Un'ucronia proposta da... Dante. « Il mondo m'ebbe / giù poco tempo; e se più fosse stato, / molto sarà di mal, che non sarebbe » (Paradiso VIII, 49-51) A parlare così, nel Paradiso dantesco, è Carlo Martello, primogenito di Carlo II d'Angiò e di Maria Arpad, figlia di re Stefano V d'Ungheria, nato l'8 settembre 1271. Nel 1292, alla morte dello zio Ladislao IV, fu eletto re d'Ungheria, ed il nonno Carlo I d'Angiò lo nominò re di Italia meridionale e di Sicilia, durante la prigionia di Carlo II in seguito alla guerra dei Vespri. Per la sua giovane età il potere passò di fatto ad un consiglio di reggenza, ed in seguito la liberazione di Carlo II gli impedì di governare. Nel 1294 il ventitreenne Carlo Martello si recò a Firenze per incontrare i genitori che rientravano in Francia: per onorare il principe fu organizzata una delegazione, cui prese parte anche Dante, di poco maggiore di lui. In questa occasione i due strinsero amicizia, il che giustifica il tono affettuoso e tutto giocato sul filo della memoria del loro incontro nel Cielo di Venere. Già il 12 agosto 1295 Carlo Martello morì lasciando un grande rimpianto, poiché in lui molti vedevano incarnata la figura del buon principe, il contrario di quello che in seguito avrebbe tratteggiato un altro fiorentino, Niccolò Machiavelli. Ma che accade se l'ucronia proposta da Dante con i versi sopra ricordati diventa realtà? Carlo Martello non muore e unifica nelle proprie mani i regni di Ungheria, Provenza, Italia Meridionale e Sicilia, evitando il malgoverno del fratello Roberto. Potrebbe tentare l'impresa di unificare l'Italia da sud? (ideata da William Riker e da Enrica S.)

Bonifacio VIII vince. Bonifacio VIII vince il suo confronto con Filippo il Bello. La conseguenza è il predominio politico del papato sulle nazioni europee e forse la realizzazione del sogno di un impero cristiano universale (un'altra delle "ucronie reazionarie" del Marziano; ecco alcuni appunti in proposito)

Benedetto XI il Grande. Papa Benedetto XI non muore (forse avvelenato) nel 1304. Pertanto può continuare la sua Riforma interna della Chiesa, equidistante tanto dal terribile Bonifacio VIII che dal mistico Celestino V. Così facendo evita alla Chiesa Cattolica l’umiliazione della cattività avignonese e dei papi-cappellani dei re francesi, mantenendo una politica molto più autonoma. Si evita così anche la soppressione dei Templari ed il loro processo farsa. I Templari non solo sopravvivono come Ordine ma, grazie alle loro ricchezze personali e non, costituiscono nei secoli un vero e proprio Stato nello Stato sempre più potente in Francia. Con la Riforma poi si protestantizzano come i Teutonici (che hanno dato vita alla Prussia), e come questi agiscono da protagonisti nella geopolitica europea dei secoli successivi (prima ucronia templare di Never75)

Il Principato di Tver. Nel 1304 Jurij di Mosca entra in competizione con Mikhail Jaroslavič, e poi con suo figlio Dimitrij, per il trono del Principato di Vladimir-Suzdal. Con lui Mosca ha finalmente la meglio su Tver assumendo il ruolo di capitale del principato e di centro di raccolta delle tasse destinate ai governanti Mongoli. Ma se Tver la spunta? Riesce ad ascendere come capitale al posto di Mosca, o la Russia resterà per secoli una galassia di staterelli come la Germania? (seconda ucronia russa di William Riker)

Lucera la Grande. Nel Medioevo la cittadella di Lucera, in Molise, a causa di una massiccia immigrazione dalla Sicilia divenne una città a maggioranza musulmana. Fu poi distrutta dall'Imperatore Carlo II nel 1300. Se invece avesse continuato a prosperare formando un emirato e divenendo la Cordova d'Italia, alleata o addirittura suddita degli Ottomani, come sarebbe oggi l'assetto geopolitico e religioso della penisola italica? (se lo chiede Renato Balduzzi, che ha proposto questo sviluppo)

Filippo re e papa. Filippo IV il Bello di Francia riesce a prendere il controllo della Chiesa francese. Dopo la distruzione dei Templari riesce a far condannare la memoria di Bonifacio VIII per eresia e tirannia. Papa Clemente V stesso é minacciato dal messianismo del re di Francia, che lo accusa di essere capo dei Templari, e dunque sospetto di eresia. L’anno seguente convoca di sua autorità un concilio francese dove impone a tutti i vescovi di riconoscerlo come capo della Chiesa locale, secondo l’idea poi fatta propria da Enrico VIII. Clemente V lo scomunica ma senza risultati, perché l’esercito regio riapre le chiese come aveva fatto al tempo di Filippo II Augusto. Una spedizione militare fa prigioniero Clemente V, che muore poco dopo in prigione. Filippo IV si proclama luogotenente di Dio in Francia, presto seguito da altri re di Europa, nasce cosi una Chiesa frammentata e nazionale, e solo Italia, Portogallo e Spagna continuano ad obbedire al legittimo Papa di Roma. Quali gli sviluppi per il futuro? (un'idea decisamente giacobina di Perchè no?)

Il Papa a Bordeaux. Nel 1305 viene eletto papa Bertrand de Got, arcivescovo di Bordeaux, in Aquitania. Il nuovo pontefice prende il nome di Clemente V ed é molto legato al re di Francia: non é entusiasta di andare a catapultarsi nel bel mezzo dell'anarchia romana dell'epoca, e preferisce insediarsi altrove. Nella nostra timeline decide con saggezza di scegliere la neutrale Avignone, ma sembra che in un primo momento volesse insediare la sede di San Pietro nella sua Bordeaux. L'idea venne abbandonata con l'inizio delle tensioni tra Francesi ed Inglesi. Cosa succede se Clemente V é meno rispettoso della volontà di Filippo IV il Bello? Decide di ottenere un po' d'indipendenza insediando il papato in terra inglese, a Bordeaux. Quali sono le conseguenze di un papato sulla costa atlantica? Quale sarà il ruolo dei Papi di Bordeaux nelle vicende della guerra dei Cento Anni, durante i quali la sede pontificale potrebbe diventare un obiettivo di guerra? Il Papa non sarà controllato dal re di Francia, ma dal re d'Inghilterra. E se, mentre Bordeaux è contesa tra Francesi e Inglesi, ognuna delle due parti proclama un proprio papa? Il loro esempio potrebbe essere seguito da molti altri re, e si avrebbe la frammentazione del cattolicesimo universale in tante chiese nazionali. Riusciranno i conciliaristi a risistemare la situazione? Inoltre, il famoso vino francese Châteauneuf-du-pape sarà il prodotto delle migliori terre di Bordeaux al posto di un delizioso Côtes-du-Rhône... (sempre Perchè no?)

Sopravvivenza dell’ordine del Tempio. Dopo essere stati arrestati, Jacques de Molay e suoi templari sono rimasti inattivi, aspettandosi l'aiuto del papa. Tuttavia Clemente V, minacciato dal re di Francia, ha fatto ben poco per salvarli. Se Jacques de Molay si mostra più deciso e attivo, riuscendo a incontrare il papa e a difendere suo ordine, il re di Francia è obbligato a trattare. Così, nel concilio di Vienna é trovato un accordo: Clemente V deve abbandonare la guida diretta dell’ordine che é fuso con l’ordine degli Ospitalieri, il re di Francia e i suoi successori sono ammessi come templari di altro livello, con sede al consiglio dell’ordine. Dopo le accuse di Filippo IV i Templari si accordano per non lasciare più dubbi sulla loro pietà e iniziano una riforma durissima per ritornare alla regola di San Benedetto, lasciano l’attività bancaria, distribuiscono le loro ricchezze ai poveri, predicano e combattono in Europa per far rispettare la pace di Dio tra i signori e nel Mediterraneo per riconquistare la Terra Santa; con i loro sforzi l’impero latino di Costantinopoli sopravvive e i Balcani non saranno occupati dai Turchi. Questa Militia Christi diventerà la maggiore potenza della Chiesa, scegliendo i papi secondo i suoi rigidi criteri ed annientando tutte le eresie (soprattutto il movimento protestante del XVI secolo). Dopo la scoperta delle Americhe saranno loro a conquistare e ad evangelizzare il nuovo continente (seconda ucronia templare di Perchè no?)

La repubblica del Tempio. L’ordine emanato da Filippo IV di arrestare tutti i Templari del paese il venerdì 13 ottobre 1307 viene svelato ai Templari. Davanti all’emergenza, Jacques de Molay decide di agire senza parlarne al papa. Il giovedì 12 ottobre (che poi diventerà una data funesta) i Templari radunati nel “Tempio” (la fortezza dei Templari in Parigi) invadono il palazzo regio e arrestano il re per eresia e congiura contro la Chiesa; nello stesso momento i fedeli del re come Nogaret sono ammazzati. Clemente V riceve la notizia e fa celebrare un Te Deum in ringraziamento, perché Molay l’ha liberato dal suo peggior nemico. In poche settimane le precettorie templari prendono il controllo della Francia, arrestando gli ufficiali del re e i signori fedeli alla corona. Torturati, gli ufficiali raccontano come il re di Francia usava magia e adorava idoli diabolici, e come gli ordini di cavalleria siano corrotti, il motivo per cui la Terra Santa é stata persa. Nel 1308 Filippo Capeto é condannato e bruciato vivo a Parigi davanti al Gran Maestro Jacques de Molay e ai Templari del consiglio dell’ordine. Poco dopo il papa riconosce la Respublica Pauperes Commilitiones Christi Templique Salomonis, o Repubblica dell’ordine del Tempio. Questa repubblica sotto il controllo del papa diventa una grande potenza. Le sue numerose precettorie in tutta l’Europa ne fanno, più che un paese, un’organizzazione potente che riesce presto a controllare vasti territori. Il secolo seguente la stessa evoluzione riesce ad Est nel Territorio dei cavalieri teutonici, e nell’epoca moderna vediamo l’ascesa al potere dell’ordine di Malta nel Mediterraneo. L’Europa divisa tra i potenti ordini militari e alcuni signori potentissimi evolve verso una Cristianità unita e retta con mano di ferro dai monaci-soldati. L’ordine del Tempio con sede a Parigi é il più potente tra loro, controllando il papa stesso che è caduto sotto il potere dei Gran Maestri (terza ucronia templare di Perchè no?)

I Templari in America. Nel 1307, poco prima di essere arrestato, Jacques de Molay é cosciente del pericolo che l’ordine corre, sa che il e di Francia e il papa sono pronti a far fuori lui e tutti i suoi; così, ordina alla maggiore parte dei templari di preparare una grande flotta dove prendono posto la maggiore parte dei monaci-soldati e delle loro ricchezze. Molay subisce il martirio come nella nostra Timeline, ma venerdì 13 ottobre 1307 i soldati del re trovano le precettorie vuote: poche ore prima centinaia di navi guidate da Enrico di Saint-Clair prendono il mare per una destinazione sconosciuta. I templari usano misteriose carte trovate in archivi sopravissuti della biblioteca di Alessandria, e sbarcano su un continente sconosciuto. Li trovano regni e imperi pagani contro cui combattono, evangelizzano con la forza queste popolazioni e fondano uno Stato templare con sede nella fortezza di Castrum Christi. In meno di uno secolo creano un impero cristiano di monaci che va dalle montagne del Sud fino al grande fiume del Nord; presto gli indigeni cristianizzati diventano loro stesso i nuovi monaci templari e l’ordine si fonde con la popolazione. Si sviluppa così, un paio di secoli prima dell'arrivo di Caboto e di Verrazzano, uno stato analogo a quello dei cavalieri teutonici. Nel 1492 Colombo scoprirà un grande impero cristiano che non ha dimenticato il tradimento da parte del Papa: il XVI sarà un secolo di durissime guerre tra le due sponde dell’oceano... (quarta ucronia templare di Perchè no?)

Un'altra Birmania. Dopo il 1311 i cinesi riescono a mantenere le province di Chiengmien e Mienchung nell'attuale Birmania, sconfiggendo i re della dinastia Shan di Ava. Dopo il 1644 le due province divengono un santuario dei nostalgici Ming, i quali ne fanno una società fortemente cinesizzata che si mantiene distinta dalla Birmania. Dinastia che magari impedisce alla dinastia Konbaung di sottomettere i Mon. Quindi esisteranno tre stati separati. Mentre i francesi sottomettono la Birmania cinese ed i Mon, gli inglesi mantenegono indipendente la Birmania vera e propria. Con la decolonizzazione, la Birmania indipendente rimane un regno simile al Siam e la Birmania cinese avrà un'evoluzione simile al Vietnam (proposta da Enrica S.

La grande siccità del 1315. Sette settimane dopo la Pasqua del 1315, i campi appena arati di un'Europa fradicia di pioggia si trasformarono in laghi e pantani. A quanto racconta l'autore della "Chronicle of Malmesbury", il diluvio continuò per tutta l'estate e fino a settembre. Le grandi piogge di quell'anno ingrato si ripeterono nella primavera successiva, impedendo una regolare semina. Violente tempeste spazzarono il canale della Manica, i raccolti andarono male, greggi e mandrie si ridussero, i prezzi salirono, la carestia dilagò, ed in pochi anni un milione e mezzo di persone morì di fame e di epidemie collegate alla carestia. Sembrava davvero che l'ira di Dio si fosse scatenata contro i cristiani peccatori. Abitualmente si pensa che le piogge torrenziali degli anni 1315-1321 segnarono l'inizio della cosiddetta "Piccola Glaciazione", un periodo di generale raffreddamento del clima su tutto il pianeta, durato fino al 1860. Questo fenomeno non ebbe conseguenze unicamente climatiche, perchè di solito, nella lunga storia della civiltà umana, un periodo di peggioramento del clima agisce come uno sprone alla riorganizzazione sociale e all'innovazione tecnologica. Ai primi del Trecento, l'Europa era ancora un continente fondamentalmente rurale, e nove contadini su dieci erano ancora impegnati in un'agricoltura di mera sussistenza. Le asperità della Piccola Era Glaciale spinsero ad avviare una rivoluzione agricola, e fattorie molto più grandi e organizzate si diffusero in tutto il continente, mentre piante innovative come le rape e il trifoglio fornirono alle mandrie e agli uomini nuove garanzie contro la fame. Il surplus agricolo così ottenuto servì a sfamare città in notevole espansione demografica tra Sei e Settecento, permettendo di avviare la grande Rivoluzione Industriale. Nell'Europa Occidentale, solo la Francia restò arretrata nel campo della produzione agricola, e secondo vari storici fu proprio questa la causa del malessere sociale e della perdita di legittimità della monarchia che condusse alla Rivoluzione Francese. Inoltre il ghiaccio bloccò le vie di navigazione dei mari Artici, costringendo i Vichinghi ad abbandonare le loro colonie in Groenlandia e rimandando la colonizzazione dell'America del Nord; gli stessi ghiacci resero un miraggio l'esplorazione del Passaggio a Nord-Ovest e del Passaggio a Nord-Est fino almeno al secolo ventesimo, e la ricerca di questi passaggi stimolò tanto l'esplorazione del Nordamerica quanto quella della Siberia, mentre l'interno di Africa e Sudamerica restava praticamente sconosciuto anche in questo caso fino al secolo scorso. Il disastro di Carlo XII a Poltava nel 1709 e soprattutto quello di Napoleone a Mosca nel 1812 sono entrambi attribuiti da più d'uno alla severità delle condizioni climatiche del tempo nella pianura sarmatica, sufficiente anche per spiegare la corsa della Russia verso i "mari caldi" che la portò a scontrarsi con l'Impero Ottomano. George Washington poté prendere di sorpresa gli Inglesi ed aggiudicarsi la vittoria nella battaglia di Trenton proprio attraversando il fiume Delaware ghiacciato nella notte di Natale del 1776 (ma oggi il Delaware non ghiaccia più). Persino la proverbiale taccagneria degli scozzesi deriverebbe dalla necessità di razionare le magre risorse delle Highlands in periodi di inverni lunghi ed estati brevi. Ora, che accade se per qualche ragione invece la Piccola Glaciazione non ha luogo, e il periodo caldo iniziato verso il 900 d.C. si prolunga fino al presente? In quale modo radicale dovremo riscrivere la storia degli ultimi sette secoli? (un'imponente ucronia ideata da Enrica S. e da William Riker)

Anasazi. Secondo molti storici, la Piccola Era Glaciale determinò anche (con la siccità prluridecennale che ne accompagnò l'inizio) la fine della civiltà Anasazi nel Sudovest degli attuali USA (Pueblo Bonito, Mesa Verde e simili), che aveva raggiunto un livello paragonabile alle città stato dell'antica Grecia. Ma che accade se la civiltà Anasazi non crolla? Ancora un paio di secoli di periodo caldo medievale e arriviamo al 1500, con i primi esploratori anglo-franco-spagnoli che si trovano di fronte ad un florido regno del Vinland al Nord ed una Confederazione Anasazi al sud, magari collegati da scambi commerciali e soprattutto tecnologici: bastavano un po' di cavalli e la siderurgia... (proposta da Dario Faule)

I Francoaragonesi. La legge salica in Francia vuole che solo i maschi salgano al trono. Ma questa legge é un falso costruito da Filippo V per salire sul trono il 5 giugno 1316 alla morte di Luigi X di Francia detto l'Attaccabrighe, impedendo a sua figlia Giovanna di diventare regina e di sposare un principe straniero. L’ironia della storia vuole che questa legge impedirà alle figlie di Filippo V di salire sul trono, e ciò segnerà, dopo la morte di Carlo IV, la fine della dinastia capetingia diretta. Se però ella fosse diventata la regina Giovanna I di Francia? Ha sposato un principe francese, per di più possibile erede della corona di Francia: la leggitimità rimane dunque indiscussa. Con lei continua l’unione personale tra regno di Francia e regno di Navarra. Niente guerra dei Cent’anni, e tantissime altre conseguenze, una tra le quale é la più sorprendente. Nel XV secolo il discendente diretto di Giovanna I, e dunque erede delle corone di Francia e Navarra, é anche re di Aragona,, Ferdinando il Cattolico, che diventa Ferdinand I di Francia, Navarra e Catalogna. Grazie al suo matrimonio con Isabella si aggiunge la Castiglia. Giovanna la Pazza diventa Giovanna II di Francia, Navarra e Spagna (oltre alle conquiste americane) con capitale a Parigi, perché la famiglia é rimasta francese. Dunque Carlo V diventa Re di Francia, di Spagna, di Navarra e imperatore, creando un dominio continentale europeo, una monarchia unita sotto la casa capetingia-asburgica. Filippo II non eredita la corona imperiale ma l’Europa é governata da una sola famiglia; governando la Francia, egli può più facilmente conquistare l’Inghilterra. Un'Europa unita si volge ovviamente contro i Turchi. Con la riconquista nel XVII secolo dei Balcani nasce il Sacro Impero Europeo con doppia capitale tra Parigi e Vienna. Vi lascio immaginare tutte le conseguenze.... (opera di Perchè no?)

