L'eredità degli Iperborei

di Lord Wilmore

Bandiera dell'antico Regno degli Iperborei

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Chi erano?
Gli Iperborei (Ὑπερβόρεoι, "coloro [che vivono] oltre la sede di Borea") erano noti agli antichi Greci come un popolo che viveva in una terra remota situata nell'estremo nord, lontanissima dal oro paese. Questa regione era illuminata dal sole per sei mesi all'anno, ed era localizzata tra le rive dell'Oceano e i Monti Rifei (dal greco ῥιπή, "raffica di vento"), da alcuni identificati con i Carpazi, da altri con i monti Tatra o addirittura con gli Urali. Esiodo collocava invece gli Iperborei "presso le alte cascate dell'Eridano dal profondo alveo", quindi al di là dei confini del mondo conosciuto. Erodoto nelle sue "Storie" IV,13 riassunse un poema di Aristea di Proconneso, poi andato perduto, nel quale l'autore raccontava di un proprio viaggio compiuto per ispirazione di Apollo in regioni lontane, sino al paese degli Issedoni, identificati con gli Sciti, al di là dei quali vi sarebbero stati gli Arimaspi, mitici giganti con un occhio solo, i grifoni custodi di meravigliosi tesori, e infine gli Iperborei. In altre parole, per gli autori classici gli Iperborei erano tutti i Popoli insediati nell'Evo Antico a Nord dei Greci e delle catene dei Monti Rodopi e Balcani. Oggi essi sono identificati con tutti quei popoli di lingua indoeuropea stanziati lungo le coste del Mare del Nord, del Mar Baltico, nella penisola dello Jutland e nella Scandinavia meridionale. Secondo Tacito dagli Iperborei discendono i Germani, i Celti, i Celtiberi, gli Italici, gli Slavi e i Balti, quindi in sostanza quasi tutti i popoli dell'attuale Europa.

Le Quattordici Tribù
Si credeva che l'antico Regno Iperboreo fosse diviso in Quattordici Tribù; il numero quattordici era infatti sacro per quel popolo. Le Quattordici Tribù in ordine alfabetico erano le seguenti: Balti, Belgi, Boi, Britanni, Erminoni, Galli, Geti, Goti, Ingevoni, Istevoni, Irlandesi, Pitti, Reti, Slavi. Il regno stesso degli Iperborei non era un'unità omogenea, ma piuttosto una grande Confederazione di popoli, ciascuno con il proprio signore, che giurava fedeltà al Sovrano supremo, e questo favorì, con il trascorrere dei secoli, la frammentazione del Regno e la nascita di varie dinastie regali autonome. Il titolo di "Re egli Iperborei" era molto ambito, perchè si riteneva che chi lo possedesse aveva il diritto di governare tutte le terre anticamente occupate dagli Iperborei, cioè in pratica la maggior parte dell'Europa continentale.
Gli Iperborei definivano se stessi gli
Edain (singolare Adan), letteralmente "la Seconda Gente" dopo la stirpe divina che creò l'universo. La storica capitale del Regno Iperboreo fu Gondor ("Terra pietrosa", dall'indoeuropeo *gʰond-, "suolo", e *dʰǵʰom-, "terra"), che sorgeva alla foce del fiume Elba, i Romani la chiamavano Treva, e secondo la tradizione era edificata sul sito dove oggi sorge la città di Amburgo, che perciò ancor oggi si vanta di essere "la capitale degli Iperborei". Ancora più antiche di Gondor però erano i centri abitati iperborei di Tharbad ("Strada di passaggio"), oggi Roskilde, e Pelargir ("Anello delle navi reali"), oggi Uppsala. Secondo una leggenda, a Pelargir gli Iperborei avrebbero messo in fuga una grande flotta di pirati invasori grazie all'aiuto di un esercito di spettri da loro evocati.

Geografia Iperborea
Il regno degli Iperborei era diviso in tre regioni: il Rhovanion ("Terre Selvagge"), cioè le terre abitate da Germani e Celti ad ovest dell'Elba; l'Eriador ("Terre tra le Montagne"), cioè le terre abitate da Germani, Slavi e Balti ad est dell'Elba; e il Forodwaith ("Terre del Nord"), cioè la Scandinavia. L'Oceano Atlantico, che delimitava il regno iperboreo verso occidente, dagli Iperborei era chiamato Belegaer, cioè "possente mare", mentre il Mar Baltico era chiamato Golfo di Lhun. vasta La pianura pannonica era chiamata Rohan ("Paese dei Cavalli"). Il fiume più lungo del regno, il Danubio, era chiamato dagli Iperborei Anduin, cioè "Lungo Fiume", e nei secoli venne a costituire il confine tra il mondo Iperboreo, a nord, e il mondo Greco-Romano, a sud. Da notare che sia "Anduin" che "Danubio" derivano dalla radice indoeuropea *dānu-, "fiume" (da cui anche Don, Dnepr, Dnestr e il nome di Danu, la dea vedica delle acque primordiali). Il fiume Anduin nasce nelle Hithaeglir ("Montagne Nebbiose"), oggi note come Foresta Nera, e sfocia nel Mar Nero, chiamato dagli Iperborei Rhunaer ("Mare Orientale"). In quest'ultimo sfocia anche il Celduin ("Fiume Fluente"), oggi noto come Don, il fiume che delimitava il confine orientale della massima espansione iperborea, considerato la frontiera storica tra gli Iperborei e gli Sciti. Altri due fiumi molto importanti del regno iperboreo sono il Baranduin ("Fiume Marrone Dorato"), oggi chiamato Reno, e l'Agathurush ("Inondagrigio"), oggi chiamato Elba, che sfociano nel Mare di Belfalas ("la Grande Costa"), corrispondente al Mare del Nord. La Vistola era invece chiamata Isen ("Ferroso"). L'estremo limite meridionale della massima espansione iperborea era rappresentata a ovest dagli Ered Lithui ("Monti Cenere"), corrispondenti alle nostre Alpi, e più ad est dalle Ephel Dùath ("Montagne dell'Ombra"), cioè i nostri Carpazi. La Scandinavia invece è attraversata dalla gelida catena delle Ered Mithrin ("Montagne Grigie"), oggi chiamate Alpi Scandinave. All'estremo nord il regno degli Edain era delimitato dal gelido Mare Artico, chiamato dagli Iperborei Helcaraxë, "il Ghiaccio Stridente". In esso, ad oriente della Scandinavia, si apre la Baia di Forochel ("Ghiacci del Nord"), corrispondente al nostro Mare di Barents. Infine, oltre i confini orientali del regno iperboreo si stendevano le grandi steppe e la Siberia, dagli Edain chiamate con il nome poco rassicurante di Mordor ("Terra Oscura").

Iperborei e Lestrigoni
Alcuni autori suggeriscono che i mitologici Lestrigoni (forse "raccoglitori di pelli"), i giganti antropofagi che nell'"Odissea" sterminarono i marinai di Ulisse, vanno identificati con gli Iperborei. Infatti Omero scrive: « E per sei giorni cosí navigammo dí e notte; e di Lamo / sotto l’eccelsa rocca giungemmo nel settimo, sotto / la lestrigonia Telèpilo, dove il pastor che rientra / manda il saluto, e il pastore risponde che al pascolo muove. » (Odissea, canto X, vv.80-83, trad. di Ettore Romagnoli) Telèpilo, la capitale degli antropofagi Lestrigoni, in greco significa "Città dalle porte lontane", e  per questo è stata identificata con la capitale iperborea Gondor, lontanissima dalle coste del Mediterraneo. Il nome del fondatore di Telèpilo, il re Lamo, è associato a una parola della lingua iperborea che significa "terreno acquitrinoso", proprio come quelli dove sorgeva la capitale iperborea. Inoltre il fatto che la notte in Lestrigonia sia brevissima lasscia intendere la conoscenza del fenomeno del Sole di Mezzanotte, ben noto agli Iperborei. Infine, come vedremo i Greci tendevano a considerare gli Iperborei dei barbari ferocissimi in battaglia, abituati a compiere sacrifici umani, e questa fosca visione può aver generato il mito omerico dei giganti cannibali che non lasciarono scampo ai guerrieri di Itaca.

La lingua iperborea
Gli Iperborei parlavano diversi idiomi, trattandosi di una confederazione piuttosto eterogenea di diverse tribù. L'elite dominante e la corte regale parlavano una lingua indoeuropea oggi definita Adûnaico ("lingua dell'Ovest"), detta anche Sôval Phârë ("lingua comune"), da cui si ritiene si siano evolute le lingue germaniche (parlate in origine da Norreni, Goti, Angli, Juti, Sassoni e Frisoni). Ecco come sarebbe risultato il Padre Nostro, recitato in tale lingua:
« Fader unser thu pist in imile, guihi namon thinan, queme rissi thin, guerde guilio thin, sua in imile, suaso in erdu. Praud unser tachelih chip uns iutagu, oblaz uns sculdi unsero sua guir oblazen unseren sculdihen, andi ni uns ferlaid in chorunca, uzzar lausi uns fram ubile, thaz thin ist cuningrissi andi mact andi uldor in euon. »
Eccone la trascrizione fonologica semplificata:
« 'fader 'unser θu: 'pist in 'imile 'gwi:hi 'namo 'θi:nan 'khwɛme 'ri:ʃʃi 'θi:n 'gwɛrde 'gwiljo θi:n 'swa: in 'imile 'swaso in 'ɛrdu. 'Praud 'unse:r 'taxeli:ç 'kip uns 'iutagu ob'la:ts uns 'skuldi 'unsero 'swa: gwir ob'la:tse:n 'unsere:n 'skuldi:xe:n andi ni uns fer'laid in 'khɔrunka 'u:tstsar 'lausi uns fram 'ubile θats 'θi:n ist 'khuningri:ʃʃi andi 'makt andi 'uldor in 'e:wo:n »
Per scrivere questa lingua, gli Iperborei inventarono le rune, un sistema di 24 segni detto anche "fuþark", dalla sequenza dei primi sei segni che lo compongono (Fehu, Uruz, Þurisaz, Ansuz, Raido, Kaunan). Il sostantivo "rún" in antico iperboreo indicava i singoli segni del fuþark ed è conservato nelle lingue germaniche antiche con il significato di "segreto", "mistero" (ancor oggi,lingua tedesca, il verbo "raunen" significa "bisbigliare, sussurrare"). Le rune erano senz'altrouna delle più importanti istituzioni culturali e linguistiche comuni a tutte le popolazioni della Confederazione Iperborea. Le prime iscrizioni runiche risalgono al III secolo a.C. e contengono iscrizioni tombali, dediche di monumenti megalitici ed invocazioni religiose.

Sacrifici umani?
I popoli dell'assolato Mediterraneo avevano degli Iperborei e delle loro terre nebbiose una visione molto fosca; il fatto che la loro lingua fosse per loro incomprensibile può aver generato il termine stesso "barbari" (dall'onomatopea "bar bar", che imita un linguaggio rozzo e pressochè animalesco). Solitamente gli storici greci e romani nelle loro opere dipingono gli Iperborei come feroci guerrieri che non hanno paura della morte, e vanno in battaglia insieme alle loro donne e addirittura ai loro bambini. Lo storico greco Strabone di Amasea (60 a.C.-24 d.C.), nella sua monumentale "Geografia", ci ha lasciato una vivida descrizione del destino da essi riservato a prigionieri di guerra:
« Nelle loro spedizioni belliche, i guerrieri Iperborei sono sempre accompagnati da sacerdotesse che fungono da veggenti. Queste hanno i capelli grigi, sono vestite di bianco, con mantelli di lino fissati con fermagli, cinte di cinture di bronzo, e vanno a piedi nudi. Con la spada in mano, queste sacerdotesse prendono i prigionieri di guerra e, dopo averli coronati di ghirlande, li conducono ad un recipiente di ottone posto in mezzo al campo trincerato, sopra il quale è montata una piattaforma, e poi, piegandosi sopra il recipiente, tagliano la gola a tutti i prigionieri, riversando nel recipiente il loro sangue. Alcune sacerdotesse raggono vaticini da come il sangue sgorga a fiotti dalle loro gole, mentre altre ancora sventrano i cadaveri, esaminano le loro viscere, quindi pronunciano profezie di vittoria o di sconfitta per il proprio popolo. Con le pelli dei prigionieri così sacrificati vengono fabbricati dei tamburi, percuotendo i quali ricavano un fragore terribile per spaventare i loro nemici.» (Geogr. 7.2.3)
Una prova del fatto che gli Iperborei praticavano sacrifici rituali è la "donna di Haraldskær", così detta dal sito dello Jutland dove fu scoperta nel 1835. Mummificatasi in modo naturale, la donna ha i segni di un cappio al collo e almeno una ferita da taglio; inoltre, il corpo è stato gettato in una palude, e non cremato secondo la tradizione iperborea. Inoltre, il calderone di Gundestrup, ritrovato il 28 maggio 1891 in una torbiera dell'Himmerland, nel nord della Danimarca, potrebbe essere un vaso sacrificale come quello descritto nel testo di Strabone.

La religione iperborea
Gli iperborei possedevano un corpus mitologico molto ricco e variegato. Essi conservavano memoria di un terra mitica posta al di là del mare, da loro chiamata Númenor ("Terra dell'Ovest"), dove i loro antenati vivevano felici e al riparo dai pericoli del mondo e dai loro mille nemici. Donata loro dagli dèi onde premiarli per aver combattuto al loro fianco contro le forze del male, Númenor si inabissò per colpa dei peccati dei loro antenati, ed essi furono costretti a migrare nell'Europa settentrionale. E' possibile che tale mito rappresenti il ricordo ancestrale della sommersione del Doggerland, la sezione del Mare del Nord compresa fra Gran Bretagna, Frisia e Jutland, che era emersa e sgombra dai ghiacci durante l'ultima glaciazione, ma che fu sommersa alla fine di essa dall'innalzamento del livello dei mari.
Gli déi della religione iperborea erano i Valar (in norreno Æsir, in celtico Dēvoi, in slavo Bogy, in baltico Deiwāi). I quattordici principali, detti gli Aratar, sono i seguenti:
Manwë (in norreno Óðinn, in celtico Teutates, in slavo Perun, in baltico Perkūnas), padre di tutti gli déi, dio della saggezza, della guerra, della magia e della poesia;
Tulkas (in norreno Þórr, in celtico Taranis, in slavo Stribog, in baltico Diẽvas), dio del tuono, protettore dell'umanità, famoso per il suo martello che lui solo poteva sollevare;
Varda (in norreno Frigg, in celtico Danu, in slavo Mokoš, in baltico Laima), la sposa di Manwë, dea del matrimonio e della maternità;
Aulë (in norreno Völundr, in celtico Creidhne, in slavo Svarog, in baltico Kalvis), il fabbro degli déi, divinità ordinatrice del mondo;
Lórien (in norreno Baldr, in celtico Aengus Óg, in slavo Jarilo, in baltico Aušrinė), dio della luce, della bellezza e della purezza;
Vána (in norreno Idunn, in celtico Ériu, in slavo Zorya, in baltico Kupala), la sposa di Oromë, dea dei fiori e della primavera;
Melkor (in norreno Loki, in celtico Bricriu, in slavo Chernobog, in baltico Kaukas), il dio degli inganni, padre di molti mostri;
Yavanna (in norreno Freya, in celtico Brigid, in slavo Lada, in baltico Žemyna), la sposa di Aulë, dea dell'amore, della bellezza, della fertilità e della magia;
Ulmo (in norreno Njörðr, in celtico Lyr, in slavo Morana, in baltico Bangpūtys), dio del mare, del vento e della ricchezza;
Oromë (in norreno Ullrr, in celtico Cernunnos, in slavo Svarozhits, in baltico Medeina), dio delle foreste, dei cavalli e della caccia;
Arien (in norreno Sunna, in celtico Belenos sul continente e Lug in Irlanda, in slavo Dažbog, in baltico Saule), la dea del Sole;
Tilion (in norreno Máni, in celtico Arianrhod, in slavo Měsěc, in baltico Mėnulis), lo sposo di Arien, il dio della Luna;
Mandos (in norreno Hel, in celtico Donn, in slavo Veles, in baltico Velnias), il signore del mondo dei morti;
Eönwë (in norreno Heimdallr, in celtico Goibniu, in slavo Svetovit, in baltico Ašvieniai), araldo di Manwë, il guardiano insonne del ponte dell'Arcobaleno che congiunge la Terra a Valinor, la magione beata dei Valar.
Secondo alcuni si tratta di capi preistorici degli Iperborei, poi divinizzati.

Cosmologia iperborea
Gli antichi Iperborei chiamavano l'intero universo con il nome di (in antico iperboreo "ciò che è", dalla radice indoeuropea *h₁es-, "essere"). Eä fu creato dai Valar intonando una canzone, che si materializzò dando vita e forma a tutto ciò che esiste. Eä è divisa in tre piani: Fanyamar, il Cielo; Arda, il disco piatto della Terra; ed Hel, il regno sotterraneo dei morti. A sua volta Arda è costituita da un vasto continente, chiamato la Terra di Mezzo, circondata da Ekkaia, l'Oceano. Da "Arda" sono derivate le parole per indicare la Terra (sia nel senso di pianeta che di suolo) in molte lingue moderne: in inglese "Earth", in tedesco "Erde", in bavarese "Erdn", in olandese "Aarde", in danese, svedese e norvegese "Jord". Invece il proto-slavo "zemlja" e il lituano "žemė" (che si riferiscono più al mondo abitato che al pianeta nella sua interezza) derivano dalla parola iperborea "Gum", dalla radice indoeuropea *dʰéǵʰōm / *ǵʰem- che indicava la terra come "suolo". Da questa radice derivano il russo земля ("zemljá"), il polacco "ziemia", il ceco "země", il croato "zemlja" e il bulgaro земя ("zemja"), ma anche il latino "humus" (da cui "umano" e "umiltà"), il greco χθών, il sanscrito "kṣam-" e l'antico germanico "guma", "uomo" (letteralmente “essere della terra”).
Gli astri si trovano incastonati come gemme nella volta del firmamento. I pianeti noti agli Iperborei erano sette: Ithil (Luna), Elemmire (Mercurio), Eärendil (Venere), Anar (il Sole), Carnil (Marte), Morwen (Giove), Lumbar (Saturno). Insieme alle quattro stelle Helluin (Sirio), Borgil (Aldebaran), Morwynion (Arturo) e Nenar (la Stella Polare), e alle tre costellazioni Valacirca (l'Orsa Maggiore), Menelmacar (Orione) e Remmirath (le Pleiadi), essi costituivano i quattordici corpi celesti maggiori, molto venerati dagli Iperborei. Si noti che, al tempo in cui sorse e prosperò la civiltà iperboea, la Stella Polare era Thuban, chiamata anche Alfa Draconis, nella costellazione del Drago, ed è questa stella cui in origine fu dato il nome di Nenar.
Qanto invece alla Terra di Mezzo (in norreno Miðgarðr, in celtico Medóndomuin, in slavo Medjugordъ, in baltico Viduržemė), in origine il nome iperboreo Midgeard del continente abitato dagli uomini deriva dalla radive indoeuropea *ǵʰórdʰos, che significa "recinto", "spazio chiuso" (da cui anche l'inglese moderno "yard", il latino "hortus" e il lituano "gardas", cioè "orto"). Insomma, la terra abitata è il "recinto di mezzo". infatti, nella mitologia iperborea, derivata da quella della grande famiglia indoeuropea, il mondo non nasce come uno "spazio aperto", come nella Bibbia ebraica, ma come uno spazio strappato al caos e reso abitabile. Costruire un recinto è per gli déi il gesto primordiale che trasforma il non-essere in essere; fuori da tale recinto vi sono solo caos, mostri, disordine; dentro il recinto vi sono ordine, legge, parola, comunità. Il cosmo perboreo non è infinito, è delimitato, innalzare un recinto è un atto rituale e giuridico, e la città è sacra perché è recintata. Per questo, violare il recinto è un sacrilegio, ed abbattere il limite significa un ritorno al caos (anche Roma, come sappiamo, nacque quando Romolo tracciò il solco sacro delle sue mura, e Remo, che le oltrepassò impunemente, venne sacrificato). Il recinto, la prima frase del mondo, è "di mezzo" perchè sta nel mezzo tra cielo e abisso, tra dèi civilizzatori e mostri primordiali, tra ordine e caos, e l’uomo vive nel mezzo di tutto questo, cioè nell’unico luogo abitabile.
Uno dei simboli più importanti della cosmologia iperborea è Nimloth, l'Albero Bianco, che secondo il mito sorgeva nella città di Gondor al tempo di Re Elendil e dei suoi discendenti. Esso compare sulla bandiera del regno Iperboreo e sui vessilli di tutti gli stati che si ritengono suoi eredi, come vedrem nel seguito. Secondo il mito germinò da un seme di Yggdrasil, l'immenso albero cosmico le cui radici affondavano negli inferi, il cui tronco sosteneva la Terra e i cui rami sostenevano la volta celeste. Esso poggia su tre radici; accanto ad una di esse sorge la fonte di Hvergelmir ("Pozzo risonante"), presso la quale vivono le tre Norne, l'equivalente delle Parche greche, che filano il destino dei mortali. Da tale fonte, si dipartono tutti i fiumi del mondo. Il crollo di Yggdrasil secondo la religione iperborea provocherà la fine del mondo.

John R.R. Tolkien (1892-1973), uno dei più insigni studiosi moderni delle culture e delle lingue iperboree, ambientò le proprie opere "Lo Hobbit" (1937) e "Il Signore degli Anelli" (1954-55) proprio in un mondo fantasy ampiamente ispirato alla mitologia degli Iperborei.

Elendil, sovrano degli Iperborei, in trono sotto il grande Albero Bianco di Gondor (creata con BING)

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Introduzione: successione dei sovrani degli Iperborei

Antenati mitologici degli Iperborei citati da Tacito
1) Tuisto (ca. 3000-2900 a.C.), figlio di Askenaz, figlio di Gomer, figlio di Iafet, figlio di Noè, secondo il "De origine et situ Hyperboreorum" di Tacito fu l'antenato di tutti gli Iperborei. Fu in seguito divinizzato ed identificato con il dio ancestrale della mitologia iperborea, generato direttamente dalla terra. Il nome Tuisto deriva probabilmente dalla radice iperborea *twai ("due"), suggerendo l'idea di un essere "ermafrodito, caratteristica, questa, che lo accomuna al gigante primordiale Ymir della mitologia iperborea, che era un essere androgino capace di generare da solo la vita. Alcuni studiosi collegano il suo nome anche a "gemello", vedendo in lui un parallelo con altre coppie mitiche di fondatori come Romolo e Remo, o gli indiani Yama e Yami. Il fatto che nel Talmud Tuisto appaia come figlio di Askenaz ha fatto sì che gli Ebrei tedeschi nel Medioevo definissero se stessi come Askenaziti
2) Manno (ca. 2900-2800 a.C.), fglio di Tuisto, secondo gli Iperborei era il fondatore della nazione umana. Infatti il nome "Mannus" in lingua iperborea ha la stessa radice dell'inglese "man" e del tedesco "Mann", cioè "uomo"
3-5) Ermin, Ingev ed Istev (ca. 2800-2700 a.C), i tre Figli di Manno, dalla loro discendenza avrebbero avuto origine i tre gruppi etnici principali degli Iperborei: Ingevoni (i popoli vicini al Mare del Nord), Erminoni (i popoli dell'interno) ed Istevoni (le tribù del Mar Baltico)

Re mitologici degli Iperborei secondo Erodoto
6) Borea (ca. 2700-2650 a.C.), figlio di Astreo e di Eos, in greco Βορέας, fu venerato come la personificazione del vento del nord. Il suo nome è fatto derivare dalla radice indoeuropea *gʷor- / *bhor- ("montagna"), perchè il Nord in Europa era sempre associato a regioni fredde e montuose (Alpi, Tracia, Scizia). Strabone invece collega Re Borea al greco βορά ("divorare"), essendo Borea come vento impetuoso, divoratore, che consuma e distrugge ogni cosa: una paretimologia suggestiva, ma più poetica che linguistica
9) Iperboreo (ca. 2650-2600 a.C.), figlio di Borea, antenato eponimo degli Iperborei
7) Latona (ca. 2600-2550 a.C.), figlia di Iperboreo, secondo il mito fu amata da Zeus, da cui ebbe gli déi Apollo e Artemide
8) Abari (ca. 2550-2499 a.C.), nipote di Iperboreo, secondo Erodoto (IV,36) fu indovino, taumaturgo e sacerdote di Apollo
10-11) Iperoche e Laodice (2499-2453 a.C.), figlie di Abari dette "le Vergini Iperboree", secondo Erodoto (IV,35) furono inviate sull'isola di Delo per portare delle offerte ad Ilizia (la dea del parto), onde ringraziarla del felice parto di Apollo e Artemide

L'elenco dei Re degli Iperborei riportato qui sotto è tratto dal "Parma Aranion", cioè il "Libro dei Re", l'equivalente iperboreo del "Kalevala" o dell'"Eneide". Si tratta di un'opera compilata nel corso di vari secoli dagli scribi alla corte dei vari sovrani iperborei, e messa per iscritto nella forma attuale per ordine di Re Cirion nel VII secolo a.C. Tale opera è andata perduta, ma un suo riassunto è contenuto nel "Libro Rosso dei Confini Occidentali", scritto sotto il regno di Re Aragorn o di suo figlio Eldarion dallo storico iperboreo Samvise Gamgee. Tale libro contiene un sunto degli eventi storici leggendari della Terra di Mezzo fin dalla distruzione di Númenor, e fu studiato nei dettagli da John Ronald Reuel Tolkien, massimo studioso moderno della cultura degli Iperborei.

Re degli Iperborei secondo il "Libro dei Re", dinastia di Elendil
12) Elendil il Glorioso (2490-2453 a.C.), "devoto alle stelle" (secondo altri "amico degli Elfi"), nato nel 2590 a.C., figlio di Amandil, sopravvisse alla distruzione di Númenor e si stabilì nell'Eriador, dove sposò in seconde nozze Laodice, figlia di Abari, e divenne Re degli Iperborei
13) Isildur (2453-2428 a.C.), "figlio della luna", primogenito di Elendil, fondò la città di Gondor. Secondo la tradizione fu attaccato dagli Orchi guidati dal demone Sauron ("abominevole"), ma lo sconfisse nella Guerra dell'Ultima Alleanza tra Iperborei ed Elfi. Morì assieme ai suoi figli maggiori, ucciso dagli Orchi nella Battaglia dei Campi Iridati
14) Valandil (2428-2426 a.C.), "amico degli déi", unico figlio maschio di Isildur a sopravvivere al padre e ai fratelli, tutti periti nel Disastro dei Campi Iridati, poiché all'epoca della Guerra dell'Ultima Alleanza era ancora bambino e si trovava con la madre nel Forodwaith, attuale Scandinavia. Avrebbe dovuto succedere al padre sul trono di Gondor, ma suo cugino Meneldil approfittò della sua minore età per usurpare il regno
15) Meneldil (2426-2370 a.C.), "amante dei porti", approfittò della minore età del cugino Valandil per rivendicare il titolo di Re degli Iperborei
16) Cemendur (2370-2290 a.C.), "servitore della terra", figlio di Meneldil
17) Eärendil (2290-2204 a.C.), "amante del mare", figlio di Cemendur
18) Anardil (3204-2157 a.C.), "amico del sole", figlio di Eärendil II
19) Ostoher (2157-2136 a.C.), "signore della fortezza", figlio di Anardil
20) Rómendacil I (2136-2087 a.C.), "signore della terra", detto anche Tarostar, "vincitore dell'oriente", figlio di Ostoher
21) Turambar (2087-2061 a.C.), "padrone della sorte", figlio di Rómendacil I
22) Atanatar I (2061-2040 a.C.), "padre degli uomini", figliio di Turambar
23) Siriondil (2040-2008 a.C.), "amico del fiume", figlio di Atanar I
24) Tarannon o Falastur (2008-1975 a.C.), "signore dei cancelli", figlio di Siriondil, sotto il suo regno gli Iperborei conobbero una grande espansione
25) Eärnil I (1975-1942 a.C.), "amante del mare", figlio di Tarciryan, fratello minore di Tarannon, perì in un naufragio
26) Ciryandil (1942-1893 a.C.), "amante delle navi", figlio di Eärnil I
27) Hyarmendacil I o Ciryaher (1893-1839 a.C.), "signitore delle navi" o "vincitore del Sud", figlio di Ciryandil, con lui il regno iperboreo raggiunse la massima espansione
28) Atanatar II (1839-1782 a.C.), figlio di Hyarmendacil I
29) Narmacil I (1782-1734 a.C.), "spada fiammeggiante", figlio di Atanar II
30) Calmacil (1734-1687 a.C.), "spada luminosa", fratello minore di Narmacil I
31) Rómendacil II o Minalcar (1687-1642 a.C.), "vincitore dell'Est", figlio di Calmacil
32) Valacar (1642-1597 a.C.), "elmo degli déi", figlio di Rómendacil II
33) Vinitharya (1597-1561 a.C., 1° regno), "guerriero degli uomini del Nord", figlio di Valacar
34) Castamir (1561-1521 a.C.), "elmo ingioiellato", usurpatore, cercò di rovesciare Vinitharya, ma fu sconfitto e ucciso
33) Vinitharya (1521-1488 a.C., 2° regno), rimesso sul trono
35) Aldamir (1488-1448 a.C.), "gioiello degli alberi", figlio di Castamir, diede sua figlia in sposa a Lamo, il capostipite dei Lestrigoni. Morì in battaglia
36) Hyarmendacil II o Vinyarion (1448-1407 a.C.), "nuovo figlio", figlio di Aldamir
37) Minardil (1407-1354 a.C.), "amico della torre", figlio di Hyarmendacil II. Sua sorella Hellenia fu l'antenata eponima dei Micenei che si stabilirono in Grecia, approfittando dell'esplosione del vulcano dell'isola di Thera che aveva devastato la civiltà minoica (da lei il paese prese il nome di Ellenia)
38) Telemnar (1354-1332 a.C.), "fiamma d'argento", figlio di Minardil, morì con i figli in una terribile pestilenza
39) Tarondor (1332-1290 a.C.), "signore di Gondor", figlio di Minastan, fratello di Telemnar. Sotto il suo regno il demone Sauron fece ritorno sulla Terra dopo la sconfitta incassata da parte di Isildur, e riprese le sue trame per cercare di distruggere il Regno Iperboreo
40) Telumehtar (1290-1268 a.C.), "guerriero del cielo", figlio di Tarondor. Diede sua figlia in sposa al Re dei Feaci Nausitoo, che da lei ebbe Alcinoo, Re dei Feaci che fu tra i protagonisti dell'"Odissea" di Omero
41) Narmacil II (1268-1232 a.C.), figlio di Telumehtar, ebbe relazioni diplomatiche con il Faraone Ramses II. Morì in battaglia
42) Calimehtar (1232-1192 a.C.), "spadaccino risplendente", figlio di Narmacil II, vendicò il padre. Affrontò un'invasione da est di vari popoli, tra cui i Sami e i Finni, i quali spinsero una parte degli Iperborei in Italia (gli antenati degli Italici) e nei Balcani (gli Illiri e i Dori); questi ultimi distrussero la civiltà micenea
43) Ondoher (1192-1154 a.C.), "signore delle pietre", figlio di Calimehtar
44) Fíriel (1154-1113 a.C.), "fanciulla mortale", figlia di Ondoher
45) Eärnil II (1113-1085 a.C.), cugino di Ondoher, regnò in un momento di grave crisi per il regno degli Iperborei
46) Eärnur (1085-1048 a.C.), "servitore del mare", figlio di Eärnil II, morì in battaglia senza figli e il potere passò ai Sovrintendenti

