Viaggio di un secondo

di Sandro Degiani


Qui l’effetto è ottenuto con una immagine e non con parole, quindi troverete insolitamente inserita una figura in un racconto che è solo testo.
È quasi superfluo dire che il racconto è nato dalla figura e non viceversa.

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La Macchina del Tempo aveva funzionato…. ne avevo la prova inconfutabile e diretta!

Avevo ancora la mente confusa e facevo fatica a concentrare il pensiero su un preciso argomento.

Ma era un effetto prevedibile… le connessioni neurali dovevano ristabilirsi completamente dopo che il mio corpo era stato scagliato attraverso il muro del tempo e riportato indietro in un secondo.

Un giorno, studiando a fondo la Teoria ed affinando la tecnica, gli ingegneri riusciranno a dare alla macchia comandi e regolazioni fini del processo ed i viaggiatori avranno effetti collaterali meno violenti e sgradevoli. Adesso c’era solo un pulsante con la scritta ON/OFF e la mano di Dio a guidare il crononauta.. si… scagliato la parola era giusta… scagliato da una energia enorme senza la possibilità di controllo verso.. già… verso dove?

Mio Dio.. che mal di testa! Annaspo verso il bancone.. apro l’armadietto dei medicinali e sparo una pipetta di Novalgina direttamente sulla lingua.

Dove ero andato? Che cosa avevo fatto in quel secondo nel… nel futuro?

La macchina era stata caricata con l’energia necessaria per stare per circa un secolo nel futuro. Avevo i soldi e le risorse per un solo viaggio.

La macchina poteva effettuare un solo ciclo di lancio e rientro, poi sarebbe stata inutilizzabile.

Ma se la Teoria era corretta avrebbe spedito un uomo nel futuro e lo avrebbe riportato indietro dopo un secondo.

Perché viaggiare verso il futuro? La risposta era ovvia, il passato era prevedibile e non interessava se non gli storici ed i nostalgici, categorie poco propense a spendere soldi (e quanti soldi costava un viaggio di un secondo!) per vedere con i loro occhi ciò che era stato.

Il passato era anche pericoloso, in quanto immutabile. Ogni oggetto era congelato dallo scorrere del tempo. Una mosca in volo era un proiettile mortale, il corpo del crononauta non l’avrebbe fermata, la sua traiettoria era immutabile e stabilita dal tempo, non si posava su di te, ti poteva solo trapassare indifferente.

Il futuro no… era malleabile, fluido, non ancora scritto.. era il futuro la frontiera.

La possibilità di conoscere i risultati e gli effetti di ogni scelta, di poter pilotare la società, l’economia, la tecnica con la certezza dei risultati tangibili scelte fatte.

Dieci anni di lavoro e solo un secondo a disposizione, ma tutto da trascorrere nel FUTURO!

La durata del viaggio era stata un grosso problema, avevo un solo secondo a disposizione e in questo lasso di tempo dovevo procurarmi una prova del viaggio effettuato, qualcosa di inconfutabile, databile con certezza, che potesse spostare le ingenti somme necessaria alla ricerca per l’approfondimento della Teoria e lo sviluppo delle attrezzature tecniche.

Avevo scelto con cura il luogo, doveva essere un posto dove sarei stato sicuro non sarebbe sorta nessuna costruzione nei prossimi cento anni, altrimenti sarei arrivato inglobato in un muro, ci doveva essere a portata di mano una fonte di prove concrete del viaggio… cosa c’era di meglio che una discarica di rifiuti?

Atterra, fotografa un oggetto che dia una prova che sei stato nel futuro e poi ritorna.

Prendere qualcosa è impensabile, nulla di materiale può attraversare la parete del tempo, la legge di conservazione della massa lo impedisce. Ma la prova fotografica è possibile, se usi una macchina digitale, perchè la memoria ritorna indietro con tutti gli atomi con cui è partita, solo disposti diversamente.

Così avevo fatto, ero caduto su un mucchio di spazzatura… duro come acciaio. Nemmeno la carta poteva essere piegata ed era rigida come un pezzo di lamiera. Nell’impatto gli occhiali erano volati via… vedevo solo nebbia e coriandoli di colore davanti ai miei occhi... avevo strizzato gli occhi e messo a fuoco con fatica una scritta su una pagina di giornale che si trovava proprio sotto al mio naso…. ricordavo con lucidità e nitidezza la frase, lampeggiava come un neon nella memoria: “Quest’anno rendi il Natale di tua moglie il Natale più felice della sua vita! Comprale una Automobile Elettrica! Annuncio a cura della Electric Vehicle Association of America.”

La mente aveva fatto una associazione automatica ed ovvia: Auto Elettriche = Futuro ed il dito della mano era scattato da solo premendo il pulsante di scatto e poi l’effetto molla del rientro mi aveva risucchiato e riportato al presente, con immagazzinata nella Scheda di Memoria la prova tangibile che era stato nel FUTURO!

Avvio il PC e collego il cavo USB alla macchina fotografica.

Devo stare attento, non posso rischiare distruggere la prova.

Prima di tutto faccio un backup della Scheda di memoria sul PC e poi su un Floppy disk.

Poi apro il visualizzatore e poso gli occhi sul mio trofeo, sulla mia patente di immortalità e eterna gloria.

Ritaglio la foto e poi la ingrandisco per leggere meglio e magari capire di quanti anni ero andato avanti. Per la prima volta lo guardo con attenzione… e la testa riprende a girare vorticosamente.

La Teoria non era valida!!!

