Il peccato originale non ha luogo (prima ucronia biblica proposta da Bhrg'hros e dal Marziano, che ha pensato a questo sviluppo)

Abele fa fuori Caino. Abele sopravvive all'agguato da parte di Caino, o addirittura è lui ad uccidere il fratello maggiore. Di conseguenza non si chiamerà neppure Abele, il cui nome vuol dire "cosa breve". Quest'ucronia, apparentemente estemporanea, ne porta con sé un'altra importantissima: i pastori nomadi la spuntano sulle nascenti civiltà cittadine, e le grandi civiltà monumentali dell'Età del Rame non nascono (infatti Caino, dopo l'assassinio di Abele, secondo Gen 4,17 costruì la città di Enoc): le città sono simbolo di stanzialità e servono ai contadini per riparare dentro le loro mura magazzini per i raccolti, fucine per la realizzazione di attrezzi e, naturalmente, per difendersi dai predoni nomadi che cercano di conquistare le risorse idriche per il loro bestiame, togliendole con la forza ai contadini. Data la differente produttività dell'allevamento rispetto all'agricoltura e lo stile di vita nomadico, si avrà un tasso di urbanizzazione assai più basso del nostro, e presumibilmente il predominio del modello cantonale rispetto a quello basato sulla polis. Accadrà così che oggi metropoli come New York, Parigi e Roma somiglieranno alla mongola Örgöo (oggi Ulaan Bator, capitale della Mongolia), nata a 400 Km di distanza dal sito attuale e poi spostata 20 volte con tutte le tende che la formavano al posto delle case, oppure a Bir Shalatin, un paesone del sud egiziano che il venerdì si riempie di mercanti di cammelli e negli altri sei giorni diventa una città fantasma... (seconda ucronia biblica di William Riker)

Il processo antidiluviano. « Lamech disse alle mogli: "Ada e Zilla, ascoltate la mia voce; mogli di Lamec, porgete l'orecchio al mio dire: ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido. Sette volte sarà vendicato Caino, ma Lamec settantasette!" » (Genesi 4, 23-24). Secondo il mito rabbinico, ripreso anche da alcune tradizioni medievali, l'uomo ucciso da Lamec era proprio Caino, ed il ragazzo era un figlio dello stesso Lamec. Secondo il libro di Robert Graves "I Miti ebraici", la madre del ragazzo ucciso citò in giudizio suo marito davanti al vecchio Adamo, ancora in vita, formulando il seguente capo d'accusa: "Uccise tuo figlio ed il mio." Proviamo ad immaginare come si può essere svolto il processo? (terza ucronia biblica del Marziano)

Heimat. E se gli stati come oggi li conosciamo non fossero disegnati da guerre, alleanze, conquiste, spostamenti, ma solo dall'evoluzione (indipendente da stato a stato) delle popolazioni locali, grazie ad una ipotetica sorta di consuetudine dell'uomo che lo stato, e in generale il dominio, non è il primo principio da seguire? Certamente i confini non saranno netti né tantomeno paragonabili ai nostri. Senza spostamenti ogni insediamento umano avrà la propria lingua e una propria cultura, più o meno come è accaduto nella Nuova Guinea. Postulando l'assenza di stati e guerre, molto probabilmente il progresso culturale sarà tutto a favore dell'etica. L'uomo seguirò una moralità stoica, basata su regole fisse e immutabili, ed un'esistenza epicurea, basata sulla libertà e sul piacere della vita. Stiamo forse descrivendo il giardino dell'Eden? Niente toglie che, con un po' di consapevolezza globale, l'essere umano sarebbe capace di creare una società civilizzata basata sul ragionamento e non sull'istinto... (un'ipotesi davvero utopica di Ded17 e di Renato Balduzzi)

Eterofobia. Nell'età antica molte piccole civiltà consideravano l'eterosessualità come qualcosa di immorale: il sesso opposto era visto solo come strumento per procreare ed avere una discendenza e nient'altro, l'amore era riservato esclusivamente tra donne e donne ed uomini e uomini. Ciò accadde nell'Oceano Pacifico, ma anche nell'antica Grecia. Che cosa accade se presso l'umanità è l'eterosessualità ad essere vista sotto una cattiva luce, senza alcun pregiudizio omofobo? La stessa Chiesa potrebbe non opporsi alle unioni omosessuali sono permesse: me lo vedo Gesù a cui portano un omosessuale da lapidare e Lui dice: "Chi di voi non ha mai peccato finora, scagli la prima pietra"... Come cambia la storia umana? (altra stramba idea di Ainelif)

La locomotiva a quattro zampe. L'umanità scopre la forza del vapore prima della ruota. Ne consegue la ricerca di sofisticati mezzi di locomozione ispirati alla falcata dei quadrupedi... (una bizzarra idea di Renato Balduzzi)

La civiltà dallo strano nome. Più di 7000 anni fa i territori delle attuali Romania, Moldova ed Ucraina erano abitati da una civiltà neolitica, i Cucuteni-Trypillia (il nome, che sembra più che altro uno scioglilingua, è quello dei due villaggi in cui ne sono state dissotterrate le prime tracce). Questo popolo era per l'epoca assai evoluto: viveva in estesi centri abitati, lavorava i metalli e l'argilla, praticava l'agricoltura. Scomparve per cause ancora ignote verso il 3000 a.C., e la sua cultura era talmente avanzata da spingere alcuni archeologi a pensare che questo popolo non si estinse ma emigrò in Mesopotamia, dando vita alla civiltà dei Sumeri. Che accade se i Cucuteni-Trypillia non scompaiono e non emigrano, ma danno vita ad una fiorente civiltà cittadina nella valle del Danubio, del Dnestr e del Dnepr? (made in William Riker)

Solone il Credulone. I sacerdoti si beffano di Solone, la storia non parla della dominazione "atlantidea" sull'Ellade, ma della dominazione egiziana su di essa! Atlantide è stata insomma un'antica città-tempio fra il Delta ed il Sinai, più o meno nel sito dell'odierna Suez, fiorita prima dell'unificazione fra Alto e Basso Egitto. In pratica non avviene la decadenza dell'Egitto, ed esso assume il ruolo di matrice della cultura euro-mediterranea che ha avuto la Grecia: avremo un Alessandro nubiano? (prima ucronia atlantidea di Iacopo)

L'Atlantide Cimmeria. Le Colonne d'Ercole citate nel "Crizia" sono il Bosforo Taurico, e Atlantide non è che una civiltà Iranica settentrionale, della quale i Cimmeri non sono che i discendenti decaduti. Storicamente i Cimmeri sono attivi a partire dal settimo secolo fino all'arrivo degli Unni. in questa ucronia una grande civiltà iranica si sviluppa fra il Caucaso e la foce del Dnestr, arrivando a controllare e forse a sostituire i Traci. I Cimmeri si sviluppano pressappoco a partire dalle invasioni dei Popoli del Mare e creano una talassocrazia ariana sul Mar Nero (Ponto cimmerico). Nel settimo secolo invadono il Medio Oriente inglobando l'Armenia e facendo dell'Anatolia una provincia (seconda ucronia atlantidea di Iacopo)

L'Atlantide caraibica. Nel 2001 l'agenzia Reuters riferì che un gruppo di archeologi aveva individuato i resti di una città sommersa al largo delle coste di Cuba: grazie al sonar avevano identificato quelle che sembravano strade, rovine di edifici e persino una piramide. Analogo annuncio fu fatto a fine 2009 dal giornale parigino Herald de Paris, che parlò di una struttura simile a una piramide alta e sottile e di una costruzione con pali paralleli e travi fra le macerie di ciò che sembra un edificio in rovina. Dopo l'entusiasmo iniziale, tuttavia, la storia cadde nel dimenticatoio. Ma che accade se, come ipotizzato da Andrew Collins nel suo saggio "Le porte di Atlantide" (2000), Cuba è al centro di una vasta ed avanzatissima civiltà precolombiana, simile ad Atlantide ed anteriore alle civiltà monumentali dell'Egitto e dalla Mesopotamia? Come cambia la storia del Nuovo Mondo? E se questa civiltà "scopre" e colonizza Africa ed Europa? (terza ucronia atlantidea di William Riker)

Lemuria. I sacerdoti egizi avevano ragione, è Crizia a lavorare di fantasia: Atlantide non si trova a occidente ma ad oriente, le Seychelles e le Maldive sono tutto ciò che ne resta, coincide con la mitica Lemuria che è esistita davvero, e i Tamil sono i discendenti degli Atlantidei. Se Lemuria non cade non avvengono alcune migrazioni fondamentali: niente Tamil in India, ne dravidici in Madagascar. Non nascono i popoli polinesiani né i giapponesi, e forse nemmeno gli Incas. Viceversa le colonie Lemuriane in Australia non si scottano le dita con la civiltà, non rifiutano l'agricoltura e crescono in potenza e cultura. L'ondata di acqua salata che rende difficilmente coltivabile l'Arabia meridionale non ha mai luogo, quindi i semiti non lasciano le loro terre avite e le lasciano più tardi. L'intera regione del Mare Arabico è storicamente più importante, con gli Ariani che piuttosto che invadere la valle del Gange si stabiliscono sulla costa e commerciano con Lemuria. I Mon fioriscono in Bengala, civiltà africane legate a quella dravidica. L'intero bacino mediterraneo rimane secondario rispetto all'estrema fioritura dell'Oceano Indiano. Come conseguenza alcuni elementi della cultura Dravidica si diffondono in tutto il Grande Medio Oriente: il culto di Shiva e lo Yoga sono accettati dagli Indoari, dai Semiti, dai Sumeri e dagli Egizi... (quarta ucronia atlantidea di Iacopo)

Il Lago Nero. Secondo una recente teoria, l'innalzamento dei mari avvenuto intorno al 5600 a.C. in seguito al disgelo dopo una glaciazione, avrebbe portato il Mar Mediterraneo ad aumentare il suo livello e a riversarsi nel Mar Nero, che allora era un lago d'acqua dolce separato dal Mediterraneo da un ponte di terra dove ora si trova il Bosforo. Questo cataclisma avrebbe spazzato via moltissime terre bagnate dal Mar Nero e portato al collasso un'intera civiltà, localizzata nel nord dell'attuale Turchia, la prima civiltà della storia. Resti di questa civiltà sono ad esempio le città di Catal Hüyük e molte strutture sommerse al largo dell'attuale Sinope, in Turchia. Questi popoli avevano una religione neolitica matriarcale e adoravano il toro. Dopo il cataclisma i loro discendenti sarebbero fuggiti dando vita a varie popolazioni, come i Sumeri e i popoli delle steppe russe. La leggenda delle Amazzoni verrebbe proprio dai discendenti di questa civiltà, presenti nell'area del Mar Nero fino in epoca classica. Il ricordo dell'inondazione avrebbe creato poi i vari miti del diluvio, come quello biblico e sumerico, che identificano come luogo di raccolta dei sopravvissuti proprio l'area del Caucaso prospiciente al Mar Nero. Ora, cosa succede se il ponte di terra del Bosforo è più alto? Sicuramente il Mediterraneo dovrebbe trovare un altro sbocco, magari inondando zone costiere pianeggianti, oppure sfondando l'istmo di Suez. La civiltà di Catal Hüyük sopravvive: quali saranno le conseguenze sulla storia? (pensata da Pedro Felipe)

Di ramo in ramo. Nella Mezzaluna Fertile gli uomini sono un po' pigri. Decidendo che è inutile seminare tutti gli anni, investono sulle piante da frutto da cui si può ricavare farina (tipo castagni, noccioli, carrubi), e considerano frumento e legumi come colture secondarie, che quindi rimangono semiselvatiche. Forse, nel corso dei secoli, l'Europa si ricoprirà di colture arboree che ridurranno la quantità di alberi autoctoni già nell'Età del Bronzo... (ancora Renato Balduzzi)

Pur un linguaggio nel mondo s'usa (Inf. XXXI, 78). Abramo consiglia saggiamente re Nimrud e la Torre di Babele non è mai costruita; nessuna confusione delle lingue, l'umanità viene governata da un impero universale per tutta la durata della sua storia (quarta ucronia biblica: il Marziano ha proposto questo sviluppo)

Un mondo indoeuropeo. Indoeuropei preistorici in tutto il mondo, oppure semplicemente costituiscono l'elemento prevalente in Cina, Tibet, India, Mesopotamia ed Egitto (proposta da Bhrg'hros; abbiamo a disposizione una fantastoria basata sulle antichità indoeuropee)

L'Impero Kurgan. C'è anche la proposta contraria di Iacopo: gli indoeuropei non girano come delle trottole colonizzando mezza Eurasia, ma stanno a casa loro governati da un re stile Narmer o Sargon, adorano il fiume Volga e costruiscono piramidi o ziggurat. Niente Ittiti, Iranici, Elleni, Italici, Celti, Germani, Slavi. Che storia ci aspetta?

Tocari. Sembra che l'espansione indoeuropea partì dal territorio dell'odierna Ucraina. Non si diresse solo verso l'Europa e l'India, ma pare che abbia interessato anche la Cina occidentale, dove fino al V secolo d.C. dominarono i Tocari, popolazione di razza bianca ormai estinta e inglobata nel tipo mongolico dominante nella zona. Ma se ciò non avviene, anzi i Tocari divengono più potenti? Possiamo immaginare un'invasione della Cina, e addirittura l'elevazione del tocario a lingua ufficiale del Celeste Impero? Imparare il cinese oggi non sarà quindi troppo difficile per gli europei, dato che si tratta di una lingua indoeuropea... (pensata da Renato Balduzzi)

Afreurasia. Dei grandi mammiferi presenti in Africa non uno è stato mai addomesticato, e sembra che nessuno sia addomesticabile. Supponiamo però che nell’Africa subsahariana un popolo riesca ad accumulare un patrimonio zootecnico pari a quello dei popoli eurasiatici. I quattro candidati ideali sono la zebra (che diventerà l’omologo del cavallo), il bufalo (che sostituirà la mucca), l’elefante (che compirà gli stessi lavori dell’elefante indiano) e il rinoceronte, utilizzabile a scopi bellici (non ci soffermiamo sulle modifiche che bisognerebbe introdurre alle caratteristiche di questi animali). Quali le conseguenze nel lungo periodo? I popoli aborigeni dell’Africa sono facilitati nell’introduzione su larga scala dell’agricoltura, principalmente di specie indigene come il sorgo, il miglio o il teff. Inoltre le comunicazioni, grazie alle zebre, sono più veloci. Questo consentirà già ai popoli Khoi-san di creare grandi civiltà urbane estese più o meno su tutto il territorio; i Pigmei invece, racchiusi come sono nella foresta equatoriale, non potranno usufruire delle novità tecnologiche, e il loro destino sarà simile a quello della nostra Timeline. Data la crescita generale della popolazione, le invasioni Bantu non cambiano di molto la demografia del continente, e sono un evento paragonabile al massimo alle invasioni barbariche. Queste culture subsahariane indigene finiranno prima o poi per integrarsi nei circuiti di scambio commerciale e culturale eurasiatico, afreurasiatico a questo punto, molto più profondamente di quanto avvenuto in realtà. I missionari cristiani riusciranno a penetrare ben più a sud dell’Etiopia, e il cristianesimo copto sarà una delle religioni più diffuse a livello mondiale. Altrimenti, gli Islamici potranno arrivare fin sul Capo di Buona Speranza. Ma perché non spingerci a immaginare una religione di successo autoctona? Le guerre con popoli stranieri rimarranno però sempre improbabili, in quanto i confini terrestri dell’Africa subsahariana (Sahara e acrocoro etiopico) sono oggettivamente difficili da varcare per interi eserciti. Queste civiltà africane, a parte che nell’Est, non saranno marinare, perché l’Africa non è un continente molto adatto alla navigazione, ma nelle savane si formeranno potentati di nomadi come quelli dei Mongoli. Mentre Marco Polo va alla corte del Gran Khan dei Mongoli, un suo collega diventerà l’ambasciatore in Occidente dell’imperatore di tutta l’Africa a sud del Sahel. E la spinta ai viaggi europei nell’Atlantico, con un’Africa più organizzata e capace di produrre più mercanzie preziose, sarà ancora maggiore: i genovesi, che hanno cominciato a navigare lungo la costa settentrionale dell’Africa nel Trecento, saranno i primi a circumnavigare il continente. Il colonialismo, in presenza di civiltà ricche e organizzate, si svolgerà un po’ come in Asia, e non plasmerà così tanto la storia dell’Africa. Ad ogni modo il commercio di schiavi neri sarà impossibile, almeno nelle proporzioni che conosciamo, e i colonizzatori delle Americhe dovranno inventarsi qualcos’altro. Immigrazione europea precoce e più massiccia? Cooptazione degli indigeni nella società? Colonizzazione “morbida” tipo quella francese nella valle del Mississippi? Comunque vada, il modello di economia impiantato solo sulla grande piantagione di prodotti per l’esportazione non sarà più sostenibile, alterando completamente il volto delle Americhe (una grande idea di Toxon)

Le prime piramidi/1. Secondo alcuni recenti ritrovamenti archeologici, nelle foreste germaniche sarebbe fiorita la civiltà delle cosiddette « piramidi centroeuropee ». Le tracce di oltre 150 templi sono state localizzate nella primavera 2005 lungo una fascia di oltre 640 chilometri, attraverso le attuali Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia ed Austria. La scoperta più notevole è stata compiuta nel sottosuolo della città di Dresda, dove gli archeologi hanno portato alla luce i resti di un tempio di 150 metri di diametro, circondato da ben quattro fossati. Sono stati anche trovati utensili in legno, oltre a statuine rappresentanti personaggi o animali, che ci parlano di un popolo profondamente religioso e dedito all'agricoltura e all'allevamento del bestiame. La civiltà delle piramidi centroeuropee scomparve improvvisamente verso il 4200 a .C., a causa dell'invasione di popoli provenienti dalle steppe, che successivamente si insediarono nel bacino del Mediterraneo, dando origine al popolamento attuale dell'Europa. E se quella civiltà non si fosse estinta? Proviamo ad immaginare una civiltà gerarchizzata, agricola, religiosa come quella egiziana, però in Europa: come cambia la storia del continente? Si potrà sviluppare una possente civiltà imperiale già dal terzo millennio. Gli Elleni saranno l'equivalente dei nostri Ebrei, e l'Ellade una terra promessa lontana dalla stretta mortale dei sovrani danubiani. Forse questo impero edificherà una Grande Muraglia per difendersi dalle invasioni Scitiche, sopravvivendo a lungo. Cosa accade quando i Persiani giungono in Asia Minore? Chi si oppone a Ciro? Cosa fanno i Greci? (altra idea di William Riker e di Iacopo)

Il Secondo Diluvio/1. Una tavoletta d'argilla scoperta dall’archeologo inglese Herny Layard nel 1845 tra i resti della libreria del palazzo reale di Ninive secondo alcuni studiosi descriverebbe una delle più antiche catastrofi naturali avvenute sulla Terra e osservate dall'occhio umano; essa avvenne poco prima dell'alba del 29 giugno 3123 a.C., e fu dovuta a « un'enorme pietra bianca che si avvicinava ». Si tratterebbe di un meteorite che avrebbe colpito la Terra proprio al confine tra le odierne Austria e Italia, dove oggi sorge la città di Köfels: a Köfels infatti c'è un cratere da impatto di 1,5 km di diametro. Le conseguenze di questo tremendo impatto sarebbero state catastrofiche e decine di migliaia di persone sarebbero morte. Ora, che accade se l'asteroide piombato sulla Terra in quella lontana notte di 5 mila anni fa non colpisce una zona ancora immersa nella Preistoria, ma la Mezzaluna Fertile, spazzando via le nascenti civiltà egiziana e sumerica? Come si evolve la storia dell'uomo così ritardata? Oggi siamo ancora al livello tecnologico degli antichi Romani? Oppure i sopravvissuti dalla catastrofe nella Mezzaluna Fertile si spostano sulle coste di Grecia, Italia e Spagna, ricreando lì le loro civiltà? Le piramidi sarde al posto dei nuraghi e le ziggurat alpine; il Rodano diventa un nuovo Nilo, Arles una nuova Menfi e Marsiglia al posto di Alessandria... (un'ucronia decisamente catastrofica di William Riker)

Il secondo Sole. Gli astronomi sono affascinati dal fatto che la stella Betelgeuse si è rimpicciolita del 15 % dal 1993 ad oggi. Non si esclude l'ipotesi che la contrazione sia un sintomo di un'esplosione incipiente. Incipiente, s'intende, in termini astronomici, per cui potrebbe avvenire entro i prossimi mille anni. Ma se Betelgeuse esplode con qualche secolo di anticipo, ad esempio ai tempi dell'antica Babilonia, o di Stonehenge, di Tolomeo o di Galileo? Le supernovae sono un incredibile spettacolo a cui l'umanità ha raramente assistito. L'unica testimonianza di cui si ha notizia arriva dalla Cina del 1054, quando gli astronomi segnalarono la presenza nel cielo di un oggetto tanto luminoso da assomigliare alla Luna piena; si trattava dell'esplosione che diede origine all'odierna Nebulosa del Granchio, a 6500 anni luce dalla terra. Betelgeuse è venti volte più vicina. Per diversi mesi l'umanità vedrebbe quindi un oggetto estremamente luminoso, e forse in quel periodo la Terra potrebbe godere di un secondo, spettrale disco solare. Quale l'impatto sull'immaginario collettivo? (made in Renato Balduzzi)

Britannia vasconica. Le antiche civiltà megalitiche della Gran Bretagna parlavano una lingua non indoeuropea, probabilmente vicina all'odierno basco. Essa si estinse dopo la penetrazione celtica a partire dal 750 a.C. Ma se i Celti non mettono mai piede in Britannia? Oggi potrebbero esistere più popoli vasconici, e la linguistica sarebbe decisamente avvantaggiata nello studio di questo misterioso ceppo linguistico. I Britanni di oggi forse parlerebbero ancora queste lingue (sempre che non vengano prima del tempo soppiantate dal latino o dal germanico). Se nel corso dei secoli sarebbero state considerate lingue come le altre, con la nascita della linguistica comparata e la loro attribuzione al gruppo vasconico, al contrario delle altre lingue del continente, quasi tutte indoeuropee, porterebbe i Britanni a vedersi con occhi molto diversi e ad accentuare maggiormente il loro distacco rispetto all'Europa (sempre Renato Balduzzi)

Gli agrafici. La scrittura non viene mai inventata. Quale impatto ha questo fatto sulla storia dell'uomo? (da parte di William Riker e del Marziano)

I Sumeri in India. I Sumeri dai monti Zagros, sempre che siano originari di lì, migrano verso la valle dell'Indo, invece che verso la Mesopotamia. Come muta la civiltà di Harappa? L'epopea di Gilgamesh diviene colonna portante della mitologia indù? E come si sviluppa la civiltà di 'Ubaid? Come cambia la Bibbia senza il corpus di mitologia sumera, quindi senza il Diluvio Universale? (proposta da Lord Wilmore)

Il Re Scorpione. Questo re leggendario unifica l'Egitto in anticipo e poi guerreggia con successo contro i popoli vicini, diffondendo nella Mezzaluna Fertile e nel Mediterraneo la civiltà e la scrittura (un'idea del Marziano, del quale potete leggere uno sviluppo particolareggiato ideato da William Riker)

La Guerra Mondiale Protostorica. All'alba della storia, nella Valle dell'Indo avviene un epico scontro tra le armate dell'Alto Egitto guidate dal leggendario Re Scorpione e le orde tartare comandate dall'imperatore Huang Vong, mitico conquistatore mongolo dell'Indocina nonché ritenuto da molti inventore delle arti marziali (il Caodaismo lo venera come una delle sue epifanie del divino). Ancor oggi, secondo la leggenda, nelle notti flagellate dalle piogge monsoniche è possibile sentire il cozzare delle armi e le urla lanciate dalle ombre delle migliaia di soldati periti in quella carneficina protostorica. Vince la civiltà organizzatissima del Nilo, o l'entusiasmo esuberante dei popoli delle steppe? (sempre il Marziano)

La Cina non cinese. Le valli del due grandi fiumi cinesi vengono abitate da un' altra popolazione non sinica, ad esempio una Cina Miao-Yao, cui segue l'arrivo di conquistatori Xsiung Nu. Di fatto un'espansione cinese è storicamente avvenuta; nel primo periodo dinastico sono state calcolate novanta etnie per la sola Cina settentrionale, ed una di queste poteva benissimo prevalere sulle altre. Come ipotizzare una Cina abitata da altri popoli, magari indoeuropei? Come cambiano la sua storia e la sua cultura? (pensata da dDuck e da Bhrg'hros)

Due Egitti, cioè nessun Egitto. All'alba della civiltà egiziana il primo faraone Menes (o Narmer) non riesce a unificare il doppio paese sotto il proprio scettro. Si mantengono così due regni separati, l’Alto Egitto e il Delta, con due civiltà sempre più differenziate. In queste condizioni la scrittura geroglifica nasce con ritardo, nel complesso la civiltà del Nilo sarà molto più debole di quella mesopotamica, e l'Egitto non potrà influenzare la storia successiva, con pesanti ripercussioni anche sulla nostra cultura (l'ha ideata Perchè no?)

Colui che tutto vide. Gilgamesh unifica Sumer, Akkad, l'Antico Regno egiziano, i Semiti dei monti Zagros e la civiltà di Harappa sull'Indo, diffusione del culto di Ishtar (proposta da William Riker)

Il primo impero. I Reti danno vita al primo impero universale della storia europea, con le origini oltre il Circolo Polare Artico ed il centro sulle Alpi; le ultime vestigia di questo impero in epoca storica sono rappresentate dalle città-stato etrusche e dalle "tre Albanie": quella in Epiro, quella nel Caucaso e la Scozia, chiamata "Albany" dai propri abitanti (geniale proposta del Marziano; ecco un'idea in proposito di Det0)

L'impero degli sciamani. Il barone von Ungern, che combatté inutilmente contro i Sovietici nel 1921, ebbe un giorno a scrivere: « Non molto tempo fa si adorava il fuoco dal mar del Giappone alla Finlandia. Lo sciamanesimo resta la religione delle radici. I finlandesi, i bianchi dello Yang-Tze e gli Ainu celebrano gli stessi misteri della terra, al ritmo ossessivo dei tamburi fatti con la pelle di renna ». Che accade se il primo impero della storia non è quello dei Reti citato nell'ucronia precedente, ma quello fondato dai popoli siberiani dopo la fine delle glaciazioni, ed esteso dal Mar Baltico fino al Mar della Cina? (ideata a quattro mani dal Marziano e da William Riker)

La Tigre Neoguineana. In Nuova Guinea un marsupiale di grandi dimensioni, che nella nostra linea temporale si estinse alla fine delle glaciazioni, sopravvive perché viene domesticato dall'uomo, rendendo lo sviluppo della civiltà in Nuova Guinea più rapido ed autonomo. La grande isola del Pacifico abbandona lo stadio neolitico e diviene sede di un'altra grande civiltà cittadina simile a quelle di Egitto, Mesopotamia, India, Cina, Messico e Perù. Probabilmente verrà comunque colonizzata da inglesi e tedeschi, forse anche dagli spagnoli, ma dopo la Grande Guerra riacquista l'indipendenza e dà vita a un poderoso sviluppo industriale che in pochi decenni la trasformeranno in una delle "Tigri dell'Est". Sarà una delle poche basi alleate nel Pacifico, oppure insieme al Giappone tenterà il colpo grosso, ovvero la conquista dell'Australia? E se vi si insediasse un governo comunista? Come cambia la storia dell'Estremo Oriente? (interessante idea di Falecius)

Le prime piramidi/2. Il faraone Zoser (2680-2660 a.C.), della III Dinastia, fu il primo ad essere sepolto in una piramide, la celebre piramide a gradoni di Saqqara, perchè il suo architetto e medico Imhotep, primo scienziato della storia di cui ci è pervenuto il nome, sovrappose diverse mastabe, le primitive tombe troncopiramidali dei sovrani d'Egitto, in modo da ottenere una sorta di "scala" che consentisse al Faraone di ascendere al cielo. Ma se Imhotep non ha quest'idea e pensa piuttosto a una tomba ipogea? Secondo una teoria recente, non gli Egiziani hanno costruito le piramidi ma sono state le piramidi ad aver costruito l’Egitto. Infatti, prima della costruzione delle Grandi Piramidi, lo Stato faraonico era ancora poco più di una monarchia protostorica basata su una confederazione di popoli conquistati. La costruzione delle piramidi rappresentò uno sforzo incredibile di uomini e mezzi, abbisognando un'organizzazione ben definita e solida per coordinare e sfamare gli operai, controllare il lavoro, portare gli strumenti, il legno, la pietra eccetera. Gli scavi hanno dimostrato l’esistenza di cariche speciali interamente finalizzate all’alimentazione, la medicina, la pulizia, perché il villaggio degli operai era una vera e propria città. In breve, costruire le piramidi ha obbligato lo Stato faraonico a dotarsi di un’amministrazione efficace e moderna, capace di controllare la produzione agricola e artigianale, di amministrare le province, e così via. Inoltre la costruzione delle tombe piramidali, come la costruzione delle cattedrali medioevali, ha senza dubbio unificato i popoli del Nilo in un melting pot culturale e religioso centrato sulla divinità del sovrano, che diventa proprio allora un dio figlio di Râ. Ovviamente questo sforzo permise anche di tenere occupato il popolo, che non aveva più tempo di pensare alle ribellioni o a ritrovare la sua indipendenza nelle province (anche se si deve dimenticare le fantasie di un popolo ridotto in schiavitù da un sovrano malvagio, dato che a lavorare erano tutti operai salariati e volontari). Questa trasformazione é avvenuta durante i lunghi decenni dedicati alla costruzione delle diverse piramidi: lo sforzo titanico e tremendo per costruire queste inutili montagne di pietra ha fatto uscire la civiltà egiziana dall'era predinastica. Un Egitto senza piramide dunque non sarebbe proprio l'Egitto: lo Stato Faraonico si manterrà senz'altro per parecchi secoli e poi sarebbe crollato, lasciando il posto ad altri regni, come si é verificato in Mesopotamia, senza unità statale e con una civiltà più fluida, attraverso una successione di imperi anche molto diversi tra loro. Senza uno Stato potente, il Delta si lascerà inculturare dai popoli asiatici e libici (degli Hyksos ante litteram). Forse gli Ebrei arriveranno prima. Ma un Delta indipendente sarà di sicuro il centro di un popolo volto verso il mare, sul modello fenicio o minoico; forse verrà colonizzato dai Greci durante il periodo arcaico. E cosa avverrà nella valle? Forse il modello di civiltà nato sul Nilo, non limitato a uno Stato solo, si estenderà a Sud più presto, forse i regni di Koush, Ououat, Meroe, Napata, ecc. avranno anche loro l’occasione di costruire un impero, entrando prima nella storia. Fino a che punto questo cambia la storia dell'uomo? (grazie a William Riker e a Perchè no?)

