosa avrebbe significato  una resa incondizionata del Governo Badoglio e  della Monarchia Sabauda, presumibilmente  trasferitisi da Roma a Torino, con un Fronte  sulla Linea Gotica, quindi con il residuo Regno d'Italia (Liguria, Padania,Venezie) completamente circondato e occupato dalle Forze alleate  Germaniche? È da escludersi che la resa italiana potesse  favorire gli Angloamericani; non ne avrebbero  avuta alcuna utilità. È altresì da escludersi che  i militari delle Forze Armate Italiane si  disperdessero come nel settembre 1943 e si rifugiassero chi in Svizzera, chi sulle montagne  dando vita alle Repubbliche Partigiane:  l'assoluta maggioranza di loro sarebbe stata  arrestata nelle caserme dalle Forze tedesche e  massacrata (sul posto o, meglio, in campi di  concentramento, dove il lavoro schiavile, sia  pure di breve durata fisica, costava meno che le  materie prime). Le stragi evitate a Cefalonia  sarebbero avvenute in Padania o nei Lager. Certo, "solo" pochi mesi di terrore anziché due anni, ma  in quei pochi mesi sarebbero morti persino di più  che nella Storia reale (un'altra variazione sul tema di Bhrg'hros)

La colite di Mussolini. Com'è noto, Mussolini soffriva di colite ulcerosa, tanto che molti (non solo dissidenti, ma anche colleghi di partito) speravano che fosse questa a liberarli di lui. Ora, supponiamo che l'ex Duce non regga il colpo della destituzione, la sua colite ulcerosa si aggravi ed egli levi l'incomodo nella sua prigione di Campo Imperatore, venendo poi sepolto in un luogo segretissimo onde evitare il culto della sua tomba. Hitler che fa? Probabilmente insedia Pavolini al vertice della Repubblica Sociale Italiana, che a questo punto avrà caratteristiche molto diverse e più spiccatamente naziste. Mentre Starace era stato definito dallo stesso Duce "un cretino, ma un cretino obbediente", Pavolini ha un'astuzia diabolica. Come va a finire la guerra in Italia? (proposta da William Riker)

Otto Skorzeny non ce la fa/1. Domenica 12 settembre 1943 Benito Mussolini venne portato via dal carcere del Gran Sasso su di un Fieseler Storch, un aereo miracoloso più simile ad un elicottero che un aereo dato che decollava in 30 metri e poteva atterrare e fermarsi in soli 15 metri; l'evasione fu possibile grazie ad un'ardita operazione di paracadutisti al comando dell'ufficiale delle SS Otto Skorzeny (la cosiddetta Operazione Quercia). Per arrogarsi i meriti dell'operazione, Skorzeny - che era alto due metri e pesava 100 chili - insistette per salire sullo Storch insieme a Mussolini, già corpulento di suo. L'aereo era stato progettato solo per due occupanti, e ciò rese il decollo arduo, ma il pilota, l'abile capitano Gerlach, ce la fece. Supponiamo invece che, a causa del peso eccessivo, anziché giungere sano e salvo a Pratica di Mare, l’aereo si schianti nel burrone di fronte al forte di Campo Imperatore. Oppure che Alberto Faiola, il comandante del Presidio di Campo Imperatore, contravvenga agli ordini di Badoglio e faccia uccidere Mussolini, piuttosto che lasciarlo cadere in mani tedesche. La Repubblica di Salò nascerà lo stesso? E con a capo chi? Graziani, Ciano, Farinacci? O i tedeschi rinunceranno ad appoggiare questo estremo tentativo di tenere in vita il fascismo e, senza la figura carismatica del Duce, abbandoneranno l’Italia al suo destino? In fondo l’Italia occupata non è una minaccia per la Germania, le Alpi e la neutrale Svizzera impediscono agli alleati l’attacco dal Sud. Meglio concentrarsi sulla Francia per contrastare l’apertura del secondo fronte... (un'idea di Sandro Degiani, esperto di aerei perchè appassionato modellista)

VatiCiano. Alla fine di luglio del 1943 Edda Mussolini avanzò domanda di asilo politico presso la Città del Vaticano, dove suo marito Galeazzo Ciano era stato ambasciatore, ma la Santa Sede gliela rifiutò. Secondo lo storico  americano Ray Moseley lo fece perchè Badoglio aveva fatto sapere al Vaticano che intendeva processare Ciano, e sarebbe stato imbarazzante per il Pontefice offrire asilo a un latitante; secondo altri sarebbero stati gli Alleati a far sapere alla Segreteria Apostolica che Ciano era nella lista dei criminali di guerra da processare a conflitto finito. Ma che accade se la domanda di asilo è accettata e la famiglia Ciano si trincera entro le Mura Leonine, in attesa del momento propizio per fuggire in Spagna? (ideata da William Riker e da Enrica S.)

Concetto Marchesi. Il ministro della pubblica istruzione, Leonardo Severi, nominato da Badoglio il 25 luglio 1943, decide di nominare rettore dell'Università degli studi di Padova il latinista Concetto Marchesi, esponente di spicco del Partito Comunista Italiano. Giovanni Gentile, che durante i 45 giorni si trova nella sua villa a Firenze protetto da militari della ex-Milizia fedeli al Duce, manda una lettera a Severi, suo ex-collaboratore al ministero quando il filosofo era stato ministro dal 1922 al 1923. Nella lettera Gentile rimprovera Severi di mettere a capo di un prestigioso ateneo un "comunista". Severi risponde mandando dei reparti dei carabinieri a Firenze che riescono ad espugnare la villa e arrestano Gentile il 16 agosto 1943. Il filosofo sarà portato nel carcere cittadino, ma ci stiamo avvicinando all'apocalittico 8 settembre 1943. I tedeschi invadono un'Italia torrida, in subbuglio e senza una guida ferma. Il 10 settembre 1943 l'ambasciatore del Reich in Italia Rudolf Rahn apre la cella di Gentile e non trova più il "fascista moderato" che il 24 giugno 1943 aveva decantato al Campidoglio la parabola di un fascismo ormai morente e moribondo. Rahn trova un Gentile furibondo, estremista e pronto a vendicare il "tradimento" e la prigionia; sembra infatti la stessa situazione di un altro personaggio di Salò, Alessandro Pavolini, moderato nel ventennio ed estremista nei 600 giorni della Repubblica Sociale Italiana. Il capo delle SS in Italia, Karl Wolf, riesce a farlo entrare nel governo della Repubblica Sociale Italiana come ministro al posto del già designato Carlo Alberto Biggini e riceve la nomina a presidente dell'Accademia Sociale d'Italia, l'unione tra l'Accademia dei Lincei e l'Accademia d'Italia, tra i maggiori esponenti della cultura italiana e i notabili del regime. Nell'atto d'insediamento decide di non toccare l'acerrimo nemico Marchesi ma riesce a far catturare Severi, l'autore del suo arresto, e lo consegna a Pietro Carità e alla sua banda che lo tortureranno in una cantina a Firenze (ricevendo anche le proteste della madre del maggiore Friedrich Dollmann). Intanto il rettore dell'università patavina capisce ormai stà arrivando la sua ora: decide così di chiudere in grande stile con il famoso discorso che leggerà nell'Aula Magna del Palazzo del Bò, il 9 novembre 1943, per l'inaugurazione del settecentoventiduesimo anno accademico dell'Università degli Studi di Padova. "Se i rintocchi della torre del Bò..." così iniziò il suo celebre discorso che punto ad esaltare il valore del lavoro come "motore della storia". Di fronte a queste affermazioni Gentile stranamente decise di riprendere il discorso del nemico Marchesi collegandolo con il corporativismo, bandiera della repubblica fascista, in un articolo pubblicato nella "Corrispondenza Repubblicana". Di fronte a questa presa di posizione e con il direttivo del Partito Comunista che cominciava a dubitare sulla sua posizione di antifascista, Marchesi decise di abbandonare la città con un famoso proclama del 1 dicembre 1943 nel quale invitava gli studenti universitari a sollevarsi contro i "violatori dell'Aula Magna", che avevano usato le sue parole a loro vantaggio, in modo da indebolire la resistenza contro il neonato fascismo repubblicano. Marchesi riparò a Berna, in Svizzera e quindi continuò la sua opera pubblicista contro Gentile e la Repubblica Sociale Italiana. Quest'ultimo il 28 dicembre 1943 con un durissimo articolo del titolo "Il sangue che lava il tradimento", pubblicato dal "Corriere della Sera", accusava la Resistenza, il Comitato di Liberazione Nazionale e soprattutto Marchesi di voler dividere gli italiani e di scontrarsi contro uno stato, quello fascista repubblicano, puntava a ridare "onore e rispetto all'Italia intera" dopo i fatti del 25 luglio. Gentile affermava che soltanto il sangue poteva lavare l'onta di un tradimento che la storia giudicherà e affermava che la vera patria è quella fascista. Questa posizione estremista, che faceva impallidire gli stessi alleati germanici, venne in più occasioni ribadita dal filosofo estremista. Marchesi intanto nella sua "Lettera Aperta" apparsa nel quotidiano socialista "la Libera Stampa di Lugano" del 24 febbraio 1944 ufficialmente dichiarava morte al filosofo con durissime accuse e, appunto una sentenza con "la spada non va riposta, ma sguainata contro il vero traditore degli ideali risorgimentali". Tale finale, particolarmente duro fu approvato dallo stesso Licausi, responsabile della propaganda del Partito Comunista, e fece capire a Gentile che stava arrivando la sua ora. E sarebbe arrivata il 15 aprile 1944. Il ministro e filosofo stava rientrando nella sua villa di Firenze, teatro del suo arresto il 16 agosto 1943, quando un gruppo del GAP cittadino fiorentino non lo freddò. La notizia della morte di Gentile apparse su maggiori quotidiani della sera del 15 aprile. Particolare fu l'articolo scritto dallo stesso Marchesi "Un filosofo italiano, Giovanni Gentile" pubblicano sulla "Tribuna di Ginevra", dove il latinista riteneva che dovesse essere fatto un processo prima della sentenza, anche se essa è mortale. Questo articolo fu importante per il Comitato di Liberazione che approvò, in data 5 giugno 1944, che se venivano catturati gerarchi fascisti, essi avevano diritto ad un regolare processo. Questo avvenne il 28 aprile 1945 quando a Dongo fu catturato Benito Mussolini, la compagna Claretta Petacci, Roberto Farinacci, Alessandro Pavolini e gli altro gerarchi. Concetto Marchesi, medaglia d'oro per la resistenza, fu eletto il 2 giugno 1946 come indipendente nelle liste del Partito Comunista all'Assemblea Costituente e scelte Presidente della Costituente stessa, simbolo di un'Italia che condanna ma che allo stesso tempo lascia libertà per la difesa (un'idea di Demofilo)