I Francosassoni/2. Filippo di Valois, erede di diritto della corona imperiale latina di Costantinopoli, prova a sbarcare in oriente ma muore senza figli. Anni dopo, alla morte di Carlo IV di Francia, ultimo Capetingio in linea diretta, i nobili in consiglio non vedono altra soluzione che accettare Edoardo III come re di Francia. Inizia una doppia monarchia senza la Guerra dei Cent’anni. Il re si insedia a Parigi anche se viaggia spesso a Londra. Ben presto l’Inghilterra diventa una provincia del regno di Francia (la maggior grande parte dei nobili era di stirpe francese). Una parte della tradizione parlamentare inglese s’introduce in Francia, ma il carattere di potenza regga permette ai Plantageneti di essere meno deboli. Negli anni seguenti Scozia e Irlanda, regni di poco rilievo, rimangono indipendenti anche se vassalli, i porti di Francia e Inghilterra si sviluppano in anticipo fondando una potenza marittima; sarà a Parigi che Cristoforo Colombo troverà l’appoggio necessario alla sua spedizione. Fioritura delle arti e delle città. L’arte italiana del quattrocento penetra in anticipo in Francia e Inghilterra. La peste nera fa migliaia di morti, ma la pace e il buon governo mantengono l’ordine. L’assenza di questa lunga guerra impedisce la nascita di un forte sentimento nazionale dalle due parti, lo Stato su modello feudale si mantiene più a lungo contro lo Stato moderno. Nel XVI secolo il re Enrico VIII (Henri VII di Francia) fa nascere una Chiesa anglo-gallicana e riesce a conquistare il titolo imperiale contro Carlo d'Asburgo (chi se non il francese Perchè no?)

Go Daigo/1. Go Daigo, il 96° imperatore giapponese che regnò dal 1318 al 1339, riesce a ristabilire il potere imperiale già nel XIV secolo. Niente shogun e nessuna guerra civile avrà luogo, mentre l'apertura verso l'esterno sarà maggiore, come pure la tolleranza verso i cristiani (ideata da Maggioriano)

Go Daigo/2. Le due corti del nord e del sud formatesi dopo la fuga di Go Daigo dal Giappone continuano a regnare separatamente. Abbiamo così due Giapponi l'uno profondamente diverso dall'altro, ed anche il Giappone risulta diviso in più stati come l'Italia... (ancora Maggioriano)

Ho ancora una freccia al mio arco. Pare che Franklin abbia affermato che, se i ribelli americani avessero avuto pratica con l'arco, la guerra d'indipendenza sarebbe durata la metà del tempo. In effetti, fino alla metà dell'ottocento, l'arco era un'arma migliore del moschetto: cadenza di fuoco più alta, maggiore precisione, flessibilità di impiego tattico, minore dipendenza dai rifornimenti... l'unico difetto era il lungo addestramento necessario per impratichirvisi. Il vantaggio degli inglesi nella Guerra dei Cento anni era appunto costituito dalla popolarità che l'arco aveva presso di loro: nei villaggi di campagna erano normali le competizioni di tiro a segno, e l'inglese medio imparava a maneggiare l'arma fin da ragazzo. Immaginiamo che questa tradizione non vada perduta con la rivincita francese... La combinazione arco-bombarda domina i campi di battaglia per quattrocento anni. I francesi iniziano a praticare il tiro con l'arco come i loro invasori, e ben presto la lotta fra le due nazioni è ad armi pari. L'arco lungo si diffonde nel giro di una generazione nelle fiandre, dove la possibilità di proteggere le corde dall'umidità endemica della regione lo rende superiore alla balestra ed al moschetto. Ben presto i contadini di mezza Europa praticano il tiro con l'arco come sport e come preparazione bellica. Nel Rinascimento italiano il tiro con l'arco viene inserito fra le discipline necessarie per una buona formazione umanistica. Michelangelo scolpisce una Diana che rimane fra le sue opere migliori. Cristoforo Colombo sbarca in America armato di arco e frecce, riuscendo a fare un'impressione migliore ai nativi, che conoscono quelle armi, mentre, ovviamente, ignorano il moschetto. La Spagna non decolla come potenza, perchè la formazione a Tercio, basata sull'uso di artiglieria leggera piuttosto che su quello dell'archibugio, viene messa in crisi dai plotoni di arcieri fiamminghi e dai mercenari italiani. Probabilmente Milano o Napoli diventano egemoni in Italia. L'Inghilterra rimane più legata agli affari Europei e probabilmente ritarda di qualche decennio la colonizzazione.  Senza l'uso dei moschetti le forze della Lega Santa sono sconfitte a Lepanto. Rinascita, almeno sul mare, della balestra, ed egemonia genovese nelle lotte contro i turchi. Altri sviluppi? (pensata da Iacopo)

L'Incompiuta Commedia/2. Secondo la leggenda diffusa da Boccaccio nel suo "Trattatello in Laude di Dante", quando l'Alighieri morì a Ravenna di malaria nella notte fra il 13 e il 14 settembre 1321, i suoi figli Piero e Jacopo non riuscirono più a trovare il manoscritto degli ultimi tredici canti del "Paradiso", che rischiò di restare incompiuto. Solo otto mesi dopo Jacopo avrebbe ritrovato i canti perduti in una nicchia del muro, nascosta da una tenda, seguendo le indicazioni del padre stesso, apparsogli in sogno. Sicuramente si tratta di una favola. Ma che accade se, per qualunque motivo, i Canti dal XXI al XXXIII del "Paradiso" vanno perduti? Si scatena subito il dibattito su come il Sommo Vate avrebbe voluto concludere il proprio capolavoro. Probabilmente sia Piero, sia Jacopo, proveranno a terminare loro la Commedia paterna, e può darsi che ci provino nei secoli anche Giovanni Boccaccio, Luigi Pulci, Angelo Poliziano, Torquato Tasso, e così via. Quali gli impatti sulla storia della letteratura italiana e mondiale? (geniale idea di Enrica S.)

Sardenya Català. Giacomo II d'Aragona detto il Giusto nel 1324 intraprese una vera e propria guerra di conquista in Sardegna e Corsica. Abbatté i giudicati sardi che fino a quel momento si erano retti come regni pressoché indipendenti e popolò alcune zone dell'Isola con cittadini provenienti dalle terre iberiche a lui sottomesse. Effetto di tale conquista, nei fatti proseguita fino a metà Settecento, pur sotto diverse dinastie spagnole, è ben visibile ancora oggi nella città di Alghero, definita la "piccola Barcellona" in cui la lingua catalana viene ancor oggi parlata e studiata. Mettiamo il caso che la catalanizzazione della Sardegna sia ancora più intensa tanto che non solo Alghero ma quasi tutta l'isola venga colonizzata da catalano-aragonesi: quali le conseguenze a medio-lungo termine? Dal punto di vista prettamente storico è inevitabile che il legame con la Catalogna storica sia ancora più vivo che nella nostra Timeline. Barcellona, più che Madrid o Toledo, sarà vista dai Sardi come l'ideale madrepatria a cui ricongiungersi, prima o poi. Le rivolte della Catalogna nel 1640-1652 avranno un forte riflesso anche sull'Isola. Una volta passata ai Savoia dopo la Guerra di Successione Spagnola, sarà anche per loro fonte continua di guai. Ancora di più che nella nostra linea temporale, i Sardi vedranno i Savoia come oppressori da cui liberarsi. Scoppieranno rivolte a non finire e non sarà da escludere un Pasquale Paoli in salsa catalana, pronto ad alimentare una guerra di indipendenza dal Regno Sabaudo. Naturalmente Napoleone o Murat coglieranno la palla al balzo e sottobanco alimenteranno questi aneliti indipendentistici a loro vantaggio. Con il Congresso di Vienna ed in seguito l'Unità d'Italia la Sardegna sarà, tra le Regioni del Regno, quella più disastrata anche a causa della poca voglia dei suoi abitanti di integrarsi col resto della Penisola. Durante il fascismo tutta l'Isola verrà italianizzata a forza, analogamente a quanto avvenuto in altre parti della Penisola come l'Alto Adige o l'Istria, e ciò alimenterà ancor di più aneliti secessionistici. Ovviamente nella guerra civile spagnola tutta l'Isola parteggerà per i repubblicani. Una volta instaurato il franchismo in Spagna l'isola costituirà una fonte di attrito per i due dittatori. Potrebbe addirittura spingere Franco ad intervenire nella II Guerra Mondiale al fianco degli Alleati, per poter poi avanzare rivendicazioni sull'isola. A fine guerra è assai probabile che la Sardegna, viste le sue peculiarità, possa davvero diventare indipendente, e magari farà da apripista per la sua stessa madrepatria. Così non sarà assurdo assistere, a franchismo finito, ad un referendum indipendentistico nella Catalogna spagnola che, una volta proclamata la sua indipendenza dal Regno di Spagna, si assocerà alla Sardegna che costituirà una delle sue Regioni autonome. Avremo così oggi un altro Stato mediterraneo assai forte, diretto concorrente di Italia, Francia e Spagna (by Never75)

Ezzelino Re d'Italia. Ezzelino III da Romano fu uno dei primi signori di fatto della storia medievale italiana. Fu un abile condottiero, riuscendo a sottomettere con l'appoggio imperiale quasi tutto il Veneto e buona parte della Lombardia, dove divenne vicario imperiale. Uomo di straordinaria crudeltà e disprezzo per i sacramenti, nel 1250 venne scomunicato dal papa Alessandro IV, che indisse una crociata contro i suoi domini per annientarlo e quindi indebolire il potere imperiale appena dopo la morte di Federico II. Man mano abbandonato dai suoi alleati storici, venne rovinosamente sconfitto a Cassano d'Adda, dove il tiranno morì in seguito alle ferite riportate in battaglia. E se invece Ezzelino riesce a passare dalla parte guelfa al momento giusto, cosa succede? Senz'altro dovrà ribaltare tutte le sue alleanze, che comunque gli si sono ritorte contro. L'ex amico Oberto Pelavicino sarà probabilmente uno dei primi a cadere: nonostante la resistenza della popolazione, Ezzelino conquista Milano e tutto il suo contado, spingendosi fino al Piemonte orientale. Da qui potrà attaccare altre città ghibelline, come Ferrara, estendendo il proprio dominio a quasi tutta la Pianura Padana. Avendo alla conquista della Lombardia già 65 anni, egli passerà in breve tempo i suoi domini al figlio Pietro, figlio del matrimonio con Selvaggia II, figlia di Federico II di Svevia. E' quindi probabile un altro cambio di bandiera e forse la restaurazione alla fine del Duecento del regno d'Italia imperiale sotto la dinastia dei Da Romano, con un pontefice ormai impossibilitato ad intervenire (pensata da Renato Balduzzi)

Posada. Quando il signore della Valacchia, Basarab I, si ribellò a Carlo Roberto d'Angiò, re d'Ungheria, questi mosse contro di lui con la sua armata, ma il 9 novembre 1330, mentre varcava i confini della Valacchia, il re cadde in un agguato, ricordato come la battaglia di Posada, e per lui fu la disfatta. Egli stesso riuscì a malapena a darsi alla fuga scambiando i propri abiti con quelli di un suo cavaliere. Questo evento segnò l'inizio dell'indipendenza della Valacchia. Ma se Carlo Roberto d'Angiò vince la battaglia ed estende la sua autorità fino al Mar Nero, come cambia la storia dell'Europa orientale? (se lo chiede Maggioriano)

La Prima Thule. Richard de Bury, vescovo di Durham e cancelliere di Edoardo III di Inghilterra, fu  spedito nel 1333 ad Avignone, per un'ambasceria presso Papa Giovanni XXII. Durante il soggiorno francese conobbe Francesco Petrarca. Tra le tante cose di cui parlarono, ricorda il poeta nelle sue "Familiares", vi fu la leggendaria Ultima Thule, la misteriosa terra al di là dell'Oceano. De Bury promise al Petrarca che, tornato in patria, avrebbe approfondito l'argomento, ma, preso dalla bibliofilia e dalle beghe politiche, se ne scordò. E se invece avesse perseverato nell'interesse? Con un Nord America scoperto e colonizzato dagli inglesi intorno al 1350, come cambia la storia? Allora la Spagna non c'era, era ancora divisa tra Castiglia, Aragona, Navarra e regno musulmano di Granada: anche il Sudamerica sarebbe stato conquistato dagli inglesi... (ecco la proposta romanzesca di William Riker)

Jayavarman IX, l’uomo che non amava i fiori. L’impero khmer é gia caduto in decadenza, é attaccato dai Thaï, dai Mon, dai Cham e altre minoranze che hanno ritrovato la loro indipendenza. La Gloria di Yasodharapura é gia lontana. Però la dinastia dei re-dio continua ancora fino a Jayavarman IX. Questo re viene assassinato nel 1336 dal suo giardiniere, Neay Trasac Paem Chay, che lo avrebbe ucciso per caso di notte, credendo di affrontare uno ladro: una storia troppo incredibile per essere vera. Ma se Jayavarman IX non passeggia nei suoi giardini, o se si mostra meno confidente? Neay Trasac Paem Chay era un uomo del popolo, il re-dio Khmer era il simbolo dell’unità del regno, aveva una grande importanza politica anche se non era più il grande imperatore di qualche secolo prima. Se la dinastia divina non finisce con Jayavarman IX, si può facilmente pensare che un piccolo regno Khmer centrato su Angkor sarebbe rimasto in piedi, mantenendo l’unità dell’attuale Cambogia, conservando il suo sistema di irrigazione e non abbandonando Angkor. Il regno, pur piccolo, sarebbe sopravissuto fino al XIX secolo, quando sarebbe caduto nelle mani della Francia. Questo impero Khmer avrebbe la stessa storia della Cambogia, e la stessa potenza. La differenza é che sarebbe un paese ricco di una storia millenaria, con una capitale straordinaria e non decaduta, una delle meraviglie del mondo, sempre capitale della dinastia divina (seconda ucronia Khmer di Perchè no?)

La Battaglia della Vorskla. Vitovt di Lituania sconfigge l'Orda d'Oro e libera la Russia dal dominio mongolo, rimettendo Toqtamysh al governo del khanato. Il risultato è che i Lituani unificano i principati russi, ad eccezione delle repubbliche mercantili del nord, con cui rimane un'alleanza strategica contro i Cavalieri Teutonici. Paradossalmente, col centro a Vilna anziché a Mosca, la Russia si espande molto più lentamente verso est; gli eredi dell'Orda d'Oro sopravvivono più a lungo, forse per sempre perchè dopo l'unione di Lublino (che in questa linea probabilmente è più favorevole alla Lituania-Russia) il regno è preso dalle questioni europee: la cultura russa sarà assai più ampiamente occidentalizzata (accettazione del concilio di Firenze?) La roccaforte del tradizionalismo ortodosso diventa allora la remota repubblica di Vjatka, la maggior parte dei cui sudditi sono Sirieni di lingua finnica, e che si espande fino allo Jenisej. Sicura la rivalità ottomano-lituana sul Mar Nero fin dal quattrocento, probabilmente i Cavalieri Teutonici vengono assorbiti e la Riforma arriva fino alla Moscovia. Non si sviluppa l'autocrazia degli zar o resta limitata a Mosca e Tver, se restano indipendenti . La crisi dovuta all'ipertrofia della piccola nobiltà avviene comunque, ma quale ne sarebbe la soluzione? Immagino o una rivoluzione cosacca o una spartizione della "Polonia" tra Austria, Prussia (o Sassonia) e uno stato più ad est, probabilmente Novgorod, che intanto è diventata una repubblica costituzionale, Tver' (se sopravvive) o forse la Turchia (Falecius qui ha dimostrato una conoscenza eccezionale della storia medioevale!)

John Wycliffe  (1320-1384) fu un riformatore inglese che, anticipando Lutero di oltre un secolo, propose un ritorno alla Chiesa delle origini, polemizzò contro la corruzione degli ecclesiastici e la pratica delle indulgenze.  Sostenne inoltre un fermo ritorno alla Sacra Scrittura come criterio ultimo per giudicare la stessa Chiesa, da lui definita la “comunità dei predestinati”. Le cose non andarono molto bene per John che fu condannato come eretico dal Concilio di Costanza (1415), e le sue ossa furono riesumate ed arse. Ma se le cose fossero andate diversamente, e Wycliffe avesse avuto un discreto successo presso la corte inglese, come Lutero la ebbe in Sassonia? L’Inghilterra si stacca prima da Roma (anticipando di un secolo e mezzo la decisione di Enrico VIII), e la Guerra dei Cent’anni assume sempre più le caratteristiche di una guerra di religione tra i Paesi rimasti Cattolici (Francia e Scozia) e quelli riformati (Inghilterra e i suoi possedimenti in Francia). D’altra parte però il Papato  (allora ancora residente ad Avignone, in Francia) avrebbe forse reagito prima alla minaccia protestante e per correre ai ripari avrebbe istituito urgentemente un Concilio della Cristianità, forse (perché no?) ugualmente a Trento. Con un Concilio convocato prima forse la Chiesa Cattolica avrebbe potuto affrontare meglio i problemi che già allora la assillavano, e con la sua ondata riformatrice avremmo evitato la lunga serie di papi nepotisti dei due secoli successivi. Con un clero più serio ed esigente ed una accurata politica pastorale, anche il “tifone” Lutero non sarebbe emerso. Probabilmente Lutero sarebbe potuto diventare cardinale e collaborare di persona alla riforma interna della Chiesa. Roma non avrebbe conosciuto i fasti  e i monumenti del Rinascimento e del Barocco che la contraddistinsero, ma di sicuro la Chiesa Cattolica ne avrebbe guadagnato di credibilità e anche la Cristianità Occidentale del XX secolo sarebbe rimasta tutta cattolica ad eccezione dell’Inghilterra e della maggioranza delle sue ex colonie: USA, Canada, Sudafrica, Australia ecc. (un'idea di Never75)

Kalmar. Come sarebbe cambiata la storia se l'Unione di Kalmar, guidata dalla Danimarca, fosse rimasta in piedi e se il principe Sten Sture fosse stato sconfitto subito dai Danesi? Avremmo avuto una Scandinavia unita che avrebbe avuto maggiori possibilità di opporsi alla Russia mentre, senza il pericolo dell'espansionismo svedese, i Danesi si sarebbero impegnati a fondo nella colonizzazione dello Sri Lanka, delle Nicobar e dell'India. Magari i Danesi si sarebbero sostituiti agli Olandesi in Indonesia (proposta da Maggioriano)

