L'eredità di Roma

di Lord Wilmore

Imperatori di RomaItaliaFranciaSpagnaPortogalloGermaniaUngheriaBoemiaBorgognaBelgioLussemburgoBisanzioRussiaPoloniaBulgariaMontenegroSerbiaDaciaMonacoCambogiaEtiopiaMessicoBrasileArgentinaTahiti – * Britannia – * Africa – * Lituania – * Nicaragua – * Haiti – * Giappone – * Tavolara (l'asterisco * indica gli Imperi Romani oggi non più esistenti o non riconosciuti da nessuno)

Mappa cliccabile degli odierni eredi europei dell'Impero Romano di Augusto

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Premessa: gli imperatori di Roma

Dinastia Giulio-Claudia
1) Augusto (30 a.C.-14 d.C.), fu proclamato primo Imperatore dal Senato
2) Tiberio (14-37), figlio adottivo di Augusto, sotto di lui fu crocifisso Gesù Cristo
3) Caligola (37-41), figlio di Germanico, figlio di Druso, fratello di Tiberio
4) Claudio I (41-54), figlio di Druso, fratello di Tiberio
5) Nerone (54-68), nipote di Caligola e figlio adottivo di Claudio I

Non dinastici, scelti dall'esercito
6) Galba (68-69), proclamato imperatore dall'esercito
7) Otone (69), proclamato imperatore dall'esercito
8) Vitellio (69), proclamato imperatore dall'esercito

Prima dinastia Flavia
9) Vespasiano (69-79), proclamato imperatore dall'esercito
10) Tito (79-81), figlio di Vespasiano
11) Domiziano (81-96), fratello di Tito

Principato adottivo
12) Nerva (96-98), eletto dal Senato
13) Traiano (98-117), figlio adottivo di Nerva
14) Adriano (117-138), figlio adottivo di Traiano
15) Antonino Pio (138-161), figlio adottivo di Adriano I
16-17) Marco Aurelio (161-180) con Lucio Vero (161-169), figli adottivi di Antonino Pio
18) Commodo (180-192), figlio di Marco Aurelio e di Faustina

Non dinastici
19) Elvio Pertinace (192-193), eletto dal Senato
20) Didio Giuliano (193), proclamato imperatore dall'esercito

Dinastia dei Severi
21) Settimio Severo (193-211), proclamato imperatore dall'esercito
22-23) Caracalla (211-217) con Geta (211), figli di Settimio Severo e di Giulia Domna
24-25) Macrino (217-218), prefetto del pretorio di Caracalla, con il figlio Diadumeniano (218)
26) Eliogabalo (218-222), nipote della sorella della moglie di Settimio Severo
27) Alessandro I Severo (222-235), cugino di Eliogabalo

Non dinastico, scelto dall'esercito
28) Massimino il Trace (235-238), proclamato imperatore dall'esercito

Dinastia Gordiana
29) Gordiano I (238), proclamato imperatore dall'esercito
30) Gordiano II (238), figlio di Gordiano I
31-32) Pupieno (238) con Balbino (238), eletti dal Senato
33) Gordiano III (238-244), figlio di Gordiano II

Non dinastici, scelti dall'esercito
34-35) Filippo I l'Arabo (244-249), proclamato imperatore dall'esercito, con suo figlio Filippo II (247-259)
36-37) Decio (249-251), proclamato imperatore dall'esercito, con suo figlio Erennio Etrusco (251)
38-39) Treboniano Gallo (251-253), proclamato imperatore dall'esercito, con suo figlio Volusiano (251-253)
40) Valeriano (253-260), proclamato imperatore dall'esercito. Sotto dii lui l'Impero delle Gallie si proclamò indipendente, vedi sotto
41) Gallieno (253-268), figlio di Valeriano

Imperatori illirici
42) Claudio II il Gotico (268-270), proclamato imperatore dall'esercito
43) Aureliano (270-275), proclamato imperatore dall'esercito
44) Tacito (275-276), proclamato imperatore dall'esercito
45) Floriano (276), proclamato imperatore dall'esercito
46) Probo (276-282), proclamato imperatore dall'esercito
47) Caro (282-283), proclamato imperatore dall'esercito
48-49) Numeriano (283-284) con Carino (283-285), figli di Caro

Tetrarchia
50-51) Diocleziano (284-305), proclamato imperatore dall'esercito, con Massimiano (286-305), da lui stesso scelto
52-55) Costanzo I Cloro (305-306), scelto come erede da Massimiano, con Flavio Valerio (305-307), da lui stesso scelto, con Galerio (305-311), scelto da Diocleziano, e con Massimino Daia (305-313), nipote di Galerio, scelto da quest'ultimo

Seconda dinastia Flavia
56-58) Costantino I il Grande (306-337), figlio di Costanzo I Cloro, con Massenzio (306-312), figlio di Massimiano, e Licinio (308-324), scelto da Galerio
59-61) Costanzo II (337-361) con Costantino II (337-340) e Costante I (337-350), figli di Costantino I e di Fausta
62) Giuliano I (360-363), cugino di Costanzo II
63) Gioviano (363-364), proclamato imperatore dall'esercito

Dinastia Valentiniana
64-65) Valentiniano I (364-375) con suo fratello Valente (364-378), proclamati imperatori dall'esercito
66) Graziano (375-383), figlio di Valentiniano I
67-68) Teodosio I il Grande (379-395), genero di Valentiniano I, ultimo sovrano dell'impero riunito, con Valentiniano II (375-392), figlio di Valentiniano I
69) Onorio (395-423), primogenito di Teodosio I e di Elia Flaccilla
70) Costanzo III (421), marito di Gallia Placidia, sorellastra di Onorio, associato al trono
71) Giovanni I Primicerio (423-425), scelto dal Senato
72) Valentiniano III (425-455). figlio di Costanzo III e di Galla Placidia, fino al 437 sotto la reggenza della madre

Non dinastici, scelti dai Magister Militum o dagli Imperatori Romani d'Oriente
73) Petronio Massimo (455), genero dell'Imperatore Romano d'Oriente Teodosio II
74) Avito (455-456), eletto dal Senato
75) Maggioriano (457-461), scelto dal Magister Militum Ricimero
76) Libio Severo (461-465), scelto dal Magister Militum Ricimero
77) Antemio (467-472), genero dell'Impero Romano d'Oriente Marciano
78) Glicerio (473-474), scelto dal Magister Militum Gundobado
79) Giulio Nepote (474-475), scelto dall'Imperatore Romano d'Oriente Leone I, di cui aveva sposato la nipote
80) Romolo Augusto(lo) (475-476), scelto dal padre, il Magister Militum Flavio Oreste, fu deposto da Odoacre

Ecco dunque tutti i sovrani delle ventiquattro nazioni che possono vantarsi ancor oggi di rappresentare l'eredità di Roma, e quelli delle altre sei che un tempo ritenevano di rappresentarla. Tutti questi sovrani si ritengono legittimamente eredi di Cesare Ottaviano Augusto

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I – Imperatori Romani d'Italia

Non dinastico
81) Odoacre (476-493), capo dei mercenari di Flavio Oreste, lo assassinò, depose suo figlio Romolo Augusto(lo) e si proclamò Imperatore Romano, governando sulla sola Italia. Fu il primo Imperatore d'Italia di origini germaniche

Imperatori Ostrogoti
82) Teodorico il Grande (493-526), conquistò l'Italia uccidendo Odoacre con il consenso dell'Impero Romano d'Oriente, e si proclamò Imperatore Romano
83) Atalarico (526-534), figlio di Amalasunta, figlia di Teodorico
84) Teodato (534-536), secondo marito di Amalasunta, eletto dalla nobiltà
85) Vitige (536-540), marito di Matasunta, sorella di Atalarico, eletto dalla nobiltà
86) Ildibaldo (540-541), eletto dalla nobiltà dopo che Vitige fu sconfitto e preso prigioniero da Belisario
87) Erarico (giugno-novembre 541), eletto dalla nobiltà dopo l'assassinio di Ildibaldo
88) Totila l'Immortale (541-569), eletto dalla nobiltà dopo l'assassinio di Erarico, sconfisse Narsete nella Battaglia di Tagina con l'aiuto di Audoino, sovrano dei Longobardi

Imperatori Longobardi
89) Alboino (569-582), figlio di Audoino, sposò Amalafrida, unica figlia di Totila
90) Clefi (582-584), eletto dalla nobiltà, fu assassinato da una guardia del corpo
91) Autari (584-591), figlio di Clefi, regnò con la moglie Teodolinda, figlia del Re di Baviera Garibaldo
92) Agilulfo (591-616), secondo marito di Teodolinda, eletto dalla nobiltà
93) Adaloaldo (616-626), figlio di Agilulfo e Teodolinda
94) Arioaldo (626-636), primo Imperatore longobardo cattolico, eletto dalla nobiltà, sposò Gundeberga, sorella di Adaloaldo
95) Rotari (636-652), secondo marito di Gundeberga, eletto dalla nobiltà
96) Rodoaldo (652-653), figlio di Rotari e Gundeberga
97) Ariberto I (653-661), figlio di Gundoaldo, fratello di Teodolinda
98-99) Godeberto e Bertarito (661-662, 1° regno), figli di Ariberto I, regnarono congiuntamente
100) Grimoaldo (662-671), usurpatore, uccise Godeberto e mandò in esilio Bertarito
99) Bertarito (671-688, 2° regno), tornato sul trono dopo aver ucciso Garibaldo, figlio di Grimoaldo
101) Guniberto il Pio (688-700), figlio di Bertarito
102) Liutberto (700-702), figlio di Guniberto, fu ucciso da Ariberto II
103) Ariberto II (702-712), usurpatore
104) Ansprando (marzo-luglio 712), già tutore di Liutberto, sconfisse e uccise Ariberto II
105) Liutprando (712-744), figlio di Ansprando
106) Ildebrando (gennaio.agosto 744), figlio di Liutprando, fu deposto dalla nobiltà
107) Rachi (744-749), eletto dalla nobiltà
108) Astolfo (749-756), fratello di Rachi
109-110) Desiderio (757-774), eletto dalla nobiltà, con il figlio Adelchi (769-774), da lui associato al trono

Dinastia Carolingia
111) Carlo I Magno (774-814), Imperatore Romano dei Franchi, sconfisse Desiderio e Adelchi
113) Bernardo (810-818), figlio di Pipino, si ribellò allo zio Ludovico e fu giustiziato
114) Ludovico I il Pio (818-840), figlio di Carlo I
115) Lotario I (840-850), figlio di Ludovico I
116) Ludovico II il Giovane (850-875), figlio di Lotario I
117) Carlo II il Calvo (875-877), figlio di Ludovico I
118) Carlomanno di Baviera (877-880), nipote di Ludovico I
119) Carlo III il Grosso (880-887), fratello di Carlomanno, deposto dalla nobiltà

Dinastia Guidonide
120) Guido di Spoleto (888-894), eletto dalla nobiltà
121) Lamberto (894-898), figlio di Guido

Dinastia Carolingia
122) Arnolfo di Carinzia (894-899), figlio di Carlomanno di Baviera
123) Ludovico III il Cieco (899-905), figlio di Bosone I di Provenza e di Ermengarda, figlia di Ludovico il Giovane

Dinastia Bosonide
124) Berengario I del Friuli (905-924), figlio di Gisella, figlia di Ludovico I, eletto dalla nobiltà
125) Rodolfo di Borgogna (924-926), figlio di Rodolfo I di Borgogna e di Willa, sorella di Ludovico III il Cieco
125) Ugo di Provenza (926-947), figlio di Tebaldo di Arles e marito di Marozia, eletto dalla nobiltà
126) Lotario II (947-950), figlio di Ugo di Provenza

Dinastia Anscarica
127) Berengario II d'Ivrea (950-961), figlio di Adalberto I d'Ivrea e di Gisella, figlia di Berengario I del Friuli
128) Adalberto d'Ivrea (950-961), figlio di Berengario II, fu associato al trono imperiale dal padre

Dinastia Sassone
129) Ottone I il Grande (961-973), Imperatore Romano di Germania, costrinse la nobiltà italiana ad eleggerlo anche Imperatore Romano d'Italia
130) Ottone II (973-983), figlio di Ottone I
131) Ottone III (983-1002), figlio di Ottone II

Dinastia Anscarica
132) Arduino d'Ivrea (1002-1014), discendente di Adalberto d'Ivrea, eletto dalla nobiltà

Dinastia Salica
133) Enrico I il Santo (1014-1024), Imperatore Romano di Germania, nipote di Ottone I, sconfisse Arduino d'Ivrea e si fece eleggere dalla nobiltà
134) Corrado I il Salico (1024-1039), discendente di Ottone I
135) Enrico II il Nero (1039-1056), figlio di Corrado I
136) Enrico III di Franconia (1056-1105), figlio di Enrico II, protagonista della Lotta per le Investiture
137) Enrico IV di Franconia (1105-1125), figlio di Enrico III
138) Lotario III di Supplimburgo (1125-1137), eletto dalla nobiltà

Dinastia Sveva
139) Corrado II di Svevia (1137-1152), eletto dalla nobiltà
140) Federico I Barbarossa (1152-1190), nipote di Corrado II
141) Enrico V il Crudele (1190-1197), figlio di Federico I
142) Ottone IV di Brunswick (1197-1215), eletto dalla nobiltà
143) Federico II lo Stupor Mundi (1215-1250), figlio di Enrico V
144) Corrado III (1250-1254), figlio di Federico II
145) Manfredi (1254-1266), figlio illegittimo di Federico II, usurpò de facto i diritti del nipote Corradino, figlio minorenne di Corrado III

Dinastia d'Angiò
146) Carlo IV (1266-1285), fratello dell'Imperatore Romano di Francia Luigi IX, eletto dalla Nobiltà dopo aver sconfitto e ucciso Manfredi nella Battaglia di Benevento. Fece giustiziare il giovane Corradino dopo averlo sconfitto nella Battaglia di Tagliacozzo
147) Carlo V lo Zoppo (1285-1309), figlio di Carlo IV, ebbe come Cancelliere Dante Alighieri, che poi esiliò
148) Roberto il Saggio (1309-1343), figlio di Carlo V

Dinastia Visconti
149) Bernabò (1343-1385), Duca di Milano, sposò Giovanna d'Angiò, nipote e unica erede di Roberto il Saggio, e fu da questi designato come suo successore
150) Gian Galeazzo I (1385-1402), figlio di Galeazzo, fratello di Bernabò, morì di peste
151) Giovanni II Maria (1402-1412), primogenito di Gian Galeazzo, morì assassinato
152) Filippo III Maria (1422-1447), secondogenito di Gian Galeazzo, non ebbe figli maschi

Dinastia Sforza
153) Francesco I (1447-1466), marito di Bianca Maria, figlia legittimata di Filippo Maria Visconti, eletto dalla nobiltà
154) Galeazzo Maria (1466-1476), figlio di Francesco I
155) Gian Galeazzo II (1476-1494), figlio di Galeazzo Maria
156) Ludovico III il Moro (1494-1499), quartogenito di Francesco I, si sospetta che abbia fatto avvelenare il nipote Gian Galeazzo II. Ebbe al suo servizio Leonardo da Vinci

Dinastia Borgia
157) Cesare (1499-1503), sconfisse e prese prigioniero Ludovico III e fu incoronato Imperatore d'Italia dal padre, Papa Alessandro VI. Fu deposto dal successore del padre, Papa Giulio II, con l'aiuto dell'Imperatore Romano di Francia

Dinastia di Valois
158) Ludovico IV il Padre del Popolo (1499-1515), incoronato Imperatore da Papa Giulio II
159) Francesco II (1515-1525), marito di Claudia, figlia di Ludovico IV, fu sconfitto e preso prigioniero da Carlo d'Asburgo nella Battaglia di Pavia

Dinastia d'Asburgo
160) Carlo VI (1525-1556), Imperatore Romano di Spagna come Carlo I e di Germania come Carlo V, mise insieme un impero immenso, "su cui non tramontava mai il sole"
161) Giovanni III d'Austria (1556-1578), figlio naturale di Carlo VI, ereditò l'Impero d'Italia nella spartizione dell'impero paterno
162) Filippo IV (1578-1598), figlio di Carlo V e di Isabella del Portogallo, Imperatore Romano di Spagna, avrebbe fatto avvelenare Giovanni per usurparne il trono
163) Filippo V (1598-1621), figlio di Filippo IV e di Anna d'Austria, Imperatore Romano di Spagna, protesse Galileo Galilei, suo astronomo di corte
164) Filippo VI (1621-1665), figlio di Filippo V e di Margherita d'Austria, Imperatore Romano di Spagna
165) Carlo VII (1665-1700), figlio di Filippo VI e di Marianna d'Austria, Imperatore Romano di Spagna come Carlo II, non ebbe figli e nominò proprio erede Filippo di Borbone

Dinastia Borbone
166) Filippo VII (1700-1713), fu riconosciuto come Imperatore di Spagna solo nel 1713, alla fine della Guerra di Successione Spagnola, ma dovette rinunciare al trono italiano

Dinastia d'Asburgo
167) Carlo VIII (1713-1734), Imperatore Romano di Germania come Carlo VI, conquistò la corona imperiale italiana alla fine della Guerra di Successione Spagnola

Dinastia Colonna
168) Fabrizio I (15 maggio 1723-28 ottobre 1755), nato il 20 gennaio 1700, figlio di Filippo Colonna, IX Principe di Paliano, e di Olimpia Pamphili. Era membro di una delle più antiche famiglie della nobiltà romana, discendente di un ramo dei Conti di Tuscolo. Con l'aiuto della Spagna sconfisse gli Asburgo d'Austria e fu incoronato Imperatore Romano d'Italia da Papa Innocenzo XIII, dando inizio alla dinastia tuttora regnante sulla penisola
169) Lorenzo Onofrio (28 ottobre 1755-2 ottobre 1779), nato l'11 giugno 1723, figlio di Fabrizio e di Zefirina Salviati, fu un grande mecenate e un protettore di intellettuali illuministi
170) Fabrizio II (2 ottobre 1779-14 maggio 1796, 1° regno), nato il 2 dicembre 1760, figlio di Lorenzo Onofrio e di Marianna d'Este, fu detronizzato da Napoleone e si rifugiò in Sardegna sotto protezione britannica

Seconda Repubblica Romana
"Repubblica sorella" della Francia Rivoluzionaria, il suo unico Presidente fu Francesco Melzi d'Eril (26 gennaio 1797-17 marzo 1805)

Dinastia Bonaparte
171) Napoleone Bonaparte (12 luglio 1806-4 novembre 1813), Imperatore Romano di Francia e di Germania, si fece eleggere anche Imperatore Romano d'Italia, ricostituendo l'Impero di Carlo Magno, e lo rimase fino alla sconfitta nella Battaglia di Lipsia

Dinastia Colonna
170) Fabrizio II (22 maggio 1815-26 giugno 1818, 2° regno), restaurato sul trono dopo il Congresso di Vienna
172) Aspreno I (26 giugno 1818-3 febbraio 1847), nato il 10 settembre 1787, figlio di Fabrizio II e di Bianca Maria Doria, portò avanti una politica conservatrice e fu vassallo degli Asburgo d'Austria. Sotto di lui iniziò l'industrializzazione della penisola
173) Giovanni IV Andrea (3 febbraio 1847-12 marzo 1894), nato il 27 gennaio 1820, figlio di Aspreno I e di Maria Giovanna Cattaneo della Volta, nel 1848 rischiò di essere travolto dalla Primavera dei Popoli, e per evitare di essere rovesciato fu costretto a concedere una Costituzione che poneva fine alla monarchia assoluta in Italia. Il generale Giuseppe Garibaldi scondisse il Feldmaresciallo austriaco Josef Radetzky a Custoza, ponendo così fine al predominio austriaco sull'Italia. Proseguì la modernizzazione dell'Italia ed avviò una politica coloniale in Africa
174) Fabrizio III (12 marzo 1894-8 agosto 1923), nato il 28 marzo 1848, figlio di Giovanni IV Andrea e di Isabella Alvarez de Toledo
175) Marcantonio I (8 agosto 1923-10 giugno 1940, 1° regno), nato il 25 luglio 1881, figlio di Fabrizio III e di Olimpia Doria Landi Pamphili. Appena salito al trono dovette fronteggiare una rivoluzione socialista guidata da Benito Mussolini, che fu sconfitto e fuggì in Unione Sovietica. Sostenne le politiche moderate del Presidente del Consiglio Giacomo Matteotti. Essendosi questi opposto alle prepotenze di Adolf Hitler, il 10 giugno 1940 l'Impero d'Italia fu invaso dalle truppe naziste, e l'Imperatore con la sua famiglia ed il governo furono costretti a fuggire a Tripoli

Impero nazista
176) Adolfo (10 giugno 1940-25 aprile 1945) Adolf Hitler occupò l'Italia senza colpo ferire e se ne proclamò imperatore. Come proprio Vicerè in Italia nominò prima Roberto Farinacci (1940-1943) e poi Alessandro Pavolini (1943-1945), anche se il potere effettivo in Italia era esercitato dal feldmaresciallo tedesco Albert Kesselring, che governò con spietatezza e mancanza di scrupoli

Dinastia Colonna
175) Marcantonio I (6 giugno 1944-9 marzo 1947), restaurato sul trono dagli Alleati dopo la riconquista di Roma
177) Aspreno II (9 marzo 1947-27 settembre 1987), nato il 17 agosto 1916, figlio di Marcantonio I e di Isabelle Sursock (1889-1984), una delle protagoniste della "Dolce Vita" romana. Il suo impero coincise con la ricostruzione postbellica e il boom economico. Nel 1957 l'Italia aderì alla CEE
178) Marcantonio II (1987-regnante), nato il 3 marzo 1948, figlio di Aspreno II e dell'Arciduchessa d'Austria Maria Milagro d’Asburgo-Lorena (1921–1997). Nel 1992 l'Italia aderì all'UE e nel 1999 adottò l'euro come moneta
179) Giovanni (V) Andrea (erede al trono), nato il 22 novembre 1975, figlio di Marcantonio II e di Barbara Pergolesi (nata il 4 aprile 1951, i due si sono sposati il 19 gennaio 1974)
180) Vittoria (erede al trono), nata il 18 gennaio 2012, figlia di Giovanni (V) Andrea e di Caterina de Rham (nata il 21 settembre 1977, i due si sono sposati il 26 giugno 2010). Dopo l'abolizione della successione a preferenza maschile, avvenuta nel 2009, Vittoria sarà la prima imperatrice romana d'Italia in tutta la storia della Penisola.

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II - Imperatori Romani di Francia

Imperatori delle Gallie, III secolo
42) Postumo (259-268), si ribellò a Gallieno, da qui il suo numerale
43) Leliano (268)
44) Marco Aurelio II (268)
45) Vittorino (268-271)
46) Domiziano II (271)
47-48) Tetrico I (271-274) con il figlio Tetrico II (273-274)
49) Faustino (274), fu sconfitto da Aureliano
50) Proculo (280)
51) Bonoso (280)
52) Carausio (287-293)
53) Domiziano III (292)
54) Alletto (293)
Interregno (293-350)

Imperatori delle Gallie, IV secolo
55) Flavio Magnenzio (350-353)
56) Magno Decenzio (351-353)
57) Claudio Silvano (355)
58) Magno Massimo (383-388)
59) Flavio Vittore (384-388)
Interregno (350-461)

Imperatori delle Gallie, V secolo
76) Egidio (461-464), Magister Militum per Gallias dell'imperatore Maggioriano, dopo l'assassinio di questi da parte di Ricimero si ribellò a quest'ultimo e si proclamò Imperatore. Da lui inizia la vera successione dei tradizionali Imperatori Romani di Francia. Il numerale è indipendente da quello dei precedenti imperatori delle Gallie, ed è successivo a quello dell'Imperatore Romano Maggioriano
77) Siagrio (464-486), figlio di Egidio, sopravvisse alla deposizione di Romolo Augusto(lo), ma fu sconfitto da Clodoveo nella Battaglia di Soissons e morì in prigionia

La numerazione successiva segue la cronologia dell'intera dinastia Merovingia, e non solo di una delle singole porzioni dello stato franco.

Imperatori Franchi di Austrasia
78) Clodoveo I (486-511), figlio di Childerico I
79) Teodorico I (511-534)
83) Teodeberto I (534-548)
84) Teodebaldo (548-555)
85) Clotario I (555-561)
81) Sigeberto I (561-575)
86) Childeberto II (575-595)
87) Teodeberto II (595-612)
88) Teodorico II (612-613)
89) Sigeberto II (613)
85) Clotario II (613-629)
90) Dagoberto I (629-639)
93) Sigeberto III (639-656)
95) Childeberto l'Adottato (656-657)
96) Clotario III (657-662)
98) Childerico II (662-675)
99) Clodoveo III (675-676)
100) Dagoberto II (676-679)

Imperatori Franchi di Neustria
78) Clodoveo I (486-511)
80-81) Clotario I (511-561), con Childeberto I (511-558) "Imperatore di Lutezia"
82-83) Chilperico I (561-584), con Cariberto I (561-567) "Imperatore di Lutezia"
85) Clotario II (584-629)
90) Dagoberto I (629-639)
94) Clodoveo II (639-658)
96) Clotario III (658-662)
97) Teodorico III (673, 1° regno)
98) Childerico II (673-675)
99) Clodoveo III (675-676)
97) Teodorico III (676-679, 2° regno)

Imperatori Franchi di Aquitania
91) Cariberto II (629-632)
92) Chilperico (632)

La numerazione degli Imperatori di Borgogna riparte da Guindicaro, Imperatore Romano dei Burgundi, succeduto ad Onorio.

Imperatori Burgundi
70) Gundicaro (413-436), il Gunther della Saga dei Nibelunghi, si stanziò con il suo popolo sulla riva sinistra del Reno e si proclamò Imperatore
71) Gunderico (436-473)
72) Chilperico (443-480), in opposizione a Gunderico
73) Gundobado (473-516) con Gundomaro (473-486) e Godegiselo (473-500)
74) Sigismondo (516-523)
75) Gundomaro (523-534)

Imperatori Franchi di Borgogna
82) Clodomiro (511-524)
80) Clotario I (524-561)
84) Gontrano (561-592)
85) Clotario II (592-629)
90) Dagoberto I (629-639)
94) Clodoveo II (639-658)
96) Clotario III (658-662)
97) Teodorico III (673, 1° regno)
98) Childerico II (673-675)
99) Clodoveo III (675-676)
97) Teodorico III (676-679, 2° regno)

La lista degli Imperatori Romani di Borgogna proseguirà in seguito, nell'apposita sezione.

Impero Romano dei Franchi riunificato ("Imperatori Fannulloni")
97) Teodorico III (679-691)
101) Clodoveo IV (691-695)
102) Childeberto III (695-711)
103) Dagoberto III (711-715)
104) Chilperico II (715-721)
105) Teodorico IV (721-737)
trono vacante (737-743), durante il quale il Maggiordomo di Palazzo Carlo Martello governò de facto l'Impero
106) Childerico III (743-751), fu l'ultimo dei Merovingi

Dinastia Carolingia
107) Pipino il Breve (751-768), figlio di Carlo Martello e di Rotrude di Treviri
108) Carlo I Magno (768-814), figlio di Pipino il Breve e di Bertrada di Laon
109) Luigi I il Pio (818-840), figlio di Carlo I e di Ildegarda di Vinzgouw
110) Carlo II il Calvo (840-877), figlio di Luigi I e di Giuditta di Baviera
111) Luigi II il Balbo (877-879), figlio di Carlo II il Calvo e di Ermentrude d'Orléans
112) Luigi III il Giovane (879-882), figlio di Luigi II e di Ansgarda di Borgogna
113) Carlomanno (879-884), fratello di Luigi III
114) Carlo il Grosso (884-887), nipote di Carlo II il Calvo, reggente per conto di Carlo III, fu deposto dalla nobiltà

Dinastia Robertingia
115) Oddone (888-898), Conte di Parigi, eletto dalla nobiltà

Dinastia Carolingia
116) Carlo III il Semplice (898-922), figlio di Luigie di Adelaide del Friuli, sconfisse i Normanni di Rollone e li fece diventare suoi vassalli, creando il Ducato di Normandia nel nordovest del suo Impero

Dinastia Robertingia
117) Roberto I (922-923), Conte di Parigi, fratello di Oddone
118) Rodolfo (923-936), Duca di Borgogna, genero di Roberto I

Dinastia Carolingia
119) Luigi IV d’Oltremare (936-954) ì, figlio di Carlo III e di Eadgifu d'Inghilterra
120) Lotario (954-986), figlio di Luigi IV e di Gerberga di Sassonia
121) Luigi V il Fannullone (986-987), figlio di Lotario e di Emma d'Italia, morì senza eredi e con lui si estinse la dinastia dei Carolingi

Dinastia Capetingia
122) Ugo I Capeto (987-996), Conte di Parigi, figlio di Ugo il Grande, nipote di Oddone; sua nonna, Beatrice di Vermandois, discendeva da Carlo I Magno
123) Roberto II il Pio (996-1031), figlio di Ugo I Capeto e di Adelaide d'Aquitania
124) Ugo II il Grande (1017-1025), figlio di Roberto II e di Costanza di Arles, fu associato al trono imperiale dal padre, ma morì prima di lui
125) Enrico I (1031-1060), fratello di Ugo II
126) Filippo III il Giusto (1060-1108), figlio di Enrico I e di Anna di Kyiv
127) Luigi VI il Grosso (1108-1137), figlio di Filippo III e di Berta d'Olanda
128) Luigi VII il Giovane (1137-1180), figlio di Luigi VI e di Adelaide di Savoia
129) Filippo IV Augusto (1180-1223), figlio di Luigi VII e di Adele di Champagne, partecipò alla Terza Crociata
130) Luigi VIII il Leone (1223-1226), figlio di Filippo IV e di Isabella di Hainaut
131) Luigi IX il Santo (1226-1270), figlio di Luigi VIII e di Bianca di Castiglia, tentò iinvano di riconquistare Gerusalemme e morì di peste a Tunisi
132) Filippo V l’Ardito (1270-1285), figlio di San Luigi IX e di Margherita di Provenza
133) Filippo VI il Bello (1285-1314), figlio di Filippo V e di Isabella d'Aragona, soppresse l'ordine dei Templari per incamerarne le ricchezze e convocò per la prima volta gli Stati Generali, embrione del Parlamento francese
134) Luigi X l’Attaccabrighe (1314-1316), primogenito di Filippo VI e di Giovanna di Navarra
135) Giovanni I il Postumo (5-20 novembre 1316), figlio di Luigi X e di Clemenza d'Ungheria
136) Filippo VII il Lungo (1316-1322), secondogenito di Filippo VI e di Giovanna di Navarra
137) Carlo IV il Bello (1322-1328), terzogenito di Filippo VI e di Giovanna di Navarra, morì senza eredi, provocando l'estinzione del ramo principale dei Capetingi e le rivendicazioni sul trono francese di Edoardo III d’Inghilterra, che era figlio di Isabella, figlia di Filippo VI il Bello

Dinastia di Valois
138) Filippo VIII il Fortunato (1328-1350), fu eletto Imperatore dalla nobiltà francese, ma nel 1337 il re inglese Edoardo III sbarcò in Francia e diede inizio alla Guerra dei Cent’anni
139) Giovanni II il Buono (1350-1364), figlio di Filippo VIII e di Giovanna di Borgogna, nel 1356 venne catturato dagli inglesi e costretto a firmare la pace di Bretigny
140) Carlo V il Saggio (1364-1380), figlio di Giovanni II e di Bona di Lussemburgo
141) Carlo VI (1380-1422), figlio di Carlo V e di Giovanna di Borbone, si ammalò di mente e fu incapace di governare. Sotto il suo regno l'Impero Romano di Francia fu sconfitto nella disastrosa Battaglia di Azincourt, con la quale Enrico VI d'Inghilterra si fece incoronare Imperatore di Francia (il titolo non è però riconosciuto dai francesi)
142) Carlo VII (1422-1461), figlio di Carlo VI e di Isabella di Baviera, con l’aiuto di Giovanna d’Arco sconfisse gli inglesi, che nel 1453 furono costretti ad abbandonare definitivamente la Francia, ponendo fine alla Guerra dei Cent’anni
143) Luigi XI (1461-1483), figlio di Carlo VII e di Maria d'Angiò
144) Carlo VIII (1483-1498), figlio di Luigi XI e di Carlotta di Savoia, tentò invano di conquistare il trono d'Italia

Dinastia di Valois-Orléans
145) Luigi XII il Padre del Popolo (1498-1515), pronipote di Carlo V, conquistò il trono d'Italia, ma morì senza eredi

Dinastia di Valois-Angoulême
146) Francesco I (1515-1547), discendente di Carlo V e genero di Luigi XII, fu sconfitto da Carlo V d'Asburgo e perse la corona d'Italia
147) Enrico II il Galante (1547-1559), figlio di Francesco I di Claudia di Valois-Orléans, morì a soli 40 anni durante un torneo a causa di un tragico incidente (che, secondo una leggenda oggi destituita di alcun fondamento, sarebbe stato predetto da Nostradamus)
148) Francesco II (1559-1560), primogenito di Enrico II e di Caterina de' Medici, fu re consorte di Scozia e morì di malattia a soli 36 anni
149) Carlo IX (1560-1574), terzogenito di Enrico II e di Caterina de' Medici, il potere effettivo venne gestito da sua madre, che il 24 agosto 1572 causò la strage di San Bartolomeo
150) Enrico III (1574-1589), quartogenito di Enrico II e di Caterina de' Medici, fu tra i protagonisti della "Guerra dei tre Enrichi" contro Enrico di Guisa (cattolico) ed Enrico di Borbone (protestante), nel pieno delle guerre di religione. Morì senza figli, e con lui si estinse la Dinastia di Valois

Dinastia Borbone
151) Enrico IV il Vert Galant (1589-1610), lontano discenddente di San Luigi IX e capo del partito protestante, fu nominato erede al trono da Enrico III a condizione che si convertisse al cattolicesimo (a questo episodio è legato il detto "Parigi val bene una Messa"). Nel 1598 pubblicò’Editto di Nantes che concedeva libertà di culto ai Protestanti. Fu assassinato dal fanatico François Ravaillac
152) Luigi XIII il Giusto (1610-1643), figlio di Enrico IV e di Maria de' Medici, durante i primi anni del suo regno fu sotto la reggenza di sua madre. Ebbe come primo ministro il cardinale di Richelieu, che intervenne nella Guerra dei Trent'Anni, e poi il cardinale Mazzarino
153) Luigi XIV l'Imperatore Sole (1643-1715), figlio di Luigi XIII e di Anna d'Austria, fece costruire la splendida residenza imperiale di Versailles e fu l'incarnazione dell'assolutismo imperiale. Durante il suo lunghissimo impero combattè guerre continue contro i paesi confinanti
154) Luigi XV il Beneamato (1715-1774), pronipote di Luigi XIV, il suo impero coincise con la grande stagione dell'Illuminismo, ma fu influenzato dalle favorite ed incassò una dura sconfitta dall'Inghilterra nella Guerra dei Sette Anni
155) Luigi XVI il Martire (1774-1792), nipote abiatico di Luigi XV (era figlio di Luigi Ferdinando di Borbone e di Maria Giuseppina di Sassonia), fu l'ultimo sovrano assoluto di Francia. A causa della crisi economica fu travolto dalla Rivoluzione Francese; deposto il 10 agosto 1792, fu giustiziato il 21 gennaio 1793

Prima Repubblica (1792-1804)
La Repubblica nata dalla Rivoluzione Francese vide succedersi la Convenzione Nazionale (1792-1795), il Comitato di Salute Pubblica (1793-1794), il Direttorio (1795-1799), il Consolato (1799-1802) ed infine il Primo Console a vita Napoleone Bonaparte (1802-1804)

Dinastia Bonaparte
156) Napoleone I il Grande (18 maggio 1804-11 aprile 1814, 1° regno), già Primo Console, si fece eleggere Imperatore con un plebiscito e soggiogò quasi tutta l'Europa, finchè non fu sconfitto nella Battaglia di Lipsia (16-19 ottobre 1813)

Assumendo anche i titoli di Imperatore Romano di Borgogna, di Germania, di Italia e di Spagna, Napoleone Bonaparte (per questo, oltre che per il fatto di essere un self made man, ricordato come "il Grande") tentò di ricostruire l'unità dell'Impero Romano d'Occidente. Ma la sua costruzione era artificiosa, basata sul suo prestigio militare e non duratura: era destinata a dissolversi alla prima vera sconfitta del Corso, e così fu.

