Briciole

di Sandro Degiani


Questa volta la fonte di ispirazione è una notizia... eccola qui sotto (cliccate per leggere l'originale)

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Ma l’uccellino non poteva entrare nei 27 chilometri sotto vuoto dell’anello dell’LHC per cui le righe sotto il titolo sono solo un parere del giornalista che evidentemente non conosce tecnicamente l’oggetto di sui parla.

Qualcuno ha ipotizzato che il pane proviene dal futuro e che è il futuro stesso che sabota la macchina del CERN che dovrebbe trovare il bosone di Higgs.

Altri dicono che è Dio stesso che si oppone al successo perché nascerebbe un surrogato meccanico di Dio (il bosone di Higgs è noto come “la particella di Dio”).

Dio usando le briciole di pane e non un fulmine o un meteorite, dimostra comunque un notevole humor, tanto fair-play e un marcato spirito ironico.

A me invece è venuta in mente un’altra ipotesi...

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Briciole...

Ding.. dong… ding..dong… lo scampanio dolce della sveglia lo stava riportando nel mondo reale.

Si stirò sbadigliando girandosi sulla schiena… poi si rannicchiò per godere ancora qualche minuto di tepore del letto e gli evanescenti ricordi dei sogni… mmmmm.... nel torpore del risveglio arrivava alle sue narici il profumo della pancetta che friggeva misto al dolce profumo della vaniglia dei dolci e del pane appena sfornato.

Non era poi troppo pesante il suo lavoro di ricerca, le lunghe ore di laboratorio spese ad esplorare i confini della fisica se il risveglio la mattina era così dolce e piacevole...

Dalla finestra arrivavano già i raggi di sole che filtravano tra le rosse foglie dell’acero che cresceva davanti alla sua villetta.

Piantato quando lui e Rachele si erano sposati adesso sorpassava il tetto e ricordava a tutti con la sua crescita e con il cambiare del colore delle sue foglie che il tempo passava inesorabile ma generoso e benevolo con gli esseri viventi.

Al di là il sole illuminava un dolce territorio di collina, boschetti e verdi prati con mucche e pecore al pascolo. Le prime auto collettive a idrogeno stavano dirigendosi verso il grigio nastro di asfalto che correva nella valle, lì avrebbero agganciato la fonte di energia principale per il trasporto e proseguito automaticamente alle destinazioni programmate.

Indossò una leggera vestaglia sul pigiama, infilò le pantofole e con attenzione scese gli scalini della scala di legno che portava verso la spaziosa, solare e calda cucina.

La colazione era già in tavola e Rachela stava dedicando la sua attenzione a Miriam, la loro figlioletta di quattro anni che sembrava più attratta da cosa accadeva al di là della finestra che della colazione.

Nella notte era caduta un po’ di neve, la prima dell’anno, e adesso scintillava ghiacciata della prima luce del mattino.

Un gruppetto di passerotti stava saltellando sulla neve e Miriam non staccava loro gli occhi d’addosso.

“Buongiorno caro…. Ti abbiamo svegliato?”

“No… anzi sì… il profumo della tua colazione risveglierebbe anche un morto!”

“Miriam invece preferisce qualsiasi cosa piuttosto che affrontare la colazione… prima il gatto, poi la neve, e adesso gli uccellini..!”

“Mangerà quando avrà fame, è ancora troppo presto per pretendere che il suo stomaco ragioni guardando l’orologio…!”

“Ma deve imparare… fra un anno dovrà iniziare a socializzare a scuola e abituarsi a ragionare pensando che le sue esigenze non possono condizionare gli altri e dettare legge..!”

“Lo imparerà come hanno fatto tutti, con il buonsenso e la ragione… ma per adesso lasciamo che l’istinto per un po’ la guidi!”

“T i aspetta una dura giornata oggi in laboratorio, caro?”

“Non come la tua qui a casa a cercare di fare qualcosa inseguendo quel demonio biondo!”

“E’ il mio mestiere, è duro ma non lo cambierei con un altro, non adesso per lo meno.. crescono troppo in fretta e ti accorgi dopo che non te sei goduti quando potevi farlo.. “

“Hai ragione, devo prendermi una vacanza e passare un po’ di tempo con te e Miriam, sono tre mesi che non ci prendiamo una pausa.. che ne dici di scappare al caldo?”

“Egitto? Sai che Miriam non regge più di tre ore di volo…”

“Direi di si… magari la costa mediterranea, c’è molta spiaggia e non c’è l’affollamento del Mar Rosso”

“Niente che ti trattiene in laboratorio?”

“C’è sempre qualcosa, ma tutto può attendere il mio ritorno… la mia priorità siete voi!”

“Non mi hai parlato più del tuo lavoro…. Sai che mi piace sapere in che angolo frughi!”

“Sai cara... è successo un fatto molto insolito su cui dovremo indagare a lungo, praticamente la nostra ricerca è tutta puntata in quella direzione, e non solo quella del nostro laboratorio!