Le prime piramidi/3. Snefru, primo re della IV Dinastia egiziana (2630-2609 a.C.) e padre del più famoso Cheope, fece costruire due grandi piramidi a Dahshur, nei pressi di Saqqara, ma entrambe crollarono perchè la pendenza delle pareti era eccessiva; oggi ne restano solo le rovine. Ma se gli architetti sono più in gamba e le piramidi di Snefru sopravvivono, oscurando quelle successive di Gizah? Cheope, Chefern e Micerino forse inizieranno prima a sfruttare il modello di tomba ipogea offertoci dalla Valle dei Re, con il risultato che l'evoluzione della storia egiziana sarà assai diversa, centrandosi sull'Alto Egitto e non sul Delta fin dall'Antico Regno. Inoltre, dato che le piramidi di Dahshur sono più slanciate di quelle di Cheope, Chefren e Micerino, cambierà la percezione del simbolo piramidale nei secoli successivi. Anzi, se queste crollano più tardi, il simbolo della piramide non si farà neppure strada nell'antico Egitto, con quali conseguenze sulla storia della civiltà umana? Si pensi che il disegno di una piramide si trova anche sulla banconota da un dollaro... (ancora William Riker)

Un altro Egitto/1. Al contrario, immaginiamo che l'idea delle piramide sia nata altrove, non in Mesopotamia (non ci sono abbastanza pietre), ma in Persia, o in Anatolia, o in Asia Centrale. Come detto sopra, questo permetterà la nascita di potenti Stati e civiltà unificate anche in queste regioni. Pensiamo anzitutto all'Elam come scenario alternativo per una civiltà diversamente egizia. La lotta fra elamiti e Ittiti non si svolge in Siria ma in Mesopotamia. Rovina dell'antica Babilonia e invece nuovo impulso alle civiltà del Levante. Gli Assiri sono un popolo mercenario che prende il sopravvento sui due litiganti. Gli Arii che penetrano nella regione del Tauro trovano una civiltà antica e molto sviluppata nella Perside, e popolano le coste del Mar Caspio piuttosto che quelle del Golfo Persico; con che conseguenze sulla storia della civiltà? (prima ucronia di Perchè no? e di Iacopo dedicata a un "altro" Egitto)

Un altro Egitto/2. Ancora meglio: una spedizione egiziana esplora il Rodano, questo potente fiume con il suo Delta ricorda molto il Nilo, e così i marinai fondano un Nuovo Egitto lungo il corso del Rodano. Se ciò avviene al tempo dell'Antico Regno, immaginate una piramide ad Avignone! Si può pensare ad un'avventura analoga sulle sponde del Danubio, o addirittura su quelle del Po: un Egitto padano... (seconda ucronia del francese Perchè no? dedicata a un "altro" Egitto)

Un altro Egitto/3. Ulteriore alternativa all'ucronia precedente: l'India meridionale. Gli indoariani trovano una civiltà sviluppatissima ad accoglierli nella loro nuova terra. Come cambia il Mahabharata? (terza ucronia di Perchè no? e di Iacopo dedicata a un "altro" Egitto)

Un altro Egitto/4. E la Cina, nella regione di Canton? Mentre i Chou fondano la Cina che tutti conosciamo, un'altra si sviluppa nell'estremo meridione della regione. Una Cina per cui Confucio è un barbaro e Lao Tzu uno stregone... (quarta ucronia di Perchè no? e di Iacopo dedicata a un "altro" Egitto)

Un altro Egitto/5. Oppure, immaginiamo il sorgere di una civiltà para-egizia nelle isole britanniche. I popoli preceltici vanno ben oltre Stonehenge ed edificano delle opere imponenti di pietre sospese e delle cupole di roccia come a Micene, ma molto più grandi. Nel secondo millennio a.C. invadono addirittura la Gallia, spingendo i Celti verso sud ed est. Verso il 750 a.C. decadono, lasciando sul continente un certo numero di nazioni guerreggianti, che saranno a loro volta sottomesse da una Roma più gallica di quanto non fu (quinta ucronia di Perchè no? e di Iacopo dedicata a un "altro" Egitto)

Un altro Egitto/6. Oppure ancora i regni dell'ansa del Niger, i quali formano un vero e proprio impero che renderà cartagine sua vassalla. I Romani giungeranno fin qui nella loro sete di conquista, tralasciando l'oriente ellenistico... oppure sarà solo con l'Islam che questi popoli perderanno la loro specificità? In ogni caso esisteranno città popolose lungo la costa africana con quasi due millenni d'anticipo! (sesta ucronia di Perchè no? e di Iacopo dedicata a un "altro" Egitto)

Un altro Egitto/7. Un'altra possibilità: qualche punto della costa orientale del Sudamerica, magari la foce del Rio delle Amazzoni o del Rio Uruguay. Ci sarà una terza civiltà avanzata in America, oltre a quelle messicane ed andine. Alternativa a questa proposta potrebbe essere la confederazione irochese, o comunque un popolo dei Grandi Laghi o del Mississippi. Gli Inglesi ed i Francesi avranno a che fare con una civiltà alquanto avanzata, addirittura più di quella Azteca, visto che i rigori della regione stuzzicheranno la creatività dei locali. E se fossero gli Irochesi a giungere in Norvegia invecie che Erik a giungere nel Vinland? (settima ucronia di Perchè no? e di Iacopo dedicata a un "altro" Egitto)

Un altro Egitto/8. Infine l'Australia, dove le tecniche agricole non sono abbandonate dagli Aborigeni che riproducono le strutture della perduta Mu. L'Indonesia sarà culturalmente un satellite di questo impero, che si porrà come un terzo polo in estremo oriente, oltre a Cina e India (ottava ucronia di Perchè no? e di Iacopo dedicata a un "altro" Egitto)

Un altro Mediterraneo. Spin-off delle ucronie precedenti. In assenza di un Egitto sul Nilo, anche il popolo ebraico dovrà nascere da qualche altra parte. Magari invece di essere semiti gli Ebrei saranno indoeuropei o tibetani. Il Delta sarà colonizzato dai Fenici, con almeno un secolo di anticipo sui Greci. In compenso questi ultimi avranno mano libera nell'attuale Tunisia. Cartagine sorgerà in Egitto e Naucrati in Ifriqiyya, la Sicilia sarà completamente Greca, Cipro e forse Creta saranno Fenicie... Come interagiscono con la Persia queste due potenze navali? Fusione greco-fenicia nelle isole Egee? Odisseo, di ritorno a casa, deve prendere il suo popolo e fuggire dai Proci-Puni. E in oriente? Gli Ittiti avranno vita facile e diverranno un impero duraturo come l'Egitto. Forse si dissangueranno con gli Assiri fino all'arrivo dei Persiani. E Roma? (made in Iacopo)

Lo struzzo domestico. Lo struzzo è un animale che solo da pochi decenni è allevato dall'uomo. Ciononostante, i prodotti derivati da esso (carne, pelle e uova) sono molto pregiati. L'allevamento di questo animale, tra l'altro, non è particolarmente difficile, tanto rustica è la specie. Quindi, perché non immaginare allevamenti di questo uccello dalle grandi potenzialità sin dai tempi dell'Antico Egitto e della Mesopotamia? Con lo spostamento dei popoli agricoltori verso l'Occidente, lo struzzo giungerà in Europa insieme al bue domestico. Nel corso dei millenni saranno selezionate numerose razze diverse per forma, dimensioni e utilizzo. Le piume di struzzo saranno un ornamento onnipresente, come la carne di questo animale sulle tavole dei patrizi prima, dei feudatari poi. Per un'economia di sussistenza l'uovo di struzzo, dal contenuto paragonabile a 25 uova di gallina, può rappresentare un pasto nutriente per le popolazioni rurali. La cosa più curiosa, tuttavia, sarà l'utilizzo dello struzzo anche come mezzo di locomozione: potrà essere un vezzo di gentiluomini raffinati, oppure, dato il suo carattere imprevedibile, relegato ad "utilitaria" per il Terzo Stato. Infine, esisteranno presso gli stanziamenti agricoli dei locali a metà tra stalle e pollai, atti a contenere un animale dalla grandezza di un bue ma con la biologia di una gallina! (una grande idea di Renato Balduzzi!)

Ucronia botanico-egiziana. « In realtà la Bouganvillea è una pianta originaria della foresta equatoriale africana, i cui semi arrivarono in Egitto con le piene del Nilo. I navigatori egizi del 2500 a.C., inviati verso l'Oceano Atlantico dal faraone Kaykhet Menkaura (IV Dinastia), meglio noto ai greci come Micerino, l'autore della terza Grande Piramide, nonché grande appassionato di esplorazioni, portano con loro in Florida, il Paese Verde, i semi di questa pianta, che da lì si espande in tutto il continente americano grazie alle culture Azteca ed Inca. Nel 1750 a.C., con l'invasione degli Hyksos, la pianta viene sistematicamente estirpata fino alla completa estinzione, dato che è identificata con la nazione egizia. Da allora è il Loto a impersonare lo spirito vitale dell'Egitto. Nel 1768 Louis Antoine de Bougaville riporta la pianta sul continente Europeo dandole il suo nome » (un'idea brillante di Sandro Degiani)

Egizi in America. Prendendo spunto dall'ucronia precedente, si può immaginare una spedizione egiziana voluta dal faraone Sahurà (che mandò davvero esploratori verso la Somalia) o dall'imperatrice donna Hatshepsut. In tal modo la civiltà egiziana viene esportata nelle civiltà mesoamericane non ancora fiorite! Hernan Cortez incontrerà perciò il figlio di Râ-Quetzalcoalt, Re delle basse e alte terre, il faraone Montezuma Ousermaâtrâ! Ciò darebbe ragione ai male informati, secondo cui le piramidi azteche ed egiziane avevano la stessa origine... (un'idea di Perchè no?)

Il Secondo Diluvio/2. Nel 2300 a.C. un immenso evento tellurico sommerge l'intera area Mesopotamica spazzando via le popolazioni che la abitano. A Umma, nel regno dei Sumeri, regna Lugalzagesi che riesce a salvare il suo popolo dall'inondazione, e i Sumeri si trasferiscono in Arabia, ormai un isola, che prenderà il nome di Sumer; gli Ittiti estendono il loro impero verso la costa orientale del neo-Mare Mesopotamico; gli Egizi si ritrovano isolati dal Medio Oriente e forse riescono a raggiungere persino la L dinastia; Creta, ancora nella fase prepalaziale, potrà aprire i suoi commerci verso il nuovo mare a est e fondare una talassocrazia che va dal India alla Britannia, arrivando alla fase palaziale con quasi 600 anni di anticipo e fondando una così grande potenza da dare testa all'invasione micenea... quali le altre conseguenze sulla storia antica? (geniale proposta di Det0)

L'espansione sumera. Sono i Sumeri, e non gli Indoeuropei, ad espandersi verso l'Europa e l'India, portandosi dietro la loro cultura. Oggi forse al posto dei grattacieli avremo delle immense ziqqurat, parleremo una lingua agglutinante derivata dal sumero e scriveremo in caratteri cuneiformi. Il mito di Gilgamesh, che sostituisce l'Iliade e l'Odissea, conosce una diffusione pressoché universale (by Renato Balduzzi)

Sargon di Akkad. Questo sovrano, fondatore di uno dei più grandi imperi del mondo antico, conquistò l'intera Mesopotamia raggiungendo il Mediterraneo e arrivando fino all'isola di Cipro. E se Sargon avesse proseguito nella sua avanzata, giungendo anche nell'Europa occidentale e in Africa del nord, sottomettendo e "semitizzando" i popoli che vi abitavano? Che piega avrebbe preso la storia? (proposta da Blade87)

Sargon in Russia. E se invece, magari a causa di un forte stato anatolico che respinge le invasioni, Sargon si rivolge a nord, portando la civiltà mesopotamica verso il Caucaso e le steppe russe? Avremo un regno di Akkad transcaucasico esteso fino all'Ucraina, che poi sarà ereditato dai Babilonesi. Le conseguenze sono notevoli. Forse Babilonia non sarà il centro ideale di un regno così sbilanciato verso nord, e dunque una nuova Babilonia potrebbe sorgere in una valle del Caucaso, ben difesa dalle altissime montagne, diventando una Città Proibita similmente a quanto accaduto con Lhasa in Tibet. I Persiani, qualora conquistassero il regno babilonese, si spingeranno verso la Scizia, e forse non avranno risorse sufficienti per proseguire alla conquista della Grecia. Quando l'Impero Persiano sarà conquistato da Alessandro Magno, o comunque collasserà, si formeranno regni caucasici e transcaucasici di grande importanza. Inoltre, più a nord, la civiltà babilonese trapiantata nelle pianure ucraine potrebbe dare origine a una potenza russa ante-litteram (pensata da Renato Balduzzi)

I Sumeri eterni. Nel 2300 a.C., dopo il crollo dell'impero accadico, un re sumero di nome Ur-Nammu fondò la Terza Dinastia della Casa Reale di Ur, una città abitata fin dal 6000 a.C., e fece costruire le mura megalitiche della città e la poderosa Ziggurat, alta 21 metri e la cui base misurava 61 metri per 46. Questa città arrivò a contare 5000 abitanti (un'enormità per il III millennio a.C.) e a dominare quasi tutta la Mesopotamia: c'era abbondanza di terra e di acque, e ciò favorì la concentrazione della popolazione mesopotamica dentro una simile megalopoli del mondo antico. Tuttavia dopo il 2200 a.C. una grande eruzione vulcanica in qualche parte del mondo, probabilmente lontanissima da Ur, immise enormi quantità di cenere nell'atmosfera: i detriti velarono il sole per mesi, trasformando l'estate in un inverno. Sfortunatamente per i signori di Ur, l'eruzione coincise con l'inizio di un ciclo di siccità durato ben 278 anni, come è stato possibile appurare studiando le carote di ghiaccio estratte dalla Groenlandia. Con una rapidità catastrofica, gli umidi venti mediterranei che soffiavano da ovest si affievolirono, le piogge invernali si ridussero fortemente e le inondazioni del Tigri e dell'Eufrate cessarono quasi del tutto. I pastori amorrei del nord invasero le terre coltivate di Ur, senza che gli eserciti potessero tenere testa a quella marea umana affamata d'acqua. Il re di Ur decise di far erigere una muraglia difensiva lunga 180 Km e nota come "il Muro di Amurru", ma non ci fu niente da fare: nell'arco di poche generazioni la popolazione di Ur triplicò, fino a che l'economia agricola di Ur collassò. Un villaggio ce l'avrebbe fatta a sopravvivere, ma una megalopoli certamente no. Per la prima volta nella storia un'intera civiltà umana era crollata per cause climatiche ed idrogeologiche. Un secolo dopo le piogge ripresero il consueto vigore, i pastori tornarono al nord e in Mesopotamia nacquero nuovi regni; Ur risorse, ma molto più piccola, ridotta all'ombra di se stessa. La strada era spianata per l'ascesa di Babilonia, ai Sumeri si sostituirono i Semiti, e tra i profughi della vecchia Ur costretti ad emigrare per sopravvivere c'era anche Terach, il biblico padre di Abramo. Ma che accade se quell'eruzione non ha luogo e il periodo di siccità è meno grave e meno lungo? Ur sopravvivrà, e la civiltà sumerica continuerà a prosperare nella Mesopotamia, costringendo gli Amorrei (cioè i Semiti) ad emigrare in Anatolia, sull'altopiano iranico e in Egitto, dove potrebbe essere l'elemento camitico (e non quello sumerico) a diventare marginale. La lingua sumerica continuerà ad essere parlata comunemente nella Terra fra i Due Fiumi, mentre l'aramaico diverrà ufficiale in Egitto. Come cambiano la storia del Vicino Oriente e quella del mondo intero? (nuova idea di William Riker)

La civiltà d'argilla. Nella regione del Medio Eufrate sorse una elaborata civiltà la cui architettura era caratterizzata quasi esclusivamente dall'uso di mattoni in argilla impastata con paglia, materiale facile da reperire e da usare, che mantiene il caldo in inverno e il fresco d'estate. Il villaggio di Deir Ezzor, nella Siria orientale, sembra risalire addirittura al VII millennio a.C., eppure presenta uno schema urbanistico molto avanzato, con due cinte di mura separate da frutteti e case per la classe inferiore. Le cinte murarie avevano anche porte difese da torri di guardia, fatte di argilla intonacata. Tra le principali città espresse da questa civiltà ci furono i grandi centri di Ebla e Mari; da Haran (la romana Carre in cui Crasso trovò la morte) partì poi il viaggio di Abramo verso la Terra Promessa. I modelli d'argilla rinvenuti testimoniano come la matematica e la geometria fossero molto progredite; condutture ceramiche erano utilizzate come canali per recare l'acqua fresca sino alle case, ed anche le fognature erano realizzate in argilla. Grande importanza rivestivano la scrittura (nel Palazzo Reale di Zimri-Lim a Mari esisteva una ricca biblioteca), l'arte e il culto degli dei. Queste città stato furono sottomesse prima dagli Accadi, poi dai Babilonesi ed infine dagli Assiri. Ma che accade se l'unificazione della Mesopotamia parte dal centro-nord e non dal centro-sud, se cioè Ebla o Mari si sostituiscono a Babilonia? Come cambia la storia della Mezzaluna Fertile? (ancora il prolifico William Riker)

Gli Arabi delle Paludi. Alcuni storici pensano che i cosiddetti "Arabi delle Paludi", una popolazione araba sciita che vive nelle paludi intorno alla foce del Tigri e dell'Eufrate, siano i diretti discendenti dei Sumeri. Supponiamo non solo che ciò sia vero, ma che quel popolo conservi il senso di un'identità sumerica fino ad oggi. La lingua sumerica, se non altro come lingua colta, potrà mantenersi con lievi cambiamenti; per quanto riguarda la scrittura si potrà affermare una specie di versione "demotica" del cuneiforme. È difficile che la religione sumerica arrivi fino a noi, ma si potrà affermare, in funzione identitaria, una setta più o meno ortodossa dell'Islam, come quella dei Drusi. E che dire di Sumeri cristiani? Dal punto di vista politico i Sumeri saranno probabilmente molestati da vicini più potenti, come i Persiani o i Turchi. Ma è possibile che alla fine della Prima Guerra Mondiale l'Inghilterra, per poter sfruttare più agevolmente le risorse di petrolio della regione, crei uno stato sumerico indipendente. Se questo non succede, i Sumeri se la passeranno assai male sotto Saddam Hussein (dipende da come si comportano durante la guerra con l'Iran), e potranno in seguito essere i più fedeli alleati degli Americani durante e dopo l'invasione dell'Iraq nel 2003 (questa è di Toxon)

I neri danno vita a civiltà cittadine. Il Sahara non si desertifica e resta una grande savana, percorsa da fiumi la cui lunghezza è compresa tra quella del Niger (4184 Km) e quella del Nilo (6651 Km). Le popolazioni nere si espandono verso nord ed abitano questa immensa estensione, scacciando i Camiti di pelle bianca verso l'Asia e dando vita a civiltà cittadine o almeno carovaniere. In epoca storica Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani ed Arabi tornano ad installare basi e città sulle coste del Nordafrica, in lotta perenne contro le civiltà nere, che conquistano le colonie dei bianchi ed addirittura compiono scorrerie navali sulle coste di Asia ed Europa. Poi i neri colonizzeranno anche le Americhe e, per coltivare le loro immense piantagioni di caffé e canna da zucchero, importeranno forza lavoro sotto forma di schiavi bianchi, spesso venduti loro da altri bianchi. L'abolizionista nera Chimamanda Ngozi Adichie scriverà il libro "La capanna della zia Harriet" contro la tratta degli schiavi bianchi, la cui abolizione scatenerà la Guerra Civile Americana con la vittoria dei neri del Nord sui neri del Sud. Nel 2008 finalmente gli Stati Uniti d'America avranno il primo presidente bianco della loro storia, un certo Barn Hawk O'Bama, di origine irlandese, noto per i capelli rossi, gli occhi verdi, la pelle pallidissima e lentigginosa! (un'incredibile proposta di Dorian Gray)

L'Iran preindoeuropeo. Fino a tempi recenti si credeva che l'area tra la Mesopotamia e l'India contenesse ben poco di interessante relativo all'epoca precedente l'inizio dell'Età del Bronzo. Ma nel 2001 venne riportata alla luce, presso l'attuale Jiroft, nel sudest dell'Iran, una grande città in prossimità del fiume Halil, databile alla seconda metà del terzo millennio a.C. Essa poteva rivaleggiare per dimensioni e ricchezze con la città di Ur, e disponeva di un'enorme piramide a gradoni, seconda solo alle piramidi di Gizah. A Jiroft sono state anche trovate 200 impronte di sigilli per marchiare le merci, le quali fanno pensare a grandi scambi commerciali con la Mesopotamia e la Valle dell'Indo. La città fu misteriosamente abbandonata poco dopo il 2000 a.C. secondo alcuni a causa della distruzione da parte degli invasori Indoeuropei. Ma che accade se si sviluppa una fiorente civiltà iranica preindoeuropea che resiste con successo all'invasione da parte dei popoli centroasiatici? Questa potenza potrebbe unificare il mondo antico in un Impero Persiano ante litteram fin dal II millennio a.C. approfittando della decadenza di Babilonia e del Secondo Periodo Intermedio Egiziano. Come cambia la storia del mondo? (anche questa è stata ideata da William Riker)

La Margiana preindoeuropea. Come nell'ucronia precedente, ma il centro propulsore della nuova civiltà è Gonur, in quella che più tardi sarà chiamata Margiana (nell'attuale Turkmenistan), una città quadrata cinta da mura possenti e torri circolari, che dominano un paesaggio allora verde d'erba, dove il fiume Murgab si allarga in un vasto delta per poi svanire nella piana senza raggiungere il Mar Caspio. Nel III millennio a.C. anch'essa fu al centro di una fiorente civiltà, all'incrocio delle vie carovaniere che univano il Medio all'Estremo Oriente. Che succede se essa diventa il cuore di una serie di civiltà che si succedono nel tempo, come accaduto in Egitto e in Mesopotamia? Oltre a costituire una nuova potenza, è possibile che l'espansionismo di Gonur provochi un Volkwanderung indoeuropeo anticipato, con conseguente invasione dell'Europa, dell'India e forse anche della Cina, essendo tagliata la via verso la Persia. Le civiltà Micenea, Celtica e Vedica fioriranno con notevole anticipo. Con quali conseguenze? (ancora William Riker)

L'Impero di Eden. E se a dare vita una fiorente civiltà fin dal III millennio a.C. è invece Hili, in Arabia, al confine fra gli attuali Emirati Arabi Uniti e Oman? L'Arabia entra presto nella storia anche nella nostra Timeline: pare assodato che la leggendaria Dilmun del mito di Gilgamesh, poi divenuta Eden nella Bibbia, sia da identificare con l'arcipelago del Bahrein (si può capire bene perchè i greci e i romani daranno a questa terra il nome di Arabia Felix); ci sono attestazioni di popoli nordarabici nei testi israeliti ed assiri; Ezechiele parla dei rapporti tra i popoli dell'Arabia del Nord e Tiro; e c'è buona ragione di credere ad un fondamento storico dei racconti biblici sui rapporti tra Salomone e Saba, che aiuterebbero anche a spiegare la vicenda degli ebrei Falascià. Ma la penisola arabica conserva sempre un ruolo poco centrale, tranne la breve parentesi dei primi quattro califfi musulmani, per l'ovvia ragione che si tratta di un paese prevalentemente desertico. Le civiltà della penisola araba sono caratterizzate da un dipendenza dal commercio di lunga distanza, mancando di strumenti endogeni per sviluppare una società urbana ed agricola elaborata. Bisogna dunque presupporre un cambiamento di clima e la diffusione anticipata del dromedario domestico. Come cambia la storia del mondo dunque se l'Arabia entra prepotentemente nella storia creando un proprio impero commerciale, non più dipendenza economica dei Sumeri? Forse la benedizione divina cadrà su Ismaele anziché su Isacco, e la Bibbia sarà scritta in arabo e non in ebraico... (sempre William Riker)

Mesopotamia ed Egitto scambiati. Che sarebbe accaduto se i ruoli di Mesopotamia ed Egitto fossero stati scambiati? Se lo Stato faraonico crolla subito dopo la fine dell'Antico Regno, il Nilo rimarrà semplicemente un’aera di cultura dove si succedono diversi Stati, imperi e invasioni come in Mesopotamia. Al contrario, tra il Tigri e l'Eufrate l'impero di Sargon rimane unito e si crea una grande civiltà mesopotamica con diverse dinastie e periodi. Quale saranno le conseguenze? (questa è di Perchè no?; ecco la proposta di William Riker)

I Mongoli in India. Nella nostra Timeline in India si sono stanziate popolazioni inizialmente dravidiche, poi caucasiche in seguito alla penetrazione indoeuropea da nord-est. Ma se questa non avviene, può darsi che l'India venga invasa dalle popolazioni mongoliche della Cina occidentale o del Tibet. Il subcontinente apparirà quindi più simile all'Indocina della nostra Timeline. La religione braminica, derivante dagli antichi culti indoeuropei, non esisterà. Di conseguenza anche il buddhismo non esisterà, sostituito probabilmente da un culto affine al confucianesimo o al taoismo (ideata da Renato Balduzzi)

Ainu. Ben pochi sanno che il popolo Ainu del Giappone, di origine caucasica paleosiberiana, ormai ridotto alla sola isola di Hokkaido, un tempo dominava l'intero arcipelago. Si tratta ancora oggi di una società abbastanza primitiva, e si può ben intuire come mai non abbia resistito al successivo popolamento delle isole da parte dei Giapponesi odierni, provenienti dalla Corea e dal Sud Est asiatico. Ma se inizia un precoce contatto con la Cina, gli Ainu possono sopravvivere e dare origine ad una raffinata civiltà pre-nipponica. Il Giappone Ainu, così vicino alle coste della Siberia, si trasforma in una potenza commerciale e colonizza il Pacifico del nord. Ma come, e quando? (ancora Renato Balduzzi)

La Civiltà Ottentotta. È possibile pensare all'evoluzione di una civiltà "classica", cioè che abbia raggiunto un livello socioeconomico e tecnologico simile a quello dell'antichità classica, presso gli Ottentotti del Sudafrica? (sempre il solito Renato Balduzzi)

La Civiltà Australiana. Proviamo ad immaginare una civiltà "classica" sviluppatasi in Australia in modo del tutto indipendente. L'agricoltura nasce basandosi non sui cereali, ma sulla castagna d'acqua (Eleocharis dulcis), pianta diffusa spontaneamente in Australia di cui si mangiano i bulbi. Progressivamente vengono allevati i vombati per la carne; i canguri sono utilizzati come animali da pascolo. Mancano animali da soma: per questo dobbiamo tirare in ballo il Diprotodon, animale simile a un enorme vombato estintosi quasi sicuramente dopo l'arrivo dell'uomo nel Nuovissimo Mondo. La civiltà può così espandersi nella costa orientale, più fresca, per poi diffondersi nelle zone costiere ed umide di tutto il continente. La vicinanza all'acqua porterà gli Australiani a diventare grandi navigatori, e ad entrare quindi in contatto con il Sudest asiatico, l'Oceania e forse anche l'Africa e l'America del sud (anche questa è di Renato Balduzzi)

Fides et ratio. YHWH decide imperscrutabilmente di non rivelare il proprio messaggio di salvezza agli Ebrei, ma sceglie un altro "piccolo popolo". Che conseguenze abbiamo? Se per esempio sceglie una qualsiasi Polis greca (le Poleis greche erano anch'esse piccolissime, e molte di loro non superavano il numero di un'altrettanto piccola tribù d'Israele), che accade? Vi immaginate se YHWH avesse proclamato il proprio Verbo agli Ateniesi, proclamandosi come Apollo o Zeus, il Dio unico? Avremmo avuto una sovrapposizione incredibile tra filosofia e religione! Socrate diventa un profeta reietto e condannato a morte, Sparta ricopre il ruolo di Babilonia ed Alessandro Magno assume il duplice aspetto di Giuda Maccabeo e di Re Davide! Ad Atene viene eretto un Tempio Meraviglioso all'Unico Dio che anche i Romani rispetteranno. Forse non si avranno persecuzioni contro i Cristiani e non vi sarà la contrapposizione netta tra fede e ragione, ma entrambe collaboreranno sostenendosi e rafforzandosi vicendevolmente. Anche la democrazia ateniese ne esce rafforzata appoggiandosi anche su basi religiose, ed il cristianesimo si può formare in seno ad essa. Inoltre le idee stesse così rivoluzionarie del cristianesimo (es. libertà degli uomini, uguaglianza degli stessi, perdono per i peccatori ecc.), applicati direttamente alla democrazia ateniese, potranno ulteriormente migliorarla (quinta ucronia biblica, di Never75)

Nessun popolo del libro. Poniamo il caso che la Bibbia Ebraica non venga mai scritta. Quali le conseguenze? In fin dei conti la caratteristica di avere un proprio libro sacro nell'Antichità è più un'eccezione che la regola. Greci e Romani non avevano testi religiosi ma solo poetici, ed anche gli autori che indirettamente hanno parlato di religione (Esiodo ed in parte Omero) in realtà hanno solo descritto degli avvenimenti mitici senza però avere lo scopo di formare delle coscienze o di proporre degli insegnamenti etici o morali: per quelli c'era la filosofia. Anche gli Egizi scrissero molti testi di preghiera (dei quali il più noto è il famoso Libro dei Morti), ed in alcuni di questi erano anche presenti delle norme morali, ma non erano vincolanti per tutti e soprattutto, essendo numerosissimi, non sono mai stati catalogati o riuniti da nessuno. Per quanto riguarda le religioni asiatiche, anche qui ci troviamo davanti a testi poetici e mitici più che religiosi in senso stretto, e tra l'altro anche la scrittura dei testi sacri più famosi (ad esempio quelli Indù) avvenne molto tardi rispetto alla religione stessa. Se paradossalmente anche gli Ebrei decidono di fare altrettanto e di tramandare i propri racconti ed insegnamenti solo verbalmente o tutt'al più di scriverne qualcuno ma senza avere la pretesa che quello che c'è scritto è parola di Dio, come cambia la Storia dell'Uomo? Innanzitutto viene meno anche per le religioni successive derivanti dall'Ebraismo la necessità di possedere a propria volta un Libro Sacro (niente Vangeli, Apocalissi o Corano). Secondariamente il fatto di non possedere una tradizione scritta univoca rende (forse) più facile ancora per gli Ebrei (ma soprattutto per i moderni) un ritorno al politeismo. In Israele sono emersi diversi resti archeologici di epoca prebiblica, in cui i Templi avevano due statue, una per il Dio supremo, l'altra per la sua compagna: chiaro riferimento al primitivo politeismo, poi divenuto enoteismo ed infine monoteismo. Gli Ebrei senza Bibbia perderebbero in un certo senso la propria originalità di "popolo", ma al tempo stesso si aprirebbero maggiormente ad altre discipline come la filosofia o le scienze, come del resto fecero gli altri popoli antichi. Noi Cristiani non avremmo mai avuto quella fiducia cieca e letterale nelle Sacre Scritture che tanto ha nociuto in passato alla nostra cultura, e forse ci secolarizzeremmo qualche millennio prima (più che un'ucronia biblica, questa è una distopia di Never75)

« Dio non ascolta » (« Dio ascolta » è il significato del nome Ismaele). Sarai è una donna diversa, più sicura di sé stessa e più fiduciosa di avere un figlio, senza coinvolgere Agar. La tribù degli Ismaeliti non esiste, e quindi oggi non esistono neppure gli Arabi! La storia del mondo vira di 180° (settima ucronia biblica proposta da Lord Wilmore) 

Quanto può il giusto. YHWH appare con due angeli ad Abramo presso il querceto di Mamre, e prima di congedarsi gli confida che intende distruggere Sodoma, perché « il grido contro Sodoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave » (Gen 18, 20). Abramo allora si impegna in un'intercessione che è considerata esemplare di quanto può il giusto presso Dio: « Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere?... Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia? » (Gen 18, 24-25). Con una tipica contrattazione di stampo orientale, egli abbassa progressivamente il prezzo: quarantacinque giusti, poi quaranta, trenta, venti, dieci. Alla fine si ferma perchè non osa tirare di più, spaventato da Chi ha di fronte. Ma supponiamo che scenda fino a cinque giusti. Per qualche motivo i due generi di Lot si uniscono a lui (in Gen 19, 4 credettero che scherzasse quando annunciò loro la rovina della città), e così tra Lot, sua moglie, le sue figlie e i suoi generi il numero fatidico è raggiunto. Le cinque città della Pentapoli (Sodoma, Gomorra, Seboim, Adma e Bela) che sorgevano nella valle di Siddim, la "valle dei boschi" a sud del Mar Morto, e la cui esistenza storica è stata confermata da tavolette cuneiformi, non vengono distrutte da una pioggia di zolfo e fuoco, né ricoperte dalle acque salse del Mar Morto (secondo alcuni esegeti tale racconto è una versione palestinese del "diluvio con il fuoco", in contrapposizione al racconto mesopotamico del "diluvio con l'acqua"). Di conseguenza la lega delle cinque città resta salda e forte e domina la regione; Lot le converte in seguito al monoteismo di YHWH, cosicché ha fine la loro leggendaria perversione. Tra Egitto e Mesopotamia si forma così una grande potenza; gli Ebrei non scendono in Egitto durante la carestia, Giuseppe il Sognatore diventa vicerè di Sodoma, e questa città prende il posto di Gerusalemme nella storia successiva di Israele, tanto da ospitare il Tempio e poi da essere teatro della morte di Gesù (ottava ucronia biblica di William Riker)