Sovrintendenti di Gondor secondo il "Libro dei Re", dinastia di Mardil
47) Mardil, (1048-1008 a.C.) "devoto della casa reale", figlio di Vorondil, già Sovrintendente di Eärnur, alla morte senza eredi di quest'ultimo fu incoronato Re degli Iperborei ed avviò una nuova dinastia. Affermava di essere lui pure di sangue reale, discendendo da Anárion, figlio di Elendil
48) Eradan (1008-982 a.C.), "uomo solitario", figlio di Mardil. Durante il suo regno gli Iperborei che si erano spinti più a sudovest si ribellarono e divennero i Celti
49) Herion (982-950 a.C.), figlio del signore", figlio di Eradan, ebbe relazioni diplomatiche con Re Salomine
50) Belegorn (950-924 a.C.), "albero possente", figlio di Herion
51) Húrin I (924-884 a.C.), "cuore impavido". figlio di Belegorn
52) Túrin I (884-850 a.C.), "cuore vittorioso", figlio di Húrin I
53) Hador (850-833 a.C.), "scagliatore di lance", figlio di Túrin I
54) Barahir (833-814 a.C.), "signore della furia", figlio di Hador
55) Dior (814-793 a.C.), "erede", non ebbe figli, e così gli succedette il figlio di sua sorella Rían
56) Denethor I (793-751 a.C.), "alto e magro", nipote di Dior
57) Boromir (751-699 a.C.), "gioiello fedele", figlio di Denethor I, secondo la tradizione dovette affrontare molti nemici istigati dal demone Sauron contro di lui. Morì in battaglia
58) Cirion (699-661 a.C.), "marinaio", ordinò la compilazione di quello che sarebbe divenuto il "Parma Aranion". Durante il suo regno il greco Aristea di Proconneso visitò le terre degli Iperborei, usando per orientarsi una rudimentale bussola
59) Hallas (661-623 a.C.), "alto", figlio di Cirion
60) Húrin II (623-600 a.C.), figlio di Hallas
61) Belecthor I (600-573 a.C.), "aquila possente", figlio di Húrin II
62) Orodreth (573-543 a.C.), "abitatore delle montagne", figlio di Belechtor I
63) Ecthelion I (543-530 a.C.), "testa di lancia", figlio di Orodreth, non ebbe figli e gli succedette suo cugino
64) Egalmoth (530-485 a.C.), "fiore nascente", nipote abiatico di Morwen, zia di Echtelion I
65) Beren (485-425 a.C.), "fiero", figlio di Egalmoth
66) Beregond (425-377 a.C.), "pietra valente", figlio di Beren
67) Belecthor II (377-356 a.C.), figlio di Beregond
68) Thorondir (356-346 a.C.), "amico dell'aquila". figlio di Belechtor II
69) Túrin II (346-314 a.C.), figlio di Thorondir, il suo regno fu attaccato da ogni parte dai suoi nemici
70) Turgon (314-275 a.C.), "vittorioso condottiero", figlio di Túrin II
71) Ecthelion II (275-244 a.C.), figlio di Turgon, al suo servizio combattè Aragorn, capo dei Raminghi del Nord, guerrieri stanziati in Scandinavia che combattevano contro i Lapponi e contro i Finni, istigati contro gli Iperborei dal demone Sauron
72) Denethor II (244-209 a.C.), figlio di Echtelion II, il suo primogenito Boromir fu ucciso dagli Orchi durante la Guerra contro Sauron. In seguito a questa perdita diventò folle e si suicidò
73) Faramir (15 marzo-1º maggio 209 a.C.), "gioiello della spiaggia", secondogenito di Denethor II e di Finduilas, gli succedette per breve tempo fino all'incoronazione di Aragorn II e fu l'ultimo sovrano della dinastia di Mardil

Re degli Iperborei secondo il "Libro dei Re", dinastia di Telcontar
74-75) Aragorn, "re riverito" (209-156 a.C.), figlio di Arathorn e di Gilraen, con la sua consorte Arwen,"nobile dama", detta Undómiel, "stella della sera", figlia del Re degli Elfi Elrond. Capo dei Raminghi del Nord, sconfisse il demone Sauron che tentava di distruggere definitivamente il Regno Iperboreo. Siccome affermava di discendere in linea maschile da Valandil (vedi sopra), affermò che in ui si compiva la Profezia del ritorno sul trono della Casa di Isildur, e dopo il suicidio di Denethor II si fece incoronare Re di tutti gli Iperborei, fondando la dinastia di Telcontar, così detta da uno dei suoi nomi di battaglia, che significa "Grampasso". Faramir, a cui aveva salvato la vita, lo riconobbe come suo Re e divenne il suo Sovrintendente
76) Eldarion (156-113 a.C.), "figlio degli Elfi", figlio di Aragorn e di Arwen Undómiel. Fu l'ultimo grande sovrano del Regno Iperboreo Unito. Tra i suoi numerosi discendenti ci furono Franco, secondo Fredegario il progenitore dei Franchi; Gambara, secondo Paolo Diacono la progenitrice dei Longobardi; Igillo, secondo Zosimo il progenitore dei Burgundi; Ambri e Assi, secondo Paolo Diacono i progenitori dei Vandali: Thjelvar, secondo l'Edda in prosa il progenitore dei Goti; Gautr, secondo la Ynglingar Saga il progenitore dei Gauti; Ahto, secondo il Kalevala il primo Re dei Finni; Dan, secondo Saxo Grammaticus il progenitore dei Danesi; e Búri, il progenitore degli Sveoni

Dal Medioevo fino al XIX e XX secolo, nei Paesi Bassi fu messo per iscritto un corpus completo di opere storiche apocrife, che riguardavano le origini e l'identità degli antichi Frisoni. Tra le opere che trattano dell'origine di questo popolo vi sono il "Gesta Frisiorum" e il "Tractatus Alvini", libri accademici umanistici del XVI secolo, e la cronaca del XVII secolo "Hyperborea seu de viris rebusque illustribus", di Martinus Hamconius, la quale pretendeva di elencare gli antichi re di Iperborea fin dall'antichità più remota, per arrivare fino ai re di Frisia. I Frisoni erano solo una delle tante tribù degli Iperborei, ma queste opere mostrano i Frisoni come i discendenti diretti del primogenito di re Eldarion, e quindi il popolo di sangue più puro tra i discendenti degli Iperborei, gli autori di quelle opere volevano nobilitare i loro antenati Frisoni fino a renderli più antichi dell'Impero di Roma, giustificando altresì il colonialismo olandese tra il XVI e il XX secolo.

Re degli Iperborei secondo la "Hyperborea seu de viris rebusque illustribus", dinastia di Telcontar
77) Adel I Friso (113-95 a.C.), primogenito di Eldarion, sarebbe stato l'antenato eponimo dei Frisoni. Morì durante una terribile alluvione
78) Adel II Atharik (95-72 a.C.), figlio di Adel I Friso
79) Adel III Ubbo (72-41 a.C.), figlio di Adel II Atharik
80) Adel IV Asinga Ascon, detto Adel il Nero (41 a.C.-11 d.C.), nipote abiatico di Adel III Ubbo
81) Diocar Segon (11-46), figlio di Adel IV Asega Askar
82) Dibbald Segon (46-85), figlio di Diocar Segon, chiamato Verritus dai Romani, visitò Roma di persona e fu costretto ad accettare il protettorato romano. Per questo motivo alcune parti periferiche del Regno Iperboreo rifiutarono di riconoscere Dibbald Segon e i suoi discendenti come Re di Iperborea, e diedero vita a dinastie indipendenti che rivendicavano (a sentir loro legittimamente) il medesimo titolo

In tutto le dinastie che continuarono a rivendicare fino ad oggi con continuità il titolo regale di Iperborea sono quattordici, cioè quante le antiche Tribù degli Iperborei, ed ora le presenteremo una per una.

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Prima dinastia: Sovrani di Sassonia, dell'Ordine Teutonico e di Prussia

Bandiera storica dell'Impero Tedesco (1871-1918)

L'inizio di questa prima dinastia è la semplice continuazione di quella della "Hyperborea seu de viris rebusque illustribus", e dunque secondo i suoi sostenitori prussiani è la più legittima di tutte. Proprio questo sentirsi gli unici autentici eredi di un impero immenso giustifica il militarismo prussiano e la politica arrogante di potenza di alcuni dei loro sovrani, il che portò fatalmente alle due guerre mondiali del XX secolo.

Re degli Iperborei secondo la "Hyperborea seu de viris rebusque illustribus", dinastia di Telcontar
83) Tabbo (85-130), nipote abiatico di Dibbald Segon (vedi sopra), noto ai Romani anche come Malorix
84) Asconio (130-173), luogotenente di Tabbo, regnò con il titolo di Re Cliente dei Romani
85) Adelboldo (173-187), figlio di Asconio
86) Tito Boiocalo (187-240), pronipote di Tabbo, si rese definitivamente indipendente dai Romani
87) Ubbo (240-299), nipote di Tito Boiocalo
88) Haron Ubbo (299-335), figlio di Ubbo
89) Odilbaldo I (335-360), figlio di Haron Ubbo
90) Udolfo Haron (360-392), figlio di Odilbado I, sotto di lui il grande Impero degli Iperborei iniziò a frantumarsi, man mano che i vari popoli germanici iniziarono a migrare all'interno dell'Impero Romano e a fondare Regni Romano-Germanici, detti anche Regni Romano-Iperborei, spinti dalla pressione degli Unni. Per questo egli è considerato l'ultimo sovrano del Regno Iperboreo Unito, anche se di fatto esso ssi era già frammentato da secoli
91) Finn Folcwalding (392-435), fu costretto a riconoscersi vassallo degli Unni. Il Re dei Visigoti Teodorico I, il Re degli Ostrogoti Teodemiro, il Re dei Franchi Meroveo, il Re dei Burgundi Gunderico, il Re dei Vandali Genserico e il Re dei Gepidi Turisindo, che in seguito a questo atto di vassallaggio avrebbero potuto legittimamente riconoscersi eredi degli Iperborei in quanto Germani, rinunciarono a tale rivendicazione, preferendo fondare dei regni che fossero eredi della Romanità (Regni Romano-Germanici). Gli unici a non rinunciare a tale rivendicazione, come vedremo, furono i Bavari e i Sassoni, stanziati fuori dai confini dell'ex Impero Romano
92) Odilbaldo II (435-470), in altre fonti chiamato Sibbelt, nipote abiatico di Udolfo Haron, cacciò definitivamente gli Unni dall'Iperborea, ma ormai il suo regno era ridotto alla zona costiera del Mare del Nord dalla Frisia alla Danimarca meridionale
93) Richoldo (470-533), in altre fonti chiamato Ritzard, figlio di Odilbaldo II
94) Audulfo (533-590), figlio di Richoldo, potrebbe coincidere con Hadugato o Hathagat, figura semimitica della storia dei Sassoni, che condusse alla vittoria contro i Turingi nella battaglia di Burgscheidungen, considerata l'atto fondativo della loro nazione

Il progressivo disintegrarsi dell'autorità centrale iperborea in Scandinavia e in Germania settentrionale portò la corte ed il cuore della nazone a ritirarsi progressivamente nella Terra dei Frisoni

Re dei Frisoni e degli Iperborei secondo la "Hyperborea seu de viris rebusque illustribus", dinastia di Telcontar
95) Aldegiselo I (590-672), nipote abiatico di Audulfo
96) Radbodo (672-719), figlio di Aldegiselo I
97) Poppo (719-734), nipote di Radbodo
98) Aldegiselo II (723-737), fratello dii Poppo
99) Gondobaldo (737-749), in altre fonti chiamato anche Aldegiselo III, fratello dii Poppo e di Aldegiselo II
100) Radbodo II (749-775), figlio di Gondobaldo, fu sconfitto da Carlo Magno, e fu l'ultimo dei discendenti di Elendil a regnare sulla Frisia

Quando il regno dei Frisoni fu conquistato dai Franchi, nel 775, i Sassoni rivendicarono il titolo di Re degli Iperborei, sostenendo di rappresentare la più pura discendenza dal loro ceppo originario, considerando che la città di Gondor, capitale dell'antico Regno Iperboreo, si trovava nel territorio da essi occupato.

Duchi dei Sassoni
101) Teodorico (749-777), primo Re dei Sassoni ancora pagani, si considerò l'unico autentico erede dell'antico Impero degli Iperborei
102) Vitichindo (777-785), lottò strenuamente contro Carlo Magno, ma infine fu costretto a farsi cristiano
103) Abbione (785-804), compagno di lotte di Vitichindo, si sottomise a Carlo Magno
104) Ecberto (804-811)
105) Ludovico I il Pio (811-830), figlio di Carlo Magno e imperatore dall'814 all'840
106) Banzleibs (830-840)
107) Lotario I (840-852), figlio di Ludovico il Pio e imperatore dall'840 all'855
108) Liutdolfo (852-866)
109) Bruno I (866-880)
110) Ottone I l'Illustre (880-912)
111) Enrico I l'Uccellatore (912-936), re di Germania dal 919 al 936
112) Ottone II il Grande (936-961), re di Germania dal 936 al 973 e imperatore dal 962 al 973
113) Ermanno I (961-973), inaugurò la dinastia dei Billunghi
114) Bernardo I (973-1011)
115) Bernardo II (1011-1059)
116) Ordulfo (1059-1072)
117) Magnus (1072-1106)
118) Lotario II di Supplinburgo (1106-1137), re di Germania dal 1125 al 1137 e imperatore dal 1133 al 1137
119) Enrico II il Valoroso (1137-1139), anche duca di Baviera
120) Alberto l'Orso (1139-1142), anche margravio di Brandeburgo
121) Enrico III il Leone (1142-1180), anche duca di Baviera, grande avversario dell'imperatore Federico I Barbarossa
122) Bernardo III (1180-1198)

Il sovrano del Sacro Romano Impero Enrico VI di Hohenstaufen rinunciò al titolo di erede degli Iperborei, come già avevano fatto i sui predecessori fin da Ottone il Grande di Sassonia, preferendo ritenersi eredi dell'Impero Romano. Egli conferì questo titolo all''Ordine dei Fratelli della Casa di Santa Maria dei Tedeschi in Gerusalemme, meglio noto come Ordine Teutonico, fondato nel 1191 in Terrasanta, cui egli conferì invece il compito di difendere i confini orientali del S.R.I. e di portare avanti una massiccia opera di colonizzazione e cristianizzazione dell'area baltica, ancora in gran parte pagana. Se infatti il Gran Maestro dell'Ordine si fosse presentato come erede degli antichi Re e Regine Iperborei, si sarebbe fatto accettare facilmente da quei popoli, che degli Iperborei si ritenevano eredi diretti.

Bandiera storica dell'Ordine Teutonico

Gran Maestri dell'Ordine Teutonico
123) Heinrich IV Walpot von Bassenheim (1198-1200)
124) Otto III von Kerpen (1200-1208)
125) Heinrich V von Tunna (1208-1209)
126) Hermann II von Salza (1209-1239), artefice dell'espansione dell'Ordine in Prussia, istituì la sottosezione dell'Ordine Livoniano (vedi sotto)
127) Gerhard von Malberg (1240-1244), dimessosi, aderì ai Templari
128) Heinrich von Hohenlohe (1244-1249)
129) Gunther von Wüllersleben (1249-1252)
130) Poppo von Osterna (1252-1256)
131) Anno von Sangershausen (1256-1273), già Maestro dell'Ordine Livoniano
132) Hartmann von Heldrungen (1273-1282)
133) Burchard von Schwanden (1283-1290), dimessosi
134) Konrad von Feuchtwangen (1291-1296), già Maestro dell'Ordine Livoniano, trasferì il quartier generale dell'Ordine Teutonico a Venezia
135) Gottfried von Hohenlohe (1297-1303), dimessosi
136) Siegfried von Feuchtwangen (1303-1311), trasferì il quartier generale dell'Ordine a Marienburg
137) Karl von Trier (1311-1324)
138) Werner von Orseln (1324-1330)
139) Luther von Braunschweig (1331-1335)
140) Dietrich von Altenburg (1335-1341)
141) Ludolf König von Wattzau (1342-1345), dimessosi
142) Heinrich Dusemer (1345-1351), dimessosi
143) Winrich von Kniprode (1351-1382)
144) Konrad Zöllner von Rothenstein (1382-1390)
145) Konrad von Wallenrode (1391-1393)
146) Konrad von Jungingen (1393-1407)
147) Ulrich von Jungingen (1407-1410), fratello di Konrad von Jungingen, morì nella battaglia di Grunwald
148) Heinrich von Plauen (1410-1413), deposto
149) Michael Küchmeister von Sternberg (1414-1422), dimessosi
150) Paul von Rusdorf (1422-1441)
151) Konrad von Erlichshausen (1441-1449)
152) Ludwig von Erlichshausen (1450-1467), nipote di Konrad von Erlichshausen, trasferì il quartier generale dell'Ordine a Königsberg
153) Heinrich Reuß von Plauen (1467-1470)
154) Heinrich Reffle von Richtenberg (1470-1477)
155) Martin Truchseß von Wetzhausen (1477-1489)
156) Johann von Tiefen (1489-1497)
157) Friedrich von Sachsen (1498-1510)
158) Albrecht von Hohenzollern-Ansbach (1511-1525)

Lo Stato Prussiano nacque il 10 aprile 1525, quando Alberto di Hohenzollern-Ansbach venne investito dal re di Polonia Sigismondo I quale Duca di Prussia secolarizzando l'Ordine teutonico; egli rivendicò anche il titolo regale di Iperborea che aveva ereditato dall'Ordine. Nel 1618 il Ducato passò al ramo dei margravi ed elettori di Brandeburgo, legando così la Prussia alla storia tedesca, anche se non fu mai incorporata nel Sacro Romano Impero. L'Ordine Teutonico dal canto suo sopravvisse, con il nuovo Gran Maestro Walter von Cronberg, che ne trasferì il quartier generale Bad Mergentheim, nel Württemberg, ma egli e i suoi successori (dal 1929 Abati Generali) rinunciarono a qualunque rivendicazione sul titolo di re degli Iperborei, concentrandosi sulla loro unica vera missione, la cura d'anime e le opere di carità.

Duchi di Prussia e Re di Iperborea
158) Alberto (10 aprile 1525-20 marzo 1568), figlio del margravio Federico I di Hohenzollern-Ansbach e di Sofia Jagellona
159) Alberto Federico (20 marzo-1568 28 agosto 1618), figlio di Alberto e di Anna Maria di Brunswick-Lüneburg
160) Giovanni Sigismondo (28 agosto 1618-23 dicembre 1619), figlio di Gioacchino Federico di Brandeburgo e di Caterina di Brandeburgo-Küstrin, principe elettore e margravio di Brandeburgo dal 1608, si converti al calvinismo
161) Giorgio Guglielmo (23 dicembre 1619-1º dicembre 1640), figlio di Giovanni Sigismondo e di Anna di Prussia
162) Federico Guglielmo, il Grande Elettore (1º dicembre 1640-9 maggio 1688), figlio di Giorgio Guglielmo e di Elisabetta Carlotta del Palatinato
163) Federico I (9 maggio 1688-18 gennaio 1701), figlio di Federico Guglielmo e Luisa Enrichetta d'Orange

Il Regno di Prussia venne fondato nel 1701, dall'unione del Ducato di Prussia, separato definitivamente dalla Polonia, con il Margraviato di Brandeburgo; i suoi sovrani portarono il titolo di "Re di Prussia e di Iperborea".

Re di Prussia e di Iperborea
163) Federico I (18 gennaio 1701-25 febbraio 1713)
164) Federico Guglielmo I, il Re Soldato (25 febbraio 1713-31 maggio 1740), figlio di Federico I e di Sofia Carlotta di Hannover
165) Federico II il Grande (31 maggio 1740-17 agosto 1786), figlio di Federico Guglielmo I e di Sofia Dorotea di Hannover
166) Federico Guglielmo II (17 agosto 1786-16 novembre 1797), figlio di Augusto Guglielmo (fratello minore di Federico II il Grande) e di Luisa Amalia di Brunswick-Wolfenbüttel
167) Federico Guglielmo III (16 novembre 1797-7 giugno 1840), figlio di Federico Guglielmo II e di Federica Luisa d'Assia-Darmstadt
168) Federico Guglielmo IV (7 giugno 1840-2 gennaio 1861), figlio di Federico Guglielmo III e di Luisa di Meclemburgo-Strelitz
169) Guglielmo I (2 gennaio 1861-18 gennaio 1871), fratello minore di Federico Guglielmo IV

Nel clima del Romanticismo, e grazie ai progressi dell'archeologia e della filologia, i prussiani valorizzarono le loro radici Iperboree, in contrapposizione agli Austriaci, ritenuti eredi dei Romani, nostante anche gli Asburgo portassero il titolo di sovrani di Iperborea (vedi sotto), com'è evidente nelle opere liriche di Richard Wagner, dedicate a grandi personaggi della mitologia di quell'antico popolo. Grazie alla loro discendenza diretta dai Sassoni e dall'Ordine Teutonico, i Prussiani rivendicarono di essere gli unici autentici eredi degli antichi Iperborei, e questo fatto ebbe un ruolo fondamentale nella nascita del Nazionalsocialismo.

Sovrani di Prussia, Imperatori di Germania e Re di Iperborea
169) Guglielmo I (18 gennaio 1871-9 marzo 1888), dopo la vittoria di Sedan su Napoleone III fu incoronato Imperatore di Germania e di Iperborea, e sognò di riunire sotto il suo scettro tutti i territori dell'antico Regno Iperboreo
170) Federico III (9 marzo-5 giugno 1888), figlio di Guglielmo I e di Augusta di Sassonia-Weimar-Eisenach
171) Guglielmo II (15 giugno 1888-9 novembre 1918), figlio di Federico III e di Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha, primogenita della Regina Vittoria del Regno Unito, fu deposto al termine della prima guerra mondiale, e con lui ebbero fine i sogni prussiani di ricreare l'antica Grande Iperborea, estesa a tutti i popoli discesi dal suo ceppo

Pretendenti al trono di Prussia, di Germania e di Iperborea
171) Guglielmo II (9 novembre 1918-4 giugno 1941), rivendicò fino alla morte il titolo regale di Iperborea, rifiutando di cederlo ad Adolf Hitler nonostante questi avesse tentato di usarlo per la sua propaganda
172) Guglielmo (III) (4 giugno 1941–20 luglio 1951), figlio di Guglielmo II e di Augusta Vittoria di Schleswig-Holstein, rifiutò lui pure di cedere il titolo di Imperatore di Iperborea ad Adolf Hitler, e per questo fu da lui incarcerato fino al 1945, quando fu liberato dagli Angloamericani
173) Luigi Ferdinando (20 luglio 1951–25 settembre 1994), figlio di Guglielmo (III) e di Cecilia di Meclemburgo-Schwerin
174) Federico (IV) Giorgio (25 settembre 1994–vivente), figlio di Luigi Ferdinando e di Donata di Castell-Rüdenhausen
175) Federico (V) Carlo (erede al titolo), nato il 20 gennaio 2013, figlio di Federico (IV) Giorgio e di Sofia di Isenburg. Ha un fratello gemello, Luigi Ferdinando, ma, essendo nato pochi minuti prima di lui, è lui l'erde designato dalla Casata di Hohenzollern al titolo di Imperatore di Germania e di Iperborea

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Seconda dinastia: Sovrani dell'Ordine Livoniano e di Curlandia

Bandiera storica della Curlandia

L'Ordine di Livonia (in tedesco Livländischer Orden) fu una sezione autonoma dell'Ordine Teutonico costituitasi nel 1237 per occuparsi della gestione amministrativa della Confederazione Livoniana. Si ritenne a sua volta erede del titolo regale iperboreo fino allo scioglimento dell'Ordine nel 1561.

Gran Maestri dell'Ordine Teutonico
123) Heinrich IV Walpot von Bassenheim (1198-1200)
124) Otto III von Kerpen (1200-1208)
125) Heinrich V von Tunna (1208-1209)
126) Hermann von Salza (1209-1237, vedi sopra), costituì l'Ordine Livoniano

Gran Maestri dell'Ordine di Livonia
127) Hermann III Balk (1237-1238)
128) Dietrich I von Grüningen (1238-1241)
129) Andreas I von Felben (1241-1242)
130) Dietrich II von Grüningen (1242-1246)
131) Heinrich VI von Heimburg (1246-1248)
132) Andreas II von Felben (1248-1253
133) Eberhard I von Sayn (1253-1254)
134) Anno von Sangershausen (1254-1257)
135) Burkhard von Hornhausen (1257-1260)
136) Werner von Breithausen (1261-1263)
137) Konrad I von Mandern (1263-1266)
138) Otto IV von Lutterberg (1267-1270)
139) Andreas III von Westfalen (1270)
140) Walter I von Nordeck (1270-1273)
141) Ernst I von Ratzeburg (1273-1279)
142) Gerhard I von Katzenelnbogen (1279-1280)
143) Konrad II von Feuchtwangen (1280-1281)
144) Mangold von Sternberg (1281-1282)
145) Wilken von Endorp (1282-1287)
146) Konrad III von Hattstein (1288-1289)
147) Balthasar Holte (1290-1293)
Sede vacante (1293-1295)
148) Heinrich VII von Dincklage (1295-1296)
149) Bruno II (1296-1298)
150) Gottfried von Rogge (1298-1307)
151) Gerhard II von Jork (1309-1322)
152) Konrad IV Kesselhut (1322-1324)
153) Reimar Hane (1324-1328)
154) Eberhard II von Monheim (1328-1340)
155) Burchard von Dreileben (1340-1345)
156) Goswin von Herike (1345-1359)
157) Andreas IV von Steinberg (1359-1360)
158) Arnold von Vietinghoff (1360-1364)
159) Andreas V von Steinberg (1364)
160) Wilhelm I von Vrymersheim (1364-1385)
161) Robin von Eltz (1385-1388)
162) Johann I von Ohle (1388-1389)
163) Wennemar von Brüggenei (1389-1401)
164) Konrad V von Vietinghoff (1401-1413)
165) Dietrich III Tork (1413-1415)
166) Siegfried Lander von Spanheim (1415-1424)
167) Dietrich IV Kra (1424)
168) Cisse von Rutenberg (1424-1433)
169) Frank Kirskorf (1434-1435)
170) Heinrich VIII von Böckenförde (1435-1437)
171) Gottfried von Rodenberg (1437-1438)
172) Heidenreich Vincke von Overberg (1438-1450)
173) Johann II von Mengede (1450-1469)
174) Johann III Wolthus von Herse (1470-1471)
175) Bernhard von der Borch (1471-1483)
176) Johann IV Freitag von Loringhoven (1483-1494)
177) Walter II von Plettenberg (1494-1535)
178) Hermann IV von Brüggenei (1535-1549)
179) Johann V von der Recke (1549-1551)
180) Heinrich IX von Galen (1551-1557)
181) Johann VI Wilhelm von Fürstenberg (1557-1559)
182) Gotthard Kettler (1559-1561), si convertì al protestantesimo e sciolse l'Ordine Livoniano. Nella parte meridionale delle terre appartenute all'ordine, costituì per sé e per la sua famiglia il Ducato di Curlandia e Semigallia, al fine di risiedervi e ricavarne proventi, mentre l'Estonia settentrionale tornò in possesso degli svedesi. Il Ducato di Curlandia e Semigallia ereditò la rivendicazione dell'Ordine Livoniano sul trono Iperboreo.

Duchi di Curlandia e Semigallia
182) Gotthard Kettler (28 novembre 1561-17 maggio 1587), ultimo gran maestro dell'Ordine Livoniano e primo duca di Curlandia e Semigallia
183) Friedrich I Kettler (17 maggio 1587-1596), figlio di Gottardo, regnò congiuntamente al fratello Wilhelm, anch'egli nominato Duca
184) Wilhelm II Kettler (17 maggio 1587-1596), figlio di Gottardo, regnò congiuntamente al fratello Friedrich, anch'egli nominato Duca. Nel 1596, secondo le volontà di Gotthard Kettler la Curlandia e la Semigallia vennero divisi in due ducati indipendenti
185) Wilhelm III Kettler (1596-1617), Duca della sola Curlandia, privato del titolo e bandito dal ducato nel 1617
186) Friedrich II Kettler (1596-17 agosto 1642), fino al 1618 fu Duca della sola Semigallia. In quest'anno riunì nuovamente i due stati, a seguito della sua elezione come unico duca di Curlandia e Semigallia da parte dell'Assemblea Regionale Curlandese, riunitasi presso il castello di Schrunden
187) Jakob Kettler (17 agosto 1642-1º gennaio 1682), figlio di Wilhelm Kettler
188) Friedrich III Kasimir Kettler (1º gennaio 1682-22 gennaio 1698), figlio di Jakob
189) Friedrich IV Wilhelm Kettler (22 gennaio 1698-21 gennaio 1711), figlio di Friedrich Kasimir
190) Anna Romanova (21 gennaio 1711-1726, 1° regno), vedova di Friedrich IV Wilhelm, regnò con il titolo di Duchessa Vedova
191) Hermann V Moritz Wettin (1726-1727), eletto duca nel 1726 dai notabili di Curlandia su pressione della duchessa vedova Anna, rinunciò al titolo ad un anno dalla nomina
190) Anna Romanova (1727-30 gennaio 1730, 2° regno), rpristinata sul trono di Curlandia dopo la rinuncia di Hermann V Moritz Wettin
192) Ferdinand Kettler (30 gennaio 1730-4 maggio 1737), zio di Friedrich Wilhelm. Venne proclamato duca a seguito della salita al trono della duchessa vedova Anna come imperatrice di Russia. Alla sua morte si estinse la dinastia dei Kettler
193) Ernst II Johann von Biron (22 giugno 1737-19 novembre 1740, 1° regno), consigliere ed amante dell'imperatrice Anna di Russia, la quale obbligò i notabili curlandesi ad eleggerlo Duca
194) Ludwig II Ernst von Brunswick-Lüneburg (27 giugno 1741-6 dicembre 1741), eletto Duca grazie all'appoggio di sua cugina, l'imperatrice Maria Teresa d'Austria, dopo la deposizione di Ernst II Johann Biron
195) Christoph Friedrich von Sacken-Appricken (1741-1758). Durante questo periodo il ducato venne messo sotto il diretto controllo del Consiglio di Stato dell'impero russo, ed egli governò la Curlandia e la Semigallia in qualità di reggente
196) Karl von Wettin (10 novembre 1758-22 giugno 1763), eletto duca nel 1758 grazie all'appoggio del padre, re di Polonia ed elettore di Sassonia. Abdicò dopo l'invasione del ducato da parte delle truppe russe
197) Ernst II Johann von Biron (22 giugno 1763-25 novembre 1769, 2° regno), riportato sul trono dall'imperatrice Caterina II di Russia
198) Peter von Biron (25 novembre 1769-28 marzo 1795), figlio di Ernst II Johann ed ultimo Duca di Curlandia e Semigallia. Il 28 marzo 1795, a seguito della terza spartizione della ) Polonia, il duca Pietro Biron abdicò ed i territori di Curlandia e Semigallia vennero definitivamente annessi all'impero russo di Caterina II la Grande, che giià rivendicava, come vedremo più avanti, il titolo regale di Iperboea. La casata dei von Biron tuttavia continuò a rivendicare il titolo regale di Iperborea, con l'appoggio di una parte della nobiltà tedesca

Pretendenti al titolo di Duca di Curlandia e di Semigallia e di Re di Iperborea
198) Peter von Biron (28 marzo 1795-13 gennaio 1800), nato il 15 febbraio 1724, continuò a rivendicare il titolo ducale di Curlandia fino alla morte
199) Karl Ernst von Biron (1728–16 ottobre 1801), figlio di Peter von Biron e di Dorotea di Medem, nato l'11 ottobre 1728
200) Gustav Kalixt von Biron (16 ottobre 1801–20 giugno 1821), principe di Biron-Wartenberg, figlio di Karl Ernst von Biron e di Apollonia Lodzia-Poninska, nato il 29 gennaio 1780
201) Calixt von Biron (20 giugno 1821–8 marzo 1882), figlio di Gustav Kalixt von Biron e di Franziska Gräfin von Maltzan, nato il 3 gennaio 1817
202) Gustav von Biron (8 marzo 1882–8 gennaio 1941), figlio di Calixt von Biron e di Elena Mescherskaja, nato il 17 oottobre 1859
203) Karl von Biron (8 gennaio 1941–28 febbraio 1982), Commendatore e governatore dell'Ordine di San Giovanni, figlio di Gustav von Biron e di Françoise Levisse de Montigny de Jaucourt, nato il 15 giugno 1907
204) Ernst Johann von Biron (28 febbraio 1982-vivente), figlio di Karl von Biron e di Herzeleide, Principessa di Prussia, nipote del Kaiser Guglielmo II e lui pure pretendente al trono iperboreo. Nato il 6 agosto 1940, è l'attuale capo della casata von Biron e pretendente al titolo di Duca di Curlandia e di Semigallia, nonchè di Re di Iperborea
205) Anja von Biron, figlia primogenita di Ernst Johann von Biron e della contessa Elisabeth Victoria von Isenburg-Philippseich, nata il 25 gennaio 1975, è destinata ad ereditare il titolo di Regina degli Iperborei, almeno per chi ritiene legittima questa rivendicazione da parte della ex casa ducale di Curlandia e Semigallia.

