Ma che Roma d'Egitto. Alessandria sarebbe potuta diventare la nuova Roma, e Costantino fu vicinissimo a farne la sua capitale. Cosa succede se questo accade? Il monofisismo diventa la vera cristianità, o non si sviluppa perchè gli Egiziani non vedono motivo di attaccarsi ad eresie per celebrare la loro indipendenza? E quando arriva l'invasione araba? La direzione naturale sarebbe l'Egitto, ma con la capitale ad Alessandria forse la perdita si potrebbe contenere, e del resto senza marina gli Arabi non potrebbero attaccare le coste dell'Europa. Oppure Alessandria cade e l'impero si trova senza testa... (made in Filobeche)
Rinascimento Greco (Leonardos Viannènos). Quando nel 395 d.C. l'Imperatore Romano Teodosio il Grande divide l'impero tra i suoi due figli, Arcadio ed Onorio, nessun Romano di quel tempo ha immaginato che la divisione fosse stavolta definitiva. Infatti già ai tempi di Diocleziano l'Impero era stato diviso in due o più parti, ed alla fine si era sempre ricomposto, in un modo o nell'altro. Probabilmente anche la divisione del 395 poté sembrare al principio temporanea, di fatto invece fu definitiva e le due metà dell'Impero, salva la brevissima parentesi di Giustiniano, non si ricongiunsero mai più. Ma supponiamo che nello stesso anno 395 Stilicone faccia uccidere Arcadio e nomini Onorio di nuovo unico imperatore di Oriente ed Occidente. Paradossalmente una scelta irenista di questo tipo alla lunga accelera anziché diminuire la decadenza dell'Impero. Infatti, con un fronte troppo ampio da proteggere, l'Impero cade anche prima, dovendo lottare su troppi fronti e con troppi nemici contemporaneamente. La differenza più grande spetta all'ex Impero d'Oriente, il quale subisce una sorte parallela a quello Occidentale della nostra Timeline: viene conteso e conquistato dai vari Barbari e la Grecia stessa, fulcro vero e proprio della parte Orientale dell'Impero, divisa al suo interno. Contando poi sulla mancanza di un forte impero centralizzato, anche in Grecia si fanno sentire le spinte autonomiste delle città stato su cui in pratica è nata la storia stessa dell'Ellade, che agli albori dell'Età Moderna danno loro stesse origine al vero Rinascimento, contendendo il primato alle città stato italiane, in quanto uniche ed autentiche eredi della Civiltà Occidentale. Leonardos Viannenos anziché Leonardo da Vinci (grazie a Never75)
Res Publica Christiana. Il Cristianesimo si diffonde a macchia d'olio nell'Impero e porta alla fine degli Imperatori dopo Costantino; il Vescovo di Roma è solo uno dei quattro patriarchi della Res Publica Christiana che, divisa in Episcopati e Patriarcati, è una sorta di Repubblica Cristiana, che elegge il proprio Vescovo e che a sua volta con gli altri elegge il proprio Patriarca. Le Invasioni Barbariche non hanno luogo, perchè vi sono Campagne d'Evangelizzazione oltre Reno e Danubio che portano i confini all'Elba; qui sorge il Patriarcato di Germania, con sede a Castra Elbae (Magdeburgo), e con l'Evangelizzazione pacifica dell'Irlanda ad opera di San Patrizio sorge il Patriarcato Celtico ad Armagius (Armagh) che comprende Britannia, Hibernia, Caledonia e Gallia, mentre Roma conserva solo l'Italia, e Hispania ed Africa fanno capo a Cartagine. Le lotte e le dispute ereticali portano i Patriarchi d'Alessandria e Antiochia (Monofisiti) a schierarsi contro i Patriarcati di Costantinopoli, Roma, Gerusalemme e Cartagine nella Magnum Bellum Hereticorum, che sfianca la Res Publica Christiana e la divide in due tronconi, Res Publica Catholica a Occidente con capitale Roma e a Oriente Res Publica Christiana Monophysitas con capitale Damasco. L'Oriente è travolto dagli Arabi che sottomettono tutto eccetto l'Egitto, l'Africa e parti dell'Anatolia, queste zone ne approfittano per separarsi da Roma nell'ottavo secolo nelle varie Ecclesia Aegyptiana, Res Publica Christiana Africae e Res Publica Catholica Constantinopolisensis. Vengono Evangelizzate anche le steppe orientali, e Polacchi e Ruteni abbracciano la fede senza combattere e il loro Patriarcato è fondato a Civitas Nova (Cracovia), le Crociate vengono aperte con secoli d'anticipo e, nell'anno 1000, la Res Publica Catholica riottiene il controllo dell'Africa e si lancia contro l'Egitto Copto che preme per restare libero, e che addirittura si è alleato con gli Infedeli, mentre Costantinopoli convertiva la Crimea e si metteva in contatto con gli Armeni, riottenendo un'ampia posizione di forza... come va a finire? (ideata da Homer; ecco la sua proposta)
Dall'altra parte. Come sarebbe cambiata la storia se Bisanzio, anziché sorgere sul lato occidentale del Bosforo, fosse sorta sul lato orientale? (se lo domanda Damiano)
L'alfabeto ulfilico. Nel 365 Ulfila inventò l'alfabeto gotico per tradurre la Bibbia nella lingua dei Germani, ma era un vescovo ariano, e per questo, quando nei secoli successivi l'arianesimo scomparve, anche il suo alfabeto si perse. Ma se invece Ulfila è cattolico, o il suo alfabeto viene usato dai cattolici? I germani hanno il loro alfabeto e la la loro lingua ecclesiastica. E questa indipendenza porta ad un'estinzione molto più rapida dell'arianesimo. Non avviene la fusione fra area germanica ed area latina che è alla base della nostra concezione di europa moderna (Carlomagno ha difficoltà ancora maggiori ad unificare il suo impero, ma d'altra parte il papato è meno preoccupato dei Longobardi). Le lingue germaniche resistono più a lungo e si impiantano più profondamente in territorio latino, in particolare lo spagnolo diventa una fusione fra latino volgare e gotico tardo, come l'inglese. In italia si affermano sia il latino ecclesiastico, sia il gotico ecclesiastico (usato anche dai longobardi). Nelle gallie la situazione è ancora più problematica, perchè il gotico in teoria domina a sud e il latino a nord... La Germania invece è linguisticamente unita e forma una generazione di monaci-predicatori tutta sua. Il cristianesimo penetra in Scandinavia molto prima di quanto non sia accaduto nella nostra Timeline, e le invasioni vichinghe sono molto più convinte. Alla fine del decimo secolo il latino resisterà solo in Italia centrale e forse nelle Asturie: la Francia è normanna a nord e gota a sud, la Germania, unita e fiera, sarà il nuovo motore d'europa, mentre la cultura germanica e l'alfabeto gotico si diffondono in Europa centrale ad opera dei mercanti sassoni (il magiaro, il croato, il boemo e forse il rumeno saranno scritti in gotico) e in europa centro-orientale ad opera dei vichinghi (polacchi, lituani baltici in genere e russi del nord sono quasi assimilati). Problemi in Russia: i bulgari del volga si convertiranno all'islam? Come potranno convivere gli slavi di Kiev e i Normanni di Holmgard? E in Italia, dopo l'invasione normanna? Il latino sopravvivrà? (genialissima idea di Iacopo)
I Germani in Oriente. Nel 395 d.C. l'imperatore romano Teodosio il Grande divide l'impero tra i suoi figli Onorio e Arcadio, ma assegna ad Onorio l'Oriente e ad Arcadio l'Occidente. I Germani, spinti dagli Unni, invadono e distruggono non l'impero occidentale, ma quello orientale. I Visigoti occupano la Pannonia, gli Ostrogoti la Tracia, i Franchi l'Anatolia, gli Svevi l'Epiro, i Vandali l'Egitto; la Grecia e Costantinopoli restano ad Onorio, poi a Valentiniano III. I Sasanidi ne approfittano per conquistare la Siria e la Palestina, raggiungendo lo sbocco sul Mediterraneo. Nel 476 Odoacre depone Romolo Augustolo e si impossessa della Grecia e della capitale, mentre la dinastia teodosiana continua a regnare sull'Occidente, che perde solo la Britannia, la Rezia e il Norico ma tiene l'Africa e il confine sul Reno e sulle Alpi. Successivamente l'imperatore d'occidente Zenone invia il goto Teodorico a conquistare Costantinopoli, gli ostrogoti passano in Grecia e lasciano la Tracia ai Bulgari, un resto dell'orda di Attila. Giustiniano, che ovviamente in questa Timeline regna da Roma, riconquista la Grecia, la Libia, l'Egitto, la Palestina e la Siria, ma alla sua morte i Longobardi rioccupano la Grecia, mentre i Franchi prendono Costantinopoli e ne fanno la loro capitale. L'onda d'urto araba conquista Siria, Palestina, Persia, Egitto, Libia ed Africa ma non la Spagna, mentre i Franchi resistono vittoriosamente e tengono l'Anatolia. Carlo Magno regnerà da Costantinopoli e ricostruirà l'impero d'oriente senza Siria ed Egitto, ma allargato alla Dacia e al khanato degli Avari. Il tedesco sostituisce il greco, non il latino, e si formano lingue volgari miste di elementi germanici e greci, mentre il latino resta l'unica lingua dell'occidente che è rimasto unito... (una grande proposta di William Riker; ecco l'ucronia da lui scritta e la relativa risposta di Bhrg'hros)
Gli Slavi in Occidente. Non si ha alcuna crisi climatica ed i Germani restano nelle loro sedi originarie in Scandinavia e nella Germania Settentrionale. Ad espandersi anticipatamente sono invece gli Slavi, che dall'attuale Russia Bianca occupano tutta la regione compresa tra il Mar Baltico, il Danubio e il Mar Nero. Di conseguenza l'arrivo degli Unni spinge gli Slavi all'interno dei confini dell'Impero d'Occidente. I Polacchi occupano la Gallia, i Serbi, i Croati e gli Sloveni occupano la penisola iberica, i Sorabi e gli Abodriti l'Italia, gli antenati dei Russi la nostra Germania. Di conseguenza, dopo la ritirata dell'orda unna i Germani occupano gli spazi lasciati liberi dagli Slavi, diffondendosi in un areale compreso tra la Scandinavia e la nostra Ucraina. In seguito i Cechi e gli Slovacchi si sostituiscono a Sorabi ed Abodriti in Italia, i Russi Bianchi occupano la Britannia confinando i Celti in Cornovaglia, Galles ed Irlanda. In Occidente nascono nuove lingue, risultato della fusione tra il latino e gli idiomi slavi. Più tardi gli Ungari occuperanno le nostre Svizzera ed Austria. Senza la pressione germanica e nordica anche i popoli baltici avranno un areale di diffusione più vasto ed uno sviluppo sociale ed economico maggiore, con i Prussi, i Lituani ed i Lettoni che occupano l'area tra la Polonia ed il Volga, mentre il nord della Russia verrà abitato da popolazioni finniche, con una maggiore differenziazione di entrambe le famiglie. Come cambia la storia d'Europa? (ennesima allostoria di William Riker)
La Grecia slava. Caso particolare dell'ucronia precedente: le popolazioni slave, che storicamente penetrarono diverse volte nell'Ellade, impongono la propria lingua e danno origine a una grande Macedonia. La Jugoslavia quindi sarà estesa fino all'Egeo, con notevoli conseguenze geopolitiche. Ad esempio, nel secondo dopoguerra la Turchia sarà geograficamente circondata per tre quarti da paesi allineati all'URRS, e forse per questo motivo non entrerà nella NATO... (quarta ucronia "senza la Grecia" di Renato Balduzzi)
L'Anatolia Romanza. Che accade se, analogamente ai Balcani, anche in Asia Minore si sviluppano lingue romanze? Che ne sarà dei popoli romanzi della regione dopo la fine dell'Impero bizantino e l'inizio delle invasioni ottomane? Come sarà la storia della Turchia moderna con una forte componente romanza, e magari cristiana, all'interno dei confini? Se i romanzi anatolici saranno ostracizzati dopo la fondazione della Repubblica di Turchia, dove potranno rifugiarsi? La possibile conflittualità latente tra Greci e Romanzi in Anatolia porterà alla formazione di due nazioni differenti sotto un unico impero. Negli anni successivi i Romanzi potrebbero rimanere cattolici. In questa prospettiva, l'Impero Romano d'Oriente potrebbe sfaldarsi molto prima. Gli Arabi potrebbero conquistare l'Anatolia con relativa facilità già prima degli Ottomani. In compenso l'Impero Bizantino potrebbe spostare il suo asse maggiormente ad ovest e diventare una grande potenza balcanica. Una maggiore prossimità con l'Europa porterebbe forse ad una sua sopravvivenza fino ai giorni nostri. Con l'arrivo dei Turchi intorno al XIII secolo, la popolazione cattolica potrebbe spostarsi progressivamente ad occidente, oppure, come successe in Europa con le invasioni barbariche, convivere con i nuovi venuti. Però, siccome il dominio arabo che abbiamo postulato avrebbe probabilmente causato numerose conversioni all'islamismo, è probabile che la sovrapposizione della popolazione turca non avrebbe causato un cambio linguistico e quindi oggi la Turchia, come la Francia, porterebbe sì il nome e la coscienza etnica dei nuovi venuti, ma la lingua dei predecessori. Se ciò non accade, gli Anatolico-Romanzi musulmani vengono man mano assorbiti dai Turchi, mentre i cristiani si arroccano sulle montagne e nei luoghi più isolati. Tollerati durante l'epoca ottomana, saranno duramente attaccati, forse alla pari degli Armeni, alla fine della Grande Guerra. La Rivoluzione turca obbligherebbe certamente i romanzi d'Anatolia a scegliere tra l'assimilazione con i Turchi o l'emigrazione. Che mete sceglierebbero? Forse paesi romanzi, come l'Italia, la Spagna, la Francia o la Romania, ma anche gli Stati Uniti (anche questa è di Renato Balduzzi)
Balti e Finni sugli scudi. Durante le invasioni barbariche, invece dei popoli slavi, sono i Balti e i popoli finnici a migrare. Gli slavi rimangono confinati nella loro zona d'origine, tra le odierne Polonia e Ucraina, dove vengono schiacciati dal rullo compressore unno, o al massimo si rifugiano in qualche zona periferica, come la Crimea o proprio la zona baltica. Nel frattempo i Balti si stanziano nei Balcani e i popoli finnici in Polonia e Germania orientale. La Russia, senza Slavi, viene conquistata dai popoli turchi. In seguito, con i Variaghi, la cultura norrena si radicherà più a fondo in Russia, dando vita ad uno strano mix tra turchi e Variaghi. Con le invasioni dei mongoli l'Orda d' Oro conquisterà tutta la Russia. Come cambia la storia dell'Europa con i Balti e i finnici al posto degli Slavi e con una Russia decisamente più orientata verso l'Asia? (ideata da Pedro Felipe)
I Bantu nel Mediterraneo. Circa 2500 anni fa, da qualche parte lungo il confine che divide Camerun e Nigeria, cominciò la migrazione dei Bantu, favorita dalla domesticazione di piante adatte al clima equatoriale come l'igname e dall'introduzione del ferro. Tale migrazione, che scacciò dai territori originali boscimani e pigmei, avvenne in due fasi. Nella prima fase, 2000 anni fa, giunsero nella regione dei grandi laghi. Nella seconda si diressero verso sud. Ma se invece decidono di migrare lungo il Nilo verso Nord, arrivando ad occupare l'Egitto e l'Africa Mediterranea all'incirca nel periodo delle nostre invasioni barbariche? Trovano presto ambienti in cui le piante tropicali crescono male, ma modificano di conseguenza la loro economia, come quando sono giunti in Sudafrica. Nella valle del Nilo, una volta arrivati ai confini meridionali di Meroe, si troveranno di fronte popolazioni con una economia già adattata a quell'ambiente, ma tecnicamente più avanzate. Come cambia la storia? (ideata da Enrica S.)
I Bantu al di là dell'Oceano. Alternativa all'ucronia precedente. I popoli Bantu, al momento delle loro migrazioni dalla Guinea, prendono la strada dell'Oceano. Si può ipotizzare che avessero appreso le conoscenze necessarie per la navigazione dai Fenici, che avevano raggiunto le loro terre. A questo punto i Bantu arriveranno in Brasile, dove troveranno un territorio molto simile alla loro patria, e creeranno un regno esteso a quasi tutto l'attuale Brasile, tranne la regione amazzonica, che probabilmente sarà troppo difficile da penetrare per gente abituata a climi semiaridi. Probabilmente i Bantu non avranno la potenza per espandersi ulteriormente, quindi lasceranno Uruguay, Paraguay e forse anche il Rio Grande do Sul in mano agli indigeni. La svolta arriva al momento delle scoperte geografiche. Per prima cosa i portoghesi, che erano a conoscenza di come l'Africa ad un certo punto finisse, rimarranno sconcertati nel vedere come anche questa terra fosse abitata da neri nonostante non fosse collegata con l'Africa. Sicuramente avranno più difficoltà nel colonizzare il Brasile, perchè invece di docili e pacifici indios si troveranno di fronte forti e bellicosi Bantu. Dopo il trattato di Tordesillas i portoghesi si troveranno tagliati fuori dal Sudamerica, e quindi si getteranno sull'Africa, arrivando in breve tempo a congiungere Angola e Mozambico, piegando facilmente la resistenza dei Khoi San, e conquistando tutto il Sudafrica fino al Capo. Essendo questa zona strategica in possesso di un fortissimo Portogallo, gli inglesi tenteranno l'apertura anticipata del canale di Suez. Quanto in Sudamerica, la regioni "brasiliane" tralasciate dai bantu verranno spartite tra gli altri stati ispanofoni, che diventeranno più grandi e popolosi. L'emigrazione europea si dirigerà soprattutto verso il Sudafrica, mentre lo stato dei Bantu verrà popolato quasi interamente dagli Zambos, figli di indios e neri. Al giorno d'oggi il Brasile sarà uno stato che comprenderà tutta l'Africa meridionale fino la bacino del Congo, e avrà una composizione etnica a maggioranza di bianchi e Koi San. Lo stato dei Bantu, a causa della sua chiusura verso il resto del mondo, sarà molto povero e arretrato, e un vicino scomodo per gli altri stati sudamericani. Possono essere molto interessanti le conseguenze calcistiche: la potenza brasiliana nascerà comunque in Africa? Pelè sarà un boscimano? O l’Argentina rimarrà l’unica scuola calcistica extraeuropea? Forse riuscirà a tenerle testa l’Uruguay, che inglobando anche il Rio Grande do Sul raddoppierà il suo territorio? (una geniale idea di Pedro Felipe)
L'Impero Romano Federale. Nel suo volume "Ricchezza e povertà delle nazioni", il prof. David Landes della Harvard University ritiene che la caduta dell'Impero Romano sia stata un bene per l'Europa, anzi la condicio sine qua non per la supremazia dell'Europa moderna e della sua civiltà. Infatti la frammentazione politica e religiosa del Medioevo avrebbe non solo determinato la competizione ad ogni livello tra varie nazioni ma favorito l'unico caso al mondo di ascesa al potere della borghesia mercantile, l'unica forza sociale che col suo spirito innovatore seppe generare il capitalismo moderno, la libertà democratica e la scienza. Tuttavia storici originali e aperti come Stephen Williams in "Teodosio, l'ultima sfida" e soprattutto Peter Heather in "La caduta dell'Impero Romano" prospettano uno scenario alternativo. Entrambi sostengono che l'Impero Romano nel V secolo era sul punto di rinascere, diventando però una struttura federale. Una situazione molto diversa da quella dei secoli precedenti. In particolare Heather scrive: « Una vittoria schiacciante su Genserico, in sé tutt'altro che inconcepibile, avrebbe prodotto tutta una serie di effetti a catena. Una volta riuniti Italia e Nordafrica, anche la Spagna sarebbe tornata all'ovile... Visigoti e Burgundi erano stati chiusi in enclaves d'influenza molto piccole... Il rinato impero romano d'occidente sarebbe diventato una coalizione, ma il centro dell'impero sarebbe stato comunque il partner dominante. Nel giro di un ventennio anche i romani-britanni in perenne lotta contro i sassoni invasori avrebbero tratto giovamento ». Che accade se l'impero si trasforma davvero su base federale? (se lo chiede Spartac)
Povera Milano. Nel 402 d.C. Milano continua a rimanere Capitale dell'Impero Romano d'Occidente. Ciò non le evita i terribili "sacchi" di Visigoti e Vandali, che prendono di mira lei e non Roma. In questo caso Milano segue il destino che seguì Roma nella nostra Timeline: cioè una città semispopolata e distrutta che fatica a riprendersi in età comunale ed a svolgere un ruolo di primo piano anche nelle vicende successive come la Lega Lombarda (proposta da Never75)
Suddeutschland. Germanizzazione dell'Alta Italia, ad opera degli Ostrogoti prima e dei Longobardi poi. Ne consegue l'unione all'Austria durante l'era dell'egemonia asburgica e il coinvolgimento diretto nella Guerra dei Trent'Anni, con diffusione del luteranesimo o del calvinismo, Hitler nel novecento emulerà il dittatore della Suddeutschland, Mussensleiner, e poi ne annetterà i territori per riunire tutti i Tedeschi in un unico stato... (questa è di Homer)
Trèves. Pensiamo invece ad un esito simmetrico a quello reale dei processi di assestamento etnico-linguistico a Nord e a Sud delle Alpi: germanizzazione (ostrogotica e longobardica) della Cisalpina, persistenza ladina nella Diocesi di Salisburgo e galloromanza in quella di Treviri ("da decenni accarezzo l'idea", dice Bhrg'hros che è un luminare in questo campo)
Niente lingue neolatine. Le popolazioni germaniche nell'Impero romano d'Occidente si comportano come gli Arii in India più di mille anni prima, cioè sottomettono le popolazioni locali di lingua romanza senza mescolarsi con loro, mentre conservano le loro lingue e culture originarie, imponendosi come casta superiore. Romania e Moldavia adottano il cumano (una lingua turca), l'Italia del Nord adotta il tedesco dei Longobardi, Italia del sud e isole tornano al greco bizantino, la Francia adotta il tedesco dei Franchi, la Spagna il tedesco dei Visigoti. Come si sviluppa il Medioevo ? Avremo la nascita degli stati nazionali come nella nostra Timeline, ma la Francia germanica sarà sempre una nazione diversa dalla Germania, il francese potrebbe essere differente dal tedesco quanto lo è dall'inglese. La divergenza arriverà con l'unità d'Italia: Kamill Benz, conte di Kavoren, si limiterà ad unificare la longobardia, mentre i Borbonòi di Neapolis penseranno ad aiutare gli amici greci contro il predominio turco. Garibalden fa il Cacciatore delle Alpi, ma non la spedizione dei mille: cosa glie ne frega di un regno greco? Al suo posto andrà ad aiutare i greci contro gli ottomani, finanziato dai Borbonòi. Von Bismarck deve comunque combattere la guerra franco-prussiana perchè la Francia è sempre una potenza straniera, e lo Zollverein nasce come nella nostra Timeline. Anziché la musica latino- americana avremo la musica visigotico-americana, mentre i tre Ronaldi ( il primo, Ronaldinho e Cristiano Ronaldo) si chiameranno allo stesso modo, perchè questo nome ha origine germaniche. Non ultimo, Silvio Berlusconi si chiamerà Guido Berlusconi: Silvio deriva dal latino silva, mentre Guido da widon (wood), stessa radice ma in forma germanica; dirà le stesse cretinate, ma in longobardo... (un'altra ucronia etnico-linguistica di dDuck e Renato Balduzzi)
Una sola lingua neolatina. Al contrario, Slavi e Germani non riescono ad imporre le loro lingue nei Balcani e sulle Alpi. Gli antichi territori latini rimangono uniti e non si frammentano, ma partoriscono un solo erede del latino, la "lingua romanza", parlata dal Portogallo alla Romania. In ogni caso, analogamente alla "slavità", ben radicata nei popoli slavi, esisterà una "romanità" che accomuna chi parla dialetti romanzi... (alternativa all'ucronia precedente di Renato Balduzzi e di William Riker)
Catalan-occitan-padania. Alcuni linguisti accostano spesso le parlate occitane con quelle catalano-valenziane e galloitaliche, tanto che c'è chi ipotizza l'esistenza di un idioma romanzo comune parlato dal bacino padano alla foce dell'Ebro durante il basso Medioevo, dalle cui varianti regionali sarebbero discese le lingue galloromanze, con l'esclusione del francese e del francoprovenzale. La storia fece sì che la frontiera "naturale" venisse interrotta in corrispondenza degli spartiacque alpini, e che ogni zona seguisse un destino differente, dimenticando le reciproche similitudini. Tuttavia, se questo non accade? Oggi esiste una nazione che va da Rimini a Valencia, con capitale Avignone. Come si chiamerà tale nazione? Probabilmente il nome assomiglierà a "romania", dato che i provenzali usavano chiamare "roman" la propria lingua, prima che "provençal". Molto probabilmente non sareà una nazione politicamente unita, dato che avrà una linea di confini lunghissimi e arzigogolati. Se si struttura come nazione unitaria in età moderna, avremo però notevoli conseguenze. L'Italia peninsulare rimarrà isolata dal resto d'Europa. Forse si evolverà in modo analogo ai Balcani, e magari addirittura invasa dai Turchi, ma sicuramente non dagli Spagnoli, a cui rimarrà una parte troppo esigua di Mediterraneo, e tantomeno dai Francesi, che rimarranno confinati nell'Europa settentrionale. La nazione catalan-occitan-padana avrà, oltre che una linea costiera mediterranea non indifferente, anche uno sbocco sull'Atlantico, e da lì potrà partire per la colonizzazione dell'America e delle Indie... (di nuovo Renato Balduzzi)
La grande Ladinia. Secondo molti storici, l’attuale divisione del Ladino (alcuni direbbero delle lingue ladine) in tre tronconi principali di dialetti, tronconi peraltro molto disomogenei al loro interno, potrebbe essere dovuta alla divisione della regione tra diversi poteri (Alemanni, Franchi, Bavari e Longobardi) durante i Secoli Bui. A tutto questo si aggiunse inoltre l’espansione di popolazioni germanofone, lombardofone e venetofone, che pian piano sommersero quella che era la Rezia romanizzata fino a lasciare queste tre piccole isole. Ma che accade se un solo popolo germanico si installa in tutta la Rezia, e quest’unità politica continua per tutto il Medioevo? Forse oggi vi è uno stato ladino esteso da Grado ai Grigioni con capitale Bolzano, in cui si parla un’unica lingua romancia standardizzata. E che effetti può avere l’esistenza di questo stato sulla storia veneta e austriaca? (pensata da Renato Balduzzi e da Toxon)
L'Inglese lingua romanza. I romano-britannici sono più forti demograficamente e culturalmente, e riescono ad imporre la loro lingua, come è successo in Francia; la romanizzazione continuerà così a percorrere le tappe che ha attraversato anche sul Continente e i Germani saranno assimilati e convertiti al cattolicesimo, altrimenti rimarranno in isolamento e alla fine si estingueranno come comunità. Bisogna tener presente che la romanizzazione dovrà interessare anche la lingua all'epoca dominante sul posto, il britannico, dato che il latino era solo lingua alta di minoranza, così come lo è stato in sèguito per un po' l'anglosassone. La fonologia inglese è germanica ma con interferenza celtica, quindi la prospettiva sarà al contrario di una lingua romanza con interferenza (fonologica, anche se ancor di più lessicale e onomastica) celtica e germanica, ossia come il francese (geniale trovata di Bhrg'hros)
L'Irlanda pagana. San Patrizio non riesce nella sua opera evangelizzatrice e l’Irlanda rimane una terra fortemente pagana. Data la sua perifericità rispetto all’Europa, ed alla completa estraneità al Mondo Romano e Latino, il paganesimo resisterà ancora per secoli. Anzi, agli occhi di molti, l’Isola dello Smeraldo rappresenterà l’ultimo baluardo del paganesimo sul Continente se a ciò sommiamo gli insediamenti dei vichinghi dell’VIII secolo. Gli effetti potrebbero, a lungo andare, essere più gravi del previsto. Innanzitutto l’immenso patrimonio culturale conservato nei monasteri irlandesi cristiani andrà perso, così come pure non si avrà la fioritura di così tante abbazie in Europa, compresa la bellissima Bobbio, in provincia di Piacenza. In compenso, senza la missionarietà degli abati-navigatori irlandesi, anche la Scozia e il Nord-Ovest della Gran Bretagna rimarranno profondamente pagane. Per avere una forte cristianizzazione dell’isola di dovrà aspettare il 1155, con l’invasione di Enrico II Plantageneto. Però, permanendo assai più a lungo il sostrato pagano (celtico e norreno), anche il Cristianesimo irlandese assumerà connotati molto diversi, ancora più di quelli che ha avuto nella nostra Timeline. Però, al contempo, verrà anche meno il legane storico e diretto con Roma, privilegiando quello con Londra-Canterbury. Così l’Irlanda si protestantizzerà senza difficoltà già all’epoca di Enrico VIII, e rappresenterà per il Regno inglese una spina nel fianco ben minore. E invece una soluzione analoga a quella dei cavalieri teutonici e dei portaspada? Un ordine cavalleresco autonomo dall'Inghilterra conquista l'Irlanda e svolge un ruolo autonomo, e magari come succede in Germania si protestantizza... (pensata da Never75)