L'unico vero uomo in Casa Savoia/2. La principessa Maria Josè di Sassonia-Coburgo-Gotha tentò di negoziare una pace separata con gli Alleati e una resa onorevole per l'Italia attraverso la mediazione di Monsignor Giovanni Battista Montini, Pro-Segretario di Stato Vaticano e futuro Papa Paolo VI, ma il re Vittorio Emanuele III, che la chiamava "quella belga intrigante", la spedì in Svizzera con i suoi figli, con la scusa di metterli al sicuro contro una probabile invasione nazista dell'Italia (ma in realtà per escluderla dalla preparazione del colpo di mano del 25 luglio). Ma che accade se Maria Josè rifiuta e resta a Roma? Probabilmente ella convince il consorte, l'irresoluto Umberto di Savoia, a non lasciare Roma e a non fuggire a Brindisi con la coda tra le gambe. Presumibilmente Umberto fa una brutta fine e Maria Josè viene internata in un lager nazista come Mafalda di Savoia, ma certamente, che ella sopravviva o no alla guerra, questo fatto conserva un certo prestigio alla monarchia sabauda, e così nel 1946 Vittorio Emanuele III abdicherà a favore del nipote Vittorio Emanuele IV che, essendo minorenne, si troverà sotto la reggenza della madre se è sopravvissuta al lager, oppure del Ministro della Real Casa Falcone Lucifero, fino al 1955. Probabilmente Vittorio Emanuele IV la spunta nel Referendum Istituzionale, soprattutto se gli italiani non vedono in lui il nipote di colui che aprì le porte di Roma ai fascisti, ma il figlio di due vittime del nazifascismo. Come cambia la storia d'Italia? (è di William Riker)

16 settembre 1943. L'armistizio, firmato a Cassibile il 3 settembre, viene reso pubblico solo il 16 settembre, come chiesto da Pietro Badoglio. Intanto il primo ministro e il re Vittorio Emanuele III, che ha ripreso in mano l'iniziativa dopo il siluramento di Mussolini, hanno schierato le truppe italiane a difesa di Roma. Ma certamente esse non basterebbero contro l'urto delle forze tedesche, se su Roma lo stesso giorno non venissero paracadutati migliaia di soldati americani che danno loro manforte. Intanto gli americani sbarcano ad Ostia, Anzio e Napoli. Il re non fugge dalla capitale e Mussolini non è liberato dal Gran Sasso, perchè subito consegnato agli angloamericani che lo processeranno a Norimberga. Nell'Italia del Nord, occupata dai nazisti, si forma comunque un governo collaborazionista presieduto da Pavolini e Graziani, ma alla fine della guerra l'Italia rimarrà una monarchia: Vittorio Emanuele III abdicherà a favore del figlio Umberto II che, essendosi distinto per coraggio nella difesa di Roma, vincerà il referendum istituzionale con il 54,3 % dei voti a favore (la dobbiamo a William Riker e a Maggioriano)

RNI (Repubblica Nazionalsocialista Italiana). I nazisti non si fidano più dell'ex Duce che, dopo la sfiducia al Gran Consiglio, è stato trasferito nella Sicilia controllata dagli angloamericani e dal governo Badoglio, dove è stato regolarmente processato e condannato a morte (esecuzione a Cassibile, 12 settembre 1943). Hitler ha infatti deciso di affidare le redini di un nuovo governo nel Nord Italia al ras di Cremona Roberto Farinacci, l'anima nazista e razzista del fascismo italiano. Il "Re di Prussia" proclama la nascita della Repubblica Nazionalsocialista Italiana con capitale Cremona e rielabora il fascismo portandolo su posizioni che fanno impallidire lo stesso alleato tedesco. Non ci sarà nessun processo di Verona perchè gli ex gerarchi vengono protetti da una rete di agenti segreti del regio esercito (che poi a guerra conclusa li consegnano alle Alleati per un regolare processo con relativa condanna), ma fortunatamente la Repubblica nazista cade il 25 aprile 1945 con la liberazione dei maggiori centri del nord ad opera dei partigiani, dei GAP e degli Alleati con l'apporto del nuovo regio esercito italiano. Farinacci è processato a Roma e condannato a morte il 27 giugno (un'idea di Demofilo)

Il Reich Padano. Un'alternativa di Renato Balduzzi all'ucronia precedente. Si dice che alcuni esponenti del Terzo Reich avessero proposto a Hitler di annettere direttamente alla Germania nazista la Repubblica Sociale italiana. Se, come nella nostra linea temporale, i Tedeschi saranno sconfitti, non ci saranno conseguenze. Ma se Hitler riuscirà a mantenere il potere ancora per qualche decennio, oggi avremo l'area padana germanofona?

Ciano può accendere un cero. Mussolini ha un ripensamento dell'ultimo minuto e, nonostante gli ordini impartiti da Berlino, non se la sente di condannare a morte il suo genero nonché presunto erede politico, Galeazzo Ciano; per non scontentare Hitler, ordisce un'esecuzione simulata. Ciano sopravvive e di nascosto viene imbarcato in gran segreto verso la Gran Bretagna. Lì si mette in contatto con il governo inglese e, tramite i suoi ottimi rapporti con Churchill e con la famiglia Reale, riesce a sponsorizzare molto meglio la causa italiana; alla fine del conflitto, ottiene condizioni di pace assai migliori. Perdiamo comunque le colonie ma riusciamo a conservare quasi tutta l'Istria, cedendone agli Jugoslavi di Tito solo un pezzettino simbolico come Fiume. Inoltre Ciano nel Dopoguerra ricrea un forte partito di Destra antagonista di De Gasperi e crea in Italia un terzo grosso fronte politico oltre a quello formato da DC e PSI-PCI (grazie mille a Never75)

Il Papa della Resistenza. La deportazione degli Ebrei dall'Italia verso una fine atroce nei campi di concentramento in Germania, Polonia ed Austria è stata già nella nostra Timeline una delle più contenute dell'intera Europa. E questo grazie a due soli uomini: Eugenio Pacelli, alias il Sommo Pontefice Pio XII, e Giovambattista Montini, suo pro-segretario di Stato nonché futuro Papa Paolo VI. Infatti è noto che la mattina del 16 ottobre 1943 (35 anni esatti prima dell'elezione di Wojtyla) i Nazisti rastrellarono 1259 ebrei dal Ghetto di Roma, ma "solo" 1007 di essi furono inviati effettivamente verso i lager. I restanti 252 furono rilasciati e rimandati a casa perchè erano coniugi o figli di matrimoni misti con cristiani. Un fatto davvero unico nella storia della Shoah, praticamente inspiegabile, visto che i cosiddetti "mezzi ebrei" non avevano diritto, per Hitler, a una sorte diversa dagli altri. Come ricordò lo storico ebraico Paolo Mieli sulle colonne del Corriere, il salvataggio di quelle 252 vite (meglio che niente) fu il frutto di un accordo segreto tra l'Alto Comando Tedesco e la Santa Sede: quest'ultima rinunciava a una protesta formale, e in cambio i nazisti si piegavano a rilasciare parte degli odiati ebrei. Insomma, in quei tempi tenebrosi il tanto vituperato "silenzio" di Pio XII fu il solo modo per salvare il salvabile. Altro che Papa di Hitler! Ma supponiamo che il Santo Padre, durante l'occupazione tedesca di Roma e dopo il rallestramento nel ghetto, decida di aiutare in prima persona la Resistenza e gli ebrei. Questo suscita le ire dei nazisti: Hitler chiama Kesserling e gli ordina di occupare il Vaticano. Alle 14.15 del 14 novembre 1943 i soldati del Reich superano la linea bianca, il confine tra Città del Vaticano e Italia: nello stesso momento Pio XII firma le dimissioni: non è più papa. Pacelli viene deportato in Germania, a Monaco, prigioniero nella ex-sede della nunziatura. Il 1 gennaio 1944, come l'ex-papa aveva già ordinato prima dell'arresto, si riunisce a Lisbona una Conclave: la Chiesa ha bisogno di un Pastore. E il nuovo papa è... Eugenio Pacelli. Il suo nome viene riproposto dal cardinale Ottaviani e riceve l'unanimità dei principi della Chiesa, convinti che l'arresto e la detenzione sia in fin dei conti uno dei rischi nell'essere l'erede di Pietro il pescatore. Ma il Conclave decide di nominare Ottaviani portavoce del papa fino al suo rilascio nella primavera del 1945. Il Comitato di Liberazione Nazionale nelle persone di Sandro Pertini e Ferruccio Parri gli conferiranno la medaglia d'oro della Resistenza. Per tutti Pio XII sarà il "Papa della Resistenza" (Demofilo, chi altri?)

Umberto II di Sicilia. All'indomani della liberazione della Sicilia da parte degli Alleati (10 luglio 1943), nell'isola rinasce il risorgimentale Movimento Indipendetista Siciliano grazie all'iniziativa del conte Lucio Tasca Bordonaro, leader della destra agraria sicula ed autore de "L'Elogio del Latifondista Siciliano", e di Antonio Canepa, professore all'Università di Catania e autore del saggio "La Sicilia ai siciliani". Il Movimento ha il suo primo incontro pubblico il 2 dicembre 1943, al Teatro Massimo di Palermo, dove vengono gettate le fondamenta del partito e delle sue linee programmatiche: la linea politica unisce molti esponenti di diversi partiti politici, ma la visione d'insieme ha uno stampo liberale e conservatore. Segretario del partito diventa Andrea Finocchiaro Aprile, ex-sottosegretario al governo del liberale Francesco Saverio Nitti del biennio 1919-1920, uomo brillante e manovriero, ottimo oratore e con grandi amicizie internazionali. Dal settembre del 1943 Finocchiaro Aprile inonda il Foreign Office e il Dipartimento di Stato con dispacci e missive che chiedono un appoggio concreto per l'autonomia della Sicilia: gli Alleati rispondono dicendo che bisogna aspettare e confermano l'appoggio. In cambio l'isola diventerà una base operativa per gli Stati Uniti nella successiva Guerra Fredda tra i blocchi. Mentre ufficialmente la Sicilia viene consegnata al governo italiano nel gennaio del 1944, Lucio Tasca, monarchico e indipendentista, diventa sindaco di Palermo mentre le forze dell'ordine presenti nell'isola sono tutte legate all'EVIS, l'Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia. Tutto sembra poi calmarsi, ma in realtà il Movimento lavora per l'indipendenza. Ed arrivano il 2 giugno 1946, referendum e Costituente: per la prima il Movimento Indipendentista Siciliano si dichiara filomonarchico, per la seconda punta ad avere un manipolo di eletti nei collegi dell'isola. Vince però la repubblica e venti deputati del Movimento entrano a Montecitorio. Il 10 giugno 1946, dal Dipartimento di Stato arriva la missiva al presidente del consiglio e capo provvisorio dello stato Alcide De Gasperi che comunica la decisione delle truppe alleate di restare in Sicilia, e pretende l'autonomia dell'isola. Lo statista trentino cede e il 15 giugno 1946 le truppe statunitensi cominciano la costruzione di una decina di basi militari nell'isola, mentre il 13 giugno 1946 l'aereo che parte da Ciampino con a bordo re Umberto II arriva puntuale a Palermo: il Movimento Indipendentista Siciliano e l'Alto Commissariato Alleato hanno assegnato al sovrano esiliato la corona della Sicilia. E così il Regno di Sicilia nasce ufficialmente il 1 luglio 1946: capitale Palermo, monarchia parlamentare e corona alla dinastia dei Savoia. Primo ministro diventa Andrea Finocchiaro Aprile, mentre Salvatore Giuliano sarà posto a capo della polizia dell'isola. La Sicilia quindi diventa indipendente ma avamposto nel Mediterraneo degli Stati Uniti d'America, che sicuramente la preferiscono all'Italia (ancora l'immaginoso Demofilo)