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Terza dinastia: Sovrani di Uppsala, di Norvegia e di Danimarca

Attuale bandiera della Danimarca

La più importante nazione a ribellarsi all'autorità di Dibbald Segon (vedi sopra) come Re di tutti gli Iperborei fu quella degli Sveoni, secondo Tacito stanziati nell'isola di Scanzia; in realtà si trattava della penisola scandinava. Secondo le fonti principali (l'opera poetica "Ynglingatal" e la successiva "Saga degli Ynglingar" di Snorri Sturluson), a governare per secoli gli Sveoni fu la dinastia degli Ynglingar o Scilfingi. Essa dichiarava di discendere direttamente dagli dei iperborei Odino e Freyr, che altri non sarebbero stati se non il Re Iperboreo e la Regina Frya, poi divinizzati. Inizialmente essi regnarono sulla città svedese di Uppsala (corrispondente all'antica città iperborea di Pelargir), per poi spostarsi in Norvegia, dando vita alla stirpe di Harald Bellachioma.

Re di Uppsala, dinastia degli Ynglingar
83) Yngvi I (50-70 d.C.), citato anche da Tacito con il nome di Ingui, fu il capostipite della dinastia degli Ynglingar. Dopo la morte fu divinizzato con il nome di Freyr ("signore"), divinità della pioggia, dei raccolti e della decondità, figlio del dio del mare Njörðr, definito da Snorri « il più nobile fra gli Æsir »
84) Fjölnir (70-101 d.C.), secondo l'"Ynglingatal" era figlio di Yngvi I e della gigantessa Gerðr. Morì affogato in un tino di idromele
85) Sveigðir (101-125), figlio di Fjölnir, mentre viaggiava nell'odierna Russia inseguì un nano in una caverna e non ne uscì mai più
86) Vanlandi (125-145), figlio di Sveigðir, secondo il mito fu ucciso da un incubo inviatogli da una strega
87) Visbur (146-189), figlio di Vanlandi, fu bruciato vivo nel suo palazzo dai suoi stessi figli
88) Dómaldr (189-207), figlio di Visbur, venne sacrificato dal suo stesso popolo per porre fine a una carestia
89) Dómarr (207-263), figlio di Dómaldr, ebbe un regno lungo e prosperoso
90) Dyggvi (263-282), figlio di Dómarr, fu il primo a portare il titolo di "Konungr" (Re)
91) Dagr Spaka ("il Saggio", 282-326), secondo il mito sarebbe stato in grado di comprendere il linguaggio degli uccelli
92) Agni (326-365), figlio di Dagr Spaka, secondo la tradizione invase la Finlandia e uccise il gigante Fornjótr, ma fu ucciso da sua figlia Skjalf per vendicare il padre
93-94) Alrekr e Eiríkr I (365-399), figli di Agni, regnarono congiuntamente su Uppsala, furono ritrovati morti insieme e la causa della loro morte rimase sempre sconosciuta
95-96) Yngvi II e Álfr (399-411), figli di Alrekr, si uccisero a vicenda per gelosia
97) Hugleikr (411-422), figlio di Álfr, preferì le mollezze della vita di corte alle imprese guerresche. Morì però in battaglia sconfitto dai pirati Danesi
98) Jörundr (422-446), figlio di Yngvi II , al contrario di Hugleikr restò famoso per le sue scorribande piratesche, ed uccise il Re di Hålogaland (nella Norvegia settentrionale)
99) Aun inn Gamli ("il Vecchio", 446-480), perse e riconquistò il trono due volte
100) Egils o Ongenþeow (480-515), figlio di Aun inn Gamli, citato nel poema epico anglosassone "Beowulf", in esso è descritto come un guerriero terribile per abbattere il quale ci vollero due avversari, Eofor e Wulf Wonreding
101) Óttar o Ohthere (515-530),figlio di Egils, è descritto nel "Beowulf" come un fiero nemico dei Geati. Il suo tumulo ("Ottarshögen") esiste ancora oggi presso Uppsala
102) Adils o Eadgils (530-575), figlio di Óttar, sconfisse lo zio Onela nella battaglia sul lago Vänern ghiacciato, grazie all'aiuto dell'eroe Beowulf
103) Eysteinn I (575-587), figlio di Eadgils, fu ucciso in battaglia da Sölve
104) Sölve (587-595), detto "il re del mare", figlio di Högni di Nærøy, in Norvegia, fu un pirata che sconfisse e uccisse Eysteinn Regnò per alcuni anni, fino a che gli Svedesi si ribellarono e lo uccisero
105) Ingvarr (595-634), figlio di Eysteinn, cadde in battaglia combattendo contro i pirati dell'odierna Estonia
106) Önundr, figlio di Ingvarr (634-651), fu detto Braut-Önundr ("Önundr lo Spianaterra") perchè fece tagliare molti boschi per costruire strade e villaggi
107) Ingjaldr hinn illráði ("il Malgovernante", 651-680), figlio di Önundr, tese inganni ai sovrani dei regni vicini e li fece bruciare vivi per consolidare il potere, finchè fu ucciso per rappresaglia da Ívarr inn Víðfaðmi (in norreno "Ivar il Gran Viaggiatore"). Suo figlio Óláfr fuggì verso ovest. Questa leggenda nasconde la verità storica di una caduta della dinastia in Svezia e del suo spostamento in Norvegia
108) Óláfr I Trételgja ("il Taglialegna", 680-710), figlio di Ingjaldr hinn illráði, colonizzò il Värmland, lungo la frontiera tra Svezia e Norvegia
109) Hálfdan I Hvítbeinn ("Gamba Bianca", 710-750), figlio di Óláfr Trételgja, primo re della dinastia in territorio norvegese, nella regione dell'Oppland
110) Eysteinn II Halfdansson (750-763), figlio di Hálfdan Hvítbeinn, morì in battaglia durante un saccheggio presso la città norvegese di Værne
111) Hálfdan II hinn Mildi ("il Mite", 763-800), figlio di Eystein Halfdansson, compì molti saccheggi accumulando grandi ricchezze, ma morì ne suo letto
112) Guðrøðr Veiðikonungr ("il Cacciatore", 800-821), figlio di Hálfdan II hinn Mildi, uccise Harald Granraude, re di Agder, e costrinse sua figlia Åsa a sposarlo, ma fu ucciso da un sicario pagato dalla moglie
113) Hálfdan III Svarti ("il Nero", 821-872), figlio di Guðrøðr Veiðikonungr, unificò buona parte della Norvegia meridionale.

Secondo i poemi scaldici "Haraldskvæði" e "Glymdrápa" di Þorbjörn Hornklofi, Harald I fu il primo sovrano ad unificare l'intera Norvegia.

Sovrani di Norvegia e di Iperborea
114) Harald I Hårfagre ("Bellachioma", 872-932), figlio di Hálfdan III Svarti, primo Re della Norvegia unificata
115) Erik II Blodøks ("Ascia Insanguinata", 932-935, deposto), figlio di Harald e Ragnhild
116) Haakon I il Buono (935-960), figlio di Harald e di Åsa, si convertì al Cristianesimo
117) Harald II Pellegrigia (960-970), figlio di Erik II
118) Haakon II Sigurdsson (970-995), inizialmente vassallo del re di Danimarca, governò di fatto in maniera indipendente
119) Olav II Trygvasson (995-9 settembre 1000), pronipote di Harald Bellachioma, si convertì al Cristianesimo e fondò la prima chiesa in Norvegia
120) Sweyn I Barbaforcuta (1000-1015), Re di Danimarca, governò anche la Norvegia. Il paese per conto suo fu amministrato dai Conti di Lade Erik Hakonarson (1000-1012), figlio di Haakon Sigurdsson, dal 1000 al 1012; Sveinn Hákonarson, figlio di Haakon Sigurdsson, nel 1012, e Haakon Eiriksson, figlio di Eiríkr Hákonarson, dal 1012 al 1015
121) Sant' Olav III il Coraggioso (1015 1028), pronipote di Harald Bellachioma
122) Canuto il Grande (1028-1035), figlio di Sweyn I Barbaforcuta, Re d'Inghilterra dal 1016, Re di Danimarca dal 1018, creò per breve tempo un vasto regno centrato sul Mare del Nord e si proclamò "Unico Re degli Iperborei". Il suo regno però non gli sopravvisse
123) Sveyn II Knudsen (1030-1035), figlio di Canuto e di Ælfgifu
124) Magnus I il Buono (1035-25 ottobre 1047), figlio illegittimo di Olav II
125) Harald III Hardråde ("lo Spietato", 1045-25 settembre 1066), figlio di Åsta Gudbrandsdatter e del suo secondo marito Sigurd Syr, fratellastro di Olav II
126) Magnus II Haraldsson (1066-28 aprile 1069), figlio di Harald III e di Tora
127) Olav IV il Pacifico (1067-22 settembre 1093), figlio di Harald III e di Tora
128) Magnus III lo Scalzo (settembre 1093-24 agosto 1103), figlio illegittimo di Olav III, regnò in opposizione a Haakon Magnusson fino alla sua morte
129) Øystein I Magnusson (agosto 1103-29 agosto 1123), figlio illegittimo di Magnus III, condivise il potere con il fratello
130) Sigurd I il Crociato (agosto 1103-26 marzo 1130), figlio illegittimo di Magnus III, condivise il potere con il fratello fino alla sua morte
131) Magnus IV il Cieco (marzo 1130-7 gennaio 1135), figlio illegittimo di Sigurd I, fu deposto da Harald Gille
132) Harald IV Gille (1130-14 dicembre 1136), dichiarò di essere figlio illegittimo di Magnus III
133) Sigurd II Munn (dicembre 1136-6 febbraio 1155), figlio illegittimo di Harald IV
134) Inge I il Gobbo (dicembre 1136-3 febbraio 1161), figlio di Harald IV e Ingrid
135) Øystein II (1142 1157), figlio illegittimo di Harald IV
136) Haakon III Sigurdsson (1157-7 agosto 1162), figlio illegittimo di Sigurd II, nominato da Øystein II
137) Magnus V Erlingsson (1161-15 giugno 1184), figlio di Erling Skakke e di Kristin Sigurdsdatter, figlia del re Sigurd I, suo padre agì da reggente
138) Sverre Sigurdsson (15 giugno 1184-9 marzo 1202), presunto figlio illegittimo di Sigurd II
139) Haakon IV Sverresson (9 marzo 1202-1º gennaio 1204), figlio illegittimo di Sverre, forse morì avvelenato
140) Guttorm Sigurdsson (2 gennaio-11 agosto 1204), figlio di Sigurd Lavard, figlio illegittimo di Sverre
141) Inge II Baardsson (agosto 1204-23 aprile 1217), figlio di Bård Guttormsson e di Cecilia, figlia di Sigurd II
142) Haakon V il Vecchio (giugno 1217-16 dicembre 1263), figlio illegittimo e postumo di Haakon IV; nel 1240 sconfisse il rivale Skule Bårdsson, già suo reggente, mettendo fine alle
143) Magnus VI il Legislatore (16 dicembre 1263-9 maggio 1280), figlio di Haakon V
144) Erik III Magnusson (9 maggio 1280-15 luglio 1299), figlio di Magnus VI
145) Haakon VI Magnusson (15 luglio 1299-8 maggio 1319), figlio di Magnus VI
146) Magnus VII Eriksson (agosto 1319-18 agosto 1355), figlio di Ingeborg, figlia di Haakon VI Magnusson, fu anche Re di Svezia dal 1319 al 1364
147) Haakon VII il Giovane (15 agosto 1343-1380), figlio di Magnus VII
148) Olav V Haakonsson (1380-23 agosto 1387), figlio di Haakon VII e di Margherita I, fu anche Re di Danimarca dal 1376 al 1387 e di Svezia dal 1385 al 1387, ma l'effettivo potere fu nelle mani di sua madre

Sovrani dell'Unione Iperborea
149) Margherita I (23 agosto 1387-28 ottobre 1412), moglie di Haakon VII, nel 1397 unificò le corone di Norvegia, di Danimarca e di Svezia, e fondò l'Unione Iperborea, chiamata anche Unione di Kalmar dalla località in cui fu fondata. L'Unione Iperborea comprendeva anche Finlandia, Islanda e Groenlandia
150) Erik IV (24 gennaio 1396-23 giugno 1439), pronipote di Valdemaro IV di Danimarca, abdicò e morì il 3 maggio 1459
151) Cristoforo (9 aprile 1440-6 gennaio 1448), figlio di Caterina Vratislava, sorella di Eric V
152) Cristiano I (1º settembre 1448-21 maggio 1481), discendente alla lontana da Eric V, Conte di Oldenburg
153) Giovanni (21 maggio 1481-20 febbraio 1513), figlio di Cristiano I
154) Cristiano II (22 luglio 1513-20 gennaio 1523), fFiglio di Giovanni, fu l'ultimo Re dell'Unione Iperborea; abdicò e morì il 25 gennaio 1559

L'elezione di Gustavo Vasa a re di Svezia il 6 giugno 1523 e il suo ingresso trionfale a Stoccolma 11 giorni dopo segnarono la secessione definitiva della Svezia dall'Unione Iperborea. Il re danese Federico I rinunciò formalmente alle sue pretese sulla Svezia nel 1524 con il Trattato di Malmö, ma conservò per sé e per i suoi successori i titoli di Re di Norvegia e di Re di Iperborea (anche Gustavo I Vasa però rivendicò il medesimo titolo)

Attuale bandiera della Norvegia

Sovrani di Danimarca, di Norvegia e di Iperborea
155) Federico I (20 gennaio 1523-10 aprile 1533), figlio di Cristiano I
Interregno (10 aprile 1533–4 luglio 1534)
156) Cristiano III (4 luglio 1534-1º gennaio 1559), figlio di Federico I, fu il primo re di Iperborea di religione Protestante
157) Federico II (1º gennaio 1559-4 aprile 1588), figlio di Cristiano III
158) Cristiano IV (4 aprile 1588-28 febbraio 1648), figlio di Federico II
159) Federico III (6 luglio 1648-9 febbraio 1670), figlio di Cristiano IV, regnò come un monarca assoluto
160) Cristiano V (9 febbraio 1670-25 agosto 1699), figlio di Federico III
161) Federico IV (25 agosto 1699-12 ottobre 1730), figlio di Cristiano V
162) Cristiano VI (12 ottobre 1730-6 agosto 1746), figlio di Federico IV
163) Federico V (6 agosto 1746-13 gennaio 1766), figlio di Cristiano VI
164) Cristiano VII (13 gennaio 1766-13 marzo 1808), figlio di Federico V
165) Federico VI (13 marzo 1808-17 maggio 1814), figlio di Cristiano VII, aveva già svolto la funzione di reggente dal 1784 al 1808

In seguito alla sconfitta nelle guerre napoleoniche, al Congresso di Vienna la Danimarca perse la Norvegia, che fu assegnata alla Svezia in unione personale; in tal modo i Re di Svezia rafforzarono la loro pretesa di essere gli unici legittimi Re di Iperborea, vista la successione dei Re di Norvegia sopra descritta a partire dagli Ynglingar, svedesi anch'essi. Tuttavia le Isole Fær Øer, l'Islanda e la Groenlandia, in precedenza colonie norvegesi, restarono alla Danimarca

Sovrani di Danimarca e di Iperborea
166) Federico VI (17 maggio 1814-3 dicembre 1839), figlio di Cristiano VII
167) Cristiano VIII (3 dicembre 1839-20 gennaio 1848), figlio di Federico, figlio di Federico V
168) Federico VII (20 gennaio 1848-15 novembre 1863), figlio di Cristiano VIII, firmò la costituzione che rese l'Iperborea una monarchia costituzionale
169) Cristiano IX (15 novembre 1863-29 gennaio 1906), pronipote di Federico V (sua madre Luisa Carolina era figlia di Luisa di Danimarca, figlia di Federico V)
170) Federico VIII (29 gennaio 1906-14 maggio 1912), figlio di Cristiano IX e di Luisa d'Assia-Kassel
171) Cristiano X (14 maggio 1912-20 aprile 1947), figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia, fu anche Re d'Islanda dal 1918 al 1944
172) Federico IX (20 aprile 1947-14 gennaio 1972), figlio di Cristiano X e di Alessandrina di Meclemburgo-Schwerin
173) Margherita II (14 gennaio 1972-14 gennaio 2024, abdica), figlia di Federico IX e di Ingrid di Svezia
174) Federico X (14 gennaio 2024-in carica), figlio di Margherita II e di Henri de Laborde de Monpezat
175) Cristiano (XI) (erede al trono), figlio di Federico X e di Mary Elizabeth Donaldson, nato il 15 ottobre 2005

Il 9 aprile 1940 Adolf Hitler occupò la Danimarca e pretese che Cristiano X gli cedesse il titolo di Re degli Iperborei, ma questi menò il can per l'aia, affermando che glielo avrebbe lasciato in eredità solo alla propria morte naturale, e sfidò il dittatore nazista compiendo una quotidiana cavalcata per le strade di Copenaghen. Il folle Führer morì prima di lui, e la Repubblica Federale Tedesca cessò ogni rivendicazione nei confronti del titolo regale iperboreo, pur riconoscendo che le radici etniche del popolo tedesco risiedevano nel'antico Regno degli Iperborei.
Il 17 giugno 1944 l'Islanda si dichiarò indipendente dalla Danimarca, ma si costituì come Repubblica e non avanzò mai alcuna rivendicazione sul titolo regale iperboreo, pur ritenendo gli Islandesi tra i più puri discendenti degli antichi Iperborei. Lo stesso vale per le isole Fær Øer, che ottennero l'autogoverno il 30 marzo 1948, pur restando una delle nazioni costitutive del Regno di Danimarca. Invece la Groenlandia, autonoma dal 21 giugno 2009, si ritiene di cultura prevalente Inuit, e dunque dichiara di non aver nulla a che fare con l'antica nazione Iperborea europea.

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Quarta dinastia: Sovrani dei Gauti, di Svezia e di Norvegia

Attuale bandiera della Svezia

Sempre nell'odierna Svezia, all'autorità di Dibbald Segon (vedi sopra) come Re di tutti gli Iperborei si ribellarono anche i Geati, uno dei rami settentrionali degli Iperborei che abitavano nella regione che da loro prese il nome di Götaland ("terra dei Goti"); da loro trae il nome anche la città di Göteborg ("fortezza dei Goti"). Secondo lo storico Giordane, dagli antichi Götar derivarono sia i Geati, che rimasero in Scandinavia, sia i Goti, che migrarono invece nell'Europa continentale. Lo storico Tacito infatti cita i "Gothones", popolo stanziato nell'attuale Polonia settentrionale nel II secolo d.C.

Re dei Geati della dinastia di Þjelvar
33) Þjelvar (50-90 d.C.), secondo il mito fu lo scudiero del dio Þórr (Thor), da lui innalzato a Re dei Grutungi ("popolo delle coste ghiaiose"), gli antenati scandinavi dei Goti
34) Hafþi (90-134), figlio di Þjelvar
35) Gautr (134-190), figlio di Hafþi e di Huítastjerna ("Stella Bianca"), mitico antenato eponimo di tutti i Goti (dal proto-germanico *Gautoz, "spargere", nel senso di "spargitori di sperma", cioè "uomini"). Secondo la "Gutasaga" ebbe tre figli: Hulmul, progenitore dei Goti (a loro volta poi separatisi in Visigoti, Ostrogoti e Gepidi); Gautrekr, progenitore dei Geati (i Goti rimasti in Scandinavia), e Álfhildr, regina di Danimarca
36) Gautrekr (190-217), figlio di Gautr, progenitore dei Geati
37) Ring I (217-229), figlio di Gaute e re di Östergötland nella "Bósa saga ok Herrauds"
38) Ketill Gautreksson (229-246), figlio di Gautrekr, citato nella "Hrólfs saga Gautrekssonar"
39) Hrólfr Gautreksson (246-269), figlio di Gautrekr, citato nella "Hrólfs saga Gautrekssonar"
40) Herrauðr (269-310), figlio di Ring e Re di Östergötland nella "Bósa saga ok Herrauds"
41) Gestr inn Blinde ("il Cieco", 310-350), citato nelle "Gesta Danorum" e in molte saghe scandinave
42) Heidrek (350-360), figlio del re Höfund, citato nella "Saga di Hervár"
43) Ungvin (360-394), citato nelle "Gesta Danorum"
44) Algaut (394-414), citato in molte saghe iperboree
45) Gizur (414-430), nella "Saga di Hervör" aiutò i Goti di Re Hlöd nelle loro battaglie contro gli Unni
46) Thorir (430-441), fratello di Bödvar Bjarki nella "Hrólfs saga kraka ok kappa hans"

Re dei Geati della dinastia deI Siklingi
47) Sigar (441-450), discendente di Ungvin, citato nelle "Gesta Danorum"
48) Siggeir (450-463), figlio di Sigar citato nella "Saga dei Völsungar"

Re dei Geati della dinastia degli Hreðeling
49) Swerting o Swartingaz (463-480), citato nel "Beowulf"
50) Hreðel o Hrōþilōn (480-500), nel "Beowulf" è un parente di Swerting
51) Hæþcyn o Haþukunjaz (500-511), figlio di Hreðel nel "Beowulf"
52) Hygelac o Hugilaikaz (511-516), figlio di Hreðel nel "Beowulf", fu ucciso durante un'incursione piratesca in Frisia
53) Heardred o Harðráðr (516-530), figlio di Hygelac nel "Beowulf"
54) Beowulf o Bjólfr (530-581), figlio della sorella di Hygelac, è il protagonista del primo poema epico della storia anglosassone

Re dei Geati della dinastia dei Wulfingi
55) Helm (581-596), citato nel "Widsith"
56) Högne (596-625), re di Östergötland nell'"Heimskringla"
57) Hjörvard (625-634), genero di Högne e re di Östergötland nel "Sögubrot"
58) Hjörmund (634-651), figlio di Hjörvard e re di Östergötland nel "Sögubrot"
59) Helgi Hundingsbane (651-680), re di Östergötland nelle saghe iperboree

Re degli Sveoni
60) Ivar Vidfamne (680-705), sconfisse il Re di Uppsala Ingjaldr hinn illráði (vedi sopra), della dinastia degli Ynglingar, e sottomise i Geati, proclamandosi Re di Svezia
61) Harald Hildetand (705-750), figlio di Ivar
62) Sigurðr Hringr (750-772), sconfisse Harald
63) Ragnarr Loðbrók (772-785), figlio di Sigurðr
64) Björn I Ragnarsson (785-804), detto "Fianco di Ferro", figlio di Ragnarr Loðbrók e di Aslaug Sigurdsdóttir
65) Erik II Björnsson (804-812), figlio di Björn Ragnarsson
66) Refil Björnsson (804-817), figlio di Björn Ragnarsson e coreggente del fratello Erik II
67) Erik III Refilsson (817-825), figlio di Refil Björnsson
68) Anund I Uppsale (825-839, figlio di Erik II Björnsson
69) Björn II at Haugi ("quello del tumulo", 839-841), figlio di Erik II Björnsson
70) Olof I di Svezia (841-855), di origini oscure
71) Erik IV Anundsson (855-867), figlio di Anund Uppsale
72) Ring II di Svezia (867-880), di origini oscure
73) Erik V Ringsson (880-905), figlio di Ring II
74) Emund I Eriksson (905-932), figlio di Erik V Ringsson
75) Björn III Eriksson (932-965), figlio di Erik V Ringsson
76) Olof II Björnsson (965-970), figlio di Erik V Ringsson

Dinastia di Munsö
77) Erik VI il Vittorioso (970-995), figlio di Björn III Eriksson
78) Olof III Skötkonung (995-1022), figlio di Erik il Vittorioso
79) Anund II Jacob (1022-1050), figlio di Olof III
80) Emund II (1050-1060), fratellastro di Anund
81) Stenkil il Vecchio (1060-1066), genero di Emund
82) Erik VII (1066-1067), figlio di Stenkil, non fu riconosciuto nella provincia di Östergötland
83) Erik VIII (1067), eletto dagli svedesi pagani in opposizione al cristiano Erik VII, non fu riconosciuto nella provincia di Västergötland
84) Halsten il Rosso (1067-1070, 1° regno), figlio di Stenkil
85) Anund III (1070-1075)
86) Haakon (1075-1079), figlio illegittimo di Stenkil
84) Halsten il Rosso (1079-1084, 2° regno), restaurato sul trono
87) Ingold I (1084, 1° regno), coreggente con il fratello Halsten
88) Blot-Sven (1084-1087), nipote illegittimo di Olof III, eletto dagli svedesi pagani in opposizione a Ingold I ma non riconosciuto nella provincia di Västergötland
87) Ingold I (1087-1105, 2° regno), restaurato sul trono
89) Filippo (1105-1118), nipote di Ingold I, Co-regnante con il fratello Ingold II
90) Ingold II (1118-1125), nipote di Ingold I, Co-regnante con il fratello Filippo
91) Ragnvald Knaphövde (1125-1126), cugino di Filippo e di Ingold II, non fu riconosciuto nelle province di Ostergötland e Vastergöotland
92) Magnus I (1125-1130), figlio di Ragnvald

Dinastia di Sverker
93) Sverker I il Vecchio (1130-25 dicembre 1156), nipote di Erik Årsäll
94) Erik IX il Santo (18 maggio 1160-18 maggio 1160 )
95) Magnus II (1160 1161), nipote di Ingold I
96) Carlo I (1161-12 aprile 1167), figlio di Sverker I
97) Canuto I (1167-1196), figlio di Erik IX
98) Sverker II (1196-31 gennaio 1208), figlio di Carlo I, venne deposto
99) Erik (X) il Giovane (31 gennaio 1208-10 aprile 1216), figlio di Canuto I
100) Giovanni I il Bambino (primavera 1216-10 marzo 1222), figlio di Sverker II
101) Erik XI (estate 1222-29 novembre 1229, 1° regno), figlio di Erik X; Venne deposto
102) Canuto II (29 novembre 1229-1234), nipote di Erik IX
101) Erik XI (1234-2 febbraio 1250, 2° regno), restaurato sul trono
103) Valdemaro (primavera 1250-22 luglio 1275), nipote di Erik XI, venne deposto
104) Magnus III (22 luglio 1275-18 dicembre 1290), fratello di Valdemaro I
105) Birger (18 dicembre 1290-marzo-aprile 1318), figlio di Magnus III
Interregno (27 giugno 1318-8 luglio 1319), durante il quale fu reggente Mats Kettilmundsson
106) Magnus IV (8 luglio 1319-15 febbraio 1364), nipote di Magnus III, Re di Norvegia dal 1319 al 1355
107) Erik XII (17 ottobre 1356-21 giugno 1359), figlio di Magnus IV, coreggente con il padre
108) Håkan II (15 febbraio 1362-15 febbraio 1364), figlio di Magnus IV, coreggente con il padre, Re di Norvegia dal 1343 al 1380
109) Alberto (15 febbraio 1364-24 febbraio 1389), cgino di Magnus IV

Bandiera storica dell'Unione Iperborea

Unione Iperborea
110) Margherita (23 agosto 1387-28 ottobre 1412), nel 1397 unificò le corone di Norvegia, di Danimarca e di Svezia e fondò l'Unione Iperborea
111) Erik V (24 gennaio 1396-23 giugno 1439), pronipote di Valdemaro IV di Danimarca, abdicò e morì il 3 maggio 1459
112) Cristoforo (9 aprile 1440-6 gennaio 1448), figlio di Caterina Vratislava, sorella di Eric V
113) Carlo II (20 giugno 1448-24 febbraio 1457, 1° regno), figlio di Knut Bonde, eletto Re di Svezia in opposizione all'Unione di Kalmar
114) Cristiano I (21 maggio 1457-23 giugno 1464, 1° regno), discendente alla lontana da Eric V, Conte di Oldenburg, si alternò al trono con Carlo II
113) Carlo II (9 agosto 1464-30 gennaio 1465, 2° regno)
114) Cristiano I (26 dicembre 1464-12 novembre 1467, 2° regno)
113) Carlo II (12 novembre 1467-15 maggio 1470, 3° regno)
114) Cristiano I (15 maggio 1470-21 maggio 1481, 3° regno)
115) Giovanni (21 maggio 1481-20 febbraio 1513), figlio di Cristiano I)
116) Cristiano II (20 febbraio 1513-20 gennaio 1523), fFiglio di Giovanni, fu l'ultimo Re dell'Unione Iperborea; abdicò e morì il 25 gennaio 1559. Il suo successore Federico I fu rifiutato dagli svedesi che elessero come loro Re Gustavo I Vasa, e così l'Unione Iperborea andò definitivamente in pezzi