La Comune di Roma. Durante l'assedio di Roma da parte dei Visigoti, il popolo si ribella all'imperatore, accusato di aver tradito la Città Eterna, massacra le guarnigioni imperiali, restituisce il potere al Senato e ai Comizi e rifonda la Repubblica Romana. Come va a finire l'avventura? (un colpo di genio di Perchè no?: cliccate qui per leggere il suo racconto)
Alarico l'Africano. Alarico con i suoi Visigoti, dopo aver saccheggiato Roma, intendeva spostarsi in Africa attraversando l'Italia meridionale. Fermatosi a svernare a Cosenza, all'arrivo della bella stagione fu ucciso da un'epidemia prima ancora di riprendere la marcia; il suo corpo fu sepolto nel letto nel fiume Busento, e la sua tomba non è mai stata ritrovata. Il cognato Ataulfo, che lo aveva sostituito e che evidentemente preferiva climi pin temperati, fece subito dietrofront e si diresse invece in Gallia. Ma se Alarico fosse sopravvissuto e se fosse passato davvero in Africa? (ideata da William Riker)
Ucronia pepata/3. Tanto Alarico, quanto Genserico ed Attila, avevano fatto sapere che avrebbero lasciato in pace Roma, ed anzi si sarebbero sottomessi all'Autorità imperiale, in cambio di una elargizione pari a circa una odierna tonnellata di pepe. In nessuno dei tre casi, i Romani poterono (o vollero) accontentarli. E se lo avessero fatto? Davvero i capi barbari di cui sopra si sarebbero sottomessi? Al costo di tre tonnellate di pepe, Roma poteva andare incontro ad una (quanto meno temporanea) "seconda giovinezza"? (terza ucronia dedicata al pepe dal Marziano)
Vandalusia. L'arrivo dei Vandali in Africa dalla Spagna fu dovuto al richiamo del conte Bonifacio che li chiamò come mercenari per combattere le forze di Ezio. L'arrivo dei Vandali non ebbe l'effetto desiderato, perché iniziarono a saccheggiare il territorio e conquistarne le città principali, impiantandovi stabilmente e respingendo ogni tentativo di sloggiarli da parte dei Romani. E se questo non accade? La guerra civile probabilmente vedrà Ezio vincitore nella capitale imperiale, ma il Comes Bonifacio potrà rimanere in Africa dando via ad un Impero parallelo e mantenendo lontane le milizie barbariche. Un impero del genere sarà effimero come l'Impero delle Gallie di Costantino III, oppure sopravvivrà appoggiandosi all'impero orientale e facendosi riconoscere come cesare oppure console insieme all'imperatore d'occidente? E i Vandali in Spagna, chiamata a questo punto Vandalusia, che cosa combineranno? (ideata da Maggioriano)
I Germani in Asia. Pensiamo ad uno scambio di ruolo tra Mongoli e Germani. Alarico (o Odoacre, o Teodorico, o Alboino) si comporta come Gengis Khan e, dopo aver unito le tribù dei Germani per battere l'Impero Romano d'Occidente e d'Oriente, si rivolge verso l'Arabia, poi verso la Persia e l'India, saccheggia le regioni occidentali della Cina ma senza riuscire a penetrare nel suo cuore. Il suo impero, alla morte del Gran Capo, sarà diviso, ma l'Impero Romano manterrà la sua unità sotto la dinastia dei Goti... (made in Renato Balduzzi)
Pax Gothica. L'imperatore d'Occidente Onorio accetta di conferire al re dei Goti Ataulfo la dignità imperiale dopo la sua morte e lo associa al trono. Ataulfo sposa la sorella di Onorio (la famosa Galla Placidia) e ha da lei anche un figlioletto, nella nostra Timeline morto bambino. Inoltre, pur essendo germanico di origine, si è convertito al cristianesimo, parla un latino perfetto e segue usi e costumi romani. Insomma, è il principe ideale per far andare d'accordo barbari e Romani, tenendo anche conto che, essendo re del suo popolo, può contare sia sulle legioni imperiali che sul suo esercito nazionale. Se viene associato al trono e quindi può trasmettere la corona ai propri eredi (che sicuramente ha da Galla), sicuramente l'Impero Occidentale sopravvive, perché a quest'epoca i confini sono ancora intatti, e non tutto è perduto. Con la legittimazione di Ataulfo è anche possibile bloccare i Vandali di Genserico che non possono occupare Cartagine, ed anche gli Unni di Attila vengono fermati da un esercito formato da romani e goti uniti (come infatti si sono fermati contro Ezio, anche se in circostanze molto diverse). Anche se in extremis, l'Impero si può ancora salvare, certamente con una maggiore commistione di barbari e romani che alla lunga si fondono in un unico popolo, come poi è accaduto nella nostra Timeline, anche se più lentamente e con difficoltà maggiori. In pratica il sogno di Teodorico si realizza, non solo limitatamente all'Italia, e la societas romana (e i suoi confini) sopravvivono attraverso i secoli ancora a lungo (ancora grazie a Never75)
Agorà. Ancora nel 415 d.C. Alessandria d'Egitto era una città multietnica in cui convivevano fianco a fianco culti diversi, si parlavano lingue diverse e stili architettonici diversi si mescolavano senza apparente contrasto. Era inoltre sede della più importante Biblioteca del Mondo Antico, di una delle Sette Meraviglie del Mondo (il celeberrimo Faro) e di una Accademia Scientifica tra le più avanzate. Uno degli episodi che misero per sempre in crisi un quadro per certi versi fin troppo pacifico fu il brutale assassinio della filosofa Ipazia, astronoma, matematica e filosofa, la quale fu letteralmente fatta a pezzi da una folla di monaci fanatici (i paraboloni) forse aizzati dallo stesso vescovo di Alessandria, Cirillo. Fatto sta che la morte della celebre scienziata fu per certi versi il campanello di allarme che le cose ormai stavano cambiando. Ben presto i templi pagani furono chiusi, la Biblioteca perse importanza, gli Ebrei ricevettero forti limitazioni al proprio culto, così come pure i cristiani non ortodossi. Il colpo di grazia verrò sferrato qualche secolo dopo dalla conquista araba. Mettiamo però che Ipazia non venga uccisa, ed anzi che continui ad insegnare. La sua figura anche simbolicamente potrà paradossalmente riunire cristiani e pagani (eticamente la figura di Ipazia era inattaccabile: vergine, dedita solo alla scienza ed alla cultura, non diede mai ragione di scandalo) e la Biblioteca continuerà a mantenere inalterato il proprio ruolo. Ciò incentiverà anche gli studi scientifici, avanzatissimi anche nel Mondo Antico, a differenza di una certa malevola storiografia, e la tolleranza tra diverse fedi e culture. Cosa accade se questa idilliaca situazione permane fino alla conquista araba? Potrà addirittura spingere gli Arabi stessi a mantenere Alessandria come capitale. Alla minoranza pagana ed ebraica ed alla maggioranza cristiana si aggiungerà anche una comunità islamica che farà della città egiziana una copia esatta della Sicilia di qualche secolo dopo. Se Alessandria poi manterrà inalterata la sua importanza anche nel Mondo Cristiano, quali effetti potrà assumere lo scontro tra Oriente ed Occidente? Non ne uscirà alquanto annacquato, specie se Alessandria rimanesse una sede universitaria di vitale importanza per la cultura greco-romana? Quale apporto speciale potrà nutrire poi per questa città un'anima cosmopolita come Federico II? (una grande pensata di Never75)
Costantino III. « Anno 2753 dalla Fondazione di Roma. Da una delle tante conferenze su Costantino III: " Erano tempi di grande difficoltà per l'impero: sotto l'inetto imperatore Onorio, esso conosceva un declino inarrestabile. Dappertutto sorgevano usurpatori, mentre i popoli barbari nel 406 avevano varcato il Reno." Veniamo ora alla parte importante del testo, l'emergere della figura di Costantino III. "...In Britannia insorse allora Costantino III, detto il Grande, un soldato di grande valore, che più tardi sarebbe risultato il salvatore dell'Impero. Le sue truppe arrivarono fino in Spagna in pochissimo tempo, entro un anno, grazie all'abilità di Costantino III e del suo generale Geronzio. La Nuova Capitale imperiale, che è anche l'attuale, venne stabilita ad Arlete. Nel 410, grazie all'aiuto del Magister Equitum Allobico, che aveva tradito Onorio, Costantino ed il suo esercito varcarono le Alpi, in corrispondenza della Liguria, ed arrivarono, insieme alle truppe di Alarico, a cui aveva promesso il rango di Magister Militum fino a conquistare Roma, mentre Onorio rimaneva rintanato a Ravenna, con la sua consueta codardia. Flavius Metapenus 1453 dopo la Fondazione, Historiae, libro XV." Questo è il testo più diffuso su Costantino III... » Come vedete, questa conferenza si svolge in un'Europa in cui l'usurpatore Costantino III ha trionfato su Onorio, poiché Allobico non è stato giustiziato prima dell'invasione avvenuta nel 410. Sarebbe durato un impero simile? (la domanda l'ha posta Maggioriano)
The Old King Cole. Alla morte del semimitico Coel Hen, re romano-britannico del V secolo che aveva fatto di York la sua capitale, il grande regno da lui fondato non si scinde in numerosi regni più piccoli, ingoiati uno dopo l'altro dai sassoni di Northumbria. Tutta l'Inghilterra settentrionale diviene il regno di Ogledd (in cumbrico semplicemente "nord"). L'eptarchia sarà un'esarchia e il titolo di Breatwalda di tutti i sassoni sarà più che altro un affare della Mercia, fino all'ascesa del Wessex (sempre ammesso che Ogledd non dia una mano ai gallesi per abbattere il muro di Offa). Quando arrivano i vichinghi, probabilmente avranno vita più facile e forse verranno scacciati un po' più tardi. Oppure vi sarà un'"alleanza" tra i due eroi Alfredo il grande e Athrwys Fawr, un ipotetico suo omologo cumbrico, che riusciranno a sconfiggere ripetutamente Guthrum il danese lasciandogli solo il Lincolnshire e l'East Anglia. A questo punto le alternative sono due. O una fusione tra i due regni sotto un'unica dinastia, con un regno sostanzialmente bilingue (con in più il gallese, il cornico e qualcos'altro a fare da attori secondari ma comunque presenti), con, peraltro un inglese più influenzato dalle lingue celtiche. O una divisione: a sud un'Inghilterra decisamente più "corta" e decisamente gravitante intorno a Parigi e con, forse, un destino "fiammingo". A nord un regno di Ogledd impegnato a lottare con gli scozzesi e con un destino da regno nordico (capitale Ebràuc, la nostra York), poco interessato alle vicende europee fino all'età moderna ed alle guerre di religione (geniale idea di Paolo Maltagliati)
Unerico. Nel 442, il re dei Visigoti Teodorico allacciò stretti rapporti con Genserico, re dei Vandali, in chiave antiromana, dando una sua figlia in moglie ad Unerico, figlio di Genserico; ma l'abilità diplomatica di Ezio fece fallire il piano (Genserico rispedì la nuora, con naso ed orecchie recise, da Teodorico, con l'accusa di volerlo avvelenare). E se invece il piano ha successo? (ancora Lord Wilmore)
Bleda, il Flagello di Dio. Alla morte di Rua, re degli Unni, divennero sovrani i suoi nipoti Bleda ed Attila. Il secondo era più focoso e voleva tutto subito, mentre il primo era più incline alla pazienza e ai compromessi diplomatici: per questo Bleda accettò un tributo di 1500 libre d'oro dall'impero bizantino, nonostante Attila fosse contrario, convinto che si potesse pretendere di più. Nel 445 Bleda morì improvvisamente. Gli storici latini e germanici puntarono il dito contro Attila, accusandolo di fratricidio (qualcuno però sostiene che Bleda morì di morte naturale, e che gli storici puntassero più che altro a screditare il Flagello di Dio). Ma che accade se Bleda non muore, e al vertice dell'orda unna prosegue la diarchia? E se invece muore Attila e Bleda resta unico sovrano? Attaccherà comunque l'Impero d'Occidente? O se ne resterà nella pianura del Tibisco a godersi i tributi dei popoli e degli imperi sottomessi? Accetterà la proposta dell'Imperatore d'Oriente (o d'Occidente) di mettersi a sua disposizione come mercenario assieme al suo esercito? In quest'ultimo caso gli Unni, anziché dare la botta definitiva all'Impero d'Occidente, ne sorvegliano i confini e lo difendono da scorrerie di altri barbari. Otterranno lo status di "foederati" come i Vandali, i Visigoti, i Burgundi ed i Franchi. Dato che però l'Occidente è già "pieno" di regni barbarici, o vengono stanziati in Oriente (divenendo la spina nel fianco per i Bizantini nei secoli successivi) oppure vengono dirottati verso le isole Britanniche. Cosa accadrà? Che possa essere un discendente di Bleda ad alimentare il mito di Re Artù per tutto il Medioevo? (prima ucronia dedicata ad Attila da William Riker e da Never75)
Sbrigati, Attila! Il 6 novembre 447 Le mura Teodosiane di Costantinopoli furono distrutte da un terremoto, che ne demolì quasi completamente un intero tratto, proprio mentre Attila preparava una scorreria. Gli abitanti di Costantinopoli si mobilitarono e le ripararono a tempo di record, in soli 60 giorni. Li aiutò anche la dissenteria, che aveva colpito molti guerrieri unni. Ma se gli Unni non si ammalano e riescono ad arrivare ad una Costantinopoli priva di difese? La resistenza si organizza verso Nicomedia, che ridiventa capitale (anche se provvisoria)? E poi? (seconda ucronia dedicata ad Attila da Camillo Cantarano)
L'attentato di Bigilas. Dopo aver raso al suolo la città di Naissus (oggi Nis, in Serbia), compiendo un orrendo massacro, nel 449 Attila spedì il suo luogotenente Edeco a Costantinopoli per alzare il prezzo e pretendere un tributo di 6000 libbre d'oro. Il potente senatore bizantino Crisafio si convinse che Edeco era niente più che un ladro e, come tale, poteva essere comprato con il denaro, e così convinse Edeco a peso d'oro a rivelargli come uccidere Attila; l'attentato sarebbe stato compiuto dall'interprete Bigilas. Questi giunse al campo trincerato del re unno ed effettivamente tentò di assassinarlo durante un banchetto, ma Edeco era rimasto fedele ad Attila ed aveva solo finto di essere corrotto. In tal modo l'attentato fallì. Ma se invece Edeco non dice niente e l'attentato ha successo? Che cosa succede all'armata unna e ai due imperi romani? (terza ucronia dedicata ad Attila da Camillo Cantarano e da William Riker)
Attila Augusto/1. Galla Placidia stava per diventare suocera di Attila, perché prima della battaglia dei Campi Catalaunici aveva deciso di dargli in sposa sua figlia Giusta Grata Onoria, onde ingraziarsi il guerriero più temuto del suo tempo. Lo scontro con Ezio mandò tutto a monte. Ma se invece il matrimonio va in porto, Attila sopravvive più di Valentiniano III e riesce a farsi proclamare Augusto di occidente, portando sotto il dominio di Roma tutti i popoli che Attila aveva messo insieme? (quarta ucronia dedicata ad Attila da Camillo Cantarano)
Carpe Diem, Ezio! Dopo la battaglia dei Campi Catalaunici del 20 giugno 451, Attila si trovò ferito e con pochi uomini in territorio ostile, e pensò persino al suicidio. Ezio avrebbe potuto facilmente inseguirlo e catturarlo, ma per motivi a noi ignoti (probabilmente la defezione dell'esercito visigoto, che ritornò in patria perché il re Teodorico era morto nello scontro), decise di non dargli il colpo di grazia. Ma se invece saccheggia il campo e uccide Attila una volta per tutte? La sua alleanza si potrà trasformare in una confederazione romano-germanica, e il nuovo impero romano-germanico potrà durare ancora per alcuni secoli? Inoltre Attila non cingerà d'assedio Aquileia distruggendola, e di conseguenza Venezia non sarebbe sorgerà perché il popolo non scapperà tra le paludi. Come immaginare un medioevo senza Venezia? Crociate senza l'aiuto di Venezia? O qualche altra repubblica marinara dell'Adriatico prenderà il suo posto? Inoltre il Papato acquisì un grandissimo prestigio proprio fermando Attila: senza quell'episodio, come cambia la sua evoluzione storica? (quinta ucronia dedicata ad Attila da Camillo Cantarano e da Prince94)
Attila Augusto/2. Al contrario, Attila sbaraglia la coalizione guidata da Ezio ai Campi Catalaunici, resta unico padrone del mondo ed unifica gli Unni neri e bianchi, i due imperi romani e quello sasanide. Dedicherà quindi il resto dei suoi giorni a rendere più compatto il suo vastissimo Impero organizzandolo "alla romana" e dividendolo in province che assegnerà ai suoi alleati, in modo da mantenere un forte ascendente su di loro. Trasformerà così un'orda barbarica in una Nazione in piena regola, sedentarizzandola in modo da prevenire il più possibile rivolte e secessioni. Oggi noi Europei discenderemo dagli Unni? (sesta ucronia dedicata ad Attila da Bhrg'hros; ecco una proposta davvero avvincente dell'amico Perchè no?)
Attila, il Re dei Re. Alternativa minimalista all'ucronia precedente. Pare che Attila, anziché insistere ad attaccare i due Imperi Romani, si fosse quasi autoconvinto ad attaccare invece i Persiani. E se sceglie questa seconda ipotesi? Cosa accadrà all'ex Impero Persiano dopo la morte di Attila? Probabilmente avremo ancora l'Impero Romano d'Occidente, seppure ridimensionato, ancora per qualche secolo, mentre ad Est si proporrà una situazione simile a quella dei Khanati Mongoli di quasi un millennio posteriori, cioè tanti piccoli Regni indipendenti gli uni dagli altri, in cui l'élite militare è ancora fondamentalmente costituita dai guerrieri mongoli, mentre quella civile da funzionari locali. Magari un paio di secoli dopo sorgerà un supposto discendente diretto di Attila che, al pari del "nostro" Tamerlano, ambirà a riunificare l'immenso Impero Unnico. Quali sviluppi futuri avrà tale azione? Porrà un freno al nascente Islam, o il nuovo impero unnico si islamizzerà e si sostituirà al Califfato? (settima ucronia dedicata ad Attila da Never75)
Ezio Cesare. Il generale di origini barbariche Flavio Ezio, l'ultimo grande condottiero romano, dopo la battaglia dei Campi Catalaunici contro Attila ritorna a Roma ed uccide l'inetto imperatore Valentiniano III, forse immaginando che costui stesse per congiurare contro di lui, e si fa nominare lui stesso Imperatore d'Occidente col nome altisonante di Flavio IV. Ezio aveva in realtà un programma serio di riforma dell'Impero d'Occidente: immaginava la sopravvivenza dell'Impero e delle Province in mano ai Re Barbari (Franchi, Visigoti, Alani e Burgundi) come una sorta di confederazione di stati. Questa soluzione avrebbe forse salvato per altri cinquecento anni l'impero Romano dal crollo. "Confederarsi" a delle semplici province, agli occhi di Valentiniano, equivaleva ad un atto di sottomissione, cosa assolutamente inconcepibile per il padrone del più grande impero della storia. Ezio invece, dati gli ottimi rapporti con i sovrani Barbari del tempo, compreso lo stesso Attila su cui sono state fatte molte illazioni, avrebbe potuto realizzarla davvero se si fosse proclamato lui stesso Imperatore (anche questa è stata ideata da Never75)
Attila ad portas. Al contrario Attila nel 452 d.C. non si fa ammansire dalle proposte di papa Leone Magno, ma sottopone Roma e l'Italia ad un tremendo saccheggio. Il papa ottiene solo la salvezza della vita sua e della popolazione civile, mentre numerosissimi sono gli schiavi. L'Italia semidistrutta e priva di un'autorità politica forte ed in grado di controbattere gli invasori, potrebbe favorire ancora di più l'invasione di un forte Regno Barbarico, ad esempio gli stessi Franchi, che potrebbero invadere la Penisola e sottometterla al loro regno senza colpo ferire. In questo modo la storia d'Italia finirebbe per assomigliare e confondersi definitivamente alla storia dei Franchi o di qualsiasi altro regno barbarico come i Vandali o i Visigoti, perdendo per sempre la propria originalità (ancora Never75)
Venezia nel Delta del Po. Si dice che Attila, imperatore degli Unni, stava già rinunciando ad assediare la città di Aquileia perchè troppo ben difesa, quando, all'improvviso, vide una cicogna scappare dalla città trasportandosi presso i suoi piccoli. Allora Attila pensò a questo come ad un segno del destino: se la cicogna se ne stava andando, ciò voleva dire che la città era destinata ad essere distrutta. La storia diede ragione ad Attila (ed alla cicogna!), ma poniamo il caso che Attila fosse stato meno superstizioso o che la cicogna non si fosse vista... Come cambia la storia? Venezia non nascerà neppure, mentre Attila si troverà un'altra città da assediare. Magari punterà diritto diritto su Ravenna. In questo caso l'Impero Romano d'Occidente crollerà un trentennio prima. Per converso il ruolo di Venezia in questa Timeline potrebbe essere assunto da Comacchio, (ri)fondata dagli esuli ravennati in fuga. Quale futuro immaginare per questa ucronica Venezia del Delta del Po? (di nuovo Never75)
Le Cinque Repubbliche Marinare. Ravenna, come Venezia, andò molto vicina ad essere una Repubblica Marinara in piena regola; ma la discesa in Italia dei longobardi, quella dei franchi e la donazione al papato contribuirono a sminuirne il potere. Ma se la Pentapoli resta bizantina e questa città riesce a mantenere una certa indipendenza grazie ai rapporti con Bisanzio, proprio come fece Venezia? Ravenna aveva ben due porti nel medioevo: uno era alla foce del Bedesis, mentre l'altro era il Candiano: non quello odierno, costruito da Papa Corsini, bensì un porto che si trovava alle foci del canale Panfilio e dei fiumi Candiano (scolo della Vallis Candiana) e Bevano. Avremo non quattro, ma ben cinque repubbliche marinare. Come cambia la storia italiana e europea? (proposta da Det0; questa è la sua proposta)
Ravenna resta capitale. Alternativa all'ucronia precedente. La presenza ingombrante di Venezia che di fatto occupa lo stesso bacino geopolitico ed è favorita rispetto alla rivale adriatica nella vicinanza con i mercati lombardi e germanici, nonché il rapido insabbiamento del porto Classe, rischiano di impedire a Ravenna di essere una repubblica marinara, tuttavia l'Arcivescovo di Ravenna era secondo solo al Papa, e basterebbe solo un po' di fortuna per permetterle di gareggiare anche con Venezia; inoltre Ravenna era il cuore del partito ghibellino e, se Federico II vivrà più a lungo e batterà i guelfi, Ravenna diventerà la grande capitale imperiale del Nord. Come cambia in questo caso la storia d'Italia? (immaginata da Dorian Gray)
Maggioriano/1. L'attacco contro i Vandali provato dal generale romano Maggioriano riesce, e l'impero riprende l'Africa, potendo sopravvivere più a lungo; si stabilisce una specie di duplice monarchia, di cui una stanziata a Ravenna e l'altra a Cartagine. Inoltre con il commercio di grano rinnovato i porti ricominciano a prosperare ed il commercio diventa sicuro. La disponibilità di nuovi soldati rimpolpa i ranghi dell'esercito e Maggioriano non deve più ricorrere ai mercenari. Tuttavia, una volta ripresosi dal declino, l'Impero d'occidente deve combattere una guerra contro l'Impero d'Oriente per il controllo del commercio nel Mediterraneo. Con il crollo del mercato italico, l'economia rischia di rimanere essenzialmente agricola, ma per l'esigenza di una forte flotta finisce per evolversi in una talassocrazia (prima ucronia tardoromana proposta non a caso da Maggioriano)
Maggioriano/2. Maggioriano riesce a prevalere nel 455 su Petronio Massimo e deve affrontare l'invasione vandalica a Roma. Ci sono allora due possibilità. Prima: Maggioriano, che era un buon militare, respinge i Vandali, come avrebbe fatto due anni più tardi, e salva Roma. Questo gli permette di sbarazzarsi di Ricimero e di regnare più a lungo ritardando la fine dell'impero; in futuro Maggioriano potrà prevalere sui vandali ormai indeboliti. Seconda: neanche Maggioriano può niente e viene ucciso poco prima dell'invasione. In tal modo il processo di declino dell'impero accelera ulteriormente (seconda ucronia tardoromana di Maggioriano)
Avito. L'imperatore Avito delle Gallie resiste a Maggioriano e si mantiene sul trono: sarà il suo genero, lo scrittore Sidonio Apollinare, a succedergli. Si instaura dunque un nuovo impero delle Gallie. Avito, amico di Teodorico II, re dei Visigoti, si allea con i Goti contro i Franchi e ristabilisce una certa autorità romana nel nord delle Gallie (terza ucronia tardoromana di Maggioriano)
L'Impero Romano-Vandalico. Dopo il sacco di Roma, con la città praticamente in pugno, Genserico decide di farla finita del tutto con l'Impero Romano facendo sposare il figlio Unerico con la principessa Eudocia e proclamando i due Augusti Imperatori. Del resto Genserico aveva una serie di fattori a suo favore: a Roma durante il Sacco non c'era più né un esercito né un imperatore (l'imbelle Petronio Massimo era stato già linciato dalla folla ancora prima dell'arrivo dei Vandali) né una classe dirigente (i pochi senatori rimasti nella ex Capitale erano arroccati nelle proprie villae). Solo il Papa avrebbe potuto offrire una minima resistenza. Genserico così trasforma davvero un'azione di pirateria e saccheggio in un'occupazione militare e di conquista vera e propria. Il Regno Vandalo, comprendente allora le vecchie Province Proconsolare e Byzacena, oltre ad un lembo di Spagna ed alle Isole maggiori del Mediterraneo Occidentale: Sicilia, Sardegna, Corsica e Baleari, arricchito dell'intera Italia Continentale, diventerà sicuramente il Regno Romano-Barbarico più forte. Una volta cessate le turbolenze e gli inevitabili massacri post-invasione, in un paio d'anni la situazione si stabilizza. Alla fine, come in seguito anche con Goti e Longobardi, la minoranza vandalica in Italia si fonde con la Romana e la assimila. Con il tempo il cattolicesimo niceno prevale sull'arianesimo, allo scopo di accaparrarsi il favore del Papa. I vantaggi per la nostra Penisola, dopo le devastazioni, ben presto prevarranno sugli svantaggi. Nonostante la relativa perdita d'importanza dell'Italia rispetto al Nordafrica (è indubbio ormai che la Capitale del rinnovato Impero rimarrà Cartagine), è indubbio che l'unione tra le due sponde del Mediterraneo, accanto all'assenza di azioni di pirateria nei nostri mari che ora non avranno più senso, farà di nuovo rifiorire le nostre città e campagne. I commerci nel Mediterraneo arricchiranno le nostre città costiere quasi come nel secolo d'oro dell'Impero. Inoltre, un Impero di queste dimensioni scoraggerà futuri tentativi di penetrazione da parte di altri sovrani barbari, e quindi ci risparmieremo sia i Goti che i Longobardi. Perfino un eventuale Giustiniano avrà i suoi timori nell'attaccare contemporaneamente Nord Africa ed Italia. Innanzitutto i Vandali avranno di nuovo una flotta efficientissima in grado di respingere anche quella Bizantina, ed inoltre nella nostra Timeline Giustiniano ebbe successo perchè affrontò separatamente avversari diversi su campi diversi (i Vandali in Africa ed i Goti in Italia), ma contro uno Stato unitario in grado di mettere in campo un esercito di pari valore avrà le sue belle gatte da pelare. L'unica incognita sarà fino a che punto l'Impero Romano-Vandalico potrà sopravvivere ai Carolingi o agli Arabi. In entrambi i casi, comunque, l'influenza vandalica resterà e sarà pregnante nella caratterizzazione politica ed ideologica della nostra Penisola anche per i secoli successivi, soprattutto riguardo alla nostra storia interna. Innanzitutto l'Italia si sentirà molto più legata al Nord Africa che al Nord Europa, e poi il nostro Sud, essendo logisticamente assai più vicino a Cartagine, la nuova capitale Imperiale, avrà la preminenza sul Nord, che invece, più lontano dai veri centri di potere, rimarrà poco più di una regione di confine. Quali conseguenze nel Medioevo e nell'Età Moderna? (una grande idea di Never75)