Il Duca d'Atene. Nel 1343 i Fiorentini non riescono a cacciare Gualtieri di Brienne, già Duca d'Atene, che anzi si assesta stabilmente al potere e riesce a trasmetterlo agli eredi, ed anticipa così di un cinquantennio circa la trasformazione di Firenze da Comune a Signoria. In questo caso avremo avere un Ducato di Toscana, già ricco di suo, che commercia stabilmente con la penisola greca posseduta dal Duca in unione personale. Così avremo il risorgere di una repubblica marinara toscana (con Livorno al posto di Pisa) che contende a Genova ed a Venezia i commerci col Levante. In caso di rivalità con Venezia, la Toscana si troverà in vantaggio, poiché Gualtieri controllava anche Lecce ed il Salento. Firenze dunque controlla l'accesso all'Adriatico, interrompendo i traffici della Serenissima. Un ducato di Toscana più forte a livello navale inoltre collaborerà più attivamente anche nella lotta contro i Turchi in accordo con le altre potenze europee, Venezia conserverà più a lungo i propri possedimenti marittimi e Costantinopoli non cadrà così repentinamente (made in Never75)

La Repubblica di Roma. Dopo il trasferimento del papato ad Avignone la città di Roma cadde in crisi, infatti tutti i suoi profitti venivano dalle donazioni al papato e dalle sue ricchezze. Approfittando della situazione il notaio romano Cola di Rienzo, nel 1346, dichiarò l'indipendenza della Repubblica Romana, definendosi "tribuno della plebe". Il suo progetto era quello di fondare una repubblica romana estesa a tutta l'Italia, ma non andò mai a buon fine. Cosa succede se Cola riesce nel suo intento? L'Italia potrà essere unificata con quasi cinque secoli di anticipo, ma per realizzare questo obiettivo Cola dovrà scontrarsi con l'Impero, la Chiesa e l'Aragona, senza contare Genova, Venezia, allora quasi delle superpotenze, e tutte le altre signorie e liberi comuni del centro-nord. Cola di Rienzo. Quest'ultimo però potrebbe estendere la sua influenza o verso nord o verso sud, consolidandosi almeno nel Lazio, in Umbria e nella bassa toscana. Il processo di unificazione potrà continuare ammesso che Cola di Rienzo riesca a stabilizzare le istituzioni repubblicane e a farsi riconoscere dalla Chiesa, se no prima o poi sarà organizzata una crociata contro la Repubblica romana. Cola di Rienzo riuscirà ad evitare tante guerre e a favorire il consolidamento di una monarchia nazionale in Italia, con grandi ripercussioni sulla storia europea e mondiale? (ideata da Det0 e da Ainelif)

Niente Peste Nera. La Peste Nera (così detta per il colore dei bubboni maligni) arrivò in Europa nel 1347 su una nave proveniente dal porto di Caffa, in Crimea, che via Costantinopoli attraccò al porto di Messina con a bordo cadaveri di appestati e soprattutto topi, che in breve tempo diffusero il contagio in città. Da lì partì un effetto domino che interessò in breve tempo l'intera Europa: si stima che un terzo della popolazione del continente morì. Ma se la nave fatale affonda prima di attraccare a Messina? Niente tregua nella Guerra dei Cento Anni, il suo esito potrebbe essere molto diverso. La popolazione europea continua a crescere, e forse sarà necessario anticipare le scoperte geografiche per trovare nuove aree di colonizzazione. Come conseguenza diretta la signoria feudale permane più a lungo: troppi contadini poveri obbligati ad obbedire alle pretese dei signorotti. Lo Stato centralizzato ha maggiore difficoltà a svilupparsi in Inghilterra e Francia contro i signori feudali, ancor oggi l’aristocrazia conserva maggiori poteri. La sovrappopolazione della nobiltà spinge ad altre crociate. Quando l’America viene scoperta, la pressione demografica si scarica più velocemente sulle Americhe, introducendo il feudalesimo nel Nuovo Mondo. Le foreste spariscono. Continuerà anche lo sfruttamento di territori agricoli poco o nulla produttivi, creando di lì a poco continue carestie: ad una "ecatombe di massa" si potrebbero sostituire tante ecatombi su scala ridotta, a meno che l'incremento della popolazione sia bilanciato da scoperte di nuovi fertilizzanti, o da una selezione artificiale più accurata delle piante (la genetica può nascere in anticipo). Ma soprattutto la mancata catastrofe umanitaria, che nella nostra Timeline generò la fine di un'intera epoca, non aggraverà la crisi economica già in atto, e la società tardomedievale non si destabilizzerà definitivamente, provocando quei fermenti che dalle nostre parti sono esplosi in guerre continue per tutto il '400 e in conflitti di religione (alcuni storici ritengono che molte sollevazioni popolari come il Tumulto dei Ciompi a Firenze nel 1378 furono provocati in ultima analisi dalla peste). Mancando l'accumulazione dei capitali nei sopravvissuti, anche l'economia sarà diversa. Boccaccio, non avendo ispirazione, non influenza la letteratura europea. Dal punto di vista artistico, poi, c'è una generazione di artisti senesi e fiorentini che non viene spazzata via. Artisti che in maniera molto empirica, come i Lorenzetti, cominciavano a studiare la prospettiva. Senza quella mattanza, il primo rinascimento si sarebbe verificato con una trentina d'anni di anticipo. E mancherà anche la componente oscura del Gotico Fiorito. Come si configurerà la transizione dal Medioevo alla Modernità? (quarta ucronia epidemiologica che nasce da un'idea di William Riker)

La Seconda Peste Nera. Avviene una mutazione del bacillo che causa la Peste dopo la prima epidemia verso il 1350. La mutazione avviene in Europa mettiamo verso il 1360, col continente impegnato a riprendersi dalla prima ondata epidemica, ed è spaventosamente letale, ma il bacillo mutato sopravvive male in climi troppo caldi o troppo secchi, cosa che gli impedisce di diffondersi troppo nelle regioni musulmane e nell'Europa Orientale. Immaginiamo una mortalità prossima all'80% nelle zone più colpite (fiandre, isole britanniche, Francia, Germania occidentale e centrale, Italia settentrionale, sud della Danimarca) e del 60% in Castiglia, Portogallo, Aragona, Italia centrale, Boemia, Polonia, Croazia, Svezia, Germania alpina, mettiamo il 40% in Ungheria, nel regno di Napoli e il 20% in Moldavia, Valacchia, Serbia, Bulgaria, Sicilia, Andalus, Lituania. In Finlandia, Russia, Grecia, Asia Minore i danni sono limitati. La civiltà europea non è completamente cancellata, ma colpita duramente sì. La popolazione è sconvolta e una buona parte della Spagna ritorna sotto il controllo degli emiri di Granada. Gli ottomani si espandono agevolmente nei Balcani dove la peste potrebbe anche disarticolare società e chiese locali favorendo la quasi completa islamizzazione della Bulgaria e forse della Serbia e dell'Ungheria, che sarà conquistata con un secolo d'anticipo. La civiltà europea, in ultima analisi, non riuscirà a conquistare il mondo. Come cambia la storia? (by Falecius)

Il Granducato di Venezia. E se il complotto di Marin Faliero nel 1355 non venisse sventato? Alla pari di altre città-stato dell'epoca, Venezia passerebbe da libero Comune oligarchico a una signoria, appunto quella dei Falieri. Come cambia la storia futura della Serenissima, elevata in questa ucronia a Granducato di Venezia? (pensata da Never75)

L'Imperatore Verde. Amedeo VI di Savoia, detto il Conte Verde, partecipò ad una delle ultime "crociate" contro i Turchi nel 1366, detta anche "Crociata del Mar Nero". La sua spedizione ebbe inizialmente grande successo: restituì Gallipoli all'Impero, liberò i Dardanelli dai Turchi e strappò numerose città e terre ai Bulgari. Inoltre riscattò il cugino Giovanni V Paleologo tenuto prigioniero dei Bulgari, che poté finalmente rientrare in città. In seguito Amedeo, disgustato dal clima generale di Costantinopoli ed interessato maggiormente ai suoi territori in Italia, decise di lasciare Bisanzio. Ma poniamo il caso che dia ulteriore seguito alla "Crociata". Potrebbe a questo punto decidere di fermarsi definitivamente a Costantinopoli e tentare di costituire una durevole alleanza cristiana con Ungheresi, Serbi e Slavi in grado di respingere i Turchi, che contemporaneamente devono combattere anche contro i Mongoli di Tamerlano. Forte della vittoria nel 1371, il "Conte Verde" non incontrerà particolari difficoltà nel destituire anche il cugino e proclamarsi lui stesso Basileus. In questo caso, forte degli aiuti provenienti dalle terre italiane, l'Impero Bizantino sopravvivrà e prospererà di nuovo. In compenso però i Savoia si disinteressano completamente della situazione italiana e si accontentano delle (poche) terre che già possiedono in Piemonte. L'unificazione italiana quattro secoli dopo, dovrà essere privilegio di qualcun altro (chi se non Never75?)

La Terza Roma è... Torino. Le relazioni fra bizantini e sabaudi divennero più labili a partire da Manuele II, per poi sparire. Ma se invece i due stati si mantengono fedeli con matrimoni e trattati vari? I sabaudi getteranno le basi del loro commercio ad Oriente, passando gratis dallo Stretto e difendendo i possedimenti bizantini in greci. Costantinopoli cadrà qualche anno più tardi e i suoi profughi, anziché migrare a Firenze, Roma e Napoli, fuggiranno in massa presso i loro alleati Savoia. Nizza, porto sabaudo avrà ben presto una consistente minoranza grecofona. Come cambia l'idea di restaurazione dell'Italia con i sabaudi diretti discendenti dei romano-bizantini? E il loro rapporto con le terre d'Oriente? (alternativa di Basileus TFT all'ucronia precedente)

Lo Stato della Città di Avignone. Durante il Medioevo il papa per qualche ragione rimane ad Avignone (per esempio Santa Caterina da Siena è in tutt'altre faccende affaccendata, e Roma è troppo decaduta per essere appetibile dai pontefici). Questo farà andare su tutte le furie il re di Francia, ma il Papa si sarà già conquistato i favori dell'Imperatore con cui ha barattato lo Stato Pontificio per la Provenza e al cuni territori limitrofi. Nel corso dei secoli la città di Avignone diviene il centro della cristianità in tutto e per tutto. La cattedrale di San Pietro sarà costruita lì da architetti francesi. Nell’epoca moderna la Chiesa evolve verso uno status più francese, le guerre di religione sono più violente ma il papato, come il resto della Francia, ne esce più tollerante; il Concilio di Nantes ammette la tolleranza religiosa e la conversione pacifica. Richelieu, ministro di Luigi XIII, riesce a diventare Papa. Durante la rivoluzione il Papa trova rifugio da qualche parte in Europa ma, dopo Napoleone, il congresso di Vienna crea uno Stato Pontificio esteso su tutta la Provenza. In Italia il Risorgimento é facilitato dall’assenza del Papa e riesce in anticipo. Nel 1871, alla caduta di Napoleone III, la terza repubblica ne approfitta per rioccupare la Provenza e anche Avignone, il Papa si rinchiude nel palazzo di Avignone fino agli anni trenta quando il governo di sinistra del Fronte Popolare firma i Patti Marsigliesi e crea lo Stato di Città di Avignone, il più piccolo Stato del mondo. Avignone viene occupata dai Tedeschi durante la guerra, facendo nascere gruppi di partigiani cattolici in Francia e in tutta Europa. Quando viene eletto Papà Giovanni Paolo II, un Polacco, é la prima volta che un non francese sale sul trono pontificio dopo molti secoli... (un colpo di genio del francese Perchè no?)

La repubblica dei Ciompi. Il governo formato dalla rivolta dei Ciompi resiste. Sarà un esempio per altre rivolte urbane in Italia e in Europa? E come cambieranno le guerre per il controllo della penisola? Potremmo aspettarci membri del patriziato fiorentino che sostengono il nemico pur di essere rimessi in sella, e propaganda ideologica fiorentina rivolta ai lavoratori delle città rivali. O magari i cittadini di Firenze, poveri e ricchi, si accorderanno per spremere ancora di più contado e città soggette. E un governo più "democratico" sarà ancor più vulnerabile alle ambizioni di Medici e Albizzi, o i Ciompi difenderanno il governo con una sorta di loro "virtù repubblicana"? (ideata da Toxon)

Severoslavia. Se inizialmente il Khan dell'Orda d'Oro tentò di limitare l'influenza di Mosca, quando l'ascesa del Granducato di Lituania cominciò a minacciare l'intera Russia, il Khan stesso, per controbilanciare la potenza della Lituania, rinforzò Mosca, consentendole di diventare una delle città più potenti della Russia. Ma, come sempre accade, l'Orda d'Oro si covò la classica serpe in seno, perchè nel 1380 il principe di Mosca Dimitri Donskoj condusse i russi ad una vittoria decisiva e devastante sui Mongoli nella Battaglia di Kulikovo. Da quel momento Mosca assunse un ruolo di primo piano nella liberazione della Russia dalla dominazione mongola. Ma che accade se il Khan dell'Orda d'Oro è più prudente e, applicando il classico "divide et impera", non favorisce nessuna città russa rispetto alle altre? Presumibilmente Dimitri Donskoj, se ci prova ugualmente, è sconfitto a Kulikovo. La decadenza dell'Orda d'Oro la porta comunque a fratturarsi in piccoli khanati e a scomparire a poco a poco, ma nessuna città riesce a prevalere sulle altre, e la Russia si trasformerà al più in una confederazione, che forse di chiamerà Severoslavia ("gli Slavi del Nord") in contrapposizione alla Jugoslavia balcanica (terza ucronia russa di William Riker)

Il Vino d'Arabia. Non tutti lo sanno, ma la pianta del caffé non è originaria del Sudamerica, dove oggi viene coltivata su latifondi immensi, bensì dell'Etiopia, da dove gli Arabi poi l'avrebbero trapiantata nella penisola arabica. Il suo nome scientifico è infatti Coffea arabica. Secondo alcuni il suo nome deriverebbe da Caffa, la regione dell'Etiopia dove ne furono scoperte le prime piante; secondo altri invece deriva dall'arabo qahwa, "eccitante". Siccome il Corano vieta di bere alcolici, gli Arabi prima e i Turchi poi lo bevevano in grande abbondanza (da cui il nome di "Vino d'Arabia"), e da Costantinopoli nel '500 cominciò a diffondersi in tutta l'Europa. Inizialmente la Chiesa ne osteggiò la diffusione perchè molti lo credevano un afrodisiaco, ma l'elezione al papato di Clemente VIII (che lo adorava) e la constatazione che poteva aiutare i monaci a restare svegli e pregare ne segnarono il trionfo, tanto che Totò annoverava 60 sigarette e 40 tazzine di caffé tra i suoi "vizi quotidiani". Secondo una nota leggenda, tutto sarebbe cominciato da un incendio che a Caffa incenerì alcune piante di caffé: la popolazione dei villaggi vicini fu attirata dall'aroma che ne scaturì e cominciò a tostarne i semi. Ma che accade se quell'incendio non scoppia e nessuno si rende conto delle qualità di quell'arbusto? Come cambia la storia del costume dell'ultimo mezzo millennio? (anche quest'ucronia a base di caffeina è di William Riker)

Tutta colpa del Bambino terribile. Uno studio recente basato su un esteso programma di studi dendrocronologici ha tracciato un dettagliato profilo dei maggiori periodi di siccità che hanno colpito l'Asia nell'ultimo millennio, ponendoli in relazione con variazioni nel fenomeno di El Niño, cioè il periodico riscaldamento delle acque superficiali in alcune aree del Pacifico. I ricercatori hanno esaminando oltre 300 foreste dalla Siberia all'Indonesia, dal Pakistan al Giappone, e le analisi sulla struttura degli anelli di accrescimento degli alberi hanno dimostrato inequivocabilmente che delle siccità catastrofiche intervallate da periodi di piogge monsoniche particolarmente violente protrattesi dal 1340 al 1360 e poi dal 1400 al 1420 hanno portato al collasso definitivo dell'Impero Khmer. Ma che accade se in quel periodo il clima sulla regione asiatica e pacifica è più mite e l'Impero Khmer non collassa del tutto, sopravvivendo seppur ristretto a una parte della nostra Cambogia? All'arrivo dei Portoghesi ai primi del '500 il suo sovrano si cattiva il favore dei nuovi venuti convertendosi al cattolicesimo insieme al suo popolo e facendo di Angkor una grande base per il commercio portoghese delle spezie. Quando il Portogallo viene occupato da Filippo II, il re (non più dio, ma solo re-sacerdote) Khmer si affretta a riconoscere la supremazia di Madrid, che come nel caso delle Filippine durerà per secoli. Con l'aiuto spagnolo lo stato Khmer si allarga nuovamente ai danni dei vicini, per poi passare sotto il controllo statunitense dopo la guerra ispanoamericana. Indipendenza del paese nel 1949, contemporaneamente a quella di Manila, ma il ricostituito regno Khmer, cattolico e filoamericano, diverrà la base privilegiata di Washington per la guerra del Vietnam, con la conseguenza dell'estensione fin da subito ad esso della guerriglia Vietcong. La Cambogia fungerà da quinta colonna filoamericana sul continente, dove gli americani ripiegheranno nel 1975 dopo l'espulsione dal Vietnam: Pol Pot non prenderà mai il potere, e la Cambogia oggi sarà il più fedele alleato USA nella regione, anche se probabilmente dovrebbe sorbirsi un dittatoriello "nero" come il Marcos filippino o il Duvalier haitiano. In ogni caso tutta la Guerra Fredda prenderebbe un'altra piega se Gerald Ford sostenesse che "non ce ne siamo andati del tutto dall'Indocina grazie al nostro amico imperatore Khmer che ha sempre fatto da argine contro il bolscevismo ecc. ecc."... (terza ucronia Khmer di William Riker)

La Città Libera di Trieste. Nel 1382 la città di Trieste con un atto ufficiale richiede la protezione politica dell'Austria come garanzia contro le continue intrusioni di Veneziani ed Aquileiesi. Per l'amministrazione del libero comune cambia davvero poco, l'Austria si limita ad inviare un capitano per la riscossione dei tributi e per la difesa: cambierà invece davvero molto negli anni successivi, specie a metà `800 con la questione irredentista. Poniamo invece il caso che Trieste non scelga di affidarsi all'Austria e rimanga indipendente. Se riuscirà a garantirsi la completa libertà anche in futuro, potrebbe rimanere un libero comune o una repubblica marinara che dir si voglia, come la più meridionale Ragusa. In questo caso dopo il Congresso di Vienna potrebbe essere assegnato proprio all'Austria, più che altro per vicinanza geografica. Potrebbero scattare fin da subito i moti irredentisti che però, a differenza della nostra Timeline, punteranno ad un'autonomia reale più che ad un assoggettamento ai Savoia. Prenderà piede l'idea di una Trieste indipendente come città stato, grazie al non troppo disinteressato intervento della Gran Bretagna. Trieste diventerà un porto franco di prim'ordine e, più recentemente, un ottimo paradiso fiscale. Rimarrà molto probabilmente neutrale durante la Prima Guerra Mondiale e sarà una delle tante terre irredente rivendicate dal fascismo. Magari, anziché la Francia o la Grecia, potrebbe essere proprio Trieste la prima "conquista" del Duce durante la guerra. Se però la flotta inglese accorrerà in tempo, Trieste potrebbe essere liberata in tempi assai più brevi e da lì ripartire per uno sfondamento in territorio italiano. Magari l'armistizio (o la pace separata) potrebbe essere firmata molto, molto più presto! (un'ucronia triestina di Never75)