Dinastia Borbone
157) Luigi XVIII il Desiderato (11 aprile 1814-20 marzo 1815, 1° regno), fratello di Luigi XVI, assunse questo nome perchè considerava legittimo imperatore lo sfortunato Luigi XVII, figlio di Luigi XVI e di Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena, morto in prigionia

Dinastia Bonaparte
156) Napoleone I il Grande (20 marzo-22 giugno 1815, 2° regno), riprese il potere nei famosi "Cento Giorni", ma fu definitivamente sconfitto a Waterloo. Esiliato dagli inglesi sull'isola di Sant'Elena, vi morì il 5 maggio 1821
158) Napoleone II l'Aquilotto (22 giugno-7 luglio 1815), figlio minorenne di Napoleone I e di Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, fu deposto dagli avversari di Napoleone e morì senza eredi a soli 21 anni il 22 luglio 1832

Dinastia Borbone
157) Luigi XVIII il Desiderato (7 luglio 1815-16 settembre 1824, 2° regno), restaurato sul trono dal Congresso di Vienna, ma morì senza figli
159) Carlo X (16 settembre 1824-2 agosto 1830), fratello di Luigi XVI e di Luigi XVIII, fu deposto dalla Rivoluzione di Luglio

Dinastia di Orléans
160) Luigi Filippo I l'Imperatore Borghese (9 agosto 1830-24 febbraio 1848), discendente di Luigi XIII, assunse il titolo di "Imperatore Romano dei Francesi", ma fu costretto a fuggire salla Rivoluzione del 1848

Seconda Repubblica (1848-1852)
L'unico Presidente della Seconda Repubblica fu Luigi Napoleone, che con un plebiscito si fece eleggere Imperatore

Dinastia Bonaparte
161) Napoleone III (1852-1870), figlio di Luigi Bonaparte (fratello minore di Napoleone I) e di Ortensia di Beauharanais (figlia di primo letto della prima moglie di Napoleone I), fu costretto ad abdicare dopo la sconfitta nella Battaglia di Sedan contro i Prussiani

Napoleone III tentò di opporsi alla crescita della Prussia, che nel 1866 aveva scalzato l'Austria come regione egemone all'interno dell'Impero di Germania, ma incappò nella sconfitta di Sedan, fu costretto a cedere ai Prussiani l'Alsazia e la Lorena, e dovette abdicare

Terza Repubblica (Comune di Parigi, 1870-1871)
Questo esperimento socialista fu soffocato nel sangue dalle truppe imperiali sostenute dai Prussiani. Suo unico Presidente fu Gustave Flourens

Dinastia Borbone
162) Enrico V (31 agosto 1871-24 agosto 1883), Conte di Chambord, figlio di Carlo Ferdinando (secondogenito di Carlo X e di Margherita di Savoia) e di Carolina di Borbone, avviò un'aggressiva politica coloniale. Morì senza figli e adottò come erede Luigi Filippo d'Orléans

Dinastia di Orléans
163) Luigi Filippo II l'Amato (24 agosto 1883-8 settembre 1894), nato il 24 agosto 1838, nipote abiatico di Luigi Filippo I (era figlio di Ferdinando Filippo d'Orléans e di Elena di Meclemburgo-Schwerin)
164) Filippo IX il Battagliero (8 settembre 1894-28 marzo 1926), nato il 6 febbraio 1869, figlio di Luigi Filippo II e di Maria Isabella d'Orléans, sotto il suo impero si combattè la Grande Guerra Franco-Tedesca, che coinvolse solo queste due nazioni, conclusasi con un sostanziale pareggio
165) Giovanni III lo Sfortunato (28 marzo 1926-22 giugno 1940), nato il 4 settembre 1874, nipote di Filippo IX e da questi adottato come figlio, regnò negli anni difficili seguiti al crac del 1929. Fu deposto dalle armate naziste che occuparono Parigi e morì di dolore il 25 agosto 1940

Il nazionalismo dell'Impero Francese, che intendeva vendicare la sconfitta nella Battaglia di Sedan, e quello tedesco, che voleva far assurgere l'Impero di Germania a nazione guida dell'Europa, sfociò nel luglio 1945, a causa di incidenti di frontiera, nella Grande Guerra Franco-Tedesca, il primo grande conflitto moderno, preludio della Guerra Mondiale del 1939-1945. La Grande Guerra vide affrontarsi le truppe Francesi e Tedesche; gli altri stati fornirono supporto logistico all'una o all'altra nazione, ma non intervennero direttamente nel conflitto, che così non divenne europeo nè mondiale. Il solo Belgio finì coinvolto nel conflitto, giacchè entrambe le potenze in lotta lo invasero per cercare di aprirsi la strada verso il territorio nemico. La guerra vide l'uso di carri armati, gas tossici e sottomarini, e si concluse nel novembre 1918 quando la Germania, duramente colpita dall'influenza spagnola (anche la Francia lo era stata, ma in misura minore), fu costretta a chiedere l'armistizio. Il trattato di pace di Versailles sancì il ritorno di Alsazia e Lorena alla Francia, che conquistò anche il Camerun e il Togo tedeschi, oltre che la restaurazione dell'indipendenza del Belgio, garantita da Regno Unito e Italia, ma la guerra si risolse in un sostanziale pareggio, perchè la Francia non era riuscita a piegare la Germania nè ad invadere il suo territorio, né a scalzare l'odiata Dinastia degli Hohenzollern (vedi sotto). Intanto, in Russia il fallimento Rivoluzione d'Ottobre evitava la caduta della monarchia, ma costringeva lo Zar (vedi sotto) a profonde riforme dell'Impero in senso federale..
La crisi del 1929 colpì a sua volta duramente la Germania, e così il fanatico nazionalista ed antisemita Adolf Hitler riuscì a farsi eleggere Cancelliere, promettendo anche di riconquistare Alsazia e Lorena e di cancellare l'onta del Trattato di Versailles. Con un putsch depose l'imperatore romano di Germania Guglielmo III, si proclamò a sua volta imperatore con il nome di Adolfo II, quindi iniziò una politica espansionistica che lo portò a creare un vasto impero egemone in Europa. Quando attaccò la Polonia, la cui indipendenza era garantita da Francia, Regno Unito e Italia, il 1° settembre 1939 scoppiò la Guerra Mondiale, che per quasi sei anni devastò l'Europa e buona parte del mondo.

Occupazione tedesca (1940-1944)
Il nord del paese fu annesso all'Impero Romano di Germania, mentre il sud ("Impero di Vichy") fu retto dal governo collaborazionista del Maresciallo Philippe Pétain, proclamatosi Imperatore con il nome di
166) Napoleone V (22 giugno 1940-25 agosto 1944), essendo considerato Napoleone IV il figlio di Napoleone III, mai effettivamente salito al trono. Arrestato dagli Alleati, Pétain fu processato e condannato a morte, ma la pena fu commutata nell'ergastolo il considerazione della sua età avanzata e del fatto che era stato eroe della Grrande Guerra Franco-Tedesca. Morì in carcere il 23 luglio 1951 a 95 anni. Oggi resta un punto di riferimento per l'Estrema Destra francese

Dinastia di Orléans
167) Enrico VI (25 agosto 1944-19 giugno 1999), nato il 5 luglio 1908, figlio di Giovanni III e di Isabella d'Orléans, il suo lungo impero vide la ricostruzione postbellica e l'adesione dell'Impero Romano di Francia alla NATO (1949), alla CEE (1957) e all'Unione Euro-Romana (1992)
168) Enrico VII (19 giugno 1999-21 gennaio 2019), nato il 14 giugno 1933, figlio di Enrico VI e di Isabella d'Orléans-Bragança, salì al trono all'età di 66 anni e vide la partecipazione dell'Impero di Francia alla lotta contro il terrorismo di matrice islamica
169) Giovanni IV (21 gennaio 2019-regnante), nato il 19 maggio 1965, figlio di Enrico VII e di Maria Teresa di Württemberg
170) Gastone (erede al trono), nato il 19 novembre 2009, figlio di Giovanni IV e di Filomena de Tornos y Steinhart

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III - Imperatori Romani di Spagna

Imperatori Visigoti
70) Ataulfo (413-415), cugino e cognato di Alarico I, il sovrano dei Visigoti che aveva messo a sacco Roma, guidò il suo popolo verso la Gallia meridionale, quindi conquistò Barcellona e si proclamò primo Imperatore Romano di Spagna. Porta questo numerale in quanto successore di Onorio
71) Sigerico (415), autoproclamatosi Imperatore dopo aver assassinato Ataulfo, rivale di Vallia
72) Vallia (415-418), fratello di Ataulfo, invase la penisola iberica scacciandone Vandali e Alani
73) Teodorico I (418-451), genero di Alarico I, morì nella Battaglia dei Campi Catalaunici contro Attila
74) Torrismondo (451-453), figlio di Teodorico I
75) Teodorico II (453-466), figlio di Teodorico I, assassinò il fratello Torrismondo
76) Eurico (466-484), figlio di Teodorico I, assassinò il fratello Teodorico II
77) Alarico II (484-507), figlio di Eurico
78) Gesalico (507-511), figlio illegittimo di Alarico II, nominato Imperatore dai nobili dopo la sconfitta di Vouillé da parte dei Franchi
79) Amalarico (511-531), figlio di Alarico II, nominato Imperatore dal nonno, l'Imperatore ostrogoto d'Italia Teodorico il Grande, suo reggente dal 511 al 526
80) Teudi (531-548) Generale ostrogoto, eletto dall'esercito
81) Teudiselo (548-549), generale ostrogoto, eletto dall'esercito
82) Agila I (549-555) eletto dalla nobiltà per cacciare gli Ostrogoti
83) Atanagildo (551-555), si ribellò ad Agila I e pose la capitale a Toledo
84) Liuva I (567-572), eletto Imperatore dall'aristocrazia di Settimania dopo un interregno di cinque mesi
85) Leovigildo (570-586), fratello di Liuva I, nel 585 conquistò l'Impero degli Svevi e controllò quasi tutta la penisola iberica
86) Recaredo I (586-601), figlio di Leovigildo, con il Concilio di Toledo si convertì con il proprio popolo dall'arianesimo al cattolicesimo niceno
87) Liuva II (601-603), figlio di Recaredo I
88) Viterico (603-610), si proclamò Imperatore dopo aver rovesciato e assassinato Liuva II
89) Gundemaro (610-612), eletto dalla nobiltà dopo l'assassinio di Viterico
90) Sisebuto (612-621), eletto dalla nobiltà
91) Recaredo II (621), figlio di Sisebuto
92) Suintila (621-631), eletto dalla nobiltà
93) Sisenando (631-636), si proclamò Imperatore dopo aver rovesciato Suintila
94) Chintila (636-639), eletto dalla nobiltà
95) Tulga (639-642), figlio di Chintila
96) Chindasvindo (642-653), rivale di Tulga, riconosciuto come Imperatore dopo la sua morte
97) Recesvindo (649-672), figlio di Chindasvinto, nel 654 promulgò un codice di leggi
98) Vamba (672-680), eletto dalla nobiltà, fu il primo imperatore germanico a farsi consacrare da un religioso, l'Arcivescovo di Toledo
99) Ervige (680-687), indicato da Vamba come suo successore
100) Egica (687-702), genero di Ervige
101) Witiza (700-710), figlio di Egica, fu deposto da Roderico I
102) Roderico (Rodrigo) il Vittorioso (710-711), considerato l'eroe nazionale dei Visigoti, affrontò il generale berbero Ṭāriq ibn Ziyād, che aveva invaso la penisola iberica cercando di approfittare della lotta tra Witiza e Roderico I, e lo sconfisse nella Battaglia del Guadalete (19 luglio 711), ma anch'egli cadde nello scontro
103) Agila II (711-713), eletto Imperatore sul campo di battaglia dopo la morte di Roderico I, morì a sua volta combattendo contro i Berberi che riprovavano ad invadere il suo impero
104) Ordoño I (713-720), scelto come successore di Agila II

Dinastia delle Asturie
105) Pelagio (720-737), figlio del duca di Cantabria Favila, fratello di Chindasvindo, eletto Imperatore dei Visigoti dalla nobiltà
106) Favila (737-739), figlio di Pelagio, fu ucciso da un orso durante una battuta di caccia
107) Alfonso I il Cattolico (739-757), cognato di Favila
108) Fruela I (757-768), figlio di Alfonso I
109) Aurelio (768-774), cugino di Fruela I
110-111) Adosinda (774-783), cugina di Aurelio, sorella di Fruela I e figlia di Alfonso I, con il marito Silo
112) Mauregato (783-789), fratellastro di Adosinda e di Fruela I, figlio di Alfonso I
113) Bermudo I il Diacono (789-791), cugino di Mauregato, Adosinda e Fruela I, fratello di Aurelio
114) Alfonso II il Casto (791-842), figlio di Fruela I
115) Ramiro I (842-850), cugino di terzo grado di Alfonso II, figlio di Bermudo I
116) Ordoño II (850-866), figlio di Ramiro I
117) Alfonso III il Grande (866- 910), figlio di Ordoño II
118) Fruela II (910-914, 1° regno), figlio di Alfonso III
119) Ordoño III Alfonso il Grande (19 gennaio 914-gennaio 924), figlio di Alfonso III, spodestò il fratello Fruela II
118) Fruela II (gennaio 924-luglio 925, 2° regno), tornò sul trono dopo la morte di Ordoño III
119) Alfonso IV (925), figlio di Fruela II
120) Alfonso V Ordoñez (925-931), figlio di Ordoño III, spodestò il cugino Alfonso IV, considerandolo un usurpatore. Abdicò in favore del fratello Ramiro per farsi monaco
121) Ramiro II Ordoñez il Grande (931-951), figlio di Ordoño III
122) Ordoño IV Ramirez (951-956), figlio di Ramiro II
123) Sancho I Ramirez il Grasso (956-958, 1° regno), figlio di Ramiro II, venne detronizzato dal cugino Ordoño
124) Ordoño V Alfonso il Malvagio (958-960), figlio di Alfonso V, dopo aver detronizzato il cugino Sancho I, venne a sua volta spodestato da quest'ultimo
123) Sancho I Ramirez il Grasso (960-dicembre 966, 2° regno), riconquistò la corona
125) Ramiro III Sanchez (dicembre 966-984), figlio di Sancho I, venne detronizzato da una congiura
126) Bermudo II Ordoñez il Gottoso (984-settembre 999), figlio di Ordoño V, dal 999 al 1007 si trovò sotto la reggenza della madre Elvira
127) Alfonso VI Bermudez il Nobile  (settembre 999-5 luglio 1028), figlio di Bermudo II
128) Bermudo III Alfonso (5 luglio 1028-4 settembre 1037), figlio di Alfonso VI

Dinastia di Jiménez (di Navarra)
129-130) Sancha I (4 settembre 1037-27 dicembre 1065), sorella di Bermudo, con il marito Ferdinando I il Grande, figlio di Sancho di Navarra.
131) Alfonso VII (27 dicembre 1065-1° giugno 1109), figlio di Ferdinando I e di Teodolinda I, si scontrò con i fratelli Witiza e Sancho, quindi stroncò un tentativo dei Lusitani di rendersi indipendenti. Ebbe al suo servizio Rodrigo Diaz de Vivar, eroe nazionale spagnolo; quest'ultimo il 23 ottobre 1086 inflisse una dura sconfitta a Yūsuf ibn Tāshfīn, signore degli Almoravidi del Marocco, che aveva invaso il sud della penisola iberica
132) Urraca (1° giugno 1109-1126), figlia di Alfonso VI

Dinastia Anscarica
133) Alfonso VIII (8 marzo 1126-21 agosto 1157), figlio di Urraca e di Raimondo di Borgogna
134) Ferdinando II (21 agosto 1157-22 gennaio 1188), figlio di Alfonso VIII, riuscì a respingere il nuovo tentativo di 'Abd al-Mu'min ibn 'Ali al-Kumi, Califfo degli Almohadi, di conquistare la Spagna
135) Alfonso IX (22 gennaio 1188-24 settembre 1230), figlio di Ferdinando II
136-137) Sancha II e Dolce (24 settembre-11 dicembre 1230), figlie di Alfonso IX, in seguito alle pressioni della nobiltà e dietro un cospicuo indennizzo rinunciarono al trono a favore del fratellastro Ferdinando
138) Ferdinando III il Santo (11 dicembre 1230-30 maggio 1252), figlio di Alfonso IX, mandò una spedizione ad esplorare le isole Canarie e le aggregò al suo impero
139) Alfonso X il Saggio (30 maggio 1252-4 aprile 1284), figlio di Ferdinando III, appoggiò la spedizione di Pietro d'Aragona, conte di Barcellona, che conquistò la Sicilia e ne divenne sovrano
140) Sancho II l'Ardito (4 aprile 1284-25 aprile 1295), figlio di Alfonso X, stabilì una serie di punti di appoggio commerciali sulle coste africane occidentali
141) Ferdinando IV il Chiamato (25 aprile 1295-7 settembre 1312), figlio di Sancho II, scoprì Madeira e le Azzorre e le aggregò al suo impero
142) Alfonso XI il Giustiziere (7 settembre 1312-26 marzo 1350), figlio di Ferdinando IV
143) Pietro il Crudele (26 marzo 1350-22 marzo 1369), figlio di Alfonso XI

Dinastia di Trastámara
144) Enrico I (22 marzo 1369-29 maggio 1379), figlio naturale di Alfonso XI
145) Giovanni I (29 maggio 1379-9 ottobre 1390), figlio di Enrico I
146) Enrico II l'Infermo (9 ottobre 1390-25 dicembre 1406), figlio di Giovanni I
147) Giovanni II (25 dicembre 1406-20 luglio 1454), figlio di Enrico II
148) Enrico III l'Impotente (20 luglio 1454-11 dicembre 1474), figlio di Giovanni II, morì senza eredi
149-150) Isabella I la Cattolica (11 dicembre 1474-26 novembre 1504), sorella di Enrico III, con il marito Ferdinando V, Conte di Barcellona, discendente di Giovanni I. Finanziò la spedizione di Cristoforo Colombo che portò alla scoperta dell'America
151-152) Giovanna la Savia (26 novembre 1504-14 marzo 1516), figlia di Elisabetta I e di Ferdinando V, con il marito Filippo III il Bello d'Asburgo, figlio dell'Imperatore di Germania Massimiliano I d'Asburgo. Alla morte del marito abdicò a favore del figlio Carlo e si ritirò in convento, dove morì il 12 aprile 1555

Dinastia d'Asburgo
153) Carlo I (14 marzo 1516-16 gennaio 1556), figlio di Giovanna e Filippo III, fu Imperatore di Spagna, di Germania e d'Italia. Il suo sogno era quello di ricostituire l'Impero di Cesare Augusto. Governò su di un impero immenso, comprendente le colonie americane, africane ed asiatiche, ma non riuscì a conquistare la Francia e Costantinopoli. Abdicò il 16 gennaio 1556, lasciando Germania e Borgogna al fratello Ferdinando e il resto al figlio Filippo. Morì il 21 settembre 1558
154) Filippo IV il Prudente (16 gennaio 1556-13 settembre 1598), figlio di Carlo I, Imperatore di Spagna e d'Italia, nel 1588 attaccò il Regno d'Inghilterra della regina Elisabetta I Tudor con l'Invincibile Armata, ma la spedizione finì un disastro. Questo fatto portò all'inizio del declino della Spagna come grande potenza mondiale
155) Filippo V il Pio (13 settembre 1598-31 marzo 1621), figlio di Filippo IV, Imperatore di Spagna e d'Italia
156) Filippo VI il Grande (31 marzo 1621-17 settembre 1665), figlio di Filippo V, Imperatore di Spagna e d'Italia
157) Carlo II (17 settembre 1665-1º novembre 1700), figlio di Filippo IV, Imperatore di Spagna e d'Italia, ultimo degli Asburgo di Spagna, era di salute malferma a causa dei matrimoni tra consanguinei tipici della sua dinastia. Morì a soli 39 anni senza figli, dopo aver adottato come figlio il cugino Filippo di Borbone

Dinastia Borbone
158) Filippo VII (16 novembre 1700-14 gennaio 1724, 1° regno), figlio di Luigi il Gran Delfino, primogenito dell'Imperatore di Francia Luigi XIV, fu contestato dagli austriaci e dagli inglesi, e per questo scoppiò la Guerra di Successione Spagnola. Filippo VII fu infine riconosciuto Imperatore di Spagna, ma dovette rinunciare alla corona d'Italia
159) Luigi (14 gennaio-31 agosto 1724), figlio di Filippo VII, salì al trono dopo l'abdicazione del padre, che aveva sperato di diventare Imperatore di Francia, ma morì di vaiolo dopo nemmeno otto mesi di regno
158) Filippo VII (31 agosto 1724-9 luglio 1746, 2° regno), ritornò sul trono dopo la morte prematura del figlio
160) Ferdinando VI (9 luglio 1746 10 agosto 1759), figlio di Filippo VII e fratello di Luigi
161) Carlo III (10 agosto 1759-14 dicembre 1788), figlio di Filippo VII e fratello di Luigi e di Ferdinando VI
162) Carlo IV (14 dicembre 1788-19 marzo 1808), figlio di Carlo III, di idee reazionarie, fu detronizzato dal figlio Ferdinando
163) Ferdinando VII (19 marzo-6 maggio 1808, 1° regno), figlio di Carlo IV, fu deposto da Napoleone Bonaparte

Dinastia Bonaparte
164) Napoleone (6 maggio 1808-11 dicembre 1813), già Imperatore di Francia, Italia e Germania, depose Ferdinando VII e si proclamò anche Imperatore di Spagna

Dinastia Borbone
163) Ferdinando VII (11 dicembre 1813-29 settembre 1833, 2° regno), ritornò sul trono dopo la sconfitta di Napoleone nella Battaglia di Lipsia, ma non poté fare nulla per impedire che le colonie americane divenissero indipendenti. Tra di esse, il Messico diede vita a un nuovo Impero Romano (vedi sotto), il primo oltreoceano
165) Isabella II (29 settembre-30 novembre 1833), figlia di Ferdinando VII, fu indicata come erede dal padre, ma detronizzata dallo zio Carlo Isidoro con l'appoggio del Parlamento Spagnolo
166) Carlo V Isidoro (30 novembre 1833-10 marzo 1855), fratello di Ferdinando VII, abdicò in favore del figlio
167) Carlo VI Ludovico (10 marzo 1855-13 gennaio 1861), figlio di Carlo V, avviò l'industrializzazione del suo impero
168) Giovanni III Carlo (13 gennaio 1861-21 novembre 1887), fratello di Carlo VI, partecipò alla spartizione coloniale dell'Africa
169) Carlo VII (21 novembre 1887-18 luglio 1909), figlio di Giovanni III
170) Giacomo (18 luglio 1909-9 ottobre 1931), figlio di Carlo VII
171) Alfonso XII Carlo (9 ottobre 1931-29 settembre 1936), fratello minore di Carlo VII e zio di Giacomo, dovette affrontare le conseguenze del crollo della Borsa di New York il 29 ottobre 1929
172) Saverio (29 settembre 1936-7 maggio 1977), cugino di Alfonso XII Carlo, appena salito al trono rischiò di essere rovesciato da un Putsch dei Falangisti di estrema destra, che però fu stroncato dalle forze a lui fedeli. Restò neutrale durante la Guerra Mondiale. Nel 1949 la Spagna aderì alla NATO e, nel 1957, fu tra i membri fondatori della Comunità Economica Euro-Romana. Sotto il suo regno le colonie africane ed asiatiche divennero indipendenti, mentre i Baschi iniziarono una serie di azioni terroristiche per cercare di separarsi dall'Impero
173) Carlo VIII Ugo (7 maggio 1977-18 agosto 2010), primogenito di Saverio, sotto il suo imperno nel 1992 la Spagna aderì all'Unione Euro-Romana e nel 2001 adottò l'euro, ma non partecipò alla guerra voluta dagli USA contro le organizzazioni terroriste islamiche
174) Carlo IX Saverio (18 agosto 2010-in carica), nato il 27 gennaio 1970, primogenito di Carlo VIII e di Sofia di Grecia. Nel 2011 i movimenti terroristi baschi deposero le armi
175) Sisto Enrico (erede al trono), nato il 24 aprile 2016, figlio di Carlo IX Saverio e della principessa argentina Maximiliane Cerruti (nata il 17 maggio 1971)

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IV - Imperatori Romani del Portogallo

Imperatori Svevi
70) Ermerico I (410-427, 1° regno), primo sovrano della Confederazione degli Svevi, emigrò con il suo popolo in Galizia, dove si proclamò Imperatore Romano. Oggi è considerato retroattivamente il primo Imperatore Romano del Portogallo, e fu il primo capo di un popolo germanico ad attribuirsi tale titolo. Porta questo numerale in quanto successore di Onorio
71) Ermigario (427-429), usurpatore
72) Ermerico (429-438, 2° regno)
73) Rechila (438-448), figlio di Ermerico
74) Rechiaro (448-456), figlio di Rechiaìla
75) Aiulfo (456-457), usurpatore, vassallo dei Visigoti
76) Maldraso (457-460), figlio di Massilia, eletto dalla Nobiltà, subì la rivolta di Framta
77) Fromaro (460-464), figlio di Masdra, eletto dalla Nobiltà
78) Remismondo (464-469), figlio di Maldraso, sconfisse gli usurpatori Framta (457) e Fromaro (457-464)
79) Ermenerico (469-495), figlio di Remismondo
80) Veremondo (495-535), figlio di Ermenerico
81) Teodemondo (535-550), figlio di Veremondo
82) Carriarico (550-558), figlio di Teodemondo, fu il primo Imperatore degli Svevi a convertirsi al cattolicesimo
83) Ariamiro (558-561), figlio di Carriarico
84) Teodemaro (561-570), fratello di Ariamiro
85) Miro (570-583), figlio di Teodemaro
86) Eborico (583-584), deposto e rinchiuso in monastero da Andeca
87) Andeca (584-585), deposto e rinchiuso in monastero da Leovigildo
88) Malarico (585), si ribellò a Leovigildo ma venne da lui sconfitto

Imperatori Visigoti
89) Leovigildo (585-586), Imperatore dei Visigoti, nel 585 conquistò l'Impero degli Svevi
90) Recaredo I (586-601), figlio di Leovigildo, con il Concilio di Toledo convertì il proprio popolo dall'arianesimo al cattolicesimo niceno
91) Liuva (601-603), figlio di Recaredo I
92) Viterico (603-610), si proclamò Imperatore dopo aver assassinato Liuva
93) Gundemaro (610-612), eletto dalla nobiltà dopo l'assassinio di Viterico
94) Sisebuto (612-621), eletto dalla nobiltà
95) Recaredo II (621), figlio di Sisebuto
96) Suintila (621-631), eletto dalla nobiltà
97) Sisenando (631-636), si proclamò Imperatore dopo aver rovesciato Suintila
98) Chintila (636-639), eletto dalla nobiltà
99) Tulga (639-642), figlio di Chintila
100 Chindasvindo (642-653), rivale di Tulga, riconosciuto come Imperatore dopo la sua morte
101) Recesvindo (649-672), figlio di Chindasvindo, nel 654 promulgò un codice di leggi
102) Vamba (672-680), eletto dalla nobiltà
103) Ervige (680-687), indicato da Vamba come suo successore
104) Egica (687-702), genero di Ervige
105) Witiza I (700-710), figlio di Egica, fu deposto da Roderico
106) Roderico (Rodrigo) il Vittorioso (710-711), sconfisse il generale berbero Ṭāriq ibn Ziyād che aveva invaso la penisola iberica, ma anch'egli cadde nello scontro
107) Agila (711-713), eletto Imperatore sul campo di battaglia dopo la morte di Roderico I, morì a sua volta combattendo contro i Berberi che riprovavano ad invadere il suo regno
108) Ordoño I (713-720), scelto dalla nobiltà come successore di Agila

Dinastia delle Asturie
109) Pelagio (720-737), figlio del duca di Cantabria Favila, fratello di Chindasvindo, eletto Imperatore dei Visigoti e degli Svevi dalla nobiltà
110) Favila (737-739), figlio di Pelagio, fu ucciso da un orso durante una battuta di caccia
111) Alfonso I il Cattolico (739-757), cognato di Favila
112) Fruela (757-768), figlio di Alfonso I
113) Aurelio (768-774), cugino di Fruela
114) Adosinda (774-783), cugina di Aurelio, sorella di Fruela I e figlia di Alfonso I
115) Mauregato (783-789), fratellastro di Adosinda e di Fruela I, figlio di Alfonso I
116) Bermudo il Diacono (789-791), cugino di Mauregato, Adosinda e Fruela, fratello di Aurelio
117) Alfonso II il Casto (791-842), figlio di Fruela
118) Ramiro I (842-850), cugino di terzo grado di Alfonso II, figlio di Bermudo
119) Ordoño II (850-866), figlio di Ramiro I
120) Alfonso III (866-868), figlio di Ordoño II

Dinastia di Vimara Peres
121) Vimara Peres (868-873), figlio di Pietro, figlio di Bermudo I, riuscì a sconfiggere Alfonso III, scacciò gli Spagnoli dalla parte occidentale della Penisola Iberica e si fece incoronare Imperatore Romano del Portogallo
122) Lucidio Vimaranes (873-922), figlio di Vimara Peres
123) Diego Fernandes (922-926), marito di Onega Lucides, figlia di Lucidio Vimaranes
124) Mendo I Gonçalves (926-943), marito di Muniadona Diaz, figlia di Diego Fernandes
125) Muniadona Diaz (943-950), regnò da sola dopo la morte del marito
126) Gonzalo Mendes (950-997), figlio di Mendo I Gonçalves e Muniadona Diaz
127) Mendo II Gonçalves (997-1008), figlio di Gonzalo Mendes
128) Alvito Nunes (1008-1016), nipote di Alvito Lucides, figlio di Lucidio Vimaranes
129) Nuno I Alvites (1016-1028), figlio di Alvito Nunes
73) Mendo III Nunes (1028-1050), figlio di Nuno I Alvites, sotto la reggenza della madre Ilduara 
130) Nuno II Mendes (1050-1071), figlio di Mendo III Nunes

Dinastia Galiziana
131) Garcia I (1065-1071, 1° regno), figlio di Ferdinando I, Imperatore di Spagna, conquistò il Portogallo dopo aver sconfitto Nuno II Mendes nella Battaglia di Pedroso
132) Sancho II (1071-1072), figlio di Ferdinando I, Imperatore di Spagna, depose il fratello Garcia I
131) Garcia I (1072-1073, 2° regno), recuperò il trono dopo la morte del fratello Sanchio II
133) Alfonso I (1073-1093), figlio di Ferdinando I, Imperatore di Spagna, a sua volta Imperatore di Spagna con il nome di Alfonso VII

Dinastia di Borgogna
134) Enrico I (1093-22 maggio 1112)), fratello degli Imperatori di Borgogna Ugo I e Oddone I, fu incoronato Imperatore del Portogallo come suo vassallo da Alfonso VII
135) Teresa (22 maggio 1112-6 dicembre 1128), figlia illegittima di Alfonso VII e vedova di Enrico I
136) Alfonso II Henriques (6 dicembre 1128-6 dicembre 1185)), figlio di Enrico I e Teresa, proclamò l'indipendenza del Portogallo dalla Spagna
137) Sancho III il Popolatore (6 dicembre 1185-26 marzo 1212), figlio di Alfonso II Henriques
138) Alfonso III il Grasso (26 marzo 1212-25 marzo 1223), figlio di Sancho III
139) Sancho IV il Pio (25 marzo 1223-4 gennaio 1248), figlio di Alfonso III
140) Alfonso IV il Restauratore (4 gennaio 1248-16 febbraio 1279 Figlio di Alfonso III
141) Dionigi l'Agricoltore (16 febbraio 1279-7 gennaio 1325), figlio di Alfonso IV
142) Alfonso V l'Ardito (7 gennaio 1325-28 maggio 1357), figlio di Dionigi
143) Pietro I il Giustiziere (28 maggio 1357-18 gennaio 1367), figlio di Alfonso V
144) Ferdinando I il Bello (18 gennaio 1367-29 ottobre 1383), figlio di Pietro I
145) Beatrice (22 ottobre 1383-6 aprile 1385, deposta)), figlia di Ferdinando I, sotto la reggenza di sua madre Eleonora

Dinastia Aviz
146) Giovanni I il Buono (6 aprile 1385-14 agosto 1433), figlio legittimato di Pietro I, fu Gran Maestro dell'Ordine di Aviz, da cui il nome della dDinastia. Suo figlio Enrico il Navigatore, cercando una via alternativa per raggiungere le Indie, diede inizio alla grande stagione delle scoperte geografiche
147) Edoardo il Filosofo (14 agosto 1433-13 settembre 1438), figlio di Giovanni I
148) Alfonso VI l'Africano (13 settembre 1438-28 agosto 1481), figlio di Edoardo
149) Giovanni II il Perfetto (28 agosto 1481-25 ottobre 1495), figlio di Alfonso VI, già reggente dal 1477 al 1481, quando il padre si era ritirato in monastero

Dinastia Aviz-Beja
150) Manuele I il Fortunato (25 ottobre 1495-13 dicembre 1521), figlio di Ferdinando, Duca di Beja, a sua volta figlio di Edoardo, sotto il suo Impero i navigatori portoghesi compirono con successo la prima circumnavigazione dell'Africa e scoprirono ed esplorarono il Brasile
151) Giovanni III il Pio (13 dicembre 1521-11 giugno 1557), figlio di Manuele I
152) Sebastiano I il Desiderato (11 giugno 1557-4 agosto 1578), figlio di Giovanni Manuele, a sua volta figlio di Giovanni III, regnò sotto la reggenza dello zio Enrico fino al 1568. Morì a soli 24 anni nella Battaglia di Ksar el Kebir, nel vano tentativo di conquistare il Marocco
153) Enrico II il Casto (4 agosto 1578-31 gennaio 1580), figlio di Manuele I e zio di Sebastiano I, non ebbe eredi, e con lui finì la dinastia Aviz

Dinastia d'Asburgo
154) Filippo III il Prudente (12 settembre 1580-13 settembre 1598), Imperatore di Spagna come Filippo IV, figlio di Carlo I d'Asburgo e di Isabella, a sua volta figlia di Manuele I, si proclamò anche Imperatore del Portogallo dopo l'estinzione della dinastia Aviz ("Unione Imperiale Iberica")
155) Filippo IV il Pio (13 settembre 1598-31 marzo 1621), figlio di Filippo III, Imperatore di Spagna come Filippo V
156) Filippo V il Grande (31 marzo 1621-1º dicembre 1640, deposto), figlio di Filippo IV, Imperatore di Spagna come Filippo VI

Dinastia di Bragança
157) Giovanni IV il Restauratore (1º dicembre 1640-6 novembre 1656), figlio di Teodosio, Duca di Bragança e discendente di Giovanni I, si mise a capo della rivolta dei Portoghesi, proclamò l'indipendenza della sua nazione e fondò una nuova dinastia, tuttora sul trono
158) Alfonso VII il Vittorioso (6 novembre 1656-12 settembre 1683), figlio di Giovanni IV
159) Pietro II il Pacifico (12 settembre 1683-9 dicembre 1706), figlio di Giovanni IV
160) Giovanni V il Magnanimo (9 dicembre 1706-31 luglio 1750), figlio di Pietro II
161) Giuseppe il Riformatore (31 luglio 1750-24 febbraio 1777), figlio di Giovanni V
162) Pietro III l'Edificatore (24 febbraio 1777-25 maggio 1786), figlio di Giovanni V
163) Maria I la Pia (25 maggio 1786-20 marzo 1816), figlia di Giuseppe e vedova di Pietro III, malata di mente, nel 1799 suo figlio Giovanni divenne reggente. Nel 1807 l'Impero del Portogallo fu invaso da Napoleone Bonaparte e la corte si trasferì in Brasile
164) Giovanni VI il Clemente (20 marzo 1816-26 marzo 1826), figlio di Pietro III e di Maria I, nel 1821 ritornò in Europa con la sua corte
165) Pietro IV il Liberale (26 marzo-28 maggio 1826), figlio di Giovanni VI, inaugurò la monarchia costituzionale portoghese. Abdicò e divenne Imperatore del Brasile con il nome di Pietro I (vedi sotto)
166) Maria II l'Istitutrice (28 maggio 1826-26 febbraio 1828, 1° regno), figlia di Pietro IV, fu deposta dallo zio Michele
167) Michele l'Usurpatore (26 febbraio 1828-26 maggio 1834), figlio di Giovanni VI, fu dichiarato decaduto dal Parlamento, che aveva cercato di eliminare per tornare alla monarchia assoluta
166) Maria II l'Istitutrice (26 maggio 1834-15 novembre 1853, 2° regno), rimessa sul trono
168) Ferdinando II l'Artista (16 settembre 1837-15 novembre 1853), consorte di Maria II, figlio di Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Gotha

Dinastia di Bragança-Sassonia-Coburgo-Gotha
169) Pietro V lo Speranzoso (15 novembre 1853-11 novembre 1861), figlio di Maria II e di Ferdinando II, regnò fino al 1855 sotto la reggenza di suo padre
170) Luigi il Popolare (11 novembre 1861-19 ottobre 1889), figlio di Maria II e di Ferdinando II
171) Carlo il Diplomatico (19 ottobre 1889-1º febbraio 1908), figlio di Luigi, morì assassinato da un anarchico
172) Manuele II il Patriota (1º febbraio 1908-2 luglio 1932), figlio di Carlo, sopravvisse a un tentativo di colpo di stato dei Repubblicani nel 1910. Morì senza figli, e per questo adottò il suo parente Edoardo come proprio erede
173) Edoardo II Nuno (2 luglio 1932-24 dicembre 1976), nipote di Michele, partecipò alla Guerra Mondiale dalla parte degli Alleati e negli anni sessanta gestì la decolonizzazione delle colonie portoghesi d'oltremare. Nel 1957 l'Impero del Portogallo fu uno dei membri fondatori della CEE
174) Edoardo III Pio (24 dicembre 1976-in carica), figlio di Edoardo II Nuno e di Maria Francesca d'Orléans e Bragança, sotto di lui l'Impero Romano Portoghese aderì all'Unione Euro-Romana (1992) e adottò l'euro (1999)
175) Alfonso VIII (erede al trono), nato il 25 marzo 1996, figlio di Edoardo III Pio e di Isabel de Herédia