Altava. Alcuni lembi di terra in Africa occidentale riuscirono a sopravvivere ai Vandali, configurandosi come regni indipendenti di stampo romano con elementi locali (simili a quello di Siagrio). Questi regni però ebbero vita breve; l'ultimo di essi, l'Altava, fu inglobato dai bizantini. Ma se questi regni sopravvivono e si uniscono in un unico, grosso stato che fa dal Marocco alla Tunisia? (se lo domanda Basileus TFT)
I Gallo-Romani. Sotto la guida di Ecdicio e di Sidonio Apollinare l'Auvergne resiste ai Vandali e costituisce un secondo stato romano nelle Gallie, alleato a quello di Siagrio ed agli Alemanni. I Franchi avranno dunque più problemi a domare la resistenza dei Gallo-Romani (quarta ucronia tardoromana di Maggioriano)
Vandalice loqui. Anche nel Nordafrica si sviluppa una lingua romanza, il vandalico, che resiste nonostante l'islamizzazione di quelle terre. Ne consegue un Africa del nord molto più legata all'Europa, e quindi un Mediterraneo meno nettamente diviso che nella nostra timeline (made in Renato Balduzzi)
Celtic Pride. Gli Anglosassoni sono troppo pochi per germanizzare la Britannia e per impedire ai Romano-Britanni di governare, così l'Isola diviene una sorta di seconda Irlanda, con l'Eptarchia Britannica composta da Cerniu (Cornovaglia), Cymru (Galles Meridionale), Gwynedd, Leindenien (il nostro Essex e Sussex), Wyntania (Winchester e il Sussex) e altri due stati del centro e del nord, con una lingua simile alla lingua artificiale Brithenig. Quali gli effetti di questo sconquasso? (se lo chiede Homer)
Tutti per uno. Al contrario i Sassoni, una volta sbarcati in Inghilterra, invece di dividersi in sette piccoli regni (East Anglia, Essex, Kent, Mercia, Northumbria, Sussex e Wessex) creano un grande regno sassone unitario, che in poco tempo caccia i gallesi e tenta la conquista della Scozia. Dopo poco più di un secolo di lotte tutta la Gran Bretagna è piegata, e loro si possono occupare della conquista dell' Irlanda. Difficilmente i Danesi potranno conquistare un Inghilterra unita; ce la farà Guglielmo? (proposta da Camillo Cantarano)
L'ultima legione. « L'ultima armata romana », comandata da Antemio, riesce a riprendere Arles e Lione ai Goti ed ai Burgundi. La vittoria conseguita permette ad Antemio di sbarazzarsi di Ricimero, stabilendo una dinastia greca nell'impero d'occidente, limitato alla sola Italia ed al sud della Francia. Tale impero dura una cinquantina d'anni in più, ed alla morte dell'ultimo Antemio l'Italia passa pacificamente in mano dei Bizantini. Sicuramente il ruolo del papato ne esce molto ridimensionato, e si limita ad avere un primato onorifico sui colleghi. La curiosità è se e fino a che punto i Longobardi riescono a penetrare nella Penisola (viene da Maggioriano)
Nord-Ariana. Come si sviluppa la storia dei Serbi e dei Croati se prevale la lingua iranica di questi nomadi conquistatori, al posto della lingua slava delle popolazioni sedentarie ma maggioritarie? Nasce la Terra degli Iranici del Nord al posto della Jugoslavia, Terra degli Slavi del Sud? (proposta da dDuck)
Leone I in Italia. L'imperatore bizantino Leone I, invece di mandare Giulio Nepote, gestisce personalmente ciò che rimane dell'Impero d'Occidente, anticipando così la politica di Giustiniano (Bhrg'hros ha battuto un colpo)
Barbaro e più barbaro. La (relativa) fortuna dell'Occidente fu che, nonostante le invasioni barbariche abbiano posto fine alla sua unità come entità politica, in pratica le stesse popolazioni barbare furono tanto affascinate dalla superiore cultura romana da essere loro ad adeguarsi ad essa, adottandone alla lunga, tradizioni, lingua, religione ecc. ponendo le basi dell'Europa Moderna. Ma poniamo il caso ciò non si verifichi e che i barbari, comportandosi ancora più da barbari, eliminino totalmente con la forza la cultura Romana dagli stati da essi creati. Nei paesi Mediterranei le lingue germaniche prendono il posto del latino negli Statuti e nel parlare comune, e di conseguenza anche le parlate neolatine si sviluppano su basi germaniche. Una rilevante conseguenza è che anche nel Centro e Sud America si parlano lingue tedesche. Inoltre Roma cessa di avere ogni significato anche nei secoli successivi e non viene vista da nessuno come faro di civiltà. Il Cattolicesimo resta religione minoritaria mentre è l'Arianesimo a farla da padrone. E nei tribunali i processi, anziché basarsi sul diritto Romano, si basano sugli usi e consuetudini tribali contemplando la faida ed il guidrigildo tra le principali norme da seguire (proposta da Never75)
L'ottomana. Nel Cristianesimo il numero 8 ebbe sempre un significato particolare, perchè veniva abbinato al giorno della Resurrezione. Utilizzando l'interpretazione figurale, i Padri della Chiesa avevano concluso che i 6 giorni della Creazione del Mondo corrispondevano ai giorni della permanenza di Cristo a Gerusalemme (compresa la Passione e Morte), il settimo giorno corrisponde nell'Antico Testamento al risposo di YHWH e nel Nuovo al riposo di Cristo nel sepolcro, e l'ottavo corrisponde quindi al giorno della Resurrezione e, per converso, al giorno della resurrezione finale. Per questo (tra le altre cose) la pianta dei battisteri è quasi sempre ottagonale. Oltretutto il numero 8 compare spesso nella Bibbia (le 8 Beatitudini) ed è carico di significati simbolici anche precristiani (l'infinito). Poniamo il caso, a questo punto, che si decida di cristianizzare completamente il computo del Tempo, creando una divisione del mese non in 7 giorni ma in 8: l'ottomana! Perfino i giorni della settimana cambiano nome, cristianizzandosi, e di conseguenza si devono cambiare perfino quelli dei pianeti a cui si riferiscono. Le conseguenze generali: avremo in un anno più giorni lavorativi (6 anziché 5) e forse una leggera crescita economica generale, sommata però a maggiore stress. Inoltre una divisione del tempo maggiormente "cristianizzata" troverà maggiore ostacoli ad imporsi presso popolazioni di altre religioni, creando ancora più difficoltà nella convivenza tra gli uomini (ancora Never75)
Niente immagini. Il divieto di raffigurare la persona umana e la divinità permane anche nel Cristianesimo e perdura in tutto il Medioevo. Analogamente all'Islam gli artisti europei e bizantini trovano "sfogo" nella sola architettura, trascurando alquanto pittura e scultura. Paradossalmente con la Riforma Protestante il divieto potrebbe crollare (per dispregio alla tradizione cattolica "papista") ed i migliori artisti crescere e svilupparsi nel Nord Europa. Il Rinascimento si svilupperà solo al Nord (Fiandre e Nord della Germania), ed è da lì che proverrà la maggior parte di artisti anche nei secoli successivi (sempre Never75)
Neoetruschi, Mantova ha mantenuto le proprie caratteristiche etrusche fino all'età imperiale. Mettiamo che le caratteristiche etrusche, almeno alcune, quale una certa autonomia, la presenza di una milizia locale, abbigliata come si vedono i guerrieri etruschi negli affreschi delle tombe, continuino anche durante l'età imperiale. Anzi, con l'affievolirsi dell'autorità romana, vengano ulteriormente sottolineate. Magari, la gestione degli affari interni è delegata ad un lucumone, che, ad un certo punto, si trova senza controllori. Intanto il Cristianesimo giunge anche nel mantovano. Nelle Gallie, una grossa fetta del ceto druidico si converte in massa, ponendo così le basi della Chiesa gallicana (o, per meglio dire, delle usanze e dei rituali gallicani). Per analogia, la conversione di larga parte del clero ancestrale etrusco, è la base per una "chiesa cattolica di rito etrusco". Il lucumone fa subito atto di piena, incondizionata e totale sottomissione prima a Odoacre e poi a Teodorico ed ottiene di essere lasciato relativamente in pace. Così avviene dopo l'invasione longobarda. Quali scenari si possono ipotizzare? Mantova può continuare la civiltà etrusca nel Medioevo? (un'idea del Marziano)
L'impero romano italiano. Odoacre si proclama Imperatore d'Occidente e l'Impero Romano sopravvive sino al presente, ristretto alla sola penisola italiana (l'idea è di David169; cliccate qui per leggere lo sviluppo ideato da William Riker)
Rex Gallorum et Romanorum. Siagrio fu l'ultimo sovrano romano (o romanizzato) della Gallia, ma fu sconfitto da Clodoveo che soppresse cosi l'ultima enclave romanizzata delle Gallie. Egli fuggì presso i Visigoti che però lo consegnarono ai Franchi. Supponiamo che invece ottenga il provvidenziale aiuto dei Visigoti timorosi dei Franchi, e che riesca a sconfiggere Clodoveo. Allora i Franchi governano la parte orientale della Francia, ma l'area compresa tra la Senna e l'Oceano viene governata da un regno romano, magari anche capace (ma per questo ci vuole un intervento antifranco, magari da parte degli Unni) di resistere ai successivi tentativi di conquista. Abbiamo così una Gallia divisa in quattro zone: la Burgundia, la Franchia, la Gallia romana e quella Visigotica. Sotto i Merovingi, con i Franchi deboli e divisi, il regno gallo-romano sopravvive. L'invasione delle tribù britanniche in Armorica incontra meno resistenza; tuttavia invece di ottenere l'indipendenza si integrano nello stato gallico. I Visigoti mantengono l'Aquitania e la capitale a Tolosa, che quindi o cade in mani arabe, oppure rimane sede di un regno visigotico a nord dei Pirenei. Cosa possa corrispondere a Poitiers in questa Timeline è difficile da stabilire, senza una coalizione di tutti i re gallici può darsi che la Gallia, almeno fino alla Loira se non alla Senna, diventi una provincia del Califfato. Il regno burgundo evolverebbe in una nazione arpitana; quello visigotico, se sopravvive, in uno stato provenzale, mentre il dialetto d'oïl del regno gallo romano si evolve in un pidgin celtico-latino. Il paese dei Franchi invece diventa il centro di una nazione germanica per lingua e cultura che può rimanere ariana per parecchio tempo. Il confine linguistico germanico corre sulla Senna (proposta da Filobeche e da Basileus TFT)
Rex Iberiorum. Il Regno di Siagrio, quello dell'Armorica gallica e quello della Cornovaglia sono i pochi esempi in cui i romani riuscirono a organizzarsi e a tenere a bada i barbari anche dopo la caduta dell'Impero d'occidente. Eppure forti resistenze locali erano proseguite anche nell'Iberia,dove i romani si riunirono e posero la loro capitale a Taracco e in Africa,dove la popolazione locale resistette tenacemente all'invasione vandalica. Ma se queste accanite resistenze riescono a far desistere i barbari,inferiori di numero? Vedremo la nascita del Regno di Iberia e del Regno di Cartagine... che ne sarà di questi enclavi di cultura romana? e quali rapporti avranno con Giustiniano I? (ancora Basileus TFT)
Giulio Nepote. Giulio Nepote non viene assassinato nel 480 ma, dopo essere stato cacciato dal trono imperiale a Ravenna, riesce a costituire uno stato illirico, come stava facendo nella nostra Timeline. I Nepoti, dapprima rappresentanti dell'imperatore d'oriente, diventano indipendenti e sopravvivono durante l'Alto Medioevo, rendendo stabile e pacifica l'area illirica ed instaurando rapporti amichevoli con gli Ostrogoti. Come reagirà un simile regno alla spinta espansionistica sotto Giustiniano? Sopravvivrà all'espansione dei Longobardi? Infine, per concludere, Venezia non si svilupperà mai, avendo un potere forte nelle immediate vicinanze . Il dominio del Mediterraneo sarà dunque lasciato a Genova (avanzata da Maggioriano)
Ovida. Giulio Nepote, ultimo imperatore romano "de jure" e governatore di Dalmazia, protetto sia da Bisanzio che da Odoacre, fu assassinato nel 481 dal suo generale Ovida, e questo diede ad Odoacre il casus belli per invadere ed annettere la Dalmazia. Ma se Bisanzio decide di intervenire,cogliendo l'occasione per levare di torno Odoacre? Ovida aveva un esercito forte di almeno 9000 uomini,mentre Bisanzio era la più grande macchina bellica del tempo; in più contiamo i nobili romani italici che non vedevano l'ora del ritorno di un sovrano romano che restituisse loro i propri latifondi. Odoacre viene dunque sconfitto e Ovida è nominato Imperatore d'Occidente e spedito a governare l'Italia. Chiaramente il suddetto Imperator non è che un fantoccio nelle mani bizantine,che riescono a riprendersi l'italia con parecchi anni di anticipo. Ovviamente sorge il problema di "dove mettere i Goti"; la risposta potrebbe essere assegnare loro i territori di confine dell'Impero occidentale,come la Pannonia e proprio la Dalmazia,sempre che si accontentino. In caso tutto vada bene è probabile che Bisanzio tenga l'italia completamente sotto il suo controllo fino all'Imperatore Costante II. Da lì inizierà il lento ma inarrestabile declino del controllo bizantino, con la perdita dei possedimenti italici del nord e del centro; quest'ultimo sarà ripreso da Basilio II nelle sue campagne italiche. L'arrivo dei normanni porrà fine a tutto, ma come apparirà un'Italia con fortissime influenze bizantine? E che ne sarà di Venezia se sarà tenuta stretta da Bisanzio almeno fino al 900? (se lo chiede Basileus TFT)
Zenone. Zenone non promulga l'Henotikon, un editto inteso a conciliare monofisismo e ortodossia cristiana, che nella nostra Timeline non risolse le discordie. L'imperatore si riconcilia con papa Felice II. Possibili importanti variazioni nella storia d'Italia e in quella dei rapporti tra papato e Costantinopoli (questa invece è di William Riker)
Sopravvivenza dell'impero bizantino. Nel 493 d.C. il re degli Sciri Odoacre non si arrende a Teodorico, ma continua a resistergli a Ravenna. La guerra si trascina stancamente senza né vinti né vincitori. Di tutto questo approfitta l'imperatore d'Oriente Anastasio che, allestito un grande esercito e contando sull'inimicizia dei due sovrani Barbari, cala in Italia e dopo una non troppo lunga battaglia si libera di entrambi i contendenti. L'Italia viene quindi annessa di nuovo all'impero d'Oriente un quarantennio prima di quando avvenne in realtà e ciò da modo ai Bizantini di consolidare meglio la nuova conquista (l'Italia viene anch'essa tutta ripartita in temi). Con gli anni successivi la presenza dei soldati Bizantini viene notevolmente accresciuta nella Penisola (vengono annesse anche Illiria, Dalmazia e Sardegna) e con Giustiniano Ravenna diventa di nuovo capitale dell'Impero. La compagine Bizantina regge all'urto dei Longobardi i quali, non riuscendo a sfondare in Italia, ci provano con la Francia. Giustiniano stringe un accordo col re dei Franchi che gli permette non solo di cacciare definitivamente i Longobardi ma addirittura di espandersi verso la Burgundia e la Provenza. In pratica l'Impero Romano è quasi tutto riunificato tranne il regno dei Franchi e parte di quello Visigoto. Tra l'altro con un'Italia riconquistata quasi subito anche l'Impero Bizantino non assume caratteri marcatamente greco-orientali, ma diventa piuttosto un mix di culture in cui la Romana e la Greca si fondono perfettamente. In seguito all'attacco arabo Palestina ed Egitto vengono perse ma Asia Minore, Grecia, Sicilia, Illiria e Italia resistono e per secoli queste saranno la compagini dell'Impero. Le conseguenze principali sono molteplici. Prima: con una restaurazione dell'Impero Romano in Occidente non è più necessario il ricostituirsi dello stesso con Carlo Magno che può essere tranquillamente Re dei Franchi senza dover scendere in Italia. Seconda: l'Impero Bizantino è fortemente accentratore, e con il proprio fulcro di potere proprio in Italia è praticamente impossibile poter pensare alla nascita dei Comuni. Ciò potrebbe rivelarsi alla lunga anche uno svantaggio: senza la varietà culturale e politica che contraddistingue l'Italia forse non avremmo nemmeno un Rinascimento, e l'Arte Italiana sarebbe ferma al '300 o giù di là. Terza: il Papa non acquisisce quell'autonomia e quel potere che lo caratterizzeranno nel Medioevo, anche perché in questo caso non potrà godere di nessun potere temporale, ma al pari del patriarca di Costantinopoli diverrà quasi un funzionario del Basileus. Non si avrà lo scisma tra ortodossi e cattolici. Senza un potere temporale del papa così forte contro cui scagliarsi, in futuro non reputo possibile nemmeno una Riforma Protestante. Quarta: anche con la possibile (ma certo non inevitabile) caduta di Costantinopoli nel XV secolo sotto i Turchi, l'Impero Bizantino sopravvivrebbe comunque in Italia (geniale proposta di Never75)
I Franchi pagani. La regina Clotilde nel 496 non riesce a convertire il marito Childerico I, re dei Franchi, al Cattolicesimo. Pertanto tale popolazione rimane in prevalenza pagana con qualche “isola” ariana. Il Cattolicesimo fatica così molto di più ad imporsi. Senza l’appoggio formale della Chiesa i Pipinidi faticano molto di più ad emergere. In Italia senza l’apporto franco si affermano invece maggiormente i Longobardi, e la lotta per il predominio nella Penisola si svolge solo tra loro e Bisanzio (chi? Ma ovviamente Never75!)
L'altro Teodorico. Teodorico Strabone era un capo dei Goti di Tracia e sino al 480 d.C. svolgeva un ruolo politico e militare nell'Impero d'Oriente ben più importante di quello del suo omonimo Teodorico l'Amalo, detto il Grande dopo la conquista d'Italia. Nel 481, mentre era accampato presso Stabulum Diomedis, in Tracia, e stava cercando di domare un cavallo selvaggio, Strabone cadde su una lancia infissa davanti una tenda, morendo Teodorico l'Amalo si ritrovò quindi capo indiscusso di tutti gli Ostrogoti. Ma se Strabone non muore, con forze ridotte l'Amalo tenterà ancora di invadere l'Italia? Oppure come nel 475 deciderà di occupare la Grecia? E come cambierà la politica dei Goti di Tracia? L'Impero d'Oriente, all'epoca, sarà disposto alla formazione di un Regno Romano Germanico in Tracia ed eventualmente nell'IIlirico, con anticipazione del ruolo storico del Khanato dei Protobulgari? Una conseguenza possibile e verosimile sarebbe la germanizzazione dell'intero bacino del Danubio (ideata da Bhrg'hros)
Teodorico in oriente. L'Imperatore d'oriente Zenone dirige Teodorico e i Goti non in Italia ma in Oriente, a combattere Avari e Persiani. Teodorico avrà la forza di ritagliarsi un proprio Regno indipendente in Oriente come nella nostra Timeline fece in Italia? Ed Odoacre cosa combina in Italia? (ancora grazie a Never75)
Ostrogotia. Il Regno degli Ostrogoti in Italia sopravvive (proposta ed iniziata da Dans)
Gothic Empire. Nel 508 Teodorico, re degli Ostrogoti, attacca Franchi e Burgundi spingendoli verso nord; nello stesso anno assume la reggenza del Regno dei Visigoti in nome del giovane cugino Amalarico. Nel 526, alla morte di Teodorico, i sovrani visigoti tornano al potere, ma cosa accade se Teodorico riesce a imporre il suo successore Atalarico anche come re dei visigoti? Vedremo uniti i regni gotici di Spagna e Italia e si formerà una sorta di Impero Gotico; questo riuscirà a resistere all’attacco bizantino di Giustiniano, poi approfitterà dell’appena avvenuta sconfitta dei Vandali per espandersi anche nel Nord Africa; i Longobardi devono trovarsi qualche altro posto dove andare, e quando la conversione al cattolicesimo dei goti è completa il loro re è nominato Imperatore d’Occidente (pensata da Det0)
Soissons. Nella battaglia di di Soissons a vincere è Siagrio, che sottomette i Franchi di Clodoveo. Subito dopo Siagrio riconquista la Burgundia e l'Italia e si proclama di conseguenza imperatore romano d'occidente (ideata da Lord Wilmore)
Clodoveo in Italia. Durante la guerra greco-gotica, Clodoveo occupò la Liguria e buona parte dell' Italia del nord-est. Poi però si ritirò, mantenendo di quelle conquiste solo la val di Susa. Ma se invece Clodoveo decide di non ritirarsi e si tiene le sue nuove conquiste? Tenterà una conquista dell'Italia intera contro gli ostrogoti e i bizantini? il Papa con chi si schiererà? a quale regno sarà assegnata questa parte di Italia? Se la nazione francese arriverà fino al Ticino, ciò condizionerà la politica francese nel corso del II millennio. Che cosa succede all'arrivo dei Longobardi? Se saranno respinti, dove andranno? Se fanno comunque irruzione in Italia, bloccati dai Franchi, essi avranno il loro asse spostato più ad est, saranno costretti quindi ad attaccare Bisanzio togliendogli la Romagna e forse faranno Ravenna, Cesena o Urbino capitale del regno longobardo; come muta la storia d'Italia? (se lo domanda Camillo Cantarano)
King Arthur. Re Artù ricostituisce l'Impero d'Occidente (ecco il testo di William Riker, che ringraziamo)
Le roi Arthur. Le vicende del ciclo arturiano hanno luogo in Francia e non in Inghilterra. In effetti i personaggi si spostano sempre via terra, senza dover attraversare il mare (la Manica). Camelot, corte di Artù, è a Nantes, in Bretagna, non nel Galles. Perceval viene da Sinadon o Scaudone, in una regione montuosa, il Waleis. Tradizionalmente viene considerata Snowdon, nel Wales (ossia il Galles); però mal si accorda con la geografia del racconto. Invece sarebbe Sidonensis (oggi Sion), capoluogo del Valais (il Vallese, detto anche Wallis e Valês) nella Svizzera francese. Il luogo dove era custodito il Graal, Munsalvaesche, apparterrebbe ad una zona dei Pirenei francesi (proposta da Edoardo Secco)
Impero eurasiatico dei Sasanidi (proposta da Bhrg'hros)
La rivolta di Nika. L'11 gennaio 532 scoppiò la rivolta di Nika, una delle tante sommosse di stampo antimperialista nell'impero bizantino. La calata degli Slavi nei Balcani avevano fatto perdere molto prestigio all'imperatore e avvantaggiato il Senato. Erano in molti quelli che chiedevano maggiori autonomie locali e più forza da parte della classe senatoria. E se l'impero torna una repubblica? (se lo chiede Basileus TFT)
Krakatoa medioevale. Pare che nell'anno 535 dopo Cristo il Krakatoa abbia subito un'esplosione ben più disastrosa di quella che avvenne due secoli fa, producendo, oltre al collasso delle civiltà indonesiane, degli effetti climatici sull'Europa. L'enorme volume di vapore acqueo immesso nell'atmosfera ha prodotto enormi nuvole stratosferiche di ghiaccio, causando la parziale distruzione dello strato di ozono. Secondo gli scienziati, l'insieme di questi fattori dovrebbe causare un iniziale raffreddamento globale dell'ordine di 5-10 gradi per circa 10-20 anni. Successivamente, invece, si ha un riscaldamento globale, a causa del vapore acqueo residuo ancora in circolo (un gas serra, non dimentichiamolo) e del calo dell'ozono. La temperatura media dell'Europa passa da circa mezzo grado in meno di quella attuale (535 e anni precedenti) a ben 3,37 gradi in meno nel 536, che diventa così l'anno più freddo di tutta la storia del nostro continente, e si attesta su livelli inferiori di circa 2 gradi per tutto il ventennio seguente. L'anomalia negativa non cessa prima del 565 d.C. Seguita, come previsto, da un forte riscaldamento: fra il 575 ed il 596 la temperatura europea si porta a livelli analoghi a quelli attuali, in alcuni anni addirittura ben al di sopra, come nel 595, probabilmente l'anno più caldo dell'era volgare. Le conseguenze dell'eruzione non sembrano cessare prima dell'inizio del VII secolo. Si tratta della più grave ed improvvisa fra tutte le variazioni climatiche degli ultimi 2000 anni. Per dare un'idea delle proporzioni, basti pensare che il 1929 (anno celebre per il terribile inverno) e il 2003 (altrettanto noto per il calore estivo) hanno presentato una anomalia rispettivamente negativa e positiva dell'ordine di mezzo grado. Senza questo sconvolgimento, niente carestie e probabilmente neppure lo sviluppo della Peste Giustinianea. Di fatto l'impero di Bisanzio è più forte ed il declino dell'economia tardo-antica è più lento. Inoltre le alluvioni che bloccano i tentativi di conquista Franchi del Nord Italia non si verificano. Conseguenze a lungo termine? (se lo chiede Lord Wilmore)
Monaci Colombani. San Benedetto rimane vittima della guerra greco-gotica, oppure viene ucciso da alcuni suoi monaci gelosi (diversi tentativi sono stati stati fatti effettivamente). Di conseguenza la regola benedettina non si diffonde, ed al suo posto subentra il monachesimo irlandese di San Colombano e compagni. La differenza con quella benedettina è sia di natura “intellettuale” (gli irlandesi erano più “oranti” che “laboranti”) che concettuale. I colombani davano molto più valore alle pratiche ascetiche e di mortificazione, inoltre il loro concetto di “fondazione” era basato molto sul viaggio compiuto per mare. Avremo così fondazioni monastiche in isole sperdute del Mare del Nord o dell’Atlantico. Tale impulso missionario darà nuova linfa alle esplorazioni geografiche già dopo l’anno 1000. Anche la conquista “stabile” del territorio americano sarà anticipata di almeno un paio di secoli (ovviamente Never75)
Che la peste (non) vi colga. La peste del 540 fu senza dubbio la peggior peste bubbonica che colpì l'umanità in epoca storica. Morì metà della popolazione dell'Europa, dell'Asia e dell'Africa. Chi ne fece più le spese furono gli stati urbanizzati, in particolare Bisanzio. Chi ne risentì poco o nulla furono invece quei gruppi di uomini della steppa o del deserto, dove l'urbanizzazione era sostanzialmente assente: Arabi, Avari, Turchi, ecc. Ma se invece la peste non arriva? L'Italia non si spopola, e ci saranno forze sufficienti per respingere l'invasione longobarda. La civiltà urbana non crolla di schianto, causando la transizione definitiva dall'età antica al Medioevo. Bisanzio non inizia la sua decadenza e può resistere meglio ai suoi nemici. La storia medioevale e moderna è tutta da riscrivere (ideata da Basileus TFT)
Giustiniano il Grande. L'impresa di Giustiniano ha successo e la riconquista dell'Impero d'occidente viene portata a termine. Conseguenze? (proposta da Enrico Pizzo)
Giustiniano in oriente. Giustiniano I non si volge all'occidente ma all'oriente, conquistando l'impero Sasanide e l'Arabia. Bisanzio aveva tutto da guadagnare ad espandersi ad Oriente, eliminando il nemico persiano, che era meno organizzato, e infatti continuava a colpire nei momenti di crisi dell'Impero. Conquistando l'Oriente Bisanzio avrebbe acquisito terre ricchissime, popolose e con grandi mercati (Fars, Ctesifonte ecc), decisamente migliori rispetto alle devastate terre occidentali. Le popolazioni locali non erano tutte ostili a Bisanzio. Favorevoli alla sua venuta erano infatti i Curdi, gli Armeni, i Georgiani, gli Albanesi e gli Iberi (tutte popolazioni al tempo cristiane), nonché i cristiani della Mesopotamia e della Persia (circa il 5-10 % della popolazione). Ottenere uno sbocco ad oriente significava aprire dei commerci veloci e favorevoli con India, Cina e popolazioni etiopiche. È probabile che qualche signore d'Occidente approfitti per colpire alla spalle Bisanzio come fecero i persiani nella nostra Timeline: gli Ostrogoti, i Vandali o gli Slavi; nessuno di essi però sarebbe stato in grado di infliggere una sconfitta decisiva al nemico. Anzi potrebbe perfino accadere che Giustiniano sfrutti l'oro strappato ai persiani per comprare il sud Italia di madrelingua greca. Come prosegue la storia d'Occidente? E cosa succede quando, una cinquantina di anni dopo, arrivano gli arabi? (proposta da Basileus TFT e da William Riker)
