Il continente che non c'è/1. I saggi di Salamanca avevano ragione e l'America non esiste. Primo caso possibile: l'America non c'è e il mondo ha le dimensioni previste da Colombo (12.500 miglia nautiche di circonferenza). Allora Colombo ce la fa a raggiungere il Cipango (il Giappone), guerre fra la Spagna e la Cina (prima ucronia senza l'America del Marziano)

Il continente che non c'è/2. Seconda possibilità: l'America non c'è e il mondo ha le dimensioni della nostra Timeline (21.500 miglia nautiche di circonferenza). In pratica sussiste la Pangea perchè Asia, Australia, Europa ed Africa sono assai ravvicinate tra loro, e non vi sono altri continenti. Allora Colombo non ce la fa a raggiungere l'Asia e deve tornare indietro. La Spagna (ma anche la Francia e l'Inghilterra) sono sconfitte nella corsa verso le Indie, perchè l'unica via praticabile è la circumnavigazione dell'Africa, monopolizzata dai Portoghesi. I Francesi vengono a patti con i Turchi per usare la via del Mar Rosso, e Ferdinand de Lesseps - o chi per esso - taglia l'istmo di Suez con tre secoli di anticipo, mentre Venezia non decade come potenza navale. (seconda ucronia senza l'America del Marziano)

Il continente che non c'è/3. Terzo scenario: l'America non c'è e il mondo ha le dimensioni della nostra Timeline, ma esiste la famosa Terra Australis Incognita che occupa quasi tutto l'emisfero australe, abitato dall'equivalente dei nostri aborigeni, numerosi e minacciosi. Come si svolge l'epopea di conquista di questa terra australe, scoperta per caso da Cabral al posto del Brasile? (terza ucronia senza l'America del Marziano)

Il continente c'è, ma non lo si vede. L’America sarà scoperta solo nel 1791 da Alessandro von Humboldt. L’assenza dell'America nel XVI secolo cambia molte cose. Spagna e Portogallo, ma anche Francia e Inghilterra nel XVII secolo, colonizzano l’Africa e le Indie fondando delle società schiavistiche sulle coste occidentali dell’Africa e nel Congo. L’Africa del Sud é colonizzata dagli Inglesi e il Madagascar dai Francesi. Conquista militare delle Indie da parte le diverse potenze europee. Cina e Giappone si aprono più presto all’Occidente e si modernizzano più rapidamente. Scoperta prematura dell’Australia, che nel XVIII secolo si ribella contro la corona britannica fondando gli Stati Uniti di Australia, prima democrazia e modello della Rivoluzione Francese. Nel XIX secolo nuova fase d’espansione nel Nuovo Mondo, competizione tra le potenze europee ma anche partecipazione cinese, giapponese ed australiana alla conquista. Sempre nel XIX secolo, prima fase di decolonizzazione in Africa da parte di Simon Bolivar (l’Africa é in grande parte ispanofona e lusitofona). La colonizzazione dell’America prosegue nel XX secolo ma, ancor oggi, gli imperi indigeni oppongono maggiore resistenza aiutati dalle nazioni africane indipendenti (un'altra genialata di Perchè no? e di Falecius: ecco un possibile sviluppo)

Colombo in Florida. Dopo due mesi di navigazione, il morale nelle navi di Cristoforo Colombo era molto basso e per risollevarlo Colombo, nei pressi del Mar dei Sargassi, fece virare bruscamente la flotta verso rotta Sud-Ovest causa degli uccelli che volavano in quella direzione. Fu così che alle due di notte del venerdì 12 ottobre 1492 il marinaio Rodrigo de Triana avvistò per la prima volta la terra che poi verrà chiamata San Salvador. E sei quegli uccelli non passano di li in quel momento? O Colombo è da un'altra parte e non li ha visti? O ancora l'ammutinamento avvenuto dopo la sua brusca decisione non finisce con un accordo tra Colombo e i marinai e la flotta torna sui suoi passi? Colombo non sbarcherà mai su un isola, ma su una terra fiorita che probabilmente chiamerà Florida. Come cambia la storia americana? Il territorio culturalmente legato alla Spagna dominerà ancora oggi su parte del Sud degli Stati Uniti? Se sì, come si svolgerà la guerra di secessione se i CSA saranno uniti anche culturalmente oltre che nello stile di vita? (se lo domanda Ded17)

Cristóvão Colombo. Il re del Portogallo dà retta a Colombo e finanzia la sua spedizione, oltre a quella di Vasco da Gama: sarà il Portogallo a colonizzare le Americhe. Come cambia la storia del mondo? La conquista portoghese di Messico e Perù è improbabile, ma è possibile una talassocrazia portoghese più duratura? (questa è di Falecius)

Christopher Columbus. Cristoforo Colombo non trova ascolto in Spagna e neppure a Parigi, e così si rivolge all'Inghilterra. Enrico VII Tudor gli dà retta e finanzia la sua spedizione. San Salvador si chiama Saint Saver e l'intera America, sia settentrionale che meridionale, viene conquistata dagli inglesi e diventa anglofona. Ma allora sarebbe anche interamente protestante? Forse no: siccome nel 1492 l'Inghilterra è ancora cattolica, e dunque cattolici sono anche i primi Conquerors (equivalente britannico dei Conquistadores), forse nelle colonie sudamericane la Riforma non viene accettata, ed il tentativo dei Tudor prima e degli Stuart poi di imporvela con la forza provoca in essa un movimento indipendentista fin dal XVI secolo, 300 anni prima di quelli avvenuti nella nostra Timeline a cavallo dei secoli XVIII e XIX... Con questo anche la Spagna non diventa la campionessa della fede, e la sua forza espansiva fuori dall'Europa non le basta per dominare gran parte dell'America ed anche dell'Asia; è invece l'America Meridionale stessa a diventare un grande stato difensore della fede, mentre le colonie del Nordamerica resterebbero protestanti e legate alla madrepatria fino all'avvento di George Washington. Se l'America Meridionale non si chiude in sé stessa, può sostituire l'Inghilterra medesima nel dominio dei mari e dare vita a una fase imperialistica, conquistando con le sue forze unite ampi territori in Asia e in Oceania; allora Australia e Nuova Zelanda entrano a far parte di un "Commonwealth" cattolico che si estende anche alle Filipinas, a Hong Kong, a Macao e addirittura all'India... (una proposta davvero affascinante dell'argentino Enrique, di Santa Fè)

Buon sangue non mente. Immaginiamo che dopo varie vicende, a noi parzialmente oscure, Cristoforo Colombo si rivolga con risolutezza alla Repubblica di Genova per finanziare il suo viaggio verso le Indie, e che quest'ultima conceda un paio di navi. Sempre ammettendo che il viaggio vada a buon fine, come cambia la Storia? Avremo un Colombo che proclama che l’isola di San Salvador (ora giustamente rinominata San Salvatore o anche, perché no, San Giorgio) appartiene non alla cristianissima regina Isabella di Castiglia, bensì al Doge di Genova Gian Galeazzo Maria Sforza… (proposta da Giorgio Tebaldi: ecco un suo possibile trailer)

Il regno di Colombia. "Perchè dare ai re di Spagna ciò che potrebbe essere solo mio?" Proprio così avrebbe potuto ragionare Colombo, una volta giunto nelle "Indie" e dopo aver scoperto isole ricchissime e lussureggianti come Cuba e Hispaniola. Ebbene, cosa accade se Colombo decide di non fare rientro dal suo primo viaggio, di restare in America e di fondare un suo regno esteso a tutti i Caraibi, avendo i fratelli Pinzòn come vicerè? Probabilmente Cabral scopre ugualmente l'America nel 1500, sbagliando la strada verso le Indie, ma potrebbe avvenire una guerra tra Spagna e Portogallo da un lato e il nuovo regno di Colombia dall'altro... (ideata da William Riker e da Demofilo)

Israele in America. 1493: David Ben Salomon, un personaggio di assoluta fantasia, giovane pastorello andaluso di religione ebraica, riceve una visione da parte dell'arcangelo Gabriele che lo invita a lasciare la Spagna, dove il suo popolo è duramente perseguitato, per andare a fondare un nuovo Israele oltre il mare oceano. Gli Ebrei Sefarditi credono al ragazzo ed organizzano un viaggio di 1200 persone verso la costa atlantica del nuovo mondo. Nel 1496 la comunità ebraica si insedia in una zona dell'America del nord lontana dai domini spagnoli, pacifica convivenza con gli indiani. Nel 1498 nasce Efraim, ovvero Israele in America. Davide rifiuta la corona (perchè l'unico re è Dio) e il titolo di Profeta, ma accetta quello di Giusto. Si forma una repubblica teocratica moderata guidata da un sinedrio di giuristi e rabbini (genialissima idea di Filobeche)

Altro che Raya. Il 7 giugno 1494 con il Trattato di Tordesillas Spagna e Portogallo si divisero praticamente il mondo: tutte le terre ad occidente del 46° meridiano ad ovest di Greenwich (la celebre "Raya") sarebbero state spagnole, tutte quelle ad oriente portoghesi. Il Brasile fu colonizzato dai lusitani proprio perchè si trovava ad est della Raya. Ma che accade se il tentativo di mediazione del Papa spagnolo Alessandro VI fallisce e le due superpotenze marinare ingaggiano una vera e propria guerra mondiale per la supremazia sui mari? La Francia e i Mamelucchi si schierano con il Portogallo, il Sacro Romano Impero e l'Inghilterra con la Spagna; l'Impero Ottomano da principio sta alla finestra; la guerra si combatte anche nelle Indie Orientali (Cina e Corea con il Portogallo, Siam e Giappone con la Spagna) e sul suolo italiano (Milano, Genova, il Regno di Napoli e il Papa Borgia con gli spagnoli; i Savoia, Venezia e Firenze con i portoghesi). Come cambia la storia d'Europa? (questa è di William Riker)

Il Trattato di Tordesillas non viene rispettato. La Spagna è in perenne lotta con il Portogallo sul Continente Europeo e nelle Americhe. Non potendo combattere su troppi fronti, alla fine Carlo V deve scegliere: se preferisce impegnarsi sul Continente avvantaggerà il Portogallo nelle Americhe che, oltre al Brasile, può tranquillamente proseguire nelle conquiste ed eventualmente annettersi gran parte anche dell'America Andina e Centrale; oppure sceglie di impegnarsi con maggior successo nelle colonie annettendo i domini portoghesi in America, in Asia ed in Africa, mentre invece in Europa è la Francia che la fa da padrona, sicura com'è dell'appoggio del Sultano, dei principi protestanti e del papa; lo scontro per la preminenza sul Continente, Francesco I lo deve sostenere contro l'Inghilterra dei Tudor (grazie a Never75)

I Turchi nell'Atlantico. Se gli Ottomani riescono a mettere piede anche in Marocco, ivi una dinastia di ufficiali ottomani (come nel resto del Maghreb), che governa in maniera autonoma, potrebbe decidere di mandare coloni nelle Antille. Il Suriname sarebbe una buona base nella guerra di corsa per attaccare le navi spagnole; piuttosto che una colonizzazione delle Americhe però è più probabile quella della costa africana, nel Senegal o sul Niger, che era già una zona islamizzata. In ogni caso la presenza degli Ottomani nell'Atlantico quali conseguenze avrebbe sul commercio degli schiavi? (se lo chiede Perchè no?)

Colombo al contrario. Nel XIV secolo gli Atzechi iniziano un'opera di ricognizione del mar dei Sargassi e delle coste nordamericane, che monopolizzano per i commerci con il Sudamerica. Con il perfezionarsi delle tecniche navali alcuni equipaggi dell'ormai potentissimo impero atzeco attraversano l'Atlantico, scoprendo l'Europa e riportando in America quanto basta per evitare gli errori grossolani che nella nostra Timeline hanno comportato la loro fine. Come cambia la storia del mondo? (se lo domanda Renato Balduzzi)

Meglio l'Africa. Anziché ai viaggi transatlantici, in conseguenza dell'impresa di Vasco da Gama, gli Inglesi e i Francesi si dedicano anzitempo alla conquista ed alla spartizione dell'Africa, tanto più che Leone l'Arabo ha parlato a Papa Leone X di incredibili miniere rigurgitanti oro presso la mitica Timbuctù, e di immensi branchi di elefanti con zanne di preziosissimo avorio. I Conquistatori partiranno immediatamente al grido di "Dio lo vuole (e la mia tasca pure)". Londra e Parigi in quest'impresa avranno pochi rivali: i Portoghesi si limitano infatti a stabilirvi teste di ponte e non colonie, gli spagnoli sono impegnati a sfruttare le ricchezze delle Americhe, e i Tedeschi sono troppo impegnati nelle guerre di religione per pensare ad avventure oltremare. Forse si inseriranno nella gara Genova e Venezia, che non vogliono perdere il loro ruolo di potenze marinare. La misteriosa Africa è già sede di regni ed imperi leggendari, spesso temuti anche in Occidente, dunque la conquista si rivela lunga e difficoltosa, ma alla fine porta le due potenze europee a dividersi il continente, e poi ad ingaggiare una Guerra dei Sette Anni anticipata per prevalere gli uni sugli altri. Come cambia la storia? (pensata in coppia da Enrico Pellerito e da William Riker)

I Portoghesi si fanno furbi. Che accade se i Portoghesi non si limitano a creare empori commerciali sulle coste dell'Africa, ma vi insediano coloni come gli Spagnoli in America, favorendo la nascita di colonie bianche in Guinea, Angola, Mozambico e nell'attuale Sudafrica, oltre che di una popolazione creola. Guerre perenni con le tribù locali, certamente molto più numerose e agguerrite degli Amerindi (proposta da William Riker)

L'impero norvegese. Nel 1721 Hans Egede, un missionario norvegese, partì per la Groenlandia, deciso a convertire al protestantesimo i discendenti dei coloni vichinghi stanziatosi secoli prima in quell'isola, che secondo lui erano rimasti fedeli alla Chiesa di Roma. Una volta giunto in Groenlandia però non ne trovò nessuno, e dovette rassegnarsi a convertire gli Inuit. L'ultimo discendente dei coloni di Erik il Rosso sarebbe stato trovato morto in riva al mare nel Cinquecento da alcuni pescatori islandesi finiti per errore in Groenlandia. La cosiddetta "Piccola Glaciazione" aveva purtroppo menato strage di quegli antichi pionieri. Ma che accade se essi trovano il modo di sopravvivere fino all'epoca delle grandi esplorazioni oceaniche, magari migrando a sud, verso Terranova? Come si confronteranno i colonizzatori europei con questa presenza bianca al di là del mare? E se la Norvegia reclamasse le terre abitate e visitate dai discendenti dei suoi cittadini del Medioevo, ed iniziasse una campagna di espansione coloniale nel Nordamerica con grande anticipo rispetto a Francia ed Inghilterra? (anche questa è di William Riker)

Si folium cadit, tota scientia evadit. Le "Silvae" di Stazio e molte altre opere dell'antichità classica non vengono più ritrovate nel corso dell'Umanesimo. Come cambia il Rinascimento e il suo rapporto con l'antichità greco-romana? (se lo chiede Lord Wilmore)

Il trionfo dell'alchimia. Proviamo a ragionare sui lati oscuri del Rinascimento, di cui si magnifica solo lo splendore della scienza, del progresso e delle arti. Riflettiamo in particolare sul rapporto tra scienza e magia in quel secolo di grandi mutamenti. Ad esempio, cosa accade se il "Malleus Maleficarum" non viene mai scritto? O se Innocenzo VIII non scrive la bolla papale "Summis desiderantes affectibus"? Anziché alla scienza sperimentale, i maggiori ingegni del tempo, da Leonardo a Newton, si danno allo studio dell'alchimia e di pratiche occulte. Leonardo cerca come trasformare il piombo in oro e scopre il quarzo aurifero. Keplero non scopre le sue Tre Leggi ma persiste con i suoi studi sui poliedri regolari e sull'armonia delle sfere. Galileo e Newton restano legati all'aristotelismo. Oggi ci troviamo in un mondo dominato da alchimia e (presunta) magia; oppure la Rivoluzione Industriale ha avuto inizio più tardi, nel XIX secolo, e oggi noi ci troviamo in un mondo steampunk... (proposta da Alienor)

Gerolamo I. Gerolamo Savonarola diventa cardinale e poi è eletto Papa al posto del corrotto Alessandro VI Borgia, riformando la Chiesa in senso radicalmente evangelico (proposta da William Riker)

Gerolamo il Conquistatore. Il frate domenicano Girolamo Savonarola, dopo aver fondato la Repubblica Popolare Democratica Cristiana di Firenze nel 1494, si scaglia contro i costumi corrotti della Chiesa e del pontefice, papa Alessandro VI Borgia, criticando con forza i valori mondani della corte romana e prendendo di mira la stessa cultura umanistica e rinascimentale, definita "troppo sporca". Il severo rigorismo di Savonarola e dei suoi numerosissimi seguaci, i "piagnoni", riesce a conquistare l'appoggio anche dei vecchi sostenitori dei Medici, scacciati dalla città toscana dopo la morte di Lorenzo nel 1492, e degli stessi "arrabbiati" che puntavano alla guerra con Pisa e alla conquista dell'intera regione. Di fronte a questo grande seguito popolare, nel 1497 arriva la scomunica da parte dello stesso Alessandro VI: altra benzina sul fuoco di Palazzo Vecchio. Infatti in una settimana Savonarola mette in piedi un'armata di circa centomila tra uomini, donne, bambini e vecchi, soldati, ladri e mendicati, denominata "l'Armata di Dio" e muove guerra prima a Pisa, conquistandola dopo un assedio settimanale, e successivamente a Roma. Nel gennaio 1498 le truppe papali sono duramente sconfitte a Viterbo e gran parte dell'artiglieria e delle macchine da guerra sono prese dall'Armata che punta direttamente verso la Città Eterna, conquistandola dopo due anni di perenne assedio. Il 25 dicembre 1500 Girolamo Savonarola entra nella Basilica di San Pietro con in mano la croce di legno, bagnata dal sangue delle tante vittorie. Profonda riforma della chiesa cattolica romana con il successore Pio III. Che fanno gli spagnoli, dopo la detronizzazione del loro Papa connazionale? (avanzata da Demofilo)

Carlo VIII Magno. Carlo VIII e Francesco I riescono ad imporre la loro egemonia sulla penisola italiana; come cambia la storia? (proposta da Bhrg'hros e da Filobeche; ecco lo sviluppo pensato da quest'ultimo)

L'Orlando Savio. Matteo Maria Boiardo non interrompe la stesura del suo "Orlando Innamorato" e non muore a soli 53 anni a Reggio Emilia, ma sopravvive e porta a compimento tutti e cento i canti previsti del suo poema. In tal modo Ludovico Ariosto non avrà la necessità di completarlo scrivendo l'"Orlando Furioso". Quale finale avrà immaginato il Boiardo per il suo poema fiume? Orlando impazzisce comunque? O corona il suo sogno d'amore sposando Angelica? (se lo domanda William Riker)

Leonardo va alla guerra. Il 6 luglio 1495 presso Fornovo di Taro (PR) si affrontarono l'esercito di Carlo VIII di Francia, composto da francesi e da mercenari svizzeri, e quello della Lega Santa, formato dagli eserciti di Milano e Venezia, per la gran parte mercenari, italiani, dalmati, greci e tedeschi. La Lega Santa mirava a catturare il re francese, ma le sue milizie non riuscirono ad accerchiare quelle di Carlo VIII: lo scontro, assai sanguinoso (complessivamente si contarono tremila morti) nonostante fosse durato solo poco più di un'ora, ebbe un risultato incerto. Ma se gli italiani avessero messo in campo le avveniristiche macchine da guerra disegnate da Leonardo da Vinci, i cui disegni nascondono intuizioni veramente geniali per l'epoca, forse ci sarebbero riusciti, visto che il genio di Vinci aveva già pensato ad ordigni a frammentazione, a carri armati micidiali, a ponti autoportanti per superare il Taro, a falci rotanti per abbattere la cavalleria nemica e addirittura ad alianti con i quali bombardare i nemici dall'alto. Se le innovazioni leonardesche diventano realtà, come cambia l'arte della guerra e, con essa, la storia d'Europa? (prima ucronia vinciana proposta da William Riker dopo aver letto un brillante articolo di Focus Storia n° 18 del febbraio-marzo 2008, a firma di Carlo Dagradi)

Leonardo e la Rivoluzione Industriale. Spin-off dell'ucronia precedente. Leonardo ideò non solo tecnologia bellica d'avanguardia, ma anche moltissime nuove macchine che per il loro meccanismo ricordano molto da vicino quelle che anni dopo avrebbero regalato all'Inghilterra il primato di fondatrice della Rivoluzione Industriale (vedi ad esempio questo sito). Il problema è che non vennero mai realizzate. Ma se così non fosse? Se un patrizio veneto o un borghese toscano comprendono l'importanza di questi macchinari e cominciano il loro utilizzo su larga scala? E' vero che la rivoluzione industraile è più una rivoluzione delle fonti d'energia che delle macchine lavoratrici, ma ciò non significa che non possa aversi comunque un'espansione della produzione con una riduzione dei cosi che dia ai borghesi italici molti soldi da reinvestire, magari non solo in opere d'arte. E poi, lo stesso Leonardo potrebbe accorgersi che il doversi sempre appoggiare alla presenza di un fiume è un forte limite per l'industria, ed adoperarsi per trovare una soluzione... (seconda ucronia vinciana di Paolo Giusti)

Napoli spartita. Dopo Fornovo gli stati italiani si spartiscono il Regno di Napoli invece di restituirlo agli aragonesi. Cosa può succedere? Ciò potrebbe portare al rafforzamento di uno stato che si imporrà sugli altri? Oppure gli stati raggiungerebbero una potenza sufficiente per resistere agli attacchi esterni, ma anche quelli degli altri stati italiani, portando ad una situazione di stallo che durerebbe fino ad oggi? Oppure manterrebbero l'equilibrio una volta prese le signorie minori? Ed i Savoia in tutto questo se ne rimarrebbero con le mani in mano? Una volta morto Andrea Doria, niente impedirebbe a Milano di mettere le mani su Genova, anche se è costretta a cedere la Corsica a Firenze, che si è scoperta potenza marittima e, sotto un regime repubblicano, riesce a conquistare anche le rivali Siena e Lucca. Dopo la morte di papi ambiziosi come Giulio II lo Stato Pontificio, che dopo Fornovo ha ricevuto Campania e Abruzzo, rimane sostanzialmente stabile. Venezia riceve la Puglia, la Basilicata e la Calabria, che diventano lo scalo intermedio che la Repubblica desiderava tanto. Milano, dopo aver preso il controllo della Sicilia dopo Fornovo e aver annesso Genova, conquista anche l'Emilia e Trento, vescovato di un Impero molto meno vivo rispetto a quello che riesce ad "Ammassare" Carlo V. La Savoia, prossimo obiettivo di Milano, viene in parte conquistata, ed i Savoia sono deposti dal popolo che si consegna nelle mani degli Svizzeri... (ideata da Camillo Cantarano)

Cesare I re di Napoli. Nel 1498 Lucrezia Borgia sposò in seconde nozze Alfonso d'Aragona, principe di Salerno, figlio illegittimo del precedente re di Napoli Alfonso II. Nel 1498 il re di Napoli era Federico, zio di Alfonso II, e il re non ebbe problemi a concedere la mano del cuginetto bastardo alla bastarda di un papa. Papa Alessandro VI però aveva chiesto molto di più. Voleva che Carlotta d'Aragona, figlia legittima del Re Federico, sposasse Cesare Borgia. Il re perse tempo, e Cesare sposò poi la figlia del re di Navarra, diventando il duca Valentino. Ma cosa succede se Cesare e Carlotta d'Aragona si sposano? Probabilmente, entro il 1499 Re Federico muore avvelenato, e Cesare Borgia diventa prima reggente, e poi re di Napoli. Forse con Cesare I re di Napoli, senza il consenso del papa, francesi e spagnoli non si spartiranno il regno di Napoli, limitando a combattersi a nord. La dinastia dei Borgia diventerà un'alleata di ferro dell'imperatore Carlo V, e forse resisterà fino ai giorni nostri, tanto che (ma sarebbe da augurarselo?) i Borgia prenderanno il posto dei Savoia! (un'idea davvero clamorosa di Francesco Dessolis)

La Grande Borgogna. La Borgogna diventa una grande potenza europea (ecco il testo proposto da Filobeche e da Iacopo)

La Grande Moldavia. Stefan Cel Mare, principe di Valacchia, sconfigge definitivamente la Polonia nel 1499, invece di stipulare con essa un trattato di pace. Avremo un voivoidato di Moldavia molto potente che comprende la Transilvania, la Moldavia, parte dell'Ucrania ed il sud della Polonia. Se inoltre Stefan Cel Mare attacca l'Ungheria in virtù della sua parentela con Mattia Corvino, allora abbiamo un poderoso baluardo contro i Turchi. Effetti: i Turchi vengono fermati prima, ed inoltre non è l'Austria, ma la Moldavia a beneficiare del declino degli Ottomani occupando la Valacchia e Sarajevo. Il risultato di tutto questo è la costituzione di una grande Romania sin dalla fine del XVI secolo (proposta da Maggioriano)

Pax Tibi, Marce. Ai primi del '500 la Repubblica di Venezia riesce a costruire uno stato nazionale almeno nel Centro e Nord Italia, esteso da Torino fino a Grosseto e alla Romagna, che comprende anche la Dalmazia e le isole Ionie. Nel corso del cinquecento e del seicento poi Venezia strappa vasti territori a Francia (Provenza), Austria (Sud-Tirolo, Carniola, Croazia), Turchia (Retroterra dalmata, Epiro, Grecia, Ionia, Bisanzio e dintorni, Palestina e porti del Levante, rendendo stati tributari Ungheria, Transilvania, Bulgaria, Serbia, Montenegro, Khanato di Crimea, Tunisia, Egitto e Principati danubiani) e Spagna (Catalogna, Baleari e Gibilterra), aprendosi la via sia alle Indie orientali che occidentali. In tal modo potrà competere come potenza navale con Spagna, Inghilterra, Francia e Olanda; successiva alleanza con inglesi e olandesi in funzione antispagnola e antifrancese; alleanza antiottomana con i russi, decadenza ottomana anticipata e canale di Suez aperto con secoli di anticipo dai veneziani (proposta da William Riker e da MAS)

Sopravvivenza del ducato di Milano. Il 10 aprile 1500 Ludovico il Moro, nel suo tentativo di riappropriarsi del ducato di Milano, non si affida a mercenari svizzeri ma a ben più motivate truppe partigiane italiane, e vince a Novara le truppe francesi di Luigi XII, riuscendo a rioccupare la capitale. Alla sua morte del 1518 gli succede il figlio Massimiliano Sforza, avuto da Beatrice d'Este. Alleandosi prima con Francesco I contro Carlo V, e poi con Carlo V contro Enrico II, questi riesce a mantenere indipendente il ducato, che resterà tale anche durante tutto il seicento e il settecento. Di conseguenza Milano non conosce la sonnolenta dominazione spagnola (i "Promessi Sposi" saranno molto diversi), emerge come potenza leader in Italia e partecipa alle guerre di successione nel settecento schierandosi a fianco del Sacro Romano Impero, fino all'invasione napoleonica. Come cambia la storia d'Italia? (un'idea geniale di William Riker)

Il topo che cambiò la storia d'Inghilterra. Il 2 aprile 1502 Arturo Tudor, figlio primogenito del re d'Inghilterra Enrico VII, morì a soli 15 anni a causa dell'infezione contratta in seguito al morso di un topo. Ma se un predatore fa fuori quel topo prima che esso morda il Principe di Galles? Esso salirà al trono al posto del fratello minore, un certo Enrico VIII. Come cambia la storia d'Inghilterra? (pensata da Lord Wilmore)

