L'eredità di Roma
di Lord Wilmore
Imperatori di Roma – Italia – Francia – Spagna – Portogallo – Germania – Ungheria – Boemia – Borgogna – Belgio – Lussemburgo – Bisanzio – Russia – Polonia – Bulgaria – Montenegro – Serbia – Dacia – Monaco – Cambogia – Etiopia – Messico – Brasile – Argentina – Tahiti – * Britannia – * Africa – * Lituania – * Nicaragua – * Haiti – * Giappone – * Tavolara (l'asterisco * indica gli Imperi Romani oggi non più esistenti o non riconosciuti da nessuno)

Mappa cliccabile degli odierni eredi europei dell'Impero Romano di Augusto
.
Premessa: gli imperatori di Roma

Dinastia Giulio-Claudia
1) Augusto (30 a.C.-14 d.C.), fu proclamato primo Imperatore dal
Senato
2) Tiberio (14-37), figlio adottivo di Augusto, sotto
di lui fu crocifisso Gesù Cristo
3) Caligola (37-41), figlio di Germanico, figlio di
Druso, fratello di Tiberio
4) Claudio I (41-54), figlio di Druso, fratello di
Tiberio
5) Nerone (54-68), nipote di Caligola e figlio
adottivo di Claudio I
Non dinastici, scelti dall'esercito
6) Galba (68-69), proclamato imperatore dall'esercito
7) Otone (69), proclamato imperatore dall'esercito
8) Vitellio (69), proclamato imperatore dall'esercito
Prima dinastia Flavia
9) Vespasiano (69-79), proclamato imperatore
dall'esercito
10) Tito (79-81), figlio di Vespasiano
11) Domiziano (81-96), fratello di Tito
Principato adottivo
12) Nerva (96-98), eletto dal Senato
13) Traiano (98-117), figlio adottivo di Nerva
14) Adriano (117-138), figlio adottivo di Traiano
15) Antonino Pio (138-161), figlio adottivo di Adriano
I
16-17) Marco Aurelio (161-180) con
Lucio Vero (161-169),
figli adottivi di Antonino Pio
18) Commodo (180-192), figlio di Marco Aurelio e di
Faustina
Non dinastici
19) Elvio Pertinace (192-193), eletto dal Senato
20) Didio Giuliano (193), proclamato imperatore
dall'esercito
Dinastia dei Severi
21) Settimio Severo (193-211), proclamato imperatore
dall'esercito
22-23) Caracalla (211-217) con
Geta
(211), figli di Settimio Severo e di Giulia Domna
24-25)
Macrino (217-218), prefetto del pretorio di
Caracalla, con il figlio Diadumeniano (218)
26) Eliogabalo (218-222), nipote della sorella della
moglie di Settimio Severo
27) Alessandro I Severo (222-235), cugino di
Eliogabalo
Non dinastico, scelto dall'esercito
28) Massimino il Trace (235-238), proclamato imperatore
dall'esercito
Dinastia Gordiana
29) Gordiano I (238), proclamato imperatore
dall'esercito
30) Gordiano II (238), figlio di Gordiano I
31-32) Pupieno (238) con
Balbino (238), eletti dal Senato
33) Gordiano III (238-244), figlio di Gordiano II
Non dinastici, scelti dall'esercito
34-35)
Filippo I l'Arabo (244-249), proclamato imperatore
dall'esercito, con suo figlio Filippo II (247-259)
36-37)
Decio (249-251), proclamato imperatore
dall'esercito, con suo figlio Erennio Etrusco (251)
38-39) Treboniano Gallo (251-253), proclamato imperatore
dall'esercito, con suo figlio
Volusiano (251-253)
40) Valeriano (253-260), proclamato imperatore
dall'esercito. Sotto dii lui l'Impero delle Gallie si proclamò indipendente,
vedi sotto
41) Gallieno (253-268), figlio di Valeriano
Imperatori illirici
42)
Claudio II il Gotico (268-270), proclamato
imperatore dall'esercito
43) Aureliano (270-275), proclamato imperatore
dall'esercito
44) Tacito (275-276), proclamato imperatore
dall'esercito
45) Floriano (276), proclamato imperatore dall'esercito
46) Probo (276-282), proclamato imperatore
dall'esercito
47) Caro (282-283), proclamato imperatore dall'esercito
48-49) Numeriano (283-284) con
Carino (283-285),
figli di Caro
Tetrarchia
50-51) Diocleziano (284-305), proclamato imperatore
dall'esercito, con Massimiano (286-305), da lui
stesso scelto
52-55)
Costanzo I Cloro (305-306), scelto come erede da
Massimiano, con
Flavio Valerio (305-307), da lui stesso scelto, con
Galerio (305-311), scelto da Diocleziano, e con
Massimino Daia (305-313), nipote di Galerio, scelto
da quest'ultimo
Seconda dinastia Flavia
56-58) Costantino I il Grande (306-337), figlio di
Costanzo I Cloro, con Massenzio (306-312), figlio di Massimiano, e
Licinio (308-324),
scelto da Galerio
59-61) Costanzo
II (337-361) con Costantino II (337-340) e
Costante I (337-350), figli di Costantino I e di
Fausta
62)
Giuliano I (360-363), cugino di Costanzo II
63)
Gioviano (363-364), proclamato imperatore
dall'esercito
Dinastia Valentiniana
64-65)
Valentiniano I (364-375) con suo fratello
Valente (364-378),
proclamati imperatori dall'esercito
66) Graziano (375-383), figlio di Valentiniano I
67-68)
Teodosio I il Grande (379-395), genero di
Valentiniano I, ultimo sovrano dell'impero riunito, con Valentiniano II (375-392), figlio di Valentiniano I
69) Onorio (395-423), primogenito di Teodosio I e
di Elia Flaccilla
70) Costanzo III (421), marito di Gallia Placidia,
sorellastra di Onorio, associato al trono
71) Giovanni I Primicerio (423-425), scelto dal
Senato
72) Valentiniano III (425-455). figlio di Costanzo
III e di Galla Placidia, fino al 437 sotto la reggenza della madre
Non dinastici, scelti dai Magister Militum o dagli
Imperatori Romani d'Oriente
73) Petronio Massimo (455), genero
dell'Imperatore Romano d'Oriente Teodosio II
74) Avito (455-456), eletto dal Senato
75) Maggioriano (457-461), scelto dal Magister
Militum Ricimero
76) Libio Severo (461-465), scelto dal
Magister Militum Ricimero
77) Antemio (467-472), genero dell'Impero
Romano d'Oriente Marciano
78) Glicerio (473-474), scelto dal Magister Militum
Gundobado
79) Giulio Nepote (474-475), scelto dall'Imperatore
Romano d'Oriente Leone I, di cui aveva sposato la nipote
80) Romolo Augusto(lo) (475-476), scelto dal padre,
il Magister Militum Flavio Oreste, fu deposto da Odoacre
Ecco dunque tutti i sovrani delle ventiquattro nazioni che possono vantarsi ancor oggi di rappresentare l'eredità di Roma, e quelli delle altre sei che un tempo ritenevano di rappresentarla. Tutti questi sovrani si ritengono legittimamente eredi di Cesare Ottaviano Augusto
.
I – Imperatori Romani d'Italia

Non dinastico
81)
Odoacre (476-493), capo dei mercenari di Flavio Oreste, lo assassinò, depose
suo figlio Romolo Augusto(lo) e si proclamò Imperatore Romano, governando sulla
sola Italia. Fu il primo Imperatore d'Italia di origini germaniche
Imperatori Ostrogoti
82) Teodorico il Grande (493-526),
conquistò l'Italia uccidendo Odoacre con il consenso dell'Impero Romano
d'Oriente, e si proclamò Imperatore Romano
83) Atalarico (526-534), figlio di Amalasunta,
figlia di Teodorico
84) Teodato (534-536), secondo marito di
Amalasunta, eletto dalla nobiltà
85) Vitige (536-540), marito di Matasunta, sorella
di Atalarico, eletto dalla nobiltà
86) Ildibaldo (540-541), eletto dalla nobiltà dopo che
Vitige fu sconfitto e preso prigioniero da Belisario
87) Erarico (giugno-novembre 541), eletto dalla
nobiltà
dopo l'assassinio di Ildibaldo
88) Totila l'Immortale (541-569), eletto dalla
nobiltà
dopo l'assassinio di Erarico, sconfisse Narsete nella Battaglia di Tagina con
l'aiuto di Audoino, sovrano dei Longobardi
Imperatori Longobardi
89) Alboino (569-582), figlio di Audoino, sposò Amalafrida,
unica figlia di Totila
90) Clefi (582-584), eletto dalla nobiltà, fu
assassinato da una guardia del corpo
91) Autari (584-591), figlio di Clefi, regnò con la
moglie Teodolinda, figlia del Re di Baviera Garibaldo
92) Agilulfo (591-616), secondo marito di
Teodolinda, eletto dalla nobiltà
93) Adaloaldo (616-626), figlio di Agilulfo e
Teodolinda
94) Arioaldo (626-636), primo Imperatore longobardo cattolico, eletto
dalla nobiltà, sposò Gundeberga, sorella di Adaloaldo
95) Rotari (636-652), secondo marito di Gundeberga,
eletto dalla nobiltà
96) Rodoaldo (652-653), figlio di Rotari e Gundeberga
97) Ariberto I (653-661), figlio di Gundoaldo, fratello
di Teodolinda
98-99) Godeberto e Bertarito
(661-662, 1° regno), figli di Ariberto I, regnarono congiuntamente
100) Grimoaldo (662-671), usurpatore, uccise Godeberto e
mandò in esilio Bertarito
99) Bertarito (671-688, 2° regno), tornato sul trono dopo aver
ucciso Garibaldo, figlio di Grimoaldo
101) Guniberto il Pio (688-700), figlio di Bertarito
102) Liutberto (700-702), figlio di Guniberto, fu
ucciso da Ariberto II
103) Ariberto II (702-712), usurpatore
104) Ansprando (marzo-luglio 712), già tutore di
Liutberto, sconfisse e uccise Ariberto II
105) Liutprando (712-744), figlio di Ansprando
106) Ildebrando (gennaio.agosto 744), figlio di
Liutprando, fu deposto dalla nobiltà
107) Rachi (744-749), eletto dalla nobiltà
108) Astolfo (749-756), fratello di Rachi
109-110) Desiderio (757-774), eletto dalla nobiltà,
con il figlio Adelchi (769-774), da lui associato
al trono
Dinastia Carolingia
111) Carlo I Magno (774-814),
Imperatore Romano dei Franchi, sconfisse
Desiderio e Adelchi
113) Bernardo (810-818), figlio di Pipino, si ribellò
allo zio Ludovico e fu giustiziato
114) Ludovico I il Pio (818-840), figlio di Carlo I
115) Lotario I (840-850), figlio di Ludovico I
116) Ludovico II il Giovane (850-875), figlio di
Lotario I
117) Carlo II il Calvo (875-877), figlio di
Ludovico I
118) Carlomanno di Baviera (877-880), nipote di Ludovico I
119) Carlo III il Grosso (880-887), fratello di
Carlomanno, deposto dalla nobiltà
Dinastia Guidonide
120) Guido di Spoleto (888-894), eletto dalla
nobiltà
121) Lamberto (894-898), figlio di Guido
Dinastia Carolingia
122) Arnolfo di Carinzia (894-899),
figlio di Carlomanno di Baviera
123) Ludovico III il Cieco (899-905), figlio di
Bosone I di Provenza e di Ermengarda, figlia di Ludovico il Giovane
Dinastia Bosonide
124) Berengario I del Friuli (905-924),
figlio di Gisella, figlia di Ludovico I, eletto dalla nobiltà
125) Rodolfo di Borgogna (924-926), figlio di
Rodolfo I di Borgogna e di Willa, sorella di Ludovico III il Cieco
125) Ugo di Provenza (926-947), figlio di Tebaldo
di Arles e marito di Marozia, eletto dalla nobiltà
126) Lotario II (947-950), figlio di
Ugo di Provenza
Dinastia Anscarica
127) Berengario II d'Ivrea (950-961),
figlio di Adalberto I d'Ivrea e di Gisella, figlia di Berengario I del Friuli
128) Adalberto d'Ivrea (950-961), figlio di
Berengario II, fu associato al trono imperiale dal padre
Dinastia
Sassone
129) Ottone I il Grande (961-973),
Imperatore Romano di
Germania, costrinse la nobiltà italiana ad eleggerlo anche Imperatore Romano d'Italia
130) Ottone II (973-983), figlio di Ottone I
131) Ottone III (983-1002), figlio di Ottone II
Dinastia Anscarica
132) Arduino d'Ivrea (1002-1014),
discendente di Adalberto d'Ivrea, eletto dalla nobiltà
Dinastia
Salica
133) Enrico I il Santo (1014-1024),
Imperatore Romano di Germania, nipote
di Ottone I, sconfisse Arduino d'Ivrea e si fece eleggere dalla nobiltà
134) Corrado I il Salico (1024-1039), discendente
di Ottone I
135) Enrico II il Nero (1039-1056), figlio di
Corrado I
136) Enrico III di Franconia (1056-1105), figlio di
Enrico II, protagonista della Lotta per le Investiture
137) Enrico IV di Franconia (1105-1125), figlio di
Enrico III
138) Lotario III di Supplimburgo (1125-1137), eletto
dalla nobiltà
Dinastia
Sveva
139) Corrado II di Svevia (1137-1152),
eletto dalla nobiltà
140) Federico I Barbarossa (1152-1190), nipote di
Corrado II
141) Enrico V il Crudele (1190-1197), figlio di
Federico I
142) Ottone IV di Brunswick (1197-1215), eletto
dalla nobiltà
143) Federico II lo Stupor Mundi (1215-1250),
figlio di Enrico V
144) Corrado III (1250-1254), figlio di Federico II
145) Manfredi (1254-1266), figlio illegittimo di
Federico II, usurpò de facto i diritti del nipote Corradino, figlio minorenne di
Corrado III
Dinastia d'Angiò
146) Carlo IV (1266-1285), fratello dell'Imperatore
Romano di Francia Luigi IX, eletto dalla
Nobiltà dopo aver sconfitto e ucciso Manfredi nella Battaglia di Benevento. Fece
giustiziare il giovane Corradino dopo averlo sconfitto nella Battaglia di
Tagliacozzo
147) Carlo V lo Zoppo (1285-1309), figlio di Carlo IV,
ebbe come Cancelliere Dante Alighieri, che poi esiliò
148) Roberto il Saggio (1309-1343), figlio di Carlo V
Dinastia Visconti
149) Bernabò (1343-1385), Duca di Milano,
sposò Giovanna d'Angiò, nipote e unica erede di Roberto il Saggio, e fu da
questi designato come suo successore
150) Gian Galeazzo I (1385-1402), figlio di Galeazzo,
fratello di Bernabò, morì di peste
151) Giovanni II Maria (1402-1412), primogenito di Gian Galeazzo,
morì assassinato
152) Filippo III Maria (1422-1447), secondogenito di Gian Galeazzo,
non ebbe figli maschi
Dinastia Sforza
153) Francesco I (1447-1466), marito di
Bianca Maria, figlia legittimata di Filippo Maria Visconti, eletto dalla nobiltà
154) Galeazzo Maria (1466-1476), figlio di Francesco I
155) Gian Galeazzo II (1476-1494), figlio di Galeazzo
Maria
156) Ludovico III il Moro (1494-1499), quartogenito di
Francesco I, si sospetta che abbia fatto avvelenare il nipote Gian Galeazzo II.
Ebbe al suo servizio Leonardo da Vinci
Dinastia Borgia
157) Cesare (1499-1503), sconfisse e prese
prigioniero Ludovico III e fu incoronato Imperatore d'Italia dal padre, Papa
Alessandro VI. Fu deposto dal successore del padre, Papa Giulio II, con l'aiuto
dell'Imperatore Romano di Francia
Dinastia
di Valois
158) Ludovico IV il Padre del Popolo
(1499-1515), incoronato Imperatore da Papa Giulio II
159) Francesco II (1515-1525), marito di Claudia, figlia
di Ludovico IV, fu sconfitto e preso prigioniero da Carlo d'Asburgo nella
Battaglia di Pavia
Dinastia
d'Asburgo
160) Carlo VI (1525-1556), Imperatore
Romano di
Spagna come Carlo I e di Germania come Carlo V, mise insieme
un impero immenso, "su cui non tramontava mai il sole"
161) Giovanni III d'Austria (1556-1578), figlio
naturale di Carlo VI, ereditò l'Impero d'Italia nella spartizione dell'impero
paterno
162) Filippo IV (1578-1598), figlio di Carlo V e di
Isabella del Portogallo, Imperatore Romano di Spagna, avrebbe fatto avvelenare Giovanni
per usurparne il trono
163) Filippo V (1598-1621), figlio di Filippo IV e
di Anna d'Austria, Imperatore Romano di Spagna, protesse Galileo Galilei, suo astronomo
di corte
164) Filippo VI (1621-1665), figlio di Filippo V e
di Margherita d'Austria, Imperatore Romano di Spagna
165) Carlo VII (1665-1700), figlio di Filippo VI e
di Marianna d'Austria, Imperatore Romano di Spagna come Carlo II, non ebbe figli e nominò proprio erede Filippo di Borbone
Dinastia Borbone
166) Filippo VII (1700-1713), fu
riconosciuto come Imperatore di Spagna solo nel 1713, alla fine della Guerra di
Successione Spagnola, ma dovette rinunciare al trono italiano
Dinastia d'Asburgo
167) Carlo VIII (1713-1734), Imperatore Romano di
Germania come Carlo VI, conquistò la corona imperiale italiana alla fine della Guerra di
Successione Spagnola
Dinastia Colonna
168) Fabrizio I (15 maggio 1723-28 ottobre 1755),
nato il 20 gennaio 1700, figlio di Filippo Colonna, IX Principe di Paliano, e di
Olimpia Pamphili. Era membro di una delle più antiche famiglie della nobiltà
romana, discendente di un ramo dei Conti di Tuscolo. Con l'aiuto della Spagna sconfisse gli Asburgo d'Austria e fu
incoronato Imperatore Romano d'Italia da Papa Innocenzo XIII, dando inizio alla
dinastia tuttora regnante sulla penisola
169) Lorenzo Onofrio (28 ottobre 1755-2 ottobre
1779), nato l'11 giugno 1723, figlio di Fabrizio e di Zefirina Salviati, fu un
grande mecenate e un protettore di intellettuali illuministi
170) Fabrizio II (2 ottobre 1779-14 maggio 1796, 1°
regno), nato il 2 dicembre 1760, figlio di Lorenzo Onofrio e di Marianna d'Este,
fu detronizzato da Napoleone e si rifugiò in Sardegna sotto protezione britannica
Seconda Repubblica Romana
"Repubblica sorella" della Francia Rivoluzionaria, il suo unico Presidente
fu Francesco Melzi d'Eril (26
gennaio 1797-17 marzo 1805)
Dinastia Bonaparte
171) Napoleone Bonaparte (12 luglio
1806-4 novembre 1813), Imperatore Romano di Francia e di Germania, si fece
eleggere anche Imperatore Romano d'Italia, ricostituendo l'Impero di Carlo
Magno, e lo rimase fino alla sconfitta nella Battaglia di Lipsia
Dinastia Colonna
170) Fabrizio II (22 maggio 1815-26 giugno 1818, 2°
regno), restaurato sul trono dopo il Congresso di Vienna
172) Aspreno I (26 giugno 1818-3 febbraio 1847),
nato il 10 settembre 1787, figlio di Fabrizio II e di Bianca Maria Doria, portò
avanti una politica conservatrice e fu vassallo degli Asburgo d'Austria. Sotto
di lui iniziò l'industrializzazione della penisola
173) Giovanni IV Andrea (3 febbraio 1847-12 marzo
1894), nato il 27 gennaio 1820, figlio di Aspreno I e di Maria Giovanna Cattaneo
della Volta, nel 1848 rischiò di essere travolto dalla Primavera dei Popoli, e
per evitare di essere rovesciato fu costretto a concedere una Costituzione che
poneva fine alla monarchia assoluta in Italia. Il generale Giuseppe Garibaldi
scondisse il Feldmaresciallo austriaco Josef Radetzky a Custoza, ponendo così
fine al predominio austriaco sull'Italia. Proseguì la modernizzazione dell'Italia
ed avviò una politica coloniale in Africa
174) Fabrizio III (12 marzo 1894-8 agosto 1923),
nato il 28 marzo 1848, figlio di Giovanni IV Andrea e di Isabella Alvarez de
Toledo
175) Marcantonio I (8 agosto 1923-10 giugno 1940,
1° regno), nato il 25 luglio 1881, figlio di Fabrizio III e di Olimpia Doria
Landi Pamphili. Appena salito al trono dovette fronteggiare una rivoluzione
socialista guidata da Benito Mussolini, che fu sconfitto e fuggì in Unione
Sovietica. Sostenne le politiche moderate del Presidente del Consiglio Giacomo
Matteotti. Essendosi questi opposto alle prepotenze di Adolf Hitler, il 10 giugno
1940 l'Impero d'Italia fu invaso dalle truppe naziste, e l'Imperatore con la sua
famiglia ed il governo furono costretti a fuggire a Tripoli
Impero nazista
176) Adolfo (10 giugno 1940-25 aprile
1945) Adolf Hitler occupò l'Italia senza colpo ferire e se ne proclamò
imperatore. Come proprio Vicerè in Italia nominò prima
Roberto Farinacci (1940-1943) e poi Alessandro Pavolini
(1943-1945), anche se il potere effettivo in Italia era esercitato dal
feldmaresciallo tedesco Albert Kesselring, che
governò con spietatezza e mancanza di scrupoli
Dinastia Colonna
175) Marcantonio I (6 giugno 1944-9 marzo 1947),
restaurato sul trono dagli Alleati dopo la riconquista di Roma
177) Aspreno II (9 marzo 1947-27 settembre 1987),
nato il 17 agosto 1916, figlio di Marcantonio I e di Isabelle Sursock
(1889-1984), una delle protagoniste della "Dolce Vita" romana. Il suo
impero
coincise con la ricostruzione postbellica e il boom economico. Nel 1957 l'Italia
aderì alla CEE
178) Marcantonio II (1987-regnante), nato il 3
marzo 1948, figlio di Aspreno II e dell'Arciduchessa d'Austria Maria Milagro
d’Asburgo-Lorena (1921–1997). Nel 1992 l'Italia aderì all'UE e nel 1999 adottò
l'euro come moneta
179) Giovanni (V) Andrea (erede al trono), nato il
22 novembre 1975, figlio di
Marcantonio II e di Barbara Pergolesi (nata il 4 aprile 1951, i due si sono
sposati il 19 gennaio 1974)
180) Vittoria (erede al trono), nata il 18 gennaio
2012, figlia di Giovanni (V) Andrea e di Caterina de Rham (nata il 21 settembre
1977, i due si sono sposati il 26 giugno 2010). Dopo l'abolizione della
successione a preferenza maschile, avvenuta nel 2009, Vittoria sarà la prima
imperatrice romana d'Italia in tutta la storia della Penisola.
.
II - Imperatori Romani di Francia

Imperatori delle Gallie, III secolo
42) Postumo (259-268), si ribellò a
Gallieno, da qui il suo numerale
43) Leliano (268)
44) Marco Aurelio II (268)
45) Vittorino (268-271)
46) Domiziano II (271)
47-48) Tetrico I (271-274) con il figlio
Tetrico II (273-274)
49) Faustino (274), fu sconfitto da Aureliano
50) Proculo (280)
51) Bonoso (280)
52) Carausio (287-293)
53) Domiziano III (292)
54) Alletto (293)
Interregno (293-350)
Imperatori delle Gallie, IV secolo
55) Flavio Magnenzio (350-353)
56) Magno Decenzio (351-353)
57) Claudio Silvano (355)
58) Magno Massimo (383-388)
59) Flavio Vittore (384-388)
Interregno (350-461)
Imperatori delle Gallie, V secolo
76) Egidio (461-464), Magister
Militum per Gallias dell'imperatore Maggioriano, dopo l'assassinio di questi da
parte di Ricimero si ribellò a quest'ultimo e si proclamò Imperatore. Da lui
inizia la vera successione dei tradizionali Imperatori Romani di Francia. Il
numerale è indipendente da quello dei precedenti imperatori delle Gallie, ed è
successivo a quello dell'Imperatore Romano Maggioriano
77) Siagrio (464-486), figlio di Egidio,
sopravvisse alla deposizione di Romolo Augusto(lo), ma fu sconfitto da Clodoveo
nella Battaglia di Soissons e morì in prigionia
La numerazione successiva segue la cronologia dell'intera dinastia Merovingia, e non solo di una delle singole porzioni dello stato franco.
Imperatori Franchi di Austrasia
78) Clodoveo I (486-511), figlio di
Childerico I
79) Teodorico I (511-534)
83) Teodeberto I (534-548)
84) Teodebaldo (548-555)
85) Clotario I (555-561)
81) Sigeberto I (561-575)
86) Childeberto II (575-595)
87) Teodeberto II (595-612)
88) Teodorico II (612-613)
89) Sigeberto II (613)
85) Clotario II (613-629)
90) Dagoberto I (629-639)
93) Sigeberto III (639-656)
95) Childeberto l'Adottato (656-657)
96) Clotario III (657-662)
98) Childerico II (662-675)
99) Clodoveo III (675-676)
100) Dagoberto II (676-679)
Imperatori Franchi di Neustria
78) Clodoveo I (486-511)
80-81) Clotario I (511-561), con
Childeberto I (511-558) "Imperatore di Lutezia"
82-83) Chilperico I (561-584), con
Cariberto I (561-567) "Imperatore di Lutezia"
85) Clotario II (584-629)
90) Dagoberto I (629-639)
94) Clodoveo II (639-658)
96) Clotario III (658-662)
97) Teodorico III (673, 1° regno)
98) Childerico II (673-675)
99) Clodoveo III (675-676)
97) Teodorico III (676-679, 2° regno)
Imperatori Franchi di Aquitania
91) Cariberto II (629-632)
92) Chilperico (632)
La numerazione degli Imperatori di Borgogna riparte da Guindicaro, Imperatore Romano dei Burgundi, succeduto ad Onorio.
Imperatori Burgundi
70) Gundicaro (413-436), il
Gunther della Saga dei Nibelunghi, si stanziò con
il suo popolo sulla riva sinistra del Reno e si proclamò Imperatore
71) Gunderico (436-473)
72) Chilperico (443-480), in opposizione a
Gunderico
73) Gundobado (473-516) con
Gundomaro (473-486) e Godegiselo (473-500)
74) Sigismondo (516-523)
75) Gundomaro (523-534)
Imperatori Franchi di Borgogna
82) Clodomiro (511-524)
80) Clotario I (524-561)
84) Gontrano (561-592)
85) Clotario II (592-629)
90) Dagoberto I (629-639)
94) Clodoveo II (639-658)
96) Clotario III (658-662)
97) Teodorico III (673, 1° regno)
98) Childerico II (673-675)
99) Clodoveo III (675-676)
97) Teodorico III (676-679, 2° regno)
La lista degli Imperatori Romani di Borgogna proseguirà in seguito, nell'apposita sezione.
Impero Romano dei Franchi riunificato
("Imperatori Fannulloni")
97) Teodorico III (679-691)
101) Clodoveo IV (691-695)
102) Childeberto III (695-711)
103) Dagoberto III (711-715)
104) Chilperico II (715-721)
105) Teodorico IV (721-737)
trono vacante (737-743), durante il quale il
Maggiordomo di Palazzo Carlo Martello governò de facto l'Impero
106) Childerico III (743-751), fu l'ultimo dei
Merovingi
Dinastia Carolingia
107) Pipino il Breve (751-768),
figlio di Carlo Martello e di Rotrude di Treviri
108) Carlo I Magno (768-814), figlio di Pipino il
Breve e di Bertrada di Laon
109) Luigi I il Pio (818-840), figlio di Carlo I e
di Ildegarda di Vinzgouw
110) Carlo II il Calvo (840-877), figlio di Luigi I
e di Giuditta di Baviera
111) Luigi II il Balbo (877-879), figlio di
Carlo II il Calvo e di Ermentrude d'Orléans
112) Luigi III il Giovane (879-882), figlio di
Luigi II e di Ansgarda di Borgogna
113) Carlomanno (879-884), fratello di Luigi III
114) Carlo il Grosso (884-887), nipote di Carlo
II il Calvo, reggente per conto di Carlo III, fu deposto dalla nobiltà
Dinastia Robertingia
115) Oddone (888-898), Conte di
Parigi, eletto dalla nobiltà
Dinastia Carolingia
116) Carlo III il Semplice (898-922), figlio di
Luigie di Adelaide del Friuli, sconfisse i Normanni di Rollone e li fece
diventare suoi vassalli, creando il Ducato di Normandia nel nordovest del suo
Impero
Dinastia Robertingia
117) Roberto I (922-923), Conte di Parigi, fratello
di Oddone
118) Rodolfo (923-936), Duca di Borgogna, genero di
Roberto I
Dinastia Carolingia
119) Luigi IV d’Oltremare
(936-954) ì, figlio di Carlo III e di Eadgifu d'Inghilterra
120) Lotario (954-986), figlio di Luigi IV e di
Gerberga di Sassonia
121) Luigi V il Fannullone (986-987), figlio di
Lotario e di Emma d'Italia, morì senza eredi e con lui si estinse la dinastia
dei Carolingi
Dinastia Capetingia
122) Ugo I Capeto (987-996), Conte di
Parigi, figlio di Ugo il Grande, nipote di Oddone; sua nonna, Beatrice di
Vermandois, discendeva da Carlo I Magno
123) Roberto II il Pio (996-1031), figlio di Ugo I
Capeto e di Adelaide d'Aquitania
124) Ugo II il Grande (1017-1025), figlio di
Roberto II e di Costanza di Arles, fu associato al trono imperiale dal padre, ma
morì prima di lui
125) Enrico I (1031-1060), fratello di Ugo II
126) Filippo III il Giusto (1060-1108), figlio di
Enrico I e di Anna di Kyiv
127) Luigi VI il Grosso (1108-1137), figlio di
Filippo III e di Berta d'Olanda
128) Luigi VII il Giovane (1137-1180), figlio di
Luigi VI e di Adelaide di Savoia
129) Filippo IV Augusto (1180-1223), figlio di
Luigi VII e di Adele di Champagne, partecipò alla Terza Crociata
130) Luigi VIII il Leone (1223-1226), figlio di
Filippo IV e di Isabella di Hainaut
131) Luigi IX il Santo (1226-1270), figlio di Luigi
VIII e di Bianca di Castiglia, tentò iinvano di riconquistare Gerusalemme e morì
di peste a Tunisi
132) Filippo V l’Ardito (1270-1285), figlio di
San Luigi IX e di Margherita di Provenza
133) Filippo VI il Bello (1285-1314), figlio di
Filippo V e di Isabella d'Aragona, soppresse l'ordine dei Templari per
incamerarne le ricchezze e convocò per la prima volta gli Stati Generali,
embrione del Parlamento francese
134) Luigi X l’Attaccabrighe (1314-1316),
primogenito di Filippo VI e di Giovanna di Navarra
135) Giovanni I il Postumo (5-20 novembre 1316),
figlio di Luigi X e di Clemenza d'Ungheria
136) Filippo VII il Lungo (1316-1322), secondogenito
di Filippo VI e di Giovanna di Navarra
137) Carlo IV il Bello (1322-1328), terzogenito di
Filippo VI e di Giovanna di Navarra, morì senza eredi, provocando l'estinzione
del ramo principale dei Capetingi e le rivendicazioni sul trono francese di
Edoardo III d’Inghilterra, che era figlio di Isabella, figlia di Filippo VI il
Bello
Dinastia di Valois
138) Filippo VIII il Fortunato
(1328-1350), fu eletto Imperatore dalla nobiltà francese, ma nel 1337 il re
inglese Edoardo III sbarcò in Francia e diede inizio alla Guerra dei Cent’anni
139) Giovanni II il Buono (1350-1364), figlio di
Filippo VIII e di Giovanna di Borgogna, nel 1356 venne catturato dagli inglesi e
costretto a firmare la pace di Bretigny
140) Carlo V il Saggio (1364-1380), figlio di
Giovanni II e di Bona di Lussemburgo
141) Carlo VI (1380-1422), figlio di Carlo V e di
Giovanna di Borbone, si ammalò di mente e fu incapace di governare. Sotto il suo
regno l'Impero Romano di Francia fu sconfitto nella disastrosa Battaglia di
Azincourt, con la quale Enrico VI d'Inghilterra si fece incoronare Imperatore di
Francia (il titolo non è però riconosciuto dai francesi)
142) Carlo VII (1422-1461), figlio di Carlo VI e di
Isabella di Baviera, con l’aiuto di Giovanna d’Arco sconfisse gli inglesi, che
nel 1453 furono costretti ad abbandonare definitivamente la Francia, ponendo
fine alla Guerra dei Cent’anni
143) Luigi XI (1461-1483), figlio di Carlo VII e di
Maria d'Angiò
144) Carlo VIII (1483-1498), figlio di Luigi XI e
di Carlotta di Savoia, tentò invano di conquistare il trono d'Italia
Dinastia di Valois-Orléans
145)
Luigi XII il Padre del Popolo (1498-1515), pronipote di Carlo V,
conquistò il trono d'Italia, ma morì senza eredi
Dinastia di Valois-Angoulême
146) Francesco I (1515-1547),
discendente di Carlo V e genero di Luigi XII, fu sconfitto da Carlo V d'Asburgo
e perse la corona d'Italia
147) Enrico II il Galante (1547-1559), figlio di
Francesco I di Claudia di Valois-Orléans, morì a soli 40 anni durante un torneo
a causa di un tragico incidente (che, secondo una leggenda oggi destituita di
alcun fondamento, sarebbe stato predetto da Nostradamus)
148) Francesco II (1559-1560), primogenito di
Enrico II e di Caterina de' Medici, fu re consorte di Scozia e morì di malattia
a soli 36 anni
149) Carlo IX (1560-1574), terzogenito di Enrico II
e di Caterina de' Medici, il potere effettivo venne gestito da sua madre, che il
24 agosto 1572 causò la strage di San Bartolomeo
150) Enrico III (1574-1589), quartogenito di Enrico
II e di Caterina de' Medici, fu tra i protagonisti della "Guerra dei tre
Enrichi" contro Enrico di Guisa (cattolico) ed Enrico di Borbone (protestante),
nel pieno delle guerre di religione. Morì senza figli, e con lui si estinse la
Dinastia di Valois
Dinastia Borbone
151) Enrico IV il Vert Galant
(1589-1610), lontano discenddente di San Luigi IX e capo del partito
protestante, fu nominato erede al trono da Enrico III a condizione che si
convertisse al cattolicesimo (a questo episodio è legato il detto "Parigi val
bene una Messa"). Nel 1598 pubblicò’Editto di Nantes che concedeva libertà di
culto ai Protestanti. Fu assassinato dal fanatico François Ravaillac
152) Luigi XIII il Giusto (1610-1643), figlio di
Enrico IV e di Maria de' Medici, durante i primi anni del suo regno fu sotto la
reggenza di sua madre. Ebbe come primo ministro il cardinale di Richelieu, che
intervenne nella Guerra dei Trent'Anni, e poi il cardinale Mazzarino
153) Luigi XIV l'Imperatore Sole (1643-1715),
figlio di Luigi XIII e di Anna d'Austria, fece costruire la splendida residenza
imperiale di Versailles e fu l'incarnazione dell'assolutismo imperiale. Durante il
suo lunghissimo impero combattè guerre continue contro i paesi confinanti
154) Luigi XV il Beneamato (1715-1774), pronipote
di Luigi XIV, il suo impero coincise con la grande stagione dell'Illuminismo, ma
fu influenzato dalle favorite ed incassò una dura sconfitta dall'Inghilterra
nella Guerra dei Sette Anni
155) Luigi XVI il Martire (1774-1792), nipote
abiatico di Luigi XV (era figlio di Luigi Ferdinando di Borbone e di Maria
Giuseppina di Sassonia), fu l'ultimo sovrano assoluto di Francia. A causa della
crisi economica fu travolto dalla Rivoluzione Francese; deposto il 10 agosto
1792, fu giustiziato il 21 gennaio 1793
Prima Repubblica (1792-1804)
La Repubblica nata dalla Rivoluzione Francese vide succedersi la
Convenzione Nazionale (1792-1795), il
Comitato di Salute Pubblica (1793-1794), il
Direttorio (1795-1799), il
Consolato (1799-1802) ed infine il Primo Console a vita
Napoleone Bonaparte (1802-1804)
Dinastia Bonaparte
156) Napoleone I il Grande (18 maggio
1804-11 aprile 1814, 1° regno), già Primo Console, si fece eleggere Imperatore
con un plebiscito e soggiogò quasi tutta l'Europa, finchè non fu sconfitto nella
Battaglia di Lipsia (16-19 ottobre 1813)
Assumendo anche i titoli di Imperatore Romano di Borgogna, di Germania, di Italia e di Spagna, Napoleone Bonaparte (per questo, oltre che per il fatto di essere un self made man, ricordato come "il Grande") tentò di ricostruire l'unità dell'Impero Romano d'Occidente. Ma la sua costruzione era artificiosa, basata sul suo prestigio militare e non duratura: era destinata a dissolversi alla prima vera sconfitta del Corso, e così fu.
Dinastia Borbone
157) Luigi XVIII il Desiderato (11
aprile 1814-20 marzo 1815, 1° regno), fratello di Luigi XVI, assunse questo nome
perchè considerava legittimo imperatore lo sfortunato Luigi XVII, figlio di
Luigi XVI e di Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena, morto in prigionia
Dinastia Bonaparte
156) Napoleone I il Grande (20
marzo-22 giugno 1815, 2° regno), riprese il potere nei famosi "Cento Giorni", ma
fu definitivamente sconfitto a Waterloo. Esiliato dagli inglesi sull'isola di
Sant'Elena, vi morì il 5 maggio 1821
158) Napoleone II l'Aquilotto (22 giugno-7 luglio
1815), figlio minorenne di Napoleone I e di Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, fu
deposto dagli avversari di Napoleone e morì senza eredi a soli 21 anni il 22
luglio 1832
Dinastia Borbone
157) Luigi XVIII il Desiderato (7
luglio 1815-16 settembre 1824, 2° regno), restaurato sul trono dal Congresso di
Vienna, ma morì senza figli
159) Carlo X (16 settembre 1824-2 agosto 1830),
fratello di Luigi XVI e di Luigi XVIII, fu deposto dalla Rivoluzione di Luglio
Dinastia di Orléans
160) Luigi Filippo I l'Imperatore Borghese
(9 agosto 1830-24 febbraio 1848), discendente di Luigi XIII, assunse il titolo
di "Imperatore Romano dei Francesi", ma fu costretto a
fuggire salla Rivoluzione del 1848
Seconda Repubblica (1848-1852)
L'unico Presidente della Seconda Repubblica fu
Luigi Napoleone, che con un plebiscito si fece
eleggere Imperatore
Dinastia Bonaparte
161) Napoleone III (1852-1870),
figlio di Luigi Bonaparte (fratello minore di Napoleone I) e di Ortensia di
Beauharanais (figlia di primo letto della prima moglie di Napoleone I), fu
costretto ad abdicare dopo la sconfitta nella Battaglia di Sedan contro i
Prussiani
Napoleone III tentò di opporsi alla crescita della Prussia, che nel 1866 aveva scalzato l'Austria come regione egemone all'interno dell'Impero di Germania, ma incappò nella sconfitta di Sedan, fu costretto a cedere ai Prussiani l'Alsazia e la Lorena, e dovette abdicare
Terza Repubblica (Comune di Parigi,
1870-1871)
Questo esperimento socialista fu soffocato nel sangue dalle truppe
imperiali sostenute dai Prussiani. Suo unico Presidente fu
Gustave Flourens
Dinastia Borbone
162) Enrico V (31 agosto 1871-24
agosto 1883), Conte di Chambord, figlio di Carlo Ferdinando (secondogenito di
Carlo X e di Margherita di Savoia) e di Carolina di Borbone, avviò un'aggressiva
politica coloniale. Morì senza figli e adottò come erede Luigi Filippo d'Orléans
Dinastia di Orléans
163) Luigi Filippo II l'Amato (24
agosto 1883-8 settembre 1894), nato il 24 agosto 1838, nipote abiatico di Luigi
Filippo I (era figlio di Ferdinando Filippo d'Orléans e di Elena di
Meclemburgo-Schwerin)
164) Filippo IX il Battagliero (8 settembre
1894-28 marzo 1926), nato il 6 febbraio 1869, figlio di Luigi Filippo II e di
Maria Isabella d'Orléans, sotto il suo impero si combattè la Grande Guerra
Franco-Tedesca, che coinvolse solo queste due nazioni, conclusasi con un sostanziale pareggio
165) Giovanni III lo Sfortunato (28 marzo 1926-22
giugno 1940), nato il 4 settembre 1874, nipote di Filippo IX e da questi
adottato come figlio, regnò negli anni difficili seguiti al crac del 1929. Fu
deposto dalle armate naziste che occuparono Parigi e morì di dolore il 25 agosto
1940
Il
nazionalismo dell'Impero Francese, che intendeva vendicare la sconfitta nella
Battaglia di Sedan, e quello tedesco, che voleva far assurgere l'Impero di
Germania a nazione guida dell'Europa, sfociò nel luglio 1945, a causa di
incidenti di frontiera, nella Grande Guerra Franco-Tedesca, il primo grande
conflitto moderno, preludio della Guerra Mondiale del 1939-1945. La Grande
Guerra vide affrontarsi le truppe Francesi e Tedesche; gli altri stati fornirono
supporto logistico all'una o all'altra nazione, ma non intervennero direttamente
nel conflitto, che così non divenne europeo nè mondiale. Il solo Belgio finì
coinvolto nel conflitto, giacchè entrambe le potenze in lotta lo invasero per
cercare di aprirsi la strada verso il territorio nemico. La guerra vide l'uso di
carri armati, gas tossici e sottomarini, e si concluse nel novembre 1918 quando
la Germania, duramente colpita dall'influenza spagnola (anche la Francia lo era
stata, ma in misura minore), fu costretta a chiedere l'armistizio. Il trattato
di pace di Versailles sancì il ritorno di Alsazia e Lorena alla Francia, che
conquistò anche il Camerun e il Togo tedeschi, oltre che la restaurazione
dell'indipendenza del Belgio, garantita da Regno Unito e Italia, ma la guerra si
risolse in un sostanziale pareggio, perchè la Francia non era riuscita a piegare
la Germania nè ad invadere il suo territorio, né a scalzare l'odiata Dinastia
degli Hohenzollern (vedi
sotto). Intanto,
in Russia il fallimento Rivoluzione d'Ottobre evitava la caduta della monarchia,
ma costringeva lo Zar (vedi sotto) a profonde riforme
dell'Impero in senso federale..
La crisi del 1929 colpì a sua volta duramente la Germania, e così il fanatico
nazionalista ed antisemita Adolf Hitler riuscì a farsi eleggere Cancelliere,
promettendo anche di riconquistare Alsazia e Lorena e di cancellare l'onta del
Trattato di Versailles. Con un putsch depose l'imperatore romano di Germania
Guglielmo III, si proclamò a sua volta imperatore con il nome di Adolfo II,
quindi iniziò una politica espansionistica che lo portò a creare un vasto impero
egemone in Europa. Quando attaccò la Polonia, la cui indipendenza era garantita
da Francia, Regno Unito e Italia, il 1° settembre 1939 scoppiò la Guerra
Mondiale, che per quasi sei anni devastò l'Europa e buona parte del mondo.
Occupazione tedesca (1940-1944)
Il nord del paese fu annesso all'Impero Romano di Germania, mentre
il sud ("Impero di Vichy") fu retto dal governo collaborazionista del
Maresciallo Philippe Pétain, proclamatosi Imperatore con il nome di
166) Napoleone V (22 giugno 1940-25 agosto 1944),
essendo considerato Napoleone IV il figlio di Napoleone III, mai effettivamente
salito al trono. Arrestato dagli Alleati, Pétain fu processato e condannato a
morte, ma la pena fu commutata nell'ergastolo il considerazione della sua età
avanzata e del fatto che era stato eroe della Grrande Guerra Franco-Tedesca.
Morì in carcere il 23 luglio 1951 a 95 anni. Oggi resta un punto di riferimento
per l'Estrema Destra francese
Dinastia di Orléans
167) Enrico VI (25 agosto 1944-19
giugno 1999), nato il 5 luglio 1908, figlio di Giovanni III e di Isabella
d'Orléans, il suo lungo impero vide la ricostruzione postbellica e l'adesione
dell'Impero Romano di Francia alla NATO (1949), alla CEE (1957) e all'Unione
Euro-Romana (1992)
168) Enrico VII (19 giugno 1999-21 gennaio 2019),
nato il 14 giugno 1933, figlio di Enrico VI e di Isabella d'Orléans-Bragança,
salì al trono all'età di 66 anni e vide la partecipazione dell'Impero di Francia
alla lotta contro il terrorismo di matrice islamica
169) Giovanni IV (21 gennaio 2019-regnante), nato
il 19 maggio 1965, figlio di Enrico VII e di Maria Teresa di Württemberg
170) Gastone (erede al trono), nato il 19 novembre
2009, figlio di Giovanni IV e di Filomena de Tornos y Steinhart
.
III - Imperatori Romani di Spagna