Niente statua di sale. La moglie di Lot non si guarda indietro e si salva. Le figlie non hanno il coraggio di approfittare del padre, non generano la loro discendenza ed i popoli nemici di Israele, Moabiti ed Ammoniti, non esistono. La storia di Israele sotto i Giudici e sotto i Re sarà molto più tranquilla? Oppure YHWH al tempo dei Giudici troverà nuovi nemici per castigare il Suo popolo infedele? Una lotta civile tra le tribù? (nona ucronia biblica di Lord Wilmore)

Isacco ed Ismaele. Sarai è capace di amare come figlio anche Ismaele, senza contrapporlo ad Isacco. Oppure Abramo si rifiuta di scacciare lui ed Agar. Ismaeliti ed Ebrei non si dividono tra loro, sono abbastanza forti da conquistare l'Egitto al posto degli Hyksos (anzi, saranno loro ad essere chiamati "gli Hyksos" dagli storici greci) e, una volta scacciati dall'Egitto in una sola ondata (quella che gli esegeti chiamano "Esodo-espulsione"), senza l'Esodo-fuga e quindi anche senza Mosè, conquisteranno senza colpo ferire la Palestina e rappresenteranno un osso duro sia per Ramses II che per gli Ittiti. In ogni caso le religioni abramitiche saranno completamente diverse (decima ucronia biblica di William Riker)

Punto tutto sul Rosso. Esaù non ha dimenticato il modo truffaldino con cui Giacobbe gli ha scippato la primogenitura e, quando questi tenta di rientrare in Canaan con tutta la sua tribù, gli va incontro a Penuel in Transgiordania con 400 uomini (Gen 32), ingaggia battaglia e lo scaccia, impedendogli il rientro. Allora Giacobbe torna ad Haran (la romana Carre dove Crasso trovò la morte) dal suocero Labano, ed alla sua morte gli succede come capo del clan; Israele nasce dunque in Siria, senza l'esperienza della cattività in Egitto e dell'Esodo, mentre Esaù rimane padrone di tutta Canaan che dalla sua capigliatura fulva prende il nome di Edom ("rosso"), e i suoi discendenti di Idumei. Si prevedono secoli di scontri e di guerre tra la Siria israelitica e la Palestina idumea (undicesima ucronia biblica di William Riker)

Giuseppe Faraone. Giuseppe viene trascinato come schiavo in Egitto, ma qui fa carriera prima amministrando bene le ricchezze di Potifar, capo delle guardie del faraone Hyksos Suesenra Khyan (XV dinastia), e poi interpretando correttamente i sogni del faraone stesso. Questi lo nomina suo Gran Visir, gli conferisce il nome egiziano di Zafnat-Paneach (« Dio parla ed egli vive ») e gli dà in sposa la bellissima Asenat (« cara a Nut »), figlia del Gran Sacerdote di On. Il Faraone non ha figli e alla sua morte designa come erede proprio Giuseppe, che con il favore del Signore conquista l'Alto Egitto e riunifica l'intero paese sotto il proprio scettro. La dinastia dei Tutmosidi non regnerà; Zafnat-Paneach inaugura la XVI dinastia, chiama gli Ebrei in Egitto, atribuisce ai suoi undici fratelli il governatorato di altrettante suddivisioni del suo regno (la Palestina tocca a Giuda, da cui gli deriverà il nome di Giudea) ed impone a tutto l'Egitto il culto monoteistico del Dio di Abramo, con notevole anticipo su Akhenaton. Egiziani ed Hyksos si fondono, e l'Egitto diventa un paese monoteista a maggioranza semitica, che prenderà il ruolo avuto nella nostra Timeline da Israele (dodicesima ucronia biblica dell'immancabile William Riker)

Le dieci piaghe di Babilonia. Invece che in Egitto, Giuseppe si trasferisce in Mesopotamia, a Babilonia; la cattività babilonese è così anticipata di mille anni. L'esodo-fuga, sotto la guida di Mosè, avviene attraverso il deserto d'Arabia, dopo che YHWH ha fatto aprire le acque del fiume Eufrate. Intanto, siccome Giuseppe non si è recato in Egitto, la carestia simboleggiata dalle sette vacche magre ha provocato il crollo anticipato del regno degli Hyksos e della loro capitale Avaris. I re di Tebe, città non toccata dalla carestia, riconquistano l'Egitto e il Regno Nuovo ha inizio con 250 anni di anticipo. Naturalmente tale regno decade anche più in fretta, ma nel VI secolo a.C. avrà modo di ritornare una potenza mondiale al pari della Mesopotamia; così, nel 587 a.C. sarà il Faraone Apries a distruggere il Tempio di Gerusalemme, e gli Ebrei saranno condotti schiavi in Egitto con mille anni di ritardo; Cambise II nel 525 a.C. conquisterà l'Egitto e permetterà il rientro in patria degli Ebrei, che continueranno a parlare ebraico e non aramaico (tredicesima ucronia biblica proposta sempre da William Riker)

Hammurabi e Zarathustra. Del fondatore del Mazdeismo, il profeta Zarathustra, si sa ben poco. La maggior parte degli esperti sono concordi nel ritenere che apparteneva al popolo dei Medi (antenato degli attuali Curdi, che, infatti, chiamano la loro lingua "Màda") e che è vissuto nei territori del nord-est del futuro impero persiano, più o meno, quindi, a cavallo dell'attuale frontiera tra Iran, Afghanistan e Turkmenistan. Le principali divergenze di opinioni, invece, riguardano i tempi in cui è vissuto. Si considera comunemente che sia nato circa nel IX Secolo a.C., però, non è sicuro. Le biografie leggendarie dei suoi fedeli parlano di tempi mitici, retrodatandone la nascita addirittura a decine di millenni prima. Alcuni studiosi più recenti sono dell'idea che sia vissuto appena 150-200 anni prima di re Ciro. Altri, al contrario, esaminando le corrispondenze tra le usanze e gli ambienti descritti nel libro sacro del Mazdeismo, l'Avesta, con ciò che i ritrovamenti archeologici, in quelle zone, fanno sapere riguardo ad una cultura fiorita ivi nell'età del bronzo ( XVII-XVI Secolo a. C.), pensano che risalga a tale epoca. Pertanto vi è la possibilità, quanto meno teorica, che il Profeta medo sia stato contemporaneo del legislatore babilonese Hammurabi. Che accade se Zarathustra converte il grande re alla sua religione? (questa è del Marziano)

Le tredici porte del Paradiso. Com'è noto, l'eclittica (il piano di rivoluzione dei pianeti) attraversa lungo la volta celeste una fascia di costellazioni che formano lo Zodiaco. Ma non è vero che ad ogni costellazione zodiacale corrisponde una permanenza in essa del sole lunga un mese, perchè le costellazioni hanno ampiezza disuguale: il Toro occupa ben 35°, mentre lo Scorpione copre solo 7°. Inoltre, i segni zodiacali non sono affatto dodici, perchè per 18°, tra lo Scorpione e il Sagittario, il sole attraversa anche l'Ofiuco o Serpentario. Ma gli astronomi babilonesi del II millennio a.C. decisero di prendere in considerazione solo dodici di queste costellazioni, anche se con nomi diversi (per loro l'Ariete era l'Operaio, forse perchè "operaio salariato" in lingua sumerica si dice Luhunga, ma Lu, "uomo", può voler dire anche "ariete"). Di conseguenza il numero 12 assunse in tutte le culture del Vicino Oriente, e poi anche in quelle europee, un significato del tutto particolare: basta pensare alle dodici tribù d'Israele o ai dodici Apostoli. Ma se gli antichi babilonesi avessero preso in considerazione anche l'Ofiuco, il numero perfetto non sarebbe il 12 bensì il 13, che perderebbe ogni connotazione di numero sfortunato (legata probabilmente al fatto che nel Neolitico europeo si eleggeva un "re sacro" il quale restava in carica con ogni privilegio per 13 mesi, dopo di che veniva sacrificato alla Dea Madre). Probabilmente 13 sarebbero state le Tribù d'Israele, gli Apostoli di Gesù, le porte del Paradiso, forse anche i mesi dell'anno. Anche l'astrologia cambierebbe completamente e, di conseguenza, anche l'Almagesto di Tolomeo e la Divina Commedia sarebbero del tutto diversi (prima ucronia astrologica ideata da William Riker)

Le undici porte del Paradiso. Al contrario, le costellazioni sono solo undici. Per ottenere ciò, basta che lo Scorpione sia scartato come l'Ofiuco, vista la sua scarsa estensione in longitudine; o, ancora meglio, che l'Ariete non nasca come costellazione. Essa fu infatti ottenuta prelevando le stelle scarsamente luminose che formavano la parte posteriore del Toro; non a caso oggi del Toro celeste si vedono solo la testa, il busto e le zampe anteriori. In questo caso il numero perfetto diventa l'11 (a differenza del 12 e come il 13, esso è primo, e possiede anch'esso alcune interessanti proprietà numeriche). Inoltre il Toro godrà di molta maggiore considerazione nei vari Pantheon: il Minotauro sconfiggerà Teseo e darà vita a tutta una stirpe di minotauri a somiglianza dei centauri, il toro in Grecia diventerà sacro come la vacca in India, e forse la raffigurazione di YHWH sotto forma di vitello d'oro avrà maggior fortuna (seconda ucronia astrologica ideata da William Riker)

Si è convertito sulla via di Ebla. Era il 1964 quando il giovane archeologo romano Paolo Matthiae cominciò a scavare sul Tell Mardikh, in Siria, 60 Km a sud di Aleppo. Egli riportò alla luce una grande città il cui nome fu rivelato dall'iscrizione su una statua: si trattava di Ebla (in accadico "pietra bianca"), metropoli dell'antichità citata in testi egizi, accadici e assiri, ma fino ad allora mai identificata. Non si sa quando l'enorme città (ben 60 ettari di estensione) venne fondata in una ricca oasi, ma è certo che fu distrutta da Sargon di Akkad verso il 2300 a.C., quindi risorse, circondata da un terrapieno difensivo largo 20 m e profondo 60, ed al suo apogeo arrivò a dominare quasi tutta l'attuale Siria, tenne relazioni che andavano dall'Egitto all'Afghanistan, disponeva di una temibile forza militare e basava la sua ricchezza sui commerci. Di certo fu definitivamente distrutta verso il 1600 a.C. da Pizikarra, re hurrita della città di Ninive: il resoconto dell'assedio della città siriaca fu riportato alla luce nel 1983 nella capitale ittita Hattusa, e costituisce il cosiddetto "Canto della liberazione degli schiavi", un testo che ha incredibili punti di contatto con l'Iliade omerica. Anche in esso gli déi si schierano tra quanti sono favorevoli ad Ebla e quanti ne vogliono la distruzione, e l'assedio ha come casus belli un rapimento (proprio come accadde a Troia), in questo caso quello del principe di Igagallish; per liberarlo è allestita la spedizione hurrita che distruggerà per sempre la città, da allora scomparsa dalla storia fino alla riscoperta di Matthiae. Ora, che accade se Ebla è sconfitta e saccheggiata dagli Hurriti ma non rasa al suolo? Potrebbe assumere il ruolo storico di Damasco, combattere contro il re Davide e, molti secoli dopo, venire scelta dai Seleucidi come loro capitale, opportunamente grecizzata, ed infine conquistata da Pompeo Magno. Sarà recandosi ad Ebla che Saulo di Tarso (o magari sarà Saulo di Ebla?) riceverà la celebre visione che lo convertirà « sulla via di Ebla ». Forse anche la regina Zenobia ne farà la propria capitale, nella sua ribellione contro Roma, e sotto il dominio arabo potrebbe diventare una città splendida ornata di moschee e minareti, nonché capitale della moderna Repubblica Araba di Siria a partire dal 1 gennaio 1946 (sempre William Riker)

L’impero di Keftiu. La civiltà minoica non é distrutta né da una catastrofe naturale né da un’invasione, e prosegue sulla via di una potente talassocrazia. I Minoici non erano solo dei mercanti pacifici, così si può pensare che riescano a conquistare i palazzi micenei della Grecia continentale, e sono loro a prendere Troia: impero navale minoico esteso dall'Italia al Mar Rosso. Prima della loro decadenza i cretesi erano numerosi in Egitto come mercanti, mercenari, artisti (ci sono tracce di palazzi egiziani ornati da pitture minoiche), in Egitto erano chiamati Keftiu. Se Creta prosegue sulla sua via questi navigatori diventano padroni di numerose città sulla costa siriana, bloccando lo sviluppo degli Fenici e della loro scrittura. Alla fine del Nuovo Regno con altri « Popoli del mare » riescono anche a vincere Ramses III e ad impadronirsi del Basso Egitto e dell’intero Delta, dando vita a un grande impero keftiu centrato su Cnosso o Festo. Allora sarà la scrittura minoica (ancora oggi misteriosa) ad evolvere e a giungere fino a noi: l'alfabeto lo scopriranno loro? Un impero minoico unito avrà forse la capacità di respingere le diverse invasioni e sopravvivere fino al I millennio a.C.: niente Grecia omerica né classica. Inoltre si conserva la tradizione minoica per cui le donne si vestono lasciando il seno nudo... (proposta da Bhrg'hros e da Perchè no?)

Aut Ararim Germanus bibet aut Parthia Tigrim. Per uno strano gioco del destino, i popoli Iranici si stanziano in Europa centrosettentrionale e i Germani in Medio Oriente. Come cambia la storia del mondo? (un grandioso progetto di Homer)

L'impero Hayasa. Intorno al 1500 a.C. le tribù Hayasa (dal nome del mitico fondatore Haik) si stanziarono nelle pianure dell'Anatolia centorientale, dando vita nei secoli successivi al popolo armeno. Che succede se, come accaduto in Egitto o a Roma, questi popoli danno vita ad un forte stato centralizzato in grado di assurgere a grande potenza e di restarlo fino al presente, costituendo nel Medio Oriente uno stato cristiano con cui tutti dovranno fare i conti? (avanzata da William Riker)

Casa, Dolce Casa. Secondo Erodoto gli Etruschi erano originari della Lidia, emigrati da lì nel verso il 1500 a.C. a causa di una carestia; guidati dal loro re Tirreno, si erano stabiliti nell’attuale Toscana. Ma se questa carestia non ha luogo? Gli Etruschi rimangono in Anatolia, divengono tributari degli Ittiti, ma comunque le loro città-stato riescono a mantenere una certa indipendenza e le dodici più importanti riescono a formare la loro confederazione, che si riunirà presso il mar di Marmara. Alla caduta della potenza Ittita gli Etruschi riescono a formare un forte regno esteso alla Lidia, la Licia e la Bitinia. Poi entrano in guerra con i Greci per la città di Troia e, successivamente, per il controllo delle città ioniche. Saranno sottomessi dall’inarrestabile avanzata persiana ma lasceranno una forte eredità in Anatolia. Intanto in Italia l’attuale Toscana si vede “vuota”, chi prenderà il posto degli etruschi? Magari i Celti, o gli Umbri. Quali le conseguenze per Roma? (un'ucronia etrusca di Det0)

Le paludi di Esperia. I Pelasgi respingono l'invasione degli Achei, che si stanziano invece in Italia e prendono il posto degli Etruschi. Fondazione delle loro grandi città stato in Esperia, nome dato da essi alla nostra penisola: Micene nel Lazio, Argo in Campania, Atene in Sicilia, Ftia in Toscana. In Grecia continua la civiltà mediterranea dei Pelasgi (nel mito Saturno non è detronizzato da Zeus), la guerra di Troia verrà combattuta ugualmente; instaurazione di una talassocrazia micenea poi travolta dall'arrivo dei Celti. Roma nasce comunque ed ascende a grande potenza, ma è città greca e non latina. Alessandro Magno, che ha il suo regno in Italia settentrionale, unifica il bacino del Mediterraneo e l'impero Persiano dalla Spagna all'India (un'altra geniale proposta di William Riker)

L'Impero di Mitanni. E se fosse Mitanni a sostituire gli Assiri nel dominio dell'Asia Anteriore? Magari con una feudalizzazione del potere, cosi anzichè Ninive e Khorsabad avremmo Wakashunni e Charkemish come città imperiali. Se fossero gli Hurriti a conquistare gli Ittiti sarebbe possibile. Questo presuppone un fallimento delle spedizioni di Suppiluliuma. Mitanni al tempo dell'invasione ittita era sul punto di assorbire completamente l'Assiria, che non avrebbe nessuno spazio di manovra per espandersi. Mitanni, meno esposta ad ovest, potrebbe sopravvivere (probabilmente con un centro a Karkemish) all'Invasione dei Popoli del Mare. La cultura neo-ittita non esisterebbe e si avrebbe più tardi un conflitto Mitanni-Urartu e prima lo scontro tra Mitanni e gli Aramei. Conseguenze importanti ma difficili da prevedere su Fenici ed Ebrei... (proposta da Filobeche)

L'ultimo Faraone/1. Séqénenrê Tâa é ricordato come il faraone che ha iniziato la riconquista dell'Egitto contro gli invasori Hyksos. Però quest'impresa non gli é riuscita, dato che la sua mummia danneggiata mostra che é morto in battaglia in seguito a numerosi colpi di ascia hyksos; dopo la sua morte i suoi figli, Kamosis prima e Ahmosis poi, riprendono la lotta e finalmente vincono con la presa di Avaris, cacciando i vili Setjetyou (nome dato dagli egiziani agli Hyksos) di re Aaqenenrê Apophis. Ma se durante la battaglia dove muore Séqénenrê muoiono anche suoi figli? Non c’é più nessuno in grado di riprendere il trono dei principi di Tebe. Apophis conquista definitivamente il Sud del paese, Tebe é distrutta. Così non nasce il Nuovo Regno egiziano: niente Tuthmosi III, niente Akhenaton, niente Ramses II. La civiltà egiziana poco a poco si spegne e lascia il posto alla civiltà cananea. Non c’é più differenza tra Palestina e Egitto, nasce un grande regno unificato dagli Hyksos dove vivono liberamente i popoli asiatici immigrati, tra i quali senza dubbio gli Ebrei: dunque niente esilio e niente Mosé. Alla decadenza del regno Hyksos l’Egitto entra nelle vicende del Medio Oriente perdendo la sua originalità, si crea un grande impero egemonico degli Ittiti (Ramses II non c’é per fermarli) antenato dell’impero persiano. Gli Ittiti così potenti forse riescono a impedire la caduta di Troia e conquistano in anticipo la Grecia. Senza più la grande cultura faraonica, i Greci non trovano il modello cui si sono ispirati par la scultura. Niente statuaria monumentale greca, niente Fidia, niente Prassitele... La storia del mondo cambia completamente! (prima ucronia del Nuovo Regno Egiziano ideata da Perchè no?)

Mosè Faraone. La presenza ebraica in Egitto corrisponde al dominio degli Hyksos asiatici su questa terra, e Mosè nasce al momento in cui gli Egiziani riconquistano la loro libertà. Ciò ha come conseguenza la persecuzione di tutti i popoli asiatici d'Egitto. Durante il dominio hyksos, allorché i principi di Tebe iniziano la loro riconquista, Mose é trovato nel Nilo e adottato dalla sorella del Faraone hyksos Apophis II. Quando Apophis II muore, Mosè sale sul trono di Avaris e prende il nome di Netermose I; riesce a vincere in battaglia i principi di Tebe Kamose e Ahmose e riporta l'insieme dell'Egitto sotto il controllo asiatico. Con il suo regno l'etnia ebraica assume un peso enorme nel governo e monopolizza gli uffici regi; presto diventa l'élite degli Asiatici. La pace torna all'interno, così Mosè ha modo di conquistare la Palestina (espansione naturale per tutti i re d'Egitto) con l'aiuto del suo generale Giosuè, ed approfitta di questo fatto per insediare compatrioti su questa terra. Il culto di YHWH entra nel pantheon egiziano. Nel Sud la Nubia approfitta per diventare indipendente (quattordicesima ucronia biblica, proposta da Perchè no?)

Il Paleofonografo/1. Anni fa si tentò di “ascoltare” i suoni, i rumori e magari anche le voci di una bottega di vasaio dell’Antico Regno d’Egitto. Su alcuni piatti e vasi ritrovati in eccellenti condizioni di conservazione in una tomba dell’Egitto era infatti stata tracciata una curiosa decorazione spiraliforme. I vasi non erano mai stati usati, ed erano “nuovi di fabbrica”. La decorazione era stata ricavata mediante uno stilo in legno che veniva lentamente spostato dalla periferia al centro mentre il vaso ruotava velocemente sul tornio da vasaio. Per tenere fermo lo stilo, il medesimo era bloccato su un pezzo di supporto, che era bloccato a sua volta su una tavola e fatto scorrere dall’artigiano. Il tutto era molto simile alla tecnica di incisione dei dischi, dove una punta incide un piatto in bronzo e ricava il “master” per lo stampaggio. Si riteneva che la punta potesse aver catturato ed inciso nel solco i rumori che facevano “vibrare” la tavole, realizzando così un rudimentale microsolco (il primo fonografo di Edison “scriveva” i suoni proprio in questo modo, con una punta che incideva un cilindro di cera, che veniva “cancellato” riscaldandolo). L’esperimento pare che abbia rivelato una serie di rumori, che non si sa bene se siano semplicemente disturbi o i rumori della bottega. Qualcuno dice di aver percepito versi di uccelli e inflessioni vocali, ma si sa che la fantasia gioca brutti scherzi. Però che accade se gli egizi inventano il fonografo e consegnano all'umanità uno straordinario mezzo per trasmettere la conoscenza umana direttamente dalla voce dei nostri antenati? (un'incredibile proposta di Sandro Degiani)

Il Faraone donna. Hatshepsut, l'unico faraone donna nella nostra Timeline, riesce a mantenersi al potere dopo la prematura morte di Tutmosi III; insediamento di una monarchia femminile in Egitto e di un potere matriarcale; l'Egitto non si espande verso nord ma verso sud con la colonizzazione egiziana del paese di Punt, cioè della Somalia (seconda ucronia del Nuovo Regno Egiziano ideata da Perchè no?, ecco il suo progetto)

Tutmosi III il Perdente. La più antica battaglia della storia di cui ci sia giunto un preciso resoconto scritto, inciso sulle pareti di un tempio grazie all'opera di uno zelante scriba suo contemporaneo, è la battaglia di Megiddo, combattuta nel 1479 a.C. dagli egizi del Faraone Tutmosi III contro i Cananei che si erano ribellati allo strapotere egiziano nella regione siropalestinese. Sebbene ancora molto giovane, Tutmosi III prese Megiddo per fame e razziò un ricchissimo bottino, che comprendeva oltre duemila cavalli; la vittoria contribuì a creare il mito della sua invincibilità militare, che gli valse il titolo di "Conquistatore". Ma se Tutmosi III è sconfitto o addirittura cade in battaglia? Il Regno Nuovo egiziano tramonta sul nascere ed i Cananei rappresentano una potenza con cui tutti devono fare i conti; ce la farà Giosuè a sconfiggerli e a portare le Tribù d'Israele in Palestina, o dovrà scegliere un'altra meta? (terza ucronia del Nuovo Regno Egiziano che dobbiamo a William Riker)

Dove Aton risplende. Il faraone Akhenaton ("gradito ad Aton") riesce ad imporre il monoteismo di Aton, la capitale egizia diventa stabilmente Akhetaton ("dove Aton risplende", oggi Tell el Amarna) e la nostra civiltà, anziché sulla base giudeo-cristiana e quindi mesopotamica, si sviluppa sulla base egizia (quarta ucronia del Nuovo Regno Egiziano proposta ed iniziata da Perchè no?)

Tutankhaton. Tutankhamon non rinnega la riforma religiosa del suocero, continua a chiamarsi Tutankhaton ("simbolo vivente di Aton"), ha la meglio sui seguaci di Ammone, non muore a 18 anni (secondo alcuni cadendo da un cocchio, secondo altri avvelenato), diventa un grande Faraone ed anticipa gli splendori dei Ramessidi, mentre il generale Horemheb gli conquista Siria e Mesopotamia settentrionale. Gli ebrei rimangono in Egitto? Certamente no. Gli Ebrei si convertono in massa al culto di Aton (come dimostra il Salmo 104, una vera e propria trascrizione dell'Inno ad Aton di Akhenaton), e Mosè viene mandato sì per liberarli dalle corvée, ma soprattutto per spiegare loro che l'Unico Dio è trascendente, e non coincide con il disco solare. In queste condizioni, anzi, Mosè verrà chiamato ancor prima (quinta ucronia del Nuovo Regno Egiziano proposta da Francesco Dessolis e da William Riker)

Amenhotep V. Una cronaca egiziana della fine della XVIII dinastia riporta una strana storia. Una regina, dopo la morte di suo marito, si sarebbe trovata senza difesa contro i suoi nemici alla corte, ed avrebbe chiesto al re degli Ittiti di inviarle uno dei suoi figli per farne il re d'Egitto: proposta incredibile, per chi conosce gli Egiziani. Questo principe, Zananza, poco entusiasta, si mette in viaggio verso Egitto ma muore durante un attacco. Banditi ? Assassinio politico? non si sa. Gli storici che accettano questa storia identificano la regina con Ankhesenpaamon, la sposa di Tutankhamon in lotta contro il nobile Ay e il generale Horemheb (tutti e due futuri faraoni). E se fosse avvenuto davvero? il principe Zananza per farsi accettare si egizianizza e diventa il faraone Amenhotep V. Un re guerriero sul modello ittita sarebbe riuscito a vincere il vecchio Ay e sopratutto l'ambizioso Horemheb, permettendo alla XVIII dinastia di proseguire con un sangue nuovo. non contaminato dalla consanguineità. Proseguendo la politica di Tutankhamon, avrebbe posto fine alle ultime tracce dell'eresia atoniana e accresciuto la prosperità dell'impero. All'esterno questo matrimonio avrebbe permesso l'alleanza con l'impero ittita prima che avessero luogo le lunghe guerre di Seti I e Ramses II. L'alleanza ittita permette di introdurre in Egitto la metallurgia del ferro con un millennio di anticipo, l'Egitto conserva la sua forza militare e vince la gara tecnologica comprando ferro dagli ittiti. Dunque i due imperi conservano le loro forze intatte e la Siria rimane pacifica, non rovinata dalle guerre. Zananza, guerriero ittita, riprende per conto suo la tradizione imperialistica della XVIII dinastia e con aiuti ittiti impedisce l'ascesa del Medio Regno Assiro e rende vassalli tutti regni e le città della Mesopotamia. L'Asia é divisa in due zone, una egiziana ed una ittita, alleate tra loro, creando una vera egemonia durabile. La Palestina, rimasta sempre sotto autorità egiziana, si egizianizza e si sviluppa attorno a un vicerè insediato a Megiddo. Più tardi un reparto di carri egiziani interviene durante la guerra di Troia con l'esercito ittita per aiutare questa città vassalla contro i pirati Ahhiyawa. La stretta alleanza ittita-egiziana permette ai due regni di resistere ai Popoli del Mare. L'Egitto spalleggia gli Ittiti contro quest'invasione, i Filistei non si insediano in Palestina. L'Asia rimane unita e prospera sotto la guida ittita, in Egitto la cultura faraonica rimane forte e non si mescola con i popoli libici. In Palestina gli Ebrei prosperano sotto la tutela faraonica: niente distruzione del Tempio, niente esilio, Salomone e Davide sono i vicerè di Palestina. L'alleanza tra Ittiti e Egiziani impedisce l'ascesa dell'impero assiro e dell'impero babilonese. Hatti ed Egitto cadono solo contro Ciro e Cambise nel VI secolo a.C. con la morte di Tuthmosis XI nella battaglia di Pelusio. Hatti si ellenizza, ma l'Egitto, rimasto sempre forte e indipendente, accetta meno l'occupazione che nella nostra storia. Così si libera nel V secolo con l'aiuto ateniese e riprende la sua indipendenza sotto la guida della dinastia del faraone Amyrtaios. In Asia gli Ittiti respingono l'invasione degli Celti Galati. Quando arriva Alessandro Magno trova un Egitto quasi intatto, con una cultura egiziana viva e indipendente; stringe alleanza con l'Egitto, ma esso rimane un regno indigeno. Cosi l'Egitto rimane indipendente fino all'impero romano; vedo bene un faraone vassallo lasciare il suo regno in eredità a Roma. Però la cultura egiziana rimane non ellenizzata né romanizzata, la lingua e la sua scrittura permangono anche durante il cristianesimo e la Bibbia è trascritta in geroglifici (sesta ucronia del Nuovo Regno Egiziano, un'altra fantastica idea di Perchè no?)

XIX dinastia. Impero eurasiatico egizio fondato da Seti I e Ramses II (settima ucronia del Nuovo Regno Egiziano proposta da Bhrg'hros)

L'ultimo Faraone/2. Come sappiamo, la battaglia di Qadesh non é stata la gloriosa vittoria descritta dagli Egiziani; al contrario sembra che Ramses II, giovane faraone senza esperienza, si sia lasciato accerchiare dal nemico ittita, e che sia sopravissuto solo per la sua stessa forza e per il celere arrivo dei rinforzi. E se non fosse bastato? Ramses II, accerchiato da centinaia di nemici, é fatto prigioniero o ucciso. L’esercito egiziano é annientato e l’Egitto si trova con un re morto lontano dal paese, senza figli in età di combattere e senza più truppe. Il re ittita Muwattali ne approfitta, conquista tutta la Siria, la Palestina e penetra in Egitto stesso. Pi-Ramesse é data alle fiamme, Menfi e Tebe saccheggiate. L’Egitto é conquistato é diventa una provincia; l’impero ittita diventa una potenza egemonica. Negli anni seguenti conquista la Mesopotamia con Hattusili III, l’Assiria e Babilonia cadono. Nasce un grande impero simile a quello persiano. L’Oriente unito é abbastanza forte per impedire le migrazioni degli popoli del mare. La civiltà dell'età del bronzo in Oriente sopravvive, non c’é il caos che ha permesso la nascita della Grecia classica. L’imperatore ittita respinge anche i pirati achei che tentano di prendere la città alleata di Ilio. La Grecia finisce per essere conquistata. Hattusas, la capitale, diventa una grande città imperiale. La storia antica é modificata del tutto; indoeuropeizzazione del Medio Oriente (ottava ucronia del Nuovo Regno Egiziano, proposta da Bhrg'hros e da Perchè no?)