Trieste veneziana. Alternativa all'ucronia precedente. Supponiamo che il Libero Comune di Trieste venga fagocitato da Venezia alla pari di altri centri friulani, istriani o dalmati. In questo caso seguirà i destini della Serenissima fino a Campoformio. Una notevole differenza con la nostra Timeline sarà il fatto che l'Austria non solo non avrà un porto sul Mediterraneo, ma nemmeno uno sbocco sul mare fino a metà '800! Questo cambierà tutta la politica asburgica sul Continente. O si interessa di più allo scenario "adriatico" (e quindi combatterà più spesso contro Venezia che contro i Turchi), oppure si rassegna a rimanere una potenza continentale senza sviluppare una flotta. Tutti particolari che avranno un'importanza decisiva nella "questione balcanica" di metà '800 (seconda ucronia triestina di Never75)

Les Viennois. La dinastia dei Delfini del Viennese non si spegne nel 1349, per poi passare nelle mani del figlio primogenito del re di Francia. A questo punto Amedeo VI è impegnato tutta la vita contro di loro, magari anche con successo. Cosa più importante, lascia Giacomo Savoia Acaia in pace e per i fatti suoi, prestandogli molta meno attenzione. Giacomo è un tipo accorto e tiene una politica piuttosto pacifica nei confronti dell'oriente. L'unico suo pervicace nemico sono i Saluzzesi. Ad ogni modo, alla fine arriva comunque a scontrarsi contro Visconti e Monferrini, perdendo, purtroppo per lui, Ivrea. dopo di che diventa un fedele alleato dei Visconti. Amedeo rogna un po', ma preferisce continuare le sue campagne verso la Francia. Giacomo Accoglie anche diversi mercenari inglesi che insedia a Staffarda e che diventano il nerbo del suo esercito. Il confine visconteo è sulla Dora, non sul Sesia. Lombardia più grande e senza potenziali nemici a ovest significa Visconti più potenti e pericolosi. E anche Sforza più potenti e pericolosi, dato che hanno una base di potere un po' più larga. Magari Bergamo Crema e Brescia rimangono milanesi, per minor voglia dei veneziani di impegnarsi a fondo (nessuno attacca da ovest a tradimento, perché Monferrato e Acaia diventano succursali milanesi indirette (o forse il Monferrato finisce per essere pappato, non improbabile) e piuttosto tranquille). I Savoia entrano a capofitto nelle beghe dell'ultima fase della guerra dei cent'anni e diventano alleati di ferro dei borgognoni e ottimo contraltare all'ascesa degli svizzeri. Gli equilibri politici italiani saranno diversi: Firenze non sarà alleata di Milano e ostile a venezia ma più equidistante. Napoli graviterà più verso la madrepatria Aragona e tenterà meno colpi di testa in centro italia. I Veneziani saranno forse un po' più reattivi sul mare e cercheranno di arginare con più decisione l'avanzata ottomana (anche perché la guerra contro Milano finisce prima)...e forse saranno meno odiati e invidiati da tutte le altre potenze italiche. Insomma, per farla breve, la lega italica, una delle più grandi barzellette create dalla politica italiana, funziona un po' di più, perché l'unico che ha davvero interesse a farla funzionare per bene e farla rispettare (la Milano Sforzesca, appunto, per paura delle pretese francesi e asburgiche sul ducato), sa incutere timore a sufficienza da mettere in riga i compagni di scuola... (geniale idea di Paolo Maltagliati)

Nicopoli. Giovanni Hyuday vince la battaglia di Nicopoli nel 1396 e le forze occidentali sconfiggono quelle turche. L'impero Ottomano è costretto a ritirarsi in Asia e verrà sottomesso dai timuridi. L'Ungheria ascende a superpotenza militare e politica dei Balcani, non c'è l'unione con l'Austria (perchè non si ha nessuna Mohachs) ed anzi vede rafforzarsi la monarchia. L'impero non passerà mai agli Asburgo (proposta da Filobeche)

Armagnacchi e Borgognoni. La guerra civile in Francia tra le fazioni degli Armagnacchi e dei Borgognoni (1407-1415) si risolve alla fine a tutto vantaggio di quest'ultima. Filippo II il Buono si fa quindi proclamare Re di Francia, come fece di fatto il padre Giovanni Senza Paura, ed unisce il Ducato di Borgogna alla Francia stessa. Le conseguenze sono molteplici. Innanzitutto, visti gli ottimi rapporti tra Borgognoni ed Inglesi, non è immaginabile una guerra tra di loro, ma piuttosto è plausibile un accordo, che garantisca i possessi inglesi già conquistati sul Continente ed al tempo stesso l'indipendenza della monarchia francese. Poi le priorità politiche cambiano: i Borgognoni erano molto più interessati a dare una certa continuità territoriale ai propri possedimenti che ad acquisirne di nuovi in Italia o nei territori occupati dagli Inglesi, di cui erano stretti alleati. Concentrerebbero perciò tutti i loro sforzi militari contro gli Asburgo e gli Svizzeri costituendo in pratica un vero e proprio Impero esteso dai Paesi Bassi alla Provenza, di conseguenza comincerebbero da subito le esplorazioni extraoceaniche strappando il primato ai Paesi Iberici, mettendo subito in crisi la potenza della nascente monarchia spagnola (proposta da Never75)

Concilum super Papam. Papa Martino V non riesce ad avere l'appoggio dell'Imperatore Sigismondo nell'avanzare le tesi del primato papale sui cardinali, e di conseguenza il Concilio di Basilea si conclude con l'affermazione che il Concilio ha un'autorità superiore a quella del Papa. Un papa più indebolito nei suoi territori ed alla mercè dei cardinali favorisce nel seguito una penetrazione del protestantesimo anche in Italia, permessa anche da qualche cardinale più progressista e da qualche principe italiano (penso soprattutto alla calvinista Renata di Francia, duchessa di Ferrara ed intima amica di Michelangelo). Di conseguenza nemmeno la nostra Penisola viene risparmiata tra Cinque e Seicento dalle guerre di religione, e tutto ciò creerà un'ulteriore differenziazione anche religiosa tra gli italiani stessi (ancora Never75)

Allobrogi. Gli Allobrogi erano un'antica tribù celtica che prese parte alle guerre di Giulio Cesare in Gallia; meno noto è il fatto che essi sopravvissero sulle Alpi Graie fino al XIV secolo, prima di estinguersi. Che accade se essi sopravvivono fino al presente, come ad esempio i Walser, e creano un loro stato che ostacola la penetrazione del dominio sabaudo in Piemonte? (pensata dal Marziano)

Le Olimpiadi dell'Era Medievale. La riscoperta delle lettere classiche nella grande stagione dell'Umanesimo fa sì che l'idea delle Olimpiadi venga ripresa dagli stati italiani già nel '400. Le Olimpiadi vengono istituite come giochi pan-italiani tra tutti  gli Stati della penisola, come a ribadire l'ideale unità della Penisola, se non politica almeno "intellettuale". È possibile anche che le gare che già tradizionalmente si tengono nelle diverse città-stato Italiane assumano delle caratteristiche "Internazionali" nell'ambito delle Nuove Olimpiadi. Ad esempio al Palio di Siena gareggeranno rappresentanti e cavalli non solo delle contrade senesi, ma di tutta Italia. Idem per il "calcio fiorentino" o per la gara delle Gondole a Venezia. Sarebbe senz'altro un modo intelligente per far convivere atleti di nazioni (allora) diverse e far ritrovare un minimo senso di unità ed appartenenza, e magari, parafrasando il D'Azeglio, gli Italiani si farebbero prima! Però, dopo le "Guerre d'Italia" questa idea ci verrà rubata dalle potenze conquistatrici (Spagna in primis) che vorranno esse pure partecipare ai Giochi. In questo caso ben presto i Giochi diventeranno Paneuropei, ed ogni Nazione li vorrà organizzare a casa propria. Facile immaginare i maneggi di Napoleone per poterli ospitare a Parigi e le bizze di Re Giorgio per non essere riuscito a fare altrettanto! (seconda ucronia olimpica di Never75)

L'Impero Chachapoya. Pochi oggi conoscono il nome dei Chachapoya, popolo precolombiano che verso l'800 d.C. migrò dal bacino del Rio delle Amazzoni verso le regioni dell'attuale Perù nordorientale. I Chachapoya furono denominati dagli Incas "popolo delle nuvole", per via della loro abitudine di erigere insediamenti su alture di montagna e su crinali spesso avvolti dalla nebbia. Gli Incas, che li sottomisero verso il 1400, li descrivono come guerrieri dalla pelle e dai capelli chiari, ed il cronista spagnolo Pedro Cieza de Leon scrisse che "i Chachapoyas erano indiani bianchi; i loro occhi erano blu; erano bianchi quanto gli spagnoli..." Purtroppo le epidemie importate dall'Europa dai Conquistadores li falcidiarono fino all'estinzione. Di loro ci restano solo le mummie e i grandi resti architettonici, in particolare la colossale fortezza rocciosa a Kuelap e la necropoli di Ravesh, entrambe studiate nell'ottocento dall'antropologo austriaco Charles Wiener. Siccome non esistono riferimenti scritti, la loro lingua e' andata persa irrimediabilmente e si sa molto poco di questo popolo: si pensa si trattasse di una confederazione di piccole nazioni, unite da un'alleanza politica e da caratteristiche culturali comuni(lingua, ceramica, abitudini di sepoltura e stile architettonico. Ora, che accade se sono i bianchi Chachapoya a sottomettere gli Incas e a costituire un forte stato nel Perù? Come reagiranno gli Spagnoli quando arriveranno e si troveranno di fronte non dei presunti "selvaggi" di cui si discuteva persino se avessero l'anima, ma dei bianchi come loro? (pensata da Renat1 e da William Riker)

Felicità Mancata. Yongle ("Felicità Perpetua"), il terzo imperatore della dinastia Ming che spostò la citale da Nanchino a Pechino, era un usurpatore: infatti aveva tolto il trono al legittimo imperatore, Zhu Yunwen, che per i suoi gusti era troppo legato allo studio e poco alla difesa dai popoli che premevano al confine. Ma se Yongle si comporta bene e l'imperatore Zhu Yunwen rimane sul trono? Ridarà il titolo di capitale a Pechino? Costruirà un opera imponente come la Città Proibita, che nella nostra timeline è stata proprio costruita da Zhu Yunwen? (nuova idea di Camillo Cantarano)

Addio a Tamerlano. Nel 1402 Tamerlano sconfisse i Turchi ottomani ad Ankara. La loro espansione in Europa ebbe un notevole periodo di stallo. Se tuttavia i Turchi avessero vinto anche questa battaglia, cosa avrebbero potuto conquistare nel corso del XV secolo? (se lo chiede Renato Balduzzi)

Tamerlano a Bisanzio/1. Il discendente di Gengis Khan, dopo la sconfitta e la cattura di Bayazid, e dopo aver ridotto a vassallo il suo Impero, decide non di invadere la Cima, ma si rivolge subito verso l'Anatolia, marciando su Costantinopoli: la preda è troppo ambita ed il rischio di insuccesso minimo. Ad assediare la capitale bizantina adesso sono i Mongoli anziché i Turchi. Nonostante l'intervento di qualche contingente europeo, il destino della città è segnato. Dopodichè Tamerlano comincia ad invadere l'Europa Orientale, ma muore improvvisamente. Nel vuoto di potere creatosi, si avvantaggiano immediatamente i suoi avversari. Non è incredibile un'alleanza tra Turchi ed Europei per cacciare i Mongoli nelle loro terre. Il possibile "patto" potrebbe prevedere la Costituzione di un regno cristiano comprendente Bisanzio, Trebisonda e qualche lembo di Peloponneso, oltre alla città santa di Gerusalemme in mano ad un sovrano occidentale appartenente a qualche ramo cadetto delle principali famiglie europee. Francia, Impero, Venezia e Polonia attaccano i Mongoli da Ovest, mentre da Est, in una manovra a tenaglia, l'attacco verrà dai Turchi e alleati. Una volta liquidati costoro, l'Impero Turco arrotonderà ulteriormente i propri confini verso Est e, in base ai patti stipulati con gli occidentali, rispetterà la neutralità del neonato Impero Bizantino (pur di molto ridimensionato) come stato cuscinetto tra Oriente ed Occidente. Rimane da vedere quanto la convivenza tra fazione cattolica e quella ortodossa nella nuova "Bisanzio" possano assicurare l'unità dello stato, senza creare scissioni dello stesso favorendo altresì la sua conquista da parte di Europei o Turchi. Oppure, anziché ricostituire Bisanzio come Impero, Turchi e Cristiani Cattolici se lo dividono in due. La stessa capitale viene divisa: la sponda europea (con la Grecia) ai Cristiani, e quella Asiatica ai Turchi (altra idea di Never75)

Tamerlano a Bisanzio/2. Alternativa all'ucronia precedente. Bisanzio si dichiara alleata di Tamerlano ed, in cambio dell'indipendenza, accetta di pagare ai Mongoli il tributo che prima doveva al Sultano. Tamerlano allora termina la conquista dell'Asia Minore e dona come "omaggio" al Basileus una parte dell'Anatolia sottratta ai Turchi. Si può così ricomporre parzialmente l'Impero Bizantino (pur tributario dei Mongoli) in una situazione piuttosto simile a quello dei Principati Russi di quegli anni. Con la morte di Tamerlano, si scatenano aspre guerre di successione, ma il vuoto di potere e di relativa tranquillità dagli attacchi Turchi danno tempo al Basileus di organizzare un esercito decente, grazie anche ai nuovi territori acquisiti, in modo da respingere i Turchi in eventuali tentativi di conquista. Oltretutto i Turchi, una volta sottomessi ed umiliati dai Mongoli, possono faticare molto di più che nella nostra Timeline a ricompattarsi e a ricostituirsi come nazione unitaria, dando ulteriore tempo al Basileus di accordarsi con l'Occidente in una eventuale guerra di difesa (ancora Never75)

Padovani Gran Signori. Nel 1404 Francesco Novello Carraresi viene ucciso in battaglia dai veneziani: è la fine della signoria carrarese in Veneto. Ma se invece sono i veneziani ad essere sconfitti, fra Padova e Venezia nasce un sostanziale equilibrio, che porterà Venezia ad essere la città più potente del Veneto dal punto di vista marittimo (forse espanderà ancora di più il suo impero, diventando una seconda Cartagine a spese di regni vicini e lontani) e Padova la più potente dal punto di vista terrestre, con un dominio comprendente Veneto (esclusi i territori di Venezia), Trentino e parte di Lombardia e Romagna. Potranno fare fronte comune contro un nemico temibile come Napoleone, e Padova potrà essere ricompensata con la Lombardia, unificando il nord Italia. Infine si opporrà al regno di Sardegna, preservando in parte la sua indipendenza. E chissà come saranno i nostri politici (molti dei quali provenienti del nord Italia) sotto una signoria! (ancora Camillo Cantarano)

Timur lo zoppo. La fortuna dei Cinesi fu che nel 1405 nessuno aveva ancora inventato le giacche a vento: se quel gelido inverno Timur Leng ("lo zoppo") alias Tamerlano, che si considerava discendente di Gengis Khan, non viene stroncato da una polmonite mentre attraversa i monti dell'Asia centrale per invadere la Cina con il suo esercito, i suoi Mongoli riconquisteranno facilmente quella terra da cui erano stati cacciati circa quarant'anni prima. Tenendo conto della posizione geograficamente più "centrale" per un attacco all'occidente rispetto alle truppe di Gengis Khan e di Kubilay Khan, ed il fatto che Timur lo Zoppo era mosso anche dalla motivazione religiosa di essere la "spada dell'Islam", si può immaginare, oltre alla conquista della Cina, quella degli Arabi, del Nordafrica e dell'Europa Orientale da parte di Tamerlano (proposta da Bhrg'hros e da Matteo Nardella)

Due imperi ottomani. Dal 1402 al 1413 l'Impero ottomano fu sconvolto da una guerra civile, che vide i tre figli del precedente sultano combattere fra loro per il controllo dell'Impero. I due principi più importanti furono Mehemet I, che regnò nei territori asiatici degli ottomani e aveva capitale a Bursa; e Musa, che regnò nei territori europei con capitale Adrianopoli. Nonostante Musa avesse l'appoggio dei bizantini, fu sconfitto e ucciso. Ma che accade se i due fratelli decidono di spartirsi l'Impero in maniera più o meno pacifica? I bizantini riceveranno come ricompensa la città di Gallipoli, mentre avremo due bastioni turchi rivali: uno incentrato in Asia ma con un piede pronto a penetrare nei territori greci e europei; l'altro incentrato nei Balcani e diretto ipoteticamente in Italia e Ungheria... come cambia la storia? (ce lo domanda Basileus TFT)

Colonialismo alla cinese. La Cina, intorno al 1400, aveva una forte flotta marittima perlopiù mercantile che controllava l'Oceano Indiano. Zheng He (1371-1434), eunuco reale e compagno di giochi del principe Zhu Di, fu incaricato da quest'ultimo, una volta divenuto Celeste Imperatore, di intraprendere una serie di viaggi di esplorazione lungo le coste del Mare della Sonda e dell'Oceano Indiano. Zheng He partì con una flotta immensa (317 navi con 28.000 soldati a bordo), tra il 1405 e il 1433 esplorò l'Indonesia e l'Oceano Indiano, e raggiunse addirittura l'Africa Nera. Inspiegabilmente, però, i successivi imperatori della dinastia Ming decisero di porre fine ai viaggi di esplorazione e di proibire i traffici marittimi di lungo corso, permettendo ai pirati di spadroneggiare sempre di più sulle coste meridionali dell'Impero cinese. Ciò farà pendere a favore degli europei la bilancia del dominio mondiale nell'epoca delle grandi scoperte geografiche: quando i Portoghesi giungeranno nell'Oceano Indiano, troveranno sgombra da concorrenti la Via delle Indie. Ma che accade se la politica cinese muta indirizzo, e gli imperatori decidono di intraprendere una conquista di tipo coloniale in tutti i mari loro circostanti? Oggi l'Africa sarà quasi totalmente sinofona, e così l'Australia, e sicuramente saranno fondati empori e piccole colonie cinesi anche sulle coste atlantiche e mediterranee. Il Portogallo non avrà molte chance di espandersi. Anche la Spagna, potendo comunicare con la Cina restando dov'è, non avrà il "movente" per salpare verso l'ovest. L'America sarà scoperta dai Cinesi, che quindi, non avendo degni competitori, ne avranno probabilmente il monopolio. Non avendo l'America da colonizzare, l'Europa si troverà in una situazione di netta inferiorità finanziaria rispetto alla Cina, e quindi difficilmente potrà intraprendere il cammino che l'ha portata ad essere padrona del mondo. Le varie monarchie europee e gli stati islamici, trovandosi di fronte ad un avversario così forte e temibile, si coalizzeranno dando luogo a un revival dell'Impero Romano che, analogamente alla nostra Cina, combatterà strenuamente contro la penetrazione cinese e solo intorno al 2000 inizierà uno sviluppo di tipo scientifico-industriale, sempre ammesso che tra i Cinesi nasca un Galileo Galilei (avanzata da Renat1 e da Renato Balduzzi)