Il Lungo Salto. Dal 28 novembre al 1 dicembre 1943 si tenne a Teheran con il nome in codice "Eureka" la prima conferenza alleata che vide la presenza contemporanea di Roosevelt, Churchill e Stalin, per discutere i piani finali per l'invasione dell’Europa occidentale. Pochi sono al corrente dell'operazione nazista "Lungo Salto", detta anche operazione "Elefante", la quale prevedeva che Churchill, Roosevelt e Stalin venissero assassinati da un nutrito commando di agenti dei servizi segreti tedeschi, addestrati ed inviati nella zona della capitale iraniana, grazie alle informazioni assunte su data e luogo dell'incontro al vertice. Il piano non riuscì grazie all'infiltrazione nello stesso commando di un agente sovietico, l'armeno Gevork Vartanian. Se l'azione riesce, quale effetto scioccante avrà sugli eserciti alleati? Gli animi di buona parte di Britannici, Sovietici e Statunitensi si sentono ancora più esacerbati nei confronti della Germania, oppure nei tre popoli prevale la demoralizzazione, segnando un punto a favore dell'Asse? (se lo domandano dDuck ed Enrico Pellerito)

Lo Schindler italiano. All'inizio del 1944, mentre Roma era occupata dai nazisti, il regista Vittorio de Sica iniziò le riprese del film "La porta del Cielo", che in realtà celava un'operazione rischiosissima: de Sica infatti arruolò un numero spropositato di comparse, che erano in realtà ebrei e partigiani ricercati dalla Gestapo. Il regista riuscì a menare il can per l'aia fino all'arrivo degli angloamericani, salvando così tutti i figuranti. Ma se la Gestapo scopre la cosa ed arresta Vittorio de Sica, che finisce al muro? Come cambia il cinema italiano del dopoguerra senza di lui? (questa è di Enrica S.)

Il Pilota di Ferro. All'inizio del 1944, quando la luftwaffe stava ancora in piedi, Hitler propose al celeberrimo pilota di Stuka Hans Ulrich Rudel (leggete in proposito il suo libro di memorie "il Pilota di Ferro") di prendere il comando dell'aviazione tedesca. Rudel rifiutò per ritornare a comandare il suo stormo sul fronte orientale, in Transnistria. Ma se avesse accettato riformando la Luftwaffe? Quest'ultima e la guerra sarebbero durate più a lungo? (la lancia Maggioriano)

La Legione Straniera del Nazismo. Come scrisse Dante Virgili sul mensile "Storia", una delle pagine più singolari e meno conosciute della Seconda Guerra Mondiale riguarda quei reparti stranieri inquadrati nelle file delle Waffen SS, cioè delle SS combattenti. Già il fatto che fossero stranieri è di per sé un'anomalia; mai ideologia fu più chiusa ed elitaria di quella nazista, basata sulla cieca ed incontestabile superiorità razziale del popolo tedesco e dei suoi retaggi culturali. Invece ragioni prima politiche, poi militari, portarono le massime autorità del Terzo Reich a caldeggiare la formazione di unità combattenti promiscue o addirittura composte esclusivamente di stranieri. Proprio costoro, che non avevano ragioni per farlo, furono gli ultimi, disperati difensori del Reich germanico nei suoi ultimi giorni: mentre già le fiamme si alzavano dai ruderi della Cancelleria, combatterono l'ultima battaglia per Berlino i sopravvissuti volontari francesi della divisione SS Charlemagne, comandata dal Brigadeführer Krugenberg, i residui gruppi danesi e norvegesi della divisione SS Nordland, e un battaglione di lettoni. Ci sono state anche SS Francesi, perché in Francia alcuni membri dell'estrema destra avevano sviluppato una strana ideologia con i gerarchi nazisti circa la costruzione di una "Nuova Europa" unificata sotto l'egemonia tedesca, ma dove la Francia avrebbe ritrovato un ruolo importante; questa ideologia, fatta propria dal regime di Vichy, spiega il buon numero di Francesi spediti con le SS in Russia, dove si sono fatti fare a pezzi. Alla fine del 1943 Himmler inoltre aveva arruolato circa 30.000 uomini fra i musulmani bosniaci, venendo incontro ai desideri del Gran Muftì di Gerusalemme, Al Husaini, fanatico sostenitore della causa nazionalsocialista e antiebraica, ma le SS tedesche li deridevano nel vederli pregare genuflessi su una stuoia, rivolti alla Mecca. C'erano anche SS italiane, che mantenevano per lo più la divisa del vecchio e disciolto regio esercito; gli ufficiali erano chiamati con i gradi vigenti nelle Waffen SS ed erano tedeschi o altoatesini. Pare ci fossero addirittura dei volontari britannici. Ora, che accade se questi "stranieri" e "non ariani puri" diventano maggioritari entro le SS, capiscono che con Hitler non c'è scampo ed organizzano un complotto simile a quello dei Pretoriani contro Caligola, eliminano il Führer e lo sostituiscono con il loro Reichsführer Heinrich Himmler, che negozia una pace separata con USA, Inghilterra e Francia sul Fronte Occidentale, ma non con l'URSS sul Fronte Orientale. Il III Reich avrà un qualche futuro nel dopoguerra, dopo che Himmler ha presentato le sue Schutzstaffel "multietniche" come simbolo del nuovo corso del Partito Nazionalsocialista? L'ira di Stalin conseguente all'accettazione dell'armistizio da parte degli Occidentali che conseguenze avrà? (proposta da William Riker)

(Dipar)Tito/1. Dopo il colpo di stato filonazista del re Pietro II, il 24 marzo 1941, e dopo l'invasione del Regno di Jugoslavia da parte delle divisioni tedesche, che mettono in ginocchio il paese in soli undici giorni, il croato Josip Broz detto Tito (perchè usava spesso la locuzione "ti to", in croato "tu questo", per impartire ordini ai suoi uomini) si pone alla testa della "Jugoslovenska Narodna Armija", l'Armata Popolare di Liberazione della Jugoslavia, di impronta comunista. I vertici militari nazisti, d'intesa con i famigerati Ustascia croati, progettano allora di liquidare il leader indiscusso e carismatico della Resistenza Jugoslava, la cosiddetta Operazione Rösselsprung, fissata per il 25 maggio 1944. Questa operazione però fallisce. Ma se riesce? Certamente la cattura e la morte di Tito infliggono un durissimo colpo ai partigiani, ritardando in modo decisivo la liberazione dei Balcani Occidentali; ma soprattutto nel dopoguerra, anziché entrare nell'orbita sovietica prima e tra i paesi non allineati poi, la Jugoslavia finirà nell'orbita americana: Pietro II torna in sella con l'appoggio di Churchill, la Jugoslavia aderisce alla NATO ed è anche tra i membri fondatori delle Comunità Europee. La tragedia delle foibe non si verifica e gli italiani non vengono cacciati in massa da Istria e Dalmazia, restando come consistente minoranza. Abdon Pamich non emigrerà in Italia e vincerà l'oro nei 50 Km di marcia alle Olimpiadi di Tokyo 1964 per conto del Regno di Jugoslavia. Però, non essendovi una forte personalità come Tito a tenerli sopiti, i nazionalismi jugoslavi emergeranno anche prima, e la dissoluzione della Jugoslavia potrebbe avvenire più presto, forse in coincidenza con il Sessantotto (anche questa è di William Riker)

(Dipar)Tito/2. Alternativa all'ucronia precedente secondo Enrico Pellerito. Se lo svolgimento delle campagne belliche in Europa rimane lo stesso, avremo, comunque, l'arrivo dell'Armata Rossa ai confini jugoslavi sempre prima degli alleati occidentali. Ciò significa che i Tedeschi, anche se i partigiani titini sono meno deleteri, dovranno, prima o poi, affrontare i Sovietici; questi iniziarono l'attacco il 28 settembre, e, grazie anche all'aiuto dei titini, conquistarono Belgrado il 20 ottobre. Se manca l'aiuto prezioso dei partigiani perchè con la morte di Tito non sono più così dinamici, vi sarà una violenta campagna nelle retrovie serbe, dove sovietici e partigiani comunisti jugoslavi saranno impegnati dai cetnici e dai restanti volontari del movimento paramilitare Ljotic, simpatizzanti questi di Nedic, il "Quisling" locale. La Bosnia-Erzegovina e la Croazia verranno raggiunte dai Sovietici solo a febbraio, e a marzo ci sarà la controffensiva tedesca, non a Sarajevo, ma già più ad est. Quando il conflitto termina, il Gruppo di armate E si trova, grosso modo, perlomeno ancora in Croazia, e tutte le aree della Dalmazia che nella realtà erano già in possesso di Tito sono rimaste in mano ai Tedeschi. A questo punto si avrà un'avanzata celere dei Neozelandesi verso Trieste, l'Istria, la Slovenia e la costa dalmata, mentre i Sovietici arriveranno ad occupare la maggior parte della Croazia e della Bosnia-Erzegovina. Churchill premerà per il ripristino della monarchia ma, così come accaduto in Grecia, si avrà presto una guerra civile di tutti contro tutti, e la Jugoslavia resterà divisa in due: all'ovest andranno Slovenia, Croazia, Montenegro e una parte della Bosnia-Erzegovina; il resto di questa, insieme a Serbia e Macedonia, all'est. Che accadrà alla caduta del muro di Berlino?

Otto Skorzeny non ce la fa/2. Otto Skorzeny  riuscì ad impedire che l'Ungheria abbandonasse lo schieramento dell'Asse nel 1944, con un'operazione tesa a rapire il figlio dell'ammiraglio Horty, impedendo al leader ungherese di firmare un armistizio con i Sovietici; ma se l'operazione fallisce, e l'Ungheria cessa di lottare a fianco della Germania hitleriana, anzi rivolge le armi contro gli ex alleati, di quanto si può accorciare il conflitto? E poi, permettendo ai Sovietici di penetrare prima e più a fondo in Austria, ci ritroveremo l'Armata Rossa anche nella Valle del Po. Potremo quindi ragionevolmente pensare alla costituzione di una Repubblica Popolare Democratica Italiana. Dopo lo sfondamento delle linee e lo sfaldamento della struttura militare tedesca (e repubblichina), chi arriverà per primo alla frontiera tra Liguria, Piemonte e Francia, i soldati sovietici o quelli angloamericani? (questa è di Enrico Pellerito)

Niente Resistenza. Il proclama del generale britannico Alexander del 13 novembre 1944, il quale richiede di cessare la resistenza armata contro i nazisti e i repubblichini, viene preso alla lettera da tutte le formazioni partigiane. Dal punto di vista meramente militare non cambierà quasi nulla: i tedeschi (anche se con più difficoltà) saranno cacciati lo stesso. Però a livello morale cambierà molto: a pace avvenuta saremo trattati ancora di più come un paese vinto. Non saremo divisi in due come la Germania (a Yalta era chiaro che dovevamo rimanere cogli USA e UK), ma sicuramente il passaggio monarchia-repubblica sarà molto più traumatico. Innanzitutto la nostra Costituzione sarà scritta da un inglese o da un americano, ed imposta a noi con la forza. Avremo quasi sicuramente o una monarchia costituzionale tipo quella inglese o giapponese, o una repubblica presidenziale tipo quella USA o francese, ma sta di fatto che in entrambe le situazioni il nostro contributo a livello di partecipazione sarà minimo. Inoltre saremo occupati dagli anglo-americani molto più a lungo della nostra Timeline. Il seguito di un'opzione simile si può ben immaginare. O accettiamo tutto chinando la testa come hanno fatto i giapponesi fino agli anni '60, oppure il PCI-PSI reagirà, aiutato sottobanco da Mosca, con una serie di attentati anticipando in qualche modo gli anni di Piombo. In ogni caso la nostra situazione sia economica che politica sarà ancora peggiore di quella attuale! (una prospettiva decisamente distopica di Never75)