Giustiniano il Pacifico. Giustiniano decide di non riconquistare i territori a ovest ma preferisce consolidare e rendere prospero l’Impero; in questo caso l’invasione Sasanide del 540 non avviene o viene respinta dall’esercito imperiale comandato da Belisario. Il regno Goto in Italia sopravvive unito al Norico, e così il regno Vandalo nel sud della Spagna che sopravvive con Sicilia, Sardegna, Corsica e parte del Nord Africa. Nessuna slavizzazione dei Balcani, L'Impero è più forte nel mantenere un rigido controllo sul suo entroterra. Che fine fanno i Longobardi? Cercano lo stesso di penetrare in Italia? Oppure i Goti (ariani e barbari come loro) li accolgono come fratelli e le due etnie si fondono? In questo caso l'Italia passerà da essere uno stato romano-barbarico ad uno barbarico tout-court. Quel poco che è rimasto del diritto latino sparisce immediatamente. Il Papa risulta essere in minoranza: nessuno Stato della Chiesa, ed i cattolici debbono giocoforza convivere con gli ariani. Che fine fanno gli Arabi davanti ad un Impero Bizantino ancora più forte? Forse ce la fanno a conquistare quello Sasanide, ma le loro armate si fermano davanti alle porte della Siria. Egitto, Siria e Palestina restano cristiane mentre l'India viene islamizzata in anticipo (questa è di Damiano)
Giustiniano il Tollerante. La politica religiosa di Giustiniano non fu particolarmente oculata. Persecutore di monofisiti, nestoriani, ebrei e pagani, riuscì ad attenuare leggermente l'odio della popolazione attraverso editti in materia giuridica, ma fu sempre martellante in campo religioso. Questo gettò la base per la grandi defezioni dei tempi di Foca, mai più sanate. Ma se Giustiniano si rivela più tollerante e permette ai monofisiti di esercitare il proprio culto, non chiude il tempio di Iside a File e non impone pesanti tributi agli ebrei gerosolimitani? (ancora Basileus TFT)
I Goti Settentrionali. Giustiniano fu sul punto di interrompere la spedizione in Italia, allarmato dalla pressione degli Anti nei balcani. Tuttavia, dando i Goti per spacciati, proseguì la sua campagna che intrattenne l'esercito romano per vent'anni. E se invece Giustiniano stipula una pace con i Goti, lasciando loro il Nord d'Italia da Ferrara in su? Bisanzio torna forte in Italia e ha uomini per i Balcani; i Goti sopravvivono in un regno più ristretto ma compatto... (anche questa è di Basileus TFT)
Re Belisario. Belisario accetta la proposta degli Ostrogoti ed assume la corona di re d'Italia; regna da Ravenna, sconfigge Narsete e si tiene la penisola. Calano i Longobardi, ma Belisario è uno tosto, a differenza di Giustino. Li vince e li assorbe, piazzandoli diciamo nell'attuale Lombardia. Un successore di Belisario rivendica la corona imperiale d'occidente. Oppure, Belisario si tiene l'Italia ma i Longobardi conquistano il nord Italia, Belisario deve tenere il Sud, La capitale va a Napoli, più protetta di Ravenna o Roma, o meglio ancora in Sicilia, forse tiene anche il nord Africa e respinge gli Arabi che a quel punto si muovono prima verso l'India (grazie a Filobeche)
Il Papa a Costantinopoli. Giustiniano non si limita ad imprigionare papa Vigilio, ma addirittura fa trasferire la sede del papato stesso a Costantinopoli, a tal scopo fa perfino dissotterrare e traslocare le reliquie di Pietro e Paolo dalle Basiliche Romane a Santa Sofia. In questo caso i nuovi papi sono nominati dal clero di Costantinopoli, mentre Roma è sede di patriatcato ma non preminente sugli altri. Il papa di Costantinopoli ha un potere ed un'autorità maggiore su tutta la Cristianità, ed esercita il suo amplissimo potere anche in conflitto con l'Imperatore d'Oriente, mentre in Occidente risorge ugualmente, anche se non sotto i Carolingi, un nuovo Impero Romano di cui fa parte anche tutta l'Italia Centrale, non avendo ragione d'esistere nemmeno uno Stato Pontificio. Con un potere del Vescovo di Roma così ridimensionato si verificano molto difficilmente i principali avvenimenti che spezzarono la cristianità occidentale: niente luteranesimo, né calvinismo né anglicanesimo, mentre invece le fratture (visto lo strapotere del papa di Costantinopoli) si verificano in Oriente, con il sorgere di un'infinità di Chiese Nazionali eretiche e "protestanti" in Serbia, in Russia e negli altri Paesi Slavi. Le Chiese Ortodosse Orientali così diventano nemiche e rivali tra di loro, e la Russia nell'Ottocento non ha alcun interesse a proteggere le altre nazioni Ortodosse (come Serbia, Grecia e Romania), che rimangono sotto il dominio turco e mussulmano molto più a lungo (ideata ancora da Never75)
Germano Augusto. Quando la guerra greco-gotica era alle battute finali, l'erudito romano Cassiodoro, già ministro di Teodorico, e lo storico goto Giordane, trovandosi entrambi a Costantinopoli presso la corte di Giustiniano, carezzarono l'idea di fare in modo che quest'ultimo nominasse proprio erede il giovane Germano, figlio di Giustino, cugino di Giustiniano, e di Matasunta, a sua volta figlia di Amalasunta, la sfortunata regina degli Ostrogoti la cui morte aveva scatenato la guerra greco-gotica. Essendo imparentato con la dinastia giustinianea e discendendo da Teodorico, il giovane Germano aveva tutte le caratteristiche per unire nelle sue mani le corone dei Goti e dei Greci, venendo accettato da entrambi come sovrano. La morte prematura di suo padre Giustino fece fallire il progetto, e l'arrivo dei Longobardi di Alboino cancellò le residue speranze di Cassiodoro, che decise di ritirarsi in convento per dedicarsi solo agli studi. Ora, che accade se invece il sogno si realizza, Germano diventa Augusto con un volpone come Cassiodoro in qualità di consigliere, e riesce a respingere Alboino verso le Gallie? Come cambia la storia d'Europa e d'Italia? Quest'ultima conserverà la propria unità fino al presente? (una succosa proposta di William Riker)
Antalas, re dell'Africa. Nell’aprile del 546 d.C. una coalizione di capi berberi guidata da Antalas annienta le forze del comandante bizantino, l’incapace Guntharith, sotto le mura di Cartagine; la città, stanca di guerre e del duro regime burocratico greco, accoglie i vincitori. Che accade? (Falecius ha proposto questo svolgimento)
I Falerei. Giosuè Falereo (personaggio di pura fantasia) approfitta della debolezza dell'Impero Romano d'Oriente, ne scaccia le truppe dalla Palestina e rifonda il regno d'Israele, del quale si proclama Re e Sacerdote. Costruzione del Terzo Tempio; per celebrare l'impresa vengono composti due nuovi libri biblici, detti Libri dei Falerei (un'altra invenzione di William Riker, ecco la sua stesura in puro stile "biblico")
L'Italia neogreca. I Bizantini riescono a mantenere Roma ed il sud d'Italia sotto il loro dominio fino al tardo Medioevo. Nel XIII secolo l'Italia bizantina si frantuma in principati neo-greci, dando vita ad una cultura mista tra quella Latina e Greca. Il vescovo di Roma non è il capo della chiesa cristiana, ma lo è il patriarca di Costantinopoli. Nel 1453 il comando della chiesa passerà al vescovo di Roma o rimarrà comunque proprietà esclusiva del patriarca? (se lo chiede Maggioriano)
Magna Grecia Eterna. Alternativa all'ucronia precedente. Dopo la guerra gotica la popolazione dell'Italia Meridionale, soprattutto di Puglia,Calabria e Basilicata Ionica, è perlopiù greca, così nasce lentamente uno stato nazionale greco-ortodosso nel Sud d'Italia, che i Normanni non riusciranno a conquistare e che sarà tuttora indipendente. Come cambia la storia? (Homer ha battuto un colpo)
L'impero di Tikal/1. Tikal era la principale città Maya durante l'epoca classica, una vera potenza militare e culturale, legata alla mitica Teotihuacan. Il uo sistema politico era assai avanzato, con una potente dinastia di re e di regine. Tikal aveva vassalli ovunque, controllava il commercio con i Caraibi e fondava numerose città vassalle. Però la gloria di Tikal ebbe brutalmente fine nel 562 quando un’alleanza a sorpresa delle due rivali di sempre, Calakmul e Caracol, attaccò e annientò l’esercito tikalese, uccidendo il re di Tikal (il kaloomte o Re dei Re). Inizia così un interregno di più di uno secolo prima che Tikal ritrovi la sua potenza. E se ciò non avviene? Una possibilità è la seguente: il triumvirato delle città di Tikal, Calakmul e Caracol si regge per un paio di secoli di guerra fredda o di guerra limitata. La spartizione in tre é spesso considerata come la forma di rivalità più stabile (lo dicono gli strateghi cinesi del periodo dei Tre Regni). In questa maniera il paese dei Maya non é rovinato dalle guerre e le città non sono travolte dagli emigranti e dai fuggiaschi. La popolazione cresce troppo lo stesso, ma questo permette alle tre Grandi di inviare coloni in nuove città, oggetto di rivalità e di strategia per accerchiare il nemico e contrastarne i movimenti. Così i Maya estendono il loro potere alla maggior parte dell’America centrale e forse sviluppano la navigazione per espandersi nel mar dei Caraibi. La situazione più stabile permette ai Maya di reagire al problema climatico del IX secolo e sopravvivere. La civiltà classica Maya arroccata attorno alle città-Stato sopravvive almeno fino alla Conquista spagnola, e le città Maya continuano ad esistere europeizzate. L’America centrale sarebbe più urbanizzata e la cultura Maya rimarrebbe una delle grandi culture mesoamericane (uno scenario proposto da Perchè no? sul modello dell'epoca greca classica e delle rivalità tra Atene, Sparta e Tebe)
Ll'impero di Tikal/2. Alternativa all'ucronia precedente: Tikal sconfigge sia Calakmul che Caracol. Il re di Tikal può proclamarsi veramente Re dei Re Maya e organizza le Città Stato sottomesse in un regno centralizzato e dominato da Tikal, dalla sua dinastia e dai suoi déi. La civiltà Maya entra in un periodo imperiale che favorisce il sviluppo della scrittura e delle grandi opere di architettura e di organizzazione economica del regno. Questa organizzazione centralizzata impedisce le guerre e uniforma le diverse città con le stesse misure, calendario, economia eccetera. L’impero Maya sopravvive alla crisi del IX secolo e può estendersi fino a minacciare la regione del Messico e diventare secoli dopo un degno rivale degli Aztechi (dopotutto la dinastia tikalese é originaria della vicina Teotihuacan). Quale sarebbe il destino dell’impero Maya unito di fronte agli Spagnoli? (questo secondo scenario di Perchè no? è modellato sulla Grecia sottomessa da Alessandro, con l'idea che l'Alessandro Maya capace di propagare la civiltà Maya nel suo oikoumene mesoamericano sia il re di Tikal, ma potrebbe essere anche un altro)
I Longobardi in Grecia. Nel 582 Alboino, re dei Longobardi, anziché invadere l'Italia, decide di invadere la Grecia. Nei Balcani in questo caso la partita si gioca a tre: gli Arabi, che si impadroniscono di gran parte dell'Asia Minore; i Bizantini, che si tengono Bisanzio e parte del Peloponneso; e i Longobardi, che si dividono il resto della Grecia Continentale. Il tutto favorisce i Franchi di Carlomagno che possono tranquillamente annettersi la Grecia ed i Balcani, restaurando in parte l'unità dell'Impero Romano. L'Italia invece rimane omogenea, governata teoricamente da Bisanzio ma in pratica indipendente. il Papa di Roma avrà un potere ancora maggiore, che lo porterà a stabilire nei secoli successivi una vera e propria teocrazia sulla intera Penisola, contando anche sulle difficoltà intrinseche di Bisanzio. Ovviamente non mancheranno le rivolte dei Comuni italiani dopo il 1000, che però saranno combattute contro il papa-re e non contro gli Imperatori Hohenstaufen (nuova ipotesi di Never75)
Rosmunda regina d'Italia. Dopo l'assassinio di Alboino, Rosmunda viene proclamata regina dei Longobardi, sposa l'Esarca di Ravenna e riesce ad unificare l'Italia sotto il proprio scettro, fondando una dinastia greco-longobarda. Come cambia la nostra storia? Bisanzio, senza quel fronte aperto, è più preparata all' invasione araba? (proposta da Camillo Cantarano e da William Riker)
L'Impero di Avaria. Gli Avari (o Kabari) erano una popolazione di stirpe turco-altaica che rimase indietro dopo la ritirata dell'orda unna dall'Europa in seguito alla morte di Attila. Sconfitti i Gepidi, essi si stanziarono nella pianura del Danubio e del Tibisco, in cui fondarono la loro capitale fatta di tende com'è costume delle civiltà centroasiatiche, il Ring. Sotto il Kagan Bajan (565-602) gli Avari raggiunsero l'apice della loro potenza, dominando un impero di due milioni e mezzo di chilometri quadrati, che andava dal Baltico al Mar Nero e dal Danubio all'alto Volga. La loro incapacità di costruire un impero sul modello europeo e di vivere in città abbandonando il nomadismo (Avare in turco significa "vagabondo") decretò la loro fine: gli attacchi di Carlo Magno mandarono in pezzi il loro dominio, il Ring venne distrutto senza lasciarne traccia e i superstiti furono assorbiti dagli Ungari, sparendo letteralmente dalla storia. Ma supponiamo che Papa Gregorio Magno invii Sant'Agostino tra gli Avari anziché tra i Sassoni, delegando qualcun altro a ricristianizzare la Britannia. Come ha fatto nella nostra Timeline con il re del Wessex, Agostino riesce nell'impresa di convertire al cattolicesimo il Kagan Bajan assieme a tutto il suo popolo. Gregorio Magno nomina Agostino primo "episcopus Avarorum", assegnandogli la sede vescovile di Ring, che a questo punto cessa di essere una grande tendopoli pronta ad essere spostata in ogni momento, per diventare una grande città fortificata e cinta di mura. Lo stesso Gregorio invia a Bajan la corona di Re Apostolico di Avaria, e l'ex Kagan, ora imperatore, assume il nome cristiano di Stefano. Gli Avari danno vita a un impero fortissimo e pressoché inespugnabile, con il quale Carlo Magno dovrà venire a patti, magari sposando una figlia del loro sovrano. Nonostante gli inevitabili periodi di decadenza, l'impero Avaro riuscirà a resistere all'assalto degli Ungari prima e dei Mongoli poi, o andrà in pezzi lasciando campo libero agli stati slavi? O resisterà sino al presente sotto forma di uno stato che si sostituirà alla Moscovia conquistando la Russia, la Siberia e la Mongolia fino a giungere alle terre d'origine degli ex "Vagabondi"? Se sì, con quali conseguenze sulla storia d'Europa? (made in William Riker)
I Turchi frettolosi. Nell'XI secolo i Turchi si convertirono all'Islam e si spostarono dalle steppe del Turkestan al medio Oriente dove fondarono l'Impero Selgiuchide strappando territori alla potenza araba e creando un casus belli per le Crociate poiché impedivano i pellegrinaggi in Terrasanta. Ma mettiamo caso che un'improvvisa carestia nelle steppe (che in seguito potrebbero essere occupate dai vicini Rus' Ortodossi) spinga questi popoli seminomadi a migrare in massa verso occidente già nel VI secolo, sino ad arrivare ai territori dell'Impero Bizantino (e per strada facendo razzie nell'Impero Sasanide). Mettiamo caso che l'Imperatore Giustiniano I abbia l'idea geniale di far diventare foederati questi fortissimi guerrieri. Ad essi verranno distribuite delle terre in Anatolia e verranno arruolati in massa nell'Esercito Bizantino. Sicuramente diverranno ferventi Cristiani Ortodossi (come nella nostra Timeline sono diventati ferventi Musulmani) e quando arriveranno gli Arabi difenderanno a spada tratta il "loro" impero. Magari Costantinopoli perderà lo stesso le terre africane ma manterrà gli attuali Israele, Siria e Libano (terre sacre anche ai Turchi Cristiani) nonché le terre caucasiche. Quindi l'Impero Bizantino non morirà nel 1453 perché non esisterà l'Impero Ottomano: i Turchi per allora si saranno fusi con le popolazioni anatoliche. Probabilmente nella Prima Guerra Mondiale svolgerà il ruolo dell'Impero Ottomano, e la Repubblica di Turchia ed Israele saranno molto più Europeizzate e non avverrà mai il Conflitto Arabo-Israeliano; essi potrebbero entrare nella UE già nel 1982 con la Grecia (un'idea di Kalos1597)
L'Impero Turco-Bizantino. Alternativa all'ucronia precedente. Malgrado la loro religione, i Turchi cristiani conquistano lo stesso l’impero bizantino facendo nascere un impero « bizantino-turco » sotto una dinastia turca. Il Turco verrà scritto in alfabeto greco, come cambia il resto della cultura locale? Forse i giannizzeri saranno dei bambini musulmani rapiti nel Sud e poi educati come cristiani e soldati specializzati... (questa è di Perchè no?)
Autari KO. Nel 588 il re longobardo Autari respinge un attacco da parte dei Franchi e, per contrastarli meglio, cerca un'alleanza con i Bavari, nemici storici dei Franchi, fidanzandosi con la principessa Teodolinda. Nel 590 tuttavia il re franco Childeberto gioca d'anticipo, si accorda con i duchi longobardi di Bergamo, Treviso, Parma, Reggio Emilia e Piacenza, ed attacca i Longobardi che perdono tutta l'Emilia. Autari è costretto a trincerasi a Pavia, mentre Childeberto spezza in due il regno longobardo, occupando Verona ed infilandosi nella Valle dell'Adige fino a Trento. Tuttavia il caldo, le epidemie e un'esondazione dell'Adige che quasi travolge l'esercito franco consentono ad Autari di risollevarsi e di sconfiggere ad Asti re Childelberto che, provato e deluso, si accorda con lui e ripassa le Alpi. Ma che accade se Childeberto riesce a prendere Pavia e a trarre prigioniero Autari? Fine anticipata del regno longobardo (si mantengono indipendenti solo i ducati di Spoleto e di Benevento), e i bizantini riescono a mantenere molto più a lungo le loro posizioni nel centro d'Italia; il potere temporale dei Papi non sorge, mentre il progetto di Carlo Magno si verifica con due secoli di anticipo. Però si complica ancor di più la dinastia merovingia, si allungano le lotte tra i maestri di palazzo e l'ascesa dei carolingi sarà più difficoltosa (ancora William Riker; ecco una discussione tra di noi su questa tema)
Sui. La dinastia cinese dei Sui non riesce ad unificare la Cina nel VI secolo. Come accadde all'impero romano d'oriente, l'impresa di riconquistare l'impero fallisce. La Cina si spezza per sempre come accade all'Europa, nascono una serie di stati Unno-Cinesi che contendono all'Impero del Cielo il predominio (proposta da Filobeche)
I Sasanidi cristianizzati. Tale condizione è molto difficile da attuare, ma non così impossibile. Tale evento molto probabilmente cambierebbe tutta la storia del mondo. Le probabilità maggiori che si verifichi è se i risultati delle vittoriose campagne di Maurizio non vengono sprecati successivamente in modo dissennato, e la dipendenza politica dei persiani verso Bisanzio aumenta sempre più. In tal caso, le armate islamiche vengono ricacciate indietro appena provano ad entrare in Mesopotamia o in Siria. L'assenza dell'Islam vorrà dire che l'impero bizantino molto probabilmente tornerà a dominare il bacino Mediterraneo, lasciando l'Europa continentale nelle mani dei Franchi. Non del tutto improbabile che nel corso del medioevo la parte latina (sostanzialmente Nord Africa, Italia e parte della penisola iberica) dell'impero arrivi a staccarsi, in modo pacifico o violento, a seconda del fiscalismo del sistema statale romeo (questa è di Paolo Maltagliati)
Maurizio/1. Maurizio non viene ucciso da Foca nel 602. Egli è un abile generale, e senza la sua morte la Persia non ha motivo di muovere guerra alla Basileia, la quale può concentrarsi sull'Italia e sui Balcani respingendo Longobardi e Slavi con secoli d'anticipo. In seguito, siccome la guerra con la Persia non è avvenuta, avrà anche la possibilità di respingere gli Arabi, perchè Maurizio è migliore di Eraclio come generale (ancora Filobeche; ecco la sua interessante proposta)
Maurizio/2. L'imperatore Maurizio aveva disposto che i suoi figli si dividessero la parte orientale e occidentale dell'impero, governando come due imperatori separati. La ribellione di Foca soffocò nel sangue quest'idea; ma se invece riesce? Tiberio prende tutta la parte orientale mentre Teodosio occupa l'Italia, le isole occidentali, l'Africa e alcune città spagnole, ponendo la capitale a Roma... (questa invece è di Basileus TFT)
L'Inghilterra celto-vichinga. La Northumbria non riesce a conquistare il Rheged dopo il 616 ed i regni celtici riescono a sopravvivere più a lungo nella parte occidentale dell'Inghilterra. Al momento delle invasioni vichinghe Erik Mezzascia, dopo aver sottomesso Northumbria, East Anglia e Mercia, riesce ad avere la meglio sul Wessex e ad usare la base di potere così ottenuta per tentare la riconquista della Norvegia. In seguito i Celti riescono ad unirsi sotto una figura carismatica come Kenneth Mc Alpin, cacciano i Norreni almeno dall'Irlanda e dall'ovest britannico (Rheged, Gwynedd, Dyfed, Scozia, forse Cornovaglia) e così nasce un impero gaelo-britannico comprendente Armorica e Galizia, e dominato dalla chiesa Celtica. I Norreni si espandono ben più che nella nostra linea temporale sulle coste europee della Manica e del Mare del Nord; questo impedisce a Parigi (così come alla Sassonia) di diventare centri di potere locale. Parigi diventa la capitale di un regno anglo-normanno le cui ambizioni sono rivolte verso la Scandinavia, e quindi un impero danese di Knut allargato. In questa situazione, con la cristianità occidentale divisa e la Francia centrata sulla Provenza, nasce uno stato provenzale cataro, interessato ad espandersi a spese dei Mori di Saragozza, mentre i Celti avanzano nel nord del Portogallo. La Castiglia e la Navarra, cattoliche ma divise linguisticamente, rimangono isolate. La Reconquista è più lenta e può addirittura arrestarsi del tutto dopo la vittoria almohade di Alarcos alla fine del XII secolo. Va da sé che in questo scenario non ci saranno Crociate, né in Levante, né sul Baltico, né contro i catari. La conversione dei Vichinghi al cristianesimo sarò più lenta ed è possibile che con Knut creino una propria Chiesa, indipendente da Roma (la Svezia potrà perfino diventare ortodossa a causa dei legami con la Russia). In Germania gli imperatori sono obbligati a trasferire la sede in Italia (a Milano?) a causa della pressione vichinga; i Comuni e le Signorie si sviluppano in Germania e l'imperatore valica le Alpi per sottometterli, invano, ma con il sostegno papale. La lotta per le investiture non ci sarà o riguarderà la sola Italia. Invece di sottomettere gli Slavi nord-orientali e i Cechi, gli Ottoni conquistano Slovenia e Croazia, e forse strappano la Dalmazia ai bizantini. Conflitto forte con l'Ungheria, che fornisce sponda ai Comuni tedeschi. Difficilmente nasceranno repubbliche marinare, per l'eccessiva vicinanza dell'Impero, tranne quelle meridionali: Amalfi e Gaeta, ma forse anche dei centri in Sardegna. L'Italia meridionale resterà bizantina, mentre col tempo Amalfi assorbirà parte degli stati longobardi. I Normanni non si espanderanno lì, e la Sicilia resterà musulmana. Una Bisanzio forte senza Quarta Crociata potrà approfittare delle invasioni mongole o di quelle di Tamerlano per riconquistare l'Asia Minore. L'Impero Ottomano nascerà in Siria e Alta Mesopotamia, e la turchizzazione riguarderà la Mezzaluna Fertile, l'Iran (in parte) e l'India. Bloccata dai Greci verso ovest, la successione di ondate turche al seguito dei Mongoli penetra più profondamente in India, che risulterà unificata da una élite turco-persiana, sotto dei Moghul più forti che nella nostra linea temporale; e se queste pressioni spostassero verso sud la frontiera delle lingue dravidiche? (pensata da Falecius)
Eraclio/1. Anziché guidare la rivolta contro Foca, Eraclio si limita a proclamare la secessione dell'Africa. Cosroe vince facilmente, occupando la parte asiatica dell'impero, mentre slavi ed avari si spartiscono quella europea. Dinanzi ad uno stato Sasanide molto più forte, gli arabi avranno più difficoltà nella loro espansione, mentre il regno bizantino di Costantinopoli punterà ad espandersi nel Sud Italia (proposta da Filobeche)
Eraclio/2. Nel 614 l'imperatore sasanide Cosroe II Parwiz (il Conquistatore) occupò Gerusalemme e portò via la reliquia della Vera Croce come trofeo di guerra. La perdita di questa reliquia fu considerata un grave smacco per tutti i Cristiani, tanto che l’imperatore bizantino Eraclio preparò subito la controffensiva, Nel 627 egli riuscì a sconfiggere le truppe persiane a Ninive e a recuperare la reliquia, che riportò a Gerusalemme. I suoi funzionari gli accennarono l'esistenza di un Profeta dalle intenzioni aggressive in Arabia, ma Eraclio trovò inutile, impegnativa e costosa una campagna all'interno del deserto arabico per fermare sul nascere un arabo qualunque. E neanche i Persiani, impegnati a leccarsi le ferite, presero sul serio questo "profeta". Naturalmente, fra i due litiganti fu il terzo a godere. Ma se le guerre fra bizantini e persiani non avvengono, e i due popoli restano in pace e si rafforzano, essi non si indeboliscono tanto lottando fra loro, e così i successori del profeta Maometto incontreranno molta maggiore resistenza nella loro avanzata. Il Mediterraneo resterà cristiano e la Persia zoroastriana, mentre i Califfi si dedicheranno invece alla conquista dell'Africa, che diverrà il continente islamico per antonomasia. Anche l'Etiopia verrà islamizzata, e la capitale del Califfato Omayyade sarà Axum, poi sostituita da Baghdad, fondata da Al-Mansur sulla nostra isola di Zanzibar. Come si evolve l'Islam africano, più isolato rispetto al Medio Oriente nei confronti della nostra linea temporale, e con maggior influenza della tradizione tribale? (proposta da Francesco Dessolis e da William Riker)
Eraclio/3. Eraclio conduce con spietatezza la guerra con la Persia, annienta Sharbaraz in Asia minore e distrugge l'esercito persiano, poi con l'aiuto degli Alani e dei Cazari attacca il cuore della Persia. La sua vittoria presso la capitale nemica Ctesifonte è definitiva, lo Shahinshah cade prigioniero e l'impero Sasanide cessa di esistere dal giorno alla notte. Eraclio annette effettivamente la Mesopotamia Romana (cioè la Mesopotamia Traianea e non quella perduta durante la crisi del III secolo e nel IV), Ctesifonte diventa la capitale di un tema imperiale e il resto della Persia ad est dei due fiumi cade preda dell'anarchia. L'impero romano può sopravvivere esteso al Mediterraneo fino alle invasioni vichinghe; vuoi perchè più facile da attaccare, vuoi perchè i coscritti imperiali li respingono sul fiume Yarmuk, gli eserciti arabi puntano verso l'Asia, invadono la Persia e dilagano con secoli d'anticipo in India. Ne consegue la quasi totale sparizione delle religioni Buddista ed Induista, nel senso che diventano quello che è oggi il Parsismo. Eraclio ed i suoi successori possono lentamente restaurare l'impero Romano, e le successive offensive arabe saranno poco più di punture di spillo. Nel 1025 Basilio II assalta Parigi e la riduce a rovine, recupera la Francia all'impero ed assume il nome di Basilio il Francoctono. Nel 1350 Giovanni Cantacuzeno assume il titolo d'Augusto d'occidente, riporta la capitale a Roma (osannato dal poeta Francesco Petrarca), e nascono cosi due imperi romani. Il declino inarrestabile potrebbe far passare all'Egitto il ruolo guida della Romanità, mentre in occidente si svilupperebbero a cavallo tra il XV ed il XVI secolo dei regni greco-latini... (ancora Filobeche!)