Imperatori Visigoti
70) Ataulfo (413-415), cugino e cognato di Alarico I,
il sovrano dei Visigoti che aveva messo a sacco Roma, guidò il suo popolo verso la Gallia meridionale,
quindi conquistò Barcellona e si proclamò primo Imperatore Romano di Spagna. Porta
questo numerale in quanto successore di Onorio
71) Sigerico (415), autoproclamatosi Imperatore dopo aver assassinato Ataulfo, rivale di
Vallia
72) Vallia (415-418), fratello di Ataulfo, invase
la penisola iberica scacciandone Vandali e Alani
73) Teodorico I (418-451), genero di Alarico I, morì nella Battaglia dei Campi
Catalaunici contro Attila
74) Torrismondo (451-453), figlio di Teodorico I
75) Teodorico II (453-466), figlio di Teodorico I, assassinò il fratello Torrismondo
76) Eurico (466-484), figlio di Teodorico I, assassinò il fratello
Teodorico II
77) Alarico II (484-507), figlio di Eurico
78) Gesalico (507-511), figlio illegittimo di Alarico II, nominato
Imperatore dai nobili dopo
la sconfitta di Vouillé da parte dei Franchi
79) Amalarico (511-531), figlio di Alarico II, nominato
Imperatore dal nonno, l'Imperatore
ostrogoto d'Italia Teodorico il Grande, suo reggente dal 511 al 526
80) Teudi (531-548) Generale ostrogoto, eletto
dall'esercito
81) Teudiselo (548-549), generale ostrogoto, eletto dall'esercito
82) Agila I (549-555) eletto dalla nobiltà per cacciare gli Ostrogoti
83) Atanagildo (551-555), si ribellò ad Agila I e pose la capitale a Toledo
84) Liuva I (567-572), eletto Imperatore dall'aristocrazia di Settimania dopo un interregno
di cinque mesi
85) Leovigildo (570-586), fratello di Liuva I, nel
585 conquistò l'Impero degli Svevi e controllò quasi tutta la penisola iberica
86) Recaredo I (586-601), figlio di Leovigildo, con
il Concilio di Toledo si convertì con il proprio popolo dall'arianesimo al
cattolicesimo niceno
87) Liuva II (601-603), figlio di Recaredo I
88) Viterico (603-610), si proclamò Imperatore dopo aver rovesciato e assassinato Liuva II
89) Gundemaro (610-612), eletto dalla nobiltà dopo l'assassinio di Viterico
90) Sisebuto (612-621), eletto dalla nobiltà
91) Recaredo II (621),
figlio di Sisebuto
92) Suintila (621-631), eletto dalla nobiltà
93) Sisenando (631-636), si proclamò Imperatore dopo aver rovesciato Suintila
94) Chintila (636-639), eletto dalla nobiltà
95) Tulga (639-642), figlio di Chintila
96) Chindasvindo (642-653), rivale di Tulga, riconosciuto come
Imperatore dopo la sua morte
97) Recesvindo (649-672), figlio di Chindasvinto,
nel 654 promulgò un codice di leggi
98) Vamba (672-680), eletto dalla nobiltà, fu il
primo imperatore germanico a farsi consacrare da un religioso, l'Arcivescovo di
Toledo
99) Ervige (680-687), indicato da Vamba come suo successore
100) Egica (687-702), genero di Ervige
101) Witiza (700-710), figlio di Egica, fu deposto
da Roderico I
102) Roderico (Rodrigo) il Vittorioso (710-711), considerato
l'eroe nazionale dei Visigoti, affrontò il generale berbero Ṭāriq ibn Ziyād, che
aveva invaso la penisola iberica cercando di approfittare della lotta tra Witiza
e Roderico I, e lo sconfisse nella Battaglia del Guadalete (19 luglio 711), ma
anch'egli cadde nello scontro
103) Agila II (711-713), eletto Imperatore sul campo di
battaglia dopo la morte di Roderico I, morì a sua volta combattendo contro i
Berberi che riprovavano ad invadere il suo impero
104) Ordoño I (713-720), scelto come successore di Agila II
Dinastia delle Asturie
105) Pelagio (720-737), figlio del
duca di Cantabria Favila, fratello di
Chindasvindo, eletto Imperatore dei Visigoti dalla nobiltà
106) Favila (737-739), figlio di Pelagio, fu ucciso da un orso durante una battuta di
caccia
107) Alfonso I il Cattolico (739-757), cognato di
Favila
108) Fruela I (757-768), figlio di Alfonso I
109) Aurelio (768-774), cugino di Fruela I
110-111) Adosinda (774-783), cugina di Aurelio, sorella di
Fruela I e figlia di Alfonso I, con il marito Silo
112) Mauregato (783-789), fratellastro di Adosinda e di
Fruela I, figlio di Alfonso I
113) Bermudo I il Diacono (789-791), cugino di Mauregato, Adosinda e
Fruela I,
fratello di Aurelio
114) Alfonso II il Casto (791-842), figlio di
Fruela I
115) Ramiro I (842-850), cugino di terzo grado di
Alfonso II, figlio di
Bermudo
I
116) Ordoño II (850-866), figlio di Ramiro I
117) Alfonso III il Grande (866- 910), figlio di
Ordoño II
118) Fruela II (910-914, 1° regno), figlio di
Alfonso III
119) Ordoño III Alfonso il Grande (19 gennaio 914-gennaio 924),
figlio di Alfonso
III, spodestò il fratello Fruela II
118) Fruela II (gennaio 924-luglio 925, 2° regno), tornò sul trono dopo la morte di
Ordoño III
119) Alfonso IV (925), figlio di Fruela II
120) Alfonso V Ordoñez (925-931), figlio di
Ordoño III, spodestò il cugino
Alfonso IV,
considerandolo un usurpatore. Abdicò in favore del fratello Ramiro per farsi
monaco
121) Ramiro II Ordoñez il Grande (931-951), figlio di
Ordoño III
122) Ordoño IV Ramirez (951-956), figlio di Ramiro II
123) Sancho I Ramirez il Grasso (956-958, 1°
regno), figlio di Ramiro II, venne detronizzato dal cugino Ordoño
124) Ordoño V Alfonso il Malvagio (958-960), figlio di
Alfonso V, dopo aver
detronizzato il cugino Sancho I, venne a sua volta spodestato da quest'ultimo
123) Sancho I Ramirez il Grasso (960-dicembre 966, 2° regno), riconquistò la corona
125) Ramiro III Sanchez (dicembre 966-984), figlio di
Sancho I, venne detronizzato da una
congiura
126) Bermudo II Ordoñez il Gottoso (984-settembre 999), figlio di
Ordoño V, dal 999 al 1007 si trovò sotto la reggenza della madre Elvira
127) Alfonso VI Bermudez il Nobile (settembre 999-5
luglio 1028), figlio di Bermudo II
128) Bermudo III Alfonso (5 luglio 1028-4 settembre 1037),
figlio di Alfonso VI
Dinastia di Jiménez (di Navarra)
129-130) Sancha I (4 settembre 1037-27 dicembre 1065),
sorella di Bermudo, con il marito Ferdinando I il Grande,
figlio di Sancho di Navarra.
131) Alfonso VII (27 dicembre 1065-1° giugno
1109), figlio di Ferdinando I e di Teodolinda I,
si scontrò con i fratelli Witiza e Sancho, quindi stroncò un tentativo dei
Lusitani di rendersi indipendenti. Ebbe al suo servizio Rodrigo Diaz de Vivar,
eroe nazionale spagnolo; quest'ultimo il 23 ottobre 1086 inflisse una dura
sconfitta a Yūsuf ibn Tāshfīn, signore degli Almoravidi del Marocco, che aveva
invaso il sud della penisola iberica
132) Urraca (1° giugno 1109-1126), figlia di
Alfonso VI
Dinastia Anscarica
133) Alfonso VIII (8 marzo 1126-21
agosto 1157), figlio di Urraca e di Raimondo di Borgogna
134) Ferdinando II (21 agosto 1157-22 gennaio 1188),
figlio di Alfonso VIII, riuscì a respingere il nuovo tentativo di 'Abd
al-Mu'min ibn 'Ali al-Kumi, Califfo degli Almohadi, di conquistare la Spagna
135) Alfonso IX (22 gennaio 1188-24 settembre 1230),
figlio di Ferdinando II
136-137) Sancha II e Dolce (24 settembre-11 dicembre 1230), figlie di Alfonso IX, in
seguito alle pressioni della nobiltà e dietro un cospicuo indennizzo
rinunciarono al trono a favore del fratellastro Ferdinando
138) Ferdinando III il Santo (11 dicembre 1230-30 maggio 1252),
figlio di Alfonso IX, mandò una spedizione ad esplorare le isole Canarie e le
aggregò al suo impero
139) Alfonso X
il Saggio (30 maggio 1252-4 aprile 1284), figlio di Ferdinando III,
appoggiò la spedizione di Pietro d'Aragona, conte di Barcellona, che conquistò
la Sicilia e ne divenne sovrano
140) Sancho II
l'Ardito (4 aprile 1284-25 aprile 1295), figlio di Alfonso X, stabilì
una serie di punti di appoggio commerciali sulle coste africane occidentali
141) Ferdinando IV il Chiamato (25 aprile 1295-7
settembre 1312), figlio di Sancho II, scoprì Madeira e le Azzorre e le
aggregò al suo impero
142) Alfonso XI
il Giustiziere (7 settembre 1312-26 marzo 1350), figlio di Ferdinando IV
143) Pietro
il Crudele (26 marzo 1350-22 marzo 1369), figlio di Alfonso XI
Dinastia di
Trastámara
144) Enrico I (22 marzo 1369-29 maggio 1379), figlio
naturale di Alfonso XI
145) Giovanni I (29 maggio 1379-9 ottobre 1390),
figlio di Enrico I
146) Enrico II l'Infermo (9 ottobre 1390-25
dicembre 1406), figlio di Giovanni I
147) Giovanni II (25 dicembre 1406-20 luglio 1454),
figlio di Enrico II
148) Enrico III l'Impotente (20 luglio 1454-11
dicembre 1474), figlio di Giovanni II, morì senza eredi
149-150) Isabella I la Cattolica (11 dicembre
1474-26 novembre 1504), sorella di Enrico III, con il marito
Ferdinando V, Conte di Barcellona, discendente di Giovanni I. Finanziò la spedizione di Cristoforo
Colombo che portò alla scoperta dell'America
151-152) Giovanna la Savia (26 novembre 1504-14 marzo
1516), figlia di Elisabetta I e di Ferdinando V, con il marito
Filippo III il Bello d'Asburgo, figlio
dell'Imperatore di Germania Massimiliano I d'Asburgo.
Alla morte del marito abdicò a favore del figlio Carlo e si ritirò in convento,
dove morì il 12 aprile 1555
Dinastia d'Asburgo
153) Carlo I (14 marzo 1516-16 gennaio 1556),
figlio di Giovanna e Filippo III, fu Imperatore di Spagna, di
Germania e d'Italia. Il suo sogno era quello di ricostituire l'Impero di Cesare
Augusto. Governò su di un impero immenso, comprendente le colonie americane,
africane ed asiatiche, ma non riuscì a conquistare la Francia e Costantinopoli.
Abdicò il 16 gennaio 1556, lasciando Germania e Borgogna al fratello Ferdinando
e il resto al figlio Filippo. Morì il 21 settembre 1558
154) Filippo IV il Prudente (16 gennaio 1556-13
settembre 1598), figlio di Carlo I, Imperatore di Spagna e d'Italia, nel 1588
attaccò il Regno
d'Inghilterra della regina Elisabetta I Tudor con l'Invincibile Armata, ma la
spedizione finì un disastro. Questo fatto portò all'inizio del declino della
Spagna come grande potenza mondiale
155) Filippo V il Pio (13 settembre 1598-31 marzo
1621), figlio di Filippo IV, Imperatore di Spagna e d'Italia
156) Filippo VI il Grande (31 marzo 1621-17
settembre 1665), figlio di Filippo V, Imperatore di Spagna e d'Italia
157) Carlo II (17 settembre 1665-1º novembre 1700),
figlio di Filippo IV, Imperatore di Spagna e d'Italia, ultimo degli Asburgo di Spagna,
era di salute malferma a causa dei matrimoni tra consanguinei tipici della sua
dinastia. Morì a soli 39 anni senza
figli, dopo aver adottato come figlio il cugino Filippo di Borbone
Dinastia Borbone
158) Filippo VII (16 novembre 1700-14
gennaio 1724, 1° regno),
figlio di Luigi il Gran Delfino, primogenito dell'Imperatore di
Francia Luigi XIV, fu contestato dagli austriaci e dagli inglesi, e per questo
scoppiò la Guerra di Successione Spagnola. Filippo VII fu infine riconosciuto
Imperatore di Spagna, ma dovette rinunciare alla corona d'Italia
159) Luigi (14 gennaio-31 agosto 1724), figlio di
Filippo VII, salì al trono dopo l'abdicazione del padre, che aveva sperato di
diventare Imperatore di Francia, ma morì di vaiolo dopo nemmeno otto mesi di
regno
158) Filippo VII (31 agosto 1724-9 luglio 1746, 2°
regno), ritornò sul trono dopo la morte prematura del figlio
160) Ferdinando VI (9 luglio 1746 10 agosto 1759),
figlio di Filippo VII e fratello di Luigi
161) Carlo III (10 agosto 1759-14 dicembre 1788),
figlio di Filippo VII e fratello di Luigi e di Ferdinando VI
162) Carlo IV (14 dicembre 1788-19 marzo 1808),
figlio di Carlo III, di idee reazionarie, fu detronizzato dal figlio Ferdinando
163) Ferdinando VII (19 marzo-6 maggio 1808, 1°
regno), figlio di Carlo IV, fu deposto da Napoleone Bonaparte
Dinastia Bonaparte
164) Napoleone (6 maggio 1808-11
dicembre 1813), già Imperatore di Francia, Italia e Germania, depose Ferdinando
VII e si proclamò anche Imperatore di Spagna
Dinastia Borbone
163) Ferdinando VII (11 dicembre 1813-29
settembre 1833,
2° regno), ritornò sul trono dopo la sconfitta di Napoleone nella Battaglia di
Lipsia, ma non poté fare nulla per impedire che le colonie americane divenissero
indipendenti. Tra di esse, il Messico diede vita a un nuovo Impero Romano (vedi
sotto), il primo oltreoceano
165) Isabella II (29 settembre-30 novembre 1833),
figlia di Ferdinando VII, fu indicata come erede dal padre, ma detronizzata
dallo zio Carlo Isidoro con l'appoggio del Parlamento Spagnolo
166) Carlo V Isidoro (30 novembre 1833-10 marzo
1855), fratello di Ferdinando VII, abdicò in favore del figlio
167) Carlo VI Ludovico (10 marzo 1855-13 gennaio
1861), figlio di Carlo V, avviò l'industrializzazione del suo impero
168) Giovanni III Carlo (13 gennaio 1861-21
novembre 1887), fratello di Carlo VI, partecipò alla spartizione coloniale
dell'Africa
169) Carlo VII (21 novembre 1887-18 luglio 1909),
figlio di Giovanni III
170) Giacomo (18 luglio 1909-9 ottobre 1931),
figlio di Carlo VII
171) Alfonso XII Carlo (9 ottobre 1931-29
settembre 1936), fratello minore di Carlo VII e zio di Giacomo, dovette
affrontare le conseguenze del crollo della Borsa di New York il 29 ottobre 1929
172) Saverio (29 settembre 1936-7 maggio 1977),
cugino di Alfonso XII Carlo, appena salito al trono rischiò di essere
rovesciato da un Putsch dei Falangisti di estrema destra, che però fu stroncato
dalle forze a lui fedeli. Restò neutrale durante la Guerra Mondiale. Nel 1949 la Spagna aderì alla NATO e, nel
1957, fu tra i membri fondatori della Comunità Economica Euro-Romana. Sotto il
suo regno le colonie africane ed asiatiche divennero indipendenti, mentre i
Baschi iniziarono una serie di azioni terroristiche per cercare di separarsi dall'Impero
173) Carlo VIII Ugo (7 maggio 1977-18 agosto 2010),
primogenito di Saverio, sotto il suo imperno nel 1992 la Spagna aderì all'Unione
Euro-Romana e nel 2001 adottò l'euro, ma non partecipò alla guerra voluta dagli USA
contro le organizzazioni terroriste islamiche
174) Carlo IX Saverio (18 agosto 2010-in carica),
nato il 27 gennaio 1970,
primogenito di Carlo VIII e di Sofia di Grecia. Nel 2011 i movimenti
terroristi baschi deposero le armi
175) Sisto Enrico (erede al trono), nato il 24
aprile 2016, figlio di Carlo IX Saverio e della principessa argentina
Maximiliane Cerruti (nata il 17 maggio 1971)
.
IV - Imperatori Romani del Portogallo

Imperatori Svevi
70) Ermerico I (410-427, 1° regno), primo
sovrano della Confederazione degli Svevi, emigrò con il suo popolo
in Galizia, dove si proclamò Imperatore Romano. Oggi è considerato
retroattivamente il primo Imperatore Romano del Portogallo, e fu il primo capo
di un popolo germanico ad attribuirsi tale titolo. Porta questo numerale in quanto successore di
Onorio
71) Ermigario (427-429), usurpatore
72) Ermerico (429-438, 2° regno)
73) Rechila (438-448), figlio di Ermerico
74) Rechiaro (448-456), figlio di Rechiaìla
75) Aiulfo (456-457), usurpatore, vassallo dei Visigoti
76) Maldraso (457-460), figlio di Massilia, eletto
dalla Nobiltà, subì la rivolta di Framta
77) Fromaro (460-464), figlio di Masdra, eletto
dalla Nobiltà
78) Remismondo (464-469), figlio di Maldraso,
sconfisse gli usurpatori Framta (457) e Fromaro (457-464)
79) Ermenerico (469-495), figlio di Remismondo
80) Veremondo (495-535), figlio di Ermenerico
81) Teodemondo (535-550), figlio di Veremondo
82) Carriarico (550-558), figlio di Teodemondo, fu
il primo Imperatore degli Svevi a convertirsi al cattolicesimo
83) Ariamiro (558-561), figlio di Carriarico
84) Teodemaro (561-570), fratello di Ariamiro
85) Miro (570-583), figlio di Teodemaro
86) Eborico (583-584), deposto e rinchiuso in monastero da Andeca
87) Andeca (584-585), deposto e rinchiuso in monastero da Leovigildo
88) Malarico (585), si ribellò a Leovigildo ma venne da lui sconfitto
Imperatori Visigoti
89) Leovigildo (585-586), Imperatore dei Visigoti, nel 585 conquistò
l'Impero degli
Svevi
90) Recaredo I (586-601), figlio di Leovigildo, con il Concilio di Toledo
convertì il proprio popolo dall'arianesimo al cattolicesimo niceno
91) Liuva (601-603), figlio di Recaredo I
92) Viterico (603-610), si proclamò Imperatore dopo aver
assassinato Liuva
93) Gundemaro (610-612), eletto dalla nobiltà dopo l'assassinio di Viterico
94) Sisebuto (612-621), eletto dalla nobiltà
95) Recaredo II (621), figlio di Sisebuto
96) Suintila (621-631), eletto dalla nobiltà
97) Sisenando (631-636), si proclamò Imperatore dopo aver rovesciato Suintila
98) Chintila (636-639), eletto dalla nobiltà
99) Tulga (639-642), figlio di Chintila
100 Chindasvindo (642-653), rivale di Tulga, riconosciuto come
Imperatore dopo la sua
morte
101) Recesvindo (649-672), figlio di Chindasvindo, nel 654 promulgò un codice di
leggi
102) Vamba (672-680), eletto dalla nobiltà
103) Ervige (680-687), indicato da Vamba come suo successore
104) Egica (687-702), genero di Ervige
105) Witiza I (700-710), figlio di Egica, fu
deposto da Roderico
106) Roderico (Rodrigo) il Vittorioso (710-711), sconfisse il generale berbero Ṭāriq ibn Ziyād che aveva invaso la
penisola iberica, ma anch'egli cadde
nello scontro
107) Agila (711-713), eletto Imperatore sul campo di battaglia dopo la morte di
Roderico I, morì a sua volta combattendo contro i Berberi che riprovavano ad
invadere il suo regno
108) Ordoño I (713-720), scelto dalla nobiltà come successore di Agila
Dinastia delle Asturie
109) Pelagio (720-737), figlio del duca di Cantabria
Favila, fratello di
Chindasvindo, eletto Imperatore dei Visigoti e degli Svevi dalla nobiltà
110) Favila (737-739), figlio di Pelagio, fu ucciso da un orso durante una
battuta di caccia
111) Alfonso I il Cattolico (739-757), cognato di
Favila
112) Fruela (757-768), figlio di Alfonso I
113) Aurelio (768-774), cugino di Fruela
114) Adosinda (774-783), cugina di Aurelio, sorella
di Fruela I e figlia di Alfonso I
115) Mauregato (783-789), fratellastro di Adosinda e di
Fruela I, figlio di Alfonso I
116) Bermudo il Diacono (789-791), cugino di Mauregato, Adosinda e
Fruela,
fratello di Aurelio
117) Alfonso II il Casto (791-842), figlio di Fruela
118) Ramiro I (842-850), cugino di terzo grado di
Alfonso II, figlio di Bermudo
119) Ordoño II (850-866), figlio di Ramiro I
120) Alfonso III (866-868), figlio di Ordoño II
Dinastia di Vimara Peres
121) Vimara Peres (868-873), figlio di Pietro, figlio di Bermudo I,
riuscì a sconfiggere Alfonso III, scacciò gli Spagnoli dalla parte occidentale
della Penisola Iberica e si fece incoronare Imperatore Romano del Portogallo
122) Lucidio Vimaranes (873-922), figlio di Vimara
Peres
123) Diego Fernandes (922-926), marito di Onega
Lucides, figlia di Lucidio Vimaranes
124) Mendo I Gonçalves (926-943), marito di Muniadona
Diaz, figlia di Diego Fernandes
125) Muniadona Diaz (943-950), regnò da sola dopo la morte del marito
126) Gonzalo Mendes (950-997), figlio di Mendo I
Gonçalves e Muniadona Diaz
127) Mendo II Gonçalves (997-1008), figlio di
Gonzalo Mendes
128) Alvito Nunes (1008-1016), nipote di Alvito
Lucides, figlio di Lucidio Vimaranes
129) Nuno I Alvites (1016-1028), figlio di Alvito
Nunes
73) Mendo III Nunes (1028-1050), figlio di Nuno I
Alvites, sotto la reggenza della madre
Ilduara
130) Nuno II Mendes (1050-1071), figlio di Mendo III
Nunes
Dinastia Galiziana
131) Garcia I (1065-1071, 1° regno), figlio di Ferdinando I,
Imperatore di Spagna, conquistò il Portogallo dopo aver sconfitto Nuno II Mendes
nella Battaglia di Pedroso
132) Sancho II (1071-1072), figlio di Ferdinando I,
Imperatore di Spagna, depose il fratello Garcia I
131) Garcia I (1072-1073, 2° regno), recuperò il
trono dopo la morte del fratello Sanchio II
133) Alfonso I (1073-1093), figlio di Ferdinando I,
Imperatore di Spagna, a sua volta Imperatore di Spagna con il nome di Alfonso VII
Dinastia di Borgogna
134) Enrico I (1093-22 maggio 1112)), fratello degli
Imperatori di Borgogna Ugo I e Oddone I, fu
incoronato Imperatore del Portogallo come suo vassallo da Alfonso VII
135) Teresa (22 maggio 1112-6 dicembre 1128), figlia illegittima di Alfonso
VII e vedova di Enrico I
136) Alfonso II Henriques (6 dicembre 1128-6 dicembre 1185)),
figlio di Enrico I e Teresa, proclamò l'indipendenza del Portogallo dalla Spagna
137) Sancho III il Popolatore (6 dicembre 1185-26 marzo 1212),
figlio di Alfonso
II Henriques
138) Alfonso III il Grasso (26 marzo 1212-25 marzo 1223),
figlio di Sancho III
139) Sancho IV il Pio (25 marzo 1223-4 gennaio 1248),
figlio di Alfonso III
140) Alfonso IV il Restauratore (4 gennaio 1248-16
febbraio 1279 Figlio di
Alfonso III
141) Dionigi l'Agricoltore (16 febbraio 1279-7 gennaio 1325),
figlio di Alfonso IV
142) Alfonso V l'Ardito (7 gennaio 1325-28 maggio
1357), figlio di Dionigi
143) Pietro I il Giustiziere (28 maggio 1357-18 gennaio 1367),
figlio di Alfonso V
144) Ferdinando I il Bello (18 gennaio 1367-29 ottobre 1383),
figlio di Pietro I
145) Beatrice (22 ottobre 1383-6 aprile 1385, deposta)),
figlia di Ferdinando I, sotto la reggenza di sua madre Eleonora
Dinastia Aviz
146) Giovanni I il Buono (6 aprile 1385-14 agosto 1433),
figlio legittimato di Pietro I, fu Gran Maestro dell'Ordine di Aviz, da cui il
nome della dDinastia. Suo figlio Enrico il
Navigatore, cercando una via alternativa per raggiungere le Indie, diede inizio
alla grande stagione delle scoperte geografiche
147) Edoardo il Filosofo (14 agosto 1433-13 settembre 1438),
figlio di Giovanni I
148) Alfonso VI l'Africano (13 settembre 1438-28
agosto 1481), figlio di Edoardo
149) Giovanni II il Perfetto (28 agosto 1481-25
ottobre 1495), figlio di Alfonso VI, già reggente dal 1477 al 1481, quando il
padre si era ritirato in monastero
Dinastia Aviz-Beja
150) Manuele I il Fortunato (25 ottobre 1495-13 dicembre 1521),
figlio di Ferdinando, Duca di Beja, a
sua volta figlio di Edoardo, sotto il suo Impero i navigatori portoghesi compirono con
successo la prima circumnavigazione dell'Africa e scoprirono ed esplorarono il
Brasile
151) Giovanni III il Pio (13 dicembre 1521-11 giugno 1557),
figlio di Manuele I
152) Sebastiano I il Desiderato (11 giugno 1557-4 agosto 1578),
figlio di Giovanni
Manuele, a sua volta figlio di Giovanni III, regnò sotto la reggenza dello zio
Enrico fino al 1568. Morì a soli 24 anni nella Battaglia di Ksar el Kebir, nel
vano tentativo di conquistare il Marocco
153) Enrico II il Casto (4 agosto 1578-31 gennaio 1580),
figlio di Manuele I e zio di Sebastiano I, non ebbe eredi, e con lui finì la
dinastia Aviz
Dinastia d'Asburgo
154) Filippo III il Prudente (12 settembre 1580-13 settembre 1598),
Imperatore di Spagna come Filippo IV, figlio di Carlo I d'Asburgo e di Isabella, a sua volta
figlia di Manuele I, si proclamò anche Imperatore del Portogallo dopo
l'estinzione della dinastia Aviz ("Unione Imperiale Iberica")
155) Filippo IV il Pio (13 settembre 1598-31 marzo
1621), figlio di Filippo III, Imperatore di Spagna come Filippo V
156) Filippo V il Grande (31 marzo 1621-1º dicembre 1640, deposto),
figlio di
Filippo IV, Imperatore di Spagna come Filippo VI
Dinastia di Bragança
157) Giovanni IV il Restauratore (1º dicembre 1640-6 novembre 1656), figlio
di Teodosio, Duca di Bragança e discendente di Giovanni I, si mise a capo della
rivolta dei Portoghesi, proclamò l'indipendenza della sua nazione e fondò una
nuova dinastia, tuttora sul trono
158) Alfonso VII il Vittorioso (6 novembre 1656-12 settembre 1683),
figlio di
Giovanni IV
159) Pietro II il Pacifico (12 settembre 1683-9 dicembre 1706),
figlio di Giovanni IV
160) Giovanni V il Magnanimo (9 dicembre 1706-31 luglio 1750),
figlio di Pietro II
161) Giuseppe il Riformatore (31 luglio 1750-24 febbraio 1777),
figlio di Giovanni V
162) Pietro III l'Edificatore (24 febbraio 1777-25 maggio 1786),
figlio di Giovanni V
163) Maria I la Pia (25 maggio 1786-20 marzo 1816),
figlia di Giuseppe e vedova di
Pietro III, malata di mente, nel 1799 suo figlio Giovanni divenne reggente. Nel
1807 l'Impero del Portogallo fu invaso da Napoleone Bonaparte e la corte si
trasferì in Brasile
164) Giovanni VI il Clemente (20 marzo 1816-26 marzo 1826),
figlio di Pietro III e di Maria I, nel
1821 ritornò in Europa con la sua corte
165) Pietro IV il Liberale (26 marzo-28 maggio
1826), figlio di Giovanni VI, inaugurò la monarchia costituzionale portoghese.
Abdicò e divenne Imperatore del Brasile con il nome di Pietro I (vedi
sotto)
166) Maria II l'Istitutrice (28 maggio 1826-26
febbraio 1828, 1° regno), figlia di Pietro IV, fu deposta dallo zio Michele
167) Michele l'Usurpatore (26 febbraio 1828-26
maggio 1834), figlio di
Giovanni VI, fu dichiarato decaduto dal Parlamento, che aveva cercato di
eliminare per tornare alla monarchia assoluta
166) Maria II l'Istitutrice (26 maggio 1834-15
novembre 1853, 2° regno), rimessa sul trono
168) Ferdinando II l'Artista (16 settembre 1837-15 novembre 1853), consorte di Maria
II, figlio di Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Gotha
Dinastia di
Bragança-Sassonia-Coburgo-Gotha
169) Pietro V lo Speranzoso (15 novembre 1853-11 novembre 1861),
figlio di Maria II e
di Ferdinando II, regnò fino al 1855 sotto la reggenza di suo padre
170) Luigi il Popolare (11 novembre 1861-19 ottobre 1889),
figlio di Maria II e di
Ferdinando II
171) Carlo il Diplomatico (19 ottobre 1889-1º febbraio 1908),
figlio di Luigi, morì
assassinato da un anarchico
172) Manuele II il Patriota (1º febbraio
1908-2 luglio 1932), figlio di Carlo, sopravvisse a un tentativo di colpo di
stato dei Repubblicani nel 1910. Morì senza figli, e per questo adottò il suo parente Edoardo come proprio erede
173) Edoardo II Nuno (2 luglio 1932-24 dicembre
1976), nipote di Michele, partecipò alla Guerra Mondiale dalla parte degli
Alleati e negli anni sessanta gestì la decolonizzazione delle colonie portoghesi
d'oltremare. Nel 1957 l'Impero del Portogallo fu uno dei membri fondatori della CEE
174) Edoardo III Pio (24 dicembre 1976-in carica), figlio di Edoardo II
Nuno e di Maria Francesca d'Orléans e Bragança, sotto di lui l'Impero Romano
Portoghese aderì all'Unione Euro-Romana (1992) e adottò l'euro (1999)
175) Alfonso VIII (erede al trono), nato il 25 marzo 1996,
figlio di Edoardo III Pio e di Isabel de Herédia
.
V - Imperatori Romani di Germania