I Regni Partigiani. Accanto alle repubbliche partigiane, che durante il periodo della Resistenza in Italia proclamarono una formale indipendenza per combattere i nazisti e i fascisti repubblichini nel Norditalia, si aggiungono conti e marchesi, proprietari di vasti terreni, monarchici e fieramente antifascisti, i quali si proclamano "re" di piccole porzioni di regioni ed incitano la popolazione civile alla ribellione contro l'occupatore straniero e contro Mussolini... che accade? (pazza idea di Ainelif)

Palloncini made in Japan. I bombardamenti giapponesi nell'Oregon, come è stato recentissimamente svelato da documenti USA tenuti top secret fino a qualche anno fa, furono provocati da palloncini simili a quelli di elio con cui giocano i bambini ancora oggi. Essi venivano caricati con materiale esplosivo ed incendiario e, sfruttando le correnti calde ascensionali del Golfo, lanciati dal Giappone arrivavano dalla parte opposta degli USA e lì rilasciavano il loro contenuto. Nei fatti la difficile realizzazione pratica dei palloncini (e l'esito ormai scontato della guerra stessa) ne rese gli effetti reali pratici pressoché inesistenti. Solo qualche incendio qua e là e l'uccisione di una ignara famiglia americana che aveva inavvertitamente raccolto il palloncino esplosivo: quelle cinque persone possono essere a pieno titolo annoverate tra le uniche vittime civili degli USA nella Seconda Guerra Mondiale! E se i Giapponesi avessero pensato da subito all'idea dei palloncini kamikaze? Magari sarebbero riusciti a praticare con anticipo rispetto ad Al Qaeda una politica del terrore nei confronti degli USA, anche senza entrare apertamente in conflitto con loro. L'effetto-paura negli USA sarà assai maggiore. Forse prevarrà il partito cosiddetto "pacifico", e cioè coloro che pensavano che era meglio per gli USA concentrarsi maggiormente nella guerra del Pacifico contro i giapponesi piuttosto che aprire un fronte in Europa per aiutare gli inglesi. E se davvero gli USA ritengono che la guerra "giapponese" debba avere la precedenza? In questo caso lo sbarco in Normandia o non avviene od avviene in ritardo. Magari spetterà ai soli inglesi ed ai loro Dominion (in primis Canada e Australia) accollarsene l'onere-onore, assistiti solo da un poco più che simbolico contingente statunitense. Con quale esito? E soprattutto, con quali effetti a fine conflitto? (ancora Never75)

La Bomba di Hitler/1. Telemark non viene distrutta, Hitler quindi ha finalmente la sua bomba atomica, ma la sviluppa all'indomani dell'8 settembre. Decide quindi di colpire Londra con un'atomica, lo choc del mondo è fortissimo. A questo punto Hitler propone a Churchill l'armistizio, di fronte alla bomba atomica Churchill cede per salvare un'Inghilterra stremata. Come si suddivide L'Europa? Vichy viene presto spazzata via senza la "portaerei" inglese per gli americani, i quali si concentrano sul Giappone senza usare le bombe atomiche (lo choc sul presidente è tale da impedirglielo). Il Giappone offre alla Russia la resa condizionata in cambio del mantenimento dell'Imperatore e dell'integrità del territorio nazionale, Stalin comunica a Hitler e agli Usa la decisione degli alleati. Indice una conferenza a Vladivostok per discutere la pace mondiale, la Gran Bretagna non siede al tavolo dei grandi che saranno Russia, USA e Germania. I quali sanciranno la fine delle ostilità e la spartizione delle aree di influenza (una distopia classicissima, qui rilanciata da Hurmar)

La Bomba di Hitler/2. Le ricerche tedesche sull’energia atomica sono un successo, Hitler dispone alla fine del 1944 di due bombe atomiche. L’invenzione arriva al punto giusto, proprio mentre le truppe naziste si ritirano su tutti i fronti. Grazie a uno bombardiere a lunga portata, ultima produzione delle fabbriche tedesche, riesce il bombardamento atomico di Minsk. nello stesso momento un sottomarino tedesco riesce a superare il blocco e si fa esplodere con la bomba nel porto di Boston. Le due città devono servire d’esempio, i morti si contano a centinaia di migliaia, Hitler invia una proposta di armistizio. Però la situazione militare tedesca é arrivata al punto di non ritorno e gli alleati non credono alla possibilità di numerose bombe atomiche, e così rifiutano di fare la pace. L'8 maggio 1945 la Germania nazista si arrende lo stesso e Hitler muore suicida. Però il trauma del massacro nucleare si propaga nelle due superpotenze, si diffonde un grande orrore della guerra atomica favoendo le voci ostili a questo tipo di energia: il Giappone si arrende più tardi, ma senza bombe. La bomba atomica é ottenuta anche dalle due superpotenze, ma esse decidono di comune accordo di escludere la sua produzione di massa. Gli accordi SALT sono firmati in anticipo nel 1948. Di conseguenza, anche se le due superpotenze hanno la bomba i due governi temono più la loro arma che il nemico, e si mostrano più diplomatici tra loro. Ne risulta una guerra fredda meno manichea, le crisi sono meno radicali e i diplomatici sono la principale arma della guerra. Cosi l’URSS si mostra meno dura in Germania e Ungheria, allorché gli USA provano a riconciliare le diverse parti nel Vietnam. Negli anni '80, con l’arrivo di Gorbachev al potere, la guerra fredda ha fine e si inizia una normalizzazione delle relazioni con il regime sovietico, in cui ha successo la Perestroïka. Oggi il mondo rimane bipolare ma pacifico. Le popolazioni americane e sovietiche sono totalmente ostili all’uso anche civile dell'atomo, non sono impiantate le centrali nucleari, niente incidenti di Three Miles Island e Chernobyl. Un mondo più sicuro almeno da questa parte, grazie al "trasloco" nelle superpotenze del trauma giapponese per l’atomo (grazie a Perchè no?)

La Bomba di Hitler/3. Uno scienziato nazista inventa la bomba sporca, la agganciano ad un bombardiere DO217 e inviano ordigno e aereo verso Londra. Risultato? Meno danni delle V2 e V1. L'impressione di un singolo bombardiere che sgancia una singola bomba, dopo che la popolazione ha superato il periodo del Blitz equivale a zero! A quel tempo non si sapeva nulla sugli effetti delle radiazioni. Gli stessi ingegneri che hanno studiato la fissione nucleare sono diventati tutti cechi entro trent'anni dai primi esperimenti, o sono morti per cause sconosciute all'epoca. Quali gli effetti sulla popolazione e sul prosieguo della guerra? (questa è di Taximaxi)

Manhattan? Ma no. Il Progetto Manahattan ha un tragico epilogo. Nel 1944, durante le prove di avvicinamento alla condizione di autosostentamento del reattore, il team di Fermi ha un incidente gravissimo, il reattore esce dal campo della controllabilità ed anche il sistema di emergenza a boro non funziona. Il nocciolo fonde e il disastro atomico causa centinaia di vittime in pochi giorni. Uccisi dalla contaminazione tutti i componenti del Progetto Manahattan, Oppenheimer, Robert Serber,. Enrico Fermi, John Van Vleck, Edward Teller, Felix Bloch, Richard Tolman ed Emil Konopinski scompaiono nel giro di una settimana. Il tutto non può passare inosservato anche nel clima di segretezza che circonda il Progetto, i Tedeschi decidono di non correre rischi e immobilizzano la loro ricerca in attesa di sviluppi.  Il Governo USA si rivolge ad Hans Bethe che afferma che una superbomba basata sull’uranio non è realizzabile. Einstein si pronuncia contro la ricerca così improvvisata e sotto pressing su un campo così delicato come il nucleare, denunciando l’assenza di elementari prudenze ed osservanza di principi di di sicurezza. Per Einstein il nucleare è il futuro ma occorre procedere con metodo ed indagare a fondo tutte le implicazioni e rischi. La comunità scientifica appoggia la sensata posizione del genio, e la ricerca nucleare viene tolta ai militari e torna nelle università. Solo Igor Kurchatov in URSS continua le ricerche, e nel 1945 i russi mettono fine alla Seconda Guerra Mondiale sganciando tre bombe atomiche in tre giorni su Berlino, Monaco e Tokyo. Il Trattato di Pace di Mosca sottoscritto sotto la minaccia atomica sovietica sancisce il dominio sovietico sulla Europa dagli Urali all’Atlantico. Restano fuori la sola Inghilterra e la Spagna franchista. A questo punto la Guerra Fredda non si verifica, gli USA si ritirano in uno splendido isolamento e dedicano la loro attenzione diplomatica al loro continente avvicinando il Centro e Sud America e indirizzando verso di loro i fondi del Piano Marshall. Il 1990 vede un mondo su due blocchi continentali ed un confronto in Africa ed Asia dei due colossi economici degli Stati Uniti delle Americhe (con 75 stelle nella bandiera) e l’Unione Socialista Sovietica Europea (una distopia di Sandro Degiani)

Roosevelt si sfila. Hitler non mostrò mai interesse per una guerra contro gli USA e viceversa; anzi, Roosevelt vedeva di buon occhio, almeno inizialmente, il riarmo tedesco poiché poteva contendere il dominio dei mani al potentissimo impero britannico. Mettiamo caso che nel 1944, con una guerra ormai al termine, Roosevelt decida di non sacrificare i suoi uomini nel teatro europeo ma faccia una pace separata con la Germania (con clausole ovviamente vantaggiose). L'Inghilterra rimane senza il suo principale alleato e può riversare tutte le sue forze in Italia e ad est... (ideata da Basileus TFT)

Farewell to Roosevelt/1. Il presidente Roosevelt, già gravemente malato, muore poco dopo lo sbarco in Normandia, ed al suo posto va Henry Agard Wallace, a quel tempo suo vice (Harry Truman divenne vicepresidente solo l'anno dopo, all'inizio del quarto mandato di FDR). Wallace era ritenuto addirittura "filosovietico", probabilmente la guerra fredda con lui inizierà più tardi. Come cambia la storia? (questa è di Falecius)