Eraclio/4. Eraclio ed i suoi successori sono molto più tolleranti con gli eretici nordafricani, in larga parte ariani o monofisiti. Senza dubbio avviene uno scisma in anticipo con il papa di Roma (cosa che comunque si verificherà, anche se secoli dopo), ma in compenso le regioni del Nordafrica rimangono maggiormente fedeli al basileus. Infatti non si potrà comprendere a fondo l'ascesa vittoriosa dell'Islam (almeno dei primi califfi) se non si considerano le divisioni religiose tra i primi cristiani: la religione (e l'esercito) del Profeta ebbe facilità a penetrare nel Nordafrica a causa dell'appoggio diretto delle popolazioni native, che vedevano nei Bizantini non solo degli invasori ma soprattutto dei persecutori. La religione di Muhammad infatti assomigliava molto di più per certi versi alla loro che non al cristianesimo romano. Così fu anche per gli Ebrei, che preferirono la Mezzaluna alla Croce. Ma se invece gli Imperatori fossero stati molto più tolleranti (un tentativo fu fatto col monotelismo), e fossero venuti maggiormente incontro alle esigenze di fede dei sudditi maghrebini? L'avanzata araba avviene stata comunque, ma in seguito le popolazioni locali (non convertite) al primo momento di crisi si ribellano agli arabi, preferendo di nuovo il basileus. Così un sovrano capace come Basilio II, anziché cercare di domare i Bulgari nei Balcani, prende in mano la situazione e sfrutta le ribellioni a suo vantaggio, recuperando almeno in parte le Province Nordafricane e Mediorientali perdute. In questo modo il declino di Bisanzio è molto più lento, e forse non avviene nemmeno. In compenso si accentuano in Europa le differenze tra Oriente ed Occidente (è venuta in mente a Never75)
I Sasanidi eterni. Nel 621, durante una delle tante guerre bizantino-sasanidi, l'esercito dello scià era arrivato ad occupare gran parte dell' impero bizantino. Poi Eraclio I riuscì a fermare i sasanidi e rovesciò le sorti della guerra. Ma se invece i persiani vincono e affermano un potente impero che come grandezza assomiglia a quello achemenide e che non ha rivali a cui pensare? Come conseguenza l'Islam rimane circoscritto all'Arabia (l'Oman e lo Yemen erano in mano persiana), l'impero bizantino non decade, riesce a mantenere la sua potenza nei Balcani, nella nostra Tunisia e in parte della Spagna e dell'Italia, e si riavvicina all'occidente; in seguito combatterà una battaglia simile a Poiters per salvarsi dalla minaccia dei Persiani... (questa è di Camillo Cantarano)
Eraclio/5. Ci fu un momento in cui Bisanzio, stretta da Avari, Longobardi, Berberi e Persiani fu sul momento di cedere. Eraclio, dopo le notevoli vittorie della Persia, inviò una lettera al Re persiano, ammettendo la sua superiorità e offrendo di trasformare Bisanzio in un regno cliente della Persia. In questo modo avrebbe ricevuto pacificamente i territori occupati e si sarebbe potuto concentrare ad occidente, mantenendo una certa indipendenza dalla Persia. Cosroe II, sentendo la vittoria a portata di mano, rifiutò l'offerta. Ma se invece fa meglio i suoi conti e accetta? (pensata da Basileus TFT)
Cazari ed Uighuri. Fusione tra Cazari ed Uighuri; sottomissione di Bisanzio e della Cina; Ebraismo e Buddhismo religioni universali (proposta da Bhrg'hros)
Mazdakiti/1. Non l'ultimo dei motivi per i quali l'impero persiano cedette con una relativa facilità all'assalto arabo, è rappresentato dal fatto che nel secolo precedente era uscito stremato da una serie di guerre interne a base etnico-religiosa. Religione ufficiale dell'impero era lo zoroastrismo, ma tra il IV ed il VI secolo d.C., forse anche in seguito a contatti con il Mandeismo, nacque tutta una serie di sette eretiche. Le principali furono il Manicheismo ed il Mazdakismo. La prima proponeva una fuga (quanto meno ideale) dal mondo malvagio, creato dalla divinità cattiva, menree i mazdakiti, veri e propri "Brigatisti" dell'antica Persia, parlavano di trasformare il mondo rovesciando i governi con la forza e creandone altri, che avrebbero messo in pratica la volontà della divinità positiva, basata su di un socialismo radicale, con la messa in comune dei beni e delle donne. Missionari mazdakiti convertirono a tale fede molta gente, in specie tra i gruppi etnici delle regioni nordorientali dell'Impero. Presso costoro nacquero regni mazdakiti, che realizzarono esperimenti sociali non molto diversi da quelli similari che ebbero luogo nel XVI secolo, nel corso del regno anabattista di Thomas Munzer. Non contenti di ciò, cercarono di conquistare con le armi tutto l'impero sasanide. Vennero sconfitti solo dopo decenni di lotte violente e devastanti, anche se le sollevazioni mazdakite turbarono la vita dell'Iran musulmano fin quasi alla vigilia dell'anno 1000. Ma che accade se il mazdakismo non sorge proprio o rimane un fenomeno ultra-minoritario, localizzato e solo a base dottrinale, senza tentativi di realizzazioni politiche violente, più che altro volto ad esperimenti di tipo monastico. L'impero affronta l'impatto con gli Arabi con molte energie in più. Come l'impero bixantino, anche l'impero persiano resiste per decenni o magari per secoli all'assalto arabo-islamico. Come cambia la storia del mondo? (prima ucronia zoroastriana del Marziano)
Mazdakiti/2. All'opposto, i Mazdakiti vincono e realizzano una sorta di "Unione dei regni mazdakiti sovietici" ante litteram. Prima o poi, mettono da parte la lotta alla famiglia tradizionale, concentrandosi soprattutto sull'aspetto socio-economico. A questo punto, gli Arabi si trovano di fronte un nemico di tutto rispetto ed intenzionato, non diversamente da loro, a portare avanti una "Guerra Santa", per conquistare il mondo e plasmarlo secondo la volontà di Ahura-Mazda. Si tratta di uno scontro senza esclusione di colpi da entrambe le parti. Chi soccombe? O si giunge ad un compromesso? E per la Cristianità cosa cambia, nel trovarsi di fronte un antagonista che riveste già i panni del comunismo dell'Otto-Novecento? (seconda uronia zoroastriana del Marziano)
Mazdakiti/3. Altra variazione sul tema. I Mazdakiti, vuoi sconfitti, vuoi vincenti, si insediano nella Penisola Arabica prima di Maometto e mazdakizzano le masse arabe, mandandole a conquistare la Persia, per regolare i conti dei suoi maestri con la "Chiesa" zoroastriana, lasciando relativamente in pace in un primo tempo i Bizantini. Oppure i mazdakiti, vittoriosi in Persia, esportano con le armi la loro fede in Arabia. Le tribù beduine entrano nell'orbita mazdakita e, piano piano, perdono gran parte della loro identità etnico-culturale. Come cambia la storia? (terza ucronia zoroastriana del Marziano)
Ghassanidi. Jabala VI ibn al-Ayham (632-638) fu l'ultimo sovrano del regno ghassanide, un piccolo ma florido emirato in Medio Oriente. Una tradizione islamica narra che egli si recò a Medina dal califfo Omar per convertirsi ma, vedendosi trattato non meglio di un qualsiasi beduino, se ne tornò offeso in Siria, preferendo restare cristiano. Ma se invece viene trattato meglio e non solo converte il suo popolo, ma anche la Persia, stanca di uno zoroastrismo che convince sempre di meno i suoi sudditi? Malgrado le iniziali vittorie arabe, che levano ai persiani l'Iraq occidentale, la maggioranza dello stato persiano resta in piedi per combattere contro gli arabi e rispedirli nel loro deserto. L'impero bizantino cerca di far continuare questo scontro, e approfittandone riconquista la maggior parte dei territori che aveva perduto. Con questo scontro viene velocizzata la disgregazione dell'impero islamico: si creano un emirato egizio ed uno cirenaico, oltre all califfato arabo, che comprende parte dell'Iraq e alcune zone sulla costa del mediterraneo. Bisanzio controlla l'Asia Minore, la maggior parte dell' Africa Mediterranea e le coste dell'Asia Minore. La Persia ad est conquista parte dell' India, e converte i turchi, che inizialmente diventano mercenari persiani, ma poi decidono di formarsi un loro regno autonomo. Che accade? (questa è di Camillo Cantarano)
I Cinesi in Persia. I Sasanidi chiesero aiuto ai Figli del Cielo cinesi ed ai Raja indiani quando vennero attaccati dagli Arabi, ma ne ricavarono solo belle parole e, dopo la disfatta, accoglienza ai profughi, anche se con l'impegno che non avrebbero provato a fare proselitismo (infatti ancora oggi i Parsi dell'India sono molto restii ad accettare conversioni). E se invece Cinesi e/o Indiani, magari con al seguito tribù turco-tartare o scitico-alaniche o mancesi-coreane, intervengono in forze in Persia? Gli Arabi possono essere fermati e tenuti lontani dalla Persia? E poi, quali accordi e quali concessioni devono essere fatti dai Sasandi ai loro Alleati, sotto forma di "Sfere d'influenza" in Persia? Ed i Bizantini cosa fanno? (nuova pensata del Marziano)
Un altro Islam. Maometto lascia la guida della comunità musulmana ad un successore da lui stesso designato, diversamente da quanto è accaduto nella nostra Timeline: niente divisione tra sunniti e sciiti . Ad oggi avremo un "papa islamico" eletto dal suo predecessore, più o meno come accadeva con gli imperatori romani nel periodo delle adozioni. Con l'espansione araba, questo "papa islamico" sarà per il Medio Oriente ciò che il papa cristiano era per l'Europa nel Medioevo, quindi la lotta tra le due religioni nelle crociate sarà ancora più accesa da entrambe le parti. Se il leader musulmano sceglie La Mecca come sua sede, l'Arabia non perderà mai la sua importanza a danno del Medio Oriente e della Turchia, e oggi avremo una Persia guidata da un monarca, dato che la Rivoluzione sciita non potrà accadere, magari occidentalizzata come è accaduto al Giappone, ed una Turchia islamica ma totalmente europeizzata. Di contro, l'Arabia sarà teocratica ed antioccidentale, ed il suo leader minaccerà di distruggere Israele esattamente come qualcuno sta facendo nella nostra Storia... (prima ucronia islamica di Mattiopolis)
I Russi musulmani. Maometto predica l’Islam non in Arabia ma in un'altra parte del mondo; per esempio nel Nord, nelle pianure russe. L’Islam si espande, conquista i Balcani, l’impero cazaro, le pianure eurasiatiche dove converte gli Inni, i Mongoli e i Turchi. Conquista il Caucaso e forse anche Bisanzio, il basileus ripara ad Alessandria dove nasce l’impero alessandrino. Le conseguenze sono innumerevoli (seconda ucronia islamica di Perchè no?)
I Cinesi musulmani. E se l'Islam si rivolge ad oriente? L'Africa settentrionale rimane nella Cristianità, mentre l'India, l'Indocina e parte della Cina sono travolte dall'espansione dell'Impero Arabo che, attraverso l'Indonesia, giunge persino in Australia (questa è di Renato Balduzzi)
I Franchi musulmani. Uno dei re Franchi, Clotario II o Dagoberto, litiga con il Papa per un motivo o per l’altro (c’é sempre qualcosa per cui litigare), per esempio Dagoberto voleva sposare più di una donna (era in linea con il personaggio). Il litigio peggiora e alla fine Dagoberto decide di aprire le porte alla concorrenza, inviando messaggeri a Maometto per chiedergli di inviargli uomini ad istruire la sua corte sulla sua nuova fede. Dagoberto é ben contento, ha trovato ciò che voleva, non deve più preoccuparsi di Roma, Maometto é lontano, e si potrà raccontare qualunque cosa al popolo per convertirlo. Alla fine il regno franco si converte all’Islam con il suo re. Carlo Magno diventerebbe più tardi Califfo d’Occidente? (quarta ucronia islamica sempre di Perchè no?)
Lunga vita ad Alì. Alì vince la guerra contro Mu’awiya. Non avviene lo scisma tra sunniti e sciiti, e il califfato diventa una carica affidata solo ai discendenti più o meno diretti di Muhammad. La capitale rimane a Medina. L’impero musulmano si apre meno alle influenze greche e persiane, rimanendo un impero di uomini del deserto. Con il rischio ovvio di una ribellione nazionale durante l'VIII secolo (nella nostra Timeline é diventata la ribellione degli Abbasidi e la rivincita della parte persiana dell’impero) e della divisione anticipata dell’impero in altre dinastie musulmane o la restaurazione di Stati non musulmani: un nuovo impero persiano, uno Stato copto in Egitto, dove le conversioni sono state lentissime (terza ucronia islamica ancora di Perchè no? e di Det0)
Lo Yemen axumita. Il regno di Axum mantiene il controllo dello Yemen e del Sud dell'Arabia; ciò potrà influenzare le vicende legate all'espansione dell'Islam? Di sicuro i domini di Axum in Arabia saranno sopraffatti, ma questo concederà ai Sasanidi una ventina d'anni per prepararsi allo scontro (quinta ucronia islamica di Maggioriano)
Portar Slavi a Samo. Samo, un avventuriero franco che si era recato presso gli Slavi per motivi commerciali, verso il 630 fondò in Europa Centrale il cosiddetto Regno di Samo, una federazione di popoli slavi che riuniva le attuali Boemia, Moravia, Lusazia ed Austria, e che costituì la più antica entità statuale slava a noi nota. Nella nostra Timeline il regno di Samo crollò alla morte del suo fondatore, verso il 660. Ma se sopravvive, dando origine con largo anticipo ad un regno di Cechia con cui dovrà confrontarsi Carlo Magno? Come cambia la storia d'Europa? (se lo chiede William Riker)
Niente Bulgaria. I Bulgari del Volga si trovano molto bene nelle loro sedi avite, e non le lasciano: nessuna immigrazione nei Balcani. La Bulgaria è una misconosciuta repubblica della federazione russa, mentre gli slavi del sud possono occupare regioni più prossime a Bisanzio. I Serbi occupano l'attuale Macedonia e la Bulgaria sud-occidentale. i Bosniaci la regione di Varna e parte dell'interno. i Croati il bacino del Danubio e la nostra Valacchia. In seguito, la penetrazione dei magiari nel bacino pannonico sarà molto più profonda: Zagabria, Osjek e Belgrado sono città ungheresi. L'Impero bizantino ha molti meno grattacapi di tipo balcanico, e compie una profondissima penetrazione culturale presso gli slavi che sono compattamente ortodossi. La costa adriatica della penisola balcanica rimane bizantina de iure solo fino agli Ottoni, che conquistano Spalato. In seguito nel nord si sviluppa la cultura coloniale tedesca, mentre nel centro e nel sud, dove si parla una lingua romanza molto simile all'italiano, si creano degli empori e delle basi commerciali veneziane e genovesi. La Dalmazia, la Bosnia e la regione delle Alpi Dinariche diventano una colonia italiana contesa fra Venezia e Napoli. in seguito verrà occupata dagli Spagnoli e forse divisa con la fine del regno di Carlo V. Abbiamo così creato un'unità linguistica fra le due sponde dell'Adriatico! (un'idea di Iacopo)
Longobarditalia. I Longobardi unificano l'Italia nel VII secolo ed impediscono la formazione dell'Impero Franco e del Sacro Romano Impero (proposta da Filobeche)
Le Due Lombardie. Nel 661 il regno dei Longobardi viene diviso (cosa inusuale tra i longobardi) fra i due fratelli Pertarito e Godeperto: Pertarito si prese la metà con capitale Milano, Godeperto quella con capitale Pavia. Nel 662 Pertarito entrò militarmente a Pavia, uccise il fratello e ottenne il trono. Ma cosa accade se il progetto di Pertarito non va a buon fine e il regno Longobardo resta diviso? Quali sono le conseguenze sulla storia medievale e moderna con questa sorta di "due Lombardie"? (un'ucronia longobarda di Det0)
Costante II. L'imperatore bizantino Costante II istituì i Themata, riuscì a fermare l'espansione araba in Oriente, sconfisse gli Slavi e fu uno degli ultimi imperatori a tentare la riconquista dell'Italia; tuttavia la riorganizzazione dell'esercito lo costrinse ad aumentare le tasse; il decreto religioso che proibì il monotelismo (e che non fu ben accolto da molti Bizantini), l'assassinio di suo fratello Teodosio e il saccheggio del Pantheon e di altri monumenti e chiese in Italia lo resero impopolare, causando il suo assassinio il 15 settembre del 668. Ma se egli sopravvive e sposta la capitale a Cartagine, com'era sua intenzione? Che accade? (questa è di Basileus TFT)
Niente Corea. Il 668 è considerato l'anno dell'unificazione della penisola coreana, quando il regno di Silla riuscì a conquistare il regno di Koguryo (nel 562 aveva già sottomesso Kaya e nel 660 Paekche). Ma che accade se nessuno dei quattro regni riesce ad unificare la penisola? Essa rimane debole ed in balia dei potenti vicini; dopo ripetute scorrerie unne, è presumibile che la Corea cadrà preda dei cinesi e verrà cinesizzata a forza. Ciò provocherà la perdita di una grande tradizione culturale, e influenzerà notevolmente la storia dell'Estremo Oriente. Che accade? (seconda ucronia coreana di William Riker)
Gli unni in ritardo. Gli unni si stanziano a lungo nel Turkestan e decidono di invadere l'impero bizantino durante il settimo secolo, mentre sta combattendo contro gli arabi. Possono trovarsi contro i due Imperi Romani pressoché intatti, perché la divisione tra Oriente ed Occidente, prima o poi, si sarebbe comunque verificata in un modo o dell'altro. È possibile che Costantinopoli cada e che gli arabi si trovino davanti nuovi mediatori, che capiscono in parte meglio le loro ragioni (entrambi erano cavalieri nomadi). E perchè non puntare alle ricche città dell'Occidente come faranno i "cugini" mongoli più di mezzo millennio dopo? In questo caso sorgono in Europa e a Bisanzio dei piccoli Stati Romano-Unnici con una funzione simile a quella dei khanati mongoli; secoli dopo un re unno più ambizioso degli altri (alla stregua di Tamerlano) tenterà di riunire tutti i principati Unni in un Impero Universale "Romano". Quando il dominio unno si indebolirà e crollerà, da Roma potrà ricominciare tutto daccapo... (ideata da Camillo Cantarano)
Niente fuoco greco. Se a Costantinopoli non fosse stato inventato il fuoco greco, la città sarebbe stata presa dagli Arabi già nel 671; entro il 690, l'Anatolia e il sud dei Balcani sarebbero divenuti parte dell'Impero Ommayade. Nel decennio successivo, sarebbero state invase l'Italia meridionale e la Sicilia, e subito dopo sarebbe toccato ai ducati longobardi. L'Impero bulgaro avrebbe conosciuto una rapida espansione, forse fino all'Adriatico, mentre gli attuali Macedoni si sarebbero convertiti all'Islam e sarebbero diventati l'etnia dominante anche nelle nostre Grecia ed Albania attraverso una graduale assimilazione. I Cazari avrebbero adottano il Cristianesimo, ed essendo Costantinopoli solo una città provinciale ommayade, anziché una capitale mondiale, il commercio variago attraverso la Russia sarebbe stato assai più ridotto e si sarebbe ridotto lungo il Volga ed il Don, tramite Trebisonda e Rasht, facendo la prosperità di Bulgari del Volga, Cazari ed Armeni e non degli Slavi, assai più marginali. L'equivalente dei Fatimidi si sarebbe sviluppato in Grecia e Anatolia, non in Nordafrica, conquistando Damasco e Baghdad attorno al 910. nel Frattempo, il Pipinide Carlo avrebbe unificato l'Europa Cristiana avanzando fino alla Vistola, ed ottenendo la conversione dei Bulgari e più tardi dei Russi, mentre i Cazari sarebbero stati spazzati via dai Mongoli. (ideata da Falecius: ecco un possibile schema per sviluppare quest'ucronia)
Ucronia arabo-linguistica. Se invece dell'arabo si fossero evolute delle lingue neo-arabe già dal tardo medioevo, come cambierebbe la storia moderna? Bisogna tenere presente che il nazionalismo arabo moderno fa molta leva sul fatto linguistico, cosa notevole se si considera che la lingua in questione non era praticamente parlata al momento della sua nascita. Si possono fare dei paragoni col Risorgimento italiano (anche allora in Italia i dialetti parlati erano piccole "lingue" non sempre mutuamente comprensibili con l'italiano). La cosa non sarebbe così strana, le altre lingue parlate del mondo musulmano vennero messe per iscritto molto presto (il persiano fin dal X secolo, il turco dal XII, e poi curdo, urdu, malese, eccetera). Una possibilità è che gli arabi cristiani dell'area siro-libanese inizino a scrivere nel proprio dialetto anziché in arabo classico o in siriaco. Questo, oltre a far nascere una lingua letteraria locale, priverebbe l'arabo moderno di molti dei padri della sua rinascita letteraria, che erano appunto, spesso, cristiani siro-libanesi (uno dei più importanti, Faris al-Shidyaq, maronita, visse molti anni a Malta). Le altre lingue neo-arabe nascerebbero per imitazione, favorite dagli Ottomani nel tardo ottocento (divide et impera), e dai governanti locali. Si avrebbero così delle "autentiche" nazioni neo-arabe (più o meno simili a quelle attuali, tranne forse la Giordania). Questo avrebbe un'enorme importanza, perché impedirebbe al nazionalismo arabo di diventare una forza politica. Quindi non ci sarebbero una solidarietà araba contro Israele (niente guerra di Suez, dei Sei giorni e del Kippur, ma solo un conflitto israelo-palestinese o israelo-siriano), Nasser non avrebbe l'importanza che ha avuto, la guerra d'Algeria resterebbe una fatto circoscritto. Ma soprattutto, senza il nazionalismo arabo laico né altre ideologie panarabe unificanti, il fondamentalismo dei Fratelli Musulmani diventerebbe molto prima una forza sociale e politica più importante, e quindi in una situazione sociale e demografica meno tesa. Non assisteremmo alla sua radicalizzazione, e la maggior parte dell'Islam politico nei paesi arabi sarebbe qualcosa di non molto diverso dall'AKP turco di Erdogan, o dai cristiano-sociali europei (sesta ucronia islamica, la propone ancora Falecius)
Visigoti per sempre. Il 19 luglio 711 il re dei Visigoti Roderico sconfigge le forze islamiche comandate da Tariq ibn Ziyad nella Battaglia del Guadelete. L'invasione araba della Spagna viene fermata sugli stretti e la penisola iberica rimane visigotica: tutta la penisola condivide la stessa cultura, peraltro estremamente vitale, anche se prima o poi conosce la decadenza politica e la frammentazione e poi un nuovo ciclo di unità. La Spagna (o Visigotia?) godrebbe di enorme prestigio e potrebbe diventare la sede del Sacro Romano Impero (la prima delle "ucronie iberiche" proposte da Filobeche!)
Carlo Martello conquista i Visigoti. Alternativa all'ucronia precedente. Nella nostra Timeline la conquista araba dell'intera Spagna in sette anni per gli ispano-visigoti è stata una vergogna che nemmeno i quasi sette secoli successivi di Reconquista sono riusciti a cancellare. Una conquista così facile è stata dovuta, almeno in parte, a circostanza fortuite e favorevoli. Il regno dei Visigoti era in netta decadenza: con po' di fortuna avrebbero potuto resistere agli arabi nel 711, ma poi sarebbero stati conquistati dai Franchi. E se Carlo Martello conquista la Spagna visigotica? I franchi in Italia si sono rivelati capaci di sfruttare le divisioni interne degli avversari: potrebbero farlo anche in Spagna, e poi in Marocco. Se Carlo Magno invade la Spagna e il Marocco, il suo impero si sposta verso sudovest. I Longobardi completeranno la conquista dell'Italia, o essa sarà comunque preda dei Franchi? (questa è di Francesco Dessolis)
Gli Arabi in Italia. Gli Arabi l'Italia anziché la Spagna, inglobando il regno longobardo. Il risultato è che tutta la penisola viene annessa, comprese probabilmente di Sicilia e Sardegna. Il Papa fugge a Treviri rifugiandosi preso i Franchi e senza nessuna intenzione di tornare a Roma. Immaginiamo una specularità con la Spagna. La città più importante, che in Spagna fu Cordova, diviene Napoli. Il sud Italia viene molto islamizzato, e massiccia è l'immigrazione dall'Africa, mentre al Nord l'espansione della nuova religione è alquanto limitata, tant'è che poco dopo si formano staterelli cristiani sulla costa ligure e nelle regioni transpadane, così come è accaduto in Spagna sulla costa cantabrica e nei Pirenei. Con il tempo, molte zone occidentali sono erose dai Franchi. Comunque, lo scontro decisivo tra Franchi e Arabi invece di avvenire a Poitiers avviene dalle parti di Basilea. La Reconquista parte da qualche ducato del nord che riconquista le aree peninsulari alla cristianità, anche grazie al clima di crociate nel XII secolo viene riconquistata Roma. L'ultimo bastione islamico, l'emirato di Palermo, in Sicilia, viene espugnato nel 1492... (ideata da Renato Balduzzi)
Ucronia bibliofila. La celebre biblioteca di Alessandria non va distrutta, vuoi perchè il Califfo è più lungimirante e tollerante, vuoi perchè i bizantini riescono a portarne in salvo gran parte a Costantinopoli. Gran parte del sapere antico non va distrutto, e molti misteri dell'antichità non saranno mai tali (grazie a Never75 e a William Riker)
Il ducato di Prato. Lungo la dorsale dei monti della Calvana (i monti che sono estremamente vicini alla mia città, Prato) correva una linea fortificata bizantina che ha impedito ai Longobardi di estendersi rapidamente verso Firenze. Se questa linea fortificata crolla, non solo Firenze cade qualche anno prima, ma Prato potrebbe diventare sede di un ducato importante come Lucca, data la posizione strategica eccezionale (un'ucronia "campanilista" di Filobeche)
San Brendano in America/1. Sembra certo che alcuni monaci irlandesi fossero giunti in Islanda già nell'Alto Medioevo. Ammettiamo che decidano di spostarsi verso sudovest, in cerca di isole dove fondare nuovi monasteri, e giungano in America. Quando si rendono conto che si tratta di un enorme continente quasi disabitato credono di essere giunti nel giardino dell'Eden, e una volta ritornati in Europa inviano ai presbiteri della madrepatria e al Papa resoconti e numerosi oggetti, tra cui vari semi di piante sconosciute. Purtroppo la successiva imponente spedizione, con tanto di cavalieri, e personaggi di rilievo, naufraga in una tempesta. Questa viene considerata la punizione divina per aver violato la purezza dell'Eden. Si alimenta nel frattempo il dibattito teologico sui reperti giunti dalla terra occidentale. Già il fatto che sia ad ovest e non a est viene considerato la prova che la Terra è sferica. I semi riportati vengono diffusi tra le anime pie perchè considerati il cibo di Adamo ed Eva. Intanto, alcuni monaci rimasti di là dall'Atlantico riescono a fondare un'abbazia in America, che regge per alcuni secoli per poi perdersi a causa dell'eccessiva lontananza con l'Europa. Nel XIX verranno scoperti in Canada i resti di un'abbazia medievale, magari con libri che in Europa non si sono conservati... (made in Renato Balduzzi)
San Brendano in America/2. Il mitico monaco-navigatore San Brendano con i suoi compagni riesce ad attraversare l’oceano ma non può tornare indietro. Deve così sopravvivere nel Nord America indigeno. Evangelizzazione precolombiana dei popoli amerindi. Le tribù nomadi del Nord sono le più antiche evangelizzate, ma lo sono meno dei popoli del centro-america, sopratutto gli Aztechi dove Gesù é stato assimilato a Quetzalcoatl. Esistenza di un patriarcato di Brendano nel cuore selvaggio del continente. Questo cristianesimo assomiglia a quello irlandese e il continente si copre di monasteri, iniziando un fenomeno di sedentarizzazione. Quando Colombo arriva in America. trova delle società cristianizzate (dev’essere rimasto sorpreso!!) Gli Spagnoli non appaiono come esseri soprannaturali, ma scoppiano guerre religiose tra l'Europa cattolica e l'America brendana (geniale pensata di Perchè no?)
Britannia doesn't rule the ways. I Welsh (in sassone "stranieri") nel VII secolo, cioè quando sono più potenti, sfondano il muro di Offa conquistando il regno di Northumbria, che all'epoca controlla praticamente tutta l'Inghilterra. La monarchia Welsh persegue una politica molto più isolazionista, dunque niente battaglia di Hastings, niente Guerra dei Cent'anni, niente colonizzazione del Nord America, che rimane Franco-olandese, ed infine l'Inghilterra non entra nella Prima Guerra Mondiale permettendo alle Potenze Centrali di vincere. Oppure ha delle mire panceltiche (Cornovaglia, Scozia, Irlanda, Bretagna, Spagna?) e si allea con la Germania in funzione antifrancese (ideata da Maggioriano)
Pasticcio in salsa longobarda. Alla morte del re longobardo Cuniberto, nel 700, gli succede il figlio minorenne Liutberto, affiancato in qualità di tutore da Ansprando, duca di Asti. Tuttavia Ragimberto, duca di Torino, affronta Ansprando presso Novara, lo vince e depone Liutberto dopo appena otto mesi di regno. Alla morte di Ragimberto gli succede il figlio Ariberto II, che fa catturare ed uccidere la moglie e i figli di Ansprando, tranne il più giovane, Liutprando, che il padre è riuscito a tenere con sé. Nel marzo 712 finalmente, con l'aiuto dei Bavari, Ansprando riesce a raccogliere un esercito e cala in Italia, ingaggiando battaglia con l'esercito di re Ariberto II; lo scontro si protrae fino al calare delle tenebre ed ha un esito incerto fino all'ultimo. In un primo momento Ariberto II sembra avere la meglio, tanto che i Bavari sono sul punto di abbandonare il campo, ma a questo punto il re commette un grave errore, rientrando immediatamente a Pavia per celebrare il successo. I suoi soldati, offesi da quello che ritengono un atto di viltà, lo abbandonano, e le sorti della battaglia si capovolgono all'improvviso. Ariberto II tenta di abbandonare la capitale e di rifugiarsi presso i Franchi, ma annega nel Ticino, trascinato a fondo dal tesoro che cercava di portare con sé. Gli stessi partigiani di Ariberto II, conquistati dal suo carisma, eleggono Ansprando come loro sovrano, tuttavia questi muore dopo appena tre mesi di regno e lascia il trono al figlio Liutprando, il più grande tra tutti i sovrani longobardi. Ma che accade se Ariberto II non lascia il campo di battaglia, vince ed uccide sia Ansprando che Liutprando? Sul trono longobardo permane la dinastia bavarese. L'alleanza tra Bavari e Longobardi potrà impedire a Carlo Magno di conquistare il regno longobardo? E i Longobardi riusciranno a unificare l'Italia? (proposta dall'italofilo William Riker; ecco le proposte ad essa relative del geniale Bhrg'hros)
Abd al-Malik parla greco. Il califfo Abd al-Malik é conosciuto per aver rinforzato il potere califfale e aver arabizzato l’amministrazione. Fino a questo momento l’impero aveva lasciato che le antiche élite lavorassero come prima, usando il persiano, il greco ecc. Abd al-Malik impose l’uso dell’arabo. E se non lo fa? il greco e il persiano rimangono delle lingue parlate. L’uso dell'arabo si perde a poco a poco nei secoli e il califfo assomiglia sempre più a un imperatore bizantino, la sua cultura é più aperta all’Europa. L’etnia araba finisce per essere acculturata nelle diverse province e l’islam è una religione meno legata a un’etnia, dando vita a uno Stato centralizzato (settima ucronia islamica proposta da Perchè no?)