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V - Imperatori Romani di Germania

Dinastia Carolingia
108) Carlo I Magno (800-814), figlio dell'Imperatore dei Franchi Pipino il Breve e di Bertrada di Laon
109) Ludovico I il Pio (814-840), figlio di Carlo I Magno e di Ildegarda di Vinzgouw
110) Ludovico II il Germanico (843-876), figlio di Ludovico I e di Ermengarda di Hesbaye
111) Carlomanno (876-880), figlio di Ludovico II e di Emma di Baviera, governò la Baviera e fu anche Imperatore d'Italia
112) Ludovico III il Giovane (876-882), figlio di Ludovico I il Pio e di Giuditta, governò la Sassonia e, dall'880, anche la Baviera
113) Carlo II il Grosso (882-887), figlio di Ludovico il Germanico, fu deposto dalla nobiltà
114) Arnolfo di Carinzia (887-899), figlio naturale di Carlomanno
115) Ludovico IV il Fanciullo (899-811), figlio di Arnolfo, morì senza eredi
116) Corrado I (911-918), Duca di Franconia, scelto dalla nobiltà

Dinastia Sassone
117) Enrico I l'Uccellatore (919-936), generale di Corrado I
118) Ottone I il Grande (936-973), figlio di Enrico I e di Santa Matilde di Sassonia
119) Ottone II (973-983), figlio di Ottone I di Sassonia e di Adelaide di Borgogna
120) Ottone III (983-1002), figlio di Ottone II e di Teofano di Bisanzio
121) Enrico II il Santo (1002-1024), cugino di secondo grado di Ottone III

Dinastia Salica
122) Corrado II il Salico (1024-1039), bisnipote di Liutgarda, figlia di Ottone I
123) Enrico III il Nero (1039-1056), figlio di Corrado II e di Gisella di Svevia
124) Enrico IV (1056-1105), figlio di Enrico III e di Agnese di Poitou
125) Enrico V (1105-1125), figlio di Enrico IV e di Berta da Torino
126) Lotario II di Supplimburgo (1125-1137), eletto dalla nobiltà

Dinastia Sveva
127) Corrado III (1138-1152), figlio di Agnese di Waiblingen, figlia di Enrico IV
128) Federico I Barbarossa (1152-1190), figlio di Federico il Guercio, fratello di Corrado III
129) Enrico VI (1190-1197), figlio di Federico I e di Beatrice di Borgogna
130) Filippo III (1198-1208), fratello di Enrico VI, morì assassinato
131) Ottone IV di Brunswick (1208-1215), bisnipote di Lotario III
132) Federico II lo Stupor Mundi (1215-1250), figlio di Enrico VI e di Costanza d'Altavilla
133) Corrado IV (1250-1254), figlio di Federico II e di Jolanda di Brienne

Periodo elettivo
134) Guglielmo I d'Olanda (1254-1256), eletto dalla nobiltà
135) Riccardo di Cornovaglia (1257-1272), eletto dalla nobiltà
136) Alfonso il Saggio di Castiglia (1272-1273), eletto dalla nobiltà
137) Rodolfo I d'Asburgo (1273-1291), eletto dalla nobiltà
138) Adolfo I di Nassau (1291-1298), eletto dalla nobiltà
139) Alberto I d'Asburgo (1298-1308), figlio di Rodolfo I e di Gertrude di Hohenberg, eletto dalla nobiltà
140) Enrico VII di Lussemburgo (1308-1313), eletto dalla nobiltà
141) Ludovico IV di Wittelsbach (1313-1347), figlio di Matilde d'Asburgo, figlia di Rodolfo I, eletto dalla nobiltà. Il 15 novembre 1315 fu sconfitto dai Cantoni Svizzeri nella Battaglia di Morgarten, atto di nascita della Confederazione Elvetica
142) Carlo IV di Lussemburgo (1346-1378), nipote di Enrico VII, eletto dalla nobiltà, fu costretto a riconoscere l'indipendenza della Confederazione degli Otto Cantoni, amministraa da un regime repubblicano, il primo nucleo dell'odierna Svizzera
143) Venceslao I di Lussemburgo (1378-1400), figlio di Carlo IV e Anna di Schweidnitz, eletto dalla nobiltà
144) Roberto di Wittelsbach (1400-1410), discendente di Adolfo I di Nassau, eletto dalla nobiltà
145) Sigismondo di Lussemburgo (1410-1437), figlio di Carlo IV e di Elisabetta di Pomerania, eletto dalla nobiltà

Dinastia d'Asburgo
146) Alberto II d'Asburgo (1438-1439), bis-bisnipote di Alberto I e genero di Sigismondo
147) Federico III d'Asburgo (1440-1493), cugino di Alberto II
148) Massimiliano I d'Asburgo (1493-1519), figlio di Federico III e di Eleonora del Portogallo
149) Carlo V d'Asburgo (1519-1556), figlio di Filippo il Bello (figlio di Massimiliano I) e di Giovanna di Castiglia
150) Ferdinando I d'Asburgo (1556-1564), fratello di Carlo V
151) Massimiliano II d'Asburgo (1564-1576), figlio di Ferdinando I e di Anna di Boemia
152) Rodolfo II d'Asburgo (1576-1612), figlio di Massimiliano II e di Maria di Spagna
153) Mattia d'Asburgo (1612-1619), fratello di Rodolfo II
154) Ferdinando II d'Asburgo (1619-1637), figlio di Carlo d'Austria, terzogenito di Ferdinando I
155) Ferdinando III d'Asburgo (1637-1657), figlio di Ferdinando II e di Marianna di Baviera
156) Leopoldo I d'Asburgo (1658-1705), figlio di Ferdinando III e di Marianna di Spagna
157) Giuseppe I d'Asburgo (1705-1711), figlio di Leopoldo I e di Eleonora del Palatinato-Neuburg
158) Carlo VI d'Asburgo (1711-1740), fratello di Leopoldo I
159-160) Maria Teresa d'Asburgo (1740-1780), figlia di Carlo VI e di Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel, con il consorte Francesco I di Lorena (1740-1765)

Dinastia di Wittelsbach
161) Carlo VII (24 gennaio 1742-20 gennaio 1745), Duca di Baviera, tentò di farsi proclamare Imperatore Romano di Germania dopo l'estinzione del ramo principale degli Asburgo, ma fu sconfitto dalle forze asburgiche nella Guerra di Successione Germanica

Dinastia d'Asburgo-Lorena
162) Giuseppe II (1780-1790), figlio di Maria Teresa e di Francesco I di Lorena
163) Leopoldo II (1790-1792), fratello di Giuseppe II
164) Francesco II (1792-1806, 1° regno), figlio di Leopoldo II e di Maria Ludovica di Borbone

Dinastia Bonaparte
165) Napoleone (12 luglio 1806-4 novembre 1813), Imperatore Romano di Francia, dopo la vittoria nella Battaglia di Austerlitz (2 dicembre 1805) si fece eleggere anche Imperatore Romano di Germania

Dinastia d'Asburgo-Lorena
164) Francesco II (30 maggio 1814-2 marzo 1835, 2° regno), restaurato sul trono dopo la Battaglia di Lipsia
166) Ferdinando IV (2 marzo 1835-2 dicembre 1848), figlio di Francesco I e di Maria Teresa di Borbone, nato il 19 aprile 1793, fu costretto ad abdicare in seguito ai moti del 1848
167) Francesco Giuseppe I (2 dicembre 1848-3 luglio 1866), figlio di Francesco Carlo (fratello di Ferdinando IV) e di Sofia di Wittelsbach, nato il 18 agosto 1830, salì al trono a soli 18 anni. Il 12 giugno 1867, in seguito all'Ausgleich ("devoluzione"), oltre che Imperatore di Germania divenne Re Apostolico d'Ungheria. In seguito alla sconfitta dell'Austria contro la Prussia nella Battaglia di Sadowa (3 luglio 1866) perse il titolo di Imperatore di Germania, ma restò Re Apostolico d'Ungheria fino alla morte, avvenuta il 21 novembre 1916

Dinastia di Hohenzollern
168) Guglielmo II (18 gennaio 1867-9 marzo 1888), dopo la vittoria di Sadowa conquistò il titolo di Imperatore Romano di Germania, ratificato dal Parlamento e non più dalla nobiltà
169) Federico III (9 marzo-5 giugno 1888), figlio di Guglielmo II e di Augusta di Sassonia-Weimar-Eisenach
170) Guglielmo III (15 giugno 1888-9 novembre 1918), figlio di Federico III e di Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha, primogenita della Regina Vittoria del Regno Unito, si impegnò nella Grande Guerra Franco-Tedesca contro l'Impero Romano di Francia. Essa terminò con un sostanziale pareggio, e Guglielmo II, divenuto fortemente impopolare, fu costretto dal Parlamento ad abdicare a favore del figlio. Andò in esilio in Olanda e morì il 4 giugno 1941
171) Guglielmo IV (9 novembre 1918–2 agosto 1934), figlio di Guglielmo III e di Augusta Vittoria di Schleswig-Holstein, fu deposto da Adolf Hitler e andò in esilio in Svezia, dove morì il 20 luglio 1951

Impero nazista
172) Adolfo II (2 agosto 1934-30 aprile 1945) Adolf Hitler, veterano della Grande Guerra Franco-Tedesca e leader dell'Estrema Destra germanica, cavalcando la crisi del 1929 si fece eleggere Cancelliere dell'Impero il 30 gennaio 1933, instaurò una feroce dittatura, depose l'imperatore Guglielmo IV e si fece incoronare Imperatore a sua volta. Scatenò la Guerra Mondiiale del 1939-1945 con l'intento di "lavare l'onta" della mancata vittoria nel 1918 ma, divenuto paranoico e convinto di avere poteri divini, scese in guerra praticamente contro il mondo intero. Resosi conto della sconfitta, si suicidò. Dopo la guerra l'Impero Romano di Germania perse tutti i territori a est dell'Oder, passati alla Polonia, il Tirolo meridionale, passato all'Italia, e la Boemia, divenuta indipendente, ma incamerò il Burgenland dall'Ungheria

Dinastia d'Asburgo-Lorena
173) Francesco Giuseppe II (23 maggio 1949-1° gennaio 2007), nato il 20 novembre 1912, pronipote di Carlo Ludovico (fratello di Francesco Giuseppe I), fu messo sul trono dagli Alleati, che consideravano la Dinastia Hohenzollern compromessa con il militarismo prussiano. Gestì la ricostruzione postbellica che rese di nuovo la Germania una grande potenza. A 94 anni abdicò a favore del figlio Carlo. Morì a 98 anni il 4 luglio 2011. Nel 1949 il suo Impero aderì alla NATO, nel 1957 alla CEE, nel 1992 alla UE e nel 1999 adottò l'Euro
174) Carlo VIII (1° gennaio 2007-in carica), figlio di Francesco Giuseppe II e di Regina di Sassonia-Meiningen, nato l'11 gennaio 1961
175) Ferdinando (V) (erede al trono), figlio di Carlo VIII e di Francesca Thyssen-Bornemisza, nato il 21 giugno 1997

Nota: in questa Timeline, l'Austria e il Liechtenstein fanno parte integrante dell'Impero Romano di Germania. Invece la Svizzera è indipendente ed è una delle Repubbliche oggi esistenti in Europa, insieme a San Marino, Malta, Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia e Islanda

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VI – Imperatori Romani d'Ungheria

Il 25 dicembre dell'anno 1000, il Khan degli Ungari István, figlio di Géza e di Sarolta, fu incoronato a Esztergom primo Re Apostolico d'Ungheria con il nome di Stefano I, con l'appoggio dell'Imperatore Romano di Germania Ottone III e di Papa Silvestro II. Tutti i suoi successori portarono il titolo regale, anche perchè gli Ungheresi ritenevano di non avere nulla in comune con la tradizione dell'Impero Romano. Il 13 marzo 1516 il Re Apostolico d'Ungheria Luigi II Jagellone fu sconfitto e ucciso nella Battaglia di  dal Sultano Ottmano Solimano il Magnifico, che conquistò la maggior parte del Regno d'Ungheria. La cosiddetta Ungheria Reale, nell'estremo ovest del paese, entrò a far parte dei possedimenti degli Asburgo, mentre la Transilvania fu governata dal Voivoda Giovanni Zápolya. Il 26 gennaio 1699, con la Pace di Carlowitz, tutta l'Ungheria passò sotto il controllo degli Asburgo. In tal modo, a partire dal 17 dicembre 1526, e fino al 3 luglio 1866, l'Ungheria ebbe come sovrano l'Imperatore Romano di Germania in un unione personale. Con la Battaglia di Sadowa, Guglielmo di Hohenzollern conquistò il titolo imperiale tedesco, ed allora Francesco Giuseppe I d'Asburgo-Lorena si rifugiò a Budapest, conservando il titolo di Re Apostolico d'Ungheria. Lo stesso giorno in cui Guglielmo I di Hohenzollern si faceva incoronare Imperatore Romano di Germania, Francesco Giuseppe I in segno di sfida si fece incoronare Imperatore Romano d'Ungheria, creando ex novo un ulteriore Impero successore di quello romano. A quell'epoca l'Impero Romano d'Ungheria comprendeva anche la Croazia, la Slovacchia, il Banato e la Transilvania.

Dinastia d'Asburgo-Lorena
167) Francesco Giuseppe I (18 gennaio 1867-21 novembre 1916)
168) Carlo IV (21 novembre 1916-1° aprile 1922)
169) Francesco Giuseppe II (1° aprile 1922-20 novembre 1940), primogenito di Carlo e di Zita di Borbone-Parma

Impero Nazista
170) Francesco (20 novembre 1940-15 ottobre 1944), al secolo Ferenc Szálasi, capo del partito di estrema destra NYKP ("Nyilaskeresztes Párt - Hungarista Mozgalom", cioè "Partito delle Croci Frecciate - Movimento Ungarista"), sostenuto da Adolf Hitler, rovesciò Francesco Giuseppe II, che fu costretto ad abdicare in suo favore e fu poi chiuso agli arresti domiciliari in una delle sue residenze. Viene ricordato per le violenze perpetrate contro gli Ebrei, le minoranze e i partigiani. Di fronte all'avanzata delle truppe russe, resosi conto dell'imminente sconfitta dei nazisti, tentò di intavolare trattative segrete con gli Alleati per ottenere una pace separata, ma Adolf Hitler lo fece deporre manu militari ("Operazione Panzerfaust") e si proclamò lui stesso Imperatore Romano d'Ungheria
171) Adolfo (15 ottobre 1944-30 aprile 1945) Adolf Hitler conservò il titolo di Imperatore Romano d'Ungheria fino al propro suicidio, ma la progressiva liberazione del territorio ungherese era iniziata da tempo. Il 13 febbraio 1945 le truppe russe liberarono Budapest, dove l'italiano Giorgio Perlasca, spacciandosi per Console dell'Impero Romano di Spagna, neutrale nel conflitto, aveva salvato migliaia di Ebrei ungheresi dallo sterminio

Miklós Horthy de Nagybánya (1868-1957), già più volte Primo Ministro di Francesco Giuseppe II, svolse il ruolo di reggente dell'Impero durante l'occupazione da parte degli Alleati. Il Trattato di Pace di Versailles, che pose fine alla Guerra Mondiale, fece pagare caro agli ungheresi l'appoggio incondizionato dato a Hitler: la Transilvania passò infatti alla Dacia, il Burrgenland alla Germania, il Banato alla Serbia, mentre la Croazia e la Bosnia si unirono al Montenegro formando l'Impero Romano di Pannonia, e deludendo le speranze dei Serbi che avrebbero voluto incamerare loro quelle terre.

Dinastia d'Asburgo-Lorena
172) Roberto (4 febbraio 1946-7 febbraio 1996), nato l'8 febbraio 1915, seconogenito di Carlo e fratello minore di Francesco Giuseppe II, salì al trono d'Ungheria dopo che il fratello fu incoronato Imperatore Romano di Germania, onde evitare l'unione personale tra le due nazioni, in vigore dal 1526 al 1866. Regnò a tutti gli effetti come vassallo dell'Impero Romano di Russia, che considerava i paesi dell'Europa dell'Est delle proprie province. Quand0, il 23 ottobre 1956, la popolazione di Budapest insorse chiedendo la partenza dei militari zaristi e l'indizione di libere elezioni, le truppe russe invasero il paese stroncando la rivolta nel sangue; il Primo Ministro Imre Nagy, che aveva sostenuto la rivolta, finì giustiziato. La sudditanza alla Russia perdurò fino al 1989, quando le riforme di Gorbachev portarono al progressivo distacco dell'Ungheria dall'orbita di Mosca; il 23 maggio 1990 il leader filoeuropeo József Antall divenne Primo Ministro dell'Impero Romano di Ungheria. Il 12 marzo 1999 quest'ultimo aderì alla NATO
173) Lorenzo (7 febbraio 1996- in carica), nato il 16 dicembre 1955, figlio di Roberto e di Margherita di Savoia. Il 1° gennaio 2004 l'Ungheria aderì alla CEE, in attesa di avere i parametri per adottare l'Euro ed entrare nell'UE
174) Carlo (V) (erede al trono), nato il 21 febbraio 1996, figlio di Lorenzo e di Astrid del Belgio, sorella dell'Imperatore Romano dei Belgi Filippo VII
175) Anna Astrid (erede al trono), nata il 17 maggio 2016, primogenita di Carlo (V) e di Elisabetta Maria Rosboch von Wolkenstein, dopo la modifica della legge di successione ungherese salirà al trono al posto del fratello minore Massimiliano Lorenzo

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VII - Imperatori Romani di Boemia

Dinastia dei Přemyslidi
113) Bořivoj I (882-894), discendente del semimitico Přemysl l'Aratore, si proclamò Imperatore Romano di Boemia quale successore dell'Imperatore Carolingio Ludovico III il Giovane (vedi sopra)
114) Spytihněv I (894-915), figlio di Bořivoj I
115) Vratislao I (915-921), figlio di Bořivoj I
116) Venceslao I il Santo (13 febbraio 921-28 settembre 935), figlio di Vratislao I, artefice della cristianizzazione della Boemia
117) Boleslao I il Crudele (28 settembre 935-15 luglio 972), fratello di Venceslao I e mandante del suo assassinio
118) Boleslao II il Pio (15 luglio 972-7 febbraio 999), figlio di Boleslao I
119) Boleslao III il Rosso (999-1002, 1° regno), figlio di Boleslao II, fu deposto

Dinastia dei Piasti
120) Vladivoj (Clodoveo, 1002-1003), cugino di Boleslao III, figlio di Miezsko I e Oda, fratellastro del Re di Polonia Boleslao I

Dinastia dei Přemyslidi
119) Boleslao III il Rosso (1003, 2° regno), riconquistò il trono ma venne deposto poco dopo
121) Jaromír (1003, 1° regno), fratello di Boleslao III, ne contestò il trono

Dinastia dei Piasti
122) Boleslao IV (1003-1004), già re di Polonia, si proclamò re di Boemia ma venne spodestato un anno dopo

Dinastia dei Přemyslidi
121) Jaromír (1004-1012, 2° regno), fratello di Boleslao III, restaurato sul trono
123) Ulrico (1012-1033, 1° regno), fratello di Jaromir
121) Jaromír (1033-1034, 3° regno), spodestò il fratello
123) Ulrico (1034, 2° regno), spodestò il fratello
124) Bretislao I (1035-1055), figlio di Ulrico
125) Spytihněv II (10 gennaio 1055-28 gennaio 1061), figlio di Bretislao I
126) Vratislao II (28 gennaio 1061-14 gennaio 1092), figlio di Bretislao I
127) Corrado I (14 gennaio 1092-6 settembre 1092), fratello di Vratislao II
128) Bretislao II (6 settembre 1092-22 dicembre 1100), figlio di Vratislao II
129) Bořivoj II (22 dicembre 1100-maggio 1107, 1° regno), fratello di Bretislao II
130) Svatopluk (maggio 1107-21 settembre 1109), cugino di Bořivoj II
131) Vladislao I (21 settembre 1109-dicembre 1117), fratello di Bořivoj II
129) Bořivoj II (dicembre 1117-16 agosto 1120, 2° regno)
131) Vladislao I (16 agosto 1120-12 aprile 1125, 2° regno)
132) Sobeslao I (12 aprile 1125-14 febbraio 1140), fratello di Vladislao I
133) Vladislao II (1140-1172), nipote di Sobeslao I
134) Federico I (1172-1173, 1° regno), figlio di Vladislao I
135) Sobeslao II (1173-1178), cugino di secondo grado di Federico
134) Federico I (1178-1189, 2° regno)
136) Corrado II (1189-1191) Discendente di Corrado I
137) Venceslao II (1191-1192), fratello di Sobeslao II
138) Ottocaro I (1192-1193, 1° regno), figlio di Vladislao II
139) Bratislao III Enrico (1193-1197), cugino di Ottocaro I
140) Vladislao III Enrico (15 giugno-6 dicembre 1197), fratello di Ottocaro I
138) Ottocaro I (1197-1230, 2° regno), vassallo dell'imperatore Federico II di Svevia
141) Venceslao III (12 dicembre 1230-23 settembre 1253), figlio di Ottocaro I
142) Ottocaro II (23 settembre 1253-26 agosto 1278), figlio di Venceslao I, fu anche Duca d'Austria
143) Venceslao IV (26 agosto 1278-21 giugno 1305), figlio di Ottocaro II, fu anche Re di Polonia
144) Venceslao V (21 giugno 1305-4 agosto 1306), figlio di Venceslao IV ed ultimo esponente maschio della dinastia dei Přemyslidi, fu anche Re di Polonia e d'Ungheria
145) Enrico II (1306, 1° regno), cognato di Venceslao V, dopo il suo assassinio fu eletto re di Boemia e Polonia
146) Rodolfo I (1306-1307), sposò la vedova di Venceslao II di Boemia, occupò Praga nel 1306, si ammalò di dissenteria e morì nel 1307 mentre si preparava a fronteggiare la ribellione dei nobili boemi fedeli ad Enrico
145) Enrico II (1307-1310, 2° regno)

Dinastia di Lussemburgo
147) Giovanni II il Cieco (3 dicembre 1310-26 agosto 1346), genero di Venceslao II e figlio dell'Imperatore Romano di Germania Enrico VII
148) Carlo III (26 agosto 1346-29 novembre 1378), figlio di Giovanni I, Imperatore Romano di Germania come Carlo IV
149) Venceslao VI (29 novembre 1378-16 agosto 1419), figlio di Carlo I
150) Sigismondo (16 agosto 1419-11 ottobre 1420, 1° regno), fratello di Venceslao IV, Imperatore Romano di Germania e Re d'Ungheria, perse il territorio boemo a causa della rivolta hussita
Interregno (1420-1436), durante la rivolta hussita
150) Sigismondo (1436-9 dicembre 1437, 2° regno), riconquistò il trono

Dinastia d'Asburgo
151) Alberto (2 giugno 1438-27 ottobre 1439), genero di Sigismondo, Duca d'Austria e Re d'Ungheria
152) Ladislao I il Postumo (28 ottobre 1453-23 novembre 1457), figlio di Alberto, Duca d'Austria e Re d'Ungheria
153) Giorgio di Poděbrady (2 marzo 1458-22 marzo 1471), eletto Imperatore dalla nobiltà boema dopo la morte di Ladislao
154) Ladislao II (27 maggio 1471-13 marzo 1516), nipote di Ladislao I il Postumo, Re Apostolico di Ungheria co  il nome di Vladislao II
155) Luigi (13 marzo 1516-29 luglio 1526), figlio di Ladislao II, Re Apostolico d'Ungheria con il nome di Luigi II
156) Ferdinando I (1526-1562), fratello di Carlo V, Imperatore
Romano di Germania
157) Massimiliano II (1562-1576), figlio di Ferdinando I e di Anna di Boemia
158) Rodolfo II (1576-1612), figlio di Massimiliano II e di Maria di Spagna
159) Mattia (1612-1619), fratello di Rodolfo II
160) Ferdinando II (1619-1637), figlio di Carlo d'Austria, terzogenito di Ferdinando I
161) Ferdinando III (1637-1657), figlio di Ferdinando II e di Marianna di Baviera
162) Leopoldo I (1658-1705), figlio di Ferdinando III e di Marianna di Spagna
163) Giuseppe I (1705-1711), figlio di Leopoldo I e di Eleonora del Palatinato-Neuburg
164) Carlo V (1711-1740), fratello di Leopoldo I
165) Maria Teresa (1740-1780), figlia di Carlo VI e di Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel

Dinastia d'Asburgo-Lorena
166) Giuseppe II (1780-1790), figlio di Maria Teresa e di Francesco I di Lorena
167) Leopoldo II (1790-1792), fratello di Giuseppe II
168) Francesco II (1792-1806, 1° regno), figlio di Leopoldo II e di Maria Ludovica di Borbone

Dinastia Bonaparte
169) Napoleone (12 luglio 1806-4 novembre 1813), Imperatore Romano di Francia, dopo la vittoria nella Battaglia di Austerlitz (2 dicembre 1805) si fece eleggere anche Imperatore Romano di Boemia

Dinastia d'Asburgo-Lorena
168) Francesco II (30 maggio 1814-2 marzo 1835, 2° regno), restaurato sul trono dopo la Battaglia di Lipsia
170) Ferdinando IV (2 marzo 1835-2 dicembre 1848), figlio di Francesco I e di Maria Teresa di Borbone, fu costretto ad abdicare in seguito ai moti del 1848
171) Francesco Giuseppe I (2 dicembre 1848-3 luglio 1866), figlio di Francesco Carlo (fratello di Ferdinando IV) e di Sofia di Wittelsbach. In seguito alla sconfitta dell'Austria contro la Prussia nella Battaglia di Sadowa (3 luglio 1866) perse il titolo di Imperatore Romano di Boemia, ma restò Re Apostolico d'Ungheria fino alla morte, avvenuta il 21 novembre 1916

Dinastia di Hohenzollern
172) Guglielmo I (18 gennaio 1867-9 marzo 1888), dopo la vittoria di Sadowa conquistò il titolo di Imperatore Romano di Boemia oltre a quello di Germania
173) Federico III (9 marzo-5 giugno 1888), figlio di Guglielmo I e di Augusta di Sassonia-Weimar-Eisenach
174) Guglielmo II (15 giugno 1888-9 novembre 1918), figlio di Federico III e di Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha, primogenita della Regina Vittoria del Regno Unito, fu costretto dal Parlamento ad abdicare a favore del figlio dopo la fallimentare Grande Guerra Franco-Tedesca, andò in esilio in Borgogna e morì il 4 giugno 1941
175) Guglielmo III (9 novembre 1918–2 agosto 1934), figlio di Guglielmo II e di Augusta Vittoria di Schleswig-Holstein, fu deposto da Adolf Hitler e andò in esilio in Svezia, dove morì il 20 luglio 1951

Impero nazista
176) Adolfo (2 agosto 1934-30 aprile 1945) Adolf Hitler, nella sua megalomania, si arrogò anche il titolo di Imperatore Romano di Boemia fino alla sua morte per suicidio

Dinastia d'Asburgo-Lorena
177) Carlo VI Ludovico (11 febbraio 1946-11 dicembre 2007), nato il 10 marzo 1918, quarto figlio maschio del Re Apostolico d'Ungheria Carlo IV, pronipote di Francesco Giuseppe I (il terzo figlio maschio, Felice, aveva declinato l'offerta), fu indicato come Imperatore Romano di Boemia dagli Alleati, dopo aver liquidato la Dinastia Hohenzollern, e regnò come vassallo dei Russi. Nel 1968 il Primo Ministro Alexander Dubček tentò una politica di apertura alla democrazia e di maggior indipendenza dalla Russia ("Primavera di Praga"), ma fu rovesciato dall'invasione dell'esercito russo che ristabilì lo status quo. Il vassallaggio a Mosca perdurò fino al 1989, quando le riforme di Gorbachev portarono al progressivo distacco della Boemia dall'orbita russa; il 29 dicembre 1989 il leader filoeuropeo Vaclav Havel divenne Primo Ministro dell'Impero Romano di Boemia. Il 12 marzo 1999 quest'ultimo aderì alla NATO e il 1° gennaio 2004 aderì alla CEE, in attesa di avere i parametri per adottare l'Euro ed entrare nell'UE
178) Rodolfo III (11 dicembre 2007-regnante), nato il 17 novembre 1950, figlio di Carlo VI Ludovico e di Yolande de Ligne (1923-2023)
179) Carlo (VII) Cristiano (erede al trono), nato il 22 settembre 1977, figlio di Rodolfo III e di Hélène de Villenfagne de Vogelsanck (nata il 24 aprile 1954)
180) Zita (erede al trono), nata il 6 marzo 2008, primogenita di Carlo (VII) Cristiano e di Estelle Lapra de Saint Romain (nata il 19 gennaio 1979 e scomparsa prematuramente il 4 marzo 2025 all'età di 47 anni)

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VIII – Imperatori Romani di Borgogna

La successine qui riportata parte dagli Imperatori Burgundi, e in particolare da Gundicaro, seguendo la lista reale riportata sopra. Per semplicità, noi qui partiremo da Carlo I Magno

Dinastia Carolingia
108) Carlo I Magno (771-814), figlio di Pipino il Breve e di Bertrada di Laon
109) Ludovico I il Pio (814-840), figlio di Carlo Magno e di Ildegarda
110) Lotario I (840-855), figlio di Ludovico I e di Ermengarda di Hesbaye
111) Lotario II (855–869), figlio di Lotario I e di Ermengarda di Tours
112) Carlo II il Calvo (869–877), fratello di Lotario I, Imperatore dei Franchi Occidentali dall'840 all'847
113) Ugo (869-895), figlio primogenito di Lotario II e della seconda moglie Waldrada di Wormsgau (malvista perchè considerata una concubina), rivendicò fino alla morte l'eredità paterna
114) Ludovico II il Balbo (877-879), figlio di Carlo II il Calvo e di Ermentrude d'Orléans, Imperatore dei Franchi Occidentali dall'877 all'879
115) Ludovico III il Giovane (877-882), figlio di Ludovico II e di Ansgarda di Borgogna, Imperatore dei Franchi Occidentali dall'879 all'882, alla sua morte l'Impero Romano di Borgogna si divise in due a causa di contrasti tra la Nobiltà del Sud e del Nord

Dinastia Bosonide
116) Bosone di Provenza (882-887), Imperatore di Borgogna Cisgiurana, figlio di Bivino di Vienne e di Richilde, fedelissimo di Carlo II il Calvo, eletto da una parte della Nobiltà dell'Impero
117) Rodolfo I (888-912), Imperatore di Borgogna Transgiurana, eletto dalla restante parte della Nobiltà dell'Impero
118) Ludovico IV il Cieco (882-928), Imperatore di Borgogna Cisgiurana, figlio di Bosone e di Ermengarda, figlia dell'Imperatore Ludovico III il Giovane. Fu anche Imperatore d'Italia ed Imperatore dal 901 al 905
119) Rodolfo II (912-937), Imperatore di Borgogna Transgiurana, figlio di Rodolfo I e di Willa di Provenza, nel 933 riunificò i due imperi dei Burgundi
120) Corrado il Pacifico (937-993), figlio di Rodolfo II e di Berta degli Svevi
121) Rodolfo III (993-1032), figlio di Corrado e di Matilde, figlia dell'Imperatore Romano di Francia Luigi IV d'Oltremare
122) Roberto I (1032–1076), fratello dell'Imperatore Romano di Francia Enrico I
123) Ugo I (1076–1079), figlio di Enrico, a sua volta figlio di Roberto I, e di Sibilla di Barcellona
124) Oddone I il Rosso (1079–1103), fratello di Ugo I
125) Ugo II (1103–1143), figlio di Oddone I e di Sibilla dei Burgundi
126) Oddone II (1143–1162), figlio di Ugo II e di Matilde di Mayenne
127) Ugo III (1162–1192), figlio di Oddone II e di Maria di Blois
128) Oddone III (1192–1218), figlio di Ugo III e di Alice di Lotaringia
129) Ugo IV (1218–1271), fratello di Oddone III e di Alice di Vergy, protesse i Catari contro cui il Papa e i Francesi avevano bandito una crociata
130) Roberto II (1271–1306), figlio di Ugo IV e di Iolanda di Dreux
131) Ugo V (1306–1315), figlio di Roberto II e di Agnese, figlia dell'Imperatore Romano di Francia San Luigi IX
132) Oddone IV (1315–1349), fratello di Ugo V
133) Filippo III di Rouvre (1349–1361), figlio di Oddone IV e di Giovanna, figlia dell'Imperatore Romano di Francia Filippo VII il Lungo. Alla sua morte senza eredi diretti, l'Imperatore Romano di Francia Giovanni II il Buono, in quanto primo cugino di suo padre, ereditò il titolo di Imperatore Romano di Borgogna

Dinastia di Valois
134) Giovanni I il Buono (1361-1364), figlio dell'Imperatore Romano di Francia Filippo VIII di Valois e di Giovanna di Borgogna, figlia di Roberto II. Fu anche Imperatore Romano di Francia

Dinastia di Valois-Borgogna
135) Filippo IV l'Ardito (1364–1404) figlio di Giovanni I il Buono e di Bona di Lussemburgo
136) Giovanni II Senza Paura (1404–1419), figlio di Filippo IV l'Ardito e di Margherita di Male
137) Filippo V il Buono (1419–1467), figlio di Giovanni II Senza Paura e di Margherita di Baviera
138) Carlo III il Temerario (15 giugno 1467–25 gennaio 1497), figlio di Filippo V il Buono e di Isabella del Portogallo, con ferocia in battaglia ed astuzia politica espanse notevolmente i confini del suo Impero. Il 5 gennaio 1477 sconfisse l'Imperatore Romano di Francia Luigi XI nella Battaglia di Nancy e pose fine alle sue ambizioni di conquistare la Borgogna

Dinastia di Nassau-Dillenburg
139-140) Giovanni III di Nassau-Dillenburg (25 gennaio 1497-30 luglio 1516), genero di Carlo III, con la consorte Maria (25 gennaio 1497-27 marzo 1512), unica figlia del Temerario. Anche Massimiliano, Imperatore Romano di Germania, ambiva alla mano di Maria, ma fu sconfitto da Giovanni III)
141) Guglielmo I il Ricco (30 luglio 1516-6 ottobre 1559), figlio di Giovanni III

Dinastia di Orange-Nassau
142) Guglielmo II il Taciturno (6 ottobre 1559-10 luglio 1584), figlio di Guglielmo I il Ricco e di Giuliana di Stolberg-Werningerode
143) Filippo VI Guglielmo (1584-1618), figlio di Guglielmo II il Taciturno e di Anna di Sassonia, con lui iniziò il "Secolo d'Oro" della Borgogna, che divenne una grande potenza marittima, scientifica ed imprenditoriale
144) Maurizio (1618-1625), fratello di Filippo VI Guglielmo, non si sposò mai
145) Federico Enrico (1625-1647), fratello di Filippo VI Guglielmo e di Maurizio
146) Guglielmo III (1647-1650), figlio di Federico Enrico e di Amalia di Solms-Braunfels
147) Guglielmo IV (1650-1702), figlio di Guglielmo III e di Maria Enrichetta di Caledonia, fu anche Re d'Inghilterra, Irlanda e Scozia dal 1688 al 1702. Morì senza figli
148) Giovanni IV Guglielmo Friso (1702-1° settembre 1711), discendente in linea maschile dal fratello di Guglielmo II, e per linea materna dallo stesso Guglielmo II
149) Guglielmo V (1° settembre 1711-22 ottobre 1751), figlio di Giovanni IV Guglielmo Friso e di Maria Ludovica d'Assia-Kassel
150) Guglielmo VI (8 marzo 1748-5 giugno 1806), figlio di Guglielmo V e di Anna di Hannover

Dinastia Bonaparte
151) Napoleone (5 giugno 1806-30 novembre 1813), dopo la vittoria nella Battaglia di Austerlitz si fece incoronare anche Imperatore di Borgogna, ma fu rovesciato dopo la Battaglia di Lipsia

Dinastia di Orange-Nassau
152) Guglielmo VII Federico (30 novembre 1813-7 ottobre 1840), figlio di Guglielmo VI e di Guglielmina I di Hohenzollern, nipote di Federico il Grande di Prussia. Per primo adottò il titolo, tuttora in uso, di "Imperatore Romano dei Paesi Bassi e di Borgogna". In seguito ai moti del 1831 perse il Belgio che si rese indipendente creando l'ennesimo Impero sedicente erede di quello Romano (vedi sotto)
153) Guglielmo VIII (7 ottobre 1840-17 marzo 1849), figlio di Guglielmo VII Federico e di Guglielmina II di Hohenzollern, figlia di Federico Guglielmo II di Prussia
154) Guglielmo IX (17 marzo 1849-23 novembre 1890), figlio di Guglielmo IX e di Anna di Russia, figlia dello Zar Paolo I
155) Guglielmina (23 novembre 1890-13 maggio 1940, 1° regno), nata il 31 agosto 1880, figlia di Guglielmo IX e di Emma di Waldeck, fu la prima Imperatrice non consorte nella storia della Borgogna. Dovette andare in esilio a Londra quando la Borgogna fu occupata dai nazisti all'inizio della Guerra Mondiale

Impero nazista
156) Adolfo (13 maggio 1940-30 aprile 1945) Adolf Hitler occupò la Borgogna senza colpo ferire all'inizio della Guerra Mondiale e se ne proclamò Imperatore. Suo Vicerè di Borgogna fu il nazista tedesco Arthur Seyss-Inquart. Quest'ultimo fu deferito al Processo di Norimberga, condannato a morte e giustiziato il 16 ottobre 1946

Dinastia di Orange-Nassau e successioni agnatiche
155) Guglielmina di Orange-Nassau (5 maggio 1945-4 settembre 1948, 2° regno), restaurata sul trono
157) Giuliana di Meclemburgo-Schwerin (4 settembre 1948-30 aprile 1980), nata il 30 aprile 1909, figlia di Guglielmina e di Enrico di Meclemburgo-Schwerin. Nel 1949 il suo Impero aderì alla NATO e nel 1957 alla CEE
158) Beatrice di Lippe-Biesterfeld (30 aprile 1980-30 aprile 2013), nata il 31 gennaio 1938, figlia di Giuliana e di Bernardo di Lippe-Biesterfeld. Nel 1992 il suo Impero aderì alla UE e nel 1999 adottò l'Euro
159) Guglielmo X di Amsberg (30 aprile 2013-in carica), nato il 27 aprile 1967, figlio di Beatrice e di Claus van Amsberg
160) Caterina Amalia di Amsberg (erede al trono), nata il 7 dicembre 2003, figlia di Guglielmo X e della principessa Olga Isabella di Glücksburg, pronipote dell'Imperatore Bizantino Giorgio I.