Farewell to Roosevelt/2. Supponiamo invece che Truman fosse stato scelto da Roosevelt già nelle elezioni presidenziali del 1940, e che FDR muoia prima come nell'ucronia precedente. Truman, molto più energico del predecessore, non guarda in faccia a niente e a nessuno pur di concludere frettolosamente il conflitto. Davanti al colpo di coda di Hitler nelle Ardenne da un lato, e all'altrettanto pericolosissima avanzata di Stalin dall'altro, non esita a ricorrere all'opzione nucleare pur di accelerare a suo vantaggio la conclusione del conflitto: si ha così lo sganciamento delle atomiche anche su Germania e Italia del Nord. È facile immaginarsi lo sviluppo nel futuro: un'Europa ancora più depressa e decapitata delle sue nazioni più ricche, ed al tempo stesso minore influenza dell'URSS sul piano internazionale. La Pax Americana si impone immediatamente al Continente, che però ritarda di parecchi anni la propria ricostruzione avvantaggiando immediatamente gli Stati Asiatici (questa invece è di Never75)

Operazione "A". Il Progetto "Manhattan" prevedeva che l'uso della bomba atomica fosse stato destinato inizialmente contro la Germania Nazista. Immaginiamoci che "la tana del lupo" che fu oggetto dell'attentato organizzato da Claus Von Staffenberg, del 20 luglio 1944, sia l'obiettivo del primo bombardamento atomico da parte di un cacciabombardiere americano. Questo accade il 20 luglio 1944. Hitler e migliaia di soldati e civili tedeschi perdono la vita in un lampo. A Berlino Von Staffenberg ha una sorta di presentimento e non va quel giorno con la valigetta esplosiva. Come si evolve la linea temporale? Beck Capo dello Stato, Von Staffenberg nuovo Cancelliere. Le truppe tedesche si arrendono su tutti i fronti ma con la morte del Dittatore Nazista si sfascia il partito Nazista. Goebbels tenta un colpo di Stato a Berlino approfittando della opzione "Valchiria" a suo favore. Ma viene assassinato... (proposta da Ipotetico Sole)

Genzai Bakudan. E se fossero i giapponesi, guidati dal loro grande fisico Hideki Yukawa (1907-1981), a realizzare per primi la bomba atomica - Genzai Bakudan nella loro lingua, letteralmente "il Più Grande Combattente" - e a sganciarla sugli Stati Uniti? (una decisa distopia di Renat1)

Wolfsschanze. Il 20 luglio 1944 riesce l'attentato contro Hitler nella Wolfsschanze o « Tana del lupo » a Rastenburg, Prussia orientale. Il tiranno dei tiranni salta per aria su una valigia bomba grazie all'audacia di Von Stauffenberg; Rommel e gli altri generali tedeschi prendono in mano la situazione e meno di un mese dopo firmano la resa della Germania. A questo punto, con la guerra in Europa finita anticipatamente, americani e russi non invadono il territorio tedesco, ma si accontentano della resa nazista rinunciando ad occupare la Germania; in tal caso quest'ultima resta unita, limitandosi a cedere Pomerania, Slesia e Prussia orientale per attestarsi sulla linea dell'Oder-Neisse, e la guerra fredda prende una direzione totalmente diversa (proposta da William Riker e Blade87)

La Germania si accorda con gli Alleati. Nel 1944, gli Alleati erano preoccupati della forte avanzata di Stalin in Europa e dopo Yalta avevano già compreso che il mondo postbellico si sarebbe diviso in due blocchi. Mettiamo che americani, inglesi e francesi ci ripensino; i primi per non avere un'URSS troppo forte e i secondi per non diventare degli stati di second'ordine alla mercè degli USA. Gli Alleati fanno pace con la Germania chiedendo la liberazione di tutti i territori occupati, la cessione di qualche territorio di confine e il pagamento di parecchi danni di guerra. Italia e Germania si trovano libere per combattere ad est, insieme alla Croazia e all'Ungheria. Da notare come l'URSS avesse senza dubbio vantaggi in termini numerici ma il suo esercito si stava logorando molto di più rispetto a quelli europei. Infine, senza il supporto bellico degli USA vengono a mancare le armi e le munizioni e la gestione di un fronte immenso diviene assai complicata... (made in Basileus TFT)

Arado E 555  Si tratta di un velivolo "ucronico" studiato dalla Arado (solo sulla carta...) in risposta al bando di concorso per un 1000x1000x1000, ossia un bombardiere che portasse 1000 chili di bombe a 1000 chilometri di distanza a 1000 km/h. Qualcuno ha persino ipotizzato per l'Arado E555 un impiego trasoceanico, attribuendo a quest'aereo il compito di portare un attacco di rappresaglia verso gli USA con un bombardamento dimostrativo di New York. Dubito che i sei motori Junkers Jumo a reazione fornissero la spinta ma sopratutto l'autonomia anche solo per sognare una simile impresa. Il progetto fu comunque iniziato su ordine dell'EKH nell'estate del 1944 con l'obiettivo di 4000 kg di bombe e 5000 km di autonomia e venne interrotto, sempre su ordine dell'EKH, il 22 dicembre 1944 per dare priorità ad altri progetti di sviluppo di aerei tecnologicamente avveniristici... ma mancavano pochi mesi al calo del sipario sulla tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Ma come sarebbe potuta continuare quest'ultima, se l'Arado E 555 fosse stato sviluppato realmente, magari prima? (solo un appassionato modellista come Sandro Degiani se lo poteva domandare! Ecco un suo racconto ispirato a quest'idea)

Le truppe coloniali/1. Non si parla mai abbastanza dell'importantissimo ruolo giocato dalle truppe di origine coloniale nelle diverse guerre del XX secolo. Nella prima guerra mondiale le truppe indocinesi lavoravano dietro il fronte come forza lavoro (sopratutto seppellire i morti, scavare le trincee, ecc.), le truppe arabe o nere (sopratutto senegalesi) erano inviate in prima linea per farsi ridurre a pezzi prima che la "vera" offensiva fosse lanciata. Nella seconda guerra mondiale la Francia non avrebbe mai potuto ritrovare una forza militare senza le truppe dell'impero. Senegalesi, Marocchini, Algerini e Tunisini hanno conquistato la Francia. Sono stati i Senegalesi ad aver riconquistato il Nord Africa, sono stati i Marocchini a conquistare Montecassino, sono stati ancora loro a sbarcare in Provenza nell'agosto 1944, le ritroviamo fino in Germania senza registrare una sola ribellione. La propaganda francese era stata talmente efficace, che questi uomini erano convinti di liberare la madrepatria e più tardi di essere visti come eroi della patria, ricevendo infine l'uguaglianza come prezzo del sangue versato. Sfortunatamente non é stato cosi, anzi nella maggior parte dei casi sono stati dimenticati e disprezzati, non hanno neanche ricevuto gli aiuti che toccavano ai veterani: fino a qualche anno fa era ancora una macchia di vergogna sul nome di Francese. Ma come sarebbe andata la prima guerra mondiale senza l'intervento delle truppe coloniali, la Francia avrebbe potuto resistere lo stesso? Come si sarebbero evolute le colonie se le truppe coloniali non avessero partecipato alle guerre mondiali, cosi da non vedere le distruzioni e la debolezza della Francia, e se non avessero lottato accanto ai Francesi, perdendo il sentimento di inferiorità insegnato dagli occupanti? Cosa sarebbe avvenuto se la Francia non avesse potuto contare sui soldati coloniali per tornare libera alla fine della seconda guerra mondiale? Sicuramente De Gaulle sarebbe rimasto solo un fantoccio degli angloamericani, e la Francia sarebbe rimasta occupata dagli Inglesi e Americani alla fine della guerra... Conseguenze sulla storia d'Europa? (se lo chiede il francese Perchè no?)

Le truppe coloniali/2. Al contrario, cosa sarebbe avvenuto se la Francia avesse accordato ai soldati coloniali il prezzo del sangue, concedendo l'uguaglianza dei diritti tra Arabi di Algeria e Francesi? Sicuramente la Francia non avrebbe avuto la guerra di Algeria, ma sarebbe ben più arabizzata in maniera pacifica: matematicamente la parte araba della nazione franco-algerina sarebbe diventata la maggioranza nel futuro prossimo (sempre Perchè no?)

Operazione Trieste/1. Il vecchio Winston Churchill pare non si fidasse troppo di Tito e avesse in programma un'invasione di Trieste, attraverso la quale dilagare in Val Padana e a Lubiana e Vienna. Il piano saltò perchè gli americani rifiutarono il loro appoggio, ritenendo alla fine del '44 di avere altro a cui pensare. Ma se Winston è più testardo di Eisenhower e lo convince? Che succede con gli Alleati a Trieste, Lubiana, Vienna e forse Praga? Stalin accetterà la cosa, magari chiedendo di più in Oriente? E in Venezia Giulia che succede? Le foibe sono ovviamente da escludere, ma che fine faranno le terre del confine orientale? (ideata da Paolo Giusti)

Operazione Trieste/2. Alternativa dell'ucronia precedente. Il vecchio Winston reagisce male al no di Eisenhower e decide di fare di testa sua, magari chiamando in causa i francesi e anticipando di dieci anni il colpo di testa di Suez. Il successo militare magari sarà più ridotto, ma quello politico, per il vecchio continente, sarà straordinario. Un'Europa liberata davvero dagli europei accelererà la nascita di un'entità federale sul continente? O anzi, l'idea che comunque da soli si può avere successo affonderà il sogno europeo ancor prima della sua nascita? (anche questa è di Paolo Giusti)

Quell'ultimo ponte non è troppo distante. Il 17 settembre 1944 il Maresciallo Montgomery lanciò una delle offensive più coraggiose della guerra: l'operazione Market Garden. Si trattava di un ardito assalto aviotrasportato alle città di Eindhoven, Nimega e Arnhem: l'obbiettivo erano i ponti sul Reno, per aprire una via verso la Ruhr e il cuore industriale della Germania, per porre fine alla guerra entro il Natale '44. Il piano era ardito e pericoloso, come ebbe a dire il capo stesso dei Red Devils Frederick Browning: “signor maresciallo, temo che quell'ultimo ponte sia un po' troppo lontano...”. E infatti così andò: l'operazione di terra Garden fece un'immensa fatica ad avanzare lungo un'unica direttiva di marcia, Market (l'assalto aviotrasporto) fu un disastro, con lo sterminio dei parà britannici ad Arnhem, il tutto perché i tedeschi vennero totalmente sottovalutati, così come la resistenza olandese. Ora, se Monty è un po' meno Monty, dà il giusto peso alle divisioni SS Hoenstaufen e Frundsberg e ascolta i consigli degli olandesi, o meglio ancora se Eisenhower per una volta non è conciliante e ordina a Patton di dare una mano a Garden: gli Alleati entrano a Essen a Natale, mentre i russi non sono a Varsavia né Cracovia e neppure a Budapest. Che accade? Himmler si decide a silurare Hitler e salva il nazismo in funzione totalmente anticomunista? A Yalta cosa si decide, con gli USA ad Amburgo e la Wehrmacht ancora in Polonia? Stalin pretenderà comunque un “confine naturale” in Mitteleuropa (e gli verrà ancora concesso) o chiederà piuttosto qualcosa ad Est (tutta la Corea, una zona di occupazione in Giappone)? Quale Guerra Fredda? (è di Paolo Giusti)