Il ponte di Leonardo. Nel 1502 Leonardo da Vinci progettò per conto del Sultano Ottomano Bayazid II un arditissimo ponte a campata unica lungo oltre 300 metri, che avrebbe dovuto scavalcare il Bosforo poggiando sul Corno d'Oro. Naturalmente non fu mai costruito. Ma che accade se il progetto leonardesco va in porto e Costantinopoli può vantare una simile meraviglia architettonica? (terza ucronia vinciana di William Riker)

La Grande Romagna. Il 18 agosto 1503 Papa Alessandro VI sopravvive al tentativo di avvelenamento del cardinale Adriano Castellesi di Corneto e regna almeno 5 anni in più, in modo tale da consentire a suo figlio Cesare di consolidare i suoi domini personali in Romagna, intendendo per Romagna la "Romandiola" storica (province di Bologna, Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini, Pesaro, Urbino fino al fiume Esino) e del Piceno (che costituisce la parte centro-meridionale della Marca di Ancona, culturalmente e storicamente diversa dalla parte nord). Purtroppo nella storia d'Italia non si parla quasi mai della Romagna, e si dà sempre per scontato che debba essere sotto il dominio del Papa; grazie a questo POD è possibile darle un ruolo molto più autonomo e costruttivo nella storia italiana? (se lo chiede il romagnolo Dorian Gray)

Papi del Rinascimento/1. Papa Pio III, al secolo Francesco Nanni Todeschini Piccolomini, si oppose con coraggio alla politica di Alessandro VI e, in mezzo ai torbidi conseguenti alla morte di quest'ultimo, fu eletto papa anche grazie all'interessamento del cardinale della Rovere, che in seguito diventerà papa Giulio II, ricevendo l'incoronazione l'8 ottobre 1503. Accordò successivamente a Cesare Borgia il permesso di rientrare a Roma, ma contemporaneamente mise mano con sollecitudine alla riforma della curia. Morì dopo solo ventisei giorni di pontificato, per un'ulcera alla gamba, o, come sostenuto da alcuni, a causa di un veleno. Che succede se non muore? Un'alleanza fra il cinico Valentino ed un papa onesto e morale potrebbe funzionare? Il conquistatore delle Romagne riuscirà a creare un regno di lunga durata nel Nord Italia? E la riforma dei costumi della curia di Pio avrà successo? (proposta da Jeck86)

Impero mondiale dei Borgia. Il Valentino sopravvive politicamente a suo padre, unifica la penisola italiana e conquista Castiglia ed Aragona, nonché tutte le loro colonie extraeuropee (proposta da Bhrg'hros e da William Riker)

La dinastia dei Brandon. Nella sua giovinezza Enrico VIII rischiò di morire in un torneo. Si salvò per miracolo, riportando qualche ferita non molto grave (il suo omonimo di Francia, Enrico II, non sarà fortunato come lui: in un torneo sarà trafitto da una lancia). Che accade invece in seguito alla morte prematura di Enrico VIII? Probabile il passaggio del titolo regale a Henry Brandon, I conte di Lincoln e figlio di Maria Tudor, sorella di Enrico VIII, e di Charles Brandon, duca di Suffolk. Come cambia la storia d'Inghilterra? Ci sarà comunque uno scisma anglicano? (ideata da Camillo Cantarano e da William Riker)

Encausto. Leonardo, che aveva studiato il "De Architectura" di Vitruvio, per realizzare la "Battaglia di Anghiari" commissionatagli dal comune di Firenze tentò di ricorrere alla tecnica dell'encausto, ma il fuoco dei bracieri accesi davanti al muro non fu sufficiente e il colore colò irrimediabilmente. Ma cosa accade se Leonardo riesce nell'impresa? Anche Michelangelo, per non perdere la faccia, sarà costretto a completare la simmetrica "Battaglia di Cascina". Tutto questo come rivoluziona la storia dell'arte? (quarta ucronia vinciana di William Riker)

Evoluzionismo leonardesco. Al contrario a Leonardo ridono dietro anche i polli per il suo fallimento nella realizzazione della "Battaglia di Anghiari", e così, dietro invito di Enrico VII Tudor, egli decide di trasferirsi in Inghilterra. Qui, curioso com'è, si mette ad osservare strane impronte tridattili ritrovate nella roccia, ai suoi tempi considerate impronte del corvo liberato da Noè alla fine del diluvio universale, e ritrova un dente fossile in un blocco di arenaria della Tilgate Forest, riconoscendo che è tipico di un erbivoro, ma anche che è troppo antico per poterlo attribuire a qualunque mammifero. Nonostante non si conosca ancora alcun rettile erbivoro, Leonardo sostiene proprio che si tratti del dente di un rettile, da lui battezzato Dinosauro ("lucertola terribile"). La storia della paleontologia comincia con grandissimo anticipo, ed oltre che con la rivoluzione copernicana la Chiesa nel '500 dovrà vedersela anche con una teoria evoluzionistica avanzata con grande anticipo da Girolamo Fracastoro. Sviluppi? (quinta ucronia vinciana di William Riker)

Il Modello Leonardesco dell'Universo. Nei suoi codici Leonardo da Vinci anticipò il modello eliocentrico di Copernico, proponendo che tutti i pianeti ruotino attorno al Sole e non attorno alla Terra, e addirittura la Legge di Gravitazione di Newton, ipotizzando che il Sole attiri i suoi pianeti "come un magnete". Visto che il genio vinciano non produsse alcun trattato organico come quelli di Copernico, Galileo e Newton, le sue intuizioni caddero nel vuoto. Ma che accade se uno dei suoi discepoli scrive questo trattato e divulga il modello eliocentrico fin dai primi del cinquecento? A quei tempi la Chiesa Cattolica non era pregiudizialmente contraria al copernicanesimo: esso potrebbe affermarsi senza alcuna condanna da parte del Sant'Uffizio, ed anzi, siccome Lutero era un fierissimo detrattore di Copernico, la Chiesa di Roma potrebbe adottare questa visione del mondo proprio in contrapposizione alla Riforma Protestante... (sesta ucronia vinciana di William Riker)

Il Montone Bianco. Il regno del clan del Montone Bianco (Aq Qoyunlu) in Iran sopravvive, Ismail non diventa Shah, non inizia la dinastia dei Safavidi e lo Sciismo non diventa religione di stato (proposta da Maggioriano)

Stai (af)fresco. Il re di Francia Francesco I, che fu pure per qualche tempo anche duca di Milano, era affascinato dal Cenacolo vinciano e progettò persino il distacco della parete stessa metro per metro per poterlo trasportare comodamente in Francia e lì ricostruirlo pari pari. Per fortuna (nostra), a causa di problemi tecnici e guerre in corso, l'impresa non gli riuscì ed il Cenacolo rimase lì dov'è ora, e dove tutto il Mondo ce lo invidia. Se invece riesce nell'impresa? Sicuramente Milano perde qualche milione di turisti l'anno, specie Giapponesi ed Americani, ed il riavere dalla Francia un'opera così prestigiosa diventa un obbligo per ogni Governo che si rispetti, analogamente all'altrettanto giusta richiesta della Grecia per riavere i fregi del Partenone. Durante il fascismo, esso potrebbe essere anche (tra i tanti) il pretesto usato da Mussolini per spingerci in guerra (ottava ucronia vinciana di Never75)

Italien hands down!/ l'Italie haut la main! (gioco di parole sul bilinguismo svizzero). Tra il 1440 e il 1536 la neonata Svizzera fece diverse conquiste nelle terre Italiane, del Ducato di Savoia e del Ducato di Milano, in quella che viene chiamata "Campagna Transalpina dei Confederati", quelle terre sono le stesse che oggi chiamiamo "Svizzera Italiana". Ma se per ipotesi il Ducato di Milano e il Ducato di Savoia si alleano contro i Confederati? I due eserciti coalizzati potrebbero sconfiggere facilmente le truppe Confederate a Sìon... che costringerebbe gli svizzeri ad abbandonare ogni tentativo di espansione verso sud preferendogli magari l'Est (ad esempio occupando il Voralberg) e il nord (i territori intorno al lago di Costanza). Come sarebbe il mondo con un'Italia un po' più grande? Per farsi un conto all'estero bisognerebbe sapere almeno una lingua! (una follia di Kalos1597)

Chi Valois? (gioco di parole con Chi va là?) Francesco di Valois diventa Imperatore al posto di Carlo V. Come cambia la storia d'Europa? I Valois e poi i Borbone prenderanno il posto degli Asburgo? Carlo V cosa farà senza la Germania? Francesco sarà più tollerante con i protestanti? Potrebbe esserci un crollo della Francia, come quello dell'Austria nel 1914? E gli Asburgo muoveranno direttamente alla conquista dei Balcani? (pensata da Homer e da Camillo Cantarano)

Sul suo impero non tramonta mai il sole. Carlo V d'Asburgo conquista la Francia, il Portogallo e i Balcani e riunifica l'Europa, ricevendo da papa Clemente VII il titolo di "Servo di Dio" (un'ucronia davvero affascinante di Demofilo; per leggerla nel dettaglio, si clicchi qui)

Riforma Cattolica. Tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo i pontefici, compreso Alessandro VI, attuano un vero e proprio ritorno alle origini puntando ad un Chiesa povera e missionaria, e scontrandosi con la Curia che si avvicinava alla mondanità e alla laicizzazione: abolite le indulgenze pagate e avviato un profondo rinnovamento interno. Fondamentale è il ruolo svolto da Martin Lutero, monaco agostiniano tedesco, nominato da papa Leone X segretario di Stato. Importanza rilevante viene data poi all'azione di Carlo V che difende l'operato del successore di Pietro il pescatore. In questo non avremmo nessuno scisma tra cattolici e protestanti, non sarebbero nati i calvinisti e forse evitata la scissione anglicana senza contare un possibile avvicinamento con i fratelli ortodossi. Evitate le guerre di religione del XVII secolo (uno sviluppo decisamente irenista di Demofilo)

Riforma Ortodossa. "La nascita del Purgatorio" (parafrasando un libro di Jacques Le Goff, uno dei massimi storici medievisti) venne approvata dalla Chiesa molto tardi, nel XIII secolo. L'ipotesi di un terzo luogo separato da inferno e paradiso contribuì anche a spezzare l'immagine dualistica del Mondo allora conosciuto (Bene e Male, Dio e Satana, Nobili e Plebei, ecc.) ed era pure un segno dell'imborghesimento progressivo della Società del Tempo. Indirettamente, l'ipotesi dell'esistenza di un "terzo luogo" portò anche, successivamente, alla pratica delle indulgenze la quale fu, se non la prima in ordine d'importanza, almeno una delle prime concause della "Protesta" di Lutero. Poniamo il caso che invece il Purgatorio non venga introdotto, e così non si affermi nemmeno la pratica delle indulgenze, e che la teologia successiva sia rigorosamente paolina e agostiniana e metta la fede assolutamente davanti alle opere. In questo caso è assai improbabile che si scateni la Riforma Protestante nel XVI secolo. Oppure, dato che comunque la pratica delle indulgenze non fu che una causa, la Riforma scoppia lo stesso ma non per motivi teologici-dogmatici quanto politici: alla fine in Germania era presente comunque un forte sentimento anti-romano ancora prima che Tetzel predicasse). In questo modo avremo sì uno scisma da Roma ma con caratteristiche identiche a quello dell'anno 1000, con la separazione tra Chiesa Cattolica ed Ortodossa. Le diocesi del Nord della Germania si staccano da Roma dichiarandosi autocefale e ponendosi sotto la (formale) sottomissione del Patriarca di Costantinopoli. Così sarà anche per le Chiese di Scandinavia e Danimarca, mentre l'Inghilterra di Enrico VIII (vista la lontananza geografica dall'Oriente) proclama la nascita del Nuovo Patriarcato di Canterbury, indipendente sia da Roma che da Mosca o Costantinopoli, e da lui diventa dipendente anche la diocesi di Armagh in Irlanda. Coll'assurgere poi a potenza planetaria dell'Impero Britannico, addirittura Canterbury verrà definita la "Quarta Roma" (dopo Costantinopoli e Mosca). Per quanto riguarda invece l'Europa Continentale si possono immaginare nel XVI e XVII secolo guerre del tutto simili a quelle nella nostra Timeline, combattute però stavolta tra ortodossi e cattolici, con esiti non molto dissimili dalla nostra Timeline e con il probabile intervento diretto anche della Stessa Russia Zarista, più che mai coinvolta dalla nuova piega degli eventi). L'influenza russa sull'est Europeo si farà sentire direttamente anche più avanti, stabilendo strette alleanze con la Germania Ortodossa, in opposizione agli Asburgo rimasti cattolici romani) e con gli ortodossi francesi ed olandesi. In questo caso la Germania Ortodossa risulterà ancora più rafforzata che nella nostra Timeline grazie all'aiuto russo, e potrà riunificarsi un po' prima assurgendo a vera potenza europea, in grado di schiacciare anche la futura minaccia napoleonica. In compenso la Russia svolgerà un ruolo da protagonista nelle vicende europee già dal XVI secolo, influenza che non potrà che crescere negli anni successivi, a causa della fortissima tutela da sempre ricoperta dalla Russia nei confronti delle altre popolazioni ortodosse. Una Russia maggiormente legata all'Europa e molto meno all'Asia potrebbe alla lunga provocare la sua adesione anche alla odierna UE. Ovviamente, non esistendo particolari contrasti dottrinari, una possibile riunificazione di tutto l'Ecumene Cristiano è molto più semplice, e potrà verificarsi già nel XX secolo con Papa Giovanni XXIII o tutt'al più con Benedetto XVI nel XXI (Never75, naturalmente)

La Superpotenza Veneziana. Venezia vince la battaglia di Agnadello del 1509. Negli anni successivi si "insignorisce" di gran parte dell'Italia settentrionale. Tra il Cinquecento e il Seicento non vengono perseguiti i gruppi protestanti, come gli anabattisti. All'epoca viene fondata una compagnia di commercio, simile a quella olandese e inglese, che si inserisce nella colonizzazione dei Caraibi e dell'Asia sudorientale (piantagioni di zucchero, cotone, tabacco e così via) e in Nordamerica (grano e pellicce). La costruzione delle navi e i relativi costi di trasporto restano competitivi. Allo stesso tempo viene fatta l'integrazione istituzionale tra Terraferma e Dogado, lasciando in posizione subordinata lo Stato da Mar. Tra il Seicento e il Settecento si registra un certo numero di emigrati Italiani verso il Nordamerica. Tra il Settecento e l'Ottocento, per la forte tassazione, le province nordamericane, popolate da Veneziani ed altri Italiani, Greci, Slavi, Inglesi, Tedeschi ed Olandesi si ribellano alla madrepatria ed in seguito si rendono indipendenti. Nell'Ottocento inizia l'industrializzazione di Venezia e del resto del Nord Italia. Intanto arriva l'acquisizione dei territori italiani del centrosud. Sempre nell'Ottocento-primo Novecento inizia l'espansione coloniale verso l'Africa, l'Asia e l'Oceania. Nell'Ottocento, grazie al forte incremento demografico, ha luogo una forte emigrazione di Italiani verso il Nordamerica e l'Australia. Dopo due guerre mondiali, che provocano gravi danni agli apparati industriali, alle case, alle vie di comunicazione, per non parlare della popolazione stessa, l'Italia con capitale Venezia diventa una delle potenze economiche del pianeta. Intanto il baricentro politico si sposta verso gli USA di lingua Italiana... (una geniale proposta di Adriano Boni)

Venezia la Tristissima. Al contrario, la Lega di Cambrai ha successo, Venezia è conquistata dai confederati ed il suo territorio con le colonie è diviso tra di loro. Cosa produce tutto questo sulla storia italiana ed europea? (un'altra idea di Never75, che lui stesso ha sviluppato)

Tudor/1. Giovanna la Pazza, figlia di Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia, muore prematuramente, ed erede al trono diventa Caterina d'Aragona, zia di Carlo V e moglie di Enrico VIII Tudor. In tal modo Enrico VIII eredita la Spagna e nasce un impero universale inglese con tre secoli d'anticipo (quarta "ucronia iberica" di Filobeche)

Ucronia genetica. Sappiamo tutti che talvolta il destino dell'umanità è deciso spesso da eventi più che circoscritti: ci sono il 50 % di possibilità (circa) che un neonato sia un maschio. Isabella e Ferdinando, i re cattolici, ebbero un solo figlio maschio, che morì giovanissimo. Delle figlie sopravissute Giovanna (detta poi, a ragione o torto, "la pazza") divenne la madre dell'imperatore Carlo V. Caterina sposò invece Enrico VIII di Inghilterra. Cosa sarebbe successo se il neonato poi chiamato Caterina fosse stato un maschio? Sicuramente "Caterino" non avrebbe potuto sposare Enrico VIII (non nel XVI secolo almeno!), e il re d'Inghilterra avrebbe sposato una donna capace di dargli un erede, senza che lui avesse bisogno di rompere con la Chiesa Cattolica. Avremmo oggi un'Inghilterra a maggioranza cattolica? E con quali conseguenze? "Caterino" sarebbe diventato re di Spagna al posto del nipote Carlo. Forse Carlo V sarebbe diventato lo stesso imperatore, ma il suo potere reale sarebbe stato limitato all'Austria, ai Paesi Bassi e a pochi altri territori. I re di Spagna non si impegnano mai nel nord Europa, creando un regno mediterraneo con Spagna, Italia meridionale, Africa Settentrionale ed America. Carlo V difficilmente avrà qualche aiuto dallo zio per lottare contro Francesco I, la Francia avrà via libera in Italia Settentrionale, all'inizio del secolo XVI la Lombardia diventerà francese e lo diventeranno anche Piemonte e Liguria; forse perfino la Toscana. Un'Italia unita non ci sarà mai, e in tutto il nordovest parleranno francese (chissà con quale accento!) Cosa succede in Germania con Martin Lutero? Carlo V riesce almeno a contenere l'Avanzata dei Turchi di Solimano? E tutto questo perchè l'ovulo di Isabella di Castiglia è stato fecondato da un altro spermatozoo! (proposta da Francesco Dessolis)

La vittoria di Gaston de Foix. Uno dei più grandi generali della Storia Moderna (ammirato e studiato perfino da Napoleone) fu Gaston de Foix, duca di Nemours: per chi va a Milano è d'obbligo la visita al suo sarcofago custodito nel Museo delle Sculture al Castello Sforzesco. Purtroppo la parabola del ventottenne Duca finì a Ravenna, l'11 Aprile del 1512, a causa di una freccia vagante. Paradossalmente la sua morte giunse a battaglia quasi finita e vinta per i Francesi. Magra consolazione! Il successore del Duca non ha il suo carisma e la guerra va per le lunghe. Mettiamo il caso che però il Duca di Nemours non muoia ma anzi prosegua la sua campagna vittoriosa fino a Napoli. Che succede? Gli Stati Pontifici verranno ridimensionati di molto, la Francia riconquista Napoli e l'alleanza con la Repubblica di Venezia avverrà qualche mese prima. Conseguenze sul piano internazionale? La Francia saldamente impiantata in Italia e Venezia è la sua stretta alleata. Al papa rimane Roma e poco altro: il resto se lo dividono Francia (Marche, Parma e Piacenza) e Venezia (Ravenna stessa, Rimini e la Ghiara d'Adda). Napoli ritorna francese e francofona, così come Milano. La Repubblica di Siena rimane indipendente da Firenze, pure essa rimasta repubblica. In una situazione così mutata, anche la (seppur assai meno probabile) incoronazione successiva di Carlo V Imperatore potrebbe mutare di molto la situazione. Forse gli scontri coi Francesi riguarderanno di più Fiandre, Borgogna e Franca Contea che l'Italia dove per forza di cose rimarrà più o meno lo status quo, magari un qualche contentino spagnolo (Sardegna? Genova?), ma senz'altro la sua egemonia sulla Penisola Italiana sarebbe assai meno incisiva (made in Never75)

Papa Giulio II muore sotto le mura di Bologna. I Bentivoglio rimangono padroni della città. Di conseguenza il papato, a causa dello shock ricevuto, non assume neppure quelle caratteristiche così negative tanto criticate dai riformatori d'Oltralpe e lo Stato Pontificio, almeno nel momento attuale, non può incidere più di tanto sulla politica degli Stati Europei. Venezia ne approfitta subito ed occupa gran parte della Ghiara d'Adda, i Bentivoglio consolidano il loro potere a Bologna ed anzi tentano anch'essi di espandersi; il Re di Francia, non più frenato da nessuno, occupa il Milanese e Napoli con il benestare degli altri duchi italiani. Carlo V figura paradossalmente come il grande sostenitore del papa e lo aiuta a rientrare in possesso dei suoi territori perduti; in questo caso il sacco di Roma sarebbe opera dei francesi, i Papi sarebbero maggiormente vincolati all'Impero ed il Concilio convocato subito potrebbe limitare alquanto l'espansione del protestantesimo (concepita anch'essa da Never75)

La Decima Crociata. Appena eletto al soglio pontificio, il primo pensiero di Leone X (1513-21) fu quello di indire una nuova crociata contro l'Impero Ottomano guidato da Selim II per riconquistare Costantinopoli e il santo Sepolcro. Con la mediazione del consigliere del giovane Enrico VIII d'Inghillterra, cardinale Wosley, cercò di proporre un tregua ai re Francesco I di Francia, Carlo I di Spagna (poi Carlo V) e Massimiliano I di Germania per creare una grande coalizione crociata di tutta Europa con l'aiuto finanziario di Genova e navale di Venezia. Dopo varie trattative condotte da Wosley, Leone X proclamò una tregua europea per consentire ad iniziare la crociata. Purtroppo con la morte di Massimiliano I avvenuta nel 1519 l'alleanza crociata si dissolse, Francesco I si alleò con i Turchi ed iniziarono le lotte per il trono imperiale. Ma cosa succede se davvero i regnanti d'Europa uniscono le loro forze per distruggere quello che gli Ottomani avevano conquistato in 200 anni? (by Davide Cornelli)

Çaldiran. Nel 1514 l’esercito safawide annienta le forze ottomane a Çaldiran ed avanza in Anatolia. Il sultano Selim è tra i caduti e quasi tutta la penisola, già percorsa da moti di ribellione a matrice sciita, cade nelle mani di Shah Ismail. Solo le estremità occidentali restano sotto il blando controllo di un impero ottomano ormai centrato sui Balcani. A Selim succede Suleyman, giovanissimo, che è costretto a combattere una feroce guerra contro i suoi fratelli. Solo l’intervento safawide contro il principale concorrente, Bayazid, insediato a Bursa, gli permette di vincere, ma al prezzo di gran parte dell’Asia. Ne segue un grande afflusso di turchi e di musulmani sunniti di origine persiana e irachena verso i Balcani. Nel frattempo i mamelucchi d’Egitto entrano in conflitto con Ismail, riguardo al principato-cuscinetto di Dhu’l Qadr. La guerra tra le due potenze scoppia nel 1517, e si trascina fino alla vittoria persiana del 1522, con cui la Siria e la Palestina sono annesse dai Safawidi, mentre l’Egitto, indebolito, sopravvive solo grazie al sostegno turco e veneziano. Suleyman, in questa situazione, cerca di consolidare il suo potere, conquistando Belgrado (1517) la Valacchia (1520) e l’Ungheria (1523). Quest’ultimo successo porta al conflitto con Ferdinando, arciduca d’Austria ed erede d’Ungheria e Boemia. Solo la conquista turca di Vienna, nel 1526, stabilisce il dominio di Suleyman sull’intera Ungheria e su parte dei domini asburgici in Austria (Carniola, e gran parte di  Stiria e bassa Austria). Venezia profitta della situazione per impadronirsi del Kustenland, il territorio tra il Carso e l’Adriatico comprendente Trieste e Postumia; Lubiana è l’ultima guarnigione turca in quell’area. Ne consegue che al presente i Balcani sono persi per la cristianità, perlomeno in Bosnia, Bulgaria e Macedonia. La Grecia del Nord e la Bulgaria diventano la nostra Turchia, e oggi la maggior parte dell'Anatolia è uno stato curdo a maggioranza sciita. Inoltre vi è una koinè slava islamica in caratteri arabi (proposta da Falecius)

Melegnano. Il 14 Settembre 1515 la Battaglia di Melegnano viene vinta dagli Svizzeri piuttosto che dai Francesi, e pure lo stesso re Francesco I viene fatto prigioniero. Tutto ciò fornisce un indubbio vantaggio al futuro imperatore Carlo V, privo in pratica di avversari sul Continente. Se anche Francesco I riesce a liberarsi ed ad intraprendere comunque le "Guerre d'Italia" per il dominio sul Regno di Napoli e sull'Italia Centrale, Carlo V ha dalla sua parte anche l'appoggio degli Svizzeri, che risulterà decisivo; ed essi non si dedicheranno alla classica neutralità di cui vanno tanto fieri anche oggigiorno. Duchi di Milano restano gli Sforza ma, alla fine senza eredi della loro dinastia, i loro possedimenti verranno annessi dagli Svizzeri col benestare di Carlo V e come ricompensa per i servigi prestati. Nell'800 una Milano e metà Lombardia ancora in mano agli Elvetici saranno una tentazione troppo forte per i nostri patrioti, che paventeranno un'invasione. Ma del resto una Svizzera più battagliera e forte anche sul campo militare oltre che economico eserciterà nello stesso periodo un fortissimo richiamo anche per gli altri tedeschi e diventerà un terzo polo d'attrazione dopo Austria e Prussia. Chissà che non sia proprio la Svizzera a ricreare una Repubblica Tedesca che vada dal Mare del Nord alla Pianura Padana? (Never75 dixit)

Oh Bey, oh Bey. Nel corso del XVI secolo gli Ottomani si dedicano maggiormente all'occidente, lasciando indisturbato il regno dei Mamelucchi, anziché conquistarlo dopo la vittoria di Raydāniyya del 1517. Di conseguenza i Mamelucchi si dedicano alla sottomissione degli stati arabi in Africa. Conseguenze? E con tre grandi potenze in Medio Oriente, come cambierà il mondo musulmano? (domande posteci da Maggioriano)

Super(O)man. Gli stati della penisola arabica erano estremamente deboli ed i Mamelucchi, unici a potere sovvertire quest'ordine, erano troppo impegnati contro gli Ottomani. Ora cosa succedere se l'Oman, invece di dedicarsi ad un'espansione commerciale, conquista lo Yemen, unifica l'ASrabia meridionale, minacciando l'Hedjaz e conquistando infine le città sante? Le potenze del mondo musulmano cosa faranno? (ancora Maggioriano)

La Santa Fortezza di Loreto. La città di Loreto, oltre ad essere un importantissimo santuario mariano, è anche un superbo esempio di architettura difensiva. Il progetto si deve ad Antonio da Sangallo (1517-20) e l'esecuzione a Cristoforo Resse da Imola. Capolavoro di ingegneria militare cinquecentesca sono i due bastioni di porta Romana e di porta Marina. La cortina fu munita di 26 falconetti, e venne istituita una milizia lauretana esperta in artiglieria, nonché una compagnia di fanti ed una di corazze a cavallo. A ciò va aggiunta la poderosa cintura muraria. Questo per evitare incursioni da parte dei Pirati Barbareschi, che più volte minacciarono la vicina Porto Recanati: l'ultimo assedio fu nel 1518. Mettiamo che però il colle dove sorge la basilica non venga così ben protetto e che i Pirati riescano a penetrare nella basilica ed a riprendersi i tesori ivi contenuti, compresa quindi la Santa Casa. Sarà un ottimo pretesto per una crociata diretta non tanto contro i Turchi quanto contro i Barbareschi da parte delle principali nazioni cristiane. Con quali conseguenze? (ideata da Never75 dopo aver passato una felice settimana tra Umbria e Marche)