La Prussia in anticipo. Il 15 luglio 1410 si combatté la battaglia di Tannenberg tra l'alleanza polacca-lituana, coadiuvata dai cechi, ruteni e tatari, sotto il comando del re di Polonia e granduca di Lituania, Ladislao II di Polonia (circa 30.000 unità) e le forze dell'Ordine Teutonico e alcune unità provenienti dall'Europa occidentale (circa 20.000 soldati) comandati dal Gran Maestro dell'Ordine Teutonico Ulrich von Jungingen. Oggetto del contendere era il possesso della Samogizia lituana che era inserita come un cuneo nelle regioni soggette all'Ordine e ne separava la parte orientale da quella occidentale. I cavalieri teutonici furono sfavoriti dal maltempo che impedì di prendere di sorpresa l'esercito polacco che marciava su Marienburg. Inoltre il campo di battaglia allagato rese inefficace la loro cavalleria pesante. Ammettiamo invece che il tempo sia bello e che i Teutonici diano una clamorosa disfatto ai polacchi lituani, creando da inizio quattrocento uno stato autonomo dai vicini che comprende la prussia reale, la Masovia, la Samogizia e la Livonia: come cambia la storia? (questa è di Bhrg'hros)

Stefano Dusan. Stefano Dusan crea un impero serbo duraturo che sostituisce quello di Costantinopoli, organizza una crociata, annienta i Turchi e, con l’aiuto di Venezia, si espande anche verso Nord, strappando i territori abitati da Slavi nel Regno d’Ungheria (Croazia e Coste Dalmate). Con la costituzione di una Grande Serbia in cui gli Slavi del Sud (Bulgari, Croati, Serbi e Macedoni) convivono per molto tempo, si garantisce in futuro anche una certa unità etnica tra i diversi popoli, e la loro unità nazionale regge meglio le prove del tempo: la Jugoslavia rimarrà sostanzialmente unita anche dopo il 1991 (proposta da Filobeche e da Never75; ecco il trailer di Basileus TFT)

Visconti/10. Gian Galeazzo Visconti sconfigge Venezia ed il Papa, annette il Regno delle Due Sicilie e crea uno stato nazionale italiano con capitale Milano già ai primi del quattrocento (decima ucronia viscontea proposta da William Riker e da Homer; ecco la proposta di quest'ultimo. Una variante è la Bruscodorneide di Bhrg'hros)

Visconti/11. Alternativa semplificata all'ucronia precedente. I Visconti nel XIV secolo riescono ad unificare totalmente la Lombardia (intesa in senso antico, ossia il bacino padano), sottomettendo anche le repubbliche di Genova e di Venezia. Con gli introiti delle due città marinare il regno prospererà, facendo diventare i Visconti una delle dinastie più potenti d'Europa. Tra le mosse che probabilmente faranno, la prima sarà stata quella di guadagnare i favori del Papa progettando a quattro mani l'invasione e la spartizione della Toscana, in modo da allontanare la minaccia pontificia di un'espansione verso nord. Altro fronte a cui sicuramente i regnanti lombardi guarderanno sarà stato quello provenzale, ancora per poco indipendente, ma quanto basta per allontanare dal Mediterraneo il dominio francese. Nel corso dei secoli, la Lombardia potrà divenire anche una potenza coloniale attraverso Venezia (undicesima ucronia viscontea ideata da Renato Balduzzi)

Rinascimento senza Medici a Firenze. Nella battaglia di Anghiari vincono i milanesi. I fuoriusciti fiorentini rientrano in città, uccidendo Cosimo e figli. Che accade? (l'ennesima ottima proposta di Lord Wilmore)

Ladislao re d'Italia. Ladislao di Durazzo, colui che tra l'altro adottò per primo adottò il motto "Aut Caesar, Aut Nihil", dopo aver occupato gli stati pontifici e dopo aver messo sotto assedio Firenze, riesce ad invadere la pianura padana sfruttando il vuoto di potere creatosi all'epoca in Italia del Nord; non muore avvelenato nel 1413 ma, dopo essersi creato una solida base di potere in Italia, recupera il possesso dell'Ungheria cacciandone i Lussemburgo, avvia una politica antiturca ed antiaragonese, con primo obiettivo la Sicilia ed eventualmente alleanza con gli Arborea in Sardegna, la quale diventa nazione omonima. Se le risorse dello stato angioino sono tali da poter soddisfare la sua ambizione, come cambia la storia? (ideata da William Riker)

Giovanna la Saggia. Giovanna II di Napoli è detta anche la Pazza, come la sua omonima spagnola vissuta un secolo dopo. Di certo mancò di acume politico, e anche se gli eccessi a lei attribuiti sono probabilmente solo leggende, diede più importanza ai suoi amanti che alle faccende del regno. Nel 1414 sposò Giacomo di Borbone. Ma se è più saggia e invece sposa il suo amante Sergianni Caracciolo, nella nostra Timeline da lei fatto assassinare nel 1436? E se da lui ha un erede? Giovanna la Saggia e Sergianni Caracciolo possono approfittare delle discordie tra il Papa, gli Angioini e gli Aragonesi per fondare la napoletanissima dinastia Caracciolo; potranno sopravvivere al Rinascimento e magari unificare successivamente l’Italia, da Sud? (se lo chiede Francesco Dessolis)

I Francosassoni/3. Giovanna d'Arco prende la testa dell'esercito francese che però viene sconfitto ad Orléans: é la fine dell'ultimo esercito francese. L'avventura della pulzella appare come una folle impresa destinata fin dal principio al fallimento, Carlo VII é mandato in monastero ed Enrico V d'Inghilterra fonda una duplice monarchia Anglo-Francese (proposta da Perchè no? e da William Riker, ed iniziata secondo questo schema da Filobeche)

La pazzerella d'Orléans/1. Giovanna d'Arco viene ritenuta pazza ed eretica dal Delfino Carlo a Chinon, e quindi condannata a morte ed arsa viva. La riscossa della Francia non avviene, ma per contraltare anche l'Inghilterra, guidata dal debole ed inetto Enrico VI, non sa approfittare dell'occasione propizia. La guerra tra le due nazioni quindi prosegue lentamente con un nulla di fatto. Dopo una serie di scaramucce si arriva ad una pace che pressappoco lascia le cose come stanno: il re di Francia Carlo VII governa sulla metà della Francia in cui è riconosciuto sovrano, mentre Enrico conserva i feudi che aveva dall'inizio della guerra sul suolo francese. le conseguenze sono: primo, La Francia è più debole e negli anni successivi non riesce ad attuare la politica aggressiva verso gli stati italiani; secondo, l'Inghilterra è maggiormente legata al continente ed alla sua politica: maggior impegno nel combattere contro i Francesi sul continente che nel costruire flotte e varcare gli oceani. Terzo, Carlo V può agire indisturbato e fondare l'Impero Universale che ha sempre sognato (proposta da Never75)

La pazzerella d'Orléans/2. Alternativa all'ucronia precedente: Giovanna é fatta prigioniera, inviata davanti a uno tribunale sotto l'accusa di essere una strega. come nella storia accetta di riconoscere le sue errori e torna ad essere una semplice donna. Non viene bruciata sul rogo ed é mandata in Inghilterra dove é sposata di forza ad un aristocratico scozzese e va a perdersi sulle Highlands o, se non si sposa, in qualche monastero (avanzata dal francese Perchè no?)

La reginella d'Orléans. Di fronte alla definitiva offensiva degli inglesi che possono concludere la Guerra dei Cento Anni a loro favore occupando tutta la Francia, la giovane Giovanna D'Arco, la "Pulzella d'Orléans", ispirata da Dio, si mette a capo di un movimento popolare per la liberazione della Francia. Il Delfino Carlo di Francia la nomina generale dell'esercito francese e per prima cosa viene liberata la città di Orléans, dopo un anno di assedio. Nel 1429 nella cattedrale di Reims è incoronato Carlo VII Re di Francia, come prescrive la tradizione dei sovrani transalpini. Durante l'assedio della valle di Parigi, gli inglesi cercano di catturarla. Di fronte a numerosi voci di relativi complotti contro Giovanna D'Arco da parte dei consiglieri del neosovrano, tra cui il signore della Tremoil e monsignor Regnon, i generali francesi (il Duca Alanson, il maresciallo Gilderè, ecc...) si rifiutano di combattere e decidoro di appoggiare soltanto la "Pulzella d'Orleans". Di fronte a questa posizione Carlo VII è obbligato ad abdicare e il figlio Luigi non rivendica la corona. Nel 1436, dopo la liberazione di Patay e di Troyes, cade la stessa Parigi, dove Giovanna D'Arco diventa la prima regina di Francia, con il titolo Giovanna I per grazia del Re dei Cieli e dei francesi Regina di Francia. Nel 1439 cade anche la città di Rouen dove vengono trovate delle carte relative a una possibile cattura della "Vergine della Lorena". Nel 1450 lo stesso Ducato di Borgogna giura fedeltà a Giovanna e nel 1453 gli inglesi sono rovinosamente sconfitti a Bordeaux e devono lasciare il paese, conservando solo la città di Calais. Nello stesso anno nella cattedrale di Notre Dame di Parigi Giovanna è incoronata Regina di Francia. Non si sposerà mai e alla sua morte la corona ritorna alla famiglia legittima (questa è una proposta di Demofilo)

Barbablù. Orléans é presa, Carlo VII unto a Reims diventa il re legittimo per tutti e Giovanna d'Arco prosegue fino a Parigi che viene presa (non liberata perché i parigini erano più favorevoli al piccolo Enrico VI). Con questo successo la Francia viene riconquistata con anni di anticipo e "le Roi Anglois" é buttato fuori dalla Francia. cosa avviene della pulzella? Viene rimandata con grande ricchezze nel suo villaggio? Sposa un grande nobile? (forse il re stesso?) Mi stuzzica vederla con il conestabile Gilles de Rai che potrà fondare una dinastia e non morire bruciato per avere stuprato e ammazzato tanti bambini, facendo nascere la fiaba dell'Orco Barbablù: si dice che commettesse quei delitti per dimenticare il ricordo bruciante della pulzella! (ancora Perchè no?)

Giovanna di Francia. Un'alternativa all'ucronia precedente: Giovanna di Francia (chiamata cosi dopo la sua vittoria) riceve nuovi ordini dagli angeli e suscita una nuova crociata per liberare Gerusalemme. Oppure, più semplicemente, continua ad essere "un capitano" per la Francia iniziando le guerre italiane in grande anticipo. O addirittura si mettendosi al servizio di altri, e perché no degli Inglesi per conquistare l'Irlanda a proteggere il giovane Enrico VI (Perchè no? insiste sulla sua connazionale Giovanna d'Arco)

Lady Oscar per davvero. Giovanna d'Arco, grazie alle vittorie conseguite sugli Inglesi, riesce a convincere il re a creare un nuovo ordine cavalleresco solo femminile (magari l'Ordine della Gonna, visto che quello della Giarrettiera c'era già!), chiamato magari "Le amazzoni di Cristo"; tale ordine perdurerà anche dopo la morte della Pulzella. In questo caso anche le donne faranno parte a pieno titolo dell'esercito francese e troveremo già nel '600 eserciti comandati da donne-generali. Per di più con la Rivoluzione Francese, grazie alla "léve en masse", la Francia potrebbe avere sotto di sé un numero di effettivi quasi doppio rispetto agli altri eserciti europei, potendo applicare l'arruolamento obbligatorio anche alle donne oltre che agli uomini, esonerando solo le madri con figli piccoli o in gravidanza. Ciò potrebbe avvantaggiare molto Napoleone, a meno che gli altri eserciti europei non facciano altrettanto e ciò porterebbe, inevitabilmente, ad un'emancipazione femminile già ai primi dell'800 con effetti incredibili negli avvenimenti futuri: un Cavour od un Bismarck in gonnella? (un'altra proposta sui generis di Never75)

"Figlio mio, fai come vuoi!" Queste furono le testuali parole dell'imperatore Manuele II Palelogo, quando suo figlio, l'Imperatore Giovanni, gli disse che aveva in mente di sostenere i ribelli turchi di Smirne contro il nuovo sultano. Manuele II, un imperatore filoturco che riuscì ad assicurare a Bisanzio 80 anni di pace e un lieve aumento territoriale (Tessalonica e il suo contado) grazie all'amicizia con gli ottomani, cercò di dissuadere il figlio da una tale follia, ma il giovane Imperatore, tutto baldanzoso e ansioso di ricreare l'Impero Romano, non lo ascoltò, facendogli pronunciare la frase citata poco fa. Ma se invece Giovanni capisce che combattere i turchi è una pura follia, si allea con il nuovo sultano, schiaccia i ribelli di Smirne e continua la sua opera? Appare probabile che l'Impero resista ben oltre il 1461e che magari venga annesso solamente con Solimano il Magnifico, e per di più con un'autonomia territoriale pari a quella dei Mamelucchi in Egitto. Questo porterà alla nascita del nuovo Stato Bizantino a metà ottocento o verso i primi del 900, comprendente ben più territori di quelli che possiede la Grecia attuale (grande idea di Basileus TFT)

Rapa Nui. Il film "Rapa Nui", diretto nel 1994 da Kevin Reynolds, presenta un possibile scenario della fine della civiltà di origine polinesiana fiorita sull'isola di Pasqua, nota per i suoi misteriosi Mohai. Essi sarebbero stati eretti dai Corti Orecchi, una sorta di proletariato senza diritti politici e costretto a corvée dai Lunghi Orecchi, la casta dominante che si allunga i lobi delle orecchie con piercing di grandi dimensioni. A questi ultimi appartiene il giovane Noro, che è stato prescelto per succedergli dal nonno Ariki-Mau, il sovrano dell'isola, senza sapere che egli si è innamorato di Ramana, splendida fanciulla della tribù dei Corti Orecchi. Anche Make, capo dei Corti Orecchi, è innamorato di Ramana; e così, ben deciso a spezzare la signoria dei Lunghi Orecchi, egli si candida a partecipare al rito annuale dell'Uomo Uccello, una gara che consiste nel discendere le pareti rocciose a picco sull'oceano, indi nuotare fino allo scoglio di Moto Nui, cercarvi un uovo di Sterna e portarlo intatto al Re. Make sembra averla vinta, ma all'ultimo momento scivola e fracassa l'uovo; a portare il trofeo ad Ariki-Mau è così Noro. Make però non accetta il verdetto e si rivolta contro i Lunghi Orecchi, che vengono massacrati; i vincitori si danno addirittura al cannibalismo, distruggendo ogni traccia della splendida civiltà di Rapa Nui. A salvarsi sono solo Noro e Ramana, che fuggono su un'imbarcazione verso le Isole Marchesi. Anche i Corti Orecchi però decretano la loro fine, avendo abbattuto tutti gli alberi dell'isola per erigere i Mohai (c'è invece chi dice che a distruggere gli alberi dell'isola fu un ratto importato dalla Polinesia o dai primi navigatori europei). Ma che accade se Make vince la gara, come era stato ad un passo dal fare? I Corti Orecchi subentrano ai Lunghi Orecchi nel dominio dell'isola, e quindi, fuor di metafora, la civiltà dell'Isola di Pasqua sopravvive fino all'arrivo sulle sue spiagge dell'olandese Jakob Roggeveen, il lunedì di Pasqua del 1722. La civiltà di Rapa Nui ("Grande Roccia" in lingua locale) sopravvive fino al presente, le tavolette Rongo-Rongo possono essere decifrate, ed esse rivelano importanti notizie circa le migrazioni polinesiane nel Pacifico nei primi secoli dell'Era Cristiana. In seguito alla decolonizzazione, Rapa Nui potrebbe diventare indipendente negli anni '60 del secolo scorso, ed ancor oggi essa sarà governata secondo le tradizioni secolari dai Corti Orecchi e dai Lunghi Orecchi, che si alterneranno al potere grazie all'inossidabile corsa con le uova. È proprio il caso di dire: un'isola di civiltà! (pensata da William Riker)

Colonizzazione Ming delle Americhe (proposta da Bhrg'hros)

Colonizzazioni amerinde precolombiane in Eurafrica (Bhrg'hros ha proposto che i colonizzatori potrebbero essere nientemeno che gli Inuit. Potete leggere qui una versione di questa possibilità)

Maclodio. La battaglia di Maclodio del 12 ottobre 1427 vide contrapposti Veneziani e Milanesi, e si risolse con una netta vittoria dei primi. Tuttavia dopo la battaglia il comandante supremo dell'esercito veneziano Francesco Bussone, detto il Carmagnola, lasciò liberi alcune migliaia di prigionieri milanesi, permettendo cosi al Ducato di ricostruire l'esercito e salvarsi. Per la cronaca l'episodio contribuì cinque anni dopo alla condanna a morte del Carmagnola, nel corso del processo per tradimento. Ma se ipotizziamo che il Carmagnola non lasci liberi i prigionieri milanesi, magari deportandoli in qualche valle del Bellunese? Il massimo che potrebbe capitare sarebbe, a medio/lungo termine, la confluenza del Ducato di Milano - come le altre Signorie di Terraferma conquistate da Venezia - nella Serenissima, e di conseguenza l'uscita dall'Impero. È difficile immaginare se poi ciò farà aumentare le mire asburgiche su Venezia o se invece porterà a un rafforzamento della Repubblica (pensata da Enrico Pizzo)

Date retta al Cardinale. Nel 1433 il cardinale e scienziato tedesco Niccolò Cusano propose di adottare il metodo di Borda per eleggere l'imperatore del Sacro Romano Impero. Già utilizzato dal Senato Romano, ed oggi adottato per le elezioni parlamentari in Slovenia, dall'Accademia Francese delle Scienze e persino dalla Massima Lega di Baseball per eleggere il miglior giocatore della stagione, è un metodo di voto ponderato, che tiene conto del "peso" di ciascun elettore. La proposta fu rifiutata; ma se invece tale metodo è adottato? Come cambiano le successive elezioni imperiali? (se lo chiede Lord Wilmore)

Monferrato, provincia bizantina. Violante del Monferrato, ultima erede dello storico marchesato, sposò l'imperatore bizantino Andronico II Paleologo, e così nel 1306 il loro secondogenito Teodoro ereditò il marchesato di Monferrato. La dinastia paleologa governò il marchesato fino alla perdita della capitale Chivasso nel 1435, perdita che segnò il tramonto della fortuna del marchesato. E se invece la dinastia non si estingue e rivendica il trono di Costantinopoli? (questa è di Basileus TFT)