Dinastia Carolingia
108) Carlo I Magno (800-814), figlio
dell'Imperatore dei Franchi Pipino il Breve e di Bertrada di Laon
109) Ludovico I il Pio (814-840), figlio di Carlo I Magno e di Ildegarda
di Vinzgouw
110) Ludovico II il Germanico (843-876), figlio di Ludovico I e di Ermengarda di
Hesbaye
111) Carlomanno (876-880), figlio di Ludovico II e di Emma di Baviera, governò
la Baviera e fu anche Imperatore d'Italia
112) Ludovico III il Giovane (876-882), figlio di Ludovico I il Pio e di
Giuditta, governò la Sassonia e, dall'880, anche la Baviera
113) Carlo II il Grosso (882-887), figlio di Ludovico il Germanico, fu deposto
dalla nobiltà
114) Arnolfo di Carinzia (887-899), figlio naturale di Carlomanno
115) Ludovico IV il Fanciullo (899-811), figlio di Arnolfo, morì senza eredi
116) Corrado I (911-918), Duca di Franconia, scelto dalla nobiltà
Dinastia Sassone
117) Enrico I l'Uccellatore (919-936), generale di
Corrado I
118) Ottone I il Grande (936-973), figlio di Enrico I e di Santa
Matilde di Sassonia
119) Ottone II (973-983), figlio di Ottone I di Sassonia e di
Adelaide di Borgogna
120) Ottone III (983-1002), figlio di Ottone II e di Teofano di
Bisanzio
121) Enrico II il Santo (1002-1024), cugino di secondo grado di
Ottone III
Dinastia Salica
122) Corrado II il Salico (1024-1039), bisnipote di
Liutgarda, figlia di Ottone I
123) Enrico III il Nero (1039-1056), figlio di Corrado II e di
Gisella di Svevia
124) Enrico IV (1056-1105), figlio di Enrico III e di Agnese di
Poitou
125) Enrico V (1105-1125), figlio di Enrico IV e di Berta da Torino
126) Lotario II di Supplimburgo (1125-1137), eletto dalla nobiltà
Dinastia Sveva
127) Corrado III (1138-1152), figlio di Agnese di
Waiblingen, figlia di Enrico IV
128) Federico I Barbarossa (1152-1190), figlio di Federico il Guercio,
fratello di Corrado III
129) Enrico VI (1190-1197), figlio di Federico I e di Beatrice di
Borgogna
130) Filippo III (1198-1208), fratello di Enrico VI, morì assassinato
131) Ottone IV di Brunswick (1208-1215), bisnipote di Lotario III
132) Federico II lo Stupor Mundi (1215-1250), figlio di Enrico VI e di Costanza
d'Altavilla
133) Corrado IV (1250-1254), figlio di Federico II e di Jolanda di
Brienne
Periodo elettivo
134) Guglielmo I d'Olanda (1254-1256), eletto dalla nobiltà
135) Riccardo di Cornovaglia (1257-1272), eletto dalla nobiltà
136) Alfonso il Saggio di Castiglia (1272-1273),
eletto dalla nobiltà
137) Rodolfo I d'Asburgo (1273-1291), eletto dalla nobiltà
138) Adolfo I di Nassau (1291-1298), eletto dalla nobiltà
139) Alberto I d'Asburgo (1298-1308), figlio di Rodolfo I e di Gertrude di
Hohenberg, eletto dalla nobiltà
140) Enrico VII di Lussemburgo (1308-1313), eletto
dalla nobiltà
141) Ludovico IV di Wittelsbach (1313-1347), figlio di Matilde d'Asburgo, figlia
di Rodolfo I, eletto dalla nobiltà. Il 15 novembre 1315 fu sconfitto dai Cantoni
Svizzeri nella Battaglia di Morgarten, atto di nascita della Confederazione
Elvetica
142) Carlo IV di Lussemburgo (1346-1378), nipote di Enrico VII,
eletto dalla nobiltà, fu costretto a riconoscere l'indipendenza della
Confederazione degli Otto Cantoni, amministraa da un regime repubblicano, il
primo nucleo dell'odierna Svizzera
143) Venceslao I di Lussemburgo (1378-1400), figlio di Carlo IV e Anna di
Schweidnitz, eletto dalla nobiltà
144) Roberto di Wittelsbach (1400-1410), discendente di Adolfo
I di Nassau,
eletto dalla nobiltà
145) Sigismondo di Lussemburgo (1410-1437), figlio di Carlo IV e di Elisabetta
di Pomerania, eletto dalla nobiltà
Dinastia d'Asburgo
146) Alberto II d'Asburgo (1438-1439), bis-bisnipote di Alberto I
e genero di Sigismondo
147) Federico III d'Asburgo (1440-1493), cugino di Alberto II
148) Massimiliano I d'Asburgo (1493-1519), figlio di Federico III e di Eleonora
del Portogallo
149) Carlo V d'Asburgo (1519-1556), figlio di Filippo il Bello
(figlio di
Massimiliano I) e di Giovanna di Castiglia
150) Ferdinando I d'Asburgo (1556-1564), fratello di Carlo V
151) Massimiliano II d'Asburgo (1564-1576), figlio di Ferdinando I e di Anna di
Boemia
152) Rodolfo II d'Asburgo (1576-1612), figlio di Massimiliano II e di Maria di
Spagna
153) Mattia d'Asburgo (1612-1619), fratello di Rodolfo II
154) Ferdinando II d'Asburgo (1619-1637), figlio di Carlo d'Austria, terzogenito
di Ferdinando I
155) Ferdinando III d'Asburgo (1637-1657), figlio di Ferdinando II e di Marianna
di Baviera
156) Leopoldo I d'Asburgo (1658-1705), figlio di Ferdinando III e di Marianna di
Spagna
157) Giuseppe I d'Asburgo (1705-1711), figlio di Leopoldo I e di Eleonora del
Palatinato-Neuburg
158) Carlo VI d'Asburgo (1711-1740), fratello di Leopoldo I
159-160) Maria Teresa d'Asburgo (1740-1780), figlia di Carlo VI e di Elisabetta
Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel, con il consorte Francesco I di Lorena
(1740-1765)
Dinastia di Wittelsbach
161) Carlo VII (24 gennaio 1742-20
gennaio 1745), Duca di Baviera, tentò di farsi proclamare Imperatore Romano di
Germania dopo l'estinzione del ramo principale degli Asburgo, ma fu sconfitto
dalle forze asburgiche nella Guerra di Successione Germanica
Dinastia d'Asburgo-Lorena
162) Giuseppe II (1780-1790), figlio di Maria Teresa e di
Francesco I di Lorena
163) Leopoldo II (1790-1792), fratello di Giuseppe II
164) Francesco II (1792-1806, 1° regno), figlio di Leopoldo II e di Maria Ludovica di
Borbone
Dinastia Bonaparte
165) Napoleone (12 luglio
1806-4 novembre 1813), Imperatore Romano di Francia, dopo la vittoria nella
Battaglia di Austerlitz (2 dicembre 1805) si fece eleggere anche Imperatore
Romano di Germania
Dinastia d'Asburgo-Lorena
164) Francesco
II (30 maggio 1814-2
marzo 1835, 2° regno), restaurato sul trono dopo la Battaglia di Lipsia
166) Ferdinando IV (2 marzo 1835-2 dicembre 1848),
figlio di Francesco I e di Maria Teresa di Borbone, nato il 19 aprile 1793,
fu
costretto ad abdicare in seguito ai moti del 1848
167) Francesco Giuseppe I (2 dicembre 1848-3 luglio
1866), figlio di Francesco Carlo (fratello di Ferdinando IV) e di Sofia
di Wittelsbach, nato il 18 agosto 1830, salì al trono a soli 18 anni. Il 12 giugno 1867, in seguito all'Ausgleich ("devoluzione"),
oltre che Imperatore di Germania divenne Re Apostolico d'Ungheria. In seguito
alla sconfitta dell'Austria contro la Prussia nella Battaglia di Sadowa (3
luglio 1866) perse il titolo di Imperatore di Germania, ma restò Re Apostolico
d'Ungheria fino alla morte, avvenuta il 21 novembre 1916
Dinastia di Hohenzollern
168) Guglielmo II (18 gennaio 1867-9 marzo
1888), dopo la vittoria di Sadowa conquistò il titolo di Imperatore Romano di
Germania, ratificato dal Parlamento e non più dalla nobiltà
169) Federico III (9 marzo-5 giugno 1888), figlio
di Guglielmo II e di Augusta di Sassonia-Weimar-Eisenach
170) Guglielmo III (15 giugno 1888-9 novembre
1918), figlio di Federico III e di Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha,
primogenita della Regina Vittoria del Regno Unito, si impegnò nella Grande
Guerra Franco-Tedesca contro l'Impero Romano di Francia. Essa terminò con un
sostanziale pareggio, e Guglielmo II, divenuto fortemente impopolare, fu
costretto dal Parlamento ad abdicare a favore del figlio. Andò in esilio in
Olanda e morì il 4 giugno 1941
171) Guglielmo IV (9 novembre 1918–2 agosto
1934), figlio di Guglielmo III e di Augusta Vittoria di Schleswig-Holstein, fu
deposto da Adolf Hitler e andò in esilio in Svezia, dove morì il 20 luglio 1951
Impero nazista
172) Adolfo II
(2 agosto 1934-30 aprile 1945) Adolf Hitler, veterano della Grande Guerra
Franco-Tedesca e leader dell'Estrema Destra germanica, cavalcando la crisi del
1929 si fece eleggere Cancelliere dell'Impero il 30 gennaio 1933, instaurò una
feroce dittatura, depose l'imperatore Guglielmo IV e si fece incoronare
Imperatore a sua volta. Scatenò la Guerra Mondiiale del 1939-1945 con l'intento
di "lavare l'onta" della mancata vittoria nel 1918 ma, divenuto paranoico e
convinto di avere poteri divini, scese in guerra praticamente contro il mondo
intero. Resosi conto della sconfitta, si suicidò. Dopo la guerra l'Impero Romano
di Germania perse tutti i territori a est dell'Oder, passati alla Polonia, il
Tirolo meridionale, passato all'Italia, e la Boemia, divenuta indipendente, ma
incamerò il Burgenland dall'Ungheria
Dinastia d'Asburgo-Lorena
173) Francesco Giuseppe II (23 maggio
1949-1° gennaio 2007), nato il 20 novembre 1912, pronipote di Carlo Ludovico
(fratello di Francesco Giuseppe I), fu messo sul trono dagli Alleati, che
consideravano la Dinastia Hohenzollern compromessa con il militarismo prussiano.
Gestì la ricostruzione postbellica che rese di nuovo la Germania una grande
potenza. A 94 anni abdicò a favore del figlio Carlo. Morì a 98 anni il 4 luglio 2011. Nel
1949 il suo Impero aderì alla NATO, nel 1957 alla CEE, nel 1992 alla UE e nel
1999 adottò l'Euro
174) Carlo VIII (1° gennaio 2007-in carica), figlio
di Francesco Giuseppe II e di Regina di Sassonia-Meiningen, nato l'11 gennaio
1961
175) Ferdinando (V) (erede al trono), figlio di
Carlo VIII e di Francesca Thyssen-Bornemisza, nato il 21 giugno 1997
Nota: in questa Timeline, l'Austria e il Liechtenstein fanno parte integrante dell'Impero Romano di Germania. Invece la Svizzera è indipendente ed è una delle Repubbliche oggi esistenti in Europa, insieme a San Marino, Malta, Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia e Islanda
.
VI – Imperatori Romani d'Ungheria

Il 25 dicembre dell'anno 1000, il Khan degli Ungari István, figlio di Géza e di Sarolta, fu incoronato a Esztergom primo Re Apostolico d'Ungheria con il nome di Stefano I, con l'appoggio dell'Imperatore Romano di Germania Ottone III e di Papa Silvestro II. Tutti i suoi successori portarono il titolo regale, anche perchè gli Ungheresi ritenevano di non avere nulla in comune con la tradizione dell'Impero Romano. Il 13 marzo 1516 il Re Apostolico d'Ungheria Luigi II Jagellone fu sconfitto e ucciso nella Battaglia di dal Sultano Ottmano Solimano il Magnifico, che conquistò la maggior parte del Regno d'Ungheria. La cosiddetta Ungheria Reale, nell'estremo ovest del paese, entrò a far parte dei possedimenti degli Asburgo, mentre la Transilvania fu governata dal Voivoda Giovanni Zápolya. Il 26 gennaio 1699, con la Pace di Carlowitz, tutta l'Ungheria passò sotto il controllo degli Asburgo. In tal modo, a partire dal 17 dicembre 1526, e fino al 3 luglio 1866, l'Ungheria ebbe come sovrano l'Imperatore Romano di Germania in un unione personale. Con la Battaglia di Sadowa, Guglielmo di Hohenzollern conquistò il titolo imperiale tedesco, ed allora Francesco Giuseppe I d'Asburgo-Lorena si rifugiò a Budapest, conservando il titolo di Re Apostolico d'Ungheria. Lo stesso giorno in cui Guglielmo I di Hohenzollern si faceva incoronare Imperatore Romano di Germania, Francesco Giuseppe I in segno di sfida si fece incoronare Imperatore Romano d'Ungheria, creando ex novo un ulteriore Impero successore di quello romano. A quell'epoca l'Impero Romano d'Ungheria comprendeva anche la Croazia, la Slovacchia, il Banato e la Transilvania.
Dinastia d'Asburgo-Lorena
167) Francesco Giuseppe I
(18 gennaio 1867-21 novembre 1916)
168) Carlo IV (21 novembre 1916-1° aprile 1922)
169) Francesco Giuseppe II (1° aprile 1922-20 novembre
1940), primogenito di Carlo e di Zita di Borbone-Parma
Impero Nazista
170) Francesco (20 novembre 1940-15
ottobre 1944), al secolo Ferenc Szálasi, capo del partito di estrema destra NYKP
("Nyilaskeresztes Párt - Hungarista Mozgalom", cioè "Partito delle Croci
Frecciate - Movimento Ungarista"), sostenuto da Adolf Hitler, rovesciò Francesco
Giuseppe II, che fu costretto ad abdicare in suo favore e fu poi chiuso agli
arresti domiciliari in una delle sue residenze. Viene ricordato per le violenze
perpetrate contro gli Ebrei, le minoranze e i partigiani. Di fronte all'avanzata
delle truppe russe, resosi conto dell'imminente sconfitta dei nazisti, tentò di
intavolare trattative segrete con gli Alleati per ottenere una pace separata, ma
Adolf Hitler lo fece deporre manu militari ("Operazione Panzerfaust") e si
proclamò lui stesso Imperatore Romano d'Ungheria
171) Adolfo (15 ottobre 1944-30 aprile 1945) Adolf
Hitler conservò il titolo di Imperatore Romano d'Ungheria fino al propro
suicidio, ma la progressiva liberazione del territorio ungherese era iniziata da
tempo. Il 13 febbraio 1945 le truppe russe liberarono Budapest, dove l'italiano
Giorgio Perlasca, spacciandosi per Console dell'Impero Romano di Spagna,
neutrale nel conflitto, aveva
salvato migliaia di Ebrei ungheresi dallo sterminio
Miklós Horthy de Nagybánya (1868-1957), già più volte Primo Ministro di Francesco Giuseppe II, svolse il ruolo di reggente dell'Impero durante l'occupazione da parte degli Alleati. Il Trattato di Pace di Versailles, che pose fine alla Guerra Mondiale, fece pagare caro agli ungheresi l'appoggio incondizionato dato a Hitler: la Transilvania passò infatti alla Dacia, il Burrgenland alla Germania, il Banato alla Serbia, mentre la Croazia e la Bosnia si unirono al Montenegro formando l'Impero Romano di Pannonia, e deludendo le speranze dei Serbi che avrebbero voluto incamerare loro quelle terre.
Dinastia d'Asburgo-Lorena
172)
Roberto (4 febbraio 1946-7 febbraio 1996), nato l'8 febbraio 1915,
seconogenito di Carlo e fratello minore di Francesco Giuseppe II, salì al trono
d'Ungheria dopo che il fratello fu incoronato Imperatore Romano di Germania,
onde evitare l'unione personale tra le due nazioni, in vigore dal 1526 al 1866.
Regnò a tutti gli effetti come vassallo dell'Impero Romano di Russia, che
considerava i paesi dell'Europa dell'Est delle proprie province. Quand0, il 23
ottobre 1956, la popolazione di Budapest insorse chiedendo la partenza dei
militari zaristi e l'indizione di libere elezioni, le truppe russe invasero il
paese stroncando la rivolta nel sangue; il Primo Ministro Imre Nagy, che aveva
sostenuto la rivolta, finì giustiziato. La sudditanza alla Russia perdurò fino
al 1989, quando le riforme di Gorbachev portarono al progressivo distacco
dell'Ungheria dall'orbita di Mosca; il 23 maggio 1990 il leader filoeuropeo
József Antall divenne Primo Ministro dell'Impero Romano di Ungheria. Il 12 marzo
1999 quest'ultimo aderì alla NATO
173) Lorenzo (7 febbraio 1996- in carica), nato il
16 dicembre 1955, figlio di Roberto e di Margherita di Savoia. Il 1° gennaio
2004 l'Ungheria aderì alla CEE, in attesa di avere i parametri per adottare
l'Euro ed entrare nell'UE
174) Carlo (V) (erede al trono), nato il 21
febbraio 1996, figlio di Lorenzo e di Astrid del Belgio, sorella dell'Imperatore
Romano dei Belgi Filippo VII
175) Anna Astrid (erede al trono), nata il 17
maggio 2016, primogenita di Carlo (V) e di Elisabetta Maria Rosboch von
Wolkenstein, dopo la modifica della legge di successione ungherese salirà al
trono al posto del fratello minore Massimiliano Lorenzo
.
VII - Imperatori Romani di Boemia

Dinastia dei Přemyslidi
113)
Bořivoj I (882-894), discendente del semimitico Přemysl l'Aratore,
si proclamò Imperatore Romano di Boemia quale successore dell'Imperatore
Carolingio Ludovico III il Giovane (vedi
sopra)
114) Spytihněv I (894-915),
figlio di Bořivoj I
115) Vratislao I (915-921),
figlio di Bořivoj I
116) Venceslao I il Santo (13
febbraio 921-28 settembre 935), figlio di Vratislao I, artefice della
cristianizzazione della Boemia
117) Boleslao I il Crudele (28
settembre 935-15 luglio 972), fratello di Venceslao I e mandante del suo
assassinio
118) Boleslao II il Pio (15
luglio 972-7 febbraio 999), figlio di Boleslao I
119) Boleslao III il Rosso
(999-1002, 1° regno), figlio di Boleslao II, fu deposto
Dinastia dei Piasti
120)
Vladivoj (Clodoveo, 1002-1003), cugino di Boleslao III, figlio di Miezsko I e Oda,
fratellastro del Re di Polonia Boleslao I
Dinastia dei Přemyslidi
119)
Boleslao III il Rosso (1003, 2° regno), riconquistò il trono ma venne
deposto poco dopo
121) Jaromír (1003, 1° regno),
fratello di Boleslao III, ne contestò il trono
Dinastia dei Piasti
122)
Boleslao IV (1003-1004), già re di Polonia, si proclamò re di Boemia ma
venne spodestato un anno dopo
Dinastia dei Přemyslidi
121)
Jaromír (1004-1012, 2° regno), fratello di Boleslao III, restaurato sul
trono
123) Ulrico (1012-1033, 1°
regno), fratello di Jaromir
121) Jaromír (1033-1034, 3°
regno), spodestò il fratello
123) Ulrico (1034, 2° regno),
spodestò il fratello
124) Bretislao I (1035-1055),
figlio di Ulrico
125) Spytihněv II (10 gennaio
1055-28 gennaio 1061), figlio di Bretislao I
126) Vratislao II (28 gennaio
1061-14 gennaio 1092), figlio di Bretislao I
127) Corrado I (14 gennaio
1092-6 settembre 1092), fratello di Vratislao II
128) Bretislao II (6 settembre
1092-22 dicembre 1100), figlio di Vratislao II
129) Bořivoj II (22 dicembre
1100-maggio 1107, 1° regno), fratello di Bretislao II
130) Svatopluk (maggio 1107-21
settembre 1109), cugino di Bořivoj II
131) Vladislao I (21 settembre
1109-dicembre 1117), fratello di Bořivoj II
129) Bořivoj II (dicembre
1117-16 agosto 1120, 2° regno)
131) Vladislao I (16 agosto
1120-12 aprile 1125, 2° regno)
132) Sobeslao
I (12 aprile 1125-14 febbraio 1140), fratello di Vladislao I
133) Vladislao II (1140-1172),
nipote di Sobeslao I
134) Federico I (1172-1173, 1°
regno), figlio di Vladislao I
135) Sobeslao II (1173-1178),
cugino di secondo grado di Federico
134) Federico I (1178-1189, 2°
regno)
136) Corrado II (1189-1191)
Discendente di Corrado I
137) Venceslao II (1191-1192),
fratello di Sobeslao II
138) Ottocaro I (1192-1193, 1°
regno), figlio di Vladislao II
139) Bratislao III Enrico
(1193-1197), cugino di Ottocaro I
140) Vladislao III Enrico (15
giugno-6 dicembre 1197), fratello di Ottocaro I
138) Ottocaro I (1197-1230, 2°
regno), vassallo dell'imperatore Federico II di Svevia
141) Venceslao III (12 dicembre
1230-23 settembre 1253), figlio di Ottocaro I
142) Ottocaro II (23 settembre
1253-26 agosto 1278), figlio di Venceslao I, fu anche Duca d'Austria
143) Venceslao IV (26 agosto
1278-21 giugno 1305), figlio di Ottocaro II, fu anche Re di Polonia
144) Venceslao V (21 giugno
1305-4 agosto 1306), figlio di Venceslao IV ed ultimo esponente maschio della
dinastia dei Přemyslidi, fu anche Re di Polonia e d'Ungheria
145) Enrico II (1306, 1° regno),
cognato di Venceslao V, dopo il suo assassinio fu eletto re di Boemia e Polonia
146) Rodolfo I (1306-1307), sposò
la vedova di Venceslao II di Boemia, occupò Praga nel 1306, si ammalò di
dissenteria e morì nel 1307 mentre si preparava a fronteggiare la ribellione dei
nobili boemi fedeli ad Enrico
145) Enrico II (1307-1310, 2°
regno)
Dinastia di Lussemburgo
147)
Giovanni II il Cieco (3 dicembre 1310-26 agosto 1346), genero di Venceslao
II e figlio dell'Imperatore Romano di Germania Enrico VII
148) Carlo III (26 agosto 1346-29
novembre 1378), figlio di Giovanni I, Imperatore Romano di Germania
come Carlo IV
149) Venceslao VI (29 novembre
1378-16 agosto 1419), figlio di Carlo I
150) Sigismondo (16 agosto
1419-11 ottobre 1420, 1° regno), fratello di Venceslao IV, Imperatore Romano di
Germania e Re d'Ungheria, perse il territorio boemo a causa della rivolta
hussita
Interregno (1420-1436), durante
la rivolta hussita
150) Sigismondo (1436-9
dicembre 1437, 2° regno), riconquistò il trono
Dinastia d'Asburgo
151)
Alberto (2 giugno 1438-27 ottobre 1439), genero di Sigismondo, Duca
d'Austria e Re d'Ungheria
152) Ladislao I il Postumo (28
ottobre 1453-23 novembre 1457), figlio di Alberto, Duca d'Austria e Re
d'Ungheria
153) Giorgio di Poděbrady (2
marzo 1458-22 marzo 1471), eletto Imperatore dalla nobiltà boema dopo la morte di
Ladislao
154) Ladislao II (27 maggio
1471-13 marzo 1516), nipote di Ladislao I il Postumo, Re Apostolico di Ungheria
co il nome di Vladislao II
155) Luigi
(13 marzo 1516-29 luglio 1526), figlio di Ladislao II, Re Apostolico
d'Ungheria con il nome di Luigi II
156) Ferdinando I (1526-1562), fratello di Carlo V,
Imperatore Romano di Germania
157) Massimiliano II (1562-1576), figlio di Ferdinando I e di Anna di
Boemia
158) Rodolfo II (1576-1612), figlio di Massimiliano II e di Maria di
Spagna
159) Mattia (1612-1619), fratello di Rodolfo II
160) Ferdinando II (1619-1637), figlio di Carlo d'Austria, terzogenito
di Ferdinando I
161) Ferdinando III (1637-1657), figlio di Ferdinando II e di Marianna
di Baviera
162) Leopoldo I (1658-1705), figlio di Ferdinando III e di Marianna di
Spagna
163) Giuseppe I (1705-1711), figlio di Leopoldo I e di Eleonora del
Palatinato-Neuburg
164) Carlo V (1711-1740), fratello di Leopoldo I
165) Maria Teresa (1740-1780), figlia di Carlo VI e
di Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel
Dinastia d'Asburgo-Lorena
166) Giuseppe II (1780-1790), figlio di Maria Teresa e di
Francesco I di Lorena
167) Leopoldo II (1790-1792), fratello di Giuseppe II
168) Francesco II (1792-1806, 1° regno), figlio di Leopoldo II e di Maria Ludovica di
Borbone
Dinastia Bonaparte
169) Napoleone (12 luglio
1806-4 novembre 1813), Imperatore Romano di Francia, dopo la vittoria nella
Battaglia di Austerlitz (2 dicembre 1805) si fece eleggere anche Imperatore
Romano di Boemia
Dinastia d'Asburgo-Lorena
168) Francesco
II (30 maggio 1814-2
marzo 1835, 2° regno), restaurato sul trono dopo la Battaglia di Lipsia
170) Ferdinando IV (2 marzo 1835-2 dicembre 1848),
figlio di Francesco I e di Maria Teresa di Borbone,
fu
costretto ad abdicare in seguito ai moti del 1848
171) Francesco Giuseppe I (2 dicembre 1848-3 luglio
1866), figlio di Francesco Carlo (fratello di Ferdinando IV) e di Sofia di
Wittelsbach. In seguito
alla sconfitta dell'Austria contro la Prussia nella Battaglia di Sadowa (3
luglio 1866) perse il titolo di Imperatore Romano di Boemia, ma restò Re Apostolico
d'Ungheria fino alla morte, avvenuta il 21 novembre 1916
Dinastia di Hohenzollern
172) Guglielmo I (18 gennaio 1867-9 marzo
1888), dopo la vittoria di Sadowa conquistò il titolo di Imperatore Romano di
Boemia oltre a quello di Germania
173) Federico III (9 marzo-5 giugno 1888), figlio
di Guglielmo I e di Augusta di Sassonia-Weimar-Eisenach
174) Guglielmo II (15 giugno 1888-9 novembre
1918), figlio di Federico III e di Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha,
primogenita della Regina Vittoria del Regno Unito, fu
costretto dal Parlamento ad abdicare a favore del figlio dopo la fallimentare
Grande Guerra Franco-Tedesca, andò in esilio in
Borgogna e morì il 4 giugno 1941
175) Guglielmo III (9 novembre 1918–2 agosto
1934), figlio di Guglielmo II e di Augusta Vittoria di Schleswig-Holstein, fu
deposto da Adolf Hitler e andò in esilio in Svezia, dove morì il 20 luglio 1951
Impero nazista
176) Adolfo
(2 agosto 1934-30 aprile 1945) Adolf Hitler, nella sua megalomania, si arrogò
anche
il titolo di Imperatore Romano di Boemia fino alla sua
morte per suicidio
Dinastia d'Asburgo-Lorena
177) Carlo VI Ludovico (11 febbraio
1946-11 dicembre
2007), nato il 10 marzo 1918, quarto figlio maschio del Re Apostolico d'Ungheria
Carlo IV, pronipote di Francesco Giuseppe I (il terzo figlio maschio, Felice,
aveva declinato l'offerta), fu indicato come Imperatore Romano di Boemia dagli
Alleati, dopo aver liquidato la Dinastia Hohenzollern, e regnò come vassallo dei
Russi. Nel 1968 il Primo Ministro Alexander Dubček tentò una politica di
apertura alla democrazia e di maggior indipendenza dalla Russia ("Primavera di
Praga"), ma fu rovesciato dall'invasione dell'esercito russo che ristabilì lo
status quo. Il vassallaggio a Mosca perdurò fino al 1989, quando le riforme di
Gorbachev portarono al progressivo distacco della Boemia dall'orbita russa; il
29 dicembre 1989 il leader filoeuropeo Vaclav Havel divenne Primo Ministro
dell'Impero Romano di Boemia. Il 12 marzo 1999 quest'ultimo aderì alla NATO e il
1° gennaio 2004 aderì alla CEE, in attesa di avere i parametri per adottare
l'Euro ed entrare nell'UE
178) Rodolfo III (11 dicembre 2007-regnante), nato
il 17 novembre 1950, figlio di Carlo VI Ludovico e di Yolande de Ligne
(1923-2023)
179) Carlo (VII) Cristiano (erede al trono), nato
il 22 settembre 1977, figlio di Rodolfo III e di Hélène de Villenfagne de
Vogelsanck (nata il 24 aprile 1954)
180) Zita (erede al trono), nata il 6 marzo 2008,
primogenita di Carlo (VII) Cristiano e di Estelle Lapra de Saint Romain (nata il
19 gennaio 1979 e scomparsa prematuramente il 4 marzo 2025 all'età di 47 anni)
.
VIII – Imperatori Romani di Borgogna

La successine qui riportata parte dagli Imperatori Burgundi, e in particolare da Gundicaro, seguendo la lista reale riportata sopra. Per semplicità, noi qui partiremo da Carlo I Magno
Dinastia Carolingia
108) Carlo I Magno (771-814), figlio
di Pipino il Breve e di Bertrada di Laon
109) Ludovico I il Pio (814-840), figlio di Carlo
Magno e di Ildegarda
110) Lotario I (840-855), figlio di Ludovico I e di
Ermengarda di Hesbaye
111)
Lotario II (855–869), figlio di Lotario I e di Ermengarda di Tours
112) Carlo II il Calvo (869–877), fratello di
Lotario I, Imperatore dei Franchi Occidentali dall'840 all'847
113) Ugo (869-895), figlio primogenito di Lotario
II e della seconda moglie Waldrada di Wormsgau (malvista perchè considerata una
concubina), rivendicò fino alla morte l'eredità paterna
114) Ludovico II il Balbo (877-879), figlio di Carlo
II il Calvo e di Ermentrude d'Orléans, Imperatore dei Franchi Occidentali
dall'877 all'879
115) Ludovico III il Giovane (877-882), figlio di
Ludovico II e di Ansgarda di Borgogna, Imperatore dei Franchi Occidentali dall'879
all'882, alla sua morte l'Impero Romano di Borgogna si divise in due a causa di
contrasti tra la Nobiltà del Sud e del Nord
Dinastia Bosonide
116) Bosone di Provenza (882-887),
Imperatore di Borgogna Cisgiurana,
figlio di Bivino di Vienne e di Richilde, fedelissimo di Carlo II il Calvo,
eletto da una parte della Nobiltà dell'Impero
117) Rodolfo I (888-912), Imperatore di Borgogna
Transgiurana,
eletto dalla restante parte della Nobiltà dell'Impero
118) Ludovico IV il Cieco (882-928), Imperatore di
Borgogna Cisgiurana,
figlio di Bosone e di Ermengarda, figlia dell'Imperatore Ludovico III il
Giovane. Fu anche Imperatore d'Italia ed Imperatore dal 901 al 905
119) Rodolfo II (912-937), Imperatore di Borgogna
Transgiurana, figlio di
Rodolfo I e di Willa di Provenza, nel 933 riunificò i due imperi dei Burgundi
120) Corrado il Pacifico (937-993), figlio di
Rodolfo II e di Berta degli Svevi
121) Rodolfo III (993-1032), figlio di Corrado e di
Matilde, figlia dell'Imperatore Romano di Francia Luigi IV d'Oltremare
122) Roberto I (1032–1076), fratello dell'Imperatore
Romano di Francia Enrico I
123) Ugo I (1076–1079), figlio di Enrico, a sua
volta figlio di Roberto I, e di Sibilla di Barcellona
124) Oddone I il Rosso (1079–1103), fratello di Ugo
I
125) Ugo II (1103–1143), figlio di Oddone I e di
Sibilla dei Burgundi
126) Oddone II (1143–1162), figlio di Ugo II e di
Matilde di Mayenne
127) Ugo III (1162–1192), figlio di Oddone II e di
Maria di Blois
128) Oddone III (1192–1218), figlio di Ugo III e di
Alice di Lotaringia
129) Ugo IV (1218–1271), fratello di Oddone III e di
Alice di Vergy, protesse i Catari contro cui il Papa e i Francesi
avevano bandito una crociata
130) Roberto II (1271–1306), figlio di Ugo IV e di
Iolanda di Dreux
131) Ugo V (1306–1315), figlio di Roberto II e di
Agnese, figlia dell'Imperatore Romano di Francia San Luigi IX
132) Oddone IV (1315–1349), fratello di Ugo V
133) Filippo III di Rouvre (1349–1361), figlio di
Oddone IV e di Giovanna, figlia dell'Imperatore Romano di Francia Filippo VII il
Lungo. Alla sua morte senza eredi diretti, l'Imperatore Romano di Francia Giovanni II il Buono, in quanto
primo cugino di suo padre,
ereditò il titolo di Imperatore Romano di Borgogna
Dinastia di Valois
134) Giovanni I il Buono (1361-1364), figlio dell'Imperatore
Romano di Francia Filippo VIII di Valois e di Giovanna di Borgogna, figlia di Roberto II.
Fu anche Imperatore Romano di Francia
Dinastia di Valois-Borgogna
135) Filippo IV l'Ardito (1364–1404) figlio di Giovanni I
il Buono e di Bona di Lussemburgo
136) Giovanni II Senza Paura (1404–1419), figlio di
Filippo IV l'Ardito e di Margherita di Male
137) Filippo V il Buono (1419–1467), figlio di
Giovanni II Senza Paura e di Margherita di Baviera
138) Carlo III il Temerario (15 giugno 1467–25
gennaio 1497), figlio di Filippo V il Buono e di Isabella del Portogallo, con
ferocia in battaglia ed astuzia politica espanse notevolmente i confini del suo
Impero. Il 5 gennaio 1477 sconfisse l'Imperatore Romano di Francia Luigi XI
nella Battaglia di Nancy e pose fine alle sue ambizioni di conquistare la
Borgogna
Dinastia di Nassau-Dillenburg
139-140) Giovanni III di Nassau-Dillenburg (25 gennaio
1497-30 luglio 1516), genero di Carlo III, con la consorte Maria
(25 gennaio 1497-27 marzo 1512), unica figlia del Temerario. Anche Massimiliano,
Imperatore Romano di Germania, ambiva alla mano di Maria, ma fu
sconfitto da Giovanni III)
141) Guglielmo I il Ricco (30 luglio 1516-6 ottobre 1559), figlio di Giovanni III
Dinastia di Orange-Nassau
142) Guglielmo II il Taciturno (6
ottobre 1559-10 luglio 1584), figlio di Guglielmo I il Ricco e di Giuliana di
Stolberg-Werningerode
143) Filippo VI Guglielmo (1584-1618), figlio di
Guglielmo II il Taciturno e di Anna di Sassonia, con lui iniziò il "Secolo
d'Oro" della Borgogna, che divenne una grande potenza marittima, scientifica ed
imprenditoriale
144) Maurizio (1618-1625), fratello di Filippo VI
Guglielmo, non si sposò mai
145) Federico Enrico (1625-1647),
fratello di Filippo VI Guglielmo e di Maurizio
146) Guglielmo III (1647-1650), figlio di Federico
Enrico e di Amalia di Solms-Braunfels
147) Guglielmo IV (1650-1702), figlio di Guglielmo
III e di Maria Enrichetta di Caledonia, fu anche Re d'Inghilterra, Irlanda e
Scozia dal 1688 al 1702. Morì senza figli
148) Giovanni IV Guglielmo Friso (1702-1° settembre 1711), discendente in linea maschile dal
fratello di Guglielmo II, e per linea materna dallo stesso Guglielmo II
149) Guglielmo V (1° settembre 1711-22 ottobre 1751),
figlio di
Giovanni IV Guglielmo Friso e di Maria Ludovica d'Assia-Kassel
150) Guglielmo VI (8 marzo 1748-5 giugno 1806),
figlio di Guglielmo V e di Anna di Hannover
Dinastia Bonaparte
151) Napoleone (5 giugno 1806-30
novembre 1813), dopo la vittoria nella Battaglia di Austerlitz si fece
incoronare anche Imperatore di Borgogna, ma fu rovesciato dopo la Battaglia di
Lipsia
Dinastia di Orange-Nassau
152) Guglielmo VII Federico (30
novembre 1813-7 ottobre 1840), figlio di Guglielmo VI e di Guglielmina I di
Hohenzollern, nipote di Federico il Grande di Prussia. Per primo adottò il
titolo, tuttora in uso, di "Imperatore Romano dei Paesi Bassi e di Borgogna". In
seguito ai moti del 1831 perse il Belgio che si rese indipendente creando
l'ennesimo Impero sedicente erede di quello Romano (vedi sotto)
153) Guglielmo VIII (7 ottobre 1840-17 marzo 1849),
figlio di Guglielmo VII Federico e di Guglielmina II di Hohenzollern, figlia di
Federico Guglielmo II di Prussia
154) Guglielmo IX (17 marzo 1849-23 novembre 1890),
figlio di Guglielmo IX e di Anna di Russia, figlia dello Zar Paolo I
155) Guglielmina (23 novembre 1890-13 maggio 1940,
1° regno), nata il 31 agosto 1880, figlia di Guglielmo IX e di Emma di Waldeck,
fu la prima Imperatrice non consorte nella storia della Borgogna. Dovette andare in esilio a Londra
quando la Borgogna fu occupata dai nazisti all'inizio della Guerra Mondiale
Impero nazista
156) Adolfo (13 maggio 1940-30 aprile 1945)
Adolf Hitler occupò la Borgogna senza colpo ferire all'inizio della Guerra Mondiale
e se ne proclamò Imperatore. Suo Vicerè di Borgogna fu il nazista tedesco
Arthur Seyss-Inquart. Quest'ultimo fu deferito al
Processo di Norimberga, condannato a morte e giustiziato il 16 ottobre 1946
Dinastia di Orange-Nassau e successioni
agnatiche
155) Guglielmina
di Orange-Nassau (5 maggio 1945-4 settembre 1948, 2°
regno), restaurata sul trono
157) Giuliana di Meclemburgo-Schwerin (4 settembre 1948-30 aprile 1980),
nata il 30 aprile 1909, figlia di Guglielmina e di Enrico di
Meclemburgo-Schwerin. Nel 1949 il suo Impero aderì alla NATO e nel 1957 alla CEE
158) Beatrice di Lippe-Biesterfeld (30 aprile 1980-30 aprile 2013), nata
il 31 gennaio 1938, figlia di Giuliana e di Bernardo di Lippe-Biesterfeld. Nel
1992 il suo Impero aderì alla UE e nel 1999 adottò l'Euro
159) Guglielmo X di Amsberg (30 aprile 2013-in carica), nato il
27 aprile 1967, figlio di Beatrice e di Claus van Amsberg
160) Caterina Amalia di Amsberg (erede al trono), nata il 7
dicembre 2003, figlia di Guglielmo X e della principessa Olga Isabella di
Glücksburg, pronipote dell'Imperatore Bizantino Giorgio I.
.
IX – Imperatori Romani del Belgio