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IX – Imperatori Romani del Belgio

La numerazione prosegue quella degli Imperatori Romani d'Olanda e di Borgogna.

Dinastia di Sassonia-Coburgo-Gotha
153) Leopoldo I (21 luglio 1831-10 dicembre 1865), nato il 16 dicembre 1790, figlio di Francesco Federico di Sassonia-Coburgo-Saalfeld e di Augusta di Reuss-Ebersdorf, quando il Belgio dichiarò l'indipendenza dalla Borgogna, gli fu offerta la corona del nuovo Impero, ed ebbe il sostegno del Regno Unito. Fu perciò incoronato "Imperatore dei Belgi"
154) Leopoldo II (17 dicembre 1865-17 dicembre 1909), nato il 9 aprile 1835, figlio di Leopoldo I del Belgio e di Luisa Maria d'Orléans (secondogenita dell'Imperatore Romano ei Francesi Luigi Filippo I), è famigerato per i crimini contro l'umanità commessi in Congo sotto il suo Impero
155) Alberto I (23 dicembre 1909-17 febbraio 1934), nato l'8 aprile 1875, figlio di Filippo (fratello di Leopoldo II) e di Maria di Hohenzollern-Sigmaringen
156) Leopoldo III (23 febbraio 1934-6 giugno 1944), nato il 3 novembre 1901, figlio di Alberto I e di Elisabetta di Baviera, restò in patria anche dopo l'invasione del Belgio da parte dei Nazisti, finchè non fu deportato in Germania per ordine di Adolf Hitler. Quest'ultimo non assunse il titolo di Imperatore dei Belgi, ritenendo il Belgio una mera creazione artificiosa degli odiati Inglesi, e si limitò ad annettere il territorio belga al suo Impero
Interregno (6 giugno 1944-17 luglio 1951), durante il quale il Belgio fu direttamente annesso all'Impero Nazista di Germania. Carlo Teodoro, fratello di Leopoldo III, fu reggente del Belgio dal 6 giugno 1944 al 21 luglio 1950, durante l'assenza dell'Imperatore dalla nazione
156) Leopoldo III (21 luglio 1950-17 luglio 1951), rientrò in patria dopo la guerra, fu costretto ad abdicare perchè accusato di arrendevolezza nei confronti di Hitler
157) Baldovino (17 luglio 1951-31 luglio 1993), nato il 7 settembre 1930, figlio di Leopoldo III e di Astrid di Svezia. Nel 1949 il suo Impero aderì alla NATO, nel 1957 alla CEE e nel 1992 all'UE
158) Alberto II (9 agosto 1993-21 luglio 2013), nato il 6 giugno 1934, fratello di Baldovino, nel 1999 il suo Impero adottò l'Euro. Abdicò per motivi di salute
159) Filippo VII (21 luglio 2013-in carica), nato il 15 aprile 1960, figlio di Alberto II e di Paola Ruffo di Calabria
160) Elisabetta (erede al trono), nata il 25 ottobre 2001, figlia di Filippo VII e di Mathilde d'Udekem d'Acoz.

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X – Imperatori Romani del Lussemburgo

Nell'Impero Romano di Borgogna e dei Paesi Bassi il passaggio della corona ad una donna era consentito in assenza di eredi maschi del defunto sovrano, ma nel Granducato del Lussemburgo, in unione personale con la Borgogna, era in vigore la legge salica che impediva l'accesso al trono alle donne. E così, quando l'Imperatrice Guglielmina ascese al trono dei Paesi Bassi, il Granducato del Lussemburgo passò nelle mani del parente maschio più prossimo, ovvero Adolfo di Nassau-Weilburg, che proclamò l'Impero Romano del Lussemburgo, senz'altro uno dei più piccoli eredi dell'antico Impero Romano.

Dinastia di Nassau-Weilburg
155) Adolfo I (23 novembre 1890-17 novembre 1905), nato il 24 luglio 1817, già Duca di Nassau dal 1838 al 1866, cugino dell'Imperatore Guglielmo IX di Borgogna e dei Paesi Bassi
156) Guglielmo X (17 novembre 1905-25 febbraio 1912), nato il 22 aprile 1852, figlio di Adolfo e di Adelaide Maria di Anhalt-Dessau. Ebbe solo sei figlie femmine, e così modificò la legge dinastica per assicurare la continuità della dinastia
157) Maria Adelaide (25 febbraio 1912-14 gennaio 1919), nata il 14 giugno 1894, figlia di Guglielmo X e di Maria Anna di Portogallo, non si sposò mai e, sentendosi inadatta al governo, abdicò in favore della sorella minore Carlotta ed entrò in convento. Morì il 24 gennaio 1924
158) Carlotta (14 gennaio 1919-10 maggio 1940), nata il 23 gennaio 1896, sorella minore di Maria Adelaide, fu deposta da Adolf Hitler e costetta a fuggire in Canada

Impero nazista
159) Damiano (Damian Kratzenberg, 10 maggio-11 ottobre 1941) nato il 5 novembre 1878, fondatore del Volksdeutsche Bewegung ("Movimento Popolare Tedesco"), un partito politico dichiaratamente nazista, al momento dell'invasione hitleriana del Lussemburgo se ne proclamò Imperatore Romano, e indisse un referendum per annettere il Lussemburgo alla Germania, ma esso fallì. La reazione di Hitler fu rabbiosa: depose Kratzenberg e proclamò se stesso Imperatore Romano del Lussemburgo. Kratzenberg continuò comunque a lavorare per il governo collaborazionista. Arrestato dopo la liberazione del paese, fu condannato a morte e giustiziato l'11 ottobre 1946
160) Adolfo II (28 giugno 1940-10 settembre 1944) Adolf Hitler nella sua megalomania assunse anche il titolo di Imperatore Romano del Lussemburgo. Il piccolo Impero fu liberato dagli Alleati nel settembre 1944
161) Gustavo (10-30 settembre 1944) Gustav Johannes Simon, Vicerè di Hitler nel Lussemburgo, abituato ad usare metodi brutali contro la popolazione civile, si proclamò imperatore dopo l'invasione Alleata del paese e cercò di organizzare un movimento di resistenza armata filotedesca, ma fu catturato e si suicidò in carcere il 18 dicembre 1945

Dinastia di Nassau-Weilburg
158) Carlotta (30 settembre 1944-12 novembre 1964), rimessa sul trono dagli Alleati. Nel 1949 l'Impero Romano del Lussemburgo aderì alla NATO e nel 1957 fu tra i ffondatori della CEE. Carlotta abdicò a favore del figlio Giovanni e morì il 9 luglio 1985

Dinastia di Parma-Nassau-Weilburg
162) Giovanni V (12 novembre 1964-7 ottobre 2000), figlio di Carlotta e di Felice di Borbone-Parma. Nel 1992 il Lussemburgo aderì alla UE e nel 1999 adottò l'Euro. Giovanni abdicò a favore del figlio e morì il 23 aprile 2019 a 98 anni
163) Enrico (7 ottobre 2000-3 ottobre 2025), nato il 16 aprile 1955, figlio di Giovanni V e di Giuseppina Carlotta del Belgio, abdicò in favore del figlio
164) Guglielmo XI (3 ottobre 2025-in carica), nato l'11 novembre 1981, figlio di Enrico e di María Teresa Mestre
165) Carlo (IV) (erede al trono), nato il 10 maggio 2020, figlio di Guglielmo XI e di Stéphanie de Lannoy

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XI – Imperatori Romani Bizantini

Dinastia Teodosiana
69) Arcadio (395-408), secondogenito di Teodosio I (vedi sopra) e di Elia Flaccilla, è considerato il primo Imperatore Bizantino, dopo la separazione definitiva dell'Occidente dall'Oriente, anche se lui e tutti i suoi successori continuarono a portare il titolo di "Imperatore dei Romani"
70) Teodosio II (408-450), figlio di Arcadio e di Elia Eudossia
71) Marciano (450-457), cognato di Teodosio II

Dinastia Trace
72) Leone I il Trace (457-474), proclamato imperatore dall'esercito
73) Leone II (474), figlio di Arianna, figlia di Leone I, e di Zenone
74) Zenone (1° regno, 474-475), genero di Leone II
75) Basilisco (475-476), cognato di Leone I
74) Zenone (2° regno, 476-491), rimesso sul trono
76) Anastasio I Dicoro (491-518), secondo marito di Ariadne, moglie di Zenone

Dinastia Giustinianea
77) Giustino I (518-527), eletto dal Senato dopo una serie di intrighi
78) Giustiniano I (527-565), nipote di Giustino I, tentò la riconquista dell'Impero d'Occidente, ma riuscì solo a riconquistare l'Africa
79) Giustino II (565-578), nipote di Giustiniano I
80) Tiberio II (578-582), figlio adottivo di Giustino II
81) Maurizio (582-602), cognato di Tiberio II
82) Foca (602-610), usurpatore, assassinò Maurizio e gli succedette

Dinastia Eracliana
83) Eraclio I (610-641), eletto dal Senato dopo che aveva liquidato Foca, salvò l'Impero Bizantino dai Sasanidi, ma nulla potè contro gli Arabi
84) Costantino III (641), figlio di Eraclio I e di Fabia Eudocia
85) Eraclio II (641), figlio di Eraclio I e di Martina
86) Costante II il Barbuto (641-668), figlio di Costantino III e di Gregoria
87) Costantino IV (668-685), figlio di Costante II e di Fausta
88) Giustiniano II Rinotmeto (685-695), figlio di Costantino IV e di Anastasia
89) Leonzio (695-698), proclamato imperatore dall'esercito
90) Tiberio III (698-705), proclamato imperatore dall'esercito
91) Filippico Bardane (711-713), proclamato imperatore dall'esercito
92) Anastasio II (713-715), proclamato imperatore dall'esercito
93) Teodosio III (715-717), eletto dal Senato

Dinastia Isaurica
94) Leone III (717-741), proclamato imperatore dall'esercito
95) Costantino V (1° regno, 741), figlio di Leone III e di Maria
96) Artavasde (741-743), proclamato imperatore dall'esercito
95) Costantino V (2° regno, 743-775), rimesso sul trono
97) Leone IV il Cazaro (775-780), figlio di Costantino V e della principessa cazara Tzitzak
98) Costantino VI (780-787), figlio di Leone IV e di Irene d'Atene
99) Irene d'Atene (787-802), sposa di Leone IV, usurpò il trono del figlio

Quarta Niceforiana
100) Niceforo I il Logoteta (802-811), affermava di discendere da Giustiniano I. Spodestò Irene d'Atene ma fu ucciso in battaglia dal Khan Krum dei Bulgari
101) Stauracio (luglio-ottobre 811), figlio di Niceforo I, morì in conseguenza delle ferite riportate in battaglia contro i Bulgari
102) Michele I Rangabé (811-813), cognato di Stauracio, fu spodestato da Leone V
103) Leone V l'Armeno (813-820). generale di Michele I, fu ucciso in una congiura di palazzo

Dinastia Frigia
104) Michele II (820-829). generale di Leone V, perse la Sicilia a favore degli Arabi
105) Teofilo (829-842), figlio di Michele II
106) Michele III l'Ubriaco (842-867), fu ucciso in una congiura di palazzo

Dinastia Macedone
107) Basilio I (867-886), generale di Michele III, morì in un incidente di caccia. Sotto il suo regno nacque l'Impero Romano di Bulgaria (vedi sotto)
108) Leone VI il Saggio (886-912), primogenito di Basilio I e di Eudocia Ingerina
109) Alessandro II (912-913), terzogenito di Basilio I e di Eudocia Ingerina
110) Costantino VII Porfirogenito (913-959), figlio di Leone VI e di Zoe Carbonopsina
111) Romano I Lecapeno (944-948), ammiraglio di Costantino VII e suo coreggente
112) Romano II (959-963), figlio di Costantino VII e di Elena Lecapena, fu ucciso in una congiura di palazzo orchestrata dalla moglie
113) Niceforo II Foca (963-969), generale di Romano II, fu ucciso in una congiura di palazzo
114) Giovanni II Tzimiskes (969-976), generale di Niceforo II Foca, fu ucciso nell'ennesima congiura di palazzo
115) Basilio II Bulgaroctono (976-1025), primogenito di Romano II e di Teofano, portò l'Impero Bizantino al culmine della sua potenza
116) Costantino VIII (1025-1028), secondogenito di Romano II e di Teofano
117) Romano III Argiro (1028-1034), genero di Costantino VIII, fu ucciso in una congiura di palazzo orchestrata dalla moglie Zoe
118) Michele IV Paflagonio (1034-1041), secondo marito di Zoe, figlia di Costantino VIII
119) Michele V il Calafato (1041-1042), figlio adottivo di Zoe e nipote di Michele IV, fu deposto dalla stessa Zoe e fatto accecare
120) Zoe (1042-1050), dopo mille intrighi proclamò se stessa Imperatrice
121) Costantino IX Monomaco (1042-1055), terzo marito di Zoe, fu suo coreggente e regnò da solo dopo la sua morte
122) Teodora (1055-1056), figlia di Costantino VIII
123) Michele VI Bringas (1056-1057), figlio adottivo di Teodora, fu spodestato e morì in un monastero

Dinastia Ducas
124) Isacco Comneno (1057-1059), generale di Michele VI, fu eletto Imperatore dietro pressioni del Patriarca di Costantinopoli Michele Cerulario, uno dei protagonisti dello Scisma con la Chiesa di Roma
125) Costantino X (1059-1067), flosofo e lontano parente di Isacco Comneno
126) Eudocia (1067-1071), moglie di Costantino X
127) Romano IV Diogene (1068-1071), secondo marito di Eudocia, fu sconfitto e preso prigioniero dai Turchi nella Battaglia di Manzicerta, a causa della quale i Bizantini persero quasi tutta l'Anatolia, e fu dichiarato decaduto dal trono
128) Michele VII Ducas (1071-1078), nobile bizantino, usurpò il trono di Romano IV
129) Niceforo III Botaniate (1078-1081), generale di Romano V, usurpò il trono di Michele VII e lo costrinse a farsi monaco

Dinastia Comnena
130) Alessio I (1081-1118), nipote e generale di Isacco I
131) Giovanni III (1118-1143), figlio di Alessio I
132) Manuele I (1143--1203)1180), figlio di Giovanni III
133) Alessio II (1180-1183), figlio di Manuele I
134) Andronico I (1183-1185), cugino di Manuele I

Dinastia degli Angeli
135) Isacco II (1185-1195, 1° regno), generale di Andronico I
136) Alessio III (1185-1203), parente di Isacco II, fu rovesciato dai crociati chiamati in aiuto da Alessio, figlio di Isacco II
135) Isacco II (1203-1204. 2° regno), restaurato sul trono dai crociati
137) Alessio IV (1203-1204), figlio di Isacco II, fu messo sul trono dai crociati, ma fu eliminato insieme al padre dal generale Costantino Lascaris

Dinastia Lascaris
138) Costantino XI (1204-1205), generale di Isacco II, si trincerò in Costantinopoli resistendo all'assedio dei crociati, ma morì di malattia durante l'assedio
139) Teodoro I (1205-1222), fratello di Costantino XI, quando tutto sembrava perduto e Costantinopoli stava per essere messa a sacco dai crociati, trovò l'insperato aiuto dell'Imperatore Romano dei Bulgari Kalojan, che i crociati avevano dichiarato di voler detronizzare perr conquistare anche la Bulgaria. Kalojan sconfisse ad Adrianopoli Baldovino di Fiandra, capo dei crociati, che morì in prigionia, e poi aiutò Teodoro I a rompere l'assedio da parte dei crociati, che furono costretti alla fuga con la coda tra le gambe. Il Doge di Venezia Enrico Dandolo morì di dolore per la sconfitta, e Kalojan ottenne il riconoscimento del titolo di Zar e molte piazzaforti di confine con i Bizantini
140) Giovanni IV Ducas Vatatze (1222-1254). genero di Teodoro I
141) Teodoro II (1254-1258), figlio di Giovanni IV, morì per un attacco epilettico
142) Giovanni V (1258-1261), figlio di Teodoro II, fu detronizzato e fatto accecare da Michele Paleologo, da lui associato al trono nel 1259

Dinastia Paleologa
143) Michele VIII (1259-1282), generale di Giovanni V, che poi detronizzò
144) Andronico II (1282-1328), figlio di Michele VII
145) Michele IX (1294-1320), figlio di Andronico III, fu associato al trono dal padre ma morì di ictus prima di lui
146) Andronico IV (1320-1341), figlio di Michele VIII, detronizzò il nonno ma, sconfitto dalla crescente potenza ottomana, perse di nuovo quasi tutta l'Anatolia
147) Giovanni VI (1° regno, 1341-1376), figlio di Andronico IV
148) Giovanni VII Cantacuzeno (1347-1354), parente alla lontana di Giovanni VI, fu da questi associato al trono
149) Andronico V (1376-1379), primogenito di Giovanni VI, usurpò il trono del padre ma fu detronizzato dai Veneziani
147) Giovanni VI (2° regno, 1379-1390), fu rimesso sul trono dai Veneziani
150) Giovanni VIII (aprile-settembre 1390), figlio di Andronico V, usurpò il trono del nonno con l'aiuto dei Turchi Ottomani
147) Giovanni IV (3° regno, 1390-1391), riconquistò il trono per la seconda volta con l'aiuto del figlio Romano e dei Veneziani
151) Romano V (1391-1425), secondogenito di Giovanni VI
152) Giovanni IX (1425-1448), primogenito di Romano V
153) Costantino XII (1448-1453), quartogenito di Romano V, morì tentando inutilmente di difendere Bisanzio dall'assedio dei Turchi Ottomani di Maometto II, che conquistò la città e vi trasferì la capitale. Fu canonizzato dalla Chiesa Ortodossa
154) Tommaso (1453-1464), sestogenito di Romano V, trasferì la capitale a Mistra, nel Peloponneso, salvando ciò che restava dell'Impero Bizantino grazie alla protezione dei Veneziani. L'Impero Romano d'Oriente si ridusse al solo Peloponneso, ma continuò a chiamarsi Impero Bizantino. Sotto il suo regno nacque l'Impero Romano di Tutte le Russie (vedi sotto)
155) Romano VII (1464-1483), figlio del Marchese del Monferrato Gian Giacomo Paleologo, discendente di un ramo collaterale dalla famiglia, fu messo sul trono dai Veneziani. Al battesimo si chiamava Guglielmo, ma cambiò il nome in Romano
156) Costantino XIII (1483-1494), fratello di Romano VII, prima di salire al trono si chiamava Bonifacio. All'età di settant'anni inflisse una pesante sconfitta agli Ottomani con l'aiuto dei Veneziani e di Re Carlo VIII di Francia, impedendo la conquista turca di Mistra, ma morì nello scontro
157) Romano VIII (1494-1518), figlio di Romano VII e di Maria Branković
158) Giovanni X (1518-1530), figlio di Romano VIII e di Anna d'Alençon, essendo minorenne la madre resse per lui l'Impero sino alla sua morte improvvisa, avvenuta nel 1530 per cause mai chiarite. Nel 1522 suo zio Costantino (poi Imperatore) sconfisse il Sultano Ottomano Solimano II il Magnifico che voleva conquistare Mistra
159) Costantino XIV (1530-1533), figlio di Costantino XII e zio di Giovanni VIII, non ebbe figli e fu l'ultimo dei Paleologi

Dinastia Gonzaga
160) Giovanni XI (1533-1540), già Duca di Mantova con il nome di Federico II, ereditò la corona di Imperatore Bizantino avendo sposato Teodora, figlia di Romano VIII, e cambiò il nome in Giovanni. Respinse con l'aiuto dei Veneziani un secondo tentativo di Solimano II di conquistare Mistra, e il Peloponneso restò indipendente nell'orbita veneziana
161) Costantino XV (1540-1550), figlio di Giovanni XI e di Teodora Paleologa, Duca di Mantova con il nome di Francesco III
162) Romano IX (1550-1587), fratello di Costantino XV, Duca di Mantova con il nome di Guglielmo I
163) Giorgio I (1587-1612), figlio di Romano IX e de Eleonora d'Austria, a sua volta figlia dell'Imperatore Ferdinando I dìAsburgo e di Anna Jaagellone
164) Giovanni XII (febbraio-dicembre 1612), primogenito di Giorgio I e di Eleonora de' Medici, morì di vaiolo a soli 26 anni
165) Michele IX (1612-1626), secondogenito di Giorgio I, morì anche lui a soli 39 anni
166) Giorgio II (1626-1627), quartogenito di Giorgio I, ultimo dei Gonzaga di Mantova, era Cardinale di Santa Romana Chiesa ma ottenne da Papa Paolo V il  ritorno allo stato laicale per sposarsi e cercare di continuare la dinastia, ma il suo matrimonio con Isabella Gonzaga fu infertile ed egli morì a soli 33 anni

Dinastia Gonzaga-Nevers
167) Teodoro III (1627-1637), figlio di Ludovico Gonzaga-Nevers e di Enrichetta di Cléves, già Duca di Nevers, appartenente a un ramo cadetto dei Gonzaga, ascese al trono imperiale dopo la vittoria dei Gonzaga-Nevers nella Guerra di Successione al Ducato di Mantova, citato anche nei "Promessi Sposi". Al battesimo si chiamava Carlo, ma cambiò il nome in Teodoro
168) Teodoro IV (1637-1665), figlio di Teodoro III e di Caterina di Lorena
169) Teodoro V (1665-1708), figlio di Teodoro IV e di Isabella Clara d'Austria, fu accusato di fellonia dall'Imperatore Giuseppe I d'Asburgo per essersi schierato con i francesi nella Guerra di Successione Spagnola, fu privato del Monferrato, ceduto ai Savoia, e di Mantova, incamerata dagli Asburgo d'Austria, e per questo morì di dolore
170) Giovanni XIII (1708-1743), figlio illegittimo di Teodoro III e di una nobildonna di Mistra, fu proclamato Imperatore dai Bizantini alla morte del padre
171) Filippo III (1743-1778), figlio di Giovanni XIII e di Carlotta Isabella de Gibanel de Combardel, fu l'ultimo dei Gonzaga-Nevers

Dinastia Capodistria
172) Filippo IV (1778-1819), nato con il nome di Antonio Maria Capodistria, discendeva da una nobile famiglia veneziana originaria di Capodistria, da cui il nome. Sposò Eleonora, figlia di Filippo III e di Rosalia Batthyány, e fu nominato proprio erede dal suocero, del quale assunse il nome al momento di salire al trono
173) Giovanni XIV (1819-1831), figlio di Filippo IV e di Diamantina Gonemi. Le sue politiche autocratiche portarono al suo assassinio a Nauplia il 27 settembre 1831
174) Agostino (1831-1833), fratello di Giovanni XIV, gli succedette sul trono ma fu estremamente impopolare e fu detronizzato nel 1833

Dinastia Mavromichalis
175) Pietro (1833-1848), fratello di uno degli assassini di Giovanni XIV, depose Agostino Capodistria e si proclamò Imperatore. Sconfisse gli Ottomani e conquistò parte della Grecia a nord del Golfo di Corinto
176) Anastasio III (1848-1863), figlio di Pietro e di Fotini Dimitrakarakou, rifiutò di concedere una Costituzione Liberale, e per questo fu detronizzato e costretto all'esilio

Dinastia di Glücksburg
177) Giorgio III (30 marzo 1863-18 marzo 1913), figlio del Re di Danimarca Cristiano IX e di Luisa d'Assia-Kassel, fu scelto dalla Regina Vittoria d'Inghilterra ed eletto nuovo Imperatore Bizatino. Al battesimo si chiamava Cristiano Guglielmo, ma cambiò il suo nome in Giorgio. Concesse una Costituzione liberale moderna e si fece amare dai suoi nuovi sudditi. Con il congresso di Berlino del 1878, l'Impero Bizantino annettè la Tessaglia, e con il Trattato di Bucarest del 1913, dopo le due guerre balcaniche, acquisì anche Creta, Epiro e Macedonia merdionale; sempre nel 1913 la capitale fu spostata ad Atene. Fu assassinato da un anarchico, Alessandro Schinas
178) Costantino XVI (18 marzo 1913-11 giugno 1917, 1° regno), figlio di Giorgio III e di Olga Konstantinovna di Russia. Scoppiata la Grande Guerra Franco-Tedesca, il Primo Miniastro Eleuterio Venizelos voleva mantenersi neutrale e muovere guerra piuttosto agli Ottomani per riconquistare Costantinopoli, ma l'Imperatore lo scavalcò e preparò l'ingresso in guerra a fianco della Germania. Per questo fu deposto dai Francesi e sostituito con il giovane figlio Alessandro
179) Alessandro III (11 giugno 1917-25 ottobre 1920), secondogenito di Costantino XVI e di Sofia di Prussia, dichiarò guerra all'Impero Ottomano, approfittando del fatto che i Prussiani, alleati con i Turchi, erano impegnati nella Grande Guerra Franco-Tedesca e, con l'aiuto di Inglesi e Italiani, conquistò Costantinopoli, realizzando il sogno secolare dei Bizantini di riprendersi l'antica capitale. Sconfitto, l'Impero Ottomano si sfasciò sotto il peso della rivolta degli Arabi. Il Trattato di Sevrés riconobbe ai Bizantini la Tracia, Costantinopoli, la Bitinia e Smirne. Morì a soli 27 anni a causa del morso di una scimmia
178) Costantino XVI (25 ottobre 1920-17 settembre 1922, 2° regno), ritornò sul trono dopo la morte del figlio, ma dovette subire il contrattacco delle forze turche guidate da Mustafà Kemal che riconquistarono la Bitinia e Smirne. Ai Bizantini restarono solo la Tracia e Costantinopoli (ma non i suoi quartieri asiatici). Deluso, abdicò dopo soli due anni di regno
180) Giorgio IV (1° regno, 17 settembre 1922-30 aprile 1941), primogenito di Costantino XVI, riportò la capitale a Costantinopoli, nonostante la vicinanza di quest'ultma città alla Turchia, riuscì a farsi amare dai suoi sudditi e ordinò l'arresto del generale Giovanni Metaxas, che aveva cercato di instaurare nell'Impero una dittatura di estrema destra. Subì nel 1941 l'attacco di Hitler, che invase l'Impero Bizantino, alleato degli Inglesi, e detronizzò Giorgio IV, che dovette andare in esilio ad Alessandria d'Egitto
181) Giorgio V Tsolakoglou (30 aprile 1941-12 ottobre 1944), generale di Giorgio IV, firmò la resa delle armate bizantine e fu indicato da Hitler come nuovo Basileus fantoccio. Fu arrestato dopo la liberazione di Atene da parte degli Alleati e morì in carcere il 22 maggio 1948
180) Giorgio IV (2° regno, 12 ottobre 1944-1° aprile 1947), tornò sul trono dopo la sconfitta dei Nazisti. Dovette affrontare anche la guerra civile tra monarchici e comunisti, vinta dai primi
182) Paolo I (1° aprile 1947-6 marzo 1964), quartogenito di Costantino XVI e di Sofia di Prussia. Nel 1952 l'Impero Bizantino aderì alla NATO e nel 1957 fu tra i fondatori della CEE
183) Costantino XVII (6 marzo 1964-10 gennaio 2023), figlio di Paolo I e di Federica di Hannover, rischiò di essere detronizzato da un golpe militare, da cui si salvò grazie ad una sollevazione popolare. Nel 2001 l'Impero aderì all'Unione Euro-Romana e adottò l'euro
184) Paolo II (10 gennaio 2023-regnante), figlio di Costantino XVII e di Annamaria di Danimarca, nato il 20 maggio 1967
185) Costantino (XVIII) (erede al trono), figlio di Paolo II e della statunitense Marie-Chantal Miller, nato il 29 ottobre 1998

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XII Imperatori Romani di Tutte le Russie

Dinastia Rjurik
155) Ivan X il Grande (Giovanni X, 1462-1505), figlio del Principe di Moscovia Vasilij III e di Maria di Borovsk, sposò Sofia Paleologa, figlia dell'Imperatore Romano d'Oriente Tommaso Paleologo (vedi sopra); siccome i Turchi avevano conquistato Costantinopoli e l'Impero Bizantino si era ridotto al Peloponneso, dichiarò che Mosca era "la Seconda Bisanzio" ed assunse il titolo di Zar ("Cesare"), cambiando il nome del suo dominio in "Impero Romano di Tutte le Russie". Il suo numerale continua quello dell'Imperatore Bizantino Giovanni IX
156) Vasilij III (Basilio III, 1505-1532), figlio di Ivan X e di Sofia Paleologa, lottò contro la nobiltà feudale
157) Ivan XI il Terribile (Giovanni XI, 1533-1584), figlio di Vasilij IV e di Elena Glinskaja, avviò la conquista della Siberia. Ebbe l'epiteto di Groznyj ("il Terribile") dal popolo russo, che lo amava, per il modo in cui trattò l'alta nobiltà che minacciava il suo potere
158) Fëdor III (Teodoro III, 28 marzo 1584-17 gennaio 1598), figlio di Ivan XI e di Anastasia Romanovna
159) Boris Godunov (21 febbraio 1598-23 aprile 1605), fratello di Irina, sposa di Fëdor I
160) "Falso Dmitrij" (11 giugno 1605-17 maggio 1606), vero nome Grigory Bogdanovič Otrepyev, usurpatore che si spacciò per Dmitrij, figlio di Ivan XI morto assassinato
161) Vasilij IV (Basilio IV, 19 maggio 1606-19 luglio 1610), deposto
162) Ladislao Jagellone (27 agosto 1610-5 ottobre 1613), Re di Polonia dal 1632 al 1648, deposto