Mio padre era un Madianita errante. YHWH si arrabbia con Israele per la rivolta seguita al ritorno degli esploratori dalla Terra Promessa (Numeri 14, 1-4) e Mosè non riesce ad ammansirLo. Così YHWH rinnega il suo Popolo e decide di fare di Mosè una grande nazione. Avendo sposato YHWH una donna madianita, ed avuto da lei anche due figli, YHWH fa proprio dei Madianiti il suo nuovo Popolo Eletto e di Jetro (suocero di Mosè) il nuovo Sacerdote. Come cambia tutta la Storia successiva? (quindicesima ucronia biblica di Never75)

Il fuoco (il)legittimo (Levitico 10, 1). Nadab e Abiu, figli di Aronne, non violano il tabù del fuoco e del santuario, e così non vengono terribilmente puniti. Che effetto avrà sulla storia d'Israele il moltiplicarsi della discendenza sacerdotale? Lotte tra Sadducei e Farisei anticipate di 1200 anni, con gli Esseni che si ritirano in anticipo nel deserto di Giuda? (sedicesima ucronia biblica di Lord Wilmore)

L'impero delle Canarie. Quando il cartaginese Annone, nel suo tentativo di esplorare le coste occidentali dell'Africa, sbarcò nelle isole Canarie, vi trovò delle rovine, ma nessuna popolazione. Quando invece vi giunsero i portoghesi e gli spagnoli, nel Basso Medioevo, vi trovarono un popolo indigeno, i Guanci, di probabile stirpe berbera, che nulla sapevano di quelle rovine. Chi dunque aveva eretto quelle costruzioni? Escludendo eventuali superstiti della mitica Atlantide, l'idea è che a popolare le Canarie già nell'Età del Bronzo siano stati i Minoici, alla ricerca di nuovi mercati fuori dalle Colonne d'Ercole. Ora, che accade se, come Cartagine fondata dai Fenici, anche le Canarie si trasformano in una talassocrazia di stampo cretese? Essa assoggetta tutte le piccole isole dell'Atlantico: Madeira, Azzorre, Ascensione, Sant'Elena, per poi spingersi a nord fino alle Orcadi e alla Faer Øer. Possibile anche l'installazione di empori commerciali sulle coste dell'Africa e magari pure del Brasile. Quando gli Irlandesi e i Vichinghi nell'Alto Medioevo inizieranno le loro spedizioni, si scontreranno con questa talassocrazia padrona dell'Atlantico. Come va a finire? (un'ideona del Marziano)

Atlantide in Sardegna. L'isola diventa il centro di una talassocrazia tanto potente da riuscire a conquistare il Mediterraneo (proposta da Filobeche e da Ainelif, che si sono ispirati all'ipotesi secondo cui la civiltà nuragica è stata spazzata via da uno tsunami, generando la leggenda di Atlantide)

I Pala. I Pala dell'Anatolia settentrionale, nella nostra storia popolo men che oscuro, diventano l'equivalente dei Fenici nel Mar Nero e nel mar Egeo e creano una talassocrazia al posto dei Minoici (geniale idea di Falecius)

Migrazione degli Iperborei nel Mediterraneo (proposta da Bhrg'hros)

Là 've la gente de' Cimmerî alberga. (Odissea XI, 18) I Cimmeri scacciano gli Sciti dal sud della Russia. Questi ultimi migrano verso nord e si ha una Russia di stirpe iranica, mentre gli Assiri, non dovendosi difendere dai Cimmeri, reggono più a lungo. Invece l'Europa e la Macedonia conoscono ondate di invasioni ripetute. Invece che dai Daci i Celti dei Balcani sono sottomessi dai Cimmeri, mentre i Daci (e dunque il popolo rumeno), non avendo potuto svilupparsi appieno, non esistono come entità politica (la propone Maggioriano; ecco una sua discussione in proposito con Bhrg'hros)

L'indoeuropeo tonale/1. Una lingua tonale è una lingua in cui la variazione di tono di una stessa sillaba ne determina il significato. Mentre nelle lingue dell'Estremo Oriente abbiamo numerose lingue tonali con diversi sistemi di toni (dai 4 del cinese mandarino ai 16 del cantonese), tra le lingue indoeuropee non esistono lingue tonali, con l'eccezione del punjabi, un idioma indiano. Ma se anche le altre lingue indoeuropee e magari anche le lingue semitiche hanno un sistema tonale? Si svilupperebbe lo stesso l'alfabeto come noi lo conosciamo oppure avremo nuovi segni di interpunzione per descrivere i numerosi toni? E se invece su un alfabeto cervellotico vincesse l'ideogramma, come sarebbe la scrittura greca, e di riflesso la sua letteratura? Come si svilupperebbe l'industria libraria? E quali differenze ci sarebbero con la cultura occidentale odierna? (questa è di Renato Balduzzi)

L'indoeuropeo tonale/2. Alternativa all'ucronia precedente. In caso di lingue indoeuropee tonali (lo svedese ed il norvegese hanno un abbozzo di sistema tonale, ma si tratta di uno sviluppo "tardivo"), la scrittura alfabetica si svilupperà grosso modo come la conosciamo, ideando nel corso del tempo dei segni diversi per indicare il tono, con svariate possibilità, da un diverso set di lettere, una per ogni tono, a segni diacritici tonali corrispondenti alla varie intonazioni. Si arriva ad una sorta di vietnamita ante litteram, ovvero lingua tonale ed alfabeto latino (o greco, o arabo...). Questo può però portare ad una maggiore "adattabilità" di certe lingue orientali agli alfabeti occidentali, che durante il periodo coloniale o per via di qualche leader fantoccio potranno essere adottati dalle popolazioni locali. Se la Cina sceglie questa strada nel periodo della decadenza imperiale (quando lo stato orientale era una specie di cortile europeo) si romperà quell'unità linguistica che ha la lingua cinese, cioè, i dialetti cinesi non sono quasi intelligibili a vicenda se sentiti, ma tutti i cinesi scrivono nello stesso modo, essendo ogni ideogramma associato ad una parola, che viene poi pronunciata in un modo a Pechino ed in un altro a Guangzhou. E se ad adottare questo sistema sarà l'Europa? Latino e lingue volgari saranno identiche nella scrittura, anche a distanza di secoli ed anche se la pronuncia si modifica. Il popolo potrà leggere la Vulgata senza problemi, anche se magari capirà poco o nulla quando il sacerdote la recita... sacerdozio universale luterano anticipato? (proposta da Falecius e da Mattiopolis)

La civiltà dell'Amur. Il bacino del fiume Amur, posto tra la Siberia e la regione cinese della Manciuria, è uno dei più grandi bacini idrografici dell'Asia. La sconfinata prateria che lo occupa è disseminata di oltre 700 monoliti, tutti simili fra loro e con incisi volti umani e raffigurazioni di animali, tra i quali non manca mai il cervo; non a caso le tribù nomadi locali le chiamano "Pietre dei Cervi". Le stele risalgono al XII secolo a.C., e spesso sono associate a sepolture. Oggi si pensa che questi menhir servissero come punti di riferimento per un'antica civiltà protostorica poi scomparsa, mentre i cervi sarebbero simboli sciamanici in grado di permettere il contatto con il mondo delle divinità, essendo ritenuti per metà animali e per metà vegetali, viste le corna ramificate come alberi. Orbene, che accade se i costruttori di questi monoliti non si estinguono, ma danno vita ad una civiltà cittadina nel cuore della steppa? A Nord della Cina ci sarà un'altra potenza altrettanto se non più forte, in grado di unificare l'Estremo Oriente così come hanno fatto i Romani nell'area mediterranea. Come cambia la storia dell'Asia? (frutto della fervida fantasia di William Riker e di Renato Balduzzi)

Olmechi/1. Spesso si costruiscono ucronie che riguardano la sopravvivenza nei secoli dell'impero romano, così come accaduto fra alterne vicende all'impero cinese; quasi mai si pensa invece ad una possibile sopravvivenza di antiche civiltà mesoamericane. La più antica di queste che si può considerare propriamente storica e non neolitica è quella degli Olmechi ("il popolo di gomma" in lingua nahuatl), che prosperò tra il 1200 e il 500 a.C. nelle pianure alluvionali degli attuali stati messicani di Veracruz e Tabasco, sull'Istmo di Tehuantepeco. Gli Olmechi tra l'altro inventarono la scrittura geroglifica, il calendario, il pantheon mesoamericano (incluso il potentissimo dio Quetzalcoatl), la coltivazione del mais e del cacao ed il gioco della pelota: sono dunque da paragonarsi ai Sumeri del Vecchio Mondo. La loro cultura, che ci ha tramandato giganteschi testoni di pietra, cessa improvvisamente di esistere attorno al 500 a.C. per motivi assolutamente ignoti. Ma che accade se sopravvive sino all'arrivo degli Europei ai primi del '500, sostituendo Maya ed Aztechi? Come cambiano le civiltà precolombiane? (prima ucronia precolombiana di William Riker)

Olmechi/2. E se gli Olmechi scoprono la ruota? Gli Zapotechi, i Mixtechi e i Maya, oltre ad un formidabile sistema di numerazione e di osservazione degli astri, elaborano anche una civiltà tecnologica alla pari e forse superiore a quella europea. Gli Aztechi possederanno la polvere da sparo e magari anche la dinamite. Ce la farà Cortes a vincere la loro resistenza? (seconda ucronia precolombiana di William Riker)

Olmechi/3. Quetzalcoatl, chiamato dai Maya Kukulkán e dai Quiché Gukumatz, in quest'ucronia è esistito davvero: si tratta di un mercante fenicio che, uscito dallo stretto di Gibilterra con la sua nave diretto alle isole Cassiteridi (le Scilly, al largo della Cornovaglia) per farvi incetta di stagno, è stato trasportato da una tempesta fin sulle coste del Messico. Ivi giunto, per la sua pelle bianca ed il suo barbone nero è stato creduto una divinità ed eletto re-sacerdote. Dopo aver assunto come totem il Serpente coperto di Piume, egli ha "istruito" gli Olmechi, facendoli uscire dalla Preistoria; alla sua morte, il suo corpo è stato posto su una barca e spedito al largo verso oriente, e il suo cuore sarebbe divenuto la stella del mattino. Secondo altri un re-sacerdote rivale indigeno, Tezcatlipoca, poi divenuto nel pantheon Maya la divinità del mare, lo costringe all'esilio, ed allora Quetzalcoatl si fabbrica una nuova barca e torna in patria, promettendo di ritornare. In ogni caso tra gli Olmechi (nonché tra tutti i loro eredi precolombiani) è nata la convinzione che un giorno Quetzalcoatl tornerà per governare tutta la terra: una credenza che sarà fatale a Montezuma, il quale vedrà nell'arrivo di Hernàn Cortes proprio il ritorno del Serpente Piumato. Ma se questo ex mercante fenicio decide di costruire una flotta e di fare ritorno con un esercito di Olmechi nel Mediterraneo? Che accade? (terza ucronia precolombiana di William Riker)

Wilusa. Nei primi decenni del Novecento lo storico svizzero Emil Forrer, fondatore dell'ittitologia moderna, portò alla luce un trattato di vassallaggio risalente al XIII secolo a.C., in cui il Re Aleksandu di Wilusa giurava fedeltà al sovrano ittita Muwatalli II. Secondo Forrer, il misterioso Aleksandu non poteva essere che Paride, chiamato anche Alessandro, figlio di Priamo, sovrano di Ilio, cioè di Troia. Nei testi ittiti Forrer trovò citati anche gli Ahhiyawa, che egli identificò con gli Achei di Omero, i re Piyama Radu (Priamo?) e Attarsiya (l'Atride, cioè Agamennone?), e addirittura il dio nazionale di Wilusa, Apaliunas, nome che presenta una certa assonanza con Apollo, il difensore di Troia nell'Iliade. Inoltre nell'Iliade gli eroi come Patroclo ed Ettore sono cremati su pire, come forse accadeva ai re ittiti, mentre presso i Micenei è attestata l'inumazione. Forrer ne dedusse che l'omerica Troia era una città ittita. La maggior parte degli storici ritenne questa deduzione poco attendibile. Ma che accade se Ilio/Wilusa è davvero un avamposto ittita a guardia dei Dardanelli e l'impero ittita, non ancora decaduto, decide di venire in soccorso della città con tutte le forze a sua disposizione, oppure di vendicarne la caduta dopo che Ulisse ha messo in atto il memorabile stratagemma del cavallo? Tra Achei e Ittiti potrebbero scoppiare delle Guerre Persiane anticipate. Come andranno a finire? E Omero che poema epico comporrà? (questa invece è stata ideata da Enrica S.)

Miceneismo. Spin-off dell'ucronia precedente. Sono i baldanzosi Ahhiyawa a conquistare l'impero ittita in decadenza, e Agamennone o Menelao o chi per esso si trasforma in un Alessandro Magno ante litteram. Che accadrà? Nascerà un ellenismo in salsa micenea ("Miceneismo")? La Bibbia sarà scritta in Lineare B? (pensata da Enrica S. e da Bhrg'hros)

Tarwisa. La città di Tarwisa (la Troia omerica) conquista l'impero degli Ittiti, il regno di Mitanni e compie scorrerie in Mesopotamia (l'assedio di Babilonia da parte del mitico principe troiano Ettore verrà cantato da Omero nella Babiloneide), diventa una grande potenza e viene citata anche nella Bibbia, creando qualche problema agli Ebrei (ancora William Riker)

Arzawa. E se invece fosse stato il vicino regno di Arzawa a conquistare Troia? Cosa si sarebbero trovati d'avanti gli Achei? E se Arzawa avesse resistito, avrebbe potuto assumere un ruolo più importante nella storia del Medio Oriente? (se lo chiede Maggioriano)

Non è Doro tutto quel che luccica. Dal tardo Neolitico fino al XII secolo a.C., il Mediterraneo in generale e la cosiddetta "Mezzaluna fertile", sono al centro di un complesso gioco di potenze regionali. Un vivace scambio culturale, economico e diplomatico, le influenza reciprocamente. Il continuo incontro-scontro tra Ittiti, Mitanni, Egitto, Babilonia, eccetera, sembra mostrare il consolidamento di una civiltà raffinata. All'improvviso, nel giro circa un settantennio, cambia tutto. In quel periodo si concentra tutta una serie di eventi, che faranno sparire quel mondo. Da una diminuzione della temperatura media (una nuova, breve mini-era glaciale), che spinge i Dori ad invadere la Grecia, ad una serie di terremoti, dalla guerra di Troia, all'esodo Ebraico, alle scorrerie dei "Popoli del mare", che metteranno in ginocchio in specie l'Egitto, ma si faranno sentire un po' in tutto il Medio Oriente. La civiltà, in specie nei Balcani, fa un balzo all'indietro, da cui, per rimettersi in pieno, saranno necessari circa quattro secoli. Inizia il cosiddetto "Medioevo Ellenico" (termine improprio, poiché se è vero che i suoi effetti si vedranno in pieno nell'area di cultura ellenica, non si limitano ad essa). Ora, supponiamo che i terremoti ci siano, ma siano molto meno distruttivi. La temperatura non diminuisce in misura così considerevole, e i Dori non invadono l'Ellade, ma restano negli alti Balcani, e si espandono verso nord-nordest, lungo tutta una direttrice che va dal Mar Nero, dal Mar Caspio e dall'Aral, fino al Baltico. La guerra di Troia non avviene. La potenza di Sparta non sorge, ma neanche quella di Atene, poiché l'Attica era stata popolata proprio da Achei sfuggiti all'invasione. Le città stato prevalenti anche in epoca storica restano Micene, Tirinto, Argo, Ftia. Itaca cresce di importanza e assume il ruolo che fu di Atene nella nostra Timeline; la leggenda di Ulisse ha un seguito e Telemaco, che ha avuto una discendenza illustre, prende il posto di Teseo, tanto che verrà composto da Omero un poema chiamato Telemachia che gli attribuisce le imprese di suo padre e quelle di Teseo stesso. Niente "Popoli del mare", al massimo una pura e semplice confraternita dei pirati, non molto diversa dalla Filibusta dei Caraibi nel XVII secolo d.C. La guerra del Peloponneso verrà combattuta tra Itaca e Micene. Inoltre non si susseguono nel mito le tre dinastie regnanti degli déi e ad Urano succede immediatamente Zeus. Come cambia la storia del mondo? (un'altra proposta del Marziano)

I Popoli del Mare/1. Chi erano in realtà i misteriosi Popoli del Mare? Americani? Atlantidei? Marziani? Le truppe di Bush trasportate indietro nel tempo? Avevano le armi da fuoco? Cosa ci sarebbe stato tramandato se una tavoletta con le descrizioni di questi popoli si fosse salvata? (proposta da Agatha Christie)

I Popoli del Mare/2. Filistei e Popoli del Mare egemonizzano il Vicino Oriente antico (proposta da Bhrg'hros)

I Popoli del Mare/3. Alternativa all'ucronia precedente. I Popoli del Mare al posto dell'Impero Ittita riescono a distruggere il Nuovo Regno Egiziano, deponendo Ramses III. Chi si inserisce nel vuoto di potere? Gli Ittiti? Gli Assiri? I Libici? E come cambia la storia del Popolo d'Israele? (ideata da Camillo Cantarano)

L'età del bronzo eterna. Le civiltà dell'Europa continentale e gli Ittiti non raggiungono la potenza militare che hanno conosciuto nella nostra Timeline, ed i Celti non si espandono in tutta l’Europa. Dunque le civiltà del bronzo conservano la loro potenza, in Oriente si parla sopratutto dell’Egitto che non soffre dell’espansionismo ittita. In Grecia la civiltà del bronzo micenea sopravvive (nell'ipotesi, in cui non credo, che sarebbe stata distrutta da invasori). Quali altri sviluppi? (frutto di una visita di Perchè no? a Micene)

Assiri/1. Tiglat-Pileser I (1115-1076 a.C.) viene considerato il fondatore dell'impero assiro, avendo assoggettato i Frigi, gli Ittiti e i Fenici, ed avendo preso per due volte Babilonia. Ma alla sua morte il suo grande impero iniziò a sgretolarsi a causa di una serie di sovrani deboli ed incapaci e delle continue invasioni da parte dei nomadi caucasici. Gli Assiri dovettero affrontare così un periodo di declino che durò quasi due secoli. Ora, che accade se invece l'Assiria raggiunge il culmine della sua potenza già prima dell'anno mille, sgominando anche Elamiti ed Egiziani? Quali i suoi rapporti con il nascente Regno d'Israele? (prima ucronia assira di William Riker)

Terramare. I Terramaricoli (il nome deriva dal termine usato dai moderni contadini locali) erano popoli di stirpe ignota che si insediarono nella pianura padana nel II millennio a.C., vivevano su palafitte, costruivano fossati e avanzati sistemi idrici per difendere i loro popolosi villaggi, ed è comprovato che avessero contatti con Egizi, Fenici e Micenei. Intorno al 1200 a.C., tuttavia, nel pieno di un periodo di grande espansione, abbandonarono all'improvviso i loro insediamenti e, come altri popoli in tutto l'arco della storia umana (Maya, Anasazi, Ostrogoti, gli Shona del Grande Zimbabwe), scomparvero nel più assoluto nulla. Per giustificare questa eclisse sono state avanzate le più discordanti supposizioni, ma quello della cultura delle Terramare resta solo uno dei tanti misteri della storia. Ora, che accade se i Terramaricoli non scompaiono ma danno vita a una grande civiltà urbana simile a quella etrusca e a quella greca, che ha con esse rapporti altalenanti tra la pacifica collaborazione e lo scontro all'ultimo sangue? Riusciranno i Romani a piegarla, come hanno fatto con i Celti, o all'arrivo di Annibale i Terramaricoli lo aiuteranno a schiacciare Roma? In questo caso, è possibile che il loro impero si sostituisca a quello romano? (ancora William Riker)

Il Primo Italiano. Si dice che Diomede, re di Argo in esilio dopo essere stato cacciato dalla città da sua moglie, si sia diretto verso l'Italia per fondare una nuova città, nel Sud della penisola. E se lui o chi per esso ci riesce? Nascita di un regno miceneo in Italia; la civiltà micenea con i suoi palazzi si sposta in Italia e sopravvive allorché in Grecia decade (o é distrutta). Possiamo ipotizzare un impero di Diomede, però a me piace molto di più un'Italia micenea coperta di palazzi e la cultura eroica che si mantiene nel primo millennio avanti Cristo. Immaginate nuovi racconti degni di Omero che cantano le guerre tra post-Micenei ed Etruschi. L’assedio di Veio da parte di Roma diventa una nuova guerra di Troia combattuta da tanti eroi e dei! (proposta da Perchè no? dopo una sua visita a Micene)

Antilia. Gli antichi geografi avevano ragione. L'Atlantico è, analogamente al Pacifico, costellato di isole, da Antilia a Yo Brazil, ai Sette Vescovati. Risultato: i contatti tra Europa ed America avvengono in maniera continua sin dall'età del Bronzo e la storia dei due continenti cambia completamente (una pensata di Lord Wilmore)

La Nubia Promessa. Gli Ebrei non si stanziano a Canaan ma in Libia o nella Nubia (Sudan); ciò cambia tutta la storia d'Israele e con essa quella del Medio Oriente (diciassettesima ucronia biblica proposta da Filobeche)

Invece di andarsene gli Ebrei conquistano l'Egitto che si converte; allora la "Terra promessa" si trova lungo il Nilo e tutte le vicende della Storia della Salvezza si spostano nella terra dei Faraoni. Ne conseguono due regni Israelitico-Egizi indipendenti almeno sino a Cambise di Persia. Quando l'Egitto viene conquistato da Alessandro Magno la sua cultura religiosa potrebbe essere diffusa per l'impero macedone diventando anche religione di stato (diciottesima ucronia biblica; anche questa è una proposta di Filobeche)

Gedeone vince i Madianiti ed accetta il titolo di Re. Suo figlio Abimelec eredita il trono, non stermina i fratelli e completa la conquista della Terra di Canaan, sottomettendo anche Filistei, Edomiti, Moabiti, Ammoniti ed Aramei. La famiglia reale appartiene alla tribù di Manasse, dopo l'Esilio non si parlerà di Giudei ma di Manassiti (diciannovesima ucronia biblica proposta da William Riker)

Il regno di Amon. Alla fine della XX dinastia il faraone Ramesse XI (1106-1078 a.C.) deve riconquistare l’Alto Egitto contro il vicerè d Nubia Panehesy. Questa sanguinosa guerra civile sarà vinta dal prode generale Herihor, che come ricompensa diventa il Gran Sacerdote di Amon. Alla morte di Ramesse XI Herihor si proclama re e Gran Sacerdote nel Sud, iniziando una vera e propria dinastia di re-sacerdoti rivali dei re della XXI dinastia nel Nord. Ma se invece Herihor e suoi seguaci decidono di conquistare l’Egitto intero? Le deboli forze del re non rappresentano un grande problema. Herihor fonda in pochi anni un regno teocratico fondato sul culto di Amon. La nascita di uno nuovo Stato più dinamico permette all’Egitto di ritrovare una parte delle sue forze e di condurre campagne di guerra in Palestina e Medio Oriente, iniziando durissime guerre contro i Filistei prima e gli Assiri poi. Un Egitto più aggressivo impedisce la nascita del regno di Israele, Davide e Salomone sono dei vicerè al servizio del re-sacerdote). Il contatto tra la teocrazia amoniana e il culto monoteista ebraico fanno evolvere Amon in dio unico dell’Egitto, sul modello dell’eresia atoniana. L’Egitto diventa così una grande potenza teocratica che tenta di propagare la fede nel suo dio conquistatore. La storia del Medio Oriente cambia del tutto (nona ucronia del Nuovo Regno Egiziano, proposta da Perchè no?)

Il solo re è il Signore. Samuele rifiuta di ungere un re "perchè il solo re è il Signore". La Palestina non si trasforma in un regno unitario ma resta una federazione di diverse tribù governate ciascuna da un Giudice, sul modello delle città-stato cananee. Gerusalemme non diventa capitale, Giuda mantiene il suo centro principale ad Hebron; Saul è Giudice di Beniamino e Davide è giudice di Giuda e Simeone. Non si ha unificazione cultuale e vengono costruiti più templi, anche se il più importante resta quello di Silo, dove è conservata l'Arca dell'Alleanza (ventesima ucronia biblica, pure questa è di William Riker)

Osanna al Figlio di Saul. L'invidioso Saul fa assassinare il giovane Davide e la tribù dominante diventa quella di Beniamino. Suo figlio Gionata diviene re e gli viene fatta la promessa di un regno eterno per la sua casata; il figlio di questi, Salomone, farà costruire il Tempio, e il Regno non si dividerà, visto che la casa reale non discende dalla tribù meridionale di Giuda. Il regno d'Israele sopravvive unito fino alla conquista da parte di Nabucodonosor; Gesù sarà discendente di Saul e di Beniamino, non di Davide e di Giuda (ventunesima ucronia biblica, ancora di William Riker). Lo stesso risultato si può ottenere, come propone Never75, se David teme l'ira di Saul, non ritorna in Israele ma continua a combattere tra i Filistei come mercenario, o addirittura si mette al servizio dell'Egitto o di altre superpotenze del mondo antico.

I due Israele. Le tribù del Nord avevano poca o punta simpatia per l'aristocrazia terriera del sud, che prima con Saul e poi con Davide e Salomone avevano imposto il loro giogo su Israele. E se invece di accettare di unirsi a Davide le tribù del Nord avessero già deciso di darsi un re tutto loro? Inoltre c'è da considerare che le tribù radunate a Sichem (Efraim e Manasse) si ritenevano le vere detentrici della religione Mosaica. Se Giuda non conquista il nord che succede? Presumibilmente il Regno del Nord resta in mano a Gionata, figlio di Saul, e alla sua dinastia, il Sud resta ai Daviditi Che cosa significa negli equilibri dell'area la mancanza dell'"impero Davidico"? È possibile che con una monarchia più stabile, il Nord, che era più potente, riesca a sopravvivere in Età Assira ed il Samaritanesimo (ovviamente diverso da quello della nostra Timeline) potrebbe diventare l'Ebraismo ufficiale, mentre il Giudaismo rimane una corrente seconmdaria; infatti il Nord avrà grandissimi sovrani militari come Omri, Jeu o Geroboamo II, ed Acab stesso sarà un grande generale ed un abile costruttore (ventiduesima ucronia biblica proposta da Filobeche)

Niente Sacerdozio. Re David dà retta al profeta Natan e decide di non far costruire nessuna casa per il Signore, non ritenendo nessuna di esse abbastanza adatta allo scopo. Ovviamente della stessa idea rimane anche il figlio Salomone. Senza un Tempio consacrato, diminuisce implicitamente anche il valore e significato del sacerdozio, legato anch'essi all'idea di sacrificio e di luogo sacro, mentre acquistano maggior importanza, soprattutto dopo l'esilio, le sinagoghe e i rabbini. Mancando un Tempio, anche la deportazione e l'assoggettamento degli Ebrei dopo le invasioni babilonesi e romane acquisisce un significato diverso ed è comunque meno traumatico, non avendo risvolti religiosi diretti. La mancanza del significato del sacerdozio si ripercuote per converso anche nel Cristianesimo. Basandosi sull'interpretazione di un brano di Paolo in cui l'unico sacerdote è Cristo Stesso, i primi cristiani non stabiliscono tra di loro una contrapposizione marcata tra laici e clero, e l'autorità religiosa di riferimento assume le sfumature più simili a quelle del rabbino ebreo o del pastore protestante che non quelle del sacerdote cattolico od ortodosso. Di conseguenza non avremmo nella Chiesa né papi, né cardinali , né vescovi, ma una struttura gerarchica più aperta e più comunitaria. Ovviamente è impossibile anche una Riforma Protestante o uno Scisma tra  Cattolici e Ortodossi, perlomeno non nelle conseguenze così gravi come lo sono stati nella nostra Timeine. Più semplicemente potrebbero esistere e formarsi scismi solo per ragioni dottrinali nei primi secoli, legati alla natura del Cristo, mentre mancherebbero del tutto nei secoli successivi quelli dovuti alla contestazione del potere papale (non esistendo). Così ora il Cristianesimo sarebbe fondamentalmente ancora unito (ventitreesima ucronia biblica proposta da Never75)

Adonia succede a Davide al posto di Salomone. Sperando di continuare la politica di espansione del padre, muove guerra all'Egitto, ma è sconfitto e ucciso. Invasione egiziana di Israele e seconda cattività egiziana, che durerà sino alla conquista assira dell'Egitto da parte di Assurbanipal; il Tempio viene costruito dunque con secoli di ritardo (ventiquattresima ucronia biblica: sempre William Riker)

L'imperatrice di Saba. Salomone non pecca di idolatria a causa delle sue mogli straniere e sposa la regina di Saba; il loro figlio Menelik governa su di un regno esteso dall'Eufrate allo Yemen lungo le carovaniere dell'incenso, una vera potenza economica del mondo antico (venticinquesima ucronia biblica: William Riker, chi altri?)

L'Ottava Meraviglia è ebraica. Il divieto di rappresentare Dio in immagini non viene rispettato in epoca monarchica, e Salomone commissiona ad un artista del tempo una immensa statua di YHWH in oro ed avorio, degna di figurare tra le Sette Meraviglie del Mondo Antico. Se la pratica rimane in auge anche nei secoli successivi, avremo lo sviluppo di un'arte pittorica e scultorica ebraica oltre che cristiana. Addirittura il Rinascimento potrebbe essere opera di maestri ebrei sparsi in tutto il Vecchio Continente. Inoltre, non permanendo questo divieto, anche l'Arte figurativa islamica ne trarrà giovamento: non verrà proibita la raffigurazione umana ed avremo scultori e pittori musulmani degni di competere con i corrispettivi europei: un sovrano come Solimano il Magnifico diventerà un mecenate capace di attirare alla sua corte i migliori artisti del suo tempo: Michelangelo potrebbe riedificare la Moschea Blu e Santa Sofia! (ventiseiesima ucronia biblica di Never75)

L'Impero della Terra Promessa. Il Regno d’Israele (e poi anche quello di Giuda) storicamente è stato sempre debole e instabile, nonostante nell'antichità gli Ebrei fossero degli ottimi combattenti. Ma se fosse un altro re ben più savio, di Roboamo succedere a Salomone, oppure lo stesso Roboamo (ma con un po’ più di sale in zucca, al punto di ascoltare i consiglieri anziani) probabilmente permetterebbe all’unito Regno Israelita, magari sotto la guida di Asa, Giòsafat, Ioas, Amasìa, Azarìa, Ozìa, Iotam, Acaz, Ezechìa o Giosìa… di creare un forte Impero dal Nilo all’Eufrate: l'Impero della Terra Promessa che potrebbe dar filo da torcere persino ai Romani… (ventisettesima ucronia biblica di Kalos1597)

Acab. Acab figlio di Omri conquista il regno di Giuda e ricostituisce il regno di Salomone. Sua moglie Gezabele propone di sconsacrare il Tempio di Gerusalemme ponendovi l'idolo di Baal, e per questo Elia le profetizza che sarà divorata dai cani. Acab, pieno di timore superstizioso verso l'Arca dell'Alleanza, temporeggia e lascia il compito di sconsacrare il tempio a suo figlio Acazia. Dopo che Acab è morto in battaglia contro Ben-Adad II, re di Siria, Acazia prende il potere ma, appena tenta di collocare l'idolo di Baal nel tempio, il popolo si solleva contro di lui e lo uccide. Gli succede il fratello Ioram che, resosi conto che la morte del padre e del fratello sono dovute all'idolo di Baal, si converte, chiama Elia alla sua corte, elimina ogni segno di paganesimo e scaccia la madre Gezabele. Questa si allea con suo fratello, il re di Tiro, e con Ben-Adad II di Siria contro il suo stesso figlio, ma le truppe israelitiche schiacciano gli eserciti nemici nella pianura di Megiddo. I re di Tiro e di Siria cadono nello scontro. Cazael, ministro di Ben-Adad II, gli succede sul trono di Damasco e, assetato di vendetta contro la regina fenicia che ha provocato la morte del suo signore, la fa precipitare giù dal balcone; i cani si cibano della sua carogna, secondo la profezia di Elia, che intanto è stato assunto in Cielo su un carro di fuoco. Il discepolo Eliseo prende il suo posto e diventa consigliere di Ioram, suggerendogli di sposare la figlia di Giosafat, ultimo re di Giuda. In tal modo la dinastia davidica e quella di Acab si fondono, il regno resta unito e abbastanza forte da resistere sia agli Assiri che ai Babilonesi di Nabucodonosor. Solo i Persiani lo assoggetteranno per breve tempo, fino alla conquista romana alla morte dell'usurpatore Erode il Grande. Da questa ininterrotta linea generazionale nascerà Gesù Cristo (ventottesima ucronia biblica: un'altra pensata di William Riker)

Assiri/2. Nell'824 a.C. Shamshi-Adad V, figlio del sovrano assiro Salmanassar III, sconfisse il tentativo di usurpazione del trono da parte del fratello minore. Che accade se la guerra civile fa precipitare l'Assiria in un tale stato di caos, da permettere la ribellione di tutti i popoli sottomessi e la presa di Calach, a quei tempi capitale assira? La dinastia dei Sargonidi non prende il potere, non si forma il primo impero universale del Medio Oriente esteso dalla Media all'Egitto, e nel vuoto di potere chi si inserisce? La grandezza di Babilonia rifiorisce prima, o ad approfittarne fin da ora sono i Medi e i Persiani? (seconda ucronia assira di William Riker)