Re di Svezia e di Iperborea della dinastia Vasa
117) Gustavo I (6 giugno 1523-29 settembre 1560), discendente di Sverker II, aderì alla Riforma Protestante
118) Erik XIV (29 settembre 1560-29 settembre 1568), figlio di Gustavo I
119) Giovanni III (30 settembre 1568-17 novembre 1592), figlio di Gustavo I e fratellastro di Erik XIV
120) Sigismondo (17 novembre 1592-24 luglio 1599), figlio di Giovanni III e Caterina Jagellona, fu Re di Polonia e Granduca di Lituania dal 1587 al 1632
Interregno (24 luglio 1599-22 marzo 1604), durante il quale fu reggente il Duca Carlo, poi Re Carlo III
121) Carlo III (22 marzo 1604-30 ottobre 1611), Figlio di Gustavo I e zio di Sigismondo
122) Gustavo II Adolfo (30 ottobre 1611-6 novembre 1632), figlio di Carlo III, il "Re delle Nevi" protagonista della Guerra dei Trent'Anni
123) Cristina (6 novembre 1632-6 giugno 1654), figlia di Gustavo II Adolfo, fu costretta ad abdicare essendosi convertita al cattolicesimo

Uno dei motivi per cui Gustavo II Adolfo intervenne nella Guerra dei Trent'Anni contro gli Asburgo fu proprio affermare la superiorità dei discendenti degli antichi Iperborei, quale egli riteneva di essere, sui sedicenti eredi dell'Impero Romano

Dinastia di Palatinato-Zweibrücken-Kleeburg
124) Carlo IV Gustavo (6 giugno 1654-13 febbraio 1660), cugino di Cristina
125) Carlo V (13 febbraio 1660-5 aprile 1697), figlio di Carlo IV
126) Carlo VI (5 aprile 1697-30 novembre 1718), figlio di Carlo V, tentò invano di conquistare la Russia
127) Ulrica Eleonora (5 dicembre 1718-29 febbraio 1720), figlia di Carlo V e sorella di Carlo VI
128) Federico (24 marzo 1720-25 marzo 1751), marito di Ulrica Eleonora, fu Langravio d'Assia-Kassel dal 1730 alla morte

Dinastia di Holstein-Gottorp
129) Adolfo Federico (25 marzo 1751-12 febbraio 1771), discendente di Carlo III
130) Gustavo III (12 febbraio 1771-29 marzo 1792), figlio di Adolfo Federico
131) Gustavo IV Adolfo (29 marzo 1792-29 marzo 1809), figlio di Gustavo III
132) Carlo VII (6 giugno 1809-5 febbraio 1818), figlio di Adolfo Federico e zio di Gustavo IV, fu Re di Norvegia come Carlo II dal 1814

Re di Svezia, di Norvegia e di Iperborea della Dinastia Bernadotte
133) Carlo VIII Giovanni (5 febbraio 1818-8 marzo 1844), figlio adottivo di Carlo VII, nato con il nome di Jean-Baptiste Jules Bernadotte, generale di Napoleone
134) Oscar I (8 marzo 1844-8 luglio 1859), figlio di Carlo VIII
135) Carlo IX (8 luglio 1859-18 settembre 1872), figlio di Oscar I
136) Oscar II (18 settembre 1872-8 dicembre 1907), figlio di Oscar I e fratello di Carlo XV, Re di Norvegia fino al 1905

Re di Svezia e di Iperborea della Dinastia Bernadotte
137) Gustavo V (8 dicembre 1907-29 ottobre 1950), figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau, nato il 16 giugno 1858
138) Gustavo VI Adolfo (29 ottobre 1950-15 settembre 1973), figlio di Gustavo V e di Vittoria di Baden, nato l'11 novembre 1882
139) Carlo X Gustavo (15 settembre 1973-in carica), figlio di Gustavo Adolfo (a sua volta figlio di Gustavo VI Adolfo) e di Sibilla di Sassonia-Coburgo-Gotha, nato il 30 aprile 1946
140) Vittoria (erede al trono), figlia di Carlo X Gustavo e della tedesca Silvia Renate Sommerlath, nata il 14 luglio 1977. Il 19 giugno 2010 ha sposato il suo personal trainer Daniel Westling, da cui ha avuto due figli: la principessa Estelle, nata il 23 febbraio 2012, e il principe Oscar, nato il 2 marzo 2016

A questo punto, occorre una precisazione importantissima. L'attuale sovrano di Stoccolma porta il nome di Carlo XVI Gustavo in qualità di Re di Svezia (il titolo di "Re dei Goti" è stato abolito nel 1973), ma di Carlo X Gustavo in qualità di Re di Iperborea. Perchè? La spiegazione è semplice ma interessante. Nel 1564 uscì postuma la "Historia de omnibus Gothorum Sueonumque regibus" di Johannes Magnus, nella quale è contenuta una successione pseudo-storica di oltre 200 re di Svezia che va da Magog, figlio di Jafet, figlio di Noè, sino ai monarchi contemporanei dell’autore. Questa lista mescola figure mitiche, leggendarie e storiche, con molti personaggi senza alcuna base documentaria se non l’invenzione o la tradizione orale, con lo scopo evidente di rendere la monarchia svedese altrettanto antica quanto quella iperborea, ed indipendente da essa! Johannes Magnus letteralmente si inventò sei Re di Svezia (ma non di Ipeborea) di nome Carlo vissuti prima di Carlo Sverkersson (sul trono dal 1161al 12 aprile 1167), oltre a innumerevoli altri, senza precisare quando regnarono, e lo fece per assicurare antichità e prestigio alla nazione svedese, così come avevano fatto i Frisoni ed altre monarchie medioevali (anche la lista dei Papi inizialmente conteneva molti nomi mai vissuti, e ancor oggi è annoverato tra i Vescovi di Roma un Giovanni XX, che in realtà non ha mai regnato). Nessuno si è mai preoccupato di correggere l'errore di numerazione dei Carlo di Svezia e Iperborea, semplicemente perché non è percepito come un errore, ma come una tradizione utile, e correggerlo creerebbe più problemi che benefici. Quando Carlo Vasa (vedi sopra) salì al trono di Svezia il 22 marzo 1604, scelse consapevolmente il nome di Carlo IX di Svezia anzichè di Carlo III (numerale che gli toccava come Re di Iperborea), pur sapendo che i primi sei Carlo erano leggendari, ma adottò la numerazione di Johannes Magnus per legittimarsi e darsi prestigio. Da quel momento in poi la numerazione entrò in atti di Stato, monete, leggi, cronache ufficiali; correggerla avrebbe significato smentire un re già riconosciuto. Una volta istituzionalizzata, essa non era più un “errore”, ma un fatto giuridico. Rinumerare i re svedesi implicherebbe cambiare libri di storia, monumenti, iscrizioni; rinumerare documenti ufficiali e titoli dinastici; creare ambiguità tra testi vecchi e nuovi. Nessun vantaggio pratico, solo confusione. La monarchia moderna svedese è costituzionale e simbolica, e non trae alcun beneficio politico dal "correggere" il passato e riallineare i re di Svezia a quelli di Iperborea. Anzi, mantenere la numerazione tradizionale rafforza continuità e stabilità. Dal XIX secolo tale discrepanza è diventata una curiosità storica, non un problema. Con l'avvento della storiografia moderna, tutti sanno che i primi sei Carlo sono mitici, ma ciò non ha effetti pratici sulla vita dello Stato. Tuttavia, la lista di Johannes Magnus riguardava i Re di Svezia, non di Iperborea. In Svezia perciò si sapeva che non sono esistiti sovrani di Iperborea di nome Carlo prima di Carlo Sverksson, che è giustamente passato alla storia come Re Carlo I di Iperborea. Di qui la suddetta differenza tra le numerazioni.

I Sovrani della moderna Norvegia

Ma non è finita qui. Infatti la Norvegia recuperò la sua completa indipendenza in seguito al referendum popolare tenutosi il 13 agosto 1905, conseguenza di una risoluzione dello "Storting" (il Parlamento norvegese) dell 7 giugno 1905. Il sì all'indipendenza ottenne una schiacciante maggioranza, e la Svezia riconobbe formalmente l'indipendenza norvegese il 26 ottobre, quando il re Oscar II rinunciò alla pretesa al trono norvegese per sé e per i suoi discendenti. La corona di Norvegia fu offerta a Carlo di Danimarca, secondogenito del Re Federico VIII di Danimarca, che accettò e prese il nome di Haakon VIII. E siccome la Norvegia medioevale, come si è visto sopra, rivendicava il titolo di Re di Iperborea per il suo sovrano, Haakon VIII non mancò certo di assumere, tra gli altri, il titolo d Re di Iperborea, come fecero in seguito i suoi discendenti.

Sovrani di Norvegia e di Iperborea dal 1905 in poi
137 bis) Haakon VIII (18 novembre 1905-21 settembre 1957), nato il 3 aosto 1872, figlio di Federico VIII di Danimarca e di Luisa di Svezia, il suo nome originale era Cristiano Federico Carlo di Danimarca, e come Re di Norvegia ebbe il nome di Haakon VIII. Quando la Norvegia fu invasa dalla Germania nazista, Haakon X si oppose fortemente ad ogni collaborazionismo con i tedeschi, trasferendosi prima nel nord del regno, e poi a Londra, dove istituì un governo in esilio
138 bis) Olav VI (21 settembre 1957-17 gennaio 1991), figlio di Haakon VIII e di Maud del Galles, il suo nome di battesimo era Alessandro Edoardo di Danimarca
139 bis) Harald V (17 gennaio 1991-in carica), nato il 21 febbraio 1937, figlio di Olav VI e di Marta di Svezia
140 bis) Haakon (XI) Magnus (erede al trono), nato il 20 luglio 1973, figlio di Harald V e di Sonja Haraldsen. Il 25 agosto 2001 ha sposato Mette-Marit Tjessem Høiby, da cui ha avuto due figli: la principessa Ingrid Alexandra, nata il 21 gennaio 2004, ed il principe Sverre Magnus, nato il 3 dicembre 2005

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Quinta dinastia: Gran Principi di Novgorod e sovrani di Russia

Attuale bandiera della Russia

Gli Obodriti ("i Coraggiosi" in antico slavo) erano un gruppo di tribù slave che abitavano nel Medioevo gli attuali Meclemburgo ed Holstein. Essi erano imparentati con alcune tribù germaniche  e in particolare con i Geati, per cui i loro sovrani rivendicavano il titolo regale iperboreo. Alleati di Carlo Magno contro i Sassoni, furono sottomessi al Sacro Romano Impero prima da Ottone I il Grande e poi da Enrico il Leone che uccise in battaglia il loro sovrano Niklot. Pribislav, figlio di Niklot, gli si sottomise, si germanizzò, abbandonò le rivendicazioni al titolo iperboreo e fu il capostipite dei Duchi di Meclemburgo.

Re degli Obodriti
60) Radegast (654-664), primo re storico noto degli Abodriti, era cognato del Re dei Geati Helgi Hundingsbane (vedi sopra)
61) Vislav (664-700), figlio di Radegast
62) Aribert I (700-724), figlio di Vislav e di una principessa longobarda
63) Aribert II (724-747), figlio di Aribert I
64) Witzan (747-795), figlio di Aribert II
65) Godoslav (795-808), figlio di Witzan, fu ucciso dal re danese Göttrik

Invece i Variaghi o Vareghi (in norreno "Väringr", "Uomini legati da un giuramento") erano guerrieri, mercanti e coloni vichinghi per lo più provenienti dall'attuale Svezia, che si insediarono nei territori delle attuali Bielorussia, Russia e Ucraina, arrivando fino a Costantinopoli. Secondo la "Cronaca degli anni passati", risalente al XII secolo, nell'anno 862 un gruppo di Variaghi si insediò a Novgorod (letteralmente "Nuova città") sotto la guida di Rjurik, dal cui nome deriverebbe quello di "Russia". Prima di Rjurik, è probabile che i Rus' regnassero sull'ipotetica entità politica nota come Khaganato di Rus'. Un parente di Rjurik, Oleg, conquistò Kyiv nel 882 e istituì lo stato della Rus' di Kyiv, che in seguito sarebbe stato governato dai discendenti di Rjurik. Questi ultimi rivendicarono il titolo di Re di Iperborea che avevano ereditato dai Geati e dagli Obodriti

Gran Principi di Novgorod
66) Rjurik (862-879), in norreno Hrørīkr, figlio di Godoslav e di Umila Gostomyslovna (figlia di Gostomysl, leggendario principe degli Slavi di Il'men'), fu invitato dalla popolazione slava della città di Novgorod a governarla e difenderla dai suoi nemici. Rjurik accettò volentieri, considerando gli Slavi di Novgorod parenti degli Obodriti e discendenti degli antichi Iperborei
67) Oleg di Novgorod (879-912), in norreno Helgi, cognato di Rjurik
68) Igor di Kyiv (913-941), in norreno Ingvar, figlio di Rjurik
69) Svjatoslav I di Kyiv (941-969)
70) Vladimir il Grande (969-977, 1° regno)
71) Jaropolk I di Kyiv (977-979)
70) Vladimir il Grande (979-988, 2° regno)
72) Viačeslav I di Kyiv (988-1010)
73) Jaroslav il Saggio (1010–1015, 1° regno)
74) Ilja (1015–1020)
73) Jaroslav il Saggio (1020–1021, 2° regno)
75) Brjačislav di Polock (1021)
73) Jaroslav il Saggio (1021–1036 3° regno)
76) Vladimir II di Novgorod (1036–1052)
77) Izjaslav I di Kyiv (1052–1054)
78) Mstislav Iziaslavič (1055–1067)
79) Vsevlav Brjačislavič (1068–1069)
80) Gleb Svjatoslavič (1069–1078)
81) Sviatopolk II di Kyiv (1078–1088)
82) Mstislav I di Kyiv (1088–1094, 1° regno)
83) David Svjatoslavič di Smolensk (1094–1095)
82) Mstislav I di Kyiv (1095–1117, 2° regno)
84) Vsevolod di Pskov (1117–1132, 1° regno)
85) Sviatopolk Mstislavič (1132, 1° regno)
84) Vsevolod di Pskov (1132–1136, 2° regno)
86) Svjatoslav Olgovič (1136–1138, 1° regno)
85) Sviatopolk Mstislavič (1138, 2° regno)
87) Rostislav Jur'jevič (1138–1140, 1° regno)
86) Svjatoslav Olgovič (1140–1141, 2° regno)
88) Svjatoslav Vsevolodič (1141)
87) Rostislav Jur'jevič (1141–1142, 2° regno)
89) Sviatopolk Mstislavič (1142–1148)
90) Jaroslav II di Kyiv (1148–1154)
91) Rostislav Mstislavič (1154)
92) David Rostislavič di Smolensk (1154–1155)
93) Mstislav Yurevič (1155–1158)
94) Svjatoslav Rostislavič di Smolensk (1158–1160, 1° regno)
95) Mstislav il Senz'Occhio (1160–1161, 1° regno)
94) Svjatoslav Rostislavič (1161–1168, 2° regno)
96) Roman Mstislavič (1168–1170)
97) Rjurik Rostislavič (1170–1171)
98) Jurij Andreevič (1171–1175)
99) Svjatoslav Mstislavič (1175–1176)
95) Mstislav il Senz'Occhio (1177, 2° regno)
100) Jaroslav Mstislavič (1177)
95) Mstislav il Senz'Occhio (177–1178, 3° regno)
101) Jaropolk Rostislavič (1178)
102) Roman Rostislavič (1178–1179)
103) Mstislav Rostislavič (1179–1180)
104) Vladimir Svjatoslavič (1180–1181)
105) Jaroslav Vladimirovič (1182–1184, 1° regno)
106) Mstislav-Boris Davidovič (1184–1187)
105) Jaroslav Vladimirovič (1187–1196, 2° regno)
107) Jaropolk Jaroslavič (1197)
105) Jaroslav Vladimirovič (1197–1199, 3° regno)
108) Svjatoslav Vsevolodič (1200–1205, 1° regno)
109) Konstantin Vsevolodič (1205–1207)
108) Svjatoslav Vsevolodič (1207–1209, 2° regno)
110) Mstislav Mstislavič (1209–1215, 1° regno)
111) Jaroslav II di Vladimir (1215–1216, 1° regno)
110) Mstislav Mstislavič (1216–1218, 2° regno)
112) Svjatoslav Mstislavič (1218–1219)
113) Vsevolod Mstislavič (1219–1221)
114) Vsevolod Yurevič (Dmitry, 1221, 1° regno)
111) Jaroslav II di Vladimir (1221–1223, 2° regno)
114) Vsevolod Yurevič (1223–1224, 2° regno)
115) Michail di Černihiv (1224, 1° regno)
111) Jaroslav II di Vladimir (1224–1228, 3° regno)
116) Fedor Jaroslavič (1228–1229)
117) Aleksandr Nevskij (1228–1229, 1° regno), eroe nazionale russo, sconfisse i Cavalieri dell'Ordine Teutonico nella Battaglia del Lago Peipus
115) Michail di Černihiv (1229, 2° regno)
118) Rostislav Michailovič (1229–1230
111) Jaroslav II di Vladimir (1230–1236, 4° regno), fu costretto a riconoscersi vassallo dei Mongoli
117) Aleksandr Nevskij (1236–1240, 2° regno)
119) Andrej II di Vladimir (1240–1241)
117) Aleksandr Nevskij (1241–1252, 3° regno)
120) Vasilij Aleksandrovič (1252–1255, 1° regno)
121) Jaroslav di Tver' (1255)
120) Vasilij Aleksandrovič (1255–1258, 2° regno)
117) Aleksandr Nevskij (1258–1260, 4° regno)
121) Dmitrij di Pereslavl (1260–1263, 1° regno)
122) Vasilij di Kostroma (1264–1272, 1° regno)
121) Dmitrij di Pereslavl (1272–1273, 2° regno)
122) Vasilij di Kostroma (1273–1276, 2° regno)
121) Dmitrij di Pereslavl (1276–1281, 3° regno)
123) Andrej di Gorodets (1281–1285, 1° regno)
121) Dmitrij di Pereslavl (1285–1292, 4° regno)
123) Andrej di Gorodets (1292–1304, 2° regno)
124) Michail di Tver' (1308–1314, 1° regno)
125) Afanasij Danilovič (1314–1315)
124) Michail di Tver' (1315–1316, 2° regno)
125) Afanasij Danilovič (1318–1322, 2° regno)
126) Jurij di Mosca (1322–1325)
127) Aleksandr I di Tver' (1325–1327)
128) Ivan I di Mosca (1328–1337)
129) Semën di Mosca (1346–1353)
130) Ivan II di Mosca (1355–1359)
131) Dmitrij di Suzdal (1359–1363)
132) Dmitrij Donskoy (1363–1389)
133) Lengvenis di Lituania (1389–1392, 1° regno)
Interregno (1392-1406)
133) Lengvenis di Lituania (1406–1411, 2° regno)
134) Vasilij I di Mosca (1408–1425)
135) Vasilij II di Mosca (1425–1462)
136) Jonas Vladimiraitis di Lituania (1444–1446), Duca di Belyj
137) Ivan III il Grande di Mosca (5 aprile 1462-27 ottobre 1505), figlio di Vasilij II
138) Vasilij III di Mosca (27 ottobre 1505-3 dicembre 1533), figlio di Ivan III e Sofia Paleologa

Zar di tutte le Russie e di Iperborea
139) Ivan IV Groznij ("il Terribile", 3 dicembre 1533-28 marzo 1584), figlio di Vasilij III, per primo assunse il titolo di Zar (Cesare)
140) Fëdor I (28 marzo 1584-17 gennaio 1598), figlio di Ivan IV e di Anastasia Romanovna
141) Irina (17 gennaio 1598-21 febbraio 1598), moglie di Fëdor I
142) Boris Godunov (21 febbraio 1598-23 aprile 1605), fratello di Irina
143) Fëdor II Godunov (23 aprile 1605-11 giugno 1605), figlio di Boris
144) "Falso Dmitrij" (11 giugno 1605-17 maggio 1606), vero nome Grigory Bogdanovič Otrepyev, usurpatore che si spacciò per Dmitrij, figlio di Ivan IV morto assassinato
145) Vasilij IV (19 maggio 1606-19 luglio 1610), deposto
146) Ladislao Jagellone (27 agosto 1610-5 ottobre 1613), Re di Polonia dal 1632 al 1648, deposto
147) Michail I (3 marzo 1613-23 luglio 1645), figlio di Filarete, patriarca di Mosca, che fu di fatto il vero sovrano fino al 1633
148) Aleksej il Tranquillo (23 luglio 1645-8 febbraio 1676), figlio di Mikhail
149) Fëdor III (8 febbraio 1676-7 maggio 1682), figlio di Aleksej e Marija
150) Pëtr I il Grande (7 maggio 1682-2 giugno 1682), figlio di Aleksej e Natal'ja
151) Ivan V (2 giugno 1682-2 novembre 1721), figlio di Aleksej e Marija, regnò insieme a Pëtr I
152) Ekaterina I (8 febbraio 1725-17 maggio 1727), nata Marta Helena Skowrońska
153) Pëtr II (18 maggio 1727-30 gennaio 1730), figlio dello zarevic Alessio e nipote di Pëtr I il Grande
154) Anna (30 gennaio 1730-28 ottobre 1740), figlia di Ivan V
155) Ivan VI (28 ottobre 1740-6 dicembre 1741), pronipote di Anna, fu deposto
156) Elizaveta (6 dicembre 1741-5 gennaio 1762), figlia di Pëtr I il Grande e di Caterina I
157) Pëtr III (5 gennaio 1762-9 luglio 1762), figlio del duca Carlo Federico di Holstein-Gottorp e di Anna, figlia di Pëtr I il Grande e di Ekaterina, fu detronizzato dalla moglie
158) Ekaterina II la Grande (9 luglio 1762 17 novembre 1796), nata Sofia Federica Augusta di Anhalt-Zerbst, salì al trono dopo una congiura contro suo marito
159) Pavel (17 novembre 1796-23 marzo 1801), figlio di Ekaterina II e del suo amante Sergej Vasil'evič Saltykov, fu ucciso in una congiura di palazzo
160) Aleksandr I (23 marzo 1801-1º dicembre 1825), figlio di Pavle e di Sofia Dorotea di Württemberg
161) Nikolaj I (1º dicembre 1825-2 marzo 1855), fratello minore di Aleksandr I
162) Aleksandr II (2 marzo 1855-13 marzo 1881), figlio di Nikolaj I e di Carlotta di Prussia
163) Aleksandr III (13 marzo 1881-1º novembre 1894), figlio di Aleksandr II e di Maria d'Assia
164) Nikolaj II (1º novembre 1894-15 marzo 1917), figlio di Aleksandr III e di Dagmar di Danimarca, fu rovesciato dalla Rivoluzione di Febbraio e finì fucilato dai Bolscevichi
165) Michail II (15-16 marzo 1917), fratello di Nikolaj II, fu proclamato Zar dopo l'abdicazione del fratello, ma rinunciò al trono il giorno seguente
Interregno (1917-1924), durante la Rivoluzione e la Guerra Civile Russa

Pretendenti al trono di Russia e di Iperborea
166) Kirill Vladimirovič Romanov (1924-1938), figlio del granduca Vladimir Aleksandrovič Romanov, fratello minore dello zar Alessandro III di Russia, e di Maria di Meclemburgo-Schwerin, fu il Capo della Famiglia Imperiale nonché Zar di tutte le Russie in esilio a Parigi, e si ritenne legittimo ed unico erede del titolo regale degli Iperborei. Provò a vendere questo titolo agli eredi dei Bonaparte o degli Orléans per finanziare i nemici dei Bolscevichi, ma le dinastie francesi non erano minimamente interessate
167) Vladimir Kirillovič Romanov (1938-1992), figlio di Kirill Vladimirovič Romanov e di Vittoria Melita di Sassonia-Coburgo-Gotha, succedette al padre nella rivendicazione del titolo regale iperboreo. Catturato dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, gli fu proposto di diventare Imperatore d'Ucraina (occupata dai tedeschi) se avesse ceduto il titolo regale ad Adolf Hitler, il quale nella sua paranoia razzista riteneva gli Iperborei il popolo di più pura razza ariana, da cui sarebbero discesi i soli tedeschi, e che sarebbero emersi dalla terra cava dove avrebbero inizialmente vissuto (il mito della terra cava era parte integrante del folle immaginario nazionalsocialista). Vladimir Kirillovič rifiutò, in parte per avversione a Hitler, e in parte perchè non voleva contribuire a dissolvere la Russia, e per questo fu internato in un campo di concentramento. Sopravvissuto, dopo la sconfitta nazista ebbe timore di venire catturato dai Sovietici e si rifugiò nella porzione di Austria occupata dagli Americani, da dove si trasferì in Spagna. Morì a 74 anni a Miami e lasciò il titolo di Regina di Iperborea all'unica figlia Marija Vladimirovna
168) Marija Vladimirovna Romanova (1992-vivente), figlia di Vladimir Kirillovič Romanov e di Leonida Bagration-Mukhrani, nata il 23 dicembre 1953, rivendica tuttora il titolo di Regina degli Iperborei. Suo cugino Nicola Romanovič Romanov le contesta il titolo di Pretendente al Trono di Russia, ma non il titolo regale iperboreo
169) Gěorgij Mihajlovič Romanov, figlio di Marija Vladimirovna Romanova e del Principe Franz Wilhelm di Hohenzollern, nato il 13 marzo 1981, si considera non solo erede al trono di Russia, ma anche di Iperborea, essendo figlio anche di un membro della casa reale prussiana
170) Aleksandr Gěorgijevič Romanov, figlio di Gěorgij Mihajlovič Romanov e di Rebecca Virginia Bettarini (figlia di un diplomatico italiano), nato il 21 ottobre 2022, è destinato ad ereditare il titolo di Re degli Iperborei, almeno per chi ritiene legittima questa rivendicazione da parte dei Russi (gli Slavi sono comunque discendenti degli Iperborei).

Dopo la fine dell'era sovietica, i nuovi stati di Russia e Bielorussia, nati dalla disgregazione dell'URSS, non rivendicarono alcuna eredità politica dell'antico regno iperboreo, ma dopo l'annessione unilaterale della Crimea e l'invasione dell'Ucraina l'autocrate russo Vladimir Putin ha dichiarato che i capi di stato russi vanno considerati gli unici autentici eredi dei Re di Iperborea, lasciando intendere le sue ambizioni su questo titolo, anche se sinora egli non se ne è mai fregiato ufficialmente.

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Sesta dinastia: Gran Principi di Kyiv

Attuale bandiera dell'Ucraina

Secondo la "Cronaca degli anni passati", la più antica cronaca della Rus' di Kyiv, a fondare la città di Kyiv furono i tre fratelli Kij, Šček e Choriv insieme alla loro sorella Lybid'. La Cronaca afferma che essi erano Principi degli Iperborei e vissero nel VI secolo d.C. Gli storici moderni interpretano queste quattro figure come un personificazione di luoghi geografici: "Kij" deriverebbe da un termine turco che significa "alta riva del fiume", descrizione che corrisponde alle collinose rive occidentali del Dnepr, dove era situato il primo nucleo dell'insediamento cittadino. Šček e Choriv rappresenterebbero invece gli odierni monti Ščekavycia e Chorevycia, siti nel centro di Kyiv, mentre il Lybid è un affluente del Dnepr che ha un ruolo importante nel paesaggio cittadino. Sia come sia, gli Ucraini affermano, come i Russi e i Russi Bianchi, di essere discendenti del ramo più oriientale degli Iperborei, e i loro sovrani rivendicano da sempre la corona che fu di Re Borea. I primi principi di Kyiv di cui ci è giunto il nome sono comunque Variaghi.

Gran Principi di Kyiv e Re di Iperborea
67-68) Askold e Dir (864-882), in norreno Höskuldr e Dyri, secondo la "Cronaca degli anni passati" furono spediti da Rjurik (vedi sopra) a Costantinopoli (in norreno Miklagard). Mentre stavano navigando sul Dnepr, videro un villaggio su una montagna e chiesero a chi appartenesse, scoprendo che si trattava di Kyiv e che in quel momento pagava un tributo ai Cazari. Askold e Dir si stabilirono nella cittadina e raccolsero attorno a sé un gran numero di Variaghi, iniziando a governare sulla città e sulle terre dei Poliani. In norreno "óskyldr" significa infatti "straniero"
69) Oleg il Saggio (882-912), attaccò e conquistò Kyiv, uccidendo Askold e Dir e segnando l'inizio dello stato della Rus' di Kyiv
70) Igor Rjurikovič (912-945)
71) Olga (945-964), sposa di Igor, si convertì al cristianesimo, cristianizzò la Rus' ed è venerata come Santa da cattolici ed ortodossi
72) Svjatoslav I Igor'evič (964-972)
73) Jaropolk I Svjatoslavič (972-978)
74) Vladimir I Svjatoslavič (978-1015)
75) Svjatopolk I Jaropolkovič (1015—1016)
76) Jaroslav I Vladimirovič (1016-1018, 1° regno)
77) Svjatopolk I Jaropolkovič (1018-1019)
76) Jaroslav I Vladimirovič (1019-1054, 2° regno)
78) Izjaslav I Jaroslavič (1054-1068, 1° regno)
79) Vsevlav Brjačislavič (1068-1069)
78) Izjaslav Jaroslavič (1069-1073, 2° regno)
80) Svjatoslav Jaroslavič (1073-1076)
81) Vsevolod I Jaroslavič (1076-1077, 1° regno)
82) Izjaslav I Jaroslavič (1077-1078)
81) Vsevolod I Jaroslavič (1078-1093, 2° regno)
83) Svjatopolk Izjaslavič (1093-1113)
84) Vladimir II Monomaco (1113-1125)
85) Mstislav I Vladimirovič (1125-1132)
86) Jaropolk II Vladimirovič (1132-1139)
87) Vjačeslav I Vladimirovič (1139)
88) Vsevolod II Olgovič (1139-1146)
89) Igor II Olgovič (1146)
90) Izjaslav II Mstislavič (1146-1149, 1° regno)
91) Jurij Dolgorukij (1149-1150, 1° regno)
92) Vjačeslav I Vladimirovič (1150, 1° regno)
90) Izjaslav II Mstislavič (1150, 2° regno)
91) Jurij Dolgorukij (1150-1151, 2° regno)
90) Izjaslav II Mstislavič (1151-1154, 3° regno)
92) Vjačeslav I Vladimirovič (1151-1154, 2° regno)
93) Rostislav Mstislavič (1154, 1° regno)
94) Izjaslav Davydovič (1154-1155, 1° regno)
95) Jurij Dolgorukij (1155-1157)
94) Izjaslav Davydovič (1157-1158, 2° regno)
95) Mstislav II Izjaslavič (1158-1159, 1° regno)
93) Rostislav Mstislavič (1159-1161, 2° regno)
94) Izjaslav Davydovič (1161, 3° regno)
93) Rostislav Mstislavič (1161-1167, 3° regno)
96) Vladimir III Mstislavič (1167, 1° regno)
95) Mstislav Izjaslavič (1167-1169, 2° regno)
97) Andreij Bogoljubskij (1169)
98) Gleb Jur'evič (1169-1170, 1° regno)
95) Mstislav II Izjaslavič (1170, 3° regno)
98) Gleb Jur'evič (1170-1171, 2° regno)
96) Vladimir III Mstislavič (1171, 2° regno)
99) Michele Jur'evič (1171)
100) Roman Rostislavič (1171-1173, 1° regno)
101) Vsevolod III Jur'evič (1173)
102) Rjurik Rostislavič (1173, 1° regno)
103) Jaroslav II Izjaslavič (1173-1174, 1° regno)
104) Svjatoslav III Vsevolodovič (1174, 1° regno)
103) Jaroslav II Izjaslavič (1174, 2° regno)
100) Roman Rostislavič (1175-1176, 2° regno)
104) Svjatoslav III Vsevolodovič (1176-1180, 2° regno)
102) Rjurik Rostislavič (1180-1181, 2° regno)
102-104) Svjatoslav III Vsevolodovič (1181-1194, 3° regno) con Rjurik Rostislavič (3° regno)
102) Rjurik Rostislavič (1194-1202, 3° regno)
100) Roman Mstislavič (1202, 3° regno)
105) Ingvar Jaroslavič (1202-1203, 1° regno)
102) Rjurik Rostislavič (1203-1204, 4° regno)
106) Rostislav Rjurikovič (1204-1205)
102) Rjurik Rostislavič (1205-1206, 5° regno)
107) Vsevolod Čermnyj (1206, 1° regno)
102) Rjurik Rostislavič (1206-1207, 6° regno)
107) Vsevolod Čermnyj (1207, 2° regno)
102) Rjurik Rostislavič (1207-1208, 7° regno)
107) Vsevolod Čermnyj (1208-1212, 3° regno)
105) Igor Jaroslavič (1212, 2° regno)
108) Mstislav Romanovič (1212-1223)
109) Vladimir Rjurikovič (1223-1235)
110) Izjaslav (1235-1236)
111) Jaroslav II Vsevolodovič (1236-1238, 1° regno)
112) Michele Vsevolodič (1238-1240, 1° regno)
113) Rostislav Mstislavič (1240)
114) Danilo Romanovič (1240)

Nel dicembre del 1240, Kyiv fu presa d'assalto e devastata dalle truppe tatare (mongole). Finita sotto il controllo diretto degli invasori, Kyiv rimase amministrata da un funzionario tataro (Darughači) fino al 1243, quando fu ceduta a Michele Vsevolodič dopo che questi rese loro omaggio. Dopo l'invasione tatara, la Rus' i Kyiv perse la propria autonomia e divenne vassalla dall'impero mongolo: in questa fase, il titolo di "Gran Principe di Kyiv" era formale e concesso dai Khan dell'Orda d'Oro, che lo assegnava a chi prestava giuramento di sottomissione tramite una lettera patente (Yarlyk). In questo periodo il trono di Kyiv rimase di fatto vacante, vedendo succedersi soltanto una serie di pretendenti che non si insediarono mai a Kyiv.