Una Britannia Europea. Spin-off dell'ucronia precedente: Eisenhower è sì più deciso, ma a favore dell'avanzata di Patton verso la Saar. I risultati bellici non sono qui importanti (se si catturano dei ponti sul Reno, come sopra, sennò come nella nostra TL), sono più importanti quelli politici: la Gran Bretagna ne esce con la reputazione a pezzi e probabilmente con un certo risentimento per il trattamento da potenza di secondo rango riservatole dagli yankee; con il no americano a condividere i risultati dei Los Alamos (cosa accaduta realmente, fino agli anni '60 gli americani concessero agli inglesi solo la co-gestione dei LORO missili in Inghilterra) gli screzi sono due, e a Suez si arriva a tre: troppo per l'orgoglio britannico. Il risultato è che Londra caccia a calci gli “amichevoli invasori”: se de Gaulle non percepisce gli inglesi come una quinta colonna di Washington in Europa può dire sì alla richiesta di MacMillan di entrare nella CEE nel '63. Come cambia la Storia con un Regno Unito europeo, parafrasando l'ideale di Germania europea di Mann? (ancora Paolo Giusti)

Le Cronache di Carnia. La Repubblica Partigiana della Carnia, fondata il 26 settembre 1944, resiste alla feroce repressione nazifascista che ne segue e scaccia i Repubblichini. I Cosacchi non giungono mai in Carnia, venendo dirottati su altri territori. La Repubblica si mantiene indipendente fino alla fine del conflitto mondiale, e rifiuta di smobilitare anche dopo la Liberazione. I Sovietici riconoscono l'indipendenza della Repubblica dall'Italia e creano un loro stato satellite in Friuli. Di sicuro gli USA considereranno l'Italia un paese chiave nella politica anticomunista, e negli anni Settanta i gruppi terroristici come le Brigate Rosse troveranno rifugio, se non addirittura supporto e aiuto, nella Carnia. Questo potrebbe portare ad una svolta decisa a destra della politica italiana (questa è di William Riker)

Un tributo al partigiano Garnero. Duccio Galimberti, mazziniano fervente, fu tra i maggiori esponenti dell'antifascismo piemontese. Nato a Cuneo, fu tra i fondatori del Partito d'Azione nella sua città e dimostrò straordinarie capacità di organizzazione della lotta partigiana Tre giorni dopo l'armistizio dell'8 settembre lanciò la guerra di liberazione contro gli occupanti nazifascisti, rifugiandosi in Val Gesso dove costituì il primo nucleo della banda partigiana Italia Libera, dalla quale nacquero le brigate di Giustizia e Libertà. Nutrito di spirito europeista, il 22 maggio 1944 siglò a Barcelonette un patto di collaborazione con i "maquisards", i partigiani francesi. Tradito da un delatore, Duccio Galimberti fu catturato dai Repubblichini in una panetteria di Cuneo il 28 novembre 1944 e barbaramente trucidato la mattina del 4 dicembre successivo. L'Italia fu così privata del contributo che egli avrebbe potuto dare alla ricostruzione politica dell'Italia e all'avvio del processo federativo europeo. Ma che accade se quel maledetto giorno "Garnero" (questo il suo nome di battaglia) non si reca nella panetteria e sfugge alla serrata caccia da parte dei nazifascisti? Quale parte egli avrà nella vita politica del Dopoguerra, a partire dalla Costituente? (ancora William Riker)

L'Uomo Qualunque diventa Qualcuno. La storia del fronte dell'Uomo Qualunque ha dell'incredibile. Inizia in sordina, con la fondazione di un giornale, arriva alle stelle nelle elezioni amministrative (specialmente al Sud) e poi cade nella polvere... Ecco cosa sarebbe successo se... Dicembre 1944, nella Roma liberata viene pubblicato un nuovo periodico, "L'Uomo Qualunque", che ha come simbolo un torchio che, mosso da mani umane, stritola il "povero italiano di turno". Il fondatore, il commediografo e scrittore napoletano Guglielmo Giannini, dichiara che sarà un foglio politico e culturale "base per un possibile nuovo movimento politico". E infatti, nell'aprile del 1945, Giannini fonda a Napoli il fronte dell'Uomo Qualunque, definendolo "liberale, liberista e liberato. Per Giannini in Italia è fondamentale una forza politica conservatrice e liberale che governi il paese con forza e responsabilità I suoi modelli sono il Partito Repubblicano statunitense, il Partito Conservatore britannico e la destra liberale di De Gaulle. Al referendum del 2 giugno 1946 si schiera, con il PNM di Selvaggi e il PLI, a favore della monarchia ma viene esce sconfitto e con pochi seggi a Montecitorio per l'Assemblea Costituente. Ma alle prime consultazioni politiche, il 18 aprile 1948, dopo una roboante campagna elettorale il fronte dell'Uomo Qualuque guadagna il 40 %, il Nuovo Partito Liberale Italiano, fondato dopo una scissione dal conservatore Roberto Lucifero contro la lista dell'Unione Democratica Nazionale, guadagna il 2,3 % mentre il Movimento Sociale Italiano ha il 5 % e il Partito Nazionale Monarchico il 3,8 %. Maggioranza assoluta quindi per la destra italiana che porta Giannini alla presidenza del consiglio, Lucifero vicepresidente e ministro dell'economia e delle finanze, Giorgio Almirante ministro degli esteri e Vincenzo Selvaggi ministro dell'interno. Sconfitta per la coalizione "centrista" di Alcide De Gasperi formata da Democrazia Cristiana, Partito Socialdemocratico e Unione Democratica Nazionale che in totale prendono il 30 % mentre le sinistre, unite nel Fronte Democratico Popolare, guadagnano un magro 18.9 %.  Con questo epilogo, forse, in Italia già alle elezioni dell'apocalittico 18 aprile, sarebbe nato un sano bipolarismo tra un destra conservatrice e liberista e un centro-sinistra moderato e riformista... (un'altra idea di Demofilo)

Napoli miliardaria. Il 20 dicembre 1944 Eduardo e Peppino de Filippo recitarono insieme per l'ultima volta, al teatro Diana di Napoli: il secondo accusava il primo di gestione autoritaria della loro compagnia, e durante le prove, offeso da un duro richiamo di Eduardo, salì in piedi su una sedia e cominciò a scandire: "Duce, Duce, Duce!" all'indirizzo del fratello che, noto antifascista, non gradì.  Abbandonato Peppino, con il quale si riconcilierà solo sul suo letto di morte, Eduardo fondò una sua compagna chiamata semplicemente "Il Teatro di Eduardo", acquistò il semidistrutto Teatro San Ferdinando di Napoli, investendovi tutti i suoi risparmi, e scrisse capolavori come "Napoli milionaria" (1945), "Questi fantasmi" e "Filumena Marturano" (1946). Ma che accade se i due fratelli non litigano e continuano a lavorare insieme? Come cambia la loro produzione teatrale? (prima ucronia dedicata da William Riker ai fratelli de Filippo)

Mike Cattivo Giorno. Durante la seconda guerra mondiale Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, a noi più noto come Mike Bongiorno, abbandonò gli studi per unirsi ai partigiani. Fu catturato e detenuto per sette mesi nel carcere di San Vittore a Milano, condannato a morte e portato davanti al plotone di esecuzione, dove un tenente della GNR decise, motu proprio, di non dar luogo alla sentenza. Ma che accade se il futuro conduttore di "Lascia o raddoppia?" non viene risparmiato? Di certo i telequiz arriveranno comunque in Italia, ma molto più tardi e con un diverso impatto sul costume. Come cambia la storia della Rai e quella di tutta l'Italia negli anni '50 e '60? Senza il mitico "Allegria!" di Mike, la TV ce la farà a diventare il "nuovo focolare" degli italiani, come lo definì Renzo Arbore, che a questo punto non potrà più cantare "La vita è tutto un quiz"? (pensata dal solito William Riker)

Himmler con gli alleati. Nel gennaio-aprile 1945 Himmler denazifica la Germania, si allea con le potenze occidentali contro l'URSS e rivolta il fronte; la bomba atomica viene gettata non su Hiroshima ma su Minsk (un'idea di Gabriele, cui ha risposto Bhrg'hros proponendo questo schema)

L'ha fatta Frank(a). Otto Heinrich Frank (1889-1980), padre della più famosa Anna, si chiese per decenni come mai il Dio d'Israele aveva salvato lui e non sua figlia dallo sterminio nazista. Ma supponiamo che le cose vadano come auspicato da Otto, cioè che Anna non muoia di tifo nel lager di Bergen-Belsen il 31 marzo 1945, e che l'Angelo della Morte prenda il padre in luogo suo. Probabilmente dopo la Guerra non pubblicherà subito il suo celeberrimo diario, ma potrà diventare (come sognava) una scrittrice famosa dopo essersi trasferita a vivere in Israele, e potrà scrivere decine di saggi e romanzi sulla tragedia della Shoah, tradotti comunque in molte lingue; né è escluso che il suo Diario sia da lei pubblicato in tarda età. Speriamo solo che, dopo essere sopravvissuta al lager, Anna non muoia in un attentato di matrice palestinese contro la più famosa scrittrice ebrea vivente! (scritta da William Riker in onore della Giornata della Memoria 2010)

Morire per Trieste?/1. Il 2 maggio 1945 l'esercito jugoslavo occupò Trieste e la proclamò città autonoma in seno alla Repubblica Federativa di Jugoslavia. Tuttavia il 9 giugno, avendo constatato che Stalin non era disposto a sostenere le sue pretese sulla città, Tito concluse un accordo con il generale Alexander e le truppe jugoslave si ritirarono finalmente dalla città, lasciando campo libero alle truppe degli Alleati, i quali assunsero il controllo della città e del suo hinterland. Ma se Tito ignora le pressioni degli Alleati e decide di rimanere in Trieste? La percentuale degli infoibati aumenterà esponenzialmente come il numero dei profughi, e così anche l'italianità della città di San Giusto subirà un durissimo colpo. Per mantenere però l'occupazione della città a Tito sarà indispensabile l'appoggio sovietico, e quindi lo strappo da Mosca sarà impossibile in questa Timeline. Tutt'al più la Jugoslavia manterrà qualche rigurgito indipendentista-nazionalista rispetto a Mosca, come la Romania di Ceausescu, ma la sua appartenenza al Blocco Sovietico ed al Patto di Varsavia sarà indiscussa. In questo caso però le tensioni ai confini con l'Italia saranno all'ordine del giorno: credo che nessun governo, di qualsiasi colore, rinuncerà mai a ricondurre Trieste all'ovile, cioè all'Italia. Improbabile però uno scontro diretto tra le due nazioni: viste le rispettive alleanze, potrebbe essere la causa scatenante di un'eventuale terza guerra mondiale. Più probabile che l'Italia cominci sottobanco a finanziare sloveni e croati per indurli presto o tardi alla secessione, aspettando il momento opportuno per poter intervenire direttamente. Con una situazione di questo tipo, la Jugoslavia integrata nel blocco sovietico diverrà la vera spina nel fianco dell'URSS, e la salvaguardia della sua integrità territoriale un dovere da difendere ad ogni costo. In una probabile secessione di Croazia e Slovenia (se l'Italia sottobanco continua a soffiare sulle braci, la guerra civile potrebbe scoppiare anche molto prima), inevitabile che i Sovietici prendano le parti dei Serbi con l'invio di un corpo di spedizione "volontario". In questo caso la guerra civile avrà un esito ancora più disastroso di quello avuto nella nostra Timeline, ed il collasso sovietico sarà anticipato. Con quali esiti? (pensata da Never75)