L'imperatrice di molte favelle. Il più antico personaggio storico extrabiblico nominato nella "Divina Commedia" di Dante è probabilmente la regina assira Shammuramat, vedova del re Shamshi-Adad V (823-811 a.C.), nota agli storici greci con il nome di Semiramide. Dopo la morte del marito ella assunse il titolo di reggente durante la minore età del figlio Adad-Nirari III (il Nino degli storici greci), ma conservò il trono anche dopo l'ascesa di questi al trono. Secondo la leggenda ella si sarebbe suicidata proprio dopo essere stata scacciata dal figlio; gli storici posteriori le hanno attribuito campagne militari irrealizzabili (dall'India fino all'Etiopia), la costruzione dei meravigliosi giardini pensili di Babilonia e soprattutto la fama di "mangiatrice d'uomini" che attraverso Paolo Orosio è giunta fino a Dante ("A vizio di lussuria fu sì rotta, / che libito fé licito in sua legge, / per torre il biasmo in che era condotta", Inf. V, 55-57): probabilmente propaganda maschilista assira contro l'unica grande regina della sua storia. Ora, che accade se, come l'imperatrice Irene nella storia bizantina, Shammuramat fa eliminare il figlio e mantiene la corona fino alla morte? Come cambia la storia mesopotamica l'introduzione di un matriarcato al vertice dello stato? Anche l'ellenismo e Roma ne saranno influenzati? Che accadrà all'arrivo dell'Islam? (terza ucronia assira di William Riker)

L'Impero di Remuria. La tradizione, ripresa da Tito Livio, afferma che Romolo e Remo, in disaccordo sul luogo in cui fondare la loro nuova città dopo aver restituito il trono di Alba Longa al nonno Numitore, affidarono la decisione a un antico rito etrusco: la scelta sarebbe spettata a chi avesse avvistato più avvoltoi. Come è noto vinse Romolo che, dopo aver fondato Roma, sacrificò sulle sue mura il fratello Remo (il fratricidio, più che dovuto alla ruggine dovuta alla sconfitta nella gara di birdwatching, è da considerarsi un sacrificio rituale molto diffuso nell'antichità, quando si uccideva un uomo al momento della fondazione della città affinché il suo fantasma furioso ne infestasse le mura, tenendo alla larga gli indesiderati). Ma che accade se la gara è vinta da Remo? Secondo lo storico greco Plutarco, la città non si chiamerà Roma ma Remuria, e non sorgerà sul Palatino, bensì sull'Aventino (il nome Remuria fu in effetti proposto nel 1920 per un nuovo quartiere della Città Eterna, poi battezzato Garbatella). Il centro della città si troverà dunque più a sud di dove oggi è. Mussolini non arringherà le folle fasciste dal balcone di palazzo Venezia, ma piuttosto dall'Eur. Il Presidente della Repubblica non risiederà al Quirinale, ma alla Magliana. E San Pietro non sorgerà sul Colle Vaticano, bensì dove oggi c'è San Paolo Fuori le Mura. Come cambia Roma senza i Sette Colli, o con dei colli diversi? (ideata da William Riker)

L'impero di Urartu. Durante l'epoca di espansione dell'Impero Assiro il regno indoeuropeo di Urartu, sviluppatosi presso il lago Van, diviene così potente da costituire una seria minaccia per gli Assiri. Le guerre intestine che lacerano il regno di Urartu nella nostra Timeline non hanno luogo, e così non solo gli Assiri non riescono a sottometterlo, ma anzi è Urartu a sottomettere Assur nella battaglia di Kishtan nel 743 a.C. Urartu è tanto forte da sottomettere Babilonia, ma alla fine crolla sotto i colpi dei Cimmerii, e la dinastia caldea di babilonia si impone su tutta la regione con Nabucodonosor; ma i regni della Siria e della Palestina possono opporre una più efficace resistenza. Conseguenza importante è la sopravvivenza delle Dieci Tribù del Nord di Israele e del regno di Elam, rallentando quindi l'ascesa della Persia (proposta da Maggioriano)

Omero l'Assiro. Omero non è il poeta cieco che ci ha tramandato la tradizione, ma uno scrivano greco vissuto in Cilicia al servizio degli Assiri, e la città di Troia da lui descritta nell'Iliade non corrisponde affatto a quella scoperta dall'archeologo tedesco Heinrich Schliemann, ma coincide invece con Karatepe, una piazzaforte della Cilicia, situata sulla costa sudorientale dell'odierna Turchia, a nord dell'isola di Cipro. In tal modo L'Iliade e l'Odissea risulteranno totalmente diverse, e la letteratura greca sarà una semplice continuazione di quella mesopotamica (una proposta del Marziano, basata su uno studio seriamente condotto dallo scrittore austriaco Raoul Schrott)

Omero l'Egiziano. Omero è in realtà un mercante greco stabilitosi a Eliopoli (la città egiziana di On) nel delta del Nilo, che è diventato ricchissimo, ha sposato una donna del posto ed ha assorbito la millenaria cultura della civiltà faraonica. Divenuto cieco in seguito ad un incidente, abbandona l'attività mercantile e si dà alla letteratura, sulla falsariga delle opere moraleggianti dell'Antico Egitto. Secondo lui gli dei egizi zoomorfi sono gli déi greci che, quando il mostruoso Tifone tentò di dare l'assalto all'Olimpo, fuggirono terrorizzati nella valle del Nilo e presero l'aspetto di animali per nascondersi alla vista del gigante. Questo Omero egizianizzato canta la leggendaria riconquista del Delta del Nilo da parte dei principi di Tebe che scacciarono gli Hyksos, oppure le glorie di Ramses II vittorioso nella battaglia di Qadesh. In ogni caso la letteratura greca conoscerà toni molto più intimisti e moraleggianti (variante dell'ucronia precedente pensata da William Riker)

Omero l'Ebreo. E se il popolo ebraico avesse avuto, al tempo della duplice monarchia, un poeta grande come il greco Omero? Di quali condottieri avrebbe cantato le gesta? Di Giosuè alla conquista della Terra di Canaan, o di Davide impegnato in un decennale assedio per strappare Gerusalemme ai Gebusei? Al posto dei libri storici della Bibbia potrebbe pervenirci un magnifico poema epico, modello per tutte le letterature successive (ancora William Riker)

Omero l'Epirota. Nel Libro III dell'Eneide, Virgilio racconta che Andromaca, vedova di Ettore, e il suo secondo marito Eleno hanno fondato una "piccola Troia" in Epiro, la città di Butroto. Supponiamo che questa città sopravviva nei secoli successivi. Nelle sue vie, che ricalcano in piccolo quelle della madrepatria perduta, nell'VIII secolo a.C. nasce un giovane chiamato Omero ("ostaggio"), perchè resta ostaggio per alcuni anni durante una guerra con la vicina Corfù. I discendenti di Andromaca ed Eleno gli tramandano i racconti della distrutta Ilio, gli indicano un ruscello chiamato Xanto che ha lo stesso nome di ben più glorioso fiume dell'antichità semimitica, gli mostrano le porte Scee che ricordano quelle megalitiche edificate dagli dèi e diroccate dai Pelidi. Dalla riva del mare egli osserva il profilo di un'isola che gli ricorda la Scheria di Nausicaa e della corte dei Feaci, dove egli collocherà sé stesso nei panni di Demodoco. Il ragazzo su quella spiaggia si immagina porti, navi, isole, mostri che esistono sono nella sua fantasia. Quando una malattia lo renderà cieco, per vivere farà l'aedo e darà forma a tutte le sue invenzioni, cresciute come edera sul fusto dei racconti che gli venivano dai padri fondatori di Butroto. Secoli dopo Platone dirà che la poesia è "mimesi di mimesi", cioè "imitazione di imitazione"; se avesse potuto ascoltarlo, Omero, la cui patria Butroto era l'imitazione di un'altra, avrebbe certamente assentito (proposta sempre dal prolifico William Riker sulla scia di un articolo di Giovanni Mariotti)

Omera. E se Omero fosse stato in realtà... una donna? Come cambierebbero le battaglie, le travolgenti passioni e le avventure per mare dell'Iliade e dell'Odissea, se partorite da una mente femminile? (questa invece è di Enrica S.)

I Greci d'occidente. I Greci trovano più comodo colonizzare il Mediterraneo occidentale piuttosto che le coste del mar Nero. Massilia é solo la prima colonia, città greche sono fondate anche in Iberia e lungo il Rodano fino alle coste atlantiche, ma pure in Britannia per il commercio del grano della pianura parigina, di metalli britannici e germanici, di ambra scandinava. Le Gallie e Roma sono totalmente ellenizzate. Nascita di regni gallici ellenizzati, la presenza di numerosi rivali in Occidente impedisce Roma di avere suo sviluppo esponenziale come quello della nostra Timeline. Forti rivalità con i punici nella colonizzazione delle Gallie, e fondazione di città etrusche nelle Gallie con la nascita di un’Etruria transalpina (un'idea del marsigliese Perchè no?)

Conquista ebraica di Babilonia (ventinovesima ucronia biblica proposta da Bhrg'hros; questo può essere un inizio). Oppure, al contrario...

Assiria Eterna. L'Assiria riesce con qualche secolo d'anticipo a sostituirsi alla Persia come dominatrice incontrastata del Medioriente; assirizzazione dell'Ecumene. La chiave sono i Caldei: Assurbanipal ce la fa a distruggere definitivamente i Bit Yakini, stabilizzando il "fronte interno", l'impero conosce una fase di riassestamento interno, approfittando poi del crollo di Urartu sotto i colpi dell'invasione cimmera. A questo punto, Lidia, Mannu, Media, Persia, Frigia, Armenia e Cappadocia accettano il vassallaggio assiro per difendersi dalle popolazioni nomadi. La monolatria di Assur evolve in un monoteismo militante, (magari grazie a Giona), imposto alle élites dell'impero. L'ideologia etnocentrica ed espansionistica drena le risorse delle periferie per favorire lo sviluppo dei palazzi assiri, provocando continue rivolte. Se l'Impero resiste abbastanza a lungo, vi sarà uno scontro con le città greche, che sinceramente appare come un no-match: Alessandro con uno o due secoli d'anticipo, gli Opliti  guidati da Temistocle ed Agesilao marciano su Ninive assistiti da tutti i popoli ribelli all'Assiria. Inoltre, gli ebrei di Giuda o non vengono mai deportati, oppure sono dispersi come le altre dieci tribù, e non verrà mai alla luce il popolo ebraico come noi lo conosciamo. A meno che l'Assiria non riesca miracolosamente ad organizzarsi come impero policentrico di tipo persiano, o non sia sconfitta da un'invasione scita (quarta ucronia assira proposta da Bhrg'hros e da Filobeche)

I Fenici e l'Oceano. I Fenici sbarcano in America e la colonizzano, vi fondano colonie, importano piante ed animali sconosciuti, tonnellate di metalli preziosi e centinaia di migliaia di schiavi. Anche Cartagine approfitta di quest'afflusso di oro e schiavi; così arricchita, riuscirà Roma a sconfiggerla? Se no, sarà un Barca a dire qualcosa come "Roma Delenda Est" dopo la Seconda Guerra Latina? (una geniale idea di Falecius e di Homer)

Italia e Gallia scambiate. Una tribù celtica nelle pianure francesi diventa stanziale, comincia ad espandere i propri domìni e da lì fonda un impero, mentre nella Penisola Italiana tutti i popoli (Etruschi, Liguri, Veneti, Umbri, Piceni, Latini, Sanniti, Messapi, ecc.) continuano indisturbati la loro storia e le loro guerre e guerricciole private. Fino al 50 a.C., quando un un generale d’Oltralpe li sgominerà e conquisterà uno per uno, scrivendo nella sua lingua celtica un resoconto che in latino verrà tradotto come "De bello Italico..." (una divertente proposta di Edoardo Secco)

Orazi e Curiazi. Tra Orazi e Curiazi hanno la peggio i primi; Alba vince Roma e conquista l'egemonia politica tra i Latini, dopo che già possedeva quella religiosa (infatti non era una città, ma un centro cerimoniale sorto attorno al tempio di Giove Albano: l'equivalente latino di Delfi ed Olimpia). Roma è sottomessa alle Lega Latina, sarà Alba a costruire una potenza mondiale (oggi avremmo Ro Mano ed Albina Power. Proposta da Perchè no?)

Le Tribù Perdute. Le tribù perdute d'Israele fondano un regno ebraico in una diversa parte del mondo (il Marziano ha pensato all'Estremo Oriente), il cui primo re è il pio Tobia (trentesima ucronia biblica proposta da William Riker) Un'alternativa è stata proposta da Filobeche: anche le tribù di Giuda sono disperse nell'impero Assiro e poi Persiano, e non tornano mai più in Terrasanta. Dove nasce Cristo?

« Mio padre era un etrusco errante » (cfr. Deuteronomio 26, 5). Un'alternativa all'ucronia precedente è stata proposta da MAS in un suo lavoro giovanile. Una delle tribù perdute finisce in Pisidia, alleata di Troia, ma è cacciata dagli Ittiti; dopo un lungo peregrinare via terra e via mare, giunge nel golfo di Follonica (per quanto bergamasco, MAS è fiero delle sue origini maremmane!) Dopo aver vinto la resistenza delle culture pre-etrusche (villanoviane), dalla commistione delle due culture essa dà vita alla cultura etrusca, ovviamente lievemente diversa da quella della nostra Timeline in quanto non politeista anche se non propriamente israelita. Parte della tribù, prima di giungere in Maremma, nel suo peregrinare nel Mediterraneo si ferma nella Sardegna Orientale (zona di Arbatax), parte nell'isola di Lemmo nell'Egeo, ed un'ultima sbarca sulle coste adriatiche ("terra nebbiosa e paludosa") portandosi immediatamente sui monti delle Alpi Retiche; questo spiega i ritrovamenti di iscrizioni proto-etrusche trovate in queste zone e le teorie che in queste tre zone si parlassero linguaggi affini all'etrusco... (scarica da qui un trailer di quest'ucronia)

Isaia Globe-trotter. Il profeta Isaia viene mandato dal re di Giuda Ezechia (716-687 a.C.) in ambasceria addirittura in Giappone, e ciò permette di spiegare alcuni misteriosi reperti realmente esistenti nel Sol Levante (un crossover ideato da William Riker)

Lo Zoroastrismo religione mondiale. Zarathustra ha una visione di Ahura Mazda (il "Buon Signore") e converte la Persia al suo credo. Gli Ebrei vengono deportati a Babilonia, e qui Daniele riceve una visione nella quale Ahura Mazda gli si rivela come YHWH. Al ritorno in Patria gli Ebrei sono Mazdeisti. Siccome anche anche il mazdeismo aveva l'idea della venuta di un salvatore, Gesù è ugualmente annunciato e il cristianesimo detto Soterismo (Da Soter, Salvatore) è una variante non dell'Ebraismo ma del Mazdeismo, cosi come lo sarà l'Islam (un'idea di Filobeche)

Armageddon. Il re di Giuda Giosia (640-609 a.C.) è lo sfortunato protagonista della tragica e proverbiale battaglia di Megiddo, combattuta nel 609 a.C. Il re dei Medi Ciassare ed il re di Babilonia Nabupolassar nel 612 a.C. avevano espugnato Ninive, e così il faraone Necao II (610-595 a.C.), volendo contrastare il dominio babilonese sulla Mesopotamia, che avrebbe minacciato anche l'Egitto, entra in guerra contro di loro. Per raggiungere la Mesopotamia deve attraversare il regno di Giuda, ma Giosia gli sbarra il passo con le sue truppe. Il re di Giuda non sa fare calcoli politici, per lui gli Assiri sono e restano i nemici mortali che hanno raso al suolo Samaria, e gli amici dei suoi nemici non possono che essere suoi nemici. Giosia viene sbaragliato ed ucciso in battaglia presso Megiddo, e quel luogo diventa simbolo di sconfitta rovinosa per il Popolo di Dio, tanto che nell'Apocalisse il luogo dello scontro escatologico tra Bene e Male è indicato come "Armageddon", in ebraico ''la montagna di Megiddo''. Ma che succede se è Giosia a vincere, e Necao cade in battaglia? Nella nostra Timeline Necao viene comunque definitivamente sconfitto nel 605 a.C. presso Karkemish, in Siria, da Nabucodonosor, figlio di Nabupolassar, ma certamente la vittoria di Giosia indebolisce l'Egitto a tal punto, che Nabucodonosor può invaderlo e conquistarlo immediatamente, anticipando di 80 anni l'impresa di Cambise II. Fine anticipata della XXVI dinastia. Nabucodonosor è naturalmente molto grato a Giosia per la sua impresa, e lo lascia sul trono. Giosia, a differenza del suo sconsiderato figlio Mattania/Sedecia, dà retta ai preziosi avvertimenti del profeta Geremia, non si allea con i partigiani egiziani che vorrebbero scacciare i Caldei, anzi sventa una congiura del figlio Mattania che voleva un mutamento della politica, e resta fedele alleato di Nabucodonosor. Giosia è il re di Giuda che regna più a lungo, ed (insieme ad Acaz) uno dei più lodati dall'autore Deuteronomistico dei Libri dei Re. Siccome sopravvive al figlio Ioiakim, lascia il trono al nipote Ioiakin (Gioacchino), che a sua volta lo trasmetterà al nipote Zorobabele. Risultato: il Primo Tempio non è distrutto, non si ha alcuna Deportazione a Babilonia, e gli Ebrei (e quindi anche Gesù) continuano a parlare ebraico, non aramaico. Quali stratagemmi escogiterà il Signore degli Eserciti per soccorrere il suo Unto, re Zorobabele, ed impedire la conquista persiana da parte di Ciro o di Cambise? (trentunesima ucronia biblica proposta da William Riker)

Geremia come Isaia. « Poi il Signore mi disse: "Esiste una congiura tra gli uomini di Giuda e fra gli abitanti di Gerusalemme. » (Geremia 11, 9). Com'è noto, Geremia esortò inutilmente più volte il re di Giuda Sedecia a non allearsi con gli egiziani contro Nabucodnosor, perchè ciò avrebbe significato la fine della nazione. Ma supponiamo che una congiura levi di mezzo Sedecia e lo sostituisca con un re filobabilonese, del quale Geremia sarà il consigliere come Isaia lo fu di Acaz. La distruzione del Tempio è scongiurata, o è solo rimandata? (trentaduesima ucronia biblica proposta da Lucasauro)

L'oracolo di Delfi/1. Nel 547 a.C. il re Creso della Lidia interpreta correttamente l'Oracolo di Delfi e non attacca Ciro di Persia, prevedendo la sua di sconfitta anziché quella del rivale. In questo caso le ambizioni persiane verso l'Europa (in primis la Grecia) verranno fortemente ridimensionate, trovandosi davanti un Regno ricco e potente come quello della Lidia. I Persiani si rivolgeranno ad Oriente con la conquista dell'India o della Cina. D'altro canto l'atteggiamento protezionistico nei confronti delle polis greche di Creso e dei suoi successori lidi anticiperà di qualche secolo l'ellenismo con la costituzione di diadochie lide piuttosto che macedoni. In ogni caso i Romani si troveranno di fronte un temibile rivale nel Mediterraneo! (prima ucronia delfica pensata da Never75)

Solone, Solone! Solone, fissato con gli effetti a lungo termine delle riforme, attua una riforma differente. Verranno valutate prima le capacità intellettuali (tramite prove di ragionamento) e poi, grazie una serie di prove già fissate, viene testato il rigore mentale del candidato. Inoltre Solone abbatte le barriere che impediscono a meteci, donne e schiavi (che libera prontamente) di ricoprire cariche politiche, anche le meno prestigiose. Le cariche meno importanti sono affidate ai “métrii” (in greco “μέτριος” mediocre) che, oltre a essersi dimostrati non molto intelligenti, si sono dimostrati corrompibili, se pur con grandi valori. A comandare le cariche magistrali e giuridiche troviamo gli “aplii” (in greco "buoni") che, oltre a essersi dimostrati discretamente intelligenti, nella maggior parte dei casi. A dividersi gli arcontati sono gli Àxi (in greco “αξιος” giusti) che, pur senza un'intelligenza mirabile, si sono dimostrati equi e caritatevoli, se pur giusti. Tra essi è scelto annualmente l'amìmono (αμύμων, perfetto) che ha dimostrato le qualità intellettuali migliori. In questo modo tutti possono accedere a cariche pubbliche, basta affinare l'intelligenza e aumentare la filantropia e queste sono cose che riescono a tutti, no? Solone viene subito eletto amìmono ma, due anni dopo il termine della carica, muore per una tremenda epatite, mangiando cozze al banchetto per il matrimonio della figlia Zora. Pisistrato, suo genero, viene eletto amìmono e suo primo atto è l'edificazione di alcune scuole di ragionamento e l'incentivazione degli atti positivi tramite una serie di vantaggi agli aplii e gli axii. Grazie a questa riforma, si arriva all'anno 146 a.C.; i romani, riconoscendo la superiorità greca, si sottomettono loro. I greci li chiamano Rumula, dal nome dell'eroe eponimo Romolo... (un sogno ad occhi aperti di PinnaHistoriae)

Niente impero persiano. Ciro II Re di Anzan (nella nostra Timeline Ciro il Grande) viene sconfitto dai Medi ed il suo piccolo regno è diviso; di conseguenza non nasce nessun Impero Persiano, ma nel Medio Oriente continuano a sussistere una decina di potenze piccole e medie su cui Babilonia mantiene ancora un certo predominio. Le conseguenze di questo avvenimento sono molteplici: l'Impero Babilonese (o quel che ne resta) non è così forte da poter espandersi facilmente al di là dei propri confini, ma al tempo stesso non è nemmeno così debole dal farsi conquistare facilmente da altri, così lo status quo nella Regione viene mantenuto per secoli. In Grecia si afferma il sistema delle Città-stato per tutta l'Ecumene; senza le Guerre Persiane e la conseguente Guerra del Peloponneso, le città greche continuano ad arricchirsi sempre di più con i commerci, senza arrivare ad uno scontro militare tra di loro: non si verificherebbero in questo caso le contrapposizione Atene-Sparta ed in seguito Tebe-Sparta. La colonizzazione dell'Italia ed in misura minore del resto d'Europa da parte dei Greci continuerebbe costantemente fino al III ed al II secolo, arrivando a lambire le coste dell'Etruria e della Liguria, minacciando al cuore la potenza nascente di Roma. D'altra parte i re babilonesi non permetterebbero mai agli Ebrei di ritornare in Israele: il Tempio ed il sacerdozio non vengono ricostituiti e Gerusalemme perde per sempre la sua identità ebraica, venendo trasformata in una città pagana ed abitata da soli pagani. Così anche gli Ebrei del 19° secolo cercano altrove un nuovo luogo in cui ricostituire lo Stato d'Israele (un'idea di Never75). Oppure, al contrario...

Impero eurasiatico degli Achemenidi con Cartagine e gli Etruschi, ed espansione planetaria della religione di Zarathustra  (proposta da Bhrg'hros; se ne volete un assaggio, cliccate qui per leggere le proposta di Falecius, oppure cliccate qui per leggere quella di William Riker)

La parabola del Buon Giudeo. Quando Re Ciro di Persia permise alla famiglie ebraiche deportate di ritornare in Israele, quasi subito si innescò un conflitto non solo politico ma anche militare (tracce di questo conflitto si possono estrapolare dai Libri di Neemia ed Esdra) tra gli Ebrei rimasti in Palestina e quelli espatriati che ormai avevano assimilato, durante l'Esilio ed il contatto con le religioni orientali, molte idee lontane dall'Ebraismo "Classico". Nello scontro tra le due fazioni, alla fine la spuntarono (pure se di poco) gli esiliati. Ai perdenti non rimase che adeguarsi alla maggioranza. Soltanto una parte dei "rimasti", quella più oltranzista, rifiutò questo status politico e si scisse creando la fazione Samaritana ed erigendo un Nuovo Tempio sul Garizim. Ma se invece è la fazione esiliata a perdere? In questo caso sarebbero gli Ebrei di ritorno dall'Esilio ad essere in minoranza (ed a scindersi), e quello che oggi è il Samaritanesimo sarà l'Ebraismo ufficiale. Gesù si formerà quindi a questa scuola. La dottrina della Resurrezione sarà notevolmente ridimensionata nel Suo insegnamento e, magari, applicata a pochissimi eletti. In compenso avremo parabole come quella del "Buon Giudeo" o della donna giudea al pozzo di Sicar per ribadire la misericordia di Dio. Nella Bibbia odierna cristiana avremo appena 5 Libri del Vecchio Testamento (Pentateuco o Torah) mentre nel Talmud Ebraico troveremo tutti gli altri. Dato che poi la dottrina della Resurrezione della carne non sarà prevalente nelle tre Religioni Monoteistiche, è probabile che anche le dissertazioni e/o esperimenti su cadaveri non vengano proibiti così come è stato fatto nella nostra Timeline, e la Scienza Medica potrà averne giovamento. Non dovremo attendere Harvey per scoprire i misteri della circolazione sanguigna, e scopriremo prima i vaccini per le malattie pandemiche. Cosa succederà nel Medioevo e nei secoli successivi se non ci saranno piaghe come la Peste Nera o la lebbra? Come si evolverà il Mondo se, parecchi secoli prima di Jenner, sarà scoperto il vaccino contro il vaiolo? (trentatreesima ucronia biblica made in Never75)

L'Egitto respinge Cambise. Cambise ha conquistato l’Egitto in gran parte con l’appoggio di una potente flotta fenicia e cipriota appena costituita, ma anche con navi greche mandate da Policrate di Samo. Dopo la sconfitta egiziana di Pelusio l’Egitto resisteva ancora e gli assedi di Pelusio e Menfi si sono conclusi con l’intervento delle nave persiane e greche (e anche grazie a qualche tradimento). Dunque senza una potente flotta Cambise forse non sarebbe riuscito a conquistare il paese. La costituzione di questa flotta é stata permessa in gran parte dal tradimento da parte di Policrate di Samo dell’alleanza con l’Egitto. Questo tradimento é probabilmente fondato sulla paura della potenza persiana ma anche del bisogno di trovarsi un alleato contro la fazione aristocratica (e filoegiziana) di Samo e gli Spartani che volevano rovesciarlo. Ma se Policrate nel 527 a.C. é rovesciato da un colpo di Stato da parte degli aristocratici dell’isola appoggiati dalle finanze egiziane (Amasis temeva il gusto di potenza del tiranno)? Samo e l’Egitto stringono un'alleanza e degli ambasciatori spartani sono ricevuti a Sais. Amasis manda denari per opere pubbliche nell’Heraion di Samo e per finire la ricostruzione del tempio ad Apollo a Delfi. Crescita della parte di mercenari greci nell’esercito egiziano, con anche degli Spartani; in compenso le città di origine ricevono privilegi commerciali in Egitto. Viene concessa l’indipendenza totale al fondaco di Naucrati. Queste relazioni impediscono un tentativo del persiano Cambise di impadronirsi di Cipro, dove si sviluppa nei fatti uno condominio egiziano-samese. Rimanendo ai Greci, alleati agli Egiziani, le città della costa fenicia, i Persiani non possono costruire una potente flotta e fazioni indipendentiste sono pagate con l’oro egiziano e l’appoggio navale greco. Nel 525 a.C. Cambise lancia le sue truppe contro l’Egitto ma deve prima assediare Gaza, che resiste grazie al rifornimento greco ed egiziano. Una parte dell’esercito persiano é immobilizzato contro Gaza; Cambise e Psammetico III si affrontano a Pelusio, il potentissimo esercito persiano vince ma non può impedire ai resti dell’esercito egiziano comandati da Greci di ritirarsi in buon ordine. Inizio dell’assedio di Pelusio. Psammetico III chiede aiuto a Samo e Sparta, che mandano uomini e navi. Nel 524 si combatte una seconda battaglia di Pelusio, l’esercito egiziano-greco libera la città. Dopo un anno nelle paludi di Pelusio l’esercito persiano é in pessime condizioni. Cambise esita a ritirarsi, quando viene a sapere di rivolte nell’impero: Babilonia si é di nuovo resa indipendente, Creso é tornato a Sardi dove si é fatto riconoscere re. Anche in Persia gli aristocratici persiani si sono ribellati, eleggendo come re Dario I. Cambise ritira il suo esercito d’Egitto ma muore in Palestina a causa di malattie e ferite. Conseguenze delle divergenza: la sconfitta militare e le ribellioni segnano il crollo dell’impero persiano. Babilonia e Lidia riformano dei regni indipendenti, le città fenicie sono libere. Dario I riduce il regno alla sola Persia e le Alte Satrapie e deve combattere le rivolte dei Medi. L’Egitto, liberato dalla minaccia asiatica, rioccupa tutta la Palestina con accordi con i Greci per il controllo dei porti; segue la ricostituzione di un regno giudeo sotto il suo protettorato. L’Egitto può volgersi verso la conquista africana in Nubia e contro il regno di Meroe con una presenza greca sempre maggiore sul suo territorio (Psammetico III sposa la figlia di uno re spartano). Samo diventa la maggior potenza marittima, le città greche asiatiche si liberano e per resistere al nuovo regno lidio si raggruppano nella Lega di Samo che controlla già tutto il Dodecaneso e Cipro. Dopo alcuni decenni sarà a Samo che nascerà la prima democrazia della storia. Le città greche d’Asia diventano il centro dinamico della civiltà e dell’economia greca con grande peso nella ripresa della colonizzazione, sopratutto in Anatolia; ellenizzazzione completa del regno di Lidia. Sparta sarà la grande potenza greca continentale e Atene, che non ha ragione di svillupparsi, rimarrà una città secondaria e alleata. Niente guerra del Pelpponneso. Elenizzazzione pacifica del Nord dell’Egitto, della Lidia, delle città fenicie e della Babilonia. Maggior sviluppo della Nubia egiziana, che entra a fare parte del mondo conosciuto e diventa punto di partenza per le spedizioni commerciali e militare in Africa. Che ruolo per Alessandro il Macedone? (la solita idea geniale di Perchè no?)