La numerazione prosegue quella degli Imperatori Romani d'Olanda e di Borgogna.
Dinastia di Sassonia-Coburgo-Gotha
153) Leopoldo I (21 luglio 1831-10 dicembre
1865), nato il 16 dicembre 1790, figlio di Francesco Federico di
Sassonia-Coburgo-Saalfeld e di Augusta di Reuss-Ebersdorf, quando il Belgio
dichiarò l'indipendenza dalla Borgogna, gli fu offerta la corona del nuovo
Impero, ed ebbe il sostegno del Regno Unito. Fu perciò incoronato "Imperatore
dei Belgi"
154)
Leopoldo II (17 dicembre 1865-17 dicembre 1909), nato il 9 aprile 1835, figlio di Leopoldo I del
Belgio e di Luisa Maria d'Orléans (secondogenita dell'Imperatore Romano ei
Francesi Luigi Filippo I), è famigerato per i crimini contro l'umanità commessi in Congo sotto il suo
Impero
155) Alberto I (23 dicembre 1909-17 febbraio 1934),
nato l'8 aprile 1875,
figlio di Filippo (fratello di Leopoldo II) e di Maria di
Hohenzollern-Sigmaringen
156) Leopoldo III (23 febbraio 1934-6 giugno 1944),
nato il 3 novembre 1901,
figlio di Alberto I e di Elisabetta di Baviera, restò in patria anche dopo
l'invasione del Belgio da parte dei Nazisti, finchè non fu deportato in Germania
per ordine di Adolf Hitler. Quest'ultimo non assunse il titolo di Imperatore dei
Belgi, ritenendo il Belgio una mera creazione artificiosa degli odiati Inglesi,
e si limitò ad annettere il territorio belga al suo Impero
Interregno (6 giugno 1944-17 luglio 1951), durante
il quale il Belgio fu direttamente annesso all'Impero Nazista di Germania. Carlo Teodoro,
fratello di Leopoldo III, fu reggente del Belgio dal 6 giugno 1944 al 21 luglio
1950, durante l'assenza dell'Imperatore dalla
nazione
156) Leopoldo III (21 luglio 1950-17 luglio 1951),
rientrò in patria dopo la guerra, fu costretto ad abdicare perchè accusato di
arrendevolezza nei confronti di Hitler
157) Baldovino (17 luglio 1951-31 luglio 1993),
nato il 7 settembre 1930,
figlio di Leopoldo III e di Astrid di Svezia. Nel 1949 il suo Impero aderì alla
NATO, nel 1957 alla CEE e nel 1992 all'UE
158) Alberto II (9 agosto 1993-21 luglio 2013),
nato il 6 giugno 1934,
fratello di Baldovino, nel 1999 il suo Impero adottò l'Euro. Abdicò per motivi di salute
159) Filippo VII (21 luglio 2013-in carica), nato
il 15 aprile 1960, figlio di Alberto II e di Paola Ruffo di Calabria
160) Elisabetta (erede al trono), nata il 25
ottobre 2001, figlia di Filippo VII
e di Mathilde d'Udekem d'Acoz.
.
X – Imperatori Romani del Lussemburgo

Nell'Impero Romano di Borgogna e dei Paesi Bassi il passaggio della corona ad una donna era consentito in assenza di eredi maschi del defunto sovrano, ma nel Granducato del Lussemburgo, in unione personale con la Borgogna, era in vigore la legge salica che impediva l'accesso al trono alle donne. E così, quando l'Imperatrice Guglielmina ascese al trono dei Paesi Bassi, il Granducato del Lussemburgo passò nelle mani del parente maschio più prossimo, ovvero Adolfo di Nassau-Weilburg, che proclamò l'Impero Romano del Lussemburgo, senz'altro uno dei più piccoli eredi dell'antico Impero Romano.
Dinastia di Nassau-Weilburg
155) Adolfo I (23 novembre 1890-17
novembre 1905), nato il 24 luglio 1817, già Duca di Nassau dal 1838 al 1866,
cugino dell'Imperatore Guglielmo IX di Borgogna e dei Paesi Bassi
156) Guglielmo X (17 novembre 1905-25 febbraio
1912), nato il 22 aprile 1852, figlio di Adolfo e di Adelaide Maria di
Anhalt-Dessau. Ebbe solo sei figlie femmine, e così modificò la legge dinastica
per assicurare la continuità della dinastia
157) Maria Adelaide (25 febbraio 1912-14 gennaio
1919), nata il 14 giugno 1894, figlia di Guglielmo X e di Maria Anna di
Portogallo, non si sposò mai e, sentendosi inadatta al governo, abdicò in favore
della sorella minore Carlotta ed entrò in convento. Morì il 24 gennaio 1924
158) Carlotta (14 gennaio 1919-10 maggio 1940),
nata il 23 gennaio 1896, sorella minore di Maria Adelaide, fu deposta da Adolf
Hitler e costetta a fuggire in Canada
Impero nazista
159) Damiano (Damian Kratzenberg, 10
maggio-11 ottobre 1941) nato il 5 novembre 1878, fondatore del Volksdeutsche
Bewegung ("Movimento Popolare Tedesco"), un partito politico dichiaratamente
nazista, al momento dell'invasione hitleriana del Lussemburgo se ne proclamò
Imperatore Romano, e indisse un referendum per annettere il Lussemburgo alla
Germania, ma esso fallì. La reazione di Hitler fu rabbiosa: depose Kratzenberg e
proclamò se stesso Imperatore Romano del Lussemburgo. Kratzenberg continuò
comunque a lavorare per il governo collaborazionista. Arrestato dopo la
liberazione del paese, fu condannato a morte e giustiziato l'11 ottobre 1946
160) Adolfo II (28 giugno 1940-10
settembre 1944) Adolf Hitler nella sua megalomania assunse anche il titolo di
Imperatore Romano del Lussemburgo. Il piccolo Impero fu liberato dagli Alleati
nel settembre 1944
161) Gustavo (10-30 settembre 1944) Gustav Johannes
Simon, Vicerè di Hitler nel Lussemburgo, abituato ad usare metodi brutali contro
la popolazione civile, si proclamò imperatore dopo l'invasione Alleata del paese
e cercò di organizzare un movimento di resistenza armata filotedesca, ma fu
catturato e si suicidò in carcere il 18 dicembre 1945
Dinastia di Nassau-Weilburg
158) Carlotta (30 settembre 1944-12
novembre 1964), rimessa sul trono dagli Alleati. Nel 1949 l'Impero Romano del
Lussemburgo aderì alla NATO e nel 1957 fu tra i ffondatori della CEE. Carlotta
abdicò a favore del figlio Giovanni e morì il 9 luglio 1985
Dinastia di Parma-Nassau-Weilburg
162) Giovanni V (12 novembre 1964-7
ottobre 2000), figlio di Carlotta e di Felice di Borbone-Parma. Nel 1992 il
Lussemburgo aderì alla UE e nel 1999 adottò l'Euro. Giovanni abdicò a favore del
figlio e morì il 23 aprile 2019 a 98 anni
163) Enrico (7 ottobre 2000-3 ottobre 2025), nato
il 16 aprile 1955, figlio di Giovanni V e di Giuseppina Carlotta del Belgio,
abdicò in favore del figlio
164) Guglielmo XI (3 ottobre 2025-in carica), nato
l'11 novembre 1981, figlio di Enrico e di María Teresa Mestre
165) Carlo (IV) (erede al trono), nato il 10 maggio
2020, figlio di Guglielmo XI e di Stéphanie de Lannoy
.
XI – Imperatori Romani Bizantini

Dinastia Teodosiana
69) Arcadio (395-408), secondogenito di Teodosio I
(vedi sopra) e di
Elia Flaccilla, è considerato il primo
Imperatore Bizantino, dopo la separazione definitiva dell'Occidente dall'Oriente,
anche se lui e tutti i suoi successori continuarono a portare il titolo di
"Imperatore dei Romani"
70) Teodosio II (408-450), figlio di Arcadio e di Elia
Eudossia
71) Marciano (450-457), cognato di Teodosio II
Dinastia Trace
72) Leone I il Trace (457-474), proclamato imperatore
dall'esercito
73)
Leone II (474), figlio di Arianna, figlia di Leone
I, e di Zenone
74)
Zenone (1° regno, 474-475), genero di Leone II
75)
Basilisco (475-476), cognato di Leone I
74)
Zenone (2° regno, 476-491), rimesso sul trono
76)
Anastasio I Dicoro (491-518), secondo marito di
Ariadne, moglie di Zenone
Dinastia Giustinianea
77)
Giustino I (518-527), eletto dal Senato dopo una
serie di intrighi
78)
Giustiniano I (527-565), nipote di Giustino I,
tentò la riconquista dell'Impero d'Occidente, ma riuscì solo a riconquistare
l'Africa
79)
Giustino II (565-578), nipote di Giustiniano I
80)
Tiberio II (578-582), figlio adottivo di Giustino
II
81)
Maurizio (582-602), cognato di Tiberio II
82)
Foca (602-610), usurpatore, assassinò Maurizio e
gli succedette
Dinastia Eracliana
83)
Eraclio I (610-641), eletto dal Senato dopo che
aveva liquidato Foca, salvò l'Impero Bizantino dai Sasanidi, ma nulla potè contro gli Arabi
84)
Costantino III (641), figlio di Eraclio I e di
Fabia Eudocia
85) Eraclio II (641), figlio di Eraclio I e di
Martina
86)
Costante II il Barbuto (641-668), figlio di
Costantino III e di Gregoria
87)
Costantino IV (668-685), figlio di Costante II e di
Fausta
88)
Giustiniano II Rinotmeto (685-695), figlio di
Costantino IV e di Anastasia
89)
Leonzio (695-698), proclamato imperatore
dall'esercito
90)
Tiberio III (698-705), proclamato imperatore
dall'esercito
91)
Filippico Bardane (711-713), proclamato imperatore
dall'esercito
92)
Anastasio II (713-715), proclamato imperatore
dall'esercito
93)
Teodosio III (715-717), eletto dal Senato
Dinastia Isaurica
94)
Leone III (717-741), proclamato
imperatore dall'esercito
95) Costantino V (1° regno, 741), figlio di Leone
III e di Maria
96)
Artavasde (741-743), proclamato imperatore
dall'esercito
95)
Costantino V (2°
regno, 743-775), rimesso sul trono
97)
Leone IV il Cazaro (775-780), figlio di Costantino V e della principessa
cazara Tzitzak
98)
Costantino VI (780-787), figlio di Leone IV e di
Irene d'Atene
99)
Irene d'Atene (787-802), sposa di Leone IV, usurpò
il trono del figlio
Quarta
Niceforiana
100) Niceforo I il Logoteta (802-811), affermava di discendere da Giustiniano I.
Spodestò Irene d'Atene ma fu ucciso in battaglia dal Khan Krum dei Bulgari
101) Stauracio (luglio-ottobre 811), figlio di Niceforo
I, morì in conseguenza delle ferite riportate in battaglia contro i Bulgari
102) Michele I Rangabé (811-813), cognato di Stauracio,
fu spodestato da Leone V
103) Leone V l'Armeno (813-820). generale di Michele I,
fu ucciso in una congiura di palazzo
Dinastia Frigia
104) Michele II (820-829). generale di Leone V, perse la
Sicilia a favore degli Arabi
105) Teofilo (829-842), figlio di Michele II
106) Michele III l'Ubriaco (842-867), fu ucciso in una
congiura di palazzo
Dinastia Macedone
107) Basilio I (867-886), generale di Michele III, morì
in un incidente di caccia. Sotto il suo regno nacque l'Impero Romano di Bulgaria
(vedi sotto)
108) Leone VI il Saggio (886-912), primogenito di
Basilio I e di Eudocia Ingerina
109) Alessandro II (912-913), terzogenito di Basilio I e
di Eudocia Ingerina
110) Costantino VII Porfirogenito (913-959), figlio di
Leone VI e di Zoe Carbonopsina
111) Romano I Lecapeno (944-948), ammiraglio di
Costantino VII e suo coreggente
112) Romano II (959-963), figlio di Costantino VII
e di Elena Lecapena, fu ucciso in una congiura di palazzo orchestrata dalla
moglie
113) Niceforo II Foca (963-969), generale di Romano
II, fu ucciso in una congiura di palazzo
114) Giovanni II Tzimiskes (969-976), generale di
Niceforo II Foca, fu ucciso nell'ennesima congiura di palazzo
115) Basilio II Bulgaroctono (976-1025), primogenito di
Romano II e di Teofano, portò l'Impero Bizantino al culmine della sua potenza
116) Costantino VIII (1025-1028), secondogenito di
Romano II e di Teofano
117) Romano III Argiro (1028-1034), genero di
Costantino VIII, fu ucciso in una congiura di palazzo orchestrata dalla moglie
Zoe
118) Michele IV Paflagonio (1034-1041), secondo marito
di Zoe, figlia di Costantino VIII
119) Michele V il Calafato (1041-1042), figlio adottivo
di Zoe e nipote di Michele IV, fu deposto dalla stessa Zoe e fatto accecare
120) Zoe (1042-1050), dopo mille intrighi proclamò se
stessa Imperatrice
121) Costantino IX Monomaco (1042-1055), terzo marito di
Zoe, fu suo coreggente e regnò da solo dopo la sua morte
122) Teodora (1055-1056), figlia di Costantino VIII
123) Michele VI Bringas (1056-1057), figlio adottivo di
Teodora, fu spodestato e morì in un monastero
Dinastia Ducas
124) Isacco Comneno (1057-1059), generale di Michele VI,
fu eletto Imperatore dietro pressioni del Patriarca di Costantinopoli Michele Cerulario,
uno dei protagonisti dello Scisma con la Chiesa di Roma
125) Costantino X (1059-1067), flosofo e lontano parente
di Isacco Comneno
126) Eudocia (1067-1071), moglie di Costantino X
127) Romano IV Diogene (1068-1071), secondo marito di
Eudocia, fu sconfitto e preso prigioniero dai Turchi nella Battaglia di
Manzicerta, a causa della quale i Bizantini persero quasi tutta l'Anatolia, e
fu dichiarato decaduto dal trono
128) Michele VII Ducas (1071-1078), nobile bizantino, usurpò il trono di Romano
IV
129) Niceforo III Botaniate (1078-1081), generale di
Romano V, usurpò il trono di Michele VII e lo costrinse a farsi monaco
Dinastia Comnena
130) Alessio I (1081-1118), nipote e generale di
Isacco I
131) Giovanni III (1118-1143), figlio di Alessio I
132) Manuele I (1143--1203)1180), figlio di
Giovanni III
133) Alessio II (1180-1183), figlio di Manuele I
134) Andronico I (1183-1185), cugino di Manuele I
Dinastia degli Angeli
135) Isacco II (1185-1195, 1° regno),
generale di Andronico I
136) Alessio III (1185-1203), parente di Isacco II,
fu rovesciato dai crociati chiamati in aiuto da Alessio, figlio di Isacco II
135) Isacco II (1203-1204. 2° regno), restaurato
sul trono dai crociati
137) Alessio IV (1203-1204), figlio di Isacco II,
fu messo sul trono dai crociati, ma fu eliminato insieme al padre dal generale
Costantino Lascaris
Dinastia Lascaris
138) Costantino XI (1204-1205),
generale di Isacco II, si trincerò in Costantinopoli resistendo all'assedio dei
crociati, ma morì di malattia durante l'assedio
139) Teodoro I (1205-1222), fratello di Costantino
XI, quando tutto sembrava perduto e Costantinopoli stava per essere messa a
sacco dai crociati, trovò l'insperato aiuto dell'Imperatore Romano dei Bulgari Kalojan, che i
crociati avevano dichiarato di voler detronizzare perr conquistare anche la
Bulgaria. Kalojan sconfisse ad Adrianopoli Baldovino di Fiandra, capo dei
crociati, che morì in prigionia, e poi aiutò Teodoro I a rompere l'assedio da
parte dei crociati, che furono costretti alla fuga con la coda tra le gambe. Il
Doge di Venezia Enrico Dandolo morì di dolore per la sconfitta, e Kalojan
ottenne il riconoscimento del titolo di Zar e molte piazzaforti di confine con i
Bizantini
140) Giovanni IV Ducas Vatatze (1222-1254). genero
di Teodoro I
141) Teodoro II (1254-1258), figlio di Giovanni IV,
morì per un attacco epilettico
142) Giovanni V (1258-1261), figlio di Teodoro II,
fu detronizzato e fatto accecare da Michele Paleologo, da lui associato al trono
nel 1259
Dinastia Paleologa
143) Michele VIII (1259-1282), generale di Giovanni
V, che poi detronizzò
144) Andronico II (1282-1328), figlio di Michele VII
145) Michele IX (1294-1320), figlio di Andronico III, fu associato al trono dal
padre ma morì di ictus prima di lui
146) Andronico IV (1320-1341), figlio di Michele VIII, detronizzò il nonno
ma, sconfitto dalla crescente potenza ottomana, perse di nuovo quasi tutta
l'Anatolia
147) Giovanni VI (1° regno, 1341-1376), figlio di Andronico IV
148) Giovanni VII Cantacuzeno (1347-1354), parente alla lontana di Giovanni VI, fu da
questi associato al trono
149) Andronico V (1376-1379), primogenito di Giovanni VI, usurpò il trono del padre
ma fu detronizzato dai Veneziani
147) Giovanni VI (2° regno, 1379-1390), fu rimesso sul trono dai Veneziani
150) Giovanni VIII (aprile-settembre 1390), figlio di Andronico V, usurpò il trono del
nonno con l'aiuto dei Turchi Ottomani
147) Giovanni IV (3° regno, 1390-1391), riconquistò il trono per la seconda volta con
l'aiuto del figlio Romano e dei Veneziani
151) Romano V (1391-1425), secondogenito di
Giovanni VI
152) Giovanni IX (1425-1448), primogenito di
Romano V
153) Costantino XII (1448-1453), quartogenito di
Romano V, morì tentando
inutilmente di difendere Bisanzio dall'assedio dei Turchi Ottomani di Maometto
II, che conquistò la città e vi trasferì la capitale. Fu canonizzato dalla
Chiesa Ortodossa
154) Tommaso (1453-1464), sestogenito di Romano V,
trasferì la capitale a Mistra, nel Peloponneso, salvando ciò che restava
dell'Impero Bizantino grazie alla protezione dei Veneziani. L'Impero Romano
d'Oriente si ridusse al
solo Peloponneso, ma continuò a chiamarsi Impero Bizantino. Sotto il suo regno
nacque l'Impero Romano di Tutte le Russie (vedi sotto)
155) Romano VII (1464-1483), figlio del Marchese
del Monferrato Gian Giacomo Paleologo, discendente di un ramo collaterale dalla
famiglia, fu messo sul trono dai Veneziani. Al battesimo si chiamava Guglielmo,
ma cambiò il nome in Romano
156) Costantino XIII (1483-1494), fratello di Romano VII, prima di salire al trono
si chiamava Bonifacio. All'età di settant'anni inflisse una pesante sconfitta
agli Ottomani con l'aiuto dei Veneziani e di Re Carlo VIII di Francia, impedendo
la conquista turca di Mistra, ma morì nello scontro
157) Romano VIII (1494-1518), figlio di Romano VII e di Maria Branković
158) Giovanni X (1518-1530), figlio di Romano VIII e di Anna d'Alençon, essendo
minorenne la madre resse per lui l'Impero sino alla sua morte improvvisa,
avvenuta nel 1530 per cause mai chiarite. Nel 1522 suo zio Costantino (poi
Imperatore) sconfisse il Sultano Ottomano Solimano II il Magnifico che voleva
conquistare Mistra
159) Costantino XIV (1530-1533), figlio di Costantino XII e zio di Giovanni VIII,
non ebbe figli e fu
l'ultimo dei Paleologi
Dinastia Gonzaga
160) Giovanni XI (1533-1540), già Duca di Mantova con il nome di Federico II,
ereditò la corona di Imperatore Bizantino avendo sposato Teodora, figlia di
Romano VIII, e cambiò il nome in Giovanni. Respinse con l'aiuto dei
Veneziani un secondo tentativo di Solimano II di conquistare Mistra, e il
Peloponneso restò indipendente nell'orbita veneziana
161) Costantino XV (1540-1550), figlio di Giovanni
XI e di Teodora Paleologa, Duca
di Mantova con il nome di Francesco III
162) Romano IX (1550-1587), fratello di Costantino XV, Duca di Mantova con il
nome di Guglielmo I
163) Giorgio I (1587-1612), figlio di Romano IX e de Eleonora d'Austria, a sua
volta figlia dell'Imperatore Ferdinando I dìAsburgo e di Anna Jaagellone
164) Giovanni XII (febbraio-dicembre 1612), primogenito di Giorgio I e di Eleonora
de' Medici, morì di vaiolo a soli 26 anni
165) Michele IX (1612-1626), secondogenito di Giorgio I, morì anche lui a soli 39
anni
166) Giorgio II (1626-1627), quartogenito di Giorgio I, ultimo dei Gonzaga di
Mantova, era Cardinale di Santa Romana Chiesa ma ottenne da Papa Paolo V il
ritorno allo stato laicale per sposarsi e cercare di continuare la dinastia, ma
il suo matrimonio con Isabella Gonzaga fu infertile ed egli morì a soli 33 anni
Dinastia Gonzaga-Nevers
167) Teodoro III (1627-1637), figlio di Ludovico Gonzaga-Nevers e di Enrichetta di
Cléves, già Duca di Nevers, appartenente a un ramo cadetto dei Gonzaga, ascese
al trono imperiale dopo la vittoria dei Gonzaga-Nevers nella Guerra di
Successione al Ducato di Mantova, citato anche nei "Promessi Sposi". Al
battesimo si chiamava Carlo, ma cambiò il nome in Teodoro
168) Teodoro IV (1637-1665), figlio di Teodoro III e di Caterina di Lorena
169) Teodoro V (1665-1708), figlio di Teodoro IV e di Isabella Clara d'Austria, fu
accusato di fellonia dall'Imperatore Giuseppe I d'Asburgo per essersi schierato
con i francesi nella Guerra di Successione Spagnola, fu privato del Monferrato,
ceduto ai Savoia, e di Mantova, incamerata dagli Asburgo d'Austria, e per questo
morì di dolore
170) Giovanni XIII (1708-1743), figlio illegittimo di
Teodoro III e di una nobildonna di Mistra, fu proclamato Imperatore dai
Bizantini alla morte del padre
171) Filippo III (1743-1778), figlio di Giovanni
XIII e di Carlotta Isabella de Gibanel de Combardel, fu l'ultimo dei
Gonzaga-Nevers
Dinastia Capodistria
172) Filippo IV (1778-1819), nato con
il nome di Antonio Maria Capodistria, discendeva da una nobile famiglia
veneziana originaria di Capodistria, da cui il nome. Sposò Eleonora, figlia di
Filippo III e di Rosalia Batthyány, e fu nominato proprio erede dal suocero, del
quale assunse il nome al momento di salire al trono
173) Giovanni XIV (1819-1831), figlio di Filippo IV
e di Diamantina Gonemi. Le sue politiche autocratiche portarono al suo
assassinio a Nauplia il 27 settembre 1831
174) Agostino (1831-1833), fratello di Giovanni
XIV, gli succedette sul trono ma fu estremamente impopolare e fu detronizzato
nel 1833
Dinastia Mavromichalis
175) Pietro (1833-1848), fratello di
uno degli assassini di Giovanni XIV, depose Agostino Capodistria e si proclamò
Imperatore. Sconfisse gli Ottomani e conquistò parte della Grecia a nord del
Golfo di Corinto
176) Anastasio III (1848-1863), figlio di Pietro e
di Fotini Dimitrakarakou, rifiutò di concedere una Costituzione Liberale, e per
questo fu detronizzato e costretto all'esilio
Dinastia di Glücksburg
177) Giorgio III (30 marzo 1863-18
marzo 1913), figlio
del Re di Danimarca Cristiano IX e di Luisa d'Assia-Kassel, fu scelto dalla
Regina Vittoria d'Inghilterra ed eletto nuovo Imperatore Bizatino. Al battesimo
si chiamava Cristiano Guglielmo, ma cambiò il suo nome in Giorgio. Concesse una
Costituzione liberale moderna e si fece amare dai suoi nuovi sudditi. Con il
congresso di Berlino del 1878, l'Impero Bizantino annettè la Tessaglia, e con il
Trattato di Bucarest del 1913, dopo le due guerre balcaniche, acquisì anche
Creta, Epiro e Macedonia merdionale; sempre nel 1913 la capitale fu spostata ad
Atene. Fu assassinato da un anarchico, Alessandro
Schinas
178) Costantino XVI (18 marzo 1913-11 giugno 1917,
1° regno), figlio
di Giorgio III e di Olga Konstantinovna di Russia. Scoppiata la Grande Guerra
Franco-Tedesca, il Primo Miniastro Eleuterio Venizelos voleva mantenersi
neutrale e muovere guerra piuttosto agli Ottomani per riconquistare
Costantinopoli, ma l'Imperatore lo scavalcò e preparò
l'ingresso in guerra a fianco della Germania. Per questo fu deposto dai
Francesi e sostituito con il giovane figlio Alessandro
179) Alessandro III (11 giugno 1917-25 ottobre 1920), secondogenito di
Costantino XVI e di Sofia di Prussia, dichiarò guerra all'Impero Ottomano,
approfittando del fatto che i Prussiani, alleati con i Turchi, erano impegnati
nella Grande Guerra Franco-Tedesca e,
con l'aiuto di Inglesi e Italiani, conquistò Costantinopoli,
realizzando il sogno secolare dei Bizantini di riprendersi l'antica capitale.
Sconfitto, l'Impero Ottomano si sfasciò sotto il peso della rivolta degli Arabi. Il
Trattato di Sevrés riconobbe ai Bizantini la Tracia, Costantinopoli, la Bitinia
e Smirne. Morì a soli 27 anni a causa del morso di una scimmia
178) Costantino XVI (25 ottobre 1920-17 settembre 1922,
2° regno), ritornò
sul trono dopo la morte del figlio, ma dovette subire il contrattacco delle forze
turche guidate da Mustafà Kemal che riconquistarono la Bitinia e
Smirne. Ai Bizantini restarono solo la Tracia e Costantinopoli (ma non i suoi
quartieri asiatici). Deluso, abdicò dopo soli due anni di regno
180) Giorgio IV (1° regno, 17 settembre 1922-30
aprile 1941), primogenito
di Costantino XVI, riportò la capitale a Costantinopoli, nonostante la vicinanza
di quest'ultma città alla Turchia, riuscì a farsi amare dai suoi sudditi e ordinò l'arresto del
generale Giovanni Metaxas, che aveva cercato di instaurare nell'Impero una
dittatura di estrema destra. Subì nel 1941 l'attacco di Hitler, che invase
l'Impero Bizantino, alleato degli Inglesi, e detronizzò Giorgio IV, che dovette
andare in esilio ad Alessandria d'Egitto
181) Giorgio V Tsolakoglou (30 aprile 1941-12
ottobre 1944), generale di Giorgio IV, firmò la resa delle armate bizantine e fu
indicato da Hitler come nuovo Basileus fantoccio. Fu arrestato dopo la
liberazione di Atene da parte degli Alleati e morì in carcere il 22 maggio 1948
180) Giorgio IV (2° regno, 12 ottobre 1944-1°
aprile 1947), tornò sul
trono dopo la sconfitta dei Nazisti. Dovette affrontare anche la guerra civile
tra monarchici e comunisti, vinta dai primi
182) Paolo I (1° aprile 1947-6 marzo 1964), quartogenito di
Costantino XVI e di Sofia di Prussia. Nel 1952 l'Impero Bizantino aderì alla
NATO e nel 1957 fu tra i fondatori della CEE
183) Costantino XVII (6 marzo 1964-10 gennaio 2023), figlio di Paolo I
e di Federica di Hannover, rischiò di essere detronizzato da un golpe militare,
da cui si salvò grazie ad una sollevazione popolare. Nel 2001 l'Impero aderì
all'Unione Euro-Romana e adottò l'euro
184) Paolo II (10 gennaio 2023-regnante), figlio di Costantino
XVII e di Annamaria di Danimarca, nato il 20 maggio 1967
185) Costantino (XVIII) (erede al trono), figlio di
Paolo II e della statunitense Marie-Chantal Miller, nato il 29 ottobre 1998
.
XII – Imperatori Romani di Tutte le Russie

Dinastia Rjurik
155) Ivan X il Grande (Giovanni X, 1462-1505), figlio
del Principe di Moscovia Vasilij III e di Maria di Borovsk, sposò Sofia
Paleologa, figlia dell'Imperatore Romano d'Oriente Tommaso Paleologo (vedi
sopra); siccome i Turchi avevano conquistato Costantinopoli e l'Impero
Bizantino si era ridotto al Peloponneso, dichiarò che Mosca era "la Seconda
Bisanzio" ed assunse il titolo di Zar ("Cesare"), cambiando il nome del suo
dominio in "Impero Romano di Tutte le Russie". Il suo numerale continua quello
dell'Imperatore Bizantino Giovanni IX
156)
Vasilij III (Basilio III, 1505-1532), figlio di Ivan
X e di Sofia Paleologa, lottò contro la nobiltà feudale
157)
Ivan XI il Terribile (Giovanni XI, 1533-1584), figlio di Vasilij IV e di Elena Glinskaja,
avviò la conquista della Siberia. Ebbe l'epiteto di
Groznyj ("il Terribile") dal popolo russo, che lo amava, per il modo in
cui trattò l'alta nobiltà che minacciava il suo potere
158)
Fëdor III (Teodoro III, 28 marzo 1584-17 gennaio 1598), figlio di
Ivan XI e di Anastasia Romanovna
159)
Boris Godunov (21 febbraio 1598-23 aprile 1605),
fratello di Irina, sposa di Fëdor I
160) "Falso Dmitrij" (11 giugno 1605-17 maggio
1606), vero nome Grigory Bogdanovič Otrepyev, usurpatore che si spacciò per
Dmitrij, figlio di Ivan XI morto assassinato
161) Vasilij IV (Basilio IV, 19 maggio 1606-19 luglio 1610),
deposto
162) Ladislao Jagellone (27 agosto 1610-5 ottobre
1613), Re di Polonia dal 1632 al 1648, deposto
Dinastia Romanov
163) Michele IX (1610-1645), figlio di Filarete, Patriarca di Mosca, e di
Ksenija Ivanovna Šestova, e cugino di Vasilij II, fu eletto nuovo Zar
dall'assemblea dei Boiari dopo che Mosca fu liberata dai Polacchi, e fondò una
nuova dinastia
164)
Alessio V il Tranquillo (1645-1676), figlio di
Michele
IX e di Evdokija Luk'janovna
Strešnëva, sconfisse i Polacchi e conquistò l'Ucraina
165)
Fëdor IV (Teodoro IV, 1676-1682), figlio di Alessio
V e di Marija Il'inična Miloslavskaja, era di salute cagionevole e morì senza eredi
166)
Ivan XII (Giovanni XII, 1682-1696), figlio di
Alessio V e di Marija Il'inična Miloslavskaja,
fratello monore di Fëdor III, era debole di mente e lasciò il trono al
fratellastro Pietro
167)
Pietro I il Grande (1696-1725), figlio di Alessio V e
di Natal'ja Kirillovna Naryškina, fratellastro di Fëdor e di Ivan XII, eliminò i
residui medievali nella Russia zarista, modernizzò il paese e si aprì uno sbocco
sul Mar Baltico, dove fondò la città di San Pietroburgo. Con lui la Russia
divenne a tutti gli effetti un paese europeo
168)
Caterina I (1725-1727), figlia di Samuil Skavronski e di Elisabeth Moritz,
amante e poi
seconda moglie di Pietro I, fu proclamata Zarina alla morte del marito, ma il
potere si trovava nelle mani del principe Aleksandr Menšikov e del Supremo
Consiglio Privato
169)
Pietro II (1727-1730), figlio dello Zarevic Alessio Romanov (figlio di
Pietro I il
Grande e della sua prima moglie Evdokija Lopuchina) e di Carlotta Cristina
(figlia del duca Luigi Rodolfo di Brunswick-Lüneburg e cognata dell'imperatore Romano
di Germania Carlo VI d'Asburgo). Salì al trono a soli 11 anni e morì
all'età di 14 anni di vaiolo
170)
Anna (1730-1740), figlia di Ivan XII e di Praskovia Feodorovna Saltykova, nipote
di Pietro I il Grande, fu scelta come erede dal Supremo Consiglio Privato nella
speranza che fosse facilmente manipolabile, invece si comportò come una vera
autocrate: esiliò 30.000 persone in Siberia e coinvolse la Russia nella Guerra
di Successione Polacca
171)
Ivan XIII (Giovanni XIII, 1740-1741), pronipote di Anna da questa adottato come figlio, salì al
trono a due mesi di vita e fu detronizzato un anno dopo
172)
Elisabetta I (1741-1762), figlia di Pietro I e di
Caterina I,
riuscì a detronizzare Ivan XIII e ad esiliare sua madre che fungeva da reggente.
Si dimostrò degna di suo padre, e con lei l'Illuminismo penetrò in Russia.
Coinvolse la Russia nella Guerra dei Sette Anni e tentò invano di conquistare la
Prussia Orientale
173)
Pietro III (gennaio-luglio 1762), figlio di Anna Romanova (figlia di
Pietro I e di
Caterina I) e del duca Carlo Federico di Holstein-Gottorp (nipote di Elisabetta
I),
fu detronizzato in una congiura di palazzo
174)
Caterina II la Grande (1762-1796), nata Sofia
Federica Augusta di Anhalt-Zerbst, moglie di Pietro III, abolì la servitù della
gleba e protesse i filosofi illuministi
175) Paolo (1796-1801), figlio di Caterina II e
del suo amante Sergej Vasil'evič Saltykov, assolutista, reazionario ed
ammiratore di Napoleone, fu assassinato in una congiura di palazzo
176) Alessandro III il Beato (1801-1825), figlio di Paolo e di Sofia Dorotea di Württemberg,
sconfisse Napoleone e conquistò la Finlandia
177)
Nicola I (1825-1855), fratello minore di Alessandro
III, dovette affrontare la rivolta dei Decabristi che chiedevano una svolta in
senso liberale dell'Impero
178) Alessandro IV (1855-1881), figlio di Nicola I e di Carlotta
di Prussia, conquistò il Caucaso e l'Asia Centrale, ma
entrò in conflitto per questo con la Gran Bretagna. Il 13 marzo 1881 fu assassinato da Ignatij Grinevickij,
che si fece saltare per aria insieme a lui
179) Alessandro V il Pacificatore (1881-1894), figlio di
Alessandro IV e di Maria
d'Assia, strinse alleanza con la Francia e conquistò la Mongolia e la Manciuria, ma morì a soli 49 anni di nefrite
180)
Nicola II (1° novembre 1894-17 luglio 1924), nato
il 18 maggio 1868, figlio di
Alessandro
IV e di Dagmar di Danimarca,
nel 1905 introdusse in Russia un primo tentativo di monarchia costituzionale, tenne fuori la Russia
dalla Grande Guerra Franco-Tedesca
e sopravvisse a un tentativo di rovesciarlo da parte del rivoluzionario
comunista Vladimir Il'ič Ul'janov, durante il quale il 7 novembre 1917 fu assassinato il suo unico
figlio maschio, lo Zarevic Alessio. Addolorato, lo Zar divenne sempre più
introverso e si estraniò dagli affari dello stato. Convinto che l'Impero Romano
dii Russia dovesse avere un sovrano maschio, rifiutò di lasciare il trono a una
delle quattro figlie superstiti; e siccome suo fratello minore, il Granduca
Michele, aveva sposato contro il suo parere Natal'ja Sergeevna Šeremetevskaja,
divorziata e con una figlia, Nicola rimosse lui pure dalla linea di successione,
ed indicò come erede il proprio cugino di secondo grado Kirill, che mai avrebbe
pensato di poter ascendere al trono
181) Alessandro VI (Kirill Vladimirovič Romanov, 17
luglio 1924-12 ottobre 1938), nato il 12 ottobre 1876, figlio del granduca
Vladimir Aleksandrovič Romanov, fratello minore dello zar Alessandro III di
Russia, e di Maria di Meclemburgo-Schwerin. Assunse il nome dello zio al momento
di salire al trono. Inizialmente portò avanti alcune riforme: con lui l'Impero assunse una struttura federale.
Il 5 marzo 1927 però subì un
tentativo fallito di assassinio da parte del comunista georgiano Iosif
Vissarionovič Džugašvili, detto Stalin; dopo il rischio
corso, divenne sospettoso e paranoico, sospese la Costituzione e regnò come un monarca
assoluto, arrivando l'11 maggio 1931 a pubblicare un editto in cui proclamava la
sua « fede nella salvaguardia della forza e della verità dell'autocrazia »
182)
Vladimir (Vladimir Kirillovič Romanov, 12 ottobre
1938-21 aprile 1992), nato il 30 agosto 1917, figlio di
Alessandro VI e di Vittoria Melita di Sassonia-Coburgo e Gotha, nipote della
Regina Vittoria del Regno Unito. Salì al trono a soli 21 anni e subito dimostrò
di essere di idee reazionarie firmando con Adolf Hitler un Patto di Non
Aggressione. Dovette però affrontare l'invasione da parte della Germania Nazista
durante la Guerra Mondiale; Mosca fu occupata dai tedeschi, e così si trasferì
con tutta la corte a Novosibirsk, in Siberia. Dopo la vittoria, ottenuta grazie
alle imprese militari del Generale Georgij Konstantinovič Žukov, spostò verso
ovest i confini russi. La Conferenza di Yalta vide la spartizione dell'Europa
tra USA e Impero Russo; l'Ungheria,
la Boemia, la Dacia, la
Bulgaria, la Pannonia e la Serbia divennero
monarchie assolute satelliti di Mosca, così come la Polonia che fu premiata con
l'indipendenza formale per l'accanita resistenza contro i nazisti, anche se
rimase a tutti gli effetti una provincia zarista. Il dopoguerra fu segnato da una grave tensione geopolitica con la
CEE e con gli Stati Uniti d'America: questi utimi divennero i paladini della
democrazia parlamentare, mentre la Russia restò l'incarnazione dell'assolutismo
regio. Dopo le rivolte europee
del 1968 contro i tradizionali Imperi eredi di Roma e dopo la sconfitta
statunitense nella Guerra del Vietnam, Vladimir si convinse che il crollo del
Patto Atlantico era prossimo e si impegnò in una serie di conflitti su più
fronti, il più grave e dispendioso dei quali vide i Russi impantanati in
Afghanistan per dieci anni, e tutti questi conflitti dissanguarono l'economia
dell'Impero. A partire dal 1985 il governo
del progressista Mihail Sergeevic Gorbacëv, nominato dallo stesso Zar sotto le
pressioni dei suoi collaboratori, pose
fine alla tensione con gli USA, dando vita ad un'epoca di collaborazione tra le
grandi potenze, e poi introdusse tutta una serie di riforme note con il nome di
"Perestrojka" ("Ricostruzione"), volte a modernizzare l'antico
Impero Romano di Tutte le Russie.
Il suo scopo non era la democratizzazione ma solo la riforma economica, tuttavia
le cose gli sfuggirono di mano e, ad uno ad uno, i paesi satelliti si resero
indipendenti abbattendo le monarchie assolute, indicendo libere elezioni ed
avvicinandosi alla CEE. Il 18 agosto 1991 alcuni politici e generali
conservatori tentarono con un colpo di stato ("Putsch di Agosto") di fermare la
Perestrojka, arrestando sia Gorbacëv che lo Zar, ma prima che i golpisti
riuscissero a nominare un
nuovo Imperatore conservatore, la popolazione moscovita insorse, le truppe
fedeli allo Zar Vladimir ebbero la meglio sui golpisti, e sia lo Zar che
Gorbacëv furono liberati. Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia, Bessarabia,
Georgia, Armenia, Azerbaigian, gli stati federali dell'Asia Centrale, la
Mongolia e la Manciuria ne approfittarono per proclamare l'indipendenza.
Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia, Azerbaigian e Manciuria si costituirono
in repubbliche; la Bessarabia si unì alla Dacia; invece Georgia, Armenia, gli
stati dell'Asia Centrale e la Mongolia si ersero a monarchie costituzionali, ma
senza rivendicare alcuna continuità storica con l'Impero Romano, di cui non
erano mai stati parte (tranne l'Armenia, che però sentiva di avere una cultura
originale e più antica di Roma stessa). Solo Russia, Russia Bianca, Ucraina,
Kazakistan e alcune repubbliche etniche minori accettarono di restare a far
parte di un Impero Romano di Russia fortemente riformato e democratizzato, con
Vladimir come Zar e Michiail Gorbacëv come Primo Ministro non più di nomina
imperiale, ma designato da una Duma eletta a suffragio universale. L'anziano
Imperatore non resse il colpo e morì a 74 anni il 21 aprile 1992
183)
Caterina III (Marija Vladimirovna Romanova, 21
aprile 1992-in carica), nata il 23 dicembre 1953, figlia di Vladimir e della
principessa georgiana Leonida Bagration-Mukhrani, assunse il nome di Caterina al
momento di salire al trono. Figura carismatica ed amatissima dal popolo, resistette a due tentativi insurrezionali dell'Estrema Destra
Eurasista, che avrebbe voluto restaurare la monarchia assoluta, riconquistare gi
ex satelliti e riprendere lo scontro muscolare con UE e USA. Sotto la guida
dell'europeista Viktor Stepanovič Černomyrdin, il 4 aprile 2009
l'Impero Russo aderì alla NATO, e il 1° gennaio 2013 aderì alla CEE, in attesa
di avere i parametri per adottare l'Euro ed entrare nell'UE. Elisabetta II è la prima Zarina
attiva personalmente sui social network, dimostrando che il millenario gigante
russo ha saputo adattarsi ai tempi moderni
184) Giorgio (Gěorgij Mihajlovič Romanov, erede al trono)
nato il 13 marzo 1981, figlio di Caterina III e del Principe Franz Wilhelm di
Hohenzollern (nato il 3 settembre 1943), pronipote dell'Imperatore Romano di
Germania Guglielmo II
185) Alessandro (VII) (Aleksandr Georgievič
Romanov, erede al trono), nato l'8 ottobre 2023, figlio di
Gěorgij Mihajlovič Romanov e di Rebecca Virginia Bettarini (nata il 18 maggio
1982), figlia di un diplomatico italiano
.
XIII – Imperatori Romani di Polonia