Dinastia Romanov
163) Michele IX (1610-1645), figlio di Filarete, Patriarca di Mosca, e di Ksenija Ivanovna Šestova, e cugino di Vasilij II, fu eletto nuovo Zar dall'assemblea dei Boiari dopo che Mosca fu liberata dai Polacchi, e fondò una nuova dinastia
164) Alessio V il Tranquillo (1645-1676), figlio di Michele IX e di Evdokija Luk'janovna Strešnëva, sconfisse i Polacchi e conquistò l'Ucraina
165) Fëdor IV (Teodoro IV, 1676-1682), figlio di Alessio V e di Marija Il'inična Miloslavskaja, era di salute cagionevole e morì senza eredi
166) Ivan XII (Giovanni XII, 1682-1696), figlio di Alessio V e di Marija Il'inična Miloslavskaja, fratello monore di Fëdor III, era debole di mente e lasciò il trono al fratellastro Pietro
167) Pietro I il Grande (1696-1725), figlio di Alessio V e di Natal'ja Kirillovna Naryškina, fratellastro di Fëdor e di Ivan XII, eliminò i residui medievali nella Russia zarista, modernizzò il paese e si aprì uno sbocco sul Mar Baltico, dove fondò la città di San Pietroburgo. Con lui la Russia divenne a tutti gli effetti un paese europeo
168) Caterina I (1725-1727), figlia di Samuil Skavronski e di Elisabeth Moritz, amante e poi seconda moglie di Pietro I, fu proclamata Zarina alla morte del marito, ma il potere si trovava nelle mani del principe Aleksandr Menšikov e del Supremo Consiglio Privato
169) Pietro II (1727-1730), figlio dello Zarevic Alessio Romanov (figlio di Pietro I il Grande e della sua prima moglie Evdokija Lopuchina) e di Carlotta Cristina (figlia del duca Luigi Rodolfo di Brunswick-Lüneburg e cognata dell'imperatore Romano di Germania Carlo VI d'Asburgo). Salì al trono a soli 11 anni e morì all'età di 14 anni di vaiolo
170) Anna (1730-1740), figlia di Ivan XII e di Praskovia Feodorovna Saltykova, nipote di Pietro I il Grande, fu scelta come erede dal Supremo Consiglio Privato nella speranza che fosse facilmente manipolabile, invece si comportò come una vera autocrate: esiliò 30.000 persone in Siberia e coinvolse la Russia nella Guerra di Successione Polacca
171) Ivan XIII (Giovanni XIII, 1740-1741), pronipote di Anna da questa adottato come figlio, salì al trono a due mesi di vita e fu detronizzato un anno dopo
172) Elisabetta I (1741-1762), figlia di Pietro I e di Caterina I, riuscì a detronizzare Ivan XIII e ad esiliare sua madre che fungeva da reggente. Si dimostrò degna di suo padre, e con lei l'Illuminismo penetrò in Russia. Coinvolse la Russia nella Guerra dei Sette Anni e tentò invano di conquistare la Prussia Orientale
173) Pietro III (gennaio-luglio 1762), figlio di Anna Romanova (figlia di Pietro I e di Caterina I) e del duca Carlo Federico di Holstein-Gottorp (nipote di Elisabetta I), fu detronizzato in una congiura di palazzo
174) Caterina II la Grande (1762-1796), nata Sofia Federica Augusta di Anhalt-Zerbst, moglie di Pietro III, abolì la servitù della gleba e protesse i filosofi illuministi
175) Paolo (1796-1801), figlio di Caterina II e del suo amante Sergej Vasil'evič Saltykov, assolutista, reazionario ed ammiratore di Napoleone, fu assassinato in una congiura di palazzo
176) Alessandro III il Beato (1801-1825), figlio di Paolo e di Sofia Dorotea di Württemberg, sconfisse Napoleone e conquistò la Finlandia
177) Nicola I (1825-1855), fratello minore di Alessandro III, dovette affrontare la rivolta dei Decabristi che chiedevano una svolta in senso liberale dell'Impero
178) Alessandro IV (1855-1881), figlio di Nicola I e di Carlotta di Prussia, conquistò il Caucaso e l'Asia Centrale, ma entrò in conflitto per questo con la Gran Bretagna. Il 13 marzo 1881 fu assassinato da Ignatij Grinevickij, che si fece saltare per aria insieme a lui
179) Alessandro V il Pacificatore (1881-1894), figlio di Alessandro IV e di Maria d'Assia, strinse alleanza con la Francia e conquistò la Mongolia e la Manciuria, ma morì a soli 49 anni di nefrite
180) Nicola II (1° novembre 1894-17 luglio 1924), nato il 18 maggio 1868, figlio di Alessandro IV e di Dagmar di Danimarca, nel 1905 introdusse in Russia un primo tentativo di monarchia costituzionale, tenne fuori la Russia dalla Grande Guerra Franco-Tedesca e sopravvisse a un tentativo di rovesciarlo da parte del rivoluzionario comunista Vladimir Il'ič Ul'janov, durante il quale il 7 novembre 1917 fu assassinato il suo unico figlio maschio, lo Zarevic Alessio. Addolorato, lo Zar divenne sempre più introverso e si estraniò dagli affari dello stato. Convinto che l'Impero Romano dii Russia dovesse avere un sovrano maschio, rifiutò di lasciare il trono a una delle quattro figlie superstiti; e siccome suo fratello minore, il Granduca Michele, aveva sposato contro il suo parere Natal'ja Sergeevna Šeremetevskaja, divorziata e con una figlia, Nicola rimosse lui pure dalla linea di successione, ed indicò come erede il proprio cugino di secondo grado Kirill, che mai avrebbe pensato di poter ascendere al trono
181) Alessandro VI (Kirill Vladimirovič Romanov, 17 luglio 1924-12 ottobre 1938), nato il 12 ottobre 1876, figlio del granduca Vladimir Aleksandrovič Romanov, fratello minore dello zar Alessandro III di Russia, e di Maria di Meclemburgo-Schwerin. Assunse il nome dello zio al momento di salire al trono. Inizialmente portò avanti alcune riforme: con lui l'Impero assunse una struttura federale. Il 5 marzo 1927 però subì un tentativo fallito di assassinio da parte del comunista georgiano Iosif Vissarionovič Džugašvili, detto Stalin; dopo il rischio corso, divenne sospettoso e paranoico, sospese la Costituzione e regnò come un monarca assoluto, arrivando l'11 maggio 1931 a pubblicare un editto in cui proclamava la sua « fede nella salvaguardia della forza e della verità dell'autocrazia »
182) Vladimir (Vladimir Kirillovič Romanov, 12 ottobre 1938-21 aprile 1992), nato il 30 agosto 1917, figlio di Alessandro VI e di Vittoria Melita di Sassonia-Coburgo e Gotha, nipote della Regina Vittoria del Regno Unito. Salì al trono a soli 21 anni e subito dimostrò di essere di idee reazionarie firmando con Adolf Hitler un Patto di Non Aggressione. Dovette però affrontare l'invasione da parte della Germania Nazista durante la Guerra Mondiale; Mosca fu occupata dai tedeschi, e così si trasferì con tutta la corte a Novosibirsk, in Siberia. Dopo la vittoria, ottenuta grazie alle imprese militari del Generale Georgij Konstantinovič Žukov, spostò verso ovest i confini russi. La Conferenza di Yalta vide la spartizione dell'Europa tra USA e Impero Russo; l'Ungheria, la Boemia, la Dacia, la Bulgaria, la Pannonia e la Serbia divennero monarchie assolute satelliti di Mosca, così come la Polonia che fu premiata con l'indipendenza formale per l'accanita resistenza contro i nazisti, anche se rimase a tutti gli effetti una provincia zarista. Il dopoguerra fu segnato da una grave tensione geopolitica con la CEE e con gli Stati Uniti d'America: questi utimi divennero i paladini della democrazia parlamentare, mentre la Russia restò l'incarnazione dell'assolutismo regio. Dopo le rivolte europee del 1968 contro i tradizionali Imperi eredi di Roma e dopo la sconfitta statunitense nella Guerra del Vietnam, Vladimir si convinse che il crollo del Patto Atlantico era prossimo e si impegnò in una serie di conflitti su più fronti, il più grave e dispendioso dei quali vide i Russi impantanati in Afghanistan per dieci anni, e tutti questi conflitti dissanguarono l'economia dell'Impero. A partire dal 1985 il governo del progressista Mihail Sergeevic Gorbacëv, nominato dallo stesso Zar sotto le pressioni dei suoi collaboratori, pose fine alla tensione con gli USA, dando vita ad un'epoca di collaborazione tra le grandi potenze, e poi introdusse tutta una serie di riforme note con il nome di "Perestrojka" ("Ricostruzione"), volte a modernizzare l'antico Impero Romano di Tutte le Russie. Il suo scopo non era la democratizzazione ma solo la riforma economica, tuttavia le cose gli sfuggirono di mano e, ad uno ad uno, i paesi satelliti si resero indipendenti abbattendo le monarchie assolute, indicendo libere elezioni ed avvicinandosi alla CEE. Il 18 agosto 1991 alcuni politici e generali conservatori tentarono con un colpo di stato ("Putsch di Agosto") di fermare la Perestrojka, arrestando sia Gorbacëv che lo Zar, ma prima che i golpisti riuscissero a nominare un nuovo Imperatore conservatore, la popolazione moscovita insorse, le truppe fedeli allo Zar Vladimir ebbero la meglio sui golpisti, e sia lo Zar che Gorbacëv furono liberati. Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia, Bessarabia, Georgia, Armenia, Azerbaigian, gli stati federali dell'Asia Centrale, la Mongolia e la Manciuria ne approfittarono per proclamare l'indipendenza. Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia, Azerbaigian e Manciuria si costituirono in repubbliche; la Bessarabia si unì alla Dacia; invece Georgia, Armenia, gli stati dell'Asia Centrale e la Mongolia si ersero a monarchie costituzionali, ma senza rivendicare alcuna continuità storica con l'Impero Romano, di cui non erano mai stati parte (tranne l'Armenia, che però sentiva di avere una cultura originale e più antica di Roma stessa). Solo Russia, Russia Bianca, Ucraina, Kazakistan e alcune repubbliche etniche minori accettarono di restare a far parte di un Impero Romano di Russia fortemente riformato e democratizzato, con Vladimir come Zar e Michiail Gorbacëv come Primo Ministro non più di nomina imperiale, ma designato da una Duma eletta a suffragio universale. L'anziano Imperatore non resse il colpo e morì a 74 anni il 21 aprile 1992
183) Caterina III (Marija Vladimirovna Romanova, 21 aprile 1992-in carica), nata il 23 dicembre 1953, figlia di Vladimir e della principessa georgiana Leonida Bagration-Mukhrani, assunse il nome di Caterina al momento di salire al trono. Figura carismatica ed amatissima dal popolo, resistette a due tentativi insurrezionali dell'Estrema Destra Eurasista, che avrebbe voluto restaurare la monarchia assoluta, riconquistare gi ex satelliti e riprendere lo scontro muscolare con UE e USA. Sotto la guida dell'europeista Viktor Stepanovič Černomyrdin, il 4 aprile 2009 l'Impero Russo aderì alla NATO, e il 1° gennaio 2013 aderì alla CEE, in attesa di avere i parametri per adottare l'Euro ed entrare nell'UE. Elisabetta II è la prima Zarina attiva personalmente sui social network, dimostrando che il millenario gigante russo ha saputo adattarsi ai tempi moderni
184) Giorgio (Gěorgij Mihajlovič Romanov, erede al trono) nato il 13 marzo 1981, figlio di Caterina III e del Principe Franz Wilhelm di Hohenzollern (nato il 3 settembre 1943), pronipote dell'Imperatore Romano di Germania Guglielmo II
185) Alessandro (VII) (Aleksandr Georgievič Romanov, erede al trono), nato l'8 ottobre 2023, figlio di Gěorgij Mihajlovič Romanov e di Rebecca Virginia Bettarini (nata il 18 maggio 1982), figlia di un diplomatico italiano

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XIII Imperatori Romani di Polonia

L'Impero Romano di Polonia è la diretta continuazione dell'Impero Romano di Lituania, di cui parleremo più sotto tra gli Imperi Romani oggi scomparsi. Nel 1440 la sovranità congiunta su Lituania e Polonia passò nelle mani degli Jagelloni, che avevano unito i due paesi con l'Unione di Krewo del 1385. Come visto, nel 1569 il Regno di Polonia e l'Impero Romano di Lituania furono fusi nell'Impero Romano Polacco-Lituano, che tra alterne traversie continuò fino al 1795, quando fu cancellata dalla Terza Spartizione e divisa tra Germania, Ungheria e Russia. La dinastia degli Jagelloni è considerata in Lituania come la continuazione di quella Polemonide, perchè Jogaila (caoostipite degli Jagelloni) era nipote del polemonide Gediminis per parte di padre. Ovviamente i Polacchi, a differenza dei Lituani, non vantavano alcuna continuità etnica con i Romani o con i Greci, ma Sigismondo II Augusto ne approfittò per assumere un titolo che lo metteva alla pari degli altri sovrani europei.

Dinastia degli Jagelloni
160) Sigismondo III Augusto (1548-1572), figlio di Sigismondo I Jagellone e di Bona Sforza, fu l'ultimo degli Jagelloni. Dalle tre mogli non ebbe alcun figlio, cosicchè alla sua morte il titolo imperiale di Polonia e di Lituania divenne elettivo

Imperatori elettivi di Polonia
161) Enrico di Valois (1573-1575), fu anche Imperatore Romano di Francia dal 1574 al 1589 con il nome di Enrico III
162) Massimiliano d'Asburgo (1575-1576, fu anche Imperatore Romano di Germania, ma fu rifiutato dalla nobiltà polacca
163) Anna Jagellona (1575-1587), figlia di Sigismondo I
164) Stefano Báthory (1576- 1586), marito di Anna Jagellona
165) Sigismondo IV Vasa (1587-1632), fu anche Re di Svezia dal 1592 al 1599
166) Ladislao I Vasa (1632-1648), figlio di Sigismondo II e Anna Jagellona, tentò senza riuscirci di conquistare Mosca
167) Giovanni VIII Casimiro Vasa (1648-1668), figlio di Sigismondo II e di Costanza d'Austria
168) Michele I Wiśniowiecki (1669-1673)
169) Giovanni IX Sobieski (1674-1696), liberò Vienna dall'assedio dei Turchi
170) Augusto I Wettin il Forte (1697-1704, 1° regno), dal 1694 fu Principe di Sassonia come Federico Augusto I
171) Stanislao I Leszczyński (1704-1709, 1° regno)
170) Augusto I Wettin il Forte (1709-1733, 2° regno)
171) Stanislao I Leszczyński (1733-1734, 2° regno), fu anche Duca di Lorena dal 1737 al 1766
172) Augusto II (1734-1763), figlio di Augusto II e di Cristiana di Brandeburgo-Bayreuth, dal 1733 fu Principe di Sassonia come Federico Augusto II
173) Federico Cristiano (5 ottobre-17 dicembre 1763), figlio di Federico Augusto II e di Maria Giuseppa d'Austria, nel 1763 fu Principe di Sassonia con lo stesso nome. Morì di vaiolo dopo soli 74 giorni di regno
174) Augusto III (1763–1773), figlio di Federico Cristiano e di Maria Antonia di Baviera, dal 1763 al 1806 fu Principe di Sassonia come Federico Augusto III. A causa del suo governo dispotico, fu rovesciato nel 1773 dalla nobiltà polacca
175)
Stanislao II Poniatowski (1773-1795), figlio del generale Stanisłao Poniatowski e di Konstancja Czartoryska, fu eletto dal Parlamento polacco dopo che Augusto IV fu costretto ad abdicare e a lasciare il paese. Non si sposò mai e morì il 12 febbraio 1798

Interregno (1795-1807)

Il 3 gennaio 1795, con la Terza Spartizione, il titolo di Imperatore Romano di Polonia fu abolito. L'Impero Romano Polacco venne tuttavia ricreato nel 1807 da Napoleone, che si proclamò naturlmente suo Imperatore, anche se si trattava di un piccolo stato rispetto alla vecchia Confederazione Polacco-Lituana.

Dinastia Bonaparte
176) Napoleone (9 giugno 1807-30 novembre 1813), dovette rinunciare alla corona polacca dopo la sconfitta nella Battaglia di Lipsia

Interregno (1813-1947)

L'Impero Romano di Polonia venne nuovamente abolito dal Congresso di Vienna, ed il suo territorio venne diviso tra Russia e Germania. Alcuni membri della famiglia Poniatowski comunque continuarono a rivendicare il titolo imperiale di Polonia e Lituania:

Imperatori titolari di Polonia, dinastia Poniatowski
177*) Stanislao (III) Poniatowski, nato il 23 novembre 1754, morto a Firenze il 13 febbraio 1833, figlio di Casimiro Poniatowski (1721-1800) e di Apolonia Ustrzycka (1736-1814), non accettò mai la spartizione della Polonia e continuò a ritenenersi Imperatore Titolare di Polonia e Lituania
178*) Giuseppe (I) Michele Poniatowski, nato a Roma il 24 luglio 1814, morto a Londra il 4 luglio 1873, figlio di Stanislao Poniatowski e della nobildonna fiorentina Cassandra Luci. Nacque illegittimo, giacchè sua madre era già sposata con Vincenzo Venturini Benloch, ma fu legittimato nel 1847, e continuò la rivendicazione paterna
179*) Giuseppe (II) Stanislao Poniatowski, nato a Firenze il 9 novembre 1835, morto il 6 gennaio 1908, figlio di Giuseppe Michele Poniatowski e della contessa Matilda Perotti (1814–1875). Fu Maestro di Scideria dell'Imperatore Romano di Francia Napoleone III, che sostenne le sue rivendicazioni al trono polacco
180*) Luigi Leopoldo Poniatowski, nato a Parigi il 24 gennaio 1864, morto a 90 anni a Cahors l'8 marzo 1954, figlio di Giuseppe Stanislao Poniatowski e di Leopoldina Luisa le Hon (1838–1931), legalmente figlia del conte Charles Le Hon e di Fanny Mosselman; in realtà però Leopoldina Luisa era la figlia biologica dell'amante di sua madre, Charles de Morny, e la cosa all'epoca fece scandalo. Fu un importante finanziere e industriale dell'Impero Romano Francese

Nel 1946, per premiare gli sforzi dei Polacchi che avevano combattuto valorosamente contro i Nazisti, l'Impero Romano di Russia acconsentì alla ricostituzione dell'Impero Romano di Polonia, unendo i territori del Granducato di Varsavia, sotto sovranità diretta russa dal 1815 al 1941, ai territori ex tedeschi ad oriente della linea dell'Oder-Neisse. La Polonia così ricostituita fu naturalmente un satellite di Mosca, e la corona fu offerta a Stanisłao Augusto Poniatowski, figlio di Luigi Leopoldo Poniatowski, che accettò, nonostante la contrarietà del padre (il quale sapeva che il figlio sarebbe stato niente più che un cliente dei russi). Solo dopo la fine del vassallaggio ai russi, agli Imperatori Titolari sopra elencati venne riconosciuto il numerale (l'asterisco * indica che nessuno di essi regnò mai in effetti) secondo la tradizionale successione degli Imperatori Romani di Lituania e poi di Polonia.

Dinastia Poniatowski
181) Stanisłao IV Augusto (19 gennaio 1947-2 febbraio 1970), nato il 23 ottobre 1895, figlio di Luigi Leopoldo Poniatowski e di Elizabeth Helen Sperry (1872–1911), un'ereditiera californiana. Sposò Aglaë de Sainte-Aldegonde (figlia del conte Edmond André de Sainte-Aldegonde e di Marthe Marie des Acres de L'Aigle), ma non ebbe figli, cosicchè i Russi indicarono come suo successore il fratello Carlo
182) Carlo (2 febbraio 1970-3 agosto 1980), nato il 30 ottobre 1897, fratello minore di Stanislao III Augusto, il suo regno coincise con le prime agitazioni nazionaliste anti-russe, represse con durezza. Il 16 ottobre 1978 l'Arcivescovo di Cracovia, Cardinale Karol Wojtyla, fu eletto Papa con il nome di Giovanni Paolo II, e questo fatto incoraggiò le aspirazioni indipendentiste dei polacchi, stufi di soggiacere ai russi
183) Michele II (3 agosto 1980-15 gennaio 2002), nato il 16 maggio 1922, figlio di Carlo e della contessa belga Anne de Caraman-Chimay (1901–1977). Di fronte alla gravissima cris economica e alla crescente popolarità del Sindacaro filoeuropeo Solidarnosc', il 13 dicembre 1981 il generale filorusso Wojciech Jaruzelski prese il potere con un colpo di stato e sospese la Costituzione, instaurando una dittatura militare; in seguito dichiarò di averlo fatto per prevenire un'invasione russa, simile a quelle in Ungheria (1956) e Boemia (1968). Le riforme avviate in Russia da Michail Gorbachev portarono al progressivo distacco della Polonia dall'orbita russa; il 22 dicembre 1990 Lech Wałęsa, leader di Solidarnosc'. divenne Primo Ministro dell'Impero Romano di Polonia. Il 12 marzo 1999 quest'ultimo aderì alla NATO
184) Ladislao II (15 gennaio 2002-in carica), nato il 10 novembre 1946, figlio di Michele e di Gilberte de Chavagnac (1925-2016). Il 1° gennaio 2004 l'Impero Romano di Polonia aderì alla CEE, in attesa di avere i parametri per adottare l'Euro ed entrare nell'UE
185) Alessio (erede al trono), nato il 19 ottobre 1978, figlio di Ladislao e di Constance Guichard (nata il 17 dicembre 1951)

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XIV Imperatori Romani di Bulgaria

Dinastia di Krum
108) Boris I il Santo (852-889), figlio di Presian, accolse alla sua corte i Santi fratelli Cirillo e Metodio, fu battezzato con il nome di Mihail e convertì il suo popolo al Cristianesimo. Assunse il titolo di Zar ("Cesare") e cambiò il nome del suo stato in Impero Romano di Bulgaria. Abdicò e si fece monaco
109)
Vladimir I Rassate (889-893), figlio di Boris I, fu deposto e fatto accecare dal padre
110)
Simeone I il Grande (893-927), figlio di Boris I, nel 913 si proclamò Zar (imperatore) dei Bulgari. Portò la Bulgaria all’apice politico e culturale. e alla massima estensione territoriale, conquistando gran parte della valle del Danubio: il suo regno coincide con l'Età d'oro della cultura bulgara. Morì d'infarto
111)
Pietro I il Santo (927-969), figlio di Simeone I, con una durata di 42 anni il suo regno fu il più lungo nella storia bulgara. Abdicò e morì in un monastero
112)
Boris II (969-971), figlio di Pietro I, venne imprigionato dai bizantini e morì ucciso accidentalmente dalle guardie di frontiera bulgare mentre rientrava nel Paese

Dinastia dei Cometopuli
113-116) Davide IMosèAronneSamuele I (971-977), noti come i Cometopuli, figli del barone Nicola, regnarono congiuntamente
117)
Romano I (977-997), figlio di Pietro I, catturato in battaglia dai Bizantini nel 991, morì in prigionia a Costantinopoli
116)
Samuele I (997-1014, 2° regno), uno dei Cometopuli, abile generale, resse l'impero di Bulgaria durante la prigionia di Romano I (976-997) e fu proclamato imperatore alla sua morte. Dovette subire gli attacchi dell'imperatore Basilio II che occupò quasi tutta la Bulgaria. Morì di infarto alla vista del massacro dei suoi soldati nella battaglia di Kleidion da parte del Basileus, che per questo ottenne l'appellativo di Bulgaroctono ("massacratore di Bulgari")
118) Gabriele Radomir (1014-1015), figlio di Samuele I, fu assassinato dal cugino Ivan Vladislav
119) Ivan II Vladislav (Giovanni II, 1015-1018), figlio di Aronne, morì durante l'assedio di Durazzo ed è considerato l'ultimo Zar del Primo Impero Romano di Bulgaria. La maggior pate della nobiltà bulgara scelse di unirsi all'Impero Romano Bizantino grazie all'astuzia di Basilio II, che riconobbe ai nobili bulgari i loro titoli e mantenne l'autocefalia dell'arcivescovado bulgaro di Ocrida e i suoi privilegi

Dominazione bizantina
Interregno (1018-1185), durante il quale la Bulgaria fu divisa in province bizantine, e il titolo di Imperatore Romano di Bulgaria fu abolito

Dinastia Asen
120) Pietro II (1185-1197), fondò il Secondo Impero Romano di Bulgaria dopo aver sconfitto Isacco Angelo; regnò con i fratelli Ivan III Asen e Kalojan
121)
Ivan III (Giovanni III, 1189-1196), regnò con i fratelli Pietro II e Kalojan
122)
Kalojan (1196-1207), inizialmente regnò con i fratelli Pietro II e Ivan III ed alla loro morte restò unico sovrano. Quando nel 1204 i Crociati misero sotto assedio Costantinopoli, Kalojan intervenne e sconfisse Baldovino di Fiandra nella battaglia di Adrianopoli del 14 aprile 1205. Baldovino, che aveva promesso di conquistare anche la Bulgaria, fu catturato e in seguito morì in prigionia in Bulgaria. Kalojan morì in circostanze misteriose durante un assedio
123)
Boril (1207-1218), nipote di Kalojan
124)
Ivan IV (Giovanni IV, 1218-1241), figlio di Ivan III, dopo la battaglia di Klokotnitsa (9 marzo 1230) divenne il sovrano più potente della penisola balcanica
125)
Kaliman I (1241-1246), figlio di Ivan IV e di Anna Maria d'Ungheria, aveva solo sette anni quando succedette al padre. Durante il suo regno i Mongoli invasero la Bulgaria e le imposero il pagamento di un tributo annuale. Kaliman fu probabilmente avvelenato
126)
Michele III (1246-1256), figlio di Ivan IV e di Irene Comnena Ducas, governò sotto la reggenza della madre. Fu eliminato in una congiura
127) Kaliman
II (1256), figlio di Alessandro, fratello minore di Ivan IV, uccise Michele III durante una battuta di caccia e ne usurpò il trono, ma fu a sua volta assassinato
128)
Mico (1256-1257), cognato di Michele I, ne usurpò il trono ma fu scacciato da Costantino VII e morì in esilio
129)
Costantino VII (1257-1277, figlio di Tikh, usurpò il trono di Mico Asen. Sconfisse ripetutamente gli Ungheresi
130)
Michele IV (1277-1279), figlio di Constantino VII da lui associato al potere, fu sconfitto e morì in esilio
131)
Ivailo (1278-1279), soldato di umili origini, prese il potere mettendosi a capo di una massiccia rivolta contadina e sposò Maria Paleologa Cantacuzena, vedova di Costantino XI. Fu ucciso dal condottiero mongolo Nogai Khan
132)
Ivan V (Giovanni V, 1279-1280), figlio di Mico Asen, morì in esilio

Dinastia Terter
133) Giorgio I Terter (1280-1292), di origine cumana, mandò in esilio Ivan V, ma il suo regno rappresentò l'apice di un periodo di disintegrazione feudale dell'Impero Romano di Bulgaria
134)
Šišman Terter (1280-1298), fratellastro e inizialmente coreggente di Giorgio I, despota di Vidin, in pratica regnò come un vassallo dei Mongoli dell'Orda d'Oro
135)
Smilec (1298-1299), si proclamò Zar in opposizione a Šišman Terter, ma fu sconfitto e rinchiuso in un monastero, dove morì
136)
Čaka (1299-1300), figlio del sovrano mongolo Nogai Khan, sposò Elena, figlia di Giorgio I Terter. Sostenne il padre Nogai nella sua guerra contro Tokta, il legittimo Khan dell'Orda d'Oro, ma Nogai venne sconfitto e ucciso, mentre il figlio fuggì in Bulgaria, approfittò di un momentaneo vuoto di potere e si fece incoronare Imperatore Romano, sperando di usare la Bulgaria come base per riconquistare l'Orda d'Oro. Tokta tuttavia invase la Bulgaria, Čaka fu ucciso dai suoi stessi sostenitori e la sua testa inviata in dono al Khan mongolo
137)
Teodoro Svetoslav (1300-1321), figlio di Gorgio I Terter, fu determinante nella presa del potere da parte di Čaka, fu da lui associato al potere, ma egli lo fece uccidere e fu insediato da Tokta come proprio vassallo sul trono di Bulgaria. Ristabilì il prestigio dell'Impero Romano di Bulgaria durante il suo regno, ma solo per breve tempo: la potenza militare ed economica bulgara cominciò a declinare in seguito a conflitti interni, ai continui attacchi dei bizantini e dei magiari ed alla dominazione mongola
138)
Giorgio II Terter (1321-1323), figlio di Teodoro Svetoslav, cercò di porre dine al caos feudale, ma morì giovane in battaglia senza eredi

Dinastia Šišman
139) Michele V Šišman (1323-1330), cugino di Giorgio II Terter, fu un sovrano energico e ambizioso, che agendo senza scrupoli sconfisse uno dopo l'altro i signori feudali bulgari, cercando di restaurare l'unità dell'Impero Romano di bulgaria. Osò troppo scontrandosi con i Serbi nella battaglia di Velbažd del 28 luglio 1330, in cui fu sbaragliato e trovò la morte
140)
Ivan VI Stefan Šišman (Giovanni VI, 1330-1331), figlio maggiore di Michele V Šišman e Anna Neda di Serbia, figlia di re Stefano Uroš II Milutin di Serbia, fu associato al trono dal padre e gli succedette, ma fu esiliato dalla nobiltà bulgara e morì in esilio in Dalmazia
141)
Ivan VII Aleksandăr (Giovanni VII, 1331-1371), figlio del despota Sratsimir di Kran e di Petrica, sorella di Michele III Šišman, governò come vassallo dei Serbi. Nel 1354 i Turchi sbarcarono per la prima volta in Europa, e l'Impero Romano di Bulgaria, indebolito dagli attacchi esterni e dalle guerre civili, non aveva speranze contro la nuova minaccia otomana. Alla sua morte la Bulgaria si divise in tre piccoli regni, il regno di Vidin, il regno di Tărnovo e il despotato di Dobrugia; gli Ottomani incontrarono una debole resistenza nella conquista di questi tre stati, e già nel 1362 avevano preso Sofia
142)
Ivan VIII Stracimir (Giovanni VIII, 1371-1397), figlio di Ivan VII Aleksandăr e di Teodora, governò la sola regione di Vidin, mentre i Turchi avevano già occupato la maggior parte dell'Impero. Fu costretto infine a riconoscere la sovranità del Sultano Murad I e fu deportato in Asia Minore, dove morì. E' considerato l'ultimo sovrano del Secondo Impero Romano di Bulgaria prima della lunga dominazione turca
143)
Ivan IX Šišman (Giovanni IX, 1371-1395), fratellastro di Ivan VIII Sracimir, fu da lui associato al trono ma nel 1393 perse la capitale Tarnovo, presa dai Turchi. Non si sa come morì Ivan IX: secondo alcuni, combattendo eroicamente; secondo altri, in una prigione turca

Dominazione Turca
Interregno (1393-1878) durante il quale il quale la Bulgaria entrò a far parte dell'Impero Ottomano, e il titolo di Imperatore Romano di Bulgaria fu abolito

Non dinastici
144) Alessandro II di Battenberg (17 aprile 1879-26 agosto 1886), figlio di Alessandro d'Assia e di Julia von Hauke, fu proclamato Imperatore Romano di Bulgaria dopo il Congresso di Berlino che aveva riconosciuto l'indipendenza della Bulgaria dalla Turchia. Con lui ebbe inizio il Terzo Impero Bulgaro; continuò la numerazione degli Imperatori che regnavano prima dell'occupazione turca. Fu rovesciato da un golpe dell'esercito e morì a Graz il 23 ottobre 1893
145) Valdemaro di Oldenburg (29 ottobre 1886-11 novembre 1886), figlio del Re di Danimarca Cristiano IX e di Luisa d'Assia-Kassel, fu eletto Imperatore Romano di Bulgaria dal Parlamento Bulgaro, ma rifiutò il trono a causa delle pressioni internazionali

Dinastia di Sassonia-Coburgo-Gotha
146) Ferdinando (7 luglio 1887-3 ottobre 1918), nato il 26 febbraio 1861, figlio di Augusto di Sassonia-Coburgo-Kohary e di Clementina d'Orléans. Abdicò il 3 ottobre 1918 dopo aver incassato una grave sconfitta da parte dei Bizantini, cui voleva impedire di conquistare Costantinopoli per non avere un vicino troppo potente sul confine meridionale. Morì in esilio a Coburgo il 10 settembre 1948
147) Boris III (3 ottobre 1918-28 agosto 1943), nato il 30 gennaio 1894,
148) Simeone II (28 agosto 1943-15 settembre 2020), nato il 16 giugno 1937, figlio di Boris III e di Giovanna di Savoia Divenne re di Bulgaria all'età di 6 anni, in seguito alla morte del padre Boris III, ed ebbe un regno lunghissimo, più di quello di Luigi XIV di Francia e di Elisabetta II del Regno Unito. Inizialmente sotto la reggenza della madre, dopo che i russi ebbero liberato la Bulgaria dall'occupazione nazista, governò praticamente come vassallo della Russia fino agli anni Novanta. Le riforme avviate in Russia da Michail Gorbachev portarono al progressivo distacco della Bulgaria dall'orbita russa; l'8 novembre 1991 il leader filoeuropeo Philip Dimitrov, divenne Primo Ministro dell'Impero Romano di Bulgaria. Il 29 marzo 2004 quest'ultimo aderì alla NATO e il 1° gennaio 2007 laderì alla CEE, in attesa di avere i parametri per adottare l'Euro ed entrare nell'UE. Ammalatosi di Covid-19, Simeone II sopravvisse ma fu costretto ad abdicare all'età di 83 anni
149) Kardam (15 settembre 2020-in carica), nato il 2 dicembre 1962, figlio di Simeone II e dell'aristocratica spagnola Margarita Gómez-Acebo y Cejuela. Nel 2008 vicino a Sofia fu coinvolto in un incidente automobilistico, secondo alcuni in realtà un attentato, da cui però uscì con pochi graffi. Finalmente il 1° gennaio 2026 l'Impero Romano di Bulgaria aderì alla UE ed adottò l'Euro
150) Boris (IV) (erede al trono), nato il 12 ottobre 1997, principe di Tărnovo, figlio di Kardam e della famosa saltatrice con l'asta bulgara Stefka Kostadinova, nata il 25 marzo 1965

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XV – Imperatori Romani del Montenegro e di Jugoslavia

La Doclea era uno stato slavo medievale, localizzato tra l'attuale Montenegro e l'Albania e comprendente i territori lungo il corso del fiume Zeta, intorno al Lago di Scutari e alle Bocche di Cattaro, fino all'attuale Erzegovina. Il suo nome deriva dall'antica città illirica di Dioclea, i cui resti si trovano vicino a Podgorica. Nell'antica Illiria si stanziarono popolazioni slave provenienti dalla Lusazia. , nella provincia romana Praevalitana, abitata dalla popolazione illirica dei Docleatae. La Doclea verso il XIII secolo venne rinominata in Zeta, poco prima della sua unione con l'Impero Romano di Rascia.

Dinastia dei Petrislavić
116) Jovan Vladimir (990-1016), Principe di Doclea, figlio di Petrislav, si proclamò primo Imperatore Romano del suo paese, ma fu fatto uccidere dall'Imperatore Bizantino Basilio II
117)
Dragomir (1016-1034), zio di Giovanni III Vladimiro, fu messo sul trono di Doclea da Basilio II, e governò la regione per suo conto

Dinastia dei Vojislavljević
118) Stefano I Dobroslav I Vojislav (1034–1050), approfittò della crisi dell'Impero Bizantino seguita alla morte di Basilio II per proclamare l'indipendenza formale della Doclea
119)
Michele I (1050–1081)
120) Costantino Bodin (1081–1101)
121-122) Michele II e Dobroslav II (1101-1102), figlio di Bodin
123) Dobroslav III (1102)
124) Kočopar (1102–1103)
125) Vladimiro (1103–1113), nipote di Bodin
126) Giorgio I (1113–1118, 1º regno), figlio di Bodin
127) Grubeša (1118–1125)
126) Giorgio I (1125–1131, 2º regno), figlio di Bodin
128) Gradihna (1131–1146)
129) Radoslav (1146-1162), figlio di Gradihna
130) Michele III (1162-1186)

Dinastia dei Nemanjić (1186-1355)
131) Stefano Nemanja (1166-1199), signore di di Raška ed Imperatore Romano di Serbia. Conquistò la Doclea, che da allora prese il nome di Zeta, dal nome del fiume omonimo, e così egli assunse anche il titolo di Imperatore Romano di Zeta (unificato a quello di Serbia fino al 1356)
132)
Vukan II Nemanjić (1196-1208)
133) Stefano Prvovenčani ("il Primo Incoronato", 1199-1228)
134) Giorgio II Nemanjić (1208-1243)
135) Stefano Radoslav (1228-1233)
136) Stefano Vladislav I (1234-1243)
137) Stefano Uroš I (1243-1276)
138) Stefano Uroš II Dragutin (1276-1282)
139) Stefano (Uroš II) Milutin (1282-1321)
140) Stefano Uroš III Dečanski (1321-1331)
141) Stefano Uroš IV Dušan il Grande (1331-1355), tentò di prendere Costantinopoli e di conquistare il titolo di Imperatore Romano di Bisanzio, ma morì prima di riuscirci

Dinastia dei Balšić
142) Balša I (1356–1362)
143) Đurađ I (1362–1378)
144) Balša II (1378–1385)
145) Đurađ II (1385–1403)
146) Balša III (1403–1421), lasciò il trono allo zio Stefan Lazarević
147) Stefan Lazarević (1421-1427), figlio di Lazzaro I di Serbia (morto nella battaglia di Kosovo Polje), governò come un vassallo degli Ottomani
148) Đurađ III Branković (1427-1435), figlio di Vuk Branković e di Mara Lazarević, figlia di Lazzaro I di Serbia, governò come un vassallo degli Ottomani

Dinastia dei Crnojević
149) Stefano I Crnojević (1435–1465), pur governando come vassallo degli Ottomani, assunse il modo ufficiale il titolo di Imperatore Romano del Montenegro, mutuando il nuovo nome del paese dall'uso che ne facevano i Veneziani (le montagne del Montenegro viste dal Mar Adriatico appaiono scure, perchè coperte di fitti boschi)
150) Ivan Crnojević (1465–1490)
151) Đurađ IV Crnojević (1490–1496)
152) Stefano II Crnojević (1496-1498)
153) Ivan II Crnojević (1498-1515)
154) Đurađ V Crnojević (1515-1516)

Il governo del Montenegro fu affidato dal 1516 al metropolita ortodosso (vladika). Sebbene i Turchi non lo riconoscessero, i Principi-Vescovi continuarono a portare il ttolo di Imperatore Romano del Montenegro.

Principi-Vescovi del Montenegro vassalli degli Ottomani, carica elettiva
155) Vavil (1516-1520)
156) Germano II (1520-1530)
157) Paolo (1530-1532)
158) Basilio I (1532-1540)
159) Nikodim (1540)
160) Romil (1540-1559)
161)  Macario (1560-1561)
162) Ruvim I (1561-1569)
163) Pacomio Komanin (1569-1579)
164) Gerasim (1575-1582)
165) Beniamino (1582-1591)
166) Nicanore (1591-1593)
167) Ruvim II Boljević-Njegos (1593-1636)
168) Mardarije Kornečanin (1636 1649, 1° regno)
169) Visarion I (1649-1659)
168) Mardarije Kornečanin (1659-1673, 2° regno)
170) Ruvim III Boljević (1673-1685)
171) Basilio II Velikrasić (1685)
172) Visarion II Bajica (1685-1692)
173) Sava I Kaluđerović (1692-1696)

Nel 1697, con l'elezione del vladika Danilo Petrović Njegoš, la carica divenne ereditaria nella dinastia Petrović Njegoš. Dal momento che la tradizione ortodossa prevedeva che i vescovi mantenessero il celibato, il titolo di Imperatore si tramandò sempre di zio in nipote.