La grande muraglia bizantina. Nel 717 Leone III l'Isaurico diventa imperatore, sventa l'assedio arabo di Costantinopoli e respinge gli arabi oltre l'Eufrate. Per poter meglio difendere l'impero e concentrarsi maggiormente sulla parte occidentale fa costruire un possente vallo fortificato che va da Trebisonda sul Mar Nero fino al Mar Mediterraneo. La storia cambia parecchio. Intanto, il vallo impedisce agli stessi Bizantini di riprendersi la Siria; in secondo luogo, niente Manzikert con le sue conseguenze; terzo, probabile riconquista bizantina del Sud Italia con notevoli conseguenze sull'equilibrio europeo dell'epoca. Niente Normanni, la Sicilia resta araba più a lungo e forse per sempre, Federico II non nasce nemmeno, e quindi la letteratura italiana segue una via molto diversa (senza scuola siciliana); la Quarta Crociata non avviene e forse nemmeno le Crociate come le conosciamo. Le conseguenze sullo sviluppo dell'Europa, della Russia e del Medio Oriente sono notevoli (un'idea di Damiano)
Tervel ha altro a cui pensare. Nell'ultimo assedio di Costantinopoli (anno 718) le forze Umayyadi furono sconfitte da Tervel, re dei Bulgari, intervenuto in difesa di Bisanzio. Immaginiamo che il Khan non intervenga. Ci guadagna buona parte dei Balcani, mentre quasi tutta l'attuale Grecia è occupata dagli Arabi, così come l'Asia Minore. È da capire come possano evolversi i rapporti arabo-bulgari, e se i Bulgari stessi siano in grado di fermare l'avanzata araba; probabilmente sì, grazie alla natura favorevole del territorio, ostico per gli Arabi. La caduta di Costantinopoli non implica quindi la caduta dell'Europa: per un certo tempo, è possibile che uno stato greco sopravviva nell'Italia meridionale, prima di essere conquistato, o dai Longobardi di Benevento, oppure dagli Aghlabiti attorno all'840, ma tutto ciò ha comunque conseguenze dirompenti: tanto per cominciare, la chiesa ortodossa avrà i secoli contati; probabilmente non si verificherà nessuno scisma d'Oriente, ma se anche fosse, si tratterebbe dello scisma di una Chiesa regionale e minoritaria, in partibus infidelium, che non diffonderebbe la sua predicazione agli Slavi. Quindi, la Russia sarà, o cattolica, o musulmana, mentre i Bulgari potranno facilmente aderire all'ebraismo, se non si islamizzano. Mancano le ragioni per la turchizzazione dell'Asia Minore. Ipotizzo che l'ultimo Umayyade potrebbe stabilirsi a Costantinopoli piuttosto che a Cordova. Comunque si creerà una cultura greco-islamica (in greco demotico scritto con un adattamento dell'alfabeto arabo, com'è successo al persiano). La cultura greca penetrerà assai più a fondo nell'Islam e arriverebbe solo in misura minore all'Occidente, al punto che potrebbe non esserci nessun Rinascimento culturale basato sul modello greco classico (made in Falecius; ecco una discussione relativa a quest'ucronia)
A me le icone piacciono. L'imperatore Leone III non da il via alla lotta iconoclasta. Senza questa crisi la potenza militare bizantina aumenta a dismisura e l'Impero riconquista vaste zone dell'ex impero romano; inoltre migliorano i rapporti tra papato e Costantinopoli, tanto che il Santo Padre alla fine vi si trasferirà.... (made in Det0; ecco la sua idea)
Ne Sutri ultra crepidam. Nel 728 il longobardo Liutprando non fa la Donazione di Sutri a papa Gregorio II, e i papi non conquistano alcun potere politico. Conseguenze: i Longobardi conquistano Roma e in poco tempo riunificano l'Italia, si alleano con i Franchi ed entrano in lotta con l'Impero Bizantino; quando questo viene sconfitto cade con lui l'idea imperiale, e in Europa non c'è più un impero romano ma soltanto regni cristiani (l'idea è di Det0; ecco la sua proposta)
Per Agostino questo ed altro. I resti mortali di Sant'Agostino, uno dei più grandi Padri e Dottori della Chiesa Occidentale, rimangano ad Ippona e non giungono mai né in Sardegna né a Pavia. Con la conquista Islamica della Byzacenia (l'odierna Tunisia-Ifriqya) si scatena da parte cristiana una Crociata alternativa per poterne recuperare il corpo, analogamente a quanto realmente fatto in Spagna per San Giacomo a Compostela. Se ciò avviene, almeno la parte settentrionale della Tunisia potrà essere annessa o ai vari Regni d'Italia (i più interessati, ovviamente, saranno Genova, Venezia o i Regni di Napoli e Sicilia) oppure a Francia e Spagna. Quali le conseguenze? (ideata da Never75, appassionato di ucronie a matrice religiosa)
Carlo Martello. L'ascesa di Carlo Martello non fu semplice, essendo figlio illegittimo di Pipino di Heristal. Morto il padre, la matrigna Plectrude fece di tutto per allontanarlo dal potere e proteggere l'avvenire del nipotino Teodobaldo, figlio di Grimoaldo fratello di Carlo, di appena sei anni, in qualità di legittimo erede. Ella fece dunque imprigionare Carlo. Ma i franchi non accettarono di essere governati da una donna. Cominciarono le rivolte che permisero a Carlo di fuggire e di prendere il potere. Ma se Plectrude invece di imprigionarlo, fa fuori Carlo Martello? Che accade? (ancora Lord Wilmore)
Un'altra Poitiers/1. A Poitiers, vittoria araba e morte di Carlo Martello. Gli incursori mori si ritirano. Continua la frammentazione della Francia sotto i Merovingi (divisione permanente tra Austrasia, Neustria e Aquitania). Oppure salta fuori un'altra dinastia di maestri di palazzo, magari più interessata alle vicende iberiche che a quelle germaniche ed italiche. Probabile conquista araba della Francia del Sud; a lungo termine affermazione normanna; Canuto il Grande al posto di Carlo Magno ma senza l'Italia, che resta longobarda, oppure ripresa bizantina verso Ovest (proposta da Falecius)
Un'altra Poitiers/2. Se gli Arabi avessero vinto a Poitiers le Gallie sarebbero diventate islamiche. Ma ci sarebbe stato comunque uno spirito di reconquista, i cavalieri Tedeschi (Sassoni?) avrebbero passato il Reno per conquistare le fertili terre di quella che sarà la Francia, magari diffondendo il tedesco e costringendo l'idioma franco-latino-arabo ad una lingua secondaria. Fino a dove si spinge la riconquista? I Pirenei sono sufficienti a fermare i crociati tedeschi, italiani ed ungheresi? Può la Spagna rimanere islamica? O un super-Sacro romano impero si estenderà dalla Vistola all'oceano atlantico? (opera del nostro medievista Filobeche)
L'Impero Tartaro del Lupo Maculato. Dai Balcani alle steppe siberiane non ci sono vere e proprie soluzioni di continuità. Fin dalla Preistoria continue migrazioni di popoli hanno attraversato tali immensi spazi. I condottieri che hanno guidato tali scorrerie sono passati alla Storia solo quando le loro spedizioni hanno avuto ripercussioni nelle vicende dei popoli più sviluppati che vivevano a Sud-Ovest (nel bacino del Mediterraneo) o a Sud-Est (Cina ed India) di tali territori. Infatti, ricordiamo Attila (nel V Secolo) e Gengis Khan (XII-XIII). Nell'intervallo abbiamo l'impero dell'etnia tartaro-uigura Liao (X - XI secolo), il cui più grande guerriero fu il Korkhan Yeliutashi, conosciuto in occidente come il "Prete Gianni". Prima ancora, tra il VII e l'VIII Secolo (la cronologia è molto imprecisa), vi fu la grande e lunghissima egemonia Tartara. Normalmente, nel linguaggio corrente, "Tartaro" e "Mongolo", sono usati come quasi sinonimi. Così li usava Marco Polo, e persino le autorità della Repubblica Russa tollerano che il termine sia usato in maniera estensiva. A rigor di termini, non è proprio esattamente così. I Tartari in senso stretto, che vivevano nelle regioni nord-orientali della Mongolia, furono sconfitti da Gengis Khan. Quest'ultimo ordinò ai suoi di essere particolarmente spietati nel farne strage. Gli altri clan delle steppe non aspettavano altro. Di molte tribù di Tartari propriamente detti, furono messi a morte tutti i maschi la cui altezza superava il mozzo di un carro. Ciò avvenne perchè gli altri clan volevano vendicarsi di secoli di supremazia tartara. Secondo le tradizioni mongole il grande e spietato condottiero che creò tale egemonia è ricordato con il nome di Lupo Maculato. Questo barbaro fra i barbari non era però solo una belva assetata di sangue e bottino. Così come gli era giunta l'eco delle gesta di Attila e di quelle di Alessandro Magno (ed infatti vantava una improbabile discendenza da entrambi), forse gliene era giunta anche una del mitico "Ratto delle sabine". Sta di fatto che creò tale impero non solo sottomettendo con le armi tutte le genti delle steppe, ma imponendosi anche tramite alleanze matrimoniali. In concreto, nell'harem di ogni nobile delle steppe ci doveva essere una sua figlia o sorella o comunque parente e, nel suo harem, c'erano nobildonne di tutte le genti sottomesse. In tal modo si trovò imparentato con tutti i capi tribù, al punto di poter essere considerato una sorta di "capostipite" dei popoli mongolici. Ebbene, immaginiamo che, un bel giorno, lui (o uno dei suoi successori) decida di non limitarsi all'egemonia sulle steppe. Ha di fronte a sé tre possibili direttrici di marcia. Prima: la Cina. Seconda: alla sua corte si rifugiano esuli sasanidi della Persia, che chiedono il suo aiuto contro gli Arabi. Terza: il regno ebraico di Khazaria per poi il dilagare in occidente. Se si realizza quest'ultima, le conseguenze saranno molto più devastanti di quanto avvenuto con Attila prima e Gengis Khan poi. Infatti l'impero bizantino è in preda alle lotte iconoclaste e rappresenta perciò una facile preda; i Bulgari non sono ancora una potenza; i Balcani sono ploverizzati in stati serbi e croati ancora in formazione; i Longobardi erano troppo divisi e litigarelli per opporre seria resistenza; ed i Franchi di Carlo Martello, gli unici che potrebbero resistere al Lupo Maculato, temono, spostandosi ad est, di lasciare scoperto il fianco ovest agli attacchi dei Mori di Spagna. L'irruzione del Lupo potrebbe modificare seriamente la storia d'Europa. Come? (se lo chiede il Marziano)
Gli Omayyadi eterni. La ribellione degli Abbasidi fallisce. I discendenti di Mu’awiya rimangono al potere, la capitale rimane a Damasco. L’impero musulmano é più aperto alla parte mediterranea del mondo. La civiltà musulmana é maggiormente influenzata dall’eredità greca e Costantinopoli rimane l’obiettivo militare principale. La vittoria califfale rinforza l’assolutismo monarchico, ma permette anche la sopravvivenza di una dinastia militare tutta dedita alla Jihad. Dunque maggior espansionismo dell’impero islamico, più vasto ma anche più debole. Presto si sviluppa un feudalismo simile a quello europeo e dei veri regni locali ma sempre sotto direzione di Damasco, almeno fino alle crociate che spazzano via il califfato: Damasco viene presa, le province diventano Stati nazionali musulmani (ottava ucronia islamica ideata da Perchè no?)
L'Emigrante. Al contrario, Abd al-Rahman ibn Mu'awiya detto al-Dakhil, "l'Immigrante", non ce la fa a scampare alla strage degli Omayyadi ordinata da Abu l-Abbas al-Saffah, fondatore della dinastia Abbaside, e di conseguenza non fonda un emirato indipendente in Spagna, che non diverrà califfato nel 929. Che accade? La Reconquista avverrà probabilmente con largo anticipo, e non è escluso che Carlo Magno penetri in Spagna come un coltello nel burro, annettendo la Spagna e il Portogallo al suo impero, con conseguenze imprevedibili. Ma anche la cultura conoscerà sensibili mutamenti. L'astrolabio fu perfezionato a Cordova, se venisse perfezionato in Oriente avrebbe altrettanta diffusione? La cultura della Grecia antica dovrà aspettare l'umanesimo per diffondersi in Europa? E con che conseguenze, in assenza per esempio del Tomismo? Il chirurgo musulmano Abulcasis vedrà tradotta ugualmente in latino la sua enciclopedia medica, che ha influenzato per secoli la medicina europea? Come cambierà la Spagna senza il fiorire della cultura ebraica e dell'arte mozarabica? Che stato sarà oggi? (nona ucronia islamica di William Riker)
La Stonehenge africana. Una delle testimonianze archeologiche più impressionanti e intriganti del lontano passato dell’uomo è rappresentata dai cerchi di pietre megalitiche nella regione più occidentale dell'Africa, tra i fiumi Senegal e Gambia. Com'è noto, cerchi di pietre si trovano in Europa, nel Medio Oriente, in America e persino negli arcipelaghi dell’Oceania, tuttavia la più alta concentrazione di esse si trova proprio lungo la sponda settentrionale del fiume Gambia, implicando la presenza in questa zona di una civiltà solida e dinamica. Si tratta di centinaia di cerchi, con pietre di varie dimensioni e di forme talvolta strane, eretti in un'epoca compresa fra il terzo secolo a.C. e il sedicesimo d.C. sopra precedenti sepolture. La forma più comune è quella cilindrica, con la cima piatta, mentre altre hanno una sagoma sferica ritagliata sulla sommità, o addirittura la forma di una lira. Esami compiuti presso l'Università di Dakar su resti organici ritrovati presso i cerchi hanno fornito la data del 750 d.C., con una possibilità d’errore in più o in meno di 110 anni. In località in cui i cerchi sono raggruppati, come a Wassu, una specie di Stonehenge dell'Africa, le pietre del perimetro esterno risultano allineate con cura. Si dice che i cerchi siano stati eretti intorno ai tumuli di re e di capi, in modo simile alle sepolture dell’antico impero del Ghana. Quando l’Islam fu introdotto nella regione della Senegambia, nel secolo XI, i devoti musulmani si fecero seppellire in modo analogo e i cerchi di pietre divennero luoghi santi anche per la nuova religione. La leggenda popolare vuole che alcune di queste pietre, di notte, diventino brillanti e luminose. Come si sa, la regione venne prima islamizzata e poi colonizzata da inglesi e francesi, ed ogni traccia della civiltà megalitica che eresse questi tumuli sparì. Ma che accade se, come in Francia e in Gran Bretagna, essa dà vita a forti nazioni di impianto moderno in grado di resistere ad ogni tentativo di colonizzazione? Come cambia la storia del continente africano? (pensata da William Riker ispirandosi a questo articolo di Alberto Arecchi)
Ultimo T'ang a Parigi. Nel 751 la Battaglia del fiume Talas, nell’attuale Kazakistan, vide affrontarsi le forze coalizzate arabe, kirghise e nepalesi e quelle cinesi della dinastia Tang. Queste ultime vennero sconfitte, arrestando l'espansione verso occidente dell’Impero Cinese. Ma se i cinesi vincono la battaglia? Sottometteranno l’intero Tibet e si spingeranno nelle pianure dell’India settentrionale; poi cominceranno una lunga guerra contro gli arabi per il predominio in Persia e Asia centrale; alla caduta della dinastia Omayyade l’impero arabo entra in crisi e i cinesi conseguono grandi vittorie, spingendosi fino a Damasco e costituendo una sorta di Iperimpero Cinese esteso fino all’Egitto: civiltà sino-iranica dal Mediterraneo al Pacifico. In questo contesto potremo avere anche una grande intensificazione degli scambi di merci, uomini e idee con l'Occidente, dove si sviluppa prima il Rinascimento. Paradossalmente però un simile impero sarebbe più instabile, costretto a tenere a bada una grande minoranza musulmana e turcofona. Successivamente potrebbe scontrarsi con l'Impero russo per il controllo di quella zona. Durante la guerra fredda, il conflitto più volte sfiorato tra Cina e URSS potrebbe scoppiare proprio per il possesso delle enormi risorse dei petrolio e gas naturale del Caspio. Se la Cina riuscisse a mantenere quei territori, oggi sarebbe un Paese ancora più grande e potente, e un importante esportatore di petrolio e gas. I musulmani della zona però rappresenterebbero una bella grana per Pechino, ancor di più del Tibet (proposta da Pedro Felipe e da Det0)
La Mongolia islamica. La battaglia del fiume Talas ebbe conseguenze più economiche che politiche: gli arabi appresero dai prigionieri cinesi la tecnica della sericoltura, e la introdussero in Medio Oriente. Se invece gli arabi non si fermano? Conquisteranno tutto il bacino del Tarim e anche oltre, arrivando fino alla Mongolia, trovando nel deserto del Gobi un ambiente adatto a loro. L'islamizzazione delle tribù turche e mongole è praticamente certa, e quando Gengis Khan fonderà il suo impero, i mongoli saranno sicuramente più clementi in Persia, e rappresenteranno un vero flagello per i cristiani dell'Europa Orientale. Giovanni di Pian del Carmine sicuramente non farà il suo viaggio, e anche Marco Polo avrà qualche difficoltà. Nel frattempo la cultura cinese rimarrà confinata nella pianura del Fiume Giallo e nella Cina meridionale. Al giorno d'oggi la Cina sarebbe più piccola, con Uiguristan e Manciuria indipendenti e musulmani. Anche il Tibet sarà indipendente. Anche la Russia sarebbe musulmana, con un centro più spostato verso sud-est, dopo che il Khanato dell'Orda d' Oro ha distrutto la Moscovia e Novgorod sull'onda della jihad (anche questa è di Pedro Felipe)
Fate l'amore, non (solo) la guerra. Nelle pianure costiere del Perù settentrionale, fra il primo e l'ottavo secolo dopo Cristo, fiorì la misteriosa cultura Moche, della quale sappiamo pochissimo perchè non ci ha lasciato alcunché di scritto (non si sa neppure il nome esatto di quella civiltà: Rio Moche è il nome moderno di un fiume che attraversa la regione). Ci ha lasciato però imponenti colline artificiali, grandi sepolture collettive (un principe Moche, detto "il signore di Sipán", detto anche il "Tutankhamon d'America", fu seppellito assieme a un cane, a un lama e ad otto fra adulti e bambini, evidentemente sacrificati per fargli compagnia nell'aldilà (ad un uomo, ucciso e messo a presidiare la tomba, erano stati persino mozzati i piedi affinché non abbandonasse il suo posto neppure da morto!) I resti archeologici ci parlano di riti crudeli, di déi sanguinari a forma di granchio e di giaguaro, di sacerdoti continuamente impegnati ad innalzare sacrifici umani agli dei, e soprattutto di un'incredibile libertà sessuale. Molte statuette rappresentano infatti rapporti sessuali senza distinzione di sesso, masturbazioni e addirittura rapporti tra animali; forse si trattava di amuleti contro la sterilità. I Moche furono probabilmente spazzati via da El Niño, un globale sconvolgimento delle condizioni meteo sopra Perù ed Ecuador, causato dal prevalere nel Pacifico di correnti equatoriali calde su quella fredda di Humboldt, proveniente dall'Antartide: il clima secco della costa conosce allora alluvioni catastrofiche, che di solito cessano dopo tre mesi, ma che possono durare anche molto più a lungo: nell'ottavo secolo ci fu una fase piovosa lunga addirittura trent'anni, che probabilmente segnò la fine della cultura Moche. Ma che accade se quel fenomeno piovoso è meno lungo e distruttivo, e la civiltà Moche sopravvive? Sarà abbastanza forte da costruire un impero esteso come quello Inca? Inventerà una forma di scrittura, in modo da trasmetterci le sue tradizioni? E soprattutto che accade se questo popolo gode davvero di una libertà sessuale unica al mondo, e all'arrivo dei Conquistadores non accetta i morigerati costumi imposti dai missionari cristiani? Dopo la fine del dominio spagnolo avremo un Perù e un Ecuador (anzi, una o più repubbliche Moche) tornate al loro sanguinario politeismo? E con che conseguenze sulla storia sudamericana? (pensata da William Riker)
Niente Stato della Chiesa. Pipino il Breve non cede al Papa nessun territorio. Cosa cambia? Di sicuro l'Italia centrale conoscerà la stessa frammentazione politica di quella settentrionale. Nei territori dello Stato della Chiesa quindi prospereranno i Comuni e poi le Signorie. Potrebbero anche sorgere delle Repubbliche Marinare, magari Ostia. La Chiesa poi conoscerà meno corruzione e nepotismo, quindi non avverrà lo scisma luterano. La Repubblica di San Marino diverrà più importante e attuerà una politica espansionistica, diventando rivale di Venezia. L'unità italiana si compierà prima, già con Napoleone che crea un Regno d'Italia nel centro-nord. Nel 1848 o nel 1861 il nuovo Regno si annette prima le terre irredente del Nord, Istria e Dalmazia comprese, e poi il regno borbonico con l'esercito comandato dal generale Giuseppe Garibaldi (proposta da Mattiopolis; "ma non è un'ucronia anticlericale", precisa lui)
Corpus Iuris Almansoris. All'epoca del califfo abbaside al-Mansur, verso la metà dell'ottavo secolo, l'erudito Ibn al-Muqaffa' gli scrisse una interessante epistola in cui, tra le altre cose, gli suggeriva di varare un codice unico di leggi da imporsi a tutte le scuole regionali di diritto che proponevano (e in modo diverso ancora propongono) differenti interpretazioni regionali dei testi sacri. In sostanza proponeva di codificare la sharia (che ancora non esisteva come tale) in un corpus univoco e valido per tutto l'impero, arrogando definitivamente al califfo il potere legislativo, mentre nell'Islam non l'ha mai avuto, almeno de iure, limitandosi all'esecutivo. e del resto era in gran parte così anche nell'Europa medievale, prima del consolidarsi delle monarchia assolute. Nella nostra linea temporale al-Mansur non volle, o più probabilmente non poté, realizzare questo programma, e poco dopo i suoi successori si trovarono in conflitto con il corpo degli ulema che codificavano la legge... e persero (sotto al-Mutawakkil). Ma che succede che questo corpus iuris viene realmente prodotto ed accettato? L'Islam svilupperà comunque un diritto religioso relativamente indipendente dal potere politico dopo la caduta degli Abbasidi? (decima ucronia islamica di Falecius)
L'Anima Pura. Nel dicembre 762 il Califfo Abbaside Abu Jafar Abdallah ibn Muhammad al-Mansur, fondatore di Baghdad, dovette affrontare la ribellione dell'alide Muhammad ibn Abdallah, soprannominato al-Nafs al-Zakiyya ("L'Anima Pura"), che tentò di rovesciare gli Abbasidi. Gli Alidi, divenuti poi Sciiti, tentarono insommas quella di assumere con il loro esponente principale la dignità califfale, che essi consideravano loro di diritto e usurpata in seguito alle vicende connesse allo scontro fra il quarto califfo Ali ibn Abi Talib, cugino e genero del Profeta, e l'omayyade Mu'awiya ibn Abi Sufyan, che avevano visto vittorioso quest'ultimo.Al-Mansur ce la fece a sconfiggere gli Alidi. Ma se l'Anima Pura ce la fa ed instaura un Califfato Sciita? Come cambia la storia dell'Islam? (undicesima ucronia islamica di Falecius)
Iconoclastia. Gregorio II considera legittime le idee di Leone III Isaurico sull'iconoclastia. Il papato rimane filobizantino e non cerca l'abbraccio con i Franchi. Pipino non ha alcuna legittimazione nell'usurpare il trono e rimangono al potere i Merovingi, creando un dualismo alla giapponese (mikado e shogun), in cui i discendenti di Clodoveo approfittano della prima occasione per riprendere il potere, magari durante le invasioni vichinghe. Che accade? (ideata da Lord Wilmore)
Talassocrazia Maya. I Maya erano grandi commercianti, anche per via marittima, ma sono mai andati oltre la canoa. Ipotizziamo invece che, nel loro periodo classico, qualcuno sviluppi una tecnologia simile ad esempio alle navi polinesiane. In questo modo il raggio dei loro commerci si amplia notevolmente e, invece di scannarsi tra loro, le varie città si dedicano ad espandersi oltremare. I Caraibi e Cuba sono conquistate, vi sono rapporti costanti con le civiltà andine e centri commerciali vengono costruiti in Brasile. Quando comincia la crisi di questo popolo, anizchè rifugiarsi a sud i Maya tentano la fortuna oltremare, e le lunghe navi giungono nel Golfo di Guinea. Alcune delle innovazioni americane giungono prima nel vecchio mondo e viceversa... (una pensata di Basileus TFT)
Imiltrude mon amour. Carlo Magno decide che non può vivere senza Imiltrude, e quindi, in barba alla madre, decide di scappare con lei e Pipino il Gobbo, oppure di sposarla e di legittimare il figlio come successore, rimanendo saldamente sul trono contro il parere della madre e del fratello. Che cosa succede? (made in Camillo Cantarano)
Deux Grandes Frances. Carlomanno, fratello di Carlo Magno, non muore nel 771 e quindi suo fratello non riesce a diventare unico re dei Franchi. Anche se i rapporti tra i due fratelli non sono mai stati idilliaci, tuttavia è difficile pensare ad una guerra civile tra Franchi, anche per merito della loro madre Berta che fece sempre da paciere tra i figli. Più probabilmente i due fratelli prendono strade diverse: Carlo Magno compie maggiori conquiste verso Nord e Nord Est cacciando Sassoni ed Avari ancora più in là di quanto fece nella nostra Timeline, mentre Carlomanno, di indole meno aggressiva, si accontenta del suo regno ed al limite compie qualche incursione in terra musulmana (Spagna). Sicuramente non vi sono nuovi conflitti coi Longobardi e si mantiene lo status quo precedente, anzi i rapporti tra Franchi e Longobardi crescono ulteriormente grazie ai numerosi matrimoni incrociati. La conseguenza più importante è che non risorge mai più un Sacro Romano Impero in Occidente, con tutte le conseguenze che questa idea ebbe fino alla Prima Guerra Mondiale, ma esistono solo dei regni cristiani. Nell’Italia Longobarda e Bizantina, mancando l’unità politica che seppur brevemente i Franchi le seppero dare, si manifestano con secoli d’anticipo le tendenze centrifughe dei Comuni. La monarchia longobarda era infatti debolissima, ed a parte qualche re più lungimirante come Liutprando e Rotari, non seppe dare alla Penisola l’unità politica necessaria che le avrebbe consentito di diventare uno stato nazionale come avvenne invece in altri paesi europei. Un Carlo Magno più aggressivo sul fronte germanico e baltico inoltre affretta i fenomeni di statalizzazione ed emigrazione dei popoli norreni, e probabilmente le scorrerie vichinghe avvengono con una cinquantina d'anni di anticipo: l'anticipata frammentazione politica europea favorisce ancora di più l’espansione normanna che non si limita a conquistare solo il Sud della Penisola, ma probabilmente sottomette anche il Nord, creando un fortissimo stato nell'Europa Mediterranea. La suddivisione tra Carlo Magno e Carlomanno, inoltre, provoca la nascita di due nazioni distinte, una in lingua d'Oc e l'altra in lingua d'Oïl (proposta da Never75)
Niente Sacro Romano Impero. Alternativa all'ucronia precedente. Carlo Magno muore avvelenato al posto di Carlomanno, e quest'ultimo diventa re unico dei franchi. Carlomanno decide di non attaccare il longobardi, in virtù del sacro vincolo del matrimonio con la loro principessa. A chi si rivolge il Papa in questa pessima situazione? Carlomanno piacerà ai suoi sudditi? (ideata da Camillo Cantarano)
Man spricht Langobardisch. Sembra che la lingua longobarda sia completamente scomparsa solo nell'anno 1000. Supponiamo invece che in certe aree dell'Appennino tosco-emiliano sopravvivano comunità longobardofone per tutto il Secondo Millennio. Nel corso dei secoli le comunità appenniniche potrebbero sentire il forte influsso culturale della vicina Toscana e adottare, per i documenti ufficiali, il toscano, ma parlando comunque il longobardo nella vita di tutti i giorni. La lingua si arricchirà notevolmente di prestiti lessicali e grammaticali dell'italiano ma rimarrà una certa specificità etnica, analogamente a quella dei Cimbri del Veneto. Qualche comunità potrebbe trasferirsi nel contado delle città prossime all'Appennino, come Firenze o Arezzo, e influenzare le parlate locali che poi, dopo il grande fenomeno dell'inurbamento del 1200, influenzeranno a loro volta anche le parlate cittadine. Forse la lingua germanica porterà i longobardi dell'Appennino ad essere più portati alla fedeltà imperiale, e quindi ad essere disposti ad ospitare l'esule Dante Alighieri, di simpatie politiche ghibelline. La Divina Commedia quindi potrebbe essere intrisa di costrutti di origine germanica che per forza di cose entrerebbero nella futura lingua italiana. Quali? (un'altra ucronia linguistica proposta da Renato Balduzzi)
La Sassonia indipendente. Carlo Magno conquistò la Sassonia nel 777; ma un anno dopo dovette recarsi in Spagna per combattere gli arabi, approfittò della situazione un capo sassone di nome Vitughindo, che riuscì ad unificare la maggior parte delle tribù sassoni e diede il via ad estese rivolte che perdurarono fino al 785, quando Carlo Magno costrinse alla conversione forzata Vitughindo e i suoi Sassoni. Ma che succede se Vitughindo non cede a Carlo così facilmente? La Sassonia rimane indipendente dall’impero di Carlo Magno e riesce ad unirsi alla corona danese, in quanto Vitughindo aveva sposato Geva di Westfold, figlia del re di Danimarca; alla morte del sovrano carolingio il Regno di Danimarca-Sassonia può espandersi verso le frontiere franca e orientale. Quali sono le conseguenze sulla storia europea con questo potente stato pagano nel nord della Germania? (ideata da Det0)
Orlando il Conquistatore. Nella Battaglia di Roncisvalle, i Franchi guidati da Orlando sconfiggono i Baschi che li avevano attaccati. Orlando in breve tempo riconquista l'intera Spagna togliendola ai musulmani, ed alla morte di Carlo Magno liquiderà Ludovico il Pio ed erediterà l'impero carolingio (anche questa è di Det0)
Calabria Saudita. Carlo Magno, dopo aver sottomesso i Longobardi di Desiderio, lancia una spedizione contro i ducati longobardi superstiti nel Sud e, ottenuta la sottomissione formale di questi ultimi, tenta la conquista della Sicilia ancora bizantina. Dopo aver assediato inutilmente Messina, decide di tornare indietro, ma la retroguardia del suo esercito è colta di sorpresa dai Longobardi tra i monti della Sila e sterminata. Quest'evento, tutto sommato marginale, dà vita ad una fiorente letteratura nota come "Ciclo Carolingio", in cui si finge che la Sicilia ed anche la Calabria fossero già musulmane e fortemente ostili a Carlo (la Sicilia lo sarà in realtà dall'827, la Calabria mai), e ad attaccare l'esercito di Carlo sarebbe stato un certo Marsilio, re di Sicilia ignoto alla storia, il cui nome deriva probabilmente da una deformazione di Scilla, l'estrema punta della Calabria verso l'isola. Carlo Magno avrebbe poi riconquistato la Calabria alla cristianità. Tutto il Ciclo è così trasportato dalla Spagna in Italia; per simmetria, a scrivere l'"Orlando furioso" è lo spagnolo Pedro Calderòn de la Barca (altra proposta di William Riker)
Carlo Magno e Irene. Carlo sposa Irene, riunifica i due imperi romani, sposta la capitale a Roma e libera il Santo Sepolcro (grazie a Bhrig. Abbiamo già in cantiere del materiale relativo a quest'ucronia)
Euskal Herria. I baschi, sotto la protezione di Carlo Magno, unificano Galizia, Castiglia e Asturie, dando origine a uno stato ibero-atlantico che terrà testa alle altre nazioni europee nella conquista delle Americhe e delle Indie (pensata da Renato Balduzzi)
Carlo Magno a Venezia. Carlo Magno decide di annettersi anche Venezia, come fece del resto con altri territori nominalmente bizantini. Alla fine fu ad un passo dal farlo, in quel momento Bisanzio era in crisi e fu solo per cercare di riappacificarsi col Basileus che Venezia non venne assediata. Ma se lo fosse stata? Prima possibilità: Venezia perde per sempre il suo ruolo di "Stato cuscinetto" tra Oriente ed Occidente e termina la sua ascesa come potenza commerciale e marinara (come del resto è avvenuto solo qualche anno prima per Ravenna), e magari il suo ruolo in futuro può essere preso da qualche altra città-stato semi-indipendente; possiamo pensare a Comacchio, a Grado o a Trieste. Oppure al contrario Venezia anche sotto i Carolingi continua ad affermare il suo potere commerciale, anzi l'alleanza con i Franchi le permette di espandere i suoi traffici anche nell'Atlantico. Avendo così una forte, anzi fortissima potenza navale alleata dalla sua parte, i regni Franchi successivi si possono difendere molto meglio dalle invasioni dei vichinghi, e i Normanni respinti devono trovarsi un'altra terra in cui mettere radici; magari ci provano con la stessa Costantinopoli. Nel frattempo Venezia pian piano si emancipa del tutto anche dai Carolingi e diventa una superpotenza senza uguali, spingendosi addirittura oltre le colonne d'Ercole... (un'idea di Never75)
Non tutto il Mal(amocco) vien per nuocere. Dopo l'assedio a cui la sottopose Pipino, figlio di Carlo Magno, nell'809-810, il doge Angelo Partecipazio decise di abbandonare definitivamente l'isola di Malamocco, fino ad allora sede del governo veneziano ma la cui vulnerabilità era ormai apparsa chiara, e di trasferire la propria residenza nella più sicura Civitas Rivoalti, l'odierna Rialto. Ma che succede se Malamocco resta centro nevralgico della Repubblica Marinara? Come cambia la storia di Venezia? (proposta da Matteo Bonalanza)
Carlo Magno in Inghilterra. Carlo Magno non si volge contro gli Avari ma contro i Sassoni, conquistando l'Eptarchia Sassone. L'Inghilterra resterà una dependance del Regno Francese, la corte è stabilita a Londra anziché a Parigi, e i Tre Moschettieri faranno la guardia a Buckingham Palace. Possibile un impero francese di dimensioni mondiali (questa è di William Riker)
Carlo Magno e gli Avari. Carlo Magno continua la campagna contro gli Avari nell’inverno del 791, unifica la sua corona e il khanato avaro e ricostituisce l'impero romano (ideata da Det0, questa è la sua proposta)
Carolingi. L'Impero carolingio non viene diviso e, nonostante il feudalesimo progredisca, permane un unico Imperatore e la conseguente idea imperiale (proposta da Cesare)
Pipino Magno/1. Quando si accorse che suo padre stava tentando di diseredarlo, Pipino il Gobbo decise di partecipare ad una congiura ordita da alcuni nobili contro il padre ed i fratellastri. Alla fine questa non ebbe successo, e lui venne rinchiuso in convento, mentre gli altri nobili furono uccisi. Ma se la congiura ha successo? Pipino può sperare di diventare re dei franchi, oppure sarà cacciato dai nobili congiuranti? E come cambia la storia? (questa è di Camillo Cantarano)
Niceforo I il Bulgaroctono. Nell'811 l'imperatore bizantino Niceforo radunò un'imponente armata contro il Khan dei Bulgari, Krum, per liberarsi una volta per tutte di quei fastidiosi vicini. La ragionevole proposta di pace avanzata da Krum arrivò però dopo che Niceforo aveva conquistato e razziato la capitale bulgara Pliska; e così, ringalluzzito dal successo, Niceforo decise di rifiutarla e di addentrarsi sempre più in territorio nemico. Ad accoglierlo c'erano le montagne della Sredna Gora, dove angusti passi montani si alternavano a strette valli boscose, percorse da fiumi impetuosi che limitavano i movimenti dell'armata greca. Gli alti ufficiali dell'esercito tentarono inutilmente di convincere Niceforo ad una maggiore cautela, ma l'imperatore non volle sentire ragioni, ed anzi prese a schiaffi persino il figlio Stauracio, che tentava invano di farlo ragionare. L'esercito, contagiato dall'ottimismo imperiale, abbassò a sua volta la guardia, procedendo in maniera scomposta e trascurando le ricognizioni e la protezione dei fianchi durante la marcia. A questo punto, il 26 luglio 811, Krum ne approfittò per tendere un'imboscata a Niceforo in uno stretto valico montano: fece strage dei soldati bizantini ed uccise lo stesso Niceforo, con il cui cranio si fece preparare una coppa per brindare alla sua vittoria, com'era macabra usanza dei popoli barbari prima dell'avvento del Cristianesimo. Ora, supponiamo che Niceforo sia meno avventato, che finga di accettare la pace e che invece sia lui ad attirare il Khan dei Bulgari in una trappola. Il Basileus può riconquistare la Bulgaria con due secoli di anticipo su Basilio II, e ritardare così l'irrimediabile decadenza dell'Impero Romano d'Oriente (ennesima proposta di William Riker)
Francia e Germania scambiate. Carlo Magno (ed il figlio Ludovico) ripartiscono diversamente l'Impero alla loro morte, lasciando la dignità imperiale (e relativo altisonante titolo) alla parte "francese" piuttosto che a quella "germanica". In questo caso è la Francia ad avere in appannaggio (oltre al titolo imperiale) anche una parte del Nord Italia. Nel futuro immediato si prevede una Francia disunita sia etnicamente che politicamente, ed al contrario una Germania molto più forte. Le scorrerie dei Vichinghi sono ancora più devastanti in Francia e portano all'occupazione di vasti territori anziché della sola Normandia. Le lotte dei Comuni e quelle contro il Papa avranno un peso determinante nello sviluppo dell'Impero Francese. In compenso invece Ottone governerà, anche se solo come re, su una Grande Germania, libero dalle beghe italiane, normanne e slave, e farà del suo Stato il Regno più forte d'Europa oltre che etnicamente più omogeneo. In questo caso la Riforma Protestante avrà effetti sensibili più forti in Francia che non in Germania, che resterà tutta o quasi cattolica, e così anche tutti gli avvenimenti successivi saranno "speculari": la Rivoluzione in Germania a fine '700 e la riunificazione della Francia a metà '800 (inventata da Never75)
Pipino Magno/2. Pipino il Gobbo non viene diseredato da Carlo Magno, e alla sua morte eredita una parte del regno franco, che è diviso fra lui e Ludovico il Pio. La dinastia di Pipino si estingue con lui, oppure riesce ad avere dei figli che trattengono per sé il regno dei Franchi Orientali, impedendo l'ascesa dei Capetingi? Come cambia la storia francese? (Camillo Cantarano dixit)
Krum il Vittorioso. Il Khan dei bulgari, invece di farsi convincere da Leone V l'Armeno, insiste nell'assedio di Costantinopoli, conquistandola. Come cambia la storia? (proposta da Perchè no?)