Darughači nominati dai Tatari
112) Michele Vsevolodič (1243–1246, 2° regno), fu giustiziato dai Tatari per essersi rifiutato di celebrare riti pagani
115) Jaroslav II di Vladimir (1243–1246)
116) Aleksandr Nevskij (1249–1263), celebre eroe russo, ottenne il titolo di Gran Principe di Kyiv dal Khan, ma scelse di governare da Vladimir, poiché Kyiv era ormai in rovina
117) Jaroslav III di Tver' (1263–1271), fratello di Aleksandr
118) Leone I di Galizia (1271–1300), Re di Rutenia, cercò di annettere Kyiv ai suoi domini galiziani
119) Stanislao di Kyiv (1300-1321), ultimo dei principi rjurikidi locali prima della conquista lituana, fu sconfitto da Gediminas nella battaglia sul fiume Irpin'.

La battaglia del fiume Irpin' del 1323 consentì al Granducato di Lituania di espandere la propria area d'influenza nella vecchia Rus', in particolare anche a Kyiv. L'insediamento lituano, tuttavia, non comportò un definitivo allontanamento dei Tatari, né nell'immediato né quando ebbe luogo la battaglia delle Acque Blu del 1363, quando i baltici si assicurarono un maggiore controllo della città. Si assistette pertanto per decenni alla presenza di un principe affiliato ai baltici e a un funzionario tataro. Il principato passò nelle mani della nobile famiglia degli Olšanski (in lituano Alšėniškiai) e, in seguito, degli Olelkovič, un ramo cadetto della dinastia regnante lituana, i Gediminidi.

Amministrazione congiunta lituano-tatara
120) Mindaugas Olshansky (1321–1324)
121) Algimantas Olshansky (1324–1331)
122) Teodoro di Kyiv (1331–1362)

Nel 1362, dopo la Battaglia delle Acque Blu, il Granduca Algirdas espulse definitivamente i Tatari. Kyiv divenne un principato semi-autonomo all'interno della Lituania, affidato a un ramo della dinastia regnante.

Gran Principi di Kyiv vassalli dei Lituani
123) Vladimir Olgerdovič (1362–1394), figlio di Algirdas, fu un sovrano molto amato che iniziò a battere moneta propria, agendo quasi come un sovrano indipendente, e naturalmente considerandosi l'unico legittimo Re degli Iperborei
124) Skirgaila (1395–1397), fratello del re di Polonia, rimpiazzò Vladimir per volontà del Granduca Vytautas, che voleva centralizzare il potere
125) Ivan Olshansky (1397–1401), fedelissimo del Granduca Vytautas, governò Kyiv come fiduciario del potere centrale
126) Jurgis Gedgaudas (1401–1411), nobile lituano di alto rango che servì come governatore della città durante l'espansione del potere lituano verso il Mar Nero
127) Andriy Ivanovyč Olshansky (1411–1422), figlio di Ivan Olshansky
128) Mykhailo Ivanovyč Olshansky (1422–1432), fratello di Andriy
129) Švitrigaila (1432–1440), figlio del Granduca Algirdas

Dopo la morte di Vytautas, scoppiò un violento conflitto per il trono lituano tra Švitrigaila (sostenuto dai nobili ortodossi e russi) e Sigismund Kęstutaitis (sostenuto dai cattolici e dai polacchi). Kyiv divenne la roccaforte di Švitrigaila. Con l'ascesa al trono lituano di Casimiro IV di Polonia nel 1440, la politica verso le terre ucraine cambiò: per placare i nobili ortodossi, Casimiro decise di ripristinare il Principato di Kyiv come entità semi-autonoma.

130) Aleksander (Olelko) Vladimirovič (1443–1454), sposò Anastasia di Mosca, cercando di mediare tra Lituania e Russia
131) Semyon Olelkovič (1454–1470), ultimo Gran Principe di Kyiv. Sotto di lui la città visse una rinascita culturale e vide il restauro della Cattedrale della Dormizione

Alla morte di Semyon nel 1470, il Granducato di Lituania decise di non nominare un successore per timore che Kyiv diventasse troppo potente e cercasse l'indipendenza o l'alleanza con Mosca. Il principato fu abolito e trasformato nel Voivodato di Kyiv, governato da funzionari nominati dal Granduca, che continuarono a ritenersi eredi del titolo regale iperboreo. La decisione di abolire il principato causò nel 1471 una rivolta guidata dai discendenti di Semyon, nota come la "congiura dei principi ortodossi".

Voivodi di Kyiv, periodo lituano
132) Marcin Gasztołd (1471–1480)
133) Iwan Chodkiewicz (1482–1492)
134) Jerzy Hlebowicz (1492–1505, 1° mandato5)
135) Iwan Gliński (1505–1507)
136) Jerzy Montowtowicz (1507–1508)
134) Jerzy Hlebowicz (1508–1511, 2° mandato)
137) Jerzy Radziwiłł (1511–1514)
138) Andrzej Niemirowicz (1514–1541)
139) Jan Hlebowicz (1542–1544)
140) Fryderyk Proński (1544–1555)
141) Grzegorz Chodkiewicz (1555–1559)
142) Konstanty Wasyl Ostrogski (1559–1569)

Dal 1569 il Voivodato di Kyiv divenne parte integrante della Corona del Regno di Polonia. I voivodi continuarono a considerarsi eredi del regno iperboreo, anche se il Re della Confederazione Polacco-Lituana, che si vantava di portare lo stesso titolo, ovviamente non lo riconosceva

Voivodi di Kyiv, periodo polacco
142) Konstanty Wasyl Ostrogski (1569–1608), rimase in carica dopo il passaggio di Kyiv alla Polonia
143) Stanisław Żółkiewski (1608–1618), celebre condottiero, vincitore della battaglia di Kluszyn
144) Tomasz Zamoyski (1619–1628)
145) Aleksander Zasławski (1628–1629)
146) Stefan Chmielecki (1629–1630)
147) Janusz Tyszkiewicz Łohojski (1630–1646)
148) Adam Kisiel (1646–1653), ultimo voivoda di fede ortodossa, cercò di mediare con i Cosacchi di Khmelnytsky
149) Stanisław Rewera Potocki (1655–1658)
150) Jan "Sobiepan" Zamoyski (1658–1659)
151) Stefan Czarniecki (1659–1664), uno degli eroi nazionali polacchi
152) Michał Jerzy Jazłowiecki (1664–1676)
153) Feliks Kazimierz Potocki (1676–1682)
154) Stefan Niemirycz (1682–1683)

Dopo la Tregua di Andrusovo (1667) e la successiva Pace Eterna (1686), la città di Kyiv (e con essa il titolo regale iperboreo di chi la governava) passò definitivamente alla Russia, che già si riteneva erede del Regno di Iperborea, come visto sopra.

Zar di tutte le Russie e di Iperborea
155) Pëtr I il Grande (7 maggio 1682-2 giugno 1682), figlio di Aleksej il Tranquillo
156) Ivan V (2 giugno 1682-2 novembre 1721), figlio di Aleksej il Tranquillo, regnò insieme a Pëtr I
157) Ekaterina I (8 febbraio 1725-17 maggio 1727), nata Marta Helena Skowrońska
158) Pëtr II (18 maggio 1727-30 gennaio 1730), figlio dello zarevic Alessio e nipote di Pëtr I il Grande
159) Anna (30 gennaio 1730-28 ottobre 1740), figlia di Ivan V
160) Ivan VI (28 ottobre 1740-6 dicembre 1741), pronipote di Anna
161) Elizaveta (6 dicembre 1741-5 gennaio 1762), figlia di Pëtr I il Grande e di Caterina I
162) Pëtr III (5 gennaio 1762-9 luglio 1762), figlio del duca Carlo Federico di Holstein-Gottorp e di Anna, figlia di Pëtr I il Grande e di Ekaterina, fu detronizzato dalla moglie
163) Ekaterina II la Grande (9 luglio 1762 17 novembre 1796), nata Sofia Federica Augusta di Anhalt-Zerbst
164) Pavel (17 novembre 1796-23 marzo 1801), figlio di Ekaterina II
165) Aleksandr I (23 marzo 1801-1º dicembre 1825), figlio di Pavle
166) Nikolaj I (1º dicembre 1825-2 marzo 1855), fratello minore di Aleksandr I
167) Aleksandr II (2 marzo 1855-13 marzo 1881), figlio di Nikolaj I
168) Aleksandr III (13 marzo 1881-1º novembre 1894), figlio di Aleksandr II
169) Nikolaj II (1º novembre 1894-15 marzo 1917), figlio di Aleksandr III
170) Michail II (15-16 marzo 1917), fratello di Nikolaj II
Interregno (1917-1924), durante la Rivoluzione e la Guerra Civile Russa

Pretendenti al trono di Russia e di Iperborea
171) Kirill Vladimirovič Romanov (1924-1938)
172) Vladimir Kirillovič Romanov (1938-1992)
173) Marija Vladimirovna Romanova (1992-vivente)
174) Gěorgij Mihajlovič Romanov (erede al titolo)
175) Aleksandr Gěorgijevič Romanov (erede al titolo)

Il 24 agosto 1991 l'Ucraina, con capitale Kyiv, si proclamò indipendente, ma i suoi Presidenti non hanno mai avanzato alcuna rivendicazione sul titolo regale iperboreo. Quando, il 24 febbraio 2022, l'autocrate russo Vladimir Putin ordinò l'invasione dell'Ucraina, lo fece con la scusa che essa, come la Russia, era parte integrante dell'antica nazione Iperborea, e dunque i due paesi dovevano far parte dello stesso stato. Come reazione la Svezia e la Finlandia, che avevano fatto parte anch'esse del territorio Iperboreo, chiesero e otennero l'adesione alla Svezia, onde proteggersi da future rivendicazioni da parte del dittatore.

Anche i Lituani discendono dagli antichi Iperborei, ma essi, per motivi geopolitici (intendevano differenziarsi nettamente da Tedeschi, Polacchi e Russi), scelsero di puntare su un'origine mitologica che li ricollegava agli antichi Romani, piuttosto che agli Iperborei: così come i Merovingi affermavano di discendere da Astianatte, figlio di Ettore, e quindi dagli antichi Troiani, così Borkus, primo Duca di Samogizia, e suo fratello Kunos, il fondatore di Kaunas, affermavano di discendere dal re Polemone II del Ponto (12 a.C-74 d.C.), da cui il nome della dinastia Polemonide che governò sulla Lituania fino all'unione con la Polonia. Nessuno dei Granduchi di Lituania ha perciò mai rivendicato il titolo regale iperboreo.

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Settima dinastia: Sovrani di Polonia

Attuale bandiera della Polonia

Quando l'Ordine Livoniano (vedi sopra) si secolarizzò e si protestantizzò, i Re di Polonia ritennero illegittima la pretesa dei Duchi di Curlandia e di Semigallia di rivendicare il trono di Iperborea, non essendo cattolici e non portando il titolo regale, ed iniziarono a rivendicarlo per sè.

Sovrani di Polonia e di Iperborea
183) Sigismondo I Augusto (1561-1572), figlio di Sigismondo Jagellone (Sigismondo I di Polonia) e di Bona Sforza
184) Enrico X di Valois (1573-1575), fu anche Re di Francia dal 1574 al 1589 con il nome di Enrico V
185) Massimiliano d'Asburgo (1575-1576, fu anche Imperatore del Sacro Romano Impero, ma fu rifiutato dalla nobiltà polacca
186) Anna Jagellona (1575-1587), figlia di Sigismondo I
187) Stefano Báthory (1576- 1586), marito di Anna Jagellona
188) Sigismondo II Vasa (1587-1632), fu anche Re di Svezia dal 1592 al 1599
189) Ladislao Vasa (1632-1648), figlio di Sigismondo II e Anna Jagellona, tentò senza riuscirci di conquistare Mosca
190) Giovanni VII Casimiro Vasa (1648-1668), figlio di Sigismondo II e di Costanza d'Austria
191) Michele I Wiśniowiecki (1669-1673)
192) Giovanni VIII Sobieski (1674-1696), liberò Vienna dall'assedio dei Turchi
193) Augusto I Wettin il Forte (1697-1704, 1° regno), dal 1694 fu Principe di Sassonia come Federico Augusto I
194) Stanislao I Leszczyński (1704-1709, 1° regno)
193) Augusto I Wettin il Forte (1709-1733, 2° regno)
194) Stanislao I Leszczyński (1733-1734, 2° regno), fu anche Duca di Lorena dal 1737 al 1766
195) Augusto II (1734-1763), figlio di Augusto II e di Cristiana di Brandeburgo-Bayreuth, dal 1733 fu Principe di Sassonia come Federico Augusto II
196) Federico Cristiano (1763), figlio di Federico Augusto II e di Maria Giuseppa d'Austria, nel 1763 fu Principe di Sassonia con lo stesso nome. Morì di vaiolo dopo soli 74 giorni di regno
197) Augusto III (1763–1773), figlio di Federico Cristiano e di Maria Antonia di Baviera, dal 1763 al 1806 fu Principe di Sassonia come Federico Augusto III. A causa del suo governo dispotico, fu rovesciato nel 1773 dalla nobiltà polacca
198)
Stanislao II Poniatowski (1773-1795), figlio del generale Stanisłao Poniatowski e di Konstancja Czartoryska, fu eletto dal Parlamento polacco dopo che Augusto IV fu costretto ad abdicare e a lasciare il paese. Non si sposò mai e morì il 12 febbraio 1798
Interregno (1795-1807)

Il 3 gennaio 1795, con la Terza Spartizione, il Regno di Polonia fu definitivamente spartito tra Prussia, Russia ed Austria, tutte potenze che già rivendicavano da secoli il titolo regale iperboreo. Il Ducato di Varsavia venne creato nel 1807 da Napoleone come protettorato dell'Impero Francese.

Duchi di Varsavia e Re di Iperborea
199) Federico Augusto di Wettin (9 giugno 1807-22 maggio 1815), figlio di Federico Cristiano di Sassonia e di Maria Antonia di Baviera, già Principe Elettore e Re di Sassonia

Il Ducato di Varsavia venne dissolto dal Congresso di Vienna, ed il suo territorio venne diviso tra il Regno del Congresso russo e il Granducato di Poznań prussiano. Erede del titolo polacco di Re di Iperborea si ritennero gli Zar di tutte le Russie.

Re di Polonia, Zar di tutte le Russie e Re di Iperborea
200) Alessandro I (23 marzo 1801-1º dicembre 1825), vedi sopra
201) Nicola I (1º dicembre 1825-2 marzo 1855), fratello minore di Alessandro I
202) Alessandro II (2 marzo 1855-13 marzo 1881), figlio di Nicola I
203) Alessandro III (13 marzo 1881-1º novembre 1894), figlio di Alessandro II
204) Nicola II (1º novembre 1894-15 marzo 1917), figlio di Alessandro III
205) Michele II (15-16 marzo 1917), fratello di Nicola II
Interregno (1917-1924), durante la Rivoluzione e la Guerra Civile Russa

Pretendenti al trono di Russia e di Iperborea
206) Kirill Vladimirovič Romanov (1924-1938)
207) Vladimir Kirillovič Romanov (1938-1992)
208) Marija Vladimirovna Romanova (1992-vivente)
209) Gěorgij Mihajlovič Romanov (erede al titolo)
210) Aleksandr Gěorgijevič Romanov (erede al titolo)

Gli Slavi Meridionali, cioè Sloveni, Croati, Bosgnacchi, Serbi e Macedoni, discendono essi pure dagli antichi Iperborei, ma nessuno di essi oggi si sente tradizionalmente legato a quel popolo, un po' perchè abitano nell'Europa centro-meridionale, e un po' perchè sono legati piuttosto alla tradizione bizantina o a quella del Sacro Romano Impero, che ha sempre percepito gli Iperborei come dei barbari e degli avversari. Non parliamo dei Rumeni, che si ritengono discendenti diretti dei Romani giunti in Dacia dopo la sua conquista ad opera dell'imperatore Traiano, e hanno usato tale rivendicazione contro le mire egemoniche di Tedeschi, Turchi e Russi.

I Bulgari sono in gan parte slavizzati, ma essi ritengono di discendere dagli antichi Cumani o Qipciaqi, non dagli Iperborei, che anzi si vantano di aver ripetutamente sconfitto in battaglia. Quanto agli Ungari, essi giunsero nel bacino del Danubio dal cuore dell'Asia nel IX secolo, e nulla ritengono di aver in comune con gli Iperborei europei; anzi, hanno usato la presunta parentela con i Cazari contro l'egemonia austriaca, quando gli Asburgo cominciarono a rivendicare il titolo regale iperboreo.

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Ottava dinastia: Sovrani di Boemia e d'Austria

Attuale bandiera della Repubblica Ceca

Sovrani della Grande Moravia
66) Pribina di Nitra (810-831), cugino di Godoslav (vedi sopra), Re degli Obodriti, migrò a sud, fondò un primo regno in Moravia e nell'828 fece consacrare la prima chiesa cristiana documentata in area slava. Rivendicò per i Moravi il titolo di Re degli Iperborei che spettava ai Re degli Obodriti
67) Mojmír I (831–846), fondatore della dinastia dei Mojmiridi e dell’unità statale della Moravia
68) Rastislav (846-871), invitò i fratelli Cirillo e Metodio in Moravia per evangelizzarla in lingua slava
69) Slavomír (871), governò brevemente durante una fase turbolenta di lotte di potere
70) Svatopluk I (871–894), portò la Grande Moravia all'apogeo della sua potenza
71) Mojmír II (894-906), ultimo sovrano conosciuto, regnò approssimativamente dal al  circa; sotto di lui la fine del regno

La Grande Moravia si dissolse a causa delle pressioni esterne, in particolare delle invasioni degli Ungari e dei Franchi Orientali, che ne frammentarono il territorio, e delle lotte intestine per la successione: i successori di Svatopluk I non riuscirono a mantenere unito il vasto territorio, dividendo l'eredità tra i figli e indebolendo il potere centrale. Si arrivò così alla sua divisione tra regni emergenti come il Ducato di Boemia e il Regno di Ungheria (quest'ultimo inglobò l'attuale Moravia).

Duchi di Boemia
72) Spytihněv I (906-915), della dinastia dei Přemyslidi, già vassallo della Grande Moravia, rese autonomo la Boemia e ne rivendicò il titolo regale di Iperborea
73) Vratislao I (915-921), fratello di Spytihněv I
74) Venceslao I il Santo (13 febbraio 921-28 settembre 935), figlio di Vratislao I, artefice della cristianizzazione della Boemia
75) Boleslao I il Crudele (28 settembre 935-15 luglio 972), fratello di Venceslao I e mandante del suo assassinio
76) Boleslao II il Pio (15 luglio 972-7 febbraio 999), figlio di Boleslao I
77) Boleslao III il Rosso (999-1002, 1° regno), figlio di Boleslao II, fu deposto

78) Vladivoj (1002-1003), cugino di Boleslao III, figlio di Miezsko I e Oda, fratellastro di Boleslao I di Polonia
77) Boleslao III il Rosso (1003, 2° regno), riconquistò il trono ma venne deposto poco dopo
79) Jaromír (1003, 1° regno), fratello di Boleslao III, ne contestò il trono

80) Boleslao IV (1003-1004), già re di Polonia, si proclamò re di Boemia ma venne spodestato un anno dopo
79) Jaromír (1004-1012, 2° regno), fratello di Boleslao III, restaurato sul trono
81) Ulrico (1012-1033, 1° regno), fratello di Jaromir
79) Jaromír (1033-1034, 3° regno), spodestò il fratello
81) Ulrico (1034, 2° regno), spodestò il fratello
82) Bretislao I (1035-1055), figlio di Ulrico
83) Spytihněv II (10 gennaio 1055-28 gennaio 1061), figlio di Bretislao I
84) Vratislao II (28 gennaio 1061-14 gennaio 1092), figlio di Bretislao I
85) Corrado I (14 gennaio 1092-6 settembre 1092), fratello di Vratislao II
86) Bretislao II (6 settembre 1092-22 dicembre 1100), figlio di Vratislao II
87) Bořivoj II (22 dicembre 1100-maggio 1107, 1° regno), fratello di Bretislao II
88) Svatopluk II (maggio 1107-21 settembre 1109), cugino di Bořivoj II
89) Vladislao I (21 settembre 1109-dicembre 1117), fratello di Bořivoj II
87) Bořivoj II (dicembre 1117-16 agosto 1120, 2° regno)
89) Vladislao I (16 agosto 1120-12 aprile 1125, 2° regno)
90) Sobeslao I (12 aprile 1125-14 febbraio 1140), fratello di Vladislao I
91) Vladislao II (1140-1172), nipote di Sobeslao I
92) Federico I (1172-1173, 1° regno), figlio di Vladislao I
93) Sobeslao II (1173-1178), cugino di secondo grado di Federico
92) Federico I (1178-1189, 2° regno)
94) Corrado II (1189-1191) Discendente di Corrado I
95) Venceslao II (1191-1192), fratello di Sobeslao II
96) Ottocaro I (1192-1193, 1° regno), figlio di Vladislao II
97) Bratislao III Enrico (1193-1197), cugino di Ottocaro I
98) Vladislao III Enrico (15 giugno-6 dicembre 1197), fratello di Ottocaro I
96) Ottocaro I (6 dicembre 1197-1198, 2° regno), si autoproclamò Re di Boemia come vassallo dell'imperatore Federico II di Svevia

Re di Boemia e di Iperborea
96) Ottocaro I (1198-12 dicembre 1230)
99) Venceslao III (12 dicembre 1230-23 settembre 1253), figlio di Ottocaro I
100) Ottocaro II (23 settembre 1253-26 agosto 1278), figlio di Venceslao I, fu anche Duca d'Austria
101) Venceslao IV (26 agosto 1278-21 giugno 1305), figlio di Ottocaro II, fu anche Re di Polonia
102) Venceslao V (21 giugno 1305-4 agosto 1306), figlio di Venceslao IV ed ultimo esponente maschio della dinastia dei Přemyslidi, fu anche Re di Polonia e d'Ungheria
103) Enrico I (1306, 1° regno), cognato di Venceslao V, dopo il suo assassinio fu eletto re di Boemia e Polonia
104) Rodolfo I (1306-1307), sposò la vedova di Venceslao II di Boemia, occupò Praga nel 1306, si ammalò di dissenteria e morì nel 1307 mentre si preparava a fronteggiare la ribellione dei nobili boemi fedeli ad Enrico
103) Enrico I (1307-1310, 2° regno)

105) Giovanni I il Cieco (3 dicembre 1310-26 agosto 1346), genero di Venceslao II e figlio dell'mperatore del Sacro Romano Impero Enrico VII
106) Carlo I (26 agosto 1346-29 novembre 1378), figlio di Giovanni I, Imperatore del Sacro Romano Impero come Carlo IV
107) Venceslao VI (29 novembre 1378-16 agosto 1419), figlio di Carlo I
108) Sigismondo (16 agosto 1419-11 ottobre 1420, 1° regno), fratello di Venceslao IV, Imperatore del Sacro Romano Impero e Re d'Ungheria, perse il territorio boemo a causa della rivolta hussita
Interregno (1420-1436), durante la rivolta hussita
109) Sigismondo (1436-9 dicembre 1437, 2° regno), riconquistò il trono

110) Alberto d'Asburgo (2 giugno 1438-27 ottobre 1439), genero di Sigismondo, Duca d'Austria e Re d'Ungheria
Interregno (1439-1453), quando la nobiltà si oppose alla successione del figlio di Alberto d'Asburgo
111) Ladislao I il Postumo (28 ottobre 1453-23 novembre 1457), figlio di Alberto, Duca d'Austria e Re d'Ungheria
112) Giorgio di Poděbrady (2 marzo 1458-22 marzo 1471), eletto re dalla nobiltà boema dopo la morte di Ladislao
113) Ladislao II (27 maggio 1471-13 marzo 1516), nipote di Ladislao I il Postumo, Re d'Ungheria come Vladislao II
114) Luigi (13 marzo 1516-29 luglio 1526), figlio di Ladislao II, Re d'Ungheria come Luigi II, fu sconfitto e ucciso dai Turchi nella Battaglia di Mohács
115) Ferdinando I d'Asburgo (17 dicembre 1526-20 settembre 1562), sposò Anna, sorella di Luigi. Fu anche Imperatore del Sacro Romano Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria; ereditò il titolo di Re d'Iperborea, ma legato unicamente alla corona di Boemia
116) Massimiliano (20 settembre 1562-12 ottobre 1576), figlio di Ferdinando I. Fu anche Imperatore del Sacro Romano Impero (come Massimiliano II), Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
117) Rodolfo II (12 ottobre 1576-23 maggio 1611), figlio di Massimiliano. Fu anche Imperatore del Sacro Romano Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
118) Mattia (23 maggio 1611-20 maggio 1619), fratello di Rodolfo II. Fu anche Imperatore del Sacro Romano Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
119) Ferdinando II (20 maggio 1617-26 agosto 1619, 1° regno), cugino di Mattia II. Fu anche Imperatore del Sacro Romano Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria. Fu dichiarato decaduto dal titolo di sovrano dagli Stati Generali della Boemia dopo la "Defenestrazione di Praga"
120) Federico di Wittelsbach (26 agosto 1619-8 novembre 1620), elettore palatino, fu proclamato Re di Boemia in opposizione a Ferdinando II d'Asburgo. Perse il trono dopo la sconfitta subita nella Battaglia della Montagna Bianca
119) Ferdinando II (8 novembre 1620-15 febbraio 1637, 2° regno), fu ufficialmente reinsediato come Re di Boemia dopo la battaglia della Montagna Bianca
121) Ferdinando III (15 febbraio 1637-2 aprile 1657), figlio di Ferdinando II. Fu anche Imperatore del Sacro Romano Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
122) Ferdinando IV (5 agosto 1646-9 luglio 1654), figlio di Ferdinando III, regnò congiuntamente al padre. Fu anche Re dei Romani e Re d'Ungheria
123) Leopoldo I (2 aprile 1657-5 maggio 1705), figlio di Ferdinando III. Fu anche Imperatore del Sacro Romano Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
124) Giuseppe I (5 maggio 1705-17 aprile 1711), figlio di Leopoldo I. Fu anche Imperatore del Sacro Romano Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
125) Carlo II (17 aprile 1711-20 ottobre 1740), figlio di Leopoldo I. Fu anche Imperatore del Sacro Romano Impero (come Carlo VI), Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
126) Maria Teresa (20 ottobre 1740-19 dicembre 1741, 1° regno), figlia di Carlo II. Fu anche Regina d'Ungheria ed Arciduchessa d'Austria. Fu dichiarata decaduta a seguito della caduta di Praga durante la Guerra di Successione Austriaca
127) Carlo III Alberto di Wittelsbach (19 dicembre 1741-12 maggio 1743, genero di Giuseppe I, fu proclamato Re di Boemia in opposizione a Maria Teresa d'Asburgo. Fu Imperatore del Sacro Romano Impero come Carlo VII. Perse il trono dopo al termine della prima guerra di Slesia

Maria Teresa d'Asburgo decise per prima di rivendicare il titolo di Regina di Iperborea anche in qualità di sovrana d'Austria,  nonostante l'opposizione della Russia, della Prussia, della Danimarca e della Svezia (l'Austria rispetto ad esse appariva come uno stato "meridionale", mediterraneo e non iperboreo, a dispetto dell'etnia germanica), e assegnò ai propri eredi il titolo ben più altisonante di "Imperatore di Iperborea" ("Kaiser von Hyperborea")

Attuale bandiera dell'Austria

Re di Boemia, Arciduchi d'Austria e Imperatori di Iperborea
126) Maria Teresa (12 maggio 1743-29 novembre 1780, 2° regno), fu ufficialmente riconosciuta come Regina di Boemia al termine prima guerra di Slesia
128) Giuseppe II d'Asburgo-Lorena (29 novembre 1780-20 febbraio 1790), figlio di Maria Teresa e di Francesco di Lorena, nato il 13 marzo 1741. Fu anche Imperatore del Sacro Romano Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
129) Leopoldo II (20 febbraio 1790-1º marzo 1792), fratello di Giuseppe II, nato il 5 maggio 1747. Fu anche Imperatore del Sacro Romano Impero, Re d'Ungheria ed Arciduca d'Austria
130) Francesco (1º marzo 1792-6 agosto 1806), figlio di Leopoldo II
e di Maria Luisa di Spagna, nato il 12 febbraio 1768. Fu anche Re d'Ungheria ed Imperatore del Sacro Romano Impero fino al fino al 6 agosto 1806; in seguito allo scioglimento dello stesso voluto da Napoleone Bonaparte, assunse il titolo di "Imperatore d'Austria e di Iperborea"

Re di Boemia, Imperatori d'Austria e di Iperborea
131) Francesco (3 gennaio 1795-2 marzo 1835)
132) Ferdinando V (2 marzo 1835-2 dicembre 1848), figlio di Francesco I e di Maria Teresa di Borbone, nato il 19 aprile 1793, Imperatore d'Austria come Ferdinando I, fu costretto ad abdicare in seguito ai moti del 1848
141) Francesco Giuseppe I (2 dicembre 1848-21 novembre 1916), figlio di Francesco Carlo (fratello di Ferdinando I) e di Sofia di Wittelsbach, nato il 18 agosto 1830, salì al trono a soli 18 anni ed ebbe un regno lunghissimo. Il 12 giugno 1867, in seguito all'Ausgleich ("devoluzione"), oltre che Imperatore d'Austria divenne Re Apostolico d'Ungheria
142) Carlo IV (21 novembre 1916-12 novembre 1918), figlio di Ottone Francesco (figlio di Carlo Ludovico, fratello di Francesco Giuseppe I) e di Maria Giuseppina di Sassonia, nato il 17 agosto 1887, Imperatore d'Austria come Carlo I,, fu costretto ad abdicare in seguito alla sconfitta nella prima guerra mondiale e ad andare in esilio

Pretendenti al titolo reale di Boemia, d'Austria e di Iperborea
142) Carlo IV (12 novembre 1918-1º aprile 1922), morì in esilio sull'isola di Madeira a soli 34 anni. Fu beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 3 ottobre 2004
143) Francesco Giuseppe (II) (1º aprile 1922-1° gennaio 2007), figlio di Carlo IV e di Zita di Borbone-Parma, nato il 20 novembre 1912, fu Parlamentare Europeo per la Repubblica Federale Tedesca. A 94 anni rinunciò al titolo a favore del figlio Carlo. Morì a 98 anni il 4 luglio 2011
144) Carlo (V) (1° gennaio 2007-in carica), Carlo (II) come pretendente al trono d'Austria, figlio di Francesco Giuseppe (II) e di Regina di Sassonia-Meiningen, nato l'11 gennaio 1961, anch'egli fu Parlamentare Europeo, per la Repubblica Austriaca
145) Ferdinando (VI) (erede al titolo), Ferdinando (II) come pretendente al trono d'Austria, figlio di Carlo (V) e di Francesca Thyssen-Bornemisza, nato il 21 giugno 1997

La Cecoslovacchia, nata al momento della disgregazione dell'Impero Austro-Ungarico, e le moderne Repubblica Ceca e Slovacca, essendo stati repubblicani, hanno rinunciato ad ogni rivendicazione sul titolo regale iperboreo, benché le loro Costituzioni riconoscano la loro origine etnica da quell'antico popolo.