Ginevra ai Savoia. Nel 1519 a Ginevra la guerra civile tra Filo-Savoiardi e Filo-Svizzeri è vinta dai primi. La città diviene dominio diretto dei Savoia e vi rimane sino ai tempi di Napoleone III, a cui viene ceduta assieme alla Savoia (made in Bhrg'hros)

L'Imperatore Enrico VIII. Nel 1519, oltre a Carlo V e a Francesco I, concorreva alla carica di Imperatore di Germania anche Enrico VIII Tudor. Che succede se i principi elettori scelgono lui? (tra l'altro sarebbe l'ottavo del suo nome anche nella prosapia dei Re dei Romani!) L'Inghilterra non ha più il complesso storico dell'Invasione Cattolica, anzi essa stessa diviene il centro del Potere Imperiale al posto della Spagna... Quali le possibili interferenze con la Riforma e il ruolo delle due Monarchie Scandinave? In ogni caso avremo una Germania più grande, probabilmente con la reazione di una grande Monarchia a Est dell'Impero in mano jagiellonica o asburgica, e forse il mantenimento della più stretta unità dei dominî asburgici (ancora Bhrg'hros)

Raffaello/1. Raffaello non muore a 37 anni ma a 17, di malattia. Rimarrà solo il suo ricordo come enfant prodige, ma a battere cassa rimarranno il Maestro Perugino ed il suo allievo più promettente, il Pinturicchio. Quali conseguenze sulla Storia dell'Arte successiva? Sarà Pinturicchio ad essere preso come modello dai pittori manieristi successivi? Ed a chi si ispirerà il Palladio nelle sue architetture, dato che Raffaello fu anche architetto oltre che pittore? Le Tartarughe Ninja si chiameranno Michelangelo, Donatello, Leonardo e Pinturicchio? (un'ucronia artistica di Never75)

Raffaello/2. Raffaello non muore a 37 anni ma ne sopravvive altri 25, diventa nemico di Michelangelo e viene dato a lui l'incarico per affrescare il Giudizio Universale (questa è di Anna Elena)

Papi del Rinascimento/2. Adriano VI (papa un po' bacchettone ed alquanto diverso dai suoi predecessori, più mondani e festaioli), benché straniero e neppure presente in conclave, fu accettato dal Sacro Collegio e fu eletto papa con grande compiacimento di Carlo V, del quale il nuovo Pontefice era stato precettore. La sua integrità morale era fuori discussione, e si avviò sul cammino solitario del riformatore. Il suo programma era quello di attaccare uno alla volta tutti i più noti abusi; ma nel suo tentativo di migliorare il sistema di concessione delle indulgenze, venne ostacolato dai suoi cardinali; e ridurre il numero delle dispense matrimoniali era impossibile, perché le entrate erano state incamerate con anni di anticipo da Leone X. Egli ammise che il disordine della Chiesa scaturiva dalla Curia stessa, e che proprio da lì la riforma doveva iniziare. Che sarebbe successo se Adriano fosse campato qualche altro anno completando la sua opera? Un papa di una tale levatura avrebbe anticipato la convocazione del Concilio Tridentino. Forse non sarebbe riuscito a fermare i luterani che erano già molto forti, né a dialogare con Lutero nell'ottica di una riconciliazione, ma la sua opera moralizzatrice avrebbe potuto far tornare sui loro passi riformatori come Ulrico Zwingli o luterani moderati come Melantone, e forse avrebbe persino potuto guadagnare il sostegno di Calvino. Con quali risultati? Olanda e Svizzera, così come anche la Scozia e gli elettori del Palatinato, sarebbero rimasti cattolici. I principi luterani non sarebbero stati spalleggiati dalle ricche democrazie riformate, trovandosi da soli a dover combattere i cattolici. La guerra dei trent'anni sarebbe comunque stata vinta dalla fazione antiasburgica, ma non essendoci mai stato Oliver Cromwell l'Inghilterra sarebbe tornata cattolica dopo Carlo I Stuart. Inoltre Adriano VI, al posto del Giudizio Universale, avrebbe commissionato a Michelangelo una grande Crocifissione, e avrebbe fatto realizzare la Risurrezione sulla parete opposta. Ma a questo punto cambierebbe totalmente la figurazione; quali le conseguenze per gli artisti successivi? (altra ucronia artistica di Never75 e di Jeck86)

Leonardo e la Gioconda. Uno spunto davvero d'attualità: Leonardo da Vinci scappa in Francia con il suo ritratto più famoso perché il marito di monna Lisa, Francesco Bartolomeo del Giocondo, lo minaccia di rivelare che tra il pittore e i suoi allievi c'è del tenero (nona ucronia vinciana: solo ad Anna Elena poteva venire un'idea così!)

Il Marocco Ottomano. E se l'Impero Ottomano avesse conquistato anche il Marocco? Un Marocco ottomano sarebbe l'estrema periferia dell'impero (già l'Algeria e la Libia erano parte dell'impero solo nominalmente), ed Istanbul non si preoccuperà troppo di questa sua colonia. Vi sorgono perciò degli Stati Pirati come in Algeria, pronti ad attaccare le navi cariche dell'oro spagnolo in viaggio nell'Atlantico: il Marocco praticava la pirateria ai danni di spagnoli e portoghesi nell'Atlantico anche nella nostra linea temporale, è certa un'intensificazione in caso di conquista turca. Se gli Ottomani occupano il paese prima del 1565, hanno i margini per intervenire in Andalusia; probabilmente alla fine la Spagna vincerà. Tuttavia la guerra la lascerà debole, esausta ed incapace di altre iniziative, favorendo il distacco dei Paesi Bassi tutti interi, impedendo la colonizzazione delle Filippine e gli interventi nelle guerre ugonotte, e probabilmente non ci sarà nessuna Invincibile Armata. Gli inglesi e gli olandesi saranno agevolati nelle loro rapine a spese dell'Impero spagnolo, che collasserà assai prima. Se invece i turchi, come è più probabile, prendono il Marocco nel 1574, si intensifica semplicemente il conflitto navale con la Spagna che si allarga all'Atlantico; possibili interventi ottomani nelle Antille, avverrà anche una colonizzazione turca permanente così lontano? In entrambi i casi, non ci sarà la battaglia di Qasr al-Kabir (Alcazarquivir), e Don Sebastiano non sparirà. Il Portogallo resterà indipendente, e le sue colonie non saranno esposte agli attacchi olandesi che si concentreranno invece sulle Antille spagnole o sulle Filippine. L'impero coloniale portoghese in Asia crollerà comunque ma più lentamente, sotto i colpi di Agung di Mataram, il cui impero si sviluppa senza l'ostacolo di Batavia (avanzata da William Riker e da Falecius)

Papi del Rinascimento/3. Una proposta dirompente: Martin Lutero non rompe con la Chiesa, non crede nella giustificazione con la sola fede, non definisce "mariolatria" il culto della Vergine, è creato cardinale su richiesta di Carlo V, del quale è il confessore, e sale al soglio al posto di Clemente VII, convocando il Concilio di Trento per riformare la Chiesa al suo interno in senso evangelico. Dal canto suo Giordano Bruno non poteva diventare un "papa alternativo" perchè respingeva addirittura la Santissima Trinità (la chiamava "la trina bugia"), ma in questa Timeline lo si può immaginare non filosofo bensì scienziato ed anticipatore di Galileo. Magari se Lutero fosse diventato Papa anche lui non sarebbe stato perseguitato, o almeno non così duramente (proposta da William Riker; ecco altri suoi "papati alternativi")

Lutero approva la rivolta dei contadini e dei cavalieri. Lo scontro da religioso diventa politico. Anche se la rivolta comunque non ha successo (lo stesso Lutero muore a Frankenausen), le idee rimangono ben vive nella memoria della Germania ed i vari Imperatori ne devono per forza di cose tener conto nelle loro legislazioni sociali. Anche il luteranesimo assume le caratteristiche di una riforma radicale della società, in cui tra le altre cose anche il potere politico non viene più visto come un qualcosa da seguire ciecamente, ma anzi come qualcosa da affrontare attivamente: questo potrebbe avere conseguenze inimmaginabili in un futuro molto lontano: ad esempio il luteranesimo così strutturato spronerebbe i suoi fedeli a contrastare maggiormente l'ascesa di Hitler, che potrebbe anche non verificarsi (un'altra idea geniale di Never75)

Luther uber Alles. Giovanni Calvino faceva parte del circolo luterano di Ferrara, una delle poche centrali protestanti d'Italia. Quando la Chiesa, nel 1536, decise di eliminare questo bubbone pestilenziale, Calvino fu in effetti fermato, ma venne liberato e fuggì, non inseguito, perché considerato “non importante”. Ora, se l'inquisitore incaricato decide che invece è importante, che accade? Qualcun altro costruirà la teologia calvinista, mancando però sicuramente del furore persecutorio di Calvino? Oppure Lutero rimarrà il solo riformatore, e quindi in Olanda e Scozia verrà piantata la sua bandiera? Quali conseguenze per il mondo senza l'etica protestante del lavoro? (questa è di Paolo Giusti)

Carlo V l'Apostata. Carlo V decide di convertirsi al protestantesimo quando viene a sapere che il Papa non lo appoggia, e compie il sacco di Roma, che però si conclude con un incendio di tutta la città. Vengono protestantizzate la Spagna, gli stati tedeschi che decidono di sottomettersi, i Paesi Bassi ed il Sud America. Se da una parte così guadagna un ampio consenso in Germania, il papa non solo lo scomunica, ma comincia ad avere sempre più rapporti con il re di Francia. Il Massacro degli Ugonotti è anticipato, e il re di Francia riceve la Corona del Sacro Romano Impero, in quanto discendente "del cattolicissimo Carlo Magno". Come cambia la storia? (pensata da Camillo Cantarano)

Fermo restando. Nel marzo 1520 si combatte la battaglia delle Piane di Tenna tra i Fermani di Lodovico Euffreducci (il nipote del celebre Oliverotto, citato da Machiavelli) e i pontifici comandati dal vescovo Bonafede da Lucca. La vittoria arride ai pontifici e lo Stato fermano viene sottomesso a Roma. Ma che succede se Lodovico vince? Mantiene uno Stato autonomo nelle Marche del sud, sottomettendo i vicini (Ascoli, Macerata, Ripatransone, Osimo e Camerino, nella massima estensione possibile) e conservando l'autonomia dal Papato con l'appoggio asburgico. Quali le ripercussioni di un simile stato, quasi sicuramente feudo imperiale dato in signoria ai discendenti di Lodovico, sulla successiva storia italiana? Presumibile conflitto col Papato almeno fino a Cateau Cambrésis, partecipazione alla Lega Santa, autonomia e sostanziale neutralità nel Seicento. Visti i cattivi rapporti con Roma, possibile una certa tolleranza religiosa. Rivitalizzazione dell'Università Fermana e forse anche di quella, ugualmente prestigiosa, di Macerata. Come sistema istituzionale, signoria assoluta, affiancata da una oligarchia borghese (già Oliverotto aveva spazzato via gran parte della vecchia aristocrazia fermana). Probabilmente le vicende successive sono determinate in modo sostanziale dalla situazione dinastica degli Euffreducci, e lo stato rimane stabile fino alla campagna napoleonica in Italia, se c'è un erede. Le Marche del sud non conosceranno comunque la grave depressione economica e demografica che contraddistinse i primi due secoli di dominazione papale diretta (che pure accordava a Fermo grandi privilegi formali, come la concessione della dignità di "seconda città degli Stati pontifici" dal 1550 al 1675, che però corrispondevano ad una depredazione sostanziale). L'alleanza con Napoleone potrà salvare lo Stato (realistica, in odio al Papa) e, se abbandonata in tempo, garantire la sopravvivenza nella Restaurazione. Difficile immaginare cosa accade al momento dell'Unità: data per sicura l'annessione allo Stato sabaudo, bisogna immaginare in che modo.In questa Timeline non ci sarà la battaglia di Castelfidardo, o meglio non sarebbe combattuta tra Piemontesi e Pontifici: Castelfidardo sarà infatti l'ultima città fermana verso nord. Oggi comunque in Italia ci saranno due Regioni: Marche, con la provincia di Pesaro e quasi tutta quella di Ancona, con Urbino che probabilmente fa provincia a sé; e Piceno, con le province di Fermo, Ascoli, Macerata e forse Camerino (prima ucronia fermana di Falecius)

Le Due Sicilie più Fermo. Alternativa all'ucronia precedente. In caso invece di unione personale dello Stato di Fermo con le Due Sicilie, come cambia la storia del Regno di Napoli? (seconda ucronia fermana di Falecius)

La Grande Svizzera. La Svizzera si espande fino a inglobare la Savoia, l'Ossola, la Val d'Aosta e l'Alta Lombardia, ritrovandosi al giorno d'oggi con Milano nel territorio e con gli Italiani come seconda componente etnica del paese. Quali le conseguenze? E se la Svizzera si espande ulteriormente in Europa? (proposta da Bhrg'hros e da Homer)

Sikh. Il guru Nanak (1469-1539), fondatore del sikhismo, da giovane non entra in contatto con i musulmani ma con i cristiani. Ben presto elabora una nuova religione sincretista fondendo elementi induisti, buddisti e cristiani (nella nostra Timeline musulmani). Dopo lunghe peripezie, nel XX e XXI secolo questa nuova religione troverà numerosissimi adepti in Occidente, grazie alla fortunata miscela di cristianesimo (fondato sulla salvezza universale per l'Uomo grazie al Cristo) e di elementi orientali come la reincarnazione. Comunità sikh si diffonderanno a macchia d'olio in tutta Europa e Nord America. contendendo seguaci a Islam e Cristianesimo "ortodosso", e proponendosi di diventare nei secoli successivi religione universale (pensata da Never75)

Vinca l'Incas/1. Gli imperi americani precolombiani respingono l'invasione straniera agli inizi del cinquecento e sopravvivono in competizione con le potenze europee. La proposta più convincente è quella di una vittoria sugli spagnoli degli Incas, l'unica popolazione non decadente all'arrivo degli europei (proposta da William Riker e da Matteo Bonalanza)

Alleanza antispagnola. Dopo i fatti della Noche Triste, il nuovo sovrano azteco Cuitlàhuac inviò un'ambasceria a Tlaxcala, chiedendo il supporto del regno e dei suoi alleati contro Cortez e i pochi uomini a lui rimasti fedeli. I Tlaxcaliani, che vedevano i nemici aztechi sull'orlo del collasso, andarono a prendere Cortez e continuarono a restare suoi alleati. Ma se invece i nativi americani capiscono che è meglio un vicino come l'Azteco anziché lo Spagnolo? Se riescono a vedere un po' oltre, uccidono Cortez e formano una federazione con gli Aztechi unendosi a Texcoco e Tlacopan, cosa succede? Il fallimento della spedizione, già malvista in occidente, decreterà la fine dell'espansione coloniale in Messico? Aggiungiamo inoltre che l'America era considerata priva di oro, visto che le colonie caraibiche non ne possedevano... (ideata da Basileus TFT)

Hernàn Quetzalcoatl. Quando Cortés sbarca nel Messico e si vede scambiato per il dio Quetzalcoatl stesso, non resiste alla tentazione (probabilmente l'ha avuta davvero). Al diavolo la Spagna! Egli decide di fare per conto suo, si fa riconoscere come Quetzalcoatl tornato per salvare la sua gente, mentre i suoi Spagnoli sono creduti semi-dei al suo servizio. Prende il potere, Montezuma II (personaggio molto pio) gli consegna la corona e lo serve come gran sacerdote. Corteés sposa la Malintzin, sviluppa uno Stato all’europea con armi da fuoco, tasse, burocrazia ecc. Non introduce il cristianesimo per conservare il suo potere, ma abolisce i sacrifici: i sacrificati anziché carne da macello diventeranno i suoi schiavi personali, dopo tutto é un dio. I suoi Spagnoli diventano gli agenti dello Stato, la base di una nuova aristocrazia, diventano tutti ricchissimi e padroni di grandi signorie, e sposano le figlie dell’aristocrazia azteca. Dopo due o tre anni il governatore di Cuba invia una nuova spedizione verso il continente, ma le sue truppe sono annientate da Cortés che le dichiara demoni nemici dei suoi sudditi. Cortés riesce a sopravvivere, negozia una pace con la Spagna ed é riconosciuto come re Hernàn I del Messico (ma sempre Quetzalcoatl per gli Aztechi). L’impero cortesiano é fondato su un mix di cultura azteca e spagnola. Alla sua morte Cortés propaga la leggenda della sua sparizione in un fulmine e del suo ritorno promesso, mentre il suo figlio umano Hernàn-Montezuma I è lasciato sulla terra per governare al suo posto (una grande idea di Perchè no?)

Preceeding gum. Presso i Maya era abitudine diffusa masticare il "chicle", un lattice estratto dalla Sapota, un abete rosso che cresce in America Centrale. E se i Maya hanno l'idea di aggiungere ad esso un prodotto aromatico qualunque, creando un chewing gum in anticipo che si diffonderà in Europa tramite i Conquistadores? La gomma spagnola potrebbe avere lo stesso successo del tabacco, e le pitture di El Greco mostreranno hidalgos intenti a masticare. L'uso di masticare la gomma diventa una moda e un prodotto di lusso in cambio del quale si vendono schiavi durante il XVII secolo, sopratutto se fare palloncini diventa il sommo dello chic a Versailles sotto Luigi XIV! per cercare la gomma i colonizzatori avviano l'esplorazione delle grandi foreste dell'Amazzonia, e più tardi dell'Indonesia e dell'Asia meridionale. L'Amazzonia sarà colonizzata ben prima, causando probabilmente una distruzione anticipata della foresta (sigh!) Forse Antoine de Lavoisier inventerà la chimica proprio per migliorare il sapore del chewing gum! Pensate ai ritratti tradizionali di Voltaire o Napoleone con quei famosi palloncini di gomma per aiutare a concentrarsi... E ve lo vedete Hitler che invece di abbuffarsi di cioccolato si diverte a fare palloncini, e Charlie Chaplin gli fa la parodia nel "Grande Dittatore" soffiando un palloncino di chewing gum grande come il mondo, che poi gli scoppia sul più bello! (nuovo colpo di genio di Perchè no?)

Il Canale di Michelangelo. Poco dopo aver intrapreso la colonizzazione del continente sudamericano, le potenze europee scoprirono i metalli preziosi di cui era ricca la sua costa pacifica. Per portarli nel Vecchio Mondo, però, era necessaria la rischiosissima circumnavigazione del Sudamerica attraverso lo Stretto di Magellano. Per questo già nel 1524 l'imperatore Carlo V aveva pensato di tagliare l'istmo di Panama per abbreviare di molto le rotte verso l'Europa, ma le enormi difficoltà tecniche lasciarono quel progetto nel cassetto per secoli. Supponiamo tuttavia che Carlo V incarichi del progetto un certo Michelangelo Buonarroti. Resosi conto del dislivello esistente tra Atlantico e Pacifico, questi progetta un arditissimo sistema di chiuse, avveniristico per l'epoca, e Carlo V, entusiasta, dà il primo colpo di piccone all'opera colossale. Anche ammettendo che per ultimarla ci vogliano 75 anni, e quindi che sia aperta nel 1600, come cambia la storia moderna con il Canale di Panama anticipato di 300 anni? A chi finirà in mano dopo la ritirata spagnola dal Sudamerica? Agli Inglesi, scommetto (ideata da Lord Wilmore)

L'impero dei Rajput. Babur riesce a fare sua Samarcanda e non gli passa nemmeno per la mente di avventurarsi alla disperata in India per cercarsi una nuova terra. I Rajput fanno a pezzi ciò che rimane del sultanato di Delhi e governano su tutto l'Hindustan. Con Udaj Singh si trasformano in un vero e proprio Srivaraja, con la dinastia regnante che guida i sudditi da Udaipur, la nuova capitale, la Venezia indiana. Sono ferventi Hindu, per cui fanno in modo di salvare la pelle a Vijayanagar accorrendo in aiuto contro i sultanati coalizzati del Deccan, che presto o tardi spariscono dalla carta geografica. il regno del sud, in cui la lingua Tamil la fa da padrone, come il regno Cola secoli prima, sviluppa una vocazione talassocratica, aiutato dall'apertura con il commercio degli occidentali. Avrà un destino "siamese" o finirà colonizzato? A nord invece, i Rajput avranno due spine nel fianco: il Punjab ed i nawab del Bengala. Alla fine forse, nel settecento, saranno proprio gli eredi del mancato conquistatore Babur a porre fine all'egemonia Rajput nell'Hindustan, come fecero gli Afghani nel 1761 con l'impero Mughal nella battaglia di Panipat (un colpo di genio di Paolo Maltagliati)

Rinascimento Veneziano. A partire dal '500 la Repubblica di Venezia ha subito una fase di involuzione a causa di due fattori: lo spostamento dell'asse dei traffici mondiali dal Mediterraneo all'Atlantico in seguito alle scoperte geografiche e l'ascesa dei Turchi Ottomani, che la espulsero da tutti i suoi possedimenti in Oriente esclusa la Dalmazia. Ma che accade se la Serenissima Repubblica di Venezia partecipa in prima persona alla corsa al Nuovo Mondo? Se Giovanni da Verrazzano esplora la baia di Manhattan per conto della Serenissima e non del Re di Francia, perchè il Doge ha capito che la strada verso oriente è tagliata dai Turchi, la storia d'America e di Venezia sarà del tutto diversa: invece di subire la decadenza economica, istituzionale e culturale che la caratterizzò nell'età moderna, essa potrà ritrovare al suo interno una spinta verso il rinnovamento politico della sua classe dirigente e delle sue aspirazioni internazionali (avanzata da Mattia Jovino)

La Piccola Venezia. Spin-off dell'ucronia precedente. Avendo già perso tutte le isole dell'Egeo a favore della Turchia Ottomana, Venezia fonda delle colonie nelle Indie Occidentali e Orientali nel XVI e nel XVII secolo. Dopo la conquista austriaca di Campoformio, le colonie si rendono indipendenti (almeno quelle occidentali, le orientali finiscono agli Inglesi pigliatutto) e abbiamo delle isole nelle Antille e delle colonie sulla terraferma che parlano veneto, con una popolazione prevalentemente nera e la élite bianca al governo: gli spagnoli le chiamano Venezuela... (made in Homer; ecco un possibile svolgimento di questa Timeline)

Nuova Venezia/1. Ulteriore spin-off del Rinascimento Veneziano. Il veneto-creolo esiste già, non c'è bisogno di scrivere alcuna ucronia su di esso, si chiama "talian" e viene parlato in varie parti del Brasile da gruppi di veneti ivi trasferiti. Ordunque, nel 1529 Venezia acquista dai banchieri tedeschi Welser il Venezuela, mantenendo di tale possesso sino al 1797, quando a Caracca (la nostra Caracas) si trasferisce il governo in esilio della Serenissima, che magari riesce anche a mantenere le isole Jonie; lo stato di Nuova Venezia, che conta poche migliaia di "bianchi", quasi tutti veneti, friulani, lombardo orientali, istriani e dalmati con qualche piccolo gruppo di slavi, albanesi e greci, tutti fortemente venetizzati, non risente molto dell'ondata indipendentista ispano-americana, e nel 1814 fa si che a Vienna venga decisa la restaurazione della Serenissima, che ottiene anche Ragusa e la bassa bergamasca. Il paese ottiene una forma d'autogoverno attorno al 1820 e l'indipendenza in modo indolore nel 1860, pur mantenendo vincoli costituzionali, commerciali e militari con la Serenissima e, in seguito, con la Confederazione Italiana. La grande immigrazione, a partire dagli anni '20, è di matrice prevalentemente italiana, tanto che tra gli attuali 25.000.000 abitanti il 95% parla italiano, lingua ufficiale della Repubblica di Nuova Venezia, con notevoli differenze rispetto alla lingua parlata nella penisola, e oltre il 30% si dichiara d'origine italiana (un'ucronia targata MAS)

Nuova Venezia/2. E se fosse stato il Nordamerica la cosiddetta "Nuova Venezia", invece del Venezuela? Il veneto(italo)americano diventerà la lingua più importante del mondo, tanto da essere dominante rispetto all'italiano d'Europa. Ma che lingua si parlerà? Prendiamo l'esempio del francese del Québec e della Louisiana: poiché i francofoni del Nordamerica sono discendenti per la maggior parte di coloni originari dalla Normandia e dalla Bretagna, emigrati tra il '600 e il '700, la loro parlata ricorda molto la variante locale e antiquata del Francese di quelle zone. In un scenario del genere, una comunità di veneti o più in generale di elementi allogeni venetizzati parlerà una sorta di italiano con l'accento settentrionale, con elementi lessicali del veneto antico. Oppure sarà il veneto a fungere da base su cui si sedimenteranno elementi lessicali toscani, galloitalici e naturalmente nativi americani. Questo ovviamente senza contare che, in caso di unificazione italiana, i veneti faranno di tutto per conservare la loro specificità, a maggior ragione in America, dove l'italiano non serve per le comunicazioni ed è quindi solo un impiccio. Quale l'impatto della lingua sul nostro immaginario collettivo? La musica internazionale sarà cantata in veneto. I Beatles probabilmente rimarranno un fenomeno locale inglese, oppure dovrann adattarsi al mercato internazionale cantando "Per piaser mi" in luogo di "Please please me" o "la te ama" invece di "she loves you". Il country sarà una musica di festa, che discende direttamente dai canti polifonici da osteria; il blues nascerà dai canti da lavoro degli schiavi neri nelle immense piantagioni americane sulla riva del Piave d'America (il Mississippi), derivato a sua volta dai canti di lavoro dei contadini padani. Il mito dei cowboy sarà colorato di lombardo più che di veneto, dato che dal '600 la Lombardia è sempre stata all'avanguardia nell'allevamento bovino. I cow-boy saranno quindi per buona parte bergamaschi, mantovani e bresciani, che utilizzano tra loro una lingua specifica simile al gaì, linguaggio dei pastori delle Alpi centrali, che li preclude al resto del mondo. Gli indigeni americani saranno visti in modo più accondiscendente, accostandoli alla figura dell'uomo selvatico del folklore alpino, tutto sommato positiva. Gli western saranno presumibilmente molto diversi dai classici a cui siamo abituati, con un Gioan Rota al posto di John Wayne che parla un linguaggio duro e incomprensibile, in buoni rapporti con indigeni solitamente saggi e pacifici... (pensata da Adriano Boni e da Renato Balduzzi)

Araucania/1. Gli Spagnoli e i Portoghesi colonizzano quasi tutto il Sudamerica, ma gli Araucani respingono ogni tentativo degli Europei di penetrare nel loro territorio, e fondano l'Impero di Araucania, che resiste fino al presente; anche la penetrazione del cattolicesimo in queste terre sarà molto lenta, a causa delle persecuzioni scatenate dai sovrani araucani. Come cambia la storia sudamericana? (anche questa è di William Riker)