Bernardo Augusto. Nell'817 Bernardo, re d'Italia e figlio di Pipino, a sua volta figlio di Carlo Magno, cerca di esautorare l'imperatore Ludovico il Pio, ma gli va male, viene arrestato ed accecato, e muore dopo tre giorni di inaudite sofferenze. Ma se la ribellione gli riesce? Bernardo era certamente meno neghittoso e misantropo di Ludovico, e con lui l'impero carolingio potrebbe mantenersi unito più a lungo (nuova idea di William Riker)
Il califfato d'Italia. L'invasione araba dell'Italia ha inizio il 17 giugno dell'827 e lo stuolo in gran parte berbero (ma alla guida di elementi arabi o persiani), è affidato al qadi di Qayrawan, Asad b. al-Furat, grande giurisperito malikita autore della notissima Asadiyya, di origine persiana del Khorasan. Lo sbarco avviene il giorno seguente nei pressi di Capo Granitola, vicino Mazara del Vallo e viene occupata Marsala (in arabo "il porto di Dio") ed entrambi i centri sono fortificati e usati come testa di ponte e base di attracco per le navi. Come continua l'invasione? (proposta da Viverefan; ecco la sua proposta di continuazione)
Benedetti Benedettini. Non si riflette mai abbastanza a lungo sull'importanza svolta dal lavoro dei monaci amanuensi benedettini ai fini della trasmissione ai posteri del sapere classico. In effetti i monaci si trovarono davanti a testi, oltre che pagani, anche eterodossi, blasfemi e peccaminosi per la mentalità dell'epoca. Ebbero davanti due scelte: o mantenere i testi così come sono e ricopiarli integralmente, oppure modificarli o addirittura destinarli all'oblio, non ricopiandoli affatto. Fortunatamente prevalse la prima ipotesi, ma se fosse prevalsa la seconda? Saremmo oggi privi della maggior parte del sapere scientifico, filosofico, letterario dell'Antichità, con quali effetti sul presente lo lascio immaginare ai lettori (ancora Never75)
Provaci, Pipino. Pipino d'Aquitania non muore nell'838. L'impero carolingio riesce a mantenersi più a lungo? (pensata da Det0)
I Quarantadue si salvano. Nell'838 l'imperatore bizantino Teofilo riesce a battere a Dazimon gli arcieri Turchi a cavallo al servizio del califfato abbaside; di conseguenza l'Impero non perde la strategica roccaforte anatolica di Ancyra (che non diventerà mai Ankara). In tal modo il 24 settembre dello stesso anno non cadrà, dopo 55 giorni di assedio, la città di Amorio in Frigia, patria dello stesso imperatore, fatto in conseguenza del quale ancor oggi si venerano i Quarantadue Martiri di Amorio, massacrati per non aver voluto rinnegare il cristianesimo. L'impero romano d'oriente si mantiene su posizioni molto più forti in Anatolia; possibile la riconquista dei Luoghi Santi in seguito alla crisi del califfato (di nuovo William Riker)
Niente caratteri cirillici. Quando si dice che Cirillo e Metodio inventarono l'alfabeto cirillico, si fa un errore di semplificazione, come quando si dice che l'italiano deriva dal latino: i santi fratelli inventarono l'alfabeto glagolitico, specificamente per i Croati del Quarnaro. E così gli slavi hanno avuto il loro alfabeto e la loro lingua liturgica (tranne polacchi e boemi, chiaramente), e questo li ha legati più che strettamente all'ortodossia. Ma se il progetto di Cirillo e Metodio naufraga, e i bizantini cercano di imporre il greco come lingua della religione, cosa accadrà? Un più facile assorbimento di Bulgari e Serbi nell'Impero? una "Riforma" nazionalista in Russia? (proposta da Iacopo)
I Vichinghi in Estremo Oriente. Come racconta una cronaca del tempo, nel nono secolo il norvegese Ottar fu il primo uomo che doppiò capo Nord per comprare pelli d'orso dai Lapponi: circumnavigando la penisola di Cola scoprì il Mar Bianco e si spinse fino alla foce della Dvina. Il suo viaggio fu reso possibile, così come le successive spedizioni norrene in Groenlandia e a Terranova, dal clima eccezionalmente mite che caratterizzò l'ultima parte del primo millennio dell'Era Volgare. Ma allora, perchè fermarsi al Mar Bianco? La domanda sorge spontanea perchè cinesi e vichinghi, nonostante siano separati da migliaia e migliaia di chilometri, hanno mitizzato fortemente lo stesso animale: il drago (le agili navi da guerra vichinghe venivano chiamate "drakkar"). Senz'altro può accadere con animali reali, come l'aquila o il leone, ma difficilmente per animali di fantasia. Come mai i vichinghi avevano in comune con i cinesi un animale che non è oggettivamente mai esistito né in Scandinavia né in Estremo Oriente? Certamente è vero che di esseri leggendari è pieno il mondo, ma i draghi cinesi e vichinghi, a differenza dei loro terrificanti parenti di altre tradizioni (ad esempio l'Idra di Lerna o il Drago di San Giorgio) erano creature positive ed assai venerate, simboli di saggezza e mitici antenati nazionali. Non è un caso se, anche dopo la cristianizzazione, i vichinghi li effigiarono nelle stavkirke, le tipiche chiese di legno norvegesi, di cui sopravvivono alcuni esemplari. Tutto ciò ha fatto pensare ad alcuni che i Vichinghi siano arrivati addirittura in Cina, sfruttando un periodo favorevole in cui il Passaggio a Nord-Est era sgombro dai ghiacci. Ora, che accade se veramente i Vichinghi riescono a stabilire una via commerciale diretta con la Cina, come hanno fatto con la Russia attraverso la rete fluviale sarmatica? Che sorte avranno dei regni normanni in Oriente, sorti ad esempio in Corea o a Taiwan ad imitazione dei regni norreni in Normandia e nell'Italia del Sud? (pazzesca pensata di William Riker)
I Vichinghi in Africa. Storicamente l'isola di Madeira, in origine disabitata, é stata scoperta e colonizzata dai Portoghesi, anche se certi autori antichi parlano già di isole da quelle parti, senza però darne una descrizione. Una ricerca recente, frutto del lavoro di Jeremy Searle, biologo specialista dell'evoluzione nell'università britannica di York, ci racconta una storia del tutto diversa. Nell'isola i topi non sono neanche loro degli animali indigeni, e generalmente si pensava che fossero arrivati con gli Europei. Invece l'analisi del DNA dei topi di Madeira mostra dei punti comuni con i topi della Scandinavia piuttosto che con quelli del Portogallo. Questa scoperta di mostra che, in una maniera o nell'altra, i topi dell'Europa scandinava sono arrivati in questa isola dell'Atlantico. Il biologo fa l'ipotesi che siano stati i Vichinghi a portarceli. La nave vichinga sconosciuta si era persa? Si trattava di un relitto spinto dalla tempesta? Chissà se ci sono stati vichinghi che sono arrivati fin lì, sono sbarcati per trovare acqua e cibo ma sull'isola non si sono mai insediati. E se invece questi Vichinghi sconosciuti, mai ricordati dalle saghe né raccontati dagli scavi archeologici, si insediano a Madeira e la colonizzano? Vi nascerà un regno vichingo? O sarà conquistata da un altro Stato europeo? Da Madeira i Vichinghi scopriranno le altre isole atlantiche e apriranno vie commerciali o addirittura una conquista militare dell'Africa Occidentale: si può immaginare una penetrazione vichinga sul fiume sul fiume Senegal o ancora più a Sud, sul modello della loro penetrazione tramite i fiumi russi (nuova pazza idea di Perchè no?)
Vichinghi al contrario. Nel IX secolo alcuni indigeni del gruppo irochese iniziano a compiere incursioni nei villaggi delle coste dei Grandi Laghi e a fondare piccoli insediamenti lungo le coste nordamericane. Con canoe ricavate dal tronco di palissandro al posto dei drakkar, si spingono fino ai Caraibi e alla Florida, da cui partono per saccheggiare i potentati centroamericani. Qualcuno potrebbe decidere di provare ad esplorare le terre settentrionali, giungendo in Groenlandia, in Islanda e forse anche nelle coste scozzesi o scandinave, impiantandovi dei piccoli insediamenti (ideata da Renato Balduzzi)
Lo scisma di Fozio. Fozio, Patriarca di Costantinopoli, non viene deposto dall'Imperatore d'Oriente Basilio I il Macedone nell'867, ma anzi può continuare la sua lotta contro il papa di Roma e anticipa di circa due secoli lo scisma tra Chiesa Cattolica ed Ortodossa. Tale stato di cose cambia completamente la situazione religiosa in Italia, in cui le Province ancora tenute dai Bizantini proclamano la loro fedeltà al Patriarcato, di cui vengono costituiti numerosi vescovati e diocesi in Italia Meridionale. Tale permanenza dell'ortodossia ha modo di radicarsi molto di più presso la popolazione, ed anche le monarchie successive alla bizantina (normanna, sveva, angioina, aragonese, asburgica e borbonica) devono per forza fare i conti con essa nell'esercitare il loro potere. In modo particolare la Russia a metà Ottocento, a causa della sua vocazione di tutela delle popolazioni ortodosse, potrebbe far di tutto per proteggere il Regno di Napoli da parte di possibili nemici, creerebbe non pochi problemi a tutti i possibili invasori intromettendosi pesantemente e potrebbe evitare anche lo sbarco di Garibaldi e dei suoi Mille (proposta da Never75)
Le Crociate anticipate. L'emirato di Bari fu un piccolo staterello musulmano che sopravvisse circa trent'anni, fino alla fine dell'870. La sua caduta fu causata dalle forze congiunte di Bisanzio, dei Franchi e dei Longobardi, che riuscirono a distruggere il piccolo emirato, isolato e debole. Ma se invece questo emirato si dimostra subito forte e potente e la sua caduta non avviene così rapidamente? Nell'870, dopo vari tentativi andati a vuoto, l'Impero bizantino e il Papa, reduci da un Concilio che diede buoni risultati per entrambi, chiamano alla Crociata tutti gli stati Cristiani, per liberare Bari, la Sicilia e Gerusalemme. Cosa cambia da questa crociata a quelle canoniche? Anzitutto abbiamo un'Europa, ma anche un mondo arabo meno popoloso. Gli arabi dominano il mare, e di conseguenza il movimento dei cristiani dovrà avvenire esclusivamente via terra, attraverso l'Italia e i Balcani. Avremo due regno dei Franchi occidentali e orientali molto forti e ben disposti a combattere nella Crociata. Potrebbero partecipare anche l'Impero Bulgaro (allora all'apice della sua forza), i piccoli regni cristiani del nord della Spagna (anticipando la Reconquista) e forse il Wessex. Bisanzio sarà molto più forte e stabile rispetto al 1000 e darà un aiuto sostanziale e decisivo. Che accade? (pensata da Basileus TFT)
Alfredo il Piccolo. Il re del Wessex Alfredo il Grande si può considerare a tutti gli effetti il primo re d'Inghilterra. Egli però aveva tre fratelli che regnarono prima di lui. Alla morte dell'ultimo di loro nell'871 ereditò il Wessex. Ma se uno dei suoi fratelli vive più a lungo di lui? Il regno di Wessex riuscirà a sopravvivere anche senza Alfredo, oppure i Danesi prenderanno definitivamente il controllo dell'Inghilterra? Come cambia la storia britannica? (se lo chiede Camillo Cantarano)
La Grande Rus’. Quando il variego Oleg prese il controllo di Kyev, nell'anno 882, si venne a formare uno stato che avrebbe gettato le radici dell’attuale Russia. Ma era una costruzione effimera, e in poco tempo la Rus’ di Kyev subì moltissime secessioni, vedendo il formarsi di numerosi principati russi (Novgorod, Pskov, etc.). Ma cosa accade se Kyev riesce a mantenere un buon controllo della regione e a diventare un forte e saldo stato russo? Nel Basso Medioevo le città della Rus’ diventano grandi centri commerciali per il commercio di cera, pellicce e legname delle foreste russe, facendo concorrenza alle grandi potenze economiche dell’Italia e delle Fiandre. Quando i mongoli tenteranno l’invasione dell’Europa saranno fermati dal forte stato di Kyev e dovranno dirigersi da tutt’altra parte, magari verso Costantinopoli, così nel 1241 non avremo la battaglia di Leignitz ma quella di Nicea, o di Nicomedia, e i Paleologi non faranno in tempo a salire al potere che Bisanzio sarà già in mano mongola. Gli zar risiederanno a Kyev e non a Mosca, e alla dissoluzione dell’Unione Sovietica nessuno considererà l’Ucraina qualcosa di diverso dalla Russia (pensata da Det0)
Niente Parigi. Il re vichingo Sigfrido il 4 novembre 885 assedia Parigi con un esercito poderoso: 700 navi che imbarcano quasi 40.000 uomini! L'assedio dura un anno. Ad un certo punto Carlo il Grosso accetta a malincuore di guidare un'armata in soccorso della città ma, alla vista dei campi vichinghi, getta la spugna e cerca vilmente un compromesso con Sigfrido, suscitando tra l'altro le ire del vescovo e del conte di Parigi. I vichinghi accettano e si ritirano dietro riscatto. Solo due anni dopo un altro re franco guida di persona un raid contro il campo vichingo: l'invincibilità dei guerrieri del Nord cessa... ma mettiamo il caso che Sigfrido non accetti il riscatto e decida di scontrarsi in campo aperto con Carlo il Grosso. Che succede? Considerando le scarse capacità belliche del re franco è prevedibile immaginare una sua rapida sconfitta, facilitata anche dal terrore psicologico dei guerrieri nordici su cui aleggia un'aura di invincibilità. Con un esercito franco in rotta ed i parigini alla fame, anche l'assedio non va poi tanto per le lunghe. I vichinghi, come loro solito, depredano e saccheggiano quel che possono portar via, distruggono ed incendiano il resto. La popolazione di Parigi viene perlomeno decimata ed il Regno dei Franchi cade in preda all'anarchia per lungo tempo. I vichinghi tornano ancora molte volte a saccheggiare le coste francesi, e l'economia stessa tarda a decollare. Parigi sarà ricostruita (anche se parzialmente), ma molto probabilmente la sua storia non sarà più la stessa ed un'altra città ne prenderà il posto come capitale del Regno di Francia: forse Lione o Marsiglia (grazie a Never75)
La Papessa Giovanna. La Papessa Giovanna non solo esiste davvero, ma si rivela uno dei pontefici migliori della sua epoca. Riesce a mantenere salda la chiesa mentre l’impero carolingio va in rovina, nuovi invasori sconvolgono l’Europa e l’impero bizantino è sempre più lontano. In “politica interna” mantiene la pace tra le famiglie nobili romane e si fa benvolere dal popolo per la sua mitezza e la sua carità; questo però non le impedisce di agire con determinazione contro i pirati saraceni che imperversano sulle coste italiane. Anche la cultura è favorita, e sotto Giovanna si assiste all’ultima fase della “rinascenza carolingia”. Dal punto di vista teologico questo pontefice emana due originali bolle in cui stabilisce che le suore possano celebrare da sole l’Eucarestia e che, in casi eccezionali, anche le donne possano essere nominate vescovi. Viene anche contemplata la possibilità (puramente teorica, si intende!) che una donna possa salire al soglio pontificio. Il segreto di Giovanna viene scoperto solo alla sua morte, mentre sta già per essere proclamata santa a furor di popolo. Alla Santa Sede non resta che riconoscere il fatto compiuto; non ci saranno altre papesse nei secoli, ma alcune personalità eccezionali, come Matilde di Canossa o Caterina da Siena, saranno in effetti nominate vescovi, e la propaganda misogina del Medioevo sarà meno virulenta. Solo ai giorni nostri, dopo un’ulteriore apertura in proposito del Concilio Vaticano II, si ricomincerà a considerare la possibilità di eleggere una papessa... (originalissima proposta di Toxon)
Son Cazari amari. I Cazari avevano costruito una società ed un impero potenti, furono solo sfortunati nella guerra contro i russi. E se fossero i Cazari a vincere trasformando l'impero Russo in uno Ebraico? Probabilmente Novgorod e Mosca restano indipendenti e slave, aperte all'influenza normanna, e si cristianizzano più tardi adottando il rito latino. L'Ortodossia rimane minoritaria nella Rus', il turco-cazaro scritto con caratteri ebraici (e forse in seguito uno slavo orientale, sempre in caratteri ebraici) diventa la lingua principale. Domande: quanto a lungo i Cazari possono tenere a bada i Peceneghi ed i Cumani? Cosa succede dopo l'invasione mongola? Quanto la scelta dell'Ebraismo determina ostilità da parte di Bisanzio, del califfato e degli stati europei come Svezia, Polonia e Novgorod? L'Ebraismo khazaro è missionario? E se no, i Sirieni ed i Permiaki sono comunque cristianizzati da Novgorod? I Khan dell'Orda d'Oro potrebbero adottare l'Ebraismo invece dell'Islam, influenzando la politica religiosa ottomana (Crimea ostile anziché vassalla). Col crescere delle persecuzioni religiose in Europa e forse anche nell'Impero Ottomano, la diaspora finirà per concentrarsi in Cazaria-Orda d'Oro (come fece con la Lituania, ma molto di più). È possibile che sia la Cina Qing anziché la Russia-Orda d'Oro ad occupare gran parte della Siberia. Con quali conseguenze? In questa Timeline mancherebbero due importantissime nazioni moderne: la Russia ed Israele. L'assenza di ebrei negli USA ed in Europa occidentale dopo il Seicento come ne influenza la cultura? Non abbiamo Heine, Marx, Freud, Meitner, Einstein, Bohr, eccetera (una proposta di Filobeche)
Ho detto Creta, cretino. Nell'autunno del 911 l'imperatore bizantino Leone V invia l'ammiraglio Imerio a riconquistare Creta, caduta in mano agli arabi. L'assedio dura sei mesi, ma si conclude con un nulla di fatto. Sulla via di ritorno verso Costantinopoli, Imerio viene accerchiato dalla flotta araba, ma si salva per miracolo tornando nella capitale. Il fiasco totale aggrava lo stato di salute di Leone V, che si spegne poco dopo, lasciando il trono al fratello Alessandro, essendo suo figlio Costantino VII ancora minorenne; Alessandro riaccende la lotta contro i Bulgari, iniziando la riconquista dei Balcani che culminerà con Basilio II, lo "Sterminatore dei Bulgari". Ma se Imerio ce la fa a riconquistare Creta? Leone V non muore, sopravvive fino alla maggiore età del figlio Costantino VII, fa pace con i Bulgari e, galvanizzato dalla vittoria navale, decide di volgersi alla riconquista dell'Asia Minore, persa settant'anni prima dall'imperatore Teofilo. Le Crociate saranno organizzate dai Bizantini e non dai Franchi (ideata da William Riker)
La Grande Normandia. I capi Normanni prendono Parigi, Rollone diventa re di Francia che in poco tempo viene germanizzata (di nuovo!) e diventa solo una grande Normandia. A questo grande regno meridionale Guglielmo il Conquistatore aggiunge anche l'Inghilterra, e alla morte dell'ultimo Altavilla lo scontro tra l'impero germanico e la Normandia viene vinto da quest'ultima a Bouvines. I re di Normandia possono cosi reclamare il titolo imperiale, e la storia del XIV-XV secolo oltre che due papi vede anche tre imperi romani: Bisanzio, Normandia, e Germania (di nuovo Filobeche)
I musulmani nel sud d'Italia/2. Dopo Alarico, i miasmi cosentini fermarono un altro conquistatore troppo ambizioso: Ibrahim II, emiro dell'Ifriqiya (la regione che comprendeva l'attuale Tunisia, parte dell'Algeria e una fetta di Libia), partito dall'Africa con intenzioni a dir poco bellicose. Il 1 agosto 902 aveva praticamente completato la conquista della Sicilia con la presa di Taormina; poi, preso dall'entusiasmo, aveva iniziato una guerra santa con la quale intendeva raggiungere Roma, distruggere la città e con essa la sede papale, ed infine portare il suo attacco fin nel cuore dell'Impero romano d'Oriente, a Costantinopoli, prendendola da ovest anziché da est. A ottobre era appena arrivato a Cosenza; grazie alle preghiere di sant'Eha il Giovane, come raccontano i Bizantini, o ad un miracolo di san Pietro annunciato da una pioggia di stelle, come credono i cristiani latini, Ibrahim mori di dissenteria e le sue truppe, allo sbando, si ritirarono. Ma senza quel bacillo? Forse Ibrahim II non sarebbe comunque riuscito a conquistare nulla più del meridione d'Italia. Ma già un Sud musulmano contrapposto al Centro e al Nord cristiani avrebbe modificato in modo sensibile la storia della Penisola, che forse non si sarebbe mai riunificata; ed oggi le donne napoletane porterebbero il burqa... (proposta da William Riker)
Monferrato/1. Guglielmo I, capostipite dei Marchesi del Monferrato, ed i suoi figli hanno la meglio sugli antenati dei Savoia, ed il Piemonte è unificato sotto la dinastia Aleramica fin dal X secolo. Come cambia la storia del Piemonte e dell'Italia? (prima ucronia dedicata al Monferrato da William Riker)
Carlo III il Complicato. Carlo III il Semplice, re di Francia della dinastia dei Carolingi, dovette lottare per tutta la durata del suo regno contro i grandi baroni feudali, e in particolar modo contro il Duca di Borgogna Riccardo, il Conte di Parigi Roberto (fratello del Re Oddone) e il conte Erberto di Vermandois. Nel 922, il cattivo andamento della guerra contro la Lotaringia convinse i grandi feudatari a rivoltarsi ed eleggere nuovo re il conte di Parigi Roberto. Nel corso della lotta che seguì, Roberto rimase ucciso nella battaglia di Soissons. Carlo III però fu sconfitto ad opera del Conte Erberto che lo imprigionò; l'assemblea dei baroni elesse re allora il Duca di Borgogna Rodolfo. Nel 925 Erberto di Vermandois si ribellò a Rodolfo e liberò Carlo allo scopo di utilizzarlo come sua pedina, ma Carlo fu di nuovo sconfitto e imprigionato da Rodolfo. Carlo III morì il 7 ottobre 929 in prigione; suo figlio sarà incoronato re come Luigi IV, ma dovrà lottare in continuazione contro Ugo il Grande, figlio di Roberto e conte di Parigi, che alla fine imporrà come re suo figlio Ugo Capeto, dando inizio alla nuova dinastia dei Capetingi. Ma se Carlo III il Semplice batte Erberto o Rodolfo o entrambi? I Capetingi non ascendono, e con loro neppure i Borboni: i Carolingi restano al potere e la storia d'Europa cambia decisamente rotta (di nuovo William Riker)
Ugo d'Arles il Conquistatore. Nel 924 salì nel Regno d'Italia (che allora era pienamente indipendente dal Sacro Romano Impero Germanico poiché esso era dilaniato dalle lotte intestine per il potere) prese l potere Ugo di Provenza, che provò ad espandersi nella penisola ma fallì miseramente a causa dei potenti signori feudali Italiani. Ma se per ipotesi si fosse sbarazzato di tutti suoi rivali e al più acerrimo, Berengario II d'Ivrea avesse promesso in sposa la figlia Alda e di nominarlo suo erede al trono d'Italia, avrebbe avuto un esercito abbastanza forte da conquistare un regno esteso dal Rodano all'Illirico, dalla Rezia e dal Norico sino alla Sicilia. Come potrebbe essere un potente Regno d'Italia durante il Medioevo che potrebbe diventare una salda monarchia nazionale come avvenne in Francia, Inghilterra e Spagna? Come potrebbe essere l'età moderna senza le guerre per il controllo dell'Italia? Magari potrebbe tentare la via colonialismo americano. Ed infine a cosa si potrebbero dedicare tutti i protagonisti del Risorgimento con l'Italia già unita da 932 anni? (un parto della fantasia di Kalos1597)
Porfirogenito. Nel 926, al compimento della maggiore età, Costantino VII Porfirogenito elimina il suo tutore Romano I Lecapeno e non deve aspettare il rovesciamento di questi, nel 944, per salire effettivamente al trono. In quegli anni una terribile carestia, dovuta ad un improvviso riscaldamento del clima, porta molti contadini a cedere le loro terre ai grandi proprietari terrieri o ai conventi, che dispongono di grandi scorte di grano, e quindi riescono a superare la carestia. Le grandi famiglie patrizie accumulano in questo modo grandi patrimoni che usano per offrire protezioni più efficaci di quelle dell'imperatore ai contadini-soldati, conquistando così la loro fiducia. Nasce perciò un vero e proprio braccio di ferro tra i grandi proprietari terrieri e l'imperatore bizantino, che rischia di sfociare in conflitto aperto. Romano I nella nostra Timeline risolve il conflitto a proprio vantaggio con grande energia, ma che accade se Costantino VII non ha altrettanto polso e viene deposto? La dinastia macedone ha fine con anticipo, Basilio II il Grande (figlio di Costantino VII) non regnerà mai, non riconquisterà il regno dei Bulgari e questi riusciranno a sopraffare Costantinopoli. Fine anticipata dell'impero di Bisanzio, senza questo baluardo i Turchi Selgiuchidi potrebbero farcela ad espandersi anche in Europa (sempre William Riker)
Il papato ereditario. La figura di Marozia è poco conosciuta dagli storici minori, ma lei è protagonista di uno dei periodi di maggior decadenza morale del Papato, la pornocrazia. Infatti questa donna, appartenete alla famiglia dei conti di Tuscolo (da cui avrebbero avuto origine anche i Colonna), riuscì far eleggere al soglio pontificio molti dei suoi amanti o dei suoi figli. Il culmine si toccò con Giovanni XI, figlio di Marozia ed eletto papa a 21 anni. La sollevazione poi di suo figlio Alberico fece in modo che la situazione non degenerasse ed instaurò una dittatura destinata a durare 22 anni. Ma se invece Giovanni XI emana una bolla in cui dichiara lo Stato Pontificio una proprietà dei Tuscolo? Quale sarà la reazione dell' imperatore del Sacro Romano Impero? Invece di emanare il Privilegium Othonis, Ottone I, vedendo la decadenza e la corruzione dell' Urbe, decide di creare una Chiesa Scismatica? (proposta da Camillo Cantarano)
La Cina Meridionale. La rivolta dei Ngo del 939 fallisce, e il Vietnam settentrionale rimane una provincia cinese col nome di An-nan. Nel corso del tempo si ha un'espansione verso sud a spese del Champa, che di fronte al superiore potenziale militare cinese viene assorbito con molto anticipo, probabilmente già all'epoca di Qubilay. Il Tonchino è a maggioranza Han e non si ha l'Insediamento dei "Tai Bianchi", che rappresentano la seconda etnia del nostro Vietnam. Il popolo Viet (che è originario della Cina meridionale) si sposta ulteriormente a sud e ad ovest: rimanendo soggetto della Cina, occupa molto presto il Delta del Mekong e/o la Piana delle Giare ed il resto del nostro Laos. Quindi i Lao non passano il Mekong, e il loro centro rimane Chiang Mai in Thailandia, impedendo l'unità etnica siamese a tutto vantaggio della Cina ma anche, in parte, degli Khmer. Il Mekong diventa il terzo grande fiume nella cui valle si sviluppa la civiltà cinese, relegando i popoli non Han sulle colline. Possibile che in epoca Ching si arrivi alla sinizzazione di tutta l'Indocina orientale? Con quali conseguenze sul mondo moderno? (se lo chiede l'esperto Falecius)
Edmund d'Inghilterra. Il 26 maggio 946 re Edmund d'Inghilterra scampa all'assassinio da parte di un ladro e rinnegato che ha riconosciuto tra la folla e tentato di catturare. Sul trono non gli succede il fratello Edred, uomo molto religioso ma purtroppo sempre in cattiva salute. Come prosegue il regno di Edmund? (prima ucronia sassone di William Riker)
La battaglia di Lechfeld. Ottone I muore nella Battaglia di Lechfeld. Come cambia la storia europea senza gli Ottonidi e con i magiari che continuano ad avanzare nell'Europa centrale con un'economia basata sul saccheggio? (se lo chiede Lord Wilmore)
La Sacra Repubblica Romana. Alberico II, in punto di morte, decise di dare un futuro al figlio Ottaviano facendolo eleggere papa. Ma se invece decide di nominarlo console della Sacra Repubblica Romana, fondata da lui, e riesce a secolarizzare il Ducato Romano? (altra idea di Camillo Cantarano)
San Dunstano Martire. Il 23 novembre 955, alla morte di re Edred, sul trono d'Inghilterra gli succede il nipote Edwing, di soli 16 anni. Questi entra subito in conflitto con San Dunstano, abate di Glastonbury, per via dei suoi costumi licenziosi. Secondo la tradizione, Dunstano lo sorprende ad amoreggiare con una nobildonna di nome Etelgive; infuriato, lo apostrofa duramente davanti a tutti i nobili, accusandolo di adulterio. Edwing inghiotte amaro ma poi, incitato da Etelgive, lo insegue e saccheggia il monastero il monastero di Glastonbury. San Dunstano riesce a fuggire via mare e a mettersi in salvo sul continente. Ma che succede se Edwing cattura San Dunstano e lo fa passare per le armi, come accadrà due secoli dopo a Thomas Beckett? Suo frarello Edgar, molto pio e devoto alla Chiesa, resterà con le mani in mano? E noi come faremo a ricostruire la storia dei Sassoni, senza le le "Cronache Anglosassoni" di San Dunstano? (seconda ucronia sassone di William Riker)
La Provenza Saracena/1. Nel 960 un gruppo di Saraceni si stanzia a Frainet, in un luogo imprendibile via terra, e comincia a fare razzie nei territori della Borgogna e persino dell'attuale Svizzera. Verranno scacciati dal Marchese del Piemonte e dal Duca di Provenza solo nel 973. Ma cosa succede se i Saraceni riescono a mantenere la loro roccaforte? Entro poche decine d'anni di lotte abbandonano le razzie e conquistano le zone circostanti alla città, e dopo alcuni secoli vediamo formato un potente stato arabo in Provenza; che sarà distrutto solo da Napoleone (ideata da Det0)
La Provenza Saracena/2. Alternativa all'ucronia precedente. La fortezza dei Saraceni in Provenza, di cui sono visibili ancor oggi le rovine, era solo una roccaforte di pirati, troppo piccola per dare vita ad uno stato indipendente. Piuttosto che ad un emirato provenzale si potrebbe pensare a delle città-Stato saracene molto più difficile a sconfiggere e da scacciare una per una. Queste città Stato potrebbero sopravvivere più a lungo, e si può immaginare la formazione di una minoranza storica musulmana in Francia, un gruppo di musulmani sudditi del re dopo la riconquista da parte di Parigi. Come evolve il loro Islam ne contesto della società francese? Potrebbero fare nascere un Islam occidentalizzato, che oggi sarebbe rivale del wahhabismo? (se lo domanda il provenzale Perchè no?)