Cambise il Grande. Dopo la fulminea conquista dell'Egitto, Cambise aveva in mente altri tre progetti militari che dovevano avere come base di partenza proprio la Valle del Nilo: la conquista della Nubia, una spedizione verso le oasi occidentali del deserto libico e la conquista di Cartagine. Le prime due imprese fallirono a causa della scarsa conoscenza del territorio e la terza non ebbe neppure inizio, a causa del rifiuto dei marinai fenici che non vollero armare la flotta persiana per attaccare una città di origine fenicia. Ma che accade se Cambise è più fortunato è può portare a compimento almeno uno di questi progetti, se non addirittura tutti e tre? E se, mentre il mago Gautama si proclama Re dei Re affermando di essere suo fratello Bardiya redivivo, Cambise si ritagliasse un suo impero in Africa esteso a Egitto, Libia, Nubia, Cartagine e addirittura alla Spagna? (questa è di William Riker)

Res Publica Aeterna. Nel 510 a.C. Lucio Giunio Bruto e Lucio Tarquinio Collatino, al momento di deporre Tarquinio il Superbo, anziché instaurare la Repubblica, rifondano una nuova forma di monarchia (simile alla spartana) autonominandosi essi stessi come due re. Poi, nella crisi del I sec. a.C., un tale Giulio Cesare decide di deporre gli ultimi due re di Roma, Pompeo e Catone, ed istituisce la Repubblica. Ovviamente verrà ucciso dai monarchici, ma il suo pronipote. Gaio Ottaviano, porrà fine definitivamente alla monarchia e, assieme al collega console Marco Antonio, edificherà la Repubblica Romana dotandola di costituzione. Sarà poi compito dei consoli successivi quello di migliorarla; ad esempio il console Publio Elio Adriano, filoelleno, proporrà una riforma costituzionale del tutto simile a quella ateniese, allargando altresì la base elettrice. Con l'avvento del Cristianesimo si arriverà ad un suffragio quasi universale esteso anche a liberti e provinciali (per donne e schiavi, i tempi non erano ancora maturi). E con le invasioni barbariche, anziché i regni barbarici, avremo le repubbliche barbariche! (un'ipotesi affascinante di Never75)

SPQR = Sine Populo Quiritium Romanorum/1. I Romani non prendono Veio e non ripartiscono l'Ager Veientanus. In queste condizioni difficilmente la Repubblica può sopravvivere alla successiva rotta dell'Allia; si ha allora un insediamento di Galli Senoni nell'Ager Romanus e loro guerre con Etruschi e Latini. Il ruolo unificante di Roma nel Lazio viene preso da Preneste, Ardea o Veio (quest'ultima è la più probabile). Ma in presenza della minaccia gallica, e dovendo ripartire da un livello di potenza e sviluppo inferiore a quello di Roma, già allora quasi egemone nel Lazio, nessuna di queste città può intervenire a fianco dei Campani nella loro guerra contro i Sanniti. Sicuro allora uno scontro tra questi, alleati ai discendenti dei Galli di Brenno, a Cere e a Tarquinia, (nemiche di Veio?) ed una lega latina caduta sotto influenza di Veio, in condizioni assai più favorevoli ai Sanniti delle nostre guerre sannitiche. È anche probabile, vista la posizione sannita, un'azione più tempestiva di Taranto contro il moto di unificazione italica. Il Mediterraneo occidentale rimane allora policentrico, con Cartagine, Siracusa, Veio e Tarquinia come centri di piccoli imperi, di cui il più vasto dev'essere quello cartaginese. Una svolta è data dall'arrivo sulla scena di Pirro prima, e di Annibale poi. Pirro viene chiamato da Taranto contro i Sanniti (meno potenti dei romani) e tenta di crearsi un impero ellenistico nel sud Italia, ma dopo la sua morte Agatocle se ne distacca. Annibale invece dà la svolta all'imperialismo cartaginese e diventa una specie di Alessandro dell'Ovest, sottomettendo Etruschi, Sanniti, Iberici e Italioti, nonché una parte dei Galli. Cartagine mantiene il suo carattere repubblicano: Annibale rafforza le istituzioni democratiche per contrastare l'oligarchia. Manca però quel tipo di assimilazione culturale creata dalla colonizzazione romana. Più ad est, Antioco III il Grande o Filippo di Macedonia riescono ad unificare l'Oriente ellenistico, ma la grecizzazione dell'occidente resta molto limitata. In seguito la potenza cartaginese in Europa è spazzata via dai Cimbri e dai Teutoni, che mettono in difficoltà anche la Macedonia. I Parti arrivano a prendere Pergamo ed Antiochia; i Maccabei, senza sostegno romano, falliscono, ma alla fine la Palestina ebraica diventa un regno vassallo dei Parti. Senza l'economia romana compiutamente e massicciamente schiavistica, le macchine a vapore alessandrine possono diventare convenienti, e l'Egitto tolemaico ospiterà una fioritura culturale e tecnica. È possibile che i Celti o i Cartaginesi scoprano in anticipo l'America, e che siano gli Unni ad unificare l'Europa. Ma cosa fa il Cristianesimo se non c'è la provincializzazione romana né la distruzione del Tempio di Gerusalemme? L'Islam ha successo ugualmente? Senza dubbio l'Europa rimane più plurale, ma non per questo necessariamente più barbara (proposta da Estec e da Falecius)

Clistene chi? Clistene nel 508 a.C. non riesce ad imporre la democrazia ad Atene, che quindi non ha modo di svilupparsi; viene a mancare di conseguenza il lascito più importante della Cultura Greca sull'Occidente, e quindi il suo legame con essa. Pertanto a partire dal XVII secolo saranno altre le forme di governo proposte da intellettuali e filosofi nella fondazione dei nuovi Stati Nazionali. Ad esempio si potrebbe optare maggiormente per regimi oligarchici o su dittature illuminate prendendo ad esempio altri regimi politici esistenti nell'Antichità (Never75 dixit)

Etruschi/1. Se ad Ariccia nel 508 a.C. l'esercito del potente Lucumone di Chiusi, Laris Porsenna, che in quegli anni, subito dopo la cacciata da Roma del re etrusco Tarquinio il Superbo, dominava la città tiberina, avesse vinto contro la coalizione dei Latini e dei Greci della Campania, la storia avrebbe avuto un altro corso. La Nazione Etrusca, finalmente coalizzatasi in un unico stato, avrebbe potuto condurre una guerra totale contro i Celti a nord o i Sanniti a sud, riconquistando i territori precedentemente perduti (la prima delle ucronie etrusche di Rasenna, esperto in questo campo)

Etruschi/2. Stessa cosa avrebbe potuto accadere se la flotta etrusca delle città di Tarquinia e Vulci, alleate con gli Umbri, avesse sconfitto la flotta greca nelle acque di Cuma in Campania nel 476 a.C. Le città etrusche coalizzate avrebbero potuto prevalere sulle città greche del sud Italia (la seconda delle ucronie etrusche di Rasenna)

Liguri. Intorno al 500 a.C. i Celti calarono nella Pianura Padana e ne scacciarono gli abitanti autoctoni, i Liguri, anziché mescolarsi con essi. In assenza di fonti scritte, a darci testimonianza di questo trasloco forzato sono gli attuali toponimi lombardi. Mentre i centri abitati con suffisso in -ano (Milano, Melegnano...), di origine chiaramente latina, sono diffusi uniformemente su tutta la regione, quelli in -ago, suffisso tipicamente celtico (Vanzago, Verzago...), prevalgono nel Varesotto e nell'alta pianura padana, mentre quelli in -asco, suffisso tipicamente ligure (Garlasco, Buccinasco...) resistono solo in montagna e nella bassa pianura, segno che i Liguri furono marginalizzati dai Celti: scacciati da questi ultimi, dovettero ritirarsi nelle impervie regioni montane o nelle zone della bassa, ritenute paludose e malsane per via dei fontanili, cioè degli affioramenti di acqua di falda. Del resto, i Celti e poi i Romani non si preoccuparono di dare un nome ad alcuna montagna o torrente alpino, perchè ad essi queste terre impervie non interessavano, e così non è certo un caso se montagne e valli conservano ancor oggi un nome preceltico e preromano: Val Veddasca (Varese), Valle Anzasca (Ossola), Val Cugnasco (Svizzera), Monte Redasco (Sondrio)... Evidentemente l'attenzione di Celti e Romani era tutta rivolta a villaggi, città e terreni da sfruttare, mentre la natura selvaggia per loro era tutt'altro che importante. Ma che accade se i Celti non invadono l'Italia Settentrionale, preferendo invece per esempio i Balcani? Anzitutto la Lombardia si chiamerà ancor oggi Liguria (quella che noi chiamiamo Liguria è solo l'ultimo ridotto costiero in cui questo popolo fu confinato dai Celti). Milano si chiamerà Milasco; visto l'atteggiamento dei Liguri verso la natura, essa oggi potrebbe essere circondata da meno fabbriche e da più boschi, che i Liguri consideravano sacri... (avanzata da William Riker, che abita proprio nel Varesotto)

Cenomani. Le tribù dei Cenomani sono le uniche ad essersi opposte allo strapotere di Roma, mantenendo cocciutamente un atteggiamento anti-romano sino all'ascesa di Cesare, quando saranno definitivamente zittite. Molti capitribù si ritirano con i loro clan verso i monti delle odierne province di Bergamo e Brescia, dando origine all'ultima cultura celtica continentale che rimarrà tale fino ai giorni nostri. Il loro piccolo irredentismo, nel corso della storia, punterà sempre alla riconquista della pianura tra l'Adda e il Garda (un'ucronia un po' campanilista targata Renato Balduzzi)

Victimuli. Quando i romani arrivarono in Piemonte e lo conquistarono passarono anche nel Biellese, più precisamente nella zona di Cerrione; proprio qui vivevano popoli di origine ligure chiamati Victimuli. Questi vivevano nell'attuale Riserva naturale della Bessa, e quando i romani arrivarono vennero subito sopraffatti e sottomessi. Ma se i victimuli riescono a resistere ai romani grazie alla loro buona dose di ricchezza portata dal commercio dell'oro, del quale la Bessa era ricca, e al loro spirito guerriero? Questa tribù espande la sua influenza al nord Italia e magari riesce a sconfiggere Roma, così invece di un impero Romano ne avremo uno victimulo con capitale Cerrione! (altra ucronia campanilista di Det0)

Veneti. 2500 anni fa l'attuale Veneto (con linea di costa più arretrata, la laguna di Venezia e il delta del Po ancora non esistevano) era abitato da un popolo molto civile, poco bellicoso ed aperto agli influssi esterni, famoso per l'allevamento dei cavalli, tanto che presso di loro si rifornivano sia gli aurighi greci che il tiranno Dionisio il Vecchio di Siracusa. Supponiamo che i cavalli decidano di usarli loro per muovere guerra ai vicini e fondino un forte regno centralizzato; i Romani troverebbero un formidabile avversario, al loro arrivo nella pianura padana. Se quest'avversario si allea con Annibale, probabilmente Roma è spacciata. Ma, dopo che Annibale ha eliminato il loro avversario italico, essi probabilmente si volgono contro di lui e lo schiacciano, costringendolo ad abbandonare la penisola. Probabile la fondazione anticipata di una grande capitale come Venezia, che subentra a Roma nel dominio dell'Italia. Un Impero Veneto al posto dell'Impero Romano? (un'ucronia campanilista concepita da William Riker, che è proprio di origini venete!)

Ernici. Gli Ernici erano una popolazione del Lazio meridionale, i cui principali centri erano le attuali Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli. Spesso si trovavano a combattere con i Volsci, popolo sicuramente più potente e importante, per il controllo della valle del Sacco. Erano fedeli alleati dei romani, dai quali furono gradualmente inglobati. Mettiamo che l'eterna disputa per il controllo dell'attuale Ciociaria si risolva definitivamente a favore degli Ernici, che si trovano così a controllare una zona molto importante, a metà strada tra Roma e la Campania. Da questa posizione privilegiata acquistano ricchezza e potenza, e non si trovano più a essere "protetti" da Roma, ma veri e propri alleati, che potrebbero cambiare le sorti della città capitolina. Se gli Ernici decidessero di espandersi ulteriormente ai danni di Sabini, Marsi e Sanniti, e magari proprio degli stessi romani, si creerebbe un forte stato nell'Italia centromeridionale, che costituirebbe un bel problema per Etruschi a nord e Greci a sud. Dove riuscirebbero ad arrivare gli Ernici? Potrebbero unificare l'Italia sotto lo slogan (nella loro lingua) SENATOS POPLOSQVE HERNIQOM? Oggi avremmo Alatri capitale? (anche questa è un'ucronia campanilista, perché Pedro Felipe è nato ad Alatri e vive a Frosinone!)

Sanniti. Questo popolo di origine incerta, composto di pastori ed agricoltori che sapevano trasformarsi con disinvoltura in spietati guerrieri, umiliò i Romani alle Forche Caudine ma non riuscì mai a conseguire una vittoria decisiva sui suoi nemici giurati, anche a causa della sua divisione in almeno cinque tribù (Carricini, Pentri, Caudini, Irpini e Frentani). Ora, che accade se tra essi sorge un capo carismatico che unifica le tribù, ne fa uno stato accentrato con capitale Boviano (l'odierana Bojano in provincia di Campobasso), dà l'assalto a Roma, la assedia e la prende? Ad esempio, secondo il "De Senectute" di Cicerone, Pontius, il nonno del vincitore delle Forche Caudine, incontrò a Taranto nel 366 a.C. Archita e Platone. Ammettiamo che l'episodio sia avvenuto veramente e che Pontius, ispirato dall'esperienza, convinca al sinecismo i suoi connazionali... che accade? I Romani sapranno in seguito prendersi la rivincita sugli storici rivali, o saranno i Sanniti a sconfiggere Greci, Etruschi, Galli e ad unificare la penisola? In questo caso, quali i loro rapporti con Cartagine? (anche questa è di William Riker)

Bruzi e Lucani. Queste due popolazioni occupavano rispettivamente le nostre Calabria e Basilicata fra il V e il III secolo a.C. Esse erano strettamente imparentate tra loro; la prima migrò dai monti del Sannio in Basilicata creando un forte stato che creò grandi problemi alle città greche sulla costa, ed estese il suo dominio dal Tirreno allo Ionio. Ma il greco Dione, che stava tentando di soffiare il trono di Siracusa al tiranno Dionisio II, sobillò una parte delle popolazioni soggette ai Lucani, alleati di Dionisio, le quali si ribellarono e diedero vita alla "Lega dei Bretti" (questa parola significa forse "schiavi fuggitivi"), poi storpiata in "Lega dei Bruzi". Essi sconfissero i Lucani, si insediarono sull'altopiano della Sila e tagliarono in due il territorio lucano. Così divisi, i due popoli furono più facile preda dei Romani, che li punirono duramente per essersi schierati contro di loro prima a fianco di Pirro e poi di Annibale. Ogni traccia della loro cultura sparì. Ma che accade se Dione fallisce nel suo seminare zizzania tra i Lucani e i loro sottoposti? Bruzi e Lucani riusciranno, saldamente alleati tra loro, a resistere all'impeto dei Quiriti? O, se anche saranno sconfitti, che accadrà quando Spartaco nel 73 a.C. porterà la rivolta contro l'Urbe in quei territori? (un'altra proposta di William Riker)

Messapi. I Messapi conquistano Taranto, cacciando i Greci dalla Puglia. Senza dubbio per i Romani sarà tutto più facile: difficilmente i Messapi chiederanno aiuto a Pirro, ed i Romani conquisteranno la Puglia molto prima. Risultati? Le guerre puniche accadranno con un secolo di anticipo ed i Cartaginesi non avranno a loro disposizione il genio di Annibale. Le guerre puniche infatti finiranno prima della nascita di quest'ultimo, Annibale sarà un generale romano, e soggiogherà la Gallia al posto di Cesare nel 202 a.C. Come apparirà una Roma governata dai Barca? (made in Maggioriano)

Sicani. Lo storico greco Tucidide sostiene che i Sicani, i primi abitatori della patria di Montalbano, erano originari della Spagna, da dove sarebbero stati scacciati dai Liguri: il loro nome infatti deriverebbe da quello dell'antico fiume iberico Sikanos. Gli storici moderni, come il siciliano Vincenzo La Rosa, tendono invece a pensare che questo popolo si sia formato direttamente in Sicilia, molto prima che i Minoici e i Greci la ribattezzassero Trinacria ("Tre promontori"), dalla fusione tra i primi indigeni dell'isola e popolazioni italiche provenienti dalla Calabria. In ogni caso, pur abitando un'isola, questi popoli avevano un pessimo rapporto con il mare. Ma che accade se entrano prepotentemente nella storia, decidono di diventare una talassocrazia che conquista Cartagine e realizzano un impero marittimo esteso dalle Isole Cassiteridi (le Scilly, al largo della Cornovaglia, ricche di stagno) fino alla Cirenaica? Quali rapporti avranno con i Greci? E con i Romani? (ideata da William Riker. Ecco il trailer)

I Siculi nel Lazio. Prima dell' arrivo dei latini il Lazio era occupato da genti sicule. Poi furono cacciate dai latini, fra cui gli antenati dei romani. Ma se invece i Siculi rimangono nel Lazio, e nella zona dei Sette Colli si radica una cultura sicula? Ci sarà un espansionismo siculo di proporzioni simili a quello romano? (se lo chiede Camillo Cantarano)

Sì o Nok? Nel 1943 Fagg Bernard, amministratore coloniale britannico in Nigeria, acquistò da un contadino una statua di argilla che egli usava come spaventapasseri in un campo di patate. Ben presto saltarono fuori altri manufatti, raffiguranti teste umane, figure intere, elefanti e molto altro. Nel 1970 con il metodo della termoluminescenza si stabilì che quelle statue risalivano al 600 a.C. Al tempo di Solone, di Buddha e di Confucio, quindi molto prima di ogni altra civiltà africana conosciuta, maestri scultori africani nella lontana Nigeria realizzavano statue di fango del più alto livello estetico, a 10 gradi di latitudine dall'equatore e lontano dal resto del mondo cosiddetto "civile". Era stata scoperta la misteriosa cultura Nok, estesa su un’area tropicale più grande dell’Irlanda, i cui abitanti vivevano in capanne di legno e mangiavano una polenta di miglio, come i popoli che vivono oggi nella stessa regione. Particolarmente sconcertante è la questione circa il modo in cui i Nok fondevano il ferro, metallo nel quale sono fabbricati bracciali, frecce e coltelli scavati dagli archeologi: nessuna popolazione sub-sahariana ha fatto nulla di paragonabile, per quanto si sa oggi. Non ci sono giunti scheletri Nok, poiché il terreno acido ha sciolto tutte le ossa: come i loro cimiteri, i templi e le capanne dei Nok sono scomparsi senza lasciare traccia. Ma che accade se, come avvenuto in Anatolia e nel bacino del Mediterraneo, questa cultura con armi di ferro dà vita ad un forte impero centralizzato sul modello egiziano nella valle del fiume Niger, o a città stato sul modello greco? Questa evoluzione potrebbe influenzare tutto il Continente Nero, che vedrà nei secoli successivi fiorire splendidi regni e magari un impero colossale sul modello cinese e romano. Questo impero non incontrerà mai gli altri due, così come Roma e Cina non si incontrarono mai direttamente, oppure inizieranno fiorenti scambi via mare e attraverso il deserto, e si giungerà ad un'"Eurafrica" globalizzata fin dai primi secoli dell'Era Volgare? E se fossero gli africani a varcare per primi l'Atlantico e a scoprire l'America? Quali le conseguenze sulla storia del mondo? (ancora William Riker)

Rivoluzione Romana. La famosa rivolta dei plebei sul Monte Sacro e le guerre sociali coi patrizi portano, anziché alla parziale pacificazione sotto Menenio Agrippa, ad una guerra "di classe" di più ampie proporzioni, che sfocia in una Repubblica Democratica vera e propria (magari su base federalista). Oppure, si ha un un esempio illuminante di "dittatura del proletariato" ante litteram. Uno sconvolgimento culturale di tale portata che influsso avrebbe prodotto sugli eventi successivi come le guerre puniche, le guerre civili e il trionfo dei signori della guerra, l'inizio del Principato, la diffusione del Cristianesimo e invasioni barbariche? (un'idea di Never75)

Guerre Persiane anticipate. Mardonio non perde la flotta e, dopo aver sottomesso la Tracia, nel 493 a.C. avanza verso sud, invadendo la Beozia e quindi il resto della Grecia. Come cambiano le guerre persiane con questo anticipo? (se lo chiede Lord Wilmore)

L'Impero Persiano d'Occidente. Nel 491 a.C. Dario I di Persia, in previsione del suo attacco alla Grecia, organizzò una spedizione in Tracia, giungendo fin oltre il Danubio. Mettiamo che si faccia prendere la mano, e decida di completare la sottomissione di quei popoli rozzi e facili da sconfiggere, invece che tentare la difficile conquista della Grecia. In breve tempo riesce a conquistare tutti i Balcani, e a questo punto avrebbe due direttrici d’ espansione: verso est, alla conquista della sterminata pianura sarmatica, territorio simile all’ Asia centrale e quindi familiare ai persiani, oppure verso ovest, direttamente nel cuore dell’ Europa. In questo caso Dario piomba in Italia settentrionale, dove costringe i Celti a fuggire verso sud, travolgendo una Roma ancora giovane. Mentre i Celti si stabiliscono nell’ Italia centro-meridionale, il Gran Re continua la conquista dell’ Europa, invadendo la Francia. Nel 485 muore, mentre stava preparando un’ ambiziosa esplorazione dell’ Oceano. Gli succede il figlio Serse. Il nuove re si dirige subito verso la Spagna, dove incontra la resistenza delle colonie cartaginesi, che vengono però sconfitte. L’ anno successivo in tutta la Spagna sotto il controllo dei persiani scoppia una rivolta, che si conclude con l’ incendio di Sagunto, capitale della satrapia. Serse quindi organizza un’ enorme spedizione punitiva contro Cartagine: fa costruire un ponte di barche sullo stretto di Gibilterra per far passare il suo enorme esercito, che spezza la resistenza dei 300 numidi che tentano di opporsi ai persiani bloccando un passo dell’ Atlante, e riesce ad incendiare Cartagine. I cartaginesi però evacuano la popolazione sull’ isola Djerba, nelle cui acque sconfiggono i persiani, che vengono ulteriormente sconfitti a Zama. I persiani sono costretti a ritirarsi in Europa. Nel frattempo i legami tra Asia e Europa si fanno sempre meno stretti, e quando Alessandro Magno attacca la parte orientale i satrapi occidentali si rifiutano di contrastarlo, felici che il condottiero macedone stia portando il baricentro del suo impero sempre più lontano dall’ Europa, e di non dover più sottostare ai pesanti tributi imposti dall’ oriente. Nasce così l’ Impero Persiano d’ Occidente, che comprende Balcani, Italia centro-settentrionale, Francia e penisola iberica, con capitale Sersepoli, in Francia meridionale. Riuscirà a mantenere la sua unità e a fronteggiare i popoli germanici? Fin dove riuscirà ad arrivare? (ideata da Pedro Felipe)

Dario vince a Platea. Il Re di Persia Dario vince la battaglia di Platea perché un sicario uccide il brillante comandante Pausania. I persiani invadono una città greca dopo l’altra finché tutta la Grecia non si trova sotto il controllo di Dario. Con la Grecia conquistata la civiltà occidentale come noi la conosciamo non sussiste, la Persia diventa un impero ambizioso che però dovrà scontrarsi contro i propositi espansionistici di Roma (molto poco ellenizzata) e di Cartagine. Si può anche immaginare un’inedita alleanza delle due città in chiave anti-persiana (ideata da Giorgio Tebaldi)

300. Serse, invece di forzare il passo delle Termopili, lo aggira con la flotta, lasciando gli spartani con un palmo di naso e non dando il tempo agli ateniesi di evacuare. Il Re dei Re decide di radere al suolo la Grecia, di deportare i suoi abitanti e impiantare nella zona coloni spartani. Oggi in Grecia si parla una lingua affine al curdo o al farsi, e sicuramente si tratta di una zona relativamente marginale del continente europeo. Anzi, senza i grandi fondatori del pensiero occidentale, oggi l'Occidente appare molto diverso: niente scienze pure e filosofia, tutt'al più regnano credenze misticheggianti quali l'astrologia o l'aruspicismo. Inoltre, l'esercito persiano può giungere quasi incontrastato fino a Roma. E poi? (prima ucronia "senza la Grecia" di Renato Balduzzi)

La Guerra Mondiale del Mondo Antico. Se Efialte non tradisce gli Spartani, essi resistono al Passo delle Porte Calde ancora per molti giorni infliggendo terribili perdite ai Persiani che, alla lunga, sono costretti a ritirarsi. A questo punto sono i Greci a passare direttamente al contrattacco, riunirsi in massa ed invadere l'Impero Persiano. Contando sulla ribellione di molte regioni insofferenti all'egemonia persiana come l'Egitto, essi hanno successo e, anticipando Alessandro Magno, spingono le loro conquiste fino al cuore dell'Impero. A guerra finita, l'immenso Impero Persiano viene così spartito in parti pressoché uguali dalle due grandi vincitrici: Atene e Sparta. In questo caso la Guerra del Peloponneso, quando scoppia, lo farà con conseguenze continentali, coinvolgendo quasi tutto il Mondo allora conosciuto (l'ha pensata Never75)

Athenae Captae. Durante le Guerre Persiane il generale Mardonio, braccio destro di Serse, offrì nel 480 a.C. agli Ateniesi una onorevolissima pace. Se si fossero arresi al Re dei Re, sarebbero diventati i padroni di tutta l'Ellade ed avrebbero mantenuto i propri costumi in cambio solo di un formale atto di sottomissione. Tale proposta fu messa ai voti in assemblea che la rifiutò. Ma se fosse passata? Grazie alla presenza ed all'appoggio militare persiano, Atene diventa la vera capitale di tutto il Mondo Greco, da Cipro alla Sicilia. In breve la lingua greca diventa, più di un secolo prima di Alessandro Magno, la lingua veicolare di tutto il bacino del Mediterraneo. La leadership culturale greca si impone anche all'Impero Persiano che si ellenizza rapidamente, in tal caso lo scontro successivo tra Alessandro Magno ed i Re Persiani risulterà solo come uno scontro tra due sovrani e non tra due civiltà. Per forza di cose anche il Mondo Romano si grecizza più rapidamente e la cultura greca penetra con maggior successo e vigore anche tra le classi meno abbienti. In epoca imperiale addirittura imperatori più esterofili propongono un abbandono del latino (lingua barbara) in favore del greco (lingua più nobile). In tal caso nel Medioevo avremo il nascere di lingue derivate dal greco (neogreche) anziché neolatine. Ed oggi si andrà in vacanza-studio ad Atene anziché a Londra o Madrid (un'alternativa all'ucronia precedente proposta da Never75)

L'oracolo di Delfi/2. Temistocle interpreta in modo errato l'Oracolo di Delfi e cerca di proteggere Atene con delle grosse mura di legno, anziché cercare di far evacuare la popolazione su grosse barche. I Persiani, dopo un non lungo assedio, invadono Atene e tutta l'Attica, incendiando e devastando ogni cosa si trovi sul loro cammino. Non solo il Partenone viene distrutto, ma la popolazione stessa di Atene viene sterminata. L'esito successivo delle Guerre Persiane è più lungo ed incerto, anche se è facile prevedere a lungo termine una pur sofferta vittoria greca. Fatto sta che Sparta, senza la rivale Atene, diventa l'unica polis greca egemone. Se ciò da un lato risparmierà alla Grecia le future e stupide guerre per la supremazia, dall'altro lato non avremo nemmeno quell'immenso bagaglio artistico, teatrale, politico, filosofico ecc. che ci ha dato l'Atene del secolo d'oro di Pericle. Il gioco varrà la candela? (seconda ucronia delfica pensata da Never75)

L'Impero di Agrigento. Akràgas (l'attuale Agrigento) era considerata unanimemente la città più bella di tutta la Magna Grecia. Fondata in Sicilia intorno al 580 a.C. dai coloni greci di Rodi e Creta già insediatisi a Gela, la sua ascesa fu favorita dalla posizione strategica, dato che sorgeva a 5 Km dal mare e fra tre alture difese da 12 Km di mura: nel giro di un secolo diventò una città stato di oltre 300.000 abitanti estesa su 450 ettari, ma anche un gioiello urbanistico dominato dal grande Tempio di Zeus lungo ben 113 metri; non certo a caso Pindaro la soprannominò "la più bella città dei mortali": oggi la collina dei templi di Agrigento è inclusa nella lista dei beni tutelati dall'UNESCO. nonostante tutto questo, nel 406 a.C. i cartaginesi invasero la città radendola al suolo insieme a tutti i suoi splendidi templi. Ma che accade se, dopo che il filosofo Empedocle ha instaurato nella città un regime democratico, Akràgas diventa abbastanza forte da conquistare l'intera Sicilia espellendone i cartaginesi e da instaurare una talassocrazia che punta all'espansione nella penisola italica? Roma sarà costretta a combattere le "Guerre Agrigentine"? E con che esito? (nuova idea di William Riker)

La spunta Aman. La regina Ester non riesce ad avvisare Assuero della perfida congiura di Aman. Perciò l'editto di eliminazione degli Ebrei non viene revocato e tutti coloro che non si possono mettere in salvo vengono uccisi. I restanti Ebrei se vogliono sopravvivere, devono farlo di nascosto, rinunciando così ad ogni gesto e simbolo di appartenenza esteriore, trasformando così una religione universale in una setta misterica che agisce nell'ombra come la sfortunata setta dei pitagorici (trentaquattresima ucronia biblica di Never75)

Cimone. Gli unici che dalla morte del comandante nemico (e neppure in battaglia) non cavarono niente di buono furono i Persiani. Nel 450 a.C. il generale ateniese Cimone giunse a Cipro con duecento navi per liberare l'isola dai nemici di sempre. Si trovava sotto le mura di Cizio, quando fu contagiato con le sue truppe da un misterioso morbo, tuttora mai identificato. Sul letto di morte ordinò ai superstiti di riprendere il mare e tornarsene in patria. Se la flotta persiana non li avesse visti in fuga, difficilmente si sarebbe arrischiata ad attaccarli. E avrebbe fatto meglio: nonostante la mancanza di Cimone, gli Ateniesi annientarono le navi nemiche nella battaglia di Salamina Ciprica, e fu in quell'occasione che nacque il detto: "un generale ateniese vince anche da morto". Supponiamo però che l'epidemia non scoppi. Gli ateniesi espugnano Cizio, ma i Persiani ricevono rinforzi e gli assedianti diventano assediati. Cimone è sconfitto e preso prigioniero, il mito dell'invincibilità ateniese subisce un duro colpo, e forse Pericle non si imbarcherà nella Guerra del Peloponneso... (prima ucronia epidemiologica di William Riker)

Ma chi me lo fa fare? Nel 445 a.C., ventesimo anno dell'impero di Artaserse I Longimano, il suo coppiere Neemia riceve da Dio l'ordine di tornare a Gerusalemme per restaurarne le mura e ribadire l'esistenza di Israele come nazione. Ma se Neemia, come Giona, rifiuta l'incarico e continua a fare il coppiere del Re? I nemici interni ed esterni di Israele ne impediscono la rinascita, gli Ebrei sono costretti a lasciare la Palestina e la diaspora avviene con cinque secoli di anticipo. Dove predicherà Gesù? (trentacinquesima ucronia biblica di William Riker)

Stato unitario in Grecia. Dopo la vittoria nella Seconda Guerra Persiana, le città di Sparta e Atene mantengono un vivo rapporto di amicizia e cooperazione, non scindendosi in due leghe distinte come nella nostra Timeline. In questo modo si verrà con il tempo a creare una federazione greca, la prima nella storia dell'uomo, che manterrà gli equilibri tra Roma (la quale si espanderà prevalentemente a nord), Cartagine che passerà alla conquista dell’Africa e la Persia che partirà alla conquista dell'Est. Nel 2007 tutto il mondo è spartito tra queste quattro superpotenze più la Cina e il Giappone, tutte impegnate in una corsa alla colonizzazione di Marte (un'altra idea di Basileus TFT e di Giorgio Tebaldi)

Niente guerra del Peloponneso. Tucidide dice che tale guerra é avvenuta perché gli Spartani temevano l’ascesa della potenza ateniese, però la guerra é iniziata a partire da un dettaglio, lo scontro tra Corcira e Corinto a proposito di Epidamo. Da questa guerricciola nasce l’assedio di Potidea e la guerra del Peloponneso. E se Corciriani e Corintiani si mettono d’accordo? Niente casus belli e forse l’equilibrio permane in una sorta di guerra fredda ante litteram. Due ipotesi sono possibili. Prima: la pace si mantiene per tutto il V secolo, Atene prosegue la guerra contro la Persia riuscendo più avanti a conquistare l’Asia minore e forse a tornare in Egitto. Poi la peste di Atene ridimensiona la potenza ateniese e fa morire Pericle, il più favorevole alla guerra contro Sparta. Questo evento rassicura Sparta dell'indebolimento di Atene; pertanto, la tensione bellica si abbassa. Sparta rimane con la sua fama di invincibilità. Nel IV secolo l’ascesa di Tebe provoca una guerra tripartita, e più tardi ancora Atene e Sparta sono in grado di respingere la minaccia della Macedonia. Per la cultura, Sparta non é comprata dall’oro persiano, Atene costruisce uno Stato stabile nel mar Egeo, diventa sempre più bella con grandi opere di architettura, la civiltà greca rimane al livello delle città e dello stile classico. Seconda ipotesi: òa guerra scoppia più tardi, alla fine naturale della pace di trent'anni che corrisponde più o meno al momento della spedizione in Sicilia, che fornisce cosi un buon casus belli. Possiamo ipotizzare una guerra più corta con un’Atene più stabile e forte, rafforzzata da decine di anni di pace, Pericle non c’é più ma non importa. Se Atene vince forse nascerà uno Stato centrato su Atene, una confederazione ellenica davvero forte, che si evolverà più tardi verso un impero greco (questa ucronia è frutto della lettura di Perchè no? durante le vacanze estive 2007: Tucidide)

Geopolitica greca. La moderna geopolitica ci insegna che, di solito, in un conflitto tra la potenza terrestre e quella marittima, a prevalere è sempre la seconda, perchè ha a disposizione il controllo dei mari, e quindi delle principali vie di comunicazione e di approvvigionamento. Così nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale l'Inghilterra prevalse sulla Germania, e nella Guerra Fredda gli Stati Uniti prevalsero alla lunga sull'Unione Sovietica. Ma questa regola in passato ha conosciuto almeno un'eccezione: la Guerra del Peloponneso, in cui la potenza terrestre (Sparta) prevalse, dopo un quarto di secolo di combattimenti, su quella marittima (Atene). Supponiamo che la logica geopolitica sia rispettata e che Atene prevalga, imponendo anche a Sparta un regime democratico. Questo presuppone a monte per esempio che non vi sia l'accordo tra Sparta e Persia, con la seconda che non finanzia la flotta lacedemone. Come cambia la storia della Grecia? Si può pensare che la Macedonia non decolli e che sia un ateniese a conquistare l'Impero Persiano? (pensata da William Riker)

Niente peste ad Atene. Nella prima fase della Guerra del Peloponneso, quando Pericle ordinò di concentrare tutta la popolazione dell'Attica entro le lunghe mura che congiungevano Atene al Pireo, scoppiò improvvisa una pestilenza, che falcidiò la metà dei 150.000 abitanti della città; dalla descrizione che ce ne ha lasciato lo storico Tucidide, pare si sia trattato in realtà di tifo petecchiale, cioè diffuso dai pidocchi. Tra le vittime ci fu lo stesso Pericle. Ma se lo stratego evita questo pericoloso assembramento umano e la pandemia non scoppia? L'esito finale della guerra trentennale può essere diverso? (seconda ucronia epidemiologica di William Riker)

Impero ateniese mediterraneo di Alcibiade e Isocrate, dopo che la Lega di Delo si è rafforzata molto di più che nella nostra linea temporale fino ad inglobare tutte le poleis elleniche. Non solo nasce uno stato unitario greco, ma Atene rimpiazza del tutto Roma (proposta da Bhrg'hros, ecco uno sviluppo di Filobeche in cui tutto parte dal soccorso portato dagli ateniesi agli egiziani), oppure...