Non più Roma ma la Grecia. Ad un certo punto a Bisanzio ci si accorge che sostenere la pretesa imperiale condurrà l'impero alla Rovina. In occidente nemmeno l'impero tedesco ha più peso e la Francia assume via via sempre più caratteri imperiale. In Oriente i Turchi arrivano alle porte. L'unica speranza per Bisanzio è quella di gettare al mare 1000 anni di storia e rinunciare alla pretesa di essere erede dell'impero romano, in pratica rinunciare all'universalità della carica imperiale. Tuttavia il peso di questa scelta potrebbe essere cosi distruttivo da non rappresentare, in realtà, un successo. Che fare? abdicare all'impero? oppure tentare in tutte le maniere di salvare la causa? Alla fine il Basileus si trasferisce a Mistra, l'impero abbandona Costantinopoli ai Turchi e si trasforma in uno stato nazionale greco ante litteram, vassallo dei Turchi (un'idea di Filobeche)

Conversion Impossible/2. Enea Silvio Piccolomini (in arte Papa Pio II) scrisse una lettera indirizzata al sultano Maometto II per cercare di convertirlo al cattolicesimo. In realtà la lettera è un esercizio letterario ideato dal papa per costringere i principi cristiani a riprendersi Costantinopoli (cosa che però non fecero). Ma poniamo caso che realmente il Sultano si converta (o faccia finta di farlo) per attirare dalla sua parte l'Occidente Cattolico. Si hanno naturalmente ribellioni a non finire, ma i sultani non vanno molto per il sottile e con esecuzioni a volontà domano ogni possibile rivolta. Così gran parte dei territori ottomani ritornano parzialmente cattolici. Un successore di Maometto viene perfino incoronato dal Papa come un basileus bizantino e l'Impero Ottomano, accordandosi con Venezia, mantiene incontrastato il dominio sul Mediterraneo. In compenso si volge verso Oriente cercando di espandersi lì il più possibile. Di qui, guerre infinite con la Persia o con la Russia rimasta ortodossa. In questo caso però (a differenza della nostra Timeline) riceverebbe l'appoggio incondizionato delle nazioni occidentali, e sicuramente ne vedremo delle belle: una Russia divisa tra Germania, Polonia ed Ottomani o una Persia Veneta o Genovese. Sarebbe bello poi vedere il comportamento dei califfati maghrebini formalmente vassalli degli ottomani ma in pratica indipendenti. Che ruolo avrebbero giocato in uno scenario siffatto? (proposta da Never75 e dal Marziano)

La Repubblica di Cospaia. Avvenimento curioso quanto sconosciuto ai più. Nel 1441 il pontefice veneziano Eugenio IV diede in consegna a Firenze il territorio di Borgo Sansepolcro. Entrambi gli Stati (ognuno per proprio conto) incaricarono una commissione di topografi allo scopo di tracciare i loro nuovi confini. Come linea di divisione fu scelto il torrente Rio. Ciò che non tennero in considerazione, fu che dal Monte Gurzole nascono due torrentelli chiamati entrambi Rio, i quali, scendendo verso il Tevere, avvolgono la collinetta di Cospaia. I tecnici Medicei presero come punto di riferimento il Rio che scorre nei pressi di Sansepolcro, quelli papalini invece si riferirono al torrente Rio che passa fra Sangiustino e Cospaia. Fu così che Cospaia, stretto tra i due territori, si ritrovò libero sia dal governo di Firenze che da quello pontificio. I due Stati, resisi conto dell'errore, non modificarono la situazione: alla fine dei conti, uno stato cuscinetto, anche se di appena 330 ettari, faceva comodo a entrambe le parti, specialmente in quel tempo di continue guerre, per lo scambio di mercanzie senza pagare dogana e pedaggio. E Cospaia e i suoi abitanti, da quel momento, seppero sfruttare abilmente a loro vantaggio la situazione: essi erano veramente liberi, non dovevano sottostare ad alcuno, non pagavano tasse né dazi di alcun tipo. Il benessere economico di quella gente era senza dubbio maggiore di quella delle popolazioni vicine: i terreni dei cospaiesi erano immuni da balzelli e la rendita poteva considerarsi netta da spese. Inoltre a Cospaia fu intrapresa la coltivazione del tabacco, che si sarebbe mantenuta per generazioni e generazioni fino ad oggi. L'indipendenza della "più piccola Repubblica del Mondo" finì nel 1826, quando i suddetti territori vennero annessi agli Stati Pontifici. Ma ammettiamo che la Repubblica continui a sopravvivere fino ai nostri giorni. Nel Risorgimento e durante la Seconda Guerra Mondiale, al pari di San Marino, ospiterà anch'essa patrioti, partigiani ed Ebrei (magari si rifugeranno proprio lì gli Ebrei nel '43 dopo il rastrellamento nazista del Ghetto di Roma). Inoltre il quasi-monopolio della produzione del tabacco arricchirà di molto l'economia dello staterello anche nei secoli successivi, ed oggigiorno esso diverrà un ambitissimo paradiso fiscale. Last but not least: pensiamo pure ai domini internet! Cospaia potrebbe avere il dominio ".co" Pensiamo adesso a quante multinazionali, cooperative, la stessa Confindustria potrebbero pagare a peso d'oro questo dominio, rendendo la più piccola Repubblica al mondo anche la più ricca! Proprio la faccenda dei domini internet ha fatto la fortuna di Tuvalu, uno sperduto scoglio del Pacifico, ma il cui dominio ".tv" è stato acquisito a peso d'oro dalle TV di tutto il Mondo! (ancora l'imbattibile  Never75)

Ucronia culinaria natalizia/1. Il 25 ottobre 1441 Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti si sposano a Milano e non a Cremona. Di conseguenza durante il banchetto nuziale non viene servito un impasto di albume d'uovo, miele e zucchero, farcito con mandorle o nocciole, lavorato con la forma del Torrazzo, il celebre campanile di Cremona che rappresenta la costruzione in muratura più alta del pianeta. Il "torrone" così non riesce ad essere nulla più di un dolce tipico regionale, non conosce alcuna fortuna a livello mondiale e non diventa uno dei simboli stessi del pranzo di Natale. Cosa lo sostituirà? Qualche altro tipo di croccante, come il croccante ai pinoli della Valtellina o il knäckebröd svedese? (un'ucronia natalizia di William Riker)

Renato I Re di Napoli. Renato d'Angiò, fratello del defunto re di Napoli Luigi III d'Angiò, per il trono dell'Italia Meridionale si scontrò con Re Alfonso V di Aragona, che si riteneva il sovramo legittimo. Dopo un primo periodo favorevole agli Angioini, nel 1441 Alfonso pose l'assedio a Napoli che conquistò dopo circa sei mesi, il 2 giugno 1442, e Renato dovette tornare in terra di Francia. Ma se a vincere è Renato, e Alfonso muore in battaglia? L'Aragona cadrà nell'anarchia, ed è possibile che sia assorbita dalla Castiglia con alcuni decenni di anticipo, mentre il regno di Napoli resta in mano agli Angioini. Renato I si chiama fuori dalle vicende francesi e occupa la Sicilia, mentre i genovesi riconquistano la Sardegna. Dato che Renato governa a Napoli, quale sarà il destino della sua Provenza? Questa terra forse non sarà mai riunita alla Francia (infatti lo fu dopo la morte di Renato). La Provenza, riunita al regno di Napoli, potrebbe al contrario diventare in futuro una terra italiana. Marsiglia a sua volta crescerà anch'essa come repubblica marinara indipendente, come Genova e Venezia; però il cuore della Provenza napoletana non sarà Marsiglia bensì la città di Aix (Ais in provenzale), molto amata da Renato. Dato che Carlo VIII non avrà pretesti per calare in Italia, potrebbe invece tentare di conquistare la Provenza, e ciò modificherà tutte le guerre del Quattrocento e Cinquecento Italiano (pensata da Perchè no? e da William Riker)

Il Grande Stato Pontificio. Alternativa all'ucronia precedente: sia Alfonso di Trastamara che Renato d'Angiò cadono nella guerra per la conquista di Napoli. Allora il cardinale Vitelleschi proclama l'annessione del Napoletano allo Stato Pontificio per conto di Papa Eugenio IV. Lo Stato della Chiesa diventa il più potente d'Italia. Come cambia la storia della penisola? (ancora William Riker)

La Repubblica Ambrosiana. La Repubblica Ambrosiana (1447-1450) resiste più a lungo alle mire di Francesco Sforza, contando anche sulle divisioni dei suoi alleati. Obiettivamente è assai difficile postulare la sopravvivenza di una città-stato indipendente, ricca ed importante (ma al tempo stesso intrinsecamente fragile) come Milano per troppo tempo; alla fine si può ipotizzare una sorta di divisione già negli anni '60 del '400. Magari Venezia arrotonda i confini con Cremona, Mantova si annette il Lodigiano. L'Oltrepò Pavese può far gola tanto ai Malaspina quanto ai Genovesi. La stessa città di Milano può essere incamerata o dai Francesi, che avevano appena concluso la Guerra dei Cent'anni, o dallo stesso Impero. In questo caso: o le guerre d'Italia scoppiano un cinquantennio prima ed avranno sviluppi molto diversi con una diversa situazione geopolitica, ad esempio la Spagna è ancora ai margini; oppure non scoppiano affatto, garantendo alla nostra Penisola qualche decennio di pace in più. Secondo la prima ipotesi, con un Ducato di Milano nell'orbita francese, non sarà difficile ipotizzare anche uno sviluppo alternativo del Rinascimento. Magari Leonardo non dipingerà "Il Cenacolo" a Milano, ma direttamente a Parigi. Nel secondo caso, invece, con un'Italia tutto sommato non sconvolta da guerre internazionali nel '500 (niente Sacco di Roma) anche il Manierismo e poi il Barocco evolveranno in un modo diverso (questa è di Never75)

La Signoria dei Colleoni. Bartolomeo Colleoni (1400-1475) fu senz'altro uno dei più grandi condottieri del suo secolo. Nel corso della sua lunghissima carriera militare, collezionò più vittorie di qualsiasi altro generale suo contemporaneo. Si mantenne sostanzialmente fedele a Venezia, anche se in qualche occasione non esitò a tradirla. In tutto questo tempo aveva de facto costituito una piccola Signoria tra il Bergamasco ed il Cremonese. Nella splendida cornice del Castello di Malpaga era considerato alla stregua di un sovrano dai suoi sudditi e cortigiani, e come tale era abituato a farsi ritrarre. In cambio di una promessa (poi non mantenuta) cedette di sua volontà per mezzo di un testamento alla Repubblica di Venezia quasi tutti i territori che aveva governato in vita, riservando solo un piccolo appannaggio per i suoi eredi. Ma se, non fidandosi dei Veneziani, decide di dare una legittimità dinastica effettiva ai suoi possedimenti? Avrebbe avuto la possibilità di farlo, visto che la "Colleonesca", cioè i soldati mercenari che Venezia gli aveva affidato, erano fedeli a lui più che alla Repubblica. Inoltre deteneva il completo comando di tutte le truppe di Terra della Serenissima, oltre ad un più piccolo, ma ben armato, esercito personale. In questo caso, un Marchesato (sarebbe eccessivo chiamarlo "Ducato" per via delle sue limitate dimensioni) che fungesse da cuscinetto tra Venezia e Milano, potrà far comodo anche agli altri Stati Regionali Italiani, che ne difenderanno l'indipendenza. Inoltre i successori del Colleoni, giocandosi bene le loro carte, in vista della Guerra di Cambrai e le Guerre d'Italia potranno espandere ulteriormente i loro territori d'origine, alle spalle di Veneziani e Milanesi. Fino a che secolo potrà sussistere questa Signoria Colleonesca che, teniamo presente, nel Rinascimento può ospitare artisti di primissimo piano, sottraendoli, a suon di zecchini, ai colleghi Estensi e Gonzaga? (ancora Never75)

Slavia Pontificia. Alla metà del '400 ci fu una grande immigrazione nelle Marche di gente di lingua slava proveniente dalla Croazia, chiamata a ripopolare un territorio rimasto pressoché disabitato a causa di una carestia. Ammettiamo che l'immigrazione continui ancora per molto, tanto da far diventare le Marche a maggioranza slava. Si crea così una piccola Croazia nel territorio corrispondente alle Marche, il cui popolo, fortemente legato all'altra sponda dell'Adriatico divisa politicamente tra Turchi e Veneti, ma allo stesso tempo parte integrante dello stato della Chiesa, influenzerà notevolmente la politica pontificia. Dopo il sacco di Roma i nuovi abitanti della città saranno chiamati dalla Nuova Croazia, slavizzando l'idioma della Città Eterna. Nel corso dei secoli, lo slavo assumerà una grandissima importanza nello stato della Chiesa, tanto da creare una nazione slava nel centro della penisola italica. Questo ostacolerà la "discesa" del toscano verso il Mezzogiorno, dove si svilupperà una koiné basata sul napoletano. Il toscano rimarrà, in parte, solo al Nord. Nel '900 la Slavia Pontificia potrebbe esistere ancora sotto l'inedita forma di una teocrazia costituzionale... (proposta da Renato Balduzzi)

Reconquista Siciliana. Il regno delle Due Sicilie tenta una "reconquista" del Nordafrica contemporaneamente alla Spagna nella penisola iberica. Che accade? (ancora Renato Balduzzi)

Caratteri immobili. La stampa a caratteri mobili non viene inventata in Europa intorno al 1450, ma uno o due secoli più tardi. La diffusione della cultura è molto più lenta, e il Rinascimento è notevolmente ritardato. Ma, tra le altre conseguenze, anche la Riforma di Lutero e Calvino non avrà successo, e rimarrà una semplice diatriba tra intellettuali ed accademici, con la conseguenza di non  spaccare la Chiesa d'Occidente. Come riscrivere la storia del mondo moderno? (ideata da Never75)

Faccine medioevali. Le emoticons sono riproduzioni stilizzate delle principali espressioni facciali che indicano le emozioni umane. Notoriamente sono comparse con l'era informatica e, bisogna ammetterlo, completano la comunicazione scritta in modo estremamente efficace. Tenendo conto che sono formate esclusivamente da lettere e punteggiatura, è strano che non siano comparse più precocemente. Immaginiamo quindi che il principio delle emoticons nasca insieme alla stampa, nel XV secolo: come cambia la storia della comunicazione scritta? (geniale proposta di Bhrg'hros

Maometto II il Diseredato. È noto che Murad II avesse intenzione di diseredare suo figlio Maometto a favore di un suo fratellastro ancora in fasce. La morte non gli permise di completare questo progetto. Ma se Murad vive abbastanza da diseredare Maometto? Inizia una lotta dinastica oppure Maometto accetta e fa salire al trono un sovrano che, come Murad, ha ottimi rapporti con i bizantini? (ideata da Camillo Cantarano)

Tre(bis)onda. Nel XV secolo l'impero di Trebisonda contrasse  alleanze con i Mamelucchi, la Georgia e l'orda dei Montoni Bianchi. Questi legami politici vennero poi rinnegati in favore di Genova, che non diede un grande contributo per salvare Trebisonda. Ma se gli imperatori di Trebisonda fossero rimasti fedeli all'orda dei Montoni, come sarebbe cambiata la storia locale? Una coalizione di potenze impedisce agli ottomani di attaccare Trebisonda, che rimane vassalla prima dei Montoni Bianchi e poi dei Safavidi. L'imperatore mantiene una politica di stabilità raccogliendo allo stesso tempo l'eredità di Bisanzio, al posto dell'Italia; il rinascimento comincia non in Italia, ma in Turchia. Col declino dei Safavidi Trebisonda si mette sotto la protezione della Russia, partecipando a fianco di essa ad alcuni grandi conflitti come la prima guerra mondiale. L'imperatore poi appoggia i bianchi nel 1918-1921, ma il suo impero viene invaso dai sovietici, formando la Repubblica Socialista di Trebisonda. Nel nord della Turchia si parla ancora greco, mentre sustiste uno staterello in buoni rapporti con la Grecia in funzione antiturca. Un simile stato, una volta democratizzatosi, entrerà nell'unione europea (ideata da Maggioriano)

Costantinopoli è salva/1. Nel 1444 Venezia schiera con decisione la sua marina, impedendo a Murad II di sbarcare le sue truppe dall'Anatolia alla Grecia. La coalizione conquista i territori balcanici dell'impero ottomano. Oppure a Varna Ladislao III, invece di caricare impulsivamente il centro ottomano, per catturare il sultano, aspetta l'arrivo di Hunyadi che aveva messo in fuga la cavalleria turca, per eseguire il suo assalto, vincendo la battaglia. In entrambi i casi Costantinopoli è salva. Come cambia la politica di Maometto II il Conquistatore? (proposta e realizzata da Paolo Maltagliati)

Costantinopoli è salva/2. Il sultano Murad II non viene ucciso dopo la guerra contro i Serbi. Come cambia la storia? Costantino XI Dragases ha più tempo per consolidare le conquiste bizantine in Grecia e l'impero sopravvive come vassallo degli Ottomani (naturalmente Maggioriano)

Costantinopoli è salva/3. Costantino XI, figlio di Manuele II Paleologo, fu nominato Despota di Morea (Laconia e Peloponneso meridionale), mentre il fratello maggiore, uomo non molto valido, governava Costantinopoli con il titolo di Imperatore. Durante il suo despotato, Costantino rivitalizzò completamente la ragione, arruolò un fortissimo esercito e si diresse verso i possedimenti della famiglia Tocco, che possedeva il Peloponneso nord. L’esercito bizantino, comandato da Giorgio Sfranze, era talmente possente da far si che i Tocco cedessero con un matrimonio dinastico le loro terre ai bizantini. Fatto ciò si diresse nel principato latino di Atene, sostanzialmente rendendolo vassallo dell’Impero, per poi dirigersi in Beozia, dove venne però fermato dai turchi, che gli inflissero una lievissima sconfitta. Costantino allora sciolse l’esercito, per tornare a occuparsi del potenziamento economico della Morea. Salì poi al trono di Costantinopoli e venne ucciso in combattimento dai turchi, che per poco riuscirono a prendere la capitale, eliminando l’ultimo basileus. E se Costantino XI fosse riuscito a tenere la città, cosa sarebbe successo poi? La città poteva resistere eccome, era dotata di una cinta muraria formidabile, tanto che i difensori bizantini (circa 7000) riuscirono a massacrare quasi 200.000 turchi. Come cambia la storia del Vicino Oriente? (proposta da Basileus TFT, ecco la sua idea)