L'Impero Romano di Polonia è la diretta continuazione dell'Impero Romano di Lituania, di cui parleremo più sotto tra gli Imperi Romani oggi scomparsi. Nel 1440 la sovranità congiunta su Lituania e Polonia passò nelle mani degli Jagelloni, che avevano unito i due paesi con l'Unione di Krewo del 1385. Come visto, nel 1569 il Regno di Polonia e l'Impero Romano di Lituania furono fusi nell'Impero Romano Polacco-Lituano, che tra alterne traversie continuò fino al 1795, quando fu cancellata dalla Terza Spartizione e divisa tra Germania, Ungheria e Russia. La dinastia degli Jagelloni è considerata in Lituania come la continuazione di quella Polemonide, perchè Jogaila (caoostipite degli Jagelloni) era nipote del polemonide Gediminis per parte di padre. Ovviamente i Polacchi, a differenza dei Lituani, non vantavano alcuna continuità etnica con i Romani o con i Greci, ma Sigismondo II Augusto ne approfittò per assumere un titolo che lo metteva alla pari degli altri sovrani europei.
Dinastia degli
Jagelloni
160) Sigismondo III Augusto (1548-1572), figlio di Sigismondo I
Jagellone e
di Bona Sforza, fu l'ultimo degli Jagelloni. Dalle tre mogli non ebbe alcun
figlio, cosicchè alla sua morte il titolo imperiale di Polonia e di Lituania
divenne elettivo
Imperatori elettivi di Polonia
161) Enrico di Valois (1573-1575), fu anche
Imperatore Romano di Francia dal 1574 al 1589 con il nome di Enrico III
162) Massimiliano d'Asburgo
(1575-1576, fu anche Imperatore Romano di Germania, ma fu rifiutato dalla
nobiltà polacca
163) Anna Jagellona (1575-1587), figlia di
Sigismondo I
164) Stefano Báthory (1576- 1586), marito di Anna
Jagellona
165) Sigismondo IV Vasa (1587-1632), fu anche Re di
Svezia dal 1592 al 1599
166) Ladislao I Vasa (1632-1648), figlio di
Sigismondo II e Anna Jagellona, tentò senza riuscirci di conquistare Mosca
167) Giovanni VIII Casimiro Vasa (1648-1668), figlio
di Sigismondo II e di Costanza d'Austria
168) Michele I Wiśniowiecki (1669-1673)
169) Giovanni IX Sobieski (1674-1696), liberò
Vienna dall'assedio dei Turchi
170) Augusto I Wettin il Forte (1697-1704, 1°
regno), dal 1694 fu Principe di Sassonia come Federico Augusto I
171) Stanislao I Leszczyński (1704-1709, 1° regno)
170) Augusto I Wettin il Forte (1709-1733, 2°
regno)
171) Stanislao I Leszczyński (1733-1734, 2° regno),
fu anche Duca di Lorena dal 1737 al 1766
172) Augusto II
(1734-1763), figlio di Augusto II e di Cristiana di Brandeburgo-Bayreuth, dal
1733 fu Principe di Sassonia come Federico Augusto II
173) Federico Cristiano
(5 ottobre-17 dicembre 1763), figlio di Federico Augusto II e di Maria Giuseppa d'Austria, nel 1763 fu
Principe di Sassonia con lo stesso nome. Morì di vaiolo dopo soli 74 giorni di
regno
174) Augusto III (1763–1773), figlio di Federico
Cristiano e di Maria Antonia di Baviera, dal 1763 al 1806 fu Principe di
Sassonia come Federico Augusto III. A causa del suo governo dispotico, fu
rovesciato nel 1773 dalla nobiltà polacca
175)
Stanislao II Poniatowski
(1773-1795), figlio del generale Stanisłao Poniatowski e di Konstancja
Czartoryska, fu eletto dal Parlamento polacco dopo che Augusto IV fu costretto
ad abdicare e a lasciare il paese. Non si sposò mai e morì il 12 febbraio 1798
Interregno (1795-1807)
Il 3 gennaio 1795, con la Terza Spartizione, il titolo di Imperatore Romano di Polonia fu abolito. L'Impero Romano Polacco venne tuttavia ricreato nel 1807 da Napoleone, che si proclamò naturlmente suo Imperatore, anche se si trattava di un piccolo stato rispetto alla vecchia Confederazione Polacco-Lituana.
Dinastia Bonaparte
176) Napoleone (9
giugno 1807-30 novembre 1813), dovette rinunciare alla corona polacca dopo la
sconfitta nella Battaglia di Lipsia
Interregno (1813-1947)
L'Impero Romano di Polonia venne nuovamente abolito dal Congresso di Vienna, ed il suo territorio venne diviso tra Russia e Germania. Alcuni membri della famiglia Poniatowski comunque continuarono a rivendicare il titolo imperiale di Polonia e Lituania:
Imperatori titolari di Polonia, dinastia
Poniatowski
177*)
Stanislao (III) Poniatowski, nato il 23 novembre 1754, morto a Firenze il 13
febbraio 1833, figlio di Casimiro Poniatowski (1721-1800) e di Apolonia
Ustrzycka (1736-1814), non accettò mai la spartizione della Polonia e continuò a
ritenenersi Imperatore Titolare di Polonia e Lituania
178*) Giuseppe (I) Michele Poniatowski, nato a Roma il
24 luglio 1814, morto a Londra il 4 luglio 1873, figlio di Stanislao Poniatowski
e della nobildonna fiorentina Cassandra Luci. Nacque illegittimo, giacchè sua
madre era già sposata con Vincenzo Venturini Benloch, ma fu legittimato nel
1847, e continuò la rivendicazione paterna
179*) Giuseppe (II) Stanislao Poniatowski, nato a
Firenze il 9 novembre 1835, morto il 6 gennaio 1908, figlio di Giuseppe Michele
Poniatowski e della contessa Matilda Perotti (1814–1875). Fu Maestro di Scideria
dell'Imperatore Romano di Francia Napoleone III, che sostenne le sue
rivendicazioni al trono polacco
180*) Luigi Leopoldo Poniatowski, nato a Parigi il
24 gennaio 1864, morto a 90 anni a Cahors l'8 marzo 1954, figlio di Giuseppe
Stanislao Poniatowski e di Leopoldina Luisa le Hon (1838–1931), legalmente
figlia del conte Charles Le Hon e di Fanny Mosselman; in realtà però Leopoldina
Luisa era la figlia biologica dell'amante di sua madre, Charles de Morny, e la
cosa all'epoca fece scandalo. Fu un importante finanziere e industriale
dell'Impero Romano Francese
Nel 1946, per premiare gli sforzi dei Polacchi che avevano combattuto valorosamente contro i Nazisti, l'Impero Romano di Russia acconsentì alla ricostituzione dell'Impero Romano di Polonia, unendo i territori del Granducato di Varsavia, sotto sovranità diretta russa dal 1815 al 1941, ai territori ex tedeschi ad oriente della linea dell'Oder-Neisse. La Polonia così ricostituita fu naturalmente un satellite di Mosca, e la corona fu offerta a Stanisłao Augusto Poniatowski, figlio di Luigi Leopoldo Poniatowski, che accettò, nonostante la contrarietà del padre (il quale sapeva che il figlio sarebbe stato niente più che un cliente dei russi). Solo dopo la fine del vassallaggio ai russi, agli Imperatori Titolari sopra elencati venne riconosciuto il numerale (l'asterisco * indica che nessuno di essi regnò mai in effetti) secondo la tradizionale successione degli Imperatori Romani di Lituania e poi di Polonia.
Dinastia Poniatowski
181)
Stanisłao IV Augusto (19 gennaio 1947-2 febbraio 1970), nato il 23
ottobre 1895, figlio di Luigi Leopoldo Poniatowski e di Elizabeth Helen Sperry
(1872–1911), un'ereditiera californiana. Sposò Aglaë de Sainte-Aldegonde (figlia
del conte Edmond André de Sainte-Aldegonde e di Marthe Marie des Acres de
L'Aigle), ma non ebbe figli, cosicchè i Russi indicarono come suo successore il
fratello Carlo
182) Carlo (2 febbraio 1970-3 agosto 1980), nato il
30 ottobre 1897, fratello minore di Stanislao III Augusto, il suo regno coincise
con le prime agitazioni nazionaliste anti-russe, represse con durezza. Il 16
ottobre 1978 l'Arcivescovo di Cracovia, Cardinale Karol Wojtyla, fu eletto Papa
con il nome di Giovanni Paolo II, e questo fatto incoraggiò le aspirazioni
indipendentiste dei polacchi, stufi di soggiacere ai russi
183) Michele II (3 agosto 1980-15 gennaio 2002),
nato il 16 maggio 1922, figlio di Carlo e della contessa belga Anne de Caraman-Chimay (1901–1977).
Di fronte alla gravissima cris economica e alla crescente popolarità del
Sindacaro filoeuropeo Solidarnosc', il 13 dicembre 1981 il generale filorusso
Wojciech Jaruzelski prese il potere con un colpo di stato e sospese la
Costituzione, instaurando una dittatura militare; in seguito dichiarò di averlo
fatto per prevenire un'invasione russa, simile a quelle in Ungheria (1956) e
Boemia (1968). Le riforme avviate in Russia da Michail Gorbachev portarono al
progressivo distacco della Polonia dall'orbita russa; il 22 dicembre 1990 Lech
Wałęsa, leader di Solidarnosc'. divenne Primo Ministro dell'Impero Romano di
Polonia. Il 12 marzo 1999 quest'ultimo aderì alla NATO
184) Ladislao II (15 gennaio 2002-in carica), nato
il 10 novembre 1946, figlio di Michele e di Gilberte de Chavagnac (1925-2016).
Il 1° gennaio 2004 l'Impero Romano di Polonia aderì alla CEE, in attesa di avere
i parametri per adottare l'Euro ed entrare nell'UE
185) Alessio (erede al trono), nato il 19 ottobre
1978, figlio di Ladislao e di Constance Guichard (nata il 17 dicembre 1951)
.
XIV – Imperatori Romani di Bulgaria

Dinastia di Krum
108) Boris I il Santo (852-889),
figlio di Presian, accolse alla sua corte i Santi fratelli Cirillo e
Metodio, fu battezzato con il nome di Mihail e convertì il suo
popolo al Cristianesimo. Assunse il titolo di Zar ("Cesare") e cambiò il nome
del suo stato in Impero Romano di Bulgaria. Abdicò e si fece monaco
109) Vladimir I Rassate
(889-893), figlio di Boris I, fu deposto e fatto accecare dal padre
110) Simeone I il Grande
(893-927), figlio di Boris I, nel 913 si proclamò Zar (imperatore) dei Bulgari.
Portò la Bulgaria all’apice politico e culturale. e alla massima estensione
territoriale, conquistando gran parte della valle del Danubio: il suo regno
coincide con l'Età d'oro della cultura bulgara. Morì d'infarto
111) Pietro I il Santo (927-969),
figlio di Simeone I, con una durata di 42 anni il suo regno fu il più lungo
nella storia bulgara. Abdicò e morì in un monastero
112) Boris II (969-971), figlio
di Pietro I, venne imprigionato dai bizantini e morì ucciso accidentalmente dalle
guardie di frontiera bulgare mentre rientrava nel Paese
Dinastia dei Cometopuli
113-116) Davide I, Mosè, Aronne
e Samuele I (971-977), noti
come i Cometopuli, figli del barone Nicola, regnarono congiuntamente
117) Romano I (977-997), figlio
di Pietro I, catturato in battaglia dai Bizantini nel 991, morì in prigionia a
Costantinopoli
116) Samuele I (997-1014, 2°
regno), uno dei Cometopuli, abile generale, resse l'impero di Bulgaria durante
la prigionia di Romano I (976-997) e fu proclamato imperatore alla sua morte.
Dovette subire gli attacchi dell'imperatore Basilio II che occupò quasi tutta la
Bulgaria. Morì di infarto alla vista del massacro dei suoi soldati nella
battaglia di Kleidion da parte del Basileus, che per questo ottenne
l'appellativo di Bulgaroctono ("massacratore di Bulgari")
118) Gabriele Radomir (1014-1015), figlio di
Samuele I, fu assassinato dal cugino Ivan Vladislav
119) Ivan II Vladislav (Giovanni II, 1015-1018),
figlio di Aronne, morì durante l'assedio di Durazzo ed è considerato l'ultimo
Zar del Primo Impero Romano di Bulgaria. La maggior pate della nobiltà bulgara
scelse di unirsi all'Impero Romano Bizantino grazie all'astuzia di Basilio II,
che riconobbe ai nobili bulgari i loro titoli e mantenne l'autocefalia
dell'arcivescovado bulgaro di Ocrida e i suoi privilegi
Dominazione bizantina
Interregno (1018-1185), durante il
quale la Bulgaria fu divisa in province bizantine, e il titolo di Imperatore Romano di Bulgaria fu abolito
Dinastia Asen
120)
Pietro II (1185-1197),
fondò il Secondo Impero Romano di Bulgaria dopo aver sconfitto Isacco Angelo; regnò con i fratelli
Ivan III Asen e Kalojan
121) Ivan III
(Giovanni III, 1189-1196),
regnò con i fratelli Pietro II e Kalojan
122) Kalojan (1196-1207),
inizialmente regnò con i fratelli Pietro II e Ivan III ed alla loro morte
restò unico sovrano. Quando nel 1204 i Crociati misero sotto assedio
Costantinopoli, Kalojan intervenne e sconfisse Baldovino di Fiandra nella battaglia di Adrianopoli del 14 aprile 1205. Baldovino,
che aveva promesso di conquistare anche la Bulgaria, fu
catturato e in seguito morì in prigionia in Bulgaria. Kalojan morì in circostanze misteriose durante un assedio
123) Boril
(1207-1218), nipote di Kalojan
124) Ivan IV (Giovanni
IV, 1218-1241),
figlio di Ivan III, dopo la battaglia di Klokotnitsa (9 marzo 1230) divenne il sovrano più potente della penisola
balcanica
125) Kaliman I (1241-1246),
figlio di Ivan IV e di Anna Maria d'Ungheria, aveva solo sette anni quando
succedette al padre. Durante il suo regno i Mongoli invasero la Bulgaria e le
imposero il pagamento di un tributo annuale. Kaliman fu probabilmente
avvelenato
126) Michele
III (1246-1256),
figlio di Ivan IV e di Irene Comnena Ducas, governò sotto la reggenza della
madre. Fu eliminato in una congiura
127) Kaliman II (1256), figlio
di Alessandro, fratello minore di Ivan IV, uccise Michele III durante una battuta di
caccia e ne usurpò il trono, ma fu a sua volta assassinato
128) Mico (1256-1257), cognato
di Michele I, ne usurpò il trono ma fu scacciato da Costantino VII e morì in
esilio
129) Costantino VII (1257-1277,
figlio di Tikh, usurpò il trono di Mico Asen. Sconfisse ripetutamente gli
Ungheresi
130) Michele IV (1277-1279),
figlio di Constantino VII da lui associato al potere, fu sconfitto e morì in
esilio
131) Ivailo (1278-1279),
soldato di umili origini, prese il potere mettendosi a capo di una massiccia
rivolta contadina e sposò Maria Paleologa Cantacuzena, vedova di Costantino
XI.
Fu ucciso dal condottiero mongolo Nogai Khan
132) Ivan V (Giovanni
V, 1279-1280), figlio
di Mico Asen, morì in esilio
Dinastia Terter
133) Giorgio I Terter
(1280-1292), di origine cumana, mandò in esilio Ivan V, ma il suo regno
rappresentò l'apice di un periodo di disintegrazione feudale dell'Impero Romano
di Bulgaria
134) Šišman Terter (1280-1298),
fratellastro e inizialmente coreggente di Giorgio I, despota di Vidin, in
pratica regnò come un vassallo dei Mongoli dell'Orda d'Oro
135) Smilec (1298-1299),
si proclamò Zar in opposizione a Šišman Terter, ma fu sconfitto e rinchiuso in
un monastero, dove morì
136) Čaka (1299-1300),
figlio del sovrano mongolo Nogai Khan, sposò Elena, figlia di Giorgio I Terter.
Sostenne il padre Nogai nella sua guerra contro Tokta, il legittimo Khan
dell'Orda d'Oro, ma Nogai venne sconfitto e ucciso, mentre il figlio fuggì in
Bulgaria, approfittò di un momentaneo vuoto di potere e si fece incoronare
Imperatore Romano,
sperando di usare la Bulgaria come base per riconquistare l'Orda d'Oro. Tokta
tuttavia invase la Bulgaria,
Čaka fu ucciso dai suoi stessi sostenitori e la sua testa inviata in dono
al Khan mongolo
137) Teodoro Svetoslav (1300-1321),
figlio di Gorgio I Terter, fu determinante nella presa del potere da parte di
Čaka, fu da lui associato al potere, ma egli lo fece uccidere e fu
insediato da Tokta come proprio vassallo sul trono di Bulgaria. Ristabilì il
prestigio dell'Impero Romano di Bulgaria durante il suo regno, ma solo per breve
tempo: la potenza militare ed economica bulgara cominciò a declinare in seguito
a conflitti interni, ai continui attacchi dei bizantini e dei magiari ed alla
dominazione mongola
138) Giorgio II Terter (1321-1323),
figlio di Teodoro Svetoslav, cercò di porre dine al caos feudale, ma morì
giovane in battaglia senza eredi
Dinastia Šišman
139)
Michele V Šišman (1323-1330),
cugino di Giorgio II Terter, fu un sovrano energico e ambizioso, che agendo
senza scrupoli sconfisse uno dopo l'altro i signori feudali bulgari,
cercando di restaurare l'unità dell'Impero Romano di bulgaria. Osò troppo
scontrandosi con i Serbi nella battaglia di Velbažd del 28 luglio 1330, in cui
fu sbaragliato e trovò la morte
140) Ivan VI Stefan Šišman (Giovanni
VI, 1330-1331), figlio maggiore di Michele V Šišman e Anna Neda di Serbia, figlia di re
Stefano Uroš II Milutin di Serbia, fu associato al trono dal padre e gli
succedette, ma fu esiliato dalla nobiltà bulgara e morì in esilio in Dalmazia
141) Ivan VII Aleksandăr
(Giovanni VII, 1331-1371), figlio del despota Sratsimir di Kran e di Petrica, sorella di
Michele III Šišman, governò come vassallo dei Serbi. Nel 1354 i Turchi
sbarcarono per la prima volta in Europa, e l'Impero Romano di Bulgaria,
indebolito dagli attacchi esterni e dalle guerre civili, non aveva speranze
contro la nuova minaccia otomana. Alla sua morte la Bulgaria si divise in tre
piccoli regni, il regno di Vidin, il regno di Tărnovo e il despotato di
Dobrugia; gli Ottomani incontrarono una debole resistenza nella conquista di
questi tre stati, e già nel 1362 avevano preso Sofia
142) Ivan VIII Stracimir
(Giovanni VIII, 1371-1397), figlio di Ivan VII Aleksandăr e di Teodora, governò
la sola regione di Vidin, mentre i Turchi avevano già occupato la maggior parte
dell'Impero. Fu costretto infine a riconoscere la sovranità del Sultano Murad I
e fu deportato in Asia Minore, dove morì. E' considerato l'ultimo sovrano del
Secondo Impero Romano di Bulgaria prima della lunga dominazione turca
143) Ivan IX Šišman
(Giovanni IX, 1371-1395), fratellastro di Ivan VIII Sracimir, fu da lui
associato al trono ma nel 1393 perse la capitale Tarnovo, presa dai Turchi. Non
si sa come morì Ivan IX: secondo alcuni, combattendo eroicamente; secondo altri,
in una prigione turca
Dominazione Turca
Interregno (1393-1878) durante il
quale il quale la Bulgaria entrò a far parte dell'Impero Ottomano, e il titolo di Imperatore Romano di Bulgaria fu abolito
Non dinastici
144) Alessandro II
di Battenberg (17 aprile 1879-26 agosto 1886), figlio di Alessandro
d'Assia e di Julia von Hauke, fu proclamato Imperatore Romano di Bulgaria dopo
il Congresso di Berlino che aveva riconosciuto l'indipendenza della Bulgaria
dalla Turchia. Con lui ebbe inizio il Terzo Impero Bulgaro; continuò la numerazione degli Imperatori che regnavano prima
dell'occupazione turca. Fu rovesciato da un golpe dell'esercito e morì a Graz il
23 ottobre 1893
145) Valdemaro di Oldenburg (29 ottobre 1886-11
novembre 1886), figlio del Re di Danimarca Cristiano IX e di Luisa
d'Assia-Kassel, fu eletto Imperatore Romano di Bulgaria dal Parlamento Bulgaro,
ma rifiutò il trono a causa delle pressioni internazionali
Dinastia di
Sassonia-Coburgo-Gotha
146)
Ferdinando (7 luglio 1887-3 ottobre 1918), nato il 26 febbraio 1861, figlio di Augusto di
Sassonia-Coburgo-Kohary e di Clementina d'Orléans. Abdicò il 3 ottobre 1918 dopo
aver incassato una grave sconfitta da parte dei Bizantini, cui voleva impedire
di conquistare Costantinopoli per non avere un vicino troppo potente sul confine
meridionale. Morì in esilio a Coburgo il 10 settembre 1948
147) Boris III (3 ottobre 1918-28 agosto 1943),
nato il 30 gennaio 1894,
148) Simeone II (28 agosto 1943-15 settembre 2020),
nato il 16 giugno 1937, figlio di Boris III e di Giovanna di Savoia
Divenne re di Bulgaria all'età di 6 anni, in seguito alla morte del padre Boris
III, ed ebbe un regno lunghissimo, più di quello di Luigi XIV di Francia e di
Elisabetta II del Regno Unito. Inizialmente sotto la reggenza della madre, dopo
che i russi ebbero liberato la Bulgaria dall'occupazione nazista, governò
praticamente come vassallo della Russia fino agli anni Novanta. Le riforme
avviate in Russia da Michail Gorbachev portarono al progressivo distacco della
Bulgaria dall'orbita russa; l'8 novembre 1991 il leader filoeuropeo Philip
Dimitrov, divenne Primo Ministro dell'Impero Romano di Bulgaria. Il 29 marzo
2004 quest'ultimo aderì alla NATO e il 1° gennaio
2007 laderì alla CEE, in attesa di avere i parametri per adottare
l'Euro ed entrare nell'UE. Ammalatosi di Covid-19, Simeone II sopravvisse ma fu
costretto ad abdicare all'età di 83 anni
149) Kardam (15 settembre 2020-in carica), nato il
2 dicembre 1962, figlio di Simeone II e dell'aristocratica spagnola Margarita
Gómez-Acebo y Cejuela. Nel 2008 vicino a Sofia fu coinvolto in un incidente
automobilistico, secondo alcuni in realtà un attentato, da cui però uscì con
pochi graffi. Finalmente il 1° gennaio 2026 l'Impero Romano di Bulgaria aderì
alla UE ed adottò l'Euro
150) Boris (IV) (erede al trono), nato il 12
ottobre 1997, principe di Tărnovo, figlio di Kardam e della famosa saltatrice
con l'asta bulgara Stefka Kostadinova, nata il 25 marzo 1965
.
XV – Imperatori Romani del Montenegro e di Jugoslavia

La Doclea era uno stato slavo medievale, localizzato tra l'attuale Montenegro e l'Albania e comprendente i territori lungo il corso del fiume Zeta, intorno al Lago di Scutari e alle Bocche di Cattaro, fino all'attuale Erzegovina. Il suo nome deriva dall'antica città illirica di Dioclea, i cui resti si trovano vicino a Podgorica. Nell'antica Illiria si stanziarono popolazioni slave provenienti dalla Lusazia. , nella provincia romana Praevalitana, abitata dalla popolazione illirica dei Docleatae. La Doclea verso il XIII secolo venne rinominata in Zeta, poco prima della sua unione con l'Impero Romano di Rascia.
Dinastia dei Petrislavić
116)
Jovan Vladimir
(990-1016), Principe di Doclea, figlio di Petrislav, si proclamò primo
Imperatore Romano del suo paese, ma fu fatto uccidere dall'Imperatore Bizantino
Basilio II
117) Dragomir
(1016-1034), zio di Giovanni III Vladimiro, fu messo sul trono di Doclea da
Basilio II, e governò la regione per suo conto
Dinastia dei Vojislavljević
118)
Stefano I Dobroslav I Vojislav (1034–1050),
approfittò della crisi dell'Impero Bizantino seguita alla morte di Basilio II
per proclamare l'indipendenza formale della Doclea
119) Michele I (1050–1081)
120) Costantino Bodin (1081–1101)
121-122) Michele II e Dobroslav II (1101-1102), figlio di Bodin
123) Dobroslav III (1102)
124) Kočopar (1102–1103)
125) Vladimiro (1103–1113), nipote di Bodin
126) Giorgio I (1113–1118, 1º regno), figlio di Bodin
127) Grubeša (1118–1125)
126) Giorgio I (1125–1131, 2º regno), figlio di Bodin
128) Gradihna (1131–1146)
129) Radoslav (1146-1162), figlio di Gradihna
130) Michele III (1162-1186)
Dinastia dei Nemanjić (1186-1355)
131)
Stefano Nemanja (1166-1199),
signore di di Raška ed Imperatore Romano di
Serbia. Conquistò la Doclea, che da allora prese il nome di Zeta, dal nome del fiume omonimo,
e così egli assunse anche il titolo di Imperatore Romano di Zeta (unificato a
quello di Serbia fino al 1356)
132) Vukan II Nemanjić
(1196-1208)
133) Stefano Prvovenčani ("il Primo Incoronato", 1199-1228)
134) Giorgio II Nemanjić (1208-1243)
135) Stefano Radoslav (1228-1233)
136) Stefano Vladislav I (1234-1243)
137) Stefano Uroš I (1243-1276)
138) Stefano Uroš II Dragutin (1276-1282)
139) Stefano (Uroš II) Milutin (1282-1321)
140) Stefano Uroš III Dečanski (1321-1331)
141) Stefano Uroš IV Dušan il Grande (1331-1355),
tentò di prendere Costantinopoli e di conquistare il titolo di Imperatore Romano
di Bisanzio, ma morì prima di riuscirci
Dinastia dei Balšić
142) Balša I (1356–1362)
143) Đurađ I (1362–1378)
144) Balša II (1378–1385)
145) Đurađ II (1385–1403)
146) Balša III (1403–1421), lasciò il trono allo zio Stefan Lazarević
147) Stefan Lazarević (1421-1427), figlio di
Lazzaro I di Serbia (morto nella battaglia di Kosovo Polje), governò come un
vassallo degli Ottomani
148) Đurađ III Branković (1427-1435),
figlio di Vuk Branković e di Mara Lazarević,
figlia di Lazzaro I di Serbia, governò come un vassallo degli Ottomani
Dinastia dei Crnojević
149) Stefano I Crnojević (1435–1465),
pur governando come vassallo degli Ottomani, assunse il modo ufficiale il titolo
di Imperatore Romano del Montenegro, mutuando il nuovo nome del paese dall'uso
che ne facevano i Veneziani (le montagne del Montenegro viste dal Mar Adriatico
appaiono scure, perchè coperte di fitti boschi)
150) Ivan Crnojević (1465–1490)
151) Đurađ IV Crnojević (1490–1496)
152) Stefano II Crnojević (1496-1498)
153) Ivan II Crnojević (1498-1515)
154) Đurađ V Crnojević (1515-1516)
Il governo del Montenegro fu affidato dal 1516 al metropolita ortodosso (vladika). Sebbene i Turchi non lo riconoscessero, i Principi-Vescovi continuarono a portare il ttolo di Imperatore Romano del Montenegro.
Principi-Vescovi del Montenegro
vassalli degli Ottomani,
carica elettiva
155) Vavil (1516-1520)
156) Germano II (1520-1530)
157) Paolo (1530-1532)
158) Basilio I (1532-1540)
159) Nikodim (1540)
160) Romil (1540-1559)
161) Macario
(1560-1561)
162) Ruvim I (1561-1569)
163) Pacomio Komanin
(1569-1579)
164) Gerasim (1575-1582)
165) Beniamino (1582-1591)
166) Nicanore (1591-1593)
167) Ruvim II Boljević-Njegos
(1593-1636)
168) Mardarije Kornečanin (1636
1649, 1° regno)
169) Visarion I (1649-1659)
168) Mardarije Kornečanin
(1659-1673, 2° regno)
170) Ruvim III Boljević
(1673-1685)
171) Basilio II Velikrasić
(1685)
172) Visarion II Bajica
(1685-1692)
173) Sava I Kaluđerović
(1692-1696)
Nel 1697, con l'elezione del vladika Danilo Petrović Njegoš, la carica divenne ereditaria nella dinastia Petrović Njegoš. Dal momento che la tradizione ortodossa prevedeva che i vescovi mantenessero il celibato, il titolo di Imperatore si tramandò sempre di zio in nipote.
Principi-Vescovi del Montenegro
vassalli degli Ottomani, dinastia
dei Petrović-Njegoš
174) Danilo I Šćepčev
(luglio 1696-22 gennaio 1735)
175) Sava II (22 gennaio 1735-9
marzo 1781)
176) Basilio III (1750-21 marzo
1766), coprincipe con Sava II
177) Arsenio Plamenac (9 marzo
1781-12 marzo 1782)
178) Pietro II (12 marzo
1782-23 aprile 1815)
Imperatori del Montenegro, dinastia
dei Petrović-Njegoš
179)
Danilo II (13 gennaio 1852 - 13 agosto 1860),
nato il 25 maggio 1826, figlio di Sava Petrović-Njegoš e della moglie Angelika
Radamović, si liberò della sudditanza ai Turchi Ottomani ed assunse
ufficialmente il titolo di Imperatore Romano del Montenegro, governando da laico
e non più da vescovo. Fu assassinato da Todor Kadić, cui aveva violentato la
sorella, mentre si trovava sulla propria nave ancorata al porto di Cattaro
180)
Nicola I (13 agosto 1860 - 1º marzo 1921),
nato il 7 ottobre 1841, figlio di Mirko, fratello maggiore di Danilo II, e di
Anastasija Martinović
181)
Danilo III (1º marzo 1921-24
settembre 1939), nato il 29 giugno 1871, primogenito di Nicola I e di Milena
Vukotić. Leggendario playboy, pare che Franz Lehár si sia ispirato a lui per
scrivere la sua celeberrima operetta "La vedova allegra" (1905). Non avendo
avuto figli dalla moglie Jutta di Meclemburgo-Strelitz, adottò come erede il
nipote Michele
182)
Michele IV (24 settembre 1939-17
aprile 1941, 1° regno), nato il 1° settembre 1908, figlio
di Mirko, terzogenito di Nicola I. Essndosi il Montenegro alleato con inglesi ed
italiani, Michele IV fu rovesciato dai nazisti durante la Guerra Mondiale
Impero nazista
183) Adolfo (17 aprile 1941-30 aprile
1945), nella sua megalomania si proclamò anche Imperatore Romano di Montenegro,
mantenendo il titolo fino al suicidio
Imperatori di Pannonia, dinastia
dei Petrović-Njegoš
182)
Michele IV (30 aprile 1945-24
marzo 1986, 2° regno), fu rimesso sul trono dagli Alleati. Croazia e Bosnia,
separatesi dall'Impero Romano d'Ungheria (vedi sopra),
per iniziativa dell'Impero Romano d'Italia si unirono al Montenegro, e così
nacque il nuovo Impero Romano di Pannonia, di cui la Serbia rifiutò di entrare
a far parte. Michele IV regnò come vassallo dei Russi
184) Nicola II (24 marzo 1986-in carica), nato il 7
luglio 1944, figlio di Michele IV e della francese Geneviève Prigent. Le riforme
avviate in Russia da Michail Gorbachev portarono al progressivo distacco del suo
impero dall'orbita russa: il 30 maggio 1990 il leader filoeuropeo Stjepan Mesić divenne Primo Ministro dell'Impero
Romano di Pannonia. Dal 1992 al 1995 quest'ultimo fu scosso da una guerra civile
a causa dei Serbo-Bosniaci, che volevano separarsi dalla Federazione per unirsi
alla Serbia; a tale sanguinoso conflitto posero fine gli accordi di Dayton,
patrocinati dagli Stati Uniti d'America. Il 1° gennaio 2004 la Pannonia aderì alla CEE, il 29 marzo 2004
aderì alla NATO, e finalmente il 1° gennaio 2023 aderì alla UE ed adottò l'Euro
185) Boris (erede al trono), nato il 21 gennaio
1980, figlio di Nicola II e della stilista francese Francine Navarro (27 gennaio
1950-6 agosto 2008). Il 12 maggio 2007 ha sposato l'architetta portoghese
Véronique Haillot Canas da Silva (nata il 27 luglio 1976), dalla quale l'11
febbraio 2008 ha avuto la figlia Miléna, futura
Imperatrice Romana di Pannonia
.
XVI – Imperatori Romani di Serbia