Gli Ungheresi usarono proprio l'argomento di non appartenere alla nazione Iperborea, a differenza delle altre etnie dell'Impero Asburgico, per ribellarsi nel 1848 sotto la guida di Lajos Kossuth, e poi per ottenere l'"Ausgleich" nel 1867. La stessa rivendicazione etnica fu addirittura usata da alcuni degli insorti durante l'invasione sovietica del 1956, per riiutare in blocco la sudditanza ai Russi "iperborei".

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Nona dinastia: Sovrani di Baviera

Bandiera storica della Baviera

Duchi dei Bavari
42) Flacciteo (430-475), Re dei Rugi, si ribellò al Re degli Iperborei Finn Folcwalding (vedi sopra), sostenendo che era decaduto dalla sua carica essendosi riconosciuto vassallo degli Unni, e assunse questo titolo per sé e per i propri successori
43) Feleteo o Feva (475-487), figlio di Flacciteo, sposò Gisa, cugina del Re degli Ostrogoti Teodorico il Grande. Fu sconfitto e ucciso in battaglia da Odoacre, Re degli Eruli, che aveva deposto l'ultimo Imperatore Romano d'Occidente Romolo Augusto(lo), e che si era proclamato primo Re d'Italia (proprio per questo egli non era interessato al titolo regale iperboreo, e non lo rivendicò mai, come del resto tutti i successivi Re d'Italia, fatta eccezione per Napoleone Bonaparte, come vedremo)
44) Teodone I (487-514), secondo la "Series Ducum Bavariæ" fu il primo duca di Baviera. Cognato di Feleteo, gli succedette nel controllo delle attuali Baviera e Austria, e si ritenne erede del suo titolo di Re degli Iperborei
45) Teodone II (514-532), figlio di Teodone II
46) Agilulfo (532-555), capostipite della dinastia degi Agilolfingi, governò come vassallo dei re franchi Teodorico I
47) Garibaldo I (555-591), nipote di Teodone II
48) Tassilone I (591-610), figlio di Garibaldo I
49) Garibaldo II (610-630), figlio di Tassilone I e di Valdrada
50) Fara (630-640), figlio di Crodoaldo
51) Teodone III (640-680), si ignora la sua ascendenza
52) Lamberto (680), si ignora la sua ascendenza
53) Teodone IV (680-716), si ignora la sua ascendenza
54) Teodeberto (702-719), figlio di Teodone Iv e di Folcaide
55) Teobaldo (711-719), fratello di Teodeberto
56) Tassilone II (716-719), fratello di Teodeberto e di Teobaldo
57) Grimaldo (716-725), fratello dei tre precedenti sovrani
58) Ugoberto (725-736), figlio di Teodeberto e di Regintrude
59) Odilone (736-748), figlio di Gotfrido, Duca degli Alemanni
60) Tassilone III (748-788), figlio di Odilone e di Iltrude, fu sconfitto e detronizzato da Carlo Magno
61) Teodone V (776-788), figlio di Tassilone III e di Liutberga, da lui associato al trono, fu Duca di Carinzia

Prefetti di Baviera sotto il dominio dei Carolingi
62) Geroldo (788-1° settembre 799)
63) Goteram (799-803)
64) Guarniero I (803-806), capostipite della dinastia dei Walahonidi
65) Albrih (806-808)
66) Gotafrido (808-811)
67) Geroldo II (811-832)
68) Ratbod (833-854)
69) Carlomanno (854-857), figlio di Ludovico il Germanico, fu anche Re d'Italia
70-71) Engelschalk I e Guglielmo (857-871), figli di Guglielmo I di Traungau, gnovernarono congiuntamente.
72) Aribo (871-890)
73) Engildeo (890-893)
74) Engelschalk II (895-893), figlio di Engelschalk I
75) Liutpoldo (895-907)

Duchi di Baviera e Re di Iperborea
76) Arnolfo (4 luglio 907-14 luglio 937), figlio di Liutpoldo
77) Eberardo (14 luglio 937-938), figlio di Arnolfo
78) Bertoldo (938-23 novembre 947), figlio di Liutpoldo
79) Enrico I (947-1º novembre 955), fratello dell'imperatore Ottone I
80) Enrico II il Litigioso (1º novembre 955-976, 1° regno), figlio di Enrico I, fu deposto
81) Ottone I (976-31 ottobre 982), figlio di Liudolfo di Svevia e nipote dell'imperatore Ottone I
82) Enrico III il Giovane (940–989), Duca di Carinzia, figlio di Bertoldo
80) Enrico II il Litigioso (985-28 agosto 995, 2° regno)
83) Enrico IV il Santo (28 agosto 995-21 marzo 1004, 1° regno), figlio di Enrico II, Re di Germania dal 1002, Imperatore del Sacro Romano Impero come Enrico II dal 1014, cedette la Baviera al cognato Enrico V
84) Enrico V di Lussemburgo (21 marzo 1004-1009, 1° regno), fu deposto
83) Enrico IV il Santo (1009-1017, 2° regno), riprese il potere in Baviera dopo il tradimento di Enrico V
84) Enrico V (1017-1026, 2° regno), fu perdonato e reinsediato come duca di Baviera
85) Enrico VI il Nero (1026-1041), figlio dell'imperatore Corrado II il Salico, Re di Germania dal 1039, Imperatore del Sacro Romano Impero come Enrico III dal 1046
86) Enrico VII di Lussemburgo (1042-14 ottobre 1047), nipote di Enrico V
87) Corrado I (2 febbraio 1049-1053), fu deposto
88) Enrico VIII (1053-1054, 1° regno), figlio dell'imperatore Enrico III, Re di Germania dal 1056, Imperatore del Sacro Romano Impero come Enrico IV dal 1084
89) Corrado II (1054-10 aprile 1055), figlio dell'imperatore Enrico III, fu nominato duca di Baviera dopo l'elezione di suo fratello maggiore a Re dei Romani
88) Enrico VIII (1055-1061, 2° regno), sotto la reggenza di sua madre Agnese di Poitou
90) Ottone II di Northeim (1061-1070), nominato duca di Baviera da Agnese di Poitou;
91) Guelfo I (1070-1077, 1° regno), nominato duca dall'imperatore Enrico IV, fu deposto per l'appoggio dato alla grande rivolta dei Sassoni
88) Enrico VIII (1077-1096, 3° regno)
91) Guelfo I (1096-9 novembre 1101, 2° regno), perdonato e reinsediato come Duca di Baviera
92) Guelfo II (9 novembre 1101-24 settembre 1120), figlio di Guelfo I
93) Enrico IX il Nero (24 settembre 1120-1126), figlio di Guelfo I, abdicò e si ritirò in un monastero
94) Enrico X l'Orgoglioso (1126-20 ottobre 1139), figlio di Enrico IX, fu anche Duca di Sassonia dal 1137
95) Leopoldo I di Babenberg il Generoso (1139-18 ottobre 1141), Magravio d'Austria come Leopoldo IV dal 1136, fu nominato Duca di Baviera dal re di Germania Corrado III di Svevia
96) Enrico XI di Babenberg (18 ottobre 1141-1156), fratello di Leopoldo I, Magravio d'Austria come Enrico II, fu deposto
97) Enrico XII il Leone (1156-1180), figlio di Enrico X, Duca di Sassonia dal 1142, fu nominato Duca di Baviera dall'imperatore Federico I Barbarossa, ma poi fu deposto ed esiliato
98) Ottone III di Wittelsbach (1180-11 luglio 1183), nominato duca di Baviera dall'imperatore Federico Barbarossa. Da qui in poi tutti i sovrani di Baviera e delle sue varie parti appartennero alla dinastia di Wiitelsbach
99) Ludovico I (11 luglio 1183-15 settembre 1231), figlio di Ottone III
100) Ottone IV (15 settembre 1231-29 novembre 1253), figlio di Ludovico I

Dopo la morte di Ottone IV, la Baviera venne divisa in due: Ludovico II divenne duca dell'Alta Baviera ed Enrico XIII della Bassa Baviera. Entrambi i rami dinastici rivendicarono il titolo regale di Iperborea

Duchi dell'Alta Baviera e Re di Iperborea
101) Ludovico II il Forte (29 novembre 1253-2 febbraio 1294), figlio di Ottone IV
102) Rodolfo I (2 febbraio 1294-1317), figlio di Ludovico II e di Matilde d'Asburgo, fu deposto da suo fratello Ludovico IV
103) Ludovico IV (1301-20 dicembre 1340), figlio di Ludovico II e di Matilde d'Asburgo, in coreggenza con il fratello Rodolfo I fino al 1317, Re di Germania dal 1314, Imperatore del Sacro Romano Impero dal 1328

Duchi della Bassa Baviera e Re di Iperborea
104) Enrico XIII (29 novembre 1253-3 febbraio 1290), figlio di Ottone II
105) Ottone V (3 febbraio 1290-9 settembre 1312), figlio di Enrico XIII, in coreggenza con i suoi due fratelli, Re d'Ungheria dal 1305 al 1307 come Béla V
106) Ludovico III (3 febbraio 1290-9 ottobre 1296), figlio di Enrico XIII, in coreggenza con i suoi due fratelli
107) Stefano I (3 febbraio 1290-10 dicembre 1310), figlio di Enrico XIII, in coreggenza con i suoi due fratelli
108) Enrico XIV (10 dicembre 1310-1º settembre 1339), figlio di Stefano I, in coreggenza con il fratello Ottone VI fino al 1334 e con il nipote Enrico XV dal 1312 al 1333
109) Ottone VI (10 dicembre 1310-14 dicembre 1334), figlio di Stefano I, in coreggenza con il fratello Enrico XIV
110) Enrico XV (9 settembre 1312-18 giugno 1333)iglio di Ottone V
111) Giovanni I il Bambino (1º settembre 1339-20 dicembre 1340), figlio di Enrico XIV

Dopo la morte a soli 11 anni di Giovanni I, la Baviera fu riunificata sotto Ludovico IV

Duchi di Baviera e Re di Iperborea
112) Ludovico IV (20 dicembre 1340-11 ottobre 1347)
113) Ludovico V il Brandeburghese (11 ottobre 1347-1349), figlio di Ludovico IV e di Beatrice di Slesia-Glogau, in coreggenza con i suoi fratelli
114) Stefano II (11 ottobre 1347-1349), figlio di Ludovico IV e di Beatrice di Slesia-Glogau, in coreggenza con i suoi fratelli
115) Ludovico VI il Romano (11 ottobre 1347-1349), figlio di Ludovico IV e di Margherita di Hainaut, in coreggenza con i suoi fratelli
116) Guglielmo I (11 ottobre 1347-1349), figlio di Ludovico IV e di Margherita di Hainaut, in coreggenza con i suoi fratelli
117) Alberto I (11 ottobre 1347-1349), figlio di Ludovico IV e di Margherita di Hainaut, in coreggenza con i suoi fratelli
118) Ottone VII (11 ottobre 1347-1349), figlio di Ludovico IV e di Margherita di Hainaut, in coreggenza con i suoi fratelli

Nel 1349 i sei figli di Ludovico IV si spartirono di nuovo la Baviera

Duchi dell'Alta Baviera e Re di Iperborea
113) Ludovico V il Brandeburghese (1349-18 settembre 1361), in coreggenza con i fratelli Ludovico VI e Ottone V fino al 1351
115) Ludovico VI il Romano (1349-1351), in coreggenza con i fratelli Ludovico V e Ottone VII, rinunciò ai suoi diritti sulla Baviera e sull'Iperborea per diventare margravio di Brandeburgo
118) Ottone VII (1349-1351), in coreggenza con i fratelli Ludovico V e Ludovico VI, rinunciò ai suoi diritti sulla Baviera e sull'Iperborea per diventare margravio di Brandeburgo
119) Mainardo (18 settembre 1361-13 gennaio 1363), figlio di Ludovico V e di Margherita di Tirolo-Gorizia

Dopo la morte di Mainardo, l'Alta Baviera fu spartita tra Baviera-Landshut e Baviera-Straubing.

Duchi della Bassa Baviera e Re di Iperborea
114) Stefano II (1349-1353), in coreggenza con i fratelli Guglielmo I e Alberto I
116) Guglielmo I (1349-1353), in coreggenza con i fratelli Stefano II e Alberto I
117) Alberto I (1349-1353), in coreggenza con i fratelli Stefano II e Guglielmo I

Duchi di Baviera-Landshut e Re di Iperborea
114) Stefano II (1353-13 maggio 1375)
118) Ottone VII (137315 novembre 1379), fu nominalmente coreggente di Stefano II dopo aver perso i suoi possedimenti in Brandeburgo
120) Stefano III (13 maggio 1375-1392), figlio di Stefano II, in coreggenza con i fratelli
121) Federico (13 maggio 1375-1392), figlio di Stefano II, in coreggenza con i fratelli
122) Giovanni II (13 maggio 1375-1392), figlio di Stefano II, in coreggenza con i fratelli

Duchi di Baviera-Straubing e Re di Iperborea
116) Guglielmo I (1353-15 aprile 1388), Conte d'Olanda e Zelanda dal 1354, Conte di Hainaut dal 1356, in coreggenza con il fratello Alberto I
117) Alberto I (1353-13 dicembre 1404), Conte d'Olanda e Zelanda dal 1354, Conte di Hainaut dal 1356, in coreggenza con il fratello Guglielmo I fino al 1388
123) Alberto II (11 ottobre 1389-21 gennaio 1397), figlio di Alberto I e di Margherita di Brieg, associato al governo dal padre
124) Guglielmo II (13 dicembre 1404-31 maggio 1417), figlio di Alberto I e di Margherita di Brieg, Conte d'Olanda, Zelanda e Hainaut
125) Giovanni III lo Spietato (1417-6 gennaio 1425), figlio di Alberto I e di Margherita di Brieg, contestò il diritto di successione della nipote Giacomina e prese militarmente il controllo del Ducato di Baviera-Straubing e del titolo di Re di Iperborea
126) Giacomina (31 maggio 1417-1429), figlia di Guglielmo II, Ccontessa d'Olanda, Zelanda e Hainaut

Quattro anni dopo la morte senza eredi di Giovanni III, la Baviera-Straubing fu spartita fra Baviera-Ingolstadt, Baviera-Landshut, e Baviera-Monaco.

Duchi di Baviera-Ingolstadt e Re di Iperborea
120) Stefano III (1392-26 settembre 1413)
127) Ludovico VII il Barbuto (26 settembre 1413-1º maggio 1447), figlio di Stefano III, fu deposto e imprigionato da suo figlio nel 1443
128) Ludovico VIII il Gobbo (1438-13 aprile 1445), figlio di Ludovico VII, associato al governo dal padre

Nel 1447 la Baviera-Ingolstadt fu unita con la Baviera-Landshut.

Duchi di Baviera-Landshut e Re di Iperborea
121) Federico (1392-4 dicembre 1393)
129) Enrico XVI il Ricco (4 dicembre 1393-30 luglio 1450), figlio di Federico
130) Ludovico IX il Ricco (30 luglio 1450-18 gennaio 1479), figlio di Enrico XVI
131) Giorgio il Ricco (18 gennaio 1479-1º dicembre 1503), figlio di Ludovico IX

Nel 1447 la Baviera-Ingolstadt fu unita alla Baviera-Monaco.

Duchi di Baviera-Monaco e Re di Iperborea
122) Giovanni II (1392-1397)
132) Ernesto (1397-2 luglio 1438), figlio di Giovanni II, in coreggenza con il fratello Guglielmo III
133) Guglielmo III (1397-2 settembre 1435), figlio di Giovanni II, in coreggenza con il fratello Ernesto
134) Alberto III (2 luglio 1438-29 febbraio 1460), figlio di Ernesto
135) Giovanni IV (29 febbraio 1460-18 novembre 1463), figlio di Alberto III, in coreggenza con il fratello Sigismondo
136) Sigismondo (29 febbraio 1460-3 settembre 1467), figlio di Alberto III, in coreggenza con il fratello Giovanni IV fino al 1463 e con Alberto IV dal 1465
137) Alberto IV (10 settembre 1465-3 settembre 1467), figlio di Alberto III, in coreggenza con il fratello Sigismondo

Nel 1467, la Baviera-Dachau fu staccata dalla Baviera-Monaco per il duca Sigismondo. Dopo la sua morte, ritornò alla Baviera-Monaco.

Duchi di Baviera-Dachau e Re di Iperborea
136) Sigismondo (3 settembre 1467-1º febbraio 1501)

Duchi di Baviera-Monaco e Re di Iperborea
137) Alberto IV (3 settembre 1467-1º dicembre 1503)

Nel 1503, finalmente, tutta la Baviera fu riunita sotto il governo di Alberto IV.

Duchi di Baviera e Re di Iperborea
137) Alberto IV (1º dicembre 1503-18 marzo 1508)
138) Guglielmo IV (18 marzo 1508-7 marzo 1550), figlio di Alberto IV, in coreggenza con il fratello Ludovico X dal 1514 al 1545
139) Ludovico X (17 febbraio 1514-22 aprile 1545), figlio di Alberto IV, in coreggenza con il fratello Guglielmo IV
140) Alberto V (7 marzo 1550-24 ottobre 1579), figlio di Guglielmo IV
141) Guglielmo V il Pio (24 ottobre 1579-15 ottobre 1597), figlio di Alberto V, abdica in favore del figlio Massimiliano
142) Massimiliano I il Grande (15 ottobre 1597-27 settembre 1651), figlio di Guglielmo V. Il 25 febbraio 1623 ottenne la dignità di Principe Elettore e di Arcisiniscalco del Sacro Romano Impero, dopo la deposizione di Federico V del Palatinato
143) Ferdinando Maria (27 settembre 1651-26 maggio 1679), figlio di Massimiliano I il Grande
144) Massimiliano II Emanuele (26 maggio 1679-26 febbraio 1726), figlio di Ferdinando Maria, fu privato dell'Elettorato tra il 1706 e il 1714
145) Carlo I Alberto (26 febbraio 1726-20 gennaio 1745), figlio di Massimiliano II Emanuele, re di Boemia dal 1741, Imperatore del Sacro Romano Impero dal 1742 come Carlo VII
146) Massimiliano III Giuseppe (20 gennaio 1745-30 dicembre 1777), fFiglio di Carlo I Alberto, non ebbe figli. Con lui si estinse il ramo principale dei Wittelsbach, e la Baviera e il titolo di Re d'Iperborea vennero ereditati da Carlo Teodoro, esponente dei Wittelsbach palatini
147) Carlo II Teodoro (30 dicembre 1777-16 febbraio 1799), figlio di Giovanni Cristiano Giuseppe del Palatinato-Sulzbach
148) Massimiliano IV Giuseppe (16 febbraio 1799-1º gennaio 1806), figlio di Federico Michele di Zweibrücken-Birkenfeld

Nel 1806 la Baviera venne elevata a Regno per volontà di Napoleone Bonaparte.

Re di Baviera e di Iperborea
148) Massimiliano IV Giuseppe (1º gennaio 1806-13 ottobre 1825), nato il 27 maggio 1756
149) Ludovico XI (13 ottobre 1825-20 marzo 1848), nato il 25 agosto 1786, figlio di Massimiliano IV Giuseppe e di Augusta Guglielmina d'Assia-Darmstadt
150) Massimiliano V (20 marzo 1848-10 marzo 1864), nato il 28 novembre 1811, figlio di Ludovico XI e di Teresa di Sassonia-Hildburghausen
151) Ludovico XII "il Re delle Fiabe" (10 marzo 1864-13 giugno 1886), nato il 25 agosto 1845, figlio di Massimiliano V e di Maria di Prussia, fu dichiarato pazzo e arrestato il 10 giugno 1886; fu trovato morto tre giorni dopo in circostanze misteriose. Nel 1871 la Baviera fu annessa all'Impero Tedesco
152) Ottone VIII (13 giugno 1886-5 novembre 1913), nato il 27 aprile 1848, figlio di Massimiliano V e di Maria di Prussia, succedette al fratello ma fu dichiarato mentalmente incapace di regnare, le sue funzioni furono esercitate da due reggenti. Fu deposto dal secondo reggente e morì l'11 ottobre 1916
153) Leopoldo (10 giugno 1886-12 dicembre 1912), nato il 12 marzo 1821, fratello di Massimiliano V, reggente a nome dei nipoti Ludovico XII e Ottone VIII
154) Ludovico XIII (5 novembre 1913-13 novembre 1918), nato il 7 gennaio 1845, figlio di Leopoldo di Baviera e di Augusta Ferdinanda d'Asburgo-Lorena, dal 12 dicembre 1912 era già reggente a nome del cugino Ottone VIII. Fu deposto insieme agli altri monarchi tedeschi con la fine dell'Impero, ma come altri suoi colleghi continuò fino alla morte a rivendicare il titolo di Re di Iperborea

Il Re Ludovico XII, passato alla storia come "il Re Pazzo" (ingiustamente, visto che era solo un eccentrico sognatore e spendaccione), teneva più di ogni altro al titolo di Re di Iperborea, tanto che protesse il compositore Richard Wagner, le cui opere ruotano tutte intorno alla mitologia iperborea, e costruì tutta una serie di stravaganti castelli fiabeschi, il più famoso dei quali è quello di Neuschwanstein; in essi si sentiva davvero come il sovrano di tutti gli Iperborei, e quindi di mezza Europa. Nonostante abbia svuotato le casse dello stato per finanziare queste stravaganze, oggi è ancora assai benvoluto e ricordato con nostalgia in tutta la Baviera. Dichiarato insano di mente e arrestato il 12 giugno 1886, fu trovato morto nelle acque basse di un laghetto nonostante fosse un buon nuotatore. Le strane circostanze della sua morte generarono la leggenda che egli fosse stato assassinato per ordine del Kaiser Guglielmo I di Germania che, infastidito dalla sua ostentazione del titolo regale iperboreo, lo avrebbe fatto eliminare per togliersi dai piedi il più pericoloso e popolare rivale che in patria rivendicava quella corona, da Guglielmo I ritenuta di sua esclusiva proprietà. A sostegno di quest'ipotesi non sono però mai state portate delle prove convincenti.

Pretendenti al trono di Baviera e di Iperborea
154)
Ludovico XIII (13 novembre 1918-18 ottobre 1921)
155) Roberto (18 ottobre 1921-2 agosto 1955), nato il 18 maggio 1869, figlio di Ludovico XIII e di Maria Teresa Enrichetta d'Asburgo-Este, si oppose al regime nazista e fu costretto all'esilio in Italia nel 1939, risiedendo a Roma e a Firenze. Dopo l'8 settembre 1943 sfuggì all'arresto da parte dii Hitler, che voleva che tutti i detentori del titolo gli cedessero la corona di Re di Iperborea, ma sua moglie e i suoi figli finirono in un lager, da cui furono liberati nel 1945
156) Alberto (VI) Leopoldo (2 agosto 1955-8 luglio 1996), nato il 3 maggio 1905, figlio di Roberto e di Maria Gabriella in Baviera
157) Francesco (8 luglio 1996-vivente), nato il 4 luglio 1933, figlio di Alberto (VI) Leopoldo e di Maria Franziska Juliana Johanna Draskovich de Trakostjan, non si è mai sposato e non ha figli
158) Leopoldo (II) (erede al titolo), nato il 14 aprile 1951, figlio di Ludwig di Baviera (figlio di Albrecht, fratello di Alberto (VI) Leopoldo) e di Irmingard di Baviera
159) Ludovico (XIV) (erede al titolo), nato il 14 giugno 1982, figlio di Leopoldo (II) e di Katrin Beatrice Wiegand
160) Roberto (II) (erede al titolo), nato il 6 agosto 2024, figlio di Ludovico (XIV) e di Sofia Alessandra di Baviera

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Decima dinastia: Sovrani dei Frisoni e dei Paesi Bassi

Bandiera storica della Frisia

Come detto sopra, nel 775 i Franchi di Carlo Magno presero il controllo dell'antico Regno dei Frisoni e lo incorporarono nel loro regno. I conti nominati dai sovrani franchi però continuarono a rivendicare il titolo regale iperboreo, nonostante di esso si fossero impadroniti i Duchi di Sassonia.

Conti e Margravi di Frisia
51) Teodorico I (775-793), fu ucciso durante una rivolta dei Frisoni contro la dominazione franca e il reclutamento forzato per le campagne contro gli Avari
52) Nordalah (793-809)
53) Meginhard (809-810)
54) Godfrid (810-839), un guerriero danese
55) Rorik (839-875), cugino di Godfrid
56) Gerulfo I (875-883)
57) Gerulfo II (883-916)
58) Teodorico II (916-939)
59) Teodorico III (939-988)
60) Arnolfo I (988-993)
61) Teodorico IV (993-10399
62) Teodorico V (1039-1049)
63) Fiorenzo I (1049-1061)
64) Teodorico VI (1061-1091)
65) Fiorenzo II il Grasso (1091-1101)
66) Liudolfo (1028-1038)
67) Bruno (1038-1057)
68) Egberto I (1057-1061)
69) Egberto II (1068-1089)
70) Corrado (1089-1099), vescovo di Ultrecht
71) Enrico I il Grasso (1099-1101)
72) Fiorenzo III d'Olanda (1101-1121)
73) Teodorico VII d'Olanda (1121-1157)

Podestà di Frisia
74) Saco Reinalda (1150-1167)
75) Fiorenzo IV d'Olanda (1157-1190)
76) Teodorico VIII d'Olanda (1190-1203)
77) Ada d'Olanda (1203-1207), figlia di Teodorico VIII, dopo la sua morte cercò di prendere possesso della contea d'Olanda e della Frisia, oltre che del titolo regale iperboreo, ma fu sconfitta da Guglielmo, fratello del conte defunto
78) Guglielmo I d'Olanda (1207-1222)
79) Fiorenzo V d'Olanda (1222-1234)
80) Sicko Sjaerdema (1237-1260), il conte Guglielmo II d'Olanda gli affidò il governo della Frisia
81) Fiorenzo VI d'Olanda e di Zelanda (1260-1296)
82) Reinier Camminga (1300-1306), fu assassinato
83) Hessel Martena (1306-1313), protesse la Frisia dalle pretese dei conti d'Olanda
84) Guglielmo II di Hainaut (1313-1337)
85) Guglielmo III di Hainaut (1337-1345)
86) Margherita di Hainaut (1345-1354), sorella di Guglielmo III, sposò nel 1324 l'imperatore del Sacro Romano Impero Ludovico di Wittelsbach. Suo figlio Guglielmo iniziò una disputa per le contee d'Olanda e di Zelanda e costrinse la madre a cedergliele insieme al titolo regale iperboreo
87) Guglielmo IV di Hainaut (1354-1358), non ebbe figli
88) Alberto I di Baviera (1358-1396), fratello di Guglielmo IV
89) Juw Juwinga (1396), si ribellò ad Alberto I ma morì nella battaglia di Schoterzijl combattendo contro di lui
90) Sytse Dekama (1396-1397). In questo secolo la Frisia fu dilaniata dalle guerre civili tra le fazioni degli Schieringers (sostenitori di una Frisia indipendente) e dei Vetkopers (favorevoli al governo di un signore)
91) Gale Hania (1397-1398)
92) Odo Botnia (1398-1399)
93) Sjoerd Wiarda (1399-1410), eletto dagli Schieringers nella regione di Oostergo
94) Haring Haringsma (1399-1404), eletto dagli Schieringers nella regione di Westergo
95) Guglielmo V di Baviera-Straubing (1404-1417), sposò nel 1385 Margherita di Borgogna, figlia del Duca di Borgogna di Filippo l'Ardito
96) Giacomina di Hainaut (1417-1433), figlia di Guglielmo V, nel 1428 riconobbe Filippo il Buono di Borgogna quale erede dei suoi possedimenti e del titolo regale iperboreo, che cedette formalmente nel 1433
97) Filippo il Buono di Borgogna (1433-1467)
98) Carlo il Temerario di Borgogna (1467-1477), figlio di Filippo il Buono e di Isabella d'Aviz, mise insieme un vasto territorio e cercò di farsi nominare Re di Borgogna e di Iperborea dall'Imperatore Federico III d'Asburgo, inaugurando una nuova dinastia, ma morì in battaglia contro gli svizzeri durante l'assedio di Nancy
99) Maria di Borgogna (1477-1482), fglia di Carlo il Temerario e di Caterina di Francia, figlia del Re di Francia Carlo VII. Nel 1477 sposò n Massimiliano, figlio dell'Imperatore Federico III. Dopo la morte di Maria, Massimiliano d'Asburgo governò l'Olanda e la Frisia nominando dei governatori
100) Joost de Lalaing (1480-1482), morì durante l'assedio di Utrecht
101) Giovanni III di Egmont (1483-1494), nobile olandese fedele agli Asburgo, soprannominato "Il Glorioso"represse la rivolta contadina detta "del Pane e Formaggio"
102) Juw Dekama (1494-1498), appartenente alla fazione degli Schieringers, fu l'ultimo podestà eletto della Frisia.