Principi-Vescovi del Montenegro vassalli degli Ottomani, dinastia dei Petrović-Njegoš
174) Danilo I Šćepčev (luglio 1696-22 gennaio 1735)
175) Sava II (22 gennaio 1735-9 marzo 1781)
176) Basilio III (1750-21 marzo 1766), coprincipe con Sava II
177) Arsenio Plamenac (9 marzo 1781-12 marzo 1782)
178) Pietro II (12 marzo 1782-23 aprile 1815)

Imperatori del Montenegro, dinastia dei Petrović-Njegoš
179) Danilo II (13 gennaio 1852 - 13 agosto 1860), nato il 25 maggio 1826, figlio di Sava Petrović-Njegoš e della moglie Angelika Radamović, si liberò della sudditanza ai Turchi Ottomani ed assunse ufficialmente il titolo di Imperatore Romano del Montenegro, governando da laico e non più da vescovo. Fu assassinato da Todor Kadić, cui aveva violentato la sorella, mentre si trovava sulla propria nave ancorata al porto di Cattaro
180) Nicola I (13 agosto 1860 - 1º marzo 1921), nato il 7 ottobre 1841, figlio di Mirko, fratello maggiore di Danilo II, e di Anastasija Martinović
181) Danilo III (1º marzo 1921-24 settembre 1939), nato il 29 giugno 1871, primogenito di Nicola I e di Milena Vukotić. Leggendario playboy, pare che Franz Lehár si sia ispirato a lui per scrivere la sua celeberrima operetta "La vedova allegra" (1905). Non avendo avuto figli dalla moglie Jutta di Meclemburgo-Strelitz, adottò come erede il nipote Michele
182) Michele IV (24 settembre 1939-
17 aprile 1941, 1° regno), nato il 1° settembre 1908, figlio di Mirko, terzogenito di Nicola I. Essndosi il Montenegro alleato con inglesi ed italiani, Michele IV fu rovesciato dai nazisti durante la Guerra Mondiale

Impero nazista
183) Adolfo (17 aprile 1941-30 aprile 1945), nella sua megalomania si proclamò anche Imperatore Romano di Montenegro, mantenendo il titolo fino al suicidio

Imperatori di Pannonia, dinastia dei Petrović-Njegoš
182) Michele IV (30 aprile 1945-24 marzo 1986, 2° regno), fu rimesso sul trono dagli Alleati. Croazia e Bosnia, separatesi dall'Impero Romano d'Ungheria (vedi sopra), per iniziativa dell'Impero Romano d'Italia si unirono al Montenegro, e così nacque il nuovo Impero Romano di Pannonia, di cui la Serbia rifiutò di entrare a far parte. Michele IV regnò come vassallo dei Russi
184) Nicola II (24 marzo 1986-in carica), nato il 7 luglio 1944, figlio di Michele IV e della francese Geneviève Prigent. Le riforme avviate in Russia da Michail Gorbachev portarono al progressivo distacco del suo impero dall'orbita russa: il 30 maggio 1990 il leader filoeuropeo Stjepan Mesić divenne Primo Ministro dell'Impero Romano di Pannonia. Dal 1992 al 1995 quest'ultimo fu scosso da una guerra civile a causa dei Serbo-Bosniaci, che volevano separarsi dalla Federazione per unirsi alla Serbia; a tale sanguinoso conflitto posero fine gli accordi di Dayton, patrocinati dagli Stati Uniti d'America. Il 1° gennaio 2004 la Pannonia aderì alla CEE, il 29 marzo 2004 aderì alla NATO, e finalmente il 1° gennaio 2023 aderì alla UE ed adottò l'Euro
185) Boris (erede al trono), nato il 21 gennaio 1980, figlio di Nicola II e della stilista francese Francine Navarro (27 gennaio 1950-6 agosto 2008). Il 12 maggio 2007 ha sposato l'architetta portoghese Véronique Haillot Canas da Silva (nata il 27 luglio 1976), dalla quale l'11 febbraio 2008 ha avuto la figlia Miléna, futura Imperatrice Romana di Pannonia

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XVI – Imperatori Romani di Serbia

Sovrani di Raška, dinastia dei Nemanjić
130) Vukan (1081-1114), signore di Raška, la regione intorno al fiume omonimo, nell'area centro-meridionale dell'attuale Serbia (in occidente lo stato era noto come Rascia), approfittando della fine della dinastia dei Ducas si affrancò dal vassallaggio ai bizantini e si proclamò primo Imperatore Romano di Serbia
131) Uroš I (1114-1140), figlio di Vukan
132) Uroš II (1140-1161), figlio di Uroš I
133) Desa (1161-1165), figlio di Uroš II, fu detronizzato da Tihomir Zavidović
134) Tihomir Zavidović (1161-1165), figlio di Zavida Vukanović
135) Stefano I Nemanja (1165-1199), fratello di Tihomir Zavidović, fu anche Imperatore Romano di Zeta
136) Stefano II Prvovenčani (1199–1228), secondogenito di Stefano I Nemanja
137) Stefano III Radoslav (1228–1234), figlio di Stefano II Prvovenčani
138) Stefano IV Vladislav (1234–1243), figlio di Stefano II Prvovenčani
139) Stefano Uroš I (1243–1276), figlio di Stefano II Prvovenčani
140) Stefano V Dragutin (1276–1282), figlio di Stefano Uroš I
141) Stefano Uroš II Milutin (1282–1321), figlio di Stefano Uroš I
142) Stefano Uroš III Dečanski (1321–1331), figlio di Stefano Uroš II Milutin
143) Stefano Uroš IV Dušan il Grande (1331–1355), figlio di Stefano Uroš III Dečanski, fu il più grande dei sovrani serbi e tentò di conquistare Costantinopoli, ma la morte lo colse poco prima di realizzare il suo sogno
144) Stefano Uroš V (1355–1371), figlio di Stefano Uroš IV Dušan, sotto di lui l'Impero Romano di Serbia cominciò fatalmente a decadere. Egli perse anche il titolo di Imperatore Romano di Zeta, che andò a Balša I (vedi sopra)

Dinastia dei Lazarević
145) Lazzaro I Hrebljanović il Santo (4 dicembre 1371–28 giugno 1389), succedette a Stefano Uroš V che morì senza figli. Morì nella Battaglia di Kosovo Polje ("la Piana dei Merli", 15 giugno 1389), combattendo contro gli Ottomani, e fu canonizzato dalla Chiesa Ortodossa
146) Stefano VI Lazarević (28 giugno 1389-19 luglio 1427), figlio di Lazzaro I Hrebeljanović, continuò la guerra contro i Turchi e li espulse dall'Europa, riconquistando Costantinopoli, ma morì senza figli maschi

Dinastia dei Branković
147) Đurađ Branković (19 luglio 1427-24 dicembre 1456), figlio di Vuk Branković e di Mara, figlia di Lazzaro I Hrebeljanović
148) Lazzaro II Branković (24 dicembre 1456-20 febbraio 1458), figlio di Giorgio I Branković
149) Stefano VII Branković (20 febbraio 1458-21 marzo 1459), fratello di Lazzaro II Branković
150) Stefano VIII Tomašević (21 marzo-20 giugno 1459), figlio di Stefano Tommaso di Bosnia, fu l'ultimo sovrano del Primo Impero Serbo

Dominazione Turca
Interregno (1459-1804) durante il quale il quale la Serbia entrò a far parte dell'Impero Ottomano, e il titolo di Imperatore Romano di Serbia fu abolito

Dinastia dei Karađorđević
151) Giorgio Petrović detto Karađorđe ("Giorgio il Nero", 14 febbraio 1804-21 settembre 1813), nato il 3 novembre 1762, figlio di Petar e di Marica Živković, si mise a capo della rivolta contro gli Ottomani, espugnò Belgrado e si proclamò Imperatore Romano di Serbia con l'appoggio dello Zar Alessandro I di Russia. Fu il capostipite della dinastia dei Karađorđević

Dinastia degli Obrenović
152)
Miloš il Grande (23 aprile 1815-25 giugno 1839, 1° regno), nato il 17 marzo 1780, figlio di Todor Mihailović e di Višnja Urošević, si miise a capo della seconda rivolta serba, scacciò definitivamente gli Ottomani dal nord della Serbia, si proclamò Imperatore e concesse una Costituzione liberale. Abdicò in favore dei suoi figli e morì il 26 settembre 1860
153)
Milan I (25 giugno 1839-8 luglio 1839, 1° regno), figlio maggiore di Miloš, regnò solo per 13 giorni, poiché morì a soli 19 anni di tubercolosi
154)
Michele I (8 luglio 1839-14 settembre 1842), fratello di Milan Obrenović, portò avanti una decisa modernizzazione del paese

Dinastia dei Karađorđević
155)
Alessandro III (14 settembre 1842-23 dicembre 1858), figlio di Giorgio Petrović, fu portato sul trono da una sommossa che depose Michele I. Quando si arrivò a una crisi politica nell'Impero Romano di Serbia, Alessandro venne ritenuto responsabile e dovette abdicare

Dinastia degli Obrenović
152)
Miloš (23 dicembre 1858-26 settembre 1860, 2° regno), ritornò sul trono dopo l'abdicazione di Alessandro III Karađorđević
154)
Michele I (26 settembre 1860-10 giugno 1868, 2° regno), succedette di nuovo al padre ma fu assassinato
156)
Milan II (10 giugno 1868-6 marzo 1889), nato il 22 agosto 1854, nipote di Miloš Obrenović
157) Alessandro IV (6 marzo 1889-11 giugno 1903), nato il 14 agosto 1876, figlio di Milan II, fu assassinato con la moglie Draga Mašin durante un colpo di stato di nobili serbi, i quali volevano scongiurare che lo Zar nominasse suo erede Nikodije, l'impopolare fratello della moglie. Il trono fu offerto a Pietro Karađorđević, ed egli accettò

Dinastia dei Karađorđević
158) Pietro I (
11 giugno 1903-16 agosto 1921), nato il 29 giugno 1844, figlio di Alessandro III Karađorđević e di Persida Nenadović, grazie alle Guerre Balcaniche conquistò il Sangiaccato, il Kosovo e la Macedonia del Nord, ma non riuscì ad aprirsi uno sbocco al mare
159) Alessandro V (16 agosto 1921-9 ottobre 1934), nato il 16 dicembre 1888, figlio di Pietro I e di Zorka del Montenegro. Fu ucciso a Marsiglia in un attentato ordit da un indipendentista macedone
160) Pietro II (9 ottobre 1934-17 aprile 1941), nato il 6 settembre 1923, figlio di Alessandro V e di Maria di Dacia, salì al trono a undici anni sotto la reggenza del Principe Paolo, cugino di Alessandro V. Il Principe Paolo fece alleanza con Germania ed Ungheria, e allora l'Imperatore Pietro II, divenuto maggiorenne, depose il reggente Paolo con un golpe appoggiato da inglesi e italiani. Furente, Adolf Hitler invase il paese e in breve tempo lo conquistò. Pietro II fu costretto all'esilio a Londra

Impero nazista
161) Adolfo (17 aprile 1941-30 aprile 1945), nella sua megalomania si proclamò anche Imperatore Romano di Serbia, mantenendo il titolo fino al suicidio

Non dinastico
162) Tito II (30 aprile-29 novembre 1945), nato in Croazia il 7 maggio 1892 con il nome di Josip Broz, capo dei partigiani che combattevano contro le forze di occupazione naziste ("Tito" era il suo nome di battaglia, di orgini non chiare). Si proclamò Imperatore Romano di Serbia alla morte di Hitler, con l'appoggio dei russi, cercando di riunire anche Montenegro, Bosnia e Croazia al suo Impero, ma quando cercò di muoversi in autonomia da Mosca, fu liquidato, e l'Impero Romano di Russia rimise sul trono Pietro II

Dinastia dei Karađorđević
160) Pietro II (30 aprile 1945-3 novembre 1970), restaurato sul trono, regnò come vassallo dell'Impero Romano di Russia. Morì a 46 anni a causa della cirrosi epatica di cui soffriva
163) Alessandro VI (3 novembre 1970-in carica), nato il 17 luglio 1945, figlio di Pietro II e di Alessandra di Glücksburg, figlia dell'Imperatore Romano d'Oriente Alessandro III, regnò come vassallo dei Russi. Le riforme avviate in Russia da Michail Gorbachev portarono al progressivo distacco della Serbia dall'orbita russa, anche se più lentamente rispetto ad altri paesi dell'Europa Orientale: il 23 luglio 1997 Slobodan Milošević, Primo Ministro che governava con metodi dittatoriali, fu rovesciato da una rivolta popolare, e Zoran Đinđić, leader filoeuropeo. divenne Primo Ministro dell'Impero Romano di Serbia. Il 1° gennaio 2013 quest'ultimo aderì alla CEE, in attesa di avere i parametri per adottare l'Euro ed entrare nell'UE, e il 5 giugno 2017 aderì alla NATO
164) Filippo (erede al trono), nato il 15 gennaio 1982, figlio di Alessandro VI e di Maria da Gloria d'Orléans-Braganza, divenne erede al trono dopo la rinuncia del fratello maggiore Pietro, avvenuta il 27 aprile 2022
165) Stefano (IX) (erede al trono), nato il 25 febbraio 2018, figlio di Filippo e della grafica serba Danica Marinković

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XVII Imperatori Romani di Dacia

Nel 1859 i Principati di Valacchia e di Moldavia, stati vassalli dell'Impero Ottomano, si liberarono della sudditanza alla Sublime Porta e si fusero a formare un'unica nazione, chiamata Principato di Dacia; venne così risuscitato il nome dell'antica provincia romana creata dall'imperatore romano Traiano. Primo Principe di Dacia fu Alessandro Giovanni Cuza, già principe di Moldavia, che ottenne questo titolo il 5 febbraio 1862.

Dinastia Cuza
178) Alessandro III Cuza (1° aprile 1863-22 febbraio 1866), figlio di Ioan Cuza e di Sultana Cuza, ebbe questo numerale perchè fino al 1863 i Daci riconoscevano come legittimo Imperatore Romano l'Imperatore Bizantino Anastasio III Mavromichalis. Quando i Bizantini elessero come nuovo Basileus Giorgio V di Glücksburg, Alessandro Giovanni Cuza dichiarò che non riconosceva l'autorità imperiale di quest'ultimo poiché non era di stirpe bizantina né discendente di bizantini, e con questa scusa proclamò l'Impero Romano di Dacia, di cui egli fu il primo Împărat (Imperatore), proseguendo la numerazione dei Basileis bizantini. Presto però Alessandro III divenne impopolare, e il  fu deposto da un colpo di stato. Il Parlamento dacico designò allora Carlo di Hohenzollern-Sigmaringen quale nuovo sovrano

Dinastia di Hohenzollern-Sigmaringen
179) Carlo I (20 aprile 1866-10 ottobre 1914), nato il 20 aprile 1839, figlio di Carlo Antonio, Principe di Hohenzollern-Sigmaringen, e di Giuseppina di Baden
180) Ferdinando (10 ottobre 1914-20 luglio 1927), nato il 24 agosto 1865, nipote di re Carlo I
181) Michele X (20 luglio 1927-8 giugno 1930, 1° regno), nato il 25 ottobre 1921, nipote abiatico di re Carlo I. Nel dicembre 1925 il principe ereditario Carlo aveva rinunciato ai suoi diritti al trono per scappare con la sua amante Magda Lupescu, e così ad ereditare il trono di Dacia fu il suo figlio Michele, di sol i cnque anni, sotto la reggenza dello zio Nicola
182) Carlo II (8 giugno 1930-6 settembre 1940), nato il 15 ottobre 1893, figlio di Ferdinando e di Maria di Edimburgo (nipote della Regina Vittoria), tornò in patria, depose il figlio minorenne e si proclamò Imperatore Romano di Dacia. Nel 1940 fu costretto all'abdicazione dal suo Primo Ministro Ion Antonescu, amico di Adolf Hitler, che governava con metodi da dittatore
183) Ion XV (Giovanni XV, 6 settembre 1940-23 agosto 1944), dittatore di Dacia, rovesciò Carlo II e si proclamò a sua volta Imperatore Romano di Dacia. Fu rovesciato dalle truppe russe che invasero il paese e rimisero sul trono Michele X, ora maggiorenne. Processato e condannato a morte, Ion fu fucilato il 1° giugno 1946
181) Michele X (23 agosto 1944-30 dicembre 2007, 2° regno), fu restaurato sul trono e l'Impero di Dacia entrò nell'orbita politica dell'Impero Russo. Le riforme avviate in Russia da Michail Gorbachev portarono al progressivo distacco della Dacia dall'orbita russa: il 25 dicembre 1989 Nicolae Ceaușescu, il corrotto Primo Ministro che governava con metodi dittatoriali, fu rovesciato da un colpo di stato ed assassinato, e lentamente l'Impero Romano di Dacia tornò alla democrazia e passò nello schieramento filoeuropeo. Il 21 dicembre 1991 la Bessarabia, già stato federale dell'Impero Russo, decise con un plebiscito di unirsi alla Dacia. Il 29 marzo 2004 l'Impero Romano di Dacia aderì alla NATO, e il 1° gennaio 2007 aderì alla CEE, in attesa di avere i parametri per adottare l'Euro ed entrare nell'UE. Michele X abdicò all'età di 86 anni e morì a 96 anni il 5 dicembre 2017. Non ebbe eredi maschi, così fece abolire la norma della successione esclusivamente maschile al trono di Dacia, e lasciò il trono alla figlia
184) Margherita (30 dicembre 2007-regnante), nata il 26 marzo 1949, figlia primogenita di Michele X e di Anna di Borbone-Parma. Il 16 giugno 1985 ha sposato suo cugino Carlo Federico di Hohenzollern-Sigmaringen, nato il 20 aprile 1952
185) Alessandro (IV) Federico (erede al trono), nato il 16 marzo 1987, figlio di Margherita e di Carlo Federico di Hohenzollern-Sigmaringen. Il 27 novembre 2021 ha sposato l'americana Michelle Vincentia Keith, nata il 14 agosto 1986

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XVIII Imperatori Romani di Monaco

Il territorio monegasco, abitato fin dal Neolitico, fu occupato dai Liguri e vide la presenza prima dei Fenici e poi dei Greci, che lo chiamarono Mònoikos (Μόνοικος), dando origine al toponimo "Monaco". In seguito tale nome fu latinizzato in Portus Herculis Monoeci dai Romani, che si insediarono stabilmente in tutta l'area circostante nel 122 a.C. Nel Medioevo Monacoo fu oggetto di devastanti incursioni da parte dei Saraceni. Se ne hanno scarse notizie fino al 1215, quando i mercanti di fazione ghibellina edificarono il primo nucleo della fortezza sulla rocca, a guardia dello scalo portuale, e sede dell'attuale Palazzo Imperiale. L'indipendenza del territorio di Monaco si fa risalire alla data convenzionale dell'8 gennaio 1297, quando, il guelfo Francesco Grimaldi, detto Malizia, s'impadronì del castello con uno stratagemma: egli si introdusse nella fortezza travestito da monaco e, al momento opportuno, con l'ausilio del cugino Ranieri I, signore di Cagnes-sur-Mer, ne assunse il controllo con il titolo di Signore. Nel 1489 l'Imperatore d'Italia Gian Galeazzo II Sforza riconobbe l'autonomia del territorio monegasco, garantendone la protezione militare. Nel 1612 i Grimaldi ottennero il titolo di Principi, e Monaco divenne un Principato, solo formalmente vassallo dell'Impero Romano d'Italia (e di Spagna, essendo all'epoca le due corone unite).

164) Onorato I (25 dicembre 1612-10 gennaio 1662), nato il 24 dicembre 1597, divenne Principe di Monaco il 29 novembre 1604 all'età di sette anni, Il 25 dicembre 1612, dichiarato maggiorenne, decise di assumere il pomposo titolo di Imperatore Romano di Monaco. Gli Imperatori Romani di Francia e Spagna lo lasciarono fare, ritenendo la sua poco più che la bizzarria di un adolescente; da allora però tutti i suoi successori portarono questo titolo. Il suo numerale deriva dal fatto che si ritenne erede dell'Imperatore di Spagna e d'Italia Filippo V d'Asburgo
165) Luigi V (10 gennaio 1662-2 gennaio 1701), nato il 25 luglio 1642,  figlio del Principe Ercole di Monaco (a sua volta figlio di Onorato I e di Ippolita Trivulzio) e di Aurelia Spinola
166) Antonio (2 gennaio 1701-20 febbraio 1731), nato il 25 gennaio 1661, figlio di Luigi I e di Catherine-Charlotte de Gramont. Non ebbe figli maschi legittimi, così nominò propria erede la figlia Luisa Ippolita
167) Luisa Ippolita (26 febbraio-29 dicembre 1731), nata il 10 novembre 1697, figlia di Antonio e di Maria di Lorena, fu l'unica Imperatrice Romana di Monaco. Morì a soli 34 anni di vaiolo, molto rimpianta dai suoi sudditi
168) Giacomo (20 febbraio 1731-7 novembre 1733), nato il 21 novembre 1689 con il nome di Jacques François Léonor Goyon de Matignon Torigni-sur-Vire, marito di Luisa Ippolita, da principio fu coreggente con lei, e dopo la sua morte fu incoronato Imperatore Romano di Monaco. Piuttosto impopolare, si disinteressò degli affari di stato ed infine abdicò a favore del figlio Onorato II, appena tredicenne. Morì a Parigi il 23 aprile 1751
169) Antonio (20 maggio 1732-28 novembre 1784), detto "il Cavalier Grimaldi", nato il 2 ottobre 1697, figlio illegittimo di Antonio di Monaco e della ballerina Élisabeth Dufort detta "Babé". Venne nominato Governatore Generale di Monaco il 20 maggio 1732, quando il cognato Giacomo abbandonò il paese cui non piaceva e si trasferìa Parigi. Il nuovo giovane Imperatore Onorato II di Monaco riconfermò lo zio nella carica di Governatore Generale, ed anzi lo nominò Coimperatore il 19 novembre 1739, così Antonio continuò a governare de facto il Principato di Monaco fino alla sua morte, avvenuta il 28 novembre 1784 alla veneranda età di ottantasette anni. Fu un abile governatore: riuscì a mantenere Monaco neutrale nel corso della Guerra di Successione Germanica, chiamò a corte numerosi letterati e artisti, fece di Monaco un centro culturale di primo livello e risanò le finanze del principato. Non si sposò mai
170) Onorato II (7 novembre 1733-19 gennaio 1793), nato il 10 novembre 1720, figlio di Luisa Ippolita e di Giacomo, ebbe un regno lunghissimo ma in pratica non governò mai, lasciando quest'incombenza allo zio Antonio, Coimperatore dal 19 novembre 1739 fino alla sua morte. Combattè nella Guerra di Successione Germanica militando nell'esercito dell'Imperatore Romano d'Italia Fabrizio I Colonna, che lo nominò Maresciallo d'Italia. Dopo la morte dello zio Antonio prese in mano le redini dell'Impero Romano di Monaco e, influenzato dalle idee illuministiche, compì varie riforme in senso liberale. Inizialmente sostenitore della Rivoluzione Francese, il 24 febbraio 1793 fu detronizzato dai Rivoluzionari; condannato alla ghigliottina, venne graziato in extremis, tornò a Monaco e ivi morì il 21 marzo 1795. Il titolo di Imperatore Romano di Monaco fu abolito, e il piccolo impero venne direttamente annesso alla Francia, sotto la cui occupazione rimase fino al 17 maggio 1814
Interregno (24 febbraio 1793-17 giugno 1814): Monaco fece parte della Repubblica Francese dal 24 febbraio 1793 al 1805, dell'Impero Romano di Francia dal 1805 al 17 maggio 1814, e fu occupato dagli Alleati dal 17 maggio 1814 al 17 giugno 1814
172) Giuseppe (17-23 giugno 1814), nato il 10 settembre 1763, figlio di Onorato II e della genovese Maria Caterina Brignole (1737-1813), si proclamò Imperatore Romano di Monaco alla caduta di Napoleone Bonaparte, nel cui esercito aveva militato a lungo, si proclamò Imperatore Romano di Monaco, sostenendo che il fratello maggiore e legittimo erede Onorato III era malato e inabile al governo, ma fu sconfessato sia dagli Alleati che da Onorato III, e il suo Impero durò appena una settimana. Deluso, si rifugiò a Parigi, dove morì il 28 giugno 1816
171) Onorato III  (23 giugno 1814-16 febbraio 1819), nato il 17 maggio 1758, fu arrestato dai rivoluzionari francesi e tenuto in prigione per sette anni, mentre Monaco, annesso alla Francia, era stato ribattezzato Port Hercules. Grazie al fratello Giuseppe, sostenitore di Napoleone Bonaparte, fu liberato e tenuto in grande considerazione alla coprte napoleonica. Riprese possesso dell'Impero Romano di Monaco solo dopo la sconfitta del Corso, grazie al Congresso di Vienna che frustrò le speranze dell'Imperatore d'Italia Fabrizio II Colonna (il quale aveva sperato di annettere Monaco ai propri domini) e del fratello Giuseppe, autonominatosi Imperatore. Gravemente malato da tempo e minato nel corpo dagli anni di prigionia, si spense il 16 febbraio 1819
173) Onorato IV (16 febbraio 1819-2 ottobre 1841), nato il 14 maggio 1778, figlio di Onorato III e di Louise d'Aumont Mazarin, fu reggente per conto del padre, già gravemente malato, a partire dal 3 marzo 1815. Nonostante la pomposità del suo titolo di Imperatore Romano di Monaco, governò in pratica come un vassallo degli Italiani. Dovette imporre gravose tasse per rimettere in sesto le finanze del suo Impero, dissestate dall'occupazione francese, e ciò lo rese fortemente impopolare. Non si sposò mai e non ebbe figli legittimi, e così gli succedette il fratello minore Florestano
174) Florestano (2 ottobre 1841-20 giugno 1856), nato il 10 ottobre 1785, fratello minore di Onorato IV. Impopolare quanto lui, a risollevare le sorti della casata fu la sua consorte, l'attrice Maria Carolina Gibert de Lametz, che venendo dal popolo ne capiva i bisogni, e si diede da fare per alleviare le condizioni dei poveri e per aprire scuole e opifici
175) Carlo VII (20 giugno 1856-10 settembre 1889), nato l'8 dicembre 1818, figlio di Florestano e di Maria Carolina Gibert de Lametz. Fondò il celebre Casinò di Montecarlo (quartiere di Monaco che da lui prese il nome) per rimpinguare le casse dello Stato dopo le dilapidazioni del governo di suo padre, e con i suoi provvedimenti in fatto di politica estera garantì la piena indipendenza del Principato dall'Italia, con la quale concluse il trattato italo-monegasco del 1861: l'Italia si sarebbe occupata della difesa del piccolo Impero e avrebbe garantito la sua integrità ed indipendenza. Venne inoltre costruita la ferroviia che congiungeva Genova a Marsiglia, attraversando il territorio monegasco. Nel 1887 Papa Leone XIII creò la Diocesi di Monaco, scorporandola da quella di Nizza. Con Carlo VII, Monaco cominciò ad assumere i contorni di una località di villeggiatura per ricchi, e nell'Impero più piccolo del mondo gli alberghi di lusso cominciarono a spuntare come funghi
176) Alberto I (10 settembre 1889-26 giugno 1922), nato il 13 novembre 1848, figlio di Carlo VII e di Teresa Colonna (1823–1875), secondogenita del Re d'Italia Aspreno I Colonna. Fu l'ultimo sovrano assoluto di Monaco, perchè il 5 gennaio 1911 fu costretto a concedere una Costituzione liberale sul modello di quella italiana. Convinto pacifista, tentò di mediare tra Francia e Germania per evitare lo scoppio della Grande Guerra, ma invano. Appassionato di scienze naturali, si interessò di paleontologia e fondò l'Istituto Oceanografico di Monaaco, oggi molto rinomato. Ideò anche il Rally di Montecarlo. Sua moglie, la contessa piemontese Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, fu presa a modello da Marcel Proust per il personaggio della "Principessa di Luxembourg" nella sua monumentale opera "Alla ricerca del tempo perduto". Tra le amanti di Alberto I ci furono la ballerina spagnola Augusta Carolina del Carmen Otero Iglesias, meglio nota come "la Bella Otero", e la ballerina borgognona Margaretha Geertruida Zelle, meglio nota con lo pseudonimo di Mata Hari, che fu fucilata dai francesi come spia durante la Grande Guerra
177) Luigi VI (26 giugno 1922-20 giugno 1940), nato il 12 luglio 1870, figlio di Alberto I e di Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna Monaco, istituì l'Università di Monaco, il Balletto dell'Opera di Montecarlo, il Gran Premio automobilistico di Monaco e la squadra di calcio del Monaco (che milita nel Campionato Italiano di Serie A, e ha vinto 8 scudetti, 5 Coppe Italia e due Coppe UEFA). Il 20 giugno 1940 Monaco fu invaso dalle truppe naziste e il titolo di Imperatore Romano di Monaco, giudicato ridicolo da Adolf Hitler, fu abolito. L'Imperatore Luigi VI fu costretto all'esilio a Lisbona
Interregno (20 giugno 1940-28 aprile 1945), durante l'occupazione nazista di Monaco
177) Luigi VI (28 aprile 1945-9 maggio 1949), restaurato sul trono dagli Alleati. Non si sposò mai, e dalla relazione con la stilista italiana Rosa Genoni (1867-1954) ebbe solo una figlia illegittima, Carlotta (30 settembre 1898-16 novembre 1977)
178) Ranieri (9 maggio 1949-6 aprile 2005), nato il 31 maggio 1923, era figlio di Carlotta (figlia illegittima di Luigi VI) e del nobile italiano Vitaliano Borromeo Arese (15 ottobre 1892-29 marzo 1982). Dopo la rinuncia alla successione al trono imperiale da parte della madre, fu adottato come figlio dal nonno e assunse il cognome Grimaldi, succedendogli sul trono. Regnò per ben 56 anni, durante i quali il suo ruolo risultò fondamentale per la trasformazione dell'economia del piccolo Impero, che da monarchia da operetta con la nomea di mero paradiso fiscale sostenuto dal gioco d'azzardo si trasformò in un polo turistico e culturale di importanza internazionale. Il 19 aprile 1956 sposò la celebre attrice americana Grace Kelly (12 novembre 1929-14 settembre 1982), attirando l'attenzione dei media di tutto il mondo sull'Impero Monegasco; il loro matrimonio fu uno dei primi grandi eventi trasmessi dalla neonata televisione. La Kelly morì a soli 52 anni in un tragico incidente stradale. Afflitto da numerosi problemi di salute a causa dell'eccesso di alcool e di fumo, Ranieri si spense il 6 aprile 2005, quattro giorni dopo Papa Giovanni Paolo II
179) Alberto II (6 aprile 2005-in carica), nato il 14 marzo 1958, figlio di Ranieri e di Grace Kelly. In gioventù fu un leggendario playboy. Fu reggente dell'Impero negli ultimi giorni del padre e, da sempre, si è battuto a favore delle energie rinnovabili e contro il riscaldamento globale
180) Giacomo (erede al trono), nato il 10 dicembre 2014, figlio di Alberto II e della nuotatrice Charlène Wittstock (nata in Zimbabwe, allora Rhodesia, il 25 gennaio 1978). Ha una sorella gemella, Gabriella, nata due minuti prima di lui, ed un giorno saliirà sul trono dell'Impero Romano più piccolo del mondo.

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XIX Imperatori Romani di Cambogia

La Cambogia entra nella storia con il cosiddetto Regno di Funan, fiorito tra il I e il VII secolo d.C. L'età dell'oro della civiltà Khmer va dal IX al XIII secolo, quando l'Impero Khmer governò su buona parte dell'Indocina; la capitale era ad Angkor, nella parte occidentale del paese. La monarchia di Angkor sopravvisse sino al 1431, quando i Thai occuparono la capitale, e il re cambogiano fuggì nella parte meridionale del paese. Il regno di Kambuja, da cui il nome moderno di Kampuchea o Cambogia, nei secoli successivi fu assoggettato a turno dai vietnamiti e dai siamesi, diventando uno atato cuscinetto tra i due regni vicini. Tale periodo, che gli storici datano tra il 1432 ed il 1863, è conosciuto come i "secoli bui della Cambogia". Dal XV al XIX secolo ci fu un continuo declino e una continua perdita di territori; un breve periodo di prosperità ci fu durante il XVI secolo, quando la capitale era a sudest del Tonle Sap (Il Grande Lago) lungo il fiume Mekong, il che favorì il commercio con altre parti dell'Asia. In questo periodo, per la prima volta, arrivarono gli avventurieri e i missionari portoghesi e spagnoli. La conquista da parte dei Thai della nuova capitale Lovek nel 1594 segnò un calo nelle fortune del paese, e la Cambogia divenne una pedina nelle mani delle contese dei suoi bellicosi vicini, il Vietnam e il Siam. Tali politiche imperialistiche provocarono una continua diffidenza da parte dei cambogiani nei confronti dei loro vicini orientali, che continua fino ai giorni nostri. Nel 1867 ebbe inizio il protettorato francese, ed a quei tempi nessuno avrebbe ancora potuto pensare che l'antico regno indocinese potesse diventare uno dei successori dell'Impero di Augusto.

Dinastia Norodom
165) Sisowath I (27 aprile 1904-9 agosto 1927), nato il 7 settembre 1840, figlio di Ang Duong, re dal 1841 al 1860, e fratellastro di Norodom, re dal 1860 al 1904. Nel 1887 la Cambogia era diventata un protettorato dell'Impero Romano di Francia, nell'impero coloniale del quale era stata inclusa, cosicchè i suoi sovrani non governavano più, sostituiti dalle autorità coloniali francesi, e svolgevano solo un ruolo cerimoniale e religioso (patroni del buddismo). Per sfida, così come avrebbero fatto i sovrani di Tahiti (vedi sotto), il 28 aprile 1906 Sisowath si fece incoronare Imperatore Romano di Cambogia, considerandosi successore dell'Imperatore Romano di Francia Filippo IX, anche se non aveva realmente idea di che cosa fosse stato l'Impero Romano di Augusto, e tutti i suoi successori lo imitarono
166) Sisowath II Monivong (9 agosto 1927-24 aprile 1941), nato il 27 dicembre 1875, secondogenito di Sisowath I. La grande depressione del 1929 segnò il tracollo anche per l'economia dei cambogiani, la cui povertà divenne drammatica e accentuata anche dalle nuove tasse imposte dai francesi per il rilancio economico. Di conseguenza nacque un movimento che puntava ad affrancare la Cambogia dalla Francia. Quando nell'ottobre 1940 i Giapponesi arrivarono in Indocina, Sisowath II li accolse come dei liberatori. L'Imperatore Romano della piccola Cambogia morì il 24 aprile 1941, a guerra in corso
167) Norodom I Sihanouk (24 aprile 1941-18 marzo 1970), nato il 31 ottobre 1922, figlio di Sisowath Monireth, a sua volta primogenito di Sisowath II Monivong. I Giapponesi lo preferirono al padre per la giovane età e perchè lo ritenevano più malleabile. In pratica, il Giappone si sostituì alla Francia nel governo della Cambogia, fino alla liberazione avvenuta nel 1945. I Francesi ricostituirono il loro impero coloniale, ora definito "Unione Imperiale Francese", ma in Cambogia ebbe inizio un movimento di resistenza che il 9 novembre 1953 ottenne la completa indipendenza dalla Francia. Da allora, Norodom Sihanouk regnò a pieno titolo. Fu rovesciato nel 1970 dal generale Lon Nol, sostenuto dagli USA, che proclamò la "Repubblica Khmer", in effetti una dittatura militare, e l'Imperatore fu costretto all'esilio
Interregno (18 marzo 1970-7 gennaio 1979). Lon Nol governò come dittatore della "Repubblica Khmer" fino al 17 aprile 1975, quando il comunista Pol Pot occupò Phnom Penh e proclamò la "Repubblica Democratica di Cambogia" una delle dittature più sanguinarie del XX secolo. Il regime di Pol Pot causò un numero di vittime compreso tra 1,7 e 2,2 milioni, a seconda delle stime, e ad esso posero fine i Vietnamiti, che invasero la Cambogia e restaurarono Norodom I Sihanouk sul trono
167) Norodom I Sihanouk (7 gennaio 1979-7 ottobre 2004), restaurato sul trono, dovette affrontare la guerriglia degli Khmer Rossi superstiti, che si erano rifugiati nella giungla. A lui toccò il gravosissimo compito della ricostruzione. L'Imperatore morì poco prima di compiere 90 anni
168) Norodom II Sihamoni (7 ottobre 2004-in carica), nato il 14 maggio 1953, figlio di Norodom I Sihanouk e di Paule-Monique Izzi (nata il 18 giugno 1936, di origini francesi e italiane). Il suo nome è l'unione delle prime due sillabe dei nomi dei genitori. Non si sposò mai e non ebbe figli
169) Norodom (III) Chakrapong (erede al trono), nato il 21 ottobre 1945, figlio di Norodom I Sihanouk e della principessa Sisowath Pongsanmoni (1929-1974), è stato indicato da Norodom II come proprio erede
170) Norodom (IV) Pongsoriya (erede al trono), nata il 25 novembre 1997, figlia di Norodom Chakrapong e della principessa Norodom Men Keo Moniren (nata nel 1969), è stata indicata come erede al trono dallo stesso Norodom Sihamoni: se Norodom Chakrapong dovesse morire prima di lui, sarebbe Norodom Pongsoriya a succedergli direttamente, nonostante la principessa abbia undici fratelli maggiori di lei.

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XX Imperatori Romani d'Etiopia

La storia dell'Etiopia affonda le sue radici in un passato mitico legato a Salomone e alla Regina di Saba. Lo stato più potente nella regione era il Regno di Axum, fiorito tra il IV secolo a.C. e il VII secolo d.C. Esso si cristianizzò dopo che San Frumenzio ebbe convertito il suo re Ezana, ma declinò e scomparve per ragioni ignote (la leggenda parla di una regina di religione ebraica che invase il paese e lo mise a ferro e fuoco). Possediamo scarse notizie sulle vicende etiopi tra il 970 e il 1137, quando Mara Teclè Haimanòt fondò la dinastia Zagwe di etnia agau. Anche il periodo Zagwe è avvolto nel mistero, e persino il numero dei re di questa dinastia è oggetto di dibattito. nel 1270 Yekuno Amlak depose l'ultimo re della dinastia Zagwe e fondò la dinastia Salomonide, di etnia amhara, originaria dello Scioà settentrionale. Questa nuova dinastia rivendicava la discendenza diretta da Re Salomone e controllava tutto l'Acrocoro Etiopico e quasi tutta l'Eritrea. Gli imperatori della dinastia Salomonide adottarono il titolo di "negus neghesti" (letteralmente "re dei re"), e fino al 1896 non rivendicarono alcuna continuità con l'Impero Romano.