Sovrani di Raška, dinastia dei
Nemanjić
130) Vukan
(1081-1114), signore di Raška, la regione intorno al fiume omonimo, nell'area
centro-meridionale dell'attuale Serbia (in occidente lo stato era noto come
Rascia), approfittando della fine della dinastia dei Ducas si affrancò dal
vassallaggio ai bizantini e si proclamò primo Imperatore Romano di Serbia
131) Uroš I (1114-1140), figlio
di Vukan
132) Uroš II (1140-1161), figlio
di Uroš I
133) Desa (1161-1165), figlio di
Uroš II, fu detronizzato da Tihomir Zavidović
134) Tihomir Zavidović
(1161-1165), figlio di Zavida Vukanović
135) Stefano I Nemanja
(1165-1199), fratello di Tihomir Zavidović, fu anche Imperatore Romano di
Zeta
136) Stefano II Prvovenčani
(1199–1228), secondogenito di Stefano I Nemanja
137) Stefano III Radoslav
(1228–1234), figlio di Stefano II Prvovenčani
138) Stefano IV Vladislav
(1234–1243), figlio di Stefano II Prvovenčani
139) Stefano Uroš I
(1243–1276), figlio di Stefano II Prvovenčani
140) Stefano V Dragutin
(1276–1282), figlio di Stefano Uroš I
141) Stefano Uroš II Milutin
(1282–1321), figlio di Stefano Uroš I
142) Stefano Uroš III Dečanski
(1321–1331), figlio di Stefano Uroš II Milutin
143) Stefano Uroš IV Dušan il Grande
(1331–1355), figlio di Stefano Uroš III Dečanski, fu il
più grande dei sovrani serbi e tentò di conquistare Costantinopoli, ma la morte
lo colse poco prima di realizzare il suo sogno
144) Stefano Uroš V
(1355–1371), figlio di Stefano Uroš IV Dušan, sotto di lui l'Impero Romano di
Serbia cominciò fatalmente a decadere. Egli perse anche il titolo di Imperatore
Romano di Zeta, che andò a Balša I (vedi sopra)
Dinastia dei Lazarević
145) Lazzaro I
Hrebljanović il Santo (4 dicembre 1371–28 giugno 1389), succedette a Stefano Uroš V che morì
senza figli. Morì nella Battaglia di Kosovo
Polje ("la Piana dei Merli", 15 giugno 1389), combattendo contro gli
Ottomani, e fu
canonizzato dalla Chiesa Ortodossa
146) Stefano VI Lazarević (28
giugno 1389-19 luglio 1427), figlio di Lazzaro I Hrebeljanović, continuò la
guerra contro i Turchi e li espulse dall'Europa, riconquistando Costantinopoli,
ma morì senza figli maschi
Dinastia dei Branković
147) Đurađ Branković
(19 luglio 1427-24 dicembre 1456), figlio di Vuk Branković e di Mara, figlia di Lazzaro I
Hrebeljanović
148) Lazzaro II Branković
(24 dicembre 1456-20 febbraio 1458), figlio di Giorgio I Branković
149) Stefano VII Branković
(20 febbraio 1458-21 marzo 1459), fratello di Lazzaro II Branković
150) Stefano VIII Tomašević
(21 marzo-20 giugno 1459), figlio di Stefano Tommaso di Bosnia, fu l'ultimo
sovrano del Primo Impero Serbo
Dominazione Turca
Interregno (1459-1804) durante il
quale il quale la Serbia entrò a far parte dell'Impero Ottomano, e il titolo di Imperatore Romano di
Serbia fu abolito
Dinastia dei
Karađorđević
151)
Giorgio Petrović
detto Karađorđe
("Giorgio il Nero", 14 febbraio 1804-21 settembre 1813), nato il 3 novembre
1762, figlio di Petar e di Marica Živković, si mise a capo della rivolta contro
gli Ottomani, espugnò Belgrado e si proclamò Imperatore Romano di Serbia con
l'appoggio dello Zar Alessandro I di Russia. Fu il capostipite della dinastia
dei Karađorđević
Dinastia degli
Obrenović
152) Miloš il
Grande (23 aprile 1815-25 giugno 1839, 1° regno),
nato il 17 marzo 1780, figlio di Todor Mihailović e di Višnja Urošević, si miise
a capo della seconda rivolta serba, scacciò definitivamente gli Ottomani dal
nord della Serbia, si proclamò Imperatore e concesse una Costituzione liberale.
Abdicò in favore dei suoi figli e morì il 26
settembre 1860
153) Milan I (25
giugno 1839-8 luglio 1839, 1° regno), figlio maggiore di Miloš, regnò solo per 13 giorni,
poiché morì a soli 19 anni di tubercolosi
154) Michele I (8
luglio 1839-14 settembre 1842), fratello di Milan Obrenović, portò avanti una
decisa modernizzazione del paese
Dinastia
dei Karađorđević
155) Alessandro III (14
settembre 1842-23 dicembre 1858), figlio di Giorgio Petrović, fu portato sul
trono da una sommossa che depose Michele I. Quando si arrivò a una crisi
politica nell'Impero Romano di Serbia, Alessandro venne ritenuto responsabile e
dovette abdicare
Dinastia
degli Obrenović
152) Miloš
(23 dicembre 1858-26 settembre 1860, 2° regno), ritornò sul trono dopo
l'abdicazione di Alessandro III Karađorđević
154) Michele I
(26 settembre 1860-10 giugno 1868, 2° regno), succedette di nuovo al padre ma fu
assassinato
156) Milan II
(10 giugno 1868-6 marzo 1889), nato il 22 agosto 1854,
nipote di Miloš Obrenović
157) Alessandro IV (6 marzo 1889-11 giugno 1903),
nato il 14 agosto 1876, figlio di Milan II, fu assassinato con la moglie
Draga Mašin durante un colpo di stato di nobili serbi, i quali volevano scongiurare
che lo Zar nominasse suo erede Nikodije, l'impopolare fratello della moglie. Il
trono fu offerto a Pietro Karađorđević, ed egli accettò
Dinastia
dei Karađorđević
158) Pietro I (11
giugno 1903-16 agosto 1921), nato il 29 giugno 1844, figlio di Alessandro III
Karađorđević e di Persida Nenadović, grazie alle Guerre Balcaniche conquistò il
Sangiaccato, il Kosovo e la Macedonia del Nord, ma non riuscì ad aprirsi uno
sbocco al mare
159) Alessandro V (16 agosto 1921-9 ottobre 1934),
nato il 16 dicembre 1888, figlio di Pietro I e di Zorka del Montenegro. Fu
ucciso a Marsiglia in un attentato ordit da un indipendentista macedone
160) Pietro II (9 ottobre 1934-17 aprile 1941),
nato il 6 settembre 1923, figlio di Alessandro V e di Maria di Dacia, salì al
trono a undici anni sotto la reggenza del Principe Paolo, cugino di Alessandro
V. Il Principe Paolo fece alleanza con Germania ed Ungheria, e allora
l'Imperatore Pietro II, divenuto maggiorenne, depose il reggente Paolo con un
golpe appoggiato da inglesi e italiani. Furente, Adolf Hitler invase il paese e
in breve tempo lo conquistò. Pietro II fu costretto all'esilio a Londra
Impero nazista
161) Adolfo (17 aprile 1941-30 aprile
1945), nella sua megalomania si proclamò anche Imperatore Romano di Serbia,
mantenendo il titolo fino al suicidio
Non dinastico
162) Tito II (30 aprile-29 novembre
1945), nato in Croazia il 7 maggio 1892 con il nome di Josip Broz, capo dei
partigiani che combattevano contro le forze di occupazione naziste ("Tito" era
il suo nome di battaglia, di orgini non chiare). Si proclamò Imperatore Romano
di Serbia alla morte di Hitler, con l'appoggio dei russi, cercando di riunire
anche Montenegro, Bosnia e Croazia al suo Impero, ma quando cercò di muoversi in
autonomia da Mosca, fu liquidato, e l'Impero Romano di Russia rimise sul trono
Pietro II
Dinastia
dei Karađorđević
160) Pietro II (30 aprile 1945-3 novembre 1970),
restaurato sul trono, regnò come vassallo dell'Impero Romano di Russia. Morì a
46 anni a causa della cirrosi epatica di cui soffriva
163) Alessandro VI (3 novembre 1970-in carica),
nato il 17 luglio 1945, figlio di Pietro II e di Alessandra di Glücksburg, figlia
dell'Imperatore Romano d'Oriente Alessandro III, regnò come vassallo dei Russi.
Le riforme avviate in Russia da Michail Gorbachev portarono al progressivo
distacco della Serbia dall'orbita russa, anche se più lentamente rispetto ad
altri paesi dell'Europa Orientale: il 23 luglio 1997 Slobodan Milošević, Primo
Ministro che governava con metodi dittatoriali, fu rovesciato da una rivolta
popolare, e Zoran Đinđić, leader filoeuropeo. divenne Primo Ministro dell'Impero
Romano di Serbia. Il 1° gennaio 2013 quest'ultimo aderì alla CEE, in attesa di
avere i parametri per adottare l'Euro ed entrare nell'UE, e il 5 giugno 2017
aderì alla NATO
164) Filippo (erede al trono), nato il 15 gennaio
1982, figlio di Alessandro VI e di Maria da Gloria d'Orléans-Braganza, divenne
erede al trono dopo la rinuncia del fratello maggiore Pietro, avvenuta il 27
aprile 2022
165) Stefano (IX) (erede al trono), nato il 25
febbraio 2018, figlio di Filippo e della grafica serba Danica Marinković
.
XVII – Imperatori Romani di Dacia

Nel 1859 i Principati di Valacchia e di Moldavia, stati vassalli dell'Impero Ottomano, si liberarono della sudditanza alla Sublime Porta e si fusero a formare un'unica nazione, chiamata Principato di Dacia; venne così risuscitato il nome dell'antica provincia romana creata dall'imperatore romano Traiano. Primo Principe di Dacia fu Alessandro Giovanni Cuza, già principe di Moldavia, che ottenne questo titolo il 5 febbraio 1862.
Dinastia Cuza
178) Alessandro III Cuza (1° aprile
1863-22 febbraio 1866), figlio di Ioan Cuza e di Sultana Cuza, ebbe questo
numerale perchè fino al 1863 i Daci riconoscevano come legittimo Imperatore
Romano l'Imperatore Bizantino Anastasio III Mavromichalis. Quando i Bizantini
elessero come nuovo Basileus Giorgio V di Glücksburg, Alessandro Giovanni Cuza
dichiarò che non riconosceva l'autorità imperiale di quest'ultimo poiché non era
di stirpe bizantina né discendente di bizantini, e con questa scusa proclamò
l'Impero Romano di Dacia, di cui egli fu il primo Împărat (Imperatore),
proseguendo la numerazione dei Basileis bizantini. Presto però Alessandro III
divenne impopolare, e il fu deposto da un colpo di stato. Il Parlamento
dacico designò allora Carlo di Hohenzollern-Sigmaringen quale nuovo sovrano
Dinastia di
Hohenzollern-Sigmaringen
179) Carlo I (20 aprile 1866-10
ottobre 1914), nato il 20 aprile 1839, figlio di Carlo Antonio, Principe di
Hohenzollern-Sigmaringen, e di Giuseppina di Baden
180) Ferdinando (10 ottobre 1914-20 luglio 1927),
nato il 24 agosto 1865, nipote di re Carlo I
181) Michele X (20 luglio 1927-8 giugno 1930, 1°
regno), nato il 25 ottobre 1921, nipote abiatico di re Carlo I. Nel dicembre
1925 il principe ereditario Carlo aveva rinunciato ai suoi diritti al trono per
scappare con la sua amante Magda Lupescu, e così ad ereditare il trono di Dacia
fu il suo figlio Michele, di sol i cnque anni, sotto la reggenza dello zio
Nicola
182) Carlo II (8 giugno 1930-6 settembre 1940),
nato il 15 ottobre 1893, figlio di Ferdinando e di Maria di Edimburgo (nipote
della Regina Vittoria), tornò in patria, depose il figlio minorenne e si
proclamò Imperatore Romano di Dacia. Nel 1940 fu costretto all'abdicazione dal
suo Primo Ministro Ion Antonescu, amico di Adolf Hitler, che governava con
metodi da dittatore
183) Ion XV (Giovanni XV, 6 settembre 1940-23
agosto 1944), dittatore di Dacia, rovesciò Carlo II e si proclamò a sua volta
Imperatore Romano di Dacia. Fu rovesciato dalle truppe russe che invasero il
paese e rimisero sul trono Michele X, ora maggiorenne. Processato e condannato a
morte, Ion fu fucilato il 1° giugno 1946
181) Michele X (23 agosto 1944-30 dicembre 2007, 2°
regno), fu restaurato sul trono e l'Impero di Dacia entrò nell'orbita politica
dell'Impero Russo. Le riforme avviate in Russia da Michail Gorbachev portarono
al progressivo distacco della Dacia dall'orbita russa: il 25 dicembre 1989
Nicolae Ceaușescu, il corrotto Primo Ministro che governava con metodi
dittatoriali, fu rovesciato da un colpo di stato ed assassinato, e lentamente
l'Impero Romano di Dacia tornò alla democrazia e passò nello schieramento
filoeuropeo. Il 21 dicembre 1991 la Bessarabia, già stato federale dell'Impero
Russo, decise con un plebiscito di unirsi alla Dacia. Il 29 marzo 2004 l'Impero
Romano di Dacia aderì alla NATO, e il 1° gennaio 2007 aderì alla CEE, in attesa di avere i parametri per
adottare l'Euro ed entrare nell'UE. Michele X abdicò all'età di 86 anni e morì a
96 anni il 5 dicembre 2017. Non ebbe eredi maschi, così fece abolire la norma
della successione esclusivamente maschile al trono di Dacia, e lasciò il trono
alla figlia
184) Margherita (30 dicembre 2007-regnante), nata
il 26 marzo 1949, figlia primogenita di Michele X e di Anna di Borbone-Parma. Il
16 giugno 1985 ha sposato suo cugino Carlo Federico di Hohenzollern-Sigmaringen,
nato il 20 aprile 1952
185) Alessandro (IV) Federico (erede al trono),
nato il 16 marzo 1987, figlio di Margherita e di Carlo Federico di
Hohenzollern-Sigmaringen. Il 27 novembre 2021 ha sposato l'americana Michelle
Vincentia Keith, nata il 14 agosto 1986
.
XVIII – Imperatori Romani di Monaco

Il territorio monegasco, abitato fin dal Neolitico, fu occupato dai Liguri e vide la presenza prima dei Fenici e poi dei Greci, che lo chiamarono Mònoikos (Μόνοικος), dando origine al toponimo "Monaco". In seguito tale nome fu latinizzato in Portus Herculis Monoeci dai Romani, che si insediarono stabilmente in tutta l'area circostante nel 122 a.C. Nel Medioevo Monacoo fu oggetto di devastanti incursioni da parte dei Saraceni. Se ne hanno scarse notizie fino al 1215, quando i mercanti di fazione ghibellina edificarono il primo nucleo della fortezza sulla rocca, a guardia dello scalo portuale, e sede dell'attuale Palazzo Imperiale. L'indipendenza del territorio di Monaco si fa risalire alla data convenzionale dell'8 gennaio 1297, quando, il guelfo Francesco Grimaldi, detto Malizia, s'impadronì del castello con uno stratagemma: egli si introdusse nella fortezza travestito da monaco e, al momento opportuno, con l'ausilio del cugino Ranieri I, signore di Cagnes-sur-Mer, ne assunse il controllo con il titolo di Signore. Nel 1489 l'Imperatore d'Italia Gian Galeazzo II Sforza riconobbe l'autonomia del territorio monegasco, garantendone la protezione militare. Nel 1612 i Grimaldi ottennero il titolo di Principi, e Monaco divenne un Principato, solo formalmente vassallo dell'Impero Romano d'Italia (e di Spagna, essendo all'epoca le due corone unite).
164)
Onorato I (25 dicembre 1612-10 gennaio 1662), nato il 24 dicembre 1597,
divenne Principe di Monaco il 29 novembre 1604 all'età di sette anni, Il 25
dicembre 1612, dichiarato maggiorenne, decise di assumere il pomposo titolo di
Imperatore Romano di Monaco. Gli Imperatori Romani di Francia e Spagna lo
lasciarono fare, ritenendo la sua poco più che la bizzarria di un adolescente;
da allora però tutti i suoi successori portarono questo titolo. Il suo numerale
deriva dal fatto che si ritenne erede dell'Imperatore di Spagna e d'Italia
Filippo V d'Asburgo
165) Luigi V (10 gennaio 1662-2 gennaio 1701), nato
il 25 luglio 1642, figlio del Principe Ercole di Monaco (a sua volta figlio di
Onorato I e di Ippolita Trivulzio) e di Aurelia Spinola
166) Antonio (2 gennaio 1701-20 febbraio 1731),
nato il 25 gennaio 1661, figlio di Luigi I e di Catherine-Charlotte de Gramont.
Non ebbe figli maschi legittimi, così nominò propria erede la figlia Luisa
Ippolita
167) Luisa Ippolita (26 febbraio-29 dicembre 1731),
nata il 10 novembre 1697, figlia di Antonio e di Maria di Lorena, fu l'unica
Imperatrice Romana di Monaco. Morì a soli 34 anni di vaiolo, molto rimpianta dai
suoi sudditi
168) Giacomo (20 febbraio 1731-7 novembre 1733),
nato il 21 novembre 1689 con il nome di Jacques François Léonor Goyon de
Matignon Torigni-sur-Vire, marito di Luisa Ippolita, da principio fu coreggente
con lei, e dopo la sua morte fu incoronato Imperatore Romano di Monaco.
Piuttosto impopolare, si disinteressò degli affari di stato ed infine abdicò a
favore del figlio Onorato II, appena tredicenne. Morì a Parigi il 23 aprile 1751
169) Antonio (20 maggio 1732-28 novembre 1784),
detto "il Cavalier Grimaldi", nato il 2 ottobre 1697, figlio illegittimo di
Antonio di Monaco e della ballerina Élisabeth Dufort detta "Babé". Venne
nominato Governatore Generale di Monaco il 20 maggio 1732, quando il cognato
Giacomo abbandonò il paese cui non piaceva e si trasferìa Parigi. Il nuovo
giovane Imperatore Onorato II di Monaco riconfermò lo zio nella carica di
Governatore Generale, ed anzi lo nominò Coimperatore il 19 novembre 1739, così
Antonio continuò a governare de facto il Principato di Monaco fino alla sua
morte, avvenuta il 28 novembre 1784 alla veneranda età di ottantasette anni. Fu
un abile governatore: riuscì a mantenere Monaco neutrale nel corso della Guerra
di Successione Germanica, chiamò a corte numerosi letterati e artisti, fece di
Monaco un centro culturale di primo livello e risanò le finanze del principato.
Non si sposò mai
170) Onorato II (7 novembre 1733-19 gennaio 1793),
nato il 10 novembre 1720, figlio di Luisa Ippolita e di Giacomo, ebbe un regno
lunghissimo ma in pratica non governò mai, lasciando quest'incombenza allo zio
Antonio, Coimperatore dal 19 novembre 1739 fino alla sua morte. Combattè nella
Guerra di Successione Germanica militando nell'esercito dell'Imperatore Romano
d'Italia Fabrizio I Colonna, che lo nominò Maresciallo d'Italia. Dopo la morte
dello zio Antonio prese in mano le redini dell'Impero Romano di Monaco e,
influenzato dalle idee illuministiche, compì varie riforme in senso liberale.
Inizialmente sostenitore della Rivoluzione Francese, il 24 febbraio 1793 fu
detronizzato dai Rivoluzionari; condannato alla ghigliottina, venne graziato in
extremis, tornò a Monaco e ivi morì il 21 marzo 1795. Il titolo di Imperatore
Romano di Monaco fu abolito, e il piccolo impero venne direttamente annesso alla
Francia, sotto la cui occupazione rimase fino al 17 maggio 1814
Interregno (24 febbraio 1793-17 giugno 1814):
Monaco fece parte della Repubblica Francese dal 24 febbraio 1793 al 1805,
dell'Impero Romano di Francia dal 1805 al 17 maggio 1814, e fu occupato dagli
Alleati dal 17 maggio 1814 al 17 giugno 1814
172) Giuseppe (17-23 giugno 1814), nato il 10
settembre 1763, figlio di Onorato II e della genovese Maria Caterina Brignole
(1737-1813), si proclamò Imperatore Romano di Monaco alla caduta di Napoleone
Bonaparte, nel cui esercito aveva militato a lungo, si proclamò Imperatore
Romano di Monaco, sostenendo che il fratello maggiore e legittimo erede Onorato
III era malato e inabile al governo, ma fu sconfessato sia dagli Alleati che da
Onorato III, e il suo Impero durò appena una settimana. Deluso, si rifugiò a
Parigi, dove morì il 28 giugno 1816
171) Onorato III (23 giugno 1814-16 febbraio
1819), nato il 17 maggio 1758, fu arrestato dai rivoluzionari francesi e tenuto
in prigione per sette anni, mentre Monaco, annesso alla Francia, era stato
ribattezzato Port Hercules. Grazie al fratello Giuseppe, sostenitore di
Napoleone Bonaparte, fu liberato e tenuto in grande considerazione alla coprte
napoleonica. Riprese possesso dell'Impero Romano di Monaco solo dopo la
sconfitta del Corso, grazie al Congresso di Vienna che frustrò le speranze
dell'Imperatore d'Italia Fabrizio II Colonna (il quale aveva sperato di
annettere Monaco ai propri domini) e del fratello Giuseppe, autonominatosi
Imperatore. Gravemente malato da tempo e minato nel corpo dagli anni di
prigionia, si spense il 16 febbraio 1819
173) Onorato IV (16 febbraio 1819-2 ottobre 1841),
nato il 14 maggio 1778, figlio di Onorato III e di Louise d'Aumont Mazarin, fu
reggente per conto del padre, già gravemente malato, a partire dal 3 marzo 1815.
Nonostante la pomposità del suo titolo di Imperatore Romano di Monaco, governò
in pratica come un vassallo degli Italiani. Dovette imporre gravose tasse per
rimettere in sesto le finanze del suo Impero, dissestate dall'occupazione
francese, e ciò lo rese fortemente impopolare. Non si sposò mai e non ebbe figli
legittimi, e così gli succedette il fratello minore Florestano
174) Florestano (2 ottobre 1841-20 giugno 1856),
nato il 10 ottobre 1785, fratello minore di Onorato IV. Impopolare quanto lui, a
risollevare le sorti della casata fu la sua consorte, l'attrice Maria Carolina
Gibert de Lametz, che venendo dal popolo ne capiva i bisogni, e si diede da fare
per alleviare le condizioni dei poveri e per aprire scuole e opifici
175) Carlo VII (20 giugno 1856-10 settembre 1889),
nato l'8 dicembre 1818, figlio di Florestano e di Maria Carolina Gibert de
Lametz. Fondò il celebre Casinò di Montecarlo (quartiere di Monaco che da lui
prese il nome) per rimpinguare le casse dello Stato dopo le dilapidazioni del
governo di suo padre, e con i suoi provvedimenti in fatto di politica estera
garantì la piena indipendenza del Principato dall'Italia, con la quale concluse
il trattato italo-monegasco del 1861: l'Italia si sarebbe occupata della difesa
del piccolo Impero e avrebbe garantito la sua integrità ed indipendenza. Venne
inoltre costruita la ferroviia che congiungeva Genova a Marsiglia, attraversando
il territorio monegasco. Nel 1887 Papa Leone XIII creò la Diocesi di Monaco,
scorporandola da quella di Nizza. Con Carlo VII, Monaco cominciò ad assumere i
contorni di una località di villeggiatura per ricchi, e nell'Impero più piccolo
del mondo gli alberghi di lusso cominciarono a spuntare come funghi
176) Alberto I (10 settembre 1889-26 giugno 1922),
nato il 13 novembre 1848, figlio di Carlo VII e di Teresa Colonna (1823–1875),
secondogenita del Re d'Italia Aspreno I Colonna. Fu l'ultimo sovrano assoluto di
Monaco, perchè il 5 gennaio 1911 fu costretto a concedere una Costituzione
liberale sul modello di quella italiana. Convinto pacifista, tentò di mediare
tra Francia e Germania per evitare lo scoppio della Grande Guerra, ma invano.
Appassionato di scienze naturali, si interessò di paleontologia e fondò
l'Istituto Oceanografico di Monaaco, oggi molto rinomato. Ideò anche il Rally di
Montecarlo. Sua moglie, la contessa piemontese Maria Vittoria dal Pozzo della
Cisterna, fu presa a modello da Marcel Proust per il personaggio della
"Principessa di Luxembourg" nella sua monumentale opera "Alla ricerca del tempo
perduto". Tra le amanti di Alberto I ci furono la ballerina spagnola Augusta
Carolina del Carmen Otero Iglesias, meglio nota come "la Bella Otero", e la
ballerina borgognona Margaretha Geertruida Zelle, meglio nota con lo pseudonimo
di Mata Hari, che fu fucilata dai francesi come spia durante la Grande Guerra
177) Luigi VI (26 giugno 1922-20 giugno 1940), nato
il 12 luglio 1870, figlio di Alberto I e di Maria Vittoria dal Pozzo della
Cisterna Monaco, istituì l'Università di Monaco, il Balletto dell'Opera di
Montecarlo, il Gran Premio automobilistico di Monaco e la squadra di calcio del
Monaco (che milita nel Campionato Italiano di Serie A, e ha vinto 8 scudetti, 5
Coppe Italia e due Coppe UEFA). Il 20 giugno 1940 Monaco fu invaso dalle truppe
naziste e il titolo di Imperatore Romano di Monaco, giudicato ridicolo da Adolf
Hitler, fu abolito. L'Imperatore Luigi VI fu costretto all'esilio a Lisbona
Interregno (20 giugno 1940-28 aprile 1945), durante l'occupazione nazista di
Monaco
177) Luigi VI (28 aprile 1945-9 maggio 1949),
restaurato sul trono dagli Alleati. Non si sposò mai, e dalla relazione con la
stilista italiana Rosa Genoni (1867-1954) ebbe solo una figlia illegittima,
Carlotta (30 settembre 1898-16 novembre 1977)
178) Ranieri (9 maggio 1949-6 aprile 2005), nato il
31 maggio 1923, era figlio di Carlotta (figlia illegittima di Luigi VI) e del
nobile italiano Vitaliano Borromeo Arese (15 ottobre 1892-29 marzo 1982). Dopo
la rinuncia alla successione al trono imperiale da parte della madre, fu
adottato come figlio dal nonno e assunse il cognome Grimaldi, succedendogli sul
trono. Regnò per ben 56 anni, durante i quali il suo ruolo risultò fondamentale
per la trasformazione dell'economia del piccolo Impero, che da monarchia da
operetta con la nomea di mero paradiso fiscale sostenuto dal gioco d'azzardo si
trasformò in un polo turistico e culturale di importanza internazionale. Il 19
aprile 1956 sposò la celebre attrice americana Grace Kelly (12 novembre 1929-14
settembre 1982), attirando l'attenzione dei media di tutto il mondo sull'Impero
Monegasco; il loro matrimonio fu uno dei primi grandi eventi trasmessi dalla
neonata televisione. La Kelly morì a soli 52 anni in un tragico incidente
stradale. Afflitto da numerosi problemi di salute a causa dell'eccesso di alcool
e di fumo, Ranieri si spense il 6 aprile 2005, quattro giorni dopo Papa Giovanni
Paolo II
179) Alberto II (6 aprile 2005-in carica), nato il
14 marzo 1958, figlio di Ranieri e di Grace Kelly. In gioventù fu un leggendario
playboy. Fu reggente dell'Impero negli ultimi giorni del padre e, da sempre, si
è battuto a favore delle energie rinnovabili e contro il riscaldamento globale
180) Giacomo (erede al trono), nato il 10 dicembre
2014, figlio di Alberto II e della nuotatrice Charlène Wittstock (nata in
Zimbabwe, allora Rhodesia, il 25 gennaio 1978). Ha una sorella gemella,
Gabriella, nata due minuti prima di lui, ed un giorno saliirà sul trono
dell'Impero Romano più piccolo del mondo.
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XIX – Imperatori Romani di Cambogia

La Cambogia entra nella storia con il cosiddetto Regno di Funan, fiorito tra il I e il VII secolo d.C. L'età dell'oro della civiltà Khmer va dal IX al XIII secolo, quando l'Impero Khmer governò su buona parte dell'Indocina; la capitale era ad Angkor, nella parte occidentale del paese. La monarchia di Angkor sopravvisse sino al 1431, quando i Thai occuparono la capitale, e il re cambogiano fuggì nella parte meridionale del paese. Il regno di Kambuja, da cui il nome moderno di Kampuchea o Cambogia, nei secoli successivi fu assoggettato a turno dai vietnamiti e dai siamesi, diventando uno atato cuscinetto tra i due regni vicini. Tale periodo, che gli storici datano tra il 1432 ed il 1863, è conosciuto come i "secoli bui della Cambogia". Dal XV al XIX secolo ci fu un continuo declino e una continua perdita di territori; un breve periodo di prosperità ci fu durante il XVI secolo, quando la capitale era a sudest del Tonle Sap (Il Grande Lago) lungo il fiume Mekong, il che favorì il commercio con altre parti dell'Asia. In questo periodo, per la prima volta, arrivarono gli avventurieri e i missionari portoghesi e spagnoli. La conquista da parte dei Thai della nuova capitale Lovek nel 1594 segnò un calo nelle fortune del paese, e la Cambogia divenne una pedina nelle mani delle contese dei suoi bellicosi vicini, il Vietnam e il Siam. Tali politiche imperialistiche provocarono una continua diffidenza da parte dei cambogiani nei confronti dei loro vicini orientali, che continua fino ai giorni nostri. Nel 1867 ebbe inizio il protettorato francese, ed a quei tempi nessuno avrebbe ancora potuto pensare che l'antico regno indocinese potesse diventare uno dei successori dell'Impero di Augusto.
Dinastia Norodom
165) Sisowath I (27 aprile 1904-9
agosto 1927), nato il 7 settembre 1840, figlio di Ang Duong, re dal 1841 al
1860, e fratellastro di Norodom, re dal 1860 al 1904. Nel 1887 la Cambogia era
diventata un protettorato dell'Impero Romano di Francia,
nell'impero coloniale del quale era stata inclusa, cosicchè i suoi sovrani non
governavano più, sostituiti dalle autorità coloniali francesi, e svolgevano solo
un ruolo cerimoniale e religioso (patroni del buddismo). Per sfida, così come
avrebbero fatto i sovrani di Tahiti (vedi sotto), il 28
aprile 1906 Sisowath si fece incoronare Imperatore Romano di Cambogia,
considerandosi successore dell'Imperatore Romano di Francia Filippo IX, anche se
non aveva realmente idea di che cosa fosse stato l'Impero Romano di Augusto, e
tutti i suoi successori lo imitarono
166) Sisowath II Monivong (9 agosto 1927-24 aprile
1941), nato il 27 dicembre 1875, secondogenito di Sisowath I. La grande
depressione del 1929 segnò il tracollo anche per l'economia dei cambogiani, la
cui povertà divenne drammatica e accentuata anche dalle nuove tasse imposte dai
francesi per il rilancio economico. Di conseguenza nacque un movimento che
puntava ad affrancare la Cambogia dalla Francia. Quando nell'ottobre 1940 i
Giapponesi arrivarono in Indocina, Sisowath II li accolse come dei liberatori.
L'Imperatore Romano della piccola Cambogia morì il 24 aprile 1941, a guerra in
corso
167) Norodom I Sihanouk (24 aprile 1941-18 marzo
1970), nato il 31 ottobre 1922, figlio di Sisowath Monireth, a sua volta
primogenito di Sisowath II Monivong. I Giapponesi lo preferirono al padre per la
giovane età e perchè lo ritenevano più malleabile. In pratica, il Giappone si
sostituì alla Francia nel governo della Cambogia, fino alla liberazione avvenuta
nel 1945. I Francesi ricostituirono il loro impero coloniale, ora definito
"Unione Imperiale Francese", ma in Cambogia ebbe inizio un movimento di
resistenza che il 9 novembre 1953 ottenne la completa indipendenza dalla
Francia. Da allora, Norodom Sihanouk regnò a pieno titolo. Fu rovesciato nel
1970 dal generale Lon Nol, sostenuto dagli USA, che proclamò la "Repubblica
Khmer", in effetti una dittatura militare, e l'Imperatore fu costretto
all'esilio
Interregno (18 marzo 1970-7 gennaio 1979). Lon Nol
governò come dittatore della "Repubblica Khmer" fino al 17 aprile 1975, quando
il comunista Pol Pot occupò Phnom Penh e proclamò la "Repubblica Democratica di
Cambogia" una delle dittature più sanguinarie del XX secolo. Il regime di Pol
Pot causò un numero di vittime compreso tra 1,7 e 2,2 milioni, a seconda delle
stime, e ad esso posero fine i Vietnamiti, che invasero la Cambogia e
restaurarono Norodom I Sihanouk sul trono
167) Norodom I Sihanouk (7 gennaio 1979-7 ottobre
2004), restaurato sul trono, dovette affrontare la guerriglia degli Khmer Rossi
superstiti, che si erano rifugiati nella giungla. A lui toccò il gravosissimo
compito della ricostruzione. L'Imperatore morì poco prima di compiere 90 anni
168) Norodom II Sihamoni (7 ottobre 2004-in
carica), nato il 14 maggio 1953, figlio di Norodom I Sihanouk e di Paule-Monique
Izzi (nata il 18 giugno 1936, di origini francesi e italiane). Il suo nome è
l'unione delle prime due sillabe dei nomi dei genitori. Non si sposò mai e non
ebbe figli
169) Norodom (III) Chakrapong (erede al trono),
nato il 21 ottobre 1945, figlio di Norodom I Sihanouk e della principessa
Sisowath Pongsanmoni (1929-1974), è stato indicato da Norodom II come proprio
erede
170) Norodom (IV) Pongsoriya (erede al trono), nata
il 25 novembre 1997, figlia di Norodom Chakrapong e della principessa Norodom
Men Keo Moniren (nata nel 1969), è stata indicata come erede al trono dallo
stesso Norodom Sihamoni: se Norodom Chakrapong dovesse morire prima di lui,
sarebbe Norodom Pongsoriya a succedergli direttamente, nonostante la principessa
abbia undici fratelli maggiori di lei.
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XX – Imperatori Romani d'Etiopia