Rivoluzione Industriale Cinese. Nel 960 Tai Zu riunificò la Cina dopo il periodo delle Cinque Dinastie e dei Dieci Regni, e fondò la Dinastia Song. Molti storici hanno posto l'accento su quella che può essere definita una vera e propria "rivoluzione industriale" in compiuta: in Cina esistevano "fabbriche" addette alla produzione in serie di manufatti in Porcellana unicamente per l'esportazione, altre unicamente per il consumo a corte, altre per la vendita locale. Lo storico Robert Hartwell ha stimato che la produzione di ferro in Cina sia aumentata di sei volte dal 806 al 1078 e che in quest'ultimo anno in Cina se ne producessero 125.000 tonnellate l'anno (il doppio della produzione britannica del 1788). L'introduzione del cotone, specialmente a sud, costituì una enorme nuova risorsa e una nuova industria tessile. Le cartiere prosperarono nel Zhejiang così come la produzione di lacca. La produzione di polvere da sparo e cannoni permise di fronteggiare invasioni degli Xi Xia durante il periodo dei Song Meridionali. Cannoni furono adattati alle enormi giunche da carico per i commerci marittimi. La capitale Hangzhou era più popolosa di qualsiasi altra città europea coeva. Nonostante questi ed altri grandi progressi, tuttavia, a causa del mancato sviluppo di una classe borghese capitalista, non vi fu mai, durante la dinastia Song, una vera e propria rivoluzione industriale così come la si intende oggi. Ciò è dovuto anche ad una visione non scientifica della realtà, alla costante sovrabbondanza di manodopera a basso costo, alla mancanza di leggi che proteggessero la proprietà privata e la libertà individuale, e soprattutto all'enorme prestigio che aveva la burocrazia statale. Ma se la Rivoluzione Industriale scoppia in Cina con 750 anni di anticipo su quella europea, come cambia la storia del mondo? (se lo chiede Lord Wilmore)
L'Irlanda Saracena. Nel X secolo i Saraceni, provenienti dalla relativamente vicina Spagna, tentano l'insediamento in Irlanda. Il territorio è ancora molto poco urbanizzato e relativamente poco popolato, soprattutto nelle regioni occidentali. Vedremo quindi sorgere un emirato esteso a tutto il Munster con capitale Cork, che diventerà la più popolosa città dell'isola, una piccola Cordova nelle isole britanniche. Il relativo isolamento e la mancanza di una vera e propria società urbana gioverà all'espansione dell'Islam, che potrà consolidarsi per dare origine a una inedita cultura gaelico-musulmana. Vi è poi la possibilità concreta di sbarchi saraceni in Cornovaglia, ed allora nell'immaginario popolare Re Artù diventerà il campione della lotta contro i musulmani, e il ciclo bretone non sarà amoroso, ma epico come quello carolingio... Detto ciò, i Saraceni irlandesi potrebbero rivelarsi incapaci di unificare l'Isola, ma una forte presenza musulmana nelle Isole britanniche significherà molte cose nella storia moderna. Quali? (pensata da Renato Balduzzi)
L'Impero Romano della nazione Longobarda. Ogni estate a Maccagno (VA) una parata in costume rievoca un'antica tradizione, secondo cui Ottone I di Sassonia fece naufragio nel 962 sul Lago Maggiore mentre muoveva contro il suo rivale Berengario, e fu salvato dai pescatori di Maccagno; riconoscente, il futuro imperatore concesse l'indipendenza del feudo e il diritto di conio di una moneta. Ma che succede se i pescatori di Maccagno sono troppo impegnati nelle loro attività, e Ottone annega? Ad essere eletto imperatore è Berengario. Il centro dell'impero rimane in Italia (a Milano o a Pavia); la Germania, senza il fardello dell'impero, segue la strada della Francia ed entro la fine del XIII secolo è uno stato unito e compiutamente feudale. L'Impero Italico è più piccolo di quello Germanico ed anche meno superbo. La sfida con il papa può essere vinta, ma quella con la Francia? Si tornerà ad un impero Carolingio con i sovrani della dinastia Capetingia incoronati a Roma? E l'Impero può essere di aiuto nell'unificare l'Italia? Un potere centrale più vicino in teoria vorrebbe una maggiore unità ed una minore propensione alla secessione. I comuni si sviluppano? E se sì, come? Il Sud d'Italia fa certamente parte delle rivendicazioni imperiali, ma come recuperalo? E poi Bisanzio accetterà gli Italiani come pari, o considererà anche loro come barbari? (ideata da Filobeche)
Pavia capitale. Pavia resta capitale di un Regno italico abbastanza esteso. Per questo è necessario che il Re sia l'Imperatore o un Angiò, ma senza essere Re anche di Sicilia (e più tardi anche di Napoli): dunque un Imperatore tedesco a Pavia con sottomissione di Comuni padani e toscani e magari di Genova, se non anche di Venezia) e un Re Angioino in Sicilia e poi a Napoli; oppure un Angiò Re d'Italia e contemporaneamente Podestà di tutt i Comuni, ma con un'altra dinastia inelle Due Sicilie. Come cambia la storia d'Italia? (se lo chiede Bhrg'hros)
Roma capitale. Papa Giovanni XII, pur di liberarsi dalla grande influenza di Ottone I, trattò con Adalberto e Berengario II. Ma se questa trattativa si trasforma in un alleanza per cacciare Ottone, c'è una guerra e l'Italia si stacca dalla Germania? A sostenere Berengario, oltre al papa, ci potrebbero essere i bizantini (che hanno paura che Ottone possa strappare loro, per vie diplomatiche o no, il sud Italia). Se Ottone perde, sarà revocato il privilegio ottoniano, il Papa aiuterà i bizantini a conquistare dei ducati longobardi, e gli saranno assegnati i privilegi di cui nella nostra Timeline godrà solo dopo la lotta per le investiture (questa è di Camillo Cantarano)
La Grande Bulgaria/1. Lo Zar Simeone o lo Zar Samuele di Bulgaria riescono a conquistare Costantinopoli; tra l'altro anche nella nostra Timeline Simeone è stato dichiarato tutore del giovane principe Costantino VII Porfirogenito, tuttavia Romano I Lecapeno si dimostrò più furbo. E se elimina l'erede e costituisce un grande impero balcanico sotto guida bulgara? (anche questa è una proposta di Filobeche)
La Grande Bulgaria/2. A Costantinopoli Basilio II é vinto da Bardas I Skleros, grande aristocratico dell'Asia minore, e l’impero bizantino si volge totalmente alla riconquista contro gli Arabi. Lascia anche svilupparsi l’impero bulgaro diventato troppo potente (forse si alleano, ma è poco probabile). Nascita di una grande potenza balcanica. L’area rimarrà fino all’età moderna, anche dopo la fine di Bisanzio, unita sotto la bandiera bulgara, che riprenderà la tradizione e il titolo imperiale bizantino. Resisterà con forza all’avanzata ottomana ed unirà etnicamente la zona. I Balcani risultano oggi uniti politicamente e etnicamente, niente polveriera all’inizio del XX secolo e niente guerre etniche nel presente (un'idea di Perchè no?)
Capo Colonna. Grazie anche all'aiuto dei bizantini, il 14 luglio 982 l'imperatore Ottone II ce la fa a sconfiggere i Saraceni in Calabria, nella Battaglia di Capo Colonna. Il mediterraneo, grazie a lui, diventa libero dai pirati, che non rappresentano più una minaccia per i commerci marittimi. Come cambia la storia? (farina del sacco di Camillo Cantarano)
La Russia cattolica. Santa Olga, moglie di Igor, convertitasi in tarda età, chiese ad Ottone il Grande dei missionari per convertire i Variaghi. Ottone spedì il monaco benedettino Adalberto che, giunto a Kiev, trovò al potere, invece della pia donna, il figlio Svjatislav, all'epoca pagano, e tornò in Germania. Ma se invece fosse rimasto, e Kiev fosse stata fedele a Roma, invece che a Costantinopoli? E se la Russia nel 1500 fosse stata sconquassata della Riforma Protestante e dalle guerre di religione? La Russia sarà meglio integrata alle altre nazioni europee? (di nuovo Lord Wilmore)
La Russia islamica. Ahmad Ibn Fadlan a Bulgar incontra i mercanti norreni. Invece di essere disgustato dalle loro barbare usanze e di tornare a Baghdad, decide di predicare loro il Corano; conversione dei Variaghi e quindi della Russia all'Islam. Che accade? (dodicesima ucronia islamica, ancora proposta da Lord Wilmore)
La Russia Buddhista. I Russi, invece di entrare nella sfera di influenza dell'Impero Bizantino, entrano in quella asiatica, assorbendo la religione buddhista. Il momento ideale può essere il periodo di dominazione mongola. I Russi, di lingua slava, insieme ad altri popoli affini ai confini dell'Europa, danno origine a un grande impero di stampo buddhista. Come si svolgerà la storia della Russia? Pietro il Grande, nell'edificare Pietroburgo, guarderà all'Europa o piuttosto alla Cina? L'Impero Russo buddhista si espanderà lo stesso in Occidente? E la Rivoluzione d'Ottobre avrà luogo? (se lo chiede Renato Balduzzi)
Luigi V il Lavoratore. Luigi V il Fannullone, re di Francia figlio di Lotario IV, non muore il 21 maggio 987 dopo appena un anno (la brevità del regno gli valse nella nostra Timeline l'ignominioso soprannome), presumibilmente avvelenato per ordine della madre Emma o dello zio Carlo, ma continua per molti anni la sua guerra contro la dinastia rivale dei Robertingi, incarnata da Ugo Capeto. Dopo aver eliminato i nobili favorevoli ai Capetingi, riprende una politica espansionistica verso il Reno, tesa all'incorporazione della Lotaringia come obiettivo minimo, e alla ricreazione dell'impero di Carlo Magno come obiettivo massimo. In caso di stallo con gli Ottonidi, spartizione della Lotaringia dopo anni di lotte. Tuttavia, rispetto alla nostra linea temporale, essendo Luigi V legittimato al governo, in Francia non ha inizio il predominio dei grandi feudi, mentre l'Italia e la Germania ottoniana si sfasciano in tanti staterelli in continua guerra tra loro. Come cambia la storia di Francia? (made in William Riker e in Perchè no?)
Tra moglie e marito... Teofane va sposa ad Ottone II di Germania, che non muore di malattia. Alla morte di Basilio II il principe tedesco, che parla latino e greco, muove su Bisanzio facendosi portatore di un diritto all'impero dovuto a sua moglie. Con la Germania e l'impero d'oriente unificati non c'è spazio né per i comuni né per i Normanni. Palermo, pur non diventando la Corte di un regno, diventa la città più importante del mondo di allora, più o meno al centro del rinnovato impero romano. Come Ottone possa gestire l'orgoglio dei Bizantini è più difficile da spiegare, ma all'epoca le relazioni erano meno difficili di come sarebbero state in seguito (ancora una pensata di Filobeche)
Edoardo I se la cava. Anno del Signore 978: i monasteri inglesi stanno subendo continui attacchi da parte dei nobili, che vogliono impossessarsi dei loro beni e delle loro terre, essendo in corso una grave carestia. Il re Edoardo I e l'arcivescovo di Canterbury San Dustano tuttavia si levano a favore della Chiesa e dei monasteri, per cui alcuni nobili si alleano per eliminare Edoardo a favore del fratellastro Etelredo. Il 18 Marzo il re Edoardo sta partecipando a una battuta di caccia con i suoi cani vicino a Wareham in Dorset, quando decide di andare a trovare suo fratello minore Etelredo, che vive con la madre Elfrida nel castello di Wareham. Separatosi dagli altri, va da solo nel castello; Elfrida gli offre una tazza di idromele, e mentre beve è accoltellato alle spalle da un killer della regina; i nobili ostili a Edoardo innalzano subito al trono Etelredo, che all'epoca ha solo 10 anni, sotto la reggenza di Elfrida. Ma che succede se Edoardo I, detto il Martire nella nostra Timeline, cambia zona per la sua battuta di caccia e si tiene alla larga da Wareham? O se la congiura è scoperta, Elfrida è squartata viva e il giovane Etelredo è chiuso in un monastero? (terza ucronia sassone di William Riker)
Il Regno di Amalfi. Nel 981 Mansone, duca di Amalfi che con lui raggiunse il massimo splendore, sconfisse e depose Pandolfo II, signore di Salerno, grazie anche al placet dell'imperatore Ottone II. I salernitani però non sopportarono il suo governo dispotico, e due anni anni dopo ne scossero il giogo. Ma che accade se Mansone è più accorto, e lui e i suoi discendenti riescono a conquistare tutta la Campania e poi tutto il meridione d'Italia, dichiarandosi formalmente vassalli del Papa? Ce la faranno a resistere ai Normanni? E se Amalfi sconfiggesse anche Pisa e Genova nella guerra per il predominio sul Tirreno? Come cambia la storia d'Italia? (proposta da William Riker)
Barba (Bi)Forcuta. Nel 985 Harald Dente Azzurro, re di Danimarca, scopre la congiura organizzata da suo figlio Sven Barba Forcuta per eliminarlo, lo fa giustiziare e lascia il regno al figlio Haakon il Buono. Canuto il Grande non nascerà mai e la Danimarca non emergerà come grande potenza del nord (ancora William Riker)
La grande casa di pietra. A cavallo tra il IX e il X secolo si colloca la costruzione del Grande Zimbabwe, una colossale fortezza in pietra situata a nord del fiume Limpopo nell'attuale stato di Zimbabwe, che da esso trae il nome. Si tratta in effetti della prima grande civiltà urbana dell'Africa Nera, centro dell'impero di Monomotapa, noto per la sua ricchezza d'oro e di altri materiali preziosi, che commerciava con gli Arabi lungo le coste della Tanzania e del Mozambico. Le rovine comprendono il palazzo reale, chiamato "imba huru" (il "grande recinto"), il cui muro principale è alto 10 metri e lungo 250, per un totale di 15.000 tonnellate di pietra, che giustificano molto bene la denominazione del sito (Zimbabwe deriva probabilmente da "ziimba rebwe", che in lingua Shona significa "grande casa di pietra"). Quando arrivarono i portoghesi, nel XVI secolo, il sito era già abbandonato da tempo per ragioni ignote, e l'archeologo razzista tedesco Karl Mauch, che lo riscoprì nel 1871, si rifiutò di credere che esso fosse il frutto di una civiltà nera, pretendendo di identificare in esso la biblica Ofir, cioè il mitico palazzo della Regina di Saba, frutto quindi dell'opera di bianchi. Solo l'opera dell'archeologa inglese Gertrude Caton-Thompson nel 1931 dimostrò inconfutabilmente che lì la Regina di Saba non c'era mai stata, e che gli Shona erano stati capaci di erigere una grande civiltà monumentale. Immaginiamo che la civiltà di Monomotapa si trasformi in un grande impero simile a quello romano o cinese, esteso a tutto l'Africa Australe fino ad Angola e Kenya, e che sopravviva fino ai giorni nostri. Certamente i portoghesi da ovest e gli arabi da est dovranno fare i conti con una grande potenza non facilmente piegabile, ed i coloni boeri ed inglesi rischieranno sicuramente di essere ributtati a mare. Come prosegue la storia dell'Africa, dominata a sud da questo impero ricchissimo e potente? (concepita da William Riker)
Vichinghi in America. Un classico: la spedizione di Erik il Rosso, seguendo le informazioni del monaco irlandese San Brendano, ha successo ed inizia una cospicua colonizzazione vichinga delle americhe. La colonia cresce sia con immigrati dall’Europa che con la conquista dei nativi appartenenti alla nazione Micmac. La capitale di Vinland è fissata a Eriksborg e nel 999 vi è inviato un vescovo cattolico. La forma di governo è una repubblica aristocratica, e Vinland, alleata all'Islanda ed alla Groenlandia, arriva a sbarcare sul continente... (ecco l'idea di Filobeche)
Le piramidi nordamericane. A Cahokia (Illinois), sulle rive del Mississippi, fiorì una civiltà che eresse grandi piramidi a terrazza, analoghe a quelle dei popoli centroamericani. La città da essi fondata, di cui non conosciamo neppure il nome, divenne il centro abitato più popoloso del Nord America e, al momento dell'apogeo, arrivò ad ospitare oltre 40 mila abitanti; solo Filadelfia nell'ottocento le avrebbe strappato il primato. A poco a poco la grande città, del diametro di quasi due chilometri, decadde e sparì, forse a causa di malattie dovute alla sovrappopolazione o a una crisi ecologica causata dall'eccessivo sfruttamento delle risorse naturali (qualcuno però parla anche di guerre intestine per il predominio). Ma che accade se Cahokia dà vita ad una grande ed agguerrita civiltà urbana, con altri centri sparsi nella valle del Mississippi, costruzioni in pietra e forse un sistema di scrittura? La penetrazione dei coloni inglesi e francesi potrebbe essere molto più difficoltosa (proposta dal solito William Riker)
Medioevo tecnologico. Questo risultato si può conseguire con l'arrivo dalla Cina di bussola, stampa e polvere da sparo già prima del mille. Si può pensare alla macchina a vapore inventata da Leonardo da Vinci ed al parafulmine introdotto da Evangelista Torricelli, vissuto più a lungo della nostra Timeline. In questo caso già nel settecento si può instaurare una tecnologia nucleare, e magari il Barone di Münchhausen sulla Luna ci va davvero, ma con un Saturno V, e non scalando una pianta di fagioli avviticchiatasi ad uno dei corni del satellite. A quest'ora potremmo essere già a bordo dell'Enterprise o di Babylon V, sempre se Francesi e Austriaci non si sono disintegrati reciprocamente a colpi di bombe atomiche durante le guerre napoleoniche... (la solita boutade di William Riker; ecco alcuni appunti su questo tema)
Revival lotaringio. Il regno di Ugo Capeto fu molto difficile, e ci sono mille occasioni in cui il primo capetingio avrebbe potuto morire o non esistere del tutto. Ad esempio nel 987, malgrado l'influenza del vescono Adalberone, Ugo Capeto non viene eletto re dei Franchi, l'assemblea offre la corona all'ultimo dei Carolingi, Carlo di Lorena (o Bassa Lotaringia), forte della sua legittimità dinastica. La dinastia carolingia prosegue in Francia fino a un'epoca indeterminata. Carlo IV di Francia era già agli ordini di Ottone II: il suo regno segna l'inizio di un dominio durevole sulla Francia Occidentale che rimane parte dell'Impero, e più tardi il suo re diventerà uno dei Grandi Elettori. Niente Francia come la intendiamo noi, ma un Impero esteso alla Germania e alla Francia. Ugo Capeto voleva la corona e si sarebbe ribellato, ma il 31 marzo 991 è lui ad essere sconfitto ad Orlèans. Parigi presa non diventerà mai capitale, Reims o Laon prendono il suo posto). Ovviamente i grandi duchi della Francia (Normandia, Aquitania, Tolosa, Fiandra ecc.) conseguono un'indipendenza de facto, ed è possibile vederli diventare regni indipendenti ufficialmente parte dell'impero: la Normandia e poi l'Aquitania potrebbero allora veramente entrare a far parte del regno d'Inghilterra, Tolosa potrebbe immischiarsi nelle vicende spagnole, la Provenza sarebbe più orientata sulla Borgogna o forse sull'l'Italia (ideata dal francese Perchè no?)
L'Impero Capetingio. Ugo Capeto, re di Francia dal 987 al 996 ed iniziatore della dinastia Capetingia, o suo figlio Roberto II, re dal 996 al 1031, approfitta del declino della dinastia ottoniana e si fa incoronare Sacro Romano Imperatore. I destini della Francia e della Germania da qui in poi restano uniti, niente Federico Barbarossa ma al suo posto cala in Italia Filippo II Augusto. Come cambia la storia d'Europa? (proposta a quattro mani da Bhrg'hros e da William Riker)
Lunga vita ad Adelaide. Nella vita dell'imperatore Ottone III, oltre alla madre Teòfano ebbe un ruolo decisivo anche la nonna paterna, Santa Adelaide di Borgogna, vedova dell'imperatore Ottone I di Sassonia. Orfano di padre a soli tre anni, il giovane sovrano fu sottoposto alla tutela congiunta di Teòfano e Adelaide, nominata anche reggente d'Italia. I rapporti tra le due regine furono estremamente burrascosi, ma nel 991 Teòfano morì, lasciando campo libero alla suocera, che resse l'impero a nome del nipote fino al 995, anno in cui Ottone III raggiunse i 15 anni e fu investito dei suoi poteri imperiali. L'influenza di Adelaide, grande protettrice dei monaci cluniacensi, è ben visibile nel sogno di Ottone di rifondare l'impero su basi cristiane. Santa Adelaide morì il 16 dicembre 999, a pochi giorni dallo scoccare dell'Anno Mille, a 68 anni di età, e fu poi proclamata santa nel 1097 da Papa Urbano II. Ma che accade se vive più a lungo e continua a consigliare il nipote? Il suo amore per la pace e il desiderio di fondere Germania ed Italia in una sola nazione consentiranno ad Ottone di realizzare il suo sogno? (scritta da William Riker)
L'impero ottoniano-macedone. Ottone III di Sassonia chiese a Basilio II di Costantinopoli una sua nipote in sposa, in modo che, se avesse avuto da lei un figlio, questi avrebbe governato su un impero esteso dalla Germania all'Armenia. Basilio II accettò e gli inviò Zoe, la più bella di tutte le sue nipoti, figlia di suo fratello Costantino VIII. Ma Ottone III purtroppo morì prematuramente di febbre. E se sopravvivesse e riuscisse a domare la ribellione romana del 1001? Suo figlio Ottone IV riunirà davvero i due imperi; grazie alle truppe germaniche, il ritorno degli Arabi potrà essere fermato e il Santo Sepolcro conquistato ancora prima (non poteva che venire da William Riker)
Renovatio Imperii. Alternativa all'ucronia precedente. Ottone III non muore, riforma l'impero tedesco sul modello Greco e la Germania diventa una nazione unita come la Francia (proposta da Filobeche)