La civiltà perduta dell'Amazzonia. Oggi la foresta amazzonica rappresenta il più celebre esempio di natura incontaminata, distrutta dall'intrusione dell'uomo moderno. In realtà le recenti ricerche dell'archeologo Michael J. Heckenberger hanno dimostrato che questa regione ha già conosciuto in passato l'intervento umano: egli ha ritrovato tracce di grandi insediamenti precolombiani, circondati da alte palizzate di forma circolare, e collegate tra di loro da una serie ben organizzata di vie e sentieri. All'avvento degli Europei dunque l'Amazzonia era già densamente popolata: il missionario portoghese Gaspar de Carvajal, che condusse una spedizione lungo il fiume Kingu, affluente di destra del Rio delle Amazzoni, il 25 giugno 1542 parlò di isole su cui erano presenti insediamenti così numerosi da spaventare i ben armati conquistadores, ed il pioniere brasiliano Antonio Pires de Campos nel 1720 parlò di un gran numero di villaggi fortificati vicini tra loro e perfettamente organizzati. Ora, che accade se nella foresta brasiliana sorge un grande impero cittadino come quello Inca, governato da un unico capo militare e avvantaggiato da una perfetta conoscenza della giungla amazzonica? Come cambia la colonizzazione europea di quelle terre remote? (sempre William Riker)

Utopia. L'isola di Utopia ideata da sir Thomas More esiste davvero: come cambia la storia il contatto con essa degli occidentali? (geniale proposta di Cesare)

I Fiorentini in Australia. Il nome di Andrea Corsali da Empoli oggi è noto in Italia solo a pochi studiosi di storia, ma è piuttosto popolare in Oceania. Infatti questo ardito navigatore italiano fu il primo a descrivere la costellazione della Croce del Sud, che oggi campeggia sulla bandiera australiana; sua è la prima descrizione delle Nubi di Magellano, anticipando di quattro anni Antonio Pigafetta; egli fu inoltre il primo europeo a sbarcare in Nuova Guinea e a dimostrare che Ceylon e Sumatra sono due isole distinte, mentre gli antichi li confondevano tra di loro come se fossero un'unica isola chiamata Taprobane. Egli sarebbe anche stato il primo ad introdurre in Africa i caratteri mobili da stampa. Tutto questo lo conosciamo grazie alle due lunghissime relazioni di viaggio indirizzate a Giuliano de' Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico, che il Corsali scrisse di suo pugno e spedì dall'India, pubblicate rispettivamente nel 1516 e nel 1518. Ora, supponiamo che il navigatore empolese non si limiti ad intuire l'esistenza dell'Australia, ma vi sbarchi, la circumnavighi e ne prenda possesso a nome dei Medici di Firenze, riportando in patria alcuni aborigeni a testimonianza della propria scoperta. Il Granducato di Toscana ce la farà a mantenere la propria nuova, immensa colonia, e magari a punteggiarne le coste di città abitate da coloni italiani? Se sì, al momento della successione degli Asburgo-Lorena, l'Australia potrebbe passare all'Austria, con il risultato di una ribellione dei coloni italiani contemporaneamente alla riscossa delle colonie spagnole in America, e così avremo un grande stato di lingua italiana nell'emisfero australe, naturale valvola di sfogo, a cavallo tra ottocento e novecento, per l'emigrazione italica; di conseguenza gli USA avranno una componente italiana meno forte, ed Al Capone farà il gangster a Sydney (Nuova Firenze?) anziché a Chicago. Altrimenti, se l'Australia resta un possesso toscano con gli Asburgo-Lorena che vi fuggono in esilio durante l'acquazzone napoleonico, sul modello dei Braganza in Brasile, l'Australia passerà in eredità al Regno d'Italia. Con quali conseguenze sulla storia contemporanea? (se lo domanda il solito William Riker)

I Portoghesi in Australia. Pare che nel 1522 una spedizione portoghese sia partita da Malacca, giungendo in Australia ed in Nuova Zelanda. Spedizione che non portò a nulla. Ma se invece si aprono rapporti commerciali tra Aborigeni, Maori e Lusitani? (l'ennesima proposta di Lord Wilmore)

Il passaggio a Nordovest esiste. La Gran Bretagna riesce ad impossessarsene e diventa già nel cinquecento una potenza navale in grado di contrastare Spagna e Portogallo (ideata da William Riker)

Chiesa Erasmiana. Il grandissimo umanista Erasmo da Rotterdam cerca di cogliere il meglio dal Cattolicesimo e dal Protestantesimo, mostrando ai colleghi umanisti che una terza via è possibile. In pratica propone un cristianesimo fondamentalmente legato ancora al cattolicesimo, ma senza riti inutili e maggiormente improntato, rispetto alla predestinazione dei protestanti, al libero arbitrio degli esseri umani: un ottimismo di stampo umanista. Se avversate sul Continente, tali teorie potrebbero avere successo benissimo in Inghilterra, visto che Erasmo era molto amico di Tommaso Moro, e trovare accoglienza presso la corte di re Enrico VIII; l'anglicanesimo può quindi svilupparsi su tali basi (grazie a Never75)

Papi del Rinascimento/4. Alternativa all'ucronia precedente. Erasmo diventa cardinale, poi viene fatto eleggere papa da Carlo V, al posto di Adriano VI. Diventerà lui la principale vittima di "Pasquino"? O invece riuscirà a trovare un compromesso con Lutero, bloccando, o almeno limitando, la Riforma protestante? (questa è di Francesco Dessolis)

Riforma ortografica inglese. La lingua inglese, nel corso del '500, mutò moltissimo la pronuncia. In quel periodo molti dittonghi e molte vocali mutarono completamente suono, dando origine all'irregolare e complessa pronuncia delle vocali inglesi e alla pratica disperata dello spelling per fissare uno standard di pronuncia corretta. Nessuno, curiosamente, ha mai proposto seriamente di riformare l'ortografia inglese per adattarla alla pronuncia, come accaduto, ad esempio, con il tedesco. Ammettiamo invece che questo avvenga, e l'inglese di oggi venga scritto in buona corrispondenza con la pronuncia. L'impatto della lingua di Chaucher sarà ancora più forte sui non anglofoni, dato che la sua lettura sarà molto più semplice. In tal caso, sarà davvero un'ottima lingua internazionale! (muova ucronia linguistica di Renato Balduzzi)

Stato d'Israele Rinascimentale. Nel 1524 David Reubeni, capo della tribù ebraica di Ruben, si recò dal papa Clemente VII per proporgli di far combattere anche gli Ebrei per la Riconquista della Palestina. Reubeni ottenne l'approvazione del papa e si recò quindi in Portogallo per ottenere un esercito. Il consigliere del Re del Portogallo. Diego Piras, si dichiarò lui stesso ebreo (sotto il nome di Salomone Molho) ed alla guida di una folla di ebrei festanti si recò alla corte di Carlo V per ottenere navi e poter partire per la Terrasanta. Purtroppo le cose poi andarono male per tutti e due. Gli stessi ebrei italiani (gelosi di lui) denunciarono Molho all'Inquisizione mentre Reubeni, rimasto solo, si dedicò alla predicazione. Ma se l'idea strampalata dei due ha successo e riescono ad imbarcare Ebrei da tutta l'Europa per la "Crociata"? Se riescono nel loro intento, molto probabilmente le cospicue comunità ebraiche presenti nell'Impero Ottomano non se ne stanno a guardare e si uniscono a loro, fungendo da quinta colonna e organizzando rivolte su rivolte in tutta l'Asia Minore ed il Nord Africa. La Palestina (ri)diventa ebraica più di quattro secoli prima, mentre i cristiani (per ringraziare Carlo V ed il Papa dell'aiuto prestato) ottengono libero accesso ai Luoghi Santi e rimangono comunque in Palestina come cospicua minoranza, mentre in condizioni assai più grame si trovano i musulmani. Il nuovo Stato d'Israele, con a capo lo stesso David Reubeni come re, viene protetto dalle Nazioni Occidentali, fungendo da Stato Cuscinetto tra i domini ottomani e quelli degli Stati Europei, che lo vedranno come luogo favorevole per espatriarvi tutti gli ebrei poco graditi in Europa. La presenza degli Ebrei in Europa è così irrilevante (niente Spinoza e niente letteratura yddish!) e ciò risulta una grossa perdita un po' per tutti. Come cambia la Storia del Medio Oriente uno Stato d'Israele in pieno XVI secolo? (ancora Never75)

Ucronia immunoterapica. Nel 1525 Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim (1493-1541), medico svizzero che si firma Paracelso, nel corso dei suoi studi sulle erbe tra le montagne del suo paese raccoglie la tradizione diffusa tra i mungitori delle Alpi secondo cui l'infezione da parte della forma bovina del vaiolo, molto meno pericolosa della forma umana, potrebbe proteggere anche da quest'ultima. Così Paracelso idea un esperimento ardito ma pericoloso: inocula in un bambino svizzero di 8 anni del pus estratto da una pustola di vaiolo bovino. Il ragazzo contrae il vaiolo bovino, e si rimette completamente dopo sei settimane di convalescenza. Subito dopo Paracelso gli inocula il siero di pustole umane, e la "cavia" non mostra nessun sintomo della malattia, dimostrando che l'immunizzazione dovuta al vaiolo bovino conferisce immunità verso il vaiolo umano. A differenza della nostra Timeline, Paracelso non diventa il più grande erborista del Rinascimento, ma in cambio inventa la vaccinazione, così detta dal vaiolo delle vacche, con 270 anni di anticipo (nella nostra Timeline l'esperimento fu eseguito dal medico inglese Edward Jenner il 14 maggio 1796). La vaccinazione si diffonde su larga scala, alimentata dal terrore suscitato dalle epidemie così frequenti nei secoli passati, e presto Fracastoro ed altri medici insigni scoprono come immunizzare anche contro peste, colera, difterite e tetano. Le grandi pestilenze del '500 e del '600 non si verificano; Manzoni dovrà trovare un'altra "scopa" per eliminare don Rodrigo ed altri cattivoni nei suoi "Promessi Sposi"; e la durata della vita media umana subisce un balzo in avanti di vent'anni. Quali gli impatti di tutto ciò sull'era moderna? (quinta ucronia epidemiologica di William Riker)

Sacco Matto. Giovanni de' Medici non muore nel 1526 a causa della ferita di arma da fuoco, ma sopravvive. Con le sue "Bande Nere" riesce a mettere in rotta i Lanzichenecchi inviati da Carlo V, ed il Sacco di Roma non si verifica. Di conseguenza Papa Clemente è più libero di agire e concede ben volentieri l'annullamento del matrimonio di Enrico VIII da Caterina d'Aragona, anche per fare uno sgarbo a Carlo V, di cui Caterina è zia (nella nostra Timeline non lo fece solo perché il papa era allora di fatto prigioniero dell'imperatore). A questo punto il Re d'Inghilterra decide a sua volta di intervenire nelle "Guerre d'Italia" a fianco dei Francesi. Carlo V è sconfitto ed abdica, e la Penisola viene divisa tra Francesi ed Inglesi. Conoscendo la "vocazione marinara" dei Britannici, si tengono Sicilia, Sardegna e Genova mentre lasciano ai Francesi il Milanese e il Regno di Napoli (un colpo di genio di Never75)

Er Parlà de Noantri/1. Fino al XVI secolo a Roma era diffusa una parlata del gruppo dialettale mediano, del tutto simile ai dialetti della campagna laziale. Dopo il sacco di Roma, fu favorita l'immigrazione da diverse parti d'Italia e d'Europa per ripopolare la Città Eterna. Una serie di circostanze volle che la parte preponderante degli immigrati fosse di origine toscana. Il risultato fu la toscanizzazione della parlata cittadina, da cui derivò il romanesco odierno. Possiamo tuttavia calcolare la possibilità che la maggioranza degli immigrati giunga dall'Italia settentrionale. Essendo i dialetti galloitalici codici linguistici più distanti dalla parlata locale rispetto a quelli toscani, probabilmente l'influsso sarà minore, ma ne uscirebbe tuttavia una mistura interessante che, forse, ricorderebbe le parlate dell'Alto Tevere umbro e delle Marche centrali, al confine con l'area romagnola. Le conseguenze storiche potrebbero essere interessanti: il romanesco, sintesi delle due grandi aree linguistiche italiane (quella settentrionale e quella centro-meridionale) avrebbe un prestigio molto diverso da quello odierno, soprattutto a Settentrione, dove Roma apparirebbe un po' più vicina al Nord (ideata da Renato Balduzzi)

Er Parlà de Noantri/2. Già che abbiamo tolto i freni alla fantasia, possiamo tenere in considerazione un'altra componente migratoria: quella tedesca. In un periodo di persecuzioni religiose, la prospettiva di emigrare a Roma poteva apparire allettante per i cattolici tedeschi. Effettivamente, molti tedeschi giunsero a Roma, ma non furono una componente fondamentale del flusso migratorio. E se invece lo fossero? Il loro dialetto (o per meglio dire dialetti) innestato sulla parlata mediana a quale risultato linguistico porterebbe? Sarebbe curioso per noi sentire il romanesco odierno, che forse potrebbe apparire assai simile all'italiano parlato in Alto Adige! (ancora Renato Balduzzi)

La Seconda Cattività Papale. Durante il Sacco di Roma le truppe imperiali catturano Clemente VII, che viene portano in Spagna come “ospite” di Carlo V. Poniamo che gli Asburgo riescano a mantenere in Spagna la sede papale: come cambia la storia? Gli stati Pontifici si disgregano e nascono nuove signorie; forte penetrazione del protestantesimo in Italia (specie a Venezia); Roma, dopo una serie di lotte furibonde, diventa una signoria sotto una famiglia nobile (magari i Colonna), ma perde il suo prestigio e diventa una città italiana tra le tante. A livello mondiale il papato legato strettamente alla corona di Spagna perde la sua centralità a favore dell'autonomia delle chiese nazionali (proposta da Damiano)

Protesta la Francia. E se anche la Francia alla fine decide di protestare? Non le mancavano certo le ragioni (dei papi sfacciatamente filoasburgici) né l'inclinazione (vedasi la chiesa gallicana). Mettiamo quindi che Francesco I, invece di spaventarsi durante l'“affaire des placard”, abbia una folgorazione (vera o no) e protesti; oppure gli ugonotti riescono a rapire Francesco II, o a porre sul trono Enrico IV senza che sia necessaria la sua conversione? Ci saranno, e come saranno, le guerre di religione di Francia? E che ci siano o non ci siano, come cambia il mondo con la Francia che protesta? Il cattolicesimo diverrà la religione dei soli Asburgo? (è di Paolo Giusti)

Papi del Rinascimento/5. Durante il sacco di Roma del 1527, che provoca un enorme scalpore in tutto il mondo cattolico, anche papa Clemente VII rimane tra le vittime del saccheggio. Questo è senz’altro un duro colpo per il cattolicissimo Carlo V, che ha fatto della sua fede cattolica un punto di forza nel programma del suo Impero, e va tutto a vantaggio dei suoi rivali: Francesco I, i Turchi e i Principi Protestanti (proposta ed iniziata da Never75)

Papi del Rinascimento/6. Carlo V si arrabbia con Clemente VII per il suo atteggiamento smaccatamente filofrancese e per i suoi continui cambi di bandiera, e lo punisce inviando in Italia i tristemente famosi lanzichenecchi. Ma la loro venuta sulla Città Eterna, da truppe di passaggio, si trasforma in occupazione stabile. Ad un certo punto Carlo fa prelevare il pontefice e lo porta al sicuro a Trento. e nel frattempo ne approfitta per invadere gli Stati Pontifici e Firenze (ancora in preda alle guerre civili). In Italia Centrale viene così costituito un nuovo vicereame direttamente dipendente dall'Impero. Le proteste del papa sono inutili visto che si trova prigioniero all'estero. Carlo obbliga il pontefice ad iniziare il Concilio che, cominciando prima e con la partecipazione dei Protestanti, riesce se non ad eliminare, almeno ad arginare la Riforma. In seguito Carlo ridona al Pontefice la città di Roma (ma solo quella), mentre il resto dei suoi Stati rimane sottomesso all'Impero. Con la divisione di quest'ultimo, viene affidato a Filippo II Re di Spagna (analogamente a Napoli, Sicilia e Ducato di Milano). Gli Spagnoli in pratica si ritrovano padroni di tutta l'Italia, eccettuata la sola Venezia, che viene amministrata da quattro Vicerè (Milano, Napoli, Sicilia ed Italia Centrale). Un'Unità d'Italia (seppur realizzata sotto sovrani stranieri) anticipata a metà Cinquecento ed una non sussistenza dello Stato Pontificio nel mezzo, potrebbe far crescere un certo nazionalismo da parte degli italiani stessi e contribuire ad una loro eventuale riunione politica magari sotto i Borboni di Napoli già a metà Settecento (proposta da Never75)

Diaspora protestante. Carlo V si fa promotore di una immensa crociata antiprotestante. L'apocalittico conflitto ha conseguenze molto importanti sulla storia dell'Europa. In cerca del maggior numero possibile di soldati, Carlo V potrà concedere il riscatto dallo stato di schiavitù ad alcune tribù sudamericane convertite al cattolicesimo, promettendo una lauta ricompensa nella terra dei conquistatori, come i vari troni vacanti dei principi protestanti. Devastato il nord della Germania, la crociata ovviamente continua su due fronti: quello inglese e quello scandinavo. Sarà un ottimo pretesto, tra l'altro, per allargare impunemente i possedimenti imperiali. Spingendo alle estreme conseguenze il clima di "caccia all'eretico" che si respira in una sorta di guerra mondiale dell'età moderna, tutta la popolazione protestante viene costretta a lasciare l'Europa per non essere uccisa. Popoli già profondamente riformati, quali inglesi e scozzesi, si trovamo decimati e forse scalzati da immigrati cattolici irlandesi, francesi e spagnoli chiamati dall'Imperatore a ripopolare quei territori. In Germania del nord e in Scandinavia la stessa situazione, forse a favore dei polacchi in Prussia e Boemia, degli austriaci e degli slavi meridionali nella piana ungherese. Avremo un Nordeuropa a metà tra il teutonico e l'amerindio, con principi pellerossa cristiani con i copricapi piumati alla guida di piccoli feudi imperiali. In ogni caso scandinavi, prussiani, scozzesi e inglesi emigreranno in massa nell'unico paese allora in grado di ospitarli: l'Impero Ottomano. Probabilmente gli abitanti delle Isole britanniche e della costa atlantica della Scandinavia si stabiliranno sulle coste marocchine, mentre gli abitanti baltici e continentali rifluiranno verso i Balcani e l'Anatolia. A questo punto, essendo profondamente religiosi, i protestanti provochino fastidi al paese islamico e si spostino verso le terre poco popolate dell'Asia centrale e della Persia, oppure in India o in Cina... (l'ha ideata Renato Balduzzi)

I Turchi sul Baltico. I Turchi nel 1527 rinunciano ad assediare la Vienna asburgica e si rivolgono più a nord, verso la debole Polonia. Sarà importante un seppur limitato sbocco sul Baltico? Riusciranno a mantenerlo a lungo? Si espanderanno ancora più a nord, magari verso occidente, assediando Berlino al posto di Vienna nel 1683? (ancora Renato Balduzzi)

Effetto boomerang alla francese. Nell'estate 1528 il comandante dell'esercito francese, Odet de Foix, conte di Lautrec, ebbe una trovata che al momento gli parve geniale: far distruggere ai suoi uomini le condutture dell'acquedotto della Bolla. Chiudere i rubinetti dell'acqua agli spagnoli dell'imperatore Carlo V, asserragliati in Napoli da un paio di mesi, non sembrava certo una cattiva idea per costringerli alla resa; purtroppo il generale transalpino non aveva considerato il fatto che quella stessa acqua avrebbe trasformato m putride paludi i terreni dove si erano accampati gli assedianti, come appunto accadde. E così, il caldo afoso di quell'anno scatenò una violenta pestilenza di cui rimase vittima lo stesso Lautrec. Mentre i francesi superstiti si ritiravano, per Carlo V si spianava la strada verso l'incoronazione a re d'Italia, che gli era stata a lungo contesa dal re di Francia, Francesco I. Questo fu uno dei tanti casi in cui un semplice bacillo ha abbattuto generali, sterminato armate e cambiato il corso della Storia. Ma se Odet de Foix si mostra più avveduto, non taglia nessun acquedotto e riesce ad espugnare Napoli? Francesco I ce la fa a spuntarla, si fa incoronare re d'Italia e crea una duplice monarchia italo-francese. Conseguenze? Carlo V si rassegna o ci riprova? (sesta ucronia epidemiologica di William Riker)

Papi del Rinascimento/7. Papa Paolo III (al secolo Alessandro Farnese) fu un papa nepotista e corrotto ma, oltre a farsi protettore delle Arti e degli artisti, ebbe il merito di aver cominciato il Concilio di Trento che, seppure non servì ad eliminare la Riforma Protestante, almeno ne ridusse la portata. Tale Concilio peraltro rischiò più volte di essere sospeso o rimandato. Nel 1547, appena due anni dopo l'aperture del Concilio, il Duca di Parma e Piacenza nonché figlio naturale dello stesso papa, Luigi Farnese, politicamente filo-francese, fu assassinato per ordine (pare) dello stesso Carlo V. Ciò esacerbò i già aspri rapporti tra Papa ed Imperatore, il quale paventò addirittura un secondo Sacco di Roma nel caso il Pontefice non avesse fatto riprendere a Tranto i lavori conciliari. Alla fine il Papa capitolò, ma se non lo avesse fatto? Carlo V lo punisce facendo di nuovo calare i Lanzi e Roma viene distrutta e violentata una seconda volta nel giro di vent'anni. Senza un Concilio, poi, la Riforma si diffonde ancora di più, anche in Italia e Spagna, ed oggi il Cattolicesimo è una confessione minoritaria. Inoltre le devastazioni della Città Eterna diminuiscono alquanto, se non annullato del tutto, la portata del Rinascimento successivo (ancora Never75)

Il Grandissimo Mogol. L'Impero del Gran Mogol unifica l'India per la prima volta e poi si estende a Persia, Turchia, Egitto, Turkestan, Indocina e Cina (proposta da Bhrg'hros)

Monferrato/2. Quando il Marchese del Monferrato Giangiorgio Paleologo si spense senza eredi, si accese un'aspra contesa per la successione tra Federico II Gonzaga, duca di Mantova, e Carlo III di Savoia. Essendo il Monferrato feudo imperiale, fu Carlo V a decidere a chi affidare il Marchesato: la scelta ricadde su Federico Gonzaga, marito di Margherita Paleologa. Durante il dominio mantovano, il Monferrato subì un grave impoverimento causato dalla pressione fiscale operata dai Gonzaga. Ma che accade se la spunta Carlo III, il Monferrato è subito integrato nei domini sabaudi e non si impoverisce affatto? (seconda ucronia dedicata al Monferrato da William Riker)

L'ultimo duca. Francesco II Sforza (nella nostra Timeline ultimo duca di Milano) sopravvive alla malattia nel 1535, e fa in tempo ad assicurarsi dalla duchessa un erede negli anni successivi. Il Ducato di Milano così, pur ridimensionato e sotto tutela spagnola, sopravvive indipendente ponendo grossi ostacoli alla "politica del carciofo" dei Savoia. Forse potrebbe essere addirittura un Duca di Milano a realizzare a metà ottocento un regno d'Italia con capitale Milano (ancora Never75)

Forza Sforza/2. Lucrezia Crivelli fu l'ultima amante di Ludovico il Moro. Pare che Leonardo si sia ispirato a lei ritraendola nello stupendo quadro de "La belle Ferronière". La Crivelli ebbe da Ludovico un figlio, Giampaolo, che per un certo tempo lavorò come soldato agli ordini del fratellastro Francesco II, ultimo duca della dinastia Sforza. Alla morte di questi, nel 1535, stava appunto recandosi dall'imperatore Carlo V per richiedere ufficialmente l'investitura al Ducato di Milano. Purtroppo per lui, morì nel tragitto, pochi giorni dopo il fratellastro. Così, senza eredi diretti, si estinse la dinastia di Ludovico il Moro e Milano rimase in mano imperiale. Ma se Giampaolo sopravvive abbastanza per ottenere l'investitura? Se riesce ad assicurarsi pure una discendenza, il Ducato di Milano sopravvivrà quasi indipendente per secoli. E' probabile anzi che alla morte di Carlo V esso non entrerà a far parte della sfera d''influenza spagnola ma germanica (teoricamente lo era poi sempre stato, fin da prima del Barbarossa) e, vista la sua importanza, il Ducato potrà addirittura entrare a far parte degli Stati tedeschi più importanti, consentendo al suo Duca la carica prestigiosa di Elettore. Una maggiore vicinanza-sudditanza alle terre tedesche e mitteleuropee agevolerà alquanto anche il radicarsi della Riforma (magari nella versione calvinista più che luterana) ed avremo sacche di protestanti più grosse di quante ve ne furono in realtà. Una gestione comunque "tedesca" di Milano non potrà che agevolare il suo sviluppo economico ed industriale mettendola in comunicazione (non in competizione) con le grandi vie del Nord Europa. La capitale lombarda assumerà però più le caratteristiche di città tedesca che italiana ed oggi la lingua di Lutero e Wagner sarà molto più diffusa e studiata di quanto lo è. Forse lo stesso stravagante imperatore Rodolfo II potrà renderla capitale al posto di Praga, modificandone radicalmente l'assetto urbanistico in senso barocco. Paradossalmente poi nel Risorgimento la Capitale Meneghina potrà scegliere di aderire all'Impero Prussiano di Bismarck piuttosto che al Regno Piemontese di Cavour. Quali gli sviluppi successivi? Continuerà ad essere considerata una "terra irredenta" in luogo di Trento e Trieste alla vigilia della I Guerra Mondiale? La sua assegnazione, in caso di vittoria, alleata, al Regno d'Italia non potrà inficiare i già tesi rapporti tra Hitler e Mussolini? (made in Never75)

Tudor/2. Cristina di Danimarca, già vedova da due anni di Francesco II, ultimo duca di Milano, nel 1537 ricevette una proposta di matrimonio da parte del Re d'Inghilterra Enrico VIII. Celebre e salace è la battuta che costei fece, rifiutando sdegnosamente l'offerta: "Se avessi due teste, sarei felice di darne una al re d'Inghilterra!" Ma se avesse avuto più coraggio ed avesse accettato la proposta? Cristina era giovanissima e sicuramente in grado di dare almeno un figlio (forse maschio) al re. Magari eserciterà pure la sua influenza sul marito per riappacificarlo col papa e con l'imperatore Carlo V suo zio. L'Inghilterra potrà rientrare nell'orbita cattolico-romana che in realtà Enrico non aveva mai abbandonato del tutto. Assisteremo pure ad un'alleanza con gli ispano-imperiale in chiave antifrancese. In questo caso Francesco I verrà sconfitto, grazie al contributo inglese, ancora più duramente che nella nostra Timeline. Gli sviluppi più interessanti però ci saranno con un eventuale successore di Enrico e Cristina. Se maschio, sarà lui ad ereditare la corona inglese dopo la morte del malaticcio Edoardo VI - figlio di Jane Seymour - nel 1553. Le due sorellastre, Maria ed Elisabetta, senza tanti complimenti, verranno messe da parte e, nella migliore delle ipotesi, finiranno i loro giorni in qualche convento non solo perché femmine ma soprattutto perché figlie considerate illegittime di matrimoni annullati. Questo probabile figlio (per convenzione chiamiamolo Arturo, nome del fratello di Enrico VIII deceduto prematuramente) potrà proseguire nella politica filo-papale e filo-imperiale del padre. Inoltre potrà vantare legittimi diritti sulla corona di Danimarca, Svezia e Norvegia in quanto figlio di Cristina, a sua volta figlia del Re di Danimarca Cristiano II. Con l'aiuto ispano-imperiale potrà portare a compimento la riunificazione della Lega di Kalmar con in più la partecipazione inglese, come ai tempi dei vichinghi. In questo caso l'Inghilterra comincerà comunque i viaggi di esplorazione nel Continente Nordamericano, ma non lo farà in funzione anti-spagnola. Analogamente al trattato di Tordesillas l'immenso Continente verrà diviso in due zone d'influenza: quella iberica e quella inglese-scandinava. In una situazione siffatta l'isolamento francese sarà ancora più accentuato, stretta nella morsa iberica, imperiale ed inglese, e la sua affermazione come potenza egemone nel Continente Europeo verrà ritardata o potrà anche non effettuarsi affatto. E' possibile addirittura una spartizione della Francia in principati quasi indipendenti sul modello della Germania, basati sulla divisione confessionale con in più forti presenze di zone occupate e feudalizzate di regni stranieri, in primis l'Inghilterra stessa che si riprenderà Normandia e Bretagna. Quale nazione potràe assumere la leadership nel nostro Continente dopo l'immancabile decadenza spagnola? Forse l'Inghilterra-Scandinavia stessa, se riuscirà a rimanere neutrale negli scontri sul Continente nei secoli successivi (Guerra dei 30 anni) e nelle lotte interne di religione. Assisteremmo ad una Pax Britannica secoli prima di Wellington? (Never75 dixit)