Dinastia Salomonide
175) Menelik (Sahle Maryam, 10 marzo 1896-12 dicembre 1913), figlio di Haile Melekot e di Ejigayehu, nato il 17 agosto 1844. Negus dello Scioà, grazie all'alleanza con i prussiani salì al trono d'Etiopia il 10 marzo 1889 con il nome di Menelik II dopo la morte del predecessore Giovanni IV, ma quando l'Impero Romano di Germania decise di fare dell'Etiopia una propria colonia, con l'aiuto di francesi e italiani gli inflisse una cocente sconfitta nella Battaglia di Adua (1° marzo 1896). In seguito a tale vittoria Menelik II decise di proclamarsi Imperatore Romano d'Etiopia, anche se l'Etiopia non aveva mai fatto parte dell'Impero Romano. Iniziò la modernizzazione del suo impero, costruì le prime ferrovie etiopi e fondò la nuova capitale etiope, Addis Abeba ("Nuovo Fiore")
176) Iyasu (Lij Iyasu, 12 dicembre 1913-27 settembre 1916), nipote di Menelik II, nato il 4 febbraio 1895, deposto dalla nobiltà con l'appoggio della Chiesa Ortodossa
177) Zewditu (Askala Maryam, 27 settembre 1916 2 aprile 1930), regina, figlia di Menelik II e di Abechi, nata il 29 aprile 1876; fortemente conservatrice, morì in circostanze mai chiarite dopo che suo marito Gugsa Oliè aveva guidato una fallita ribellione contro l'erede al trono Tafari Makonnen
178) Haile Selassie I (Tafari Makonnen, 2 aprile 1930-14 maggio 1936, 1° regno), figlio di Ras Makonnen Wolde Mikael e di Yeshimebet Ali, cugino di Menelik II, nato il 23 luglio 1892, modernzzò il paese in senso occidentale e introdusse una prima Costituzione che gli garantiva amplissimi poteri

Impero nazista
179) Adolfo (14 maggio 1936-5 maggio 1941), unico Negus d'Etiopia non etiope, fu incoronato Imperatore Romano d'Etiopia dopo la conquista di Addis Abeba da parte delle truppe naziste, che intendevano vendicare l'onta di Adua. Haile Selassie I ritornò sul trono dopo che gli inglesi e gli italiani sconfissero i nazisti e ripresero Addis Abeba

Dinastia Salomonide
178) Haile Selassie I (5 maggio 1941-12 settembre 1974, 2° regno), introdusse numerose riforme e avviò relazioni diplomatiche con la Santa Sede, ma fu ucciso in un tentativo di colpo di stato appoggiato dalla Russia

Non dinastici
180) Tafari Bante (12 settembre-17 novembre 1974), generale di Haile Selassie I, lo rovesciò ed assassinò nel corso di un colpo di stato appoggiato dalla Russia, e si proclamò nuovo Imperatore Romano d'Etiopia, ma fu a sua volra eliminato dal suo ex compagno d'arme
181) Mènghistu Hailé Mariàm (17 novembre 1974-3 febbraio 1975), liquidò Tafari Bante e si proclamò a sua volta Imperatore Romano, scatenando un'ondata di uccisioni di oppositori veri o presunti detta "Terrore Rosso", ma fu rovesciato dalle truppe fedeli alla dinastia Salomonide, che presero Addis Abeba e misero sul trono il figlio di Haile Selassie I. Menghistu fuggì nello Zimbabwe, dove risiede tuttora

Dinastia Salomonide
182) Amha Selassie I (Asfaw Wossen Tafari, 3 febbraio 1975-17 gennaio 1997), figlio di Haile Selassie I e di Menen Asfaw, nato il 27 luglio 1916, succedette al padre dopo il suo assassinio. Legalizzò i partiti politici e introdusse una nuova Costituzione che fece finalmente dell'Etiopia una democrazia parlamentare
183) Amha Selassie II (Zera Yacob, 17 gennaio 1997-in carica), figlio di Amha Selassie I e di Medferiashwork Abebe, nato il 17 agosto 1953, dovette affrontare una lunga guerra contro i terroristi islamici che compirono numerosi attentati in Etiopia
184) Haile Selassie (II) (Yoel Dawit Makonnen, erede al trono), nipote abiatico del principe Makonnen Haile Selassie, duca di Harar (16 ottobre 1924-13 maggio 1957, secondogenito di Haile Selassie I). E' figlio del Principe Davide (30 gennaio 1952-26 agosto 1989) e di Martha Nasibu.
185) Davide (David Tafari Makonnen, erede al trono), nato il 5 gennaio 1992, figlio di Haile Selassie (II) e della principessa Aster Abitow Makonnen (nata il 1° febbraio 1968, i due si sono sposati il 19 luglio 1990).

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XXI Imperatori Romani del Messico

La guerra d'indipendenza messicana esordì il 16 settembre 1810, ma da principio l'esercito indipendentista messicano ottenne scarsi risultati, visto che i creoli e gli spagnoli, che assieme formavano più del 50% della popolazione,, erano leali all'Impero Romano di Spagna. Il conflitto iniziò con forti tinte religiose, visto che era comandato da sacerdoti, ma con il tempo acquisì sempre più una matrice laica, ed in un paio di anni fu quasi totalmente soffocata dall'esercito realista. La lotta divenne guerriglia confinata nelle montagne del sud, fino a che un abile colonnello, Agustín de Iturbide y Arámburu, strinse un'alleanza con tutte le fazioni e riuscì ad ottenere l'indipendenza, in maniera abbastanza pacifica. Egli proclamò nel 1821 il Piano di Iguala che stabiliva le famose tre garanzie: 1) l'indipendenza del Messico; 2) il primato della Chiesa Cattolica; 3) l'unione di tutti gli abitanti della ex Nuova Spagna, messicani e spagnoli. Il piano non cambiò la situazione sociale del paese, ma solo la politica, dando più potere ai creoli e ai messicani, ed auspicando al contempo che un monarca europeo salisse sul trono dell'Impero del Messico. Nessun sovrano accettò, per evitare di entrare in conflitto con l'Impero Romano di Spagna. Per questo, rispondendo ad una petizione popolare messa in dubbio dagli storici messicani successivi, Agustín de Iturbide si proclamò Imperatore Romano del Messico.

Dinastia Iturbide
164) Agustín I de Iturbide y Arámburu (19 maggio 1822–19 luglio 1834), nato il 27 settembre 1783, le sue campagne militari furono decisive per la dichiarazione d'indipendenza del Messico dall'Impero di Spagna. Il Parlamento di Città del Messico lo proclamò primo Imperatore Romano Messicano. Con l'aiuto del suo generale Antonio López Santana sconfisse prima un golpe dei Repubblicani, e poi un tentativo delle province centramericane di rendersi indipendenti. Fu assassinato dallo stesso Santana, che si proclamò Imperatore al suo posto. Porta queso numerale come successore di Ferdinando VII di Spagna (vedi sopra)
165) Antonio López Santana (19 luglio 1834-12 agosto 1855), nato il 21 febbraio 1794, generale di Agustín I detto "il Napoleone del West", gli succedette sul trono, ma non potè impedire né l'indipendenza del Texas, nè la conquista da parte degli Stati Uniti d'America dei vasti territori a nord del Rio Grande. Dopo aver venduto agli USA l'Arizona meridionale per ripianare i debiti, fu rovesciato da un pronunciamento che mise sul trono il primogenito di Agustín I. Morì in esilio il 21 giugno 1876
166) Agustín II Jerónimo de Iturbide y Huarte (12 agosto 1855-10 aprile 1864), primogenito di Agustín I e di Ana María de Huarte y Muñiz. Di idee liberali, ebbe come Primo Ministro lo zapoteco Benito Juárez García. Approfittando dellla Guerra di Secessione Americana, l'Imperatore Romano dei Francesi Napoleone III intervenne in Messico, il generale Élie Frédéric Forey conquistò la capitale e depose sia Agustín II che Benito Juárez. L'ex imperatore morì il 18 gennaio 1866

Dinastia d'Asburgo-Lorena
167) Massimiliano I d'Asburgo Lorena (10 aprile 1864-15 maggio 1867), fratello dell'Imperatore Romano di Germania Francesco Giuseppe I d'Asburgo-Lorena, accettò di diventare Impeatore del Messico benché sconsigliato dai parenti. Dopo la fine della Guerra Civile Americana e il ritito delle truppe francesi, fu travolto dalla rivoluzione messicana capeggiata da Benito Juárez. Catturato, fu processato e fucilato il 19 giugno 1967

Dinastia Iturbide
168) Ángel Maria de Iturbide y Huarte (15 maggio 1867-21 luglio 1872), nato il 2 ottobre 1916, fratello minore di Agustín II, fu insediato da Benito Juárez e si disinteressò del governo, lasciando tutti i poteri in mano al suo Primo Ministro
169) Agustín III de Iturbide y Green (21 luglio 1872-19 febbraio 1913, 1° regno), nato il 2 aprile 1863, figlio di Ángel Maria de Iturbide y Huarte e dell'americana Alice Green, salì al trono a soli otto anni sotto la reggenza del nuovo Primo Ministro, Porfirio Díaz Mori. Questi governò il Messico come un autocrate, tanto che il suo governo è passato alla storia con il nome di "Porfiriato". Si tornò alla democrazia nel 1911 con il suo successore, Francisco Madero González

Rivoluzione Messicana
170) Victoriano Huerta (19 febbraio 1913-15 luglio 1914), nato il 22 dicembre 1850, generale di Agustín III, assassinò Francisco Madero e rovesciò Agustín III, proclamandosi a sua volta Imperatore Romano del Messico. La sua breve ma sanguinaria dittatura non riuscì a fronteggiare le rivolte guidate da Pancho Villa, Emiliano Zapata e Venustiano Carranza, che lo costrinsero alla fuga. Morì in esilio negli USA il 13 gennaio 1916
171) Venustiano Carranza Garza (15 luglio 1914-21 maggio 1920), nato il 29 dicembre 1859, si proclamò Imperatore Romano del Messico dopo la fuga di Victoriano Huerta, provocando la prosecuzione della Rivoluzione Messicana contro di lui. Il suo governo, fortemente autoritario e anticlericale, approvò la riforma agraria a favore dei contadini e introdusse il suffragio universale maschile. Fu assassinato il 21 maggio 1920, e i suoi oppositori restaurarono Agustín III sul trono

Dinastia Iturbide
169) Agustín III (21 maggio 1920-3 marzo 1925, 2° regno), restaurato sul trono. Non ebbe figli e adottò come erede la nipote
172) Maria I Josepha Sophia de Iturbide (3 marzo 1925–14 febbraio 1949), nata il 29 febbraio 1872, figlia di Salvador de Iturbide y Marzán, cugino di Agustín III de Iturbide y Green, e della baronessa Gizella Maria Terezia Mikos de Tarrõdhàza. L'Imperatrice fu decisiva per porre fine alla lotta politica tra i cattolici, capeggiati da Enrique Gorostieta Velarde, e i liberali, capeggiati da Álvaro Obregón Salido, che rischiava di dlaniare l'Impero. Nel maggio 1942 il Messico intervenne nella Guerra Mondiale a fianco degli USA, essendo il Primo Ministro Manuel Ávila Camacho un cattolico fortemente oppositore di Asolf Hitler
173) Maria II Anna Gisella Tunkl-Iturbide (14 febbraio 1949–8 agosto 1999), nata il 2 ottobre 1912, figlia di Maria I Josepha Sophia de Iturbide e del barone austriaco Johann Tunkl von Aschbrunn und Hohenstadt. Sotto il suo Impero, il Messico divenne una grande potenza economica
174) Massimiliano II de Götzen-Iturbide (8 agosto 1999-in carica), nato il 2 marzo 1944, figlio di Maria II Anna Tunkl-Iturbide e del suo secondo marito, il conte austriaco Gustav María Adolf Egon von Götzen (1904-1956), è tuttora sul trono. Il 22 settembre 1990 ha sposato Maria Anna de Franceschi (nata a Sydney nel 1966), figlia di Johann Karl von Franceschi e Maria Martha Kukuljevic-Bassani de Sacci
175) Ferdinando Leopoldo Massimiliano de Götzen-Iturbide (erede al trono), nato il 26 agosto 1992, figlio di Massimiliano II de Götzen-Iturbide e di Maria Anna de Franceschi. Salirà al trono con il nome di Massimiliano III.

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XXII Imperatori Romani del Brasile

A causa dell'occupazione dell'Impero Romano del Portogallo da parte di Napoleone Bonaparte, i Bragança andarono in esilio in Brasile, la colonia più importante dell'Impero Romano Portoghese. In tal modo l'ex colonia diventò la capitale del Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve sotto il controllo della dinastia Bragança, senza rispondere dell'autorità di Lisbona. Questo causò risentimento nei confronti dell'idea di ritornare allo status quo ante bellum dopo che i francesi furono costretti ad abbandonare il Portogallo. Alla fine l'ex colonia diventò indipendente e si costituì come Impero Romano del Brasile, qual è ancor oggi.

Dinastia di Bragança
165) Pietro IV (12 ottobre 1822-7 aprile 1831), nato il 12 ottobre 1798, figlio dell'Imperatore del Portogallo Giovanni VI e di Carlotta Gioacchina di Borbone (figlia dell'Imperatore Carlo IV di Spagna), fu Imperatore del Portogallo dal 26 marzo al 28 maggio 1826 (vedi sopra). Siccome il Brasile era spaventato dall'idea di tornare ad essere una colonia portoghese, dopo essere stato addirittura centro dell'Impero del Portogallo durante l'avventura napoleoniica, suo padre gli ordinò di proclamarsi Imperatore del Brasile, in modo che un Bragança continuasse a regnare su quel grande paese, piuttosto che vedere una dinastia straniera chiamata a regnare su di esso
166) Pietro V (7 aprile 1831-5 dicembre 1891), nato il 2 dicembre 1825, figlio di Pietro IV e di Maria Leopoldina d'Asburgo-Lorena, ebbe un regno lunghissimo e il 15 novembre 1889 sopravvisse a un tentativo dell'alta borghesia di deporlo per instaurare la Repubblica (in realtà un'oligarchia), dopo l'abolizione della schiavitù: una rivolta popolare costrinse alla fuga i golpisti (sostenuti dagli USA)
167) Isabella la Redentrice (5 dicembre 1891-14 novembre 1921), nata il 29 luglio 1846, figlia di Pietro V e di Terena Cristina di Borbone, così detta perchè, con la Legge Aurea del 1888, promulgata quando era reggente del padre, abolì definitivamente la schiavitù in Brasile

Dinastia d'Orlèans-Bragança
168) Pietro VI (14 novembre 1921-29 gennaio 1940), nato il 15 ottobre 1875, figlio di Isabella e di Gastone d'Orléans, Conte d'Eu, nipote abiatico dell'Imperatore Romano dei Francesi Luigi Filippo I. Sopravvisse al tentativo del suo Primo Ministro Getúlio Vargas di rovesciare la monarchia per instaurare una dittatura personale
169) Pietro VII Gastone (29 gennaio 1940-19 febbraio 1998), nato il 19 febbraio 1913, figlio di Pietro VI e della nobildonna ceca Elisabetta Dobrzensky di Dobrzenicz. Intervenne nella Guerra Mondiale a fianco degli USA. Ebbe un regno lunghissimo e abdicò al compimento dell'85° anno di età. Morì a 96 anni il 27 dicembre 2007
170) Pietro VIII Carlo (19 febbraio 1998-regnante), nato il 31 ottobre 1945, figlo di Pietro VII Gastone e di Maria da Esperança di Borbone. Ha sposato Rony Kuhn de Souza, da cui ha avuto l'erede al trono Pietro (IX) Jacopo, nato il 12 gennaio 1979.

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XXIII Imperatori Romani d'Argentina

Il 25 maggio 1810, dopo la conferma della detronizzazione dell'Imperatore Romano di Spagna Ferdinando VII da parte di Napoleone, i cittadini di Buenos Aires, con Manuel Belgrano in testa, crearono la Prima Junta di Governo (Rivoluzione di Maggio). La formale indipendenza dalla Spagna venne dichiarata il 9 luglio 1816 a Tucumán, grazie alle campagne militari condotte dal generale José de San Martín. Fu proclamata la Repubblica, ma essa fu fortemente instabile fin dall'inizio, e dominata dalla guerra civile tra Unitari e Federali: i caudillos provinciali dominarono la scena politica per vent'anni e governarono i propri territori con eserciti privati, fino all'avvento di Juan Manuel de Rosas.

Dinastia Rosas
167) Giovanni III Manuele (Juan Manuel de Rosas, 7 marzo 1835-14 marzo 1877), nato il 30 marzo 1793, si fece eleggere Governatore della Provincia di Buenos Aires, sconfisse i governatori di tutte le altre province e si fece proclamare con un plebiscito Primo Imperatore Romano dell'Argentina, sul modello del vicino Brasile. Si ritenne erede dell'Imperatore Romano di Spagna Carlo V Isidoro, da lui giudicato un usurpatore perchè aveva rovesciato la legittima Imperatrice Isabella II
168) Manuela (Manuela Rosas, 14 marzo 1877- 17 settembre 1898), nata il 24 maggio 1817, figlia di Giovanni III Manuele e di Encarnación Ezcurra y Arguibel, fu indicata come propria erede dal padre
169) Manuele (Manuel Máximo Terrero y Rosas, 17 settembre 1898-21 luglio 1926), nato il 20 maggio 1856, figlio di Manuela Rosas e di Máximo Terrero. Dalla moglie, la suffragetta inglese Jane Beddell, non ebbe figli
170) Giovanni IV Pietro (Juan Pedro Ortiz de Rozas y Ezcurra, 21 luglio 1926), nato il 19 maggio 1868, figlio di Juan Manuel Ortiz de Rozas y Fuentes (15 settembre 1839-1° settembre 1913, a sua volta primogenito di Juan Manuel de Rosas e Encarnación Ezcurra y Arguibel) e di sua cugina, Malvina Enriqueta Ezcurra y Bond (1852–1914)

"Decennio Infame"
171) Giuseppe (José Félix Benito Uriburu y Uriburu, 6 settembre 1930-29 aprile 1932), nato il 20 luglio 1868, generale di Giovanni IV, sfruttanddo il malcontento per la Crisi del 1929 lo rovesciò con un colpo di stato e si proclamò Imperatore Rromano d'Argentina, instaurando de facto una dittatura passata alla storia come "il Decennio Infame". Morì di cancro
172) Ramón (Ramón S. Castillo Barrionuevo, 29 aprile 1932-4 giugno 1943), nato il 20 novembre 1873, fu il successore designato di Uriburu. Sotto di lui le condizioni economiche dell'Argentina peggiorarono ulteriormente, e così egli fu deposto dal generale Arturo Rawson Corvalán, che rimise sul trono Giovanni II Pietro

Dinastia Rosas
170) Giovanni IV Pietro (4 giugno 1943–18 giugno 1947), rimesso sul trono dopo la fine del "Decennio Infame"

Impero Giustizialista
173) Giovanni V Domenico (Juan Domingo Perón, 18 giugno 1947-21 settembre 1955), nato l'8 ottobre 1895, già Primo Ministro del predecessore, alla sua morte mise in atto un colpo di stato e si proclamò a sua volta Imperatore Romano di Argentina, inaugurando il cosiddetto Imperio Justicialista. Nel suo governo, tipicamente populista, fu aiutato dalla carismatica prima moglie Maria Eva Duarte, che fu anche suo Primo Ministro. Fu rovesciato da un colpo di stato

Dinastia Rosas
174) Maria (María Eugenia Ortiz de Rozas y Manterola, 21 settembre 1955-29 settembre 1971), nata il 26 agosto 1894, primogenita dell'Imperatore Giovanni V Domenico e di Micaela Señorina Manterola (1874–1951), al momento della cacciata di Perón fu messa sul trono dai legittimisti
175) Adolfo I (Adolfo Juan Drago Ortiz de Rozas, 29 settembre 1971-24 marzo 1976, 1° regno), nato il 24 agosto 1920, figlio di Maria e di Adolfo Drago (1893–1964), figlio di Luis María Drago, celebre giurista e statista autore della "Dottrina Drago", che stabiliva il divieto dell'uso della forza militare per il recupero dei debiti pubblici degli Stati. Fu rovesciato da un golpe militare patrocinato dagli Stati Uniti d'America

Impero dei Generali
176) Giorgio (Jorge Rafael Videla, 29 marzo 1976-29 marzo 1981), nato il 2 agosto 1925, generale di Adolfo, lo rovesciò, si proclamò Imperatore Romano d'Argentina ed instaurò uno dei regimi più crudeli del Sudamerica, che si rese responsabile della scomparsa, della tortura e della morte di non meno di 30.000 oppositori politici. Divenuto fortemente inviso al suo popolo, fu liquidato da un altro generale, Leopoldo Galtieri. Processato per crimini contro l'umanità, fu condannato a numerosi ergastoli e morì in carcere il 17 maggio 2013
177) Leopoldo (Leopoldo Galtieri Castelli, 22 dicembre 1981-18 giugno 1982), nato il 15 luglio 1926, discendente di immigrati italiani, rovesciò Videla e si dimostrò ancora più feroce di lui. Per evitare di fare la stessa fine del predecessore, tentò di riguadagnare popolarità conquistando le isole Malvinas, sotto sovranità britannica, ma fu sconfitto dalla task forxe navale inviata da Londra, e per questo costretto ad abdicare. Fu processato per crimini contro l'umanità e morì in carcere il 12 gennaio 2003

Dinastia Rosas
175) Adolfo I (Adolfo Juan Drago Ortiz de Rozas, 1° luglio 1982-2 agosto 1996, 2° regno), fu rimesso sul trono dai legittimisti e restaurò la democrazia in Argentina
178) Adolfo II (Adolfo Luis Drago Gowland, 2 agosto 1996-24 giugno 2021), nato il 14 luglio 1948, figlio di Adolfo I e di María Martha Gowland (1923–2003), di origini britanniche, contribuì alla riconciliazione tra Argentina e Regno Unito dopo la Guerra delle Malvinas
179) Marcos I (Marcos Drago de Apellaniz, 24 giugno 2021-in carica), nato il 1° aprile 1978, figlio di Adolfo II e di Dolores de Apellaniz
180) Marcos (II) (Marcos Drago Segura, erede al trono), nato il 28 dicembre 2007, figlio di Marcos I e di Inés Segura.

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XXIV Imperatori Romani di Tahiti

Il 9 settembre 1842 il Regno di Tahiti, in Polinesia, fondato nel 1788 dal Re Vai ra'a toa Taina Pōmare I (1753–1803), divenne un protettorato francese. Questo fatto influenzò molto la cultura dell'arcipelago, che finì per diventare l'ennesimo erede dell'Impero di Cesare Augusto.

Dinastia Pōmare
164) Pōmare I (Teri'i Tari'a Tera'atane, 1° gennaio 1884-12 giugno 1891), nato il 3 novembre 1839, figlio della Regina Pōmare IV (Aimata Pomare IV Vahine-o-Punuateraitua, 1813-1877) e del Principe Tenania Ariifaaite Hiro (1809-1873), il 17 settembre 1877 divenne Re di Tahiti con il nome di Pōmare V. Il 1° gennaio 1884 assunse il titolo di Imperatore Romano di Tahiti, mutuato da quello dell'Imperatore Romano di Francia Luigi Filippo II, del quale era vassallo, creando l'unico Impero Romano in Oceania. In tal modo cercò di acquistare prestigio nonostante il suo regno facesse parte integrante dell'impero coloniale francese. Pōmare V ebbe tre figli dal suo matrimonio con la Regina Marau (Joanna Marau-Ta'aroa Te-pa'u Salmon, 1860-1935): la Principessa Teri'i Nui o Tahiti Pōmare (1879–1961), la Principessa Takau Pōmare (1887–1976) e il Principe Ernest Albert Teriinavahoroa Salmon (1888–1961). Tuttavia questi ultimi due furono disconosciuti dal padre perchè nati dopo la formalizzazione del suo divorzio dalla madre, e la prima era ritenuta dal padre inetta al trono, cosicchè egli adottò come erede Teriihinoiatua Teraimateata Pōmare, figlio di suo fratello minore
165) Pōmare II (Teriihinoiatua Teraimateata Pōmare (12 giugno 1891-28 maggio 1916), nato il 12 agosto 1869, figlio di Teriitua Tuavira Joinville Pōmare (1847-1875), fratello minore di Pōmare I, e di Isabelle Vahinetua Shaw (1850-1918)
166) Pōmare III (Ariipaea Tetupuiariki Temanutuanuu Tinorua Paea Pomare (28 maggio 1916-26 luglio 1947), nato il 1° febbraio 1898, figlio di Pōmare II e di Ruta Ahuura Nita Avae (1872-1948), combattè nella Grande Guerra Franco-Tedesca
167) Pōmare IV (De Gironde Marcel Ari'i-Paea Teri'i-Maro-Tea-i-Marotetini Pōmare (26 luglio 1947-2 dicembre 1981), nato il 19 maggio 1923, figlio di Pōmare III e di Louise Moearii Vaiahu Haereraaroa (1900-1965), combattè contro il Giappone nella Guerra Mondiale. Il 1° gennaio 1955 l'Impero Romano di Tahiti ottenne l'indipendenza formale dall'Impero Romano di Francia, pur restando molto legato a Parigi. Tra il 1966 e il 1996 il governo francese effettuò ben 193 test nucleari sopra e sotto gli atolli di Moruroa e Fangataufa
168) Pōmare V (Teri'itua Tuavira Joinville Pōmare, 2 dicembre 1981-in carica), nato il 29 aprile 1951, figlio di Pōmare IV e di Noëline Alva Teheiura Johnston (1919-2009)
169) Pōmare (VI) (Ariiaue Axel Pōmare, erede al trono), nato il 21 gennaio 1969, figlio di Pōmare V e di Zoe Teeeva Taerea (nata il 13 gennaio 1952)
170) Pōmare (VII) (Manihinihini Pōmare, erede al trono), nata il 6 febbraio 1990, figlia di Pōmare (VI) e di Louise Patricia Tetaura Komoe (nata il 5 febbraio 1970)

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Imperi Romani estinti

XXV Imperatori Romani di Britannia

Anche l'isola di Britannia, dopo l'abbandono delle legioni romane, ebbe il suo bravo Impero Romano locale. Esso però era un'istituzione sostanzialmente romano-britanna, e quindi celtica. Gli invasori Angli e Sassoni prima, e i Normanni poi, non vollero avere nulla a che vedere con tale istituzione, considerandola anzi mortalmente nemica, e così nacque il Regno d'Inghilterra, che con Efoardo I assorbì il Galles, portando alla sparizione dell'Impero Romano di Britannia. La regina Vittoria si proclamò a sua volta Imperatrice, ma dell'India, e non si considerò mai erede di Giulio Cesare e di Claudio, cioè di coloro che, a detta degli Inglesi, erano venuti dal continente a colonizzare la loro isola.

Imperatori Romani di Britannia del V secolo (semileggendari)
70) Costantino III (407-411), un soldato semplice di origini oscure, fu elevato al soglio imperiale dai Britanni dopo l'abbandono dell'isola da parte di Onorio (vedi sopra). Si proclamò primo Imperatore Romano di Britannia, poi invase il continente e morì tentando di usurpare il trono imperiale di Onorio
71) Costante II (409-411), figlio di Costantino III, fu associato al trono dal padre, ma morì in battaglia poco prima di lui
72) Paterno dalla Veste Scarlatta (Padarn Beisrudd, 411-429), figlio di Tacito, fu un romano-britanno che raccolse l'eredità e il titolo imperiale di Costantino III e cercò di mantenere l'ordine in una Britannia ormai abbandonata a se stessa dai Romani
73)  Vortigern (Gwrtheyrn, 429-466), usurpatore, il suo vero nome non ci è stato tramandato (Gwrtheyrn in gallese significa "capo supremo") e gran parte del suo Impero è avvolto nella leggenda. Secondo la tradizione assassinò Paterno, si comportò come un tiranno e nel 441 chiamò i Sassoni in Britannia come propri mercenari
74) Ambrosio Aureliano (Emrys Wledig, 466-480), secondo la tradizione discendente di Costantino III, prima eliminò Vortigern, poi sconfisse gli invasori Sassoni nella Battaglia del Monte Badon. La sua figura storica è alla base della nota leggenda britannica di Re Artù e dei suoi Cavalieri della Tavola Rotonda; infatti Ambrosio adottò come stendardo un drago rosso in campo bianco e verde, ancora oggi sulla bandiera nazionale del Galles, e per questo fu detto dai britanni Pendragon, cioè "Testa di Drago"

Dinastia di Cunedda
75) Cunedda (480-495), figlio di Edern (o Eterno), a sua volta figlio di Paterno dalla Veste Scarlatta. Il suo nome significa "buon signore". Raccolse l'eredità di Ambrosio Aureliano, ma fu costretto a spostarsi sempre più a ovest dagli invasori Angli e Sassoni
76) Einion l'Impetuoso (Einion Yrth, 495-510), figlio di Cunedda, si stabilì in Galles, ultimo ridotto dei Britanni contro gli invasori
77) Cadwallon I dalle mani lunghe (Cadwallon Lawhir, 510-524), figlio di Einion, sconfisse gli Irlandesi scacciandoli dal Galles
78) Maelgwn I (537-549), figlio di Cadwallon I
79) Rhun l'Alto (549-580), figlio di Maelgwn I, nel 577 fu sconfitto dai Sassoni nella Battaglia di Dyrham, che diede inizio all'egemonia sassone sull'Inghilterra. I Britanni furono costretti a ritirarsi nel montuoso Galles, che da allora divenne sede dell'Impero Romano di Britannia
80) Beli (580-599), figlio di Run
81) Iago I (599-613), figlio di Beli
82) Cadfan (613-625), figlio di Iago I
83) Cadwallon II (625-634), figlio di Cadfan
84) Cadafael l'Evitabattaglie (Cadafael Cadomedd, 634-655), usurpatore
85) Cadwaladr il Benedetto (Cadwaladr Fendigaid, 655-682), figlio di Cadwallon II
86) Idwal I il Capriolo (Idwal Iwrch, 682-720), figlio di Cadwaladr
87) Rhodri I il Calvo (Rhodri I Molwynog, 720-754), figlio di Idwal I
88) Caradog (754-798), lontano cugino di Rhodri I
89) Cynan I Dindaethwy (798-816), figlio di Rhodri I
90) Hywel I (814-825), fratellastro di Cynan I
91) Merfyn il Lentigginoso (Merfyn Frych, 825-844), figlio di Esyllt, figlia di Cynan. Dietro sua richiesta lo storico gallese Nennio scrisse la "Historia Brittonum" in lingua latina
92) Rhodri II il Grande (Rhodri II Mawr, 844-878), figlio di Merfyn

Dinastia di Aberffraw
93) Anarawd (878-916), figlio di Rhodri II
94) Idwal II il Calvo (Idwal Foel, 916-942), figlio di Anarawd

Dinastia di Cunedda
95) Hywel II il Buono (942-950), figlio di Cadell, figlio cadetto di Rhodri II, autore di un codice di leggi

Dinastia di Aberffraw
96-97) Iago II (950-979) con il fratello Ieuaf (950-969), figli di Idwal II
98) Hywel III (974-985), figlio di Ieuaf
99) Cadwallon III (985-986), fratello di Hywel III

Dinastia di Cunedda
178) Maredudd (986-999), nipote di Hywel II il Buono

Dinastia di Aberffraw
100) Cynan II (999-1005), figlio di Hywel IV
101) Aeddan ap Blegywryd (1005-1018), usurpatore

Dinastia di Mathrafal
102) Llywelyn I ap Seysill (1018-1023), lontano discendente di Rhodri II

Dinastia di Aberffraw
103) Iago III ap Idwal (1023-1039), pronipote di Idwal III Foel

Dinastia di Mathrafal
104) Gruffydd I ap Llywelyn (1039-1063), figlio di Llywelyn I, ospitò i figli del Re di Caledonia Donnchad I Mac Crínáin (Duncan) durante il regno dell'usurpatore Mac Bethad mac Findlaích (il Macbeth di Shakespeare), che aveva assassinato il loro padre per salire al trono
105) Bleddyn ap Cynfyn (1063-1075), figlio di Angharad, figlia di Maredudd
106) Trahaearn ap Caradog (1075-1081), cugino di Bleddyn

Dinastia di Aberffraw
107) Gruffydd II ap Cynan (1081-1137), figlo di Cynan, figlio di Iago III
108) Owain I il Grande (1137-1170), figlio di Grufydd II
109) Hywel IV ap Owain (1170), figlio di Owain I
110-112) Maelgwn II ap Owain (1170-1173) con Dafydd I ap Owain (1170-1195) e Rhodri III ap Owain (1170-1190), fratelli di Hywel IV
113) Llywelyn II il Grande ap Iorwerth (1195-1240), detto "il Grande", figlio di Iorwerth, primogenito di Owain I il Grande. Fu alleato del Re d'Inghilterra Giovanni Senzaterra, di cui sposò la figlia Giovanna
114) Dafydd II ap Llywelyn (1240-1246), figlio di Llywelyn II, secondo la tradizione morì assassinato da un feudatario cui aveva violentato la moglie
115-116) Llywelyn III ap Grufydd (1246-1282), figlio di Gruffydd, fratellastro di Dafydd II, con suo fratello Owain III il Rosso ap Gruffydd (1246-1255), detto "il Rosso". L'11 dicembre 1282 Llywelyn II fu sconfitto e ucciso da Re Edoardo I d'Inghilterra nella battaglia di Orewin Bridge a Builth Wells. Il Galles fu annesso all'Inghilterra e il titolo di "Imperatore Romano di Britannia" abolito; l'erede al trono d'Inghilterra portò da allora il titolo di Principe di Galles, fino ai giorni nostri
117) Dafydd II ap Gruffydd (1246-1282), fratello di Llywelyn III, dopo la morte in battaglia di quest'ultimo si proclamò Imperatore Romano di Britannia, ma fu catturato e giustiziato il 3 ottobre 1283
118) Madoc ap Llywelyn (1294-1295), figlio di Llywelyn ap Maredudd, lontano parente di Llywelyn III ap Grufydd, si autoproclamò Imperatore Romano di Britannia e guidò la rivolta gallese contro le imposizioni del re Edoardo I d'Inghilterra. Il re inglese arrivò con un esercito nel Galles settentrionale per sedare la rivolta ma, vittima di un'imboscata, dovette rifugiarsi nel castello di Conwy finché fu salvato dalla sua flotta. Lo scontro finale tra le forze gallesi e inglesi avvenne nella battaglia di Maes Moydog, dove i ribelli furono sconfitti; catturato, Madoc fu portato a Londra e di lui non si ebbero più notizie

Re di Scozia che si proclamarono Imperatori Romani di Britannia
119) Robert Bruce detto Cuore Impavido (1314-1329), fu uno dei più grandi Re di Scozia e inflisse al Re Edoardo I d'Inghilterra una delle peggiori sconfitte della storia inglese nella battaglia di Bannockburn (24 giugno 1314), salvando l'indipendenza del suo paese. Dopo la vittoria assunse il titolo di Imperatore Romano di Britannia
120) David III (1329-1371), figlio di Robert Bruce e di Elizabeth de Burgh, assunse lo stesso titolo del padre. Morì senza figli, spianando la strada alla dinastia scozzese (e poi inglese) degli Stuart. Nessun altro re d'Inghilterra, Galles o Scozia dopo di lui rivendicò il titolo di Imperatore Romano di Britannia.

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XXVI Imperatori Romani d'Africa

Dall'elenco degli stati successori dell'Impero Romano di Augusto non poteva certo mancare l'Africa Romana, che fu occupata prima dai Vandali e poi dai Bizantini (i quali fallirono invece nella riconquista dell'Italia, sconfitti da Re Totila). La bruciante espansione islamica nella seconda metà del VII secolo portò però alla scomparsa anche di questo Impero Romano, visto che gli Arabi non hanno mai rivendicato alcuna continuità con l'Impero di Roma.