La storia dell'Etiopia affonda le sue radici in un passato mitico legato a Salomone e alla Regina di Saba. Lo stato più potente nella regione era il Regno di Axum, fiorito tra il IV secolo a.C. e il VII secolo d.C. Esso si cristianizzò dopo che San Frumenzio ebbe convertito il suo re Ezana, ma declinò e scomparve per ragioni ignote (la leggenda parla di una regina di religione ebraica che invase il paese e lo mise a ferro e fuoco). Possediamo scarse notizie sulle vicende etiopi tra il 970 e il 1137, quando Mara Teclè Haimanòt fondò la dinastia Zagwe di etnia agau. Anche il periodo Zagwe è avvolto nel mistero, e persino il numero dei re di questa dinastia è oggetto di dibattito. nel 1270 Yekuno Amlak depose l'ultimo re della dinastia Zagwe e fondò la dinastia Salomonide, di etnia amhara, originaria dello Scioà settentrionale. Questa nuova dinastia rivendicava la discendenza diretta da Re Salomone e controllava tutto l'Acrocoro Etiopico e quasi tutta l'Eritrea. Gli imperatori della dinastia Salomonide adottarono il titolo di "negus neghesti" (letteralmente "re dei re"), e fino al 1896 non rivendicarono alcuna continuità con l'Impero Romano.
Dinastia Salomonide
175) Menelik (Sahle Maryam, 10 marzo 1896-12 dicembre 1913),
figlio di Haile Melekot e di Ejigayehu, nato il 17 agosto 1844. Negus dello
Scioà, grazie all'alleanza con i prussiani salì al trono d'Etiopia il 10 marzo
1889 con il nome di Menelik II dopo la morte del predecessore
Giovanni IV, ma quando l'Impero Romano di Germania decise di fare dell'Etiopia una
propria
colonia, con l'aiuto di francesi e italiani gli inflisse una cocente sconfitta nella Battaglia di Adua (1°
marzo 1896). In seguito a tale vittoria Menelik II decise di proclamarsi Imperatore Romano
d'Etiopia, anche se l'Etiopia non aveva mai fatto parte dell'Impero Romano. Iniziò la modernizzazione del suo impero, costruì le prime ferrovie
etiopi e fondò la nuova capitale etiope, Addis Abeba ("Nuovo Fiore")
176) Iyasu (Lij Iyasu, 12 dicembre 1913-27 settembre 1916),
nipote di Menelik II, nato il 4 febbraio 1895, deposto dalla nobiltà con
l'appoggio della Chiesa Ortodossa
177) Zewditu (Askala Maryam, 27 settembre 1916 2 aprile 1930),
regina, figlia di Menelik II e di Abechi, nata il 29 aprile 1876; fortemente
conservatrice, morì in circostanze mai chiarite dopo che suo marito Gugsa Oliè
aveva guidato una fallita ribellione contro l'erede al trono Tafari Makonnen
178) Haile Selassie I (Tafari Makonnen, 2 aprile 1930-14
maggio 1936, 1° regno), figlio di Ras Makonnen Wolde Mikael e di Yeshimebet
Ali, cugino di Menelik II, nato il 23 luglio 1892, modernzzò il paese in senso
occidentale e introdusse una prima Costituzione che gli garantiva amplissimi
poteri
Impero nazista
179) Adolfo (14 maggio
1936-5 maggio 1941), unico Negus d'Etiopia non etiope, fu incoronato Imperatore
Romano d'Etiopia dopo la conquista di Addis Abeba da parte delle truppe naziste,
che intendevano vendicare l'onta di Adua.
Haile Selassie I ritornò sul trono dopo che gli inglesi e gli italiani sconfissero i nazisti e ripresero
Addis Abeba
Dinastia Salomonide
178) Haile Selassie I (5 maggio 1941-12 settembre 1974,
2° regno), introdusse numerose riforme e avviò relazioni diplomatiche con la
Santa Sede, ma fu ucciso in un tentativo di colpo di stato appoggiato
dalla Russia
Non dinastici
180) Tafari Bante (12 settembre-17
novembre 1974), generale di Haile Selassie I, lo rovesciò ed assassinò nel corso
di un colpo di stato appoggiato dalla Russia, e si proclamò nuovo Imperatore
Romano d'Etiopia, ma fu a sua volra eliminato dal suo ex compagno d'arme
181) Mènghistu Hailé Mariàm (17 novembre 1974-3
febbraio 1975), liquidò Tafari Bante e si proclamò a sua volta Imperatore
Romano, scatenando un'ondata di uccisioni di oppositori veri o presunti detta
"Terrore Rosso", ma fu rovesciato dalle truppe fedeli alla dinastia Salomonide,
che presero Addis Abeba e misero sul trono il figlio di Haile Selassie I.
Menghistu fuggì nello Zimbabwe, dove risiede tuttora
Dinastia Salomonide
182) Amha Selassie I (Asfaw Wossen Tafari, 3
febbraio 1975-17
gennaio 1997), figlio di Haile Selassie I e di Menen Asfaw, nato il 27 luglio
1916, succedette al padre dopo il suo assassinio. Legalizzò i partiti politici e
introdusse una nuova Costituzione che fece finalmente dell'Etiopia una
democrazia parlamentare
183) Amha Selassie II (Zera Yacob, 17 gennaio
1997-in carica), figlio di Amha Selassie I e di Medferiashwork Abebe, nato il 17
agosto 1953, dovette affrontare una lunga guerra contro i terroristi islamici che compirono numerosi attentati in Etiopia
184) Haile Selassie (II) (Yoel Dawit Makonnen,
erede al trono), nipote abiatico del principe Makonnen Haile Selassie, duca di
Harar (16 ottobre 1924-13 maggio 1957, secondogenito di Haile Selassie I). E'
figlio del Principe Davide (30 gennaio 1952-26 agosto 1989) e di Martha Nasibu.
185) Davide (David Tafari Makonnen, erede al
trono), nato il 5 gennaio 1992, figlio di Haile Selassie (II) e della
principessa Aster Abitow Makonnen (nata il 1° febbraio 1968, i due si sono
sposati il 19 luglio 1990).
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XXI – Imperatori Romani del Messico

La guerra d'indipendenza messicana esordì il 16 settembre 1810, ma da principio l'esercito indipendentista messicano ottenne scarsi risultati, visto che i creoli e gli spagnoli, che assieme formavano più del 50% della popolazione,, erano leali all'Impero Romano di Spagna. Il conflitto iniziò con forti tinte religiose, visto che era comandato da sacerdoti, ma con il tempo acquisì sempre più una matrice laica, ed in un paio di anni fu quasi totalmente soffocata dall'esercito realista. La lotta divenne guerriglia confinata nelle montagne del sud, fino a che un abile colonnello, Agustín de Iturbide y Arámburu, strinse un'alleanza con tutte le fazioni e riuscì ad ottenere l'indipendenza, in maniera abbastanza pacifica. Egli proclamò nel 1821 il Piano di Iguala che stabiliva le famose tre garanzie: 1) l'indipendenza del Messico; 2) il primato della Chiesa Cattolica; 3) l'unione di tutti gli abitanti della ex Nuova Spagna, messicani e spagnoli. Il piano non cambiò la situazione sociale del paese, ma solo la politica, dando più potere ai creoli e ai messicani, ed auspicando al contempo che un monarca europeo salisse sul trono dell'Impero del Messico. Nessun sovrano accettò, per evitare di entrare in conflitto con l'Impero Romano di Spagna. Per questo, rispondendo ad una petizione popolare messa in dubbio dagli storici messicani successivi, Agustín de Iturbide si proclamò Imperatore Romano del Messico.
Dinastia Iturbide
164) Agustín I de Iturbide y Arámburu
(19 maggio 1822–19 luglio 1834), nato il 27 settembre 1783, le sue campagne
militari furono decisive per la dichiarazione d'indipendenza del Messico
dall'Impero di Spagna. Il Parlamento di Città del Messico lo proclamò primo
Imperatore Romano Messicano. Con l'aiuto del suo generale Antonio López Santana
sconfisse prima un golpe dei Repubblicani, e poi un tentativo delle province
centramericane di rendersi indipendenti. Fu assassinato dallo stesso Santana,
che si proclamò Imperatore al suo posto. Porta queso numerale come successore di
Ferdinando VII di Spagna (vedi sopra)
165) Antonio López Santana (19 luglio 1834-12
agosto 1855), nato il 21 febbraio 1794, generale di Agustín I detto "il
Napoleone del West", gli succedette sul trono, ma non potè impedire né
l'indipendenza del Texas, nè la conquista da parte degli Stati Uniti d'America
dei vasti territori a nord del Rio Grande. Dopo aver venduto agli USA l'Arizona
meridionale per ripianare i debiti, fu rovesciato da un pronunciamento che mise
sul trono il primogenito di Agustín I. Morì in esilio il 21 giugno 1876
166) Agustín II Jerónimo de Iturbide y Huarte (12
agosto 1855-10 aprile 1864), primogenito di Agustín I e di Ana María de Huarte y
Muñiz. Di idee liberali, ebbe come Primo Ministro lo zapoteco Benito Juárez
García. Approfittando dellla Guerra di Secessione Americana, l'Imperatore Romano
dei Francesi Napoleone III intervenne in Messico, il generale Élie Frédéric
Forey conquistò la capitale e depose sia Agustín II che Benito Juárez. L'ex
imperatore morì il
18 gennaio 1866
Dinastia d'Asburgo-Lorena
167) Massimiliano I d'Asburgo Lorena
(10 aprile 1864-15 maggio 1867), fratello dell'Imperatore Romano di Germania
Francesco Giuseppe I d'Asburgo-Lorena, accettò di diventare Impeatore del
Messico benché sconsigliato dai parenti. Dopo la fine della Guerra Civile
Americana e il ritito delle truppe francesi, fu travolto dalla rivoluzione
messicana capeggiata da Benito Juárez. Catturato, fu processato e fucilato il 19
giugno 1967
Dinastia Iturbide
168) Ángel Maria de Iturbide y Huarte
(15 maggio 1867-21 luglio 1872), nato il 2 ottobre 1916, fratello minore di
Agustín II, fu insediato da Benito Juárez e si disinteressò del governo,
lasciando tutti i poteri in mano al suo Primo Ministro
169) Agustín III de Iturbide y Green (21 luglio
1872-19 febbraio 1913, 1° regno), nato il 2 aprile 1863, figlio di Ángel Maria
de Iturbide y Huarte e dell'americana Alice Green, salì al trono a soli otto
anni sotto la reggenza del nuovo Primo Ministro, Porfirio Díaz Mori. Questi
governò il Messico come un autocrate, tanto che il suo governo è passato alla
storia con il nome di "Porfiriato". Si tornò alla democrazia nel 1911 con il suo
successore, Francisco Madero González
Rivoluzione Messicana
170) Victoriano Huerta (19 febbraio
1913-15 luglio 1914), nato il 22 dicembre 1850, generale di Agustín III,
assassinò Francisco Madero e rovesciò Agustín III, proclamandosi a sua volta
Imperatore Romano del Messico. La sua breve ma sanguinaria dittatura non riuscì
a fronteggiare le rivolte guidate da Pancho Villa, Emiliano Zapata e Venustiano
Carranza, che lo costrinsero alla fuga. Morì in esilio negli USA il 13 gennaio
1916
171) Venustiano Carranza Garza (15 luglio 1914-21
maggio 1920), nato il 29 dicembre 1859, si proclamò Imperatore Romano del
Messico dopo la fuga di Victoriano Huerta, provocando la prosecuzione della
Rivoluzione Messicana contro di lui. Il suo governo, fortemente autoritario e
anticlericale, approvò la riforma agraria a favore dei contadini e introdusse il
suffragio universale maschile. Fu assassinato il 21 maggio 1920, e i suoi
oppositori restaurarono Agustín III sul trono
Dinastia Iturbide
169) Agustín III (21 maggio 1920-3
marzo 1925, 2° regno), restaurato sul trono. Non ebbe figli e adottò come erede
la nipote
172) Maria I Josepha Sophia de Iturbide (3 marzo
1925–14 febbraio 1949), nata il 29 febbraio 1872, figlia di Salvador de Iturbide
y Marzán, cugino di Agustín III de Iturbide y Green, e della baronessa Gizella
Maria Terezia Mikos de Tarrõdhàza. L'Imperatrice fu decisiva per porre fine alla
lotta politica tra i cattolici, capeggiati da Enrique Gorostieta Velarde, e i
liberali, capeggiati da Álvaro Obregón Salido, che rischiava di dlaniare
l'Impero. Nel maggio 1942 il Messico intervenne nella Guerra Mondiale a fianco
degli USA, essendo il Primo Ministro Manuel Ávila Camacho un cattolico
fortemente oppositore di Asolf Hitler
173) Maria II Anna Gisella Tunkl-Iturbide (14 febbraio
1949–8 agosto 1999), nata il 2 ottobre 1912, figlia di Maria I Josepha Sophia de
Iturbide e del barone austriaco Johann Tunkl von Aschbrunn und Hohenstadt. Sotto
il suo Impero, il Messico divenne una grande potenza economica
174) Massimiliano II de Götzen-Iturbide (8 agosto
1999-in carica), nato il 2 marzo 1944, figlio di Maria II Anna Tunkl-Iturbide e del
suo secondo marito, il conte austriaco Gustav María Adolf Egon von Götzen
(1904-1956), è tuttora sul trono. Il 22 settembre 1990 ha sposato Maria Anna de
Franceschi (nata a Sydney nel 1966), figlia di Johann Karl von Franceschi e
Maria Martha Kukuljevic-Bassani de Sacci
175) Ferdinando Leopoldo Massimiliano de Götzen-Iturbide
(erede al trono), nato il 26 agosto 1992, figlio di Massimiliano II de
Götzen-Iturbide e di Maria Anna de Franceschi. Salirà al trono con il nome di
Massimiliano III.
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XXII – Imperatori Romani del Brasile

A causa dell'occupazione dell'Impero Romano del Portogallo da parte di Napoleone Bonaparte, i Bragança andarono in esilio in Brasile, la colonia più importante dell'Impero Romano Portoghese. In tal modo l'ex colonia diventò la capitale del Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve sotto il controllo della dinastia Bragança, senza rispondere dell'autorità di Lisbona. Questo causò risentimento nei confronti dell'idea di ritornare allo status quo ante bellum dopo che i francesi furono costretti ad abbandonare il Portogallo. Alla fine l'ex colonia diventò indipendente e si costituì come Impero Romano del Brasile, qual è ancor oggi.
Dinastia di Bragança
165)
Pietro IV (12 ottobre 1822-7 aprile 1831), nato il 12 ottobre 1798,
figlio dell'Imperatore del Portogallo Giovanni VI e di Carlotta Gioacchina di
Borbone (figlia dell'Imperatore Carlo IV di Spagna), fu Imperatore del
Portogallo dal 26 marzo al 28 maggio 1826 (vedi sopra).
Siccome il Brasile era spaventato dall'idea di tornare ad essere una colonia
portoghese, dopo essere stato addirittura centro dell'Impero del Portogallo
durante l'avventura napoleoniica, suo padre gli ordinò di proclamarsi Imperatore
del Brasile, in modo che un Bragança continuasse a regnare su quel grande paese,
piuttosto che vedere una dinastia straniera chiamata a regnare su di esso
166) Pietro V (7 aprile 1831-5 dicembre 1891), nato
il 2 dicembre 1825, figlio di Pietro IV e di Maria Leopoldina d'Asburgo-Lorena,
ebbe un regno lunghissimo e il 15 novembre 1889 sopravvisse a un tentativo
dell'alta borghesia di deporlo per instaurare la Repubblica (in realtà
un'oligarchia), dopo l'abolizione della schiavitù: una rivolta popolare
costrinse alla fuga i golpisti (sostenuti dagli USA)
167) Isabella la Redentrice (5 dicembre 1891-14
novembre 1921), nata il 29 luglio 1846, figlia di Pietro V e di Terena Cristina
di Borbone, così detta perchè, con la Legge Aurea del 1888, promulgata quando
era reggente del padre, abolì definitivamente la schiavitù in Brasile
Dinastia d'Orlèans-Bragança
168) Pietro VI (14 novembre 1921-29 gennaio 1940),
nato il 15 ottobre 1875, figlio di Isabella e di Gastone d'Orléans, Conte d'Eu,
nipote abiatico dell'Imperatore Romano dei Francesi Luigi Filippo I. Sopravvisse
al tentativo del suo Primo Ministro Getúlio Vargas di rovesciare la monarchia
per instaurare una dittatura personale
169) Pietro VII Gastone (29 gennaio 1940-19
febbraio 1998), nato il 19 febbraio 1913, figlio di Pietro VI e della nobildonna
ceca Elisabetta Dobrzensky di Dobrzenicz. Intervenne nella Guerra Mondiale a
fianco degli USA. Ebbe un regno lunghissimo e abdicò al compimento dell'85° anno
di età. Morì a 96 anni il 27 dicembre 2007
170) Pietro VIII Carlo (19 febbraio 1998-regnante),
nato il 31 ottobre 1945, figlo di Pietro VII Gastone e di Maria da Esperança di
Borbone. Ha sposato Rony Kuhn de Souza, da cui ha avuto l'erede al trono
Pietro (IX) Jacopo, nato il 12 gennaio 1979.
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XXIII – Imperatori Romani d'Argentina

Il 25 maggio 1810, dopo la conferma della detronizzazione dell'Imperatore Romano di Spagna Ferdinando VII da parte di Napoleone, i cittadini di Buenos Aires, con Manuel Belgrano in testa, crearono la Prima Junta di Governo (Rivoluzione di Maggio). La formale indipendenza dalla Spagna venne dichiarata il 9 luglio 1816 a Tucumán, grazie alle campagne militari condotte dal generale José de San Martín. Fu proclamata la Repubblica, ma essa fu fortemente instabile fin dall'inizio, e dominata dalla guerra civile tra Unitari e Federali: i caudillos provinciali dominarono la scena politica per vent'anni e governarono i propri territori con eserciti privati, fino all'avvento di Juan Manuel de Rosas.
Dinastia Rosas
167) Giovanni III Manuele (Juan
Manuel de Rosas, 7 marzo 1835-14 marzo 1877), nato il 30 marzo 1793, si fece
eleggere Governatore della Provincia di Buenos Aires, sconfisse i governatori di
tutte le altre province e si fece proclamare con un plebiscito Primo Imperatore
Romano dell'Argentina, sul modello del vicino Brasile. Si ritenne erede
dell'Imperatore Romano di Spagna Carlo V Isidoro, da lui giudicato un usurpatore
perchè aveva rovesciato la legittima Imperatrice Isabella II
168) Manuela (Manuela Rosas, 14 marzo 1877- 17
settembre 1898), nata il 24 maggio 1817, figlia di Giovanni III Manuele e di
Encarnación Ezcurra y Arguibel, fu indicata come propria erede dal padre
169) Manuele (Manuel Máximo Terrero y Rosas, 17
settembre 1898-21 luglio 1926), nato il 20 maggio 1856, figlio di Manuela Rosas
e di Máximo Terrero. Dalla moglie, la suffragetta inglese Jane Beddell, non ebbe
figli
170) Giovanni IV Pietro (Juan Pedro Ortiz de Rozas
y Ezcurra, 21 luglio 1926), nato il 19 maggio 1868, figlio di Juan Manuel Ortiz
de Rozas y Fuentes (15 settembre 1839-1° settembre 1913, a sua volta primogenito
di Juan Manuel de Rosas e Encarnación Ezcurra y Arguibel) e di sua cugina,
Malvina Enriqueta Ezcurra y Bond (1852–1914)
"Decennio Infame"
171) Giuseppe (José Félix Benito
Uriburu y Uriburu, 6 settembre 1930-29 aprile 1932), nato il 20 luglio 1868,
generale di Giovanni IV, sfruttanddo il malcontento per la Crisi del 1929 lo
rovesciò con un colpo di stato e si proclamò Imperatore Rromano d'Argentina,
instaurando de facto una dittatura passata alla storia come "il Decennio
Infame". Morì di cancro
172) Ramón (Ramón S. Castillo Barrionuevo, 29
aprile 1932-4 giugno 1943), nato il 20 novembre 1873, fu il successore designato
di Uriburu. Sotto di lui le condizioni economiche dell'Argentina peggiorarono
ulteriormente, e così egli fu deposto dal generale Arturo Rawson Corvalán, che
rimise sul trono Giovanni II Pietro
Dinastia Rosas
170) Giovanni IV Pietro (4 giugno
1943–18 giugno 1947), rimesso sul trono dopo la fine del "Decennio Infame"
Impero Giustizialista
173) Giovanni V Domenico (Juan
Domingo Perón, 18 giugno 1947-21 settembre 1955), nato l'8 ottobre 1895, già
Primo Ministro del predecessore, alla sua morte mise in atto un colpo di stato e
si proclamò a sua volta Imperatore Romano di Argentina, inaugurando il
cosiddetto Imperio Justicialista. Nel suo governo, tipicamente populista, fu
aiutato dalla carismatica prima moglie Maria Eva Duarte, che fu anche suo Primo
Ministro. Fu rovesciato da un colpo di stato
Dinastia Rosas
174) Maria (María Eugenia Ortiz de
Rozas y Manterola, 21 settembre 1955-29 settembre 1971), nata il 26 agosto 1894,
primogenita dell'Imperatore Giovanni V Domenico e di Micaela Señorina Manterola
(1874–1951), al momento della cacciata di Perón fu messa sul trono dai
legittimisti
175) Adolfo I (Adolfo Juan Drago Ortiz de Rozas, 29
settembre 1971-24 marzo 1976, 1° regno), nato il 24 agosto 1920, figlio di Maria
e di Adolfo Drago (1893–1964), figlio di Luis María Drago, celebre giurista e
statista autore della "Dottrina Drago", che stabiliva il divieto dell'uso della
forza militare per il recupero dei debiti pubblici degli Stati. Fu rovesciato da
un golpe militare patrocinato dagli Stati Uniti d'America
Impero dei Generali
176) Giorgio (Jorge Rafael Videla, 29
marzo 1976-29 marzo 1981), nato il 2 agosto 1925, generale di Adolfo, lo
rovesciò, si proclamò Imperatore Romano d'Argentina ed instaurò uno dei regimi
più crudeli del Sudamerica, che si rese responsabile della scomparsa, della
tortura e della morte di non meno di 30.000 oppositori politici. Divenuto
fortemente inviso al suo popolo, fu liquidato da un altro generale, Leopoldo
Galtieri. Processato per crimini contro l'umanità, fu condannato a numerosi
ergastoli e morì in carcere il 17 maggio 2013
177) Leopoldo (Leopoldo Galtieri Castelli, 22
dicembre 1981-18 giugno 1982), nato il 15 luglio 1926, discendente di immigrati
italiani, rovesciò Videla e si dimostrò ancora più feroce di lui. Per evitare di
fare la stessa fine del predecessore, tentò di riguadagnare popolarità
conquistando le isole Malvinas, sotto sovranità britannica, ma fu sconfitto
dalla task forxe navale inviata da Londra, e per questo costretto ad abdicare.
Fu processato per crimini contro l'umanità e morì in carcere il 12 gennaio 2003
Dinastia Rosas
175) Adolfo I (Adolfo Juan Drago
Ortiz de Rozas, 1° luglio 1982-2 agosto 1996, 2° regno), fu rimesso sul trono
dai legittimisti e restaurò la democrazia in Argentina
178) Adolfo II (Adolfo Luis Drago Gowland, 2 agosto
1996-24 giugno 2021), nato il 14 luglio 1948, figlio di Adolfo I e di María
Martha Gowland (1923–2003), di origini britanniche, contribuì alla
riconciliazione tra Argentina e Regno Unito dopo la Guerra delle Malvinas
179) Marcos I (Marcos Drago de Apellaniz, 24 giugno
2021-in carica), nato il 1° aprile 1978, figlio di Adolfo II e di Dolores de
Apellaniz
180) Marcos (II) (Marcos Drago Segura, erede al
trono), nato il 28 dicembre 2007, figlio di Marcos I e di Inés Segura.
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XXIV – Imperatori Romani di Tahiti

Il 9 settembre 1842 il Regno di Tahiti, in Polinesia, fondato nel 1788 dal Re Vai ra'a toa Taina Pōmare I (1753–1803), divenne un protettorato francese. Questo fatto influenzò molto la cultura dell'arcipelago, che finì per diventare l'ennesimo erede dell'Impero di Cesare Augusto.
Dinastia Pōmare
164)
Pōmare I (Teri'i Tari'a Tera'atane, 1° gennaio 1884-12 giugno 1891), nato
il 3 novembre 1839, figlio della Regina Pōmare IV (Aimata Pomare IV
Vahine-o-Punuateraitua, 1813-1877) e del Principe Tenania Ariifaaite Hiro
(1809-1873), il 17 settembre 1877 divenne Re di Tahiti con il nome di Pōmare V.
Il 1° gennaio 1884 assunse il titolo di Imperatore Romano di Tahiti, mutuato da
quello dell'Imperatore Romano di Francia Luigi Filippo II, del quale era
vassallo, creando l'unico Impero Romano in Oceania. In tal modo cercò di
acquistare prestigio nonostante il suo regno facesse parte integrante
dell'impero coloniale francese. Pōmare V ebbe tre figli dal suo matrimonio con
la Regina Marau (Joanna Marau-Ta'aroa Te-pa'u Salmon, 1860-1935): la Principessa
Teri'i Nui o Tahiti Pōmare (1879–1961), la Principessa Takau Pōmare (1887–1976)
e il Principe Ernest Albert Teriinavahoroa Salmon (1888–1961). Tuttavia questi
ultimi due furono disconosciuti dal padre perchè nati dopo la formalizzazione
del suo divorzio dalla madre, e la prima era ritenuta dal padre inetta al trono,
cosicchè egli adottò come erede Teriihinoiatua Teraimateata Pōmare, figlio di
suo fratello minore
165) Pōmare II (Teriihinoiatua Teraimateata Pōmare
(12 giugno 1891-28 maggio 1916), nato il 12 agosto 1869, figlio di Teriitua
Tuavira Joinville Pōmare (1847-1875), fratello minore di Pōmare I, e di Isabelle
Vahinetua Shaw (1850-1918)
166) Pōmare III (Ariipaea Tetupuiariki Temanutuanuu
Tinorua Paea Pomare (28 maggio 1916-26 luglio 1947), nato il 1° febbraio 1898,
figlio di Pōmare II e di Ruta Ahuura Nita Avae (1872-1948), combattè nella
Grande Guerra Franco-Tedesca
167) Pōmare IV (De Gironde Marcel Ari'i-Paea
Teri'i-Maro-Tea-i-Marotetini Pōmare (26 luglio 1947-2 dicembre 1981), nato il 19
maggio 1923, figlio di Pōmare III e di Louise Moearii Vaiahu Haereraaroa
(1900-1965), combattè contro il Giappone nella Guerra Mondiale. Il 1° gennaio
1955 l'Impero Romano di Tahiti ottenne l'indipendenza formale dall'Impero Romano
di Francia, pur restando molto legato a Parigi. Tra il 1966 e il 1996 il governo
francese effettuò ben 193 test nucleari sopra e sotto gli atolli di Moruroa e
Fangataufa
168) Pōmare V (Teri'itua Tuavira Joinville Pōmare,
2 dicembre 1981-in carica), nato il 29 aprile 1951, figlio di Pōmare IV e di
Noëline Alva Teheiura Johnston (1919-2009)
169) Pōmare (VI) (Ariiaue Axel Pōmare, erede al
trono), nato il 21 gennaio 1969, figlio di Pōmare V e di Zoe Teeeva Taerea (nata
il 13 gennaio 1952)
170) Pōmare (VII) (Manihinihini Pōmare, erede al
trono), nata il 6 febbraio 1990, figlia di Pōmare (VI) e di Louise Patricia
Tetaura Komoe (nata il 5 febbraio 1970)
.
Imperi Romani estinti
XXV – Imperatori Romani di Britannia

Anche l'isola di Britannia, dopo l'abbandono delle legioni romane, ebbe il suo bravo Impero Romano locale. Esso però era un'istituzione sostanzialmente romano-britanna, e quindi celtica. Gli invasori Angli e Sassoni prima, e i Normanni poi, non vollero avere nulla a che vedere con tale istituzione, considerandola anzi mortalmente nemica, e così nacque il Regno d'Inghilterra, che con Efoardo I assorbì il Galles, portando alla sparizione dell'Impero Romano di Britannia. La regina Vittoria si proclamò a sua volta Imperatrice, ma dell'India, e non si considerò mai erede di Giulio Cesare e di Claudio, cioè di coloro che, a detta degli Inglesi, erano venuti dal continente a colonizzare la loro isola.
Imperatori Romani di Britannia del V
secolo (semileggendari)
70) Costantino III (407-411), un
soldato semplice di origini oscure, fu elevato al soglio imperiale dai Britanni
dopo l'abbandono dell'isola da parte di Onorio (vedi sopra).
Si proclamò primo Imperatore Romano di Britannia, poi invase il continente e
morì tentando di usurpare il trono imperiale di Onorio
71)
Costante II (409-411),
figlio di Costantino III, fu associato al trono dal padre, ma morì in battaglia
poco prima di lui
72) Paterno dalla Veste Scarlatta (Padarn Beisrudd,
411-429), figlio di Tacito, fu un romano-britanno che raccolse l'eredità e il
titolo imperiale di Costantino III e cercò di mantenere l'ordine in una
Britannia ormai abbandonata a se stessa dai Romani
73) Vortigern (Gwrtheyrn, 429-466), usurpatore,
il suo vero nome non ci è stato tramandato (Gwrtheyrn in gallese significa "capo
supremo") e gran parte del suo Impero è avvolto nella leggenda. Secondo la
tradizione assassinò Paterno, si comportò
come un tiranno e nel 441 chiamò i Sassoni in Britannia come propri mercenari
74) Ambrosio Aureliano (Emrys Wledig, 466-480),
secondo la tradizione discendente di Costantino III, prima eliminò Vortigern,
poi sconfisse gli invasori Sassoni nella Battaglia del Monte Badon. La sua
figura storica è alla base della nota leggenda britannica di Re Artù e dei suoi
Cavalieri della Tavola Rotonda; infatti Ambrosio adottò come stendardo un drago
rosso in campo bianco e verde, ancora oggi sulla bandiera nazionale del Galles,
e per questo fu detto dai britanni Pendragon, cioè
"Testa di Drago"
Dinastia di Cunedda
75) Cunedda (480-495), figlio di
Edern (o Eterno), a sua volta figlio di Paterno dalla Veste Scarlatta. Il suo
nome significa "buon signore". Raccolse l'eredità di Ambrosio Aureliano, ma fu
costretto a spostarsi sempre più a ovest dagli invasori Angli e Sassoni
76) Einion l'Impetuoso (Einion Yrth, 495-510),
figlio di Cunedda, si stabilì in Galles, ultimo ridotto dei Britanni contro gli
invasori
77) Cadwallon I dalle mani lunghe (Cadwallon
Lawhir, 510-524), figlio di Einion, sconfisse gli Irlandesi scacciandoli dal
Galles
78) Maelgwn I (537-549), figlio di Cadwallon I
79) Rhun l'Alto (549-580), figlio di Maelgwn I, nel
577 fu sconfitto dai Sassoni nella Battaglia di Dyrham, che diede inizio
all'egemonia sassone sull'Inghilterra. I Britanni furono costretti a ritirarsi
nel montuoso Galles, che da allora divenne sede dell'Impero Romano di Britannia
80) Beli (580-599), figlio di Run
81) Iago I (599-613), figlio di Beli
82) Cadfan (613-625), figlio di Iago I
83) Cadwallon II (625-634), figlio di
Cadfan
84) Cadafael l'Evitabattaglie (Cadafael Cadomedd,
634-655), usurpatore
85) Cadwaladr il Benedetto (Cadwaladr Fendigaid, 655-682), figlio
di Cadwallon II
86) Idwal I il Capriolo (Idwal Iwrch, 682-720),
figlio di Cadwaladr
87) Rhodri I il Calvo (Rhodri I Molwynog, 720-754),
figlio di Idwal I
88) Caradog (754-798), lontano
cugino di Rhodri I
89) Cynan I Dindaethwy (798-816), figlio di Rhodri
I
90) Hywel I (814-825), fratellastro di
Cynan I
91) Merfyn il Lentigginoso (Merfyn Frych, 825-844), figlio di Esyllt, figlia di Cynan.
Dietro sua richiesta lo storico gallese Nennio scrisse la
"Historia Brittonum" in lingua latina
92) Rhodri II il Grande (Rhodri II Mawr, 844-878), figlio di Merfyn
Dinastia di Aberffraw
93) Anarawd (878-916),
figlio di Rhodri II
94) Idwal II il Calvo (Idwal Foel, 916-942), figlio di Anarawd
Dinastia di Cunedda
95) Hywel II il Buono (942-950), figlio di Cadell, figlio cadetto di Rhodri II, autore di un
codice di leggi
Dinastia di Aberffraw
96-97) Iago II (950-979) con il fratello Ieuaf
(950-969), figli di Idwal II
98) Hywel III (974-985), figlio di Ieuaf
99) Cadwallon III (985-986), fratello di
Hywel III
Dinastia di Cunedda
178) Maredudd (986-999),
nipote di Hywel II il Buono
Dinastia di Aberffraw
100) Cynan II (999-1005),
figlio di Hywel IV
101) Aeddan ap Blegywryd (1005-1018), usurpatore
Dinastia di Mathrafal
102) Llywelyn I ap Seysill (1018-1023),
lontano discendente di Rhodri II
Dinastia di Aberffraw
103) Iago III ap Idwal (1023-1039),
pronipote di Idwal III Foel
Dinastia di Mathrafal
104) Gruffydd I ap Llywelyn (1039-1063),
figlio di Llywelyn I, ospitò i figli del Re di Caledonia Donnchad I Mac Crínáin
(Duncan) durante il regno dell'usurpatore Mac Bethad mac Findlaích (il Macbeth
di Shakespeare), che aveva assassinato il loro padre per salire al trono
105) Bleddyn ap Cynfyn (1063-1075), figlio di
Angharad, figlia di Maredudd
106) Trahaearn ap Caradog (1075-1081), cugino di
Bleddyn
Dinastia di Aberffraw
107) Gruffydd II ap Cynan
(1081-1137), figlo di Cynan, figlio di Iago III
108) Owain I il Grande (1137-1170), figlio di
Grufydd II
109) Hywel IV ap Owain (1170), figlio di Owain I
110-112) Maelgwn II ap Owain (1170-1173) con
Dafydd I ap Owain (1170-1195) e
Rhodri III
ap Owain
(1170-1190), fratelli di Hywel IV
113) Llywelyn II il Grande ap Iorwerth (1195-1240),
detto "il Grande", figlio di Iorwerth, primogenito di Owain I il Grande. Fu
alleato del Re d'Inghilterra Giovanni Senzaterra, di cui sposò la figlia
Giovanna
114) Dafydd II ap Llywelyn (1240-1246), figlio di
Llywelyn II, secondo la tradizione morì assassinato da un feudatario cui aveva
violentato la moglie
115-116) Llywelyn III ap Grufydd (1246-1282), figlio
di Gruffydd, fratellastro di Dafydd II, con suo fratello
Owain III il Rosso ap Gruffydd (1246-1255), detto
"il Rosso". L'11 dicembre 1282 Llywelyn II fu sconfitto e ucciso da Re Edoardo I
d'Inghilterra nella battaglia di Orewin Bridge a Builth Wells. Il Galles fu
annesso all'Inghilterra e il titolo di "Imperatore Romano di Britannia" abolito;
l'erede al trono d'Inghilterra portò da allora il titolo di Principe di Galles,
fino ai giorni nostri
117) Dafydd II ap Gruffydd (1246-1282), fratello di
Llywelyn III, dopo la morte in battaglia di quest'ultimo si proclamò Imperatore
Romano di Britannia, ma fu catturato e giustiziato il 3 ottobre 1283
118) Madoc ap Llywelyn (1294-1295), figlio di
Llywelyn ap Maredudd, lontano parente di Llywelyn III ap Grufydd, si
autoproclamò Imperatore Romano di Britannia e guidò la rivolta gallese contro le
imposizioni del re Edoardo I d'Inghilterra. Il re inglese arrivò con un esercito
nel Galles settentrionale per sedare la rivolta ma, vittima di un'imboscata,
dovette rifugiarsi nel castello di Conwy finché fu salvato dalla sua flotta. Lo
scontro finale tra le forze gallesi e inglesi avvenne nella battaglia di Maes
Moydog, dove i ribelli furono sconfitti; catturato, Madoc fu portato a Londra e
di lui non si ebbero più notizie
Re di Scozia che si proclamarono
Imperatori Romani di Britannia
119) Robert Bruce detto Cuore Impavido
(1314-1329), fu uno dei più grandi Re di Scozia e inflisse al Re Edoardo I
d'Inghilterra una delle peggiori sconfitte della storia inglese nella battaglia
di Bannockburn (24 giugno 1314), salvando l'indipendenza del suo paese. Dopo la
vittoria assunse il titolo di Imperatore Romano di Britannia
120) David III (1329-1371), figlio di Robert Bruce
e di Elizabeth de Burgh, assunse lo stesso titolo del padre. Morì senza figli,
spianando la strada alla dinastia scozzese (e poi inglese) degli Stuart. Nessun
altro re d'Inghilterra, Galles o Scozia dopo di lui rivendicò il titolo di
Imperatore Romano di Britannia.
.
XXVI – Imperatori Romani d'Africa

Dall'elenco degli stati successori dell'Impero Romano di Augusto non poteva certo mancare l'Africa Romana, che fu occupata prima dai Vandali e poi dai Bizantini (i quali fallirono invece nella riconquista dell'Italia, sconfitti da Re Totila). La bruciante espansione islamica nella seconda metà del VII secolo portò però alla scomparsa anche di questo Impero Romano, visto che gli Arabi non hanno mai rivendicato alcuna continuità con l'Impero di Roma.
Imperatori Vandali
73) Genserico (428-477), figlio
illegittimo di Godigiselo; inizialmente stanziato con il suo popolo in Spagna
meridionale (quella che dal nome dei Vandali oggi si chiama Andalusia), passò nella
provincia d'Africa e la conquistò, proclamandosene Imperatore Romano. Nel 455
mise a sacco Roma
74) Unerico (477-484), figlio di Genserico, sposò
Eudocia, figlia dell'Imperatore Romano d'Occidente Valentiniano III, ma la
ripudiò nel 472
75) Gutemondo (484-496), figlio di Gento, quarto
figlio di Unerico
76) Trasamondo (496-523), fratello di Gutemondo
77) Ilderico (523-530), figlio di Unerico, si
convertì al cattolicesimo
78) Gelimero (530-534), figlio di Geilaris, figlio
di Gento, capo della fazione ariana, depose il cugino Ilderico, provocando la
reazione dell'Imperatore Romano d'Oriente Giustiniano. Questi inviò il suo
generale Belisario, che conquistò l'Impero dei Vandali. Il titolo di Imperatore
Romano d'Africa passò così all'Imperatore Bizantino
Dinastia Giustinianea
79)
Giustiniano I (534-565), nipote di Giustino I,
tentò la riconquista dell'Impero d'Occidente, ma riuscì solo a riconquistare
l'Africa, di cui assunse il titolo Imperiale
80)
Giustino II (565-578), nipote di Giustiniano I
81)
Tiberio II (578-582), figlio adottivo di Giustino
II
82)
Maurizio (582-602), cognato di Tiberio II
83)
Foca (602-610), usurpatore, assassinò Maurizio e
gli succedette
Dinastia Eracliana
84)
Eraclio I (610-641), eletto dal Senato dopo che
aveva liquidato Foca, salvò l'Impero Bizantino dai Sasanidi, ma nulla potè contro gli Arabi
85)
Costantino III (641), figlio di Eraclio I e di
Fabia Eudocia
86) Eraclio II (641), figlio di Eraclio I e di
Martina
87)
Costante II il Barbuto (641-668), figlio di
Costantino III e di Gregoria. Il generale arabo Mu'awiya ibn Hudayj tra il 665
ed il 666 conquistò Cartagine e tutta la provincia d'Africa, da lui ribattezzata
Ifiqiya
88)
Costantino IV (668-685), figlio di Costante II e di
Fausta, continuò a portare il titolo di Imperatore Romano d'Africa, anche se
ormai gli Arabi controllavano l'intero Maghreb
89)
Giustiniano II Rinotmeto (685-695), figlio di
Costantino IV e di Anastasia, rinunciò anche formalmente al titolo di Imperatore
Romano d'Africa, che fu abolito, dopo l'ultimo inutile tentativo di
riconquistare Cartagine, da allora rimasta in mani arabe
Imperatori Romani
di Francia e d'Africa
90) Carlo X (16 settembre 1824-2
agosto 1830), Imperatore Romano di Francia, conquistò l'Algeria e decise di
rispolverare per sé il titolo di Imperatore Romano d'Africa, dopo quasi dodici
secoli. Il suo successore Luigi Filippo I d'Orléans però, per segnare la cesura
con la dinastia precedente, abolì nuovamente il titolo
L'Imperatore africano d'Africa
Un caso particolare è rappresentato da
Jean-Bedel Bokassa (22 febbraio 1921-3 novembre 1996), dittatore della
Repubblica Centrafricana dal 1° gennaio 1966, che il 4 dicembre 1976 decise di
trasformare il suo poverissimo stato in monarchia, ribattezzandolo proprio
Impero Romano d'Africa, e il 4 dicembre 1977 in una fastosissima cerimonia (che
dissanguò le casse statali) si fece incoronare Imperatore Romano con il nome di
Bokassa I. Il suo impero, caratterizzato da
autocrazia e crudeltà (il sovrano fu persino accusato di cannibalismo), ebbe
fine il 20 settembre 1979, quando Bokassa I fu deposto dal solito colpo di stato. Il nome
di Bokassa I non è incluso nella lista degli Imperatori Romani d'Africa perchè
egli si è autoarrogato tale titolo senza alcuna continuità con gli Imperatori di
Cartagine, e perchè la sua autoproclamazione ad Imperatore Romano è considerata
niente più che una stravaganza dettata dal suo egocentrismo e dalla sua
ambizione, secondo alcuni frutto di una malattia mentale (come nel caso
dell'altro celebre e malvagio dittatore africano suo contemporaneo, l'ugandese
Idi Amin Dada)
.
XXVII – Imperatori Romani di Lituania