Fracastoro prima di Galileo. Nel 1540 Gerolamo Fracastoro (1478-1553) suggerì in uno dei suoi scritti di servirsi delle lenti per ispezionare gli astri. L'idea cadde nel nulla. Ma se Fracastoro avesse fatto seguire alle parole i fatti? Come cambia l'astronomia, se l'osservazione con il telescopio inizia con una settantina d'anni di anticipo? (l'ha pensata Lord Wilmore)

Fracastoro prima di van Leeuwenhoek. Girolamo Fracastoro descrisse nel 1546 la prima, compiuta teoria dei germi, molto simile a quella attuale, vedendoli come vera causa delle malattie e della loro trasmissione. Mancandogli le prove, non poté portare avanti la sua idea, che venne confermata e diffusa solo 120 anni dopo da Antoni van Leeuwenhoek. Mettiamo però che qualcuno, magari Prospero Alpini, ottenga da un bravo ottico (Galileo) il microscopio e, vedendo i batteri della peste nel pus delle pustole, trovi conferma della teoria di Fracastoro. Come cambia la storia della medicina? Visto poi che Albini era veneziano, e dunque in contatto con i Turchi, perchè non potrebbe accadere che questi importi dall'Anatolia la variolizzazione, forte della prova della sua efficacia? Oppure potrebbe capire che la peste si nutre di sporcizia e pulci, fare del gatto il miglior amico del veneziano e salvare la Serenissima dalla pestilenza prima del 1630? Come cambiano le sue guerre con i Turchi? (un'idea di Paolo Giusti)

E se fosse la Corea? Una bella simmetrizzazione Corea-Giappone. Il Giappone continua ad libitum l'epoca Sengoku (per chi è digiuno di storia nipponica o di manga, quella dei signori della guerra pre-1543), mentre i Choson o Joseon, la dinastia regnante coreana di Koguryeo, si dotano di un leader innovatore e capace, di armi da fuoco etc. etc.: magari Yi Sun Shin, lo stesso che sventò l'invasione giapponese del 1596. Ovviamente ciò significa che i Manchu non conquisteranno mai la Cina, che sarà appannaggio dei Sui e/o dei Ming meridionali, perché gli Jurchen verranno sottomessi prima dai Coreani. I famosi "Daymo esterni" del periodo Bakumatsu (per intenderci, i signori del Kyushu e dello Shikoku) ed il regno di Ryukyu graviteranno intorno all'orbita coreana. Probabile conquista del Giappone e di Taiwan a fine '800 (anche prima?). Forse la guerra con i Russi e il tentativo di invasione della Cina però partono prima, perché il suo Manchukuo la Corea ce l'ha già. La potenza imperiale coreana verrà quindi distrutta prima? O riuscirà a salvare la pelle dalla diffidenza inglese e americana quel tanto che basta da buttarsi come il Giappone nella seconda guerra mondiale? E alla fine della guerra i Mancesi che, ricordiamolo, in questa Timeline non si sinizzano, rimarranno nel blocco occidentale? E il Giappone verrà diviso in due? Hokkaido Comunista e il resto americanizzato? (questa è di Paolo Maltagliati)

L'ucronia valdese. Nel 1546 Michele Serveto, invece di fuggirsene a Ginevra, si trasferisce in Italia: i Valdesi, i primi eretici italiani, sono buoni candidati, visto oltretutto che Serveto passò vicino alle loro valli per andare a Ginevra. Avremmo magari un rafforzamento delle loro teorie sul pauperismo e una maggior accettazione della predestinazione omnibus propugnata da Serveto rispetto alla loro accettazione della predestinazione elitaria calvinista (questa è di Paolo Giusti)

Serveto l'erasmiano. Altra idea. Serveto sviluppa le sue idee sulla base di un credo erasmiano. In fondo, la teoria delle opere di Erasmo (bisogna fare il bene con le opere, non basta la Grazia) e la predestinazione omnibus di Serveto (tutti abbiamo ricevuto la Grazia, contano anche le opere) sono due modi di arrivare alla stessa cosa. Avremo quindi una cattolicesimo più morale e meno formale, molto più umanista e, visto che a parte Serveto e Sozzini non credo molti davvero volessero protestare per la questione della Trinità, non è detto che debba esserci uno scontro con il papato. Avremo una sorta di giansenismo ante litteram, una corrente molto forte all'interno della Chiesa che però potrebbe servire a mantenere sotto l'egida di Roma buona parte di coloro che invece si convertirono al calvinismo (anche questa è di Paolo Giusti)

L'isola (di Rialto) felice/4. Un'ultima ipotesi. E se Serveto fa tutte e tre le cose? Una maggior attenzione al volontarismo della fede e al verbo dell'Amore dall'anabattismo, il sacerdozio diretto e il pauperismo valdese, il rigore morale ed il rifiuto della predestinazione di Erasmo e le sue idee antitrinitariste e quietiste. Nei fatti credo risulterebbe più un credo di poveri che di borghesi come il calvinismo. E sono curioso pure di sapere che teologia ne nascerebbe! (sempre Paolo Giusti)

I Savoia Protestanti. A metà del '500 tra gli Stati italiani i possedimenti dei Duchi di Savoia erano, dopo Venezia, i più protestantizzabili, non tanto nella versione luterana quanto in quella calvinista. Questo per una serie di fattori tra cui: la vicinanza geografica (la stessa Ginevra di Calvino apparteneva ai Savoia), il fatto che lo stesso ducato di Savoia era (teoricamente) facente parte del S.R.I. e che il suo sovrano avrebbe avuto notevoli vantaggi dalla Riforma, l'esistenza già radicata nel territorio di antiche comunità proto-protestanti come Valdesi (in pratica quasi mai perseguitati realmente dai duchi) che avrebbero potuto agire benissimo da quinta colonna, infine (last but not least) il fatto che alcuni calvinisti, se non lo stesso Calvino in persona, arrivarono veramente fino ad Aosta, tentando di convertirla, ma fallirono a causa dell'ostilità della popolazione. Mettiamo che invece nel 1536 gli aostani accettino i calvinisti e si convertano alla nuova fede. Il Duca di Savoia coglie la palla al balzo e, forte delle difficoltà interne dell'Impero, dichiara a sua volta il proprio stato "protestante" allineandosi così alle posizioni degli altri principi tedeschi ed alleandosi de facto con il Re di Francia. Come cambia la storia? Non è detto che la protestan5tizzazione dei Savoia conduca per forza ad un'alleanza anti-imperiale e filo-francese per sempre. Conoscendo il cinismo e la spregiudicatezza degli stessi Savoia, non è improbabile che alla fine si ri-alleino con Carlo V e Filippo II in cambio di garanzie sulla loro integrità territoriale e sul permesso di professare liberamente la propria fede riformata. Così avremo comunque Eugenio di Savoia che sconfigge i Francesi a San Quintino. Sta di fatto però che una potenza protestante in Italia avrà effetti decisivi per la storia della nostra Penisola. Immaginiamo i Savoia alleati di Francesi e Svedesi nella Guerra dei Trent'Anni, e poi di Prussiani ed Inglesi in quella dei Sette Anni. Ancora maggiori acquisizioni territoriali del Piemonte: sconfinamento in Lombardia, Liguria ed Emilia. Il Risorgimento, effettuato da una Nazione Protestante, sarà ancora più inviso ai Papi e susciterà minori simpatie tra i cattolici. Ad Italia Unita avvenuta, protestantizzazione anche del resto della Penisola con conseguente espropriazione dei beni della Chiesa ed abolizione della maggior parte degli ordini religiosi? Una conversione forzata dell’Italia sembra improbabile, anche perché, se veramente il Piemonte è calvinista, ogni suo tentativo di allargamento territoriale sarà combattuto molto più ferocemente, e certamente Napoleone III non si alleerà con il Piemonte nel 1859 (chi se non Never75?)

La Lombardia Protestante. Aldo Manunzio si converte al luteranesimo, e pubblica in italiano gli scritti di Lutero, diffondendone impunemente il verbo anche nell'Italia peninsulare. A poco servono il confine alpino e l'Inquisizione: nelle signorie padane il dibattito teologico è all'ordine del giorno. Nella Transpadana il luteranesimo diviene motivo di scontri interni: viene abbracciato ufficialmente dalla Repubblica Veneta in funzione antipontificia, mentre al nordovest i Savoia lasciano spazio alla diffusione del calvinismo. Nella Lombardia i predicatori protestanti giunti dal Veneto attuano più conversioni di quante l'Inquisizione ne possa smorzare. Dopo la pace di Cateau-Cambresis che assegna Milano alla Spagna, la questione religiosa diviene anche politica: da una parte i luterani, indipendentisti, che vogliono instaurare un principato protestante; dall'altra i cattolici, capitanati da Carlo Borromeo, che appoggiano il dominio spagnolo per poter attuare la Controriforma. Può darsi che la "luteranizzazione" influenzi anche la lingua: è probabile che per distinguersi dai toscani cattolici, i lombardi ritornino senza remore all'antica lingua lombarda, impedendo, tra le altre cose, la nazionalizzazione della lingua toscana (ideata da Renato Balduzzi)

Venezianesimo. Ben si conosce il rapporto burrascoso tra la Repubblica di Venezia e lo Stato Pontificio. Quando, al rifiuto veneto di abbandonare Rimini, il Papa scomunica la Repubblica impedendo la celebrazione eucaristica nella terra veneta, il Maggior Consiglio decide di dare in mano al Doge il potere spirituale sul Veneto analogamente a quanto accade quasi contemporaneamente in Inghilterra con Enrico VIII. Venezia si è scagliata da sé una maledizione, dato che si è guadagnata l'antipatia dell'Imperatore cattolico; trova però alleati tra i principi protestanti, i regni del Nord Europa e l'Inghilterra. Gli effetti della Controriforma non tarderanno a farsi sentire, ma nel corso del tempo l'ideale della Repubblica indipendente anche sul piano spirituale si farà sentire sotto la dominazione austriaca prima, italiana poi (ancora Renato Balduzzi)

Moskau. La Russia rimane divisa in principati, l'impero russo non nasce, Novogorod, Pskov, Kiev, Ryazan difendono gelosamente la loro indipendenza; la Russia, pur sempre vasta e popolosa, rimane ancora di più un paese arretrato e isolato, ma Mosca colonizza ugualmente la Siberia; Pietro il Grande fonda San Pietroburgo in Siberia, ne consegue che i russi avranno minore influenza sulla storia europea (pensata da dDuck)

La dinastia dei Grey. Alla morte di Edoardo VI Tudor, il Testamento di quest'ultimo indicava come successori i figli di Frances Brandon, cugina del re defunto (era figlia di Maria, sorella minore di Enrico VIII), Jane, Catherine e Mary Grey. Tuttavia Maria Tudor, figlia di primo letto di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona, impugnò il testamento e fece giustiziare Jane Grey, divenendo regina con il nome di Maria I. Ma che accade se Jane Grey sale al trono ed inizia una nuova dinastia? Come cambia la storia d'Inghilterra? (made in William Riker)

Il Terribile/1. Nel 1553 Ivan IV detto Groznyj (il Terribile) fu colpito da una violenta febbre che lo portò in punto di morte. Allora convocò i Boiardi, a cui chiese di giurare fedeltà al figlio Demetrio, che Ivan IV aveva prescelto come proprio erede e successore. Ma i nobili non avevano alcuna intenzione di promettere fedeltà a Demetrio, ed arrivarono persino a litigare davanti al morente Ivan IV sul nome di chi avrebbe dovuto sostituirlo sul trono di Mosca. Ivan tuttavia, contro tutte le aspettative, guarì. Ma che accade se il primo Zar della storia russa muore prematuramente? Dissoluzione dell'assolutismo russo, feudalizzazione del paese e sua probabile conquista da parte svedese al nord, lituana al centro e turca a sud. Come muta la storia d'Europa? (prima ucronia dedicata da William Riker ad Ivan il Terribile)

Il Terribile/2. Subito dopo la sua improvvisa ed inaspettata guarigione, Ivan IV intraprese un pellegrinaggio per ringraziare Iddio, ma fu subito colpito da un'altra tegola: il figlio prediletto Demetrio cadde nel fiume Sesna e vi annegò. Il dolore di Ivan fu immenso, e probabilmente contribuì agli squilibri mentali di cui soffrì in vecchiaia. Ma che accade se Demetrio sopravvive e succede al padre al posto di Fëdor, debole e malato, che per tutta la vita fu una marionetta nelle mani di Boris Godunov? La dinastia dei Rjurik prosegue. Conseguenze sulla storia russa? (seconda ucronia dedicata da William Riker ad Ivan il Terribile)

Austrias de Ameriga. Prima della sua abdicazione, Carlo V ripartisce l'Impero in tre regni, assegnando le colonie americane a Giovanni d'Austria, futuro vincitore di Lepanto, e formando in pratica tre dinastie asburgiche, in cui quella più avvantaggiata potrebbe risultare alla fine proprio quella americana. Infatti gli Asburgo delle Americhe, liberi dalle beghe religiose e politiche del continente e non più obbligati a riversare l'oro e l'argento delle colonie in Europa, possono costituire un potentissimo Stato. Con pochi mezzi ed un relativamente piccolo esercito con soldati reclutati anche tra gli indios, in breve tempo gi Asburgo d'America potrebbero espandere i propri possedimenti ed invadere tutto il Continente Americano costituendo un'unica entità statale estesa dal Canada alla Terra del Fuoco. Inutile dire che ogni tentativo di colonizzazione di inglesi e francesi finirebbe sul nascere e questo immenso Stato-Continente sarà la Superpotenza Economica e Politica dei successivi quattrocento anni e presumibilmente rimarrà tale ancora per moltissimi secoli (un'altra ottima idea di Never75)

Das Habsburgische Italien. Se fossero stati gli Austriaci di Ferdinando a rimpiazzare gli Spagnoli in Italia, avremmo avuto un dominio asburgico con due secoli d'anticipo, l'Italia si sarebbe germanizzata e la situazione descritta nei "Promessi Sposi" sarebbe completamente differente... (Maggioriano ha avuto questa geniale idea)

Papi del Rinascimento/8. Com'è noto, san Carlo Borromeo rifiutò di diventare Papa. Ma se fosse stato eletto? credo che avrebbe viaggiato in lungo e in largo, non sarebbe certo rimasto a Roma a far "flanella". Invece Federigo Borromeo in Vaticano non ce lo vedo, troppo aristocratico e intellettuale, e troppo poco politico... (un'idea di Anna Elena)

Antonio I de' Medici. Nell'autunno del 1587, dopo una battuta di caccia nella zona delle risaie di Poggio a Caiano, Francesco I de' Medici e la sua seconda moglie Bianca Cappello si ammalarono e morirono a distanza di 11 ore l'uno dall'altra, fra il 19 e il 20 ottobre. Entrambi avevano avuto per oltre dieci giorni febbri altissime e violenti sintomi gastrointestinali. Tutti puntarono il dito contro Ferdinando, fratello di Francesco, che odiava Bianca, e che prese il potere escludendo i figli del fratello dalla successione al Granducato. Gli esami svolti sui resti di Francesco e Bianca nel 2011 hanno però escluso che si trattasse di avvelenamento da arsenico, avendo ritrovato nelle ossa dello sfortunato Granduca proteine tipiche del plasmodio della malaria: la morte sua e di sua moglie fu dunque naturale. Ma supponiamo che Francesco I sia più accorto e stia lontano dalle risaie in quella stagione, la più favorevole al diffondersi della febbre terzana. Ferdinando resta a fare il Cardinale di Santa Romana Chiesa. Il ramo principale dei Medici non è quello di Ferdinando che si esaurirà con Gian Gastone: a ereditare il Granducato è Antonio, figlio di Francesco e Bianca, che tra l'altro dura sino ad oggi. Quindi nel Settecento Firenze non passerà nelle mani dei Lorena, ma rimarrà ai Medici. Come cambia la storia d'Italia? (ennesima idea di William Riker)

Estremo Oriente/2. Nel cinquecento giunsero in Giappone i Gesuiti portoghesi, ed il loro influsso fu fortissimo. Molti daiymo si erano convertiti al Cattolicesimo. In questo periodo si situa l'epopea dei Ronin cristiani, devoti a San Giacomo di Compostella. L'uomo forte del periodo di transizione tra le guerre civili dell'era Tokugawa, il dittatore Goroda, era disposto a battezzarsi e ad inviare in Europa, al servizio del Pontefice, centomila samurai crociati, per liberare la Terra Santa e lottare contro i principi protestanti. Non se ne fece nulla perchè voleva il diritto di divorzio. Mettiamo che la conversione fosse stata sincera ed incondizionata. L'intervento di un Giappone cattolico nelle vicende europee, come avrebbe modificato la storia a cavallo tra XVI e XVII Secolo? (questa proposta poteva venire solo dal Marziano)

Estremo Oriente/3. Padre Matteo Ricci converte la Cina, il Papa dà il permesso alla venerazione degli antenati (considerata fin qui idolatria), e la Cina diventa cattolica (questa invece è di Filobeche e di Homer)

Macario Melisurgo. Macario Melisurgo era un avventuriero bizantino spregiudicato e geniale. In concomitanza con la formazione della Lega Santa era venuto a patti con i principali Signori europei: avrebbe capeggiato una violentissima e numerosa rivolta antiturca per tutto il Peloponneso, nel caso le truppe cristiane avessero ottenuto una vittoria rilevante contro gli ottomani. Dopo Lepanto però la coalizione cristiana cominciò a vacillare, rifiutò di affrontare nuovamente i turchi in mare e si sciolse nel giro di poco tempo, considerando la vittoria lepantina come un risultato già soddisfacente. Ma se invece i cristiani rimangono compatti e sconfiggono anche la seconda flotta turca? Melisurgo guida la sua rivolta e i turchi non possono fare a meno di cedere: Cipro torna a Venezia e il Peloponneso diventa indipendente. Come cambia la storia con una Venezia rafforzata, i turchi indeboliti e un impero greco-bizantino che si solleva con 700 anni di anticipo? (è di Basileus TFT)

L'altro San Michele. Dopo la vittoria di Lepanto San Pio V, al secolo Michele Ghislieri, sopravvive più a lungo, i Russi si uniscono alla Lega Santa e così gli Asburgo e lo Zar si spartiscono l'impero turco (proposta dal Marziano; ecco una proposta alternativa del prolifico Filobeche)

Impero mondiale ispano-cattolico. L'impero di Carlo V non viene spartito tra i due rami della famiglia e si regge "abbastanza" in piedi grazie alle riforme promosse dal cancelliere dell'impero Gattinara: un tentativo reale era stato fatto ma Carlo non volle pregiudicare le libertà tedesche e l'antico sistema dei suoi regni, e non se ne fece nulla (proposta da Filobeche)

Un'altra spartizione. Anche se si suppone a ragione che Carlo V stesse già da tempo meditando sulla sua successione, è all'epoca del Trattato di Passau che si fa risalire la decisione di Carlo V di dividere i suoi domini tra il figlio ed il fratello. La decisione di dare alcuni possedimenti all'uno invece che all'altro sarà gravida di conseguenze per la storia d'Europa. Ipotizziamo dunque che Carlo decida per una ripartizione leggermente diversa dei suoi possedimenti, in questo modo. Aal figlio Filippo II: Regno di Spagna, Napoli, Sicilia e Sardegna, Americhe. Al fratello Ferdinando I: Sacro Romano Impero, Boemia, Austria, Ungheria, Fiandre, Franca Contea, Milano. Quali i futuri cambiamenti dello scenario europeo (e forse mondiale) originati da questa "piccola" differenza? (proposta da Konstantinos XI)

Sempre più in (Ri)alto. Ad Andrea Palladio era stato commissionato un progetto per il ponte di Rialto in stile neoclassico, che non fu messo in pratica. Una veduta del Canal Grande con questo progetto, fatta dal Guardi, si trova al museo Gulbenkian di Lisbona. Come cambia l'immagine di Venezia se il ponte viene costruito secondo il progetto palladiano? (nuova ucronia artistica di Falecius)

Tudor/3. Enrico VIII, che non ha alcun interesse teologico nella Riforma, ha un erede maschio da Caterina d'Aragona, il che garantisce una profonda unione politica, economica e militare tra Londra e Madrid Nel 1516 nasce il primogenito Edoardo VI, battezzato dallo stesso Santo Padre Leone X che lo cinge con il titolo di "Sacro Difensore della Unica e Vera Santa Fede Cattolica di Santa Romana Chiesa". Enrico VIII diventa il paladino della cattolicità, tanto da oscurare la stessa Spagna di Filippo II. Il figlio Edoardo, salito al trono alla morte del padre nel 1547, continua l'opera di difesa di Roma con il famoso "Atto di Sottomissione a Pietro". L'Inghilterra in definitiva rimane cattolica e così gli Stati Uniti, il Canada, il Sudafrica, l'Australia e la Nuova Zelanda (ideata da  Demofilo e da Giorgio Tebaldi)

Tudor/4. Alternativa ideata da Falecius: il Papa concede il divorzio ad Enrico VIII, guerra anticipata tra la Spagna e l'Inghilterra vinta da quest'ultima, anche stavolta gli inglesi rimangono cattolici.

Tudor/5. Maria Tudor soffoca ogni residuo della fede anglicana e fa giustiziare la sorella Elisabetta. In questo modo l'Inghilterra diventerà una specie di "colonia spagnola" ritardando il suo sviluppo economico e sociale. Alla morte di Maria re a pieno titolo diventa Filippo II d'Asburgo, che è già erede di Castiglia, Aragona, Napoli, Navarra, Paesi Bassi, Borgogna, Milano e Portogallo. Un gruppo di anglicani, guidati da Walsingham, cerca di invadere l'isola, ma viene sconfitto dall'Invincibile Armata di Filippo II (ideata da Demofilo)

Stuart/1. Il 12 febbraio 1554 Maria I Tudor scopre che la sorellastra Elisabetta, figlia di Ann Boleyn, è implicata in un complotto per assassinarla, e così la fa rinchiudere nella Torre di Londra, processare e decapitare. Tuttavia Maria muore di tumore prima di poter sposare Filippo II, e così i cattolici ottengono che venga incoronata regina Maria Stuart (meglio nota come Maria Stuarda), che ha solo 11 anni, e a nove mesi era già stata incoronata regina di Scozia nel castello di Edimburgo. A questo punto Maria II Stuart non sposa il re di Francia Francesco II ma subito Lord Henry Darnley, capo della fazione cattolica scozzese, da cui ha il futuro Giacomo (VI di Scozia e I d'Inghilterra). Unione personale tra Inghilterra, Scozia e Irlanda con largo anticipo; alleanza di ferro tra Inghilterra e Francia in chiave antispagnola; Inghilterra e Scozia restano nazioni cattoliche; gli anglicani restano una minoranza come gli ugonotti in Francia, i puritani migrano in anticipo in America Settentrionale (prima ucronia Stuart di William Riker)

Stuart/2. Alternativa interna all'ucronia precedente: Maria II Stuart sposa Enrico di Guisa (anche sua mamma era una Guisa), poi lo aiuta a vincere la guerra dei Tre Enrichi. Così nasce una super-unione dinastica tra Francia, Inghilterra, Scozia e Irlanda sicuramente paventata da Spagna ed Austria. Filippo II manda l'Invincibile Armata ma finisce come sappiamo... e poi? (seconda ucronia Stuart di William Riker)

Biancaneve per davvero. Nella Germania del cinquecento Margaretha von Waldeck (nata nel 1533), detta Schneewittchen (Biancaneve) per il suo incarnato d'avorio, è una bellissima fanciulla cresciuta nella fortezza di Waldeck il cui signore è suo padre. Questi, rimasto vedovo, si è risposato con una nobildonna bellissima, che si picca di essere la donna più affascinante di tutta la Germania, e che, nel timore di invecchiare e di imbruttire, si dà all'alchimia prima, nella speranza di sintetizzare un filtro di eterna giovinezza, e alle pratiche occulte poi (in queste pratiche era essenziale uno specchio per l'evocazione dei demoni). Ma Margaretha è indubbiamente più giovane, ed anche più bella di lei, tanto che, durante il suo soggiorno nella città di Bruxelles per motivi di studio quando ha sedici anni, persino Filippo II di Spagna e Enrico VIII di Inghilterra la hanno chiesta in sposa. La matrigna non può sopportare l'onta di non essere stata scelta lei come regina di Spagna o di Francia, e così convince i nobili germanici che quei ventilati matrimoni rappresentano un tentativo spagnolo ed inglese di allungare le mani sulle terre della Germania. I Grandi Elettori le danno perciò carta bianca, e nel 1554 Margaretha viene avvelenata con l'arsenico. La regina però sbaglia le dosi e Schneewittchen, anziché morire, cade in un coma catatonico che somiglia alla morte, e viene sepolta nella cappella di famiglia. Tuttavia Margaretha si era fatta amica dei lavoratori delle vicine miniere d'oro, quasi tutti bambini perchè grazie alla loro ridotta statura possono intrufolarsi anche nelle gallerie più anguste: "i miei nanetti", li chiamava affettuosamente la principessa, influenzata dalle leggende della mitologia nordica. Questi, non rassegnandosi alla morte della loro protettrice, penetrano di notte nella cappella, sottraggono il corpo e lo pongono, al posto del corpo del santo martire di turno, nella teca di vetro di una chiesetta di campagna. Poco dopo si ferma per pregare in quella chiesetta Emanuele Filiberto detto Testa di Ferro, Duca di Savoia e Principe di Piemonte, detto anche il Principe Azzurro in analogia ai suoi antenati Conte Rosso e Conte Verde, di ritorno dalla battaglia di Metz cui ha partecipato accanto a Carlo V. Colpito dalla bellezza di Margaretha, chiede che la teca sia aperta, e così si accorge che la fanciulla non è morta. Il suo archiatra riesce a farla risvegliare; Emanuele Filiberto la porta con sé a Chambéry, la sposa e avrà da lei il figlio e successore Carlo Emanuele I. E tutti vissero felici e contenti (una proposta fanta-favolistica di William Riker)

San Filippo Neri a Milano. San Filippo Neri divenne grande amico del cardinale e futuro santo Carlo Borromeo, che spesso si recava dal sacerdote fiorentino per chiedergli consigli riguardo a problematiche del suo apostolato. L'arcivescovo di Milano inoltre tentò in tutti i modi di convincere Filippo Neri a trasferirsi a Milano per fondare anche lì una comunità come quella da lui fondata nell'Urbe, ma egli scelse di continuare a dedicarsi alla Roma in cui viveva. Ma se invece Carlo ce la fa e fonda un Oratorio anche a Milano? (ancora William Riker)