Imperatori Vandali
73) Genserico (428-477), figlio illegittimo di Godigiselo; inizialmente stanziato con il suo popolo in Spagna meridionale (quella che dal nome dei Vandali oggi si chiama Andalusia), passò nella provincia d'Africa e la conquistò, proclamandosene Imperatore Romano. Nel 455 mise a sacco Roma
74) Unerico (477-484), figlio di Genserico, sposò  Eudocia, figlia dell'Imperatore Romano d'Occidente Valentiniano III, ma la ripudiò nel 472
75) Gutemondo (484-496), figlio di Gento, quarto figlio di Unerico
76) Trasamondo (496-523), fratello di Gutemondo
77) Ilderico (523-530), figlio di Unerico, si convertì al cattolicesimo
78) Gelimero (530-534), figlio di Geilaris, figlio di Gento, capo della fazione ariana, depose il cugino Ilderico, provocando la reazione dell'Imperatore Romano d'Oriente Giustiniano. Questi inviò il suo generale Belisario, che conquistò l'Impero dei Vandali. Il titolo di Imperatore Romano d'Africa passò così all'Imperatore Bizantino

Dinastia Giustinianea
79) Giustiniano I (534-565), nipote di Giustino I, tentò la riconquista dell'Impero d'Occidente, ma riuscì solo a riconquistare l'Africa, di cui assunse il titolo Imperiale
80) Giustino II (565-578), nipote di Giustiniano I
81) Tiberio II (578-582), figlio adottivo di Giustino II
82) Maurizio (582-602), cognato di Tiberio II
83) Foca (602-610), usurpatore, assassinò Maurizio e gli succedette

Dinastia Eracliana
84) Eraclio I (610-641), eletto dal Senato dopo che aveva liquidato Foca, salvò l'Impero Bizantino dai Sasanidi, ma nulla potè contro gli Arabi
85) Costantino III (641), figlio di Eraclio I e di Fabia Eudocia
86) Eraclio II (641), figlio di Eraclio I e di Martina
87) Costante II il Barbuto (641-668), figlio di Costantino III e di Gregoria. Il generale arabo Mu'awiya ibn Hudayj tra il 665 ed il 666 conquistò Cartagine e tutta la provincia d'Africa, da lui ribattezzata Ifiqiya
88) Costantino IV (668-685), figlio di Costante II e di Fausta, continuò a portare il titolo di Imperatore Romano d'Africa, anche se ormai gli Arabi controllavano l'intero Maghreb
89) Giustiniano II Rinotmeto (685-695), figlio di Costantino IV e di Anastasia, rinunciò anche formalmente al titolo di Imperatore Romano d'Africa, che fu abolito, dopo l'ultimo inutile tentativo di riconquistare Cartagine, da allora rimasta in mani arabe

Imperatori Romani di Francia e d'Africa
90) Carlo X (16 settembre 1824-2 agosto 1830), Imperatore Romano di Francia, conquistò l'Algeria e decise di rispolverare per sé il titolo di Imperatore Romano d'Africa, dopo quasi dodici secoli. Il suo successore Luigi Filippo I d'Orléans però, per segnare la cesura con la dinastia precedente, abolì nuovamente il titolo

L'Imperatore africano d'Africa
Un caso particolare è rappresentato da Jean-Bedel Bokassa (22 febbraio 1921-3 novembre 1996), dittatore della Repubblica Centrafricana dal 1° gennaio 1966, che il 4 dicembre 1976 decise di trasformare il suo poverissimo stato in monarchia, ribattezzandolo proprio Impero Romano d'Africa, e il 4 dicembre 1977 in una fastosissima cerimonia (che dissanguò le casse statali) si fece incoronare Imperatore Romano con il nome di Bokassa I. Il suo impero, caratterizzato da autocrazia e crudeltà (il sovrano fu persino accusato di cannibalismo), ebbe fine il 20 settembre 1979, quando Bokassa I fu deposto dal solito colpo di stato. Il nome di Bokassa I non è incluso nella lista degli Imperatori Romani d'Africa perchè egli si è autoarrogato tale titolo senza alcuna continuità con gli Imperatori di Cartagine, e perchè la sua autoproclamazione ad Imperatore Romano è considerata niente più che una stravaganza dettata dal suo egocentrismo e dalla sua ambizione, secondo alcuni frutto di una malattia mentale (come nel caso dell'altro celebre e malvagio dittatore africano suo contemporaneo, l'ugandese Idi Amin Dada)

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XXVII Imperatori Romani di Lituania

I Lituani sono una popolazione baltica, ma nel Rinascimento, per marcare la loro differenza dai vicini Polacchi e Russi, entrambi popoli slavi, sostennero di essere di origine romana. I loro signori dissero di discendere da Polemone II del Ponto, re cliente romano di Ponto, Colchide e Bosforo Cimmerio, lontano cugino dell'imperatore romano Nerone, che regnò dal 38 al 64 d.C. I suoi discendenti secondo la leggenda migrarono sul Mar Baltico, dando vita al popolo lituano e alla dinastia Polemonide. Questo era anche un modo per giustificare il titolo di Imperatore Romano che i principi di Lituania si erano attribuiti.

Dinastia Polemonide
150) Jogaila Algirdaitis (maggio 1377-agosto 1381, 1° regno), figlio di Algirdas e di Uliana di Tver, si convertì al cattolicesimo e fu battezzato con il nome di Ladislao. Si proclamò primo Imperatore Romano di Lituania e si ritenne erede e successore dell'Imperatore Bizantino Andronico V Paleologo (vedi sopra). Fu anche Re di Polonia dal 1386 al 1434 con il nome di Ladislao V, prima con la moglie Edvige e poi da solo. Fu deposto dal co-reggente pagano Kęstutis
151) Kęstutis (1345-1382), già co-reggente con Jogaila Algirdaitis, lo depose essendo contrario alla conversione della Lituania al cattolicesimo, ma fu imprigionato e fatto uccidere da Jogaila
152) Jogaila Algirdaitis (3 agosto 1382-1° giugno 1434, 2° regno), riconquistò il trono di Lituania e fu artefice della conversione del suo popolo al cattolicesimo. Con l'Atto di Kreva (1385), Polonia e Lituania furono de jure governate da un unico sovrano, ma restarono stati separati
153) Skirgaila (1386-1392), fratello di Jogaila Algirdaitis, fu reggente dell'Impero Romano di Lituania per conto del fratello. Nel 1392, l'Accordo di Astrava pose fine alla guerra civile lituana, e Skirgaila viene sostituito da Vytautas. Skirgaila morì a Kyiv nel gennaio 1397, probabilmente avvelenato
154) Vytautas il Grande (4 agosto 1392-27 ottobre 1430), figlio di Kęstutis e di Birutė. Vytautas e i suoi successori regnarono de jure come reggenti del re di Polonia fino al 1440.
155) Švitrigaila (27 ottobre 1430-1° agosto 1432), figlio di Algirdas e di Uliana di Tver, reggente di Lituania, si ribellò e fu deposto
156) Žygimantas I Kęstutaitis (Sigismondo, 1° agosto 1432-20 marzo 1440), figlio di Kęstutis e di Birutė, reggente di Lituania, fu assassinato dai sostenitori di Švitrigaila

Dinastia degli Jagelloni
157) Kazimieras I Jogailaitis (Casimiro, 29 giugno 1440-7 giugno 1492), figlio di Jogaila Algirdaitis e di Sofia di Halshany, fu Re di Polonia e di Boemia come Casimiro IV
158) Aleksandras Jogailaitis (Alessandro, 30 luglio 1492-19 agosto 1506), figlio di Kazimieras I Jogailaitis e di Elisabetta d'Austria, fu Re di Polonia e di Boemia
159) Žygimantas II Senasis (Sigismondo II il Vecchio, 8 dicembre 1506-1 aprile 1548), figlio di Kazimieras Jogailaitis e di Elisabetta d'Austria, fu Re di Polonia e di Boemia come Sigismondo I
160) Žygimantas III Augustas (Sigismondo II Augusto, 18 ottobre 1529-7 luglio 1572), figlio di Žygimantas il Vecchio e di Bona Sforza, fu Re di Polonia e di Boemia come Sigismondo II Augusto.

Con l'Unione di Lublino, firmata nel 1569, il Regno di Polonia e l'Impero Romano di Lituania vennero uniti in un unico stato, l'Impero Romano Polacco-Lituano. Il titolo di Imperatore Romano di Lituania fu abolito, e sostituito con quello di Imperatore Romano di Polonia e Lituania (vedi sopra). Il 22 agosto 1991 la Lituania tornò indipendente dopo la lunga unione con la Polonia (1569-1795) e l'altrettanto lunga occupazione russa (1795-1991), ma il nuovo governo si eresse a Repubblica (così come Lettonia, Estonia e Finlandia), riconobbe che la presunta discendenza dei Lituani dai Greci del Bosforo è puramente leggendaria, e cessò ogni rivendicazione di continuità con l'Impero Romano di Augusto.

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XXVIII Imperatori Romani del Nicaragua

Nel 1838 il Nicaragua divenne indipendente dalle Province Unite dell'America Centrale (separatesi nel 1823 dall'Impero Romano del Messico), e si costituì come Repubblica, ma fu preda di una lunga serie di dittatori uno più corrotto del precedente, e fu a tutti gli effetti una colonia degli USA, che occuparono il paese dal 1912 al 1933.

173) Somoza I (Anastasio Somoza García, 1° gennaio 1938-29 settembre 1956), nato il 1º febbraio 1896, detto popolarmente "Tacho", il 9 giugno 1936 prese il potere tramite un colpo di Stato, assunse il titolo di Presidente con poteri straordinari, abolì i partiti, sciolse il parlamento, annullò le elezioni ed eliminò gli oppositori con brutalità, Il 1° gennaio 1938 decise di proclamarsi Imperatore Romano del Nicaragua con l'appoggio degli USA; di lui il Presidente americano Franklin Delano Roosevelt disse "è un figlio di puttana, ma è il nostro figlio di puttana". Il suo numerale deriva dal fatto che si ritenne successore dell'Imperatrice Romana del Messico Maria Josepha Sophia de Iturbide (vedi sopra), sua oppositrice. Il 21 settembre 1956 il poeta nicaraguense Rigoberto López Pérez gli sparò, venendo immediatamente ucciso dai Pretoriani imperiali. L'imperatore morì in ospedale otto giorni dopo
174) Somoza II (Luis Somoza Debayle (29 settembre 1956-13 aprile 1967), nato il 18 novembre 1922, figlio di Somoza I e di Salvadora Debayle Sacasa, succedette al padre e continuò il regime di terrore da lui inaugurato. Morì per un attacco di cuore a soli 45 anni, ma c'è chi vocifera che sia stato assassinato dal fratello, che lo aveva accusato di essere solo un lacché degli Stati Uniti d'America
175) Somoza III (Anastasio Somoza Debayle, 13 aprile 1967-17 luglio 1979), nato il 5 dicembre 1925, succedette al fratello che gli aveva lasciato la triste eredità di innumerevoli oppositori uccisi sulla coscienza, di un regime insicuro e di una memoria esecrata. Governò con la stessa ferocia del padre e del fratello, e il 23 dicembre 1977, quando Managua fu colpita da un terribile terremoto, intascò tutti gli aiuti inviati al suo poverissimo paese. Il suo corrotto impero ebbe fine il 17 luglio 1979, quando fu rovesciato dalla Rivoluzione Sandinista, sostenuta dalla Russia; il tiranno fuggì a Miami, portando con sè le bare del padre e del fratello per evitare che fossero profanate, e fu ucciso il 17 settembre 1980 ad Asunción in Paraguay con un missile anticarro sparato contro la sua auto da un gruppo di guerriglieri guidati dall'argentino Enrique Gorriarán Merlo.

Il leader del Fronte Sandinista, Daniel Ortega Saavedra, restaurò formalmente la Repubblica del Nicaragua, ma instaurò una dittatura personale che, tra alti e bassi, dura tuttora.

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XXIX – Imperatori Romani di Haiti

L'isola di Hispaniola fu scoperta da Cristoforo Colombo il 4 dicembre 1492, durante il suo primo viaggio oltreoceano. La riduzione in schiavitù e le conseguenti condizioni di vita molto precarie portarono a una drammatica diminuzione della popolazione indigena nel quarto di secolo successivo alla scoperta dell'isola. Per sopperire alla carenza di manodopera, gli spagnoli cominciarono a deportare schiavi africani, impiegati soprattutto nella ricerca dell'oro. I pirati inglesi, olandesi e francesi si stabilirono lungo le coste settentrionali e occidentali dell'isola, praticamente disabitate. I francesi cominciarono a colonizzare quella zona nel 1625, e nel 1697 l'Impero Romano di Spagna, con il Trattato di Ryswick, cedette ufficialmente la porzione più occidentale di Hispaniola all'Impero Romano di Francia. La nuova colonia conobbe un periodo di prosperità economica che la rese la più ricca delle colonie dell'emisfero occidentale, soprattutto grazie alle notevoli esportazioni di zucchero e cacao. Gli schiavi africani, ben 500.000, costituivano la stragrande maggioranza della popolazione, e praticavano un culto sincretico che mescolava i santi cattolici con le tradizionari divinità africane, religione oggi nota con il nome di "Santeria".
Sull'onda della Rivoluzione Francese le gens de couleur cominciarono a fare pressione sul governo coloniale per ottenere maggiori diritti. Nell'ottobre 1790, 350 di essi si ribellarono al governo; il 15 maggio 1791, l'Assemblea Nazionale Francese concesse i diritti politici a tutti i mulatti e i neri nati liberi, senza tuttavia mutare lo status di coloro che erano ancora schiavi. Il 22 agosto 1791 allora gli schiavi si ribellarono ai loro padroni sotto il comando di Toussaint Louverture, eroe dell'indipendenza. Nel 1801 Louverture concesse una Costituzione che lo decretava governatore a vita e stabiliva la sovranità dei neri sullo stato e l'abolizione perpetua della schiavitù. In risposta, Napoleone Bonaparte inviò un corpo di spedizione militare di soldati francesi e navi da guerra sull'isola, guidato da suo cognato Charles Leclerc. Tradito e catturato, Toussaint morì poi in una prigione francese.
Ciò non fece altro che riaccendere gli animi dei ribelli: Jean-Jacques Dessalines ed Henri Christophe ripresero la lotta, mentre le truppe napoleoniche furono bloccate da un'epidemia di febbre gialla scoppiata sull'isola, che provocò anche la morte del generale Leclerc. Il 18 novembre 1803 l'esercito di Dessalines sbaragliò i francesi nella battaglia di Vertières, e il 1º gennaio 1804 l'ormai ex colonia dichiarò la sua indipendenza, assumendo il nome di Haiti (i nativi Harawak chiamavano l'isola Ayiti, che nella loro lingua significa "aspro", con riferimento al territorio). Dessalines ne divenne il primo Capo di Stato, e pochi mesi dopo, sull'esempio di Napoleone, si fece proclamare Imperatore Romano dell'isola, che sarebbe stata caratterizzata da una marcata instabilità politica in tutto il corso della propria storia.

157) Giacomo (22 settembre 1804-17 ottobre 1806), nato Jean-Jacques Dessalines, uno dei protagonisti dell'indipendenza haitiana, si proclamò Imperatore Romano dell'isola caraibica considerandosi successore di Napoleone Bonaparte, ma fu ucciso durante un golpe mlitare
158) Enrico V (17 ottobre 1806-8 ottobre 1820), nato Henri Cristophe, già luogotenente di Dessalines, lo eliminò e ne prese il posto. Divenuto impopolare, fu ucciso in un altro pronunciamento militare
159) Enrico VI (8 ottobre 1820-1° marzo 1847), nato Jacques-Victor Henry Christophe, figlio di Enrico V e di Marie-Louise Coidavid, sconfisse i golpisti e governò il paese come un autocrate, finchè non fu eliminato da Faustin Soulouque
160) Faustino (1° marzo 1847-3 agosto 1867), nato Faustin Soulouque, assassinò Enrico VI e governò con metodi brutali. Tentò invano per due volte di conquistare la Repubblica Dominicana. Alla sua morte l'Impero fu abolito
Prima Repubblica di Haiti (3 agosto 1867-21 dicembre 1902)
161) Pietro (21 dicembre 1902-2 dicembre 1908), nato Pierre Nord Alexis, dopo essere stato eletto Presidente di Haiti restaurò l'Impero e governò come un dittatore con l'appoggio degli USA
162) Giuseppe (2 dicembre 1908-22 febbraio 1915), nato Joseph Davilmar Théodore, eliminò Pierre Nord Alexis e gli succedette. Gli USA, considerando danneggiati i propri interessi dalle sue politiche, invasero il paese e lo rovesciarono. Morì in esilio il 13 gennaio 1917, e le truppe USA lasciarono Haiti solo nel 1934
Seconda Repubblica di Haiti (22 febbraio 1915-22 ottobre 1957)
163) Francesco III (22 ottobre 1957-21 aprile 1971), nato François Duvalier (detto "Papa Doc"), si fece eleggere Presidente e poi si proclamò imperatore. Instaurò un regime di terrore basato sulla religione Vodoo: fece credere al suo superstizioso popolo di essere l'incarnazione di Baron Samedi, il dio vodoo della morte, e si resse al potere grazie alle violenze dei Tonton Macoutes, la milizia privata da lui creata sul modello dei Pretoriani romani
164) Francesco IV (21 aprile 1971-7 febbraio 1986), nato Jean-Claude Duvalier (detto "Bébé Doc"), figlio di Francesco III e di Simone Ovide, succedette al padre a soli 19 anni e governò con i suoi stessi metodi. A causa delle difficoltà economiche del paese, una rivolta popolare lo costrinse alla fuga. Si stabilì in Francia, anche se non ottenne mai ufficialmente l'asilo politico, e morì il 4 ottobre 2014
Terza Repubblica di Haiti (7 febbraio 1986-30 settembre 1991)
165) Raoul (30 settembre 1991-12 ottobre 1994), nato Raoul Cédras, fu l'ultimo Imperatore Romano di Haiti. Prese il potere approfittando del caos seguito alla caduta della dinastia Duvalier, ma fu deposto dal solito golpe militare
Quarta Repubblica di Haiti (12 ottobre 1994-9 marzo 2024)

Il 12 gennaio 2010 Haiti fu colpita da un disastroso terremoto che fece 200.000 vittime, portando il già povero stato al collasso. Colpita nell'ottobre 2016 dall'uragano Matthew, e il 14 agosto 2021 da un nuovo, fortissiimo terremoto, l'isola fu scossa da violente proteste popolari ed omicid politici, ed oggi vive in uno stato di emergenza umanitaria, risultando uno dei paesi più poveri del mondo. Il 9 marzo 2024, a seguito di un'evasione di massa, la capitale Port-au-Prince cadde sotto il controllo di bande criminali, la violenza divenne incontrollabile, lo stato si sfasciò, ed oggi ad Haiti non esiste alcuna autorità politica in grado di far rispettare le leggi. Quello che era stato l'unico Impero Romano dei Caraibi vive oggi una situazione drammatica, cui nessuno al momento sembra in grado di porre fine.

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XXX Imperatori Romani del Giappone

3) Mutsuhito (睦仁) (Meiji Tennō, 明治天皇, 3 gennaio 1869-30 luglio 1912), nato il 3 novembre 1852, figlio di Osahito e di Nakayama Yoshiko. Fu il 122º imperatore del Giappone secondo il tradizionale ordine di successione. Divenuto imperatore il 13 febbraio 1867, decise di ammodernare il Sol Levante e di farne una grande potenza. Il 3 gennaio 1869 pose fine allo Shogunato Tokugawa, iniziato nel lontano 1603, che aveva chiuso il Giappone ad ogni influenza straniera ("Sakoku"), e per marcare il passaggio ad una nuova era di proclamò Imperatore Romano del Giappone, definendosi direttamente "successore di Ottaviano Augusto e di Marco Aurelio", avendo quest'ultimo inviato un'ambasciata in Cina nel 175 d.C. (da qui il suo numerale 3). Con lui il Giappone divenne una grande potenza industriale e militare. Morì a 59 anni
4) Yoshihito (嘉仁) (Taishō Tennō, 大正天皇, 30 luglio 1912-25 dicembre 1926), nato il 31 agosto 1879, figlio di Mutsuhito e di Yanagiwara Naruko. Affetto da disturbi mentali ed impossibilitato a comparire in pubblico, il 29 novembre 1921 cedette i poteri al figlio ventenne Hirohito. Il suo regno fu una breve parentesi di democrazia
5) Hirohito (裕仁) (Shōwa Tennō, 昭和天皇, 25 dicembre 1926-31 dicembre 1945), nato il 29 aprile 1901, figlio di Yoshihito e dell'Imperatrice Teimei, ancora giovanissimo fu reggente per conto del padre. Il suo regno vide l'ascesa politica dei militari che diiedero vita a una vera e propria dittatura e concepirono il sogno della conquista militare dell'intera Asia e del Pacifico. Ciò condusse a una serie di guerre e di occupazioni militari; l'alleamza con l'Impero Romano di Germania e con l'Ungheria delle Croci Frecciate precipitò il Sol Levante nella Guerra Mondiale. Dopo l'attacco a Pearl Harbor del 7 dicembre 1941 e la sconfitta nella Battaglia del Mar dei Coralli, che impedì al Giappone di conquistare l'Australia, le truppe giapponesi furono costrette ad arretrare su tutti i fronti, fino all'apocalisse atomica sulle città di Hiroshima e Nagasaki. Il 15 agosto 1945 Hirohito si impose ai vertici militari, che avrebbero voluto conntinuare la guerra ad oltranza, e firmò la resa. Riuscì a conservare il trono, ma il 31 dicembre 1945 fu costretto a rinunciare alle sue prerogative divine e al titolo di Imperatore Romano del Giappone, che fu abolito. Morì a 87 anni il 7 gennaio 1989. L'attuale Imperatore del Giappone, Naruhito, è suo nipote abiatico.

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Appendice

Un caso particolare: l'Impero Romano di Tavolara

Anche alcune micronazioni, non riconosciute da alcuno stato nè da alcuna istituzione internazionale, hanno voluto arrogarsi il titolo di erede dell'Impero Romano di Augusto. Tra queste, vale la pena di citare il caso dell'Impero Romano di Tavolara.
Sul finire del Settecento, Giuseppe Bertoleoni, di origini corso-genovesi, giunse in prossimità dell'arcipelago della Maddalena, costeggiando la Corsica a bordo di una piccola nave da diporto proveniente da Genova, in cerca di una terra in cui abitare. Nel 1806 si stabilì con la famiglia sull'isola disabitata di Tavolara (appena 5,9 kmq di superficie), dedicandosi all'allevamento delle capre selvatiche, assai numerose su di essa. Nel 1836 l'Imperatore Romano d'Italia Aspreno I Colonna (vedi sopra), di passaggio per quei luoghi con il suo panfilo (si stava recando a caccia in Sardegna), notò l'isoletta e chiese informazioni ai suoi marinai, ma, non ottenendo risposte sufficientemente esaurienti, decise di approdarvi. Presentatosi ai residenti come l'Imperatore Romano d'Italia, secondo la leggenda Giuseppe Bertoleoni, circondato dalle sue capre, forse convinto che colui che aveva di fronte gli stesse facendo uno scherzo, rispose: « Sì, e io sono l'Imperatore Romano di Tavolara! »
Aspreno I avrebbe soggiornato presso di lui per una settimana e, congedandosi, gli diede in dono un orologio d'oro. Secondo i Bertoleoni, egli avrebbe dato l'assenso a riconoscere l'indipendenza di Tavolara: non molto tempo dopo sarebbe essere arrivata alla prefettura di Sassari una pergamena imperiale, firmata dall'Augusto in persona, in cui Giuseppe e i suoi eredi sarebbero stati infeudati dell'isola di Tavolara (che quindi non sarebbe stata riconosciuta come Stato sovrano), ma di questo resta la sola testimonianza verbale della famiglia, in quanto la casata Bertoleoni non figura negli elenchi nobiliari ufficiali dell'Impero Romano d'Italia, e la sua presunta nobiltà non risulta legalmente riconosciuta.

Sedicente dinastia Berteleoni
173) Giuseppe (1836-1849), nato nel 1778, figlio dei liguri Paolo di Levie e Mariangela Pinto
174) Paolo I (1849-1886), nato nel 1812, figlio di Giuseppe e di una non meglio specificata Maria Teresa
175) Carlo IX (1886-1927), nato nel 1845, figlio di Paolo I e di Pasqua Favale
176) Mariangela (1927-1934), nata nel 1841, sorella di Carlo IX
177) Paolo II (1934-1962), nato nel 1904, figlio di Carlo IX e di Maddalena Favale
178) Carlo X (1962-1993), nato nel 1931, figlio di Paolo II e di Italia Murru, non si sposò mai e non ebbe figli
179) Antonio (1993-vivente), nato nel 1933, fratello minore di Carlo X
180) Giuseppe (sedicente erede al trono), nato nel 1965, figlio di Carlo X e di Maria Pompea Romano

Naturalmente il cosiddetto "Impero Romano di Tavolara" non è riconosciuto né dall'Impero Romano d'Italia, nè dall'Unione Euro-Romana, né tantomeno dall'ONU, ed oggi rappresenta soprattutto una tradizione storica e turistica. Quindi, il cosiddetto "Imperatore di Tavolara" oggi rappresenta solo il custode della memoria familiare, e non un Augusto in senso reale. Oggigiorno infatti l'erede al trono Giuseppe, insieme alla sorella Maddalena, si dedica allo sviluppo turistico dell'isola, più che al reale governo di essa, ed è probabile, come accaduto per molte altre micronazioni, che la leggenda della "donazione" di Aspreno I (il quale ufficialmente non avrebbe mai messo piede a Tavolara, secondo gli archivi imperiali, sia stata alimentata proprio per favorire le visite dell'isola da parte di curiosi interessati alla storia davvero singolare di questo minuscolo erede dell'antico Impero Romano.

Mappa cliccabile degli odierni eredi dell'Impero Romano di Augusto sparsi per il mondo

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Il lungo cammino verso la riunificazione euro-romana

Il percorso dell'integrazione euro-romana rappresenta una delle avventure politiche più ambiziose della storia moderna. Nato dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale per garantire una pace duratura, si è evoluto in una complessa unione economica e politica.

Dopo il 476, storicamente tutti i tentativi di ricostruire l'Impero Romano d'Occidente, estendendolo anche all'area germanica, sono stati compiuti con la forza delle armi. Coloro che più sono stati vicini a questo intento sono stati Carlo Magno, Napoleone Bonaparte e Adolf Hitler, ma i loro tentativi sono falliti. L'impero di Carlo Magno, esteso a Francia, Borgogna, Germania e Italia, oltre ad alcune aree dell'Europa Centrale, fu diviso tra i suoi discendenti a causa della politica franca di dividere il regno tra gli eredi del re defunto. Quello di Napoleone era una costruzione artificiosa basata sulla forza delle armi e sulla volontà di conquista di un uomo solo, e andò in pezzi alla sua prima seria sconfitta. Quello di Adolf Hitler infine era una tirannide basata sulla violenza e sulla sopraffazione di un solo popolo europeo su tutti gli altri, e la rivolta dei popoli soggiogati, congiuntamente all'attacco concentrico di Impero Romano di Russia, Regno Unito e Stati Uniti d'America, portò alla sua disfatta.

Il primo tentativo di unificazione pacifica degli eredi di Roma fu l'Unione Monetaria Romana, un sistema monetario in vigore dal 1865 al 1927, che permetteva la libera circolazione di più valute europee all'interno degli stati membri. Ad essa aderirono gli Imperi Romani di Italia, Francia, Belgio, l'Impero Romano Bizantino e la Confederazione Elvetica; in seguito ad essi si associarono gli Imperi Romani di Spagna, Ungheria, Dacia, Bulgaria, Serbia, Russia, Monaco, Argentina, Brasile, la repubblica del Cile e la Repubblica di San Marino. Purtroppo l'unione era intrinsecamente debole a causa della fluttuazione del rapporto relativo di oro e argento, che inizialmente invece era stata supposta stabile, e della fluttuazione dei cambi. La Grande Guerra Franco-Tedesca mise definitivamente in crisi l'Unione, tanto che alla fine, per rispettare il trattato, non si poteva più battere moneta, e alla fine l'Unione fu sciolta il 1° gennaio 1927. Tuttavia, nonostante questo iniziale insuccesso, dopo la Grande Guerra Franco-Tedesca, che lasciò uno strascico di lutti e di distruzioni, alcune menti illuminate cominciarono a pensare che solo la riconciliazione tra i maggiori Imperi eredi di quello di Augusto avrebbe potuto assicurare un'era di pace al continente, e così il 5 settembre 1929 il Ministro degli Esteri dell'Impero Romano di Francia Aristide Briand pronunciò davanti al Senato Imperiale Francese un discorso in cui prefigura l'unificazione euro-romana su base federale come unico mezzo per prevenire future guerre. Era però ancora un'era di forti rivalità politica e di sete di revanche tra gli eredi dei nazionalismi ottocenteschi, e la sua proposta cadde nel vuoto.

Questi nazionalismi, abilmente cavalcati da Adolf Hitler, portarono allo scoppio della Guerra Mondiale, e proprio nel corso di essa, mentre si trovavano confinati all'isola di Ventotene dagli occupanti nazisti, i politologi Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann scrissero il Manifesto di Ventotene, che prefigurava una futura unione federale del continente europeo. Il loro testimone fu raccolto, a guerra terminata, dai nuovi governi alla guida delle monarchie costituzionali dell'Occidente europeo. Il 9 maggio 1950 con la cosiddetta « Dichiarazione Schuman ». il ministro degli Esteri dell'Impero Romano di Francia Robert Schuman propose di sottoporre l'intera produzione francese, italiana e tedesca di carbone e acciaio a un'alta autorità comune; e così, il 18 aprile 1951 venne fondata la CECA, la Comunità Euro-Romana del Carbone e dell'Acciaio, cui aderivano i sei Imperi Romani di Italia, Francia, Germania, Borgogna/Olanda, Belgio e Lussemburgo. Il processo di unificazione euro-romana continuò portando il il 25 marzo 1957 al Primo Trattato di Roma, con cui venne fondata la CEE, la Comunità Economica Euro-Romana, cui aderirono gli Imperi Romani di Italia, Francia, Germania, Borgogna/Olanda, Belgio, Lussemburgo, Spagna, Portogallo e l'Impero Romano Bizantino ("Europa dei Nove"). Contestualmente gli stessi paesi fondano la CEEA, la Comunità Euro-Romana dell'Energia Atomica, detta anche ROMATOM, per coordinare tutti insieme lo sfruttamento pacifico dell'energia nucleare (anche se gli Imperi Romani di Italia, Francia e Germania si dotarono poi dell'arma atomica, da usare come deterrente). La CEE, retta da governi democratici che a rotazione si alternavano alla sua presidenza, si presentava come naturale antagonista dell'Impero Romano di Russia e dei suoi alleati, tutti retti da monarchie assolute e privi sia di elezioni che di partiti politici moderni, mentre la difesa militare dell'Occidente Europeo era affidata all'Associazione del Trattato Nord-Atlantico (NATO), insieme a Stati Uniti e Canada.

Gli anni Settanta videro l'adesione alla CEE di alcuni paesi del Nordeuropa che non avevano mai fatto parte dell'Impero di Cesare Augusto: la Repubblica d'Irlanda, il Regno di Danimarca e il Regno di Norvegia ("Europa dei Dodici"), mentre il Regno di Svezia e la Repubblica di Finlandia presero tempo; la Confederazione Svizzera, il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda e la Repubblica d'Islanda invece rifiutarono sempre di prendere parte al processo di unificazione euro-romana. Solo dopo la fine della suddivisione dell'Europa in due blocchi ideologicamente e militarmente contrapposti, il Regno di Svezia e la Repubblica di Finlandia accettarono di prendere parte al grande sogno della riunificazione politica dell'eredità di Roma ("Europa dei Quattordici"), mentre si cominciava a parlare insistentemente di unificazione monetaria, con l'adozione di una valuta comune.

Tuttavia, il crollo dell'autocrazia zarista in seguito al Putsch dell'Agosto 1991 portò con sè la democratizzazione degli Imperi Romani dell'Europa Centro-orientale e la rinascita di antichi stati (Lituania, Lettonia, Estonia), i quali cominciarono a premere per partecipare all'integrazione euro-romana, anche se solo quattro di essi avevano fatto parte dell'antico Impero di Roma (che i Lituani discendessero dai Romani era solo una leggenda rinascimentale nata per contrapporre quel popolo a polacchi e russi). Siccome la maggior parte di quei paesi era ancora politicamente ed economicamente impreparata a far parte del progetto federale euro-romano, si decise che alcuni paesi, i più avanzati e da più tempo parte della CEE, avrebbero proceduto all'unificazione monetaria e bancaria, dando vita con il Secondo Trattato di Roma del 7 febbraio 1992 all'Unione Euro-Romana (UE), mentre i nuovi venuti sarebbero stati integrati nella CEE, in attesa di avere i parametri per unirsi all'Unione ("Europa a Due Velocità"). In pratica, allaa nuova Unione Euro-Romana aderirono undici dei quattordici paesi membri della CEE, cioè tutti tranne i tre regni nordici di Danimarca, Svezia e Norvegia, che restavano membri della CEE. Il 1° gennaio 1999 la nuova valuta comune, l'Euro, entrava in vigore in dieci degli undici paesi dell'UE, cioè tutti tranne l'Impero Romano Bizantino, che lo adottò il 1° gennaio 2001.

Il 1° gennaio 2004 ben otto paesi aderirono alla CEE, in attesa di avere i parametri per aderire all'UE: gli Imperi Romani di Polonia, Boemia, Ungheria e Jugoslavia e le repubbliche di Lituania, Lettonia, Estonia e Malta ("Europa dei Ventidue", perchè anche i paesi della UE restavano membri della CEE). Il 1° gennaio 2007 fu la volta degli Imperi Romani di Bulgaria e Dacia ("Europa dei Ventiquattro"). Infine, il 1° gennaio 2013, dopo la vittoria degli Europeisti sugli Eurasisti, aderirono alla CEE anche Serbia e Russia ("Europa dei Ventisei"). Nel frattempo, il 1° gennaio 2008 la Repubblica di Malta aderiva all'UE e adottava l'Euro, seguita il 1° gennaio 2011 dall'Estonia, il 1° gennaio 2014 dalla Lettonia, il 1° gennaio 2015 dalla Lituania, il 1° gennaio 2023 dalla Jugoslavia e il 1° gennaio 2026 dalla Bulgaria, portando i paesi membri della UE a diciassette. Dacia e Ungheria sperano di poter adottare a loro volta l'Euro entro il 2030, entrando così a loro volta nella UE. Grazie ad accordi bilaterali con l'Unione Euro-Romana, utilizzano l'Euro anche la Repubblica di San Marino, l'Impero Romano di Monaco e il Principato di Andorra, pur non facendo parte dell'Unione. Il 23 giugno 2016 con un referendum i cittadini del Regno Unito hanno rifiutato per la terza volta di aderire alla CEE, anche se l'esclusione dal progetto di unificazione (Londra si è sempre considerata la tradizionale rivale di Roma) ha danneggiato sul lungo termine l'economia britannica, tanto da rinfocolare i movimenti indipendentisti scozzesi e nordirlandesi. In vista di un futuro ulteriore allargamento, l'Impero Ottomano, la Georgia, l'Armenia e l'Azerbaigian hanno manifestato interesse ad aderire alla CEE (si arriverebbe all'"Europa dei Trenta"), ma nessuno di questi paesi rispetta ancora i parametri necessari per l'adesione.

Il Senato Euro-Romano, eletto a suffragio universale ogni cinque anni, ha sede a Strasburgo, città a lungo contesa tra Francia e Germania, nel Palazzo Louise-Weiss; le prime elezioni per il Senato Euro-Romano si sono svolte tra il 7 e il 10 giugno 1979. Il Senato dà la fiducia alla Commissione Euro-Romana, in pratica il Consiglio dei Ministri dell'UE, in genere sostenuto da un'alleanza tra il Partito Conservatore e il Partito Socialdemocratico; la Commissione ha sede a Bruxelles nel Palazzo Berlaymont. Il Senato Euro-Romano elegge anche il Presidente dell'Unione, che risiede a Roma, nel Palazzo del Quirinale (l'Imperatore Romano d'Italia ha sede nel Palazzo sul Palatino). La Banca Centrale Euro-Romana, che governa l'economia del continente, ha sede a Francoforte sul Meno. Il 1° gennaio 2026 la Presidente della Commissione Euro-Romana è la conservatrice tedesca Ursula Von Der Leyen, mentre la sua Vice è la socialdemocratica spagnola Teresa Ribera Rodríguez; il Presidente dell'Unione è l'italiano Sergio Mattarella; la Presidente del Senato Euro-Romano è la maltese Roberta Metsola, mentre la Presidente della Banca Centrale Euro-Romana è la francese Christine Lagarde.

Il 9 maggio 2022 Ursula Von Der Leyen ha proposto di avviare il cammino verso la creazione di una vera Comunità Politica Euro-Romana (CPE), cioè di un vero stato federale e sovranazionale che si prefigge l'obiettivo di unificare finalmente e definitivamente tutti gli eredi dell'Impero Romano di Augusto e tutti i paesi europei che vorranno partecipare a questo progetto. Subito hanno risposto positivamente tutti i paesi membri dell'UE. La creazione di una vera Federazione Euro-Romana, i cui membri mettano in comune econmia, politica estera e difesa, conservando l'autonomia in tutti gli altri settori, sarà una delle più grandi sfide politiche del XXI secolo.

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L'Unione Euro-Romana nel 2026

Dietro impulso della progressiva unificazione del continente europeo, anche l'America Latina, dominata politicamente dai tre grandi Imperi Romani di Messico, Brasile e Argentina, ha iniziato faticosamente a dare vita ad un processo di unificazione. Il 23 maggio 2008 è così nata l'Unione Colombiana, di cui fanno parte i tre Imperi Romani del Messico, del Brasile e dell'Argentina, gli otto stati monarchici di Antigua e Barbuda, Bahamas, Belize, Giamaica, Grenada, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia e Saint Vincent e Grenadine (come stati membri del Commonwealth Britannico, hanno come sovrano il Re d'Inghilterra) e le ventitrè Repubbliche di Barbados, Bolivia, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Dominica, Repubblica Dominicana, Ecuador, El Salvador, Giamaica, Guatemala, Guyana, Haiti, Honduras, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù,  Suriname, Trinidad e Tobago, Uruguay e Venezuela, per un totale di trentaquattro stati membri. Gli Stati Uniti d'America, il Canada, il Regno Unito e la UE/CEE partecipano alle riunioni come paesi osservatori. I Segretariato Generale ha sede a Quito, in Ecuador; il Parlamento ha sede a Guadalajara, in Messico; e la Banca Colombiana dello Sviluppo ha sede a San Paolo, in Brasile. Anche l'Unione Colombiana ha provato a varare un progetto di moneta unica (il Bolívar), ma ad ostacolare questo progettto vi sono la lentezza con cui i paesi dell'America Latina potrebbero realizzare una vera integrazione economica sul modello europeo (sarebbero necessari decenni), l'uso diffuso del dollaro USA (che molti ritengono più conveniente), la debolezza di alcune economie, come quella venezuelana e quella di Haiti, e le divergenze politiche tra i tantissimi stati membri dell'Unione. Solo il tempo ci dirà quale sarà il futuro dell'Unione Colombiana.

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Successioni ininterrotte di sovrani ucronici

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