Impero spartano mediterraneo di Lisandro (sempre dello stesso autore)

Alter Ego(spotami). Nell'agosto del 405 a.C.. il generale spartano Lisandro con 200 navi assediò e occupò Lampsaco, sulla riva sud dell'Ellesponto, e quindi su una delle principali rotte di rifornimento di Atene. Nel tentativo di liberarla, l'ateniese Conone si fece sorprendere alla fonda da Lisandro con gran parte degli equipaggi a terra. Atene perse ben 168 navi, e questo episodio segnò praticamente la fine della guerra del Peloponneso. Ma se è Conone a sconfiggere Lisandro e a distruggere la sua flotta? La Guerra del Peloponneso dura molto più a lungo; ce la faranno gli Ateniesi a ribaltare le sorti della guerra? O una guerra civile greca che dura cinquant'anni anziché trenta indebolisce a tal punto le città elleniche da permettere la loro conquista da parte di Artaserse II? (è venuta in mente a William Riker)

Alleanza anti-ateniese tra Persiani, Spartani e Cartaginesi. Atene è sconfitta e le colonie siciliane sono annesse a Cartagine, il cui espansionismo si orienta sulle coste italiche. La guerra punica è anticipata, con Roma in posizione di svantaggio (ancora grazie a Falecius!)

La vittoria dei diecimila. Durante la spedizione dei diecimila (401-400 a.C.) Ciro il Giovane batte il fratello Artaserse II a Cunassa e restaura la grandezza dell'Impero Persiano (proposta da Maggioriano)

Anabasi/1. Secondo molti archeologi e storici pare proprio che Senofonte, di ritorno dalla campagna in Terra Persiana, abbia avuto la tentazione di fondare un proprio regno indipendente in Asia Centrale, più o meno nell'odierno Azerbaijian. Se il progetto gli fosse riuscito? Sicuramente avremo una polis perfettamente greca di cui Seonofonte stesso sarà l'eikiste (fondatore). Quindi avremo una struttura democratica simil-ateniese, una religione greca e uno sviluppo artistico che per certi versi anticiperà l'Ellenismo. La prospettiva è interessante, anche perché il Caucaso occidentale era già in parte greco. Il regno di Senofonte, posto a oriente, creerà una rete di scambi con le città elleniche della costa del Mar Nero che finirà con ellenizzare la catena caucasica. Oggi quindi georgiani, azeri e ceceni parleranno lingue neogreche. La regione sarà conquistata dai Romani in epoca imperiale, ma grazie al suo isolamento conserverà tenacemente cultura e tradizioni. Probabile è una diaspora della popolazione verso altre zone del mar Caspio e della Ciscaucasia, con la formazione di poleis (o forse di regni uniti?) alle pendici della catena, nell'odierno sud della Russia. Sarà facilmente cristianizzabile, magari già in tempi apostolici. La regione apparirà molto più aperta al mondo bizantino per ovvi motivi, ma difficilmente resisterà alle invasioni arabe e turche. Essa rappresenterà ancor oggi l'estremo limite dell'Occidente (e dell'Europa) in Oriente? (questa è di Never75 e di Renato Balduzzi)

Anabasi/2. Poco prima di reimbarcarsi per Atene, Senofonte ci riprova. A Bisanzio gli viene la tentazione di prendere la città con la forza e di rifondarla. È costretto a recedere dal suo tentativo a causa del malcontento degli altri soldati, che vogliono solo tornare a casa propria. Ma se il colpo di mano riesce? Bisanzio verrà rifondata almeno 6 secoli prima nella nostra linea temporale, e la sua posizione nevralgica nel Mediterraneo potrà dare del serio filo da torcere sia ai Cartaginesi che ai Romani. Possibili sviluppi? (un'altra idea di Never75)

Devadatta Buddha. Dopo che Siddharta Gautama ha raggiunto l’illuminazione (il boddhi), inizia a muovere la ruota della legge, cioè a insegnare la sua dottrina. Presto attorno a lui si forma una comunità di monaci. Tra i suoi discepoli alla ricerca dell’illuminazione c’era anche suo cugino, Devadatta, lui pure legato alla famiglia reale shakya. Devadatta si mostra uno dei più capaci tra i suoi discepoli e diventa ben presto una delle colonne portanti della comunità. Però Devadatta è ambizioso e influenza il figlio del re di Magadha, convincendolo ad assassinare suo padre per prendere il suo posto e dare cosi maggior potere alla comunità. Devadatta avrebbe voluto prendere il posto del Buddha, ma quest’ultimo lo avrebbe cacciato dalla comunità e lasciato insegnare per conto suo. Inizia allora una grande rivalità, Devadatta ne esce con l’immagine di traditore e di personaggio senza scrupoli, sopratutto dopo avere provato ad assassinare tre volte il Buddha. Immaginiamo che Devadatta riesca nel suo disegno, e che Siddharta Gautama muoia davvero schiacciato da una roccia come previsto da suo cugino. Devadatta diventa allora l’unica personalità carismatica del buddhismo nascente, dopo aver santificato suo cugino inizia un lungo lavoro di critica delle idee del Buddha, sopratutto riguardanti la sua tolleranza e la sua compassione. Al loro posto (e come noto nella tradizione), Devadatta instaura delle regole di ferro per i monaci e una gerarchia solida con sé stesso al suo vertice. Devadatta organizza lui stesso la sua sedicente illuminazione e si proclama Buddha Shakyamuni (saggio degli Shakya). Il Buddha Devadatta crea così un buddhismo clericale che diventa presto un potentato superiore a tutti i piccoli regni indiani e diretto da una sorta di "papa buddhista" eletto dalla comunità. Nasce una nuova casta clericale che riorganizza l’India. Quando i Maurya unificano l’India, essi formano la struttura centrale del regno e permettono al regno unito dell’India di sopravvivere e diventare un grande impero nello stile cinese. Può darsi anche che il buddhismo di Devadatta inizi un'opera di proselitismo e provi a conquistare e convertire i popoli vicini. Da notare che, secondo la tradizione, Devadatta é in realtà una delle incarnazioni ancora imperfette di un futuro Buddha, che nei prossimi millenni prenderà il nome di Devaraja (idea geniale di Perchè no?)

Il Buddhismo in Occidente. Il Buddha nasce in India ma la sua dottrina si diffonde in Persia, dove sostituisce lo zoroastrismo. Nel Mediterraneo influenza la nascente filosofia greca, che sarà maggiormente portata al misticismo rispetto alla nostra Timeline. Socrate sarà considerato reincarnazione di Buddha, e Platone chiamerà Nirvana il mondo delle idee. Buddha verrà venerato come una divinità pagana dai Romani, accanto al Divo Augusto, gli unici uomini ad aver raggiunto la perfezione. Il Concilio di Gerusalemme inoltre ammetterà forse all'interno del cristianesimo l'idea di una "seconda possibilità" per i peccatori condannati alla pena eterna mediante la reincarnazione. Il monachesimo sarà un fenomeno ben conosciuto già da secoli, e non comparirà solo nel V secolo. Il Medioevo avrà un esito imprevedibile, così come l'ascesa dell'Islam... (nuova ideona di Renato Balduzzi)

Religione socratica. Secondo quanto ci racconta Platone, i suoi amici filosofi avevano già pronto un piano per far fuggire Socrate da prigione con la complicità delle guardie e salvarlo dalla condanna. Come tutti sappiamo, egli rifiutò; ma se avesse accettato? Mettiamo che, secondo i piani, fugga in Tessaglia. Lì le sue idee trovano anche maggiore accoglimento, in chiaro disprezzo verso Atene. Poi i suoi seguaci creeranno una nuova religione basata più sul suo insegnamento che non su dogmi e teorie metafisiche: una sorta di Buddhismo Occidentale. Tale religione potrebbe avere notevole diffusione nell'epoca ellenistica e magari diventare un forte concorrente al Cristianesimo (ancora Never75)

Suez dell'antichità. Gli Egizi non si ribellano all'autorità del Re dei Re, cosicché i Persiani hanno tutto il tempo di finire e di consolidare il canale di Suez, iniziato sotto il regno di Dario. Per Venezia e per l'Italia le conseguenze saranno importanti: con un canale aperto in Egitto non c'è bisogno di fare il periplo dell'Africa per cercare le spezie e Venezia non viene scavalcata da altre potenze nell'accaparramento delle risorse in Oriente. Rimpiazzato dunque Olandesi e Portoghesi in Asia, e detiene il controllo di Suez. Con l'unificazione italiana lo stretto passa in mano del Regno d'Italia, e non andiamo a cercare le chiavi del Mediterraneo in Etiopia, perché le chiavi già ce le abbiamo. Conseguenze: niente Adua, nessuna guerra in Etiopia e l'Italia svolge un ruolo più importante in Oriente. Come reagirà l'Italia alle nazionalizzazioni imposte da Nasser? (ancora Maggioriano)

Etruschi/3. Se Veio, anziché essere espugnata dai Romani nel 396 a.C. dopo 10 anni di assedio (come Troia), avesse vinto la guerra, invadendo a sua volta il territorio romano, l'alleanza tra le città etrusche di Veio, Tarquinia, Cere, Vulci e Chiusi si sarebbe sostituita storicamente a Roma e nel giro di pochi secoli avrebbe potuto edificare un Impero Etrusco Mediterraneo (la terza delle ucronie etrusche proposte da Rasenna)

L'Impero di Veio. Dopo che nel 396 a.C. Roma ebbe conquistato la città etrusca di Veio, molti Romani, in particolare plebei che volevano sottrarsi alle mille angherie dei patrizi, avrebbero voluto trasferirvi la capitale. Secondo lo storico Tito Livio il Senato stava dibattendo la questione, quando un anonimo centurione di passaggio nel foro ordinò all'alfiere di piantare l'insegna, aggiungendo "Hic manebimus optime!" Interpretata come un presagio, questa storica frase fece sì che i Quiriti prendessero la decisione di restare a Roma. Ma che accade se quel centurione sceglie un'altra strada e il Senato decide di traslocare armi e bagagli a Veio? Come cambia la storia d'Italia? (questa è di William Riker)

L'impero Gallo-Romano. Brenno, re dei Galli Senoni, non si limita a saccheggiare Roma e ad imporle un duro tributo, ma la fa occupare anche militarmente dalle sue truppe rendendola di fatto un protettorato gallico, ne fa deportare una parte degli abitanti come schiavi ed al suo posto fa insediare coloni galli. Roma si riprende comunque dallo shock in un paio d'anni, ma 'impronta celtica data dall'occupazione di Brenno si fa sentire molto di più che nella nostra Timeline. Si diffondono così anche nell'Urbe usanze, riti e costumi gallici che si sovrappongono a quelli Latini. Roma diventerà in pratica una città-stato gallica, pur mantenendo caratteristiche latine basilari, come la lingua e le leggi, e guarderà sempre più verso Nord e Nordest (Mondo Celtico) che Sud. Si può prevedere negli anni successivi che i bellicosi Romani e i Galli-Romani vogliano vendicarsi al più presto del sacco subito e reclamino così l'indipendenza da Brenno. La solidità dello schieramento romano, mischiata alla leggendaria prodezza gallica, rende facile immaginare l'esito delle lotte. Roma così in breve tempo conquista tutta la Cisalpina e si spingei già in epoca Repubblicana verso le Gallie, almeno un centinaio d'anni prima di Cesare, ma anche do Britannia, Irlanda e di gran parte della Germania e dell'Est Europeo. In compenso, trascurando alquanto lo scenario mediterraneo, Cartagine e le monarchie ellenistiche ne potranno approfittare ed espandersi a loro volta. Ne scaturiranno quindi guerre tra Cartagine e i Seleucidi, con i Tolomei in mezzo, o neutrali od alleati dell'una o dell'altra parte. Roma invece, con le nuove acquisizioni territoriali, si interessa molto di più al mare del Nord e quindi, per converso, all'Atlantico. Conquista della Scandinavia sotto Cesare e dell'Islanda sotto Claudio. Traiano si spinge fino ai confini dell'attuale Russia. Le invasioni barbariche e vichinghe non avverranno, ma alla lunga l'Impero si dividerà comunque, come quello Cinese, in due o più tronconi, spesse volta in guerra tra loro. Il passaggio dall'Evo Antico al Medio Evo sarà molto meno traumatico. Il Cristianesimo si svilupperò in tutt'altra parte del Mondo, essendo l'Impero Romano appena affacciato sul Mediterraneo, ed il Verbo verrà diffuso in Europa in epoca molto più tarda che nella nostra TimeLine, solo nel V - VI secolo (come nella nostra Timeline con Germania), ed assumerà caratteristiche sicuramente molto diverse. Ad esempio il papa risiederà a Gerusalemme e non a Roma. E' inevitabile anche pensare ad una conquista delle Americhe di molto anticipata, nel XII secolo. In questo scenario l'Europa sarà sostanzialmente più omogenea sia dal punto linguistico, parlando in tutto il Continente delle lingue gallo-romane, che culturale; ma ad essa non apparterrà la Penisola Iberica, Cartaginese prima ed Araba poi, destinata a rimanere tale, né tantomeno il Sud Italia, Grecia e Turchia che diventeranno Partiche e poi Persiane (una proposta di Never75)

SPQR = Sine Populo Quiritium Romanorum/2. Alternativa all'ucronia precedente. Brenno non se ne va senza eliminare gli abitanti e distruggere la città. Subito dopo la carneficina però i Galli tornano nelle loro basi, lasciando il territorio romano libero per l'espansione. Probabile scontro tra Latini ed Etruschi per il controllo della zona. Da questo scontro potrebbe emergere una città che svolge lo stesso ruolo di Roma, anche se è difficile pensare ad una posizione altrettanto felice. Tra le candidate ci sarebbero Tuscolo, Preneste, Lanuvio, Tarquinia, forse Volterra. Tuttavia l'affermazione di un centro egemone tra i Latini potrebbe essere ritardata abbastanza da consentire ai Sanniti di imporsi sulla Campania e diventare il centro dominante della Penisola. Nel centro-nord, senza l'affermazione romana, è prevedibile un'espansione delle principali tribù galliche, in particolare Boi e Senoni, a spese di Piceni, Unbri ed Etruschi. C'è da aspettarsi che i Sanniti possano intervenire per difendere alcune di queste popolazioni contro i Senoni, mentre dall'altro lato potrebbero contendersi con Taranto o Siracusa l'egemonia nel Sud. Possibile un'alleanza a tre (Sanniti, Cartagine, Tarquinia o altro centro etrusco egemone) contro Galli da una parte e greci dall'altra (proposta da Basileus TFT e da Falecius)

Italia est omnes divisa in partes tres. Ancora oltre: i Celti stanziati in Pianura Padana non solo penetrano nell'Italia centrale ma, una volta sconfitti gli Etruschi, raggiungono persino il sud e si stanziano in tutta la penisola, unificandola prima dell'ascesa della potenza romana. L'Italia sarà etnicamente unita già prima della conquista romana. Ci sarà Roma? Forse sì, ma sarà un villaggio gallico... (l'ha avanzata Renato Balduzzi)

Graecia est omnes divisa in partes tres. La Grande Spedizione Celtica nei Balcani è in realtà un'enorme invasione, che si tira dietro anche i popoli germanici. I regni ellenistici sono travolti, i Celti si stabiliscono in Medio Oriente, la civiltà ellenistica si rifugia sulle isole ed in Persia. Roma e Cartagine, che si stanno massacrando a vicenda da un secolo, sono destinate a fare la stessa fine di Siria ed Egitto. Il Medioevo inizia con settecento anni di anticipo, su basi ellenistiche piuttosto che romane (pensata da Iacopo; ecco la sua proposta)

Africa est omnes divisa in partes tres. I Galli, sconfitti dai Romani, iniziano ad emigrare in massa in Spagna, terra già celtica. A causa della sovrappopolazione, parte degli abitanti della penisola iberica di lingua gallica si sposta in Nordafrica, dando origine ad una nazione celtica a sud della catena dell'Atlante. A causa della posizione periferica rispetto all'Impero Romano, essi conserveranno tenacemente la loro lingua e la loro cultura fino all'arrivo dell'Islam. Forse riusciranno persino a mantenere la propria lingua, come nella nostra timeline hanno fatto i berberi (pensata da Renato Balduzzi)

Leuttra. Nel 371 a.C. Epaminonda muore di emorragia celebrale un mese prima del Battaglia di Leuttra e perciò non riesce a escogitare con Pelopida la tattica della falange obliqua; Sparta vince la battaglia e diventa egemone nella Grecia (ideata da Det0, giovane promessa dell'ucronia; ecco la sua proposta)

Filippo II di Illiria. Durante il regno del fratello maggiore Alessandro II, il futuro Filippo II di Macedonia fu mandato come ostaggio agli Illiri, a seguito di un trattato che prevedeva un temporaneo scambio di ostaggi. Fu costretto a fuggire quando Pleurato, nipote e unico erede sopravvissuto di Bardilli, re degli Illiri e padre della nonna di Filippo, tentò di ucciderlo, giacché Bardilli aveva cominciato ad affezionarsi a Filippo, tanto da designarlo come unico erede. E se Filippo diviene re dell'Illirico, e gli interessi della Macedonia si rivolgono non contro la Grecia, ma verso i territori veneti e della Gallia Cisalpina? (ideata da Enrica S.)

Dionisio il Grande. Il tiranno Dionisio, dopo aver dato una sistematina ai confini del suo Regno, stipula una pace di lunga durata coi Cartaginesi, dopodichè non guarda più all'Italia ma alla Grecia, volge le sue mire ad Oriente e cerca di intromettersi nelle faccende dei Greci continentali appoggiando la propria madrepatria Corinto contro Atene e Tebe. In questo modo strapperà la leadership ai Macedoni; del resto Dionisio era sicuramente più "greco" che non Filippom e forse la sua supremazia sarebbe stata anche maggiormente accettata: Siracusa era la città di cultura greca più forte all'epoca. In questo modo saranno i successori di Dionigi a poter riunificare tutta l'Ellade ma poi, anziché marciare verso Oriente, la faranno marciare ad Occidente, conquistando l'Italia che diventerà un satellite della Grecia (un'idea di Never75)

La Città Ideale (si fa per dire). Platone si recò a Siracusa dal Tiranno Dionigi e brigò per ottenere un posto nel suo establishment come capo di qualche ministero. Però poi litigò col Tiranno stesso che lo fece addirittura imprigionare. Ma mettiamo che non litighi ed abbia successo. Diventa una sorta di Ministro degli Interni del Regno, ed ha quindi modo di mettere in pratica le sue teorie vagheggiate nella "Città Ideale". Che succede? Al di là delle belle intenzioni del filosofo, si crea il primo stato dittatoriale razzista del Mondo, anticipatore di nazismo e stalinismo. Il che potrebbe anche rivelarsi buona cosa: infatti, avendo avuto un tale fallimentare esempio di Stato utopico, ciò mette in guardia le élite europee novecentesche dal seguirne l'esempio, e forse le tristemente famose dittature non vedranno mai la luce (ancora Never75)

Attenti al Molosso. Re dell'Epiro dal 357 a.C., predecessore di Pirro e zio di Alessandro Magno, Alessandro Molosso fu chiamato in aiuto dalla città greca di Taranto, minacciata dai bellicosi Lucani. Giunto in Italia nel 335 a.C., Alessandro Molosso liberò le colonie greche di Eraclea e Turii, strappò Paestum ai Lucani e Cosenza ai Bruzi, e riuscì in breve tempo ad impadronirsi di quasi tutta l'Italia Meridionale. Sull'onda del successo si alleò con Roma, perdendo però l'appoggio di Taranto, che temeva di finire assoggettata. Nel 331 a.C., mentre era in viaggio verso Turii, Alessandro Molosso scelse come guardie del corpo 200 mercenari lucani, e fece male perchè, mentre guadava un ruscello nella valle del Crati, uno di loro lo trafisse con la propria lancia per vendicare la perdita di Paestum. Ma che succede se Alessandro Molosso non muore e ripete in Italia le gesta del nipote, sottomettendo anche la Sicilia e Roma? (se lo chiede William Riker)

Niente Filippo. Filippo II di Macedonia muore in una delle tante campagne compiute ufficialmente per “difendere la grecità”. Di conseguenza non abbiamo né il primo conquistatore della Grecia né Alessandro il Grande conquistatore della Persia. La Grecia è salva ed Atene, dopo aver ricostruito il suo “impero”, lo consolida in maniera più durevole, costituendo finalmente un vero e proprio governo centralizzato. Dall’altra “parte”, Sparta ed alleati rinfocolano il loro odio nei confronti di Atene, ma questa volta la situazione è differente. Sparta e la Lega Peloponnesiaca questa volta intendono costituire un vero ostacolo per Atene ed iniziano una guerra di espansione per compensare l’imperialismo ateniese nel bacino del Mediterraneo e nel bacino del Mar Nero a scapito di molte città-stato greche e di molti barbari. Sparta si espande a nord occupando gran parte della penisola Balcanica, ottiene l’aiuto di Siracusa in cambio (forse mediante una sorta di spartizione delle sfere d’influenza?) del controllo della Sicilia. Per questo Sparta si impegna a supportare Siracusa sul suolo siciliano contro le truppe cartaginesi che non ottengono così il controllo dell’isola. Roma, trovandosi di fronte una situazione troppo complessa e con un Impero Persiano (che a sua volta si è espanso oltre l’Egitto e a nord del Caucaso) e la Repubblica Cartaginese ancora forti, decide per un’espansione prima in Hispania e successivamente a nord, verso la Gallia (anticipando Cesare) e poi in Britannia e Germania, la Repubblica Romana è quindi ancora integra e potente, molto vasta e stabile, quando Cesare sorge sulla scena politica, mentre alcune casate romane di alto lignaggio ambiscono a posizioni chiave in altre nazioni come la Lega Peloponnesiaca per i Valerii o l’Impero Ateniese per i Scipioni. Con le tensioni crescenti tra Sparta ed Atene, la presenza di valorose famiglie patrizie a sostenerle con le loro vaste clientele e regni ed imperi non formalmente schierati tra le due alleanze, come si evolverà la storia del mondo europeo e globale? (ideata da Daniele Fabbro)

Filippo Magno/1. L'attentato contro Filippo di Macedonia fallisce, ed è quest'ultimo e non Alessandro a guidare l'invasione dell'Impero persiano. Dario tuttavia resiste ad un simile avversario, che non è Alessandro. L'impero persiano si espande in Grecia oppure seguirà altre direzioni di espansione? Forse, dopo un'eventuale vittoria, Dario continuerà la sua opera d'espansione in Africa, conquistando la Nubia e l'Etiopia, i cui i porti favoriranno un'espansione persiana nello Yemen (proposta da Maggioriano)

Filippo Magno/2. Filippo era un buon generale, forse anche migliore di Alessandro: se è lui a guidare la spedizione antipersiana, gli basterà occupare l'Asia Minore e forse l'Egitto, non avendo manie di grandezza divina a differenza del figlio, lasciando intatto l'impero Persiano oltre l'Eufrate. Allora l'impero del Gran Re può anche sopravvivere (alla lunga verrà conquistato dai Parti) e, liberatosi delle città stato greche, espanderà la sua influenza in Arabia ed India. L'occidente sarà meno "teocratico" e più attaccato ai valori della civiltà greca, e l'ellenismo non nascerà. Non avremo dunque Cleopatra, né Antioco, né i fratelli Maccabei. C'è solo da chiedersi: Alessandro, prima o poi, dovrà diventare re, ed allora riprenderà l'espansione in Asia? o inizierà piuttosto un'avanzata verso l'occidente, fondando un impero Macedone che si estende su tutto il Mediterraneo due secoli prima di Cristo, e quindi molto prima di quello romano... (ideata da Filobeche)

La Svizzera del Mondo Antico. Dopo l'attentato compiuto contro Re Filippo II scoppia una guerra civile, alcuni si schierano con Alessandro, mentre altri (sospettando dell'implicazione nell'attentato del giovane principe e della madre) sostengono i diritti degli altri figli illegittimi di Filippo. Conseguentemente le antiche poléis greche capitanate da Atene, Sparta e Tebe, le poléis più forti militarmente ed economicamente, fiere della propria indipendenza, approfittano della cosa, dichiarano decaduta la "Lega di Corinto" e si alleano tra di loro in chiara funzione anti-macedone ed anti-persiana. Costituiscono tra loro insomma una sorta di Confederazione Greca capace di attrarre anche altre città, neutrale negli scontri Persia-Macedonia ma abbastanza forte ed agguerrita da sopravvivere indipendente anche nei secoli futuri, fornendo validi mercenari ai Regni vicini, come una sorta di Svizzera ante-litteram (solo Never75 poteva pensarla)

Aminta. Aminta succede al trono macedone al posto di Alessandro; come cambia la storia? (made in Maggioriano)

Aristotele aveva altro cui pensare. Dopo Platone e Socrate, Never75 dedica un'ucronia anche ad Aristotele. Questi, per un qualsivoglia motivo, non fa da maestro al futuro Alessandro Magno. Che succede? Senza un così grande istruttore che gli instilli nel profondo tutta la sapienza greca ed il suo spirito, Alessandro cresce molto più rozzo ed ignorante (i Macedoni erano di per sé semiselvaggi e molto poco ellenizzati, essendo greci di confine). Di conseguenza, nonostante le sue vittoriose campagne contro i Persiani, l'ellenismo si manifesta in modo molto minore, lasciando maggiormente sopravvivere le culture preesistenti e non sostituendosi ad esse. Di conseguenza anche l'Impero Romano subisce meno il fascino della Grecia, ed anche il mito di Alessandro Magno ne risulta alquanto ridimensionato.

Dario e Alessandro/1. Il macedone cade durante la battaglia di Isso; con la sua morte la trionfale avanzata macedone non parte neppure, l'impero persiano sopravvive e le guerre civili tra i generali del Macedone aiutano Dario III a riconquistare i territori in precedenza perduti. In tal modo l'ellenismo non vede la luce (proposta da Filobeche e da Maggioriano; ecco la proposta articolata di quest'ultimo)

Dario e Alessandro/2. Dario ascolta il consiglio del greco Memnone: adotta una politica di terra bruciata (è l'ipotesi più verosimile, ma anche la meno divertente secondo Maggioriano che l'ha proposta)

Dario e Alessandro/3. Durante l’incontro fatidico della battaglia di Isso, Dario III Codomano é fuggito abbandonando tutto in mano al Macedone. E se le cose vanno un’altra maniera ? Dario III sembra avere avuto la fama di buon guerriero durante la gioventù: e se, vedendo Alessandro di fronte a lui, decide di combatterlo personalmente e la battaglia si trasforma in un duello tra sovrani  La morte di Dario III sul posto avrebbe come conseguenza la salita al trono di uno satrapo, probabilmente Besso (Artaserse V). Cosa avviene se Besso sale sul trono di Persepoli controllando ancora tutta la Persia e avendo la possibilità e la legittimità (visto che Dario III é morto in battaglia) per governare e contrattaccare ? Farebbe meglio del predecessore nel respingere il Macedone troppo fortunato ? (questa è di Perchè no?)

Dario e Alessandro/4. Alternativa alla precedente. Alessandro non uccide Dario III, ma quest’ultimo non riesce a fuggire e viene catturato insieme al suo Stato Maggiore e alla famiglia reale. Conoscendo il mito di Alessandro, quest’ultimo lo avrebbe ri sparmiato e trattato onorevolmente. Ovviamente lo avrebbe manipolato senza rimorsi e fino a che non gli fosse stato più utile. Dario III sarebbe stato obbligato a firmare un trattato nel quale riconosceva Alessandro come suo erede legittimo, marito di sua figlia Stateira e reggente dell’impero persiano. In questa maniera Alessandro riuscirebbe a farsi obbedire senza ribellione dai Persiani, o dovrebbe lo stesso conquistare la Persia a lui ostile, servendosi di Dario III come di una bandiera per invocare alla fedeltà nei confronti della dinastia legittima? Avendo sposato Stateira, forse Alessandro avrebbe avuto più presto un figlio, metà persiano, sostenuto dai Persiani e capace di essere mantenuto sul trono dopo la morte del Macedone con il sostegno di Stateira e Perdicca contro i Diadochi? Il progetto di fusione tra Macedoni e Persiani sarebbe riuscito meglio con il pretesto di mantenere il controllo sull’impero ereditato, e non conquistato? E Dario, che fine fa? Muore forse in età avanzata esiliato a Pella, dopo essere stato mostrato in gran pompa in tutte le città greche per celebrare il trionfo di Alessandro, con l’obbligo di compiere sacrifici per i morti greci delle guerre persiane a Maratona, Salamina, Platea e Termopili? (ancora Perchè no?)

Dario e Alessandro/5. Dopo la battaglia di Isso, Dario chiede la pace ad Alessandro offrendogli tutti i territori che ha conquistato fino ad allora e un riscatto di 10.000 talenti. Alessandro, come sappiamo, rifiuta. Mettiamo caso che però invece accetti: Alessandro decide di “accontentarsi”di un regno che comprende l’Anatolia, la Grecia e la Macedonia, non prende quindi la malaria, sposa una principessa macedone, muore in età avanzata lasciando ai suoi eredi un solido regno Greco-Macedone corrispondete più o meno al territorio dell’impero bizantino medievale. Naturalmente egli decide di spostare la sua capitale in un punto più strategico e la trasferisce nella sonnacchiosa Bisanzio, che in un impeto di vanità decide di ribattezzare Alessandria... (pensata da Damiano e da Det0; ecco l'ucronia scritta da quest'ultimo)

Besso stesso. Besso attacca il nord dell'India e lo conquista nello stesso anno in cui Alessandro sbarca in Anatolia. Alessandro vince Dario, ma quest'ultimo non viene ucciso e continua la lotta legittima, presso i Battriani ed i Sogdiani (proposta da Maggioriano)

Alessandro Magno a 80 anni... Alessandro III di Macedonia crea un impero dalla Britannia alla Corea (già realizzata da William Riker, la si trova sul suo sito), oppure, più semplicemente...

L'impero macedone sopravvive unito. Ecco la proposta di Filobeche; invece Perchè no? ha proposto che Efestione, l'amico fraterno di Alessandro, gli sopravviva, in modo che, alla morte del conquistatore, sia lui a ricevere esplicitamente la corona, riuscendo a mantenere l'unità dell'impero.