Papa Filippo I. Il Papa Clemente VIII propose a San Filippo Neri la nomina a cardinale: il fiorentino, noto come "l'Apostolo della Città di Roma" nonché fondatore dell'Oratorio, si sarebbe occupato delle anime dei romani, mentre il Santo Padre avrebbe abbellito l'Urbe di chiese. Filippo rifiutò, pare dissuaso dai ragazzi del suo Oratorio. Ma se accetta e poi è eletto Papa? (sempre William Riker)

Papi del Rinascimento/9. Marcello II, al secolo Marcello Cervini, generò grandi aspettative tra coloro che auspicavano l'elezione di un papa che riportasse un poco di moralità nella corte pontificia dopo le tristi esperienze dei suoi più immediati predecessori. Era talmente antinepotista da vietare ai parenti di andare a Roma, ed era intenzionato a non farsi coinvolgere dalla politica, intendendo il suo ministero tutto proteso ad avvicinare i popoli, ritenendosi il pastore delle genti. La sua elezione, insomma, apriva il cuore dei cattolici a grandi speranze di riforma. Ma queste aspettative andarono immediatamente deluse, poiché papa Marcello, poco più di venti giorni dopo la sua elezione, morì. Forse per un colpo apoplettico o forse per una piaga a una gamba o forse assassinato da qualcuno che non voleva una moralizzazione della curia. Fece appena in tempo ad impartire ordini per un'impostazione severa e morigerata della vita di corte. Ma che succede se non muore? Riuscirà nella sua opera di moralizzazione? Chi ne farà le spese? (ideata da Jeck86)

Siena ai francesi. A differenza di Firenze, la città di Siena fu filofrancese per quasi tutta la sua storia. Nel 1555 Siena fu messa a ferro e fuoco da un terribile assedio da parte di ispano-imperiali e fiorentini, ma tuttavia la città resistette ai limiti del possibile, tanto che Carlo V rinuncerà all'assedio ed il figlio Filippo, stancato della cosa, lascerà i soli fiorentini a finire l'assalto alla città toscana. Nel 1557 la città, conquistata definitivamente, venne annessa a Firenze. Ma se la città riesce a resistere più a lungo anche grazie ai rifornimenti francesi? Magari anche gli spagnoli rinunceranno alla lotta e consiglieranno gli alleati fiorentini a fare altrettanto. Così una repubblica di Siena filo-francese sarà un ottimo pied-à-terre per i cugini d'Oltralpe. Partendo da lì (la Repubblica di Siena arrivava fino al mare, lambendo quasi la stessa Isola d'Elba) non ci vorrà molto ad arrivare nel cuore della Toscana e conquistarsela, sfruttando un momento di debolezza dei Duchi (in questa Timeliine non saranno mai Granduchi) Medici di Firenze (ideata da Never75)

Che mondo sarebbe con la Nutella?/1. Nelle civiltà precolombiane il cacao era definito la "bevanda degli dei" (da cui deriva il nome greco della pianta, Theobroma cacao) ed era riservato ai soli imperatori. Supponiamo che gli Aztechi tengano per sé il segreto della coltivazione di questa pianta, e che stupidamente i Conquistadores la estirpino fino all'estinzione per impiantare piantagioni di caffé o di altro prodotto tropicale. Come cambierebbe la storia del costume senza il cioccolato? (un'ucronia culinaria del Marziano e di William Riker)

Meglio gli Austriaci. Il 16 gennaio 1556, stanco e deluso per aver assistito al fallimento su tutta la linea della propria strategia, che puntava all'unificazione politica e religiosa del continente europeo, il re di Spagna e Sacro Romano Imperatore Carlo V d'Asburgo decise di abdicare e di ritirarsi nel convento di Yuste, in Estremadura, dove morì il 21 settembre 1558. Egli divise i suoi immensi possedimenti tra il figlio Filippo e il fratello Ferdinando. Ma supponiamo che Carlo V lasci a Filippo II solo la corona di Spagna e le immense colonie americane ed asiatiche, mentre la Borgogna, Milano, Napoli e la Sicilia vanno a Ferdinando I insieme ai possedimenti asburgici e al titolo di Sacro Romano Imperatore. Gran parte dell'Italia si "salva" dalla dominazione spagnola e passa sotto quella austriaca con 170 anni di anticipo, meridione incluso, e così i Paesi Bassi. Le ribellioni nei Paesi Bassi sono domate, per motivi logistici e non avendo l'appoggio inglese, però l'Olanda è coinvolta nelle devastazioni della Guerra dei Trent'Anni. Ciò potrebbe avvenire anche per il Nord ed il Sud Italia. La talassocrazia spagnola dura un po' di più, senza la concorrenza olandese, e contemporaneamente in Giappone il cattolicesimo è più difficile da estirpare. Oppure è possibile che la ribellione olandese, fondendosi con quella protestante in Germania, anticipi la Guerra dei Trent'Anni ed il collasso del Sacro Romano Impero. Come cambia invece la storia d'Italia? (altra idea di William Riker)

La Borgogna austriaca. Alternativa all'ucronia precedente. Carlo V lascia al fratello, oltre i vecchi domini asburgici, anche Pesi Bassi e gli altri ex domini borgognoni. Il ducato di Milano insieme a Mantova è ceduto a Venezia, in cambio di Cipro e Creta, che vanno alla Spagna. Conseguenze: Venezia , con i domini allargati, deve riorganizzarsi politicamente. Deve però continuare a difendere Dalmazia e Isole Ionie dai Turchi. Il ducato di Savoia sarà in gran parte assorbito dalla Francia. L'unità d'Italia (forse solo centro-settentrionale) si farà intorno a Venezia. Filippo II manda la sua invincibile armata contro l'Africa, con migliore fortuna. La decadenza Spagnola inizia molto più tardi. Gli Asburgo d'Austria si trovano, con Venezia, a combattere i Turchi a Est, con miglior fortuna. A Ovest la Francia incoraggia la rivolta olandese, e si annette poco alla volta buona parte degli ex territori borgogni, oltre a Nizza, Savoia, e parte del Piemonte. E in America? (questa è di Francesco Dessolis)

Filippo II il Fannullone. Filippo II eredita dal padre Carlo V la Spagna, Milano, Napoli, la Borgogna e i Paesi Bassi, ma non è all'altezza del grande sovrano che si spegne nel convento di Yuste nel 1558. Infatti nella battaglia di San Quintino del 1557 per la prima volta le armate spagnole, appoggiate da quelle dello zio Ferdinando, imperatore del Sacro Romano Impero, vengono sconfitte dall'esercito del re di Francia Enrico II appoggiato dal papa Paolo IV Carafa e da Emanuele Filiberto di Savoia. In questo modo perde la Borgogna, che la bisnonna Maria aveva rivendicato e il padre Carlo conquistato, e successivamente anche Milano e la Lombardia che si uniscono al Piemonte, formando il Regno di Savoia sotto Emanuele Filiberto I. Lo Stato della Chiesa guadagna posizioni verso il Mezzogiorno mentre Filippo II nel 1559 è costretto a firmare la pace di Cateau-Cambrèsis, che fa cessare ogni tipo di dominio spagnolo nell'Italia Settentrionale. Intanto muore la moglie, Maria I Tudor, e l'Inghilterra passa ad Elisabetta I, secondogenita di Enrico VIII e anglicana praticante che stringe con la vicina Francia il trattato di Edimburgo in funzione antispagnola. Intanto nel Mar Mediterraneo i turchi fanno il bello e il cattivo tempo: nel 1529 hanno espugnato Algeri e nel 1534 anche Tunisi si è arresta alla flotta di Khair-ad-Din detto il "Barbarossa". Dopo aver espugnato Cipro nel 1570, Solimano il Magnifico punta direttamente sulla stessa Italia Meridionale, possedimento spagnolo. Ma la flotta papalina, appoggiata da veneziani e genovesi (ma non da spagnoli che erano impegnati contro inglesi e francesi), riesce a bloccare l'avanzata turca a Lepanto il 7 ottobre 1571. Filippo II, con la pace di Roma, cede a papa Pio V Napoli e la Sicilia che allungano verso sud lo Stato della Chiesa. La Spagna ha perso nel giro di trent'anni il controllo della penisola italiana. Gli storici contemporanei bollano Filippo II come "il Fannullone" poiché, di fronte alla donazione paterna, ha conservato soltanto la Spagna, seppur con mille problemi e difficoltà (nuova proposta di Demofilo)

Tudor/6: l'Imperatrice d'Europa. Elisabetta sale al trono il 17 novembre 1558 con una fastosa incoronazione nell'abbazia di Westminster, in cui il vescovo di Carlisle la benedice "Regina d'Inghilterra, d'Irlanda e di Francia". Ma la situazione è tutt'altro che rosea: il regno è minacciato dalla Spagna di Filippo II e dalla Francia di Enrico II, la flotta è mal ridotta come del resto anche l'esercito, non esiste nel paese una fortezza che possa resistere ad una cannonata. Ma sono soprattutto i poteri all'interno della corte che fanno paura: il duca di Norfolk, leader del partito cattolico, dopo la morte di Maria I Tudor progetta un colpo di stato contro la sovrana anglicana con l'appoggio della Spagna e con la benedizione del papa Paolo IV. Secondo le indiscrezioni Norfolk starebbe costruendo un suo esercito personale, non soltanto militare, con l'obbiettivo di uccidere Elisabetta, sposare Maria I Stuart regina di Scozia e unificare le corone sotto il sacro vincolo della fede cattolica. Dopo aver risolto la questione religiosa con "L'Atto di Uniformità" del 1559 e la nomina di Matthew Parker ad arcivescovo anglicano di Canterbury, la regina volge il suo sguardo alla situazione politica europea: grazie ai consigli del segretario di Stato, l'anziano William Cecil, Elisabetta procede ad una radicale riforma dell'esercito inglese, dalla cavalleria alla fanteria pesante fino alla flotta, assoldando Francis Drake e John Hawkins, corsari inglesi, terrore per i vascelli spagnoli. Il primo passo è la dichiarazione di guerra alla Scozia, retta dalla madre di Maria Stuart, Maria di Guisa, che è sconfitta e fatta prigioniera dopo la battaglia di Edimburgo nella primavera del 1560. La pace di Londra stabilisce la conquista del regno da parte inglese e la nascita del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. I francesi però non intervengono poiché il loro paese è sconvolto dalle guerre di religione: il fatto che non abbandona Calais nel 1564 continuando a rivendicare la corona e il trono transalpini, conferma le mire espansionistiche elisabettiane. Intanto Filippo II ultima i preparativi per il possibile colpo di stato contro la regina: papa Pio V invia un prete cattolico a Londra con una bolla di scomunica nei confronti di Elisabetta mentre si offre la corona a Norfolk con l'appoggio del conte di Westmorland e del conte di Northumberland: nell'autunno del 1562 è sventato il golpe con la decapitazione di Norfolk e della sua cricca mentre il paese si avvia verso la guerra aperta contro la Spagna. Nel 1563 la carca di segretario di Stato è assegnata al suo fido consigliere Francis Walsingham, capo dei servizi segreti e responsabile dell'arresto di Norfolk, il quale decide di stringere un patto di ferro con la Francia in funzione antispagnola. Nel 1580, quando il papa Gregorio XIII manda un contingente di truppe in aiuto dei ribelli irlandesi, le truppe inglesi infliggono una pesantissima sconfitta alle truppe papaline ed arrestano il nipote del pontefice, capo del contingente; sarà Walsingham a trattare il suo rilascio con la cancellazione della scomunica e il riconoscimento di Elisabetta I come unica e legittima sovrana inglese. Mentre intanto Filippo II annette il Portogallo, Londra dichiara guerra a Madrid e sconfigge la flotta spagnola nell'estate del 1583 non lontano dal porto di Lisbona, la quale è liberata e la corona è assegnata alla dinastia Tudor e quindi alla Gran Bretagna, che ritorna in modo prepotente nell'Europa continentale. E non è finita: dopo la scoperta che gli spagnoli hanno assassinato Guglielmo I d'Orange, stadhouder d'Olanda, le Province Unite chiedono l'intervento diretto di Londra e la corona è assegnata ad Elisabetta, mentre ormai Filippo II non ne può più di una regina-vergine che ormai sta diventando padrona dell'Europa. Ma sono le vicende francesi a far crollare tutto: con l'assassinio di Enrico III infatti la strada è ormai spianata verso la successione di Enrico di Borbone, calvinista e antispagnolo. Di fronte alla possibile invasione della Spagna e l'intervento della Chiesa, Enrico dona la corona di Francia ad Elisabetta I che viene ufficialmente incoronata a Reims nel dicembre 1590. A questo punto, con la Gran Bretagna vera potenza europea, vista la nuova influenza sull'Italia e i patti stretti con i principi protestanti tedeschi, Filippo II decide di mandare nella primavera del 1593 la sua "Invincibile Armata" con l'obiettivo di invadere le isole britanniche, 150 navi e 30.000 uomini. La flotta spagnola è sconfitta da quella inglese, comandata da Charles Howard e da Francis Drake, aiutati dal maltempo. L'Armada è costretta a ritornare in Spagna e la vittoria aumenta molto la popolarità di Elisabetta. La battaglia non è però decisiva e la guerra con la Spagna continua. Infatti una nuova armata anglo-franco-olandese inizia l'invasione dei Pirenei con destinazione Madrid: Filippo II, stremato, chiede la pace e deve rispettare il predominio della Gran Bretagna che riceve dalla Spagna i possedimenti italiani e per la prima volta lo stesso Stato della Chiesa le riconosce il prestigio e la forza. La notte di Natale del 1600 Elisabetta riceve a Londra dall'arcivescovo di Canterbury la corona del Regno Unito di Gran Bretagna, d'Irlanda, di Francia, delle Province Unite, di Milano, di Napoli e del Regno del Portogallo, unificate nel titolo di "Imperatrice d'Europa" (prima ucronia elisabettiana di Demofilo)

La Regina non più Vergine/1. A quanto pare Elisabetta I aveva ricevuto, anche nella non più verde età, moltissime proposte di matrimonio, tutte sdegnosamente rifiutate. Mettiamo che però accetti la proposta di una di queste, coniugandosi con un sovrano qualsiasi: in questo caso anche lo Stato della Virginia, sarà ribattezzato "Coniugalia"!! Primo caso: Elisabetta sposa lo zar Ivan detto il Terribile. Ne segue un'unione di ferro tra Inghilterra e Russia, l'una forte sul mare, l'altra sulla terraferma. Primo problema: la religione. O Elisabetta si converte all'Ortodossia (improbabilissimo), oppure la Chiesa Anglicana stessa diventa ortodossa. C'è anche da dire che il caratteraccio di Ivan potrebbe urtare con quello di Elisabetta, che può a questo punto fare la fine della madre sul patibolo. Ciò scatenerà una guerra tra russi e inglesi combattuta principalmente in Inghilterra, che avrà anche sfumature religiose: una guerra a quattro fazioni, tra cattolici, ortodossi, anglicani e protestanti. Qualunque sia l'esito, alla fine l'Inghilterra uscirà semidistrutta economicamente dal conflitto, la Spagna la farà ancora più da padrona sui mari e riuscirà a riannettersi le Province Unite, e le conquiste transoceaniche rimarranno appannaggio delle nazioni iberiche e della Francia. Se però Elisabetta ed Ivan riescono a convivere in pace, e le loro due nazioni a collaborare, si avrà la conquista anticipata dell'Europa Orientale da parte della Russia, e la colonizzazione anticipata delle Indie da parte dell'Inghilterra. Questa esplorazione anzi avverrà con contingenti misti russi ed inglesi, e continuerà così anche nei secoli successivi. Avremo allora oggigiorno un'America che parla russo come lingua principale. Considerando l'autoritarismo russo, invece, è imprevedibile la nascita del Parlamentarismo Britannico. Probabilmente il Regno Unito di Inghilterra e Russia diventerà nel '700 tutt'al più una "monarchia illuminata" sul facsimile dell'esempio prussiano ed austriaco, ma di certo non sarà democratica (seconda ucronia elisabettiana di Never75)

La Regina non più Vergine/2. Elisabetta sposa il Re di Svezia. Qui l'alleanza è più facile, essendo entrambe le nazioni protestanti. Ciò assicurerà, da parte delle due nazioni, l'assoluto controllo del Mare del Nord, che diventerà un Lago Britannico-Svedese. Oltretutto, l'imponente e micidiale macchina da guerra svedese, unita alle risorse inglesi, potrà rendere la neonata monarchia Anglo-Svedese una vera superpotenza del Continente. Assisteremo in futuro alla sconfitta definitiva della Spagna, perchè riuscirà lo sbarco in Portogallo che diverrà un regno vassallo in anticipo sulla nostra Timeline, ed in Francia prevarranno i calvinisti sui cattolici: Enrico II rimarrà protestante. Sconfitta militare dei Principi Russi. La Svezia amplierà di molto i propri confini verso Est: la sua scarsa popolazione sarà ampliamente compensata dalla superiorità navale inglese, così fagociterà quasi tutto il Principato di Lituania. Anche qui assisteremo ad un maggior interesse nelle avventure coloniali, e in America sorgeranno comunità linguistiche miste svedesi-inglesi, influenzando molto la lingua americana nei secoli successivi. Inoltre si eviteranno le guerre civili in Inghilterra negli anni successivi: niente Cronwell né "Gloriosa Rivoluzione", e pure questo potrebbe frenare il Parlamentarismo britannico (terza ucronia elisabettiana di Never75)

La Regina non più Vergine/3. Elisabetta sposa l'Arciduca d'Austria. Per forza di cose deve convertirsi al Cattolicesimo riconciliandosi col Papa. Ciò potrà alla lunga essere anche un vantaggio. La Spagna non prospetterà più un'invasione dell'isola e potrà concentrarsi maggiormente sulla rivolta olandese.Si ricostituirà, patrocinata dal Papa, una nuova Lega Santa contro i Turchi, a cui parteciperà anche l'Inghilterra. Così verrà riconquistata Cipro, che ritorna a Venezia assieme a qualche "arrotondamento" territoriale sulle coste albanesi, ma anche e Costantinopoli e Gerusalemme, che andranno a qualche ramo collaterale degli stessi Asburgo. L'Inghilterra in cambio si prenderà alcune città costiere della Siria e del Libano, rivendicate in quanto conquiste di Riccardo Cuor di Leone, mentre la Spagna si annetterà parte del Maghreb. Negli anni successivi si può prevedere una relativa pace tra le nazioni europee con l'Austria rinforzata: niente guerra dei Trent'Anni. L'Inghilterra, legata a doppio filo al papa, si interesserà maggiormente alle vicende europee anche nei secoli successivi, ostacolando in ogni modo tutti i tentativi di Unità d'Italia. Per di più, avendo maggiori interessi anche sul Mediterraneo, principalmente si dirigeranno qui gli sforzi militari, cacciando ulteriormente i Turchi dall'Anatolia e dalla penisola Greca, ma ritardando le esplorazioni transoceaniche ed asiatiche. Una conseguenza comune a tutte e tre le ucronie elisabettiane testé descritte è il fatto che la Scozia rimane nazione indipendente fino ai nostri giorni, non verificandosi l'unione dinastica con l'nghilterra, e può essere che lo stesso destino tocchi all'Irlanda (quarta ucronia elisabettiana di Never75)

A Nostradamus il colpo non riesce. Il 1 luglio 1559, nonostante alcuni vaticini sfavorevoli, il re di Francia Enrico II partecipò ad un torneo indetto per celebrare i matrimoni di sua sorella Margherita con il duca di Savoia, e di sua figlia Elisabetta con il re di Spagna. Ferito accidentalmente ad un occhio da uno spezzone della lancia di Gabriel Lorges, conte di Montgomery, morì dopo dieci giorni di atroci sofferenze. Ma se dà retta ai profeti di sventura e lascia perdere il torneo? La Francia non sprofonderà nel cinquantennio di guerre civili e religiose (la Guerra dei tre Enrichi) che la contraddistinse nel secondo '500. Una volta leccatosi le ferite, Enrico II approfitta di un momento di debolezza del suo arcinemico Filippo II per dichiarargli di nuovo guerra, magari con la regina inglese di turno, oppure stringendo un nuovo patto di alleanza con la Porta, sul fac-simile di quello stipulato già a suo tempo da Francesco I: paradossalmente vedremo le galee francesi alleate con quelle turche nella Battaglia di Lepanto! Inoltre, il famoso Nostradamus sostenne di aver previsto la morte del re in una quartina pubblicata nel 1555: « Il giovane leone il vecchio sormonterà, / Nel campo di battaglia in singolar tenzone, / nella gabbia d'oro gli occhi perforerà, / Due ferite in una, poi morte, morte crudele » (sia Enrico II che il suo giovane contendente avevano leoni incisi sui loro scudi su fondo d'oro, e nell'utilizzo del verbo "surmonter" - sovrastare - si nasconderebbe un'allusione al cognome di Montgomery). Proprio il fatto di aver "previsto" con tanta precisione la morte del Re di Francia segnò le fortune di Nostradamus come veggente, fortune che durano fino ad oggi. Se Enrico II non muore e la quartina incriminata non si realizza, è probabile che la sua opera sia del tutto dimenticata, per venire magari riscoperta solo in tempi recenti all'approssimarsi del 2000 (ideata da Camillo Cantarano e da Never75)

La Floride Française. Filippo II di Spagna non ordina la distruzione della colonia francese di Florida sotto il regno di Carlo IX. Questa colonia, composta da coloni provenienti dalla Bretagna, era abbastanza prospera, però la debolezza della reggenza di Caterina de' Medici ha impedito ai francesi di prendersi una giusta vendetta per il massacro di tanta gente indifesa. Cosa cambia con una Florida francese, che poi si sarebbe estesa con la Louisiana a un impero coloniale francese organizzato attorno al golfo del Messico? Oppure, cosa avviene se il massacro della colonia provoca la guerra tra Francia e Spagna verso il 1560, permettendo alla Medici di iniziare una vera politica di riconciliazione tra cattolici e protestanti contro il nemico esterno, come ha fatto poi Enrico IV? Una Francia riunita e pacificata con trent'anni di anticipo avrà un peso considerevole sullo scenario europeo, come lo ha avuto poi nel XVII secolo (ovviamente è farina del sacco del francese Perchè no?)

Estremo Oriente/1. Nel 1560 il signore della guerra giapponese Oda Nobunaga fronteggiò a Okehazama un attacco dell'aspirante shogun Imagawa Yoshimoto, schierando una serie di fantocci con elmi e bandiere per far sembrare il suo esercito assai più numeroso. Nel contrattacco spinse poi gli avversari in una gola, menandone strage. Ma se Yoshimoto non ci casca, come cambia la storia del Giappone feudale? (si rivede William Riker)

Maria II Stuart. Nel 1562 Elisabetta d’Inghilterra muore di vaiolo. Il parlamento inglese accetta come regina Maria Stuart, regina di Scozia. Maria si trasferisce a Londra. La Scozia  rimane unita all’Inghilterra, ma con larghissima autonomia. Maria è riconosciuta regina anche da papa Pio IV. La Chiesa Anglicana riconosce l’autorità del papa ma Maria mantiene una politica tollerante verso i protestanti, in Inghilterra e Scozia. Maria Stuart rifiuta la proposta di matrimonio di Filippo II, e sposa invece il cugino Henry Stuart (Lord Darnley), come nella nostra Timeline. In questa Timeline è possibile che le congiure e i delitti realmente avvenuti alla corte di Edimburgo si ripetano a Londra. In ogni caso probabilmente Maria II rimarrà sul trono inglese, anche se il Parlamento  approfitterà della debolezza della regina per aumentare i suoi poteri. L’Inghilterra rimarrà in maggioranza cattolica, ma i protestanti ono inviati a fondare colonie in America del Nord, con qualche anno di anticipo. Con un’Inghilterra debole e divisa, e un’Olanda che non può più contare sull’appoggio inglese, è probabile che Filippo II dia meno attenzione all’Europa settentrionale, e si interessi di più del Mediterraneo. Dopo la battaglia di Lepanto, una nuova Invincible Armada tenta l’invasione dell’Africa Settentrionale, dove gli Spagnoli ocupano già Ceuta, Melilla, Orano e Bugia, con migliore fortuna. Si potrebbe ipotizzare una colonizzazione europea delle coste dell’Africa settentrionale con tre secoli d’anticipo. Conseguenze oggi? (ideata da Francesco Dessolis)

Psicologia rinascimentale. Tra le confutazioni del "Malleus Maleficarum", una delle più note è quella del medico olandese Jan Weyer (1515-1588), che si schierò contro la crudele pratica della tortura, affermando che non avrebbe condotto alla verità. Per lui le streghe altro non erano che deboli donne le cui frustrazioni sessuali, l'emarginazione sociale e la smania di potere sollecitavano immagini fantasiose per la cura delle quali sarebbe stato più opportuna una cura medica che i ferri della tortura. Pur senza esiti riguardo alla caccia alle streghe che proseguì nei secoli, il suo "De Praestigis Daemonum "edito nel 1562 resta la più completa trattazione in opposizione al "Malleus Maleficarum". E se le teorie di Weyer trovano accoglienza nell'ambito di quella élite di potere - sia ecclesiastico sia laico - che legittima quali forme di "magia" sono socialmente accettabili e auspicabili? L'identificazione e le cura contro l'isteria e forse persino la nascita della psicologia non dovranno attendere Freud... (proposta da Alienor)

I Retratti. Uno dei punti deboli della Serenissima era l'insufficiente produzione alimentare, che costringeva, in caso di annate scarse, all'acquisto di partite di granaglie all'estero presso i grandi produttori, cioè l'Impero Ottomano. Per risolvere questo problema nel 1556 venne istituito il magistrato "sopra li beni inculti", che aveva il compito di valorizzare i territori paludosi della bassa padovana e vicentina. Strumento di quest'opera furono i Retratti. Il Retratto funzionava cosi: espropriava i terreni paludosi, li bonificava, li restituiva ai legittimi proprietari dietro pagamento delle spese sostenute per il loro risanamento. Il primo Retratto istituito fu quello di Monselice, nel 1557. I lavori terminarono nel 1561 e furono un grande successo. Le terre retratte, ossia prosciugate, furono pari a 6664 campi padovani, circa 2250 ettari. Visto il successo dell'iniziativa furono istituiti altri Retratti, ossia quello della Brancaglia, del Gorzone e di Lozzo. I lavori però iniziarono tardissimo, per il Retratto di Lozzo solo nel 1580! Questo fu dovuto al fatto che le comunità di Monselice e i paesi limitrofi non poterono riscattare le terre retratte nella loro interezza, ma solo nella misura di un 30 %. La parte restante venne messa all'asta per il 20 % tra le famiglie nobili padovane e per il 50 % tra quelle veneziane, innescando cosi quel fenomeno di distoglimento dall'attività mercantile a favore della rendita fondiaria che caratterizzerà sempre più la nobiltà Veneziana. Quest'ultima non doveva essere coinvolta nell'assegnazione delle terre, che dovevano tornare completamente ai legittimi proprietari. Gli acquisti furono possibili grazie a funzionari compiacenti, ma tutto questo ritardò la conclusione dei lavori, tanto che questi si conclusero ufficialmente solo nel 1567. E se non si verificano interferenze nell'assegnazione dei terreni, in modo che e che i lavori degli altri Retratti partano già nel 1562, consentendo a Venezia di arrivare alla vigilia della guerra di Cipro senza l'incubo di dover chiudere le ostilità in fretta per poter acquistare granaglie in Turchia in caso di annate scarse? (geniale idea di Enrico Pizzo)

Re Marcone I di Calabria. Fino al 1563, un bandito di nome Re Marcone controllò gran parte del Crotonese, istituendovi un embrionale governo, e sconfisse un esercito spagnolo prima di essere a sua volta abbattuto. Cosa succede se riesce a consolidare un piccolo Stato ribelle di religione valdese con capitale Crotone? A quali condizioni potrebbe farcela? (pensata dall'informatissimo Falecius)

Più avanti, Savoia. I Savoia del Medioevo e dell'età moderna furono senza dubbio figure di un certo spicco. Tra questi sovrani uno molto affascinate è Carlo Emanuele I, che si recò con un pugno di mercenari in Boemia, sperando di ottenere la Corona imperiale o almeno il trono di Boemia. I ribelli erano ormai troppo disillusi per accettare un nuovo principe Cattolico e gli Asburgo troppo forti per cedere il trono. Ma se una delle due prospettive si fosse realizzata? I ribelli, conoscendo in generale il buon trattamento riservato ai Valdesi dai Savoia, accettano un re Italiano. Come cambia la storia della guerra dei trent'anni con la Savoia filofrancese anziché filoasburgica? Può il Savoia mantenere il trono? E se diventa addirittura imperatore? (proposta da Filobeche)

Bye bye, Elizabeth. Nel 1562 Elisabetta I Tudor si ammalò gravemente di vaiolo, ma ne guarì. E se invece muore senza aver designato un erede? Vi sono tre possibilità per la successione. La prima è quella di Margherita Tudor, la sorella maggiore di Enrico VIII: erede in questo caso sarebbe Maria Stuart. La seconda alternativa è quella di Maria Tudor, la sorella minore di Enrico VIII: l'erede in tal caso sarebbe lady Catherine Grey. Un terzo possibile successore è Henry Hastings, conte di Huntingdon, che potrebbe invocare la sua discendenza da Edoardo III. Tutti e tre i possibili eredi presentano problemi. Maria è cattolica; Catherine Grey si è maritata senza il consenso della regina; ed il puritano Huntingdon non vuole la corona. Che succederà? Scoppierà una guerra civile? Come cambierà la politica inglese ciascuno di questi tre candidati, se diverrà re? (la dobbiamo ad Enrica S.)