Costantinopoli è salva/4. Siamo fra il 1449 e il 1451 e Costantino XI, l'imperatore dei romani, è in cerca di una moglie. La sua decisione cade sulla giovane figlia del re di Georgia. Il matrimonio con la principessa georgiana è un evento di straordinaria importanza per l'Impero agonizzante. I rapporti fra bizantini e georgiani sono infatti ottimi da tempo, ma un matrimonio di quel tipo significa avere un alleato potente e vicino per contrastare la minaccia turca. La Georgia infatti comprende un territorio assai vasto, che va dall'armenia alla città di Sochi, nell'attuale Russia. Costantino XI invia Giorgio Sfranze, suo amico personale e generale, a condurre le trattative nella corte del re georgiano. I georgiani rimangono impressionati dei ricchi doni che ricevono dal legato imperiale e danno il loro assenso per quel matrimonio così importante. Giorgio nel frattempo è ritornato a Costantinopoli e, una volta appresa la notizia, gli viene chiesto di guidare la spedizione in Georgia per prelevare e portare in Grecia la futura Basilissa. Sfranze è l'unico uomo che gode della fiducia dell'Imperatore per affrontare un incarico così importante. Giorgio tuttavia dà una risposta negativa alla richiesta del suo Basileus: dopo due anni di viaggi fra Costantinopoli e Tbilisi, sua moglie si è davvero infuriata e minaccia di chiedere il divorzio e rinchiudersi in convento se il marito partirà nuovamente. Appresa la notizia, Costantino promette grandi benefici al suo amico, cercando di persuaderlo, ma la sua decisione è irrevocabile. Quando finalmente si decide ad andare è il 1452 ed è troppo tardi, i turchi sono alle porte della capitale. Ma se invece Giorgio dice un semplice "Si" e va a prendere la nuova sposa per l'Imperatore, con il suo seguito e il suo tesoro (diecimila monete più 3000 annue come dote)? Gli ottomani non attaccano Bisanzio e saranno sconfitti dalla crociata di Hunyadi pochi anni dopo. Oppure i turchi attaccheranno comunque ma Costantinopoli resisterà? Oppure Costantinopoli cadrà comunque, ma Costantino XI scapperà a Tibilisi, organizzando il contrattacco e partecipando alla crociata di qualche anno dopo? Oppure ancora Costantino XI muore e i georgiani reclamano l'eredità dell'Impero, conquistano il Peloponneso e gettano le basi per un impero bizantino-georgiano? (ancora Basileus TFT)

Costantinopoli è salva/5. Maometto II, quarto figlio di Murad II, mette sotto assedio Costantinopoli, la capitale dell'Impero Romano d'Oriente, nell'estate del 1453. Ma il Principe di Russia Ivan III, che sarà detto il Grande ed ha sposato la principessa bizantina Sofia Paleologa, decide di venire in aiuto dell'imperatore Costantino XII con il suo esercito, il quale giunge nella capitale grazie alla flotta messa a disposizione da Venezia. Ivan III porta con sé anche valenti ingegneri ungheresi, sotto la guida di un certo Urban, incaricati di costruire delle potenti "bocche di fuoco" per respingere l'assedio turco. Viene fabbricato nelle officine sotterranee di Costantinopoli un cannone lungo quasi dieci metri, che può lanciare proiettili da sei quintali. Dietro a questo mostro di ferro e fuoco, piazzato al centro della fortezza che difende il Bosforo, ci sono ottantamila soldati tra russi, bizantini e bulgari, che hanno accolto l'appello di Costantino XII per "difendere il baluardo del cristianesimo in Oriente". L'esercito turco viene respinto dopo circa sette mesi di assedio, nell'inverno del 1454. Successivamente le armate russo-bizantine, guidate da Costantino e da Ivan, approfittano delle divisioni interne ai turchi e riescono a riconquistare la penisola balcanica fino all'Epiro, sottraendola ai Turchi. La riconquista è ultimata nella primavera del 1460. L'Anatolia resta ai Turchi, ma la loro avanzata verso l'Europa è bloccata. I Bulgari e i Serbi scuotono a loro volta il giogo turco dal collo e riacquistano l'indipendenza. L'Imperatore Ivan III quindi salva Costantinopoli e si fa conferire il titolo di Zar. Stretta alleanza in funzione antiturca di Russia, Serbia, Bulgaria e Costantinopoli; alla fine la Russia riuscirà a fagocitare tutti gli stati balcanici e ad ottenere il sospirato sbocco sul Mediterraneo (proposta da Demofilo e da William Riker)

Grecia, ovvero Turchia europea. I Turchi assimilano completamente l'elemento greco. Tutto il sud dei Balcani e il mar Egeo sono parte della nazione turca. Ovviamente si tratta di una nazione di religione musulmana, quindi il nostro concetto di Europa, oggi quasi combaciante con quello geografico, sarà alquanto diverso (quinta ucronia "senza la Grecia" di Renato Balduzzi)

Il Fuoco Europeo. Lo spunto l'ha fornito un giallo storico rinascimentale. Mettiamo che la misteriosa pozione del fuoco greco non venga dispersa ma si conservi. Forse da sola non servirà magari per difendere l'ultimo lembo di Impero Bizantino ma se, come molte altre cose, la sua formula viene diffusa in Occidente, magari nella stessa Italia? Forse potrebbe essere il POD giusto per evitare le guerre d'Italia. Ad esempio gli Estensi già nella nostra Timeline avevano un discreto arsenale di "artiglieria pesante". Anche Venezia potrebbe trarre i suoi vantaggi da un'invenzione del genere. Niente perdita di Cipro e forse neppure di Negroponte. Meglio ancora se sulla formula lavora Leonardo da Vinci. E se i razzi, già usati in battaglia in Cina, si diffondono anche in Europa? Che accade? (è di Never75)

Niente Filippino. Filippo Lippi, nato a Firenze nel 1406, perse la madre di parto e a due anni restò orfano anche del padre, venendo affidato alla zia paterna. Questa lo fece entrare in un convento di frati carmelitani dove prese i voti nel 1421, a soli 15 anni. Divenuto un pittore apprezzato, nel 1456 Filippo fu nominato cappellano del convento di Santa Margherita in Prato, ma lì conobbe la monaca Lucrezia Buti, modella di molti suoi dipinti, e se ne innamorò. La storia d'amore divenne di dominio pubblico ed i due lasciarono il convento per andare a convivere; nonostante lo scandalo, grazie all'intercessione di Cosimo de' Medici nel 1461 il papa Pio II acconsentì a sciogliere entrambi dai voti, e così il Lippi e la Buti poterono regolarmente sposarsi. Ma che accade se Filippo non viene mai nominato cappellano di quel convento, o se il Papa rifiuta di accordare il suo perdono al monaco pittore, scomunicandolo e vietandogli di dipingere opere a soggetto religioso? Nel primo caso Filippino Lippi, nato nel 1457 da quella relazione "proibita", non vedrà mai la luce, mentre nel secondo caso ben difficilmente farà il pittore. Come cambia l'arte italiana senza di lui? (un'ucronia artistica di William Riker)

Fatih fatto fuori. Nella battaglia di Belgrado, il 1 luglio 1456, cade Maometto II Fatih (il Conquistatore). Che accade? (di Lord Wilmore)

Ştefan cel Mic (Stefano il Piccolo)/1. Ştefan III cel Mare (Stefano il Grande) fu uno dei più grandi sovrani rumeni della storia, principe di Moldavia dal 1457 al 1504; per la sua lunga resistenza all'Impero Ottomano è venerato come santo dalla Chiesa ortodossa orientale, e Papa Sisto IV lo definì "L'Atleta di Cristo" (appellativo  che sarebbe poi toccato anche a Giovanni Paolo II). Egli riuscì a respingere un'invasione ungherese nel 1467; ma che succede se Stefano è sconfitto e la Romania fino al Mar nero è inglobata interamente nella nazione ungherese? Ce la farà l'Ungheria, così rafforzata, a resistere al rullo compressore ottomano? (prima ucronia dedicata da William Riker a Ştefan cel Mare)

Confederazione Italica. La lega degli stati italiani sorta a metà quattrocento sopravvive alla prova della calata di Carlo VIII, e si sviluppa pian piano in uno Stato federale. L'Italia nel 2007 é l'unica iperpotenza e la sua cultura pervade il pianeta (un'idea di Cesare)

Enrico il Navigatore in Brasile. Il Brasile è scoperto ai tempi di Enrico il Navigatore, da una nave che sbaglia la rotta verso l'Africa Equatoriale (si sospetta che le cose siano andate davvero così, ma che i Portoghesi abbiano tenuto nascosta la scoperta fino a dopo l'impresa di Colombo). I Portoghesi ne approfittano per commerciare, catturare schiavi e stabilire forti. Il contatto con le civiltà precolombiane è meno traumatico di quello con gli apagnoli. La conquista del Messico, dello Yucatan e dell'impero Inca non avviene, la storia mondiale cambia completamente (ancora Lord Wilmore)

Qualcosa del genere non s'è mai Sisto. A metà del Quattrocento la Chiesa rischiò uno scisma sulla questione del Sangue di Cristo. Che fine fece, si chiesero i teologi, il sangue versato durante la Passione? Restò sul posto, come sostenevano i Francescani, o risorse a sua volta e si riunì al Corpo Glorioso di Cristo, com'era opinione dei Domenicani? Tra i due ordini rivali volarono parole grosse, finché Papa Pio II nel 1462 invitò i teologi dei due schieramenti ad un pubblico dibattito. La spuntarono i Francescani: il sangue versato, concluse il Sommo Pontefice, non era affatto risorto. Ora, a guidare il gruppo vittorioso c'era Francesco della Rovere, che proprio grazie a quel successo iniziò una luminosa carriera: nel 1464 divenne Superiore Generale dei Francescani, nel 1467 Cardinale, ed infine nel 1471 fu eletto Papa con il nome di Sisto IV. Egli inasprì la guerra contro i Medici di Firenze, nel tentativo di allargare lo Stato Pontificio all'intera Italia centrale, e diede vita ad un imponente programma di investimenti edilizi, commissionando la Cappella Sistina (che da lui prende il nome), il ponte Sisto e la Via Sistina (l'odierno Borgo Sant'Angelo) che dovevano facilitare l'accesso a San Pietro dei pellegrini durante il Giubileo del 1475, ed ampliando la Biblioteca Apostolica Vaticana. Il nepotismo e la corruzione però dilagarono, tanto che alla sua morte circolò una Pasquinata che tra l'altro recitava: « Sisto, sei morto alfine: / e Roma ecco in letizia, / che te regnante, fame / soffrì, stragi e nequizia »! Ma che accade se i Domenicani la spuntano nell'imbarazzante e grottesca disputa sul Sangue di Cristo, e Francesco della Rovere non viene mai eletto? Teniamo conto del fatto che, in questo caso, neanche suo nipote Giuliano diventerà Papa Giulio II nel 1503, con enormi conseguenze sulla politica italiana e sul mecenatismo papale in pieno Rinascimento. Come cambia la storia del Bel Paese senza i due bellicosi Papi della Rovere? (se lo domanda William Riker)

Due stati spagnoli/2. Un'alternativa: Enrico IV di Castiglia detto l'"impotente" ha un figlio, non avviene la congiuntura dinastica che porta sua sorella Isabella, maritata a Ferdinando d'Aragona, all'unificazione della Spagna, e suo nipote Carlo V a governare metà dell'Europa Cristiana. Le corone di Castiglia e Aragona rimangono separate fino al presente (prima "ucronia iberica" di Filobeche, eccone un trailer)

L'impero di Iberia. Au contraire, Miguel I di Portogallo, alla morte di Isabella e poi di Ferdinando, tramite la moglie eredita tutti e tre i regni Spagnoli unificando l'Iberia in un impero (del resto già Alfonso X aveva usato il titolo di imperatore), oppure Giovanni di Trastamara non muore, ed anche stavolta si arriva ad una Spagna non asburgica. L'intervento in Italia, anche come erede dell'Aragona, è indispensabile, ma non vedo necessaria una contrapposizione con la Francia: si potrebbe arrivare ad una spartizione dell'Italia nel nord Francese e nel sud i berico. Nelle colonie: l'impero portoghese era un impero marittimo di basi commerciali, e non c'è ragione perchè questo cambi: invece di puntare sulla distruzione e sulla conquista degli imperi precolombiani, i Portoghesi potrebbero limitarsi a rinsaldare il controllo sui Caraibi e costringere gli Incas e gli Atzechi alla sottomissione formale, come i regni dell'India furono soggetti agli Inglesi. La maggior parte degli sforzi comunque sarebbe concentrata su Africa ed Asia (seconda "ucronia iberica" di Filobeche: ecco il suo trailer)

Due stati spagnoli/3. Il matrimonio tra Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona non viene celebrato, oppure Isabella muore subito dopo le nozze. Ferdinando ha il suo bel daffare a sedare le rivolte ed il Regno di Granada, pure anch'esso diviso da guerre civili, continua a sussistere, "rinforzato" da qualche intervento dei bey nordafricani od in seguito dei Sultani. Con una Spagna ancora divisa diventa impossibile anche l'avventura di Colombo; il genovese, pur di non lasciar cadere nel vuoto la sua idea, arriva al punto di proporre la sua impresa al Sultano. Che Mondo avremmo oggigiorno? Un'Europa più frammentata ancora (con la Spagna divisa in tre o più nazioni di cui con una forte maggioranza berbera) ed un'America filo-araba ed a maggioranza musulmana (terza "ucronia iberica", stavolta di Never75)

Oryza sativa/2. Si deve alla colonizzazione araba la diffusione della coltivazione del riso dall’Egitto fino alla Spagna, e poi in tutta Europa. Il riso era conosciuto in Italia molto prima che ne iniziasse la coltivazione, ma era considerato una spezia, era importato e venduto solo per scopi terapeutici. Non si sa chi introdusse la risicoltura in Italia; qualche traccia la si trova già in documenti del 1390, però solo nel 1468 fu storicamente inaugurata la prima risaia, e già nel 1475 in una lettera di Galeazzo Maria Sforza si legge la promessa di quest'ultimo di inviare dodici sacchi di riso al Duca di Ferrara. Con l’avvio della coltivazione in Lombardia il riso, da prodotto di uso esclusivo degli speziali, divenne un elemento dell’alimentazione in Piemonte e Lombardia. Ma che accade se il riso continua ad essere considerato poco allettante per gli Occidentali, un po' come la carne di cane, almeno fino alla grande moda per le "cineserie" a cavallo tra '800 e '900? Come cambia la storia della cucina e dell'alimentazione italiana ed europea senza il classico risotto alla milanese? (un'ucronia culinaria di William Riker)

Oryza sativa/3. Contrariamente a quanto si crede usualmente, il primo utilizzo del riso in cucina fu riservato quasi esclusivamente alla pasticceria, mentre i piatti salati, dalle minestre ai risotti, si diffusero solo molto più tardi. Dapprima il riso fu macinato proprio come grano, orzo e mais, e la sua farina fu usata come addensatore in preparazioni tipo budini, creme, sformati, eccetera, per passare poi nel ruolo di ingrediente principale in tanti dolci che ancora oggi fanno parte della tradizione di molte regioni mediterranee, dal "risolatte" diffuso in Grecia e Turchia (riso cotto nel latte)  al dolce italiano di riso all'arancia. Orbene, come cambiano le abitudini culinarie dell'Occidente se il riso resta unicamente un ingrediente per dolci e dessert? (un'altra ucronia culinaria di William Riker)

Il generale nebbia. Il 14 aprile 1471, durante la Guerra delle Due Rose, i Lancaster assalirono gli York nella Battaglia di Barnet. Di primo mattino, gli uomini del conte di Warwick e quelli del conte di Oxford marciarono insieme contro gli avversari della Rosa Bianca, ma a causa della nebbia fittissima le manovre risultarono estremamente difficoltose. Così, dopo iniziali successi, le unità di Warwick finirono per assalire i loro stessi alleati, scambiando l'emblema del conte di Oxford, una stella argentea, per quello della Rosa Bianca di Edoardo IV, il loro rivale. Warwick capì che la partita era persa e tentò la fuga, ma aveva lasciato i cavalli lontano dal campo di battaglia, per dimostrare che non c'era rischio di sconfitta, e che mai avrebbe abbandonato le sue truppe; così fu raggiunto e ucciso. Ma che accade se quel giorno c'è il sole, o semplicemente piove, ma comunque ci si vede benissimo, e i Lancaster riportano una vittoria decisiva? La guerra civile inglese potrà aver fine in anticipo? (anche questa è stata pensata da William Riker)

Niente Inghilterra/2. La Guerra delle Due Rose non si risolve e l'Inghilterra si spacca in due regni, uno sotto i Lancaster (e poi sotto i Tudor), uno sotto gli York (e poi sotto gli Stuart). Se la riunificazione, come per Italia e Germania, avviene solo nell'ottocento, è tardi per diventare una grande potenza marittima... Come cambia la storia del mondo? (ancora William Riker)

I Turchi in Friuli. Nel 1472 i Turchi ottomani giunsero in Friuli e misero a ferro e fuoco le campagne fino al Piave, per poi ritirarsi oltre l'Isonzo per il timore di una controffensiva che avrebbe scardinato le poche risorse impiegate in campo. Successivamente provarono altre offensive, ma non ebbero mai successo. E se invece l'allora sultano Maometto II decide di investire più forze per rimanere in Friuli, consolidandovi il potere e fissando il confine, se non al Piave, almeno al Tagliamento? Quali saranno le conseguenze  della presenza ottomana nell'Italia nord-orientale, così vicina a Venezia? (questa è di Renato Balduzzi)

La congiura di Famagosta. Tale congiura scoppiò la notte del 13 novembre 1473, ordita dalla fazione catalana nell'isola di Cipro che intendeva deporre la Regina Caterina Cornaro (patrizia veneta) e suo figlio per poter annettere l'isola al Regno d'Aragona. Tale congiura, che pure portò all'uccisione di qualche membro della corte cipriota, alla fine fu sventata ed, alla morte del figlioletto di Caterina (Giacomo III), l'anno seguente, Venezia si annetterà direttamente l'isola. Ma ammettiamo che la congiura riesca e che Caterina ed il figlioletto siano uccisi o comunque deposti e costretti ad abdicare, gli Aragonesi occupino immediatamente l'isola ed impediscano ai Veneziani di intervenire in tempo. Gli Aragonesi (che presto si chiameranno spagnoli) accrescono ulteriormente la propria egemonia sui mari, mentre Venezia, privata di un'isola strategicamente così importante come Cipro, vede diminuire drasticamente i suoi commerci col Levante, anticipando di qualche trentennio il suo vero declino. In seguito i Turchi Ottomani nel 1570 si scagliano direttamente su Creta e se ne impadroniscono, nonostante la vittoria di Lepanto. A questo punto agli inizi del 600 Venezia è già privata di tutte le sue basi nel levante e la sua stessa esistenza è ritenuta inutile dalle principali potenze europee (nella nostra Timeline Venezia venne fatta sopravvivere fino all'800 perché veniva vista come l'unico custode in grado di tenere a bada i Turchi; quando i Turchi non furono più una minaccia, anche Venezia non servì più e venne smembrata). Di conseguenza qualsiasi pretesto è buono per spartirsi la Serenissima e quel che resta del suo "Impero". Così con la Guerra di Gradisca (1615-1616) l'Impero e la Spagna invadono Venezia e se ne spartiscono le spoglie, alla Spagna vanno le province Lombarde che vengono unite al Ducato di Milano, mentre l'Austria si impadronisce delle coste istriane, dalmate, del Friuli, mentre Venezia viene ridotta di nuovo a città Stato con la sua laguna e poco più. A lungo andare l'incameramento di gran parte della Serenissima da parte dell'Impero (in seguito Asburgico) potrebbe rivelarsi vantaggiosa per entrambe. L'Austria ad esempio consoliderebbe meglio la propria presenza sui mari, sfornando una marina da guerra degna di questo nome, mentre le città del Veneto e dell'Istria potrebbero partecipare più attivamente all'amministrazione del proprio Stato, mentre sotto Venezia ciò era loro negato, la gestione degli affari di Venezia era ristretto ad un numero limitatissimo di nobili che accedevano alle cariche per cooptazione, e si trasformerebbero in sudditi fedelissimi del Sacro Romano Impero ed in seguito dell'Austria. Unendosi due secoli prima agli Asburgo, le popolazioni Venete si abituerebbero prima al dominio straniero e a collaborare con esso: anche questo potrebbe nuocere ad una futura unità d'Italia, i Veneti potrebbero preferire a questo punto rimanere sotto gli Asburgo che sotto i Savoia, vanificando gli sforzi di Vittorio Emanuele II (proposta da Never75)