Alessandro il Dace. Nel 335 a.C. Alessandro guidò una campagna oltre il Danubio. La Tracia entrò definitivamente nell'orbita macedone e quindi ellenistica, tuttavia l'efebo condottiero fallì grossolanamente nel conseguire i suoi obiettivi oltre il fiume, e fu respinto dai Daci. E se invece la sua missione ha successo ed i Daci diventano vassalli della Macedonia? Le immense risorse demografiche dei Traci, dei Geti, dei Daci cambieranno la spedizione in Oriente? forse Alessandro partirà un po' più tardi, ma con un esercito molto più grande e probabilmente la campagna sarà ancora più rapida! Come cambieranno inoltre i conflitti fra Diadochi ed Epigoni? Probabilmente Lisimaco cercherà di controllare quell'immenso bacino di popolazione che è l'attuale Romania, e magari riuscirà a fondarvi un regno proprio più duraturo. E quando nel 276 calano i Galli? Giungeranno fino in Asia? Probabilmente Pergamo impiegherà uno o due decenni di più per ottenere l'indipendenza, ed i Galati si fermeranno in Europa, forse in Tracia o forse (!!!) in Macedonia o in Grecia. E cosa accadrà più tardi, nel primo secolo a.C. quando la sintesi irano-ellenistica di Mitridate IV potrà contare sulle risorse militari, agricole, demografiche e geografiche della Dacia? I suoi eserciti saranno meno simili a bande di circensi e più organizzati. Pompeo potrà battersi su due fronti, in Asia ed in Illirico? Dovrà chiedere l'aiuto di Cesare? o di Cleopatra? o dei Parti? Come reagiscono a questo punto i Celti Balcanici, dopo l'annientamento delle Gallie ad opera di Cesare? In una situazione così delicata probabilmente sarà l'Egitto a prendere il sopravvento,visto che le sue frontiere sono sicure, a differenza di quelle di tutti gli altri attori. Renaissance egiziana invece che Impero Romano? E i Balcani? Come è stato nella nostra timeline, non saranno stati i movimenti dei popoli a decidere le svolte della storia in quel secolo cruciale, ma il carisma degli uomini: il genio militare di Cesare, il fascino di Cleopatra e la diabolica astuzia di Ottaviano; forse le grandi aspirazioni di Mitridate avranno un posticino in questo quadro... (ucronia propostaci da Iacopo per festeggiare il suo compleanno!)

Alessandro il Romano. Alessandro Magno si volge ad occidente e conquista Grecia, Illiria, Italia, Spagna, Gallia, Britannia e Cartagine, realizzando una sorta di impero romano ante litteram centrato su Pella anziché su Roma (proposta da William Riker)

Alessandro l'Africano. Alessandro e Dario III firmano la pace prima che Alessandro invada la Mesopotamia; il Macedone sposa la figlia di Dario III. Poco dopo Dario III é assassinato e l’impero piomba nella guerra civile e nell’anarchia. Ma Alessandro non ne approfitta perché é gia occupato altrove: è tornato in Egitto dove costruisce Alessandria. Però il suo gusto dell’avventura é sempre fortissimo e si interressa sempre più ad uno dei grandi misteri dell’epoca: le sorgenti del Nilo. Alla fine decide di conquistare l’intera valle del Nilo: anziché perdersi nella conquista dell’Asia centrale e dell’India, Alessandro parte alla conquista dell’Africa (la Persia é ormai amica e politicamente debole). Conquista la Nubia, il Sudan, la costa della Somalia e tutta l’Africa fino al lago Tanganica (chiamato da lui lago Tritone), ma non penetra nelle montagne pericolose dell’Etiopia. Nearco viaggia fino al Madagascar. Alessandro si ferma quando vuole penetrare nelle foreste del Congo: é il suo esercito a rifiutarsi di seguirlo oltre (“Quo usque, Alexander?”). Lungo il viaggio di ritorno passa in Arabia e conquista lo Yemen e tutto l’Higiaz tornando nel mondo conosciuto presso Gaza. Muore due anni dopo ad Alessandria. Come nella nostra storia il suo impero é diviso tra i Diadochi. Seleuco ottiene l’Egitto e il Sudan, Tolomeo la Siria e l’Anatolia, Antigono la Macedonia, Nearco la Somalia; altri regni greci si formano in Arabia, Kenya e nel cuore dell’Africa. L’Arabia inizia il commercio diretto con l’India. Città greche sono fondate in Africa, colonizzazione greca ma anche ellenizzazione delle popolazioni locali, e sopratutto del regno di Etiopia. Sviluppo economico con il commercio dell’avorio, degli schiavi, dell’oro e diamanti. Il regno di Etiopia si sviluppa nello stesso modo di quello dei Parti e toglie ai Greci la metà delle conquiste di Alessandro: fine dei regni greci attorno ai grandi laghi, detti civiltà grecafricana. Roma finisce per conquistare i regni dei Diadochi (nel 30 a.C. muore Berenice VI, ultima dei Seleucidi d’Egitto). Roma s’interressa alla conquista dell’Africa, che resta il sogno di ogni nuovo Alessandro, essendoci relazioni ben più pacifiche con i Parti; grandi guerre con l’Etiopia. Sudan e Somalia sono conquistate da Nerone. Traiano conquista l’insieme dell’Arabia. Però l’impero etiopico resiste e si rende neccessario costruire un limes e mantenervi delle legioni di pattuglia, indebolendo le frontiere europee. Integrazione maggiore nell’impero delle popolazioni africane. Sono condotte grandi spedizioni di esplorazione, nascono fondachi romani sulle coste africane e viene allestita una grande spedizione attraverso il Congo per raggiungere la costa, ma la regione non è conquistata (troppo costoso in termini di uomini). La costa occidentale africana entra nella rete commerciale dell’Europa ben prima. La cristianizzazione avviene prima in Etiopia e nel resto dell’Africa. Dappertutto in Africa con la fine dell’impero romano nascono degli stati ed imperi indigeni (una grande proposta del geniale Perchè no?)

Alessandro l'Etrusco. Alessandro Magno non è macedone ma etrusco, e parte dall'Italia per arrivare sino ai confini dell'India. Dopotutto anche in Grecia il particolarismo forsennato delle varie città-stato ebbe come effetto finale l'unificazione "forzata" da parte di Alessandro il Macedone, che riuscì a occupare tutta la Grecia tranne Sparta. Uno sviluppo ucronico etrusco potrebbe prevedere una situazione analoga: un grande capo militare (la storia etrusca ne è piena) più lungimirante fa come il Macedone... (un'altra ucronia etrusca, proposta stavolta da William Riker)

Alessandro l'Indiano. Alessandro Magno viene a contatto con la cultura buddhista in India e ne rimane affascinato, tant'è che si converte alla disciplina di Siddharta Gautama e la riporta in Occidente. Oggi noi per Ellenismo intenderemo la diffusione di una nuova cultura greco-buddhista nelle regioni dell'ex impero persiano, con incalcolabili effetti sul mondo occidentale (ancora Renato Balduzzi)

Alessandro il Cinese. Quando le sue truppe si ammutinano ai confini dell'India, Alessandro con Efestione, pochi fidi e alcuni soldati indiani concessigli da Poro prosegue da solo la sua marcia verso oriente, penetrando in Cina. Là unificherà tutti i regni rivali, diverrà il primo imperatore di quella terra e sarò ricordato come Alessandro Shi Huangdi... (un'idea davvero eccezionale di Perchè no?; ecco la sua proposta)

Il Divo Alessandro. Che accade se Alessandro Magno è venerato alla sua morte come un dio, e nasce una religione monoteistica (o enoteistica) in cui Alessandro è al vertice del Pantheon? Se questa religione si diffonde in tutto l'oriente ellenistico e poi anche a Roma, potrebbe costituire un serio problema per l'ascesa del Cristianesimo. O lo favorirà, introducendo anzitempo il monoteismo nel mondo grecoromano? (ancora William Riker)

La paleomongolfiera. Gli antichi Greci sapevano già che l'aria calda è più leggera dell'aria fredda. Curiosamente non pensarono mai di sfruttare questo principio per la costruzione di aerostati. Non essendoci carta, sarebbe stata utilizzata la seta o qualche altro tessuto leggero e resistente. Immaginando quindi la costruzione della prima mongolfiera ai tempi delle guerre persiane, si può intuire cosa avrebbe potuto fare Alessandro Magno con uno strumento simile a supporto delle sue esplorazioni in Oriente. Aristotele avrebbe potuto studiare le correnti d'aria e le nubi mediante le ascensioni in aerostato e l'invio di piccoli palloni indipendenti. Erodoto invece avrebbe potuto sorvolare parte delle terre emerse, compilando cartine geografiche molto precise. Passata ai Romani, non è improbabile che la tecnologia abbia sviluppi militari non indifferenti, magari con i primi bombardamenti e sicuramente con le ricognizioni di vasti territori, soprattutto barbarici, per azioni di controllo e spionaggio. Grazie all'aerostato i Romani avrebbero potuto estendere di molto il loro impero, soprattutto nella direzione delle grandi steppe della Russia e del Sahara, facilmente controllabili dall'alto. Magari avrebbero potuto inventare anche il dirigibile, creando voli di linea per collegare le località più recondite dell'Impero... (made in Renato Balduzzi)

L'Asia greca. Come sarebbe cambiata la storia orientale se i Regni Greco-sogdiani fossero sopravvissuti alle ondate di invasione ripetute da parte degli Unni? Come sarebbe cambiata la storia dell'Asia con un'isola di Grecità nel suo centro? Si potrebbe pensare ad una diffusione verso ovest del Buddhismo, e ad uno sviluppo culturale più avanzato in India (proposta da Maggioriano)

L'Egitto Eterno. « L’impero barbaro dei Persiani é stato espulso dalla Terra Santa d’Egitto nell’anno 4 del faraone Dario Codomano, dal famoso conquistatore macedone Alessandro il grande. Quest’ultimo, un uomo pio e degno dell’Egitto, sacrificò al dio Apis e venne riconosciuto come legittimo faraone, e poco dopo fu riconosciuto dal dio Ammone come suo vero figlio. Ancora oggi Alessandro é venerato in Egitto come un salvatore e un essere sopranaturale, l’eletto di Ammone... Dopo che il popolo d’Egitto aveva sofferto per la sua rigenerazione, essi inviarono un salvatore, il glorioso Amenardis, figlio di Hor, restauratore dell'impero egiziano, che come la Cina sopravvive fino ai nostri giorni... » (un'altra idea di Perchè no?, appassionato di archeologia: leggi qui il seguito)

Il Governo della Tenda. Un piccolo dettaglio trovato nelle storie delle guerre tra diadochi, riguardante il ruolo di Eumenio di Cardia, greco al servizio di Filippo e poi di Alessandro il Macedone. Ha svolto la funzione di segretario e generale con il titolo di archigrammata, e fu l’autore delle Cronache del Regno di Alessandro in modo assai meno epico di Callistene, servendo da fonte per Plutarco ed altri storici posteriori. Come gli altri compagni di Alessandro, Eumenio diventò uno dei Diadochi e fu implicato nelle loro guerre. Partigiano di Perdicca, vincitore di Cratero, nemico di Antigono, fu nel 319 alla testa delle truppe reali nella difesa dell’unità dell’impero, e riuscì con la diplomazia e la forza a riunire attorno a sé la maggior parte dei satrapi asiatici, tra i quali Seleuco; fu nominato autokrator dell’Asia prima di essere tradito e vinto da Antigono e giustiziato. Tra i molti dimenticati di queste guerre, Plutarco ha scelto di farne un modello di strategia e di organizzazione (fu lui a organizzare e mantenere le vie di comunicazione per la spedizione verso Est di Alessandro). È conosciuto anche per un’invenzione geniale: nel 319 Eumenio dirige l’esercito reale (anche se é difficile dargli ancora questo nome) e riesce a riunire un certo numero di satrapi e diadochi attorno a lui. Per unificare tutti attorno al ricordo del Macedone, Eumenio instaura la cerimonia del trono vuoto. Ogni decisione era presa in comune (Eumenio aveva anche deciso l’elezione dei generali e dei ufficiali nel suo esercito in una maniera più o meno democratica) durante un consiglio che riuniva i principali satrapi e generali davanti a un trono d‘oro puro, dove erano posate la corona, la spada e tutte le altre insegne reali macedoni e persiane. Davanti al trono c’era una tavola d’oro dove i consiglieri bruciavano l’incenso in onore del dio Alessandro. e davanti al quale dovevano prosternarsi. Ovviamente questa cerimonia durò fino alla sconfitta di Eumenio nel 316. Il consiglio nato da questa cerimonia era conosciuto come il "Governo della Tenda", dominato da Eumenio che ne era il generalissimo. Ma se alla battaglia di Paretacena Eumene e le truppe dei satrapi suoi alleati riescono a sventare il tradimento del generale Peuceste, sconfiggono e uccidono Antigono? Allora Eumenio e i suoi avranno grandi possibilità di riconquistare l’Asia minore e la Macedonia, dove il reggente Polipercone era suo alleato, e ora si unisce all’assamblea dei satrapi. In posizione di forza Eumenio, fedelissimo degli Argeadi (come Greco non sperava di governare da solo), mette al sicuro Alessandro IV che potrà diventare adulto. La cerimonia del trono vuoto sopravivvrà fino a quando Alessandro IV potrà salire sul trono del padre e diventare lui stesso l’oggetto dell’adorazione dei satrapi. Ma in queste condizioni Alessandro IV diventerebbe presto un sovrano con compiti unicamente religiosi, rinchiuso nel suo palazzo dietro la barriera delle cerimonie religiose di adorazione da parte dei generali dell’esercito che vedono sempre in lui il figlio del Macedone, e naturalmente del popolo. Il Governo della Tenda é ufficializzato, l’imperatore perde le redini del governo a profitto dell'autokratôr Eumenio e dei suoi successori (non tutti della sua dinastia, dipende dalla bilancia dei poteri). L’impero macedone diventa da questo momento in poi una confederazione piuttosto lasca di satrapie molto autonome, spesso in guerra l'una contro l’altra, dove il re fa la funzione di simbolo di unità con un esercito reale potente ma controllato dagli ufficiali di corte. Eumenio stesso si fa assegnare le satrapie di Cappadocia e di Paflagonia che governava già, e dove la città da lui fondata, Eumenia, avrà un ruolo simile a quello di Pergamo per la sua bellezza e la sua biblioteca. Penso però che Tolomeo potrebbe, nella sua qualità di guardiano della salma di Alessandro, fare la funzione di rivale indipendente dell’impero macedone dal suo Egitto. Le due potenze potrebbero avere la stessa relazione che nella nostra Timeline ebbero gli Egiziani con i Seleucidi. Comunque un impero macedone, anche lasco, sopravvive e può imporre la sua potenza. Chissà se Asoka potrà in queste condizioni conquistare l’indipendenza dell’India; lo stesso discorso baleper la Battriana, Roma potrebbe penetrare nell’Est del Mediterraneo, approfittando forse delle solite guerre private tra satrapi. L’impero macedone crollerebbe nella divisione interna fra re deboli o, al contrario, potrebbe espandersi ancor di più, in guerre destinate a unificarli? (di nuovo il geniale Perchè no?)

Agatocle Magno. Nel 310 a.C. Agatocle (360-289 a.C.), tiranno di Siracusa, dopo essersi alleato con il re Ofella di Cirenaica, sbarcò in Africa e sottopose la città di Cartagine ad un lungo ed estenuante assedio. Dopo tre anni di assedio la città punica era sul punto di capitolare, anche per mancanza di acqua potabile entro le mura. Fu un temporale a riempire provvidenzialmente i pozzi cartaginesi ed a permettere alla città di resistere ancora. Stanco dell'assedio, ad un certo punto, Agatocle levò le tende e si ritornò allo status quo. Ma se non piove? Cartagine viene presa per fame (ancora prima che con le armi) ed i Siracusani, in anticipo sui Romani di un secolo e mezzo, entrano da trionfatori nella città nemica. Useranno forse meno ferocia dei Romani stessi, ma non ci giurerei troppo: Greci e Fenici sono sempre stati acerrimi nemici. Consolidata la posizione in Sicilia e nel Nord Africa, Siracusa potrà divenire un nemico di prim'ordine per i Romani. Che siano combattute contro la città siciliana, nei secoli successivi, le famose tre guerre siracusane? Come cambia la storia? (sempre Never75)

Asterix in Anatolia. I Galati mantengono la propria lingua e danno origine a uno stato sovrano. Forse oggi nella lingua greca, soprattutto in quella moderna, ci saranno numerose parole di origine celtica, e i culti delle due religioni potrebbero giungere ad un interessante sincretismo. Nell'arte alle cosiddette "greche" su vasi e drappi si affiancheranno trisceli e forme stilizzate; il vestiario farà perdere ai Greci la millenaria affezione alla tunica a favore delle bracae e della camisa. Qualche secolo dopo i Bizantini combatteranno con il torque al collo? E come saranno i Galati negli anni Duemila? Se cristiani, per 700 anni proteggeranno dalle invasioni arabe e turche l'Impero Bizantino, che darà origine a una forte nazione greca nel sud dei Balcani. Se musulmani, l'Impero Bizantino sarà battuto quasi subito dall'Impero Arabo (la lingua infatti è attestata fino al VI secolo d.C., quindi si può supporre una sua sopravvivenza ulteriore ancora per una manciata di secoli). Avremo dunque un'espansione islamica verso l'ovest europeo, partendo dai Balcani. Gli Arabi non avranno problemi ad espandere il loro dominio non solo nei Balcani, ma in tutto l'est europeo, scontrandosi con l'Impero di Carlo Magno a Praga piuttosto che a Poitiers. I Turchi, trovando l'ostacolo della nazione galata alla loro espansione, ripiegheranno decisamente a nord del Caucaso, e quindi invaderanno l'Europa, stanziandosi presumibilmente in Polonia o al nord della penisola balcanica. Per noi e la nostra cultura, che identifica i Celti con l'Europeo primigenio e con le leggende nordiche, cosa significherà allora parlare di celtismo? Come conciliare "Le Mille e Una Notte" con il popolo dei Druidi? (grazie a Viverefan e a Homer)

Colonizzazione preromana delle Americhe ed espansione della religione druidica (proposta da Bhrg'hros); oppure, in alternativa...

Scipione l'Americano. Colonizzazione delle Americhe da parte della Repubblica Romana (quest'ucronia è stata realizzata per la prima volta da Daniele Fabbro, ma ha dato origine a tutta una serie di varianti proposte da altri autori)

Roma in America/1. La vittoria di Serse sulla Grecia porta all'invasione persiana dell'occidente e alla distruzione di Roma; i Romani, con l'aiuto dei Cartaginesi, fuggono al di là delle Colonne d'Ercole, passano l'oceano, rifondano Roma in America e la storia della Città Eterna si svolge nel Nuovo Mondo (ecco la proposta di William Riker)

Roma in America/2. Una variante dell'ucronia precedente è stata proposta da Echetelion: una spedizione romana inviata a colonizzare la Britannia va  fuori rotta e sbarca in America, ma ai coloni piace anche più della Britannia, ed essi la conquistano tutta fondando un impero unico e solido, mentre nessuno nel Vecchio Continente ne è al corrente, ed in Eurasia tutta la storia scorre come nella nostra Timeline. Supponiamo che questo impero romano americano non abbia mai conquistato le isole dei Caraibi, cosicché nel 1492 per Colombo non cambia niente, ma quando i conquistadores entrano in massa nel nuovo continente scoprono un vastissimo impero con tecnologie al pari di quelle romane; essi pensano di avere scoperto la mitica Atlantide, ed è subito guerra. Cosa accade se le potenze europee, invece di scontrarsi con popolazioni guerriere ma poco progredite tecnologicamente come gli Aztechi e i Maya, si scontrano con un impero enorme basato sulla disciplina militare, che può competere in tutto con i conquistatori e in più ha un grandissimo numero di armate a disposizione?

Pitea il bugiardo. Altra proposta nell'ambito di quest'ipotesi: il navigatore marsigliese Pitea scopre l'America e si forma un Impero Romano Americano (l'amico Perchè no?, marsigliese come Pitea, ci ha inviato la prima e la seconda parte del suo lavoro dedicato a questo argomento)

Aius Locutus. Nella notte un certo Calcidius ascoltò una misteriosa voce, che avvertiva di un imminente attacco gallico e consigliava di rimettere in sesto le mura di Roma. Essendo plebeo, non fu creduto. Dopo il saccheggio di Brenno, Furio Camillo decise di onorare il dio autore dell'inascoltato avvertimento, erigendo un altare nel luogo dove la voce era stata udita, ai piedi del Palatino, sulla Nova Via, tra il tempio ed il bosco sacro di Vesta, dedicato al misterioso dio Aius Locutus. E se invece Calcidius fosse stato più convincente? (viene dalla fervida fantasia di Lord Wilmore)

Spitamene. La rivolta di Spitamene riesce, fondando uno stato Scito-persiano in Sogdiana. Come cambia la storia dell'Asia?  (se lo domanda Maggioriano)

Illiri. Gli Illiri sconfiggono effettivamente i Macedoni di Perdicca III ed occupano la Macedonia. Cosa cambia con uno stato che si estende dall'Albania all'Ellesponto? (ancora Maggioriano)

La battaglia di Malevento. Una volta Napoleone disse: "Non mi servono generali capaci: io ho bisogno di generali fortunati!" Doveva saperne qualcosa Pirro, re dell'Epiro, passato alla storia come uno dei generali più capaci, ma anche più sfortunati della storia. Sbarcato in Italia chiamato dai Tarantini per contrastare l'espansionismo Romano verso la magna Grecia, pensò di portare con sé una ventina di elefanti, creature sconosciute alle genti latine, che infatti li battezzarono "buoi lucani". Agli occhi dei comandanti romani essi dovevano apparire come delle vere e proprie fortezze viventi, ed infatti nei primi combattimenti essi scatenarono il panico fra i Quiriti e furono sufficienti a volgere il destino degli scontri dalla parte di Pirro. Tuttavia nella battaglia decisiva presso Malevento (275 a.C.), proprio nel momento culminante dello scontro, un giovane elefante, terrorizzato dalle lance romane, iniziò a scorrazzare a casaccio per il campo di battaglia alla ricerca della madre. Purtroppo tra i due animali c'era di mezzo la falange di Pirro, che fu travolta sul fianco dall'elefante imbizzarrito; i Romani vinsero lo scontro e ribattezzarono la città con il bome di Benevento, a ricordo del loro trionfo. Ma che accade se Pirro è più fortunato, l'elefante è più disciplinato oppure corre attraverso le linee romane? Pirro ce la farà a ritagliarsi un regno in Italia meridionale? (immaginata da William Riker)

Pirro, re di Macedonia. Nel 278 a.C. Pirro ricevette due offerte diverse nello stesso momento: da un lato, le città greche di Sicilia gli proposero di scacciare i Cartaginesi dalla metà occidentale dell'isola; dall'altro, i Macedoni gli chiesero di tornare nei Balcani e di salire sul trono di Macedonia al posto di re Cerauno, ucciso nel corso dell'invasione della regione da parte dei Galli. Pirro pensò che le opportunità maggiori gli venivano dall'avventura in Sicilia, e decise di restare, con gli esiti a dir poco disastrosi che ben sappiamo. Ma che accade se Pirro preferisce impossessarsi della corona del suo parente Alessandro Magno? Ce la farà ad unificare la Grecia sotto il suo scettro, in modo che essa possa poi resistere alla travolgente avanzata romana? O, se Pirro ce la fa, si riproporrà la situazione della Seconda Guerra Macedonica, e quindi un intervento di Roma su richiesta dei Greci? (ancora William Riker)

La Grande Insubria. Impero europeo degli Insubri o di altra tribù preromana (Grazie al geniale Bhrg'hros)

Le lingue vasconiche. La lingua basca è l'unica sopravvissuta dell'antico gruppo di lingue autoctone d'Europa definito vasconico. Ammettendo che il basco non sia l'unico scampato della famiglia, ma abbia ancora una lingua sorella, ad esempio l'antico ligure, come cambia la storia d'Europa e quella della linguistica? (made in Renato Balduzzi)

Gli Alessandro indiani. Chandragupta e suo nipote Asoka conquistano l'occidente diventando gli Alessandri al contrario, e la cultura dominante nell'antichità non è ellenistica ma "indianistica"; il risultato è uno scontro tra l'Impero Maurya (o i suoi eredi, probabilmente i Saka o i Kushana) e una Roma molto poco ellenizzata, con una rapida compenetrazione tra la cultura occidentale e quella buddista e indù (anche questa è stata proposta da Falecius)

Niente Ahimsa Dhârma. Nel 273 a.C in India il re Bindusâra si ritira a vita contemplativa e lascia il regno al suo giovane figlio Ashokavardhâna (Asoka). Quest’ultimo regna da Pataliputra su uno stato che ha unito quasi tutto il subcontinente indiano da quando il nonno, Chandragupta, aveva cacciato gli invasori Greci. Asoka é un guerriero che sogna conquiste. Intraprende la conquista del Kalinga, una guerra spietata che presto si trasforma in massacro di massa degli abitanti del paese: Asoka riesce nel suo intento, ma il Kalinga non é più che rovine e fiumi di sangue: il re ne esce trasformato. A questo punto, secondo le leggende, si converte al buddhismo e adotta l’Ahimsa Dhârma, la via della non-violenza. Il guerriero si trasforma in re pacifico che farà la prosperità di suo regno, coprendo il paese di templi buddhisti e facendo del buddhismo una religione potente. In India la sua immagine é pari a quella del nostro Costantino per il cristianesimo: Asoka ha fondato la civiltà indiana come la conosciamo. Finisce la sua vita pacificamente verso 232 a.C. E se Asoka non si fosse impegnato nella conquista del Kalinga, lasciandola a un generale o meglio volgendosi totalmente verso un altro obiettivo: le satrapie Greco-battriane del Nord, nemici di suo nonno, il fondatore della dinastia Maurya, respinti ma non totalmente vinti? Immaginiamo un Asoka più ambizioso, forse ispirandosi alla figura di Alessandro fornita dai Greci che vivono alla corte del padre: cosa avviene? (ecco l'ucronia realizzata da Perchè no?)

L'India resta buddhista. L'imperatore indiano Asoka (304-232) fu uno dei più grandi sovrani di tutti i tempi. Non solo conquistò un Impero più vasto dell'India attuale comprendente parti del Pakistan, dell'Afghanistan e della Persia, ma regnò sempre con giustizia sui suoi numerosi sudditi, tanto che il suo ricordo è ben vivo ancora oggi. Soprattutto però fu un fervente buddhista e favorì oltre misura questa religione a scapito delle altre, anche se non si spinse mai a perseguitarle. Mettiamo che la politica di tipo costantiniano prosegua anche coi suoi successori. Anche se ciò, di per sé, non potrà evitare il disfacimento dell'Impero Maurya, il Buddhismo conquisterà sempre più seguaci nel Subcontinente e l'induismo, così come il paganesimo nell'Europa Occidentale e nel Nordafrica, sparirà gradualmente limitandosi a sopravvivere sotto forma di superstizione in aree periferiche. E' con il buddhismo, quindi, che se la dovrà vedere l'Islam nei secoli successivi. Quale rapporto potrà nascere tra queste due grandi religioni? Sarà conflittuale come quello attuale con gli induisti o potrà, al contrario, sfociare in una nuova religione sincretista? Ma soprattutto, un'India ancora largamente buddhista non potrà vedere di buon occhio la vicina Cina che ancora oggi occupa il Tibet. E' vero che la versione tibetana di buddhismo è minoritaria rispetto al Buddhismo nel suo genere, però è anche vero che i diversi "vicoli" di questa religione non hanno mai vissuto in conflittualità così esasperate come in Occidente e Medio Oriente hanno invece fatto le differenti confessioni cristiane e musulmane. Così l'India vivrà in stato pressoché conflittuale con la Cina piuttosto che con il Pakistan nella nostra Time Line, ed il rischio di una guerra nucleare tra le due Superpotenze demografiche sarà ancora più elevato (è di Never75)

La Cina come l'India. La civiltà cinese del nord non riesce a sottomettere i popoli (chiamati Yüe nelle fonti cinesi) delle vallate meridionali in modo stabile. Anche se accolgono alcuni aspetti della cultura cinese, gli Yüe conservano molti elementi della propria cultura d'origine, che era arrivata ad uno stadio almeno proto-urbano, e le proprie lingue di ceppo austronesiano, austro-asiatico o tai-kadai; anche se l'espansione insulare austronesiana in questa linea rimane possibile, i parlanti le lingue da cui derivano le odierne lingue Thai, Vietnamita, Lao e Khmer e forse anche il Birmano rimangono nelle loro sedi originarie nella Cina centro-meridionale. La stessa piana cinese a nord, pur conoscendo una serie di unificazioni imperiali (alcune ad opera di invasori delle steppe) non costituisce una unità politica stabile, e si trova in una situazione simile a quella dell'odierna India (proposta da Falecius)

L'India come la Cina. Al contrario, la piana indo-gangetica resta politicamente unita sotto i Maurya e le dinastie suiccessive; le province meridionali, malgrado le difficoltà e le ritirate, sono conquistate permanentemente e gradualmente unificate da un impero indoario unito, con capitale inizialmente a Patna e poi nei pressi della nostra Delhi. Le lingue dravidiche scompaiono o riducono il proprio spazio; è possibile che i loro parlanti scelgano una strategia di espansione marittima nell'Oceano Indiano, con due direttrici probabili: una indonesiana, anticipando i Malesi a Sumatra, e l'altra, attraverso le Maldive e le Seychelles, verso il Madagascar. Le isole dell'Oceano Indiano saranno tutte popolate dall'equivalente dravidico dei navigatori polinesiani, spinti a sud dagli ariani. Oppure alcuni Dravida si stabiliranno sulle coste orientali dell'Africa prima dell'arrivo dei Bantu, anticipando lo sviluppo di una civiltà urbana più o meno induista nella regione, con importanti relazioni con Saba (anche questa è di Falecius)

Abraham Lincoln del mondo antico. Narrano le cronache che Atene dichiarasse Guerra ad una nazione vicina perché non aveva mandato un suo emissario a trattare la pace con loro. Quindi ordinò alla flotta che era costituita da triremi con schiavi e galeotti ai remi di salpare ed andare a radere al suolo la città che li aveva ignorati… c'erano sette giorni di navigazione per arrivare in vista della città ed attaccarla. Ma due giorni dopo che la flotta era salpata arrivò l'emissario atteso con la resa e si scusò del ritardo… che fare? Atene mise a disposizione una cifra enorme per armare una nave con uomini liberi ai remi, molto ben pagati, per portare un legato fino alla flotta e fermarla. Pare che in quattro giorni di navigazione la nave con i liberi ai remi raggiunse la flotta con gli schiavi ai remi che remava da sei fermandola un giorno prima di arrivare in vista dell'obiettivo. Quindi un uomo libero rende il 100% di uno schiavo… peccato che un uomo libero lo prendo quando serve e poi lo mollo quando non mi serve più senza rimpianti, rimorsi o sensi di colpa. Allora, se la Schiavitù non fosse stata diffusa nella Grecia e nella Roma repubblicana, magari qualcuno se ne rende conto facendo gli stessi nostri ragionamenti e con maggior produttività e, data la necessità di salario, maggiore liquidità. Ebbene, come cambia l'economia antica ed il suo protocapitalismo? (proposta da Sandro Degiani)

Eurasia. In molti pensano che il continente asiatico abbia una storia e una cultura alla pari con quella europea. Se così fosse, sarebbe bastato veramente poco per far nascere una società di tipo occidentale in Asia. Pensate a quanti avvenimenti avrebbero potuto dar vita a questa Timeline: regni ellenistici che sopravvivono senza dilaniarsi a vicenda ed intraprendono scambi con le potenze orientali come la Cina, facendo da testa di ponte tra Occidente e Oriente; Romani che annettono senza troppi complimenti i regni mediorientali, per poi cadere come nella nostra Timeline con Romolo Augustolo ma portando nel medioevo europeo anche il Medio Oriente, che comunque intraprende scambi con le potenze orientali malgrado i tempi non felici, unendo culturalmente e storicamente, per quanto possibile, Europa e Asia; Arabi che convivono con i cristiani senza ammazzarsi, rispettandoli in quanto "popolo del libro" insieme agli ebrei; riavvicinamento di cristianesimo ed ebraismo; gli Arabi si espandono più ad Oriente che ad Occidente (con l'India completamente islamizzata) e fanno da intermediari tra i due continenti innescando un progresso rapidissimo;  e si potrebbe continuare. Convivenza tra Europa e Asia: illuminismo in Cina, il Giappone non si isola e nel 1848 rivoluzione contro il potere imperiale e proclamazione della repubblica, un'Unione Eurasiatica al posto di quella solo europea, oppure ruoli invertiti: la Gran Bretagna che diventa una colonia indiana! (una proposta davvero "ecumenica" di Mattiopolis)


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