Il Canale dei Veneziani. Dopo che nel 1484 alcuni monaci ebbero scoperto i resti del canale tra Mediterraneo e Mar Rosso fatto costruire da Necao ed insabbiatosi ai tempi di Carlo Magno, già nel 1504 i Veneziani proposero ai Mamelucchi di ripristinarlo. Ci si andò vicino nel 1568 con il Gran Visir Mehmet Pascià Sokolovic, ma poi l'idea fu abbandonata fino all'ottocento. E se invece l'idea va in porto? Come cambia l'evo moderno con il Canale di Suez costruito con tre secoli di anticipo? (se lo chiede Lord Wilmore)

Il Terribile/3. Nella primavera del 1571 i Tartari del Khanato di Crimea invasero la Moscovia e arrivarono fino alle porte di Mosca, distruggendo una parte della città. Durante tale avanzata, gli strelitzi non fecero nulla per opporsi agli invasori, probabilmente corrotti dal Khan tartaro. Che accade se quest'ultimo riesce a prendere la città e ad uccidere Ivan IV con tutta la sua famiglia, Boris Godunov incluso? (terza ucronia dedicata da William Riker ad Ivan il Terribile)

Come salvarsi la pelle/1. Marcantonio Bragadin non resiste a Famagosta per quasi un anno, ma si arrende dopo un solo mese. Si salverà la pelle (nel vero senso della parola, vista la fine che gli hanno fatto fare), ma nel contempo i Turchi disimpegnano prima la flotta e non stanno ad aspettare che Venezia e la Spagna si alleino: niente battaglia di Lepanto. Puntando verso Occidente, o occupano subito Creta, ed addio impero veneziano, oppure vanno direttamente su Venezia, assediandola. Come reagiranno i vari Stati Europei? Magari agli Spagnoli la cosa non dispiace più di tanto, e si spartiscono con i Turchi l'"eredità giacente" della Serenissima... E se i Turchi incappano invece in una Vienna navale per questioni logistiche e di linee di comunicazione, come il mancato controllo delle coste adriatiche? (quest'ucronia è venuta in mente a Never75 dopo aver letto lo sconvolgente ma bellissimo romanzo "L'assedio", ambientato durante la presa di Famagosta da parte dei Turchi)

Come salvarsi la pelle/2. Fino alla fine a Bragadin fu concessa salva la vita se avesse abiurato e si fosse convertito all'Islam. Lui rifiutò. Ma se accetta? Non sarà improbabile vederlo assumere un nome orientaleggiante alla pari del Barbarossa, conquistarsi un piccolo feudo nell'Impero Ottomano sulle coste dalmate, e da lì razziare le città veneziane. Una dolce vendetta nei confronti della Patria che lo ha abbandonato al suo destino (variante dell'ucronia precedente dello stesso Never75)

Venier, vidi, vici. Se l'ammiraglio veneziano Venier contravviene agli ordini e da Suda fa continuamente avere rinforzi di armi, uomini e viveri a Famagosta, non avremo la mega-flotta cristiana che vincerà a Lepanto, però in compenso la guerra per Cipro andrà ancora di più per le lunghe. Magari potrebbe durare per trent'anni, come la guerra per Candia un secolo dopo. In questo caso, qualunque sia il vincitore, tanto Venezia che i Turchi usciranno stremati dal conflitto. Soprattutto l'Impero Ottomano anticiperà di un secolo la sua agonia, e le rivolte degli Epiroti di inizio '600 potranno avere maggior successo e portare al primo embrione di uno stato Greco in Europa. Quali gli sviluppi? (ancora Never75)

Gli Elefanti Pelosi dello Zar. In un angolo della Siberia un gruppo di mammut lanosi riesce a sopravvivere fino all'età moderna. Nella Siberia preindustriale i mammut possono essere molto utili, sia come riserva di cibo, sia, catturati e "addomesticati" come quelli indiani, come bulldozer animale e mezzo di trasporto. La resistenza delle popolazioni locali ai Cosacchi sarà un po' più lunga. In seguito i mammut passeranno sotto la tutela della Russia, che potrà utilizzarli nel suo esercito, con un notevole effetto deterrente sui soldati nemici. Possiamo immaginate i soldati della Grande Armée napoleonica combattere contro un reggimenti di mammut dello Zar... (una brillante idea di Toxon)

Il Regno Unito di Francia e Scozia/1. Francesco II sopravvive più a lungo e ha bambini da sua moglie Maria Stuarda, che diventano re di Francia e Scozia. Il regno d’Inghilterra é accerchiato e i successori di Francesco II, cattolici ferventi (Francesco II era a favore dello sradicamento del protestantesimo) ereditano il regno d’Inghilterra alla morte di Elisabetta I, riportando l’isola sotto l'ubbidienza del Papa. Per di più la Francia é alleata della Spagna. Nasce un grande ordine Franco-Spagnolo che domina l’Europa (ovviamente Perchè no?)

Il Regno Unito di Francia e Scozia/2. Alternativa all'ucronia precedente. Francesco II ha bambini da Maria Stuarda, che diventano re di Francia e Scozia; l'unione dinastica con l'Inghilterra però non avviene. Ci saranno dunque guerre di religione sia in Francia che in Scozia, e andranno male in entrambi i luoghi. Ecco che invece potrebbe essere l'Inghilterra ad avantaggiarsene, occupando la Scozia con mezzo secolo di anticipo. Il che non sarebbe però necessariamente un bene: se già con un'unione dinastica gli scozzesi passarono comunque un secolo a combattere con i vicini del Sud, figurarsi con un'occupazione militare! (questa è di Paolo Giusti)

Il Regno Unito di Francia e Scozia/3. Francesco II e Maria Stuarda hanno figli, e non si ha l'unione dinastica con l'Inghilterra; inoltre, il problema calvinista si risolve in altro modo (successo della spedizione coloniale in Florida o a Fort Coligny in Brasile). Con le Americhe come valvola di sfogo per i dissidenti religiosi, la Francia potrebbe comunque cercare di prendere il trono d'Inghilterra, ma anche se non lo facesse, dubito del successo inglese nelle guerre con la Francia se questa può contare sull'aiuto della Scozia... (anche questa è opera di Paolo Giusti)

La felice casa di Valois. Mettiamo in luce un episodio poco noto del regno di Carlo IX di Francia. Questo re è conosciuto come un personaggio triste, poco intelligente, dominato da sua madre, Caterina de' Medici (figlia di Lorenzo il magnifico), divenuto re inaspettatamente dopo la morte improvvisa di suo fratello Francesco II e obbligato a gestire le terribili guerre di religione in Francia. È rimasto nella memoria come il re assassino, autore del massacro della Notte di San Bartolomeo, però quest’episodio é il risultato più del caso (l’assassinio dei capi protestanti che finisce male), della debolezza del re e della fredda ragione della madre, che precipita la Francia in altri trent'anni di guerre e segna la futura fine della dinastia. Però c’é sempre stato un lato umano in Carlo IX: da giovane si é innamorato di Marie Touchet, une giovane donna della borghesia di Orléans, sono sempre rimasti amanti segreti e hanno avuto un figlio, Charles (futuro duca di Angoulême ed ultimo dei Valois) rimasto segreto nei primi anni della sua vita, ignoto dalla corte pericolosa ed educato solo da sua madre (lo vediamo nella "Regina Margot" di Alexandre Dumas). Marie e Carlo IX erano sinceramente innamorati, e si dice che Marie Touchet aveva un peso notevole sul suo amante, tanto da rimproverargli il massacro dei protestanti. Ecco la mia idea: la moglie del re, Elisabetta d'Austria, muore all’improvviso. Dopo qualche settimana di lutto Carlo, sempre folle, decide di sposarsi segretamente con Marie Touchet (che non é neanche nobile). Quando la notizia é resa pubblica la corte é stupita e scandalizzata. Caterina di Medici (che pensava gia al regno di Enrico d’Angiò, suo figlio favorito) é colpita da un infarto e si ritira nel castello di Chenonceaux. Il piccolo Charles viene riconosciuto erede. Enrico d’Angiò (ben felice che la madre lo lasci tranquillo) perde il suo statuto di erede e decide di accettare la corona di Polonia, dove regna come Henrik Walezy. Nel, 1572 quando il duca di Guise prova a convincere il re a massacrare tutti i protestanti del regno, ecco ciò che succede. Carlo IX prende la decisione del massacro, pero Marie lo guarda con i suoi occhi tristi e gli chiede semplicemente se vuole davvero commettere quest’orrore. Ciò é sufficiente per emozionare tanto il re da farlo desistere, e da qui in poi Marie influenzerà notevolmente la mente del re. Cosi la pace con i protestanti prosegue, il duca di Guisa decide di entrare in rivolta (chiamata la « Santa » Lega). Nel 1574 muore il re e sale sul trono il bambino Carlo X sotto reggenza di diversi duchi; Carlo IX conserva l’immagine di un re debole ma onesto, apprezzato dal suo popolo. Marie prosegue l’educazione di suo figlio che, come nella nostra storia, diventa un uomo buono e semplice. La guerra di religione prosegue, il duca di Guisa finisce giustiziato lo stesso (a giocare con il coltello si finisce per prenderselo nel petto), il Navarra diventa il primo ministro di Carlo X e promulga l’editto di tolleranza di Nantes. Nel 1610 la politica contro gli Asburgo di Enrico di Navarra arriva fino alla guerra. Il Navarra, il migliore capitano della sua epoca, riesce a conquistare una parte delle Fiandre e altre posizioni. Riesce anche a strappare alla Spagna la Navarra spagnola e il paese Basco, che diventa un vero regno con capitale a Pamplona, in Spagna inizia la decadenza con 40 anni di anticipo. Carlo X, un re molto popolare, muore nel 1650 lasciando il regno a suo figlio Enrico III. Il suo regno, benché segnato da diverse grandi guerre, ha visto la brillante corte dei Valois raggiungere nuove sommità nelle arti e nella letteratura, le feste di Carlo X erano famose in tutt'Europa. La Francia esce più forte dal confronto contro gli Asburgo. La corte brillante dei Valois prosegue e inizia prima la grande fioritura della letteratura francese (soprattutto la poesia), i Valois non sono i Borboni assolutisti e la Francia evolve prima verso il parlamentarismo all’inglese. A Sud nasce un vero regno di Navarra, protestante e alleato della Francia, i Paesi Bassi diventano indipendenti prima, la guerra dei Trent’anni é del tutto diversa. La Polonia di Enrico d'Angiò evolve verso una monarchia più ereditaria e più forte (resisterà nel XVIII secolo a Russia, Prussia ed Austria). La faccia politica e culturale della Francia e dell’Europa ne esce del tutto cambiata. La felice dinastia di Valois prosegue fino a oggi (chi se non il francese Perchè no?)

Gli Stati Ugonotti d'America. I primi coloni inglesi a giungere sulle coste del Nordamerica erano perseguitati religiosi fuggiti dalla madrepatria. Se anche gli Ugonotti francesi, invece di essere massacrati nella notte di San Bartolomeo, riescono a fuggire verso il Nuovo Mondo, precederanno gli inglesi di qualche decennio. Partendo dalla loro roccaforte La Rochelle, guarda caso sull'Atlantico, potranno dare origine a colonie ugonotte in Louisiana o addirittura in Florida o in Virginia, ai tempi non ancora inglesi. Da qui si arriva ad un Nordamerica francofono, e magari a una Révolution sia da una parte che dall'altra dell'Atlantico (pensata da Renato Balduzzi)

La France Antarctique. Alternativa all'ucronia precedente. L’ammiraglio di Coligny, capo del partito protestante ucciso durante il massacro di San Bartolomeo, aveva previsto un’eventuale emigrazione ugonotta verso le Americhe, onde creare una colonia evangelicamente perfetta, ma la sua idea era di dirigersi verso il Brasile. Nel 1555 inviò una piccola flotta comandata dall’ammiraglio di Villegagnon con soldati, coloni, e pastori calvinisti, che si insediarono sul luogo della nostra Rio de Janeiro e fondarono Fort Coligny, costruendovi una fortezza di pietra (l'attuale accademia militare della marina brasiliana). Il Portogallo non poteva però tollerare la presenza francese e protestante: una flotta portoghese sbarcò nella zona e distrusse il forte, però i Francesi si mantennero nella baia di Rio, rifugiati nell’interno e aiutati dagli indigeni, fino al 1572; nel mare antistante le flotte portoghese e francese si scontrarono per decenni. Solo dopo la loro vittoria definitiva, i Portoghesi ripresero il controllo della zona e fondarono Rio. Ma se gli Ugonotti riescono a controllare l'area e a vincere lo scontro con i lusitani? Dopotutto il divieto posto agli Ugonotti da parte della corona francese di stabilirsi nella Nuova Francia provocò una crescita lentissima della popolazione del Canada, cosa che indubbiamente avrebbe favorito la conquista inglese di quelle terre: gli Ugonotti andavano invece a stabilirsi nella Nuova Inghilterra, tanto che persino Thomas Jefferson discendeva da coloni protestanti francesi. E se invece questi Ugonotti in fuga dalla madrepatria vanno a stabilirsi a Fort Coligny, fondando quella che essi chiamano la France Antarctique (Francia Antartica)? Il Brazil do Sul diventa protestante e francofono, in contrapposizione al Nordeste cattolico portoghese, con immense conseguenze per la storia del Sudamerica: pensiamo solo alla contaminazione rivoluzionaria nel continente fin del 1789! (proposta naturalmente da Perchè no?)

Il Regno Unito di Francia e Polonia. Enrico d'Angiò diventa re di Polonia e, poco dopo la morte di Carlo IX, eredita anche la corona di Francia. Al contrario della nostra Timeline, riesce a mantenere l’unità della corona sui due Stati. Sposa la figlia della famiglia polacca Jagellone ed ha figli. La dinastia Valois prosegue, il regno di Polonia modella le sue istituzioni su quelle francesi e diventa uno Stato ereditario. Una Francia-Polonia ha maggior peso in Europa, dove può fare concorrenza in Germania alla casa degli Asburgo e forse può conquistare il titolo imperiale. Nel XVIII secolo la Polonia resiste alle pressioni russe, prussiane e austriache e sopravvive come stato indipendente (ancora Perchè no?)

Il Grande Portogallo. Sebastiano I vince la battaglia di Alcazarquivir nel 1578 e conquista il Marocco. La dinastia Aviz non morirà con lui, non ci sarà alcuna unione personale con la Spagna e la decadenza portoghese, se non proprio evitata, sarà molto rallentata (ideata dal grande Toxon; ecco la sua Timeline)

Guisa. La casa di Guisa vince la "guerra dei tre Enrichi". Una Francia in mano ai Guisa sarà vassalla della Spagna, perchè Enrico di Guisa è finanziato da Filippo II. Questa vittoria significa la vittoria dell'egemonia spagnola, anche se nell'Europa moderna non potrà sopravvivere più di una generazione (ecco la proposta dell'amico francese Perchè no?)

Chiesa Gallicana. Enrico IV diventa re di Francia e converte il paese alla chiesa riformata; la rivoluzione francese mette al potere una casta di fanatici religiosi convinti di dover creare una repubblica di santi (ideata da Filobeche)

Il Vescovado di Liegi. I Vescovi di Liegi, in Belgio, vengono messi a capo di un proprio stato corrispondente all'attuale Belgio, così come è successo ad altri vescovadi del tempo (es. Colonia). Il vescovato indipendente di Liegi viene sicuramente assorbito dalla Francia durante l'Ottocento, per via della sua francofonia e delle ambizioni di napoleone III (fino al 1870 l'annessione del Belgio alla Francia sembrava imminente). Ciò ha una conseguenza importantissima: la Germania non invade il Belgio (che non esiste) durante la Prima Guerra Mondiale, e l'Inghilterra non interviene. Vittoria rapida degli Imperi Centrali e successiva guerra fredda anglo-tedesca (l'idea è partita da Maggioriano, che abita proprio in Belgio)

Tudor/7. La regina Elisabetta I d’Inghilterra, priva di eredi diretti, non nomina nessun successore nel suo testamento. Il Paese è allo sbando e le tre formazioni religiose (cattolici romani, anglicani e riformati) si combattono senza sosta precipitando il Paese  nella spirale della guerra civile. A tutto ciò concorre una pesante crisi economica e la bancarotta nel Paese, fatti realmente accaduti, anche nella nostra Timeline). Di questa “anarchia” approfittano immediatamente sia la Scozia che le principali potenze continentali (Francia, Spagna e  principi dell’Impero), le quali propongono ognuna di loro un candidato. La lotta per la corona inglese assume anche le caratteristiche di una guerra di religione: la Scozia vorrebbe un re riformato, la maggior parte dei duchi inglesi o cattolico od anglicano, i principi tedeschi lo vorrebbero alcuni luterano, altri o calvinista o cattolico ed infine Spagna e Francia proporrebbero due candidati diversi per danneggiarsi reciprocamente. Qualunque sia alla fine l’esito del conflitto, l’Inghilterra ne risulta indebolita e l’espansione transoceanica deve aspettare per svilupparsi. Va da sé che inoltre verrebbe persa tutta la tradizione artistica e filosofica di quegli anni (Shakespeare, Marlowe e Bacone), con sensibili ripercussioni nel panorama letterario mondiale. Per contraltare però al termine della guerra civile la democrazia inglese si sviluppa molto prima della “Gloriosa Rivoluzione” (proposta da Never75)

Le Province Unite... alla Spagna. Il "Rey Prudente" fin da principio accetta le lamentele dei nobili delle Fiandre (sia cattolici che calvinisti) anziché mandar loro contro il Duca d'Alba. La rivolta delle Province Unite non esplode ed esse fanno parte ancora dell'Impero Spagnolo, almeno fino alla Guerra di Successione Spagnola. In questo caso però l'Olanda non si afferma come grande potenza marinara, essendo subordinata alla Spagna, e, come l'Italia spagnola, attraversa un periodo di decadenza. L'Inghilterra, senza rivali sui mari, impone la sua supremazia molto prima nelle Indie e diventa l'unica potenza marinara al mondo. Di contro la Spagna ritarda di molto la sua decadenza (ancora Never75)

Il Terribile/4. Nel novembre del 1581 Ivan picchiò violentemente la propria nuora, incinta di un figlio, solo perché aveva indossato vestiti troppo appariscenti. Così facendo, le causò un aborto. Suo figlio Ivan, venuto a sapere dell'accaduto, ingaggiò un litigio furibondo con il vecchio Zar, ma quest'ultimo colpì il figlio alla testa con la punta in ferro del proprio bastone, uccidendolo sul colpo. Che accade se quel giorno la nuora ha vestiti più dimessi? La Russia avrà un Ivan V della dinastia Rjurik e, presumibilmente, anche un Ivan VI. Ci sarà spazio per Boris Godunov? (quarta ucronia dedicata da William Riker ad Ivan il Terribile)

Russia senza Siberia. Nel 1582 Ivan IV il Terribile incaricò il cosacco Ermak di colonizzare l'immenso territorio al di là degli Urali. Lo spietato guerriero occupò il khanato di Sibir (da cui deriva il nome di Siberia): lontano dagli occhi dell'Europa iniziava una delle più straordinarie avventure di conquista di tutti i tempi, che in meno di un secolo avrebbe portato l'impero russo ad affacciarsi sul Pacifico. Ma che accade se un delirio di onnipotenza nel bel mezzo di una battaglia porta Ermak alla morte, e la Siberia non viene conquistata? Sebbene molti zar tentino successivamente l'impresa, questa non riuscirà mai. Una Russia limitata agli Urali e senza le risorse siberiane dovrà per forza intraprendere scambi maggiori con l'Europa , e per questo la Russia diverrà molto più europea che nella nostra Timeline, con tutte le conseguenze del caso. Ovviamente la successione degli zar (e i loro eccessi di pazzia) sarà la stessa, ma forse Napoleone riuscirà a conquistare la Russia, conquista poi resa vana dal Congresso di Vienna. La maggiore vicinanza all'Europa si farà sentire nel 1848, e lo zar dovrà convocare un parlamento democratico molto tempo prima che da noi. Conseguentemente non si avrà nessuna rivoluzione comunista, che utilizzò proprio la mancanza di democrazia come benzina, oppure si conclude nel nulla come quella spartachista tedesca. Dopo la Prima Guerra Mondiale, la Russia dovrà accettare la secessione di Ucraina, Moldavia e Bielorussia, mentre potrebbe rinascere sotto la spinta lituana uno stato prussiano composto da Prussia tedesca e dalle tre repubbliche baltiche. A questo punto è facile immaginare una Seconda Guerra Mondiale con Russia e Germania alleate, entrambe decise a riconquistare i territori persi. Al contrario, la Cina sarà molto più estesa verso nord e potrà giungere all'Artico; con la crisi della seconda metà dell'Ottocento, qualcuno degli Occidentali potrebbe metterci le mani. Oppure Cina e Giappone se le suonano di santa ragione per il possesso della Siberia, innescando un colonialismo all'orientale (un'Australia cinese ed una Nuova Zelanda giapponese?) Altra possibilità: i Nazionalisti, invece che a Taiwan, si ritirano in Siberia. Inoltre l'Alaska probabilmente è inglese (dopo le spedizioni di Cook) e quindi è inglobata nel Canada. E come cambia la Seconda Guerra Mondiale senza le retrovie russe? (quinta ucronia dedicata ad Ivan il Terribile, ideata da Mattiopolis)

Matteo Ricci in America. Nel 1582 l'insigne scienziato gesuita Padre Matteo Ricci non parte per la Cina ma per il Nordamerica, deciso a convertire non il Celeste Impero ma le tribù del Nuovo Mondo. Sbarcato nella Nuova Francia, si fa amici gli indigeni e riceve il nome Algonchino di Nadie Madie (in lingua algonchina Nadie significa "saggio" e Madie è una deformazione di "Matteo"). In venticinque anni di apostolato egli converte tribù su tribù, e soprattutto insegna loro i fondamenti della scienza, introducendoli a tutti gli effetti nella storia. Sorgono così moderni stati nazionali amerindi nel Canada e nell'Ovest americano. Essi verranno distrutti dai conquistatori europei come le Reducciones del Sudamerica, o grazie agli insegnamenti di Matteo Ricci, morto a 58 anni nel 1610, essi sapranno tener testa agli invasori? E come cambia la storia cinese senza il fondamentale contributo culturale dello scienziato gesuita? (un colpo di genio di William Riker)

I Vasa Zar. Se Sigismondo Vasa avesse moderato le sue pretese verso i Boiari, suo figlio Ladislao avrebbe potuto diventare zar di Moscovia al posto di Michele Romanov e, alla morte del padre, re di Polonia. Con le forze unite dei due regni, forse sarebbe stato in grado di riconquistare anche la corona svedese, magari tramite un matrimonio tra suo fratello Giovanni Casimiro e la regina Cristina. L'erede di un simile impero est-europeo sarebbe stato però il luterano Carlo Gustavo. La dieta polacca ha eletto candidati luterani (Wettin di Sassonia), ma un'eventuale dieta di Moscovia cosa avrebbe fatto? (altra idea di Falecius)

L'expression géographique. Sotto la reggenza di Maria de Medici (un periodo disastroso) la Francia si spezza in molteplici principati feudali, trasformandosi in un’espressione geografica che impedirà la nascita di una nazione francese. Louis XIII é minorenne e il paese è scosso dalle rivolte dei Grandi (i principi di Condé, Bouillon, Soissons, Vendôme). Maria de Medici ha sempre preferito comprare la fedeltà nobiliari con il denaro, incoraggiando nuove ribellioni. A un certo punto la tensione é al culmine, Concini (il favorito della regina madre) odia il principe di Condé e dietro tutto c'é Luigi XIII che cresce velocemente. Com’é stato preparato da Condé (prima di farsi arrestare), Concini viene assassinato e Maria de Medici espulsa verso la sua Toscana natale. Luigi XIII prova a prendere il potere ma viene é fermato e costretto a rinunciare alla corona per diventare monaco sotto il pretesto di debolezza di salute ed incapacità. Suo fratello, Gaston d’Orléans diventa Gastone I, un re senza volontà, giocattolo tra le mani degli principi che presto iniziano a lottare per il potere. Cosi inizia la dissoluzione dello Stato francese. Alla fine del XVII secolo é diventata una federazione lasca di principati, città libere e repubbliche aristocratiche. La Francia non si sviluppa e sparisce della storia europea. I principi si fanno la guerra tra loro, nasce la potenza economica del porto di St. Malo. Una repubblica protestante nasce nel Sud-Ovest del paese diretta dal principe di Soubise con capitale Tolosa. Il paese non entra nella modernità e sarà conosciuto per la sua povertà cronica. All'inizio del XVIII secolo la morte del re fantoscio Philippe VII vede i principi rifiutarsi di riconoscere un nuovo re. Possiamo immaginare nel XIX secolo un Risorgimento Francese, ma più probabilmente nascono vari Stati separati o una federazione debole (penso al ducato di Bretagne, una repubblica in Alsazia etc.). La guerra e la miseria incoraggiano l’emigrazione francese verso le Americhe che sono colonie indipendenti di fatto. In Francia rimane il regime feudale dove i contadini si trovano sotto la tirannia di una moltitudine di signorotti (una distopia del francese Perchè no?)