Ştefan cel Mic (Stefano il Piccolo)/2. Quando il sultano ottomano Maometto II attaccò la Moldavia, il 10 gennaio 1475 Ştefan cel Mare sconfisse gli invasori nei pressi di Vaslui, in Moldavia, nonostante disponesse solo di 40.000 moldavi contro un numero di avversari stimati fra 60.000 e 120.000. Ma se Ştefan perde e la Moldavia cade immediatamente sotto il diretto dominio del Conquistatore? Anche l'Ungheria potrebbe essere conquistata con grande anticipo; con che conseguenze sulla storia europea? (seconda ucronia dedicata da William Riker a Ştefan cel Mare)

Il regno del Drago. Mattia Corvino muore in battaglia contro i Turchi, Vlad Tepes detto Dracula ("il dragone" o "il figlio del diavolo" a seconda della lingua) diventa re di Ungheria in unione personale con la Transilvania. Crudelissimo, il suo odio per i Turchi lo porterà a scontrarsi infinite volte contro la Porta; non riuscirà a sconfiggerla definitivamente, ma la stirpe dei Dracul regnerà sull'Europa centrale per secoli (un'idea di Filobeche)

Città Nuova (questo il significato del nome di Novgorod). Il 10 gennaio 1478 fallisce il tentativo di Ivan III di Mosca di conquistare la città di Novgorod, la più antica di tutta la Russia, annettendola alla Moscovia. Di conseguenza la città non subirà alcun saccheggiò da parte di Ivan IV (che nella nostra Timeline ne deportò gli abitanti in seguito ad un tentativo di rivolta). La Repubblica di Novgorod sopravvive nell'estremo nord d'Europa. Come cambia la storia della Russia? (quarta ucronia russa di William Riker)

Sono Pazzi questi fiorentini. Il 26 aprile 1478 la "Congiura dei Pazzi" riesce interamente ed anche Lorenzo viene assassinato. La Repubblica Fiorentina dura più a lungo, non avremo la nefasta presenza a Roma dei Papi Medici con grandi conseguenze anche sull'evolversi della Riforma, ma dovremo rinunciare al Rinascimento Fiorentino. Quale altro Stato Italiano se ne farà promotore? Forse Venezia. ma in questo caso avremo una maggiore attenzione al colore piuttosto che alla forma esteriore. Ciò può provocare anche un'anticipazione dell'Impressionismo a metà '700 (inventata da Never75)

Irredentismo alla sanmarinese. Guidubaldo di Montefeltro, in punto di morte nonché privo di eredi, fiuta il pericolo rappresentato dai Borgia e decide di lasciare in eredità la signoria di Urbino alla repubblica di San Marino. I Sammarinesi dovranno dotarsi di un esercito per far fronte alla probabile invasione pontificia, e ci riusciranno egregiamente grazie ad un'alleanza con la "sorella" Repubblica di Venezia e alle eccezionali doti diplomatiche che da sempre contraddistinguono gli abitanti del monte Titano. I domini della Repubblica tenderanno a fagocitare tutta la Romagna e parte dell'Emilia, permettendo così una nazionalizzazione romagnola della bandiera sammarinese, almeno quanto è accaduto con la Repubblica di Venezia e il popolo veneto (pensata da Renato Balduzzi)

Il Regno di Provenza. Renato d'Angiò morì a 71 anni il 10 luglio 1480 a Aix-en-Provence. Suoi eredi furono Renato II di Lorena e suo nipote Carlo V d’Angiò. Renato diventerà duca di Lorena e antenato dei potentissimi duchi di Guisa, protagonisti delle guerre di religione del '500. Carlo V d'Angiò morì nel 1481 e non ebbe il tempo di consolidare il suo potere, cosicché la Provenza fu incamerata dal re di Francia, il terribile Luigi XI. Ma se Carlo V d’Angiò ha figli, vive più a lungo e riesce a sconfiggere Luigi XI, magari con l'aiuto spagnolo, la Provenza può diventare anch'essa uno stato nazionale sotto la dinastia d'Angiò, e restarlo fino ad oggi, se il Re Sole fallisce nel tentativo di conquistarla. Potrebbe farcela Napoleone, ma il Congresso di Vienna gli farà sputare l'osso. Se gli Angiò tornano sul trono dopo la Restaurazione, in seguito alla grandinata del 1848 lo stato potrebbe assumere lo status di Repubblica assorbendo anche la repubblica marinara di Marsiglia, come i Savoia assorbirono Genova. Potrebbe essere la Provenza a conquistare l'Algeria, che poi diverrebbe indipendente senza la guerriglia dell'OAS, mentre la Tunisia sarebbe appannaggio dell'Italia o dell'Inghilterra. Lo stato resta neutrale durante la Prima Guerra Mondiale ed è conquistato da Hitler nella Seconda, diventando poi nel 1957 uno degli stati fondatori dell'Unione Europea. Il Provenzale sarà una delle lingue ufficiali dell'UE (è del marsigliese Perchè no?)

York forever. La battaglia di Bosworth del 1485 viene vinta da Riccardo III di York. Lord Guglielmo Stanley ed Enrico Percy conte di Northumberland non tradiscono Riccardo: la loro presenza è decisiva ai fini della battaglia. Enrico Tudor (Enrico VII nella nostra Timeline) trova la morte sul campo di battaglia. Tutto ciò oltre a cambiare la genealogia dei re inglesi cambia radicalmente anche la storia d'Europa. I re d'Inghilterra del casato di York (sulla falsariga di quanto fecero nel secolo precedente) tenderebbero ad avere una politica molto più conservatrice che non i Tudor. Ad esempio sarebbero più accomodanti con il papato, si interesserebbero maggiormente delle faccende continentali e questo li porterebbe a porsi efficacemente come terzi incomodi nelle guerre d'Europa tra Francesco I e Carlo V. Un re York potrebbe addirittura tentare l'impossibile e candidarsi ad Imperatore: nella nostra Timeline l'idea era venuta ad Enrico VIII, ma un re più intelligente avrebbe forse anche potuto realizzarla (proposta da Never75 e da Adriano Boni)

Forza Sforza/1. Gian Galeazzo Maria Sforza (1469-1494) non è quel sovrano debole e debosciato che ci ha consegnato la Storia, ma un sovrano coi cosiddetti attributi. Appena raggiunta la maggiore età, capisce che lo zio Ludovico (detto il Moro) trama alle sue spalle per poter governare anche di diritto al suo posto. Con la complicità della moglie Isabella d'Aragona figlia del Re di Napoli e della madre Bona di Savoia, organizza una congiura di cui il Moro è vittima. Grazie ad una più oculata politica estera meno ambiziosa viene evitata l'invasione di Carlo VIII e le conseguenti guerre d'Italia. Milano rimane una delle principali corti rinascimentali d'Italia grazie anche all'apporto di Leonardo da Vinci e Donato Bramante chela arricchiscono continuamente di nuove e meravigliose opere. Il Ducato si mantiene indipendente per secoli, almeno fino a Napoleone, barcamenandosi tra un'alleanza e l'altra, un po' come altri Ducati della Penisola come quello degli Estensi a Ferrara (poi Modena) o Mediceo-Lorenese a Firenze (ancora Never75)

Il Trentino ai veneziani. Nel 1487 Roberto di Sanseverino vince nella battaglia di Calliano. Quindi Venezia riesce a conquistare il Trentino. Venezia riesce a tenere il Trentino fino al 1797. Allora il Trentino farà parte del Lombardo-Veneto e dunque passerà all'Italia nel 1866, dopo la Terza Guerra d'Indipendenza. Probabilmente nessuna mira italiana su Bolzano, specie se c'è un esodo degli italofoni verso sud. Se il Kaiser Guglielmo convince l'Austria a cedere il Kustenland (Trieste ed Istria) all'Italia, scongiura il voltafaccia italiano nella Prima Guerra Mondiale, ed anzi l'Italia entra in guerra con gli Imperi Centrali e li fa vincere! (ideata da Adriano Boni)

L'altro Leonardo. Francesco di Giorgio Martini, nativo di Siena, fu pittore, architetto e ingegnere di prim'ordine nella Toscana di fine quattrocento. Con il suo eclettismo anticipò Leonardo da Vinci; egli amava disegnare macchine strane e complicate che ricordano moltissimo gli appunti leonardeschi. Nel 1490 Francesco fu chiamato a Milano per risolvere l'annosa questione del tiburio del Duomo, al quale aveva lavorato anche Leonardo. I due si incontrarono in occasione dell'approvazione della relazione tecnica; cosa si siano detti è un mistero, però è certo che Francesco influenzò fortemente Leonardo. E se i due non si incontrano mai? Come cambia l'operato del genio di Vinci? Quest'ultimo ci perderà in qualità, o ci guadagnerà in maggior organicità dei suoi lavori, pubblicando un monumentale trattato di tutte le scienze che anticiperà l'Enciclopedia illuministica? (questa è di Enrica S.)

Quant'è bella la vecchiezza... Lorenzo il Magnifico non muore di una forma acuta ed ereditaria di gotta il 9 aprile 1492, a soli 43 anni, ma campa fino in tarda età, continuando a fare da "ago della bilancia" e barcamenandosi tra le aspirazioni francesi e spagnole. Ce la farà ad evitare che l'Italia nel Cinquecento diventi la vacca grassa senza corna che tutti vogliono macellare? (questa è di William Riker)

Granada mon amour. L'assedio di Granada non è stato privo di momenti in cui si sarebbero potute rovesciare le sorti della campagna, e il suo fallimento sarebbe stato un duro colpo, sia economico che morale, per i regni spagnoli appena uniti. Supponiamo che Ferdinando muoia nell'assedio di Malaga. Come si evolverà la situazione in Spagna nei secoli a venire? Ci saranno la scoperta dell'America, l'impero di Carlo V e le colonie europee e americane? E nell'età contemporanea come sarà il mondo senza il crollo dell'impero spagnolo? (ideata da Weltschmerz)

Ucronia culinaria natalizia/2. La vigilia di Natale del 1492, il cuoco di corte di Ludovico il Moro non è troppo impegnato a correre dietro ad una bella sguattera e non lascia bruciare il dolce per il banchetto del suo signore. Di conseguenza il suo aiutante Toni non si trova nella necessità di fornire al duca Sforza come dessert il pandolce da lui stesso impastato con uova, burro, zucchero, uvetta e frutta candita. Di conseguenza il "pan del Toni" (cioè il panettone) non viene inventato. Cosa lo sostituirà nell'immaginario collettivo come dolce natalizio per antonomasia? Ce la farà il pandoro di Verona ad imporsi su tutti gli altri dolci? (un'ucronia natalizia di William Riker)

Il dalmatico. Secoli fa in Europa era parlata una lingua neolatina chiamata dalmatico, che iniziò un declino inesorabile intorno al XVI secolo, quando arrivarono sempre più profughi slavi nei territori della Serenissima. L'ultimo a parlare il dialetto settentrionale, Tuone Udaina, morì a Veglia per lo scoppio di una mina di terra nel 1898. Ma se invece i ragusani decidono di imporre la loro lingua ai profughi slavi, come cambia la storia d'Europa? Potrà nascere un'identità nazionale dalmatica? E se fosse asceso come lingua nazionale anche il morlacco, oggi invece parlato solo da 22 persone? (se lo chiede Camillo Cantarano)

Rinascimento musulmano. Qualche storico sostiene che lo sviluppo europeo è basato su tre pilastri: la scoperta e lo sfruttamento del Nuovo Mondo; la fine dell'unità religiosa con la Riforma (passiamo allora dal termine Cristianità al termine Europa); lo sviluppo di un sapere che non viene dalla religione, ma da un'altra via intellettuale. Anche l'Islam ha avuto due cose simili a queste: uno spazio vuoto da sfruttare (Asia centrale, Africa, Oceano indiano) e la divisione religiosa. Però il sapere religioso è rimasto l'unico importante. Ma supponiamo che il grande sviluppo delle scienze arabe fino al X secolo e anche gli intellettuali andalusi come Averroè abbiano maggiore e più duraturo successo. Nell'epoca moderna ciò porta ad un Rinascimento nel mondo arabo, con la riscoperta delle arti e delle scienze greche, iraniche, mesopotamiche, insomma tutto il sapere pre-islamico. Le matematiche si sviluppano permettendo la nascita di un Copernico, un Galileo, un Newton musulmani. Lo sviluppo tecnico e intellettuale prosegue fino alla rinascita delle democrazie ed alla rivoluzione industriale. O l'Europa prosegue la sua storia come nella nostra Timeline e si sviluppano contemporaneamente due civiltà industriali, oppure facciamo dell'Europa il simmetrico speculare del nostro mondo musulmano: niente Rinascimento, niente sviluppo delle nazioni e dello Stato moderno, niente sviluppo tecnico, intellettuale, eccetera. Allora la Spagna prende il posto dell'impero ottomano e controlla in maniera più o meno ferma l'intera Europa e il Maghreb (una minaccia per il mondo musulmano, il re spagnolo sarà respinto solo nel 1683 dopo l'assedio di Tunisi); l'Inghilterra si chiude in se stessa come un'altro Giappone, anglicana e nemica di Madrid, mentre l'impero turco diventa come l'impero spagnolo, declinando di fronte a delle nazioni più dinamiche: l'Egitto al posto della Francia, il Libano al posto dell'Olanda, la Palestina e l'Arabia all'posto dell'Italia, la Siria e l'Irak al posto della Germania, l'Iran al posto dell'Austria, un grande impero centroasiatico al posto della Russia (l'India del Gran Moghul?). Questo mondo musulmano che chiameremo Umma (come "Europa" ha preso il posto di "Cristianità") potrebbe colonizzare l'Africa orientale, l'Australia, eccetera. Le Americhe verranno scoperte dalla gente dell'Umma o dagli Europei ma in modo lento, come l'avanzata dell'Islam in Africa subsahariana e in Asia centrale; i piccoli stati cristiani d'America del Nord saranno allora delle piccole signorie, repubbliche marinare ecc. senza troppo potere. Di questo passo si arriverà all'occupazione dell'Utah, paese montagnoso dove combattono i ribelli evangelici contro i membri dell'Asse del Bene democratico, mentre la maggior parte dei terroristi degli attentati dell'11 settembre in Australia erano di origine italiana, fedele alleato della coalizione... (un'ucronia simmetrica del mitico Perchè no?; ecco la discussione che ne è scaturita)

La spunta della Rovere. Nel Conclave del 10-11 agosto 1492 si scontrarono i cardinali Giuliano della Rovere e Rodrigo Borja y Borja; quest'ultimo riuscì ad accordarsi con il potente cardinale Ascanio Visconti e a farsi eleggere Papa con il nome di Alessandro VI. Come sappiamo, in qualità di Pontefice Rodrigo fu una frana, criticato da tutti per la sua condotta morale scandalosa e per lo smaccato nepotismo: dopo aver tentato di fare del figlio naturale Cesare, avuto dalla sua amante Vannozza Cattanei, il proprio successore ed erede, ne favorì la carriera politica e militare. Ora, che accade se invece Giuliano della Rovere (che nella nostra Timeline fu eletto a sua volta Papa, ma nel Conclave del 1503) la spunta su di lui e si fa eleggere già nel 1492 con il nome di Giulio II? Il suo pontificato durerà fino al 1513, quindi per 21 anni, uno dei più lunghi della storia. Anche Giulio II come Papa è da dimenticare (anzi, peggio ancora di Alessandro VI, che perlomeno diffuse la pratica del Rosario e la preghiera dell'Angelus Domini), ma sappiamo tutti quali erano le sue qualità come guerriero. Cosa combinerà, lasciandolo regnare per un ventennio? Come si confronterà con l'invasione dell'Italia da parte di Carlo VIII? O Cesare Borgia tenterà di avvelenarlo per lasciare spazio a suo padre? (pensata da William Riker)

Imperator et Papa. L'imperatore Massimiliano d'Asburgo, nonno di Carlo V, rimase vedovo proprio mentre moriva il Papa, e brigò proprio per essere eletto nuovo Pontefice, saldando la carica di Sacro Romano Imperatore con quella di capo della cattolicità. Cosa sarebbe accaduto se quest'eventualità si fosse realizzata davvero? (grazie al Marziano)

Papa et imperator. Il Papato a fine Medioevo costituisce uno Stato Pontificio esteso a tutta l'Europa, a tutta l'America Latina, a parte dell'Africa ed all'Oceania; infuria l'Inquisizione; alla secolarizzazione delle gerarchie cattoliche si contrappone con successo a livello popolare l'ordine dei Cappuccini (proposta da Perchè no? e da William Riker)

Un'Europa senza Germania/3. Ciò potrebbe verificarsi se ad esempio La politica matrimoniale di Massimiliano I fallisce e la Borgogna rientra in un solo colpo nella nazione francese. Le guerre che seguiranno porteranno alla divisione perpetua fra Asburgo d'Austria e Asburgo di Boemia. Ne conseguel'assorbimento da parte della Francia del Sacro Romano Impero, il re di Francia è eletto Imperatore e lo resta fino all'età moderna. La Polonia annette la Sassonia, la bandiera polacca oggi sarà a cinque colori e non a due. Resta da valutare la formazione dei Paesi Bassi. L'Austria potrebbe sopravvivere come stato cuscinetto fra Turchi e Francesi, oppure addirittura come stato di guerriglieri e ribelli; per noi oggi sarà un'estensione della Iugoslavia, con tutto ciò che questo comporta (un'idea di Iacopo

Prima ad est. Considerando come sono state per prime le nazioni occidentali ad unificarsi (Francia, Inghilterra, Spagna), cosa sarebbe successo se in questi territori fossero nate tante piccole entità regionali, mentre ad unificarsi per prime fossero state Germania, Italia, Russia e Balcani? (un'idea di Rodolfo Jannaccone Pazzi)


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