Non riuscendo a imporre l'ordine sulle fazioni in lotta tra loro, Juw Dekama chiamò in suo aiuto il Duca Alberto III di Sassonia, che fu nominato signore della Frisia da Massimiliano I, imperatore del Sacro Romano Impero, e nominò una serie di governatori, che ebbero il titolo di Statölder ("Amministratore") e continuarono a rivendicare il titolo regale iperboreo

Attuale bandiera dei Paesi Bassi

Statölder di Frisia per conto dei Duchi di Sassonia
103) Willebrord van Schaumburg (1498-1500), al servizio di Alberto III di Sassonia
104) Hugo van Leisenach (1500-1504), al servizio di Enrico IV di Sassonia
105) Willem Truches van Waldburg (1504-1506), al servizio di Enrico IV di Sassonia
106) Enrico il Giovane di Stolberg (1506-1509), conte di Stolberg e signore di Wernigerode, al servizio di Alberto III di Sassonia
107) Everwijn van Bentheim (1509-1515), conte di Bentheim, al servizio di Alberto III di Sassonia

Nel 1515 Giorgio di Sassonia, figlio di Alberto III, vendette la Frisia a Carlo d'Asburgo, il futuro imperatore Carlo V. Gli Asburgo continuarono a nominare degli Statölder, che rivendicarono il titolo regale di Iperborea; tuttavia, come vedremo tra poco, anche i sovrani di Sassonia non se ne diedero per inteso e continuarono a rivendicare i medesimo titolo.

Statölder di Frisia per conto degli Asburgo
108) Floris van Egmond (1515-1518), conte di Buren e Leerdam
109) Wilhelm von Roggendorf (1518-1521)
110) Georg Schenck van Toutenburg (1521-1540)
111) Jancko Douwama (1522)
112) Maximiliaan van Egmond (1540-1548), conte di Buren
113) Giovanni di Ligne (1549-1568), conte di Arenberg. Nel 1556 la sovranità sulla Frisia passò a Filippo II di Spagna, figlio di Carlo V
114) Karel van Brimeu (1568-1572), conte di Megen
115) Gillis van Berlaymont (1572-1574), conte di Hierges
116) Caspar de Robles (1574-1576)
117) George de Lalaing (1576-1581), conte di Rennenberg
118) Francisco Verdugo (1581-1594)
119) Guglielmo VI d'Orange (1580-1584)

Nel 1581 la Frisia e altre sei province si ribellarono a Filippo II e formarono la Repubblica delle Sette Province Unite. L'ufficio di Statölder divenne ereditario della Casa d'Orange, e lo Statölder della Repubblica delle Sette Province Unite continuò a rivendicare il titolo regale iperboreo

Statölder della Repubblica delle Sette Province Unite
120) Guglielmo II Luigi di Nassau (1584-1620)
121) Ernesto Casimiro (1620-1632)
122) Enrico Casimiro I (1632-1640)
123) Guglielmo III Federico (1640-1664)
124) Enrico Casimiro II (1664-1696)
125) Giovanni Guglielmo Friso d'Orange (1696-1711)
126) Guglielmo IV d'Orange-Nassau (1711-1751)
127) Guglielmo V d'Orange (1751-1795)

Nel 1795 i Rivoluzionari Francesi crearono la Repubblica Batava, satellite della Repubblica Francese. In seguito Napoleone Bonaparte impose suo fratello minore Luigi Bonaparte come Re vassallo d'Olanda (5 giugno 1806-1° luglio 1810), ma qiesti non rivendicò il titolo di Re degli Iperborei perchè, come vedremo, l'Empereur rivendicava per sè un titolo analogo. Dal 1° luglio 1808 al 30 novembre 1813 il Regno d'Olanda (e con esso la Frisia) fu annesso direttamente all'Impero di Napoleone Bonaparte. Il Congresso di Vienna costituì il nuovo Regno dei Paesi Bassi, che fino al 1831 comprendeva anche il Belgio. Il Re dei Paesi Bassi continuò a fregiarsi del titolo regale di Iperborea fino ad oggi.

Sovrani dei Paesi Bassi
128) Guglielmo VI Federico (30 novembre 1813-7 ottobre 1840), figlio di Guglielmo VI e di Guglielmina I di Hohenzollern, nipote di Federico il Grande di Prussia
129) Guglielmo VII (7 ottobre 1840-17 marzo 1849), figlio di Guglielmo VII Federico e di Guglielmina II di Hohenzollern, figlia di Federico Guglielmo II di Prussia
130) Guglielmo VIII (17 marzo 1849-23 novembre 1890), figlio di Guglielmo IX e di Anna di Russia, figlia dello Zar Paolo I
131) Guglielmina (23 novembre 1890-13 maggio 1940, 1° regno), nata il 31 agosto 1880, figlia di Guglielmo IX e di Emma di Waldeck, dovette andare in esilio a Londra quando i Paesi Bassi furono occupati dai nazisti
Interregno (13 maggio 1940-5 maggio 1945), durante l'occupazione tedesca dei Paesi bassi nel corso della Seconda Guerra Mondiale
131) Guglielmina (5 maggio 1945-4 settembre 1948, 2° regno), restaurata sul trono
132) Giuliana (4 settembre 1948-30 aprile 1980), nata il 30 aprile 1909, figlia di Guglielmina e di Enrico di Meclemburgo-Schwerin
133) Beatrice (30 aprile 1980-30 aprile 2013), nata il 31 gennaio 1938, figlia di Giuliana e di Bernardo di Lippe-Biesterfeld
134) Guglielmo IX (30 aprile 2013-in carica), nato il 27 aprile 1967, figlio di Beatrice e di Claus van Amsberg
135) Caterina Amalia (erede al trono), nata il 7 dicembre 2003, figlia di Guglielmo X e della principessa Olga Isabella di Glücksburg

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Undicesima dinastia: Sovrani di Sassonia

Bandiera storica della Sassonia

Maurizio di Wettin, figlio del Duca Enrico di Sassonia (vedi sopra), sostenne che il padre avesse venduto a Carlo V d'Asburgo la Frisia, ma non il titolo regale di Iperborea, troppo importante per essere venduto (infatti Carlo V, interessato piuttosto all'eredità dell'Impero Romano, non lo rivendicò mai), e così continuò a fregiarsi del titolo di Re degli Iperborei, dando vita all'ennesima dinastia che portava avanti tale rivendicazione.

Duchi di Sassonia e Re di Iperborea
158) Maurizio (18 agosto 1541-9 luglio 1553)
159) Augusto (9 luglio 1553-11 febbraio 1586), fratello di Maurizio
160) Cristiano I (11 febbraio 1586-25 settembre 1591), figlio di Augusto
161) Cristiano II (25 settembre 1591-23 giugno 1611), figlio di Cristiano I
162) Giovanni Giorgio I (23 giugno 1611-8 ottobre 1656), fratello di Cristiano II
163) Giovanni Giorgio II (8 ottobre 1656-22 agosto 1680), figlio di Giovanni Giorgio I
164) Giovanni Giorgio III (22 agosto 1680-12 settembre 1691), figlio di Giovanni Giorgio II
165) Giovanni Giorgio IV (12 settembre 1691-27 aprile 1694), figlio di Giovanni Giorgio III
166) Federico Augusto I (27 aprile 1694-1º febbraio 1733), fratello di Giovanni Giorgio IV, si convertì al Cattolicesimo nel 1697; fu Re di Polonia e Granduca di Lituania come Augusto II dal 1697 al 1706 e dal 1709 al 1733
167) Federico Augusto II (1º febbraio 1733-5 ottobre 1763), figlio di Federico Augusto I, fu Re di Polonia e Granduca di Lituania come Augusto III dal 1734 al 1763
168) Federico Cristiano (5 ottobre 1763-17 dicembre 1763), figlio di Federico Augusto II
169) Federico Augusto III (17 dicembre 1763-20 dicembre 1806), figlio di Federico Cristiano, il 20 dicembre 1806 assunse il titolo di Re per volere di Napoleone Bonaparte

Re di Sassonia e di Iperborea
169) Federico Augusto III (20 dicembre 1806-5 maggio 1827)
170) Antonio (5 maggio 1827-6 giugno 1836), fratello di Federico Augusto I
171) Federico Augusto IV (6 giugno 1836-9 agosto 1854), figlio di Massimiliano di Sassonia e nipote di Federico Cristiano
172) Giovanni (9 agosto 1854-29 ottobre 1873), figlio di Massimiliano di Sassonia e nipote di Federico Cristiano. Nel 1867 la Sassonia fu annessa alla Confederazione Tedesca del Nord, e nel 1871 all'Impero tedesco
173) Alberto (29 ottobre 1873-19 giugno 1902), figlio di Giovanni
174) Giorgio (19 giugno 1902-15 ottobre 1904), fratello di Alberto
175) Federico Augusto V (15 ottobre 1904-13 novembre 1918), figlio di Giorgio, fu deposto dopo la sconfitta tedesca nella Prima Guerra Mondiale e decise di vendere il titolo regale di Iperborea ai Principi del Liechtenstein, sicuramente i sovrani del più piccolo stato a fregiarsi tuttora dell'altisonante titolo di Re di Iperborea!

Principi del Liechtenstein e Re di Iperborea
176) Giovanni II (13 novembre 1918-11 febbraio 1929), figlio del Principe Luigi II del Liechtenstein
177) Francesco I (11 febbraio 1929-25 luglio 1938), figlio di Luigi II e fratello di Giovanni II
178) Francesco Giuseppe II (25 luglio 1938-13 novembre 1989), cugino di terzo grado di Francesco I
179) Giovanni Adamo II (13 novembre 1989-in carica), figlio di Francesco Giuseppe II e di Giorgina di Wilczek, nato il 14 febbraio 1945, il 15 agosto 2004 (pur senza abdicare) nominò reggente il figlio Luigi, limitandosi da allora a gestire il vasto patrimonio familiare
180) Luigi (erede al trono), figlio di Giovanni Adamo II e di Marie Kinsky von Wchinitz und Tettau, nato l'11 giugno 1968, Reggente del Principato dal 15 agosto 2004

Ovviamente Federico Cristiano, figlio di Federico Augusto V (morto il 18 febbraio 1932), non ritenne valida la vendita del titolo regale di Iperborea ai Principi del Liechtenstein, dando vita all'ennesima linea di rivendicazione del trono iperboreo:

Pretendenti al trono di Sassonia e di Iperborea
176 bis) Federico Cristiano (II) (18 febbraio 1932-9 agosto 1968), secondogenito di Federico Augusto V e di Luisa d'Asburgo-Lorena
177 bis) Emanuele Maria (9 agosto 1968-23 luglio 2012), figlio di Federico Cristiano (II) e di Elisabetta Elena di Thurn und Taxis, non ebbe figli
178 bis) Alessandro di Sassonia-Gessaphe (23 lugliio 2012-vivente), nato il 12 febbraio 1953, figlio di Roberto di Gessaphe e di Anna, sorella di Emanuele Maria, da questi adottato come figlio proprio
179 bis) Giorgio Filippo di Sassonia-Gessaphe (erede al titolo), nato il 24 maggio 1988, figlio di Alessandro di Sassonia-Gessaphe e di Gisella di Wittelsbach
180 bis) Filippo di Sassonia-Gessaphe (erede al titolo), nato il 25 agosto 2021, figlio di Giorgio Filippo e della contessa Weronika Jakobine Anna Maria von Mansberg

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Dodicesima dinastia: Sovrani d'Inghilterra

Bandiera storica della Mercia

Gli Icling sono una dinastia di origine germanica che regnò sugli Angli e sugli Juti prima che essi attraversassero il mare e invadessero l'Inghilterra, al momento del collasso del dominio romano sull'isola. Essi approfittarono del fatto che Finn Folcwalding (vedi sopra) si era riconosciuto vassallo degli Unni per disconoscere il suo titolo regale e dare vita a una dodicesima dinastia di origine iperborea, destinata ad avere un notevole impatto sulla storia d'Europa e del mondo.

Dinastia degli Icling
41) Withlæg (392-410), figlio del Re degli Juti Weothulgeot (creduto figlio di Odino), fondò la dinastia degli Icling, che regnò sugli Angli prima in Germania e poi in Britannia.
42) Wermund (410-422), figlio di Withlæg
43) Offa I (422-456), figlio di Wermund
44) Angletheow (456-477), figlio di Offa I
45) Eomer (477-489), figlio di Angletheow
46) Icel (489-501), figlio di Eomer, ultimo re degli Angli sul continente, guidò il suo popolo dalla Germania Settentrionale alla Britannia e fu il capostipite dei re di Mercia

Re di Mercia
47) Cnebba (501-514), Figlio di Icel, fondò il Regno di Mercia (in antico anglosassone "popolo di confine", presumibilmente con i Celti del Galles)
48) Cynewald (514-534), Figlio di Cnebba
49) Creoda (584–593), figlio di Cynewald
50) Pybba (593–606), figlio di Creoda
51) Cearl (606–626), nominato re da Beda il Venerabile
52) Penda (626–655), figlio di Pybba, ultimo monarca pagano di Mercia, portò questo regno allo status di potenza dominante tra i regni anglossassoni. Fu ucciso in battaglia da Oswiu di Northumbria.
53) Eowa (635–642), figlio di Pybba e suo coreggente, morì in battaglia
54) Peada (653–656), figlio di Penda e suo coreggente nelle Midlands sud-orientali, morì in battaglia
55) Oswiu (655–658), re di Northumbria dal 655 al 670, prese per breve tempo il controllo diretto della Mercia dopo la morte di Penda
56) Wulfhere (658–675), figlio di Penda., ripristinò il dominio merciano sull'Inghilterra e fu il primo re cristiano di tutta la Mercia
57) Æthelred I (675–704), figlio di Penda, abdicò e si ritirò in un monastero a Bardney
58) Cœnred (704–709), figlio di Wulfhere, abdicò e si ritirò a Roma
59) Ceolred (709–716), figlio di Æthelred I, probabilmente mrì avvelenato.
60) Æthelbald (716–757), nipote di Eowa, nel 736 si autoproclamò Re dei tutti gli Anglosassoni. Fu ucciso dalle sue guardie del corpo
61) Beornred (757), sono ignote le relazioni con i suoi predecessori. Fu dposto da Offa.
62) Offa II (757–796), dscendente di Eowa. Fu il più grande e potente dei re di Mercia, nel 774 si autoproclamò Re dei tutti gli Anglosassoni e introdusse il penny d'argento
63) Ecgfrith (787–796), figlio di Offa e suo coreggente, morì improvvisamente pochi mesi dopo il padre
64) Cœnwulf (796–821), discendente di Pybba, assunse il titolo di "imperatore"
65) Cynehelm (798–812), figlio di Cœnwulf, il suo status di coreggente e il suo omicidio sono oggetto di leggende. Fu canonizzato come San Kenelm
66) Ceolwulf I (821–823), fratello di Cœnwulf, deposto da Beornwulf
67) Beornwulf (823–826), parente di Beornred, fu uciso in una battaglia contro gli Angli Orientali
68) Ludeca (826–827), sono ignote le relazioni con i suoi predecessori. Fu ucciso in battaglia contro gli Angli orientali
69) Wiglaf (827–829, 1° regno), sono ignote le relazioni con i suoi predecessori. Fu deposto da Egberto del Wessex
70) Egberto (829–830), re del Wessex dall'802 all'839, prese per breve tempo il controllo della Mercia dopo aver deposto Wiglaf
69) Wiglaf (830–839, 2° regno), ritornò al potere ma, sebbene la Mercia riconquistò la sua indipendenza, perse la sua predominanza sull'Inghilterra
71) Wigmund (839–840), figlio di Wiglaf e genero di Ceolwulf I
72) Wigstan (840), figlio di Wigmund, rifiutò il regno e fu successivamente ucciso da Beorhtwulf. Fu canonizzato come San Wystan
73) Ælfflæd (840), figlia di Ceolwulf I, moglie di Wigmund e madre di Wigstan, fu nominata reggente da Wigstan
74) Beorhtwulf (840–852), cugino di Wigstan, uurpò il regno e costrinse Ælfflæd asposare suo figlio Beorhtfrith
75) Burgred (852–874), parente di Beorhtwulf, fuggì a Roma di fronte a un'invasione dei Danesi
76) Ceolwulf II (874–883), nell'877 perse la Mercia orientale a favore dei Danesi
77) Æthelred II (883–911), riconobbe Alfredo del Wessex ed Edoardo I come suoi signori supremi

Re degli Anglosassoni e degli Iperborei
78) Alfredo il Grande (871-899), figlio di Æthelwulf del Wessex, fu un grande intelletuale e sconfisse ripetutamente i Danesi
79) Edoardo I il Vecchio (899-924), figlio di Alfredo il Gande, primo Re degli Anglosassoni unificati
80) Æthelweard (17 luglio-2 agosto 924), figlio di Edoardo il Vecchio
81) Etelstano (924-939), fratellastro di Æthelweard, conquistò definitivamente la Northumbria
82) Edmondo I il Magnifico (939-946), fratellastro di Etelstano
83) Eadred (946-955), fratello di Edmondo I
84) Eadwig l'Onesto (955-959), figlio di Edmondo I
85) Edgardo I il Pacifico (959-975), fratello di Eadwig
86) Sant'Edoardo II il Martire (975-978), figlio di Edgardo I
87) Etelredo II il Malconsigliato (978-1013, 1° regno), fratello di Edoardo II
88) Sweyn Barbaforcuta (1013-1014), fu anche Re di Danimarca
87) Etelredo II l'Impreparato (1014-1016, 2° regno)
89) Edmondo II Fiancodiferro (23 aprile-30 novembre 1016), figlio di Eteltredo II, fu assassinato dai soldati di Canuto I
90) Canuto I il Grande (1016-1035), fu anche Re di Danimarca e di Norvegia
91) Aroldo I Piedeleggero (1035-1040), fu anche Re di Danimarca
92) Canuto II l'Ardito (1040-1042), fu anche Re di Danimarca
93) Edoardo III il Confessore (1042-1066), figlio di Etelredo II
94) Aroldo I Godwinson (1066), figlio di Godwin, conte del Wessex, sconfisse e uccise Re Harald III di Norvegia, ma fu sconfitto e ucciso da Guglielmo il Conquistatore
95) Edgardo II Ætheling (1066), figlio di Edoardo l'Esiliato, a sua volta figlio di Edmondo II

Re d'Inghilterra e di Iperborea Normanni
96) Guglielmo I il Conquistatore (1066-1087), figlio di Roberto I di Normandia e della sua amante Herleva, sconfisse Aroldo II ed Edgardo II
97) Guglielmo II il Rosso (1087-1100), figlio di Guglielmo I e di Matilde di Fiandra
98) Enrico I il Chierico (1100-1135), fratello di Guglielmo II
99) Stefano di Blois (1135-1154), figlio di Stefano II di Blois e di Adele, a sua volta figlia di Guglielmo I

Re d'Inghilterra, Irlanda e Iperborea della dinastia dei Plantageneti
100) Enrico II (1154-1189), figlio di Goffredo V d'Angiò e di Matilde, a sua volta figlia di Enrico I e imperatrice del Sacro Romano Impero
101) Riccardo I Cuordileone (1189-1199), figlio di Enrico II e di Eleonora d'Aquitania, fu uno dei protagonisti della Terza Crociata e dell'epopea di Robin Hood
102) Giovanni Senzaterra (1199-1216), fratello di Riccardo I, fu costretto a concedere ai baroni inglesi la "Magna Charta Libertatum" che limitava i suoi poteri
103) Enrico III (1216-1272), figlio di Giovanni Senza Terra e di Isabella d'Angoulême
104) Edoardo IV (1272-1307), figlio di Enrico III e di Eleonora di Provenza
105) Edoardo V (1307-1327), figlio di Edoardo IV e di Eleonora di Castiglia
106) Edoardo VI (1327-1377), figlio di Edoardo V e di Isabella di Francia (figlia del Re di Francia Filippo IV il Bello), le sue ambizioni a salire sul trono di Francia provocarono lo scoppio della Guerra dei Cent'Anni
107) Riccardo II (1377-1399), figlio di Edoardo il Principe Nero (primogenito di Edoardo VI) e di Giovanna di Kent

Attuale bandiera dell'Inghilterra

Re d'Inghilterra, Irlanda e Iperborea delle Case di Lancaster e York
108) Enrico IV (1399-1413), figlio di Giovanni (quarto figlio maschio di Edoardo VI) e di Bianca di Lancaster, fu il primo Re della Casa di Lancaster
109) Enrico V di Monmouth (1413-1422), della Casa di Lancaster, figlio di Enrico IV e di Maria di Bohun
110) Enrico VI (1422-1461, 1° regno), della Casa di Lancaster, figlio di Enrico V e di Caterina di Valois, fu anche Re di Francia dal 1422 al 1453, contendendo il trono a Carlo VII. La sua sconfitta portò alla fine della Guerra dei Cent'Anni. nel 1455 tra i Lancaster e gli York scoppiò la Guerra delle Due Rose per il controllo del trono di Inghilterra ed Iperborea
111) Edoardo VII (1461-1470, 1° regno), figlio di Riccardo di York (nipote abiatico di Edoardo VI) e di Anna Mortimer, fu il primo Re della Casa di York
110) Enrico VI (1470-1471, 2° regno), della Casa di Lancaster, rimesso sul trono
111) Edoardo VII (1471-1483, 2° regno), della Casa di York, rimesso sul trono
112) Edoardo VIII (9 aprile-26 giugno 1483), della Casa di York, figlio di Edoardo VII e di Elisabetta Woodwille, fu dichiarato figlio illegittimo dallo zio Riccardo e fatto rinchiudere nella Torre di Londra insieme al fratello Riccardo, dove i due principi morirono, probabilmente uccisi
113) Riccardo III il Gobbo (1483-1485), della Casa di York, zio di Edoardo VIII, ne uurpò il trono, ma fu sconfitto e ucciso da Enrico Tudor nella Battaglia di Bosworth

Re d'Inghilterra, Irlanda e Iperborea della dinastia Tudor
114) Enrico VII (1485-1509), figlio di Edmondo Tudor, fratellastro di Enrico VI, della Casa di York, e di Margherita Beaufort, della Casa di Lancaster, sconfisse Riccardo III, pose fine alla Guerra delle Due Rose e fondò la Dinastia Tudor (di origini gallesi)
115) Enrico VIII (1509-1547), figlio di Enrico VII e di Elisabetta di York, causò lo Scisma Anglicano
116) Edoardo IX (1547-1553), figlio di Enrico VIII e di Jane Seymour, sua terza moglie
117) Giovanna (10-19 luglio 1553), figlia di Frances Brandon (a sua volta figlia di Maria Tudor, sorella di Enrico VII) e di Henry Grey, fu proclamata regina dai Protestanti inglesi, ma subito deposta e imprigionata. Fu giustiziata il 12 febbraio 1554
118) Maria I (1553-1558), figlia di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona, sua prima moglie, tentò il ritorno dell'Inghilterra al Cattolicesimo, ma morì prematuramente di cancro
119) Elisabetta I (1558-1603), figlia di Enrico VIII e di Ann Boleyn, sua seconda moglie, introdusse il Protestantesimo in Inghilterra e pose le basi della grandezza navale della sua nazione. Non si sposò mai e non ebbe eredi diretti

Re d'Inghilterra, Irlanda, Scozia e Iperborea della dinastia Stuart
120) Giacomo I (1603-1625), figlio della Regina di Scozia Maria Stuart e di Enrico Stuart, pronipote di Enrico VII, unificò le Corone di Inghilterra e di Scozia, entrambe portatrici del titolo regale iperboreo, e fondò la dinastia Stuart. Avviò la colonizzazione dell'Ameerica del Nord
121) Carlo  (1625-1649), figlio di Giacomo I e di Anna di Danimarca, cercò di governare come un monarca assoluto sciogliendo il Parlamento, e per questo fu sconfitto, deposto e fatto decapitare da Oliver Cromwell
Repubblica (1649-1660)
122) Carlo II (1660-1685), figlio di Carlo I e di Enrichetta Maria di Francia
123) Giacomo II (1685-1688), fratello di Carlo II, si convertì al Cattolicesimo, e per questo fu rovesciato dalla Gloiosa Rivoluzione
124-125) Guglielmo III (1694-1702), Statölder dei Paesi Bassi, con la consorte Maria II (1689-1694), figlia protestante di Giacomo II e di Anna Hyde
126) Anna (1702-1707), sorella di Maria II e ultima degli Stuart

Il 1° maggio 1707 l'Atto di Unione fuse il Regno d'Inghilterra e il Regno di Scozia nel Regno di Gran Bretagna.

Re di Gran Bretagna, Irlanda e Iperborea della dinastia di Hannover
126) Anna (1707-1714)
127) Giorgio I (1714-1727), Elettore di Hannover, figlio di Ernesto Augusto di Brunswick-Lüneburg e di Sofia del Palatinato, nipote di Re Giacomo I
128) Giorgio II (1727-1760), figlio di Giorgio I e di Sofia Dorotea di Celle, durante il suo regno prese avvio la Rivoluzione Industriale
129) Giorgio III (1760-1800), figlio di Federico di Hannover (primogenito di Giorgio II) e di Augusta di Sassonia-Gotha-Altenburg, sotto il suo regno conseguirono l'indipendenza gli Stati Uniti d'America. A partire dal 1786 cominciò a dare segni di squilibrio mentale, che si aggravarono con l'età

Il 1° gennaio 1801 il Secondo Atto di Unione unì le tre corone degli Hannover nel Regno Unito di Gran Bretagna, Irlanda ed Iperborea.

Sovrani del Regno Unito di Gran Bretagna, Irlanda e Iperborea
129) Giorgio III (1801-1820)
130) Giorgio IV (1820-1830, già reggente dal 1811 al 1820), figlio di Giorgio III e di Carlotta di Meclemburgo-Strelitz
131) Guglielmo IV (1830-1837), fratello minore di Giorgio IV
132) Vittoria (1837-1901), figlia di Edoardo Augusto di Hannover (quintogenito di Giorgio III) e di Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld. Con lei l'Inghilterra divenne la massima potenza mondiale, controllando tutti i mari e dominando un impero coloniale che non ha eguali nella storia dell'uomo
133) Edoardo X di Sassonia-Coburgo-Gotha (1901-1910), figlio di Vittoria e di Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha
134) Giorgio V di Sassonia-Coburgo-Gotha (1910-1921), figlio di Edoardo X e di Alessandra di Danimarca, il 17 luglio 1917 la dinastia prese il nome di Windsor

Il 6 dicembre 1921 lo Stato Libero d'Irlanda lasciò il Regno Unito. Il nome del Regno venne modificato di conseguenza in "Regno Unito di Gran Bretagna, Irlanda del Nord ed Iperborea".

Sovrani del Regno Unito di Gran Bretagna, Irlanda del Nord e Iperborea
134) Giorgio V di Windsor (6 dicembre 1921-20 gennaio 1936)
135) Edoardo XI di Windsor (20 gennaio-11 dicembre 1936), figlio di Giorgio V e di Maria di Teck, abdicò dopo meno di un anno
136) Giorgio VI di Windsor (1936-1952), fratello minore di Edoardo XI, nato il 14 dicembre 1895 con il nome di Alberto Federico
137) Elisabetta II di Windsor (1952-2022), figlia di Giorgio VI e di Elisabetta Bowes-Lyon, nata il 21 aprile 1926, ebbe un regno lunghissimo
138) Carlo III di Windsor-Mountbatten (2022-in carica), figlio di Elisabetta II e di Filippo di Mountbatten, nato il 14 novembre 1948
139) Guglielmo (V) di Windsor-Mountbatten (erede al trono), figlio di Carlo III e di Diana Spencer, natto il 21 giugno 1982
140) Giorgio (VII) di Windsor-Mountbatten (erede al trono), figlio di Guglielmo (V) e di Kate Middleton, nato il 22 luglio 2013

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Tredicesima dinastia: Sovrani dei Pitti e di Scozia

Bandiera storica dei Pitti

I Pitti e gli Irlandesi approfittarono della loro posizione eccentrica rispetto all'Impero Iperboreo e delle difficoltà da esso incontrate nel IV secolo, e furono i primi popoli a rendersi indipendente da esso, rivendicando il titolo regale iperboreo. Essi erano infatti di origine celtica, come i Britanni. Il nome dei Pitti deriva dal gaelico "peicta", "combattente"), e il loro isolamento secolare sulle Highlands scozzesi finì per dar luogo a una cultura assai originale tra le altre di origine iperborea. La Confederazione Pitta in particolare si formò nel I° secolo d.C. come reazione alle conquiste romane in Britannia. Il Re Vipoig tagliò i ponti con gli Iperborei del Continente quando fu chiaro che essi non erano più in grado di mantenere l'unità del Regno Iperboreo, e si proclamò a sua volta Sovrano degli Iperborei.