Ricordi la nostra mascotte di reparto, Pedrito? Si il pappagallo cacatua... quello che imprecava come un marinaio in dieci lingue.. tutti si divertivano ad insegnargli parolacce nella loro lingua e siamo in dodici diversi gruppi linguistici in laboratorio.

Stavamo esplorando la generazione di un campo elettromagnetico ad inversione ciclica con un flusso di oltre 200 Tesla tra le tre bobine di campo a 120° e lui ha volato proprio nel punto focale!

Non si è bruciato nemmeno una piuma ma nel giro di una settimana è dimagrito a vista d’occhio eppure sbafava le sue tre razioni di semi di girasole e di zucca al giorno.

Quindi abbiamo fatto gli esami di rito... sai siamo scienziati e il risultato è sconvolgente!

Tutte le sue catene proteiche di amminoacidi erano state invertite! Erano diventate levogire mentre nessun essere vivente su questo pianeta le possiede, sono tutte destrogire!

Per cui Pedrito era sanissimo ma non era più in grado di assimilare alcun alimento ed è morto di fame mangiando come un maialino.

Evidentemente il campo magnetico aveva invertito ogni sua struttura organica specularmene ma senza ucciderlo... interessante.... deve quindi essere possibile una vita organica a catene destrogire, magari un intero pianeta o un intero Universo... è un campo di esplorazione veramente originale e intrigante!

“E voi cervelloni non avete pensato di fare lo stesso trattamento al cibo? Cosi sarebbe stato invertito anche lui e Perito lo avrebbe potuto assimilare!”

“Ho sempre pensato che saresti stata un eccellente mente scientifica perché sai trovare soluzioni intuitive geniali… Certo… ci abbiamo pensato anche noi, anche se ci abbiamo messo un po’ di più di quanto ci hai messo tu… ma tutto quello che abbiamo fatto passare attraverso al campo magnetico non ha subito il ribaltamento che hanno subito le proteine di Pedrito”

“Condizioni diverse?”

“Forse sì… non stavamo monitorano la macchina in quel momento, non erano in corso esperimenti, per cui non abbiamo una registrazione precisa delle condizioni al momento… forse un giorno ci arriveremo, ma non subito!”

“Avrete tentato anche con altri animali..?”

“Si, anche se eticamente è sbagliato usarli in esperimenti che possono provocare la loro morte… ma la posta in gioco era molto alta. Poi un topo è stato invertito, ma al contrario, da dentro a fuori, non era un bel spettacolo ed era ancora vivo! Da allora abbiamo sospeso la ricerca sperimentale e ci stiamo concentrando sulla parte teorica….”

“Ci riuscirete di sicuro, siete sempre riusciti in ogni impresa in cui vi siete messi giù al Laboratorio…!”

“Ogni traguardo è raggiungibile, questione di tempo ed energia spesa… speriamo che sia un traguardo che vale il costo!”

“Papà.. papà gli uccellini continuano a saltellare davanti alla finestra… vieni a vedere…!”

Raccolse tra le mani un pezzo di croccante crosta dalla pagnotta tiepida che stava sulla tovaglia e la sbriciolò tra le dita.

Poi chiamò la figlia che stava aggrappata al davanzale e le disse:

“Metti la manine a coppa... Miriam!”

Le mise in mano le briciole e le disse:

“Miriam, guarda gli uccellini sulla neve... hanno fame... dagli le briciole della colazione così mangeranno anche loro!”

Miriam trotterellò con la manine paffutelle chiuse sulla briciole verso la finestra, passò le mani davanti al sensore di apertura nel modo corretto e il vetro si spostò versò l’altro lasciando un paio di palmi di apertura.

“Cip.. cip... cip amici uccellini.. ecco la colazione!” e le lancio giù sulla neve immacolata.

Una strana sfera azzurrina si era materializzata a mezz'aria proprio sotto la finestra... poco più grossa di un palloncino e leggermente luminosa.... trasparente e vibrante, con sinuose onde verdi che la percorrevano.

Miriam spalanco gli occhioni e la bocca, guardò stupita la sfera e le briciole che percorrendo la loro parabola cadevano attraverso essa verso il cortile... ma ne arrivarono poche sulla neve, le altre sparirono in lampo con la sfera!

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Al CERN di Ginevra il ciclotrone LHC emise un gemito in calando fino al silenzio totale mentre le luci di allarme si accendevano e le sirene suonavano... l'esperimento sulla ricerca del Bosone di Higgs era stato interrotto dal sistema di sicurezza... nei 27 chilometri del ciclotrone era stata rilevata la presenza di materia estranea e la procedura era stata abortita...

I tecnici che andarono a indagare l’accaduto guardarono per molto tempo in silenzio e molto perplessi un mucchietto di briciole di pane dorate proprio nel bel mezzo del punto di focalizzazione del campo di energia, chissà come erano finite lì....?

Sandro Degiani

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