I Lituani sono una popolazione baltica, ma nel Rinascimento, per marcare la loro differenza dai vicini Polacchi e Russi, entrambi popoli slavi, sostennero di essere di origine romana. I loro signori dissero di discendere da Polemone II del Ponto, re cliente romano di Ponto, Colchide e Bosforo Cimmerio, lontano cugino dell'imperatore romano Nerone, che regnò dal 38 al 64 d.C. I suoi discendenti secondo la leggenda migrarono sul Mar Baltico, dando vita al popolo lituano e alla dinastia Polemonide. Questo era anche un modo per giustificare il titolo di Imperatore Romano che i principi di Lituania si erano attribuiti.
Dinastia Polemonide
150)
Jogaila Algirdaitis (maggio
1377-agosto 1381, 1° regno), figlio di Algirdas e di Uliana di Tver, si convertì
al cattolicesimo e fu battezzato con il nome di Ladislao. Si proclamò primo
Imperatore Romano di Lituania e si ritenne erede e successore dell'Imperatore
Bizantino Andronico V Paleologo (vedi sopra). Fu
anche Re di Polonia dal 1386 al 1434 con il nome di Ladislao V,
prima con la moglie Edvige e poi da solo. Fu deposto dal co-reggente pagano
Kęstutis
151)
Kęstutis (1345-1382), già
co-reggente con Jogaila Algirdaitis, lo depose essendo
contrario alla conversione della Lituania al cattolicesimo, ma fu imprigionato e
fatto uccidere da Jogaila
152)
Jogaila Algirdaitis (3 agosto
1382-1° giugno 1434, 2° regno), riconquistò il trono di Lituania e fu artefice
della conversione del suo popolo al cattolicesimo. Con l'Atto di Kreva (1385),
Polonia e Lituania furono de jure governate da un unico
sovrano, ma restarono
stati separati
153)
Skirgaila (1386-1392), fratello
di Jogaila Algirdaitis, fu reggente dell'Impero Romano di Lituania per conto del fratello. Nel
1392, l'Accordo di Astrava pose fine alla guerra civile lituana, e Skirgaila
viene sostituito da Vytautas. Skirgaila morì a Kyiv nel gennaio 1397,
probabilmente avvelenato
154)
Vytautas il Grande (4 agosto
1392-27 ottobre 1430), figlio di Kęstutis e di Birutė. Vytautas e i suoi
successori regnarono de jure come reggenti del re di Polonia fino al 1440.
155)
Švitrigaila (27 ottobre 1430-1°
agosto 1432), figlio di Algirdas e di Uliana di Tver, reggente di Lituania, si
ribellò e fu deposto
156)
Žygimantas I Kęstutaitis
(Sigismondo, 1° agosto 1432-20 marzo 1440), figlio di Kęstutis e di Birutė,
reggente di Lituania, fu assassinato dai sostenitori di Švitrigaila
Dinastia
degli Jagelloni
157)
Kazimieras I Jogailaitis
(Casimiro, 29 giugno 1440-7 giugno 1492), figlio di Jogaila Algirdaitis e
di Sofia di Halshany, fu Re di Polonia e di Boemia come Casimiro IV
158)
Aleksandras Jogailaitis
(Alessandro, 30 luglio 1492-19 agosto 1506), figlio di Kazimieras I
Jogailaitis e di Elisabetta d'Austria, fu Re di Polonia e di Boemia
159)
Žygimantas II Senasis
(Sigismondo II il Vecchio, 8 dicembre 1506-1 aprile 1548), figlio di Kazimieras
Jogailaitis e di Elisabetta d'Austria, fu Re di Polonia e di Boemia come
Sigismondo I
160)
Žygimantas III Augustas
(Sigismondo II Augusto, 18 ottobre 1529-7 luglio 1572), figlio di Žygimantas il
Vecchio e di Bona Sforza, fu Re di Polonia e di Boemia come Sigismondo II
Augusto.
Con l'Unione di Lublino, firmata nel 1569, il Regno di Polonia e l'Impero Romano di Lituania vennero uniti in un unico stato, l'Impero Romano Polacco-Lituano. Il titolo di Imperatore Romano di Lituania fu abolito, e sostituito con quello di Imperatore Romano di Polonia e Lituania (vedi sopra). Il 22 agosto 1991 la Lituania tornò indipendente dopo la lunga unione con la Polonia (1569-1795) e l'altrettanto lunga occupazione russa (1795-1991), ma il nuovo governo si eresse a Repubblica (così come Lettonia, Estonia e Finlandia), riconobbe che la presunta discendenza dei Lituani dai Greci del Bosforo è puramente leggendaria, e cessò ogni rivendicazione di continuità con l'Impero Romano di Augusto.
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XXVIII – Imperatori Romani del Nicaragua

Nel 1838 il Nicaragua divenne indipendente dalle Province Unite dell'America Centrale (separatesi nel 1823 dall'Impero Romano del Messico), e si costituì come Repubblica, ma fu preda di una lunga serie di dittatori uno più corrotto del precedente, e fu a tutti gli effetti una colonia degli USA, che occuparono il paese dal 1912 al 1933.
173) Somoza I
(Anastasio Somoza García, 1° gennaio 1938-29 settembre 1956), nato il 1º
febbraio 1896, detto popolarmente "Tacho", il 9 giugno 1936 prese il potere
tramite un colpo di Stato, assunse il titolo di Presidente con poteri
straordinari, abolì i partiti, sciolse il parlamento, annullò le elezioni ed
eliminò gli oppositori con brutalità, Il 1° gennaio 1938 decise di proclamarsi
Imperatore Romano del Nicaragua con l'appoggio degli USA; di lui il Presidente
americano Franklin Delano Roosevelt disse "è un figlio di puttana, ma è il
nostro figlio di puttana". Il suo numerale deriva dal fatto che si ritenne
successore dell'Imperatrice Romana del Messico Maria Josepha Sophia de Iturbide
(vedi sopra), sua oppositrice. Il 21 settembre 1956
il poeta nicaraguense Rigoberto López Pérez gli sparò, venendo immediatamente
ucciso dai Pretoriani imperiali. L'imperatore morì in ospedale otto giorni dopo
174) Somoza II (Luis Somoza Debayle (29 settembre
1956-13 aprile 1967), nato il 18 novembre 1922, figlio di Somoza I e di
Salvadora Debayle Sacasa, succedette al padre e continuò il regime di terrore da
lui inaugurato. Morì per un attacco di cuore a soli 45 anni, ma c'è chi vocifera
che sia stato assassinato dal fratello, che lo aveva accusato di essere solo un
lacché degli Stati Uniti d'America
175) Somoza III (Anastasio Somoza Debayle, 13
aprile 1967-17 luglio 1979), nato il 5 dicembre 1925, succedette al fratello che
gli aveva lasciato la triste eredità di innumerevoli oppositori uccisi sulla
coscienza, di un regime insicuro e di una memoria esecrata. Governò con la
stessa ferocia del padre e del fratello, e il 23 dicembre 1977, quando Managua
fu colpita da un terribile terremoto, intascò tutti gli aiuti inviati al suo
poverissimo paese. Il suo corrotto impero ebbe fine il 17 luglio 1979, quando fu
rovesciato dalla Rivoluzione Sandinista, sostenuta dalla Russia; il tiranno
fuggì a Miami, portando con sè le bare del padre e del fratello per evitare che
fossero profanate, e fu ucciso il 17 settembre 1980 ad Asunción in Paraguay con
un missile anticarro sparato contro la sua auto da un gruppo di guerriglieri
guidati dall'argentino Enrique Gorriarán Merlo.
Il leader del Fronte Sandinista, Daniel Ortega Saavedra, restaurò formalmente la Repubblica del Nicaragua, ma instaurò una dittatura personale che, tra alti e bassi, dura tuttora.
.
XXIX – Imperatori Romani di Haiti

L'isola di
Hispaniola fu scoperta da Cristoforo Colombo il 4
dicembre 1492, durante il suo primo viaggio oltreoceano. La riduzione in
schiavitù e le conseguenti condizioni di vita molto precarie portarono a una
drammatica diminuzione della popolazione indigena nel quarto di secolo
successivo alla scoperta dell'isola. Per sopperire alla carenza di manodopera,
gli spagnoli cominciarono a deportare schiavi africani,
impiegati soprattutto nella ricerca dell'oro. I pirati inglesi, olandesi e
francesi si stabilirono lungo le coste settentrionali e occidentali dell'isola,
praticamente disabitate. I francesi cominciarono a colonizzare quella zona nel
1625, e nel 1697 l'Impero Romano di Spagna, con il
Trattato di Ryswick, cedette ufficialmente la porzione più occidentale di
Hispaniola all'Impero Romano di Francia. La nuova colonia conobbe un periodo di
prosperità economica che la rese la più ricca delle colonie dell'emisfero
occidentale, soprattutto grazie alle notevoli esportazioni di zucchero e cacao.
Gli schiavi africani, ben 500.000, costituivano la stragrande maggioranza della
popolazione, e praticavano un culto sincretico che mescolava i santi cattolici
con le tradizionari divinità africane, religione oggi nota con il nome di
"Santeria".
Sull'onda della Rivoluzione Francese le gens de couleur cominciarono a fare
pressione sul governo coloniale per ottenere maggiori diritti. Nell'ottobre
1790, 350 di essi si ribellarono al governo; il 15 maggio 1791, l'Assemblea
Nazionale Francese concesse i diritti politici a tutti i mulatti e i neri nati
liberi, senza tuttavia mutare lo status di coloro che erano ancora schiavi. Il
22 agosto 1791 allora gli schiavi si ribellarono ai loro padroni sotto il
comando di Toussaint Louverture, eroe
dell'indipendenza. Nel 1801 Louverture concesse una Costituzione che lo
decretava governatore a vita e stabiliva la sovranità dei neri sullo stato e
l'abolizione perpetua della schiavitù. In risposta, Napoleone Bonaparte inviò un
corpo di spedizione militare di soldati francesi e navi da guerra sull'isola,
guidato da suo cognato Charles Leclerc. Tradito e
catturato, Toussaint morì poi in una prigione francese.
Ciò non fece altro che riaccendere gli animi dei ribelli:
Jean-Jacques Dessalines ed Henri Christophe
ripresero la lotta, mentre le truppe napoleoniche furono bloccate da un'epidemia
di febbre gialla scoppiata sull'isola, che provocò anche la morte del generale
Leclerc. Il 18 novembre 1803 l'esercito di Dessalines sbaragliò i francesi nella
battaglia di Vertières, e il 1º gennaio 1804
l'ormai ex colonia dichiarò la sua indipendenza, assumendo il nome di
Haiti (i nativi Harawak chiamavano l'isola Ayiti,
che nella loro lingua significa "aspro", con riferimento al territorio).
Dessalines ne divenne il primo Capo di Stato, e pochi mesi dopo, sull'esempio di
Napoleone, si fece proclamare Imperatore Romano dell'isola, che sarebbe stata
caratterizzata da una marcata instabilità politica in tutto il corso della
propria storia.
157)
Giacomo (22 settembre 1804-17 ottobre 1806), nato Jean-Jacques Dessalines,
uno dei protagonisti dell'indipendenza haitiana, si proclamò Imperatore Romano dell'isola
caraibica considerandosi successore di Napoleone Bonaparte, ma fu ucciso durante
un golpe mlitare
158) Enrico V (17 ottobre 1806-8 ottobre 1820),
nato Henri Cristophe, già luogotenente di Dessalines, lo eliminò e ne prese il
posto. Divenuto impopolare, fu ucciso in un altro pronunciamento militare
159) Enrico VI (8 ottobre 1820-1° marzo 1847), nato
Jacques-Victor Henry Christophe, figlio di Enrico V e di Marie-Louise Coidavid,
sconfisse i golpisti e governò il paese come un autocrate, finchè non fu
eliminato da Faustin Soulouque
160) Faustino (1° marzo 1847-3 agosto 1867), nato
Faustin Soulouque, assassinò Enrico VI e governò con metodi brutali. Tentò
invano per due volte di conquistare la Repubblica Dominicana. Alla sua morte
l'Impero fu abolito
Prima Repubblica di Haiti (3 agosto 1867-21
dicembre 1902)
161) Pietro (21 dicembre 1902-2 dicembre 1908),
nato Pierre Nord Alexis, dopo essere stato eletto Presidente di Haiti restaurò
l'Impero e governò come un dittatore con l'appoggio degli USA
162) Giuseppe (2 dicembre 1908-22 febbraio 1915),
nato Joseph Davilmar Théodore, eliminò Pierre Nord Alexis e gli succedette. Gli
USA, considerando danneggiati i propri interessi dalle sue politiche, invasero
il paese e lo rovesciarono. Morì in esilio il 13 gennaio 1917, e le truppe USA
lasciarono Haiti solo nel 1934
Seconda Repubblica di Haiti (22 febbraio 1915-22
ottobre 1957)
163) Francesco III (22 ottobre 1957-21 aprile
1971), nato François Duvalier (detto "Papa Doc"), si fece eleggere Presidente e
poi si proclamò imperatore. Instaurò un regime di terrore basato sulla religione
Vodoo: fece credere al suo superstizioso popolo di essere l'incarnazione di
Baron Samedi, il dio vodoo della morte, e si resse al potere grazie alle
violenze dei Tonton Macoutes, la milizia privata da lui creata sul modello dei
Pretoriani romani
164) Francesco IV (21 aprile 1971-7 febbraio 1986),
nato Jean-Claude Duvalier (detto "Bébé Doc"), figlio di Francesco III e di Simone Ovide,
succedette al padre a soli 19 anni e governò con i suoi stessi metodi. A causa
delle difficoltà economiche del paese, una rivolta popolare lo costrinse alla
fuga. Si stabilì in Francia, anche se non ottenne mai ufficialmente l'asilo
politico, e morì il 4 ottobre 2014
Terza Repubblica di Haiti (7 febbraio 1986-30
settembre 1991)
165) Raoul (30 settembre 1991-12 ottobre 1994),
nato Raoul Cédras, fu l'ultimo Imperatore Romano di Haiti. Prese il potere
approfittando del caos seguito alla caduta della dinastia Duvalier, ma fu
deposto dal solito golpe militare
Quarta Repubblica di Haiti (12 ottobre 1994-9 marzo 2024)
Il 12 gennaio 2010 Haiti fu colpita da un disastroso terremoto che fece 200.000 vittime, portando il già povero stato al collasso. Colpita nell'ottobre 2016 dall'uragano Matthew, e il 14 agosto 2021 da un nuovo, fortissiimo terremoto, l'isola fu scossa da violente proteste popolari ed omicid politici, ed oggi vive in uno stato di emergenza umanitaria, risultando uno dei paesi più poveri del mondo. Il 9 marzo 2024, a seguito di un'evasione di massa, la capitale Port-au-Prince cadde sotto il controllo di bande criminali, la violenza divenne incontrollabile, lo stato si sfasciò, ed oggi ad Haiti non esiste alcuna autorità politica in grado di far rispettare le leggi. Quello che era stato l'unico Impero Romano dei Caraibi vive oggi una situazione drammatica, cui nessuno al momento sembra in grado di porre fine.
.
XXX – Imperatori Romani del Giappone

3) Mutsuhito
(睦仁) (Meiji Tennō, 明治天皇, 3 gennaio 1869-30 luglio 1912),
nato il 3 novembre 1852, figlio di Osahito e di Nakayama Yoshiko. Fu il 122º
imperatore del Giappone secondo il tradizionale ordine di successione. Divenuto
imperatore il 13 febbraio 1867, decise di ammodernare il Sol Levante e di farne
una grande potenza. Il 3 gennaio 1869 pose fine allo Shogunato Tokugawa,
iniziato nel lontano 1603, che aveva chiuso il Giappone ad ogni influenza
straniera ("Sakoku"), e per marcare il passaggio ad una nuova era di proclamò
Imperatore Romano del Giappone, definendosi direttamente "successore di
Ottaviano Augusto e di Marco Aurelio", avendo quest'ultimo inviato un'ambasciata
in Cina nel 175 d.C. (da qui il suo numerale 3). Con lui il Giappone divenne una
grande potenza industriale e militare. Morì a 59 anni
4) Yoshihito (嘉仁) (Taishō
Tennō, 大正天皇, 30 luglio 1912-25 dicembre 1926), nato il 31 agosto 1879, figlio
di Mutsuhito e di Yanagiwara Naruko. Affetto da disturbi mentali ed
impossibilitato a comparire in pubblico, il 29 novembre 1921 cedette i poteri al
figlio ventenne Hirohito. Il suo regno fu una breve parentesi di democrazia
5) Hirohito (裕仁) (Shōwa Tennō,
昭和天皇, 25 dicembre 1926-31 dicembre 1945), nato il 29 aprile 1901, figlio di Yoshihito e
dell'Imperatrice Teimei, ancora giovanissimo fu reggente per conto del padre. Il
suo regno vide l'ascesa politica dei militari che diiedero vita a una vera e
propria dittatura e concepirono il sogno della conquista militare dell'intera
Asia e del Pacifico. Ciò condusse a una serie di guerre e di occupazioni
militari; l'alleamza con l'Impero Romano di Germania e con l'Ungheria delle
Croci Frecciate precipitò il Sol Levante nella Guerra Mondiale. Dopo l'attacco a
Pearl Harbor del 7 dicembre 1941 e la sconfitta nella Battaglia del Mar dei
Coralli, che impedì al Giappone di conquistare l'Australia, le truppe giapponesi
furono costrette ad arretrare su tutti i fronti, fino all'apocalisse atomica
sulle città di Hiroshima e Nagasaki. Il 15 agosto 1945 Hirohito si impose ai
vertici militari, che avrebbero voluto conntinuare la guerra ad oltranza, e
firmò la resa. Riuscì a conservare il trono, ma il 31 dicembre 1945 fu costretto a rinunciare alle
sue prerogative divine e al titolo di Imperatore Romano del Giappone, che fu
abolito. Morì a 87 anni il 7 gennaio 1989. L'attuale Imperatore del Giappone,
Naruhito, è suo nipote abiatico.
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Appendice
Un caso particolare: l'Impero Romano di Tavolara

Anche alcune micronazioni, non riconosciute
da alcuno stato nè da alcuna istituzione internazionale, hanno voluto arrogarsi
il titolo di erede dell'Impero Romano di Augusto. Tra queste, vale la pena di
citare il caso dell'Impero Romano di Tavolara.
Sul finire del Settecento, Giuseppe Bertoleoni, di origini corso-genovesi,
giunse in prossimità dell'arcipelago della Maddalena, costeggiando la Corsica a
bordo di una piccola nave da diporto proveniente da Genova, in cerca di una
terra in cui abitare. Nel 1806 si stabilì con la famiglia sull'isola disabitata
di Tavolara (appena 5,9 kmq di superficie), dedicandosi all'allevamento delle capre selvatiche, assai numerose
su di essa. Nel 1836 l'Imperatore Romano d'Italia
Aspreno I Colonna (vedi
sopra), di passaggio per
quei luoghi con il suo panfilo (si stava recando a caccia in Sardegna), notò l'isoletta
e chiese
informazioni ai suoi marinai, ma, non ottenendo risposte sufficientemente
esaurienti,
decise di approdarvi. Presentatosi ai residenti come l'Imperatore Romano
d'Italia, secondo la leggenda Giuseppe Bertoleoni, circondato dalle sue capre, forse convinto
che colui che aveva di fronte gli stesse facendo uno scherzo, rispose: « Sì, e io sono
l'Imperatore Romano di Tavolara! »
Aspreno I avrebbe soggiornato presso di lui per una settimana e,
congedandosi, gli diede in dono un orologio d'oro. Secondo i Bertoleoni, egli
avrebbe dato l'assenso a riconoscere l'indipendenza di Tavolara: non molto tempo dopo
sarebbe essere arrivata alla prefettura di Sassari una pergamena
imperiale, firmata dall'Augusto in persona, in cui Giuseppe e i suoi eredi
sarebbero stati infeudati dell'isola di Tavolara (che quindi non sarebbe stata riconosciuta
come Stato sovrano), ma di questo
resta la sola testimonianza verbale della famiglia, in quanto la casata
Bertoleoni non figura negli elenchi nobiliari ufficiali dell'Impero Romano d'Italia,
e la sua presunta nobiltà non risulta legalmente riconosciuta.
Sedicente
dinastia Berteleoni
173)
Giuseppe (1836-1849), nato nel 1778, figlio dei liguri Paolo di Levie e Mariangela Pinto
174) Paolo I (1849-1886), nato nel 1812, figlio di
Giuseppe e di una non meglio specificata Maria Teresa
175) Carlo IX (1886-1927), nato nel 1845, figlio di
Paolo I e di Pasqua Favale
176) Mariangela (1927-1934), nata nel 1841, sorella
di Carlo IX
177) Paolo II (1934-1962), nato nel 1904, figlio di
Carlo IX e di Maddalena Favale
178) Carlo X (1962-1993), nato nel 1931, figlio di
Paolo II e di Italia Murru, non si sposò mai e non ebbe figli
179) Antonio (1993-vivente), nato nel 1933,
fratello minore di Carlo X
180) Giuseppe (sedicente erede al trono), nato nel
1965, figlio di Carlo X e di Maria Pompea Romano
Naturalmente il cosiddetto "Impero Romano di Tavolara" non è riconosciuto né dall'Impero Romano d'Italia, nè dall'Unione Euro-Romana, né tantomeno dall'ONU, ed oggi rappresenta soprattutto una tradizione storica e turistica. Quindi, il cosiddetto "Imperatore di Tavolara" oggi rappresenta solo il custode della memoria familiare, e non un Augusto in senso reale. Oggigiorno infatti l'erede al trono Giuseppe, insieme alla sorella Maddalena, si dedica allo sviluppo turistico dell'isola, più che al reale governo di essa, ed è probabile, come accaduto per molte altre micronazioni, che la leggenda della "donazione" di Aspreno I (il quale ufficialmente non avrebbe mai messo piede a Tavolara, secondo gli archivi imperiali, sia stata alimentata proprio per favorire le visite dell'isola da parte di curiosi interessati alla storia davvero singolare di questo minuscolo erede dell'antico Impero Romano.

Mappa cliccabile degli odierni eredi dell'Impero Romano di Augusto sparsi per il mondo
.
Il lungo cammino verso la riunificazione euro-romana
Il percorso dell'integrazione euro-romana rappresenta una delle avventure politiche più ambiziose della storia moderna. Nato dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale per garantire una pace duratura, si è evoluto in una complessa unione economica e politica.
Dopo il 476, storicamente tutti i tentativi di ricostruire l'Impero Romano d'Occidente, estendendolo anche all'area germanica, sono stati compiuti con la forza delle armi. Coloro che più sono stati vicini a questo intento sono stati Carlo Magno, Napoleone Bonaparte e Adolf Hitler, ma i loro tentativi sono falliti. L'impero di Carlo Magno, esteso a Francia, Borgogna, Germania e Italia, oltre ad alcune aree dell'Europa Centrale, fu diviso tra i suoi discendenti a causa della politica franca di dividere il regno tra gli eredi del re defunto. Quello di Napoleone era una costruzione artificiosa basata sulla forza delle armi e sulla volontà di conquista di un uomo solo, e andò in pezzi alla sua prima seria sconfitta. Quello di Adolf Hitler infine era una tirannide basata sulla violenza e sulla sopraffazione di un solo popolo europeo su tutti gli altri, e la rivolta dei popoli soggiogati, congiuntamente all'attacco concentrico di Impero Romano di Russia, Regno Unito e Stati Uniti d'America, portò alla sua disfatta.
Il primo tentativo di unificazione pacifica degli eredi di Roma fu l'Unione Monetaria Romana, un sistema monetario in vigore dal 1865 al 1927, che permetteva la libera circolazione di più valute europee all'interno degli stati membri. Ad essa aderirono gli Imperi Romani di Italia, Francia, Belgio, l'Impero Romano Bizantino e la Confederazione Elvetica; in seguito ad essi si associarono gli Imperi Romani di Spagna, Ungheria, Dacia, Bulgaria, Serbia, Russia, Monaco, Argentina, Brasile, la repubblica del Cile e la Repubblica di San Marino. Purtroppo l'unione era intrinsecamente debole a causa della fluttuazione del rapporto relativo di oro e argento, che inizialmente invece era stata supposta stabile, e della fluttuazione dei cambi. La Grande Guerra Franco-Tedesca mise definitivamente in crisi l'Unione, tanto che alla fine, per rispettare il trattato, non si poteva più battere moneta, e alla fine l'Unione fu sciolta il 1° gennaio 1927. Tuttavia, nonostante questo iniziale insuccesso, dopo la Grande Guerra Franco-Tedesca, che lasciò uno strascico di lutti e di distruzioni, alcune menti illuminate cominciarono a pensare che solo la riconciliazione tra i maggiori Imperi eredi di quello di Augusto avrebbe potuto assicurare un'era di pace al continente, e così il 5 settembre 1929 il Ministro degli Esteri dell'Impero Romano di Francia Aristide Briand pronunciò davanti al Senato Imperiale Francese un discorso in cui prefigura l'unificazione euro-romana su base federale come unico mezzo per prevenire future guerre. Era però ancora un'era di forti rivalità politica e di sete di revanche tra gli eredi dei nazionalismi ottocenteschi, e la sua proposta cadde nel vuoto.
Questi nazionalismi, abilmente cavalcati da Adolf Hitler, portarono allo scoppio della Guerra Mondiale, e proprio nel corso di essa, mentre si trovavano confinati all'isola di Ventotene dagli occupanti nazisti, i politologi Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann scrissero il Manifesto di Ventotene, che prefigurava una futura unione federale del continente europeo. Il loro testimone fu raccolto, a guerra terminata, dai nuovi governi alla guida delle monarchie costituzionali dell'Occidente europeo. Il 9 maggio 1950 con la cosiddetta « Dichiarazione Schuman ». il ministro degli Esteri dell'Impero Romano di Francia Robert Schuman propose di sottoporre l'intera produzione francese, italiana e tedesca di carbone e acciaio a un'alta autorità comune; e così, il 18 aprile 1951 venne fondata la CECA, la Comunità Euro-Romana del Carbone e dell'Acciaio, cui aderivano i sei Imperi Romani di Italia, Francia, Germania, Borgogna/Olanda, Belgio e Lussemburgo. Il processo di unificazione euro-romana continuò portando il il 25 marzo 1957 al Primo Trattato di Roma, con cui venne fondata la CEE, la Comunità Economica Euro-Romana, cui aderirono gli Imperi Romani di Italia, Francia, Germania, Borgogna/Olanda, Belgio, Lussemburgo, Spagna, Portogallo e l'Impero Romano Bizantino ("Europa dei Nove"). Contestualmente gli stessi paesi fondano la CEEA, la Comunità Euro-Romana dell'Energia Atomica, detta anche ROMATOM, per coordinare tutti insieme lo sfruttamento pacifico dell'energia nucleare (anche se gli Imperi Romani di Italia, Francia e Germania si dotarono poi dell'arma atomica, da usare come deterrente). La CEE, retta da governi democratici che a rotazione si alternavano alla sua presidenza, si presentava come naturale antagonista dell'Impero Romano di Russia e dei suoi alleati, tutti retti da monarchie assolute e privi sia di elezioni che di partiti politici moderni, mentre la difesa militare dell'Occidente Europeo era affidata all'Associazione del Trattato Nord-Atlantico (NATO), insieme a Stati Uniti e Canada.
Gli anni Settanta videro l'adesione alla CEE di alcuni paesi del Nordeuropa che non avevano mai fatto parte dell'Impero di Cesare Augusto: la Repubblica d'Irlanda, il Regno di Danimarca e il Regno di Norvegia ("Europa dei Dodici"), mentre il Regno di Svezia e la Repubblica di Finlandia presero tempo; la Confederazione Svizzera, il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda e la Repubblica d'Islanda invece rifiutarono sempre di prendere parte al processo di unificazione euro-romana. Solo dopo la fine della suddivisione dell'Europa in due blocchi ideologicamente e militarmente contrapposti, il Regno di Svezia e la Repubblica di Finlandia accettarono di prendere parte al grande sogno della riunificazione politica dell'eredità di Roma ("Europa dei Quattordici"), mentre si cominciava a parlare insistentemente di unificazione monetaria, con l'adozione di una valuta comune.
Tuttavia, il crollo dell'autocrazia zarista in seguito al Putsch dell'Agosto 1991 portò con sè la democratizzazione degli Imperi Romani dell'Europa Centro-orientale e la rinascita di antichi stati (Lituania, Lettonia, Estonia), i quali cominciarono a premere per partecipare all'integrazione euro-romana, anche se solo quattro di essi avevano fatto parte dell'antico Impero di Roma (che i Lituani discendessero dai Romani era solo una leggenda rinascimentale nata per contrapporre quel popolo a polacchi e russi). Siccome la maggior parte di quei paesi era ancora politicamente ed economicamente impreparata a far parte del progetto federale euro-romano, si decise che alcuni paesi, i più avanzati e da più tempo parte della CEE, avrebbero proceduto all'unificazione monetaria e bancaria, dando vita con il Secondo Trattato di Roma del 7 febbraio 1992 all'Unione Euro-Romana (UE), mentre i nuovi venuti sarebbero stati integrati nella CEE, in attesa di avere i parametri per unirsi all'Unione ("Europa a Due Velocità"). In pratica, allaa nuova Unione Euro-Romana aderirono undici dei quattordici paesi membri della CEE, cioè tutti tranne i tre regni nordici di Danimarca, Svezia e Norvegia, che restavano membri della CEE. Il 1° gennaio 1999 la nuova valuta comune, l'Euro, entrava in vigore in dieci degli undici paesi dell'UE, cioè tutti tranne l'Impero Romano Bizantino, che lo adottò il 1° gennaio 2001.
Il 1° gennaio 2004 ben otto paesi aderirono alla CEE, in attesa di avere i parametri per aderire all'UE: gli Imperi Romani di Polonia, Boemia, Ungheria e Jugoslavia e le repubbliche di Lituania, Lettonia, Estonia e Malta ("Europa dei Ventidue", perchè anche i paesi della UE restavano membri della CEE). Il 1° gennaio 2007 fu la volta degli Imperi Romani di Bulgaria e Dacia ("Europa dei Ventiquattro"). Infine, il 1° gennaio 2013, dopo la vittoria degli Europeisti sugli Eurasisti, aderirono alla CEE anche Serbia e Russia ("Europa dei Ventisei"). Nel frattempo, il 1° gennaio 2008 la Repubblica di Malta aderiva all'UE e adottava l'Euro, seguita il 1° gennaio 2011 dall'Estonia, il 1° gennaio 2014 dalla Lettonia, il 1° gennaio 2015 dalla Lituania, il 1° gennaio 2023 dalla Jugoslavia e il 1° gennaio 2026 dalla Bulgaria, portando i paesi membri della UE a diciassette. Dacia e Ungheria sperano di poter adottare a loro volta l'Euro entro il 2030, entrando così a loro volta nella UE. Grazie ad accordi bilaterali con l'Unione Euro-Romana, utilizzano l'Euro anche la Repubblica di San Marino, l'Impero Romano di Monaco e il Principato di Andorra, pur non facendo parte dell'Unione. Il 23 giugno 2016 con un referendum i cittadini del Regno Unito hanno rifiutato per la terza volta di aderire alla CEE, anche se l'esclusione dal progetto di unificazione (Londra si è sempre considerata la tradizionale rivale di Roma) ha danneggiato sul lungo termine l'economia britannica, tanto da rinfocolare i movimenti indipendentisti scozzesi e nordirlandesi. In vista di un futuro ulteriore allargamento, l'Impero Ottomano, la Georgia, l'Armenia e l'Azerbaigian hanno manifestato interesse ad aderire alla CEE (si arriverebbe all'"Europa dei Trenta"), ma nessuno di questi paesi rispetta ancora i parametri necessari per l'adesione.
Il Senato Euro-Romano, eletto a suffragio universale ogni cinque anni, ha sede a Strasburgo, città a lungo contesa tra Francia e Germania, nel Palazzo Louise-Weiss; le prime elezioni per il Senato Euro-Romano si sono svolte tra il 7 e il 10 giugno 1979. Il Senato dà la fiducia alla Commissione Euro-Romana, in pratica il Consiglio dei Ministri dell'UE, in genere sostenuto da un'alleanza tra il Partito Conservatore e il Partito Socialdemocratico; la Commissione ha sede a Bruxelles nel Palazzo Berlaymont. Il Senato Euro-Romano elegge anche il Presidente dell'Unione, che risiede a Roma, nel Palazzo del Quirinale (l'Imperatore Romano d'Italia ha sede nel Palazzo sul Palatino). La Banca Centrale Euro-Romana, che governa l'economia del continente, ha sede a Francoforte sul Meno. Il 1° gennaio 2026 la Presidente della Commissione Euro-Romana è la conservatrice tedesca Ursula Von Der Leyen, mentre la sua Vice è la socialdemocratica spagnola Teresa Ribera Rodríguez; il Presidente dell'Unione è l'italiano Sergio Mattarella; la Presidente del Senato Euro-Romano è la maltese Roberta Metsola, mentre la Presidente della Banca Centrale Euro-Romana è la francese Christine Lagarde.
Il 9 maggio 2022 Ursula Von Der Leyen ha proposto di avviare il cammino verso la creazione di una vera Comunità Politica Euro-Romana (CPE), cioè di un vero stato federale e sovranazionale che si prefigge l'obiettivo di unificare finalmente e definitivamente tutti gli eredi dell'Impero Romano di Augusto e tutti i paesi europei che vorranno partecipare a questo progetto. Subito hanno risposto positivamente tutti i paesi membri dell'UE. La creazione di una vera Federazione Euro-Romana, i cui membri mettano in comune econmia, politica estera e difesa, conservando l'autonomia in tutti gli altri settori, sarà una delle più grandi sfide politiche del XXI secolo.
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L'Unione Euro-Romana nel 2026
Dietro impulso della progressiva unificazione del continente europeo, anche l'America Latina, dominata politicamente dai tre grandi Imperi Romani di Messico, Brasile e Argentina, ha iniziato faticosamente a dare vita ad un processo di unificazione. Il 23 maggio 2008 è così nata l'Unione Colombiana, di cui fanno parte i tre Imperi Romani del Messico, del Brasile e dell'Argentina, gli otto stati monarchici di Antigua e Barbuda, Bahamas, Belize, Giamaica, Grenada, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia e Saint Vincent e Grenadine (come stati membri del Commonwealth Britannico, hanno come sovrano il Re d'Inghilterra) e le ventitrè Repubbliche di Barbados, Bolivia, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Dominica, Repubblica Dominicana, Ecuador, El Salvador, Giamaica, Guatemala, Guyana, Haiti, Honduras, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Suriname, Trinidad e Tobago, Uruguay e Venezuela, per un totale di trentaquattro stati membri. Gli Stati Uniti d'America, il Canada, il Regno Unito e la UE/CEE partecipano alle riunioni come paesi osservatori. I Segretariato Generale ha sede a Quito, in Ecuador; il Parlamento ha sede a Guadalajara, in Messico; e la Banca Colombiana dello Sviluppo ha sede a San Paolo, in Brasile. Anche l'Unione Colombiana ha provato a varare un progetto di moneta unica (il Bolívar), ma ad ostacolare questo progettto vi sono la lentezza con cui i paesi dell'America Latina potrebbero realizzare una vera integrazione economica sul modello europeo (sarebbero necessari decenni), l'uso diffuso del dollaro USA (che molti ritengono più conveniente), la debolezza di alcune economie, come quella venezuelana e quella di Haiti, e le divergenze politiche tra i tantissimi stati membri dell'Unione. Solo il tempo ci dirà quale sarà il futuro dell'Unione Colombiana.
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