Il piano Morgenthau. Dopo la seconda  guerra mondiale, un finanziere americano, Morgenthau, aveva presentato un piano di neutralizzazione della Germania che era piaciuto molto a Roosevelt e Churchill: in pratica, la Germania nord-orientale doveva diventare una repubblica autonoma, Baviera e Baden venire uniti a Austria, Slovenia e Croazia sotto una nuova monarchia asburgica, e la zona della Ruhr e della Renania venire de-industrializzate, affidate all'ONU e riconvertite all'agricoltura. Il piano venne abbandonato perchè le condizioni economiche della Germania erano talmente drammatiche che non ci si poteva permettere di distruggerne l'economia senza compromettere anche quella europea. Supponiamo però che, sempre come voleva Churchill, lo sbarco in Normandia fosse stato attuato invece in Veneto... questo porta alla fine della Repubblica Sociale molto prima, e, con la caduta della Iugoslavia del Nord in mani alleate, a una minaccia diretta al cuore della Germania. A questo punto è verosimile che un golpe antinazista diretto da militari abbia successo, se non altro perchè la minaccia all'impero tedesco è molto più diretta. Ciò precipita la Germania nella guerra civile, ma la lascia, a guerra conclusa, con una situazione economica un tantino migliore che non dopo i disumani bombardamenti a tappeto del '45. Il piano Morgenthau sarebbe a questo punto divenuto una evenienza desiderabile... Avremmo dunque avuto una Germania dell'Est comprendente la DDR, l'Hannover, la Slesia e la Pomerania, e probabilmente guidata dal militare di sinistra von Stauffenberg, un nuovo impero asburgico a cui Churchill avrebbe certamente concesso Istria e Sudtirol, una zona franca resa agricola che sarebbe divenuta probabilmente il granaio di una Francia ancora in mano al regime di Vichy (Petain e Laval pensarono più volte di cambiare fronte). Churchill avrebbe imposto la monarchia in Italia, e forse anche l'indipendenza della Sicilia, ma credo che re Umberto II, di altra pasta e ben più sinistrorso del padre Vittorio Emanuele III, non avrebbe gradito tante limitazioni alla sua autorità. Avremmo dunque: Sicilia e Impero Mitteleuropeo nella NATO; Germania dell'Est (ancora armata fino ai denti), Italia e Iugoslavia (formata da Bosnia, Serbia, Albania e Macedonia, e forse la Grecia) decisamente anti-occidentali (del resto, l'Inghilterra le tentò tutte per escluderci dal patto atlantico, sicuramente con una sentinella ancora più avanzata di noi nel campo avversario come l'impero asburgico ci sarebbe riuscita), e governate la prima e l'ultima da dittature comuniste, e l'Italia probabilmente da un Fronte Popolare che, in accordo col re, avrebbe perseguito certamente rivendicazioni revansciste; la Francia ancora in mano al regime fascista di Petain, che controlla un pezzo assai grosso di Germania, ma deve fare i conti con milioni di tedeschi che rischiano la morte per inedia. Come sarebbe cambiata la storia d'Europa? I tre stati avrebbero creato un blocco comunista alternativo all'URSS e espandibile anche ai paesi scandinavi, all'Ungheria del '56, alla Cecoslovacchia del '68? Ci sarebbe stata una nuova guerra europea? (articolata proposta di Manfredi)

Valtellina, bel suol d'amore. Mussolini, al termine del conflitto mondiale, riesce a raggiungere la Valtellina dove nei mesi precedenti erano state approntate efficienti opere difensive. Mussolini quindi non finisce fucilato a Dongo. Niente Piazzale Loreto. Il Duce, dopo una resistenza protratta per alcuni mesi e tra alterne vicende, finisce i suoi giorni in tranquillo esilio in Spagna, mentre Re Umberto II, il cui prestigio viene accresciuto dal ruolo diretto da lui svolto nella liberazione della Valtellina, vince il referendum istituzionale. L'Italia resta quindi una Monarchia (ideata da Massimiliano Paleari)

El Cuarto Reich. Hitler viene convinto da Eva Braun a lasciare Berlino mentre i Sovietici sono ormai alle porte; l'ex dittatore e la sua compagna di una vita riescono a fuggire in Paraguay insieme ad altri gerarchi (Goebbels con la moglie e i sei figli, Göring, il dottor Mengele), dove fondano un IV Reich alleato con gli altri governi di destra del Sudamerica. Gli USA lo tollerano e addirittura lo appoggiano in funzione anticomunista, nonostante le proteste di Francia, Gran Bretagna, Unione Sovietica, del neonato Israele e anche del governo italiano di de Gasperi. Si approfondisce la spaccatura tra USA ed Europa, la NATO non nasce ed anzi gli stati europei si mettono d'accordo con Stalin contro il pericolo di un revival nazista. La Cortina di Ferro cade meno pesantemente sull'Europa ed il Patto di Varsavia comprende URSS, satelliti ed anche i paesi occidentali, Italia inclusa. Hitler potrebbe essere tentato di scatenare nuove guerre di espansione ai danni di Argentina, Bolivia e Brasile; in tal caso però il IV Reich paraguaiano sarebbe stritolato, a meno di non ricevere appoggio militare americano (un'idea di William Riker, ispiratagli dal film "La caduta - gli ultimi giorni di Hitler", in cui il tiranno è interpretato dall'attore italiano Bruno Ganz; ecco lo sviluppo più dettagliato di Demofilo)

Il colpo di coda dei giapponesi. I nipponici si ritirano volontariamente da numerose isole del Pacifico per rinforzare le proprie posizioni, ma nel frattempo obbligano gli alleati ad attaccare prima di essere del tutto pronti, assalendo a loro volta l'India con il doppio obiettivo di bloccare le vie di rifornimento ai Nazionalisti cinesi e di lanciare l'India sulla via dell'indipendenza sotto la direzione di Chandra Bose. Che esito avrà la guerra nel Pacifico? (Perchè no? ha avanzato questa proposta ispirandosi a un manga di Kaiji Kawaguchi)

Hiroshima è salva/1. A quanto pare Hirohito aveva già pattuito la resa incondizionata con gli americani; le atomiche furono un avvertimento all'"alleato" Stalin, più che ai giapponesi. Paradossalmente, gli effetti distruttivi patiti dalle popolazioni inermi di Hiroshima e Nagasaki funsero in qualche modo da deterrente per possibili utilizzi successivi. E se il Giappone si arrende senza atomiche, vuoi perchè non sono ancora state messe a punto, vuoi perchè lo Stato Maggiore si rende conto che tutto è perduto e decide almeno di salvare il territorio metropolitano? Se anche le atomiche non vengono "testate" sul Giappone, sicuramente gli USA penseranno prima o poi ad utilizzarle a mo' di esperimento in qualcuna delle loro guerre successive. Pensiamo ad esempio al Vietnam ed ad una sua possibile conclusione "atomica"; anche se (è cinico pensarlo) pare che comunque i bombardamenti chimici sul Vietnam abbiano provocato ancora più morti di quelli di potenziali ordigni nucleari. Quale guerra avrà la sventura di essere conclusa dallo spaventoso fungo atomico? (pensata da Never75)

Hiroshima è salva/2. 6 agosto 1945: per un difetto nel congegno di "Little Boy", la prima bomba atomica che deve essere utilizzata in guerra non esplode; l'inconveniente può verificarsi in un cattivo funzionamento del timer e/o del sensore barometrico, o per un errore nella procedura da parte dell'ufficiale addetto all'armamento dell'ordigno, capitano William Parsons, in ogni caso, su Hiroshima cade un manufatto che si infrange al momento in cui impatta al suolo. Quei 60 kg di U-235 che erano dentro la bomba, produrranno sempre i loro devastanti effetti, stavolta mediati nel tempo, ma su una scala molto più contenuta come area interessata e numero delle future vittime. I Giapponesi sul momento hanno dei dubbi su cosa sia  accaduto, ma specialisti del calibro del fisico nucleare Yoshio Nishina capiscono ben presto di cosa si è trattato. Lo stesso Nishina aveva proposto al primo ministro Tojo, nel febbraio del 1944, la costruzione di una bomba basata sul principio della fissione nucleare, ma "il Giappone non disponeva di mezzi sufficienti per allestire gli impianti industriali che la realizzazione di una simile bomba avrebbe richiesto" (Louis Allen, "Le incursioni nucleari, Storia della Seconda Guerra Mondiale", Rizzoli-Purnell). Evacuata la zona interessata, il governo giapponese capisce che è venuto il momento di arrendersi, evitando ciò che è tragicamente prospettabile? Oppure Nishina non riesce a convincere i militari su ciò a cui si va incontro? Certamente il Giappone non sarà in grado di preparare un'azione in senso offensivo (nessuna atomica "gialla" utilizzando ciò che è rimasto dell'ordigno inesploso), né tanto meno preventiva per mitigare le conseguenze di nuovi attacchi atomici.Nel frattempo, gli Americani cosa decidono? Provare a lanciare lo stesso la seconda bomba ("Fat Man") in loro possesso, o sono ancora impegnati a capire cosa sia accaduto e studiano misure per evitare il ripetersi dell'insuccesso? Questa seconda ipotesi è ancora più concretizzabile (e quindi di ausilio nel procrastinarsi dei tempi) se si ipotizza che la prima bomba atomica, sempre per un difetto di funzionamento, esploda quando è ancora nella stiva dell'Enola Gay, vaporizzando i tre B-29 che fanno parte della formazione. Il fatto avviene ad una altitudine di 10.000 metri (quota da dove è stata lanciata la bomba) ma ad una certa distanza da Hiroshima, in modo sufficiente per evitare esiti negativi sulla città (perlomeno immediati), ma consentendo di visualizzare l'immane lampo e di udire il tremendo boato. Questo per far si che le impressionanti testimonianze degli alti vertici militari locali, siano più che convincenti presso il governo di Tokyo su ciò che è avvenuto. Si potrà giungere alla fine della guerra senza quelle due bombe? O comunque la pazzia umana le utilizzerà comunque alla prima occasione in qualche successivo conflitto, come la Guerra di Corea? Ci sarà una terza guerra mondiale in cui l'uso limitato delle bombe atomiche verrà visto come un elemento strategico accettabile? (se lo chiede Enrico Pellerito)