Il futuro è ancora precluso all’uomo e chissà se mai schiuderà le sue porte… avevo viaggiato nel tempo, si, ma nel passato, nell’immutabile e già scritto passato.

Non ci credete?? ecco qua l’articolo che avevo fotografato..."

Sandro Degiani

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Aggiungiamo queste osservazioni del Marziano:

Ecco a voi alcune incongruenze nell'universo di "Ritorno al Futuro":

1) Marty che va nel 1955 modifica gli eventi futuri, ma lui rimane lo stesso, come è possibile?
Ad esempio il padre di Lorraine lo investe con l'auto invece di investire suo padre George McFly; a questo punto già cambia il corso della storia poiché, anche se è vero che poi riuscirà a conquistare Lorraine alla festa del ballo, tutta la loro vita futura cambierà. Infatti lo notiamo quando Marty tornando nel 1985 ritrova sì la sua famiglia, ma in condizioni sociali ed economiche completamente diverse, mentre Marty che torna dal passato ha ricordi della famiglia precedente.

2) Nel terzo film, quando il treno investe l'auto, nessuna autoritù (polizia, pompieri, pronto soccorso) si presenta sul luogo dell'incidente. Infatti lui torna con la ragazza, incontra di nuovo il dottore, ma nessuno sembra aver minimamente notato l'incidente, treno compreso. E questo non ha nulla a che fare con i viaggi nel tempo, a meno che, a furia di andare avanti ed indietro, non sia cambiato qualcosa sul funzionamento dei soccorsi in caso di scontri tra treni ed auto...

3) Soprattutto che fortuna ha avuto a non fare un frontale col treno! Bastava facesse il salto pochi secondi dopo, a meno che Doc non avesse gli orari dei treni del 1985, dando per scontato che quel treno fosse in orario spaccato!


Il cazzotto lunare

di Vittorio Catani

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Litigare sulla Luna ha i suoi pro e i suoi contro...

Dicono che io sia un attaccabrighe, un violento, ma che significa oggi questa parola? D'accordo, ho litigato col datore di lavoro e col padrone di casa, ma siamo nel 2030 e le relazioni interpersonali avvengono in telepresenza olografica, insomma non sono così dirette come un tempo, e alla fine diventa difficile infuriarsi davvero con un interlocutore via cavo, evanescente, che magari abita agli antipodi. Voglio dire: riuscireste a mollargli una sberla via Rete?

Tuttavia avevo acquisito questa pessima fama e presi una decisione drastica. Mi dissi che ero sempre voluto restare solo nella vita, e che di denari non ne avevo mai visti molti, perché non andare ad abitare in cima a un monte?

Fu da lì che mi venne la geniale idea: sulla Luna! Lassù per quattro soldi si svendono vasti territori, alla portata perfino delle mie tasche. Mi sembrò un'idea magnifica.

Comperai dieci ettari di Luna, località Mare delle Crisi. Dalla non lontana Base americana acquistai (a rate) un'unità prefabbricata, già arredata, mi attrezzai adeguatamente, e fu così che mi piazzai lì, con relativa facilità. Ora finalmente vivo in pace, pensai, e sfido chiunque a farmi litigare perfino qui.

E invece...

Una settimana più tardi, dalla vicina Base mi chiamò via satellite un tipo, tale mister Waxman, venuto appositamente sulla Luna per dimostrarmi che vantava diritti di proprietà sul mio suolo, e per ingiungermi di sloggiare. Si presentò poche ore dopo l'avviso, vidi la sua figura in scafandro bianco avanzare, nell'orizzonte lunare pietrificato. Indossai subito anche io lo scafandro e uscii: nella mia casa, quell'individuo non avrebbe mai messo l'ombra di un piede.

Cominciammo a discutere fuori, a 200 gradi sotto zero anche se il sangue già mi bolliva. A mia richiesta, il tipo esibì un contratto d'acquisto incellofanato, ereditato dal nonno e risalente al... 1970! Sissignori. Pareva che già a quell'epoca intraprendenti affaristi avessero venduto abusivamente pezzi di Luna a un imprecisato numero di creduloni. Possibile? Intanto sul contratto del nonno risultava nientemeno che l'avallo del Demanio di New York, perché non era stata abolita (pare non lo sia tuttora) una legge dell'Ottocento, che consentiva ai pionieri del Far West di accaparrarsi i "terreni incolti e abbandonati". Ed è vero che una convenzione fra alcuni stipulata un secolo dopo, nel 1967, vietava alle nazioni di vantare pretese sui corpi celesti, ma secondo Waxman essa non era applicabile agli individui singoli, e a difesa citava sentenze d'epoca! Al mio fermo rifiuto, il bellimbusto minacciò l'immediato intervento di ruspe lunari.

Io, sfrattato dalla Luna!

Bene. Sarò un attaccabrighe, ma stavolta - c'era una splendida volta stellata, tutto l'universo mi è stato testimone - col guantone dello scafandro gli ho mollato un classico uppercut allo stomaco. Reale, non via Rete.

Credo anche si sia trattato del primo cazzotto lunare!

Vittorio Catani

Tratto da questo sito.

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Novelle di Sandro Degiani

Il Console Pharaon Ulysses Kursk 1943 Capoverde 1944 New York 1946 Jevah Ritorno al Passato La minaccia del Krang Il Bianco muove e dà matto in tre mosse Gatto di Bordo Pilota Anche gli Dei devono morire Il Valore di un giorno Viaggio di un secondo Briciole Breve Storia del primo McDonald su Marte Volpiano Sud

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