La Leggenda del Veneziano sull'Oceano. Nel 1584 Re Filippo II di Spagna, per cercare di riconciliarsi con Venezia dopo un decennio di freddezza, offrì alla Serenissima il monopolio mondiale sulle merci trasportate da e per le colonie nelle Americhe ed in Oriente. Il Senato, sebbene tentato dagli immensi profitti che si potevano ricavare, alla fine declinò l'offerta, temendo i costi che avrebbe comportato opporsi alla guerra di corsa degli Olandesi e degli Inglesi. Ma se il Senato accetta, come cambia la Storia? (pensata da Enrico Pizzo)

I primi americani. È stato dimostrato attraverso studi sul DNA che nel 1587, quindi 33 anni prima che i Padri Pellegrini partissero da Plymouth sulla "Mayflower" per colonizzare il Nuovo Mondo, il corsaro britannico William Raleigh organizzò una spedizione di oltre 100 cittadini inglesi che salpò dal piccolo porto inglese di Bideford, nella contea del Devon, e riuscì a raggiungere le coste della Carolina del Nord, installandosi sull'isola di Roanoke sotto la guida di John White. Questi, divenuto governatore della colonia, dopo pochi mesi dallo sbarco decise di tornare in Inghilterra  per acquistare approvvigionamenti. Fu trattenuto un paio di anni in Europa a causa della guerra tra l'Inghilterra e l'Invincibile Armata spagnola e, una volta tornato in America, trovò l'insediamento di Roanoke completamente deserto: girò tutta l'isola, ma non vi trovò nessun compatriota. Nacque così la leggenda della colonia perduta della quale si erano perse per sempre le tracce. Secondo l'ipotesi più accreditata, gli inglesi si sarebbero mescolati alle popolazioni indigene, come dimostrerebbero antichi racconti che parlavano di nativi americani con gli occhi blu e che organizzavano già dal XVII secolo gli insediamenti seguendo l'esempio inglese. Ora, che accade se invece l'impresa di colonizzazione ha successo, e Roanoke diventa una città paragonabile a Boston o addirittura a New York? Come cambia la storia americana con un grande insediamento inglese partito con 33 anni di anticipo, e presumibilmente rivale dei Puritani arrivati più tardi nel Massachusetts? (sempre William Riker)

Gli amori di Enrico IV. Nel 1594 a Coucy-le-Château nasce il piccolo Cesare, figlio di Enrico IV di Francia e della sua amante Gabrielle d’Estrées. Nel 1598 il piccolo Cesare é legittimato e creato duca di Vendôme e di Beaufort, ma promette alla bella Gabrielle di sposarla e di fare di suo figlio un re. Nel giro di due funesti giorni Gabrielle d’Estréés si spegne tra le sofferenze, questa morte rapida fa pensare al re la possibilità di un avvelenamento da parte dei gelosi cortigiani mentre si preparava a sposarla. Il popolo respira un po' perché non voleva saperne di una regina uscita dal nulla. Il re, pazzo di dolore, concede funerali reali alla sua bella e porta il lutto, cosa mai avvenuta prima. Nel 1600 Enrico IV decide di cambiare di stile di vita, rinuncia alle sue abitudini con le donne per diventare fedele alla memoria della sua amata, con l'editto di successione proclama il suo figlio naturale, Cesare, Delfino di Francia, e respinge la proposta di sposare Maria de Medici. In Francia lo scandalo é grandissimo: la Chiesa, che non perde l’occasione di accusare il re, ex-protestante, ex-relaps, ex-nemico della Spagna, di tutti i vizi possibili, dichiara di non tollerare un bastardo sul trono. La nobiltà é divisa tra quelli che accettano la voce del sangue e quelli che la rifiutano. Questi si riuniscono attorno al principe Henri II di Condé, primo principe del sangue ed erede al trono in caso di fine del ramo primogenito borbone. Come va a finire? (opera del francese Perchè no?)

Shakespeare in Italia. Il più grande drammaturgo di tutti i tempi, William Shakespeare, non nasce a Stratford upon Avon nella contea inglese del Warwickshire, ma a Castellammare del Golfo, oggi in provincia di Trapani; è figlio di Giovanni Florio e di Guglielma Crollalanza, e viene battezzato nel cattolicesimo con il nome della madre e il cognome del padre (Guglielmo Florio); ma, essendo a quei tempi disdicevole la professione di attore, per evitare i mugugni dei propri compaesani emigra a Palermo e poi a Napoli, dove assume il cognome materno, e diventa Guglielmo Crollalanza (traduzione letterale di Shake-Speare). Le maggiori tragedie della storia del teatro, come Romeo e Giulietta, saranno scritte in italiano; molte opere saranno inoltre ambientate in Italia. Così, al posto di Amleto principe di Danimarca avremo Liutberto, principe dei Longobardi, e il Sogno di una Notte di Mezza Estate sarà ambientato a Roma anziché ad Atene (per converso il Mercante di Venezia diverrà il Mercante di Anversa). Anche i principali drammi storici riguarderanno la storia d'Italia: Alboino, Berengario, Arduino d'Ivrea, Alberto da Giussano al posto di Enrico IV, Riccardo III e via dicendo: Manzoni non avrà bisogno di scrivere un Adelchi, perchè l'ha già scritto Guglielmo Crollalanza. Senza uno sviluppo del teatro analogo a quanto avvenuto in Inghilterra, inoltre, il Bardo utilizza le unità aristoteliche, scrive di storia romana e di mitologia, utilizza maggiormente il coro ed evita le contaminazioni tra tragedia e commedia. Senza i Kempe et similia, ossia senza i grandi attori, forse mancano i drammi come Otello, Amleto, Re Lear e Macbeth, perchè manca la materia prima per recitarli ed imporre i monologhi: l'equivalente delle arie del melodramma seicentesco, dove l'interprete può dar fondo ai suoi pezzi di bravura. Che impatto avrà tutto questo sulla letteratura italiana? (un'ideona di William Riker)

Shakespeare in Francia. Shakespeare è francese: il giovane Guillaume nasce presso Tours nella valle della Loira. Deciso a diventare attore, si trasferisce prima ad Orléans e poi a Parigi. Il mestiere di attore é disprezzato da tutti, e il giovane preferisce prendere un nome d'arte, sceglie il cognome materno e diventa Guillaume Tremblelance (traduzione letterale di Shake-Speare, anche se é un po' brutto). Sarà il padre del teatro in francese: la maggior parte delle sue opere sono ambientate in Francia, cosi Amleto diventa Conan duca di Bretagna (é esistito davvero), Il Sogno di una Notte di Mezza Estate é ambientato a Parigi e il Mercante di Venezia diventa il Mercante di Marsiglia. I suoi drammi storici riguardano la storia di Francia: Clodoveo, i personaggi del ciclo di Carlo Magno, Filippo IV il bello e i suoi figli, Carlo V il saggio ed infine Francesco I e le avventure italiane. Per la tragedia Guillaume Tremblelance sarà ciò che sarà Molière per la commedia un secolo dopo, e tutti gli autori drammatici francesi come Racine e Corneille seguiranno la sua eredità. Ispirerà Victor Hugo, ma sfortunatamente renderà superflue le opere di Alessandro Dumas (questa ovviamente è del francese Perchè no?)

Shakespeare in America. I genitori del piccolo William Shakespeare decidono di fuggire (perché cattolici) dalla perfida Albione temendo le ritorsioni dei Protestanti e si rifugiano in America. Come reagisce il massimo drammaturgo inglese a contatto con una cultura così diversa dalla nostra e così nuova? Forse ambienterà i suoi drammi in tutt'altro contesto e forse, spinto dalla curiosità, cercherà un contatto privilegiato con i Nativi. Forse prenferà spunto proprio da loro e dai loro canti per elaborare le proprie opere. E magari diventerà il Poeta Nazionale dei Nativi Americani cambiando la Storia della Letteratura Mondiale, e non solo di quella inglese (made in Never75)

King Arthur by Shakespeare. Shakespeare scrisse molti drammi storici, ma anche rappresentazioni ispirate ad eventi del leggendario passato inglese. Così Cimbelino, protagonista dell'omonima opera, è stato un re dei Britanni nel I secolo, citato anche da Svetonio; Re dei Britanni era anche Lear, inserito da Goffredo di Monmouth nella sua "Historia Regum Britanniae" e vissuto secondo lui prima della fondazione di Roma; Amleto è stato un leggendario re degli Juti citato da Saxo Grammaticus nelle sue "Gesta Danorum"; e MacBeth si chiamava in realtà Mac Bethad mac Findláich, uccise davvero il suo predecessore Duncan (Donnchad mac Crínáin) e regnò sulla Scozia dal 1040 al 1057. E se Shakespeare avesse scritto anche un'opera dedicata a Re Artù, parlando presumibilmente della liason tra Lancillotto e Ginevra, e della morte del Re ad opera di Mordred? Come risulterebbe questo suo ennesimo capolavoro? (ideata da Enrica S.)

Invincibile di nome e di fatto. Contrariamente a quanto si crede di solito, l'Invincibile Armata fu sconfitta non dalle navi di Francis Drake e Charles Howard, ma dalle avverse condizioni climatiche: dopo che lo scontro con la flotta inglese finì in parità, a causa del mare tempestoso l'Armata non riuscì ad attraccare nelle Fiandre, dove avrebbe dovuto prelevare l'armata d'invasione e, per evitare un nuovo scontro con gli inglesi, dovette circumnavigare le isole britanniche; ma gli spagnoli non tennero conto della Corrente del Golfo, il cui effetto allora era sconosciuto, che deviò le navi mandandone la metà a fracassarsi contro le scogliere scozzesi. Le violente burrasche del Mare del Nord dispersero il resto della flotta, e così Drake e Howard aspettarono inutilmente il ritorno della poderosa flotta spagnola, che non avvenne mai. Ma se le condizioni climatiche sono meno avverse e Filippo II riesce a sbarcare la sua fanteria sull'isola? Delle truppe male in arnese dovranno combattere contro il Tercio, la migliore fanteria del mondo (ai veterani di San Quintino chiesero come erano i fanti francesi, ma essi risposero di non saperlo, poiché erano scappati troppo velocemente). L'Inghilterra non aveva un esercito stabile: con che cosa combatterà? Inoltre la rete di fortificazioni era stata smantellata da Enrico VIII: neppure una difesa passiva era possibile. Infine, la maggior parte delle città e i nobili del Nord, che hanno già arruolato truppe, sono cattolici e filospagnoli, ed anche una parte del popolo inglese, tra cui il cripto-cattolico Shakespeare, vedrebbe volentieri Elisabetta impiccata: Carlo I sarà in una situazione assai migliore... In dieci giorni Filippo brinderà a Londra, catturerà Elisabetta e le farà fare la fine di Maria Stuarda. Quale fantoccio spagnolo verrà posto sul trono inglese? Chi guiderà la resistenza protestante contro gli occupanti stranieri? (un'altra questione aperta da Basileus TFT e da William Riker; ecco una discussione su questo tema)

Disintegrazione della Spagna. Al contrario, dopo la disfatta dell'"Invincibile Armada", Filippo II si scoraggia; in un accesso di misticismo ed interpretando la sconfitta come una delegittimazione divina, abdica e si ritira in monastero come il padre. Il Paese precipita nell'anarchia in mancanza di eredi adulti (il figlio sopravvissuto ha solo 4 anni). Elisabetta coglie la palla al balzo, programma una controffensiva sulle coste del Portogallo ed ha completo successo, contando anche sull'ostilità dei lusitani. Allo stesso modo si ribellano la Catalogna, grazie anche ai finanziamenti francesi, le Fiandre ed i territori italiani. La Spagna si frantuma di nuovo in un insieme variegato di Stati come prima di Ferdinando ed Isabella. Milano e la Lombardia ritornano libere (prelibati bocconcini per Savoia e Francesi), le colonie sudamericane sono allo sbando ed anche lì è facile prevedere ribellioni indie. Del vuoto di potere spagnolo approfittano subito Francia ed Inghilterra che si precipitano sulle Americhe. Anche l'Impero per riflesso entra in crisi non potendo più contare sull'aiuto militare spagnolo, ma ciò può anche generare per converso l'anticipata creazione di uno Stato Unitario Tedesco già nel '600, senza l'intromissione degli Asburgo (ideata da Never75)

L'Irlanda spagnola. E se l'Invincibile Armata ottenesse almeno un successo parziale, conquistando la cattolica Irlanda e integrandola nel Regno di Spagna? Gli Irlandesi potrebbero accogliere gli Spagnoli come dei liberatori. Se questi ultimi saranno meno duri degli inglesi e meno esosi con le tasse, sarà un ottimo scalo per lo sviluppo futuro, quasi una Gibilterra invertita. Difficilmente allora i Kennedy emigreranno negli USA e correranno per la presidenza americana. Se invece gli spagnoli si comportano male, per paradosso nei secoli futuri sarà l'Inghilterra a soccorrere gli Irlandesi... (questa è di dDuck)

Conquista ottomana dell'Europa e successiva riscossa cristiana a fine '800 (proposta da Bhrg'hros)

Scuro come il peccato. Forse non tutti lo sanno, ma il caffé rischiò di essere scomunicato. I cardinali richiesero a Papa Clemente VIII di condannarne l'uso, ritenendo che la bevanda, scura come il peccato, provenisse dall'Inferno, e di conseguenza spingesse i buoni cristiani alla dannazione. Il Papa, non fidandosi del loro parere, decise di verificare di persona queste dicerie sul malefico intruglio. Dopo averlo assaggiato, trovandolo ottimo, lo proclamò addirittura bevanda ben accetta a Dio e da consigliare ai credenti. Ma se non fosse stato di suo gusto e ne avesse vietato l'uso ai cattolici? La diffusione delle piantagioni di caffé ai tropici sarebbe stata ben più limitata, con i relativi cambiamenti ecologici, sociali ed economici (pensata da Lord Wilmore)

Il Giappone potenza mondiale. Nel 1592 Toyotomi Hideyoshi riesce a conquistare la Corea. Con una colonia nel continente, i Giapponesi non si chiudono nel loro isolamento e sono molto più sensibili alle invenzioni europee, ed anche alle vicende politiche in America ed in Europa. Cercano subito di conquistare nuovi territori, come la Manciuria, a danno della Cina, che ha interesse a modernizzare il proprio esercito. Infatti il Giappone e la Cina tra il XVII ed il XIX secolo importano armi e tecnici dall'Europa, e riorganizzano l'esercito costituendo arsenali ed unità di artiglieria. Sia la Cina che il Giappone, inoltre, potenziano la loro flotta e cercano nuovi alleati. La Cina ottiene, grazie al suo nuovo esercito, il controllo dell'Asia Centrale più una certa influenza in Persia ed in Afghanistan, mentre i Giapponesi cominciano a costituirsi un impero coloniale nelle isole del Pacifico. Sono loro e non i Russi a colonizzare l'Alaska. Inoltre utilizzano le navi tartaruga prima usate dai Coreani contro le unità occidentali e, perfezionandole, realizzano navi prossime alle prime corazzate. Gli occidentali, dunque, non possono impossessarsi facilmente né della Cina né del Giappone: con un esercito ben inquadrato ed un'artiglieria moderna, la Guerra dell'Oppio viene stata vinta dai Cinesi, il dominio inglese nel nord dell'India viene messo in pericolo e le Filippine diventano Giapponesi sin dal XIX secolo. Dall'Alaska, i Giapponesi esercitano una certa influenza durante la Guerra Civile americana, appoggiando l'Unione e mandandole armi... (proposta da Maggioriano e da dDuck)

Barents in Canada. Nel 1594 la Compagnia Olandese delle Indie Orientali invia Willem Barents verso nord-ovest (come lui proponeva) invece che a nord-est, come nella nostra Timeline, dove il povero Barents si bloccherà nei ghiacci della Nuova Zemlija e dovrà tornare a mani vuote. Così Hudson scopre il "Passaggio" che permette di navigare il mare a nord del Canada, che sarà colonizzato, in seguito, dall'Olanda... (un'idea di Det0)

La Mela del Lupo/1. Il genere del pomodoro è Lycopersicum, che in greco significa "mela del lupo". Infatti, la pianta fu introdotta in Europa dagli Spagnoli nel XVI secolo come pianta ornamentale, ritenuta addirittura velenosa per il suo alto contenuto di solanina. Nel 1544 l’erborista italiano Pietro Matthioli classificò la pianta del pomodoro fra le specie velenose. Col tempo, qualcuno iniziò ad assaggiarne i frutti senza accusare disturbi, e da allora il pomodoro è entrato nella dieta occidentale. Ma se ciò non fosse accaduto, come cambierebbe oggi la nostra dieta? Niente pizza, che rimarrà una focaccia piatta, niente ragù, e quindi niente lasagne, niente maccheroni al sugo... (decisamente una delle più tremende distopie a cui Renato Balduzzi abbia mai pensato!)

La Mela del Lupo/2. Altra possibilità: all'inizio della sua storia i pomodori gialli erano di gran lunga più diffusi di quelli rossi. Alla fine i secondi presero il sopravvento. Ma se invece gli europei scelgono i pomodori gialli? Più dolci dei pomodori a cui siamo abituati, saranno utilizzati per preparare salse più simili a mostarde che a sughi propriamente detti. La pizza, poi, avrà tutt'altra faccia, e forse con un sugo giallo anziché rosso non avrà il successo planetario che ha avuto (altra ucronia sui pomodori di Renato Balduzzi)

La Cambogia spagnola. Tra il 1598 e il 1601 gli spagnoli di Manila intervennero in Cambogia, il cui re Satha cercava il loro aiuto per evitare di cadere sotto la dominazione siamese. Per un certo periodo degli avventurieri spagnoli controllarono il paese, ma ne furono cacciati da una rivolta appoggiata dal re siamese Naresuen. I rinforzi giunsero troppo pochi e troppo tardi per salvare il dominio spagnolo. Immaginiamo che invece l'operazione riesca. Il re di Cambogia, un fantoccio nelle mani degli spagnoli, si converte al cristianesimo; le truppe mercenarie malesi e i bramini e bonzi di corte sono espulsi e nel giro di un secolo la regione diventa a maggioranza cattolica. Quando un secolo dopo la Francia compirà un'operazione analoga in Siam, il precedente cambogiano potrebbe rendere possibile la conversione di Phra Naray, re siamese, e l'installazione di una colonia francese a Mergui. Difficile dire se e quanto la colonia spagnola in Cambogia possa durare; potrebbe andare alla Francia dopo la Guerra di Successione, anticipando l'Impero francese d'Indocina e la contrapposizione anglo-francese in Asia del Sud - ma Dupleix si concentrerebbe sull'Indocina anziché sull'India - e mettendo ancora più in difficoltà la compagnia olandese delle Indie (pensata da Falecius)

La Repubblica Filosofica. Giordano Bruno sfugge alle mani dell’Inquisizione ma, comprendendo comunque di condurre un'esistenza precaria, decide di emigrare al di là dell’oceano. Raccolti un po’ di seguaci e simpatizzanti, oltre naturalmente a un po' di soldi, sbarca sulla costa del Nordamerica, dove viene accolto da una tribù indiana. Bruno può portar loro un po' della tecnologia europea (bastano il cavallo e la scrittura per scatenare una vera rivoluzione), e riesce in breve ad ottenere un grande potere. Nel frattempo gli stregoni e le cariche più alte vengono iniziati al mito di Atteone e alla teoria panteista bruniana. Per i colonizzatori inglesi e spagnoli, la "Repubblica Filosofica", eretica e indiana, si rivelerà un boccone difficile da inghiottire! (un'idea un po' folle, come la definisce il suo autore Toxon)

Estremo Oriente/4. L'impero di Ayutthaya riesce ad unificare l'Indocina alla fine del XVI secolo. Come cambia la storia di quella parte del mondo? (un'altra trovata di Filobeche)

Estremo Oriente/5. Tokugawa Ieyasu perde la battaglia di Sekigahara nell'ottobre del 1600, oppure Kobayakawa Hideaki non tradisce, e la storia del Giappone muta completamente (raffinata proposta di Falecius, ecco un possibile sviluppo)

Estremo Oriente/6. Il Giappone venne visitato durante il 1600 dagli Olandesi, che tentarono di diffondervi il cristianesimo ed i valori occidentali. Entrambi vennero respinti violentemente, ma se i cristiani fossero stati tollerati per appropriarsi delle conoscenze olandesi? Il Giappone diventa una superpotenza coloniale con trecento anni di anticipo, magari è capace di conquistare la Cina e anche le coste della California (Fusang)... nel 1910 l'imperatore (Tenno) del Giappone può considerarsi signore della metà della terra (proposta da Filobeche)

Estremo Oriente/7. In Cina i Gesuiti inventano i "riti cinesi", portando l'idea fino a promuovere una Chiesa Cinese, cattolica ma non succube delle nazioni europee. Stessa cosa in Giappone, dove il cristianesimo diventa addirittura la religione di maggioranza in molte zone. I vescovi giapponesi trovano preziosi alleati e fermano le persecuzioni degli shogun. Intanto Amakusa Shiro, un ragazzo di appena 16 anni, si pone alla testa della rivolta dei cristiani (nella nostra Timeline molti ragazzi giapponesi lo conoscono come personaggio di una serie di videogiochi ispirati ai Samurai), vince e il Giappone diventa una nazione cattolica, si apre al mondo, conosce un'era Meiji anticipata e diventa una grande potenza mondiale già nel XVII secolo (ideata da Francesco Dessolis e da William Riker)

La Repubblica del Sole. Nel 1599 fu scoperta per delazione a Stilo una congiura guidata da Tommaso Campanella per staccare, con il sostegno ottomano, la Calabria dalle Due Sicilie e istituirvi un regime repubblicano, probabilmente simile a quello che lo stesso Campanella descriverà nella "Città del Sole". I congiurati furono imprigionati e torturati. Avrebbero potuto avere successo? Se sì, quali saranno le conseguenze di una repubblica calabrese "riformata" e filo-turca sullo scenario mediterraneo ed europeo? (nuova trovata di Falecius)

Ostenda nelle Indie. Dopo aver conquistato Ostenda, all'inizio del XVII secolo, gli spagnoli permisero ai mercanti locali di fondare una Compagnia delle Indie di Ostenda, che aprì qualche stabilimento in Africa occidentale prima di andare in fallimento. E se invece, facendo il doppio gioco tra spagnoli e olandesi, la compagnia si espande, arrivando a precedere i danesi nelle Nicobare e gli olandesi nelle Molucche? Nel XVIII secolo la compagnia passa nelle mani della Prussia che, nazionalizzandola, si ritrova con un piccolo, ma florido, impero coloniale. Conseguenze? (un'altra trovata di Maggioriano)

La Grande Romania. Il 28 ottobre 1599 Michele il Coraggioso (Mihai Viteazul in lingua rumena), principe di Valacchia, riesce a farsi nominare anche Voivoda di Transilvania, ed il 28 febbraio 1600 diventa anche Voivoda di Moldavia, riunendo così per la prima volta tutta la nazione rumena nelle proprie mani, e creando uno stato potente nel nord dei Balcani con capitale Alba Iulia. L'ex Voivoda Sigismondo Báthory gli manda contro un esercito, che però è sconfitto nella Battaglia di Goroszló il 3 agosto 1601. In questo modo Michele il Coraggioso acquista un prestigio immenso, tuttavia pochi giorni dopo, il 9 agosto, dietro ordine di Sigismondo egli è assassinato da mercenari valloni a Câmpia Turzii presso Turda, e il suo regno va in pezzi. Ma se egli riesce a costruire una grande nazione rumena in grado di tenere testa fino al presente agli Asburgo, agli Ottomani e ai Russi? Essa rappresenterà un rivale per l'espansione austriaca contro la Turchia nel XVIII secolo e farà da cuscinetto nelle ostilità tra Russia e Sublime Porta nel tardo XVIII-XIX secolo, forse ritardando la costruzione nazional(istica) della Bulgaria dopo il 1878, a meno che non venga a sua volta spartito come la Polonia (tra Austria e Russia o anche con la Turchia? O prima ancora tra Austria, Polonia e appunto eventualmente Turchia?). La variabile più seducente sembra la possibilità di un rafforzamento dell'elemento rumeno a Sud del Danubio. Come cambia la storia d'Europa? (se lo domanda Enrica S. e Bhrg'hros)

Niente Inghilterra/3. « È straordinario che un'isola con un così limitato numero di abitanti sia riuscita a tenere in pugno il mondo per oltre due secoli », ha scritto Paul Kennedy nel suo saggio "Ascesa e declino della potenza navale britannica", pubblicato in Italia da Garzanti. Secondo lo storico, il primo a intuire l'importanza di una flotta fu Enrico VIII, sua figlia Elisabetta ne godette i vantaggi, le imprese corsare di Francis Drake le fruttarono ingenti tesori e nel 1588 l'Invincible Armada andò distrutta prima di riuscire a regolare i conti con gli inglesi. I mercantili, esposti agli attacchi dei pirati, venivano fatti viaggiare sotto la scorta di navi da guerra, che avevano anche il compito di neutralizzare l'agguerrita concorrenza degli olandesi e dei portoghesi; dopo le due vittorie riportate contro la Francia (quella nella Guerra dei Sette Anni e quella contro Napoleone), l'unica potenza coloniale rivale che le era rimasta, il predominio della Royal Navy divenne assoluto, controllando l'accesso a tutti i mari e tutti i più importanti mercati del pianeta. Solo lo strapotere degli USA (sua ex colonia) nel XX secolo riuscì a toglierle lo scettro di mano. Considerando che il successo mondiale di una piccola isola nebbiosa appare oggi strabiliante ai suoi stessi abitanti, quali POD bisogna introdurre affinché la Gran Bretagna non ascenda mai come grande potenza? E in tal caso, ci sarà un equilibrio mondiale tra potenze coloniali, oppure un'altra grande nazione marinara riuscirà a sostituirla altrettanto a lungo? E quale? Con quali conseguenze sulla storia mondiale? (interessante gioco ucronico di William Riker)

Niente Italiano. Il dibattito del '500 sulla necessità di una lingua comune nella Penisola si conclude alla fine in un nulla di fatto, nonostante il parere di esimi studiosi e letterati come il Bembo, e non si giunge ad un accordo sulla lingua italiana. Sicuramente, vista la sudditanza politica di gran parte dell'Italia del tempo, è facile prevedere una maggiore influenza e penetrazione di alcune lingue straniere come lo spagnolo, che potrebbe benissimo impiantarsi come lingua ufficiale in tutto il Sud ed in Sardegna ed in misura minore anche in Lombardia, mentre il francese otterrebbe parità letteraria con l'italiano almeno in Piemonte, e nelle altre regioni si conserverebbero maggiormente i dialetti anche nello scritto. La penetrazione anche delle lingue dei conquistatori successivi avviene con maggior successo: ad esempio i Brorboni che si insediano a Napoli continuano tranquillamente a parlare ed a far redigere gli atti ufficiali in spagnolo anziché in italiano, così anche gli Asburgo impongono maggiormente il tedesco, eccetera. Anche ad Unità d'Italia avvenuta, la situazione resta comunque la stessa: con un Sud quasi completamente ispanofono ed un Nord parzialmente francesizzato o venezianizzato anche i Savoia possono fare ben poco. L'italiano, di fatto parlato solo in alcune regioni centrali, viene imposto come lingua ufficiale ed obbligatoria dalle scuole elementari, ma è comunque impossibile estirpare le lingue straniere che ormai si sono imposte nell'uso in tutta la Penisola. Una tale disparità anche linguistica tra gli italiani sarà una delle probabili cause di un federalismo già attuato nei primi anni del dopoguerra. A lungo andare una situazione simile risulta anche positiva: quasi tutti gli italiani sono perlomeno bilingui, e ciò in una futura visione di un'Europa sempre più unita rappresenta un vantaggio duraturo (come non dare ragione a Never75?)


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