Invasione sovietica del Giappone. Ucronia ispirata a quanto scrive Robert Cowley nel suo "L'invasione sovietica del Giappone", facente parte de "La storia fatta con i se". Nonostante le due incursioni nucleari, la palese prostrazione del popolo, la volontà dell'Imperatore di porre termine alla guerra, nella notte del 14 agosto un gruppo di fanatici ufficiali entrò nel recinto del palazzo imperiale, cercando di distruggere il disco sul quale Showa Tenno (meglio noto come Hirohito) aveva inciso il messaggio che annunziava la resa del Giappone, e volendo eliminare i fautori della pace. Il complotto fallì, come non riuscirono altri tentativi, anch'essi violenti, verificatisi nei giorni successivi, e sempre aventi lo scopo di far revocare la resa. Ma se il colpo di stato riesce e l'imperatore Hirohito è ostaggio degli esaltati militari, cosa succede dopo? Evidentemente la guerra continua, ma la crisi dell'apparato militare giapponese in patria era molto più profonda di quanto gli ufficiali guerrafondai potevano "non voler" immaginare, a detta delle informazioni in possesso di Cowley. Popolo e militari, nonostante i volontari Kamikaze, erano veramente stanchi; se la resistenza opposta ai Sovietici in Manciuria derivava dal fatto che le truppe giapponesi presenti in loco avevano goduto, tutto sommato, di un periodo di tranquillità limitato ai compiti di guarnigione che non ne aveva indebolito lo spirito combattivo, i loro colleghi in madrepatria erano ormai prossimi al collasso, dovuto agli incessanti bombardamenti aerei, ma pure ad una scarsità di provviste che aveva iniziato a verificarsi. Durante quell'estate, notizia non confermata, ad una incursione americana ad Hokkaido fu opposta una tangibile scarsa resistenza. Se questo quadro, a prescindere dalla volontà degli ufficiali guerrafondai e dalla riuscita del colpo di stato suddetto, corrisponde a realtà, a beneficiarne saranno i Sovietici, che avevano preventivato di sbarcare ad Hokkaido nel settembre del 1945, due mesi prima del progettato sbarco americano a Kyushu (operazione Olympus). Vero è che lo sbarco sovietico era piuttosto improvvisato, sia nei mezzi che nella procedura; ma nonostante ciò, dati alla mano si può oggi scartare l'ipotesi di una accanita resistenza nipponica che lo avrebbe fatto fallire. Come dice Robert Cowley al riguardo, questo rappresenterà una beffa per gli Americani, costretti a subire migliaia di morti in 4 anni di guerra, prima di poter giungere al territorio metropolitano giapponese, mentre l'URSS potrebbe occupare parte di quel territorio in sole due settimane e con perdite minime. Che accade poi? (ancora Enrico Pellerito)

Una Vittoria di Pirro. Gli storici americani sostengono che le due bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki sono state lanciate per costringere l'imperatore alla resa e salvare cosi migliaia di boys americani in vista di un'invasione dell'arcipelago che sarebbe risultata una macelleria per tanti anni, come il governo giapponese prometteva e come l'esempio di Saipan rendeva possibile. Però le due bombe non sono state all'origine della resa. Il Giappone avrebbe proseguito, ma la dichiarazione di guerra da parte dell'URSS e la promessa di una doppia invasione hanno finito per convincere Hirohito a firmare una pace umiliante. Ora, cosa succede se Stalin, piuttosto che accettare di intervenire in cambio di qualche isola del Pacifico settentrionale preferisce vedere gli USA rimanere bloccati per anni in una lunga guerra di sterminio in Giappone, ed anzi aiuta discretamente la guerriglia giapponese contro l'invasore? Chi ha visto le montagne e le coste giapponese può solo ripetersi che non é possibile conquistare questo paese e la sua moltitudine di isole. gli Americani senza dubbio controlleranno le grandi città come Tokyo (a quale prezzo?) ma l'armata imperiale e il popolo giapponese continueranno la resistenza nelle montagne, sopratutto se sostenuti dall'imperatore in fuga. Cinque anni sono il minimo, dieci anni é una durata più verosimile per questa impresa. Le perdite umane saranno state incalcolabili, una vera emorragia nella demografia USA. Gli USA bloccati in Giappone avranno meno potenziale per la loro politica anticomunista; tutta la storia dell'Europa cambierà con un vantaggio sovietico molto forte, sopratutto se l'URSS accusa gli USA di compiere una guerra di sterminio di massa contro un popolo coraggioso. L'economia USA sarebbe anch'essa colpita da un'economia di guerra più lunga e dalle perdite umane, senza parlare della crisi morale e dell'ostilità popolare contro la guerra che provocherà una congenita debolezza dei diversi governi americani. E tutto questo anche se gli USA accettano una pace di compromesso, uno o due anni dopo l'invasione: una vera vittoria di Pirro per Washington, e una sconfitta vittoriosa per il Giappone, rovinato ma rimasto nazione militare. Vi lascio immaginare il capitolo della guerra fredda e faccio notare solo una cosa: se Hiroshima rimarrà sotto controllo giapponese negli anni seguenti, le immagini traumatizzanti dell'esplosione non saranno diffuse nel mondo, l'esercito americano non potrà studiare bene gli effetti umani della bomba, e con una propaganda nemica che reduce l'evento a poca cosa l'arma atomica potrà essere sottovalutata nei suoi effetti, incoraggiando l'US Army a non temere il confronto nucleare contro l'URSS. Chissà quanto peso questo potrà avere nelle decisioni politiche e strategiche? (ideata da Perchè no? al suo ritorno da un viaggio proprio in Giappone)

Povero Giappone! Riguardo all'ucronia precedente, bisogna considerare un'ulteriore possibilità. Se gli Americani si avvedono che neppure l'arma atomica ha piegato i Giap, ne fabbricheranno sicuramente altre. E stavolta bombarderanno Tokyo, Kyoto, Osaka ed Yokohama. Certamente non lo hanno fatto nella nostra Timeline, ma questo perchè gli scienziati del Manhattan Project avevano fatto in tempo in due anni a mettere insieme solo tre ordigni, due all'uranio 235 (quello sperimentale di Alamogordo e quello di Hiroshima) ed uno al plutonio 239 (quello di Nagasaki). Se si darà loro del tempo, ne saranno fabbricati altri a decine, anche se Szilard e Fermi si mostreranno probabilmente contrari a un uso massiccio in guerra di simili strumenti di morte. Certamente questi bombardamenti cancelleranno metà della popolazione nipponica dalla faccia dell'arcipelago, ed allora la domanda diventa: quale danno d'immagine subiranno gli USA per essersi macchiati di quello che a tutti gli effetti risulterà un genocidio? Quale vantaggio ne trarrà la propaganda sovietica, che invece avrà fatto finta di proporre una soluzione "diplomatica" per il conflitto? (ce lo fanno notare Enrica S. e William Riker)

Povera Tokyo! Nel 1945 gli Stati Uniti lanciano subito “Little Boy” su Tokyo, invece che su Hiroshima e Nagasaki; ciò provoca simultaneamente la resa del Giappone e la caduta del industria d’animazione e del fumetto giapponese. Con questo i maggiori produttori di animazione rivali degli Stati Uniti sono Francia e URSS (un'ucronia di Alfio)

Povera Kyoto! Verso la fine della guerra, il matematico John von Neumann, uno degli scienziati che aveva partecipato alla progettazione della bomba atomica, aveva proposto di bombardare la città di Kyoto a posto di Nagasaki. Per fortuna la sua idea fu scartata, e questa città meravigliosa è rimasta intatta, anche se questo ha comportato la distruzione dell'altra città nipponica. Ma se invece ad essere bombardata è Kyoto? Quale sarà la quantità di radiazioni nella metropoli? E come verrà ricostruita (se succederà) la città? Ed infine dove si siglerà il protocollo di Kyoto? (by Camillo Cantarano)

Berlino Città Aperta. Quali saranno le conseguenze per la Guerra Fredda se Berlino si arrende senza combattere? La capitale eseguiva gli ordini di Hitler di lottare fino all'ultimo uomo e di realizzare il Volkstod (morte della razza) previsto dal dittatore, che così ha potuto morire come il Rienzi di Wagner, ciò che sognava da sempre, tra fuoco e maledizione. E se invece gli ultimi ufficiali dell'esercito decidono di non trasmettere gli ordini e di trattare con i Sovietici per dichiarare Berlino città aperta? Per Hitler si aprono due possibilità: o i suoi gli lasciano il tempo di suicidarsi, o lo consegnano ai Sovietici come segno di buona volontà. Hitler é allora buttato in prigione o direttamente giustiziato dalle truppe. Una Berlino intatta o quasi, con la sua popolazione non ridotta all'età della pietra e con una buona parte dell'élite al suo posto potrà cambiare la storia tedesca del dopoguerra? (una domanda invero intrigante di Perchè no?)

Fascismo postbellico. Una delle questioni aperte tra gli storici è perchè mai Benito Mussolini scese in guerra accanto ad Hitler, se poi andò incontro ad una serie impressionante di rovesci militari. Se avesse atteso il 1942, come aveva preannunciato al Führer all'indomani dell'attacco alla Polonia, probabilmente si sarebbe reso conto che Hitler non sarebbe riuscito a vincere, e non sarebbe sceso in campo al suo fianco. Lo storico Paolo Mieli ha risposto (durante una interessante puntata di "Correva l'anno") che Benito si decise a quel passo perchè non poteva fare altrimenti: tutta la sua propaganda era rivolta unicamente alla vittoria dell'Italia Fascista in un vasto conflitto europeo, per acquisire lo stato di grande e non più di media potenza, e nel giugno 1940 effettivamente la Germania sembrava aver già vinto la guerra, con la sola Inghilterra che resisteva disperatamente, dopo aver incassato secche sconfitte in Norvegia e a Dunkerque. Dunque il Duce non poté far altro che prendere quell'ultimo treno per partecipare alla spartizione dell'Europa, anche se in effetti, dopo la "pugnalata alle spalle" alla Francia, occupò solo Mentone e preferì andare a cercare miglior fortuna in Grecia (sappiamo con che risultati). D'altro canto, aggiunge Mieli, almeno un effetto positivo questa discesa in guerra l'ha avuto: costringere le dittature nazifasciste a fare la guerra per davvero, dopo averla predicata istericamente per anni, a perderla, e a levarsi di mezzo, presumibilmente per sempre. Ma supponiamo che il Duce abbia resistito alla tentazione (magari ascoltando i pareri di Galeazzo Ciano, o del Re, o di Pio XII, tutti fermamente contrari all'avventura bellica) almeno fino al 1942, dopo di che comincia a sfilarsi dall'alleanza militare con il dittatore tedesco, adducendo qualche scusa; intanto prosegue la costruzione del "Vallo Littorio" lungo il confine del Brennero, cominciato già dal 1939 (in realtà Mussolini fin dal principio si fidava poco di Hitler, e faceva bene), definendolo "la nostra Linea Maginot". L'8 settembre 1943, improvvisamente, Mussolini si schiera con gli Alleati. Hitler tenta l'invasione dell'Italia ma il Vallo Littorio resiste, grazie anche all'aiuto degli angloamericani, subito accorsi in sostegno dell'Italia. Questa politica dà i suoi frutti: la Germania cade prima perchè è assaltata anche da sud, e l'Italia ottiene una zona di occupazione del paese, poi ceduta alla Germania Ovest. Il risultato è che il regime fascista sopravvive alla guerra come quello franchista, ed anzi si presenta più saldo che mai. Ma allora che fine farà? Alla morte di Mussolini, le alternative sono due. O, come accade in Spagna alla morte di Francisco Franco, re Umberto II riprende in mano le sue prerogative, smantella lentamente lo stato fascista ed indice libere elezioni, vinte presumibilmente da socialisti e comunisti. Oppure a Mussolini succede un subalterno: il figlio Vittorio, o Galeazzo Ciano, o Grandi, o Pavolini, magari dopo una resa dei conti tra gerarchi con relativo bagno di sangue. Il regime rimane in sella, ma allora verrà abbattuto da una sollevazione di piazza simile alla Rivoluzione dei Garofani in Portogallo (proposta da William Riker)


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