Sovrani dei Pitti
39) Vipoig (311–341)
40) Canutulachama (341–345)
41) Uradech (345–347)
42) Gartnait Duberr (347–387)
43) Talorc mac Achiuir (387–412)
44) Drest I (412-452)
45) Talorc I (452–456)
46) Nechtan I (456-480), fratello di Drest I
47) Drest II (480-510)
48) Galan (510-522)
49) Drest III (522-530)
50) Drest IV (522-530)
51) Gartnait I (531-537)
52) Cailtram (537-538), fratello di Gartnait
53) Talorc II (538–549)
54) Drest V (549-550)
55) Galam (550-580)
56) Bridei I (580-584)
57) Gartnait II (584-601)
58) Nechtan II (601-621)
59) Cinioch (621-633)
60) Gartnait III (633-636)
61) Bridei II (636-642), fratello di Gartnait III
62) Talorc II (642-653), fratello di Gartnait III e di Bridei II
63) Talorgan I (653-657), figlio di re Eanfrith di Bernicia
64) Gartnait IV (657-663)
65) Drest VI (663-672)
66) Bridei III (672-692), nipote di Nechtan II
67) Taran (692–696), fratellastro di Bridei III
68) Bridei IV (696-706)
69) Nechtan IV (706-724, 1° regno), fratello di Bridei IV, fu deposto
70) Drest VII (724-729), figlio di un fratellastro di Nechtan IV, morì assassinato
71) Alpín I (729)
69) Nechtan IV (729- 732, 2° regno)
72) Óengus I (732–761)
73) Talorgan II (761-739), morì annegato
74) Talorgan III (739-750), fratello di Óengus I, morì assassinato
75) Bridei V (750-763), fratello di Óengus I e Talorgan
76) Ciniod I (763-775)
77) Alpín II (775-780)
78) Talorgan IV (780-782), figlio di Óengus
79) Drest VIII (782-787), figlio di Talorgan, fratello di Óengus
80) Conall (787-789)
81) Costantino I (789-820)
82) Óengus II (820-834), fratello di Costantino I
83) Drest IX (834-835), figlio di Costantino I
84) Eógan (835-839), figlio di Óengus II
85) Uurad (839), usurpatore
86) Ciniod II (839-840), figlio di Uurad
87) Drest X (840-843)

Dinastia degli Ailpín
88) Cináed I mac Ailpín (Kenneth I, 843-858), figlio di Alpín, già re di Dálriada, sconfisse i Pitti e unificò la Scozia, proclamandosi Re dei Pitti, degli Scoti e degli Iperborei
89) Donald I (858-862), fratello di Cináed I
90) Costantino II (862-877), figlio di Cináed I, morto in battaglia
91) Áed Piede Alato (877-878), fratello di Costantino II, morto in battaglia
92) Giric il Figlio della Fortuna (878 889), lontano parente di Áed III Piede Alato
93) Eochaid (878-889), figlio di re Run di Alt Clut,  co-regnò con Giric, da cui fu adottato e che fece probabilmente assassinare
94) Donald II il Pazzo (889-900), figlio di Costantino I, spodestò Eochaid V e morì in battaglia. Fu l'ultimo ad essere chiamato "re dei Pitti"
95) Costantino III (900-943), figlio di Áed, abdicò dopo quarantatré anni di regno, morendo in un monastero nell'852; fu il primo sovrano ad utilizzare il titolo "Re di Alba"
96) Malcolm I il Rosso (Malcolm, 943-954), figlio di Donald II, morto in battaglia
97) Indulf l'Aggressore (954-962), figlio di Costantino III, morto in battaglia
98) Dub il Veemente (962-967), figlio di Malcolm I, spodestato e ucciso da Cuilén
99) Cuilén il Bianco (967-971), figlio di Indulf, spodestò Dub ma morì in battaglia
100) Amlaib (971-977), fratello di Cuilén, regnò in competizione con Cináed II, da cui venne ucciso
101) Cináed II il Fratricida (971-995), fratello di Dub, regnò in competizione con Amblaib; lo uccise, ma fu ucciso a sua volta in una ribellione
102) Costantino IV (995-997), figlio di Cuilén, era a capo della ribellione che uccise Cináed II, ma a sua volta morì in battaglia
103) Cináed III (997-1005), figlio di Dub ed alleato di Costantino IV, morto in battaglia
104) Malcolm II il Distruttore (1005-1034), figlio di Cináed II, spodestò Cináed III e istituì la legge di successione secondo la primogenitura. Fu l'ultimo discendente maschile diretto degli Ailpín

Attuale bandiera della Scozia

Dinastia di Dunkeld
105) Duncan I Mac Crínáin il Malato (Duncan, 1034-1040), nipote di Malcolm II in quanto figlio di sua figlia Bethoc, fu assassinato da Mac Bethad mac Findlaích

Dinastia di Moray
106) Mac Bethad mac Findlaích (1040-1057, il Macbeth di Shakespeare), nipote di Malcolm II in quanto figlio di sua figlia Donada, spodestò e uccise Duncan I, poi morì a sua volta in battaglia
107) Lulach lo Sfortunato (1057-1058), figlio di Gruoch, moglie di Mac Bethad mac Findlaích e da questi adottato, continuò per alcuni mesi la resistenza contro i Dunkeld, ma venne infine assassinato da Malcolm III

Dinastia di Dunkeld
108) Malcolm III (1058-1093), figlio di Duncan III, uccise Mac Bethad e Lulach; morì in battaglia
109) Donald III il Bello (1093-1094, 1° regno), fratello di Malcolm III, usurpò il trono ai nipoti, ma venne deposto dal nipote Duncan II
110) Duncan II (1094) figlio di Malcolm III, spodestò lo zio, ma venne da questi ucciso poco dopo
109) Donald IV il Bello (1094-1097, 2° regno), riprese il trono dopo aver ucciso il nipote Duncan II grazie al tradimento dell'altro nipote Edmondo, che adottò come erede al trono. Venne in seguito spodestato da Étgar e imprigionato, morendo poco dopo
111) Edgar il Valoroso (1097-1107), fratellastro di Duncan IV, spodestò lo zio e il fratello e assunse il potere, rendendo definitiva la successione tramite primogenitura
112) Alessandro I il Feroce (1107-1124), fratello di Étgar
113) David I il Santo (1124-1153), fratello di Étgar e di Alessandro I
114) Malcolm IV (1153-1165), nipote di David I in quanto primogenito dell'erede al trono Enrico
115) Guglielmo il Leone (1165-1214), fratello di Malcolm IV
116) Alessandro II (1214-1249), figlio di Guglielmo I
117) Alessandro III (1249-1286), figlio di Alessandro II, ultimo sovrano del casato dei Dunkeld, morto senza eredi diretti
118) Margherita (1286-1290), figlia di Erik II di Norvegia e di Mairead, figlia di Alessandro III, era ancora bambina quando venne proclamata regina di Scozia, e la sua autorità venne contestata. La sua morte prematura causò l'estinzione della dinastia di Dunkeld e l'apertura di una grave crisi di successione

Dinastia dei de Bruce
Interregno (1290-1292)
119) Giovanni Balliol (1292-1296), nominato Re di Scozia da Edoardo I d'Inghilterra come proprio vassallo. Ribellatosi, fu deposto ed esiliato in Francia
Interregno (1296-1306)
120) Robert I Bruce detto Cuore Impavido (1302-1329), inflisse agli inglesi una delle peggiori sconfitte della loro storia nella battaglia di Bannockburn (24 giugno 1314)
121) David II (1329-1371), figlio di Robert I, ebbe un regno lunghissimo (inizialmente sotto la reggenza della madre), ma morì senza figli

Dinastia degli Stuart
122) Robert II (1371-1390), nipote di Robert I per linea femminile, fondò una nuova dinastia (dal gaelico Stiùbhart, "sovrintendente", il titolo di suo padre)
123) Robert III il Debole (1390-1406), figlio di Robert II e di Annabella Drummond, nacque con il nome di Giovanni, ma salì al trono con il nome del padre
124) Giacomo I (1406-1437), figlio di Robert III, morì assassinato
125) Giacomo II Faccia di Fuoco (1437-1460), figlio di Giacomo I e di Giovanna Beaufort, morì nell'esplosione di un cannone
126) Giacomo III (1460-1488), figlio di Giacomo II e di Maria di Gheldria, morì in battaglia
127) Giacomo IV (1488-1513), figlio di Giacomo III e di Margherita di Danimarca, morì in battaglia
128) Giacomo V (1513-1542), figlio di Giacomo IV e di Margherita Tudor
129) Maria I (1542-1567), figlia di Giacomo V e di Maria di Guisa, dal 1559 al 1560 fu anche regina consorte di Francia come moglie di Francesco II. Fu deposta dai Protestanti, venne incarcerata dalla cugina Elisabetta I Tudor d'Inghilterra, e infine fu da lei fatta giustiziare l'8 febbraio 1587
130) Giacomo VI (1603-1625), figlio di Maria e di Enrico Stuart, dopo l'estinzione della dinastia inglese dei Tudor riunificò nelle sue mani i tre regni di Inghilterra, Scozia e Irlanda, oltre ovviamente al titolo regale di Iperborea
131) Carlo I (1625-1649), figlio di Giacomo VI e di Anna di Danimarca, fu l'ultimo campione in Inghilterra e Scozia dell'assolutismo regio
Repubblica (1649-1660)
132) Carlo II (1660-1685), figlio di Carlo I e di Enrichetta Maria di Borbone-Francia, non ebbe figli dalla moglie Caterina di Braganza (colei che introdusse nelle isole britanniche la moda del té delle cinque)
133) Giacomo VII (1685-1701), fratello minore di Carlo II, fu deposto dalla Gloriosa Rivoluzione
134-135) Guglielmo II d'Orange (1694-1702) con la consorte Maria II Stuart (1689-1694), figlia di Giacomo VII
136) Anna Stuart (1702-1714), sorella di Maria II

Re di Scozia, Inghilterra, Irlanda e Iperborea della dinastia di Hannover
137) Giorgio I (1714-1727)
138) Giorgio II (1727-1760)
139) Giorgio III (1760-1800)

Sovrani del Regno Unito di Gran Bretagna, Irlanda e Iperborea
139) Giorgio III (1801-1820)
140) Giorgio IV (1820-1830, già reggente dal 1811 al 1820)
141) Guglielmo III (1830-1837)
142) Vittoria (1837-1901)
143) Edoardo I di Sassonia-Coburgo-Gotha (1901-1910)
144) Giorgio V di Sassonia-Coburgo-Gotha (1910-1921), il 17 luglio 1917 la dinastia prese il nome di Windsor

Sovrani del Regno Unito di Gran Bretagna, Irlanda del Nord e Iperborea
144) Giorgio V di Windsor (1921-1936)
145) Edoardo II di Windsor (20 gennaio-11 dicembre 1936)
146) Giorgio VI di Windsor (1936-1952)
147) Elisabetta di Windsor (1952-2022)
148) Carlo III di Windsor-Mountbatten (2022-in carica)
149) Guglielmo (IV) di Windsor-Mountbatten (erede al trono)
150) Giorgio (VII) di Windsor-Mountbatten (erede al trono)

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Quattordicesima dinastia: sovrani d'Irlanda

Attuale bandiera dell'Irlanda del Nord

Esistono liste dei Re Supremi d'Irlanda (in irlandese "Ard-Ríthe na hÉireann"), governatori dell'isola per conto dei Re e delle Regine degli Iperborei, contenute in opere medioevali come gli "Annali dei Quattro Maestri" o il "Forus Feasa ar Erinn" di Seathrún Céitinn, che iniziano addirittura nella Preistoria: il primo Re Supremo d'Irlanda, Sláine mac Dela, Re dei Fir Bolg, avrebbe regnato addirittura nel XX secolo a.C.! In realtà si tentava di proiettare in un passato remoto una realtà politica e sociale che divenne realtà solo nel I-II secolo d.C. Insomma,  la tradizionale lista dei Re Supremi irlandesi è un misto di realtà, leggende e tradizioni orali: tutto ciò che precede il I secolo dell'era cristiana è generalmente considerato tradizione celtica, mentre sembra non esistere alcuna traccia dei titoli dati ai singoli personaggi prima del II secolo. Il primo Re Supremo d'Irlanda storicamente accertato è Tuathal Teachtmhar, che recise i contatti con gli Iperborei continentali e si proclamò Re di tutta l'Iperborea.

Re Supremi d'Irlanda e di Iperborea
33) Tuathal Teachtmhar (76-106), sconfisse Giulio Agricola che tentava di annettere l'Irlanda all'Impero Romano, proclamò l'indipendenza dell'Irlanda dal Regno di Iperborea e si autoincoronò unico legittimo sovrano degli Iperborei
34) Mal (106-110)
35) Fedlimid Rechtmar (110-119)
36) Cathair Mor (119-122)
37) Conn Cétchathach ("Conn delle Cento battaglie", 122-157)
38) Conaire (157-165)
39) Art III mac Cuinn (165-195)
40) Lugaid mac Con (195-225)
41) Fergus Dubdétach (225-226)
42) Cormac mac Airt (226-266)
43) Eochaid XIII Gonnat (266-267)
44) Cairbre Lifechair (267-284)
45-46) Fothad I Cairpthech e Fothad II Airgthech (284-285)
47) Fiacha VII Sraibhtine (285-322)
48-50) Colla Uais, Colla Menn e Colla Fo Críth (322-326)
51) Muiredach Tirech (326-356)
52) Cáelbad (356-357)
53) Eochaid XIV Mugmedon (357-365)
54) Crimthann mac Fidaig (365-376)
55) Niall I Noigiallach (376-405)
56) Dathí (405-428)
57) Lóegaire mac Néill (428-458)
58) Ailill Molt (459-478)
59) Lughaid mac Loeguire (479-503)
60) Muircheartach mac Ercae (504-527)
61) Túathal Máelgarb (528-538)
62) Diarmait mac Cerbaill (539-558)
63-64) Eochaid XV e Baedan (558-563)
65) Ainmire mac Sétnai (564-566)
66) Báetan mac Ninneda (567)
67) Áed IV mac Ainmuirech (568-594)
68-69) Áed V Sláine e Colmán Rímid (595-600
70) Áed VI Uairidhnach (601-607)
71) Máel Coba mac Áedo (608-615)
72) Suibne Menn (616-623)
73) Domnall I mac Áedo (624-639)
74-75) Cellach e Conall Cáel (640-656)
76-77) Diarmaid I e Blathmac (657-664)
78) Seachnasach (665-669)
79) Ceannfaeladh (670-673)
80) Fínsnechta Fledach (674-693)
81) Loingsech mac Óengusso (694-701)
82) Congal II Cennmagair (702-708)
83) Fergal mac Máele Dúin (709-718)
84) Fógartach (719)
85) Cináed mac Írgalaig (720-722)
86) Flaithbertach mac Loingsig (723-729)
87) Áed VII Allán (730-738)
88) Domnall II Midi (739-758)
89) Niall II Frossach (759-765)
90) Donnchadh I Midi mac Domnaill (766-792)
91) Áed VIII Oirdnide mac Néill (793-817)
92) Conchobar mac Donnchadha (819-833)
93) Niall III Caille mac Áeda (833-846)
94) Máel Sechnaill mac Maíl Ruanaid (846-860)
95) Áed IX Finliath (861-876)
96) Flann Sinna (877-914)
97) Niall IV Glúndub (915-917)
98) Donnchadh II Donn (918-942)
99) Congalach Cnogba (943-954)
100) Domnall III ua Néill (955-978)
101) Máel Sechnaill mac Domnaill (979-1002, 1° regno)
102) Brian Bóruma mac Cennétig (1002-1014), uno dei massimi eroi nazionali irlandesi
101) Máel Sechnaill mac Domnaill (1014-1022, 2° regno), recuperò il trono
103-104) Corcran Claireach e Conn Ó Lochlain (1022-1024)
105) Donnchadh III mac Briain (1024-1064)
106) Toirdhealbhach Ua Briain (1055-1086), in opposizione a Donnchadh III mac Briain
107) Diarmait mac Máel na mBó (1067-1072), in opposizione a Toirdhealbhach Ua Briain
108) Domnall IV Mac Lochlainn (1083-1121), in opposizione a Diarmait mac Máel na mBó
109) Muircheartach Ua Briain (1101-1119), in opposizione a Domhnall MacLochlainn
110) Toirdhealbhach Ua Conchobhair (1119-1156)
111) Muirchertach MacLochlainn (1156-1166)
112) Ruaidri mac Tairrdelbach Ua Conchobair (1166-1171)

Dopo l'invasione normanna dell'Irlanda del 1169-1171, venne creata la Signoria d'Irlanda (in inglese Lordship of Ireland, in irlandese Tiarnas na hÉireann), che durò fino al 1541, anno in cui venne istituito il Regno d'Irlanda. La signoria veniva governata dal Parlamento d'Irlanda con sede nel Pale, come feudo dell'Impero angioino prima e del Regno d'Inghilterra poi. Essendo quindi il Signore d'Irlanda anche Re d'Inghilterra, egli veniva rappresentato localmente dal Lord luogotenente d'Irlanda. Questa entità politica dette origine alla plurisecolare unione tra l'Irlanda e la corona inglese, che già rivendicava di suo, come abbiamo visto, il titolo di Re di Iperborea.

Signori d'Irlanda e Re d'Inghilterra e di Iperborea
113) Enrico I Plantageneto (18 ottobre 1171-1° maggio 1177)
114) Giovanni Plantageneto (1° maggio 1177-19 ottobre 1216)
115) Enrico II Plantageneto (1216-1258, 1° regno)
116) Brian Ua Neill (1258-1260), si proclamò per due anni Re d'Irlanda e di Iperborea, ma morì nella battaglia di Druim-dearg
115) Enrico II Plantageneto (1260-1272, 2° regno)
117) Edoardo I Plantageneto (1272-1307)
118) Edoardo II Plantageneto (1307-1327)
119) Edoardo III Plantageneto (1327-1377)
120) Riccardo I Plantageneto (1377-1399)
121) Enrico III Lancaster (1399-1413)
122) Enrico IV Lancaster (1413-1422)
123) Enrico V Lancaster (1422-1461, 1° regno)
124) Edoardo IV di York (1461-1470, 1° regno)
125) Enrico V Lancaster (1470-1471, 2° regno)
126) Edoardo IV di York (1471-1483, 2° regno)
127) Edoardo V di York (1483)
128) Riccardo II di York (1483-1485)
129) Enrico VI Tudor (1485-1509)
130) Enrico VII Tudor (1509-1547)

Nel 1541 allo stato irlandese sotto il controllo della Corona inglese fu dato il nome di Regno d'Irlanda (in inglese Kingdom of Ireland, in irlandese Ríocht na hÉireann), a seguito di un atto del Parlamento irlandese. Il trono d'Irlanda era appannaggio del re d'Inghilterra. Il regno era governato da un esecutivo sotto il controllo di un rappresentante del sovrano, il Lord Deputy, più tardi denominato Lord Lieutenant of Ireland. Anche se diversi irlandesi occuparono la carica, gran parte di questi rappresentanti furono aristocratici inglesi. Il regno era sotto il potere legislativo del Parlamento irlandese, formato dalla Camera dei Lord e dalla Camera dei Comuni, le quali si formavano quasi sempre a Dublino. I poteri del parlamento erano ristretti da una serie di leggi, soprattutto dalla Poynings Law del 1492. I cattolici e, in seguito, i presbiteriani furono, per gran parte della storia successiva, esclusi da ogni carica nel parlamento.

Re d'Irlanda, d'Inghilterra e di Iperborea
130) Enrico VII Tudor (1509-1547)
131) Edoardo VI Tudor (1547-1553)
132) Giovanna Grey (6-19 luglio 1553)
133) Maria I Tudor (1553-1558)
134) Elisabetta I Tudor (1558-1603)

Re d'Irlanda, d'Inghilterra, di Scozia e di Iperborea
135) Giacomo I Stuart (1603-1625)
136) Carlo I Stuart (1625-1649)
Repubblica (1649-1660)
137) Carlo II Stuart (1660-1685)
138) Giacomo II Stuart (1685-1688)
139-140) Guglielmo I d'Orange (1694-1702) con la consorte Maria II Stuart (1689-1694)
141) Anna Stuart (1702-1714)

142) Giorgio I di Hannover (1714-1727)
143) Giorgio II di Hannover (1727-1760)
144) Giorgio III di Hannover (1760-1800)

Sovrani del Regno Unito di Gran Bretagna, Irlanda e Iperborea
144) Giorgio III di Hannover (1801-1820)
145) Giorgio IV di Hannover (1820-1830, già reggente dal 1811 al 1820)
146) Guglielmo II di Hannover (1830-1837)
147) Vittoria di Hannover (1837-1901)
148) Edoardo VII di Sassonia-coburgo-Gotha (1901-1910)
149) Giorgio V di Sassonia-coburgo-Gotha (1910-1936), il 17 luglio 1917 la dinastia prese il nome di Windsor
150) Edoardo VIII di Windsor (20 gennaio-11 dicembre 1936)

A seguito della firma del Trattato Anglo-Iirlandese del 6 dicembre 1921, l'Irlanda si staccò dal Regno d'Inghilterra e di Scozia, andando a costituire un nuovo Dominion all'interno dell'Impero Britannico. Questo nuovo stato fu chiamato Stato Libero d'Irlanda (in inglese Irish Free State; in irlandese Saorstát Éireann), e mantenne come forma di governo la monarchia con il sovrano britannico come capo di Stato.

Il 12 dicembre 1936, il giorno successivo all'abdicazione di Edoardo VIII, il parlamento irlandese (Oireachtas) promulgò l'Executive Authority Act che, nei fatti, tagliava ogni legame con la monarchia britannica, non riconoscendone più l'autorità sul territorio dello Stato Libero d'Irlanda. Il 18 aprile 1949 venne ufficialmente proclamata la Repubblica d'Irlanda (in irlandese Poblacht na hÉireann; in inglese Republic of Ireland), e il suo Presidente rinunciò a qualunque rivendicazione sul trono di Iperborea, pur riconoscendo la discendenza degli Irlandesi da quell'antico popolo, della cui eredità culturale essi sono portatori.

Tuttavia, a seguito del suddetto Trattato Anglo-Irlandese, sei contee dell'Ulster rimasero sotto il governo inglese, costituendo il Regno di Irlanda del Nord (in ingleseKingdom of Northern Ireland; in irlandese Ríocht Thuaisceart Éireann), il cui sovrano ancor oggi è il Re di Inghilterra e Scozia. In tale regno si sviluppò presto un movimento armato che lottava sanguinosamente per riunirsi alla Repubblica d'Irlanda, che ebbe fine solo con l'Accordo del Venerdì Santo del 10 aprile 1998 (in inglese Good Friday Agreement; in irlandese Comhaontú Aoine an Chéasta), anche se ancor oggi i sudditi cattolici del Regno d'Irlanda del Nord aspirano alla riunione con la Madrepatria.

Sovrani del Regno Unito di Gran Bretagna, Irlanda del Nord e Iperborea
151) Giorgio VI di Windsor (1936-1952)
152) Elisabetta II di Windsor (1952-2022)
153) Carlo III di Windsor-Mountbatten (2022-in carica)
154) Guglielmo (III) di Windsor-Mountbatten (erede al trono)
155) Giorgio (VII) di Windsor-Mountbatten (erede al trono)

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Appendice: Sovrani Napoleonidi e dei Belgi

Attuale bandiera del Regno dei Belgi

Quello di Napoleone Bonaparte rappresenta un caso unico, perchè la sua pretesa al trono degli Iperborei non si appoggia a qualche dinastia precedente di cui avrebbe preso iil posto (nessuno dei Re di Francia dai tempi dei Merovingi fino a Luigi XVI aveva rivendicato tale titolo, giudicato nordico e teutonico), ma a una decisione di rifondare ex novo una monarchia "moderna" che rompe con le tradizioni secolari, eppure si appoggia ai simboli del passato. Da qui la scelta di usare i numerali romani per questa dinastia. Inutile dire che solo l'Impero dei Francesi e gli stati satelliti retti dai suoi parenti e generali (Bernadotte escluso) riconobbero la sua pretesa

I) Napoleone I (18 maggio 1804-11 aprile 1814 e 20 marzo-22 giugno 1815)
II) Napoleone II (22 giugno-7 luglio 1815), non regnò mai effettivamente e morì di tisi a Vienna il 22 luglio 1832
III) Giuseppe Bonaparte (22 luglio 1832-28 luglio 1844), fratello maggiore di Napoleone I, Re di Napoli dal 30 maggio all'8 luglio 1808 e Re di Spagna dal 6 giugno 1808 all'11 dicembre 1813, fu il capo della casata Bonaparte dopo la morte del nipote Napoleone II, e continuò a rivendicare il titolo di Re d'Iperborea per sé e per i propri discendenti. Ebbe solo figlie femmine cui non poté lasciare in eredità la pretesa a quel titolo
IV) Luigi Bonaparte (28 luglio 1844-25 luglio 1846), fratello minore di Napoleone I e Re d'Olanda dal 5 giugno 1806 al 1º luglio 1810, fu il capo della casata Bonaparte dopo la morte di Giuseppe Bonaparte
V) Napoleone III (25 luglio 1846-4 settembre 1870), figlio di Luigi Bonaparte e di Ortensia di Beauharnais, fu capo della casata Bonaparte a partire dalla morte del padre, Presidente della Seconda Repubblica Francese dal 20 dicembre 1848 al 2 dicembre 1852 e Imperatore dei Francesi dal 2 dicembre 1852 fino all'abdicazione dopo la disastrosa sconfitta nella Battaglia di Sedan. Morì in esilio a Londra il 9 gennaio 1873, e come lo zio e il padre continuò a rivendicare il titolo di Imperatore di Iperborea
VI) Napoleone (IV) Eugenio Luigi Bonaparte (4 settembre 1870-1° giugno 1879), figlio di Napoleone III e di Eugenia de Montijo, non regnò mai per via dell'istituzione della Terza Repubblica Francese (che non aveva alcun interesse politico nei confronti dell'eredità degli Iperborei), ma dopo l'abdicazione del padre continuò a rivendicare il titolo di Imperatore di Iperborea fino alla morte, avvenuta in Sudafrica combattendo nelle file britanniche contro l'Impero Zulu
VII) Napoleone (V) Giuseppe Carlo Bonaparte (1° giugno 1879-14 maggio 1886), figlio di Girolamo Bonaparte (fratello di Napoleone I) e di Caterina di Württemberg, detto popolarmente "Plon-Plon". Quando una legge della Terza Repubblica Francese gli impose l'esilio per il suo rifiuto di abbandonare la pretesa al trono di Francia, si trasferì a Bruxelles e decise di vendere il suo titolo ereditario di Imperatore di Iperborea al Re dei Belgi Leopoldo II di Sassonia-Coburgo-Gotha, che era in cerca di legittimazione internazionale e si accontentò dell titolo di "Re degli Iperborei", trasmesso poi ai suoi successori. In effetti gli antichi Belgi erano uno dei popoli derivati dalla Confederazione Iperborea, anche se prima di lui nessun sovrano dello stesso territorio aveva rivendicato quel titolo (la casa si Sassonia-Coburgo-Gotha però discendeva da un ramo della Casa di Wettin, che come abbiamo visto sopra rivendicava il titolo iperboreo)

VIII) Leopoldo II (14 maggio 1886-17 dicembre 1909), figlio di Leopoldo I del Belgio
IX) Alberto I (23 dicembre 1909-17 febbraio 1934), figlio di Filippo, fratello di Leopoldo II
X) Leopoldo III (23 febbraio 1934-16 luglio 1951), figlio di Alberto I, fu deportato in Germania dai Nazisti e, dopo la guerra, fu costretto ad abdicare perchè accusato di arrendevolezza nei confronti di Hitler
XI) Carlo Teodoro (6 giugno 1944-21 luglio 1950), fratello di Leopoldo III, fu reggente del Belgio durante l'assenza del Re dalla nazione
XII) Baldovino (17 luglio 1951-31 luglio 1993), figlio di Leopoldo III
XIII) Alberto II (9 agosto 1993-21 luglio 2013), fratello di Baldovino, abdicò per motivi di salute
XIV) Filippo (21 luglio 2013-in carica), figlio di Alberto II e di Paola Ruffo di Calabria, nato il 15 aprile 1960
XV) Elisabetta (erede al trono), figlia di Filippo e di Mathilde d'Udekem d'Acoz, nata il 25 ottobre 2001

Bisogna aggiungere che, come c'era da aspettarsi, la progenie di Napoleone Giuseppe "Plon-Plon" non ritenne affatto valida la vendita del titolo regale iperboreo da lui fatta, perchè il diritto al trono non può essere messo in vendita come un qualunque gioiello di famiglia. E così, suo figlio primogenito Napoleone Vittorio Girolamo e la sua progenie continuarono a rivendicare quel titolo per sé, generando l'ennesima lista di pretendenti:

VIII bis) Napoleone (VI) Vittorio Girolamo Bonaparte (14 maggio 1886-3 maggio 1926), figlio di Napoleone (V) Giuseppe e di Maria Clotilde di Savoia, nato il 18 luglio 1862
IX bis) Napoleone (VII) Luigi Girolamo Vittorio Bonaparte (3 maggio 1926-3 maggio 1997), figlio di Napoleone (VI) Vittorio Girolamo e di Clementina del Belgio, nato il 23 gennaio 1914
X bis) Napoleone (VIII) Carlo Bonaparte (3 maggio 1997-vivente), figlio di Napoleone (VII) Luigi Girolamo Vittorio e di Alix de Foresta, nato il 19 ottobre 1950
XI bis) Napoleone (IX) Giovanni Cristoforo Bonaparte, figlio di Napoleone (VIII) Carlo e di Beatrice di Borbone-Due Sicilie, nato l'11 luglio 1986, si considera tuttora l'erede al trono imperiale sia di Francia che di Iperborea
XII bis) Napoleone (X) Luigi Carlo Bonaparte, figlio di Napoleone (IX) Giovanni Cristoforo e di Olympia von und zu Arco-Zinneberg, nato il 7 dicembre 2022, ultimo nato tra i discendenti in linea maschile di Carlo Maria Buonaparte e di Letizia Ramolino

Una curiosità: il famigerato dittatore ugandese Idi Amin Dada (al potere dal 25 gennaio 1971 all'11 aprile 1979), noto per le sue stravaganze e per il suo regime improntato alla crudeltà (e secondo alcuni al cannibalismo), si era attribuito tutta una serie di titoli altisonanti, tra i quali spicca quello di "Re di Iperborea". Inutile dire che nessuno dei sovrani europei che porta questo titolo ha mai riconosciuto la validità di quello che il pazzo autocrate si era conferito nella sua megalomania.

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Ricapitolando:

Sono dunque quattordici le personalità che oggi rivendicano il Trono di Iperborea. I sovrani effettivamente regnanti sono i seguenti sette:

Federico X di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg, attuale Re di Danimarca
Carlo XVI Gustavo Bernadotte, attuale Re di Svezia
Harald V di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg, attuale Re di Norvegia
Guglielmo IX d'Orange, attuale Re dei Paesi Bassi
Carlo III di Windsor-Mountbatten, attuale Re del Regno Unito
Filippo di Sassonia-Coburgo-Gotha, attuale Re dei Belgi
Giovanni Adamo II, attuale Principe del Liechtenstein

Invece i sovrani titolari, cioè pretendenti al trono, sono i seguenti sette:

Federico (IV) Giorgio di Hohenzollern, attuale pretendente al trono di Prussia e di Germania
Marija Vladimirovna Romanova, attuale pretendente al trono di tutte le Russie e di Polonia
Carlo (V) d'Asburgo Lorena, attuale pretendente al trono d'Austria e di Boemia
Francesco di Wittelsbach, attuale pretendente al trono di Baviera
Alessandro di Sassonia-Gessaphe, attuale pretendente al trono di Sassonia
Ernst Johann von Biron, attuale pretendente al trono di Curlandia
Napoleone (X) Luigi Carlo Bonaparte, attuale pretendente Napoleonide al trono di Francia

A quanto pare, nelle vicende dei discendenti degli Iperborei, il numero quattordici continua a riemergere con caparbietà.

Come si vede, a dispetto dell'antichità del Regno di Iperborea e del fatto che molti degli aspetti della tradizione ad esso legata siano mitologici, esso ha influito notevolmente sulla storia d'Europa successiva, e continua ad esercitare un'influenza notevole anche nel nostro XXI secolo.

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Per farci sapere che ne pensate, scriveteci a questo indirizzo.

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Successioni ininterrotte di sovrani ucronici

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